INDICE

III

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V — 1 —

PREFAZIONE PROFILO STORICO DEL BUDDISMO DI NICHIREN DAISHONIN

1 — Le origini: Shakyamuni e il Sutra del Loto 4 — La vita di Nichiren Daishonin 14 — La storia della Soka Gakkai e dei tre presidenti 21 21 23 30 34 40 44 — — — — — — —
LE BASI DELLA FEDE

Fede, pratica, studio Il daimoku L’oggetto di culto: il Gohonzon La propagazione: shakubuku e kosen rufu La relazione con il maestro e con i compagni di fede Lo spirito dell’offerta

IV

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47 47 53 56

— LA VISIONE BUDDISTA DELLA VITA — Il mutuo possesso dei dieci mondi — Il karma e la sua trasformazione — Le non dualità: vita e ambiente, corpo e mente
CONSEGUIMENTO DELLA BUDDITÀ

61 — Testo del Gosho: IL

IN QUESTA ESISTENZA

66 — È la tua vita stessa 67 — Rendere la causa e l’effetto del conseguimento della Buddità il nucleo e la base della nostra vita 69 — La Legge mistica e gli insegnamenti incompleti 72 — Richiamare e manifestare la natura di Budda 75 — Percepire che la propria vita è Nam myoho renge kyo 76 — Una religione universale per la felicità di tutta l’umanità 78 — Non cercare al di fuori di te 79 — Studiare il Buddismo ma cadere negli insegnamenti non buddisti 82 — Cercare l’illuminazione al di fuori della nostra vita significa essere sconfitti dall’oscurità 83 — La fede per conseguire la Buddità in questa esistenza 88 — Lo spirito dei tre primi presidenti arde nella Soka Gakkai

hanno rinvigorito il proprio coraggio e hanno vinto le loro battaglie per kosen rufu aprendo le pagine del Gosho – cioè gli scritti di Nichiren Daishonin – con lo spirito di ricevere consigli e istruzioni direttamente . secondo una tradizione che la Soka Gakkai porta avanti in tutto il mondo. Ovviamente non è obbligatorio prender parte all’esame ma – dal momento che le basi del Buddismo del Daishonin sono “fede. della pratica e dello studio. pratica e studio” – possiamo considerare la nostra partecipazione come un’opportunità per approfondire la conoscenza dell’insegnamento e. per rinnovare la decisione di metterla in pratica ogni giorno. soprattutto. Scrive il presidente Ikeda a questo proposito: «I membri di tutto il mondo hanno approfondito la loro comprensione della fede. “Usare il Buddismo nella vita quotidiana” è una frase chiave per noi discepoli di Nichiren Daishonin.PREFAZIONE V Gli esami? Un’occasione D I TA M O T S U N A K A J I M A A novembre si terranno gli esami di primo livello del Dipartimento di studio.

68 1 2 . Se avanziamo con il Gosho come nostro fondamento non ci troveremo mai a un punto morto». ma nel cuore e negli sforzi di quanti lo studiano e lo praticano: «Il Buddismo – spiega Ikeda commentando questo brano – esiste e si manifesta nella vita di ogni persona che studia il Gosho e pratica la sua fede seguendo esattamente gli insegnamenti del Daishonin». Esperia. ma è più importante mettere in pratica ciò che si studia. pag. Firenze. Un famosissimo passaggio del Vero aspetto di tutti i fenomeni afferma: «Impegnati nelle due vie della pratica e dello studio. Di seguito citato come RSND . I. 802. pag. è sempre stato una religione strettamente collegata alla realtà. (1) Avvicinarsi allo studio del Buddismo con un atteggiamento solo intellettuale. IBISG . citazioni e quant’altro. (3) Questa frase significa che il Buddismo non vive nei templi o nei sutra. (2) Senz’altro è importante leggere e conoscere. Scrive il Daishonin: «Fra i miei discepoli. (4) — Buddismo e società. vol. 106. I. vol. avrà come conseguenza ultima quella di aumentare la tendenza a diventare arroganti. Senza pratica e studio. Il presidente Ikeda dice che gli scritti che studiamo sono il risultato della continua lotta del Daishonin per salvare le persone attraverso centinaia di lettere e migliaia di dialoghi. fin dalle sue origini. 2008. La vera entità della vita. pag. Allo stesso tempo è fondamentale avere lo “spirito di ricerca” e l’umiltà di ascoltare – come se fosse sempre la prima volta – le parole del Budda originale e del maestro. n. per accumulare dati. Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin. non può esservi Buddismo». pag. confermarlo con la nostra vita: il Buddismo. 342 4 — Daisaku Ikeda. conoscenze. 38 — L’insegnamento per l’Ultimo giorno della Legge. 3 — RSND .VI PREFAZIONE dallo stesso Nichiren. quelli che credono di conoscere bene il Buddismo sono quelli che sbagliano».

a prescindere da quale sarà il risultato finale.PREFAZIONE VII Partendo da queste premesse fondamentali – studiare e mettere in pratica – la decisione di partecipare all’esame è già di per sé una grande vittoria. Lo sforzo che faremo fino a novembre (che spero continuerà poi per tutta la vita) comporterà come beneficio quello di approfondire la fede e di essere più felici. .

mentre il quarto indica la possibile via di ricerca. principalmente in Oriente. un ammalato. ciò non gli impedì di fare “quattro incontri”: con un vecchio. Si tratta ovviamente di incontri che hanno un significato simbolico: i primi tre rappresentano l’impatto con la sofferenza. e per ordine del padre crebbe lontano dai problemi della vita reale. chiamato in seguito Shakyamuni. Ma. nacque tra il V e il IV secolo a. Siddharta. secondo la tradizione. relegato negli agi del palazzo. un cadavere e un asceta.C. La compassione che provò di fronte alle sofferenze fondamentali connaturate alla vita di ogni essere umano . principe degli Shakya – una piccola tribù che viveva alle pendici dell’Himalaya. il “saggio degli Shakya”. Venne fondato da Siddharta Gautama.P RO F I L O S T O R I C O D E L B U D D I S M O D I N I C H I R E N DA I S H O N I N 1 Profilo storico del Buddismo di Nichiren Daishonin L E O R I G I N I : S H A K YA M U N I E I L S U T R A D E L L O T O Il Buddismo è una religione praticata da milioni di persone.

riuscendo a liberarsi dall’ignoranza che acceca gli esseri umani e impedisce loro di vivere in ar monia con la vera Legge della vita. malattia e morte – lo spinse a lasciare il palazzo del padre e a dedicarsi alla via dell’ascesi per cercare una risposta. a indicare che la sua esperienza consisteva nell’aver squarciato il velo di illusione che copre la realtà e nell’aver percepito nitidamente la vera natura di tutte le cose. che in sanscrito significa “risvegliato”. A differenza di molti altri fondatori di religioni. durata circa cinquan- . Durante la predicazione. diffondendo il suo insegnamento per il bene di tutti gli esseri umani fino al momento della morte. Tornò allora a uno stile di vita più moderato e un giorno. e che ha indicato agli altri esseri umani la via per acquisire la sua stessa saggezza e condizione vitale. che avvenne all’età di ottant’anni. Da questo risveglio. dopo profonda meditazione. il Budda è un essere umano che ha messo a disposizione di altri esseri umani la sua esperienza di comprensione profonda della vita realizzata attraverso l’automiglioramento. Dopo alcuni anni di estenuanti pratiche si rese conto però che quel percorso non lo avrebbe condotto alla soluzione. da allora in poi decise di dedicarsi a condividere con gli altri questa esperienza. invecchiamento. Gli insegnamenti del Budda I suoi insegnamenti sono riportati in una grande raccolta di testi chiamati “sutra”. o illuminazione. I suoi contemporanei lo chiamavano Budda. Il modo in cui il Buddismo viene presentato nei sutra è piuttosto vario: ciò deriva da diversi fattori. dipendeva il suo stato vitale di gioia così intensa e profonda che toccava profondamente chiunque lo avvicinasse.2 M AT E R I A L E D I S T U D I O – nascita. conseguì l’illuminazione. che fanno riferimento a modelli di perfezione ultraterreni o si ritengono inter mediar i del volere di una volontà divina.

Frequentando persone molto diverse tra loro – principi. Il Sutra del Loto Si r itiene che il Sutra del Loto sia stato messo per iscritto tra il I e il II secolo d. la Cina. si . ma la enunciò nel corso di dialoghi con le persone e attraverso i discorsi ai suoi discepoli. Shakyamuni viaggiò per tutta l’India condividendo i suoi insegnamenti con tutti coloro che incontrava. In sanscrito esso è conosciuto come Saddharmapundarika-sutra (lett. mercanti. Ma. più di ogni altra cosa. la Corea e il Giappone. Possiamo solo dire che ogni scuola si rifaceva a un sutra o a un insieme di sutra.C. studiosi. Sutra del loto bianco del Dharma meraviglioso). La scuola di Nichiren Daishonin si colloca nella tradizione mahayana del Sutra del Loto.C. La compilazione definitiva avvenne però nei monasteri buddisti nel corso dei successivi cinque secoli. Non espose la sua filosofia in modo sistematico.P RO F I L O S T O R I C O D E L B U D D I S M O D I N I C H I R E N DA I S H O N I N 3 t’anni. Possiamo suddividere l’insieme delle dottrine in due grandi filoni che si riconducono alla tradizione Theravada (scuola degli anziani) o a quella Mahayana (grande veicolo).. considerandoli come insegnamenti fondamentali. il Sutra del Loto si diffuse dall’India fino all’Asia centrale. analfabeti – cercò di rispondere a ogni loro quesito o dubbio. La differenza tra queste due tradizioni deve essere oggetto di una trattazione che non è possibile affrontare in questa sede. Giunto in Cina nel III secolo d.C. Come molti sutra Mahayana. cercò di dare una risposta alle domande fondamentali sull’esistenza umana: perché siamo nati e dobbiamo affrontare le inevitabili sofferenze di malattia. invecchiamento e morte? I discorsi di Shakyamuni vennero dapprima tramandati oralmente dai discepoli e iniziarono a essere trascritti solo a partire dal III secolo a. (un centinaio di anni dopo la sua morte).

che il Budda non esiste in qualche luogo speciale non è un essere soprannaturale. in questo sutra. Alla nascita fu chiamato Zennichi-maro.C. un’occupazione considerata di basso rango perché comportava l’uccisione di esseri viventi. titolo del Sutra del Loto. una località sulle coste della penisola che delimita a est la baia di Tokyo. Nichiren Daishonin considerò “Myoho renge kyo”.che tutti gli esseri viventi possiedono la natura di Budda. L A V I TA D I N I C H I R E N D A I S H O N I N Gli anni della formazione Nichiren nacque il 16 febbraio 1222 nel villaggio di Kominato. .4 M AT E R I A L E D I S T U D I O dice sia stato tradotto in numerose differenti forme di cinese. .) del V secolo è considerata particolarmente pregiata per la limpidezza filosofica e la bellezza letteraria. Nichiren Daishonin (1222-1282) individuò nel Sutra del Loto il cuore dell’intero insegnamento di Shakyamuni. La traduzione in cinese di Kumarajiva (344-413 d. viene dichiarato: . il nome della Legge universale implicitamente rivelata nel sutra. Sulla base di questa profonda percezione stabilì l’invocazione di Nam myoho renge kyo quale fondamento della pratica buddista da lui istituita. La sua famiglia viveva di pesca. che si compone di otto volumi e ventotto capitoli.che non esistono categorie di persone che non possono conseguire la Buddità nella vita presente. Zennichi si- . provincia di Awa. Infatti.che la natura essenziale della vita (Buddità) è eternamente inerente a tutti gli esseri viventi. fattori che ne hanno favorito la vasta diffusione in tutta l’Asia orientale. di cui sono ancora esistenti tre versioni in forma completa. . come l’essenza di questa scrittura.

Così afferma in un suo scritto: «Nessuno. Fin da piccolo nutrì il grande desiderio di sviluppare la saggezza per trovare la risposta alla questione fondamentale della vita e della morte. Tokyo. II. (1) Con questa forte motivazione for mulò il suo pr imo “voto”. . nonostante fosse nato con lo scopo di salvare le persone dalla sofferenza e di portare pace e stabilità alla società. e perché il Buddismo. e ripagare in questo modo il debito di gratitudine nei confronti dei propri genitori. All’epoca i bambini di famiglie povere potevano istruirsi soltanto nei templi buddisti. Il resto era secondario». mentre maro è un suffisso comune per i nomi dei ragazzi. non avesse più la capacità di realizzare questi obiettivi. Nichiren si domandava come mai l’insegnamento di Shakyamuni si fosse così frammentato. che rappresenta la più grande fonte di sofferenza per gli esseri umani. pag. Entrò nell’ordine monastico sotto la guida del prete anziano Dozen-bo prendendo il nome di Zesho-bo Rencho. 2006. Per questo il mio unico desiderio fu di risolvere questo eterno mistero. quello di diventare l’uomo più saggio del Giappone. The Writings of Nichiren Daishonin. dedicandosi totalmente agli studi buddisti. In seguito lasciò momentaneamente il tempio Seicho per approfondire ulteriormente lo studio delle scritture e le dottrine delle varie scuole nei più importanti centri buddisti di Kamakura. 1 — L’importanza del momento della morte. giovane o vecchio. Kyoto e Nara.P RO F I L O S T O R I C O D E L B U D D I S M O D I N I C H I R E N DA I S H O N I N 5 gnifica “splendido sole”. A dodici anni entrò nel tempio Seicho per studiare. che predicavano varie dottrine e adottavano differenti pratiche religiose. può sfuggire alla morte. saggio o sciocco. vol. A quel tempo il Buddismo nel paese era rappresentato da numerose scuole. 759. A sedici anni decise di diventare monaco. Soka Gakkai. Di seguito citato come WND .

fosse la Legge che permette il risveglio al vero aspetto della vita universale. si attirò l’odio di diversi esponenti del mondo politico e religioso. sede del governo militare. La notizia della dichiarazione del Daishonin (il termine “Daishonin” è un titolo onorifico che significa “grande saggio”) arrivò anche a Tojo Kagenobu. a indicare di aver ottenuto l’illuminazione da solo). che ordinò di arrestarlo. tenne un sermone in cui confutò le dottrine delle altre tradizioni buddiste. Andò dai suoi genitori che vivevano nelle vicinanze e li convertì. signore del luogo e fervente seguace della scuola della Pura terra. chiamata anche Nembutsu. Myoho renge kyo. Affermando che le principali scuole buddiste dell’epoca (Pura terra. Poi partì per Kamakura. in particolare della scuola della Pura terra. Con voce risonante recitò Nam myoho renge kyo. Precetti. proclamando che questa grande Legge era l’unico insegnamento capace di condurre direttamente le persone all’illuminazione nell’Ultimo Giorno della Legge. Tornato all’età di trentadue anni al tempio Seicho. Nichiren riuscì a fuggire con l’aiuto dei suoi primi discepoli. e che il suo titolo. il 28 aprile del 1253. Questo evento costituisce la fondazione del suo insegnamento e la base per il suo secondo “voto”. Zen. nell’Ultimo Giorno della Legge.6 M AT E R I A L E D I S T U D I O La proclamazione di Nam myoho renge kyo Grazie a questa esperienza di studio e alla sua stessa illuminazione ebbe la profonda consapevolezza che l’insegnamento fondamentale di Shakyamuni fosse il Sutra del Loto. quello di propagare la Legge per la felicità degli esseri umani senza risparmiare la propria vita. non erano più validi e avrebbero portato alla rovina e non alla salvezza. Prevedendo l’aggressione. che sarebbe diventata il . Vera parola) erano basate su parziali ver ità dei sutra provvisor i che. con il nuovo nome di Nichiren (che significa “sole-loto”.

e prese alloggio a Matsubagayatsu. e per alleviare le sofferenze dei suoi connazionali. In quel periodo il numero dei suoi seguaci aumentò e fu allora che si convertirono. Cinque di essi (pestilenze. Shijo Kingo. tra le quali Il conseguimento della Buddità in questa esistenza (1255).P RO F I L O S T O R I C O D E L B U D D I S M O D I N I C H I R E N DA I S H O N I N 7 centro delle attività di propagazione. Raccomanda perciò ai governanti di prendere provvedimenti immediati accettando e sostenendo il corretto insegnamento del Buddismo contenuto nel Sutra del Loto. chiamata “primo ammonimento”. La popolazione era precipitata nella miseria e nella disperazione. Hojo Tokiyori. Toki Jonin. dove cominciò a diffondere i suoi insegnamenti. la persona più potente del governo. scatenò nei suoi confronti una nuova ondata di persecuzioni. che rimase accanto a Nichiren per tutta la vita. tra gli altri. Nichiren decise di ricercarne la causa fondamentale nei testi buddisti. Scrisse alcune di rilievo opere. gli ultimi due – la guerra civile e l’invasione straniera – sarebbero seguiti immancabilmente. ai quali si aggiungevano carestie. Colpito da questi avvenimenti eccezionali. tempeste fuori stagione e siccità fuori stagione) si erano già verificati. cambiamenti straordinari nei cieli. convertendo molti discepoli importanti. Rissho ankoku ron) che il 16 luglio del 1260 inviò all’ex reggente. Questa azione coraggiosa. . Nel trattato si dichiara che la causa di quelle calamità era che la popolazione – sostenendo dottrine erronee e falsi maestr i – aveva voltato le spalle al corretto insegnamento buddista. I sutra predicevano infatti che sette tipi di disastri avrebbero colpito il paese che si fosse opposto all’insegnamento corretto. incendi ed epidemie. Ikegami Munenaka e il giovanissimo prete Nikko. Intanto il paese era afflitto da nubifragi e terremoti. eclissi lunari e solari. Giunse così a scrivere il trattato Adottare l’insegnamento corretto per la pace del paese (giapp.

Nello scontro un seguace restò ucciso e Nichiren stesso riportò una ferita di spada alla fronte e una frattura al polso sinistro. grazie alle sue preghiere la donna non solo guarì dalla malattia. ricordando loro la sua predizione e chiedendo che venisse indetto un dibattito religioso . Nel febbraio del 1263 ottenne la grazia e ritornò di nuovo a Kamakura. Nel 1268 l’impero mongolo minacciò di invadere il Giappone se non si fosse sottomesso. Questo incidente è noto come la “persecuzione di Matsubagayatsu”. Così il 12 maggio 1261 Nichiren partì per Ito. gravemente malata. L’incidente è noto come la “persecuzione di Komatsubara”.8 M AT E R I A L E D I S T U D I O Le persecuzioni I capi del governo ignorarono l’appello di Nichiren Daishonin e alcuni seguaci della Pura terra. per un certo periodo. lo condannò all’esilio. si prepararono per attaccare direttamente Nichiren. Nichiren riuscì a scampare all’assalto e. si allontanò da Kamakura. La sera del 27 agosto del 1260 presero d’assalto la sua dimora con l’intenzione di ucciderlo. L’11 novembre dello stesso anno Nichiren Daishonin e un gruppo di suoi discepoli caddero in un’imboscata tesa dal sovrintendente della regione Tojo Kagenobu e dai suoi guerrieri. Come scrisse in seguito. col tacito sostegno di notabili del luogo. Nichiren si rese conto che l’invasione straniera. predetta nel suo trattato Adottare l’insegnamento corretto per la pace del paese. Nell’ottobre di quell’anno scrisse nuovamente a undici influenti personalità governative e religiose. senza avere seriamente indagato sulla veridicità delle accuse mosse contro di lui. nella penisola di Izu. L’anno seguente Nichiren si recò nella sua provincia natale per occuparsi della madre. ma prolungò la sua vita di quattro anni. Quando vi ritornò nell’anno seguente il governo ordinò il suo arresto e. stava per avverarsi.

