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Verdetti importanti

– Ci sono più atti di violenza criminale da parte di negri su bianchi che tra gli stessi negri – Dei circa 1,700,000 crimini di violenza interrezziale che coinvolgono negri e bianchi, il 90 percento è commesso da negri contro bianchi. I negri hanno quindi una probabilità di 250 volte in più di commettere violenze criminali sui bianchi. – - I negri commettono più violenze criminali dalle 4 alle 8 volte in più dei bianchi. I latino-americani approssimativamente 3 volte in più dei bianchi e gli Orientali dalla metà ai tre quarti dei bianchi. – I negri hanno il doppio di probabilità di commettere crimini d'odio. – Gli ispanici sono (considerati) una categoria di vittime dell’odio, ma non una categoria di perpetratori (d’odio). I delinquenti latino-americani sono classificati come bianchi e ciò inflaziona il tasso criminale dei bianchi, dando l'impressione che i latino-americani non commettano crimini. – I negri sono molto più pericolosi dei bianchi così come gli uomini in generale sono più pericolosi delle donne.

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Il colore del crimine
Sommario
Il colore del crimine, un studio del New Century Foundation, basato sui rapporti dei crimini federali, ha trovato delle significative differenze nei tassi di violenza criminale per differenti gruppi razziali ed etnici. I negri, per esempio, hanno una probabilità più alta di commettere violenze criminali contro i bianchi rispetto al contrario. Dei circa 1,700,000 crimini di violenza interrazziale(riportati ogni anno), che coinvolgono negri e bianchi, i negri ne rappresentano il 90 percento e i bianchi solo il 10 percento. I negri hanno quindi una probabilità maggiore di 50 volte nel commettere crimini di violenza interrazziale. Le differenze sono persino più grandi se consideriamo gli autori di crimini interrazziali multipli, con i negri che hanno una maggiore probabilità di essere coinvolti negli attacchi di gruppo sui bianchi dalle 100 alle 250 volte in più rispetto ai bianchi. Alcune persone potrebbero pensare che gli attacchi dei negri sui bianchi sono causati dal fatto che questi hanno lo scopo di rapinare. Tuttavia, meno del 20 percento di questi attacchi sono causati da rapine; aggressioni e stupri non hanno sempre motivi economici. I tassi dimostrano che c'è più violenza criminale di negri su bianchi che tra negri stessi. Quando i negri commettono

violenza, attaccano per il 50-55 percento delle volte i bianchi. Quando i bianchi commettono violenza, attaccano solo per il 2-3 percento delle volte i negri. Si pensa che i crimini d'odio siano gli atti più gravi del crimine interrazziale, ma sono stati riportati solo 9,861 casi nel 1997. Di questi, 6981 erano legati al fattore razziale, mentre 4105 erano violenti. Questo piccolissimo numero di crimini riceve una sproporzionata quantità di attenzione, ma è più verosimile che i milioni di ordinari crimini interrazziali (90 percento di questi sono commessi da negri contro bianchi) siano più dannosi per i rapporti razziali. Tuttavia i crimini dei bianchi sui negri ricevono un enorme attenzione, considerando che i negri hanno circa il doppio di probabilità di commettere crimini d'odio. Gli ispanici sono considerati una categoria di vittime dei crimini d’odio, ma non una categoria di perpetratori (d’odio). Un messicano che è stato attaccato per la sua etnicità è registrato come latino-americano, ma se lo stesso messicano attacca un negro o un bianco per ragioni razziali, viene considerato bianco. Ciò inflaziona le cifre per i tassi di crimini d'odio con autori "bianchi", e dà l'impressione che i latino- americani non commettano alcun crimine. Per quasi tutti i crimini, ci sono consistenti e pronunciate differenze nei tassi di arresti di crimini per cause razziali ed etniche. I negri hanno una probabilità dalle 5 alle 10 volte più alta dei bianchi nell'essere arrestati, i latino-americani hanno una probabilità più alta di circa 3 volte, gli indigeni americani hanno una doppia probabilità e gli asiatici dalla

metà ai due terzi di probabilità (nell'essere arrestati per violenze criminali). Le elevate percentuali per i negri intendono che il miglior singolo predittore indipendente delle percentuali di crimine per un'area è la percentuale negra della popolazione. I negri hanno una probabilità maggiore di essere arrestati per violenze criminali, così come gli uomini hanno una probabilità maggiore di essere arrestati rispetto alle donne. Considerando che i tassi di arresti sono una buona indicazione dell'attuale sistema criminale, possiamo affermare che i negri sono più pericolosi dei bianchi come gli uomini in generale sono più pericolosi delle donne. Se la gente si sente più minacciata da uomini sconosciuti piuttosto che da donne sconosciute ed è giustificata nel prendere precauzioni addizionali contro di loro, da un punto di vista statistico, la gente è egualmente giustificata nel fare le stesse distinzioni tra negri e bianchi.

Il Colore del Crimine
Crimine interrazziale
Nel 7 giugno del 1998, dei bianchi suprematisti legarono James Byrd di Jasper, Texas, al retro di un camion e lo trascinarono sino alla morte. Questo orrendo crimine ha ricordato al paese, nel modo più forte, che l'ostilità razziale e la criminalità interrazziale continuano ad essere gravi problemi negli Stati Uniti. Le proteste nazionali che ne derivarono hanno dimostrato quanto profondamente gli americani si sentono quando si sente parlare di violenza razziale. L'indignazione negli atti di questo tipo è del tutto appropriata. Tuttavia, concentrarsi su un crimine, non importa quanto disgustoso, significa presentare un'immagine distorta del crimine interrazziale. Se vogliamo rispondere adeguatamente al problema della violenza razziale è importante conoscere la sua vera natura e le proporzioni. La maggior parte degli americani probabilmente crede che i bianchi commettano più crimini interrazziali, e che i negri siano le vittime più frequenti. È vero il contrario: in circa il 90 per cento dei crimini di violenza interrazziale che coinvolgono negri e bianchi, i negri sono colpevoli e i bianchi sono le vittime. In termini di tassi di criminalità (calcolato come il numero dei reati

per 100.000 abitanti), i negri hanno più di 50 volte di probabilità di aggredire i bianchi rispetto ai bianchi. Ogni anno dal 1972, il Dipartimento di Giustizia americano ha realizzato quello che viene chiamato il National victimization Crime Survey (NCVS) per determinare la frequenza di certi tipi di reati. L'indagine campionaria del NCVS è grandissima(circa 100.000 persone in circa 50.000 famiglie) e viene accuratamente selezionata sulla base dei dati del censimento per renderlo il più rappresentativo possibile per la nazione nel suo complesso. Il NCVS è un record inestimabile di vittimizzazione criminale come riportato direttamente dagli americani, ed è l'unica misura significativa a livello nazionale del crimine interrazziale. Due pagine provenienti dal NCVS sono incluse nell'Appendice A del presente documento. 1 La prima pagina, Tabella 42, elenca varie categorie di singoli colpevoli di violenze criminali interrazziali per il 1994 (il NCVS viene usato annualmente, ma il Dipartimento di Giustizia non rilascia rapporti completi ogni anno, il 1994 è l'anno più recente di questi dati). Il gruppo di numeri nella parte superiore della pagina, rappresenta i totali calcolati per il singolo colpevole di crimini violenti, segnalati per lo stesso anno. Essi sono estrapolati dai crimini effettivi trasmessi dall'indagine campionaria. Vediamo che nel 1994, 6.830.360 bianchi sono stati vittime di crimini violenti, e che il 16,7 per cento (1.140.670) ha riferito che il colpevole era negro. I negri sono stati vittime di 1,100,490 di crimini violenti, di cui il 12,3 per cento (135.360) sono stati commessi da bianchi.

