Tesina d'esame Nicolas Papalexis anno scolastico 2011/2012

Musica e Neuroscienza
Dal sentimento musicale alla neuropsicologia

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Indice
• Prefazione • Parte I: La colonna sonora della storia dell'uomo 1. Barocco 2. Neoclassicismo 3. Romanticismo • Parte II: Cervello e musica • Parte III: La musicofilia 1. Colpito da un fulmine 2. Musicofilia improvvisa • Parte IV: Musicoterapia 1. La musica e il linguaggio 2. Musica e movimento • Conclusioni • Bibliografia

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Prefazione
Il rumore che la pioggia produce colpendo i tetti e le foglie degli alberi è capace di mutare il mio umore quasi all'istante. La forza che il suono regala alla mente è spesso più forte di quanto la vista, il più immediato dei sensi possa mai fare. La forte componente emotiva che lega l'uomo alla percezione del suono culmina con l'esperienza musicale, alla quale quasi tutta l'umanità partecipa costantemente. La musica è uno strano fenomeno, infatti sebbene sia innegabile il fondamentale ruolo che la comunicazione sonora svolge in moltissime specie, gli esseri umani sono gli unici che non si limitano a comunicare espressamente con il linguaggio della parola, ma sembrano aver bisogno di un ulteriore forma di espressione: la musica. Lo stesso Darwin non riusciva a comprendere la necessità di questa forma d'arte inquanto non soddisfa alcun bisogno legato alla soppravvivenza, nell'Origine dell'uomo scrisse: ‹‹Giacché né il piacere legato alla produzione di note musicali, né la capacità di produrle sono facoltà che abbiano il benché minimo utile diretto per l'uomo ... devono essere collocate fra le più misteriose di cui egli è dotato››. Tornando all'utilità della percezione uditiva a scopo comunicativo, c'è da aggiungere che i processi neurali che stanno alla base del linguaggio e del canto (così come dell'ascolto di una conversazione e dell'ascolto musicale) sono completamente diversi, giacché alcune persone colpite da afasia, le quali riportano danni permanenti al centro del linguaggio, restano comunque in grado di cantare testi di canzoni con i quali hanno un profondo legame sentimentale. Un altro aspetto che mette in risalto la particolarità del fenomeno è l'assenza di un centro deputato allo svolgimento delle attività musicali, esse vengono elaborate da più di dieci reti diverse distribuite in tutto il cervello. Il mistero della musica è costantemente sotto gli occhi di tutti, ma nessuno è ancora in grado di darne una spiegazione. Schopenhauer scrisse: ‹‹Ciò che nella musica vi è di ineffabilmente intimo ... eppur così inspiegabile, sta nel riprodurre tutti i moti della nostra più intima natura, ma senza la loro tormentosa realtà››. Tuttavia negli ultimi decenni, l'indagine volta alla comprensione della strada che la musica fornisce per le zone più remote della nostra mente ha compiuto enormi progressi. La musica non più solo, come definita da molti, linguaggio dell'anima ma come vero e proprio strumento terapeutico dalle incredibili potenzialità. Durante il percorso vedremo come dei rapporti fra suoni possano nascondere molto di più che un semplice messaggio, una forma d'arte o un sentimento. Durante le varie epoche storiche e il susseguirsi costante di diverse correnti artistiche e letterarie, la musica ha sempre accompagnato il cammino dell'uomo, adattandosi ai bisogni del tempo e dimostrando l'indissolubile legame che la lega al nostro essere. La musica ci è sfuggita di mano e andando a riprenderla ci siamo accorti di cosa essa ha lasciato nella nostra mente dopo millenni di cultura musicale, un viaggio all'interno del sentimento e della neuroscienza, gli stupefacenti effetti della musica sulla mente e quindi sul corpo.

