La cartografia digitale nella scuola. Il riscatto della geografia.

Giovanni Donadelli, Lorena Rocca
Università degli Studi di Padova, Associazione Italiana Insegnanti di Geografia, sezione Veneto Via del Santo, 26 – 35123, Padova (PD) giovanni.donadelli@studenti.unipd.it - lorena.rocca@unipd.it

La geografia è come il web: ha potenzialità immense ed è diffusa ovunque. A partire da un’analisi della realtà dell’insegnamento della geografia in Italia e del valore delle carte geografiche, questo contributo focalizza l’attenzione sull’evoluzione e sull’importanza che le mappe digitali ricoprono e potranno ricoprire nelle scuole di ogni ordine e grado.

1.Introduzione
Che senso ha insegnare e far fare geografia a scuola? In un mondo in cui tutti si spostano con il navigatore e possiedono un telefono cellulare con il GPS (Global Position System) incorporato, ha ancora senso considerare la geografia come una scienza che sviluppa competenze fondamentali per l’educazione delle future generazioni?

1.1 La geografia a scuola
Fin dal suo ingresso alla scuola dell’infanzia, il bambino è impegnato nella conquista dello spazio in senso adulto e sociale [Giorda, 2006]. Con il passare degli anni la geografia diventa strumento della conoscenza di sé e del mondo [Corna Pellegrini, 2004], forma territoriale dell’agire sociale [Turco, 1988] e fecondazione della natura da parte della cultura [Magnaghi, 2000]. Fare geografia a scuola vuol dire formare cittadini italiani e del mondo consapevoli, autonomi, responsabili e critici, che sappiano convivere con il loro ambiente e siano in grado di modificarlo in modo creativo e sostenibile, guardando al futuro [Donadelli et al, 2012]. In questo processo non può mancare il confronto con lo strumento geografico per eccellenza: la carta geografica. Se nel tempo la figura del geografo è cambiata (e si è forse un po’ appannata) il valore educativo della carta geografica è rimasto sempre chiaro acquisendo, come vedremo, rinnovate attenzioni in epoca recentissima. La carta geografica - quale rappresentazione grafica in piano ridotta, approssimata e simbolica della superficie della Terra o di una sua parte [Schiavi, 2008] - è uno strumento che risponde al bisogno naturale di collocarsi nel mondo, che contribuisce ad evidenziare i legami tra l’uomo e il territorio e che permette di decidere sulla materialità delle cose
T. Roselli, A. Andronico, F. Berni, P. Di Bitonto, V. Rossano (Eds.): DIDAMATICA 2012, ISBN: 978-88-905406-7-7

valori che caratterizzano il milieu ovvero «quell’intreccio di natura e cultura. La cartografia diventa digitale Nell’ultimo decennio l’informatica e la diffusione dei dispositivi tecnologici hanno modificato radicalmente la vita e la percezione che abbiamo del mondo in cui viviamo. ma non solo: l’intuizione di realizzare un globo terrestre digitale che permette l’esplorazione virtuale della Terra ha eliminato i problemi dell’approssimazione e i limiti dei contenuti visualizzabili della rappresentazione rendendo la cartografia digitale uno strumento estremamente potente. L’ambito specifico in cui questa rivoluzione digitale si è resa evidente da subito è stato quello cartografico.non esiste una carta geografica che possa riprodurre fedelmente la superficie terrestre nei suoi aspetti . la seconda …sta al “Segno” perché esprime un’idea. 2010]. preciso e versatile. afferma che «la mappa è “Segno”. Tale servizio. sentimenti.e l’essere limitata – non è possibile includere nella mappa infiniti simboli perché il supporto cartaceo di per sé è un sistema finito. Farinelli. il suo “Oggetto”.» [Paba. l’essere approssimata . 2. representamen perché rappresenta. è una delle tante possibili rappresentazioni dello stesso territorio e per questo è importante tenere conto del rischio della performatività di cui è portatrice [Dematteis. anche la geografia ha potuto beneficiare dell’introduzione dell’informatica a supporto dei propri studi.DIDAMATICA 2012 senza la loro presenza. infatti. 2008]. Nella carta. Come tutti gli ambiti scientifici. la carta ha smesso di essere un disegno ed ha cominciato a diventare un insieme di elementi geograficamente riferiti (geo-referenziati). idee. di relazioni umane e di qualità dell’ambiente intellettuale. 2003]. 2 . 2. 2008]. Attraverso le tecnologie si sono infatti moltiplicate le potenzialità di lettura e di esecuzione della carta.1 L’evoluzione informatica della mappa Inizialmente i servizi di mappe on-line consistevano in alcune carte dei principali luoghi del mondo trasformate in immagini e disponibili in rete in modalità bidimensionale [Rocca. di aria e di arte. di fisica dei luoghi e di metafisica. “l’Interpretante” e la “Base”: il primo è un altro “segno” prodotto dal “segno” nella mente della persona per la quale esso stesso vale. (sta per) qualcosa. società tutt'ora leader in America. nel quale era possibile visualizzare tutti i luoghi del mondo e calcolare remotamente la distanza e l'itinerario più breve tra due punti geografici dati. in conclusione. L’immagine che restituisce la carta. per la capacità evocativa racchiusa in sé. Il primo esempio di questa nuova natura della cartografia è stato messo a disposizione degli utenti di internet nel 1996 dal sito di MapQuest. il tempo e lo spazio si adattano alle esigenze e alle finalità del soggetto così come anche i contenuti che essa mostra. prendendo come riferimento Peirce. non può funzionare senza altri due elementi. una determinata angolazione» [Farinelli. Alla carta dunque si riconosce il ruolo di mediatore in grado di suscitare. Gli unici limiti attribuiti alla carta geografica restano. Ancora. Successivamente.