682 . attraversò il cielo da sud-est a nord-ovest». capo della scuola dei Precetti-Vera parola. Così il 12 settembre. Nichiren continuò a indicare gli errori delle principali scuole buddiste e. Ma proprio quando Nichiren stava per essere decapitato. però. I. Il Daishonin non perse l’occasione per spiegare di nuovo quale fosse. RSND . proveniente da Enoshima [una piccola isola al largo della spiaggia]. aveva progettato di giustiziarlo in segreto prima che arrivasse a Sado. convocò Nichiren per un interrogatorio. nel mar del Giappone. dal punto di vista degli insegnamenti buddisti. dopo la seconda serie di messaggi di ammonimento.P RO F I L O S T O R I C O D E L B U D D I S M O D I N I C H I R E N DA I S H O N I N 9 pubblico tra lui e i rappresentanti delle principali scuole buddiste per dimostrare i loro errori dottrinari. pag. ordinò a un drappello di soldati di condurre Nichiren in un luogo chiamato Tatsunokuchi (la Bocca del drago). Il 10 settembre del 1271 il capo della polizia Hei no Saemon. Ma né il governo né i capi religiosi presero in considerazione tale richiesta. In seguito il Daishonin lo descrisse così: «Una sfera brillante quanto la luna. Hei no Saemon. un oggetto luminoso apparve in cielo. incitato dal prete Ryokan. Due giorni dopo fu arrestato con l’accusa di fomentare disordini e condannato all’esilio nell’isola di Sado. il corretto atteggiamento che i governanti della nazione avrebbero dovuto adottare per assicurare la pace e la sicurezza dei cittadini. poco prima dell’alba. terror izzati. (2) I soldati. una spiaggia nei pressi di Kamakura dove venivano eseguite le condanne a morte. La mancata decapitazione di Tatsunokuchi è stata estre- 2 — Le azioni del devoto del Sutra del Loto. r inunciarono all’esecuzione. Questo evento è noto come la “persecuzione di Tatsunokuchi”. vol. Nonostante il crescente pericolo per la sua vita. iniziò il periodo più difficile della sua vita.

una piccola cappella in rovina. Qui Nichiren prese alloggio nella dimora assegnatagli. in risposta a una sua precisa domanda. che costituivano una seria minaccia alla sua vita. Dopo il fallito tentativo di decapitazione. 1272. Era pieno inverno e dovette affrontare la neve. senza tetto. predisse che i mongoli avrebbero sicuramente attaccato il Giappone entro l’anno. Incontrò nuovamente Hei no Saemon e. a Tatsunokuchi abbandonò il suo stato transitorio di comune mortale e rivelò la sua vera identità di Budda originale. che rappresentano le basi teoriche e dottrinali per la successiva iscrizione del Dai Gohonzon. tra cui L’apertura degli occhi e L’oggetto di culto per l’osservazione della mente. .10 M AT E R I A L E D I S T U D I O mamente significativa per la vita di Nichiren perché. come dice nel Gosho L’apertura degli occhi. noto come il dibattito di Tsukahara. Il 16 gennaio dell’anno successivo. il governo confermò la condanna all’esilio nell’isola di Sado. all’interno del cimitero di Tsukahara. sua moglie Sennichi-ama e il prete Sairen-bo. Tra questi Abutsu-bo. l’oggetto di culto per tutta l’umanità (che avverrà il 12 ottobre del 1279). confutò gli argomenti dei suoi avversari e le dottrine erronee delle scuole che essi rappresentavano. Cosa che accadde effettivamente. Egli accettò la sfida e in quell’incontro. molti – preti e laici – divennero suoi discepoli. Nel febbraio del 1274 anche l’esilio a Sado venne condonato e Nichiren poté tornare a Kamakura. Durante l’esilio a Sado Nichiren scrisse molte lettere di incoraggiamento ai suoi discepoli e alcuni importanti trattati. nell’ottobre del 1274. diverse centinaia di preti e di seguaci laici delle varie scuole buddiste di Sado e delle province vicine si riunirono per sfidare Nichiren in un dibattito religioso. Questo rappresenta il punto di svolta cruciale nella vita di Nichiren. la scarsità di cibo e di vesti nonché l’ostilità dei seguaci della Pura terra.

realizzando così la missione della sua vita. Yagoro e Yarokuro. scrisse anche molte lettere personali ai suoi seguaci. le attività di propagazione nel distretto di Fuji continuarono sotto la guida di Nikko. chiamati “i martiri di Atsuhara” – furono giustiziati. Portati a Kamakura vennero interrogati duramente e torturati perché rinnegassero la loro fede. Ma essi rimasero saldi nella loro convinzione e così tre di loro – i fratelli Jinshiro. In quegli anni scrisse molte opere importanti e tenne delle lezioni sul Sutra del Loto e su altri argomenti. Il comportamento dei credenti di Atsuhara aveva colpito profondamente Nichiren che. Il 21 settembre 1279 venti contadini che si erano convertiti agli insegnamenti di Nichiren furono arrestati. I “martiri di Atsuhara” e l’iscrizione del Dai Gohonzon Dopo il ritiro di Nichiren a Minobu. da dove intensificò le attività di propagazione. riversando le sue energie nella formazione di discepoli capaci di diffondere il suo insegnamento. incoraggiandoli continuamente nella fede e istruendoli su come affrontare le dure realtà della vita quotidiana alla luce degli insegnamenti buddisti. con la falsa accusa di avere illegalmente raccolto il riso nei terreni di un tempio. ritenendo maturi i tempi. Il 12 ottobre del 1279 iscrisse l’Oggetto . Nichiren decise di lasciare Kamakura e di ritirarsi (come era consuetudine fare in tali circostanze) sul monte Minobu nel maggio del 1274. mentre gli altri vennero banditi.P RO F I L O S T O R I C O D E L B U D D I S M O D I N I C H I R E N DA I S H O N I N 11 Il ritiro sul monte Minobu Ma dal momento che le sue rimostranze erano rimaste inascoltate. Per contrastare tale espansione. decise di iscrivere il Dai Gohonzon. i preti dei templi Tendai di quella regione cominciarono a perseguitare i seguaci del Daishonin. Come già aveva fatto a Sado.

Nello stesso mese. perse quasi del tutto lo spirito originario. tranne rare eccezioni. dove poté incontrare molti dei suoi seguaci e dare le ultime disposizioni prima di morire. suo discepolo. Morì quella stessa mattina mentre recitava Nam myoho renge kyo assieme ai suoi discepoli. affidandogli la guida della propagazione attraverso il Documento di trasmissione di Minobu. . Nichiren abbandonò il monte Minobu e si mise in viaggio verso la provincia di Hitachi. l’unico che ne aveva compreso il significato essenziale. In precedenza aveva affidato il Gohonzon solo ai discepoli dalla fede più salda. Nel 1930 la Soka Gakkai ripartì dallo spirito originario di Nichiren Daishonin dando un nuovo impulso allo sviluppo di kosen rufu. Nei secoli successivi l’insegnamento del Daishonin venne custodito dal clero della Nichiren Shoshu ma.12 M AT E R I A L E D I S T U D I O di culto per il raggiungimento della Buddità di tutta l’umanità. ma ora che tanti credenti avevano manifestato una forte fede egli poteva affidare il Dai Gohonzon a tutta l’umanità. compreso il Dai Gohonzon. Apparentemente il motivo era di recarsi alle terme per curare la malattia di cui soffriva. Ma lungo il tragitto si fermò nella casa di Ikegami Munenaka. L’ultimo periodo della vita di Nichiren Daishonin L’8 settembre 1282 Nichiren trasmise tutti i suoi insegnamenti. Sebbene avesse inizialmente designato sei preti anziani come figure di riferimento per la propagazione nelle rispettive zone. a Nikko Shonin. il 13 ottobre 1282 il Daishonin riconfermò la trasmissione dei suoi insegnamenti a Nikko (Documento di trasmissione di Ikegami o Atto di successione di Ikegami).

LE TAP P E P R I NCI PALI DE LLA VITA DI N ICH I R E N 16 febbraio 1222 28 aprile 1253 16 luglio 1260 nasce a Kominato. nell’antica provincia di Awa proclama per la prima volta Nam myoho renge kyo invia il trattato Adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese a Hojo Tokiyori persecuzione di Matsubagayatsu esilio di Izu persecuzione di Komatsubara persecuzione di Tatsunokuchi esilio a Sado dibattito di Tsukahara ritorna dall’esilio di Sado ritiro sul monte Minobu inizio della persecuzione di Atsuhara iscrive del Dai Gohonzon muore presso la residenza di Ikegami Munenaka 27 agosto 1260 12 maggio 1261 11 novembre 1264 12 settembre 1271 novembre 1271 16 gennaio 1272 aprile 1274 maggio 1274 settembre 1279 12 ottobre 1279 13 ottobre 1282 .

Nel 1928 i due si convertirono al Buddismo di Nichiren Daishonin aderendo alla scuola Nichiren Shoshu. il governo militarista giapponese cominciò a reprimere ogni forma di libertà nel paese e in nome della sicurezza nazionale obbligò tutti i gruppi religiosi a unificarsi sotto l’egida dello Shintoismo. Toda era un insegnante elementare che incontrò Makiguchi nel 1920 abbracciandone entusiasticamente le idee. A partire dal 1933 l’organizzazione cominciò a tenere corsi annuali di studio del Buddismo e. osteggiato dal governo conservatore per le sue idee molto avanzate sull’educazione. in meno di dieci anni. che faceva capo al tempio principale Taiseki. Ben presto spostarono l’attenzione dall’ambito educativo allo studio e alla propagazione degli insegnamenti di Nichiren Daishonin. mentre Makiguchi e Toda si opposero con fermezza all’ingerenza del governo e in generale alla politica militarista di quegli anni. Con l’inizio della Seconda guerra mondiale.14 M AT E R I A L E D I S T U D I O LA STOR IA DE LLA SOKA GAK KAI E DE I TR E P R E S I DE NTI I primi passi Il 18 novembre 1930 Tsunesaburo M AKIGUCHI (18711944). insieme a Josei TODA (1900-1958) fondò un’associazione di educatori che aveva come scopo una riforma del sistema pedagogico. la Soka Kyoiku Gakkai (Società educativa per la creazione di valore). direttore di una scuola elementare. Da quel momento la persecuzione delle autorità si spostò dalla Nichiren Shoshu alla Soka Kyoiku Gakkai e Makiguchi fu arrestato il 6 luglio 1943 con l’accusa di aver violato . arrivò a contare circa duemila membri. che divenne religione di stato. La Nichiren Shoshu accettò di fondersi con le altre scuole Nichiren e di esporre i talismani shintoisti accanto al proprio oggetto di culto. perché in essi trovarono la base per le proprie teorie pedagogiche e per lo sviluppo dell’essere umano e della società. Makiguchi era un colto pedagogista.

Nel periodo precedente alla guerra il primo presidente Makiguchi aveva avuto il ruolo fondamentale di restituire al Buddismo di Nichiren Daishonin il ruolo di religione attiva nella vita quotidiana. il 18 novembre 1944. Il 14 agosto 1947 Toda conobbe Daisaku I KEDA . . scegliendolo come maestro. Nel 1946 ne cambiò il nome in Soka Gakkai (Società per la creazione di valore). Anche Toda fu arrestato insieme ad altri responsabili. La ricostruzione In carcere Toda aveva sperimentato il potere della fede. Fu liberato il 3 luglio del 1945. maturando una profonda coscienza della missione della sua vita. che partecipava per la prima volta a una riunione buddista: da quel momento il giovane r imase sempre al suo fianco. venne rinchiuso in condizioni di estrema durezza. La città di Tokyo era un cumulo di rovine a causa dei bombardamenti e i membri della Soka Kyoiku Gakkai erano tutti dispersi. Makiguchi. Ora con Josei Toda cominciava una nuova fase. allora diciannovenne. La ripresa delle attività nel dopoguerra fu un compito arduo: quasi tutti i responsabili avevano smesso di praticare.P RO F I L O S T O R I C O D E L B U D D I S M O D I N I C H I R E N DA I S H O N I N 15 la legge per la preservazione della pace e di non aver rispettato i santuari shintoisti. pronto a realizzare tutti i suoi desideri. ma fu l’unico a mantenere le sue convinzioni e dunque trattenuto in carcere. a settantatré anni. Propagare gli insegnamenti di Nichiren per realizzare la pace nel mondo diventò così lo scopo principale dell’associazione che Toda si impegnò a ricostruire. che divenne una vera e propria organizzazione religiosa laica basata sull’insegnamento di Nichiren Daishonin. dopo aver subito un interrogatorio sommario. Consumato dal freddo e dalla denutrizione morì dopo circa un anno e mezzo.

La Soka Gakkai Internazionale A partire dal primo anno della sua presidenza Daisaku Ikeda iniziò a recarsi all’estero: visitò l’America del Nord e del Sud.16 M AT E R I A L E D I S T U D I O Negli anni che seguirono. il Sud-est Asiatico. Italia compresa. Da allora le iniziative per la pace avrebbero costituito una delle attività principali della Soka Gakkai. In quello stesso anno. in piena guerra fredda. Dedicò il resto della vita al raggiungimento di questo obiettivo: nel 1957 alla Soka Gakkai avevano aderito 765mila famiglie. il 2 aprile 1958. Nell’arco di quindici anni il Buddismo di Nichiren Daishonin si diffuse in tutti e cinque i continenti. e di aver stabilito il Buddismo della “rivoluzione umana”. l’India. l’organizzazione conobbe una grande espansione. Toda pronunciò una storica dichiarazione contro le armi nucleari. Il 3 maggio 1951 Toda divenne il secondo presidente della Soka Gakkai. Il 26 gennaio del 1975 sull’isola di Guam nell’oceano Pacifico. nacque la Soka Gakkai Internazionale (S GI ). durante una riunione con migliaia di giovani. l’Europa. e decise di convertire 750mila famiglie prima di morire. Il 3 maggio 1960 Daisaku Ikeda diventò il terzo presidente della Soka Gakkai. Da . determinando la diffusione dell’insegnamento di Nichiren Daishonin in tutto il Giappone. Sotto la guida di Ikeda il movimento per la pace della Soka Gakkai si è diffuso oltre i confini del Giappone. Il secondo presidente Josei Toda ha avuto il merito di aver ricostruito la Soka Gakkai dopo la Seconda guerra mondiale. Morì poco tempo dopo. cioè il conseguimento della Buddità attraverso il profondo cambiamento della vita. portando milioni di persone in tutto il mondo a praticare questo insegnamento. di fronte ai rappresentanti di cinquantuno paesi.

i diritti umani. dal 1983.P RO F I L O S T O R I C O D E L B U D D I S M O D I N I C H I R E N DA I S H O N I N 17 allora. che contiene riflessioni sulla pace. Questa situazione si andò cristallizzando nei secoli successivi. per diversi motivi legati anche alle trasformazioni sociali e politiche del Giappone. con il compito di custodire il Dai Gohonzon e trasmettere correttamente gli insegnamenti del fondatore. Come già accennato in precedenza. l’educazione. con sede a Tokyo. il discepolo più vicino a Nichiren Daishonin. e l’assoggettamento al controllo statale durò fino alla seconda guerra mondiale. Ben presto tuttavia. Il distacco dalla Nichiren Shoshu Il grande sviluppo dell’organizzazione laica sia a livello locale in Giappone che a livello internazionale portò inevitabilmente ad una messa in discussione del ruolo e del significato del clero della Nichiren Shoshu. Dall’inizio degli anni Ottanta la S GI è stata riconosciuta presso le Nazioni Unite come Organizzazione non governativa (O NG ) e ha cominciato a impegnarsi in diverse agenzie internazionali. in molte nazioni si è andata costituendo un’organizzazione autonoma che aderisce alla S GI . fondò nel 1289 la scuola Fuji chiamata poi Nichiren Shoshu. il desiderio originale del Budda. e favorì l’arresto di Makiguchi e Toda per la loro opposizione al governo e alla guerra. con diversa struttura a seconda delle esigenze e delle culture. Nikko Shonin. il presidente Ikeda invia alle Nazioni Unite una Proposta di pace. quando la Nichiren Shoshu non oppose nessuna resistenza al governo militarista che volle imporre l’esposizione del talismano shintoista nel tempio principale. Ogni anno. e di fatto abbandonò la sua missione di kosen rufu. quali l’U NESCO e l’ACNUR . essa perse la sua autonomia uniformandosi ai dettami del governo. . la politica e l’economia ispirate all’umanesimo buddista.

Inoltre la Nichiren Shoshu accetta. Questa situazione portò una parte del clero a fare pressioni per ottenere le . dall’altro ne temeva l’espansione e l’autonomia che questa acquistava con il passare del tempo. temendo che venisse messa in discussione la sua autorità di fronte ai credenti. la costruzione di numerosi templi in tutto il Giappone. cercando nel contempo in tutti i modi di far tornare il clero alla sua originaria funzione. della raccolta completa dei gosho. di consegnare il Gohonzon a ogni persona o famiglia che si converte al Buddismo di Nichiren. Negli anni della presidenza di Toda si apre una fase di proficua collaborazione che vede la realizzazione di importanti obiettivi : la ricostruzione del Taisekiji. la Soka Gakkai fa completamente sua la missione della propagazione. Se la Nichiren Shoshu da un lato accoglieva i successi dell’organizzaizone laica traendone ampi benefici. e si andò creando una fazione che avversava la collaborazione con la Soka Gakkai. con le loro offerte. nel frattempo. alla cui realizzazione contribuirono. rompendo una secolare situazione di immobilismo. la sede principale della Nichiren Shoshu. Quando Daisaku Ikeda assunse la carica di presidente delle Soka Gakkai nel 1960 iniziò il processo di mondializzazione del Buddismo di Nichiren Daishonin. 8 milioni di membri della Soka Gakkai.18 M AT E R I A L E D I S T U D I O A partire dall’immediato dopoguerra. si rese necessario costruire una nuova e più grande sede per il Dai Gohonzon. la pubblicazione. mai realizzata fino ad allora. su richiesta della Soka Gakkai. in Giappone e nel resto del mondo. L’attività e il dinamismo del movimento laico della Gakkai cominciarono a creare malumore all’interno della comunità di monaci che vedevano via via diminuire il loro potere. che dà la possibilità a tutti i praticanti di leggere e studiare direttamente gli scritti del Daishonin. per l’afflusso di un numero sempre crescente di praticanti.

. simbolo della sincera dedizione e della fede pura di milioni di credenti. cosa che alla fine avvenne il 24/4/1979. attraverso numerosi incontri internazionali con personalità del mondo accademico e politico. per arrivare poi nel 1991 a “scomunicare” tutti quei membri di ogni paese che intendevano continuare ad appartenere all’organizzazione laica. dall’altra Ikeda prese spunto da questi eventi per intensificare la sua attività di sostegno diretto ai membri dentro e fuori il Giappone. uno dei più illustri della storia della Nichiren Shoshu. ma l’ostilità del clero riesplode definitivamente nel dicembre del 1990 con la volontà del patriarca Nikken di estromettere la Soka Gakkai dalla guida del movimento internazionale di kosen rufu. Nel 1998 a riprova della degenerazione e del disprezzo verso i membri laici del patriarca Nikken e del gruppo di monaci radunati intorno a lui. Questo Gohonzon costituisce la matrice dei Gohonzon che vengono oggi consegnati in tutto il mondo ai nuovi membri. L’anno seguente gli viene chiesto dal nuovo Patriarca di riassumere la carica e Ikeda accetta. Negli anni successivi la Soka Gakkai ha potuto tornare a consegnare i Gohonzon grazie alla decisione di un prete che. lo Sho Hondo. fu rasa al suolo la costruzione inaugurata nel 1972 per la custodia del Dai Gohonzon. a capo di un tempio dissociatosi dal tempio principale e da Nikken. Se da una parte si vide costretto a lasciare l’incarico.P RO F I L O S T O R I C O D E L B U D D I S M O D I N I C H I R E N DA I S H O N I N 19 dimissioni del presidente Ikeda. nel 1993 ha donato un Gohonzon or iginale iscritto nel XVIII secolo dal patriarca riformatore Nichikan Shonin. Da allora vennero sospese le consegne dei Gohonzon e venne emanato il divieto di visitare il tempio principale a chi non si fosse affiliato alla Nichiren Shoshu. e per allargare la cerchia di amici della Gakkai. un atteggiamento in palese contrasto con l’universalità dell’insegnamento di Nichiren Daishonin.

. Si è incrementato l’impegno verso la pace. facendo in modo che pratichino il Buddismo esattamente come ha insegnato Nichiren Daishonin. la cultura. basato sul rispetto della dignità della vita. come ad esempio le mostre sui diritti umani e sull’ambiente. la difesa dell’ambiente. L’obiettivo della Soka Gakkai è fondamentalmente duplice: aiutare i membr i nel loro percorso di r ivoluzione umana. al fine di trasformare pacificamente la nostra epoca. superando ogni differenza culturale o ideologica: accanto a lui sua moglie Kaneko lo sostiene costantemente nei viaggi e nelle attività per la pace. portati avanti sia attraverso l’azione dei singoli individui che attraverso le tante iniziative promosse dalla S GI nel mondo. Il presidente Ikeda sta moltiplicando i suoi sforzi per incoraggiare i membri di tutto il mondo e per creare una rete di amicizia e di dialogo con personalità di paesi diversi. e diffondere in ogni campo della società l’umanesimo buddista. l’aiuto umanitario.20 M AT E R I A L E D I S T U D I O La missione della Soka Gakkai Per la Soka Gakkai il distacco dalla Nichiren Shoshu è stato l’occasione per dare un’ulteriore spinta alla diffusione del Buddismo del Daishonin. è colui che ha favorito l’affermazione di questo umanesimo buddista. le raccolte di firme contro le armi nucleari e per la moratoria della pena di morte. l’educazione. uniti dalla fede negli insegnamenti di Nichiren Daishonin. Negli anni successivi infatti la S GI ha proseguito la sua espansione a livello mondiale che la vede attualmente presente in 192 paesi e territori con più di dodici milioni di membri. che ha portato il Buddismo di Nichiren in tutti i paesi del mondo e si è prodigato per far conoscere l’insegnamento in moltissimi ambiti della cultura mondiale. Il terzo presidente Daisaku Ikeda.

