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DIRITTO COSTITUZIONALE
RIASSUNTO

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SOMMARIO
Capitolo I03
CARATTERI FONDAMENTALI DEL FENOMENO GIURIDICO

Capitolo II06
LE FORME DI STATO E LE FORME DI GOVERNO NELLA LORO EVOLUZIONE STORICA

Capitolo III11
LE TRASFORMAZIONI DELLE ISTITUZIONI PUBBLICHE DALLO STATUTO ALBERTINO ALLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA

Capitolo IV18
L’ITALIA E L’UNIONE EUROPEA

Capitolo V21
IL CORPO ELETTORALE

Capitolo VI34
IL PARLAMENTO

Capitolo VII54
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Capitolo VIII60
IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA

Capitolo IX00
L’ORGANIZZAZIONE DEGLI APPARATI AMMINISTRATIVI STATALI

Capitolo X00
PRINCIPI IN TEMA DI ATTIVITA’ AMMINISTRATIVA

Capitolo XI00
REGIONI ED ENTI LOCALI

Capitolo XII00
LA CORTE COSTITUZIONALE

Capitolo XIII00
IL POTERE GIUDIZIARIO

Capitolo XIV00
I DIRITTI DI LIBERTA’

Capitolo XV00
IL SISTEMA DELLE FONTI NORMATIVE

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in quanto tali. 2. L’esigenza delle regole nasce con le prime aggregazioni stabili. . Storicamente si è assistito ad una progressione del primo. Il contenuto delle norme giuridiche La norma giudiziaria è una regola di comportamento obbligatoria per tutti i componenti di una determinata società.Page | 4 CAPITOLO I CARATTERI FONDAMENTALI DEL FENOMENO GIURIDICO Diritto e società Il diritto è quel complesso di regole di condotta che disciplinano i rapporti tra i membri di una certa collettività. Particolari strutture (ordinamento giudiziario) e istituti (sanzioni) vengono applicati nei casi di accertata effrazione della regola. Bisogna innanzitutto selezionare gli eventi a cui riconoscere determinati effetti giuridici. un’entità che dispone del potere di sovranità e della forza necessaria per assicurare sopravvivenza e sviluppo al gruppo sociale che ne ha determinato la nascita. Le caratteristiche del fenomeno giuridico Effettività: una regola del diritto può considerarsi esistente se i membri della società le riconoscono un valore obbligatorio e collegano la sua violazione all’irrogazione di determinate sanzioni giuridiche o sociali. Tali fatti costituiscono la fattispecie (giuridica) astratta che la norma intende disciplinare: essa può consistere o in un’espressione della volontà dell’uomo (atti giuridici) o in un fatto/evento naturale (fatti giuridici). L’esistenza di finalità comuni (conservazione. Quali effetti si intendono riconnettere a tali fatti. Coattività: l’esistenza di meccanismi sanzionatori volti a reprimere le violazioni delle regole. ha così origine quello che oggi chiameremmo “stato”: un’ entità che si colloca in una posizione di supremazia rispetto a tutti i soggetti (il popolo). Certezza del diritto: l’effettività di una norma si raggiunge attraverso strumenti che ne garantiscono la conoscibilità. ALTRE REGOLE Disciplinano i comportamenti dei singoli e del gruppo. Per imporre un comportamento bisogna determinare: 1. e lo sviluppo della società si svolge all’interno del diritto. Legate ad eventi trascendenti. perseguono fini particolari. Se una regola. Relatività del diritto: possono mutare le regole così come può mutare ciò che è considerato giuridicamente rilevante. in un dato momento storico. e viceversa. Le regole giuridiche che non sono sempre contenute in atti (diritto scritto) ma a volte da comportamenti consuetudinari (diritto non scritto o consuetudinario). commercio e difesa) pone le basi per un’evoluzione nelle strutture sociali. Quale ordine di fatti si vuole regolare. Adesione spontanea. esistente formalmente. le “città-stato”. si parla di “desuetudine”. Un’entità che partecipa alla formazione di regole che disciplinano i rapporti con gli altri stati. Ciò che oggi è disciplinato dal diritto può in futuro non aver più bisogno di disciplina giuridica. una volta assunti ad oggetto. Il fenomeno giuridico nasce dove esiste una forma di aggregazione umana. A una regola deve associarsi l’effettivo adeguamento dei comportamenti individuali e sociali alla norma stessa. legate ad eventi storici concreti. perde il suo valore per un distacco del comportamento dei consociati ai suoi precetti. funzionali al raggiungimento di fini di interesse generale. REGOLE DEL DIRITTO STATALE Disciplinano in modo stabile i rapporti tra individui di una comunità.

in vista del raggiungimento di un fine comune. Soggetti giuridici I destinatari delle norme giuridiche sono i soggetti giuridici. es. ai destinatari della norma. e perciò si riconosce all’ordinamento giuridico statale il compito di regolare i rapporti tra i singoli membri della comunità e quelli tra i vari ordinamenti. obblighi (previsti per un interesse particolare di un soggetto). Essi sono innanzitutto le persone fisiche: ciascuna di esse è dotata di capacità giuridica e cioè può essere titolare di diritto e destinatario di obblighi. regioni). Alle posizioni soggettive di vantaggio si attribuiscono: 1. Alle posizioni soggettive di svantaggio si attribuiscono: 1. delimitate ad un certo settore) e 2. Sul piano interno il problema principale è la convivenza armonica dei diversi ordinamenti. 2. diritti assoluti (l’interesse individuale è tutelato mediante l’imposizione di obblighi nei confronti di soggetti determinati) 3. esse possono essere considerate un sistema. Tra le persone giuridiche si distinguono: private e pubbliche. La capacità di agire è limitata dal diritto (ipotesi in cui non si ritiene il soggetto in grado di esprimere consapevolmente la propria volontà. interessi legittimi (la tutela assicurata dalla norma è solo indiretta dell’interesse del singolo). 4. 1 CODICE CIVILE “la capacità giuridica si acquista dal momento della nascita. Tra le pubbliche: lo Stato. Tra quelle generali si distinguono poi quelli originali (che ripetono il loro carattere di sovranità. province. Idoneità ad essere titolari di posizioni giuridiche non significa idoneità a svolgere in concreto le attività ricondotte (capacità di agire).Page | 5 Gli effetti giuridici da stabilire per la norma possono consistere in: un’attribuzione. gli ordinamenti particolari (che propongono il raggiungimento delle finalità più varie. fin dalla nascita (ART. Lo Stato) e quelli derivati (che ripetono i loro poteri da un altro ordinamento. soggetto giuridico nei confronti dei cittadini e nei confronti degli altri Stati. oneri (previsti per un interesse proprio e non altrui). gli ordinamenti generali (che propongono il soddisfacimento di una finalità comprensiva di tutti i possibili interessi sociali). 3. una pluralità di beni gestiti da persone fisiche. un ordinamento giuridico.”). ma può rappresentare una situazione potenzialmente di diritto soggettivo o di un interesse legittimato). In base alla natura dei fini si distinguono: 1. Interessi semplici/di fatto (il diritto oggettivo non riconosce nessun rilievo. Il concetto di ordinamento giuridico e la pluralità degli ordinamenti giuridici Quando le regole di diritto divengono espressione del gruppo sociale e dei suoi fini. La natura dell’ordinamento giuridico dipende dal rapporto tra l’ordinamento e il gruppo sociale che a esso si richiama. dell’obbligo di svolgere o di non svolgere un’attività (posizione soggettiva di svantaggio) oppure del diritto di esigere un comportamento conforme a alla norma (posizione soggettiva di vantaggio). Comuni. Esistono poi le persone giuridiche: una pluralità di persone che danno vita ad un’organizzazione al fine di perseguire una finalità comune. es. così si sono sviluppate forme di collaborazione . cui si sopperisce attraverso terzi). doveri (previsti per la soddisfazione di un interesse generale). applicazione e osservanza. Anche sul piano esterno è nata l’esigenza di una convivenza non conflittuale tra la pluralità di ordinamenti giuridici. 2. diritti soggettivi (di cui è titolare colui che per la norma può imporre un obbligo di rispetto di un interesse ad altri soggetti). L’insieme delle regole giuridiche ha bisogno di un apparato organizzativo di soggetti istituzionali che ne assicurino: produzione.

Act of Settlement e Parliaments Acts) e in parte a regole consuetudinarie. 2. mediante il riconoscimento di valore giuridico a regole che nascono da comportamenti umani (produzione di fonti-fatto). mediante l’attribuzione a certi organi di potere di creare. La Costituzione può essere rigida (non può essere modificata o derogata da forme normative di livello inferiore). prassi. Il principio generale che si applica è quello della territorialità del diritto. Le fonti del diritto e i principi che ne regolano i rapporti Le norme nascono nell’ambito di un determinato consorzio sociale attraverso due distinti meccanismi: 1. L’elemento differenziale attiene ai modi di produzione delle norme e ai soggetti coinvolti. Un principio che regola i rapporti fra le fonti normative è quello della competenza. Un principio cardine è quello dello “stare decisis” in base al quale nessun giudice può discostarsi dai principi affermati in un’altra pronuncia riguardante un caso analogo. L ’interpretazione del diritto come metodo e come fonte Un altro meccanismo di produzione di norme giuridiche. è diritto giudiziario. Relativamente al valore delle norme del tempo e nello spazio la regola è: tra norme di pari grado gerarchico prevale quella entrata in vigore per ultima. Civil Law: si basa sulla tradizione romanistica. Bill of Rights. che si riferisce non al valore normativo delle regole del diritto ma all’organo che è titolare del potere di emanare le regole stesse. modificare il diritto (produzione di fonti-atto). Se le norme sono di grado gerarchico diverso si applica il principio gerarchico. su decisioni giurisprudenziali. basate sull’affermazione di principi tratti da esperienza. Common Law: si basa su regole non contenute in specifici atti normativi. Le regole sono scritte a livello costituzionale e inferiore. Le varie fonti normative sono ordinate in modo gerarchico: al vertice c’è la Costituzione. L’attività giurisdizionale consiste nell’applicazione della norma giuridica (concepita in termini generali e astratti) ad una specifica vicenda umana o ad una fattispecie concreta. collegato all’attività interpretativa del giudice. e relazioni tra norme giuridiche nate su piano internazionale. consuetudine. ONU. Col passare del tempo le differenze sono andate attenuandosi dato che negli ordinamenti di common law è andato aumentando il ricorso al diritto scritto (statute law). Ciò che deve fare il giudice è . La norma giuridica è tale solo se contenuta in atti cui lo stesso ordinamento riconosce la capacità di produrre regole di questo tipo. ovvero le norme giuridiche hanno efficacia con riferimento a determinati individui posti in determinate aree. La sentenza del giudice acquisisce valore normativo ed è fonte di diritto. Il giudice ha il solo compito di interpretare la regola giuridica scritta e applicarla nel caso concreto. integrare. Le regole costituzionali non sono contenute in un testo unico ma si rifanno a vari atti normativi (Magna Carta. Petition of Rights.. Le regole consuetudinarie avranno valore solo se richiamate dalla legge. mentre negli ordinamenti di civil law il ruolo del giudice è andato arricchendosi di funzioni analoghe ai giudici dei paesi anglosassoni. economica e militare (es. effettiva (la cui parte formale è davvero operante in un dato ordinamento giuridico) o materiale (risultante di concezioni culturali e istituzionali delle forze politiche dominanti). tutti gli altri a quella della civil law.) e si sono messi a punto strumenti volti a disciplinare le relazioni tra regole di diversi ordinamenti statuali. formale (le cui disposizioni sono formalmente previste come costituzionali). Ordinamenti giuridici di Common Law e Civil Law L’ordinamento inglese si ascrive all’area della common law. UE.Page | 6 internazionale di natura politica.

Page | 7 identificare quale sia la norma da applicare al caso concreto utilizzando alcuni criteri interpretativi: 1. né sempre costante è la subordinazione ad esse. Alla nozione di forma di governo fanno riferimento l’insieme degli strumenti e dei mezzi mediante i quali una determinata organizzazione statuale persegue le sue finalità. Le forme di stato: lo stato patrimoniale Lo stato patrimoniale è la prima forma di stato affermatosi dopo il disfacimento dell’Impero Romano (alto medioevo). A fondamento dello stato patrimoniale l’accordo che ha ad oggetto la tutela del diritto di proprietà per i feudatari. Si producono così una serie di cambiamenti anche sul piano istituzionale: si passa da uno stato preoccupato della difesa da minacce esterne a uno stato che si assume più fini di carattere generale. interpretazione logica 3. Manca un’organizzazione amministrativa stabile (un grado di conseguire il perseguimento di fini generali). il rapporto tra potere statuale e società civile. La sfera dei diritti si arresta a quella dei soggetti titolari del diritto di proprietà. Nascono le grandi monarchie assolute. interpretazione sistematica (desumere la regola da applicare dai principi vigenti nel sistema giuridico complessivo). interpretazione letterale 2. ad un’economia di scambio. oggetto di diritto altrui. Modi e mezzi che si traducono in un insieme di regole che disciplinano i rapporti tra gli organi di vertice dell’apparato statale (organi costituzionali). Non sempre sicura risulta la sovranità delle entità statuali rispetto al potere di entità sovranazionali (Impero e Chiesa). al passaggio da un’economia finalizzata alla produzione di beni sufficiente alla domanda interna. lo stato sviluppa la . v CAPITOLO II LE FORME DI STATO E LE FORME DI GOVERNO NELLA LORO EVOLUZIONE STORICA Concetto di forma di stato e di forma di governo Quando si allude ad una forma di stato si fa riferimento al modo in cui è risolto il rapporto tra autorità e libertà. al di là di questa: una comunità indistinta di individui. interpretazione analogica (ricerca di una norma da applicare a fattispecie analoghe) 4. L’unico fine dello stato è la difesa del diritto di proprietà contro le minacce interne ed esterne e su questa base fonda i rapporti che si stabiliscono tra i detentori del potere politico. Lo stato assoluto e lo stato di polizia L’affermarsi di uno stato assoluto va di pari passo con l’apertura della società medievale a una serie di attività economiche. Per forma di stato si intendono l’insieme di finalità che lo stato si propone di raggiungere ed i valori a cui ispira la propria azione.

secondo una concezione interventista. Lo stato liberale La forma di stato liberale si afferma nel periodo tra la fine del XVIII sec. Là dove invece l’assolutismo aveva trovato terreno fertile (es. alla conseguente pressione fiscale. Uno stato che nasce con l’obiettivo di introdurre una nuova organizzazione. Una variante/sviluppo dello stato assoluto è lo stato di polizia.. professionisti intellettuali) ormai divenute classe dominante sotto il profilo culturale. e la metà del XIX. esecutive e giurisdizionali. nuovi strumenti: il partito unico. l’assunzione da parte dello stato della cura di interessi generali. e caratterizza l’esperienza costituzionale europea. Lo stato rappresenta l’artefice di ogni situazione giuridicamente rilevante. l’intervento diretto nei settori delle attività sociali. l’arricchimento dei suoi compiti 3. Lo stato socialista . tutore di un libero.Page | 8 sua azione nei vari settori in cui si svolge la vita sociale ed economica. caratterizzato dal riconoscimento di posizioni soggettive ai singoli. Il modello organizzativo dello stato tende a garantire la separazione e l’autonomia degli apparati preposti alle funzioni legislative. proprietari terrieri. tutelabili davanti ai giudici anche contro i pubblici poteri (preludio del principio secondo cui la pubblica amministrazione è tenuta al rispetto della legge). introducendo nuove regole generali (nuova fonte normativa: la Costituzione) destinate a disciplinare l’azione degli organi di vertice. Lo sblocco di questa situazione di crisi fu rappresentato dall’avvio in molti paesi europei (Itali. Uno stato impegnato in ogni settore della vita economica e sociale. Germania. mettendosi così al riparo da ogni interferenza o controllo. Uno stato che utilizza. affermando il valore della legge come atto in grado di vincolare tutti i soggetti privati e pubblici. economico e finanziario. Lo stato totalitario Il primo conflitto mondiale e la conseguente crisi economica finiscono per funzionare da detonatori di una crisi (soprattutto in paesi come l’Italia con un sistema economico più fragile) che determina il crollo dello stato liberale. Francia) il passaggio allo stato liberale ha assunto toni più bruschi e traumatici. a una sempre più profonda crisi interna e per l’inadeguatezza della struttura di potere dello stato a soddisfare le esigenze (l’inclusione nel circuito delle decisioni politiche) delle nuove classi emergenti (borghesia imprenditoriale. La prima realizzazione dello stato liberale si afferma in Inghilterra grazie alla resistenza ai tentativi assolutistici dei sovrani inglesi da parte dell’aristocrazia che voleva conservare la propria autonomia a livello locale. Per le ragioni legate a’aumento delle conflittualità internazionali. pacifico ed ordinato svolgimento della vita sociale ed economica. 2. A tutto ciò si accompagna un fenomeno di concentrazione del potere nelle mani di un sovrano su un asserito principio di origine divina. per il raggiungimento dei fini. non più fondata sui meccanismi elettorali ma. Lo stato liberale si presenta come uno stato non interventista. i mezzi di comunicazione di massa. ispirata ad un forte accentramento del potere intorno alla figura di un “capo” o di un organo supremo. I caratteri fondamentali di uno stato assoluto sono dunque: 1. venne la fine dello stato assoluto. affermatosi in Austria e in Prussia alla fine del XVIII sec. Spagna) dell’esperienza dello stato totalitario. Una nuova forma di stato (lo stato liberale) andò ad affermarsi grazie al perseguimento di finalità generali come il soddisfacimento degli interessi dell’intera comunità attraverso un’azione indiretta volta ad assicurare condizioni di sicurezza sul piano esterno e sul piano interno (sicurezza pubblica e diritti di libertà). Uno stato che persegue una politica repressiva dei diritti di libertà arrivando a calpestare lo stesso principio di uguaglianza. i sindacati di stato.

Nel secondo dopoguerra si estende a molti paesi dell’Europa centrale. l’accrescimento degli apparati amministrativi e la loro differenziazione in relazione alla diversificazione dell’azione statale. dalla quale sono escluse le materie riservate dalle norme costituzionali agli organi federali. non assoggettabile a forme di controllo. Elementi tipici dello stato sociale sono: 1. Il fine primario di questa forma di stato è quello di rimuovere le diseguaglianze grazie all’azione dei pubblici poteri. Ad un certo punto nasce l’esigenza di un organo ausiliario per il Sovrano. organo titolare del potere di decisione politica. 2. Lo stato sociale Lo stato sociale ha alle spalle la crisi ottocentesca dello stato liberale. Le forme di governo: la monarchia assoluta La prima forma di governo in senso proprio nasce con lo stato assoluto. 3. “Le libertà e i diritti individuali sono un privilegio per i soli gruppi sociali dominanti” e si ha un riconoscimento delle libertà collettive. Lo stato unitario. esecutivo-amministrativa (nomina dei funzionari). e alcuni organi consultivi del Re. lo stato regionale Un altro elemento di classificazione delle forme di stato è il principio dell’autonomia territoriale. così si afferma la nozione di proprietà socialista. “Le diseguaglianze derivano dalla divisione della società in classi” così si ha un superamento autoritativo della divisione. influenzando struttura e funzioni degli organi centrali dello stato. giurisdizionale (nomina dei giudici). il massiccio intervento nell’economia. collegi rappresentativi dei maggiori ceti. il Governo. l’aumento delle risorse necessarie alla finanza pubblica. . l’estendersi dei fini statali e il moltiplicarsi dei settori in cui si esercitano i poteri pubblici creano le premesse per la costruzione delle prima forme di struttura: il Sovrano. “La mancanza di strumenti di aggregazione sociale estromette le classi subalterne dai processi decisionali” così si ha un’affermazione della nozione di partito comunista. Uno stato che critica i limiti classici dello stato liberale e ha una diversa valutazione delle ragioni determinanti le condizioni di diseguaglianza dei cittadini. diritti civili. Solo con le Costituzioni del secondo dopoguerra il principio autonomistico trova un riconoscimento pieno. Una struttura caratterizzata da una concentrazione del potere in capo al Sovrano (monarchia assoluta). Il riconoscimento del principio autonomistico determina una serie di reazioni sul piano dell’assetto della forma di governo. “Le diseguaglianze derivano dalla proprietà privata dei mezzi di produzione”. Tutta la fase contrassegnata dall’esperienza dello stato liberale ottocentesco fino al secondo conflitto mondiale coincide con un modello di stato accentrato. i cui organi politici sono di fatto rappresentativi di tutti i cittadini. Ad esso fanno capo tutte le funzioni statuali: legislatura. lo stato federale.Page | 9 La nascita dello stato socialista risale alla rivoluzione che portò alla caduta del regime zarista in Russia. Lo stato federale è basato sulla regola per cui i membri della federazione hanno una competenza generale. e in paesi fuori il continente europeo. Nello stato regionale invece sono gli organi centrali dello stato ad avere competenza generale (fatte salve le specifiche competenze affidate alle regioni). libertà economiche. sotto l’influenza dell’Unione Sovietica. Gli stati membri di uno stato federale mantengono spesso alcune caratteristiche degli stati sovrani (es. dispongono di apparati giurisdizionali e di proprio corpi armati ). Il salto qualitativo che questo principio compie è rappresentato dall’istituzione di autorità locali dotate di autonomia legislativa. La crisi di questa forma di stato si manifesta con la rivendicazione di principi e istituzioni occidentali (pluripartitismo. effettiva autonomia locale). Lo stato. si propone di assicurare ad essi la partecipazione alla vita politica del paese (partiti. sindacati).

il Governo si salda alle forze politiche maggioritarie in Parlamento. pur godendo della fiducia parlamentare. il Governo. potere di scioglimento anticipato delle Camere). un potere neutro destinatario del compito di supremo garante delle regole costituzionali (fino alla Prima Guerra Mondiale). La prima applicazione del principio della divisione del poteri si ebbe con la monarchia costituzionale che caratterizza tutta la prima fase di avvio dello stato liberale (Inghilterra XVII sec.P a g e | 10 La monarchia costituzionale In Inghilterra. L’istituto della fiducia e il potere che esso assegna al Parlamento di arbitro della vita dell’esecutivo rappresenta una caratteristica tipica della forma di governo parlamentare. Che vede Sovrano e Parlamento in una posizione di sostanziale equilibrio. semi-presidenziale. e ne diviene espressione. Successivamente predominerà l’esigenza di introdurre varianti a questa forma di governo: moltiplicazione delle sedi di rappresentanza politica a livello locale (principio dell’autonomia territoriale) e degli istituti volti a verificare la corrispondenza tra volontà dei rappresentanti e volontà dei rappresentati (istituti di democrazia diretta). Un principio che trova attuazione nella metà del ‘600 in Inghilterra. a vantaggio dell’ultimo. che piano piano diventerà il terzo polo di decisione politica. Man mano che l’esperimento liberale andrà consolidandosi si assisterà a un attenuarsi dei potere in capo al Sovrano e un accrescersi del ruolo del Parlamento. che inquadra una nozione di potere collegato alla volontà popolare. in veste di organo autonomo di decisione politica. Presidente della Repubblica). si presenti di fronte al Parlamento per ottenere un voto di fiducia al programma di attività che intende svolgere nel corso della propria vigenza in carica. direttoriale . con Locke. Più radicale la teoria della divisione dei poteri attuata in Francia alla fine del XVIII sec. Esso comporta che il Governo. In un primo momento il Governo. ma ad esso si affianca il Parlamento (legittimato dalla volontà popolare) che divide con il Re il potere legislativo e che funge da controllo per una serie di atti fondamentali per la vita dello Stato. si assiste alla prima teorizzazione del principio della divisione dei poteri.). una volta formato. Si passa quindi da una fase dualista (con due centri di decisione politica: Re e Parlamento) a una fase monista in cui al centro si collega il solo organo parlamentare. Il Parlamento acquista il potere di revocare la fiducia al Governo (nozione di sfiducia) obbligandolo giuridicamente a dimettersi. il cui esercizio trova garanzia nella individuazione di una pluralità di soggetti istituzionali (Parlamento. ad opera di Montesquieu e Rousseau. rafforzamento del ruolo del Capo di Stato con l’attribuzione di poteri diretti all’eliminazione delle cause che impediscono il regolare funzionamento del sistema (es. Governo e giudici) operanti in condizioni di separazione e autonomia. resta ancora parzialmente vincolato alla volontà del Sovrano. La forma di governo parlamentare A partire dalla seconda metà del ‘900 si assiste alla rottura dell’equilibrio nei rapporti tra Sovrano e Parlamento. nonché apparirà sulla scena istituzionale un nuovo organo costituzionale. L’istituto giuridico che sanziona questo passaggio è l’istituto della fiducia. vincolazione dell’operato delle maggioranze politiche al rispetto della Costituzione attraverso l’introduzione di sistemi di controllo sul Parlamento (sistemi di giustizia costituzionale). che postula la frantumazione dell’unicità del potere sovrano e la sua ripartizione tra organi distinti e autonomi. Tale mutamento coincide con l’inizio di un rapporto dialettico tra Governo. cui si lega una nuova concezione del Capo di Stato (Monarca. l’esatta antitesi della monarchia assoluta. Le forme di governo presidenziale. Da qui il nuovo principio di legittimazione del potere. rimane formalmente titolare del potere giurisdizionale. Successivamente l’unica sede in cui può essere fatta valere la responsabilità politica del Governo è il Parlamento. e Parlamento. Il Sovrano rimane titolare del potere esecutivo e del potere di nomina/revoca dei membri del Governo. Grazie a questa fiducia iniziale.

In esso si trovano alcune caratteristiche del regime presidenziale (elezione diretta del Presidente e Governo) che convivono con alcuni tratti tipici della forma di governo parlamentare. Nasce così la figura del Capo del Governo come vero motore dell’intero sistema costituzionale. Un governo che svolge le funzioni tipiche del Capo dello Stato. forma di governo. La forma di governo presidenziale è caratterizzata dalla scelta di porre al centro del sistema costituzionale l’organo presidenziale. il loro regime. prefissandone a priori la durata. una volta investito dei poteri il Governo. ciascuna espressione delle assemblee di livello inferiore fino ad arrivare agli organi supremi dello Stato: il Soviet Supremo (corrispondente al Parlamento) e il Presidium (che svolgeva i compiti del Capo di Stato e del Governo). che finisce per mantenere un filo di continuità con la forma di stato precedente. è svincolato da qualsiasi forma di controllo. La forma di governo dittatoriale Nel periodo tra le due Guerre Mondiali. All’evoluzione delle varie forme di stato e di governo ha corrisposto un diverso modo d’intendere e regolare i processi di produzione di norme giuridiche. In esso si concentrano le funzioni proprie dell’organo di vertice dell’esecutivo e anche il potere di nomina/revoca dei membri del Governo. Altro principio cardine era il ruolo del partito: ad esso spettava una funzione di guida della collettività nella costruzione della società socialista (quindi disponeva di poteri come la scelta dei candidati per i vari organi elettivi ecc. con voto parlamentare. Di un vero sistema delle fonti normative si può parlare dal tramonto dello stato assoluto. essa prevedeva una struttura statuale fondata sul riconoscimento di ampie autonomie locali e su una fitta rete di assemblee elettive (soviet) gerarchicamente ordinate. il Presidium rispondeva politicamente del suo operato nei confronti del Soviet Supremo. La forma di governo direttoriale ha l’obiettivo primario di garantire stabilità dell’esecutivo. In tale forma di stato i decreti reali . lo stato liberale viene soppiantato da una forma di stato di tipo totalitario. Il Parlamento svolge una funzione di controllo e freno per limitare l’esercizio dei poteri del Presidente e del suo Governo. Tale organo riunisce in sé le funzioni e i poteri del Capo dello Stato e quelli del capo del Governo. possono essere indicate quelle presidenziali. la loro efficacia e i loro reciproci rapporti. e a disciplinare le reciproche interrelazioni. sistema delle fonti normative Quando si parla di effettività e relatività del diritto significa che una regola di comportamento è regola di diritto in quanto essa sia considerata tale (obbligatoria) dal consorzio sociale in cui è destinata ad operare. Il regime presidenziale nasce con la Costituzione degli Stati Uniti d’America del 1787. Il sistema delle fonti normative è inteso come insieme di principio che valgono ad individuare le fonti normative produttrici di regole giuridiche. Il Presidente viene eletto direttamente dal popolo. legati da un rapporto simile all’istituto della fiducia. Forma di stato. come forme alternative alla forma di governo parlamentare.). opera al riparo dal rischio che altri organi costituzionali ne provochino la caduta. La forma di stato fascista postulava una struttura di potere che tentasse di recuperare i caratteri di unitarietà e dell’accentramento tipici dello stato assoluto. Grazie ad un’investitura che gli viene dall’essere al vertice dell’unica formazione politica ammessa (regime a partito unico). La forma di governo degli stati socialisti La forma di governo negli stati socialisti nasce dalla Costituzione sovietica del 1936. semipresidenziale e direttoriali. il comando delle forze armate e una serie di diritti e a condizionare e limitare la stessa funzione legislativa di un Parlamento composto da membri scelti tra i vertici del partito unico. Il regime semi-presidenziale nasce con la Costituzione di Weimar del 1919.P a g e | 11 Nell’ambito delle forme di stato sociali contemporanee.

e a una scelta di irrigidimento delle Costituzioni. e l’attribuzione alla prima di un ruolo centrale e prevalente su ogni altra fonte normativa. dotata di un raggio d’azione illimitato. tutto ciò porta a una necessaria ricollocazione della legge nel sistema delle fonti. Con lo stato di diritto si comincia a delineare un sistema più articolato di fonti normative e nasce l’esigenza di definire il rispettivo regime e i reciproci rapporti. ma anche un rafforzamento di quelle “norme sulle norme” (non più suscettibili di essere alterate o modificate in via di prassi). Nelle forme di stato e di governo che trovano espressione nelle Costituzioni del secondo dopoguerra si assiste ad un arricchimento del sistema delle fonti normative. . Alla confermata centralità della legge parlamentare si accompagna una sempre più marcata valorizzazione delle fonti normative facenti capo all’esecutivo. Nelle Costituzioni degli stati liberali del secolo scorso si trova la distinzione tra la legge del Parlamento e i decreto e i regolamenti del Sovrano.P a g e | 12 costituivano l’unica fonte normativa. Un’esigenza di cui si fanno carico le Costituzioni. Negli sviluppi autoritari tra le due Guerre Mondiali la tendenza al potenziamento delle fonti normative a disposizione dell’esecutivo e al conseguente ridimensionamento del ruolo della legge tocca il suo punto più alto.

e spiegate in maniera sommaria. anno dell’avvento della Repubblica e della Costituzione repubblicana. nonostante le libertà garantite siano alquanto esigue (solo nove articoli). il potere legislativo. Un intero titolo dello Statuto (“diritti e doveri del cittadino”) è dedicato ai diritti di libertà. Dalla forma di governo giocata sull’equilibrio dei rapporti tra Re e Parlamento si passa ad una forma di governo centrata sull’equilibrio dei rapporti tra Governo e Parlamento.. Al cambiamento sul piano della forma di governo si accompagna la progressiva accentuazione della rilevanza politica del Presidente del Consiglio e dello stesso Governo. può decidere di sciogliere la Camera elettiva. una Costituzione cioè che non prevede alcun meccanismo giuridico di reazione nei confronti di possibili abusi del legislatore ordinario e che quindi affida ad esso la più completa libertà di decisione. Il Parlamento è formato da una Camera elettiva e da un Senato di nomina regia.P a g e | 13 CAPITOLO III LE TRASFORMAZIONI DELLE ISTITUZIONI PUBBLICHE DALLO STATUTO ALBERTINO. durante il Governo Zanardelli nel quale si affermano soprattutto due principi: 1. nomina/revoca i suoi ministri. Primazia riconosciuta al Presidente del Consiglio rispetto agli altri ministri. .. È una Costituzione “ottriata”. condivide il potere legislativo col Parlamento. concesso il 4 marzo 1848 da Carlo Alberto (Re di Sardegna). nonché la funzione di approvazione dei bilanci e dei conti dello Stato. Gli sviluppi della forma di governo: dalla monarchia costituzionale alla monarchia parlamentare La forma di governo designata dallo Statuto diventerà ben presto inadeguata rispetto alle trasformazioni politiche e sociali che nel frattempo erano maturate: una progressiva erosione dei poteri regi a favore del binomio Governo-Parlamento. di tipo dualista. e in quanto Capo supremo dello Stato ha il comando delle forze armate ed esercita il potere estero. e si riflette a pieno nel tipo di forma di governo dell’epoca: una monarchia costituzionale pura. 466. nomina i membri dello Senato. A questo si aggiunge la crisi di fine secolo che vede il Paese percorso da forti tensioni sociali rispetto alle quali le istituzioni parlamentari statuarie mostrano tutta la loro inadeguatezza a causa della loro scarsa rappresentatività. mantiene l’unità di indirizzo politico ed amministrativo di tutti i Ministeri e cura l’adempimento degli impegni presi dal Governo nel discorso della Corona nelle sue relazioni col Parlamento”. tanto da porre l’esigenza di una specifica disciplina dei poteri dell’uno e dell’altro. il Sovrano e il Parlamento. segna tutta la prima fase della nostra storia costituzionale rimanendo in vigore fino al 1948. (regio decreto) 14 novembre 1901 n. ma nella quale è in realtà al primo che si assegna un ruolo di assoluta primazia: il Re ha il potere esecutivo. I Governi cominciarono da subito a ricercare un voto parlamentare di adesione agli obiettivi che intendevano perseguire. Le caratteristiche fondamentali dello Statuto Albertino: la forma di governo e la tutela dei diritti di libertà Lo Statuto Albertino. concessa ai sui sudditi dal Sovrano. Egli “rappresenta il Gabinetto. Alcuni tentativi operati in questo senso porteranno al R.D. voto che rafforzava il Governo rispetto al Parlamento e anche nei confronti del Sovrano. Esso si ispirò al modello francese del 1830 e di quello belga del 1831. mettendo in secondo piano il ruolo del Sovrano. Di qui prende avvio una tendenza che porterà ad una sempre maggiore estensione dei poteri del Governo. divenuto poi Costituzione del Regno d’Italia nel 1861. cui spetta. basata su due centri di potere. insieme al Sovrano. Un’altra debolezza dello Statuto è il fatto di essere una Costituzione flessibile.

) La crescita del ruolo del Governo è testimoniata anche dell’espansione dei suoi poteri normativi mediante il sempre più frequente ricorso.P a g e | 14 2. non più davanti agli organi interni ma davanti al giudice ordinario. . che rimpiazzò i vecchi sistemi elettorali di tipo maggioritario. Solo nel 1945 si arriva alla piena affermazione del principio di suffragio universale. ma anche la violazione di altre posizioni soggettive (gli interessi legittimi). Si trattava di un giudice speciale. In questo contesto subiscono un significativo riordinamento gli organi ausiliari del Governo e quelli giurisdizionali: si pensi alla nascita del sistema di giustizia nell’amministrazione. Valorizzazione della collegialità nell’esercizio delle funzioni del Governo. i quali rappresentano il Governo e al tempo stesso erano a capo delle amministrazioni provinciali. La legislazione elettorale: dal criterio censitario al suffragio universale maschile La legislazione elettorale di questo periodo è caratterizzata dal carattere censitario. Nel 1889 fu istituita la IV Sezione del Consiglio di Stato con il compito di decidere quelle controversie che non avessero ad oggetto la supposta violazione da parte dell’amministrazione di diritti soggettivi (di competenza del giudice ordinario). in casi di urgenza.. con le leggi di unificazione amministrativa del Regno del 1865. le Regioni. tra le quali vengono enumerate quelle che formalmente rientravano tra le prerogative del Re (es. un sistema elettorale di tipo proporzionale (il voto espresso in vasti collegi plurinominali su liste contrapposte di candidati. dotate di una limitata autonomia amministrativa. difatti la legge elettorale del 1848 consentì negli anni successivi l’esercizio di voto ad una percentuale non superiore al 2% della popolazione. con il riconoscimento del diritto di voto anche alle donne. L’ultima introdusse anche. e sui Sindaci. La scelta a favore dell’accentramento politico-amministrativo fu poi confermata negli anni immediatamente successivi all’Unità d’Italia. ai decretilegge ed ai decreti-legislativi. i cui poteri potevano arrivare fino all’annullamento dei provvedimenti amministrativi che fossero ritenuti illegittimamente lesivi degli interessi del singolo. Si estese a tutti gli Stati pre-unitari il modello di amministrazione centrale e locale che si era affermato nello Stato piemontese. basati su collegi uninominali e plurinominali ma di piccole dimensioni.. i Presidenti delle amministrazioni provinciali e i Sindaci non sono più organi di nomina governativa ma diventano organi elettivi. Solo con le leggi elettorali del 1912 e poi del 1919 si arriva all’introduzione del suffragio universale maschile. che faceva perno al centro sui Ministeri e sul piano locale sui Governatori delle Province. quali nuovi grandi enti locali. Una prima rilevante novità sul piano della legislazione elettorale si ha solo nel 1877. quando il diritto di voto viene esteso ai cittadini di sesso maschile che avessero raggiunto la maggiore età e che avesse adempiuto all’obbligo scolastico (le prime tre classi elementari). Negli stessi anni si assiste anche ad un primo allargamento dell’autonomia degli enti territoriali. ossia un sistema che consente al singolo di chiamare l’amministrazione a rispondere delle eventuali illegittimità nell’esercizio delle sue funzioni. ma indipendente. esercizio del potere estero. nomina dei senatori e delle alte cariche dello Stato. per la prima volta. Gli sviluppi dell’assetto dell’organizzazione dello Stato: la costruzione di un modello accentrato e l’accantonamento dell’ipotesi regionalista Già durante il periodo cavouriano l’amministrazione statale era andata conformandosi secondo un modello accentrato di derivazione francese. In seguito a queste leggi vennero definitivamente accantonate le proposte di creare accanto a Comuni e province. rispetto ai quali l’elettore dispone anche di un voto di preferenza).

