Massimo Giraudo: Notizie relative all'omicidio del commissario Calabresi

RAGGRUPPAMENTO OPERATIVO SPECIALE CARABINIERI

Reparto Anti Eversione

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Nr. 5827/9 di prot "P"

Roma 24.11.2000

OGGETTO: - Omicidio CALABRESL-

ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE - Sost. Proc. M. Meroni MILANO

Cons. a mano.

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In relazione agli accordi verbali intercorsi con il Cap. MASSIMO GIRAUDO, si trasmettono Ie notizie relative all'azione omicidiaria perpetrata in MILANO in data 17-05-1972 in danno del Commissario LUlGI CALABRESI, apprese ad emerse, nel corso delle investigazioni sulle stragi condotte da questa Reparto, previa autorizzazione delle Autorita Giudiziarie titolari dei rispettivi procedimenti. Talune delle sottoindicate notizie trovano origine in documenti e verbali, mentre per altre si tratta di mere acquisizioni confidenziali. In alcuni casi si tratta di informazioni ampiamente note
0

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gia emerse, che, tuttavia, ove confortanti quelle apparentemente mai sfruttate, si Come concordato, ove non si era gia provveduto, non sono

e ritenuto

comunque utile illustrare.

stati operati riscontri e/o accertarnenti, per i quali, qualora reputati utili, potra essere valutata l'emissione di specifica del ega.

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11 Sig.Fi)JIANFRANCESCO, presso la~it,ergo degenerativa,

nato a BADIA POLESINE 17.08.1931, gia ricoverato il

di BERGAMO via Gleno nr. 49, a seguito di grave malattia neurologica in verbale reso il 01.06.1974 (ALL.I) al Consigliere

deceduto il 04-02-1999,

LOMBARDI rappresentava, indirettamente, di essere state legato al commissario CALABRESI da un rapporto di collaborazione eonfidenziale. Ricordava un incontro con il CALABRESI a

FERRARA, poco tempo prima del Febbraio-Marzo 1972, nel Quale il Commissario gli aveva detto di occuparsi di un collegamento tra il FELTRINELLI ed il Conte PIETR0-LO~DAN. Poi

proseguiva: ".."II Calabresi si stava oecupando di un traffico di armi tra &~gOSlav·a. e l'Italia; Ie arrni venivano scaricate su cittadine del litorale adriatico fra le province di Rovigo foci del Po; implicata nella vicenda era un certo pro~ tale individuo era un uomo di fiducia cf~~
~

Ferrar

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'residente in una casa di Boscomesula; Calabresi che in questa traffico erano esponenti in quel tempo del MSI. 11 Prof. GiUlianM di Ferrara in quel

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implicati anche esponenti fascisti, anzi piu precisamente Calabresi mi disse che si trattava di tali Gi~~,
~

tempo federale del partito ed amico di Freda ed esponente all'epoca di Ordine Nuovo, nonche il notaio {3righe~di Ferrara. Calabresi era convinto che finanziatore di Freda fosse il Brighenti. II .==Calabresi stava cercando di ineastrare il Brighenti implicato in un traffieo intemazionale di quadri rubati ... Posso dire con certezza ... che egli tra 1'aItro si stava occupando di quel traffico d'anni u:rtemazionale di cui ho precede~en~arlato.". occupato anche di tale OLAF ~' ~RMA._NIA OCCIDENTALE, ~L;0ed avrebbe il ~i

-

Aggiungeva che per il CALABRESI si era indicato Quale agente dei Servizi Segreti della

atel~o sarebbe stato uno stretto c<?_llaborat.ore el Generale d

lavorato come ingegnere in SUD AFRICA, che aveva risieduto, come il

gennano, a MOGLIANO VENETO, prima di risiedere a VENEZIA. J1 KRUGHER era un pittore ed era amico di una giovane studentessa delliceo artistico, bionda, a nome ROSALBA, estremista Quanto sopra e' gia state parzialmente

di sinistra, figlia di un commerciante di PORDENONE.

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riferito nel paragrafo dedicato al BELLONI dell'annotazione nr. 378/307-7 datata 30.06.1997 e trasmessa alla S.V. i107.07.1997. ~ definito

11 06-02-1974 era stato escusso il not\ NEGRIOLLI lSUlDO (ALL. 2), i1 quale aveva OLAF KRUGHER: "un pittore tedesco,,__{!j~ehl frequentava sovversivi

di Venezia che

gravitavano attorno al1a facolta di architettura ... ". Questo Reparto all'epoca accertava che OLAF KRUGHER si identifica in OLAF KRUGER nato a SWINEMINUNDE (POLONIA) il 13.07.1943, aveva dimorato in MOGLIANO VENETO negli

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anni '70, rna per mancanza di dati di trascrizione non era possibile conoscere il suo luogo di emigrazione. In quegli anni era studente pres so l'Accademia delle Belle Arti di VENEZIA. Inoltre

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avevaun fratelloa nom~3ato
neg!i anni' 70 per motivi di lavore.

a SWINEMlNUNDE (pOLONIA) il 05.09.1936, gia dimorante

in MOGLIANO VENETO, vra Podgora nr. 6, coniugato, ingegnere, emigrato per il SUDAFRlCA

Ulteriore accertamento che potrebbe essere effettuato consiste nel tentativo di individuare i due fratelli trarnite l'Interpol di VARSAVIA e di JOHANNESBURG, altresi identificare il DUSE,

I'ANDREOTTI, il BORGHI ed il BRIGHENTI e verificame i precedenti di polizia.