LE BASI DELLA FEDE 21 Le basi della fede F E D E . anche una sola frase o verso». 342 . non può esservi Buddismo. S T U D I O I cardini del Buddismo di Nichiren Daishonin sono la fede. Insegna agli altri come meglio puoi. (1) F EDE significa credere nel Gohonzon. vol. I. ma anche insegnare agli altri. la pratica e lo studio. Nel Gosho Il vero aspetto di tutti i fenomeni si legge: «Impegnati nelle due vie della pratica e dello studio. pag. Devi non solo perseverare tu. Sia la pratica che lo studio sorgono dalla fede. P R AT I C A . Senza pratica e studio. cioè credere nel fatto che sia noi sia tutti gli altri esseri umani possediamo la natura di Budda e che tutti i fenomeni dell’universo sono 1 — RSND .

pag. che significa “pratica assidua” e comprende a sua volta sia il daimoku – la pratica principale del Buddismo di Nichiren Daishonin – sia la recitazione di parte dei capitoli Espedienti e Durata della vita del Tathagata del Sutra del Loto. È Nam myoho renge kyo che comprende la pratica per sé e la pratica per gli altri». Da un punto di vista profondo la pratica per sé e la pratica per gli altri non si possono considerare separatamente. La PRATICA consiste di due aspetti: la pratica per sé e la pratica per gli altri. nell’Ultimo giorno della Legge. […] che taglia via il dubbio e l’incertezza». Una fede di questo tipo non sorge dal nulla. 2004. pag. Tokyo. ovvero l’azione di parlare agli altri della Legge di Myoho renge kyo. 986 . 3 — WND . 54. Myoho renge kyo. vol. II. in quanto sono entrambe indispensabili per manifestare la Buddità nella nostra vita. La pratica per gli altri è shakubuku. Nella Raccolta degli insegnamenti orali il Daishonin afferma: «Questa parola “fede” è una spada affilata che taglia l’oscurità fondamentale o ignoranza.22 M AT E R I A L E D I S T U D I O manifestazioni della Legge mistica.(3) 2 — The Record of the Orally Transmitted Teachings. vincendo l’oscurità fondamentale. La fede è la causa profonda che fa emergere la Buddità dalla nostra vita. Nichiren Daishonin scrive a questo proposito nel Gosho Le tre grandi Leggi segrete: «Adesso. il daimoku che recita Nichiren è diverso da quello delle epoche precedenti. La prima è costituita dalla recitazione quotidiana di Gongyo. occorre costruirla sperimentando il funzionamento della Legge nella vita reale. (2) Una fede libera dal dubbio ci consente di affrontare qualsiasi difficoltà e trasformare l’impossibile in possibile. Per questo bisogna esercitarsi nella pratica e nello studio. insegnare a praticarla e incoraggiare ad affrontare la vita sperimentando la fede nel Gohonzon. Di seguito citato come ROTT . Soka Gakkai.

Scrive il presidente Ikeda a questo proposito: «Membri di tutto il mondo hanno approfondito la loro comprensione della fede. A questo si aggiungono gli scritti di Daisaku Ikeda. 2007. Perciò. della pratica e dello studio. Nello studio l’aspetto più importante è lo “spirito di ricerca”. Nel Buddismo di Nichiren Daishonin si riferisce al titolo del Sutra del Loto nella sua traduzione cinese. variante fonetica di namu. Egli fece precedere al nome della Legge universale di Myoho renge kyo la parola nam. (4) I L DAI MOKU “Daimoku” in giapponese letteralmente significa “l’essenza di un testo” espressa dal suo titolo. presidenti della Soka Gakkai e guide del movimento di kosen rufu nel mondo. Myoho renge kyo è infatti il nome della Legge universale alla quale Nichiren Daishonin si è illuminato. recitando Nam myoho renge kyo con fede risve4 — Daisaku Ikeda. il desiderio di mettere in pratica quello che si studia sperimentandolo nella propria vita. pag.LE BASI DELLA FEDE 23 Lo STUDIO consiste essenzialmente nella lettura degli scritti di Nichiren Daishonin. Myoho renge kyo. Esperia Edizioni. Utilizzare il Buddismo nella vita quotidiana è il punto chiave per i discepoli di Nichiren. Se avanziamo con il Gosho come nostro fondamento non ci troveremo mai a un punto morto». hanno rinvigorito il proprio coraggio e hanno vinto le loro battaglie per kosen rufu aprendo le pagine del Gosho – cioè degli scritti di Nichiren Daishonin – con lo spirito di ricevere consigli e istruzioni direttamente dallo stesso Nichiren. e ne rappresenta il fondamento. come pure di Josei Toda e Tsunesaburo Makiguchi. L’apertura degli occhi – Lezioni sugli scritti di Nichiren Daishonin. traslitterazione del sanscrito namas che significa “devozione”. Milano. il Gosho. V .

l’uccello in gabbia cerca di uscire fuori. È una battaglia contro le forze negative e distruttive interiori per apr ire un varco nell’oscur ità che avvolge la natura di 5 — Come coloro che inizialmente aspirano alla vita possono conseguire la Buddità attraverso il Sutra del Loto. Il suo Buddismo. Il primo riguarda l’aspetto spirituale della nostra pratica e consiste essenzialmente nella battaglia che ha luogo nel nostro cuore per contrastare la nostra condizione interiore illusa.24 M AT E R I A L E D I S T U D I O gliamo e manifestiamo la nostra innata natura illuminata (o natura di Budda) che esiste nella nostra vita e in quella degli altri. Per fare un esempio. la nostra natura di Budda viene richiamata e immancabilmente emergerà». a differenza delle scuole buddiste del suo tempo. pag. RSND . (5) Il daimoku della fede e il daimoku della pratica Scrive il presidente Ikeda: «La recitazione del daimoku è la base di tutto l’insegnamento del Daishonin. il raggiungimento dell’illuminazione da parte di tutte le persone. E quando gli uccelli che volano nel cielo si radunano. ciò che il Daishonin stabilì fu il mezzo per realizzare l’ideale del Sutra del Loto. od oscurità. Questo si intende per “Budda”. I. «Nel Buddismo di Nichiren possiamo distinguere tra il daimoku della fede e il daimoku della pratica. gli uccelli che volano liberi nel cielo sono richiamati e si radunano intorno a lui. non si basava sul culto di una specifica divinità o Budda. Così. Il Daishonin descrive nel Gosho questo processo di trasformazione interna: «Quando veneriamo il Myoho renge kyo che è nella nostra vita come oggetto di culto. vol. quando con la bocca recitiamo la mistica Legge. quando un uccello in gabbia canta. la natura di Budda che è in noi viene richiamata dalla nostra recitazione di Nam myoho renge kyo e si manifesta. 789 .

7 — RSND . Nam Nel Gosho Cavalli bianchi e cigni bianchi Nichiren scrive: «La parola namu esprime un sentimento di riverenza e di adesione». 942 8 — Ibid.» (6) Di seguito si analizzeranno uno a uno i differenti ideogrammi e i loro molteplici significati. pag. con le parole e con le azioni. Esperia.. Dalla prima volta che proclamò Nam myoho renge kyo fino al momento della morte Nichiren si impegnò ardentemente per insegnare questo supremo sentiero per l’illuminazione a tutte le persone della sua terra. «Il daimoku della pratica riguarda invece l’azione specifica di recitare Nam myoho renge kyo e di insegnarlo agli altri. pag. 997 . pag. gli sforzi che compiamo. per la nostra felicità e per quella degli altri. (8) 6 — Daisaku Ikeda. Il raggiungimento della Buddità in questa esistenza – Lezioni sugli scritti di Nichiren Daishonin. (7) e nel Gosho L’offerta del riso bianco precisa: «Qual è il significato di namu? […] Significa dedicare la propria vita al Budda». Di seguito citato come Il raggiungimento della Buddità in questa esistenza.LE BASI DELLA FEDE 25 Budda e far emergere la condizione vitale di Buddità grazie al potere della fede. «Quando la fede vince sul dubbio e sulle illusioni. 8. I. vol. il potere della natura di Budda viene risvegliato dal suono del daimoku e si manifesta spontaneamente nella nostra vita. che sono la dimostrazione tangibile della nostra battaglia interiore contro l’illusione e i nostri aspetti negativi interiori. «Il punto essenziale che differenzia il Buddismo del Daishonin dalle altre scuole buddiste del suo tempo è l’aver stabilito questo mezzo concreto per raggiungere la Buddità.

ha tre significati. secondo il Buddismo non esiste nessuna distinzione essenziale tra la realtà fondamentale e le cose della vita quotidiana. 2) il myo della trasformazione. parole e azioni. scrive: «Il carattere myo di myoho. ma costituisce una pratica per far emergere e manifestare concretamente la “verità interna” che pervade l’universo e il nostro stesso io. Ho è il nome dato alle manifestazioni di questa natura mistica della vita. tutti impliciti nella recitazione del daimoku: essere pienamente dotato.26 M AT E R I A L E D I S T U D I O La recitazione del daimoku rappresenta la determinazione e il voto di dedicare la nostra vita alla verità universale di Myoho renge kyo con pensier i. letteralmente. 3) il myo del grande beneficio. aprire e rivitalizzare. chi non lo comprende è illuso. che “apre” il mondo di Buddità nella vita degli esseri dei nove mondi (da Inferno a Bodhisattva). cioè il fatto che l’unica Legge di Myoho renge kyo abbraccia tutti i fenomeni. e vivere in accordo con essa. L’unione di questi due concetti. In altre parole nell’azione di recitare daimoku sono contenuti: 1) il myo della perfetta dotazione. Legge mistica. Chi comprende questo è illuminato. In particolare myo significa “mistico”. rappresentati dal singolo termine myoho. nelle lezioni sul gosho Il conseguimento della Buddità in questa esistenza. Myoho Il termine myoho significa. riflette l’essenziale unicità della realtà ultima di tutte le cose e del mondo fenomenico. o Legge mistica. in virtù del quale un’esi- . Infatti. o mondo fenomenico. Inoltre Daisaku Ikeda. e si riferisce alla natura insondabile della realtà ultima di tutte le cose. cioè infinitamente profondo e impossibile da concepire o esprimere per la mente umana. La recitazione del daimoku non è un semplice invocare il nome di una “verità esterna”.

Perciò.. «La nostra vita è un’entità della Legge mistica. le illusioni e i desideri e l’illuminazione. i nove mondi e la Buddità – tutti esistono dentro di noi. e perciò è pienamente dotata di tutti i fenomeni. il Daishonin avverte: “Se pensi che la Legge sia al di fuori di te. 43 — RSND . vol. È proprio per questo che possiamo realizzare una “r ivoluzione” inter iore. i tre significati di myo si manifestano con evidenza nella nostra vita. 4 . alimentando la fiamma dell’illuminazione “con la legna delle illusioni e dei desideri” e manifestando perciò il mondo di Buddità nella nostra vita dei nove mondi. I. mistica e fondamentale. L’oscurità fondamentale e la natura illuminata del Dharma. nel Conseguimento della Buddità in questa esistenza. pag. stai abbracciando non la Legge mistica ma un insegnamento inferiore”. pag.» (10) Renge La parola renge letteralmente significa “fiore di loto”. simboleggia la meraviglia di questa Legge». «La chiave per raggiungere questa profonda trasformazione interiore è il nostro cuore – il nostro atteggiamento di fondo o disposizione interiore. pag. (11) «Di solito» scrive Ikeda «le piante prima fioriscono e 9 10 11 — Ibid. 3 — Il raggiungimento della Buddità in questa esistenza. Il Daishonin nel Conseguimento della Buddità in questa esistenza afferma: «Renge. che significa fiore di loto.LE BASI DELLA FEDE 27 stenza colma di sofferenza viene “rivitalizzata” e diventa piena di gioia e serenità. (9) Quando ci sforziamo assiduamente di recitare daimoku basandoci su questo ammonimento. cambiando l’oscurità in luce. tenendo sempre a mente che è determinante il cambiamento nel nostro cuore o mente.

l’ideogramma cinese che corrisponde a kyo ori12 13 — Il raggiungimento della Buddità in questa esistenza.28 M AT E R I A L E D I S T U D I O poi producono i frutti. Quindi la causa e l’effetto non sono simultanei. In altre parole. (13) indicando in tal modo che la Legge mistica alla quale il Budda si è illuminato è inerente a tutti gli esseri viventi. vale a dire che nel momento stesso in cui i petali si schiudono ci sono già anche i frutti.» (12) Kyo Kyo è la traduzione giapponese della parola “sutra”. Il Daishonin dice: «Kyo esprime le voci e le parole di tutti gli esseri viventi». alla parola kyo è stato attribuito a volte il significato di “suono”. che indica gli insegnamenti del Budda Shakyamuni. in un istante la mente illusa di una persona comune viene trasfor mata nella “mente di myo” (della suprema illuminazione) di un Budda. 4 . e la relazione tra questi due eventi viene utilizzata per illustrare la causalità lineare o sequenziale nella quale i fiori rappresentano la causa e i frutti l’effetto. Poiché Shakyamuni impartì i suoi insegnamenti solo oralmente. «Negli insegnamenti provvisori precedenti al Sutra del Loto si afferma che la condizione vitale di Budda si può conseguire soltanto sottoponendosi a un periodo incalcolabilmente lungo di pratica buddista. Al contrario. pag. invece. Il loto simboleggia così il principio di simultaneità di causa ed effetto. Inoltre. Gli insegnamenti del Sutra del Loto. 72-73 — ROTT . cit. pagg. spiegano che tutte le persone sono dotate originariamente dello stato di Buddità e sono in grado di r ivelarlo istantaneamente. Il fiore di loto simboleggia questa simultaneità di causa ed effetto. per mezzo della voce. il fiore di loto produce simultaneamente i petali e il ricettacolo che contiene i semi..

«Come abbiamo appena visto. che realizziamo nei nostri cuori e menti recitando daimoku. che rendono possibile trasformare una mente annebbiata dall’oscurità innata in una mente che riflette la natura essenziale dei fenomeni e il vero aspetto della realtà. Dal punto di vista della nostra esistenza individuale ciò significa che «continuando a recitare daimoku. e per questo viene utilizzato anche per indicare il trascorrere del tempo. […] In tal senso potremmo affermare che lo sviluppo di kosen rufu – cioè tante persone che propagano la Legge mistica e recitano daimoku senza sosta per la propria felicità e quella degli altri e insegnano anche alle altre persone a fare lo stesso – corrisponde al mistico kyo. Scrive ancora Ikeda: «Possiamo considerare questo mistico kyo anche come la diffusione della Legge mistica da noi agli altri. dove i benefici sbocceranno come fiori sia nel nostro carattere sia nella nostra vita concreta». La forza dinamica per il cambiamento a tutti i livelli è Myoho renge kyo. 73 — Ibid. possiamo accumulare le cause e gli effetti per il conseguimento della Buddità.LE BASI DELLA FEDE 29 ginar iamente indicava l’ordito di un tessuto. pag.» (15) 14 15 — Il raggiungimento della Buddità in questa esistenza. ponendoci sul cammino del raggiungimento della Buddità in questa esistenza e suscitando quella potente ondata di trasformazione di tutta l’umanità che è kosen rufu.(14) Kyo si riferisce anche alla diffusione della Legge mistica da noi agli altri. Myoho renge kyo è la Legge connaturata alle nostre vite. Le virtù di queste cause ed effetti col tempo diventano l’ossatura della nostra vita. non solo conduce a un radicale cambiamento inter iore. ma cambia interamente anche il modo in cui viviamo. 74 .. La continua trasformazione istante per istante. giorno dopo giorno. pag.

.» (17) 16 — Come coloro che inizialmente aspirano alla Via possono conseguire la Buddità.. consciamente o inconsiamente una visione esterna dell’oggetto di culto che colloca l’entità suprema o la realtà fondamentale al di fuori dell’essere umano. perciò credi profondamente nel Gohonzon. 789 17 — Risposta a Kyo’o. pag. A differenza di altre scuole buddiste che usavano come oggetti di culto statue in legno o mandala sui quali erano scolpite o dipinte immagini di Budda o Bodhisattva. come scrive nel Gosho: «Io.. 365 . vol.» Al centro del Gohonzon c’è scritto “Nam myoho renge kyo – Nichiren” a indicare che il Daishonin considerava il Gohonzon la sua stessa vita. Nel Gosho è scritto: «Quando veneriamo il Myo ho renge kyo che è nella nostra vita come oggetto di culto. Nichiren ho iscritto la mia vita in inchiostro di sumi. RSND . Il volere del Budda è il Sutra del Loto. (16) Scr ive Daisaku Ikeda: «Molte religioni della nostra epoca hanno. rivelata dal Sutra del Loto. Ma nel XXI secolo è necessario un profondo umanesimo che insegni che la vita di tutte le persone possiede in egual misura un aspetto assolutamente nobile e prezioso. Perciò il fatto che nel Buddismo di Nichiren l’oggetto di culto sia interno alla vita è di estrema importanza. I. mentre honzon significa “oggetto di fondamentale rispetto”. RSND . I pag. la Legge suprema.30 M AT E R I A L E D I S T U D I O L’ O G G E T T O D I C U LT O : I L G O H O N Z O N La parola giapponese Gohonzon è formata da due parti: go è un prefisso onorifico. ma l’anima di Nichiren non è altro che Nammyohorengekyo. vol. la natura di Budda che è in noi viene richiamata dalla recitazione di Nam myoho renge kyo e si manifesta». Nichiren Daishonin stabilì come oggetto di culto i cinque caratteri di Myo ho renge kyo.

bensì come di qualcosa che noi tutti possiamo sperimentare se manteniamo una salda fede. 9 . anche davanti a grandi ostacoli. possediamo la Buddità nella nostra vita e possiamo manifestare quella stessa condizione vitale di “gioia illimitata”. capace di vincere totalmente l’oscurità fondamentale.Myo ho renge kyo .LE BASI DELLA FEDE 31 Il Daishonin ha iscritto nel Gohonzon la condizione vitale di gioia illimitata di una persona comune come lui. durante la persecuzione denominata di Atsuhara. fino ad allora aveva insegnato l’invocazione – il daimoku – ma non aveva istituito nessun oggetto di culto concreto. manifesta lo stato di perfetta identità con la Legge eterna o Buddità. Dopo quella fondamentale esperienza nella quale rischiò di morire e verificò il potere della sua fede. Nichiren iniziò a iscrivere dei Gohonzon personali per alcuni discepoli dopo la persecuzione di Tatsunokuchi (18). che grazie alla fede nella Legge mistica . né parla mai della Buddità come un condizione straordinaria e inaccessibile.e al desiderio di propagare ampiamente la Legge. Successivamente. Credere nel Gohonzon di Nichiren Daishonin significa credere che anche noi. anche dei suoi discepoli affrontarono l’ostacolo della morte senza retrocedere dalla loro convinzione. riconobbe la sua vera missione di trasmettere all’umanità intera la chiave per accedere alla saggezza suprema. Nichiren decise che era giunto il momento in cui stabilire definitivamente l’oggetto di culto per manifestare la Buddità per tutte le persone dell’Ultimo giorno del- 18 — Vedi pag. nonostante le difficoltà. quando nel 1279. come aveva fatto lui stesso in quella circostanza. Il Daishonin non parla mai di un miracolo riferendosi a quanto accadde a Tatsunokuchi. come ogni persona senza distinzioni.

Intorno sono disposti i nomi dei rappresentanti dei Dieci mondi per indicare che tutte le forme e tutti gli aspetti della vita. nella propria esistenza reale. Il significato del mandala Gohonzon e i quattro poteri Nichiren Daishonin iscrisse il Gohonzon in forma di mandala. “mandala” è una parola sanscrita che significa “accumulo di benefici”. Questo tipo di convinzione ci permette di sconfiggere le illusioni della mente ed essere realmente in armonia con la Legge. affinchè ogni persona possa creare una relazione diretta con la Legge. Mosso dall’infinita compassione del Budda. . ci permette di riconfermare che la nostra stessa vita così com’è è perfettamente dotata di ogni beneficio. che è invisibile e difficile da esprimere con le parole. manifestano le loro caratteristiche positive e coesistono in meravigliosa armonia. manifestando così lo stato supremo della vita. Il Gohonzon è una pergamena sulla quale al centro e verticalmente sono scritti in ideogrammi il nome della Legge (preceduta da Nam) e della Persona: “Nam-Myo-ho-rengekyo – Nichiren” a indicare che la realtà fondamentale è tutt’uno con la vita individuale illuminata. la Buddità. Recitare daimoku di fronte all’oggetto di culto in cui sono rappresentate tutte le funzioni della vita disposte intorno alla Legge fondamentale.32 M AT E R I A L E D I S T U D I O la Legge e iscr isse quindi il Dai Gohonzon (dai significa “grande”). Nichiren ha iscritto per tutta l’umanità il Gohonzon. illuminati dalla Legge mistica. per permettere di prendere in considerazione il significato delle parole. Per rappresentare la Legge universale ha utilizzato caratteri (ideogrammi) scritti e non forme o figure. più che la forma dell’immagine. e percepirla dentro di sé. perché è esattamente equivalente alla vita cosmica.

Data la sua importanza. Il Buddismo parla dei “quattro poteri”: il potere della fede. Il Gohonzon e kosen rufu Il Daishonin ha iscritto il Gohonzon per realizzare la più ampia propagazione della Legge. mantenerlo pulito e senza inutili ornamenti od oggetti intorno. ma occorre attivare la “causa interna” della fede per manifestare questo potenziale.LE BASI DELLA FEDE 33 Il Gohonzon è l’unica “causa esterna” appropriata per manifestare la Buddità. quelli della Legge e del Budda. quelli della fede e della pratica. I primi due poteri. il potere della pratica. latente nella nostra vita. il potere del budda è la manifestazione del decimo mondo con le sue qualità specifiche. il modo in cui accogliamo e custodiamo il Gohonzon nelle nostre case è molto importante. e poichè lo riceviamo basandoci sulla decisione di praticare esattamente come insegna Nichiren Daishonin. mentre i secondi due. il potere della Legge e il potere del Budda. Porlo nel posto migliore possibile della nostra abitazione. ben illuminato. sono inerenti alla Legge mistica. per la felicità di tutti gli . alla giusta altezza in modo che lo sguardo sia leggermente sollevato. Il potere della Legge si riferisce alle infinite funzioni benefiche della vita. La presenza nella nostra casa dell’oggetto di culto ci permette di allenare quotidianamente la nostra fede e la nostra pratica e rappresenta “l’occasione esterna” per far emergere la Buddità e sconfiggere l’oscurità fondamentale ogni volta che appare a stimolare le nostre tendenze negative. sono nelle nostre mani perché si riferiscono alla forza della nostra personale convinzione e all’assiduità della nostra pratica ( per sé e per gli altri). approfondisce la nostra relazione con il Gohonzon.

