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Mozione Art 28 Codice della Strada

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Mozione di indirizzo per la definizione di condizioni e prescrizioni necessarie per la conservazione delle strade intersecate dalla linea ferroviaria

Milano/Asso Camnago e la sicurezza della circolazione Premesso che, con diffida prot.n.4617 del 27.2.2012, l’Amministrazione Comunale di Seveso, su richiesta unanime del Consiglio Comunale di Seveso, ha notificato a FNM e Regione Lombardia richiesta di trasmettere atti che 1. definiscano il tempo massimo di chiusura dei passaggi a livelli permesso dalla vigente regolamentazione del servizio; 2. dimostrino modalità di gestione dei passaggi a livello conformi all'attuale normativa; 3. dimostrino modalità di gestione dei passaggi a livello atte a garantire il contemperamento delle esigenze del trasporto su ferro con quelle, concorrenti e di pari valenza publicistica, delle funzionalità della circolazione stradale. Premesso che, con risposta prot.n.7945 del 3.4.2012 FNM, ha opposto un rifiuto totale alla richieste suddette giustificando il suo rigetto con affermazioni così sintetizzabili: 1. la proprietà delle intersezioni è parziale e quindi discutibile (p.3, 4°cpv); 2. la servitù passiva, acquisita con D.M.3881/1877, è estendibile a piacimento del beneficiario (p.3, 5°cpv); 3. l'estensione della servitù è funzione di quanto Regione Lombardia, unico organo decisore su frequenze e orari, richiede al concessionario; 4. FNM ha da tempo proposto la chiusura dei passaggi a livello con contestuale realizzazione dei sottopassi (p.5); 5. il Comune non ha nessun potere a riguardo della modifica dell'infrastruttura (p.6). Osservato che tema centrale della contesa è se la costituzione di una servitù passiva permetta anche il suo continuo aggravamento senza ulteriori atti concordati con una comunità, estensibile ben oltre i residenti a Seveso visto che i transiti stradali interessano traffico intercomunale, che ha un diritto di passaggio di pari valenza pubblicistica. Osservato che a sostegno della sua tesi FNM afferma che l'imposizione della servitù passiva, di cui all'art.74 RD 1477/1912, “prevale sulle norme generali in materia di servitù di cui al Codice Civile”. Ritenuto che la tesi proposta da FNM sia inesatta e inaccettabile perché costituzione ed estensione di una servitù sono due fattispecie del tutto distinte nel Codice Civile.

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Osservato altresì che A. se la costituzione della servitù passiva origina nel decreto ministeriale N.3881 del 1877, il suo aggravamento non ha alcuna legittimità né tantomeno può essere legittimata da un contratto di servizio di Regione Lombardia, fatto tanto vero che il Codice della Strada all'art.28, normativa ben più recente e abilmente elusa nelle controdeduzioni di FNM, riconosce che le opere e gli impianti eserciti da gestori ferroviari debbano essere spostati qualora ciò si renda necessario per comprovate esigenze della viabilità; B. l'affermazione al punto A è logicamente coerente con la norma che condizioni di "comodità e sicurezza" devono essere ripristinate e garantite dopo la costruzione di una ferrovia pubblica (R.D.1447/1912), fatto che ovviamente non può essere ridotto, come invece fa FNM, all'istante di fine ‘800, nel quale la ferrovia fu inaugurata con traffico risibile rispetto all’attuale: se condizioni di "comodità e sicurezza" furono garantite al momento della messa in esercizio della ferrovia tanto più dovranno essere garantite in occasione di ogni aggravamento delle condizioni di esercizio; C. il R.D.1447/1912, come il codice della Strada, garantiscono pari dignità tra diritto di passaggio sulla strada e diritto di passaggio sulla ferrovia; D. il Codice della Strada, attribuisce inoltre al gestore del pubblico servizio l'onere dello spostamento dell'impianto, qualora si renda necessario per comprovate esigenze della viabilità, norma che obbliga i concessionari, come Ferrovienord, a rispettare le prescrizioni imposte dall'ente proprietario della strada; E. non vi è alcun dubbio che l'ente proprietario della strada sia il Comune di Seveso: è documentato dal catasto Teresiano del 1700 che i nuclei abitativi originari di Seveso e San Pietro sono già formati e già tracciate sono le attuali Via San Martino/Isonzo, Via Manzoni a Via Dante/Montello, quando, nel 1877, venne imposta la servitù passiva; F. il Catasto odierno documenta ulteriormente questa proprietà; G. FNM tenta, inutilmente, di mettere in dubbio la proprietà comunale delle intersezioni, facendo riferimento alla porzione di sedime ferroviario concesso per l’ampliamento dei passeggi a livello, fatto che non sopprime né la porzione di proprietà comunale, né il diritto di passaggio su questa; H. FNM, nella sua risposta, tralascia tutte le norme citate nella diffida che fondano obblighi a suo carico, contro-deducendo solo norme marginali che non attengono al cuore del problema posto, ovvero l'illecito aggravamento della servitù;

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I.