P a g e | 15 La legislazione ordinaria in tema di diritti di libertà e i rapporti tra Stato e Chiesa La legislazione di pubblica sicurezza di questo periodo e quella penale si caratterizzano come estremamente severe nella prevenzione e repressione dei reati e dei comportamenti ritenuti antisociali o pericolosi per il sistema politico dominante, con un vastissima attribuzione di poteri discrezionali agli organi di polizia, anziché agli organi giurisdizionali. Questa tendenza ad un’interpretazione riduttiva delle garanzie costituzionali in tema di diritti di libertà aveva incontrato resistenze. Fu grazie a queste resistenze che cominciarono a registrarsi le prime modifiche in senso liberale soprattutto sul piano della legislazione penale. Sulla tutela della libertà religiosa lo Statuto sembra prefigurare uno Stato confessionale, là dove si riferiva alla religione cattolica come alla “sola religione dello Stato” ed agli altri culti come semplici culti “tollerati”. In realtà dopo l’entrata in vigore dello Statuto, si sviluppò una legislazione che puntava a ridurre le differenze giuridiche nella tutela delle diverse confessioni religiose. La situazione di conflitto tra la classe liberale e la Chiesa cattolica si accentua all’indomani della conquista del Regno pontificio. Un conflitto che il nuovo Stato unitario aveva cercato di sanare con l’approvazione della cosiddetta legge delle guarentigie (1871), con la quale si intendeva garantire il libero esercizio delle funzioni del Pontefice e della Santa Sede, ma che viceversa era destinato a durare ancora a lungo, per il rifiuto del Papa di accettarne i contenuti. L ’avvento del fascismo e le caratteristiche del nuovo regime: la forma di stato e di governo; l’assetto dell’amministrazione; i diritti di libertà Le vicende che caratterizzano la vita politica del Paese alle soglie del primo conflitto mondiale mostrano l’indebolimento del sistema parlamentare: al ruolo attivo che la Monarchia tende a riassumere si accompagna il larghissimo conferimento di pieni poteri al Governo durante il periodo bellico e l’uso abnorme della decretazione d’urgenza, con conseguente marginalizzazione del ruolo de Parlamento. La fine del conflitto trova un sistema istituzionale fortemente logorato e in larga misura incapace di affrontare i grandi problemi connessi alla gestione della vittoria militare, alla necessaria riconversione dell’apparato produttivo e della stessa amministrazione pubblica. E tutto ciò mentre ad alimentare le già forti tensioni sociali contribuiscono le notizie relative alla rivoluzione sovietica. Alle forti incomprensioni e divaricazioni tra le forze parlamentari ed al sorgere di nuovi partiti (1919 nasce il partito fascista, e due anni dopo il partito comunista da una scissione di quello socialista), corrisponde nel Paese una situazione politica, economica e sociale sempre più dilacerata. A testimonianza le occupazioni delle fabbriche, i grandi scioperi che investono anche i servizi pubblici, le dure lotte nel settore agricolo e l’emergere dello squadrismo. In questo clima si assisterà al progressivo affermarsi del regime fascista. L’inizio del regime fascista si fa risalire alla cosiddetta marcia su Roma delle quadre fasciste ed al successivo incarico di formare un nuovo Governo, in sostituzione di quello diretto da Facta, affidato da Vittorio Emanuele III, il 22 ottobre 1922, a Mussolini. Con l’adozione della legge Acerbo e il suo sistema fortemente maggioritario (due terzi dei seggi garantiti alla lista con la maggioranza dei voti, purché non inferiori ad un quarto dei voti espressi a livello nazionale) il fascismo mostra la volontà di prescindere dalla collaborazione con altri movimenti politici. L’esito elettorale determina la quasi completa fascistizzazione del Parlamento, nel quale pochi denunciano il clima di gravi intimidazioni nel quale si era svolta la competizione elettorale, tra questi il deputato socialista Giacomo Matteotti, che pagò con la vita la sua protesta. In seguito a questo tragico evento, di fronte all’abbandono del Parlamento di gran parte dei deputati antifascisti (il così detto Aventino), Mussolini pronuncia un famoso discorso alla Camera (1925) con il quale si assume provocatoriamente la responsabilità di tutto quanto avvenuto e rompe in modo definitivo con gli istituti dello stato liberale, esponendo un programma di edificazione di uno stato totalitario. Tale programma troverà attuazione nel biennio successivo,

P a g e | 16 attraverso l’approvazione di una serie di leggi (leggi fascistissime) e nella decisione di dichiarare decaduti i deputati antifascisti. Quello che nasce è uno Stato il cui unico soggetto legittimato ad esprimere gli indirizzi politici generali è, sotto la guida del Duce del fascismo, il Partito Nazionale Fascista, affiancato da una fitta rete di organi collegati. Di qui l’eliminazione di ogni spazio per il dissenso politico, pesantemente sanzionato, fino all’epurazione della pubblica amministrazione del personale antifascista e alla perdita della cittadinanza per gli oppositori emigrati all’estero. Fedeltà e adesione al partito divengono obbligatori per tutti i dipendenti pubblici. Le innovazioni sul piano della forma di governo: viene meno l’istituto della fiducia parlamentare al Governo, il potere di nomina/revoca dei Ministri appartiene sempre al Re, ma è subordinato ad una proposta del Presidente del Consiglio (ora “Capo del Governo, Primo Ministro Segretario di Stato” e coincidente con il segretario del PNF). Nel 1939 con l’istituzione della Camera dei Fasci e delle Corporazioni, viene a cessare ogni parvenza di rappresentatività del corpo elettorale del Parlamento: ad un Senato, composto da membri fedeli al regime, si affianca una Camera non più elettiva, ma composta, oltre che dal Duce, Capo del Governo, dai componenti dei Consigli nazionali del PNF e delle Corporazioni. Il potere normativo del Governo viene rafforzato, attraverso la disciplina espressa dei decreti legislativi e i decreti legge. Questo quadro istituzionale è completato dalla creazione nel 1928 di un altro importante organo, il Gran Consiglio del Fascismo, presieduto e diretto dal Capo del Governo, con competenze rilevanti come la formazione della lista dei deputati designati per la formazione del Parlamento, come l’ordinamento del PNF e la nomina dei suoi vertici, come l’elargizione dei pareri sulle questioni di carattere costituzionale. Si può quindi definire la nuova forma di governo come forma dualista, fondata su due centro di potere distinti: il Re e il Duce del Fascismo-Capo del Governo. Tra i due centri non esisteva affatto equilibrio, il secondo occupava una posizione di preminenza, riunendo in sé la carica di Capo dell’esecutivo e di Duce del partito unico. Durante questo periodo si assiste ad un rilevante aumento delle dimensioni della pubblica amministrazione. L’accentuazione della presenza dello Stato nell’economia è dovuta alla particolare contingenza economica che si determina alla fine degli anni ’20. La crisi economica provoca infatti grandi difficoltà nel settore creditizio, il che spinge lo Stato ad intervenire con operazioni di salvataggio di quegli istituti che si erano impegnati nel credito a medio e lungo termine ed avevano consistenti interessi in imprese industriali. Acquisiti i pacchetti azionari delle banche, lo Stato, anziché rivenderli a soggetti privati, organizzò queste partecipazioni azionarie in un sistema affidato ad un nuovo ente pubblico, l’IRI (Istituto per la ricostruzione industriale). Si assiste all’estendersi del controllo pubblico sul sistema bancario: si affida alla Banca d’Italia (diventata ente di diritto pubblico) poteri di controllo e vigilanza dei flussi c creditizi. Poco spazio viene riconosciuto alla tutela dei diritti di libertà, che pur formalmente rimanevano scritti nello Statuto. Si assiste ad esempio alla fine dei diritti politici (diritto di voto e diritto di dar vita a partiti politici). La legislazione di pubblica sicurezza (1926/1931) accentua i poteri discrezionali dell’autorità di polizia in tema di misure limitative della libertà personale. La legislazione penale (codice Rocco del 1930) era ricca di fattispecie criminose dirette a reprimere comportamenti ritenuti contrari ai poteri costituiti. Ma l’intervento più marcatamente in contrasto col disposto statuario, che sanciva solennemente il principio dell’eguaglianza davanti alla legge, è rappresentato dalle leggi razziali del 1938, con le quali i cittadini di razza ebraica venivano privato non solo dei diritti politici ma anche di molti diritti civili. Assai più aperto si manifesta invece il regime nei confronti della libertà religiosa: al fine di conquistarsi l’appoggio della confessione religiosa assolutamente maggioritaria nel Paese, prima si procede con una serie di concessioni unilaterali e poi si arriva a chiudere definitivamente la cosiddetta “questione romana” attraverso la stipulazione dei Patti Lateranensi e del Concordato. Con i primi la Santa Sede rinuncia a ogni

P a g e | 17 rivendicazione territoriale e patrimoniale nei confronti dello Stato Italiano (ottenendo la creazione dello Stato della Città del Vaticano), con il secondo vengono disciplinate le così dette res mixtae (ossia quei fenomeni sociali rilevanti sia per l’ordinamento statale che per la Chiesa cattolica: es. matrimonio, insegnamento scolastico, accesso ai pubblici uffici, ecc.). Con la stipulazione di questi accordi, mentre viene riconfermato il principio statuario per il quale “la religione cattolica, apostolica e romana è la sola religione dello Stato”, lo Stato mantiene alcuni significativi poteri di controllo e si assicura la rigida sottoposizione alle direttive delle gerarchie ecclesiastiche dell’Azione cattolica e la limitazione della sua attività ai soli temi di natura religiosa. La caduta del fascismo, la nascita della Repubblica e la nuova Costituzione repubblicana I disastrosi risultati bellici e l’evidente distacco di parti crescenti dell’opinione pubblica dal regime fascista, nonché la polemica contro il fortissimo accentramento di potere nella persona di Mussolini portano il Sovrano, il 25 luglio 1943, a revocare Mussolini, nominare nuovo Capo del Governo il marescialle Badoglio e a nominare un Governo formato da militari e da funzionari di esclusiva fiducia e non rappresentativo del PNF. Implicita è dunque la rottura con il regime, evidenziata in modo clamoroso non solo dall’arresto di Mussolini e di una serie di esponenti fascisti, ma soprattutto dai primi provvedimenti del nuovo Governo. Con essi si procede alla soppressione del PNF, della Camera dei Fasci e delle Corporazioni, del Tribunale speciale per la difesa dello Stato, mentre viene stabilito che si procederà all’elezione di una nuova Camera dei deputati entro quattro mesi dalla fine della guerra. Lo stesso Parlamento non è più in grado di funzionare, essendo stato sciolto uno dei suoi due rami, con la conseguenza che tutti gli atti con forza di legge vengono adottati dal Governo nella forma di decreti legge. La decisione ufficiale di continuare la guerra accanto alla Germania nazista, il mancato appoggio alle riemergenti forze politiche antifasciste, le stesse incapacità dimostrate nella sollecita ricerca di contatti con le Forze alleate, conducono alla stipulazione, nelle peggiori condizioni possibili, dell’armistizio di Cassabile il 3 settembre 1943. Il suo annuncio, l’8 settembre, coincide con la fuga da Roma del Sovrano, della famiglia reale, di Badoglio e di pochi Ministri. In conseguenza di ciò, mentre quasi tutto il Paese viene occupato militarmente dalle forze armate tedesche e si assiste alla nascita di un simulacro di Stato sovrano guidato da Mussolini (la Repubblica Sociale Italiana), a Brindisi si insedia ciò che resta degli organi costituzionali del Regno d’Italia. Ad essi gli Alleati riconoscono peraltro la legittima rappresentanza del Paese, tanto da stipulare con esso un secondo , più analitico armistizio a Malta il 29 settembre 1943. Sulla base dei due armistizi, nel territorio progressivamente liberate dalle Forze alleate, si dà vita a un regime di vera e propria occupazione militare, mentre nelle altre aree si procede all’attribuzione delle funzioni di governo alle autorità italiane. Se la cosiddetta “Italia del Re” espande la propria competenza territoriale solo molto lentamente (febbraio 1944 la sede del Governo si trasferisce a Salerno e nell’agosto successivo a Roma), la stessa sovranità nazionale risulterà limitata fino all’insediamento dell’Assemblea costituente ed alla stipulazione del Trattato di pace. Il problema centrale che si pone all’indomani dell’insediamento al sud del Governo regio deriva dal netto rifiuto delle forze politiche antifasciste, unite nel Comitato di Liberazione Nazionale (clandestino e di cui fanno parte le prime formazioni partigiane), di sostenerlo. La necessità di rafforzare e rendere più rappresentativo il Governo italiano inducono le forze politiche antifasciste e la Monarchia a stipulare, nell’aprile 1944, un accordo di compromesso (il “Patto di Salerno”) secondo il quale il Sovrano si impegna a ritirarsi definitivamente alla vita pubblica, nominando proprio figlio Umberto “Luogotenente del Regno”. . Le forze rappresentate dal CLN accettano a loro volta di impegnarsi a livello governativo rinviando la soluzione della questione istituzionale alle future determinazioni di una Assemblea costituente, eletta dal popola dopo la fine delle

vera e propria Costituzione provvisoria. da tenersi in contemporanea alle elezioni per la Assemblea costituente. scelti in proporzione alla consistenza dei gruppi politici rappresentati nell’Assemblea). 1. La Commissione dei 75 riuscirà a definire un progetto. La liberazione dell’intero territorio nazionale troverà immediata eco nella formazione di un nuovo Governo.2 Cost. Per il periodo necessario al varo della nuova Costituzione. e l’Assemblea costituente procedette pertanto all’elezione del Presidente provvisorio della Repubblica nella persona di Enrico De Nicola. Le caratteristiche fondamentali della Costituzione repubblicana Il testo scaturito dal dibattito svoltosi in sede di Assemblea costituente configurava un sistema costituzionale radicalmente difforme da quello che aveva trovato espressione nello Statuto Albertino. rende assai difficili e complesse le fasi di elaborazione di un progetto comune. I lavori costituenti procedono piuttosto lentamente a causa della difficoltà di elaborare anzitutto un progetto da sottoporre all’esame dell’Assemblea: la scelta dei vari partiti politici di non presentare propri progetti di Costituzione in una situazione di necessario confronto. “la sovranità appartiene al popolo. nell’immediata vigilia del referendum istituzionale. sul quale l’Assemblea planaria potrà iniziare il dibattito generale solo nel marzo 1947. dovrà suddividersi in tre Sottocommissioni ed in altri organi interni. eliminazione di alcune forme di limitazione dei diritti di libertà). Si tratta di un sistema che. la Consulta nazionale. Concepito come organo dotato non solo di poteri consultivi ma anche di proposta nei confronti del Governo. il Governo sarà politicamente responsabile dinanzi all’Assemblea. la Consulta era composta da membri di nomina governativa appartenenti ai partiti che componevano il CLN. e PCI – Partito Comunista Italiano). Muta il fondamento di legittimazione dello Stato: secondo l’art. Il Patto di Salerno trova attuazione con l’entrata in funzione del Luogotenente del Regno. reintroduzione della elettività degli organi degli enti locali. rompe la tregua abdicando il 9 maggio 1946 e ponendo la premessa per la proclamazione a Re del figlio Umberto. La composizione dell’Assemblea conferma il dato della preminenza quantitativa di tre partiti. Il Governo. Il . che poi a sua volta. alle nuove associazioni sindacali. decide innanzitutto.Lgt 98/1946 definibile come seconda Costituzione provvisoria.P a g e | 18 ostilità belliche. il Governo continuerà a disporre del potere legislativo.L. Nell’aprile 1945 viene istituito un nuovo organo. per giungere all’approvazione finale il 22 dicembre 1947. L’esito del referendum del 2 giugno 1946 a favore della Repubblica (circa due milioni di voti di differenza su circa ventitré milioni e mezzo di voti complessivi validamente espressi) determinò la prima grande caratteristica del nuovo assetto costituzionale. estensione del diritto al voto per le donne. Vittorio Emanuele III. PSIUP – Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria.L. con il D. tanto da introdurre immediatamente novità significative (es. A tal fine viene nominata un’apposita Commissione per la costituzione (denominata anche “Commissione dei 75” dal numero dei suoi componenti. salvo che in materia costituzionale. per vari aspetti. Gli armistizi del 1943 vennero definitivamente superati in seguito alla stipulazione del Trattato di pace del 1947. risente di modelli sperimentali nelle costituzioni di alcuni Stati liberaldemocratici europei. ormai rappresentativo di tutte le forze politiche. L’Assemblea resterà in carica fino alla fine del gennaio 1948. la formazione del Governo Borromi e l’adozione del D. che nel loro complesso conseguono oltre i tre quarti dei consensi (DC – Democrazia Cristiana.Lgt (decreto legislativo luogotenenziale) 151/1944. di affidare ad un apposito referendum popolare. che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. avvio delle prima esperienze di autonomia regionale. la scelta fra Monarchia e Repubblica. alla classe politica prefascista. per riuscire ad elaborare in tempi brevi un articolato progetto. che sentono fortemente la necessità di riedificare lo Stato su valori profondamente rinnovati. oltre che delle più recenti esperienze costituzionali degli ordinamenti anglosassoni. elettorale e di approvazione di trattati internazionali.

hanno il compito di determinare gli obiettivi della politica nazionale nel quadro dei principi costituzionali (organi titolari della funzione di indirizzo politico). di razza. il secondo comma dell’art. 3 Cost. Tra questi vanno ricompresi quelli che toccano i rapporti di lavoro e quelli che riconoscono non solo la libertà sindacale (art. inteso come contributo che ciascuno dà al progresso materiale e culturale della società. PRINCIPI FONDAMENTALI (ARTT. di opinioni politiche. 39) ma anche il diritto di sciopero (art. di condizioni personali e sociali”. riprende e ribadisce con la massima precisione il principio liberale della eguaglianza di tutti i cittadini. nel nuovo sistema costituzionale. famiglia. La necessità di rimediare a situazioni di diseguaglianza di fatto. 3 Cost. è alla base di alcune disposizione costituzionali che espressamente tendono a favorire i ceti sociali più deboli. sono in virtù delle funzioni che sono chiamati a svolgere. comunità locali. il valore sociale primario. poter contare su una legittimazione proveniente dall’unico soggetto (il popolo) che è in grado di attribuirne l’esercizio ad altri soggetti. affianca ai “diritti inviolabili” i “doveri inderogabili di solidarietà politica. concepiti come diritti ad un impegno dei pubblici poteri ad operare. il ruolo dello Stato si riassume in una funzione strumentale di garanzia. “la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo.2 riconosce e garantisce la proprietà privata. dotati di “pari dignità sociale”. 42. oltre al corpo elettorale. il Presidente della Repubblica. ne consente varie limitazioni a fini sociali: l’art. sindacati. nel riaffermare la tutela di tali diritti. esprime con assoluta chiarezza il superamento dello stato liberale a favore dello stato sociale. senza distinzione di sesso. di cui si riconosce un ruolo in certa misura incomprimibile (es. La scelta concettualmente preliminare nel disegno costituzionale è stata quella di configurare in termini sufficientemente analitici e rigidi tutta una serie di diritti e doveri individuali e collettivi e di regole di funzionamento delle istituzioni. definendo l’Italia una “Repubblica democratica. quelle linguistiche. In questo ambito si parla della categoria degli organi costituzionali. La Costituzione italiana.. vanno letti anche quei principi che disegnano il rapporto tra lo Stato e l’economia o i principi della cosiddetta costituzione economica. le riserve di giurisdizione.. di numerosi diritti sociali. 1 Cost. Tutti organi che hanno un rapporto più o meno diretto con il popolo (sono cioè organi rappresentativi). ma anche l’inserimento in Costituzione. di religione. che sono nel nostro sistema costituzionale. ed “eguali davanti alla legge.P a g e | 19 principio della sovranità popolare sta a significare che. Ed il primo comma dell’art. 40). Si giustifica quindi la previsione di conseguenti ed adeguate tecniche giuridiche a tutela delle situazioni di libertà individuali e collettive (i vari tipi di riserva di legge. di lingua. in positivo. se non in casi del tutto eccezionali. 13-54) L’art. Quelli che attengono da un lato alla disciplina dei diritti di proprietà e di libera iniziativa economica.”.. di pieno sviluppo dei valori personalistici e comunitari dei cittadini e dell’intero consorzio umano: art. essere sostituiti nell’esercizio delle loro funzioni (organi indefettibili). 2 Cost. per il raggiungimento di condizioni di maggiore giustizia e di più equo sviluppo. fondata sul lavoro” individua nel lavoro. DIRITTI E DOVERI DEL CITTADINO (ARTT. Se l’ultima parte dell’art. 1-12) In questo quadro. In questo quadro. ma dovrà invece. L’apertura verso i valori del pluralismo sociale si traduce nell’attribuzione di veri e propri poteri ad alcune essenziali formazioni sociali. economica e sociale” a cui occorre di necessità adempiere. ma ne consente una disciplina legislativa che ne assicuri la funzione sociale e ne favorisca . partiti. indispensabili al corretto funzionamento del sistema costituzionale (organi necessari). dall’altro la disciplina dell’intervento diretto dei pubblici poteri nell’economia. Tutto ciò comporta non solo l’individuazione di tutta una serie di doveri ed anche di limiti alle situazioni di vantaggio. non sanabili attraverso il libero confronto degli interessati contrapposti. il Governo e la Corte Costituzionale. 2 Cost. confessioni religiose). accanto ai classici diritti di libertà. sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità. nessun organo di governo potrà vantare una legittimazione autonoma all’esercizio delle massime funzioni statuali. non possono. il tentativo di identificare in termini precisi e tassativi i limiti all’esercizio dei diritti di libertà). il Parlamento.

e sono titolari anche di alcuni poteri incidenti sul funzionamento dello stesso Stato centrale. un nuovo organo prevalentemente rappresentativo degli stessi magistrati.P a g e | 20 l’accesso al maggior numero possibile di soggetti. la linea di fondo della nostra costituzione economica è quella volta all’istituzione di un sistema misto. introdotti sia al fine di adeguare meglio l'amministrazione pubblica alle tante e diverse esigenze locali. Le Regioni in determinati ambiti. La grande concentrazione di poteri tipica dello Stato contemporaneo trova un suo bilanciamento. fondato quindi sui momenti di selezione della classe politica da parte del corpo elettorale. Il divieto di istituzione di giudici straordinari o di giudici speciali. di risolvere i conflitti di attribuzione che sorgano fra i supremi poteri dello Stato. con la sicurezza e la libertà e dignità umana. quali l’istituto dell’iniziativa legislativa popolare e l’istituto del referendum. fra lo Stato e le Regioni. formato anche da soggetti designati dal Parlamento e presieduto dallo stesso Presidente della Repubblica. nel ruolo autonomo e nelle funzioni degli organi giudiziari. I maggiori elementi di differenziazione dell’autonomia regionale rispetto a quella degli ordinari enti locali derivano dal fatto che la Regione trova la sua disciplina fondamentale nella Costituzione o in apposite leggi costituzionali.2 (art. incidenti sul funzionamento e sui poteri del Parlamento. ma prevede anche che essa possa essere indirizzata e coordinata dalla legge al raggiungimento di fini sociali. ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti. dispongono di una propria autonomia legislativa. Città metropolitane). ma anche quella (statuaria. nel quale iniziative pubbliche ed iniziative private contribuiscano al perseguimento delle finalità di riequilibrio economico e sociale indicate dall’art. per fini di utilità generale. Come disposto dall’art. 41 afferma la libertà dell’iniziativa economica privata. Tutto il sistema costituzionale trova nell’istituzione e nei poteri della Corte costituzionale lo strumento di garanzia fondamentale del rispetto della legalità costituzionale con poteri di giudicare sulla legittimità costituzionale delle leggi dello Stato e delle Regioni. Al sistema politico centrale. la legge può riservare allo Stato. In seguito all’approvazione della legge cost. La scelta fondamentale è stata nel senso della configurazione di una fora di governo di tipo parlamentare razionalizzata e parzialmente corretta dalla previsione di alcuni poteri. oltre che nel sistema delle forze politiche e sociali. 41). oltre che amministrativa e finanziaria. regolamentare e amministrativa) degli altri enti di governo locale (Comuni. sia al fine di arricchire il quadro istituzionale attraverso la formazione di sedi di mediazione degli interessi più ravvicinate ai cittadini. Lo Stato si priva di gran parte delle sue funzioni (sia legislative che regolamentari e amministrative) a favore degli enti che sono espressione delle comunità locali. l’art. contribuisce a rafforzare la garanzia della effettiva terzietà del giudice. di giudicare sulle eventuali responsabilità penali del Presidente della Repubblica. attraverso l’attribuzione dei poteri di gestione di questa particolare categoria di pubblici funzionari al Consiglio superiore della magistratura. sulla base delle opzioni politiche degli elettori mediate dal ruolo dei partiti politici. Ora trova direttamente fondamento nella Costituzione non solo l’autonomia (legislativa e amministrativa) delle Regioni. Quanto all’intervento dello Stato nell’economia. diversi da quelli esplicitamente previsti dalla Costituzione. 3/2001 il principio autonomistico ha ricevuto una grande valorizzazione. ma non solo vieta che essa possa essere esercitata in contrasto con l’utilità sociale. Province. affidati ad altri organi costituzionali. Se la razionalizzazione passa attraverso l’esplicita disciplina del rapporto fiduciario tra . altre disposizioni disciplinano alcuni importanti strumenti di democrazia diretta. determinate imprese o categorie di imprese. I partiti politici sono intesti come strumento di permanente partecipazione dei cittadini alla elaborazione ed attuazione della politica nazionale. 43. La Costituzione ha introdotto notevoli novità già in riferimento alla speciale garanzia di indipendenza della magistratura ordinaria. si affiancano i sistemi politici regionali e locali. ORDINAMENTO DELLA REPUBBLICA Accanto alle disposizioni che segnano il nostro sistema politico come un sistema rappresentativo. 3.

1958 le quali avevano sì finalità economiche. CEE – Comunità Europea Economica.). Un ulteriore elemento caratterizzante della Costituzione repubblicana è rappresentato dalla particolare apertura internazionalistica che essa manifesta (art. la libera prestazione di servizi. Dunque questi gli elementi portanti della nuova Costituzione repubblicana. relative ad interi Titoli [pg.Unico bilancio europeo Atto Unico Europeo.liberale prefascista (DC. È sulla base di questi principi che l’Italia ha chiesto e ottenuto di far parte dell’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) ed ha svolto un ruolo da protagonista nella fondazione della Comunità Europea. nonché a favorire le organizzazioni internazioni rivolte alle stesse finalità (art. principio che impegna l’Italia a consentire alle limitazioni di sovranità che a questo fine si rendessero necessarie. A questo risultato si pensò di arrivare partendo dalla creazione di un mercato comune. Dall’entrata in vigore della Costituzione ad oggi. 1986 . nonché la stessa rigorosa disciplina delle ipotesi nelle quali il Governo può porre in essere atti con forza di legge. PCI. il testo originario ha subito numerose modifiche. ma anche un obiettivo politico preciso: quello di scongiurare il rischio di nuove conflittualità europee. 1951 2. che possono costituire un freno contro le degenerazioni del parlamentarismo. Trattato di Parigi. 10) nonché dall’esplicita adesione al principio pacifista.Una sola Commissione europea. in gran parte puntuali. in base al quale “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” (art.. 11). alcune di portata più ampia. quella marxista e quella che si rifaceva alla tradizione laico . sono in particolare alcuni poteri propri del Presidente della Repubblica (es. la libera circolazione di lavoratori dipendenti. 1957 3. Trattato di Roma.P a g e | 21 Parlamento e Governo. CEEA o EURATOM – Comunità Europea dell’Energia Atomica. 1965 . nomina del nuovo Governo prima del conferimento della fiducia parlamentare.Eliminazione di un gran numero di barriere . Si tratta di elementi sui quali si realizzò il “compromesso” tra le tre grandi correnti ideologiche che animarono il dibattito in Assemblea: quella cattolica. a CAPITOLO IV L’ITALIA E L’UNIONE EUROPEA La Nascita dell’Unione Europea Il processo di integrazione europea prende avvio agli inizi degli anni ’50 con la nascita delle “tre” comunità europee originarie: 1. CECA – Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio. attraverso la progressiva eliminazione di barriere al fine di garantire la libera circolazione di merci. ossia relative a specifiche disposizioni. il diritto di stabilimento di quelli autonomi. 11). Trattati di Roma. 74-75 del manuale]. la libera circolazione di capitali. scioglimento anticipato delle Camere. Trattato di Bruxelles. .Unico Consiglio: . PSIUP). possibilità di trasmettere messaggi alle Camere. collegati alla sua stessa indipendenza rispetto al Parlamento.

Poteri di controllo sulla Commissione Europea (voto di investitura. . La Commissione Europea è un organo esecutivo i cui 20 membri (nominati dai governi degli Stati) durano in carica 5 anni e operano in assoluta indipendenza. .Poteri di esecuzione (assicura la corretta esecuzione delle decisione comunitarie). 2001 .Nuova composizione del Parlamento Europeo e della Commissione.Nuova ponderazione dei voti per le decisioni del Consiglio Trattato di Atene.Poteri di controllo (garantire che Stati e privati adeguino i propri comportamenti agli obblighi derivanti dall’adesione alla CE). 2003 .Potere di emendamento e di veto sugli atti normativi comunitari. . . nel 2004 arriveranno a essere 25) Trattato di Nizza.Ingresso di nuovi membri nella Comunità (da 6 si era passati a 15. .Basi per la moneta unica europea e per l’istituzione di una Banca Centrale Europea. . .Definizione orientamenti generali. .Poteri in materia di bilancio della Comunità.Poteri su procedura d’approvazione del Bilancio della Comunità.Comitato delle Regioni e delle autonomie locali .Estensione e esemplificazione del procedimento legislativo. .Valorizzazione della nozione di cittadinanza europea. . . ovvero il voto favorevole sulla correttezza dell’esercizio del bilancio comunitario). .Poteri su procedimento legislativo comunitario.Poteri relativi alla conclusione di accordi internazionali tra la Comunità e paesi terzi. .Introduzione del PESC – Politica Estera e Sicurezza Comune (2° pilastro). nonché ai loro reciproci rapporti.P a g e | 22 Trattato di Maastricht. . . 1992 .Introdotta la nozione di “cittadinanza europea” Trattato di Amsterdam.Introduzione del GAI – Giustizia e Affari Interni (3° pilastro). . .Compiti consultivi. Il Consiglio Europeo (composto da Capi di Stato o di Governo) è il centro di indirizzo politico della Comunità. . mozione di censura.Ruolo preminente nelle decisioni PESC e GAI. 1997 . . . negazione del discarico.Principio di sussidiarietà (la Comunità Europea è legittimata ad agire in settori che non sono di sua esclusiva competenza quando si prevede che le mete prefissate possano essere realizzate meglio a livello comunitario).Poteri di iniziativa e di stimolo (per le altre istituzioni comunitarie). Il Parlamento Europeo è un organo ad elezione diretta i cui membri restano in carica per 5 anno e sono eletti su base nazionale (ciascuno Stato membro = n° seggi in rapporto alla popolazione).Disposizioni per la facilitazione dell’ingresso dei nuovi Stati membri La forma di governo Quando si parla di forma di governo comunitaria si allude ad un particolare aspetto di questo ordinamento e più precisamente a quello relativo alla composizione e alle funzioni degli organi tra i quali i trattati ripartiscono i poteri ceduti dagli Stati membri.

Gli organi di controllo e giustizia sono: La Corte dei Conti (15 membri per 6 anni. È particolarmente di rilievo l’attività che la Commissione svolge nella gestione dei Fondi strutturali della Comunità. Le direttive sono in genere atti normativi che fissano in una determinata materia degli obiettivi. L’introduzione di una moneta unica europea (EURO) e l’istituzione di una Banca centrale europea (BCE) rappresentano il passo più rilevante sulla strada dell’integrazione. Gli organi di vertice della BCE sono: .Controllo sulla gestione finanziaria. . lasciando questi ultimi liberi di scegliere i mezzi (ossia la disciplina di dettaglio) più idonei al loro conseguimento. proprio per questo l’adozione di questo strumento normativo è previsto in certe materie e non in altre. La Corte di Giustizia (15 membri per 6 anni. Fse – formazione professionale). I regolamenti sono invece gli atti normativi comunitari che non richiedono alcun ulteriore intervento del legislatore nazionale poiché contengono una norma autosufficiente.P a g e | 23 Poteri sanzionatori (nei confronti di chi viola gli obblighi derivanti dal diritto comunitario). Attraverso l’uso dei regolamenti si esprime il più pieno potere normativo della Comunità.Assicura la legittimità degli atti delle istituzioni.il Consiglio direttivo (composto dai Governatori delle banche centrali nazionali e dai membri del Comitato esecutivo). sia il controllo sulla correttezza del loro impiego. . . è presieduto a rotazione semestrale da un rappresentante degli Stati.Assicura il rispetto del diritto comunitario da parte delle autorità statali e dai privati. Si avvale del COREPER – Comitato dei Rappresentanti Permanenti. dei risultati che devono essere raggiunti dagli Stati membri. Fers – sviluppo regionale. Questi poteri normativi sono esercitati attraverso due atti: le direttive e i regolamenti. nominati dai Governi degli Stati membri). . quindi ad una direttiva comunitaria fa seguito l’intervento del legislatore nazionale. ossia delle risorse che vengono destinate allo sviluppo di particolari settori delle economie degli Stati membri. Questa attività viene svolta attraverso l’esercizio di una serie di diritti amministrativi di decisione. Alla Commissione spetta sia l’approvazione delle richieste di contributo avanzate dalle amministrazione nazionali. essenzialmente il Consiglio e in certi casi la Commissione. . che diventa il vero centro decisionale della politica monetaria e di cambio. I poteri delle istituzioni comunitarie Le istituzioni comunitarie. . puntando a un loro riequilibrio (Foega – politica agricola.il Comitato esecutivo (composto da sei membri nominati di comune accordo dai Governi degli Stati membri). Il Tribunale di Primo Grado (1988). cui spettano le decisioni si indirizzo. con il compito di dare attuazione alle decisioni del Consiglio. nominati dal Consiglio). Di regola. . Attuare sul piano amministrativo il diritto comunitario rientra tra i compiti della Commissione europea. Il Consiglio dei Ministri è composto dai Ministri degli Stati membri competenti di volta in volta per la materia oggetto di discussione. sono titolari di poteri normativi.Quota più consistente del potere decisionale in materia normativa. controllo. ispezione e sanzione. Il sistema è dotato di un suo apparato istituzionale di governo centrato sulla BCE.

90-91 del manuale] I riflessi sul sistema costituzionale della partecipazione dell’Italia all’Unione Europea Con il Trattato di Maastricht mogli degli Stati membri si sono trovati a modificare le loro Costituzioni. Le principali conseguenze che il processo di integrazione europea ha prodotto: sul piano della forma di governo si deve registrare un progressivo rafforzamento del ruolo del Governo con conseguente alterazione dei suoi rapporti col Parlamento. [pg. ma con semplici leggi ordinarie. in modo da renderle compatibili con il livello dell’integrazione raggiunto. I poteri giudiziari sono esercitati dal Tribunale di primo grado e dalla Corte di giustizia. Le decisioni assunte in quest’ambito assumono la veste di azioni comuni e di posizioni comuni: le prime impegnano l’Unione in un intervento diretto. di sicurezza comune. nonché in materia di giustizia e affari interni (GAI). politiche di sostegno pubblico a certi settori economici. le istituzioni comunitarie operano cin poteri e procedure decisionali speciali. Questa operazione è stata condotta in Italia in modo assai più farraginoso ed estemporaneo e con il ricorso non alla revisione costituzionale. Tra i poteri della BCE.P a g e | 24 il Presidente (nominato sempre dai Governi degli Stati. del compito di volgere la funzione di Alto rappresentante. oltre a quello di autorizzare l’emissione di banconote all’interno della Comunità. né dispone di strumenti efficaci per farsi sentire sulla scena europea. di applicazione e adattamento alle realtà regionali di scelte normative di carattere generale operate a livello europeo. tra i membri del Comitato esecutivo). ha portato con il Trattato di Amsterdam (1997) all’affidamento al Segretario generale del Consiglio. le seconde impegnano gli Stati ad adottare politiche nazionali conformi alla posizione comune assunta. di difesa. Sul piano della legislazione. In alcune materie espressamente previste dai trattati. ogni scelta politica (politica monetaria. essendo passate nell’area decisionale della Comunità. intere materie non sono più nella disponibilità del legislatore nazionale. e valgono ad assicurare un risarcimento del danno a chi abbia subito un pregiudizio dall’attività svolta da un organo comunitario. che può essere promosso da una istituzione comunitaria. Il progressivo allargamento del raggio d’azione dell’Unione nei settori della politica estera. da uno Stato membro. Sul piano delle grandi scelte di indirizzo politico. è ricompreso anche quello di emanare dei regolamenti che hanno la stessa efficacia (diretta applicabilità all’interno degli Stati membri) degli atti normativi adottati dalle altre istituzioni comunitarie. la Comunità ha il potere di stipulare accordi internazionali che vincolano al loro rispetto tutti gli Stati membri (potere estero). Nel quadro della cooperazione in materia di politica estera e di sicurezza comune (PESC). scelte di intervento diretto dello Stato nell’economia) risulta vincolata a decisioni assunte in sede comunitaria. La BCE opera in regime di assoluta indipendenza. Il Parlamento sa poco degli indirizzi seguiti dal Governo in sede comunitaria. Essi assicurano che gli atti e i comportamenti adottati dalle istituzioni comunitarie siano legittimi: a questo scopo è previsto un ricorso per l’annullamento dell’atto in questione. Ciò vale sia per il Parlamento sia per le Regioni le quali ormai sono chiamate a dettare una mera normativa di dettaglio. Sul piano dell’amministrazione si assiste al crescente fenomeno per - . Essi valgono ad assicurare il pieno e uniforme rispetto del diritto comunitario da parte degli Stati membri. nonché in certi casi da una persona fisica o giuridica. Ora è in attesa di ratifica dei 25 Stati membri. centrato sul rapporto di fiducia. Il nuovo Trattato costituzionale europeo Il Trattato varato a Bruxelles nel giugno 2004 e firmato a Roma il 29 ottobre 2004 ha come titolo “Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa” ed è destinato a sostituire tutti i Trattati precedenti.

nel caso in cui l’interessato abbia abbandonato il rapporto di dipendenza da Stato estero. Quest’affermazione introduce un nuovo principio di legittimazione del potere. Sul piano della giurisdizione il giudice italiano è obbligato ad applicare la norma comunitaria direttamente applicabile. Il corpo elettorale è la parte attiva del popolo. ossia quell’insieme di soggetti in possesso di requisiti richiesti dalla Costituzione. nel caso in cui la materia della controversia sia disciplinata da entrambe le fonti normative. Acquistare la cittadinanza italiana si può fare in diversi modi: secondo il principio dell’acquisto iure sanguinis. che secondo l’art. cittadini e non. Popolazione: con il termine popolazione si designa l’insieme dei soggetti. qualunque sia il luogo della nascita. salvo espressa rinuncia entro lo stesso termine. non ottenga la cittadinanza dai genitori sulla base delle leggi degli Stati cui questi appartengono. Gli organi costituzionali si dicono sovrani in quanto rappresentano gli strumenti attraverso i quali il popolo esercita la sovranità. e sono tenuti a rispettarne le leggi. La Costituzione prevede che l’esercizio delle fondamentali funzioni dello Stato non possa avvenire se non in seguito all’attivazione di istituti che chiamano in causa il popolo (il corpo elettorale).2 della Costituzione repubblicana afferma che “la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. non la norma italiana. linguistici. . Il Trattato sull’Unione Europea aggiunge una nozione di cittadinanza europea. che risiedono in un determinato momento sul territorio dello Stato. culturali e sociali che costituiscono il patrimonio di una determinata collettività. La perdita della cittadinanza.P a g e | 25 cui organi amministrativi operano non più in ossequio ad una legge dello Stato o della Regione. acquista o riacquista una cittadinanza straniera) o automaticamente (il cittadino che svolgendo funzioni alle dipendenze di uno Stati estero intenda conservare questa posizione nonostante l’intimidazione del Governo italiano a cessare tale rapporto di dipendenza). 22 Cost. può avvenire o per rinunzia (il cittadino che possiede. Acquista la cittadinanza iure soli. Non coincide con il popolo. Accanto ai modi di acquisto per nascita. Essa si acquista in virtù del possesso della cittadinanza di uno degli Stati membri e comporta una serie di diritti (libertà di circolazione e soggiorno nel territorio degli Stati membri. Nazione: il concetto di nazione individua quegli elementi etnici. acquista la cittadinanza italiana il figlio (anche adottivo) di padre o madre in possesso della stessa. colui nato nel territorio nazionale da genitori ignoti o apolidi (= non in possesso di alcuna cittadinanza) o che nato in Italia da cittadini stranieri. tutela dell’autorità diplomatiche degli Stati). ve ne sono altri che prevedono un’espressa richiesta dell’interessato. Il riacquisto della cittadinanza è previsto dalla legge: nel caso in cui l’interessato presti servizio militare o accetti un impiego alle dipendenze dello Stato italiano e dichiari di volerla riacquistare e stabilisca la propria residenza nel territorio italiano entro un anno dalla dichiarazione. Cittadinanza (legge 91/1992): la cittadinanza costituisce uno “status” cui la Costituzione ricollega tutta una serie di diritti (in particolare quelli politici) e una serie di doveri. CAPITOLO V IL CORPO ELETTORALE Il popolo e corpo elettorale L’art 1. nel caso in cui l’interessato risieda da oltre un anno nel territorio italiano. non può essere disposta per motivi politici. bensì in ossequio ad un regolamento o ad una direttiva comunitaria. ma con una frazione di esso. che aveva determinato la perdita della cittadinanza e risieda da almeno due anni nel territorio italiano.

fissa i principi fondamentali in materia di esercizio delle funzioni elettorali. Asia.P a g e | 26 Le funzioni del corpo elettorale Le funzioni del corpo elettorale consistono essenzialmente nell’esercizio della funzione elettorale nelle varie forme in cui essa è prevista. America settentrionale e centrale. libertà e segretezza) oltre a definire il suo esercizio come dovere civico. La capacità elettorale La disciplina costituzionale riassume i requisiti per l’acquisto del diritto di elettorato attivo (quello di colui che può votare) e di quello passivo (quello di colui che può essere votato). ovvero in Italia. altre disposizioni costituzionali prevedono direttamente l’età per l’elezione di determinati organi rappresentativi (25 anni per l’elezione dei membri del Senato). La funzione elettorale L’art. I requisiti negativi sono rappresentati: dall’esistenza di cause di incapacità civile (anche se dal 1978 questo requisito rimane privo di attuazione in quanto sono stati ammessi all’esercizio del diritto di voto interdetti e inabili per infermità mentali). 1/2001 ha assegnato 12 seggi per la Camera e 6 per il Senato. Uguaglianza: indica il divieto di introdurre regole elettorali che abbiano come conseguenza l’attribuzione ad alcuni soggetti di un peso elettorale maggiore rispetto ad altri. limitata ad alcune ipotesi direttamente previste dalla Costituzione che possono comportare la perdita definitiva del diritto di voto (es. dell’iniziativa popolare e del referendum. Per quanto riguarda il secondo requisito positivo attivo l’art. Africa. diretto. 48 Cost. uguaglianza. della sovranità da parte del corpo elettorale. essa ha introdotto un comma aggiuntivo alle disposizioni costituzionali che prevede l’istituzione di una “circoscrizione estero” alla quale la successiva legge Cost. 40 anni per essere eletti Senatori e 50 per la Presidenza della Repubblica). 48 Cost. dagli effetti di alcuni provvedimenti definitivi del giudice che portano alla perdita del diritto di voto. I requisiti positivi sono due: la cittadinanza e la maggiore età. Oltre a determinare quali debbano essere le caratteristiche del voto (personalità. Si tratta dell’istituto della petizione. distinte per ciascuna delle sei ripartizioni della circoscrizione estero (Europa. Si prevede che gli aventi diritto al voto. membri di casa Savoia) ovvero transitoria (es. indica i requisiti positivi (cittadinanza e maggiore età) e negativi ( (incapacità. indegnità morale) della capacità elettorale. Oceania e Antartide) votino per corrispondenza. così come l’età richiesta per l’elettorato passivo (25 anni per essere eletti Deputati. rinvia alle determinazioni del legislatore ordinario per la fissazione della maggiore età. dalla presenza di cause di indegnità morale. iscritti in apposite liste elettorali. senza condizionamenti. capi responsabili del regime fascista). Per l’aspetto passivo della . la propria volontà elettorale. 1/2000 la questione con riferimento all’esercizio di voto da parte degli italiani residenti all’estero sono state risolte. ovvero alla sospensione temporanea. Le caratteristiche del voto Personalità: indica il divieto per il legislatore elettorale di introdurre regole che consentono all’elettore di esercitare la funzione elettorale attraverso un altro soggetto (voto per delega) salvi i casi in cui l’intervento di un terzo sia indispensabile all’esercizio del voto. Libertà e segretezza: indicano l’obbligo per il legislatore elettorale di predisporre modalità di esercizio del diritto di voto che garantiscano la non riconoscibilità del voto stesso (cioè la sua riconduzione ad un soggetto specifico) e la possibilità di esprimere. America meridionale. Con la legge Cost. Accanto alla funzione elettorale la Costituzione prevede alcune forme di esercizio.