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Parte I: La colonna sonora della storia dell'uomo
Il mondo in cui viviamo oggi è il risultato di un lungo corso evolutivo della cultura umana, che ha attraversato numerose tappe e superato grandi ostacoli prima di produrre la società a cui siamo abituati. Le prime dettagliate fonti storiche di civiltà occidentale ci giungono dall'antica Grecia e in seguito dall'antica Roma. A quel tempo l'arte era di fondamentale importanza e l'uomo godeva di notevoli libertà artistiche e religiose in rapporto allo sviluppo complessivo del tempo. L'arte che durante l'umanesimo verrà definita classica sarà la base da cui avranno inizio le moderne correnti europee post medievali. Una delle forme d'arte fondamentali anche nel periodo classico era proprio la musica. Platone, noto per il rifiuto che teorizzò nei confronti dell'arte inquanto imitazione dell'imitazione e quindi diseducativa e ingannevole, escluse certi tipi di musica, in quanto frutto diretto della mente umana e della scienza. Infatti sin dall'epoca classica la musica si avvaleva di un complesso sistema tonale di stampo matematico organizzato in tetracordi. La rigorosa struttura della musica del periodo classico riproduce in qualche modo la ricerca dell'armonia e lo spirito apollineo del tempo. Durante il medioevo la musica era quasi esclusivamente sacra, rappresentata principalemente da cori di vario genere che si esibivano nelle chiese con scopi liturgici, tuttavia non ci sono pervenute grosse quantità di repertorio musicale fino al periodo Barocco. L'esplosione delle arti determinata dall'Umanesimo infatti ha incentivato notevolmente anche lo sviluppo musicale, come a dimostrare la forte musicalità che ha sempre accompagnato l'uomo. Dal XVI secolo in poi furono inventati la maggior parte degli strumenti musicali che definiamo classici, tra cui il violino, la viola e il clavicembalo. Inoltre Johann Sebastian Bach, uno dei padri della musica occidentale, organizzò la struttura musicale in un sistema tonale, detto sistema temperato, ottenuto dalla sovrapposizione di due tetracordi greci. Ottenne così le 7 note principali che conosciamo, le cui alterazioni producono le diverse tonalità. La musica ebbe nuovamente, come nel periodo classico, una struttura precisa e matematica, che consentì ai compositori di sviluppare stili e produrre musica molto più facilmente. Dato l'effetto catalizzante delle innovazioni musicali del periodo, proporrei quindi un analisi che metta in parallelo arte, letteratura, filosofia e musica proprio a partire dall'epoca Barocca, per evidenziare come le principali correnti e idee che trascinavano l'uomo, hanno sempre avuto un sottofondo musicale adatto, come a dimostrare l'indissolubile legame tra l'uomo e la musica.

Il Barocco:
Caratterizzato da uno stile classicheggiante ma ricco di abbellimenti che presentano un enorme quantità di dettagli. Lo spirito può essere rappresentato dalla nobiltà francese e dai fasti della reggia di Versailles, in cui l'arte aveva lo scopo di celebrare il potere e divertire i ricchi. Sebbene il movimento sia nato a Johann Sebastian Roma, le varie corti europee ne imitarono lo stile per dar sfogo Bach

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Basilica di Sant'Andrea della valle

alle tendenze edonistiche e per celebrare la propria opulenza. Gli edifici del periodo barocco presentano una grande quantità di decori e abbellimenti, sia strutturali che pittorici. Le chiese di quel periodo erano relativamente piccole, ma davano l'impressione di estendersi all'infinito grazie al diffuso utilizzo di linee curve e spirali. Apparivano simili a delle bomboniere per l'accuratezza dei decori e dei dettagli. Un chiaro esempio è la Basilica di Sant'Andrea della valle a Roma progettata e costruita da Giacomo Della Porta, Francesco Grimaldi e Carlo Maderno tra il 1590 e il 1650. Lo stile barocco tuttavia è caratterizzato anche dalla grande fantasiosità degli artisti e dalla ricerca del reale, che spesso entra in contrasto con l'armonia classica che invece ricerca la perfezione. Questo aspetto gotico del Barocco è ben rappresentato nel Canestro di frutta di

Canestro di frutta

Caravaggio, in cui sono rappresentati frutti accompagnati dai loro naturali difetti che se possibile vengono esaltati.

