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Library of Medicine ^Boston

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'org/details/trattatodeveleni01bois .Digitized by the Internet Archive "in 2010 with funding from Open Knowledge Cpmmons and Harvard Medicai School http://www.archive.

. Università' di Medicna e Botanica nelia . dell'Accademia Regale delle Scienze ed Accademico delle Società' di Ds.L medesimo h'Ogo Upsal. . XA DISSERTAZIONE iUL MECCANISMO' . Pres Vincenzio O rsino s o Cof$ JJcemiti de Superiori. . » A DOTTORE Dal quale altre nuove IN MEDICINA. D/IL TRANCtSÉ IN ITALIANO TRADOTTE E COMÉNTATE . . di Meìv!B''. Dtjfertazioni e moltijjlme n(fte fi fono aggiunte TOMO P R i . Società Fisico-Botanica di Firenze. ED I VELENI VOLATILI. di Stockholm di Londra.D E' V E L E N I CHE COMPRENDE VARIE DISSERTAZIONI MEDICHE DEL SIGNOR BOI^SIER DE SAUVAGES MEDICO COxMSlGLIERE DEL RE Primario Protessore Moi-i^PEiLiER. £ MOTO Dé' MUSCOLI SULLE qualità' DEL FLVXDO NERVEOJ. é della Imperiale .' MO In cui Jl contiene . S LE MOFEJE .- lA TEORIA GENERALE De' VELENI lA DISSERTAZIONE SULLA RABBIA.o DI FRANCIA. S NAPOLI MDCCLXXXV.

/r .

ne fom^- un convincente argomento Coloro parimenti che fon collocati in podi (ubiimi. più ne fuperbi palagì. ed in governo. che debbonfi adoprare per prefervarci non meno da elfi. Quindi ravvifiamo tuttodì albergare i timori di ricevere mortiferi veleni . col- quaggiù l'uorao cerca di uccider .altresì che contiene la coignizione degli antidoti . Ma dirò leni -*S%«: le più importante fra tutti . che inquietitudini. s'amareggiano. e più neceffario. ma da quei mali eziandio. che fono ftimati feder re altri nell'auge dell'opulenza. fi è il libro de' varii Vecioè di quelle tante n?icidiali foftanze. in dignità. che non trovando per ogni dove. e quel libro medefimo falfi appetiti. ci ammorbano. e per iftermina- uomini coRituiti in cariche. quando per rabbiofa ffizza animali velenofi mordendo. Egli fi fa da tutti. e n' abbonda il il . e moderna de'Principi. e di Itrane follie ) per abbattere. ed anfietà . e fucine indefefle dì quali fovente l'altro uomo. fi rodono. La Storia antica.. adoprano delle mille arti le mille per detronizzare il rivale della Fortuna innalzato . le gare. e della^ gloria . i fofpetti . che non pofllamo fchivare. quanti perfidi mezzi abbiano trovati le ire. della felicità -miniflra . e l'avidità di regno . fé veggono qualch'altro fituato in più alto feggio.DISSERTAZIONE TEORIA GENERALE Ran teratura L DE' VELENI: dovizia di libri evvi in ogni genere di Letpur dimoito la Medicina. . ( -tuttiqiunti mantici perpetui .. il più utile . e fi martirizzano in guifa. . A . ed infettano.

quell' infermo . che toglier la vita ad un uomo che volta è difgraziatamente avvenuto. di leggieri a quali armi ricorrere in sì brutto frangente . e ch'avper : fon troppo lagrimevoli . affinchè ognuno di buon ora refti informato . lunge dal reftituir la falute . cofa debba in queft' Opera afpettarfi da me . ne' quali foventemente fconci errori vi fi veggiono . che in minimifsima quantità produce grandffsimi effetti . di tracannare qualche malefico beveraggio . guarito In tal cafo quel creduto che fenza quel Recipe farebbe medicamento fi è cangiato in . . e fono fiati defsi l'incenegli tivo. gi.2- D nelle I S S E R T A Z . che 'un rimedio dato in alcuna malattia mal a propofito. acciocché innanzi d'imbarcarfì nel vallo pelago della Pratica . . non di ben potrebbono pretendere di dare ricevere da me de' precetti. anzi un ubertofo campo . I O N E I. e fa egli niente Qualmeno . onde andar inconquali trilli tro a riparar quei difagi . Oltracciò propongo quell'Opera a coloro che Medici non fono: i quali poifono trovare nella medefiraa un dolce pafcolo . Ma Medici a mi e fi : per chi Voi fcrivete quefto libro ? i Per li vecchi nò me . veleno. Per nome di veneno s' intende quell' ente fifico. valle di miferie . di cui noi parliamo quel liquore giallo che fchizza fuori dalle guai- ne . faprà vengono tuttodì . Quefli due motivi mi fecero ad un tal lavoro accudire . e che faccia paflar davanti in rivifla le varie clafsi de* medefimi . onde a compiere queft:' Opera m'invogliai. E fa mai taluno abbia la difavventura . I delitti di propinar i veleni. o pure in dofe flirabocchevole. fa meflieri eh' io efponga la Teorìa generale de' veleni . ha liberato per fempre da quefta . da cui ricca melfe ne ricoglieranno. e fieri . che i varii veleni in noi produè flato di darlo fuo- cono ri Mio intendimento li fulla bella prima giovani Medici. e dorate camere dirà e : che nelle rigide fpelonche e nelle femplici e povere capanne de' partorì. per fare fronte ad un nimico s\ gagliardo .. per una efecranda niquita di alcun rivale". fappiano efli fulla materia de' veleni quale fentiero debbano battere e non fi affollino. né fi opprimano colla lunga lettura de' varii libri . Ma non bene dir veleno Deefi è quello il fatto. o pure vegga in altrui il terribil malore cagionato da veleno prefo . i Prima però di metter in iftrada Lettori .

fi muoiono. e reftando luttuofamente opprefsi . ficchè va a terminare la fcena al cataletto . che in dofe fcarrifsima introdotti eccitano tale interno bisbiglio . Egli dice ne dà diftinta defcrizione de' varii effetti del tofsico che in coloro che l' an prefo. . efprimere ogni veleno in generale Nicandro famofo Poeta e Medico Greco^ avendo meglio di ogni altro autore nel libro de Ther'tacis parlato di parecchie piante. ed un vano prurito di voler Perciocché ei medefimo fcovrendo in feguito le fconciature che cenfurare feco portava una tal opinione. s'ingroffa la lingua. vacilla il cuore. cosi molto può an- cora nel cafo la rie de' veleni la particolare difpofizione del corpo . Teoria Generale ne cielle djl' veleni. Debbonfi altresì ciiiamare . ma aitofsica fubito un uomo il .' fa 3 vipere. che il libro in cjuiftione fia veranaente di Diofcoride vilipefe quello libro di Ma . E non altramenti che nelle pubbliche fiere talvolta fon apparite falfe merci a venderfi per preziofe j così certe opere di alcuno non dozzinale ingegno fi è avuta l'albagìa di fmaltirle col nome di qualche eia ffico autore. che fu adattata ad . e degli animali velenofi ^ tojpco . . non campare. veleni lar- fenico. Il veleno Gallico ne d^ una prova: e'I fa- tempra di chi vien ofFefo. cosi all'incontro gravi veleni non an cagionato alcun cattivo effetto. e come altresì la dicitura di quello libro corrifpondeva puntualmente alle altre opere di' Diofcoride. fi rigonfiana e s'accalorano i labbri. fmuovonfi le gingive. con brave ragioni diraoftrò. fu cotefta una tentazione al Lambecio . e Diofcoride. Però ficcome negli altri mali . noverandolo fra le apocrife fcritture. vi . che ben mantenne tì di eflerfi avanzato a tanto Ja fama di valentuomo erudito . vetro d'antimonio e fimili altri «orrofi- nel facco dello ftomaco . Lambecio . che ficcome per cattivi apparecchi interni piccole medicine tal fiata producono de' grandi incendii. . e finalmente i malati perdendo i fenfi. Scrittore di gran fupercilio prime. indarno fi penIl Cafaubono Inglefe . e fa vedere.. Dio. nafcono mille furiofifsirai delirii . ravvolgendo. fcoride Greco Scrittore medefimamente ntìMhro de tefsè Ther'tacis ^& ci AleKÌphermacis lungo difcorfo fui tofsico . . la fperienza E fenzacchè io vada tutte le fto- mofo Antonio Cocchi biofo afsicura io fteflb del veleno del can rab- Ne' tempi antichi de* Greci ufavafi un veleno che chiamavafì voce che di poi cotanto fi dilatò . ma niente v' ag- giunfe alla defcrizione di effo Nicandro (i) Diofcoride folamente ributtò fulle A (i) Il 2 . e che ftillato fulle ferite. il folimato.

Io non ci veleno era il fugo d'una tal pianta Veletrattengo qui alla lunga a difcifrare. ed una infiammazione generale . . che fon valevoli a raffoda(2) libri. Nicandro per farfi firada ad intendere quefia cifra . in Tuttocchè n fieno fraarrite varie antiche cognizioni .che fiflatto nofa. gran rilievo Il perchè credo qui fare fegnalato favore il metter in veduta le diverfe opinioni' de' D'otti per impiegar la natura del tolTico degli antichi Taluni fi credettero che il toffico fofle . ed aflaiffimì mercè le fiere invafioni de' barbari' popoli .4 ci fa I>rSSSRTAZÌONEl. dierono origine al nome dì toffico j fentenza eh' è fiata dapoi famofamente difefa da Girolamo Mercuriale al libro fecondo de' veleni notando quefli . re punti di . cioè dalle freccie laonde tal parola vale lo fieffo . e fi fono di Sotterrati diverfi negletti documenti e varii rimafugli di antichità . o la radice dell'aconito. che folevano gli antichi realmente tinger le freccie con i fuchi del nappello. da cui malagevolmente fé ne può fpremere il netto Solo per mio difgravio . : . ricavarono taluni faccendieri . dell' aconito e dell'elleboro per occidere gli animali. chiamarono '^o^x quefte effendo ri mafie avvelenate . il quale avendo uccifo l' Idra ( fpezie di leipente ) con certe freccie che i Greci .. Vniverf. e di Mercuriale. riferifco la gran lìte a pie della pagina (z). . che la pianta Helenium ch'egli defcrifie per velenofa . Ma tuttaddue quefii fentimenti fé ne giacciono ora fepolti nel buio loro Peiriocchè né la radice dell' aconito . come fa il toffico ed inoltre Nicandro medefimo defcrive efTo toffico feparatamente dal taflb . che il toffico de' Greci nella fentenza di Nicandro. . Oltracciò dalla lettura delle opere di Galeno . ) ofTerva che l'Elenio non fi numera traile piànte velenofe Che però crede effervi errore nel Tello di Galeno . • • . o pure il nappello e Plinio foftenne effer quel veleno che fi trae dall' albero taffo . e gli uomini. ed Arrigo Cherler { Hl/ìor. III. Nèr . noi mi : aggiriamo in una ricerca.5 il cui titolo è «/e Hele»i» . : . aggiugnendo che il primo cagiona un grande incendio nel corpo . fé ricorfo alla favola di Ercole . preffo Giovanni Bauino. Ma il celebre Scaligero nel cemento a' due libri di Arifiotile fopra le piante. eh' è fimile dimolto all' abete . Sarei però troppo ardito . fé volefsi . e che ferviva parimenti a tinger benbene le freccie foffe fiato il toffico degli antichi. fapere. Debb'effcr letta la Differtnzione di Giovanni Wedel data alla luce in Jena nell'anno 1710. a rifiorire fra noi . Tom. fra' quali Omero . né il nappello fanno divenir feroci e fariofì gli uomini . l'erudizione nondimeno ben comincia. .P/arttar. . mentre il taffo debb' efler noverato tra' freddi veleni Lo Scoliafte di. qua! forta mai di veleno egli fìa che anzi fchiettamente parlando. . e doverfi correggere Velenium a-rro twv BeXcùv . .

ed ofcuri . un di preffo . ma dello ftile. e tardan^ente operano. non pure mancò foventi volte in quelle nella bella e nobile chiarezza lunghe defcrizioni de" nella pradazimie .Gonfeguiamo un-.. ftefsi. tal line. che taluni lievemente agifcono. : era il toffico de' .fi fon feguite. licori . vivande . ae de' fintomi Per ciò che riguarda le todo di ripartire i. egli è ben noto agli Eruditi . Greci.e rapidità alle ideeezi-andio fece ufo di vocaboli. non dobbiamo quelle divifioni puramente arbitrarie . o pure un certo mefcegliere il veleni noi . .formar dalla ifpezione. _ . faporetti profumi. egH fi vedrà chiaram©i:ite ch'evvi una. fìguriamci di vedere più uomini per lor mala^ ventura prender varii veleni . ed altri viò- lentemente Innanzi muovono.per rifpetto agli effetti che producono . tratto e prefiamente uccidono .. con tante falfe . "5 tanta varietà di pareri trinciare decifione. e di voci altresì non purgate. varietà di fquifite e. . poffenti. . degli antichi. che gli effetti che. ed in quei lurainofi colori che dan nerbo..eknii lenti:... fecondi v. fcabrofi . e (ì è. intendo cìafsi la fempiice getierale defcrizio'. I i primi diconfi. noi-. 1-afciando tutto il Quefto è ciò eh' io dir dovea fuf toffico di più delle opinioni immaginate fu tal zibaldoni . fon laonde non fi potrà mai ripefcare cofa fimili a. che là parola Vélenìum ufata non fi truovi pref. Imband ivanfi zìone.la.da tuttiquanti fj producono. Tempo fplendide e fontuofe tavole . pen- fate come dovette andar la faccenda in trattar d' un veleno coVoi udifte. E fé in vàrìi pun-di Storia Naturale gli antichi furono poco efatti e leali. e nuove . generali . Ma pofciacchè dall'evento ne faremo iftruiti. quali. Perchè. . fé ip copiaflì da' vecchi prodsrrei unaa ùu fordinata e feipita farragine di notizie fenza utilità veruna . Teoria Generale in ti de' veleni . diver. ma repentini chìamavanfi i veleni lenti meritano particolare confideraa dietro ( e chi fa che non ancora oggidì ) da mano traditrice erano efsi adoprati per isbrigare immaturamente dal mondo i Priacipi^ o altri creduti mali arnefi . ancora che Diofcoride favellando della varietà de' vedro leni dice . e- idea di ciò che n' avvegna . che da taluni Scrittori Riefce più facile e gradevole confiderarli per rela- zione a. fo de' Greci avvegnaccHè . e. materia Le . in uno dà' Né d-ee recare ftupore. Sul principio non potremo. divifion vera de' medefimi. che Galeno benché Greco Scrittore morbi. . corredate d'una .defcrhzione di Nicantanto pericolofo all'umanità Si fa. barbari . .

coms nelle radici . che non contien ella Viene né tampoco nel fuo ftipite o fulto . che di belle cofe . defcritto parimenti quello candro nito da Ariftorile. che medefimo llerminatorc veleno dell'acoda Diodoro da Sicilia. . che l'arfenico degli (3) Anche . piattino pure za taluno de vinetti furtivamente s'introtlucea la morte . Dall' altra banda e^H non può niegarfi . ed a guifa di mala urtiga iniqua ufanza di elfervi varii fabbricatori di fi propagò quella lenti veneni. fimilis gramtni . : . Oltracciò negli anni fcorfi in Italia .. fecondo gli opportuni avvifi del medefimo Teofrafto. E tanto fugo mortifero nelle foglie. ad ogni tratto andrebbe a romperfi in qualche fecca. che cenfettanta Dame Ro. ei dice . per giunta a'manarra che prendefTe piede nel debil kffo quefto medefimo . di cui quattro. e furarli la fognata felicita. e di fiamminiftrare i veleni tuttodì . e che ferabrava come con tante fpi- ne pungerli. egli a guifa di colui che folca le torbide acch'egli defcrive que. natque. e principali della Città gran mieIn quella Contere facea la morte . uccideva dopo tre mefi e la varia dofe -più o men Quefta pianta . od alle vili Véndette di altrui (3). quali . e piij in particolare in diverfe Citta della Tofcana. dallo Scoliaste di eflb Nicandro. In feguito fi giunfe a profeffarne un mediere-. per togliere da quella vita perfone che loro erano di continuo tarlo al cuore. che degli uomini più illnftri. e di èravi documenti ci abbia mantenuti confervati il detto Scoliafte: ma fé taluno alla rinfufa volefle da quell' opera ripefcar ogni cofa per tante verità hza falde tutte quelle notizie e tenere .. e dal teftè citato Ni- E la radice dell' aconito è fomigliantilfima alla radichetta della £ramì<'na: EJì vero pianta radìcula . fenza che fiipere fi potefle il come iufione del Senato «na àonna fchiava rivelò . . prefenta a' noltri guardi una fingolarifsima proprietà. ed anche dopo un anno e due non fo fé con verità Plinio abbia fcritto. il quale lalfamente scriffe. per foddisfare alle perfidie. s\ è. con mettervi il veleno . Vedeafi abbominevol meftiere di preparare . che lentamente afTeofrafto ci fa fapere .Dissertazione . ne' Ianni fuoi fi antempi dell'antica Romana R-epubblica. qui di paifaggio fo parola ^lel groffetto errore prefo . che fra tutte le altre è la più velenofa .>c' I. che gli antichi Greci faisinalTe la vita un lento veneno e fecondo dell' aconito preparavano dal fugo gagliarda . Seppero eflì intanto.

infinacchè lottando con varii mali. fumo vedefi. fcevano i fofpetti de' veleni nelle morti immat-ure de' Principi .. t l'odore penetrante ed acutifmo y che fi dee bene fcanfar^ . nico degli antichi. : ed i: Non debbo qui tacere . veleno k e da Diofcoride . : dem abrogaverìm . Perlochè tentarono di talmente infievolirlo . Ecco m che confifte la. e mortifero Conobbero altresì.. era corrofivo dimolto .Teoria Generale de veleni. cotanta cioè in una piccoliffima dofe di : arfenico difciolto in ifquifito e ben preparato liquore o ciò che vale lo fì:eflb. bianchiccio e denfo . o pure fcark formano i velerai a tempo . pagalfe l'amaro tributo famofa acquetta degl' Italiani .in una fcarfiffima foluzione di orpimento fatta ni acqua chiara. che in altri tempi più facilmetite na-. Roma fi trattò di caufe di veleni" . che Tito Livio al libro ottavo delle fue Storie . fangue. mette in qualche dubio quefto gran fatto. che i' infelice fi.. . I quali fondono it i folidi .crmn fi^ . Le file parole fono Sicut proditur tamm rs. che con emulazione . Difiì poc'anzi che tale malignità fi avefle 1' arfe-. . tutte a gara erano occupate in cuocere Bevande mortìfere . exponendtt e/I ^ . le- mane. e che quando di color violetto fcarico . corrodono cosi fattamente avvelenati. le più la fiamma. per eflère un volatile veleno. arfenlco cedrino o pure orpimento chiamato da Plinio. . e eoa Ma. che mille^ fiate i lenti veleni doveano cercarfi non altrove . efatte rifleflìoni . e ne languiffe. confinale in letto. le quali fon fi benanche velenofe Di veleni pof- in generale fé infufi y fi chi facciano leggiere foltizioni . che non oggidì . che mentre alligna nelle fotterranee miniere. la lor Signorìa è manifeftamente rilevato . fpeciàlmente fé nella breve carriera della ìon vita ave0ero eglino avuti di altri. il fi ravvifa fi avvampa. ma che appoco appocO: tali lente molelìie e tardi difordini producefle nella macchina . in quegli fplendidi fìravizzi. volte è mefcolato collo. vanno al fepolcro. rabidi fen e producono la febbre lenta.?_ antichi. we cut aiS. non affinchè reftino efclufe quelle varie altre fpecie di arfenichi fcoverte in varie volte da . in quelv occhi d' invidia guardavano egli fi . in cui in. ficchè non recaffe forti doglieed incomodi repentini . nel tempo medtfimo che dice che quella fi fu la prima volta . dopo le più.s . zolfo. che in quei medefimi fontuofi conviti.. moderni dugent tiitt' i anni fa fetiti . ficchi Però farei puéridotta aveano V arte di avvelenare a certi ftabili precetti corrivo fé non diceffi .

8
le

Dissertazione
menfe deliziofe
,

I.

ed

in

quel!' ingoiare e

bere tanti gagliardi

licori

o fieno tanti faporofi e dolci veleni ; i quali non ifcal, davan folo, ma quafi fuoco abbruciavano. Q^uefta fchiera di difordini formavano nel corpo una putredinofa chiavica, che teneaft dietro la confumazione della macchina (4). La falute degli animali per tal motivo è piìj ferma della nofba: elfi badano alla fcelta ed alla femplicita de'cibi,nè chieggiono

come

noi di ftruggerfi.

ti;

e poflenbeo de<jna di grandi encomii , e di cui non v'ha chi non ne commendi lo ftudio , purché fia ella fchietta e vera, né abbellita da giunte roTnanzefche . Noi non crediamo dover qui
la

Maggior
ftoria

paefe

comprende

ftoria de'

veleni attivi

preferire

i metodi

ftudiati

e

comporti
fi

,

alle
i

divifioni
tanti
corpi-,

femplici

fatte dalia
'ciatido

medefima Natura. Se
,

mirino

comin-

dal più rozzo e vile
,

infino al

più perfettamente orga-

nizzato
-bili,
fi

troverafsi
:

la

prima gran divifione in minerali, vegeta,

ed animali
Il

ed appunto tre grandi clafsi di potenti veleni

rinvengono.

folimato
,

l'arfenico
,

,

l'olio di

antimonio

,

il

vetro dello
Tali.

fìelfo

e

varii altri
,

La

cicuta acquatica
,

giufquiamo
•^lofe;

l'elleboro,

il

debbonfi noverare fra i mineil nappella, l'aconito, il glaucio , il folano, la mandragora , il colchico ^
,

'ì'afaro, l'elaterio,
alle

ed alcune fpecie di funghi
l'olio

fon piante vele-

quali voglionfi aggiugnere
il

del

tabacco,

e

l'op-

pio, eh' è
•veletiofi
.

fuco del papavero. L'afpide,e la vipera fon animali

Riefce però
e

men malagevole
nan
fu

i'iftituire
i^li

fperienze (a

i
Fi

-veleni

minerali

vegetabili, che
:

animali.. Quelli
,

poflbno maneggiare
fchio eh'
'ciò efsi

ma

a voler trattare animali

fi

corre

ri-

nell'atto dell' oiTervazione

non mordano: ed oltrac

<lella

^

ha molto più luogo la varietà del clima , e verno é rigido, le beftie s'infermano, il divengon torpide il calore della fiate fi è quello che rende
negli animali

ftagione. Q_uando
:

alle

vero veleno che tolfe dal mondo Aleflandro il Grande nel piìi tei corfo delle fue ronquifte, nel più bel -fiore dell'-età fua, -e così frettolofaniente , fi fu l'aver egli pazzamente afTaffinato fé medefimo con tante replicate tazze di vino ed avuto eziandio lo fmoderato difetto d'ogni •forta d'intemperanza. Secondo quello che fcrilTe Plutarco, niuno ne'tem.pi antichi precifamente credette elfer morto Aleffandro per veleno meffo
(4)
Il
,

in <}ualche fiafco di vino, tuttocchè alcuni fofpetti ne foflero
il

corii

fopra

figlio

d'

Antipatro

.

Teoria Generale
alle

de'

veleni,

5^

fmarrita fierezza. Perciò la fìoria degli animaguardi una buia fcena piìi , a' noftri li velenofi prefenta che non quella de' minerali, e delle piante venefiche.
la

medefime

Dopo
TvQ

quefta prima divifìone

,

rinfrancando
ne'
I

vieppiù

le

noflre
.

idee, potremo difcernere altre clafsi reali

medefuni
il

veleni
e

generi, a

mio avvifo, debbonfi notare.
i

veleni vaporofi e

volatili, ch'offendono

nervi dell'odorato ed

capo

,

tolgo-

no il refpiro. I veleni corrofivi che fi tracannano , e che poi ben prefto producono dolori nello ftomaco,e nelle budella; corrodono, infiammano, e cancrenano. Ed in fine i veleni che s*
delle

intromettono per via d'infufione nel fangue, o fia per la ftrada vene . Non poffo far a meno di non dir qui due parole
Sulla prima da taluni corpi efalano certi fottili vapori, nimi-

fopra ciafcheduna claffe in particolare.

Alfiammella Certe peflilenze agifcono in tal guifa ; e le mofete della vira parimenti nuocciono, con dar fuori uno fpirito elaftico , che difperde il fluido vitale, che incelTant-eniente noi coli'aria refpiriamo .'Medefimamente la polve dell' arfenico che fi peftava , fé
.

ci de' nervi, e

flruggitori

o

diffipatori del
,

fluido nervofo

lora patifce la macchina nella fua fonte
.

cioè

nella

il dolore de' rognoni , , e della nota nei Giornale di Medicina. Evvi di più. Il celebre Jacopo Weffer nell' opera fu della cicuta aquatica ^ racconta che un uomo per un mefe intiero languì , e tanti ma-

nafcere la difficolta nel refpiro

veffica,

ficcome

fi

li

fi

trafle
Il

nata.
fito

dietro per una lettera che ricevè, la quale era avvelefamofo Scaligero altres'i neirEfercitazione,che con ifquifcrilfe

giudicio

fulla

fottigliezza

indicibile delle particelle

della materia, alficura efferfi
te

più

lettere avvelenate
.

:

il

volte meffe in opra di cofiffatdottiffimo Boerhaave osò tai fatti
varii altri
,

negare
fi

Or

quelle notizie fcritte da

«

confermate
fa più

dalla favrana autorità de'teftè celebrati Scrittorij

non

che

dubiti

della lor faldezza

.

Io per ora non

flar

a contendere per quello.
peftifero

mi fento voglia di L'opporre come fi metta nelle let-

od in qual foggia la carta fi faccia inzuppare , vapore, e come quefto inoltre non penetri fuori, non isfumi, e non fi fperda; agevolmente rifponder fi puoce. E bene i-ifpcnderebbono quegli uomini culti e gravi poc'anzi raentere tal veleno
di tal

B

to-

IO
tovati
.

Dissertazione
Perciocché ben
fi

I.

fi

danno varie

efalazioni, le quali forte-

mente

xiftrette

,

attaccano a diverfì corpi; e quando vengon elle tenute chiufe , e feparate dal contatto delle fottiliffime parti

dell'aria, nuocer

non poflono
,

Jor maligna natura

ma ad un tratto poi fpiegano la ed inducono o la morte repentina , o una
:

lurtuola agonìa

,.

o pure varii altri malori
e

,

quando
è il

l'aria alle

medefime
Si

da

forza

movimento

»

Quefto

cafo di quelle

lettere, che teneano afcofi de'
fiderare
.

veleni..
il

conferma tutto queflo col volger un pò
quegli
altri

guardo

,

e

connelle

poderofi

e

prefentanei

veleni

melTi

torcie Quelle, allorché fi allumavano , mercè il calore della fiamma, le venefiche parti con rigoglio nella camera fi difperdevano; e tale vapor di morte eziandio, gittandofi ne' nervi del cuore, ad un tratto ogni moto Ci toglieva e la vita Scaligero medefimo , e Riccardo Mead fan fede eflerfi veramente dati
,
.

fiffiitti

veleni
.

nelle

fiamma che n'avvegna
della
fi

candele , i quali comunicavanfi per mezzo quefto dee recare fìupore a chi confiderà ciò

agli uomini da' varii fermentanti vapori, e come diano delle morti repentine a' cavatori delle miniere Tutto e opra de' fall , e di alcune partì metalliche infieme mefcolati .
.

E

quando

fi

mettono
,

in

luogo chiufo a digerire

il

vetriuolo

,

e
il

lo zolfo infieme

fi

fviluppa uno fpirito, che fìrugge e

fifla

nervofoj ed è poderofanaente mortifero» è da dire fu i veleni che H tracannano. In buona parte gli ho nominati di fopra ma non tutti agifcono per una forza corrofiva , infiammando o cancrenando lo llomaco , e gì* intefiini. Molti di elfi fviluppano certe parti fottiliffime, che da' nervi ad ventricolo s'intromettono nell'intiero nervofo fiftema,' L'oppio ne fomminiftra un efempio. In fine i veleni infufi , o ch'entrano per la firada delle vene , formano 1' ultima clafle La bava del can rabbiofo , il liquore delie guaine de' denti della vipera per le vene fi comu, nicano , mercè le morficature I dardi ed i coltelli avvelenati , ufati in molti luoghi, di leggieri s'intendono (5). Un poco del-

fluido

Meno

;

.

.

lo
efempli dì coltelli , e di dardi avvelenati fon piene zeppe le (5) fìorie degli antichi, e de' moderni autori. non poflb difpenfai-mi dal

Di

Ma

dire

Teoria Generale
lo fpirito del fale

de' veleni.
nel

i

i

ammoniaco intromelTo
,

fangue

,

rende
fi

la

macchina
il

si

fcompaginata e rovinofa

che ben piefto

tronca

filo

della -vita.

Ma
re
ti
fi

da taluno con più fquìfita minutezza fi voleflero fapetutti dirogli a un tratto. Quan; mai al mondo morbi o fintomi , anche di alieniffima natura Ma fé inannoverano, tutti paifano per corredo de' veleni
i

varii accidenti de' veleni

.

oltre da tali divife

fi

volefle affermare fuUa efiftenza del veleno

prefo,

fi

può afsicurare fenza ritegno
.

lungi dal vero

che

rendono la

che fi anderebbe troppo , Perciocché poffono intrecciarfi circoftanze tali , cognizione del male da infolubili difficolta atall'

torniata-.

Per non andar
fetti
pili

infinito
,

,

dirò in

un

fafcio

tutt'i

varii afil

cagionati da' veleni
rilevante.
la

e che a noi polTono effere dell' ufo

Molti
e delle

di efsi attaccano il capo,
il

come

l'oppio, lo

giufquiamo bianco e nero, il fumo Per una femplice foglia di giufquiamo bianco bollita per difavventura in brodo, fopravvennero E nelle Tranfazioni Filofo ad una donna delle forti vertigini fiche fi narrano diftintamente le vertigini medefime, il delirio, le irregolarità del polfo ^ e '1 cangiamento del colore -della faccia , cagionati per efferfi mangiate alcune poche frondi del giufLo ftramonio eziandio prefo in qualche dofe , quiamo nero uccide: ma in minor quantità, produce un fonno profondo , ed indi la perdita della loquela . Talvolta alcuni veleni , fé non tolgono la vita in un fubito, fan rimanere gli uomini o infani, B 2 o imbecilli. Ne'
ftramonio,
belladonna,
della
calce
,

miniere

-,

.

.

dire quello eh' efier avvenuto nella Perfia e Plutarco ancora nella vita di Artaferfe
Statira fua

,

racconta

il

dottifTimo Senofonte,

.

Parifatide volendo vendicarfi di

nuora, prefe dalla menfa un taro uccello, e '1 divife per mezStatira avendone mangiato, fu bentofto colpita da acerbiffimi dolori ed ufcita da quella ftanza fi morì convulfa Allora la cameriera di Parifatide confefsò, che coftei col veleno avea fatta fregare una parte fola del coltello laonde in tal guifa la Reina fi venne a mangiare

zo. La Reina

.

:

porzione avvelenata dell'uccello, e Parifatide trangoggiò zo, ch'era fano. Per quefto fatale avvenimento alla detta
la

l'altro

mez-

cameriera in

mezzo
i

di larghe pietre fu fchiacciato
.

il

capo

,

eh' era la

pena che davano

Periìani antichi agli avvelenatori


Ne'
vifceri

Dissertazione
il

I.

me

naturali poi fon cagionati fintomi crudelifsimi , co vomito, l'affezione iliaca, l' infiaramagione , che fon ter-

minati colla morte. Per non defrodare i miei Lettori , non faxa fé non bene il defcrivere quella dolorofa e tetra fcena avveduta in Montpellier ad un uomo , che in vece di una dramma di cremore di tartaro, trang02"iò una dramma di arfenico bianco. Si fenti egli ben predo un interno incendio fu tormentato da un bruciore fortifsimo della bocca e del ventricolo fopravvenne un continuato e fiero vomito, ed un fenfo di affogamen' to. Seguirono il freddo degli eftremi, il pallore del volto, i fu: :

dori freddi, il finghiozzo frequente, la fete indicibile: i polfi fi offervarono piccoli , tardi, ed intermittenti , e'I refpiro faflidio,. fo . Non fi mori egli, fé non dopo otto giorni ma al quarto
:

vomitò un efcara negra , ed indi- vi s' aggiunfe l'emorragia Negli ultimi periodi del gran male fi crebbero gli affanni , afdì
.

facciaronfi

le

convulfioni

,

dopo
1'

le

quali
,

fin'i

di vivere

.

In un

altro

uomo che anche

prefe

arfenico

fubito apparve

un vo-

mito mortale, ficcome

riferifce il Salrauth in una delle fue offervazioni della prima centuria. Pel decotto dell'elleboro bianco altresì dato per balordaggine , con violento vomito fi fpedi all' altro mondo un uomo . Finalmente de' funghi velenofi varii fo-

no

gli efempli funefli fra noi veduti ; e fi raccontano degli altri da Jldano, e dall' accuratifsirao Le Monier nelle Memorie dell'

Accademia Reale delle Scienze dell'anno 174^. Io non vo di più toglier la cortina a sì brutto teatro. Bafti quefto poco , in cui ho dato un abbozzo delle varie vie del morire per mezzo de' veleni E ficcome s' è potuto fcorgere , efsi le più volte non altre parti offendono, che i nervi, i quali fanno nel noftro corpp ciò che le farte compiono in un ben corredato vafcello Quello che dee riputarfi il frutto di queft'
.
.

opera

fi

è

,

il

ritrovare
i

gli

antidoti veri per fervirci di fcheri

mo,

e

per riparare

tanti
fi

malanni che

finecchè tal

rimedii

flabilifcano, fa bifogna di

veleni cagionano. Afpiù cimenti e

prove e paragone.
'.

rea , n' è la pietra di , o indegno , ed ingiufla fuperchieria farebbe in fiffatti morbi che corrono per le pofie , voler ufare di quel gergo , o di quel perditempo di tanii inutili riiiiedii vantati , che
la

fperienza al certo felice
traffico

Ma

e fuori di armonia. ficchè pare la patria de' guai . altrettanto povera e mendica è la fcienza degli antidoti . .. il crollo alla e quefte funefte vedute . vede : . che . che fono e contengono veleni poflenti e mortiferi .. orride felvè. . o quefto gran teatro di efleri . fer- voli macchina nofira. . Però quefle piaceformano una bella concordia fulla terra: ed i veleni che fembrano sì difadattì. e: tanti animali altresì. tezza . . ed amene da un lato verdi prati. che di antidoti generali egli' fi a Princiche a fua il luogo defcriveranno fia Da tutto quefto divifamento dovrà conchiudere... Qui dicafl con ifchietche traggonfi da' boffoli degli Speziali. e varie utilità eziandìo gli uomini da'medefimi ne ritraggono. fcienza che pare ormai fallita in rapporto a quella Soventemente i Medici me^ . dii. quali per nudrirci. e degli fconcerti ficGome a chi in tempo di primavera fìandb in alto colle. defimi pi . valli piagge . ed un felice foggiorno mentre per l'altro afpetto ogn'ora ci fpaventa con mille difuraE re forme. ed ani* mali . di quefìo così dilicatO' punto fi dovrà ragionare a. mofirano anch' elfi un concerto nobiliffimo de' corpi.. . prefenta alla nofira veduta due totalmente diverfe facciate Confiderato per uq verfo. e grotte. ed erbe. egli fembra un deriziofìfslmo paefè. Ma. non poffono fi far ufo . precipitofi valloni . nocivi. Per quanto numerofa è Ja Tchiera de' veleni .i^ Teoria Generale de' veleni. e quali nati pec agevolarci: e dall'altra vi mira tanti minerali. miglior uopo* vendo a dare . ombrofi bofchetti e dall'altro fcerge montuofi dirupi . dove fi tratti di veleni di foppiatto propinati . e fiere. tanti frutti ed erbe che vagiiono agliuomini di falutiferi rime.. così chi pondera gli effetti e gli: ufi de' varii corpi trova da una banda tanti utili minerali . mondo.

.

QUALI POSSONO ESSERE. dall' AeCADEMIA. I PRESERVATIVI. If. . Iscrizioni..I SS E RTA D E L S I Z I ONE R. dal pottor in medicina MICHELE ATTUMONELLI. e Belle. REGALE DELLE SCIENZE a. . DELLA NATURA. E CAGIONE DELLA„ K ABBIA NELLA QUALE SI CERCA. e comentata. ED I RIMEDI! G N O FRANCESCO BOISSIEU B_M S: A U W AG: m s PREMIATA. Lettere di Tolosa.

Differenti eletti del veleno nel angue f ^uefìo veleno in un Jubito coagula Sinromi della fpeflezza. .. La ftntvmi fon differenti ^ parti nella bava « vili IX a XII XIII XIV XV XVI xvii xviii XIX XX e XXI XXII XXIII E fijfa fi attacca alle carni. II HI fal'tva» iin a V VI . Ciò che dà occafione alla Rabdta-l Habbia fpontanea . La fijfa. Perchè effa tardi a pajfare. Moltiplicazione del fermento della Rabbia dentro Jl volatile del veleno fi fpande di corpi uninMli xxxiv i a XXXVI nervi . . . Domande chimiche.t.a ti fangue «. xxxvil a XL XLI XLII Di' Origine della luce . fifa è il fermento Niente ne paffa . I QUESTA -SECONDA DISSERTAZIONE. Fievolezza del polfo Freddo del malato . Effetti del veleno fulla cicatrice. T DELLE TRATTATE IN MATERIE Num.^11 e Due forti di La volatile. Perchè effa in Jeguito vi p«ffa in poco tempo. i6 A. Prima domanda^ Seconda domanda. . Rabbia comunicata^ Infexione tmmeàiata della Infezione mediata Perc/jè i . della Rabbia. fé non dopo lungo tvmpo nel fangue'. JL>/ìregno dell'Autore. XXIV Kxv e XXVI Kxvii a XXX XXXI XXXII XXXIII Triflezza. Laffez.

LXIII LXIV a LXVI Lxvir LXVHl LXixaLxxr e Mucofltà dell' efofago^ forgente del veleno riprodotto. Varie ojfervazioni LXXXIX XCVII XCVIII a CXI cxii a cxxi xc a C AV» . Priapifmo degl' Idrofobi. Cura della Rabbia. .. : & a pofteriori. XLViiexLViir fuco nutritivo vi ft ane/ìa. e fcintillanti. aperture de cadaveri. Rime da curativi. LVI LVII LVI II LIX Kefptrazione faftìdiofa. Cagione del furore L'orrore dell'acqua nafce da. e quafi non prtjfa.. La forza del fluido nervofo crefce ciò eh' è provato a priori . più caghnt infieme . . LXXii Lxxiil LXXIV azione. 1^/ [angue d innovo diviene fluido. Sputo -frequente. Difficoltà d' inghiottire i LxxveLxxvi LXXVlI LXXVIII LXXix folidi Sete ^ bruciore d'urina^ . Gran febbre Tutt' i in certi caft . ^7 Digrcjfione fuir ekttncìtà . Gl'Idrofobi non pojjono efprimere quejìafsnf Puzza degli fputi. fcnfi Jono cjìremamente vivi . LUI LIV . . f LV ì fuggettì. Vero delirio rado nella Idrofobia. Gli occhi fon brillanti . .voglia di mordere. jìltri motivi della . Le li Forza mufcolare LI! Perchè il polfo non crefce come le forze . Rirnediì prefervativì. LX LXI e LXir Scnfìbilità degf Idrofobi. cojìip azione Veglia di mordere fuoi motivi Lxxx Lxxxi Lxxxii Lxxxiii a Lxxxvi LXxxviI e LXXXVIII ' - Prurito di mordere. XLIII a xlv XLVI Qualità del fluido Il tìer'oofo. SINTOMI DEL SECONDO STADIO DELLA RABBIA. Infezione della faliva per quefìa mucofità Irritazione della gola. Sviluppo delle particelle ignee del angue Differenza della forza de' fintomi fecondo Punture vive ^ e dolorofe. xlix crefciuta.

tor Franzefe quelle poi con cifre arabe fon aggiunte dal Tra- duttore.i8 AVVERTIMENTO. . d:s. Le piccole note fegnate colle lettere alfabetiche fono dell' au.

non an lafciata cofa da defideIfl'^^^^'i^ rarfi fuUe denominazioni (a) . Celio Aureliano dice . iyi'ppetentia uebemens . I. li? l. Liller. fintomi (b) . Latine Rapavor. Pal- molto bene fcritto fulla Rabbia Il Signor Aftruc ha compilate. ^^"'^%^ % G (a) . che il primo che ha Icritto di quefto male . . IX. bies . come Salio. z^p. che an .Brachypotae . . . . . e difpofle buone offervazioni d' Idrofobi di Meynes dopo il quelli di Marueiols dopo tre Medici dello fteffo Signor Barbuty e di paefe Noi le citeremo fovente per fatti . che perfona non ha meglio maneggiato di queflo faggio ProfefTore di Toloia che non può abbaftanza lodarli (i) La Storia delle malattie è una delle parti più utili ed iflruttive mario . v. . Pantophobi (b) (e) LyffodeHi . atque tir^or potusfine ulla rattorte Omero Iliade lib. è flato Democrito Schenkio ha computato un buon numero di autori . C<Bl.-^' ** ^ v:^ -s^ ^^ -^'^ v:^ ^^ v!»' /31?) xf DISSE-RTAZiONE Della 'riiìtura . .ed in fine fopra la ftoria diquelh malattia (i). DISEGNO DELL'AUTORE.tjfquie Grace Hydrophob'ta Cylyjfof. è- cagione della ejfere i Rabbia . del" . ed Aftruc .e tra'moderni i Signori 0. ^gri Hydrophobi Hygrophobi ^erophobt .'^^.. ^ »e/A^ quale fi cerca quali pojfoìio prefervatìvi ed i rìmedii.%A'ureliaiì. Li autori che anno fcritto fuUa Rabbia . Phobodipfos Pheugydron. 2 . tra' quali Celio Aureliano. Hippocr. origine (e) . Schenkio.

ti. mi fon propofto moflrare eh' è della antichifllma . Nel vero la lebbra. fempremai fono flati i mali che o . e I' efempio cooperano infìeme a un tal incendio Veggendofì impertanto for. . ciò eh' ei ne dilfe di così flrana malattia . quafi diffi .so della DisseìitazioneIL Medicina di i . i comodi. dopo il : . fono i medefimi ma dalle il morviglione . rileggere e riconofcer vare i fentimenti del Gran Poeta: ed ebbi campo di tronon pur in quel luogo. ne bei fori . furono di avvifo^ che la Rabbia fìa anch' ella un nuovo male ed agli antichi fconofciuto . . e eh' è fiata in ogni tempo che vi fi trovarono de' cani Anziché un altro punto ci il parerà davanti. o pure fìa un nuovo malore introdotto fra noi dopo 1' età degli antichiiTuni Greci lìccome di qualche altro ei pare efìer addivenuto. . e non ha che tre fecoli eh' è fvanita Il vaiuolo eziandio era malattia dell' intutto ignota a' Greci . que' mali eh' oggidì veggiamo . .e trionfa dappertutto in coloro. loro proprie fedi a noi comunicate Iliade di 11 Signor de Sauvages nella nota (e) cita il libro nono della Omero per moflrar T antichità della Rabbia fenza che però egli ne riferifca le parole di lui Ma della fua fcorta io mi avvalfi fulla prima per ancor giovane fi mondo . introdotto una volta neir Occidente. onde al pofìefTo delle compiute dottrine fi poffa Ma non è quella la ricerca eh' io imprendo a divifare fulla pervenire quiilion cotanto Tentilsta della flcria della Rabbia in cui debbo diciferafé fia quella una malattia antica . . . gere delle malattie nuove di tempo in tempo . ma benanche nel libro ottavo. di attento e fevero . ch'egli al certo conobbe. efame trarfi . M'avvidi pofcia che ancora qualche altro Scrittore avea accennata la medefima rifìeflìone Per Io elle in tutta quella inchiella io produrrò quégli argomenti tratti da'Poe. ed in quefta fua . e non fu che per le guerre de' Saracini che s'attaccò all'Europa. facendo ftrage nelle varie Provincie della inedefima. Anche il mal venereo ha poco più di trecent' anni che alligna fra noi . . . età decrepita . . ben ponde- rate quelle autorità degli antichi dalle quali potea notizia della Rabbia . e nel decimoterzo altresì della Iliade . jiel lungo rivolgimento di tanti né fecoli . che non evvi di cotefte malattie che fogliono dirli nuove e che tolte di mezzo le accidentali . la libertà . : : . re ed al pari dell'altre conofciuta in ogni tempo . che fcapeflrati fi danno in preda agli ofceni piaceri: e fpecialmente ciò s'avviene nelle grandi Città . e fi è . la lue venerea fon malattie nuove la lebbra . ciò che vale lo ftelTo . poiché elJii ci preferita a un occhiara ciò che intiere età più degno: e trapaffando le nerili ed incolte notizie. e dura tuttavia. videro . an prodotto ricoglie tutt' .' non pochi Medici antichi e moderni di chiariffima fama. morbo il più orribile e fchifofo. per la negligenza e non curanza delle genti fi dilatò e propagoffi comunicandofi col contatto a guifa della rogna e della pelle. tanto più che fi offerva un profondo filenzio da Ippocrate 10 però dopo avere col favore . e francamente nominò. . fu della raedefìma . dove l'abbondanza dell'oro. .

Agamemnone . anche in quegli eroici tempi . Poiché Teucro volendo far menzione di Ettore. SULLaRaBEIA^ ti . . e per difcredito ti chiamò cane arrabbiato. quefia malattia a' cani più . mofìra tener in poco conto le teftimonianze di Omero . e que' pellegrini ingegni che l'an comentato Nuli' altro poi moffe Celio Aureliano a non contare le teftimonianze del in cui Gran Poeta. . ficcome moftrato ci anno quei no^» bili ed elevati fpiriti . S'io giunga al mio fon fine. triti . noi vi ravla Rabbia de' cani. la prima pruo- antichità della Rabbia de' cani . noi nominò egli . che il vederfì quell'Epico poema un nobile teffuto non altro vi giuoca che la favola. cioè di colui che tanta molefiia . e dove mefcolate e dove fpartite. più difficili e fublimi fpeculazioni . Tanto naturale par che gli era. Hunc vero nequeo percuterè^anem rabidum In quefta femplice defcrizione originalmente qui allegata. per venir a' fatti fenza più lungo rigiro di parole. i più precifo monumento dell' . colla rapi- il Ma va e '1 quale intento rimane a quei dolciflimi. Greci animati lora diffe al dall aquila di Generaliffimo . e sì grande impaccio recava a Greci. trapalando quelli che fono sforniti di ogni aria di nuovo j e fon così rancidi . Chiunque confiderà poi la ftrettezza delle efpreffioni onde abbifogna 1 Evifiamo pic® . che occupare le menti di ogni_ uomo e da' Filofofi Greci e da' Latini no. . uncinate freccie avea uccifi nuove zurre. e de' Poeti tutti^ . ne raccoglie da ciafcheduna il fommo foave armonia del verfo e colle illufori figure le adorna. 21 Scrittori eziandio. che contengano . Natura • e non appagandofi .concenti. dee prenderli dal libro ottavo della Iliade. 1 eucro alavendo egli lanciate otto ma non potea per» otto giovani guerrieri Giove. che dipingere ed abbellir le opere della Poeta le . e l'animo fce . dilucidando materie.. QLiefta oppofìzione però a nulla monta poefia di Omero altro non fa . vennero . qualche novità . dove Omero defcrive . così ben ordite ed intrecciate . che rapporta gli argomenti di coloro che io' flenevano 1' antichità della Rabbia fra' quali ei medefimo fi pone . che fembran piuttofto bagatteldi fenle da metterfi in ifprezzo . e volgari . la quale applicar non fi dee per iflaPerciocché la bilir i fatti veri .le più belle e profonde fciereze che divinamente fpajfe vi fi riconofcono . mote e non curate rem noi certamente in tal campo fa- de' bravi Ma Celio Aureliano intanto. che dopo una sran battaglia in cui la vittoria piegava dalla parte de Troiani . ella delle bellezze che fi veggiono fparfe nel • e grembo della materia . ma fecondo la volgar fama. a che * cuotere Ettore cane arrabiriato ToDtov Vw ìiu'vx^xi BxKhiv nv'vx Kvtfrtir^pX' . in denfiffime tenebre involte acquifli che in quelle età ri. io fon molto lungi da una tal credenza Veggionfi in quel divin . che a qualfivoglia altro animale.

la fola Greca tal . ducit cop'tas He&oy . KpaTfp».E fi è . come i più gravi autori fovente an per coilume di dir le cole accennando. dalla proprietà delle medefime. : 'H? p oy ò XyTa-aSn. paragonando rore che fuol avere fo . "Ektmp . ed a' due Aiaci favelch'egli non paventava i forti Troiani.ed Ettore veggendofi da Giove favorito. e perfi'. vole Achille. Da quefìi due altri luoghi . arrabbiato. cosi quando volea efpri. forte fdegno d'un uomo che fignifica la con quel fu- un fuggetto . pregandolo quelli che tornafle ad unirfi fecoloro perciocché eranfi i Troiani accampati vicino alle navi ed al muro. ficcomc cranvi de'caiMfrabbiofi. ma ben temea £/ifore lando difìe m-rabbiato . Zet "h-vra-x SfSyntv . nual . e dalla varietà de' Dialetti Or chi potrà niegare. facea ufo il Poeta di quella voce a tal modo il . per Ulifie tanti doni . Ma Neflore fofiienne . Qi'a hic rabiofus fiammce yar . più non paventava uomini e Dei. dui quale più da prelfo fi viene a ritrarre un plaufibile argomento per iftabilir vieppi^i la vecchiezza del mamedile della Ràbbia Mentre i Greci Troiani cufiiodivano la Città tavano di fuggire. effendo da gran Rabbia In vefìato. 22 pico poema' e ben dire. . fperando di uccidere i Greci tutti Nettuno allora ufcendo dall'onde. dove lo fteflfo Ettore vien chiamato e da Uli(re. adatta alla nofira inchiefia fi truoverà.. che tra tutte le lingue ch'unqua vi furono . . per render credibile un tal novello malore de' cani ficcome foventi volte a buona ragione ei fa . . . e fuor di modo talora di quello fi compiace. Al quale il Generaliflfimo mandò .e da Nettuno. e ne faccia motto come di co'a già conta e ricevuta ^ alframenti avrebbe dovuta indicare la fua maraviglia. da qualche cane . quando arrabbia per eflere fiato mor- Aggiungafi un altra non difpregevole ragione la quale ben difaminata . gli animi de' Greci fieffi dcftò . onninamente in quello fi fpazia quello dipinge. confiderazione fu tal teftimonianza di Omero.ader l'animo di chi legge . che Omero conobbe la Rabbia . che DissetitazionfII. refta ben chiarito. che fi rendefie di nuovo favore. che a guila di fiamma conducea le fchiere . mere la gran collera Rabbia.5 5 f^Xoyì ÌikìXos tìyiixovs'Ji . tn^ens enim ipfum rables fubi'tt fine nel libro decimoterzo riferifce il Poeta che Ettore cogli altri focii montò fulle navi .. che in quelle età. Ma fra poco fi farà qualche altra diligente : .. e la defcrifì'e col fuo proprio nome Che vai quanto il dire . che r antichità d' una lingua dee conofcerfi dalla dovizia delle voci. . quando produccndo qualche nuovo forano avvenimento. Recherò in lecondo luogo il racconto del libro nono. . e del decìmoterzo della ibvrammentovata Iliade. i . allorché al fungetto intraprefo non s' appartenoono j può Omero della Rabbia in quefio luogo alla sfuggita ragioni.

. con agguigncrvi mio cemento . e dimolto portato alla venere . e tempi fublime a' di . adduco le rifleffioni del celebre Euftazio . viva le . focofa . un tornando . da lunge conofce olì ftranieri e con latrati od abbaiando. qual era y^3 . ma fibbene perchè grande è la fua manfuetudine e la fedeltà . . cioè rMia e rabbiofo. ed è vegghiante per gl'intereffi e per la cuftodia di lui. perchè Efichio il chiamò In fine fé gli ìi affidi la cuftodia della cafa . non fi ''f'^v^» dal perchè effo pieno di ardore ama di cacciare. e quei fentimenti sì dolci e piacevoli verfo il fuo padrone. Laonde a torto avrebbe il Poeta ninno di Omero fu più felice ad Ettore attribuite le parole -Kvtsx e \v<f<rSihi . quando arrabbia maninconofo. trae la fua etimologia a rxp» to . a' Medici tutti Euftazio adunque Vefcovo di TefTalonica . Da ciò fi rileva. Moftra agli ftranieri tutti la fua indole feroce. che nel fecolo duodecimo dopo la fruttìfera Incarnazione . duffe i dotti comentarii fopra Omero . ft»ta?vav8is : baiare. » valenti cane . Nota egli.. fi fu uno di quei campioni . quele la fpeditezza de'fuoi moti . a guifa del Odiffea . già avendoci egli Alle quali due parole io cifa idea del cane arrabbiato y. . la pm leggiadra » e capevole qual molle cera ed efprimer tutta intiera la Natura ? . che ardore e coraggio gli danno . : e fin . ha la bellezza . di guadagnare . e folitario non abbaia. Omero . che dimolto fervirono ad illuftrar nuvx. non prooftante la dechinazione dell'Imperio Greco che già tendea a sfafciarfi . e cerca ad ogni modo di preftargli de' fervigi nelle caccìe. e fanguinaria più di un cane ben cangia di natura . . da cui fi rileva la natura del cane quale fia .vvx T^v^mr^px . gli uomini. ficcome a propofito interpretò Euftazio. . abbaflando gli orecchi vendo dolcemente la coda cane Argo di Uliffe^ defcritto da emare . . ma cammina mormorando. SULLA RABBIA. . che il nome Greco del cane (Hy^v). .i nimico e quindi al cane fu eziandio meftb il nome di uXxkT^P . o di reipingere i. odi qualche chiasreooia . non . ed ammirevole il fuo amore verfo il padrone. ml'w cioè dal! di ella rimanendo che vien foftenuta dalla natura la forza. di ricever tutte quante Dove trattifi poi di ag- giunti . Abbafta . e della erudizione. e diftruggere le beine. lo ftudio dell' antichità. non latra. in filenzio cammina a guifa di ebbro . e quale lo neceflane flato miferevole in cui fi riduce quando arrabbia j notizie ben forme . ma aiuto . oltre la fua vivacità . e ad accarezzarlo. ed gli orecchi e la coda Pofcia va.. viene. avendo ad ifdegno ogni cibo e la bevanda. o perchè è ardente nell'amore. innanzi data prefé cotai voci non gli fi poteano adattare. di leogien fi comprende. e fin paffando cane a nuoto i fiumi e ì torrenti Perciò fu detto niiocv^ qiv\oS£<r-i:oi // amante del padrone Se fi rifletta come venga a' piedi^ del fuo Signore e muoa deporre la fua forza. l'intelletto ben pago Il cane appunto. e nelle gioftre . ed infulta gli altri animali .. che la parola e eh' efprime il . me Divien lulle priil cane . fignificazione . Ma trifto : falvatico . e cerca di combattere . fofTe la più copiofa . cioè dal Omero nell' .

1' ordine del campo . 24 e fin il D Io fiefib . S E R T A Z . ed intitolata il Filotete . . -e '1 rabbiofo XlkTtjjtiip • vocaboli che fon derivativi del verbo Xoe^v difciogliere. VII. ) Can'ts fublto rab'ie corr'tpitur . Ma me medefimo ormai . che dovette' allora più volte avvenire . ed elTendo relpinto e maltrattalenata to dagli uomini. e cacciare dalla bocca tanta fchiuma avvealla fine diventando furiofiffimo . che dovendo Omero defcrivere le ichiere . e da Omero la Rabbia detta XvTTx . 2.n{'z la parola Auo-o-wSais per efpì-imere la Rabbia" voce imitata di poi da Plutarco. anche fi fejvì della voce volle ch'cfprimefie ma più elegante più dolce . e fieno flati attofficati da'medefimi. ched' eglino ben conobbero rabbiofi Or fé cani arrabbiati eranvi ne' tempi di Omero . che ad altri animali j la voce Xytro-st da' Greci fu precifamente data alla Rabbia de'medefimi lo che fi conferma da ciò che fcriffe Diofcoride ( Li b. e termina colla morte . gli uomini. che fiori quattro iecoli e più prima fpianò la fìrada a coftoro del teadell' Era volgare . per lo che rabbiofi diventarono ancn' elfi Per ifchivar la forza di tante teftimonianze . ne vuol troppo Noi per ora fiamo a dimofirare colEd è pur lo Ichietto Audio degli antichi Poeti l'antichità della Rabbia troppo . . e fuori del ge. agevolò. e morj Per efler poi la Rabbia una malattia più frequente a' cani . . i quali fuggono temendo de' fuoi aflalti Veggendofi intanto anelare . fé ha campo di ritirarfi od internarfi in qualche bofco. con dire: Voi che ci avete imbandita unamenfa di antichità . cento fchermi potrebbono di fiffatta malattia per invertire ed intoriifare li difenfori della novità bidar la noftra credenza.irr« adoprata da' celebri Poeti Tragici Sofocle ed Euripide .uomini con^e Sofocle . dite di grazia. Pel- ragione fu dagli antichiffimi Greci. cioè Onderò . I S . e perchè mai non fi fa alcun motto de'fintomi cagionati dal fuo veleno e Ipecialmente dell' orrore dell' acqua ? Ma chi quello chiedeffe . ed ugualmente la Rabbia increfce di andarmi cotanto più fulle autoGreci Poeti ravvolgendo . e dall'ingiurie de' tempi . e Sofocle .. co- occhi lagrimanti e polvero/i . ne dà quelle notizie . EÌo degli altri . dalle a rità degli antichifi[ìmi . che prefe al. Il Poeta Epico . tu i fatti d' armi fra i Greci ed i Troiani . cioè trenta fecoli a dieci'o j egli può dirfi a fidanza. forte . tro cammino . . andare fcorrendo le fìrade colla' lingua in fuori quafi arfa e bruciata .f^ff. . q^uali . gli • lì fura dal cofpetto di tutti . quafi fciolle che a to e libero va fcorrendo deli . r O N E IL padrone fuo afpetto Divien l'odio degli altri cani . che tanto difiinfe la nobile maeflà dello fiile tro . Cap. avendo a bafianza moche i cani eran l'oggetti a diventar fìrato . In quefto fenfo medefimo fu la voce >. o pure Xvttx .. forprende gli altri animali. più dilicato. in una di quelle poche Tragedie non involate dagli fcempii. Vivciocchh un cane arrabbiato . fi abbandona . e Af<r<r. e dolcezza furono inimitabili .j. Medefimamente Euripide. non effendo fiato egli così gonfio . e la cui fublimità . che uomini infelici abbiano ricevute delle morfure.

. SULLA Rabbia! 25 fìravaganza . ficco- vendo Omero Afia minore . de' cani rabbiofi Intanto a molti antichiflimi Medici venne in penfiero. Oltracciò eflendo la Rabbia nella morbo naturale de' cani j ed a- Divina Iliade defcritti i luoghi della Grecia e dell* ficcome nell' ammirevole Odiffea partitamente nomina le varie contrade delle nofire due Sicilie . e Solino che fi : di . . che per confenfo di Strabene .' del Generaliffimo de' Greci. ficcome notò il medefimo Celio. . ve oggi è Tripoli . Teppe che ir dovea all' Oceano per confultar Tirefia . forz'è e» faminare il racconto di U'iffe . e della fallacia molta. . mentre il fuggetto del fuo Poema era di parlare della guerra di Troia? Sarebbe fiata cotefl:auna quali fi . prigionati Quefti crudeli e feroci ficcome intendono Cicerone . uomini uccifero ad Uliffe quifi tutt' i compagni . In quanto a me poffo afficurare . oggidì . Non fi rifiette fin fu ad effo Oceano pervenuto e colà giunto. fu da fiera burafca menato alle fponde dell' Africa . o fia della Idrofobìa: e particolarmente avefle ciò egli fatto in quella si bella. che Omero nelle allegorie dell' Odiffea aveffe parlato del fintomo diftintivo delia Rabbia. che re' detti luoghi della Grecia . che in D • . tuttocchè le acque di un fiume gli fieffero dappreffo. laddoDi quivi ve'eggiando. . dopo aver vifie apparire le anime madre. come il defcriffe Omero Pofciacchè 1' Eroe d' Itaca fi partì da' campi di Troia per tornar in Illa patria.Ma con qual ritraggono varie cognizioni di quegli fcuri tempi animo pretender fi vuole . . e di Solino goli Da quefto Re ebbe 1' otre famofo . ed afl&curi . eranvi . . di fua : sì nella immagine accenda dimolto la fantafia . . e eh' era la terra de' Lotofagi giunfe alla regione -de' Ciclopi in Sicilia che abitavano in profonde fpee di poi andò nell' ifola di lonche fcavate nella vetta di una montagna fi è 1' ifola di StronEolo. del grande Achille . defcriffe Tantalo j il quale non potea bere. Plinio . e dica Tantalo il Poeta intefe di parlare della Idrofobia . fu da' venti fpinto alle piagge de' Ciconi nella Tracia* donde fuggendo . nella quale afferzìone puot'effervi della illufione. giunto all'Oceano. di Tirefìa. e quelle di tanti nobili Eroi . che ne' difopra divifati tre efempli della Iliade fi fon ravné fa meflieri vifati^ laonde convien qui parlare con una certa ri ferva . e la ferie regolata de' memorabili accidenti che cagiona il morfo del c&n rabbiofo agl'i uomini . quando Uliffe. in cui erano i venti imPofcia approdò al paefe de^ Lefirigoni. . che non vi truovo in quefi:' altra inchiefla quegli fpediti fentieri. può ben Ibfienere chicchefia. me fi fcendendo nelle fìanze di Plutone . Ma innanzi di profferire intorno a queflo argomento il precifo e difficil giudicio. . ed in quefto noftro Regno . per cui egli dolente pordopo un anno di dalla quale toffi air ifola di Ponza dalla Dea Circe dimora con Lei . dopo i fagrificj . . eh' era Mola di Gaeta. entrò in quelle fedi e dopo i molti Eroi vide Tantalo . che abbia dovuto egli a trafmetterci con ogni minutezza tutt' i fintomi.

Stantem in lacu . dietro l'autorità di tali Scrittori. . e chi altra traccia ha feguito Che abbia ella gran rapporto coJl'orrore dell'acqua degli arrabbiati. . ad b'tbendum autem non poterai caperei enim inclinaret fé fenex. . e minerali . fecondo il valore antico Orientale. na intelligenza della medefima . -^ captat ma . dinota crater .26 Samuel Clarke Dissertazione da IT. e torbide. e fra' noibi.otìes . del fu D.. fecondo la favola fi fu j^ non già l'aver egli fparlato degli Dei . hic autem attingebat ad mentum Vìdebatur autem fnienti fimilis . le quali da' e le Poeti tutti furono allogate in Pozzuoli . e per la pie. bìbere cupiens Tùttes aqtia peribat abforpta . cioè a parlare di torto farebbe Rabbia avanzerebbe una fcipita e al merito di Omero Pur tuttavia per mio difcarico debbo . chi affermnfTc . e di tanti fuochi. _Or da qiiefto alquanto lunghetto. mentre QiiiVrit fcriffe : aquas in aqttis Tantah'. Omero fecondo la traduzione celebre £i Jane Tantalum 'vtr/i . o fìa nel cratere di Napoli Queflo ftefio è il fentimento del celebre Letterato Brodeo del Cluverio . k\ credettero quegli antichi Medici. come pare che fi credette Ovidio. che Uliffe venne nel noflro Oceano . Giovanni le Clerc nota benanche. . vi voglia veramente intendere una fpczie di arrabbiati Poiché io non so indurmici • . ma chi fi è avviato per una firada. che la parola Oceano. . lo che ci aiuta a far credere. pyaves dolores ftiheimteyn . .. eh' an prefa a fare la ricerca fuU'allegoria di Tantalo non fon iti tutti pel medefimo fentiero . .Ja. cioè la palude Stigia. di lancio ufcilfe poi ad un diverfo fuggetto dicinali e di . che il Poeta defcrivendo . laciis . che per l'Oceano d' Uliffe non debba intenderfi il vafìo pelago . lo che il poflbno foltanto ben fornite guerriere navi sì ancora perchè da prefib al medefimo Oceano vengon mefli dal Poeta i quattro fiumi. ma importante fquittinio del viaggio oi Ulifle. Qj'. . in cui trovafì un femplice racconto delle varie di lui peripezie. Ma fé alcuno.s: hoc illi Ó' poma fugccia garniU lingua dedit . del in tal guifa viene defcritto . i bei detti di tanti Eroi . dove eravi abbondanza di acque calde . fi può conofcere qual lìa l'acconcio fenfo della cotanto ormai divolgata allegoria di Tantalo Per onore delle nofìre contrade . materie mee gran melenfa notizia dire^ che in quel pafTo riluce 1' Idrofobia di Tantalo" in certa guifa vi degli arrabbiati Perciocché il delitto di Tantalo . . le acque di Cocito il Piriflegeton acque di Caronte". cerne intendianio oggidì^ sì perchè è impoffibile che abbia potuto quell'Eroe con una femplice barca valicar mari si ampli e tempeftófi. copo Martorelli Gli Eruditi impertanto . ognuno dee efìer perfuafo.. .

. . ma fibbene 1' 27 fuo figliuolo . Oltre del cane fovente il lupo è foggetto ad arrabbiare E' quefio una befiia da tutti gli-altri animali odiata . anche di là dal fepolcro : e quindi . dove m. abitatore de' bofchi e delle forefie . deleBabatur bibendi Imaginatìone . e fu medefimamente conofciuta dagli antichi Poeti Greci. ed affaltando i chiufi ovili: e quando ciò gli riefce indarno . e che tanto plaufo efìgè per tutta Europa. &" ut lupus Jìatim Jn rab'tem agerttur . 1138. dà la caccia alle fiere . a Tantalo pel fuo che gli Dei danno all'altra rabbiofo fdegno difegnò l'impotenza del bere . Ognuno però full' allegoria di Tantalo fi accomodi a quel partito che più piace Facciamo un altro conto . Nel comento all' aforifmo. aver con furore e con rabbia uccifo il e da. ed efier attribuì e . volendo la far parola de' gaftighi vita ten fecondo varietà de' delitti . anche fi fervi della medefima favola per diiegnare i patimenti e le angofcie. ed in generale vivere .io non ne rattrovo notizia ^ ma ce n" accorgeremo appreffo j rilevandofi evidentemente dagli Scrittori pofleriori Ed ecco . tuttocchè gran voglia ne aveffe . e celebratiflirao Poeta Teocrito. che un arrabbiato fofFriva nel non poter bere. Quelli in un fuo Idillio cosi fcrifle. il quale con una certa equità difaminato par che vienfi a diffipare quella fofca nebbia in cui fembrava immerfo j e vi appare un bel chiarore per far corrifpondere le cognizioni noftre con quelle degli antichi Ed intanto io mi fon ito raggirando per tante sì malagevoli firade con Uliffe . . che to nella Enciclopedia Franzefe Omero in quel libro diftende le mire de' mortali . : . Tra tutt' i carnivori e falvatichi il Jupo è il più divorato dalla fame e dal difio delle carni j laonde va (correndo le campagne. per la tempera . . .. non eccettuando né carni corrotte . vo. . . . . Tantali pasnas patkns . del Boerhaave fcrive così Interhn mifer ille . e . sullaRabbia. fuole diventar rabbiofo malattia che anche è naturale a tal razza . tolo per pafto agli Dei medefimi . cufa Da Da . Cicerone nelle fue Tufcolane fcrifie che pel furore ebbe Tantalo il gafligo della Idrofobia* lo che vien notaFie bene però qui rammentare . Vaglia per tutti l'autorità dell' eccellente. L' Illuflre Gherardo Van-Svv'iebravo Scrittore di Pratica Medica. • cosi per li fuoi cibi . né pelli infradiciate Maraviglia non è che ficcome da' Greci fu il lupo chiamato AuJtoe . ed alla rinfufa ancora trangpggia tutto ciò che trova . e di cui ne tremano / per lo che è forzato fuggir l'afpetto di elfi .ia mira era di pervenire. per giugner là . fcoverta la Rabbia de' lupi dal verfo del Greco Poeta di SiraSe quella delle volpi poi ugualmente gli antichi aveifero faputa. ' le aflute fcorrerie pel fuo modo di : Perfuaferit quidetn Milon . ce che opportunamente fi trae da Kvnv fciogHere mercè le fue caccie . Ma bafìi fin qui 1' aver detto intorno a tale argomento.

<?e' morbi convulfi-vi . . Qiiivi egli parlò della Rabbia li di cui ne fìabilì la vi ca- come . che meflo in difturbo . cioè a confiderare quello che fulla Rabbia n an detto i Filofofi ed i Medici Greci che di propofito anno fcritto su de' mali Tutti fanno che tempo già fu quando la Grecia tenne il fupremo grado nella Letteratura Certamente che diAinto Inoe nelle belle arti go tra quella dotta fchiera fi acquifiò Democrito che aver date alla luce delle opere Mediche fan ricordanza gli antichi . . ma ficchè temono effi fcuotono ad ogni fuono . . per gli ficffi motivi molti Medici antichi. . o di filo i Sa""i Greci nella rifoluzione di aggiLionere al nome . v' aggiunle due principali ragioni. giona medefìmo Celio fu di avvifo . libro citato da Celio Aureliano fede ne'nervi. e Galeno. Deeli a Democrito per tanto dare il grande onore. . 'hvo-ra. fi fu Democrito Io che . fero quella de' lupi "KvMXvrTov . . ficcome teflificano Dioicoride Plinio. . che tal veleno fi filfalfe neUc nelle fibre . . La prima. e per far vedere che onninamente ne' nervi fi fpande il veleno rabbiofo . perchè fi vede negli arrabbiati una fenfibilità avanzata i : non pur la luce ed i colori vivaci . tutta S S K R T A Z I r queRa difcuffione delle autorità D O N E de' Poeti IL Greci poffiamo rile- che in quella età in generale su tal malattia fi fapelìe quello che fappiam noi cgpidì e che il vocabolo "Koro-x fu fulle prime mello pei' efprimcre la Rabbia de' cani. ma ne parlerò in luogo più opportuno Paffiamo alla feconda età. ch'egli pensò meglio lulla fede di tal malattia . dando credenza ad una certa pianta cotanto per la fua virtù maraviglioia in cu« rar coloro che da' cani rabbiofi erano flati accarnati chiamarono tal pianta oc'huTTov Su di quefia io dico per ora che non fo fé diafi altra erba per determinar qual fia su cui fi è moffa maggiore ed interminabil lite. ed equivoco qualunque. io volentieri glielo credo . . ad ogni piccolo firepito. . che il medefimo non folo dalla Rabbia. ma da' veleni di altri animali ancora fi è prodotto. me- . veneno . in quelli per e quali agilmente vi corre un fluido fotdal elaftico brillante. .28 Da vare . Democrito inoltre . : vennero voce. . la il nome di quell animale che diveniva rabbiofo per toglier via mezzo ogni ofcurità. cffer qui noverata quella che intitolò . nominò la Rabbia de'cani jtL'vcXcjo-ov ed altri dif. Ed in fine .ed eziandio ad ogni minimifìTimo foffio di aria La feconda ragione fu I' ofTervarfi ne'rabbiofi il priapifmo che da un continuato /limolo che che da altro non nafce fafil a' fiocchetti nervofi delle pudende QLiefi^o tale fintomo è fiato da' Medici pofieriori confermato e Plinio fcrifie. . che il male della Rabbia era eziandio gagliardo aifalitore di altri animali. che il Il tormentofi fintomi primo che fcrifie fulla Rabbia . per conferma del fuo detto . fé egli voglia intendere dai ceto de' Filofofi . . tiliffimo . e che dipoi fi trafportò a dinotare i fiiriofi sdegni dvgli uomini. (Quando poi crefccndo le oi'ervazioni fi fcovri . . fi . die altri antichi benanche a lui pofieriori Perciocché chi di effi fi credette . e fpecialmente debb' . : . Uno de'diicepoli di Erochiamato Andrea.

nel tempo delle quali pubbliche calamità molta perdita fi fece di libri Greci. attaccata la Medicina Ippocratica. furono di grave pregiudifar tefiimonianza de' copifii lo flefib dagno . che forfi fìanfi perduti alcuni de' libri d' Ippocrate. e con critica il sì canina nel luo Parere il ha. _ diJfe Ippocrate . "il quale tai falfità attribuì al vii guache vaniffime favole fpacciarono . chi . e parecchie delle opere d'Ippocratefmared anche incerrironfi Ma. mehi'^gi altra cerli . e di quefio Principe della Medicina . 29 . chea elle contengano il buono e'I meglio a faperJì per ben regolare la faPer la qual cofa Iute de' mortali . non fi può leggere. eh' egli né punto tutt' i né poco n' ha fatta parola libri che abbiamo di lui . nel diaframma. pazienza ftro . zio .tutto quello parmi conghietturale fofpetto laonde non vi preflo fede. narci contenti a cafa con rivelare grande arcano. fi e . Egli con sì gran fallo. QLielIo eh' è più agevole a crederfi è che to . della Rabbia ? Si . ma da chi non ha travolto il cervello non fi ftenterà a credere. e dopo sì ben penfati preparativi . . e fìffatte merci traffero da! paefe della menzogna. ed altri fabbricatori di frodi letterarie . ed eziandio la celebre guerra del Peloponnefo che terminò co'fa dopo la grande fconfitta che gii Ateniefi niedefimi ebrovina di Atene bero nel porto di Siracufa. né può tadopo aver con . chiufione la fu cotefla Rabbia medicare^ egli chiede di meche un decotto femplice di origano ricercato fegreto per la cura di tal male. ed affinchè i tanti malori fi fchivino alil noRro Leonardo di Capoa . benché fi creda di aver più lenno degli tri uòmini. mentre credevamo noi di fentire qualche buon rimedio fìa il . che crederefle in buon' ora Mae- più fino dell'Arte: avendola però voluta far troppo da Dittatore. dee dire pure fchietta . . tali impofìure alle opere d'Ippocrate ordite . anche leggendofi con ogni 'minutezza Potrebbe taluno fofpicare e dire. ha Ma ^cofa mai lafciato aperto campo a' Dotti di cenfurar le fue cenfure . E ficcome gli antichi medefimi rifletterono. Galeno. . . morìa . per accreditar le opere loro o per adempiere altri vilifiìmi fini . ficcome può . dove egli di tal male parlava sì a dilungo come fa degli alfpecialmente fé riflettafi che allora nella Grecia infieriva la crudel tri . diedono a' lor libri il pomnofo nome di lui : la qual cofa grande imbarazzo recò agli antichi Medici per difiinguere i veri libri da'falfi . . alcuni de' fuoi fcolari impofiori . • . fievolezza delle fue idee Vengo ora a quello fcoglio fi . . chi nel cuore.SULLA Rabbia. nel quale dee girfi ad "urtare. Con» '1 in cui Democrito per un certo deftino dimodrò con cui la . cioè della al ve- Dovrebbonfi qui innanzi fratto ridire .' . fé non da colui ch'ha gran provvida di dere fé ne' libri d' Ippocrate parli Rabbia . chi nello ftomaco e chi in parte ftabilendolo Dall' altra banda egli è ben vero che il celebratiffimo Filofofo onde fi parla . e sfoderare quei gran pregi eh' ofTervanfi nelle opere di quefio veró^ ed ammirabile Maeflro . tanta fiudiata e fopraffina arte meffa nell'albero de' nervi la fede del male .

ci dee far conchiudere. Quello grand' uomo daddovero eflendo •dello della il ialutevol lume della Medicina. i quali volendo ricercare fé nelle opere degli antichi fianvi quelle malattie.- ve rt ili : (ppEVÈTiiioi B^xyjjxirxi -^ot^H : KadxTtToijL^vct rprij^ic^iic.ficcome parecchi moderni Viagcontano avvenire ancora oggidì in alcune contrade dell' America meridionale. detta oggidì di morbo endemico ( notò l'tum L'tb. accomodandoli alle proprie idee. dove flanziava Ippocrate. dove la Rabbia medelimi Celio Aureliano manif-rtamente il Cap. il più attento efame fulla Natura . che variamente dava azione a' cani di quei paefi . XF. Pratica . fi zio alla Medicina la poiché in guifa collo ftabile vero mefcolò l'in- e fcoverte eh' elle furono una volta fofpetta renderono verità medefima. egli parca dilconvenevole che alcuni morbi avellerò sfuggito il fuo guardo: che perciò col mezzo di una catena di fofifiicherie. la dieta frugale e femplice che allora fi ufava in buona parte della Grecia . atque pene libera. foventi volte è la forgente della illufione e . lafciando. . né i cani aveano opportunità di fovente faziarfi di carni corrotte. Io qm non parlo della feverità Spartana mefla in opra da Licurgo. là. le pubbliche piazze era. ab- .e vexati'r freqtientiffime . villa . Perciò.30 fuffiftente fallo . . la quale nelle Scienze . che un pretto volo di fantafìa . tuttocchè brilli a . che l'influenza del clima.ma intendo di quella maniera di vivere alla Greca . prima errore. Ebbevi in ogni tempo di quelli. o per nulla . fola canum rab'. macelli di animali ripiene . I s s lE R T A z tal r o N E . avvenne e la alle che fi ftrafcina feco Or quello fi opere d' Ippocrate. che alcuni antichi Medici fi credettero .: dove fcriPòmnetici par- 'vibibuli Jlrepitu percuffi tremantes parum col vocabolo Qcci--)(^UTOTaii parvib'bidi oy^wpotantes volendo eglino. fi sforzarono alcuni foflenere che tutto ei vide Ne e di tutto bene fcrifie flato riputato . e di fangue putiido. la difficìlìs^ Ma oltre dell' aria fplendea quale generalmente era abbracciata . . D . che di tanti no della Rabbia n'aveffe pur Ippocrate parlato nel Tello 01 XVI. Candia nel mare Mediterraneo . traeano termini equivoci da' di loro libri . fé la Rabbia folTe morbo ben rado j fpecialmente in quelliioletta amena dove Ippocrate vivea . quanto il veggiamo oggidì fra noi Meno . e la ragione . Ed all'incontro evvi di certe altre regioni. vi contribuiva dimolto a non fare si di leggieri fviluppar la Rabbia . la nimica della 1' verità. III. è un fallace lampo ch'ai buio rifplende. ). il moprima forgente donde procedettero la fcfenza . delle quali' effi faceano divifo^ dove non le trovavano . n. innanzi Ma efaminare un tal punto fa duopo che ben c'intendiamo il Lettore ed io.da banda tutto queRó. QLiindi maravig^a non rechi . qual'ò l'ifola di Creta è . ed in cui una gran fcxnplicità vi riAllora il vitto delle carni non era cotanto ufuale . impediva che la giatori Rabbia in quelle regioni fi fviluppafie. Egli è 'però notiffimo . H{ec en'tm infida alìorum venenoforum anlraade' cani . Ma tutto quello a buon conto altro non era. che s'intendefTero gl'Idrofobi.

. ficcome io il debbono riputarfi nuovi mali ma a noi Viaggiatori comunicati • diffi fin dalla Europei a cala portaprima . cosi fcrifparvibtoulos. .es ha molto ben cementato il medefimo ed ecco come fuonano le di lui parole . "non può per verun conto intenderfi degli arrabbiati. 1' aria impura .Ma . e'I Mi Greci . qui „ les phrenetiques qui boivent rarement..rvando defcriverfi da lui gli efantemi. e di cattivo odore . le quali mancano nell'edizione Italiana. . en petite quantitè .certo in quel Teflo volle collocar piuttofto una fpecie di frenetici. e pofcia più al tardi per le guerre facre . e di fozzure li produceano . fe Item Hippocrates magis phrenhicos memoravtt non hydrophobos Tra i moderni il Dottor Jam. e ne'lor termini fatali: laonde. quelli non dalle proprie fedi per mezzo de . che Ippocrate bie non ebbe mai per le mani l'offervazione di qualche uomo refo idrofobo. che ceux qui dans le fievres boivent tres rarement . E fé egli di tal malat- . ^& l ^U' „ des convulfions ". & le paiTage entier fìgnifie feulement .SULLA Rabbia. e quafi dirò per cifre. pel trafporto degli aromati . & qui „ a „ font afifeftes du plus petit bruit . mentre difegna quegl'infermi che fv-ggon /' acqua . die il vafcrivere-efTa vaiuolo ? onefto Rabbia. puntino già fcritto Democrito-.Cap. defcrivendofi da lui le malattie ne' lor fegni . . che parecchi Medici off. . che ho tratte dal DizioTefto rario Franzefe . editton de Paris de /' ann 1747 Tom. E dopo il fecole quarto frequenti furono i viaggi in quelle Provincie fpecialmente per gli efercizii della mercatura . gli alimenti . perchè morfo da cane arrabbiato fofTe . defia . e le terre medefime ripiene di fancomecché ghi fetenti. iuolo fu ignoto totalmente a' . cioè la lebbra vano in quelle contrade dove 1' acque morte . Ippocrate al.che. nelle lor cagioni. così alla sfuggita . Ma dicendo quefto. Riflettendo poi al vocabolo Bpxyuitorxi parvibibult . e da Galeno altresì . e gli antraci.lecito qui di dire. Il perchè in quella guifli. quatriem artkle HydrophoDa tutto quefio . come mai potea . en tres petite quantitè. j i noftri rono tai veleni Qiiindi . non è Io fìefTo che voler fare un giuoco balordo di parole? Anzi cofa mai fi dice egli ? Ippocrate nel vero fi fu il più mani: il primo del Medico del mondo. traduit de glois . : & & . abbiamo due efempli per le 3^ ^ vaiuolo. XV. e non ancora dalle regioni Orientali . credettero lì ftar afcofo il vaiuolo^ così altri nella vece p^rvivraulì immaginaronfi appiattata la Raobia. DìBhnaire univerfel de Medecìne. molto è^fomiglievole alia voce (ps^yo^poi ufata da Polibio. e 'I fecondo della Rabbia. . e r aveffe a benché a' fuoi tempi quei% male vi . fi può con franchezza conchiudere . pantanofe . ed alimentavano. che riporre gl'Idrofobi la qual cofa fu notata da Celio Au: reliano : Celio partitamente al libro IlI. ficcome né tampoco quell'altuttaddue bene iguazzatro male deforme e fporco . „ Mais cet auCommen„ teur n' a jamais entendu autre chofe par &ox-)(_v^orai felon le taire de Galien . fé pur gli aveffe olTeryati. e dell' Egitto erafi fparfo per V Europa . fon fujets a des tremblemens .

. dal grido ftrepitofo eh' avea lo Stagirita . 5 2 lattia Dissertazione . non potendo fofferire che fi tacciafie la buona fama di Ariftotile. o pur faldo ftia . . eh' egli della realtà della Rabbia non n' ebbe ocula- re ofTervazione per quelle ragioni ch'io a mio modo mi fon impegnato di a'. fccome diffi. Ecco le parole che fi leggono prefib lo fieflb Clero tradotte I Cani dice egli . e de' Siili. .'durre II valore delle quali le traballi . ed ifpiegato coj mi- glior lume . Ed affinchè fi eviraffe la baldanza di certi fpiriti franchi. quefl:' . fon /oggetti alla Rabbia . ficchè morfa da un animale rabbiofo . ecceito f uomo j non perchè alcune non j' arrabbii . e che per tanti fecoli fu riguardato come il filo depofitario d' ogni dottrina Daniele le Cierc nele di ogni fcienza . animale eh è mor/ìcato per un altro fi animai rabbiofo . popoli cotanto r. .na . lo Schenkio . n'ebbe notizia. l uomo „ Molti Scrittori il quale è fono sfiatati nel coraento di queflo Tello ftato quafi affogato da tante riflefTionij ed alla fine fi fon eglino avvifati d'aver buttate tante belle pa:-ole al vento. la fu2 Storia della Medicina fece ufo del pafib di . tale dichiarazione lo ma fare fìrazio rincora di non che dubitare Schenkio adduce in mezzo ciò che de' Marfi . . vollero rilevare refiflenza dell'Idro- fobia negli arrabbiati: e quei pochi. il propongo ad ogni (aggio eftimatore del vero . Vedrò =s' io mi afpetti miglior ventura Egli è noto che lo Schenkio . non arrabbia j la qual cofa a niun a-ltro è coiìceffa . non riducevafi ad altro che ad una neghittofa credulità di ciò che . mentre il filofofare di allora . fìcchè non ìfljmò doverla nelle fue opere regiflrare. fé per che della Rabbia pendifpotico imperio nella il Ariftotile . che ìa fola ra-^r^a prefervati dalla medeftma difpopxjone di corpo umana tra gii animali di un tal privile '^io fi gode. morfi dal can rabbiofo arrabbiano . . Pochi al certo fi furono quegli antichi . i quali peren- Idolo dicea Tutti gli animali. ed alla gotta La prima di quefle malattie li rende furìcfì gli amraali cui danno di morfo diventano e tutti rabhiojì y eccetto r uomo ed ogni Cote/lo morbo fa morire i cani mede/Imi .. i quali dal paffo tede recitato. . e prima di lui Teodoro Gaza. fu foltanto per fempiice relazione. il cui paffo ho volgarizzato.ella Storia antica famofi e celebrati. dice. mio dovere . II. che a' tempi di Asclepiade. per aver egli fpacciato quel mafficcio errore che 1' uom folo non arrabbia j amenduni cercarono di acccvmodare i fenfi delle di lui parlile. . Nacque ciò. nelle quali egli tratta della Medicina Pratica. potrebbono . Ma ei udiamo : ta di altrui u. ma fìbberie perchè mólti vengono o fia . eccetto . e de' mali che vide ei medefimo Ed ecco meflTo a fquittinio il Teflo d' Ippocrste . poffibile . fi poco Io per altro non mi crederei aver adempiuto -d' ora non mi fermaffi a confiderare ciò sò Ariflotile quegli acpunto eh' erefie il fuo j Repubblica delle lettere. per provare che la Rabbia negli uomini non apparì. . quafi con un trafiero dietro una quantità di Scrittori recenti fifch-io ch'ammalia.. ne fcril(ero .

che anche Giulio Polluce fi avefle creduto il limile.lle volte 1' uomo non arrabbia Molto potrebbefi qui direj ma bafti qucfto poco. ella è un afTe < tutt' i mente an per coftumc Ma . Non fi dubita che molti Profeflfori della Critica. buona o rea tempra de' morficati . Ma gran mercè a quei nobili ingepni . tra opinione di Critici i . anche che Ariftotii'ì aveffe così penfato la qua! cofa a niuno è difdetta . non intefe di dire ciò che Polluce. e S'chenkio s'immaginarono* perciocché non avrebbe egli fcritto eccetto /' uomo ma fìbbene che d-. fìa flato mal incaftrato e fenza accortezza o garbo alcuno meflb nel Tefto del Filofofo per lo che eftimano . non ad altrui fpetta comandar le fefle nelle fcienze tutte . noi medefimi rallegrare . ammorbi. Né a lui deefi per conto veruno dubitare della fede dello Stagirita . E inoltre improbabile certi e dee . A Rabbia. non può sì tofto un paf-' fo ePere dichiarato fpurio Mirabile cofa é nel vero. e con boriofa tracotanza più autorevoli libri j e fputano fentenze. od avveleni taluno* e né perciocché cotefti perfpipiù dee far tanto rumore la Rabbia al mondo caciffmii C^hiofatori ci rivelano . non eran i^iiga ofFefi di quel Voglio qui notare altresì . folo . : nuino re . come Ariftotile dica . e medefima. the r uom Ibìtanto fi goda della proprietà di non arrabbiare ma il j volere da ciò concliiudere. per sì leggiere difficoltà. E zio- . che nel riforgimento delle lettere ci an forniti di lumi utili e ficuri . poiché razze degli animali . tuttocché terreno ancor rimanga eh' ha meftieri di coltura In quefto incontro al certo ci con• : . avendolo ciò tefìificato com' effi dicono. '^ . fcrivendo con: quodcttnique vero J^^ animai ) a cane rabido fuerh moyfum . lunge dall'iftruifovente imparano di travalicar i confini della prudenza . . E fé vi fi oflerva varietà nello fviluppo e ne' fintomi nafce dalla . s avvien che un cane mordendo infetti. certamente effere fcacciata e vllipefa l'aK quali per foftenere l'onor vacillante di Ariftotile. e ravviferà nettamente dal prol'eguiniento dell'opera. chiamando al lor Tr-ibu-i _. an opinato che il paffo poc'anzi riferito. veneno . Or non fé ciò vero foffe . onde dal dubbiolo il certo fi può diftinguere e ponendo in non cale quel cieco e vii fervagio che ne' tempi barbari era in voga. dunque quel paffo non è fuo. per mio avvilo.SUL fero gli autori. cani rabbiafi e . di aver noi un interno rimedio da piìi è così pericolofa la ferita né ci : di tutte le de' infievolifce e fnerva il veleno il quale . naie i più Saggi. interit ^ folus homo non abfque perìculo evadit. ci dovremmo con . o lo fteflb . Nt n è vero : cìie gli uomini fi fono efenti dall' arrabbiare • anziché egli il contrario verrò io dicendo. o alla morte . Ariftotile. 33 qua- I quali uomini benché morfi da' Serpanti velenofi che avcffero avuto un interno antidoto . che non fia egli ge. infipido ed affettato com'egli è. fi fon dati de' gran tagli . e da altre accidentali cagioni Ariftotile dall' altra banda. fi |. anno difcreditate molte bugie e dove era il regno del lapere imbofchito . . di guatar con difpregio . ^vien contraddire un tal fentimento sì inftabile e vano . che porta a piecipixio.