2.Il metodo D’Hondt assegna i seggi sulla base di quozienti interi più alti.d. provinciali. ma consente al singolo elettore di concentrarli su un numero più ridotto di candidati: in questo caso .Il metodo Sainte-Lagüe differisce dal metodo d’Hondt solo per il fatto che si divide la cifra elettorale per i numeri dispari. rappresentanza qualificata delle minoranze). modello majority]. Ballottaggio: nell’ipotesi in cui nessun candidato consegna il numero di voti per essere eletto. 3. Tale istituto si applica a coloro che sono stati condannati con sentenza passata in giudicato per alcuni gravi delitti. Nei sistema maggioritari è naturale la suddivisione del corpo elettorale in tanti collegi quanti sono i seggi da assegnare (collegi uninominali).. altri meccanismi empirici raggiungono un analogo risultato attraverso una predeterminazione legislativa di tale entità. determinato a priori dalla legge elettorale. che siano stati condannati definitivamente per uno stesso reato non colposo a pena non inferiore a 2 anni. Si tratta del sistema del voto limitato e del sistema del voto cumulativo. quanto al numero della popolazione residente. comunali e circoscrizionali. I sistema elettorali: in generale Sistema elettorale MAGGIORITARIOPROPORZIONALE a semplice dei votiI seggi in palio vengono assegnati tra tutti i partiti in proporzione al numero dei voti ] o la maggioranzaottenuti. si svolge un secondo turno elettorale cui sono ammessi i candidati che nel primo turno hanno conseguito un numero di voti oltre una certa soglia. Mentre nei sistemi elettorali proporzionali quelli della rappresentanza delle minoranze costituisce l’obiettivo prioritario. I sistemi proporzionali realizzano una rappresentanza delle minoranze la cui entità è determinata dagli stessi elettori attraverso il loro voto (c. Nei sistema proporzionali l’ampiezza delle circoscrizioni (misurate sulla base del numero dei seggi ad esse attribuiti) comporta l’accentuazione o meno dell’effetto proporzionalistico (più è ampia la circoscrizione più accentuato sarà l’effetto).P a g e | 27 capacità elettorale sono previsti altri requisiti negativi quali cause di ineleggibilità (che inibiscono l’acquisto del diritto all’elettorato passivo) e cause di incompatibilità (che incidono sull’esercizio di tale diritto limitandolo o escludendolo). con circoscrizioni grosso modo equivalenti. .Il metodo del quoziente corretto attribuisce i seggi a quei candidati che abbiano ottenuto un n° di voti pari al quoziente che si ottiene dividendo il n° di voti validi per il n° dei seggi da assegnare nella circoscrizione. un certo numero di seggi. rimarrà riservato al/ai partito/i minore/i. Il voto cumulativo attribuisce agli elettori un numero di suffragi pari a quello dei seggi posti in palio. Al secondo turno viene eletto chi ha consegnato più voti. Il territorio è in genere diviso in circoscrizioni elettorali o collegi elettorali. 104-106 del manuale] La legge 16/1992 ha introdotto l’istituto della non candidabilità in relazione alle elezioni regionali. Nei sistemi proporzionali esistono tre metodi matematici per l’assegnazione dei seggi: . Il voto limitato consente agli elettori di esprimere un numero di suffragi inferiori a quello dei seggi posti in palio. [pg. e che assicurano una rappresentanza di tutte le aree territoriali. che si ottengono dividendo la cifra elettorale di ogni partito (=n° voti ottenuti) per 1. 4.. in quelli maggioritari tale rappresentanza è limitata solo alle minoranze più forti. .

in funzione della scelta dei propri rappresentanti e della coalizione di governo e del relativo programma. assicurasse una maggiore stabilità al Governo e al tempo stesso accentuasse la capacità dell’elettore. svolgendo le seguenti operazioni: . a scrutinio di lista (senza possibilità per l’elettore di esprimere preferenze) in collegi plurinominali.Calcolare la cifra elettorale nazionale di ciascuna coalizione di liste o lista non collegata. in quanto hanno superato le soglie di sbarramento (le soglie minime) e precisamente:  Le coalizioni che abbiano ottenuto almeno il 10% dei voti validamente espressi su base nazionale e che contengano almeno una lista che abbia ottenuto almeno il 2% dei voti. Può essere collocato nell’ambito dei sistemi misti.Assegnazione dei seggi Una volta conclusesi le operazioni elettorali ed effettuato lo scrutinio dei voti.Individuare le coalizioni o le liste singole che hanno diritto a partecipare all’assegnazione dei seggi.Presentazione delle liste Al momento del deposito del simbolo della lista deve essere dichiarato il collegamento con altre liste. che assegna il seggio al candidato che ottiene più voti rispetto agli altri) e per una parte proporzionale (¼ dei deputati e dei senatori era eletto secondo un sistema proporzionale che utilizzava il metodo D’Hondt). con eventuale assegnazione di un premio di maggioranza alla coalizione o alla lista che ha raccolto il maggior numero di voti validi a livello nazionale (per la Camera) e a livello regionale (per il Senato). Si è così arrivati all’approvazione di una nuova legislazione elettorale (leggi 276 e 277/1993) che ha modificato il sistema di elezione di Camera e Senato. ovvero una lista espressione di una minoranza linguistica che abbia ottenuto nella . che abbino superato le diverse soglie minime per accedere alla ripartizione). . sono state estese a due nell’intento di contenere il crescente fenomeno dell’assenteismo. Il sistema elettorale per la Camera . per una parte infatti si poteva chiamare maggioritario (¾ dei deputati e dei senatori erano eletti in collegi uninominali secondo la regola plurality. . Durante la XIV legislatura (2001-2006) si è assistito all’approvazione della legge 270/2005 con cui si è ritornati ad un sistema elettorale di tipo proporzionale: si tratta in sintesi di un sistema proporzionale (i seggi vengono assegnati in proporzione ai voti validi ottenuti dalle liste singole o collegate fra loro. quanto meno di quello determinato da mere ragioni logistiche.P a g e | 28 una minoranza ben organizzata sul piano elettorale riuscirà ad utilizzare la facoltà di cumulo quale moltiplicatore della propria forza e ad ottenere una rappresentanza nell’organo elettivo. prima concentrate in un solo giorno. Esigenze di maggiore efficienza hanno spinto nella direzione di una riforma del nostro sistema che favorisse la semplificazione del quadro politico. Le operazioni di voto in seguito alla legge 62/2002. Gli sviluppi del sistema elettorale per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato I sistemi elettorali di Camera e Senato sono stati fino al 1993 sostanzialmente proporzionali. il programma elettorale e il nome della persona indicata come capo della forza politica che presenta la lista ovvero del capo della coalizione. si apre la fase dell’assegnazione dei seggi alle varie liste o coalizioni. Un ruolo fondamentale spetta all’Ufficio centrale nazionale (presso la Corte di Cassazione) che sulla base dei dati ricevuti dagli uffici centrali circoscrizionali. identificando la lista o coalizione che ha ottenuto più voti a livello nazionale. Le liste devono essere sottoscritte da un numero variabile di elettori (da 1500 a 4500) a seconda della consistenza della popolazione della relativa circoscrizione elettorale. deve identificare le coalizioni e le liste tra le quali ripartire i seggi.

ovvero ancora in caso di parità per sorteggio. recupero dei resti). che abbiano raggiunto nella circoscrizione nella quale si sono presentate almeno il 20% dei voti. 57 Cost. La ripartizione dei seggi tra le Regioni avviene nel rispetto del terzo comma dello stesso art. ma che singolarmente abbiano raggiunto almeno il 4% dei voti o siano espressione di una minoranza linguistica ed abbiano raggiunto almeno il 20% dei voti validi espressi nella circoscrizione nella quale si sono presentate. più alti (c. deve essere eletto su base regionale.P a g e | 29 singola circoscrizione in cui si è presentata almeno il 20% dei voti circoscrizionali. Calcolo del quoziente elettorale nazionale (si ottiene dividendo il totale delle cifre elettorali di coalizione e di lista per il numero dei seggi da assegnare) Assegnazione dei seggi alle coalizioni e alle liste in proporzione alla loro cifra elettorale nazionale (si divide la loro cifra elettorale nazionale per il quoziente elettorale nazionale e il numero intero che si ottiene individua il numero di seggi che spettano alla coalizione o alla lista). 57 (a ciascuna Regione un numero di sette seggi. Se l’esito è negativo. secondo l’art. ovvero il 55%). non collegate. coincidono col numero delle Regioni. - - Il sistema elettorale per il Senato Il Senato.d. ma le liste devono essere sottoscritte da un certo numero di elettori (da 1000 a 5000) a seconda della consistenza delle singole Regioni.Presentazione delle liste Valgono le stesse regole per la Camera. salvi i sei seggi assegnati alla “circoscrizione estero”. Le circoscrizioni elettorali per il Senato.  La lista che ha conseguito il maggior numero di voti tra quelle che hanno conseguito almeno il 4% dei voti validamente espressi su base nazionale. sono 20. ovvero in caso di resti uguali alla lista o coalizione che abbia ottenuto la cifra elettorale nazionale più alta.  Le liste espressione di una minoranza linguistica. Verifica se alla coalizione o lista più votata su base nazionale sono stati assegnati almeno 340 seggi (su 617. al Molise due e alla Valle D’Aosta uno). . gli altri 277 seggi vengono assegnati alle altre coalizioni o liste singole calcolando quante volte il quoziente elettorale nazionale di minoranza sta nelle rispettive cifre elettorali nazionali.  Le liste collegate in coalizioni che non hanno raggiunto la soglia del 10% dei voti validamente espressi su base nazionale. ossia i voti non utilizzati.Determinare la cifra elettorale circoscrizionale (ogni Regione ha un’unica circoscrizione) di ogni coalizione e di ogni lista (si ottiene sommando i . alla coalizione o lista singola viene in ogni caso assegnato un numero di seggi pari a 340 (premio di maggioranza). Se la verifica ha esito positivo con riferimento ad una coalizione si procede all’assegnazione dei seggi (si divide la cifra elettorale nazionale di coalizione per il numero di seggi ad essa spettante e si divide poi la cifra elettorale delle singole liste collegate per il quoziente così ottenuto). . I seggi che dovessero risultare non assegnati al termine di questa operazione. vengono attribuiti alla coalizione o alla lista che ha i resti.Assegnazione dei seggi Le operazioni che si svolgono in questa fase sono affidate all’Ufficio elettorale regionale (istituito in ogni Regione) che deve procedere alle seguenti operazioni: .

dividendo la cifra elettorale per il quoziente di coalizione (si ottiene dividendo la somma delle cifre elettorali delle liste che compongono la coalizione per il numero di seggi ad essa spettanti).Assegnare i seggi alle coalizioni e liste singole (dividendo rispettivamente la cifra elettorale per il quoziente così ottenuto – il numero di quozienti interi risultanti da tale operazione rappresentano il numero di seggi spettanti alla coalizione o alla singola lista – l’eventuale recupero dei resti segue le stesse regole della Camera). Il sistema elettorale per l’elezione dei Consigli regionali L’art.Dividere la somma dei voti validi espressi nella ripartizione per le cifre elettorali delle diverse liste presenti nella competizione elettorale e alle liste che hanno i quozienti più alti si assegnano i seggi.  Le liste che fanno parte di coalizioni che non hanno raggiunto il 20% e che. mentre gli altri sei seggi della Camera vengono ripartiti in proporzione al numero di cittadini italiani residenti nelle medesime. A ciascuna delle sei ripartizioni in cui essa è decisa viene assegnato un seggio per la Camera dei Deputati e un seggio per il Senato. infine.  Le liste singole che abbiano conseguito almeno l’8% dei voti. Nel caso in cui la verifica abbia esito negativo. Le regole per l’assegnazione dei seggi della circoscrizione estero La legge 459/2001 detta le regole per la ripartizione e la copertura dei seggi della circoscrizione estero. . . prevede regole speciali per la Valle D’Aosta e per il Trentino Alto Adige. . La copertura dei seggi avviene secondo sistema proporzionale e si procede nel modo seguente: . . Se la verifica ha esito positivo. La legge. 122 prevede che “il sistema di elezione e i casi di ineleggibilità e di incompatibilità del Residente e degli altri componenti della Giunta regionale. si procede a ripartire i seggi tra le liste che la compongono. nonché . per il numero di seggi da assegnare nella circoscrizione regionale). l’Ufficio elettorale regionale provvede ad assegnare alla coalizione o lista singola più votata un numero aggiuntivo di seggi fino a raggiungere la quota 55% (il premio di maggioranza è assegnato Regione per Regione) ed assegna i seggi restanti tra le coalizioni o liste singole dividendo la loro cifra elettorale per il quoziente ottenuto dividendo la somma di queste cifre per il numero di seggi ad esse spettanti. ammesse al riparto dei seggi. singolarmente abbiano conseguito almeno l’8% dei voti.Calcolare il quoziente elettorale circoscrizionale (si ottiene dividendo la somma di tutte le cifre elettorali delle coalizioni e delle liste singole.Calcolare la cifra elettorale di ciascuna lista e la cifra elettorale di ciascun candidato.Individuare le coalizioni e le liste singole che hanno diritto a partecipare alla assegnazione dei seggi.P a g e | 30 voti conseguiti dalle coalizioni e dalle liste singole nelle varie sezioni elettorali in cui la circoscrizione è suddivisa). . Nell’ambito di ciascuna lista i seggi vengono assegnati al candidato che ha ottenuto il più alto numero di preferenze.Verificare se la coalizione o la lista più votata ha conseguito il 55% dei seggi messi in palio nella circoscrizione. con riferimento a una coalizione. avendo superato le previste soglie di sbarramento:  Le coalizioni che abbiano ottenuto almeno il 20% dei voti e contengano almeno una lista che abbia conseguito almeno il 3% dei voti.

in caso di parità di voti si procederà al ballottaggio. La legge 165/2004 stabilisce i principi in materi di sistema di elezione del Presidente della Giunta e del Consiglio regionale. o al gruppo di liste collegate al . Nella seconda tornata elettorale.d. Puglia.000 abitanti Il candidato a Sindaco deve essere collegato a una o più liste di candidati a consigliere comunale. in proporzione al numero dei voti ottenuti in ciascun collegio. applicando il metodo D’Hondt. si ricorre a un secondo turno elettorale di ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto il numero maggiore di voti. in via transitoria e in attesa di successive determinazioni regionali. ha trovato applicazione il sistema elettorale disciplinato dalla legge 108/1968. il sistema dell’elezione diretta del Presidente della Giunta.U. Risulterà eletto Sindaco il candidato che otterrà la metà più uno dei voti validamente espressi (maggioranza assoluta).P a g e | 31 dei consiglieri regionali. che stabilisce anche la durata degli organi elettivi” e che “il Presidente della Giunta regionale. introducendovi tuttavia alcune varianti di importanza diversa e comunque non irrilevanti. L’elettore vota contemporaneamente per il Sindaco e per la lista ad esso collegata. Un sistema di tipo proporzionale con premio di maggioranza e con una soglia di sbarramento. i rimanenti vengono distribuiti tra le altre liste. Alla lista. potendo esprimere un voto di preferenza tra i candidati presentati alla lista prescelta. Le elezioni regionale del 2005 si sono svolte. Toscana). Questa legge ha dettato anche la disciplina. in proporzione al numero di voti ottenuti. Tale disciplina transitoria prevede che vengano osservate le disposizioni delle leggi della Repubblica per l’elezione dei Consigli delle Regione a statuto ordinario. 267/2000) vengono modificati i meccanismi precedentemente in vigore e viene disciplinata per la prima volta l’elezione diretta del Sindaco e del Presidente della provincia. Calabria. Il secondo turno i due candidati ammessi al ballottaggio possono dichiarare di collegarsi ad altre liste oltre a quelle cui erano collegati al primo turno. L’80% dei seggi viene assegnato alle liste presenti a livello provinciale. risulterà vincitore il candidato che otterrà il maggior numero di voti (maggioranza relativa). con l’applicazione del metodo D’Hondt. ma poi votare una lista ad esso non collegata. 2/2001 ha esteso a questo tipo di Regioni. nei limiti dei principi fondamentali stabiliti con la legge della Repubblica. La lista collegata al candidato a Sindaco risultato vincitore ottiene i 2/3 dei seggi posti in palio. Risulterà eletto Sindaco il candidato che avrà ottenuto il maggior numero di voti (maggioranza relativa). salvo che lo statuto disponga diversamente. per l’elezione dei Consigli regionali. L’elettore può però anche scindere il suo voto e cioè accordare la sua preferenza ad un certo candidato a Sindaco. b) Comuni oltre i 15. Se nessun candidato raggiunge tale maggioranza. “listini”). la legge Cost. Il sistema elettorale per l’elezione dei Consigli comunali e provinciali Con la legge 81/1993 (ora ricompresa nel T. transitoria. L’elettore vota contemporaneamente per un candidato a Sindaco e per una delle liste potendo esprimere un voto di preferenza nell’ambito dei candidati presentati da tale lista. in applicazione di regole elettorali diverse e decise autonomamente. Le Regioni a statuto ordinario stanno predisponendo le loro leggi elettorali. in proporzione al numero di voti ottenuti. è eletto a suffragio universale e diretto”. hanno tenuto un sistema elettorale proporzionale con premio di maggioranza.000 abitanti Ogni candidato a Sindaco deve essere collegato ad una lista di candidati a consigliere comunale. sono disciplinati con la legge della Regione. in alcune regioni (Lazio. mentre il residuo 20% viene assegnato a livello regionale alla lista più votata a livello regionale (i c. Per le elezioni del 2000. mentre detta regole specifiche per l’elezione del Consiglio della Valle d’Aosta e per l’elezione dei due Consigli provinciali del Trentino Alto Adige. Quanto alle Regioni ad autonomia speciale. a) Comuni fino a 15. L’attribuzione dei seggi del Consiglio comunali alle varie liste avviene.

si utilizza il sistema dei resti più alti. se non per alcuni aspetti. da quello disposto per i Comuni di maggiore dimensione. . Anche in questo caso. Italia centrale. . a scrutinio di lista (con possibilità per l’elettore di esprimere una o più preferenze per i candidati).Si divide poi la cifra elettorale nazionale di ciascuna lista (data dal numero di voti che essa ha ottenuto nelle cinque circoscrizioni) per tale quoziente. se nessuna lista o gruppo di liste ad esso non collegate ha ottenuto al primo turno il 50% dei voti validi. Il risultato di questa divisione darà il numero di seggi che spetta a ciascuna lista. Questo premio di maggioranza scatta solo in presenza di alcuni presupposti:  In caso di elezione del Sindaco al primo turno. Al riparto proporzionale non partecipano le liste che non abbiano raggiunto al primo turno il 3% dei voti validi. La durata in carica di Sindaci e dei Consigli comunali è fissata in cinque anni e si è limitato a due il numero massimo di mandati a Sindaco.Si procede con l’assegnazione dei seggi alle singole circoscrizioni. Una volta esaurite le operazioni di voto. Per l’Italia è in vigore la legge 17/1979. c) Le Province Il procedimento per l’elezione del Presidente della Provincia e dei consiglieri provinciali non differisce. il quale opera nelle cinque grandi circoscrizioni (Italia nord-occidentale. salva l’eventuale utilizzazione del metodo dei resti più alti. estensibile a tre qualora incorrano particolari circostanze. i seggi vengono ripartiti proporzionalmente secondo il metodo D’Hondt. Tra le varie liste collegate i seggi si ripartiscono proporzionalmente secondo il metodo D’Hondt. Il sistema elettorale per l’elezione del Parlamento europeo L’elezione relativa ai rappresentanti italiani del Parlamento europeo è costituita da regole che sono state lasciate provvisoriamente alle decisioni autonome del legislatori nazionali in attesa dell’approvazione di una “procedura elettorale uniforme”. il premio di maggioranza del 60% dei seggi del Consiglio provinciale spetta comunque alla lista o al gruppo di liste collegate al candidato a Presidente risultato vincitore a primo o al secondo turno. .P a g e | 32 candidato a Sindaco risultata vincitore vengono assegnati il 60% dei seggi. per il numero dei seggi da assegnare). suddivisi fra le circoscrizioni in proporzione alla loro popolazione) si procede nel modo seguente: . Italia nordorientale. ove non siano assegnati tutti i seggi. Tra le liste collegate al Presidente eletto e tra le altre.Si calcola il quoziente elettorale nazionale (che si ottiene dividendo il numero dei voti complessivamente espressi in modo valido. per l’assegnazione dei seggi (78 spettano attualmente all’Italia nel Parlamento europeo. la quale prevede un sistema proporzionale.  In caso di elezione del Sindaco al secondo turno. Al riparto proporzionale partecipano solo le liste che abbiano ottenuto al primo turno almeno il 3% dei voti validi. Si calcola il quoziente elettorale di lista (ottenuto dividendo la cifra elettorale nazionale di lista per il numero di seggi ad essa assegnati) e si procede poi a dividere la cifra circoscrizionale di lista (data dal numero di voti ottenuti da ciascuna lista nelle singole circoscrizioni elettorale) per il quoziente elettorale di lista. Italia insulare). se la lista o le liste ad esso collegate hanno conseguito almeno il 40% dei voti validi e sempreché nessuna altra lista o gruppo di liste collegate abbia raggiunto il 50% dei voti validi. La durata in carica del Presidente della Provincia e del Consiglio provinciale è fissata in cinque anni. In questo caso non è possibile esprimere un voto di lista diverso da quello per il candidato a Presidente della Provincia. Italia meridionale.

la cui disciplina è stata sostituita poi da quella prevista dalla legge 28/2000 (“Disposizione per la parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica”). il controllo circa la regolarità delle operazioni elettorali è affidato ad uno speciale organo interno. su ricorso di un qualunque cittadino elettore. stabiliscono che per le questioni attinenti alla regolarità delle operazioni elettorali sia competente il TAR (Tribunale amministrativo regionale) del Lazio. 41 e ss. Di ciò si è occupata la legge 81/1993. sia in sede di assemblea. per le questioni relative alle cause di ineleggibilità o incompatibilità.d. Alcune delle incompatibilità attengono ad altre cariche comunitarie. la competenza a risolvere in sede giurisdizionale questo tipo di controversie è rimessa alla magistratura amministrativa se la questione verte sulla regolarità delle operazioni elettorali. la legge 18/1979 prevede un sistema di regole analogo a quello previsto per Comuni e Province. nell’assegnazione dei seggi. 5 bis e 6 della legge 18/1979 prevedono l’incompatibilità per i deputati e i senatori. per i presidenti di giunta regionale. il quale decide. alla lista o ai cittadini. A quest’ultimo riguardo gli artt. per ciò che attiene alle elezioni Comunali e Provinciali. qualora ritengano che. Il contenzioso elettorale Con il termine di contenzioso elettorale si fa riferimento a quel complesso di regole che consentono al singolo candidato. Per le due Camere. Tale disciplina si ispira ai principi della parità di trattamento e dell’imparzialità (la c. altre attengono a cariche nazionale. per gli assessori regionali. è sempre la maggioranza senza che sia riconosciuta la possibilità di ricorrere contro tale decisione davanti ad un giudice. La disciplina delle campagne elettorali Al nostro sistema elettorale si accompagna una specifica disciplina legislativa delle campagne elettorali con particolare riferimento all’accesso dei candidati ai mezzi di informazione e alle spese sostenute dai partiti e dai singoli candidati. per le elezioni. si è stabilita la regola base alla quale. in ossequio al principio delle pari opportunità nell’accesso alle cariche elettive. 3 della legge 90/2004. Anche per i Consigli regionali vale la regola in base alla quale la convalida degli eletti è riservata al Consiglio.P a g e | 33 Con le leggi 78 e 90/2004 sono state introdotte alcune modiche che riguardano il regime delle incompatibilità relative alla carica di membri del Parlamento europeo. i consiglieri regionali. A decidere circa la convalida o meno della elezione. Per ciò che attiene alle elezioni regionali e locali. Per quanto riguarda il Parlamento europeo. oltre che dagli interessati. da qualunque elettore e dal Commissario del Governo. Questa delicata operazione ha mantenuto il nome di “verifica dei poteri”. la Giunta delle elezioni. Gli artt. Per comunicazione politica si intendono quei programmi radiotelevisivi ne quali si mettono a confronto in forma dialettica e discorsiva le carie diverse opinioni che . nelle liste circoscrizionali che hanno un medesimo contrassegno. la competenza è invece assegnata alla Corte d’appello competente per territorio. Con l’art. siano state commesse delle irregolarità. nessuno dei due sessi possa essere rappresentato in misura superiore ai due terzi. di impugnare i risultati delle consultazioni elettorali. “par condicio”) che ruotano intorno alla distinzione tra comunicazione politica e messaggio autogestito. i presidenti di Provincia e i sindaci dei Comuni con popolazione superiore ai 15000. ma in questo caso la convalida si riferisce solo ai profili di ineleggibilità e incompatibilità e le relative decisioni sono impugnabili davanti al giudice ordinario. sia in sede di Giunta. con sentenza successivamente impugnabile davanti al Consiglio di Stato. e alla magistratura ordinaria se la questione riguarda invece il profilo della eleggibilità o meno dei candidati. per le prime due elezioni successive all’entrata in vigore della legge.

movimento. in modo motivato ma unilaterale. è affidato ai Collegi regionali di garanzia elettorale.che siano collocati in appositi contenitori. La disciplina generale prevede che i programmi di comunicazione politica: siano diffusi obbligatoriamente dalle emittenti che operano a livello nazionale (sia pubbliche che private) e che i messaggi autogestiti. A tutto ciò si aggiungono le limitazioni che vengono imposte agli ordinari programmi di informazione delle emittenti radiotelevisive (circa il modo di concluderle. 4. tale da consentire l’espressione di opinioni che non possano superare di una certa percentuale il tempo dedicato ai programmi di comunicazione politica.P a g e | 34 esistono su temi oggetto di dibattito politico. ma ne accentua la specificità e il dettaglio sia per quanto attiene ai programmi di comunicazione politica sia per quanto attiene i messaggi autogestiti. 6. lista o gruppo di candidati di non superare un tetto massimo di spese elettorali. obbligo per gli stessi soggetti di cui al punto 2) di presentare ai Presidenti delle Camere il consuntivo relativo alle proprie spese elettorali e alle relative fonti di finanziamento. . la quale interviene d’ufficio o su denuncia degli interessati. ossia quell’informazione volta a fornire ai cittadini notizie in ordine alla loro attività. Il compito di assicurare il rispetto di tali obblighi. relative all’elezione del Parlamento nazionale: 1. A seconda del tipo di violazione accertata. all’obbligo di mettere a disposizione dei soggetti lesi spazi necessari a ristabilire condizioni di parità. La disciplina dedicata in particolare alle campagne elettorali ricalca nelle sue grandi linee quella generale. gli ospiti che possono o non possono avere) alla c. obbligatori. La legge 515/1993 è rimasta in vigore per la parte relativa alle spese per le campagne elettorali. obbligo di raccogliere fondi per la propria campagna elettorale solo attraverso un proprio mandatario elettorale. istituiti presso le Corti d’Appello o presso il Tribunale del capoluogo di ciascuna Regione. ove gli interessati richiedano gli appositi spazi di trasmissione. solo per la concessionario pubblica (RAI): debbano avere una durata minima (da 1 a 3 minuti quelli televisivi. escluse quelle sostenute dai singoli candidati. 5.che gli spazi riservati a tali messaggi siano attribuiti in condizioni di parità e gratuitamente dalle emittenti di livello nazionale. obbligo per ciascun partito. per ciò che attiene ai singoli candidati. obbligo di ciascun candidato di non superare un tetto massimo di spesa. anche a titolo oneroso da parte delle emittenti locali (ma a un prezzo più basso di quello di mercato). da 30 a 90 secondi quelli radiofonici). per messaggi autogestiti si intendono quelle forme di comunicazione volte ad illustrare. 2. obbligo per ciascun candidato d sottoscrivere il rendiconto delle proprie spese elettorali e di sottoporlo al controllo del Collegio regionale di garanzia elettorale. un singolo programma o una singola opinione politica. il cui nominativo va comunicato ad un apposito organo istituito dalla legge. . A questi organi spetta l’esercizio di poteri sanzionatori che possono andare dall’ irrogazione di sanzioni pecuniarie alla stessa decadenza dalla carica. Il rispetto di questo insieme di regole è affidato all’Autorità di garanzia nelle comunicazioni. 3. le sanzioni possono andare dall’imposizione alle emittenti radiotelevisive dell’obbligo di diffondere programmi nei quali sia prevalente la partecipazione dei soggetti lesi. comunicazione istituzionale delle pubbliche amministrazioni.d. così da essere chiaramente distinguibili da ogni altro programma. il collegio regionale di garanzia elettorale. .

di impulso e di controllo nei confronti delle assemblee rappresentative che vengono esercitate attraverso istituti che vengono definiti istituti di democrazia diretta. La disciplina subcostituzionale dell’istituto si preoccupa di assicurare alcune garanzie minime. Nei regolamenti della Camera dei deputati (artt. a non farne più menzione.2 e 109) e del Senato (artt. Tali controlli possono portare all’irrogazione di sanzioni pecuniarie che vanno ad incidere sul contributo alle spese elettorali. ma piuttosto nell’esercizio di una funzione di stimolo nei confronti delle Camere. in sede di approvazione dei nuovi statuti.infine. che ne costituisce il mezzo di esercizio. ma non prevede alcun serio vincolo alla loro libertà decisionale. sempreché sia raggiunto il quorum di partecipazione. Gli strumenti di esercizio “diretto” della sovranità La funzione elettorale e il connesso diritto di voto. Una funzione di stimolo che lascia libero l’organo cui l’iniziativa popolare è rivolta di assumere le decisioni in merito che ritiene più opportune. parla di “progetto redatto in articoli”). poiché ogni deliberazione in merito spetta esclusivamente all’organo destinatario della petizione. dove trova la sua disciplina negli statuti della Regioni e nei regolamenti dei Consigli regionali. e si traduce in pratica non certo in un esercizio diretto della sovranità. Attraverso essi il corpo elettorale provvederebbe ad esercitarla in proprio. in possesso della capacità elettorale). 50 Cost. . . 33. Gli istituti previsti dalla nostra Costituzione che vedono ricondotti sotto questa etichetta sono tre: la petizione. a livello nazionale. ma la funzione rimane sostanzialmente la stessa.le petizioni vengano trasmesse alla commissione parlamentare competente (a seconda della materia cui la petizione si riferisce). L’istituto della petizione è previsto anche a livello regionale. non esaurisce l’arco delle funzioni che fanno capo al corpo elettorale. Per le consultazioni referendarie è riconosciuto ai comitati promotori un rimborso calcolato in base al numero delle firme valide raccolte.000 cittadini. Quanto alle modalità di corresponsione. il cui contenuto è direttamente determinato dai proponenti: l’art. quale la presa in considerazione da parte delle Camere. Ad essa si aggiungono delle funzioni di stimolo. e quindi non solo i cittadini elettori. 140 e 141) si stabilisce che: . come il diritto di ciascun cittadino di rivolgersi alle Camere “per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità”. che al presentatore della petizione venga comunicato l’esito della stessa (regola questa contenuta nel solo regolamento del Senato).P a g e | 35 Il rispetto degli obblighi gravanti su partiti e movimenti politici è invece garantito dai controlli effettuati dalle due Camere e da un apposito collegio istituito presso la Corte dei conti. in proporzione ai voti ricevuti.che la commissione “possa” prenderla in considerazione e deliberare su di essa. La scarsissima utilità rivelata da questo istituto ha spinto alcuni consigli regionali. cambia l’oggetto (la sollecitazione è qui volta all’approvazione di uno specifico provvedimento legislativo. l’iniziativa popolare e il referendum. 71 Cost. La petizione La petizione è definita dall’art. . si prevede un meccanismo annuale di versamento di quanto spettante a ciascun partito. Del diritto di petizione è titolare la generalità dei cittadini. L ’iniziativa legislativa popolare Una natura non dissimile da quella della petizione ha l’istituto dell’iniziativa legislativa popolare. saltando le mediazioni degli organi rappresentativi. Cambiano i titolari (si deve trattare in questo caso di almeno 50. che la petizione venga trasmessa al Governo (nel caso in cui i provvedimenti sollecitati chiamino in causa l’attività di quest’ultimo).

a disporre che “lo statuto regola l’esercizio del referendum su leggi e provvedimenti amministrativi della Regione”. 75 Cost. Il referendum abrogativo di legge statale Il referendum abrogativo di legge consiste nella sottoposizione al voto popolare di uno o più quesiti relativi all’abrogazione.e il referendum che si inserisce nel procedimento di revisione costituzionale. 74 Senato).P a g e | 36 Tale disciplina è contenuta della legge 352/1970. Poi sono previste alcune particolari ipotesi referendarie.4 Camera e art. Quanto al primo profilo. Sempre l’art. nulla è detto per il livello regionale. modificata dalla legge 199/1978. previsti espressi limiti di materia. si stabilisce che siano sottratte al referendum “le leggi tributarie e di bilancio.000 il numero minimo di elettori necessario per la presentazione delle richieste referendarie. di autorizzazione a ratificare trattati internazionali”.uno di partecipazione (la consultazione referendaria può produrre i suoi effetti abrogativi solo se ha partecipato al voto la metà più uno degli aventi diritto) . Gli unici controlli cui le iniziative popolari sono soggette sono dunque quelli relativi alla regolarità degli adempimenti formali cui esse sono subordinate (la regolarità delle firme apposte in calce al progetto). proprio a causa della gravità degli effetti che dal referendum abrogativo derivano. ma anche per i provvedimenti legislativi. affronta altri due profili importanti della disciplina dell’istituto: quello dei limiti di materia e quello dei limiti procedurali correlati agli effetti della consultazione referendaria. . 123.il referendum abrogativo di leggi . salvi quelli relativi alle decisioni di bilancio. Anche l’iniziativa popolare ha trovato spazio negli statuti regionali. L’art. Per il livello nazionale e la tipologia referendaria è fissata direttamente dalla Costituzione. Un problema interpretativo è quello relativo all’esistenza o meno di limiti di oggetto da applicare a tale istituto. è stato previsto un doppio “quorum”: . limitandosi l’art. e in parte nei regolamenti parlamentari. Quanto al secondo profilo. stabiliscono che le proposte di legge di iniziativa popolare non decadano cono lo scadere della legislatura. fasi necessarie nel procedimento di modifica territoriale di Regioni. Il regolamento del Senato prevede che l’esame in commissione inizi entro e non oltre un mese dal deferimento e prevede inoltre la possibilità di un’audizione di un rappresentante dei proponenti “designato dai primi dieci firmatari” del progetto. di amnistia e di indulto. totale o parziale. i quali sono svolti direttamente dalla Camera che riceve la proposta di legge. ma sopravvivono anche per la legislatura successiva. dove è prevista non solo per gli atti legislativi. fissa a 500. oltre all’obbligo della presa in considerazione. In genere. Province e Comuni.e uno relativo all’esito della consultazione (gli effetti abrogativi si producono se in questo senso si esprime la maggioranza dei voti validamente espressi). ma prevede anche l’ipotesi che tali richieste vengano da almeno 5 Consigli regionali. 107. si ammette debbano ritenersi escluse dalla iniziativa popolare quelle leggi che sono ricondotte all’iniziativa “riservata” al Governo (es.1 Cost. 75 Cost. La tipologia del referendum a livello nazionale prevede innanzitutto: . Questi ultimi (art. Il referendum: in generale L’istituto referendario è stato previsto dal nostro Costituente come istituto destinato ad operare sia a livello nazionale sia a livello regionale e locale. di una legge già in vigore. in genere. leggi di bilancio). Anche per le iniziative di legge regionale non sono. Limiti siffatti sono invece previsti per l’iniziativa diretta all’adozione di provvedimenti amministrativi.

prima della consultazione popolare. Le richieste referendarie devono essere depositate nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 30 settembre.la verifica della natura dell’atto oggetto della richiesta (deve trattarsi di una legge o di un atto appartenente alla categoria dei c. ma che possono essere posticipati di 60 giorni. quello cioè il cui contenuto normativo appare così intimamente legato al disposto costituzionale da rappresentarne l’unico svolgimento possibile. Le stesse regole previste per lo svolgimento della propaganda elettorale si applicano anche alle campagne referendarie. Attraverso una serie di pronunce la Corte ha integrato l’elencazione dei limiti ex art. Nel caso in cui venga approvata l’abrogazione parziale o totale della legge. e la verifica della loro regolarità. la ordinanza dell’Ufficio centrale per il referendum deve essere emanata entro il 15 dicembre. ha a disposizione solo un si o un no) di esprimere la propria volontà in modo chiaro.il conteggio delle firme dei cittadini elettori che hanno sottoscritto la richiesta.P a g e | 37 Le richieste di referendum abrogativo. .quando esse attengano a norme costituzionali o altre leggi costituzionali. i cui effetti decorrono di regola dal giorno successivo a quello della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. sono soggette ad un primo controllo di conformità alle regole poste dalla legge 352/1970. inoltre. è il Presidente della Repubblica che provvede a dichiarare con proprio decreto l’avvenuta abrogazione.quando riguardino disposizioni incidenti sull’ambito di operatività delle leggi di cui all’art. in ordine all’interruzione del procedimento referendario. . ad abrogare o a modificare le disposizioni oggetto della richiesta referendaria. atti aventi forza di legge). Nel caso in cui i promotori del referendum ritengano ingiustamente lesi gli interessi di cui sono portatori dalle decisioni dell’Ufficio. Se la richiesta supera positivamente il doppio controllo spetta al Presidente della Repubblica. all’Ufficio disporre l’unificazione di più richieste referendarie che presentino “uniformità o analogia di materia” così come spetta al medesimo decidere. da parte dell’Ufficio centrale per il referendum istituito presso la Corte di cassazione. nell’ipotesi in cui il Parlamento provveda. Tale controllo comporta: . Nel caso invece in cui l’elettorato si esprima in senso contrario all’abrogazione. come è noto. indire con proprio decreto il referendum in una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno.d. Spetta. L’ultima fase del procedimento attiene allo scrutinio (che avviene presso l’Ufficio centrale presso la Corte di cassazione) e alla proclamazione dei risultati. la richiesta è sottoposta al giudizio di ammissibilità da parte della Corte costituzionale. che non possono essere presentate nell’anno anteriore a quello di scadenza di una delle Camere o nei sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali. essi possono ricorrere davanti alla Corte costituzionale in sede di conflitto di attribuzione tra i poteri dello Stato. . Conclusa la fase di controllo davanti all’Ufficio centrale per il referendum.. . su deliberazione del Consiglio dei Ministri.quando esse pongano un quesito contenente “una pluralità di domande eterogenee” tale cioè da non consentire all’elettore (che. 75 Cost. .quando esse attengano a leggi ordinarie dotate di una particolare forza di resistenza all’abrogazione anche da parte del Parlamento. escludendo l’ammissibilità delle richieste referendarie: .quando esse attengano a leggi ordinarie a contenuto costituzionalmente vincolato. 75 Cost. la sentenza della Corte costituzionale deve essere pubblicata entro il 10 febbraio. Sui termini indicati può produrre effetti la permanenza in carica delle due Camere: il referendum si intende sospeso in caso di scioglimento anticipato del Parlamento ed i termini riprendono a decorrere dopo un anno dalle elezioni. i risultati vengono resi .

