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di Davide Boellis a Pagina 5

Speranza in Tv
di Andrea Carrozza segue a Pagina 6

Quando l‟ignoranza vince
di Andrea Cavalera segue a Pagina 8

7 mesi di attività
di Luca Di San Carlo segue a Pagina 6

I Bolidi del mare sono tornati
di Luca Di San Carlo segue a Pagina 7

Lo spunto di uno di Noi! Pagina 9

Foto di Carlo Romano - Gallipoli - Copyright

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molto spesso sottopagato, prezzi “leggermente ritoccati” per i turisti, il famoso abusivismo selvaggio dei “tavolini sui marciapiedi”, e chi più ne ha più ne metta. Diciamo che quest'anno le autorità sono partite col piede giusto per arginare il triste fenomeno, visto che è notizia di pochi giorni fa (perchè farlo ad inizio giugno anziché a Ferragosto è senza dubbio molto più conveniente) quella della chiusura di un noto ristorante locale al cui interno prestavano servizio ben sette lavoratori non dichiarati. La domanda è semplice e spicciola: se il titolare di un'attività in estaCara Gallipoli, ormai ci siamo davvero. La traffico, l'inquinamento acustico e ambien- te guadagna molto più del solito grazie tanto attesa, evocata, reclamata e perché tale e il caldo torrido ventiquattro ore su all'aumento delle vendite, perchè deve no sognata “Estate2012” è finalmente ai ventiquattro, sette giorni su sette. Anche ostinarsi ad alzare i prezzi allontanando nastri di partenza. Tempo qualche altro stavolta tra i numerosi e attesi eventi della così il turista sia dal proprio esercizio sia giorno infatti e la nostra Città Bella sarà stagione estiva gallipolina e le immancabi- dall'idea di una Gallipoli “vivibile” e perché come ogni anno completamente invasa li e tradizionalissime “ville” patronali ci deve trattar male i propri dipendenti dalla marea di turisti e bagnanti armati sarà senza dubbio parecchio movimento. (senza i quali non riuscirebbe a tenere il non solo di paletta, secchiello, crema sola- C'è chi si rimbocca le maniche per prepa- passo nella frenetica produzione estiva) re e macchinetta fotografica, ma anche e rare il proprio esercizio commerciale sottopagandoli e non mettendoli in regola? soprattutto di portafoglio, pronto ad esse- all'inevitabile e tanto auspicato incremen- In attesa di svelare questo “segreto di re aperto per far girare come si deve l'eco- to di produzione e vendite, e c'è chi, come Fatima” dalle risposte scontate ma sconnomia della nostra comunità (ovviamente la stragrande maggioranza dei giovani certanti, passiamo oltre. E' ormai un dato crisi permettendo). Si avvicina il momento gallipolini, si adopera per cercare un'occu- di fatto che l'estate gallipolina da tempo cruciale per questa città che da decenni pazione lavorativa stagionale non è più quella dei pedalò, dei ormai vede il turismo come la sua flebo approfittando della massiccia offerta di “cambarini” e dei “maluni a bagnu”, ma è “salva vita” dopo le vacche magre del posti di lavoro che (soltanto) in questo l'estate della movida e del divertimento lungo periodo invernale. Come ogni anno, periodo non manca. Ed è qui che ahimè sfrenato al pompante ritmo di musica. Le il “gallipolino medio” si prepara a vivere tocchiamo il primo dei punti nevralgici espressioni “Happy-Hour in spiaggia”, quei due-tre mesi in completa apnea tra il dell'estate gallipolina: lavoro in nero e