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La grande ricchezza e fantasia dello stile uniti a tinte classiche e quindi a una certa dose di forma e armonia sono ben racchiuse nella musica del tempo. La musica barocca infatti è caratterizzata da un armonia classica ma da un ritmo e un colore più variopinto e libero. I principali esponenti si identificano in Antonio Vivaldi, J.S. Bach e G.F. Haendel. Le caratteristiche distintive sono la maestosità, le stravaganze e le ricercatezze musicali che avevano come scopo il coinvolgimento emotivo dello spettatore. Questi effetti venivano ottenuti con lunghi fraseggi, spesso molto complessi e da accompagnamenti continui e molto coloriti. Il clavicembalo era molto presente nella musica barocca, la brevità delle note prodotte dallo strumento costringeva il musicista a dar luogo a delle vere e proprie improvvisazioni per riempire lo spazio che un singolo accordo avrebbe lasciato pressoché vuoto. Un altro elemento caratteristico è la ripetizione di suoni molto veloci, che danno una sensazione di velocità e leggerezza. La fantasia si rispecchia quindi proprio in queste stravanganze e abbellimenti di cui il termine barocco è diventato la definizione.

Neoclassicismo:
Il neoclassicismo nasce come reazione al tardo barocco, il tema fondamentale era la ripresa della cultura classica, in particolare quella greca e romana. Il mito della maestosità delle polis greche, la nostalgia per la forza e gli ideali romani determinarono un recupero della forma e l'armonia classica e ricercando la bellezza nella proporzione. L'illuminismo era alle porte, stava arrivando l'era della ragione in cui tutto cio che non era razionale sarebbe stato condannato dal tribunale della ragione. L'incisione di Goya Il sonno della ragione genera mostri rappresenta molto bene lo spirito dell'epoca che riponeva ogni fiducia nella ragione umana, rifiutando quindi gli aspetti stravaganti ed esotici del barocco. Le linee curve furono sostituite da rette e da armoniose composizioni di stampo matematico. Era un epoca in cui si combatteva per l'affermarsi di valori universali e per i diritti dell'uomo, ne abbiamo un chiaro esempio con Il sonno della ragione genera mostri Voltaire nel suo Trattato sulla tolleranza, che condanna l'odio portato dalle tradizioni e dalla religione e predica per un amore disinteressato tra gli uomini. L'estrema razionalità del neoclassicismo trova espressione nelle opere di Immanuel Kant, il quale pone la ragione come strumento di indagine sulla ragione stessa, rifiuta la metafisica e tutto ciò che non è razionale ed espone le sue teorie nei trattati Critica della ragion pura, Critica della ragion pratica e Critica del giudizio in maniera molto schetamtica e con un organizzazione perfettamente ordinata e razionale. Il ritorno ai classici è evidente nei dipinti di

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Il giuramento degli orazi

Jacques Louis David, che hanno quasi sempre come soggetto scene tratte dalla storia o dalla leggenda romana o greca. L'intento del pittore è anche quello di promuovere i valori di forza e austerità impersonati dai personaggi classici come nel dipinto Il giuramento degli orazi, anticipando le ideologie della rivoluzione francese. Nella musica si assistette a un evoluzione analoga, i lunghi fraseggi barocchi e le semicrome ripetute quasi a scandire i secondi sono sostituiti da una formula più discreta e concisa. La musica ritrova tutta la sua razionalità ed è in questo periodo che abbiamo la vera musica classica, mentre nel linguaggio comune si fa rientrare in questo insieme anche la musica barocca e romantica. Il maggior esponente è senz'altro Wolfgang Amadeus Mozart, uno dei più Wolfgang Amadeus Mozart brillanti compositori della storia della musica. Ascoltando un brano barocco e successivamente uno classico è evidente come lo spirito mutato dell'uomo si sia riversato nella musica, la melodia sembra seguire un preciso disegno razionale, non lascia nulla al caso e conclude i suoi messaggi in brevi fraseggi di sorprendente efficacia, un pò come una retta che si rivela chiara ai nostri occhi, piuttosto che un'ellisse (forma molto usata nel barocco) che ci lascia sospesi.