Aggiungendo insieme queste figure per la criminalità interrazziale (1.140.670 e 135.360), otteniamo un totale di 1,276,030 crimini interrazziali, di cui 1.140.670 (oppure l'89 per cento) sono stati commessi da negri. Per ottenere i tassi a cui bianchi e negri commettono reati interrazziali, dividiamo il numero di reati per la popolazione, per ottenere i reati per 100.000 abitanti. Il Census Bureau del 1994 riporta che le popolazioni bianche e negre erano rispettivamente 216.413.000 e 32.653.000. I bianchi quindi hanno commesso atti di violenza interrazziale ad un tasso del 62,55 per 100.000, mentre il tasso dei negri era 3,493.63 per 100.000, una cifra che è non meno di 55.85 volte il tasso dei bianchi. Mettiamola in termini più facilmente comprensibili, il negro in media era quindi 56 volte più incline a commettere violenza criminale nei confronti di un bianco rispetto a quanto un bianco era incline a commettere violenza criminale nei confronti di un negro. Calcoli simili mostrano che il tasso dei negri per rapina interrazziale, era di 103 volte maggiore del tasso dei bianchi. Questi due tassi sono illustrati nel grafico della pagina successiva, ed è importante per capire che cosa significano queste cifre. Il multiplo di 56 non vuol dire che i negri commettono più violenza interrazziale di 56 volte rispetto ai bianchi. Ciò che significa è che se i bianchi commettono violenza interrazziale ad un tasso di 10 reati ogni 100.000 bianchi, il tasso per i negri è di 560 per 100.000, o 56 volte il tasso dei bianchi. Questo è il tipo di calcolo che è rappresentato nella maggior parte dei grafici in questo rapporto.

I dati riportati del NCVS nella tabella 42 mostrano altri fatti sulla violenza interrazziale.

Se ci concentrassimo di nuovo nel gruppo delle figure alla cima della tabella, potremmo calcolare il numero totale di crimini commessi da autori di varia razza ed anche la percentuale commessa contro l'altra razza. Vedremo che le azioni di violenza commesse da negri contro bianchi sono di 1,140,670 e costituiscono il 56.3 per cento di tutte le violenze criminali commesse dai negri. Ciò vuol dire che quando i negri commettono violenze, questi mirano ai bianchi più della metà delle volte, o diversamente, ci sono più casi di violenza commessi da negri contro bianchi che tra negri stessi. Calcoli simili per quanto riguarda i bianchi, mostrano che le azioni di violenza criminale commesse dai bianchi sono 5,114,692 e solo il 2.6 percento è diretto sui Negri. (Nonostante l'omicidio sia un crimine, il NCVS non lo include perchè le vittime non possono essere intervistate. Il numero degli assassinii interrazziali è piccolo e non incide le percentuali e i rapporti presentati qui.) Alcuni potrebbero pensare che i Negri commettano violenza contro bianchi perchè i bianchi sono facilmente più ricchi e sono pertanto bersagli più facili. Tuttavia, dei 1,140,670 crimini commessi da negri su bianchi riportati nel 1994, solo 173,374 furono rapine. Il rimanente 84.8 percento furono aggressioni aggravate, stupri e semplici aggressioni, il quale presumibilmente non era motivato da profitti. Lo stupro, in particolare, non ha niente a che fare con la presunta ricchezza della vittima. Più di 30,000 donne bianche sono state stuprate dai negri nel 1994 e solo 5400 donne negre sono state stuprate dai bianchi. Il tasso di stupro interrazziale dei negri era di 38 volte superiore a

quello dei bianchi. La seconda pagina dell'appendice A di questo documento è un'altra pagina proveniente dal NCVS. La tabella 48 mostra dati di crimine interrazziale per azioni di violenza commesse da multipli offensori. Facendo gli stessi calcoli come prima, possiamo determinare quanto è interrazziale la violenza di gruppi o bande(non nel senso di organizzazioni criminali) e quanto è commessa sia da negri che da bianchi. Del totale delle 490,266 azioni di multipli offensori di violenza interrazziale, non meno del 93.9 percento fu commesso da negri contro bianchi. La rapina, per la quale c'è un motivo legato al profitto, è stata stimata per meno di un terzo dei crimini. Il resto erano aggressioni di gang, inclusi gli stupri, i quali presumibilmente avevano altre motivazioni. I tassi della violenza di gruppo per ogni razza possono essere calcolate come prima, e la differenza tra le razze è molto grande. Il tasso dei negri sulla totale violenza interrazziale di gruppo, è di 101.75 volte maggiore del tasso dei bianchi; per rapina è maggiore di 277.31 volte il tasso dei bianchi. Differenze grandi come queste sono raramente riscontrate negli studi comparativi sul comportamento di gruppo, e loro si lamentano sullo studio (fatto) e sulla (sua) motivazione. E' probabilmente sicuro ipotizzare che se le razze fossero invertite, e le gang di bianchi attaccassero i negri semplicemente quattro o cinque volte il tasso a cui i negri attaccavano i bianchi, lo stato avrebbe considerato ciò una crisi nazionale che necessitava un'urgente attenzione.

Crimini d'Odio in Prospettiva

Da quando è stato approvato lo Hate Crime Statistics Act del 1990, l'FBI è stata incaricata di raccogliere statistiche nazionali in materia di atti criminali "motivati, in tutto o in parte, da pregiudizi. " La legge non obbliga le locali forze dell'ordine di munire l'FBI con queste informazioni, però ciò avviene spesso. Nel 1997, l'anno più recente per il quale sono disponibili i dati, l'FBI ha ricevuto informazioni riguardanti crimini d'odio da 11.211 agenzie locali e l'ammontare di questo numero lavora per oltre l'83 per cento della popolazione degli Stati Uniti. 2 In quell'anno, ci fu un totale di 9,861 crimini, di cui 6.981 furono crimini motivati da pregiudizi, basati sulla razza o sull'origine etnica. Il resto erano per motivi di religione, orientamento sessuale o disabilità. L'FBI riporta 8,474 presunti autori di reati la cui razza è conosciuta. Di questi, 5.344 erano bianchi e 1.629 negri. I loro reati, che comprendevano tutte le categorie di crimini d'odio, non solo per pregiudizi razziali e questi pregiudizi a sua volta possono essere suddivisi in reati violenti e non violenti, e calcolando il tasso di reato in base alla razza troviamo che i negri avevano 1,99 volte più probabilità rispetto ai bianchi di commettere crimini d'odio in generale e 2,24 volte più probabilità di commettere crimini d'odio violenti.