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“prevendite”, “pre-serata”, “special guest”, “dj-set” e “live music” sono ormai familiari anche alla più conservatrice tra le “cummari caddhripuline”, e il sovracitato “gallipolino medio” non può far altro che prendere atto di questa nuova moda dilagante della disco in spiaggia che tanto ha fatto discutere ma che ha portato Gallipoli alla ribalta internazionale come nuova “Ibiza d'Italia”. I giovani hanno il sacrosanto diritto di divertirsi specialmente se per farlo sborsano quattrini che risanano le tasche di noi gallipolini umili lavoratori, ma non è altrettanto importante il diritto alla quiete e al riposo durante le meritate ferie estive per la gente che suo malgrado è costretta a sorbirsi gli interi e irritanti repertori musicali diurni e notturni delle disco -spiaggie a cielo aperto, colpevole solo di abitarci nei paraggi? E dire che basterebbe rifornire il posto delle moderne tecniche di insonorizzazione o più semplicemente abbassare il volume...ma anche qui la cosa sembra più facile a dirsi che a farsi. Ci sarebbero molti altri punti su cui star lì a chiedersi il perché e il percome, ma non voglio annoiarvi o peggio imparanoiarvi dunque vado a quello che da sempre sembra essere il tallone d'Achille (o da “killer”, come disse qualcuno) del rapporto tra gallipolino e turista: l'inquinamento ambientale. Parliamoci chiaro: questi vengono qua, fanno quello che vogliono credendo di comprare qualsiasi cosa coi soldi e ci mancano di rispetto sporcando tutta la città. Quella stessa città che anche in inverno (dunque senza il palloso turista) presenta lo stesso panorama di discariche a cielo aperto in campagna o nelle spiagge, di rifiuti solidi urbani e ingombranti lasciati agli angoli delle strade e di marciapiedi dotati di abilitazione da parte del Coni per la famosa disciplina sportiva dello “Slalom fra le merde di cane”. Parafrasando ignobilmente ed indegnamente il celebre aforisma di un grandissimo personaggio politico, mi verrebbe da dire <<...non chiedetevi quanto il turista riesce a sporcare dinanzi a voi, ma chiedetevi quanto voi riuscite a sporcare dinanzi al turista!>>. A tutti i miei concittadini dunque, buona estate da parte di un più che mai dubbioso...“gallipolino medio”.

Si conlcude così il secondo appuntamento di mobilitazione popolare per la difesa del nosocomio cittadino della nostra città, fra applausi, fischietti e dichiarazioni di molti dei politici presenti. Il sindaco Francesco Errico apre le danze con il suo intervento e subito dopo di lui prende la parola il consigliere Barba, alcuni sindaci dei paesi limitrofi fra cui Pippi Nocera per il comune di Sannicola, Daniele Ria per il comune di Tuglie e Donato Metallo per il comune di Racale. Tutti questi ovviamente con pensieri all‟unisono volti alla conservazione del reparto di ostetricia del Sacro Cuore di Gesù, per quanto riguarda l‟immediato e alla valorizzazione dell‟intero presidio ospedaliero nel lungo termine. Fra le argomentazioni messe sul tavolo la necessità numerica, ovvero l‟elevato numero di abitanti relativi al bacino d‟utenza della struttura, che tra l‟altro come minimo viene triplicata dai turisti in estate. Insieme a questa, anche una necessità strettamente geografica. Il piano di razionalizzazione della regione Puglia prevede infatti la creazione di 5 punti nascita in provincia e gli ospedali promossi per questa sorta di top 5 sono quelli di Lecce, Copertino, Galatina, Tricase e Scorrano. In questo modo è evidente che l‟arco ionico sarà sprovvisto di questo servizio. Tutto ciò nella consapevolezza che alcuni di questi presidi necessitano di ristrutturazioni (mentre il nostro ha anche la certificazione antisismica che pochi altri ospedali in Puglia hanno). Riusciremo a ottenere la salvezza del reparto con tutto questo? Beh, un passo avanti c‟è stato: popolo ed istituzioni si sono svegliati e davanti a una piazza Tellini gremita da migliaia di cittadini, proprio per ribadire il valore di questa forte mobilitazione, il Sindaco Errico, chiudendo la serata ha affermato “la vostra presenza qui è la migliore risposta per dire che il Sacro Cuore non si tocca”. Meglio di così? C‟è un ricorso al tar pronto a partire e una battaglia annunciata su tutti i livelli istituzionali possibili. Vox populi vincit. Luca Di San Carlo

