L'AUTORE A CHI LEGGE

Poche sono quelle Commedie, nelle quali non entrino innamorati, e in quasi tutte l'onesto amore è il principale movente della Comica azione. Questa Commedia adunque, che ha per titolo gl'Innamorati, dee rappresentar un amore più violento di tutti gli altri. Due persone che si amano fedelmente, perfettamente, dovrebbero esser felici, tanto più ch'io non figuro ostacoli che attraversino le loro brame, ma la pazza gelosia, che nella nostra Italia principalmente è il flagello de' cuori amanti, intorbida il bel sereno, e fa nascere le tempeste anche in mezzo alla calma. Per maggiormente spiegare il carattere de' veri amanti, affascinati dalla passione, convien che sieno leggieri, fantastici e quasi irragionevoli i motivi de' gelosi sospetti, e ciò per rendere vieppiù ridicola una debolezza che inquieta il Mondo, e arriva a far impazzire chi a tempo non sa guardarsene, o moderarla. Darsi de' pugni pel capo, stracciarsi le vesti, minacciare la propria vita sono galanterie di questo gentile amore. Non è da romanzo il coltello, con cui si vuol ferire l'amante invasato da quest'amore. Ne ho veduti degli esempi cogli occhi miei, e se non mi vergognassi, direi da chi li ho veduti. Povera gioventù sconsigliata! Volersi tormentar per amore! Voler che il balsamo si converta in veleno! Pazzie, pazzie. Specchiatevi, o giovani, in questi Innamorati ch'io vi presento; ridete di loro, e non fate che si abbia a rider di voi.

PERSONAGGI
FABRIZIO vecchio, cittadino. EUGENIA nipote di Fabrizio. FLAMMINIA nipote di Fabrizio, vedova. FULGENZIO cittadino, amante di Eugenia. CLORINDA cognata di Fulgenzio. ROBERTO gentiluomo. RIDOLFO amico di Fabrizio. LISETTA cameriera in casa di Fabrizio. SUCCIANESPOLE vecchio servitore di Fabrizio. TOGNINO servitore di Fulgenzio. La Scena si rappresenta in una stanza comune, in casa di Fabrizio, in Milano.

ATTO PRIMO
SCENA I Eugenia e Flamminia.

Eugenia - Che cosa avete, signora sorella, che mi guardate così di mal occhio? Flamminia - Eugenia mia, compatitemi; mi fate tanto venir la bile, che oramai non vi posso più guardar con amore. Eugenia - Bella davvero! che cosa vi ho fatto, che non mi potete vedere?

Flamminia - Non posso soffrire quella maniera aspra, litigiosa, indiscreta, con cui solete trattare il signor Fulgenzio. Egli è innamorato di voi perdutamente; si vede, si conosce che spasima, che vi adora, e voi non cercate che d'inquietarlo, e corrispondergli con mala grazia. Eugenia - In verità mi fareste ridere. Avete tanta compassione per il signor Fulgenzio? Flamminia - Ho per lui quella carità ch'egli merita, e che voi dovreste usargli per giustizia e per gratitudine. È un uomo civile, è un uomo ricco, è di buonissimo core. Considerate che voi avete pochissima dote; che nostro zio a forza di spendere in corbellerie ha precipitata la casa; che io mi sono maritata come il cielo ha voluto, e ho penato tre anni in povertà col marito, e quand'è morto, ho avuto scarsa occasione di piangere. Così, e peggio, potrebbe accadere di voi che non siete in migliore stato del mio. Il signor Fulgenzio che vi ama tanto, e che ha detto di volervi sposare, è l'unico forse che possa fare la vostra fortuna. Ma voi, sorella cara, lo perderete; lo perderete senz'altro; e ci scommetto che ieri sera si è più del solito disgustato, e starete un pezzo a vederlo. Eugenia - Ed io scommetto che non passano due ore, che Fulgenzio è qui, e mi prega; e se voglio, mi domanda ancora perdono. Flamminia - Voi l'avete ingiuriato, ed egli vi chiederà il perdono? Eugenia - Eh! non sarebbe la prima volta. Flamminia - Vi fidate troppo della sua bontà. Eugenia - E anch'egli si può compromettere dell'amor mio. Flamminia - L'amate dunque, e lo trattate sì male? Eugenia - E che cosa finalmente gli ho fatto? Flamminia - Niente! In tutto il tempo che viene qui, è mai passato un giorno o una sera senza che voi l'abbiate fatto inquietare? Eugenia - Sono sempre io quella che lo fa inquietare? Parmi ch'egli sia sofistico e puntiglioso assai più di me. Flamminia - Non è vero. Eugenia - Oh, voi sapete assai quello che vi dite. Flamminia - Specialmente poi lo tormentate sempre sul proposito di sua cognata. Eugenia - Sua cognata io non la posso vedere. Flamminia - E cosa vi ha fatto quella povera donna? Eugenia - Non mi ha fatto niente, ma non la posso vedere. Flamminia - Quest'odio è cattivo sorella cara. Il cielo vi castigherà. Eugenia - Io non le porto odio ma non la posso vedere. Flamminia - Eppure ella vi ha fatto delle finezze. Eugenia - Si tenga le sue finezze; meno che io la vedo, sto meglio.

Flamminia - Che cosa vi siete cacciata in testa? Che Fulgenzio sia impazzito per la cognata? Sapete pure ch'egli la serve e l'assiste perchè gli fu raccomandata da suo fratello. Eugenia - Sì, va bene, ma che bisogno c'è ch'egli vada a spasso con lei, e pianti me qui sola, come una bestia? Flamminia - Orsù, signora sorella, io vi consiglio, per vostro meglio, abbandonare ogni cattivo pensiere, e di questa donna vi prego a non ne parlare. Eugenia - Oh sì, vi prometto di non parlarne mai più. Flamminia - Se lo farete, farete bene. Ma torno a dire, io dubito che il signor Fulgenzio per oggi almeno non si lasci vedere. Eugenia - Possibile? Non è mai stato un giorno senza venire. Flamminia - Se non fosse in collera, a quest'ora sarebbe venuto. Eugenia - Anzi l'aveva detto di venire questa mattina. Flamminia - Oh, non viene assolutamente. Eugenia - Quasi, quasi, gli manderei a dir qualche cosa. Flamminia - Vi dispiace, eh, che non venga? Eugenia - Sicuro che me ne dispiace. Gli voglio bene davvero. Flamminia - E sempre lo disgustate. Eugenia - Ho questo temperamento. Per altro lo sa che io gli voglio bene. Flamminia - Un poco più d'umiltà, sorella. Eugenia - E voi che tenete sempre da lui. Flamminia - Io tengo dalla ragione. (Guai se non facessi così; è una vipera!).(da sé) Eugenia - Chi viene? Flamminia - È il servitore del signore Fulgenzio. Eugenia - Non ve l'ho detto? Quanto credete che sia lontano il padrone? Flamminia - Aspettate prima. Chi sa che non mandi qualche ambasciata che vi dispiaccia. Eugenia - Ha della roba il servitore. Flamminia - Povero galantuomo! è di buonissimo core.

SCENA II Tognino e dette.

Tognino - Servo di lor signore. Eugenia - Addio, Tognino. Che fa il padrone? Tognino - Sta bene. La riverisce, e le manda questo viglietto. Flamminia - E qui, che ci avete? Tognino - Un po' di frutta. Flamminia - Poverino! Eugenia - Sentite, come mi scrive! (a Flamminia) Flamminia - È sdegnato? Eugenia - Vorrebbe far lo sdegnato, ma non lo sa fare. Sentite come principia: Crudelaccia! Flamminia - Via, via, è parola d'amore. Eugenia - Mi prendo la libertà di mandarvi due frutta, perchè possiate raddolcirvi la bocca, che avete per solito amareggiata di fele. Flamminia - È amore, è amore. Eugenia - Sarei venuto in persona, se non avessi temuto accrescere i vostri sdegni. Flamminia - Sentite? (ad Eugenia) Eugenia - Ma ci verrà! (a Flamminia) Vi amo teneramente, e appunto per questo, stando da voi lontano, intendo unicamente di compiacervi. Flamminia - Sentite? (con più forza) Eugenia - Ma ci verrà! Bramerei due righe di vostra mano, per assicurarmi se vi è rimasta nel cuore qualche scintilla d'amore per me. Flamminia - Via, rispondetegli, e usategli un poco di carità. Eugenia - Siete molto compassionevole. Flamminia - Oh, io non posso vedere a penare nessuno. Eugenia - Con questi uomini non bisogna poi essere tanto corrive; e non è sempre ben fatto far loro conoscere che si amano tanto. Flamminia - Io non l'ho mai usata questa politica, e non la saprei usare. Eugenia - Scrivetegli voi per me. Flamminia - Volete che lo faccia davvero?

Eugenia - Sì, fatelo, che mi farete piacere. Io ci metto assai tempo a scrivere; voi scrivete meglio, e più presto. Flamminia - Avvertite, ch'io voglio scrivere a modo mio. Eugenia - Sì, scrivete come vi pare. Flamminia - Voglio scrivere per placarlo, e non per irritarlo di più. Eugenia - Credete ch'io abbia piacere a disgustarlo? Signora no. Fate anzi una bella lettera che lo consoli, il mio caro coruccio bello. Flamminia - In nome vostro. Eugenia - In nome mio: ci s'intende. Flamminia - Aspettate, quel giovane, che or ora vengo con la risposta. (a Tognino) Tognino - Dove vuole ch'io posi questo canestro? Flamminia - Date qui, date qui. Guardate, Eugenia, che belle frutta! Sa che vi piacciono, e ve le manda. Invece di star sulle sue, vi manda le frutta! Un uomo, come questo, non lo trovate più. Io so, che se avessi un amante simile, lo vorrei propriamente adorare. (parte coi frutti)

SCENA III Eugenia e Tognino.

Eugenia - A che ora è venuto a casa ieri sera il vostro padrone? Tognino - È venuto prima del solito. Non erano ancor suonate le due. Eugenia - Che ha detto sua cognata, quando l'ha veduto venir così presto? Tognino - Ha mostrato d'aver piacere. Eugenia - Aveva compagnia la signora Clorinda? Tognino - Oh, da lei non ci vien mai nessuno. Ella è di natural melanconico. Suo marito è anche qualche poco geloso; è andato a Genova per affari, l'ha raccomandata al fratello, ed ella non tratta con nessun altro. Eugenia - Le fa buona compagnia il signor Fulgenzio? Tognino - Quand'è in casa, procura di divertirla. Eugenia - La diverte bene? (con un poco di sdegno) Tognino - (Se parlo, non vorrei far male). (da sé) La diverte, m'intendo così, mangiano insieme. Eugenia - Ridono a tavola? Tognino - Qualche volta.

Cosa vorreste significare? Eugenia . giocano qualche volta.Io non lo so veramente. Tognino . Eugenia .Date qui.Niente. Flamminia .. Tognino .E poi avranno giocato una partitina.Hanno giocato una partitina.A tre ore in circa.Eugenia .(Come ci casca bene il baggiano!). Tognino .Subito. Eugenia .. quando lo sa. che li han veduti a spasso anche ieri sera. Eugenia . (da sé) SCENA IV Flamminia e detti. (con caricatura) Flamminia . non preme. Tognino .Fate conto ch'io l'abbia veduto. .Hanno cenato subito? Tognino ...E vanno a spasso la sera. Può essere? dite che è di sicuro. Tognino .Ecco qui la lettera bell'e fatta.Bene.Ma bene bene. Eugenia . ve la voglio far sentire.(Venga da me. Flamminia . Mio bene.Signora no.Perchè me lo volete negare? Persone mi hanno detto per certo. Eugenia . (da sé) E a che ora son tornati a casa? Tognino . Eugenia . perchè me lo domanda? Eugenia . La volete sentire? Eugenia .Lo sa di certo? Eugenia .Sì signora.Mi fareste venir la rabbia. Eugenia .Può essere. che sta fresco). Mi ha detto che gioca qualche volta con sua cognata: è egli vero? Tognino . dico che dite bene.È grazioso veramente il vostro padrone.

Con quella bella grazietta! (con ironia) Flamminia .Non glielo dite che ha stracciata la lettera. Eugenia .Ottimamente.Venite qui.Sarà per sua grazia.Fin qui non avete torto.(Pazza). Eugenia . Tognino.E ditegli che venga da me. Finiamola.Ma bene. Caro il mio bene. Flamminia . se glielo dite. Vi pare che non abbia scritto a dovere? Eugenia .Ci fo la rima. ma la vostra fedele. che non ho termini sufficienti per ispiegarvi il giubbilo del mio cuore.La voglio consegnare io a Tognino. vi do un testone di mancia.. . Eugenia . Flamminia .Dite al vostro padrone.E che giubbilo? (con ironia) Flamminia . la so sigillare da me.Che! Siete impazzita davvero? Mi fate di queste scene? Eugenia .Eccomi. Eccola..Sì! (con ironia caricata) Flamminia . Date qui. Eugenia . Mi hanno tanto consolato le vostre righe.Mi capisco da me. acciò possa dire che l'ha ricevuta da me. ch'io non vi vedo. glielo deve dire. Eugenia . che la voglio sigillar io. che gli darò la risposta in voce. sincera amante. (a Tognino). Tognino . Tognino . Flamminia .Siete pure sguaiata Mi pare un secolo.No forse? Eugenia . che mia sorella Flamminia in nome mio gli ha scritto una bella lettera.Flamminia . Non mancherò di servirla.Io non vi capisco. Tognino .Eh.Che modo è questo? Eugenia .Mi fareste dir delle brutte rime.Sentite. e che io medesima colle mie mani l'ho lacerata. Venite a consolare la vostra cara gioietta.Come comanda. Flamminia . Eugenia . Vedrete ch'io non son la crudelaccia. (straccia la lettera) Flamminia . Eugenia .Anzi. Flamminia . Flamminia . Tognino. Eugenia . Eugenia Pandolfi. (dà la lettera ad Eugenia).