Ci si è chiesti: 1. 138 Cost. e la stessa legge. Per quanto esiste il vincolo posto al Parlamento? 2. o disposizione. Nell’ipotesi in cui la maggioranza raggiunta in ciascuna Camera. la creazione di nuove Regioni o lo spostamento di Comuni e Province dal territorio di una Regione a quello di un’altra non hanno sino ad oggi trovato pratica applicazione. per la fusione tra più Regioni esistenti. Il referendum nel procedimento di revisione costituzionale Il secondo tipo di referendum ammesso nel nostro sistema è quello di revisione costituzionale. mentre il secondo alla regolare espressione della volontà degli elettori. la consultazione popolare. Si qualifica questo tipo di referendum come referendum sospensivo poiché una volta avviata la procedura referendaria quest’ultima sospende il perfezionamento del procedimento di revisione costituzionale fino al momento in cui si sia svolta. Il referendum per la fusione di Regioni esistenti. Cosa si intende per “ripristino” della disciplina abrogata? b. Le modalità di svolgimento del referendum di revisione costituzionale sono dettate dalla legge 352/1970 e ricalcano in larga misura quelle previste dalla stessa legge per il referendum abrogativo.P a g e | 38 pubblici ad opera del Ministero della Giustizia. Il procedimento prevede che per la fusione di Regioni o la creazione di nuove Regioni . a. A questo risultato si perviene nel caso in cui si esprima in senso favorevole alla legge la metà più uno dei voti validamente espressi (non è richiesto alcun quorum di partecipazione). 132 Cost. Il Parlamento è vincolato dall’esito abrogativo del referendum e cioè è impossibilitato a reintrodurre una disciplina identica a quella abrogata in forza della consultazione popolare? La Corte costituzionale ha affermato la sussistenza di tale vincolo che porterebbe all’incostituzionalità della legge che intendesse ripristinare la disciplina fatta cadere dal referendum. salvo il giudizio di ammissibilità da parte della Corte costituzionale (è previsto invece un giudizio di legittimità dell’iniziativa referendaria da parte dell’Ufficio centrale per il referendum. ancora non produttiva di alcun effetto. sempre attraverso la Gazzetta Ufficiale. non potrà essere sottoposta di nuovo a referendum abrogativo per un periodo di 5 anni. per la modifica. per ciò che attiene alla regolarità formale della richiesta). per la creazione di nuove Regioni o per l’aggregazione di Province e Comuni al territorio di una Regione diversa rispetto a quella di appartenenza I due referendum previsti dall’art. nella seconda votazione sulla legge costituzionale. Quali sono i riflessi del mancato raggiungimento del quorum di partecipazione in ordine alla riproponibilità dello stesso quesito referendario? Il mancato raggiungimento dello stesso è da considerarsi “risultato contrario” all’abrogazione e quindi deve avere gli stessi effetti preclusivi che si hanno in caso di prevalenza dei voti contrario all’abrogazione? L’Ufficio centrale per il referendum ha stabilito che il raggiungimento del primo quorum varrebbe ai fini della regolare costituzione del “collegio elettorale”. A differenza del referendum abrogativo. l’integrazione o la soppressione di alcune parti della Costituzione. quello di revisione costituzionale non ha ad oggetto una legge già entrata in vigore e pienamente produttiva di effetti. non raggiunga i 2/3 ma la sola maggioranza assoluta (che è indispensabile) si prevede che alcuni soggetti possano chiedere di sottoporre a consultazione popolare il testo votato dal Parlamento. Esso si inserisce come fase eventuale del procedimento speciale previsto dall’art. con esito confermativo. bensì una delibera legislativa del Parlamento.

e che su tali proposte esprimano il loro parere i rispettivi Consigli regionali.Limitatissima tipologia di referendum (nella maggioranza dei casi non si è andato oltre al referendum abrogativo e in pochi casi si è parlato di referendum consultivi). . tramite referendum. Nel caso di fusione la richiesta deve essere deliberata da tanti Consigli comunali che rappresentino almeno un terzo della popolazione complessiva delle Regioni della cui fusione si tratta. la relativa richiesta deve essere deliberata.Discutibile giudizio di ammissibilità delle richieste referendarie in quanto si è deciso di affidare la decisione in merito allo stesso Consiglio regionale e dunque allo stesso organo che ha adottato l’atto oggetto dell’iniziativa referendaria il potere di bloccarne il corso. quello di essere organi indipendenti dal Consiglio regionale e dunque organi-terzi ed imparziali. Il relativo referendum è indetto nel territorio della Regione dalla quale le Province o i Comuni intendono staccarsi.Affidamento del giudizio di ammissibilità a organi di garanzia statutaria. in caso di esito positivo la procedura si conclude con l’approvazione di una legge ordinaria. da una Regione in vista della creazione di una nuova. [[La disciplina dettata dalla legge 352/1970 con riferimento a quest’ultima ipotesi non appare oggi in sintonia con il nuovo testo dell’art. Primi statuti regionali del 1971 . È stato introdotto un referendum nella procedura di .P a g e | 39 l’iniziativa parta dagli organi elettivi degli enti locali minori (i Consigli comunali e provinciali interessati). che dispone che a tale distacco si possa pervenire ove la proposta sia approvata dalla sola maggioranza delle popolazioni della/e Provincia/e e del/i Comune/i interessati espressa mediante referendum. Statuti regionali in seguito alla legge 1/1999 .Arricchimento della tipologia delle consultazioni referendarie attivabili a livello regionale. che possono avere ad oggetto ora proposte di atti normativi o altre questioni di interesse regionale e sono uno strumento attivabile solo dal Consiglio regionale. . Il relativo referendum è indetto sia nel territorio della Regione dalla quale le Province o i Comuni intendono staccarsi. prevede che gli statuti regionali disciplinino l’esercizio del referendum su leggi e provvedimenti amministrativi della Regione. che assumono denominazioni diverse ma che hanno un denominatore comune. nonché appunto le popolazioni interessate. la richiesta dovrà essere deliberata anche da tanti Consigli provinciali o comunali che rappresentino almeno un terzo della popolazione della Regione nei confronti della quale si propone l’aggregazione.]] Il referendum a livello regionale L’art. le decisioni in merito ai tipi di referendum e agli effetti che possono produrre sono lasciate ai singoli statuti. in caso di esito positivo. la procedura si conclude con l’approvazione di una legge costituzionale. oltre che dai Consigli provinciali e comunali interessati al distacco. . anche da tanti Consigli provinciali o comunali che rappresentino almeno un terzo della restante popolazione della Regione dalla quale è proposto il distacco. 123 Cost. Se il distacco mira all’aggregazione ad un’altra Regione esistente. 132 Cost.Al referendum abrogativo si accompagna la previsione di referendum consultivi. ovvero di uno o più Comuni. La richiesta è approvata se in senso ad essa favorevole si esprime la maggioranza degli aventi diritto al voto. in questa ipotesi la procedura di fusione si conclude con l’approvazione di una legge costituzionale. sia nel territorio della Regione alla quale essi intendono aggregarsi. Nel caso di distacco di una o più Province.

delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (D. informali. sui più diversi argomenti. quello relativo alla istituzione di nuovi Comuni. il c. ecc. attraverso il quale si chiama il corpo elettorale ad esprimersi non su un atto legislativo o amministrativo. bensì su un progetto politico da realizzare. Il referendum a livello comunale e provinciale La Costituzione non parla di referendum comunali o provinciali e tuttavia si è assistito al moltiplicarsi di consultazioni popolari. .P a g e | 40 approvazione e modifica degli statuti delle Regioni di diritto comune (un referendum facoltativo. Il referendum per l’istituzione di nuovi Comuni o la modifica delle circoscrizioni o delle denominazioni comunali L’art. sospensivo e deliberativo). In seguito all’approvazione della legge 142/1990 e del T. Tale disposizione consente.d.Lgs 267/2000). alla modifica delle loro circoscrizioni o denominazioni.U. I Consigli comunali hanno provveduto ad adottare degli appositi regolamenti al riguardo. in genere di tipo consultivo. ma anche a quelle delle frazioni che rimarrebbero nel Comune d’origine. quanto degli elettori. promosse tanto ad iniziativa degli organi comunali. paritario e indifferenziato. soprattutto in sede comunale. prevede un’ulteriore forma di referendum a livello regionale. previsto l’introduzione in termini generali del referendum in esame. La legge cost. ma anche l’introduzione di referendum sia ad iniziativa dell’ente locale sia ad iniziativa popolare. del 1989 non ha. confermativo.). Tali provvedimenti possono essere adottati con legge regionale ma previa consultazione delle popolazioni interessate.2 Cost. purché venga rispettato il limite rappresentato dalle materie di “esclusiva competenza locale”. 2/1989 ha approvato una nuova forma di referendum. si prevedono anche consultazioni informali. referendum “di indirizzo”. Le scelte del Costituente hanno portato all’adozione di un modello di bicameralismo eguale.d. 133. CAPITOLO VI IL PARLAMENTO LA STRUTTURA Il bicameralismo: problema attuali e proposte di riforma Il Parlamento repubblicano si compone della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. non solo l’istituzionalizzazione della prassi relativa alla promozione da parte dell’ente locale di consultazioni c. La Corte costituzionale ha affermato che. il voto spetta non solo alle popolazioni delle frazioni richiedenti l’erezione in Comune autonomo. Quanto alla tipologia dei referendum comunali e provinciali è da ritenere che essa possa essere estesa anche ad altri tipi (propositivo. in virtù del quale entrambi i rami del Parlamento esercitano gli stessi poteri e gli atti parlamentari sono il frutto del necessario accordo delle due Camere. tuttavia. questa materia (consultazioni e referendum) è divenuta contenuto obbligatorio degli statuti comunali e provinciali. Accanto a consultazioni referendarie in senso proprio. quali i semplici sondaggi di opinione. Si è proposto di introdurre stabilmente questo istituto nel nostro sistema costituzionale ma tale proposta non ha avuto sin qui seguito. nell’ipotesi di distacco di alcune frazioni dal Comune di appartenenza. Il referendum “di indirizzo” in materia di unione politica europea La legge cost.

salvo che in pochi casi. le commissioni. approfittando . senza contrapposizioni frontali. 64 Cost. nel senso di fare della Camera dei Deputati la sede di rappresentanza generale e del Senato la sede di rappresentanza delle autonomie regionali e locali. quest’ultima. Secondo quanto disposto dall’art. dall’latro garantire il ruolo delle minoranza presenti n Parlamento.attuative del dettato costituzionale Se le disposizioni contenute nella Costituzione hanno certamente un ruolo fondamentale nel determinare l’assetto dei rapporti tra Parlamento e Governo. venuta meno in seguito all’approvazione della legge cost. 3/1963 la quale ha portato a 5 anni la durata in carica del Senato. L’intento dei Costituenti fu dunque quello di riservare ad un atto normativo particolare la disciplina degli aspetti legati all’organizzazione interna e all’esercizio dei poteri che spettano ai due rami del Parlamento. “ciascuna Camera adotta il proprio regolamento a maggioranza assoluta”. della sua capacità di mediazione. del voto segreto (allo scopo di evitare il fenomeno dei c. Tale disposizione punta ad un duplice obiettivo: da un lato escludere che della ”materia regolamentare” abbia ad occuparsi ogni altra e diversa fonte normativa. Si spiegano così: . al diverso sistema elettorale (vedi Cap. Le novità più significative di quei regolamenti sono: . della sua capacità di elaborazione di un indirizzo politico autonomo. “franchi tiratori”.l’arricchimento dei poteri di informazione del Parlamento.l’abolizione. varati sia dalla Camera che dal Senato il 1° marzo 1971. cui viene riconosciuto il potere di votare risoluzioni che impegnano il Governo ad assumere determinati comportamenti. I regolamenti parlamentari come fonti integrative .l’accentuazione dei poteri di indirizzo e controllo delle due assemblee elettive e dei loro principale organi interni. .. e tra maggioranza e opposizione. I regolamenti del 1971 L’adozione degli attuali regolamenti parlamentari. di coloro cioè che. I regolamenti parlamentari hanno un contenuto “organizzatorio” e toccano nel vivo il rapporto tra le forze politiche rappresentate in Parlamento. la sua capacità di mantenere salda e solidale la sua maggioranza parlamentare. V) e in principio alla durata in carica (5 anni per la Camera e 6 per il Senato). nell’ambito del procedimento di approvazione degli stessi regolamenti. . MEMBRI DEL PARLAMENTO Camera 630 Senato 315 (+5) Le più recenti proposte di riforma si sono mosse nella direzione della differenziazione del tipo di rappresentanza espressa dalle due Camere. un ruolo altrettanto importante è svolto dai regolamenti parlamentari (parliamo dei regolamenti generali). con conseguenti diversi poteri.d. nonché a ridurre i margini di codecisione tra maggioranza e opposizione.P a g e | 41 Le uniche differenze attengono al numero dei membri delle due Camere (630 deputati e 315 senatori). rispecchiano tendenze volte ad accentuare il ruolo del Governo. tra gli interessi sostenuti dalle forze politiche di maggioranza e gli interessi sostenuti dalle forze di opposizione. Le modifiche apportate ai regolamenti parlamentari. nel periodo successivo. differenza. sono lo specchio di una particolare stagione politica nel corso della quale la tendenza prevalente era quella volta alla valorizzazione dell’organo parlamentare.il riconoscimento di uno “statuto”delle opposizioni.

Si generalizza l’istituto del contingentamento dei tempi della discussione (escluso. non più però all’unanimità. che avviene a scrutinio segreto. l’arricchimento dei poteri del Governo in Parlamento (attraverso un allargamento delle ipotesi in cui può essere posta la questione di fiducia. In caso di mancato raggiungimento della maggioranza richiesta. - - La riforma del regolamento della Camera del 1997 . su altri aspetti anch’essa punta a risolvere in modo equilibrato il rapporto tra esigenze della maggioranza ed esigenze delle opposizioni. in sede di conversione dei decreti-legge). con la maggioranza sopra indicata. la maggioranza assoluta dei voti dal terzo scrutinio in poi. Per l’elezione del Presidente. e la previsione di procedimenti abbreviati per la conversione dei decretilegge). La natura della “riserva di regolamento” disposta dall’art. bensì col consenso dei presidenti dei gruppi “la cui consistenza sia complessivamente pari almeno a tre quarti dei componenti della Camera”. La riforma del regolamento del Senato del 1999 Nel febbraio del 1999 anche il Senato ha proceduto ad una riforma regolamentare. è richiesta una maggioranza qualificata (alla Camera è richiesta la maggioranza di 2/3 di componenti al primo scrutinio. votano in senso difforme dalla linea decisa dal gruppo parlamentare di appartenenza). la riconduzione del ruolo della opposizione a quello di soggetto politico chiamato a contrastare e a condizionare l’operato della maggioranza.P a g e | 42 della segretezza. il programma e il calendario vengono predisposti “sulla base di indicazioni fornite dal Governo”. Pur non toccando le procedure legislative. al Senato è richiesta la maggioranza assoluta dei . . ma ha negato sia che tale sindacato possa essere condotto con riferimento alle norme regolamentari sia che esso possa avere ad oggetto le norme regolamentari stesse. ma non a contrattare con essa il contenuto delle decisioni da assumere. 64 sarebbe dunque da intendersi come esclusiva nel senso di escludere ogni altra fonte normativa dalla disciplina della materia ma anche nel senso di escludere ogni altra forma di controllo diverso da quello che le stesse Camere possono esercitare sui propri regolamenti. al momento del loro insediamento. vi è quello di eleggere tra i proprio membri il Presidente e i componenti dell’Ufficio di presidenza. L ’organizzazione interna delle Camere: Presidente e Ufficio di presidenza Tra i primi adempimenti cui le due Camere sono chiamate. 23 e 24 prevedono che l’approvazione del programma e del calendario spetti sempre alla conferenza dei capigruppo. ovvero al Presidente. E delle prorità indicate dal Governo stesso.I nuovi artt. La riforma regolamentare si occupa anche di altri profili attinenti al miglioramento della qualità della legge (di cui è chiamato ad occuparsi un apposito comitato per la legislazione. La Corte costituzionale ha riconosciuto l’estensibilità del suo sindacato agli atti procedimentali delle Cmaere rispetto ai pricnipi che in questa materia pone la Costituzione. Nuove disposizioni regolamentari puntano a limitare l’uso indiscriminato del potere di emendamento dei testi legislativi. lamaggiornaza di 2/3 dei voti al secondo. alla Camera. Il controllo sui regolamenti parlamentari e sugli “interna corporis” I regolamenti parlamentari sono stati tradizionalmente ritenuti sottratti ad ogni forma di controllo esterno. affidandone la decisione o alla Conferenza dei capigruppo. a composizione paritaria tra rappresentanti della maggioranza e della opposizione).

Nello svolgimento delle sue funzioni. in alcune strutture permanenti più ristrette. Tali funzioni richiedono di essere svolte nel più rigoroso rispetto del principio di imparzialità. Anche nei casi di più grave infrazione alla disciplina di gruppo. Le giunte Le Camere si articolano. composte in proporzione alla consistenza dei diversi gruppi parlamentari: le giunte e le commissioni. L’adesione ad un gruppo (liberamente scelto da parte del singolo parlamentare) è obbligatoria e non facoltativa. proprio per questo si prevede che esse risultino rappresentative dell’intero arco delle forze politiche presenti in Parlamento. I regolamenti parlamentari hanno stabilito una soglia minima di rappresentanza perché si possa dar vita ad un gruppo (20 deputati e 10 senatori). al loro interno. il Presidente è coadiuvato dall’Ufficio di presidenza. I gruppi parlamentari I gruppi parlamentari rappresentano la proiezione dei partiti o dei movimenti politici in seno alle camere. La posizione di organi “super partes” dei Presidenti di assemblea trova conferma nell’attribuzione ad essi del potere di nomina di alcune autorità amministrative indipendenti. così come quello di applicare le sanzioni previste. Ciò è dovuto all’intento che il futuro Presidente. dopo di che si procede all’eventuale ballottaggio). Ed è sempre del Presidente il compito di assicurare il mantenimento dell’ordine all’interno della Camera.P a g e | 43 componenti nei primi due scrutini. tanto è vero che coloro che non operano nessuna scelta esplicita entrato a far parte di un unico gruppo misto. secondo regole che garantiscono la rappresentanza delle minoranze e composto dai vicepresidenti. attraverso il suo Presidente. questo. che è chiamato a svolgere un ruolo importante in sede di definizione del programma e del calendario dei lavori della Camera. All’interno del gruppo vengono definite le linee di condotta da tenere nel corso delle discussioni che si tengono in Parlamento. sia per quelle che esso svolge sul piano interno. che ha determinato una modifica del regolamento della Camera in relazione alla disciplina del gruppo misto in base alla quale all’interno di tale gruppo possono essere costituite distinte componenti politiche. la maggioranza assoluta dei voti nel terzo scrutinio. è sempre il gruppo. Nel corso della XIII legislatura (1996-2001)ha assunto una consistenza particolarmente rilevante il fenomeno del passaggio di parlamentari da un gruppo ad un altro. formate da almeno 10 deputati. Fatto. a causa delle delicate funzioni che ad esso sono affidate. il parlamentare potrà continuare a svolgere liberamente le sue funzioni. Spetta al Presidente dirigere la discussione e garantire il rispetto del regolamento. anch’esso eletto dall’assemblea tra i suoi membri. Alle giunte sono deferite alcune delicatissime attribuzioni relative al funzionamento dell’istituto parlamentare. goda di un più ampio consenso. Ciò vale sia per quelle funzioni che il Presidente svolge verso l’esterno. il gruppo designa i propri rappresentanti nelle commissioni. dai questori e dai segretari. alla cui interpretazione è chiamato nei casi dubbi. se del caso aderendo ad un altro gruppo. Esse sono: CAMERA Giunta per il regolamento Giunta delle elezioni Giunta per le autorizzazioni a procedere SENATO Giunta per il regolamento Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari .

al potenziamento dei servizi diretti ad assicurare alle Camere un flusso di dati informativi sufficiente a garantire un’adeguata conoscenza delle questioni da affrontare o. alla fondamentale funzione di supporto tecnico alle Commissioni. Dall’art.P a g e | 44 La giunta per il regolamento ha il compito di proporre all’assemblea le modifiche regolamentari che si dovessero rivelare necessarie. . ma questo elemento non è stato considerato di per sé ostativo alla istituzione di queste commissioni. Oltre le commissioni permanenti. accerta cioè la regolarità delle operazioni elettorali e l’inesistenza di cause i incompatibilità e di ineleggibilità a carico dei membri del Parlamento neo-eletti. 72. Il frequente ricorso alla istituzione di commissioni miste ha rappresentato uno dei tentativi volti ad ovviare alle disfunzioni insite nel nostro modello bicamerale. 126. Le commissioni bicamerali svolgono funzioni di vigilanza e di indirizzo. fino al raggiungimento dell’età pensionabile. il quale viene nominato dall’ufficio di presidenza. hanno la stessa durata della Camera cui appartengono e intervengono necessariamente sai nell’esercizio della funzione legislativa. La giunta per le autorizzazioni a procedere ha il compito di esaminare le richieste di sottoposizione a misura limitativa delle libertà personali dei membri del Parlamento (autorizzazione non più richiesta per la sottoposizione a procedimento penale – art. su proposta del Presidente. di altamente qualificati apparati burocratici.d. sia deliberata dal Parlamento in seduta comune. Le commissioni permanenti hanno una competenza per materia. nonché quello di esprimere pareri in ordine all’interpretazione del regolamento vigente. composte da un egual numero di deputati e senatori. Le commissioni permanenti. nell’ambito dell’istruttoria legislativa). esistono commissioni temporanee. e dura in carica di norma. sono stati attribuiti compiti non solo quantitativamente. reati ministeriali. ancora. Alla burocrazia parlamentare. di vigilanza e controllo ovvero consultive. La giunta delle elezioni procede alla c. delle due Camere. Accanto alle commissioni monocamerali. Anche per questo tipo di commissioni vale la regola della proporzionalità: essa si applica calcolando globalmente il numero di membri spettanti a ciascun gruppo parlamentare e poi suddividendo tale numero in parti eguali tra i deputati e i senatori dello stesso gruppo. per i reati di attentato alla Costituzione e di alto tradimento. esse sono composte “… in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari”. Queste ultime vengono costituite per lo svolgimento di compiti specifici e durano in carica solo per il tempo necessario a tale adempimento. Lo stesso organo si occupa anche delle speciali richieste di autorizzazione a procedere. sia nell’esercizio della funzione di indirizzo e controllo dell’attività del Governo. ma anche qualitativamente sempre più rilevanti (si pensi ad es. composte cioè da appartenenti ad una sola Camera.1. sono articolazioni interne. infatti. verifica dei poteri. Gli apparati burocratici delle Camere Entrambe le Camere si avvalgono.d. per l’esercizio delle loro funzioni. 68 Cost. avanzate nei confronti del Presidente del Consiglio e dei Ministri per i c. in realtà. La legge costituzionale del 1989 ha stabilito che la messa in stati di accusa del Presidente della Repubblica. si è dato vita in epoca recente a commissioni bicamerali. al pari delle giunte.3 Cost. prevista dall’art. Organo di raccordo tra la componente politica e la componente burocratica della Camera è il Segretario generale. invece. La Costituzione.). Tale esame si conclude con una proposta di delibera all’assemblea. Le commissioni parlamentari Le commissioni parlamentari. prevede in un unico caso la creazione di una commissione di questo tipo: si tratta della commissione bicamerale per le questioni regionali. stabili.

ma scompare quello dell’improcedibilità contro il parlamentare.. Ciò vale anche per la forza pubblica: il mantenimento dell’ordine all’interno di ciascuna Camera è compito affidato ai rispettivi Presidenti. al pari dei funzionari contabili degli altri organi dello Stato. Lo “status” di membro del Parlamento L’art. 68 Cost. completamente distinti l’uno dall’altro. nel testo originario. 68 Cost. consentiva o meno il mantenimento del provvedimento assunto. Ci si è posti il problema di stabilire se i funzionari contabili delle Camere. le Camere. la giustizia domestica Le due Camere del Parlamento godono di un’autonomia finanziaria e contabile. né all’arresto. negavano l’autorizzazione a procedere.d. si ricollega anche la c. Alla tradizione statuaria. senza la previa autorizzazione a procedere. 68 Cost. prevedeva le guarentigie dell’improcedibilità e dell’inviolabilità dei membri del Parlamento. stabilisce il principio della insindacabilità dei voti dati e delle opinioni espresse dai parlamentari nell’esercizio delle loro funzioni. Le controversie relative allo stato giuridico ed economico dei dipendenti delle Camere sono sottratte al giudice comune e sono invece riservate ad organi interni alle stesse. (legge cost. Ciò significa che esse decidono autonomamente l’ammontare delle risorse necessarie allo svolgimento delle loro funzioni. Quest’ultima resta obbligatoria solo per sottoporre il parlamentare a misura limitativa della libertà personale o domiciliare. il parlamentare gode di una libertà di manifestazione delle sue opinioni più ampia. né ad alcuna misura restrittiva della libertà personale. 68 Cost. l’autorizzazione. 68 Cost. per la seconda. Si tratta della c. per il quale la legge preveda come obbligatorio il mandato o l’ordine di cattura: in questo caso. Fino alla riforma del testo originario dell’art. attraverso le quali tali risorse vengono erogate. 68 Cost. data o negata. Tale problema è stato risolto dalla corte costituzionale nel senso dell’inesistenza di un obbligo siffatto.P a g e | 45 Camera e Senato si avvalgono di due apparati burocratici. l’immunità della sede. ove un organo giurisdizionale avesse iniziata l’azione penale. venisse chiesta successivamente. si è distinto tra un’insindacabilità propria ed un’insindacabilità impropria (quella relativa all’attività politica dei parlamentari al di fuori delle Camere). La riforma dell’art. Mentre per la prima nemmeno si pone il problema. oltre all’autonomia finanziaria e contabile. senza una previa autorizzazione a procedere della Camera di appartenenza. da parte della autorità giudiziaria. giustizia domestica (o autodichia). Sempre l’art. L’originario art. si prevedeva che l’autorizzazione della Camera di appartenenza. un’ampiezza che si traduce nella non perseguibilità del parlamentare né sul piano civile né su quello penale né su quello amministrativo. L ’autonomia finanziaria e contabile delle Camere. in genere. immunità della sede. siano tenuti all’ordinario obbligo del rendiconto e siano soggetti al controllo della Corte dei conti. 3/1993) Nel nuovo testo dell’art. ossia la loro non sottoponibilità a procedimento penale. . che consiste nella riserva alle Camere del potere di decidere chi ammettere e chi non ammettere all’interno degli edifici in cui si svolgono le attività parlamentari. deliberano pertanto un proprio bilancio e decidono anche le modalità contabili. L’unica eccezione a questa regola era rappresentata dall’ipotesi in cui il parlamentare fosse colto in flagranza di reato. rimane l’istituto della insindacabilità dei voti e delle opinioni espresse. A differenza di ogni altro cittadino. i quali si avvalgono anche di un reparto militare.d.

e per tutta la durata in carica. La Corte costituzionale è intervenuta con una serie di sentenza le quali contengono l’affermazione di alcuni importanti principi: . L’art. le quali. Presidente della Corte costituzionale) una particolare guarentigia. trarre in .). ovvero a provvedimenti coercitivi della libertà personale o domiciliare (nei casi disciplinati dal secondo comma) prevede l’esame della questione da parte dell’apposita giunta e quindi una decisione del’assemblea. Presidente del Senato. La Corte ha dichiarato incostituzionali tali disposizioni. ovvero se sia colto nell'atto di commettere un delitto per il quale è previsto l'arresto obbligatorio in flagranza». Si tratta di obblighi di informazione che puntano ad arricchire le forme di controllo da parte degli elettori sul comportamento dei propri rappresentanti. il cui importo è stabilito da un’apposita legge. a fornire all’ufficio di presidenza della Camera di appartenenza ogni informazione relativa alla loro situazione patrimoniale. nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare. 68 Cost. Ai parlamentari è inoltre assicurato un trattamento previdenziale. 69 garantisce ai parlamentari un’indennità. . tenuti.competenza esclusiva della Camera di appartenenza a deliberare circa l’applicazione dell’immunità. È quindi consentito: sottoporre ad indagini i parlamentari senza richiedere l'autorizzazione della Camera di appartenenza. connesse all’esercizio delle loro funzioni. tuttavia. Il procedimento di concessione o diniego dell’autorizzazione a sottoporre un parlamentare a procedimento penale (nel caso di cui al primo comma dell’art. che recita: «senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene. vengono inizialmente respinte dall’assemblea e successivamente accolte. Presidente del Consiglio dei ministri. rappresentata dalla improcedibilità nei loro confronti. La legge 140/2003 ha provveduto a tradurre in disposizioni normative quanto affermato dalla Corte. salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna. 1. nell’ipotesi di decisione favorevole all’interessato da parte della Camera di appartenenza e sempre fatta salva la possibilità di sollevare conflitto d’attribuzione davanti alla Corte costituzionale. 68.P a g e | 46 nonché per la sottoposizione del parlamentare a limitazioni della libertà a segretezza di corrispondenza e comunicazione. i membri del Parlamento sono.obbligo da parte del giudice procedente di interrompere e di archiviare il procedimento. ai sensi della legge 441/1982. arrestare il parlamentare in presenza di una sentenza irrevocabile di condanna. né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale o mantenuto in detenzione. A fronte di queste guarentigie di ordine economico. comma 2 Cost. La stessa legge 140 conteneva anche alcune disposizioni volte a introdurre per le cinque più alte cariche dello Stato (Presidente della Repubblica. Presidente della Camera dei deputati. . in genere. se reiterate.1 e 2). per reati riguardanti fatti anche precedenti l’assunzione della medesima e a disporre la sospensione degli eventuali procedimento in corso a carico dei soggetti indicati (artt. La perdita dello “status” di membro del Parlamento può avvenire o per decisione dell’assemblea (nei casi in cui l’interessato perda uno dei requisiti previsti) o per dimissioni.riferibilità dell’immunità solo ad esternazioni collegabili inequivocabilmente all’esercizio delle funzioni proprie del parlamentare. L'immunità penale per i parlamentari è stabilita dall'art. secondo le norme dettate da uno specifico regolamento interno. .potere della Corte costituzionale di sindacare la correttezza della decisione della Camera.

procedere ad intercettazioni delle conversazioni o comunicazioni e a sequestro della corrispondenza. ma non decisionali.d. per le opinioni e per i voti che ha espresso nella sua qualità di parlamentare). 62 Cost. quelle scadute. Ciò sta a significare che si potrà avere solo una proroga dei suoi poteri e solo per il periodo di tempo intercorrente tra l’ultima riunione delle vecchie Camere e la prima riunione della Camere neo-elette. L’avvio della legislatura si ha con lo svolgimento della prima riunione del Parlamento fissata dal Presidente della Repubblica entro il termine da ultimo ricordato. secondo quanto stabilito dall’art. Ove il giudice competente dissenta egli può sollevare conflitto di attribuzione dinanzi alla Corte costituzionale. anche se già approvati da una Camera. Altra prerogativa dei parlamentari è l'insindacabilità. cessa la cosiddetta inviolabilità ed il soggetto può tornare a subire i provvedimenti in precedenza soggetti ad autorizzazione.. Qualora egli decada dalla carica. Il parlamentare gode inoltre di ulteriori prerogative. In altre parole egli non ha nessuna responsabilità penale.3. 60. del Presidente della Repubblica o di un terzo dei suoi componenti (art. secondo e terzo comma Cost. a partire dai tre mesi che precedono il loro scioglimento. 140 del 2003 la Camera di appartenenza del parlamentare può essere chiamata a pronunciarsi sul fatto che un determinato comportamento rientri o meno nell'ambito di applicazione della insindacabilità. mentre rimane ferma l'insindacabilità relativa al periodo in cui era nell'esercizio delle funzioni (quindi. cui si aggiungono i venti giorni (al massimo) che possono intercorrere tra le elezioni e la prima riunione delle nuove Camere (art. L’esame di tali provvedimenti può. insindacabilità. Secondo la legge n.d. I principi che guidano il funzionamento delle Camere La durata in carica delle Camere è oggi. Cost. La fine della legislatura provoca la decadenza di tutti i disegni di legge all’esame del Parlamento (salvo quelli di iniziativa popolare). 61. senza la preventiva autorizzazione della Camera: sottoporre a perquisizione personale o domiciliare il parlamentare. Il parlamentare non può essere chiamato a rispondere per le opinioni espresse e i voti dati nell'esercizio delle funzioni (c.). amministrativa o patrimoniale per tali attività. 68. anche quella delle commissioni parlamentari subisce delle limitazioni in periodo di “prorogatio”: quelle permanenti rimangono attive per l’esercizio delle funzioni referenti e consultive.2 Cost. art. inviolabilità.). essere ripreso se ripresentati entro sei mesi dall’inizio della nuova legislatura. L'immunità è concessa al parlamentare in virtù della sua carica pubblica. per entrambi i rami del Parlamento. (c.P a g e | 47 arresto il parlamentare nel caso in cui sia colto nell'atto di commettere un reato per cui è previsto l'arresto obbligatorio in flagranza. 29 ottobre 1993 n. Convocazioni straordinarie delle Camere possono avvenire su iniziativa del Presidente dell’assemblea. come modificato dalla Legge cost. Così come avviene per l’attività dell’assemblea. art.1 Cost.3 Cost. mentre quelle di inchiesta rimangono attive solo per provvedere alle conclusioni delle attività inquirenti già svolte. che ha anche abolito l'autorizzazione a procedere). per decorso del termine suddetto o per scioglimento anticipato.d.). . ordinaria amministrazione.). Nel periodo di tempo necessario all’insediamento delle nuove Camere. è anche esente da "vincolo di mandato". la quale è invece espressamente esclusa. civile. 6. Si è sostenuto che i poteri delle Camere in “prorogatio” non possano eccedere la c. in sostanza. relativo al divieto di procedere all’elezione del Presidente della Repubblica. L’unico limite esplicito contenuto in Costituzione ai poteri delle Camere in “prorogatio” è quello previsto dall’art. 85. un periodo che non può essere superiore ai settanta giorni. di 5 anni.2 Cost. salvo il caso di stato di guerra e in seguito all’approvazione di un’apposita legge di proroga (art. arrestare o privare della libertà personale il membro del Parlamento ad eccezione di una sentenza irrevocabile o della flagranza. 68. La “prorogatio” dei poteri delle vecchie Camere non significa proroga della loro durata in carica. E rispetto ai suoi elettori. vedono prorogati i proprio poteri (si usa dire che le Camere sono in “prorogatio”). tuttavia. primo comma. Mentre non è consentito all'autorità giudiziaria.

In caso di parità di voti a favore e di voti contrari. ovvero su iniziativa di un certo numero di deputati o senatori. legge di bilancio e legge ad essa collegate. Per ciò che attiene al quorum per le deliberazioni (o quorum di maggioranza) è da sottolineare che Camera e Senato procedono al calcolo degli astenuti secondo criteri diversi. questo regime di pubblicità attenuato sembra costituire una . Quanto alle modalità attraverso le quali il voto si esprime.i diritti di famiglia. Il principio della pubblicità dei lavori parlamentari riguarda le sedute dell’assemblea che. Non a caso. se gli astenuti non vengono considerati votanti si determina un abbassamento del quorum di maggioranza richiesto (Regolamento della Camera art. Lo stesso principio di pubblicità vale anche per i lavori delle commissioni. e quella di chi non è stato fisicamente presente al momento della votazione.3 Cost. quelle delle commissioni di inchiesta).per le modifiche del regolamento parlamentare.i diritti della persona umana. La nuova disciplina prevede un sistema articolato di regole: . . non si è convinto della validità degli argomenti a favore né di quelli contrari al contenuto della decisione da assumere. separatamente o congiuntamente. La prima soluzione. ma a renderne. salvo diversa deliberazione delle Camere.per alcune ipotesi. il quale viceversa risulta più elevato nel caso opposto (Regolamento del Senato art. l’obbligo del voto palese (legge finanziaria.leggi concernenti i diritti di libertà. nei limiti del possibile. Anche la disciplina dei tempi dei dibattiti parlamentari è stata oggetto delle recenti riforme regolamentari. raggiungano lo stesso numero. . ma trova qui una diversa e più limitata applicazione. ovvero 20 senatori) per le deliberazioni relative a: . Quanto al numero legale (previsto come necessario per le sedute nel corso delle quali si debbano assumere delle deliberazioni) esso si presume esistente. 48). 64. si pensi ai casi di seduta segreta delle commissioni (come ad es. ogni altra deliberazione avente riflessi di ordine finanziario). la proposta si considera respinta. l’obbligo del voto segreto (votazione su persone).per le leggi elettorali. il quale fissa il numero legale nella metà più uno degli appartenenti all’organo e il quorum necessario per le deliberazioni nella metà più uno dei presenti (maggioranza semplice). salva la possibilità di chiedere il voto segreto (da parte di 20 deputati o 1 o più Presidenti di gruppo che. . . esse possono essere diretta a tutelare l’anonimato del votante (voto segreto) ovvero ad evidenziare di fronte agli elettori il collegamento tra votante e voto espresso (voto palese).per la istituzione di commissioni di inchiesta. .per un’unica ipotesi. salvo verifica. come se non partecipassero al voto. devono essere di regola pubbliche.. 64 Cost.P a g e | 48 Della validità delle sedute delle Camere e della validità delle deliberazioni dalle medesime assunte si occupa l’art. .. là dove appare chiara la differenza tra la posizione di chi.per tutte le altre ipotesi è prevista la regola del voto palese.per le leggi relative agli organi costituzionali. . . Quest’ultima può avvenire o su iniziativa autonoma del Presidente. salve alcune eccezioni. che favorisce ovviamente la maggioranza. prevedibile la durata. finisce per considerare non “presenti” gli astenuti. le quali hanno introdotto una serie di disposizioni che puntano non solo ad un più razionale e contenuto svolgimento della discussione. 107). ai sensi dell’art. pur avendo preso parte attiva alla discussione.

il Parlamento ha perso il monopolio del potere legislativo. ossia la regola di base alla quale quelle regole debbono intendersi direttamente produttive di effetti anche sul piano dell’ordinamento interno e. Il procedimento legislativo . In regime di Costituzione flessibile. 79 in ordine all’innalzamento delle maggioranze necessarie per l’approvazione di un’amnistia (con cui si decide di eliminare la sanzione penale per alcuni reati commessi in un determinato periodo) o di un indulto (con cui si decide di ridurre la sanzione penale irrogata per certi reati): si richiede. Per le norme internazionali nascenti da un trattato (le c.. si pensi ad es. ma a quello internazionale. La Costituzione stabilisce un meccanismo di adattamento automatico del diritto interno. Una terza trasformazione attiene ai rapporti tra la legge ed altre fonti appartenenti non al sistema normativo interno. La scelta operata a favore di una struttura basta su enti dotati di autonomia anche legislativa ha determinato il passaggio ad un sistema policentrico. dunque. La legge del Parlamento avrebbe dovuto diventare essenzialmente lo strumento normativo attraverso il quale varare le grandi riforme economiche e sociali. senza incontrare limiti di sorta. ovvero lo strumento attraverso il quale fissare i principi fondamentali della disciplina delle materie attribuite alla competenza delle Regioni. Ora. In quanto norme “direttamente applicabili” il loro ingresso nell’ordinamento interno (che non necessita dunque di alcun intervento del legislatore nazionale) determina la loro sostituzione alla legislazione nazionale. a seconda delle diverse esigenze presenti a livello locale. 10. mentre avrebbe dovuto spettare ai legislatori locali il compito di articolare la disciplina in dettaglio. nel quale il potere legislativo viene ripartito tra diversi livelli di governo. richiedendo in ogni caso l’intervento del legislatore nazionale per consentire a queste norme internazionali di dispiegare i loro effetti nell’ordinamento interno. debbono essere direttamente applicate dal giudice nazionale.d. in regime di Costituzione rigida. LE FUNZIONI La funzione legislativa: in generale Con la Costituzione Repubblicana. la legge resta un elemento fondamentale del sistema normativa ma incontra limiti sia di ordine procedimentale che di ordine contenutistico il cui rispetto è assicurato dalla Corte costituzionale. Una seconda profonda trasformazione subita dalla legge attiene alla sua collocazione nella gerarchia delle fonti normative.1 infatti stabilisce che “l’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme di diritto internazione generalmente riconosciute”. a quanto previsto dall’art. se non in termini di stretta esecuzione del loro contenuto.P a g e | 49 ragione in più per affidare direttamente alle commissioni l’approvazione di certi provvedimenti legislativi. la Costituzione ha mantenuto la tradizionale impostazione dualista. Quanto ai limiti procedimentali. invece. la maggioranza dei 2/3 dei voti su ciascun articolo della legge e sul testo complessivo. in vista della realizzazione degli obiettivi propri dello Stato sociale. L’art. la legge si poneva al vertice della scala gerarchica. nonché l’impossibilità per quest’ultima di intervenire successivamente. Ma l’apertura del nostro sistema nei confronti di fonti normative esterne vale anche per alcune norme consuetudinarie che non sono menzionate dal testo costituzionale ma che entrano nel nostro ordinamento giuridico in virtù del contenuto del Trattato istituzionale della CEE e di quanto disposto dall’art. quello che è stato chiamato un “trasformatore permanente”. norme internazionali pattizie). infatti. Questa novità avrebbe dovuto comportare un profondo mutamento. 11 Cost.

entro un mese dalla trasmissione. Non sono titolari del diritto di iniziativa gli organi interni delle Camere. prevede. 21. In quinto luogo. l’iniziativa legislativa spetta al corpo elettorale. I disegni di legge governativi vengono deliberati dal Consiglio dei Ministri e presentati ad una delle Camere. L’iniziativa La fase dell’iniziativa consiste nell’esercizio da parte di determinati soggetti del potere di sottoporre progetti di legge al Parlamento. L’art. In quarto luogo. a causa delle competenze specifiche che solo quest’organo possiede: leggi legate alla manovra di bilancio e di quelle di conversione dei decreti-legge. come le commissioni. In terzo luogo. . Infine resta da accennare al particolare tipo di iniziativa che la Costituzione riconosce ai Comuni. L’art. per poi proseguire con una consultazione della Regione interessata ed infine concludersi con una legge del Parlamento. che abbia inizio una proposta avanzata dai Comuni. . ovvero cumulativamente. alla discussione ed alla votazione della proposta di legge. che riconoscono una priorità alle esigenze dell’Esecutivo nel determinare la programmazione dei lavori parlamentari. un organo dotato essenzialmente di poteri consultivi. 133 Cost.iniziativa. e si è consentita l’audizione di un rappresentante del Consiglio regionale interessato. Solo di recente. 121.000 elettori. La particolare importanza delle iniziative legislative del Governo trova riscontro anche nelle norme dei regolamenti parlamentari.pubblicazione. stabilisce infatti che ciascun Consiglio regionale “può fare proposte di legge alle Camere”. che può esercitarla attraverso la presentazione alle Camere di una proposta sottoscritta da almeno 50. i quali possono esercitarla o individualmente. Esistono alcune materie nelle quali l’iniziativa è di esclusiva spettanza del Governo. . . in ordine al mutamento delle circoscrizione provinciali esistenti ovvero alla istituzione di nuove Province nell’ambito della Regione. che rappresentino la maggioranza della popolazione complessiva dell’area stessa. La discussione e la votazione La seconda fase del procedimento legislativo si svolge all’interno del Parlamento ed attiene all’esame.3 stabilisce che “l’iniziativa dei Comuni … deve conseguire l’adesione della maggioranza dei Comuni dell’area interessata. sottoscrivendo una proposta di legge.discussione e votazione. Tale potere si esercita mediante la deliberazione della proposta da parte dell’assemblea regionale e il suo inoltro ad una delle Camere da parte del Presidente della Giunta regionale. l’iniziativa legislativa spetta al Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro. attribuisce anche il compito di “contribuire alla elaborazione della legislazione economica e sociale secondo i principi e d entro i limiti stabiliti dalla legge”. una volta ottenuta la richiesta autorizzazione da parte del Presidente della Repubblica. In secondo luogo l’iniziativa legislativa spetta ai membri del Parlamento.2 Cost. 99.promulgazione. infatti. e solo al Senato. con delibera assunta a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati”. l’iniziativa legislativa spetta ai Consigli regionali.P a g e | 50 Le fasi attraverso le quali si svolge il procedimento che porta alla approvazione di una legge ed alla sua entrata in vigore sono le seguenti: . l’art. si è previsto che le proposte regionali debbano essere messe all’ordine del giorno della commissione alla quale sono state trasmesse.3 Cost. ma cui l’art. La Costituzione riconosce tale potere al Governo inteso come organo collegiale (non potrebbe quindi essere esercitato da un singolo Ministro).

viene poi trasmessa alla salvo che il Governo o un decimo deicommissione competente perché questa componenti della Camera o un quinto deiprovveda a redigere i singoli articoli. nonché per la . Tale procedura ha due svolgimenti distinti: PROCEDURA IN COMMISSIONE LEGISLATIVA PROCEDURA IN COMMISSIONE REDIGENTE Nel caso della procedura in commissioneNel caso della procedura in commissione legislativa (o deliberante) la proposta di leggeredigente. ma riserva la discussione e la votazione della proposta all’assemblea). queli con i quali il Parlamento delega il suo potere legislativo al Governo. In certi casi. per le proposte di legge aventi un oggetto di particolare rilievo politico. dove essa viene esaminata. si procede alla votazione finale sull’intero testo della proposta. Votati i singoli aritcoli. bensì il vero e proprio potere di approvazione.esaminata e discussa. il parere di altre commissioni è previsto dai regolementi parlamentari come obbligatorio. la proposta passa all’assemblea. Diversa è la procedura speciale che affida un ruolo diverso alla commissione competente: non più solo quello di riferire all’assemblea sui risultati del previo esame condotto sulla proposta di legge. su richiesta del proponente venga dichiarata l’urgenza della proposta di legge in esame. oltre che per i disegni di legge espressamente indicati dall’art. procedura normale (che affida i poteri referenti alla commissione competente per materia. la Costituzione impone il ricorso al procedimento normale (la c. I tempi che scandiscono la procedura normale possono essere abbreviati (si parla allora di procedura normale abbreviata). (quelli in materia costituzionale ed elettorale. qualora i mmebri della commissione abbiano maturato un accordo unanime sullo stesso testo. Questa regola vale. la proposta di legge viene prima inizia e conslude il suo iter in commissione. Una regola. La relazione può essere unica.3). nel testo votato dalla commissione. ma possono essere più d’una (relazione di maggioranza e relazione di minoranza).d. si prevede la possibilità della sua interrutazione e del ritorno in assemblea della fase decisionale (art. I tempi a disposizione delle commissioni per esaminare il teesto della proposta di legge in discussione e riferirne all’assemblea (4 mesi alla Camera. con l’approvazione di un testo. soppressi o sostituiti. 72. anche per i disegni di legge di conversione dei decreti legge.dall’assemblea. La discussione in assemblea si svolge prima sui caratteri generali della proposta e quindi sui singoli articoli. quando. membri della commissione stessa nonessa torna in assemblea per il voto sui singoli chiedano il ritorno alla procedura normale e laarticoli (senza possibilità di introdurre restituzione della proposta.ulteriorei emendamenti).4 Cost. infine. i quali possono essere emendati. per le leggi rinviate al riesame del Parlamento dal Presidnete della Repubblica. 2 mesi al Senato) si riducono della metà. Anche nei casi in cui il ricorso alla procedura speciale è consentito. La procedura normale inzia con l’esame della proposta di legge da parte della commissione permanente competente per materia.d. quelli di approvazione di bilanci e consuntivi). così come definito attraverso la discussione e la votazione dei singoli articoli. riserva d’assemblea). Non si tratta di una scelta completamente libera. la quale discute sulla base del testo e della relazione presentata dalla commissione che ha proceduto al previo esame della medesima (di qui il nome di commissione in sede referente). Concluso l’esame in commissione. giacchè. quelli di autorizzazione alla ratifica di trattati internazionali. discussa e votaa.P a g e | 51 Questa fase può assumere un andamento diverso a seconda che la Camera presso la quale la proposta inizia il suo iter decida di adottare la c. nelle sue linee generali. 72. ovvero una procedura speciale (che viceversa vede affidato un ruolo decisionale direttamente alle commissioni).

accompagnata da un messaggio presidenziale.d. vede l’intervento del Ministro della Giustizia. ne dichiarano l’urgenza (art. discussione e approvazione secondo le procedure che essa stessa intenderà adottare. secondo l’art. la legge viene trasmessa al Presidente della Repubblica per la promulgazione.). in questo caso. operato il riesame. depositario del sigillo dello Stato (detto perciò anche guardasigilli). La promulgazione. a maggioranza assoluta. oppure esito negativo e. Mentre al Senato il controllo preliminare circa la sussistenza dei presupposti costituzionali della necessità e dell’urgenza è affidato alla Commissione affari costituzionali. essa tonerà per un riesame alle Camere. accompagnata da un messaggio del Presidente della Camera che ha votato per ultima la proposta. nel caso. Quando la proposta di legge ha superato tutte le fasi appena descritte presso una Camera. 73 Cost. Quest’ultimo. Dopo la promulgazione. viceversa. sia del Governo. Anche per la procedura in sede formarsi di maggioranze in commissioneredigente vale il limite procedurale. al Presidente della Repubblica. la legge deve essere pubblicata. ma il termine può essere accorciato o prolungato dal Parlamento in sede di approvazione della legge.U. Tale controllo può avere esito positivo e la legge verrà sottoscritta dal Presidente della Repubblica. Ai fini del calcolo della c. la proposta torna alla prima Camera e questo passaggio dall’una all’altra Camera (la c. per evitare ilfinale. è l’assemblea a doversi esprimere in via definitiva su questo problema pregiudiziale. una volta apposto il sigillo alla legge provvede alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale ed alla sua ripubblicazione nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. nel quale saranno esposte le ragioni che hanno spinto il Capo dello Stato a negare la promulgazione. “vacatio legis”. ora disciplinata dal T. Se. ossia quel periodo di tempo intercorrente tra la pubblicazione e l’entrata in vigore della lagge (15 giorni. prevista a garanzia sia dellevotazione finale ovvero per la sola votazione minoranze. viene trasmessa all’altra. Una procedura speciale è stata introdotta per ciò che attiene ai disegni di legge di conversione dei decreti legge adottati dal Governo. Se la seconda Camera approva la legge nello stesso testo approvato dalla prima. spetta.). riapprovino la legge nel medeismo testo. Ove le Camere. “navette”) continua sino a quando entrambe non approvano l’identico testo o la proposta viene integralmente respinta da una delle Camere.5 Cost. che deve avvenire entro 30 giorni dall’approvazione parlamentare o in un termine minore se entrambe le Camere. La promulgazione e la pubblicazione La terza e ultima fase del procedimento legislativo riguarda la promulgazione e la pubblicazione. il quale attesta la regolarità del procedimento seguito in sede parlamentare. e comunque entro trenta giorni dalla stessa.. secondo quanto stabilito dall’art. alla Camera esso è affidato alle Commissioni di merito. Nel caso in cui il parere sulla sussistenza dei presupposto sia negativo. il Presidnete della Repubblica è però obbligato a procedere alla promulgazione. invece in cui il decreto superi questo ostacolo preliminare. esso prosegue il suo iter preso la commissione (in sede referente) competente per materia. 73. Quest’ultima fase.d.3 Cost.P a g e | 52 questa. la quale procede al suo esame. la seconda Camera apporta delle modifiche al testo. la quale procede con tempi . settoriali. 87. direttamente coinvolti. Essa è atto di esercizio di un potere di controllo affidato al Capo dello Stato in ordine alla conformità alla Costituzione della legge votata dal Parlamento. contrarie agli indirizzi generali del Governo erappresentato dalla possibilità del ritorno alla per contrastare la pressione degli interessipocdura normale. la data che conta è quella della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. 1092/1985.