Solo il Buddismo del Daisho- . Per questo si dice che il Gohonzon è il vessillo di kosen rufu. È anche l’impulso oscuro che conduce a mancare di rispetto alla vita umana e a violarne la dignità innata […]. Proprio per questo la diffusione della pratica del Buddismo del Daishonin. l’impegno di tutta la sua vita e anche l’appello rivolto ai discepoli affinchè si alzino per proteggere e diffondere la Legge con la sua stessa determinazione e lo stesso coraggio. L’azione di shakubuku è l’espressione concreta della nostra fiducia nell’esistenza della natura di Budda in noi e negli altri: è un atto umanistico che esprime il massimo rispetto dovuto a ogni essere umano. è così importante. L A P R O PA G A Z I O N E : S H A K U B U K U E K O S E N R U F U Shakubuku Il termine “shakubuku” significa far conoscere la Legge alle altre persone apertamente e con coraggio. […] L’impulso irresistibile che conduce al conflitto sorge dall’“ignoranza”.34 M AT E R I A L E D I S T U D I O esseri umani. Il Gohonzon quindi rappresenta questa compassione di Nichiren Daishonin. Nel Buddismo “ignoranza” significa mancanza di consapevolezza o fede nel fatto che le persone posseggono la natura di Budda. «L’Ultimo Giorno della Legge» scr ive il presidente Ikeda «è un’epoca di conflitto. con lo scopo di metterle in grado di diventare felici. Una pratica legata solo al beneficio personale non ci per mette di manifestare completamente il nostro massimo potenziale: “La Buddità – dice Daisaku Ikeda – si manifesta nella vita degli individui di forte fede che fanno proprio il voto del Budda e dedicano la loro vita a realizzarlo”. che identifica la natura di Budda come nucleo essenziale della nostra umanità. È l’azione fondamentale che consente di trasformare il karma individuale e quello dell’umanità.

] L’essenza di shakubuku è il desiderio del Budda di permettere a ogni persona di raggiungere la vera felicità e il voto dei veri discepoli è quello di far proprio questo spirito. La filosofia è un’incrollabile convinzione nell’insegnamento del Sutra del Loto secondo cui tutte le persone possono conseguire la Buddità e ognuno ha il diritto di diventare felice. Il mondo del Gosho. pag. iniziò a insegnare la recitazione del daimoku ai suoi genitori e al suo maestro Dozen-bo. 106. Esperia Edizioni. 19 . Ji significa amore. lottando per kosen rufu. In seguito cominciò a incoraggiare energicamente i suoi discepoli a unirsi a lui in questa grande impresa per condurre le persone all’illuminazione. Il presidente Ikeda scrive: «Nella pratica di shakubuku sono contenuti due elementi fondamentali: la compassione e la filosofia. «La parola giapponese per compassione è jihi.. Milano. subito dopo aver proclamato Nam myoho renge kyo. Di seguito citato come Il mondo del Gosho. Lo stesso Nichiren Daishonin. Nella nostra pratica significa preoccuparci della felicità e del benessere dei nostri amici e si manifesta nel coraggio e nella perseveranza con cui continuiamo a parlare profondamente alle persone degli insegnamenti buddisti. e non smise neanche per un momento della sua esistenza di portare avanti lo shakubuku. vol.. La pratica di shakubuku non va intesa come una pratica fanatica. dalla mancanza dell’impegno di porre al pr imo posto il benessere e la dignità delle persone». [. significa guidare le persone come se fossero i propri — Daisaku Ikeda. È il voto dei Bodhisattva della terra. esclusivista o di proselitismo. 2004. (19) Shakubuku rappresenta la lotta incessante contro l’oscurità fondamentale inerente alla vita. La compassione è il desiderio del Budda di alleviare la sofferenza delle persone. II.LE BASI DELLA FEDE 35 nin può curare la profonda malattia dell’epoca attuale causata da un’assenza di umanità.

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figli, e hi significa dispiacersi delle loro sofferenze e condividerne il dolore come se fosse nostro.» (20) Parlare a qualcuno del Buddismo di Nichiren Daishonin è un’azione del massimo valore che crea la condizione necessaria affinché quella persona possa ottenere l’illuminazione. Perciò il beneficio di fare shakubuku è infinito, anche se quella persona non prenderà subito fede nella Legge. Il secondo presidente della Soka Gakkai, Josei Toda, osservò a proposito: «Ci sono due tipi di semina [nel Buddismo]: seminare permettendo alle persone di ascoltare l’insegnamento e seminare conducendo le persone a prendere fede nell’insegnamento. Poniamo che incontr iate per la pr ima volta qualcuno e gli parliate del Buddismo del Daishonin ma quella persona non si converta. Questo è “seminare permettendo alle persone di ascoltare l’insegnamento”. Ma supponiamo che in seguito un altro praticante si avvicini a quella persona parlandole nuovamente della fede nella Legge mistica e questa decida di ricevere il Gohonzon. Questo è “seminare conducendo le persone a prender fede nell’insegnamento”. Si tratta sempre di seminare i semi della Buddità e il beneficio è lo stesso. È sempre la stessa nobile azione di insegnare la Legge mistica agli altri. In entrambi i casi il beneficio che si riceve, agendo come inviati del Budda, è illimitato». (21) Quando permettiamo agli altri di udire la Legge mistica, la natura di Budda che esiste profondamente nella loro vita viene immancabilmente attivata. Reagire negativamente o decidere di convertirsi dipende da ciascuna persona; ma in ogni caso la sua natura di Budda latente viene senza alcun dubbio stimolata. Perciò, indipendentemente dal fatto che le persone prendano fede o meno, la cosa importante è pregare per la loro felicità e sfor20 21

— Ibid., pag. 115 — Ibid., pag. 130

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zarci sinceramente per il loro bene, spiegando loro coraggiosamente la grandezza del Buddismo. La figura che nel Sutra del Loto e nella tradizione buddista meglio incarna tutte le caratteristiche della pratica di shakubuku è il bodhisattva Mai Sprezzante (giapp. Fukyo). Questi aveva preso fede nel Sutra del Loto e ogni volta che incontrava una persona si inchinava riverendo la sua natura di Budda. Il bodhisattva Mai Sprezzante veniva deriso e scacciato per questo suo atteggiamento e spesso colpito con pietre o bastoni. Ma lui non si curava di tali reazioni: si metteva al riparo a debita distanza e continuava a ribadire la sua lode, convinto che ogni vita avesse inerente la Buddità. Grazie alla perseveranza in questo comportamento poté non solo prolungare la sua vita ma alla fine ottenne il rispetto di coloro che lo avevano maltrattato e rinacque come il Budda Shakyamuni. Da ciò si comprende che la pratica del bodhisattva Mai Sprezzante, cioè la pratica di shakubuku, è la via diretta per la trasformazione del karma negativo e per il conseguimento della Buddità nostra e degli altri. Kosen rufu Il termine “kosen rufu” esprime un concetto di fondamentale importanza per i membri della Soka Gakkai. Viene spesso usato come sinonimo di “pace nel mondo”, intesa però in un senso più vasto della semplice “assenza di guerre”. Si potrebbe definire come pace omnicomprensiva, ottenuta attraverso un radicale cambiamento nella mente e nel cuore delle persone grazie alla diffusa adozione di valori umanistici quali l’assoluto rispetto per la dignità della vita. L’espressione kosen rufu ha un’origine antica e appare nel ventitreesimo capitolo del Sutra del Loto, Precedenti vicende del bodhisattva Re della medicina. Nel passo del Sutra del Loto: «Dopo la mia estinzione, nell’ultimo periodo di cinque-

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cento anni, dovrai diffonderlo in tutto Jambudvipa e non permettere mai che la sua diffusione sia interrotta» (22) l’espressione «dovrai diffonderlo [il Sutra del Loto]» viene resa da Nichiren Daishonin con il termine kosen rufu. I quattro ideogrammi che compongono l’espressione significano: ko “ampiamente”, sen “dichiarare”, ru “corrente dell’acqua” e fu “tessuto”, costituito dalla trama e dall’ordito. Kosen indica quindi l’azione di far conoscere ampiamente la Legge, mentre rufu indica la propagazione come flusso incessante che scorre nella vita quotidiana delle persone e nelle relazioni sociali. Poiché, secondo la visione buddista, la Legge mistica è la Legge della vita che permette alle persone di diventare felici consentendo loro di manifestare il più grande potenziale (o Buddità), ed è quindi il motore del progresso degli esseri umani e della società, agire per realizzare kosen rufu significa lavorare per costruire una società pacifica e felice. Il Daishonin decise da solo e spontaneamente di realizzare kosen rufu nel mondo, spinto dalla compassione per tutti gli esseri umani, sicuro che molti l’avrebbero seguito. «Dapprima solo Nichiren recitò Nam myoho renge kyo, ma poi due, tre, cento lo seguirono, recitando e insegnando agli altri. La propagazione si svilupperà così anche in futuro. Non vuol dire ciò “emergere dalla terra”? Infine, al tempo in cui la Legge si diffonderà ampiamente [il tempo di kosen rufu, n.d.r.] l’intero paese del Giappone reciterà Nam myoho renge kyo; questo è certo come una freccia che, puntata verso terra, non può mancare il bersaglio». (23) Naturalmente kosen rufu non indica la conversione di tutti gli abitanti della terra al Buddismo del Daishonin. Poiché le vite di tutte le persone sono collegate nel profondo, un
22 — Il Sutra del Loto, a cura di Burton Watson, Esperia Edizioni, Milano, 1997, pag. 386. Di seguito citato come Il Sutra del Loto. 23 — Il vero aspetto di tutti i fenomeni, RSND , vol. I, pag. 341

(24) «Ciò che conta» scrive ancora Ikeda «è che lo spirito della grande filosofia di pace che il Sutra del Loto espone quando spiega che tutte le persone sono Budda sia pienamente applicato alla società nel suo complesso. è importante comprendere che kosen rufu non rappresenta un obiettivo finale o un capolinea.LE BASI DELLA FEDE 39 cambiamento radicale di un individuo avrà un effetto positivo su tutti coloro con cui entra in contatto. nelle nostre comunità. attraverso l’esem24 — La rivoluzione umana. I. Piuttosto. la realizzazione di kosen rufu non implica la fine degli inevitabili conflitti e delle contraddizioni che caratterizzano la società. Inoltre. si può pensare a kosen rufu come alla costruzione di un mondo in cui un profondo e diffuso rispetto per la vita sia la base su cui vengono affrontati e risolti in modo pacifico e creativo i conflitti stessi. non è qualcosa da attendere passivamente. vol. 78 pag. Il presidente Ikeda scrive: «La rivoluzione umana di un singolo individuo contribuirà al cambiamento nel destino di una nazione e condurrà infine a un cambiamento nel destino di tutta l’umanità». In tal senso. il propr io comportamento e le propr ie azioni a quelle del Budda. attraverso la quale possiamo costruire pace e felicità durature. Infine. 2007. come la definì Josei Toda. (25) In questo senso. soprattutto con quelli con cui condivide un forte legame. Il Buddismo insegna che kosen rufu è qualcosa che possiamo cominciare a realizzare proprio ora. pag. kosen rufu si realizza a partire dal cambiamento di ogni singola persona. Milano. vol. IV 25 . — Il mondo del Gosho. I. Questa è la via della “rivoluzione umana”. una trasformazione che avviene attraverso il continuo sforzo di avvicinare la propria intenzione. […] Significa far sì che il fondamento e la forza propulsiva della società siano i concetti di dignità umana e santità della vita». Esperia Edizioni.

pag. e attraverso il loro intreccio si crea 26 — Il mondo del Gosho. vol. ma non è mai stato ampiamente diffuso ed è stato il nostro predecessore Tsunesaburo Makiguchi che ha fatto rivivere gli scritti del Daishonin secondo le vere intenzioni di quest’ultimo. L’ordito rappresenta il legame tra maestro e discepolo. Per fare un’analogia. L’apparizione della Soka Gakkai è la testimonianza della validità del Buddismo del Daishonin. Il suo insegnamento è indubbiamente esistito in forma scritta per settecento anni. Senza la decisione di diffondere la Legge mistica e gli sforzi pratici per metterla in atto. Per tessere. «Il Buddismo di Nichiren» scrive Ikeda «è la “religione di kosen rufu”. si pensi alla tessitura di una stoffa: «I legami tra i membri della comunità buddista (in sanscrito sangha)» scrive Daisaku Ikeda «possono essere assimilati all’ordito e alla trama di un tessuto. L A R E L A Z I O N E C O N I L M A E S T R O E C O N I C O M PA G N I D I F E D E Nel Buddismo di Nichiren Daishonin esistono due relazioni di fondamentale importanza per praticare correttamente l’insegnamento e assicurarne la trasmissione: quella con il maestro e quella tra i compagni di fede. si stende l’ordito nel senso della lunghezza e poi lo si intreccia con la trama.40 M AT E R I A L E D I S T U D I O pio della nostra rivoluzione umana e l’azione di shakubuku basata sulla compassione verso le altre persone. la trama quello tra i membri. Le due relazioni sono in stretto rapporto l’una con l’altra. I.» (26) Oggi i membri della Soka Gakkai stanno realizzando kosen rufu perché praticano e diffondono Nam myoho renge kyo e il Gohonzon condividendo l’intenzione del Daishonin di rendere felici tutte le persone. 69 . gli insegnamenti del Daishonin rimangono parole vuote.

pag. «Nell’insegnamento buddista del Sutra del Loto il maestro Shakyamuni. 140 . Le persone considerano come loro maestro chi le aiuta a migliorarsi e a sviluppare se stesse. che i discepoli non erano in grado di percepire da soli poiché la loro consapevolezza era offuscata dall’oscurità fondamentale che li rendeva incapaci di concepirla. basandosi sul suo risveglio alla Legge. finché alla base della Soka Gakkai vi sarà la relazione tra maestro e discepolo. la relazione tra maestro e discepolo si stabilisce quando il discepolo vuole apprendere una particolare disciplina e si rivolge a chi è esperto in quel campo.LE BASI DELLA FEDE 41 lo splendido broccato di kosen rufu. I. Questa Legge era la Legge mistica. Allo stesso modo. vol. Questa relazione si realizza quindi attraverso una trasmissione di conoscenza ed esperienza. oltre alle istruzioni da lui ricevute. sarà possibile forgiare uno splendido disegno di solidarietà tra i discepoli». si impegnò insieme ai discepoli per fare sì che essi potessero far emergere il più elevato e nobile potenziale di esseri umani. che essi furono in grado di risvegliarsi alla Legge con la loro 27 — Cfr. Il mondo del Gosho. Nella maggior parte dei tessuti l’ordito costituisce la struttura portante. non sarebbe stato possibile trasmettere lo stato vitale della Buddità solo attraverso le parole. (27) La relazione di non dualità tra maestro e discepolo In generale. mentre la trama forma il disegno. Nel Buddismo ciò che lega maestro e discepolo è la trasmissione della Legge fondamentale della vita. Fu piuttosto attraverso l’ispirazione che essi sentirono venendo a contatto con il carattere umano del Budda. Anche se fossero state date loro spiegazioni teoriche della Legge o fosse stato detto loro di praticare per superare la sofferenza.

ma come una persona che per prima ha messo in pratica gli insegnamenti del Budda facendo propr io il suo voto di condurre all’illuminazione tutte le persone. Milano. di trasformare il karma e superare e vincere tutte le difficoltà.42 M AT E R I A L E D I S T U D I O stessa vita. “Maestro” è quindi chi pratica correttamente la Legge e la incarna nella sua vita. Nell’epoca attuale i maestri sono i primi tre presidenti della Soka Gakkai. Josei Toda e Daisaku Ikeda. Quando il maestro e il discepolo sono uniti possono realizzare gli scopi più grandi. Nell’Ultimo Giorno della Legge il maestro originale è il Budda Nichiren Daishonin. Questo impegno permette di crescere e di uscire dal ristretto confine del proprio piccolo io. Per tutti questi motivi la relazione tra maestro e discepolo riveste così tanta importanza nel Buddismo. un’espressione che indica la fondamentale uguaglianza di maestro e discepolo come esseri umani che condividono lo stesso voto. 114 . pag. Esperia Edizioni. La Legge fu comunicata loro in questo modo. L’eredità della Legge fondamentale della vita – Lezioni sugli scritti di Nichiren Daishonin. La Legge è trasmessa attraverso il legame da vita a vita tra il maestro e il discepolo. che ha r ivelato la Legge di Nam myoho renge kyo per l’illuminazione di tutta l’umanità e ne ha stabilito il metodo di propagazione. “discepolo” è chi si impegna con tutto se stesso a condividere con lo spirito e con le azioni l’intento del maestro. ed è basandosi su questa Legge che possiamo realizzare la nostra rivoluzione umana». Tsunesaburo Makiguchi. La caratteristica fondamentale di questa relazione è quella della “non dualità”. Mettendo in pratica loro stessi la 28 — Daisaku Ikeda. (28) Nel Buddismo il maestro non è concepito come un essere sovrumano. che si sono risvegliati al grande voto di realizzare kosen rufu – il desiderio del Budda – e hanno lottato per questo senza risparmiarsi. 2008. trascendente o mistico.

I. 190 . recitino Nam myoho renge kyo con lo spirito di “diversi corpi. pag. Milano. (30) Qui il Daishonin non parla di unità tra persone simili o di soppressione della personalità dell’individuo. 220 30 — L’eredità della Legge fondamentale della vita. Se non si condivide il cuore o spirito del maestro. D’altra parte. che aspira a realizzare kosen rufu. 29 — Daisaku Ikeda. pag.» (29) Nichiren Daishonin aveva così a cuore l’unità dei discepoli che la definì il vero scopo della sua propagazione. vol. ma usa il concetto di “diversi corpi. 2009. questo si chiama “eredità della Legge fondamentale della vita”. Se è così anche il grande desiderio di un’ampia propagazione potrà realizzarsi. RSND . stessa mente” sarà come chi distrugge il proprio castello dall’interno». stessa mente” proprio per porre l’accento sull’unità nella diversità. La relazione di unità tra i discepoli «La relazione di non dualità tra maestro e discepolo e la relazione di unità tra i discepoli sono inseparabili come le due ruote di un carro. In ciò consiste il vero scopo della propagazione di Nichiren. uniti come i pesci e l’acqua. non possiamo essere definiti veri discepoli che manifestano lo stesso spirito del maestro. preti e laici. se non abbiamo a cuore l’armoniosa comunità dei praticanti e non ci sforziamo costantemente di mantenere l’unità. stessa mente” senza alcuna distinzione tra loro. Gli insegnamenti della speranza – Lezioni sugli scritti di Nichiren Daishonin. Ma se qualcuno dei discepoli di Nichiren distrugge l’unità di “diversi corpi. non può esserci una vera unità di intenti tra compagni di fede così diversi tra loro. Esperia Edizioni.LE BASI DELLA FEDE 43 relazione di non dualità tra maestro e discepolo hanno trionfato su tutti gli ostacoli e le difficoltà creando le basi per kosen rufu nel mondo. Scrive infatti: «In generale che i discepoli di Nichiren.

shin = mente. cuore o spirito) significa coltivare il desiderio di realizzare insieme un ideale o un nobile obiettivo. cioè far proprio il grande desiderio della propagazione del Buddismo per la felicità di tutta l’umanità. Dal punto di vista buddista. LO S P I R I TO D E L L’ O F F E R TA Nella storia del Buddismo l’offerta ha sempre rivestito un ruolo centrale. L’ar moniosa unità dei credenti può manifestare una forza molto superiore alla somma delle capacità individuali perché condividendo la “stessa mente” del Budda ogni persona può esprimere il proprio potenziale unico e irripetibile. e arriva a vincere in tutti gli ambiti della propria vita. (31) i sei tipi di pratica che i bodhisattva dovevano osservare vita dopo vita per poter conseguire la Buddità.44 M AT E R I A L E D I S T U D I O L’espressione diversi corpi (i = diversi. avere “la stessa mente” significa avere “la stessa mente del Budda”. 31 . interessi e funzioni diverse. cercando di mettere in evidenza la parte migliore di ciascuno. tai = corpi) si riferisce al fatto che noi discepoli siamo individui con vite. dalla tendenza alla discriminazione e all’egoismo. ovvero passare dalla sofferenza all’illuminazione. Avere a cuore l’unità dei credenti e mantenerla significa rispettarsi e apprezzarsi l’un l’altro come individui diversi e insostituibili. Nel Buddismo mahayana la donazione è la prima delle sei paramita. La pratica della donazione consisteva nel fare offerte — Paramita è una parola sanscrita che significa “raggiungere l’altra sponda”. incoraggiandosi e sostenendosi a vicenda. Chi si impegna attivamente con questo spirito di unità riesce a liberarsi dalla sofferenza che deriva da un eccessivo attaccamento all’io. personalità. Stessa mente (do = stesso. Questa è l’unica via per realizzare kosen rufu.