II

In data 17.10.1998 il Cap. MASSIMO GIRAUDO apprendeva confidenzialmente comrnissario CALABRESI,

che il figlio del

MARIO, era a conoscenza di un sorvolo in elicottero effettuato dal
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padre non molto tempo prima di morire su una

piu grotte site nell'ITALIA Nord-Orientale nelle

quali erano occultati ingenti quantitativi di armi pesanti da utilizzare in occasione di un colpo di Stato.

I

In data 19.10.1998 veniva trasmessa all'A.G. di BRESCIA con foglio nr. 378/585-1 la relazione di servizio del citato Ufficiale inerente il viaggio suddetto (ALL.3). ~

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La notizia confidenziale era del tutto simile a quella rapportata dal no to LUCIANO ~ENEGA TTf') in data 30.04.1973 e contenuta nel foglio acquisito dal perito ALDO SABINO ~~

contraddistinto dal progressivo 000002 (ALL.4), in particolare nel paragrafo denominato "Elementi sul Comm. L. CALABRESI", al punto 5, ove e' testualmente riportato " alla meta' di maggio fu

prelevato al mattino da casa sua e condotto a Trieste. Insieme a lui il Questore Guida e l'on. Caron della D.C .. A Trieste conferirono con il conte Loredan noto fascista. Due giomi dopo venne ucciso." Sussistono, come noto, numerosi dubbi sulla attribuibilita al MENEGATTI delle notizie riferite

..........___..

~

dalla "fonte DARlO", per ragioni di semplicita espositiva, anche a seguire, ci si e' basati sulla mera identita tra la fonte citata e il giomalista. ~, a MILANO il 17.02.1970, su

In data 9.11.1998 veniva escusso il Sig. MARlQ) CALABRESl)nato

delega deI1'A.G. di BRESCIA emessa in data 04.?i~f9~8;1t-quaJe, come si evince dal verbale che si allega (ALL. 5), dietro autorizzazione dell' A.G. bresciana, sostanzialmente confermava

l'acquisizione confidenziale. II testimone ha ovviamente raccontato notizie apprese dalla madre e che riteneva fosse inutile tentare di approfondire in quanto illungo tempo trascorso aveva fatto

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I I
perdere la qualita della spontaneita nei ricordi materni. II viaggio doveva essersi verificato tra la meta di marzo del 1972 e la data di decesso del padre (17.05.1972) o.comunque, l'IT ALIA Nord-Orientale. con meta il VENETO Secondo il figlio, il padre tome turbato dal viaggio e raccontc' alIa consorte di aver veduto depositi di armi accantonati in nascondigli naturali. Pur non avendone certezza rammentava che in questa viaggio, nel corso del quale fu utilizzato anche un elicottero, il padre aveva avuto occasione di collaborare con Carabinieri. La genuinita del ricordo del teste

e data

anche dal ricordo, ripreso dalIa madre dell'apprensione del padre, della convinzione

che quelle armi fossero legate ad ambienti di destra e dall'invito fatto agli amici. proprio in

I I I I I I I I I I I I I :1

relazione al viaggio, di non votare per la destra. E' da notare che la notizia del MENEGATTI, secondo quanto dattiloscritto, avrebbe ongme

direttamente dana signora GEMMA CAPRA, ved. CALABRESI.

Secondo l'appunto, il viaggio

sarebbe da collocarsi il 15 maggio 1972 (meta di maggio-due giorni prima della morte). Nessuno dei possibili testi indicati dal MENEGATTI e' in vita: il questore GUIDA e' deceduto il 08-041990; il Conte PIETRO LOREDAN iI29-09-1994;l'on.

A parte la vicinanza temporale dell'episodio alIa data di acquisizione della notizia (dieci mesi), nonche I'evidente similitudine con quanto raccontato dal figlio del CALABRESI, e' da rilevarsi, al punto 2, che il MENEGATTI riferisce di aver appreso dalla moglie che il Commissario aveva

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CARON il 04.03.1998.

scoperto un traffico d'armi che provenivano dai circoli neo-nazisti di MONACO di BA VIERA (STRAUSS) destinate agli Ustascia jugoslavi, con centro a TRIESTE: armi smistate anche a fascisti italiani, Poiche la localita di TRIESTE rappresenta proprio la meta del viaggio del CALABRESI di cui al successive punto 5, deve essere presa anche in considerazione l'ipotesi che la fonte abbia inteso far riscontrare geograficamente il traffico di armi con il viaggio del Commissario. Questa affermazione potrebbe legarsi a quanta riferito dal BELLONI, poiche il KRUGHER,

coinvolto in un traffico di armi, avrebbe lavorato per i servizi segreti della Germania Occidentale. Altri elementi di cui tenere conto sono legati alla figura dell'on. CARON. Difatti 10 stesso era ~~·~i reso dal nota GUIDO ~ORENZ~ estrema destra come dimostrato dal verbale del 23 geIll1aio 1970 dott. PIETRO CAL~GERO, in TREVISO .. Nel verbale ~I

K

LORENZON afferma di aver-appreso dal VENTURA che gh era state procurato un mcontro con II sen. CARON presso l'Hotel Continental di TREVISO. Incontro che ebbe luogo nel Settembie del J_2..69..ed quale fu presente 10 stesso LORENZON oltre al MASSARI ed altre tre persone giunte da al ROMA. A quanto sembra di capire, il CARON si sarebbe adoperato per far ottenere facilit~.Egni creditizie al VENTURA. In altra parte del verbale il LORENZON riferisce di aver appreso dal VENTURA di un incontro tra questi e un senatore, avvenuto in una via di ROMA, nel quale quest'ultimo avrebbe manifestato soddisfazione per gli attentati del 12.12.1969. Non vi e' alcuna

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certezza sull'identita di tale senatore e, per altro, i1 CARON potrebbe essersi attivato a favore del VENTURA su richiesta dell'on. TINA ANSELMI, arnica della famiglia VENTURA, come sostenuto dal LORENZON nella stesso verbale e confermato dal noto GIAMPAOLO

STIMAMIGLIO in dichiarazioni rese alIa s.v. in data 29.04.1997.