Alessandro Scorrano

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squadra, che grazie allo splendido lavoro di tutto lo staff tecnico, è arrivata nel momento clou della stagione con una marcia in più rispetto agli avversari; e poi quel pizzico di “Gallipolinità” all‟interno della rosa, ha fatto sì che tutto il resto della squadra onorasse questa maglia, lottando fino all‟ultimo secondo dell‟ultimo match e prendendo nonostante la sconfitta sul campo il meritato applauso dei sempre presenti ragazzi della sud. Probabilmente l‟undici che ha regalato il ritorno in Eccellenza a questa città,non farà parte di quelle poesie calcistiche composte da 11 cognomi,che ritornano in mente anche a distanza di decenni,ma il riFoto www.salentosport.net cordo dell‟attaccamento di questi ragazzi per questa maglia, Domenica 10 Giugno, ore 18.30 circa, il signor Natilla di Molfetta resterà sempre vivo nelle menti di quei tifosi che ogni domenica, mette la parola fine sul match di ritorno tra Manduria e Gallipoli, soprattutto in trasferte insignificanti come San Vito e Otranto che ha visto i Messapici imporsi per 1-0 condannando così i gial- hanno tenuto alto il nome di questa città. RIPARTIAMO INSIEME lorossi ad un altro anno di Promozione; Nell‟aria c‟è un po‟ di recitava lo striscione esposto dalla Sud nella finale interna contro delusione fino a quando però non arriva la notizia del pareggio il Manduria, e insieme probabilmente si è ripartiti, con la sperantra Poliminia e San Severo che probabilmente proietta i gialloros- za di raggiungere mete sempre più ambite, e adeguate a questa si in Eccellenza, visto che con le promozioni di Monopoli e Bisce- splendida piazza e questa splendida curva...AVANTI GALLO, glie, e le retrocessioni di Maglie, Locorotondo e Francavilla, per AVANTI CURVA SUD. formare un‟eccellenza a 16 squadre serve un ripescaggio, poiché Davide Boellis dal campionato di Serie D non è retrocessa alcuna Pugliese, e considerato che il Gallipoli del patron Barone poteva vantare su un punteggio maggiore rispetto alla Poliminia, il ripescaggio spetta proprio ai giallorossi. Una promozione meritatissima quella ottenuta da De Razza e compagni, sia per via delle prestazioni stagionali, ma anche per quanto dimostrato nel doppio impegno con il Manduria in cui i giallorossi non avevamo affatto demeritato dimostrando nonostante le numerose defezioni di formazione di essere quanto alla pari dai biancoverdi allenati da Mister Passariello; Se poi andiamo a considerare il fattore anagrafico allora questa promozione và vista come una vera e propria impresa, infatti quella giallorossa è una compagine con età media di poco superiore ai 22 anni, e che addirittura nella finale di ritorno dei play off è scesa in campo con ben tre under. Cuore grinta tenacia e soprattutto tanta corsa, sono stati i fattori dominanti di questa

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La terra si mise a danzare senza badare ai danni che avrebbe causato. L‟operato di uomini di diversi secoli andò in frantumi in poco tempo. Venne a crearsi un clima metafisico e decadente. Ma la gente continuò a sorridere. Anche la loro anima andò in frantumi, come i campanili delle vecchie chiese. I sorrisi però rimasero intatti. In tv vidi quei volti come l‟estrema sintesi del Paese che vorrei. Tenacia, allegria nonostante le avversità e amore per il proprio lavoro. Il giornalista intervistò un piccolo produttore di aceto balsamico. Un mestiere che può sembrare assai umile, ma che contribuisce anch‟esso al famigerato PIL. L‟uomo mostrò tutto l‟aceto andato perduto. Fu come se mostrasse il sangue secco di un figlio morto. Il suo lavoro lo amava davvero. La sua vita era fondata sul lavoro, roba da fare invidia alla stessa Repubblica Italiana. E il terremoto, peggio di qualsiasi crisi, non riuscì a fargli perdere il coraggio. Il produttore di aceto balsamico sorridendo alla telecamera disse : “Mi hanno messo in ginocchio. Ma non mi hanno messo KO”. Mi venne una gran voglia di piangere sentendo le sue parole, ma quel volto fu contagioso e sorrisi anch‟io. Andrea Carrozza

Da anni ormai alcuni argomenti non vengono più trattati a Gallipoli. La mafia ad esempio è un tabù, un qualcosa di inviolabile. Paura? Indifferenza? Credo più la seconda, visto che buona parte dei nostri concittadini è affetta da questa patologia cronica che rende il gallipolino spesso sterile ad ogni tipo di evento. Ma nonostante tutto, qualcosa si è mosso. La nostra associazione ha deciso di farsi avanti, perché la situazione di dormienza in cui vive la società civile cittadina (molti giovani in primis), non è più tollerabile. E proprio questo ci ha spinti a intraprendere questo percorso sulla legalità (anche sul livello della quotidianità) attraverso una serie di piccoli – grandi eventi, innovativi per molti aspetti e che hanno visto una notevole partecipazione proprio grazie alla loro impostazione organizzativa e tematica diversa. A partire dal cineforum di aprile, con la visione del film “i 100 passi”, sino al corteo svoltosi in occasione del tragico evento di Brindisi, nel quale ha perso la vita Melissa, una giovane adolescente che non aveva nessuna colpa, se non quella di andare a scuola tutte le mattine. Ultima, ma non per importanza, la manifestazione voluta in occasione del ventennale della morte del giudice Giovanni Falcone. Per dimostrare la nostra gratitudini verso questi eroi, abbiamo chiamato a raccolta tutta la città e i suoi giovani, che con la musica e delle riflessioni li hanno voluti ri-

