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Flavia Schiavo

Parigi, Barcellona, Firenze forma e racconto
Dalla città ottocentesca a quella contemporanea

Note introduttive di Francesco Indovina e Giuseppe O. Longo

Sellerio editore

2004 © Sellerio editore via Siracusa 50 Palermo e-mail: sellerioeditore@iol.it

Indice

Letteratura e conoscenza della città di Francesco Indovina Il nome della città di Giuseppe O. Longo

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Parigi, Barcellona, Firenze: forma e racconto. Dalla città ottocentesca a quella contemporanea
1. 2. 3. 4. Totalità urbana ? Verità o finzione? Quale progetto ? Parigi Barcellona, Firenze tra topografia reale e immaginaria 35 53 72 86 139
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Antologia
PARIGI

Schiavo, Flavia Parigi, Barcellona, Firenze : forma e racconto. Dalla città ottocentesca a quella contemporanea / Flavia Schiavo ; note introduttive di Francesco Indovina e Giuseppe O . Longo. - Palermo : Sellerio, 2004. (La diagonale ; 117) ISBN 88-389-1939-9 1. Urbanistica. I. Indovina, Francesco. II. Longo, Giuseppe O. 711 CDD-20

CIP - Biblioteca centrale della Regione siciliana

Honoré de Balzac. Un episodio durante il terrore Honoré de Balzac. Papà Goriot Honoré de Balzac. La falsa amante Honoré de Balzac. Una doppia famiglia Victor Hugo. I Miserabili Jules Verne. Parigi nel XX secolo Emile Zola. Teresa Raquin Gustave Flaubert. L'educazione sentimentale Jean-Desirè-Gustave Courbet. Ai genitori: l'attività nei giorni della Comune Emile Zola. La curée Artur Rimbaud. L'orgia parigina ovvero Parigi si ripopola Emile Zola. Il ventre di Parigi Emile Zola. L'ammazzatoio Emile Zola. Nana Jules e Edmond de Goncourt. Diario. Memorie di vita letteraria 1851-1896 Charles-Louis Philippe. Bubu di Montparnasse

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Rainer Maria Rilke. Epistolario 1897-1926 Walter Benjamin. Parigi capitale del XIX secolo Louis-Ferdinand Celine. Morte a credito George Orwell. Omaggio alla Catalogna Joseph Roth. La leggenda del santo bevitore Raymond Queneau. Prezioso Nina Berberova. Il giunco mormorante Raymond Queneau. Zazie nel metrò Georges Perec. La vita istruzioni per l'uso Giovanni Macchia. Le rovine di Parigi Daniel Pennac. Il paradiso degli orchi Alessandro Baricco. Barnum. Cronache dal Grande Show Abraham B. Yehoshua. Viaggio alla fine del millennio Michele Mari. Tutto il ferro della torre Eiffel
BARCELLONA

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Miguel de Cervantes. Don Chisciotte della Mancia Jean-Francois de Bourgoing. Noveau voyage en Espagne Edmondo De Amicis. Spagna George Orwell. Omaggio alla Catalogna Hans Magnus Enzensberger. La breve estate dell'anarchia Manuel Vàzquez Montalbàn. Tatuaggio Manuel Vàzquez Montalbàn. I mari del Sud Manuel Vàzquez Montalbàn. La Rosa di Alessandria Mercè Rodoreda. La piazza del Diamante Manuel Vàzquez Montalbàn. Il centravanti è stato assassinato verso sera Manuel Vàzquez Montalbàn. Quintetto di Buenos Aires Francisco Casavella. Islas en el Sur y grandes amores Ramon de Espana. Paseo de Gracia-Provenza Javier Fernàndez de Castro. La suerte del cazador Rosa Regàs. Un cuento de Navidad Valenti Puig. Crèpes Suzette Isabel-Clara Simo. El somni de Plato Maruja Torres. La garrapata Andreu Martin. La mujer del valiente (Barcelona 1949) Juan Antonio Masoliver Ròdenas. Persianas cerradas
FIRENZE

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John Ruskin. Diario italiano John Ruskin. Mattinate fiorentine Henry James. La Madonna del futuro Henry James. Il diario di un uomo di cinquant'anni Henry James. Ritorno in Italia Henry James. I Taccuini Henry James. Ritratto di signora Emile Zola. Diario romano Rainer Maria Rilke. Il diario fiorentino Rainer Maria Rilke. Da lontano. Schizzo della Firenze del '400 Edward Morgan Forster. Camera con vista Aleksandr Blok. Firenze Federigo Tozzi. Con gli occhi chiusi Vasco Pratolini. Il quartiere Vasco Pratolini. Metello Ardengo Soffici. Firenze Paul Klee. Tagebucher Kevin Lynch. L'immagine della città Lewis Mumford. La città nella storia Leonardo Benevolo. La cattura dell'infinito Notizia Bibliografia Ringraziamenti

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Michel de Montaigne. Viaggio in Italia
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Letteratura e conoscenza della città di Francesco Indovina .

almeno in determinati ambienti sociali e intellettuali. come è noto. principalmente dalle immagini "turistiche" (sia pubbliche che private)11 e ora. è carica di implicazione. anche se non è possibile fissare una data precisa per questo spartiacque.La questione che Flavia Schiavo pone. con aria fintamente svagata. In sostanza è tramontata. "mancare i dati". una sorta di omaggio ad una tradizione più che un vero apporto produttivo ai fini del progetto. come si cercherà di argomentare di seguito. Oggi la conoscenza che ciascuno ha delle città non è solo scientifica o letteraria2 ma anche (soprattutto?) determinata dai riflessi delle comunicazioni di massa. la "città letteraria ". ma qui siamo all'autoreferenzialità del progettista (per così dire dell'autore). sempre più spesso. 3 Le serate di "proiezioni" (film o solo diapositive) presso amici a "narrazione" del loro ultimo viaggio. ma certo non irrilevante nel contesto della questione qui affrontata e che riguarda la rappresentazione. per così dire.1 Questa affermazione. non sono indifferenti ad alimentare la "conoscenza" dei luoghi. ma questo problema vale per ogni tipo di conoscenza. 1 Si prescinde da ogni considerazione circa il fatto che le "analisi" e la "conoscenza" dell'oggetto d'intervento costituiscono. nella procedura analisi-conoscenza-progetto si possono utilizzare oltre gli apporti scientifici anche quelli "letterari" o che dalla letteratura (in prosa e in poesia) si possono ricavare? Ovviamente la risposta è si. e già questo è un problema. Ma andiamo con ordine prendendo le mosse da un'osservazione marginale. assolutamente condivisa dall'autrice. della città. non è priva di implicazioni e anche di problemi. oltre ad essere terribili. sia sul piano metodologico che sostantivo. In sostanza. secondo il convincimento che ogni maggiore "conoscenza " aiuta a predisporre un miglior progetto. per la predisposizione di un intervento urbanistico (di piano complessivo o parziale). quella città che. i3 . L'autrice parla di autoreferenzialità della disciplina urbanistica. più recentemente. 2 Certo non di tutte le città. era nella memoria di ciascuno secondo immagini derivate da fonti letterarie. in molte occasioni possono. dell'immagine che la singola città proietta di se stessa nell'ambito di un programma di marketing urbano.

come dire. i prezzi esosi. Il tramonto delle "città letterarie". nel senso della "semplificazione". gli intromettitori abusivi. "oggettiva". si sovrappone una diversa Venezia: quella descritta dalle cronache anche nell'oggettività dei diversi fenomeni che spesso contraddittoriamente l'attraversano {il carnevale. Mann e H. ma di specifiche città (ma su questo rimando al testoriccodi indicazioni e osservazioni). infatti. come è noto. in una certa misura. oasi per miliardi di ogni sesso e tendenza. Anonimo veneziano). si moltiplicano i piani di lettura. ecc. dall'altra parte degraderà ancor di più l'immagine di Venezia nella coscienza collettiva. i grandi eventi culturali. i prezzi esorbitanti dei ristoranti. implicita. come per la conoscenza scientifica. l'inquinamento.4 Quello che è stato detto per Venezia potrebbe essere ripetuto per tante città. come parte della sua formazione/esperienza. con la visione del personaggio e con la visione dell'autore. una scelta che discende direttamente proprio da questa sua aurea. è possibile assumere che la conoscenza scientifica sia. In sostanza mentre è possibile affermare che sono tramontate le "città letterarie". e ciascuna di queste ultime presenta un modo di vedere. un parzialità (anche se totalizzante). lo stesso non è ammissibile per la conoscenza che possiamo ricavare dalle opere letterarie. le gondole. quella rappresentata in tanti messaggi pubblicitari della carta patinata e di tanta pubblicità televisiva (fino all'assurdo delle automobili che sfrecciano nelle sue calli). Come rivela l'autrice mentre il pianificatore-urbanistarisultaessere un outsider. 14 15 .5 Ma si tratta di un punto di vista con una forte "personalità ". determinante per capire l'opera perché ne costituisce la condizione. Venezia. cioè della città ha un'esperienza. gli fornisce riferimenti "precisi" per elaborare una via di intervento. i vetri di Murano. i drammi della vita quo5 Non è un caso che nel periodo nel quale la trasformazione del paese sembrava a portata di mano. ricco risulta l'arricchimento di conoscenze del "clima " di quella città. La notevole mole quantitativa della produzione letteraria di oggi non è paragonabile a quella del passato. il problema dei rifiuti. 4 terarie. ecc. ma cheriescemolto difficilmente ad essere colto da chi viene diali'estemo (anche se si tratta di chi per abitudine o per professione. sempre più sbiadita. è stata e continua ad essere anche "città da viaggio di nozze". ecc.Ad esempio di questo mutamento può essere presa. la scena più o meno labile nella quale si svolge la vicenda. questo arricchisce le possibilità. cioè una professionalità fusa con il luogo sulla base di esperienze complesse condotte sul terreno insieme agli abitanti. se da una parte potrà migliorare la situazione del bilancio comunale. simboli. in un certo modo potremmo dire partigiano. ma anche l'acqua alta. Una immagine che è stata anche rafforzata dal cinema [sia dalla trascrizione dei romanzi più famosi. Mentre è possibile cogliere solo qualche brandello di verità (oggettiva). si accrescono i punti di vista.). in una molteplicità di opere letChe in futuro l'uso (o l'abuso) dell'immagine di Venezia sarà condizionato al pagamento di una royalty all'amministrazione comunale (il "marchio Venezia"). ecc. quella dei film che la usano come sfondo.. esiste cioè. in un gioco degli specchi tra i quali alcuni sono deformanti. Non possiamo trattare un testo letterario come /'Annuario statistico. il moto ondoso. Mentre. come forma di convivenza. non solo della "specie" città. tradizione. cogliendo storia. l'altrorisultapiù ricco e più complesso ma sicuramente "partigiano ". ma piuttosto un prodotto sociale e di relazioni umane. spesso. tra gli urbanisti più radicali. i significati dei luoghi. ma complica la questione. la città farà tutt'uno con la storia. Le relazioni di potere. Oggi qualsiasi città (ovviamente città di una certa dimensione e importanza) entra. con vario peso e rilievo. le macro alghe nella laguna. città romantica e sentimentale per eccellenza. In sostanza che tipo di "conoscenza" è possibile ricavare da un'opera letteraria ai fini di un "progetto"? Questa è la questione di fondo. comportamenti. A quell'immagine. e se quest'ultimo appare più arido ma più "preciso". la città fino ad un certo periodo era avvolta in un'aurea inconfondibile che rispecchia concentrazione di arte. non è il tramonto della città nella letteratura (si potrebbe forse sostenere che oggi questa presenza è più rilevante di ieri). l'opera letteraria (molto spesso) è una narrazione dall'interno (insider). fornisce una "verità " che un osservatore estemo non potrà (facilmente) cogliere. James. la città di Venezia. la pesca abusiva. magari qualcosa che è evidente a chi "sta dentro la città ". la stratificazione della storia. fino al film. c'è differenza). un aspetto. città). Per chi assume che la città non è una costruzione di ferro e cemento. si è fatto riferimento ad una sorta di "urbanista condotto". con occhi vigili e rapaci. anche se la scelta può essere considerata scontata. cioè. nemmeno a quella di soli alcuni decenni fa. Ma poi tutto cambia. un po' banale. Anche se le immagini che la letteratura ha proiettato erano diverse (tra T. come è il caso dell'urbanista. frequenta. la "letteratura " arricchisce il suo bagaglio di conoscenze. una molteplicità di contributi (talvolta anche in contrapposizione).). La sovrapposizione di tutte queste diverse immagini (reali o meno) produce uno stereotipo da dozzinale cartolina illustrata (il Canal Grande. contemporaneamente si deve constatare che la città resta un luogo canonico di molta letteratura: può essere la coprotagonista.

di Roma e di tante città dell'antichità. La trasformazione di Parigi. parzialità. Ciò che ì poeti avevano sognato o temuto sì avverava. riferimento alla produzione di "ideuzze" o ad una produzione autoreferenziale. 1997. vicoli. ogni testo è un'opera aperta.. avrebbe acquistato il volto solenne delle grandi capitali. per fare un riferimento specifico al testo qui introdotto. ma tale trasformazione può o meno lacerare l'identità. esso si presenta senza equivoci in sé. Anche Parigi. colpite da vendette divine. ad un piano stabilito. per volontà degli uomini. Non sì tratta di una conoscenza di livello diverso (l'autrice scarta. putride e maleodoranti.1 6 Non si fa. rinnovandosi sul vecchio tracciato di vie strette. 7 G. Due parzialità non eliminabili? Dipende. sporche. Mondadori. giustamente. Un amalgama denso. ma la realtà è stata ben diversa: «La Parigi reale. dialettica dei sentimenti (per i luoghi). filtro del reale. dagli occhiali culturali inforcati. Il numero ci pare più affidabile della parola. tali visioni non liberano il progettista dalla necessità di attivare la sua capacità "inventiva ". in un contesto più o meno ampio di rappresentatività. In sostanza per usare la letteratura allo scopo di avere nuove. si somma la "parzialità" del lettore. la conoscenza che viene dalla Ietterai tira deve essere integrata alla conoscenza scientifica. le domande per una città diversa che può essere ancora il rimpianto per il passato o la tensione verso una trasformazione più "moderna ". grazie a robuste vanghe. eppure può ingannare. l'allegria e alternativamente la tristezza di singole piazze. Ma la letteratura non è solo sguardo sul passato e sul presente. esso va analizzato criticamente e poi usato per quello che può dare. il "colore". Era il préfet de la Seine barone Georges Haussmann». distruggendo il proprio passato. o una cartografia (anch'essa può ingannare). in Ritratti. quasi mai si insegna a "saper leggere" (dalpunto di vista che qui interessa) un testo letterario. diverse e ulteriori conoscenze sulla città si ha bisogno di strumenti più raffinati di conoscenza. spesso essa è strumento di proiezione nel futuro. in obbedienza ad un progetto. una poesia come la Guida Rossa del Touring. la sua percezione del luogo. di produrre "novità ". I Meridiani. in un rimando continuo. il progettista non è naif.. la lettura di un'opera letteraria non è univoca. Ed è così per tutte le conoscenze scientifiche. ma al contrario possono stimolare la sua creatività relazionandosi alla conoscenza complessiva della città. questo punto di vista). intanto. «Geova o Haussmann?». Le rovine cui fu sottoposta Parigi a cominciare dal 1859 non furono opera dunque. il degrado connesso con la degradazione di uomini e donne. Macchia. la lettura di un testo letterario è mediata dalla specifica formazione. Il Grande demolitore appariva vestito di abiti moderni nella figura inappuntabile di un alto burocrate locale. un luogo e in particolare una città. per così dire. il significato del testo viene rielaborato. ma sìa questo "futuro " sia le modalità della sua realizzazione non possono essere quelle della letteratura. a inesorabili scavatrici. contraddizioni. assalti di barbari. essi ci comunicano una verità "parziale" nel doppio significato della parte di un tutto e di un punto di vista particolare. Alla "parzialità" dell'autore. . Milano. ancora le speranze. Complessità. dal particolare stato d'animo. un "sapere" che si "accumula" che può arricchire la conoscenza del progettista. cataclismi e descrivendo una città disseminata di reperti archeologici. o i risultati di una indagine sociologica. ma tutto si sarebbe realizzato nel modo più semplice.6 Ogni progetto innova. la conoscenza scientifica (talvolta mettendo in "crisi" questo tipo di conoscenza) e mette in grado il progettista di operare con tutti gli elementi di conoscenza utili. del Dio della Bibbia. ovviamente. personaggi e fantasmi. un testo in un certo senso "equivoco ". come già detto è il risultato complesso di processi che <• possibile ana14 1 6 lizzare scientificamente e di un "clima ". la sua consapevolezza. era stata declinata da scrittori e poeti immaginando la sua fine come quelle di babilonia. "umori "f "speranza " e "sìmboli " che la letteratura svela. la loro utilizzazione comporta non solo un'analisi di affidabilità. non si legge un romanzo. ogni progetto dì intervento urbano trasforma. ma anche una comprensione puntuale di cosa possono "dire". ma di un diverso tipo di conoscenza che completa. città vissuta e città desiderata e sognata. e nemmeno di Attila o di Gengis Kan. il vissuto dei giovani dentro la città e quello dei vecchi in declino. ma tale innovazione può travolgere o meno. bisogna saperli interrogare. Il progettista attento sa che molte statìstiche sono state raccolte con specifiche finalità. strade. Magari essa esprime rigetto per la situazione presente e prospetta la città del futuro. come avevano paventato Vigny. Che può permettere all'urbanista di essere meno "estraneo ". le pietre che richiamano altre pietre. Nelle scuole di pianificazione molto spesso si insegna a "saper leggere" i numeri. infatti neanche la conoscenza scientifica è priva di parzialità. sì trasformava.tidìana. città letta in riferimento ad un'altra città. dipende molto dall'introiezione che si è fatta della realtà complessa della città. I numeri parlano. i desideri. l'equilibrio tra memoria del passato ed esigenze del presenteIfuturo non è facile da realizzare. Ma. l'ansia di relazioni.

anche di metodo. le speranze e la disillusione. i chilometri di strade costruite. due capisaldi fondamentali e fondativi per ogni intervento. cioè. Parigi.). insomma di questa trasformazione è possibile misurare quantità. sia in sostituzione di quelli demoliti. F. ipotesi di vissuto. L'antologia poteva essere "infinita".La città è in continua trasformazione. la proporzione tra giovani e anziani. che si era prefissata. i nuovi edifici produttivi e la quantità delle aree dismesse. le insegne moderne infiltravano inattese prospettive milanesi in una città che dalla guerra in poi non aveva cambiato che minimamente la sua immagine. la popolazione che cresce o diminuisce. 8 stesse città hanno affrontato. aggiungono sentimenti. Scritti servili. ma l'acume della nostra si rileva anche dal tipo di selezione effettuata. 11 numero di attività artigiane scomparse. ma anche le nuove opportunità. ci fanno toccare le differenze. la costruzione di nuove attrezzature. corpo e sangue alle cifre. Torino. Firenze e Parigi) e su uno specifico "passaggio" d'epoca. non solo mostra con esemplificazione in un certo senso la "potenza" dei testi letterari. Ma cosa aggiungono i "furori" pieni di rimpianto per il passato di scrittori e poeti. Permettono di "misurare" le intenzioni con la realtà della vita. o le esaltazioni per il presente/futuro di altri poeti e scrittori? Molto. le insegne stinte. le facciate lebbrose. Parigi era la città che accumulava le stratificazioni delle epoche senza che il vecchio fosse spodestato dal nuovo e — soprattutto per noi che venivamo dall'Italia del miracolo economico. e al loro posto le catene di supermercati e le onnipresenti banche estendevano le loro anonime superi ici». Venezia. il numero dei pendolari. in La Repubblica 19 giugno 1985.9 E proprio questa l'operazione interessante e di qualità che Flavia Schiavo ha compiuta e ci guida per mano in un percorso che sicuramente amplia la prospettiva interpretativa della disciplina. 10 sviluppo dei servizi. è possibile misurare i nuovi metri cubi costruiti. può costituire una esemplificazione del ragionamento prima sviluppato. come Vespero le capre. il numero di abitanti delle periferie che si dilatano. ora nel Meridiano dedicato a Macchia. Lo scrittore-lettore va a prendere quelle parole e leriportaa casa. ed era una novità che andava ancora nel senso della perennità del passato. tempi. Danno. 18 19 . i negozi lustri. e queste parole cadono in un luogo sconosciuto. la severità fiscale falcidiava il pulviscolo di bottegucce che da tempo immemorabile perpetuava la minuta vita commerciale e artigiana di Parigi. Aspetti d'una tradizione risparmiatrice e misoneista coesistevano coi segni dell'opulenza di capitale d'un impero coloniale ancora non del tutto liquidato e ci permettevano di recuperare ultimi riverberi di belle époque e periferie di film di Carnè anteguerra. pertinente in sé e per lo scopo. 1989. le speranze. modalità (ci possono essere difficoltà di documentazione ma alla fine un quadro abbastanza preciso si riesce ad avere). i nuovi posti di lavoro creati e quelli distrutti. vìi. ma costruisce un percorso metodologicoIdisciplinare dalle ricche implicazioni e dai molteplici suggerimenti e suggestioni. il testo di Flavia Schiavo dà non solo unarispostapositiva. Calvino (recensione al libro di G. il testo qui presentato apre una prospettiva sul fronte della "conoscenza " molto importante e non sempre praticato come meriterebbe. desideri. op. sia in aree nuove. scelta che viene molto bene giustificata. le nuove attività economiche. Ma ormai il boom edilizio era maturato anche a Parigi e le costruzioni nuove.8 L'autrice fissa la sua attenzione su tre città (Barcellona. Barcellona e Firenze sono tra le città più frequentate della letteratura. Le rovine di l'arigi. facendoleriappartenereal mondo che conosciamo». Mi sembra di poter dire che la nostra autrice appartiene alla categoria degli scrittori-lettori: «Lo scrittore-scrittore lancia le sue parole nello spazio. Questa lunga citazione da I. Di queste città e di questo passaggio ci fornisce reperti letterari che connette ai processi. di trasformazione e pianificazione che le «Ancora un venticinque anni fa. I. giugno 2003 9 C. Macchia. Nel loro contrasto ci raccontano le sofferenze che alla trasformazione sono legate. Gli anni Sessanta si aprirono coi ravakments voluti da Malraux che restituivano il pristino biancore alle facciate fuligginose. In sostanzarispettoalla domanda che ci si era fatti all'inizio. i grattacieli e i nuovi complessi affacciavano Tokyo agli spalti della Senna. L'azione pratica dell'urbanistica e della pianificazione urbana si muove tra "intenzione"politica espressa dall'amministrazione e conoscenza del luogo. la superficie delle aree sottratte all'attività agricola e urbanizzate. nuovi negozi. Garboli. così frettolosa nell'assumere in superficie gli aspetti più futuribili e nel cancellare le umili tracce del passato — una delle ragioni del suo fascino erano le botteghe antiquate. Einaudi.

Il nome della città di Giuseppe O. Longo .

un convinto paladino. casuali e irripetibili che accadono agli esseri viventi e alle città vere: dunque con le storie che ciascuno dì noi narra. Né la letteratura né la scienza ci dànno la Realtà "così com'è": piuttosto da un loro cauto accostamento. sempre inaudito. un raro slancio culturale: tutto ciò porta il lettore verso una visione nuova del rapporto tra città. sarebbe potuto non essere e forse non sarà più. Flavia Schiavo: capace di coltivare una pluralità di interessi. E matrici di conoscenza sono tanto la fisica e la filosofia quanto l'arte e le storie. urbanìstica e vita: una visione integrata di precisione e racconto. avvolgente e precisa. sempre sorprendente. HANNAH ARENDT Personaggio sorprendente e prezioso. nativa e contìngente della storia e del reale: ciò che è non è sempre stato. a qualcosa che non conosciamo perché si disvela in itinere. di esplorare una rete di temi. sì narra e sì fa narrare di continuo.. piano. una tensione verso la complessità. sempre nuovo. fisico teorico e romanziere. La storia necessitante proposta dalla metafìsica. che ha avuto in Emesto Sabato. Solo con la narrazione.. con gli eventi unici. di linguaggi. 23 . un gusto per la trasgressione dei confini. di registri. di scandagliare un intrico di relazioni. da un loro sapiente dialogo collaborativo si può sperare di giungere più vicino a. si può rendere la struttura arborescente. sottrae al linguaggio scientìfico e alla rappresentazione formale (e alla progettazione razionale) la pretesa di fornire la Verità. di formalismo e narrazione.La narrazione rivela il significato senza commettere l'errore di definirlo. Una scrittura espressiva. Da questo esercizio assiduo e molteplice scaturisce un libro singolare e fascinoso. ci dice Flavia Schiavo. la cogente realtà etema e assoluta della fisica debbono fare i conti con la singolarità. con l'individualità. Questarivalutazioneforte del racconto come fonte di sapere.

prolungando il soggiorno. Ho pensato che il modo migliore per rendere omaggio alla saggezza compositiva di Flavia Schiavo fosse quello di costruire un dialogo (o meglio. Nel momento in cui le discipline formali attraversano una crisi da cui la loro immagine e autorità potrebbero uscire trasformate. può. conforme al Piano. Il nome della nostra città è compatto. La Città è un'Idea in cui non c'è posto per l'inaudito. dolce. individualità sono scomparse. che ascolta le parole di entrambi. perché i suoi giardini. forse. Chi abbia dato alla città il suo nome è oggetto di congettura: alcuni parlano di un eroe eponimo che in tempi leggendari fondò il primo nucleo urbano. mentre per noi. Tra il racconto e la scienza. un contributo pregevole al dibattito sul rapporto tra arte e scienza. a confronti aperti e duttili. dunque. i vicoli scoscesi. un frammento che potrebbero giungerci da quel tempo remoto. procedendo ciascuno per la sua strada. una lapide. La Città. un metàlogo) tra la visione orizzontale.È. le scale. appunto questo nome. forse. in equilibrio fra le rigorose necessità del vivere e una dose mi- 14 25 . umana e la visione verticale. se non identici. la sera. Dalla Verticale i reticoli di strade piazze viali ponti sdruccioli giardini sembrano i circuiti stampati di lucide apparecchiature elettroniche. l'imprevisto. color malva. l'indecifrabile. almeno simili a quelli di altre città. questo libro. Di quando in quando uno studioso annuncia di aver rinvenuto un cippo. Un abitante di una città innominata e un urbanista iperuranio dialogano senza udirsi. è importante procedere a contaminazioni fluide. tentare un esercizio di mediazione. altri ritengono più probabile il passaggio inverso. è abitata dall'Uomo ideale. terrena. ma queste notizie non destano alcuna emozione: gli abitanti della nostra città sono persone semplici. liscio. dalla città all'eroe. Solo il lettore. quando si parlava una lingua di cui s'è perso ogni ricordo. se non. opera dell'Urbanista. quest'armonia è naturale come il profumo delle stelle estive o la voce della pioggia nei mesi più lunghi. gli stranieri cominciano ad avvertire quel preciso e indescrivibile adeguamento fra la città e il suo nome che per loro è motivo di stupore. e semplice è la vita che conducono. i palazzi gentilizi e le luci esangui dei lampioni. Ma. scegliendo un punto di vista archimedeo vicino alle stelle fisse. A tutta prima è difficile per i forestieri capire che nesso vi sia tra questo nome levigato e malioso e l'aspetto della città. peculiarità. che vi siamo nati e vissuti. archimedea. Da Quassù tutte le città appaiono uguali: le singolarità. di scelta o. o meglio assorbite e sussunte nell'Essenza metafisica della Città. La seconda ipotesi farebbe retrocedere l'origine di questo suono a tempi di un'antichità immemore. asettica. meglio. appaiono. Le città della terra si possono ammirare dall'Alto. di accostamento e di fecondazione tra i due punti di vista.

irato. La Città ha una e una sola Storia: compatta. Finalmente sento i catenacci scorrere e l'uscio si apre per farmi entrare nel tepore stantio e fumoso dell'unica stanza dove Pietro abita. oscuri. gli indico il vento. che il nome acquista una densità insopportabile. Quando il vento spazza la convessità delle strade di sasso e fa vibrare le inferriate e scuote le porte delle case. contaminati. Picchio all'uscio pesante colpi affannosi e il vento si porta quei rumori soffocandoli con altri. e mentre mi avvolgo nel tabarro nero pesante annuncio a mezza voce: . degli asini e dei cavalli. niente scelte.. razionale.. lo fa brillare forte. accanto. Di nuovo con voce sorda mi chiede: . gli acrobati e i mendicanti. a dissipazione. pesta e scarruffata nella barba grigia. la fascina comincia a fumare.Che c'è. Intorno a questa Teca passa la Storia. lo sai bene. Così la Città incarna nel suo algido Splendore la Bellezza. in una Tautologia che unifica Reale e Razionale. niente eventi unici e irripetibili). Nella Città. . adamantino. necessario e cogente. come un bambino. Una Storia invariabile. non ci turba per niente. Certe sere invece si erge come un sipario a minacciare tutto un fianco della Cattedrale e sul selciato della Piazza Grande c'è un brulicare di ombre violette che s'impigliano nelle gambe dei passanti. palazzi e monumenti. inaccessibile. senza quasi sfiorarla. Pietro è un antico compagno di giuochi: abita a pochi passi. . afferro una seggiola. Che l'origine e la storia della città siano così vaghe. eresie. quando la neve cade fitta oppure quando il gelo chiude le fontane in una livida morsa dolente. la porta e poi la neve. la faccia di Pietro. Tolleriamo solo l'alternarsi equinoziale del giorno e della notte. la Saggezza. Sconfitta la per14 26 turbante unicità. per la poesia: dalla Città sono stati banditi i teatranti. a trastullarsi con la propria voce.Vado a trovare Pietro.. Allora devo uscire: abbandono la cerchia dei familiari intorno al camino. che c'è. la pericolosa trasgressione dionisiaca. il nome si moltiplica come un lucido caleidoscopio e si allarga fin sopra le colline che circondano la città. soffia su quell'occhio rosso. La Città racchiude un Nucleo duro. Alla fondazione della Città ha presieduto la Teoria: incarnata nella Mente. si fa azzurro cupo. Il Mondo è racchiuso in una Teca immutabile. In quell'ora lo troviamo spesso annidato dietro un'abside. astratto. Cosi Esso percorre le Strade obbligate della Legge. Mi sta davanti. Nelle piazzette sonore il nome della città si addensa. Gli faccio dei gesti concitati. la Verità. apostasie.. Batto ancora colpi ansiosi. . che sembra sempre per scivolare verso il basso. per le favole.mi dice Pietro sempre corrucciato. Pietro si dà da fare. questa sera non si resiste. delle donne. ma sotto ha la camicia da notte. con la lanterna in mano.. la trascino verso il focolare e comincio a frugare nella cenere con un attizzatoio. i cantastorie.Che vuoi.. Vi sono certe sere d'inverno. dei bambini. oppure scarlatto. a desiderio. senza scuoterla. noi Pianificatori abbiamo impartito Regola e Ordine non solo alla Città. degli uomini. che c'è? . trasparente.. annidandosi negli anfratti.Allora. Si è gettato un pastrano sulle spalle. compatto. se ne sta lì.. un Cervella . Ma già le prime lingue di fiamma si sprigionano dagli sterpi. senza turbarla. Dietro la finestra terrena appare una lanterna e. Da Quassù la Città è identica a se stessa: una Rete di percorsi congelati [niente ambiguità. Nella Città ideale che contempliamo da quassù Tutto coincide con Tutto. specie al tramonto. Pietro afferra due sprocchi e li getta in mezzo al fuoco che si erge e ruggisce al ruggito del rovaio. tuttavia. ma che non si sgarri: l'ora segnata dall'unico Orologio posto sulla Piazza Principale è il Segnatempo universale. bassi. non più soggetto a turbamento. dove intanto ho trovato un po' di brace. Tutti uguali gli esseri umani come tutte uguali le particelle della materia. rimbalzando su per le pendici dei monti. Apro la botola che chiude la cappa e il vento vi s'infila come una bestia rabbiosa. in un'Ortodossia che non ammette devianze.surata di felicità quotidiana. documentata e giustificata da statue. Io non gli bado. ne estrae una fascina e la getta dentro il camino. a quest'ora? Ero a letto. la pluralità e la concretezza. consegnata per sempre alle Biblioteche. ma al Mondo. per le ipotesi. fontane. per la possibilità. Con un'operazione di Risanamento chirurgico siamoriuscitia eliminare l'ambivalenza e il disordine. come nella sua Storia.Aspetta. A noi che ammiriamo la Città dall'Alto non interessa il regno brulicante degli affari e degli affetti umani. Là in fondo mi sembra di vedere un gomitolo oscuro che palpita. che copre la piazzetta di una crosta azzurrata. per la narrazione. Va a una gran cesta. più eloquenti e articolati. che è il Sapere globale. sdegnosa dei corpi. oracolare. al vertice alto di una piazzola triangolare in pendenza. o dentro un cortile umido di muschio. non c'è spazio per la contingenza.