INIZIATIVA Governo Membri Parlamento delCorpo elettorale Consigli regionali CNEL Comuni DISCUSSIONE E VOTAZIONE Procedura normale Procedura abbreviata Procedura speciale Esame della commissione Approvazione del testo Discussione su testo e relazione/i della commissione in assemblea Commissione redige . l’attribuzione al Presidente di assemblea del potere di dichiarare inammissibili gli emendamenti o gli articoli aggiuntivi non strettente legati all’oggetto del decreto o privi di reale portata modificativa.su caratteri articoli generali Voto in assemblea su . infatti.sui singoli articoli articoli Votazione singoli articoli Voto finale intero testo Votazione finale intero testo ____________________________________________________________________________ Trasmissione all’altra Camera del testo per la discussione e l’approvazione Esito positivoEsito negativo con modifiche Il testo viene trasmesso al PdRIl testo viene ritrasmesso alla prima Camera In commissione legislaivaIn commissione redigente La proposta viene esaminataLa proposta viene esaminata discussa e votata in commissionee discussa su linee generali in assemblea PROMULGAZIONE E PUBBLICAZIONE Trasmissione del testo approvato dalle Camere al PdR Controllo in conformità alla Costituzione Esito positivo Esito negativo Il testo torna per un riesame alle Camere Le Camere modificano Le Camere non modificano Ritorno al PdR per Il PdR è costretto a .P a g e | 53 ridotti (15 giorni). A caratterizzare questa procedura contribuiscono le disposizioni regolamentari dirette a limitare l’emendabilità dei disegni di legge di conversione: si prevede.

il documento di programmazione economico-finanziario. La legge del Parlamento di approvazione del bilancio comporta un vincolo giuridico a carico del Governo. sulla base. lo Stato prevede rispettivamente di incassare e di spendere. nell’anno finanziario successivo. sulla base di impegni assunti anche in periodi precedenti a quelli cui il bilancio si riferisce (cassa). nel quale si operano le previsioni. Quest’ultimo è. . per la parte delle uscite. è un bilancio annuale di previsione. 81. nello stesso periodo. ma anche le spese che si prevede di sostenere effettivamente. entro il 30 giugno di ogni anno. sulla base della legislazione vigente. dall’altra le somme che verranno effettivamente incassate. che deve avvenire. per le entrate.la redazione del bilancio preventivo annuale sia in termini di competenza che di cassa. su un periodo più lungo e collegate a programmi e progetti di intervento nei diversi settori economici. Una prima ipotesi di questo tipo si verifica con la legge di approvazione del bilancio preventivo. . nel quale vengono rappresentate le entrate e le uscite che. autorizzato a provvedere soltanto a quelle spese che siano state stanziate in bilancio e non ad altre. giuridicamente non vincolante. di durata non inferiore ai tre anni.l’introduzione del bilancio pluriennale. con legge. verranno indicati non solo gli impegni di spesa che si ritiene di assumere (competenza).obbligo per il Governo di presentare al Parlamento. Lo scopo principale di queste riforme è stato quello di dare al bilancio dello Stato una maggiore flessibilità. di concerto col Ministro del bilancio. Quello previsto dall’art. che deve contenere la descrizione delle linee generali della manovra di finanza pubblica in relazione all’evoluzione della situazione economica e finanziaria nazionale ed internazionale per il periodo di durata del bilancio pluriennale. anche se il relativo titolo di credito è maturato in un periodo precedente (cassa). rappresenta l’atto di esercizio di una funzione diversa. ma con un forte contenuto politico. Esso viene predisposto dal Ministro del tesoro. Esso viene approvato dal Consiglio dei Ministri e presentato alle Camere per l’approvazione. quella di indirizzo-controllo del Parlamento nei confronti del Governo.4 Cost. 81 Cost. con l’indicazione cioè dei flussi in entrata e in uscita che si ritiene si verifichino effettivamente: cioè significa che. tant’è che l’art. infatti. Le scelte più significative introdotte a questo scopo sono: . fa divieto ad altre leggi di disporre nuove e maggiori spese a meno ch esse non indichino contestualmente i mezzi con cui farvi fronte. sia in entrata che in uscita. incerti casi. delle previsioni di spesa dei vari Ministeri. entro il 31 dicembre di ogni anno. in modo da renderlo strumento utile ai fini della programmazione economica. Esso viene aggiornato annualmente ed è connesso al bilancio annuale. Questa materia è stata oggetto di importanti riforme legislative. . Così per le uscite. Il bilancio preventivo è un documento contabile. verranno indicate da una parte le somme derivanti da crediti che matureranno a favore dello Stato nel periodo considerato (competenza).P a g e | 54 controllo (vedi da capo) promulgare Il testo passa al Ministro della Giusitizia (o guardasigilli) che appone il sigillo alla legge Pubblicazione della legge sulla Gazzetta Ufficiale La legge come atto di indirizzo – controllo Lo strumento della legge.

ovvero il disavanzo tra spese e entrate finali . I più importanti sono certamente i criteri di convergenza noti come parametri di Maastricht: . il trattato sull'Unione europea sottoscritto anche dall'Italia il 7 febbraio 1992. in entrata e in uscita. L'UEM individua i principali obiettivi economici e monetari da perseguire per la progressiva realizzazione dell'Ue. . approvata immediatamente dopo. Nella legge finanziaria deve essere specificato: . con la legge finanziaria il Governo ha la facoltà di introdurre delle innovazioni normative in materia di entrate e di spesa. è il principale documento giuridico previsto dall'ordinamento della Repubblica italiana per regolare la vita economica del Paese.Gli stanziamenti per il rifinanziamento di spese in conto capitale previste da leggi in vigore . a condizione però che il valore si riduca in misura significativa e si avvicini alla soglia indicata con ritmo adeguato). "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato". insieme a quella di bilancio.Il saldo del ricorso al mercato. . secondo una formula ricorrente. mentre la legge di bilancio è lo strumento previsto dall'art. senza incorrere nel divieto costituzionale. Questi disegni di legge devono essere resi noti entro il 15 novembre.L'importo dei fondi speciali di bilancio . Gli obiettivi economici su un periodo più lungo sono invece definiti dal Governo nel Documento di programmazione economica finanziaria (DPEF). le quali vengono a ricollegarsi con le risorse disponibili in ogni anno Oltre al DPEF. prima richiamato. consentisse di operare le variazioni. essenziale nella definizione della Legge finanziaria è il Trattato di Maastricht.5 punti percentuali quello dei tre Stati membri che. La cosiddetta legge finanziaria è una legge ordinaria recante. cioè un periodo massimo di 4 mesi nel corso del quale ha luogo la gestione del bilancio non ancora approvato dal Parlamento.L'importo massimo per il rinnovamento dei contratti del pubblico impiego . previsto o effettivo. A seguito dell'approvazione da parte del Parlamento. Infine. che esiga vere e proprie modifiche organizzative o normative eccedenti il contenuto della legge finanziaria. indebitamento possibile data l’inesistenza per il bilancio dello Stato di un obbligo di pareggio. fissando anche il tetto massimo dell'indebitamento dello Stato. ritenute necessarie e riportabili nella legge di bilancio. la legge finanziaria regola la vita economica del Paese nell'arco di un anno solare. approvato immediatamente prima della legge di bilancio.il tasso medio di inflazione che non può superare di oltre 1.P a g e | 55 l’introduzione della legge finanziaria.il 60% del rapporto fra debito pubblico e PIL (può non essere soddisfatto. Spesso alla legge finanziaria seguono uno o più “collegati” e cioè appositi disegni di legge che realizzano quanto contenuto nel documento di programmazione. Il Parlamento ha tempo di esaminarla ed emendarla entro il 31 dicembre. e prodotto interno lordo (PIL). ossia il deficit complessivo da coprire mediante prestiti . strumento che consente di apportare alla legislazione di entrata e di spesa vigente quelle correzioni ritenute necessarie al perseguimento degli obiettivi di politica economica del Governo. 81 della Costituzione attraverso il quale il Governo comunica al Parlamento le spese e le entrate della vigente legislatura (cioè tira le somme delle entrate e delle uscite dell'anno così come sono previste dalle leggi in vigore). durante l'anno precedente a quello in esame. In particolare. Alcuni di questi riguardano anche la finanza pubblica. spetta alla legge finanziaria indicare i fondi speciali destinati alla copertura dei progetti di legge correlati al perseguimento degli obiettivi contenuti nel documento di programmazione finanziaria. hanno conseguito i migliori risultati in termini di stabilità dei prezzi. La legge finanziaria deve essere presentata dal Governo al Parlamento entro il 30 settembre. Qualora si vada oltre la scadenza di fine anno. Spetta sempre alla legge finanziaria fissare il limite massimo dell’indebitamento pubblico. . L’obiettivo perseguito con l’introduzione di questo particolare tipo di legge è stato quello di dotare il Governo (e il Parlamento) di uno strumento normativo che.Il saldo netto da finanziare. allora entra automaticamente in vigore il cosiddetto esercizio provvisorio.il 3% per il rapporto fra disavanzo pubblico. In particolare nella sua parte III definisce l'Unione Economica e Monetaria (UEM).Le previsione di spesa a lungo termine.

Contestualmente alla legge di autorizzazione alla ratifica del trattato si è spesso seguita la prassi di approvare il relativo ordine di esecuzione. la prassi . è affidato al Presidente della Repubblica. Questa funzione non ha ricevuto alcuna valorizzazione.la legge finanziaria. Secondo quanto disposto dall’art. L’intervento del Parlamento con riferimento a tali atti è tutt’altro che un intervento di mera ratifica delle proposte governative. Tale effetto può prodursi solo quando la norma internazionale sia redatta in modo sufficientemente puntuale e preciso da poter essere direttamente applicata dal giudice nazionale (cioè quando essa sia “self-executing”). accordi in forma semplificata (ossia accordi internazionali che diventano operativi senza autorizzazione alla ratifica) anche in materie che spesso sono riconducibili a quelle elencate nell’art. Secondo una corretta lettura dell’art. . la ratifica di quei trattati internazionali “che sono di natura politica. di accompagnamento del c. potendo esso apportare emendamenti al testo presentato dal Governo. 80.P a g e | 56 il tasso d'interesse nominale a lungo termine che non deve eccedere di oltre 2 punti percentuali quello dei tre Stati membri che hanno conseguito i migliori risultati in termini di stabilità dei prezzi. Il ruolo del Parlamento in ordine al bilancio dello Stato investe anche sul rendiconto (o bilancio consuntivo) che ogni anno il Governo è tenuto a presentare alle Camere e che è anch’esso approvato con legge. L’ordine di esecuzione è un atto che ha un preciso contenuto normativo: esso consente che si verifichino sul piano dell’ordinamento giuridico interno tutte le modificazioni conseguenti al dispiegarsi degli effetti delle disposizioni contenute nel trattato.il bilancio annuale. 87. presentata alla Corte dei conti. secondo quanto disposto dall’art. resta affidata al Governo tutta l’attività preparatoria e di trattativa. 80 Cost. “giudizio di parificazione” dalla medesima eseguito. spetta ora al Parlamento autorizzare la ratifica di pressoché tutti i trattati internazionali. secondo le previsioni). È stata istituita un’apposita sessione di bilancio durante la quale le Camere non possono deliberare su altri disegni di legge. quelli legati alla manovra finanziaria del Governo e quelli urgenti legati all’adempimento di obblighi internazionali o comunitari. o importano variazioni del territorio od oneri alle finanze o modificazioni di leggi”.il bilancio pluriennale. esercizio provvisorio (a provvedere ciò alla riscossione di entrate ed erogazione di spese. o prevedono arbitrati o regolamenti giudiziari. . salvo quello di conversione dei decreti legge..d.. Nell’ipotesi in cui la norma internazionale non abbia un contenuto direttamente precettivo.d. spetta al Parlamento autorizzare. ma per un periodo di tempo che non può essere superiore ai quattro mesi.d. Qualora non si riesca a rispettare il termine del 31 dicembre per l’approvazione della legge di bilancio. In questi casi si . ha finito per riconsegnare al Governo un ruolo del tutto prevalente: si pensi al frequente ricorso alla conclusione dei c. Gli atti essenziali attraverso i quali il Governo formula la manovra di bilancio e che sono sottoposti all’approvazione parlamentare sono: . con legge. 80 Cost. le Camere possono autorizzare il Governo al c.8 Cost. il potere di ratifica (l’approvazione della legge di autorizzazione non costituisce un obbligo alla ratifica). La stessa natura di atto di esercizio della funzione parlamentare di indirizzo-controllo nei confronti del Governo si riscontra nella legge di autorizzazione alla ratifica dei trattati internazionali. sulla base degli elementi deducibili dalla relazione. infatti. l’ordine di esecuzione può non essere sufficiente al raggiungimento dello scopo per il quale è stato adottato.

e disciplina il relativo procedimento speciale all’art. quei principi cioè il cui sovvertimento sarebbe operabile solo attraverso un nuovo processo costituente e un nuovo patto sociale. che dettino le norme indispensabili a che il trattato spieghi appieno i suoi effetti sul piano interno. Accanto a questo unico limite espresso. più articolati. è richiesta la maggioranza assoluta (anziché quella semplice). La Costituzione repubblicana attribuisce al Parlamento questa funzione. in seconda letture. “leggi di revisione costituzionale” (quelle destinate a modificare il dettato costituzionale) e “leggi costituzionali” (quelle dirette ad attuare alcuni particolati istituti dell’attuale dettato costituzionale). attraverso i quali apportare al dettato costituzionale quelle modifiche che il passare del tempo e il mutare delle condizioni sociali e politiche possono rendere necessarie. 138 Cost. nella Costituzione italiana.000 elettori. la unzione di revisione costituzionale ne incontra degli altri. 139 stabilisce che non può essere modificata. tale procedimento (c. Ove la maggioranza ottenuta sia ancora più elevata e raggiunga i 2/3 dei componenti di ciascuna Camera. procedimento di adattamento ordinario) risulta obbligatorio quando il contenuto del trattato deve essere necessariamente articolato in più specifiche e puntuali prescrizioni normative. Si approvano con il procedimento di cui all’art. il procedimento si arresta a questa prima fase e la legge costituzionale o di revisione costituzionale viene trasmessa al Presidente della Repubblica perché provveda alla sua promulgazione.P a g e | 57 renderà necessario ricorrere all’approvazione di altri atti normativi. Lo stesso risultato altre volte è conseguito attraverso l’adozione di apposite norme di esecuzione. che si svolge in sede parlamentare ed una eventuale. anzi. nemmeno attraverso il ricorso allo speciale procedimento di revisione costituzionale. Lo stesso giudice costituzionale ha affermato l’esistenza. Nel corso della prima fase avviene una doppia deliberazione da parte di ciascuna Camera a distanza non minore di tre mesi l’una dall’altra. che vede il coinvolgimento del corpo elettorale. Tali “principi supremi” non si identificano solo . 2.d. nonché alla previsione di procedimenti speciali. L’art. vanno aggiunte quelle contenute nei regolamenti parlamentari. Quanto al procedimento. 5. Nella seconda deliberazione. senza quindi la possibilità di introdurre emendamenti. rappresentati da quei principi costituzionali che caratterizzano il nostro ordinamento (artt. solo il successivo art. il testo legislativo può essere sottoposto a referendum. Tale richiesta deve essere presentata entro tre mesi dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. 138 Cost. le quali prevedono un esame incrociato della legge da parte delle due Camere (una volta approvata in prima lettura da una Camera. Nell’ipotesi in cui anche in un solo ramo del Parlamento non venga raggiunta la maggioranza dei 2/3 (ma solo quella assoluta). 1. a meri fini notiziali. le Camere procedano alla sola votazione finale. impliciti. 138. esso si compone di due fasi: una necessaria. ovvero 5 Consigli regionali. la legge viene trasmessa all’altra senza attendere la seconda deliberazione della prima) e stabiliscono che. di “principi supremi” i quali non sono suscettibili di subire alterazioni e modifiche in quello che è il loro contenuto essenziale..). 2/2001 ha escluso che le modifiche degli statuti delle Regioni ad autonomia speciale possano essere “comunque sottoposte a referendum nazionale”. Alle speciali regole direttamente previste dalla Costituzione. non accenna ad alcun limite espresso all’esercizio del potere di revisione costituzionale. 500. detta di revisione costituzionale. la forma repubblicana dello Stato. La legge cost. qualora ne facciano richiesta 1/5 dei membri di una Camera. La funzione di revisione costituzionale La rigidità di una Costituzione è garantita dalla predisposizione di organi e procedure di controllo circa la conformità ai principi costituzionali delle fonti normative subcostituzionali.

sia il momento finale risolutivo (mozione di sfiducia). inteso come insieme delle forze sociali attive e vincenti nel conflitto politico. Mozione di fiducia L’art. Interrogazioni. mozione. diversamente da quella di revisione costituzionale. invece. deve presentarsi in Parlamento per ottenere da ciascuna Camera la fiducia. nel quale quel rapporto si instaura (mozione di fiducia). risoluzione). sia il momento iniziale. chiamano in causa il Governo per avere notizie circa un fatto determinato e circa la posizione che esso intende assumere al riguardo. La funzione costituente non trova alcuna disciplina formale (né dunque limiti procedurali o di contenuto) nel dettato costituzionale. esse devono essere discusse in assemblea. nei propri regolamenti. La sua titolarità non può che riconoscersi in capo al popolo. attraverso un processo sostanzialmente rivoluzionario. una volta nominato dal Presidente della Repubblica. Le interrogazioni. La funzione costituente. ma impegna anche il Parlamento (o meglio. ma piuttosto a sostituire il patto sociale che sta alla base della Costituzione. Durante gli anni 80 Camera e Senato. infatti. anche se il suo concreto esercizio può avvenire attraverso organi che ne siano la diretta espressione. può (solo alla Camera) presentare una mozione . in genere. interpellanza. 84 stabilisce che il Governo. Anche le interpellanze vengono presentate in forma scritta ma cui si può dare risposta in commissione. vi sono innanzitutto le interrogazioni e le interpellanze. sia nei fini che si propone di raggiungere. A queste ultime si riferisce la motivazione della mozione di fiducia. ma anche con quello che “appartengono all’essenza dei valori supremi sui quali si fonda la Costituzione italiana”. non possono superare un certo numero. ordine del giorno. più che su singoli fatti. inchiesta. essa non vale a modificare le norme costituzionali esistenti. L’interpellanza ha. si caratterizza per il fatto di essere del tutto libera sia nei modi attraverso i quali si esercita. sulle ragioni che hanno indotto il Governo ad assumere determinate posizioni in ordine a problemi di carattere generale o sull’atteggiamento che esso ha in animo di assumere. la quale viene concessa mediante votazione per appello nominale (a garanzia di massima trasparenza) di una mozione motivata. interpellanze Tra gli strumento diretti a consentire al Parlamento puntuali verifiche circa l’atteggiamento del Governo in ordine a specifici problema. La risposta del Governo è preceduta da una illustrazione dell’interpellanza da parte del presentatore. una finalità più complessa ed una struttura più articolata. Tale votazione avviene sulla base della esposizione da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri delle linee del programma di governo. che impegna il Governo a perseguire l’indirizzo politico che in esse trova espressione. La funzione di indirizzo e controllo sul Governo e sulla pubblica amministrazione Gli istituti rappresentano gli strumenti tramite i quali il rapporto di fiducia che lega Governo e Parlamento si sviluppa: essi investono. la maggioranza parlamentare che intende sostenere col suo voto il Governo) a contribuire alla sua realizzazione. il quale.P a g e | 58 con quelli che costituiscono limiti espressi alla revisione costituzionale. essendo diretta ad acquisire informazioni. sia il suo svolgimento successivo (interrogazione. hanno introdotto le interrogazioni a risposta immediata: esse devono essere presentate entro le 12 ore del giorno espressamente dedicato a questo tipo di interrogazioni. se si ritiene insoddisfatto della risposta. Le interrogazioni devono essere poste per iscritto e possono avere risposta scritta o orale.

può impegnare il Governo ad interpretare le disposizioni della stessa in un certo modo. un’attenuazione da decidere caso per caso. là dove invece la mozione può essere proposta solo da un certo numero di deputati o senatori (rispettivamente 10 e 8). in relazione ad una proposta di legge. risoluzioni ed ordini del giorno approvati dalle Camere.P a g e | 59 avente lo stesso oggetto e provocare così una discussione ed un voto da parte dell’assemblea. in casi di particolare rilievo. L’art. Essa contiene nella parte finale un dispositivo in cui si invita il Governo ad assumere un determinato comportamento. può porre sulla medesima la questione di fiducia. Inchieste Lo strumento dell’inchiesta parlamentare accomuna questa finalità a quella di accertamento di specifiche responsabilità di natura politica. a seconda dell’oggetto dell’inchiesta e mediante il ricorso allo strumento legislativo. La commissione di inchiesta deve rispecchiare proporzionalmente i gruppi politici presenti nell’assemblea: essa svolge il suo compito con gli stessi poteri e gli stessi limiti dell’autorità giudiziaria. La risoluzione è uno strumento utilizzabile anche dal singolo membro del Parlamento. il cui significato politico starà poi al Governo valutare. al pari del giudice. Il problema si è posto in relazione ai limiti che la commissione di inchiesta incontra. I regolamenti parlamentari prevedono che le commissioni possano chiedere al Governo di riferire in merito all’attuazione data a mozioni. ma si lega strettamente al procedimento di approvazione di una legge o di una mozione. le Camere ad interpretare il dettato costituzionale nel senso di ritenere ammissibile l’attenuazione dei limiti imposti all’attività della commissione di inchiesta. L’ordine del giorno è uno strumento che non ha fisionomia autonoma. La mozione vincola politicamente l’operato del Governo. Essa può rappresentare lo strumento sanzionatorio di un prolungato comportamento del Governo difforme rispetto agli impegni assunti in sede .. d’ufficio e soprattutto di Stato. L’evidente menomazione è risultata così grave da spingere. Una disciplina che impedisce all’autorità procedente di obbligare il soggetto a testimoniare su certi fatti o ad esibire determinati documenti. Il rispetto del vincolo politico derivante dall’approvazione di una mozione è garantito dal controllo esercitato dalle commissioni competenti per materia sul successivo operato del Governo. il quale. si prevede la possibilità della rimessione in assemblea qualora lo richieda il Governo o un certo numero dei membri della stessa commissione. Mozioni. il quale. anche in questo caso. in certi casi. Essa contiene l’esposizione del problema oggetti di discussione ed una direttiva di comportamento rivolta al Governo. Anche in relazione ad una risoluzione. su materie di pubblico interesse. La risoluzione in considerazione delle conseguenze che la sua approvazione può avere sul rapporto di fiducia tra Parlamento e Governo. risoluzioni e ordini del giorno La mozione rappresenta il mezzo mediante il quale provocare una discussione ed un voto dell’assemblea su uno specifico problema. esiste la possibilità che il Governo ponga la questione di fiducia. Anche l’ordine del giorno vincola politicamente il Governo. sia esso professionale. in riferimento alla disciplina del segreto. Anche il singolo parlamentare può chiedere che venga messo in votazione un ordine del giorno che. Mozione di sfiducia Con la mozione di sfiducia si pone fine al rapporto fiduciario tra il Governo e la sua maggioranza parlamentare. con una deliberazione per la quale non è richiesta maggioranza qualificata. può essere chiamato a dar conto in commissione del rispetto o meno della direttiva contenuta nell’ordine del giorno stesso. 82 Cost. ovvero ad assumere determinati provvedimenti in sede applicativa. dispone che ciascuna Camera ha il potere di dar vita ad una apposita commissione di inchiesta.

anche il Senato ha provveduto ad introdurre nel proprio regolamento una disciplina della questione di fiducia.e.fatti personali. Il Parlamento in seduta comune Per l’esercizio di determinate funzioni.autorizzazioni a procedere e verifica delle elezioni. La mozione di sfiducia deve essere motivata e deve essere votata per appello nominale. il c. la Costituzione prevede che le Camere si riuniscano in seduta congiunta. cui annette particolare importanza. quest’ultimo ha a sua volta a disposizione uno strumento per costringere la sua maggioranza parlamentare a sostenere le iniziative.Elezioni di otto membri del Consiglio superiore della magistratura. .nomine.nonché nei casi in cui è prescritta la votazione per alzata di mano o per scrutinio segreto. La maggioranza richiesta è quella dei 3/5 .d. ma meno restrittiva. La votazione avviene a scrutinio segreto e la maggioranza richiesta è quella dei 2/3 dei componenti dell’organo. I regolamenti parlamentari stabiliscono che il regolamento che si applica alle sedute del Parlamento a Camere riunite è quello della Camera dei deputati.3 Cost.proposte di inchieste parlamentari. Appena eletto. dando così vita ad un organo distinto a competenza limitata.P a g e | 60 di relazione programmatica. “questione di fiducia” che il Governo può porre su un determinato provvedimento. ma che ha anche una precisa conseguenza giuridica: obbliga il Governo alle dimissioni (art. ma anche che il Parlamento in seduta comune possa darsi proprie autonome norme regolamentari. .).Elezioni di cinque giudici della Corte costituzionale. Nel 1988. 94. Esso è presieduto dal Presidente della Camera dei deputati e si riunisce presso la sede della Camera. una normativa che tendeva a contenere l’eccesivo ricorso del Governo a questo istituto e ad evitare che esso si trasformasse in un illegittimo strumento di forzatura del dibattito parlamentare: si prevede infatti che la questione di fiducia non possa essere posta su . quella assoluta negli scrutini successivi. Si tratta della c. e che trasforma il voto sul medesimo in una conferma o meno del rapporto fiduciario. Uno strumento di sanzione politica. . Se con la mozione di sfiducia il Parlamento può costringere il Governo alle dimissioni. che si vanno ad aggiungere ai sedici membri togati. secondo l’impegno assunto in sede di approvazione della mozione di fiducia.modificazioni regolamentari. .sanzioni disciplinari . Essi si vanno ad aggiungere ai cinque nominati dal Presidente della Repubblica ed ai cinque nominati dalle supereme magistrature. La mozione di sfiducia deve essere presentata da almeno 1/10 dei membri di una Camera e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione. in genere. Le funzioni che il Parlamento in seduta comune esercita sono: . nei primi tre scrutini. La composizione dell’organo è integrata da tre delegati per ogni Regione (la Valle d’Aosta ne ha uno solo) eletti dai rispettivi Consigli regionali. . il Presidente giura fedeltà alla Repubblica dinanzi al Parlamento in seduta comune.Elezione del Presidente della Repubblica. Con il regolamento del 1971. espressi dal corpo giudici ed ai tre componenti di diritto. . Parlamento in seduta comune. . la Camera introdusse un’apposita normativa a riguardo.d. . la maggioranza dei 3/5 negli scrutini successivi. Sono previste maggioranze qualificate: i 2/3 dei componenti l’organo nei primi tre scrutini. su quanto attenga alle condizioni di funzionamento della Camera.

Per la messa in stato di accusa è richiesto il voto favorevole della maggioranza assoluta dei componenti l’organo. Nomina dei giudici aggregati alla Corte costituzionale in sede penale . tra cui vengono sorteggiati i 16 giudici non togati che si affiancano ai membri della Corte costituzionale. Messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica . Quest’ultima deve essere accompagnata in assemblea (a Camere riunite) da una relazione che dia conto dei fatti addebitati al Presidente. Ove tale maggioranza sia raggiunta. delle ragioni che hanno portato a certe conclusioni. con l’archiviazione del caso ovvero con la proposta di messa in stato di accusa. negli scrutini successivi. - - I RAPPORTI CON ALTRE ISTITUZIONI . predisposta sula base delle designazioni dei vari gruppi parlamentari. delle indagini istruttorie svolte. per la quale sono richieste le stesse maggioranze previste per l’elezione dei giudici costituzionali ordinari. La deliberazione di messa in stato di accusa del Capo dello Stato deve essere preceduta da una istruttoria svolta da un apposito comitato. insieme ai nomi dei commissari parlamentari incaricati di sostenere l’accusa presso la medesima. viene approvata con un’unica votazione. in sede di giudizio sui reati di alto tradimento e attentato alla Costituzione da parte del Presidente della Repubblica. nei primi tre scrutini. quella dei 3/5 dei votanti. La lista. il Presidente della Camera ha il compito di trasmettere gli atti alla Corte costituzionale. Il Parlamento in seduta comune provvede alla formazione e aggiornamento di una lista di 45 nomi. Questa prima fase si può concludere con una dichiarazione di incompetenza. composto dai membri delle giunte per le autorizzazioni a procedere di Camera e Senato.P a g e | 61 dei componenti l’organo.

L’esigenza di una più avvertita partecipazione dei Parlamenti nazionali alla definizione delle politiche comunitarie ha prodotto lo sviluppo di una serie di contratti tra le assemblee elettive dei vari Stati membri. Tale regola vale per le norme comunitarie che siano “self-executing” e cioè che presentino un contenuto normativo puntuale e completo e in grado di essere direttamente applicato sul piano del diritto interno. Tra queste. La legge: . prevedendo la possibilità di formulare osservazioni e indirizzo. di particolare rilievo quelli che si sono formalizzati nelle Assise dei Parlamento europei. annessi al Trattato: . Sempre a questo riguardo è poi da segnalare la nascita della COSAC (Conferenza degli organi parlamentari specializzati in affari comunitari). il Governo è libero di procedere.P a g e | 62 I rapporti tra Parlamento ed Istituzioni comunitarie A norma dei trattati istitutivi. volte a valorizzare soprattutto il ruolo del Parlamento sul piano della partecipazione alla formazione del diritto comunitario e quello della sua attuazione interna. .di riferire circa lo stato di conformità dell’ordinamento interno rispetto al diritto comunitario. La legge 11/2005 (che sostituisce la precednete 86/1989) ha introdotto significative novità. direttive e raccomandazioni comunitarie. con la quale il Parlamento provvede non solo alle modifiche dell’ordinamento giuridico imposte dalla normativa comunitaria e che richiedono il ricorso allo strumento legislativo. il Governo può porre.obbligo di comunicazione dei progetti di regolamenti. Esse hanno anche previsto l’introduzione dello strumento della legge comunitaria: una legge a cadenza annuale. quale organo di raccordo tra i Parlamenti degli Stati membri dell’Unione Europea e il Parlamento europeo. Le leggi 183/1987 e 86/1989 hanno previsto tutta una serie di obblighi di informazione del Governo nei confronti del Parlamento: .prevede che durante l’esame parlamentare degli atti comunitari.di comunicazione del testo definitivamente approvato dalle Istituzioni comunitarie.rende assai più consistenti i poteri di indirizzo del Parlamento. . nonché di chiedere al Governo di predisporre un nota tecnica che dia conto dei negoziati in corso in sede europea sulle varie questioni. ma anche a fissare il quadro normativo di riferimento per tutti i soggetti coinvolti nel processo di attuazione delle norme comunitarie: il Governo. . il Governo non possa procedere nella sua azione in sede di formazione di tali atti fino alla conclusione di tale esame. . una riserva di esame parlamentare. le norme comunitarie debbono intendersi come “direttamente applicabili” negli ordinamenti degli Stati membri.si preoccupa di rafforzare ed estendere gli obblighi di informazione gravanti sul Governo. Il risultato si è tradotto nella messa a punto di alcune importanti modifiche a due protocollo. . le Regioni. In vista della definizione del nuovo Trattato costituzionale europeo si è discusso su come assicurare ai Parlamenti nazionali un ruolo più significativo di quello attuale. In casi di particolare rilievo politico. se dopo 20 giorni il Parlamento non ha assunto alcuna deliberazione al riguardo.di presentare una relazione semestrale sulla partecipazioni dell’Italia al processo normativo che si svolge in sede comunitaria. L’intervento “attuativo” del Parlamento rimane invece necessario con riferimento a norme comunitarie che non sia direttamente applicabili.il protocollo sull’applicazione del principio di sussidiarietà e proporzionalità. . in sede di Consiglio dei ministri dell’Unione.

esprime un parere in merito alla esigenza di procedere a determinate iniziative legislative ed indica le linee che devono essere tenute presenti nell’impostazione di tali iniziative. istituto previsto da molti statuti regionali. L’art. 126. infatti. al Senato solo quelle di accoglimento) vengono trasmesse all’esame della commissione competente per materia (alla Camera anche alla commissione affari costituzionali). in ordine a progetti di legge relativi alla legislazione di cornice ed alla finanza regionale e locale. il disposto della disposizione non ha trovato attuazione. una volta effettuato tale esame. Tali modifiche prevedono l’ingresso dei Parlamenti nel circuito decisionale dell’Unione Europea. I rapporti tra Parlamento e Regioni Una volta scartata l’ipotesi di fare della seconda Camera l’organo rappresentativo delle comunità locali l’unico istituto specifico previsto dalla Costituzione per costruire questo rapporto è stato rappresentato dalla commissione bicamerale per le questioni regionali. si prevede.P a g e | 63 . prevista dall’art. Si prevede che i pareri espressi dalla commissione così integrata. l’obbligo del Governo (e più in particolare del Presidente del Consiglio) di riferire periodicamente alle Camere circa lo stato del contenzioso che vede impegnato il Governo stesso davanti alla Corte.d. Colmare queste lacune è compito del Parlamento. diretti a richiedere determinati provvedimenti o a sollevare specifiche esigenze. L’accesso al livello parlamentare delle esigenze regionali è consentito essenzialmente attraverso l’iniziativa legislativa riconosciuta ai Consigli regionali. la commissione. con la conseguenza di produrre così una lacuna nell’ordinamento. l’introduzione di una procedura di allarme preventivo. I rapporti tra Parlamento e Corte costituzionale La Corte costituzionale ha il potere di dichiarare l’incostituzionalità di una legge. i c. Da ricordare a proposito dei rapporti tra Parlamento e Corte costituzionale.il protocollo sul ruolo dei Parlamenti nazionali. hanno un seguito parlamentare del tutto trascurabile. A tutt’oggi. nonché quello di segnalare l’opportunità di specifiche iniziative legislative. A questa funzione consultiva un’altra se ne è ora aggiunta: tramite una disposizione transitoria (art. prevede che le pronunce di incostituzionalità della Corte vengano comunicate alle Camere perché queste provvedano alle eventuali iniziative legislative. . connesse alle vicende di tale contenzioso. non possano essere disattesi dall’assemblea se non a maggioranza qualificata. senza più la necessaria intermediazione dei Governi nazionali. chiamata in casi di inadempienze particolarmente gravi. Essi diventano destinatari diretti di una serie di atti e informazioni riguardanti decisioni da assumere a livello europeo e si vedono riconosciuta la possibilità di far sentire la loro voce in merito alle proposte di intervento dell’Unione destinate ad avere delle ricadute sul piano delle competenze dei legislatori nazionali. voti delle Regioni.1. che consente ai Parlamento di esprimere un parere normativo su tali proposte. Anche i voti delle Regioni. Le sentenze della Corte (alla Camera tutte. 136 Cost. 11 legge 3/2001) che prevede che la commissione bicamerale per le questioni regionali sia integrata da rappresentanti della autonomie regionali e locali.

Ci si trova dinanzi ad un organo dotato senza dubbio di alcuni significativi poteri volti a consentire il funzionamento del sistema costituzionale. il potere in tema di amnistia ed indulto). l’autorizzazione alla presentazione alle Camere dei disegni di legge del Governo. nomina del Governo prima della fiducia parlamentare. possibilità di rinviare una legge al Parlamento. Elezione e permanenza in carica del Presidente della Repubblica Il Presidente della Repubblica (requisiti di eleggibilità all’art. 84 Cost. ma continua naturalmente ad essere il soggetto rappresentativo a livello sia interno che internazionale della complessiva entità statuale.) è eletto dal Parlamento in seduta comune integrato da tre rappresentanti di ciascuna Regione (uno per la Valle d’Aosta) designati dai rispettivi Consigli regionali. senza la presenza dei delegati regionali. il comando delle Forze armate. Il giuramento da parte dell’eletto avviene dinanzi al Parlamento in seduta comune. Uno dei principali tentativi per ridurre i rischi tipici del parlamentarismo è consistito proprio nella costruzione dell’organo Presidente della Repubblica come un organo non meccanicamente rappresentativo della maggioranza parlamentare e titolare di alcuni poteri particolarmente incisivi nei confronti sia del Parlamento che del Governo. massimo garante del corretto ed efficace svolgimento dei processi istituzionali posti in essere dai diversi organi e soggetti cui la Costituzione affida funzioni di indirizzo politico o di garanzia.P a g e | 64 CAPITOLO VII IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Il Presidente della Repubblica nella forma di governo italiana L’attuale dettato costituzionale in materia appare particolarmente sommario e molto tributario dal momento che sembra aver pesato notevolmente la volontà di non disciplinare analiticamente i rapporti reciproci fra i diversi organi riconducibili alla funzione esecutiva. . analoghi poteri in tema di attività normativa del Governo. alcuni fra i poteri del Presidente della Repubblica accentuano la possibilità che esso svolga un ruolo rilevante: ad es. ma la sua posizione complessiva resta quella del Presidente di una Repubblica parlamentare. potere di messaggio alle Camere. Per quanto riguarda i rapporti con Parlamento e Governo. Il Presidente della Repubblica non solo appare titolare di alcuni poteri che rappresentano veri e propri residui storici (es. presidenza di due organi collegiali importanti come il Consiglio Superiore della magistratura e il Consiglio supremo di difesa. potere di scioglimento anticipato delle Camere.