. Anche dedicare il tempo. 1006 . ibid. Una povera donna si tagliò i capelli e li vendette per comprare olio [per il Budda] e nemmeno i venti che soffiano impetuosi dal monte Sumeru poterono estinguere la fiamma della lampada alimentata da quell’olio. che aumentano la nostra fortuna e la gioia di vivere. per la recitazione del daimoku. così prezioso per noi. RSND . Quanto è più vero questo nel caso di persone che in tutta sincerità fanno offerte al corretto insegnamento!» (33) Oggi è la Soka Gakkai che mette in pratica il desiderio di Nichiren Daishonin di propagare la Legge per condurre le persone alla felicità. Ci può sembrare di togliere qualcosa alla nostra vita ma 32 33 — Risposta a Onichi-nyo. pag.. senza volere nulla in cambio. per lo studio del buddismo. vol. le offerte in denaro che i membri fanno per sostenere le sue attività hanno il valore di quelle offerte descritte nel gosho e sono la causa da cui si originano immensi benefici e un elevato stato vitale. 965 — Il corpo e la mente delle persone comuni.] per quanto una persona possa essere ignorante e le sue offerte misere. pag. Quest’ultimo aspetto è il “cuore” dell’offerta perché sottolinea l’importanza dello spirito sincero e disinteressato con cui agiamo sia per il nostro miglioramento sia per sostenere gli altri. Nei vari sutra sono riportate molte storie che descrivono la retr ibuzione che segue le sincere offerte fatte al Budda e Nichiren le cita come esempi per la corretta pratica buddista in numerosi Gosho: «Nel passato il giovane Virtù vittoriosa offrì una torta di fango al Budda e rinacque come il re Ashoka che regnò su tutto Jambudvipa..» (32) oppure: «[. per le attività di sostegno degli altri sono offerte di grande valore.LE BASI DELLA FEDE 45 materiali e spirituali per salvare chi soffre. per parlare agli altri della pratica. se sono indirizzate a chi sostiene la verità allora il suo merito sarà grande. I.

46 M AT E R I A L E D I S T U D I O in realtà. 264 . pag. 34 35 — Termine sanscrito che si riferisce al Budda. I. RSND . come spiega bene il Gosho La torre preziosa.“kaikan” . sia esso un bene materiale (come il denaro per mantenere i centri culturali . vol.» (35) Poter offrire al movimento per kosen rufu qualcosa che per noi ha valore. Le hai offerte a te stesso. stiamo beneficiando la nostra vita stessa: «Potresti pensare di aver fatto offerte alla torre preziosa del Tathagata Molti Tesori. Tu stesso sei un Tathagata da sempre illuminato e dotato dei tre corpi. — La torre preziosa. (34) ma non è così.o la nostra casa per le riunioni) oppure un bene immateriale (come il tempo per l’attività o l’incoraggiamento a una persona in difficoltà) è una grande opportunità per accrescere la nostra fede e per trasformare gli attaccamenti in cause per benefici sempre più vasti e profondi nella nostra vita.

La nostra coscienza abitualmente percepisce la vita individuale come separata da quella degli altri.L A V I S I O N E B U D D I S TA D E L L A V I TA 47 La visione buddista della vita IL MUTUO POSSESSO DEI DIECI MONDI «La vita in ogni istante è dotata dei dieci mondi. ma include gli altri esseri viventi. (1) Il Buddismo spiega che la nostra vita non è limitata ai ristretti confini dell’io. 313 . e il nostro interno 1 — L’oggetto di culto per l’osservazione della mente. Ogni fenomeno è considerato parte di un tutto. vol. il mondo esterno e addirittura l’intero universo. I. Al tempo stesso ognuno dei dieci mondi è dotato di tutti gli altri dieci mondi». eterna e immutabile che il Daishonin denominò Myoho renge kyo. ed è fondato sulla realtà fondamentale. RSND . pag.

talvolta calmo. la stupidità è quello degli animali. a volte servilismo. ci permette di attingere a una fonte di gioia e di creatività interiore in grado di trasformare le sofferenze di vita e morte e di ritrovare la profonda connessione con gli altri e con l’universo. L’alternarsi delle condizioni vitali è condizionato sia dall’apparire di uno stimolo appropriato esterno. Il primo tipo di classificazione dei fenomeni che compone la complessa teoria di ichinen sanzen è il principio del mutuo possesso dei dieci mondi. sia delle nostre tendenze interne. mostra come costantemente ognuno dei “mondi” interiori passi dallo stato latente a quello manifesto e viceversa. Esso descrive la dinamicità della vita. a volte stupidità. Secondo il Buddismo il risveglio a una vita più grande che trascenda i confini dell’io. La rabbia è il mondo di inferno. talvolta lo troviamo gioioso. definiti “mondi”. individuo-ambiente. l’avidità è il mondo degli spiriti affamati. con la teoria dei tremila regni in un singolo istante di vita (ichinen sanzen).) che sono alla radice di gran parte dei problemi dell’umanità. maestro buddista cinese del VI secolo..48 M AT E R I A L E D I S T U D I O separato dall’esterno.. il . a volte mostra avidità. Così Nichiren descr ive il succedersi delle pr ime sei condizioni vitali o mondi in una persona: «Osservando di tanto in tanto il viso di una persona. Questo principio comprende un’accurata analisi dei diversi stati esistenziali. Questa visione della vita genera molti altri dualismi (corpo-mente. che condizionano la percezione della realtà e la capacità di interagire con l’ambiente. La reciproca inclusione di tutti i fenomeni nella realtà fondamentale della vita è stata spiegata da T’ien-t’ai. materia-spirito. secondo la quale in un singolo istante di vita (ichinen) è contenuto l’insieme di tutti i fenomeni (sanzen) dell’universo. sperimentati da ogni singola vita di momento in momento. ma non separata da noi stessi. talvolta rabbioso.

in cui soffriamo nel mondo d’Inferno. — Il mondo del Gosho. ma anche di cambiarlo istantaneamente. senza dover rinascere in un’altra forma o in un’altra terra. Animalità. Scrive Ikeda nel Mondo del Gosho: «Il vero significato di percepire i dieci mondi dentro la propr ia mente consiste nel manifestare il mondo di Buddità che esiste nella propria vita. facendo apparire la condizione di Buddità con la recitazione di Nam myoho renge kyo. Avidità e Animalità . (2) Ma il cuore del concetto del mutuo possesso dei dieci mondi è che ogni condizione vitale contiene il mondo di Buddità: ciascuno di noi. Grazie a questa teoria si è in grado non solo di riconoscere lo stato vitale presente. Cielo. la gioia è il mondo del cielo e la calma quello degli esseri umani». Collera. Apprendimento. Inoltre possiamo meglio comprendere i sentimenti delle altre persone pensando che anch’esse sono dotate dei dieci mondi.sono 2 — L’oggetto di culto per l’osservazione della mente. pag. I.L A V I S I O N E B U D D I S TA D E L L A V I TA 49 servilismo è il mondo di asura. ha il potenziale per sperimentare e manifestare la Buddità. 317 3 . che ne rappresenta lo stimolo appropriato. vol. (3) I dieci mondi sono: Inferno. […] Per esempio. I primi tre mondi . vol. in qualsiasi istante della propria vita e con qualunque stato d’animo. supponiamo di trovarci in una condizione senza speranza. pag. Avidità. Bodhisattva e Buddità. Umanità.Inferno. riusciremo a superare qualsiasi cosa e infine a vincere». 291 RSND . Se percepiamo la realtà del mutuo possesso dei dieci mondi e siamo convinti che nella nostra vita esiste senza alcun dubbio la grande forza vitale della Buddità. compresa la Buddità. Realizzazione. Il Sutra del Loto espone il mutuo possesso dei dieci mondi per rivelare che le persone comuni possono manifestare la propria Buddità così come sono. I.

Questi primi tre mondi. per comparire superiori. anche se è una coscienza competitiva. Il sesto mondo è quello di C IELO . Il quarto è il mondo di C OLLERA . condizioni in cui la singola vita. quello di I NFERNO . Il primo mondo. il potere. condizionati dalla realizzazione o meno di desideri e impulsi. Il terzo mondo è quello di A NIMALITÀ : quando ci troviamo in questa condizione siamo come animali guidati dall’istinto di sopravvivenza e privi delle virtù di autocontrollo quali la ragione o la morale. una condizione di estrema sofferenza e disperazione in cui si è spinti dalla rabbia a distruggere se stessi e gli altri. Umanità e Cielo. insieme ai tre successivi. è in balia dell’angoscia impotente.50 M AT E R I A L E D I S T U D I O chiamati i “tre cattivi sentieri”. basate sulla distinzione fra bene e male. o esperienze come la ricchezza. in cui sperimentiamo . perché sono comunque attivati o disattivati dalle circostanze esterne. In questa condizione siamo in grado di disporre della ragionevolezza e del controllo sulle nostre pulsioni istintive e agiamo in armonia con l’ambiente e con gli altri così da far emergere qualità “umane” quali l’amore e il senso di giustizia. Il quinto è il mondo di U MANITÀ . Collera. In questo stato siamo governati dalla costante bramosia di determinati oggetti. o persone. il piacere ecc. in cui compare una prima forma di coscienza dell’io. possiamo assumere atteggiamenti gentili e benevolenti. del desiderio e degli istinti. In questa condizione vitale esiste più energia e perseveranza che nei mondi precedenti. vengono definiti i “sei sentieri” o i sei mondi inferiori. priva di coscienza di sé e forza di volontà. indica uno stato del tutto privo di libertà. In questo stato diamo valore solo a noi stessi e disprezziamo gli altri anche se. Il secondo è il mondo di AVIDITÀ . determinata a prevalere sugli altri a tutti i costi.

Quando perciò r iconosciamo che tutto quello che sperimentiamo nei sei mondi inferiori è impermanente. 139 4 . basiamo la nostra felicità. e siamo allora spinti a cominciare la ricerca di una verità duratura. e addirittura la nostra stessa identità. «Qualunque felicità o soddisfazione possiamo ottenere in questi mondi» scrive Ikeda «è totalmente dipendente dalle circostanze ed è perciò transitoria. Nel mondo di A PPRENDIMENTO cerchiamo di creare una vita migliore tramite l’autoriforma e lo sviluppo personale imparando da idee. su fattori esterni e non siamo quindi in grado di trasfor mare la nostra vita. caratterizzati da una reazione più o meno passiva all’ambiente. A differenza degli stati vitali precedenti. senza rendersi conto di essere del tutto alla mercé delle proprie reazioni all’ambiente esterno. 2004.L A V I S I O N E B U D D I S TA D E L L A V I TA 51 la gioia che si prova quando si realizza qualcosa che si è desiderato a lungo o si supera una sofferenza. in questi mondi l’io fa uno sforzo deliberato e cosciente di autonomia rispetto alle circostanze. Esperia Edizioni. conoscenze ed esperienze degli altri. Realizzazione. essa non è duratura. Si sperimenta il mondo di Apprendimento quando si è animati da uno spirito di ricerca. Per quanto intensa sia la sensazione di soddisfazione che si prova in questa condizione. basato sul miglioramento personale e sulla ricerca della verità. entriamo nei mondi successivi. I misteri di nascita e morte. (4) I “quattro mondi nobili” sono Apprendimento. Bodhisattva e Buddità. Ma quando siamo intrappolati nei sei mondi inferiori non riusciamo a capire questa verità. Milano. perché estremamente dipendente da condizioni e influenze esterne. il mondo di Apprendimento e quello di Realizzazione». pag. Il Buddismo sottolinea che la maggior parte delle persone trascorre la propria vita alternando questi sei stati. — Daisaku Ikeda.

quando stabiliamo la Buddità come condizione vitale di base possiamo dirigere tutte le attività fisiche e mentali degli altri nove mondi verso mete altruistiche e di valore. un cambiamento positivo nel nostro ambiente. Il comportamento che deriva da questa condizione vitale è quello della condizione di Bodhisattva. designa la condizione in cui la saggezza innata si esprime al massimo livello e la verità di tutti i fenomeni viene compresa naturalmente.52 M AT E R I A L E D I S T U D I O Il mondo di R EALIZZAZIONE è una condizione in cui si percepisce l’imper manenza di tutti i fenomeni e – nello sforzo di emanciparsi dalla sofferenza dei sei sentier i – si cerca di scoprire una verità più profonda tramite la propria percezione diretta o l’intuizione. Questa è la rivoluzione umana. dei filosofi. degli artisti. Nel mondo di B ODHISATTVA la caratteristica principale è quella della compassione e del comportamento altruistico. In questa condizione vitale la più grande soddisfazione deriva dal comportamento altruistico. producendo una riforma nella nostra esistenza e. ma sono sentite come un unico. Questo risveglio conferisce una sensazione di perfetta e assoluta libertà in cui la vita è percepita senza limiti. e lo . Secondo l’insegnamento buddista. ma anche di tutti coloro che riflettendo su un particolare problema e cercando risposte dentro di sé. «Nei quattro nobili sentieri» scrive Ikeda «si costruisce un cuore forte. si passa da un io in balìa dell’ambiente a un io che influenza l’ambiente. consapevoli dei profondi legami di interdipendenza che uniscono tutti gli esseri viventi. Il decimo mondo. È lo stato vitale degli scienziati. Ma fino a questo nono mondo non emerge ancora l’illuminazione. Non si cerca l’illuminazione solo per sé ma insieme agli altri. nella quale la felicità propria e quella degli altri non sono vissute come separate. autentico e profondo desiderio. allo stesso tempo. la BUDDITÀ . riescono a comprenderlo e risolverlo.

dove per azioni si intendono sia i pensieri. quello negativo porta sofferenza. (5) Infine. che diventerà manifesto nelle condizioni opportune (causa esterna o relazione). pag. 148 . La saggezza del Sutra del Loto. I L KAR MA E LA S UA TRAS FOR MAZ ION E Il Buddismo spiega che la felicità e l’infelicità che viviamo nel presente derivano dalle cause poste nel passato. L’effetto latente che si viene a creare nella vita determina un’influenza che continua nel futuro. espone in modo molto chiaro questo concetto nel passo se5 — Daisaku Ikeda. questa porta con sé il suo effetto latente o potenziale. gli stati da Inferno a Bodhisattva sono collettivamente chiamati i nove mondi. Esperia Edizioni. fino a oggi – e il loro potere di influenza – si chiama “karma”. quindi. sia le parole sia le azioni vere e proprie. una parola sanscrita che significa “azione”. in contrapposizione con il decimo mondo. La totalità delle azioni compiute nelle vite passate e in quella presente. 2000. III. uno stato di perfetta e assoluta libertà dai condizionamenti del karma che è caratterizzato dal risveglio alla realtà dei fenomeni. Il karma è detto positivo o negativo: quello positivo porta serenità e gioia. Secondo la legge di simultaneità di causa ed effetto. Da un certo punto di vista. ogni volta che compiamo un’azione (causa). Nichiren Daishonin. la Buddità. per denotare la condizione non illuminata dei comuni mortali influenzati dal karma. nel presente “subiamo” il potere di influenza delle cause poste nel passato. utilizzando le scritture buddiste.L A V I S I O N E B U D D I S TA D E L L A V I TA 53 spir ito di r icerca dei due veicoli ne costituisce le fondamenta». Queste cause sono le azioni positive e negative compiute in questa vita e in quelle precedenti. vol.

vol. se vuoi conoscere gli effetti del futuro. Il Buddismo di Nichiren Daishonin. sono 6 7 — L’apertura degli occhi. sperando di non fare nulla di sbagliato nel frattempo. espone il principio ancora più profondo della causalità della Legge mistica. (6) Qui viene descritto il funzionamento della cosiddetta “legge generale di causa ed effetto” (o causalità generale). guarda gli effetti del presente. (7) Questo atteggiamento interiore di non riconoscimento della nostra vera natura è chiamato “oscurità fondamentale” o ignoranza. presente nella nostra vita al pari dell’illuminazione. Sradicare questo dubbio e far emergere il mondo di Buddità è la legge causale più importante che ci rende possibile cambiare il karma». solo dopo esserci purificati di tutte le cause passate potremo vivere esistenze libere dalle preoccupazioni. Il Daishonin identifica un’unica causa generatrice di tutto il karma negativo di tutte le vite passate: questa è l’azione di “offendere” la Legge.54 M AT E R I A L E D I S T U D I O guente: «Il Sutra dell’osservazione della mente come la terra afferma: “Se vuoi conoscere le cause del passato. 49 . È l’ignoranza del fatto che tutte le vite. e insegna come trasformare la nostra vita positivamente senza dover aspettare di “espiare” ogni singola causa posta nel passato. pag. Questo dubbio è la causa fondamentale che impedisce al mondo di Buddità di emergere e che genera vari tipi di karma negativo. I. pur rispettando la legge generale di causa ed effetto. dubitare dell’esistenza della natura di Budda in noi e negli altri. RSND . Scrive il presidente Ikeda: «In sostanza offendere la Legge significa non credere. pag. guarda le cause del presente”». Con essa chiarisce in cosa consiste la “negatività” di un’azione che crea karma negativo. 2. In base a tale concetto di causalità. anche la nostra. vol. 252 — Il mondo del Gosho.

Quindi. un’ignoranza che genera le illusioni e una spirale di azioni negative. per fare un esempio. quando accendiamo la luce in un luogo buio. la saggezza del Budda. La chiave della trasformazione del karma sta dunque . r isvegliata dalle relazioni kar miche negative di cui è piena la nostra vita quotidiana. Così come.L A V I S I O N E B U D D I S TA D E L L A V I TA 55 entità della Legge mistica. tutto si illumina subito. non solo cancelliamo il potere di influenza in questa vita del karma passato ma cambiamo la direzione di tutte le esistenze future. l’ignoranza scompare immediatamente e ci sentiamo rivitalizzati e pieni di energia. affrontando con coraggio ogni difficoltà. L’espressione “trasformare” il karma non significa che gli effetti delle azioni fatte nelle vite passate vengono cancellati. ma che li riceviamo in forma più leggera e che la direzione della nostra vita cambia radicalmente. Possiamo trasfor mare definitivamente in questa esistenza il karma negativo che abbiamo creato nelle vite passate sconfiggendo questa ignoranza. perché si innesca una spirale positiva che porta a un bene sempre più grande in questa vita e in quelle successive e ci permette di superare ogni difficoltà. attraverso la fede. credendo nella Legge mistica. Nichiren Daishonin ce ne ha dato testimonianza per primo. Questa è la strada più diretta ed efficace per trasformare definitivamente il potere di influenza del karma negativo accumulato. credendo nella Legge mistica e lottando per realizzare kosen rufu. la Legge fondamentale che permea l’universo. Nel momento stesso in cui noi facciamo sorgere dalla nostra vita. ci ha spiegato come realizzarla lasciandoci la pratica della recitazione del daimoku davanti al Gohonzon per risvegliare incessantemente una fede profonda nella nostra natura di Budda e sconfiggere costantemente l’oscurità fondamentale.

Viene tradotto con cuore o mente. Questo concetto di non dualità (o di “unicità”. la proteggono e la propagano. I livelli successivi della trasformazione sono quelli della parola e dell’azione. la Legge fondamentale della vita. o più generalmente vita. Così la trasformazione del karma avviene a tutti i livelli delle azioni. un’unica realtà. che diventano parole e azioni che credono nella Legge. emozioni e volontà. funi) si applica non solo alle due relazioni che stiamo esaminando ma a tutte le relazioni che legano tra loro i fenomeni dell’universo. giapp. spirito. In questo processo diventa fondamentale la relazione maestro-discepolo: sforzandoci di allineare il nostro cuore a quello del maestro. che dedica la vita a credere. Secondo il Buddismo però questi fenomeni derivano dalla stessa forza vitale cosmica. C O R P O E M E N T E Nel modo corrente di pensare sia la vita e l’ambiente. che non ha equivalenti in italiano in quanto denota e abbraccia la totalità di mente. e si manifesta nel nostro carattere e nel nostro modo di vivere. Il principio buddista di “non dualità di vita e ambiente” 8 — La parola “cuore” è la traduzione dell’ideogramma cinese kokoro (o shin). e sono quindi.56 M AT E R I A L E D I S T U D I O nella trasformazione del nostro cuore (8) rispetto alla Legge mistica: da una condizione in cui non si crede a una condizione in cui si crede. L E N O N D U A L I T À : V I TA E A M B I E N T E . realizziamo anche noi la trasformazione del nostro karma. . proteggere e diffondere la Legge. a un livello più profondo. sia il corpo e la mente vengono considerati – in base alla loro apparenza – come entità distinte. E noi possiamo credere nella Legge mistica perché la natura di Budda è inerente alla nostra vita.