Vi ha detto qualche cosa il servitore? Eugenia .Non istate a credere sì facilmente. vi dico. Eugenia . Flamminia . e ne sono stucca e ristucca.Già chi non dice a vostro modo.E a me? Eugenia .Col diavolo che se lo porti. voi vi volete precipitare.Niente.Sguaiaterie.E con chi? Eugenia . e lo saprete. Eugenia .Peggio. (parte) SCENA V Flamminia ed Eugenia.. ha il torto presso di voi.Peggio.Perdoni.Dico. mi pare.Quando si tratta di quelle maledette bugie. Flamminia .Oh. La sua signora sorella ha delle maniere obbliganti.È andato via per la rabbia.A Fulgenzio potete credere. Eugenia . Flamminia . che non gli dite niente.. perchè aveva un impegno.Flamminia .E perchè avete fatto questa baggianata? Eugenia . Flamminia . Flamminia . .Gran premura aveva ieri sera il signor Fulgenzio d'andare a casa! Flamminia . Ecco qui nostro zio. Eugenia .Eh pensate! è andato via.Un forastiere. Flamminia . io già io non credo a nessuno. Eugenia . Flamminia . Flamminia .L'avete mai letto il libro del Perchè? Leggetelo. non le posso soffrire. (a Tognino) Tognino . Flamminia . Un testone vale a Milano quarantacinque soldi di buona moneta. Eugenia .Chi diavolo c'è con lui? Flamminia .Eugenia.

È ammirabile la signora per la virtù e per il merito della bellezza. . Roberto e dette.Vi prego non secondare mio zio nel piacer di mortificarmi. (a Roberto) Roberto . Roberto . Roberto .Al giorno d'oggi vi è poco da compromettersi. Fabrizio . È vedova. ditegli qualche cosa. una parlatrice compagna.Eugenia .Sì. veda.Ha sempre seco delle seccature. Balla in una maniera. Ho delle idee grandiose sopra di lei. e si fa burlare da tutti. sarà qualche gran personaggio. una delle prime famiglie d'Italia. signor Cavaliere? Questa è Flamminia. more. SCENA VI Fabrizio. Roberto . M'è stata richiesta dalla prima nobiltà di Milano. chi sentirà lui. Eugenia .Mi rallegro infinitamente colla signora.Mio zio si diverte. e non dire: quest'è il primo cavaliere del mondo.E non serve dire. Non c'è. con qualche risetto) Flamminia . Non c'è in tutta Milano. non c'è in tutta l'Italia una donna come Flamminia. attribuisco a mia singolar fortuna l'onor di conoscere un cavaliere di tanta stima. signora Eugenia. che per una casa non si dà la compagna.(È morto miserabile il povero disgraziato). non c'è altrettanto in tutta l'Europa. In materia di cavalleria. non ho questi meriti. mia nipote.. Fabrizio . Ci sono più debiti che ricchezze.In fatti ella merita una fortuna corrispondente alle sue rare prerogative.Mi fa troppo onore il signor Fabrizio. che i primi ballerini sono rimasti storditi. la vostra vivacità. da che mondo è mondo. (alle donne. Roberto . Dei Conti d'Otricoli non ce n'è che uno solo al mondo.Signore nipoti. chi la sente.Posso io consolarmi. Fabrizio . Parla.. Sarà di costa di re.Sì signore. che non c'è stata mai.È ancora zittella la signora Eugenia? (a Fabrizio) Fabrizio . fate conoscere il vostro spirito.È una donna. (da sé) Fabrizio . Fate il vostro dovere col signor Conte. Flamminia . Roberto . Canta poi di un gusto che. Egli magnifica tutte le cose.Vede.Via. ecco qui un cavaliere che vi vuol conoscere e favorire: il conte d'Otricoli. Ha avuto per marito il primo mercante di Milano. di una ricchezza immensa.Signore. Flamminia . Io non merito nessuno di questi elogi. Fabrizio . ma io non l'ho voluta dare a nessuno. Fabrizio . non c'è in tutto il mondo una giovane come lei. Flamminia .

(Anzi io ci voglio venire. Flamminia . Cose che non le ha il Re di Francia.Io vaglio molto meno degli altri. Le mie fortune sono assai limitate. Signor Conte. se ne intende il signor Cavaliere. in materia di quadri..Certamente. quella notte inestimabile del Correggio. ed io l'ho avuto per cento zecchini! Che dice eh? Per cento zecchini un quadro che vale due mila doppie.È stato diretto a me da un amico mio di Bologna.. Quello di che mi pregio. e gli farò vedere di quelle cose che non avrà mai vedute. che poi verrò io pure.Voi.(Anderò io. sorella. conducete questo cavaliere a vedere la mia miserabile galleria. e gliele fanno pagar per originali!). quelle due cene singolarissime insigni del Veronese. delle cose stupende. Flamminia . avrò occasion d'ammirare. Fabrizio . gli uomini grandi. quell'opera insigne del pittor de' pittori.Che serve? Se non ve n'intendete voi. è il libro aperto. quest'è l'esempio dei cavalieri onorati.) (a Flamminia) Flamminia . un quadro spaventosissimo del Tiziani. Originali dei primi maestri dell'arte. non possono fare a meno di non intendersi di ogni cosa.) (ad Eugenia) Eugenia . Ehi. Fabrizio . nel povero mio tugurio. tesori.Picciole cosarelle da poveruomo. gli uomini di talento sublime. Roberto . che mi trattiene. Tesori. nella mia capannuccia. Servitelo intanto. quell'aurora inimitabile di Michel'Angelo Buonarotti.(Che importa a me ch'ei mi trovi col forastiere?) (a Flamminia) (Oh questa è bella! Va egli a spasso con sua cognata? Voglio ancor io trattar con chi m'aggrada!) (da sé. e non li sapremmo distinguere come voi. signor Conte. avete una galleria da monarca. che insegna agli uomini la sincerità. dopo Zeusi e Apelle. quella meraviglia del Guercino. Fabrizio . di cui mi hanno offerto due mila doppie.(E pare sieno trent'anni che lo conosce!) Fabrizio .Eh.Ma noi non ce n'intendiamo di quadri. Roberto . dei tesori. Signore nipoti. Flamminia .Lo conoscerete ch'è pezzo questo signore? (a Fabrizio) Fabrizio . che è il fior de' galantuomini. (a Fabrizio) Fabrizio . Vedrà nella mia miserabile casa. Si serva. Fategli vedere quel quadro maraviglioso. Ho un affare per ora.Nipoti mie. signor Cavaliere. io poi per conoscerla non la cedo ai primi conoscitori del mondo. Eugenia . a quel che sento. non v'è bisogno che voi ci venghiate!) (ad Eugenia) Eugenia . Roberto . fategli vedere quei quattro pezzi stupendi del Wandich.Si vede che siete assai di buon gusto. Roberto .Mi sarà carissima la vostra compagnia (ma più quella delle sue nipoti).(Se arriva il signor Fulgenzio. e parte) . ella si diletterà di pitture. ed il più bravo pittore che sia stato al mondo. Compatirà la miseria.(Poveri danari gettati! Ha tutte copie. picciole cose. come quello del signor Conte.Roberto . Cosa vuol dire intendersi delle cose! Oh. me ne diletto assaissimo.. Vedrà. si è la sincerità e l'onore. Flamminia .Quest'è la prima volta che ho l'onor di vederlo.Eh.. favorisca di andare con le mie nipoti. Fabrizio .

non c'è risposta. Fabrizio ..Compatirà la miseria.Come stiamo in cucina? Succianespole .Per sicurissimo. Succianespole.Mi dà parola? Roberto .Flamminia . Roberto . Roberto .Mi dà parola? Roberto . Fabrizio . Roberto . ma credo che non si dia un pazzo più grande di lui).Ne parleremo. (in atto di partire) Fabrizio .. Voglio che tutti possano dir bene di me. Fabrizio . (Egli ingrandisce tutte le cose.Che mi comandate? Fabrizio .Signore. Roberto . poi Succianespole. e parte) Fabrizio .(Gran testa originale è costei!) (da sé.Bene.Non so che dire. (da sé. stordito. Succianespole . colle trombette. Roberto . e saranno fatti dalle mie mani.È acceso il foco? .Ma farò io.. Roberto . Ehi. I buoni piatti li farò io.Vada.. mi verranno incontro colle carrozze. Fabrizio . ma sentirà un paio di piatti.Oh. e parte) SCENA VII Fabrizio. signor Cavaliere. se vado anch'io per il mondo. vecchio.Non posso ricusar le vostre grazie. s'accomodi.Sono in impegno di farmi onore.Oh questo poi. che i simili non li avrà la tavola dell'Imperadore.Contentatevi. Fabrizio .Eh favorisca. Fabrizio . Fabrizio . coi tiri a sei.No certo.Oggi avrà la bontà di restare a mangiare una cattiva zuppa con noi.Mi prevalerò delle vostre grazie. Mi dispiace che non ci ho altri che un servitore solo. Fabrizio .

Fabrizio . Fabrizio .Succianespole. che oggi ho da dar da pranzo a un'Eccellenza. Fabrizio . Fabrizio .Gnor sì. che ti ho dato. Fabrizio .E il tuo salario.Perchè non c'è legna.Gnor sì.Gnor sì. Fabrizio .Gnor sì. Fabrizio . l'hai speso? Succianespole .Ci ho gusto.Gnor no.Succianespole . Fabrizio .Colle polpettine? Succianespole . che cosa daremo oggi da pranzo a sua Eccellenza? (ridente con confidenza) Succianespole .Ti ho pur dato un zecchino! Succianespole .Perchè non è acceso il foco? Succianespole .Io son lesto.Quanto giorni sono? Fabrizio .Una zuppa con le erbucce? Succianespole . Fabrizio .Qualche volta mi faresti arrabbiare con questa tua flemmaccia maladetta. Succianespole .Un fricandò alla francese? Succianespole .E coi fegatelli arrostiti? Succianespole .Hai denari per ispendere? Succianespole . Fabrizio . . Fabrizio .Tutto quello che comanda Vostra Eccellenza.Gnor sì.Non mi star a far lo scimunito.Lo sai fare il pasticcio di maccheroni? Succianespole . Fabrizio .Gnor no (1) .L'hai speso? Succianespole . Succianespole .Gnor sì.Gnor sì.

i cavalieri ch'io servo. che cosa ho da dire.C'è pane? Succianespole .Io non so come vada.Insegnatemi. Ma non importa. Semino per raccogliere. erano dodici.E non mi far aspettare due ore. Siamo in quattro.Va al monte. In casa mia non vi è mai il bisogno. Fabrizio .Bisogna pensare a trovar danari.Gnor no. Gnor sì.Che tu sia maledetto.C'è vino? Succianespole . Succianespole . Fabrizio .Gnor no. e parte) . I gran soggettoni ch'io tratto.E non hai più un quattrino? Succianespole . e subito parte) Fabrizio . i principi. e il grano della mia testa mi ha da rendere il cento per uno.Maledetto sia il gnor sì e il gnor no. in carrozza. quando torni. e poi? in carrozza. Fabrizio . Succianespole . impegnamone due. Succianespole . e che si spenda.Sei. Sei le ho impegnate.Quante posate ci sono? Succianespole . Succianespole .Fabrizio .In carretta.. Si sente altro da te che gnor sì e gnor no? Succianespole .Gnor sì. Fabrizio .Gnor sì. mi faranno cavalcar colle staffe d'oro.Andremo a spendere. Fabrizio . Succianespole .. Che si impegni. Succianespole . e spicciati. restano sei. Fabrizio . (gli corre dietro. e oramai ho dato fine a tutto.Gnor sì. Succianespole .Sì.Gnor sì.Gnor no. Fabrizio .Il diavolo che ti porti. Fabrizio .Gnor no. mi pare. Fabrizio . che tu sia bastonato. Io ho da avere delle fortunaccie.Gnor no. (parte con una riverenza. Fabrizio . poi torna) Fabrizio . (spuntando dalla scena.

Vi dirò quello ch'io son per fare. Ridolfo . e fino colle lagrime agli occhi mi ha pregato per carità.Per l'appunto. Ridolfo . che io venissi a disimpegnarlo.Può essere. Avranno gridato insieme. è amico molto del signor Fulgenzio.S. L'amico per mezzo mio si licenzia dalla signora Eugenia. la fate cascar morta: almeno usatele carità. io non vò strolicar d'avvantaggio.Dica pure a quale di esse ho da far l'ambasciata.Non ci credo e non ci crederò mai.Ho necessità di parlar con una delle vostre padrone. Lisetta . Fulgenzio e la signora Eugenia sapranno eglino la cagione. poiché Fulgenzio m'ha detto di dirlo pubblicamente.Perdoni la curiosità: so che V. Lisetta .Tutto al contrario. Lisetta . spiegar l'intenzione dell'amico Fulgenzio.Veramente l'affare appartiene alla signora Eugenia. Lisetta . Non le date il colpo tutto ad un tratto. Ridolfo . ma qui non lo vedrete mai più. di non precipitare una risoluzione di questa natura. mi ha risposto come un cane arrabbiato. vi è una novità non indifferente. ci sarebbe forse qualche novità tra lui e la padroncina? Ridolfo . Lisetta . di star a vedere. Lisetta . Lisetta . (Se costei glielo dicesse prima di me.Orsù. Lisetta . ma io parlerei più volentieri alla signora Flamminia.La prima l'ho indovinata. Lisetta . vo' un po' vedere. mi farebbe piacere) (da sé) Lisetta .Ma perchè quest risoluzione così repentina? Ridolfo . in ogni modo io mi vo' disimpegnare dalla mia commissione: parlare con una di esse. Ne ho vedute tante di queste scene.Oh.Che mi comanda il signor Ridolfo? Ridolfo . Desidera farlo con civiltà.Se voi parlate di ciò alla signora Eugenia. Ridolfo . se indovino ancor la seconda. Per quanto gli abbia io suggerito di pensarvi.Questa volta l'amico è risolutissimo. Ridolfo . è facile indovinare il perchè. e nasca quel che sa nascere.Questo poi non l'abbiamo a cercar nè voi nè io.E se hanno gridato. . ha battuto sodo.L'hanno fatta tante altre volte.SCENA VIII Lisetta e Ridolfo. che non ci credo.Mi par difficile. Viene forse per trattare il come e il quando per concludere queste nozze? Ridolfo . faranno la pace.