Ma perché sei venuto a tormentarmi con le tue fissazioni ? Pietro mi aggredisce con la solita rabbia. cantano le varianti del nome con un impeto che rende crudele quel suono dolce e compatto... . Ukbar. . i suoi abitanti e tutta la cerchia dei monti sotto la neve. in tutte le loro tonalità. che chiude e racchiuderà per sempre in sé quest'armonia indicibile. Attraverso questa cappa si sente tutto. Cuzco. . Nel camino la fiamma langue. agitata dal vento. Infatti non dice nulla. degli eventi. Ascolta! Tendiamo l'orecchio e sentiamo il vento che canta a distesa il nome incessante della nostra città: è un nome cosi colorato. sempre più impervio. va alla credenza. Gotham City. Venezia. le conosciamo tutte. Oslo. ingessato gli uomini. ne suscita durezze di pietra. che già bastano a farli struggere di dolcezza quando scorgono di lontano gli archi e le mura che ci proteggono dal mondo esterno. Harappa. Ciò che E Fu e Sarà. Moenjo Darò. . Barcellona. Danzica. Mi alzo e vado alla finestra: la piazzetta inclinata è immersa in un 29 . Mi riscuoto: devo essermi assopito. non contingente.. Casablanca. che sono settantasette. Ma io non me ne vado: la mia famiglia. versa del vino in due bicchieri e si riavvicina al focolare. di queste variazioni. Come ho detto. sempre più aspro: dal molle prato dell'infanzia ci siamo inerpicati per i fianchi scoscesi della Filosofia. anch'esso è forse destinato a sparire. Ninive. Non dire queste cose. Firenze. emette un rantolo breve angosciato e sulle sue mani le vene sono grosse come radici.. Intanto Pietro ha finito il vino e il suo occhio è torvo. In questa Città si riassumono. Abbiamo imboccato un cammino faticoso. Petra. . Sparta. le sue origini sono avvolte nel mistero. Vado alla cesta. scompaiono nel lucido profilo della Città Ideale. Tutto passa. la testa reclinata. ma anche il suo destino ci è sconosciuto: nonostante la sua molteplice sonorità. . per la roccia dirupata della Metafisica. ma abbiamo avuto la nostra Ricompensa: abbiamo arginato l'insensatezza della soggettività. lasciando nel popolo dei suoni una minuscola increspatura. Luxor. che gronda Determinismo e Precisione. Samarcanda. .Maledetta. Brisbane. Napoli. l'armonia s'infrange. Efesto. delle biforcazioni. e in tutte le sue tonalità. Lamed Thal. liquido e persuasivo che ogni altro suono al confronto appare sgraziato: e il nome stesso dei suoi abitanti. Reval.lo interrompo. le guglie e i pinnacoli oscuri dànno un suono possente come il canto degli angeli e il nome della città viene ripetuto in tutte le sue variazioni. Kobe. Denver. Basta con la narrazione. la città. non stormiscono fronde dai giardini seclusi. ne usiamo solo quattro o cinque. Babilonia. così sensuale nella bocca delle nostre donne. che ci obbliga a seguire la genesi serpeggiante dell'evento dalle onde del possibile. non dà requie. Uppsala. Kuala Lumpur. I contomi sfrangiati di queste caduche città. dalla prima infanzia. il canto del vento è troppo alto. annullandosi a vicenda. nella Città. cerco una fascina per ravvivare il fuoco e ricomincio a pensare al nome. ma non ci è consentito pronunciarle se non in occasioni speciali. che sono e che saranno : Atene. l'irritante brulichio del nuovo. nonostante il suo color malva.Taci. Ur. Le apprendiamo a scuola. fino a confondersi con l'oscurità delle più remote periferie. che sono cinquecentotrentanove. che pure da quello è derivato.fulminato nella paraplegia dell'Eterno. Roma. Ebla. Zanzibar. non vanno profumi dai verzieri. unico superstite di una folta chioma di ramificazioni ammissibili che le inesorabili cesoie della storia hanno potato: ciò che E è Necessario. Soprattutto.Maledetta città.. dove non chioccolano fontane. Cuemavaca. Vedo che ha sonno. certo imperfetto. Parigi. come se il nome s'identificasse finalmente con la città che lo porta e questa coincidenza da sempre attesa fosse il serrarsi simmetrico e perfetto delle due valve di una conchiglia secca e polita. Ma nonostante questo nostro pudore. fino all'albedo ghiacciata della Scienza esatta. mai. Palenque. Los Angeles. Scriverle. perché sa di non potersi difendere. in queste sere. non mi dà sollievo. La tensione deve sentirla anche lui. e con 28 gli stranieri solo due.mormora guardando il fuoco. non si narrano storie: per giungere a questo Distillato purissimo abbiamo ucciso i racconti. Ora tutti i campanili. un'Epifania luminescente e traslucida. Jena. del germinante. Pietro dorme. si fondono e si annullano tutte le città che furono. Tutto si spiega con una Logica superiore. Il vento porta con sé le parole. che vuole tornare a letto. Abbiamo compiuto dolorose Rinunce. se non comune. Noi. non cantano usignuoli. mutilato i poeti e i saltimbanchi. urta contro le vene. imbalsamato le donnole e i ghiri. sedendosi su uno sgabello e avvolgendosi meglio nel pastrano. Murmansk. derivato da antichi divieti collegati alla funzione magica di alcune di queste varianti. Cartagine. ha qualche durezza e nella necessità della desinenza la dolcezza si smaga.Taci. Nairobi.. un piccolo guizzo evanescente che si propagherà in onde concentriche sempre più tenui. e tende a divenire un suono. Gerusalemme. Calcutta. Passano le schiere degli angeli sopra le torri della città e soffiano nelle trombe d'argento. Ypres. murato gli alberi.

perché abbiamo rinunciato a tutto. Il Piano sopravviverà a tutto. gli alberi muoiono. ottobre 2003 30 . Ora è quasi contrariato. La Città che contempliamo dall'alto dell'Iperuranìo vive etema. gira qua e là gli occhi acquosi.Sì. . comincio a ripetere a mezza voce il nome della nostra città. Nelle città della terra la corruzione minaccia le mura e gli archi. Pian piano si calma e prende a fissarmi. è tardi. . G . Abitata dall'Uomo ideale. poi m'incammino piano piano verso casa.mi rimprovera.. si adegua alla Ragione. tocco le pietre del camino. nell'angolo fondo.mi chiede Pietro.sogno. che non saranno mai offuscate dalla marcia del Tempo.Perché hai fatto spegnere il fuoco ? . uguale a Sé stesso. farfuglia con la bocca impastata.. .Sei ancora qui. la Città è la sua lerofania e in essa noi Urbanisti ci siamo riconosciuti. nella luce sporca dell'alba. Le schiere degli angeli si sono ritirate. L. antiche compagne che mi confortano con la loro solidità. la musica svanisce. nei secoli dei secoli. resta solo. Usuo Piano perfetto la preserva da ogni infermità. Firenze: forma e racconto Dalla città ottocentesca a quella contemporanea Trieste. O.. le fontane inaridiscono. . un'eco. azzurrino come il ghiaccio che ricopre la piazzetta. Barcellona. Mentre apro la porta. Il Piano è il nostro Dio. Parigi. Il vento è caduto. . dove la fiamma vacilla. Torno al focolare. un sussurro attonito.Ora me ne vado. la tensione s'è alleggerita. Devo afferrarmi allo stipite per non cedere e precipitare.. del nome gridato.Che c'è? Che fai qui? Pietro s'è svegliato all'improvviso. Qui non abbiamo paura di nulla. . quel gomitolo si dipana più lieve. Fuori c'è infatti una calma quasi assoluta.Vai via? . Il vento vi s'ingolfa con meno violenza e laggiù. tutto crolla. Quando apro la porta. le stirpi sì estinguono. la piazza in discesa sembra succhiarmi verso il basso con forza vertiginosa. Ritrovo l'equilibrio. Il lucido e convesso carapace della Città custodisce Verità perenni e incorruttibili. E quasi l'alba.

Il Libro dei Luoghi. Un libro che sia solo un centone di citazioni. che conduca il lettore per mano. Falsa umiltà del copista: d'essere un anello. gli antichi non erano divorati dalla smania dell'originalità). di questo interminato. silenziosamente. almeno di seconda mano. ramificato commentario che è la nostra cultura.Sogno un libro in cui la mia parola scompaia. da un libro all'altro. 1999 . nascosta e appena baluginante dietro le parole altrui. da un pensiero all'altro (più saggi di noi. GIOVANNI FERRARO.

Città della letteratura. 1962. si perde ogni certezza: non esistono descrizioni onnicomprensive e definitive. ridotta ad un nu2 M. Bologna. in ambito urbano.esplorino e illustrino le continue mutazioni degli objecta territoriali. mutando se stessa e. anche se assunta a scenario di una flànerie innamorata. o poco frequentati e di tecniche che. come la descrizione letteraria .Totalità urbana ? «Non è possibile dare un limite all'abisso inesplorato che è la città». pertanto. «è uno dei maggiori risultati dell'economia metropolitana. ogni rappresentazione appare incompleta e. La metropoli è di fatto un centro di manipolazione dove una grande varietà di beni materiali e spirituali viene meccanicamente classificata. Immagini e percorsi. M. secondo. Il Mulino. Bologna. 1973.2 Quando ci si propone. alterando qualità e natura dei rapporti con il territorio circostante. Clueb. dimenticati. di restituire la totalità dello spazio urbano o di quello territoriale. un approccio tradizionale. ' D. Mumford. Romano. continuamente soggetta a revisione e ripensamento. che colloca i linguaggi descrittivi in un particolare ambito caratterizzato da feconda e stimolante provvisorietà. è una dannata. ma non implica un'abdicazione di potere da parte delle autorità costituite: esso è infatti controbilanciato dal convogliamento verso la metropoli di tutte le operazioni e da meccanismi sempre più complicati.l'incremento della complessità e l'ulteriore difficoltà interpretativa. Tipologia e storia della teoria sociologica. In particolare.1996. si sommano . Einaudi. complicatissima cosa». Ripellino. nel contempo.all'endogena e autentica impossibilità di rappresentare la totalità fenomenica . Praga magica. tra Ottocento e Novecento. data dalla perdita della «struttura esterna formale»:3 la città sopravanza lo storico limite delle mura. 1 35 . Tale affermazione. A. L'abbattimento dei limiti. che viene parzialmente inglobato. Martindale. orienta la ricerca urbanistica verso la considerazione di campi omessi.1 «perché una città. come sostiene L. Torino. sfuggente.in termini problematici .

nel 1946. Bompiani. connotati metaforici oltre che materiali. forate da 59 porte.. quindi.. tra extra muros e intra muros. (. Torino.). oltre a difendere dalle aggressioni esterne definisce un mondo rassicurante e sacro.. George .«lo spazio industriale si organizza in modo diverso da quello agricolo (. a Vanves i borghesi possedevano le case di campagna. Sui boulevards esterni. Roma.) lo spazio industriale è insieme concentrato e universale. Einaudi. S. quello relativo al passaggio dalla città chiusa. La città preesistente. la demolizione e la negazione simbolica della cinta muraria è uno dei fenomeni che segna il passaggio da un'epoca alla successiva. caratterizzata da una nuova rarefatta consistenza e da una rinnovata relazione (guidata dallo sfruttamento capitalistico)7 tra nucleo dell'insediamento e campagna. Indovina. coniato da Cerdà.mero limitato di articoli standardizzati.) A differenza dello spazio agricolo che è continuo. è possibile mettere a fuoco un momento di particolare importanza per l'insediamento urbano e per la disciplina che di esso si occupa. Se per caso lasciavi cadere un cetriolo dalla finestra della cucina. L. infatti.si «estendeva ad ovest sino all'arco di Trionfo. . 14 37 . e la cinta di mura con le sue porte (che consentono. "continuità". La sfera e il labirinto. Editori Riuniti. alla data di insediamento di Haussmann . 1973 . e si dissolve l'antica dicotomia verbale e concettuale. 1994. È indubitabile che confine e limite possiedano un imponente significato simbolico: la città è storicamente rappresentata come una roccaforte chiusa.6 Attributi come "compattezza". Milano. ti cadeva già. lungo questa fortificazione. Ejzenstein. Anthropos. Ma la Place dell'Etoile non era ancora che una zona campestre con botteghe di vinai (. o locuzioni più recenti come «città-territorio» rendono pienamente la misura di tali pulsioni.cit. da D. "uniformità" non risultano più del tutto efficaci per descrivere la trama territoriale. è discontinuo e insieme organizzato in fasci di relazione. definito dal pomerio. 1967.. 2/73. Paris. un luogo ideale e compiuto.. L'espace socialdans la ville. "coesione". in M. che vede un'indefinita città sovrapposta al territorio. Storia dell'architettura e dell'urbanistica moderne.. così come a Firenze. La città nella stona.come nota M. Adesso i confini della città si sono allargati e lo spartiacque tra la città e la provincia si è allontanato di molto dalle mie finestre». Semini. Sia a Parigi che a Barcellona. con balere dove gli operai andavano la domenica a bere e a ballare. Tale fenomeno riguarda numerose grandi città e si verifica. la antica reciprocità città/campagna si trasforma passando da un rapporto di dipendenza proprio dell'età feudale . possedeva una precisa struttura forma4 5 le riconoscibile. ed orientata a saldarsi con i vicini sobborghi che vengono assorbiti. «Sull'uso capitalistico del territorio». a quella "esplosa" che comprende al suo interno una nuova eterogeneità: come scrive. Lo spazio «disfatto» 9 della città contemporanea viene meglio 6 Parigi nel 1853. 1968. nel contempo penetrazione ed isolamento). 8 R. Parigi era cinta da mura della lunghezza di 24 km e cento metri. La demolizione delle mura. di matrice medievale. appartenente al modello urbano capitalista. In tal modo si cancellano ambiti fisici precisi come quello inedificato e inedificabile. territorializzando la comunità insediata. un limite visibile e un rapporto di dipendenza biologica con la campagna. Milano. tra i primi segni tangibili della trasformazione del rapporto città/campagna.. Vaugirard era un grosso borgo. 9 M. 7 Come osserva P. M. della perdita dei confini urbani e della proiezione e successiva "diffusione" della città sul territorio riveste.. Issy era ricoperto di vigneti. Aubervilles era una zona esclusivamente ad orti. Cit. Proprio questa riconosciuta e ammissibile discontinuità spinge verso la codificazione di innovative modalità di descrizione che restituiscano la perduta unità allo spazio urbano: termini come il neologismo «urbe». tra il X V I I e il X I X secolo. 1 9 8 1 . Nodo problematico è quello relativo al passaggio dalla città isolata allo spazio interamente antropizzato: intorno al X I X muta decisamente l'immagine dell'insediamento urbano che viene visto come sistema in espansione. Franco Angeli. attraverso lo spessore e le suggestioni veicolate da alcuni testi. incurante del valore biologico di questo. Archivio di Studi Urbani e Regionali. E la casa dove abito era l'ultima casa della città.«la città serve il campo»8 ad un rapporto di sfruttamento/rimozione. dall'estensione potenzialmente illimitata. Gli orti di Parigi erano del resto sufficienti ad alimentare la capitale».. lo spazio industriale è discontinuo».) esso si fonda su tecniche originali il cui impatto sulla realtà territoriale non ha nulla in comune con le forme di occupazione del mondo agricolo. Milano. le mie finestre segnavano l'estremo limite della città di Mosca. tendente ad una dinamica di crescita implosa (perché costretta dalla cinta muraria). La città disfatta. Mumford. in provincia. i parigini giocavano a bocce. orientativamente. Calabi e F. (. immediatamente al di là c'era la campagna.. Ledrut. Ragon. Tafuri. Franco Angeli. impacchettata in modo uniforme e distribuita attraverso i canali controllati con una regolare etichetta metropolitana».5 «sino a poco tempo fa.4 Anche tramite il linguaggio della descrizione letteraria. 1980.

per mezzo della riflessione sui passages e sul flàneur. stiana l'interno ha più valore dell'esterno. ed espressa dalle locuzioni: "macchia d'olio". circolazione e movimento (la «sequenza cinematografica»). Einaudi. «come immagine del sogno e del desiderio collettivo». «l'esterno vale nella misura in cui rivela e si sottomette alle pulsioni dell'interno». I "passages" di Parigi.) un riparo dalla violenza della città. Strade.». 1984. Ma un giorno la porta. "area metropolitana". il modificato rapporto tra città e territorio.) comprende tutto l'insieme di cose diverse ed eterogenee che. il passage «è insieme un esterno e un interno. Mari nel suo romanzo Tutto il ferro della torre Eiffel. Simmel. L'immagine dell'"attraversamento" è particolarmente efficace anche perché rimanda con immediatezza a fenomeni quali la perdita dei confini urbani. 1998. Padova.. 1970. passage come «sognante corridoio dove si vorrebbe sedere come in una camera». e quindi la transizione tra due elementi nettamente distinti. «La città e la sua immagine tra realtà e mito». espresso fino a quel periodo da alcune categorie analitiche. chiama «eterogeneo» lo spazio della nuova città progettata tramite il Pian de reforma y ensanche de Barcelona del 1859. Casabella n. i passages che.. rete sovrimposta. la città e il territorio. caratterizzato da un'antitesi tra interno ed esterno. come la città medievale e il territorio coltivato che la circonda. n entrambi tesi a restituire visioni multiple e complesse della trasformazione in corso. come vederla in sezione. Immagini di città.rappresentato da un termine pregnante: «eterogeneo»10 o da una figura verbale come quella deir«attraversamento». concepita per la nuova Parigi . F. il metodo. L'insediamento medievale è. Benjamin.14 Tali nuove forme di aggettivazione e descrizione testimoniano sia la trasformazione fisica subita dai tessuti storici intra ed extra muros l'efficace metafora delle «briglie del tiro a due» riunite di cui parla Benjamin rimanda. nel loro succedersi appassionante. «la porta rappresenta come il separare e il collegare siano due facce dello stesso atto. chiama a percorrere i suoi meandri sino all'estenuazione»..sia il corrispondente processo di verifica relativo alla percezione del rapporto nodale ed irrisolto intercorrente tra città e territorio. Saggi di estetica. come vederla sognare."mostro" post rivoluzione industriale . "città-regione". Come infatti nota M. La città utopia e realtà. antitesi spaziale e simbolica. 1986. centro. 11 Nel corso del X I X e del X X secolo tale immagine che potremmo definire della "discontinuità" viene sostituita da un'altra. la dismissione delle mura. che crea inediti e scenografici incroci. «Ponte e Porta». 1973.l'attraversamento. Corboz. appunto . un angolo gliele riunisce. Cerdà in Teoria General de la Urbanización. e l'intuizione più intima di cosa sia la città. W.. "dintorni". Secchi.. in Parigi. inganna. condensa tale rinnovata modalità di fruizione in ambito strettamente urbano . a Mosca.. del 1867 (d'ora in poi Teorìa General). la chiesa che segnavano i confini di una zona diventano d'improvviso. Benjamin. Franco Angeli. ad esempio. Tale definizione mira a racchiudere entro uno spazio ampio. che secondo Mumford contraddistingue la città medievale): comunicazione.. a cura di P. A. sintetizzata dal sostantivo «continuità». prefazione di B. W. (. come le briglie del tiro a due si riuniscono nelle mani del vetturino. "città diffusa". "città-territorio". 1 9 7 1 . l'abolizione del ruolo delle porte civiche12 (come avviene a Firenze. all'haussmanniana maglia viaria reticolare. ridisegnata da G. appare signiJ. Milano. di eterogeneità. che egli aveva collocate ben lontane l'una dall'altra. Corboz15 dopo la rivoluzione industriale tutto può essere espresso in termini di distanza. un limbo tra la strada e la casa (. la sovrapposizione di una rete viaria ordinata sull'intricato tessuto medievale. perennemente in viaggio.. Saggi sull'arte. rese armoniche dalla forza superiore della socialità umana.) separando e unendo l'uomo determina l'esistenza di una forma». "esterno". Al nuovo arrivato la città appare allora un labirinto. o da termini quali "suburbio". formano ciò che chiamiamo città». sfugge. fondata su interdipendenza e complementarità. unicamente in una sequenza cinematografica: la città si mette sulla difesa. In un certo senso l'atto dell'attraversamento sostituisce l'originario "passaggio" che indica il percorrere un tratto o uno spazio che separa due luoghi. 505. Torino. ma sono strada» e il flàneur. o da tradizionali coppie verbali dicotomiche come "città/campagna" o "centro/periferia". infatti. di attraversamento (che si contrappone a quella insularità. un insieme di fenomeni dissimili. ad esempio. Poggi). 14 15 13 38 39 . Come affermano F. anticipando il tema descrittivo evocato da Ejzenstein. Vigano. Einaudi. sono gli attributi che qualificano e definiscono la città . Le mille insidie della topografia cittadina di cui si è vittima potrebbero trovare collocazione. In tale ottica. Torino. Choay o A. Ordine Sparso. ma contemporaneamente esprimono la permeabilità rappresentata dalle porte e testimoniano l'opposizione tra interno ed esterno: nella concezione medievale di matrice cri10 1 . capitale delXIXsecolo. Torino. le mura rappresentano una linea separatrice. si maschera. Choay. andando dall'uno all'altro. che dà con esattezza la misura della perplessità generata dalla perdita del limite: «In un primo tempo la città ha ancora cento confini.che inganna e riorganizza la percezione. "bordo". 12 Come sostiene G . "continuum urbano". Fin dalla prima metà del X X secolo. Liviana. Benjamin.13 E W. Le G o f f . «sono casa. sempre alla ricerca del nuovo: «aufond de l'inconnu pour trouver du nouveau». di cui è necessario restituire un'immagine unitaria: «la parola urbe (. Einaudi. di interconnessione.

R.oltre che pura rappresentazione . "trasmissione". 19 Lo spazio deputato alla percorrenza dei pedoni . complementare a quella della viabilità regolare. «Aspetti e problemi del paesaggio urbano di Parigi».ognuno a suo modo . accogliente passage. trasformandosi a livello strutturale.la viabilità come tracciato ordinatore in grado di definire la città rifondata. in un certo senso. James e E. Nella città medievale il concetto di rete di traffico era sconosciuto così come quello di traffico veicolare continuo. a partire dalle teorie darwiniane. "declino". Paris. tra gli ultimi rifugi della libertà urbana.18 non 16 17 è un caso. «città come una foresta» di Giovannoni) o veicolare atteggiamenti fortemente antiurbani (città «mostro dalle mille zampe». evocato dalle descrizioni letterarie di autori come H. e si sviluppi una seconda rete.. nel contempo. tramite cui favorire alcune classi o dirigere l'eventuale partecipazione o esclusione di particolari gruppi. "struttura") consente. S A B R I . piuttosto che per i pedoni: le sindromi della città capitalista si manifestano a Parigi sotto Luigi XIV. 14 41 . I passages possiedono un ruolo polivalente: da un lato rappresentano un diverso modo di fruizione dell'urbano e sono luogo di formazione di immagini simboliche e oniriche. il povero cammina. Spencer. È nei romanzi (più che in ambito tecnico) che tale dinamica di trasformazione territoriale . cit.) non muta le proprie dimensioni semplicemente ampliandosi. a partire dal XVII secolo. in altri termini è lo strumento che consente di agire più agevolmente sulla forma urbis (e. Insolera. come si trattasse di una catastrofe tellurica. Questi impianta un'analogia tra il mutamento sociale (definito «superorganico») e l'evoluzione naturale. «cancro». Wallace e H. come nota nel 1863 J. integrando la funzione sociale e quella economica. infatti. "circolazione".. 18 1 . essa possiede quegli aspetti che distinguono le creature viventi dalle macchine (.strumento politico. ma queste sono in contatto tra loro e non possono essere nettamente distinte. assume un maggiore peso. anzi lo sfugge cercando volutamente lo spazio angusto». infatti.viene sinotticamente rappresentata. nei fossati». Questo. Urbanistica n.si riduce. sulla civitas) e di modificare il rapporto del nucleo urbano con il territorio: Haussmann. da quel momento la capitale «diventa una città affannosa. Firenze e Parigi assume un valore diverso di volta in volta. va. di sottolineare alcuni aspetti legati al rapporto complessità/dimensione e alla modalità d'espansione degli insediamenti: K. anarchica) penetri Parigi tramite la rete "clandestina" dei passages. si moltiplichino viali. La metafora organica (la cui fortuna ha favorito la diffusione di termini come "ipertrofico". "stabilità". e rispettivamente: spazio semipubblico e giardino urbano tra gli isolati dell'Ensanche\ spazio mitico residuale. però. dall'altro consentono di operare una sorta di rimozione rispetto al paesaggio estraniarne della città che si trasforma: «l'itinerario dei passages ignora il panorama. economico e sociale. Il ricco percorre l'asse del grande corso. La città nella.. dove si comincia a soffocare e la circolazione diventa pericolosa per i pedoni». frammenta e trasforma durante il periodo delle grandi trasformazioni del X I X secolo. nella visione benjaminiana. tramite il ricorso a metafore organiche20 e visioni integratri- L.così come mostrato con grande efficacia e soprattutto da autori tra cui L.) L'insieme delle parti è ben diverso dalla loro sommatoria». «angusto e oscuro». richiede l'invenzione di un sistema di percorrenza che recuperi alcuni attributi della città precedente alla rivoluzione industriale. che l'ozioso flàneur (figura antiretorica e. 20 Matrici ottocentesche di tali rappresentazioni sono. op. Naissance e méconnaissance de l'Urbanisme. "cellula". Il povero se ne sta ai margini. 32.-F. M. Nella città sette-ottocentesca la strada e la piazza assumono un valore assai diverso da quello posseduto nella città medievale. A Barcellona. «verruca»).. L'esclusione dei pedoni dalla città. inoltre supporta un concetto interessante: la città che si espande non cresce solo dimensionalmente.ficativa la trasformazione del ruolo della strada e della piazza urbana. Oltre a tale modo di intendere i passages. dove le piazze più importanti rivestono un ruolo simile a quello dell'agorà o del foro. i960. infatti. G . ratificando una stretta identità tra società e organismo biologico. ma riorganizza la propria forma al modificarsi della dimensione. Bardet. Forster.) Possiede parti differenziate. (. a partire dal XVIII secolo. arterie e strade. «città come alberi» di Mumford.recuperando implicitamente un'idea che si ritrova ne La Repubblica di Platone .. ma si riorganizza.avvenuta tra X I X e X X secolo .. che muta funzione o viene sostituita dalla nuova viabilità e dal sistema stradale nel suo complesso. di ritrovo culturale e di scambio socio-economico. (. tra XVIII e X I X secolo) il sistema viario viene attivato quale motore della trasformazione urbana e territoriale. Mumford...che nella città medievale è pervasivo e diffuso .16 Dalla fine del XVI secolo la città viene ripensata in funzione della carrozza.17 E in tal senso che la forma urbis è . 1 9 5 1 . Cerdà e Poggi utilizzano . condiziona le scelte morfologiche e compositive e rafforza la distanza tra classi sociali: con l'introduzione della strada dritta percorribile con le carrozze «il ricco viaggia. Celine .19 A Parigi. costituita dai passages. evidenziato quanto .. la vista della città.tale nuova "categoria" dell'urbano possieda pure aspetti sinistri e deteriori. elaborazioni di autori come A. Barcellona e Firenze (come in numerose altre città. Verne. Appare significativo che. a Parigi. Lynch nel 1981 . "flusso".sostiene che «se la città è un organismo. La metafora organica viene attivata per descrivere gli aspetti morfologici o per rappresentare la città come un ecosistema complesso («centro pulsante» di Geddes.