Per quanto riguarda i casi di pregiudizi razziali, ci sono stati 718 negri accusati di crimini d'odio contro bianchi e 2,336 bianchi accusati di crimini d'odio contro negri. Sebbene il numero dei trasgressori bianchi era più grande, il tasso dei negri era due volte più elevato. Un numero maggiore di bianchi commise questi crimini, ma i negri hanno 2,0 volte più probabilità di commetterli. Questa sovrarappresentazione dei negri nei crimini d'odio, non solo nei casi di pregiudizi razziali, ma in tutte le categorie, è in contrasto con l'impressione comune che i bianchi siano quasi gli esclusivi autori dei crimini d'odio e che siano certamente più inclini loro a commetterli piuttosto che i negri. Ma forse l'aspetto più significativo è il numero relativamente piccolo di crimini dovuti a pregiudizi. Dei 6.981 reati basati sulla razza o etnia, solo 4.105 erano eseguiti con violenza, coinvolgendo omicidio, stupro, rapina o aggressione. Il resto includevano reati quali atti di vandalismo e di intimidazione. Questi numeri sono quasi insignificanti rispetto ai 1.766.000 crimini di violenza interrazziale (unendo reati sia di singoli che di multipli autori) riportati nel NCVS. Inutile dire che parte di questa enorme disparità nei numeri, si spiega con il fatto che l'NCVS copre tutti i reati, sia che fossero riportati dalla polizia o no, mentre per un reato da inserire negli archivi di crimini d'odio dell'FBI, il reato deve prima essere denunciato alla polizia e poi deve essere ufficialmente classificato come un crimine d'odio. Senza dubbio vi è un certo numero di reati non denunciati

alla polizia, infatti se le autorità li conoscessero li considererebbero come crimini d'odio. Comunque, quanto è importante la distinzione tra i crimini interrazziali che sono ufficialmente designati come crimini di odio e quelli che non lo sono? Un crimine per essere considerato un crimine d'odio, l'autore deve fare la sua motivazione chiara, di solito utilizzando parole offensive a sfondo razziale. Non è difficile immaginare che dei 1.766.000 delitti interrazziali commessi nel 1994, alcuni, forse anche un gran numero, sono stati "motivati, in tutto o in parte, da pregiudizi", ma gli autori non hanno espresso le loro motivazioni. Date le realtà della razza negli Stati Uniti, sarebbe irragionevole per una persona attaccata da qualcuno di razza diversa a chiedersi se la razza aveva qualcosa a che fare con l'attacco, anche se il suo aggressore non avesse detto nulla? Tali sospetti hanno ancora più probabilità nel caso dei 490,266 atti di violenza di gruppo che hanno attraversato le “racial lines” nel 1994. Qual è l'effetto psicologico di una vittima aggredita da una banda di persone di razza diversa? Una donna bianca violentata da una banda di negri o un negro messo in un angolo e pestato da bianchi, difficilmente può fare a meno di pensare che è stato/a mirato/a, almeno in parte a causa della razza, anche se gli aggressori non l'avevano insultata/o con parole razziste. Molti stati hanno approvato leggi che aumentano sanzioni su persone condannate per reati di odio. Queste leggi riconoscono il danno procurato alla società quando le

persone sono attaccate a causa della razza o altre caratteristiche. Tuttavia, ci si potrebbe chiedere cosa fa più danno alla società: Le poche migliaia di atti violenti ufficialmente classificati come crimini d’odio o i molto più numerosi crimini di violenza interrazziale che sono virtualmente trascurati?

Crimini d'Odio Commessi da Ispanici

Il trattamento del governo sui crimini d'odio è fuorviante in un altro modo ancora più evidente, in quanto l’FBI riporta i crimini d’odio contro gli ispanici ma non (quelli) degli ispanici. L'Appendice B è dell'FBI "Hate Crime Incident Report,", e viene utilizzato per registrare i crimini ispirati da pregiudizi. Nonostante gli ispanici siano chiaramente indicati come una categoria di vittime nella sezione "Bias Motivation"(motivazione da pregiudizi) non sono considerati una categoria di autori in "Suspected Race of Offender"(sospetta razza criminosa). L'FBI costringe quindi i locali organi di polizia di catalogare la maggior parte dei trasgressori ispanici come "bianchi" (vedi "la misurazione della criminalità degli ispanici, di seguito) e le cifre per il 1997 rispecchiano questo. Il numero totale di crimini d'odio per quell'anno, 9,861 include 636 reati di pregiudizi anti-ispanici, ma non uno dei 8.474 delinquenti noti è "ispanico" poiché la metodologia di raccolta di dati dell'FBI non consente tale designazione. Se un messicano viene aggredito per motivi di origini etniche, egli è ufficialmente registrato come ispanico. Tuttavia, egli diventa bianco se commette un crimine di odio contro un negro. Ancora più assurdo, se un messicano

commettesse un crimine di odio contro un bianco, sia la vittima che il carnefice sarebbero segnalati come bianchi. E, infatti, i dati del 1997 dell'FBI registrano 214 trasgressori come "bianchi" che hanno commesso crimini di odio antibianchi. 3 I trasgressori erano probabilmente ispanici, ma se questo è il caso, i dati dovrebbero dirlo. Se alcuni dei "bianchi", che sono segnalati per aver commesso crimini contro i negri, sono anche ispanici, i dati dovrebbero indicarlo. Un esame di specifici reati dimostra che i dati ufficiali possono essere fuorvianti. L'omicidio è il più grave e sconvolgente di tutti i crimini legati all'odio, e l'FBI elenca cinque casi di omicidio a sfondo razziale per il 1997, tre contro i negri e due contro i bianchi. Il rapporto dell'FBI non fornisce dettagli sui responsabili o sulle circostanze delle uccisioni, ma i dipartimenti di polizia locali che hanno riportato i crimini all'FBI hanno queste informazioni. Due degli omicidi contro i negri, hanno avuto luogo nella stessa città, un quartiere in gran parte ispanico di Los Angeles chiamato Hawaiian Gardens. Hawaiian Gardens ha una storia di tensione negro-ispanica che è stata così grave tanto che molti negri sono stati costretti a lasciare quell'area. In uno degli omicidi, un negro di 24 anni è stato picchiato a morte da una banda di 10-14 ispanici che si sono alternati fracassando la testa con una mazza da baseball. In un altro, un membro della gang ispanica ha aggredito un negro di 29 anni per il semplice motivo di trovarsi nel quartiere. Pochi minuti dopo è tornato e ha