Lisetta . godetele per amor mio. se dopo di aver fatto io questo passo. Ridolfo . verrà a cercar di voi! SCENA IX Fulgenzio e detti.Eh sì. compatitemi per carità. Tant'è. quell'indegno del servidore è la causa di tutto. Che il signor Fulgenzio abbia saputo del forastiere.Non ve l'ho detto? Ridolfo ..Ella pure si è messa della partita. non dite niente alla vostra padrona. Fulgenzio .(Non le avete parlato?) Ridolfo . signore. Lisetta. (a Ridolfo. con ansietà) Ridolfo . che per ordine di suo zio gli fà veder certi quadri. Chiamatemi la signora Flamminia.E la signora Eugenia dov'è? Lisetta . io lo faccio mal volentieri. lo riconoscessi pentito. Fulgenzio . chi è qui? Ridolfo . fatemi un poco parlare o coll'una o coll'altra. per amor del cielo. Ah.(Non l'ho ancora potuta vedere).(Sì.Verrà a cercar di me. Ho pregato l'amico di dispensarmi: gli ho anche detto che mi lagnerei. La povera Eugenia è gelosa. mi sono sentito gelare il sangue.. che non le avete parlato.È di là ora con un forastiere. sarei caduto per terra. vuol ch'io lo faccia. E voi.Ridolfo . chiamandolo a parte. Lisetta . Lisetta . che non avesse ad esser così).(Una parola). Lisetta . aspettate.Caro amico. Ridolfo amatissimo. Buon per me. e ricevete le mie suse in questo tenero sincero abbraccio. e che si sia sdegnato per questo? Ridolfo . Oh. Fulgenzio ..Per bacco! È qui Fulgenzio. ma non l'ho capito. qualche cosa le ho detto). Tenete queste poche monete. e l'eccesso della sua gelosia è partorito da un eccesso d'amore. se il sevidore non mi sosteneva.. Orsù.Oibò. mi ha detto di certa lettera. vi dico). (piano a Fulgenzio) Fulgenzio . Dopo che da me partiste. è costantissimo.(Lisetta è informata di nulla?) Ridolfo .(No.) Fulgenzio .(Non sa niente la signora Eugenia di quello che vi avevo raccomandato?) Ridolfo . perdonate le mie debolezze.(Mi pareva impossibile. nè la sorella. Oh.Credetemi. (da sé) .(Ma se non ho veduto nè lei.Povera padrona! Andrò. Lisetta .

Mi pare ilare in volto.Amico. (Non gli dico niente del forastiere). Vi compatisco. e guardare i moscherini col microscopio per ingrandirli. che è andata bene. (da sé) Fulgenzio . Ridolfo . quando si sa specialmente che una donna vuol bene.È di là che si veste. è in collera? Lisetta . a rivederci.. no. Già so che mi vuol bene.Glielo dirò. vo' moderarmi.Volete ch'io resti? Fulgenzio .Ridolfo .Sì.(parte) SCENA XI Fulgenzio. e specialmente la donna merita di essere un poco più compatita. Fulgenzio .Dice bene l'amico. pensateci prima di risolvere. vi compatisco. che il restar solo non vi dispiace.Se volesse favorir di venire. non fate che la ragion v'abbandoni. Ringraziamo il cielo.(Oh. poi Eugenia. lo conosco da me. Se poi vi sembra aver giusto motivo di dolervi di lei. vi trasporti. chiamatela.Ehi. ma in avvenire voglio assolutamente correggermi. Ma qualche volta sa fingere. andate pure.Amico.Serva umilissima.Avete ragione. ma quando avete pensato. Se conoscete che la persona che amate meriti l'amor vostro. Fulgenzio . (in atto di partire) Fulgenzio . lasciarla dire. Orsù.Via. questi si amano daddovero!) (da sé. Fulgenzio .Andate via? Ridolfo . Non vorrei che dissimulasse. Lisetta . ma non mi mettete più in tali impegni.No. Fulgenzio . Lisetta. signor Fulgenzio. signore. se vi preme. dov'è la signora Eugenia? Lisetta . e che l'affetto vi acciechi. ma quando avete risolto.Non mi pare. ma permettetemi che qualche cosa vi dica per amicizia. Son troppo caldo. Eccola.. non conviene pesar le parole colla bilancia dell'oro. Eugenia . non principiamo a sofisticare. dice benissimo. Dalle donne qualche cosa convien soffrire.(affettando allegria) . vado. Conosco benissimo. non serve il sofisticare. Se vuol dire. Tutti in questo mondo ci dobbiamo compatire l'un l'altro. disponete l'animo a sofferir qualche cosa. Lisetta . Ridolfo . e vi avvilisca a tal segno. e parte) SCENA X Fulgenzio e Ridolfo. Voglia il cielo ch'ella sia di buon umore.

perchè avete i vostri interessi. Eugenia .(C'è del torbido: non mi vorrei inquietare. favorite portarmelo.Che ci anderò volentieri. con questo ella mi ha un pochino sturbato. (da sé) Eugenia . S'accomodi.In complimenti con chi? Eugenia .Niente. Fulgenzio . e vi compatisco. Ed ella come sta? (intorbidandosi un poco) Eugenia . e mi è restato il lei fra le labbra.Eh via. Anzi mi hanno detto. che serve? Se avete in casa qualche mazzo di carte che vi avanzi. Ottimamente.E che cosa avete risposto? Eugenia . avete degli affari importanti.Eh! Sto bene io. Che fa? Sta bene? Fulgenzio . ed io starò a divertirmi con mia sorella.Che dice ella di queste belle giornate? Fulgenzio . Eugenia .Io? Che impegni? Eugenia . che mi divertirò un poco dopo cena a giocare una partita con mia sorella. Fulgenzio . ma ho paura non potermi tenere).Eh signora Eugenia.Mi piace. È molto allegra questa mattina.Questa mattina sono stata in complimenti.Con certe amiche che sono venute a favorirmi.Mi scappò. Fulgenzio . Eugenia .Quest'umilissima si poteva lasciar nella penna. o anderò a spasso colle mie amiche. Eugenia . Fulgenzio . .Non vi ho condotta. Fulgenzio . che vogliono venir questa sera. non volendo. Faccio per non andare a letto sì presto.Me ne consolo.Quando sono in grazia sua. per condurmi a spasso con loro. signora mia. Fulgenzio .Benissimo. Fulgenzio .Sicuro. signore.Senza di me? Eugenia .Con questo ella. Fulgenzio . ci conosciamo. dite perchè avete degli altri impegni.Che novità è questa? che discorso è questo? cosa c'è sotto a questo vostro ragionamento? Eugenia . Voi avete fretta di partire la sera. perchè non mi avete comandato di farlo. La riverisco. Eugenia . Fulgenzio .Eh.Fulgenzio . sono sempre allegrissima.Oh bella! mi avete mai condotta una sera a spasso? Fulgenzio .

e non avrete più il divertimento di tirar giù quel balordo del mio servitore. vi dico. Eugenia . ci conosciamo.Mi maraviglio di voi.Sì. nè di me? (si dà un pugno nella testa) Eugenia . Fulgenzio .Eugenia .Fermatevi. Fulgenzio .. e ad una donna le si deve donar qualche cosa. Eugenia . che ci venga nè il servitor.Compatitemi. avete ragione. Fulgenzio ..Cagna! Crudele! Eugenia .Ogni giorno siamo alle medesime.Che importa a me. nè di me? (si batte il capo a due mani) Eugenia .Ma il mio servitore in casa vostra non ci verrà più.Se sono andato a far quattro passi con mia cognata. che parliate così. Eugenia .Non la volete finire? (con un poco di tenerezza) Fulgenzio . (fra lo sdegno e l'amore) Fulgenzio . (si abbandona sopra una sedia) Eugenia . Eugenia . finiamo queste sguaiaterie.Sì. Fulgenzio .Avvertite che siete pazzo davvero. non farò più. queste sono le solite sue buone grazie.Animo.Nè di lui.Ha tabacco? Fulgenzio . Finalmente chi vuol bene ha da compatire. .Eh già.Nè di me? non v'importa di me? nè di lui nè di me? non ve n'importa? (passeggiando in giro con isdegno) Eugenia . (placato) Eugenia . Fulgenzio . e ci conosciamo. Vi torno a dire. non m'importa nè di lui.Non posso più.Bell'amore! a ogni menoma cosa subito si sdegna. nè di voi. non può soffrir niente il signor delicato. nè il padrone? Fulgenzio . Eugenia . Bella maniera da farsi amare! Fulgenzio . va in bestia. che mi fate girar il capo. ci conosciamo.So quel che dico.Che cosa c'entra vostra cognata? che importa a me di vostra cognata? Fulgenzio . son pazzo?(seguita a battersi) Eugenia .Son pazzo.Nè di lui.Prenderete anche ciò in mala parte? Fulgenzio .Ci conosciamo.Facciamo scene? Fulgenzio .

Eugenia .Mi vorrete sempre bene? Fulgenzio . . ogni momento.La convenienza vuol ch'io l'aspetti. perchè differite. sono un uomo d'onore. che l'ama teneramente.Via. (scherzando con amore) Fulgenzio .Eugenia . che mi si spezza il core per la tenerezza.Sicuro! (ironica) Fulgenzio .Eh! (come sopra) Fulgenzio . non si può parlare. Fulgenzio .Non volete venire con me? (un poco sdegnato) Eugenia .Credetemi. Fulgenzio . perchè vorrei sentirmelo replicare ogn'ora.Eccolo qui.E perchè? Eugenia . Eugenia mia.Se mi parerà.Con me anderete. maladetto sia quando parlo. Eugenia . Sono un galantuomo. voi mi offendete. Non vi tormenterò più. Eugenia . Compatitemi.Non mi fate di queste ragazzate. Ma sapete il debito che mi corre.Maladetta sia mia cognata. conosco che ho fatto male.Ma cara Eugenia. me l'ha con calore raccomandata. avete ragione.E che cosa aspettate? Fulgenzio . se siete una donna ragionevole. Eugenia . Eugenia . Non posso abbandonarla.Io lo so. Fulgenzio . appagatevi dell'onesto. e se il cielo vuole. possibile che ancora non siate certa dell'amor mio? In un anno in circa che ho la consolazione della vostra cara amicizia.Non potete maritarvi senza di lui? Fulgenzio . Eugenia . che non ne voglio. vi ho dato scarse prove d'amore? Ancora mi volete fare il torto di dubitarne? So che vi sta sul core quella povera mia cognata. Mio fratello.Andrete a spasso questa sera? (ridente amoroso) Eugenia . Fulgenzio . non posso trattarla con inciviltà. che domandandomi questa cosa.Con chi anderete? Eugenia .Sì. non passerà gran tempo che sarete mia. Eugenia .Ve la domando. ve ne vorrò in eterno.Se ci veniste volentieri.Basta così. compatite le mie circostanze... e per l'amor del cielo. cara. Fulgenzio .Perchè avete paura di disgustare vostra cognata? Fulgenzio .Il ritorno di mio fratello. non mi tormentate. Eugenia .

Flamminia . chiamando il diavolo. Ridolfo .Oh caro signor Ridolfo. o non si amano? Flamminia .Quant'è che non avete veduto il signor Fulgenzio? Ridolfo .Le sciocchezze le dite voi.Sono innamoratissimi. intollerante.Anderò via. (parte) ATTO SECONDO SCENA I Flamminia e Ridolfo.Che vita è questa? Che amor maladetto! non posso resistere. Mia sorella è sofistica. ma sono tutti e due puntigliosi.Ma se sempre mi provocate. Eugenia .Ehi. diavolo. e tutto ad un tratto sono andati giù di bel nuovo. Flamminia .Anzi è onor mio il potervi obbedire. (parte correndo) Eugenia . chi è di là? Fulgenzio .Non chiamate.Scusate. Perdonatemi. signor insolente. subitaneo.L'ho veduto qui. signor Ridolfo.Pazzo. (arrabbiato) Eugenia . Mi figuro che si saranno pacificati colla signora Eugenia. .Non potete parlare senza dire delle sciocchezze? Eugenia . Eugenia . che pareva un'anima disperata.Fulgenzio . la libertà che mi sono presa. se vi ho incomodato.Diavolo.Possibile che abbiano sempre a far questa vita? Si amano. non sono ancora due ore. Fulgenzio .Non m'importa. Ridolfo . Fulgenzio . Flamminia . Insomma si potrebbe fare sopra di loro la più bella commedia di questo mondo. Eugenia . Portami. e il signor Fulgenzio è partito gridando. Fulgenzio . non posso più.Non ci tornerò più. Fulgenzio . Fulgenzio . Si erano pacificati. sono cose da non credere.Andate. Eugenia . portami. e da non dire.Mi voglio mettere a non dir più una parola. Fulgenzio è caldo.Or ora vi faccio vedere un qualche spettacolo.

Flamminia . e sopra tutto vi supplico. che non gli darà più disgusti. Ridolfo .Riverisco il signor Ridolfo. Specialmente per mia sorella che l'amo come mio sangue. preparatemi una camiscia. che son tutto sudato. che di tante cose non me ne ricorderò più nessuna. e con bel modo persuaderlo di tornar qui.Compatitemi. Succianespole .E che cosa posso far io per servire la signora Flamminia? Flamminia . insinuargli di ommettere ogni riguardo. è andata nella sua camera. e non vi è stato caso di poterla quietare. e di concludere queste nozze. signora mia.Aspetta. che mi gira la testa.Vi dirò.Ho fatto già il mio dovere.Ch'io vada? (a Fabrizio) Fabrizio .. ho tanto faticato. Dopo che è partito il signor Fulgenzio con quella manieraccia. signore. .. Ridolfo . per amor del cielo. che mia sorella ha promesso a me che sarà più cauta per l'avvenire. Lasciami veder quel cappone.Si. Fabrizio . Resti a mangiarne un pezzetto con noi. e che fuori di certe picciole debolezze prodotte da questo suo amore.Adagio. se posso. (a Fabrizio) Fabrizio . signore.. e detti. Si è mai veduto da che mondo è mondo un cappone compagno? Lasciami vedere quella vitella. Supplico pertanto il signor Ridolfo volersi prender l'incomodo di ricercar Fulgenzio. Ma ho fatto poi una spesa. Fabrizio . Succianespole colla sporta.Andate a mutarvi. che né anche il governatore. Ho tanto camminato. e gli dica pure che piange.Non basterebbe ch'io gli dicessi che venga qui? Flamminia . Signor Ridolfo.. si è messa a piangere dirottamente..Gnor sì.Ditelo a Lisetta. Ah? Che dite? È da dipingere? È cosa rara? Eh.Torniamo da capo. (a Fabrizio) Succianespole .. che non parlerà più di quella tal persona che egli sa: anzi fatemi il piacer di dirgli. e vi prego dirgli altresì. Mi dispiace vederla afflitta. per consolare questa povera figlia.Con questo peso.Aspetta. (Ridofo lo saluta) Flamminia . come vi ho detto. SCENA II Fabrizio. Io sono naturalmente di buon core.. è la più buona ragazza di questo mondo. e lo persuada ad essere un poco più umano. è vero? Succianespole . Ella è appunto nella vostra camera. Fabrizio . di superare ogni difficoltà.Ridolfo . Ridolfo . Succianespole.Flamminia. è un balsamo.. Flamminia . un poco più tollerante. la vitella che ho io in questo paese non l'ha nessuno. questa vitella è un butirro. che si dispera. portata a far del bene a tutti. ma vorrei che fosse da voi prevenuto. Osservate.