la disinvoltura con cui. H. Villermè. equilibrio. già in epoca medievale la città è il luogo delle infezioni. non ci vede abbastanza e deve veder tutto. di conseguenza gli abitanti di una regione densamente popolata bevono molto». un giardino. interpretando l'alta mortalità come «diretta conseguenza dell'angustia delle vie. W.ci: «Parigi masticava i bocconi dei suoi due milioni di abitanti. Zola. il più acuto è proprio E. Inoltre. che nel romanzo può esprimersi liberamente quale topos dell'inquietante alterazione del corpo urbano e sociale. Hugo. pubblicato a Londra. ba23 La connessione tra condizioni patologiche e crescita urbana non è un'invenzione del X I X sec. vi possiede una cucina.che in Description du phalanstère et considération sociales sur l'architectonique. Lachaise che. nella seconda metà del X I X secolo. forse. Di lì la corruzione che imperversava nella gioventù. verso la elaborazione di nuovi modelli teorico-applicativi. medico e studioso di statistica che nel 1840 pubblica i risultati di una sua inchiesta sulle condizioni di vita degli operai. Milano. i camini fumano. Era un movimento incessante di mascelle colossali. segnato dalla miseria e dalla depravazione morale. girano sui cardini. una stanza da lavoro. Le Play. ma la sua evoluzione risente della mutazione dei paradigmi elaborati in ambito scientifico. un brusio senza fine dove si fondavano tutti i rumori dell'approvvigionamento». inoltre seicentomila tra questi abitanti vivono senza né aria. porzioni di un sistema che lavora in mutua connessione. dell'altezza delle case e del sovraffollamento». Lucas. o L. né luce. il mostro mangia. o di F. mediare. Mondadori. de laine et de soie. Dickens.ingegnere militare e epigono di Fourier . Pennac) o di affiancarle ad alcune riflessioni di autori come Victor Considerant . così come da romanzieri e poeti come V. ai venti. della peste. Tra questi. donne e poveri bambini ammucchiati in uno stretto cerchio dove le case si urtano. le ragazze si buttavano con le gambe all'aria sul basso tetto in pendio di quel casotto». Ciò che la E. la strada parla.. calato il giorno. delle rappresentazioni urbane che utilizzano tali forme retoriche deriva. del 1848. dalla supremazia che le scienze naturali manifestano in epoca positivista. Engels che descrive il «disordine urbano» delle città industriali inglesi. in cantine umide. Nana o in Germinale descrive lo stile di vita. C.23 spinge medici. lanciando il suo umore vitale in tutte le vene. Zola che ne L'ammazzatoio. il rapporto diretto che sembra esserci tra trasformazioni della città e condizioni patologiche e moralmente criticabili dei gruppi sociali insediati (soprattutto "deboli" e proletari). ciascuno dei quali vive su sei piedi quadrati di spazio. un baccano d'inferno. ai topi. Zola. da un lato. afferma: «la comunità più colpevole è quella più malsana. D. ammorbata dal fetore dei cadaveri e abbandonata dall'aristocrazia che preferisce i più sani ed ariosi dintorni. mefitica immondizia e miseria». La metafora organica. Simili argomenti vengono affrontati. è strumento rassicurante che consente di ricondurre l'ipertrofico verso il conforme e di attribuire dimensione. Tutte le porte sbadigliano. della confusione. in Topographie medicale de Paris del 1 8 3 2 . manovrate invisibilmente da trentamila tra uomini e donne. dei figlioli. dall'altro da una visione antropocentrica dei fenomeni naturali e dall'esigenza di associare i fatti urbani (antropici per elezione) alla natura. come Introduction a la médecine expérimentale pubblicato nel 1865 dal fisiologo C. 1955. Bernard o il Traité pbilosophique et physiologique de l'héredité naturelle del medico P. pubblicato nel 1847.) E dal basso fino in cima (. un letto. 22 21 disciplina urbanistica implicitamente veicola con la metafora organica è dunque il tentativo di considerare le teorie sullo sviluppo urbano come postulati delle dottrine naturali e biologiche: le descrizioni così articolate esprimono una forte potenzialità perché capaci di creare ordine. Mondadori. de Balzac. scrive: «esistono a Parigi un milione di uomini. forma e funzione alle singole parti della città (singoli organi). dei rumori molesti. H. Lawrence. in granai aperti alla pioggia. viscidi. Gaskell.) tutto è rovina. Insensibilmente le articolazioni scricchiolano. poi ruggisce ed agita le sue mille zampe». l'inevitabile conseguenza della promiscuità in cui si viveva.. i movimenti si trasmettono.. durante l'Ottocento. (. affermando che «non c'è più un metro quadro di terreno da occupare». nell'ambito della teoria e prassi urbanistiche è utilizzata come mezzo di diagnosi e controllo. durante il X I X secolo che s'impianta uno stabile connubio tra le formulazioni teorico-pratiche dell'urbanistica e gli apporti disciplinari propri del campo medico e sociologico. E.21 o ancora «e che vita sempre attiva ha questo mostro! Appena al cuore cessa l'acciottolio delle ultime carrozze di ritorno dai balli e già le braccia cominciano a stirarsi verso le Barriere. quelle di D. La commedia umana. E. Milano. si spingono sovralzando e sovrapponendo i loro sei piani schiacciati.22 La descrizione della città compiuta tramite immagini provenienti dalle scienze naturali è ricorrente. Verhaeren o più tardi. riconoscere e codificare gli oscuri e sfuggenti processi della Megalopoli.. 1988. come le membrane di una grande aragosta. in termini più specifici alcuni autori mettono in diretta relazione la condizione di disagio urbano-sociale e quella strettamente patologica. da sociologi come Chadwjck. R. compie un'indagine sulla situazione sanitaria nella capitale francese. E . o di altri autori inglesi come G . Era come un grande organo centrale che batteva furiosamente. Tra questi il medico francese C. su cortili scuri e profondi. agli insetti. Oltre a contributi generali. mettendo questa in stretta relazione con le condizioni di degrado urbano: «Era la storia di tutti i giorni. però. legati dal mito positivista. A Mezzodì tutto è vibrante. come la Firenze di Boccaccio. Hastings che nel 1858 in Carteggi dell'Associazione nazionale per la promozione delle scienze sociali. Nana. 14 43 . con un'ottica diversa. Non si può fare a meno di collegare la narrazione citata ad altre descrizioni anche molto recenti (per esempio. dal titolo Tableau de l'état physique et moraldes ouvriers employés dans la manufactures de coton. Organismi indeboliti e minati dal fatto di respirare in un'atmosfera viziata devono trovare uno stimolo artificiale. La larga diffusione durante l'Ottocento. e il mostro si scuote lentamente. politici e urbanisti..

1995. Pedoni.26 «nervosa». Rilke. Kafka. La Tartaruga edizioni. in E. conservata ad Anversa. per esempio ne II disagio della civiltà. 29 «Londra. 25 Tra le rappresentazioni figurative che rendono tale clima.in cui si è esposti ad un violento campo di tensioni. alla campagna ("seconda natura") e al territorio circostanti. ma simmetrico linguaggio. Sue. esito dalla trasformazione in corso: «la mia stanza è miserevole. Torino. del 18 luglio 1903».28 «incessante corrente umana» (rappresentata da Whitman. né rassicurante . la struttura labirintica e smarginata di una città incomprensibile che genera alienazione ed estraniamento. «trasformerà radicalmente la maniera di vivere dell'umanità». ancora. Zola o la Traversata di Londra in treno. la medesima città del X I X secolo viene interpretata. nel 1903) degli abitanti. nella letteratura europea. Implacabile clima di novembre. ridotte ad immagine della borghesia soddisfatta». e può essere collegato alla dolorosa "consapevolezza" di un mutato rapporto con la natura. Germinale. Dostoevskij. l'impatto devastante di scelte progettuali guidate dalla logica economica. «foresta malvagia e senza fine». si potrebbe immaginare per la morte del sole. Blake.sati su una più razionale organizzazione dello spazio e sulla ricerca di un nuovo ordine urbano-territoriale (si inizia ad avvertire inoltre la necessità dell'espulsione di alcune attività non compatibili con l'ambito densamente abitato) da contrapporre al «disordine urbano» a cui alludeva F. nei suoi Diari newyorkesi del 1879). il deserto affettivo. «Studio sopra Emilio Zola». Roth. o F. Ensor. (come la definisce G. idea performativa del piano per Barcellona e l'immagine inquietante del treno che viene restituita da alcuni romanzi o reportage rappresentativi come La bestia umana di E. come lo spazio del conflitto . C. M. Sessione autunnale da poco conclusa e il Lord Cancelliere tiene udienza a Lincoln's Inn Hall. La leggenda del santo bevitore. Cavalli. l'identificazione di nuove e inquietanti categorie dello spazio. Zola. carnet di stampe di G . infangati fino ai paraocchi. la difformità dei nuovi interventi con il tessuto preesistente. «moltitudine turbolenta». restando in quei punti tenacemente sul marciapiede e accumulando melma a interesse composto».insieme singolare e collettiva . la perdita di contatto col proprio mondo originario. F. scrive Dostoevskij nel 1864. rispetto alla "natura". Dorè. come la Parigi di Rilke o come la Londra di Dickens. Einaudi. intollerabile e «silenziosa». alla periferia della città». a spostare il punto di vista da una rappresentazione prevalentemente esterna.27 la deriva della «folla sempre in marcia» (che inonda la città nei romanzi di Zola). Casa Desolata. Si rimanda a J.29 Sono sia l'assetto sociale che la preesistente forma urbis a subire forti cambiamenti. Milano. Tanto fango nelle vie che pare che le acque si siano da poco ritirate dalla superficie della terra e non stupirebbe incontrare un megalosauro. «pedoni. 2002. è la sofferenza psichica. Al centro della descrizione letteraria della città. Cani che si distinguono appena dalla mota. della "cattiveria" e della sofferenza interiore come profondo estraniamento dalla realtà. Melville. Zola. lo «choc» (descritto da R. che si urtano a vicenda con gli ombrelli e perdono l'equilibrio agli angoli delle strade. ora subordinati ad essa. in Rainer Maria Rilke. nel 1844). Cerdà. Fumo che scende dai comignoli come una soffice acquerugiola nera con fiocchi di fuliggine grandi come fiocchi di neve vestiti a lutto. Lamb. il disagio sociale.città in cui ha «la sventura di abitare». De Sanctis. La metafora del deserto è ricorrente in quelle descrizioni letterarie che vogliono mettere in evidenza gli aspetti deteriori della vita urbana. dove fin dall'alba (ammesso che ci sia stata un'alba oggi) sono già scivolati migliaia di altri pedoni. Simmel. Baudelaire. perché inadeguati al progresso e alla spinta innovativa data. come attesta nel 1867 I. ad esempio. Balzac. 1994. luoghi sgradevoli in cui abitare. Poe. oscena. Engels. temi ricorrenti. aggiungendo nuovi depositi alla crosta formatasi sopra lo strato di fango. In tal senso è significativo il modo in cui proprio Dostoevskij rappresenta Pietroburgo . documentaria e collettiva della vita sociale ad un'immagine di sofferenza interiore e individuale. in condizioni di poco migliori.ossessionato da un'idea positiva della ferrovia. Baldini&Castoldi. Einaudi. Torino. che ha per teatro d'elezione proprio lo spazio urbano che si trasforma. dall'uso del vapore.che appare come il primo requisito necessario per essere inseriti e partecipare alla costruzione della civitas. da Hugo. Defoe. ideatore della nuova Barcellona. «Lettera a Lou Salomè. sottolinea il carattere ambiguo dell'evoluzione civile. di quaranta piedi circa che guazza come una lucertola gigantesca lungo Holborn Hill. vista sia in termini positivi (Kultur) sia di gravosa e dolorosa perdita. Il racconto della "malattia". che appare complementare e connessa alla prima: «vi dichiaro solennemente che spesso desideravo diventare un insetto». indica la difficoltà ad accettare il corpo. definita «vigorosa efecunda»). e che appare minacciata da spettri25 e stravolgimenti. una individualità . D'altro canto. «la città più astratta e premeditata del pianeta».né protettivo. inteso come espressione di individualità. 26 Tra i riferimenti possibili: S. Freud che. del 1872. durante i primi del Novecento) complementare al «disordine urbano» (evidenziato da Engels. quasi tutti affetti da irascibilità» o. con differente. locuzione che denota come la disciplina definisca il ruolo della città (luogo deputato per l'espressione della «civilizaciòn nueva». Epistolario 189-7-1926. un'acquaforte del 1896 di J . 28 F. 1975. Milano. Tale affermazione. Dickens.30 elemento che. 24 Benjamin. Questi è fra i primi. Adelphi. Dickens. Lou Andreas Salomè. 27 14 44 .24 che si trasforma. 50 A tale proposito può essere interessante comparare la visione di Cerdà . può essere inteso come anticipazione dei temi affrontati dalla nascente psicoanalisi. quasi tutti affetti da irascibilità. le nevrosi e le ossessioni urbane post industriali (raccontate in romanzi e racconti come La Bète humaine di Zola). tratta da Memorie dal sottosuolo. La Mort pourchassant les citoyens. formata da «bestie ben domesticate e ben pasciute.

confermano e rafforzano il ruolo di nodo d'aggregazione e creazione culturale. giardini. «Paris! Paris! Cité de force et de lumiere! Paris! Paris! Paris! splendeur première!». (.33 che con la civiltà l'uomo si umanizza e di conseguenza diventa meno sanguinario e meno incline alle guerre. 14 46 . Tra fine '800 e primi del '900. «sulle orme di Buckle. Milano. come nota in alcuni suoi studi M. periodo in cui una serie di fatti inferse nuovi colpi all'ideologia positiva del progresso) verrà ulteriormente perfezionata l'immagine del progresso durante la rivoluzione industriale. anno precedente alla prima edizione delle Memorie dal sottosuolo. ma sufficiente ed una». attraverso tali restituzioni. scrive: «l'idea di progresso. a cui corrisponde un'immagine dello sviluppo scientifico come processo continuo di accumulazione di verità assolute. La sua è una deduzione logica. Buckle è l'autore di The History of Civilization in England. Col positivismo il progresso viene esaltato quale idea direttiva della scienza. è il luogo di produzione della cultura elaborata. «strada. è la stessa idea di progresso32 ad essere apertamente confutata: «come sostenere. superando in questo la religione rivelata.. L'analogia tra civiltà e progresso è chiaramente espressa da urbanisti che. lo "splendore razionale". la potenza e la felicità. alla bellezza. 32 33 H. Guizot. 1963. T. dove regna un «tetro silenzio»36 co34 «Su quanta di grandezza vada fatta la città.. (. E in tal senso che la stravolta città ottocentesca si prefigura quale teatro agorafobico e disforico . e. di fatto connesso (come afferma Platone. Passando dalle spiegazioni spurie della teologia e dalle sterili tecniche del rituale. A. non solo l'uomo avrebbe conseguito immensi vantaggi materiali. Sono state riprodotte con un gusto singolare dell'enorme tutte le meraviglie classiche dell'architettura». Milano. In epoca successiva (fino agli anni '30. Comte in Cours de philosophie positive. alla genuina comprensione scientifica. di vegliare in ogni modo a che la città non abbia l'apparenza né di piccola. io penso: sino al punto a cui crescendo voglia restar una. a non vedere il vedibile. lo splendore imperiale degli edifici e la neve eterna del suolo. ma si può affermare che tale modalità negli anni successivi alla rivoluzione industriale. da sempre. un autore come F. Qual è questo limite? Questo.«uno spettro nero e scatenato». proprio nient'altro». come evidenziato nell'antologia dal frammento dei de Guncourt: l'aggregazione e la formazione di gruppi culturali è un fatto che riguarda in modo diretto lo spazio urbano.Parigi in modo particolare . Charpentier. a non udire l'udibile pur di legittimare la propria loG . sin lì accrescerla. estendendolo anche alla vita inorganica e animale.. Viene. inoltre. Ma l'uomo ha una tale passione per il sistema e per la deduzione logica che è disposto ad alterare consapevolmente la verità. Comunità e società. Bruno Mondadori. un tentativo ingenuo. Childe e M.Il carattere raziocinante. della prima metà dell'Ottocento. come luogo di trionfo dell'arte e rinascita delle muse. richiamata e criticata da numerosi autori. testo tradotto e pubblicato in russo nel 1863. Steiner. può citarsi il concetto di "civilizzazione" sviluppato dallo storico francese F.) Quando mai la civiltà ci ha reso più umani? La civiltà genera solo una contraddittoria molteplicità di sensazioni nell'uomo e. per esempio» scrive Dostoevskij in Memorie dal sottosuolo. d'altro canto Parigi . avrebbe soddisfatto l'aspirazione dell' uomo all'ordine.. lo considera come «lo sviluppo dell'ordine». 2000. alla probità morale». esprime una maggiore e più profonda connessione con le strutture dell'insediamento: caffè. da un lato è odiata e amata da autori come Arthur Rimbaud che scrive della capitale francese post Haussmann: «l'Acropoli ufficiale supera le concezioni più colossali della barbarie moderna. oltre no. di cimentarsi con il mondo umano e con i suoi molti enigmi. La nostalgia dell'assoluto. De Micheli. ritrovi pubblici si sostituiscono alle botteghe. Impossibile esprimere la luce smorta prodotta da questo cielo immutabilmente grigio. seducente e inaccessibile . al fine di aumentarne nello stesso tempo la bontà. per essa fatta tale.che può essere intesa come una sorta di "teologia sostitutiva" .a livello della produzione artistica . né di grande. ma casa».. 36 L'elenco di metafore che rappresenta la città come un «mostro tentacolare» andrebbe confrontato con un'altra modalità descrittiva che legge la metropoli trasformata come un luogo accogliente e eccitante. La grande città. J . dunque. Tra queste emblematica è Louise di G .31 Specularmente. G . infatti. in altri casi. quale topos dell'aggregazione e della cooperazione. Tra le matrici su cui si fonda l'idea ottocentesca di "progresso". alcune grandi città . e «società» come «terra estranea» luogo del conflitto dichiarato e insanabile. «mondo delle apparenze»... atelier. di sviluppo mi sembra sia l'idea fondamentale racchiusa nel termine civiltà». poetiche o musicali. La città.) Ed ecco un altro comandamento che daremo ai guardiani. questi nel 1828. la qualità pervasiva della nuova organizzazione scientifica ottocentesca . Edizioni di Comunità.mitica. Tònnies35 codifichi l'opposizione tra «comunità».. grazie alle affermazioni di numerosi autori mirate a sostenere che il binomio civiltà/progresso ha rappresentato il miglioramento generale dell'umanità dovuto ad una maggiore organizzazione dell'individuo e della società. Ciò si riflette in una rappresentazione della storia come sovrapposizione di fasi o come una freccia orientata e eterodiretta. ed è significativo che. opera lirica composta nel 1900 che mette al centro la Città (strutturalmente modificata dai Grands Travaux e che aveva già esibito se stessa alla Grande Esposizione del 1867). nel 1887. sottoposto a erosione anche il concetto storico di "comunità". letterarie. ma avrebbe soddisfatto l'aspirazione dello spirito umano alla verità (. J. è oggetto di sentimenti contradditori.cambia sostanzialmente il rapporto con la committenza. antropomorfico della specie umana di capire. Roncayolo. P.viene rappresentata e esaltata tramite opere figurative. bar. tra cui appunto Dostoevskji.) la scienza. Tònnies. nella sua Histoìre general de la civilisation en Europe. che mettono in discussione il valore indiscutibilmente positivo del progresso. Inoltre .34 ne La Repubblica) con uno spazio urbano di ridotte dimensioni. quanto territorio debbano essi limitare e il resto lasciare. come Cerdà. 31 gica.rimpiazza pure la religione che viene giudicata una sorta di «pre-scienza. suggeriscono G . 35 F. guidano il passaggio tra la città medievale e quella industriale: si tratta di una concezione evoluzionistica in cui viene espressa la superiorità del presente sul passato. alle piazze ed alla strada.

è significativa una sua notazione relativa alla pittura di Courbet.. van Gogh.me Li l'aiigi di Balzac o di J....) Parigi trinciata a colpi di sciabola. Robert Laffont. op.. nell'ambiente depravato dei nostri sobborghi: il rilassamento dei legami familiari. Quasi antitetiche le descrizioni urbanistiche. ma non viene certamente raffigurata attraverso il tempo delle vicende umane39 che vi si svolgono. infatti. 1993. che racconta le vicende di alcune famiglie proletarie nella Parigi post haussmanniana. secondo una lettura marxista. cosi. cfr. Lavielle. al colloquio. 39 «La condizione umana dovrebbe. Attraverso un ozioso vagabondaggio40 compiuto dall'interno. rivedo quelle tele energiche. le indecenze della promiscuità. sia al rapporto tra linguaggio tecnico (come quello urbanistico) e letterario. lo scrittore francese sostiene che il romanzo in questione. in senso "brechtiano". scritto «nella lingua del popolo». mirata alla rappresentazione spietatamente vera e non edulcorata dei fenomeni e delle dinamiche sociali. e scritta undici anni prima de L'ammazzatoio): «fui stupito e non trovai il più piccolo pretesto di riso nei suoi quadri cosi forti e severi. Si tratta di morale in azione. Courbet. e come «Verfremdungseffekt» cioè estraniamento.) che non mente». l'abbandono progressivo dei buoni sentimenti (.. limitato da edifici. inglese. nient'altro». 38 Da questo punto di vista è davvero eloquente e tutt'altro che rasserenante la descrizione (compiuta ex post. L'avventura londinese e l'arte del vagabondaggio. Benjamin e da L. suggerisce E . capitale del.. Chiudendo gli occhi. Gourdin-Servenière. eterodiretta e rassicurante38 come quella espressa dal discorso urbanistico. Milano. costruite a calce e sabbia. esistono insieme e per mezzo dei luoghi. 2001. contraltare della versione restituita da Haussmann e dai suoi epigoni: Zola descrive Parigi «vasta e innocente». Becker. reali come la vita e belle come la verità». che non teme l'emergere della contraddizione37 e che può dirsi dotata di particolari proprietà costruttive: l'essenza degli oggetti si manifesta per mezzo di modalità sempre diverse e integrate. cui viene destinato un uso. sia «un'opera di verità. Quando questa prima rete stradale sarà terminata. le carni.F. con le vene aperte per alimentare centomila strerratori e muratori. Raffaello Cortina Editore. Morin in I sette saperi necessari all'educazione del futuro. come notano C.incrocio tra realtà e visione . sode e modulate. Delacroix.relativa ai passages parigini. essere oggetto essenziale di insegnamento». David. W. di Emile Zola. la pura analisi scientifica o la descrizione tecnica dello spazio. l'individuo appare dilaniato ini due sentimenti opposti: il gregarismo e l'alienazione. La seconda rete forerà la città da ogni parte per unire i sobborghi alla prima. è la differente ed egualmente credibile lettura . coine la Londra descritta da Eliot nel 1943. I personaggi erano veri senza essere volgari. Milano. 40 A. tra l'altro cit. Cézanne.. nella prefazione a L'ammazzatoio. una fantasia dissennata e grottesca. tramite una modalità esente da intenti forzatamente diagnostici o terapeutici. attraversata da formidabili vie strategiche che pianteranno i fortini nel cuore dei vecchi rioni». una «ingenua città» che «non sospetta neppure che un esercito di picconi l'assalirà una di queste mattine (. è allora che inizierà il carosello. caratterizzato suo malgrado da una certa insufficienza lessicale.. luogo in cui «molti quartieri dovranno liquefarsi e rimarrà dell'oro tra le dita di quelli che attizzeranno il fuoco e rimesteranno nel paiolo». Tranchida. tedesco) scritto tra Otto e Novecento . In particolare. e quindi come una struttura architettonica (prevalentemente materica). buono solo per invogliare il pubblico. Machen. G . come nella vita vera. nel 1871) dei Grands Travaux ne La curée. ricusando la restituzione zenitale della carta e della mappa. pur mettendo diligentemente al centro la componente sociale. La comprensione dei fenomeni territoriali trascende. In tale «città irreale». Rousseau. nota 19. I tronconi agonizzeranno nella calcina (. 37 Ulteriore esempio di tale facoltà inclusiva. in M. 41 In relazione sia al tema della costruzione del linguaggio tramite cui descrivere i fenomeni osservabili. Milano. in Dictionnaire d'Emile Zola. che stimola intelletto e riflessione critica. Picasso: le poetiche. 14 48 . vivevano potentemente (..). più vicine all'emotivo linguaggio comune41 che al rigido e segmentato discorso scientifico. intesa come disianza tra uomini e cose nell'era della tecnocrazia. per esempio. Causeries littéraires et artistiques. ed ero al contrario dinanzi a una pittura larga e compatta.) Fare spazio intorno al Louvre e all'Hotel de Ville è un gioco da ragazzi. Parigi.elaborata da W.. la letteratura ci propone un racconto edificato con strumenti e tecniche descrittive tangenti al pensiero "non indirizzato". (riflessione contenuta nell'articolo Mes Haines. J. ma traspare dai movimenti dei personaggi che. di grande interesse sono alcuni proemi di Balzac o Zola. è rappresentata come uno spazio fisico.esplora la città quale luogo della trasformazione sociale. ad un tempo.. Celine . risuona inquietante come può esserlo solo un'interpretazione apocrifa. Benjamin. dice ancora Zola: «ho voluto dipingere la fatale degenerazione di una famiglia operaia. cit. Feltrinelli. V. scritta dallo stesso E. pubblicato in Le Salut Public de Lyon il 3 1 agosto 1865.. (. Il racconto. che mi avevano invece descritto come mostruosità. si ritroveranno alcuni tratti di Courbet nel personaggio di Bongrand de L'CEuvre. A proposito della ricerca portata avanti da Zola.) la vergogna e la morte come inevitabile conclusione..) Hanno tagliato Parigi in quattro (. Paris. ed è qui che si manifesta una delle grandi potenzialità del linguaggio letterario. d'un'esattezza e di una freschezza estreme.. 1985. non euclidea. e la totalità assente viene evocata dai vari e multiformi elementi della descrizione che rappresentano una nuova topografia. De Micheli. difficilmente raccontano la città a partire dalle storie vissute dai soggetti: una piazza. di un sol blocco. Mi aspettavo delle caricature. Ma quale motivazione spinge a partire da testi letterari e non da manuali di urbanistica o scritti ortodossi intradisciplinari per osservare il passaggio dalla città chiusa e della comunità che la abita a quella esplosa e dilatata ? Il romanzo (soprattutto francese. Zola nel 1877. 1978.

in F. di contro. in tal modo il linguaggio si allontana dall'uso comune e si specializza. esente da obliquità. quando la scienza parla la lingua della letteratura può sembrare che si confonda con la finzione. che distingue tra «outsider» e «insider». Al dominio del linguaggio scientifico è pure collegato il bisogno di esorcizzare il confronto con la complessità dei fatti umani: più ci si affida a norme di comportamento precostituite più si coltiva l'illusione del controllo delle dinamiche e dei fenomeni. e più profonda.nella prefazione all'edizione italiana. 1990. cit. è un processo che possiamo definire "innaturale": la scienza. osserva Mumford. Tale integrazione tra tempo e spazio difficilmente si ritrova nel racconto urbanistico. La scoperta del mondo appare così affidata. V . è determinato tramite modelli che assumono funzione normativa: osservazione e analisi avvengono nel rispetto delle regole precostituite. Emblematica a tale proposito una riflessione di L. Milano. del 1929. gli storici o gli urbanisti si riferiscano spesso a fonti incerte (sottolineandone pure la qualità espressiva. l'esotico. riconoscimento e di esercizio di potere. E singolare che. outsider44 d'elezione. Si possono interpretare in tale senso alcune riflessioni. 45 W. attestandola e. pragmatico e performativo. Berdoulay. in questo caso. come spiega nel 1988 il geografo V. Il racconto letterario dei luoghi è quasi sempre intrecciato con la narrazione intima di un'esperienza vissuta o immaginata con forza: la percezione dei luoghi. Unicopli. 14 51 . Jung e la cultura delXX secolo. op. 1969. Tale linguaggio specialistico per lo stesso gruppo rappresenta uno degli elementi di aggregazione. l'uso del termine è significativo: il testimone. Storia dell'utopia. forte di un potere che trasfigura ci offre il tenue sussulto dell'imprevedibile. ma. quando si vogliano rappresentare in termini compendiari alcuni aspetti dell'identità sociale e urbana. Copeta .non dovrebbe condurre il ricercatore ad un tragico divorzio dalla vita quotidiana. per questo. di). Calderini. termini tradotti .rispettivamente come «osservatore esterno» e individuo «appartenente a un luogo». Benjamin.). Realtà sociali e spazio simbolico. più facilmente viene sopraffatto dalla complessità della materia». Oktober 1929. Bologna. «Spazieren in Berlin». entra in gioco soltanto quando l'uomo ammette di non conoscere il mondo ed è quindi costretto a cercare strade nuove per giungere a tale conoscenza. più che nelle costruzioni linguistiche scientifiche. Ben altra. Die literarìsche Welt. In un certo senso è l'esperienza stessa che influenza l'interpretazione e la città viene diversamente colta in relazione ai sentimenti di gioia. quali le descrizioni letterarie o i racconti di viaggio. l'ispirazione che porta a rappresentare una città nella prospettiva di un nativo. che possono invece essere organizzate e catalogate tramite analisi e linguaggi tecnici. Die Wiederkehr des Flaneurs. piacere. Prescindendo dal valore intrinseco del brano. S. 40. viene decisamente respinta dal42 la letteratura che. in tale ottica. 44 v. 1994. sostitutiva di quella naturale. scritta da C. oltre che il valore documentario). non è certamente né distaccata. è persona che ha diretta conoscenza di un fatto. di W. coesistono sensibilità. possono essere accolti anche se linguisticamente destabilizzanti. il pittoresco prendono solo lo straniero. dolore che il soggetto vive. La trascrizione tassonomica o elencale dei fenomeni in termini di puro realismo. Il libro di viaggi scritto dal nativo avrà sempre affinità col libro di memorie: non invano egli ha vissuto in quel luogo la sua infanzia». oggetto di interesse è la diversa ottica con cui l'immagine della città si forma in uno straniero oppure in un nativo: «lo stimolo epidermico. n. disagio. mentre il linguaggio poetico è considerato il topos della finzione. restituisce una verità. D. forse perché l'elaborazione di questo è prerogativa del pianificatore. Anche il linguaggio urbanistico. secondo una modalità riconducibile a filosofi come Heidegger o a psicanalisti come Jung. «più il ricercatore si avvicina all'uomo. Nei linguaggi quotidiani. Benjamin relative alle modalità di descrizione delle città. fornendo un'immagine completa dell'uomo nel mondo. questi. ma è pur vero che tale processo di astrazione proprio della prassi scientifica . Cosgrove.La configurazione di un linguaggio scientifico. che irrompono o insorgono turbando l'ordine del lògos razionale. ed è altrettanto singolare che all'interno degli strumenti di pianificazione le stesse fonti vengano quasi del tutto ignorate. definisce l'artista tedesco «testimone». Carotenuto (a c. Freud in Totem e tabù. E l'ispirazione di chi si sposta nel tempo invece che nello spazio. infatti. di contro. Hessel. pertanto è un soggetto che insieme osserva e partecipa. ad una «tonalità affettiva»:43 a caratterizzare i soggetti e i luoghi sono gli stati d'animo e i sentimenti nel tempo. Avviene ciò che T. infatti. «molto più integrata e in45 A.42 È innegabile che il linguaggio tecnico consenta di operare un certo distacco necessario di fronte alla realtà percepita evitando all'osservatore la sofferenza data dall'essere immerso e stordito da una molteplicità di percezioni. L. come ci suggerisce S. né fredda e la città non può essere sperimentata solo come l'astratto territorio della storia o dell'arte. Kuhn ha definito «distorsione» e «selezione» e si configura un argot codificato comprensibile solo da una élite. Bompiani. il linguaggio scientifico è considerato l'ambito della certezza e dell'esattezza. nel contempo. Diirer che descrive Anversa. Mumford {La città nella storia.45 La composizione del paesaggio descritto è. Milano. aspetti logici: poesia e rigore procedono affiancati. egli riportando un brano di A. Mumford.