. secondo quanto previsto dall’art. esauriscano il loro mandato. .).da decadenza (conseguente al venir meno dei requisiti di eleggibilità e di compatibilità di cui all’art. irrogabile dalla Corte costituzionale). la lacuna. mediante il quale hanno esposto alcune delle linee di azione alle quali si sarebbero attenuti nell’espletamento del loro mandato. caratterizzare da . in quello stesso periodo..dall’impedimento permanente cui si riferisce l’art. da parte di un organo ormai privo di una piena legittimazione politica. o a casi di vero e proprio impedimento fisico. organo supplente del Presidente della Repubblica (art. Il mandato presidenziale può essere interrotto da: . decorrente dalla data del giuramento. dinanzi al Parlamento in seduta comune.2 Cost. relativa agli organi ed alla procedura di accertamento dello stato di impedimento permanente. 1/1991 ha modificato il secondo comma dell’art. Spetta.3 Cost.). 86. ai sensi dell’art. però. nonché per effetto della prescrizione costituzionale di cui all’art. con il rischio che situazioni di crisi non possano essere adeguatamente affrontate. 88.2 Cost. 91 Cost.1 e 2 Cost.. Comunque restano non disciplinate le ipotesi più delicate.P a g e | 65 Il Presidente della Repubblica rimane in carica per 7 anni e viene eletto solo a scrutinio segreto e da maggioranze qualificate (nelle prime tre votazioni è richiesto il voto favorevole dei due terzi dei componenti dell’organo e successivamente la maggioranza assoluta). tale da rendergli impossibile l’esercizio delle sue funzioni. Il Presidente entra in carica dopo il “giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione”. dovuto a cause che non consentano la piena libertà di giudizio del Presidente stesso. Spetta al Presidente della Repubblica valutare l’opportunità di disporre la sua sostituzione da parte del Presidente del Senato. 84. invece. le funzioni presidenziali vengono esercitate dal Presidente del Senato. consentendo al Presidente della Repubblica di sciogliere le Camere anche nell’ultimo semestre del suo mandato nella particolare ipotesi del c. presente nella disciplina costituzionale. nella speranza di una composizione del nuovo Parlamento a lui più favorevole. In tutti questi casi. Quest’ultima prescrizione sottolinea la palese contrarietà ad una elezione presidenziale in periodo pre-elettorale. . al Presidente della Camera. la riunione ha luogo entro quindici giorni dalla riunione delle Camere nuove”. 88 Cost.d. nella sua qualità di Presidente del Parlamento in seduta comune. malgrado il fatto che il Parlamento integrato debba essere convocato da parte del Presidente della Camera trenta giorni prima della scadenza del mandato presidenziale.da destituzione (possibile sanzione penale accessoria. La legge cost. così come pure di quello temporaneo. In questa occasione tutti i Presidenti eletti hanno pronunciato un discorso. Lo stesso divieto per il Presidente della Repubblica di procedere allo scioglimento anticipato delle Camere nell’ultimo semestre del suo mandato. conferma l’intento di evitare il rischio che egli possa abusare di uno dei suoi più delicati poteri..1 Cost.. “ingorgo costituzionale” e cioè quando le Camere. che deve pronunciare. 86. L’espressione “impedimento permanente” si riferisce ad un prolungato stato di grave malattia del Presidente. secondo la quale “se le Camere sono scadute o manca meno di tre mesi alla loro cessazione. a conferma della volontà di collocare il Presidente della Repubblica in una posizione da permettergli l’esercizio delle sue funzioni con sufficiente distacco dalle vicende politiche contingenti. Emerge. 85. un Presidente può vedere prorogati i propri poteri dal ritardo che si verifichi nell’elezione del suo successore. Al di là dell’ordinaria durata in carica di sette anni.dimissioni volontarie dalla carica. tutte le volte che reputi di non poter essere nelle condizioni per poter svolgere le sue funzioni in piena libertà e capacità di giudizio. convocare l’organo per la elezione del nuovo Presidente della Repubblica.

che mirano a garantirlo da alcuni possibili rischi di impropri condizionamenti da parte di altri poteri dello Stato. Del pari risponderà di ogni comportamento o azione compiuti nel periodo precedente il mandato presidenziale. anche se resta soggetto al pieno rispetto della Costituzione e delle leggi. La legge 1077/1948 e le sue successive modificazioni ed integrazioni hanno configurato gli apparati della Presidenza della Repubblica come organizzati in un’unica struttura.1 del nuovo codice di procedura penale prevede esplicitamente questa ipotesi. che la legge assicuri al Presidente un assegno personale (per l’attività svolta).) . temporaneo o permanete che sia. 205. il Segretariato generale della Presidenza della Repubblica.privilegio del restringimento della responsabilità penale per atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni ai soli casi di alto tradimento e di attentato alla Costituzione (art. nonché una dotazione (in denaro.). invece. che sovrintende a tutti gli edifici e servizi della Presidenza. Prevalente appare l’opinione che questa vera e propria lacuna costituzionale vada colmata nel senso della temporanea improcedibilità in sede penale contro il Presidente della Repubblica. una regola che ha lo scopo di tutelare efficacemente il libero esercizio delle funzioni di un organo di cui la Costituzione non prevede la revocabilità da parte di alcun altro organo rappresentativo. quella di decreti presidenziali controfirmati dai Ministri volta a volta competenti. È stato. Il particolare privilegio dell’art. Il Presidente della Repubblica rimane l’organo monocratico rappresentativo dell’unità dello Stato (art. alle dipendenze esclusive del Presidente. La Costituzione prevede all’art. con il suolo privilegio che la testimonianza viene “assunta nella sede in cui egli esercita la funzione di Capo dello Stato”. con la conseguente possibilità che possa essere limitato nelle sue libertà personali o addirittura sospeso dall’esercizio delle sue funzioni da parte dell’autorità giudiziaria ordinaria. Più discusso è se il Presidente possa esser sottoposto. 84. è nominato e revocato dal Presidente della Repubblica. a giudizio penale relativo ad altre fattispecie. 90 riguarda esclusivamente le ipotetiche responsabilità del Presidente connesse all’esercizio delle sue funzioni: ciò significa che.3. risolto in via legislativa il problema di stabilire se il Presidente debba adempiere ai doveri di testimonianza presso le autorità giurisdizionali: l’art.P a g e | 66 un vero e proprio o presunto stato di incapacità del Presidente della Repubblica a valutare il proprio impedimento. Le garanzie di autonomia e le responsabilità del Presidente della Repubblica La necessità che il Presidente della Repubblica eserciti le sue funzioni in piena autonomia è alla base di alcune caratteristiche del suo status personale. “è il Capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale”) e cioè il soggetto a cui si impuntano formalmente una numerosa serie di atti statali di particolare rilevanza di competenza del Governo: per garantire sugli atti governativi di . La complessità si coglie sul versante delle responsabilità connesse all’esercizio delle funzioni presidenziali: . al di fuori di quest’area. 89 Cost. la necessità che il Presidente della Repubblica eserciti le sue funzioni in piena autonomia rispetto agli altri poteri dello Stato comporta che esso possa disporre liberamente di un apparato organizzativo autonomo. 90 Cost.assunzione di ogni altro tipo di responsabilità per gli atti presidenziali da parte dei Ministri che controfirmano gli atti del Presidente (art. in beni mobili ed immobili) destinata agli apparati organizzativi della Presidenza per il migliore espletamento delle funzioni presidenziali. 87 Cost. Il Segretario generale. egli risponderà come un comune cittadino. durante il suo mandato. Inoltre. Le funzioni del Presidente della Repubblica e quelle del Governo Quasi tutti gli atti presidenziali ed i più importanti atti governativi vengono giuridicamente in essere con la medesima forma.

il Presidente della Repubblica fissa la data della loro prima riunione. . 59. in ordine ai quali l’intervento governativo non può che assumere un ruolo di mero controllo.R.la decisione dei ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica.lo scioglimento anticipato dei Consigli di Comuni e Province. Sebbene la grande maggioranza degli interpreti dell’art.Lgs 165/2001) e delle Forze armate. Questi comprendono: . Si distinguono in genere: . caratterizzati a un sicuro potere governativo in materia e da un ruolo essenzialmente di controllo del Presidente. che mantengono la forma di D. Appare evidente che un contrasto prolungato e non risolto in sede politica fra Presidente della Repubblica e Governo potrebbe produrre una situazione istituzionale di notevole gravità. 19 del D. Il potere di indizione della data delle elezioni e dei referendum è una attività in sostanza vincolata dalle disposizioni costituzionali e legislative e sembra essere prevalente il ruolo del Governo. . La controfirma non ha altra funzione che quella di assicurare una forma di controllo del Governo sugli atti del Presidnete della Repubblica.) o dei Ministri (D. Contemporaneamente alla indizione delle elezioni delle Camere.C.l’annullamento degli atti amministrativi illegittimi. in sede giuridica.R. Peraltro. controllo sostanzialmente speculare a quello che il Presidnete esercita sugli atti governativi.gli atti di indirizzo e coordinamento delle attività regionali.M.atti.M. stabilisce che “nessun atto del Presidente della Repubblica è valido se non è controfirmato dai Ministri proponenti.P a g e | 67 maggior rilievo una sorta di particolare controllo preventivo a tutela delle prescrizioni e dei valori costituzionali (art. di tali possibili conflitti: l’intervento del legislatore. scientifico.) l’adozione di molti atti governativi e ha previsto un’elencazione di atti.).P. . il Presidente della Repubblica dispone di poteri ridotti.atti di esclusiva competenza presidenziale.1 Cost. che ne assumono la responsabilità”. L’art. I poteri del Presidente della Repubblica rispetto al Parlamento La nomina a senatori a vita di “cinque cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale. Ciò vale ad es. in sostanza complessi. in cui certo la funzione presidenziale appare preminente. Questo potere è stato esercitato fin dall’origine come un vero e proprio potere presidenziale. .atti presidenziali corrispondenti alla lettera dell’art. sempre governativi.le nomine delle massime cariche dello Stato (art. l’ordinamento costituzionale offre alcuni strumenti di risoluzione. sia che operino a livello di veri e propri atti amministrativi. il ricorso alla Corte costituzionale per un conflitto di attribuzione fra i poteri dello Stato. 61. 89 Cost. nei casi indicati dalla legge. 87 stabilisce che il Presidente emana gli atti normativi del Governo o “nomina. La legge 13/1991 ha affidato ai Decreti del Presidente del Consiglio (D. sia che operino a livello delle fonti normative primarie.“tutti gli atti per i quali è intervenuta la deliberazione del Consiglio dei Ministri”. per tutti quegli atti governativi che devono assumere la forma di Decreto del Presidente della Repubblica (D. i funzionari dello Stato”). ma in relazione ai quali il Governo o il Presidente del Consiglio dispongono di un vero e proprio autonomo potere di valutazione. per di più da esercitare su proposta degli organi governativi. 89. . .P.P. artistico e letterario”. avesse sostenuto che i . I poteri del Presidente della Repubblica rispetto al corpo elettorale In riferimento al corpo elettorale. che peraltro deve svolgersi non oltre il ventesimo giorno dalle elezioni (art.2 Cost.). ove costituzionalmente possibile. .

questa deve essere promulgata” tende a ristabilire il principio fondamentale dell’esclusiva titolarità del potere legislativo da parte delle Camere. consistente nell’ordine di dare esecuzione alla legge deliberata dalle Camere. Il messaggio rappresenta l’espressione di un potere di temporaneo arresto della volontà legislativa del Parlamento. malgrado l'esistenza di senatori a vita nominati in precedenza da altri Presidenti. 73 Cost. potrebbe mettere in stato di accusa il Presidente che non intendesse promulgarla. un ruolo sostanziale e non meramente di controllo è svolto dal Governo. chiedendo un suo riesame per presunti motivi di illegittimità costituzionale o di grave inopportunità in relazione ai principi o valori costituzionale. dal momento che lo stesso Parlamento. a maggioranza assoluta.. I poteri del Presidente della Repubblica rispetto al Governo . Ma appare dubbio che l’entrata in vigore della legge possa essere davvero arrestata. Fondamentale fra i poteri presidenziali è quello di sciogliere anticipatamente le Camere od una sola di esse (art. nel 1984 il Presidente Pertini ha invece proceduto a nominare cinque senatori avita.2 Cost. mentre i Presidenti Scalfaro e Ciampi si sono mantenuti fedeli all’interpretazione iniziale. In questo ambito. per l’art. Lo stesso art. 62. indipendentemente dalla stessa permanenza in carica del Governo. Il vero e proprio rifiuto di promulgazione costituirebbe sicuramente un illecito costituzionale assai grave e l’unica possibile esimente potrebbe essere la possibile responsabilità penale a cui potrebbe andare incontro il Presidente ove promulgasse un testo legislativo chiaramente eversivo dell’ordinamento costituzionale. Il potere di scioglimento anticipato fu introdotto per contrastare i possibile eccessi del sistema parlamentare. La prassi indica che i Presidenti della Repubblica hanno fatto un uso alquanto contenuto di questo potere e che spesso il Parlamento ha condiviso i rilievi presidenziali. organo espressione della maggioranza politica presente in Parlamento e dunque sicuramente idoneo ad attestare la effettiva insuperabile difficoltà di funzionamento degli organi rappresentativi. secondo cui “se le Camere riapprovano nuovamente la legge. rappresenta un’importante forma di controllo preventivo che. i quali possono autorevolmente rappresentare al Presidente della Repubblica le opinioni prevalenti nelle rispettive assemblee e all’interno dei gruppi parlamentari che vi operano. 88 Cost.): si tratta di uno dei poteri più rilevanti perché conduce allo scioglimento anticipato delle assemblee parlamentari per consentire il superamento di un dannoso ed altrimenti insuperabile stato di disfunzionalità politica o istituzionale. Questa prassi è stata seguita anche dal Presidente Cossiga. 74. Fra le funzioni di garanzia e di stimolo è da annoverare il potere del Presidente della Repubblica di convocare in via straordinaria ciascuna Camera (art.P a g e | 68 senatori a vita di nomina presidenziale non potessero nel loro complesso superare il numero di cinque. 88 prescrive che il potere possa essere esercitato solo dopo aver sentito il parere dei Presidenti delle Camere. relativamente ad un oggetto su cui esso si è appena pronunciato. con una modesta incidenza sulla vita istituzionale. autore della legge eversiva.2. La promulgazione.). deve essere svolta dal Presidente della Repubblica entro un mese dalla approvazione parlamentare o nel termine minore fissato per motivi di urgenza dalle Camere. Del tutto diverso è il messaggio motivato con il quale il Presidente della Repubblica rinvia al Parlamento una legge esaminata in sede di promulgazione. La prassi indica in realtà una utilizzazione assai episodica di questo potere. La prescrizione dell’art. Il messaggio formale al Parlamento rappresenta il più solenne e libero potere di stimolo del Presidente della Repubblica nei confronti dell’organo rappresentativo del corpo elettorale e titolare dei supremi poteri normativi e di indirizzo politico.

cui il Presidente della Repubblica ricorre ove reputi opportuno far svolgere da una parte di un’alta carica dello Stato una ulteriore indagine fra i gruppi parlamentari al fine di acquisire informazioni sulle possibili vie di superamento della crisi.). .) relativi alla instaurazione di relazioni pacifiche con gli altri Stati. Fra i poteri presidenziali è da annoverare anche il potere di autorizzare la presentazione dei disegni di legge governativi alle Camere. il Presidente intende offrire il modo di verificare le reali possibilità di dare vita ad un nuovo Governo. Le consultazioni che il Presidente della Repubblica svolge. nella prassi utilizzato. Parallelamente ai poteri formali dell’accreditamento dei rappresentati diplomatici esteri. della ratifica dei trattati internazionali. in particolare dopo consultazioni elettorali nelle quali uno schieramento abbai conseguito la maggioranza nelle Camere. attualmente esso non può che rappresentare una singolare forma di controllo preventivo sule iniziative legislative del Governo. è pacificamente riconosciuto al Presidente della Repubblica un pieno potere di conoscenza politica estera del Governo ed anche di impulso rispetto alla attuazione dei valori costituzionali (art. unitamente ai relativi rilievi. Il mandato esplorativo rappresenta. nonché quella dei Presidenti di Camera e Sanato e degli ex-Presidenti della Repubblica. Con il potere di emanare i “decreti aventi valore di legge e i regolamenti” si entra nell’area dei poteri presidenziali relativi ad atti di competenza governativa (artt. Nel periodo recente sembrano essersi consolidate prassi mediante le quali il Presidente della Repubblica. ma si prevede che esso assuma le sue funzioni con il giuramento. dei segretari dei corrispondenti partiti. i Ministri”. attraverso una serie di contatti con le diverse forze politiche. Il potere presidenziale di formare il nuovo Governo.d. con la proposta di colui che sarà il Presidente del Consiglio dei nomi dei Ministri. Ai poteri presidenziali si aggiungono quelli che attengono a due aree della politica governativa: quella del c. della stessa dichiarazione dello stato di guerra. mirano a orientare la scelta del Presidente della Repubblica nell’ambito delle ipotesi che possano realisticamente consentire al nuovo Governo di conseguire la fiducia parlamentare.P a g e | 69 Ai poteri che il Capo dello Stato esercita nei confronti del Governo: il potere del Presidente della Repubblica di risolvere le crisi di governo nominando “il Presidente del Consiglio dei Ministri e. su proposta di questo. 84. infine.3 Cost.). 11 Cost. i margini di discrezionalità del Presidente della Repubblica si riducono in presenza di un sistema politico caratterizzato dalla presenza di pochi potenziali candidati alla guida del Governo. dei mandati esplorativi. la disciplina costituzionale appare esplicita nell’escludere un potere del Presidente della Repubblica nella scelta dei Ministri. a causa della complessità della crisi. L’esercizio dei poteri presidenziali ha prodotto lo sviluppo degli istituti delle consultazioni. un istituto. L’accettazione dell’incarico di formare un nuovo Governo apre la fase della formazione dello stesso. al fine di acquisire le opinioni dei presidenti dei gruppi parlamentari. il Presidente può opporre agli atti normativi del governo rilievi di legittimità costituzionale ed anche di grave inopportunità. prima quindi dello stesso conferimento della fiducia parlamentare (art. Dal dettato costituzionale emerge una precisa indicazione volta ad assicurare all’organo rappresentativo dell’ordinamento costituzionale un puntuale controllo delle decisioni assunte in questi settori. in sostituzione di quello dimissionario o decaduto. rinvia al Governo i testi. in relazione al rispetto di principi o valori costituzionali. appare tanto più delicato in quanto non solo non esistono particolari vincoli per la composizione del Governo. in alcuni casi. potere estero e quella della politica militare. Gli istituti dell’incarico o del pre-incarico a formare il Governo sono affidati dal Presidente ad un esponente politico che egli reputa idoneo ad assumere l’incarico di Presidente del Consiglio. potere agevolmente aggirato tramite l’eventuale presentazione di progetti di legge da parte dei gruppi parlamentare della maggioranza. 76 e 77 Cost. degli incarichi a formare il Governo. ma cui.

S. tesoro. al fine di realizzare una sorta di correttivo della severa legislazione allora vigente relativa all’espiazione della pena.. il comando de parte del Presidente della Repubblica delle Forze armate (potere meramente formale) viene sostanzialmente integrato dall’affidamento al Capo dello Stato della presidenza del Consiglio supremo di difesa. Solo dopo la recente introduzione di una legislazione assai più moderna in tema di trattamento carcerario e di determinazione di modalità differenziale di espiazione della pena detentiva. che ha modificato radicalmente l’art. con il compito di esaminare “i problemi generali politici e tecnici attinenti alla difesa nazionale e determinare i criteri e fissare le direttive per l’organizzazione ed il coordinamento delle attività che comunque la riguardano”.S. il Parlamento determinava il contenuto di quello che sarebbe poi stato il decreto presidenziale. questa presidenza garantisce al Presidente una piena informazione sui problemi delle Forze armate e la possibilità di contribuire all’elaborazione delle fondamentali direttive della politica militare. e non come Presidente della Repubblica. La stessa concessione della grazia o del provvedimento di commutazione della pena (provvedimenti che si riferiscono a singole persone e consistono nel condono o nella commutazione della pena irrogata) è sembrato essere per lunghissimo tempo un potere nella sostanza prevalentemente governativo. in via di costante prassi. in caso di assenza del Presidente. d’altro canto egli è anche Presidente del C. poiché le autorità governative spingevano verso una sua utilizzazione molto frequente. ovvero. dispone anche di altri poteri. . in conformità delle deliberazioni del Consiglio superiore. dal momento che egli agirebbe in veste di Presidente del C. Ma. 79 Cost.M. presieduto dal Presidente della Repubblica e formato dal Presidente del Consiglio.M. essi possono essere posti dal Vice-Presidente del C. La presidenza del C. I poteri del Presidente della Repubblica rispetto alla Corte costituzionale In riferimento al potere di nomina da parte del Presidente della Repubblica di cinque giudici costituzionali (art.S. Fino alla legge cost.S.1 Cost. tesi rafforzata dal fatto che.M.P a g e | 70 In materia di politica militare. nei casi stabiliti dalla legge. industria). 1/1992. organo solo sommariamente disciplinato. difesa. relativamente quindi ai soli magistrati ordinari. in casi singoli. “Tutti i provvedimenti riguardanti i magistrati sono adottati. La Corte costituzionale ha deciso che il potere di grazia rientra della titolarità dei poteri propri del Presidente della Repubblica. Con riferimento al problema relativo agli atti che il Presidente della Repubblica compie. nonché dal Capo di stato maggiore della difesa. per permetterne il regolare funzionamento. l’utilizzazione della grazia si è drasticamente ridotta sul piano quantitativo.S. 135. divenendo un intervento straordinario.D. per cercare di “mitigare o elidere il trattamento sanzionatorio per eccezionali ragioni umanitarie”.) si è fin dall’inizio affermata la tesi che si tratti di una libera designazione da parte del Presidente. attraverso la legge di delegazione. pur soggetta alla controfirma del Presidente del Consiglio. sembra prevalere la tesi che non possa ipotizzare una controfirma di questi atti presidenziali. con decreto del Presidente della Repubblica controfirmato dal Ministro. I poteri del Presidente della Repubblica rispetto alla magistratura Il Presidente della Repubblica dispone di un potere di mera adozione di atti sostanzialmente governativi. interno. Esso è stato concepito come un singolare organo collegiale. ed in questa sede. da parte del Presidente della Repubblica appare tutt’altro che formale. da cinque Ministri (esteri. era formalmente il Presidente della Repubblica e non il Governo l’organo destinatario della speciale delega legislativa in tema di amnistia e di indulto. che svolge le funzioni vice-presidenziali. in quanto Presidente del C. che pur rimane sotto la ordinaria responsabilità del Governo. con decreto del Ministro di grazia e giustizia”.M.

. Con questi passaggi. 92. definisce l’espressione “Governo della Repubblica”. ha un ruolo del tutto centrale. Per evitare il rischio che si determini un intervallo di tempo fra la sostituzione del nuovo Governo al precedente si procede al giuramento immediatamente dopo la firma dei decreti di nomina. sia perché la fiducia parlamentare al Governo avviene attraverso la approvazione della sua piattaforma politico-programmatica. 93 Cost. subordina esplicitamente l’assunzione delle funzioni governative al giuramento dei componenti del Governo “nelle mani del Presidente della Repubblica” (la formula è “giuro di essere fedele alla Repubblica. L’art. controfirmati dal nuovo Presidente del Consiglio. . L’art.P a g e | 71 CAPITOLO VIII IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA Importanza del ruolo e delle funzioni del Governo nel sistema costituzionale italiano In ogni sistema costituzionale contemporaneo il Governo. che quindi diviene il programma del complessivo sistema delle istituzioni politiche centrali. anche alla tutela del buono funzionamento di tutte le istituzioni pubbliche ed alla garanzia del corretto sviluppo delle relazioni fra i diversi gruppi sociali. di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della nazione”). oltre che all’amministrazione. riferite. evidenziando il fatto che esso è chiamato a svolgere le sue funzioni. alla legislazione dello Stato ed allo sviluppo delle relazioni con gli altri Stati o con le organizzazione sovranazionali.1 Cost. lungi dall’essere davvero solo “comitato esecutivo” del Parlamento. 93 Cost. al termine della fase delle consultazioni. La formazione e l’entrata in funzione del Governo La formazione del Governo si realizza con l’adozione dei decreti presidenziali di nomina del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri. il Governo della Repubblica è regolarmente formato. che costituiscono insieme il Consiglio dei Ministri”. la sua permanenza in carica è però esplicitamente subordinata al conferimento della fiducia. non sembra porre limitazioni ai poteri del nuovo Governo. Il Governo. dal momento che esso ai sensi dell’art. tende a porsi anche come suo “comitato direttivo”: e ciò sia per la presenza nel Governo dei più autorevoli esponenti della maggioranza parlamentare. come organo di vertice degli apparati amministrativi dello Stato e preposto alla loro guida. ma l’art. 92 Cost. è “composto del Presidente del Consiglio e dei Ministri.

Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo deve presentarsi alle Camere per il dibattito sulla fiducia. che non fanno parte del Governo ma sono i più stretti collaboratori del Presidente del Consiglio e dei Ministri e l’eventuale nomina. per le opposizioni parlamentari. invitando i Governi dimissionari a presentarsi alle Camere per verificare la sussistenza del rapporto fiduciario o almeno fornire una informazione esaustiva delle ragioni politiche della crisi. Alle crisi determinate da deliberazioni del Consiglio dei Ministri. anche se appare del tutto opportuna un’autolimitazione nel loro esercizio. Dal punto di vista giuridico.d. di uno o più vice. 94. delle apposite mozioni motivate di fiducia alla piattaforma politica e programmatica del Governo. nella fase che precede il conferimento della fiducia. può disporre di tutti i suoi poteri. obbligato a rassegnare immediatamente le dimissioni (pur restando incarica fino alla formazione del successivo). si procede al voto per appello nominale direttamente sul testo ritenuto essenziale dal Governo.P a g e | 72 Un esame del complessivo sistema costituzionale porta a ritenere che il Governo. mediante la solenne approvazione da parte di ciascuna Camera. la sola ipotesi di revoca della fiducia mediante l’adozione di una mozione di sfiducia da parte di una Camera (art. quindi. Allorché il Governo “pone fiducia”. Come ben noto. l’eventuale diniego della fiducia parlamentare opera solo come una condizione risolutiva della permanenza in carica del Governo. inoltre il Consiglio dei Ministri deve esprimere il proprio parere sulle funzioni delegate dal Presidente del Consiglio ai Ministri senza portafoglio. La questione di fiducia è l’istituto mediante il quale il Governo dichiara di far dipendere la propria permanenza in carica dall’approvazione parlamentare di un determinato oggetto all’esame delle Camere. a voti palesi. con l’assenso tuttavia del Consiglio dei Ministri. permette la permanenza in carica del Governo per tutta la durata della legislatura. con la decadenza di tutti gli emendamenti presentati. Inammissibile è il collegamento . mentre normalmente sono state originate da dimissioni spontanee. “il voto contrario di una o d’entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni”. che estranierebbero il Parlamento dal decisivo potere di giudizio sulla permanenza del rapporto fiduciario nei riguardi del Governo. delle numerosissime crisi di governo solo due sono state originate dalla reiezione di una questione di fiducia (nel 1999 e nel 2008). crisi extraparlamentari. Secondo l’art 94. si aggiungono quelle determinate dalle dimissioni del Presidente del Consiglio: tale conseguenza. deriva dal ruolo del tutto determinante svolto dal Presidente del Consiglio nella formazione del Governo. si possa garantire il permanere di una costante fedeltà agli impegni originariamente assunti da parte di una componente politica della maggioranza o di un singolo parlamentare. Da ciò la diffusa polemica a proposito delle c. Da ciò i tentativi dei Presidenti della Repubblica di parlamentarizzare le crisi. di attivare tecniche ostruzionistiche. È il Presidente del Consiglio ad assumere questa iniziativa. scelti fra i Ministri già nominati.4 Cost. ed in tal modo la maggioranza parlamentare viene richiamata a confermare la fiducia e viene ridotta la possibilità. su proposta del Presidente del Consiglio. Molto dubbia appare la possibilità che. pur non esplicitamente prevista dalla Costituzione. salva. La permanenza in carica del Governo e dei singoli Ministri Il conferimento della fiducia parlamentare. con l’accettazione di presiederlo e con la designazione dei suoi componenti. Nella prima fase di vita del Governo si collocano la nomina da parte del Consiglio dei Ministri dei Sottosegretari.5) che deve essere sottoscritta da “almeno un decimo dei componenti della Camera” e non può “essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione”.Presidenti del Consiglio. in assenza di un’espressa norma costituzionale in tal senso.

). La Corte costituzionale. 95. attraverso la nomina di un nuovo Ministro o l’attribuzione dell’interim ad uno dei Ministri già in carica. possono modificare in modo sensibile la complessiva compagine governativa. Relativamente ai poteri dei Governi dimissionari (che tali rimarranno fino al decreto presidenziale di accettazione delle dimissioni. parli di una loro responsabilità collegiale all’interno del Governo e d anche individuale per gli atti dei loro Ministeri. rimpasti.2 Cost. in via d’interpretazione trattandosi di una carica d un tempo politica ed amministrativa. se del caso. si è evidenziata la carenza di istituti idonei a precludere l’assunzione di responsabilità di governo a soggetti che siano in una situazione di oggettiva incompatibilità per conflitto di interessi con la gestione di poteri di governo: la soluzione del c. con la sent. contemporaneo alla nomina del nuovo Governo e controfirmato dal nuovo Presidente del Consiglio) appare evidente l’opportunità che essi vengano limitati al solo “disbrigo degli affari correnti”. che segnala anche casi di esercizio di significativi poteri di governo da parte di Governi dimissionari. eventualmente stimolato dal Presidente della Repubblica. ove vi siano motivi straordinari di necessità ed urgenza. alla stregua di “fonti integrative della Costituzione”. Le dimissioni di Ministri posti al vertice di Ministeri di particolare rilievo. nell’ipotesi in cui esso sia messo a repentaglio dal comportamento di un singolo Ministro. le prassi e le norme dei regolamenti parlamentari al riguardo vanno considerate. In questa logica. in un caso ciò sembra essere addirittura presupposto dalla Costituzione (art. per la Corte. nelle dimissioni del Ministro che ne sia fatto oggetto. su proposta del Presidente del Consiglio. Questa legge. Negli anni più recenti. chiedere anche una conferma della fiducia. 7/1996. La Corte ha ritenuto la sfiducia individuale istituto connaturato alla forma di governo parlamentare voluta dai costituenti: esso rappresenta lo strumento attraverso il quale si fa salvo il rapporto fiduciario tra Parlamento e Governo. Le dimissioni di un Ministro non provocano crisi del Governo dal punto di vista giuridico e obbligano semplicemente a colmare il vuoto prodottosi. 77. o “rimpasti” che mutano in modo notevole le responsabilità ministeriali. ha fissato alcuni principi. può ritenersi che sia indispensabile la cittadinanza.d.2 Cost. intitolata “Norme in materia di risoluzione dei conflitti di interesse”. decidendo sul ricorso proposto da un Ministro contro la mozione di sfiducia individuale approvata dal Senato nei suoi confronti e gli atti conseguenti. la condizione di alfabetismo. la capacità di agire. Nelle disposizioni costituzionali in tema di Governo non si dice nulla in relazione a procedimenti politici di decadenza dei singoli Ministri (per quelli conseguenti a responsabilità penali) malgrado che l’art. Al di là della prassi. essi non possono consistere. consistenti nel mutamento di più incarichi ministeriali all’interno del Governo in carica. Non sembrano esistere specifici casi di decadenza dalla carica di Presidente del Consiglio o di Ministro collegati ai loro status personali: la Costituzione non prevede neppure particolari requisiti soggettivi per poter essere nominati membri del Governo. esporre agli organi parlamentari le motivazioni delle vicende intervenute e. A ciò si procede con decreto presidenziale.d. Nel medesimo modo si opera anche per i c. conflitto di interessi ha infine prodotto la legge 215/2004.P a g e | 73 fra la permanenza in carica del Governo e i poteri del Presidente della Repubblica: in materia di formazione del Governo egli. svolge solo un ruolo di individuazione dell’esponente politico più idoneo (quindi le dimissioni che in genere i Governi offrono in occasione dell’elezioni di un nuovo Presidente della Repubblica non sono giuridicamente dovute e rientrano nel novero degli atti di mera cortesia). al di là di alcune opportune definizioni generali sul dovere dei titolari di “cariche di governo” di dedicarsi “esclusivamente alla cura degli interessi pubblici” e di astenersi “dal porre in essere atti e dal partecipare a deliberazioni collegiali in . starà quindi al Presidente del Consiglio. infatti. Quanto agli effetti di un voto di sfiducia individuale.

come l’organo che “dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile” e che “mantiene l’unità di indirizzo politico ed amministrativo. in quanto composto da organi tra loro diversi e dotati di proprie specifiche attribuzioni. Al di là della possibilità di provocare la decadenza dell’intero Governo tramite le proprie dimissioni. in relazione agli atti da promulgare o da emanare. diffidano “l’impresa ad astenersi da qualsiasi comportamento diretto ad avvalersi dall’atto medesimo” e. è l’organo competente ad assumere una serie di determinazioni impegnative per l’intero Governo: ad es. il Presidente del Consiglio è indicato dall’art. ovvero delle imprese o delle società da essi controllate”: sul verificarsi di queste ipotesi sono chiamate a vigilare non autorità giudiziarie ma l’Autorità garante della concorrenza e del mercato.P a g e | 74 situazioni di conflitto di interessi”. ove ritengano che si siano verificate situazioni di conflitto di interessi.1 Cost. non di meno vi sono alcuni importanti strumenti giuridici mediante i quali il Presidente del Consiglio può concretamente esercitare il suo primato politico sugli altri membri del Governo. uffici. In secondo luogo. Queste autorità indipendenti. Spetta al Presidente il potere di manifestare autonomamente verso l’esterno gli indirizzi politici generali del Governo. contiene un ampio ed analitico elenco di incompatibilità temporanee per questi soggetti rispetto a cariche. seppure sulla base delle proposte dei Ministri. controfirma le leggi e gli atti con forza di legge e mantiene i contatti con il Presidente della Repubblica. relativamente ad oggetti da sottoporre al Consiglio dei Ministri. Anche se è pacifico che non sussiste un rapporto gerarchico fra Presidente del Consiglio e singoli Ministri. senza che si preveda alcuna ulteriore conseguenza. in caso di inottemperanza infliggono all’impresa una sanzione pecuniaria e riferiscono anche al Parlamento. mentre i singoli Ministri non potrebbero neppure render nota la loro eventuale opinione dissenziente. il Presidente del Consiglio “concorda con i Ministri interessati le pubbliche dichiarazioni che essi intendano rendere ogni qualvolta. Si prevedono peraltro anche situazioni di conflitto di interesse nel caso. pone la questione di fiducia. possano impegnare la politica generale del Governo”. 95. del coniuge o dei parenti entro il secondo grado. che l’atto o l’omissione di un titolare di cariche di governo abbia “un’incidenza specifica e preferenziale sul patrimonio del titolare. deve essere tempestivamente informato dell’attività di questi Comitati e di quelli . come il Presidente del Consiglio. Se titolare di tutte le funzioni generali del Governo è il Consiglio dei Ministri e se i Ministri sono non solo componenti del Consiglio ma costituiscono il vertice delle strutture ministeriali cui sono preposti. attività professionali o di lavoro sia nel settore pubblico. eccedendo la normale responsabilità ministeriali. instaura i giudizi di costituzionalità e vi può intervenire. Il Presidente del Consiglio Il Governo costituisce un organo complesso ineguale. egli presiede e dirige il Consiglio di Gabinetto. potendo sottoporre alla deliberazione dell’organo collegiale anche argomenti diversi o perfino non riconducibili alle ordinarie attribuzioni del Consiglio. il Presidente è un primus inter pares. assume le decisioni proprie del Governo nei procedimenti legislativi. ove ritenga di costituirlo con la composizione che reputi più opportuna. Spetta al Presidente approvare ed autorizzare la diffusione del comunicato sui lavori del Consiglio dei Ministri. A vigilare su queste disposizioni è chiamata l’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Analogamente. che privato (ma non si prevede però nulla sul versante della proprietà o del controllo societario di imprese che abbiano possibili rapporti con le determinazioni governative). i singoli Ministri e il Consiglio dei Ministri. espone alle Camere il programma del Governo. o nello specifico settore l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. promuovendo e coordinando l’attività dei Ministri”. In terzo luogo dispone personalmente del potere di fissazione della data delle riunione del Consiglio e di determinazione del relativo ordine del giorno. può istituire speciali Comitati di Ministri con funzioni istruttorie.

La maggior parte delle numerose attribuzioni del Consiglio dei Ministri possono essere raggruppate. prima della loro adozione. è titolare delle fondamentali funzioni governative (iniziativa legislativa. ed è indicato come l’organo che “determina la politica generale del Governo e. ma istituendo alle sue dirette dipendenze il Comitato esecutivo per i servizi di informazione e di sicurezza. inoltre conferisce i massimi incarichi dirigenziali. organo collegiale composto da tutti i Ministri (la loro partecipazione alle riunioni del Consiglio è obbligatoria) e presieduto dal Presidente del Consiglio. di natura politica o militare”. adotta i decreti legislativi ed i decreti legge. tutti i regolamenti ministeriali ed interministeriali. delibera la nomina dei rispettivi presidenti. in relazione ai settori: 1. e detiene i poteri che gli derivano dalla presidenza dei Comitati interministeriali e dalla vice-presidenza del Consiglio supremo di difesa. enti. nonché quello di concordare con i Ministri le dichiarazioni di rilevanza politica generale. La legge 801/1977 ha affidato al Presidente del Consiglio “l’alta direzione. delibera i disegni di legge.Lgs 303/1999 si è attribuito al Presidente del Consiglio un vasto potere regolamentare su due versanti particolarmente importanti. Al tempo stesso può promuovere verifiche sul funzionamento degli uffici pubblici e “in casi di particolare rilevanza può richiedere al Ministro competente relazioni e verifiche amministrative”. Con il D. Il Consiglio dei Ministri Il Consiglio dei Ministri. in questo settore è il Presidente del Consiglio che “impartisce le direttive ed emana ogni disposizione necessaria per la organizzazione ed il funzionamento delle attività”. l’esercizio del controllo sulle leggi regionali). nonché i regolamenti governativi. non soltanto attribuendogli il compito di presiedere il Comitato interministeriale per le informazioni e la sicurezza. 2. il Consiglio dei Ministri delibera sulle dichiarazioni di indirizzo politico e di impegno programmatico. l’adozione dei decreti legislativi. come l’ordinamento interno della Presidenza e la disciplina dell’autonomia finanziaria e contabile della Presidenza stessa. presiede le Conferenze permanenti per i rapporti fra lo Stato ed il sistema delle autonomie territoriali.P a g e | 75 interministeriali. può dare direttive ai Comitati interministeriali su richiesta del Presidente del Consiglio. In quarto luogo dispone del potere di rivolgere ai Ministri non solo le direttive politiche ed amministrative in attuazione delle deliberazioni del Consiglio dei Ministri. in tema di politica internazionale e comunitaria. 3. determina le linee di indirizzo e delibera “i progetti dei trattati e degli accordi internazionale. ma anche “quelle connesse alla propria responsabilità di direzione della politica generale del Governo”. salvi gli enti pubblici creditizi. in tema di agenzie. in tema di indirizzo politico. 4. istituti ed aziende di carattere nazionale. quello di “sospendere l’adozione di atti da parte dei Ministri competente in ordine a questioni politiche ed amministrative. sottoponendoli al Consiglio dei Ministri nella riunione immediatamente successiva”.d. quelli di deferire al Consiglio dei Ministri “la decisione di questioni sulle quali siano emerse valutazioni contrastanti tra amministrazioni a diverso titolo competenti”. le aggiorna ed esprime l’assenso alle questioni di fiducia poste dal Presidente del Consiglio. così pure devono essergli comunicati. l’indirizzo generale dell’azione amministrativa”. Dirime i conflitti di attribuzione fra i Ministri”. la responsabilità politica generale e il coordinamento della politica informativa e di sicurezza” svolta dai c. dei decreti legge e dei regolamenti governativi. . Il Consiglio dei Ministri “delibera su ogni questione relativa all’indirizzo politico fissato dal rapporto fiduciario con le Camere. in tema di attività normativa. servizi segreti. ivi compresa la predisposizione dei bilanci. ai fini dell’attuazione di essa. comunque denominati.

delibera lo scioglimento dei Consigli regionali o la rimozione dei Presidenti delle Giunte (art. insieme al Presidente del Consiglio. salva la (peraltro rara) possibilità di essere chiamati a supplire il Presidente del Consiglio. la legge 317/2001 ne ha aumentato il numero a 14.P.). mentre deve essere sentito per delega di funzioni ai Ministri senza portafoglio. Esistono anche i c. può deliberare che il Ministro possa disattendere il parere del Consiglio di Stato e può chiedere la registrazione di un decreto a cui la Corte dei conti l’abbia negata. sentito il Consiglio dei Ministri. Tale regolamento è stato infine adottato mediante D. che può proporre al Consiglio dei Ministri la nomina di uno o più vice-Presidenti. 9. esercita poteri sostitutivi di cui all’art. è facoltativa e questi svolgono “le funzioni loro delegate dal Presidente del Consiglio dei Ministri.P a g e | 76 5. Solo l’art.d. Questi sono in numero definito. dal momento che non ne deriva alcuna differenziazione. 8. rispetto agli altri Ministri. in relazione alla tutela dei principi di costituzionalità e di legalità.. 127. Ministri senza portafoglio e cioè Ministri non preposti a Ministeri. su proposta del Presidente del Consiglio. La nomina dei Ministri senza portafoglio.3 legge 400/1988. quanto alle funzioni.d. tuttavia. delibera di sollevare o di resistere a conflitti di attribuzione fra i poteri dello Stato o fra lo Stato e Regioni. in relazione ai rapporti con gli organi ausiliari del Governo. in relazione alle confessioni religiose. denominandoli Ministeri (o Dicasteri). nonché gli eventuali compiti specifici loro attribuiti da singole leggi. essere anche inferiore a quello dei Ministeri previsti dalla legge. in relazione alle Regioni. procede all’”annullamento straordinario degli atti amministrativi illegittimi”. Il numero dei Ministri potrebbe. che avviene secondo le ordinarie modalità di nomina dei Ministri. La disciplina del funzionamento del Consiglio dei Ministri è stata lasciata per lunghissimo tempo solo alla prassi. vice-ministri sono invece degli speciali sottosegretari. 120. 7. può impugnare le leggi regionali (art. I Ministri I Ministri sono contemporaneamente componenti del Consiglio dei Ministri e organi di vertice degli apparati amministrativi in cui la legge ripartisce organicamente la pubblica amministrazione statale. La carica di vice-Presidente del Consiglio dipende attualmente dalla volontà del Presidente del Consiglio.1 Cost. in caso di assenza o di impedimento temporaneo (supplenza che altrimenti spetta al Ministro più anziano di età). I c. la nomina di uno o più vice-Presidenti del Consiglio e dei Commissari straordinari del Governo. Per l’espletamento delle loro funzioni i Ministri senza portafoglio sono preposti a strutture amministrative della Presidenza del Consiglio e dispongono anche di uffici di diretta collaborazione: spetta a loro. 4.M. 6. La sua funzione era solo quella di coadiuvare il .). ha previsto un apposito regolamento. dal momento che un Ministro mediante gli interim può essere preposto a più Ministeri e lo stesso Presidente del Consiglio può avere anche la responsabilità di uno o più Ministeri. con provvedimento da pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale”. Il Consiglio di Gabinetto ed i Comitati fra i Ministri Dal 1983 si è sperimentata la creazione informale del Consiglio di Gabinetto ad opera di alcuni dei Presidenti del Consiglio. 10 novembre 1993 come un “regolamento interno” di un organo costituzionale. Il Consiglio dei Ministri delibera. la nomina dei Sottosegretari e l’attribuzione di speciali incarichi ad un Ministro. il potere di incidere sull’organizzazione di queste strutture. 126 Cost.C. delibera gli atti concernenti i rapporti con la Chiesa cattolica e con le altre confessioni religiose. Si tratta di una carica di rilievo essenzialmente politico.2 Cost.