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In ogni caso l'incontro con il CARON ebbe luogo quando la strategia eversiva del gruppo ordinovista veneto aveva gia avuto inizio. II sen. CARON e' stato eletto come tale nelle liste della D.C., collegio di TREVISO-CASTELFRANCO VENETO dal 1948 al 1972 e risulta essere stato in

strettissimi rapporti con gli on. FLAMINIO PICCOLI e MARIANO RUMOR. II sen. CARON emergeva anche dall'analisi del materiale documenta1e acquisito su disposizione del1'A.G. di BRESCIA presso l'archivio dell'ex UFFICIO AFFARI RlSERVATI, nonche del

S.LS.Mi. attinente individuo a nome JORDAN WESSELINOF, cittadino bulgaro. Costui ebbe a comparire fugacemente nelle indagini condotte daU'allora dott. AReAl sui MAR, poiche in

rapporto finanziario con il nato FUMAGALLI. Attualmente il WESSELINOF, defunto, e' oggetto di approfondite investigazioni in quanto il suo ruolo appare molto pili comp1esso rispetto alle emergenze di 25 anni fa. In particolare il bulgaro e' risultato essere in contatto con diversi servizi di intelligence, compresa 1arete del C.Le. individuata principalmente grazie all'apporto del DIGILIO, nonche fortemente anticomunista. I1 WESSELINOF, nella specifico, era socio in una impresa di costruzioni autostradali di cui era presidente il CARON. E' altresi da rilevarsi che il figlio LUIGI, del sen. CARON nato a TREVISO il 01.02.1939, risulta essere deceduto a KEMPTON PARK. - TRANSVAAL nel SUDAFRICA il 20.07.1968. Data la localita, il decesso potrebbe avere ragione in problemi cardiologici, rna non deve essere

sottovalutato, nel quadro unitario fomito dall'appunto attribuito al MENEGA TTl, che uno dei fratelli KRUGER ebbe ad emigrare per il SUDAFRICA. Si accertava infine che non esisteva alcun rapporto di parentela tra 1a moglie del nota

MENOCCHIO GIUSEPPE, CARON TERESA, e l'omonimo senatore. L'appunto attribuito al MENEGATTI veniva letto al Sig. MARlO CALABRESI, nel verbale gia

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1

citato, e niente di quanta contenutovi

contribuiva ad integrare i ricordi del teste che, peraltro, non

aveva contezza di uno zio materna missino che controllasse 1a posta alla sorella e dubitava che la madre fosse all'origine viaggio del CALAB~S
0

alla esc1usiva origine di quanta lettogli. Una possibile chiave di lettura del resso il Conte LOREDAN, se verificatosi, potrebbe essere fornita dal IOVANNI al dott. ARCAI il 16.06.1974 nell'ambito dell'istruttoria e il milite riferiva quanta appreso da sua fonte, deceduta, a nome

verbale reso dal C.r DORE sui MAR. In questa

-

GIOV ANNI ROSSI, in rapporti con il FUMAGALLI. In particolare il DORE asseriva aver appreso dal Rossi di !aQPo~i~esistegti_t!1l~il FUMAG&~D.~ ...... .. ::s.LTRn_:mLll nell'ambito iJ_~ F

-----------------di

una

medesima strategia eversiva. La conoscenza fra i due e' oggetto di investigazioni nell'ambito della

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I I I I 1

strage di Piazza della Loggia. Nello specifico, il ROSSI aveva reso edotto il DORE, che il FUMAGALLI e il FELTRINELLI erano in diretto contatto can un Conte di TREVISO, amante di vini buoni e di quadri, proprietario di una cantina molto ben fomita, del quale il C.re non ricordava il nome. Dalla descrizione fatta e dal contesto, ben pochi sono i dubbi sulla identificazione del conte con il nobile LOREDAN. Nell'insieme di notizie fomite dalla fonte DARIO si rileva, al punta 3,

che PEL TRINELLI stava indagando suI traffico d'armi proveniente dalla GERMANIA e destinato agli Ustascia, circostanza nota al CALABRESI che avrebbe cosi conosciuto i reali motivi della morte del PEL TRINELLI.
In merito ai possibili approfondimenti

sul punta, potrebbero essere escussi, se viventi, l'editore sull'identita

NINO MASSARI sull'incontro can il sen. CARON; il Sig. MARCO BARNABO' del1'ignoto senatore di ROMA incontrato dal VENTURA;

II

i tre figli del sen. CARON sulle

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.

frequentazioni pateme. Inoltre potrebbe essere interessato l'lnterpol al fine di raccogliere maggiori elementi suI figlio defunto del CARON. Potrebbe in fine rivelarsi non del tutto inutile perquisire l'abitazione della signora MARIA CARON, nata a TREVISO il 27.02.1937 e residente a VILLORBA (TV) frazione LANCENIGO, via Piave nr.l, abitazione ove ha risieduto il padre GIUSEPPE prima del decesso. Quest'ultimo atto potrebbe rivelarsi di interesse anche per il procedimento penale per la strage di Piazza Fontana qualora fosse rinvenuta agenda
0