Inoltre. ma fibbetiC prias quam bomo. che per una certa analogia di lettere i copifii cangiarono alcune voci per lo che i fenfì vieppiù fi sformarono. 34 D I S S -E R T A Z I O N E IL . piade . . e per 1' umidità del luogo. . rità fi ritrae dal paffo in quiflione . hom'ine . cioè l'angina. come non folo di queRo Teffo ma di un' altra autorità di Plutarco fi abufino. che Diogene effere fiato Cinico. molte lacune vi fi formarono^ le quali fulla prima da Apellicone. fé vera foffe quelli notizia che fi divulgò preffo molti antichi. Per moltiffimi anni furon elle afcofe fotterra ^ dove tra per la longhezza de' tempi. Scrittori Ma io diffi fulla fé vera foffe -• j-erciocchè antichi fine della vita di rì . . .. Diogene . ripezzati . latino: Fac'tt rabies fttrorgm. e non di rado ofcurità vi fi olferSovente ancora addivenne. e non avendolo potuto digerire. &" angina Podagra non efl quidem injanabiUs rabies difficillime angina lacthalis . fecondo fcrive Francefcantonio Grimaldi. alle quali Giulio Polluce vi aggiunfe la terza . Intereunt canes hoc morbo ^ & omnia rab'iunt excc. . che i cani le pili volte fon foggetti a due particolari malattie. ed indi da un certo Grammatico fiiron riempiute .e ben riflette il Dottor James. . Che perciò non sa intenderfi . . dugento e più anni innanzi l'Era Volgare. zione. .iine. . ed in tal guifa non fi dee fpiegare excepto bor. .pt o poche rifleffioni Dice Ariftotile. Poiché. il quale fofienea che la Idrofobia era la prima volta apparita di Afclea' tempi certuni . Per non logorare il tempo in dedurre gli fpropofiti che ne rifulterebbono fecondo il fenfo fchietto delle parole 'farò quefte . che la Rabbia per via di morfo fi comunica a tutti gli altri animali Ed in fine ben due fiate fi ripete excepto hcmine. . . rabies . podagra . che avendofi eglì mangiato un polpo crudo. non indovinando eglino il più delle volte la mente dello Stagirita E quindi molti luoghi di tai libri fon a i:OÌ per. e difformi va e dubbiezza di fentenze.Dlv volle perciò Ariffotile che tutti gli animali morficati dal can rabbiofo arrabbiano più prefio cheTuomo^ nel quale il veneno più al tardi fi fviluppa In tal modo fi difende 1' onore del Peripato ed una bella ve- venuti guafii . ch'eglino in vece di fcrivere ttp/v av&pMirjf. ben fa i varii fati delle opere di Aridotile. fé ne mogli nuovo lume alla non s' accordano nofira fentenza. . In fecondo luogo fi rileva. altro in quel pafh Plutarco non racconta che una controverfìa inforta tra due Filolofi le la Natura realmente produca mali nuovi. . & q:ite ìnoinorderint quiecumque mo/fa fuerint a cane rabiclo.. che per tutt' i verfì non può aver felice paffapoi-to Fie lecito dunque a me di feguir quell' altro fentimento e di credere che alti-amenti debbafi fpiegare la niente del Filolofo Leggefi nel Teflo . per addentato da un cagnolino moriffe arrabbiato • darebbe fi il . . o fecondo le originali parole 'Jv'Km ncvdp-jùTn Chi non è forefliere nella Storia Filofofica . Alcuni dicono. citando Atenodoro. excepto bomlne. Tres funt canum morbi fon le parole del Polluce. Con ragione può dunque affermarfi . . falfamente mifero ttA^v «vSpcoTrs . ficcoir.

fi dedurrà. XXIX. che Diogene folle morto per la morficatura di un cane. come Laerzio riferifce. ) Seppe altresì Plinio vaveleno: poiché fcrive . e coloro che fon morfi vengon tormentati dal timore dell'acqua. . ) Evvi di più: che nella Tracia. (Liù. VI. e le Icienze medehmelepiu ardue e recondite Lafciando però da banda altri Scrittori . eh' è la terza da me divifata età . fpecialmente . che Diogene per voglia d'effere in tutto beftia . che il fci SaeviJJime tum peyfequuntur fquamofos pifces mortifero veneno della Rabbia tale ancora fia all'uomo . . Ub. ed altri che fi fia precipitato Quell'altro bizzarro ingegno da un ponte ( Eliano bijìor. di maifempre slargar diritto taglieggiare neoli fiati altrui : ma tura furon intenti a perfezionare le arti. dominio . e precifamente nelle pertinenze di fiAbdera. delle quali fé fi pafcolino i cavalli curamente arrabbiano ficcome all'incontro pel cibo delle piante della PotCirca nia. quando effe murene divengon rabbiole furiofamente dan la caccia agli altri peInoltre aflicura . e fin anche le murene poffono arrabbiare: è fecondo l'autorità del Columella . ( hib. Suida nella voce Diogenes ) . jó ) . Tanta vis mali efl . i gatti . avendo alcuni antichi . XXIV. mercè la voglia . ut diximus . fio quella fa avvelenare. altri che fi . cioè al cercare quello che fu della Rabbia illefla n' an regiftrato gli Scrittori Latini . ita morfis laethall aquae metu. Vili. vi fono di molte erbe. . & Lib. ma fenza cuocergli. I di cui figli xion pur ebbero i fato dell'armi. creduto . Nonostante quella difcrepanza . nella trionfante il Roma .sullaRabbia. di ( & comunicazione piedi nudi in luogo tal noceat . dille ancora. fi arrabbiano gli afini xAbderam . finalmente crepò. almeno per me. cosi. Rabies canum Syrio ardente homini pejìtfera . Egli in prima conobbe . tenenmedefimo 77. perciocché cofìoro fan buona compagnia a tutt' i tede recitati foftenitori dell' antichità di tal malattia e fa meftieri pur aggiiignere . ut urina quoque calcata rabiofi cams bte: circa Potnias vero. maxime ukus habentibus . equi pafli hi fl ammantar ra. giar la carne e 'Ipefce non pure fenza condirgli. che i cani . : -. altri che il dofi il fiato ( morì per la morfura di un cane (ivi ) . rie fpecie di afini. fé qualche piaga vi fia nella piaiita del piede. di quello eh' abbian fatto i Greci molti fecoli era fiata la fede d'ogni fcienza . ) E 2 fin . tanto che avendo mangiato un polpo crudo. . e senza medefìmamente per buona venconfini del il Gran Plinio folamente. che a quei malattia della Rabbia. i lupi . eh' è fu i confini della Macedonia. per un fiero garbuglio della fcena del mondo . fi credeva alla veduta . rola di ciò che n' abbia penfato . ) di Aleflandro Taffoni al libro quinto de' fuoi Penfieri. var. Vili. tanto.' ri ( 35 ammazzafle da fé fteffo . che il camminare a dove vi foffe orina di cane rabbiofo . cominciò a provarfi di manLaerzio HA. piacemi far pa. limitem qui Diomedts vocatur . e già fplendeano tempi altra Venghiamo in fine ad un : . De' quali autori poche parole qui dirò . eh' eglino videro un poco Siccome la Grecia per più in là. le lettere eranfi introdotte .

. Lib. cioè che ra-jies e non »\7bìes tal malore dovrebbe chiamarfi . I S S E R T A z r O N t IT. XXIF. che parole. quefta pianta è : . Arduino nelle note a Plinio. Finalmente meffa la lana fporca e fufUcia al luogo del morfo. fra fette giorni guerifce il male. «ec Dlofcoridìs aXvTTOry etji eadem utrobique orìginatio nominis. Dall'altro canto deefi a (feri re . ( che la faliva ). io la ftiuio una vera freddura da volelfe cercare il . folla habet . rab'iem fentire non patitur ( L'tb. Gram. vero alfjjon ficura medicina per non fare arrabbiare raEcco le {iie parole Diflat ab eo qui alj/jjon vocatur foliìs tantum m'ìs mtnoYÌbus : nomen accepit . de' gatti fa arrabbiare . e di Galeno perciocché . che quefto alyffon di Plinio è ben diverfò dalla pianta alyffon di Diofcoride. Inv/trrt ad raùiem faliva felium . a puntino regiflrate da Plinio credendofi egli in tal guifa adornare la fua Storia . . che fioca eziandio diviene negli uomini arrabbiati. qual vocabolo non fi deriva dal Greco \vttx j fappfafi . pjllone fanantur: privatlm vero canis potur/t . Quaedam .ffinchè taluni non fi credano .uefli ancora dopo aver balla abbruciare . . XXIX. e i rami a foggia della robbia Fu fatta quella rifieflione -dal P. rare una morfura di cans rabbiofo . rabi' ufla di morjus Quippe etiam praeualente morbo . Neutrum enimex defcritte le virtù varie della robbia de' tintovi il . cioè 1' uftione che Plinio della Rabbia fcrilTe un rimedio che fa al cafo ìis . Q. il Che per cu- capo del cane . . qu. ed apporvi qu<:lla cenere fulla ferita ". foggiugne che fimile a . crudo fé fi pofTaj e fé nò . eh' io abbia infinte quefle tali notizie. oppure che la medefima polve fi prenda in bevanda Chi ha addoffo un cuore di qualche cane viene fuggito da' cani tutti: ed evvi molta utilità nel mangiare il fegato del cane arrabbiato. . . &" geminae v'tres. malattia fa fiata chiamata da' Mabies .od a cane morfos . E qui dico di paffaggio. fecondo la defcrizione di coftoro . ramofque rublae E tali appunto fon le dottrine. fulla parte morlìcata. o non fi . da nobile fpirito qual' egli era . Egli feri ve. dalla voce perduta de' cani rabbiofi . che pochi fi truovano della gente perfpicace che non ridano . 3d Fin buona D qui Plinio . che andavano in voga preffo gli antichi. può trangoggiarfi cotto in qualfiSe li beva da un cane il latte d'una donna che fi è fgravavoglia guifa ta di un mafchio j il cane non arrabbia. mentre io all' incontro mi fon recato a fcorno di farne raccolta più precifa e più ftudiata E con buona licenzia di così autorevole Scrittore . facciano beffe della fua fchiettezza. . ha camminato Cuìh ftrada per venir a capo del fuo intendimento-.. Ed in fatti ravies quello appunto il vuol dire ^ e la parola ranjus è lo (leflb che rauctts da Fedo fi vede il che ufato L' oppofizione poi che molti an fatta. Ma feguitando poi tali maraviglie inudite a ragionare e notizie sì incredibili racconta . eglino poffon leggerle al libro ventinovefimo di Plinio. Ma ?. & : . fi può avanzare . . . Nec Galeni ìjìud ^ ei dice. . ). expavefcentefqtie perchè tal plaga Se Hlico llberantuv fi Latini che . fi dee dedurre. tal erba non avea le frondi . che ne' recitati pafTì vi ha più bugie.

innanzi slla fi usò neli' efprlinere . Al libro fecondo della prima parte egli defcrive le cagioni. e teo- duo pò cominciare. Io ben inchinerei a credere . altri Scrittori Lati- de' quali è dubitato eh' aveffero egli. In quefto afpettonoi ci ferviremo delle olTervazioni aggiunte da quefró fecolo aquelle de'tempi trafandati^ noi le fupporremo note e prefenti ai Lettore . pi^e: liberabitur Chiudafi quella dottiffima fchiera di Scrittori coli' autorità del celebre Teodoro Prifciano . che l'idrofobia delle volte naAffce dal morfo del can rabbiofo . . SULLA Rabbia. ed in feguito fii applicata Rabbia . Non mi mai fi dilungo dì vantaggio fopra .quafi in forfè di fé. ficura ancora . dalla cognizione delle cagioni bifo- gna ria efler condotto a quella de'rimedii . francamente. che fu degli ultimi Medici della fetta metodica. Vero veggo coftretto di fare alcune difiinzioni Rabbia fi è 1' orrore della bevanda j ma ciò non . per non renfa der Graramatico ni . Si lojj-Whm ancora de' cani arrabbiati tuffarfi negli fi^agni. io mi [z) Affinchè meglio s' intenda queflo parlare del de Sauvages . che le volpi^ . Si fa che T orrore tere (zj: ma fi fia ne forma il princlpal caratancora allo fcuro in riguardo alla lua na^udella _^ 37 bevanda ciò ra^ ed alla fua cagione. . per rap- porto a'fuoi prcfervcitivi ^ ed a rimedii. che la voce Idrofobia ne' tempi antichìffimi dinotava la' folennità che annualmente fi pre:ervatl celebrava dagli uomini in ricordanza di efiere un tempo flati che tal voce •tìalla inondazione della terra. trita ciim mel/e . E ficcome quando^ fi uà più alla ragione che al cafo.viofwn peraorrefcvnt Vitare etiam bibendi confuetudinem tentava.-RÌufcirà profittevole fimilmente il faperfi .io ben faputo un tal malore de' cani. fa'. an potuto bere molto defimo fìntomo anche in altre malattie . è che fa il carattere della fi che non dia il me- Gli efempii fi fentiran più bafio. ed i cani molte volte nel più forte della Rabbia .. «-^^f morfum canis^ rabidi herbae nttas prndus denaricrum fex ex vino l^téatiu: plagae vero nnponantur rutae foli a . e degli uomini. dice. e nelle fiumane . e i fintomi della Rabbia: ma poi. Ma di quella quillione dell'antichità della Rabbia non più: né mi pento d-i averne detto tanto. e. non an avuta crudehliìma nimicizia all'acqua* ed oltre del mangiare .e . ed altre volte da quello de^ ferpenti . la detta fella . così dalla lor ricerca. ch'è il più difpiacevole . Inoltre la ftefia avverfìone non è di tutti gli animali rabbiofi . Vi aggiungo folam'jnte un pano dell Apuleio. che cotanto credette alla forza della ruta:. avvegnacchè ben fi leggono nella Storia Medica delle olTervazioni . & che gì' Idrofobi aerem ferenttm vduti pli'.

o l'av. E di grazia fi fofpenda in Voi ogni giudizio infino a che non fiafi letto tutto il filo del difcorfo.* e fa meftieri faticare. né fi può conofcere antidoto per la Rabbia ma di quefli tali non fi dee tener conto. che meplaufo fi . : . mlrab. . .è Rabbia coìnmiicar^it .. 6. compilando e ripetendo ciò che al- Ciò che dà occafione il. La Rabbia o Idrofobia che maniera che accadde al primo che alici Rabbia. vera regola per dirigere Io fludio delle malattie cagioni . che ogni fatica è gittata al vento e che non fi dà . acciocché fi ftabilifca un medicamento. der voluralnofa qusft' opera tre ve rinvienfi (3). egli il L'uomo rade volte cade nella Rabbia fpontanea intanto non n'è aflblutamente efente. Un autore (d) che molto ama niaravigliofo. o toccamento d'un altro animale arrabbiato j ella e ebbe tale .infifìere dietro lo fiudio delle fincere ofTervazioni . che cotanto ha prefo piede . che in ifpiegare i fintomi del- facciano de' fiftemi con cifre. . e fchernite . . e più certa* . in- adatdifcii Ed oh fi poteflero nel i ligami di tanti diverfi morbi farebbe la Medicina arte più fìcura. lib. a guilà degli edificii fabricati nelle nùvole . li. e non già di quelle fortuite . ma non abbifogna avvilirfi di fpirito. le quali piuttofto debbono effer prefe a vile.Rabbia fpontanea. afficura di aver olTervata cinque volte. Rabbia non rii maginazione Per quefti falfi fondamenti gittati da varii Medici vifìonae per uno fpirito d'innovazione ancora. fecondo la varietà delle medefime la . i. e molte volte Medici non pefcherebbono torbido Perciò dobbiamo . che aiuti i moti della Natura Molti nel vero an intonata quella fpiacevole fenteuza . da . che altro appoggio poi non anno che la pura im. e dubbiofe. . a' tempi noftri . . Se poi fuffegue al morfo. Med. 38 Dissertazione . . noi pruoviamo sì gran carefiia di veri rimedii nella malattia di cui parliamo Tutte quelle fon cattive nuove. chiamafi fpontanea . ed indi. ritar qualche la Dee fuggirfi altresì . ver(3) Quefta è dagar prima le tare i rimedii frare . cap. come ordinatamente fi efpone in quella Diifertazione (d) Marcello Donato Hljìor. viene i' fé medefima nella quale fi produce ancora in certi animali . IH.

sullaRabbia.
verfione per l'acqua, o
in
perforie attaccate

39
^

pure

il

furore unirò a queft' avverfione,
.

da febbre maligna, o da frenefia Salmuth, La e Pietro Salio (e) anche rapportano degl'Idrofobi fpontatiei collera, e l'epilelTia an fovente refi i morfi velenofuTimi; quindi è che i Curiofi di Natura raccontano, un giovane morficatoun trafporto di collera , aver avuto nel giorno fefi il dita in guente i fintomi della Rabbia, dal che ne mori. Il Signor Yendeli Medico del Duca di Modena conofce un epilettica, che ha
.

due tocchi di coovulfioni in ogni anno , nella fine delle di alcune ore ha un orrore vero alla bevanda. Malpighi (f) ha fatta la floria di una femmina che divenne idrofoba per una moificatura datale dalla figlia prefa da

uno

quali egli per lo fpazio

infulto epilettico (4). ^

IV.

(e) Saggi di Edimburgo Tom. I. pag. 34^. Borelii ceìifur. 3. ohferv.^S. Condronch. de Hydy. centur. X. nbfer. JZ.'De ajfeS- partic. Sanchef. p-^J^-

Mìfcellan. Natur. curio/, an. lyoó.
(f) Oper. poflh. pag.^^. Becker Mìcroc.
(4)

Med. Ildano

centur.i.obfeyu.^^.
,

Un
ne''

bollore del' fangue, ed

duce

cani la

Mi

fia

lecito di

un certo fuoco interno negli umori proLo fteflb all' uomo può avvenire Rabbia Ypontanea provarlo con degli efempii. Coloro die fonfoggettr agli
.

.

ed 1 mah parte più rifeccata e calda del fangue umori eziandio che rigirano per li canali , giugnendo al cervello , icompigliano il mirabile magazzino delle idee , e l'anima è rapita a formar
afpri
,

dell'umor negro, ben fanno quanti cangiamenti anche nella medefìma giornata Ora fi veggon gioviali, e folazzevoli e poi ad un tratto diventano
aiTalti

fi

facciano
,

ne

lor
,

corpi

,

.

placidi^

ridenti
,

brulchi
,:

ruvidi

y

e

queruli

.

La

chimere. Ugualmente può accadere nella fteffa macchina umana, per una degenerazione degli umori, che fi fviluppi una tal malattia, ed una febbre calda, in cui la immaginazione fi fconvolga, e ne nalca i orrore aeiL ed .acqua. Quelle febbri dette velenofe ^ nelle quali un fale coagulatore un fervido principio vi predomina, poffono fviluppare tali aure venenate,
,

che di genio affomiglino a quel volatile che cagiona la Rabbia. Ippocratratta della te al certo, mentre parla di quei frenetici che poco beono febbre emitriteo Medefimamente fecondo Areteo , ella è una fpezie di Rabbia fpontanea la lichanchc de' Greci, cioè quando talmente fi avvelena il fangue , che fi fa un attacco a' nervi del canale del refpiro , e fi produce quella fpezie di angina fenza tumore, la peffima. di tuttequante Oltracciò chiunque s'infuria, o fi adira, fé niordefle in quell iflante , comunicherebbe la Rabbia Bosrhaave ancora dir Iblea a'fuoi fludenti, che
,
.

.

.

un

^o

Dissertazione
,

II.

gnolino prima di mandarlo ad ammazzare. 5. In ricevere qual» che morficatura nel vifo , nelle guance , ove pafla il condotto Stenoniano , alle orecchie dove flanno le parotidi , alle piandole
mafcellari

&c. d'onde

la

bava è porrata colla faliva nella boctali
fi

ca. 6. Finalmente ricevendo
feni frontali,
ia

ferite

agli occhi,

al

nafo
nelle

,

ai
al-

da dove l'umore
il

porta dalle narici pofteriori
(p) ferita

gola. Tale fu

cafo di

Maria Dajonne
il

tem-

pia, la quale per quefla via inghiottì

fangue che rigettò qualVIII^

che giorno dopo (ic)»

Afìruc de Hydr. pag. io. fi paragoni il veleno rabbiofo cogli altri veleni, egli al certo 11 lupera tutti nella micidiale velenofità, e nelle vane vie per le quali 11 può comunicare Ma udite qual bizzarra flravaganza II veleno della vipera arreca la morte fé s' intrometta per la via delle vene ; e'I capo medefimo di efla , mezz' ora dopo effere flato troncato e mentre ha ancora qualche refiduo di "vita , fé morde ficurameute uccide eflb liquore poi beuto non produce alcun danno immaginabile. Gli animali m.orti per lo niorfo della vipera, fi poffono beniffimo mangiare, ficcome fi fon fatte delle prove fulla pecora, fui coniglio, fui pollafiro , e fu degli altri uccifi da tal veleno Ma nella Rabbia non s'avvien così Ella fi comunica primamente col morfo dell' animale arrabbiato , ficcome fi dirà di qui a poco In fecondo luogo , mangiandofì della carne d' una beftia morta arrabbiata , anche fi riceve il contagio Ed in fine mifchia parimenti la Rabbia il fiato vaporofo e caldo del can rabbiofo Qui fa duopo fpiegare , fé tal veleno rabbiofo fi comunichi per la via del refpiro , mercè le lue particelle volatili, le quali colle mollecole dell' aria meicolate , giungono alle cellette de' polmoni e dalle boccucce delle minime vene afforbite , di colà s'intromettono nella circolazione j o pure perchè efl'e parti vaporofe mefcolate colla faliva, e dalla bocca Icendendo giù attacchino tutto il muco dell' efofago , ne infettino le glandole , e ne fiabilifcano quivi la lor fede. In quanto a me io mi attengo più volentieri a quella feconda guifa di comunicazione Non v'ha dubio, che l'aria è ftrabocchevolmente lottile, vaga, ed inquieta, in cui fvolazzano tanti corpicciuoli E ficcome il ventricolo in ifmaltendo il cibo,
(p)

(io) Se

.

.

,

,

:

,

.

.

.

.

-

,

,

,

.

.

parte ne ritiene a prò degli organi dell' animale, e parte ne caccia fuorij
cosi
e
ne'

polmoni parte
fi

dell' aria

fi
.

confuma

,

e

nel fangue

s'

intromette

,

Per la via di effi polmoni , vi entra negli umori la fottiliffima foftanza che a noi dà vita ; e per la medefima ftrada fi fa in parte la comunicazione del veleno della peflilenza, del vaiuolo, e degli altri contagiofi mali. I quali veleni benanche fi mefcplano
porzione ancora

manda

fuori

colla

.

SULLA Rabbia.'
non
biata
v'

51

Vili. Su di che bifogna notare, che la Rabbia acquiftata per infezione immediata della faliva ,. fi manifefta in un fubito ', e molto pili preflo di quella che fi prende per morficature , ove
è che
il

fangue

,

e

non

la

faliva

,.

Così Maria Dajonne

non

tardò che tre giorni

che poffa infettarfi a divenir arrab-

fette ; i cacciatori, i figliuoli, de' quali parla Cardano, ; che al riferir di Fernelio (q), mangiarono d' un lupo arrabbiato, poco tardarono ; ed i viaggiatori a quali un ofte diede a manin un fubito divennero furiofi , e fi giare Un porco- arrabbiato morfero l'un l'altro. Quella ftoria è atteftata: da un ofcuro autore (r) , e non è facile^ a crede rfi ; ma in quefta malattia
,>

Le

vral peut quelquefoh

ri ette

pas 'uraìfemblable

»

Defpreaux

o

Infezione mediata,

IX. fangue
ciocché

,

La Rabbia che in un fubito è più comune quando uno
il

fi

comunica

per.

mezzo del
;

è morficato da' cani

più fovente è alle gambe,, ed alle

mani: più

di

imperrada

quando

è

un lupo
1'

,

il

abbracciare
tarda

uomo,
il

di lottare
:

quale ha coftume di alzarfi in piedi , di con lui a faccia a faccia, e con

ciò di mordergli

vifo

la

faliva

non

è

infettata, la
,

Rabbia

comunemente 40.

giorni a manifeftarft

più fubito

la

quantità della bava ricevuta è maggiore, la fua qualità più at-, tiva , e fé l'ammalato è fanguigno o biliofo;più tardi fé fa ba-

va ricevuta è meno abbondante , malato è freddo o pituitofo (ii).
colla faliva
,

la

fua forza

minore

,

e fé il

G
elle
,

2
,

X.
i

nel ventricolo poi fcendendo

fughi

che colagglìi vi

fono, imbratta
biati

Per le morfure de' cani arrabè il cafo della Rabbia ed in confeguente pel veleno intromeflb nel fangue, non così prefto ella fi fviluppa , come per la ftrada della faliva . Per la qual cofa veg-

Quello appunto
,

.

gendo noi, che il fiato vaporofo dell' animale , fviluppa ad un tratto la Rabbia , deefì conchiudere , che mercè la faliva fi fa il contagio : avvegnaché fé accade/Te per la via de' polmoni , cioè per mezzo del fangue, più al tardi fi farebbe lo fviluppo di elfo veneno .
(q)
(rj

Fernel. de abd.

/.
.

2.

e.

14.

Surio
Il

in

Schenhjo

(il)

tempo comunale,

in cui

la

Rabbia

fi

fuole

fviluppare

,

è di

qua-

.

52
X.
Il

Dissertazione
celebre Baldo
(s)
,

II.

morficato
.

da un
Il

fuo

amato cane
il

4

non arrabbiò che dopo quattro mèfi

contadino di cui

Si-

gnor
quaranta giorni
volte
dall' altra

a un dopo quindici o

di

preflo

dopo
ancora

il
fi

morfo
è

ricevuto
.

;

Tedici dì

manifeftata

parte ci fa fapere , che vi fu un cafo pratico , apparì dopo undici mefi dalla morfura . con precifione maggiore parlando , in tre guife fi può tal veleno fviluppar più preflo j o per lo tem-

henchè molte Riccardo Mead che la Rabbia

Ma

peramento fanguigno
della bava
,

e

biliolb del

raorficato

,

o per
II

la

maggior quantità
fi
,

o per

la

fua attività
,

Egli
fcola
,

è

ragionevole

che quanto più predo
fubito vi produce
il

altrettanto più

male

veleno col fangue In ogni veleno
.

meoltre

la parte groffa e vlfcida, evvi la fottile e vaporofa.

Qaeftà in tempo del

morfo all'aura

fi

fperde

.

Ma
,
.

la

mane

alle

fibre

carnofe legata
fi

fintanto che
fa,

non

afTottigli
le

tenace, e pelante , che riper la legge dell' attrazione quivi rimarrà La tempera fanguigna o biliofa è la più
parte
fiffa
,
.

agevole e adatta di tutte
i

altre a quefl:'uopo

Perciocché

,

ficcome ognun

temperamenti non fon mica effetti delle diverfe mefcolanze degli umori come i Medici della vecchia fcuola foflenevano ; ma naxono dalle diverfe fatture de' folidi , e da' varii gradi di oicillazione de' medefimi , A proporzione che 1' elafiicità delle parti falde è maggiore , più corto farà il tempo affinchè il veleno fi fviluppi che vai quanto il d-ire , che a proporzione che un fuggetto farà d' una t'impra più biliofa o più fanguigna; n-e' quali fuggetti altresì il fangue vi bolle , e maggior prontezza , brio , ed iiKendii di collera vi appariicono , nel m-ededmo
variì
,
:

rapporto il veleno della Rabbia farà più fubito afibttigliato. Ma coloro che faranno di fibra molle, fievole, ripieni di neri, o fia che anno un lento e^ fiacco temperamento , e che anno bifogno degli argani , affinchè divampino in collera , la Rabbia apparirà più tardi Matematici diI rebbono, che il tempo onde ha mefiieri il veleno rabbiofo per manife.

ftarfi,,

è in ragion reciproca delJ' elafiicità de' folidi. Dicafi lo fteffo della quantità e dell'attività della bava.
cafi
,

Si

danno pe-

rò di molti

che

il

c^ne avendo morficato

in parte effa bava ; e poi mordendo tè arrivar infin colà, dove gli era di mefiieri

abbia cacciata di nuovo., lo fcarfo veleno non podi
frcfco
,
:

o pure che fanguinando
e fuori
»

dimolto la ferita , col fangue tornò indietro il veneno , do, poca porzione ne rimafe per pen^etrare negli umori
.

gemen-

Aggiungafi a

queflo la difuguale poffanza del veleno iflefTo , fecondo il vario tempo che dall'animale arrabbiato fi è ricevuto il morfo Si compruova quella teorìa con quel luttuofiflfìmo cafo avvenuto in Inghilterra, ficcoftie fi leg-

ge prefTo Riccardo
(s)

Mead

(

TraB. de venenh Tentam,
1008.

3, )

.

Un

giovane
uo-

Mattioli /» Dio/cor. pag.

.

,

4

53 ^ gnor Haguenot porta la ftoria, (t) non <liventò idrofobo che doFabrizio Itdano (u) vide una Dapo quattro mefi e mezzo ma, alla quale la Rabbia tornò periodicamente da fette in fette anni per lo fpazio 'di anni trenta (12). Il Sig. Ghirac vedde un
.

SULLA Rabbia."

gÌQ.

mattino fu morfo da un can rabbiofo: e feiiza tener contò delprefe nella mattina iftefla , fecondo gli ftabilimenti già fatti , una giovane in ifpofa Tutto quei giorno fé la pafsò in feftevole alleaggiugnendovi nella gria , in danze , fpiritofi , ed in bere licori prima notte i grand' incendii di amore . Il fangue in quegli empiti talmente fi vampo, che il veleno fviluppandofi , e quell'uomo perdendo la briglia della ragione, infierì fulla fpofa ; la quale la mattina vegnente fi ti-ovò nel letto, con grande fpettacolo j accanto allo fpofo morta, avendo ^r.addomine tutto aperto per le morfure ricevute . E qui è luogo di fare un' altra brieve rifleffione , fpeffo da tenerfi davanti gli occhi, per conofcere a quali forane immaginazioni gli uomini più culti e dotti fogliono inciampare Al certo non fi dee dar la taccia a Galeno, che al libro feflo de locis affeiìls feri (Te, che la Rabbia fia apparita •dopo un anno dalla morficatura ma ben è da maravigliare come D.iolcoride , Avicenna, Orftio , e S.almuth dicano che fia comparfa dopo fette, e dodici anni; e per riferfa di Schmidio dopo venti anni, ed anche dopo trenta ficcome narra Pietro Sorelli Quefti fon curiofiflimi racfui

uomo

la ferita

,

.

.

.

conti

ingegno inventati per trattene!" folazzevole la brigata; e ben paiono di avere dell'aria di finzione de' Poeti, i quali alor agio po/Ton creare plaufibili idee ma fi difdice poi a' Medici il lafciarfi fchernire da tiiJi tredde olfervazioni , dovendo efli rapprefentare la v^erità fchietta , né di bugie frodata. Se mai fi debbano fcufaie tali autori, egli avvenne per qualche fpontanea Idrofobia, fìntomo di altro male, che poi fi adattò a qualche innocente raorfo tanti anni per a dietro
,

e

begli

fcherzi

d'

:

ricevuto
(t)

Efìratto della Società Regale di Montpel. 1730. p. 7.

Fabrizio Ildano centur. V. obferv. Sé. (12) Nel mefe di Agofìo dell'anno 1581. appunto, una Dama fu morfa nei braccio finiftro da un animale arrabbiato . Pochi giorni dapoi, la
(u)
ferita
fi

guarì

.

Dopo
,

fett'

anni cominciò a fentire de' dolori nello
,

fteffb

luogo del morfo
e da orrore per

i

quali furon fucceduti da malinconia
.

fete

,

debolezza,

li cibi Non ebbe 1' abborriniento dell' acqua , anziché continuamente ella bevea . Con alcuni pochi rimedii effendofi rifanata dopo un altro fettennio apparirono i medefimi fintomi Guerita che fu , nel terzo fettennio ebbe un altro affalto del male Nell'anno feguente n* ebbe due; tre nell'anno ventefimoterzo , e cinque altri alfalti nell'anno
. .

ap.

che tutte quelle varie fcene debbono effere fiate cagionate da quel morfo antico. fenza la fcorta della diligenza critica .54 Dissertazione II. e gli altri fintomi della Idrofobia . prefervò tutti . Tra coloro che fon morficati . giorno. . Chambourigaud (y) ^ morficato da urilupo nel Febraio del 174(5. . una maniera orribile. fi cavò fangue quattro volte nello fpazio di 12. La e piccola pecorella fu morficata lafciò di mafcella inferiore nella andò a mare . finalmente il quinto giorno fi appiccò per dar termine. dov' era dimorato . non effendo le morficature di gli fatto fufcrittoad Ildano.. egli feppe la morte tragica Ja di coftui accaduta quaranta giorni dopo morficatura (x) . quando querto Ma io tutta qucfta interpretazione. penfìerofo . cominciò ad avere l'abborrimento all'acqua. Roberto fentendo quella propofizione appena tornato in fua cafa divenne meflo . ivi . Ja fua vigna il 33. che il citato autore abbia commeffo agl'inchioftri tal racconto. Ma come proverà egli . dopo . fovente falliamo ne' noflri giudizi!. flava affai bene di falute ^ e potava. . uopo è diftinguere que' che fono all' ignudo . non cadere otto giorni Rabbia: ciò ch'ella ebbe di /ingoiare fi è. pafsò in mezzo d' uni nume(z) Un Lupo durante il verno del 171 8 rofo gregge di montoni .. un contadino imprudente. diceva egli. giovine mercatante di Montpellier. Io non mi avanzo a foflenere. e che in pochi dì fi curò a perfezione .. che non arrabbiò chedieci anni dopo il ritorno di Ollanda .che paffa- loro gli diffe a propoiito della fua difavventura. a fuoi patimenti. ed infaftidito le fue cicatrici s'in- va le . fiammarono fopravenne la febbre. affinchè con quei colori la fua pintura agli occhi dell'attonita moltitudine più vaga folTe riufcita . Qui' non fi niega il fatto da Ildano riferito . e non da altra interna malattia ? (x) Ho molte altre olfervazioni d' Idrofolia ma niente anno di fingolare che non fr trova in quelle che fono flampate . che batteva i fuoi denti durante le acce/fioni con una forza forpi-endente Morì ai terzo giorno . da quei che noi fono che attraverfo le veflimenta (z). ed a j . manca alla : ma la lana li . e che perciò an acqui» ftata più autorità per effer citate (y) Memorie della Società Regale . dopo effere iìato morficato nel tempo ifteflb che il fuo fratello minore. e ne morde un buon numero a diritta . ore. che il tale e taerano morti della Rabbia fei meli dopo la loro morficatura.nettamente la reputo una chimera»Noi . appreflb che fu nell'anno 1604.. .

ci dimoRra con chiarezza che nella bava confifle il veleno delia Rabbia. i fofpetti debbono fi il più che . almeno quando non fi mani o al volto da un animale che non fa fiata feguita dalla Idrofobia. ed infettar la faliva ifteffa. ciò <li eh' io poflb trilli afficurare in queft' infrangenti . dal medefimo lupo che Roberto. dopo tante gli tefii- monianze mori ed .Var tacchi foltanto alla faliva e • rie opinioni e ti . mente che iìcati : diciaffette abitanti di Meynes . potendo qualche schizzo di bava faltarsà alla bocca altrui . e fono flati in gran confufione ed imbroglio per decidere chi i fegUenti punti. fudore dell'arrabbiato toccandofi. efli vi lafciano in quefti tutquefta ta la loro bava. ugualre : SULLA Rabbia. Trovanfi nondiméno caldo (a) tre offervazioni che poffa ci fan crede- re. o pure gli umori tutti s'infettino: le il mangiare della carne di qualche animale mor. e fortunofi fi è .'e cafi fi fon formati de' diverfi parti- Ma . ne furono liberi. o . Tutto ciò che noi abbiamo detto En qui .55 dannofe che a ragione della bava fé i denti dell' animale anno da attraverfare gli abiti groffi. fi dee temere ancora il converfare con effi . e eh' egli s' intromette o per le vie naturali della faliva . loOp. e l'ammalato non avrà la Rabbia . mor- ma io non ho offervazione propria né storia alquanto efatta di morficature fatte alle veramente arrabbiato . Se il il nocumento refpiro fuo. e della faliva de' rabbiofi . che quefto veleno la pelle. affinchè ci vegna tantofto a vifitare e mai ufa rigori fuperflui chi con diligenza cerca di terserfi lunge da un male. (15) Oltre delle morficature . de quali noi parle- remo . che i rigori . e Giovanni Montagt-ion tnorficati al braccio. Mattioli per aver vedute due perfone infette da un folo . . che un uoed abbondante Infinuarfi afficura (a) Mattioli in Dìofcor pag. nuoccia: fé refé il veleno fi atfia l'aria cVefTx efpirano : rimanga il fangue ripurgato. In maniera Anna Chabrier . o per le ferite. : (b) Matteo di Grado cotifil. ecceffi vi ti- guardinghi far fenfo fu di noi. ma moriìcati a traverfo de' loro abiti. Parecchi Medici eziandio an cicalato dimolto. to per Rabbia porti rìfchio e fìmili altre quiftioni eglino an moffe. febbene fino all'offo.fchizzo di bava (13). ed un autore (b) attefla. XII. eh' erano^ flati . che non fuole portar rifpetto a chicchefia. dicerìe fi fono fchierate. e dobbiamo altresì effer puote Perciocché il non aver paura di tal malore farebbe lo ftelTb che fargli un folenne invito. 82. è ricorfo a' rimedi!.

come l'abbiamo infinuauo ( num. dal quale per altro non fu morfo pure noi fappiamo. Alcuni Dittatori fi è fruovato un ugual giudi- benché talvolta nelle materie . Io non fo qui intendere . come quel contadino di cui il Signor Haguenot ne teflfe la ftoria. arrabbiò per aver introdotta la mano nella gola di un lupo idrofobo fenza efferne (lato morficato (14). ma non ciò. ciafcheduno cerca fuggire dal terribil ceffo del lupo.che an porto fovenrcye fenza pciìcolo il dito nella boera Ai perfone . Io fo però de'Cerurici. il veleno dei lupo è più attivo di quello del cane . di' et^'t credevano non aver altro che una fquinanzia. e fofTe fiato di petto sì faìdo . Si può qui riflettere . come mai pofTa reggere quello che fcrive il Signor de Sauvages benché per detto altrui Cioè che un uomo avefie avuto il coraggio . ed altre erbe inutili o nocive della fua pol- ieffione (e) Pietro Salio ha creduto Jo fieflb. . In ragione del genere dell'animale che morde. che de' Medici autori colui . E un lupo drrabbiato.e che due giorni dopo era nel colmo della Rabbia: una tal differenza nafce forfè perchè la faliva dell'uomo non s'infetta a un di preffo come quella del lupa. medica. anche quando non è arrabbiato. che infilza ed anTmaffa tai fogni bizzarri e ftrani egli è cercolle oflTervaiioni veritiere tamente fimile a quel lavoratore di campi . / i vepri. ) 2. do la quantità ed attività del veleno ricevuto i.IL chiamato Coquerano. fopratutto allorch'egli è nell'ultimo periodo della Rabbia» $6 Dissertazione uomo di riguardo Perchè XIII. eflendo il refto' uguale. che coi buon grano milchia nella gola di . eh' abbia introdotta la mano fin cofa . e degli uomini tutti. Il f s'mtom'f fon àtfferenn de' » numerose la veemenza fintomi varia molto fecotr. .lX. lo è più di quello dell* di- uomo : fi è veduta y per efempio uaa zitella morficata al (14) tica Il regl-flro fincero delle ofTei'vaz'ìotii in tutti gli Scrittori del fapere fi fi è il vei'o piano della Tvi'^ credono di veder più d^i tutti in ogni le più triviali elTi prendano de' groflì sbagli : ed altri all'incontro veggionfi zoppicanti in crederfi quelle illufioni e deliri. i! loglio. che degli animali .crefcendo amendue ne' fuggetti a ragion del loro temperamento. . (e) e quefto . . la felce. che la femplicità de' talenti ha raefli in voga.

il lupo. . A .sullaRabbia. ei dice. la . Lupi amem . il lupo canis cauda incurva / e la volpe can'ts cauda Jìnt/ìrorfum recurva : Però quello fiftema iflefTo ha avuta la forte .defider'io alcuno di volerfi accoppiare t e benché non inferociffe . come mai r eruditiffimo Girolamo Mercuriale fcufi Galeno ifieffo con dire . che forfi a' tempi fuoi non fi era ancora fcoverta la Rabbia negli altri aniavvegnaché quando non altro mali ballerebbe 1' autorità fola di Teocrito-. Ed in fatti nella fefta Edizione del Sijlema Naturale così il Linneo fi è fpiegato Chiama il cane. fé non fi combinino ancoAll' iftinto dobbiamo ricorrere ra i rapporti . e fé generano. € più debole. 5. effendo intanto la lupa più feroce. gli 41 di umori de' quali (g) i. furono cufioditi colà per tre anni Cominciarono . ed alla fine terminò Ja fcena . Signor Buffon. per li quali il cane.nt Non fi dee qui tacere un errore di Galeno . fi debbono ftimare fimili . %• 113^''' Boeriaave ). nella Storia Naturale Tom. etiam fatis frequenter rabiofa fiv. ed interai? . me fia lecito di dirne qualche poco^ Affinchè gli animali fi poflano dire della fleffa fpezie. divennero più intrattabili .della fliefla età Rinchiufi foli in un gran cortile . Or il lodato Signor de Buffon allevò una lupa di due o tre mefi con un maftino . che il cane amcontro il . p. non è baflevole la fomiglianza delle parti efterne . e la volpe fono gli animali i più foggetti ad arrabbiare . nere. Vili. che i cani foli . tendono più alla «corruzione (h) F . Se fi accoppiano.degli umori e dell'iftinto per fare un tal giudizio. e '1 cane più manfiieto . (h) Ofiervafi . M? la fperienza dimoiìra il contrario: «d io non intendo . & . : Inoltre il niedefimo Buffon a due volponi fece appreifache ftavano in caldo. temente imbracciato lo feudo per fofienerla . maifempre diede a divedere una piena indifferenza <)uefle fon tutte prove convincenti . vnìpes .allora a litigare. Il volpone davvicino fiutando la cagna .di tutti can'ts cauda reBa quei lavorieri^ che dopo aver fatta una luminofa comparfa al mondo. nel qual fentimento fu ciecamente feguito dal Fracaflori ( de morbis contagio' fis ). . che ci fan tenere per una fola la fentenza fiancheggiata s^al Linneo. e non già la fomiglianza della fpecie .. mazzò lupa re delle cagne . . che gli animali carnivori anno gli umori più difpofli alla . canìbus jat's fimilia ammalia . che a chiari fenfi nominò la Rabbia de' lupi (g) Linneo Fauna Svecic. Altri adunque fon i motivi. . fenza conofcere altro individuo de' lor fimili . S' inafprirono fi crebbero Je zuffe i litigi e non oftante gli ftimoli dell' amore . non moftrava . . e non altre beftie inciampar poObno nella Rabbia . quando fcriffe al libro fefl:o ile locis affetiis . fono poi per difgrazia iti a finire allo Spedale Diftefamente ne ha fcritto . come par che fi credette il Signor Van-Svvieten ( Comment. : . ma più forte.

di carne . cani. inacquare . ficcome fu notato dal nobiliflfimo Millord Bacone nella fua Steria della 'vitale della morte. non che nimico di tal cibo. di Antonio Cocchi. fon noti gl'inconvenienti che nafcono dalla fchietta dieta dell'erbe Nel vero r ufo di quelle rende la macchina fievole . che anno il ventriglio men grande di tutti gli altri . di frutti e grani. fu la cagione per cui artatamente dJfapprovaffe 1' uccider gli animali .e carni fchiette fviluppino mali putridi. equili- e promuovere lo fviluppo degli organi . cioè l'Europa. de vìpera nota. An- lupi. e faranno adatte e proprie per quegli animali ch'an bifogno di nutrizione . Il SIgrtor Mead TraSl. ma contengono poco luogo a poter ricevere molti cibi . remo. ed i vegetanti. lo fcorpione infetti. né l'erbe fole cagionino malattie di' languore . 4^ lano quando D fi I S S E R T A Z .o le carni. che impofe a' fuoi feguaci la dieta dell' erbe per intendere un tale enigj ma non fi dee dar retta alle ricercate interpretazioni di Schmidt . come fanno i bovi. L' brio delle parti cibi le carni uomo tarfi ha uno ftomaco iblo. e le mineftrc vanno a temperare. l'erbe.alti-a era allora la terra. le loro viicere efaun fentore forte e fpiacevole . . e declami contro 1' ufo delle medefime poiché ad ognuno dall'altra parte . che la prima e potente cagione il Rabbia fpon- continuo delle carni non vorrei che mi veniflc innanzi qualche Pitagorico. o alcun altro auflero poco amico. di quelli degli altri animali aprono carnivori (5). pili foflanziofi i vegevitto . che Ma ch'abbiam avuto in forte di abitare quefta bella parte della terra . e'I corpo tutto fi difpons a delle fìerofe malattie. e le volpi . ne' tre dianzi nominati animali medefimi Ma mettendoci in veduta il corpo dell'uomo. L acqua. di pefci . 2. dovran mantenere tabili . che gli uomini antediluviani viveano di erbe . che gì' infetti ve. fon tutti carnivori. Dicendofi che il raangiarfi carne dal ca- . il volto fi vefìe di pallore. Ma torniamo in iftrada. non fu- alla eorrjjziore Jenofi . i non può conteni cammelli . e raddolcire que' fali mordaci . e di altri ma deefi credere che la metempficofi ch'egli • dagli Egiziani apprefe. ne porta a dover ufare I cibi fervendo per dar nutrimento al corpo . e di grani affinchè. ed agri che fi fviluppano dalle carni e da' altri. Se fi dica .. fon quelle che contengono maggior quantità di parti nutritive . I N E II. ed inerte alla fatica . che la iìruttura iHeffa de' vifceri . 3. come la tarantola. . e dal Cudwort q^ui. Pitac^ora . ficcome diftefamente vien efaminato dal Bayle nel Dizionario artic. il migliore flato è quello di noi i . fluidi del corpo. ne] fiflema intellettuale . né . la vipera . fon cofiretti a far ufo di fangue . conofcele 1' carni. Or fra tutt' i . Noi mefcoliam. e faglia in bigoncia . della mangiando tanea fia altri [6) In udire da me. e corti gl'inteftini • perciò de'cibi puri erbacei . Se fi oda dappertutto lodare ilfentimento di Pitagora . i montoni. diverfo il clima .

e più in particolare da Riccardo Mead ( Frati. nel vero di calore abbruciar le membra fentono non fanno € dimoftrano un mortale accefo fuoco . febbri putride «fife . . L'abbondanza della 1' acidp per l'intiero gir© vi 'di un anno. le cui prette parole stimo dovere di qui riferire Originem indagatmuf cate^ai hujus horrendorum morborum . «(Ter allogati coq mirabil teniipra 1' abbondanza de' fali orinofi che fi e quindi n'avvengono le putride malati» rende falata e fetida Peggio addiviene fé fi mangino carni groffe . i vafi efalanti vengon premuti e chiufi dalia durezza delle fibre cutanee" che perciò 1' aria non vi può agire nò le lue mollecole poflbno penetrarIn quella guifa Impertanto che ne' corpi umani per la mancanza di vi tal ripurgo della pelle nafcono varie malattie . . le medefime afforbe ed imbee. la bile Iguaina un fale venefico. più fovente dal lupo . convulfioni . perchè affieme col vapore acquolò ella fepara dagli umoi-i ta»te parti faline^ La trafpirazione cutanea non è mica effetto di quell' impeto e liffiviali tutt' i fegni di . lor eftrema* mente ne ..^^. eicrei-ione ben neceflaria ne' corpi animali . difficoltà.- gli olii le terre. tie come le più volte i tre detti animali fanno. fi è ìa. gre ni . non pofftt quemadmodum in aliis animalibur in fuperjìciem corporis exomrari . ftruggitore era» per fi Allorché li eccede nelle fviluppano . . deliffimo del l'angue • e nafce quindi una gran fi febijre . pa^. rnercè la fottigliezza invifibi- quelle molecole fiffafe • che benbene aflbmiglianfi a tanti tubi capillari . e l'acqua medefima ma tutt' menti deono carni . . . obfervo rabìem in cane a febre veheemente ef. che Rabbia . ^ ed inoltre . e delle altre fi ^ così iion potendofi ne' ca- purificare infiammatoria . e corrotte . e pelle denfiflìma (7). debbono abbondare infieme gli ele. rancide . mancanza della (7) La feconda cagione della Rabbia né* cani trafpirazione infenfibile . (i) Emaflatica e/per.S u la j- J- A Rabbia.• fangue . Quefta feparazione intanto. manfa onninamente ne' cani. di leggieri che attacchi i nervi potrà produrre una particolar febbre fé. non . III. p. fono ma è effetto folamente dell' aria . quo canis fanguis agitatur . I cani arrabbiati ftar fermi. fia prirna cagione 'dell' intendere dell'ufo ftrabocclievole e cattivo delle akali nei cx)rpo più nuoce in un'ora. effend© <juel momento rifratto dalie tante refiftenze tortuofità de" canali . Perciocché il teffuto della lor pellCè ftrettiffimo. e cagioni la Rabbia Quefta offer. ." elfendo (i) il 43 fangue Elli fodatio che con molta vifc-ofo.fequìtur . de "venenis Tentam. che penetrando ne' pori . vazione fu in generale fatta dal Boerhaave . podaJe de'vafi cutanei • .. Egli j è i certo ancora. e dalla volpe . E più b^fio Ipfecanif in hoc fìatu afpeBui .. (le cane rabido ) . putc il fiato ^ l'orina . fi dee medefime. obfervo etiam non fudare eanes. che ne'cibi fali . per lo cui mezzo la macchina animale fi fcarica di tante impurità . Lo ftomaco par che le ricufi a gnifa di un veneno. ut quum fermento alifici . come reumatifmi . . che il fangue riceve dal cuoi e e . .

dico . «0» potum e mafllmameil. più umore digeftivo fepara nello flomaco . ficchè e ne' lupi la fame per lungo tempo è durata . 1 corpi puzzolenti delle pecore morte di pefrendenfque inhìat obviìs . accalorati interiormente e dove l'elettri. e volatile va a fcaricarfì dentro il facco del ventricolo Ciò infame . lacrymìs pieni : non cibum . e cagiona la febbre. Perchè poi nella ftagione ad verno la fame fia maggiore che nella fiate ciò nafce . ma fibbene dal perchè le fibre tutte del corpo meffe in maggior tuono.e vi cagiona un interno incendio jlpecialmente in tempo di verno quando effo appetito è fìraboc» chevole . una porzione più pigra . più agevolmente potrà nafcere la Rabbia. non dal perchè in » . te arrabbiano nel verno. più chilo vi fi richiede per effer la maffa del fangUe. potente . fangue irrorato da un dolce chilo. cifmo è maggiore (8 j. mori. : mentaneo riftoro . Or quando non viene lof • . e mordono le tunidhe la bile iftcffa . . Rivalier &c. Ma . quelli con ferocia par che logorano. divora . ^ e lo ftomaco che avendo slegati i fuoi fali . fé fi premala borfetta del fiele. la cui voracità è grandif- Il Wale ^ . . infieme vi formano un maravigliofo difTolvente In fatti in alcuni animali. ed animate dal freddo.il rot. producendo le feparazioni abbondevolmente . che riparar pofla le perdite degli u« che per l'inedia il fangue acquifl:a. che ne aflTottigli le agriffime parti non riceve refrigerio. ftagnante la an rinvenuta eziandio dentro il ven- cricolo del lupo. i vali efalanti della pelle focchiufi dalla prefenza del freddo onde la maggior quantità del langue che nel corpo vi fta. caenofa ex ore propendet lingua : gra'Ves eeuli . tal tempo meno di umori efcono dal corpo. Rabbia net cani lupi fi è la fatne che talvolta li . il piìi che per noi fi può . to equilibrio tra' folidi e cavi del ventricolo . il furore . e la Rabbia. nello ftomaco di un cane bile vi trovò ed altri Ofiervatori ne' cani il morto per fame .• ReBa ferus eurfttat . queflo importante punto Gli animali fon foggétti ad un (8) te ne' La terza ed ultima cagione della . e le forze rinfrancate. e fpecialmente ne' cani. fon la cagione della moe da cofifFatto rimelTo equilibrio nafce quel che dal cibo noi fentiamo. mercè la bile. L'indole acrimcniofa ed in poco tempo anderebbe la macchina a fi* intrometta . efTendo .44 gnori Aiìruc i5 r s s E R T A z r o N E ir. Il celebre deGorter vi aggiugne la bile ^ la quale unita con altri fughi acri dello ftomaco . ^ (Iasione in cui i lupi fon tormentati dalla fame. e le parti vicine . continuo fiatò di perdita nire . . ficcome teftificano le oflervazioni de' Si- Lifler. febrem prodìt «apit i 5. e l'altra piìi fciolta . oltre ha luogo ancora in tutti finria . Se dunque è maggiore di verno la fame. . fé del cibo non s' . e crafTa della bile fcende negl' intefìini . fi mette in gran bollore . quegli animali 1' . e 1' elettricifmo è maggiore Ma fviluppiamo .

S U L L A . fprovveduquelle regioni ne' tempi -della perfetta ofcurifade to delle cognizioni Natur'ali può rintracciare j perchè mai il calore nuoccia cotanto al fluido elettrico. . lì i vapori yie^ maggiormente faglìono nell'atmosfera. in tempo di verno i cani frequentemente divengon rabbiofi . Dove grande . e lo difperde in que' luoghi . ace che riceve dentro di fé tanti torrenti . ed illuminano' Chi non è. fperfo E' certo altresì che non tutt' i corpi contengono ugual quantità di elettricifmo . Si afìegna medefimamente dal Signor de Sauvages . Per perchè nel prointendere il quale articolo . e ferma . e le nebbie ed i nuvoli non di rada rendon l'aere torbido e fofco^ meno abondevole fi è T ettricifmo Adunque nel tempo del verno . e '1 principio eh' entra nelbenché non fia dappertutto ugualmente _dila compofizione de' corpi . dove tali acquidofi conduttori vi mancano. i cani anche arrabbiano • e per quello «juelle genti varie erbe anno . che 1' aria è un corpo eletelettricifmo reali fi . Per l'intelligenza di tal punto dirò. Per la qual cofa ne' luoghi del Nort. globi incendiari! . e nella Siberia dove le nevi e'I ghiado foglion tener il terreno coverto per molti mefi dell'anno . che cagiona un interno fuoco. Perciò fi legpiù fredde della ge nelle Relazioni de' Viaggiatori . ricevono elettricità da quelli che ne an di più ! Il corpo animale riceve molta elettricità per comunicazione. e 1' aria afciutta Io fiffa. che nelle regioni Ruffia. poca è la fvaporazione. raercecché 1' r aria è fredda ed afcmtta • . ch'è ^ftivato ed con altra fottiliflìma il medefimo fuoco elementare Manza Natura . R A B B fi I A. dove i venti fon varn e fpeflì. e quelli che ne an meno. la quantità del fluido elettrico in eflfa è grande. e tante continue bodileguano le lunghe tenebre. talmente fi rifcuote e malattia fi ravviva. ed in confeguente in tai luoghi l'elettricità fi fperde. il maggior elettricifmo del verno . ed in queir aria agghiadata ben fi raccogliono i torrenti del vapor elettrico . Il calore poi è nocivo dimolto al rauno del detto^ fluido. che perciò dall'aria prende 1' elettrico vapore . 45 di ftate pefte. L. e la Rabbia negli animali .^ ed al contrario il vapor elettrico facilmente fi ricoglie ne' tempi »_e ne' luoghi freddi.Ora fe- trico per natura all' qua fvaporazione dell' acqua . e dall'altra banda tanto gli fia favorevole il freddo. atto a far nafcere una infiammatoria. Il quale fluido inoltre per la forza ed ofcillazione maggiore della fibra in detta ftagione. di luce ._ greflb dell' opera dovraflene diffufamente parlare . è l' anima di tuttaquanta la . ed i gieli fono grandinimi. dove nella mancanzai del Sole i freddi. per render arrabbiati gli animali . II fluido elettrico . condo la varietà de' i climi . e quindi ne' luoghi del Nof t . incontro è della clafle de' corpi anelettrici. una gran febbre. e dove il calore è Dall' altra parte ne' luoghi caldi ed umidi . producono quali tanti aurore le colà . comecché agghiacciati . poche parole qui premetto Ma . dall unito . l'acque ftagnanci delle quali effe nutricano in tempo voltlam carta. e copiofaraente fi comunica alla macchina degli animali . è diverfa la fpirano venti .

che fé da* cagnolini non fi svelle . e nelle volpi non d.della Rabbia . fenza trovarli. ne' lupi . ne' r'^ni . e non e le pecore Rahanno tentate per ovviare alle morfure di quefti animali . ci paiono capre . ma . o Aurra . che fotto la lingua de' cani fi ritrovi un verme. . Le circ'. e de'climi caldi e freddi mi fembra fianca (p) . che ne' cani fovente . (k) La divifione che un autore fa della Rabbia in auflrale . folamente. difpongono e poflbno generare nel lor corpo infetti q far nalcere differenti fono oflTervati nel cervello. benché egli confefla averli icrupolofamente cercati ne' cadaveri di animali ne che fviluppa morti arrabbiati. ed anche di groffi e folti mucchi di lombrichi. Una dì tali erbe dalla Siberia in quell'anno appunto è ftata mandata in Parigi al Si« gnor Buffon . oltre i vermicelli rolli . per corrt» prendere origine . colle ofservazioni Ma parecchi Medi- moderni fi an creduto fomigliantcmente . una gran corruzione di umori. a guifa di bitorzoli glandulofi ripieni di minuti e roffigni vermi. I O N E II. . poco utile tre cagioni quella le che fé ne fa dove oflervafi. baftevoli Le ora fpiegate e fon più che . ejì in lingua canuta . qui "vocatur a Craecis Kvttx . defcrive. il quale Per mentovare prima gli antichi nella lua Storia degli animali Icrifse che le fiere tutte anno un verme Plinio fotto la lor lingua. e ne' feni di coloro eh' erano morti per Rabbia. che in tal malattia vi avefsero molta parte i vermi . effetti della corruzio- le e nel ne anna condotto coledoco. che V. e fetten- trionale a ragione delle ftagioni : . e la falvatichezza poi al libro ventinovefimo della Storia Naturale. perciò arrabbiano (p). che fempre 11 veggono nella loro glandola del Vercellon al di mezzo dell' efofago. Quanto a' vermi che il Signor de Sauit credeva cagionaffero colla loro irritazione la Rabbia. net fajlidìum fentiunt . fi vermi. e tal fiata fon chiufì come in invogli. e Rabbia j non ne diftingue fin ì' fpecie.4(5 fiate (. come un vantato antidoto contro la Rabbia . donde nafce il lor furore. gradi. ferpentati. quo exempto infantilfui antichi e .. corrifpon» dono ci colla Filofofìa più falda . e nelle beftie dimo.i rado truovanfi negl' inteftini . taiulis . in Rabbia mut0 . comincerò da Ariftotile. dice Plinio. nee rabidi fiunt . . Ipontanea ed a puntino effe . . io loro uova : quafi fempre ne' feni frontali .'ftan e della Rabbia fpontanea uell' uomo flrano un gran nioto nel fluido nervofo. ferMi/c «/?</. cagiona in effi la Rabbia : che poi fu cotefto da' Greci chiamato Xvttx .k) 1 D le I S S E R T A 2 . quale appunto è il nome della Rabbia.

A B B . fummufque ejus articulus ^uferatur . Cammina inoltre in mezzo a' mufcoli iliperficialdalla ma parte riduce come in figura di . ed efami nel detto corpo vermicolare che fi giace nella lingua de' cani . ne' cain quattordici di fuori . . che quel corpo che nel cane fotto la Jingua ha le divife del verme. tì^f labbia comunicata VI. e ne' mezzani di llatura di due . affottigliato a dire è più fottile e più acuto filo . La Rabbia in due maniere fi all'altro. volle anche far pruova della fua fcrupolofa minutifTima diligenza in far tagli. era un vero mufcolo meffo dalla Natura fotto la lingua de' cani. Et ut plurimi pa- fiores affìrmant morlms buie generi Molti Scrittori avean creduto . o fegno fotto della lingua vi aveffe offervato In rapporto alla lunghezza di tal corpo . fequenù nervo exemlo . fi tendinofo e bianchiccio. I A . poggiato alla lubrica autorità del Columella . 7? quadragefimo die quam Jtt natus . laddove nella punta della lingua termina. ed il nervo altresì . cajlretur morfu cauda . e vental notizia per una rozza dicerìa di certi pa fiori . di dietro appoco appoco contraendofi . erafi avanzato a dire . nec canes rahidos fieri. fon le fue parole . il più laboriofo . guifa di fufo dalla parte anteriore .. andò a rifcontrare il Columella: e trovò che quello Scrittore. che non s' intertenne nello ftretto fentiero d'aprir cadaveri umani. arriva alla eftremità della coda iftefla. foffe noli' altro che un grumo fanguigno ^ o pure un lunghetto polipo nelle vene ranine formato. ed un feriffero . e curato fra gli antichi e moderni Notomifti . provò che quello pretefo verme . uguale per lo più ai corpo donde uìciva. '1 più ac- tomia dell' uomo e quella degli animali . il quale in un'op?ra che vedde la luce pubblica nell'anno lóip. . e da cui per avventura era flato fvelto . affinchè effi poteffero comodamente lambire. o perchè la falìva dell' uomo comunica da un fuggetto è immediatamente infet- ta Plinio medefimo ancora al libro ottavo . laetifer Ulifle Aldrovando. che quel pleflb di Dopo tutti quefti il Signor Morgagni . e un groflb refe. che fcendendo dalla fpina. Columella au5lor eft . Ma Cafferio fi fu il primo. e Cafparre a corpo vermicolare ifteffo. che fé a' cagnolini ne' quaranta dì dalla nafcita fi tolga F ultima articolazione delk coda . ma fece marciar di pari la No- nervi. divifioni. folTe Reyes conobbe^ro . avea nominato effi collantemente trovò ciò che Plinio che nell'ultimo ch'era d'un macellaio . Verme. S U L L A S. rabies arcetur . La vale fi- gura è lunga e s'impianta. i cani non arrabbiano. ni grandi il trovò di tre dita a . Egli dopo aver tagliati a tal fine quindici cani di diverfa grandezza e di varia età . die fuori. Arduino nella nota a tal luogo colla fcorta di Plinio. Il tilò P. nec caudam crefcere . benché nelfun marchio.

fuifque in nwtibus ad' di un pezzo bianco. lunghi. e nelle pecore. e di un altro roflb Sull'ufo che ha poi tale corpo. fi è . §. ciafcuna del- quali racchiudeva 1' un lombrichetto . di due parti. ne' cervi nelle lepri . e fi fcorciavano a lor piacimento : fovente eran tenacemente appiccati all' interna tunica degrintefUiìi . quod Cajferius credebat ad lingendam datus .chiariflimo Redi ne' lobi de' polmoni d' ama volpe olTervò alcune tuberofìtà glandolofe e bianche.. non ritondi.. an potius mixtum ex multiplipi fubjiantiae genere peculiare corpus .35. . Il . . che onninamente ripetea da' tanti vermini . Vili. praefertim cum ignorem /ja&enus. nunc quidem in num aliis pariter certis .dèmebatur fic pariter Intelligitiir . ma falcati. nec ejje nervum cum Condronchio . fcabbia . altresì de' corpi de' A . j.ejì exemtum^ caeteros intercedat Torniamo a noi. membrana efterna recida aflìeme eo' due mufcoll vicini vedefi apparire quel corpo a guifa di un lombrico compoflo . ) Qi^<e cum itaftnt . . caiifis morboi-tim &c. I. Num vero ipfum mufiuJus fn . che allungayanfi. cosi ragiona il lodato Morgagni { Ds jedibus . i venerea la tifichezza la le pedilenza. . mente.animali del . quo prò longitudine tenuior ca-ium lingua firmeiur . e ne' cadaveri eziandio merci ancora Signor de Sault atai . bava dell'animale. e più ne' e nelle volpi bracchi fi {^on veduti de' lombrichi bianchi o lattati. Dopo che per la gran pazienza ed incomprenfibile fatica de' moderni fi fono fparfi tanti fudori per rintracciar la nafcita gli sviluppi e l' indo. le degl'infetti . piccoli viventi. Il vermi che trovanli ne' cani... la lue . Epìjì. _. . o ipure la bava di eflb infetta fubito fangue mediante un morfo. modo il fi credette che la generazione era la opera vermi . che fta lotto la lingua del . . ed in feguito l'infezione fi comu/»- nica alla faliva.. gatti e ne' falvatici . nell' iftrice. ed aven- do le la tefta come una vi freccia. la quale . e de' vermi per . licei uermis non fit . &" .cane . linguae motibus inter eos ctines quibus .. prficlive ^ejt ìntelligere hoc tllud effe . quid difcriminis in animantibus tributum Jìt . prò -verme tamen a canum lingua . 48 la dalla il Dissertazione H.. elfi ne"" in gran numero vi annidano cafalinghi . fecero campeggiare quella forta di Filofofia Quelle e mille altre oflervazioni .. E da ripetè la yeudo ragiorlato fu de' Rabbia degli animali e degli uomini . . feme che vainolo. ma più fpecialmente ne' cani nc^ lupi Ne' cani . & juvetur medio relinquo . e finanche nafceflèro da tal razza di . origine di varii fenomeni tal e di morbi . toccando pellicola o 1' eflerna membranetta le fi . Si fon trovati nel caprio. Ite. lo innanzi prefi a vile e schifati e . & •. che involge la lingua. & & . ogni marciume o fuppurazione idatidi fi veleni tutti.aliis vifum neque ullius vicini mufeuii partirà.offervato che in molti animali più in quei che arrabbiano .

più celei'e. le offa piì:i molli. (iS) II fenomeno perchè le femmine anno' i finfomi della Rabbia prìi cor» miti . . gli sforzi fono proza ordinaria del fuggetto che fa nelle 1' pleurisie frenefie e porzionali alla poìenza motrice. e meno particelle focofe contengono negli umori . . . È tale tempra alle femmine fu neceffaria perché dovendo cedere . dovettero effer legati (15). Or tale compleffione dilicata e ne per cui i fintomi della Rabbia più leggieri fi offerva. la forza della Rabbia corrifponde alla for^ SULLA Rabbia» to (d) da. e ne' quali con facilità nafcono de travafanienti nella cellufofa membrana. e che ferva precifo rapporto con quella del pollo ^ il quale benché (e) II ^ . fievole fi ravvifa i . morbi infiammatorii Rabbia Nella quazioni. ciocché non s' è oflervato dopo i morfi degli altri animali. fono sforzi che fa la natura per liberarfi dalle materie morbifiche (i(5j: dunque il pericolo effendo eguale. e fluidi più denfi e lifeccati . fizione di corpo.1n ragionedel_ feffo: nelle femine idrofobe . la membrana cellulofa più di graffo ripiena. Elle anno la coft'ituzione delle fibre molto debole. 3.. irri- delf ^ccad. che le innammag'oni più di leggieri fi producono in coloro eh' an corporatura più forte. 3. Se l'animale è eftremamente H (à) IJl.. temperamento più fanguigno. tuttavia piìi . Ed egli è chiaro. la medefima ftruttura facea bifogno in tutte frale è . e minore eziandio è io firopiccio delle parti {16) Non tutte le malattìe avvengono in Ogni età. Signor AR'ruc Diifert. che non gli uomini nafce dalla particolare orditura del lor pò. degli altri e io fteffo dicali le polmonìe non an lUogo ugualmente in tutt i luggetti.. vìfceri e la pelle dell'addomine per la cagio- dar luogo all'utero gravido le altre parti del corpo. effendo ne' corpi adulti la fecchezza la lima del calore fi veggiono i caratteri veri d' un male infiammatorio . e poi guarire .no effendo le inchinate a de' mali che nafcono da calore . che negli uomini le quattro donne di Meynes morirono tranquillamente (e) i due uomini. Il refto effendo uguale . : : ha. generalmente parlando . de ìtydropk . la forza del corpo minore. de quali fi fa raen2Ìone nella medefima opera. che . e fi formano benanche delle colli- Le pleurisìe o fcarmane . l6gg. ed in ogni difpo» femmine . .57 un arrabbiato giovane languire per lo fpazlo di un mefe in una Rabbia fcoperta . 4. Noi offerviamo la fteffa conell' altre malattie acute . inoltre men . e troveremo verificate le medeiime leggi delle altre infiammazioni. i fintomi fono man violenti . . .

nella ra^ gion ccmpofìa di quella di tutte quelle condizioni. La bava dell'animale arrabbiato e Maria Beliffier di Meynes rifentivano fubito alle loro piaghe. ma ancora in ra il gion della collera rienza.e gli quelta comuneNoi vedremo più modo che fi la parte . lìcature e non folamenre fa più grandi. e le fé veleno dee effere più attivo il . che facilmente fvapora. fisnza cffer air.ch'è quella fchiumoia e glutinofa che cade fotto i fenfi . oltre gli efempii citati EtmuUero gnor Mortimer. giorni den- tro la piaga fi renda volatile e produca dopo quello tempo un nelle vifcere del fuoco divoriìnte diffonde malato cagio- Piandogli finùli punture. in che ma . lo da per certo jpa^. come effettivamente offervad. . è comporta di due parche bifogna diftinguere. veleno effendo e la e più efaltato T irritazione forza del corpo effendo maggiori. infettare : ed effendo calda e copiofa. perciò egli comunica più veleno . Donde facilmente conckTderi. La volatile. Coquerano. cent. Due /offe ài partì nella bava. morficatura degli animali . 'biari i. Med vato* • IJoan.che gl'Idrofobi debbono differire molto tra lo= To. 432. e più fortemente. i' efpe ragioni che ne rapporteremo la perfuaduno e 6. Fi nalmente dante Rabbia è nel fuo più alto grado nel il tempo del più abbon la Tnorficatura o dell'infezione. 1' altra volatile ed ignea. ella potè ammalati del Mattioli artraverfo la pelle mente svapora nel tempo della morficatura appreffo. come velenofa Becker in Microc. il veleno agirà più prefto. dal Si* . QLiefta produce verifimilmente delle punture vive fimilì agli (ìimoli del fuoco . obj. 86. fiffa arreftandofi 40. e degli uomjni irritati. come . che lo tormentano continuamente» La (f) In ogni tempo fi è rìpuarc'ata la . tì XIV. Philofoph. e più numerofe raof. cioè d'una fiflà. che Giovanna Dajonne.^8 irritato (f). . (m) 1' anno oflerTranJaS. BlSSBRTAZIONEir.

e che s'impegna di togliere. quando ne fono attaccati (g) . e craflb . egli è cagione di piacere. così i cani rabbiofi mordendo. ella arriva in cos'i poco tempo ad una si perfetta guafi rigione. Dopo qualche tempo i vali naturalmente ritirandofi. è un fentimen. e i vafi. che nafce-dalle {tirature delle fibre adiacenti . i9 XV. fa fiare per qualche tempo il morficato in quiete ed in perfetta pace Alla pur fine rendendofi volatile. tagliano e rompo- no co' denti le fibre . comincia a fentirfi nuovo dolore. In quefte poche parole confifte la teorìa cotanto intralciata del dolore. . ferifce poco lo fpirito delle perfona occupate nella cura di vivere alla giornata .sullaRabbia. che produce 1' arroffimento ne' lembi Allora i' iffluffo del fangue maggiore . e n' efce del fangue perla rottura de' vafi. H 2 La ài' (17) Il feguìto delle morfure degli animali arrabbiati per nulla è^ verfo da tutte le altre forti di punture . Tutto ciò che muove i medefimi dilicatamente. curano facilmente fopra gli avvenimenti futuri (17) j di afsi- vi ha fieno totalmente dimenticati della cagione. il moto crefciuto . che un'azione più o men gagliarda fugli organi de fencioè fu i nervi . dir voglio de' contadini che fono per lo pii^i efpofti a tali forte di morfirnoifempre fperimentìamo . vi cagionano la febbre.nè altro fi offerva. liquore tenace . 88. che gli ammalati. quefta piaga non differifce dalle piaghe ordinarie. bianchiccio . è cagione di dolore. che mal grado foffre. o di ferite . e ne'nervi intromettendofi: produce rorrorofa fcena de' tanti fintomi. che quando la pafTiani bene j noi\ penfiama a potere divenir malati. pochi che non fi Un male futuro verfo di cui non fi vede difpofizione alcuna. (g) Mead de rabiflo cane pag. e noa velenofe. . né fé ne fcorge verun fegno . to dolce e caro : ficcome all'incontro ciò che urta con veemenza.e i nervi j la qual rottura all'anima prefenta queir ingrata fenfazione . e le pulfazioni augumentate delle rninimc Pofcia fi vede ufcire un arteriuzze. e fana • Ma la parte tenace e fiffa del veleno. e con mollezza. che altro non è. che dura finché la piaga fi cicatrizza. Quando la bava nnn è né calda j ne abbondevole. La fjfa. o per meglio dire i morficati. che rimane a guifa di glutine attaccata alle fibre folide . con fi temperatura. Siccome in ogni ferita fulla prima fi fente il dolore. e'I calore .. . e della occafione della Rabbia . e che cosi punture alla parte morficata non vi cagiona. ne fommamente attiva. .

Tran/atJ. fi attacca eziandio parti folide nella iftelTa maniera. s'è mefco'ata e colla faliva o infinuata •ancora dentro una piaga. no XVII. Stloftac. C. fimili agli ftimoli del una fante virulenta . fifla e vifcofa della bava . produrre quefto effetto. . ma molto inviluppato . poiché quefto efferto tarda si lungo teippo a mail volatile può svaporarfene fenza eh' effa pefda la fua •nifeftarfi virtù. obi. S attrae fpeci- men (i) 3. o preparazione per divenir atto a.-inicare ed abbandonato da anni . né i digerivi che fi foprammettono. poffono toglierla.do Dissertazione La XVI. come fé fi fa nella Georgia ed in qualche Pro- vincia d'Inghilterra. e punture . forieri tutti delia Rabbia vicina. fi rifentono le medefime vedefi infine ufcire fuoco . pan- no . e che a capo di 40. Quefta bava glutinofa contiene evidentemente il veledella Rabbia . e fopra un cg^ello di cacpiìi cia arruginito (h) cr m. non lakia di la lobbia. i. rivenditrice . Mod. I733. Ejfa è il fermento della Rabbia. . ^. Schenk de veneti. tà il veicolo del veleno. Phihfoph. rò difiVccata (i). s'intromette dentro le carnature e fi attacca alla fuperficie alle inuguale della piaga . e che ha bi fogno di •una lunga cozione. ( poiché fenz' alcune cagioni evidenti la cicatrice s'infiamma. perchè né il fangue che ne fcorre né la fuppurazione che fopravviene ben pretto. cufiodita dentro gli sfilacele pe. La parte fijfa fi IL attacca alle carni. eh' è fenza difEcol. fi rileva a guifa di ricamo. intromettendofi (h) Coelìus ^ureì. giorni ella ci dona fegni di fua prefenza . e per la fi medefima meccaìin nica che l'olio o un liquore graffo appicca al teffuto di . a capo d'un anno s'innefta. In fatti la bava antica diffeccata 'fopra gli abiti prima che : fi foffero portati alla . e qualche volta fi riapre ). Q_uindi è che una goccia di marcia ca- vata da una puftola variolofa.

bambini . . che quando il veleno è pronto ad agire dentro la piaga. né tol- ta dall'acqua. ed nò degli umori attacchino. .' non ef- fendovi ragione alcuna che tal fentenza confermi Si può fare un paragone_ tra ciò che accade al vaiuolo. . SULLA Rabbia. 6i produce otto giorni dopo (k) i fintomi forieri del vaiuolo (iB). . eflendo fiata inoculata quattordicefimo giorno la rofolìa . fangue . non tarda che pochi giorni a svilupparfi (Vili) XVIII. fangue ed alla linfa che le paffano accanto . ed infetta nel che (Juefta bava lafciata dentro la piaga non produce alcun effetto per lo fpazio di uno o due mefi ^ bifogna che vi fia ritenuta fotto una forma che non gli permetta d' infettare il fangue in tutto quello tempo . graffo non è né difcioira. veneno il della Rabbia rimane per molto tempo re.bava paffafle fubìto dalla piaga nella maffa dovrebbe fvegliare la R-abbia in un iflante . ed in fatti una bava glutinofa fin- (XXVIII) che dal momento che il fangue fi fpande in meno d' un'ora per tutto il tempo medefimo la faliva. può elTer imbevuta ed attacficcome il graffo s'attacca al drappo. la lì vide TranfaB. che non fi dilata fé non ad alcune linee all'intorno: effa può refiftere al carfi-alla piaga. Non deefi però crede- certe parti sì. La teoria fu di cui noi ci fondiamo. nel fé non fé dopo lungo tempo Nienti? ne pajfa . infetta il fangue nel medefimo giorno. fi . denfità (1). 187. avendo aUronde ofiervato. oltre l'efpe- riea- (k) Nel 173:5.' clofi denl-ro una puntura fatta al braccio . il efìendo flato del marcia medefima che dopo il l'intervallo del tempo riempiuto daldiffeccate vaiuolo o non . le crofte del vaiuolo a' . cTie alle fibre j^llegata finché altre fangue infetta. Se quefta fangue ella del : vedremo pii^i appreffo è infettato. e neir ifteffo tempo la Rabbia comparifce . parte Philofo-ph. e al veleno onde parliamo.. Adunque giac- tantoché conferva ia fua vifcofita . §. (18) La glutinofa . i%6. il veleno corpo. Amenduni fi polfono repirtàre eoise fermenti che producono de' lor fimili (1) Hamberger e/. phj/f. che quando la bava è immediatamente mefcolata colla faora noi liva. perciocché vedeli da' fintomi. come attaccata più fortemente a'folidi che a'fluidi Quindi è che una macchia di a cagione della loro.

. 157-. . foventemente il Signor de Sauvages nelle fue opere mediche le n avvale . la rifrazione e rifleffione della luce... . . del Tello. . mercurio perchè ha minor ^ gravità fpecifica dell' oro fi attacca all'ora . altri i quali anno gravità fpecifica ? La rifpofta è pronta . fieno di maggior gravità fpecifica del mercurio msdefmio » Meritano.. Debbono effere brevemente quelle leggi qui notate per lo rilchiaramento. fi mercurio e . T A Z I ^} O N E IL rienza. Qiorgio allora vi aggiunfe ài altre particolari. ) {19). che à\ queda tal forza e delle fue leggi fi fon ferviti nella fpiegazione de' varii fenomeni naturali.. Fnmieramente i fluidi il attaccano a' folidi che fono fpecificamentspiù gravi di elfi. i8d. Nel vero ne fon tante. Cayalier Newton . yg. . D Perforza dell'attrazione era nota in qualche modo ad alcuni de*" Filolofi antichi benché ne ignoraflero eglino le leggi colle quali opera^ va^.lo fleffo Newton nelle fue Qullììmi oittchecoU W'iftlion . che nel mare galleggia. va al fondo .. è aimoftrata a lun^o ne^'li elementi di tifica del Signor Harnb. Ma e ad mi fi dirà: metalli perchè . - pret- . fi fommerge che il piombo Qiiindi oflervando noi melTo nel mercurio prima nuota indi dopa' eiTerfene imbeuta. .pruove la gravità de' corpi la durezza. e l'attacco di certi fluidi e delle mollecole dell' aria a' corpi medefimi Perciò. tznto più fortemente con quello fi attragaono i Hanlberger Elementi dì sijica ^^. medefìma cercò difcifrare i concetto ma fenza tanti artifiziofi ._Keine e degli altri .Q jj Q j^g^ j _ jj.ed a quegli altresì che anno gravità fpecifica uguale» E quanto più i detti fluidi s' avvicinano. La gravità fpeelementi di un corpo non fempre fi giudica da quella ài un gfan volume e fovente benché un corpo fia di minore gravità fpecifica eli un fluido^* tuttavia le minimiffime parti fan maggiore. come la fecrezione ^lamberger alle leggi note. .. mercuiio..di efler qui riferite le . (jiovanni Keplero conobbe ancora ofcuramente quefia proprietà [ig) La ne ito corpi iftelTo il • e colla . e poi di ac» di^ elfo minore cifica degli : qua nempiendofi. fenomeni della macchina e degli altri.alla gravità fpecifica del folido.=rger ( §. Quemoti de" pianeti promulgò con onor . 1' elafticità di alcuni altri. . varii . N'abbiam 1' elempio per le mani di una nave. 158... dobbiam conchiudere che il piomba ( e \o fteffa dicafi dt tutti . dell'uomo.fin delle quali la nutrizione . gli altri metalli che col mercurio fi amalgamana ) .. 187. e qui precifamente dalle medefime ripete I' attacco della bava del cane al luogo della morficatura fenza che nel fangue s' intrometta. ma non fi appicca egli al legno Se^ allo fleflo oro s'attrarrà applichino il l'acqua . fommo la forza attraente intraprefc di fp legare . e rimarrà l'acqua efclufa ria fi attacca al piombo allo 'I .velami. la mollezza . ed in feguito ebbevi de' Signori Keill .I S S E R. il mercu- fl:agno . l'unione delle particelle del mercurio.

co* quali Alberto Haller cercò confutare il fiftema della fecrezione del medefimo . ed quella del corpo umano. della fua Fifica Jpongia &c. del paragrafo . . deant in aqua j hemque argentum . Ma ficcome tali argomenti altro non provano . diftinguendo la gravità fpecifica in ragione della mole . XVIir. venire un veléno terribile che in un fubito infetterà il fangue e fopratutto la faliva . charta linteamina Cum tgt151. . e nel libro altresì Elfai de Phy ftque pag. ed in accollano . Hamberger . 5 . plumbum . e la Piro- tecnica elettrica poflbno folo darci qualche lume. e nel gran corpo della Fifiologia meJefimamente. ) (m) non badano . Per venirne a capo i principii della Meccanica . S U L L A R A B B I A. quella delle parti componenti . Gap. chartae^ lìrìteaminum. fi aqua repUantur jubfi' . fopra tutto al gior. che fovente fluidi denfì fi attacchina a' corpi di minor pefo fpecifico j di leggieri a' medefimi fi rifponde. e produrrà gli flrani fintomi della Rabbia. la falita de' fluidi ne' tubi capillari . XIX. flatnnum mercurio repleta . (m) Rabiofus canis quo deducit hominem ? Quid anatome quid hmnorum (Ognitio. particuìae metallicae argenti^ plumbl^Jìamniy & erunt fpecìfice gravìores Or ficcome di quefle leggi fi avvalfe il Signor de Sauva^es per Ifpiegare le azioni particolari de' medicamenti . ficcome offerva Boe( rhaave Oratio 8." 6^ Perchè ejja tardi a pajfare . prette parole di tur lignum . ficcome ^uote leggerfi . il motivo per cui una mucofira infipida e glutinofa. fpongiae &c. o '1 veleno rabhiofo dalle parti folide rimanga attratto. fìa Si tratta in adunque di trovare nella compofizlone di que- bava. menti di Hamberger. come balla leggere gli Scolii del paragrafo fi è notato della poc' anzi Fifica di . . e della Fifica .7. tuttocchè quefti vi paffino di fopra Più la gravità fpecifica della bava s'avvicina a quella delle fibre. e nelle note alle Prelezioni Accademi. ed al fangue od agli umori non fi comunichi . molti argomenti ha recati contro le leggi di Hamberger. I.. tnercurii particulis e la varietà delle fecrezionì che fi fanno nella macchina dell' uomo* perchè la bava. pofla dì. . o più toflo la mucofita della gola . quid perfpsclus eorum circuitus quid Mathefis. La Chimica. particul/s aquae. quid Plyfica juvatì y i<5. fluidi del corpo i Intanto il Signor Mufchembio negli EleFìfca Toip. fubfideant in mercurio-^ paniculae folidae lìgui . che non s' a' medefimi principii egli ricorre per dichiarare . che del Boerhaave . che non è in iftato d'irritare una piaga per un mefe e più di fogglorno eh' cffa vi fa . Ma per ora .