Presto. che non si può dire di no. e signor no.Per modo di dire.Gnor sì. io poi.Nella sua camera. va in cucina a lavorare.Fa presto. c'è tempo.Cosa vuoi? (accostandosi) Succianespole . Fabrizio .Gnor sì. che non si veda). Ridolfo . non dubitate di niente. Fabrizio . no.Ridolfo . signore.Eh. Flamminia . mettila bene sotto la salvietta.(E le posate?) (piano a Fabrizio) Fabrizio .. Io poi. Io. assolutamente.(È vero. che li salvano solamente per me. colle mie mani.Vi supplico dispensarmi. Ridolfo . per modo di dire. vogliamo andar a tavola molto tardi. Dov'è Eugenia? Flamminia . Guardate queste animelle: che roba! che piatto! che esquisitezza! Ne avete da mangiar una anche voi.Una parola. Se vado io in cucina. . in tre quarti d'ora fo da mangiare per cinquecento persone. Succianespole . Succianespole ...A guardare i quadri.Ih! che sparata! Fabrizio . Fabrizio . E il Signor Ridolfo resterà a favorire con noi.Signor zio.Gnor sì (s'incammina adagio) Fabrizio . E sentirete che salsa ch'io ci farò. darai a me una posata di stagno. Fabrizio . Succianespole .Ma spicciati. Questi sono piccioni. (come sopra.Non mi fate andar in collera. Succianespole . (a Fabrizio) Fabrizio ..Gnor sì (come sopra) Fabrizio ..E il signor Conte dov'è? Flamminia .Siete tanto obbligante... Succianespole .Vi ringrazio.No.E non andate a mutarvi? Fabrizio . Flamminia .Sì. Ah? che piccioni! Avete mai veduti piccioni simili? Signor no.. io. Fabrizio . Non importa. e parte) Flamminia . a quel ch'io vedo.

e parte) Flamminia .E perchè ha da venir qui? Non istà bene dov'egli sta? Fabrizio . Roberto . che una persona la vuol vedere. signor Ridolfo: un pezzo grosso. Lisetta. Fabrizio . (a Flamminia) Flamminia . eccolo ch'egli viene da sé.Che comanda? Fabrizio . Vedrete un gran cavaliere. che chiamarla. Fabrizio .Lo compatisco: non si può saziare. uno di quelli. Ridolfo .Di' subito ad Eugenia. (a Flamminia) Flamminia .Come? Andate via? Non mi avete dato parola di restar con noi? Ridolfo . Roberto . signor Ridolfo. è un mostro di virtù. hanno pensato meglio lasciarmi solo.Tornerò verso l'ora del pranzo. lo fa trascendere in soverchie lodi. Con questa speranza la farò venire). (piano a Flamminia) Con sua licenza. Signor Conte. Resterete maravigliato. il più bravo legale di tutto il regno della Giurisprudenza. (da se.Dille che venga qui. il primo curiale del mondo.Me ne rallegro infinitamente.L'amicizia che ha per me il signor Fabrizio. che fanno tremare. che venga qui. Fabrizio . Fabrizio . Lisetta .Se mi domanda il perchè? Fabrizio . questi è il primo causidico di Milano.Ha qualche causa in Milano il signor Conte? .(Andate. (a Ridolfo) SCENA III Roberto e detti. Ma via.Dov'è Eugenia? Presto. e fatelo venir qui. che favorisca di venir qui.Senza che m'incomodi. Lisetta . chiamatelo. e ditegli tutto quello che vi ho detto).Voglio far altro io. Gli voglio far conoscere questo degno galantuomo del signor Ridolfo. Fabrizio . signor Fabrizio.Vi aspetto.Uh! siete pure svenevole. poi Lisetta. (chiama) Lisetta . Flamminia . chiamatela.È un'arca di scienze.Queste signore si sono annoiate di me.(Sì.(Può essere che il signor Ridolfo le abbia a dir qualche cosa per parte del signor Fulgenzio. se me ne ricorderò). e le vuol parlare. a ritrovare il signor Fulgenzio. le compatisco.Fabrizio . Andatelo a chiamare il signor Conte. (piano a Ridolfo) Ridolfo . Fabrizio .Ditegli che venga qui. Non si dà in tavola senza di voi.

Fabrizio . e terminarla amichevolmente. Roberto .(Andate. Fabrizio . Voglio andare in cucina a lavorar per il mio padrone: il signor conte d'Otricoli. Fabrizio .Grand'uomo! grand'uomo! Si chiamerà contento di lui. basta. (a Fabrizio. (parte) .Ma se sta per accomodarsi.Si farà lo stufato per il mio padrone. Fabrizio . si metta nelle di lui mani.Ne avevo una. e con chi crede vossignoria aver che fare? Col primo cavaliere dello Stato Romano. Dica: gli piace lo stufato? Roberto . Succianespole . ch'è conosciuto da tutta l'Europa.Signore. e stimato e venerato da principi e da potentati. e parte) SCENA IV Flamminia. gliela farà guadagnare senz'altro.. io non voglio far una lite per dargli gusto). Fabrizio e Roberto. per dirla. non la termini amichevolmente. si faccia informare. Ridolfo . dal principe dei curiali. (a Fabrizio) Fabrizio . Fabrizio .Bene. Fabrizio . vada a casa del signor Conte.Lo stufato e la salsa verde per il mio padrone.Basta. e non ve n'è altri fuori di lui.(Dica quello che vuole. Succianespole.Si signore.E così. Flamminia . Questi è il legale. Il signor Conte vuol essere servito da lei.. ma siamo per convenire cogli avversari.Parlo con ogni rispetto. (a Ridolfo) Ridolfo . e la verità s'ha da dire. poi Succianespole. So quel che dico.No.(a Roberto) Roberto . si farà la salsa verde per il mio padrone. Dica: gli piace la salsa verde? Roberto .Ma se già ho i miei legali.(da sé) Flamminia .Con vostra permissione. Fabrizio .Che legali? che legali? Sono tutti ignoranti. signor Fabrizio.Gnor si. Roberto . che si fa tardi).Roberto . non vi siete mutato? Fabrizio . mi piace.Anzi moltissimo. signore zio. Succianespole .Mi muterò. Faccia a mio modo. Vado per ritornare tra poco. Non mi mettete in ridicolo. e si faccia consegnar le scritture.Non vi ha da essere accomodamento. Signor Ridolfo. che ha feudi con padronanza assoluta. Si lasci servire dal signor Ridolfo.

bravo cuoco.Diteglielo liberamente.Eh. per onore. se ha piacere di saperlo. sollecito. di uno che dovrebbe essere mio consorte. avrà i suoi motivi. Eugenia . Fabrizio .Lodo la vostra modestia. per gloria. Roberto . Roberto .Che ha la signora Eugenia. Fidato. SCENA V Eugenia. Sono innamorata.Sono tenuta alla vostra bontà. Roberto . Si accomodino. Eugenia .È di buon core. Una sedia al padrone. ch'io anderò a lavorare. signore. Roberto.Sentite. Io non mi vergogno di manifestare una verità.State qui. si divertano. pontuale.Non per questo cesserò di sperare. (con serietà) Roberto . (da sé) Flamminia . e non son contenta se non lo vedo pacificato. quando eccede. tutti a sedere. (porta una sedia a Roberto) Ecco due sedie per le mie signore nipoti. (porta le sedie) Stiano in allegria. anderò a far il cuoco. Eugenia .Mi piace tanto la verità in bocca di una fanciulla. e sono sì poco avvezzo a sperimentarla. ma anche il buon core. cosa dice mai? Lo riceve per grazia. Eugenia . Eugenia .La mia compagnia non piace alla signorina. Eugenia . che sempre più la signora Eugenia mi obbliga a riverirla e ad amarla.Succianespole poi è un omo di garbo. che non mi fa disonore. Chi sono io? Sono il cuoco del mio padrone.Non saprei.È sempre così gioviale il signor Fabrizio? Flamminia . Eugenia. e mi rincresce che inutilmente impiegate il vostro amore e la vostra stima. attento. non ci veniva). è soverchio (sempre in aria melanconica). me ne dispiace.Che mi comanda il signore zio? (melanconica) Fabrizio . che mi par melanconica? (a Flamminia) Flamminia . Non fò per dire. (da sé) Roberto . che bel carattere è quello di mia sorella? La sincerità non vi è oro che la paghi. ma un servitore come lui non si trova.Non c'è il signor Ridolfo? (Se lo sapeva.Fabrizio . buono spenditore: è l'oracolo dei servitori. dovevate dire così caricato.(parte) SCENA VI Flamminia. state a far compagnia a questo cavaliere. (Così non mi seccherà più costui colle sue sguaiataggini). e detti.E in che volete sperare? . so di avergli dato un disgusto.

perch'è innamorata. Eugenia .Siatelo. nei casi che possono impensatamente accadere. Lisetta . Chi sa? anche i grandi amori sono soggetti alle loro peripezie.Per me non vi hanno da essere altri casi. e l'ho veduto venire saltellando verso la casa). Eugenia . avrò sempre anticipata la mia onesta dichiarazione. parliamo di cose liete. Roberto . il signor Conte. Eugenia . SCENA VII Lisetta e detti.(Signora.È un cavalier di garbo.Non dice male il signor Conte.(Parveti che fosse sdegnato?) Lisetta . (ad Eugenia) Convien compatirla. Flamminia .È impossibile. quanto voi siete. (piano a Roberto) Eugenia . ho veduto venire il signor Fulgenzio). Ma state allegra. Il suo amore non pregiudica nè voi. quando le cose sono giunte all'eccesso.Non vorrei che foste l'augello del malaugurio. a diminuire.No. (con bocca ridente) Flamminia . e non si possono prevedere i casi. (ad Eugenia) Eugenia . O di Fulgenzio. Parla così.È venuto? (ad Eugenia) .Flamminia.(Sia ringraziato il cielo. Ha fatto bene mia sorella a servirsi di lui).(Credo sia venuto l'amico).Nelle vicende della fortuna.(Come l'hai veduto?) (a Lisetta) Lisetta .Così dovete dire.(Era solo?) Lisetta . ho il core troppo angustiato. Anzi. ma dei casi ne potriano succedere. che il cielo vi benedica.(Parlava col signor Ridolfo). (a Roberto) Roberto . Caso mai che il vostro amante non fosse fido.(Ha degl'interessi la signora Eugenia?).(Dalla finestra). Io non vi darò molestia su questo punto. per lo più sono forzate a retrocedere. nè il signor Fulgenzio.Roberto . (piano a Flamminia) Flamminia . Eugenia . Divertiamoci.(Anzi mi parve allegro. in qualche esempio di mutazioni accadute. Roberto . Ridolfo lo avrà placato. (ad Eugenia) Eugenia . signora. o di nessun altro. (Io non vorrei vedere nessuno scontento) (da sé) Eugenia . non mi prendete in cattiva parte. Roberto . e mi compiaccio che lo diciate. signore. Flamminia .

(Fa invidia un sì bell'amore).Ben volentieri. Eugenia .Eugenia . e parte presto di Milano.Chi sa se ha veduto il signor Ridolfo.Sì. Lisetta? Lisetta . (da sé) Roberto . signora. non aspetti tempo.La sua allegrezza è frutto della vostra venuta. È vero? (a Roberto) È un amico di nostro zio. quando parto da lei sdegnato). (affettando indifferenza) Flamminia . Fulgenzio . l'ha veduto.Poni qui una sedia.Venga.Della mia venuta? (con serietà) .Sì.(ad Eugenia) Flamminia . vi vedo pure colla bocca ridente. Lisetta. (prende una sedia.Accomodatevi. e vedendo Roberto resta un poco sospeso) (Chi è costui?) (da sé) Flamminia . (con serietà) Eugenia . (con allegria a Fulgenzio) Fulgenzio . (Questa è la pena che si prende. (come sopra) Roberto . (con allegria) Fulgenzio .Sì signora. È allegro.È molto allegra la signora Eugenia. (fingendo allegria) Eugenia . Io non merito di essere desiderato. (ad Eugenia) Eugenia .Chi ha tempo.Son servitor umilissimo a quel signor forastiere.Venite qui. Favorisca presso di me. (allegra) Fulgenzio .Si fa sempre desiderare il signor Fulgenzio. eccolo. Fulgenzio .(Entra.Grazie. È vero? (a Roberto) Roberto . venga. (a Fulgenzio) Fulgenzio . Questo cavalier forastiere è venuto qui in questo momento. e a lor signore ancora. vi ho da dir una cosa. con licenza di questo signore. (da sé) SCENA VIII Fulgenzio e detti.Non mancherà tempo. Sto ben dove sono. signore. Non è egli vero. (a Fulgenzio) Fulgenzio . come comanda.Lode al cielo. signor Fulgenzio. Eugenia .Eccolo.Troppe grazie.Verissimo. Fulgenzio . (ridente) Roberto . e la porta presso a Flamminia) Eugenia .

Sì.(E queste signore mi hanno dato ad intendere che parte presto.Signor Conte.Roberto ..No. che noi ci vogliamo bene? Fulgenzio .Vi dispiace che si sappia. l'avevo preso per il signor Ridolfo.Signor Conte. fin tanto che il signor Conte sta in Milano.. se voi poi non vi sentite in istato di confermarlo. SCENA IX Fabrizio col grembiale da cucina.Vi ringrazio.Oh.. Bella figura! Fabrizio . Fabrizio . Roberto . Fulgenzio .. se si dicesse la verità. Le bugie non si dicono a caso). non mi dispiacerebbe. non potrò essere continuamente a servirla. è oro colato. quell'uomo celebre del signor Ridolfo.Per parte mia non v'è dubbio. Fabrizio . Oh compatisca. io ho degli affari.Signore. l'ho veduta e ammirata. è sull'armadio nella mia camera. Fabrizio . Fulgenzio .II signor forastiere venuto in questo momento. egli è il padrone di casa mia. Ecco chi la servirà. e detti. Ha veduto la mia piccola galleria? (a Roberto) Roberto .Ma in due ore non si può veder tutto. mi consolo con voi.Sapete voi dove sia lo zucchero? Flamminia . che avete la sorte di possedere il più bel cuore del mondo.Flamminia. ci starà un pezzo. veda. Intendente di tutto. (da sé) Fabrizio . è stato di già informato dalla signora Eugenia? Eugenia . Il primo letterato d'Europa.Sì signor. Fabrizio .Signore. e gliela dirige quell'uomo grande. si contenta che si inviti a pranzo con noi questo nobile cittadino? È una perla. è venuto a favorirci.Non signora. specialmente di quadri. signore.Ci sta molto il signor Conte in Milano? (a Fabrizio) Fabrizio . Fulgenzio . ho piacere. Flamminia . Uno che vanta il sangue puro purissimo della più cospicua cittadinanza sino al tempo dei Longobardi.Sì signore. vuol restare a pranzo con noi? Fulgenzio . Ha una lite. Fulgenzio .Sono due ore che è qui il signor Conte? (a Fabrizio) . Bravo.. non siete padrone voi in casa vostra? Fabrizio ..Voglio fare un dolce e brusco per il mio padrone. signor Fulgenzio. Eugenia .