tutte potenzialmente vere. «il lungo tentativo della scienza occidentale di tradurre in conoscenza alta. ad un ambito in cui viene focalizzato quale componente complessa. ma la verità. ne II simbionte. Intesa in questa accezione la verità assume un profondo valore culturale e si pone come grande obiettivo concreto e dinamico della progettualità umana. allora. nonché a demistificare il valore assoluto dei dogmi disciplinari. come afferma Hàberle. spiegazione e descrizione coincidono senza scarti: la verità1 spiegata . Vivere nella verità non significa raggiungere una condizione ideale. Come afferma G. O. nonché prassi co1 In epoca recente il concetto di "verità". Realtà sociali e. la tragedia . giustizia e bene comune». 2 Verità o finzione? Secondo tali premesse il confronto tra raffigurazione letteraria e linguaggio tecnico appare particolarmente stimolante. Rimane pur sempre un residuo ostinato.. a ripensare in termini autocritici sia alla struttura dell'approccio conoscitivo al territorio (attraverso il linguaggio letterario si mette in atto un processo di conoscenza per metafore e immagini simboliche complesse e quindi. «la verità si apre la strada tra i conflitti. democrazia. contemporaneamente. op. ma dentro il linguaggio letterario la storia vive e si manifesta a volte con energia inaspettata. D.elusiva con il corso giornaliero degli eventi della vita . a ragionare sul peso attribuito all'azione. variabile. attiva o passiva. Bloch) ciò che sembra degno di interesse è. nel 1995. Tale affermazione. nel contempo. di cui l'urbanistica stessa è ancora fortemente impregnata. una cicatrice insanabile che ricorda come la traduzione sia un'impresa impossibile. meno frammentato. di grande importanza perché . In base a tale metodica. Dal punto di vista operativo la necessità di riflettere sul senso politico e tecnico del termine appare direttamente proporzionale al suo essere vacillante.. è stato oggetto di una profonda revisione: la cosiddetta verità. la festa. cit. non appare staticamente definita e non si fonda su esattezza ed univocità dello sguardo. a metà circa dell'Ottocento) nasce con un intento preciso: la rappresentazione totale ed esaustiva dei fenomeni territoriali. tramite gli strumenti forniti dal bagaglio positivista.con la nascita. razionale ed esplicita la massa delle conoscenze corporee e implicite incappa nell'ostacolo tipico di ogni processo di traduzione. l'interessante modalità di rappresentazione che spinge a riflettere sul rapporto che intercorre tra presunta verità e finzione o menzogna. 47 46 52 53 . Havel. E ancora di più in quanto l'urbanistica contemporanea (alla sua data di fondazione. ed assunto come «condizione culturale che connette libertà. variabile. lo scambio esistente tra racconto e contesto. settoriale o autoreferenziato di quello analitico tradizionale). la qualità del linguaggio letterario. la risultante di un processo culturale e politico entro cui si forma l'intersezione tra differenti verità soggettive. è osservata.. presunta 0 enunciata.46 La letteratura non produce la propria forma espressiva al di fuori delle situazioni storiche cui è connessa. la proiezione simultanea e vitale dell'intreccio tra tempo e spazio. la morte. Ciò che essa chiede è un costante processo di ricerca». quindi. Meltemi.aiuta ad immaginare restituzioni dinamiche e soggette a variabilità e revisione e. come suggerisce D. primo presidente liberamente eletto della Repubblica ceca. la descrizione letteraria.in urbanistica . Stabilire la linea di separazione tra vero e falso sembra essere bisogno fondamentale e ontologico. che slitta dal campo in cui viene inteso quasi come sinonimo di "utilità" ed "efficacia". Oltre a tale ineludibile valore (già riconosciuto nella prima metà del Novecento da storici come M. Longo. consente di rileggere in termini problematici il termine "verità". non è la storia a determinare la letteratura. cioè l'incompletezza.rappresentata come totale e intera .47 sia al ruolo del planner come autore-creatore unico. e di questo siamo certi. inevitabilmente come documento. 2003. non è pura. dell'insider e dell'outsider. ma relazionale. disaggregati ex ante e ricomposti ex post. forse.tutte le eventualità che serrano insieme il tempo e lo spazio umani». più vicina a quello spirito che anima il racconto àd\'insider. Cosgrove. cosi come enunciato in ambito teorico e sperimentalmente impiegato durante l'Ottocento. o ancora l'evidenza della suggestione soggettiva.è assoluta perché positivamente ed oggettivamente costruita. multipla. è in tal senso che va letta una recente affermazione di V. plurale. appunto. complessa ed illusoria. Roma. relativa e relazionale. ma non solo. Ciò che esprimiamo come "verità" diviene. perché vorrebbe 0 dovrebbe essere un'applicazione totale del mondo su se stesso». di notevole interesse anche per la disciplina urbanistica. Cosgrove.

in Le rovine di Parigi. a Gregorio Dati ad Ambrogio Lorenzetti.) Dickens ha contribuito a costruire Londra che noi conosciamo quanto i costruttori che l'hanno edificata». prosegue sempre Sica. Storia dell'urbanistica. Le descrizioni della città nell'arte e nella letteratura possono considerarsi come «documenti. l'immagine della città contemporanea. emotiva o letteraria della città è un elemento importante della qualificazione dello spazio urbano e. che si misurano . perché prevalente deposito di una classe privilegiata quella dei «detentori del potere culturale. a proposito della relazione tra territorio descritto e territorio reale. «si è avvicinata al punto ch'essa ci trasmette la sua vertigine.3 Anche se non si può parlare di larga diffusione (le rappresentazioni visive e le descrizioni letterarie di città e territorio sono. tanto meno non può essere visto come una categoria che rimanda esclusivamente all'ideologia». È proprio nel processo di formazione della progettualità collettiva. 3 Tale confronto è implicito nelle rappresentazioni urbanistiche di numerose città e.struttiva della memoria storica (individuale e collettiva) e quindi dell'identità culturale. certamente. Barcellona e Firenze. Milano. in cui si afferma che.restituito dalla rappresentazione dell'urbano e dalla riflessione sull'urbano . afferma: «Montale fin dalla adolescenza è stato il mio poeta e continua ad esserlo (. Dorè. Calvino4 che. Non lo splendore dell'indiretto. Milano. diventando a volte luoghi condivisi e influenzando il modo di percepire lo spazio vissuto e le località. infatti. O ancora da K. La vertigine delle cose viste troppo da vicino.. «La realtà». la scrittura del romanziere francese «avvicina il romanzo alla scienza. in quelle relative a Parigi. 6 P. Progettare la città. Roma-Bari. e vuol dire riflettere sulla modalità di edificazione di quella forma di progetto che può definirsi collettivo. infatti. e «l'analisi urbana quindi non può limitarsi a osservare la città come espressione della produzione materiale.. appunto. Detti). 14 54 . Detti. è decisamente influenzato sia dalle descrizioni degli autori citati. edifica l'immaginario degli abitanti e degli urbanisti colti. Macchia «Nella città del romanzo: il ritorno a Balzac». X X X I I . dai progetti e dai piani) e racconto letterario. ma deve svelare in quella i segni riflessi della produzione intellettuale». specchio soggettivo di una coscienza collettiva che apre prospettive rivelatrici sulla pratica sociale e quindi svela quella forma della città che discende dalla fruizione e dall'uso sociale».è parte della forma della città ed è specchio del modo con cui i rapporti sociali sono vissuti. n. in MondOperaio. 1978. Laterza. espressa da alcuni piani (il Piano Intercomunale Fiorentino del 1 9 5 1 e del 1965 o il Prg del 1962. leggere differenze e interconnessioni esistenti tra eterogenei linguaggi che restituiscono diverse verità. Poi sono ligure. e quindi ho imparato a leggere il mio paesaggio anche attraverso i libri di Montale». e utilizza. da un lato della realtà urbana nelle sue espressioni più puntuali. tra racconto urbanistico (restituito dalle teorie. James o J . dei creatori del linguaggio. tali immagini per edificare . Lynch. Può essere interessante. e per mille altre città raccontate dagli scrittori.. era stata creata per noi soprattutto da Byron». divulgate più a livello degli addetti ai lavori o dei gruppi culturalmente dominanti) vi sono percorsi attraverso cui tali figurazioni penetrano nel linguaggio e nel pensiero collettivo. «il tempo vissuto . 2 A questo proposito si rimanda a G . anche se portate da immensità astrali: le venature. La qualità della forma urbana. Mondadori. (. Lynch che sostiene: «attraverso le loro manipolazioni simboliche. che appaiono ineludibili il confronto e la valutazione di ciò che Nietzsche ha indicato come «verità molteplici». H.6 i testi letterari.5 o da Ruskin che in The Stones of Venice ammette: «la mia Venezia. come nei reportage londinesi di G.con i modi propri del racconto narrativo. cioè dalla classe intellettuale borghese». Etaslibri.. P. interiorizzati o denunciati». rigagnoli di materia. realizzati intorno al 1872. In quest'ultimo caso. Dunque «lo spazio non può essere ridotto a un prodotto puro di meccanismi economici. come quella di Turner. continua Macchia. Sica. è in relazione dialogica con la visione contenuta nei documenti letterari o pittorici. K. come diceva James. pur animato da spirito critico mirato al superamento della concezione estetizzante che intende il "paesaggio" come sola percezione.). Zola. 1985. La descrizione letteraria. gli artisti e gli scrittori creano nuovi significati ambientali e ci insegnano nuovi modi di guardare. nel rifondare Firenze a partire dai primi anni '50. le rughe. Una sollecitazione significativa viene da I. i materiali poetici che de4 5 1 . Anche se ciò che possiamo osservare risulta "parziale".2 comprensione e costruzione del milieu di riferimento. 1979. da Boccaccio.inevitabilmente . e anche se forse «la coscienza-essenza della città è un'invenzione». quale strumento autosufficiente d'osservazione. piuttosto l'accanimento del troppo diretto». svolgendo in modo non scientifico una intuizione scientifica: «la visionarietà del reale rivelata col massimo della precisione». Firenze. per Parigi.il suo articolato discorso. per l'urbanista fiorentino questa può considerarsi «come intensificazione della percezione della città». Sica riflette sulla «rappresentazione e la descrizione dell'urbano nelle arti figurative». «esprime una specie di patologia del vedere». 1990. Calvino. sia dalle pagine scritte da É. ma non nella forma seguita dai naturalisti». quindi. Barcellona. La modalità di fruizione mentale.anche in antitesi . dall'altro. Ruskin. entrambi elaborati da un team coordinato da quell'interessante urbanista e studioso fiorentino che fu E. i densi reami dell'essere.

diviene un medium metaforico. le frammentarietà e la disarticolazione del paesaggio .. cit. Torino. Urbanistica n. E possibile ipotizzare per la rappresentazione letteraria un ruolo creativo diverso.8 o di sintesi. specchio di una condizione umana nel suo insieme. 8 7 un sistema di regole o di strumenti coordinati per un medesimo fine. Romano. cit.si levano a ricostruire le tensioni in conflitto della nuova civiltà. «Piano urbanistico e metodo scientifico». selezioni e costruzioni interdisciplinari. Scrìtti. Lacan. «tradizionale indicatore di simboli-cultura. una differenza di campo tra "interno" ed "esterno" al sapere disciplinare stesso. L'urbanistica ha edificato se stessa sulla base di intrecci. oggetti di una riflessione che esplora le stesse immagini verbali in termini simbolici. le parole. cercando di capire in che modo le permeazioni e le contaminazioni esistenti tra psicologia e altre dottrine (ad esempio l'antropologia) si riflettano nelle trasformazioni del linguaggio disciplinare. così com'è intesa nella cultura contemporanea. «addizionale».delle quali le stesse metafore organiche e antropomorfiche impiegate nella descrizione della città sono ora una spia. di elementi resi omogenei ad un objectum formale sovraordinato.. James. migrazione") e spoG . sostiene lo psichiatra francese. ma solo parzialmente e momentaneamente stabili. Secchi. intendendo per oggetto ciò che dà la misura. Hardy. Le discontinuità. 1974. sollecitazioni.scrivono la città.. selezione e sintesi degli elementi che la strutturano . Un continuo riorientarsi del modo di guardare. «Il senso delle differenze». 1985. Steiner..piuttosto che la sola componente addizionale e progressivamente eterodiretta . dell'aggregare in sistema e del rappresentare. J . che la storia della città e del territorio si sia avvalsa spesso dell'apporto offerto dalla letteratura: le immagini letterarie sono state considerate come un utile (ma in un certo senso sussidiario) tassello per ricostruire il palinsesto delle trasformazioni. elementi. affronta il rapporto tra settori differenti. 10 9 14 56 . le strategie conoscitive e descrittive provenienti da altri campi si trasferiscono attraverso modalità attive e attraverso permeazioni. da interpretare e cui attingere. L'urbanistica. l'assenza di strutture afferrabili. Einaudi. eppure anche così ricco di proposizioni strutturalmente pertinenti. i concetti. Sica. oltre il velo apparente della rappresentazione immediatamente visibile. In definitiva. attraversamento. Pertanto. attraverso una dinamica che comprende incertezza e ripensamenti. di contro la memoria ritrova connessioni perdute e piani tematici concentrici che oppone ai materiali isolati degli eventi urbani». definire l'urbanistica come scienza di sintesi vuole rimarcare . strutturata secondo un'ottica generatrice e ordinatrice.la mutevolezza dello sguardo e dell'oggetto prefissato. Permeazione (come "passaggio. La nostalgia. Urbanistica nn. nell'opera di autori come Proust. tecniche.con la sua variabile capacità di aggregazione. Conrad. 76-77. reputati pertinenti e congrui. B. «la città». ed è dotata di «un impulso unificante». nella loro scomposizione anatomica che tradisce la riduzione degli elementi agli aspetti funzionali . 1984. fin dal suo atto di nascita appare soggetta alle dinamiche cui si è accennato: essa riflette . di valore complanare ed integrato con quello delle fonti convenzionali e dei documenti ortodossi ? Tale domanda va inquadrata in un'ampia riflessione relativa alla formazione della disciplina urbanistica come scienza «incerta». 79.. possono rivelare una situazione storica evidenziandone le dinamiche di trasformazione. essa. si manifestano non solo nei termini di un'addizione di significato. piuttosto che tramite «isotropie»10 linguistiche.7 Si può affermare. Austen. Non sono intere discipline ad essere mobilitate nella fase analitica e progettuale: di volta in volta vengono estrapolati e sintetizzati. Joyce. Storia dell'. Le interazioni tra differenti campi conoscitivi. come ogni altra dottrina complessa. e non solo costruzione cumulativa di saperi differenti ed ordinati secondo gerarchie e competenze. ma soprattutto in riorganizzazioni o rinnovamenti semantici: i linguaggi «originari» che entrano in contatto con altri e diversi modi di vedere si trasformano a volte radicalmente e si arricchiscono di parole che supportano nuovi e originali significati e concetti che aprono inaspettate modalità interpretative. Per tale motivo è importante la lettura critica dei prodotti artistici che. M. anche in relazione alla specifica posizione ideologica di chi racconta.l'esistenza di potenzialità e pulsioni interne mirate alla costituzione fusionale di nuove unità sintetiche che fissino il provvisorio in strutture armoniche credibili. per quello che potrebbero significare.. Lawrence. dunque. un referente in certo senso preesistente ed eterno. tra l'altro.9 In tal senso l'urbanistica appare come una trattazione articolata e unitaria. Una disciplina che si costruisce come scienza di sintesi mette al centro se stessa autoedificandosi attraverso processi in cui i linguaggi. H. «cumulativa». sempre secondo Paolo Sica. consentendo di determinare. rimangono preziosi documenti da decodificare. definisce un centro di convergenza o nesso cui ricondurre le osservazioni fatte per ridurle ad P. op. op.

sui modi dell'analisi e del progetto per la città e per il territorio . dotate di un creativo valore aggiunto ? 13 P. la forma urbana come forma omologa alla forma artistica. simbolici e vagheggiati del Mito e quelli relativi alla conoscenze scientifiche e filosofiche..nella costruzione di un sapere particolare. Religione..stamento rappresentano due dei paradigmi che informano la cultura contemporanea. Questi. e pertanto non soggetta all'omologazione dei linguaggi scientifici e tecnici) solo un ruolo gregario e accessorio.. nel contempo. di «un punto privilegiato di libertà percettiva e di modalità rappresentativa» ? Esiste. oltre la forma canonica o sintattica. Cerdà.. culture diverse. ma anche quello della letteratura. competenze e procedure eterogenee. (. continua il sociologo francese.sull'organizzazione in sistema delle discipline afferenti e coinvolte: « Si trattò di cercare se fosse stato scritto da qualcuno su tale argomento.. Igiene. decisi di realizzarlo. un'accurata selezione degli stessi. L'urbanista fiorentino si interroga sulle potenzialità della descrizione letteraria affermando che questa intrattiene con la città che rappresenta un rapporto biunivoco. irriconoscibile. e dato che nessuno l'aveva ancora fatto. Il positivismo ottocentesco che pervade l'urbanistica alla sua data di fondazione. intendendo modi. In presenza di un quadro cosi vasto ed esteso. «di un grande riaccorpamento delle conoscenze nate dalle scienze naturali. Quando si parla di creatività progettuale e di complessità.. della poesia. 1970. non catalogabile. L'immagine della città da Sparta a Las Vegas.) ma considerando che non era necessario basarsi su punti di vista relativi ad ogni specializzazione citata e reputando necessario solamente conoscere di ognuno delle discipline solo la parte relativa al lavoro specifico che intendevo compiere. come dice ancora Morin. riflette . non soltanto quello della filosofia e della storia. si immagina un approccio che contempli il coinvolgimento di molteplici punti di vista: una sorta di soggettività pluralistica che combini insieme...) in Filosofia. con le conoscenze nate dalle scienze umane per spiegare la multidimensionalità e la complessità umane. Anche sulla scorta di tali riflessioni può essere interessante riconoscere al linguaggio letterario un ruolo (almeno potenziale) che trascenderebbe la «dimensione aggiuntiva della fruizione dell'urbano». Tale affermazione esprime pienamente quanto l'urbanistica ottocentesca sia fondata sul concetto di un'interdisciplinarità come addizione di segmenti del sapere selezionati in base ad un preciso fine operativo: Architettura. infatti.per riflettere sulle tensioni che hanno condotto e sempre conducono verso importanti riorganizzazioni e trasformazioni dei saperi e delle tecniche in gioco. infatti. quello che non afferisce a tale insieme ortodosso (insieme peraltro soggetto a continua revisione) riveste (proprio per la sua valenza insolita. infatti.) E necessario sviluppare l'attitudine naturale della mente umana a situare tutte le informazioni in un contesto e in un insieme. 12 Come nota E..) in Geografia (.) in Religione (. visioni. Geografia.) Per svolgerlo in modo dovuto sarebbe stato necessario approfondire tutto quello che da Vitrubio a Leoncio Renau era stato scritto in materia di Architettura. caratterizzata da contaminazioni concettuali. tutto ciò che era stato detto in Igiene da Hipocrates sino ai nostri giorni. di qui la necessità di integrare in queste conoscenze l'apporto inestimabile degli studi umanistici. che lo stesso urbanista qualifica come «ibrido» .. nutrendosi. che tutto ciò che appartiene al campo specifico della scienza urbana ostenta e possiede un valore gerarchicamente sovraordinato. «Di qui la necessità».. L'uomo è dunque pervaso dalla forza oscura e inspiegabile dell'immaginario e. strategie e tecniche della descrizione letteraria non solo quale fonte integrativa extradisciplinare che «illustra un clima intellettuale» e che «completa il quadro di quelle componenti.risente dell'organizzazione positiva della disciplina: possiamo ancora affermare. fui spinto a proseguire l'idea originaria». la città rispetto ai mass media e alla comunicazione non verbale». op. in I sette saperi necessari. Filosofia.13 Si potrebbe sostenere che la concezione che traspare dal testo di Sica . indagati solamente per la «parte relativa al lavoro specifico». tutto ciò che in materia di Diritto era stato formalizzato da Solon a Bentam.culturalmente profonda e di enorme interesse . come universi chiusi vengono. : « E necessario promuovere una conoscenza capace di cogliere i problemi globali e fondamentali per inscrivere in essi le conoscenze parziali e locali. Diritto. confesso che stavo quasi per arrendermi (. regole e tramite nette inclusioni di saperi selezionati e grandi esclusioni12 di ciò che viene qualificato come oscuro.. tutto quello che era stato detto a proposito degli Studi sociali da Platon a Prudori. tutto ciò che era stato detto in Statistica (. capace di riconoscere ciò che è concretamente definibile. la possibilità di avvalersi di altre forme di narrazione. articola la prima sintesi disciplinare secondo un'organizzazione finalistica e gerarchica dei saperi coinvolti. (. al fine di situare la condizione umana nel mondo. che definiscono l'immagine urbana al di fuori della disciplinarità specifica della scienza urbana». pur godendo. Morale.. una chiara definizione degli obiettivi:11 una rimozione costante e reiterata dell'incertezza e dell'ambiguità attuata tramite la ricerca e l'applicazione di norme.. 11 A tal proposito si riporta una nota del 1 8 7 5 . La crisi contemporanea focalizza l'attenzione (in termini di revisione critica) sui fondamenti della disciplina . dell'arte». codici. Laterza. E necessario insegnare i metodi che permettano di cogliere le mutue relazioni e le influenze reciproche tra le parti e il tutto in un mondo complesso». «di conoscenze verificate ma anche di illusioni e di chimere». mentre. Sica. Economia Politica. come afferma Sica nel testo prima citato.) in Economia politica (. 14 58 . attuate mediante il passaggio di idee. Morin.. quindi. avendo deciso di occuparsi del fenomeno dell'urbanizzazione. è in grado di concepire i mondi sacri.. anche laterali. cit. e in modo aperto e reversibile. Roma-Bari.. tratta dai Diari di I. in sintesi: «la letteratura come testimonianza sulla città e la città come referente dell'opera letteraria. nella costruzione degli strumenti per il progetto.

spinge a stare con un piede nell'erudizione e uno nella magia che «consiste nel trasferirsi con il pensiero nell'interiorità dell'altro». La descrizione presente all'interno del romanzo (in termini generali). Barthes nel 1991.è pratica complessa che intreccia aspetti politici. veicolato dalle descrizioni del piano.forse . ricorda che ciò che si racconta è falsato da ciò che non si racconta. culturali. nota: «il linguaggio è per sua natura. e. Torino 1963 U. Tale organizzazione pone il linguaggio tecnico in posizione egemone rispetto a quello metaforico. leggere tutto.anche marginalmente . 15 Affrontare . Etas Libri. infatti.che si orientano verso il "dire" (analitico) piuttosto che il "mostrare" (sintetico) e che possono essere . Einaudi. rappresenta l'esistenza di spinte o dinamiche irrisolte 0 rimosse. 1991. Torino. razionalmente indirizzato. rapportandosi con objecta e dinamiche assai difficili da rappresentare e descrivere. Eco.. ancora. Milano. Spesso ciò che rimane. scalzando la metafora. contemporaneamente. Eco. come afferma R. accade della verità storica né più né meno come di tutte le altre: ci si sbaglia più o meno». e originalmente. Quando si usa una metafora si attivano contemporaneamente due pensieri di cose diverse sostenute da una sola parola o frase. induce a «imparare tutto.tramite l'uso dei linguaggi poetici e letterari. l'immagine che ha creato sotto le palpebre chiuse».a causa di tale estrema selezione . voi. «Metafora». nebuloso e inclusivo. «Taccuini di appunti». Yourcenar. Freud. U. come afferma S. creazione di senso». al tempo stesso. di valutare «come Flaubert.16 Pur esibendo una lontananza apparente i differenti linguaggi (metaforico/poetico e formale/tecnico) possiedono molti punti di contatto: entrambe le forme espressive possono essere considerate come strumenti potenzialmente interagenti e potenzialmente rifondanti il progetto territoriale. organizzato o esplicitato. accettando la sospensione e utilizzando un linguaggio . certamente nucleo centrale di ogni discorso sul linguaggio inteso come strumento attivo della progettualità umana. esclude il potere creativo dell'immaginazione sintetica nel processo di costruzione dei futuri possibili: non è la descrizione per metafore che si trasforma in tradizione. Da tale primato discende l'affermazione di formule descrittive ed esplicative fortemente astratte . al14 15 lo sviluppo delle tecniche descrittive proprie della letteratura e dei linguaggi tecnico-scientifici. dà corpo alla potenziale tensione integrativa che intercorre tra rappresentazione oggettiva e visione soggettiva. Berdoulay in Parole e luoghi. producendo un'estensione o una variazione del senso determinata dal fatto che l'espressione verbale viene attivata in un contesto nuovo. possiede pure un valore cognitivo: «è in effetti una rielaborazione dell'informazione (. che si estenua anni e anni per mettere a fuoco. senza alcuna pretesa di fornire trattazioni organiche.che procede per metafore in cui non tutto deve essere immediatamente analizzato. letterario o poetico.è nel medesimo tempo innovazione concettuale. informarsi di tutto e. che si stabilizza in concrete opzioni e in materiali realizzazioni.Un suggerimento metodologico viene da M. Il linguaggio notazionale dell'urbanistica.) Se per un verso si rivolge alla sensibilità . I codici di rappresentazione sembrano essere prevalentemente guidati da un pensiero "matematico". il linguaggio metaforico. La scrittrice suggerisce (spunto assai utile per chi debba e voglia occuparsi di progetti territoriali) di portare avanti esperimenti sullo spazio e sul tempo. nella fase d'esordio come in quella successiva.lungi dall'essere solo azione tecnica .. il meccanismo della metafora fonda l'attività linguistica e ogni regola o convenzione posteriore nasce per ridurre e disciplinare (e impoverire) la ricchezza metaforica che definisce l'uomo come animale simbolico». 14 60 . di cesura imposta dall'oggettività alla significazione». infatti tende verso l'integrazione tra ciò che è possibile dire e ciò che si può solo mostrare. Einaudi. M. affrontabili . quale strumento per «condensare» e «trasporre». centinaia di particolari minimi». sostenuti dalla ottimistica convinzione che non è vero che «la verità storica sia sempre e totalmente inafferrabile. atto a garantire il governo efficace delle trasformazioni. Yourcenar14 che. considera V. con maggiore precisione. applicare al proprio fine gli esercizi di San Ignazio di Lojola o il metodo dell'asceta indù. In base alle precedenti sollecitazioni. la costruzione del discorso urbanistico .tale tema vuol dire porsi alcuni interrogativi attinenti alla struttura.ed è ciò che fa la sua forza . in Memorie di Adriano. persuade a dedicarsi a «quel gioco appassionante che consiste nell'accostare i testi». prefigura una modalità di rappresentazione della realtà sensibile ricorrendo ad un sapere pratico. in tal modo si genera un significato originale e diverso da quello letterale. Enciclopedia Einaudi.considerate come «una specie di obliterazione. 9. teorici ed empirici. oltre a essere dotato di un valore espressivo 0 retorico. il cui senso è dato dalla risultante dell'interazione. è una restituzione tassonomica e dichiaratamente pragmatica. In tal senso. metaforico. 1980. di considerare la «ricostruzione storica come la scoperta di un tempo ritrovato: la presa di possesso di un mondo interiore». non si può fare a meno di riflettere sulla "metafora". alle modalità d'impiego. nel 1905. La contrapposizione tra "dire" e "mostrare" rimanda all'antitesi tra "spiegare" e "descrivere" e. mirando al raggiungimento del difficile equilibrio tra rigorosa ricostruzione storica e romanzo. La rappresentazione tende verso l'eliminazio16 II linguaggio tecnico dell'urbanistica otto-novecentesca. La dinamica del discorso geografico.