. e maravigliofa . che con mifieriofi colori an fatto vifia di faper cofe di molto rilievo: ma s'intende di quella nobiliffima . vedrà quanti ingegnofi fìfiemi fi fienoarrabbiati . . quefti due grandi principi! . Do(20) Fin qui quali fieno . noi confinati nel gufcio di quella fecciofa terra . e confinati nella regione de'fogni.n a paffi e perfezione ha recato alla fcienza che non folo per le utili cognizioni eh' ila fomminiftrate. terminare. e di mille buccie fafciata. ^ . poco poffiamo difiinguere Ma altri dal dlfagio deli' imprefa non inviliti avendo. è cWaramente divifato .. egli lì primo principio da cui egli trae le confeguenze fi è la Chimica fcienza Ja più bella. Il che a noi in vei'ó . così riporta. Ed egU non fi nieNatura le piìi^ volte ci tenga la verità la fcorcioè la luce foflegno dell'animo. manga Affato ed attratto dalle fibre folide del luogo morfìcato Deefi ora venire alla fpiegazione di tante bizzarre apparenze che fi veggiono negli quando effo veleno fi fviluppa Certamente in ogni tempo i una certa curiofità a tutti gli uomini comune. ha dati fuori de' gloriofi penfamenti . e fulla cura della Rabbia . fìccome è fì-ato uno di quei chiariffimi Medici che nella . an chiefto di metter in chiaro tutta la ferie de'fintomi di cofìffatta malattia Il Signor de Sauvages . Medici. ój- Dissertazione rifchiarata e 1' II. donde nafca Ja Rabbia ne' cavie di comunicazione di tal veleno. e come quefìo ri' . vaga . che la . gran ornafliento della Natura Anzi evvi di più : .più penetrev^ole la veduta . f^ioruo d'oggi che s'è una e l'altra (20). ed è lavorato con bella maeflrìa. può togliere varie infermità da' corpi umani Le applicazioni di lecreto eh' a . . poco felice fine tante opinioni mediche anderebbofecondo principio fi è la dottrina dell' elettricifmo ha fvelato un mondo nuovo. lenza •ne a la cui fcorta . a gaifa di chi fi truova nella nebbia. e quante ragioni fi fon lambiccate meni ga ta . ed ha fcoverto unsi gr?.. e per . e-gli effetti della Rabbia: . e fenza cui non fi può agevolmente operare j e la Medicina in avviluppati fentieri .' teorìa de' mali labirinti . ma eziandio per quel maravigliofo fcroUoche fuole reca^ re..: ma effendofi. . fi _ ini Je. e per affodare fij d'una ben ferma teorìa il metodo della cura da tenerfì . ha avuta gran voga. ed in confufi fi aggii-erebbe Qui non fi parla di quella fcienza vana .poi per intendere i varii fenomeffi a coppella . fi vedranno appoco appoco... così il fifìema eh' ha propofto fulle cagioni . .fi fono trovati infuffiftenti che e'I . vi fono andati maifempre fpeculando e riieditando E chi porge un' occhiata alle varie Scuole de' medefimi . fchierati . e contante millanterìe profeffata da alcuni.

. e da fiffo e glutinofo ch'egli è. nec fpiritofa inflammabilia . med. 288. Boerhaave Chem. sullaRabbia.eche la feparazione continua chi il fa dentro i colatoi delle parti efcrementizie le più corrotte . e di. fomminiftra una gran quantità di fale alcalino volatile . alle cancrene. e cangia di colore. che ogni fugo elirarto da un corpo animale . mali di cuore (nj. acquifta nondimeno fapore. depura il fangue (q) . Theor. u- fubao che ari liquore rifiagna maao (n) (oj . la putrefazione (r) . ma o dimora in un luogo . 1. e buono per la nutrizione. '.efaBio prò effe&u ultimo dat alea putrida . camminano lentamente dentro gli organi fecretorii tendono a quel moto inteftino che fa una tale corEgli è vero che il moto progreflivo del fangue disvia ruzione ixi pane quefto movimento inteftino che nafce dalla fcambievole foprattutto quelli che . odore. Sthal. CUryiiae Tom. Tom. numquam acida . pag. e firanlero al corpo.Y. odi . 85.fosforo (p). zolfo fetido. e fincopi. (p) P. fé fi prenda internamente. <^5 Doma?ida. conie arriva agli emuntorii. eh' è fiata già preparata. fé qualche veleno o fermento marcendofi infettato l' ha XXL La bava è un liquore animale. alle fiflole. attrazione delle particelle del mifto. e che ne ha per un giorno provate Je forze vitali. 105. 610. pag. foetidofque alcalinos •volatiles h'/es . humani ex fua mixtiefie penitijjìmìs conuptionibits tota obnoxia Sthal. pag. e egli fe finalmente fi diftilli al minimo grado di fuoco (o). diviene fluido e volatiliiTimo. e predo o tardi vi s'imputridifce alterancìofi ruieiTo (angue. . I. e proprio a cagionare. qualis ejl fpiritus vini (q) (r) . Cos\ tutt'i noftri liquidi. di modo che per infipido che folle. fed quidem phofphorica. vi diviene puzzolente. e rifcaldata nella gola I^ dell' ani- ma- Boerhaave tyfphor. almeno da un quadrupede. eifendo confervato in un luogo preflb a poco del calore del corpo umano. e di confìftenza. Ella è una verità ben riconofciuta in queflo fecolo . Domande Chimiche. 2. naufee . Conjìitutio corporis eft . ed impedifce . X. fi altera col tempo . di olio. alle carie. penetrante.

le ten-e . i dentro una piaga quafi nella vafi fono fìrettiffimi . o' animali che fieno Non v' ha pianta. mente non v è corpo animale. Gli^ effetti della fermentazione. fviluppa una. .. II. che tenendofi all'arra efpofla non fi guarti medefimae . I corpi inerti . corpo dove . La putrefazione . il rigonfiamento delle particelle. . pof» lono difcioglierfi folamente e ricevere cangiamento nella difpofizione va^ . che fvelta da terra quando verdeggia. s'imputridifca. dì' appoforza del caldo e l'aria altresì co appoco vi agifcono. fi trattenga per quaranta e più giorni nella ferita fenza recare minimiffimo danno j e poi^ a guifa di repentino incendio . onde il moto . che non s'imputridifca . e della putrefazione variano infra loro. ria delle parti Ma ben diverfamente mutano i corpi organici . e l'affottigliano . e perciò la circolazione lentiffima il calore è mezzano tra quello quello del fangue farebbe dunque molto fìrano^ ch'efla non vi provaffe prefio o tardi i cangiamenti a' quali ogni liquore de' quadrupedi pefci. i femimetalli . col rrvolgimento del tempo fon' foggetti a de' varii cangiamenti j ma non tutti nel modo ifteflb. i fali . Se cofiffatte adunque fono le mutazioni che fi fanno nelle parti anima^ maraviglia non fia fé la bava . tempo. Mcrcecchè agevolmente . e le pietre che noi camminando premiamo . fan . gir zom. l'angue è facile a guafiarfi . e lo icjoglierfi delle mcdefime n'avviene. non può dirfi u-n corpo elTet. e quindi che nuova aria vi entri.. e : (21) Ecco il primo gran fenomeno cHe dee efaminarfi qual' è la ra<^ gione per cui il veneno o la bava del cane arrabbiato . ^ cofìanze (21)» e dove dell'aria. che a guifa di chiara d'uovo fi rapprende e fi ofcura.. ripeto. anziché è l'ultimo grado avanzato_ di quefl-a Le parti dell' aria fon quelle che nelle dette foftanze im. fan forza col lora elatere allargate . che nell'atro del morfo fi comunica parte e nafce dalla fierofa del fangue. eroe i metalli . onde un'aura velenofa sbrigane flou. meflTa in luogo . Se non s'ottenga un fak alcalino volatile o urinofo. o vegetabili. la ma dopo fenfibile fpazio . nell'interao fi comunica. dove li . è foggetto in fmiili cir. ie la bava. : Tutt i corpi della Natura ch'ai noftro guardo s'apprefentano . cotanto maligna malattia ? Si dee in ogni conto far ricorfo alla Chimica. neno . male arrabbiato fuperficie del ed ora arrecata . vifcofa il e fi/fa com'ej'la è. putrefatto.<^^ Dissertazione . prigionate e riftrette. uccelli &c. o la parte inerte e paniofa del vedel cane. non è mica diverfa dalla fermentazione.

S U L L A R A TB B r A : ^7 IL Doma fida. . untuofo . ': è e glutinofo . ma niente fi vede al fondo della bocca Fu fegnato quella fera . XXII. fi giorni. moc- biancaftri ed una linfa gialla nel ventre al che vi reliano per molti meli fenza corromperfi aria. e de' fudori alternativamente .. de' dolori nominato Rieu cherico della Baad una gamba da quindici giorogni notte de' . gran . meno rifcaldato . corruzione che lo fa divenir all' fecondo guifa . . . In ci quella trovanfi dentro petto degl'idropici lor baffo . cacciava. o più lungo tempo ad un fuoco uniforme . cutlodì- to dall'aria. una fettimana provati fi calori . fi fofpetta ammalato . accorge che non pote- va determinarfi a fciacquare i bicchieri e fi ritira dalia credenza piangendo j chiamato rifponde con una voce afpra . e qualche volta più meli . ma quando I 2 'Una OSSERVAZIONE. traili in una corrompe nei termine di otto o dieci giorni &c^ Sarebbe dunque iiuiravigliofo che la bava rimafta ìr piccola quantità dentro una cicatrice. non efpofla all' aria . una parte. (*) Nel mefe dì Ottobre del 1741. fenz' alreranl . flo effeiido riparo dell' denti. Siccome 1' acqua non fi gonfia . né bolle che appoco appoco a proporzione ch'è efpofta ad un fuoco fucceffivamen te più grande . non può tardarvi trenta o quaranta air aria ed al calore della bocca il fi rende putrido notte fangue travafàto . : . XXIII. tanro più tarda a marcire cosi il graffo del poTCo di prova molto tardi queiia forra rancido. Qimnto più un iiquore m picciol volume. dice di nò. replicandofi il falafTo il dì feguente era molto accalprato . ch'egli è meno efpoflo il aria ed al calorede' . come Ferchè la mano o la gamba efpofla ejja in feguito vi piìjfa in poco tempo. di il cHa di Alais dopo aver fentiti ni . foprattutto in al ireddo (*}. di carne lafciato . e dopo aver per lo fpazio ribrezzi . efpo- quandoché un pezzetto . fé gli offre un brodo lo tracanna con molta pena e flraordi=i nari e contorfioni Egli ne bevve ancora fino alla morte fi fofpetta male alla gola . . benché non (alato . vifcofa com' ella è.

fi . ed ancora velenofiffima Ejjett't del vele-ao fulla cicatrice. dito del Prete che gli fece 1' Unzione fopra le labbra. affinchè non entri aria alcuna nella camera Allora fi foche mi è di ftrano incomodo fpettò la Rabbia e qualche cofa fcoprì dell'origine di quello male. e chiudete tutto. . ciò che accade ancora al mu'lo che fi D una volta ella difpone a fern^en tare non altramenti che i liquori animali efpofli ad una digeftione o movimento inteftino delle particelle del fuoco elementare. e fulfureo cioè a dire irritarla ed infiammarla . diceva agli alianti. . i fudori.volatile. in morì a mezza notte Relazione comunicata dal Signor G. marcita . loro putrefazione : tanei. che dopo alcuni giorni è femplicemente tenera. danno in eflendo puzzolente . fi gonfia allora fenfibilmente. : . egli ne fece fubi- Finalmente le convulfioni tornarono per tre volte. . . to le fue feufe una ^ delle quali . o corruzione prefto. le agitazioni furiofe fi crebbevolere morficar tutti . aveva pertanto tutta la fua ragione pregava Iddio continuamente. dopo il tempo richiedo . . ha concepito un grado dererminato di calore in modo. La bava tardi giungere al e rimafta nella piaga dee la dunque. XXIV. non avendo giammai calore più acre. '^ veva fatto dimenticare . e buona a mangiarfi . ro Circa due ore di notte la febbre. e produrre in quefta parte allora gli effetti di un veleno alcali. minacciava quelli che lo tenevano . o che fi avvicinavano non rifpcttava che fuo . ch'è l'agente di tutti quelli movimenti fpon: un tratto.. che non può oltrepaflare . . . . mortificata. fegni della in quella maniera la carne . né febbre più forte La fera a quattro ore fopravviene una fpaventevole inquietitudine quattro perfone ftentavano impedire di fuggirfene al nome di Dio alìcnetevi. igneo. . fi manifefta per le ragioni di fopra narrate . fputava continuamente una falìva Inanca e fchiu- mofaj tremò tutto il t?mpo eh' ebb^ il braccio fuori del letto. e bolle quafi in un fubito . Il cane arrabcelebre Medico biato l avea morficato alla gamba la pronta guarigione della ferita /' a. padre . diviene in un giorno s\ differente da quel eh' era la fera. far riaprire la : ci- gran quantità di fudore. <58 I 5 5 " R T A Z I Ó N E II. alcune ore avanti aveva ricevuti i Sacramenti fìrinfe tra i fuoi denti il . fi o termine nel quale fua efalta. tentava menar la fua bava fopra . di menare il fiato verfo di me.

Finché la materia del veleno è groflblana. e foprattutto il principio e l'accrefcimento. nel quale dopo uno o due giorni il malato perifce. può produrre de'grancalore . mercè le ofcillazioni delle fibre . che vi trovano (22).(2 3) Perquefìo gli fo. fi tro- il tem- pò in quefta malattia.. fi mefcola . cicatrice . . l'accalorano. ed in determinato grado di . in quale guìfa fi può il veneno rabbiofo aflbttigliare La fua parte glutinofa mentre nel luogo del morfo fé ne giace. Quefte cagioni di leggieri l'aiTottigliano. e '1 de. che vi circolano fi nel tefluco delle fibre ner- vofe. le fincopi au(22) Si comprende da chlccheffia . col fluido nervofo di effetti. la triftezza . la parte volatile perdendo la forza di eflfer dalle fibre attratta. dell' ifteflb modo che quello delle febbri maligne. le frequenti contrazioni de' mue'I giro eziandio che vi fanno i fluidi. effetti che in dilferenti tempi della malattia appariranno contrarli tra loro .nel corpo vivente . XXVI. . della pefte. e'I marciume efce fuori. preRo umori medefimi effetti feguito variati per lo concorfo delle cagioni motrici che vano. lirio. vien tenuta in continuo movimento . efaltato . parte de' veleni della clafTe degli animali. Non vi è alcun veleno animale conofciuto. per lo che ella fi fprigiona. e col fangue . (s) Riccardo (23) In Mead de Fenenls'^ Raglivi de Tarantula certo modo fi può intendere il primo effetto del veleno rabbie- .&c. la piaga fuppura. e l'inuguaglianza del pol- l'abbattimento delle forze. Bifogna dunque bene diftinguere . e la fila azione efercita Ogni azione benché piccola. . che e il s fangne infinua ed i . mentre che T altra parte refa fcorrevole volatile. la picciolezza . e la corrompono. formano il principio di quefle malattie. e difFonderfene in parte fotto la forma folidi una fanie mefce co' virulenta. purché il tempo che impieghi ad agire. di fi minor gravita fluidi fpecifica . 6p di . e fono in XXV. fcoli. la ìua azione è nulla: ma toflo che fi affottiglia. SULLA Rabbia. è lungo e continuato. Differenti ejfetti del veleno nel /angue che infetterà ben che la maggior . che ricevuto nel corpo non produca de' fintomi che dinotano fpeffezza di fangue : (s) i ribrezzi. Ecco un gli veleno preparato e produrrà i . che durano due o tre giorni dallo f^ato dì forza e vigore del male . ma che dipendono originalmente da quefla medefima cagione.

ne concludevano che quefli veleni dovevano efler acidi Ma ben. Applicando un Ma ceve il oltre di fìffatto paragone . no-n è men vero che nell'uomo. e fi aumentano . nelle quali fulla prima fi è ravvifeta una efirema debolezza-. quella più raddenfata ed altri fintomi . e nelle : . 'le . D ché negl'infetti freddi ed iimidi .yO IT. Ma dichiamola con ifchiettczza egli è pur difficile . che danno nel medefimo tempo de' fogni d'un fale acido. come vedraffi di qui a "poco intanto fi può afficurare . ed infezione ne' luoghi interni . all'uretra efierno della ghianda . e la for- maniera che nelle piante. medefimamente il veleno rabbioso dopo efiere fiato Gccult(^ fi fviluppa. a cagione della loro origine vegetabile. te Tettile da convulfioni . ed un abbandono generale della macchina e quindi una denfità ed -un -coagulo -prodotto in tutta la . . mercè il feparamento della parnel . all' e quello del contagio della . torto che fi fviluppa e dal luogo del morfo fi difiacca. che in quella guifa che principia una febbre velenofa . mal venereo. fangue col fare pedilenziali . e fpecialmente ne' vah bianchi . de' liquori. e ne' quadrupedi neffun liquore ad eccezione del dell' ifteffa mica. . e di un fale alcalino. induce repentinamente ne' liquori bianchi un coagulo al pari del veleno che cagiona le febbii maligne. comincia Io fviluppo della Rabbia Ho ben pili volte offervate di cotefte febbri . il "veleno della Rabbia. non fon colla morte piano di malattia alla Rabbia ^ fi può afficurare che li veleno . come lo fccrpione . . cliilo. . .^ che tiittodi olTerviamo nella Pratica medica. getta nuovi rami che con pertinacia van piglianCjo pofTeflb . avvi parimenti molta fomiglianza tra . che un Medico pofla in queRe ricerche. finché diventando corrofivo produce luppurazinne nella parte . anquinaqJia . od alle £i]andole deli' . riapre la piaga.linfa I fudori nel corfo di tai febbri fono fiati fpelTi e copiofi. che tal : indi fi fon affacciati terminati che il delirio . € ben pefare la faldezza del penfare de' moderni. «ove fi lei'ma per molti dì ed afconde una fina radice che rendendoli potente e fermentando. Nel vero ficcome chi rivirulenza Gallica fulla prima fi attacca il veneno . I S S E TI T A Z I D N E autori. fé non fia fcevro da certi ciechi pregiudizii . e del latte. . . i quali erano imbevuti delle falfc regole della Chimica. trovanfi mediante i' tmalifi. e lolo incenfa taluni libri j che una volta eran nelle mani della buona gente Fa mefìieri fapere. ed urinofo .e all'interiore fi comunica. . ed in tali dilpute colpir il bianco . pc^ quel brieve tratto di tempo che fotto tal forma nel corpo vi fìan- bìofo bri confronto con ciò eh' av\'iene nelle febmaligne altresì. credendo la proprietà degli acidi di eflere di coagulare il fangue.

ed ifprìgionano in queir il atto molti fali o fpiriti Laonde veneno del cane^coil mecche bava di un corpo animale. E benché molti liquori acetofi mefcolati col fangue. che na« tura abbia il veneno del cane arrabbiato . il fugo dell' agrefl:o. non da affolutamente che un carattere (24) .è men propria a fpeifare fanft) GeofFroy Ma ter. ed alla putrefazione . e folleva un aura fottiliffima . abbondevolmente fi cacciaMa lafciamo quefto La bava dell' animale rabbiofo dee contenere un fale alcalino. Il fale alcalino dall'altra banda anch' egli è un prodotto di un.. che lo Sthall fi credette effer 1' elemento eh' entra nella ed in cui effi fi rifolvono . lo spirito di fai marino . ma meno però che l'acido marino. . dalle fofìanze anima. Inoltre l'alcali fi chiama animale. . queffo ha un sapore agriffimo. fan- tartaro per deliquio . alcali fiffi e lo fteffo dicafi de'volatili. che altronde dee dirfi più debole dell'acido vitriolico. lo raddenfino . che fiimola e produce la fi allontana dall' acido nitro^To . Tom. e del limone . il to^e. ella o debb' . o in la pure alla claffe degli alcalini Egli- intanto dubbiezza da veruno . un odore che penetra . flanno (t). (24) Oggetto di grandi ricerche è ftato maifempre tra' Medici . . .'meffe alla diftillazione. ed' avvi eziandio certe particolari proprietà in loro ftefìi acido vitriolico . allo 'ncontro il nitro medefimo . e del nitrofo medefiraanientc . e di fai nitro . di rofmarino tra gli . Med.. l SULLA Rabbia. li . e parlando precifamente dell'alcali animale . maggiore affinità coir acqua. ficcome teflificano il noflro Saglivr . fon foggette ad imputridirfi volatili alcalini • . che i' olio . perchè è diverfo il grado di volatilità de' L* medefimi . che moltct lunge dai' di agro abbonda i' aceto . . Ma eifa non. fono Tempre volatili: dunque la bava del cane arrabbiato debbe certanaente aver queftoalcali . può effer meffa coflituifcono una claffe fo- non quale per altro ha. il fale di artemifia . raddenferà. perciocché. inducono fpeffezza nel fangue di Pitcarne fecondo gli opportuni avvifi di Petit ^ e .. ed gue ifteffo Si compruova'. fale volatile. Eller . altro 71 fale che quando la putjefazione ha preceduto . difcioJgono potentemente il fangae Le parti animali tutte . raddenfare . come fra gli altri fanno lo fpirito di vetriuolo .. che i Tali acidi ~e che variano fovente . 2. effer ridotta al genere de' fali acidi . e degli altri autori . pajjiyyj. per poco compofìzione di tutt' i fali acetofi . ElTendo tal bava di natura irriìtante ed agre dimolto . . ^^efìo 'veleno in un fub'ito coagula ti fangue a coagulare il XXVII. del latte in fuori . altresì di- alcalina.

de veget. grado del termometro del Signor che lo fpirito di vino . (u) tali . né alcali (x) XXVIIL Ma quando benanche la teoria non (ervifle per noi. Si cavò fangue all'idrofobo. l'alcali oliofo volatile. l^p. pure oltre i'evidenza de' fatti che caratterizzano quefio coagulo nelle perfone che anno ricevuto quefto veleno nel tempo del fuo fviluppaincnto . lafcianfi trarre dal bucato. come dicono li Signori Dulignon. occupa piti fpazio. ma ben poco li. cos\ non veggiamo altra cagione in quefto cafo che poffa meglio produrla. ed alla linfa. Reaumur. Quaejì. La bava refa liquida e volatile. pag. E ficcome noi non poffiamo ragionevoldi mente latile attribuire quello cangiamento . il fangue circola atn-averfo la cicatrice (a) . che alla parte fi alcalino-voè e fosforica della bava eh' effendo difciolta mefcolata fangue che paffa a traverfo la cicatrice (z) . lo rende denfo. e dalle terre graffe. 15. non alrramenti che il fuoco non è. la fperienza prova che nel principio della Rabbia . dei . Elem.acquifterebbono in feguito la maffima volatilità. conofconfi molti alcali che coagulano il fangue nel ba- cino . puIeggIo. La vegetazione degl' inncfìi . colle qua- Med.72 fangue e la Dissertazione linfa . e iu trovato fecco . 141. deW. il fuoco elTendo al di Chimici an riguardato come un alcafopra del 55. Audè. e anali/i dell' aria . IL propofìzione che quantunque iembrafTe para- doiTo ai Chimici del principio ài quelto fecolo . e Kochevalier (y). pruova affai . forza efpanfiva . e quella degli artigli inneftati fopra la tefta de' galli . (y) Aftruc de Hydr. 4. col XXIX. che i corpi piiì fiiTi venendo a corrompeifi o a fermentare. Il Signor Newton (a). lìccome il quale . Opt. che (u) Pitcarn. l' della bettonica ifteffo . ed elafticita . il fangue è coagulato nei fecondo giorno .^ccad. . pag. e denfo . (z) Du-Hamel Mem. La bava dee adunque fpanderfi . fpirito i volatile del fale ammoniaco. lafciarfi portare al fangue. fraffino melifia &c. il graffo fquagliato. Boerhaave Cbem. 31. pag. ed in feguito il Signor Hales {h) an offervato. 174^. . pag.deI timo. t. rof- marino del te. (b) Stat. 2. ficcome l'infogna difciolta. ne acido. fono gli alcali filli del . (x) Emaft.

le contrazio- ni del cuore faranno numerofe polfo 3 o ciò che altrettanto farà meno lento forti . K (e) Fred-^ Hamberger Eìem. e per gli principii pofti. perciocchè quando noti fi fijpponelTe altro nell'interno della cicatrice. che de' vafi faoguigni affai ftretti per non lafciar paffare i glo» betti. tà è proporzionevole alla profondità delle contrazioni del cuore. refifierà dunque alle forze che lo fpingono proporzionalmente alla fua vifcofità Le contrazioni del cuore fi fanno dall' ecceffo della fua fprza fopra la relìften. in un dato tempo. (d) Enafiatica io. ma profonde fi dedurrà indi facilmente perchè il meno : o piccolo . 60. Sintomi della fpeflèzza» Fievolezza del polfo. ma quefta quanti. Macular. refifte adunque il fangue raddenfato alla fua divifione . ^XXI. fi fa in pochiffimo tempo . quefto mefchiamento del veleno volatilizzato col il corpo . altrettanto numerofe . che l'uno dopo l'altro. la za del fangue. l'uno o tuttaddue affiejne debbono diminuire (25}. e al loro numero o l'altro. e che anno più di gravita fpeclfica (e).SULLA Rabbia» quali togllefi la ^ 73 XXX. è chiaro il che per mezzo della circolazione tutto fangue dee effere prefto infettato. iS6. fti fangue di tutto pollici per ora. che in quevafi il fangue corre almeno 75. e meno torna lo fìeffo. iSj. per la quale Dunque il fé la forza refifle del cuore refta la fieffa. come è provato (d) . linee per minuto. quel- fangue effendo accrefciuta. e frequente . La fpeflezza di un fluido fi mlfura dalla forza che bìfogna impiegare per divider le parti . deletto: &c. pag. Or macchia. d«lla vita (25) Dal tartare del polfo fi ottengono infallibili ìndizii delLi fimetria ed i Medici che fono desinati a speculare con prcmurofa dili: . raro . o 450. bifogna che fi divida in altre tante colonne . poiché la grandezza del polfo rìfponde alla quantità del fangue che in un dato tempo è cfpreffo dal cuore htW aorta . cioè a dire più lente. fecondo il grado della fua fpeffezza: or per circolare e paffare dal tronco ne' rami. efp. Phyf. §.

Il calore è in ragion compofla della diretta della dendella duplicata della velocità de'corpi che fi flrofinano (e). nell aria te. di cui effi malagnano. Se quella velocità che ha il fansue ne' vafi minori arteriofi I' aveffe nelle arterie grandi. . . àQÌ corpo proviene dallo ftrofìnamento de' fluidi co' foli. non vi farebbe "urto di parti. 74 Dissertazione Freddo del malato » II. nafce : fanque è fcorrevole . Ma . prop. 2. colla differenza delle velocità pignerà ne' lati donde ca . gli ordigni fìniffimì 3el offervazioni . più refiftenza opporrà al fangué che dal cuore di continuo ne corre nelle arterie t quindi maggior celerità dovrà perdere . ficcome per me altrove fi o/ferverà Egli perciò entrando nel cavo de' polmoni coli' aria che s' ifpira . od almeno una opinione fievoli fàlfe ragioni foftentata vegghiamo d' intendere ì! perchè s' infievolifca il polfo nel primo Rabbia Fa meflieri ch'ognuno fi rammenti di quelle ferme leggi. lib. ne' vafi s'intromet. ed i fluidi con moto aguale pel corpo anderebbono in giro. da. tante fperienze de' moderni l'an meffo fuori di dubio . e de'folidi fra loro {i6) ma la forza. mifuranvarie i dofi da certuni fé moti della fiftole e della diaflole al trifti dondolo - . . Phoron. abbondevolmente queflo fluido. il Rabbia. . 85. lati fi oltre della debolezza del polfo. ^XXXIX. Eflervi : . del cuore reftando la genza tanza gere ella . fìcchè quello dell'aorta urtando nelle colonne anteriori . come s'ingeneri il calore del fanque . ifcor- accordino. le velocità del langue fono ìa ragion inverfa de' diametri de' vafi. per.lenofa di già refa volatile. Ma prima d' intracciare donde nafca il freddo. Egli fi crede un immediato effetto dello.. Ma . JVTa il fluido elettrico è quello che fi fcuote e dà movimento agli umori tutti per cui 1' animale fi rifcalda . fi è un freddo.meno di celerità perde ma s' è raddenfato come avviene pel rimefcolamento della bava ve. e minori faranno le battute del polfo (e) Herman. già defcritte da Ugenio e da Criftiano Wolfio nella fua Meccanifìadio della . e Quello di . Il corpo umano . Si ofTerva ben pretto nafcere un foverchio calore .fìropiccio de' fluidi co' fofidi a vicenda e nel vero ci perfuadono qucfìa opinione le violente e rozze fregagioni che £ fanno tal fiata in qualche parte del corpo. fa mefh'e^ ri toccar lievemente . e per ifpacciare i buoni o ^a dir il vero . Qiiando . fità. (zó) lì fecondo effetto che fi ravvila nel principio dello fviluppo della la pulfazione . ne ritraggono effi da tali cognizioni de' mali interni della più rilevante imporvoler poi tanto innanzi eftollere una cotal dottrina . è una fcaltrita aftuzia e auguri! delle malattie.

come una malfa più grande a muoverfi per la fieifa forza. fenza di che la medefmia forza viva non vi fi troverebbe (g) . rallenta e fua icQ velocita di la la nuovo diminuifce . farebbe della forza che fciuta l'impedifce a dividerli. meni fenza ricorrere a' ( f) Boerhaave aphor. ed a' fofifmi del calore . vieppiù riterrà il moto ricevuto. : . . e fé . fen corre per le arterie. R. la l'angue reciprocamente come la 1' radice della Tua fpeflezza e della forza che derli (g) . comecché più pefante e denl'a che il fiero . indi con affiduo rigifenna o s' incaglia . perciocché fi guafia e s'interrompe la neceffaria circolazione Adunque le. Perciò veggiamo.' ^5 inipedifce a divi- la ftefla (f).. ne fcappa dalla pelle . e intanto il calore del corpo .. fi aiììna. o fofie accrefciuta . Signor de Sauvages foventemente ufa in tutta quella -teoria delia Rabbia un linguaggio matematico. il calore. più farà la fua forza. membra mai non fi . fi niega alle varie membra il ri (toro . la parte roffa del fangue . K 'te. e l'effetto prodotto: e medefimaTiiente . e le frequen-» ti contrazioni del cuore e de' mufcoli . e di maggior calore farà capace. In tal modo con . . mentre il buon gufio delle fcienze mediche andava efule e ramingo . S U L L A velocita del . Il 2 fono coavulfivi La/. fi fpiegano i varii feno- fermenti . Quanto fàngue in ribrezzi. ficchè la macchina non vegna ad effere rinfanguinata tollo manca la ialute la forza . quella fpiegazione così femplice e così chiara . di cui la denfitìi non in ragione inverfa della fpeflezza. . Il (^75. . lafciando dappertutto femi di Porzione di quello e '1 calore da quel fuoco elettrico fi cagiona vita s' infinua ne' varii rami de^ nervi ed altra. e ad altri ideali penfamenti . ma la velocità eh' effa concepirà larà reciproca alla radice della fua malfa. nell'iflefia quadrato della ragione che crefreddo che fen- fua denfità il calore farà fèmpre reciprocamente conafce eflì il me te radice della fua vifcofità. Ma le per^mala ventura eiTo fluido elettrico ne' polmoni non fi fpargeffe. alle fcliiette fregagioni . che furon trovati . d'onde a' l'ammalato (27). che quanto maggiore è la quaritità di elfo fuoco e quanto maggiore è il quadrato della fua velocità.. contìnue battute de' canali arteriofi . . ' •annaffiando gentilmente e confortando le ramento . mercè l'urto interno. fon quelle cagioni che tengono il fuoco ei^fitrico in movimento. e dato avea orrevole luogo alle arguzie . fangue più glutinofo dee effer confiderato rifpetto la fua refiften* za. e '1 corpo diviene oppilato e bollo o fé il fangue in qualche canale fi ritardafìe . la denfita il è accre- per la fteiTà cagione cosi che la . delle quali fublimi dottrine il (27) Perciocché . A B B è I A. confervando i corpi la velocità in ragione della denfità . tal foggia ravvivato .

Dio lo fa. farà coflan temente il calore benanche fecondo il quadrato inverfo delle denfità medefime. . gue negli arrabbiati a quella . che non mi renda aftruso a coloro che non an fiitìcato dimolto in quef^e specukiiioni . dato tempo e farà efpreffo piti ufata. faranno le velocità come a ne del quadrato della velocità . celebre Signor Pitot Franzefe ha ad evidenza mo!^rato nelle Meccaniche y che le velocità de fluidi rnoffi da una fleffa cagione . e quando quella è difficile o non . . .. ed" in tali ammirevoli scienze A' dr noflri veg-giamo e-riandio d-a parecchi . o perchè fluido elettrico fi perde . perchè farebbe Io delle alla che dipavrirmr dal fnggetto. cioè a dire ch'egli pò- tr^ He egli era amantiffirrio . nella Filiologia e nella Medici- na. ed un andar cogliendo dell'Algebra fublime- Qual ufo abbiano quefle applicazioni mofche Medicina. a mio avvifo. fono inverfas introducono Il mente in ragione della radice quadrata delle denfità fìa . ma il fangue elfendo glutinofo e Il XXXIII. Ma ciò fia detto di paf. e fi diminuirà il grado del calore^ dal che vien prodotto il fenfò del freddo. fuppofto che la forza motrice non accrefca un opra. clalfici autori adoperate le Matematiche fleflb . . farà difficile. e con ineguaglianza e fi . o più dì forza motrice. II. . in ragion inverfa duplicata delle dendfà . mufcolare fi efegue o per 1' affi'. . dunque il movimento mufcolare ^ farà con turbolenza ed inegualità. da tre cagioni può efìer prodotto . di cui l'efecuzione richiede o più tempo. fecondo s' è detto . quando 1' aiione del fluido elettrico ne' nervi fi rende n^inore-r . che in diverfi tempi. 3 e le velocità Ma effendo il calore in ragio- .iffb del fangue nel teffuto de' mufcoli .7^ Dissertazione LaJJez^a. Che vai quanto a dire y che crefcendo la denfità del fangue negli arrabbiati fi augumenterà proporzionevol mente il iun quadrato. o colla erprcffione del medefimo fuori del lor teffuto . Io le sfuggo' di qui proporre dimoRrazioni tratte dsi calcolo differenziail ed integrale. o perchè particelle frigorifiche Il o perchè in fine la velocità del fangue fi rende minore . che fi : avvi fa nello flato naturale . chlaraafi difficile. Se la denfità del fan.on fi fa . %giofreddo nel nofìrc corpo. movimenti) rallentato arriverà più lentamente . r efperienza fa vedere che n. ed in minor quantità in un : lentamente o in minor quantie tà dal mufcolo. come p : 4. non mi rimarrò io dì fargli la corte e dì feguìre le medefune sue traccie Ma il farò in guisa . che dall'anima allora fi perce» pilce .

o colla efpreffione del medefimo fuori del lor tefTuto. la quale per comodo pubblico ho voluta aggiugnere alla fine di quefto Tomo Intanto applicando tutto quello alla debolezza che fentona gli arrab. porre con Boerhaave vafi convergenti Idraulici fi fpiegano tutt i i nomeni dell' azione mufcolare Una bella e filofofica Diflertazione comfi. . nell'Ottica al libro terzo. allorché ven. E i-icorderò io ancora . al dir di Galeno. '^J il ineguale .z^. e degli altri tremulo . ma è tutta opra del fluido che anima i nervi . La teoria Newtoniana viene comunalmente abbracciata Così il Newton E ficcome i oggidì . quaed. .il CavWier Newton il più prande e raro ingegno che fia mai comparfo al mondo per decoro ed iftruzione della fpecie . Con quefti faldi principii no te. e vifcbiofi del cervellone più fcarfa è la fecrezione del fluido nervofo in quell'emporio. e tale fark mufcoli (28). vengon fibre de'mufcoH . . e . . Ma chi defidera fala fia congiunta tri- meco ora ne vesna . ner'vus ( ex captllamentis permulth compofitus ) apacus vtdeatur. molli. perdono la loro ftretta fperdere gli fpi riti corrifpondenza. fili applicati al conduttore elettrizzato della attratti . effendo congegnati con maravigliofa architettura . . . come colla laffezza e colla denfità del fangue ftezza . nam obJìntSltones nervorum paralyfìn induextremo ad alterar/t propagetiir Quo atitem fatt's uniformìa fmt ex'iflimo ea pollucida effe fingtila : cunt quarnvls reflexìoms liim'tn'ts in cylindraccis ipforum fup'erfictebus . macchina elettrica . ( . maflìcci o fottiliffimi che fieno . e nafce l'abbandonamento del corpo pere . biati . i nervi. intendendofi per fluido elafiico la materia elettrica varum cap. to del cuore. che ad un tratto a'n faccheggiato 1' erario delle forze ( effendo proprietà dì molti veleni. sullaRabbia» ts^-efler picciolo. e s' increfpano . & . ut totus albus. . non altramenti le fcorcia" gon riempiute di quefto tale fluido. pofe il Signor de Sauvages su quello punta. movimen- Tri' {%%) II movimento mufcolare fi efegue non per Faffluffb del fangue nel tefìlito de' mufcoli. che ficcome fi fon tmovate febbri di si maligna e velenofa natura . o di- così il volatile della bava rab-biofa concentrando o di)n fperdeodo il fluido nervofo. della la linfa ne fia fi la circolazione cagione . egli fi Avvegnaché li comprende che la denfità dove il fangue fi rappiglia .illamenta fingula & & com' egli eflrma . . pretende che i nervi fieno ripieni di quel fluido elamico . fminora per vafi piccoli come fono fpecialmente i fottilifìfimi.. non ìntemipte ab ufque uno trans medli aetherei per ea un'iformiter . ): 2Vertmiformta j' ut motus vi-. riempie eziandio lo fpazio mondano nafce la gravità ne' corpi . • dal quale fluido Ecco le parole del Newton fol'tda effe pgno . .• . fi attraggono fra loro j e fenza fupperchè il mufi:olo fi contras . che univerfalmente fi truova ne' corpi .. di concentrare.

che calcoli. e va poi a metter foce in efib . Hìdrophobìca ) efficaadjuta . Ed in fatti 'tutte le fue Il Opere. HofFman e Boerhaave dall'altra. materie quale ella è unita. che poco fugo di utile . (zg) La ricerca di alcuni fenomeni del corpo umano. . Frideric.iid quid in {/j) xAn vitae aBìont ìmputancìa certe virulentae luh •uìtalìg ( cia ? Ht'. . come Cheyne Portefiel. e difefe che l'ani. ma ai far de' conti non fi Signor de Sauvages impertanto avendo rifguardate le Matematiche come 1 albero della fapienza . febbene di fetta differente . e Sthal da una parte. Qj. fegue r autore . e Difiertazioni altro in buona parte non ifpirano . fi ritrae . COSI imbrogliato . in cui ringorgando . . per condurlo a quello flato di matiirezper cui è fiato ammirato e riverito da varii Medici • dall . egli è un campo .. Boerhaav. e la origine primiera di. è la cagione .jus Jtperjtes facultas antidoto . fanis edit acliones fanas id in morbcfis edit aBiones vitiatas Noi non prendiamo partito fulla efiftenza del principio della vita chiamato Natura da' Medici ciò che noi qui diciamo effendo conforme a quel chi dicono tutt' i Medici . Ma il coagulo. Ma ia di fé da . FUI. de natura morbonim medicatyice j Boerhaave Orat. ai'.• . queflo che quello fla- principio della vita (h) fa differenti sforzi per liberarfi dal- che cagionano incomodo (2. Orat.78 _ t) I S S E R T A Z I O >J E li. ma è la cagion motrice del cuore e che quando la macchina corporea vien travagliata da qualche malore . ella fi sforza di liberamela nel qual impegno dell'anima confilìono tutte le malattie. e dottrine di proporzioni Di queRe neceffarie munizioni effendofi egli ben fornito . . una parte fua culla . . Tri/ìczza . Hofimanh.t expellendo a maligno liberat In fanandis tandem morbis prìncipatuin obtinet Natura &c. Il cuore non fi può muovere . Si fa veggiono fchierate chi s'abbia vitto- tante ingegnofe opinioni ria . impiegò le medehme nella invefrigazione. . tutt'i moti . . dal folo fluido nervofo ^ né tampoco dal fangue che placidamente cammina per le vene . che l'anima e è fenfibile in all' incomodo del corpo. fieno liberi naturali e vitali : . XXXIV.' avendo innanzi concepito un alto difguflo contro il gergo ambiguo degli altri fiftemi delle Scuole. a tal fìfiema de Sauvages die un favorevole accoglimento del quale può dirfi che ne fchiantò gl'infantili fuoi lineail menti nella verifimile medefima . . delle verità Mediche . adottò il fiflema cotanto famofo dello Sthall . non fi Ragna o fi ritarda ma fi fpreme e fgorga con maggior empito di quello onde entrato vi era Per lo che T anima nel corpo prefedendo .). to le il L' efperlenza fa al vedere. 8. Jota ejl qtiae eneyuando .

e fulla natura della febbre. . nella ricerca della cagione del moto E qui del cuore . è benanche un bel giuo» . Laonde in quefia folta fel va di dubbiezze. benché buona gente. . 7P rallentamento del fangue Tono mali di tanta maggior tema. eccellenti mezzi per dividere fangue. . ecco ufcir in campo gli Sthalliant garantiti da non pochi Metafifici. òpera con gran difegno compilata. che fi credette eiTere già flati mefìi in Meccanici de' quali il gonfaloniero era il Gran Boerhaaye . e ac- banda Ja voce Jclla ragione dee confèfTare . che la Nofologia del Signor de Sauvages . che diverfo dalla orditura degli altri mufcoli fia il mirabile lavoriero del cuore e niegar non fi puote . Trattenghiam dunque Io fìupore . co di parole AI non fi certo troppo aftrufo veggiono .SULLA Rabbia^ lo . Son tante le dopo averne egli innanzi lunghiffimamente parlata nelle due DiiTcrtazioni fulla infiammazione . . meglio del lor trionfo. ha la difavventura di non poter eflere dolce dall' altra tifa dalla . che i grandi uomini non fieno mica fempre impeccabili Il volerfi da lui diftinguere nell'anima umana la libertà . oltre dell'effere un fotti! inganno. e Però gk con tutt'i lor caftelli in aria. fé non da chi ha gufto troppo cattivo . fieno dì quel moto continuato la cagioneStabilendofi in elfo cuore molta forza di contrazione. che non vi ha meflieri di credere . fecero eglino non piccol partito Sthalliani medefimi . . non an avuta miglior fortuna j Quando era il . il gliamenti e {tiramenti.E fa meftierì qui perfuaderfi . capiremo come quelle vive moffe de' detti fluidi. fé . a guifa di Scolallici . e baltt per ora. e fuperiore ad ogni elatere. cioè li fangue venofb e'I fluido de'nervi. dunque quando il veggonfi fopragiungere degli sbadi. an ritrovati più contradditori che lodatori . pofTan produrre . . quanto refercizio delle funzioni. e la natura due proprietà diverripetizioni che ne fa in ogni principio di clafie. : quel perenne movimento . quelle antiche forze di fimpatìa e di antipatìa difefe dagji^ o delle forze di attrazione e di ripulfìone mefle in voga da* Newtoniani. e la fteflà vita dipendono ed i! dal movimento affai fangue è fpeffo e rallentato rapido di quello fluido . fi darà a me licenza di afferire . pafcolo in quello che riguarda la fpiegazione di ciò che debbafi dir Natura nel noftro corpo .Boerhaaviani . fu trafportato nelle regioni vifionarie dell' entufiafmo non ho ribrezzo di dire . Galenici rotta da' Per ogni dove è quefio punto dì Fifiologia Goderonfi la vittoria per molto tempori non litigi e pofcia i Fermentici . e'I lor fifiema dagli Halleriani in brieve tempo ha avuto il crollo. che tuttaddue infieme . fe. ch'egli avendo for« Natura una calda fantasìa . che riefce quella una lettura feccantiffima e da dar noia ad ogni più flemmatico Lettore . ì quali fi oppofero a* .

o la fua padrona «è VI pofibno eflcr nell' animo de' cenni . . de' tremori della pelle che dividono dell* maniera il fangue . (31) Il corpo e r anima benché fieno due foflanze diverfiflìme . e per j così r agire degli antagonifli . nafce quinci V indole diverlà Dove il fluido de' nervi è mobiIiflìmo . (30) Gli sbadigliamenti degli arrabbiati con poca rifleffione fi capifco* no . òanda vi ha di altri fuggetti che patifcono inopia ne' nervi di fluido pòerofo. pefo la . e '1 diflipamento del fluido de' nervi. dalla quiete all'azione di nuovo ne pafla. . mercè la detta gruma del fangue. ed i ciechi e furibondi appetiti Dall'altra . ) (31). come quando fof- fia. . che non fi può fare mofl^a alcuna nel corpo . Dunque iaffezze. che quedo non inchini la fua compagna . e lo rifcaldano nelle parti più efpofte condenfamento (30). XXV. ìnfueta quaerela aè'yts tamquam auflrìm. fangue fi fa come una gruma finché rifrancati è . un fé allora il fuo movimento gli fi rende difficile ( come fua forza fofle sminorata ) in ragione del pefo oppofto . l'ammalato fi fentira pefante. fon però rosi ftrettamente anite fra loro . ma effendo debole aftienfi d'ogni rapido oftro (i) movimento . per lo che il foie orbicolare agifce pel rifolverfi di varii mufcoli del corpo . fenomeni che nel primo periodo della Rabbia fi oflei-vano . Egli è però certo che ficcome in varia guifa è la macchina nofira im« pallata . ma non può trarne tanto . cioè a dire fi fente altrettanto fievole. fperimentera l'aria della fteffa maniera. avrà delle la fievolezza malattia. farà trifto. In tempo eh' chiudonfi il . fgorgano gli fregolati moti. e penfierofo (vedete il §. gli annunzia una il fanpue effendo fpeffo . e che di leggieri fi accende a guifa di fuoco e rapido ne vola. Benavventurofa cofa ella è aver fortito un corpo formato con tal mac« . vicino fonno medefimo in quella guifa che le palpebre perchè ingrolTata la glandola lagrimale. gli fpiriti. il (ì) ' . ficchè bafìi per produrre di e notte i moti ed i fenfi E quando il fluido nervofo fcarfeggia . fi fente pefante . Celio Aurei. La parta . e penfierofo foprattutto quando venendo da una cagione nafcofla. o il vifcliio del celabro è quell'organo che dal fangue eflb fpiriio fepara . I' uomo il fi ripofa e dorme . Mentre noi fiamo per aÌTonnarci . nafcono i varii sbadigliamenti .8o accelerare iftefla il D I S S E R T A 2 I O N E IL fuo corfo. comprimefi mufcolo elevatore della palpebra fuperiore e lo debilita. il fangue manca di fluido nervofo . e diviene trillo. XXXVI. Benché la forza motrice di un uomo refti la ftefTa in fé 5 fé gli fi viene ad opporre una r^efiftenza o a caricarlo di al XXXV. che il corpo non ubbidifca. nel quale flato bel rimane.

e le tfmpefle. di.. ed azioni. ed ogni pie. Quefto fiato fuole durare da un giorno e mez- l'anima fenta una tranquilJkà di umori. mercè il timori rende gli atomi del fuoco più fpiritofi e vivaci . e faliverà mente. e difobbli^anti . (32) Egli è un fenomeno parimenti '' delle febbri velenofg il vederfi le ori- . E : falvatichi . molto più (1) (3 2). La tramontana.corpus-^pemuijfe. 215. Si rayvifano certuni foavi. vecchi che fentono pefarfì la vita addelfo . . ed un'armonia da quefta varietà di orditura.. rende fcuri pieni fuo fereno ed afciutto no che . XXXVI. Ogni volta che e in noi fi fpirazione ci fentiamo malinconi-ci più leggiera. fentendofi ridotti "ad rende ella dov« l'aria fentiamo più svàvoù . fon allegri la . in . l. profeguiam. _ Dopo te quéfte brievi. di umori -fierofi . I giovani che anno un. le piogge . fol perchè fi cangiano quello può autenticare Ognuno di noi foventèmenfe muta Si i venti . ragioniamo un. Jafcia fierofira fi L' efperienza fa vedere la che andare fua fierofità più abbondantemente: or quando k fepara dal fangue in maggior copia .^ I. . Da tutti quelli efempli egli fi rileva. e maifempre fon incontentabili. che partono /dàlie arterie^ e quefti debbono feparare una più grande abbondanza. torrrr i. e di trifiezza . e che in una parola ha prodotto un male interno ed occulto. difnebbia la mente ./epid. nafcono le diverfe tempre depli uomini. Dunque in quefto fiato ma il fuo fudore farà freddo .fangue più di fpiriti ripiedi nebbie. 7. e le ftagioni ci . e cadranno in un totale avvilimento. e noi ci aiir redditur' den' Jìor . fangue che eifa fi ^i fpelTa. fi -aver nel lor fangue fa . Ù' frigido fudo>-e madtiijfe. orinerà aflai . gli atti brufchi . il fudore . e di -. eh' ha condenfata la linmacchina . p. mercè i fuoi nuvoli. mìnuitvr fi rarior angcticr ... fìcchè di parti. co .^. e compiacenti. ma importanti premelTe . /?.k) più copiofaScc.Lidei-. e gai : i cafa minaccia rovina. dee entra- le più copiofamente ne'tubi fecretorii del genere de' linfatici . la faliva. il cammino. è A. ori admovebeut ut J'ajivara '\: ^ere? Rivaji^lt. ter copiofe m'inxit. Il firoc.circolazione infralita la un veleno. 1' ammalato fuderk (. e ed altri all'incontro fi veggiono lo fdegno effendo in loro cofe forcftiere maeftrìa . come l'orina. .àrp^o jlumìne erùmpentem ablerp.T. Sepulch.o .Si : è fminora la nuvolofa tra. col fiato r anno per un tuono . timore. (k) Manina totumq. poco della triftezza degli arrabbiati mio dire con chiaro efempio. . buon conto tutto è effetto della fcarica l' intelletto da' brutti vapori varietà dell'atmosfera. e ne'lor nervi . (1) Sudartum .oè. .S U L L A R A B B . che sii arrabbiati dallo fiato lano e fefievole in cui erano . u. ritardata la . pondus corporum in aere. I il A. eglino faranno pieni di noia. Afiruc.à\m6{ìì-ò il VvoI^ fio nella fua Aerometria. voglie.-zi$.

eh' è tanto comune. 82 D I S S E R T A 2 I O N. le orine. • fe : ed oltracciò più carico di falc reflerà . e temperava le parti falfugino- moto perenne per cui il e progreffivo degli fi umori fangue mantiene diiciolto . ed in confeguente eferciterà progreffo del male maggiori impeti di turgenza . Q_uando i canali fi rallentano ^ fi accrefcono le dette fecrezioni Intanto è noto -che tutte le feparazioni fi fanno dal fiero del fangue: ficchò effendo la parte rolla del medefimo rap« pigliata . tanto magcontinuando io fvaporamento . . per lo quale la fua circolazione è rallentata. . . al quale quando diminuifcono nel moto (1) ma un tal fermento dee accelerarla molto per tre o quattro giorni che vi agifce dopo la mefcolanza dell' illefla maniera .. i quali an fatto tanto non ha giammai luogo nel' fangue fui parola della corruzione. che quefta bava putrida fomminiftra in poco tempo a tutta la maffa del fangue.li anche mi cade in concio di dire. ed a quefto grado fi da il nome di R/7^Z'/^ r/7«. Avverte il Redi . che le acque nel ialmafire quanto più a forza . perciocché fi perderà della molta umidità dal corpo . XXXVir.il fiero la faliva . e perle medefime ragioni che la putrefazione di un frutto fi comunica a tutta la intiera catafta da vicino in" vicino . . fulfureo. che moderni . oltre del iòno una cagione principale . fin al qual tempo l'ammalato bava fenza affatto mordere. ed i fudori più francamente ufciranno dal corpo Qj. Noi fra breve entreremo ne'principii che fervono a fpiegare il fecondo^ e fovente ultimo flato chiamato Rabbia bianca ^ in cui qualche volta l'ammalato morde. ed ancora fcbiuma. priftefiì Sthal fi fircpito no)i per la maraviglia che fermentazione gli . dee svegliare tutt' i in quella maffa fono uri movimento inteftino . giormente falmaftre divengono: (1) di e fuoco o di iole fvaporano . Laondc'il sangue che dentro a' vafi arteriofi o venofi rigira. la can. Le . E !!• zo fino a tre giorni . . Mohìplicazious del' fermento della Rabbia. e poche parti agri e lifiiviali egli ftrafcinerà fecolui . fughi animali creorìne copiofe . veggiono tuttodì. inclinati . e feparandoiene. e 'I fiidore abBondevofe . ta. tale fudore debb' efiere di notabiliffimo danno agli arrabbiati. rimarrà privo di quel dolce umido che l' inacquava . che coloro che fabbricano il fai comune. particelle del fuoco . ed igneo . che. le caldaie. Il veleno alcali.volatile .

non accoraendofì di quello .. putrefazione . e proprietà "che la prima. come 1' efperien^ za fa vedere.con quelle del fermento . e che i fermenti fermentativi accelerano la fermentazione de' vegetabili XXXVIII. p-rima -di sequa ripiene k . trovanfi parlando de' fudori freddi . goccia di bava. e che fi chiama corruzione . della quarta Sezione fagio (m) Il Signor Boullet nella Dillertazione fiil/a mohtpUca^ione de' fermenti Attribuivanfi per 1' addietro t-utte funzioni de' noftri fluidi alla fermentazione. la quale non ha mai luogo nel fangue. che li rende puzzolenti . di bava. che altri anno pro- vimento delle curato fpiegare. SULLA Rabbia. &c. foprattutto faline ed ignee . può averfi ricorfo ai piccioli toerfe quelle mv'i voriicofi. Efla agifce fecondo la meccanica degli altri fermenti .' rie' centri de' quali credonfi im- molecole (33). fon veri crate in . ' % . è caduto in un ecceffo oppofto . e che. a XXXIX. avrà |a Itefla forza. viene dal rapido e fcambievole avvi&ihamento delle molècole del mifio. . e della Rabbia. Il Signor Hecquet volendo correggere quefto abufo . dellS' quale' non fi può affatto nie^ar la efiftenza. Se la propagazione di quefto veleno fi facefle per divifione. .. per via di putrefazione . dunque la bava dell'animale arrabbiato è un vero fermento putrido.la millefiraa goccia non avrebbe che lamillefima parte della forza della prima* ciò cK* è contro l' offervazione E' dunque per moltiplicazione che queOr un corpo che muta i mirti in fua foftanfìo veleno crefce za'. e li volatilizza . non fi dee credere . dicefi putrido (m) . profcrivendo ogni mavimento inteftino de' noftri fluidi . che quefto mointeftino che produce la corruzione. Una bia ad un animale. Dunque ogni goccia di bava velenofa cagiona la produzione di più migliaia di fimili goccie .della lue venerea. Ippo. pregne di puro e fehìetto fale . ne ha fempremai fatto un mal preAforirmo 34. (33) ìi velenQ-del vaiuolo. cosi fi multiplica chiamafi fermento. Si può con Boerhaave concepire. o volendofi cercare la cagione meccanica . ch'io intenda per >quefta parola una materia foltanto capace di accelerare la fermentazione ^ ma ancora intendo quella eh' è capevole di accelerate' Jp icorruzi^ne. che anno i^l rapporto. e fé ciò fuccede cinque giorni . è la iftato di svegliare la Rabil quale in confeguenza darà per quattro o ciafcheduna goccia della quale piti libre. Così quando io parlo di fermento. .' crena a fuoi contorni .

foprattutto in Inghilterra (n). . Con tale fermento della bava non tutte le particelle del fangue anno del rapporto ma fiB. fìirao che fi zia . fime particelle inoltre di fali comecché poffano agevolmente produrre de' gran moti porranno la macchina in gran bollore e fcompiglio (n) Negli altri paefi fi potrebbe immaginare che la Rabbia ficcome il vaiuolo:. che due forze attive noi abbiamo nella Natura 1 attrazione . li Signor de Sauvages Io av^ vita qui fopra j ma poiché epli non ne fa minuto efame . Tutte quefle fottilif. è ferapre prefente in qualche fuggetto* ma non fi può afficurare perché i lupi che 1' anno fuggono il noftro efame ne' . debba fviluppare alquanto meglio un tal fuggetto Ed innanzi tratto fa mdtieri rilovvenu-fi . C^* in- & hac vi & . Il Newton beniffimo una tal forza attraente di. Or i cani anno i loro . trafmutancfo i licori in lor natura . le ( . delle leggi delle fermentazioni in fuori altra fpiegazione che . liquori quefta Torta e concorfo delle cagioni occafionali delle IV. mirti. I i I S S E R T A z r O N E IL . che per lo numero. . che non altramenti. . o che fi finga . & . l'ali acidi : . perpimgunt Né fi dee efcluder f aria ciocché niuna fermentazione può produrfi fenza lei. V.ciafcun veleno o fermento animale della ftelfa fpezie . . . . farà fenza grae fenza alcun colore di verifimiglianzra Sovente eziandio fu domandato come quefte fermentazioni fi generino .. Pei- . Cofmolog. eiocfei-menti che fi nioItipUcano . 247. ifpiegare detto cangiamento. : ftinfe pollent vi. fecondo i principi! del Leibniz fo). del medefimo genere. cioè la elafiicità . debbe avere qualche cofa di differente di ogni altro. . . ed un effetto. in maggior ragione XL.84 D XXXIX. Wolf.magna attraSiva . . e foprattutto differenti proprietà perciocché quefta . i loro efercizii.Acidomm partìculae ei dice qua coypora dtffolvunt confifìit earum aBivitas organa fenfuum agitant . ogni fi adduca in mezzo . ) anche anno elfi qualche volta. fermento pel fatta .di effa . fermenti non trasmutano in lor foftanza che quei quali fono difpofti a trasmutarfi. (34) Il noflro de Sauvages per provare che il veleno della Rabbia è ben diyerfo dalle altre vclenofe foftanze . è quafi r unica via per diftinguerle (34) Cerchiamo dunque . bene le particelle falrne.difFerifca da ogni altro. . .generare.dove i lupi mancano. ma più al tardi fenza il di concorfo di quello .qjuefta corruzione. Nel mondo materiale non fia corpo. dunque fécondo il concorfo delle differenti cagioni e circoftanze. la Rabbia fpontanea la loro nutrizione. fia elemento. accenna un argomento tratto da una (o) . quali noi abbiamo menzione : loro paffiorii pofìbno. . v' ha alcun individuo .

. benché non ne ravvifi i minimiffimi elementi.il quale al certo dee dirfi il vero fìmucognizioni . le cui fublimi idee fovente . il fecero volare. mercè- diftefo . che due fofianze poflano avere . più non vede e guatando colà quel!' altro interminabile teatro de poffibili . e quello della Rabbia di molti d>.non pur le note caratteriftiche. o il prin. e dello fcorbuto. poiché quello della^ vipera è quafi pochi giorni. cipio d' individuazione fra loro . to in fé. benché non abbia egli fatto un cotanto me fi vede praticato dal Wolfio. s'inalza con rapidi voli nelle regioni' delle aili'azioni .te comparabili con quei fintomi che fon prodotti dagli altri veleni .pib non mira . . le anzidette note caratteriftiche fi medefima veggiono diverle . Che altri ed . lacro del Leibriizio Con lle idee le più grandi ed elevate quelle nobili e fublimi vedute della ragione fufficiente » con quee con quefto piano di filofofare fchief. ' alla fìabilì egli non effervi nel mondo delle foftanze fimili fra loro . cohdo me chi s' avanzaffe a dire .quelli del. fimiliflFime . onde ragione fufrileva aver eglino avuta un idea di quella. ftre Ne' noftri tempi Leonardo Eulero eh' è flato uno de cevara Ficol medefimo principio ha chiedo di fpiegare lebri Matematici generale abu!o. rare. . Ognun fa che qui confìfie lo ftudio della Medicina. ^5 quelli della fcabbia. e noquel principio della ragione fufficiente . principio viAPI^iù i-ftello bilmente ampliato da Griftiano Wolfio. fra lo- la Chi confiderà i vadebbono i fuggetti eziandio efler diffomiglievoli veleni. e a contempla Ma fei fperde Il Samuel Clarke è fiato però il fuo gran contradditore. e fortire da'confim delle no. e i fintomi che cagiona il morfo . ciocché difting. cioè nell'apprendcre la floria del corfo de' mali sbriga diverfamente dagli ìflantaneo . che noi dichiamo lìccome non può nfegarfi avei-efaputo il Divino^ Platone. .. . vi fcorge però varietà negli effetti Gli effetti . ma eziandio l'effenza individuale . e a penetrare negli arcani profondifllmi . fecondo fi efpreffe il celebre darebbe fuori una propofìzione che ftrugge Locke fé . quel grande ingegno a dar gloria e laquell' anima eletta a magnanime imprefe della Natura.' fé fi ma fuori della sfera degli altri.veleno della pelle. Or quando ro rii . vaiuolo. l'uomo. _ ficiente. Filofofia. e qiTsfii nicr. .della vipera Ibn ben diverfi da. ivi fi fpazia . colofofici punti. S U L L A R A B B I A. nel mondo fianvi delle follanze : debbano elle diftinguere e mentre fi idee.ue il veleno della Rabbia da pefte.Non fi dee dar retta al AA/olfio che il Leibniz folTe l'inventore di una tak dottrinail quale fi crtdb . &c. fi poiché preffo gli antichi autori trovanfi delle chiare efpreffioni . Ili Germania ma della gran una fublime Metafifica Il Signor Leibniz. intraprefe il Leibniz a dicifeUmili fra loro ed in qual guifa divide da quelle corporee e balìe . ivi ed ivi fi confonde . avvegnaché il veleno rabbiofo fi veleni . : . o al più di perciò .

o ad un bitume: ed in fine i fosfori animali fono anche una materia ignea . fi affinecchè nella medefimamente macchina quei corpi vi entrino. o la materia della luce unita ad un graffo animale.8^ // Dissertazione volatile del veleno f\ [paride dentro II. ùnti in er- e le intromilfioni di varie minerali Ma del è la ({uefle iflefie fperienze fan yedere tempo. dà efpofla al fuoco. per quale via. fembra eflere il volariie d^l veleno della Rabbia. gli e . o per quài canali ne infetti Due fìrade foladi comunicazione abbiamo nella nolìra macchina i animale: vafi venofi aflbrbenti minimiflimi della pelle." . Dunque non s' vaporofe foflanze. ' . de' bagni. e TonÒ' ilafe delle con mo^^tàmtnu- . opre del fuoco : cosi ogni pianta . fia dail glandole dell'elofago qtrale. QLiefto veleno. è il fuoco elementare . come ha fatto vedere il grand'Hombergio (p) . che anno molto rapporto a quello elemento. Combinando tutt' i fenomeni . un fai alcali akrettanto più acre e più abbondante. dall' orina. e Boerhaave anche infìpida .. non per lo numero iblamente . ed i nervi . e per lo grado. c& ha di mira il fegato . una foftanza eftremamente fotrile. ed alla vacanali. 1710. tlaltica. I fa- dicono Sthal . da non uguagliarfi. fon tutti . Ciò ria compruova dando una occhiata alle celerità che an gli umori in girando* per al ! Idrauliche. i nervi. ma per le qualità. dell' Mem. della \ (35) Aifottigliato egli il fi vekno Ràbbia a guifa di elettrico vapore . e rara. . Elfer- vi nella cute di cotefte vene che imbeono altre le fottili particelle a 'foggia di que' vafellini dell'erbe. Ori- ed anche di mefi le . lo dimoftrano l'azione curiali . : fosfori cavati dagli efcrementi. nato dalla corruzione della bava. Accady il afì. le quali leggi cotet- tanto andavano a cuore de Sauvages. &c. q acida . che al fuoco elementare unito alle parti fulfuree ed alcaline dell'animale. o un fuoco elementare unito a' fali alcalini che r umidità dell' aria fonde ed infiamma tali fono i li alcali-volatili e fiffi . domanda da' Medici.oltracciò cagibiia' 'un gli ' altri (p) veleni. : . . che vi fi richiede ftrada delle vene quella per cui intromette leggi li il veleno rabbiofo . è prodotto perla putrefazione che d^ tre foflanze. quanto il fuoco è flato più lungo e più forte ogni foflanza fulfurea. diverfo. XLI. corpo. il primb par .. e il fecondo" orrore invincibile all'acqua j fi dee conchiudere che il veleno del can rabbiofo . (33).

e fono fime fono in ragione fudduplicata delle lunghezze de' vafi ifteffi in ragion comporta al'tresì delle battute delle arferie . fuoco elementare. debba effere • . umori che però non fon le vene al caio di con cai apparifcono e fi fviluppan'o i fintomi della : Rabbia . fi folievano da' luoghi dove i cadaveri de- tezza Sviluppate dal Cavalrer Newton. . fecondo mifti. in generale s'infinuano ne fatto . ed indi Riccardo i Mead nel fuo nervi fieno il mezzo di tal comunicazione In effi rapidamente fugge e vola quel fluido . effendo dotato di una grati forza di attrazione. benché VanHehnont aificuri il fatto. ch«- . UH fenomeno noi non pretendiamo altra cofa fignificare né è del noftro fuggetto ricercarne la cagione . sveglia un tal movimento inteftino di corruzione.che ir non fi può piìi innanzi . movimento . trovandofi fparfo molto "Ctli fulfurei. nervi fi e fanno de' varii attacchi Merita ogni attenzione quel il che legge nelle Tranfazioni Filofofiche preffo lodato Mead. Laonde il celebre ì Alfonfo . che negli#?||^timi vafi fanguiferi . e fenfazione Perchè non rimarrà luogo a dubrtarfi . cane fiato morfo dal ferpente a campanello cotanto in quelli tempi reia eh elio famcfo . . la fermentazione è primo grado: egli in feguito fviluppafi. ins'attacca a quefte diverfe fofìanze de' flati. alla quale s'approlTimi una torcia. che . piecoliflima la velocità degli Ripiegar la prèflezza . La putrefazione produce in tutt' ì tutte quefte foftanze. eh' è come il corriere . che non pure il veleno Trattatello fu veleni. ma almeno quella' de' vapori d'una latrina lungamente turata . . che porta a' mufcoli forza . che le 'budella an ritenuti .' 87 . e indi nafce l' infiammabilità . già intraprefero a dire. non palfarono quindici minuti fecondi dopo la morfura cane fi morì . Sulla prima le velocità del fangue che muovonfi per canali di diverfa ampiezza . . non forfè di que' fuochi folletti che. Effendo un . e con ifpecialita negli animali che fono Boerhaave. ma tutte le foftanze velenofe . (q) Per quefte parole . e le rìu- nifce. . della Rabbia .. Borelli .della radice quarDa* tutte quefte ta della quantità del fangue che fi rattruova nel corpo belle leggi egli fi deduce . S U L L A R A B B I A. ^ Origine della luce de Corpi anìm/ili XLII. e. di il fecondo Sthal. il. fono in ragion inverfa di quelle In fecondo luogo le velocità mede. ficcome attefta un autore degno di fede ( Boerhaave ) (q) ..

alle percof'ie del focile. : bambini di calda temperatura i bonfi fpiegare fuochi folletti o fatui sbrigano talvoì'ia lé*iìammelle . II fu^co per-ciò è 1' inefaufta forgente di tanti fosfori animali Da quefto ifl-efTo principio nafcono quelle fcintille. e fpecialmente luce che fogliono •(3<5) La animali in luogo fcuro . i$o. ieganda potius ..D I S S E IR T A 2 I O N E IL uomini o degli animali fon marciti (r). 55. Id. percui non ila il fuoco difìufo.. ma non trafmette . dofi camiciuola nella medefima ftagione (t). >-. . curiof. le tefle de' pefci. -s"! Di(r) Offervaz. Strana origine della putrefazione. de'Saggi. ed i cavalli ftrigliati in tempo di verno (s) e quelle che altres'i danna gli uomini pettinandofi . vèg-' fi-• _ . ficcome dall' bra l'intiepidifcono La particolare fa difpofizione d|5j. dosi deb. ma non tutta . e que' raggi eh' a lei s' apprefentano li guafla ceve e lo trafporta y ed è capace eziandio d' infocarli . lethiferat eruSìantem flamnas poffe converti . Indi que' che fomminiftrano . die quaggiù & . e :. t. imo homifrìeidam aquam inflammubilem . tutt' i corpi che marcifcono . fosfori della loro r orina delle gravide rifcaldata. E finalmente.Gìo\-n. Giugno. avvegnaché quella che nel giorno s'infervora. quam credenda videretur (s) Oflervaz..e fpoglian^8 degli . Nlvem glacìemque fcm'tHlas emittere j accendere . perchè Ibn accendibili.. fenza foccorfo dell'arte.^o.. fìfic. Settembre 1(583. fplritus animare iiem ipfum in igrìi-vomam machitiam . di cui è inzup-" pato ogni corpo. quando con man gagliaro quelle fcintille minute che fpiccano (Gialla da fi frega loro la ichiena dura felce. fenomeni dell' elettricifmo PercioccHè non v'ha parte non penetri e nori riempia quel fuoco. t. Giornale de" Saggi. ut ad quafvis aniles fabulas cum loco reGraves.%corpi fa lo imbere . curiof. adeo flupenda fes ejl . Che anzi' nel noflro l'pazio Planetario niuna foftanza v'è . e s'i lurainofa (3<^)'. 1' orina ordinaria .o ftropicciandofi il vifo. la carne. come le radiche dell' olivo. polche molte materie contiene nel iuo fangue . Tutte le foftanze zolforate fono di fuoco elementare imbeute..^ che 'fon veri fuochi elettrici . mandar fuori molti corpi. cui fi è quella che in diverfa guine riceve . E per la ragione iflefl'a il corpo umano e di ogni animale ne dee altresì imbere . le quali fon pabolo del fuoco. 1583. produce nel i tanti . r.e che fi muove con celerità incredibile. banda Io trafmettono i corpi diafani. per una materia celefte. (t) Id. la notte il freddo e l'omL'acciaio lo riceve. La terra pbco . naice da quella cagion medefima .z. ..p.-. che a guifa di tante forfore lucide efcono crofciando dal pelo de' gatti. eflcndo opaca e buia di L'aria lo rifua natura. lóSy.. indi quelle fcintillé^ che rendono con ifcoppio i gatti che fi ftrofinano . dice il Signor Foatenelle. Maggio lójp. ficcome da' capelli de altra . mondo. pag. p.

e ad Hamberger. non la crea. La flefla foftanza fosforica produce il lume ne' pema non è così Parrà quefta una digrefTione a certuni fti ed io ho voluto con quelle poche parole preparar gli animi de' meno fperti . Tuttocciò che fi è fcoverto in quefto fecolo fopra 1' prova eflervi nelF uomo . XLIII. fi riefce meglio a farla apparire: i corpi animali la rifiutano fovente a' fregamenti imiìiediati. D'tgreJJtone Bp fM elettricità. eh' effendo prima inceppata ne' corpi. materia che brilla. mercè il moto della mac- china . faranno per regifirarfi nelle note in queRo luogo mi fi' conceda di dirne qualche poco. e negli animali una fimile . e lunga materia fi è fomminifirata a' Filofofi nel rapido moto . . la quale materia fi fviluppa dalle parti bituminofe e faline che in copia vi fon Ideile acque del mare. benché elfi ftefll ne abbiano più degli altri corpi della medefima denfita (37). o flrofinamento dicuififerattrazione e di ripulfione ve per farla comparire. j ma eziandio per promuovere me le giufle lodi date al Mufchembrò . : M ne' putrefazione . in cui a cafo ed alla cieca elfi decifero. ma di altra incerta le foftanza . da cui col Signor de Sauvages vedremo fpiegati i fenomeni più importanti della Rabbia lofofi aveflero attribuito fifFatto . e della luce elettrica. compilate . e eh' è dotata d'una gran forza di L'artificio. Que- lunge dallo è fchiarir . . che l' elettricifmo non fia mica fìo un rovinofo prodotto del principio j fuoco . e nella progreffione delle fiammelle. fi ravviva . tuttaddue chiariffimi Fihci . Ma Per non oi'curare i vantaggi della fanità. • : . . per farmi ftrada a mofirare le forze dell' elettricifmo . ftimola. Infiniti libri . Veggionfi fovente attorno de' chniteri .sullaRabbia. fi fono dati ifchiarire quefto vafìo mare e per renderlo alle fiampe . certamente che debb' effer taciuta quella opinione . non facendo altro che imquindi nafce . La ficcome altra lume a de' vermini lucenti j egli però è puro effetto della materia fosforica che abbonda nelle acque ifteffe.. non folo per giovevole pafcolo dell' onefia curiofità dell'uomo Le varie utili notizie da vegnenti. confufa la verità e non flato ricevuto fé ne ha vieppiù non da quei pochi che ri- idee man. Il Signor Hauksbèe aveva già oflervato elettricità . che primerle un movimento eh' efla non avea girando il globo elettrico velocemente . (37) Gran fegreto fi è fvelato .

fenza alcuna precedente elettrizzazione. cui elfo pafTa a traverlo le fofl:anze de' corpi . e LL. delle quali ne poffiede doviziofa raccolta. e rapido ne' moti fuoi Nel vero li fiocchi elettrici producono l'incendio ne' corpi piccoli ac. fi vede la lor luce dìviderfi ne' fette rag- colorati . può beniffinio gareggiare cu' primi diligenti .Giovanni Vivenzio Primo Medico del-» Protomedico del Regno . • . è fommamente piccola . piuttofl:o che confiderare eflere l'elettrico fluido ifleflb un acido. ultimamente ci ha fornito di una elegante traduzione dall' Inglefe di due Diirertazioni. che in quei cafi 1' azione del fluido elettrico . come un acido .Nò vorrei che fi tuttiquanti dal creda che tanti torrenti di luce fparfi per le varie fofianze.. e tardo. puriffmio . Egli fembra un odor fosforico. e Pratica della Elettricità Medica del Signor Tiberio Cavallo nofiro compatriota. che nella Fifica Sperimentale e nel far uo delle macchine. e ripulfii^a. acetofo. e IL nelle budella del bove quefta virtù attrat- tiva. ò un acido. o flogifio. fi derivino diflemperarfi in cosi fottiliflimi raggi il fole . una fuUa Teoria. lo che per altri efperimenti fembra effere molto improbabile. per aver confufo il fuoco artificiale. e dotti Fifici OfTervatori .. che il violento paff'aggio e la fuga del fluido elettrico efì:rae dagli altri corpi. con grand' ingegno compilata. traile altre fue belle opere date alla luce . la quale fi ravvifa tofio che fi fenta l'odore che manda il conduttore elettrico. Alle quali Difiertazioni premette egli una Iftoria della detta Elettricità Medica . impuro. che ci veg- giamo dintorno ardere perpetuamente j ma deefi affermare che detta foftan- . Il Signor Gray mangono abbagliati dal maravlglìofo Io non riferirò gli argomenti loro. .MM. la cui fuperficie è gene- ralmente bruciataio liquefatta in picciol grado* iembra perciò più naturale il fofpettare che i fopra riferiti effetti fieno prodotti di quella quantità di principio o acido o infiammabile . od altro fìmile. e che mette come in veduta tutto quanto da' diverfi Scrittori di varie Nazioni fi è detto » ed in varii tempi è fiato oflervato Or il tefiè nominato Signor Cavallo . eflendomi paruti infufficienti e mal immaginati j e fon eglino caduti nelle tenebre. o pure un compofto di ambidue. o un principio infiammabile. col fuoco elettrico. così fcrive dopo aver accennati alcuni fperimenti. opera utile dimolto. e confìderando ancora la violenza con elettrizzano. cendibili gi j guardati col prifma j . e pò ne' capelli Dissertazione umani. fecondo le varie fpecie de'corpi che v' è Ma fi le Il Signor Cavaliere D. e mofìrano in altresì una parola le proprietà tutte del vero fuo- co un' altra foRanza fottiliffima . Ma confiderando ..„Quefìi efperimenti anno indotte varie perfone a fupporre che il fluido elettrico è flogifto . chiedendo determinare in che confitta la natura vera del fluido elettrico. Membro della Società Regale di Londra e l'altra della forza della Elettricità nella cura della fuppreffione de' mefirui del Chirurgo Giovanni Birch .

. è effetto della e della lunohezza L'Abate Nollet nell'opera intitolata Recerches elettn'ques medefimi che un caldaio perchè contiene poca malfa . Ne rifulta quindi un fiftema. e dopo forza de' fiocchi ^ dividendola in varie piccole zone averne notata la e di tutte facendone una lunga. elettrizzato che caccia de' gran fiocchi lucenti j lo che non avviene fé vegna elettrizfia Elettrizzati inoltre due pezzi di ferro zato un pezzo di ferro maflìccio di vario pefo . egli . come le altre parti falde Sono inoltre i nervi lottili e lunghi. che fanno in piccolo M 2 ciò ftanza fu già nel principio degli efleri . che .. . in che in altre parti . e da quel vìda quel perpetuo fuoco forza riceve e mo- fattura fcuopra della varietà ne' fenomeni elettrici . e' perciò 1' elettrico vapore di leggieri s'infinua . uno di cinquanta libre. e della diverfa quantità . mucilagine .' Gray diverfe la : pi refe trizzato più fenfibile per l'uomo intiero. I Signori Bofe Mol- Mufchembroek anno trovato quello di fare urtare ne' corpi . Una volta però eh' abbia un corpo di mafia grande ricevuta la materia elettrica. de' corpi . il Nollet. e gli Accademici di Parigi Il Signor le Monnier dopo aver elettrizzata una zona di piombo . dopo un minuto fecondo cacciava delle fcintille elettriche j mentre il pezzo grande non dava fuori delle fcintille j fé non dopo fei minuti fecondi . e quindi inceffantemente fi rinnova . e quefii mede- fimi vafi linfatici comparifcono come tanti filetti fottililfimi . e fiocchi più La . parti Il Signor Du-Fay ha infegnato il modo ler di farne cacciare a tutti gli uomini. . Se varia de' fi o fia dìflFuTa nella materia. . : meno . . . La fofianza di effi è a ruila d'una cui il fangue vi porta una linfa bianca. lunghezza del corpo molto varia ancora 1' elettricifmo nello che fono dì accordo le Monnier. mapoior . (u) di che altrove opportunamente fi parlerà Giornale de' Saggi Settembre i68^. quefta elettrizzata di nuovo. dopo averlo eletvi erano degli uomini (u) che cacciavano fcintiiJe da del lor corpo . vo e zampillante corpo vimento. sullaRabbia. niaooiori effetci afficura . onde fpiegare un sì maravigliofo feno. ti grandi dimoftrerà. de' polmoni. . ch'avea la figura di un parallelepipedo. elet-- tricifmo mofirava Da che fi proprietà fi due quelle comunica al corpo umano _ può dedurre . . dee nel celabro il fluido elettrico e ne' nervi piuttofio intrometterfi . e l'altro di ott'oncie: quello fecondo. due torrenti oppofti di materia elettrica . che non ha tanto di pefo. . mercè i continui Ma moti del cuore . de' canali e '1 fregamento del fànoue non balla quello folo cioè il poco pefo e la lunghezza de' nervi vi fi richiede un altro principio.

E R r A Z I O N E .1^ corpo umano oltre del naturale elettricifmo che ha . che la materia elettrica e un fluido fottilijjìmo che rijiede dappertutto al di dentro . e negli animali vipiù attivo . godendoft d' una perfetta continuità . come d ri di fuori de' noflri corpi fluido è e J- . XLIV. elettrizzato accendeva lo fpirito di vino. che lancianfi da' conduttori elettrizzati j ed a quei fuochi elettrici altresì che fi comunicano ad altri corpi che fono in iflato di difetto Da quefta elettrica natura delle folgori . le piante verdi ma meno quelle acquifteranno grande elettricità j fé ne comunicherà al vetro corpi idioelettrici allo zolfo . ed il circuito per cui dev'e/Tere fcaricata . nafcono tutte quelle portentofe apparenze che tuttodì oiferviamo e che da Plinio al libro fecondo della Storia Naturale.. . . efìendo fregati fcintillano . Se fulla eflremità lunga del conduttore fi pongano diverfe ioftanze come 1' uccello 1' acqua ìì mercurio . ma non dan- (38) r baleni. fate òhe fia formato da uno di quelli tubi . 1' uovo . . ed in maggior copia . . . e fei pollici in circa lungo j o . e le folgori. 1^4. . o Ora caricate di altro fluido del corpo umano una ooccia elettrica. ei dice diametro di quafi -^ di pollice . ed in una eflremità nell' acqua . fertazione di quefto (x) Tomo primo. che di verità regiftrate. piuttolìo due . . che l' acqua un tubo di vetro del „ Prendete . di tali tubi efattamente di eflì . terza . . l' Signor Lìèe la pol- come un uomo . {ì9) . che i fluidi del corpo umano dell' fono migliori conduttori elettricità . diametro te che fi tenendo riempia di e uno quel per fluido uguali in lunghezza . furono con più di maraviglia. che fcrofcianclo noi folti veggiamo ftrifciare ne' bene affomiglianfi a quelle fcintille . fottili fili metallici in modo tale che tocchino il fluido contenuto in effo. Quefto {39) venti egli • abbondantiffimo neiruomo. . P2 ciò D I S S i . Tutto ci porta a credere (x) . e ad altri . faL' acqua riempirà fu'bito il tu- bo in virtù dell'attrazione capillare particolarmente fé il tubo tengafi inchnato alla iuperficie dell' acqua Fate che T altro tubo riempiafi nella fìelfa guifa di fangue . acquavite vere del cannone coli' avvicinare fempliceraente il dito. più chiaramente ne ragioneremo. IL Il che vi farebbono ber Kiihn di Berlino fuochi del fuhnine (38) ha mofìrato il primo. : . e fcuri nuvoli . alle cui eftremità adattar fi poflbno . Nollet Saggio pag. riceve la elettricità per comunicazione . Ognuno in tal guifa fi perfuade che il corpo noftro debba effer meflb nella prima clafle Anziché riflette il dotto Signor Tiberio Cavallo nella Opera intitolata Teorìa Pratica clelf Elettricità Medica parte e . Nella terza Dif. che ne' cadaveg'^^tti morti .

per fiati colpiti effere dalle folgori quando fi tagliano . Egli pretende mofìrare afciuttamente . Giornalmente fi va difingannando delle refìrizioni . Da quelle verità ben chiare. o pure . e Du-Fay avean dato all'elettricità: l'umidita ifteffa non i'impedifce (40). dipinta nel libro. rigiro de' fluidi . fecondo egli eftimava * nuocciono pregna dì altre firanieal ricoglimento del . che ciò fembra efler il motivo . fangue. e che la putreterno fazione non ài . allorché l'aria del luogo colar fenomeno: e contentafi innanzi reftar nel . ondeggia ..ede'folidi. e così in feguito.. che quegli animali che fon uccifi dalle fcoffe elettriche. Du-Fay. (y) Memor. fo. qualora il circuito vien formato dal tubo ripieno di qualche fluido del corpo umano. Aggiugnerò folamente una offervazione . egli fi comprende che la opinione fpeciofa del Signor Louis Cerufico dell Ofpedale di Parigi . : preffione dell' aria . dimoftrano de. Il Signor Ha. ficcome egli fpiega nel libro intitolato Offervazjoni fulla Elettricità nelT anno 1747. alla fua fuperficie : . onde poter ficuro arrivar in porto de' grandi gli aiTefìi e de' rappigli del .. mutando alterto nativamente . fi vedrà che la fcoffa farà piìl fenfibile. ed un' altra quello . che in feguito . e di ben ordito romanzo. che il vapore elettrico non può attraverfare la fofianza del nollro corpo puote che folamente comunicar fi credo né io mi efTer neceffario che adduca e confuti i di lui argomenti . (40) Non mi ritrarrò di farvi chiaro i varii effetti dell'umidità in avea rapporto all' elettricifmo Il Signor Bofe ProfeflTore di Wirtemberg pretefo. che la vita mantiene. e quegli uomini altresì morti . ma alle parti efterne . danno affatto lume (y). dove fi fanno gli fperimenti : . Nella nota poi fi aggiugne . ripieno di fangue . lìa tutta tratta dalla fantafia e che quando fi legge con tutt' i colori com'è . cioè una volta quello ripieno di acqua . ed all' ijjterrotto . e le braccia di una perfona . od. per cui molte volte gli uomini. può fervire di divertimento. ed ufa ricorre alla impegni . legno della rarefazione e del difturbo nella maffa del medefimo Qui il Cerufico voga . fé la boccia fi fcarichi piìi volte. eh' è defiderofa di praticare refperimeaIn quefli maniera. che confeflare che i fluidi del noftro corpo dieno libero e fpedito paflagglo al fuoco elettrico. che quando fi fa ufo del tubo ripieno di acqua. ?^ In fatti vi manca quello ftropiccio inde'fluidi. . che non anno al certo fondamento veruno. che la materia elettrica vegna rifratta. è re efaJazioni laonde . e fon immaginati contro le regole del verifimile. altri e gli animali fono flati fulminati nelle campagne a prefe- renza di corpi .. che i Signori Gray . è umida . Ma mentre cerca quello parti- di colorire tutte le alh^ circoftanze rimane foffermato da buio. delT ^ccadem.SULLA Rabbia. .

ch'egli feguiva il corfo de'nervi fecondo la lunghezza del braccio fino alla fpina del dorfo (4ij. Emafiat. . od il cilindro.chefcuotevaaflaifortemente: XLV. fcrupolo di dire . ». o che acquiftano la elettricità per comunicazione. .. Al propofito egli aggiugne . 11. tanto farà più abbondante 1' elettricità . che fi trova impregnata di particelle vaporofe: giacché quando é pura ed afciutta . corpi elettrici per natura . non ifcuote ogni parte del corpo confufamente . fuoco elementare : acdel vapor elettrico noni pure le parti acquidofe . 1' eftremità de' capelli fon tanti mezzi d'attrarre il fuoco elettrico dal conduttore „. ma eziandìo il L'Abate Nollet allo nicoziana. (a) Nollet Saggio. 12.. l'umidità non fi oppone mica j anziché più di legHo creduto dover notare quefia gieri farà acquiftare 1' elettrica materia affinecchè i 'poco guardinghi non credano. cioè atta ad eflere attraverfata dal angufto fluido elettrico a proporzione. fono nella flanza dove operafi . .94- Dissertazione (z) fi II. fé porta feco nel (a) . to ri con ifquifito giudicio fcrive . e . . che le particelle dell'acqua nuocciono alla irradiazione de' corpi idiolettrici avvegnacchè divengon a foggia di tanti piccoli con. nel(41) La fcoffa di Leyden la prima volta truovata dal Mufchembrò anno 1 745 . Efper. non fegue nel corpo indifferentemente ogni forio ho fovente fperimentato nella fperienza di ra di direzione Leyden . né fi diftrugge • ficcome fé vi fia porzione benché minima di acqua .ma non già quando è nell'aria . con ben faldo divifamen. il tubo mai D. tra' ec. Debbo aggiupnere ancora . e decide fu quefta varietà di pareQLianto meno perfone.difperdono . ma entra in materia elettrica più in particolare fecondo le direzioni de' nervi . del fuoco fi. 14(5. mido (z) r la generale nuoccia alla felice riufcita de' fenomeni . foprattutto s' è rende 1' aria condottrice . l'elettricifmo non fi fminora. fenza umettare la macchina. che collo fpirito del terebinto unto il globo. che non è altro fé non il o la materia della luce attaccata a qualche parte fulfurea . ei dice. pag. unmu- fangue ad una perfona elettrizzata bacino una pioggia di fcintille. . o di altra erba qualunque . ma non mi farò che a' corpi anelettrici . Giovanni Vivenzio nella fua Il Signor Cavaliere diventa elettrico Storia della Elettricità Medica alla pagina 6/^. Hales Jo : ne oflervò tiri gli effetti ne'globetti del fangue di . e quanto più diftanti fieno dalla macchina La rel'pirazione di molte perfone in un luogo . fumo del- la incontro fofleneva che l'umido nuoce allora. quando fi attrae egli dal globo o dal cilindro che fi gira. 137. ipo. Quefio fluido elettrico . che 1 uutiliffima circofi:anza duttori per li quali le parti . 13. Oltre tutto ciò . è annoverata . come è ben noto.

ed altri. e lungo tempo logorerei . meno ed i a ridire una _ per^ una fu fperienze fatte. e lo fiato dell' atmosfera Che la negativa ne diminuifce al contrario il numero nella proporzione di due ad ottanta.affermandolo . incolpandone la poca diligenza de' primi. Febraio del 1782. Canonico Sans. che r elettricità tanto negativa .' mi cagionava P5 l'intiera notte un infogno accompagnato da dimenamenti. tà di Medicina di Parigi in una Memoria tura ce . In un minuto primo le^ fue dopo ciò fatta agire la macchina elettrica. alcuni dall' un canto. nel quale il polfo fembrava battere con maggior regolarità . fomma forza la macchina . fecondo tabilità della perfona. dall'altro Fan niegato. e fpecialmente nell' opera cotanto accreditata della Storia dell Elettricità Medica . A B B I A. Leggafi l'Appendice aggiunta all'o- pera dell'Abate Nollet intitolata Recerches etettriques augumento del pol(42) Varie diffenfioni de' Medici fi fon fentite full' fo mercè la elettrizzazione. e fuirufo del fluido elettrico. Il medeCmo Autore nell'anno 1777. delle vifcere . Ciò non olìante nel Giornale di Parigi pulfazioni erano feffantanove : fi ^ de' 17. „ Bafia il dire che il rifultato di varie fperienze ri- minuì petute . e per confeguenza quella del polfo a Il Cavalier Vivenzio dopo aver ufata una particolar premurofa diligenza. confiderato fu gli effetti generali. inviluppati come in andirivieni . fu pubblicata una lettera del . né dila velocità del fangue . e più in particolare a' nervi . che lo fcotimento fi dava air intiero nervofo fiftcma . la forza della mac- china elettrica .. videro afcendere le pulfazioni a fettantaquattro . e molto . così conchiude . compofta dal Cavai ier Vivenzio Ballerà di dire . che il Signor Mauduit Dottor Reggente della Facolfuggetto. S U L L A il R accelerando pochiffimo fegiiente polfo (42). di- che r elettricità pofitiva accelera le pulfazioni quafì nella proporzione l'irri- di preffo che fei ad ottanta. Io non mi fermerò punto tutte tal le ad annoverare . daideejclie ra- mo In qualche macchina delle mezzane di grandezza. le loro circoflanze . nella quale dà parte di aver fatte delle fperienze fi il rifultato delle quali fu. che pofitiva non aumentò. furono in un minuto primo offervatp le pulfazioni ridotte di nuovo a feffantanove . la fua difpofizione particolare. che quando l' . varii loro effetti da che non durerà fatica il Lettore a trovarne i vivi e minuti dettagli nel ruolo de' libri de' Fifici . tanto quando agiva con . ho conolciuto.? in prefenza di molti fcelfe fra un gran numero di perfone uno . era un poco debole pofitiva accelera il fi fu di aver coflantemente veduto che elettricità polfo in alcuni aella proporzione di due o tre ad ot- . fecondo l'offervazione di Dalibar. . e così ancora avvenne in un fecondo efperimento : tolta poi la bacchetta di comunicazione dal primo conduttore. effetto. quando in me medefiho quefia fcofla offervata ... fulla nacome medicamento . che offervò variare . .

fi fenomeni che nelie srotte profonde. finalmente una fenfibilita atta a fcommuovere i'iateio corpo. il fecondo Haller. Mi ili tutta la fua fon alquanto efieio fu di un tal punto . meningi. i tendini.. il feofo Io fa ve- dere (43).?) : .Ed intanto mi ho prefa nemmeno tal 1' ho fatto briga. ma ampiezza. quanto effe fono più fine . polfo non fi crefca di velocità con determinato e precifo rapporto agli moti Queflo era il fentimento del Boerhaave eh' egli efpone nelle Iftituzi^ni mediche §. dove dic€ . che il fluido nerveo è fiffatta materia elettrica . finah-nente di fei ad oflervato avendo che . Tali fono la . ed il k^o In riguardo poi alla . quantunque eauivoci i età . totu'/nque Allo 'ncontro Alberto Mailer colla fua Scuola . 301 . fono fin ora si riiultati che niente di ficuro pofTo affermare „. Newton ha creduto che fluido nerveo era la materia della luce. e fi rinnovella ^ eh' entra ne' corpi tutti j e fenza lei niente gli efferi farieno .. Dissertazione Qualità del fluido nervo/o. peritoneo. .Adeoque vìdetur non abfonum ejft ex cerebro ejujque propaginibtis paulattm formari corpus folidum . perchè non compoftì altri (4. pretendendo che una -^buona parte degli organi animali fieno infenfibili . e pro- ottanta ottanta . il come mai nel più forte Rabbia .o nelle vifcere della tutti n ò cagioj. In altri di quattro. m'ha convinto. dopo reex nevvìs fieri plicate fperienze ha pretefo atterrare un tal fiftema . da punture vive fimili a cjuelle che provanfi avvicinando il dito alla barra di ferro cietuizzata.e la luce Le tormazioni de mee de' minerali . negativa flati elettri- diverfi fperimenti ne avefli fatto . delle pulfazioni fiegue fenipre il temperamento 1' cità . i fenomeni della cai tanti ravvil'ano. che quefti artifici! mettono in un cosi gran movimento. ciò che reiterato fovente. (h) pleura. XLVI. . aumento . refpira.44) La luce od il fuoco elettrico ben può dirfi l'anima e la vita di tutta juanta la Natura j per cui tutto fi produce. La luce cìie il Signor New- ton (b) ha fatto vedere elfere s"i neceffaria all'uomo per la vita (44). e tanto più trafparenti . il le offa. da' le nervi. la- . per far indella tendere fenza inciampo d'altrui. e fono i fili più fertili o lunghi del corpo. p6 IL rapidamente l'una l'altra fi fuccedevatio . o 1' di cinque ad ottanta. di . le fotterranee fermentazioni . Le noftre fibre fon tutte nervofe . e degli altri. il perioftio . den(e. tutte effendo fecche fon come le corde de'violinì. Se fi confiderino terra talli .