(Stupisco che non abbia piacere di restar a pranzo con me.(Sì: vuol rimproverar me.(Ora mangia il veleno. signor Fulgenzio.Ed io voglio.Oggi. Non l'obbligate a dar un dispiacere a quella povera signorina. converrà ch'io ci stia per iscoprire il disegno). Ha ragione. Roberto . (da sé) Fabrizio . Roberto . non posso profittar delle vostre grazie. comanda il padrone. signor Fulgenzio. vi darei degli schiaffi). mi lasci andare in cucina. è venuto a favorirmi per tempo. Fulgenzio . No non comando io. che vi fate tanto pregare.Signore.Non posso.Via. Fabrizio . signor Fulgenzio. Fulgenzio . (da sé) Fulgenzio . al vedere).Per far vedere che qualcheduno s'inganna. Fabrizio .Fabrizio .Che serve? Fulgenzio . perchè lo vogliamo obbligare? (a Fabrizio) Fulgenzio . (da sé) Flamminia .Che ragioni fiacche! dite che non volete restare. mi consoli con un bel sì. colla prima stella d'Italia. (da sé) Eugenia . avrete l'onor di pranzare col primo lume della nobiltà. signor Fulgenzio. perchè vi preme di andare a casa.(Mi fa specie che Eugenia non mi dice niente ch'io resti. se non temessi di recar disturbo alla compagnia. perch'io non abbia occasione di rimproverar lei). col più ricco cavaliere privato dei nostri giorni. signor zio. (da sé) Eugenia . e il padrone lo pregherà di restare.(Costui non vorrebbe che ci restassi.(E mi dissero ch'era venuto in quel punto! Questo non si chiama sottilizzare.(E tira innanzi così). resterò a godere le vostre grazie. Ecco il perchè. Eugenia . (da sé) Flamminia . Fabrizio .No certo. Ci pensa poco. s'egli non può. (da sé) Fabrizio . dico. faccia un'azione eroica. Sono bugie patenti) (da sé) Fabrizio . Comando io in questa casa. signore.. per non lasciar sola la signora Clorinda vostra cognata.. Lo conosco.Ma io. Ci ho gusto).(Se foste mia figlia. Segno che non le preme). Fulgenzio .Via.Mi maraviglio di voi.(Ora sono contenta!) (da sé) . Fabrizio . o non vuole. Fulgenzio .Oh bravo! Eugenia . Fulgenzio .Sì certo.Mi farei pregar meno.Via. Fulgenzio .

(Se non crepo.No certo.Sì.(Pare che c'entri il diavolo a bella posta. Signor Fulgenzio. Fabrizio . Scusatemi. (a Fulgenzio) Fulgenzio . Fabrizio . Fulgenzio . Eugenia .(È certo che non verrà.È ora incomoda questa? Vi mancano due ore a mezzogiorno. SCENA X . a servirla di compagnia.Via. (So io quel che farò.Dispensatemi.Orsù. Ha tempo quanto vuole a vestirsi.Basta. Fulgenzio . Succianespole. Son certo che mia cognata non ci verrà.(da sé) Fabrizio . Fulgenzio . signore.(da sé) Flamminia . che subito andiate a casa. è un prodigio). e che la conduciate qui a pranzo con noi. e a venire a bell'agio.Proviamo.) (da sé) Eugenia .Io non son degno dei comandi della signora Eugenia. non ci vado. Fulgenzio . questo poi no. non occorre altro. Eugenia mia nipote vi prega. piuttosto andrà con lei. Fabrizio .Oh.Flamminia . vi supplica. Fabrizio . Anderò io a invitarla). a conciarsi.La signora Eugenia mi prega di questo? Eugenia . vi par cosa propria incomodar una signora a quest'ora? Fabrizio .Sì. lasciatelo andare. (ad Eugenia) Eugenia .Lo prego io dunque.Io non mi sono mai sognata questa bestialità. Fabrizio .(Ma giusto cielo! che testa è quella?) (da sé) Fabrizio .Ma facciamo le cose ben fatte. che occorre? Ci conosciamo.Piuttosto non ci resterò né men io. Flamminia . Fabrizio .E viva il signor Fulgenzio. andate a dirglielo in nome mio. Eugenia . perchè sa che colei non mi può vedere). Eugenia mia nipote vi supplica di una grazia.E volete che stia a mangiar sola? Non è dovere.Pregatelo. che prendiate la signora Clorinda vostra cognata. io lascio fare al signor Fulgenzio. Fulgenzio .Bestialità la chiamate? Eugenia .

(a Roberto) Fulgenzio .(Gnor sì). me ne farò prestar due dalla signora Clorinda. Fulgenzio e Roberto. non dirà niente a nessuno. amore non si pasce di sdegno. Fabrizio .(In questa casa vi è il più bel divertimento del mondo. Eugenia. se avessi il merito del signor Conte. e parte) SCENA XI Flamminia. e torno subito.(Vi sono quelle di legno). primo ministro. Roberto . Vado io. Roberto . dite lor qualche cosa. maggiordomo. e senti: cresci qualche cosa per due persone di più). (con una stoviglia in mano) Fabrizio .Signori miei.(Come faremo?) Fabrizio . che non istiano sempre ingrugnati. Chi sa?) (da sè. Farò così. (da sé) Eugenia . Succianespole .(Sciocco! la riputazione. signor zio? Fabrizio . che or ora vengo.(E le posate?) (a Fabrizio) Fabrizio . che ogni sagrifizio è male accettato.(Ingegnati). (a Fulgenzio e ad Eugenia) Flamminia . (parte) Fabrizio .(Oh diavolo! come faremo?) Succianespole .Succianespole si è scordato di comprare una cosa.Mi dispiace del sagrifizio che oggi deve fare il signor Fulgenzio. per ripieghi non c'è un par mio.Sarei più fortunato. l'ho trovata. ma di dolcezze. Zitto.(Va a lavorare). Starei bene a una Corte. Non sono morto.E a me dispiace.(Tieni questo grembiale.Signore. Farò bene?) Succianespole . Succianespole . Flamminia . È una donna di garbo.Succianespole e detti.Dove va. Fabrizio .Bravo. (Eh.(Gnor si). Succianespole . .Con licenza di lor signori. Fulgenzio . (a Succianespole) Succianespole .

.Eh. Ma questo gusto non ve lo darò più. mi pare.Mi dicono che a Roma ci sono delle belle donne.. signore.Io non ho merito alcuno. Flamminia . come questa gentil signora..A noi non importa di Roma.Andrei a Roma pur volentieri..Se parlate per me. che se avessi un'amante. compatitemi. ma si vede che freme) Flamminia .Bella. Eugenia . come le milanesi? Flamminia . piena di meraviglie. Flamminia . degli uomini incivili ve ne sono ? (a Roberto) Roberto . mi chiamerei fortunato. Fulgenzio . Fulgenzio .Questa poi. ed hanno una galanteria sorprendente. vorrei pregarvi di una finezza). non vi lasciate trasportar dalla collera. che sarete la consolazione di Pasquino.Andate. certo.Roberto . Fulgenzio .Il signor Conte non è capace di interrompere il corso dei vostri amori.(a Fulgenzio) Eugenia .Io non faccio mal'opera con nessuno. Ho fissato di non volermi più scaldare il sangue per voi.Sì: e arrivato in questo momento. lasciate che si diverta.. Signor Conte..Che dice di quella gran città? Roberto . Eugenia . mi rinunzia solennemente. Eugenia . magnifica.Via.E chi v'impedisce una sì gran fortuna? Roberto . Flamminia . Non sapete com'è fatto? Ha voglia di taroccare. Fulgenzio .Fa caldo oggi. (si alza affettando indifferenza.. via. e parte prestissimo di Milano.Sono così ostinate.E voi avete voglia di vedermi fare delle pazzie. è egli vero? Roberto .A Roma.Se parlate per lui. (al Conte) . Fulgenzio . signore.(Signor Conte. ma vi accerto bensì. Fulgenzio . Fulgenzio . Fulgenzio . se è lecito? Roberto . Eugenia .Ella interpreta i miei sentimenti a misura delle sue inclinazioni. lasciatelo dire. Fulgenzio .Sì. da dove viene ora.Io ho parlato così.Lasciatelo dire.Da Roma. (a Roberto) Fulgenzio .

siate buono. non vi è dubbio. signor Fulgenzio). Ho preso un altro sistema.Oh. Vado di là. (come sopra) Eugenia . Lo dice a posta.Via dunque. sorella. Andate di là per un poco).A che servono ora codeste scene? Io non le voglio assolutamente. Non mi riscaldo più. (a Fulgenzio) Flamminia . Fulgenzio .(Voglio piuttosto mettermi un sasso al collo. siete assai sospettoso. lasciamoli in libertà).(piano ad Eugenia) (Abbiate carità. Fulgenzio . Eugenia non lo può vedere.(Ci scommetterei la testa.(Per me ho finito d'essere innamorato). abbiate giudizio!). credetelo. si ricordi dei casi che possono nascere. Mia sorella. e andarmi a gettar nel Naviglio).(Si vede chiaro. (a Flamminia) Signora Eugenia..(Finto! doppio come le cipolle!) (da sé) . Fulgenzio . Flamminia .(Ha il cuore con tanto di pelo). Con licenza di lor signori.(come sopra) Eugenia . Flamminia .(da sé) Fulgenzio . Non vi è pericolo che mi vediate infuriare.Così credo ancor io. Eugenia . Eugenia .Non è vero. (parte) SCENA XII Flamminia.Caro signor Fulgenzio.E di quali casi intende di dire? Flamminia . (passeggia) Eugenia . è giusto.(Fate mostra di aver da fare qualche cosa. che è annoiata di me).(Sì. e parte) SCENA XIII Fulgenzio ed Eugenia. Eugenia e Fulgenzio. poverina. Fulgenzio . Io l'ho veduta piangere. che il Conte le piace).Roberto .. chè or ora lo farete dar nelle furie. Non le credete.Chi lo sa? gli badate voi? Noi non ci pensiamo né meno. (Sorella. perchè il signor Conte non dica.(Comandatemi). (da sé) Fulgenzio .Non parlate. vi ama di vero cuore. (a Flamminia) Flamminia . (al Conte) Roberto . son diventato pacifico.(piano a Fulgenzio) Ah poveri innamorati! (a tutti e due.

che il signor Conte l'aspetta. (in atto di partire) Fulgenzio . che per me). (forte) Eugenia .(Son pur pazzo io a perdere il mio tempo. che ha più premura per la cognata.(Non posso resistere).Lasciate star mia cognata. guai a me se fosse mio sposo). Fulgenzio .(Tira fuori nascostamente un coltello) . (si volta) Fulgenzio .Fulgenzio . (da sé) Fulgenzio . (acceso di collera) Eugenia .(Straccia il fazzoletto coi denti) Eugenia .(Maladetta!) (si va sdegnando a poco a poco) Eugenia . (da sé.Mi spiacerebbe che avesse da disgustare la sua signora cognata. e a perdere la salute ed il riposo per lei).Perchè non le va a chieder licenza di restar qui? Fulgenzio .Non dubiti. che dormirà i suoi sonni.(Le si possano seccar le labbra). vada.Felice ritorno. (da sé) Fulgenzio . Fulgenzio . (come sopra) Eugenia . Fulgenzio . ma lo supererò questo indegnissimo amore). che pare il vero demonio). Fulgenzio . quel bravo signore che non va più in bestia! Fulgenzio .Oh oh.Mi duole del tempo che ha gettato con una pazza.(E stimo che non mi dice niente). (come sopra) Eugenia .(Penerò un poco. me ne scorderò). che avrà finito di arrabbiarsi per me.(Segue a stracciare il fazzoletto) Eugenia . (come sopra) Eugenia . (come sopra) Eugenia . (da sé) Fulgenzio .Buon viaggio.Ma ora che ci penso: non vorrà che lo sappia la sua signora cognata che resta qui. che resta a pranzo fuori di casa? Fulgenzio . avrà soggezione.(Che ho da fare io con questo girandolone? Meglio che me ne vada). (come sopra) Eugenia .(Lo vedrebbe un cieco.Perchè non va a dire alla signora cognata. Eugenia .Ma si consoli.(Possa parlare per l'ultima volta) (come sopra) Eugenia . avrà paura. e tira fuori il fazzoletto) Eugenia .Vada.(Se ora mi tratta così.(Ha una faccia. Fulgenzio .(Farò un viaggio.

Fulgenzio. (timorosa. Eugenia . Fulgenzio . Eugenia .(Povera me!) Eh dico.Che scene.Niente.Niente. datelo qui. .Che lo so io? Fulgenzio .Lasciatemi stare.Ha qualche cosa da comandarmi? Eugenia . Fulgenzio . vi dico.Non facciam ragazzate. Eugenia . (crescendo il caldo) Eugenia . (mostra la mano vuota) Eugenia . Eugenia . (come sopra) Fulgenzio .Che serve? Non mi fate arrabbiar d'avvantaggio.Lasciatemi stare. che scene? Le fa ella le scene.Per carità.Che vuol da me? Eugenia .Fulgenzio.Che cosa vi sognate voi di coltello? Eugenia . Fulgenzio .Non ho niente. vi dico. signor Fulgenzio. (intenerendosi) Fulgenzio .Che c'è in quella mano? Fulgenzio .All'onore di riverirla.Fermatevi.Non facciamo scene.Eugenia . vedendo il coltello) Fulgenzio . Eugenia .(si accosta per averlo) Fulgenzio . (con più caldo) Eugenia .Niente.Voglio vedere. Fulgenzio .Voglio mondare una mela. Fulgenzio .Cos'avete in mano? Fulgenzio .In quell'altra? Fulgenzio .Mettete giù quel coltello. (in atto di partire) Eugenia . Io non faccio scene.Che cosa credete voi ch'io voglia fare di questo coltello? Eugenia .