1 X :1

diario del 1969 del CARON, attesa la sua

conoscenza con il VENTURA e gli stretti rapporti con l'On. RUMOR. Merita ancora riportare che nel testo "LA POLITICA DELLA STRAGE" di MARCO SASSANO, edito per i tipi della MARSILIO nel 1972, alla pag.168 (ALL.6)

e scritto,

riprendendo una notizia

del Bollettino di Controinforrnazione Dernocratica, quanto segue: "Domenica 14 maggio, tre giorni prima di cadere sotto i colpi del misterioso aggressore, il dott. Luigi Calabresi e stato vista a Trieste insieme all'ex questore di Milano Marcello Guida con il quale si

e recato

a far visita al conte

Guarnieri. La domenica successiva, cioe I'indornani dei funerali del commissario, 10 stesso dott.

I I I

Guida

e tomato

dal conte con il prefetto di Milano dott. Libera Mazza. Del conte Guarnieri si parlo

con una certa insistenza durante la lung a inchiesta sulla "pista nera" senza pero precisare can esattezza la natura dei suoi rapporti con i personaggi presi di mira dalle indagini. Direttore e proprietario delle Cartiere Timavo, il conte risiede a Trieste in via Genova 8, rna possiede anche una bella villa a Pademo di Treviso, poco lontano da quella dell'amico conte Loredan a sua volta amico e collaboratore di Freda e Ventura. Quali motivi hanno indotto Calabresi e Guida prima, Guida e Mazza poi a recarsi a casa del conte Guarnieri? E' difficile fare supposizioni. Perc e strano che nessuno abbia fatto cenno a questa viaggio di Calabresi parlando delle sue ultime giomate di vita.".

I

Come si puc not are la notizia presenta delle similitudini con quella originante il paragrafo. Potrebbe essere verificata l'esistenza in vita del Conte GUARNIERI e del gia Prefetto MAZZA.

II

6

I
III

Nell'ambito

delle indagini

sulla strage di Piazza della Loggia,

a seguito

di acqursizione

documentale presso il S.l.S.Mi. riguardante il gia citato JORDAN WESSELINOF, veniva rinvenuto l'atto di protocollo nr. 3465fR del 01.08.1972 del centro CS di Perugia, avente come oggetto "Padova-Pagnotta Leo Joseph", che si allega a seguito di autorizzazione della Procura di Brescia

-

I I I I

(ALL. 7).
L'atto costituisce lettera di trasrnissione di copia xerografica di appunto inviato a sottufficiale del Nuc1eo Investigativo del Comando di Gruppo dei Carabinieri di PERUGIA, da parte di conoscente risiedente in SVIZZERA. benestante con un debito II conoscente viene indicato come ricercato per truffa, di famiglia di riconoscenza verso il sottufficiale, tant' e' che in telefonata

preannunciante

l'arrivo dell'appunto,

il conoscente avrebbe motivato il successivo invio con la

necessita' di soddisfare il debito, consentendo la risoluzione del caso CALABRESI, sperando a tal fine di ottenere anche il condono delle condanne. Nell'ultimo punto della lettera di trasmissione il Magg. dei Carabinieri comandante il Centro, al

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I I I I ,I I I ,I

MANLIO ROCCO, chiedeva di avere notizie sugli eventuali riscontri al fine di pennettere

sottufficiale di sapersi regolare con il proprio conoscente anche perche non aveva infonnato i propri diretti superiori. Questa circostanza puo far pensare che il conoscente in realta fosse imparentato con 10 stesso sottufficiale. Si rappresenta che agli atti non risulta essere stata fornita alcuna risposta al centro di PERUGIA. L'appunto inviato non fa' in realta alcun accenno al caso CALABRESI, rna si limita a fornire alcune notizie suI noto JOSEPH LEO PAGNOTTA, essenzialrnente corrispondenti al vero, e ad accennare a tal V ASELINOF, indicato come all'origine delle fortune del PAGNOTTA. II conoscente sostiene che interrogando il Sig~di utili infonnazioni. PADOV A e il Si~di MILANO si potranno avere

Entrambe queste persone sono note a seguito delle indagini condotte sui

PAGNOTTA e sui WESSELINOF. Nel testa dell'appunto il conoscente si chiede se il PAGNOTTA abbia mai commerciato in armi e se sia una spia comunista, Come e' noto per le indagini condotte per il dott. SALVINI, e' certo che il PAGNOTTA abbia cornmerciato in anni. II quantitativo e la tipologia fanno ritenere che 10 abbia fatto per conto di una autorita di governo e probabilrnente a beneficio degli israeliani, Sia il WESSELINOF che il PAGNOTTA sono emersi in contatto con cittadini di stirpe israelita, stirpe alIa quale appartiene il citato SPITZER.

7

I .1 I ,I II I I I X I

Non essendovi

un riferimento

specifico all'omicidio

CALABRESI,

essendo stato fatto solo

telefonicamente, potrebbe rivelarsi di una certa utilita tentare di identificare il sottufficiale e, tramite questi, arrivare ad individuare il sedicente conoseente. Cia tenuto presente ehe, dalle notizie e/o il

fomite, il conoscente puo essere effettivamente venuto in contatto con il WESSELINOF

PAGNOTTA e ehe il supposto coinvolgi mento dei due, in virtu del ruolo ehe si ritiene abbia svolto il PAGNOTTA nei suoi rapporti con la cellula ordinovista veneta, potrebbe avere qualche relazione con il viaggio effettuato dal CALABRESI e sul quale ha testimoniato i1di lui figlio.