Bononienf. . fenza di che jmmenfa dimpftrata da Borelli . follanza i anelettrica che fenfi vaglia a difperdere fluido elettrico fi perderanno Bioti. cjuanro fo. ^cad. il moto . naicono vi . Il Signor le Monnier Mera. e più omogenei o tralparenri: il fluido elertrico materia ma carica di zolfi animali nell'uomo. Lipari. e Rizzerà (e) un fluido fottiiiflìmo d'una elafticità perfetta. . fecondo ben tefìifìca Strabone ne fono una convincente pruova Ma il benefìzio maggiore io reca . ed agli animali Per lo medefimo fi fa la fruttificaziole antere ne fono interiormente penetrate . ella realmente fi porta lungo un filo di ferrose dentro il fuo telfuto (d). i folgori . Emafìatica pag. è fecondo le P7 dimoftrazioni de' Signori Mairan. Mercur. d'ivifero dal continente . i tuoni . 302. e le tante divifioni delle terre. le aurore Ijoreali . con una velocita almeno trenta volte più grande di quella del fuono ( che va tuttavia con una velocita di 1073. e fin i tifoni medefimi e gli oragani fon effetti die nafcono da una medenma cagione. Credevanfì per l'addietro i tifoni prodotti delle tempefre. e la forza de' elettrico E nervi fono effetti del medefimo fluido claflico ed quante volte viene effo fuoco impedito . e gli alnon fi ritroverebbe né la loro forza tri mufcoli. dopo l'impero della volontà no effi più denfì è la fteflfa . . che tai fenomeni non fieno effetti de' nuvoli elettrici . ed eziandio la intiera vegetazione. fecondo la varietà delle cagioni. Sicilia. men- lamita . (d) eia . o nel . che cercano diffondere e proNon è maraviglia. Ifchia. . che fi muove con altretranro più di rapidira ne'corpi. dell' Accad. dover avere delle particelle eftremamente fottili per poter facil- N . produca le forti e violente fcoìTe del tremuoto. e propria a ricrearlo. ficchè non può fcori rere liberamente. paralifi . fé il fuoco elettrico fpandendofì pagare l'elettricifrao nelle vifcere della terra . c3ie fi Proci ta . e quella lot- tiliffima foftanza compie la generazione. Parlando della nolira macchina. . Se fi truo- o ne' nervi . .sullaRabbia. . con quelle dell' atmosfera . Capri. vifcero mali di debolezza. 304. . non vi è fiata dubbiezEa a credere . né la prontezza incredibile de' fapendo ognuno loro movimenti. il calore e la fluidità del langue. e de' venti impetuofi e contrarli: ma meffi al paragone le piccole trombe artifiziali nell'acqua. i "baleni . di Fran'• . pi^di per Si era già prò varo .o ai corpi oi-ganici . cervello . ed (e) i Comm. e primario della vita il le . in diverfa guifa. o fia alle piante ne della pianta : il fuoco elettri<. che il fluido nerveo dovea avefecondo ) re almeno quefta velocità per poter contrarre il cuore. ij^ó.

// fuco nufritho vi ft anejìa . foprattutto verfo la fera. ivi f . Le Cat de Roven di . Il Signor Nollet . che pericolofi (i) . e quafì non p^Jfa. Kratzeinfiein de Halle . XLVIII. e più . effendo troppo forte per lui poche (4(5) Per terminare 1? note a (juefta digreflìonc full' elettricità . che fei giorni dopo divenne paralitico ciò che 1' impetuofità imprefla al fluido . Signor Nollet . che quello è il dall' eftremità alla Hales in fé fiieffo prova. 175. Signor le Monnier. ed all'ac- colla celerità che ciafcuno (g) crefcimento della fua velocità.chefi fentono da una eflremità all'altra del corpo. e della fua quantità debbonfi attribuire gli effetti SI buoni (h) . che tefta. che i paralitici e gl'infanti annodati an rifentito nelle operazioni elettriche (45). e quelli di : Londra. g. anno guariti. può trafportare il far vedere fentimento . uervofo può aver prodotto. che il fluido elettrico non fi diffonde da un lunghifllmo filo di ferro ne' corpi.p8 mente Dissertazione traverfare i II. che quello fluido fcappi facilmente dal corpo (e) . che non danno paflaggio. non alla luce. fé filetti. s'elettrizzò sì fortemente . il ginocchio. Il Signor ha già penfato effer egli il veicolo degli fìrepiti. Saggio pag. non altramenti. efper. Non bifogna temere . XLVII. quando uno fi gratta l'orecchio. dà venti volte più di elettricità fotto l'ifteflb volume. eflenposto tra due globi elettrici . altre . anni . ed al calore (45). con (g) (h) Emajìat. che lo toccano ftretti : (f) . i Medici Norimberga. cos'i una cantina di piombo venti volte più lunga ed altrettante più fìretta d'un' altra. . o Tranfazioni Filofofiche follevati per fi r elettrizzazione molti paralitici beli' (i) nelle rapporta un dofi efempio Intanto il Signor d'Opelmayer infermo in età di jo. n. 27. egli affetta di feguire i corpi più lunghi . Sarei troppo lungo fé bifognaffe folo fluido. (43) (e) (f) Che plaufibili Il Il il fluido nervofo veramente fia fimile al fuoco elettrico argomenti fi dimoftrerà nella terza Differtazione . . né che feguiti altra direzione fuori di quella de' filetti nervofi .

non dagli apparati elettrici occorre farne lungo dìvifamento . de Ja Sone Francefi . Verati Italiani JaJlabert . Il Signor Pivati . ed ." pp XLVIII. Corpo degl'Ingegneri Militari fimil dolore nelle fcapole di M. le Birch prefcritto . lof- di varii altri Or tanti io non mi fermerò . nata da una fuppreiìione eie' mellrui. vedefi la trafpirazione crefciuta. e divengono e/Ti più lep^ieri e fi fentono più fnelli . e diritta all'Abate NoJlet . del Cefarea. • dotto.. Loncon dra con compiuti apparecchi per efeguire tutti gli elperimenti elfi gli firumenti per ben amminifl:rare 1' elettricità ne' varii cafi . e tormentofo reuche un lavio . anno fatte delle felici cure nelle paralifi . de' Sauvages . . Jacopo Fergufon in Inghilterra j de Haen . certo fi fono fcoverti ma quanti utili ancora fcaturifcano di qua . a cenfurar coloro terra con che in quefto luto fare da cenfori Elettricità e buttar a una fola parola arìnoo an vole fatiche di Il Cavalier Vivenzio nella teflè uomini illuftri citata Storia della Medica. e rifpettabile Religiolb matifmo del deliro braccio . il Dottor Hart .' A]lemand . fecondo il metodo da' Sianori Cavallo. . ed in tante altre malattie. . fcritto. Himfel Warton . perciocché era egli aflai flato foggetto a degl'iniUlti apo^ fenzacchè fi foffe elettrizzato . 43. Morand . In tutti coloro che fi elettrizzano. non dovea mica attribuirfi all'elettricifmo plettici ferti . refio libero da un con- che dall' ultima campagna di Boemia lo . che da molto tempo lolfriva che un . ed eiperto Colonnello S. Wilfon . che da «ran tempo an cercato i Fifici di farne applicazione alJa Medicina per acconcio ed agio dell'uomo . tormentava. „ Avendo acquiftate le più potenti ed efatte_ macchine elettriche che fatte fi fono fin ora in . fi curò di un pertinace.S U L L A R A B B r A. fu fa. il quale per la elettrizzazione fi mori. Ma il Signor Bofe in una lettera fcritta da Witemberg nel!' anno 175^. : • altre parole rimangono a dire Grandi fenomeni altri in Germania . tentare fempre più l'elettricità. cosi conchiude pag. ne avea . che una Signora addetta al fervizio delle LL. e per curare varie malattie. RR. Del redo l' efiftenza del fluido nervofo è provara non folamente dall' efperienza di Bellini fopra i nervi diafram- N 2 al ma.. AA. che da undici mefi foffriva e che non avea a verun altro rimedio ceduto j e finalmente che la noftra Au- . con una copia di rifpofta di un uomo degno eh' affifìeva al detto infermo. in varie e diverfe malattie. Ricorderò foltanto . Senza particolar- non ho trafcurato animato da ciò mente riferire le iftorie e trafcrivere i giornali ballerà qui accennare che un favio Medico in Caferta reftò per mezzo della elettricità uuaritò di uno ftupctfe della deflira mano. Da' nimici dell' elettrìcìfmo fi oppone l'evento funefto del Sianor Opelmayer. e 'medici che tanti valentuomini aveano . j e de' quali innanzi . alficura che i'apoplefia accaduta.

Un' oflervazione che ora in Matematica del di Ginevra . che con ufare l'elettricità . (k).non già vinta I cervelli troppo caparbi! non fan mai piegare ma le fecche. e fu delle capre sii. rendo degli fconcerti nella macchina noftra ne . ma ancora io facevo muovere le parti . . alle Allora elettrizzai il mio ammalato una o due ore di feguito ogni giorno . Vi mando la copia dello fiato del braccio fatta dal Signor Guiot . La gufìa Signora . Dicembre 1747. mi fi conduffe un uomo. da quelle di Alefìandro Stward fopra la midolla fpinadelle ranocchie che io ho reiterate . il . Tanto maggiormente dcono crefcere i noflri impegni verfo : di quefta meaicina. tutte quefte offervazìoni. l'ammalato beve bexiiffimo . né fi an fatto un ricco teforo alle lor menti della ferie di tante felici cure perfezionate da Medici famofi . del cubito &c. che la elettricità non debb' efler Dopo bandita dalla clafTe degli utili rimedi! : ed è da difiderare . e nell' opera più volte citata del Cavalier Vivenzio .. II. . ma da quelle che il Signor Walter fece fare fopra due femine di frefco decapitate a k Léipfick. e prende il fuo cappello col braccio paralitico Sccfottofcritto I. e dopo tante altre ch'Io taccio . tantofto fi ricorra alla fi. braccio deliro era paralitico più di quindici anni . uno de noRri Maeftri Chirurgi Li io. . Io non la finirei mai . ma quello jftefTo gomito eh' era atrofiato ha ripigliato tutto il fuo buon effere . Dopo diverlx tentativi m' accorfi. fottopofti a tale che occorapplicazio- fa meftieri porger gli fcatenano contro . dalla quale reftò perfettamente guarita „ . . e non folamente gli ho reftituito il fenlb. quando introducendo uno ftilo dentro la midolla fpinale di fopra in baffo. ed i diverfi moti del pugno .. Gennaio 1748. ma.ia efficacia orecchi a coloro . e Padrona non ritrovò altro compenfo per un violento reumatico dolore nelle corte fpurie del finiftro Iato che rendevate tormentofe le intere notti . fcogli (k) fon preparati per loro . la mi- dolla da giù in gli occhi voltavano &c.loo inatici . . è dire quello . le dita della mano fi convellevano: nelle beccherie io ho fatte le medefime fperienze fopra de' montoni. fluido nervofo cui ho apprefa da un celebre Profeflbre di conferma molto il fentimento fopra il carattere Li z6. . che in prò della nofira fentenza fi è fcrit- Né che oggidì alla balorda fé gli to . . delle dita. e gli . e quando premeva col fi coltello . . Dissertazione . e che poffono ieggerfi ne' varii Scrittori. fé riandar voleffi partitamente . poiché non fanno eglino i metodi particolari da doverfi adoperare. quanto pili agramente fi vede ella appugnata . egli fi può conchiudere . che non folamente eccitava de' moti convulfivi viviffimi ne' mufcoli paralitici quali effi erano attaccati .

e cadendo in pro(47) Per che altrove le fi ragioni fin reciteranno . dovrà a ragione dell'affiniche ha col fluido nerveo . oggidì n' è mancato il plaufo a tal f. S U L L A R & A B B I A. e quali difperatiffimo fvenimento tutte fiffatte medicine. ed alla denfita delle fibre nervotà XLIX. e fodo . riunirfi colle loro punte. che ficcome e cefalici per diritto fentiero i rimedii cordiali . e quello del. Medici fovente trovando del buio nel volere difcifrare gl'interni groflbJani ordigni della macchina noftra. e de' nervi . allorché avanzeremo a E difendere. infinuarfi d'ogni dove ne' nervi vi fi trova. e vaporofa . Pofti quefti fé. agiflero per la ftrada delle vene fucchianti . gran plaufo faremo per ifpevare . che patifcono nella nervatura . e quello di fale ammoniaco . non agifcono per altre vie . mal condite mal fi Non mancherò qui di dire. così la bava del cane rabbiofo. lo fpirito di bezoartico.ìl veleno della Rabbia tuuo pieno di materia luniinofa o elettrica. farà piìi fi . che già fuoco lucido del dito. e ne' condotti del langue . che i agevole urtar nelle tenebre intorno al fiftema de' nervi . che quefti volatili e fpiritofi liquore anodino .. fosforica. . e che le foftanze tutte di particelle volatili compofte debbano allogarfi ne' medefimi s'egli è così. e di quivi prò» tutt' i durre tormentofi fintomi dello ftato acutiffimo della Rabbia. la barra prima divergenti nell'aria . lo fpirito di corno di cervo . che realmente evvi del fluido ne' nervi. Per non difibmiglievoli motivi crederemo ancora . che non dobbiam afferire col confenfo de' migliori.lofofare : ed opinioni sì da' Medici il rimedii . pnncipii. ofFendendofi in effe il refpiro . debba medefìmamente ne' nervi riceverfi . Ma ciò non fa . e fé per tanto tempo fi • è creduto della vecchia Scuola . lefa fottile . e 1' attività debora addotte . fondo. che tutte quelle vaporofe e fottiliffime foftanze . eh' lOI è provato La forza del fluido tiervofo crefcs : età a pofteriori a priori . 1' elafticita . come vedefi il ed unirfi col fluido. come Aerili e confanno col dilicato gufto de' moderni. il ridico. agifcono ne' nervi . Egli è quefto un paragone ben dritto . . il fale volatile oliofo di Silvio . fpecialmente delle donne ifleriche . che ad un tratto rivengono coloro. e per quegli argomenti eziandio ne^ egli dee afFermarfi che il fuoco elettrico nervi vi corre più che in altre parti. . che per quella degli fpiriti . nell'interna ftruttui'a de' quali noi c'imbattiamo in varii burroni da non effer dalla mente noftra comprefi . e divenir convergenti (47): ma la quantità di un Algido elettrica elaftico crefcendo in un ifteffo fpazio .

Forza mufcolare LII. la fua leno egli : unirfi vefarà velociti doppia dell'ordinario i fintomi ci faran conghietturare dalla loJoro veemenza . Disse RTAzìoN SINTOMI DEL SECONDO STADIO DELLA RABBIA. Noi fin ora abbiamo fviluppato il . e da un quagliamento tali fono la fievolezza del polfo . e la noia. LI. che quefta eJaiticita è in alcuni Idrofobi molto più grande di quella. 1' urto violento de' due fiocchi riuniti . Supponendo ora . ed detto fin qui . 21. Quelli fintomi farò ora con attentiffima diligenza a diflami^is morbis . produce la funefla leena di tanti fintovolatile Furono deffi fpiemi . poi il veleno refo debole della macchina . che morfi dal can rabbiofo . Le velocita de' fluidi elaftici meflì in vibrazione . per li quali 1' arrabbiato fi trae in difperazione curan' gati dal oran Boerhaave nell' aforifmo I138. che eh' 1' elaflicita del fluido nervofo dial avea prima di venga quadrupla di quella della Rabbia. egli è (48) Tutto quello eh' è ftato . il freddo lo flato indotto nel fangue . metodo di ben curarla. e tentiamo di riconofcere la fua natura . il fanno in quefta maniera fupporre: i fintomi della Rabbia il faranno ancora meglio fentire (48). : . L. Ma & . off te. Ogni moto mufcolare vien efeguito dal fluido nervofo . de cognofcendis . nare rienza di tutt' ne lo cominciando col mettere innanzi gli occhi tutto quello che la fpeVeggiamoi tempi ci fa fapere al propofito della Rabbia fviluppo .e IL I02 debbono crefcere almeno neiriiìeflb rapporto. i refli eflendo eguali . e ne' nervi intromeffo . fecondo i principii di New» ton . fono in ragion fudduplicata delle loro elafticita. num. e la triftezza. . che qui non la fupponiamo. preludiò della inalattia della Ral^bia non con deboli indizii né per mezzo di conghietture ricercate. da cui forge il . od i patimenti . e fecondo Boerhaave nella ragione di qualcuna delle funzioni della loro vicinanza. I principii anzidetti . che foolion falla prima fperimentar coloro fentono un male. che naice da una certa ipeffezza. i fegni. ^ueft. crefcìuta.

ma la forza de' fluidi pofti in moto. né sbandire . Nel divifo de' fintomi . Ne da una chiara conferma r acqua . il rancore conceputo contro le moderne teorìe.ognuno può comprendere . . ficchè fon obbligati gli aflanti Ne ha parte eziandio in quello 1' apprendere che ne fa la mente . : . la fua forza farà otto volte più grande . Newton forza de' fluidi. elaftica dimolto la medefima fi rende difciolta in vapori Or dunque il volatile della bava dee effer un fluido . fi muoveranno otto volte più pio fortemente (4p). è in ragion comporta le R di quella d^lle : loro denfità il (1). e le fmanie martirizzano . dunque fluido de' nervi avendo . I03 A B B I A. ed in sì brutti frangenti i cordogli . e della duplicata del- loro velocità . che per lo mefcolamento del vèneno' nel fangue . ma follievo riceve . S U L L A ed è proporzlonevole alla forza di quefto fluido . e del le . . ficcome ugualmente fon d'accordo i feguacì e quegli del Leibniz . e due più di velocita .fpecial- tnafcherare mente de' linfatici . ma fomigliantemente il fluido fottiliffimo de' neryi^ Voglio qui notare ciò che io in paffando e fenza molto fquittinio ho ravvifato nella prefente teoria Tutt' i fluidi allorché divengono volatili e vaporofi . io . più che Quelle fcienze Signor de Sauvages sfodera la fua Matematica intanto non Iblamente non fi deono annullare ". già da varie erudite penne fi è foddisfatto zelo che taluni mofii-ano per lo fìudio delle ofTervazioni. Phoronom. . Ter(1) (4p) altrove del fecondo perìodo della Rabbia.. che dalle medefime la medicina rifugio non folo . Erman. i quadrati delle femplici denfìtà. fé le refiftenze fono le fteffe. rimane non che invertita ed intorbidata la malfa degli umori . per efem- due volte più di denfità . nella quale tuttocchè non fi pofla efercitar prelfura allorché in vafe cedevole fi chiude . ed agi' improperii fulminati cotanto malignamente contro a sì Adunque lo nobil fuggetto . egli o è fuperfluo .. elafl:ico : e fecondo il farà parimenti quella de' mufcoli. che trovanfi negli animi de' poco intefi pofizioni . ma o^nun conofce . fi rendono eziandio elaftici. Con ciò a puntino fi fpiega come rapportq che alla elafticità ferba la Le forze fono fecondo negli arrabbiati tanto di forza di fortemente legarli fi produca . velocità. e fplendore Lo fprezzo delle Matematiche nafce da certe opima alle opnioni invecchiate . perchè uomo non v' è che le ftrapazzi e l'offenda . o è finto per il . Perciocché dove fi ftima averfi un male incurabile . e intanto li mufcoli che Io riceveranno con quéfte condizioni. fi tiene in moto ed in vigore il fluido de' nervi In tali difavventure . Ripigliando però da capo l'interrotto filo del primiero difcorfo . e. ed un molefto infortunio .

e nella podagra. F'ifico'tnedìche E '1 Sioiior Off. e Ichiarir quella fi materia per cui mille ripie^^hi fon truovati.104 Dissertazione Perchè il . polfo no7i crcfce come le forze. (50) Comecché in quefio mio comento fulla Rabbia mi fono io flu« diato di adunar materia . Se noi fupponiamo so che il fangue fia flato più glutino- allo sviluppo del veleno. che fi riduce in foggia di gelatina. r efporrò Si in quefto luogo. a guifa di quelle che noi fo. V erati Vi. interno . Non fi può ricotrere per ifpiegaavvegnaché in molte malattie re tale fenomeno al calore del malato una crofta gliamo veder in coloro . anche intorno alla eletpativa un tumore fluflTionacotenna la quale avea dieci . é de' paffi difafirofi .cosi allo incontro la foluzione dell'allume. fi fentiranno nella terza Diflerdella forza de' mufcoli . lo fpirito acetofo del vctriuoe'I medefimo efiratto delle canterelle lo rappigliai fall fifii lifiiviofi. fcraziato nota nel Giornale Enciclopetiico. Con tai merci fi poflono analizzare le idee . II. farò con qualche garbo e naturalezza sfaT?illare il fommo e l'ottimo . Qui è dove fa bifogno applicazione per diriggere il raziocinio . QLiel fenomeno intanto di cui avrei do. polmonia . in quella guifa che dal tartaro rigenerato fi fcioglie il fiee dalla ioluzione del nitro fi sfibra la cotenna pleujitica- . Siccome per tanti fali eh' ab» . di belle cofe Ma tazione . un'uomo che vide cKe il rio . e per non mettere de' paffi . e di raccoglier notizie ed argomenti . per Io che la macchina tutta fi mette in ifcompiglio. che non era in tempo difanita (50) . Oltrecchè ne' fiiorbi . nelle fue Offer-va-^ioni tricità nel fangue di . . e giovevoli a fapsjrfi j xlove fpecialmente vi ha de' luoghi ofcuri . difficili a trovarfi . Che perciò ro del fanoue . refta lo fpirito . s' è veduto nel bacino apparire fulla fu- perficie del fangue cotenna . lo no falfi in dell' modo. lenza buone linee di groifezza non fi da caldo si fiirabocchevole una malato avelfe febbre nel noftro. o che fon infermi per pleurilia . ifcorta quegli autori maneociiando i mali i vuto -parlare in chiofando Né prenderò per da laperfi in tal malattia che fenza lecita alcuna infilzano il vero e 'i falfo. LUI. Quefia offervaed in generale per qualunque male decide quella lite cotanto agitata zione fatta nel fangue degli arrabbiati della cotica ne' mali d'infiammazione. più fegreti. ed un'affezione erpetica . il paragrafo ventifettefimo della Differtazione . che tal fiata falaiTandofi qualche diuomo refo rabbiolo . : non di calda origine fi é offervata . infiammatorio . come nel reumatifmo. che giunga a quagliarne il fiero .

: fponderanno le battute delle arterie (n) Il Signor Pitot. l'accrefcimento delle battute de' vafi . poiché le fue molecole non fono feparate da quelle diìì fiero . dell' Accadem. ed al fiero Il forma la movimeri' to continuo del fangue ifteflb fa. fé forza del cuore divien quadrupla. così per la . re fi fiera a quefto condenfaniento. come jl fai . fon dilatati le loro molle diftefe. ciò eh' è affurdo Signor . più lentamente fi muove e quinci il cuore minor impulfo ricevendo. legge gli elementi più tardamente andrebbono in giro . Pitcarne ha . che quelle molle fi che non vi ha di bifogno pei" . alcali fan- gue arteviofo e non velenofo Sarebbe quefta un' affinità con tal ve- (51J I fluidi moflì da una fteffa forza pel medefimo ordine di canali. e di freddo . parte al- calina e volatile del veleno della bava . ch^ certi liquori d'artemifia . ed a'mufcodunque il cuore efdei cuore. per fuperare quefta refiftenza fondo accrefciuto di forza. . SULLA Rabbia. Quando il fangue roffb fi è refo più tegnente . di laffezza. più debolmente fi contrarrà . è le velocita di un fluido qualunque fpinto da uno ftan- nelle ftefle fezioni o aperture in ragion fudduplicara del. La quale nuota al fangue roflb linfa coagula altresì . . e del pan corri-^ roffi del fangue . cotica . e quel eh' è di piìi rimettono in feguito con pih di forza tenderle Il . di gravezza fila ... fuppongono comunemente . LIV. 3 credono. La tuffo. forze applicate allo ftantuffo (n) il Il cuore è uno ftantuffo che la fpinge fangue in tutto la il corpo : dunque celerità del {an- gue. Ma mercè le leggi delle refiflenze il contrario s' avviene. che andava ben toflo ad arreftare la circolazione. e . i '1 vali fi raddenfa la linfa . l'ammalato dunque fortiia da quefto ifato di fievolezza. Memor. acquiftano le velocità reciproche alle gravità fpecifiche Secondo quella . come il-^ugo dì coagulano il menta leno ? e certi fali . che ne' vafi efla non fi generi. farà doppia in tutt* O abbiam nominati . ofTervato il . e la fiero fi . . J735." refla li : io$ ancora una forza quadrupla al fluido nervofo. Jl fangue dhiuovo diviene fluido. vafi non oflante le refiftenze. (m) QLielli che pretendono fpiegare la febbre . poiché ii fafigue ripigliera la fluidità e la velocità (m) (51). il che da quello fangue fpeflb cuore non iafciando di agire effi i . e a terminar la vira. e della velocità del fangue che fopraviene a quefto fl:ato di fpeffezza.

avendo opinato che la fluidità ne' corpi nafce dal movimento . . liiele . quanto la ve- vafi locita de\ fangue ( o '1 fregamento la de vali è più confiderevole XXXII. • 4 chè folle farebbe colui 5 il quale alle pubbliche fiere . ella eferciti . la quale fi crefce in ragione delle prefTioni . . eflendo la forza che l'alTot- maggiore che Hello (tato fano (53)« Svi(ji) Non efrendomi io propello si largo campo in quefte mie note di ragionare Tu qualunque propofizione del noflro Autore. ve* fe- . che il calore al fanguigni (52). Molriflìme cofe potrei qui aggiugnere per far vedere le varie applicazioni di quefto utiliflìmo teorema Idraulico* ma il poco da me detto farà baftevole per far intendere il grande che ci an lafciae tuttodì riceviamo ancora Dichiamola pure » ttì i veri Matematici . Dunque polche velocita. il fàngue dee per gradi ripigliare . finattantocchè gioventù fiudiofa non fi accenda di Una nobile emulazione di voler apprendere piti che fùpetficialmente le Scienze Matematiche . Pieh' tot Mi . delle particelle credettero che un interno bollore quello fia . e divife mantenga le mobanda i due famofi Bernoulli. in ragion compofta del tempo e del quadrato della velocità o fia che la velocità farà fecondo la radice quadrata . io5 3 Dissertazione Ma . * Fra noi altri giacerà la maifempre a terra la gloria della fottil Fifiologia . e pel caldo inter^ • ao nofiro eziandio lecole del fangue. Jacopo. che a puntino fi applica al al fangue e fu fodamente ftabilito dal Signor contenterò di dire . ed auftero di qui addurre la dimoftrazione Algebraica di quefto teorema cotanto alla Fifiologia neceffario . che per fapere la quantità d' un fluido efce da Un tubo fi dee tener conto della e che efercita del moto locità. : . . Dall'altra il fuo elatere .la fua primiera fluidità tiglia. del tempo. e che il calore per gradi fi è accrefciuto. dì Colto del trigefimo quinto grado rende il fltr^ue più fcorrevole^ e che quarto calore ne avvicina di tanto più. non farò così diJicato . che la fi fluidità Opinioni fon cotelle che debbono efìere del fiingUe produca onninamente ributtate e poco plaufo ne debbono fperare gli Autori loro Né con quefto intendo di difcreditare così nobili fuggetti j percioò. e Fifiche (53) Jacopo Keill ( dopo Alfonfo Borelli ) avendo cònfiderata la elàfììcità dell'aria . IL la Fifìca e' infegna . Ma condo il prodotto della mafia nella celerità ^ dunque componendo amendune le ragioni j faranno le forze che s' impiegano a muover un fluido della mafia per un tubo. della forza .). . e della gravità fpecifica è Ja forza motrice cuore che dà gl'impulfi 4 . e del calore altresì conchiufe che per la prefi'ùra che riceve. e Da. e ancora fuperare in feguito. e lo rifcalda .. altro Ibfferir non vokfle . e'I fregamento de' vafij a del {angue fono aumentati .

un moto di rotazione del moto rotatorio efpofte colla più fcjiiifita analifi dal celebre Leonardo Eulero . noi fentiamò un caldo uniforme Se per qualunque cagione fi arrefia . poflano le parti fue aver un moto di fermentazione . e di valore. o legava il fangue. che di un fluido . . . • 2 Dìf- che merci brillanti. cioè che debba ammetterfi medefìmamente nelle partida chi è imbeuto delle leggi celle del fangue .SULLA Rabbi Ai 107 Sviluppo delle pamcelle ignee del /angue. ma il fangue è un fluido di quefta forta. o fminora 1' ufcita fua . fi dee riferire la fluidità del fangue al movimento continuo . e l'attrito fvilLippano ne'mifti fulfurei una piii gran quantità di particelle di fuoco . Il veleno inoltre feguendo ad agire . _. .-. e '1 calore fi produce così e non altramenti s' avviene ne' corpi animali .' . . Taccio altri argomenti. ed indi rompe le parti del fangue . I^V. • • Ma • (54) Siccome per lo moto . e corrifponde a quello che s'intromette. dunque il fregamento ed il calore aumenteranno la quantità. Negli arrabbiati . fecondo che ftimavano eglino. confeffo più volentieri . e nella macchina dell' uomo Quando il fuoco che lì fviluppa ha un precifo rapporto. perchè io non veggio ftabilì alcuni principii di quelle fentenze . che velocemente fi muove . che la diverfità de' fuppofti è nata dall' oirervare il fangue degli arrabbiati ne' diverfi periodi del male e noterò eziandio che quefto veleno fa una colliquazione . . avremo freddo. io che pienamente fi è dimoftrato da Pietro Mufchembrò nella Fi/tea al Tomo primo Quella fentenza poi . perciocché fi molti ffime particelle fi dan fuori . vien ella avvilita Per In che a determinare un tal punto . Il calore. Due ingegnofe opinioni fi fono fchierate in quefta inchieda alcuni credendo la bava rabbiofa efTer un veleno diflblvente ed altri un coagulante. . Vero è però. che fifFatta aria elafìica nel fangue non fi trova ed è contraddizione il dire . che venne foftenu* ta dal Boerhaave . ed in confeguenza T attività del fluido elettrico . e del cuore di nuovo 1' afTottigliano Queflo punto non è che troppo difficile . . ne' corpi inerti Ci fviluppano le parti del fuoco nafcofto . ed al fluido elettrico II volatile della bava fulle prime io raddenfa • iJ moto de' nervi . ne farà rimanere la maifa del fan. o del fluido nervofo cos'I le forze mufcolari anderanno crefcendo fin a che tutte quelle particelle faranno sviluppate quello è ciò che accade negl' Idrofobi (54)-. de' mufcoli . e '1 rende fluido e fottile. ch'ella fquagliava . e di particelle elettriche . : : O lefle. il calore dovrà crefcere a proporzione.ed è malagevole Li colpir il vero.

Siccome fi tliffe più innanzi q. e fievole. gli umori tutti fi fciolgono laonde non fi fermano ne' vafi del polmone . il fangue non fi.ati . come oflervò il Signor Tauvry(o).* ma dove fi tratta del male della Rabbia. e Ja forza de' mufi. Mem.eflendovi però condotto dalla contrazione delle vene . Negli uomini freddi e pituitofi . le eftremita delle quali fono molto {lrette.fci-oglie . lo ftropiccio è più fievole. più che altri canali ne fon rigpnfi. . come quello del contadino. i vafi arteriofi . eh' è proprio de' veleni il conlpruova quelfi o di concentrare . lo che fu notato chiaramente dal BrO' giano là . . ma in ranno capaci reftituire la fua fluidità malato. dell' Àccadem. fo8 Dissertazione Dìjfere7iza della forza de fintomi fecondo i II. il fuo polfo farà picciolo . e poco ne refia nelle arterie . fecondo g]i avvifi di peritifilmi Notomici..ed. cha di più afliderati fono più atti a fpeflarfi . Coloro che fonò di avviene tal fiatain certuni eh' effendo fiati morfi dal cane . la quantità del fluido nervo!"» intanto i fluiè minore nello fteflb modo che la fua elafìicità può eflere dunque . di cui fi fa menzione nelle minor rapporto. Qiiindi fi lo che altra volta (o) difle .dopo la morte le arterie piene di fangue. malgrado il volatile del veleno intromeffb . : sieri . morte . ma rimane in buon» parte quagliato nelle arterie . Furi- glie privata . e q. LVI. che ordinariamente dopo la morte il fangue fi ricoglic nelle vene . benché accrefciute. dove parla.e durante tutta la malattia qualche furore vi farà nel. : il coneorfo delle cagioni abbia tanto condenfato il faague. la (55) malattie feguono nerboruti ternpra del corpo pili . e del cuore y fi dovranno trovars . Egli è noto .fi rinvengano le vene. ficcome ne teftifica il celebre Morgagni. \6<^g. Ma . fuggettì . ed il fuo corpo freddo.uando gli arrabbiati a gran paffi corrono per gir 3 .uafi vote. ma vengon ricevuti nel ventricolo fmiflro . per aver eglino la fibra di» licata dimolto . . Regale (1730) ^ ed in taoti altri (5 5). non faavanti la morte dell' am- Memorie della Società.. e 'I calore infine andrà a ceffare.principio tutt' oppofio al primo le arterie fi trovino piene . o di difperdere gli fpiriti cioè fluido de' nervi .de' veneni Accade ancora che per altro. Le ... le Ebre de' quali fono lente. donde ben di legfibra elamica e anno fintomi gravi .oli .lo fpirito dell'ammalato. che le forze vitali. ed allora il fangue ftentatido ad ufcire dalle arterie.

pag. pcFforza al cuore~ per poterli fpingere nelle vene . 343. ae/ìum . de' corpi il ma pi& è come il quadrato della loro velocita fangue fpinto dal cuore va rapidamente.. . pag. P eBoris angujìiam . i. o a quelli de' corpi elettrizzati tono vivamente gl'idrofobi (p) (5-5)» .. Aftruc. i8. Quelle verità non fon bilbgnofe di lunga pruova . lo ftira:mento dolorofo delle fibre Dunque quefio urto dee Jiervofe . e di offerVazioni per mille altri già fcritte . Tom. lo fviluppamento delle particelle del fuoco . fcilicet aefluSy in Die tenia novum fymptoma fupervenit. come li rifen- ^^€Ìocchè manca . dtf' (p) In paroxiftnis aeger corpus. Id.- conjìrl&a» que pr accordi a . più la differenza delle velocita . prima affiderate dal freddo fvegliare in tutto il corpo calori acri.^ quefto urterà in alcune parti. . alle quali avvicinando la Biano fi fentono delle punture è quando certi nuvoli denfi fon pregni per ecccffo di vapor elettrico.univerfum fiamma quaft penetrari e che fon A & feciari fentiebat . pag. Saggi di Edirab. L' urto rifpettiva. pag. e più 1' urto delle colonne del fangue è violento ^ Or da queflo urto dìpende il battimento o la dilatazione delle arterie. colpi del fuoco. dà fuori quelle (5Ó) Quando una macchina elettrica è ban caricafeintille che da' Fifici chiamanfi fpontanee . ip. L'Idrofobo di Edimburgo fi fentiva divorata dalle fiamme. ch'è il medefimo fluido che pafla in que' luoghi d' aria. atrscijfìmos partium dolores quafl ab igneis fpiculis perfoderenttir . producono i baleni. intolerandus quo torpus univerfum quafi igneis fpiculis perfodi fentiebat . cium fiamma urgehat conflriSlum: pe6ìus . e quello ch'è fpeffo dentro le arterie lentamente. fimili a' .• •• » . o la velocita rifpettiva è grande . conftriBionem infolt' tam.. fof LVII. . l6. balli r aver detto tutto quello che pofìa anche in generale piacere a'Dotti. né noi più fredde del ghiaecio iflefib . praecordiorum ardorem . e farà k cagione delle puntur® " vive eh' effi l'offrono-. e gradevole. e quivi s'Incagliano . Quivi poi fìagriano. eflendo ammeffe da tutti j né fa meftieià gieri pafTa-no nelle arterie la \ opprimerle di citazioni di quiftioni rancide . punture vive. il qual pafTaggìo intieramente fi fa per la forza del medefimo. e riufeir a' giovani ben utile .SULLA Rabbia? Funfure vive^ e dolorofe. dove minor elettricifmo fi contiene Medelìmamente il corpo dell" arrabbiato effendo pieno di fluido fottiJe e velenofo. Aftruc.

ha iervito per l'augumento di tal forza. e '1 Signor Haller . nella proporzione medefima dovrà farfi 1' accrefcimento della potenza Se tali fibre .^ . che refpiro non fi fa Fa duopo però che fi dichiari innanperchè T aria entra nel petto . e gl'interni deb» Se fi faccia l'applicazione banfi chiamare depreflbri delle cofte medefime Nelle de' principii della Meccanica . fi può decidere quefto gran litigio leve le potenze .ìo ap' pl'icata poììdus in alia extremttate y rationem recìprocamdilìantia' ab lypomoclio ad pondus habet. da quella dell' aria dilucidare la gran torma de' fintomi che patifcono gli (57) Seauendo a arrabbiati. no alla lunghezza in del feno tutto . . abbenchè il ieno d'inclinazione fofle vici. e quel fenfo di fuffogamento che ge- nera in zi elfi un faflidio il invincibile • tratto. o per la fua forza dilata la cafla del medefimo j ma fibbene perchè le code vengono innalzate da' mufcoli intercoftali . il. e perciò la forza farebbe più debole Se inoltre le fibre foffero fituate meno obliquamente . E' quefto un teorema dimoftrato nelOltracciò : la Meccanica da Wolfio al Tomo fecondo della Matematica . Dissertazione Refpir azione fajltd'tofa . potentla quae trahit oblique ejl ad ea>n trahens ad perpendiculum . o in un angolo che fi accoftaffe al retto. pretendendo Boerhaave. utìfmm ftijìentat -. e '1 Signor de Sauvages foftengono a fpada tratta. La ia quale i facilita della rerpirazione dipende dalla facilita colfi mufgoli del petto muovono (57).omodromo five . che i foli mufcoli efterni fieno gli elevatori. Signor Haniberger. più obliquamente foflTero allogate. ci fi preferita ora quella difficoltà ch'elfi foffrono nel refpiro. e l'aria per Niuno potrà mai figurarfi quali Jeoge di equilibrio entra ne' polmoni acerbe quiftioni fi fieno agitate fu dell' ufo vero de' mufcoli intercoftali e come fi fieno a vicenda caninamente accarnati e lacerati i due autore. quella interna fmania che li crucia. e pel fuo elatere . ^'i^. IL LVIII. onduli inciinaticnis ad fmum totum Tanto i mufcoli efterni . perchè cffendofi crefciuta la diftanza dal corpo della vertebra . . Quella fituazione 'sì obliqua delle fibre. Sì potentia ve&i Jìve l. e le refiftenze fon in ragion inverfa delle diftanze dal voliffimi Fifiologi il il fecondo dopo . mentre nell' alcoftali interni tro partito Giorgio Haraberger. che amendue gli ordini de' mufcoli intered efterni vagliano per innalzar le cofte . punto di appoggio. che poffono avere la m'aflima forza nell' agire. quanto gì' interni anno la fituazione delle fibre in «uifa . heterodyor. nm Wolfio nello fteflb luogo. il . féno dell'angolo d' inchinazione^ farebbe minore in rapporto al feno tutto. tuttavia perchè maggior ragione onde la forza riufcirebbe maggiorefminora la diftanza dal punto di fi ap. .

come vien chiamata dà Defagugliers . il Wolfió neir Aerometria 1' ^ e non pótrebbono . è il più acconcio per efercitare la Potrebbonfi qui ancora sfoderare i tanti argomenti tratti più gran forza dall' Analifi fulla feria maffima che poflbno avere le quantità . . rimane molto fpazio tra la pleura che interiormente vefte effe cofie . oltre di quello che ne fanno gli Scienziati nell* Analifi fublime. A* tengono . ó quando effi polmoni gongonfiarfi . za. minuifcono. Ma comune . ficcome queftofi efpreffe nella fua metodo di di determinare le tangenti delle Giovanni Uddenio . I melenfi-^ e neghittofi Profeflbri ^ gente feminatrice di errori. finché fi può comprimere r aria toracica . le quali con Un certo ordinato e precifo rapporto crefcono j e poi di nuovo di- appoggio . Ma egli è Un gran che finché non fi giugne a ripulire gì' ingegni. e quai fetidi efcrementi gli anno in orrore . polmoni. e colla forza fifiCa e no le cofte . maifempre gli uo« mini faranno allo fcufo delle belle cognizioni Poi j da ciò che fi moflra altrove . non appkudifcono fimili raziocinii. e dal de Sauvages Se il petto non fi dilataffe. i mufcoli intercoftali efterni ficcO"= me quando fi contraggono inalzano le cofte . i 1' ària anno di nuòvo aria del torace quefta riacquifta la fua for. e molto più per r abbaffamento del diaframriia . stJLLA Rabbia. e là toracica ferberebbono un perfetto equilibrio . quando tratta che anno radici uguali . i quali effendo premuti dall' aria eh' entra per la laringe nella cavità de' medefimi j fi' gonfieranno i polriioni j e quefta è la ifpi razione. ed ftali polmoni altresì sforzandofì di ftrignerfi . da quella ruggine e fcoria delle vecchie Scuole . ed abbafleran» medefime. ficcome dimoftra diftratti .' aria che "hi la trachea ed i debbe entrare nella glottide (58)^ e dilata re poi' pofenza anderà a fcemarfi più toflo . Hales . I polmoni altresì fi accofteranno dimolto aila detta pleura. Hamberger. l'aria atmosferica . interni abbaffando le cofte nafcerà quella ed i mulcoli intercoche tutti dicono efpira- zione Con quefto chiaro ragionare fi viene a comprendere di leggieri la gran fun- . Qiiefli tali problemi li rifolvono di Cartefio. la dunque il fìto eh' efle fibre . (58) Dilatato il petto metcè l' innàlzaniento delle cofte . glielo daremo certamente coli' univerfale confenfo di tutta Europa. quando applicano il calcolo Differenziale alla foluzione de* Problemi Tra gli altri fu maneggiato Un sì nobile argomento dal Signor Leibniz ^ al quale fé noi deffimo il Principato fra i viventi in limili fcienze . perciocché dell' fii aria toracica fi rarefa i l' e perde di forza atmosfera può dilatare riftretta i polmoni In fine . e la fuperficié efternà de' polmoni . cercheranno accorciarfi.. che a crefcere . gì' interni mufcoli vengono . vitale. Leggafi la Fifiologia di Hamberger al Capitolo V. Matematici col metodo i Geometria in parlando dei curve* e colla maniera eziandio del modo di udurre Tequaziioni : * .

. Noi non viviamo . fé quello della laringe. e le detto fluido vitale fi fiifi o fi difperda . ninna ti . perchè i polmoni vengono refi "onfii da un'aria che in le medefima è pefante j ma perchè ella è elafti- pregna eziandio di un fottiliffimo fluido. Qiiindi iiffima aria ri fratta ca . refa ormai per lungo tratto innanzi vile. comincia ad intendere . e coti viene ad introdurre nella fpiegazione de' fenomeni della fi vita la vera Fifica. e dall' aria . funzione cotanto Intralciata della noftra macchina . le loro delizie . l'uomo non può campare affatto. e quefte erano ta bello accordo . . fo . i dolori impedifcodell' iftefs' aria temperatura no molto i movimenti de' mufcoli del petto . . Dissertazione e dalla li. dove l'aria non vi può giuocare . . producono quegli effetti cotanto luttuofi che noi veggiamo. e fi . e negletNe'tempi andati le ipotefi erano il genio de' Medici . della Rabbia Negli arrabbiati difficoltà del refpiro nafce dal do- • e dalla fenfibilità avanzata delle fibre de' mufcoli neceffarii a muoripieni di fuoco . non fi è Ma non è defla la . che i movimenti. abbifognandovi per la lor vita una fottie che paifi per gli pori minimi dell'acqua. mo=. o fieno quelle mortifere cfalazioni che forgono in certi luoghi . di un fangue tutto infiammato locità tantofio perde di elafticità . nell'Idrofobia al refpirata (^p): ora principio del fecondo grado. che ficcome tefìificano il Valloda recherebbe a me lisneri . e fola del continuo jnai dubbitato . quanto la qualità ottima dell' aria .cagione unica . . Solo qui aggiungo . Si compruova quello da tanti fperimen» che il ridirle qui . cioè il refpiro . e da varie oflervazioni fatte da' moderni . e'I Linneo. Ma di ciò altrove me n-e difcaricherò. e dalla ve- maggiore che ha il fangue medefimo ne' vafi arteriofi de' polmoni . gli animali muoionfi fé vengan meflì in luogo riTommafo Derliam Canonico di Windfor racconta parimenti che chi ufo i pefci fé vengan pofti in qualche pifcina. Dobbiamo perciò congratularci della feliciià de' tempi nofìri (50) Niente più è neceffario per lo buono refpirare . full' aria in generale. e perchè mai le Mofete . e vita mantiene . e 1^ Se 1' elatere mercè il rimefcolamento degli ftranieri cor* picciuoli in lei fi sminori .112 polmoni. . cioè a' fin- tomi lore verfi . {66) Premefle da me quefl:e tre necelfarie annotazioni fui refpiro . 1' infiammagione del fondo della gola j o almeno per fua irritazione impedifce moni rende ne. ficuramente fi muoiono . e della trachea . il calore cocente de' pol^ fubito l'aria troppo calda ed inutile alla refpirazio- non è rinnovata da frequenti ifpirazioni: dunque dal conGran corfo di quefte cagioni la refpirazione debb'elTere faftidiofa {60). Che r anima eferciti dominio fulla funzione del refpirare . ritorno agli oggetti brutti e tetri la . che nell' entrare ne' polmoni .

. e compiuta refpirazione efier la Checché ne fìa di quello . e di dolore. gli è certo che 1' anima vi ha parte nella funzione del refpirare . gio. ficchè l'aria incontrava llrettezza nel cammino. continuato refpiro nafceffe che Alberto Haller . e perderà ben predo la forza elafiica Anche i xani . Signor de Sauvages . allorché agonizzano per si brutta malore. Avvegnaché . Gran febbre iti 113 certi' cafi . di tenfione . . il fluido è più ab- P movimento fcoli . perciocché nel follevamento delle colle quelle parti fortemente fi diflraggono. nella laringe. crefciuto . . male. ha meftieri di un grado precifo e determinato di rarefazione . che cotanto egli avea vilipefa in i (piegare i movimenti del cuore . così credette che dall' anima il Io ancora ben credo . LIX. 1' aria fi rifcalderà in un tratto . ed una turbolenza di fentimenti . e maggiormente nelle fauci . . fecondo quello che dimoflra Daniele Bernoulli Se tale rarefazione dimolto fi avanzi . reciprocamente la forza elaflica fi srainora Però eflendovi negl' infelici rabbiofi uno fviluppo di particelle di fuoco . il ed Sono i nervi e maravigUofo concerto dell' . che dove ne' cadaveri degli arrabbiati fi è trovato gonfiore nel canale del refpiro . anno il refpiro difficoltofo Si è oflervato medefimamente . bonmeccanica azione de' varii mu- del petto aria del torace . e con illento più grande que' miferi refpiravano . ugualmente che nell'efofago . credette quell'anima iftefla. non altramenti accaderà il refpiro. dopo il gran ruolo di tanti altri Sthalliani . mercè una interna pugna . lunge dal riguardar Tempre la verità come una meta luminofa . ficcome il rnoto del cuore . ma 'frequenti relpirazioni Se li confideri come negli arrabbiati le fibre tutte fono in iftato di eretifmo . di fenfibilità . che piccolo. una incoftanza quafi fra due formidevoii fcogli coftituito . . e biliofi. ed un calore Inoltre in tale (lato di la fimo fua elallicità . mercè la infiammagione che non di rado attacca tutti quelli luoghi . . . e frequente . .SULLA Rabbia. e nella trachea. e che ne dirige i gradi fecondo i bifogai della vi» Quando i mufcoli del petto fentono dolore . piìi malagevolmente . Ne'fuggetti giovani ardenti. . e dell' atmosfera. è fecondo l'ampiezza della medefeia. per lo dolore gl'in» fermi fanno piccole. . della cagion vera . elatere . Di qua fi ritrae un altro calzante argomento Perciocché la velocità colla quale l'aria in paffando per la trachea entra ne' polmoni . 1' uomo non farà delta Nelle pleurisle o fcarmane elfendo i polmoni inle grandi ifpirazioni fiammati . e delle volte i mufcoli intercodali . . Or eflendo le forze che v'abbifognano per muover i fluidi in ra. l'aria nell'entrare nel petto perde aflaif1' aria acciò pofla mantenere il fuo . la Ciò non oftante il .

D il il fi I S S B . da che nafce la febbre . ed in che confifie la fua natura. e più battaglie fentirete. l'aria perderà di celerità. fi parla. altri un polfo più veloce del naturale. In fine la velocità maggiore del fangue per gli polmoni. o a ra"?ione della frequenza. rà che lontari difendere . o più profonfrequentemente. per potere fpingere il fangue affollato ne' vafi . Ne' malati lì de' 1' quali aria . i R T A folidi s' Z più I O N B . la tenfione della gola e delle parti elafiica del vicine. non fanno che fi produper conformare la . ma Ja fofza del poifo delle arterie corrifponde a quella del cuore. un fermento che ftimola . calore e men cano quei triemiti voce de' quali ha meflieri la natura convenevole. . che mer« ce lo ftringimenro del canale. o che velocemente corrono.e qualch' altro fofter- una improporzione delle forze vitali a quelle de' mufcoli voPeggio. e frequenti. che reca fommo fpavento Si è giunto a fia . per terza cagione del refpiro difficoltofo negli uomini divenuti rjbbiofi . onde la voce ne forge . o . e meno in confeguente potrà entrarne nelle cellule de' polmóni quando al contrario i . . che dinota 1' affollamento del fangue ne' polmoni. e refo eziandio più denfo Ecco perchè la macchina chiede di aiutarfi col favore delle refpirazioni piccole. muoverà nelT più più demente cita e di ftringendofi. tÌ4 più caldi . dee noverarfi .. medefimi negli arrabbiati an più bifogno di aria elafiica . fi perda o divenga fioca donde nacque il nome latino ra-^ bies L'aria dee liberamente uicire da' polmoni per produrre quel gìufto tremolamento nelle corde vocali ^ e fare eziandio quel proporzionevole rimoombo e ftrepito ne' ventricoli della laringe. dunque le arterie batteranno più fora ragione della loro elevazione. o qual' è la fua cagione efce un numero sì grande di opinioni . o veloce. cioè a dire.con più di velo- frequenza ifleffo tempo . Se fi mifuri fu quefto piede la gione duplicata delle velocità che debbono eflì avere • ne fegue . fé vi veniffe la voglia di fapere. non pure ne' cani rabbiofi. dell'ifteflo il modo che numero per te delle loro battute. Non difficilmente ancora s'intenderà perchè la voce. e trovando delle minotefi i elaftico fluidi fangue difeccatd refiftenze. o tuttaddue aflìeme (ói)-. chi dirà è un calore crefciuto . Fa pudel- re il brutto vedere tanta varietà di pareri nel punto più effenziale . (<5i) Se fi domanda a' Medici di diverfa Setta cofa è febbre . IL : Sondante e più que ri più mobili è infiaimma più facilmente duncuore moflb da forze più grandi. Dopo picciol tempo fentono un ambafcia . che tutte le febbri fieno cagionate dall' anima il . Olferviam lo fteffo in coloro che fanno de' grandi sforzi . : . ma benanche negli uomini arrabbiati .

o niente affatto . tòm. ed in quegl' infermi che anno i folidi ed irritabili . che come un aura ha penetrato ne ngrvi . fecondo che certe parti fono più vivamente irritate che le altre. tuttocchè non portino un moto molto avanzato re' polfi . . ed il fangue zampillava ancora due piedi fuori del : . parti . fanno tutù gli sforzi di tolTe . e 1' abbandonamento delche non fi fidavano di alzai. dice aver viftì otto arrabbiati . Oùferv. inceppata la linfa. avendo certuni detto rabbiati an febbre grande . e più gagliarda : fìccomc per lo contrario quando il veleno è più vifcofo . 20. ore. ed unire quelche gli arla varietà di pareri de' Medici . Io fono flato maifempre col Signor de Sauvages fu quefto punto. fenza che il fuo polfo fminorafTe . : P della z ner- Medicina. e fnervata la macchina j non molta apparirà la febbre . allora il cuore viene irritato e {limolato . Quando il veleno rabbiofo 11 è refo fottile a fegno .sulla^Rabbia. ad uno de' quali gli fece tirare circa due libre di fangue in un folo falaffo . ed altri che ne an poco . ella fi 113 troverà grandiffiina ìa quefti fuggetti. . ficchè raddenfa gli umori più grofTplani . e fanguigni . mentre le forze de' mufcoli fono per altro verfo infievolite temperamenti biliofi . più facilmente lì produrrà la febbre più contrattili avea la feb(q) Il Cberico della Badìa d' Alais che morì arrabbiato . Dell'ifteflo modo. eh' è ciò che febbre diciaNe' mo . fluido nervofo è determinato impetuofaraente verfo Te diftruginovimenti delle quali fervono a cacciare . Roberto (X) aveva ancora una gran febbre quel giorno che fu fegnato quattro volte in 12. Tutf' i /enfi fono tflremamente vivi. una fo« dezza nell' oflervare . ed ufano tutte le attitudini che convengono per inghiottire o ributtare quello turacelo. onde le celeri e frequenti contrazioni nafcono . grande è però la debolezza del corpo . 5. come of- fervafi qualche volta (q). Ho veduti di quegl' infermi un femplice braccio. Perciò fi richiede una fomma finezza d'ingegno. bre più forte che mai fi può avere. Con quefla dottrina fi può intendere. gere la cagione che irrita jcosì ogni animale che fi fente bruciaquelli che la ritira e la fcuote rapidiffimamente re la zampa anno un offo nella gola . . ed una chiarezza dì mente nel fare i giufti rapporti.' la macchina." la febbre. . di naufee. ma la malattia farà nervina . letto . Clemente citato da deSauIt . il fluido 11 i LX. e^ e ho creduto che nella detta im proporzione di forze confifla la febbre che le febbri maligne . .

inoie . Sulle pri- me faffi che le vertigini nell'organo del cervello. vedrafli quel dell' occhio Juogo corrifpondcnte tutto fcuro a poca diflanza e fuori dalla fantafia fi concepiranno t[uelle macchie annerite efier fomigHevoh a degl' incetti.farh di tutto il fuo corpo contorfioni flupende. la voce minaccevole . e de' fufurri difgumercè ftofi eh' efii foffrono . girava con Una rapidità flraordinaria . e fono fcotimenti al nervo ottico comunicati . e fosforico veleno . 215. z r o N E i IL che ivi ter- muove . i. fecondo la varia direzione di efìi raggi L'anzidetta retina altresì tuttaquanta è fenfibile . e perciò noi ben pofframo rimirar gli oggetti in qualfivogjia fituazione. o in effa retina. (s) Sujurros modo. impugnerà fortfrmente le coverture. . e colle molfe di quefli fi cangino i fiti dritti e regolari delle dette immagini Negli arrabbiati grande è o de' detti lumi ecco nate le vertigini . modo fulminei venti foiiitu pertenefaBus o/ita feneflras cubiculi diligentijjime claudi curabat . Saggi Tom. lun-. che tutto ciò che lo circondava . Rivalier in Sepulcbret. pag. de' fenfi. mutano di f. . che fon vivaci . pag. non pofTb tacere di fare fpeciale ricordanza delle vertigini. o nell'umor vitreo. tutt' i movimenti che chiamanfi convulfivi ogni volta che non fi vede il fine . ovvero crederà intendere o il rumore del tuono (s) egli avrà il guardo feroce . che impedifca il libero . i. ina fono effetti del diflurbo ne' nervi degli occhi ^uefti gli Tal' è 1' orditura fi di ammirevoli organi •. e '1 fluido nervofo ripieno di fotti! . non altramenti fe una interna cagione vi fia che fcuota i nervi. un momento dopo eh' egli non vedeva più gli oggetti. e de' tintinni difpiacevnli . l'ammalato avrà (f) degli . giudicanfi in volon tarli (óz^. . E quante volte alcuna cagione flraniera fi giace. h mobilità e h fenfibilità de' nervi. Intanto ficcome nello flato naturale variando le fituazioni delie immagini e de' lumi.) Traili tanti moti crefciuti de' nervi . avrh de' tremori violenti. ne' nervi e fa agire mufcoli minano: delle i avverafi in un organo de' fenfi.ili nervofo fi D fe ciò r s s fe R T A . noi comprendiamo efferfi mofli gli oggetti. che le minime fcofle che fanno da- efleriori obbietti imprimono nel lor fondo le immagini di qiie'corpi raggianti Cofiffatte immiagini . digrignerà i denti . 34^. (6-2. e colorite. e fpedito pafiàggio a' raggi colorati . che fon effetti delle commozioni irregolari. abbagliamenti . fra' tremori varii che fi ravvifano negli organi degli arrabbiati . Sen. .to nella retina. ripieno del volatile . vertigini del fifchi vento : (r) L'Idrofobo di Fdimburgo gridava . Tom. ttnnltiìfque aurium percipieùat. bafe e non na'cono da uno fconcerto che fondamento dell'intiera nervatura. . & il fluido deefi nervofo fapere . .

che quafi gii arrabbiati tutti fi muoiono con una convulfione e queir uomo infelice oriuolaio di Ginevra . gli agita . ne' nervi dell'udito cagionerà quel timpano . le vibrazioni faran più numedel . o fia della radice . LXT. come quelle che ferbano la ragion fudduplicata .irro accennato ne' proprii orecchi . non Il Signor Leonardo molto lungi efì'er il meccanifmo degli orecchi da quello degli occhi teftè Ognuno di noi nello flato di fanità non fente alcun fijfi. . Anzi uop' è iapere . leggi . morbofamente . Tutto quello dichiara la cagione de' tintinni eh' eglibuftevoli no fperimentano qui dati fon QLiefti principii più che per intendere le altre commozioni nervine Tutt' i moti convuUìvi rofe . o che s' produrranno le vertigini fi Di leggieri àncora s'intendono i tintinni e i fiifijrri degli orecchi Eulero con fodiffimi argomenti ha provato . . perchè le parti tutte fono temprate con maravigliofa difuguali retina mofla dalle contratture avvegna mercè de' moti della . e lajuce medefima . crefciuta de' e negli uoche fon foggetti a quafi tutt' i moti . Nello rumore tromba uditoria .. eh' è morto qui in Napoli nel mefe di Luglio di queft'anno 1785 . e del labirinto cagioni far nafcere un fuono continuato. ed il fangue che compie i fuoi giri ne' Dovrebbono quefte Tafi fanguiferi del timpano medefimo . La malattia fi sbrigò in poco tempo. . ma una parte riceve un urto maggiore dell' altraj quella che più fortemente fi muove e fcuote. e gli umori non rigirano con piacevole moto. armonia: la quale torto che s'interrompe. negli arrabbiati . nulla fi fènte Ma negli arrabbiati effendo più tefì i nervi dell'interno dell'orecchio. e dalla tenfìone ifleriche . che ciò de' fiioi fi accada nella lente crifiallina ligamenti . nervi ncn altramenti che . . e di notte muovefi l'aria della . La fenfibilitk è proporzionata alla forza. oflerva nelle femmine mini ipocondriaci : L' avanzata ienfibilità degli arrabbiati concei'ta beniffimo colle fecondo le quali fi fanno le fenfazioni nel corpo noftro . colla quale il il fluido nervofo ritorna veifo cervello (^3) . quadrata de' gradi della tehfione : come anche anno maggior movimento del f. dopo quarantotto giorni dalla morfura fi morì con una gran convulfione. Sulla prima la forza più ((5^) . SULLA Rabbia» Setìfibìlità iif degr Idrofobi . o alla tenfione delle t\\ veneno tumultuofamente vi corre ne' medefuTii . fecondo che i varii nervi ne fieno affetti. fiato di fanità di dì_ .ngue . dopo aver ricevuto un morfo nella mano da un fuo cane eh' era arrabbiato . e malagevole agli uomini farebbe r affbnnarfi Pur tutto ciò. e lì con- velle O . e fpiega ferchè eglino fuggano l'aria. nafcono dalla fi fenfibilità.

non potran fentire il lume. come riferifce Thibault . e che a vicenda fa la fenfibilità. Nollet . . tenfione. la impreflione della buon conto. che parecchi de' Fifici aveanfi tantp pefo foftenere creduto non darli prefTura di un fluido fu d' un folido immerfo . od in qualunque maniera toccata Certi abitanti dell' ifola di Martinica. no recarfi al cervello. allora con maggior incomodo potrà fentire cotale impreflìone. e gli animali fono i fenfi efteriori ripieni così allorché fon pieni di un nuovo vapore li rende brillanti e vivi . proper quanto poflbno la prefllone crefciuta dell'aria. . . per le quali gli arrabbiati . to. lì. poiché l'aria mofla . .ammagione . che fecondo il determinato rapporto della lor attivi.. nata dalla maggior quantità di fluido nervofo intromeflb nella lor foftanza. e degli altri . Dissertazione . lontano dal vero con varie ragioni e con ifperienze fi è moftrato da s* Gravefande e dal Wolfio nell' Idroftatica al Tomo fecondo delie Opere Matematiche. altrettanta maggiore fenfibilità in effa abbiamo . con pefo maggiore di trentadue mila libre) mercè la fenfibilità crefciuta . nel modo ifteifo il corpo dell'idrofobo "non potrà che con dolore fentir la prefTione dell' aria Se quefla fofle agitata . ficcome gli occhi in tutti luce renderaffi molto dolorofa. fecondo la ragione duplicata della veloci- A . e però più più grande che rifiede nervi . e dolore maggiore fperimentiamo quando vien ella ftjmolata . perciocché vi ha tenfione . produrrà l'effetto medefimo . . di un fuoco che gli anima. o fia fc vi fpiraffe del vento . non potrà il corpo dell'idrofobo un Non fi può tacere . tà . Ma effendo la più fenfibile fra tutte le altre nervofe Ja retina dell' occhio membrane. fi crefce ella di i forza gli Quelli fon motivi. foftenenma quanto fia un tal penfare dofi l'una 1' altra le particelle dintorno . fpiega il dolore. anno tanta fenfiche per piccola puntura fono forprefi dalle convulfioni . dei ven. xi8 piega. curano di far chiudere il fineftre per ifcanfare non an ripofo. bilità nelle fibre In ogni infi. . fenfo nelle fibre nervofe fi Da fa quel principio di Medicina al certo. Defadi pefo (anzi fecondo i calcoli de' Signori Mairan gugliers . fi foffre eziandio del dolore Per la qual cola gì' idrofobi avranno orrore della luce . . Or in quella guifa che gli occhi non foffrono l'impreffione della luce. . dichiara le fcofle maggiori che debbo. e che vieppiù mantiene le fcoffe ricevute. perciocché nello ftato di falutc L'aria premendo ella la fuperficie del noftro corpo da più che trentamila libre Mufchenibrò . e la tenfione maggiore altresì che procede dal medefimo principio. delle fibre nervofe e al grado di attenzione cIk l'anima v' imdi ma il fluido nervofo avendo più di velocità. nafce l'orrore che gli arrabbiati anno per gli corpi Noi fappiamo che quanto più una parte del noftro coi-po è tefa .

& il caufts morborurm &c. fono traile cagioni del furore difpiacevoli agli . Il Signor de Sa\). de a ragione. . e con ragione.- il roflb. I.C\ò che fa la luce.e'l Dottor James rac) ) De' fimili un vero orrore per la luce ed altri ne rapfatti leggonfi nel Giornale di Medicina al Tomo terzo. i qua- gran numero di raggi Si confermai tutto quefto dall' òfìTef vare ancora . delle quali il corredo fono flati il furore e la tenfione de' nervi . e de' colori Nelle ifleriche donne fi è tal fiata ravvifato 1' abborrimento di efì'a luce • Il vento .diftende di vantaggio anima che fente la funeftà cataflrofe che fi prepara i . e con avveduto configlio Celio Aureliano die a loro una particolare nomenclatura Eglino nel vero anno in orrore 1' acqua . ed ogni toccamento che anche" leggiermente pofTa fmuovere od irritare i nervi e'I lor corpo per lo che debbono efler chiamati Pantofobi . Quando diviene più acuto i . impreffioni . autori . e per tutte quefte ragioni la fenfibilità lor . come il bianco. o qualunque mofTa di tutti riflettono .il giallo ..' éì forza. James. SULLA Rabbia. e de' colori vivaci. ogni impreflione dolorofa .). l'aria. è nato r orrore della luce . e confeguenza l'uomo tutto quello che può 3 e che conviene fa in al fuo Jftafo 1k) . Tom. qualunque minimifllmo fliidrofobo non fofFeriva il foccamento del polfa laon- faceà fin Medicò^ E qui l'aver detto fu della fenfibilità degli arrabbiati. tton della femplice aria. e T s non oc- cupa che nel male prefenté o futuro le : dunque ella è attenta al- è menome lomma . il fuono . Riccardo Mead ( De cane rabido .. ficcome Celio diffe pardla eh' j erprime l'orrore di ogni cofa:. : aftrufi la nomi . . . il vento. nervi fono ertreraamente teCi . il fiato degli aflanti . ogni flrepito. ed Ed gli il aggìugne fa . co' quali i linguaggi Greco . iip nervi . LXII.lt{ Differta' de la Rage .. il fanno contano che gli arrabbiati anno . ficcome poco apprefib fpiegheremo : abborrifcono la luce. e : anima teme. il tuono fenfa: o le loro vibrazioni più frequenti le zioni cangiano fpezie imprefTione è come i dolorofa ^ come fuoni divengono dolorofe ogni ma f fopra un dito infiammato . nell'andare o venire. porta il Fischer ( De miro fenfuum augmenfo). aria. de la Rage ). 1 li colori vivi .- ed Araba an l'efà venerabile' Medicina . il fuono. che in altre malattie . In tal guifa s'intendono i mifteri di tanti . Io flrepito arrabbiati e fono da noverarfi per la ragion medefìriia. ficcome an no- tato altri Morga£ni (De fedi bus. che che fommo tormento che bafti fé gli arreca agli arrabbiati molo Un Signor Hunauld ( Dijfert. e qualch' altro.

echiameranlì Pan- tofobi. e le agitazioni. e ftracciò i veftimenri. fue lagrime cafcare fopra di fé . Il veleno della vipera ha delle parti molto che certe del veleno idrofobico. non potendo foffrir la luce . l'altro non potè fofferire l'eftrema unzione che fopra un piede . : te. tempo . e che fofFre crudelmente per ogni dove dovrà temere vivamente tutto quello che può caufargli delle nuove imcosì debbe avvolgerfi . e tremare (u) Celio Aureliano cap. flato pef evitarla che dee efìfer fommamente fenfibiie . di cui ne' quali il l'organo del tatto è più dilicato. ed avendo intefa una delle .che fi è tenuta per molto ti . vi fono però delle foftanze molto analoghot che . e far chiudere le per evitar l'impreffione del giorno fopra la retina. vaporo fé che concentrano p raffrenanp quefto fluido e che (t) Idcirco lumina detorquens a luce. \6/\) Al Tomo fecondo di. In fine altri temeranno tutto. Quia ardentes . ebbe fintomi l' orrore del gior- no^ o l'Aerofobia. lo fanno latili Ma .. ma fembra per quello fmtomo averne di elettriche o di molto volatili. vipera. per evitare che non cammini gravemente nella camera. In Napoli un uomo effendo flato morficato tra gli altri da qualche tempo da una più fifle. preflloni e covrirfi colle fue coverl' dunque idrofobo . i capricci di quelli che la Tarantola ha punto. abd'ttum nelttas converte bat . 120 Dissertazione : IT. i furori. quell'Opera farò vedere cpn chiari quanto fia lontana dal vero la credenza . fui veleno della Tarantola . in che modo caratterizzare le altre foftanze vo. parla Celio (u) me fuoi agli occhi di che fupplicava gli affiftenti colle lagrinon avvicinarfi . e rarefare il nervofo . . Egli farà (t) Aerofobo e dee ufare le ftelTe precauzioni per non inlì tendere alcuno ftrepìto efterno. Tra quelli di Meynes 1' uno fé portar via le candele nel tempo della comunione. fembrano farne fofpettare altrettanto del veleno diqueftoragno(<54): Cosi henchè in generale gli fpiriti volatili cavati dagli animali fluido per la Chimica non fieno tutti proprii ad agitare. iz. mentre il menomo toccamento lo faceva fremere . montò in furore . o portare fineftre le mani innanzi . In alcuni. faranno più attenti. li fuoi occhi . argomen. oculi fuffeSit manibui "uultum verfi4S tefanguine igne a diur- & na luce perftringebantur Idem. tale era Medico idrofobo.

il fumo dello zolfo. è un iftromcnto molto difficile ad immaginarfi a' tempi noftri . e mifurare la violenza della fcoffa da darfi colla boccia armata ne' varii cafi medici defcritIl Signor Tiberio Cavallo ha to un tale fl:i-omento nella fua opera Teoria . fifte- Rabbia (Ó7) Il Waitz. dell' epilefsìa . e Pra-tìca della Elettrici' tà Medica ed un altro più comodo e piìi ficuro Elettrometro ne defcrive il Signor Cavalier Vivenzio nella Storia della Elettricità Medica alla pagina ^i il quale firomento gli fu inviato dal Signor Dollondcon degli altri per applicare la détta elettricità all' ufo medico. e l'Abate Nollet molto an travagliato per k invenzione dell' Elettrometro Il Nollet iflrefTo. poterfi dire in generale . il laudano arrecano gli fpafimi . e dopo che fi faran meffe in veduta le varie oppinioni . Le fpericnze di Hales ( Statìc. come il caibro . ed un generale fconvolgimento dell'intiero nervofo di ciò nella cura della . le agitazioni. e raffrenando la fuga del fluido nervofo. . ma smorzano inNoi fiamo ancora all' ofcuro tieramente la fiamma e '1 fuoco fopra quello fusgetto. riie il vapore delle mofete (^5) . non folamente ammazzano gli uomini e gli animali . il fumo delJe piume. conofcerà in quale di effe noi dofi vremo arrolarci. che la Rabbia. e di altri confimili mali . • ma. e forfè è ancora troppo preflo il penfarlo Ciò non oftante il celebre Lane beniflìmo l'inventò per regolare . egli è ) an dato qualche lume fopra quella materia-. i farorij Je convulfioni ifteriche. {66) Nelle Tranfazionì Filofofiche leggonfi delle ^ici cure fatte col favore del mufchio. Se dunque vero ciò che fento per una lettera di Berlino. de Veget. tro che i Signori Leroy. ma benanche della pazzìa. co-. . ed avendo maggior grado di forza.i2i che ad uh certo grado di forza . e Arcy anno di frefco trovato fa- ciiitera io ftudio di tutte quefte cofe (óy). . SULLA Rabbia. non folo della Idrofobìa. ne' quali vi fi vede accompa- gnato il furore. come certe umielettrica d' dita graffe foffocano la virtù [66) : forfè i' Elettrome. 255. pag. • . Ma . pare attualmente riguardai in Inghilterra il mufchio come utile nelche debbe agire concentrando il volatile del veleno. che r Elettrometro quale dovrebb'elTere per meritare un tal nome. Q_ Gli [6^) Nella terza DifTerfazione di queflo Tomo primo fi efaminerà di giunta co' veleni volatili l'origine delle mofete. dopo avei' raccontati i varii tentativi fatti su quarto ftromento conchiufe .

il fuo polfo fi accelera. e fcinrillanti (x) come tanti autori l'an veduti ì. e neirifleflb elettrizzazione: i LXIII. i colpi fubitanei elettrizzino i nervi . che come oflerva Newton ( quaejl. materia elettrica. . e quelle ftelle che (r veggono a chiara luce. eh' è molto grofiTo. più pungente. potranno eccitare in quefle veffichette l'iflefla irritazione che cagiona T erezione.. fuoi fpiriti fi mettono in movimento. tutto fuo corpo : efce del fuoco darfi da tutt' i fiocchi ner- vofi della fua pelle non può che vi fieno nel nervo otti- co. . 4:53. e per poco che fìa di un temperamento vivo. ed a' fogni . donde verrebbe quel cerchio luminofo e colorito come la coda del pavone..122 DrSSERTAZIONElL Gli occhi fono brillanti e fc'mtillanti^ Il fluido nervofo non può eflere più abbondante e più tempo gli ftrofinamenii de' mufcoli più violenti. le quali eifendo come forzate in uno flato Mera. alcuni fimili trat» ti luminofi che rendono gli occhi delFidrofobo ardenti. Da una parte il calore del veleno mefcolato col liquor feminale. Bifogna che gli ftrofìnamenti . ed il lanciamento. ad uà tratto è fcoflb e mof. dee renderlo più acre.. fé uno riceve un colpo full' occhio ? Le lucciole divengono luminofe e come elettriche.) vedefi la notte fé uno fi ftrofina il canto dell' occhio . e tutt' i nervi che anno più dì fenfibilitar aggiungete a ciò che il ventre è coftipato nell'Idrofobia. opf io. della Società Reale ^ ann.. precifamente quando fi accalorano • e fi fa che per mezzo di quella luce le femmine che non polTono volare .. egli trafpira copioramente. ogni corpo che gli fi avvicina gli cagiona una egli fenfazione dolorofa due torrenti fo in di il e fé per l'efperienza di Leyden egli riceve . vivi. e che forma la retina. che l'uomo non fia pofto in uno flato vicino a quello delt attivo. dall'altra l'orina più ardente dee irritare le veffichette feminali . tutte quefle caufe concorrendo.Etmaller pag. > e come fi vede di notte negli animali gli più elettrici Prìa^ifmo degV Idrofobi. moftrano ai mafchi dove die fono (x) •. 1730. LXIV. di mo* do che è foggetto alle veglie.

arrabbiò la notte Tuttaddue morirono non delle fue nozze . e né tampoco nelle altre. . . o come quelli de' gatti che in quefto flato fi raflbmigliano agli fmeraldi. fi fece ufo delle dette canterelle. non farà al certo fi è incomodo un prodotto delle canterelle ma un fintomo del male*.3 Maura) nel Paefe di Vaud un uomo mordue anni e mezzo prima da un cane arrabbiato . 215. Bonet. . autoi'e nel buì mo lo attrivero noi credette effetto del male della Rabbia che agli arrabbiati in Amili frangenti foleanfi applicare: ed' egli è noto cbe le canterelle eh' entrano nella compofìzione di quella detergere il moccio dell' pafta j an forza . praeter horrenda ffmptmnata qttae fujlìnuerat priapijmo ardentem uxori conrubuiffe l'tberofque mordile . e tuttavia tal ravvifato il priapifmo negli arrabbiati . Sarebbe egli naturalmente elet- trizzato & ? GÌ' idrofobi il fono «ffi ? Niimqiiid epilepjìa aphrodiftaca . a' velficanti . 2 d LXV. e degli epifpaflici nella malattia della Rabbia . eleBrica vi canes Unde nani in hae amatoria rabie fpafmi . e che il verno. . Preffo r liluflre Van-Swie"fen fi nominano due altre oflervazioni . ) QLieflo fecondo ficato . brillano di vantaggio. • . cap. . cum feminis ìnvoluntarto jaSu Coel. . extenjìo (y) Bonet. ma ancora le femmine idrofobe pa* tilcono le involontarie erezioni de' genitali Si chiama nelle femine «/»/oNe e fatiriafi manìa e da I/inneo teligonìa negli uomini priapifnio che i fan menziong^di tal fintomo ne' rabbiofi ugualmente gli antichi moderni S<frittori Democrito fin da' tempi fuoi non I' ignorò egli . . . . morfus ut iit feles imbuii ? ilydropiobj/a ? L'Inverno dell'anno 174^. che dell' Hernandez Il primo autore e 1' altra -del Boneto un arrabbiato negli ultimi tre dì di fa a malattia foffrì delle polluzioni continue ficcome nota eziandio il Signor de Sauvages nelIl Boneto poi la nota (z) a quefto paragrafo fcrive che un uomo di età di anni fer. Pochi giorni fono una cagna durante 1' atto venereo fu veduta da più perfone con gli occhi lucenti e brillanti nell* ofcurità come due torchi . e morficò al feno fua moglie molto dopo (ó8) Non 1 foli uomini arrabbiati. (z) De -vetiilo accepi . quando l'animale è più elettrico e calorofo. . formano il priapismo. e Lufitano nella fettima è flato eziandio notato da Amato tra' modèrni centuria. . una racconta . fpecialmente in quei di Democrito. Tom. Sepulchret. .di attaccare le fìrade dell' orina uretra.i SULLA Rabbia. . . tteratis affriBibus . Veretri frequens 11. e dal Martino Lifter ( de hydvophobia /'I13. e 123 (y) . deplorabile. che Vìon in tutt' tempi. e poi flimolare tai luoghi mercè I' orina iflefla refa ardente . donde il priapifmo nafce Però fé noi confideriamo. t^urel. flato cos'i fter. Rivalier in fepulchfet. verum innoxie omnia. come Celio Li- Rivalier (z) l'an offervato (58). pag. ... . i.