Fulgenzio . Fulgenzio . nè amore. (da sé) Eugenia . Amore l'indusse al desio di acchetarvi. privatemi della vostra vista. nè più fedele. Fulgenzio . (come sopra) Eugenia . e la debolezza le diè il cattivo consiglio. unicamente per compiacere a mio zio? M'imputate a delitto l'avergli palesato l'amor che ho per voi? Lodatemi anzi d'averlo fatto. E qual motivo avete di sospettare di me? V'ho date io scarse prove dell'amor mio? Vi pare che sia di voi poco accesa? Non vi bastano le mie lacrime. ma chi ama davvero soffre un leggier travaglio. non sono io che vi do occasione di sospettare. non sarà mai. Fulgenzio . Morirei prima di farlo. che vi passino per mente pensieri così indegni di voi e di me? Io amar altri che il mio Fulgenzio? Io darmi ad altri fuorché al mio bene. più ricca. se non per l'amore che mi portate.Cosa volete dirmi? (con isdegno) Eugenia .Ma perchè addomesticarvi col signor Conte? Perchè trattarlo subito con confidenza? e palesargli l'impegno che avete meco? E perchè darmi ad intendere vostra sorella ch'ei parte presto.Una parola sola. che volete morire piuttosto che volermi bene. (lo prende velocemente e lo getta via) Fulgenzio . nè compassione. Le sarà parso vedervi entrare burbero e sospettoso.Ascoltate una parola almeno. se voi non foste mal prevenuto.Per me non c'è carità.(Mi sento morire). i miei sospiri? Sono inquieta. ma le mie inquietudini sono partorite da amore. Tutto ciò non sarebbe niente.(Maladetto coltello!). ma la poca fede che avete di me fa inquietar voi. Fulgenzio . ed io vi amerò in eterno.Datemi quel coltello.Ah! (si lascia cadere il coltello di mano) Eugenia . Fulgenzio . al mio tesoro? Non sarà mai.Ma come è possibile mai.Sì. Eugenia . Fulgenzio . in grazia di quell'oggetto che piace. non vi tormenterò più.Vi sono io così odiosa.Placatevi. più meritevole.Signora no. per quello almeno che mi avete portato.Fulgenzio .Ve lo domando.Ah Fulgenzio. Troverete un'amante di me più amabile. Se vi dà pena il vedermi. Vi tormento. e che la mia sincera dichiarazione tende a disingannare chi per avventura si lusingasse di me. il cielo mi fulmini. (come sopra) Eugenia . ma conservatemi i giorni vostri. voglio morire piùttosto che vedervi in braccio ad un altro. se volete ch'io parli. . La povera mia sorella conosce il vostro temperamento. Voi mi abbandonerete. Segno che vi amo davvero. ch'era venuto poc'anzi? perchè dirmi delle bugie? perchè darmi occasione di sospettare? Eugenia .Via. Fulgenzio . Fulgenzio mio. all'anima mia. Eugenia . è vero. ma non più tenera. qualche volta. oltre l'onesta convenienza di sedere in conversazione. ed insulta la mia onoratezza: quali domestichezze ho io praticate col Conte. sì. ditela.Ah! (sospira con isdegno) Eugenia .Se non lo dico di core.Lo posso credere? Eugenia .

Ora.In fatti. (da sé) Clorinda . se non per me. se mi ha veduto in quest'atto? (Fabrizio e Clorinda restano un poco indietro ammirati) Eugenia . mi è venuto un giramento di capo: non avete osservato.Vivete. violentata. cuor mio caro. signore? (a Fulgenzio) Fulgenzio . (s'inginocchia ai piedi di Eugenia.Anima mia dolcissima. Fulgenzio . e lo sarò colla maggior tenerezza del cuore. Il signor Fabrizio. signora Eugenia. che cos'è stato? è venuto male al signor Fulgenzio? Eugenia . Fulgenzio . Eugenia . stupendo arcano del famosissimo. io sarò sempre vostra. domandatelo a lui. (parte) SCENA XV Eugenia. mi ha. o caro. (da sé) . e mi sovviene che il mio caro sposo faceva meco lo stesso).(Povero signor Fulgenzio! mi dispiace che rimasto sia sconcertato. posso dir. Clorinda e detti. certo. e restano tutti e due senza parlare) SCENA XIV Fabrizio. Fabrizio . Clorinda e Fulgenzio. Clorinda . almeno per voi medesimo. ch'io era caduto in terra? (Non sappia. se son venuta a recarvi incomodo.Scusate. (da sé) Fabrizio .(Si scusa per cagione della cognata). come vi sentite? Fulgenzio .Aspettate.Un poco meglio.Sì. ve lo giuro.(Ah.Oimè! che dirà il signor Fabrizio. senza una violenza non si potevano sperar queste buone grazie.(Oh cieli! prevedo qualche nuovo disastro).Eugenia. Compatisco l'amore. ch'io mi gettava ai piedi della nipote). ecco qui la signora Clorinda.Oh. Fulgenzio . (da sé) Fabrizio . Vado a prendere un maraviglioso. (da sé) Eugenia . magnificentissimo Cosmopolita. Fabrizio .Mi par di sì. vi domando perdono. trema della cognata. Fabrizio . Gli duole che lo abbia veduto ai miei piedi). a forza di buone grazie. e lo sarò fin che viva. compatitemi per carità.Vi è venuto qualche male. che vi voglio guarir del tutto. Ancor che mio non siate sì.

Niente.Sì. (da sé) Eugenia . ma non con quell'incivile di mio cognato. signora. ma dacchè partì mio marito. Eugenia . Ora non posso parlare. non avete tempo di comunicarveli in casa? Anche qui venite a fare ci ci? Questo è un volere provocare la mia sofferenza.Che modo è questo? Mio cognato mi perde il rispetto? Che Eugenia sia gelosa di me? Sarebbe un insulto troppo grave al decoro mio. (mostra di cercar il coltello) Clorinda . da che vi sono diventata noiosa.Male. (guardandosi da Eugenia) Eugenia .Che vuol dire questo discorso? (a Fulgenzio) Fulgenzio . Sapete che ho per voi quella stima e quel rispetto che meritate. che glielo voglio rendere or ora). signora Clorinda? Clorinda . bestemmia.Oh. perchè. (Dove è andato quel maladetto coltello.Eppure mi parla sempre di voi con un amore grandissimo.E da me grida.Fa così in casa. non è accigliato. è da poco tempo..(Perchè le fate di queste scene?) (piano a Fulgenzio) Fulgenzio . qualche volta. signor cognato.Gioca in casa il signor Fulgenzio? (a Clorinda) Clorinda . Egli non mi usa simili confidenze.Voi mi mortificate.Signora.Sì. (parte) ATTO TERZO . Fortuna che non è lontano l'arrivo di mio consorte. Eugenia . non sono uscita di casa.Che cosa sono questi segreti? Se avete dei segreti. o men vado? La prudenza insegna dissimulare. Clorinda . signora. Qui è dove gli si promove la malinconia. per dirla. che è ammutolito? Fulgenzio . Fulgenzio . se non quando viene da me. Eugenia . è piuttosto gioviale. tira fuori i coltelli.Eh. (ad Eugenia) Eugenia . Saprò farlo col padrone di questa casa.Perchè..Clorinda . una sera con mio cognato.Ah sì. non mi ha detto niente. (corre dietro ad Eugenia) Clorinda . sia maladetto quando siete venuta qui. (parte) Clorinda . quando si ama. ve l'ha egli detto? Eugenia . Eugenia . Clorinda .È vero. si dice tutto. Che fo? resto.Nè anche la sera? Clorinda . Eugenia . (Cielo.No.Che ha il signor Fulgenzio. aiutami). non potere dire che sia stato sempre così.

Tognino . s'inquieta. da colui specialmente che si è dichiarato per lei.Ma quando termineranno questi loro deliri? Lisetta . Ogni una vorrebbe esser la sola stimata. perchè li dubiti innamorati. e se non credesse di essere amata? Tognino .E quest'amore innocente e questa loro buona corrispondenza è quella che fa delirar la signora Eugenia.Intesi dire che non lo fa. Tognino . timore. non credendo mai che fosse gelosa di una cognata.È puntigliosa.Oh.Subito che il signor Fulgenzio l'avrà sposata. Non vi è stato mai che dire con suo marito. se nol sapete. Ha sdegno che la signora Clorinda abbia portato in casa seimila scudi. Vi assicuro che delle stravaganze della signora Eugenia ne risento anch'io la mia parte.Voglia il cielo che finiscan di penare. Tognino . la sola riverita ed amata. Crede che la premura per la cognata distragga il signor Fulgenzio dall'assiduità di servirla. siamo di per solito ambiziosette. e che concepisca dell'avversione alla di lei povertà. vanità. Io ho parlato alla buona. Lisetta . e con suo cognato si amavano come fratelli. nè sofistica a questo segno. l'amore. e non soffre che l'amante usi la menoma attenzione a qual si sia persona di questo mondo.E quale di queste passioni nel cuore della signora Eugenia è la dominante? Lisetta . .Qualche briga vi è stata tra la signora Clorinda e il signor Fulgenzio.Io credo che debba esser qui a momenti.E perchè non la sposa? Lisetta . Lisetta . Tognino . distinta. e sospetto. dubita.Ma che desinare arrabbiato è stato quello di questa mattina! Tognino . o quelle che possono più di noi. lo vorrebbe sempre con lei. sospetta.Me ne sono avveduto questa mattina quando elle mi ha tirato giù per saper quel che fanno e quel che non fanno. Abbiamo a sdegno quelle che sono. La vanità di esser la distinta.Io non ne saprei indovinare il perchè. corteggiata. l'amore. se non torna il di lui fratello.E che cos'è dunque? Lisetta . Lisetta . Tognino .Non è vero che sia gelosa. ma perchè vorrebbe ella sola esser servita. e chi meno.La mia padrona è di temperamento quieto e pacifico. Lisetta . Ed ecco le fonti donde derivano le smanie della padrona: amore. Tognino . e ogni cosa le fa ombra. mi pare lo faccia poco lontano. s'immagina che gli possano insinuare delle massime poco a lei favorevoli. Sa di aver poca dote. Lisetta . Se non amasse tanto non sarebbe nè sospettosa. Noi donne. Non le dispiacciono le attenzioni che usa il signor Fulgenzio alla signora Clorinda. Lo vorrebbe sempre qui. provien dall'amore: che importerebbe a lei che il signore Fulgenzio facesse la corte alla cognata se non avesse per lui della tenerezza.SCENA I Lisetta e Tognino. Una lettera venuta questa mattina. e chi più. Dubita che il signor Fulgenzio la stimi e la veneri anche per questo.

guarda) Lisetta . scostandosi dalla porta) Tognino . (si accosta alla porta) Lisetta .La signora Eugenia è balzata in piedi. se durano a far questa vita. ha gettato via la salvietta. (si ritira dalla porta) Tognino .(Dubito di qualche gran precipizio). no. Mi fa compassione). Lisetta . (corre alla porta.Piange la signora Clorinda? (corre a vedere alla porta) Tognino . (a Tognino) (Dubito che non voglia finir in bene).E il mio padrone che cosa fa? Lisetta . Tognino . (stando presso la porta) Tognino . non che essere al suo servizio. Avranno gli spiriti in moto. (scostandosi) Lisetta . Sempre mi trema il cuore per il mio padrone.E la mia padrona? .(va alla porta.Parmi sentir del rumore di là dove mangiano.Vi sono de' guai.(Non vorrei né meno conoscerlo.Guardate per il buco della chiave. Lisetta . (osserva) Tognino . Tognino . (da sé.Lasciate che senta. (da sé).Lasciatemi un po' vedere.(È un po' troppo caldo il padrone). io non ci sto).(Quella buona signora non merita queste afflizioni).Se ne va via.È sdraiato sopra la tavola.Che cosa fa? (con ansietà) Lisetta . colla testa cacciata fra le braccia.(Certo. (da sé) Tognino .Aspettate. soddisfatevi.Sono alle bottiglie. e guarda per il buco della chiave) Tognino . e guarda) Tognino . e si è partito di tavola.Oh diancine! non sono in allegria.Aspettate. (a Lisetta) Lisetta .Tognino .Ho curiosità di sentire. Senza che andiamo di là. Lisetta . (da sé) Lisetta . (da sé) Tognino . (da sé) Lisetta .Il signor Fabrizio è in collera. Ho veduto che il signor Ridolfo gli parla.Sì. da questa tenda si può rilevar qualche cosa. (a Tognino.Lasciate vedere. Ho sentito delle parole di sdegno. La mia padrona piange. (si accosta alla porta) Lisetta . (guarda) Tognino . ma egli non gli risponde.

si mariterà.E la signora Flamminia? Lisetta . e l'amante è amante. Eugenia . e parte) SCENA III Eugenia sola.Si asciuga gli occhi. (ad Eugenia) Tognino . morirò disperata. (a poco a poco si dispone a piangere) . non vorrà più farlo. Ma è impossibile. cosa gl'importerebbe disgustar per me la cognata? Oh! gliel'ha raccomandata il fratello.E il padrone? Lisetta . non mi vedrà più. (Lisetta e Tognino si spaventano) Eugenia . voglio andarmi a chiudere in un ritiro.(Ponendosi a sedere con isdegno) No. Ho risolto. (osserva) Tognino .Perdoni.Che fate lì a quella porta? Lisetta . Andrò in un ritiro. e non parla. (osserva) Tognino . ma non me ne ha mai voluto.Lisetta . (ad Eugenia) Eugenia . mi ha domandato perdono. e se ho d'amare. Se avesse per me quella premura che dovrebbe avere.Levatevi di qui. (da sé. e parte) Tognino . e per chi? Per un ingrato. Si è pacificato più volte. Ha sempre finto volermi bene. Veggo da me medesima. non voglio più far questa vita. Sarà contento. Già il signor Fulgenzio è annoiato di me. si è umiliato.Par che pianga ella pure. che di giorno in giorno vo dimagrando. Nelle occasioni si conosce chi ama. e chi mi ama ha da scordarsi d'ogni altro affetto. diverrò tisica.Prende tabacco. Bene. Il fratello è fratello. se non c'è. non m'importa. Servirà la cognata. (da sé. troverà un'altra amante. Non serve dire: Fulgenzio è un ingrato. Avrà finito di essere tormentato. Lisetta . ed ha ragione di esserlo. perchè sono assai delicata.Compatisca.E quel forastiere? Lisetta . andrò lontana dal mondo. Se tirerò innanzi così. trovar un uomo come tu vorresti. le fuma il capo davvero). Eugenia . È meglio così. Lisetta .(Oh. (osserva) Tognino . signora.Non si move. (osserva) SCENA II Eugenia e detti.Niente.(Povero padrone! Voglio vedere se ha bisogno di nulla). vi dico.Andate via. mi dirà taluno. ed io non voglio esser la prima. voglio essere amata.