Senza il corpo non può esistere l’ombra e senza vita non c’è ambiente. (10) 9 10 — RSND .L A V I S I O N E B U D D I S TA D E L L A V I TA 57 è la traduzione dell’espressione giapponese esho funi: il temine esho deriva dalla contrazione di shoho. ossia elevando le loro tendenze di base. Per “vita” si intende il sé soggettivo che sperimenta gli effetti delle azioni passate ed è capace di creare nuove cause per il futuro. lo è anche la loro terra. Ogni essere vivente crea l’ambiente fisico che riflette la sua realtà interiore e percepisce l’ambiente che lo circonda attraverso la propria condizione vitale. La vita e il suo ambiente sono quindi due fenomeni distinti ma una cosa sola nella loro essenza fondamentale. vita o individuo soggettivo. il lavoro. ambiente oggettivo. pag. mentre funi significa “due nei fenomeni ma non due nell’essenza”. I. Nel Conseguimento della Buddità in questa esistenza Nichiren Daishonin afferma: «Se la mente degli esseri viventi è impura.. I. Ogni essere vivente ha il suo ambiente unico. Gli individui possono influenzare e riformare il proprio ambiente tramite un cambiamento interiore. vol. 4 . la vita è modellata dall’ambiente». ma se la loro mente è pura. e eho. la comunità sociale. che ha molti aspetti: la famiglia. non ci sono terre pure e terre impure di per sé: la differenza sta unicamente nella bontà o malvagità della nostra mente». Inoltre. Nel Gosho Sui presagi Nichiren Daishonin utilizza questo paragone: «L’ambiente è paragonabile all’ombra e l’essere vivente al corpo. (9) Il sé (la vita) e il mondo oggettivo (l’ambiente) esistono quindi in una relazione di continuità e di reciproca influenza. anche la loro terra è impura. Per “ambiente” si intende il luogo oggettivo dove gli effetti karmici di questa vita prendono forma. come pure l’ambiente naturale. 574 — Ibid. pag. vol.

mentre l’aria rappresenta l’elemento della mente. dal punto di vista del Buddismo la riforma dell’ambiente si può ottenere a partire dal cambiamento del nostro atteggiamento interiore. ma anche le azioni e il comportamento. tale trasformazione ci porta a percepire l’ambiente sotto una nuova luce. questo nostro comportamento è in grado di trasformare positivamente l’ambiente. credendo nella Buddità propria e degli altri e recitando daimoku. pag. con una più alta condizione vitale. compreso il corpo umano. la mater ia e tutti i fenomeni fisici. Nella Raccolta degli insegnamenti orali Nichiren Daishonin afferma che «la terra rappresenta l’elemento del corpo..58 M AT E R I A L E D I S T U D I O Diversamente dalla tendenza umana a cercare sia le cause sia le soluzioni della sofferenza all’esterno di se stessi. 95 — Ibid. (11) E anche: «Le parole “Legge meravigliosa” indicano che il corpo e la mente non sono due entità differenti». La Legge della vita si manifesta e si rivela nell’essere umano attraverso i due aspetti del corpo e della mente. le sensazioni. l’intenzione. Il principio di “non dualità di corpo e mente”. e a modificare così totalmente il tipo di interazione con esso attraverso azioni compassionevoli. pag. Funi significa unicità o non dualità. e più in generale di fenomeni materiali (visibili) e spirituali (non visibili) è detto shiki shin funi. Shin indica l’insieme dei fenomeni non materiali come i pensieri. le emozioni. ma dovremmo capire che corpo e mente non sono due entità differenti». la volontà. (12) Il Daishonin spiega qui che l’universo nel suo com11 12 — ROTT . L’interrelazione profonda intuita dal Buddismo è confermata oggi anche dalla fisiologia e dalla psicologia e da altre branche della scienza. Shiki indica gli aspetti concreti della vita. 108 . ecc.

L A V I S I O N E B U D D I S TA D E L L A V I TA 59 plesso può essere visto come un’interazione tra materia e spirito. . dal punto di vista della Legge mistica. l’aspetto spirituale e l’aspetto fisico non sono affatto diversi o separati ma sono indivisibili nell’essenza in quanto entrambi aspetti della stessa realtà fondamentale. anche se a un livello più profondo.

I. Questa verità è — RSND . a Kamakura. reso con l’espressione “il conseguimento della Buddità in una sola esistenza”. 3-5. è lo stesso di hon di honmon (insegnamento dell’illuminazione originale) e 1 . Il termine issho significa letteralmente “una singola nascita” e si riferisce all’attuale rinascita. pag. vol. Il titolo originale è Issho Jobutsu Sho (Gosho Zenshu.I L C O N S E G U I M E N T O D E L L A B U D D I T À I N Q U E S TA E S I S T E N Z A 61 Il conseguimento della Buddità in questa esistenza (1) Se vuoi liberarti dalle sofferenze di nascita e morte che sopporti dal tempo senza inizio e ottenere sicuramente la suprema illuminazione in questa esistenza. 2 — In giapponese Honnu: hon significa letteralmente origine. pagg. ossia a questa esistenza. “Una sola esistenza” viene usato da T’ien-t’ai in contrapposizione a ryakkoshugyo che indica le pratiche (shugyo) che gli ascoltatori della voce. ed è destinato a Toki Jonin. Questo Gosho è stato scritto nel 1255. 383). i risvegliati all’origine dipendente (pratyekabuddha) e i bodhisattva dei sutra provvisori dovevano adempiere per innumerevoli kalpa (ryakko) e quindi attraverso innumerevoli rinascite prima di conseguire l’illuminazione. a trentaquattro anni. devi cogliere la mistica verità che è originariamente inerente(2) a tutti gli esseri viventi.

la determinazione. È questa la ragione per cui tale sutra è la saggezza di tutti i Budda. 4 — L’espressione “vita in ogni singolo istante”. Il Sutra del Loto è il re dei sutra. e u significa letteralmente essere presente o esserci. altre espressioni con cui spesso questo termine viene tradotto. Nel principio buddista di shikishin funi. shin (mente) è utilizzato in opposizione a shiki (corpo) – tutto ciò che ha forma e colore. Quindi: originariamente presente. non dualità di corpo e mente. come ad esempio la fede o la fiducia. 3 — L’espressione “un singolo istante di vita” corrisponde al giapponese ichinen. “Mutua compenetrazione tra un singolo istante di vita e tutti i fenomeni” significa che la vita in ogni singolo istante(4) abbraccia il di honbutsu (Budda originale). ecc. non risulta che vada mai interpretato come “cuore” nel senso di “sede dei sentimenti” separatamente da “mente” intesa come “sede del pensiero”. È chiamata Legge mistica perché spiega la relazione di mutua compenetrazione tra un singolo istante di vita(3) e tutti i fenomeni. vita sono tre parole che nella nostra lingua possono indicare concetti anche molto diversi ma che spesso corrispondono. letteralmente “un singolo istante di pensiero” o “il pensiero in un singolo istante”. Mente. bensì in termini . la compassione. non solo quindi del pensiero e della volontà ma anche dei sentimenti. autentico e corretto sia nella lettera che nella teoria. ossia l’aspetto fisico dell’esistenza – e indica quindi ciò che non ha né forma né colore. cuore. Di conseguenza recitare Myoho renge kyo ti permetterà di cogliere questa mistica verità innata in tutti gli esseri viventi. il coraggio. l’aspetto mentale e psichico della vita. allo stesso carattere giapponese: kokoro (o shin. che ricorre più volte nel testo. Anche se in italiano è stato reso a volte con il termine “cuore”. I suoi caratteri sono il vero aspetto di tutti i fenomeni e questo vero aspetto è la Legge mistica. in particolare nei testi buddisti.62 M AT E R I A L E D I S T U D I O Myoho renge kyo. che corrisponde alla seconda lettura dello stesso carattere). corrisponde all’espressione giapponese ichinen no kokoro che significa “la mente in ogni singolo istante di pensiero”. Kokoro o shin in generale indica contemporaneamente sia la mente sia tutte le attività umane di cui essa sarebbe il centro. Dunque kokoro o shin designa sia la mente sia tutte le funzioni mentali. Nel Gosho Il conseguimento della Buddità in questa esistenza il termine kokoro o shin è stato tradotto quasi sempre con “mente” e talvolta con “vita”: indichiamo di seguito in breve le ragioni di queste scelte..

Ha un significato meno ampio di kokoro (vedi nota 4). 7 — Letteralmente “ogni tuo singolo istante di pensiero”. Perciò. (8) Se cerchi l’illuminazione al di fuori di te. quando invochi myoho e reciti renge(6) devi sforzarti di credere profondamente che Myoho renge kyo è la tua stessa vita. non dualità di corpo e mente. fino alla più piccola particella di polvere. 8 — Letteralmente “la natura della mente”. anche eseguire diecimila pratiche e diecimila buone azioni sarà inutile come se di “vita” che può essere profondamente diretta verso la Legge o verso l’errore. Quando ci risvegliamo a questa verità abbiamo compreso la mutua compenetrazione tra un singolo istante di vita e tutti i fenomeni. Nessun espediente o insegnamento provvisorio conduce direttamente all’illuminazione e. vedi nota 4. È lo shin di shikishin funi.(7) Non devi mai pensare che qualcuno degli ottantamila sacri insegnamenti di Shakyamuni o qualcuno dei Budda e bodhisattva delle tre esistenze e delle dieci direzioni sia al di fuori di te. 6 — «Invocare myoho e recitare renge» significa recitare il Daimoku della Legge mistica. senza la diretta via all’illuminazione. se reciti e credi in Myoho renge kyo ma pensi che la Legge sia al di fuori di te. “Insegnamenti inferiori” sono quelli diversi da questo sutra. La pratica degli insegnamenti buddisti non ti solleverà affatto dalle sofferenze di nascita e morte a meno che tu non percepisca la vera natura della tua vita. o “di vita”. 5 — Il termine tradotto qui con “mente” indica l’aspetto mentale o psichico della vita. il cielo e la terra. neanche praticando vita dopo vita per innumerevoli kalpa. Tuttavia. non si può conseguire la Buddità. Raggiungere la Buddità in questa esistenza sarebbe dunque impossibile.I L C O N S E G U I M E N T O D E L L A B U D D I T À I N Q U E S TA E S I S T E N Z A 63 corpo e la mente. che sono tutti espedienti e insegnamenti provvisori. La vita in ogni singolo istante permea l’intero regno dei fenomeni e si manifesta in ognuno di essi. cioè Nam myoho renge kyo. . stai abbracciando non la Legge mistica ma un insegnamento inferiore. (5) l’io e l’ambiente di tutti gli esseri senzienti dei dieci mondi e anche di tutti gli esseri insenzienti dei tremila regni: le piante.

— «Il nome del Budda» in questo contesto denota Nam myoho renge kyo. Perciò queste persone che studiano il Buddismo vengono tacciate di essere non buddiste. sicuramente diverrà chiaro e rifletterà la na— Letteralmente “mente”. — Letteralmente “mente”. tutte le tue azioni virtuose metteranno nella tua vita (13) buone radici e benefici. Quando una persona è illusa è chiamata essere comune. vedi nota 4. non ci sono terre pure e terre impure di per sé: la differenza sta unicamente nella bontà o malvagità della nostra mente.(12) che reciti il sutra o semplicemente offra fiori e incenso. — Annotazioni su Grande concentrazione e visione profonda. 13 — Letteralmente “in ogni singolo istante di pensiero” ossia “in ogni singolo istante di vita”. Una mente annebbiata dalle illusioni derivate dall’oscurità innata è come uno specchio appannato che però. 9 10 11 12 . È come uno specchio appannato che brillerà come un gioiello se viene lucidato.(9) non si possono sradicare le proprie gravi colpe». quando è illuminata è chiamata Budda. Lo stesso vale per un Budda e una persona comune.64 M AT E R I A L E D I S T U D I O un povero stesse giorno e notte a contare le ricchezze del suo vicino. quando si ricerca l’emancipazione del Budda nella mente degli esseri comuni. vedi nota 4. una volta lucidato. ma se la loro mente è pura. si scopre che gli esseri comuni sono l’entità dell’illuminazione e che le sofferenze di nascita e morte sono nirvana. Pratica la fede con questa profonda convinzione. Come afferma Grande concentrazione e visione profonda: «Benché studino il Buddismo. anche la loro terra è impura. Per questo il commentario della scuola T’ien-t’ai afferma: «Se non si percepisce la natura della propria vita. Afferma inoltre che. senza guadagnare nemmeno mezzo centesimo. (11) la pratica sarà un’infinita e dolorosa austerità. lo è anche la loro terra.(10) Questo implica che finché non si percepisce la natura della propria vita. Sia che tu invochi il nome del Budda. le loro idee non sono diverse da quelle dei non buddisti». Il Sutra di Vimalakirti afferma che. se la mente degli esseri viventi è impura.

Come dovresti lucidarlo? Solo recitando Nam myoho renge kyo. vedi nota 4. 14 . Nel lessico buddista è spesso usato per indicare il luogo da cui sorgono le funzioni mentali. Se comprendiamo che la nostra vita (16) in questo singolo istante è myo. allora comprenderemo che anche tutte le altre vite sono entità della Legge mistica». allora comprenderemo che la nostra vita (17) è la Legge mistica anche in tutti gli altri istanti. ma qui indica la misteriosa natura della vita. Cosa significa myo (mistico)? È la misteriosa natura (14) della nostra mente in ogni singolo istante. poiché pensieri differenti sorgono di continuo. poiché spiega che l’entità della nostra vita (19) in ogni singolo istante. non si dovrebbe pensare né che esista né che non esista. 19 — Letteralmente “mente”. vedi nota 4. Guardando la nostra mente in ogni singolo istante. È la mistica entità della Via di mezzo che è l’unica vera realtà. che la mente stessa non riesce a comprendere e le parole non possono esprimere. È una realtà inafferrabile che trascende sia le parole che i concetti dell’esistenza e della non esistenza. e tuttavia manifesta le caratteristiche di ambedue. la diretta via all’illuminazione. 18 — Questa frase si può interpretare anche: «Se comprendiamo che la nostra vita in questo singolo istante è myo. Il Sutra del Loto è il re dei sutra. dalla quale sor— Il termine qui tradotto con “misteriosa” significa in realtà “insondabile” e il carattere qui reso con “natura” letteralmente significa “luogo”. Non è né esistenza né non esistenza. non possiamo dire che esiste perché non ne percepiamo né colore né forma. Non possiamo dire che non esiste. o sutra. simboleggia il mistero di questa Legge. Risveglia in te una profonda fede e lucida con cura il tuo specchio notte e giorno.I L C O N S E G U I M E N T O D E L L A B U D D I T À I N Q U E S TA E S I S T E N Z A 65 tura essenziale di tutti i fenomeni e il vero aspetto della realtà. che significa fiore di loto. Renge. 15 — Letteralmente “mente”. 16 — Ibid. Riguardo a questa mente in ogni singolo istante. 17 — Ibid. (18) Tale comprensione è il mistico kyo. Myo è il nome dato a questa misteriosa natura della vita (15) e ho quello attribuito alle sue manifestazioni.

Questa è la fede [e la pratica] per il conseguimento della Buddità in questa esistenza. 368 — Testo della spiegazione di Daisaku Ikeda tratto dal volume Il raggiungimento della Buddità in questa esistsenza. Nam myoho renge kyo. Questo è il motivo per cui il sutra afferma: «Dopo la mia estinzione. conseguirà la Via del Budda». 2008. Nichiren È L A T U A V I TA S T E S S A ( 2 1 ) Recitare Nam myoho renge kyo significa entrare in comunione con la Legge mistica. Perciò. quando recitiamo do- — Il Sutra del Loto. pag. il potere infinito di questa grande Legge si manifesta nella nostra vita. «È il cuore che è importante» (22) afferma il Daishonin. Quando sconfiggiamo l’oscurità dell’illusione e dell’ignoranza attraverso la fede e diventiamo una sola cosa con la Legge mistica. 20 21 . sicuramente raggiungerai la Buddità in questa esistenza.66 M AT E R I A L E D I S T U D I O gono sia il bene che il male. Tale è il beneficio incommensurabile della recitazione di Nam myoho renge kyo. pag. Nam myoho renge kyo. è in realtà l’entità della Legge mistica. Tale persona sicuramente. dovrebbe abbracciare e sostenere questo sutra. Se hai una profonda fede in questa verità e reciti Myoho renge kyo. 22 — La strategia del Sutra del Loto. Recitare Nam myoho renge kyo con spirito di ricerca nella fede è l’essenza della pratica di recitare il daimoku istituita e propagata da Nichiren Daishonin. è la pratica buddista per fondere le nostre vite con la Legge mistica e al tempo stesso è una battaglia per vincere l’oscurità interiore che impedisce questa fusione. RSND . pag.(20) Non dubitare mai minimamente. 889. 31 e segg. Con profondo rispetto. Esperia. senza alcun dubbio. Milano.

Questo significa “conseguire la Buddità in questa esistenza”. Far emergere il mondo di Buddità significa questo. che ha ottenuto la perfetta illuminazione. il beneficio infinito di Myoho renge kyo si dispiega nella nostra vita. Qui è all’opera il principio di “causa ed effetto in un singolo istante di vita”. Quando recitiamo Nam myoho renge kyo con spirito di ricerca. Nel suo trattato L’oggetto di culto per l’osservazione della mente il Daishonin afferma: «Il Budda Shakyamuni. Questo principio insegna che la causa e l’effetto del conseguimento della Buddità esistono nella vita di tutte le persone in ogni istante. Quando continuiamo a recitare Nam myoho renge kyo sia nei momenti di sofferenza sia in quelli di gioia. . Rendere la causa e l’effetto del conseguimento della Buddità il nucleo e la base della nostra vita Myoho renge kyo è il nome della mistica verità fondamentale e Nam myoho renge kyo è il nome dello stato vitale dei Budda che incarnano e rivelano questa verità. è la nostra carne e il nostro sangue. La fede e la pratica basate sulla Legge mistica sono la causa che permette di raggiungere istantaneamente la Buddità e manifestare le virtù del mondo di Buddità che esiste nella nostra vita.(23) nel quale la fede è la causa e la manifestazione della condizione vitale di Buddità l’effetto. 23 — “Causa ed effetto in un singolo istante di vita”. mentre ci sforziamo per la felicità nostra e degli altri. possiamo far sì che la causa e l’effetto del conseguimento della Buddità – entrambi contenuti nella pratica della recitazione del daimoku – diventino il centro e la base della nostra vita. Allora la condizione vitale indomita della Buddità emerge dentro di noi.I L C O N S E G U I M E N T O D E L L A B U D D I T À I N Q U E S TA E S I S T E N Z A 67 vremmo soprattutto fare appello dentro di noi a una fede coraggiosa per vincere le illusioni senza essere sconfitti dai tre ostacoli e dai quattro demoni.

325 — Abbracciare Myoho renge kyo è di per sé illuminazione. con un ritmo vibrante e vigoroso come quello di un cavallo al galoppo. vale a dire che la fede (causa) ci conduce a manifestare la Buddità (effetto).68 M AT E R I A L E D I S T U D I O le sue pratiche e le virtù che come conseguenza egli ottenne sono le nostre ossa e il nostro midollo». Il Daishonin dice: «Non c’è vera felicità per gli esseri umani — RSND . (25) Il potere della recitazione di Nam myoho renge kyo ci permette di concretizzare il principio di causa ed effetto in un singolo istante di vita. In questo senso la nostra voce che recita il daimoku è la “voce della fede incrollabile e dello spirito di ricerca” che demolisce l’oscur ità interna dell’ignoranza e dell’illusione e spazza via qualsiasi ostacolo o funzione demoniaca. pag. Recitare Nam myoho renge kyo con fede nel Gohonzon costituisce la pratica di osservare la propria mente per raggiungere la Buddità percependo la Legge mistica all’interno della propria vita. vol. La recitazione di Nam myoho renge kyo non è solo la “voce della fede” delle persone comuni. Per questa ragione dovremmo sempre cercare di recitare un daimoku risonante. 24 25 . È una lotta per fare ritorno alla nostra vera identità originale e attingere la forza vitale innata che possediamo sin dal tempo senza inizio. l’oggetto di devozione fondamentale. È anche il coraggioso “ruggito del leone” che scaturisce dalla Buddità che abbiamo rivelato come effetto del daimoku. La Legge mistica è la Legge fondamentale grazie alla quale tutti i Budda delle tre esistenze ottengono l’illuminazione. è anche la “voce della Buddità”. (24) spiegando che abbracciare Myoho renge kyo è già ottenere l’illuminazione. I. Nichiren Daishonin la percepì nella sua vita e la manifestò concretamente nella forma del Gohonzon. Questo è il principio di “abbracciare il Gohonzon è di per sé illuminazione”. Recitare daimoku è un’azione con la quale affermiamo di essere intrinsecamente entità di Myoho renge kyo.

— Felicità in questo mondo. È il beneficio che si ottiene abbracciando la Legge mistica. se reciti e credi in Myoho renge kyo ma pensi che la Legge sia al di fuori di te. In Felicità in questo mondo il Daishonin afferma: «Non c’è vera felicità per gli esseri umani al di fuori del recitare Nam myoho renge kyo. 28 — “Invocare myoho e recitare renge” significa recitare il daimoku della Legge mistica. la descrizione della condizione illuminata di un Budda. non si può conseguire la Buddità. Sperimentare questa gioia equivale a gustare e godere pienamente dell’infinita forza vitale che è una sola cosa con la Legge mistica. RSND . (27) La gioia della Legge è l’incrollabile felicità e pace interiore che è intrinseca nella vita e nell’esistenza stessa. pag. stai abbracciando non la Legge mistica. “Insegnamenti inferiori” sono quelli diversi da questo sutra. Perciò. Il Daishonin afferma che l’unico modo che abbiamo per assaporare la gioia della Legge mistica è recitare Nam myoho renge kyo. senza la diretta via all’illuminazione. o Nam myoho renge kyo. Nessun espediente o insegnamento provvisorio conduce direttamente all’illuminazione e. pag. neanche praticando vita dopo vita per innumerevoli kalpa. quando invochi myoho e reciti renge (28) devi sforzarti di credere profondamente che Myoho renge kyo è la tua vita stessa. Conseguire la Buddità in questa esistenza sarebbe dunque impossibile. 607 — La gioia senza limiti della Legge. 303). vol. pag. ma un insegnamento inferiore. che sono tutti espedienti e insegnamenti provvisori. Il sutra afferma: “E là gli esseri viventi sono felici e a proprio agio” (Il Sutra del Loto.I L C O N S E G U I M E N T O D E L L A B U D D I T À I N Q U E S TA E S I S T E N Z A 69 al di fuori del recitare Nam myoho renge kyo». 607). 26 27 . La Legge mistica e gli insegnamenti incompleti Tuttavia. I. Potrebbe forse indicare qualcosa di diverso dalla gioia senza limiti della Legge?» ( RSND . (26) Questa felicità è la “gioia senza limiti della Legge”.