IV

Nel mese di Ottobre 2000 veniva distribuito nelle librerie il testa: "CORPI DI REA TO" con il sottotitolo "QUA~ GIORGIO ~~er STORIE DEGLI ANNI DI PIOMEO", scritto da PINO~ e

i tipi della COSTA & NOLAN. L'ADRIANO

e stato assistente del

perito ALDO SABINO GIANNULI nell 'ambito del proc. pen. sulla strage di Piazza della Loggia. Una delle quattro storie

e

relativa alla morte del giomalista MAURO BRUTTO avvenuta nel

Novembre del 1978. Nel testo

e riportato

che il BRUTTO, quale giomalista de "L'UNITA"',

ad occuparsi della morte del FpLTRJ:NRLLI e del CALABRESI (pag.lS). AlIa pag.l7

che il BRUTTO scrisse una serie di articoli su un consistente traffico di armi ed esplosivi fra la Svizzera e l'Italia e: " ... Su questa pista, scriveva Mauro, aveva gia cominciato a indagare il

----

ebbe

e riportato

;1 I I I ,I

commissario Calabresi, che nelIe uItime settimane prima di morire era state varie volte oltre confine ... ". In nota contenuta aile pagg.17 e 18

e riportato:

" ... Riehiamandosi alla pista svizzera di

cui aveva parlato un anna prima, Brutto aggiungeva che Calabresi si era interessato "al traffieo d'armi che, attraverso i boss intemazionali del eontrabbando, raggiungeva l'Italia, diretto aile

organizzazioni eversive faseiste". Secondo il cronista - ehe citava anehe testualmente una frase di un detenuto interrogato a Brescia - Calabresi aveva individuato a Lugano la centrale che smistava Ie armi in Italia: la strada delle armi era la stessa che pereorrevano, in senso opposto, i capitali esportati clandestinamente. Calabresi, sempre secondo il eronista de "L'Unita", aveva anche

identificato il responsabile della centrale luganese, ossia Ettore quei traffici intemazionali

icchellero, personaggio chiave di

finanziati con il denaro sporeo dei sequestri.". Ana pag.59

e riportato:

"Circa i due artieoh dedicati al processo Mazzotti l'avvocato Brutto (trattasi di DARIO BRUTTO, fratello del giomalista, anche lui defunto, ndr) scrisse: "Nell' ambito del sequestro Mazzotti, Mauro Brutto indago sul conto di tale Ettore Cicehellero residente in Lugano, pista seguita anche dal

8

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I I I I I I I 'I I .1

Commissario Calabresi, anch'egli assassinate in circostanze mai chiarite; risulta all'esponente che detto Cicchellero

e

ed era un grosse riciclatore di denaro proveniente da sequestri di persona,

denaro che, ricic1ato, rientra in ltalia sotto forma di anni, eroina, e finanziamenti ad alcuni partiti politici".". Le parti citate del testa suddetto costituiscono I'allegato
ill.

8.

In allegato nr.9, fotocopia di articolo del Messaggero de115-09-1974 nel quale viene indicato che il rnagistrato che raceolse le dichiarazioni del detenuto breseiano era il Giudice Istruttore GIUSEPPE PATRONE. 11Dr. PINO ADRIANO, eontattato dal Cap. GIRAUDO, riferiva ehe dal defunto DARIO BRUTTO aveva appreso ehe il fratello di costui ed il CALABRESI si eonoscevano bene e ehe tra i due vi era simpatia. I ricordi di DARIO BRUTTO non pennettevano a quest'ultimo di escludere che il fratello ed il Commissario si fossero anche casualmente incontrati in SVIZZERA mentre stavano svolgendo autonomi accertamenti sul CICCHELLERO.

v

Nell'ambito di incarico affidatogli dalla Procura della Repubblica di BRESCIA, in relazione aIle indagini sulla strage di Piazza della Loggia, il perito Prof. ALDO SABINO GIANNULI,

cornunicava di aver rinvenuto una serie di appunti, presso l'archivio del NAT della Questura di MILANO, che fotocopiati sono disposti su tre fogli (ALL. I 0), rna che, a ricordo del GIANNULI, erano riportati, avanti e retro, su di un unieo foglio. Le annotazioni, ehe 5i trascrivono per comodita di lettura, sono le seguenti:

,I
I I I I I I II

Luin Luciano

*
bomba empono

ing. Tartaglia fratel1i Fadini Franco Putti

1

Mario Tognaecia (Como) fratelli Colombo (Brivio)

9

I I I I I I 'I I I I I ,I I I I I I I I I

Ciceri (Cantu)

fald.78 22 nov. 1974 sottufMONTELEONE FOCA

col. Rocca + Luigi Cantalupi Giuseppe Mantovano (Como) Calvi (detenuto) Michele Colonna (Fi) Nogeda Edgardo Giovanni Peruani Fiorella Piazza Piola Marisa - figlio grande 65 - 68 #

Import Export Torre Velasca

Si incontravano in un albergo vicino la questura Ponzi conosce Rocca (per via della macchina del Ponzi, che il Rocca aveva nel 1965 - flavia cupe metallizzata tg No) Rocca

e coinvolto

nel traffico d'armi. tale Mec ( Peresani Giovanni) lavorava con Rocca.