sparato l'uomo al petto. In entrambi i casi, le vittime e gli assassini non si conoscevano e la motivazione sembra essere stata la semplice differenza razziale. 4 Questi crimini sono tipici di quelli che identifichiamo come assassini da crimini d'odio, e dato che gli ispanici non sono identificati come autori nel rapporto dell'FBI, è sicuro presumere che gli assassini siano stati classificati come bianchi. Il terzo assassinio contro i negri, ha avuto luogo a Anchorage, Alaska. Secondo le notizie di stampa, un uomo bianco di 33 anni (Maness Brett), ha ucciso il suo vicino di casa, un negro di 32 anni (Delbert White), dopo un breve contrasto. Il signor Maness, che stava coltivando marijuana nel suo appartamento e che aveva un arsenale di armi, aveva sparato una pallottola con una pistola alla casa del signor White, e per questo il negro gli era andato in contro. È interessante notare che una giuria ha rilevato che il signor White Maness abbia ucciso per legittima difesa, ma è stato condannato lui per possesso di armi e droga. L'incidente è stato considerato un crimine di odio, perché il signor Maness in passato aveva rivolto al signor White insulti razzisti brandendo le armi. 5 Un portavoce della polizia aggiunge che è stata trovata letteratura razzista nell'appartamento del signor Maness 'dopo la sparatoria. Gli altri due omicidi sono stati classificati come “antiwhite”(contro i bianchi), ma solo uno si adatta alla concezione abituale di tali crimini. Quattro uomini bianchi stavano camminando in una strada di Palm Beach, Florida, quando un'auto è arrivata ad uno stop non lontano da loro. Due uomini negri sono scesi con le mani dietro la

schiena e uno disse: "A che cosa stai guardando cracker?” (Cracker, per chi non lo sapesse, è un insulto razziale per i bianchi, ha la valenza di “negro di merda”.) Uno degli uomini bianchi rispose: "Non a te, negro", dopodichè uno dei negri ha tirato fuori una pistola da dietro la schiena e ha sparato più volte, uccidendo un bianco e ferendone un altro. Gli aggressori e le vittime non si conoscevano, e la motivazione criminale sembra essere stata puramente razziale. 6 L'altra uccisione anti-bianca ha coinvolto un uomo d'affari del Texas proveniente dall'India, Sri Punjabi, che ha sparato alla figliastra messicana perché suo figlio ha divorziato dalla moglie Indiana per sposarla. Il signor Punjabi era convinto che suo figlio non dovesse sposare nessuna che non fosse indiana. 7 (Presumibilmente, questo reato avrebbe dovuto essere classificato come “antiispanico”, piuttosto che “anti-bianco”.) Questi cinque omicidi a sfondo razziale segnalati per il 1997 non si adattano all'immagine popolare dei crimini d'odio, cioè, dei bianchi che brutalizzano non bianchi. Infatti, solo un colpevole era "bianco" nel senso comunemente accettato. Qual era la natura delle altre migliaia di crimini dell'odio ufficialmente segnalati? senza esaminare tutti i 9.861 di essi, è impossibile dirlo. È chiaro, tuttavia, che i dati dell'FBI danno una falsa impressione. Si gonfia il numero di crimini d'odio commessi dai "bianchi" definendo gli ispanici come bianchi. Allo stesso tempo si dà l'impressione che gli ispanici non commettano crimini d'odio. Il motivo della raccolta di questi dati è quello di arrivare a una migliore

comprensione della portata degli screzi razziali e alla violenza razziale negli Stati Uniti. Se le statistiche devono avere un qualche significato, esse devono rispecchiare la realtà americana, e cioè che la maggior parte degli ispanici credono se stessi e vengono creduti dagli altri come un gruppo etnico separato, distinto dai bianchi non ispanici. E' impossibile capire o attenuare gli screzi del gruppo senza riconoscere questo fatto. Se l'FBI vuole raccogliere dati significativi, essa deve riconoscere gli ispanici come una categoria di autori del crimine così come una categoria di vittime del crimine.

Il Colore del Crimine

Diversi gruppi razziali negli Stati Uniti commettono crimini a tassi diversi. La maggior parte degli americani pensano che i quartieri non-bianchi sono più pericolosi dei quartieri bianchi, e hanno ragione. Tuttavia, è molto raro trovare informazioni affidabili su quanto certi gruppi razziali/etnici siano più pericolosi rispetto ad altri. Le Uniform Crime Reports (UCR), pubblicate annualmente dall'FBI, è il lavoro standard di riferimento per i tassi di criminalità e la criminalità negli Stati Uniti. L'UCR è una raccolta nazionale di dati sui reati ed arresti , riportati su base volontaria da parte degli organismi locali delle forze dell'ordine. Nel UCR più recente, che copre l'anno 1997, l'FBI ha ricevuto segnalazioni da parte di 17000 agenzie incaricate dalla legge, le quali coprono il 95 per cento della popolazione del paese. L'UCR è senza dubbio il rapporto più completo e autorevole sui crimini portati all'attenzione della polizia. Le notizie riguardanti aumento o diminuzione dei tassi di criminalità sono quasi sempre basati sui rapporti del UCR. Nel tentativo di determinare i tassi di criminalità per i diversi gruppi razziali, è importante capire la differenza tra l'UCR e la National Crime Victimization Survey (NCVS) riportata sopra. Il NCVS contiene un solo tipo di informazione: i crimini che gli americani dicono di aver

subito. L'UCR comprende due diversi tipi: reati denunciati alla polizia e gli arresti dei colpevoli. Anche per lo stesso anno e per lo stesso reato, queste tre tipologie di informazioni sono diverse. Le più numerose informazioni stanno nel NCVS, in quanto includono crimini non denunciati alla polizia. Un po' più piccole sono le cifre dell'UCR in materia di reati segnalati alle autorità, e ancora più piccole sono le cifre d'arresto, che rappresentano i reati per i quali venga arrestato un sospetto. Ad esempio, nel NCVS del 1997, gli americani dicono di aver subito un totale di 1.883.000 casi di aggressione aggravata, 8 ma secondo l'UCR, solo 1.022.000 sono stati segnalati alla polizia. Nello stesso anno, vi erano solo 535 mila arresti per aggressione aggravata. 9 I dati razziali vengono inseriti nell'UCR solo quando un arresto viene effettuato, in modo che possa si sostenere che i confronti razziali non debbano essere basati sui dati dell'UCR. Diversi gruppi razziali possono segnalare alla polizia a ritmi diversi, alcuni gruppi possono avere più successo nel sfuggire agli arresti, perciò la polizia deve operare discriminazioni tra i gruppi razziali nei loro sforzi di arresto. Tuttavia, vi è un grande vantaggio nell'utilizzare i dati dell'UCR perchè le categorie razziali sono più dettagliate. A differenza dell'NCVS, che riporta solo il "negro", "bianchi" e "altro", l'UCR compila i dati di arresto sul "negro", "bianco", "Indiano Americano / Eschimese" e "Asiatico / isolano del pacifico". Questi sono gli unici dati sui crimini nazionali che compongono queste distinzioni. Inoltre, come vedremo in seguito, i dati degli arresti dell'UCR possono essere