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cordare, insieme a Viviana Matrangola, figlia della donna simbolo dell‟antimafia nel Salento, Renata Fonte e il giudice Tanisi, espressione di una magistratura in continua lotta con fenomeni di violenza di stampo mafioso e non. La serata, simbolicamente denominata “piazza pulita”, nonostante le sfavorevoli condizioni metereologi che ha riscosso un buon successo, oltre le aspettative. Noi abbiamo acceso la miccia, è credo un dovere di tutti darci una mano e alimentarla sempre di più per potenziare questo percorso e liberarci dal malaffare. La depurazione delle coscienze civili dal germe dell‟illegalità (attiva o passiva che sia) si fa anche così. Luca Di San Carlo

Da un po‟ di anni ormai non si vedevano in giro questi mostri del mare, capaci di suscitare ancora qualche emozione. La motonautica torna a rivestire un ruolo importante in quest‟inizio d‟estate gallipolina e la cittadinanza l‟ha accolta bene. Quella della nostra città è stata la terza tappa del campionato italiano di offshore classe 3000, che segue le due precedenti tappe di Napoli. Ad organizzare l‟evento il club nautico di Gallipoli (per quanto riguarda la logistica a terra, con qualche crepa organizzativa venuta fuori nell‟ultima serata che ha deluso un po‟ le aspettative), insieme al club Italia offshore che si è occupato delle questioni meramente marittime. La gara, che ha visto trionfare per la terza volta su tre i fratelli Testa alla guida dell‟imbarcazione “sorbino offshore”, si è svolta in circa 50 minuti. Gli otto team in gara hanno lottato per 14 giri, non senza incidenti. Ricordiamo quello che ha visto coinvolto l‟imbarcazione denominata “gli illuministi”. Al secondo e al terzo posto i team “Ben Tien” e “cantieri navali Giannini”. Come dimenticare le edizioni passate, quella del 1995 in primis, con la tappa del mondiale offshore classe 1 (quella con le barche più potenti). Per l‟occasione la città brulicava di turisti, si parla di 100.000 presenze in una giornata, a dimostrazione che questo genere di sport attira. Ma la volontà del comune di continuare questo percorso c‟è, nella speranza che questi bolidi possano continuare a sfrecciare sul nostro mare. Luca Di San Carlo

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L'ignoranza è la condizione dell'ignorante, cioè di chi non conosce in modo adeguato un fatto o un oggetto, ovvero manca di una conoscenza sufficiente di una o più branche del sapere. In senso comune il termine ignoranza può significare anche non avere informazioni su un argomento. Questa è l'accezione originaria del termine, che deriva direttamente dal greco gnor-izein (conoscere) attraverso il latino ignorare (in - gnarus, che non sa). Successivamente, l'aggettivo ignorante si è evoluto in senso dispregiativo, indicando coloro i quali sono senza educazione o cultura. (da Wikipedia). Quando parlo della mia città ad uno straniero, nel momento in cui non ho più niente da dire sul mare, sulle spiagge, sul centro storico, sulle tradizioni e sulla nostra cucina, quando non c‟è più niente da dire sull‟aspetto paesaggistico e tradizionale, passo a parlare dell‟aspetto culturale (non che le tradizioni non siano cultura, per carità, ma lì si parla di cultura „popolare‟). Proprio sull‟aspetto culturale, Gallipoli (mi duole dirlo) pecca. Non solo per colpa delle istituzioni che fanno molto poco per stimolare, ma spesso per colpa dei gallipolini stessi. Sembra che nel DNA del cittadino gallipolino (non faccio di tutta l‟erba un fascio, ma ora generalizzo) ci sia inscritto un gene anti-cultura, qualcosa che respinge come una specie antimagnetismo il gallipolino dalla cultura. Le librerie aprono e poco tempo dopo chiudono, puntualmente. A Gallipoli non si legge nulla a parte la Gazzetta dello Sport, che non va certamente messa da parte ma magari ampliare un po' gli orizzonti non farebbe male. Le librerie più fortunate hanno qualche cliente in più solo d‟estate (quando appunto ci sono i turisti, ma non d‟inverno). I piccoli centri culturali ci sono, le librerie sono ben fornite (sperando che anche quelle poche rimaste non chiudano) ma il gallipolino medio a non è interessato a tutto questo. E‟ anche vero che non ci sono stimoli alla cultura nel nostro territorio, ragazzini e ragazzine preferiscono 12 ore di Facebook piuttosto di 2 ore su un buon libro o anche su un fumetto. Colpa della tecnologia? Dei genitori? Della mancanza di stimoli culturali che il nostro paese offre? Beh, secondo me, dobbiamo dimostrare maggiore interesse verso la conoscenza, dobbiamo incrementare l‟interesse per la cultura nel nostro paese. La cultura è il vero tesoro oggi. Forse allo Stato farebbe comodo che restassimo tutti ignoranti, per non avere capacità di opporci perché non abbiamo le conoscenze adatte, perché non siamo informati, ecco perché i tagli nel nostro paese cominciano proprio dalla cultura e dall‟istruzione (e non dai loro stipendi … e dico “loro” perché abbiamo capito di chi stiamo parlando). Avviciniamoci alla cultura, riempiamo le librerie e i cinema (anche il cinema è cultura, il buon cinema) tenendo conto ovviamente sempre delle nostre possibilità economiche. Ma come dico sempre: una birra in meno e un pacchetto di sigarette in meno (che fa anche bene) e il gioco è fatto. Ragazzi, siate assetati di cultura, così come lo siete per il calcio, per la tv, per i social network; tutto quello che ho detto si può riassumere in tre parole: SETE DI CONOSCENZA. Andrea Cavalera