. aggiungono titamente Vili. pube . eoque maxime phalangiis adverfantar . ) i ebbe trenta polluzioni Signori Boerhaave . retta a Plinio . ed in-ita tai luoghi. e di già rcfo idrofobo. LXV. l'orina rifcaldata. rifiagno producano il del fanpue ne' corpi cavernofi L'erezione al certo non fi fa da'due muicoli detti erettori. premendo la . XXIV. mercè la fenfibilità della nervatura. faccia ritorno e s' imbocchi nelle vene L crina da fé medefima . cosi negli arrabbiati il corpo diverrà pili debole crefceranno le vertigini . di cui fa parola Amato Lufit9. i quali . cagiona la erezione. . ed i rumori difpiacevoli negli orrecchi. Jan-res quefta fchiera di Scrittori vi s' e '1 Morgagni. . Afibdato un tal punto . Sono Je minime guaine nervofe delle vene delle pudende quelle che fi ftrin» gono in tal incontro. cagiona Jo che fon ipoffamento della macchina . nello spazio di una agli giornata fola . perciocché ben fi fa . ed i nervi fenfibiliffimi degli arrabbiati. eonofcerà altrove efler una falfa credenza Comunque fia . . De & morbonim &c. eflfendo travagliato da' fegulti del veleno rabbiofo . II. ma con quel» . A . E fé volefìt ^d citant . e medefìmamente ar- fenico tlarfi lo che per . per foddisfare flimoli cocenti del priapifmo. avvegnaché per la fituazione . i. Maggiormente crefcerà il medefimo incomodo. de' quali ne fece la fezione . vieppiù farà valevole a produrre il priapifmo. quando fi fta nella veffica . Le convul1' e r epilefìiie ficcome afferma Areteo . ) venerem impetus inhìbent . Fa . . ed al veder la donna eflendo accefo di ardentiffima voglia . tanta. profl:ata all' oiTo del mefiieri però che nel tempo medefimo vi agrfca lo sfintere dell'ano . Tali quenti polluzioni fono di danno indicibile agli arrabbiati Siccome la perftrabocchevole del feme in coloro fani . ftimola e cagiona la erezione il che fi vede anche ne' ragazzetti: ma quando è calda. or idrofobi raa la paura contìnua U cosi gl'idrofobi fofpettano de' loro migliori ami- ci. ed impedifcono che il fangue dalle arterie nelle cellette de' corpi fpugnofi condotto . che tutattefìa tocciò che ftimola iioni . la detta preffura cefferebbe .124 rende fofpetti : Dissertazione fono paùrofiflimi . anche certi ragni velenofi fan Io fteffo ragioni fi .n0. e pungente. .EpiJì. aver ei medefimo in due cadaveri d' idrofobi . Un arrabbiato . il elTer ( un fintorao [edibus degl* caufis idrofobi il priapifmo. Mead . ognun comprende come gli fiimoli che cagioBa il fangue infiammato. Morgagni . unir fi volle con fua mogliera . Ql' idrofobi medefimi le più volte muoionfi convulfi ed attratti . le prette parole di Plinio fono ( Lib. le feccie trattenute. Parlib. alfre- tramenti dita le feccie ufcendo fuori. trovati i due corpi cavernofi dell' afta benbene infiammati j laonde ben s' intende il priapifmo . di concerto teflificano. . quorum morftis genitale exaltre ed alcuni altri veleni producono lo fìeffo fintomo . e la firettezza del ven-^re. quefii non poffono eriggere la verga.

fi licor fe- minale (a) più velocemente fi afìVettano per l'altro mondo. Aftruc pag.ad ìlitendere . che letti poi dalla . .Ì non vogliono pigliar . fi alloggiano e fi ftabilifcono . il terrore alla collera ed all'odio. che fe. Non . fo-rta di Dunque l'idrofobo che foffre crudelEfTì quella convellimenti che nafcona da debolezza dì corpo difcioJgono in copiofi fudori . R A B B I A. fé qualcheduno fi foffe feduil mondo uè fa di coloro che di foffrire il che fi menerebbero più torto per la fineftra folleticamento: d'altri che tremerebbaro per le punture della eletblea avrebbe (offerto to affai vicino a lui per toccarlo: tutto . come «''"imprimano ^tiei tali caratteri . {6g) Le idee. fi può meglio paragonare lo fiato del loro fpiriche a quello di certe perfone che temono ecceflìvajneate di elTere vellicati^ grattati fotto i piedi. che in un' affeni- • LXVI. In atti Roberto domandava iftanteraente del veleno prima che fi appiccaife .. fia fifica . to crudelmente. o ci dee cagionare del male che noi crediamo non aver meritato y e che ce lo caufii volontariamente . . fpirituali o materiati che fieno. e unifce fi fé. Ora l'uomo rife nte tanto piiii vivamente una offefa . nel cervello . quanto egli è più fenfibile . e la vifta del fiero del fuo fangue il fiicea fremere . pre qualche forprefa no un bicchiere pieno Si polfono vedere le precauzioni che la diffidenza loro fa ufare nella ftoria dell'idrofobo di Marvejols (a).. SULLA ci . ed evacuando parimenti del tanto . fia morale . all'improvvifo in noi fi fa quella offefa . niente dalle loro 125 mani temendo fem- credono che tutti -quelli eh' entrana. Io conofcù un Officiale ragionevoliffimo dall' altra parte .. o a' reni &c. fi mette in campo la difperazione.ifipre va unito: e fé i' offefa ci pare inevitabile. come ìn^ un palagio. tricità > dopo averle fovcnte provate. e di qua rendono accorta 1' anima delle cofe fignificate Il perchè baftevolmente fiam conQOtti. e tanto più fé ne vendica . quanto fi crede faperìore in forza {6^/}. Cagione del furore » LXVIL Qi:iand'o un agente ci cagiona. la collera s'impadronifce del nofiro fpirito . i8. anper forzarli a bere d' acqua alla mano ^effendo ciò per eflì più peggio che fé li fi portaffe il veleno.

ghevoli e libati -laonde s'inviperifcono sì fattamente. . e lei s' apprefentano . gl'idrofobi era in ufo anche al tem(b) Il modo barijai'o di affogare . vitae pariter ac mciùo firangulatu Jìnem pò. e furie durevoli e molefle..giurita la grande rarefazione fintomi . i . dello sbrigamento de' vermi . che fangue . veneno . e quali iynce le quali tai movimenti eccitano nell'interno.Con una fola occhiata. non afpetta che una tragica morte mente. Eglino fi veggiono mal ridotti e per cagione de' lufir. che il fermento che capiona 1' Idrofobia è compoflo i. che uno .vulgus ea tentatos dum nullo ini' remedio rejiitui pojje reputai . faflidiofi oogetti che li van fufcitando Ne abbiamo un paragone in coloro che fon ipc'condriaci . altro confiflere cosiffatto . fiere maninconie. poi la fantafia è fopita . e V infiammano.. noi nel medefifconcerto veggiam involte ogni forta d' idee già innanzi ragunate ne' a mo non fi ricettacoli o ne' l'crbatoi del celabro . Giovanni Ravelly benanegli fpieaa il furore e gli altri gravi che in una particolare Diiìertazione fu quefta malattia fcrifìe . Nel turbamento fegreti del . 126 delmente in i Dissertazione tutte le fue parti. anOra neir atto che gli arrabbiati cominciano ad inorridir 1' acqua no un furore sì rigogliofo e sfrenato che mercè de'ligami fi debbono teBafilio. aE. delcosi pofibno le med^'iìme cagionare le fermentazioni e deli' etìervelcenze tutti quei gravi fintomi che nafcono da efli-. che II. e refe eziandio fenfibiliflime le fibre nervofe della macchificcome tante volte da me fi è detta e ridetta quefia lezione . Il Signor Hunauld { Difsertation fur la Rage) afT'erì donde nal'ce il furore Icioglimento ed uno fviluppo altro non efl'ere il veleno rabbiolb. da' quali principi! di fali acidi. e fanno delle belle tele. fi eccitano gravi tumulti. -mefle in azione ed efaltate j le quali ficcome fono la cagione della generazione . cui è doviziofa la fantafia.ì lottiliffime particelle folide eflremamente. ed ElmoHte credettero che il furibonnere do Archeo quello fia. po di Palmario : Et noflra aetate^àìzQ tig\ì. nafce na quindi che divengono gli arrabbiati turiofiffimi Agli alfalti di quefii conturbatori . Paracelio. ifcorre a fuo buon grado per fermandofi quel gli gabinetti capo. o di un Saturnino temperamento . non pofibno refiftere tai malati. • il veleno cella Rabbia avendo riscaldato e mofTb il Il fatto fia. delia bile. In fine il • celebre Si"nor de Buffon vuole come anche quello della vipera non in . o de' bei lbgni_ chimerici . ( ^contadini (b) eflendo nsU' ufo di affogarli dentro due maQuando Fan capire ciò eh' è indicato per efil . .Valentino. con una piccola voce di loro dilpregio. faline. e con un timore. ed i veleni tutti in generale che nelle mollecole orpaniche femoventi . che agitato e commoflo vegna dal veleno del cane . . del proprio cervello in talun penftere come di a lei ma difordina e fi fi fconvolge mirabile arredo . o il ceivello è turbato. l'anima o per le cellette piace . che quafi accenaono tutto il corpo.

II orrore deir acqu a nafce da più cagioni injieme .. entrerà.. vi fono delle rf. fi faceffe una punigi one efemplai-e per que« (e) Nelle grandi paffioni.. fanno violenti ftrofinamentr de" folidi . fé efli anno tutte le loro forze . ed ignee r e da qui nafce che il timore degli afledii» de'tremuoti &c. giò. Quel che F idrofobo teme il più coflan temente è bevanda. ma quefti flrofiparticelle ignee in azione fvilupparlcj ed ancora elettrizzarle .. Sarebbe da bramarfi cRe inumanità. paralcaline. . dendo e a Roberto risvegliò la Rabbia. morte. e contro femedefimo. del ti movimento inteftino fopifce. . : mito le loro coverte durante l'operazione (e). e la prefenza dello fona fta fpirito. egli ne fente vivamente il bifogno a cagione del fuoco che lo divora.y^ ch*è quella che fi cagionò' al mercatante di Montpellier. feiiza ^ì*difperazione . e di fpirito di vendetta che fé ne vede la ragione .concro i fuoi amici. come. e poiché conferva quali . pag. che la collera. fulfuree. (Veglia delle febbà. chiamad furore . . gli .. putride e maligne ( teflimonia Baglivi Prax. noa poflbno impedirfx a digrignare ì denti . e fentono che la operazione è inevitabile . LXVIIL.. b fempre la ragione... ma egli ne ha una ripugnanza infuperabile . nelle parti.S U L L A R A B B I A» llj che vede eh' egli è incurabile . ciò eh' è per lui peggio che la di odio. . dell'acrimonia delle materie falineebiliofe che fono nelle fue vifcere e delle follecitazioni de' fuoi amici .. cos'i l' idrofobo foprattutto quando fi vorrk forzare a bere... che non lo (caricano delle catene o de' ligami > e che non l'inquietana che per is^rzarlo a bere ed a mangiare . foprattutto quelle che confiftono in.i'So.i fermenti che la mancanza confeguenza . e l'epileflia renanno potuta cagionare 1' Iumori più acri piìi ip^net &c» drofobia ipontanea (iii). e di mordere eoa frematerafle ) . rimettere in moto. come 1' applicazione del ferro rovente fopra tutto l'oflb della gamba cariato. . a'quali fi fanno delle operazioni dolorofe e lunghe . di terróre il tutta unito . ficcome -nell'epileffia il fi fluido nervofo è fpinto con gran forza.. Quindi è che noi veggiamo degli ammalati . nella difperazione . ed ia namenti debbona mettere tutte le . in furore contro tutto ciò che trovera. o che l'offenderanno col tatto per la gran luce e ftrepita .nella collera. dovrk dare tute' ì fegni di collera.

cioè 11 dichiaraarrabbiati .a dalla non nafcefle da cagioimmaginazipne guafta-. II.nè fi può rifchiarire fin nel di dentro quello punto. l'elatere . quanto dell'attrazione. la gravità. ne materiale che agifce nell' efofago ir.'Non poffo difpenfarmi però di prima avvertire. . che fi contentano efier privi dell' acqua. ma fi domanda qual cangiamento prodotto veleno . Newton medellmo altro le tenne attraente che per : e pure quefii effetti per cagioni de' particolari lamita. che l' orrore dell'acqua . che il famofo Lirico Poeta Pindaro nelle fue Ode chiamò dolce dono degli Del . infiniti Le forze altri. e l'attrazione delle particelle della materia. ci reRa a cercare . nel -corpo idrofobo fintomo. In tal guifa le forze della caaurore boreali. che (70). e certi fé non vogliam ifpacciare per verirà affodate pregiudizii^ dovrem confefiare che le cagioni delle cofe e de' fenomeni •della Natura . malattia dì -evi punto più importante e quello è lo fcoglio colunga e faflidiofa imprefa tanto ftrano e celebrato -che non poffianio fchivare . così faran mai Tempre per noi ignote. . Non fi può ftabilir cofa dì fodo. faremo foffermati fulla bella prima j e fé non vogliamo dare de' paffi falfi. dia origine a tal« fpeciofo ti mento. fenomeno naturatengono da noi elettricifmo. de' fluidi degli la cagione dell' abborrimento re qual' è anno peix) tanto orroi quali tuttocchè foffero tormentati da gi'an fete re di bere. fi non per . ed in diverfe foflanze fi ravvifano L' elettricifmo . ficcome ci fono. ti effetti delle la ofcure forza ed aftrufe . ed tanto l' elettricifmo. fon effetti . prima di aprire il più verifimile fen« e eh' è effetto del . Molti antichi fi cr-edettero. certi dotti errori . fi parla qui fta la . aguzzi pure l' ingegno noftro quanto più puote i guardi fuoi giammai potrà penetrar il buio onde fon aflediati i fenomeni naturali:e mentre andiamo rintracciando le cagioni . I fenfi noftri -finiti non permettono che fi fappia più in là de' generali effetti Noi nel mondo veggiamo tanti fenomeni che fono in varii efferi . fenomeni le Ma r attrazione fono effetti Or dunque mentre fi anch' effi . i tuoni. fono effetti dell* centripete. i baleni. non intendiamo di fquittinare quella cagione eh' è pri- ma ad agire . . flati per lo innanzi . flà il e dilicato della . cagioni . fé prima non fi confiderino gli fvariati pareri che fon corli fui fenomeno caratterifiico della Rabbia per poter raddrizzare quello confufo labirinto . la durezza. Jafciandoci fen-spre condurre per fatti Mu. k qua. cerca da noi Ja cagione deH' orrore dell' acqua dell' degli arrabbiati. . i tremuoti . cofa mai foji eglino? Son tan(•70) Qui . fteffi della un pretto Natura . che noi tutti mentre anfanti ci affatichiamo di ripefcare le cagioni . Io narrerò fedelmente il meditato dagli altri efponendolo con tutto il nerbo e luftro maggiore .328 Disserta di gioni fufncienti quefta z ripugnanza li ione . .

tutta pofia offender coli' unghie chiunque preflb il fé gli fofle meffo un pò da Etmullero però vuole efier un penfare più fodo il credere . e 'I dpttiflimo che veduti . Vaglia in fine fra gli altri l'autorità del chiariflìmo autore Martino Lifter. fpiritofa. come ufano i gatti nello fpafimo cinico fanno : cani. ed Averroe. abbaiare . che un uomo mercè la morficatura di un cart rabbiofo ed i principali caratteri del cane . . è ftato per molto Ai i2p quale perchè agli arrabbiati fa dentro dell' acqua veder 1' immagine di quel cane che mordette . & peculiare^ imprimere haud rarum morfu & antiquis & ncentibus aucìoribus eft Rabbia y voi troverete foventemente . era creduto che 1' gì' idrofobi . che un idrofobo cercava a talmente acquiftò la tempra . torce ii mufo . o che fentiti parlare gli aveflc Atanagio Kirker . e nel fangue eziandio del morficato imprime le operazioni me- defime. cani . da' ed inoltre che una donna già quali elfi arrabbiati erano fiati addentati refa idrofoba cacciò dalle prti diretane certi pezzi di carne a guifa di tempo applaudito . Il quale nella quarta Efenitai^ione Medicinale tenne per fentenza ben ficura . aggiunfero di più . muovono latra il lor corpo a foggia di quelle rabbiofe beftie . : tanti cagnolini fi . quam bibendi . SULLA Rabbi volgo. come Quefio vuol dire Celio con quelleparo» canina invalutio . ci lafciato nelle lor . le . Quefto fentimento corredato dai fufFragio del les abhorrere in poetilo canes : e Baccio fcrifle: Vidi egotaFra abigendos ex cubiculo exclamare gli Arabi Medici Avicenna. e chieggono di tracannare voracemente come i di lambir piuttofto che bere ^nimalia venenata Le fue parole fono . : contagii fui charaBeres proprios In hydrophobia a canis rabiofì . cònfejfus latratus : item deglutiendi canina voracitas item lambendi potius. il quale nella parte . . che anno quegli animali che mordono . che al folo od^ore conolcea gli amici ch'andavano a vifitarlo . . Nel vero leggendofi gli autori che di propofito anno fcritto fulla : . fcriffero medefimamente . che loro impedifce di bere . fchierate con graa pompa e con isfar- R .. Olti-ecchè racconta Etmullero . vox latrabilis Se il morfo è ftato da un gattOjl'arle QLundi Guglielmo Corabbiato chiede di graffiare . che nella bava -e nelle orine de' rabbiofì tante fiate fi fon veduti di certi animaletti fimili a puntino a quelli . che veleno del cane altro non fia che un fermento . an carte . che gli animali velenofi in generale imprimono gli fpeciali caratteri del lor contagio • e che gì' idrofobi così refi pel morfo del c4tre dell' cane .ione aptitudo Quefta è la fpofizione della prima fentenza per ifpiegare l'orrore dell' acqua degli arrabbiati. a' quali tenne dietro benanche Salmuth . contentandofi rimaner più tofto eftinti per Jo grande ardore della fete. ajftdua linguae exert. fenza Il Rodio . che da molti Scrittori . e l'autore di tutti gli ftrani e maravigliofi racconti Pietro Borelli. ac . quella trifta e funefta veduta fi è quell' oftacolo. dalle quali furon morfi ed atteggiano Se la morfu- ra fu da un cane arrabbiato i ed abbaia .

non male e ftrugge antichi Ja fognata immagine del cane.temm a^^pettrt . £.effi fìdulcialmente afficurarono di niente vedere. e ne' vafi coverti. ^cut etidm man. ^ . me ridette. e ad una fantafia refa guafta . le vele medefime ^ va- gliono a far perire e menar a naufragio le navi G. anziché defia fu che die origine agli decotti. con empito ributtare quel nimico male fcrcte e fenza de' trafporti affolla quafi che 1' anima ufcir voleffe a Egli è pur certo. che Salio Diverl'o che medicò varii arrabbiati . eglino an ripefcati tanti tei racconti e sì mirabili noPerciocché velle .a' medefimi .gettarloT per tener da lungi e cacciare un si poderofo nimico. Paffione e perturbazione. annoverarono 1' Idrofobia traile tarde paflloni dell'animo ifl^v'flb. che avvi delle collere dinon . e con de' tubi fottiii affinchè né acqua effi vedeflero . e «ella fantafia meno fi cibi folidi altre-ì qualche volta nel più colmo fon potuti inghiottire . ed innumerevoli tentativi fi fon fatti per indurre gli arrabbiati a bere. Vedefialloi-a che dall'interno alla circonferenza del corpo fi gitta Medici i quali l'orrore dell' acqua attribuivano non M certuni . altramenti che le vele ne' vafcelli fervono di ali per aiutarle a gran viaggi . colà fi . facendo guiia della falce fenaiia di ogni erba fafcio . s' era vero che vedeano l'immagine del cane nell' acqua . altra fentenza di una corporea' malattia. 1 . i giulebbi non po/Tono ribattere i fpecchi artificiali j Gì' infufi fimulacri degli obbietti . medefimi offervandovi del tempo fenfibile tra la morfura e lo fviluppo dd veneaio. Si può aggiugnere per -conferma di ciò. perchè l'animo patilce e fi turba la fua •noi chiamiamo quiete. Idrofobia è nell' cfofngo del_ rabbiofo . ecco forgere un repentino moto per fuggirlo e per ri" . per cui -credendo eglino che V acNel vero quando alla noflua nuoccia loro . ma il tutto f^mpre riufcì indarno Auè qualunque ideata immagine egli è certo . e mille altre opinioni che G tacciono. E ciò non oì ftante gli arrabbiati niente poffon bere tuttocchè non moflrino quefti detti fluidi immagine veruna di cane. e ferve . perchè fono dcfli opachi. "Oltracciò mille argomenti fi fon prefi . dicendo J4titien*ium no» .- DrSSERTA"ZIONE da IT. ma ad una forte paflione di animo. . Dalle carte aerea.I^a^ isfario quefl:». dunque né la cagione della . ma quelli foltanto che Ibn pellucidi. ciò che dì nuovo efcJude I del . ma che fon le mòlle della macchina . l'abborrifcono e la temono fotto le ftra anima col toczzo della fenfazione fi rapprefenta un ogg^ttp divife del male .li antichi. Ma' Sed bis qui haec a\Jekint confi fcaglia contro cofìoro Celio . dove noa di rado la fpilorcerla e la tralcuratezza dell' etk noftre fi poggia. avendo domandato. Celio Aureliano mentovò ancora un . che non tutt' i fluidi fon capevoli di rifletter le immagini. L'acqua può sì bene paraoonarfi con qualfiafi fpecchio . ad -uno icon volgimento d' idee. limiti del convenevole . : . itti deieBart Jiotu . come tal volta . Ma nella-'Rabbia il furore unito coli' avverfione de' fluidi eccede i il fangue .

poterono. e del faringe. the il tanto orrore per l'acqua nafee da una certa naturale antipatìachc anno gli arrabbiati. acciò i rabbi ofi s'indacefTero al bere. che ftimo dovere qui riferire.. di Baccio. Io per ora non^ mi fio a contendere su tal forza dì antipatìa .dopo aver annullata la fentenza di Aezro. ma da infiamma_ & _ gione delle fauci.conofcendo eglino. foffero obbligati a bere per forza Oltrecchè evvi di non pochi efempli preffo Aeilo medefimo . Egli dice i. agevolmente tranre all' afpetto folo dell' acqua fi . . che non è mai vero che i fluidi e la bevanda recano del danle parole. e tediavano la gente con quelle fecche filate di barbarici vocaboli. fanno gli arrabbiati . Anzi parecchi antichi Medici tutte vie folcano adoprare. cap.) fcendh . che fi T€ cori più agio e con certezza migliore su gli eventi di quello vel«n(^. che cotanto era in pregia preflb édle Scuole in que" tempi appunto. impedifcono inghiottire.. o fia nelle: Ed inoltre .. Timor en'rm psy coHfxnfum antmaie quo fit ut coi-povalem effe paffionen» eorpori compatientis nafci perfpicimr iydiopfwàicjtn manife/le ptrluceat. e fuperiore all'anzidetta tolta dal volgo. ben. nel dell' efofago .l^. { Lib. Al riferire di: Artorio . ex quo caufa de- non anima. In piimo delle fauci luogo mai fi è veduto che I' le fchiette e dell' efofago an cagionato orrore dell' acqua più violente e maligne della parte interna di efib finanche infiammatorie. che la bevanda ed effi fluidi in generale. né da fconvolgimento di fantasìa . e quel montar in collera ed in furo- k infiammazioni nelle angine efofago.. e del canale perciocché.• i ?^- iere «r ntferts quadam nafcmtr pajftone.. Solamente dico ..III. In terzo luogo Pietro Salio Diverfo. le quali vie>. che tante volte gì' idrofobi fon guariti coll'efiere ftati tuf. è fiato che 1' orroregli ardelia bevanda non è prodotto da immagine alcuna di cane che rabbiati ravvifaffero. qaando gli uomini pafcevanfi di io-^ fenza nulla conchiudere.. an creduto dover giudicaIl feconda fiftetrta di altri Scrittori . 1' rigonfie e addolorate . benché fi renda difficiliffimo il bere eie più volte ventricolo . adduce un'altra opinione. litigavano su delle lievi quifiioni le la cura deli^ arrabbiato . loro crefcere farebbono il male. e non per li cibi folidi che anzi fi è offervato che parecchi rabfeiofi nel maffimo tormento della Idrofobia . . folevano effi antichi chiuder gli arrabbiati in un facco. ma non è franca d' infuperabili^dif- tempo medefimo fon ^coltà. come che folamente detto abborriraento è per gli fluidi .. non fi vede: ii richiuda onninamente la via delia difcefa nel quel forte orrore della bevanda . : goggiare ogni forta di cibo.StTLLARABBfA . utique corporis futt . come mai fpiegherà -egli . e d» coloro cheallaimmaginaztone attribuivano l'Idrofobia .. indi no per h pittavano in un pozzo affinchè in tal guifa ftanda nell'acqua. Qiieft' altra opinione è al certo migliore della prima . e che non fi fon fatti ftrafcinare dalla piena di tanti teftè recitati^ autori abbeverati alla torbida fonte della fama popolare . Et antecedens morfus .

e quivi trovando la bile agra e velenofa . che le vipere fi moriffero. Gli fltffi fenomeni fi ravvifano in quefto -fiato della Rabbia . che quello fìeffo . Ma fce il avanzafldofi da lui che ì' anti- patìa tra il veleno.e reinnanzi . che tutt' infieme aveano fpacciato. di Galeno. avviene eziandio per lo meicolamento della bile e della faliva infieme. 'di di Gefnero. con cui 1' orrore dell' acqua e '1 furore degli arrabbiati ha chiefio di farci intendere Egli avendo tagliati molti cadaveri . comecché da tal vifccro fegregata . irritano il ventriglio . per lo che rigo- giano a qLiel nel condotto car. la fentenza di Ariftotile. A'tempi di efib Salio in vero regnavano nella rplegazlone de' naturali fenomeni le foize dell' antipatìa.ale.feguendo leandro. df generati . e partitameute per acqua mercecchò quefia . Ma io credevo che Safta la difficoltà all' impiedi come lio avffie avute maniere più gioconde .. Or fcritto quefi^o poco. e con un pò di forza occulta avelie egli voluto appagare . debba effcr infetta dal veleno La bile medefima cosi guafla . di Avicenna. I detti fuchi Il fto . aggiungono nuove tenebre in grazia della luppofizione . . v putride foflanze vi allignano. fenz' altro iaidugio paiTiam pia oltre nella noftra diblema vi s' . Gli effetti de' cibi corrotti nello llomaco fono i rutti brucianti ed alcalini . . nafce quell'orro- re per gli alimenti. altro fugo neceilario per Io buon digerire calando giù nello ftomaco . fputa quarto autore a venire in -mòfira ^ il Signor Tauvry che ha propoun fifiema qualificato . di Plinio. e l'acqua . . che dalla forza dell'antipatia . di leggieri La faliva meper la valvola del piloro faglie ed inonda il ventricolo dtfimamente . Il quale per quindici di continuati avendo fatta riempiere la bocca di fei vipere di faliva da alcuni uomini ^ elle in quel tempo fletterò meglio del folito per tornare alla fentenza di Salio . . che l'orrore dell' acqua na- da una crudele nimicizia veleno rabbiofo. s'attaccano a gujfa <li vifchio o pania difcio- lo fcorticano e l'infiammano: 1' e quindi . iftefl'a da una dilcordia ed odio implacabile tra Ben lunge di efiire fciolto il pro.cli-nazione al vomito . lo che fi è trovato falfo falfìffimo dal pru- dentiffimo Redi.e l'acqua produce l' Idrofobia . e tal volta il vomito medefìmo . e di Jonfton .© le beflie velenofe N vi pafTa . che fi cerca. r ir. e fiimolanti dell' . . . Né io qui fc rondi pafiaggio fo parola di ciò che fi credette Ulifle Aldrovando. 1^1 fati Dissertazione nel bagno. e non già che con una Infinga.. IT. che la bile. acri . (e la faliva dell' uomo elk tracannaflero : né ciò da altro fi derivava. -colla medefima fi mefcola e rimane anch' ella infetta e degenerata Quello che poi accade nel mentre nel ventricolo guafl^o cibo . e tenerci contenavendo qui ti . irritando il duodeno . e della fimpatia. . che tra la faliva iftefla. . fenza poi altio dire. può mai menarfi buona qiiefla fpiegazione ? Egli è lo fteffo che dire . efofago. gli parve di veder nel fegato le marche dell' ofFefa j onde rileva .

epiploon ..battute . : .e che quinci non è maraviglia che abbia propella una mirabile llravaganza cioè il fiftema fin ora efpofio Poco diverfo da quefto fentimenlo fi è quell' altro penfamento che ci : : . che il fegato prima di il veleno : ma ciò troppo arditamente e fenza il fi menomo fondamento preffioni . Perciocché negli arrabbiati truovanfi k nel in im- che fon . egli moflra che ignorava totalmente le vere oflervazioni della Rabbia. così fcjolto negli arrabbiati rapi- damente ne correrà prcffure . dalle abbondanti orine. dice. dimollra non effere fecondo il lor penfamento . atterra intieramente quefto fiftema. i Notomifti nelle fezioni de' cadaveri deoi' detto fegato corrotto più che le altre Darti? è legittima deduzione: perciocché non folamente ne'cadaveri de* Forfi perchè Ma ma in generale ne' cadaveri tutti il fegato. che mercè le continue lor . (doglie que' fall 133 che nella bile e nella faliva infieme vi fi contengono . i feguiti del fentero eziandio tri viiceri . fi guada e fi corrompe Oltrecchè un' offervazione . Inoltre. II pih rifecca. dovt'anfi nel fegato i principii dell'attacco velenofo vieppiù render rabbiofi coloro che ne faceano ufo ma ciò non fi verificava affatto . mercè . SULLA Rabbia:. fatta dagli antichi Medici . non pure nel fegato. Égli fenza efitazione fi avanza a dire.)• Egli dice. e che rompe le parti del fangue. e fes remecles il Signor Hunauld ( Differtatìon fur la Rage . v'an trovato quella non rabbiofi. che ficcome a' metalli fquagliati . e fpecialmeate il furore . che i primi attacchi faccia- no al fegato idrofobi. fi dà corpo a certe propofìzioni intefTute e congegnate per far innanzi un centone. tale ne' viiceri degli arrabbiati iftefla fi io che la : Natura è produrrebbe un bisbiglio ed un incendio che non finirebbe che colla morte per quella che loro dà l'orrore per l'acqua. ed eziandio dagli efcreati . nel pericardio . Qiiefto pregiudizio per lunga pezza radicato nelle menti degli antichi . benché groflblana . mentre vuole fi:abilire una nuova fpiegazione . e gli mirti della bile. In . Effi fi credevano che folfe efficace rimedio e vero antidoto per gì' idrofobi il fiele del lupo arrabbiato ed il fegato medefimamente del can rabbiofo. dovranno farà aflbttigHato . aggiuntavi una piccola porzione di acqua . I vafi venofi per tal fine^ poco contenerne . mcal- ed fi Come ? dunque il proverà egli . notare qui che in quello divifamento del Signor Tauvry piti che alla faldezza de' fatti . al nitro ed allo zolfo diiciolti . le acetofe particelle della bile. cervello e colà facendo degl' irritamenti e delle i moti convulfivi . nell' veleno. tò e groflb fi reflerà nelle arterie . che una regolata fpiegazione della nafceranno Or deefi tutte le altre parti riceve Idrofobia. Adunque al il kngue . rimanendo il fangue diffipato da' continui fudori. poiché fé tale foffe. nafce un bollore 3 ed uno fcoppioj così l'acqua unendofì e mefcolandofì col- recò . ne' polmoni fi ma .> Adunque il Signor Tauvi7 . la fua flaccida natura. Chateau-Gontier l'JX4. quello veleno rabbiofo ha una natura difTolvente . fegue il Signor Tauvry .

o a puntino nel dì del plenilunio. uomo di vada erudizione e di gi-an letteratura . ripugnanza fi dovrà credere che vi fia nell' afferire . alti-o moto . che buona parte delle malattie periodiche e nervine della macchina unxana ripetono l'origine da que' due luminari per lo che i medefimi co' • loro iafluffi agiranno fu i nervi degli arrabbiati . che nelle quadrature. e l'epileffie. e do- po tante belle vedute ch'egli fchiera tuttetratte da' Principii Matematici del Gran Newton che ben a dilungo il Mead efamina nell'opra il cui titolo èi as imperio Solis . e del Sole ripete . e di tante belle cognizioni e rare doti ornato . che i morbi periodici^ fion avvengono nella guifa medefinwi^Le oftriche fono più foflanziofc € più ripiene in tempo di plenilunio. Non niega . o pure un giorno innanzi. Luna. fillche Con quefio ammirabile apparecchio di fublimi cognizioni. della Natui-a meglio poflìarao feorgere la verità di quelle quanto nelle maree . per cui tri minuti viventi confinati vola a' fui deftre. chiefe ài dar nuovo lume . li fonda su i principii del Newton ja rapporto alla gravitazione fcambievole de' pianeti di quello Solare fiftema.. Jiterifmi. & . ac Ltmae in compara humana moybis inde ortundis / il medefimo ci fa fapere che in quegli arrabbiati infelici . e fnelle fen cieli. le purghe del1 forze utero nelle femmine in ogni mefe lunare . che fi mantengono in quell'equilibrio che noi veggiamo Mainniua . Egli di sì bravo ingegno arricchito. a' quali . E fé l'influlfo Lunare folo è baflevole a fviluppare un tale mortifero fintomo. che dee certamente efler noverato traili piì* bravi Medici degli ultimi noflri la fna memoria è venerabile ed onorata preHb la gente di Lettere. fe tale giunta efterna cioè 1' azione della Luna non vi s'aecoppii .e trovatili non baftevoli ad ilpiegare l'orrore dell'acqua . quando per altro un interno efficacif. . noi.. le quali fé vengano attentan^ente ofTervate » faran conofcere il mirabile concert-o eh' evvi tra' moti loro. non nafceranno da . e ìe altre parti del canale del deglutire • ina ftabilifce ed afficura ancora non potere fifFatte interne cagioni agire . fimo veleno vi agifee . . e con ali vivaci. e proporre più plaulibili e peregrine idee fu di (juefto bizzarro fenomeno e dopo aver corfe colla fua mente le parti del corpo umano.. e quale . ne lafcia noi al: tempi. altro principio. i quali talmente agilcoBo . Se dunque ne' moti grandi noi ravvifiamo chiaramente che la Luna opera quale dubio vi debb' elTere . la cagione dell' abborrimento de' fluidi degl' idrofo'bi Egli nota ancora. e dalle azioni della piccol gufcio di quella terra. egli ebbe l'infortunio di affifiere ofTervò che più della metà di efli l'offrì gli fpafimi dell'orrore deiracqua. e le azioni della Luna più che del Sole. al certo la fola benché grande cagione interna . . le paralifi periodiche gì'' . e tutti gli oggetti teneftri eziandio. che vi co« fpirino benanche altre meccaniche e raorbofe cagioni che traggono in convellimento i nervi efofagei.134 Dissertazione IL In quirrfo luogo debb' eflere difaminata la fcntenza del ceJebratiffim» Riccardo Mead . Mead fi .

All'incontro le paralifi . * ?5 noi poti-a strigale . Non è vero che le oftrìche fieno foftanziofe nella Luna piena più. perchè non v' agi- fce che le maree che riconofcono uns tal cagione. contrarli fra loro . che ugualmente dal medefìmo principio avvegnano li moki fenomeni ne* . Lo fleffo ragionare fiducialmente poti-à applicai-fi alla Idrofobia E s'è la for- dell'attrazione quella clie agifce fluido nervofo . ma si bene impiegherà i fuoi moti fui fluido elettrico . wo« poffet non interna caufa faepe etiam non expectato externe auxilio foras prodire . Si aggiunga non rimaner chiaro . ed accompagnano t^ì malori . effica-x dicendus ejfet .L' azione della Luna più toftor inflp.ltre teftè nominate malattie 2. l' epileflle . ob' fervavi pitti quam dìmidium numerum tentatos fittjjs fpafrais hydropho- aut die ante alt qua . Luna . a'fiflemi più celefbrì. quia interna forte magna nel fluido nervofo fi terreftre • non potrà ella fmuovere i fluidi grofll. de Cane rabido ) . . elaftico. Ne aggìugne il Mead un altra ragione . Ed lo mi fon contentato in quella «ota di darne un faggio . il quale farà ben capevole di ricevere de' gran moti dalle minime impreflìoni . e le r. per? fempre Laddove noi oflerviamo chè nel barometro non vi accada cangiamento alcuno fetto debba offervarfi nel fluido de' nervi . P^rlujlrando hijìorias aeqyorum . ed iftruitì . . quello e da quel Medico.SULLA Rabbia. e fpecialmente dalla Luna: ma ciò non bafta per conchiudere.a . che dall' azione de' due il movimento regolato delle maree nettamente nafca luminari. come meglio per me fi è potuto. egli è nato perchè col lume meglio effe fi poffono nutricare . e l'Idrofobia fi veggiono . dal corpo della . •quale per lo appunto fi ò anche quella della Rabbia Dopo quella brieve frofiTÌone del fiftema del Mead . fon elle continue e regolari. quando fìfiche cagioni morbofe fon precedute . Perciò tutte le malattie do queir infiuflb deboli ffimo fé i corpi vengon tratti dal centro efercitajche nel fangue ^roflblano • perciocché effenabbia di mira alla gran forza con cui fi . corpi organici . Li Medici altresì an provato che le purghe meftrae delle donne .xus Lunae foìum . aut accurate pieni lunlum qtium ejfet . Noi dunque fatti cauti e guardinghi a colto d' altrui . hittm praegrejfts. debbo qui dire ciò che vi è in contrario Niuno al certo oferà niegare la fcambicvole azione de' gran corpi di quefl-o noflro fìfteraa^ Neppure potrà dubitarli. ma foltanto tal' ef- fobia ecco dato termine.e che uno diftrugge 1' altro? . e mobiliffimo . periodiche e convulfiv^ . non dipendano lìil . acciò per ora fi tenga in conto la indicibile varietà iklle idee . qu^il'è quello de' nervi . l'epileffie. fé 1' efleriore aiuto della Luna non -vi s' aggiunga . e propofti per ifpiegar la Idro* Or che diremo di tante difcoi-danze di pareri ? e come ravviferejno la verità in mezzo a tanti varii penfieri che fi trovano fpacciati da. Ibno nervine . quibiìì^ adful in deplorando hvc Jtatu . HI. ( Tentam. Quod fi bic caufa fimul agit. che nelle quadrature e nel novilunio: e fé ciò è accaduto.

per lo fangue. determinando conto di ciò eh' effi mangiarono. è accaduto ad idrofobi confermati di aver commercio colle loro mogli infinita di (LXIV). è quella che potrà comunicare la Rabbia ad altri (d) . citati in. In fatti non è verifimile che di tanti autori che anno fcritto fopra la Rabbia . -cercheremo ora metterla ad efame per le vie mi« gliori. qualcheduno non abbia oiTervato. non fi non avendo fatto davano il fiele del lupo arrabbiato per antidoto in quefto male. dai che bifogna credere. Palmario faceva prendere per lo fpazio di tre giorni il fangue . frattanto ne infetta un folo . né quella la lupo abbia cagionata la Rabbia a de' porci a' Viaggiatori. o almeno in quella maniera che bifogna per renderlo velenofo . deir e/ofogOj forbente del •veleno riprohfih. teftimonio Lifter.e ancora la faliva fu . latte gliaffe Scc. Supporto eh' efla fi pi- in quefta maniera. ch'eglino non dubitaffero punto che labile fia e feritefta. o di maggior rilievo ia tutta quefta controverfia . liquor feminale. (d) (e) La Rabbia non fi comunica che per la bava dell' animale. LXXIX. per lo . taH'to gli autori atteftano. Gli antichi (e) te di veleno (71). di avere degli fchizzi del loro fangue . il fangue è condotto dalla circolazione in tutto il corpo dovrebbe dunque egli infettare tutti gli umori . per cangiarlo in fermento idrofobico: l'efperienza l'attefta. di* fcccato del can rabbiofo (71) Nell'annotazione (15) fi diffc in generale. . poiché la bava. di maneggiarli il braccio per fegnarli .I3<^ l>ISSERTAZIONE Mucofifa II. o la fola faliva che cacciera da ora in avanti quefto uomo. La bava dell'animale arrabbiato ha infettato il fangue d'un uomo (XXIII). Quanto al latte io ignoro fulla fede del Boerhaave ti peravventura di ciò eh' evvi di più fragile . s'ella s'attacchi pel fudore . che ciò è ftato Le che oflervazioni di Fernelio il e di Surio ( impunemente VIII) non provano fangue e la carne fé del quelli che ne mangiarono. la maggior parte eflendo travagliati dal priapismo. attefo che ha dovuto accadere aduna molte altre perfone fané di toccar la mano tutta fudante degl'idrofobi. . che del veleno fabbiofo noi dobbiamo effer guardinghi il più che fi può ma perciocché in quefto : luO" .

fé yeramente tali foftjinze recano potrà le : avvegnaché fidanza . vi fieno dirfi a realtà altre vie di comunicazione. contro quello che crede il nofiro de Sauvages In altri tempi . fé beono del fangue umano' pre vero.e vanguardia io meffi nella prima nota Fino da' tempi fuoi Galeno previde la inutilità di tal creduto rimedio. . il . che un ragazzetto di nove anni ^orì idrofobo . fi legge. il quale fcrive che un giovane in età di anni venti . I37 egli rhaave che teoje . . tuttaddue arrabbiarono . cioè che Ja Rabbia fia un male che non porta rifpetto a chicchefia .anno 1707. fé detto fegato era cotto o crudo Quelle oflervazloni ci debbono vieppiù confermare in quella opinione che fin dalla nota (13) io avanzai. perchè mangioffi interamente il fegato di quel cane che il iriordè: e Riccardo Mead racconta altresì . Io crede voleva dire cli^ lo ciò eh' io non difficoltà di confeflare. per I' odore naufeofo . o per lo feme velenofo.S U L L A veleuofo fo R : A B B forfi I A . con froate ficura ingordamente i rabbiofi fi beveano i fieli de' lupi per refiftere agli effetti. fiele quali fieno gli effetti cagionati a chi prendeffe . già da me fi è notato nella Storia antica della Rabbia . . un cane che ne lambì . benché l'uom folo nefof: . ^ . aver egli veduto perir un fanciullo pel fegato di un cane che trangogaiò : benché non ifcriva eqli . : .egnenti volle unirfi colla moglie . coll'avereffi ufato il fegato di quel cane arrabbiato medefimo. . od il fegato del can rabbiofo . arrabbiò ben prefto. che com. ma ciò non è femche i cani arrabbiano . ed abbominevqdel danno . . Qui anche eome rimedii fozzi fi domanda. che oltre delle morfure e della faliva . Egli è degli e fcortefi medicamenti e da non poterfi affatto m . luogo il Signor de Sauvages con piU precifione entra nello fqiùttinio del niedefimo articolo . . S LXX. qui déefi egli vieppiù dilucidare. nulla curandofi i pericoli . che dato avea il morfo E ciò che ne di ife Plinio . per lo toccamento del corpo con lei. febbene picciolafcorticatura fi folTe fatt^ Hoffraann nella pelle dopo qualche tempo fi morì parimenti idrofobo inoltre racconta che un lupo rabbiofo mordette un uomo. fpi- . . Negli Atti dell'Accademia delle Scienze dell' . il del lupo . e ri mancano ben toflo fcherniti Palmario però afftcura aver villa fcanfar la niorte a parecchi cittadini. . per eflerfi gittata a terra porzione di effo . fe morto . per non dir di peggio Per altro meno è da temere dei fegato cotto. L'altra offervazione è di Fabrizio Ildano . effendo flato graffiato èel pollice della mano da un gatto arrabbiato . ambedue accomodare allo flomaco per lo lorp fapore . Anche prefTo del volgo gira quella opinione. maifempre dlflrugge le venefiche particelle Nelle Tranfazioni Filofofiche all'incontro fi nota. ch'eflendoli cavato fsinguc un idrofobo. poiché il fuoco che dagli antichi Medici chiamava^ il domatore de' veleni.quale ne'di y. del xiiortaliffimo veneno ma la fortuna non era loro favorevole. che del crudo .

divifi 2. fijblimato corrofivo Boerh. bava o mucofità dell' uomo . : certe parti . va affettando determinatamente alcune glandole miliari della pelle per riprodurvifi j o in fine come le mollecole delle canterelle inghiottite e mefcolate al fangue^noti fi e unifcono intimamente e non fi difciolgono . la gomma gutta . . altri non agifcono punto nella bocca . faliva è il fol umor velenofo . materia di tutti gli umori Non è dunque che il colatoio ftef. altre la baie. . fi riunifcono e formano de'criftalli. che per l'orina. due rimedii . come le moila lecole faline d' un ranno riconcentrando le loro fimili . che per poter agire bifogna che fiano difciolte . . T.. molto di analogia o di rapporto per la figura delle molecole a quelle che coftituifcono que. ed il fare delle fparate e delle millanterìe fu quel periglio . uniti . e volatilizzata avendo. Piantar. (f) Alcune gocce foiiO di fpirito di e altrettanto di mercurio . mala ventura in un male così miferevole Gran diverfità vi pafla fra il provare uno fcuro e tempeftofo nembo ftando in nave nell' oceano. perchè foniminiftra iiidiftintainente i. unirvifi. lupo alcalizzata. le radiche della mercorella . e i fuoi colairritano vile fteffe droghe che non pungono la punta della lingua vamente il di mezzo. GÌ' idrofobi fi lamentano per la maggior parte di uti male . 138 Dissertazione Se la II. formano . LXX. non infiammano confeguentemente che le vie orinarfe. ove il giro del fangue la porta fuccelTivamente. Tali fono tra gli ultimi le foglie della margheritina. mentre con tutto il bell'agio fi fta affifo fui lito. dell' afparago &c. e quelli tali medicamenti non trovano i loro mcdrui che in toi : . il difprezzare quando s' inciampa per qualche . fpiritl franchi quale qui mi pai'e il certe cautele : ma non fi parla poi così Signor de SauVages . che la bava del riunifce le materie poco nocevoli feparatamente.cioè a dire. quello chd ma che per la loro unione divengono velenofe (f). fo della faliva o della mucofitk della gola odell'efofago. LXXI. ed altre la gola. ficcome il veleno del vaiuo- lo impiantato nel braccio. la di cui proprietà è differentiffìma da quelle del ranno . Pag-. i. del ranuncolo a foglie ritonde . ma folamente nel ventricolo tale è la fciarappa .^i2. Ciafcheduna parte ha i fuoi fuchi differenti dagli altri .. ovvero . benché fottoquefla forma e difperfa nella malfa del fangue . dee in quefto colatoio . fale il . Vedete Ray Hijì. non bifogna dar- ne la colpa al fangue . Tom.

e/i di r apertura de' cadaveri 87. trae il fuo veleno da quefta forgente (72). la loro bocca è efente d' infiammazione. e produce T itterizia. la loro gola s'infiamma fovente. Roberto avea prima d' appiccarfi affai male alla gola . e il collo gli . ne' quali fi fepara una njucofita denfa e bianca ( che molte perfone cacciano a. fed timgnt cruciatum tnternum a^ aquji nam ab humidorum ajj'urnptìone tnagnopere loedi angujlari. io ho vedute due perfone che il credevano tifiche per averne cacciato . Julian. il reumatico colla mufcolatora. fra' quali Boerhaave . dove vedrafli . fi credettero che il veleno della vipera. e la lingua conferva la fua morbidezza e la fua umidie l' efofago fono tà &c. Tutt' i fenomeni fembrano dire. ac proinde jure . fparfe di glandola febacee o cavita di Ruifchio . e di una puzza piti che acre ) . e di . s'è tale . l'artritico colle articolazioni . il fifilitico colle offa. il roipo il tumore y lo fcorpione la febbre acuta e le convulfioni.con ifpecialità fi depo» ne al fegato. Per la ragion medefim^ molti Medici . e le canterelle le vie orinarle.. Safius de affeBib. : S . nella gola. 354. pag. ìnduSìiim "ueluti fé fujfocari femiunt . Petr. Ma di quefti punti opportunamente fi ragionerà nella Storia degli animali velenofi . ma quefto incomodo . mercè quelle leggi dell' attrazione altrove dame . fottb la forma di grani lunghi due linee . i' attaccarfi 31 . & • & & & Wa molto gonfiato . . che quefte glandola febacee fono l'origine delia bava velenofa dégl" idrofobi la bava o la faliva ordinaria che cacciano in quautità. alii Mejnenfes &c. Ih tal guifa il veleno variololo . SULLAR. benché infetti il l'angue e '1 fluido de' nervi. il veleno della tarantola attacca i nervi yl'aipide cagiona il fonno. che fi aprono in quefto condotto per tubi capillari . Or la Notomia infegna che la gola . il rnorbillare . non è di alcuna confeguenza. Hidrophgbi non timent ^0quam . lo fcabbiofo avranno particolare genio colla pelle.. che peflandofi fi trovano giallicci. 2 7»^ Tato morbi decurfu de Jlr angui attenìs (g) Teftiraonjo iJ Signor Afìruc Anton.. Vefenju in gutture conquejlus. paytic. digiuno toffendo . ed una larghi. il lepre marino la tifichezza polmonale. {jz) Ella è una proprietà fmgolariffiraa de' varii veleni dìverfe parti del corpo fpiegate . quanto la mag- _ gior parte di quefte credute proprietà de' veleni animali^ non fi acconia- dine colle offerv anioni» Ma .AEB1AÌ male (g) 1^9 uoa difficolta d' iaghiottire .. . magna cunt ratione timent &c.. dopo la inorte trovali il di fopra dell' efofago livido o cancrenato.

Altri fcriffero cne ftanziaflTe nello flómaco e nelle budella. che 1' efofago è velénofa . indi ne' nervi e nel fangUe. unde initium denique pajjtonem fumere neino ne. e coniente bene co' fintomi è co' fenomeni della Rabbia Ma non colpirebbe il vero chi credeffe. fono {taperò di accordo maifempre i Medici in credere. lo ftomaco può fenia temenza di fallo afllcurare . e dà' vomiti che nafcdrio . ftabili ne' nervi la fede del male . le quali cotne invogli perfetti fi. come anche Artorio affermarono ne' rabbioli patir folamente il ventricolo .• . : . che tante fiate tormenta gì' idrofobi fcriflero che il veleno attaccaffe il diaframma Efefioj il cuore. che 1' efófagò foltanto rimati* ga infetto . le quali occupano il liiogo di mezzo tra la membt-ana villofa e la mufco. Artemidoro feguace di ErafìftratGi . fi particolarmente fia attaccato. fettatore di Ateneo volle che negli arrabbiati patiflTero il capo e gl'ilii. .^a/ Pathur eniin totnm corpus.. veggendo il difturb'o liélla mente de'rabbioche nelle meningi. . e credendo altresì ciioprono il cervello . . Quefla fentenza è quella che foftiene il Signor de Sauvages. che il veleno del rabbiofo cane fi alloghi in parte determinata del corpo . ficcome indicano i continui Vomiti che fovente fon biliofi^ e per un certo confenfo difiero che foflfero affette del pari le meningi del celabro Altri ravvifando il finghiozzo. . e quale difcrepanza di pareri in iftabilire tal luògo ? Evvi un nu* tiiero Ma ti innumerabUe . e le altre parti del corpo . ciafcuno de' quali con una batterìa di argomenti cerca di metter in facco le altrej Io Ibltanto acciò niente manchi alla compiuta intelligenza di quefta maDemocrito . . . Mai_ qual contrafto mai. vedrò di qui brievemente accennarle fi nella Storia antica della Rabbia . XIV. Alcuni difcepoli' di Afclepiadé. ficcome io diflattia . e fpecialmente le glandole del medefimo. Neir uomo quefta mucofità difciolta dalla fall va chtf noi s'è dubbio che gli altri veleni attacchino i detti luoghi. Stimo proprie le parole. e Me- dico ed amico di Augufto . argomentandolo dalla fete indicibile degli arrabbiati . nel qual tempo è infermo tutto il corpo. e gli umori eziandio reflino riavvegnaché nella Rabbia il primo purgati mercè di quel forte attacco male fi fa nella parte morfa . Ma comecché la bava di tai miferi il diaframma. Praepatitur enim ea che difie Celio Aureliano ( Lik IIL Cap. . quod probanms ex bis quae finguH d xsi-mit Cum enim aliì alias ajferUnt pati partes^ omnes pati conjit-enttir » Jofa. fieno collocate le pafTioni che amareggiano lo fpiri« to j in dette membrane appunto fpacciarono che il veleno della Rabbia fi fiffi. . di opinioni propofte da qualificati autori. I4C} Dissertazione Ih hìfe^ione della fnlìva per quejla mucofifà LXXlI. e pofcia nella gela . dagl'irritamenti di tai luoghi. . ) pers ^ qitae 7norfu fuerh vexata .

e a cagione dell'affinità ch'éfla ha con quella mucofità. e lofìotnaco infiamraati ). fanno vedere il e infetta più la faliva che lo ftomaco . perchè gl'idròfobi fputano fempre . nello ftomaco. e non rie divengano più . che i corpi fallni coh= mifura che fi difciolgono. com' è proprio di tutt' i liquori a riguardo di fimili tubi.. A B B ì a. caricarfene. l' acqua fopra i metalli fciolti li fa fulminare que: fìi fon (h) tutti o corpi fàlini . o inchinano il capo per faliValiòi R re. e gli acidi fteffi. bollono . più ingrot applicaflé come che s'inghiotte fenza attenzione ^ fottile e fcorrevole com' ella è. o corpi pieni i di parti di fuoco ea- Saììa non agunt niji [stufa . debbe infinuarfi ne' tubi capillari di quefte glandole. che là umettano. ovvero portarne una parte dall' efofago nello ftomaco i fopra. la tefta baflà . la faliva fOpra lo fpiritO di fale ammoniaco dà un fetente odore . la calce viva quafi s'infiamrna per rafFufioné dell'acqua. dee difciòglierla. Le glandole febacee dell* efofàgo noti poflon efleré rifen- ripiene di quefto veleno alcalino ed igneo . uh poffente ma dunque i liquori dello ftomaco faranno fubito infettati irritazione della gol ai E' un aflloma chimico (h) . uùmO arrabbiato è itien terribile che quella di un cane j o di un lupo ( Xill. a cagione del pendio. ove realmente effafalefue rovine. cosi gli alcali fiffi. )i LXXIII.una parte non vada nella bocca. il fosforo del Signor Hombergio accendefi per l'umidità dell'aria .e nelle naufee. ( cosi trovafi il canale deirefofago. dee fcenderè . ciò che accade continuamente. II. foprattutto quando fono ammalate e idrofoba quella bava pafla più per la gola. 14I S Ù L L A ihghióttramo tanto vegghianti che dormendo. la pietra infernale non brucia che le parti eentratiiliini agifcono a LXXJV. e che finalmente non s' infiammino alcali al di fenfibili . ficcome i fintomi che la morficatura fatta da uà e da ciò nafce . la faliva .come l'olio del vetriuolo. eh' effe non ne e fé fi fate tano le ofFefe . almeno che negli sforzi per ifputare.per Taf»fufione dell'acqua. Nelle befìie che portano . renderla fcorrevole .

che le voglie di vomitare . 15. eh' effendo qualfifia caufa efler toccata da Giuliano di Meynes (m) fremeva.) . interim tanto odio folida liquidaque jam aòeminari. Se un amico porta il fuo in quel punto noi ferriamo le pal: pebre. oltre queite due cagioni. quod ipft. una pena. mortem (k. vpl niorle pejus eyat . Jam propriam faltvam aegre qiiidem deglutiebat . ^m) Giuliano Dajonne di Meynes.. Corton ex Liflero . anno detto eh' elTa non confifteva in un cattivo gufto. &c. Ricordiamoci che 1' acqua pura è refpinta con orrore nel fuo entrare nella gola quando fi anno delle frequenti ha fi naufee . Che cofa fareb- be flato fé ciò foffe fortito alla gola:' il dito verfo noftro occhio.. che il palfaggio era chi ufo (k) (1).v7gulationii fenjum experiri Aftruc. fenza entrare in eonvulfione . ut nobis feria niultoties ajfeveravit. non può . falivanj deglutire ti horrendum fuit .e peggio di tutto quello che fi può immaginare .. pag. come venemo della Rabbia : dunque quello luppare tutta la fua attività a mifura che la Gì' Idrofobi non pojfono efprlmere quefla azione fé sìf LXXV. 'ma nella Idrofobia. che nell' angina eh' è più bafia delle tonfille . . fé cum filmina voluptate ultima vice èi' vifum kiffe . ed allontaniarno la teda il timore dei male fa fare tutt'i nio(ì) Interrogeitus a Medico num ab ingrato fapore pfrtJeret aqua£ metus^ refpondit fé caufam piane rfefc'iye . dimandati intorno la fenfazione che la faliva fvegliava nella loro gola . (1) Aftruc. proinde ac Jì .confervando beniffimo la prefenza dello fpirito . ut eorum per ferve non pojfet abfque Ij/pothimia Rocher. de Sault . . che non era loro poffibile d'inghiottire. e tremava alla più leggiera unzione de' piedi. e una ripugnanza fortilTima ad inghiottire. che bevendo fi fufFocavano^ LXXVI. rna in un non fo che 5 eh' era per e0i peggiore della morse (i). cioè l'ecceffiva feniìbilitk di quella parte. ve ne fono due altre che concorrono . e più dolorofa di ogni altra. Pietro Salio &c. &:c. e i mali del cuore glie ne impe. . 142 Dissertazione il H.e divano.. ipfo momento inferret Hydrophobos plurimo! in faucibus fir. più refa. Gl'idrofobi che confervavano il più la loro ragione. veleno dee svifall va lo difcioglie.

,

SULLA Rabbia.
movimenti per
evitarlo
,

143
.

che la fenfazione ftelTa farebbe L'ultima cagione di queft'orrore è, non il cattivo gufto di quefta bava, poiché quando ella ne aveffe^ la gola non giudica de'fapori; ma un'altra fenfazione che non può éffèfe che incognita fino a quel termine all'idrofobo, ed in maggior ragione agli afTiftenti,
a'

quali per confeguenza egli
;

non

piiò

comunicar
1'

l'

idea che

im-

perfettiffimamente

In che

modo

efprimer

idea della fenfazio-

ne propria della fiena a chi non l'ha mai guftata? Non è il fuo amarore che difpiace, gli olivi ne anno di più; né il fuo punì gere, il pepe punge affai più. Ch' è ciò dunque, che rivolge lo ftomacojfa fremere ^ sveglia de' mali di cuore quando fi prende^ o pure quando fi odora r E' quefta fenfazione propria jdi cui nofi
fi

può aver idea che per propria efperienza (73)»

(73) Voltiamci indietro richiamando alla memoria i variì raggiri de e nel tempo Medici , per intender 1' orrore dell' acqua degli arrabbiati Io iftruttO pet medefimo le tante debolezze in cui fon eglino incorfì buona ventura di ciò che v'ha di poco rilievo ne' riferiti fiftem.i mi difpongo ora a darvi una folùzione a rhodo mio del noftro inviluppato e Quando fi abbia a camminare colla faldezza del^^ combattuto fenomeno noi non troveremo chi poffa chiamarfi pago delle fragili le ragioni fpiegazioni , recate da me nella nota (7Ò) Chi ha inoltre qualche buon faporé negli ftudii medicinali , conofce quanto gli argomenti, in fu de' quali fi ed importuni. Venghiamo periìfla ciafehedunò di effi , fieno fallaci ^
• .

,

.

,

.

ciò a cOnofcete quali fiano quefie tali Cagioni . Non intendo qui di prender a mio carico , di toccare tutti gli argomenti , e né pure mezzana» mente illuftrarli ; ne accennerò in generale i più luminofi ,

Io foftengo
tafia,

,

che l'orrore dell*acqua degli arrabbiati dipenda , e dalla

fan»*

e dalla fenfibilità, è da

Un impedimento

neli' inghiottire

y

il

quak
,

e producono i fluidi fciolgono il veleno attaccato colà j una fenfazione dolorofiffima. Quefta vafietà di cagioni, a mio avvifo ha Sulle prime quelrecati tanti intrighi per la dichiarazione del fenomeno la eh' io Vengo a proporre , è la forza della fantafia , che dal fottiliflimo Cardano fi volea che fofTe. nel corpo il principio de' beni e de' mali fifi-* abbenchè aveffe egli fatto il cattivo paragone colla immaginazione ci che prodùce le macchie del feto . Qiiemadmcdum phantafia per fptrhuum influxum , fcrilTe Cardano , in foetu efl caufa effeclrix omnium macularum
nafce dal perchè
.

rum

corpore principium effe omnium bonO' Signor de Sault ofTervò , che 1 Idrofobia le più volte accade a* rozzi 'ed a' contadini e non a coloro che fi fan reggere dalia ragione . Il Signor de Sauvages altresì conobbe una féin
eo
, ,

ita

quoque fortius in

proprio
.

malorumque cenfendum

ejl

Il

,

mia

.

144

D

1

S

S

E

R T A Z

I

N

E

II.

Puzza

degli /putì,

LXXVII. E' probabilmente l'umor
daiitemente dalle glandole febacee
bifogna attribuire l'odore forte, che
fi

fetido

che
al

ufciva
,

abbon-^

della

gola
fenti

quello
fiato

al

quale
unvi

di

Roberto

Coloro che ne' bordelli , nelle bettole vinarie , e nelle bifche divengon ebbri e forfennati , mercè lo fconvolgimento ne' nervi degli occhi veggiono gli obbietti raddoppiati j ma chi ha gli occhi ftravolti abbenchè avefle ancora i nervi fenza concerto , pur tuttavia vede un folo oggetto , perchè il fenfo del tatto, e la ragione correggono l'errore degli occhi Se dunque gli arrabbiati, per l'anticipazione delle idee, abborrifcono i fluidi , nafceciò da una certa fanatica credulità , o dal perchè leguono la lor fgntafia , e non la ragione . Diftefamente , e con diligenza di quefl^ cagione della fantafia ne ha fcritto il citato Signor de Sault.
ella

Mina , mente

la

quale avea oiTore per la bevanda

ma
.

ciò

non

ofrante

ingorda-

bevea facendo

foi'za

a fé

medefima

,

.

m

La feconda idonea cagione della Idrofobia fi è la fenfibilità delle fibre nervofe della gola La Rabbia rjon è una morale malattia , né tampoco un male fchietto appiccato al canale del deglutire avvegnaché negli an. •

ginofi una difficoltà nel bere ed un

impedimento

fi

ravvila

,

giammai V
il
.

orrore e

'1

timor.e de' fluidi

.

Fa

meflieri

dilHnguere

negli arrabbiati

timore e l'orrore del bere, dall'impedimento dell'inghiottire Siccome efli fuggono la luce e l'aria, perchè i nervi ottici e tutta la nervatura
in generale è fenfibllilfima;cosl l'acqua perebbe ftimola co'raggi fuoi
i

riflefii
fi

nervi degli occhi

,

recherà a'rabbiofi un grande abborrimento
di tracannare. Il celebre

.

Tvja

non

dee

altresì efcludere

l'impedimento
,

Morton
,

riferifce,

che

un idrofobo lodando l' acqua efortava fé medefimo a bere ma noi potea Somigliantemente un loidato arrabbiato perorando diceva a fé medefiii'iO
che
1

,

acqua era

fiata

la fua delizi^
fi:ato

,

e che pur' tutto ciò in quello

che giammai avea avuti de' nimici, rniferevole, cotanto dell'acqua temea .
,

racconta, che un fanciullo di la*te refo idrofobo oflerQj.iefl:' ultima aborriva le poppe della madre, dalle quali l'ucci ava yazione dimoflra , che oltre l'afpetto dell'acqua vi fi richiede un impedimento neir efofago, eh' è la terza cagione della Idrofobia Tale difficoltà xonfifte non folamente nella infiammagione , e nella tenfione de nervi di quefla parte^ ma jiafce certamente dall' acqua la quale fcendendo colag-

In fine l'autore

ifieflb

.

.

,

giù, fcioglie a guifa di niefiriiO , il veneno attac-cato alle glandole della gola, glandole che Ibno fiate .si bene defcritte d.al Moi^agni. L'azione de' 1' ac^ua è ii meflruo corpi fi crefce a proporzione della lor piccolezza
:

di

SULLA Rabbia:
di

145

Calix di Meynes(n}; una fimile materia fcorre continuamente nello (lomaco, vifcero più che nervofo e fenfibilifTimo , di cui le fenfazioni fono cos'i difficili a fpiegarlì per termini giudi, come quelle della gola degl' idrofobi ; egli non può eh' eflere (piacevolmente affetto per lo veleno, da dove feguono le naufe , i vomiti , le cardialgie, le
agli fputi di

Chamboungaud , ed

Anna

fincopi, &c.
tito
,

,

le quali foprattutto

raddoppiano dopo aver inghiot-

alla fola propofizione di bere»

T
Ài tutt'
i

D'tf.

veleno difciolto, le moUecot le velenofe faranno più attive , e maggior dolore recheranno Chiunque una volta foia ha fperimentati quelli si grand' incomodi, non potrà vedere cofa fluida fenza un grande -orrore me pare , che in tal guifa lì
fall.

Per lo

clie

eflendo da efTa

il

.

.

A

dà la loluzione del fenomeno^ e quando gli uomini perfpicaci non fieno con oftinatezza prevenuti in contrario , non potran chiuder gli occhi al

lume di quefte chiare ragioni^ Rimane a difcifrare perchè gl'idrofobi non anno per ifleffo orrore che per li fluidi lo che è un fenomeno
,

gli

cibi

folidi

lo

fingolariffimo an-

che fuori della Rabbia. Il Signor Van-Swieten conghiettura che fra' tanti mufcoli addetti ad ingliiottire vi ha di certi che fervono per tracannare i
fluidi , ed altri per inghiottire i folidi . Ma ciò non fi accorda coU'offervazione, e colla ragione. Quando i cibi debbono entrare nel faringe, e già la via a' polmoni è chiufa dall'epiglottide, e la ftrada alle narici dal velo palatino , fa duopo che detto faringe fi apra. Il quale ampliato che fia , potrà dare il pal^aggio ugualmente a' fluidi , eh' a' folidi medefimi .

Boerhaave per ifpiegare tal fenomeno in altre malattie , credette che quando i mufcoli dilatatori fi debilitano, fi chiuda il faringe. I cibi folidi , mercè le parti rozze ed acuminate , ben potranno ampliarlo la qual forza mancherà onninamente a' fluidi Ma parlando della Rabbia, r affare non s' avvien tesi Il Signor Lazerme ( TraSì. de morbis capìtìs internts Cap. X. ) pensò, che la faliva fia inviluppata da' cibi, onde non potrà ella irritare le fibre tefe dell' efofago Signori Van-Swieten , e I
,

.

.

Mead

ftimarono effer una convulfione dell'efofago quella , che tale dìverfità produca Ma fé 1' efofago è tefo e convulfo , perchè non s' irrita ugualmente per gli «ibi , -che per la bevanda ? Per la qual cofa fi potrà pi» rettamente rifpondere, che i fluidi intanto fi abborrifcono , in quanto che fciolgono il veleno , e ne crefcono l'azione ; quale forza difcioglientc
.

manca
(nj

dell' intutto a' cibi

.

Sfuta multa putrida gxtreanit

.

,

i4<^

Dissertazione
Difficoltà d' inghionire
i

IL

foitdi^

LXXVIII.. L'idrofobo non può ne meno, che con moka
ficolta

dif-

zuppa, i frutti, &c. ; {ìa perchè 1' efofago è fovente infiammato o riiiretto da una fpezie di convulfione; molti anche fi lamentano di una forta di ftrangolamento ; o perchè quefti alimenti an fempre qualche fpezie di umidità, che fìempra la. bava velenofa , o infine perchè elfi rinnovano l'idea de' liquidi si terribile per loro. Intanto per ragione , e per compiacenza elfi fi sforzano prenderne; ma fi guardano bene di manicarli , per paura d'inghiottire la faliva, che la mafticazione fa colare ; effì l'inghiottono precipitofamente , e con una fpezie di furore j smorfiando , come quelli che anno l' angina, x
inghiottire gli alimenti molli,
la

come

Sete

,

ardore d" urina

,

cofltpazìone

..

LXXIX.
di chilo

GÌ' idrofobi reflando fenza nutrimento
,
,

,

niehte pafla
l'

nel lor fangue
,

ciò eh' è neceifario per prevenire
e
la

al-

corruzione degli umori ; le loro vifcere debbono vieppii^iaccalorarfi,e la loro bile divenir più fofca: la bevanda fomminiftra all'orina un veicolo che la rende
calefcenza

l'acrimonia

chiara, e la tempra
efperienza del Bellini
falina
,

:

quando quello veicolo manca
,

,

fecondo

1'

efla

diviene rofla
,

liffiviale

,

pungente

irrita

il

a colore di mattoni , collo della veffica , e pro-

duce la difficoltà d'orinare: gl'idrofobi fono foggetti a tutti quelli mali. Gli efcrementì debbono ancora mancare; e quelli che fono nelle budella, per mancanza di umidità, non pofìbno ufcire; e da qui nafce la coftipazione . Il calore della febbre , del veleno, il furore frequente, l'acrimonia del fangue debbono fvegliare un'^ aridità, ed un fuoco nelle vifcere, che cagiona una fete proporzionale; ma l'orrore d'inghiottire importa molto fopra
il

bifogno di bere»

Vp

.

SULLA Rabbia.'
Voglia dì mordere ; fttoi motivi

S47

LXXX, La
è
le

febbre

che accompagna
i

fovente

quefta malattia,

più volte,

come
più

negli altri cali, fogge.tta a

ogni giorno, durando
fcaldati
,

quali gli
,

fpiriti tutt'
i

i

folidi

tefi

e cos'i
;

raddoppiamenti fono più agitati, più rii fintomi , loprattutto i
dolori
uniti all'ecceffiva

dolori

debbono raddoppiare

e

come

fenlibilita, alla forza

dell'ammalato, ed alia fua d ifpera zi on e, portano al furore; non è forprendente che ne' raddoppiamenti fi trafporta contro gli affilienti e contro fé medefimo. Il Signor Rivalier avendo foltanto dimandato a Dumas, perchè temeva l'acqua, quelli gettò fopra di fé uno fguardo minaccevole, e barbottando tra i fuoi denti, voltandogl'il dorfo fubitamente , e gettandoli
,

colla faccia in giù fopra

il

ietto

,

morfìcò e
.

mandò

in

pezzi il

Il contadino, di cui fuo fazzoletto , e battè col piede la terra 1' afTicurava digrignando i pigliò la cura , il Signor Haguenot

denti, ch'egli divorerebbe un efercito
rio grandiffimo di

,

che
,

fi

fentiva un defidealtri
,

mordere

,

e lo diceva
in furore.
la

ficcome molti

fenza effere in quel
accelTi

momento

Molti, che negl'
loro ragione (o)
,

ifteffi

della

Rabbia confervano anche
vedere che oltre
il

e

la

prefenza dello fpirito, afficurano che quello non dipende da
ciò che
ci

effi,

fa

furore, vi ha un'altro motivo

che

gli

fpinge a mordere «
Prurigo di mordere. Spuìazione frequ^nfe,

veleno cbe infetta più o m^no la faliva , punge e da qui nafce in parte che gli arrabbiati , o falivano continuamente , o fputano incefìanremenre a dritta e a
Il

LXXXI.

tutta la bocca;

manca

;

ma

quefto pungimento fvcglia in
,

effi

zicore nelle gingive

che non è mitigato 2

una forta di pizche mordendo e digri-

T

fo)

Coeterum Hydi-ophobos
c.rapotes
,

cmr/ii'.m

probe

conjc'tos
,

e^Je

,

atqne rattonis

&

liberfatìs vere
tibtis

quarac^viarn.
,

octdh
.

ft'.-nbundi zìideantur
zp?.

afpc&u trucès "voce minaces ac ardeaIn quo omnes nojìrae h'nìoriae mire con-

cordata

Afciuc. pag.

il lupo che fece tanta firage a Meynes era anche portato a morficare per la fame . dell' iikflb modo quello degli arrabbiati li porta a loro mal grado a mordere: quello è un movimento che la volontà efercita . e gli autori fi fanno mal a propofito una legge di dedurli tutti da una fola cosi oltre le due che noi poco fa abbiamo aflegnate . no cura a fpiegar queflo fenomeno la pigliano molto inutilmente. Il Signor deSault (p) avendone veduto un buon numero a Bordeaux in quello cafo . e che quelli che fi dan. .. o fi contentano di premere le denti. tare non è libero. : VTero (?) ^^£' 3^^' ^'""' '" . che però la ragione j e la religione poflbno mo- derare come le altre paffioni^ j^hrt motivi della voglia di mordere^ LXXXIL tra gli Oflèrvafi effettivamente che la Rabbia bianca quelli delle Citta che . Noi ne abbiamo un efempia nella dentizione degl'infanti che per un fimile prurito mordono il capezzolo delle mammelle delle loro nutrici . Più cagioni concorrono a formare rifteflb effetto. s'era anche perfuafo. fono anche meno inclinati a mordere. ma che loro gingive col fonaglio. l'ifteffo giorno che affali ventidue perfone.. e la irrita più poffentemente. uomini e d'impero fopra loro fteffi . Ma cento oflervazioni diftruggono quella opinione: la vola glia di mordere è ancora più forte ne* bruti . poiché nello fpazio di alcune ore fi mangiò tranquillamente fino alle offa due groffi cani di mandra. perchè per .148 grignando Dissertazione i II. e ficcome il prurito ci forza a gratqualche volta infino all' effufione del fangue . la mucofita dall' efofago abbondantemente nella loro gola . fituazione fcola più naturale della loro tefla . o il furore di mordere è più ordinario agli animali che all'uomo. che quella cofa non fuccedeva giammai. e anno più di educazione che i contadini.

700^ rmnt. e da qui dipendono quelle sregolate immaginazioni.. . e queflae tenfione rende le idee più forti . qtn ovili adiacsbat jugulavit flaèula canem: altemm. . a i fuoi efcrementi ^ ficcorae grifteffi Medici (t) LXXXIV." Vero dslmoy vara nelf Idrofobìa..... obj. né meno: corrifpondenti alle impreffioni deg^li obbietti efteriori. non prendendone per fegno di delirio che l' orrore della. ed il prurito ci porta fino ad infanguinarci il giudizio del vertiginofo. Satmuth... che per guari . delle quali foprattutto gli autori Arabi (q) fanno menzione (r). foL 5. Aezia fa l'iftona d'un Filofofo idrofobo . Gli autori anno accurato troppo generalmente. che fé non fi ritenefleto ^ eg. 4. tran-^ & k eh Boerhaave ^'phor. ^Af LXXXIII. fi come . del- convenuta cheti la retina^ e delia pelle. Mane cafu deprehenfus ejì in quille devorans Aflruc pa^.^i^ ... e la voglia di mordere ma bifognerebbe allora confondere fotto quefto nome le : modificazioni dell'anima che fono molto differenti tra loro una vertigine ci fa penfare che tutto gira. fono tuttavia all'unifono. tu a. dell' acqua . 7. Ciò non impedì fce che alcuni idrofobi non abbiadella febno delirato foprattutto durando il raddoppiamento bre.. centri. pre(<j) A[lruc des Hydr. pecuaymm canem devoravit . ma. per la ftefla ragione che gli altri febbricitanti qualche volta delirano. ed i giudizii più pronti . Rhafes e. ragione formontò la ripugnanza eh' egli aveva' Molti degli arrabbiati afficurano . Avenzoar Li.lino divorerebbero tutti gli affiftenti ... 30. Avi-. tr. ^ttamen mterdumyubt omnia in pejur per intervalla defipere . bevanda. anno foAlcuni idrofobi aggravati dalla caufa del loro male gnato o an creduto vedere nelT acqua il cane che l' avea niorficato (s). e dello fcabbio: : fo corrifponde alla dirpofizio-ne de' loro organi de' fenfi.. né per lo delirio Or neldifordine dee avere la fua fede nel cervello medefima la maggior parte degl' idrofobi le fibre nervofe y benché tutte falite ad un tuono piìj alto. atqus lupum canemve quafi inftlientem.-nna e. non meno efatti . quandoqite: (r) (^) imaginart it). 6. .SULLA Rabbia. j nr forza della tua. che la Rabbia confifteva in un delirio.. 2. .

foora le quattro zampe ficcome i cani in quella maniera che faceva Corton. . oùf. . fi -che le forze uomo fono limitate tanto fi confumano e fi fpoffano . e ancora nell' iirefiTo temp® che i cani gli li prefentano confervano la loro ragione . che notte e giorno fi perdono. che perciò fi fon prefi quede' gridi per urli. . fi diltrugge ^finalmente e fi diffipa.j e che a cagione dell'aridità e della -flogofi della loro trachea. ficcome l'aria. 3. altre quelle de' Medici di Maruejols molte ollervazioni . quanto qtie- le forze desinate a fare circolare fangue s'avvicinano adaggaa- con quelle che refiftono al fuo corfo. Ma dall'altra parte . Aftruc. fi vedrà chiaramente. ricava . gridi (x) . che negridrofobi . Coe!. ''Canina ìnvolutìo -vox latra- (x) Imo clangofa vocìferatione ìatrattim <ilulat:tmq^Ue quodammod» •esprimere . moltiplicano b refifienze oppofte alla circolazione. quanto più fi fanno de' movimenti. anno ben verificato fra le . 6S. come fi dice. o che l'infiammazione de'folidì. Se fi raccolgano tutte dell' circoftanze . e la fecchezza de' fluidi aumentando il fregamento . ) fecondo le le teftimonianze di dalle quali eh' elle Pietro Salio. cent.Ì50 Dissertazione . e ì& -. . e tea eflere lli che rauco e gemiti . ti effi anno ne' lor tormen- gettati -de' . •loro prefenza di" fpirito ( LXXX. . e del Signor Afiruc. perchè più ' quefta malattia è acuta. . di un tuono che non polugubre . : II. e ne an imitato il fenibiante ed i latrati (u): ma più fovente gli autori an voluto gli ingrandire obbietti il ed abbeHire le favole . Bordi! &c. e che il fluido nervofo. . per mancanza di nutrimento efle non fi riparano punto. i. e quanto fi ha più febbre. che la maggior parte degl' idrofobi nel tempo ifteflb che i di loro gridi ed occhi fembrano minacciofi . eh' ella è più che peiico- LXXXVI. cioè a dire lofa e breviffima.. e ficcome gl'idro- fobi fuggono giorno e foprattutto per bere nell' ofcurita Q mettono . LXXXV. Aurei. -gliarfi Il pericolo della vita è tanto più grande il . imperocché da (u) -bilis Lifler oùf. prevenuti da qualche ipotefi anno creduto vedere de' cagnolini neir orina degl'idrofobi alcuni malati anno forfè ancora fognato eh' effi erano trasmutati in cani .

fi quanto proporzionalfanno de' più violen- grandi perdite di forza per correggerla ed nell'Idrofobìa. . la cagione effendo attiviffima.. fpafmoque vexantur y horum nemo ita correptus ^ -quantum ego fcio. . eo fententtmn . ciò eh' è molto raro per queftì violenti sforzi .• bo falvatì fint . ma lattia è fubito diftruttaj e così la malattia è breve (74). Anche Cornelio Celfo & . . fi è il far E di vero ne reggiamo tut- di quefti fpiriti de' . fecondo la forza de' fintomi ( XIII.e per quello le forze molto predo eftenuate . Ma come più vicino al morire .ed un avvenimento particolare defcriffe Elmonzio . non la fcappi anche quando è apparito l' orrore dell ae-^ qua. ììoyi progreffo morbo avea / xAquae metu eppreffif. in eam . poiché difperando eglino di poter prefcrivere rimedio ficufpecral mente' ro . . o vero fé fé ne guai^ifce .biiiraus hijlorìam attejìantem.' quod fi vero hi ex hoc mordell' efito tofi dalla bocca continui pronoflici vivaciffimo brio a quefti fpii"^-^ Profeti . per giudicarne più nettamente. quanto la ineguaglianza tra le forze della Natura . : a quali fioccano mali ma cala ben prefto il quando ne' fatti veggiono i malati mille miglia lontani da detti loro Nel male della Rabbia radiffime volte eflì Medici fono rimalli delafi .. conjirmatam Rab'tem fanatam futjfei in dub'mm m'thi vocatur de fide horiim Scriptorur/t . L orro- re de' fluidi deefi fofpicare quante volte la ed il cane era nel colmo del male. (74) Quello che a' il Medici reca maggior onore prefagio della malattia. ma nella Idrofobìa quanto fi vogliano fuperioriche folfero le prime . maifempre intonavano lo fpiacevole decreto di morte In fatti SaliO' allorché 1' infermo già fi tr-uova aver 1' orrore dell' acqua Diverfo ricogliendo le varie fìorie degli arrabbiati fino a' tempi iuoi Cum enim ab eo tempore. nelle affiftenze agi' ire- fermi tora . ).351 morte ne fegue. ut incipienti fcritto . glionfi alcune circoflanze notare . fi co- . la perdita irreparabile che fé ne fa . latratus edunt . le riduce molto prefto a quella uguaglianza e cos\ molti idrofobi fon tolti di vita in tre o quattro giorni .atra per tot [aecula y nullam così conchiufe Br. la caufa della masforzi e delle più efpellerla. e le più volle mortale: ma votra mille cafi . gli sforzi del cuore. ekpeditus efi Però non è da erederfi. che qualcheduno reluBatum fin . . e morfura non è fiata leggiera. . e quelle fia SULLA Rabbia. uguaglianza k della materia morbifica è più grande . La durata d'una malattia è altrettanto minore. e di tutt'i mufcoli fono ecceffivi. in anguflo fpes efl 5^'Scribonio Largo diffe parimenti r Quum liquoremtiment.o vero mente ti alla attività della cagione morbifica . • .. non Non fi può dubitare eh' effendo la Idrofobia graviffimo male può giudicarfi l'efito che pericolofiffimo.

effendovi de' fatti peggio in quefia malattia fi da' quali raccoglie . quin moriantur = Morfus hoc tempore fere gradus mali adejl : . era fegno ben certo. linguam exe/ere. linguam plumbeo habere hic fecundus ejì gradus mali. Paolo Egìneta : .io. acutior . Il Boerhaave. o pure tracannandola fé moriva. egli è un fegno evidente che il veleno è na • tato alle fibre della parte morfa. muti qtioad ìatratum . fé abfcondentes . tal clie gli aiatichi avrrebbono chia- mato IR vages conofcerk egli. fecondo lui . di eterna e gloriofa memoI135.. 1 fìntomi poi del fecondo fiato ne' cani rabbiofi fecondo Boerhaave medefimo fono i feguenti Dein anhelare . o pure nelle noci contufe j x^uale pezzo dopo averlo tenuto per poco tempo . . e tutto di fuoco . fabbricata fecondo il gu- morfura . fubito gracitefcere . e qualch'altro Scrittore difdi efempio Aez. nunc fubito celeriter incedere. lacrj/mofos^ pulverulentos . non vero peffimus ejì-. della efiftenza del veleno . falitar! i. infanire quem vix triginta horis ferunt . infanabilis : quo vero animai vehementiiis furit morti prcpius efi . furere colore . o fìa al luogo del morib un pezzo di pane inzuppato nel vino. A . fi dà poi a mangiare a qualche galliattacla quale fé muore . fymptomata citijjime cantra-. cibum pótumque omneyn a-dv er fante s j in i<jnotos quoslibet mcmores . eo morfus lethalior . Oribafio . . quibits tetrae l^ds cautela nititur : fiunt trijìes.• -. o incerti . &• reverentes . il qu-jle fé non la volea mangiare.. ) ria con bella maniera defcrifle la Rabbia de' cani ( .. hiare . che chi è morfo da animale arrabbiato non può cifer ficuro non aver ricevuto contagio. ed egli dava la medefima parta tenuta fui luooo della raorficatura ad un cane qualfivoglia. fé un cane è rabbiofo? II fentìrete dal Signor de Sauma io debbo dire . 1^2 Dissertazione jìperture àe cadaveri II. max ne herum qutdem ampliws agno/cere y oculos haberé demijfos . «juale Un noi l'abbiamo defignato. auresberi tamen adhnc irruentes . fero che fi dee applicare alla ferita .-'nunc fegniter tft femifcpiti . . diutius creans violentijjima Il j ^ j & malo laboravit . nec re6ìa femper via. Fra gli Arabi Avicenna benanche fi av- alfe di un metodo fimile . che diede il Trattato de morfu canis rabidi « ilove chiede di ftabilire una infufliftente teorìa .fpumam plurimam emittere .e veleno alcalino-volaiile. LXXl^VII. irati rabie't Jìgna funt haec m & & caudamque 'dimittentes tis . che ì legni a' quali al paragrafo riovantePmo cagion davano fidanza gli antichi Medici fono o fallaci . fi è. che il veleno fi ò fviliippato molti mefi dopo la Jacopo Caranta .^'phorijnw Inc'ipierìtis primis. murmurantes tamen. fomnolentormn injìar incedente! : haSenus primus mcrfufque tum except&s per iettiofus quideni .

il quale Finalmente guerirono flato miferevoìe il fofferirono quafi una fettiraana. quando ebbero ug in ifvenimenti al folo afpetto sì grande all'acqua. tutt'i mufcoli più feccati del . Non durò quefìo fìntomo che un oraj ed effendone fcampati . Circa il mefe di Maggio dell'anno feguente lóSo. nel mefe di Settembre di nuovo entrambi divennero furiofì . membri che il aflbttigliati . Il cervello. campo le convulfioni . le quali crebbero fino alla fine di Agofto. che in Irlanda nel mefe di Ot? tobre dell'anno i6jg. folito. il pericardio fecco ILI! faogue così dell' difciolto freddo ifteffo aria noi potea coagulare . coir ufo del mercurio di vita . che un carte morfo e guarito abbia potuto comu- orrore della . Sepulchret. nicare tri il veleno . ann. . ©cancrenare nello tamente: quindi fteffo 153 «iato ealdo di quarto grado (y). I. come in aL eziandio (y) ibfpettare della . lópég . non può mancare a dìffipare per gli fudori e per la trafpirazione (z) l'umidità del corpo. . in guifa tale che dal più baffo del ven» ni tre falivano fin fopra T umbilico . e diroccarlo. fa trafpirare affai abbondantemente uomini e gli ani^. e fondere il gratfume. ifleffo mefcolato con della Signor James fé cofìffatto ftrepitofo racconto mettefli in dubbioj ma qua Icuno che non credeffe . Nelle Tranfazioni Filofofìche fi racconta . e i Signori dell'Accademia Reale delle Scienze .a un altro caiji . a' due ragazzetti j in quefto cafo potrebbe . difciogliere ir (angue . e l'altro di nove anlavarono la tefia ad un cane ch'era flato morficato d. I. rna accompagnati Gianto il dolore al ventricolo . tempo le parti . rabbi®foy iria che il primo fanata la piaga era già guerito. è perchè Gapivaccio il principio della midolla fpinale i . o fìa polvere bianca che precipita dal butirro di antimonio difciolto in molta acqua • ed inoltre coli' antin7onio Io darei una mentita al triaca di Venezia . SULLA Rabbia.ciò y fto cattivo di que' tenjpì . feraplice elettrizzas^ionej fenza gli commozione mali (a) . due fanciulli. abbaiava co» me un cane. ufcirono in quii di animo . Bonnet (a). ed ammette la Rabbia fpontanea . fi mo fle a pubblicare tal fua opericciuola per una ftoria funefla di un uomo refe ar? rabbiato dopo tre mefi dal morfo . che cadevano medefima Di effi qn. i due ragazzetti cominciarono a fentire de' dolori nell' addomine . e d'infiammare che inaiììa più immediaHenrico Brechfeld. Tom. Nel mefe di Luglio amenduni ebbero da deli- degli fcioglimenti del ventre benché leggieri ..ello ch'avea l'età di anni dieci. Rabbia fpontanea la (z) II Gapivaccio Signor Nollet ha ofTervato che . uno di dieci. anno generalmente trovato mercè l'apertura de'cadaveri. oltre di altri efempli che adduce .

iale ch'è corfa V. da dove a capo di quaranta giorni e. La veffichetta del fiele ripiena di una bile verdaflray come fi vede ne' bovi mòrti per la difenteria peililen7. Zuvinger di Bafilea rapporta negli Efenìeridi di Germania l'apertura del cada:vero di un arrabbiato. era puzzolente e putrido in quindici ore di tempo nel forte del verno IH. fi coricepifce che la bava del cane ha perduto molto della fua forza. dell' epiplooti. la parte di dentro dell'efofago infiammata. la. egli è cane immediatamente evidente che in qualche minuto glandole febacee dell' efofago ne faranno infettate j e quello veleno confervando tutta la fuà attività ^ e moltiplicandofi in pochi giorni. II. fia finalmente diminuendo di malfa nella piaga da dove &c. del mefentero difciolto e diffipato.Ì54 ciò ch'è fte DlSSERT 'AZIÓNE comune . era dell' ilieflb modo infiammato . di ptf* una gran corruzióne anche il cadavere di Giovanna Dajorine . IV. alle perfone morte di :' febbre maligna . dinota . . che il veléno concentrato in quelle glandole febacee^fa fopra la gola e io flomaco . . Ecco quali Lno gli effetti della bava di un animale arrabbiato fopra Uri uomo che 1' ha ricevuta per una piaga. . fopra del fegato che ivi tocca. Tutto il graffo de' mufcoli. uri gran roflbre nell'intervallo niembranofo degli anel^ arteria: probabilnieate refofago. il fangue . Lo ftomacó tapezzato di mocfua tunica villofa marcita . . fia in mefcolarfi colla faliva. ed in feguìto riprodotta nelle glandole febàceé della gola ma per gli effetti ^ che fimi le tavà ^ o per meglio dire. livido . come . Il Sig. fia fvaporando le fue partì ignee all' ufcire dalla gola dell' animale. e che l'aveva uccifo per quella cofa. la trae fuori in gran parte ^ rintuzzando infetta forfè la fua la le attività faliva Or fé la bava di un dell' uomo (Vìi). 1' afpera arteria attaccata d'infiammazione. LXXXVIII. che non ebbe la Rabbia che due giorni.Ila è palfàta dentro il fuo fangue. il di ci di uri bruno fcuro . di cui egli non li dell' afpra parla. nel quale trovò j oltre: delleàltre cofe. ciò che conferma ivi effér la fede principale del veleno. dice Capivaccio per queIl Signor Vendelì aflQcurà aver vedullo veleno tutto di fuoco te molte ulcere nella gola di uri carie che avea tutt' i fintomi della Rabbia. una porzione del pericardio come bruciata. dovrà produrre anjora in pochi giorni l'Idrofobia .