Romanticismo:
Uno degli elementi storici e politici che favorì il pensiero romantico fu probabilmente il fallimento degli ideali rivoluzionari in Francia. L'uomo dopo aver assistito al fallimento della ragione che degenerò nello strapotere napoleonico, sviluppò una

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sorta di reazione anti illuminista. La Germania è considerata la culla del romanticismo, il circolo di Jena in particolare sarà ricordato come propulsore del movimento. Nel romanticismo l'arte era di fondamentale importanza, essa infatti rappresentava la parte non razionale dell'uomo e quindi la sua vera essenza. Il rifiuto della ragione implicava l'utilizzo del sentimento come via per la conoscenza. Secondo i romantici la ragione e la scienza non risolvevano alcun problema dell'uomo, solo il sentimento poteva soddisfare l'animo umano. L'infinito quindi si oppose al finito razionale, il tema dell'infinito sarà spesso trattato dai romantici. Viandante sul mare di nebbia di Caspar David Friedrich, può essere considerato un chiaro esempio del movimento, l'uomo che osserva un paesaggio sconfinato, perso nella nebbia, Viandante sul mare di nebbia descrive esattamente il sentimento romantico dell'uomo alla ricerca dell'indefinito (ovvero la forma umana dell'infinito), solo contro la natura, ma allo stesso tempo immerso in essa, in una contemplazione eterna alla ricerca dell'anima. Il personaggio del dipinto è un viandante, la figura romantica per eccellenza, l'uomo che vaga senza meta in eterna lotta con se stesso e con la sua finitezza. Nonostante le critiche mossa da Hegel nei confronti del romanticismo, ad esempio sul primato dell'arte, del sentimento o della fede mentre egli sostiene una filosofia razionale, fanno di lui un buon rappresentante filosofico del movimento. Egli infatti condivide appieno il tema dell'infinito e concepisce la realtà e la storia come un continuo divenire, una totalità di attimi che esistono come manifestazione parziale dell'infinito. Un altro tema fondamentale del romanticismo è il ritorno alla fede religiosa, nella letteratura ne abbiamo un esempio nello scrittore italiano Alessandro Manzoni. Egli considerava la storia frutto della provvidenza divina, inoltre espresse forti sentimenti patriottici tipici del periodo romantico. Il romanticismo può essere considerato quindi il periodo della totale stravaganza, in cui l'uomo esprimeva se stesso ignorando la ragione. La musica romantica è uno specchio di questa fuga dell'uomo, del suo navigare perduto in un mare di nebbia, della caduta dello spirito nella contemplazione estetica. L'introduzione del pianoforte (che sostituì il clavicembalo) diede la possibilità ai compositori di creare effetti delicati o esplosivi che dessero l'impressione di qualcosa di vago, che possa scomparire da un momento all'altro, riportando in molti casi al tema dell'infinito.

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Hoffmann, musicista e scrittore romantico scrisse: "La musica è la più romantica di tutte le arti, si potrebbe quasi dire che essa sola è romantica, poiché solo l'infinito è il suo tema". La libertà degli artisti romantici si riversò anche nella musica, il romanticismo musicale è infatti estremamente ricco grazie al rifiuto dei canoni classici e quindi alla costante ricerca dell'originalità. La razionalità classica viene sostituita da ricche melodie supportate da un orchestra che spesso risulta subordinata a un solista. I virtuosismi divengono di fondamentale importanza, raggiungendo un valore estetico e conoscitivo capace di trascendere i limiti finiti dell'esistenza umana. Tra i principali esponenti troviamo Ludwig van Beethoven, Giuseppe Verdi e Felix Mendelssohn.