paragonati ad altri dati in modo che rendano possibile trattare gli ispanici come una categoria etnica separata. Un altro buon motivo per utilizzare i dati dell'UCR è che, sebbene le proporzioni razziali variano un po’ tra i dati dell'indagine NCVS (colpevoli di razza, come riferito dalle vittime) ei dati d'arresto dell'UCR (persone arrestate di razza), non sono poi così diverse. Ad esempio, secondo l'UCR, il 57 per cento delle persone arrestate per rapina nel 1997 erano negri, come lo erano il 37 per cento degli arrestati per aggressione aggravata. 10 Secondo i dati del NCVS sui singoli autori di reati, il 51 per cento dei ladri sono stati segnalati dalle loro vittime come negri, come lo erano il 30 per cento di coloro che hanno commesso aggressione aggravata (ancora una volta, utilizzando dati del 1994). 11 Dal momento che vi è una maggiore sovrarappresentazione dei negri nei reati a più autori segnalati nel NCVS, combinando i due insiemi di dati, porta le proporzioni razziali dei dati del NCVS molto vicine alle proporzioni razziali dei dati del UCR. 12 In altre parole, la polizia sta arrestando criminali di diverse razze con le stesse proporzioni raccontate dagli americani in cui dicono appunto di essere vittime di quelle razze. Con questa misura, chi sta commettendo il crimine in America? Il grafico nella pagina successiva mostra i tassi di arresto (calcolati, come prima, come il numero degli arresti per 100.000 persone) come multipli del tasso di arresto dei bianchi per vari reati. Il tasso dei bianchi è sempre impostato a uno, quindi se il tasso dei negri è tre, per esempio, vuol dire che i negri sono stati arrestati tre volte

di più dei bianchi. Ancora una volta, ciò non significa che sono stati arrestati tre volte il numero di negri come i bianchi, ma significa che se 100 ogni 100.000 bianchi sono stati arrestati per un reato, 300 ogni 100.000 negri sono stati arrestati per lo stesso reato.

I dati mostrano un modello molto consistente: i negri vengono arrestati a tassi notevolmente superiori rispetto ad altri gruppi razziali. Gli Indiani d'America e gli eschimesi (di seguito "Indiani"), vengono arrestati a tassi leggermente superiori rispetto ai bianchi, e gli asiatici vengono costantemente arrestati a tassi più bassi. La concezione popolare del crimine in America è corretta, i

tassi sono molto più elevati tra i negri che tra i bianchi o altri gruppi. E' per questo motivo che l'unico indicatore migliore indipendente dal tasso di criminalità di competenza è la percentuale della sua popolazione che rappresenta i negri. Il grafico a dispersione a destra traccia il tasso di assassinio e la percentuale della popolazione dei negri per tutti gli stati e il Distretto di Columbia (che è il punto periferico di dati in alto a destra). 13 La tendenza è chiara: Più alta è la percentuale di negri, maggiore è il numero di omicidi. Vale la pena notare che i tassi di omicidio sono un tipo diverso di dati provenienti da entrambe le relazioni dei dati del NCVS e dei dati di arresto dell'UCR. Essi non si basano su ciò che la vittima riporta e né possono essere distorti da differenze nei tassi di arresto dei gruppi razziali che potrebbero riflettere possibili pregiudizi della polizia. I tassi di omicidio puro non ci dicono nulla sulla razza dell'assassino o della vittima. Sono semplicemente l'espressione del livello di violenza omicida in una comunità, e che il livello aumenta quando la percentuale dei negri aumenta. Nonostante ciò, si ritorna alla visione che l’arresto rifletta il pregiudizio della polizia piuttosto che le autentiche differenze dei gruppi (etnici) nelle statistiche criminali.

Fatta eccezione per le vittime di omicidio, la maggior parte delle persone possono riferire alla polizia la razza di un aggressore. Se una vittima dice di essere stata aggredita da un uomo bianco, la polizia anche se lo volesse non può semplicemente arrestare un uomo di colore. Per questo motivo, molte persone accettano che la polizia ha po 'di discrezione, in caso di arresto per crimini violenti, ma le persone credono ancora che le leggi sulla droga sono

applicate ingiustamente nei confronti delle minoranze. I reati di droga vanno oltre la portata di questa relazione, ma anche qui, ci sono prove indipendenti che i tassi di arresto riflettono differenze nel comportamento criminale, non selettiva applicazione della legge. Lo U.S. department of health and human services detiene dei registri in base alla razza sui ricoveri per droga nei prontosoccorso. Riporta che i negri sono ammessi a 6,67 volte il tasso non ispanico dei bianchi per l'eroina e la morfina, e non meno di 10,49 volte il tasso dei non ispanici bianchi per la cocaina. (I tassi per gli ispanici sono 2,82 e 2,35 per i bianchi; le informazioni sugli indiani americani o asiatici non sono riportate). 14 C'è solo una spiegazione plausibile per questi tassi: i negri hanno molte più probabilità di fare uso di droga. Infine, se la polizia bianca razzista arrestasse ingiustamente i non bianchi, ci aspetteremo tassi di arresto per gli asiatici più elevati rispetto a quelli per i bianchi. Invece, sono più bassi per quasi ogni tipo di crimine.

Misurazione dei Tassi di Criminalità Ispanici

Qualsiasi studio sui tassi di criminalità di gruppo in America è complicata dal trattamento inconsistente degli ispanici dalle differenti agenzie governative. Ad esempio, la stima ufficiale del Census Bureau per la popolazione statunitense del 1997, divide tutte i 268 milioni di americani in quattro gruppi razziali: bianco, negro, indiano e Eskimo, e asiatici e isolani del Pacifico. Il bureau spiega poi che tra questi 268 milioni di persone ci sono 29 milioni di ispanici che "possono essere di qualsiasi razza." Tuttavia, vengono contati anche i bianchi non ispanici, i negri non ispanici, indiani, ecc. Così troviamo che secondo la classificazione strettamente razziale, ci sono 221 milioni di bianchi negli Stati Uniti, dei quali 195 milioni sono bianchi non ispanici. Gli ispanici americani, circa la metà dei quali sono messicani, sono ripartiti per le quattro categorie razziali, il Census Bureau ritiene che il 91 per cento deve essere bianco, il 6 per cento negro, l'uno per cento appartiene agli indiani d'America, e il due percento asiatico. Il trattamento dei dati degli ispanici può creare risultati bizzarri. Ad esempio, secondo il censimento del 1990, i 3,485,000 abitanti di Los Angeles erano per il 52,9 per cento bianchi, i negri 13,9 per cento, 0,4 per cento degli indiani d'America, e il 22,9 percento degli asiatici che