per sempre. gestisce dati ed immagini relative a tempeste. ecc) permettendone il monitoraggio costante. Grazie all’apporto della Nasa (National Aeronautics and Space Amministration) la Terra. 1 . gratuitamente. ha anticipato e spronato la recente diffusione dei navigatori satellitari in commercio e avviato la “colonizzazione” geografica del web. vento. Google ha puntato molto sulla spendibilità “social” dei suoi contenuti cartografici investendo in un sistema user-friendly che permette Fig. 3 . dove però la tecnologia ha reso possibile anche la visualizzazione tridimensionale del Pianeta. è Nasa World Wind. Molte istituzioni educative. incendi. Qui la cartografia è integrata con numerose foto oblique (l’angolazione è fissa a 45°) che rendono un effetto visivo tridimensionale molto accattivante. 1). esportarla/importarla da un GPS (Fig. all'epoca rivoluzionario. Con questo software. Le stesse informazioni sono state incluse anche nel software chiamato Google Earth. anche se chi più di tutti ha spiccato in questo campo è stato certamente Google. open source e “educational”. rilasciato anch’esso nel 2005. La compagnia di Mountain View. la mappa aggiornata di tutto il mondo. ha saputo per prima cogliere le potenzialità della cartografia digitale e l’ha fatto mettendo in relazione (georeferenziando) il proprio database di informazioni locali Google Local sulla mappa. di condividerla via web o di di Google Earth. negli anni si è consolidato fino a raggiungere in alcune città e in alcuni paesi livelli di dettaglio nelle mappe quasi maniacali. attività vulcaniche e i fenomeni naturali più comuni (pioggia. Contribuire è molto semplice e l’obiettivo è encomiabile: mettere a disposizione di tutti. l’orientamento del punto di vista può essere cambiato e permette di guardare un edificio da tutte le angolazioni con un livello di dettaglio che le immagini satellitari non riescono a raggiungere. Tra i coloni ci sono stati anche Yahoo!Maps e Maporama. ma non solo.Alcuni studenti della scuola anche ad un bambino di personalizzare primaria sperimentano le potenzialità la mappa. Un punto di vista ancora diverso è offerto invece dalle mappe rilasciate dalla Microsoft all’interno della propria piattaforma Bing Maps (prima Microsoft Virtual Earth). Un altro software. infatti. Un ultimo strumento che si vuole presentare è OpenStreetMap: un portale cartografico digitale completamente open source aperto ai contributi di tutti gli utenti iscritti. che nel 2005 ha lanciato il suo sito Maps. Nato nel 2004 su ispirazione della filosofia di Wikipedia.La cartografia digitale nella scuola. Il riscatto della geografia. visualizzata come un vero e proprio mappamondo virtuale tridimensionale. hanno cominciato ad affidarsi esclusivamente a questo tipo di cartografia ed è presumibile pensare che il fenomeno continuerà a crescere.