Parte II: Cervello e musica
Appurato quale sia stato il profondo legame che ha da sempre tenuto stretti uomo e musica, è ora possibile considerare quali siano i nuovi aspetti di tale rapporto, oggetto di studio negli ultimi decenni e fonte di numerose scoperte mediche e scientifiche. Con l'introduzione di nuovi strumenti per l'indagine medica come l'elettroencefalogramma (EEG) o la magnetoencefalografia (MEG), è stato possibile individuare nuovi collegamenti tra musica e mente. La letteratura medica ci fornisce già degli esempi di particolari interazioni tra la musica e il cervello dell'uomo, molto significativo è ad esempio il caso di Robert Schuman: noto musicista e compositore

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che dedicò la propria vita alla musica, dopo aver contratto la neurosifilide iniziò ad accusare una patologia nota come "allucinazioni musicali". Il suo cervello aggredito dalla malattia simulava percezioni sonore identiche a percezioni reali. In poche parole Schuman era investito da motivetti e melodie (per la maggior parte derivanti dalla sua infanzia) generati da suo cervello in maniera totalmente spontanea, egli non poteva perciò in alcun modo influenzare questi "tarli". Col progredire della malattia il repertorio mentale diminuì, le esecuzioni divennero sempre più brevi e assillanti, fino alla continua ripetizione di una singola battuta e negli ultimi giorni di una sola nota, un La acuto. Questo tipo di allucinazioni musicali è stato riscontrato anche in persone affette da perdita dell'udito, in un numero molto ridotto di casi il cervello delle persone diventate sorde ha iniziato letteralmente a inventarsi nuovi stimoli, rivelando un impellente bisogno di impulsi musicali. Osservare il modo "musicale" in cui certe volte il cervello può reagire a dei danni non è la sola frontiera della scienza in questo settore. Grazie all'ecografia negli anni Novanta, Gottfried Schlaugh e i suoi colleghi di Harvard poterono effettuare meticolosi confronti morfometrici tra le dimensioni di varie strutture cerebrali. Notarono così che nel cervello dei musicisti di professione il corpo calloso (commessura che connette i due emisferi cerebrali) risulta essere molto più sviluppato rispetto alle persone normali, inoltre notarono (sempre nei musicisti) un aumento delle dimensioni della corteccia uditiva, motoria e visuospaziale. Qualunque anatomista inoltre potrebbe confermare che riconoscere il cervello di un musicista è molto semplice, mentre è quasi impossibile riconoscere quello di un matematico o di uno scrittore. Ciò dimostra quanto in profondità la musica si possa radicare in noi dal punto di vista anatomico e non solo come risposta emotiva a determinate tendenze culturali.

Parte III: La musicofilia
Il fenomeno della musicofilia è stato affrontato ampiamente dal dottor Oliver Sacks nel libro che appunto porta il nome di Musicofilia. Per chiarire la natura del termine tengo a specificare che l'amore per la musica, per quanto esso possa essere forte, non rientra nei casi di musicofilia. Essa può essere considerata una forma patologica di coinvolgimento musicale, un amplificazione della musicalità di una persona fino ai massimi livelli, causata principalmente da danni o modificazioni al sistema nervoso centrale.

Colpito da un fulmine:
Il primo esempio citato dal dottor Sacks è quello di un medico americano di 42 anni, colpito da un fulmine mentre parlava a un telefono pubblico. Il cuore dell'uomo smise di battere per alcuni secondi ed egli visse un esperienza di pre morte. Racconta di aver visto il proprio corpo dall'alto, e di aver assistito da spettatore alle manovre di rianimazione che gli vennero praticate. L'uomo rinvenne e fu trasportato all'ospedale.

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Il suo cardiologo non trovò nulla fuori posto, gli disse anzi ‹‹in questi casi o vivi o muori››. Fu sottoposto anche a un EEG ma nessuno fu in grado di negare la sua perfetta salute. Dopo alcune settimane tornò a lavoro, le sue abilità chirurgiche erano rimaste intatte. Dopo alcuni giorni però accadde qualcosa di strabiliante, l'uomo iniziò a sentire un improvviso e fortissimo desiderio di ascoltare musica per pianoforte. Egli non aveva un pianoforte a casa e ascoltava principalmente musica rock. Acquistò dei dischi e si innamorò di Chopin. La musica invase la sua vita e da quel giorno lo coinvolse in ogni momento. Sentì il bisogno di suonare quello che ascoltava, quindi ordinò tutti gli spartiti e comprò un pianoforte. Nel giro di qualche mese imparò da autodidatta a suonare discretamente il pianoforte, notevole per un uomo di 42 anni senza precedenti interessi per la musica classica.