La proprietà comunale delle intersezioni implica ovviamente che se il Comune non ha nessun potere unilaterale di modificare l'altimetria dell'infrastruttura, è altrettanto vero che FNM non ha alcun potere unilaterale di cancellare un diritto di passaggio esistente senza il consenso esplicito del Comune di Seveso tanto più che la quantità di transiti/uomo stradali rappresenta una quota pressoché doppia di quelli ferroviari;

J. Al contrario e nei fatti, la riduzione progressiva di questo diritto di passaggio sta avvenendo attraverso l'aggravamento esasperato, prepotente e illegittimo della servitù passiva: aggravamento ottenuto mediante un incremento enorme e non indispensabile delle frequenze ferroviarie e una gestione inefficiente dei passaggi a livello; K. Questi aggravamenti sono utilizzati da FNM e Regione Lombardia come strumenti di convinzione coercitiva all'abbandono del diritto stesso; L. contro questa coercizione è necessario intervenire, per ripristinare condizioni di diritto che sono violate quotidianamente e da troppo tempo, poiché ha gravi risvolti economici: gli studi, già protocollati dal Comune di Seveso presso la Direzione Infrastrutture di Regione Lombardia, documentano costi di interruzione del traffico stradale per 6 milioni di euro annui. Osservato che è necessario che l'Amministrazione Comunale di Seveso attivi il potere attribuitogli dalla legge prescrivendo un tempo massimo di chiusura dei passaggi a livello, scaduto il quale le sbarre devono essere alzate per garantire il diritto di passaggio, pena l'irrogazione di una sanzione per interruzione di pubblico servizio. Osservato che a norma dell’art.28, comma 1 del Codice della Strada i concessionari di ferrovie (…) hanno l'obbligo di osservare le condizioni e le prescrizioni imposte dall'ente proprietario per la conservazione della strada e per la sicurezza della circolazione. Quando si tratta di impianti inerenti a servizi di trasporto, i relativi provvedimenti sono comunicati al Ministero dei trasporti e della navigazione o alla regione competente. (Codice della Strada Art. 28, comma 1 - Obblighi dei concessionari di determinati servizi) Osservato ulteriormente che a norma dell’art.28, comma 2 del Codice della Strada qualora per comprovate esigenze della viabilità si renda necessario modificare o spostare, su apposite sedi messe a disposizione dall'ente proprietario della strada, le opere e gli impianti eserciti dai soggetti indicati nel comma 1, l'onere relativo allo spostamento dell'impianto è a carico del gestore del pubblico servizio; i termini e le modalità per l'esecuzione dei lavori sono previamente concordati tra le parti, contemperando i rispettivi interessi pubblici perseguiti. In caso di ritardo ingiustificato, il gestore del pubblico servizio è tenuto a risarcire i danni e a corrispondere le eventuali penali fissate nelle specifiche convenzioni.

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Osservato infine che a norma dell’art.69 del regolamento di attuazione del succitato codice, quando si verificano le condizioni di cui all'articolo 28, comma 1 del codice, l'ente proprietario indica con proprio atto, comunicato con raccomandata con avviso di ricevimento, ai concessionari indicati, le condizioni e le prescrizioni necessarie per la conservazione della strada e la sicurezza della circolazione. Nello stesso atto sono indicati i termini in cui le predette prescrizioni devono essere eseguite ed i relativi lavori effettuati, con la eventuale fissazione di penali nell'ipotesi di ritardo imputabile al concessionario. (Regolamento di attuazione Art. 69. Obblighi dei concessionari di determinati servizi). Premesso e considerato quanto ai punti precedenti, il Consiglio Comunale di Seveso a norma dell’articolo 28, 1° comma, impegna la Giunta a prescrivere a FNM 1. che ciascuna interruzione delle vie cittadine mediante chiusura di passaggio a livello presente sul territorio di Seveso non possa avvenire per un tempo superiore a 8 minuti con un massimo di 30 minuti in un’ora; 2. che dopo una interruzione massima di 8 minuti, ottenuta mediante passaggio a livello chiuso, lo stesso passaggio a livello debba rimanere aperto per almeno 5 minuti. 3. che venga individuata e applicata una sanzione pecuniaria ogni volta che i limiti indicati ai punti 1 e 2 vengono superati; 4. l’istallazione di pannelli ripetitori del segnale di chiusura di passaggi a livello di Via Manzoni e di Via Montello sull’intersezione tra la via V.Veneto e Marconi e l’intersezione tra la via Via Zeuner e Via Montello 5. il divieto di chiudere contemporaneamente i passaggi a livello a nord e a sud della stazione; 6. la pubblicazione giornaliera dei tempi di chiusura dei passaggi a livello di Seveso su un sito internet ad accesso pubblico; comunicandolo a FNM con le modalità previste dall’art.69 del Regolamento di Attuazione del Codice della Strada.

per la Lista Civica Sevesoviva il Capogruppo Consigliere Comunale Daniele Tagliabue

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