faceva ammontare (il tutto) al 100 percento. Ciò fa apparire la città come maggioranza bianca. Tuttavia, Los Angeles comprendeva anche 39,3 per cento di ispanici, e se si sottrae il 91 per cento di coloro che sono stati classificati come bianchi , la popolazione bianca non ispanica scende improvvisamente a solo 16,6 per cento. Che significa questo per le statistiche sul crimine? Poiché i dati dell'UCR non classificano gli ispanici come una categoria separata, quasi tutti gli arrestati ispanici negli Stati Uniti entrano nei documenti ufficiali come "bianchi". Questo è contrario alla comprensione comune del termine, che non è comunemente usato per includere la maggior parte di messicani e latinoamericani. Se i tassi dei crimini per gli ispanici sono sostanzialmente diversi da quelli dei bianchi non ispanici, includendo gli ispanici nella categoria "bianchi" vengono distorti i risultati. Questo non è grave come nel caso dei crimini d'odio, in cui il crimine stesso ha a che fare con le caratteristiche molto personali che vengono omesse dai record, ma non c'è alcun motivo per non fare paragoni etnici o razziali quanto più precisamente possibile(anche perchè ciò accade solo con questa categoria etnica). L'UCR tabula dati distinti sugli indiani d'America e gli eschimesi, che sono meno dell'uno per cento della popolazione, ma ignora gli ispanici, che sono il 12 per cento della popolazione. Alcuni dati di raccolta delle agenzie classificano separatamente ispanici e bianchi non ispanici. Il Dipartimento di Giustizia della California, che registra tutti

gli arresti all'interno dello stato, fa sempre questa distinzione (anche se considera alla stessa stregua gli asiatici e gli indiani americani nella categoria "altro"). Alcuni di questi dati della California sono inclusi nell'appendice C del presente documento in pdf. In congiunzione con i dati del Census Bureau relative alla popolazione per gli ispanici, i bianchi non ispanici e i negri non ispanici che vivono in California nel 1997, possiamo calcolare i tassi di arresto per i diversi gruppi per reati diversi. Nel grafico qui sotto, questi tassi sono ancora una volta rappresentati come multipli del tasso dei bianchi. Come è nel caso dei dati nazionali dell'UCR, i negri vengono arrestati a tassi molto più alti rispetto ai bianchi, ma anche gli ispanici sono arrestati a tassi sensibilmente più elevati.

I differenti tassi in cui ispanici e bianchi non ispanici sono tenuti nelle carceri e prigioni, sono un altro indicatore delle differenze nei tassi di criminalità tra i due gruppi. Anche se per gli arresti, l'UCR non classifica gli ispanici come una categoria separata, alcuni rapporti governativi della popolazione carceraria, li classificano separatamente. Per esempio, il Dipartimento di Giustizia ha calcolato per il 1996, i tassi di carcerazione per 100.000 persone, sui bianchi non ispanici (193), ispanici (688), e negri non ispanici (1571). 15 Espresso in multipli del tasso dei bianchi, il tasso degli ispanici è 3.56 e il tasso dei negri è 8.14. Questi multipli sono simili a quelli dei dati di arresto della California, e giustificare la conclusione che gli ispanici hanno circa tre volte più probabilità rispetto ai bianchi di essere arrestati per vari reati. Con questo presupposto, possiamo utilizzare la formula seguente per incorporare questa differenza nei dati razziali sugli arresti bianchi dell'UCR, in modo da calcolare i tassi di arresto più accurati per i bianchi non ispanici: R (Numero di bianchi non ispanici) + 3R (Numero di ispanici bianchi) = numero effettivo di arresti R è il tasso di arresto per i bianchi non ispanici e 3R è il tasso di arresto per gli ispanici che sono classificati come bianchi quando vengono arrestati. I calcoli di questo genere dimostrano che se gli ispanici fossero considerati come una categoria etnica separata con tassi di arresto considerati uguali a tre volte il tasso dei non-ispanici, i tassi per i bianchi non ispanici, diminuirebbero del 19,5 per

cento. Il grafico sottostante mostra i tassi di arresto (come multipli del tasso di arresti dei bianchi) aggiustati per questa riduzione. Per mancanza di informazioni più precise, il multiplo per gli ispanici è fissato a tre volte il tasso dei bianchi per tutti i reati, anche se è certo che c'è qualche variazione nei multipli per i diversi tipi di reati. Il tasso non aggiustato del grafico sugli arresti, è anche riprodotto per scopi di confronto. Dato che l'evidenza proveniente dai tassi della carcerazione nazionale e dai tassi d'arresto della California suggerisce che gli ispanici commettano crimini violenti a qualche multiplo del tasso dei bianchi, il grafico rettificato è probabilmente un indicatore più accurato delle differenze dei gruppi. Entrambi i grafici sono sulla stessa scala e mostrano la misura in cui separando gli ispanici dai bianchi, riduce i tassi di arresto per quest'ultimi. Va notato qui che i dati delle indagini sulla criminalità interrazziale del NCVS riferiti all'inizio del presente documento in pdf, comprende anche gli ispanici nella categoria "bianchi". E 'quindi impossibile sapere quanti dei "bianchi" che hanno commesso crimini violenti contro i negri siano in realtà ispanici, oppure quanti dei “bianchi” contro i cui i negri hanno commesso crimini violenti siano ispanici. Se gli ispanici commettono crimini violenti contro i negri ad un tasso superiore rispetto ai bianchi, e, a giudicare dai loro più numerosi arresti e ai tassi di carcerazione per altri reati, sembra probabile che l'NCVS inflaziona anche i tassi di criminalità dei bianchi non ispanici.

Uomini contro Donne

Molte persone difficilmente accettano l'idea che i diversi gruppi razziali possono avere tassi significativamente differenti per i crimini. Tuttavia, sui tassi di criminalità, ci così tante differenze tra i gruppi etnici/razziali che praticamente tutti le capirebbero e le darebbero per scontate. Negli anni venti gli uomini, per esempio, erano molto più inclini alla violenza degli uomini degli anni '50, e quando vengono arrestati più frequentemente, nessuno dubita il fatto che commettano più reati. Allo stesso modo, praticamente nessuno contesta il motivo per cui i tassi di arresto per gli uomini siano più alti rispetto alle donne: gli uomini commettono più reati rispetto alle donne. Questo è anche il caso per i gruppi razziali: gli asiatici sono arrestati a tassi più bassi rispetto ai bianchi perché commettono meno crimini. I negri e gli ispanici sono arrestati a tassi più elevati, perché commettono più reati. Quando si tratta di crimini, i negri hanno approssimativamente molte più probabilità di essere arrestati rispetto ai bianchi, come gli uomini hanno più probabilità di essere arrestati rispetto alle donne. I multipli dei tassi di arresto dei negri vs bianchi, sono molto vicini ai multipli dei tassi di arresto degli uomini vs donne, suggerendo che i negri sono molto più pericolosi degli uomini bianchi quanto lo sono gli uomini per le donne. Il primo grafico in questa pagina mostra i tassi di arresto per gli uomini come multipli dei tassi di arresto per le donne per gli stessi reati. 16 Le differenze sono più o meno simili a quelle tra negri e bianchi. I prossimi due grafici comparano i tassi di arresto per omicidio e rapina, e