Musicofilia improvvisa:
Un altro caso esaminato da Sacks è quello di una ricercatrice chimica alla quale fu diagnosticato e operato un tumore maligno nel lobo temporale destro. Dopo l'operazione la sua personalità cambiò radicalmente, divenne molto più gioiosa e aperta con tutti. La sua nuova gioia non interferì con il lavoro di ricercatrice, che continuò a svolgere con la stessa professionalità e dedizione. L'elemento sul quale il dottor Sacks concentra la sua attenzione è però la musicofilia sviluppata dalla donna. Ella iniziò a sentire un fortissimo bisogno di ascoltare musica classica, alla radio, dai cd, andando ai concerti. I suoi colleghi la sentivano canticchiare spesso e arrivava a lavoro ascoltando musica dall'autoradio ad altissimo volume. Sia lei che il medico americano trattato in precedenza hanno sviluppato un'improvvisa e travolgente passione per la musica. Nessuno dei due era mai stato un tipo particolarmente musicale, nè la musica aveva mai occupato un posto simile nelle loro vite.

Parte IV: Musicoterapia La musica e il linguaggio:
Consideriamo ora la parte pratica dell'argomento, che attribuisce alla musica meriti terapeutici nell'ambito di diverse patologie neurali, anche molto diverse tra loro. Uno degli utilizzi che viene fatto della musica è nelle terapie mediche come ad esempio nella cura della dislessia. Le persone dislessiche manifestano una maggior difficoltà nel linguaggio e nella lettura rispetto agli individui sani, ma ciò non significa che non siano dotate di intelligenza. Il problema risiede nella capacità del cervello di analizzare i suoni vocali provenienti dalla coclea. Nella lettura , sia silenziosa che ad alta voce, esiste una correlazione con l'analisi e l'elaborazione del suono vocalico, che spesso presenta solo minime differenze tra le frequenze che al cervello del dislessico risultano coincidere. I suoni che solitamente i dislessici non riescono a elaborare sono la B e la P e la D e la T. Gli studi della dottoressa Gabriella Musacchia presso la Northwestern University in Illinois rivelano che l'ascolto e soprattutto l'esercizio

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musicale possano portare notevoli miglioramenti nel cervello di un dislessico. A questo proposito pubblicò un articolo sulla rivista dell'Accademia Americana delle Scienze. Lei e la sua equipe dimostrarono che la musicoterapia potenzia meccanismi neurali importanti anche per il linguaggio. L'ascolto musicale ma soprattutto l'esercizio pratico, possono migliorare le performance cognitive modificando alcune funzioni cerebrali. Il fenomeno si spiega col fatto che i musicisti possiedano uno specializzato sistema per l'elaborazione di stimoli sonori e visivi nel tronco cerebrale, una regione molto profonda del cervello. Il fenomeno si spiega col duplice coinvolgimento del tronco cerebrale sia nello svolgimento delle attività linguistiche che musicali. E' quindi possibile migliorare le capacità linguistiche attraverso lo sviluppo di capacità musicali. La musicoterapia unita ai tradizionali interventi di logopedia possono porre una soluzione ai disturbi della comunicazione, tra i quali anche la dislessia. Altri casi di disturbi della comunicazione sono riportati nel capitolo 16 di Musicofilia del dottor Oliver Sacks. Egli espone casi ben più gravi di una semplice dislessia, i pazienti da lui trattati sono affetti da afasia, l'incapacità di comunicare verbalmente, dovuta a un danneggiamento o alla completa rimozione del centro del linguaggio. In tutti i casi elencati il paziente non è in grado di parlare, ma è in grado di cantare. Inizialmente i pazienti riescono a ripetere solo la melodia, ma in seguito riescono a ricordare le parole e a pronunciarle correttamente. Le canzoni che gli afasici riescono a cantare sono molto spesso canzoni legate alla loro infanzia, con le quali hanno uno stretto rapporto affettivo. Persone anche totalmente prive del centro del linguaggio riescono così nuovamente a parlare, utilizzando parti di canzoni per elaborare