La Legge mistica è la verità fondamentale. all’assoluto e al divino. quando recitiamo dobbiamo sempre ricordarci che Myoho renge kyo è la nostra vita. Perciò nel Conseguimento della Buddità in questa esistenza il Daishonin ammonisce severamente: «Tuttavia. tra gli esseri umani e gli dèi o i Budda.70 M AT E R I A L E D I S T U D I O Poiché il daimoku ha un significato profondo. Solo un piccolo gruppo di credenti eccezionali. se reciti e credi in Myoho renge kyo. Il Daishonin considera incompleti gli insegnamenti che vedono l’assoluto o il divino separato dagli esseri umani. La religione viene generalmente considerata l’impresa universale di collegare l’essere umano all’infinito. e spiegano invece che prima di riuscire a ottenere l’illuminazione occorre sottoporsi a innumerevoli kalpa di pratiche austere. dopo aver praticato le austerità per innumerevoli . saremo lontani dalla pratica che insegna Nichiren Daishonin. per quanto daimoku possiamo recitare. e cita come esempi gli insegnamenti provvisori precedenti al Sutra del Loto esposti da Shakyamuni. mentre un insegnamento incompleto espone soltanto una verità parziale. Secondo gli insegnamenti provvisori precedenti al Sutra del Loto esiste un abisso sostanzialmente invalicabile tra i Budda e gli esseri umani. In un certo senso questo è vero. stai abbracciando non la Legge mistica ma un insegnamento inferiore». perfetta e completa. una filosofia profonda che permette di superare una delle trappole più gravi in cui le religioni tendono a cadere. e ricercano di conseguenza un ponte per superare questa frattura. Se perdiamo di vista questo punto allora. Inferiore qui significa incompleto. Il passo citato contiene una filosofia della fede determinante per realizzare un’autentica felicità. Questi insegnamenti non espongono i principi o la pratica che permettono alle persone comuni di conseguire la Buddità in questa esistenza. ma pensi che la Legge sia al di fuori di te. eppure molte religioni sin dall’inizio postulano una separazione tra il secolare e il divino.

I. . perciò. Inoltre. finché sussiste questa divisione tra il mondo di Buddità e i nove mondi (il regno degli esseri comuni). (29) Da ciò comprendiamo l’immensa importanza del principio contenuto nel Sutra del Loto del “mutuo possesso dei dieci mondi”. Questa percezione di separazione tra i nove mondi e il mondo di Buddità viene di fatto annullata dalla dottrina del Sutra del Loto dei tremila regni in un singolo istante di vita. «i nove mondi possiedono la Buddità e la Buddità possiede i nove mondi» significa che la vita degli esseri dei nove mondi. non può esserci alcun mezzo col quale tutte le persone possano ottenere l’illuminazione. da Inferno a Bodhisattva. secondo questi insegnamenti. e le persone comuni non possono aspirare alla salvezza se non attraverso l’assistenza e l’intervento di questi Budda. Vale a dire che le persone comuni e i Budda sono essenzialmente uguali e senza distinzioni fra loro. Secondo questa visione del mondo le persone comuni e i Budda idealizzati stanno agli antipodi. cioè dalla dottrina per cui «i nove mondi possiedono la Buddità e la Buddità possiede i nove mondi». è dotata del mondo di Buddità e che anche la vita dei Budda è dotata dei nove mondi. Il Daishonin ha aperto la strada alla realizzazione concreta di questo principio. che è la chiave per raggiungere la Buddità in questa esistenza. 480. è inconcepibile che chi è diventato un Budda ritorni a essere una persona comune. la forma più matura e completa dell’insegnamento buddista che ricerca l’illuminazione per tutti gli esseri umani. vol.I L C O N S E G U I M E N T O D E L L A B U D D I T À I N Q U E S TA E S I S T E N Z A 71 kalpa. Budda e persone comuni sono completamente separati. RSND . pag. Normalmente il mondo in cui abitano i Budda non è il travagliato mondo di saha in cui vivono le persone comuni. istituendo la pratica della recitazione di Nam myoho renge kyo. 29 — La scelta del tempo. può forse cercare di raggiungere l’obiettivo dell’illuminazione.

Maudgalyayana e degli altri ascoltatori della voce. la natura di Budda di Shariputra. con questo singolo suono chiamiamo e manifestiamo la natura di Budda 30 31 — Ibid. la Legge mistica è inerente alla nostra vita perché è la Legge onnicomprensiva che pervade ogni cosa nell’universo. Shakra e delle altre divinità. In Come coloro che inizialmente aspirano alla via possono conseguire la Buddità attraverso il Sutra del Loto. come si comprende dalla definizione che ne dà il Daishonin. «la mistica verità innata in tutti gli esseri viventi» (30) esiste anche dentro la nostra vita.. 3 — Ibid. e la mistica Legge che è l’illuminazione dei Budda delle tre esistenze. il Daishonin spiega così l’essenza di Myoho renge kyo: «Quanto a Myoho renge kyo. in tal senso. dei bodhisattva e così via. ha un’universalità che trascende l’io individuale. (31) Myoho renge kyo. Essa è al tempo stesso dentro e fuori di noi. pag. la natura di Budda di Manjushri. egli afferma. sono una sola identica cosa». si chiama Myoho renge kyo il principio per cui la natura di Budda di noi persone comuni. non è soltanto la nostra natura di Budda ma anche la natura di Budda di tutte le divinità celesti.. pag. Maitreya e degli altri bodhisattva. Tuttavia. quando recitiamo una volta Myoho renge kyo.72 M AT E R I A L E D I S T U D I O Richiamare e manifestare la natura di Budda La Legge mistica è la Legge fondamentale dell’universo e. Inoltre questa natura di Budda è identica alla Legge mistica alla quale sono illuminati i Budda delle tre esistenze. degli ascoltatori della voce. 789 . la natura di Budda di Brahma. Il Daishonin prosegue spiegando che recitare daimoku è una pratica con la quale “si chiama e si manifesta” la natura di Budda originariamente presente in tutti gli esseri dei dieci mondi: «Perciò. Da un altro punto di vista.

Questo è un beneficio immenso. ma coloro che reci32 33 34 — Ibid. di tutti gli dei celesti e terreni.» (33) L’espressione “chiamiamo e manifestiamo” si riferisce al significato profondo della Legge mistica. E quando gli uccelli che volano nel cielo si radunano. l’uccello in gabbia cerca di uscire fuori». «Per fare un esempio. animali. esseri umani e celesti e di tutti gli altri esseri viventi. quando un uccello in gabbia canta. il sole. è il daimoku recitato con una fede determinata a vincere su tutti gli ostacoli e a diventare sicuramente felici grazie al potere della Legge mistica. In altre parole. la natura di Budda che è in noi viene richiamata dalla nostra recitazione di Nam myoho renge kyo e si manifesta. Questo si intende per “Budda”. la luna e le miriadi di stelle. imprigionate dalle catene dell’oscurità fondamentale. Shakra. di tutte le divinità come Brahma. delle illusioni e dei desideri. dei Budda e bodhisattva di tutto l’universo. asura. (32) Riguardo al significato di recitare il daimoku aggiunge: «Quando veneriamo il Myoho renge kyo che è nella nostra vita come oggetto di culto. — Ibid. . incalcolabile». — Ibid. Non solo si manifesta la natura di Budda di Brahma. degli spiriti affamati. di tutte le esistenze. Shakra e Re Yama.I L C O N S E G U I M E N T O D E L L A B U D D I T À I N Q U E S TA E S I S T E N Z A 73 di tutti i Budda. di tutti gli abitanti dell’inferno. Con una bellissima metafora il Daishonin spiega questo principio di richiamare e rivelare la nostra natura di Budda interiore. gli uccelli che volano liberi nel cielo sono richiamati e si radunano intorno a lui. di tutti i bodhisattva e gli ascoltatori della voce. che risvegliano in sé la fede nella Legge mistica. Il potere di un daimoku così forte e determinato richiama la natura di Budda in tutti gli esseri viventi. (34) Il canto dell’uccello in gabbia è il daimoku recitato dalle persone comuni.

In questa analogia la sostanza contenuta nell’uovo rappresenta la natura di Budda di tutti gli esseri viventi. due occhi e tutto il resto e infine un uccello che vola nel cielo. in tal caso. si sviluppano un becco. senza l’intervento di nessuno. Dapprima nell’uovo c’è solo liquido. L’avvertimento più importante del Daishonin riguardo all’ottenimento dell’illuminazione attraverso la recitazione di Nam myoho renge kyo riguarda il fatto che non dobbiamo considerare la Legge come qualcosa di esterno a noi perché. 35 . regrediremmo a quella divisione fra Budda e per- — Scrive Nichiren Daishonin: «L’uovo di un uccello all’inizio contiene solo acqua. 914). ma da questa acqua. pag. e la mamma uccello è il Budda che conduce le persone all’illuminazione. fino a che il piccolo r iesce a spezzare il guscio. Anche noi. benché abbiamo un corpo vile chiuso nel guscio dell’ignoranza. ma grazie al calore della mamma uccello si for mano il becco.74 M AT E R I A L E D I S T U D I O tano Nam myoho renge kyo sono anche in grado di spezzare le catene dell’oscurità fondamentale e dell’illusione e di rivelare la propria natura di Budda.(35) paragonando la recitazione di Nam myoho renge kyo al calore della mamma uccello. fa schiudere l’uovo e vola in cielo come sua madre. covati dalla recitazione di Nam myoho renge kyo sviluppiamo il becco delle trentadue caratteristiche maggiori del Budda e le piume degli ottanta segni minori e possiamo volare nel cielo del vero aspetto di tutti i fenomeni e della realtà di tutte le cose» (Lettera a Niike. La recitazione di Nam myoho renge kyo è al tempo stesso la “voce della fede” delle persone comuni e una funzione dello stato vitale di Buddità. In Lettera a Niike il Daishonin spiega ulteriormente il significato di recitare daimoku attraverso la famosa analogia della mamma uccello e dell’uovo. RSND . gli occhi e le piume. È il potere della nostra voce che recita Nam myoho renge kyo a collegare le nostre vite con la Legge mistica che pervade tutti i fenomeni dei tremila regni.

per kosen rufu!». Mondadori. . secondo presidente della Soka Gakkai. al bisogno. I pag. Significa impegnarsi per sempre al fianco dei Budda delle tre esistenze. e guardavo il cielo sovrastante. invecchiamento. 16. Ikeda. 36 — Citato in D. di Brahma e di Shakra – ovunque possiamo trovarci nell’universo – per realizzare un mondo di pace e felicità indirizzato alla creazione di valore. Voglio che tutti voi raggiungiate questa condizione vitale». Come possiamo sviluppare questa condizione vitale senza limiti che. e sottolineava l’importanza di rimanere fedeli a se stessi. descr iveva così l’infinito potere della Legge mistica: «Giacevo supino in un grande spazio aperto. Percepire che la propria vita è Nam myoho renge kyo Il daimoku di Nam myoho renge kyo ha un potere benefico incommensurabile. In ogni situazione Toda continuava risolutamente a ricercare la Legge che esiste soltanto all’interno della nostra vita. La saggezza del Sutra del Loto. vol. 2009.I L C O N S E G U I M E N T O D E L L A B U D D I T À I N Q U E S TA E S I S T E N Z A 75 sone comuni che si ritrova negli insegnamenti precedenti al Sutra del Loto. Potevo continuare a donarne agli altri e non si esauriva mai. Josei Toda. malattia e morte. aiutando le persone a superare infelicità e sfortuna e le sofferenze di nascita. E sentivo che tutto ciò che desideravo immediatamente sarebbe apparso. (36) Nam myoho renge kyo può veramente essere paragonato a un gioiello che esaudisce i desideri. Questo era il vasto e incondizionato spirito del mio mentore. ci permette di attingere la forza che ci è necessaria? Il presidente Toda soleva spesso dire: «Se davvero vuoi raggiungere questo stato vitale devi combattere con ogni grammo del tuo essere per il Sutra del Loto. I suoi punti di partenza erano la profonda consapevolezza.

e stabilì un mezzo per manifestare concretamente questa Legge nella loro vita. nel tracciare la via verso la trasformazione e la rivitalizzazione dell’umanità. Una religione universale per la felicità di tutta l’umanità Le religioni in genere parlano di qualche entità infinita ed eterna che trascende sia gli esseri umani sia l’impermanenza di questo mondo. e il risveglio alla sua identità di Bodhisattva della terra. Questo è ciò che insegna il Daishonin quando afferma: «Quando invochi myoho e reciti renge devi sforzarti di credere profondamente che Myoho renge kyo è la tua stessa vita». che insegna a non fare affidamento in . del fatto che il Budda è la vita stessa. Nella mia seconda conferenza a Harvard (nel settembre 1993) suggerii tre ambiti in cui il Buddismo mahayana poteva contribuire alla civiltà moderna: nel favorire la creazione della pace. un grande vuoto o una sorgente di amore onnicomprensivo. Il Daishonin vide il potere della Legge mistica. che abbraccia e sostiene tutte le cose nell’universo.76 M AT E R I A L E D I S T U D I O raggiunta in carcere. nel fornire una base filosofica per la coesistenza simbiotica di tutte le cose. Egli parlava spesso anche dell’atteggiamento nella fede necessario per percepire la Legge mistica dentro di noi: «Dovete essere pienamente convinti che Nam myoho renge kyo è la vostra vita stessa!» o «Propagare la Legge mistica nell’Ultimo Giorno significa credere fermamente che la vostra vita non è altro che Nam myoho renge kyo!». Riguardo al secondo punto sottolineai l’importante significato dell’approccio del Buddismo di Nichiren. e la chiamano “dio” o “legge”. essere un oggetto di culto. all’interno degli esseri umani. Questa entità eterna e infinita è considerata in vari modi dalle diverse religioni: può incutere paura o timore reverenziale.

Secondo il Buddismo del Daishonin è solo pregando e fondendosi con il potere esterno della verità eterna e immutabile. quando una persona consegue la Buddità non assume un’identità nuova o di qualcun altro. che trascende i nostri sé limitati e finiti. E recitare Nam myoho renge kyo ci permette di farlo.I L C O N S E G U I M E N T O D E L L A B U D D I T À I N Q U E S TA E S I S T E N Z A 77 maniera unilaterale ed esclusiva né sul proprio potere individuale né su qualche potere esterno. . vol. e tuttavia non la traggono dall’esterno. e tuttavia non la traggono dall’interno. pag. le persone traggono la loro forza dall’esterno. sin dall’inizio. Perciò in noi. I Budda. in realtà sono dentro di noi. e tuttavia non la traggono dall’esterno».] Inoltre. le persone traggono la propria forza dall’interno. 62). le persone traggono la loro forza dall’esterno. è contenuto il nostro mondo di Buddità e anche il mondo di Buddità di tutti gli altri esseri viventi. In tal modo il Buddismo del Daishonin inaugura una nuova visione allargata di una religione universale per la felicità di tutta l’umanità che trascende l’approccio di quegli in- 37 — Il Daishonin afferma: «Ora. che consideriamo separati da noi. esiste concretamente e intrinsecamente nella nostra vita. al tempo stesso però questo potere esterno. negli insegnamenti del Sutra del Loto. negli insegnamenti del Sutra del Loto.. negli insegnamenti del Sutra del Loto. Inoltre.. che possiamo pienamente attivare il nostro potere. eterno e onnicomprensivo. nella nostra vita di persone comuni. possiede al tempo stesso la natura di tutti gli esseri viventi dei dieci mondi. (37) Credo che ciò significhi che possiamo manifestare il potere trascendente che esiste dentro di noi se non ci basiamo esclusivamente né su un potere esterno né sul nostro potere individuale. Fu una riflessione che trovò d’accordo molti studiosi. Il Daishonin scrive: «Ora. le persone traggono la propria forza dall’interno. negli insegnamenti del Sutra del Loto. Di conseguenza. e tuttavia non la traggono dall’interno [. Questo perché il nostro sé. Quei Budda manifestano come noi i mondi di Buddità di tutti gli esseri viventi» ( WND . la nostra vita. II.

pag. che a sua volta significa “perfetto e completo”» ( RSND . «Il carattere myo significa aprire» (Ibid. In altre parole nell’azione di recitare il daimoku sono contenuti: 1) il myo della perfetta dotazione. 39 — Raccolta degli insegnamenti orali. in virtù del quale un’esistenza colma di sofferenza viene “rivitalizzata” e manifesta grande gioia e serenità. i nove mondi e la Buddità – tutti esistono dentro di noi. 127). rivitalizzare significa ritornare a vivere» (Ibid. mistica e fondamentale. 2) il myo della trasformazione. alimentando la fiamma dell’illuminazione «con la legna delle illusioni e dei desideri» (39) e manife- — Nel Daimoku del Sutra del Loto si legge: «Myo vuol dire “pienamente dotato”. NON CE RCAR E AL DI FUOR I DI TE Combattere l’ignoranza Il carattere myo di myoho. 3) il myo del grande beneficio. le illusioni e i desideri e l’illuminazione. n. aprire e rivitalizzare.. (38) tutti impliciti nella recitazione del daimoku: essere pienamente dotato.78 M AT E R I A L E D I S T U D I O segnamenti che creano una rigida separazione fra il potere esterno e quello individuale. L’oscurità fondamentale e la natura illuminata del Dharma. Buddismo e società. cambiando l’oscurità in luce. 109. «Myo significa rivitalizzare. La nostra vita è un’entità della Legge mistica e perciò è pienamente dotata di tutti i fenomeni. 132). pag. pag. cioè il fatto che l’unica Legge di Myoho renge kyo abbraccia tutti i fenomeni. o Legge mistica. 43 38 . pag. che “apre” il mondo di Buddità nella vita degli esseri dei nove mondi (da Inferno a Bodhisattva).. È proprio per questo che possiamo realizzare una “r ivoluzione” inter iore. ha tre significati. 128). e che privilegiano l’uno rispetto all’altro.

Inutile dire che la Legge contenuta nella pratica della recitazione propagata dal Daishonin è veramente meravigliosa. La lotta interiore per combattere l’ignoranza è l’essenza della recitazione del daimoku.I L C O N S E G U I M E N T O D E L L A B U D D I T À I N Q U E S TA E S I S T E N Z A 79 stando perciò il mondo di Buddità nella nostra vita dei nove mondi. anche eseguire diecimila pratiche e diecimila buone azioni sarà inutile. Se cerchi l’illuminazione al di fuori di te. Perciò. Ma anche il potere di una Legge tanto meravigliosa non può pienamente manifestarsi in una vita oscurata dall’ignoranza. L’ignoranza è l’oscurità interiore che ci impedisce di credere nella Legge mistica e di concentrarci sulla natura di Budda nostra e degli altri. stai abbracciando non la Legge mistica ma un insegnamento inferiore». come se un . i tre significati di myo si manifestano con evidenza nella nostra vita. Quando ci sforziamo assiduamente di recitare daimoku basandoci su questo ammonimento e ricordandoci sempre che è determinante il cambiamento nel nostro cuore (o mente). nel Conseguimento della Buddità in questa esistenza. La pratica della recitazione del daimoku ci permette di rompere questa oscurità e di far emergere con forza il mondo di Buddità. Studiare il Buddismo ma cadere negli insegnamenti non buddisti Non pensare mai che qualcuno degli ottantamila sacri insegnamenti di Shakyamuni o qualcuno dei Budda e bodhisattva delle tre esistenze e delle dieci direzioni sia al di fuori di te. La pratica degli insegnamenti buddisti non ti solleverà affatto dalle sofferenze di nascita e morte a meno che tu non percepisca la vera natura della tua vita. La chiave per raggiungere questa profonda trasformazione interiore è il nostro cuore – il nostro atteggiamento di fondo o disposizione interiore. il Daishonin avverte: «Se pensi che la Legge sia al di fuori di te.

. Nel passo si afferma che il Buddismo nella sua interezza è contenuto nella nostra vita e il Daishonin conclude che “gli ottantamila sacri insegnamenti di Shakyamuni” e “i Budda e bodhisattva delle tre esistenze e delle dieci direzioni” sono tutti fenomeni inerenti alla nostra vita. senza guadagnare nemmeno mezzo centesimo. tutte le tue azioni virtuose metteranno nella tua vita buone radici e benefici. Il Daishonin prosegue dicendo che. Questo implica che. anche se eseguiamo “diecimila pratiche e diecimila buone azioni” (cioè tutte le pratiche esposte negli insegnamenti predicati da Shakyamuni) e crediamo nella protezione dei Budda e dei bodhisattva attraverso le tre esistenze (cioè delle funzioni benevole dell’universo). finché cerchiamo l’illuminazione fuori di noi. Credo che la parola “mai” in questo contesto rivesta un profondo significato.80 M AT E R I A L E D I S T U D I O povero stesse giorno e notte a contare le ricchezze del suo vicino. tutto ciò sarà inutile come contare i soldi del proprio vicino. Pratica la fede con questa convinzione. Come afferma Grande concentrazione e visione profonda: «Benché studino il Buddismo. non si possono sradicare le proprie gravi colpe». Per questo il commentario della scuola T’ien-t’ai afferma: «Se non si percepisce la natura della propria vita. finché non si percepisce la natura della propria vita. Perciò queste persone che studiano il Buddismo vengono tacciate di essere non buddiste. Nel passo in esame il Daishonin ci ammonisce ulteriormente: «Non devi mai pensare che qualcuno degli ottantamila sacri insegnamenti di Shakyamuni o qualcuno dei Budda e bodhisattva delle tre esistenze e delle dieci direzioni sia al di fuori di te». la pratica sarà un’infinita e dolorosa austerità. Sia che tu invochi il nome del Budda. le loro idee non sono diverse da quelle dei non buddisti». perché personalmente non ne trarremo alcun guadagno. che reciti il sutra o semplicemente offra fiori e incenso.