piuttosto che somma di conoscenze) in sintesi verbalizzato. in parte.20 e ciò an17 J . vengono suscitate nel «senso visionario del termine». «si compone di accidenti.. cit. sulla completezza assente e in parte rievocabile. Voi. Foglie e pietre. Eco. G . dunque. Laterza. rappresenta un valore aggiunto. ogni segno. «Metafora». i pregiudizi affettivi a cui lo spazio vivente deve le proprie deformazioni». ott. Costa. Brescia. La capacità di restituzione della ricchezza e della complessità di tale rapporto è centrata sull'evoluzione culturale e tecnica della "descrizione". (dal lat. piuttosto che rimossa.Ile delle contraddizioni e "appiattisce" la descrizione su un livello espressivo soprattutto tecnico. Sono queste immagini che orientano i progetti di trasformazione urbana.in termini generali . it. sognare o disperare non per quello che sono. 18 U. in cui le visioni . «Progettare descrivendo la città». e vuole essere. Dematteis. vengono cosi relegate alla sfera di pertinenza di altre rappresentazioni. Starobinski. basato.come dice E.22 dotato quindi di una esplicita dimensione soggettiva che viene accettata. come accade nelle legende o nella costruzione cartografica. sia letterarie che urbanistiche. Jtinger. parziale Einaudi. che si esprimono attraverso linguaggi. come strumento e come "spia". ciò che tramite il linguaggio tecnico appare inesprimibile e denunciando i mutevoli modi della percezione e gli "sguardi" interni ed esterni che si posano sui territori. op. attraverso una trascrizione astratta e funzionale e la concettualizzazione della parola "prigione": «lo spazio della misura geometrica è il prodotto di uno sforzo vigile che rivede. Ciò che veramente sembra permanere è questa "impronta" della cosa (e non la cosa stessa). nel linguaggio del piano. ideogrammi o pittogrammi. 1975). rifiutati dall'urbanistica. ma pure come atto interpretativo certamente non stabile che «attinge allo strato profondo delle intuizioni immediate». Paris. nel contempo. 1997: «parafrasando Montaigne possiamo dire che le città ci fanno soffrire 0 gioire. 1995. cioè di caratteri propri td accidentali». mutuamente considerati: in tal senso tali immagini verrebbero portate alla luce quando la descrizione non venga intesa come «trasposizione grafica della parola». essai. 1997. In una certa misura. 1 9 8 1 . si configurano come dispositivi in grado di interpretare con funzioni generative. Grafo. 18 su una «semìa sostitutiva». piani regolatori compresi». tra cui quelle letterarie o filmiche. Il potenziale di eccesso del mondo viene ridotto. 21 quale sistema per far emergere altre immagini della città e del territorio. 1996. M. quello tra la città (intesa soprattutto come insieme di abitanti) e il suo territorio. restituita appunto per il tramite della descrizione. sia "generativo". Atti del Convegno La nuova dimensione urbana. muovendo II termine "descrizione". facendo ricorso a segni ripetuti. si realizza una delle ossessioni della cultura occidentale: l'inserimento della sfera del percettibile entro quella del coerentemente dicibile. che in tale chiave manifesta tutta la propria forza generativa e politica. Torino. come sistema di «rivelazione e conoscenza». come attesta Giovanni Damasceno in Vialectica (VIII sec. la geometria è «purificazione dell'errore». 21 14 62 . (come afferma Simone Weil. suggerisce Eco. più vicino al pensiero e alla parola quotidiana anche perché . 19 U.. più che uno schema retorico. Brusatin. Metafora. Eco. in A. 14. ma per le immagini che ne abbiamo. La ricerca della lìngua perfetta nella cultura europea. compasso alla mano. una riflessione sulle connessioni. dominato. si opera in modo da configurare un codice.così come il pensiero . che storiografico. «Visione». 20 E. op.. 17 Quando con le immagini si cerca di elaborare un codice universale. V.fortemente selettiva e soggettiva: come afferma Diogene Laerzio «è un discorso che conduce alla cosa attraverso le impronte di essa» e. Adelphi. In tal modo. Enciclopedia Einaudi. "trascrivere. geometrizzato. Einaudi. Torino. anche cosi concepita. copiare un modello") designa un'azione . Bari. una sorta di strumento privilegiato con cui si può tentare un avvicinamento all'affinità originaria (biologica e simbolica) tra gli elementi. La metafora quale strumento di «conoscenza additiva e non sostitutiva» 19 viene in aiuto al discorso urbanistico a più livelli. che in quanto le strutture linguistiche. La nuova dimensione urbana. appunto . non restituisce un mondo i cui elementi appaiono solidali e conformi a principi semplici. cit. Jiinger. supportando.non strettamente categoriale. Non ci si vuole illudere che tramite il linguaggio metaforico o l'analogia si possa rendere la sempre sfuggente "totalità" in termini evidenti: la descrizione. cit. L'oeil vivant. Brescia. Le valenze mitico-simboliche possedute dallo spazio percepito e progettato dagli uomini. Milano. 22 E.).un rapporto che si conferma nodale in epoca contemporanea (a livello biologico/sociale/economico). Foglie e. Morin. 1961 (trad. describere. Gallimard. Ma il linguaggio metaforico. viene associato biunivocamente ad un aspetto della realtà e le potenziali polisemie o le feconde ambiguità di senso che le cose possiedono vengono cassate perché portatrici di confusione e incertezza.

Il romanzo si apre con una curiosa meditazione . Alla difficoltà di spiegazione è spesso legata l'assenza di «paradigmi di riferimento» che consentirebbero di «integrare fenomeni inspiegabili in campi istituzionali». lasciando spazio ad ulteriori e successive interpretazioni: ciò che viene descritto non deve essere . nel caso specifico. ad una conoscenza canonica o generalmente accettata.«l'alterità» . dunque. e però. capace d'includere un resìduo non necessariamente spiegabile o immediatamente intelligibile. Sacks aggiunge che «l'inizio del nuovo secolo (il X X ) coincise con una crescente pressione (.. Milano.. per rendere attraverso il linguaggio letterario tale transizione. sì. sappiamo che non si può.che.) in favore del tentativo di spiegare i fenomeni scientifici. cosi. Tale ipotesi è rappresentata in medicina .) ma prima o poi i frammenti devono essere rimessi insieme e presentati come un tutto coerente». Einaudi. Barcellona e Firenze . Storie segrete della scienza. 23 Il linguaggio metaforico manifesta alcune potenzialità interessanti: da un lato può essere mezzo di graduale allargamento della conoscenza e di persuasione razionale. e come ogni paradosso rappresenta una verità estrema. Torino. tentando di far trasparire alcuni temi chiave della trasformazione territoriale. post Rivoluzione.. se volessimo uscire. J . Sacks. Strumentalmente. dall'altro produzione di immagini capaci di condensare i diversi aspetti dell'oggetto descritto. e dici: se la letteratura genera questo. espressione dell'antinomia tra memoria storica e esigenze evolutive. 132 65 . non necessariamente vera e non necessariamente falsa . dall'appairnirmoiite visibile.. Miller. verso l'invisibile.dal caso di alcune patologie «non prese in considerazione perché difficili da spiegare». Firenze come luogo di scontro. ha virtù letteraria la cosa: perché guardandola io ricordo.«l'istanza negativa» . Ed è la vendetta del mondo. R. è in questo senso che va sottolineato il potenziale innovativo delle descrizioni che includono le «istanze negative» o «eccezioni». manifestando apertamente le contraddizioni che . mostra come l'invenzione poetica . Questo accade quando una cosa «oltre che descritta deve essere spiegata» (in quanto la descrizione non implica necessariamente la spiegazione. questa cosa. In particolare vengono citati tre autori che descrivono la città proiettandola in un tempo irreale: Verne. se non mondo ? E il mondo è qui polimero fuso: ma fuso a forma di letteratura. perché la letteratura che non si difenda dal mondo cos'è. affronta il tema della eliminazione delle alterità e delle differenze. dal greco skotos "oscurità. al di là dell'effettiva collocazione. Yehoshua che nel 1997 la immagina. quando emerge un elemento che non sia riconducibile al già noto (e che rappresenta la «differenza» .il più delle volte . K.continua Sacks .interamente spiegato E forse per tali motivi che la riflessione e la comparazione fra differenti procedimenti descrittivi può spingere ad ampliare il campo delle "connessioni e dei piani tematici" relativi. che viene «congelata». La Parigi immaginata da Mari è.restituisca una seducente realtà apertamente in bilico.Parigi. in altri termini tramite la metafora si restituisce un'immagine che va oltre la parola detta. Mondadori.evocativa e implicante. Lewontin. va evidenziata l'interessante discrasia. Sacks. nel suo Tutto ilferro della torre Eiffel™ mostra una del2i M.appaiono irrisolte e irrisolvibili. è esplicativa come può esserlo solo un incipit o un esergo . 23 Vd. un uomo che si chiama Walter Benjamin». tra concreta possibilità e finzione assoluta.. alla soglia dell'anno 1000. normalmente considerate come «errori di giudizio» della percezione. tramite un'espressività suggestiva. in tal modo avviene una «cancellazione [«scotoma». è questo. che aiuta a capire quando e come la disciplina abbia scelto di eludere contraddizione e incertezza: il discorso urbanistico . «Scotoma: oblio e omissione nella scienza». J . Le tre città al centro di quest'indagine . nemmeno ogni tanto.necessariamente . sono stati accostati frammenti tratti da opere scritte prima e intorno all'Ottocento con testi più recenti. una perdita di conoscenza e una perdita di intuizione».li • i" ' Ih i i si illude di conoscere verso l'incognito. invece. esistente tra le differenti restituzioni (letteraria e urbanistica)... E.«la frase deviarne»). in O. S. la II un'attività attraverso cui si ricompongono i «frammenti» della percezione connettendoli per mezzo di un «quadro di riferimento coerente». e ridi: ma è un pianto. insieme verosimile e inammissibile. Mari che. che invece prevede una rete di «connessioni logiche» che tendono a inserire e a forzare i fenomeni «entro un quadro di riferimento»).in termini necessariamente positivi e terapeutici . vedo là faccia drammatica di un uomo che cammina nei passages di Parigi. Il regesto parigino mira a rappresentare la transizione tra l'equilibrata staticità medievale (solo leggermente evocata dai testi) e la frenesia meccanica della città nuova. Oltre alla pura descrizione dei luoghi che affiora dalle narrazioni. in un certo senso una sorta di paradosso letterario. 2002.sul valore della letteratura: «(. 1999.«la deriva» . ricordo una vita e non mia. rappresentando una prodigiosa Parigi del i960. . Un ulteriore incentivo è rappresentato dalla natura stessa del linguaggio metaforico. pertanto. sostiene Sacks che si tratta di una «scoperta intempestiva». Barcellona quale laboratorio di sperimentazione della nascente disciplina urbanistica. che nel 1863 muove una indiretta e feroce critica agli "abbellimenti" pensati da Voltaire o Mercier e voluti da Napoleone III e da Haussmann. Ad un primo stadio della spiegazione è collegata una «frammentazione (.) Tu la vedi. per le scienze moderne non è sufficiente il processo intuitivo in quanto «la mente deve essere in grado di accogliere ciò che viene intuito e di mantenerlo». mentre nel secolo precedente ci si accontentava di descriverli». alla modalità con cui l'urbanistica si misura con il sofferto e mai risolto passaggio tra città ottocentesca e città contemporanea. O.sono state scelte perché topoi ideali e insieme concreti di tale trasformazione: Parigi in quanto teatro di massiva e totalizzante mutazione del tessuto.legge il progresso come dato vantaggioso e propone soluzioni che gestiscano la trasformazione in corso. buio"] di ciò che è stato originariamente percepito.«l'eccezione» . retrospettivamente. il racconto letterario tende ad accogliere il conflitto. Mari. a partire dalla diversità tra «descrizione» e «spiegazione»: la I è un'attività in diretta connessione con la percezione. C. Tutto il ferro della torre Eiffel. la letteratura. Gould. e le cui implicazioni non possono essere connesse mediante una serie di processi logici..

inoltre. il peso dell'identità storica di matrice rinascimentale. ma che non pretende. allora. progetti) viene restituito come rappresentazione "vera" del futuro. Indubbiamente anche la letteratura intende rivelare una certa verità (ma si tratta di una verità spesso soggettiva. ma non si tratta sempre di un futuro ipotetico ? In tal senso ragionare sulle tecniche e possibilità del racconto letterario. Vazquez Montalbàn ha elaborato alcuni saggi che raccontano il cambiamento più recente a Barcellona. modelli. di Mercè Rodoreda o di Vàzquez Montalbàn. Per quanto riguarda Firenze.le tante virtù dell'invenzione poetica.. scritto insieme a E. leggono e rappresentano tale incessante movimento. In tal senso il «paysage intérieur».il 1936 . solo se si accetta questa distinzione a-priori: ma è davvero possibile affermare che esistono sistemi descrittivi in grado di riprodurre la realtà ? E se esistono (cosa di cui dubitiamo) perché dovrebbero essere quelli che si avvalgono dei linguaggi tecnici? E.. "lineare" e dilatata sul territorio. nel contempo. ma accessorio (perché frutto di una visione soggettiva e in quanto separato dal corpus disciplinare ortodosso) può essere. tale figura . non perché il paesaggio interiore corrisponda fedelmente alla realtà. confutata. forse. in linea di massima. densamente dolorosa e carica di nostalgia per quanto perduto o assente. In epoca contemporanea la contrapposizione tra arte e scienza (antitesi su cui si basano le fondamenta dell'urbanistica) e tra soggettivo e oggettivo. espressione con cui Baudelaire definisce la rappresentazione soggettiva. in particolare attraverso gli scritti di Orwell. Tra i numerosi aspetti su cui riflettere uno mette in evidenza lo slittamento che esiste tra la rivelazione espressa tramite la letteratura e quella esposta dal linguaggio scientifico. o negli anni '90 (in misura ovviamente diversa). Whitman. ciò che emerge dai testi è la conflittualità tra conservazione e trasformazione e. il quale sostiene che «la spia letteraria è preziosa e quasi indispensabile nel ricostruire un clima di tensioni in conflitto». quindi. mentre la norma urbanistica sì. quando i giochi olimpici innescano importanti trasformazioni urbane. ma in quanto anche il paesaggio descritto tramite il linguaggio normativo e tecnico è frutto di una visione particolare (quella del planner).si oppone ad un'idea nascente di città aperta. la quotidianità messa in scena è. Di contro. Tentando di ragionare sul possibile (o impossibile) livello di collaborazione tra linguaggio letterario e linguaggio tecnico-specialistico si potrebbe partire ancora dalle riflessioni di P. aiuta a demistificare l'immagine fondamentalista ed assoluta (seducente e pericolosissima) che è tradizionalmente connessa alla nostra disciplina e. Barcellona è entusiasticamente raffigurata come la «New York spagnola». favorisce la riflessione sui difetti di comunicazione insiti nell'uso del linguaggio tecnico. James o ai Diari newyorkesi di W. nel contempo. non è forse vero che ogni sistema di rappresentazione esprime solo una sua verità interna e relativa ? In tale ottica la convinzione espressa da Sica che intende il prodotto letterario come elemento prezioso. Tale asserzione si fonda su una distinzione a-priori tra ciò che è reale e ciò che non lo è: ciò che non lo è possiede solamente una verità intema. ciò che viene prefigurato attraverso quest'ultimo (che si spiega tramite analisi.a volte retorica e immobile . viene osservata con altri occhi: la rappresentazione contenuta negli strumenti urbanistici può effettivamente essere definita oggettivai Esiste davvero un'incolmabile distanza tra la topografia immaginaria che emerge dai romanzi e la rappresentazione reale veicolata dal piano ? 132 66 . scenari. Solo in tempi più recenti.singolarmente denso. più che come riproduzione del reale». Durante quei difficili momenti gli abitanti non riconoscono più la loro accogliente città ed emerge dai testi la difficoltà di mediazione tra memoria storica e trasformazioni recenti.25 traspare il conflitto e la sofferenza degli abitanti durante la dittatura. di possedere portata ecumenica. Moreno. cap on vasi. con un chiaro rimando ai racconti americani di H. però. che appare così lontano dalla linOltre ai numerosi romanzi. normativa o totale): la descrizione letteraria non è valida erga omnes.) come espressione innanzi tutto di una sua verità interna. Barcelona. L'affermazione è convincente. escogitando una peculiare Parigi immersa in un particolare tempo storico . 25 gua locale e quotidiana tramite cui si costruiscono gli intrecci relazionali degli abitanti. Ciò focalizza l'attenzione sul rapporto dialogico esistente tra topografia immaginaria e topografia reale. «ogni testimonianza deve essere vista (. dotata di energia retorica. 1 9 9 1 . M. Tra questi Barcelona. Sica. le descrizioni seicentesche e ottocentesche di Barcellona sono caratterizzate dalla persistenza di un'immagine di grande trasformazione: la città è il centro economico della Spagna e gli scrittori (da de Cervantes in poi). assume un valore differente.

) almeno dal frastuono di parole intorno ai fatti». movimento che. ma nel caso della descrizione urbanistica le parole . orienta lo svolgersi del futuro ed ogni percezione successiva. rifondano perché edificano la memoria e ricostruiscono una nuova identità. Ciò che tradizionalmente veicola verità e "futuro" reale (il progetto urbanistico). lampi di lucidità. 21 J .. abissi di infelicità.come qualsiasi altro racconto . ed in particolare del paradigma storico in urbanistica. o meglio separa nettamente tra ciò che è preesistente e ciò che non lo è. dunque. affermare che non esista una forma di conoscenza che possa essere definita come specchio fedele delle cose o del mondo: qualunque percezione (sia interiore sia esternata e comunicata) è una sorta di traduzione-interpretazione. autoreferenziato e oggettivo linguaggio della scienza. come dice I. 1987. in rapporti reali tra soggetti e attori sociali e in materia. Einaudi. rifondano perché riconsiderano globalmente e delineano nuove sintesi e nuove unità....) Ogni essere (. Tema comune è quello relativo al ruolo e al valore della storia. irruzioni di odio. infatti. Yourcenar «anche gli storici semplificano e schematizzano. Marietti. carte o tassonomie non possono e non devono coincidere con il territorio. o meglio relativo. in I sette saperi necessari. è possibile perché diamo fiducia ad un racconto precedente. In conseguenza di tali supposizioni descrizione urbanistica e descrizione letteraria potenzialmente convergono:26 entrambi le città descritte sono città fatte di parole. piuttosto che antitetiche: il racconto letterario rifonda la città e la prefigurazione contenuta nel piano altrettanto. com'è evocato in alcune immagini poetiche di T. le cui variazioni 2S M. Genova. Secondo tali riflessioni si avvicinano. circolare. manifestano una vis generativa mirata alla costruzione di futuro. può essere esplorato come la sintesi e la trascrizione di documenti storici. suggerisce U... anaciclico. smarrimenti stupidi. Il Tempo.quasi come un romanzo . che con ordine si muove dal passato e dall'immanente verso il futuro. occultandone altre. irrinunciabile.Considerando come fortemente illusorio. Come fare cose con le parole. Rifondano perché rileggono il passato. op. forse. slanci inappagati di desideri e di amori. continua il sociologo francese. nell'obbedienza e nella trasgressione.) porta in sé le proprie molteplicità interiori. Calvino.. grande scultore.illumina porzioni di verità. infatti. si rafforzano le relazioni possibili e. che la descrizione letteraria. qualunque descrizione ci porta ad un progressivo spostamento compiuto in direzione dell'oggetto.27 e che pertanto prevede la traslazione di un atto linguistico in azione concreta .per statuto. inoltre. Come dice M. 28 qualunque descrizione storica. ed è in tal senso che mappe. Austin. quindi. Inoltre come suggerisce Morin.. entrambe le descrizioni sono rifondative e potenzialmente collaboranti. immensità di glaciale indifferenza.è un testo che riscrive la storia. Ambedue le forme linguistiche. 132 69 . le proprie personalità virtuali. porta in sé brulichìi larvali in caverne e in abissi insondabili. 1993. ci lascia sempre e perennemente insoddisfatti. in cui il mondo stesso viene ricostruito per il tramite del pensiero e del linguaggio. L. mentre al contrario la descrizione urbanistica si occupa (apparentemente) più del futuro. ogni descrizione è parziale ed orientata.. Eliot. Eco. nel sonno e nella veglia. Si può. che in ambito letterario non è necessario distinguere in modo netto tra passato e futuro. conflagrazioni di astri in fiamme. anche quella che parla il rassicurante. una infinità di personaggi chimerici. Ciascuno contiene in sé galassie di sogni e di fantasmi. le due forme descrittive. «ogni essere umano». in quanto dotate di forza che può definirsi «illocutiva». se non dai fatti (. «per l'essere umano l'importanza dell'illusione e dell'immaginario è inaudita». S. una poliesistenza nel reale e nell'immaginario. nell'ostentato e nel segreto. E vero. e il cosiddetto futuro è disegnato solo attraverso le ombre e le luci proiettate sul tempo trascorso: il racconto urbanistico . verità presunta e finzione narrativa si fondono. burrasche dementi». quindi. Yourcenar. e pertanto potenziale oggetto di confutazione logica. tendente a fornire una visione semplificata e depauperata delle dinamiche e dei processi: forse il tempo può essere osservato come fluido. e pertanto segni una sorta di soluzione di continuità tra ciò che appartiene al passato e ciò che può essere definito come futuro. restituendone una particolare versione. Torino. quindi. alla freccia orientata del Tempo. ma non sempre e non fedelmente o direttamente) in azioni.si traducono (a volte. «porta in sé il cosmo (. al contrario di quella urbanistica. affermare che è solo usuale. e ciò che rilegge il presente o il passato o ancora un "futuro" immaginato (la descrizione letteraria) può essere considerato come un mezzo potente tramite cui strutturare la percezione critica e l'immaginazione progettuale del futuro stesso. non è vincolata 2 " Si potrebbe. Comunque anche il piano . inoltre. si può affermare. strumentale bipartizione che si esprime nella sclerotica antitesi tra "analisi dello stato di fatto" e "progetto". cit. in un certo senso. la convenzione che statuisce che il piano rappresenti la fotografia del reale.. il termine "reale". allontanandosi. cade la dicotomia (specifica della visione urbanistica) esistente tra passato e futuro. però.

.hanno influito sulle tecniche di rappresentazione e descrizione. alla segmentazione. dare un nome alle cose: solo ciò che viene raccontato e riconosciuto. tramite il riconoscimento. si osserva e partecipa ad un doppio movimento: da un lato la nozione di fonte documentaria va ampliata e voci di sottofondo. verso la memoria come costruzione di identità individuale e collettiva. Dostoevskij. fino al contributo critico di studiosi come L.espone particolari apparentemente "insignificanti" illumina dettagli secondari di una stimolante compagine . Di conseguenza occorre soltanto scoprirle codeste leggi. meglio ancora. Feltrinelli. Foucault. Feyerabend. comunque. Si può affermare che solo grazie ai processi di "no29 minazione" i fenomeni vengono riconosciuti ed interpretati e. la selezione e l'attribuzione di nome (di senso) vengono escluse o inserite all'interno del campo dei fenomeni governabili. destabilizzando e mettendo in discussione le tecniche linguistiche legate alla razionalità dura. allora. come spiega lo storico M. Tutte la azioni umane allora saranno automaticamente valutate secondo queste leggi. immaginandoli come feconde ed instabili strutture ibride o miste. né avventure». che sempre ostenta una vis progettuale. fino a 108. Milano.a volte apparentemente illogica e sconnessa . al lògos. F. come I. infatti.29 Osservare con interesse i modi della descrizione letteraria o poetica vuol dire. segnata da costruttivi disagi e ripensamenti. Paris. quindi. Bloch «possono dire sulle credenze e la sensibilità» degli uomini del passato «almeno quanto molti scritti» o documenti ortodossi. la capacità visionaria.) che in effetti in lui non c'è né volontà né capriccio. e l'uomo non avrà più bisogno di rispondere delle proprie azioni. da filosofi come Wittgenstein o da autori come Dostoevskij. a tutto ciò va sommata la spinta data dalla riflessione in corso relativa alla crisi dei linguaggi scientifici . che nel mondo non ci saranno più né accadimenti. F. né li ha mai avuti e che lui stesso non è che il tasto di un pianoforte o lo spinotto di un organo e che. come professato ab orìgine.la sfera delle possibilità della rappresentazione.come estremi sistemi di proiezione rigida che eliminino progressivamente il dubbio (o che. compariranno alcune encomiabili edizioni simili alle enciclopedie lessicali. nonché la meditazione sul rapporto tra arte e scienza e sul valore della percezione soggettiva e della rappresentazione letteraria o artistica. Febvre. matematicamente.messa in luce da epistemologi come Morin. che nel 1864 scriveva: «la stessa scienza insegnerà all'uomo (. 32 M. integrando.000 e inserite nel calendario. Rizzoli. Ciò che è sotteso alla ricerca orientata verso lo studio di tali differenti forme espressivo-descrittive è dunque l'attenzione verso la storia. sopra tutto.che non è facilmente riconducibile al "già noto" e al convenzionale. potrà vivere con estrema levità. Bateson.dimensionalmente e concettualmente . ad ampliare . divengono elementi su cui è possibile intervenire progettualmente: attraverso la descrizione le categorie progettuali emergono dall'inconoscibile e dall'indifferenziato e. si spiega portando alla «soglia della luce ciò che prima è nell'ombra». G . da critici e linguisti come Zumthor o Steiner ed. Dematteis. Apologiepour l'histoire ou métier d'historien. Riflettere sulle restituzioni letterarie della città e del territorio mira. che hanno spinto verso la riconsiderazione del ruolo gerarchico e del senso del "documento". può essere inserito nell'ambito del potenzialmente governabile. in altri termini attraverso la descrizione. l'arte . 1985. A partire dalle elaborazioni degli urbanisti fondatori. al mondo esistono ancora le leggi della natura. ab origine.31 documenti sottoletterari. come le tabelle dei logaritmi.32 dall'altro la crisi della prassi progettuale e del concetto di "verità" spinge verso una revisione dei linguaggi di rappresentazione. oppure.30 In epoca contemporanea. da autori come Plutarco in Vite parallele. Le metafore della Terra. 1949. scritte». 1975. dunque. dove tutto sarà così perfettamente calcolato e definito. Per governare il cambiamento occorre innanzitutto uno sforzo descrittivo e per descrivere occorre nominare. Nella costruzione della biografia della città la descrizione letteraria . «immagini dipinte.. Memorie dal sottosuolo. Si può paragonare il racconto letterario di città e territorio al genere biografico. Colin. integrando le tensioni orientate verso l'ascolto della rappresentazione soggettiva e particolare. che escludano l'immaginazione. 31 30 70 71 . Milano. Braudel o J. Le Goff. considerando possibilità altre. Bloch. cercare di includere nuove potenzialità nella costruzione dei linguaggi per il progetto.in condizione di far emergere Vethos . Cerdà. Putnam. lo contengano).