No davvero.Ora sono nelle ore pessime.Che fate qui da voi sola? Eugenia . che l'ha invitata.Che importa a me del suo amore? Flamminia . Flamminia .E che cosa volete fare domani? Eugenia .Niente. ma altresì delle ore molto cattive. Eugenia . dormiteci sopra. Io sono il cane del macellaio: ossa e busse. è vero? (sdegnata) Flamminia . e non sarà altro.SCENA IV Flamminia e la suddetta. Eugenia .Sì.Sono irragionevole. e vedrete se è bile. Eugenia . Eugenia . Eugenia . Flamminia .Aspettate domani. Si sa che vi preme.È quella maledetta bile.Sorella.Nostro zio è fuori di sé. o cos'è! Flamminia .Già tutti proteggono quella gran dama. Lasciatemi stare. Eugenia .Eh via.Lasciatemi stare. Flamminia .Ma che cosa le ho fatto? .Vi conosco pur troppo. (come sopra) Flamminia .Eh via. che vi fa parlare così. sì. e vi perda l'amore.Avete delle ore buone. non ci penso più. (nascondendo le lagrime) Flamminia . (un poco alterata) Eugenia .Pare che lo facciate apposta perchè il signor Fulgenzio si stanchi.Che gli ho fatto io? Flamminia .Voglio ritirarmi dal mondo.Che cosa avete fatto alla signora Clorinda? Eugenia . Eugenia . Eugenia . (come sopra) Flamminia . Flamminia .Dovevate portar rispetto al padrone di casa. voi ancora non mi conoscete. Flamminia . finiamola.

Eccolo. e se veramente mi volesse bene. e se non lo fa.Io so che si è doluta molto di lui. eccolo. il signor Fulgenzio ha finito. Flamminia . e dice che le ha perduto il rispetto. non verrebbe qui.Zitto.Flamminia .L'ha fatto egli tante volte con noi. che stia seco a pranzo a farle fresco su la minestra. Si move egli per venirmi a vedere? Sa staccarsi un momento dalla cognata? Flamminia .Ho inteso dire. ha ragione.La metterebbe poi? (placata) Flamminia .Questa finalmente è una cosa che dee durar poco.. Eugenia .Io non fo di queste pazzie. Sapete che non vi sa negar cosa alcuna.Non gli dite niente.Così disse la signora Clorinda..Parlategli con umiltà. Flamminia . Eugenia . Sentiamo cosa dice. Eugenia .E quando verrà questo suo consorte? Flamminia . Flamminia . Eugenia . Eugenia . Sarà sdegnato.Se vien suo consorte.Basta. ch'io aveva risolto d'abbandonarlo. zitto.Se non vi amasse. Eugenia .. ch'egli viene.Che lo so io? È venuta a tavola con le lagrime agli occhi. Eugenia .Eh sì! se tornerà suo marito. che l'aspettano oggi.Come poco? Flamminia .Guardate la bella premura che ha di me.Oh! sapete perchè è venuta colle lagrime agli occhi? Perchè ha trovato qui suo cognato. . Se sperassi che le cose andassero come dite voi. non seguiteranno a convivere insieme? (alterata) Flamminia . pretende che non si parta da lei. Eugenia . Eugenia . non sarà cosa illecita che lo preghiate di metter casa da sé. Flamminia .Vien molto adagio. Eugenia . se scotta. Eugenia .Ho da pregarlo? Oh questo poi no. Flamminia . Se il signor Fulgenzio vi sposa.Son persuasa di sì. Flamminia . Eugenia . dice che le perde il rispetto..Sì.Oggi? (un poco placata) Flamminia .Può esser di no. Eugenia .

Che dirà di me mio fratello? che dirà egli.Signora Eugenia. mi permetterete ch'io vi dica una cosa. nemico degli uomini e di me stesso.(Oh. signor Fulgenzio. se non mi facesse essere indiscreto. lo dice apposta per farvi arrabbiare.La signora Eugenia può dir quel che vuole.Non mettete in ridicolo una cosa seria.Io non so nessuna di queste cose. può burlarsi di me. quando saprà che per cagion vostra ho perduto il rispetto alla di lui moglie? Eugenia . quando volete. che potete scherzare. Fulgenzio . Fulgenzio . ma non mi può intaccar nell'onore. può deridermi. Fulgenzio . è arrivato all'eccesso. Si sente morire d'averlo fatto. L'amor che ho per voi. signor Fulgenzio. Volete che vada io a domandarle scusa per voi? Flamminia . Eugenia . Ho piacere che vi si trovi anche la signora Flamminia. non fo poco. Fulgenzio . Non l'ho mai veduto più burbero.Se fossi un uomo. e quel ch'è peggio. sapete esser saggia. Fulgenzio . incivile.No signora. o da poco amore.SCENA V Fulgenzio e dette. La vostra ilarità in un caso simile dipende.Non le badate. Ha commesso un error grandissimo. (da sé) Eugenia . è arrivato a farmi perdere la ragione. Fulgenzio . ingrato al mio sangue e sprezzatore del decoro della famiglia.Che manieraccia è questa? Lo voglio dire al signore zio. Non lo sapete? Fulgenzio .) (da sé) Fulgenzio .Come! mettereste in dubbio la mia onoratezza? Flamminia .Voi sapete ch'io v'amo. ma sapete oltresì ch'io sono un uomo d'onore. (ad Eugenia) Per l'amor del cielo.Ridete pure a vostro talento. . da voi forse non preveduta. ecco qui. Ditelo liberamente. sono una pazza. può insultarmi. Nello stato in cui mi trovo. (ad Eugenia) Eugenia .Ma questa volta son pazza. non le badate. da poca ragione.Io voglio ridere quanto mi pare. Io la conosco questa mozzina. Bisogna rendere soddisfazione a questa illustre signora. Eugenia . Eugenia . o. compatitemi. che vuol fare il bravo.Sì. (ad Eugenia) Eugenia .Oh oh. son divenuto brutale.Felice voi. ecco qui donde derivano le smanie del signor Fulgenzio! Ecco lo sforzo della delicatezza d'onore! Ha detto una parola torta alla dilettissima sua cognata. vi è del male.(Che sì. come ora). mi sfiderebbe alla spada. Ma tutto questo sarebbe poco. se ho tanto fiato da poter parlare. Flamminia .

sono stato io l'incauto. ed è per amore gelosa.Flamminia . disingannatevi.Che? sono una bestia io? non merito l'assistenza del cielo? Flamminia . signora Flamminia.Eugenia carissima. tradite voi stessa. signora. Flamminia . Eugenia . e spero vicino il tempo di potervi dare la più vera testimonianza dell'amor mio.Sarebbe tempo che il mio cuor respirasse. voi mi avete da accordare una grazia. Voi trattate male con chi vi ama. Eugenia . odiate chi vi consiglia al bene. doveva conoscere il peso delle sue parole. Eugenia mi ama.Abbiate giudizio. Eugenia .Se non desidero che compiacervi! Fulgenzio . non l'affliggete d'avvantaggio. Se siete in pace. cercate di affliggere le persone innocenti.Il cielo non assiste a chi ha massime come le vostre. vi chiedo scusa della poca attenzione che avessi avuta per voi.Via.Se non lo dice egli. ch'io possa ricondurre mia cognata alla propria casa.Me l'avete da far con buon animo. lo dirò io. (a Flamminia) Flamminia . Flamminia .Sì. il furente.Meritereste che tutti vi abbandonassero. Eugenia .Se conoscete dunque il motivo delle mie inquietudini. Eugenia . cara. che farebbe intenerire i sassi. ma. perchè non può egli restituirla dove l'ha presa? . Eugenia è assai ragionevole per conoscere da se stessa i trasporti della passione. Possibile ch'ella voglia essere così caparbia?) (da sé) Eugenia . perchè non cercate la via di rendermi consolata? (a Fulgenzio) Fulgenzio . Io non ho cuore di vederla mortificata.L'ingratitudine è odiosa agli uomini e ai numi. Flamminia .Io non sono gelosa di vostra cognata. cara Eugenia.Se qui l'ha condotta il signor zio. Fulgenzio . Eugenia .Voi non c'entrate. Ella non mi ha sforzato a insultar mia cognata. Eugenia . il malaccorto.Lo so: è uno sdegno da voi concepito per timore di non essere preferita.Basta che non mi abbandoni il cielo. Eugenia . La collera mi ha trasportato. vi amo e vi stimo sopra tutte le cose di questo mondo.Mi avete a permettere. Sono stato io più debole e più mentecatto di lei. compatirla e dissimulare. cercherò in avvenire di meglio meritarmi l'affetto vostro.(Parla in una maniera. calpestate i doni del cielo: e non arrossite di voi medesima? Fulgenzio .Non siete voi padrone di comandarmi? Fulgenzio . sappiateci stare. Fulgenzio .

che non s'incomodi a ritornare. Fulgenzio .E ho da lasciarvi qui in questo stato? Eugenia . lo conosce. ne verrà in conseguenza il fine della mia vita. signora Flamminia? Flamminia . (Le caccierei la testa nel muro).Fulgenzio . Accompagnatela pure. Fulgenzio . non si lascia vedere.Sì. Eugenia . (dissimulando) Fulgenzio . Posso tutto sagrificarvi fuor che l'onore di me e della mia famiglia. Fulgenzio . e non mi tormentate di più.Fatemi almeno un piacere. ma non per questo un uomo d'onore dee preferire al decoro la sua passione.La sentite. Eugenia .Io non sono portato per altro che per l'adempimento del mio dovere. Eugenia . (a Fulgenzio) Eugenia .Me lo dite di cuore? Eugenia . Fulgenzio . e parte) SCENA VI Fulgenzio ed Eugenia. e l'accorda.No.Un uomo d'onore non ha da preferire la passione al decoro. avete ragione. Ma che dico io di passione? Andate. che mi sono abbastanza disingannata. Se quest'atto del mio dovere mi ha da costare la perdita dell'amor vostro.Che volete voi sottilizzar d'avvantaggio? È una cosa giusta. e poi aspettasi mio fratello. . andate. e non ho piacere che trovi in casa degli sconcerti. e non ne voglio sentire di più. Eugenia . (da sé.Questa è la grazia che avete promesso accordarmi? Eugenia . sì. Flamminia . basta che soddisfacciate al vostro. finitela.Adempitelo.Oh cielo! comandatemi. no. di dovere.Io non v'impedisco che la conduciate.Anzi. Fulgenzio . Eugenia . Fulgenzio . e che dentro di voi non siate contenta.Il signor Fabrizio è sdegnato. Fulgenzio . Fate quest'atto di onestà. e poi subito tornate qui.Andate. Fulgenzio . in ogni maniera l'adempirò.Ma con malanimo.Ho paura che vogliate dissimulare.Non dovete badare all'animo mio.Ho sentito tanto che basta.Sì.

signora.Andiamo.O andate voi. signora Eugenia.E perchè non va egli a servirla? È un'ora che glielo dico.Via dunque.Soccorretelo quel povero sfortunato. (a Ridolfo. andiamo.Avvertite che insolenze io non ne voglio soffrire. andate con lui. (smanioso e incerto) Ridolfo .Amico.Perdonatemi.Farò una risoluzione da disperato. ed egli persiste ad importunarmi.Compatitelo.Compatitelo. e più mi recate noia. SCENA VII Ridolfo e detti. Eugenia .Ingrata! (come sopra) Eugenia . nemica di me e di voi medesima! Eugenia . Fulgenzio . Fulgenzio . (a Fulgenzio. La signora Clorinda ha risolto di partir sola.Sono stanca. (a Ridolfo) Ridolfo .Ma se ve lo dice ella stessa. maladetta! (parte correndo) Ridolfo . (come sopra) Ridolfo .Fulgenzio . (sdegnosa) . (a Fulgenzio) Eugenia . e fate il vostro dovere. Ricusa la mia compagnia. Mi preme l'onor dell'amico. Levatelo dalla presenza di una irragionevole. o vado io.Barbara! (ad Eugenia.Sì.Sì. vi dico. Fulgenzio . rammentatevi del fratello. andiamo. Ridolfo .Andrò io. accennando Eugenia) Fulgenzio .Ogni onestà lo richiede. soccorretemi per carità! Eugenia . Fulgenzio . sdegnoso contro Eugenia) Ridolfo . (ad Eugenia) Eugenia .Più che restate qui. una parola. fremendo) Eugenia .Ah Ridolfo. di una ingrata.Ah nemica della ragione.Andate. ricusa ogni altro. s'io vi dispiaccio. se non la riconduce il cognato. Ridolfo . (a Fulgenzio) Fulgenzio . Fulgenzio . (a Fulgenzio) Fulgenzio .