dimostrano che il multiplo degli arresti bianchi/negri è quasi grande come il multiplo maschio/femmina. L'ultimo grafico fa lo stesso confronto per i tassi di arresto per tutti i crimini violenti. (Queste cifre NON sono state regolate per il fatto che sono inclusi gli ispanici con i bianchi. Come abbiamo visto, questa regolazione riduce il tasso di arresto per i bianchi di quasi il 20 per cento, e renderebbe il multiplo bianchi/negri superiore al multiplo maschio/femmina. ) Cosa significa? Anche se la maggior parte delle persone non ha idea di cosa i multipli dei tassi di arresto possano essere, hanno una comprensione intuitiva che gli uomini sono più violenti e pericolosi rispetto alle donne. Se qualcuno in circostanze sconosciute viene avvicinato da un gruppo di uomini sconosciuti si sente a disagio, ma se viene avvicinato da un gruppo di donne sconosciute, di fatto si sentirà meno a disagio. Nessuno insinua che questo disagio è un "pregiudizio." Perchè è il senso comune, nato dalla realtà oggettiva che gli uomini sono più pericolosi rispetto alle donne. In realtà, è altrettanto ragionevole sentirsi più a disagio quando si viene avvicinati da negri piuttosto che da bianchi, la differenza in pericolo, come risulta dai tassi di arresto è praticamente la stessa. E 'razionale temere di più i negri rispetto ai bianchi, così come è razionale temere più gli uomini che le donne. Qualunque precauzione addizionale che una persona si sentirebbe di avere, è giustificata perchè un maschio ha più probabilità di essere un potenziale aggressore piuttosto che una femmina,

ovviamente da un punto di vista statistico, ed è quindi ugualmente giustificata se pensasse di un negro come un potenziale aggressore piuttosto di un bianco. Allo stesso modo, ora c'è molta polemica sulla cosiddetta "racial profiling"(profilo razziale), della polizia, cioè la pratica di mettere in discussione i negri in numeri sproporzionati nell'aspettativa che essi abbiano più probabilità di altre razze di essere criminali. Ciò è semplicemente razionale e produttivo come considerare "l'età" o "il profilo sessuale." La polizia perderebbe il suo tempo se fermasse e interrogasse le donne anziane come fa con i ragazzi. E 'il lavoro della polizia catturare i criminali, e sanno per esperienza chi ha più probabilità di essere un delinquente. Gli americani che non mettono in discussione la saggezza degli agenti di polizia quando questi considerano l'età di un possibile sospetto o il sesso, allo stesso modo non dovrebbero essere sorpresi di apprendere che gli agenti considerino anche la razza di un sospetto.

Conclusioni

Due cose si possono dire sulla maggior parte delle informazioni di questo documento in pdf: E' facilmente trovato, ma poco conosciuto. Ogni anno, l'FBI rilascia i suoi rapporti sui crimini ispirati dall'odio, e distribuisce migliaia di copie agli studiosi e ai media. Perché nessuno trova strano che centinaia di bianchi siano riportati come colpevoli di crimini di ispirati dall'odio contro altri bianchi? E come mai nessuno si chiede il motivo del considerare qualcuno bianco quando è un aggressore, ma ispanico quando è una vittima? (Un portavoce dell'FBI ha rifiutato di discutere per telefono le ragioni e ha insistito su uno scambio di lettere. La sua risposta è fornita di seguito. 17 ) Per alcuni anni vi è stata un'ampia discussione nazionale sulla prevalenza di criminalità negri su negri, e per una buona ragione. I negri soffrono di criminalità violenta a tassi notevolmente superiori rispetto agli americani di altre razze. Eppure, in mezzo a questa protesta nazionale sulla criminalità di negri su negri, sembra esserci poca preoccupazione per il fatto che vi è in realtà più criminalità negri su bianchi. Né sembra esserci molto interesse per il fatto che i negri abbiano una probabilità da 50 a 200 volte maggiore rispetto ai bianchi di commettere crimini di violenza interrazziale . Tutti sanno che i giovani sono più pericolosi delle persone anziane e che gli uomini sono più pericolosi rispetto alle

donne. Perciò noi ci comportiamo di conseguenza e non ci scusiamo di fare così. Perché dobbiamo far finta che i negri siano più pericolosi rispetto ai bianchi o asiatici? E, naturalmente, non è una finzione. Tutti sanno che i negri sono pericolosi, e tutti, negri o bianchi prendono maggiori precauzioni nei quartieri negri o evita anche questi quartieri del tutto. La risposta a queste domande sta nell'attuale clima intellettuale. Gli americani sono estremamente riluttanti a "perpetuare gli stereotipi", e in generale a fare attenzione di non fare o pubblicizzare conclusioni che possano ponderare negativamente sulle minoranze razziali. Ciò è comprensibile, ma si è arrivati al punto che certi individui non possono più essere indagati senza essere etichettati di “razzismo”. Inutile dire che la ricerca nella quale si ripercuote negativamente sulla maggioranza della popolazione non è vincolata dalle stesse paure. Tuttavia, la nostra volontà di ignorare la sensibilità non dovrebbe essere selettiva. Il crimine violento e la violenza interrazziale sono importanti, (una) terribile preoccupazione in questo paese, e noi non possiamo iniziare a dare delle soluzioni prima di capirne i problemi.

Referenze

1 U.S. Department of Justice, Bureau of Justice Statistics, Criminal Victimization in the United States, 1994 (Washington, DC: USGPO, 1997), pp.41, 45. 2 U.S. Department of Justice, Federal Bureau of Investigation, Hate Crime Statistics 1997 (Washington, DC: USGPO, 1999). 3 Hate Crime Statistics 1997, p. 12. 4 Ron Russel and Victor Mejia, “City of Fear,” New Times (Los Angeles), Feb. 12-18, 1998, p. 13. 5 Patty Sullivan, “Anchorage Man Gunned Down in Spenard,” Anchorage Daily News, Nov. 22, 1997, p. D1. Peter Porco, “Murder Suspect Acquitted,” Anchorage Daily News, Dec. 12, 1998, p. E1. 6 Offense Report, Case No. 97123655, Palm Beach Country (Fla.) Sheriff’s Office. 7 Gloria Padilla, Murder Trial Defendant Misses Court Appearance, San Antonio Express-News, March 11, 1997.