2 3 F. La struttura delle rivoluzioni scientifiche. ma la progettualità umana che è indirizzata non solo alle modificazioni della categoria dello spazio puro .è tradizionalmente connessa ad un pensiero che può definirsi «indirizzato»:1 il progetto rappresenta ciò che rispetto ad un orizzonte futuro può essere tecnicamente qualificato come realizzabile. quando si tratta di linguaggi che si riferiscono a categorie indefinite e variabili. l'amicizia possono accecarci. della scienza). 4. Ma le definizioni normative e i repertori linguistici statici. l'erosione totalizzante . alla selezione dei dati. dalla passione. sociali.riguarda i modelli. L'idea di progetto in urbanistica . Lo spazio cui ci si vuole riferire è. che sono le molle della ricerca filosofica e scientifica. gli strumenti. La tensione disciplinare verso la stabilità e la univocità dei linguaggi è ricorrente. In epoca contemporanea il solido filo che parte da Galileo mostra estesi segmenti abrasi e sfilacciati.inteso in termini euclidei o strettamente topologici .spazio semanticamente ampliato dall'aggettivazione . metaforico e immaginativo.riguarda complessivamente l'ethos.2 Parafrasando Goethe possiamo affermare che nel progetto urbanistico . Il pensare indirizzato è contraddistinto dall'uso cosciente del linguaggio e dei concetti.riveste basilari implicazioni di tipo ontologico. La progettualità urbanistica. le verità enunciate. 72 73 .potenzialmente . T. inoltre. di quella moderna. voi. «Disciplina/discipline». come afferma E .. non minaccia l'io.. hanno una ragion d'essere assai limitata. G . op. Enciclopedia Einaudi. delle tecniche e la prassi abituale legata all'uso personale di simboli scelti di volta in volta spingono urbanisti e architetti verso l'elaborazione di linguaggi tendenzialmente omogenei e unificati. Torino. alludono a temi profondi e fondamentali e certamente non solo a mera e rozza fattualità. Così considerato il progetto dello spazio . l'amore. spazio dotato di qualità profonde: materiche. e soprattutto nel mondo umano. in tal senso.. il linguaggio urbanistico. esso organizza strumenti e mezzi traducendoli in azione verosimile. ma l'arricchisce.dal '600 in poi . sibili.. Torino. non è una forma espressiva dotata. spesso.su alcune matrici originarie riconducibili pure alle dottrine galileiane (per quanto riguarda il rapporto tra "ipotesi". alla costruzione del metodo. lo sviluppo dell'intelligenza è inseparabile da quello dell'affettività. Kuhn. Einaudi. futuro. cit. E non è certamente un caso che la disciplina abbia fondato i propri statuti alla ricerca di strumenti e linguaggi perentori in condizione di esprimere verità complete: «selezione» e «riduzione»3 appaiono tra gli efficienti dispositivi per la costruzione della progettualità urbanistica e lato sensu.il migliore dei mondi pos' Si utilizza il termine in analogia con quanto in più occasioni codificato da C. Jung. ipotizzando una successiva trascrizione dell'azione in materia. prassi che in parte coincide con la volontà di codificazione di un comune programma di ricerca che consenta un'organizzazione cumulativa e tendenzialmente positiva dei saperi coinvolti. relazionali. che distingue due forme di pensiero: un pensare «indirizzato» e un pensare «fantastico».Quale progetto ? 3 Tradizionalmente la nozione di progetto in urbanistica appare relativa all'anticipazione dei mutamenti innanzi tutto fisici dello spazio. probabile ed auspicabile. simboliche. ma che non vogliamo interpretare in termini nichilisti .prevalentemente preconscio o inconscio . "esperienza" e "verificabilità") e cartesiane (per ciò che attiene alla scissione tra "oggetto" e "soggetto". l'altra forma di pensiero . è basato sulla realtà e ha una funzione prevalentemente comunicativa (linguaggio dell'intelletto. In effetti. che si possa «eliminare il rischio d'errore rimuovendo ogni affettività.che rimanda in gran parte a quella di progetto di piano. alla loro classificazione. ^ 7 8 .nelle intenzioni dei planners e dei politici . specie durante l'Ottocento. Morin in I sette saperi necessari. Gii.è simbolico. Ma già nel mondo mammifero.il «vero prende corpo». S. possibilità. cioè dalla curiosità. il sentimento.cui assistiamo e partecipiamo. all'esercizio del dubbio). e descrivendo . Così l'affettività può soffocare la conoscenza ma può anche arricchirla». i linguaggi tassonomici e le descrizioni. di «elevato regime di univocità». l'odio. al di là delle pulsioni teoriche tendenti verso monoàromia e stabilizzazione. si fonda sull'illusoria convinzione. In una parola è il progetto tout court (come summa integrata degli elementi sommariamente elencati) che viene assoggettato a revisione critica. Questa sembra appoggiarsi . etico ed esistenziale: anticipazione. Einaudi. ^ 6 9 . quale strumento collettivo . e dagli anni della ripresa successiva al secondo conflitto mondiale: la crescente complessità delle pratiche sociali.

basata su una presunta enunciazione vera. dunque.che negli strumenti urbanistici viene spesso verificata tramite dimostrazioni che si possono definire tautologiche . Inquietudine. Assistiamo in questi anni a destabilizzanti cedimenti: la perdita della fiducia nella galileiana «veridicità dell'apparecchio»6 rappresenta efficacemente la caduta della grande illusione urbanistica.in epoca contemporanea . in breve. trad. Arendt.Come nota acutamente H. parafrasando Nietzsche «un esercito in movimento di metafore. inquietudine. S. disomogeneo. una somma di relazioni umane.delle strutture dei contemporanei sistemi di conoscenza. porta quindi a ripensare in termini critici alle tecniche di osservazione scientifica e.«ogni scienza si fonda necessariamente su un certo numero di postulati impliciti. o esterno alla descrizione che pretende di essere oggettiva. «quella pietra di inciampo sulla via di una comprensione adeguata della politica e della società contemporanea che dovrà costringere gli studiosi a riconsiderare le concezioni fondamentali (. canoniche e vincolanti: le verità sono illusioni di cui si è dimenticato che sono tali». appaiono ad un popolo salde. Filema.1957. il nodo problematico relativo all'esclusione a-priori di quanto sia riconosciuto come disforme. F. infatti. spingendo verso insolite aperture e ripensamenti delle dinamiche di comprensione e di rappresentazione dei fenomeni. "separazione". le funzioni della verità.. Steiner «la legge scientifica. sempre secondo l'opinione di Hannah Arendt. 6 L. La parola «verità» si parzializza ed acquista una propria stimolante molteplicità. catalizza e affronta topoi come incertezza. di «sensata esperienza» e di «certa dimostrazione»). Ferrara. purificando e mediando la parzialità della visione soggettiva (Galileo parla. «Le tecniche della scienza sociale e lo studio dei campi di concentramento». elencale o tassonomica.) che per loro costituivano finora un presupposto indiscutibile». Galileo Galilei.il dibattito si misura con fenomeni inaspettati e riconosce. la stessa logica non sono neutrali. cit. elementari ed assiomatici. trasposte. la struttura del potere economico. ripreso e sviluppato successivamente da autori come Kuhn5 . ma 4 H.7 In tale chiave la verità enunciata . una risonanza sociale e viene pertanto considerata relativa e relazionale. antropomorfismi. molteplicità. raffigurazione sintetica della complessità e delle interconnessioni.. né eterne. Arendt4 . per essere state usate a lungo. it. dell'evoluzione del discorso relativo ai continui riaccomodamenti degli apparati teorici e della prassi scientifica. Scritti sul totalitarismo. sopravanzandone il potenziale paralizzante. esprimono la visione del mondo. possono essere inclusi nella costruzione del progetto urbanistico. In ambito disciplinare . Steiner. ricorrenti nel ripensamento . interpretazione delle singolarità. Einaudi. Torino. eventi non necessariamente dotati di accezione negativa) che mettono in discussione i modi e le tecniche usuali del discorso scientifico. ingioiellate. nella costruzione di strumenti per il progetto. dubbio.appaiono dotate di una natura che può essere definita in termini progettuali appunto. La verità è in realtà una variabile complessa che dipende da obiettivi politici e sociali». Su verità e menzogna in senso extramorale. contaminazione.ed è in tal senso che il linguaggio della scienza non appare. spingendo verso ciò che Kuhn ha definito «riordinamento gestaltico». così lontano da quello della letteratura . necessitano un costante sforzo creativo e anche solo l'agnizione o il tentativo di inclusione richiede una continua opera di verificazione e ricomposizione critica delle tecniche e degli strumenti. incertezza. Kuhn la ri-fondazione e la formazione di nuovi «paradigmi» e la conseguente «riorganizzazione dei dati dell'esperienza». che sono state poeticamente e retoricamente ingigantite. Il dialogo e la collaborazione tra differenti linguaggi appare . convenzionale. e che. relativa. 5 Per T.). si rende necessaria quando una teoria accreditata non è più in grado di spiegare ciò che viene anche empiricamente osservato. a cura di G . Nietzsche. instabilità. le idee politiche della classe dominante (... Editori Riuniti. Geymonat. Intendere la verità come nozione plurale e parziale. G .acquista una significativa rilevanza. tali eventi inaspettati rappresentano. Roma. e sulla convinzione che lo strumento urbanistico d'elezione (il piano) possa potenziare progressivamente la conoscenza del mondo. (crisi come "trasformazione decisiva". che vengono formulati e portati allo scoperto solo quando si trovano a misurarsi con fenomeni imprevisti che non possono essere più spiegati nel quadro delle sue categorie». può essere definita. La nostalgia. infatti. 8 7 132 75 . soluzione di continuità.preannunciando un aspetto. a non eludere. 2001. Ascolto.a grande scala .più che mai necessario.. più che illusoria. totale ed unilaterale (oggettiva) dei fatti territoriali. op.8 In questa accezione anche le verità scientifiche del progetto urbanistico . in L'immagine dell'inferno. Napoli 1998. Ma come afferma G.. metonimie.e forse proprio dalle grandi trasformazioni urbane del X I X secolo . in fondo.. Sono i momenti di crisi.

è antinomico rispetto allo spazio inteso come «estensione pura» misurabile per mezzo della lingua universale della geometria. così come in termini più specifici un piano regolatore. Vd. le azioni sociali sono schemi resi visibili». Intelligenza emotiva. in filosofia sono stati introdotti costrutti concettuali che sono estranei alle strutture sistemiche che dovrebbero interpretare. M. Feltrinelli. dunque. B U R . Nel romanzo la rappresentazione dei luoghi. anche se solo parzialmente. "simbolico". Una descrizione della città o del territorio. con una certa assiduità.. è . "territoriale".si misura con un sistema di nozioni e categorie che.. il linguaggio organizza gli schemi.) un contesto è l'area sociale degli schemi collettivi» e ancora «un contesto entra in azione quando i suoi partecipanti attivano schemi condivisi che lo riguardano». che viene indicato dallo psicologo Da9 A. Il contesto . Paradossalmente.) vivo in un luogo geograficamente indicato (. ma presente sottotraccia). certamente più densa e polisemica e. un copione permette che le «infinite deduzioni possibili si incanalino lungo dei passaggi che diano un senso a un particolare avvenimento». che viene considerata come irrilevante. da tempo. r994. Einstein. Serres. Il senso insito nella parola "spazio" (che nella descrizione letteraria non è quasi mai rappresentata tout court. osserva: «ora. 132 77 .) in questo modo il linguaggio segna le coordinate della mia vita nella società e la riempie di oggetti colmi di significato. Milano. uno spazio stretto. che andrebbe forse utilizzato criticamente e con moderazione. "economico". contiene copioni. schemi. Secondo Einstein. non suscettibile di organizzazione secondo schemi preordinati e non riconducibile al "già noto". il "contesto". puntando a ciò che è rilevante e ignorando il resto». viene ignorata. in biologia. Milano. infatti. Sostiene infatti Goleman che «tutti i contesti comportano due binari paralleli: un flusso di attività è scoperto. A tale espressione si preferisce la parola "contesto" che potenzialmente integra la valenza materiale con quella immateriale. focalizzando e delimitando.esplicita ed implicita . perché la parola.. lo spazio dell'esperienza. infatti. spesso. possiede storicamente un campo semantico "implicito" che la disciplina ha sovente rinnegato. riconosciuto.. generando opposizioni tra «pensiero e mondo esterno». si preferisce.che descrive o evoca un luogo attraverso l'area sociale che lo rappresenta. In tal senso ciò che rimane all'esterno viene pertanto considerato come "deviarne" o "sfuggente". Feltrinelli. in questa ottica interrogarsi sul linguaggio riveste un valore fondamentale: «il linguaggio usato procura continuamente le necessarie oggettivazioni e stabilisce l'ordine secondo il quale queste diventano comprensibili (. mentre una vasta area.) vivo nelle rete dei rapporti umani (. In questo senso il piano-contesto funziona come una strategia che economizza e a priori orienta la percezione evitando la ridondanza conoscitiva (reputata eccessiva e ingovernabile).. difficilmente è indipendente dal racconto delle vicende degli attori: quasi non esistono luoghi privi di donne o di uomini. Goleman.può essere inteso come la struttura . per tale motivo reputata ambigua e insidiosa. Le origini della geometria. sequenze di azioni e di risposte . Milano. pertanto. "sociale". mentre 10 D.. Il luogo è prima di tutto una piccola porzione di superficie terrestre identificata da un nome».con rappresentazione si intende una operazione conoscitiva in base alla quale un oggetto o un insieme di fenomeni e relazioni assenti vengono evocati e resi manifesti attraverso un contenuto figurato o mentale . pur ostentando caratteri essenzialmente materici o immanenti. tali costrutti hanno spesso «dissolto il reticolo delle relazioni che sussistono». Storia del concetto di spazio. niel Goleman come «una definizione condivisa di una situazione che organizza e governa gli eventi sociali e il nostro coinvolgimento in essi (. 1963. E necessario associare altri aggettivi quale "urbano". 10 Occuparsi di linguaggio per il progetto urbano significa prendere in considerazione modalità e strumenti attraverso cui si costruiscono e manifestano tali schemi che sono. dirige selettivamente l'attenzione. all'interno del quale schemi dirigono l'attenzione. nella «Premessa». possiedono uno spessore che non è possibile misurare con le tecniche della geometria: il termine "spazio". Jammer. In urbanistica.e nel contempo determina . si è col tempo impoverito e specializzato virando verso la sola componente geometrica: questo termine ha infatti sostituito la parola "luogo". I linguaggi sono schemi resi udibili. a M. la rappresentazione dello spazio . quanto al concetto di spazio sembra che questo sia stato preceduto dal concetto psicologicamente più semplice di luogo.un "contesto" culturale e sociale.. nel caso dell'urbanistica attinenti sia alla sfera culturale-simbolica sia a quella socio-politica.che organizza l'architettura complessiva di un luogo abitato. il luogo. recuperi frammenti di quell'alterità e ricchezza del senso che è connaturata all'idea di luogo.Un'ulteriore riflessione va fatta in relazione al termine "spazio". 1995: «un copione codifica gli schemi per un particolare evento. datata 1953. il quale afferma che in fisica. la rappresentazione urbanistica restituisce un mondo senza soggetti o in cui i soggetti sono ridotti a categorie. in origine concetto di spazio ed esperienza dello stesso risultano contenuti nell'idea di luogo. Allo "spazio"9 che rimanda ad un'estensione astratta.

e quale materia di base nella formazione dei "contesti" . come avviene sempre con l'arrivo dell'inverno. nel X I X secolo la costruzione di carceri. 12 Sempre secondo Gregory Bateson «è il contesto che fissa il significato» e che «classifica il messaggio»..possono rappresentare la frontiera dell'innovazione.13 Se da un lato. che immateriale) che contribuisce a definire il campo esterno da quello interno.) non solo hanno bisogno di circuiti. prima che si sia proceduto ad una codificazione rigida tramite categorie ortodosse.. In urbanistica diviene "deviante" ciò che non appare conforme ai dogmi. il bosco si stava trasformando e da rigoglioso che era cominciava a farsi strano: gli angoli prendevano il posto delle curve e i reticoli soppiantavano le superfici (. Come infatti reputano Kuhn. parallelo. Altri passi verso un'ecologia della mente. Il contesto.). Adelphi. Adelphi. a dinamiche economiche o politiche... a istanze sociali. proprio attraverso il linguaggio del progetto.. G . che segmentano la realtà e selezionano la porzione che di volta in volta va resa visibile. La società produce contesti che indirizzano la nostra consapevolezza verso un aspetto dell'esperienza e lo allontanano da altri. Verso un'ecologia della mente. creando una parte cieca sociale». Bateson. viene ignorato». di spazio e di tempo).vuole riflettere su alcune potenzialità delle discipline territoriali che. infatti. Adelphi. Là come ovunque l'incompiuto disegno in virtù del quale la vita è ciò che è appariva manifesto tanto quanto la folla depravata di un ghetto suburbano. La formazione culturale della disciplina è costruita su ininterrotte e cartesiane selezioni e su processi di sintesi: elementi della realtà vengono inclusi all'interno dei "contesti" ed elementi della realtà vengono esclusi e relegati nell'ambito del rimosso e dell'ingovernabile. Mente e Natura. in una sorta di limbo collettivo (.14 a delimitare la citta dalla non citta. dunque. secondo G. quelle forze non del tutto irreggimentate. Le foglie erano deformi. di T.e alla compagine sociale che la abita . e in urbanistica questa è prassi reputata come assolutamente necessaria. di circoscrivere angusti ambiti di significato. Quello che è fuori dal contesto è anche fuori dalla consapevolezza consensuale. a riorganizzazioni gestaltiche. ma anche di contesti perché nel mondo della comunicazione niente può avere significato se non in presenza d'altro». può essere invece riguardato come elemento vivificante la disciplina. In tale ottica prendere in considerazione il linguaggio . tale operazione si esplica in ambiti apparentemente più concreti come le scelte localizzative (ad es. tra "parentesi" che segnano i confini in termini di contenuto. mette in evidenza quanto alla periferia urbana (luogo dello "scarto" e della "depravazione morale") .. Milano. e l'edera strangolava a morte ogni tenero virgulto». appare condizione fondamentale per la appercezione e la comprensione dei caratteri e delle differenze.dentro e fuori dal contesto . e dato che i flussi sono simultanei. del sociale.un altro. Venendo meno la delimitazione delle mura storiche. e che si caratterizza come manifestazione espressiva che esula dalla rappresentazione convenzionale o dalle descrizioni ca11 Dal testo citato di Goleman proviene un ulteriore e più concreto suggerimento: «i binari paralleli . 13 G .. Bateson. dell'economico. va sottolineato che tali "rimossi" possiedono una valenza distruttiva di ritorno.. 12 G . Milano. queste.). 1976. mostruosa la curva del tronco. costeggiarono tronchi dalle enormi radici che. venga attribuita un'accezione fortemente negativa: «In quel periodo.quale strumento attivo e dotato di progettualità. il limite che perennemente si sposta alla ricerca di nuovi e più problematici assetti. In tale chiave il linguaggio che si confronta con ciò che viene definito "deviarne". r997. incapaci di misurarsi con la ricchezza e con la complessità del mondo.11 trattato come se avvenisse fuori dal contesto. Bateson.proprio per la capacità di proiezione del rimosso o del particolare sfuggente all'analisi categoriale o tipologica . allora. di un particolare ambito (che viene in tal modo delimitato e messo. volontà forti di manipolazione e rimozione di fatti sociali ritenuti incomprensibili o disturbanti. procedono all'organizzazione di schemi condivisi. Deviazioni e "derive". noniche o prestabilite. urtarono talvolta un vecchio olmo (. 1984. fabbriche.) le zone delimitate fuori dal contesto possono servire a nascondere fatti sociali disturbanti. solo apparentemente immateriale. la definizione del "contesto" (come frammento delimitato e isolato del mondo delle idee) appare strumentale e necessaria per la comprensione. generando pressioni che tendono a mettere in crisi il sistema precedentemente organizzato. con le loro cortecce ricoperte dal muschio parevano mani inguantate di verde. quindi. è proprio l'estromissione del deviante (ciò avviene sia a livello materiale. come nella sfera. Bateson «per esistere (. e di conse14 Un brano tratto dal romanzo Nel Bosco. il lichene divorava il fusto un tempo vigoroso. Su alberi ancora più vetusti funghi giganteschi crescevano simili a polmoni.creano una struttura nella consapevolezza sociale che riproduce la divisione all'interno della mente tra conscio e inconscio. Le derive linguistiche (che possono essere rappresentabili anche tramite differenti modalità descrittive) possono rendere visibile la rete di forze che agiscono e strutturano il contesto territoriale. del politico. alle prassi consuete. se attuata tramite l'uso di tecniche rigide o basate su linguaggi scarni o impoveriti. e la crescita atrofizzata. . il binario dominante deve essere evidenziato dall'intero montaggio dell'attività. manicomi o mattatoi fuori dalla cerchia urbana). ma è estremamente pericolosa. dall'altro la stessa demarcazione rischia. Le scelte culturali e politiche nascondono. in un certo senso. allora. Hardy (1887). Milano.. Procedettero in silenzio su luminosi tappeti di licheni: a tratti fecero frusciare le foglie sotto i loro piedi. 132 79 . ai paradigmi dominanti. Una sacra unità. (in termini intersoggettivi). Feyerabend o Putnam le deviazioni linguistiche sono legate a rivoluzioni culturali.

attuata tramite il piano.tra il provvisorio e il definitivo .come sistema che interpreta il presente e il passato oltre al futuro . Questa si configura nel tempo come un sapere complesso. forse.. così come la trama del contesto. dell'analisi. riproducono soprattutto ciò che attiene alla sfera concreta e materica. obiettivo generale. di sintesi.. è il mantenimento della vitalità delYobjectum disciplinare: città e territorio si trasformano e tale trasformazione andrebbe.in base e attraverso la collocazione spaziale classi e gruppi dominanti. «Linguistica e biologia».) solo i contenuti storici consentono di ritrovare la rottura degli scontri e delle lotte che gli arrangiamenti funzionali o le organizzazioni sistematiche hanno appunto per scopo di mascherare. così orientata. e che la critica ha potuto far apparire attraverso gli strumenti dell'erudizione». 13 G . ma non definiscono. pur essendo incerti testi in continuo regime di provvisorietà. Segre (a cura di) Intorno alla linguìstica. solo una delle probabili intermedie decodificazioni e che non si può parlare. poetiche o esplicitamente problematiche. riferendosi al ruolo dei cosiddetti «saperi assoggettati».. specie nei piani che principalmente sono strumenti operativi. dalla sensibilità. Feltrinelli. conduce verso la riscoperta di incroci e contaminazioni che affrontino quel "complesso labirinto di interazioni" che efficacemente connota gli oggetti della nostra disciplina. Prodi. ma solo di differenti azioni interpretative. I costrutti linguistici disciplinari. le «catene traduttive». con caratteristiche di fedeltà e corrispondenza.saldamente strutturato mediante leggi e codici può essere contaminata dall'esperienza.in tale chiave l'incertezza manifestata è quella rassicurante.il linguaggio.guenza a designare . Uno degli aspetti più interessanti della costruzione del progetto è. memorie. così come da quelle particolari o da quelle più comuni e meno colte: in questo senso il linguaggio del piano. organizzata attraverso il linguaggio proprio della disciplina . saperi collocati al di sotto del livello di conoscenza o di scientificità richiesto. 80 . entro cui si aggregano differenti apporti e s'intrecciano diverse modalità di rappresentazione. a tale concetto va sommata. quello relativo all'antitesi/collaborazione tra saperi che possiedono una differente natura. in una prospettiva dichiaratamente fattuale. del quale proprio il piano . Linguaggi locali. per statuto. che non crea spaesamento. è spesso formalizzato attraverso modalità pragmatiche o affermative. Dunque i saperi assoggettati sono questi blocchi di saperi storici che erano presenti e mascherati all'interno dei sistemi funzionali e sistematici. C. di verità. Procedendo da tale quadro e cercando un superamento della sola visione critica. la trama su cui esso è edificato. che può ricondursi al dubbio "iperbolico" di matrice cartesiana senza considerare che forse è possibile fissare. questi appaiono costituiti «dai contenuti storici che sono stati sepolti o mascherati entro coerenze funzionali o in sistematizzazioni formali (. 15 alla base dei linguaggi e dei codici. attraverso il progetto. op. e la rifondazione collettiva. saperi gerarchicamente inferiori. spesso trattano la realtà rappresentata come fosse una struttura definitiva e solida . un'ulteriore specificazione: possono essere definiti «saperi assoggettati» «tutta una serie di saperi che si erano trovati squalificati come non concettuali o non sufficientemente elaborati: saperi ingenui. rappresentano il patrimonio su cui città e territorio si fondano. dall'emotività delle immagini elitarie della letteratura. della classificazione di tutte le forme viventi è essa stessa un modo di soggiogare. racconti.16 La ricerca. sempre secondo il filosofo francese. Steiner. di volta in volta. Esercizio impegnativo che rende necessaria la mobilitazione di dinamiche creative mirate al ripensamento e al superamento critico degli ordinamenti e dei linguaggi rigidamente tassonomici che classificano. oltre che una diversa articolazione. di dominare psicologicamente e tecnicamente. Nonostante l'urbanistica oscilli tra una sofferta accettazione di crisi e un soffocante delirio di onnipotenza ...si autolegittima come duplicato e specchio. cioè dal desiderio di trasformazione e dal residuo di ciò che ha avuto luogo. può essere costituito da immaginazione e memoria. sono fondate su sistemi di rappresentazione che. La nostalgìa. infatti. la propria capacità di rendere in modo esatto e circostanziato il mondo esterno. Foucault ha rappresentato tale tensione. E inevitabile che il pensiero analitico adulteri o distrugga la vitalità del suo oggetto». governata e compresa. Il linguaggio dell'urbanistica spesso sancisce. Ed è attraverso la riappa16 G . più volte distanti da un'espressività che include visioni allargate. 1983. né esprimono la natura delle cose: «l'ossessione occidentale dell'indagine. cit. M. Milano.

regionale. e si può affermare che la storia di una «lingua perfetta»20 o immutabile . soggettiva. sia nell'ambito delle specializzazioni delle differenti dottrine. Considerare l'apporto della letteratura e della poesia quale sistema di restituzione del mondo... sia.manifestando liberamente la sua endogena tendenza alla transitorietà ? M.paradossalmente . town. la registrazione delle suc17 cessive "speciazioni" linguistiche. 18 71 19 Durante il X X secolo sono stati attuati enormi progressi sia per quanto attiene la conoscenza. 20 U. e con il pluralismo delle lingue locali ? Non è dunque possibile che si includa.. in tale chiave. infatti. Dovremmo occuparci della preservazione delle lingue così come ci preoccupiamo dell'ecologia». cit. rappresenta la trama visibile che offre all'occhio. che possono essere considerati come sistemi olistici. revisione.è la storia di una utopia negativa. oltre all'espressività delle lingue letterarie e di quelle locali. "intersezione". raccontata dalle parole. Il piano è in condizione di accogliere e catalizzare i racconti dei luoghi. forse. osservando puntualmente. Ma tale ultimo processo ha prodotto . che spesso in urbanistica vira verso una banale omogeneizzazione. infatti. locale.ad es. 1992. Per questo. sull'intersezione e sull'equilibrio (anch'esso delicato e variabile) tra linguaggi locali e sovralocali. Bisogna difendere la società. e se abbiamo 4000 modi diversi di descrivere il mondo questo ci rende più ricchi. op. la leggerezza.veicola differenti valori semantici. ma è al contrario un sapere particolare. Le tecniche descrittivo-progettuali fondate sul dominio degli enunciati generalizzanti. che sono strumenti di creazione del mondo. lo studioso V. oppure eroso o desueto.nata per eliminare i difetti delle lingue naturali . andrebbe conservata la traccia dei passaggi lessicali. un sistema semiotico di comprensione del mondo. cite. la tendenza (disponibilità) alla trasformazione che sono potenzialmente connaturate alle lingue letterarie e parlate ? Le parole che descrivono il mondo come fosse una summa di categorie omogenee e indifferenziate.). tutelando sia l'eterogeneità idiomatica (rappresentata anche dall'etimologia o dalla declinazione di significati come ..quel sapere che chiamerei "il sapere della gente" (e che non è affatto un sapere comune. city. quotidiane. forse. forse. Eco. le storie locali. ville . nel linguaggio rigido e duro delle scienze. un buon senso. e al sentimento i sedimenti della cultura. non devono misurarsi coi linguaggi naturali. Los Angeles. ancora. di questi saperi squalificati. di questi saperi non qualificati o addirittura squalificati (. che si è operata la critica». l'economia rappresentano parziali e frammentate realtà.così com'è opportuno serbare le singole parole che appaiono come universi insostituibili. provvisorio ? Che ogni definizione è passibile di cancellazione. V. V. 83 .esaltando le potenzialità dei differenti modi e generi descrittivi . Si può affermare che occorre mantenere un'espressività complessa . Le parole e le storie raccontate che permangono e che si trasformano . Ivanov. vuol dire comparare criticamente le rappresentazioni del mondo che derivano da più ortodosse matrici con tali visioni globali e integrative. le contraddizioni.un moto che potrebbe definirsi retrogrado: alla specializzazione corrisponde. non devono forse accogliere e manifestare lo spessore emotivo che è proprio dello spazio e del tempo?19 La cultura è fondata anche sul linguaggio. nel contempo. V. la storia può essere. r998..il vocabolo "città" che nelle diverse lingue europee ciudad.oltre la loro debole apparenza portano le tracce delle storie degli uomini e dei luoghi. Milano. aggiustamento? Concetti come "diversità culturale". La lingua conserva le tracce dell'esperienza. e interpretando. Ivanov. Feltrinelli.. e. incapace d'unanimità e che deve la sua forza solo alla durezza che oppone a tutti quelli che lo circondano) . minimalista.considerando che la verità che viene espressa non è né pura. né immutabile. attesta: «ogni lingua costituisce un certo modello dell'universo. La ricerca della lingua perfetta.rizione di questi saperi dal basso.foneticamente e semanticamente . Stadt. la sociologia. 17 Possiamo allora immaginare e desiderare un linguaggio plurale ? Possiamo accettare ed essere consapevoli che qualunque linguaggio è. né definitiva . strategie auspicabili. University of California.è attraverso la riapparizione di questi saperi locali della gente. In tal modo la descrizione di ciò che attiene all'umano appare smembrata: discipline come per esempio la biologia. La contaminazione. Reconstructing the Past. vuol dire includere dimensioni come quella psichica. differenti idee urbane).. il caos ? Il linguaggio del piano può aprirsi . un sapere differenziale. la variabilità. una frammentazione della globalità del mondo e della sua complessità. anche quelli il cui senso sembra essere dotato di un campo semantico ristretto o non esportabile. Foucault. piuttosto che la purezza e l'omologazione linguistica sono. la memoria dei termini. esistenziale.. Intercom.18 a tale proposito. "contaminazione" andrebbero trasposti nell'ambito della ricerca sui linguaggi per la descrizione e rappresentazione dei fenomeni territoriali.