Si vede chiaro che non mi ama. avete pur detto che non c'è in tutto il mondo una giovane come lei. e parla di maritarsi.Ma voi. signore. o sono qualche stivale? Eugenia . che ora mi sento.Vi compatisco.Mi disdico di quel che ho detto. (da sé) Roberto . Io sono il padrone. non avrei un'ora di bene. non è amore. lo farebbe per forza. signor Conte? Questa è la più stolida ragazza di questo mondo. Roberto e detta. e non ci sono in questa casa altri padroni che io. ed ammiri la mia costanza. e una nipote. ma ira contro me stessa per avergli creduto. non la mortificate così. non è buona da nulla. è un'impertinente. che dipende da me. Eugenia . Ed io sarei stolida.Ridolfo .L'ho con voi.Della parentela.Sì. Insolente! Eugenia .Protettore di chi? Eugenia .Con chi l'avete. perchè siete una donna (parte) SCENA VIII Eugenia sola.Cospetto di bacco! chi sono io in questa casa? Sono il padrone. e molto meno parlare di maritarsi. è sdegno. Eugenia . non fia vero. Ridolfo . me l'avete pure lodata. sciocca.Andate. È una sciocca. signore zio? Fabrizio . . è una frasca. E sarò così sciocca di andarmi a chiudere in un ritiro per la perdita di un ingrato? Darò a lui questa soddisfazione. se volessi amarlo. se mi sento morire? SCENA IX Fabrizio.Siete sdegnata meco? Eugenia . Quest'angustia di cuore. non dee far all'amore. e s'ei lo facesse. (a Fabrizio) Fabrizio . Eugenia . (da sé) Roberto . con queste sue baggianate). Già se Fulgenzio fosse mio sposo.Sia ringraziato il cielo. Fabrizio . con voi. signor protettore. acciò se ne vanti. non sa che si dica. Non sa che si faccia.Signore.(Non vorrei che mi tirasse a cimento). sarà finita.La vede.Con me? Fabrizio . Ma quale costanza. e vada raccontando agli amici la mia disperazione. vada egli. senza che io lo sappia. (come sopra) Ridolfo .(Or ora mi sente. Fabrizio . come un trionfo della sua perfidia? No. È meglio così. Sdegno non già perchè il perfido mi abbandoni.

felice la nostra casa! Dice davvero? (al Conte) Roberto . indegno della mia casa. per quello stolido? per quell'ignorante? uomo vile. signor Conte? Queste si chiamano donne.Come? Il signor Conte si degnerebbe di sposar mia nipote? Roberto .Eugenia . plebeo? Eugenia . rampollo illustre di eccelsi progenitori. questa sarebbe per voi una gran fortuna. Eugenia . In un momento potete diventare una gran dama. illibato. Questo è pensar giusto. Fabrizio . felice me. è una gioia. che se mai per avventura accadesser di que' casi da me previsti. Ha tutte le buone parti immaginabili della bontà. celebre. Ma uno stato comodo non vi mancherà. morigerata. Fabrizio . signora.Tant'è vero ch'io non lo credo. (a Fabrizio) Fabrizio . che già è finita. E se voi ardirete d'amarlo. dovizioso. ma ella ha il cuor prevenuto per altro amante. pensar con prudenza. non avrei alcuna difficoltà ad offerirvi la mano.Signore. risolvete.Sì. Fabrizio .Ah nipote. spiantato. risolvete.Non tanto. (da sé) Fabrizio . e ve lo dico di core.Acchetatevi.(Ah. Cuor mio. (ad Eugenia) Eugenia . disponete di me. signore. Il signor conte d'Otricoli. il prototipo della vera cavalleria! Felice voi.Via. Fabrizio . spero non crederete al biasimo con cui vorrebbe discreditarmi.Via.Che lodare! che lodare! io non fo conto di quella sorta di gente. quando mi avrà perduta). e si penta.. una principessa. vagabondo. una vendetta sarebbe pure opportuna). ha un cuor bellissimo: saggia.Senta. Può essere che quell'ingrato frema. e si disperi. (a Fabrizio) . è fatta. e per me una gloria immortale. il fiore della nobiltà. cavaliere sublime.Io non ho tutti i pregi dei quali mi caricate: ma vanto quello della sincerità. Fulgenzio è da me licenziato. certo.(ad Eugenia) Eugenia .Oh bocca d'oro! L'avete sentita? (al Conte) Roberto . e mi chiamerei felice. Fabrizio .Signora Eugenia. Roberto .Signore.Signor Conte. una gran signora.Tocca a voi a terminare di consolarmi. sa far di tutto.Oh brava! Sente. per altro Eugenia è un portento: fa invidia a tutte le donne. Sa di tutto. siccome non avrete dato fede all'elogio. è un incanto. obbediente. (da sé) Fabrizio . Roberto . sarebbe per avventura venuto il caso? Eugenia . se avessi la sorte di conseguirla.(Quand'è fatta. ha una mente chiarissima. l'esempio della onoratezza.. non vi ricordate voi d'averlo lodato? Fabrizio . In casa mia non ci verrà più. la collera fa dire delle pazzie. Roberto .Siete voi impazzita per il signor Fulgenzio.Credo tutto. Roberto .

Ho data la parola.(Dote!) (a Roberto.Per me ve l'accordo subito.Signore. .Ma signore. di che ha da fremere e delirare? Stolta ch'io sono.Fareste meglio. vostra nipote vale un tesoro.Fabrizio .. Oh cieli! eccolo. Fulgenzio mi veda sposa. riderà piuttosto. e a risparmiare gl'insulti ai cavalieri onorati. e voi lo dovete sposare. So che viverò poco. ella v'ha acconsentito. Fabrizio . la mia dote ci deve essere. se sia ricco? Roberto .Povera me! cosa ho fatto? Ma ho fatto bene. converrà ch'io trovi la dote. Me l'ha lasciata mio padre. con maraviglia) Roberto . (parte) SCENA XI Eugenia sola. a esaltar meno le persone non conosciute.(Signore. ( piano a Fabrizio) Fabrizio . A che viene a tormentarmi l'indegno? Non posso reggere a quella vista. Fremere e delirare? perchè? Se non ha per me quell'amore ch'io mi credeva. ché già a quest'ora mi principia a rodere il verme di una patetica disperazione. e crepi di gelosia. Farò forza a me stessa. ma le convenienze della mia casa esigono qualche dote). Eugenia . Voi mi avete promesso vostra nipote.. converrà mantenerla. e mio zio non la può negare. Eugenia .Bisogna vedere se il signor Conte la può assicurare. in questo momento. (da sé) Eugenia . Penserò io a farmi render giustizia.. ma prima di morire. (ad Eugenia) Eugenia .La volete maritar senza dote? Fabrizio . imiterò l'indifferenza di quel perfido. di quel disumano. Sarà meglio ch'io mi allontani (in atto di partire) SCENA XII Fulgenzio e detta. Roberto .Orsù.Ricco! ricco! che so io. signore. io non voglio impegni. Fabrizio . (parte) SCENA X Fabrizio ed Eugenia. avrò la consolazione di vederlo fremere e delirare.Un cavalier così ricco? (a Fabrizio) Fabrizio . cercherò che il Conte mi piaccia.(Ho sempre che fare con degli spiantati).Non c'è altro signore.. Fabrizio . se crederà ch'io mi sia legata altrui per isdegno.

non è ancora partita. e non avrà per voi meno stima e meno rispetto. signora Eugenia. che avete giusta ragion di farlo. e permettetemi ch'io lo dica. Eugenia . è venuto egli stesso a vederla. Eugenia . Fulgenzio. s'io lo voglio.Fulgenzio .Oh stelle! così accogliete una nuova. È pronto dividere. Gli palesai l'amor mio: gli spiegai la brama di avervi in moglie. Mi ama tanto.L'avete servita la signora Clorinda? (con ironia) Fulgenzio . che mi lusingai dovesse rendervi consolata? Ardireste voi paventare.Povera me! son morta.Ah sì.Ascoltatemi per carità. Seppe dov'era. ad abbracciarla.Resterò qui. e parte a momenti accompagnata dal caro sposo. l'abitazione e le facoltà.Non volete essere col fratello a discorrere degli affari vostri? Fulgenzio .Sì.È arrivato il signor Anselmo? (meno sostenuta) Fulgenzio .E voi? (patetica) Fulgenzio .Finito ho l'obbligo di servirla. è arrivato poc'anzi.Perchè è giunto in Milano il di lei consorte.Fermatevi. vi prometto. Eugenia . non fate a me un sì gran torto. Eugenia . terminato ho l'incarico d'accompagnarla. mi esibisce poter condurre la moglie in casa.Che pretendete da me? (con isdegno) Fulgenzio . Fa ora i suoi convenivoli con il signor Fabrizio e colla signora Flamminia. (si abbandona sopra una sedia) Fulgenzio . Pure. se il zio non vi può dar dote. di non vederla mai più.E che fa in casa mia? Perchè non l'accompagnate? (con isdegno) Fulgenzio . se l'impressione nell'animo vostro non può per ora scancellarsi. brama ch'io sia contento. Eugenia .In due parole ho seco lui trattato. Eugenia .No. vi giuro di non trattarla.Cioè gli avrete reso conto della custodia.No. ch'io frequentassi con passione mia cognata? Non fate a lei. se mel concedete.E perchè? (sostenuta) Fulgenzio . che cosa è questa? Eugenia . Eugenia . Non ritrovò in casa la sposa. . Chiese di voi. Fulgenzio . maltrattatemi. in cui gli teneste la sposa.(Ah incauta! ah ingrata! perchè impegnarmi col Conte?) (smaniosa e plangente) Fulgenzio . Eugenia . disprezzatemi. ingrata.Eugenia. Eugenia . e concluso il maggior affare che mi premesse. Il mio caro fratello me l'accorda placidamente. che nulla seppe negarmi. le fu risposto che siete in camera ritirata. Eugenia .

che non aveste amore per me. cara.Non merito l'amor vostro. perchè mai? Eugenia .Contro di me medesima.Contro di chi vendetta? Eugenia .E a chi? (tremante) Eugenia . e per ultimo dono di chi tu sprezzi.E perchè? Eugenia .Soccorretela.Fulgenzio . (si copre col fazzoletto e resta così) Fulgenzio . Fulgenzio . della mia disperazione. Eugenia . Fulgenzio . Erano pretesti per istancarmi le gelosie mal fondate. Furono sempre finti i vostri sospiri. contro la mia colpevole debolezza. contro il mio cuore.Ah perfida! ah disleale! quest'è l'amore? questa è la fedeltà? No. aiuto. soccorso! SCENA XIII Flamminia. Lisetta e detti.No. Me ne sono avveduto della vostra inclinazione pel mio rivale. parlino per me i tuoi rimorsi. voglio amarvi teneramente. abbandonatemi. ma trema della giustizia del cielo. che è questo? Eugenia.Per vendetta. non deggio esserlo.Poc'anzi. i sospetti ingiuriosi. Godi. o barbara.(Sentendo strepito si volta) Oimè.Cos'è stato? Fulgenzio . Flamminia . Fulgenzio .Non dovete esserlo? Anima mia.Sorella. deridi un misero che per te more.Quando? Eugenia . Fulgenzio . le invettive e gl'insulti. trionfa della mia buona fede. Fulgenzio . Flamminia . Ti lascio in preda del tuo rossore.Al conte Roberto.No.Che cos'è? Lisetta . assicurati di non vedermi mai più (in atto di partire) Eugenia .Voi sarete la mia cara sposa. mi sento morire. . Eugenia. Oimè. Mendaci sono ora le vostre smanie. Eugenia . Fulgenzio .Perchè ad altri ho data la mia parola.(Svenuta cade sopra una sedia vicina) Fulgenzio .

che ha ragione. via.Ah sì. Flamminia . che ha una sorella che l'ama.E perchè non ha da esser vostra? (a Fulgenzio) Fulgenzio . vivete. Siete nemica di voi medesima.Ah. (a Fulgenzio) Eugenia .Signora padrona. perchè ha dato parola al conte Roberto? (a Fulgenzio) Fulgenzio .Così è. crudele? Eugenia . perdonatemi. Fulgenzio è vostro. Non è sì pazzo a volersi nutrire una serpe nel seno. Il Conte fu da me illuminato.Lo conoscete il torto che mi faceste? Flamminia .Deh lasciate ch'io mora. in ogni guisa mi duole d'avervi offeso. (l'alzano.Oimè. insultatemi. Fulgenzio . con tenerezza) Fulgenzio .Ah no.Via. e lascia in libertà la fanciulla. Seppe che lo faceva per astio. Pazienza. per disperazione. fortunata Eugenia. e vi domando perdono.Ah non più. Flamminia . Flamminia . Usatemi carità. so di non meritarlo.(Ah! se non mi amasse. (a Flamminia.Sì.Sì. Eugenia . Ma oh cieli! potrebbe fingere? È perchè fingere. ve l'ho detto.Via. il cielo mi vuol infelice.O che sian benedetti! .Perchè ad altri si abbandonò per vendetta.Perchè non lo merito. è rinvenuta. Fulgenzio .Volete dire. Flamminia . Eugenia .Lasciatelo dir. se vi aggrada. idolo mio! Eugenia .Perchè no. benchè mia non sarete. se il vostro cuor lo comporta. se non mi amasse?) Lisetta . dite il vero? (alzandosi con tenerezza a Flamminia) Flamminia . Fulgenzio . sorella mia.Abbandonarmi per così poco! (ad Eugenia) Flamminia .No. siatemi rigoroso. Flamminia . che aveste me in aiuto. che mi si conviene. Fulgenzio . Eugenia .Ma via. e la rimettono sulla sedia) Fulgenzio . per capriccio. Conosco l'amor grande che per me avete. Vi amerò da lontano. che non sarà mio. fortunatissimo Conte. (a Fulgenzio) Eugenia .. dico.Fortunato voi vi potete chiamare.Lisetta . non parlate altro.. sorella.

le nostre pene.Non ci ho veruna difficoltà.Lisetta . generoso nipote: eroe del Ticino. e la fortuna le ha concesso in isposo il re de' galantuomini. si contenterà che il signor Fabrizio gli faccia una semplice scusa. Chi potrà dire che non fummo noi.Ecco qui il signor Conte.Abbiate pazienza.Viva mille anni il Conte dei Conti.Si. alzin le mani.Caro nipote.Deh concedetemi che io le porga la destra. Ridolfo e detti. Questi ha da essere lo sposo di mia sorella. signore.Non è degno d'imparentarsi con me. Ridolfo . i nostri affanni. e che non siamo tuttavia Innamorati? Oh quanti si saranno specchiati in noi! Deh quelli almeno. Oh quante stravaganze prodotte furono dal nostro amore! Vicendevoli sono state le nostre gelosie. Roberto . Fabrizio . Fabrizio .Sì.La prendete voi senza dote? (a Fulgenzio) Fulgenzio . che si trovassero nel caso nostro. La sposerà senza dote. Flamminia . Fabrizio . signor Conte.Scuso in voi la più sonora. (a Fabrizio) Fabrizio . il più bravo giovane di questo mondo. Fabrizio . Il cielo ha voluto così. gloria del nostro secolo! Eugenia . la più ridicola caricatura del mondo. finalmente siete mio. Fabrizio . il più nobile cittadino di Milano. il cielo vi benedica. il Cavaliere dei Cavalieri! Fulgenzio . (l'abbraccia) SCENA ULTIMA Roberto.Mi fanno piangere. il quale persuaso dalle mie ragioni. Fabrizio .Caro sposo.Sentite. Mia nipote merita molto. il più saggio.Senza dote? (a Flamminia) Flamminia . il più dotto. SCENA XIV Fabrizio e detti. vostra sono. Fabrizio . .Cosa fa qui questo temerario? Flamminia .Scusatemi. signore. ed applaudiscano alle nostre consolazioni.

.Fine della Commedia.

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