fia che abbia nel medefimo tempo infettata la faliva. al quale non «manca al preferite che di vedere accordare r efperienza colla prattica . faceano un guazzabuglio nello ftomaco . Gli oggetti che fi debbono ^avere quando qualcuna ^ flato morficato da un animale arrabbiato. e gli altri fervendo al traffico ed alia mercatanzia degli Speziali più . ftrani. incogniti . e benfono ributtati tanti ogli putridi. s'è di già paffatp colla fapuò che impedirlo ad agire li va nella gola . non effendofi ridotto tutto il capitale de' bravi Medici moderni. che alla fanità de' malati ^ Si . Quefto accordo fcambievole tra la teoria .gli altri faranno : due indicazioni (75)? (75) Tutt'i bei difcorfi che gli eruditi Medici fanno fu de' mali nelle lor confulte e nelle cattedre. e diverfi beveraggi peftiferi . fia che non abbia infettato che una piaga. ciò che noi ora intraprenderemo fa U fenza trattare i fegni diagnoftici e prpnoftici^ che tanti altri an- no minutamente meffo in chiaro . e 1' offervazione conferma affai un jfentìme. fono. barbari di nome e di effetto.SULLA Rabbia. ^ura della Kabbia. Per levarlo bifogna che fia in tal luogo . dri. LXXXIX. allorché non fono diretti alla falute curiofi ragionamenti poco o nulla confacenti .come r efperienza i^^ vedere (Vili). di levare s' è IL d' impedirlo ad agire.edema infettata. non fi però. I primi foccoffi poffibile il veleno : i rimedii curativi. fi riducono a j dell'uomo. che fulla incertezza de' tanti medicamenti . e tanti ingegnofi fìftemi che tutto il dipoi yeggiamo fchierati ne' libri loro . corrompevano il fangue . tante compòfizioni . troppo facili in preftar credenza a anche fi e fior- . o ha prefa f infezione immediata per qualunque via che fi fia. e degl' infermi all'utile tutta quella fterminata farragine di medicine antiche . e di animo fupedore alla Medica politica fi è fcritto non poco fulla fallacia non nieno de' principii di quefla Scienza. Oggidì da qualche penna franca . come quando non yi è che una piaga . inuditi.' . che a poco più d' una dozzina di rimedii buoni ed efficaci . che toglievano l'appetenza .nto. I. ch'erano non ha guari la delizia de' Medici .è bandita altresì gran parte di quegl' immenfi Recipe de' noftri vecchi Pacert^e ciance e bagattelle . la prudenza vuole che s'impieghino neirifìeflTo tempo i mezzi che pofTono adempiere a que/lg faranno i rimedii preferyativi .

e faccfle campare chi do'vefl'e morire Impofiibile io veggio. che quella che fi è sbrigata. onde fi agevoli l'efpulfione del morbofo . . e varii Trattati fu della Rabbia cagionata dalle morficature Nel vero Giovanni Bauino die alla luce un Trattato de' varii animali de Radi e luporum j nel quale efpone ancora. lópó. onde la Natura ha meftieri ne' fegreti fuoi lavori per poter combattere e vincere il male. . abbifognano de' rimedii . che fi fono propofte da' varii Medici antichi e moderni per la cura della Rabbia. tuttocchè fcar- medicamenti . .mercè i morfi de' luo che fia ella altresì pi . . . ) deferi ve medefimamente la Idrofobia nata dalla morfura d' una lupa rabbiofa prefcrivendo benanche un metodo di cura di cui verrò a parlare in apprelfo Lo Schenkio al libro fettinio fa parola di un mulo arrabbiato. Truovo la materia sì difcorde e turbata. che di aiuto contro del male. . di voler atterrare intieramente la Medicina fin a riputarla arte d' intrighi d' illufìoni e di fallacie Mei bravate tali me punto non muovono: e dèefi la Medicina . Si è veduto che un cane veramente rabbiofo mordendo un uomo . dichiarare come il più potente aiuto a noi Altiffimo . de' gatti. ed uccidevano più infermi di quello non avrebbon fatto i mali medefimi Io non dubito . e degli altri animali Sviluppata per lo contagio della faliva fenza morfo alcuno Io diffi lo sbaglio di Galeno altrove ( nella nota ( 5 ) . o parmi vedere noverata la gran fila delle mediai cine. Gran beneficio perciò recherebbe alla umanità chi trovaffe lìn rimedio da poter vincere uil sì potente ed attaccaticcio veleno.. fon nate quelle voci negli Scettici .. Ella le più vòlte fi ride di cento Medici e di mille rimedii e fpeffo quelle medicine che ne' tempi andati fi adoperavano contro tal veneno . una convincente ne fomminifira il male Rabbia. e ne' veleni feggi di buoni donato dall' intromefli nella macchina animale . non può lei fola far tutto. Vero è. .che gran noia recherei fé tutto ridir volefTì . ' fua . • • . ma vi Quan- ptova non vi fofTe . Parecchi Scrittori anno compilate diverfe'Differtazioni . Il Padre Attaiiagio Kirker nei do altra della : . più tofio fefvivano di minifiri e di fergenti della morte. . 12. . che da quella carefìia di veri rimedi: . delle volpi. che nella guifa medefima. Nientedimeno . innanzi di raccontare quelle poche ed efficaci medicine . e da lei medefima dipende la buona o trifla ientenza j ma in certe gravi malattie. che fovente la Natura medefima fi è colei da cui nafce la guarigione. e collo ftefTó metodo di cura fi debbe trattare quella Rabbia nell'uomo eh' è nata dalla morfura del cane . lo fa arrabbiare e perire. come molte volpi divennero rabbiofe per averfi divorato un porco arrabbiato. t)lSSÉkTAZrONElì. che fi credette che i cani foli fi poteflero arrabbiare. 15^ e ftorplavano . Giovanni Ravelly (T*-<?/tè de la Rage Parif. colle quali con molta ficurezza fi può e guerire . e fecondo che la violenza e la celerità di la Rabbia curare i più principali metodi di cura da' varii quefio gran male il richiede Medici prodotti qui efporrò Innanzi tratto convien fapere .

mettendovi una porzione della me- defima in fu d'un pannolino intinto nel fangue fgorgato da quella ferita. e Galeno fra gli antichi . : de morfu canis non rabidi pemiciofo titolo Intanto per venir a noi . 157 che molti . ed offervazioni^ . credettero a fimili fiorielle Il rofpo da Boerhaave iftefìo vien tenuto per buon rimedio . e gli afìni . Ogni bava alterata dalla collera ha del velenofo ficcome diflefamente ef^iiinò Erfnanno Federico Teichmeyer nella fua Difputa . e valevole ad attrarre il veleno della pefte è fidato egli ad una fecondo lui coftante fperienza degl' Italiani . Ci an dato qaefto buOn avtifo tanti fecoli hiibet i Medici moderni . In che allora quando fi ha la difgrazia di ricever qualche morfo dal cane . e fece eco al medefimo eziandio Ilaano. o quafi magnetica . SULLA fcrive R A È B I A. . e che fu conCofifFatto rimedio è il fidentemente defcritto ed approvato da Palmario pelo del cane medefimo che ha morficato . . che porta . come dagli autori mancano a me te fieno fi è defcritta la agli altri Rabbia degli animali ancora . _ no.. Il celebre Nicsolò Cirillo ( per. IL ) racconta la Rabbia che venne ad un giovine difamina con chiarezza Giovanni Melchior II tutto morfura di gatto Verdries Medico Tcdefco. . Tom. ad Ethper averfi mangiato un gatto. e :• lo fcrifle a dietro il celebratiffimo Cornelio Celfo ornai s fere ancora morfus quoddam virus . come veramen- ed i gatti eziandio. particolarmente . ma eziandio pernisiofa .• : -^ traente del veneno che nafce dalle punture di tali infetti . ha moftr^to clre non pure è inutile . difìe egli . . e proprio è atto il quale con una forza fimpatica . Debbo prima far motto del rimedio che già dd volgo ricevette de' gran plaufi . non fi rifchi a trafcurare ìz morfura. applicato fui luogo del morfo . effo arrabbiò .una muller. o da altro animale fpecialmente in tempo di ftizza anche non arrabbiato . e ftando chiufo nel porcile azzannò gli per lo che tutti arrabbiarono . ed i porci . ad attrarfi tutto il yeneno Ne' tempi da noi 'lontani grande credenza fi il . e tutti inferociti fi sbranaroaltri porci arrabbiati Debbo dire . fine fi perfuada chicchefia j . eftima che l' olio dello fcorpione fia unico at- dava a tali forze attraenti . tere animali diventarono rabbiofi Not. che inutili o perniciofe fi fono trovate. & & . Anche tempi per a dietro davafi fiducia alla cotanto decantata polvere fimpatica . Del reflo non . che pubblicò il Trattato de veneno camm aecjuthaliorum animalium rabidonm. eh' effendo ftato un porco addentato da un can rabbiofo . che credevano fanar le ferite in diftanza . che va in fondo alla fua opera de Qiiefte autorità e citazioni le ho volute qui metcorports érto mentis ma affinecchè fi conofca non per gravare ed opprimere la materia fuo Trattato della Pefte . Ma tai racconti da' Medici di fano giudicio fi ftimano pure novellette ^ Si è tolto in parte quefto pregiudizio nel male della Rabbia pofciacchè UH valente Medi-co di Roftoc in una Differtazione fì.ampata anni fono fu quefto fuggetto . . fa dùopo toccar qui Hevemente le Vane riiedicine. e Boerhaave eziarr-dio tra' moderni benché in altro incontro .

che fi penfano non poter . an provata con replicati do autore precifamente fcaltri sì di fte fperimenti l'inutilità. : per lo più ovale ~e lenticolare . il Cavalier Teodoro Majerne che fé fi tagli dalla feda di un gallo vecchio una piuma . e fi fcrifle applichi fui morfo j fé il cane è arrabbiato. e la vanità delle cotanto ftimatc pietre. e che chiamavanfi faludado' nel Tomo terzo res . ^6. ) Themifcnem quorttmdam fermonibus a cane demorfum fuijje y così fcriffe aliorum vero fama in Imnc furorem incidijfe . Nelle Tranfazioni Filofofiche n. che parlando del modo di curar la Rabbia . quod amico aquam expavepoi limati e ridotti alla figura . le quali pietre applicate fui morfo . egli è fegno . il gallo rigonfierà e perirà. e racconti fulk prime ciò che Diofcoride . . Diofcoride ( Lib. che pretendevano guerire gli arrabbiati col fiato. ferpenti . per uno cafo com' io penfo . o tutta la velenofità imbevuta . ) dif- . è forza eh' io rivada da più alti principii . farebbe foltanto pel fai marino. né offa o della tibia del bove . cap. eravi un vecchio Medico . dello e di fotto le braci ardenti abbronzati . che e la perfona morfa ftarà bene fé il gallo non muore il cane non era rabbiofo .158 ciofa Dissertazione r applicazione del il. : & . delle vipere fi fi . Il quale effendo fiato morfo Icherzo del dal cane. impone vulneri haleces fulitos . . vieti confutata dal P. vel certe non incidunt in aquae metum veffe predare qualche fiducia a tal rimedio. che quedi flinco non fono né pietre . Ma veonendo a narrare i varii metodi tenuti dagli antichi Medici per curar la Rabbia . il quale come antiputrido. ac offìcitm exhihuiffet . e Celio Aureliano lafciarono regiftrato d'un vecchio Medico Temifone chiamato. l6. al dir di Boerhaave .effer dalle altre Nazioni ingannati . . del cane. che vi era in Ifpagna ^ in cui prefentavanfi certi uomini. o magica fattura chiamarlo. : ' /senti inferviffet . che alla ferita. ipi. può impedire il cangiamento del veneno: 1' acqua l'alfa applicata e '1 Sionor du Hamel fcriffe a tal propofito . Egli dice inoltre. come vogliam fuperftizione . III. cap. così Si quts a cane rabido morfus ejl . pelo del can rabbiofo fui luogo morfo . ma pezzetti di offe . Vallifneri e '1 Mead. Ó" retine per vigintiquatuor horas Se fi doy?c Janantur hfdrophobi . Girolamo Feyoo Benedettino della fua Critica Univerfale al primo Difcorfo j e bene in quella funzione vi covava una fcaltrita manifattura. inciampava ne' fintomi della Rabbia j la qual circoftanza vien riferita dal fecondo autore . Altri più creduli uomini preftarono fidanza a certe pietre. Ma l'ingenuo Redi. In fine in Ollanda . ooni volta che volea feri vere fu del male. Ma Celio ( Lib. non fa fviluppar la Rabbia. diceva Si putruerint applica aliai recentes . che fi affermava trovarfi nel capo di alcuni ferpenti nell' Indie . che fia una mera impolìura de' molto leo'^ieri Indiani per ingannar gli Europei . VI. Il feconafficura . Quella o preftigio maravigliofo . di f cu- riflìmo antidoto che appiccafiero a guifa di coppette fofì'e e fi ftaccailero quando tutto il veleno il fucciato . e degli afpidi ferviffero .

quippé fcripiums continuo admonhus in niuno degli antichi prefcrifle alcun metodo di medicai. Èudemo dopò coppe . Taccio capitolo medefimo al libro quinto . acciò l' vulfioni^ farà feguita da uri che può leg^erfi preflò if altro bagno di olio caldo. dicendo che r orrore dell' acqua fia dalla Natura medefima cagionato . che e fé quefto non fia nervofo nò fi adoperino le coppe fui luogo del morfomùfcòlofò j fi applichi il fuoco dove quefto iion puóte iifarfi ^ fi faccfa ima cavata di fangùé Quando la parte è piagata è di bene immergere . piìi muove e punge? Ariftdffenò poca cura fi prendeà di dar da bere agli arrabbiati j anziché piuttofto proibiva e toglieva 1' acqua a' medefimi j ma in vece di quella fi avvaleva de' crifteri terhperanti e blandamente purga- corpo . e ppfcia . fiCcóme io diffi nella nota prima .^ là Rabbia i il pri. La quale bagnatui-a acciocché non induca ftirànienti ne' nervi ^ né conil rriorfìcato nel bagnò . I^^ jfntìquorum aiitem Medtcorum nullus tjltus tradidii curatiottem . che quello fuo rimedio non combinava con quella malattia. : . dava dopo l'applicazione delle il medefimo elleboro: . langue r infermo prima . etfi ejus curai ìonem affumeret meti' Sicché fé eamdem laberetur te . è proprio ad efpellere il venenò. foffe Ed égli è . moì da noverarfì farà Democrito.SULLA diffe :" ) R AB B I a. credendo che ciò fofTe fufficiente per guarire un arrabbiato non previde. Se il veleno rabdi cui rie àvea formato innanzi un ragionevole fifìema biofo fi comunica a' nervi j ed eccita un tumulto ed un incendio nel . che rifcalda ed affuodovrìà temprar. Negro amico di coftui facea prendere l' elleboro bianco . Pietro Tullio Bafib fi avSaliò j e'I Signor Htinauld fono di quefta credenzia valea nel medicare de' rimedii Che faceflero ftarnutire . quafi rigògliofo rampóllo ^ fi fviluppa 1' orroi-e dell'acqua: allora Onninamente all' improvvlfo fi debbe l'arrabbiato tuffare in una pifcina j dove farà potentemente ri fcoflb dall'acqua fredda. Ma fé iion oftante quefti aiuti. replicate cavate di fangue . . ventifette- jGmò.Quefti . le. ed altresì de' crifteri mitiganti . quanto poco di buono poffa afpettarfi da' . ed Agatino che fcrifle particolarmente fu di tal piatita j benanche vuole che della ftefìTa fi avvalgano i Medici per curar la Rabbia Udiamo ora quello che ne pensò Celfo Egli vuole fulla prima . come mai potrà àverfi fiducia all' origano . il di più. acqua lavi la ferita j e dopo eflerne ufcitò ftima buon propofìto far bere un poderofo vino j che avanzando i moti . ca lo ftoraacó. Ognun vede dal detto fin qui. . precettò il decotto di oriEgli gano . e nel fecondò o terzo di dopo il morfo. acciocché i rabbiofi fé ne privaffero ^ e piuttofto cafcafTero di fete . ^junt denique Thémlfonem quemdarh -volenteyyi non potuijfe : fìqaidem ex rabido cane quondam fuerat vuìnèratm . . rnette pabolo alla fiamma e dove tivi fi j affinchè in tal guifa piacevolmente la quantità degli i umori minuità pur bello il vedere ^ che fra' moderni Medici fi fon trovati di quegli eh' àn conférrnatà e lodata quefla precifa fentenza .

che con follecitudìne iftantiffima e baldanzofamente fi fucciaffe il luogo morficato . e degli afpidi . efTendo la maggior parte di efTì inutili. E' cofa eflenziale prima di efporre il malato alle cru. e vegna in mente a qualcun di noi di feguire il rimedio prefcrjtto da Lorenzo Heifter . fi attacca nel prin- forma in feguito una piaga Quella è la cruda piaga e avvelenata piaga . 1' infermo fi rende folingo perchè ogni diletto . il quale fucclato da chicchefia . per proporre una maniera facile e ragionata da curar la Rabbia . ora la deiicrizione. e pare al fin eh' andar innanzi più troppo non polfa cipio al luogo morfo e • . a cui non vale licore . gli orecchi e la coda baffa . i6è Dissertazione Rimedii prefervap'tvi . più fi graNe fentirete va .. . ed infipidi. o che al fecondo grado della Rabbia: al primo egli fi allontana. non vale impiafìro che trafcurata . deli operazioni . II.e di Siili antichi. e '1 conduce a fegno .cane arrabbiato efercita la fua mortifera malizia più velocqr mente quando s' innefìa colla faliva . di afficurarr^ fé il cane che 1' ha morfo era arrabbiato I fegni da' quali fi riconofce j fono differenti. che difperato muore. I' uomo sì crudelmente opprime . o non avea letto o pure per obblivione fi era dimenticato . fi perde. non attoffica alcuno j e gli venne eziandio ricordata quella Storia de'Marfi. che Ja bava del. : . né mangia ( ciò che rion è vero del lupo . ed interna . La cura debb' effere efierna . non ubbidiremmo il quinto comandamento d' Iddio . quando il veleno comincia ad infinuarfi . : . e faremmo noi al certo rei di omicidio Egli vuole nella fua Cirugìa . che debbono prefervare dalla Rabbia. feconda ch'egli è al primo. Qiiefto Cerufico allorché avanzò tale preferi zione . ma folamente grugna egli porta la tefta. frivoli. acciò il veleno fi diftacchi di colà e quello medicamento cosi rio . e nel metodi.cìtati Ma guardi . . ed entrare nell'abitato ) gl'animale è triftp. : XG ha gli occhi feroci ^ e morde itidiftintamente i foreftieri . . . mi atterrò alle poche ma efficaci medicine » re. lempre aggiugnendo al petto piìi gravi penfieri e poi quanto più fta . né abbaia. il Cielo . tale autore ficuramente il tolfe da ciò che fi dice del veneno delle vipere . che la fame eia Rabbia nello fleffo tempo il fanno ufcìre dal bofco. ed è la efterna cura. In fecondo . lo che noi fa il veneno della vipera Io dunque dopo un cosi diflefo preludio . II veleno . ogni compagnia prova nemica . Qiiefia dee effer medicata. non bee.

fono frate morficate . manda fuori una bava fpefla ed abbondante. Per quefto effetto bifogna badare che 1' operazione non abbia delle confeguenze altrettanto funefte. il piede. bifogna toglierle dal corpo col rafoio.' l6l gente di cafa: al fecondo grado anfa. gni fia fi potrà per conghiettura diftinguere fé la morficatura ricevuta velenofa (e) on. fecondo che l'efperienza ha fatto vedere. fecondo il tempo della morficatura. purché non fi rifchi di tagliare de' grofll vafi. Quando la co» . de' tendini &c. cosi tutti gli altri cani il temono e fuggono al fuo avvicinamento fé s' inzzuppi un pezzetto di pane o di carne nella bava o nel fangue della piaga che ha fatta. che nelfuno deterfivo e fupputativo. quanto le ne poffono ragionevolmente dal veleno afpettsre dunque fecondo il grado della Rabbia dell' animale. (e) te . 'bifogna impiegare i più dolci. caccia la lingua. fé quefto fi può fenza pericoloXGII. il gomito.. lavare la piaga e i contorni coU'acqua carica di fai marino. ed in feguito medicarlo nella maniera ordinaria Bifogna fare lo fteflb alle parti carnofe. SULLA medefimo tempo la Ra:bbia. e fecondo il numero e la validità de' fegni che fi anno della fua Rabbia. gli altri cani a' quali fi darà. fi metta la cofa al peggio XCI. o la gamba fono ftala parte infettata dalla : . l'unico prefervativo è di togliere tutta bava. In quefto cafo. fé la piaga iìa lontana dalle vie della e faliva delle lagrime. Se la mano. ì'eftremità dell' orecchio.. mali ferma andando qua e là come ftordito. X morficatura è fiata fatta a trarerfo degli abiti groffi nvunemente non li dee tanto temere.o con i biftourì o colle forbici tagliare attorno la piaga. è in iftato di fepararla. ora cammina. lo ricuferanno Da quelli feora fi : . o del nafo Scc. lafclar colare per qualche tempo il fangue. ed un pò di aceto &c. ha la voce raucajurlafenza cagiane. come alla polpa delle braccia &c. affalendo gli anibenché pia forti di fé.ò. che fembra di piombo . o i più afpri de' foccorfi feguenti. perché quefto veleno glutinofo fi attacca cosi intimamente alle carni. Se uno o due dita. de' nervi.però la prudenza vuolejche nei dubbio un poco ragionevole . prima che abbia penetrato fino al fondo. effendo verifimile che la bava de'denti è ftata afciugata principalmente a' bordi della ftefla.ocon altro iftromento tagliente.

ciò che lo è fovente . che anila prudenza vuole che fi pratichi fecondo mutilazione di quefti membri al di fopra delle piaghe. Se la cancrena e la carie dì un determinato membro ha delle aperazioni cosi crudeli . il veleno della Vi. fo- un acido corrofivo che diftrugge l'acrimonia alcali- na (d) Secondo fi : 1 ofTervazione della Società di Londra . il veleno della Rabbia che ha delle confeguenze affai più funefte . è chiaro che non folamente quefie operazioni . che di tagliare uno o due dita. differendoli uno o . o che dall'altra parte fia moralmente fieuro. o prefervatlvi. XCIV. che non fi pofTono praticare quefte in1' ciiioni. da dove il non può per le mezzi eftir* par veleno ciò XCV. . . Per gli altri cafi bifogna necelTariamente il foccorfo di un Cerufico. 1^2 te Dissertazione fofle arrabbiato. egli è importante di non far diffes'è poffibile. quando non fi tratta. s'i profondemente esifovente mafticate^ ftracciate dall' animale . come quello della vipera (d) . Tutto prattutto s'è che difecca e calcina carni infettate . innna a che un più gran numero d' efperienze abbia conteftata l'efficacia de'rimedii curativi. a guifa delle macchie dell'olio xeni. farebbe ben prequefti arrivato alle parti. due minuti velocità di fto poiché pollici il fangue girando ne' fuoi piccoli vafi colla per minuto ( fi fei XXIX ) . determinarci Se il veleno dell'animale arrabbiato ricevuto dentro una piaga . pugno lungheflb mefcola dunque fi il braccio fino al cuore in meno al di al . s'infinuafle il medefimo giorno ne'vafi . pera l'pande dal mezz' ora egli jeno del mal venereo e idrofobico della infezione . ma ancora tutte ci le applicazioni degl' iftrumenti e de' rimedii cerufifopra la parte morficata farebbono inutili. la IL fortemente mal trattate. Ma come futo delle carni ne' drappi. fangue . de' quali noi par- male l'arte leremo più baflo il veleno fi fpande a poco a poco nel tefper alcune ore. ciò che non accade ve- prima che abbia covate» nel luogo . e come in certe parti una incifione non fi può fare fenza pericolo a mezzo pollice più lontano di quello che avreb- be potuta rire innanzi.. dee con maggior ragione praticarfi l'operazione di un iftante.

fi dee dire che la parte fifla del veleno fi appicca tenacemente alle folide fibre . «gli dice. altramenti i fintomi della Rabbia in un fubito fi offerverebbono laddove : .nè meno crudeli che le mutilazioni. &c. . dopo l'autorità vecchio loda' grandemente l'applicazione del fuoco fulla parte morficata. che fé . benché egli circoli nella piaga . autorità degli Scrittori Medici. Noi altrove abl)iamo evidentemente provato che i nervi in realtà fon i mezzi di tale comunicazione ^ ma è certo altresì che quefto non accade in iftante . la cura di <juefto In fatti Cornelio Celfo in parlando deldi Plinio il male della Rabbia. Nel vero q^uindi fi prenderà animo di dire. ciò che non preferva intieramente . e da innumerevoli prove e riprove tali operazioni fi fon refe d' una manifella utilità . • veggendofi il contrario . ma ancora la fepara dal corpo per la caduta dell'^fcara. onde fi dimofìri che le aduftioni. fempre aver veduto il medefimo effetto fìa che la piaga fi era mantenuta aperta o che fi foffe da fé medefima cicatrizzata e ciò in tal guifa dee avvenire: avvegnaché . delle aduftioni .• . e nella cicatrice per lo fpazio di mefi.o. e cosi potrebbe efìere adoperato. Tali fono i cauterii attuali e potenziali. del quale s' imbevere la fi piaga per mezzo di un piumaccio . lo fpirito del fale . na del veleno . vulnus jd. adoperando il fuo metodo di curare. che per quelle de' nervi . e di là s' infinua ne' nervi Non può dunque il Signor Mead recare in mezzo argomento. . fecondo €gli efiima . foprattutto l'acqua forte. e delle fcarificazioni anziché. poiché il fangue non conduce quefla bava al cuore . che le mw adufticmi fieno profonde. ma quefti mezzi . (j6) Riccardo Mead tanto in una Tua operìccìuola intitolata : curai:'» cena morfus canis rabidi^ quanto nel Trattato de Venenìs Tentam. effe non poffono a far ufcire più abbondantemente il fangue . come vede. Parecchi Medici moderni eziandio approvano e commendano quefta operazione.SULLA Rabbia. Io prima di dire il mio fchietto fentimento . adurendum ejl . neque fculofus ejl . X 2 XGVII. e le fcarificazioni fieno da abolirfij dòpo che fpecialmente fi fon veduti de' tanti buoni effetti . il veleno non per altre vie 11 comunica alle interiori parti . e la foluzione del mercurio. fervire che e perchè quello veleno fi attacca alle parti folide . che 1' in- fiamma nel tempo dei fuo fviluppamento (y*^). e così conchiude in favore del medefimo : Detnde fi locus neque nervofus. non fono né ficuri. raofìra tener poco conto delle mutilazioni . propon-ò pel comodo de' Lettori Je principali . -XCVI. Quanto alle fcarificazioni si vantate. e anni prima che la Rabbia fi manifefti. avvertendo ancora . itfj non folamente previene la putrefazione o efa[ta- zione di quefta materia .

unguenti e cauterii . adufiioni. Lufitano ( Centur. mutilazioni. bene curare col Lufitano. delle forze mediche del quale rimedio. vuole Sennerto che fi apra un cauterio . fi tanti . il centauro . Affinchè poi la parte offefa fi purghi di quel veleno . e aduflioni . vecchia empirica alla figlia di Sebaftiano Q. preffo Etmullero . viene da' cordati Medici precettata per lo fpazio di molti mefi . e fi è è berto Boyle Mead lodano medefimamenbeneficio la fi Un 1' altro . fi che ficcome Ildano . Amato . dopo le fcarificazioni applicava alla ferita le cipolle peliate. fa caduta Fa duopo parimenti lavare fpelfo la parte con dell'aceto . di cui a fuo luogo parlerò. è obbligato il Medico farla riaprire coir applicazione di qualche leggiero corrofivo unito al comune digefiivo. fi per ciò che Ildano nella offervazione ottantefìma fefta ne dice né Da: niele Perin il . gli antichi Medici preoperazione ed affinecchè tra gli tanti efempli io ne fcelga ed adduca qualcheduno . o nel luogo del morfo . che fecondo lui fi erano l'acqua marina . Aezio nelle morficature di quel velenofo ferpente che afpide fi chiama. fé la profonda aduftione fi foffe efeguita. e di fermento infieme . fra pre- . ) dopo . che fembra piccola cofa in fé . foggiugnendo che con quefio fol rimedio guarì un fanciullo morficato . prima di applicar rimedio alcuno fulla ferita. mezzo In fine Amato Experim. o in altro a quello vicino. ordinava la mutilazione della parte nella moraltri Ne'morfi degli cettarono la fteffa : . e '1 Dottor te quefia operazione ne'morfi delle vipereancora dal fuoco vivo fu della parte . fpiega vix epìdermis offenfa fuit . ) . ed unite con una porzione di mele. le fcarificazioni nel mor- avvalea d' un cataplasma di cipolla . e delle fcarificazioni ( Phtlof. Roritrae dagli antichi Naturali che veniva riputato incurabile . .uil"nci'i fi foflero Fatte più profonde le aduftioni nella gamba. aglio . Solo qui aggiungo. dopo aver quivi avuti cinque mor» da un can rabbiofo . altro non adoperava che le coppe fcarificate Ne' tempi più antichi Ariftotile rigettando altri rimcdii . la triaca . o pure in luogo del mele vi mette» . non farebbe ella la mifera andata al mondo di là. che fé dopo un morfo di animale rabbiofo . opportunamente fé ne parlerà nel fecondo Tomo. Che fé mai ella fi andalfe a chiudere . II Girolamo Mercuriale tra' moderni vi credette dimolto morfo del Dipfa ( fpezie di velenofo ferpente defcritto da Diofcoride ) . V. fura dell' afpide alle . lavata la parte col vino caldo fi fo del cane cataplasmi vantati rimedii di coppe fcarificate. triaca . . fecondo quello che parecchi autori raccontano .1(^4 fé dalla Dissertazione . che la ifieffa triaca la precettò Galeno nel morfo del Dipfa Elideo Paduano . o la mirra mefcolata coli' oppio in ifcarfa dofe . la qual co. o la piaga lungo tempo. II. e mettendovi porzione della triaca. che farem noi ? Io fon ficuro . arebbe terminato di vive- animali velenofi ancora . quale morfo nel sì tempo della meffe da un gatto non cre- duto arrabbiato leggiermente nel pollice deftro medefimo re . fi potè delle aduflioni. efcara quale dopo che fa ftare aperta la ferita .

. vomita. chiamerà in configli» varii Medici e Cerufici : vi avrà di quegli che feguendo le orme del Signor Mead . che vorrà tagliarfi e le dita. fentendo proporre la ny. e la punta del nafo? E peggio accaderà. . affinchè fanguini di^ molt o la parte . Chi farà colui. o un veleno . SULLA Rabbia. o dell' orecchio . quando inciampi nelle mani noflre qualche cafo ai quelli » farà bene applicare più coppe fui luogo del morfo . il veleno fi pofla almeno in parte. morficatura. e con quelle fibre che fi tagliano. due rebbe . veléno fi . fé cffendo il morficato perfona di qualche condizione . La natura o il meccanifmo fembrano agire nella Rabbia per efpellere il veleno. fecondo che vorla Signor ^e Sauvages . Se la morficatura (yillj. e con quel fangue che fcola . fogghign eranno eglino a così vana propofta . in qualche parte che fiata che due mezzi di guarire le ma^ anno per origine una materia morbifica . e bava continuamente: in quella vifta i Medici an dovuto tentare i fuppurativi . o le lagrime paffano fioni è nelle parti da neceffarie per eflirpar . non dubiterei che ne faremmo noi Medici . e ad una così forte fparata Che perciò . frauovere. poiché che quando la bava è volatilizzatail fangue non è infettato .itilazione di qualche membro .% manifeftamente beffati e fcherniti . . o ciò eh' è r ifteffo di correggerlo. Per potrebbono fare ciò che riguarda le ligature de' i<?5 membri . che quan- do fia adoperano fubito dopo infetta . « fuori ufcire dita il . -^ midoh uno o • punta del nafo . che non riefcono giammai fi bene. il poco . T animale fuda. perciocché la piaga fi riapre. il male a' è già prefo in quello cafo bifogna adunque la aver ricorfo rimedi! curativi. XCVII. che lì per dar tempo alla mutilazione e che conven- gono molto per rapporto a'veneni che infettano in un fubito il fangue. Noi non conofclamo che pi-ecettafie al morficato che fi tagliaffe egli la parte morfa . fuppura. manda una fanie virulenta . il fecondo è d'impedirlo ad agire. il primo è di efpellerlo. dopo un raefe i» circa nulladimeno niente impedifce di ado-^^ prarle. XCVIir. i volattie XCIX. non pare che in quello cafo effe fieno neceffarie . e tacitamen^. _ Rimedit curativi . dove la fa II va fcola poffono praticare le incie quando s\ fi poteffe . i fudoriferi .

. fon tutti infuffi. uè virtìi medicinale. i diaforetici . e mille vie battono per potere il verace medicamento rinvenire Ciò è avvenuto . detta in latino cftiorrhodon . che una efcrefcenza che ii fa nell'anzidetta rofa falvatica . davano tanta virtù anmoderni ^ la ^juale radica credevano valer dimolto eziandio nel male della Rabbia . che ficcome diffe Palmario. E' quella tifebbrile . t:ominciarono ad Tjfar ogni prova per ifcorgere da qual clafiè di medicamenti fé ìie ritraefle profitto contro il veleno rabbiofo . nella malattia della Rabbia . ma refperienza ha fatto vedere En quii .. mirivi. Nota il Signor Ray in parlando della diflribuzion metodica degli animali . l moderni Profefìbri dopo ^verc a chiare che gli tanti fpe^ifici . del quale Plinio ndla Stq^jrtvTaturale . e dalle medefime compofe il fuo fpeciJEco Egli oflTerva in primo Juogo -che Diofcoride. cofa pofTa afpeti catartici Il Dottor Mead fi dichiara in favore di quelle metarfi da tutti ij. Boccone parimenti tra' novelli. e i falivanri. . che tale fpugna ^Itra cofa non è. Davanfi coteRe ceneri alla dofe di una o di' due cucchiaiate al giorno . infifte di vantaggio alla falivazione D C. Signor Van-Swieteti . manca a' medefìmi il confueto vivacilTimo brio che foglion avere in medicar quei mali de' quali non che le cagioni ma gli adatti rimedii ne conoicono" e mille argomenti prerdono . j66 S S E R T A Z I O N E I II. anche la Natura per cJenti (yy)-^ parlare in linguaggio ricevuto. che tutti quefti foccorfi cos'i bene indicati . che preparavanfi mettendo tali animali in vafe di rame. e fe'guendo un tal metodo di cura per quaranta . non aveano valore alcuno. . te con cui fi il carattere incendian- manifefìa abbaftanza mercè le fiamme dalle quali l'am- (77) Allorché i Medici s' iml)attono a dover curare certe rnalattie perkolofe oltremodo. ed il P. fi è la fpugna t'ella rofa falvatica o canina. ed abbruciandoli con fuoco fatto da' tralci della brit)nia bianca . Tentarono i diuretici . . o pure d'incenfo .uefli dicine che promuovono le orine.. giorni. ne raccontano de' prodigi. gli emetici Veggiam noi ora . e Galeno tennero per Ijcuro antidoto di tal veneno le ceneri de' granchi del fiume . L'altro medicamento. fé fé n'eccettuinogli ultimi. aggiugnendovi un pò di genziana . . . non diflbmigliantemente che fi formano le noci galle nelle querftefla genziana a cui gli antichi i e non la vilipendono né meno cie : ed inoltre che recifa e fpaccata che ed abbarbicati per tutto «olle ali xi tonde il verno e fofche. Riguardo alla correzione del veleno. fé fia fiffatta efcrelcenza . maifempre porta la compagnia della ria febbre. note conofciuto . e le tante polveri ti^ecantate degli antichii. ritrovafi una materia vilcofa piena zeppa di vermini larghetti tati j dove ftanno acquattrafmutandofì in ren- indi nella fiate Il farfalle Jie volano.

aut jtifculo tepido . . e a non ifcarfa dofe poi ne fan prendere all'arrabbiato quattro. . con fai* faperé . farebbe egli libero dal male. rende al i ó-j le mio dire vera e precifa teftimonianza . Quel fanciullo. Non v'è chi s'apponga già d i nfol to . . non v' ingombri di ma» raviglia il fentire che d'altronde.. e fopra ogni do• dum dofts autem magnitudini . cani exhibendum hoc ^re^nedium aure ejtts fanguis prius detrahendus efl . che fé un idrofobo arrivaffe ad orinar alle faii- gue . fiein faciei . Expedit etiam ut -vefles . . pag. deinde canis probs atque a paflu cohibendus totam noEìem. • . e la chiama polvere antilijfa . vel partis laefae. non anno ftabilita tale virtir'contro Che perciò io fo prlTaggio all' la Rabbia in quefto millantato rimedio colle canterelle . mixtum laBi. • difpettofa giunfe a vantare . fecondo la natura piìi o men gagliarda e ri Tenti ta del medefimo. Piantar. Né vale cofiffatto fpecifico folamente per gli uomini . defimamente rapporta l'Illufire Van-Swieten. pag. che non fi arreca veriin incoma foltanto è deflb un rimedio che potentemente promuove le modo orine . ma benanche per gli altri aniinnanzi gli fguardi fuoi il quale altro non è. e cinque. . al mefe di Marzo Tomo Ecco fonanti parole che leggonfi in quegli Atti . Non debbo tralafciare in dire . e feg. quali il Signor ebbe egli talento di defcriverc il fuo deferittadal la pianta Lichen terreftris fpecifico . che ho trovato negli Atti degli Eru- mali rabbiofi pier . ) . Dopo il Mead fifsò novero di tante medicine diuretiche . La unifce col pepe . cite moderni Medici. prendendo eziandio dieci bagni di mare. ^ Si terzo alla pagina 427. diti di Lipfia de] le i6pp. Rabbia. che E' flato defcritfo quello metodo di cura da Giorgio Dam» che affieme con alcune annotazioni vien regiftrato nelle Tranfazioni Filofofiche al mefe tJì Febraio lópS. Il quale era comporto e preparato antidoto del Baccio le quali anche oggidì nel Regno di Ungheria fi adoprano in quefti bifoGli Ungheri le tengono fervate nell'aceto. e oni . 177. Per non dilungarmi troppo . In tal foggia prefe . medefimo Signor Ray ( Hiflor. Si pecus aliquod admorfum fuerit. elfendo fiato forato al pollice da' denti d' un cane . dicono.con fronte crefpa e fperiervze fatte da' . dopo diciannove meli con affanni di cuore . idque probe abluetJ' e?e abluendus . e perchè non rintuzzava la caufa poco ha giovato . e poifa acquietarfi in quefto antidoto perciocché ebbevi di varii efempli incontrario. ficcome me». rapporterò l' efiratto fatto. fanguis etiam mittendus efl . aut maxtmam diei par' tem y antequam et propinetur .suLXA. che da tale fpecifico fi debba prendere il rimedio della Rabbia. da' quali fi rileva che varie volte fi è dato tale rimedio. attemperanda liomiablutio' faffam. quibus hdutus fuit admorfus . che Avicenna. tutto che avefle ufato per quaranta di alla dofe d' una dramma la volta l'antidoto del Mead. ed anche fei dentro Io fpirito di vino. 4$. aut manuum . . aut virihus ejus efl efl . nibus tandem propinandum pofl fanguìnis miffionem & . ed è al certo diuretica . laventur Fin qui gli Eruditi di Lipfia • Ma non ofìante tutte quefie precifioni e minutaglie .

Egli è noto che l'antimonio crudo è compofto dello zolfo . più oculati. quara phlebotomiam educi Ja febbre efiendovi benanche . Adunque alle dal fin qui detto apparifce. ed ufcir fuori Da ciò fi moflè Giovanni Ravelly ( Tratte de la Rage ) a pre. non potrà efferne di colà afibttigliato fi comprenderà di leggieri . eda'falaffi. fon le fue parole. e'I regolo gioviale. Ha lo ftibio forza di muovere il vomito. o che nel luogo del morfo è appiccato tenacemente fi pofla aflbttigliare . . Egli fi pretende. vide crudelmente morir arrabbiato. Dissertazione fi II. * -forfi eziandio a metter in maggior azione effo veleno.ma allorché fi mefchia col nitro in copia . al il vomito. fondo una polvere falina che tatti chiamiamo jiitro Non fi ofiante l'attività di tai diaforetici fon veduti quei buoni e defiderati effetti per llil antimoniali. die fcrivere . . Alcuni de' Chimici fi credettero che l'antimonio foffè un mercurio vero. Serviranno tutti quefii rimedii a difeccare la macchina. Per la qual cofa to quefto il noftro celebre fu Niccolò Cirillo . fi depone la parte metallica. ingroffare gli umori. pur tuttavia non la elpulfione del veleno . ma bianca il fudore. fi formerà quel gran rimedio che flibjo diaforetico nitrofo fi chiama. che comincia a cangiarfi in natura di metallo. . ed avvegnaché pei* gli tanti inconvenienti inforti . . formeraiTi il regolo d'antimonio marziale. Sed fi verum fateri •velimus . e lo regiftrò per svvifo. i» . . : . . qui ad hoc "uinis depellendum . medicine diuretiche. che con quefii medicamenti impulfo dalle interiori parti . uttmtur emeticis ^ ticis & comune cathar- medkamentis . come il mercurio. Sunt . II conobbe^ tutQi-iefio fiflato e fmoffo . che non dobbiamo aver molta fidanza € né tampoco alla cura del Signor Mead . Paffo ora a' diaforetici. e de' più difcreti Medici dell'Inghilterra. e per la malagevolezza eziandio . che grande e forte in molti cafi fi ravvifa . ediicendus refto . e della foperciocché efpofte al fuoco manda un fumo violetto fìanza metallica che ha l'odore del zolfo. ch'effendofi aegri jaBuram fé fi dovefne' cadaveri degli arrabbiati trovate le vene vote di làngue miglior configlio farebbe iftituire l' artefe cavar fangue ad un rabbiofo riotomia . rabìq/ìs e/i . . quando Rabbia fi è fviluppata ra» . nonnifi ad perniciofam Fa un'altra ofTervazione il medefimo autore. luogo del morfo. . non muove depone fìibiato. de' più dotti. tutto che egli fia fiato uno de' fi'a gli altri rimedii le preparazioni antimoniali diaforetiche . . dalle purghe. e fciolto nell'acqua regia.i<58 dolore. iTtetta il fale di tartaro la quale è il regolo femplice di antimonio j e fé tale precipitazione fafTì mercè il ferro. o lo fìagno. che molto meno di profitto potrà attenderfi da' vomitivi. il quale inoltre difciolto in acqua. avvegnaché egli fi unifce ugualmente all'oro. che la flebotomia Si unquam fanguis . l' opedeberet Del . depone una polvere nella foluzione della medefima acqua fé fi cii' è zolfo vero: ed inoltre o pure il nitro . afla pelle rimanga più aperta fi dia un finecchè quel veleno che nell' interno del corpo è infinuato . per arteriotomiam potiui la .

debbono prenderfi non colle dita. . i5^ nel idrofobo . che non ha guari fu divulgato come grande fpecifico contro tal veleno . La ricetta poi fecondo alcuni . il cui fuggetto era fiato egli medefirao . ebbero gran fiducia a' falaflfi. . o pure . fé a riferirlo io m'inoltro. e ne'giorni : fpecifico^ così affinchè tale licore non efca. Due fpecie di tali infetti vi fono . o meno . e fi avventò su d' una truppa di gente che tornava dalla Chiefa Sulla prima morde • . due ' fi falvarono colla fegnìa alla fronte. eh' è l' ingrediente più clTenziale dello de' ranuncoli e non fon radi nelle campagne nel mefe di Maggio. è la feguente Prendonfi ventiquattro di tali infetti confervati nel mele. . Debbonfi raccogliere più afciutti e ficcome al menomo toc-ì camento fchizzano un liquore odorofo . il quale lo gettò a terra. Di quella compofizione poi fé ne dramma . Io aggiungo . DifTertazione da lui fcritta due anni fono in difefa di quello rimedio . non farà difdicevole alla materia che fio trattando . Trovanfi ordinariamennelle colline apriche. fi guerì coi trarli allo fvenimento all'ufanza Galenica . attefta che di molte perfone mor- -fé. dee per ventiquattr' ore aflenerfi. ficchè quefio gli corle appreffo . Dice eh' effendo fanciullo di circa dieci anni fu alfalito da un groflb cane. che faranno accennati in appreflb dal Signor de Sauvages . ed alimentandofi per un anno intiero con pane e acqua. una dramma di radice di ferpentaria Virginiana di . qui fa meflieri di accennare un altro medicamento . E fi è un infetto mcfCa de' coleopteri . X il . e gli diede cinque ferite alle gambe . e Berger. traile moltilfime felici cure. I Signori Poupart . ed alti-o danno non gli recò . e chiamato Me/oe . dove fi cibano di veratro . e . che lacerargli per di dietro Je fue vefti Il cane allora ufci di quel giardino . tanto più che varii buoni efempli fi fon veduti . SULLA Rabbia. fangue fin ! negli Atti dell'Accademia del 1705?. che il primo fa menzione di una che dopo eflere fiata moria dal can rabbioib .. ed è flato da alcuni commendato affai. due dramme di legno di ebano- con due fufcellini . due oncie di triaca . di Napoli . ne riferifce una. Che medicina fevera Il Signor Beroep donna . razione dell' arteriotoraia effendo ita oggidì intieramente in corfo del gran male . e poi idrofobe. e venti granelli di agarico. il Meloe prpfcarabaeits di Linneo . Que- E poffedcva un contadino di Slefia . ma riponendoli in un vafe di vetro . Anzi il Signor Carlo Traugott Schvyarts Medico di Slefia in una dà una dramma fo feflb La . Quelli forftp fegreto il da Linneo nell'ordine mano il te ne' prati principale ingrediente del detto fpecifico . fecondo la varia età e'I diver. o di terra . e '1 Melos majalìs . non l'ara fé non bene il trar fangue difufo all' . una dramma di limatura piombo. ftracciogli le fus calze. e dopo addentogli le braccia in più luoghi Il fratello fi mife a buttar? delle glebe di terra addofìb al cane . Volevo io tacerio • ma perchè gran rumore fece allorché fu pubblicato . mezza perlona morfa dopo che avrà prefo il rimedio .dal mangiare . che malamente è flato confuib collo fcarafaggio comune . e per dodici ore dal bere Sempre più poi ha prefo piede quello metodo.

Un ora dopo fi fentì egli affacani II . La fera poi le orine divennero copiofe . .e come l'efperienza ha fatto vedere. tutti diventaron rabbiofi Qiiefia è iè floria . tutti violenti che fieno. Tutti quegli altri poi ch'erano fiati morfi dal medefimo cane. che un pò di zucchero in polvere con un tantino di zafferano. ma finalmente la fenfazione orribile eh' elfi provano ancora inghiottendo la loro faliva. e con infoiTribili dolori j effendo intanto quelle fue fcarfe crine grolfe affai e fìmil-i ad una materia oliofa o mucofa . onde J' autore prova la Vera e gran virtù medicinale dello fcarabeojenon è quefio un rimedio nuovo. ìndi due donne e quattro contadini . e con queflo fempHcc rimedio. : . . La notte fcguente placidainente dormì Riguardo alle ferite. che non fi dia altra ficura medicina. Bifogna dunque prima che l'ammalato abbia quella ripugnanza . (e) Vedete apprefìlb i Signori Aftruc. de' vali . che gli sforzi che la Natura fa per la contrazione del cuore . e dopo alcuni altri Signor Traugott Schwarts fi alzò alla me-glioj e con urli e grida corfe piangendo a raccontare la fua difgrazia alla madre Si chiamò il Medico pafìore . e con mele..IL 17© r ammalato fi fente bruciare. e '1 paflore gli permife di mangiare e bere fecondo il folito. lire . noi fiamo anche portati naturalmente ad abbattere quefto fuoco per gli mezzi . e Lifter l'artifizio che adoperano gr idrofobi per vincere la loro ripugnanza . che zi gli fa fare tanti sfor- Dissertazione ripugnanza (e) . non ballano per eftirpare per vincere la loro quc» il Sagrefì-ano 5 . prevale fopra la bevanda da rinfrefcarli. fenza però veruna tintura di l'angue. cui tenne dietro una ritenzione di orina così grande . il pafiore altro non vi mife . . ed in fine fu uccifo da un dolore fordo ne' reni . e per le punture che raflbmigliano a' colpi del fuoco. il quale nella mattina alla digiuna gli fece prendere un bolo formato con un verme di Meloè. dopo di averle ben lavate . proibendogli il mangiare e '1 bere. . che la fete ineftinguibile ifpira agl'idrofobi. che in tutta Ja giornata non potè cacciarne che qualche goccia . ma da tanti anni comprovato con offervazioni anzi il Signor de Sauvages beniffimo Jo nomina nella fua Kofologia Adunque dovrebbonfi quefti vermi in molto numero andarfi cercando jier poterne poi dave una convenevole dofe nel bifogno Ciò però non fa . non oftante i tormenti ecceiTivi che la bevanda loco cagionale quefta fete ardente è. . di cui parlerò più baffo. furono ben trattati e curati ma quegli altri cani eh' erano fiati morficati . e colle ligature nello fpazio di fette giorni fi rimarginarono le ferite. eco'bagni lì più frequenti. : i . de' murcoli . premunirlo contro il proaimo incendio colle bevande le più rinfrefcanti.

Ma bifogna confeffare che quefti rinfrefcantì e calmanti noti e badano per diftruggere la materia morbifica. quefto glutlnofo veleno . avendo riguardo al clinel io ben mi avvalerci a' tenapo quella malattìa per dar calma . grandi difturbi de' nervi L' idrofobo . una baratterìa . efpofle con ta ritenuti giudizi! le tante ragioni il . e diminuifcono quelle avanzate fenfìbilità . e del mufco tacca . . né pofa dì . ma . l'agitazione del quale accrefce quefti sforzi per tutt'i mezzi che la morale può ifpirare. come il diffi taiun oppiato può con ogni prudenza preicriverfi . e nel temoo ifteflb calmare e raflettare lo fpirito dell' ammalato. e che altro fia il trovar un rimedio nel tempo che il rabbiofo fla nel colmo del fuo male. quelle tenfioni Itraordinarie nelle fibre nervofe .e l'oppio Io dopo aver i . in cui evvi fconcerto nel leggieri rimedii oppiati . e quei difordinati movimenti del fluido nervo» Ecco perchè Bartolomeo de Moor tenne per ficuri fpecifici contro fo della Rabbia . e generaffe tant' altro veleno^ e gli altri . quando efla fi è fìf- Y 2 fata (78) Negli ann. quali fono fpecialmente il mufchio. . e '1 fonno lungi fugge .. convulfivo . che conjinciato a dare da dopo che fi ricevè il morfo . e mai non fi raccoglie In quel tempo . fra' quali producefle la bava. non facefle Or chi quello il volefle attendere dall' oppio. dalle quali mi all' fon augurali buona riufcita. e de'fuoi tormenti ^ ed altro è il vedere di ftabilir un medicamento . ma fimilmente i narcotici come quelli che inducono una quiete ed una placidezza nel corpo . e le Camus . e metter in villa partitamente ogni minuzzolo di cofa che quelli detti autori anno fcritto. SULLA Rabbia. avan» la Rabbia fviluppare Che perciò di qualche legzerebbe al certo una bubbola . laonde la cura dovea intraprenderfi per mezzo de' rimedii antifpafrnoaici . non folo i rimedii diaforetici . . perchè fi vede a fimil termine condotto . . giero oppiato dello flato acutiffimo di. né notte . e pofibno eziandio ì pungoli dolorofi minuire Ma ognun vede. fiitei a' qua- fermano quei tumulti . Signori Nugent . tyi che nel tempo ifteflb dìmlnuifcono fucceflivamente le forze ^ bifogna calmarle o moderarle co' narcotici. qual profitto può afpettarfi mai dal detto ufo dell' oppio . per dimoftrare che .andati gran lite fi mofle in Francia fulla natura veta del male della Rabbia . fi attaccaffe alla gola. che fi dee in queflo luogo difiinguere. veleno rabbiofo efofago at- non entrerò piU in quella lizza. . . i Medici foglion ricorrere li . poiché la buona parte de' Medici folleneva cHe il veleno dopo avere coipurcati gli uniori e'I fluido de' nervi . ed un antidoto. difendevano all' incontro che che come un pretto male la malattia non dovea altramenti confiderarfi . anodini. e quivi la fua principal fede ferma e ftabilifce Egli è pur noto che in ogni malattia ma de' nervi. (78) CI. Solo vedrò chiarire.

cagionerebbe gran nocumento al cervello. il . è quafi cosi grande come la Franquanto parimenti nel vallo Impero della Cina. Dopo che l'animale è uccifo. fé nel male della Rabbia il mufchio fia fiato cotanto celebrato I Cinefì ne an formato dal medefimo un buono fpecifìco. qiiin cia che ficcome afferma Tavernier. e fchizzerebbe il fangue dalle narici. che rifentono coloro che non l'anno in ufo.ed alJe temperature diverfe de' fuggetti Egli è pur noto che coloro che fi affuefanno a tal rimedio . Dissertazione II. era con tanto profitto fomminifìrata e quefla appunto fi è agli arrabbiati tre fu . o qualche altra preparazione di fìmil fatta . la quale ricevè de' gran plaufi menpubblicata . è giunto quefio antidoto . o alcune" goccie del laudano liquido del Sidenham . e eh' è r ultima regione nell'ulteriore penifola dell'India. il quale effendo nel corto fpazio di tre giorni . nulla oliando il cH»\/^^^^ e temperato. di fi Indie. . non ricevono dalla pochifilma dofe quegli utili. In Inghilterra dal Regno di Tong-Kin o~-Tunkin come dicono gli . onde poi a Patna . Il perchè nel bifogno potrà prenderfi . un altro. che innanzi di legarfi fi fa fvaporare . o un granello del laudano oppiato. . Leggafi la defcrizione del Signor Tavernier ne' Viaggi fi alle com' giungano ne' nervi. ras una volta prefe di oppio dodici granelli ed afficura aver conofciuto . . e dalle radici de' varii vegetabili che loghono adoperare quei . comporto di mufco e di cinabro come fi fentirà poco apprelfo dal Signor de Sauvages Tanto in quefio Regno di Tun. Città Mefi trafporta tropoli^ di Bengala. o' una pilola dello florace di Silvio. che nelle parti da noi cotanto ri mote quali fono le eilreme dell'Alia. . Altri allo 'ncontro con pochi acini ne fon morti . . libro terzo. Vengo mufchio Deefi innanzi fapere . ma più vicina alle parti genitali. e raffi-enino ed afìbrbano 'il fluido nervofo. e con due orecchie dritte . . Se la <lma veffica fenza la evaparazi'one fi legaffie e poi dopo qualche tempo . . che all'umbilico. riaprendofi fi voleffie odorare il mufchio contenuto. Me- . Pernon è maraviglia. pur tuttavia la Rabbia ben fovente vi fi produce In quelle regioni la Medicina prende luci rimedi dall' erbe 1 dalle gomme . Pratici che fanno nel tempo ifieffo da . capitolo decimofettimo . che a un di preffo è come una groffa pecora fenza le corna . mercè la violenza dell'odore. Europei . quale e quanta fia la fpttigliezza di tali particelle Or e quin- elle ciò . rileva. che la migliore e maggior parte di quello mufco in quelle lontane regioni fi ritrova e partitamente il piìi . granelli di oppio . che fembra una primavera eterna. da cui il mufco fi cava . tormentato da gran febbre ora a quell'altra medicina. Parte feconda. tracannò roz . fcelto è nel Regno di Butan . che folca prenderne trentafei acini: e di più nelle Tranfazioni Filolofiche fi fa precifa menzione del Signor Loveloik . Si eftrae il medefìmo da un animale . recide detta veffica . 172 ma.^ avendo fotto la pancia una veffica grande quanto un uovo . che allora è fomiglievole al fangue quagliato . Il Signor Cha. fpecialmente in udirfi da' Medici amanti di novità.

che la bafe sì della lor Botanica.. ciò che quella mafé fi poteflero adunque lattia ha di proprio. poffa abbattere il veleno. e l'origine di molti altri . ed^ è nata la Idrofobia e '1 furoi'e.è invelenita . Ma . e di caratreriftico nettare quefle glandole di quefta mucofità . ed anno introdotto medefimamente qualche rimedio minerale e di attività . Allora tale profumo può giovare per calmare le turbe inforte ne' nervij ma il volere fperare che il mufco cominciato a dare da dopo il morfo^ . e far agire il veleno.. o che fia mufchio' verace .. della fata e concentrata nelle gkndole febacee effetto di ciò 'l gola Jia . CIL Noi abbiam veduta fuoi più grandi effetti nella che il gola veleno.- . cfie non fia da efll ripofia fctto r infiuffo di qualche pianeta . fi fono i' Gìnefi alquanto dirozzati .^ vegetabile. e fono così invafati in prò di tale Nazione. a loro fa mefiieri oflervare innanzi le benigne' o maligne influenze' delle ftelle e fpecialmente la fituazione della Luna.- . . quale è fpecialmente il cinabro .almeno quell-o che fi. Ma per conchiudere fu del detto fpe«eifico della Rabbia . è poggiata fuUa cognizione dell' Afl:rorogia non eflendovi parte a-nimale'. o una malattiar ordinaria r falaffi . che il mufco può effere di profit»to quando. della 1' Rabbia fa ì che orrore dell' ac- qua che ne proviene è il fin tomo il più foymidevole . fono foltanto arreftare ch'ella di volatile : quando ché effi infetta folam-ente il fangue e fluido nervofo e benfi- non fieno & tralafciarfi 3 non bifogna intieramente dare . o coftellazione celefte E quando fi dee préfcrivere quefto antidoto a' morficati da' cani . e da Cerufici j ma negli ultimi tempi mercè il lot* converfare cogJr Europei .. : reb^^ Medìcr . fpecialmente fé fi eonfiderir . che chiamano odorifero » con tutto quefto è ancora la Medicina Ginefe nella fua infanzia. che paiono farnetici.credonfi che la Medicina Ciriefe fia net più alto grado di fcienza . o minerale. Queflo l'ho detto qui di paflfaggio per certi Vifionai-ii ^ i.. e di dottrina-..quali. al certo farebbe eotefta una vana lufinga . quando egli non faceiJe altra cofa . che della lorocotanto decantata Sfigmica. fegno . i rinfrefcanti . o. che privar r ammalato della bevanda e della nutrizione fenza quefìo fin tomo la Rabbia farebbe una febbre maligna. s t^ L L A 1' Rabbia. .trae dal caprio.. efll ì7j pot . da Speziali .. ognun comprende . o fimili rimedii bafterebbono è dunque f infezione delle glandole febacee della gola per queflo veleno che vi fi attacca fpecifìcamente. fi mette: : : . la quale è fola capat ce di moltiplicare j determinarej.• che l'uhifcono c-ol mufchio .la piaga fi.

1 S S E SI T A Z I O N E 0. che nel corpo vengon introdotte • La pri« .il cinabro aio. il che può qualunque mórfìcrto dal cane trav perloche non è maraviglia fé l'altre io lafcio. attacca . e le orine . faimo ufcirc dalle glandola icofita che ivi fh-^nano . e fé lei fodel fepolcro Queflo unico e folo antidoto fcoverto da' Medici di fenno . p lotto la forma d' upa pomata applicata alla pelle. che fenza taccia. e di gufci di oftriche.il (f) Palmarlus (q^uarto tutto in bolo. conofce miglior rimedio per produrre queflo effi mercurio. granelli. conne il mercurio dolce . che non fi debdalle purghe . pag. Filo/I (jp) Dopo tanti e sì diverfi racconti fatti potrà ficuramente interrome non vi farà mai fperanza di fentire da Voi. e. dovremo attenerci ? Io fceglieron< Il veleno rabbiofo nelle glandolo dellaonde quando fi promuove detta fe^rezione innanzi che la Rabbia fi manifefli al certo fi evita . o 12. : . Ravelly Trattato della Rabbia in iz. e l'oppio. da' medicamenti be fperar profitto da'falaffi j da' vomitivi che promuovono il fudore . e di renderle . impedendo la formazione 4i certe materie acri neil' uretra . e dire vi fletè mefib a findacare le opinioni altrui . dell' etiope minerale preil interiormente l'yp) qae{ìì rimedi! reiterati qualche tempo. 2 38. non aìtran)enti. che anzi il medefimo rimedio affottiglierà li fieri e la linfa . VII. che il dctto veleno poffa in quelle fedi rimaner fiffo e fermato . ficcome molto poco è da Iperare "dalle medicine anticonvulfive . fceglierolla tale : mufchio ne una 5 e . quale fia il rimedio vero e ficuro della Rabbia? Voi dite. per queiio incapaci 5 di dar col alloggio al veleno idrofobico perchè finalmente febbene mercurio mol^ . . e D nelle budella. la falivazione. A qUale dunque . Tranf. o che fi previene il renefrao. dola lodo pò che a tentone per molto tem.^li è in iitato di tenerla fe-tto. e codelia gola e della bocca. ed affieni colla bava farà che polla promuovere la gola . e h difuria. fi è l'unzione formale del mercurio fatta in guila . 1^4 rebbe intieramente il morfìcato a falvo dell'Idrofobia . con altrettanto di occhi di granci . non fi poffono dal Medico precettare le aduftionijCd i troncamenti delle parti. e nelle fall vali fi . configlia fimilmente le preparazioni mercuriali . Julius -) de morhis contagiofis l.o che fi fana. che per taluno . Lutei 1578. le me il mercurio agifce lungo tempo. ufcir fuoi-i quelle parti venefiche . CIIL -Non che il : m moltof nette . in ( ha parlato dell' ufo del mercurio in unguento nella Rabbia . traile quali debbon effer prima numerate . i6g6.po eran iti provando e riprovando quefto e quel rimedio . o fotto quelle del mercurio dolce (f)} della pafi sa che nacea .

le dette velocità le confervano in ragion diretta delle alla malTe ifteffe li mercurio comecché meno fuperficie contiene in rapporto . e faranno adatte mercè le leggi dell' at^ . Cofìffatta al mercurio fi produce.nec cum enim virus hydrophobicum prae analogia ìnfideat confequens ejì remedia . quae uberem falivae fiuxum . che i Galenici volevano. precipita giù per gl'inteflini . urta e rompe' i vafi .Si mezzi refifìenti . Il . e poi fi caccia fuori pei* mezzo della falivazione ma fg particelle acidofali non incontra . e quaglia gli umori . Quivi poi accrefceranno i moti degli umori j e fonderanno i niedefimi j per' la qual via dimolto fi giova contro il veleno della Rabbia . ed indi fi veggiono quelle ingorde maninconìe altrove peif me do defcritte . pori della pelle .SULLA K. onde forge prima qliella tiepidezza nel malato . ma che poi e delle refiftenze . fé dimoflra da' Meccanici . poiché confuma e ftruggc il calore naturale I . Chimici il fi credettero che il medcfimo operafle per mezzo di un : alcali . ftve quod [atius ejl levi fed repctita unguenti Neapolitani '. lafciando ormai quelle baie e novellette antiche . da infinuarfi ne' vafi e nel fangue.- quale allorché nel noftro corpo s'imbatte con qualche acido. Quin imo re gravi conJe5ìuyis locus fit inani fundamento j praefertim fali'Ujze . fangue dieci volte più flui* gioverà . raddenfa la linfa . . fciolte in parti minirniffime . eh' io adduco tal in quefta inchiefla. né s' infmua ne' vafi del chilo . e che per tal fi-* ne fofle un vero veleno .ABBIA.five falivantia proficua cenfemus . medefima forza ricevono le velocità in ragion non fi abbia riguardo alle refifl:enze. Ma Subito dopo detta morficatura . acquifia una natura corrofiva . quello rimane afforbito .ed indi ripulendo le prime vie con qualche purga . e fa le veci di un gran veletìo . veggiamo cofa può fare 1' unzione del mercurio a chi ha ricevuto un morfo dal cane . Siffatto venenó allorché dalle fibre della parte morfa fi va a fpilluzzico infinuando . corpi moflfi da una le reciproca delle mafie. proritant . copiofum quoque 'virus educere itaque inde morfis ab animali va'* bido . che il mercurio agifle mercè il freddo di quarto gl-ado . trazione. avvegnaché il lor pefo fpecificamente fupera quello de' vafellini . perciocché rende fl:iito il e fcorrevole di quello che lo naturale comporterebbe forza . inunBione cieatur. ed unite con quelle del graflume onde fi forma 1' unguento e medéfimamente col-» le particelle del fudore o della trafpirazione . prìncipieraffi a flrofinare' Col detto unguento che fole non potfebbon Le particelle del mercurio . laonde fi offerva eziandio che internariiente' prefo . in quello flato della Rabbia . Egli è pur neceflario a fapere innanzi tratto . facendo prima una cavata di fangue. mercurio . fialagoga . le infinuarfi per gii particelle del mercurio io dico . mercè che ne' i leggi del moto . I75 del . fi è famofo Signor fi in il quale fu punto cosi ha lafciato fcritto . utilem credimus ptyalifmum moderatum j five iterato ufu panaceaé mercurialis . fi renderanno con fìfFatta unione di minor pefo fpecifico . prima autorità Aflruc .

prima che la Rabbia fi dichiari di fare fcolare fi quefta mucofìtà a mifura che fi feparajC impedirla che vi ftagni. avendo continuato quelli brodi per dieci o dodici giorni. coli'acetofa. fi fo- diemulfione. di . ed inoltre ferbcrà la velocità con più di forza. fé quefta linfa ig paflar fi rapidamente eifa non potrà acquiftarvi mucofìtà che dee naturalmente ivi trovar/i. non precedere. Polli quelli principii . Né per . .o le creme Scc. non è neceflario procurare uno fcolo fenfibi- dalla bocca eh' è fogge-tto a molti inconvenienti .li che dimorando negl' interini fa dimorano di vantaggio. . col fale di Glauber. refterà dimoftrata la gran forza difciogliente che gode quello ri. attefo che quefla mucofìtà non acquila la fua acrimonia e confiftenza. vi craffi . li metterà Tamnialato alla dieta lattea. portata in queflo colatoio . veffiche che le ritengono effe . altro giova a' feguiti del glia que' coaguli mercurio fi ^eflruo proprio che lo ellicgue. e di quelle meno refiìtenze incontrerà . .. che da me potrebbopfi comprovare col mezzo di argomenti tratti dalla Meccanica . che dentro i tubi fecretojii fono limpide e traproprietà che offervano nella fparen-ti . medio il quale forma una delle armi principali della Medicina. e fé il fuo ffomaco oftante le preparazioni che fi potrebbono far il comporta. fi daranno la fera due bicchieri il tutto preceduto dal purgativo il più dolce ^ colla manna. fé non perchè fcioglie ed aflbttiIn fine il che anche il veleno Gallico fuole produrre attacca alle glandolo falivali.iy6 molto della non fa che Dissertazione linfa fia IL . linfa vie quella delle particelle del fangue roffo . perchè in quelle ledi truov^ \\a . e che non potrebbe continuare altrettanto lungo tempo quanto bifogna . e conalcuni bicchieri d'acque minerali. che fi conlinueranno per mefi intieri: mediante quelli rinfrefc^n ti fi rintuzze- rà pi-opria maffa fiero e della alla jàt\ .che per lungo foggiorno che vi fa. .. tanto più di colore e di acre quanto maniera che ^. Or per nettare le glandola febacee della gola le .bada foprattutto. fi avrà ricorfo a' brodi rinfirefcanti alterati colla lattuga. Per adempiere quefte differenti indicazioni jfubito dopo la morficatura. e dalia dottrina delle fuperficie che an proporzione colla quantità di materia . acquiftano nelle . o il fiero. e dellifìefefcrementi non acquiiìano la loro confidenza. {lerrebbe raegiio il latte. cioè più foflanza capevole di rnantener l' impulfo ricevuto. come 1* orina e la bile. colla porcellana. perchè ha più mafia inerte. mal veriereo .

Niente per bocca da due in efito al almeno per quaranta giorni. bifi conghiettura. Del redo . e di far duimpedifce . cui dee molto fidarfi nella Rabbia fi è .SULLA Rabbia: ù. Quanto a' bagni fi debbono preparare coli' acqua comune . che quello veleno non be d'accendere . 177 veleno nel cafo venga a mefcolarfi col faague. che per guarire le malattie veneree per eftinzione . fuppofto che quella preparazione neceflTaria. CV. acqua del . ma la Rabbia dee manifeflarfx ben predo. ma per 1' una e 1' altra di quelle malattie il meto~do delle unzioni pare preferibile a quello delle fole preparazioni mercuriali prefe per bocca. non dando che alcuni giorni di rìpofo. che fi repliche- ranno fera e mattina . alla quale fi potrebbe aggiungere un pugno di fai marirare la fuppurazione no. o quindici granelli di etiope minerale per acceledelle depurazione la glandole della gola . manchereb-" fi preverrà la fuga de' fluidi. per fé la fi lleffa ragione veleno. l'acrimonia del . che l'argento vivo per quello può ottenere. che nelF ifleflb tempo fi faccia pren. che per e prevenirne la la fua acidità può diftruggere gli alcali del 1' corruzione . CVII. per prepararlo è femore al latte o a' brodi . evi. per lo fpazio di mefi intieri fecondo la prudenza del Medico. fenza te- mere una dere leggiera falivazione. crefcerne la dofc . Ma da' primi giorni fi medicherà la piaga col digeftivo ordinario caricato d' un terzo di pomata mercuriale ordinaria . di fvegliare alcun calore Dal di Tegnente che 1' ammalato farà (lato purgato. Egli è neceflario di tener la piaga aperta. e da due in due giorni all' ulcir dal bagno fi ftrofineranno i contorni della piaga con trà applicare mezza dramma o una iafciar palfare di quella pomata tra : fi po- meno o più tempo ciafcuna fre- fé gagione a mifura che bifognerà continuarle più lungo tempo. mare potrebb' (80) L' altro effere adoperata trovalfe pronta (80) Z gran medicamento . che fogna affrettare le fìrofinazioni. benché dato a fcarfe dofi e da tempo in tempo . CIV. o tal quale fi adopera per la rogna o pel mal venereo. offervando rare le fteffe precauzioni . e s' impedirà all' argento vivo. due giorni mezzo fcrupolo di mercurio dolce . fi comincerà l'ufo de bagni domestici. per dare un veleno.

die' egli . L'idrofobo mal trova in terra . lunge dai curarfi . mentre giunto era a quello fiato . Vero è che col freddo di tai bagni la trafpirazione in quell' atto par che fi fminori • ma nelle ore feguenti la medefìma fecrezione della pelle fi crefce. grande avanzata dell'arrabbiato. . da Schenkio e da altri buoni Scrittori. rifaltò . e mal in acqua fchermo. . Il Signor Hunauld ne adduce molti efempli. menfobo mal foffriva che il Medico gli taRaffe il polfo potea foftenere il toccamento tre avea gli occhi pregni di pianto . mezzo fcritto per cui le fregagioni furono eziandio commendate • perciocché col loro la trafpirazione fi avanza .e che infralifcono e fpofl^ano le forze della macchina . confermano il difpia» cimento e 1' orrore che debbono avere gì' idrofobi in volerfi tuffar nel? acqua. Quello fi fu il moti- vo . e debbon poi accompagnare l'unzione mercuriale j nel qual tempo nel vero il morficato né ha timore dell'acqua. che prefcriveano agli arrabbiati le calde bagnature e ne' tempi nofiri un dotto autore Inglefe nelle Tranfazioni Filofofiche . . onde meno potrà ella opporfi al mortaliffimo veleno. L'anzidetto Signor Hunauld prefcrivca i bagni in que- dici fi fono fcatenati contro . che fu il termine en:remo alla chi fenfibilità maiferapre approvata e commendata fin da' tempi antiinconveniente . fé dolci o di acqua marina Celio Aureliano parla di certuni Medici . . nsc promovet (titls. che gli alianti tutti s'intimorirono. volendo difendere . di cui fa chiara ricordanza il Signor Mead . di maniera che poco elfi fi raffreddavano . gran benefìcio ne ricoglievano . fi è la avendogli il Parroco menate di fopra alcune goccie di acqua con tanto impeto . che dagli occhi fuoi cadevano: ed in fine un altro arrabbiato . né la fenfibilità crefciuta del corpo. Quello intanto che fi dee afibdare fi è fé detti bagni debbano effer caldi o freddi . . ficchè eglino rimean fla . Per quelli faldi motivi furono da molti autori disIoJate le bagnature nella Idrofobia All' incontro tutti gli altri Medici moderni an te- partenza fanta . Fa duopo però . caldi fieno nocevoli guifa Facea egli ligare firetramente 1' infermo ignudo e'I mettea nel bagno pofcia buttar gli facea di fopra cinquanta o felfanta fecchie dì acqua. . è la bagnatura . Fey/pirationem. Un idroed un altro . : . che i bagni che mettono in azione il veneno. Negli Atti dell'Accademia Reale delle Scienze fi è fcritto che fé gli arrabbiati venivan bagnati in poca quantità di acqua . non tielle lagrime. nec inhibeP . che fembra che ribatti il bagno . commenmedefime per efficaciffimo rimedio e furono eziandio date da ElmoHte . : tal parere. Altri Menute le . da Forefio . benanche volea che gì' idrofobi fi foffero fatti bagnare neli' acqua calda * ^^!i^a frìgìdi'. checché in contrario ne abbia Jacopo Keill . . : agghiadati .m baìneuni -povos occluditi calidum antem referat.178 fi Dissertazione Il • II. la malattia vie più s* inafpriva al contrario fé 1' acqua era ben fredda . che qui fi faccia una diftinzione I bagni fi debbono cominciare il giorno appreflb che fi è ricevuto il morfo . Quefìi fatti flrani recati ancora da Niccolò Cirillo .

Preffio aquae in /uperficiein corporis .che introducano umido nel corpo . e bituminofe che tiene . faRabbia fi fviluppaffe o pure quando avvenire che talun infelice non foffe fiato dal principio opportunamente medicato e foffe idrofobo divenuto^ in sì brutto infrangente al certo io feguirei ben volentieri il configlio di que' Medici^ che vogliono. e s' infinui molta umidità . i medefimi debboneffer apparecchiati in gui(a. effendo fiata morfa dal cane arrabbiato . ferziaios etiam infomnes ujque ad io dico . laxamentum temporale Ma per iRabilire la tempera dell' acqua che dovendofene prendere trenta o quaranta bagni affieme coli' unto del mercurio. /onAltri poi an tana enim /olet-eligi ad hunc /copum . Z 2 atto . acciò fi rallenti la pelle . Ma quando poi la fortuna . SULLA Rabbia. cit. .. cutir perfricatto . tìio fibrarum Si aquam marinam dicas dulci graviorem . . III. la quale darà riftoro al corpo . . Curandos hydrophobos convenit Jacere loco mcdiocrher (alido . poiché la tiepidezza deli" forba . ea quidem minima . effi Medici vogliono . che fi dee diDal morfo ricevuto fino allo fviftinguere il diverfo tempo della cura Juppo del veleno. fi potrà aggiugnere a quel tiepido bagno molt' acqua frefca . dove eravi fciolto uno idrofoba ed ivi fu tante volte immerfa . vale a forza alcalina del veleno rabbiofo. • ficcome fu lafciata (lare.. rinvigorifcano i nervi . Il Signor Morinor negli Atti dell'Accademia Reale del lyop. quafi apparì . ed i quagliamenti che s' inducpno nel fiero ooflì : . . abunde compenfatur pretefo 5 che li detti bagni fieno di acqua marina. comecché il forte noftro appoggio fi è nella unzione che farà bene in tale circoftanza del mercurio. che una donzella di età di anni venti a un di preflb . e '1 farà ritornare nel priftino fuo vigore L' altro quefito che fanno i Medici fi è . . la quale mercè le partirefiftere alla celle acidofali .. riferifcc . non avea più alcun timore ed orrore della medefima Io qui benanche dico . . che gl'idrofobi fi atterriffero nell' ceffe che la • . 179 E fi oflervi qui. ed eflendo divenutst fu melfa in un vafo di acqua di fiume . . : medefime ftrofinazionl vennero Cap. che le parimenti approvate da Celio ( Liù. minintorumque tubulorum a /rigore bona ijìa praejlant . XVL) . e zolforate . E dove l'acqua del mare non è pronmefcolanta . fi difoppilino le minime boccucce delle vene . tribufve immer/tonibus differentia ejl j ma/ore autem fontanae /rigore . eh' è la fola recatrice e rapitrice de'beni . . o marina. ) fta al partito di quelli. duobus. il quale così fpie» morficato fulla prima entri nel bagno tiepido . e fi af» In feguito . io aifermo e foftengo ufare gli fpefli bagni dolci in quella guifa che gli ho defcritti poc'anzi. Né guari pafsò di tempo ch'ella maravigliò come guardando l' acqua . acqua rallenterebbe dimolto le fibre . atqiie lucido adhibha artkulorum defrtcatione . dovi una porzione di fale. od i pori cutanei . fé 1' acqua debba effer dolce. e debiliterebbe la macchina . rivenne e fi . . e difciolgano gli arrefti linfatilaonde fari bene che ii ci . che fi fupplifca coli' acqua comune . che preconJtr!r> fcrivono l'acqua fiumana. Il Signor Mead ( loc. che priva di fenfi morta ftaio di fale & .

l'aliflon (i) di Galieno a poco a poco in un brodo. Verbenae. buttano in mare. cutt funejlus exitus hominìs pojl morfum naufragi . di cui bifogna procurare la tranquillità per tutt' i mezzi . altrettanto di pepe nero. 1735. Udite la defcrizione del Boerhaave. . alla dofe di qualche fcrupolo in una frittura .) cosi lodato dal Signor Hansloane e : Mead . dee preferire. che dalla falfetìine il beneficio del bagno. il tutto in polvere. foprattutto agl'incendianti come il pepe.ma lungi di fidarfi. neceflarii brerebbero per che altrettanto che quefti bagni femrafiferenare il malato . multis natantis ficque diu fluFtibus fubmerfi (g) (h) . Ruthae. . Altri vi aggiungono il_ terzo della polvere di Vipera. ad partes aequales fiat pulvis Dofìs dr. il mìtridate . Abfinrhii . e il Lichen terrejìrì cinercus {Rati hijì. non bifogna adoperare i più dolci. e in molte altre Farmncopee R. Philof. Gourdon Tranf. Filof. ló^-j. avvegnaché piìj da tal timore. (k) Polvere di Palmario che fi trova in Default .e daGrew. le polveri calcinate &:c. dell'acqua nafce cumjlantijs y ?<?j enìm fanare fpiritfm turbando . . . . Jaepe mìnitando ^ tandem praecìpitem in mare vel fluvium dando. tale che 1' ufo de' gufci delle oftriche ia polveri fottili e non calcinate (g) . tamen pqftea hydrophobi ^'phor. i8o refto Dissertazione non fi II. e lo (lagno col mi- tridate si decantato dal Majerne. (i) Si dà con molto pepe agifce come un falivante il quale Vedete leTranf. Stat'tm pofi ìnfeèlìcnem magno cum apparati! . Galieno. melitis Linn. rimedio di cui in cìafcun paefe qualcheduno fa comunemente un fecreto potrebbe dare ancora la fi polvere delle zampe. . Scc. I143. metu incuffo . e degli occhi de' gamberi (hi. i. pel. la radice della quercia. ipr. Sennerto . a quefti rimedii. Efchrione. Polipodii . che per rafìicurare un'ammalato che non crederebbe guarire fenza di ciò cviir. quattro dofì . Plantag. no. Centaur. Il Millefolio trag. num. nor. Oribafìo le vantano calcinate. mi. 5. . pag. Salviae . Betonicae Hyperici . Defaulr. ) Ravelly. aliquanditt jtibmerfum temendo . . e queft'ifteffo motivo potrebbe autorizzare delle pratiche .. itert'm mergendo id reperendo a/iciuoties cum tifdem cmnino ehatto chi fi . Foliof. fenza eccettuare qualche di pizzicata della polvere (k) ver- mifuga Palmario. e il Pigliate due dramme di Lichen cinereo terrefire altrettanto di Lichinis . Melyflbphyli . alle quali il pregiudizio ha dato del credito . non aquam falfam^ horis ( do. vikolae flore mulcofo.

e coli' acido del vetriuolo. Celfo configlia di farli pafTare da uri bagnò freddo i» un bagno d' olio (m) Tranf. e lo fto« maco. (p) Tale era il £glio di Mj P. pag. e farlo entrare giorno buoo grado o mal grado. non bifogna privarfi d' un foecorfo .' bene indicato. bifogna farlo vomitare il più dolcemente che fi può. dell' Accadem. di Quella Città . dopo aver malato una o due cavate di fangue copiofe. . e A temere d' annegarfi .. ogni giorno fopra la parte morficata . mezzo de' catartici-emetici violenti. i. nulladimeno o precipitato più efperienze l'infiammazione innanzi che fi foffe §13110(0-). Foretto liò. oòf.. Schenchio eie Venenis Le Meni.ìo. 28. . bifogna . (n) GeofFroy Mat. Filofof. Dopo quefto vomitivo . eh' era flato »iOf= . Se portati re i i§i fi la Rabbia . CX. Si trovano degl'idrofobi sì freddi (p) elieriormente . 1. Med. SULLA Rabbia. 178. qualunque violento (m) avendo fatto vedere. continuare che fia (o) 5 d'altronde s\ infino a 6. . e s'^ è per precauzione . La dofe è da 4. far bére dell' acqua nitrata al malato j dell' emulfìoni &c. grani tre giorni in fila . Tom. Tulpio //^. e lafciarli a bere . e dell' émulfioni e ficcome la gola è già infettata. fi manifefta prima che vi abbiano ap- foccorfi de'quali noi iftan te la nel medefimo . votava non folaraenre per sùy e giù. granelli fi può dare à 7. arni. e degli animali di già attaccati dall' orrore dell' acqua . io. s'è poffibile. abbiamo parlato y bifogna applicapomata mercuriale ufare de' bagni (1). 1731. figliano dì buttare gì' idrofobi acqua fredda . e e'ie Vi fonò alcuni efempli d' idrofobi guariti per li bagni Vedete (I) Van-Helmont pag. ina ancora per la falivazione di quelle materie velenofe y e guariva ancora degli uomini . nel bagno due volte al Egli è ancora buono di rinfrefcarlo con de'lavativr con di la o acqua e aceto . che attaccherà fubito l'efofago. reiterarla tre volte il mefe CIX. 47. e avendolo cosi vefTato tutta quietarlo la fera per mezzo d' uno narcotico. agli animali la ftrofinazione . comporto coli' argento vivo. Efli COrt. e nello flo- fatte poflbn effere ricevuti de' mocci velenofi . o 8. . . . cjjfeyv. 27. giornata . CVIir.257. lógg.poi-chè qui fitratta d'una maco vi al malattia infiammatoria. che formatagli Turbith minerale. (o) Palmario ha veduti de' contadini preféfvar^ daJla lìabbia pei' nell' ..

era udito parlare di mordere (q) . che oltre l'orrore del bagno..vate di Si fangue anno alcuni efempli d'Idrofobìa guarite dopo abbondanti caM. Berger van» . la . o altro conduttore dell' elettricità . o 7. e quefto fluido venendo ad umettare una barra di ferro. j-a che di fopra il fi è fpiegata .comune . anni. né voglia di morficato alle gambe fi fio contorno ngn . (81) In poche parole cerco qui di reftrignere il metodo femplice di cura da ufarfi dopo il morfo d' una beftia quaifivoglia arrabbiata . M. altrettanto una gran quantil'acqua fecondo tutte le fperientà è iiecelTaria per ismorzarlo ze moderne. il quale valerà a rifrangere il Neil' atto medefimo . ed ia adope^- quefto cafo l'aceto rati. Qucfìo fialiuolo in età di 6.zL vi cafcano in fincopì tri rimedii . che non vi è niente di che fare delle abbondanti cavate di fangue (q). dell' Accad. conofciute fotto il nome di materia elet. e debbonfi introdurre nel corpo per lo meno tre once di argento vivo . fi non s' itnpedirà che il pialato falivi . Sul luogo del. poiché quanto yna picciola quantità d'acqua è capace di riaccefìdere un gran fuoco. . e foftenere le forze. (8i) da un gatto arrabbiato . più coppe affinchè poflfa fanguinare 1» ia morlìcatura fubito fi applichino parte . fi cominci . ella ritieije l'elettrizzazione lunghiffimo tempo. e tutte le vie fi debbono adoperare acciò la piaga ftia aperta . In que? alcun animale arrabbiato. la febbre è jneglio il calore si forte. e to di più da adoperarli. mefcolandovi eziandio a tale dige- fava foprattutto fìivo un poco dell'unguento mercuriale . .ìrica . Dopo fi applichi il digerivo .iS2 che anno il Dissertazione polfo sì : il. intercet? ta in quello luogo tutta la materia elettrica e da ciò forfè na- sì veemente. l'unzione di mercurio. Hiftor. Poupart . dividere ancora il fangue fpef- fo al primo grado della malattia fcillitico.eiFetto dell'umidità fopra i neryi. cattivo. morì fenza alcun furore. Tufcrileva dal detto nelie antecedenti note. edi reiterare i bagni . aflbrbifce rapidamente quelle parti di fuoco. dopo una cavata di iangue e di una purga. le fegnìe alla fronte. ed : : fce ijl cattivo . ffll in quefto cafo bifogna attenerfi agli . triaca iftelTa debbon effer ma . il più fovente. ciò fu nel 1749. eftinto in quella porzione di graf= Contemporaneamente fi uferanno i bagni nella maniefo che fi richiede . per qualche fudoiifero . che Vereno radicato nelle falde fibre di effa piaga quefta cura efiernamente fi tratta . i6pp. foprattutto al fecondo grado.

trova in loro i fintomi forieri della Rabbia fubito fa ap: : plicare fopra la cicatrice . e in panacea ì L'Offervaiione 5?. imttiediatamente coil Veleno idrofobico cagione della fua gran denfità. il braccio fa una dramma per tré fi fi e mezza di unguento mercuriale ciocché reiterare giorni confecutivi. dalla terza fregagione le cicatrici appianaro* riftabili.. fi rialzano in ricamo. Un gatto verifimilmettte arrabbiato morde il fuo Padrone alla gamba fi ammazza il gatto . de Saniti Ojjerv. 4. Cauftot il terzo eh' era in camicia. in poco d'ora egli ha tutt'i fintomi delia Rabbia. di gior^» no (r).. rifente un dolore Tordo alle fue cicatri* ci. conferma «juefto q^uì . Quattro uomini de' contorni di Bordeaux nel 1701. E' quefio foi-fi me il rio dolce . Alcuni giorni dopo D«men'wo l'uno de' quattro.lla loro curagione. de Sauh che li vide due giorni dopo la morte de' due pri-* mi. efi muoiono arrabbiati. più alla diffufa. quando crudeliffimamente . 2. e fi medica il Padrone come i due uomini fopradettij egli non ebbe alcun male* Ojfer: •vaf. mezza ogni no del Turbith per quelli tre giorni . il coraggio e più egli fece pigliare a ciafcuno una dramma ." furono morficati dalFifteflo lupo nel raedefmio giorno durante il tutti quattro vanno ài mare j e ritotigran freddo del verno nanojcome ficuri de. in mercu(r) L' argento vivo corregge venereo. che i miasmi acri e corrofivi di quefti veleni ne fono affbrbiti e inviluppati ? Non k per quefto meccanismo che fi cangia in fublimato corrofivo. SULLA Rabbia» Offevnja'x. come anche il nominato Cr/^. rifentono in quel tempo de' dolori alle loro cicatrici « M. in feguito fece fare delle fregature di due in due giorni e gli ammalati furono perfetta- mente guariti .fi ammollirono. il dolore fini. e fopra tutto .ÌQne 183 L CXI. e Guiraud fua il lupo lo morficò al braccio compagno. che aveva quattro morficature al braccio oltre molte piccole . Ojfervazwne II* CXII. elle divengono dure.

pigliò il Turbith (s) minerale.ioìie IV. fac-ea . Lo ÙQffo ojjerv. cane arrabbiato che gli fece quattjo buchi alla gamba. III. che fi può vedere più a lungo. dopo effere fiata ai mare. gii altri furono prefervati daL la Rabbia. febbenc prefcritta dagli autori i più Saggi . ne guari ^no avendo prefo il Turbith due o tre volte . il fecondo non avendolo prefo che una volta. Ojfervazione jCXIII. Tran/. è troppo avanzata . elun mefe . Una Dama di Bordeaux fu morficata alla che avea molti fegni della Rabbia .ma prefi fette granelli per volta. 3. fei o fette granelli di Turbith minerale . Un numero : di cani furon morficatida un catie arrabbiato: alcuni caddero dopo nella Rabbia con orrore della bava . due o tre volte in un mefe. CXIV. la piaga effendo quafi mortificata.it4 D r S S E R T A Z I N s II. (s) eh' uomini effendo divifa non gli Si dava agli . benché convenevole in 'Inghilterra e quella ancora che noi abbiam detta avanti ( CIX ) . JBertrand ha data da un granello & due^ è fufficiente foprattutto in Provenza. facevano bere copiofamente i cani Quefla dofe . File/. Ojfervazione V. e fu guarita m . e fu giiarita . cane . vomila pigliò il Turbith minerale quattro volte Un fanciullo di dieci anni fu morfo da un tò . fi morirono arrabbiati. mano efla da un ftefla medefi- ma de' terribili fu trattata colle lleffe fregagioni . de' 3. di due che avevano la Rabbia dichiarata . fu medicato col digeRivo. CXV. Ojferuax. ne ebbe . di Giugno 1735. . e prefe i gufci d'oftrica calcinati. Si afficura lo fìeffo fatto di un'alU'o num. e colla polvere. e con più prefe di Turbith fi diedero a quelli ed agli altri altri fegni minerale fubito tre giorni confecutivi in feguito. e le fue ferite non dofe falivare. Una te alla figliuola di quattordici anni morficata crudeiraea- polpa della gamba.ero arKora^. quella che M. e quegli a' quali non fé ne diede affatto.

le : mano cubito Ojferva%ìone Vili. I85 confeguenze. Filofof. A Tamwort ficato al braccio da un cane quattro granelli colla triaca. Ojfervaxìone VII. mercuriale . e con altre droghe fudorifere.. fece pigliare a ciafcun uomo : due granelli di Tur- bith minerale. Tran/. Bertrand Medico di Marfiglia prefervò dalla Rabbia cinque perfone per le fregagioni mercuriali. e che morì arrabbiato : durante lo fpazio di tré giorni quelle cinque perfone pigliarono p. fpalla nel tempo ifteflb foffe indicata. M. bagni al mare. che il medefimo cane avea morficato . ed un giorno si . alla dofe di CXVI. ed un granello a ciafcuna femina .S rion ebbero ulteriori U L L A R A B B I A* Ibtd. ed uno nò fece lìrofinare alla li con una e al dramma d'unguento . in un luogo. L' Editore d'un 4ibro tutto nuovo a al mefe di Maggio A . un -giovane in età di diciott'anni fu mor.ed anper (quello rimedio la piaga fì cicatrizza. M. Ojfervazione VI. CXVIII. ebbe de' triemiti . Al mefe di Maggio 1744.Bertrand non trovando che la cavata di fangue e mano al braccio . gli uomini femine tanto al braccio che alla fpalla per lo fpazio quafi d' un mefe fece riaprire le piìighe. e de' fogni .. Quefti erano tre uomini eh' erano ftati morficati alla e due femine che lo erano flato alla che un cavallo. dò ancora del corpo : ed egli guari. fei giorni dopo divenne malinconico. fu de^^ bole. fudò molto per 1' ufo del Turbith minerale reiterato per tre giorni in fila. mercecchè tutti an goduta fino al prefente una buona falute. e le fece fuppurare il più lungo teinpo che gli fupoffibile. tutti furono votati copiofamente per fopra e baffo egli le mife in feguito all' ufo della polvere di Palmario. ed avendoli terminati . CXVII. 'dove molti altri cani morirono arrabbiati.