«Pianificare? E una necessità». come retorica che incarna l'altra faccia del linguaggio umano. individuale. F.è stata. che spesso sfugge al dogma scientifico. Jaca Book. come accade naturalmente nelle lingue parlate .in certi casi si può parlare di "antilinguiaggio". op.. Ma. che consente di integrare. estremamente impoverite.afferma infatti la filosofa tedesca .viene sublimato nelle sembianze di un'autorità superiore e sovrumana da cui deriva la sua forza assoluta e indiscutibile». Choay la città. a tutti i livelli: il linguaggio del piano è una delle manifestazioni in cui il potere si esplicita e si esercita.Il linguaggio del piano è soggetto a grande variabilità. vi è una stretta connessione. del 1946. III. 1998. sovralocale ed astratta. cit.di «ipotesi pseudo scientifiche». l'osservazione zenitale...come parte di sé lo spessore "emotivo" del mondo.privilegiando gli aspetti localizzativi o distributivi. Geddes. cit.. come suggerisce F. tecnica e tradizione. «The City Beautiful .«è il tratto comune a tutti i regimi totalitari del nostro tempo. e che lo annienta ..di un sapere che può definirsi storico. in G . aprile 1999. Sapere. variamente declinata. Indovina. consente di inoltrarsi all'interno del complesso labirinto territoriale «camminando attraverso». cultura.24 24 P. ha subito il «trauma della buona forma». all'esigenza classificatoria. tra linguaggi e codici scientifici e regimi impositivi: questi si avvalgono spesso . Come suggerisce H. op.per asserire verità e per esercitare il potere . Rieducazione alla speranza. e che. Questi fanno parte . perché spinge a riflettere su uno dei possibili utilizzi dei linguaggi scientifici: «questa scientificità» («scientificality») .per la loro natura fluida capace di ingannare la rigida categorizzazione del lògos scientifico . è una configurazione tendenzialmente incompiuta e aperta in cui transitano. Il linguaggio è dotato di profondità e risonanza e anche le lingue tecniche e scientifiche.23 Il carattere incerto dell'urbanistica. Choay. in Garden Cities and Town Planning. 21 Attraverso le «logotecniche»22 scarne e estremamente selettive degli urbanisti .per lo più distruttivo . Esplorare le elasticità degli strumenti urbanistici aiuta a riflettere anche sul fatto che essi sono congegni di manipolazione e di modificazione autoritaria dei contesti antropici.. Ma ciò significa semplicemente che il potere costruito dall'uomo . non considerando che l'organizzazione urbana dovrebbe travalicare questa dimensione.. nonostante ciò. lottano e si sedimentano esperienza.In Theory and Practice». 132 84 . locale. E il linguaggio del piano può tornare ad assumere . 1 9 1 3 . Arendt in «L'immagine dell'inferno». attraverso la modellizzazione e la rigidità linguistica. L'immagine dell'inferno. 22 21 la creazione di campi disciplinari "impuri". forse deve essere inteso come una qualità potenziale. negata la profonda natura della città ed è stata negata l'inesprimibile unità sociale e biologica che la lega al suo territorio . virando verso i modi del linguaggio del romanzo.. La città. a volte. Patrik Geddes planner in India 1914-1924. e forse sopravanzare.unità che a volte sembra insorgere prepotentemente da altre descrizioni . Milano. Ferrara. perché condotte verso la specializzazione e l'evidenza sono dotate di una feconda e persistente ambiguità. ancora. Tale estrema affermazione viene richiamata più che per il valore apodittico. con una coscienza inclusiva e con una visione che intende rappresentare in alcuni casi il minuto racconto degli eventi. all'enunciazione della verità assoluta. 23 Vd.attraverso l'inclusione di "contaminazioni" linguistiche e F. parziale. immaginare di fissarlo per sempre entro un genere o un'armatura tenace e perfetta significa annullare il valore della storia e proiettare la rigidità della visione utopica (che è davvero il non luogo e il non tempo) nello spazio e nel tempo. della descrizione letteraria. soggettivo. cit.

rendendo visibili o occultando nodi e problemi . «ogni qualvolta che in un modo o nell'altro affiora la questione della lingua. i segni decifrabili di ciò che intende dire». introduzione di F.con cui viene garantito un controllo tecnico e formale di spazio. Milano. Firenze tra topografia reale e immaginaria Il linguaggio tecnico dell'urbanistica . attraverso le parole che descrivono la città e il territorio si assiste ad un processo continuo ed ininterrotto: la città cambia insieme al "nome" 3 che la definisce forma. Per ciò che attiene alla formazione del linguaggio urbanistico . Le parole e le cose. Einaudi. Gramsci. consistenza. Progetto della forma urbis e progetto di civitas.viene comunque veicolato. ad un tempo. profonde. La capacità o l'incapacità di vedere attiene. Torino. esecuzione. cambia l'idea di civitas. mostra la natura insieme equivoca e assertiva del linguaggio. 1 In tal senso la "visione" (in senso humboldtiano)2 va intesa come capacità di integrare. profonde fusioni e unità che non è possibile scostare. parte attiva nel diagramma delle forze che determinano la realtà. Saramago in Cecità narra come la perdita della capacità di vedere spinga un'intera comunità. La formazione di un repertorio linguistico specialistico risente e partecipa sia degli avanzamenti delle discipline cointeressate. 1998.la prima immediatamente visibile. di immaginare. trama. ma alla superficie. costringendo in relazioni spiegabili.che rappresenta uno spazio in cui a volte. in ogni disegno urbano e territoriale. 3 M. è un segreto. mutano i rapporti con le risorse. r978. in quel caso. che delle condizioni esterne dei contesti: in tal senso espressione linguistica e contesto sono legati da una relazione co-evolutiva. (Firenze). . la perdita della vista è espressione metaforica dell'ignoranza della percezione. Tramite il convenzionale disegno di ciò che appare dello spazio vissuto . tempo. affermando che esso. dell'inabilità di vedere etica. BUR. o dal simbolico . Un'archeologia delle scienze umane. inesorabilmente e progressivamente. von Humboldt. complessive che si ampliano oltre il "segno" permanente o effimero sul territorio. Forma e ideologia. ha acutamente osservato che vi è un nesso tra il dibattito sulle questioni della lingua e la questione dell'egemonia. la necessità di stabilire rapporti più intimi e sicuri tra i gruppi dirigenti e la massa popolare.appare di grande interesse il passaggio dalla città storica a quella con2 Si rimanda a «Il pappagallo degli Atures». continua sotto forma diversa ad essere il luogo delle rivelazioni e ad appartenere allo spazio in cui la verità. specificamente tramite le parole del piano. pertanto. di estraniamento. è manifestazione di deresponsabilizzazione. verso il più tetro abbrutimento. Scandicci. il linguaggio è. le questioni "linguistiche" quali strumenti interpretativi e generativi dei contesti.sulla formazione dei contesti umani. Barcellona. nel contempo influiscono . significa che si sta imponendo una serie di altri problemi: la formazione e l'allargamento della classe dirigente. Foucault. il sociale appare separato dall'economico. oltre la pura visibilità: visioni etiche.1 nel '47. la seconda più implicita e latente. non è per questo separato dal mondo. pubblicati per la prima volta a Tubinga nel r8o8. gestione. e i problemi teorici ad essi direttamente collegati non sono affatto marginali. 1975. partecipazione. procedure . diagrammi e grafici: in tale chiave di lettura dunque. ad ambiti soprattutto immateriali e simbolici: J. cioè di riorganizzare l'egemonia culturale».3 Parigi. 87 73 . si manifesta e si enuncia». Quadri della natura. si modificano i rapporti tra comunità insediate e Terra. cioè sul rapporto di dipendenza tra le classi sociali più basse e quelle dominanti: è soprattutto in questo senso che la riflessione sulle tecniche linguistiche trascende l'aspetto puramente speculativo e. comprensione. e appartenente ad una "visione" non prioritariamente materica . trasformare e vedere.agisce per riduzione. La Nuova Italia Editrice. attraverso le trasformazioni verbali. natura. assai più profonda e grave di quella strettamente ottica. sia di molteplici e diversi apporti culturali. ed anche a proposito della capacità di generare visioni dell'urbanistica. A. quindi anche «se il linguaggio non somiglia più immediatamente alle cose che nomina. un contenuto ideologico e simbolico.sono intrecciate e presenti in ogni strumento di pianificazione. Gramsci. e trasferendo sfumate e indefinite qualità immateriali in legende. Il linguaggio possiede un ruolo preciso nel processo continuo di rifondazione urbana e territoriale. Quaderni dal carcere. il quale porta in sé. in tale accezione. pur avendo «smarrito la propria trasparenza prima.fornendo soluzioni. A. dunque. Farinelli ad A. sono strettamente collegati. In altri termini le architetture linguistiche vengono influenzate e.

Vengono. piuttosto che tramite una competizione elettorale democratica.ed è questo uno degli oggetti di riflessione . sia la rivelazione di nuove identità territoriali.operaio. obiettivi. insieme a modalità espressive proprie delle lingue naturali o parlate.tramite un'azione complessa compiuta in forza di un'intenzionalità politica5 resa G . Le rovine. Macchia. E riflettere sull'intenzionalità politica come radice del progetto urbanistico mira a comprendere per. Da questo punto di vista Parigi. sono davvero pochi i momenti in cui la città appartiene agli operai e ai proletari (ad es. come quello ambientale . 8 proprietari e solo uno . edificando una struttura scientifica innovativa e stabilendo nuovi confini: per la città e per il piano. culturali) interdipendenti vengano messe in atto per attivare e portare avanti i processi. Tale relazione. se scelta tra le varie città dello stato durante o dopo la sua costruzione.andrà sempre più verso la struttura notazionale. Ciò focalizza l'attenzione su una particolare categoria di attori sociali. e tale passaggio può venire emblematicamente rappresentato proprio dalla riforma del rapporto tra città e territorio. culturali. La città cambia e va continuamente rifondata. 5 4 operativa per mezzo di un progetto urbanistico unitario. chi siano e in che maniera agiscano i soggetti coinvolti {planners.anche se in epoca contemporanea è interpretabile attraverso inediti paradigmi. "fondata" se creata ex novo.dell'urbanistica come scienza.tra Ottocento e Novecento .temporanea. tramite cosa e a favore di quali gruppi. I linguaggi di una scienza in formazione. qualità che va oltre la sola istituzione amministrativa o giuridica. attivate strategie interpretative per codificare e gestire differenti realtà urbane. "designata". solo in alcuni casi supportato da una solida impalcatura teorica. i cui interessi materiali erano sempre più legati al mantenimento della macchina statale. Confusione. e ciò accade anche per il tramite delle descrizioni e degli enunciati teorici e concreti che tentano sia la riconfigurazione di unità perdute. organizzazione) possedute dalle strutture scientifiche di fondazione. Con le successive stabilizzazioni e configurazioni degli statuti disciplinari. città principali di uno stato.. ancora ampiamente presente. economiche. contro. infatti. 31 banchieri e professionisti. Anche in questo caso emerge uno dei temi ambigui dell'urbanistica dell'Ottocento relativo alla distanza tra enunciato e realizzazione: viene. tale interessante incrocio tenderà a sparire. mentre si edifica una città aristocratica e borghese. In urbanistica (come in letteratura) le descrizioni urbane e territoriali . Evidentemente Parigi. chiarezza. 36 industriali. Grave perdita che ha .acquisendo «un volto solenne»4 . si basa sulla convinzione che i linguaggi su cui tali forme sono costruite compendi le forze (sintesi. tempi.. Barcellona e Firenze si configurano come ideali e concreti laboratori di sperimentazione. acquisisce un potere per delega dall'alto. Zola ne La curée per esempio. dalla seconda metà dell'Ottocento. infatti. a Parigi nel racconto di Courbet. Nella capitale francese tale fenomeno è espresso già a partire dalla designazione dello stesso Haussmann che. Ajmonino nel 1975. o diritto di cittadinanza siano appannaggio di gruppi ristretti ed economicamente dominanti. Fin dalla metà del X I X secolo la disciplina organizza se stessa intorno a tale centrale nodo. Una capitale può essere "originaria". Firenze e Barcellona possono essere definite città capitali.in tutt'e tre le città oggetto dell'Antologia.un'azione di mantenimento e creazione continua. i "manifesti". verso un progressivo impoverimento ideativo e verso la perdita di immaginazione intesa come capacità di informare e trasformare creativamente. se è essa stessa matrice dello stato. Lo studio della Parigi haussmanniana. le rivoluzioni. fraintendimento. a Barcellona nel '36 nel racconto di Orwell). ab89 132 . op. risorse (biologiche. sono caratterizzati da incisività e spesso formalizzati in antitesi con i linguaggi precedenti. sia urbanistica che letteraria.se pur incerta e fluida . politiche) si costruisca tale volontarietà. Come afferma C. propagandata la volontà di creazione di una città per il popolo. l'amministrazione pubblica dell'epoca era correlata alla classe borghese. Le tre città evocate attraverso questa antologia sono pure accomunate dall'essere o dall'essere state "città capitali".dal 1869 . cittadini) e quali azioni (politiche. e tali trasformazioni sono tradotte con un linguaggio che integra la spiegazione specialistica con l'aspetto descrittivo. evidenzia quanto accesso alle cariche pubbliche. oggi come duecento anni fa .. espressività. verso il lògos e il nómos. raccontata da E. modi. In epoca post ottocentesca il linguaggio urbanistico .appare cruciale e non risolta. Ma l'essere "capitale" comporta .con le dovute peculiarità . e con la formazione . trasformazione e slittamento sono successivi e rappresentano una fase intermedia che anticipa le riorganizzazioni della percezione.registrano e producono il grande cambiamento della città alla ricerca di un nuovo e più ampio ordine. A Parigi la composizione del Consiglio Municipale è emblematica: durante la prefettura Haussmann dei 1 1 4 membri nominati 38 erano funzionari di alto rango. nominato direttamente da Napoleone III. L'attenzione alla descrizione ottocentesca. E in tale chiave che si intende rileggere un processo comune alle tra città osservate: durante la metà del XIX secolo esse vengono rifondate .parole e immagini verbali e visive .a volte . politici.condotto la disciplina verso astratte modellizzazioni. cit. efficacia. tale struttura elitaria di potere è presente . verso la registrazione nomotetica.

strumenti capaci di accogliere. tutti gli altri ruotano intorno al racconto di Zola. 91 . In tal modo la città converte il valore d'uso in valore di scambio. la fagocita e la inghiotte. uno o più testi chiave. le relazioni sociali degli abitanti. ma se gli stessi oggetti vengono considerati come merci . Sica. in Les Rougon-Macquart.si manifestano altre proprietà che trascendono dalla natura materiale dell'oggetto: come afferma Marx ne II Capitale «una merce è perciò una cosa misteriosa. ribadendo che le diverse forme narrative (il piano e la descrizione letteraria) possiedono complementari potenzialità non antagoniste essendo. Zola. alcuni elementi propri dell'intreccio tra luoghi e abitanti. perché la relazione dei pro6 7 K . in particolare il frammento letterario. op. in termini ideali. Ciò che interessa ricostruire non è una descrizione ordinata delle fasi storiche. come proiezioni del desiderio . per la quantità delle informazioni e per la modalità con cui queste sono espresse. Paris. che va decifrato insieme ad altri sistemi di interpretazione. a livello del disegno urbano tale lievitazione dell'articolazione commerciale si traduce in passages e arcades. modalità che rende più evidenti i nodi irrisolti. il brano (incluso nell'antologia) mette in risalto quanto la descrizione letteraria sia in grado di rendere gli aspetti qualitativi e quelli quantitativi. che la accoglie. poi . dispiega il suo valore in ambito qualitativo e quantitativo. Parigi Il testo di riferimento per Parigi potrebbe essere La curée. evidenziando. il pendolarismo dell'immensa e omologa folla che ogni giorno . Marx.8 Fino a quando ci si occupa di oggetti e manufatti dal punto di vista della loro utilità emergono alcune caratteristiche. Un eloquente esempio: Zola ne L'ammazzatoio restituisce un'immagine di grande interesse a proposito delle dinamiche demografiche nella Parigi haussmanniana. Robert Laffont. suggerita al lettore e la scelta dei testi già contiene e anticipa alcune delle tante possibili interpretazioni. fa sì che i piani di quel periodo possano essere letti come teorie scientifiche e contemporaneamente come utopie letterarie. per esempio. Il contatto ancora esistente tra linguaggio scientifico e letterario durante l'Ottocento. anche se non sempre concordi o coerenti con quanto affermato dal romanziere francese.6 In tal senso i compratori della bottega della comunità preindustriale sono sostituiti dalla folla eterogenea e fluttuante della metropoli postindustriale. 1992. durante la Rivoluzione. appunto. Le tre città oggetto di riflessione vengono osservate attraverso l'impronta che traspare dai testi che le hanno descritte e generate. le incoerenze. la memoria e le "voci". gli avanzamenti degli statuti.. Histoire naturelle et sociale d'une famille sous le second Empire. divenendo essa stessa merce. Ogni regesto costruito su ciascuna delle tre città possiede.mirate alla costruzione di una città che sia. come una «immane raccolta di merci». oltre la storia. la dinamica dei luoghi.caratteristica che ogni forma di piano potenzialmente conserva . semplicemente perché in essa il carattere sociale del lavoro umano appare come un carattere oggettivo impresso sul prodotto di quel lavoro. Più che fornire un'interpretazione univoca si vorrebbe. a partire da cui egli possa provare ad avviare una "conoscenza per citazioni" (e per questo meno gregaria e frammentata)..bandonando la descrizione icnografica e la sfera della physis. prima accuratamente rimossa e poi solo successivamente recuperata. I. Ovviamente è già presente una traccia. vale a dire nel tessuto connettivo che mette in rapporto tra loro proprietari di beni di consumo o di mezzi di produzione non destinati al consumo o all'impiego produttivo da parte degli stessi proprietari. nel r878 se ne possono elencare circa 80. forse. Torino.si riversa sulla grande città. il Direttorio e sotto l'Impero se ne istituiscono altri. 1 9 7 5 . con un ulteriore incremento durante la Restaurazione e il Secondo Impero. cit. Einaudi. spazio in cui predomina il modo di produzione capitalistico e che pertanto si offre.inserendoli in un contesto di scambio . P. condensare e trattenere le elaborazioni culturali e teoriche. Le Ventre de Paris. La curée tratta un tema significativo relativo alla città che sacrifica parte del suo originario valore simbolico. che permettono il trasferimento della vita sociale in strada e consentono di utilizzare al massimo l'illuminazione artificiale. verità parziali ed interpretazioni diverse . integrandoli.1 sequenze di negozi coperti. trasformandosi in "mercato". Storia. A Parigi il passage de La Reine-de-Hongrie è aperto nel 1 7 7 5 . prima ancora che realizzabile. interamente immaginata. Questi frammenti raccontano una fase im132 portante dell'evoluzione urbana e insieme rappresentano. Il Capitale. componendo anche una propria rilettura dei luoghi.. 8 É.all'alba .tramite l'accostamento di linguaggi.fornire al lettore di città una trama.

sintetizza efficacemente I. è la città stessa. Considerare la casa come nucleo originario della progettazione urbana è prassi consueta.. teoriche. focalizzano l'attenzione sui requisiti qualitativi e quantitativi della residenza. trama ortogonale o regolare degli isolati è il perfetto ordinamento di sostegno che consente di distribuire sul territorio gli abitanti. egli tiene in grande considerazione solo alcuni luoghi della Parigi preesistente. ciò che emerge . inoltre la partizione regolare esprime un "magico" equilibrio formale e sociale. 10 Tornando al testo di Zola. nel contempo.. «l'unità essenziale urbana non è il quartiere.in termini generali è la variazione del legame città/territorio e comunità/luogo e.quale unità di base . L'intervento urbanistico nel suo complesso viene mediato . op. La Parigi di Haussmann ne è forse l'esempio emblematico: il prefetto della Senna. il mercato. Questa modalità di lettura del contesto permette di calibrare gli interventi e. definisce «la patria come un insieme di tante famiglie» o di F. Per comprendere quali dinamiche siano sottese all'affermazione della borghesia come gruppo dominante occorre riflettere sulla formazione della città capitalista . come le elaborazioni teoriche di Voltaire che. 92 93 I . il diverso rapporto con la produzione prima considerata come «sforzo corale diretto al sostentamento della comunità» poi trasformatasi in «approntamento di merci dirette al10 L. ma l'isolato. Come racconta Zola in La curée. Anche a partire da tali reiterate considerazioni si manifesta una discrasia tra città nel suo complesso e città per frammenti: nella città ottocentesca. come . op. inventerà l'automobile.come addizione di parti .forma più semplice del raggruppamento sociale. di esercitare una sorta di supervisione sull'intera struttura sociale: il nucleo familiare stabile (cui corrisponde specularmente un alloggio con precise caratteristiche) è la cellula base che assicura l'ordine morale precostituito e che allontana promiscuità e disordini. osservando sia il ruolo del capitale nell'organizzazione urbana. Cerdà nella Teoria General de la Urbanización del 1867. descrivendo le città come luoghi malsani dove non si trova più spazio da occupare. La 9 G . Le Play che studia la struttura sociale a partire dalla famiglia . Macchia. dove l'elevata mortalità è diretta conseguenza dell'angustia delle vie. Istituisce il modo di investire cospicui capitali nella costruzione di abitazioni guadagnando come e più che investendo fondi in qualsiasi altra industria. più specificamente da un lato. ma fra i prodotti del loro lavoro». selettivo e «grande demolitore». poi.. operative e contingenti. le funzioni. costruita durante la seconda metà del '600 grazie al «genio di Perrault».è guidato da un preciso modello ideologico e stilistico: metabolizzando alcune idee mutuate dagli scritti di autori come Voltaire. come scrive proprio Voltaire nel 1749. Il prefetto Haussmann . Tale ambivalente funzione si istituzionalizza nella formazione della grande metropoli contemporanea. coincide con il luogo d'esistenza della materia prima... legata a ragioni simboliche.da sottoporre a normativa specifica . come in quella contemporanea. come nota Mumford. egli inventa l'alloggio. Le rovine di. progettato in funzione di un'arteria del traffico». ripetibile.. l'alloggio è il prodotto finale della catena di produzione.animato da vis riformista . Tale modo di intendere la città . misurabili e quantificabili. assicura un controllo collettivo centralizzato. rapporto critico che intercorre tra popolazione insediata e superficie. 30 anni dopo. In particolare l'isolato diviene l'elemento minimo. cit.il sistema delle strade e gli alloggi. La città. standardizzato e omologo . Germain l'Auxerrois. Hastings. alla stessa stregua di Ford che.dove si afferma un sistema di valori che può essere definito "concorrenziale" e "accumulatilo" .si avvale di altri paradigmi e apporti disciplinari.. cit.per esempio . i rapporti tra gli individui appaiono dunque «non come rapporti immediatamente sociali tra persone nei loro stessi lavori. il verde..dall'intervento sull'alloggio: autori come Engels. nel ^ 6 4 in Dizionario filosofico. contrapponendosi alla tortuosa forma urbis medievale. La maglia regolare consente di prefigurare una tipologia residenziale standardizzata: la fase del progetto e della costruzione si «semplifica come il montaggio di una macchina». Proprio durante il X I X secolo il governo della città che tende ad espandersi in maniera indeterminata. ad essere la filiera produttiva: il suolo trasformabile è la materia prima.tramite cui esercitare il controllo sulla dislocazione intenzionale delle classi sociali e sulla densità. luogo in cui (secondo l'interpretazione dell'urbanistica ottocentesca) si manifestano patologie e disordine morale. ma anzi come rapporti di cose tra persone e rapporti sociali fra cose». Mumford. come il medico francese F. tra questi la piazza di St. rende necessaria la ridefinizione del ruolo di componenti dalle dimensioni controllabili.ripartito . Lachaise (rispettivamente nel 1844. dell'altezza della case e del sovraffollamento. 1858.duttori con la somma totale del loro lavoro è presentata ad essi come una relazione sociale esistente non tra essi.9 promuove l'industria fondiaria. 1832) o Marx che ne II Capitale afferma «anche la classe operaia che sta meglio viene colpita sempre più dalla maledizione di queste indegne condizioni dell'alloggio». dunque. sia il ruolo della città stessa nell'economia capitalista.

degli spazi comuni o semipubblici. prive di giardini13 e di spazi aperti per il gioco dei ragazzi.a proposito del rapporto tra progetto urbano complessivo e progetto della residenza .-F. Enciclopedia Einaudi. Forma urbis e nervatura edilizia vengono elevate . credo molto saggiamente (. del mercato. Rilke o le descrizioni estreme e stridenti di L. 12 11 mentale e una totale omissione o negazione quando la verità veicolata dal racconto si configuri come potenziale e destabilizzante fattore critico di denuncia civile (si vedano i frammenti di Rilke. le case.) Abbiamo diviso L' Hotel Dieu in venti edifici particolari (. lo spazio trasformabile che diviene centro d'interesse. Bianchini. quindi.dotati d'indubbio vigore retorico . per esempio. Altri autori. precisamente la città materiale.. però. abitazioni degradate dal punto di vista igienico. di M. mira alla riforma sociale principalmente sulla scorta di trasformazioni fisiche e morfologiche. vd. per la sua capacità di rappresentazione integrata e dinamica dei fenomeni. non più feudale. inserite in strade tetre e in vicoli desolati. 9. mettendo in evidenza 1 risultati aberranti del modello. voi. Celine 0 Verne relativi a Parigi.. In tal senso.a variabili principali e indipendenti. dando forza o evidenziando le debolezze delle scelte istituzionali e dei modelli proposti.strumentalmente . La disciplina ottocentesca dichiara . Lavielle.11 dall'altro il frazionamento della proprietà fondiaria.dopo questa assoluta e pericolosa sostituzione in cui le merci prendono il posto di uomini e donne . mai 1995). un problema irrisolto:14 all'ipertrofica attenzione indirizzata nei 13 La trasformazione del modello medievale contempla saturazione e modificazione del ruolo del cortile e. Vienna. 1993. Verne.. allora. Einaudi. i proprietari locatori. romanzi e testi disciplinari aiuta a riflettere sulla discrepanza esistente tra il modello urbano enunciato e quello realizzato. Da quel momento in poi . scrive Mercier. (. Celine. Un'ulteriore contraddizione . dall'altro i frammenti graffiami e antiretorici di J. Rilke.. la penetrazione di aria e luce. G. descrivono la medesima realtà evitando. Aristide Rougon. Delon. oltre a Verne.è evidenziata dallo slittamento esistente tra gli enunciati dell'urbanistica e le narrazioni di Zola. il suolo. immagina una Parigi ideale ormai risanata. New York.possono assumere rilevanza politica. Dossier in Magazine littéraire. in Paris des écrìvains. Nonostante tali formulazioni teoriche della nascente disciplina. orientando azioni e strategie: si suppone che tramite l'intervento regolarizzatore sui tracciati. La discrasia tra apparati teorici e descrizione letteraria manifesta. da un lato gli scritti di S. pensiamo semplicemente che questa è destinata al popolo. sul potere. A tale proposito può essere interessante mettere a confronto.caratterizzate da una particolare trasparenza e brutalità. nome di battaglia di Aristide Rougon. che rilevano i fallimenti della prassi. 14 La comparazione tra alcuni frammenti tratti da racconti. soprattutto. Berlino. l'interessante saggio «Le premier piéton de Paris». riesce ad entrare come impiegato all'Hotel de Ville e a "studiare" i segreti dossier delle future trasformazioni della Capitale. ma ben indirizzata. la rarefazione del tessuto. nonché il ruolo e le relazioni interpersonali tra i nuovi attori sociali ed economici. Zola nel 1877. «vedrete alcune demolizioni che abbiamo fatto. tramite il sapere. Torino. La curée è il racconto esplicito di una sostituzione: estremizzando. tale ruolo oscilla tra un'interpretazione struM. 1980. «Merce». In tal senso la descrizione letteraria può essere osservata criticamente da più angolazioni e non solo. o Rilke. Celine. in Dictionnaire d'Émile Zola. «Venite a passeggiare da quella parte». Aristide alias Saccard si avvantaggia della politica dei Grand Travaux voluti da Haussmann per costruire una delle maggiori fortune dell'Impero. di appellarsi alla declamatoria elocuzione dei modelli istituzionali e ortodossi. V. M. grazie all'intervento di suo fratello Eugène.l'arricchimento privato». ma i risultati sono abbastanza distanti dall'enunciato ufficiale. in seguito i soggetti sono le cose. Un aspetto interessante è infatti legato all'esplorazione del ruolo che di volta in volta viene attribuito (alla testimonianza letteraria) dal potere. Gourdin-Servenière. in L'an deux mille quatre cent quarante.) attraverso questo accorgimento l'aria cattiva che questa voragine di orrori esalava. governata da una monarchia equanime. come mostra È. si possano risolvere problemi sociali. gli speculatori (Saccard12 de La curée.di voler ripensare la città in funzione delle problematiche che a f f l i g g o n o la popolazione insediata più debole. guidata da una illuminata Ragione (dall'ideale illuministico certo di agire.tutto ciò che attiene alla sfera del sociale nel progetto urbano dovrà essere richiamato a forza e con fatica. Tali testi . quelli acutamente drammatici di R. bensì dalla "mano invisibile". in generale. Paris.. all'organizzazione capitalistica del lavoro. in primo luogo Zola.e successivamente di Perec o Pennac . come notano C. Celine . si trova dispersa e non è più pericolosa per la capitale». Robert Laffont. Becker. in quanto portatore di un senso e di una logica economica che non dipende dalla sola volontà degli uomini.in termini riformisti . ispettore delle strade all'Hotel de Ville). come gli imprenditori che lottizzano e rivendono gli immobili. i sublocatari. tra l'altro. nella Parigi prehaussmanniana i soggetti sono gli uomini. così come alcuni brani di Vàzquez Montalbàn a proposito della «limitazione del pensiero critico» e del rapporto tra conservazione e trasformazione a Barcellona). La disciplina ottocentesca. ne L'a?nmazzatoio. Hugo.. dei de Goncourt. si andavano infatti sviluppando a Parigi. Balzac. legati. e quando diamo qualche festa pubblica.) Abbiamo disposto l'Hotel de Ville di fronte al Louvre. È interessante evidenziare quanto e come l'esperienza diretta dell'intensa 132 95 . Mercier che nel 1 7 7 1 .

come vento e insolazione. talvolta semisolate.è primario e direttamente proporzionale all'ipertrofica crescita del tessuto urbano. Gli esiti di tali modi di vita . M.confronti della progettazione della residenza e della viabilità non corrisponde né una eguale cura nell'elaborazione di un'idea complessiva di città che contempli la partecipazione del popolo quale soggetto attivo. a volte solo strumentali e demagogici . Mumford. con una fangosa aiuola davanti alla casa o un albero nello stretto cortile posteriore viene fatta passare per decoro è ed altrettanto deprimente che la franca sporcizia dei quartieri più poveri». l'età delle invenzioni e della produzione di massa ebbe poca influenza sul modo di abitare degli operai e sulla comodità delle abitazioni. l'angina. di estrema tensione.che trapelano dai brani dell'antologia . Alla costruzione di un'immagine sociale conforme e rassicurante concorre anche un altro obiettivo retorico. alle aliquote delle malattie dei lavoratori urbani confrontate con quelle dei lavoratori agricoli. Salomè. aspettano il colpo terribile. Garzanti. Si ribadisce. dove vivono gli artigiani meglio pagati e gli impiegati. stimolata dai rapporti concorrenziali. senza suono. lo lega al proprio focolare in seno alla propria famiglia».16 Al di là dei confortanti enunciati di principio . 15 L. più laborioso. qui. in cui il fiume è descritto come una sorta d'inquinato asse funzionale. da ad un frammento da L'ammazzatoio in cui viene evocata una passeggiata domenicale sul lungosenna. obiettivo del costruttore (la cui figura . sia nelle lettere scritte per L. i getti d'acqua ricadono. tra i promotori della legge del 1 3 aprile 1850 sul risanamento dell'edilizia insalubre. in un certo senso.si possono comprendere anche interpretando le statistiche relative al tasso di mortalità degli adulti. Balzac descrive una desolante e ventosa periferia urbana. L'immagine di tale tipologia di alloggio contrasta apertamente con quella divulgata dalla disciplina.15 Attraverso i frammenti letterari emerge un ulteriore nodo problematico: l'antinomia tra città ottocentesca e natura. opponendosi all'idea di Napoleone III propenso ad un intervento diretto dell'amministrazione nella costruzione degli alloggi. i volti tutti raccolti negli occhi. tale tema appare magistralmente affrontato da E. come un luogo contraddittorio e opprimente: «la strada da tutte le parti cominciava a puzzare». il vaiolo. la scarlattina. dirà nel 1893 lo stesso prefetto della Senna. 1974. Torino. Tutti ristanno. Milano. «le cose illuminate erano velate di nebbia come da una cortina grigio lucente. forse non tanto inquietanti e caratterizzati da una natura meno formale e controllata o del tutto assente. e ancora: «ma c'è. afflitta da patologie organiche come il rachitismo nei bambini. L'introduzione della rubinetteria di metallo. I quaderni di Malte Laurids Brigge. nessuno si muove. caratterizzata da tuguri degradati «dispersi in quel vallone».in un certo senso . Senza suono un cornicione nero comincia a muoversi. e un'alta parete dietro la quale il fuoco si leva furioso s'inclina. Questa viveva in condizioni di miseria. Il bisogno di natura in città . favorite dal sovraffollamento degli ambienti e dalla mancanza di sole.tra le categorie dei lavoratori meno abbienti. Così è qui il silenzio». ma potrebbe rappresentare un potente mezzo per innescare processi autocritici e dinamiche di feed-back. È abbastanza chiaro che la vis riformista ottocentesca nasconde un modello rigido e socialmente repressivo: anche i modesti benefici concessi dal sistema alla classe più debole sono finalizzati a garantire. La città è rappresentata.si confonde con quella di planner in quanto gli viene attribuito un ruolo non di solo realizzatore. mirato ad incrementare la proprietà degli alloggi . La cultura delle città. il tifo. quindi. ma di interprete dei bisogni) era di raggiungere un minimo di decenza facendo a meno dei requisiti che dovevano invece garantire igiene e qualità delle abitazioni. 1999. si traduca e trasferisca nella vibrante scrittura del poeta praghese Rilke. il funzionamento della macchina produttiva. Grigio nel grigio». Rilke. si trasforma in un percorso nostalgico della memoria che rammenta vite vissute in altri luoghi. compiuta da un gruppo di operai inurbati. quindi. Io credo che nei grandi incendi arrivi talvolta un istante cosi. fondata sul controllo del clima e sulla disposizione ordinata degli isolati. come ricorda Mumford. le stufe a gas furono migliorie messe alla portata delle classi medie e alte dopo il 1830. afferma che «la proprietà porta con sé una qualità preziosa: rende l'operaio inserito nell'ordine sociale. il valore potenziale della rappresentazione letteraria quale strumento di denuncia sociale e sistema per verificare le decisioni prese in ambito istituzionale: il racconto letterario andrebbe preso in considerazione nella formazione e nella revisione dell'idea progettuale non solo se conforme con la visione canonica del potere. pianificata) dalla libera concorrenza: «occorre lasciare all'attività privata. il compito di riconoscere i reali bisogni del popolo e di soddisfarli». Così la città haussmanniana è regolata e normata (e paradossalmente. mostrando nodi problematici occultati o rimossi. Inoltre. né un concreto tentativo di orientare le case e le strade in funzione dei fattori ambientali.come strumento di «redenzione sociale» come scrive de Melun. il sistema collettivo di acquedotti e di fognature. lassù. ne L'ammazzatoio. dei bambini. talvolta a schiera. Edizioni di Comunità. le malattie della pelle. 16 In Un episodio durante il terrore. soprattutto. e con la testa insaccata fra le spalle. sia in alcune opere letterarie. Questa semplice e quotidiana esperienza. in nessun «momento della fase paleotecnica» furono alla portata della gran massa della popolazione. ma. allontana le distrazioni funeste. Zola. del 1 8 3 1 . il gabinetto con l'acqua. qualcosa di più pauroso: il silenzio.parzialmente affrontato dalla disciplina con l'istituzione del Parco pubblico . 132 97 . i pompieri non si arrampicano più.a volte fecondati dalla forza ideale dell'utopia. fondatore della Societè d'Economie Caritable. De Melun. R. come nota Mumford «la grigia malinconica pulizia delle abitazioni più rispettabili. In termini complessivi. cattolico e conservatore francese.. nel 1875 . A tal proposito si rimane brutale Parigi del primo decennio del Novecento.