lasciandone in vita sono alcuni. 96 Cost. Negli anni sessanta si è vista una riduzione del loro numero e l’attribuzione al CIPE (Comitato interministeriale per la programmazione economica) il potere di coordinare i Comitati residui. l’istituzione di particolari Comitati di Ministri. commissione inquirente e cioè alla commissione parlamentare bicamerale che istruiva le denunce pervenute a carico dei Ministri. e svolgono non solo attività di indirizzo. La legge 400/1988 ha stabilito che “i Comitati dei Ministri e quelli interministeriali istituiti per legge debbono tempestivamente comunicare al Presidente del Consiglio dei Ministri l’ordine del giorno delle riunioni. cui si aggiungono. anche se si prevede che altri Ministri possano essere invitati a prendere parte alle singole sedute “in ragione della loro competenza”. attraverso apposite direttive. il Consiglio di Gabinetto per farsi coadiuvare nello svolgimento delle sue funzioni di direzione della politica generale del Governo e di mantenimento dell’unità dell’indirizzo politico ed amministrativo. CIPE – Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica CICR – Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio CESIS – Comitato Esecutivo per i Servizi di Informazione e Sicurezza Le norme speciali in tema di reati ministeriali L’art. Negli anni novanta si sono soppressi ben 12 Comitati. eventualmente avvalendosi anche di esperti non appartenenti alla pubblica amministrazione”. I Comitati interministeriali sono. alla valutazione dei risultati conseguiti. il regolamento interno del Consiglio dei Ministri ha previsto che possano far parte dei Comitati di Ministri anche Sottosegretari “delegati ovvero espressamente autorizzati dal Presidente del Consiglio dei Ministri”. oltre al CIPE. all’approvazione della relazione previsionale e programmatica. in genere presieduti dal Presidente del Consiglio (ma di fatto è un Ministro con funzioni di vice-Presidente). Questi organi. fra i quali spiccano. sono composti dai Ministri competenti per settore. perché stabilisca le direttive alle quali i Comitati debbono attenersi”. al coordinamento delle politiche settoriali e dei relativi piani con gli indirizzi generali definiti. Su questa linea. funzionari ed esperti.. nella sua formulazione originaria. 1/1989. Le più recenti modificazioni delle funzioni del CIPE. adottata dopo che un referendum popolare aveva abrogato le disposizioni legislative relative alla c. L’organo. prevedeva che il Presidente del Consiglio dei Ministri ed i Ministri potessero essere messi in stato di accusa da parte del Parlamento riunito in seduta comune per i reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni. il Comitato interministeriale per il credito ed il risparmio (CICR) ed il Comitato esecutivo per i servizi di informazione e di sicurezza (CESIS). all’elaborazione degli indirizzi fondamentali da sostenere a livello comunitario. . in questo caso essi sarebbero stati giudicati dalla Corte costituzionale nella sua composizione integrata. sembra avere una composizione stabile. con il compito di esaminare in via preliminare questioni di comune competenza. ove costituito. Il Presidente del Consiglio può “disporre. accentuano il suo ruolo di indirizzo e coordinamento in relazione alla definizione di bilancio. ma anche di tipo normativo o di tipo provvedi mentale. invece. Con l’art. si è infine previsto che il Presidente del Consiglio possa istituire. che attribuiscono loro rilevanti funzioni di governo in specifici ma importanti settori.d. 6 della legge 400/1988. organi creati per lo più tramite apposite leggi. con proprio decreto. di esprimere parere su direttive dell’attività del Governo e su problemi di rilevante importanza da sottoporre al Consiglio dei Ministri. in alcuni casi. Questa disposizione costituzionale è stata sostituita dalla legge cost. con Ministri da lui designati. Il Presidente del Consiglio dei Ministri può deferire singole questioni al Consiglio dei Ministri.P a g e | 77 Presidente del Consiglio nella fase istruttoria delle questioni da sottoporre poi alle decisioni del Consiglio dei Ministri.

perquisizioni personali o domiciliari nei confronti dei soggetti inquisiti.P a g e | 78 La legge costituzionale. lo stesso per gli eventuali successivi gradi di giudizio. con valutazione insindacabile. Il Commissario può essere nominato solo “al fine di realizzare specifici obiettivi determinati in relazione a programmi o indirizzi deliberati dal Parlamento o dal Consiglio dei Ministri o per particolari e temporanee esigenze di coordinamento operativo tra amministrazioni statali”. giudica la magistratura ordinaria. nell’esercizio delle loro funzioni. Il collegio è formato da tre magistrati. ma solo a maggioranza assoluta. reati ministeriali. il membro del Governo che commetta reati. “ove reputi. ne risponde al pari di ogni altro cittadino (salva l’applicazione dell’art. su proposta del Presidente del Consiglio. e cioè i reati commessi nell’esercizio delle funzioni ministeriali. intercettazioni telefoniche. Le stesse Camere devono anche autorizzare le necessarie misure limitative della libertà personale. è il Tribunale del capoluogo del distretto della Corte d’appello che è chiamato a giudicare. e si prevede un procedimento di nomina che conferma la loro natura non di Ministri ma di organi che restano organi amministrativi straordinari e temporanei (decreto del Presidente della Repubblica. si deve ritenere che. sembra essere quella per la quale “nei confronti del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri non può essere disposta l’applicazione provvisoria di pene accessorie che comportano la sospensione degli stessi dal loro ufficio”. La competenza a richiedere l’autorizzazione a procedere è stata attribuita ad uno speciale collegio giudiziario istituito presso il Tribunale del capoluogo del distretto della Corte d’appello competente per territorio. I c. L’organo parlamentare può negare l’autorizzazione alla continuazione del procedimento penale. in tutti i casi di reati non ministeriali. responsabili dell’espletamento di specifici compiti amministrativi di natura contingente e transitoria. Successivamente all’autorizzazione parlamentare. . e viene rinnovato ogni biennio. 68 Cost. che l’inquisito abbia agito per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell’esercizio della funzione di governo”. in casi più recenti. previa semplice autorizzazione da parte della Camera a cui l’inquisito appartiene. previa deliberazione dello stesso Consiglio dei Ministri).d. che abbiano da almeno cinque anni la qualifica di magistrato di Tribunale o superiore. nell’ipotesi che sia un parlamentare).. “salvo che siano colti nell’atto di commettere un delitto per il quale è obbligatorio il mandato o l’ordine di cattura”. che ha approvato anche un nuovo testo. 11 della legge 400/1988 ammette l’istituto del Commissario straordinario del Governo. Gli Alti Commissari ed i Commissari straordinari Mentre in passato essi erano. afferma che sui reati commessi dal Presidente del Consiglio e dai Ministri (anche non più in carica). estratti a sorte fra i magistrati dei Tribunali del distretto. L’unica norma di privilegio. sia applicabile ai componenti del Governo l’irrogazione provvisoria o definitiva di pene che portano alla decadenza dall’incarico ministeriale. o del Senato se sono coinvolti appartenenti ad entrambe le Camere o non parlamentari. L’art. sequestri o violazioni della segretezza della corrispondenza. Al di là di questo confine. secondo le norme ordinarie. essi hanno anticipato la creazione di nuovi Ministeri (si pensi ai Commissari per l’igiene e la sanità e a quello per il turismo). “Sull’attività del Commissario straordinario riferisce al Parlamento il Presidente del Consiglio dei Ministri o un Ministro da lui delegato”. consistono in reati comuni (in genere appartenenti alla categoria dei reati contro la pubblica amministrazione) commessi dal Presidente del Consiglio o da un Ministro. utilizzando i loro poteri o comunque nell’ambito delle funzioni ministeriali. cui spetta anche il compito di svolgere l’ordinaria attività istruttoria. nella fase del giudizio. in genere. A contrario.

La previsione che essi possano intervenire ai lavori parlamentari come rappresentati del Governo. gli atti attraverso i quali si assicura lo sviluppo dei rapporti all’interno dell’Unione europea. Questi speciali Sottosegretari possono essere invitati “a partecipare alle sedute del Consiglio dei Ministri senza diritto di voto. Questi vengono adottati non solo dal Governo inteso nella sua collegialità. Il medesimo procedimento è stato seguito nei casi di revoca. nel regolamento interno.1 Cost. è accompagnata dalla precisazione che ciò deve avvenire “in conformità alle direttive del Ministro”.P a g e | 79 I Sottosegretari Questi organi. pur non facendo parte del Governo. il Consiglio dei Ministri esprime il necessario consenso collegiale alla proposta del Presidente del Consiglio. sentito il Consiglio dei Ministri”. del Consiglio dei Ministri. competenti ad esercitare “i compiti ad essi delegati con decreto ministeriale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale”. per riferire su argomento e questioni attinenti alla materia loro delegata”. svolgono rilevanti funzioni di governo e di amministrazione. sulla quale il Governo chiede la fiducia. Una serie di atti governativi: a) Atti relativi alla determinazione della piattaforma politica e programmatica. Si giunge alla loro nomina. L’art. vanno considerati i poteri del Consiglio supremo della difesa in ordine alla determinazione dei criteri e delle . è accompagnata dalla precisazione che debbano far ciò “per sostituire o coadiuvare i rispettivi Ministri”. Le funzioni di indirizzo politico del Governo La politica generale del Governo si concretizza in una serie innumerevole di atti normativi ed amministrativi. Egli non solo “cura la verbalizzazione e la conservazione del registro delle deliberazioni”. Particolare è la posizione del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio che è nominato segretario del Consiglio dei Ministri: all’inizio della sua prima riunione. di concerto con il Ministro che il Sottosegretario è chiamato a coadiuvare. ove siano loro state conferite deleghe particolarmente ampie: la delega è anche approvata dal Consiglio dei Ministri su proposta del Presidente del Consiglio. con la stessa formula utilizzata dai Ministri. mediante un “decreto del Presidente della Repubblica. 10 della legge 400/1988 configura i Sottosegretari come collaboratori di un Ministro o del Presidente del Consiglio. La previsione. b) Atti mediante i quali il Governo esercita la sua azione nell’ambito delle relazioni internazionali: i trattati e gli accordi internazionali. ma da lui dipendono l’Ufficio di segreteria del Consiglio dei Ministri ed anche quei dipartimenti ed uffici della Presidenza del Consiglio “per i quali il Sottosegretario abbia ricevuto delega dal Presidente del Consiglio dei Ministri”. dai singoli Ministri. integrazioni o modificazioni. si procede quindi alla sua nomina ed al giuramento. c) In tema di politica militare. Il Sottosegretario assume le sue funzioni solo dopo il giuramento che deve prestare dinanzi al Presidente del Consiglio dei Ministri. più raramente. che possano far parte di Comitati di Ministri.. essendo i più stretti collaboratori politici rispettivamente del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri nell’ambito delle loro responsabilità governative. in modo da consentirgli di svolgere immediatamente le sue funzioni. ma anche dal Presidente del Consiglio. 92. Lo stesso nome di Sottosegretario si riferisce al loro rapporto di collaborazioni con i Ministri. nonché alle sue successive specificazioni. su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri. A non più di dieci sottosegretari può essere “attribuito il titolo di vice-ministro”. in passato denominati Segretari di Stato. dai Comitati interministeriali e. inteso ai sensi dell’art. gli atteggiamenti assunti in relazione ai rapporti con gli altri Stati ed agli organismo sovranazionali.

nonché con le organizzazioni rappresentative dei sindacati e del’associazionismo economico. il Presidente del Consiglio e il Consiglio dei Ministri sono titolari di numerosissimi altri poteri amministrativi. il Presidente del Consiglio adotta direttive per indirizzare l’attività dei Prefetti del capoluogo regionale sulla base degli indirizzi determinati dal Consiglio dei Ministri. In tema di politica della sicurezza pubblica. nomina che verrà formalizzata in un decreto del Presidente della Repubblica. vanno considerati i poteri del Governo “questioni di ordine pubblico”. Gli incarichi di competenza del Consiglio dei Ministri “cessano decorsi novanta giorni dal voto di fiducia al Governo”. a dirimere i conflitti di attribuzione fra i Ministri. Spetta al Consiglio dei Ministri deliberare sulla nomina. aziende o di organismi collegiali operanti presso l’amministrazione statale. Al Presidente del Consiglio o. Le relazioni intrattenute dal Governo con le confessioni religiose. revocabili “nelle ipotesi di responsabilità dirigenziali”.P a g e | 80 direttive per l’organizzazione ed il coordinamento delle attività che riguardano la difesa nazionale. dei segretari generali dei Ministeri e dei dirigenti preposti a “strutture articolate al loro interno in uffici dirigenziali generali”. su proposta del Ministro competente. nonché gli eventuali atti governativi di recepimento degli stessi. ad annullare in via straordinaria gli atti amministrativi illegittimi. L’esercizio del potere di ricorso da parte del Governo agli organi della giustizia ordinaria. è affidata la nomina dei componenti degli organi dei maggiori enti pubblici. Il disegno di legge relativo al bilancio preventivo e tutti gli atti governativi che lo precedono o lo accompagnano (il documento di programmazione economico-finanziaria. Il potere di iniziativa legislativa del Governo. la relazione previsionale e programmatica). Il Consiglio dei Ministri nomina la quota dei componenti della Corte dei conti e del Consiglio di Stato di spettanza del Governo. vanno annoverati i poteri del Presidente del Consiglio. agenzie. a dare direttive ai Comitati dei Ministri ed a quelli interministeriali. Gli incarichi di vertice degli altri uffici di direzione di livello dirigenziale generale sono conferiti con decreto del Presidente del Consiglio. alla legge finanziaria ed alle leggi collegate. d) e) f) g) h) i) j) k) l) Le funzioni amministrative Anche se la maggior parte delle funzioni amministrative del Governo sono costituite dalle funzioni proprie dei singoli Ministri. Il potere di direttiva agli enti di gestione delle partecipazioni statali. per di più agevolato dai diversi poteri di cui esso dispone del corso del procedimento legislativo. Nell’ambito dei rapporti con le autonomie regionali. specie nel settore delle programmazioni settoriali. prevede spesso che il Governo in quanto tale o Comitati interministeriali adottino atti di direttiva indirizzati ad altri organi o soggetti della pubblica amministrazione. con le organizzazioni sindacali del pubblico impiego. su proposta del Ministro competente. La legislazione. tuttavia il Presidente del Consiglio ed il Consiglio dei Ministri sono anch’essi titolari di importanti funzioni amministrative: quelle che mirano a dirigere in modo unitario le funzioni ministeriali. più comunemente al Consiglio dei Ministri. . amministrativa o costituzionale. Si tratta di incarichi a tempo determinato (solo fino a tre anni). che trovano la loro origine in molte leggi. i disegni di legge relativi al bilancio pluriennale. coadiuvato dal Comitato interministeriale per le informazioni e la sicurezza. nella determinazione degli indirizzi e degli obiettivi da perseguire in questo settore. Il potere legislativo delegato o esercitato in via d’urgenza. Soprattutto.

Ciò che è ammesso è solo la delega da adottare un atto con forza di legge nei settori nei quali si reputa che la sede governativa sia più idonea di quella parlamentare. una legge o lo stesso decreto legislativo che è delegato ad adottare) sono lecite solo se puntualmente disciplinate.P a g e | 81 In materia di gestione del bilancio statale. 65). in modo esplicito ma anche implicito. Le funzioni normative Tutta la materia degli atti normativi del Governo è stata ridisciplinata dalla legge 400/1988. esaurisca il potere delegato con l’adozione di un decreto legislativo. In riferimento alle c. È stato introdotto un obbligo di auto qualificazione per tutti questi atti normativi e cioè un obbligo per essi di auto denominarsi di volta in volta “decreto legislativo”. è il Governo il soggetto titolare di poteri assai significativi. Inoltre. entro un lungo termine. e cioè a quelle delegazioni relative ad una pluralità di oggetti distinti. . Banca d’Italia e CICR (Comitato interministeriale per il credito e il risparmio – pg. “decreto legge” o “regolamento”. il termine entro cui il Governo potrà esercitare la funzione legislativa delegata. ma non possono equivalere ad una sorta di generica attribuzione della funzione legislativa. salvo espressa previsione difforme. In relazione alle materie delegabili è opinione comune che il Governo non possa essere delegato né a modificare o integrare la Costituzione. senza poter quindi nuovamente riesercitarlo (si delega a porre in essere un atto con forza di legge.d. ove la legge del Parlamento (denominata legge di delegazione) determini l’oggetto della delega stessa. i principi normativi ed i criteri direttivi che il Governo dovrà rispettare nel dettare la nuova disciplina dotata di forza di legge. di norma. sia che ci si riferisce alla fase dell’esercizio provvisorio. D’altra parte. Questa innovazione è finalizzata a ridurre i dubbi sul tipo di atto che il Governo pone in essere. La delega legislativa è sempre revocabile da parte del Parlamento. il Ministro preside tutti gli organi collegiali di vertice o consultivi del Ministero. né ad adottare quelle determinazioni legislative che incorporano anche una funzione di controllo o di indirizzo del Parlamento sul Governo. In tema di governo del settore valutario e di funzionamento del settore creditizio. In quasi tutti i settori in cui sono stati adottati atti di programmazione-pianificazione. nonché alle sue direttive. in aggiunta all’atto mediante il quale vengono adottati. I decreti legislativi La delega legislativa al Governo è ammessa dall’art. delegazioni plurime. se sono “suscettibili di separata disciplina. Quanto ai poteri amministrativi dei singoli Ministri corrispondono a quelli loro attribuiti da disposizioni legislative e a tutte le attribuzioni degli apparati organizzativi a cui sono preposti: il Ministro dispone degli strumenti giuridici per dirigere l’attività degli uffici da lui dipendenti e per garantire la piena conformità dei comportamenti di tali uffici alle prescrizioni legislative e regolamentari. sono stati attribuiti al Governo od a Comitati interministeriali importanti poteri di specificazione ed attuazione. facendo con ciò intendere che. si ritiene che il Governo. il peso del Governo è decisivo e passa prevalentemente attraverso un complesso rapporto fra Ministro dell’Economia. il Governo può esercitarla mediante più atti successivi per uno o più degli oggetti predetti”. 76 Cost. negli altri casi. non ad esercitare per un determinato periodo la funzione legislativa). Le c. sia che ci si riferisca alla fase della gestione della legge di bilancio. deleghe correttive (l’inserimento di clausole che consentono al Governo di correggere. attraverso l’esercizio diretto da parte del Parlamento del potere legislativo in precedenza delegato. è invece inammissibile un esercizio parziale della delega. ovvero un esercizio frammentario nel tempo.d. nonché le Aziende che siano costituite presso il Ministero stesso.

e per periodi rigidamente delimitati. in genere di carattere procedimentale. specie in settori di particolare importanza. si è stabilito che il testo del decreto legislativo adottato dal Governo gli venga trasmesso per la emanazione “almeno venti giorni prima della scadenza”. esercitabile più volte.) appare particolarmente severa. la auto attribuzione da parte del Governo del potere di adottare. a meno che la legge di delegazione preveda un termine diverso. Assumono la forma di decreti legislativi anche le norme di attuazione degli statuti speciali delle cinque Regioni ad autonomia particolare. alcune leggi di delega. il Governo è tenuto a sottoporre gli schemi di decreto legislativo al parere delle Commissioni parlamentari permanenti. L’art. in sostanza priva di principi e criteri direttivi.. le quali entro sessanta giorni.3 della legge 400/1988 ha prescritto che “il Governo informa periodicamente le Camere sui criteri che segue nell’organizzazione dell’esercizio della delega”. Nel periodo più recente. se la delega ha durata ultrabiennale. stabilendo che siano le Camere a deliberare lo stato di guerra. 14. ma non è a ciò giuridicamente vincolato. dovranno emettere un parere “indicando specificamente le eventuali disposizioni non ritenute corrispondenti alle direttive della legge di delegazione”. La legge 400/1988 ha individuato nella emanazione presidenziale del decreto legislativo l’atto del procedimento di esercizio della delega che deve avvenire entro il termine fissato dalla legge di delegazione. Con l’art. I decreti legge La disciplina costituzionale in tema di decretazione d’urgenza (art. il loro parere definitivo. al fine di consentire un controllo effettivo da parte del Presidente della Repubblica sull’atto governativo. anzi. sugli schemi di decreti legislativi predisposti dal Governo. si assiste ad una sempre più diffusa previsione della necessità di pareri delle commissioni parlamentari. così che esse possano esprimere entro trenta giorni. sotto l’esplicita responsabilità del Governo. Un altro caso di delega legislativa del tutto anomale è implicitamente previsto dall’art. 16. Oltre ai limiti prescritti dall’art. L’esercizio della delega da parte del Governo avviene mediante la adozione da parte del Consiglio dei Ministri di un decreto legislativo (legge delegata) e la sua emanazione da parte del Presidente della Repubblica. . di sottoporre. di norma. nonché le eventuali modificazioni degli schemi di decreto. senza previa delega del Parlamento. Il Governo che ha ricevuto la delega legislativa ha.. esistente in precedenza.1 della legge 400/1988 è venuto meno l’obbligo. di commissioni di esperti. un evidente interesse ad esercitarla. prima della pubblicazione. consistenti nel necessario parere di commissioni parlamentari. Appaiono in progressiva espansione casi di proroghe di deleghe non esercitate nei termini prescritti ed il conferimento di generici poteri delegati di tipo correttivo di decreti legislativi od anche di leggi già vigenti. 76 Cost. competenti per materia. il decreto legislativo alla registrazione da parte della Corte dei conti.P a g e | 82 In relazione al termine entro cui la delega può essere esercitata. 78 Cost. Successivamente a quest’ultima. L’adozione del decreto legge è prevista. che costituisce l’unico caso nel quale il Governo dispone di un vero e proprio potere legislativo. di enti direttamente coinvolti dal contenuto della delega. nel tentativo di permettere solo in casi davvero eccezionali . hanno previsto alcuni limiti ulteriori. solo molto parzialmente condizionato dall’azione di commissioni composte in modo paritetico fra il Governo e la Regione o Provincia interessata. il testo viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ed entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla data di pubblicazione. Ci si trova dinanzi ad una delega a tempo indeterminato. da esprimere entro termini perentori. atti con forza di legge. 77 Cost. là dove. si prevede che il Governo debba far riavere alle Commissioni le sue osservazioni. se prevede anche che esse “conferiscano al Governo i poteri necessari”. Inoltre. solo “in casi straordinari di necessità e di urgenza”.

15. sulla base di una loro valutazione discrezionale. ha l’obbligo di trasmetterlo alle Camere. ma di tutte le altre responsabilità (in sede civile. tanto da originare una nuova e più incisiva reazione da parte della Corte costituzionale. penale. queste si devono appositamente riunire non più tardi di cinque giorni (anche se sciolte) per l’esame del disegno di legge di conversione. L’art. Nel tempo è derivata la discutibile prassi di reiterare i decreti legge decaduti alla scadenza dei sessanta giorni. Ove il decreto legge non sia convertito per voto di una delle Camere o per decorrenza del termine dei sessanta giorni. potendo deliberare la reiezione dello stesso in via pregiudiziale. scattano le responsabilità dei singoli componenti del Governo che lo hanno adottato: né si tratta solo dell’ovvia responsabilità politica. La conversione in legge deve intervenire necessariamente entro sessanta giorni dalla pubblicazione del decreto legge. le Camere “possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti”. tramite un successivo decreto. In secondo luogo. che alla stessa legge di conversione di un decreto legge. 77 Cost. amministrativa) in relazione alle lesioni prodotte dal decreto legge non convertito.3 Cost. La Corte ha affermato di poter giudicare della “evidente mancanza” dei presupposti di straordinaria necessità ed urgenza sia in riferimento al decreto legge. chiedendone la conversione in legge. di poter trasferire il rilievo di costituzionalità . La Corte costituzionale ha criticato la prassi della reiterazione e. La modifica dell’art. salvo che quest’ultima non disponga diversamente”. pena la perdita di efficacia del decreto fin dal momento in cui è stato adottato (perdita dell’efficacia ex tunc e non ex nunc). in contrapposizione al principio della retroattività.3 della legge 400/1988 stabilisce che il contenuto del decreto legge “deve essere specifico. L’art. 77. 96 bis.8 del regolamento della Camera indica che sono “inammissibili gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi che non siano strettamente attinenti alla materia del decreto legge”. 15. con un accrescimento dei settori disciplinati mediante catene di decreti legge. La locuzione ex tunc. Questa implicita ammissione della liceità della reiterazione ha prodotto un’ulteriore grave accentuazione del fenomeno. Ciò ha prodotto non solo l’attribuzione di fatto del potere legislativo al Governo. riadattandoli nello stesso od analogo contenuto con il rischio di giungere così ad aggirare tutti i limiti di cui all’art. ha comunque escluso la possibilità di reiterare i decreti legge respinti e di far salvi gli effetti giuridici di un decreto decaduto. nello stesso giorno in cui il decreto legge è emanato e ne dispone la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.P a g e | 83 Il Governo. A questa grave situazione si è cercato di reagire mediante alcune modifiche dei regolamenti della Camera e del Senato. La locuzione ex nunc letteralmente significa "da ora in poi" e sta ad indicare che una determinata azione oppure giudizio agisce da quel momento.1 della legge 400/1988 ha imposto al Governo di indicare nel preambolo del decreto legge le “circostanze straordinarie di necessità e di urgenza che ne giustificano l’adozione”. che hanno previsto la necessità che le rispettive commissioni competenti in materia costituzionale esprimano in termini abbreviatissimi il loro parere sulla sussistenza del presupposto della straordinaria necessità ed urgenza di ogni decreto legge. 15. indica la retroattività dell'efficacia di un'azione. L’art. mediante “catene” di decreti legge nelle più diverse materie. conseguendone l’immediata efficacia.5 della legge 400/1988 dispone che queste modifiche “hanno efficacia dal giorno successivo a quello della pubblicazione della legge di conversione. prevede che. pur non vietandola in assoluto. la corte ha affermato. ossia la sua applicabilità fin dall'inizio. L’art. omogeneo e corrispondente al titolo”. ma ha suscitato seri problemi d’incertezza del diritto vigente nei settori nei quali i decreti legge decadevano ma venivano reiterati.

previo parere del Consiglio di Stato.P a g e | 84 sollevato contro un decreto legge nel frattempo decaduto al nuovo decreto legge che riproduca la medesima disposizione o ne contenga una analoga. che da quello delle tipologie ritenute ammissibili. implicitamente che possano esistere regolamenti di esecuzione o di attuazione di decreti legge: si conferma in tal modo l’opinione che l’urgenza deve riguardare il provvedimento concreto e non già il provvedere mediante un atto dotato di forza di legge. Di particolare rilievo è un’altra scelta operata dalla legge 400/1988. Quanto al procedimento. purché esse non siano coperte da riserve assolute di legge. (materia costituzionale.la disciplina delle materie indicate nell’art. ai regolamenti di attuazione e integrazione di leggi e decreti legislativi. decreti legislativi e regolamenti comunitari. i regolamenti del Governo sono deliberati dl Consiglio dei Ministri.il ripristino dell’efficacia di disposizioni legislative dichiarate illegittime costituzionalmente per vizi sostanziali.l’attribuzione di deleghe legislative al Governo. “autorizzando l’esercizio della potestà regolamentare del Governo. con effetto dell’entrata in vigore delle norme regolamentari”. 72. .P. Sempre l’art. ai regolamenti delegati. approvazione di bilanci e consuntivi). la legge si riferisce ai regolamenti di esecuzione di leggi. allorché si prescrive che i decreti legge “devono contenere misure di immediata applicazione” e si esclude. mediante apposite leggi che. I regolamenti di attuazione e integrazione I regolamenti di attuazione e integrazione sono definiti dal legislatore come quelli che operano in relazione a leggi che contengono solo norme di principio (quindi sono escluse le materie in cui vi sia una riserva assoluta di legge e quelle nelle quali operano le Regioni). invece. elettorale.2 della legge 400/1988 ha enucleato altre materie da considerare sottratte alla decretazione d’urgenza: . ai regolamenti indipendenti. i regolamenti possono distinguersi tra loro o per l’ambito di discrezionalità o per il loro particolare oggetto. registrati presso la Corte dei conti e pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale. I regolamenti Il potere regolamentare del Governo è stato largamente ridisciplinato negli ultimi anni sia dal punto di vista del procedimento mediante il quale può essere esercitato. . a meno che nel frattempo si siano manifestate nuove straordinarie situazioni di necessità ed urgenza ed il Governo adegui la precedente disposizione al nuovo contesto. I regolamenti delegati I regolamenti delegati sono finalizzati a permettere l’avvio di un processo di delegificazione (cioè di attribuzione al potere regolamentare del Governo del compito di regolare certe materia anche in deroga alla disciplina precedentemente posta da una legge). Dal primo punto di vista. La legge 400/1988 prevede che si possa procedere alla delegificazione di certe materie. autorizzazione a ratificare trattati internazionali. I regolamenti indipendenti I regolamenti indipendenti sono dalla legge definiti come quelli che intervengono in materia “in cui manchi la disciplina da parte di leggi o di atti aventi forza di legge. sono emanati con D. in via generale. determinano le norme generali regolatrici della materia e dispongono la abrogazione delle norme vigenti.. Ma soprattutto ha affermato.4 Cost. Sul piano delle tipologie. Si . sempre che non si tratti di materie comunque riservate alla legge”. che solo in un secondo momento sarebbe attuato.R. delegazione legislativa. 15. l’illegittimità costituzionale della riproduzione in un nuovo decreto legge del contenuto normativo di un precedente decreto legge.

P a g e | 85 tratta pertanto di una tecnica di delegificazione (c.d. abrogazione differita) che appare rispettosa del primato della legge e che ipotizza che il ritiro del legislatore dalla materia in precedenza legiferata non sia assoluto, ma che questi mantenga il compito di determinare i principi fondamentali della nuova disciplina. L’art. 13 della legge 59/1997 ha introdotto un nuovo 4° comma bis all’art. 17 della legge 400/1988, secondo il quale “l’organizzazione e la disciplina degli uffici dei Ministeri sono determinate con regolamenti” delegati, nell’ambito di alcuni generici criteri direttivi e con un intervento consultivo delle Commissioni parlamentari permanenti, da esercitare entro un termine perentorio di trenta giorni. Questa disposizione, successivamente estesa a tutte le amministrazioni statali, anche ad ordinamento autonomo, giunge a configurare una vera e propria riserva di regolamento in tutto l’ampio settore dell’organizzazione amministrativa statale, che conferisce stabilmente al Governo il potere di disciplinare tutta questa materia mediante regolamenti delegati. L’art. 20 della legge 59/1997 prevede che all’inizio di ciascun anno il Governo presenti un apposito disegno di legge “per la delegificazione di norme concernenti procedimenti amministrativi, anche coinvolgenti amministrazioni centrali, locali ed autonome”. La crescente rilevanza del potere regolamentare del Governo e dei Ministri è all’origine della recente creazione di una nuova sezione consultiva del Consiglio di Stato, competente per “l’esame degli schemi di atti normativi per i quali il parere del Consiglio di Stato è prescritto per legge o è comunque richiesto dall’amministrazione”. I regolamenti di organizzazione e di recepimento degli accordi sindacali I regolamenti di organizzazione e di funzionamento delle amministrazioni pubbliche rappresentano un tipico esempio di regolamenti operante ad integrazione delle prescrizioni di legge relative all’organizzazione dei pubblici uffici. I regolamenti che disciplinano “l’organizzazione del lavoro ed i rapporti di lavoro dei pubblici dipendenti in base agli accordi sindacali” costituivano, invece, lo strumento per recepire nell’ordinamento statale il risultato della contrattazione collettiva. I regolamenti ministeriali L’art. 17 legge 400/1988 ha anche disciplinato il potere dei regolamenti dei Ministri: i regolamenti ministeriali ed interministeriali possono essere adottati dal Presidente del Consiglio o dai Ministri, nella forma di D.P.C.M. e di D.M., con l’obbligo ulteriore di auto qualificarsi come regolamenti. Il procedimento di formazione è ora analogo a quello dei regolamenti governativi: occorre un previo parere del Consiglio di Stato sullo schema di regolamenti, l’atto di adozione-emanazione da parte del Presidente del Consiglio o del ministro, la registrazione da parete della Corte dei conti, la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Fase tipica, nel procedimento di formazione dei regolamenti ministeriali, è, invece, la necessaria trasmissione, prima della adozione, dello schema di regolamento al Presidente del Consiglio dei Ministri perché questi possa esercitare i suoi poteri finalizzati al mantenimento del’unità dell0indirizzo politico ed amministrativo in relazione agli atti normativi dei singoli membri del Governo. L’art. 17.3 della legge 40/1988 stabilisce i limiti del potere regolamentare dei ministri: questo può essere esercitato “solo nelle materie di competenza del Ministro o di autorità sottordinate al Ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere”; si prevede inoltre che “i regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo”.

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CAPITOLO IX
L’ORGANIZZAZIONE DEGLI APPARATI AMMINISTRATIVI STATALI PRINCIPI COSTITUZIONALI IN TEMA DI PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Costituzione e amministrazione I principi costituzionali in tema di amministrazione riguardano l’intera amministrazione pubblica, sia quella dello Stato sia quella regionale e locale. Tra le disposizioni costituzionali relative alla pubblica amministrazione: - quelle contenute negli artt. 97 e 98 che compongono la sezione II del titolo III, intitolata “La pubblica amministrazione”, le quali fissano alcuni principi fondamentali che riguardano l’amministrazione intesa sia come apparato, come insieme di organi, uffici, strutte appositamente create per lo svolgimento di compiti amministrativi, sia come attività; - quelle contenute nell’art. 28, in tema di responsabilità del pubblico funzionario; - quelle contenute negli artt. 5, 114 e ss., in tema di amministrazione regionale e locale; - quelle contenute negli artt. 103 e 113, in tema di tutela del privato nei confronti della pubblica amministrazione. Principi in tema di organizzazione della pubblica amministrazione Tra i principi organizzativi espressamente previsti dalla Costituzione vanno menzionati quelli dell’art. 95.1 e 2, secondo cui l’esercizio dell’attività amministrativa deve comunque far capo ad organi politici che ne rispondano in primo luogo dinanzi agli organi rappresentativi della volontà popolare. Il secondo principio è quello espresso dall’art. 97.1, il quale stabilisce che “i pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge”: esso fissa quindi una riserva di legge in materia di

P a g e | 87 organizzazione della pubblica amministrazione. Si tratta di una riserva di legge che dunque non esclude l’intervento di altra fonte normativa ed in particolare della fonte regolamentare. Se è soltanto alla legge che spetta l’istituzione di un pubblico ufficio, nonché la definizione delle sfere di competenza, delle attribuzioni e delle responsabilità dei pubblici funzionari, al regolamento spetterà la definizione delle regole organizzative relative ad altri aspetti più di dettaglio. Il terzo principio attiene al reclutamento del pubblico funzionario, che deve avvenire di regola, salvo eccezioni previste dalla legge, tramite concorso, a garanzia dell’imparzialità del meccanismo di accesso al pubblico impiego, dell’imparzialità e della professionalità del futuro pubblico dipendente. Il quarto principio riguarda sempre la posizione dei pubblici funzionari, ma questa volta sotto il profilo del loro status giuridico: essi sono all’esclusivo servizio della nazione, ossia dell’intera collettività (art. 98.1); non possono trarre vantaggio nella loro carriera dal ricoprire certi incarichi politici (art. 98.3); possono subire limitazioni, disciplinate dalla legge, al diritto di iscriversi a partiti politici (l’art. 98.3 prevede la possibilità di introdurre tali limitazioni per i magistrati, i militari di carriera, i rappresentati diplomatici e consolari all’estero). A questi principi poi vanno aggiunti quelli previsti dall’art. 5 Cost. in tema di decentramento amministrativo, quale indirizzo di fondo da perseguire nella disciplina dell’amministrazione dello Stato, nonché quello dell’autonomia locale, che configura quella italiana come un’amministrazione policentrata ed articolata sul territorio. L’attribuzione della personalità giuridica allo Stato, alle Regioni, a Province e Comuni sembra ormai trovare il suo fondamento nello stesso testo costituzionale: a entificazione dello Stato e degli organismi rappresentativi delle comunità locali implica il riconoscimento a questi enti della capacità giuridica, ma esige che la capacità di agire sia fornita a si soggetti che operano in nome e per conto loro. Tutto ciò fa sorgere il problema della disciplina di un apposito stato giuridico di questi soggetti. Da ciò la ricostruzione di questo rapporto in termini di immedesimazione organica e non di mera rappresentanza: il soggetto che agisce per l’ente pubblico è un suo organo, cioè una parte della stessa persona giuridica, e quindi tutti i suoi atti sono imputabili alla persona giuridica, che ne è vincolata e ne risponde.

Fra gli organi numerosissime distinzioni: 1) organi con una legittimazione politica; - elettivi o rappresentativi; - di designazione politica. organi con una legittimazione professionale. - organi burocratici; - organi formati da esperti non legati da un rapporto di pubblico impiego. organi monocratici (composti da un'unica persona); organi collegiali (più persone aventi i medesimi poteri nella formazione e nella volontà dell’organo); organi complessi (formati da più organi con funzioni differenziate). organi attivi; organi consultivi;

2) 3) -

comporta anche il sorgere di modelli organizzativi diversi. sono la Presidenza del Consiglio dei Ministri e i Ministeri. Tale dovere trova articolazione in una serie di più specifici doveri. La disciplina delle diverse relazioni intercorrenti fra un ente pubblico e colore che prestano la loro attività nell’ambito della sua organizzazione viene spesso denominato rapporto di servizio.P a g e | 88 4) organi centrali (o nazionali se ci si riferisce allo Stato).5 Cost. caratterizzata da un complesso intreccio di diritti e doveri. Un’altra importante distinzione è quella fra organi ed ufficio. nel qual caso si identificherà con il concetto di ufficioorgano. Esistono anche numerose forme di servizio onorario (ci si riferisce ai servizi prestati per designazioni elettive o per designazioni a funzioni non professionali) e perfino alcune forme di servizio coattivo (servizio militare o i casi di svolgimento di funzioni pubbliche a cui si può essere obbligati). organi locali. dal momento che devono garantire che l’attività amministrativa sia rispettosa delle prescrizioni legislative. in funzione strumentale all’attività degli altri uffici con competenze esterne. Il rapporto di servizio consiste nella prestazione di una vera e propria attività professionale retribuita. deve operare in modo imparziale. necessarie e previste dall’art. legato da un specifico rapporto di lavoro e caratterizzato da uno status professionale particolare. Se però già l’inevitabile diversificazione e specializzazione dei diversi organi ed uffici tende a restringere questo modello ai soli organi di amministrazione attiva. la necessaria convivenza di più organi politici e di molteplici organi amministrativi. che può svolgere sia un’attività rilevante anche all’esterno. e che l’esercizio della discrezionalità amministrativa sia conforme all’indirizzo politico di maggioranza e tale da conseguire con efficacia i risultati per il quali l’amministrazione opera. nel perseguire dei fini pubblici. 95.. caratterizzato dal potere del superiore di dare ordini o direttive all’inferiore gerarchico e di annullarne o riformarne i provvedimenti. Come ultima caratteristica organizzativa c’è da riferirsi alla netta preferenza per un’amministrazione affidata ad un corpo professionale. Con il termine “organo” ci si riferisce all’essere parte di un ente. di indirizzo. sanciti dalla apposita normativa al riguardo. organi di controllo. Il modello fondamentale di rapporto fra i vari organi amministrativi è quello gerarchico. L’amministrazione pubblica. come quelli che si esprimono nei poteri di coordinamento. con il termine “ufficio” ci si riferisce ad un’unità organizzativa di un apparato amministrativo. GLI APPARATI STATALI Disegno generale dell’assetto ministeriale Le strutture fondamentali dell’organizzazione amministrativa statale. necessari per garantire una buona amministrazione. Sono organi aventi una legittimazione politica quelli preposti ai vertici degli apparati amministrativi. organi periferici. con la sottrazione a questo modulo degli organi consultivi e di controllo. Sono le strutture amministrative tra cui vengono organicamente ripartite dalla legge la grande maggioranza delle funzioni amministrative statali: si tratta dei poteri . sia un’attività tutta interna all’amministrazione. di programmazione o nelle prescrizioni a più organi di operare di intesa o di intervenire in fasi diverse di un medesimo procedimento. Quanto all’imparzialità del dipendente pubblico è espressamente richiesta dalle disposizioni costituzionali.