Nel Buddismo di T’ien-t’ai si può sradicare questa ignoranza solo attraverso la pratica dell’osservazione della mente. Se non comprendiamo questo punto. — È il principio secondo il quale la fede è la vera causa per ottenere la suprema saggezza e che solo la fede conduce all’illuminazione. La grave colpa dell’offesa sorge dal denigrare la Legge. che è la fonte di tutti i mali. Inoltre. In tal caso tutti i nostri sforzi e le buone azioni per ottenere l’illuminazione saranno privi dell’ingrediente essenziale e saranno vani come contare le immense ricchezze di un vicino. Cosa significa che se non percepiamo la natura della nostra vita non possiamo sradicare le nostre gravi colpe? Qui “gravi colpe” indica l’ignoranza. Ricapitolando. spinti dall’oscurità innata o ignoranza. non si possono sradicare le proprie gravi colpe». 40 . essi diventeranno solo «un’infinita e dolorosa austerità». secondo il principio di “sostituire la saggezza con la fede”. ci avvisa il Daishonin. se cerchiamo l’illuminazione fuori di noi non stiamo percorrendo la via dell’osservazione della mente che ci consente di vincere il male fondamentale dell’ignoranza o oscurità. o il corretto insegnamento del Buddismo. tutte le pratiche esteriori e le buone azioni che possiamo compiere per ottenere l’illuminazione alla fine diventeranno «un’infinita e dolorosa austerità».I L C O N S E G U I M E N T O D E L L A B U D D I T À I N Q U E S TA E S I S T E N Z A 81 Il Daishonin cita poi un passo di un commentario della scuola T’ien-t’ai che afferma: «Se non si percepisce la natura della propria vita. Nel Buddismo del Daishonin l’oscurità fondamentale si vince con la spada affilata della fede. poiché nessuno di questi sforzi ci aiuta a sradicare l’ignoranza. cioè attraverso la saggezza. (40) Questa è l’essenza della pratica di recitare daimoku.

come discepoli del Daishonin. qualsiasi pratica e buona azione che compiamo devierà dalla vera essenza del Buddismo. È una “pratica meravigliosa”(42) che non ha eguali. Per questo il Daishonin afferma che tali persone che studiano il Buddismo vengono tacciate di essere non buddiste. 113. malattia e morte. n. Se però dimentichiamo l’ammonimento del Daishonin 41 — La Legge fondamentale. Buddismo e società. finché ricerchiamo la via dell’illuminazione al di fuori di noi. Quindi. in quanto rappresenta il mezzo col quale tutti gli esseri viventi possono ottenere l’illuminazione. invecchiamento. Raccolta degli insegnamenti orali. la Legge mistica o la natura di Budda di cui tutta la vita è originalmente dotata. Recitare daimoku è una pratica per rivelare la “mistica verità che è originariamente inerente” a ogni persona(41) e raggiungere la Buddità in questa esistenza. Cercare l’illuminazione al di fuori della nostra vita significa essere sconfitti dall’oscurità Un punto importante di questo passo è l’ammonimento del Daishonin secondo il quale anche noi che pratichiamo il Buddismo di Nichiren corriamo il rischio di cadere in modi di pensare non buddisti se ricerchiamo la Legge al di fuori dalla nostra vita. dobbiamo sempre tenere presente il suo avvertimento: «Non devi mai pensare che qualcuno degli ottantamila sacri insegnamenti di Shakyamuni […] sia al di fuori di te».82 M AT E R I A L E D I S T U D I O Questa battaglia contro l’ignoranza è il cuore del Buddismo. pag. Si dice che l’illuminazione di Shakyamuni consiste nell’identificare l’oscurità o ignoranza come la causa fondamentale delle sofferenze di nascita. Quindi. 42 — cfr. e nell’esporre la via per il superamento di tale ignoranza. 51 .

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a non ricercare mai la Legge fuori di noi allora, per quanto possiamo praticare alacremente, perderemo di vista la via corretta per l’illuminazione universale e finiremo col praticare un insegnamento non buddista. Per questo il Daishonin è così severo su questo punto. L’essenza della pratica buddista è percepire la vera natura della nostra vita, della nostra mente. Per fare questo dobbiamo intraprendere una lotta interiore. Se permettiamo a noi stessi di essere sconfitti dai tre ostacoli e dai quattro demoni non saremo in grado di raggiungere l’illuminazione. Per questo combattere l’oscur ità o ignoranza dentro di noi è una parte inevitabile del processo per diventare Budda. In altre parole, il fatto di combattere continuamente la nostra ignoranza innata o di non farlo è l’unico fattore determinante per conseguire la Buddità. Non dobbiamo mai dimenticarlo. Impegnandoci in questa lotta possiamo manifestare la saggezza del Budda dentro la nostra vita e quindi confrontarci con la nostra oscurità e superarla. Ma se non intraprendiamo questa lotta l’ignoranza avvolgerà e nasconderà la nostra natura di Budda. L’ignoranza inasprisce e aggrava in noi le cinque inclinazioni illusorie di avidità, collera, stupidità, arroganza e dubbio. È questo ciò che accade quando si cede alla credenza che la Legge sia al di fuori di noi. La fede per conseguire la Buddità in questa esistenza Naturalmente il Gohonzon è di per sé smisuratamente grande. Negli Scritti in sei volumi Nichikan Shonin afferma: «Anche chi non ha ancora risvegliato una vera fede riceverà immensi benefici grazie al legame stabilito con il corretto oggetto [di culto, cioè il Gohonzon]». La Soka Gakkai, che ha ricevuto la vera eredità della

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fede, si dedica a far conoscere ampiamente questo infinito e illimitato potere del Gohonzon a innumerevoli altre persone. La fede che si pratica nella Soka Gakkai richiede uno sforzo attivo per manifestare la Legge mistica nella propria vita e produce anche una chiara prova concreta sotto forma di benefici. Quando avanziamo insieme alla Soka Gakkai tendiamo a interiorizzare in modo naturale la pratica corretta della fede insegnata da Nichiren Daishonin. Perciò coloro che recitano sinceramente Nam myoho renge kyo davanti al Gohonzon e partecipano assiduamente alle attività della Soka Gakkai non possono mancare di diventare Budda. Lo scopo della fede è realizzare liberamente il proprio pieno potenziale e brillare ciascuno nella sua propria e unica maniera. Perciò è importante continuare ad avanzare e sfidare se stessi pensando: «Mi sforzerò nella pratica. Approfondirò la mia fede. Farò del mio meglio come membro della Soka Gakkai». Questa è la via sicura verso il conseguimento della Buddità in questa vita. Con tale consapevolezza applichiamo concretamente e rigorosamente nella nostra pratica quotidiana l’ammonimento del Daishonin: «Se pensi che la Legge sia al di fuori di te, stai abbracciando non la Legge mistica ma un insegnamento inferiore». Ricercare la Legge mistica fuori di noi equivale a evadere dalla responsabilità della propria vita. Praticare il Buddismo del Daishonin significa non oscillare qua e là ma costruire un io saldo e risoluto come l’imponente monte Fuji. Se trascuriamo questo punto e invece focalizziamo altrove le nostre energie finiremo, senza nemmeno accorgercene, col ricercare la Legge all’esterno. Per esempio, se recitiamo daimoku davanti al Gohonzon ma accusiamo sempre gli altri o il nostro ambiente per ciò che ci accade, stiamo evitando la sfida di affrontare la nostra oscurità interiore o ignoranza, e così facendo ricerchiamo l’illuminazione al di fuori di noi. È cambiando noi stessi a un

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livello più profondo che possiamo iniziare a migliorare la nostra situazione, e la preghiera è la forza motrice di questo cambiamento. È importante anche non cadere nella trappola di praticare una “fede dipendente”, atteggiamento con cui si spera che la nostra preghiera abbia risposta grazie al potere divino o trascendente di dèi o Budda. Questo è un tipico esempio del considerare la Legge esterna a noi. I Budda provvisori degli insegnamenti precedenti al Sutra del Loto (43) si prestavano assai bene a questo tipo di fede, la cui essenza è la tendenza a evadere dalla realtà. Pur soffrendo palesemente, le persone che hanno questo tipo di fede dipendente evitano di guardare ai loro problemi, non hanno il coraggio né fanno alcuno sforzo per affrontare le circostanze. Ma senza lotta non possiamo avviare il motore della nostra rivoluzione umana. E in una situazione del genere, a essere sinceri, la fede viene semplicemente usata come qualcosa dietro cui nascondersi per evitare di affrontare la realtà. Per fare un’analogia con l’alpinismo, se ci limitiamo a camminare attorno alla base della montagna e non compiamo alcuno sforzo per scalarne le pareti, per quanto tempo passi non raggiungeremo mai la cima. Così, se evitiamo di affrontare i nostri problemi, non riusciremo mai a rafforzare e sviluppare noi stessi, e non avremo la possibilità di conseguire la Buddità in questa esistenza. Inoltre è anche importante cercare di liberare la nostra vita dal dubbio e dalla mancanza di fede, così come dalle re-

— Gli insegnamenti provvisori, precedenti al Sutra del Loto, non prevedono che il mondo di Buddità esista in tutte le persone e descrivono i Budda come esseri superiori e idealizzati. Per esempio, la dottrina Nembutsu o della Pura Terra spiega che invece di fare affidamento sui propri sforzi bisognerebbe far dipendere la propria salvezza da uno di tali Budda, in questo caso il Budda Amida.
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Brontolare e lamentarsi sono le porte del dubbio e della mancanza di fede. se speriamo di raggiungere la Buddità in questa esistenza dobbiamo continuare a sforzarci di approfondire la nostra fede e la nostra preghiera. un atteggiamento. Allo stesso modo le nostre preghiere si potranno realizzare solo quando sostituiremo vaghi aneliti con concrete determinazioni e con un daimoku fiducioso di realizzare senza alcun dubbio le nostre speranze. ci può capitare di metterli in atto nostro malgrado. Come indica il Daishonin in questo scr itto quando dice: «Risveglia in te una profonda fede». Per quanto riguarda l’atteggiamento nella fede.86 M AT E R I A L E D I S T U D I O criminazioni e dalla lamentela. Questa incredulità ha origine dall’oscurità fondamentale o ignoranza. quando si recita è assolutamente indispensabile avere una mente. fer mamente concentrati. Quando la fede si approfondisce essa si manifesta in una preghiera fiduciosa e concreta. di fatto . Se i nostri sforzi nella fede sono poco convinti non riusciremo a cambiare il nostro atteggiamento o a trasformare in maniera fondamentale la nostra vita. Alla base della convinzione errata che Myoho renge kyo (la Legge mistica) esista fuori dalla nostra vita c’è l’incapacità di credere che tutte le persone. questa tendenza a considerare con scetticismo la natura di Budda come un bell’ideale che però non serve a cambiare la realtà dei fatti si manifesterà in una preghiera debole. È come cercare di scagliare una freccia: senza un obiettivo chiaro non saremo in grado di tendere l’arco con vera energia e determinazione. Ma se diventano abitudini saranno un freno perenne alla nostra crescita e ci faranno dimenticare di progredire e di migliorare noi stessi. possiedono la natura di Budda. Anche se sappiamo che si tratta di comportamenti sbagliati. Poiché lo scopo della pratica è il conseguimento della Buddità in questa esistenza. Quando ciò accade. vaga e priva di fiducia. noi e gli altri.

Di conseguenza il Daishonin ammonisce severamente che se andiamo contro lo spirito del sutra non solo le nostre preghiere per raggiungere la Buddità in questa esistenza non saranno esaudite. ma alla fine commetteremo un’offesa alla Legge. 670-671). vol. insultarsi l’un l’altro perché chi ha fede nel Sutra del Loto diventerà sicuramente un Budda e chi offende un Budda commette una grave colpa» ( RSND . per nessun motivo al mondo. ma la Legge mistica ci dà la saggezza per controllare queste tendenze e usarle come una sorgente di crescita e di sviluppo. e cadiamo nell’atteggiamento di ricercare la Legge al di fuori di noi. recitino Nam myoho renge kyo con lo spirito di “diversi corpi.(44) Inoltre. Smettere di lamentarsi e di brontolare può essere veramente un’impresa. È la nostra natura di Budda che fondamentalmente ci sprona a realizzare la felicità nostra e degli altri. Guardiamoci attentamente anche dall’offendere i nostri compagni di fede. alla ricerca della Legge fuori di noi. I. che i discepoli di Nichiren. […] Non dimenticare che coloro che abbracciano il Sutra del Loto non dovrebbero. stessa mente”. stessa mente”. questo si chiama ere- .I L C O N S E G U I M E N T O D E L L A B U D D I T À I N Q U E S TA E S I S T E N Z A 87 stiamo bloccando le nostre potenzialità. senza alcuna distinzione fra loro. uniti come i pesci e l’acqua. (45) Riconfermiamo nuovamente che recitare Nam myoho 44 — Nelle Quattordici offese Nichiren Daishonin scrive: «C’è una differenza se si recita il daimoku e allo stesso tempo si va contro l’intento di questo sutra. a meno che non pratichiamo insieme secondo il principio di “diversi corpi. 45 — Nell’Eredità della Legge fondamentale della vita si legge: «In generale. non potremo realizzare il grande desiderio di kosen rufu. il risentimento e la gelosia verso gli altri ci portano a rinnegare la loro natura di Budda. preti e laici. E non riuscire a credere nella natura di Budda degli altri – così come non riuscire a credere nella propria – ci spinge fuori rotta. pagg. L’offesa. Non credere nella natura di Budda significa negare lo spirito del Sutra del Loto che insegna che tutte le persone hanno il potenziale per ottenere la Buddità.

anche il grande desiderio di un’ampia propagazione potrà realizzarsi» ( RSND . Se è così. tre. mentre i loro seguaci cercano passivamente di sedare la propria ansia attraverso la dipendenza dalle cerimonie e dai preti. 46 — Nel Vero aspetto di tutti i fenomeni si legge: «Dapprima solo Nichiren recitò Nam myoho renge kyo. I. recitando e insegnando agli altri. . a disprezzare e reprimere le persone. e l’immutabile formula di kosen rufu. Tsunesaburo Makiguchi. Josei Toda e io stesso. Risveglia ogni essere umano. ne incoraggia la rivoluzione umana individuale e cerca di condurre tutti all’illuminazione. gli insegnamenti buddisti che considerano la Legge al di fuori della vita dell’individuo tendono a essere autoritari e formali. pag. I. Tendono a porre l’accento sui rituali o sull’autorità del clero. pag. hanno seguito con decisione. vol. Per contro.88 M AT E R I A L E D I S T U D I O renge kyo per la felicità nostra e degli altri è il vero mezzo per raggiungere la Buddità in questa esistenza. dità della Legge fondamentale della vita. Questo è il motivo per cui la Soka Gakkai ha conseguito un così eccezionale sviluppo e kosen rufu si è diffuso in tutto il mondo. (46) Questo è il cammino della Soka Gakkai che i primi tre presidenti. In ciò consiste il vero scopo della propagazione di Nichiren. La propagazione si svilupperà così anche in futuro. Ogni persona ha il potenziale per diventare un Budda. Non vuol dire ciò “emergere dalla terra”?» ( RSND . 341). Nell’appar izione di tante persone che una dopo l’altra abbracciano la fede vediamo all’opera il principio dei bodhisattva che emergono risolutamente dalla terra per propagare la Legge. vol. 190). Lo spirito dei primi tre presidenti arde nella Soka Gakkai Una dottr ina buddista che affer ma l’esistenza della Legge all’interno della vita di ogni persona valorizza l’individuo. ma poi due. cento lo seguirono.

Non offrono una filosofia che dà potere alle persone e le rende capaci di migliorare la propria vita. 300 . Makiguchi. traendo vantaggio dal fatto che una delle maggiori fonti di angoscia per l’essere umano è la morte e ciò che avverrà dopo. La realtà quotidiana è costellata da un’infinita serie di 47 — Il Sutra del Loto. il grande magazzino pieno di tesori che porta fortuna e felicità a tutti. La cosa importante è vivere costantemente basandoci sulla Legge mistica e in totale sincronia con essa. asserì che il Buddismo di Nichiren Daishonin è un «insegnamento per trasformare la vita». facendo permeare e rafforzare le nostre vite dalla Legge mistica. Toda soleva dire: «Dovreste decidere con convinzione: “Io sono Myoho renge kyo”». Credere che la Legge mistica esiste dentro di noi significa avere la fiducia che diventeremo assolutamente felici e raggiungeremo la Buddità in questa esistenza. con la convinzione che in esso risiede la chiave della loro felicità come della nostra. pag. in Giappone le scuole buddiste che seguono questi insegnamenti si occupano quasi esclusivamente di funerali o cerimonie in suffragio. Questa fede autentica caratterizza la Soka Gakkai Internazionale. La Legge mistica è la «medicina molto efficace» (47) per alleviare le sofferenze di tutte le persone. degenerando in quello che viene chiamato “Buddismo dei funerali”. Fede significa anche adoperarsi attivamente per kosen rufu. facendo conoscere agli altri il Buddismo del Daishonin.I L C O N S E G U I M E N T O D E L L A B U D D I T À I N Q U E S TA E S I S T E N Z A 89 Inoltre. La grandezza della Soka Gakkai e lo spirito di non dualità di maestro e discepolo dei primi tre presidenti si riflettono nell’impegno di questi ultimi per realizzare la più difficile delle imprese: risvegliare le persone alla Legge che esiste all’interno della loro stessa vita. Il fondatore della Soka Gakkai.

Quando manteniamo una fede profonda basata sulla convinzione che «io sono Myoho renge kyo» possiamo affrontare qualsiasi problema con coraggio. Quali che siano gli ostacoli che incontriamo nel corso della pratica. (48) In accordo con queste parole bandiamo qualunque viltà e facciamo del coraggio la nostra principale virtù. Quando i problemi ci affliggono. che i discepoli di Nichiren non possono realizzare niente se sono codardi». RSND . indipendentemente dalla loro gravità dovremmo vederli chiaramente per quello che sono. o quando attribuiamo loro la colpa dei nostri problemi. Così vivono le persone che recitano Nam myoho renge kyo e dedicano la vita alla Legge mistica. ma con la ferma convinzione che la nostra vita è Myoho renge kyo dovremmo affrontarli tutti con coraggio e con l’incrollabile certezza che riusciremo a vincere qualsiasi difficoltà e a diventare senza dubbio felici. pag. la pratica. lamentarsi o prendersela col proprio ambiente equivale a vivere credendo che la Legge sia al di fuori della nostra vita. La chiave per la vittoria nella vita sta nel riuscire a tirar fuori il coraggio: di fronte agli ostacoli non è di una timidezza esitante che abbiamo bisogno. o quando cadiamo nella disperazione e nella rassegnazione. cioè ostacoli e funzioni demoniache. 48 — L’insegnamento. non dovremmo esserne spaventati o sorpresi. vol. e combatterli senza retrocedere. non dovremmo mai arretrare di un solo passo. come ho sempre detto. Temere le sofferenze. 427 . Lo stesso accade quando perdiamo fiducia nella capacità di risolvere la nostra situazione e ci rivolgiamo agli altri sperando che ci salvino. Dice il Daishonin: «Ricorda. la prova. È importante nutr ire una profonda fiducia nel fatto che il potere della Legge mistica può trionfare su tutto. I. ma del coraggio di sfidarli.90 M AT E R I A L E D I S T U D I O problemi.

compresa la pratica di Gongyo mattina e sera e le varie attività della Gakkai. Per questo il Daishonin sottolinea così tanto l’importanza del nostro cuore o mente. tutte le tue azioni virtuose creeranno nella tua vita buone radici che produrranno benefici. Abbi questa profonda convinzione». Il Buddismo di Nichiren Daishonin parte dalla comprensione che la suprema condizione vitale della Buddità esiste in ognuno di noi.I L C O N S E G U I M E N T O D E L L A B U D D I T À I N Q U E S TA E S I S T E N Z A 91 Chi ha una fede coraggiosa può aprire una breccia nelle nuvole nere della paura. dell’ignoranza e dell’illusione per permettere al sole di Myoho renge kyo di risplendere e al loto della Legge mistica di sbocciare nella propria vita. Vincete nella vita con spirito nobile. della nostra disposizione interiore. sminuire voi stesse». Chi avanza con questa profonda consapevolezza sarà un vero vincitore che percorre la strada che porta al conseguimento della Buddità in questa esistenza. e conduciamo vite meravigliose e vincenti. Non dovete mai. sono azioni virtuose che piantano nella nostra vita «buone radici che produrranno benefici». Teniamo sempre alta la grande filosofia riassunta nelle parole del Daishonin: «È il cuore che è importante». la trasformazione del nostro atteggiamento di base. Tutti i nostri sforzi nella fede. che reciti il sutra o semplicemente offra fiori e incenso. E scrive: «Sia che tu invochi il nome del Budda. È un insegnamento che rende possibile realizzare la trasformazione interiore più profonda. Agli albor i del nostro movimento il presidente Toda diede la seguente guida alle giovani donne: «Dovreste esser fiere di possedere la stessa vita del Budda dell’Ultimo Giorno. per nessun motivo. .

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