2009]. 3. Se fino a qualche tempo fa la geografia è stata ripetutamente screditata del valore del proprio apporto nei processi educativi e politico/decisionali. grazie anche all’impulso forte generato dai Social Network e dal mondo emergente delle Applications (comunemente chiamate “App”).nella società odierna». Il suo esordio è stato fulminante: «Corriamo un rischio». ha tenuto conto di tutte le difficoltà che la disciplina ha dovuto affrontare negli ultimi anni (in Inghilterra. queste nuove possibilità avrebbero fatto aumentare l’interesse intorno alle mappe. 2003]. Allo stesso modo. al contrario. Non è dunque un caso il fatto che anche il recentissimo motore di ricerca italiano chiamato Volunia (presentato pochi mesi fa a Padova) abbia investito molto sulla visualizzazione spaziale della rete internet e dei siti web rappresentati alla stregua di insediamenti umani organizzati su livelli gerarchici che avvolgono e orientano il visitatore.DIDAMATICA 2012 2. autore di un simpatico libro dal titolo: Map addict (Mappa-dipendente). la rivoluzione digitale e dei dispositivi mobili (come l’avvento del GPS incorporato nei cosiddetti “cellulari intelligenti” o smartphones) ha restituito un risultato contrario alle aspettative. L’uso è diffuso nell’arco dei tre segmenti/cicli scolastici come visualizzatore delle immagini satellitari del proprio contesto locale di riferimento o mezzo di ricerca. Il tono era certamente scherzoso ma il messaggio non era per nulla banale. insieme alla crescente considerazione e dimestichezza degli insegnanti con questi strumenti. 4 . e in continuo dialogo. ospitata nell’Università di Guidford (vicino a Londra). infatti. D’altra parte le metafore geografico-spaziali si spendono bene: la geografia è da sempre intorno a noi in quanto mette in relazione l’uomo e il suo territorio. Erano. perché il web è sempre meno un cyberspazio –una realtà digitale amena e intangibile. come in Italia). con il nostro agire quotidiano sul mondo [Rocca. è stato tenuto da Mike Parker. Le mappe digitali entrano a scuola In linea con l’argomentazione della pervasività delle tecnologie [Calvani. «corriamo il rischio che la geografia torni alla ribalta –in auge. in molti a pensare che la possibilità di essere guidati da un dispositivo elettronico avrebbe messo ulteriormente in crisi la geografia ma pochi avevano pensato che. alla cartografia. rielaborazione e produzione di nuove conoscenze geografiche. Oggi. al viaggio e alla sua progettazione. chiunque contribuisce o personalizza il web è sempre più attento a fornire le indicazioni geografiche dell’oggetto della discussione. nella società e nella scuola l’uso delle mappe digitali sta aumentando significativamente. ha detto preoccupato ad una platea di geografi e insegnanti. anzi. tutti sembrano tornare ad accorgersi dell’importanza dei riferimenti geografici e del valore di saper leggere una mappa.2 Il piacevole “rischio” corso dalla geografia moderna Nell’aprile del 2011 il discorso d’apertura dell’Annual Conference and Exibition della Geographical Association.e sempre più un cyberterritorio –un ambiente intimamente connesso. Internet è un pozzo di informazioni e ognuna di queste dà almeno un riferimento geografico.