A questa traffico d'ar

Calabresi si interessa al tedesco Peter che lavorava col Mec Calabresi muore ~ Vismara Camillo

Questo appunto veniva mostrato dal GIANNULI agli operanti di P.G., come di consuetudine, al fine di verificare se vi fosse qualcosa di immediatarnente utile per le indagini, al di lit dei tempi della perizia. L'attenzione del personale operante veniva inizialmente catturata dall'affermazione

perito che tale scritto era attribuibile ad elemento della Questura di Milano, del quale era in corso l'identificazione, che aveva raccolto le confidenze di tile SALATINQYUIGI. Difatti, la visita del perito era di poco successiva al termine dell'esame dei 35 faldoni costituenti il procedimento penale a carico di AGOSTI PALIOTTO + 44 (cd TOM PONZI) delegato a questa Reparto dalla Procura della Repubblica di BRESCIA.

.--------

del

10

I I II I I :1 I I

Nell'ambito

di tale consultazione, tra gli altri, venivano evidenziati, all'A.G. bresciana due atti

relativi proprio il SALATINO LUIGI, rinvenuti, rispettivamente, ne117/\ e ne114/\ faldone. Il primo di questi atti (ALL.ll)

e una

lettera manoscritta prodotta dal SALATINO, nato a COMO il

19-05-1925, in data 24-10-1973, all'epoca detenuto nel carcere giudiziario di BRESCIA, diretta al Presidente del Tribunale di ROMA. La predetta missiva, venne trasmessa, da quella Procura, per competenza, anche a quell a di MILANO. Nella missiva si fa cenno ad un traffico intemazionale di armi, nel Quale vengono indicati coinvolti iI Col. ROCCA del SIF AR e tale PERESANl moVANNT, perplessita LUGANO. 11 secondo atto (ALL.12) deB sull'operato tutti presenti nell'appunto della Questura. 11 detenuto sembra sollevare

della Questura di MILANO e pone la centrale del traffico di armi a

e costituito

da un verbale di escussione di testimonio senza giuramento

datato 20-01-1975 di SALATINO LUIGI, all'epoca ancora detenuto, da parte del Giudice Istruttore GIUSEPPE PIZZUTI, relativo esclusivamente alia vicenda PONZI, ove, perc, confermava il

contenuto della lettera diretta al Presidente del Tribunale di ROMA e ne menzionava un'altra diretta al Dr. INFELISL In particolare il SALATINO, nel verbale, asserisce di essere state interrogato dal G.I. Dr. PATRONE, che si interessava della morte del Commissario CALABRESI. Si suggerisce di identificare quantomeno il PERES ANI GIOV ANN! ed il VISMARA CAMILLO e di verificame l'esistenza in vitaunitamente al SALATINO.

/j

I
Presso il nota abbaino di Viale Bligny Controinformazione interesse

VI

a MILANO,

ove ebbe sede la Commissione

di

di AVANGUARDIA OPERAIA e dove sull'eversione nera,

e state

rinvenuto copioso materiale di e venne sequestrato,

per le inchieste apponendo

era anche

custodito

verosimilmente

il numero 1251, un documento manoscritto

di 4 pagine intitolato

I I I

"DOSSIER SULLE BRIG ATE ROSSE". II manoscritto (ALL. 13), si articola in tre parti: la prima dedicata a11eattivita delle B.R. a MILANO sino al 1974; la seconda inerente i rapporti tra le B.R. ed i G.A.P. sino al Luglio ]973; la terza denominata "ELEMENTI COLLEGATI" con evidente sottinteso all'organizzazione brigatista,

Questa terza parte CALAB RES I.

e a sua volta

suddivisa in due: la prima rivolta ad un provocatore e la seconda a

II testo della parte di interesse viene riportato integralmente: "Calabresi. Al Comitato Valpreda, gli elementi di P.O .... inc ... ci dichiaravano ripetutamente che avevano intenzione di .. .inc ... , in

II

I I I I I I I I ,I
11

concomitanza col processo, dei fatti clamorosi. Indicavano anche apertamente quali: l'uccisione di Almirante e Occorsio. A loro in realta non e successo niente, pero sono varie informazioni

e stato

fatto fuori Calabresi. Vi

che danno per certo: 1) 10 stato di grave depressione in cui versava

Calabresi e la sua volonta di lasciare la polizia; 2) la sua estraneita alIa morte di Pinelli - in quanto responsabilita diretta - : pare che non si trovasse nemmeno nella sua stanza al 4° piano in Questura - Calabresi

e stato

assassinato 10 giorni dopo le elezioni; il govemo doveva ancora essere costituito.

Liggini corrisponde all'identikit dell'assassino di Calabresi. A quell'epoca gli avevano dato solo 6 mesi di vita, per una grave malattia (che si porta ancora dietro!) II pomeriggio del giomo in cui

hanno fatto fuori Calabresi, un nostro compagno ha incontrato Liggini in Largo Richini; gli ha anche parlato. Liggini dunque era a Milano. Dubbi -". In merito agli accertamenti da compiere eventualmente, si ritiene possibile identificare l'autore

1
,. '

dello scritt~ e, di consegu~n~a: porsi nelle condizion~ ~i individua~e ~Olui che vide il LIGGINI a MILANO II 17-05-1972. SI ntiene questo elemento di mteresse poiche alia pag.366 del1a sentenza della Corte d'Assise d'Appello sull'omicidioCALABRESI si legge: " ... Non

e

un caso, secondo

questa Corte, che sia Sofri sia Pietrostefani abbiano dichiarato di aver appreso la notizia della morte di Calabresi in modo analogo: per strada (a ROMA, NDR), informati da conoscenti (rispettivamente Colombo e Liggini) e non prima delle ore 13: solo cosi infatti sia I'uno che l'altro potevano prendere Ie distanze da quel volantino prima esaminato, stampato e pubblicato a Massa fin dalle ore 11 del giomo 17 maggio 1972 ... ", La testimonianza nell 'udienza dibattimentale del 20-02-1990. del LIGGINI dovrebbe essere stata resa