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risposte, sebbene molto brevi e quasi sempre scorrette dal punto di vista sintattico. Il paziente non canta spontaneamente perché non sa di poterlo fare, una volta incoraggiato però rimane stupefatto dei risultati e continua ad allenarsi per "imparare nuovamente a parlare". La musicoterapia è molto utile anche nell'educazione dei bambini autistici. Arlyn Kantz, musicista e madre di un bambino autistico sviluppò un sistema educativo improntato sulla musica. Le persone autistiche hanno gravi difficoltà a interagire con l'esterno, sia nel comprendere che nel produrre il linguaggio verbale. Si appurò che esse possono tuttavia riuscire a cantare o a comprendere il linguaggio verbale se viene messo in musica. Arlyn Kantz sviluppò un metodo che viene oggi usato in numerosi istituti: esso consiste nel porre le domande al bambino autistico con un accompagnamento musicale e lasciare delle pause perché egli possa rispondere cantando. Il dialogo che in condizioni normali può essere molto faticoso o del tutto assente, diventa così molto più rapido e produttivo. Ciò viene spiegato da Sacks con la presenza di fondamentali differenze nei processi neurali di elaborazione del linguaggio e del canto.

Musica e movimento:
La musica può avere importanti influenze sul nostro cervello, migliorando il linguaggio e le capacità comunicative. Ma alcuni interventi della musica nella nostra mente si possono riflettere sul corpo e sui movimenti, che dipendono dal cervello al pari del linguaggio. Durante gli anni Quaranta fu utilizzata la musicoterapia sul gran numero di soldati rientrati dalla guerra. Essi presentavano disturbi da stress post traumatico e la musica era in grado di regolarizzare i loro parametri fisici permanentemente alterati dallo stress, come la pressione sanguigna, la frequenza del battito. Dato il notevole successo della pratica nel 1944 fu istituito il primo programma ufficiale di musicoterapia presso la Michigan State University. Successivamente, nel 1950 fu fondata la National Association for Music Therapy. La musica può influire nella cura di patologie come la sindrome di Tourette, favorendo un aumento della concentrazione e una significativa diminuzione dei tic nervosi, e nel Parkinson. Alcuni pazienti Parkinsoniani durante l'ascolto musicale arrivano addirittura a dimenticare la patologia che li affligge e iniziano a muoversi con naturalezza.

Conclusioni:
Il legame tra uomo e musica è incredibilmente forte. Essa è profondamente radicata nella nostra natura, a prescindere dalla conoscenza che abbiamo di essa o dalla nostra musicalità. Il modo in cui l'uomo vi ha sempre riflesso i propri sentimenti è una prova, ma come questa se ne possono trovare molte altre. Noi tutti usiamo l'enorme potere della musica, anche senza saperlo. Spesso usiamo la musica come risposta a un determinato stato d'animo, spesso la usiamo per rilassarci o per sentirci felici. In realtà quello che la musica crea in noi è molto più che una sensazione passeggera,

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ogni volta che la ascoltiamo ci lascia qualcosa, ci migliora. La musica che sta dentro di noi può essere usata dalla medicina per porre rimedio o per alleviare diverse patologie, percepire le interazioni multisensoriali, migliorare la memoria, l'attenzione, la progettualità e la creatività.

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Bibliografia:
www.salutare.info Musicofilia di Oliver Sacks, Adelphi Milano Paolo Manzelli dal Seminario di Arte e Scienza 2008 Musica, emozioni e cervello. Studi recenti sulla neuropsicologia delle emozioni evocate dalla musica di Sabina Delfrati – Tesi di laurea www.steppa.net www.wbabin.net Il Nuovo Protagonisti e Testi della Filosofia Abbagnano-Fornero, Paravia L'Arte tra noi Demartini-Gatti-Villa, Mondadori

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