video.. può visualizzare la traccia GPS che abbiamo “seminato” lungo il tragitto e accogliere i media prodotti durante l’uscita (foto. Lo strumento ad ogni modo. Nel momento in cui gli studenti vengono a conoscenza del luogo in cui questa si svolgerà hanno già la curiosità di scoprire dove si trova e di pianificare il viaggio fino a lì. gli studenti e la tecnologia. I siti che presentano la cartografia digitale sono scelti per l’esecuzione di lavori e/o compiti limitati alla visualizzazione delle immagini satellitari. Altri possibili usi della cartografia digitale. Cercando la destinazione possono. Ricostruire il percorso fatto permette una sorta di ricostruzione virtuale di quanto visto e quindi di fissare nuove conoscenze per una lettura territoriale situata e più approfondita. Il riscatto della geografia. Questa è una problematica risaputa e spinosa. da evidenziare che il chiedere aiuto ai propri studenti sia una delle strategie più frequentemente adottate (in tutti i livelli di scuola) anche quando si usa la cartografia digitale.) georeferenziandoli. tanto. 3. Troppe scuole ancora non dispongono di un’aula informatica che accolga un numero sufficiente di computer funzionanti e modestamente prestanti [Landi. 3. Nonostante questo possa essere uno di quegli ambiti in cui sarebbe concesso affermare che l’unico limite per le future applicazioni di questi strumenti è la fantasia degli insegnanti che decideranno di utilizzarli. Se queste condizioni non vengono rispettate è impossibile che la cartografia digitale entri a scuola. Lì dove queste condizioni sono state soddisfatte (con la cura dell’aula informatica. ma centrale. realizzando così una sorta di partenariato intellettuale [Jonassen.2 Il GeoCaching 5 . ecc. La mappa. vengono visti come veri e propri strumenti in grado di ingaggiare i ragazzi nel processo di costruzione partecipata e condivisa della conoscenza. inoltre. scoprire dove li lascerà l’autobus o guardare le foto di quell’area per potersi orientare ancora prima di arrivarci. infatti. è calibrato sull’obiettivo che il docente si pone. 2010]. possono essere fatti dal momento in cui l’uscita didattica finisce.La cartografia digitale nella scuola. gli insegnanti stessi hanno dimostrato di sapersi mettere in gioco. attraverso l’istallazione della LIM o l’acquisto di alcuni GPS). 2006] triangolato tra l’insegnante. Le visioni e la personalizzazione offerte dai digital globes (Google Earth e Nasa World Wind). Una dotazione informatica decente e una connessione internet stabile devono essere il presupposto per qualsiasi sperimentazione didattica. infatti. si evidenzia che c’è qualcosa che spesso impedisce o rende deficitaria l’esperienza dell’uso delle mappe digitali anche più della condizione di digital divide [Prensky. registrazioni audio.1 La preparazione o la restituzione dell’uscita didattica Uno dei modi più semplici per sfruttare le enormi potenzialità delle mappe digitali è quello di utilizzarle per organizzare e riassumere l’uscita didattica della classe. 2000] in cui molti insegnanti si trovano ad essere: i limiti strutturali delle scuole.

2004. La tendenza del web è quella di configurarsi come uno strumento geografico in cui le mappe sempre più raramente si limitano a dirci dove andare ma permettono invece di avvicinare l’esploratore ai luoghi e alle culture. non è sufficiente seguire meccanicamente l’indicazione del nostro dispositivo satellitare ma è necessario pianificare il percorso ottimale.. Il GeoCaching in ultima analisi rappresenta l’unione (av)vincente tra l’outdoor learning e l’insegnamento della geografia con l’uso delle tecnologie. Questo modo di fare geografia è autentico e offre uno sguardo al futuro nella piena valorizzazione del passato. alla vecchia caccia al tesoro e. all’orienteering. trovare e firmare il quadernino che è contenuto nella lanterna (solitamente una scatola di latta Figura 2 .DIDAMATICA 2012 Un altro modo per proporre l’uso della cartografia digitale è quella di far cogliere ai nostri studenti la sfida del GeoCaching (Vedi Fig.. Allo stesso modo. Per farlo però. per le modalità di svolgimento. 6 . ai problemi reali e alle soluzioni efficaci. 48. 2009. Quest’attività si ispira. e un dispositivo munito di GPS. L’introduzione delle ICT nella scuola. 9-14. Da queste.1). Con l’avvento di internet e il diffondersi dei servizi geografici online la disciplina ha la possibilità di recuperare l’ampiezza e l’attualità della propria proposta. nello spirito. diverse tappe intermedie (o sfide nel percorso) possono essere inserite allo scopo di far riflettere gli studenti sul territorio in cui si trovano e su ruolo degli attori che vi agiscono. Bibliografia Calvani A.La conclusione di nascosta in prossimità del punto indicato un'avventura dalle coordinate). ma non solo. L’obiettivo del gioco è raggiungere. 4. L’unica differenza sostanziale è che la ricerca dei punti strategici (le lanterne nell’orienteering) viene fatto sfruttando le coordinate U. Per insegnare la geografia bisogna amare il mondo. Quale razionale? Un quadro di riferimento per una politica tecnologica. Approfittare del supporto degli strumenti tecnologi più moderni significa aprire una strada che insegnanti ed alunni sono invitati ad esplorare insieme per la costruzione di un futuro più sostenibile. non riesce ad esprimere tutto il suo fascino e il suo valore. TD-Tecnologie Didattiche.M. Corna Pellegrini G. dinamica e rivolta al futuro ma costretta nell’immaginario come noiosa e mnemonica.Conclusioni La geografia è una disciplina viva. possono emergere nuove riflessioni e discussioni da condividere con la classe a scuola.T.

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