I ;1 I I I I I I I I

VII

Su OP, del noto MINO PECORELLI,

del 24-02-1977, la notizia nr.l Z venne cosi redatta: "IL

KILLER DI CALABRESI HA UN VOLTO CONOSCIUTO. I solitamente occhiuti esponenti della stampa di disinformazione della giustizia. Non si sono lasciati sfuggire un'altra buona occasione per aiutare il corso colpa loro: questa volta dalle centrali ministeriali non

e tutta

e partito

alcun

orientamento atto a sensibilizzare la curiosita dei sudetti informatori professionisti. Ci viene infatti segnalata la impressionante rassomiglianza tra Enzo Fontana, il gappista di Feltrinelli (ora nelle Brigate Rosse) responsabile dell'assassinio che uccise il commissario del brigadiere Lino Ghedini, e l'identikit del terrorista

Calabresi. Se il ministero degli affari interni (loro) tirasse fuori

quell'identikit si potrebbe rilevare come il personaggio raffiguratovi rassomigli molto di piu a Enzo Fontana che a Gianni Nardi.".

12

,I

I I I I I
I ,I I

VIII

Nell' ambito delle attivita svolte su del ega

0

congiuntamente al Dr. SAL VINI, si aveva modo di di

. constatare, ovviamente, la presenza di fonti che riferivano anche nel campo dell'estremismo sinistra. Operando su settore politico opposto, non di tutte queste veniva sondata la produzione. Dall'atto del SIn di prot. 04/308510/SP

del 26·03-1968 (ALL.14) si evincono i nominativi di!!. rammenta che fu esplorata

rr

...fonti, attive all'epoca, delle quali il redigente la presente annotazione

solo la produzione METO, verosimilmente tutte attive nel campo della sinistra milanese. In ogni caso si tenga presente che, quandanche citate, essa fosse gia stata visionata la produzione di taluna delle fonti

e stata esaminata

non in relazione all'omicidio CALABRESI. fu COMO. Non

Ulteriore fonte attiva sulla sinistra e, in particolare, su LOTTA CONTINUA,

presente nel precedente elenco in quanto reclutata e coltivata posterionnente. Tenendo presente cio, per ottenere un elenco completo delle fonti attive sulla sinistra al Maggio 1972 sarebbe necessario fonnulare specifica richiesta al S.I.S.Mi.. Di particolare interesse, per I'ornicidio CALABRESI,

I ,I II I I I I I I I I

e,

appunto, la fonte COMO,

la

CUI

produzione, rna non

e possibile

riferire circa la sua completezza,

e unita
e

in allegato (ALL.15).

La fonte COMO viene reclutata nel Dicembre del 1970 ed CONTINUA. Essa

operativa in ambiente LOTTA

e

attiva, come attestato dal foglio del Centro CS di MILANO di prot,8253, tratto dalla

produzione METO, almena sino al 07·04·1977 (ALL. 16), tralaltro tale documento dimostra la necessita di riesaminare integralmente disponibilita, Dalla allegata produzione COMO si evincono aIcuni elementi di interesse: la produzione METO, di cui questa Reparto non ha la

Jl

+ all'interno
c1andestina;

di LOTTA CONTINUA,

sin dal Dicembre

1970, vi

e

un dibattito

sulla latta

+ COMO conosce personaImente GIORGIO PIETROSTEF ANI; + il 27-12-1970 la FONTE COMO partecipa ad una riunione alla quale partecipano circa 10
persone, a differenza delle aItre, episodio che, pur considerando il periodo natalizio, attesta un buon grado di internita della stessa; + i1 07-01-1971, aIle ore 19.15, FONTE COMO presenzia a riunione nella sede occulta di Via Chiese 2 a MILANO, con argomento: "Studio per la costituzione di un Gruppo clandestino". Da rilevarsi che alla riunione presenziano solo: " ... PIETROSTEF ANI, SARVIORI (0 SAL VIOLl),

13

I I I I I I I I

SAVOLDELLI, MILlC, GIOIA e 10 scrivente. ,,". E' quindi confennato il buon grade di internita della FONTE COMO;

+ la produzione presenta un varco infonnativo che va dal 14-09-1971 al 13-06-1972. Tale varco
ricomprende l'omicidio CALABRESI. Dato il c1ima politico-sociale nel Quale si verifico l'azione
ornicidiaria,

non era affatto

azzardato

supporre una matrice

eversiva

di sinistra

e quindi

implementare l'attivita delle fonti di settore;

+ l'atto del 13-06-1972 presenta un certo interesse. Si tratta di due relazioni acquisite tramite la
FONTE COMO e dibattute nella sede di LOTI A CONTINUA di Via S.Prospero, in MILANO, la sera del 08-06-1972. La prima relazione, quella di interesse, si intitola "Contro il terrorismo". Essa costituisce un chiaro attacco, verosimilmente da elemento
0

elementi del

PCI, a LOTI A

CONTINUA in merito alla posizione assunta sull'omicidio

CALABRESI e, piu in generale, suI

terrorismo. Si tratta, a parere del redigente la presente annotazione, di un documento molto duro, in un epoca in cui bastava una diversa analisi di frase del testo "CRE FARE?" per scatenare accesi dibattiti, che avrebbe dovuto dare luogo ad ampi ed articolati commenti. Nulla viene invece riferito, limitandosi a precisare che: " Nessuna decisione

e stata adottata

al tennine della discussione". Tale

estrema sinteticita viene notata anche dal MALETTI, che appunta in tal senso nell'angolo inferiore sinistro della lettera di trasmissione, tant'e che un suo incaricato, suI margine destro della stesso foglio annota: "Tomare in argomento con MI". Si ritiene opportuno richiedere al SISMi l'identificazione della fonte COMO e I'individuazione dei suoi gestori.