.

,

i8(5

Dissertazione
:

II.

gio 1747- (t) medicò uno fcolare,a cui un cane arrabbiato aveva fatte due piaghe alla mano, fecondo il metodo di M.de Sauh
colle

unzioni mercuriali, e colla polvere di Palmario per lo fpaegli afficura
,

zio di venti giorni

che quefto fcolare

non ebbe

alcun

rifentimento
riferite

,

e flava bene ancora di falute quattro

med
altri

dopo. Egli
minerale
fimili
,

cita delle

curagioni fatte nel

1741. per lo Turbith

in

una Diflertazione di M. James, e di
Filofofiche del

tolte dalle Tranfazioni

1744.
,

OJfervaztoni /opra gì' idrofobi guariti pel mercurio
libro del Signor

ejlratte

dal

James - Diz.

della

Med. T,

4.

CXIX. Nel 1734. un
forata in

fanciullo di dieci anni ebbe la gamba quattro luoghi da un cane arrabbiafo Se gli diede il
.
:

Turbith minerale, e la canfora a piccole dofi egli fìa bene Il cane mori arrabbiato a capo di dieci giorni. Un gran cane era fiato morfo da un altro cane arrabbiato; la Rabbia lo prefe il Luned'i fé gli diede lo fteifo giorno il Turbith dentro del butirro; il Martedì e Mercoledì fi reiterò; il Venerdì andò a caccia. Un cane arrabbiato morficò in piìi luoghi la cagna Spagnuoia dell'autore; ella fu medicata coli' unguento mercuriale, pigliò quindici giorni in fila il Turbith a piccole dofi in qualità d'alterante. Ogni giorno lo bagnavano nell'acqua fredda, ed ella fu tfente dalla Rabbia. Altri cani morficati nell' ifteflb tempo dal primo, furono medicati colla decozione di quattro oncie
:

.u

limatura fina di ftagno colf aglio, colla triaca, e colla ruta ; elfi divennero arrabbiati nel d'i quindicefmo, e perirono. Un cane Irlandefe della razza del lupo, fi gettò fopra la ragazza del fuo Padrone, la fcompigliò, forfè la fquarciò, e fi midi

ma

fe

il

capo nella fua gola
che
1'

piìj

volte
;

:

fi

diede a quefìa ragazza
si

il

Turbith minerale colla canfora
riofi

ciò che fece degli effetti

fu-

ebbe a lafciare
,

,

che
del

per

aver
,

rlcorfo

all'

unguento
,

mercuriale

e

alle

pillole

Rufo

e ancora a' bagni

me-

diante che la ragazza

non ebbe alcun male

Un
(t)

Tra5ì, de Moré/'ts Qa}>ft!s

Domini di La^rme

SULLA Rabbia;
Un
ni
:

187

fanciullo di quattordici anni era flato morficato dieci gior-

prima da un cane arrabbiato le fue ferite erano lividiffime: Turbith a gran dofe , e ftette bene Un altro morficato dall' ifteffo cane, non avendo ufato quello rimedio-, mori arrabbiato a capo di qualche giorno Si è portato di Tunquin una polvere rolTa, della quale i Ginefi fanno gran cafo nell' Idrofobia ; ella è comporta di ventiegli pigliò del
. .

quattro granelli di cinabro naturale, altrettanto dell'artificiale, mufchio,da pigliarfi due volte in un mefe d'intervallo. M. Wrench , e molti altri in Inghilterra , ne anno fatte lo danno con un bicchiere d' dell' efperienze che fono riufcite
e fedici di
:

rifojO di altro. Al mercurio, ch'entra per le tre quarte nella compofizione del cinabro , bifogna attribuire principalmente la virtù di quello rimedio Cinefe. Quelle oflervazio-

acqua vite

,

di

ni reiterate in Inghilterra, e di cui
affai

più gran

numero

,

il Signor James afficura aver confermate in diverfe Citt^ di Francia ,

fopra quelle della Gina, non ci permettono di dubinon s' abbia nell' argento vivo un cosi gran rimedio contro la Rabbia, che contro il mal venereo, contro la rogna, e contro ahri veleni animali, che fi comunicano per lo contatto immediato de' liquori infettati. CXX. Nell'Aja la meta di Settembre 1741., il Gherico dell'

poggiate

tare che

Abbad'ia

,

in

et^ di
;

diciott'
la

anni

fu

morficato

alla

gamba da
,

un cane
de' dolori

della cafa
.

piaga fu predo cicatrizzata, non ne fece
li
,

alcun- cafo
alla

Sentì verfo

10,0

12. di Ottobre de' fuochi

e

a quella

gamba

ciò eh' egli

attribuiva al freddo ed
:

che avea fofferto qualche tempo prima da' 20. mefe fi fentì ciafcuna notte de' tremori feguiti dal cali 26. fi accorfe che avea la voce afpra , lore , e dal fudore e eh' egli non potea rifolverfi a fciacquare i bicchieri, dicendo però eh' egli non avea del male ; egli aveva ancora affai mangiato la mattina, avea bevuto pure del vino. Li 27. non potè alzarfi dal letto, fé gli trovò la febbre; gli cavarono fangue; quando fi trattò di pigliare un brodo, egli non potè inghiottirlo che dopo molta pena , e dopo contorfioni , che forpréfero tutti . A IO. ore di mattina egli fudava groffe goccia, cacciava in ogni momento una faliva bianca e fchiumofa in poca quanumidità
dell' ifteffo
:

A

a

i

tità;

iS8
tit^;

Dissertazione
avendo cacciato
il il

li.

fuo braccio dal letto nel

tempo che

gli
:

tremò per tutto il tempo che fu fcoverto giammai non fi era trovata una febbre più forte , né un calore più acre , che quefta gran fudata avrebbe dovuta temperare avendo riguardato nella bocca, non vi fi vide niente e l'ammalato dimandato fé aveva del male alla gola, diffe che nò. A quattr' ore della fera, benché egli foffe (tato fegnatodi nuovo ed aveffeprefo un lavativo umettante, i medefimi fìntomi regnavano, e di più era in una inquietitudine fpaventevole quattro perfone erano continuamente occupate ad impedirlo di fuggirfene Pregava gli affiflenti di non mandare il loro fiato fopra-di lui, di non lafciar entrare la menoma aria nella camera , effendone, diceva, molto incomodato. Verfo le due ore di notte la febbre, i fudori, e le agitazioni erano eflreme; egli minacciava di mordere ognuno, fputacchiando continuamente verfo la faccia di quelli che il ritenevano, non rifpettando che fuo padre. Aveva pure tutta la fua ragione r pregava Dio continuamente alcune ore prima aveva ricevuti tutt' i Sacramenti ; ed avendo morficato ,
taftavano
polfo,
:

:

:

.

:

ma
no

fenza ferire,
,

il

dito del Prete che gli a-nminirtrava l'Eftre-

ma Unzione
iftefib

glie
,

ne

avea fatte

fubifo le fcufe

.

Quefto
.

gior-

Per quello pene orribili , del brodo che fi tratta dell' acqua , benché egli avelTe ktc e gran defiderio di bere, egli non ne potea, foflener la veduta . In fine verpigliò

ma con

fo

e mori. , feguente, la Signora Abbadeflà s'accorfe che una eagnolina che amava molto , e che la faceva
cafcò nelle convulfioni

mezza notte

La

notte de' ly. di Dicembre

coricare a' fuoi piedi nel proprio letto , era in grande agitazione, e che da tempo in tempo le grattava le piante de' piedi co' denti la mattina ella trovò quefta eagnolina trifta , e bagnata di fudore; avendola voluta accarezzare, ella ne fu morficata al dito indice di ciafcheduna mano ; 8. o io. altre perfone ne furono morfe nel corfo della giornata , ma tutte in luoghi coverti, e non vi furono che le fole ferite della Signora Abbadeffa ,
:

dalle

quali

ufci

fangue
,

de' fegni della

Rabbia

erano accorti che da
fto, e di
SI

8.

Finalmente quefì'a cagna diede tanto che furono obbligati di ammazzarla. Si giorni in qua quefto animaluccio era tri.

cattivo

umoresche

aflaliva

tutt' i

cani, grandi e piccoli

,

SULLA Rabbi
coli
eh'

a.

18^^

entravancj

nell'

Abbadia
fi

,

e

che
le
,

non mangiava quafi
a partire due giorni
fue piaghe

niente.
trizzate

La Signora Abbadefla
:

determinò
,

dopo per mare
;

quando

efla

parti

erano cicaquaft
di calore:

ma

vi reftava

un dolor fordo
,

che

fi

edendeva

fino

alla

metà
,

d^l braccio
e quefti

con- qualche
fi

fenfazione

quefto dolore prattutro,
pigliò nel
affette
,

fuochi

facevano fentire

deil' ifteffa marfor-

niera alla pianta de' piedi, ed alle
era-

gambe

:

la

pianta de' piedi

in
,

mare

un continuo fuoco ; al fecondo bagno avendo fatto ftrofinare coliar fabbia

eh' ella
le

pard
fart-

la piaga della

mano
i

deftra

fr

riaprì
i'

,

cacciò rtiolto

gue;

ciò

che fece difparire

dolori e

fuochi eh' ella vi fenti-

va. Quelli d'elle altre parti difparvero ancora ; ma noìi eflendo che fopiti nella mano manca, alcuni giorni dopo quelli fi rirfHovarono, e fi accrebbero confiderevolmente . Il Signor Giberf, Medico di raro merito, e' che unifce una ^ran fagacità ad una efperienza confumata , fece delle profonde riflefTioni fopra quefH
fintomi,

che fecondo

iriolte

oflervazioni che ne avea

,

erano" i

forieri troppo certi della Idrofobia:
fto'

egli giudico, chequefto fune-

e che

elTer congelato ed' arredato dentro" la piaga;, sviluppa e non palfa déntro al fangue che verfo ii quarantefima giorno , e che in tal guifa notf era impoffibile di diftruggerlo prima che non fi fofle fparfo. Per quello effetto egli

veleno doveva

non

fi

fé applicare

h

levata poco

tempo dopo,

pietra,e'rcauterio fopra le cicatrici; l'efcarafatta fu e fi fecero tutto all' intorno con una
fi

lancetta delle fcarificazionr, dalle quali

fece

ufcire

molto

fat-

gue; e giudicando che T argento vivo poteva bene diftruggere un veleno , il quale eoftié il venereo attacca la faliva , egli fi determinò a caricare il digeftivo di mìolto unguento' mercuriale"

medicare hhho quefte piaghe . Il fucceffo fupoiché lo fteflb giorno i dolori ed i , fuochi fi calmarono f e 2'. o 3; giorni dopo continuando quefti medicamenti , tutti quefti fintomi difparvero intieramente', dopo che per non tralafciar niente , non lafciò di Far prendere fera e mattina, per 12. giorni mezza dramma de' gufci delle oftriche
eoii cui egli fece

però la

fua

afpettativa

calcinate, e ridotte in polvere fina
tifane

,

e d'ordinare

il

fiero,

e le

rinfrefcamt

.

Finalmente'

il

quarantefirao

giorno

venne

ipo

Dissertazione
,

IT.

fenza accidente

e la Signora Abbadeffa
e.

infinp a

queflo giorno

gode una fanità perfetta

Rabbia ha dell' egli ne ha più

abbiamo detto, che il veleno de4Ia con tutt'i veléni animali ( XLI ); ma col venereo, che cogli altri. I. Il venereo e l'idrofobico reftano qualche volta nafcodi ne' corpi per lo fpazio di anni intieri. II. Il venereo fi prende per li liquori feminali o per la faliva, e avendo covato lungo tempo nel corpo , egli infetta di nuovo i liquori feminali , e la mucofita della gola e del pal'idrofobico fviluppato nel corpo , porta molto fulla mulato
Tegue da ciò che noi
affinità
:

Ne

cofita della gola

,

e

non

lafcia

di attaccare

i

liquori feminali

;

almeno
to
tutti gli

i

fiflato

fintomi poflbno farlo fofpettare, III. Il venereo è tannon incendia il fangue ; ma in cambio egli infetta ,

umori
il

linfatici:

l'idrofobico per la fua parte volatile,
fiflato

agifce

fopra

fangue, e
;

per quefto, egli

fi

riproduce nel'

la mucofità
ci
:

della gola

ambidue proc^ucono

de' dolori

reumati-

quando è inveterato , l' idrofobico quando è recente, tuttaddue fono un poco coagulanti , e un poco corrofivi.
il

venereo
bagni

IV.
ti

I

reiterati

fanno
;

fovente

difparire

tutt'

i

fintomi

efterni del

mal venereo

quelli della Rabbia. Il

anno ancora qualche volta calma. veleno del mal venereo s' infinua luneffi

gheflb pel
vi
fi

fiifa

tratto dell' uretra fino alle veffichette feminali ; e fovente fenza paflare più innanzi per lo fpazio di più

mefi che dura una gonorrea: quello della Rabbia non cfce dalla piaga prima in circa 40. giorni , non oftante la luppurazione V. Finalmente l'uno e l'altro è intieramente diftrutto dal mercurio ; e dopo molte ricerche ignoro che quello rimedio fia an.

cora mancato
dichiarata
,

,

eflendo ancora applicato

quando
la

la

Rabbia

s'

era

ciò

che verifica

felicemente

predizione del

Gran

Boerhaave a queft' oggetto. Nec defperandum de inveniendo tam fviguhris veneni
/antìdoto.

ftngular't

Apòor.

114^.

DIS-

DISSERTAZIONE SOPRA IL MECCANISMO É MOTO DE' MUSCOLI E SULLE QUALITÀ' DEL FLUIDO NERVOSO DEL SICjNOR FRANCESCO BOISSIER B E S AUTA GE lH S COMENTATA DAI DOTTOR MEDICINA MICHELE ATTUMONELLL ..

. l . Diminuzione del volume de mufcoli. XL ' Qualità del fluido nerveo . Ntina. i fipo .travevfo d^ XXXI. . Moto 'Efifiìz'toni de termini . .TE IN QIJESTA TERZA DISSERTAZIONE D. " Durezza del mufcolo p XLI a xlv SLVi.moJ:o Celerità del movimento..a^onc Infuffìcienza della linfa nervofa. e xxxii xxxiii. e xxxiv Celerità del fangue nel mufcolo. V il a iv x xi a xiii Principio da cui dipende moto de mufcoli de mufcoli 7iel Cagioni e fenomeni del . "Kicrefcimento o gonfiamento del mufcolo xiv a xvill xix a xxil xxiii a Xxvi fuo cor- po. Prontezza de' movimenti. fangue . T A VMATERIE DELLE 'TRATT^ft. xxxix Colore del mufcolo in contr. e XLVil XLVIII XLIX PJilaffamento L LI a Forza del movimento. e xxx jn Efperienza fui p^ff^ggto del mufcoli. Tenacità y e LV forza de' mufcoli. XXVII e XXVIII xxix. LVI a Gxvj . Sottigliezza de' canaletti i^ervoft» Forza. xxxv a xxxvil xxx vi li Infufficienza del fangue per produrre queflo moto.z Struttura de mufcol't de" mufcoli.

. I ON E SOPRA IL MECCANISMO E MOTO DE' MUSCOLI E SULLE QUALITÀ' DEL FLUIDO NERVOSO. ficcome era il ientimento di Galeno. capo chiama. fono cedevoli.^ 1^ ^ o ^ "^ o» f^. e quivi prendono il nome di fibre menti tendinofe o apeneurotiche . fpj rs S E RTA Z de termim. I f /^ ^^^-o^sè-^f^^C^ ^ chiama murcoio un i fafcetto di filamenti car- nofi. . Gli antlclri Medici diflinguevane in ogni raufcolo to dapoi punto Jìffo . non fono arteriofe. . e bianchi nelle loro '^é'i'^^^'ì^^y^ eftremita. ma elaftìcii . quali raccorciandofi.. dalla quale tutto il mufcolo è rivefiito .brille dalle quali vien comporto padaun mufco. quafi che vi pofTa fcorrere dfl fangue ro0b di dentro .mandati fibre. fervono a muo^ . e la coda o pure il punto mobile Le tante fibre e fi. roffi nel mezzo. Definizioni ì. parati fra di loro per mezzo di una lamina cellulofa più grof- B (i) b il £i. vsre le diverfe parti dei corpo animato n. il i<entre o fia il corpo . I mufcoli fiano per lo più divifibili in più falcetti . fé. (i) III. Jp. Tutt' i mufcoli comporti dìquefìi fila- addo. •^^^^'^^Jfé^ ^'%vì^'^|e^. avvegnaché molte fibre del ventri. QueRe fibre poi fon cinte da una guaina procedente dalla membrana cellulofa o pinguedinofa.

benanche in . come negl'intercoftali. e sfinteri. "diverfa fia la foftanza dell'uno nervofi fi come credette che dere a coloro rhe godono òtììe novità veruna difficoltà . ec. o a raggi . fa ti . o filamenti capillari . e eiafcheduna fibra in fibrille . che non an forza irritabile come le fibre carnofe. che la fibra ificffa j carnofa divenga e tendi-» nofa tìè altra difcrepanza vi pafla. delk ar. • . giato a quel fuo fiftema. Tutte quefte parti confervano la generale architettura del totale . che il tendine è più fitto e più fortCj ma a-> là quale più molle. ed a venmufcoli fi dicono coni-' taglio j come nel diaframma ec. per così rozzamente dirlo . IV. che fono la parte principale de' mufcoli ^ non ve n'è alcuno che non riceva nella fua coinpofizione. o che volta fpirali. no in Verun luogo . negli fopra un piano. che ha e dell'altra. Ciafchedun farcetto fi fuddivide in fibre . come nel cuore. Alberto Mailer allo incontro pogdini . j avuti più feguaci e meglio fi accorda colle offervaziorn . e tricipiti . I mufcoli femplici anno le loro fibre o rette circolari. abbenchè non vi manchi' mufcolo fi punga o fi il bruttura de' ten- ftictioli vedefi egli contrarre Né è diìfomiglievole la innumerevoli fiAn quiftionato dimolto i Nototrette fi dividono a guifa del mufcolo fieno le medefim:! mifii fé le fibre che compongono ciafcherlun mufcolo che quelle che formano il tendine: e^l famofo Albino accuratiffimo Scrit^ tore modernamente difefe . e degl' lol- Intefìliù nere nella foftanza dimoftfanò noh conteche paiono bianchiccie alcun fangue i Molto' meno è da credere che le! . ma quando quefli mazzetti di fibre fono difpofti % due o tre di quelli fafcetti divergenti . Struttura de o pofate anche qual- mufcoli s V. roflfigna . Oltre le fibre. che la carne menduni aventi la medelìma fuftanza . • e dovunque . . come ne' mufcoli bicipiipj^ . i quali. le fibre nervee .* tricólo . lalcerò Querto fiftema lafciamolo crementre io fenza fcomodo e fenza perfuadere la fentenza di Albino . no feparati da ficcome quando due o tre un anello tendinofo.ni. quando parimente quefte fibre fono difpofte a foggia dì penna ordinate ad un affé . .Dl5S. SUL MECCANISMO E MOTO DE* MUSCOLI. come di quelli fafcetti fo- ne' digaftrici. che i tendini non ricevono i fili la carne. quefti pofti. come ne' mufcoli penniformì . quando il mufcolo è femplice .• dette fibre fieno nettamente tanti rami nervofi . e tenera fi ravvifa . mi .

. e delle fibre mcdefime di elTi . VII. re de' vafi oiTervazioni microfcopiche aggiungono romboidali delle fibre. efterna ^ dove formano nell' de' comde' baciame-Hti detti anaftomofi jntìfcoli •della ma infinuandofi interno capillari . e incapaci ad effe-r altrameati ritrovati" tuttavolta la fenfibilita di ogni fibra carnofa . IX» Si poflbno anche nìettere in quefta categoria i globetti del fangue pieni di un' aria elaftica .. Tutt' i vafi fanguigni fono fufficientemente confpicui fot- to la membrana comune divengono ed . e quivi è fpeifo adipofa ÌQ lamine. © penetrano Vili. ci manifefia. che quelli filamenti nervofi traverfano. ed ivi accompagnando le efpanfioni membrana cellulare. dove aflai preRo fi •riducono impercettibili. che cade fiotto i fenfi .. A quefta fìruttura. e la materia fottile del B b 2 Car- . delle vene. . non poche altre cofe. VI. divenendo quefta membrana fempre più fottile. e che fono flati creduti capaci trafverfali de' mente di produrre fra di loro efFervefcenza . dopo aver formata una fpecie di rete ad angoli retti e molto fottile .. venendo punta o irritata.mufcolo accanto appunto alle arterie I vafi linfatici ancora fanno la che vi conducono il fangue flefTa gita . o veramente imma» ginate per favorire un qualche fiftema» Cosi appunto fi può di-. difiribnendofi per tutta la teffitura del mufcolo .i c|Nuali cingono le fibre. e nell' entrarvi perdono la loro più forte membrana. € quelle -tornano fuori dal .ip$ E SULLE aUALITA* DEL FLUIDO NERVOSO. e regolar- gonfiamenti ovali de' vafi fanguigni. de' freni nervofi . . della faccia ec. fino a perderfi in filamenti cellulofi. i liquidi eterogenei fuppofti tanto nel fangue. e le tutte le fibre. effi entrano indifferentemente ne' In quanto a' nervi mufcoli da più parti... le quali fono in gran parte arbitrarie . de' nervi. e quefto amma^ffo tutto infie-me capace di accorciarfi . le arterie fi murano in vene . . che ne' nervi. è propriamenLa membrana cellulol^ verte immediatamente te il mufcolo Da quefla partono tutto il mufcolo. :Che penetrando il mufcolo producono la divifioiie de fafcetti. ed anche de'vafi linfatici. j. il raziocinio. Si dividono quefti pure in filamenti capillari. ma non fi trovano facilmente che ne' mufcoli dei ..5 e iniìcme le collegano. e delle cellule bislunghe delle fibre motrici e de' filamenti nervofi. arterie . collo .

Quando poi il fangue e gli Ipiriti fanno un nuovo invoglio . SUL MECCANISMO E MOTO DE* MUSCOLI. . e nafce quindi l'azion mufcolare. per cui vita ed impulfione efterna ^ dipendono i moti di tutte le noftre parti.creduto. o piirc derife . Il dottiffimo Keill . o propriamente detta mufcolare. e ne procedono quelle combinazioni. è certo che il principia di quello moto confifle nella gravita medefima della teda I mufcoli deftina- e moti il . Prefcntemente . ti re Nello fpiegare i Medici l'intralciata funzione dell' azion mufcolaan formato uno fterminato numero d' immaginarie invenzioni o di Ordigni a lor piaciniento Tutte queRe ipotefi poi non feriza ragione da altri gentiliffimi autori fono fiate meffe in dubbio. Allorché fi piega volontariacapo in avanti.III. altro non fi defidera j che di potergli fciogliere con minori fuppofizioni ci Moro Xr. Un tempo è (lato . ^ . X. l'altra la contrazione vitale. ( ^e mottt mufculorum ) me piantata un' ipotefi che i globetti del fangue altro avendo falle prinon fieno . che in tutti gli efercizii. allora fi dà fine all'azione del mu-. accettate. fenza far capitale di qualche fuppofizione . Alfonfo Borelli ftimò più proprio macchina mufcolare rettamente s' intende nella contrazione de'mufcoli fatche più rigonfie. Daniele Bernouni avea creduto. particelle di aria cinte e torniate da una crolla languigna che nelle ul- time borfette quelli attrago veflichette giugnendo gli fpiriti animali gonfi fortemente la detta eroda fanguigna. che . o congiuntamente . . ti al di fuori a guifa di figure romboidee . . che le fibre trafverfali nervee che fono variamente intagliate . mente li fanno diftinguere. cìngendo ftrettamente le fibre mufcolari . che la ne formino tante veffichette. epiùcórtq. I rìs mufcoli » mufcoli fono dotati di due forti di contrazione é mofi raccorciano. accorgiamo quanto elle per tale effetto fieno deboli ma non potendo fpiegare tanti mai'aviglioli fenomeni . o altra qualunque in luogo di quefta da ta (2). altri foftitui- Caricfio. o nofi (2) . o facchetto da chiudere e refiriiigcre l'aria un'altra volta . che foflero neceffarie tutte que- fle ipotefi per render ragione del moto de' mufcoli . fcolo Taccio altre ipotefi . una è la contrazione elaftica. unite alla grato. Da que(le due forze feparatamente . ip6 DlSS. e la unifcono a loro fìeffi^ laonde l'aria liberata. . .. fi dirada. diveùifiero . e de' loro fenomeni.

Ip7 e altro non fanno che moderare il di lei abbaflamento.dall' evapora. Non fi può negafe. vede quello dell'altra parte contrarfi. e fi fon refi fufcettibili di allungamento. XIII.. ma fi dovrebbe effere più rìfervati fopra tal giudizio . il mufcolo buccinatore d' uno de' lati è tagliato.. ma la loro azione eifendo graduatamente diminuita. non le E SULLE aUALITA* DEL FLUIDO NERVOSO. namento violento ziorie fia delie . Ma quando un mufcolo .- effetto della elafticita . ne' quali fen> za pruova veruna fi prefume . dal freddo dell'aria. quanto ne' morti di corto tempo. che varie porzioni d' infetti vivono anche feparate produce l' . a qualche neceflità che la paflione faccia fentire .e tirare verfo fé le labbra. 1' elafticita . non avendovi la mufcolare parte veruna.: XIV. fenz. che il tremolamento delie carni. - e che in elfi quefta in altri ani'- mutilazione di membri iftelTo effetto che fa .ti a foftenerla dritta.. reftino private di vita . perciò fi fono slentati .' imprimono moto alcuno . che anche anteriormente agivano ^ febbene non ce ne accorgeffimo. alza un membro contro la direzione del pefo. da che fi fa . allora dive- nendo quefto più gonfio e forte. i di cui antagonifti non ceffando di agire . agifce e fi muove di una maniera tutt' affatto diverfa da quella che porterebbe la gravitb.a che l'anima vi abbia influenza veruna. è dei cuore di una ranocchia non^ fia 1 . o fi contrae a difpofizione della volontà. o pure conformementa XIL Quando fi o rilaflato. in quello cafo la contrazione elaftica è la fola che agifce . che alcune parti feparate dal totale che componevano. promoffa e meffa in azione dallo slonta' partì. l'effetto della impulfione della Comprefiìone e dello ifrofi> namento elettrico E' neceffario pertanto confeflare effervi de' cafi . o l'impulfa fleriorey e quella è la vera contrazione mufcokre-Principio da cui dipende il 6=- moto demufcoii. La contrazione de' mufcoli dipende dà un principio che manca ne' cadaveri Non fi potrà giammai provare . a raifura che maggiormente Ci fcorcia . degli umori ^ e da fimili altre cagioni . o veramente non' . e quella contrazione elaftica ha luogo tanto ne' viventi .

an poca fenfazione bel fuggetto preflb . non fono ar.P. altri necelfarii Quei che mantengono la vita e l'integrità dell'uomo. de' pefci . come lo fono le fue azioni (yVolJif Theol. e q^uindi tutti quei viventi che nci--fcymano un tutto perfetto ed un armonìa di parti come nell* uomo» e che all' incontro anno più centri diverfi . ma varie circoftanze ne rendono alcuni arbitrarli.^pS DlSS. quella membrana . fé fi recida qualche parte del corpo . che tanti corpi membra^ nofi . dove pofìan finire e ridurfi Tutte le fcofife. o del difpiacere che ne può rifultare . Lo fieflb dicafi delle vefpe . IH. od un appoggio. . poco lentono dopo le piìi diligenti onervazioni fi è contanee mozioni Il perchè chiufo . o fia che tengono del naturale.midi . . animali la feparazione dell'uovo. non fono così fenfifivi. non perdono efle la vita . di vafi di fibre atj? (^') no le fenfazioni . che ne viene dall' effettuarle . e quella idea. e '1 fentiraento. de' quali l'uomo ha in fé il principio fintanto che vive. alTuefazione . che quelli detti polipi altro non fieno. o del feto dal corpo delle lo» ro madri (3) XV. e del libero. XVI. fervazioni ffelta fu quefto il Sono da leggerfì tante utili of? Bonnet nella Contemplazioni Natura. che non contengono organi di animali. d' onde ne nafce un atto volontario per efeguirle . La maggior parte de'noftri moti fono . . benché digerifcano il cibo^ ma che quei granelli che fono al di dentro ed al di fuori appiccati a Tutti gli . delle tartarughe . o in ogni giorno della vita. che amano la luce . Naturali poi fon quelle che vengon determinate da una idea confufa del piacere . . al certo fon tanti piccoli ^ animaletti . e che moftrano godere uno benché fcarfo fentimento Medefimamente alle lucertole. anzi crefcono a gai fa di pianta . e che fon neceffarii ad ogni fecondo. .L): quefie fono. animali forniti come noi di fangue . oT appetita fenfitivo a produrle. a ogni minuto. Ci chiama qui quell'importantiflimo fenomeno de' polipi del Trembley che comunque tagliati . bi. o naturali. ed alle vipere. I moti mufcolari . : . dalla noflra orditura . i quali perchè fi allontanano il facco polipofo perde Ja vita e quinci . che poi il manifeftano mercè de' moti cfteriori ma fa meftieri . feguono a vivee non anno fponre. i quali di Ja feparati avviene che confur mano il cibo. o libere Libere fi dicono quelle che fono determinate da una cognizione del bene^ o del male . SUL MECCANISMO E MOTO DB* MUSCOLI. e più fpeflb ancora X . fonodidue forti. eccita l'inclinazione naturale. che vi fia ancora nel corpo organizzato un centro folo .

non fi debbono efigere da me dimoE quivi flrazioni evidenti in quello che farò per dire in quefta nota . Tai moti elfendo fofperi più lungo tempo. ed in mi/ìi^elh viene' ftabilita da tutt né occorre che tal punto più a lungo il replichi quìi . diftinzione moti in liòerì b vo*. - Ipp fuorché negl'intervalli di quefti fecondi. noftri moti i moti dì quefta forte. Già fi macchinali tutt'i moti li za apparentemente .E bitrarii.- fono i i principii di tuttequante le noftre azioni. prupriarncnte . o degli efcrementi. in naturali o i Medici . tale è il cafo della perfetta pafmcope. e di quelli giorni . . ma dall' altra banda fi dee dire He si lievi 5 che poffon fervirc più fa. ed un' inclinazione invincibile pel bene. e infieme ciò rifleffione . è materia di troppo diffidi digeftione. come ih tante altre difpute filofofìché lin ^ feguire le . fi vuole . e '1 fer- rare delle palpebre. facciamo la gli ultimi sforzi per riprenderla. Le idecj tanto diftinte i che confufe nazioni. e 1' averidone del dispiacere . SULLE qualità' DEL FLUIDO NERVOSO . come accade nella refpirazione trattenuta più oltre di due minuti. ma noi la fofpendiamo ad arbitrio per lo tempo di qual- che fecondo anche fenza penfarci * Lo fteflb accade dello fgravio de' flati. la medefima non i Ma riceve altramenti ralifia. ©vero .determinano quelle incliquantunque non Ci faccia a- nervi fono l'organo delle noftre percezioni a idee j di maniera che i nervi di una qualche parte' fono affolutamente incapaci ad eccitare quefte' percezioni. di quefti minati. del mangiare. In ogni corpo animato ritrovali il defiderio di efiftere^ e di ben efiftere. ma fé fono abituati come per efempio l'aprire . quefti fona comunemente arbitrarli. interelfandoci vita. o apparente * L' appetito del piacere. ed in confeguen- ammettono efli quefta triplice divifio* che propongono argomenti e dottri* prefto a barattar parole . e della morte: (4). che gli Sthalliani ripetono dall'anima. della XVIII. noi gli facciamo fenza rifletterci ed anche fenza volerli =• XVII. forme acciò fi pili giudiziofe de' verifimiji intrecci con fa fperare bel filo di difcorfò de' pof- qualche buon frutto . e del bere» In quanto a' moti indifferenti alla vita. I moto veruno. e farebbono . nervi fono deftinati a trafmetteré le impreffioni del- un^ (4) Comecché quefìa ^ che qui tratta il Signor de Sauvages . e non davvero ne . e di tuttiquanti moti mufcolari i attivi per rapportò a noi mede-v fimi. lontarii. La . non elfendo pafllvi .

. sbadigliare la gente diftìppa'ffiona'ta. . . . che realmente debbanfi ammettere o fi? in noi . Niente adunque per i' uomo vi è di più degno. 203 gni .III. del cuore fia . che indagarne il meccanifmo. ed a mantenere la noflra efiftenza . e fpontaneamentc agiice ente intelligente di eleggere fpontaneamente traili molti poffibjli o conDa ciò fi rileva che i motivi di tingenti . come fono gli alimenti.. a tener cuore dal continuo movi» mento fuo . relativamente a' Boftri dal cervello alle parti.diano. SUL MECCANISMO E MOTO Dk' MUSCOLI. e il noftro bene ftare. come anche motori delle corte . noi? fieno da noverarfi fra' moti mirti . altrettanto più fortemente v' è motivo di defiderioj ed ancora quel- moto naturale alla macchina . benanche i moti liberi Ricca miniera eh' che r anima s' uniC:. CQsì torto fcappanp via . e quefta mutua corrifpon- denza è il ligame della vita. perchè 1' azione mufcolare ferve a prendere tutto quello che ci è neceflario . e de' mufcoli dell' addomine . Perciocché le idee qualora fon infilzate o ammontate 1' una full' altra ficcome prefio entr^- ^0 . pofarfi con maturczza . come può far ceflare le mani mentre fon in moto in fine che quefti altri moti liberi fi . Ma ragione rapprefenta come un bene . ma sì bene pofTono rtar con lei lo che la maginazione : . quelle giufle confeguenze che nafcono dalla Natura . niuno olerà piegarlo allorché fi rifletta . DiSS. panni . e dipendano dalla volontà nortra . . delle volte il fenfo e 1' im. che V appetito ragionevole egli nafce dalle diftinte rapprefentazioni delle cofe . Intanto niuno potrà niegare . Che per certo . ancora a trafmettere moti. . ciò che giudica effer ottimo In quel'olere non tolgono la libertà . Quindi la volontà non può il dimórtrano come un <male effér forzata da erterna cagione ad agire . oltre de' moti mirti e naturali . delle parti fino al cervello e a produrvi le idee de' noftri bifoi Servono bifogni . quando fecondo le rapprefentan1' anima è quella che determina fé medefìze della ragione ella defidera Perciò la libertà ella è una facoltà deli' ma . fé ardiflero elle di apparire to. e lu di cui dovrebbon i giovani Medici anche nella lor focofa età .e a quell' oggetto che a lei piace è quefia di dottrine buone . ficcome a difenderci da quanto ci può nuocere. iiaffi quando fi confideri che nìuno può fermare il . e tutte le noftre corporee azioni dipendono da queflo . a cambiargli in noftra foftanza . che il moto del refpiro . acciò pollano ritrarne fta guifa . che refii dimortrato . lo che in noi fi fa mercè l'intelletto j che quanto maggior bene V intelletto manifefta . o a fia mercail mode' vimento mufcoli il del diaframnia.

e che da noi durle . C e . o che da una forte pafiione determinato a pro- confufa d' u'n male . che non fieno prodotti da delle impulfioni di agente efteriore ? Può ella variare nel cafo non previfto d'una minaccia. e alla forza della quale fiamo capaci . o alla durata . come mangiare. XXJ. dellegam.LALITA' DEL FLUIDO NERVOSO. E' certamente un errore il prendere per automatici quei moti che fono determinati neìl' uomo da un principio che fente i fuoi bifogni. 201 XIX. e che proporziona alle fue forze. e li regola riguardo al tempo. ed bere. ed all' ordine delle contrazioni mufcolari. e fa trafcurare il per lungo il tempo le funzioni meno urgenti.' Cagioni y e fenomeni del moto de mufcolt. e ficcome noi meno intereffanti. Una macchina inanimata può ella mai fare de' movimenti . d'un filenzio inli giuriofo. La be . d' una mancanza di dovuto rifpetto ? Può ella infu- e piangere come i fanciulli nell'elfere abbandonati in una gli fcura folitudine? Quello farebbe non conofcere par automati. purché quefte mutazioni per altro fieno limitate agl'intervalli preferirti ( XVI. come pure rifpetto al numero . XX. la pafhone può accrefcere. PoITiarao ancora accelerare. o riarfi. o diminuire de' movimenti divenuti per le cir- Una pafTione fuppone la percezione o di un bene fenfibile.) . e della lingua . 1' azione de' quali è indifferente alla vita. o ritardare per utt certo tempo il moto di quei mufcoli. che li varia a norma della fua percezione. ed alle fue inclinazioni. quando fi fieno a tal moto efercitati volontà è quella che determina tutti queiìi moti .E SULLE Q. Quindi è che la collera accelera ed inalza i movimenti del cuore per animare tutti gli organi neceil'arii alla coftanze noftra vendetta . come fono quelli delle braccia. abbiamo una inclinazione invincibile per quel che ci partorifce un gran bene. Poffiamo fare agire tutt' i mufcoli . La ceiìa cieca ammirazione che il volgo ha fimiii opere Meli' arte. per eccitarne o accelerarne alcuni altri più allora necelTarii. l'azione de* quali è folamente dì tempo in tempo neceflaria alla vita . fia fiata acquifìata da infinito li tempo refti la facilità di efe- guirie.

ovvero a un pefo di /^66. tra efla e quello.. ficchè fatta da otta volte quella gita. Celeri fa del movimento- » XXni. quella forza fi rende uguale a quattro libbre àì pefo che cada dall'altezza di quattordici pollici in circa. ed effendo diflinramente conofciute conofcere il principio. L''uomo può omero. ne' quali la difpofizione degli organi..cii'ca portata ali 'altezza di un piede in un minuto fecondo. libbre che cada dall'" altezza d' un piede.201 cefla DrSS.nofìre volontà ). fi confondono colle nollre neceffitk e paffioni. la forza che efercita allora il bicìpite è la decimaquìnta parte di tutta intiera quella forza. fi calcola che percorra.III. tra lo fcorciarfi e il diftenderfi. num.. la quale non può efl'ele aumentata da macchina veruna. SUL MECCANISMO E MOTO De' MUSCOLI» imuiantinenre quando riconolce le molle. può per altro caricarlo di maggior pefo. e la caufa di . non mancandovi allora per efeguirli. e ficcome la forza ordinaria dell'uomo. che chiamano. XXV. fé non con delie celerità proporzionata- . Cosi l'armonia. Bernoulli Hydro:^y}ìrtm.. pio è quello ne' cadaveri. Q^jeffo princifecondo 1' offervazione del Borelli manca fi . che fi trova tra le noftre azioni mufcolari ^ e le nollre inclinazioni ( che non effendo manifefte o avvertite. non è tanto cambiata durre de' da non poter proche le fo- moti. per un qual- che tempo al meno. 5. e quefta può effer riconofciuta dal rapporto che trovafi. dalle quali ^ tali movimenti e operazioni dipendono. o mifuri uno fpazio di due piedi in un minuto fecondo. Non è in potere dell' uomo augunientare la mafia del fua braccio.. è ài fettanta libbre in. ma allora noi potrk mai muovere .ire. Ciafchedun effetto corrifponde alla fua caufa . ci dee far tali azioni. Se la mafia che vieft mofla da quelF azione farà di quattro libbre. che un artefice è aifuefatto ad impieg. e ordinariamente p. le forze motrici. XXI/.. nelle fpazio di 1' un minutO' parte gare circa a quattro volte inferior del" braccio fecondo pieverfo T e in queft' azione il mufcolo bicipite fi raccorcia incirca a tre pallici. XXIV.

E SULLE dUALirV DEL FLUIDO NERVOSO.quando corrono flette alla velocità che nelle lor fughe. ed a proporzione della lunghezza che perde . onde giudicandone dalla larghezza aumentata .. meno -. XXVI. fi crede che ingrandifca. -La fleffa malia.Io che vorrei . perchè il gonfiamento apparente è alcuna volta mag- giore in proporzione -della fua vera diminuzione . ed occupi maggiore fpazio. che un mufcolo fi può -contrarre in mefieffione calcolano no d'un n:iinuto terzo. ed ancora gli uomini medefimi . o fa . ponga mente agli uomini. che di lunga è divenuta sferoide. Scorcìame?ìto del mufcolo. La pelle che XXVII.eue ìù. piiì facili- ^ìcrejc ime rito . QLiando un corridore ienza freno fi fugge. Da coloro che con rifi pretende. e può fofpendere . snente . XXVin. -. benché poi il volume effettivo fia realmente minuito . cr^jfce in larghezza e in profondita. sfor-- d'un terzo in circa della fua lunghezza e della o meno. C (5) e .© reiterare a fua voglia queftì moti (5). 203 tamenre minori. gonfìarnemo tk'l mufcolo nel fuo corpo • . Può anche accadere. che quello gonfiamento àzì mu- fcolo il faccia comparire più groffo affolutamente di quello che avanti appariva . Quandi) il cilita e fenza sforzo. tanto fé fi conlìderino gli animah. a norma dell' intenGtk di queflo sforzo ta eh' ei trova a poterfi muovere. che per lo appreflb fi te/. mufcolo fi muove. In que(ii limiti può anclie variare le celerità a fuo talento. non occupa perciò uno fpazio maggiore. Or quale velocità di contrazione ne' mufcoli farem per dare a barberi sfrenati ? Lo fteffo rileveremo quando fi rile lepri anno i cani levrieri . . Quando un mufcolo zo di abbreviarfi fi contrae. lunghezza. in -volte la fua corre quanto è tre d' una metà d'un minuto fecondo. fi abbrevia.2 Dì' Le oflervazioni le più i comuni fan conofcere a noi la gran celerità che anno quanto fé mufcoli ne'lor movimenti. muovafi anche con fanoniafcia di gonfiare nel fuo centro o corpo. Ticuopre il mufcolo impedifcé il giudicare dei fuo fcorciamento .

eh' efce in egual tempo maggior abbondanza . XXX. SUL MECCANISMO E- MOTO de' MUSCOLt.andofi per gradi. ma fé remeremo accertati che l'acqua non fi fia alzata punto. XXXII. l'acqua dere che. Il mufcolo contraendofi. refta evidente .. il fangue eh' efce dalla vena fpilla con più forza o fia . fenza che almeno non ve ne fia per altra via rientrato altrettanto. nelle vene già vote meno fé la di refiftenza vi fi fcavichi in magpaifa- abbondanza. che nel beccuccio abbaflata^ fatto volume del braccio fi lìa dotto rienza . dovrà conclufi minore. cioè . Efperienza. Con ma contrazione comincia a farfi. e che paiimente n* cfca più di quello.. Nel cavar fangue a qnalche oerfona dal braccio.III. e finalmente anche maggiore di prima. il oflervera. l'acqua al/. do il Si giudica della vera mutazione del volume immergenTe braccio riiaffato in una brocca di acqua. ma contrazione perfiHe. grandiffima ^vecauzìonp. ^i può da efie dedurfangue nell' iftante del'a contrazione de' mufcoli venrapidamente foremuto nelle vene . molto meno poi n'efce a pugno fempre piìl . che nell' iftante nel quale la . fi offerva molto fpefìb che facendole frequerrrem-^nte afficolare e (Iringere il pugno . m ugualmente ferrato. nel che in egual tempo ne rientra il dalle arterie. o bocchetta della brocca. il volume del mufcolo diminuifca.ione di fluido^ ma certamente^e fcaccia meno di quello chs d' aftronde gliene vien riconfiafi contraendo fortemente il pugno. che dal braccio non fi farà partito fluido alcuno. il volume del mufcolo ritorni Io fteflb . perchè fi allora. che il ga da * che gioif effi quelle ofifervazioni . XXIX. Combinate re. rilalfamento confecutivo fanone art^rìofo trovando . > 204 DlSS. poco fangur può . che a pugno fciolto. Diminuzione del volume de mufcoli. fpreme u^^?^ porz. che dopo qualche fecondo di tempo . ho reiterata quefta fpeed ho concepito per giulliflìma la confeguenza che ne avea dedotta il Gliflbnio . fui pftjfaggio del fangue a travsrfo de'' mufcoli XXXI.

Colore del mufcolo in contrazione XXXIII. il quale comparifce molto più roffo nella fua diaftola. e che ne' for- merebbe una quintefienza di quanto è ftato ^do ed inculcato libri fi^ potrebbe ben fare da quefl' opera di HaHer che comprende. bifogna dunque che il fangue fia fpinto fuori del mufcolo con quella celerità appunto. In quella fuppofizione è neceflario eh' efca dal mufcolo quella quantità di fangue che concorreva a fare la decima parte dei fuo volume . ma il mufcolo contraendofi con una celerità di due piedi per fecondo . febbene una mifura non fi poffa dire fiata prefa efattaraente . e pochiffimo fangue può il 20$ mu- fpremere nelle vene. quantunque ei ne debba perdere una porzione nel fuo cammino per le vene . a cagione deli' inerzia del fangue antecedente . E SULLE (IUALITA' DEL FLUIDO NERVOSO. non può diftin- guerfi in altra manieraj che mediante un maggiore o minor gra= {6). che lo fgravio del fcolo il fansue venofo fuori del braccio 'to' refla diminuito .e pallido allorché elfo il fangue è da fcagliato fuori. tanto più . Per altro la maggiore. trarfi tal {6) Una l>ella fcelfa di offVrvazìonì fu di tal punto . OiTervato vo e il colore di un mufcolo in un animale vi- fcoperto da' fuoi integumenti . Per l'iilantaneo abbaiamento dell'acqua nell'efperienza del Gliffonio. una ." paiTare a traverfo del mufcolo . minor dofe do di calore del fangue che ritrovafi ne mufcoli. colle- . non fi vedrk fenfibilmente variare di colore. aione di fperienze fullc diverfe parti irritabili. come lo è il cuore del)/?. mi è parfo che il volume de' mufcoli nel con' XXX diminuifca ne' primi momenti di un decimo . tanto nella contrazione che nel rilafciamentOj o inanizione. -anguille. LV. ó. o fia nella fiflole. o poco di verfa. quando però non fia un mufcolo voto e trafparente. effendo impedito in parte alle arterie poterveio fcaricare: quefto però non impedifce .. che il fangue arteriofo non fi accumuli e crefca nelle arterie fino a fare aumentare il volume del braccio .

dunegli que la celerità eh' te ottenerla dalla defimo . e colla quale egli Q^ce fi . ta la il A norma di . . SUL MECCANISMO E Celerità del MOTO De' MUSCOLI.. Se i globetti del fangue fon tutti di un diametro uguale tanto nel topo che nell' celerità del. deb- celerità colia quale contrae il mufcolo me- Jtjfufficìenza del /angue per produrre quelìo moto . fangue ne'mufcoli del la inazione . e che Ipreme il fangue dalla fua teffitura. fi rallenta in ragion reciproca della fomrna de' pafquefte fuppofizioni o fia delle divifioni XXXVII. e che-i! fangue vi fcorra collo nel tempo della quiete de'mufcolì . e fé paflano ugualmente uno verifimile fieno del sfilato dietro l'altro in tutte le ultime aneiiuz- ze de' più pìccoli animali. Il fangue dell'uomo nelle più grandi arterie non cammina generalmente con celerirà maggiore di quella di un mezzo fìeflb moto piede per fecondo. e che con celerità uguali (ìa fpinto o fcacciato ne^ moti mufcolari . o fia dal fuo corpo. mificazioni faggi . 205 DlSS. acquifia . volte minore tlella celerità colla quale un mufcolo fi contrae . fangue nel mufcolo ranocchio nelSignor Hales di un novaatefimo di pollice per fecondo . che il Dalla fuddetta proponzione fi può inoltre dedurre. XXXVin. che fon molto fangue -arteriofo non può imprimere al venofo tutcelerità eh' egli ha all' ufcire dal mufcolo contratto . XXXV. perchè quefto è lo fpasio prcfìb a poco a quello che neir arteria aorta può occupare il fxngue fcagliato . che viene ad effcre 2160. operando quefte azioni ugualmente rapide> XXXVI. verifimili. e che per . e contenuto dal finillro ventricolo del cuore Dunque quefìa celerità è preffo a poco la quarta parte di quella . colla quale un mufco. Il fangue però che dalle arterie pafla nelle fue ra» . fangue non fia il fluido agente de^moti muicolari . fecondo le offervazioni ^i Leuwenoeck . conie ì ranocchi ed altri. lo fi contrae.III. comuarifce come le ultime arteriuzze dell' uomo e del ranocchio medefimo calibro . La è parfa al elefante .

e fpreme dalla midolla fpinale . 1/ acqua è un fluido due o tre volte fi meno glutinofo . ed anche dovrebbe in quello calò muoverfi nel voto . piedi . fluido il quale Tr muova con una rapidità tutto affatto diverfa e 'dovendo di fpazto in rialzare ifpazlo perchè dovendo eflb rene tardo nel paflàre a traverlo varie vefcichette bislunghe. Pronte-^^^a de* movimenti XXXIX. tanto più dovrà rallentare il fuo moto. e per confeguenza renderfi Tempre meno capace ad efeguire i det-. fluido efecutore di quefti moti . reftringerie . farla fcorrere colla detta celerità a traverfo de'tubì capillari La forza che farebbe necelìària a pro- durre queft'^ effètto.. o del vafo da cui fcaturifce. e dal cervello. o dini fia la Prodigiofa è veramente la prontezza del moto voloncelerità colla quale quello moto ubbidirà agli or- della volontà.e fi {a. L'efecuzione dì quefti moti è iftantanea .. imperocché ninna forza co» nofciuta più fcorrevole della linfa che farebbe capace dì . la celerità di efla è relativa alfe forze che la fpingono..cien%a dalla linfa nervo/a. quantunque per effer ultimati vi fi richieda un qualche tempo Bifcgna dunque che il . tario. li fup^rerebbe di gran lunga la tenacità deVafi d'ogni ipecie^ e farebbe torta crepare. Se bifognaffe che i' acqua fi muoveife con una celerità ^uguale a quella del fuonO' > ella dovrebbe efifer premuta da una forza forprendente . ti moti ne'mufcQÌi. per produrre ciò derfi più . . . zìo che paffa dal capo a piedi dovendo percorrere quello fpaabbia una celerità prodigiofa e j. alternativamente o gonfiarle. aliai muovendo noi . che nell'aria ella può avere una celerità capace di percorrere orizontalmente uno fpazia doppio dell' altezza del recipiente. come quella prodotta da una conferva alta 2140. più grande di quella che ha il fuono Infujp.'f-'lla ftefla facilita e prontez- za le palpebre vicine alla fede dell'anima. 20/ vi fia neceflario uà . che le dita de* piedi che da feflanta volte ne fono più di quelle lontane. XL.^ E SULLE QUALITÀ* DEL FLUIDO NERVOSO.

be . perde tre decimi della fua celerità allorché pafla da un orifizio di tre linee di diametro. . veduto efalare dalle cellette del cervello . intendenti Jdroftatica (7) XLII. allorché coftei è fortemente convull'a. Talvolta neche fi è gli animali di frefco uccifi da buon Notomifla . (7) Non fa mefìiefi cK* io rechi moite prove per far conofcet-e . . ma quegli era un fluido che nel vero ufciva dalle minime arteriuzze . le fi muovono ahgufti . il doppio da un orifizio di tre linee . Tutto aftatto è diverfo il vero fluido che anima i nervi e ne' nervi avendo a' fianchi le ofievvazionì di quelle trilli ma» ftefìl Il dirò pure lattie che fan guerra e fufcitano battaglie fiere nella macchina umana . ella ne perde tanto di più . di maniera che la fuddetta altezza none capace di farla fcorrere fenfibilmente a traverfo un tubo d'un quarto di linea di apertura in circa Per farne fcaturire. tutto che 1* fìnga «ffer egli un umore blando. egli è vero . Egli è certo che le ultime arterie della fcorza del cervello contengono. Qualità del fluido nevveo XLI.2oS DlSS. fé fi vokfle ch'ella fcorrefle con una celerità uguale a quella colla qua. di manìa . e ria' nervi eziandio un fottìi vapore. e eia tanta energia a' medelìmi. perciocché non evvi nella macchina aiiimale vafellino alcuno che termini in una cieca e folida fibra . e quei vigon. : . i mufcoli . non potrà clubitarfi . che quel tempeflofo apparato . Ma che ci vorrebbe mai. un fottiliffimo l'angue . la qual cola uifturbefeb» . ed una fottilifiima linfa. ha avute le divife dell' acqua.)li aflalti non poiono nafcere da un fempHce umor acquidolo che fcorra per gli nervi . e a traverfo canali de' cos'i prodigiofa? mente come fono quegli filamenti nervofi Una grandini ma preffione è vero la fa fcappar fuori da'pori dell'oro . che poi ragunato . come ne poffono ben giudicare. . SUL MECCANISMO E MOTO DE* . che quindi pafìa neiie fibre della fufìanza midollare. ma moltifsimo non oftante vi corrt da queita fpecie di dillilla- zione gl' . e di altre sì fatte amare fcia^ure . quanto la circonferenza aumenta ia rapporto al calibro. bifogna quadruplicare l' altezza del recipiente che dee premerla. III. le quali minimiffime arterie penetrano in quei nafcondigli della ludanza del celabro. MUSCOLI. L' acqua premuta dall' altezza di tredici piedi. che il Huido ncrveo non ha una natura acquofa o mucillaginofa . alla celerità del d' fuono . o che li vede pcitire di frenefia. e fé korre in canali d' una linea di diametro.

45^0. che non nella òppofizione : ficchè fi è determinato. ma perchè ciò poflà accadere biIbgna .ga appefo in un vale di vetro dove V aria non agifca .è proporzionato alla radice della rarità delle Tue particelle. XLIII. Edmondo Halley e varii altri Matematici ed Agronomi . ad altre fugofe fentenze noi farem paflTaggio . le molecule della luce Goo .000. (8) Traile utili confeguenze dedotte dall' applicazione del calcolo alle fcienze Aftronomiche . o che .fi dilegua e le il cervello Ipogliato d«' fuoi invogli fi ten. che ad un tratto . Perciò fé fi recida midolla allungata . fia . folare alla . giugnere dal Sole fin a noi che viviamo quaggiù Il iulk prime fi difcofiò da tale illazionema gli altri in feguito ne riprefero animo . vedraffi un volatile vapore. : . o che 1« fue molecule lieno divif^ in tante particelle D . indi Boemero . che non è quella di quello veicolo (8) . ferve ad irrorare ed annaffiare le fibre nervole e nutrirle. Ma quando Giove è in congiunzione col Soie . Newton ha dimolirato che la celerità degli ondej^giamenti de' quali un fluido è fufcettibile . dopo pochi dì . vago richieditofpazii celefti. volte piti grande di quella del i"uono . onde la celerità delia luce eflendo 700. bi fogna che la rarità delferma la medefima elaiìicita . eoo di volte più grande che quella dei veicolo del fuono . che prima d* ogni altro die fuori Giandomenico Caffini . 000. fìccome la linfa ia generale quella è the produce ogni nutrizione nel corpo. che la luce in correre per gli la luce impiega a . e col microlcopio colà fi guardi . non fi riputò fra le minime quella. quanto il Tuo pe(o occupa uno fpazio maggiore. mercè di tali oUervazioni. ftabilendo il tempo che ì-b. Caffini in vero per molte ragioni . ciuafi ftelfe in denfo fumo od in folta caligine. impiega otto minuti fecondi e poco più per venire dal corpo terra. 20^ XLIJ. e a quella della loro elafticita prete iniieme . Ma . piti al tardi il più vicino fatellite efce dall'ombra del medefimo . o per defcrivere un raggio dell'orbita terreflre a pie del vero fovente vuol pullulare il dubio j onde Maraldi . Per lo che reftando annullata quefta opinione . Un fluido è altrettanto più raro . i'elafticità della luce fia 490 mila millioni più grande . di tutta quella malfa o pafìa alcuni pochi vafi lecchi vi rimarranno . ferma la medefima rarità . e vollero tal fiftema fofteneSi era ofTervato che mentre l'intigno latellite di Giove s'immerge re nell'ombra del medefimo. e dagli occhi noftri fi aiconde. d : pia be il glrema del fangue e produrrebbe riflagno negli umori ma quello medefìmo fangue fottiliffimo o «juefta linfa . il fuo lume ch'avea dal Sole perde.tì SULLE QUALITÀ* DEL FLUIDO NERVOSO.

MECCAMISMO E MOTO DE' MUSCOLI. fecondo alcuni Cenfori ella fi è ftiinata cotefla ricerca da varie nuvole ombreggiata Nel vero.. e diverfi equivoci fi fon trovati in decidere un tal punto. quali fpaziì ciefcriva aria mofiTa dal corpo fonoro Halley con Newton. . .in.. e la a quefti calcoli re delle lodi diverfe difficoltà oppofc ridirle . e più gravi quiftioni voi fentirete 1' fé fiirete vogliofi . . SUL . .. che ne corra 1038. perciocché più corti fi deono riputare nell'equatore dove vi è maggiore curvità. allorché fi riflette che il fuonO' fi crefce 1' efal'azioni e li fminora di velocità . che nella fucina della fantafia Egli è pur noto come diverfe e varie fieno le lor mifure prefe. Ma varie dubbiezze. ne e fvariate conchiufioni fienfi fatte in determinare i gradi della circonferenza della terra dopo i lunghi e penofi viaggi e nelle regioni fredde del Nort e nella zona torrida efpofìa a' diretti sbattimenti della luce.. Taccio di farne più motto fu di queputito j fto dilicato ed altro faprebbe dire chi ne fa più di . . laonde darebbefi in tal guifa un addio a tante fatiche e . 000 volte maggiore che quella del fuonó gnor de Sauvages tutto che fecondo altri calcoli da molti Matematici variamente venga fl:abilita chiaramente egli ne deduce da quel Newtoniano teorema quanto grande fia la rarità e la elaflricità della luce medefiraa j quafi infinitamente formontanda la rarità e la denfità deli' . il nel corto fpazio di un minuto fecondo. piedi E tale gran. : longitudine eziandio di ciafchedun grado. la diflanza iudori fparfi fulle lunghezze de' gradi . Ma di grazia mettiamo . fi debbe per determinare la celerità della luce. di fape.. fon diverfi fra loro . mercè il vario elatere dell' aria .. fini Ugenio CafGaffendo varii altri ^ an fatte diquale vuole che il fuono- . che realmente . . e fulvera degli affri da noi. i quali non di rado^ fi. dello che ne fa parola il Signor de Sauvages nel Tefto. e verfe mifure La più grande è di GafTeudo. . . ed fia i venti . . conchiufero che la terra aveffe una irregolare figura . o pure del femidiametro della terra la qual lunghezza nafce dal faperfi la intiera circonferenza . • . Peggio re . laddove la terra ifieffa è men curva Or chi non è Icarfo di notizie Fifiche ben fa come fanno di gran difpute cotefìi perfpicaci Filofofi. . la velocità della luce come fcrive il Si700. e più lunghi ne' poli. e fovente lavorano non altrove . pafcono di fumo . nel liftema più vcrifimile che la terra abbia la figura di uno sferoide lato-.2IO DlSS. . Piccai-di. a mio avvifo. che non è dì Solamente fie lecito a me di aggiugnere che i Fifici medefimi an voluto far il paragone fra la velocità della luce e quella del fuono. ... . deferiva 147:5 piedi Parigini ^ la più breve è di Cafl^ìni che dice. i quali. . me . quali flra. . del femidiametro terrefire . talmente che parecchi non ignobili Matematici mentre afpettavanfi che quei flianchi e laffi Accademici aveflero da' detti lor viaggi portate ricche merci di virtute . varietà appunto vi dee paflare. aria . flabilir prima la vera difìanza dal Sole a noi e di quanti diametri terreftri fia la medefima in fecondo fi dee alfodare la vera lunghezza del detto diametro. quello luogo il . talché.

. quanto fono più picDunque fé un fluido produce delle ondulazione due volte cole più veloci di un altro che Ha. come il mufto in vimo . ne fuccedera fecondo il principio del Nev/ton . a proporzione della loro maifa. Perchè. o fia elaft^ico . ) in tempo che il fuono non ne fa che il quarto. che le celerità de' fluidi elaftici faranno come le radici quadrate della loro rarità. di manierachè. parimente le molecule de' fluidi elaftici . che i grandi . fi trasmutano tofto in li•quidi fenza eiafticita. è ne. per fecondo. . che Ì corpi i qua- fpande più celeraraente che non fa groflb vapore ed intimamente afibttigliati . la carne in marcia . volte più piccole di quelle dell' altro XLIV. come dalla li fono flati attenuati fermentazione o dalla putrefazione . o fia del veicolo del fuono. ella è una materia infinitamente più fottiie. ma a mifura che quefto aifottigliamento di parti diviene più perfetto . infiammabile. o che ciafcuna di elle tanto pic- cola quanto la rarità . della medefima eiafticita . piedi per minuto fecondo. dell' Accad. che i piccoli anelli anno. Le Mounier ( Mem. o della fottigliezza delle loro molecule. più piccoli di quelle dell' aria. e luminofo come la fiamma. vale a dire che fcambievolmente 11 rifpondono . o quel che da' medefimì efala avanti che abbiano prefa fiamma . e reciprocamente la piccolezza delle molecule de' fluidi elaftici farà come il quadrato della loro celerità . Reale i74<5. anno tanta maggior forza per allontanarfi le une dalle altre . L'efperienz$ chimiche fanno vedere. Da ^ccefi fi quello dipende che . che il fluido elettrico fia comporto di particelle x|uattro volte . o più di vertice. ceflario che le fue molecule lìeno quattro . Amraet- D d 3 * . ficcome fi fa . la luce eccitata da' vegetabili il fumo . faremmo in iftato di conchiuderé. XLV. fono perciò divenute affai più piccole Se dunque le molecule fono tanto più elaftìche. o rarefazione viene ad elTere più gran- de. più. perchè fenza far conto <3eila lua grandiflima eiafticith. vale a dire 1070. vi è una porzione di quel corpo che rendefi etereo . fé 1' efperienza fa vedere che il fluido elettrico percorre 4280.E SULLE dU ALITA" DEL FLUIDO NERVOSO» particelle fia 7fr piìi più piccole. -. come è facile a ricavarlo dall' efperienze del Sig.di forza ripulfiva . quanto fono più piccole. perchè quelle particelle avendo moltifsima forza ripulfiva .

e la più fpedita . o fia per confeguenza . 212 mettendo DlSS. fustanza midollare del cervello. ma ne' vafi poi egli pare pofllbile egli è tardo e kntiifimo . fpecialmente quando Tono afciugate. che un fluido tanto dilicato . Sottigliezza de canaletti neruoft. {p) Non in quefta nota fu)la fottigliezza indicibile de' fottiliffimi canaletti fi faprebbon qui darmi una mentita in ciò che farò per divifare nervo- quando in queffo cimento. che le molecule che lo compongono fieno 833. fé veramente debbanfi ammettere i canaletti fcavati nelle fibre de' nervi . che anno per gli noftri fenfi i pori più piccoli {9) . xLvir. volte più piccole di quelle dell'ariane anche altrettanto più claftiche . Dubitarono alcuni . come erano da alcuni figurati i nervi. fapendo che la medefima ve lo trova facilmente. la più familiare. fi ufi la legge dell'ana» . ma inviluppati lavorieri nell' organo del cervello . Ed a che mai fare la madre Natura tanti belli . non potrebbono foftenere le preflure che dalle mozioni de' mufcoli . e di là al certo fi feparerà il fotti Jiflimo fluido. fi produce nel vero un movimento^ ma grolfi . o condotto alcuno nelle fibre tiervofe . che per fustanze fpugnofe . dimoftra. altramenti le fibre infievolite. e che il muove almeno più rapidamente ne'corpì. oltre molte armi . quando i microfcopii noi Jimoflrano . che velocemente fi muovono r né che il fottiliffimo fluido de' nervi pofla con uguale fpeditezza muoverfi. che i nervi da* ventricoli àt\ cervello . non fon oggidì per ricever plaufo . che quelle fentenae che furono fpacciate tempo fa . dove i vafi foventefon fi interrotti da una cellulofa tela . o dalla pia madre traeifero gli fpiriti . quanto la luce . che il fistema animale nella tela cellulofa ha gli umori lenti e vi ha i fluidi . Non per ifcreditar punto alcuno io dico.per canaletti liberi. SUL MECCANISMO E MOTO DE* MUSCOLI. Il migliore traili microfcopii non può dlfcernere voto. o dal pleflb coroideo . vi trovi un facile paiTag* gio . e dal giro degli umori ne nafcerebbero Ma quefto fistema non potrà difenderfi . allorché ciafcheduno intenta rifleffione vi adopra: perciocché i nervi nafcono dalle ultime fibre della che vi debba effere . ne viene. Nelle piante. che il fluido elettrico cammini colla fteffa velocita della luce. che 1' abbia più libero il paffaggio in quelli . ch'è la più propria. ed oltracciò par un certo termine eftremo nelle fatture de' vafi dei corpo.III. XLVI.. tutta volta la loro trafparenza . quanto fono più denfi. fé così groflamente Ja fecrezione del fluido nervofo li faceffe ? Qltrecchè ella è una legge ben costante . logia.

proprietà le . di modo che augumenrare in ragione dello sforzo . XLVIIL Ogni trarfi . E SULLE Q. fa sforzo condella fua lunghezza fenza tro le pareti de* fuoi vafi più di quello la paffava liberamente. mantengono più lungo tempo te fon contratti Durezza del mufcolo . e quella durezza unita al loro gonfiamento. E' ancora evidentemente necelfario . ). debba necelfariamente avere le due enunciate Forza . efifte . e XLV ) cano il : nerveo. o che fa forza per cori- è e in quefto la contrazione mufcolare molto diverfa dalla elaftica. avvicinarfi al ventre del mufcolo . XLIX. 213 i nerpaf. mufcolo che opera . die più fortemen- Vengono più duri crefce allorché fi . che il fluido ( XLIII. vi per poter efeguire le fenfazioni e tali moti . Adunque un fluido di quefta forte è molto rarefatto ed elaftico e perciò fi dee conchiudere . che moltipli- volume de' corpi anche più di feifanta milioni di volte. . dieno il faggio a un fluido che abbia una prodigiofa celerità . XLVII. Ma il (angue arteriofo effendo obbligato a trattenervifi in copia . diviene diviene più forte più cedevole e groffa. t delio sforzo che gue per gonfiarle (lò) . ma i mufcoli al contrario gonfiando. e che il mufcolo contratto con maggior forza non impedifca di più il paleggio del fangue a traverfo la fua teflìtura ( XXXII.. Ci fiamo di già avveduti efler rKceffario che . che faccia quando vi durezza del mufcolo dee che impiegano le fibre per fa il fan- R'f- (io) In questo fquittinio più che altrove i Medici anno fGhìerati diyerfi ièntioienti. La latitudine del mufcolo non può crefcere in ìfcapito che fi trovi ammaflata verfo il mezzo di eflb una maggior quantità di fibre. alcuni credendo che il mufcolo fi gonlii atlla fua azio- no . ch'efsi dieno il pafso ad un fluido le di cui particelle eludono l'attività de'microfcopii . Ogni corda fciogliendofi .UALITA* DEL FLUIDO NERVOSO.

la qual co= ordinario produce mufcoli operatori di fa o pallido dlvegna^ ed altri nìegando intieramen» e qualunque crefcimento di volume del . . talvolta nel vero ufando dilicatezza nel motteggiare. o continuato per maggio. fi fcolora . Nel cuore degli aniniali maggiori . fi il rofiore . fé fi crefca di volume a dire di nò . egli fi turba. fa il pallore Inoltre negl'intefiini. e cangi di colore di . gonfiaflero. e paoneggiandofi della fua abilità j in una parola fpiranre più vendetta e furore. . fono maifempre ugualmente ripieni di fangue . due più bravi Fifiologi de' nostri tempi . e '1 Signor Hambergerj e che boriofo contradditore fa stato il fecondo al primo. che in ogni azione il mufcolo . e s' impalliciilce j mentre all'incontro Haller ha foftenuto . . quando fi ha il torto. mulcolo. ne r onda del fangue ricevuta nel ventricolo. o ch'egli fia nella fifìole o nella diaftole .Quafi della metà il m\x» fcolo fi rende più breve nella fua azione . ma altre fiate prorompendo in cenfure e morti pungenti . DE* MUSCOLI. o. o eh' efìì mufcoli fieno in contrazione . cangiamento mufcolo medefimo te tal colore. è flato di avvifo. il Signor Hal« ler . allorché agifcono . cui ioglion ricorrere coloro che fentonfi trafitti per ogni lieve cenfura che falfi a' lor fentimenti: non fi fa rifparmio in tal incontro di punture indiicrete e di parole oltraggiofe Ma ben la opinione del Signor Haller dalle fperienze fofienuta . Ogni re fpazio di fenfibilità moto mufcolare tempo quei dell' più forte. In rapporto poi all'altro punto. né meno fi fa mutazione di colore: e fi è offervato parimenti . SUL MECCANISMO E amento Rìlnjf MOTO . Ed ecco fnalancata di nuovo una grande armerìa. arrivano a foffrire un dolore . i quali rimarrebbon chiufi ed appianati. ma di certo non divien turgido del doppio. . che i vafi i quali pafì^ano per gli varii lacerti mufcolofì . III. e poi i lacerti mufcolari fi accollano all' affé del mulcolo. dove evvi di molti il colore non ftrati di fibre. . o Me. . una un tal moto. è fenza intacco alcuno. cotanto eziandio parlando delle lue -bravure . Pochi fon coloro che ignorano quali difpute fon paflate traili. nain rilafciamento il .214 DlSS. L. che refti il color fuo non mutato. e ^ar la burla. in guifa che mercè la contrazione e'I reftringimento di effi lacerti . in dati Io maniera che quando po. da rubicondo. dobbiam avvezzarci fcono fé elfi tra' fi medelimi degli fpazii . o fi muta j quando viene fpinta . di sforzo venga continuato per troppo temuna fpezie d' infiammagione. In quefto punto del cangiamento del colore il Signor Hamberger feguendo Boerhaave . che oifera Armi fon cotefte che non poflono far aver ragione.

Se fi giudlcaffe dello sfòrzo totale . Ora dunque a mifura che il deltoide fi contrae.vandofi ralm3nte più del folito. e dei movimenta mufcolare. mediante il pefo eh' ei foftiene . Dunque il deltoide folo alzando quefto pefo.mdicolare tirata dal punto d'appog- gio alla direzione del peìo non ifcorcia . rifente una debolezza ed una lafìitudine. le fibre nervee di effe accade. che fecondo la forza della contrazione. che un confufo defiderio di riparare le fue forze col ripofo . viene ad eflere la di quindici libbre. perchè gio. che a ben con fiderarla altro non è . che tirata una perpendicolare dal punto di appoggiadella cavita glenoide dell' omoplata alla direzio- quarantefima parte della lunghezza del braccio. cioè a dire à\ libbre doo* portandolo alF un piede in un minura fecondo. e per Y altezza alla quale in un dato tempo lo foUeva .E fa SULLE qualità' DEL FLUIDO NERVOSO. che fa T uomo contraendo un mufcolo. la qual cofa produce e battito. e col fonno (11)» Forza del movìmenfa^ Lf. o che braccio fi alza. ma altezza. corge di quefto difpendio. e fecondo numero de" mufcoli contrat- e 1' uomo fi acti . . accidenti tutti la pofo. . ftiramen^ fé non per lo ri. rifentono quefta premute tefe di vantag- incomoda fituazione . le 215 late- ultime arteriuzze tro. prefa da detto punto di appoggio fino alla meta delle dita dove fi può portare a braccio tefo un pefo ne dì quefto tendine . vi bifognera una forza per continuare quefto moto . L' urto del fangue arteriofo in ciafcheduna pulfazìone divien più forte a cagione di quella re fi (lenza to . perchè fopravanzando quefto difpen» dio la quantità delle forze. maggiore di quella che vi abbi- (ii) Leggafì r annotazione alfa Differtazione fulla Rabbia pagina yj » 4ove fi parlò della lafiezza. non ha folamente una forza mifurata da quefte quindici libbre. non fi direbbe il vero. Il deltoide nell'uomo impianta verfo l'alto il fuo tendine cos'i obbliquamente. che non ceffano Si aggiunga a ciò il maggior calore. di il quaranta volte più. e per inanizione . che in ciafchedun giorno può rialTumere . fé la perp. LII. fi confuma più o meno di forze motrici .

è neceflàrio ch'ella fia tanto maggiore del medefimo pefo. quanto ella mifura un minore Ipazio di quello che nel medefimo tempo percorre il pefo. fia libbre Te(12) Coloro che fentono lezioni contìnue nella Storia Medica. le fibre motrici de' quali fono anch' efle inclinate all' afle loro comune. febbene con diverfa efficacia. perchè quando fi piega e allorché 1' angolo che delcrive i' omoplata . che corrifponde a cento volte piiì di quella dei pefo che il mufcolo alza (12). che quando una potenza è in equilibrio con un pefo .2l6 DlSS. che le allontana dalla loro ordinaria direzione. che s' inierifcono obliquamente ad un tendine comune. libre in circa. III. la querti sforzi dì mufcoli le fibre tnotrici s'increfpano per una potenza. perchè la tiratura obliqua è meno efficace della retta iu ragione del feuo dell' angolo d' inclinazione al fe- no rutto. SUL MECCANISMO E MOTO DE* MUSCOLI. cap. che fa. Ma quello non è tutto . tefo il mufcolo non fi trova tanto cedentemente. e leggo" libri che nendano ed inculchino faggi precetti di Pratica . e che agifcono con una forza medefima. E ficcome i fuddetti fafcetti fono tanti mufcoli penniformi. LÌV. libbre . cioè a dire che 13510. braccio fopra acuto. fia di 1400. non fa in quel medefimo t^mpo che e fi la metà del cammino percorfo dal pefo nel!' alzarli. o fia il dopil deltoide fa uno sforzo di pio di quello flato da noi citato. che il Borelli ha trafcurati. ) è necelfario che la for* za del deltoide per quelle due ragioni fia più grande di quella fiata da noi di ftàbilita. non pure nello flato no . bifcgna che impieghino molta maggior forza di quella che converrebbe loro fé foffero retti . ovvero. il deltoide è un mufcolo com- pcfto di più fafcetti. 15. Secondo il calcolo del Bcrelli ( Proporzione 82. qualunque fi fia . il bifogni per cominciarlo. LV. ben veggiono quale fi vanti eflere la gran forza de' mufcoli. nel rapporto di ^07 a 780 . Ora quefta potenza. LUI. ond' è che vi bifogna una con eifa è piti quanto lo era antenuova forza per te- nerlo contratto. non contando che una piccola pane di quei foffi-egamenti . acciocché quelle fibre poflano alzare la ftefla porzione di pefo . in confeguenza di ciò la potenza. contrae 1200.

o fia il tendine d'Achille. il furore miferamente il trafle Nei lollevare inoltre de' gran pefi. Per convincere non fi debbe far altro che at- ad un tendine . LVII. Avendo fpiegati i fenomeni della contrazione mufcolare. Non bifogna certamente confondere la o la refiflenza che oppongono ad eflere i tenacità ftrappati de' . maniaco . foiterrebbono un pefo dieci volte maggiore di quello che realmente può queflo mufcoio alzare. o fi alzaflero da taluno de' grofli corpi . fi troverà che un tendine di una linea di taccare de' pefi fucceffivamente Tempre maggiori diametro foftiene prima che giunga a lìrapparfi . LVI. avendo infieme più di dieci linee di taglo trafverfale. eh' effi fieno in iflato di per la propria loro tenacità. il quale abbia il medefimo numero di fibre. Non fi può difendere che il corpo del mufcoio abbia meno tenacità che il fuo tendine. . . che i mufcoli della pianta nel loro corpo . perchè 1' efperienza fa vedere. ad . più di 200. più torto in effi fi rompe là corda grande. e forza de miifcolt fcoli. Dio fa che gliene avverrebbe . fupponendo che il mufcoio fi abbrevii per una forza ad ef- E e fo t® di fanità ed in certi fuggetti in particolare. e che fi attaccano fucceffivamente all'omero. quantunque foffrino lo sforzo medefimo. 217 Tenacità . ma medefimamente in alcune ftrane nervine malattie . . LVIII. bre di pefo che compongono il deltoide . Ja a un tratto £ . né figurarfi che piij mufcoli pofiano alzare un pefo foftenere grande di quello. . che ne'faltatori i quali fanno violenti sforzi con i mufcoli deila pianta del piede. ligami da' quali era avvinto .E SULLE aUALITA' DEL FLUIDO ItERVOSO. tanta la violenza è fiata de' mufcoli dell" omero che quello fi è difiratto dalla cavità della fcapula : e quando in generale fi faceffero de' grandi sforzi . perchè la tenacità è Tempre maggiore della forza motrice ." . libDunque i diverfi tendini de' mufcoli penniformi . ed in quelle i fcoffe fiere de' mufcoli della ganafcia fi fon talvolta rotti denti-- e fio- come racconta forti il Dottor Mead tal ferza mufeolare in guifa fi un uomo frenetico e che a romper tutto crebbe . mucolla forza motrice. che fi trovano nel corpo del mufcoio. Non fa duopo ch'io qui partitamente ad ognuno glielo dimoflrì . Nel grave infulto del mal caduco .

perchè taglino. Delle fenfazioni ne farò parola più abbaflb . fi vede il moto del ancora che avendo un ranocchio. e piìi nu- merofi degli eftenfori clallicità li debbono vi refifta raccorciare » per loro propria deflro. Qui loltanto fi dee ragionare de' movimenti de* mufcoli . che traverfando ce (13). fi contrae e fi convelle . Ed in fine. ma fé pria di fare tal cimento . confifte in un di fluido. quel mufcolo dove tal nervo fi sfiocca . che lìgata far- (13) Che le fila de' nervi fieno i mefTaggieri de' fenfi e de' moti dell' animale. non folaraente la parte al di fotto della legatura perde il fentimento . forame occipitale. fé Ora non fi può concepinon per mezzo d' un fluimuicoii la do. ma eziandio il moto in quel membro. tanto . fi tagli talun filo nervofo . i nervi porti ai forza motri- LXI. e con qual meccanifmo fi "efegua qjefto abbreviamento. che fé un nervo qualfivoglia s'irriti o fi punga. le parti inferiori fi veggono entrare : premuro in quella parte di eifo diaframma . Irritandofi la fpinale midolla n' avverranno le convulfioni generali . o fi leghino fortemente i nervi un mufcolo . fi è tolta la convulfione ifiefTa . Ma . non v'ha chi l'ignori. e fovente il membro guito fi refo cosi paralitico florce : fi eflenua. dove fi xavvifa convulfione . in convulfione. fleffori più forti . il Si fa nervo diaframmatico. fono re che quelli fenomeni fuccedono. febbene lia alquanto dubbiofo e fcuro il modo . di cui fi è recifo il nervo . vi rali de' nervi. diviene freddo. Egli non fi dubita. rimane ora da cercare d' onde gli venga quella forza. ed infinuandolo verfo allora le mandibule che fi muovono il . fi perde non pure il fenfo .2l8 DlSS. Tagliato un nervo. LIX. fecondo V efperienza iftituita in Lipfia. e fé fi '1 veicolo dì effa. per ifiimolo forte o per puntura di qualche nervo. il' finiflro effendo ligato e che refla fra la legatura ed il diaframma riprincipiare fi fa od anche una perfona a cui fia (lato recentemente tagliato il capo. Ili» SUL MECCANISMO E MOTO de' MUSCOLI. ed infinuato uno itilo nella midolla fpinale. nuli' altro il LX. ed in effendo fe- i mufcoli . quando fi è prefo il ripiego di tagliar il medefimo. che quando che . onde faffi quello mirabii magiflero. Per mezzo di altre fperienze è noto pure. ma il mufcolo fteflb perde ogni moto . quel membro fole non fi convellerà. . La forza che contrae i mufcoli vien loro mediante icafo intrinfeca.