Da ciò anche la necessaria presenza in questi ultimi Ministeri del Segretario generale.Giustizia . ma è chiamato a svolgere compiti di vigilanza e stimolo anche nei settori di competenza di enti pubblici dotati di autonomia e perfino là dove operano gli altri organi costituzionali. ecc. Quasi tutti i Ministeri sono strutturati in Dipartimenti.Affari esteri .Ambiente e tutela del territorio e del mare . Il Governo non si limita a tutelare gli interessi collettivi nei diversi settori materiali di competenza dello Stato centrale. Alcune limitate eccezioni a questo principio sono rappresentate dall’attribuzione da parte del legislatore di poteri amministrativi ad alcuni organi od enti pubblici posti in posizione di sostanziale indipendenza dal Governo. affari generali.Infrastrutture . alle Agenzie. Non di rado l’esercizio di alcune funzioni viene in realtà affidato o a strutture decentrate dei vari Ministeri o ad agenzie od enti pubblici strumentali facenti capo ai Ministeri.Solidarietà sociale Il modello organizzativo dei Ministeri appare sostanzialmente uniforme. occorre fare riferimento agli Uffici di diretta collaborazione con il Ministro. per la ripartizione e l’assegnazione delle risorse fra i vari dirigenti.Commercio internazionale . 181/2006. solo una piccola minoranza mantiene la più antica articolazione in Direzioni generali.Difesa .Salute . Le Direzioni generali operano in specifici settori materiali di competenza del Ministero.Politiche agricole alimentari e forestali .Comunicazioni .Sviluppo economico . con il D. cui si somma la presenza di un Segretario generale. posto . contabilità.Interno . A capo di questi Uffici può essere posto anche un esperto estraneo all’amministrazione e disposizioni speciali permettono una larga discrezionalità nella scelta del persona chiamato ad operarvi.Economia e finanze . sono i seguenti diciotto: . Gli Uffici di diretta collaborazione con il Ministro dipendono dalla profonda trasformazione delle funzioni ministeriali: un regolamento governativo di delegificazione determina idonee strutture amministrative per la definizione degli obiettivi e l’elaborazione delle politiche pubbliche.Università e ricerca .). I Dipartimenti operano in grandi aree di materie omogenee. ai Ministeri articolati in Dipartimenti o in Direzioni generali.Trasporti .P a g e | 89 amministrativi previsti dalle leggi. Sul piano della loro articolazione organizzativa.Beni e attività culturali . per la stesura dei testi normativi.L. per i diversi controlli interni.Lavoro e previdenza sociale . ma anche dei compiti di provvedere. Gli attuali Ministeri.Pubblica istruzione . mediante atti di impulso politico e amministrativo o mediante il ricorso a strumenti privatistici. o nelle diverse attività strumentali necessarie (personale. negli stessi settori.

Organi di consulenza giuridica All’esigenza di poter disporre di qualificate consulenze tecnico-giuridiche si provvede. con il sistema delle autonomie. importante apparato del Ministero dell’Economia e delle finanze. . il quale le esercita con propri decreti. La legislazione vigente prevede come necessarie pochissime strutture della Presidenza. Organi consultivi All’interno dei vari Ministeri. Organi di controllo Esiste presso ogni Ministero l’Ufficio di bilancio. La Presidenza viene configurata come una struttura organizzativa strettamente strumentale all’esercizio delle funzioni del Presidente del Consiglio ed in particolare di quelle di direzione del Governo e di mantenimento dei rapporto con il Parlamento e gli altri organi costituzionali.alla promozione delle innovazioni nel settore pubblico ed al coordinamento in materia di lavoro delle pubbliche amministrazioni. con la possibilità di controllare la gestione del patrimonio e del bilancio sul versante della legittimità e del merito finanziario. con funzioni consultive.al controllo sullo stato di attuazione del programma governativo e delle politiche settoriali. Fra i più importanti sono da ricordare i Consigli superiori. Oltre ai vari controlli interni. .alla progettazione delle politiche generali e delle decisioni di indirizzo politico generale. organi prevalentemente rappresentativi di settori sociali o professionali.alla promozione delle politiche di pari opportunità e contro le discriminazioni. . formati da esperti interni ed esterni all’amministrazione. La Presidenza si concretizza in apparati preposti . oltre che tramite il Consiglio di Stato. con le istituzioni europee.al coordinamento delle politiche di settore considerate strategiche e delle attività normative ed amministrative del Governo. nonché un adeguato supporto all’attività del Consiglio dei Ministri. Alcune caratteristiche della Presidenza del Consiglio La Presidenza del Consiglio dei Ministri deve garantire un esercizio effettivo delle funzioni del Presidente del Consiglio. . ma a volte anche di indirizzo e coordinamento. mediante l’Avvocatura generale dello Stato. Si tratta di strutture decentrate della Ragioneria generale dello Stato. con prevalenti compiti di coordinamento dell’azione amministrativa e degli uffici ed attività del Ministero. tutte le altre scelte organizzative sono lasciate alla pine discrezionalità del Presidente. Altre volte questo tipo i organi è rappresentativo della pluralità degli enti pubblici coinvolti da una certa attività amministrativa. . . organo incaricato di verificare la regolarità degli impegni di spesa e della tenuta delle scritture contabili.al coordinamento delle attività di comunicazione istituzionale. organi consultivi di tipo tecnico. e i Consigli nazionali. di direzione della politica generale del Governo e di mantenimento dell’unità dell’indirizzo politico ed amministrativo.P a g e | 90 alle dirette dipendenza del Ministro. gli atti ministeriali sono sottoposti a diverse forme di controllo esterno poste in essere dalla Corte dei conti. le leggi prevedono numerosi e diversificati organi consultivi formati da soggetti estranei all’amministrazione. le cui funzioni sono di rappresentanza e difesa in giudizio delle pubbliche amministrazioni e di espressione di pareri su una molteplicità di oggetti. L’organizzazione ministeriale appare affidata al potere regolamentare del Governo: con regolamenti di questo tipo si determina la dotazione organica e vengono individuati i Dipartimenti e gli uffici di livello dirigenziale generale.

. Il decentramento dell’amministrazione statale La circoscrizione del decentramento muta profondamente da settore a settore. concentrandovi anche i compiti di tutti gli uffici periferici delle amministrazioni statali. di personale proveniente dal settore privato. assegna “le funzioni di direzione. Il Segretario generale sovraintende alle strutture del Segretariato. di collaborazione e di studio presso la Presidenza” al personale dirigenziale o ad esperti. della pubblica istruzione. Il Prefetto “è coadiuvato da una conferenza permanente. Con il giuramento del nuovo Governo decadono le nomine del Segretario e dei vice-Segretari. 300/1999 ha previsto la trasformazione delle Prefetture in Uffici territoriali del Governo (al loro vertice i Prefetti). Al decentramento si può accedere in modo diverso. nonché la stessa eterogeneità delle circoscrizioni di decentramento. se entro tre mesi dal giuramento non vengono confermati gli incarichi i relativi decreti “cessano di avere effetto”. di consulenti ed esperti anche estranei alla pubblica amministrazione. Il Segretario generale: . Il D. da lui presieduta e composta dai responsabili delle strutture periferiche dello Stato”. venga loro attribuito anche il potere di esercitare a livello locale parte della discrezionalità amministrativa di cui è titolare il Ministero seconde le direttive e sotto il controllo degli organi ministeriali (decentramento).predispone i progetti di bilancio e di conto consuntivo da sottoporre all’approvazione del Presidente del Consiglio. anche a livello non dirigenziale. che provvede anche alla programmazione e gestione autonoma delle proprie “spese”. Il Presidente del Consiglio nomina e revoca sua discrezione il Segretario generale della Presidenza (ed eventualmente i vice-Segretari). a seconda che gli uffici periferici dell’amministrazione non dispongono in realtà di alcun potere decisorio ed operino solo come terminali dell’azione amministrativa ministeriale (mera deconcentrazione degli apparati burocratici). o.dispone di vasti poteri di coordinamento.impartisce le direttive generali per l’azione amministrativa. nonché agli stessi controlli contabili.Lgs. Questi decreti ed i bilanci della Presidenza vengono comunicati alle Camere. se non viene confermato entro sei mesi. . con la possibilità di avvalersi di personale “di prestito” di altre amministrazioni pubbliche.P a g e | 91 Parimenti larga è l’autonomia finanziaria: dal 1999 sono state adottate regole contabili speciali per la Presidenza. invece. dei beni culturali (e dalle Agenzie). Analogamente per il personale “di prestito” da altre amministrazioni. con la specifica responsabilizzazione del Sindaco che opera come “ufficiale del Governo”: tali servizi sono quelli “elettorali. Il rilevante numero di uffici ministeriali periferici. il Sindaco deve svolgere funzioni ed emanare atti “attribuiti dalle leggi e dai regolamenti in materia di ordine e sicurezza pubblica”. . Ampi i poteri di scelta del personale. di leva militare e di statistica”. anche se il livello normale resta quello provinciale. i consulenti ed i componenti di comitati di consulenza o di studio che reputi necessari. nonché adottare “provvedimenti con tingibili ed urgenti . della difesa. di anagrafe. hanno accentuato la necessità di un coordinamento a livello locale fra tutti gli uffici statali decentrati. a cui fanno capo tutte le strutture della Presidenza non affidate alle responsabilità dei Ministri senza portafoglio o poste alla diretta dipendenza dei Sottosegretari. mentre si interrompe il rapporto di lavoro del personale non di ruolo addetto ai gabinetti ed alle segreterie della autorità politiche. dell’economia e delle finanze. Un forma diversa di decentramento è quella che si realizza attraverso l’affidamento ai Comuni della gestione di una serie di servizi statali. nell’ambito dei fondi globali a tale scopo inseriti nel bilancio statale. i capi dei Dipartimenti e degli Uffici. salvo quelli dipendenti dai Ministeri degli esteri.esercita i poteri di organizzazione e di gestione amministrativa. nonché per i capo dei Dipartimenti e degli Uffici.

non possono fallire. sul modello societario. quali configurate episodicamente nei primi anni ’90. per meglio conseguire determinati fini. sul piano dell’organizzazione. distinti da quelli del Ministero. dotate di personalità giuridica e di propri statuti (approvati mediante appositi regolamenti organizzativi). formato da non più di tre dirigenti dell’Agenzia. La legislazione più recente sta riconoscendo forme significative di autonomia anche ad altri enti pubblici. di personale avente uno stato giuridico ed economico distinto da quello ministeriale. dispone di un proprio bilancio. ma dotato di una speciale organizzazione. che fissa gli obiettivi da conseguire ed i corrispondenti mezzi finanziari e materiali. risultano pubblici amministratori anche in sede penale. Gli enti pubblici economici sono quegli enti pubblici che sono stati appositamente creati per svolgere attività di produzione di beni e servizi. l’imparzialità della stessa passa senza dubbio anche attraverso il tipo di personale che è chiamato ad operare professionalmente. gli enti pubblici associativi. perché molto diversi sono i fini che lo Stato intende conseguire tramite la loro azione. i suoi rapporti con lo Stato sono disciplinati mediante una convenzione con il Ministro vigilante. in genere. istituite per svolgere in regime di autonomia attività prevalentemente tecniche già di competenza ministeriale.Lgs. tale da permettere la produzione di quei beni e servizi. Dal momento in cui in . prevedendo che debbano dotarsi di uno statuto secondo un modello di larga parte uniforme. o attribuisce la personalità giuridica ad enti preesistenti di natura privata. applica speciali norme contabili ed è soggetta ad un diverso sistema di controlli interni ed esterni. Sulle Agenzie si esercita un potere di indirizzo e di vigilanza del Ministro ed un controllo di gestione ad opera della Corte dei conti. Questi statuti. Gli organi dell’Agenzia sono rappresentati da un Direttore generale. Il D. si sostituiranno alle precedenti disposizioni legislative o regolamentari che ne disciplinavano l’ordinamento. con le Università. relativamente autonoma: ha organi.P a g e | 92 al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità dei cittadini”. gli enti pubblici All’interno dei Ministeri esistono apposite Aziende od Amministrazioni autonome. una volta approvati dal Ministero competente. con alcune particolare conseguenze: anche esercitando imprese commerciali. Anche gli enti pubblici economici sono parte della pubblica amministrazione. appaiono come speciali strutture amministrative. della contabilità e della spesa. le agenzie. non è. questi enti operano mediante atti di diritto privato e instaurano con i loro dipendenti rapporti di lavoro di diritto privato. L’Azienda resta un organo ministeriale. ma sono solo soggetti alla liquidazione coatta amministrativa. 419/1999 ha riordinato buona parte degli enti pubblici nazionali. I suoi organi sono tutti di nomina ministeriale. in genere dotata di personalità giuridica. di un proprio patrimonio. sfuggendo alle rigide normative dell’organizzazione ministeriale. dotate di disciplina speciale. Il personale e la dirigenza statale Il tipo di prestazione lavorativa incide notevolmente sul buon andamento dell’amministrazione. con l’attribuzione della presidenza al Ministro presso il cui Ministero è istituita ed i suoi bilanci sono allegati a quelli ministeriali. che lo coadiuva. Negli enti pubblici l’ordinamento giuridico. Le caratteristiche giuridiche comuni ai vari enti pubblici statali sono molto poche. scelto con le modalità prescritte per i Capi dei Dipartimenti ministeriali. L’amplissima categoria degli enti pubblici è inevitabilmente molto eterogenea. crea una apposita organizzazione dotandola di una personalità giuridica separata da quella dello Stati. sono tenuti ad operare nel rispetto dell’imparzialità e della buona amministrazione. e da un comitato direttivo. Le aziende. L’Agenzia dispone di un particolare regime autonomo. determinato dallo stesso decreto legislativo. “Nessuno nuovo ente pubblico può essere istituito o riconosciuto se non per legge”. in genere. gli Ordini e collegi professionali ed. Le Agenzie.

I contratti collettivi vengono stipulati a livello nazionale fra l’apposita Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN).Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni ANCI . le diverse amministrazioni pubbliche sono tenute a dare applicazione ad essi e a “garantire parità di trattamento contrattuale e comunque trattamenti non inferiori a quelli previsti dai rispettivi contratti collettivi”. uno è designato dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni e l’altro dall’ANCI e dall’UPI (le associazioni rappresentative dei Comuni e delle Province). tramite leggi e regolamenti organizzativi. Con il passare del tempo si è assistito ad una progressiva estensione al pubblico impiego degli istituti a tutela delle libertà individuali e collettive del lavoratore. dopo aver sentito il parere della Conferenza unificata Stato-Regioni e Stato-Città. Al tempo stesso presentava anche alcuni tipici vantaggi: la tendenziale stabilità del posto. con una conseguente possibile maggiore tutela. prevedeva stati giuridici assai poco rispettosi di alcune libertà personali del lavoratore. ecc. la modificazione delle mansioni. il personale militare e dei corpi di polizia. Le relative controversie vengono giudicate dai giudici ordinari. integralmente disciplinata dalla legge e da altre fonti statali (e sottoposta ancora alla giurisdizione esclusiva dei giudici amministrativi) l’attività lavorativa prestata da alcune categorie particolari di dipendenti pubblici: i magistrati ordinari e speciali.). il disconoscimento di ogni contrattazione collettiva del rapporto di lavoro e di un ruolo significativo dei sindacati dei lavoratori pubblici. e le organizzazioni sindacali più rappresentative sul piano nazionale e nei singoli comparti contrattuali.Associazione nazionale comuni italiani UPI . l’assunzione tramite concorsi pubblici. creditizio e finanziario. L’attuale disciplina prevede che il rapporto di lavoro della grande maggioranza dei dipendenti pubblici sia disciplinato ai sensi del codice civile e delle “leggi sui rapporti di lavoro subordinato nell’impresa” mediante contratti collettivi ed individuali di lavoro. in funzione di giudici del lavoro. i modi di conferimento della titolarità degli uffici. ARAN . La legislazione degli anni novanta ha sancito la necessaria “separazione fra i compiti di direzione politica e quelli di direzione amministrativa” ed ha disciplinato le figure ed . Invece. gli avvocati dello Stato. il personale degli enti di governo monetario. le modalità di accesso al lavoro. con anche la possibilità di giudicare su atti amministrativi presupposti. posta sotto la vigilanza della Presidenza del Consiglio. il personale delle carriere diplomatiche e prefettizia. la disciplina legale delle modalità di svolgimento del rapporto di lavoro. la mobilità. Questo processo ha prodotto un testo unico che determina le “norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche”. nonché i profili relativi alle responsabilità e alle incompatibilità e alla tutela delle libertà di insegnamento e dell’autonomia professionale nello svolgimento dell’attività didattica. le dotazioni organiche. Dopo la sottoscrizione dei contratti collettivi. scientifica e di ricerca. questi divengono immediatamente efficaci. Restano alla disciplina unilaterale degli organi pubblici tutti i profili organizzativi (le strutture organizzative.Unione delle province d’Italia Il Comitato direttivo dell’ARAN è nominato dal Presidente del Consiglio: tre componenti sono di designazione governativa. Il Presidente è scelto al Governo fra i tre componenti di sua designazione. i docenti universitari. L’ARAN deve prima acquisire il parere favorevole del comitato di settore interessato. L’ARAN si avvale di comitati di settore rappresentativi delle diverse amministrazioni pubbliche coinvolte nei vari comparti contrattuali. successivamente deve conseguire da parte della Corte dei conti una certificazione di compatibilità dei costi contrattuali con gli atti di programmazione della spesa e di bilancio.P a g e | 93 questo settore si ritenevano prevalenti gli interessi pubblici sugli interessi individuali la disciplina rigidamente unilaterale dei profilo normativi ed economici di tale prestazione.

2 Cost. Nell’ambito del complesso sistema tributario possono distinguersi innanzitutto le imposte.si permette di conferire fino a metà degli incarichi dirigenziali generali anche a soggetti non inseriti nel ruolo relativo. tecnica ed amministrativa. di organizzazione delle risorse umane.“tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva” (art. riservare o avocare a sé o altrimenti adottare provvedimenti o atti di competenza dei dirigenti”. .P a g e | 94 i poteri di due tipi di dirigenti (dirigenti generali e dirigenti). la Costituzione ha stabilito alcuni principi fondamentali: . 53. un complesso procedimento può portare solo alla nomina di un apposito commissario ad acta (ad acta = specificamente nominato.) e cioè a criteri che prevedono un prelievo che cresce in modo più che proporzionale sui cespiti maggiori.).Lgs. 23 Cost.è ridotta la durata degli incarichi dirigenziali. strumentali e di controllo. compresi tutti gli atti che impegnano l’amministrazione verso l’esterno.si prevede la cessazione automatica dei maggiori incarichi dirigenziali dopo novanta giorni dal voto di fiducia ad un nuovo Governo. possono essere imposte solo in base ad una legge (art. fra i quali in particolare: . Il Ministro ha quindi solo alcuni limitati poteri. Al momento attuale la norma fondamentale appare l’art. Mentre sugli incarichi dei dirigenti generali (che durano fino a tre anni) decide il Governo. sugli incarichi dirigenziali (che durano fino a cinque anni) decide il dirigente generale competente.1 Cost. di portare a termine atti a amministrativi e simile). della gestione e dei relativi risultati”.quelli di ripartizione delle risorse umane. le tasse e i contributi speciali: le imposte sono tributi che si è tenuti a versare per il solo fatto di trovarsi in una situazione che la legge reputa rivelatrice di capacità contributiva. le tasse sono tributi che vengono pagati da soggetti che usufruiscono di alcuni beni o servizi pubblici. dandosene notizia al Presidente del Consiglio. materiali ed economicofinanziarie fra i diversi uffici di livello dirigenziale generale.quelli di indirizzo generale. 4 del D. A loro volta. 165/2001. . incaricato di compiere. i contributi speciali sono tributi pagati in alcune occasioni da soggetti che ricevono un vantaggio diretto da una attività amministrativa avente fini generali.quelli normativi e di interpretazione delle norme. riformare. come ogni prestazione personale o patrimoniale. mentre le entrate provenienti dalla gestione dei beni statali hanno un peso del tutto marginale.le prestazioni tributarie. . In materia tributaria. 53. nonché la gestione finanziaria. le imposte si distinguono in imposte . Essi sono responsabili in via esclusiva dell’attività amministrativa.il sistema tributario nel suo complesso “è informato a criteri di progressività” (art. . . Le innovazioni prodotte dalla legge 145/2002 accentuano un legame di tipo fiduciario fra Governo ed alta dirigenza: . I beni della pubblica amministrazione Alle enormi esigenze della finanza pubblica allargata si provvede essenzialmente attraverso il sistema tributario e l’ampio ricorso al credito. mediante autonomi poteri di spesa. e stabilisce che “ai dirigenti spetta l’adozione degli atti e dei provvedimenti amministrativi. In caso di inerzia o ritardo o grave inosservanza delle direttive generali. Gli atti dei dirigenti generali non sono suscettibili di ricorso gerarchico al Ministro e quest’ultimo non dispone più di un generico potere di sostituzione nei confronti del dirigente generale: “il Ministro non può revocare.) e cioè alla idoneità dei redditi o dei patrimoni delle persone fisiche e giuridiche a costituire base per un prelievo fiscale. che riserva agli organi di governo la definizione degli obiettivi e dei programmi da attuare e la verifica della “rispondenza dei risultati dell’attività amministrativa e della gestione agli indirizzi impartiti”. .

che da parte di privati che acquistano titoli di credito emessi dal Tesoro (BOT. . essere trasferiti fra quelli patrimoniali. Fino all’epoca recente il sistema delle partecipazioni statali presentava le seguenti fondamentali caratteristiche: le società operative erano veri e propri soggetti di diritto privato.beni demaniali. al demanio dei Comuni i cimiteri ed i mercati comunali di loro proprietà. l’EFIM. l’EAGC) erano enti pubblici economici. individua un demanio necessario. In secondo luogo. Beni patrimoniali disponibili Beni patrimoniali disponibili sono. delle pinacoteche. non possono sorgere diritti reali su di essi. l’ENI. Appartengono. tutti gli altri beni di proprietà dell’amministrazione pubblica e di questi essa dispone mediante gli ordinari strumenti giuridici del diritto privato. dovevano tenere conto delle direttive del CIPI e tutto il settore era sottoposto al controllo della commissione bicamerale per tutte le partecipazioni statali). formato da beni immobili che non possono essere demaniali: si tratta del demanio marittimo. se non nei modi determinati dalle leggi che disciplinano le varie categorie di beni. Altre somme di denaro possono giungere all’erario dalla concessione di credito allo Stato sia da parte di organismi bancari nazionali ed internazionali. e cioè quelle che si riferiscono solo ad un fenomeno economico o ad un trasferimento di ricchezza. inoltre.). Mentre le seconde in genere garantiscono una più agevole e sicura riscossione. ecc. Demanio/Dominio: luogo di proprietà dello Stato Beni patrimoniali indisponibili Caratteristica dei beni del patrimonio indisponibile è la non modificabilità della loro destinazione.Buono ordinario del Tesoro CCT . Beni demaniali L’art. I beni demaniali sono inalienabili. Le partecipazioni statali e l’utilizzazione di altri strumenti privatistici Numerose vicende hanno condotto lo Stato ad acquisire imprese private. delle biblioteche”.c. del demanio idrico. nel caso che questa sia venuta meno. le raccolte dei musei. le Province e i Comuni possono disporre di: .beni patrimoniali indisponibili .P a g e | 95 dirette. e cioè quelle che si riferiscono ai redditi od al patrimonio dei vari soggetto. gli acquedotti. nell’espletamento di questa funzione. BOT . né possono essere espropriati.beni patrimoniali disponibili mentre tutti gli altri enti pubblici possono avere solo beni della terza categoria e di un tipo della seconda. posti sotto la vigilanza ed il potere di direttiva del Ministro delle partecipazioni statali (questi peraltro. . CCT. ed indirette. Peraltro. per lo più aventi forma giuridica di società per azioni. vi è un demanio eventuale. al fine di evitare imponenti crisi settoriali o per intervenire in gravi situazioni di crisi sociale. gli aereodromi. ma la proprietà delle loro azioni o del cosiddetto “pacchetto di controllo” faceva capo ad un ente pubblico di gestione. archeologo e artistico a norma delle leggi in materia. gli immobili riconosciuti d’interesse storico. le Regioni. 822 c. le prime sono le uniche che possono garantire davvero una corretta progressività del prelievo fiscale.Certificato di credito del Tesoro Lo Stato. Questi enti di gestione (l’IRI. invece. le autostrade. quelli che sono tali per la loro destinazione possono. degli archivi. del demanio militare. formato dai seguenti beni immobili: “le strade.

specialmente negli ultimi anno.Autorità per le garanzie delle comunicazioni.Lgs. Sono state alcune esperienze straniere che hanno contribuito a spingere il legislatore ad affidare ad organi o soggetti posti in posizione di indipendenza dagli organi governativi l’espletamento di alcune funzioni per le quali sono ritenute essenziali non solo l’imparzialità. a volte come enti pubblici. . . che ha assorbito le residue partecipazioni azionarie dell’I. operando sulla base “degli indirizzi e delle proprietà determinati con direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri. e di una serie di società detenute o controllate dallo Stato e che può promuovere o gestire le più diverse attività produttive. 1/1999 ha istituito un’apposita società per azioni.p. Vengono loro attribuiti veri e propri poteri regolamentari.a. Al alcune trasformazioni in s. I dati comuni sono rappresentati soltanto dalla nomina dei loro vertici. dall’attribuzione di una larga autonomia organizzativa e di spesa. delle quali dovevano controllare la maggioranza. nonché le aziende pubbliche statali”.P a g e | 96 IRI .Ente nazionale idrocarburi EFIM . Dal 1991 si è prevista la possibilità di trasformare in s. ha affidato determinate funzioni amministrative di particolar e delicatezza ad autorità amministrative indipendenti. denominata Sviluppo Italia.Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici. Forti polemiche hanno sempre accompagnato le vicende delle partecipazioni statali. dalla previsione di ampie cluasole di incompatibilità e dal divieto di rinnovo della carica oltre un certo periodo.p. Il D. L’assunzione della forma giuridica di s. Possono essere annoverate fra queste autorità amministrative indipendenti: . dalla dipendenza solo da esse del personale degli uffici o degli enti.Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sull’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali. . successivamente le Fondazioni bancarie sono state definite persone giuridiche private senza scopo di lucro.Istituto per la ricostruzione industriale ENI . . .Autorità per l’energia elettrica e il gas.CONSOB (Commissione nazionale per le società e la borsa). “gli enti di gestione delle partecipazioni statali e gli altri enti pubblici economici.Garante per la protezione dei dati personali. (pg. dalla mancata previsione di modalità di revoca. su proposta del CIPE”. .ISVAP (Istituto per la vigilanza delle assicurazioni private). ma anche la terzietà della’autorità amministrativa. monocratici o collegiali. più spesso relativi alla loro organizzazione. ma addirittura costruite a volte come organi. Tutto ciò è radicalmente mutato dall’inizio degli anni ’90: le disposizioni che hanno riformato il settore pubblico bancario hanno prima previsto che gli istituti di credito di diritto pubblico creassero società per azioni per gestire l’attività creditizia. 65) Le autorità amministrative indipendenti Il legislatore. sono stati fatti oggetto di concessioni di durata non inferiore a venti anni.Autorità garante della concorrenza e del mercato. Esistono tutta una sere di . di questi enti ha corrisposto la loro vendita o la vendita di alcune società controllate.Ente partecipazione e finanziamento industrie manifatturiere EAGC .a. ma altre volte anche attinenti alla disciplina dei settori da loro gestiti. . da parte di aziende pubbliche non significa rinuncia dello Stato ad intervenire in determinati campi.Ente autonomo gestione cinema Questo sistema voleva rispondere alla necessità di vigilare ed indirizzare questo complesso sistema delle imprese a partecipazione statale.R.I. attribuiti o riservati a questi enti. senza negare l’opportunità di conservare loro un regime privatistico. rispetto agli stessi interessi che si esprimono nel Governo. Tutte le altre attività ed i diritti di natura pubblicistica.a. Si tratta non solo di autorità dotate di responsabilità amministrative estremamente differenziate.p.

dai meccanismi di nomina dei Consiglieri di Stato. Il Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa è formato dal Presidente del Consiglio di Stato (che lo presiede). scelta che deve avvenire fra categoria di personale particolarmente qualificate e previo parere del Consiglio di presidenza “contenente valutazioni di piena . diretta od indiretta. Tuttavia. ma anche al Parlamento e. composta da dodici Consiglieri appartenenti alle tre Sezioni giurisdizionali. composto da un numero assai limitato di magistrati (poco più di centoventi). che di “tutela della giustizia nell’amministrazione”. Si tratta di organi le cui funzioni sono tra loro alquanto eterogenee e riferite non solo al Governo. no appare sufficientemente omogenea. poiché in tal modo si assicurano loro forme di garanzia. il conferimento di incarichi esterni. La legge 186/1982 ha ridisciplinato lo stato giuridico dei magistrati amministrativi del Consiglio di Stato e dei Tribunali amministrativi regionali (TAR) ed ha istituito il Consiglio di presidenza della giurisdizione amministrativa. al fatto che il Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa vede la presenza anche di rappresentati dei magistrati dei TAR ed esercita i suoi poteri in riferimento ai magistrati che compongono entrambi questi organi. 100. le altre con competenze giurisdizionali. anche con riferimento alla Corte dei conti. intesi come organi la cui attività è finalizzata a favorire un miglior funzionamento dei complessi organi dotati di poteri legislativi o di amministrazione attiva. Quest’organo è chiamato a deliberare su tutti i provvedimenti attinenti lo status dei magistrati. Il Consiglio di Stato. oltre il Presidente. afferma che “la legge assicura l’indipendenza dei due Istituti e dei loro componenti di fronte al Governo”. è importante che la stessa Costituzione preveda l’esistenza di questi organi ausiliari. nonché da quattro cittadini nominati per metà dalla Camera e per metà dal Senato (è richiesto che siano professori universitari in materie giuridiche o avvocati con vent’anni di esercizio professionale). entrambe le funzioni sono quindi affidate ad organi composti da magistrati amministrativi. Come organo di giustizia amministrativa il Consiglio di Stato è organo di appello rispetto alle sentenze adottate dai TAR (i cui magistrati sono trecentosettanta). al complesso delle istituzioni pubbliche. tale scelta è ristretta ai magistrati del Consiglio di Stato che abbiano esercitato ameno per un quinquennio funzioni direttive. le prime quattro con competenze consultive. si articola in sette Sezioni. di autonomia rispetto agli organi governativi e si attribuiscono loro alcune funzioni proprie. il Consiglio nazione dell’economia e del lavoro.3 Cost. opera anche l’Adunanza generale. il Consiglio di Stato e la Corte dei Conti. ancora più in generale. a livello giurisdizionale opera invece l’Adunanza plenaria.P a g e | 97 caratteristiche giuridiche che li accomunano al resto della pubblica amministrazione statale (personale. L’influenza del Governo passa attraverso la nomina del Presidente del Consiglio di Stato da parte del Consiglio dei Ministri. Il Consiglio di Stato Si tratta di un organo sia “di consulenza giuridico-amministrativa”. forme di tutela giurisdizionale). come organo di autogoverno di questi magistrati. formata da tutti i Consiglieri di Stato. e attraverso la nomina di un quarto dei nuovi Consiglieri di Stato da parte del Consiglio dei Ministri. molteplici sono i rapporti fra TAR e Consiglio di Stato. L’art. A stessa categoria degli organi ausiliari. i criteri per i carichi di lavoro dei magistrati e per l’esercizio dell’autonomia finanziaria del Consiglio di Stato. finanziamento. le sanzioni disciplinari. sistemi di controllo. da quattro magistrati del Consiglio di Stato e da sei magistrati dei TAR eletti dalle rispettive magistrature. I COSIDDETTI ORGANI AUSILIARI La terza sezione del titolo della Costituzione dedicato al Governo raggruppa. sotto la intitolazione di “organi ausiliari” . In sede consultiva.

I casi nei quali si preveda la necessità di un parere del Consiglio di Stato sono stati ridotti ai ricorsi straordinari al Capo dello Stato. prevede accanto al Presidente della Corte (che lo presiede). essa “ha giurisdizione nelle materie di contabilità pubblica e nelle altre specificate dalla legge”. Esistono Sezioni giurisdizionali regionali. agli schemi generali di contratti tipo e di convenzioni.2. ma in parte anche su quella regionale e locale. Sempre a livello regionale operano quattro Sezioni di controllo per altrettante Regioni speciali e Collegi di controllo per le altre realtà regionali. La Corte dei conti Anche la Corte dei conti vede disciplinate direttamente dalla Costituzione le sue due diverse funzioni: secondo l’art.2. nonché motivare la sua diversa determinazione. Rari sono i casi in cui il parere del Consiglio di Stato è addirittura vincolante.sugli atti del Governo e delle amministrazioni statali. le tre Sezioni giurisdizionali centrali sono giudice di appello rispetto alle sentenze delle sezioni giurisdizionali regionali. al controllo sulla gestione finanziaria degli enti a cui lo Stato contribuisce in via ordinaria. di cui solo un centinaio con il titolo di Consiglieri) che. in tale ipotesi la pubblica amministrazione può anche decidere in modo difforme. presso le quali opera anche un Procuratore regionale.P a g e | 98 idoneità all’esercizio delle funzioni si Consigliere di Stato sulla base dell’attività e degli studi giuridico amministrativi compiuti e delle doti attitudinali e di carattere”. Nell’attesa di una legge organica di riordinamento della Corte dei conti. è stato istituito il Consiglio di presidenza della Corte dei conti. dieci magistrati eletti fra le diverse qualifiche e quattro esperti designati d’intesa dai Presidente delle Camere. Partecipa. rispettivamente: . cui possono partecipare una serie di categorie di magistrati o di pubblici funzionari. Diverso è il caso in cui la legge preveda l’obbligo che la pubblica amministrazione richieda il parere al Consiglio di Stato. senza neppure essere tenuta a motivare la sua decisione difforme. ma deve dare atto che è stato “udito il parere del Consiglio di Stato”. Riferisce direttamente alle Camere sul risultato del riscontro avvenuto”. Solo il quarto residuo di posti è riservato ad un concorso pubblico. giudicano a sezioni riunite sui conflitti di competenza o su questioni di massima. ai consiglieri di TAR aventi una certa anzianità di servizio e che ne facciano domanda (decide il Consiglio di presidenza). . scelti fra professori ordinari di materie giuridiche o gli avvocati con quindici anni di esercizio professionale. essa “esercita il controllo preventivo di legittimità sugli atti del Governo. Il Presidente della Corte è nominato dal Governo. e anche quello successivo sulla gestione del bilancio dello Stato. al Procuratore generale ed al Presidente di Sezione più anziano. oltre alle funzioni di giudice di secondo grado. Le Sezioni giurisdizionali centrali. Il Consiglio di Stato può essere incaricato al Governo ad esprimere il suo parere su proposte di legge e addirittura a redigere progetti di legge e di regolamento. esistono tre Sezioni di controllo. per l’art. A livello centrale. per metà. 103. Di norma il parere deve essere espresso entro 45 giorni. La composizione di quest’organo. 100. La Corte dei conti è uno speciale organo composto da magistrati amministrativi (circa seicento. Gli altri posti che si rendono vacanti sono riservati. termine che può essere interrotto per una sola volta per esigenze istruttorie.sui conti consuntivi delle Province e dei Comuni. oltre ad alcune funzioni giurisdizionali in vari settori. . nei casi e nelle forme stabiliti dalla legge. esercita anche una serie di funzioni amministrative riconducibili a diverse forme di controllo esterno sulla pubblica amministrazione statale. L’attività consultiva relativa a provvedimenti normativi od amministrativi del Governo è il frutto di una scelta discrezionale delle autorità che chiedono il parere e in casi del genere l’amministrazione pubblica può liberamente disattendere il parere del Consiglio di Stato. esso è .sulla gestione finanziaria degli enti a cui lo Stato contribuisce in via ordinaria.

Trentino Alto-Adige). nel controllo successivo sul rendiconto annuali dello Stato. al primo grado si accede tramite un concorso pubblico riservato ai magistrati. Le Sezioni riunite della Corte dei conti possono deliberare che siano sottoposte al loro esame categorie di deliberazioni di notevole rilievo finanziario. la Corte dei conti entro trenta giorni si riunisce a Sezioni riunite “e qualora non riconosca cessata la causa del rifiuto. Si pongono brevi termini perentori per l’eventuale pronuncia di illegittimità.. Al controllo preventivo di legittimità si sottopongono solo nove categorie di atti. alcune categorie di funzionari pubblici laureati in giurisprudenza.d. nei controlli successivi sugli atti delle aziende pubbliche. ne ordina la registrazione e vi appone il visto con riserva”. valutando comparativamente costi. modi e tempi dello svolgimento dell’azione amministrativa”. il Ministro competente può portare la questione in Consiglio dei Ministri onde ottenere che quest’ultimo dichiari “che l’atto o decreto debba aver corso”. che. I magistrati della Corte dei conti si distinguono in referendari. in questa ipotesi.. ivi comprese anche le amministrazioni regionali. Le sue principali funzioni di controllo possono distinguersi nel controllo preventivo di legittimità sugli atti del Governo (e delle Regini Friuli Venezia-Giulia. e il “controllo successivo sulla gestione del bilancio e del patrimonio delle amministrazioni pubbliche”. ma di “regolarità delle gestioni” e “di rispondenza dei risultati dell’azione amministrativa. sull’andamento dei lavori della Corte. in alcuni specifici casi. a quelli successivi mediante promozioni fra i magistrati del grado inferiore. prevedono solo forme di controllo a posteriori. e che. La registrazione con riserva è esclusa. avvocati iscritti all’albo da almeno un anno. “ferma rimanendone l’esecutività”. quello di “parificazione del rendiconto generale dello Stato e dei rendiconti annessi”: il Ministro del tesoro. lo invia alla Corte dei conti. Il Consiglio dei Ministri conserva il potere di nominare la metà dei Consiglieri della Corte dei conti. agli obiettivi stabiliti dalla legge. prima di trasmettere il rendiconto annuale alle Camere. A questi possono aggiungersi gli “atti che il Presidente del Consiglio dei Ministri richieda di sottoporre temporaneamente a controllo preventivo o che la Corte dei conti deliberi di assoggettare. Un ulteriore tipo ti controllo delle Sezioni regionali di controllo della Corte dei conti “in funzione collaborativa con gli enti locali” è stato previsto per valutare gli equilibri di bilanci degli enti locali e delle regioni: si prevede anche la possibilità che le Sezioni regionali possano essere integrate da due esperti designati dalla regione e dagli enti locali. a Sezioni riunite. altrimenti egli formula un rilievo all’amministrazione interessata e provoca una deliberazione da parte della sezione di controllo. in quest’ambito la Corte può chiedere il riesame degli atti. invece. per un periodo determinato. anche se l’atto riesaminato viene valutato come illegittimo. la Corte ne dà semplicemente “avviso al Ministro”. Il controllo sulla gestione delle amministrazioni pubbliche non è solo un controllo di legittimità. Contro la decisione negativa di tale organo. e quindi il rifiuto di registrazione rende inefficace il provvedimento. nei diversi controlli sulla gestione finanziaria degli enti pubblici e degli enti sovvenzionati dallo Stato. primi referendari e consiglieri. Se il magistrato addetto al controllo preventivo sugli atti non rileva motivi di illegittimità. È invece un controllo a posteriori nei confronti del Parlamento e del Governo. registrazione). primo Ministro segretario di Stato.P a g e | 99 tenuto a riferire “al Capo del Governo. a controllo preventivo in relazione a situazioni di diffusa e ripetuta irregolarità rilevante in sede di controllo successivo”. Per le aziende pubbliche. la nomina dell’altra metà è riservata a promozioni fra i primi referendari. ma anche come le varie amministrazioni “si sono conformate alle discipline di ordine amministrativo e finanziario” ed esprime quali potrebbero essere le . “la vigilanza ed il riscontro” dei loro atti è esercitato secondo le disposizioni delle leggi specifiche che le disciplinano. Sardegna. in genere . appone un visto all’atto e di cioò si tiene memoria in appositi registri (la c. valuta la legittimità delle spese rispetto alle previsioni di bilancio. Sicilia.

la legge 936/1986 sembra configurare il CNEL come un rilevante organo ausiliario. sia destinatario di contribuzioni in via ordinaria. nonché le modalità con le quali esso può “contribuire alla elaborazione della legislazione economica e sociale”.“novantanove rappresentanti delle categorie produttive di beni e servizi nei settori pubblico e privato.trentasette rappresentanti delle imprese”.il Presidente. . le istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza.dieci rappresentanti del volontariato e dell’associazionismo sociale. Le due leggi principali succedutesi in materia l’hanno configurato aumentandone le funzioni e riducendone i poteri che su quest’organo possono essere esercitato dal Governo. è stato quindi creato un apposito organo composto di “esperti e di rappresentati delle categorie produttive”. . Un altro controllo della Corte è previsto “sulla gestione finanziaria degli enti a cui lo Stato contribuisce in via ordinaria”. il gruppo o la categoria di appartenenza dei consiglieri che l’hanno espressa. nazionale e regionale). L’art. come organo consultivo delle Camere e del Governo. l’incompatibilità dei suoi componenti con incarichi politici a livello europeo.diciotto rappresentanti dei lavoratori autonomi. Il CNEL è composto da centoventidue componenti. determina non solo la composizione dell’organo. Al CNEL viene riconosciuto un autonomo potere di iniziativa legislativa a livello nazionale. o che l’ente pubblico abbia dall’amministrazione statale un contributo capitale (sono esclusi gli enti locali. mediante l’adozione di un differenziato sistema di controllo. del Parlamento. indicando per ciascuna di esse il numero. ma anche le sue funzioni. Emblematiche le disposizioni che disciplinano la revocabilità dei componenti del CNEL da parte delle organizzazione che li hanno designati. organi tutti che possono rivolgersi ad esso per chiedere studi e indagini. del Governo e delle Regioni.di cui otto nominati dal Presidente della Repubblica . Il Consiglio nazione dell’economia e del lavoro (CNEL) Quest’organo rappresenta il frutto dell’ampio dibattito svoltosi all’Assemblea costituente sull’opportunità di integrare la rappresentanza politica con forme di rappresentanza delle categorie professionali e delle amministrazioni locali.P a g e | 100 innovazioni “opportune per il perfezionamento delle leggi e dei regolamenti sull’amministrazione e sui conti del pubblico denaro”. . . nominato dal Governo. in presenza di dissensi nell’organo.dei quali quarantaquattro rappresentanti dei lavoratori dipendenti. sociale e giuridica”) . Si assegnano al CNEL funzioni sempre di tipo facoltativo e senza alcun vincolo sui destinatari. la disponibilità di uno speciale apparato organizzativo diretto da un Segretario generale. che non si voti. ma si dia solo “atto delle posizioni. . che si ispirano ai canoni dell’indipendenza funzionale e contabile degli organi rappresentativi (una parziale autonomia regolamentare e di spesa. a seconda che l’ente. Al di là dello status dei suoi componenti e dell’autonomia dell’organo complessivo. gli istituti di credito). che restano in carica cinque anni: . pubblico o privato. nei settori della politica economica e sociale. .e quattro nominati dal Governo. 99 Cost. prevedono anche.dodici esperti (“qualificati esponenti della cultura economica. e dandone formale comunicazione agli organi destinatari della pronuncia medesima”. .

P a g e | 101 CAPITOLO X PRINCIPI IN TEMA DI ATTIVITÀ AMMINISTRATIVA L ATTIVITÀ AMMINISTRATIVA ’ .