I

I

I I I I I

IX

Nel 1998 veniva edito per i tipi della Maurizio Edizioni, il testo "Morte di un eroe cristiano - II caso Calabresi", scritto dal giomalista PIERANGELO MAURIZIO (ALL. 17). Testo che veniva Jetto

nell'ambito degli accertamenti svolti per la Procura di BRESCIA in relazione ai presunti rapporti tra FlTh1AGALLI e FELTRlNELLl. Nel libro vengono c~dlll) personaggi rimasti anonimi: ~ tal~~ legato al

FELTRINELLI, ed il not~legato

al MARINO nell'ambito del caso CALABRESI.

~I ~I
)1

11Cap. GlRAUDO tentava di acquisire confidenzialmente degli elementi circa i due soggetti e, da persona strettamente legata al defunto editore, apprendeva quanta segue sul GUNTHER:

il nome reale era ERNESTO GRASSI;

14

I I I I I I I il

era nato tra il 1927 ed il 1931; era morto nel 1977; aveva avuto un brevissimo passato partigiano in Valtellina; aveva messo in contatto LAZAGNA e DARIO FO; era stato l'unico contatto, oltre al FELTRINELLI, di LAZAGNA con i GAP; aveva patito circa un anne di detenzione pe~ un reate comune, forse la detenzione illegale di un'arma; possedeva cognizioni elettriche, rna non confeziono gli ordigni dell'ultima azione di

FELTRINELLI. Nel corso della stessa si trovava sull'altro traliccio; entro nelle BRIGATE ROSSE, ove conobbe FRANCESCHINI e FlORONI; frequento il covo di ROBBIANO DI MEDIGLIA; asporto dei soldi dell'organizzazione; negli ultimi tempi era dedito all'alcool. Invece, in merito ~ LUIGI SANGERMANO apprendeva, da fonte d'ambiente, che 10 stesso doveva identificarsi in e che al1'azione omicidiaria non erano estranei tali LUIGI MANCONI,

GERMANO ALLEVI (del quale veniva specificata l'arnicizia con il pill noto BELLINI) e tal PEDRAZZINI.

I I I I I

x

In data 12.04.1997 il Cap. GIRAUDO apprendeva, confidenzialmente, che nell'ambiente LOTI A CONTINUA circolava voce che a sparare materialmente al Connnissario sarebbe state il militante THOMAS

degli ex di

THOMAS doveva trovarsi in Germania

--

CALABRESI

nnusn,

ebraica. La riferiva che -che di origine BOMPRESSI stessa fonteindicati come il . e SOFRI e venivano a

conoscenza della vicenda in quanta pacificamente ritenuti gli organizzatori dell'omicidio. II soggetto

e stato

identificato in JURISCH THOMAS, nato a BREMA (D) il 20.03.1950, alia data residente in MILANO, via Monreale nr. 10, insegnante, coniugato con

del 19.07.1997

PIERMATTEI SILVIA, nata a MACERATA il 24.04.1955, giornalista. Dalla consultazione degli atti in possesso della Sezione Anticrimine di MILANO

e

emerso che nel maggie del 1978 la

DIGOS di MILANO, unitamente al Reparto Operativo dei Carabinieri della stessa citra indicavano 10 JURISCH quale dipendente dell' Alfa Romeo ed inserito nell'assemblea autonoma all'interno

della fabbrica, tra le persone sospettate di aver partecipato agli attentati ai danni di concessionarie Alfa Romeo di MILANO, nonche di vagoni "navetta" della ferrovie dello state che trasportavano

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I I I I I I ·1 I I I I I ,I I I I I
I I I

autovetture della stessa marca. Per tale motivo in data 05.05.1978 la Procura della Repubblica di MILANO, emetteva, tra gli altri, un decreto di perquisizione domiciliare nei confronti dello abusiva di edificio

JURISCH. 11 predetto era gia state denunciato, nel 1971, per occupazione

pubblico e segnalato quale elemento di collegamento tra gruppi eversivi italiani e stranieri. In data 25.07.1997 10 stesso Ufficiale acquisiva confidenzialmente dattiloscritto circolante nel

medesimo ambiente degli ex di Lotta Continua che si allega in copia (ALL. I 8). In tale documento il punto 3 l'anonimo

e

relativo all'ornicidio

CALABRESI.

11 consegnatario del documento specificava che

interlocutore di cui al terzo riga del punto 3 si identificava nel defunto anarchico

VINCENZO NARDELLA. 11Paese estero nel' quale 10 stesso sarebbe fuggito, terzo rigo del primo aline a del punto 3, andrebbe identificato con la SVEZIA.

Annotazione redatta dal Cap. MASSIMO GIRAUDO.

Si richiede autorizzazione a trasmettere la presente annotazione all' Autorita Giudiziaria di Brescia, che ha espressamente autorizzato la trasmissione degli atti emersi nell'ambito del procedimento penale sulla strage di Piazza della Loggia menzionati nella presente.

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