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Crisi? Cambio di tendenza? Vari possono essere i motivi to ad un ridimensionamento ne di alcuni eventi che per anni hanno caratterizzato la nostra città. Caso che ha fatto più scalpore è stato il carnevale, soppresso a causa dell‟ormai onniorganizzativa della kermesse, da qualche anno priva di una programmazione innovativa che possa generare nuove correnti ne, si spera, in attesa di un ritorno spumeggiante e ricco di novità, che possa dare slancio al fenomeno della destagionalizzazione. Altro capitolo degli eventi maledetti, che poi guarda caso sono proprio quelli che necessitano di contributi comunali, visto che ai privati piace la carne ben cotta ma di cucinarla proprio non gli va, è quello relativo al premio barocco. Emigrato per 3 anni e poi tornato a casa nel 2010 di nascosto, rifugiandosi nel ta ci sarà, il 21 luglio, ma la grande assente sarà mamma rai. Verrà infatti ripreso da un canale della piattaforma Sky, imparagonabile all‟ammiraglia della tv di Stato, con ricadute ovviamente sull‟ambito promozionale che ovviamente risulta penalizzato

(e si capisce, quest’anno mancava il benefattore che era impegnato nella moltiplicazione dei pani e dei pesci). Sono finiti i bei le. Si cerca di puntare su miss mondo, evento ripreso e trasmesterritorio c‟entra ben poco. Unico punto a favore di questa manifestazione sono le miss che affascinano e risvegliano gli ormoni maschili, distrutti dal caldo. Piccoli segnali di ripresa: ritorna classe 3000, che si è svolto il 15 e 16 giugno. Anche se molto ridimensionato rispetto alle mastodontiche edizioni degli anni territoriale, grazie agli stand di degustazione di prodotti tipici presenti nel villaggio allestito nel porto. Ciò che si evince è che le dinamiche degli eventi stanno cambiando. Paillettes e lustrini hanno fatto il loro tempo, quello che interessa ora è far conoscere il bagaglio di tradizioni e cultura che ci appartiene. Questo è un bene comune e come tale tutti noi abbiamo il dovere di contribuirvi. Chi non da una mano alla valorizzazione del territorio, to è questo.

che quest‟anno hanno porta- tempi in cui Gallipoli era sempre presente sulla stampa nazionao addirittura alla cancellazio- so in differita da un‟altra di tv secondaria e che con il nostro

presente mancanza di fondi, che risulta potenziata dalla carenza l‟offshore con la terza tappa del campionato nazionale della

turistiche e rinvigorire quelle già esistenti. Una pausa di riflessio- 90, è stata una buona combinazione di nautica e promozione

teatro Italia a causa del porto negato. Anche quest‟anno la diret- non si lamenti delle lacune organizzative presenti in città. Il pat-

Luca Di San Carlo

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