8 U.S. Department of Justice, Bureau of Justice Statistics, Criminal Victimization 1997 (Washington, DC: USGPO, 1998), p. 3. 9 U.S. Department of Justice, Federal Bureau of Investigation, Crime in the United States 1997 [known as Uniform Crime Reports or UCR] (Washington, DC: USGPO, 1998), pp. 33, 36. 10 Arrest information by race is from Crime in the United States 1997, p. 240. 11 Criminal Victimization in the United States,1994, p. 40. 12 Secondo l'UCR, i negri vengono arrestati per crimini violenti a 4.72 volte il tasso con cui vengono arrestati i bianchi. Questo multiplo è mostrato nel grafico a pagina 10. Come si compara questa cifra con il numero di negri segnalati nel commettere crimini negli archivi del NCVS? Al fine di effettuare una comparazione dobbiamo fare alcune premesse circa i dati del NCVS. Da quando la polizia concentra I suoi sforzi nel fare arresti in casi di violenza compiuta anziché di minacce o tentata violenza, ha un senso usare i numeri di violenze compiute dell’NCVS. Allo stesso tempo, le cifre del NCVS pongono un problema, nel senso che non riportano il numero di delinquenti in reati con più colpevoli (vedi appendice A). Confrontando le cifre di arresto dell'UCR e i reati segnalati del NCVS, stiamo confrontando le proporzioni razziali delle persone arrestate

con le proporzioni razziali delle persone segnalate da parte del pubblico nel commettere crimini. E 'quindi necessario fare una supposizione circa il numero medio di offensori in reati con più colpevoli. Dal momento che le sproporzioni dei negri riportate dal NCVS sui crimini violenti sono ancora maggiori in reati con più colpevoli, un grosso calcolo per il numero di aggressori in questi crimini aumenta il numero degli aggressori negri rispetto ai bianchi. Tutti i crimini di aggressione multipla hanno almeno due autori, e una stima di tre partecipanti in ognuno di questi crimini è probabilmente cauta, e mantiene la sproporzione dei negri più bassa di quanto non farebbe una grossa stima. Usando questa cifra di tre, e utilizzando i dati riportati per i reati di violenza compiuti del NCVS, scopriamo che i negri sono segnalati dal pubblico nel commettere tali crimini a 4,77 volte il tasso dei bianchi (il lettore può fare il calcolo lui stesso, utilizzando i dati dell'Appendice A.). Questo dato è estremamente vicino al multiplo in cui sono stati arrestati i negri, ovvero di 4,72. Sarebbe difficile trovare una prova più efficace per la visione che la polizia non ha pregiudizi razziali nei suoi arresti ma che sta semplicemente arrestando persone di razze differenti essenzialmente nelle stesse proporzioni in cui le persone di queste razze vengono denunciate dalla gente di commettere crimini di violenza. 13 Glayde Whitney, “Ideology and Censorship in Behavior Genetics,” Mankind Quarterly, Summer, 1995, p. 338.

14 U.S. Department of Justice, Bureau of Justice Statistics, Sourcebook of Criminal Justice Statistics 1997 (Washington, DC: USGPO, 1998), p. 253. 15 Sourcebook of Criminal Justice Statistics 1997, p. 494. 16 Crime in the United States 1997, p. 239. 17 "In primo luogo, vi chiederete perché gli ispanici sono una categoria di vittime distinte, ma non sono una categoria distinta di colpevoli?' La risposta alla tua domanda è che sotto l'attuale Hate Crime Data Collection Program (Programma di raccolta di dati sui crimini ispirati dall'odio) non raccogliamo informazioni riguardanti l'origine etnica sia per la vittima che per il trasgressore. L'obiettivo principale del programma sui crimini ispirati dall'odio è il tipo di reato e il suo tipo di pregiudizio legato ad esso. L’etnicità è di interesse solo in quanto è collegata alla motivazione di pregiudizio per un particolare attacco criminale. Il fatto che un crimine d’odio anti-ispanico è stato denunciato non implica necessariamente che la vittima fosse d’origine ispanica. Solo la percezione dell’aggressore o la motivazione di pregiudizio viene riportata. [David R. Loesch, Deputy Assistant Director (FBI), letter dated March 30, 1999.]

Appendice A

Appendice B

Appendice C

News Release
New Century Foundation 2717 Clarkes Landing Oakton, VA 22124 Tel. (703) 716-0900 Fax. (703) 716-0932

Study: blacks commit 90% of interracial crime Data suggest ‘racial profiling’ may have scientific basis
Contact: James Lubinskas June 2, 1999 Tel. (703) 716-0900

African-Americans commit 90% of the approximately 1,700,000 interracial crimes of violence that occur in the United States every year, and are more than 50 times more likely to commit violent crime against whites than vice versa. Blacks are so much more likely than Americans of other races to commit crimes that police may be justified in stopping and questioning them more frequently–just as they stop men more often than women and young people more often than old people.

These are some of the controversial findings of a new think tank report based on extensive cross-analysis of government crime statistics. The study finds that Asians consistently commit the smallest number of crimes, followed by whites. Hispanics commit violent crime at approximately three times the white rate, and blacks are five to eight times more violent. In one of its most startling conclusions the report finds that blacks are as much more violent than whites as men are more violent than women. “This is the painful reality that gives rise to ‘racial profiling,’ ” said Jared Taylor, the report’s author. “Police quickly learn who the bad guys are. When there is a murder they don’t look for little old ladies. They look for young men–unfortunately, they are often justified in looking for young black men.” The study, The Color of Crime, finds there is actually more black-on-white than blackon-black crime. When blacks commit violent crime they target whites slightly more than half the time. When whites commit violence they target blacks two to three percent of the time. The study also notes that despite the common view that hate crimes almost always involve whites brutalizing non-whites, blacks are twice as likely as whites to commit hate crimes. The author of the study, Jared Taylor, is an internationally-trained economist and crime expert. He has written extensively on race relations and has testified in several court cases as an expert witness on crime rates. New Century Foundation, which sponsored the report, is a nonprofit organization based in the Washington, DC, suburb of Oakton, VA.

Major Findings

Blacks commit violent crimes at four to eight times the white rate. Hispanics commit violent crimes at approximately three times the white rate, and Asians at one half to three quarters the white rate. Blacks are as much more violent than whites (four to eight times) as men are more violent than women. Just as police stop and question men more often than women, they stop blacks more often than whites. Of the approximately 1,700,000 interracial crimes of violence involving blacks and whites, 90 percent are committed by blacks against whites. Blacks are 50 times more likely than whites to commit individual acts of interracial violence. They are up to 250 times more likely than whites to engage in multiple-offender or group interracial violence. There is more black-on-white than black-on-black violent crime. Fifty-six percent of violent crimes committed by blacks have white victims. Only two to three percent of violent crimes committed by whites have black victims.
l Blacks are twice as likely as whites to commit hate crimes. l Hispanics are a hate crime victim category in FBI reports but not a

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perpetrator category. Hispanic offenders are classified as whites, which inflates the white offense rate and gives the impression that Hispanics commit no hate crimes.

Methodology
The Color of Crime reports the results of extensive, computer-based cross analysis of data taken primarily from the following sources:

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Federal Bureau of Investigation, Crime in the United States 1997 Bureau of Justice Statistics, Criminal Victimization 1997 Bureau of Justice Statistics, Sourcebook of Criminal Justice Statistics 1997 Federal Bureau of Investigation, Hate Crime Statistics 1997