. in cui per la mancanza del refpif© nell'utero. e che faccia le veci di uno fchietto terreno . ed i moti -volontarii e pure la medefinià da altro non nafce . L' apoplelìa toglie in un fubito tutt'i fenfi . fi una tal ferve per lungo tempo iigatura. immantinente ofcillano a guifa di tante corde tefe . che da tutti fin ora creduto. e gl'interni nofl:ri fentimenti trovCTaffi che tutti maifempre an la fede nella membrana mu-' fcolofa del diaframma. con cui ha niegato che il cervello abbia quell' ufo . che fi fa nel cen^ è grandiflìma tro o nella circonferenza di cofiffatta membrana . adattatoci anche un legnetto perchè refti con efTo meglio ferrata. ed un fanciuUino nel quale dopo pochi dì dalla nafcita. ed a' Ninna azione puote darfi . da' Il nervi de' fenfi fi Ipedifce alla volta del cervello . Adunque la vita dell' uomo . efaminandofì tvtt' i varii affetti dell'animo. fi ha quando il cervello è libero ed i nervi poffono di leggieri fare il trafporto delle efterne impreflloni ad elfo ^ o pure quando il fluido nervofo . lo chefu una ftorta credenza di non pochi Medici j ma sì bene perchè ne' nervi evvi de' fluidi fottiliffimi. Moltiffime oppofìzioni fono ftate fatte al fiftema del Signor. • SigTior de Buffon nella fua Storia fifpondervi . fenza mufcoli la forza e '1 movimento che vi fia il libero commercio trai cervello ed effi nervi . ma egli ben prefume dì . eh' è una continuata fiera di moti . la cui fquifita fenfibilità ficchè ogni ferita. . . efercitano preffione in quella molle mafia. 2lp V arteria aorta defcendente . II vero centro de' fentimenti .Buffon . eccita fiere convulfionì. 1' animale a cui jicucito fotto de' reni. una volta chiamati fpiriti animali . non percliè ubbidendo efTì a* comandamenti dell'anima. i quali fluidi fon ^uei corrieri fpediti .. e prefa feparata da ogni fila- mento di quei nervi che nafcono no fopra di effa. : • -. noi non vi ravvifiamo fentimento ed i ragazzetti fanno de' moti per femplici guife meccaniche.. e le fincopi fembrano cominciare da qtiefia parte: ma nel cervello non evvi alcun fegno di fentimento Anziché nel feto . de' fiioi E e 2 pie- Ma quefìi nervi agifcono . per piccola che fia .UALITA' DEL PLUIDO NERVOSO. che "volano e portano alle parti il fenfo . feparati nel cervello dalla parte più pura e raffinata del l'angue. Le naufee . è il diaframma. e non di rado fopravviene lo fpiacente fantafma cella morte Dall'altra banda. e che preme la fuflanza del medefimo la quale preflura nafcendo delle volte da fiero ne' ventricoli ricolto . ed eziandio da fangtie ragunato ne' "vafi del celabro i quelli divenendo gonfii . . E SULLE Q. e che è fiata fatta fi getta- che fia nel ventre. ci©è che fia il noflro comune fenforio j ma vuole e difende fi è che piuttofto fia un organo infenfibile. che da fangue diffufo fui cervello . fecondo queflo Storico Naturale. il moto del diaframma è niente o pur debole . Naturale ha mefib su un fifleraa. che a' nervi dà nutrimento .

La forza che pogiammai . . di effi fé non tempo. le egli è una quantità grande. nervi. non è mai pofTibile che produca in forza . che fpreme dalla midolla fpinale. la qual cofa probabilmente fi efegue da efla a traverfo i pori inzuppandoli dal di fuori all' interno . e continuato dal cervello fino a mufcoli . e cosi forti? fi ( XXXIX. voler noverare là terminata fafnìgh'a degli errori che fon corfi (14) per iRabilir la natura del fluido nerveo .lII. che l' influflb immediato del fangue non è necefiario al moto de' mufcoli. che i fluidi vifcofi deono foffrire . quantunque il /angue porti a' mufcoli . non può efler A miga per verun uomo oflervato. che ferve a nutrire crefcere ? Non vi è apparenza veruna che ce lo poÓa far credere mentre quando ella folle tanto fluida quanto 1' acqua. perchè alla fine la forza de' fluidi prodotto della loro mafia mohiplicat^ col quadrato della loro celerità è limitata . LXiir. ed a farli : dal cervel- lo. fia perenne. LXIJ. alla quale vi e credenza che non appartenga vafo veruno Non ferve per . ed a' nervi una linfa neceffaria a tenergli in una debita mollezza. abbiamo già veduto. che non può far altro. condizioni tali. che come invifibile . quale è quella capace a produrre moti cosi pofteriori. ed ogni moto. ed a rifcaldarli.22 O piedi DlSS. ) . )(i4}. il quale inzuppa i nervi. e fenfo. emendo il cahbro infinitamente confifie nel : elfi la richiefia Jlretto. Sarebbe egli e forfè la linfa nervea. romperebbe piuttofio molto facilmente i nervi medefimi. e nutrirli . i e L. Ma quale è mai quel fluido . che venendo a mancare. Quefta cofa dimoflra-. è necefiario che vi fcorra della quale la linfa non è capace con una velocità forprendente. produrne un tal moto. alefla trebbe ad lorché fono fpinti dentro de' canali eccefilvamente angufti (XL. che quello fluido . Jiingo SUL MECCANISMO E non perde il MOTO '1 De' MUSCOLI. uè- i . e moto dopo rapidi . egli vi bilbgnerebbe g^-an tempo . che palfa per gli nervi con tanta celerità. fé la mafia che vi dee pafiare come pur troppo dee eflfere . che annafl^iare i nervi per umettargli. debbe finalmente anche mancare ne' mufcoli ogni fenfo. a motivo degl'impedimenti e foflregamenti immenfi. in quella guifa appunto che il crifiallino fi nutrica nella fua borfetta. imprimere quella celerità .

la quale oltracciò ha le particelle fue Dierono molto più groffe ed irregolari di figura di quelle dell' acqua . e defle l'origine al fluido de' nervi. Spac. o fé è necefìario. ciarono gli autori dianzi riferiti con tanta ardenza tal fentimento . e Matematici. LXIII. . Più tofto è da poiar un poco fu quell'altro fiftema. e quella a ciane che abbiano qualche aria di veriprodurranno fentenze maifempre firn il e. vi è parimente neceflaria una fimile quantità dì fluido nerveo. le .l'atmosfera. ch'io intendo parlare de celebratiffimi uomini il Keill. per r offb cribrofo o per mezzo del refpiro . ficcome i fluidi diilendono i vafi per ogni verfo . che non evvi flrada aperta dalle narici nel celabro . molte mature fpJritrT3€rvofi rifleffioni . vivangato. Se fi pretenda inoltre. faranno rigonfiate tanto all' infuori ^ che al di dentro. il Senac . . o nelle fibre de'mufcoli. Ognun comprende. che contiene all' in circa due oncie di fangue. co^ me fono quelle del cuore. il Leibniz . In fiffatte. che fi fuppongono per queft' effetto ne' filamenti de^ nervi. Coftcro tutti di concerto credettero che 1' aria . quando dopo . il Bernoulli. . Io metto in non cale quellè~opinioni rancide fecondo le quali da parecchi Scrittori veniva difefo . le fibre circolari . che la materia onde formanfi gli Sono da che compone la luce leggerfi le quiftioni Ottiche recate incomparabile Newton . Gli antichi volevano che per le narici . quanto porta il bifogno di reflringere interamente la cavita finiftra del cuore. l'Hamberger. quali opinioni puerili e • Ilanza elaftica al par di lei. fine quello fpirito acido univerfale che raantien pregna la gran mafia dell fi .reti non cadrà chi a' giorni noftri s'intende qualche poco di Notomia. che almeno fi gonfiino di dentro. . che concorra nella teflìtura di quelli mufcoli. formi la materia degli fpiriti nervofi: enei vero ad una elaftica lanugine la raffomigliò il Gran Leibnizio . faggi princi-pii fu di tal punto i Filici di quefto fecolo . che il fluido nerveo aglfca dilatando le vefFichette bislunghe. fi conofcono che fon lievi. né tampoco nel fangue vi ha aria elaftica . ir quale benché peravventura fia di antichi natali. o Io zolfo del fangue. o un fai volatile oliofo .221 E SULLE aUALITA' DEL FLUIDO NERVOSO. 1' aria fottile s' infinualTe nel cervello . le cui parole al- trove furono da me . da dozzina . ftabilirono fia la medefima fuftanza dell' . lenza ben pefarlo fulle bilancie della ragione perciocché avrebbon eglino ben . anziché molto vi fi fentirà che puzzerà d'inezia . o pure una 'ìo~ aria . avvegnaché diftefamcnte venne defcritto da Galeno al titolo fulla utilità della refpira-^io' ne tuttavia egli ha avuti non pochi moderni feguaci del più alto rango de' Filofofi . che per poco venne a difcoftarfi dagli altri. che il fluido nervofo fofle il medefimo nitro che fvolazza od in pei. anche a chiufi occhi .

rità di quello fluido fopravanzafle il 2880 millioni di volte quel- fangue alla detta altezza . una . I nervi nella loro origine fono e infinitamente molli . antichi Anatomifti anno creduto. 2. LXIV. E' neceflario dunque che la celerità colla quale il fluido nerveo vi giunge. vale a dire eh' effendo capace di percorrere orizontalmente venti piedi per feOra condo. e per confeguenza fiato mefib . fimil colonna quanto l'apertura è de' canali nervofi quefto ventricolo. tergli in pezzi. prefa due . di rifentire elaterio. facefle 57(^00 millioni di piedi in ciafcun fecondo non vi è che la luce. Ma neppure tutto quefto è fufficiente: a ciafcheduna pulfazione è neceflario che quefto fluido nerveo vi vada con una celerità 222 . i. che gli fcuoprirebbero facilmente Bifognerebbe dunque che la celeventricolo fìniftro linea di taglio trafverfo.DlSS. Quella che dell'aorta è d'un linee verfi . che ài. 3. tanto maggiore di quella. gli orifizii delle fibre . mezzo pollice quadrato in circa. capace di far falire za verticale ( il fangue dell' aorta a fette piedi di altez- E/per.. divengono pure polputi . morbidi dopo la loro efpanfione ne' mufcoli. o il fluido elettrico. fecondo rienze di altri non raccorcia niente affatto quando in non iflato prima fiirato. forti il 1' ture fatte 1' una dall'altra in diflanza di tre . fia Emaftctt. e 4. o fia di 72 I nervi poi che vanno al cuore fono si piccoli . che pofla traverfare con quella velocita corpi cosi denfl come i nervi . pollici nervo efpefia non fiato fi raccorcia neppure di una fi nona parte e . e nel loro pafìàggio . perchè fé ciò non foffe. del fupponendo che quelli vina abbiano in tutto nervofe fono più piccole della diecimillionefima parte d' un quarto di lirica . Come mai dunque nervi cosi deboli refifte- ranno all'azion violenta della linfa fenza lacerarfi nella loro ori- gine. che non ve ne foflero. Continuamente fi vede-. che può foftenere di fangue. SUL MECCANISMO E MOTO De' MUSCOLI. che quella iporefi è contradet- ta . ) . più piccola di quella dell' vanno a aorta . vi farebbono de' Microfcopii. IH. fenza metla che può alzare . e nella loro inferzione ne' mufcoli? LXV. raccorcia liga- quafi della metìi della fua lunghezza. quantunque involti in membrane affai grofle Effi nel corpo vivo non anno alcuna elafticitk perchè mentre la vena tagliata a traverfo tra fi fenfibile.

e delle Fifiche fcienze E chi mai ardirà dubile prefcrizioni de' rimedi! . evvi di bifogno delle Matematiche. e metten- zioni fi ottiene l' intento . non ufcirà che con fette (15).noa NN+MM ( ^ Bermully ^ Hydrodfnnm p. farà la metà dell'altezza del recipiente . Outgred. l'acqua che non aveva perduti che tre decimi della fua celerità. e di più rità per fimili moti. e cosi di feguito ammettendo un maggior M nu(15) In una nota della Dlflertazìone fulla Rabbia io avanzai a dire che l'applicazione dell' Analifi fublime alla Medicina non par che molto conduca. ciò delle vefcichette bislunghe per l'abbreviamento de'mufcoU. fuppofia quella veffica. Bombell . LXVII. togliendo l'efpreflioni numeriche dell'antica Aritmetica coffica . 145. acqua in ve- N con una celerità relativa relativa con una celerità ad MMX -— —--— altezza - X. Sia una vefllca LXVI. il quale anche per sé medefimo non può concepire la necelTaria celedalle offervazioni . che fon quelle da determinarfi per ifciogliere un problema. il quale ha di vantaggio . role e di molta carta per rifolver un problema oggidì con poche equatarne ? Gran paefe . o vero dovendo l'acqua ufcire con dieci gradi di celerità. . Cartefio vi faticarono dimolto prima. 223 avendo bifogno per ifpiegar. o per nelle varie infe^-mità Altrove poi diffi che per guftare le utili teorìe de' migliori autori di Medicina . .E SULLE QUALITÀ ta DEL FLUIDO NERVOSO. ) . a quei problemi che in niim modo potevanfi altramenti rifolvere . MN nel fondo fia d' un recipiente 1' R i tutto ^ieno di acqua all'altezza X: l'orifizio d'ingreflb dell' acqua nella veffica ce di ufcire per ufcira cke M. Infiniti altri vantaggi fi fon . non gliene remerebbe che la metà . Se l'orifizio d'ingreflb è uguale = N. l'altezza generatrice della celerità doa quello d' efito po aver traverfata la veffica. comprendono quefle cognizioni e molti utili fi ion ritratti mercè l'efercizio delle medefime . e l'orifizio di efito N: all' . §. e dafli la foluzione eziandio doci in via del calcolo letterale . 8. Si fu quefto uno de' gran benefizii che a noi il primo Francefco Vieta Franzefe ci recò . e fpecialmente mercè l'aiuto dell' Analifi fpeciofa perciocché dove prima eravi di bifogno di tante pa. non può eller a meno che refti molto rallentato quel fluido. Harriot . e così è qualora da noi s'intenda per la Pratica Medica. che fi polfono le lettere più di leggieri porre a calcolo. Supponendo poi due veffiche in fila. e fi poffono parimenti efprimere le quantità ignote." ma varii moderniflimi vi fon feguiti .

. . • . Ne' tempi andati per effer taluno Dottore in Fifìca . o quafi tanto agile e fottile. . non foniminiftrando in un ora di tempo una gocciola di quello liquido.evidentemente. fpecialmente dopoché farà necefiariamente più ral- lentato da migliaia di vefcichette. 9. ed Integrale. eflc' opinione tanto . inventati dal Newton . la quale è bafe e foftegno della Teorìa Medica. un umido radicale. quattro qualità Peripatetiche. due fole delle quali gono la metà della fua celerità originale? LXVIII. da non la poter accettare. e degli alti-i Fa pure il brutto il vedere . Anatomici f v' abhifognano cognizioni d' Idroflatica d'Idraulica di Dinamica. le forze centrali. . le refiftenze de' mezzi. il moto di rotazione.lII. il moto de* pendoli . E' quefla una giuftifica pel Signor de Sauvages . come il moto variabile. ma l'amore del vero fi dee prer. Analitici. e nelle quadratunel metodo delle tangenti . fon efli i primi che ignorano i fondi veri della Fifica medefima . o del calcoIo Differenziale.'rre. Meccanici. il quale cotanto lì è dilettato di tali fcienze per ufo della tcarìa Medica» re delle curve . che ben fa diftinguere l'oro dall'orpello. ragliati in tempo che l'animale vive. che i Medici i quali fon chiamati i Dottori ^lla Fifìca . e con un furibondo archeo fi fpiegava tutto. quando almeno non fi truovi ne' nervi un fluido elaftico . e con la fuppofta neccffita necelTaria a contrarre flato il mu(colo(XL. e nella teoretica Medicina. Quelle difficultà fono infuperabili . e fé fi trovino da fuperare di anche delle difficoltà ammettendo quella forta però non faranno capaci di combattere quella fluido . Fifici . tanto più £he tai difficoltà dipendono più toflo dall' ofcurità generale nella fon rilevati poi dalla invenzione del calcolo delle Fluflloni . Ma per poter ora aver il guRo de' moderni libri Fjfici e Medici fi richieggono apparati Aritmetici.224 DrSS. numero di veflìchette ( BernouUy Hjdrodj/nsm Seti. come mai ne potrebbono fomminilìrare due oncie per fecondo. della quale è il nervo Iciatico pofteriore. ma medefimamente in rifolvere i punti più belli e più peregrini della Fifica razionale. quanto il fliido elettrico. e dal Leibniz . ). Bti! fo ch'io qui tocco una corda dirguflofa. Regni7. Geometrici. non folo in determinare i problemi de' maffimi e minimi . non pòfj à niegare la verità di quefte ragioni. non avea meftieri di molta jiitica Con un poco di caldo innato. La gente laggia. gli tol- eLXII). o almeno non faranno tanto oppolle a' fenomeni e regole dell'Idraulica. . Ora i nervi di qualche groffezza. . ed in mille altre forte di problemi dell' Analifi . SUL MECCANISMO E MOTO DE' MUSCOLI.

fi ed i diverfi fafci del mufcolo produrre un increfpamento inuguale nella in in pelle. che del raggio . e per violenza in quei foli nervi. fé noti dall' alto della collottola . e perciò fi portafle alquaRto abbondevolmente . ed i mufcoli erano molto vifibili a motivo della Le prime tre ekctrizzazioni fatte ogni giorno fua magrezza C013 due o 'tre fuhninazioni. fecondochè io efiraevo le fcintille da' loro muOra ficcome il bicipite. non trovaffe oftacolo che all' origine del nervo brachiale oftrutto . Pivati. e ricuperò quella intiera falute. che un braccio paralitico Si pungeva con degli aghi profonfenza moto." troviamo riguardo all' efiftenza di eflb nel corpo ci amnì fono uh di fettant' anni . come .ne da effo portato fempre più alto .. tanto delle dita della mano medefima. fiati . me e da altri vene fi e fparì ogni il lividezza LXXI. diiataraemte il fenfo e'I moto . e rimpiccolire . elettrizzati le dal Signor Jaliabert. ne' iquali cagionavanfi le fopradette punture. ed il raggio faceva un angolo molto manifefto coir omero . la quaie dell' 225 E SULLE qualità' DEL FLUIDO NERVOSO. Elettrizzavo uomo avea da venticinque anni a quella . era ancora riavefli fcoli efienfori e ..ven. parte .- fé il mufcolo i fofle : riftretto tutta la princi- fua eftenfìone ed in tutt' fuoi falcetti dubbitai F £ pio . e ferrare qualunque dito ch'io voluto. vo il A mezzo corfo della cura mi divertivo ad eftrarre . onde pareva che il fluido elettrico determinato da quelle fcintille a gettarfi pia abbondevolmente Eella midolla fpinaie. non produflero veruna mutazione» alla riferva di certe vive punture all' originale del braccio fotto l'omoplata. delle fcintille a quello fuggetto da diverfi fuoì mufcoli ed ave- piacere di vedere Rendere. da . vi concorfe il calere. LXX. quantunque non fi eftraeffero fcintille . il quale ogni giorno più . oflervare che cangiamenti ^Izarfi levato in fuori. efiraevo da elfo molto fpeflb delle fcintille per accadevano . . facendo il bracfleflbri cio in quefto tempo un angolo retto col radio . e fenza fe«fo damente fenza eh' ei niente fentifle . fecero più patenti come accadde a tanti altri . Queft' uomo al termine di qualche giorno ricuperò gra- uomo LXIX. d' altronde però avea le dita contratte. e veddi il fuo tendine in tale angolo intorno ad un pollice.

nel fentendo un cofpo che dalle mani fi Rendeva .^l6 DlSS. che ficuramente fecuiralTe il cammino de* nervi Un Sa. più corto. e vidi. un grande il voto di quefio tubo . il cane fenti- va vivamente allora . che nel corpo umano non fi un fluido fimile a quello che al di fuori della fua efiftenza. LXXlL darmi nel fuafi la fcolTa Altre volte efiendomi elettrizzato da me fleffo. allorché moftrava di fcemare il volume. da che un filo dava tanti fegni lunghiflimo produce maggior fuoco e commozione. momento vio le llraniero affai verfato in quefte materie . ed avendolo elettrizzato allo fcuro. le quali teneva l'efiremita d' un tubo di verro voto d'aiia. cafcando efib come pioggia di fuoco nel bicchiere . e che la fonte del fangue era luminofa. Non ho vaffe dubitato. è neceffario che in quefta lunghezza vi fia una quantità proporzionata di fi aldo elettrico meffo in che un altro rao- . offervai che cosi ragliato gittava de' filamenti di luce. e che venendo toccata colle dita la fonte del fangue^ fi eccitava una puntura full' apertura della vena Sperimentai elettrizzando due perfone al buio. pio d'ingannarmi. facihiiente mi perche dal filo di ferro elettrizzato partifle un fluido elettrico.lII. LXXIII. mifurai il numero dei battiti del cuore fopra fette perfone.A quelF oggetto feparaì il nervO' fciatico ad un cane vivo in maniera. tanto avanti. di un quinto in tro- LXXIV. che diminuiva reahiiente la . benché non re intendeffi ragione. nel momento ch'era cagionata in effe la fcoffa. e che il mufcolo fi foiVe nafcofto fotto i mufcoli vicini. che nel tempo della elettrizzazione . fé venti volte è più lungo. come farebbe di venti volte . mi rifpofe che tutte 1' efperienze confermavapofteriore no quefìo mio penfiero. a cui feci note mie rifieffioni. e trovai che il battito del cuore fplendore in tutto diveniva in queft' ultimo tempo più frequente circa. ma di poi ^ MOTO mi ^afficurai molto bene. che gli fi cfiraevano Mi fovvenns che a Strasburg era fiata elettriz ata una perfona nel gli veniva cavato fangue dal braccio . in ragione della fua lunghezza . che refiaffe foll-^vato per l'elìremitli inferiore. SUL MECCANISMO E DE' MUSCOLI. fino alle vertebre del dorfo . ciafcheduna del- tempo che . e le fcintille che . perché.

11 fluido elettrico adunque non è efìfenzialmente folamente quando fi trova ammaffato in un pennaccbio . e di muoancora. vi fi 227 venu- moto. è fiflb . gittavano fcinti-lle dalle gambe.in maggior quantità. che da un altro morto . roinofo. e tana . ora è volatile ed efpanfivo al . obbligandolo a il fpanderfi ed a comparir di fuori l'elafiicita. che là maggior lu- parte degli altri corpi. uè veggionfi vifibili fcintille. o eh' è meffo in un moto rapidiffìmo per mezzo del fregamento Quefto fluido non è aderente neppure a tutt' i corpi con la fleffa intenfita o forza. ed i folidi molto elaftìci: fé ne fon veduti alcuni che camminando. verfi corpi . ma P f 2 Te: . che da altri. vi bifogna un foffre^amento eftemo per eftrarne delle fcintille anno il fangue da' gatti. Fay aveva già oflervato . che fì «ftraeva più materia elettrica da un animale vivo.E SULLE aUALITA DEL FLUIDO NERVOSO. che fi truova perennemente nel noftro corpo. da' cavalli e dagli nomini che molto vivo. che minerali? LXXVI. ed altri. Ma quefto fluido elettrico. non è fempre nello (iato di efpanfione . che dal fecondo. fecondo le Tecentiffime olTervazioni del Signor le Monnier. altri le girtavano dalla faccia fìropicciandofelà . non paffa certamente -dal non efiftere all' efiftenza. e tramandandone il corpo umano. tanto vegetabili. tutto quello che trova non è certamente <li vetro che fi fh-ofina fino alF eftremirà più lonAltre fperienze anno fatto penfare nella fìefla maniera Mr. e la mettano in moto? LXXV. Nollet. e venendo a concentrarfi in quelli . e veggiamo che a forza di fregare con più preftezza certi to delle parti. ed vivo fìropicciamen- ma non per quello lafcia di efiftere. non ne viene egli in confeguenza che i fofFregamenti de' vafi fufdtino la materia elettrica. elfendovene fempre nell' aria che ci circonda e ci penetra . fcappando egli con maggior veemenza da alcuni corpi. e perciò da quelli per farlo fcappare v^ abbifogna una forza maggiolo è . come portano refperienze. non dubitando quelli che il fluido elettiico non rifieda in tutt'i corpi. quando non vi concorre l'attrazione. con i quali ha maggior attrazione. fi le facciamo maggiormente comparire - Perchè mai non truovera egli nel corpo umano. e particolarmente ne' corpi animati ^ Mr. co- to dal globo ficchè cavando più fcintille dal primo . Quefto fluido adunque -ora .

ficcome da una banda fi conofce . che la forza varia di attrazione.IJI. generale per poter intendere. indi comunicata il la qual verità manifefiamente fé il avvi fa . che la maflima elettricità aequifiano quelle calze che anno un negro colore. elettrici fono quei corpi addimandano . e lo flropiccio cosi dall'altra parte conchiuderà. aoaiupnendovi lo Aropicelo. zino^ favorito . né di quefìo "fenomeno altra è' la cagione. terà a conofcere che tale fofianza è il fluido elettrico dappertutto nella materia difFufo. ma nata nel corpo fi umaofferfi no ed ufi. ed indi comunicarlo a' nervi ? Adiin- . per attrarre l'elettricifm^ vi fi richiede una fingolare difpofizione delle particelle della noce galla. E quello il rileconfronto con ciò eh' avviene nella elettricità delle cal. che fieno fiate infufe nella no^ ze o de' panni di feta . e non già. elaR-ico . lungi come dal centro alla circonferenza .. ad onta di tutte le altre parti . iì corpi il di fua rendono per forza fpande affai fiuido elettrico contenuto natura elettrici effendo fofFregati. invifibile. efìendo necelTario che un altro elettrico gli torrente fluido . e fé ("1(5) Dopo che per tante ragioni ref^a chiaro che fi debba ammettere ne'" Bervi un fluido. Egli fi fa che alcuni corpi fon pregni del vapor elettrico per eccefìb .228 re ! DlSS. vando che fenomeno fuccede fi braccio fia nudo. dan fuori delle fcintil'le elettriche II lodato Nollet ha fcoverto poi mercè le fue particolari oflervazioni . LXXVJI.» . al graffume fi . e a delle altre . per codi ~ municazione. tali SUL MECCANISMO E che fi MOTO DE' MUSCOLI. Allorché due calze di feta fi metton una full' altra ad un braccio ignudo. penetri per eccitare fiflato e mettere in moto quello che vi fi truova I (i<5). . atalla membrana cellulofa. Egli fi dee riconofcere una fcwza particolare ne' minimi elementi delle fuftanze materiali. ed allora quefto . perchè il fluido elettrico dal fangue tacchi al cervello ed a'nervi . ed altri per difetto . fcoverta fulle prime daJ Signor Symmer Inglefe ^ indi comprovata dall'Abate Nollet in Parigi. . mobiliffimo. è toccata in forte una particolare forza di attrarli dal fangue il fluido elettrico .. fìccome ci ha avvifato il Cav. re sì belle apparenze. a>ì eerto per gli Newtoniani il magazonde prendono effi sì fovente le merci per regalare a noi la fpiegazione de' varii fenomeni Ma non bafia egli quefto foi principio : Nev^ ton e tale forza attraente è . nello Itaccamento. veremo ^dal fare la quale entra nella eompofizione del color nero . onde procede pei che diverfaraente s' imbee ed "attrae il' vapor elettrico. che la elettrici- ce galla tà eh' efce dalla detta feta . non è tutta propria . slk oflà . che forma un ingrediente del colorito nero Perchè dunque non potrà affermarfi lo fteflb del cervello > al quale organo. che . e raro non fi fien. o pure benché non fieno di tale tintura . Or al mira.

Egli è certo. ella comanda . LXXVIII. delle fortire . trova però fenza dubbio maggior facilita a feguitare le tortuofiper fino all'erbe ta del fuo conduttore ^ . quella bcntofto al cervello fi comunica . che a fcappare . . vi 225» fegue la la direzione rapidamente. io dicea.. condutLore della elettricità.•E incontra un conduttore di cui SULLE (QUALITÀ* DEL FLUIDO NERVOSO. . per quelle palefi ed occulte ruote che lavorano dentro noi . e formano e ch'è gli aiTcdi e la bèll'a catena àé. della nuova edisdane di Fillologiaj che dar dovea alla . e verfo la fteflo globo non produce. Il filo di ferro. globo elettrico. ìmpreffione. che non anla pelle . in quel momento . vedefi. immantinente vedefi fparire quella luce . e di rifpondere partitamente a' medefijiii perciocché io non vo diffunulare.Se accade. e portare T elettricità fopra corpi medefirae anche rugiadofe . ficcome avea dichiarato nel pubblico manifefto . E dall'altra parte . L' anima che ha per propria fede il cervello umanò. lafci di far parte del fuo torrente elettrico . onde meritino di efler qui propofli . e gettarfi fu i corpi cir- convicini LXXIX. che corrifponde a quel tale volere dell' anima . dimanierachè origine è fìtuata al forma un torrente. ne . che fi eftragga una fcintilla in una certa didanza dal conduttore. può traluce verfare anco molti campi diverfifllmi . dove dava avvifo luce . il_ moto_ della macchina. come che fanno de'fervigi a noi Io non iftimo di addurre gli argomenti di Alberto Mailer contro l'elettricifmo dei corpo umano . ella vuole. ma quantunque non. eh' egli produce de' fiocchetti luminofi . che una piccola comparfa di : . • no che effi tanta faldezza la . l'abitatore di alta sfera. come un filo di ferro. . che fi trovava all'efiremita apporta. . morte non ce l'avefle grand' uomo il nobile animo di fé così preflo furato. per ben lontana ch'ella fia. Adunque la materia elettrica fcorrerà pergUnervf: ma per qtiegrinvogtì membrane che cingono la lor fuftanza non potrà indi 1' elettricifma . e fentinelle lofofi confrderarono maifempre ì fenfi .. qusndo^ ne' fiocchetti nervafi diramati nele ne' varii apparecchi degli organi de' fenfi > fi_ riceve efterna. e ir difperderfi .^ Principe di fpotico. avrebbe avuto quefto in tutta quefta materia dell ritrattarfi elettricifmo animale. e vedefi che a punto in quel momento per quel!' arnionia di partì.. e la fine alla ftremiperciò non è che all' eftremita più tìi dello fteffo conduttore lontana del globo. ed in quel punto ancora corrifponde il precifo penfiero deiranima Perciò i più faggi FimefTaggieri . corpo noflit>.

III. . LXXX. Non trico fi dareLb'egli afl^inita. e non (ia. gamento •di . I fioc- . i quali anno una denfita più analoga alla loro. perciò il è generale : la . e di odore diverfo a traverfo anche chetti elettrici . diverfo in diverfi corpi. tutti sul meccanismo e motode'muscou'. e non fon eglino conferve di fluido elettrico come fono della mateverifimile luminofa. ed il fluido elet- una tal quale fia per la denfitìi. bile è più faliva pefante in ifpecie dell'oriria. come la polvere da fchioppo ritiene la fiamma. e non fi fepara che da quello. fi prefenta LXXXII. '. le LXXIX. che . e la midolla fegato ha maggiore gravità fpecifica de' reni . e quelle che Tierveo. zolfo. e fecondo le refine che contiene .230 . fono più turche anno traverfato il ferro chinetti. e nel cori po umano quella regola nerveo. e la cera di Spafulfuree .0 dalla putrefazione. poiché tutti. corpi ria ripieni di parti infiammabili. LXXXl. cia operare? Sviluppato che za centrifuga o l)a . Djss. che coftituifce ritengano il la fiammaf' nello Non è egli ch'effi fluido elettrico itato fiUo.he da elfo partono. un e altro fluido elettrico rarefacela che il che a e foffre- guifa lo fac- una fcintilla fviluppì quello fluido. Per quella ragione ancora le . gna. fpinale è più parti leggiera di tutte quelle altre parti. la luce elettrica del vetro è più bianca. Ibmminiftra fiocchi di colore. non fi fluido per fepararfi debbono comporne il fluicertamente un feparano che nel cervello in un feltro. anno l'odore di aglio Signor Pivati. acquifta una foruna efpanfione incredibile in quella guifa -ali' aria fviluppata dalla fermentazione . l'orina della faliva e la del fluido quelli fono più gravi delle parotidi. e la forza di . che fuccede fia quello fluido. l'ambra. non fi feparano che nel fegato quelle del- la orina che ne' reni. . debbo* no ilo foi-mar la bile. Lo refine. . fecondo le particelle diverfamente odorifere . in virtù di che i corpi attraggono a fé maggior fluido -elettrico difperfo nell'aria^ di quello che facfluidi fono pii^i aderenti a quei corciano altri? E' vero che pi. tra certi corpi . e le icintilla Se fi predi fede al <. o fia per la fi- gura delle loro molecule. Il fluido elettrico è . appunto. bi fogna che vi abbia una mag: Ugualmente a gior aderenza di quella che haveifo di altri. ciafchedun corpo elettrizzato.

23I La luce poi . il fego giallo 8cc. Non ne viene combinazione ed per altro in confeguenza di quella maggior lo abbiano più fiiTo. tanto meno ha d'elatere y attrazione. fa dal flùido elettrico y anch' effi . quantunque fol'di e per ifcorrere e feguitare le loro pò{ione rofita fenza allontanarfene. e ' attive. quando è carica di vapori aquei. elettrico . e dagli ? animali. e che quello del corpo umano o groflb . e fia più meno attivo a fulfuree ^ cagione della fua combinaTiione con della che fono affatto proprie dei?!i animali- particelle LXXXV. Non la è egli che verifimile da' . dell' Il fluido elettrico dunque. o fia fluido elettrico. a motivo che avendo meno dì malfa le attraggono più facilmente E' ancora ugualmente verifimile . che altri. Newton. . o è mlRo. ed innnuarfi anche nel fangue . Gertifllma cofa è che le particelle diverfe della luil ce fono di diverfa grandezza fono le quelle che . da' minerali. .che un E SULLE Q. o fulfureì. come quello c-mblnato ad altre foftanze come quelpenelo degli animali Il fluido elettrico puro dee finalmente trare tutt' corpi. che il fluido dunque più fiamma ripetano che gli quelle diverfe qualità dalle molecule fulfuree y attraggono quali tra- vegetabili. anno maggior facilita nel deviarle dalla loro direzione. quanto più è caricato di molecule eterogenee. ma che fono proprie per aver adefione . ma portato con elfo fangue al cervello. della quale abbiamo fopra parlato. vi dee per ragione di affinità. fuorché nel cafo di una grande efpan- . che alcuni corpi abbiano in quella guifa che 1' aria perde una parte della fua elafticith .U-ALITA' DEL FLUIDO NERVOSO. degli animali. attrarre e legare altre molecule più grolle e meno aria. che ii fluido elettrico non folo abbia delle molecule eterogenee quanperchè corpi vicini . producono color roflb fono verifimilmente le bili. to la luce. e fia diverfo da quello dell'aria. ma che meno volatile. che non è molto diverglobo ài vetro . o è puro . per verfano LXXXIII. è dì diverfo colore nella fecondo le offervazioni di diverfi corpi. perchè il medefimo fluido elaftico . le ì più grandi più piccole perchè e meno refrangi- pavonazze le più refrangibili . lo fiamma e di zolfo la produce blo. ai filamenti ner« voiì. i LXXXIV. dove per via di fperienze ft trova v'LXXTi).

che fi flende per tutto quel lato del corpo. fluido nerveo. predotta ne' corpi vicini dal altro e quefti filamenti e bene fieno penetrabili faranno già da verun grofie fluido fluido elettrico dalla di noi più compoflo particelle donde viene che quel paralitico. nervofi. facendo 1' non elfer neceffarlo di premerlo fbtto la legatura verfo il diaframma. allorché gli veniva LXXXVIII. on tremolamento fpafmodico . Sfoffe mcfìb in moto. e quafi paralitiche. da che nafce che quel mendico. capace d' impedir il paflaggio al fluido elettrico ? (LXVill).. che oftruifle i nervi . se non per mezzo di promuovere e far agire il Diverfi abililTimi Fifici indicato efperimento fui nervo diaframmatico. e che per un poco di mangia fi lafciava toccare la dura madre . . 2 32 fione DlSS. ed rifentefi alrre parti ancora. e la loro legatura potrà facilmente lafciar paflare il fluido elettrico puro . che il fluido nerveo. «n poco compreflb il cervello . E MOTO . Ma LXXXVJ. . il quale dimandava la elemofina colla zucchetta del fuo cranio alla mano. altro mai fignificano quelle fcintille clie ofquando uno fi ifrega alquanto forte il canto dell'occhio? Se quello fenomeno dlpendefie dalla retina. LXXXVII. o fia quello che in apprefTo fi chiamerà da v\oì fluido ne ri njeo. e ciò renderà la ragione delle fperienze fatte fopra il ner- vo diaframmatico nelle perfone fiate decapitate (LX). Una forte oomprefficne fu nervi . ma che il femplice ftropicoiamento fatto per qualunque verfo fopra di dfo. ravviva la fua contrazione. anno offervato. o elettrico. « fi fa che le fregagioni ravvivano alcuna volta le parti intorpidite.in. febluce . che flropicciandoci in certi tempi dietro gli orecchi. di cui abbiamo avanti parlato. che il fluido elettrico mifto. o irapuro. la qual cola certamente non fi ottiene . De' MUSCOLI.. che ciò accadefle mediante una materia . SUL MECCANISMO . come fi può vedere nella fua Emaftatica. e refo eiaflico per la detta prelTione ? E quel- . vedeva una infinità di fcintille ? Potrebbefi egli dunque credere. Che fervanfi al buio. Ciò dunque non dipende che dal rianimare il fluido elettrico Il Signor Hales ha olfervato. effendo molto più lottile. e rifentiva delle punture all' odgine de' nervi brachiali? Non è egli verifmiile . non rifentiva veruna impreffione fulbraccio nel corfo de' primi tre giorni .

fcuro. iquanto da quella perenne e famofa ino» . ed altri fi fon rimafìi per via In mezzo ad una frotta d' autori qualche aiuto mi prometto io dover dare alla Gioventù fludiofa. Per fervi de' vapori che tolgono la la elafticità all'aria.E SVLLE QTJALITA' DEL FLUIDO NERVOSO. a condizione che il filo profa eh' altri diftruggono fegua al d'i la merfa in tal con la fua lunghezza o direzione . Niuno può con miglior fete . e ficcome e*' impegna a fare il Signor de Sauvages ragionare delle Mofete . e che nelle circoftanze i tramandano ed altri vermini luminofì cocomeri^arini &c. fpecialmente quando fono le lucciole . . loro nervi come che in altre non fon elleno apparenze d'una luce elettrica. ED I VELENI VOLATILI. mentre 1' interno continua il fuo viaggio al coperto d' ogni impreffione e forza della mofeta (17). Cosi appunto le mofete o fiamma puzze fmorzano fubito la fiamma. (17) Debbo ora. o una cantina dove fi trovi una esalazione di mofeta . conduca a fine ciò fidanza io entro in viaggio nire . g G XG LE MOFETE." Quella viva luce che gitrano i 233 gatti nello fteffe . qualora li . la parte iravapore non tramanderà veruna fcintilla . quanto un Napoletano. tili mento Moltiffimi fono flati gli Scrittori che an maneggiato quello argo1' an fatto degnamente e con giuftezza . fucceflb oflervare i varii fenomeni delle mo- notarne i diverfi accidenti. in caldo. fappiamo ef- LX5^XIX. ma ben pochi coloro che d"" idee . perchè fé fi faccia paflare un filo di ferro ben elettrizzato-a traverfo un pozzo . ed eziandio conviene far parola de' veleni vola. i corpi tutti trafparenti. detti comunemente le jave . parti non fi fcuopre a cagione della loro opacità. fofFogano gli animali. e fanjìo fparir la luce elettrica. benché dall'una e l'altra parte fé n'eftragga. in quella gui. effendo flati molti di effi foggetti a parecchi brutti imbarchi . chiamate in latino Mephftes . che vo meditando fu tal materia Con quefta bella . conforme il giufto metodo il richiede . che fpero doverlo fra breve con utilità for. La mofeta è quella certamente che aflbrbifce il fluido elettrico efterno di quel filo . il quale ha una facile ed opportuna occafione dì fcorgere. varie fperienze del Signor Hales. non pure quelle paffaggiere che veggionfi tal fiata nelle pertinenze del Vefuvio . e che lafciano vedere fé foflero nudi . ed ufcire da' tore renti .

che profondo e fcuro antro ripieno di pericoli fi debba penetrare. e lunga . Le frefche e verdi erbe e le piante pofie in quella mefitica atmosfera divengon flofcie e gialleggianti . il quale dopo e/Terfi alzato ad un' altezza di un palmo a un di preflb . Soventi . fpecialmente da Strabene E' cotefla una grotta fita a man dritta mentre da Napoli fi va al lago di Agnano . o quella puzza . DlSS. : -^ . le di SinuefTa di più . Egli è certo. torbide. tempo a dietro non viveano pefei di forte alcuna . mometro che il e '1 Terfiate ancora vi ho portato il Barometro . mentovata già da Cicerone. laddove quello fecondo feri (Te in Irpinis ^tnfamSli ad Mepiytis aedem lacum. . chiamata da noi altri la Grotta de' cani Qliì non fo lunghi rigiri in volere defcrivere prima la mofeta di Anfato. per fentimento comune. infetti. vedefi ufcir un fumo da terra . che tutti gli animali . Il terreno della Grotta de'cani contiene molto umido. che dà fuori un puzzo. pefci . Prima che la porta della medefima fi apra .e maifempre che vi fono flato. che la Grotta de' cani è fiata la più maravigliofa fralle altre e ben conofciuta dagli antichi Scrittori . perciocché le acque eran limaceiofe . che foventemente fentefi a molte miglia né tampoco jni dilungo in far parola delle mofete del Telefe nel Sannio. nel quale lago .ma ora fi veggiono contenere quantità di molti pefci avvegnaché le acque fue fon divenute meno fetide tuttavolta per fotterranee vie verfo la ripa fuperiore . : Balli eh' io dica . fi ipegnono. o che nell'aria vivono per qualche pezza come le anguille j o che fien amfibii. : ed altre fette minuti j e così difeorrendo di altri anim£ili . e poi fi morì di . eh' è da prefTo al Jago di Agnano . altre dieci . e negra . fia in una grotta non fi creda che qual. Io non ifiarò a ripetere qiù quelle ofTervnzionì e quelle tante fperienzc . ma deffa è una grottieella dell'altezza d'un uomo. ben prello . pochi piedi larga . Il tempo non è lo ftefib Poiché una di tartaruga mefìa da me..III. anche oggidì vedefi ufeire da due buche l'acqua forgiva. e fetenti. e guatando attentamente per di fotto. o di quel- «34 MOTO jnofeta. che vi an fatte in quefio luogo varii Naturàlifii ciò eh' è dirò venuto in concio di offervare a me medefimo nelle varie volte che colà fono fiato. quem qui intravede moriuntur nel qual luogo giace un laghetto nel cui mezzo con rimbombo è gorgoglio furge l' aequa torbida. . SUL MECCANISMO E DE* MUSCOLI. ftando al di fuori . . e da Plinio . : un pò qualunque Ipezie quivi muoiono o che fieno quadrupedi . per fipere quai cangiamenti fi avvifavano E ficcome da una banda ho conofciuto vero verifllmo quello che gli autori aveano detto . e le grofie torcie di pece allumate apprelTate nel medefimo luogo. vi ho trovata di dentro dell' acqua. Barometro non dimoftra fenfibile mutazione . . o che qualche gran caverna tenebrofa fi debba per ritorte vie fcendere . per proprio pefo ricade nel terreno ifteffo Chiunque da me ha udito dire . . cosi dall'altra p"^ dirli . uccelli . • . o vermini. che quella mofeta .inuti . parecchie rane certe duravan in vita dodici . bafiva dopo diciotto m.

e quelle che fono diflimili. ed all' intri cibi v' ha una qualità ben amica della macchina contro nelle canterelle v' è una qualità potentemente nimica.io bencredevo che 1' atmosfera mefitica dimoftraJTe chiari i fegni del freddo . ficcome varie volte egli fcrifie nelle fue opere . Si è a chiare te ben conofciuto . ed in altre un principio di peftilenza e di veneno Altri furono di fentimento. 235 francamente . Certuni vollero che vi ufcifle nella Grotta^ de' * cani una aura velenofa di arfcnico . fenza che una dia impaccio all'altra . che di poi rotti gli fpìragli per ifcoppio fotterraneo . onde fi poffa ornare di più preziofe gemme fcovrlt'e qualla fpiegazfone degli effetti delle mofete . eh' io in brievi parole efponga le Angolari opinioni degli autori . che dimolto acgroti piedi medefimi. ma avendovi avvicinato il Termometro. In fine pofando fui pavimento della ftefla una boccia o un bicchiere pieno di acqua di calce . ella è un afftrzione che patifce inopia di ragione. dondei buoni o cattivi effetti n' avvengano . che ficcome nel pane . colla fperanza di che miniera . poco leggiadri .ed in alanimale . che fui TerBiometro molti Scrittori an prefa una veffica per lanterna Nel vero fulla fede del fu P. i quali fi producono dalle fete. no- moche nafcono altresì dall' ^r/. Il dire. giovano a quefti . Di qui può darfi giudizio ancora del fentimento di Galeno. empito efalaffero fuori .-r /Jp . non altramenti in alcune forte dì aria fi trova un principio amico al corpo . vedefi con ammi» razione. accoglie nel fuo vafto feno varie e quafi infinite fpecie di foftanie. tralafciarido quelle che come frivole . E SULLE aUALITA* DEL FLUIDO NERVOSO.D. per effere flati lungamente fotterra racchiufi. che tutt' i fenomeni . Ma niuno al certo rimarrà pago di una fpiega cosi fmilza ed afciutta.' dirfi .. . eoa calora ta . da fé medefime fi annullano. che tanti aliti divenuti peftiferi e venenofi . Prima di riferire il più verifimile fentimento fulla cagione di cotefto gran fenomeno . ne'pefci. Paflìamo a contrade di maggior luce. è '1 puzzo altresì della lucerna allorché fi fmorza . recano la morte . come fra gli altri è il fetore de* carboni . vane. non farà peravventura impropria cofa . dotto ediligentiflimo Fifico . i moderni Fifici . conobbi che il mercurio s'alzava per molti gradi . come la G chiamano g 2. che la calce fi precipita ^ e l'acqua potabile 41 rende . delle quali certe fon amiche agli \nimali. il quale ftimò. e non affai chiari . e de' veleni tutti volatili .Gio:Maria della Torre. Laonde quelle particelle le quali anno conformità colla figura o colla bruttura di quelle degli animali . che le mofete altra cofa non folTero . quale ce la propone Epicuro. e fcnza fare cattiva accoglienza a veruno. ne' frutti. fente di fotto benbene il caldo del terreno . che nel grembo fuo accoglie la terra parti utili e nocive. ed al tre nocevoli. moftrando effervi del caldo . Epicuro adunque credette che la terra tuttaquanta ella è . e di poco pregio. E poi chiunque fta nella Grotta de' cani all' impiedi . Io mi rimango di dirne di piìi elTendo gli altri fentimenti poco nobili .

Non mancherò qui di metter in mofìra quella si rilevante dottrina . Newton e che può nafcer 1' etere . fé le particelle fuperficiaii de' corpi vengano attenuate in guifa . poiché in tutti quedii Gas zoni acccf:. ma sì bene fi formano dall' affottigliamento delle particelle de' corpi fecondo li varii gradi Or pofciachè il Boyle dimoerò che da' corpi folidi potevan eiTer pro. onde fi pofla fare giufta idea di ciò che s' intenda per aria fifla Accennerò prima alcun poco de' principii dove fi poggia quefta teoria. della rifrazione Dilfe poi il medefimo fottilifllme diventino . che nafce quando le parti de' folidi o pure i fottili vapori fi affottigliano e non godono di tanta forza di ri pul fione dell' ti. le quali poffono effere aria mefitica. . fi efl:inguono le candele . e della velocità della luce . . fi e quindi dal Dottor Prieflley. e col vapore del carbon foflile. le quali richieggono parimenti la venerazione da noi dovuta . quanto quale è difFufo per tutti gli fpaxii celefti dalla terra. infiammabile . . e dee dirfi aria mefitica . fermentazioni de' minerali che fon chiufi colaggiù . per lo che . nelle quiftioni Ottiche. il p iU che per me fi può . . IH. dell' zione . e fulla di lei egli eftimò che le parti dell'aria elementare fieno le il medefime. ed i tiz- Ma per ifviluppare . .. diverfì il quello fentimento. che comincino inoltre ad efercitare una forza ripellente fra di lorq Quindi egli difiinfe Varia apparente. niente volle decidere fu del- la figura delle particelle di un tal fluido. i corpi . fi cominciarono a fare diverfe fperienze su di quefti fluidi elaflici . 23<f DlSS. che fi ha quando effe particelle vie più fi attenuano . comincia. . poiché fon nocive e recano la morte agli animiih che le refpirano. e col fummo del mufl:o che fermenta . dietro Newton . tare. che quelle dell'etere. è altresì pe• fante e grave Il ficcome per pruova è conofciuto da' moderni Filofofi Cavalier natura Newton . ed eziandio fi ne' fluidi . Adunque quel vapor foffocante che forge dal terreno rie origini di quefte arie. quello punto . eh' è un fluido fottile. denfo diviene. ma tuttaddue quefle fpecie di aria non fono un fluido particolare . o 1' aria elemen. da quell'aria che noi fiatamo . Varia acida ^ e V aria alcalina. MOTO s' infinua ne' pori di tutt' . ed elaftico . fi fono difìinte Varia nifrofa . L'aria dell'atmosfera. onde di leggieri egli fpiegò 1' origine della gravità . è un vapore che nafce dalle . e piìi piìi allontaattra- niamo. V' è molta fomiglianza altresì con quell'aria . ed anno gran foraa ripellente . ma fulla fua origine. e dell'elatere dell'aria.o dal fole ci . oltre AtìV aria della Grotta de' cani egli è un'aria fifla. Secondo dotti alcuni fluidi elafiici . de' MUSCOLI. da'pianeti.»-/* reale ed elementare. che efce da liquori fermentanti. e dietro fiftema del fono aflegnati alle medefime diverfi nomi. SUL MECCANISMO E Il fignifi» che Ruberto Boyle Gentiluomo Inglefe chiamò aria fatti-^ia cato vero di quefta voce è ftato un fuggetto di alte difpute . che fi fon chiamati arie levafiffe ^ e che poi il Signor Macquer gli ha nominati Gas.

Finalmente l' aria infiammabile nafce dall' unione di un vapore acido e di un flogifto che viene aflbrbito potentemente dall' acqua . che l'aria fiffa mefitica . che chiamafi aria infiammabile. aria infiammabile ha un lezzo mente fecondo time e le piante . . e poi defcritta dal fenomenon è di Cavendish ftagno le . . ma appuzza^ diverfafoftanze minerali. vegetabili. l' aria infiamma-. laonde divien quella un aria atta al refpiro. e di molto fi avvicina all' odore dello fpirito del nitro che fuma L'aria infiammabile mefcolata coli' aria nitrofa . dimolto più leggiera Cavandofi la fcintilla elettrica nell'^ aria fifla . dall'olio di trementina. dal mercurio . benanche producono 1' aria nitrofa Le piante preferro._ la quale circoQanza fervirà in appreflb . che la medefima fi produce . fio muoiono in queft' aria . notata dal Cav. ed un forte calore nell' aria comune Il fuo odore è fortiffimo .UALITA' DEL FLUIDO NERVOSO. ed oltre a ciò fi accende . come da quello delle. nel pefo fpecifico poi . ma nell' aria infiammabile ella è di un colore fiammeggiante e più rubicondo . Gas . e da altri corpi col folo acido nitrofo . dà fuori una fiamma verde . e diramare in varii tronchi fi e fchiere tutte fpecie delle arie o de' . ed oflervò traile altre circoflanze. la quale la il prima volta fu fcoverta da Stefano Hales.. diede a un dì prefTo una veffica di montone pregna di aria infiammabile . e dallo fpirito del fale ammoniaco. dal . le quali circoflanze dimoftrano eh' ella è ben di- verfa dall'aria della mofeta di Agnano Né tampoco è il Gas mefitico Io fteflb che l'aria nitrofa così chia- mata dal Prieftley. le ul- danno un Gas molto più fetente . . aria mefitica è bile è un poco più pefante . che un pezzetto di legno di_ quercia fecco del pefo di dodici grani . dall'argento. affinecchè comprenda quale fi fpezie quella della Grotta de' cani ed in quale guifa colà producano tutt' i ni . le varie forte e fpiacevole . quella fpezie di aria fattizia. ed animali. fpecie di aria di leggieri fi Oftervò Prieftley che quefta ottiene dal rame.ulive. dallo e dal zinc fciogliendoli coli' acido vitriolico Prieftley vol- anche da' carboni • ed eftrarla dalle foftanze vegetabili ed animali. ma molto più quando è prodotto per una effervefcenza forte e violentn. Ricavò il Prieftley ancora il Gas infiammabile dagli olii . dal ferro Il . il quale notò . che non per una efferfcenza debole e tarda V Anche l'aria infiammabile reca la morte agli animali con ugual prontezza. dell' aria comune . che non i minerali . dallo ftagno. e lo fpirito del nitro mefcolati . quando vi fi metta il fuoco 1' olio del vetriuolo . E clamo a SULLE Q. con un calor repentino . Lowther nelle fue miniere in Cumberlandia . 237 le fia partire fifle . Primieramente il vapor fofFocante della detta grotta . Queft' aria cagiona una grande diminuzione . dall'ottone. ma ciò non fa che che ficcome 1 fieno le fteife • perciocché fi è conofciuto chiaramente delle quali . : . come anche gli animali . L'aria infiammabile adunque è più leggiera dell' atmosferica. quella fi vede di un colore più puro ed inalbato . Quello Gas di leggieri s' avvampa . Inoltre 1 .

elafiico. che l'aria fiffa fia un corpo femplice elementare. fi fminora ad un quarto della fua quantità prima. il quale è la cagione della falubrità dell'aria Il Signor Lavoifier è di avvifo. e le piante. la quale diminuzione della fcintilla avviene parimenti mercè il mefcolamento della limatura del ferro . e fmorzi ancorale groffe fiaccole accefe* fi i quali fenomeni a puntino i oflervano nella Grotta de' cani. In fine tutti quefiì Signori . fi riduce all' aria comune feparata dal fuo acido particolare. ciafcheduno de' quali chiede di fvaligiar V altro . Ha queft' aria acida molta attrazione o affinità col flogifio. vapore che tità di fi fublima. la fperienza . eh' è un vapore fottile. e di beffare e dar la berta agli altri fifiemi quelle conti-arietà . Il Signor Abate Felice Fontana Fifico di grandilfimo riguardo . la quale forma diverfe fpezie fecondo la^difibluzione de' varii acidi. fon ridondanti in vitupero . che la fcintilla elettrica tratta riell' aria nitrofa . In rapporto alla gravità fpecifica . Il .Quelle contrarietà di pareri. o dello zolfo. dallo fpirito del fale . Per lo che paragonandofi quelle proprietà con quelle dell'aria delle mofete . nafce dall' olio del vetriuolo che in effa viene drfciolto : e quando l' aria fiffa viene fpogliata di tale fuftanza acida vetriolica . e la nitrofa iftefla non differifcono . quando fui fai comune fi verfi una ed ancora da quel piccola quan- olio di vetriuolo concentrato. od eziandio del fegato di effo zolfo. talvolta contenendo un fale ammoniaco vitriolico . Qui accennerò prima varii fiftemi . • né . e per poco piìi pefante dell' aria comune . riguardano 1' aria comune come un corpo elementare femplice. detta aria acida fembra un pò più pefante dell' aria co- mune. Or tornando a quell'aria fifla che forma le mofete. in guifa che lo eflrae da molte fuftanze che il contengono. altre fiate un nitro ammoniacale . poi Ilaria comune. e del flogifl:o . non toglie all' aria V elatere. nelle fue Ricesxhe fifiche fu! Parìa fiffa ^ credette che tutta l'acidità che in tale aria noi ravvifiamo . All' incontro il Signor Priefl:ley pretende. egli fi dirà. e tutti quelli varii ripieghi che fi fon prefi da' Fifici. io dicea . lunge di recar bel pregio . faccia morir gli animali . fofienne che le varie fpezìe dì aria fiffa fon in fé una fola cola. altra fpecie di aria detta acida. com' efli dicono. e difcapito dell' arte .in. e forge quindi l'aria infiammabile. Ma per quale ragion mai 1' aria fiffa è nociva cotanto alla refpirazicne? Quel Fifico famofo .238 DlSS. e quel bel genio inventore il Dottor Prieftky } not» fulla prima . e che l'aria atmosferica fia una foftanza comporta . che la combinazione dell' aria comune . avendo per condottiera . ed una medefimafofianza . Signor Landriani in un fuo Trattato su di tal materia . SUL MECCANISMO E MOTO De' MUSCOLI. il difficile fi è lo fpiegare per qual principio ella. che fono diverfe nelle loro qualità Benanche fi trovò il modo di cavare uà* .E deefi altresì avvertire . che fìccome 1' aria comune cangiafi in aria fiffa j così quella altro non è . e l'aria fiffa come una foftanza compofia . ch« la refpirazione .

muoiono in iuante convulu . la feconda è un prodotto fattiziOt Signor Prieftley pretende eflervi la gran fomiglianza fra il fluie '1 do elettrico flogifto . e da viva- ciffimi artificiali colori. perchè ciò è eflendo pregna del detto flogifto. che 1' aria dell' atmosfera è i moti la vera elementare. o di ragione . e di nemici Dico foltanto che la fentenza di quei Fìfici Italiani . Prieftley. e fembrafcon- vogliere l'ordine naturale. che ammorza elementi componenti l'aria fiamma. e l'aria fi/Ta come compofta. che amazza perchè è carica aireccefib di luce. ed in difgra: . can- diverfo da . o fia 1 aria vitale . e fi ottiene eziandio Gii ta . e tali comune. proponendo con ogni riverenza altro fentìmento .E SULLE uè la aUALITA' DEL FLUIDO NERVOSO. barbara fia . Io però . il calore . qualunque. né ho cuore dì torgli tutt' i fuoi pregi . non puote aflTorbirne dell' altro . Secondo il Dottor Prieftley. Intanto parmi fulle prime indubitata cofa . : 2?^ rende alcalina ma fi debbe ella confiderare come un proceflo flo- di^ cui abbonda 1» flogifto di comunicare all' aria quel fi è macchina animale Adunque l' aria atmosferica . nuda . o le arie fifle . nou è defla da biafimarfì . né è difarmata di pruove ingegnofe . dove altre beftie fon morte per averla refpirata innanzi lunghiffimamente. 1' aria fifla gli uccide . de' mifti difprigionano certe fottiliffime parti. e che quando le fermentazioni . la quale confeguenza è tutta piena di magagne. non intendo di dileggiare tale fiftema il qual» ha il fuo campo. formano li Gas . _di1' aria deflogiltica^ vien flogiftica mercè il refpiro . II dico fchiettamente il fiftema fin ora efpoHo del ha un brio che abbaglia . che fi ali creduta l'aria comune come femplice . dal vapore del carbone. avvegnala fifla fi ché colla fola agitazione nell'acqua fenza altra giunta . L' aria comune giova agli animali . e dalle altre. lo fteflb che dire. e la bella Italia poi . • medefima guifa che fon attaccati dalle altre fpezie dì aria fattizia . ed è a feconda de' corpi organici . zia di Minerva . cotefto teftè accennato . e fian chiufe folamenta negli oltrgmonti . l'aria acida e'I flo- gifto coftitaifcono r aria gli due ingredienti fono infiammabile. La prima dun- que è l'elemento il Inoltre necefPario e naturale. che tutt' i bei fiftemi e le nobili invenzioni fi facciano. e la fuperfizie occupata da bella vernice. quefte elTendo elaftiche . nella mercè gì' irritamenti che qualche foftanza ofìile fa a' lor polmoni refpirazione .^ che ben mi trarrei io addoflb una tempefta fonora di argomenti . Nella «ota (44) alla feconda Diflfertazione m im- . Se dunque 1' aria fifla toglie la vita . animali mentre fon porti in un aria . co- me dall'aria fiffa. e dal! aria nitrofa. ma non convince Né fi dee credere . o di fluido elettrico. cioè fcevra da quel principio infiammabile con cui fi attaccava. l'aria gia in un'aria atta al refpiro. dall'infiammabile.

e di notte In fine fi comprende. ma quando fi confiderà che il rapore della mofeta . SUL MECCANISMO E impegnai di addurre varie pruove per convincere chicchefìa che la luce è l'anima della Natura. La fifla fcintilla elettrica dell'aria fi nitrofa è piccolilfima .e variano folo ne' diverfi gradi di gravità fpecifica . che r erbe tutte e fpecialmente le verdi frondi depurano 1' aria . Non vale diverfa ragione per le altre arie fifle . o per l'acido forte afforbono e fiflano il fluido elettrico cotanto alla vita neceflario .fluido elettrico. E di ciò vi ha delle ragioni . non può darfi affoluta decifione.. ed intanto dà fuori quelle fcintille. . ella fi guafta e fi rende fifla. . le quali fperienze dimofìrano . ficcome le dunque . e perciò fenza. ma fiffatta falutare operazione viene fofpefa nel buio della notte • ed ancora quando le piante fon ombreggiate da fabriche vicine . Amofete fon veri veleni volatili . grotticella di : Agnano . in quanto che n'è pregno di detto vapore . • . DE* MUSCOLI. Più io più volte mi fon abbaflato al pavimento di quella mofeta di -Agnano per refpirare per cortiflfimo tempo quel vapore ^ e cofìantemente ho ravvifato che tal fluido velenofo fente un acetofo puzzolente lo che di leggieri ognuno ofTerverà quando fi abbaffa al terreno che fla fuori la porta di effa Grotta dove il vapore è leggiermente offenfivo Or le particelle degli acidi anno una gran forza attraen. I fiori poi . e di dì. e la rendono vitale in tempo di giorno . è umido e caldo. ed i frutti efalano un aria guafta. Il fluido elettrico pel caldo e per l'umido fi diminuifce e quindi il conduttore della macchina fé fi rifcaldi cilindro che fi il ruota perde la fua elettricità . avvegnaché per 1' umido e pel calore o difperdono. e per gli tanti fiati e rcfpiri degli animali. fti- . quella dell' aria è inalbata . e di più ribatte la detta fiamma al pabolodintorno . il difle il Cavalier Newton. non pofTon fomminiflrare elettrlcifmo a' polmoni . fluido de' nervi . onde s' infinui nel fangue per formare il fluido nervofo.IIT. e nella varietà delle particelle che li affottigliano dalle fermentazioni de' diverfi minerali tutte però anno : la forza di effere deftruttive del fluido elettrico ed in confeguenza del te. e torbida vede quella dell' aria infiam- mabile. DlSS. Buoni Fifici pretendono. Più conferma il mio fentimento quella fptrienza che il Signor de Sauvages accenna nel Teflo Le piante pel medefimo principio patifcono ne' luoghi mefitici . poi. poiché le medefime a un di prefTo fono le fteire. fpecialmente verfo la luce. ma f© eflt fieno atte a purificar l'aria . e non fi dà il tempo affinchè venga egli afforbito e diftrutto . tutto che ela. allorché per gli fuochi per 1' efalazioni. onde que' luoghi che contengono aria fìffa.• . perchè le torcie allumate fubjtamente fi fmorzano nelle mofete. Il luogo dell' atmosfera mefitica nella 140 MOTO . ché r aria è quella che aflTorbe tutti gì' impuri corpicciuoli che da dentro la fiamma efcono. che fcarfeggia nel filo elettrizzato il vapor elettrico. fpecialmente quando fono i dì fereni . Io credo al contrario^ che le niofete agifcono perciocché aflbrbono ed affogano il vapor elettrico .

le ftrofinazioni . Gli odori del mufco . anzi nuove parti vaporofe ed eterogenee effendo aggiunte. che tre nocchieri fi morirono pel forte odore degli' aromi . . fìmile a. che ad un tratto la fpegnono. minerale. i quali fopifcono fubitamente tutt' i fenfi. . . del le acque fetenti . ed inducono 1' apoplefia ? Anzi i medefimi acuti odori rendono l'aria pefiifera . che l'aria fifta fi*a^r^*b diffipa il fi. fermentando recano la morte . faranno i ri. Avviene ancora. . fii quando è rivenuto le bevande acide e diluenti. Negli Efemeridi de' Curioù di Natura fi legge. quella che Tiberio fece fofFrire a due fchiavi Agnano lla detta la Grotta del cane ? medefima ragione. ad un tratto uccide reftar maravigliati in udire. 1' acqua frefca. fon caduti a terra morti Lo fteflo dicafi di tutte le altre puzze . . di i tantofio efporli all' aria fi-efi:a . dove vi era una quantità di viole . to nelle mofete . E quanti trifci cafi non vi fono di fug getti morti pel fumo de° carboni e della mandragora . come di quelle de' cadaveri . è umido. e di più con rigoglio il vapor mefitico fagliendo^ per tutte quefle cagioni talmente fi affollano nella fiamma le parti impure. Voi meco ri finquì fiete venuti . que' tali impuri corpicciuoJi non effendo afforbiti. e cagionargli una morte fubitanea nella . repentinamente ha tolti di vita gli uomini j e che incorporato nelle candele di cera o di fego . per aver dormito in un luogo . o afforbire il fluido nerveo. Stringiamo le vele . e delle fentine. ha difperfo nelle flanze infoffribili puzze che in fubito uomini fenza fperanza di fcampo .E SULLE qualità' DEL FLUICK) NERVOSO. ciò non bafti del corpo. che fecoloro portavano . ammazzano gli animaletti . e nuocciono alia lenità. medii veri ed efficaci . che il detto volatile veleno prefo nel tabacco. o tacere Se i vapori de' minerali che in fé non eran velenofi . le è un minerale micidialiffimo ? Varie offervazioni an Quindi non dobbiamo che r odore di tal fumo . come una donzella in fubito morì . e un abbondante falaffo . fione re . che i vapori Non fetidi dipende mofeta di forfè da quein ifveni- fanno cadere H h ftico. nati dalle fermentazioni Ognuno fentendo ripetere i varii mortiferi vapopotrà feco fleffo fare quefta riflef. dello Zafferano . non può egli diftruggere. che ravviverà i nervi e rimaner affoga» Medici debbono la macchina Se ." 24I XC. che refpirano quell' aria j e '1 celebre Triller ci fa fapere . Quando fi ha 1 infortunio od in qualfivogliano arie fattizfe . Il vapore della raofeta penetrando neirinterno del corpo umano molto più porofo. de' garofani . che dovrà dirfi del fumo dell' arfenico il quafatto conofcere . non vo diifimulala quale prima che io prenda congedo da Voi . e caldo.ioco della fiamma medefima.

o diflruggono la elettricità. Un uomo fofpefo a dei cordoni di feta in un la giardino terra. perchè l' aria della cara pagna rinvigorifca. che la e r aria pura ricreano rallegrano e che al contrario nell' uomini divengono deboli e languidi . ed vento di mezzo giorno impedifcono tale elettrizzazione. . ma fenza produrre punture. ma le fperienze non fon gli arrivate a poterla più in là feguitare. o punto il fluido de' nervi ? xeni. . e tre piedi fopra fuperficie della e calda. fi all'aria fcoperta. che 1' due volte mag- fluido perennemente s'introduce ne' nervi.e vi viene a formare una colonna continuata. fui corpo adiacente. ma la grande attività del fluido elettrico ci fa penfare che fi approflimi molto alla luce . do fcintille. né perchè non fi trova in iftato di efpanfione . Ciò probabilmente non fuccede fé non perchè . tuttavolta in quel medefimo iflante vi fi produce una mutazione nella agifce op. e mantengono il fluido ner. XCII. effetti narcotici non producon eglino offervato .DlSS. Dalle fperienze parimente del Signor le Monnier ricavau che il fluido elettrico nelle fue vibrazioni ha una velocità quattro volte maggiore di quella del fuono. queflo flui- XCIV. o fincope? to fimili ? MECCANISMO E MOTO I DE* MUSCOLI. uno di quelli filamenti nervofi nella fua eflremità.IIL SUL 242 nimento. ma ne riempie tutta la parte loro midollare in uno flato di iilTainento. perchè non avvalora che poco. Se accade toccare. Newton. fra giore di quella delle particelle dell'aria. Quello mente elaflica XCV. I Signori Hales. anche più leggiermente che fi poffa. Bifogna dunque per principii di o piccolezza delle fue molecole. come è ftato penfato. «lafticità. le Monnier ha oflervato. ed infinitain ciafcun filamento. molluce XCr. e e Newton an . ofcurità delle prigioni gli e fia tanto Il piiì fana dell'aria delle Città. che l'aria viva e ferena. e forfè anche mol- elettrizza da fé medefimo. e rifiori gli eftenuati dalle lunghe malattie. quefti due fluidi riftorano. e parimente l'aria piovofa e frefca porta de' fegnali . Non è egli per quefta medefi ma ragione. Signor di elettricità . ma l'aria umida il to di più. che il vento di mezzo giorno rende i corpi gravi e deboli . veo Da quefto chiaramente s' intende.

Anche il Signor Gravefand avea fatta la medefima efperienza nel voto. eh' è la fede dell'anima. In ogni fluido elaftico.tone Le perfone elettrizzate fono infini. li veddi allontanarfi 1* uno dall'altro in forma curva . aria fia e la luce. a a formare i fette colori primitivi . confervano le loro vibrazioni . ed altre di fé- ta. fecondariam«nte quando la elettrizzazione era più forte. quelle che fono d' un tuono deter- minato effendo melfe in moto dall' impreflìone de' corpi efterni. e ciò dall'organo efterno fino all'interno e comune. tamente fenfibili per qualche corfo di tempo . perchè impreffioni fatte ad una colonna di fluido elaftico fi tramandano fenza ftropiccia- mento. Per prefi inveftigare il meccanismo dei moto due fibre carnofe. E SULLE OVALITÀ* DEL FLUIDO NERVOSO. poi altrettante di canape. tro- vanfi delle molecole di diverfb elatere o naturalmente ed eguali effenzialmente fono capaci di produrre in tempi diverfo di vibrazioni. Niente le è che nella prontezza fomigli la fenfazione. e coloro che fono molto foggetti a fofFrire il folletico." . de Mairan . liflime e fenza perdita alcuna di moto come .. o partono da un centro comune. chiamafi f^nfa-x. fono in uno flato motto proffimo a quello degli elettrizzati. 243 òppofla eftremità. parlando egli delle molecole dell'aria. il femplice contatto v' dei piede di una mofca lo fufcita fubito . Per un dato tempo fi poflTono confiderare fopra divernorma del fentimento dì Mr. Ora fé fi confiderino come proprie fi tuoni. veddi fubito ciafcheduno. numero XGVII.e da que. XCVIII. perchè le loro vibrazioni fono cofpiranti . o minore. codue raggi fi allontanano. ed avendogli elettrizzali. in vece di paralleli eh' erano. legate medefima avendole attaccate ad un filo di ferro elettrizzato. e le comunicano alle altre del tuono medefimo . o più me debole. parallele lla tutte da una delle loro eftremita. e le concavita di quelle curve ^\ H h z ri- . Indi legai tuttaddue 1' eftremità di quelli fili.di quei fili allontanarfi fra di loro. a 1' diftanze confiderabi- XGVI. za dell' quale per quefto efterne impreffioni. ciafcuna fecondo la propria grandezza e refrangibilita . l'angolo fra effi facevafi maggiore. la mezzo percepifce ogni differende' mufcoli. e la percezione di quelle mutazioni. o nel cervello.

l'elettrizzazione follevava. foffero flati gliati li molto quali . . oflervano mufcoli trovano in contrazione Non . formando delle linee molto curve tra una legatura e l'altra. od increfpature trafverfali. ritardano non poco il corche vi paffano . non doveffe produrre delle coflanti increfpature nei diverfi ftrati delle fibre che concorrono a formare i mufcoli . per mezzo di che quelle fibre ed i piani ch'effe compongono . riguardavano. III. lenza che il fangue non fia premuto con tutta la ^ forza del mufcolo.e ficcome le valvole nelle il determinano ad entrar vene che tal il ivi anno origine. che avevano avanti quello corrugamento . onde facilmente comprefi che fé gl'intervalli ti XCIX. loro tendini . tafi appunto C. quanto più la elettrizzazione facevafi maggiore. tronco delle arterie .244 DlSS. piuttofio che a correre indie. venivano a raflbmigliare il tendine di un mufcoloje vedevo che il centro o ventre fi gonfiava . Volli fperimentare ciò che fuccedeva a quefti filamenlegandoli di fpazio in ifpazio . fecondo fo de' fluidi non . in maniera che la parte verfe che convefia della ruga inferiore fi annidi nella parte concava dell' anteriore . effendo ripiegati. ed il mufcolo diminuirli di volu- me. come già fi è oftronco delle vene . i gonfiamenti ne' fi farebbono raflbmiallorché fi a delle piccioliffime grinze. le fibre quefìi non poffono aggrinzarfi e fare sforzo di awicinarfi ai . ed a ritornare nel che un fervalo. tro. e quando impiegavo un folo fafcetto di fimili filamenti colle due eftremita legate. quantunque la (leffa fecondo s'Gravefande. Avendo anche fatto attaccare il un pefo al tendine infe- riore. e che i tendini andavano Tempre più ad awicinarfi. piccioli . elettrici cofa non fucceda . confervano fra di loro lo fl^effo parallelifino. dubitai altramenti che la pofizione di quefì:e fibre traf- il Signor Winslow diffe eflTer collanti . SUL MECCANISMO E MOTO DE''muSCOLI. Nel primo ifiante della contrazione de' mufcoli . di CI. il quale per tanto dee portare impedimento al corfo del fangue che ritrovafi Iti quei vafi che folTrono quelle fieffe piegature: poiché le piegature de' vafi. rimane evidente fangue gonfiera più rapidamente . ed ebbi il piacere di vederli feparare fra di loro . e quant'erano minori di pefo.a riguardo di quelli che il Michelotti fono elettrici.

Dall' efperienze fiam anche condotti a ftabilire . ma quante cofe mai vi fono . non rivolume il crefce il loro volume più di quello che accrefca dell'acqua una porzione di Tale in efla bene fciolto . E SULLE Q._le quali fi confondono con quelli principìi fé Da murcoli. ^ della contrazione dei ne poflbno dedurre tutt'i fenomeni la prontezza. come fuccede nella morte . una volta che quefto fluido venga meflb in moto. che confufi di quell'Eflere penfante che ci anima ( XIV.U alita' DEL FLUIDO NERVOSO.ma foprattutto efle ad motrici o carnofe . e pure da queflo principio unicamente dipendono i moti che confervano i Pianeti fufliciente è per noi il CHI. che anima ha la potenza d' inviare il fluido nerveo ne' filamenti li i' di un . anamaflato quello che accade ai fluidi più groflblani il fluido elettrico traverfando la porofira de' corpi tanto folidi che fluidi . egli dee proporzionatamente al quadrata della fua nuova celerità dilatare. il 245 me. che ciò eh' è proporzionato ad un effetto la . poffa : fapere .. eflendo fpirituale fa . e fenza del quale l'effetto non accade^ efferne quello noftri mufcoli corrifpondono alla volontà . ed increfpare le fibre motrici. immaginare come il motore che imprimere quefta celerità al fluido nerveo. poflbno immaginare. nelle quali occafioni i moti del corpo diminuifcono . de' ed ai difideri . o celTano intieramente non fi può far a meno di non riguardar. od al più refterà medefimo . che da noi non fi. perchè ficcome il fluido nerveo riempie continuamente le fibre de' nervi .. GII. GIV. come accade negli fvenimenti. E' vero che non fi anima . Ma ai fluido elettrico non fuccede che vi entrano . caufa I moti . e ne' languori . come l'effetto dell'azione di queft'Eflere penfante. ). e XV. purché la trazione troppo prolungata : quantità di quello non oltrepaflì i limiti della perfetta fatu- razione. e non oftante efiftono ? Le azioni dell' En» te Supremo fopra tutte le parti dell' Univerfo toccano anche meno i noftri fenfi . e celerità de' loro moti . e queft'Effere vegnendo ad agir meno fopra di noi. fin a tanto. alle paffioni od a non agire altramenti in modo veruno. tanto diftinti . . che per una con- non fi fia nelle arterie il fangue . ravvicinandone i tendini con celerità reciproche alle loro refifibre effer Henze ci .

l' aria che rimpiazzarlo. e tutte le loro fibre . Ma me fuccede a quegli d'altronde. Verifimilmente per motivo della fcarfa circolazione di quefto fluido elettrico o nerveo. che trova troppa refiftenza a traverfare un mufcolo allorché trovafi in contradone . che allora ritrovafi libero. e fenza ramificazioni le le dalla loro origine fi agli organi. Realmente fé ne perde. calore di un moto mufcolare troppo durevole ferve a ripa- riconducendolo al torrente della circolazione . che a motivo della loro reazione non offen- . Ma perciocché queè un fluido elettrico puro . e per quefto è flato neceflario che i tronchi nervofi foflcro ifolati fin . abbandonerebbe i nervi medefimi . e perciò fi vede. che \i mento rendefi elettrica ne contiene tanto alla fto fluido nerveo non veftono. non fono organi proprii a trasmettere . SUL MECCANISMO E MOTO DE* MUSCOLI. ma mifto . una iftefi forza motri- procurare al fangue . Non crederò che veruno . uu nervo determinato fenza mandarlo in altri . quando realmente ne fcappafle . o in virtù della medefima fua attrazione con quella parte midollare? evi. faccianfi atrofiche. allorché fi fonde mediante . perciocché noi muo.24^ DlSS. cotrafpirazione de' quali per lo ftrofina. perchè altramenti colonne del fluido arterie. dalle fareb- bono co fa fi divife. accade pure che le membra paralitiche rarne le perdite fatte do fi dimagrino. e veggano gonfie . e da elfi fuggirebbe . e da quefto forfè deriva la grandi ffima infiammabilità di ce in un luogo determinato ma fio efla.III. e crefciute di quantunque non di ravolume per un abbondanza di fierofità. la e fine di ci circonda luminofa . che quali d' il tron- divide e manda de' rami ai mufcoli antagonifti la parte. il Apparentemente quefto umore . CV. z proporzionato ai pori della foftanza midollare de' nervi . perchè non può egli eflervi ritenuto.iamo a noftro beneplacito un mufcolo determinato piuttofto che un altro . . un canale di derivazione nel corpo del fuo antagonifta. Molto più evvi da temere per parte del torrente medefimo di quefto fluido capace d' impiegare tanta forza per dilatare ed increfpare i mufcoli. dopo quello ch'abbiamo efpofoltv^nto pofTono fia per obiettarci . che il fluido nerveo con troppa facilità . o dalle pareti piìà denfe . e probabilmente di quefta perdita ne profitta la pinguedine che rivede tutt' i mufcoli .

di una contenzione di fpirito . lo fteffo accade al fluido elettrico . cioè che quantunque cammini fettecentomila volte più prefto del fuono. perchè il fluido elettrico allontani fra di loro nella detta maniera le fibre ma per ifpiegar quefto farebbe neceffità 1' abbracciar uno de' fiftemi che vi fono fu tale argomento e parrebbe che i vortici del Signor : . . refiftenza oppofta ai effl verfo lumìnofi della materia elettrica. allorché parte dal centro per gli fuoì rageferciti Tempre la fua forza per una direzione medefima . Non vi è dunque altramenti da temere in incendio i . Molieres poteffero effere molto adattati ad ifpiegar una fimil cofa ma quefto farebbe un allontanarfi troppo dalla idea di : Abate che mi fono ftabilita. o verfo l'oppofta parte . e perciò refto contento di partire da un' ifpe- . CVIII. E SULLE aUlLITA' DEL FLUIDO teri NERVOSO. del Signor Hauksbee Quel. ritrovato il cervello ne' maniaci. che mi Ho anno il ciò fatto credere: ma in fanità l'umido del quale abbonda cervello lo mette generalmente al coperto d' un tale accidente. da un colpo di Sole &c. che febbene la quel grado di calore dallo fpirito del vino: l'olio di faffafras. Ma per tutte 1' efperienze pare che fluido elettrico gi fia . non offervandofi mai . 247 e ne alil offenda violentemente la parte n^idoUare del cervello la economia . ed il cervèllo . con tutto ciò non offende mica i più teneri petali di un fiore CVII. non Non dico però cheli fluido nerveo troppo fortemente agitato a forza di qualche corfa . o verfo l'ori- gine rare La prelfione laterale non è capace di alte- fili di un cordone di canapa. febbene flati fie- no ammolliti. e negl'idrofobi tanto profciugato . Vi refterebbe da fpiegare. e nell'efiafi elettrico. per qualunque fiocchi faccianfi retrogradi dell' elettricità i . non poffa alla fine profciugare i nervi . del quale uno fi può fervi- re in queft' occafione per condurre l'elettricità. meflb in moto.. tuttavolta non fi rifente fenfibil calore . che quello li fluido igneo metta corpi . non ne viene che fi debba dire eh' egli fteffo abbia concepito lo fpirito di fa. perchè generalmente maggior violenza rilegga ne' pennacchi elettrici. tuttoché avanti foffero più caldi dell'atmosfera. fecondo l'offervazione lo che accade alla luce . e nitro accendonfi fcambievolmente . eh' il centro raggiante . che quantunque egli accenda lo fpirito di vino fcaldato .

La fulminazion elettrica capace è di far morire iflantaneamente diverli animali de' più grandi . la qual cofa facilita raoltiflTimo l'azio- ne . poi fi colleghi con delle molecule fulfuree cofa domanda E tempo ugualmente. come pure l'è il 1' fluido nerveo. CXI. ed anche in un ifiante a i nofiro piacimento fofiermare te dipende filetti elettrizzati i . veduto d'altronde . CIX. che un influlfo rapido di quefto fluido . . E ficcome dipende da noi l' impiegare maggiore nor forza nei far girare rapidamente un globo. altre fecrezioni anitraverfi liberamente tutte le pani e fpecialmente i nervi . ex. le forze fono diftribuite proporzionevolmente alle parti. Ora quefta difl:ribuzione non fa. non può fenfibilmente accrefcere la potenza motrice. o nello re un tubo elettrico .da una paralKìa di venticinque anni. . che una leggiera fcintilla che determina nel mufcolo bicipite il rapido influiTo di quello fluido. (ebbene poffa far operare quelli medefimi moti violentemente . che per le quantunque il fluido elettrico puro del . gli . III. avendo dato ragione di quanto eravi di più importante. benché oftrutto e difeccato. forze perchè è nela qual fluido elettrico puro fi fepari prima nel cervello. . e che mali. e d'inazione de' mufcoli. ne' mufcoli rilaffati. SUL MECCANISMO E . che verfo di un altro. Ifperienza verificata in buona Filìca fenza effer nel dovere fin all'ultimo anello di fpiegare tutta la catena . fia per effer cali è diminuito dalla pinguedine che pace a contrarli proporzionatamente alla forza . qualora venga determinato a portarfi in una maggior copia verfo di un mufcolo. Egli è facile dunque a concepire . fa contrarre il mufcolo. CXII. fa più o meno il che a proporzione della forza in ciò imallontanare . in quella guifa che an-- che facilmente fé ne parte . che mantener equilibrio fra le membra. che il motore i pare in un momento loro vafi la di quella forza abbiani avrà impiegata fopra di queflo fluido. ma non. MOTO DE* MUSCOLI.248 DlSS. Nello fiato di ripofo. il fofì^rega mento de' quali rivefte. con dilatare e far creed i loro mufcoli . o mi- ftrofina- piegata . Quantunque fluido n^erveo fia elettrico non ne ne in confeguenza che elettrizzando un debban rendere iftantaneamente tutte le ceflario che il uomo fue infievolito. cosi egualmenviefi da noi poter moderare il moti de' mufcoli. gik troppo violento. in fegue.

e phe forma vano gliere parabola. 24^ poiché la forza che reRa defalcata ad un raufèolo antagonifta. CXIV. Per quefta ragione i vini . Ora le fperienze ci fan vedere . l'elettrico è il folo che poCfa fomminiftrare forza si grande . tan- . anno tanta più forza de' grandi. che l'acqua la quale paflando per de' tubi capillari. e fuperiormerjte anche alla luce . e ch^ è dalle feflanta fin alle cento volte al di fopra della forza apparente.ifì:antaneamente tutte fcolTe. ed altri liquidi non paflano a traverfo le doghe delle botti. e molto fconcertate da una fola fcint^la elettrica fiata eftratt^ da una di effe. le fuperficie delle quali fono infini- tamente. viene impiegata a fare agir l'altro che il tiene in hif lancia .grandi rifpetto alla loro mafifa . Un pefo tolto da una parte della ftadera. fé non ne' corpi trafpap renti. il CXV. ugualmente che I i quelli delia luce . che fen-za dubbio veruno contengono nella loro teflltura una infinità di canaletti. CXIII." me loro .E SULLE QUALITÀ DEL FLUIDO NERVOSO. I fluidi tutti fono foggetti a foffrire dei fofFregamenti grandi paflando per li vafi capillari . che tra i diverft fluidi che poflfono penetrare i nervi . quanto elfi anno maggior relativamente alla loro maffa. Si fa per una fperienza del Signor Jallabert . Newton ha quefti fuperficie offervata ne' piccoli pezzi di calamita Tal' è la proprietà che perciocché . che ammirafi nel moto de'mufcoli . infinitamente piccole s'egli ftefFo non foffe comporto di sferette ed in confeguenza infinitamente elamiche? . Quelle reciprocamente refpingonfi con forze centrali . Il fluido elettrico folo è quello che puòfcorrere fen^ za foffrire il contrailo de' fofFregamenti ^ anche per canali eftre? mamente anguRi. la proprietà di to- ordinarli loro fofFregamenti Ma come mai pò? trebbe ciò produrre. aumenta del doppio la forza dell'altra parte alla quale fi aggiugne. perchè que^ fìa non è dotata di una tale proprietà. le quali fono grandiffime in quelle . Dunque ai fluidi fluido elettrico i ha anche . I globettì elettrici dun- que effen do fiati confideratì. ella dee trovarfi tutt' intiera nel fluL do motore . non cadeva che in piom- bo ed a cento gocciole ne tale la ^ acquiftava per mezzcj» deli' elettrizzazio velocità diufcire in filamenti continuati. In quanto alla forza aflbiuta. Ho vedute dygento guardia del Re che fi tenevano per le raani.

< 250 DlSS. tante sfere infinitamente piccole a SUL MECCANISMO E MOTO De'muSC 8cc. forza. TII. e fenza patir foffregamenti.~ motore* Or dunque cutt' i . per ch'ha ricevuta. qualunque fi t fiafi la forza del moto de' tnu- fcoli. richiedendo (o ì paflare : at traver- nervi colla neceflaria celerità. tempo repulfiva la quale produce in edi un moto prodigiofamente celere.• dee ritrovarfi nella forza del fluido che la muover E'ftatà dun- que neceffiia affolutà. ch'ella tutta almeno trovafle nel fluida de' filamenti de nervi ^ che la trasnìettond ma quefta forzai relativamente alla mafla riducefl quafi a niente: dunque e fiata neceflaria ch'ella fi trovafle tutta nella celerità del fluido . immenfi sforzi pef efeguire effetti vedefi. noti può eflereftato fapientemente impiegato fluido elettrico riNE DEt TOMO PRIMO . Signor Mairan. norma delle conghietture effef dotati del. co- me fi è dimoflrató j non eflèndovi tutti fra fluidi^ che l'elet- trico il quale poffa trasmettere fenza fcapito alcuno la celerità gli altri. debbono fezione. e nello rteflb di quella forza elamica a per. . che -che aflblutamente pofìjbil il grandiffimi colla più piccola . eflendo noto e determinato il motore. CXVL In qualche macchina che venga impiegata . viene ad eflei' anche determinato il più grand' effetto poffibile di effa e fi fd cht tutto quefto effetto ^ in parte od intiero ^ trattandofi di macchina Idraulica .

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