I >a Londra di Defoe e la Parigi di Balzac17 sono forse le città europee dove tale incoerenza è più manifesta. Le soluzioni proposte intendono risolvere tali nodi tramite interventi materiali che agiscono indirettamente, e rozzamente, sul corpo sociale. Significativi, soprattutto se comparati con le registrazioni che traspaiono dai romanzi, sono le affermazioni di M. A. Laugier che critica apertamente la bolgia, il dissesto e l'irregolarità sostenendo che in nessun luogo un tale squilibrio è più tangibile e spiacevole che a Parigi, città in cui occorre intervenire per evitare la confusione della folla creando "viali" e strade numerose, larghe e perfettamente rettilinee, o certi scritti del già citato Lachaise18 che riflette sul parametro chiave della densità, o alcune pagine di E. Muller che, nella seconda metà del XIX sec., identifica Parigi come area critica in cui il problema dell'abitazione operaia - affrontata in "tutti i paesi civili" - non appare affatto risolta. Le idee portate avanti durante gli anni del Secondo Impero sono apparentemente semplici e, come provocatoriamente sostiene I. Insolera, «il contributo dato da Haussmann al panorama di Parigi finisce per essere tutto e solo compreso nelle dimensioni dei suoi interventi: è il fattore quantitativo stesso che si impone obbligando nella dimensione delle nuove prospettive dei concetti figurativi del tutto analoghi a quelli con cui Perder e Fontaine erano riusciti a controllare i loro limitati percées».19 Tra gli obiettivi concreti la sostituzione delle funzioni residenziali con quelle commerciali e terziarie,20 la conquista e il controllo delle aree centrali - prassi costante portata avanti dai gruppi egemoni - , l'appropriazione di parte del patrimonio culturale - cui viene riconosciuta una valenza sovrastorica - che viene reinterpretato e caricato di valori
17 Vd. il saggio di P. Citron, «Scènes d'un visionnaire», in Paris des écrivains, Dossier in Magazine littéraìre, mai 1995. 18 «Dall'agglomerarsi delle case e dalla loro eccessiva altezza deriva necessariamente che il sole non penetra che per poco tempo in alcune strade (...) si può considerare questa mancanza dei raggi del sole come causa reale dell'umidità della città. (...) Se si cercasse di fissare sulle tabelle della mortalità il rapporto proporzionale dei decessi di ciascuno dei 1 2 arrondissments, si troverebbe che la loro quantità è tanto più alta quanto la superficie degli arrondissement è maggiore (...) vale a dire, che in generale sembra che la mortalità sia in ragione della ristrettezza delle strade, dell'altezza delle case, della costipazione degli alloggi», C. Lachaise, Topographie medicale..., op. cit. 19 I. Insolera, «Aspetti e problemi...», op. cit. 20 Vd. J . Verne, Paris au XX' siècle, Hachette, Paris, 1994. Lo scrittore rappresenta l'ipertrofia dei luoghi del potere centrale all'interno dello spazio urbano; la sostituzione del tessuto residenziale è lo specchio di pesanti trasformazioni sociali: l'espulsione delle categorie deboli, l'esaurirsi dei processi autorganizzativi della comunità medievale, l'appropriazione della città da parte della borghesia.

borghesi, l'isolamento degli edifici monumentali e pubblici dal tessuto canceroso e malato della città, descritti da Balzac. In tale quadro il Louvre, Notte Dame, l'Hotel de Ville diventano punti d'eccellenza, e descrivono una «città concepita come rete di istituzioni»,21 una costellazione di stelle fisse - eminenti e visibili - da connettere per mezzo della viabilità sovrimposta, considerata alla stessa stregua dei monumenti.22 Alle architetture commemorative esistenti, poi, si aggiungono nel tempo nuovi ed estranei landmarks, rievocativi solo per i gruppi di potere, come gli archi di trionfo, monumenti nuovi e senza memoria, come la colonna Vendòme,23 segno visibile della trasformazione del tessuto, del diverso senso attribuito alle piazze urbane e, nel contempo, luogo elevato da cui osservare la nuova città priva di limiti descritta da Hugo o Zola, una città rifondata, in cui come afferma J. Verne, «non ci sono più case, solo strade»,24 dove «gli edifici avevano sfrattato le case». Uno dei termini ricorrenti, «abbellimento», è utilizzato con differenti accezioni da Voltaire,25 Verne nel 1863 e dallo stesso HausF. La Cecia, Mente locale. Per un'antropologia dell'abitare, Eleuthera, Milano, 1993. G. Macchia, Le rovine di..., op. cit.', G . Flaubert, L'educazione sentimentale, Mondadori, Milano, 1992; J. Verne, Parigi ...,op. cit.-, W. Benjamin, Parigi capitale del..., op. cit. 23 Place Vendòme (limitrofa all'espansione aristocratica localizzata tra Chaussèe d'Autin e Faubourg St. Honorè) fa parte delle 5 piazze reali che costituiscono i principali interventi pubblici della Monarchia. La colonna, edificata successivamente, sostituisce la statua equestre del sovrano, quando cambia il ruolo della piazza che da nodo urbano diviene parte subordinata al sistema stradale che taglia il tessuto. 24 La strada è, in effetti, la vera protagonista delle narrazioni di V. Hugo, come afferma M.-C. Bellosta in «Les rues des Misérables», in Paris des écrivains, Dossier, in Magazine littéraire, mai 1995. 25 In Degli abbellimenti di Parigi, del 1749, Voltaire esprime un'idea di storia come processo evoluzionistico, sovrapposizione di fasi, accumulazione di verità assolute. In tale ottica la preesistente struttura urbana risulta inadeguata e il tessuto della Parigi medievale è «oscuro, soffocato, informe». Il filosofo enuncia, inoltre, alcuni principi relativi all'integrazione tra bellezza e funzionalità urbana, poi fulcro retorico del modo haussmanniano e, in termini generali, cardine della intera costruzione teorica della disciplina urbanistica. Vd. M. Romano in «Piano urbanistico e metodo scientifico», op. cit., il quale ritiene che l'urbanistica nasca come «inventario di strumenti empirico-scientifici deputati a fornire una sintesi propositiva-operativa dell'evoluzione e trasformazione della città», ciò si attua anche «gettando tra funzionalità e bellezza un ponte teorico saldissimo: d'ora in avanti resta dimostrato che il linguaggio del piano regolatore non ha solo a che vedere con l'estetica urbana, ma ha esiti sulle condizioni di vita degli abitanti». Per Voltaire, appunto, a «Parigi occorrono mercati pubblici, fontane che diano per davvero l'acqua, crocicchi regolari, sale di spettacolo; bisogna slargare le strade strette e malsane, portare alla luce i monumenti che non si vedono, e innalzarne altri che si possano vedere», il «centro della città, oscuro, soffocato, informe, ritrae l'epoca della più vergognosa barbarie», «si passa davanti al Louvre e si geme nel vedere questa facciata, monumento della grandezza di Luigi X I V , dello zelo di Colbert e del genio di Perrault, nascosta da costruzioni di goti e vandali». Vi22 21

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smann.26 Questi, si prefigge di isolare percettivamente e funzionalmente gli edifici eminenti, i palazzi e le caserme, di migliorare lo stato di salute della città per mezzo della puntigliosa eliminazione di vicoli infetti e di focolai epidemici, di rendere più agevole l'afflusso e il deflusso dalle stazioni ferroviarie, tramite assi di penetrazione che conducano i viaggiatori direttamente ai centri del commercio. Le soluzioni offerte, dunque, sono connesse al processo industriale, ma questo va inquadrato in un più ampio sistema culturale, riflesso dei postulati del razionalismo scientifico; inoltre la struttura reticolare e ordinata del tracciato - che Haussmann propone a Parigi - può ascriversi, oltre che a ragioni utilitaristiche, ad una particolare modalità di fruizione dello spazio urbano. A partire dalla seconda metà del Seicento, infatti, Parigi è teatro di particolari avvenimenti pubblici (come l'ingresso di Luigi XIV, nel 1660) che comportano la creazione di scenografie urbane che si mischiano alle architetture permanenti. Haussmann, pertanto, rielabora la maniera seicentesca, riproponendo - in ambiente urbano - metodologie già sperimentate nell'ambito della progettazione di apparati effimeri o celebrativi o dei fastosi giardini formali olandesi, francesi, italiani. Ciò consente di agire chirurgicamente, sovrapponendosi e concentrando l'azione sulla città preesistente limitandone, nel contempo, efficacemente l'espansione. In tal modo, ripensando la città, Haussmann intende esorcizzare il principale demone che possiede e minaccia la metropoli post industriale la quale, «nel suo crescere senza ordine sfugge per la prima volta agli schemi mentali e operativi che fino allora erano riusciti almeno parzialmente a controllarla».27 Ciò che spaventa è il disfacimento della coerenza struttura-forma tradizionale, di cui è esempio paradigmatico la minacciosa Londra «madrepora umana» di Geddes, sconfinata e «mostruosa», descritta da Defoe, Engels, Dickens.28
ceversa tale visione monolaterale che postula una corrispondenza speculare e rassicurante tra «bello» e «funzionale», viene messa in discussione da autori come Hugo o Verne che rappresentano le aberrazioni dello schema estetico-formale (che peraltro occulta un preciso disegno sociale, non chiaramente esplicitato) applicato sul tessuto urbano preesistente. 2( ' G . E. Haussmann, Difesa e descrizione del piano di Parigi (1893), in P. Sica, Antologia di urbanistica dal Settecento ad oggi, Laterza, Roma-Bari, 1980. 21 P. Sica, L'immagine della città..., op. cit. 2S P. Geddes, Le conurbazioni dell'Inghilterra (1904); D. Defoe, Quella cosa mostruosa e gigantesca che ha nome Londra, (1724); in P. Sica, Antologia di urbanistica..., op. cit.-, F. Engels, La situazione della classe operaia in Inghilterra, Roma, Editori Riuniti, 1992; C. Dickens, Casa..., op. cit.

La città è, quindi, luogo determinato d'incrocio tra pulsioni integrative: è agitata da moto centrifugo e rafforza e potenzia il centro. Alla cinta di mura dimessa si sostituisce un altro sistema di confine, dando così inizio al paradosso della città contemporanea, la cui crescita - fino agli anni '7o-'8o del X X secolo - procede per continue espulsioni e ridefinizioni dei luoghi centrali.

Barcellona Se il regesto parigino è caratterizzato da una continuità descrittiva (i frammenti raccolti coprono in modo omogeneo un periodo compreso tra il 1830 e il 1997), Barcellona appare contraddistinta da un vuoto segmento temporale definito dal racconto del '37 di Orwell e da quello, del tedesco Enzensberger, del 1972. La difficoltà avuta nel reperire opere letterarie che illustrino la città, relative a tale periodo, manifesta un aspetto che vale la pena di sottolineare: gli anni dell'assenza narrativa sono quelli più duri della dittatura franchista. Durante tale difficile e lungo periodo l'attività letteraria intesa come atto creativo e libero del pensiero, del desiderio, dell' immaginazione e della denuncia civile si riduce enormemente e si limita ad un'opera di analisi critica relativa al corpus letterario storico. La produzione letteraria spagnola durante gli anni '40 e '50 è anzitutto orientata verso un'attività critica e le rare descrizioni territoriali sono relative soprattutto all'ambito rurale. Questo non parlare della città è inquietante ed emblematico: non c'è dubbio che - nella nostra cultura - è la città il luogo della polis, dove si esprime e si attua la partecipazione alla vita e al governo. Tale considerazione attinente alla letteratura rimanda senza deviazioni all'ambito strettamente urbanistico: la circolazione dei racconti della città e sulla città è possibile in un clima in cui almeno le libertà fondamentali, le libertà relative al pensiero e alla trasposizione espressiva dello stesso, siano garantite. In tale ottica gli esiti della cultura letteraria (le modalità espressive, le tecniche, i generi utilizzati) possono essere intesi come uno specchio che riflette innumerevoli aspetti della storia, molto al di là di quanto venga effettivamente esplicitato dai racconti. Durante la dittatura franchista si arresta il naturale e ininterrotto processo di territorializzazione che qualifica la storia urbana, la città non appartiene più apertamente ai cittadini, lo spazio urbano vie-

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temporanea aperta e insieme dotata di una identità forte, civile, basata sul lavoro e sull'appartenenza al territorio. La scelta di rappresentare la rifondazione urbana, avvenuta tra XVIII e X I X secolo, non per mezzo dell'analisi fisica delle parti che sono state oggetto di modifica, ma per il tramite delle atmosfere veicolate dal linguaggio letterario (che esibisce una natura vaga, imprecisa, non categoriale) è legata, quindi, (oltre alla volontà di riflettere sulle tecniche espressive e descrittive) al desiderio di ricercare, per mezzo della percezione degli scrittori (particolarmente sensibili nel registrare le complesse conflittualità della struttura sociale)79 - piuttosto che i caratteri analitici distintivi dell'armatura urbana o le leggi di crescita - le qualità sfumate sintetiche che la sola analisi morfologica, tipologica o strettamente tecnica tralascia. Infatti, la visione dell'immaginario urbano che traspare da racconti e descrizioni, e che non andrebbe osservata solo dal punto di vista estetico, è prima d'ogni cosa immagine della storia sociale e politica; sociale perché influenzata dalle contraddizioni e dai dissidi propri della società civica, politica perché la forma urbis percettibile, progettata e realizzabile è strumento per l'esercizio del potere. Come suggerisce Balzac, ne La ricerca dell'assoluto, la rilettura della città, compiuta da un osservatore attento e rigoroso, può integrare tempo, spazio e azione sociale («i luoghi dove la vita si svolge»): «i fatti della vita umana, pubblica o privata, sono così intimamente legati all'architettura, che la maggior parte degli osservatori possono ricostruire le nazioni o gli individui in tutta la realtà delle loro abitudini dai resti dei monumenti pubblici o dall'esame delle loro reliquie domestiche. L'archeologia sta alla struttura sociale come l'anatomia comparata sta alla natura organica. Un mosaico rivela un'intera società, come uno scheletro d'ittiosauro presuppone un'intera creazione. Da una parte e dall'altra tutto si deduce, tutto si concatena. La causa fa pensare a un effetto, come ogni effet79 Ernesto Sabato afferma, in Lo scrittore e i suoi fantasmi, Meltemi, Roma, 2000, che «l'individuo da solo non esiste; esiste in quanto membro di una società, soffre dentro una società, lotta o si mimetizza dentro una società. I suoi atteggiamenti volontari e vigili sono la conseguenza del rapporto continuo con il mondo che lo circonda: tutto, persino i suoi sogni ed i suoi incubi sono determinati da quel rapporto. (...) Da questo punto di vista, è proprio il romanzo che segue la scuola più dichiaratamente soggettivista a darci testimonianza, a volte in modo più o meno complicato a volte sottile, dell'universo in cui il suo personaggio vive».

to permette di risalire a una causa, e lo scienziato fa rivivere perfino le minuzie delle età passate. Da questo deriva senza dubbio lo straordinario interesse che suscita una descrizione architettonica quando la fantasia dello scrittore non ne alteri gli elementi; ognuno può infatti con rigorose deduzioni ricollegarla al passato, e per l'uomo il passato assomiglia straordinariamente al futuro: raccontargli quel che è stato non equivale forse, quasi sempre, a dirgli quel che sarà ? Inoltre è raro che la descrizione dei luoghi dove la vita si svolge non richiami a ciascuno i suoi desideri inappagati o le sue speranze in fiore». Le trasformazioni interne e esterne dell'assetto urbano, il passaggio alla città capitalista è quindi rappresentato secondo un repertorio orientato - ma niente affatto definitivo (aperto e passibile di elisioni e aggiunte) - che tende verso l'idiografico piuttosto che verso il nomotetico: non si vuole - di fatto - far emergere la legge o l'insieme dei caratteri globali o comuni, ma riferire fenomeni generali (perdita del confine urbano, differente rapporto tra città e campagna, dissoluzione del concetto di città, trasformazione del concetto di cittadinanza) ad alcune città particolari, piuttosto che a modelli storici astratti. Un tema appare senz'altro dominante, anche se non sempre esplicito. Quello centrale, e ancora irrisolto, relativo al confine urbano che assume, a partire dal X I X secolo, un diverso senso. La differenza tra la città precedente e quella ottocentesca risiede certamente anche nello spostamento della posizione e del valore80 del limite che separa la città dalla campagna. Tale alterazione - sostanziale, oltre che morfologica - viene percepita ed è il fulcro descrittivo di quasi tutti i brani riportati. In tali frammenti la nozione di frontiera esibisce un significato palesemente conflittuale, già presente in nuce nella città medievale, ma non del tutto compiuto: il tema del limite, nella città ottocentesca, esplicita e assume caratteri fortemente problematici in precedenza as80 1 . Insolera, «Aspetti e problemi...», op. cit., nota come la città ottocentesca muti insieme struttura e forma. Da questo punto di vista appare assai interessante riflettere sulla terminologia utilizzata da cronisti, romanzieri e viaggiatori per rappresentare, per esempio, la capitale francese: nel X I I I secolo sono ricorrenti le parole "ci/è", "ville" e "universite", nel X V I I I si annette il termine "faubourgs", nel X I X secolo compare "banlieu" e nel X X si aggiunge il vocabolo "agglomeration". Ognuna di queste parole, descrittive della intera città o di una delle sue parti, sottende infatti una differente idea di struttura, confine, limite o frontiera dell'urbano.

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ma come linea di segregazione sociale. nell'alterazione del rapporto sociale. nella dislocazione di alcune funzioni o alcuni soggetti. assai differenziate per filosofia. è già caratterizzata da un moto di decentramento che interessa il nucleo commerciale sulla riva destra. bensì prigionieri di una dinamica che si può definire pre-fordista. chi è parte e dunque partecipa della civitas e della polis. e chi . A partire dal X V I I secolo infatti ampie aree periferiche intra muros vengono saturate. In tal senso la nostalgia per la città medievale. Essi si ammucchiano in città in abitazioni prive di acqua e luce. dunque. non corrisponde in modo variabile. è animata da tutt'altro che dalla sola filantropia: da un lato è volontà di controllo sui comportamenti (in particolare su quelli sessuali) dall'altro è volontà di as81 La Parigi medievale. preparano l'operazione haussmanniana. due fattori indispensabili per la vita.. si coglie sinteticamente . come nelle descrizioni di Zola. Verne. tra le cause di infermità. integrazione dei soggetti rispetto allo spazio urbano. economico e biologico tra città e campagna. 134 132 134 . il confine dunque. come rappresentato in Viaggio alla fine del Millennio di Yehoshua.. se possibile. bensì micro ambiti definiti proprio dal progetto urbanistico: il confine. è in questo luogo che si localizza il Grande Mercato che lascia il centro della città. manovrato. Questi agglomerati umani diventano talvolta veri focolai di infezione. Le trasformazioni al tempo della Monarchia.. per esempio. generandosi nuove polarità e nuove periferie. che traspare da alcuni testi.un nodo rilevante e tuttora contingente: la tra82 Vd. fluido ed indifferenziato il grande spazio della città intera. è già contenuta nel nucleo medievale. o meglio. l'esterno e l'interno dello spazio urbano non sono più rappresentabili dalle locuzioni "intra muros" o "extra muros".in direzione contraria . di contro nella città ottocentesca i lavoratori non sono affatto liberi.) Perché non riuniamo tutte le forze della nostra immaginazione per tracciare il piano di una città modello su dati rigorosamente scientifici? Perché non consacriamo il capitale di cui disponiamo per erigere questa città e offrirla al mondo come insegnamento pratico?». che distingue chi è dentro. ma sono ascritti ai soggetti ed agli attori .. L'estesa città ottocentesca. Quelli che non vi trovano la morte sono perlomeno danneggiati nella salute. governata da differenti regole economiche. Martin. fondandosi sull'istituto della corporazione. straniero.che attraverso il progetto possono essere collocati dentro o fuori la città stessa. linfa vitale dell'economia capitalista. la loro forza produttiva diminuisce. fa un triste rumorio». dagli emarginati. Oltre le singole azioni. oppure come «vero paradiso». indifferente. Nella città ottocentesca il significato del confine rafforza. classi. E in tal senso che il progetto urbano agisce sulla barriera immateriale che separa i cittadini.è esterno. appartenenza. la Citò. è una linea immateriale e soprattutto mobile. «grigia».senti o diversamente manifesti. bisogna contarne una. può allora essere intesa come rimpianto per i rapporti che regolavano il lavoro nel comune medievale in cui la manodopera non rivestiva carattere servile. passivo. si diversifica e moltiplica. la sua componente sociale . tra urbs e civitas.per il tramite dei frammenti letterari trascritti . potenzialmente in grado di ingenerare o confermare divisioni classiste. o come un «insieme di malattie». I cinquecento milioni della Begum. ampliandosi lo spazio potenziale della polis. tutta da impiantare. Mursia. nella città ottocentesca così come nella città contemporanea. ed alle molteplici comunità.. differenziata per aree funzionali. emarginato. nella prefigurazione di una città indefinita e potenzialmente illimitata. città «lontanissima e spregevole». gli eventuali confini esistenti o determinati dal fare progettuale esprimono un diverso grado di libertà. La forma urbis sottende un preciso progetto d'organizzazione sociale e una specifica forma di organizzazione del lavoro. alla quale credo sia ragionevole dare una grande importanza: le condizioni igieniche deplorevoli in cui si trova la maggior parte degli uomini.. richiamando Rousseau. organizzazione professionale formata da lavoratori liberi. L'attenzione alle condizioni di vita dei lavoratori ottocenteschi.81 Tale forma di conflittualità aperta si concretizza nell'abbattimento delle mura. fuma. (. trattare della divaricazione esistente tra città materiale e città come luogo. che «muta colore. generatrice di sentimenti opposti (città come «malattia».agenti nello spazio o agiti da esso . non vuol dire solo interrogarsi sui modi utilizzati per delimitare uno spazio fisico o per compartire lo stesso in settori o campi. città «nera». di miseria e di morte che ci circondano. partecipazione. categorie di popolazione. inoltre. «sfondo panoramico») e di spaesamento o rifiuto a livello percettivo e psicologico. Celine. vuol dire forse. giardini o terreni paludosi vengono edificati. In tale ottica. Riflettere sul limite urbano. numerosi orti.82 Nella città ottocentesca la comunità si disgrega. in cui non viene data per scontata alcuna coincidenza.rendendo necessaria una più ponderata responsabilità dell'azione progettuale: venendo meno la diretta corrispondenza tra urbs e civitas (che sosteneva la città medievale). Milano. Qui lo scrittore tratta con spirito sarcastico e critico questo tema: «Signori. sicurare l'efficienza di una grande massa di popolazione produttiva sottomessa. gli abitanti. non è certamente letto come un ipotetico ed ormai inesistente margine tra esterno ed interno. e la società perde così quei validi contributi che potrebbero essere applicati agli usi più preziosi. Rilke. J. infatti. modalità e tecniche. Blok.

va detto.non si può sottrarre a tale inevitabile riduzione: è insito nell'azione progettuale il bisogno di attribuire senso e ordine.riflettere sul significato profondo della pianificazione.in fase di revisione del progetto territoriale . configura lo spazio della possibilità entro cui la decisione politica si forma e si compie. fluida e sensibile agli stati d'animo. né può essere perversamente utilizzato per legittimare decisioni in cui l'arbitrio prevalga sulla capacità dialettica. diversa distribuzione degli spazi pubblici. di trascrivere e organizzare caos e complessità. Il ricorso al concetto di complessità. Vista in questa chiave di lettura la descrizione letteraria dà voce a quei soggetti passivi. verso la revisione critica. a volte. elementi fluidi. Se è pur vero che ogni schema cognitivo realizza una contrazione della pluralità e delle relazioni interne dell'ambiente. quale pratica necessaria che consente di creare connessioni. forse circoscritto ed esplicitato il senso attribuito a quest'ultimo e abusato termine. tra interessi generali e particolari: se pianificare vuol dire considerare le dinamiche sociali. diverso rapporto di densità tra costruito e spazi liberi. Ogni scelta (anche quella relativa ai linguaggi di rappresentazione che manifestano potenzialità descrittiva) che può definirsi creativa o «divergente». accogliente e inclusiva la percezione soggettiva. Feltrinelli. attraversabilità. rischia di diventare un alibi per confermare prevaricazione e decisionismo: ciò che appare complesso non è né "inconoscibile". dovrebbe formarsi all'interno dell'ambiente e in relazione con le situazioni che si propone di 83 F. «Intenzionalità e innovazione nella pianificazione territoriale». se vi è un nesso tra forma urbis e assetto sociale. va pure sottolineato che i pericoli connessi all'uso di tale nozione sono molti. Questa non è certamente svincolata dalla sfera tecnica o culturale che. 1994. né "ingovernabile". semestre. verso la reversibilità delle decisioni. L'intenzionalità politica connessa alla formazione della "incerta" e sintetica scienza urbanistica. fatalmente privilegia il punto di vista dei gruppi economicamente dominanti: visioni parziali vengono restituite come assolute. ma vuol dire accettare che il futuro venga determinato solo da irriflessivi rapporti di forza. non manifesta volontà disfattista: decidere di non pianificare. Appare quanto mai utile . comprensibili e consuete . razionalità e regolarità del tracciato. orientamenti politici e dinamiche dei contesti. istituzionale ed economico. accettando le eventuali destabilizzazioni e gli stimoli . non vuol dire lasciare che si affermi una ipotetica libertà individuale (che va.attuatosi proprio durante il X I X secolo . come parte di sistema di relazioni. Va. mitigando e rimuovendo contraddizioni. interagenti e retroagenti. squilibri ed incertezze.degli abitanti e testimonia quanto possa essere critica. Il linguaggio urbanistico tende a volgere in termini positivi gli interventi proposti e quindi. Indovina. che l'insieme costituito dagli uomini e dalle donne che abitano i luoghi . poi. Galimberti. in CRU (Critica della Razionalità Urbanistica) n.sformazione strutturale della città in rapporto al ruolo dei gruppi sociali deboli o emergenti. Se il riferimento alla "complessità". Napoli.sfuggenti a totali riduzioni e difficili da decodificare provenienti dalla realtà stessa. differente visibilità dei monumenti). sec. 1994. In quest'ottica il pianificatore non è né soggetto passivo che applica ciecamente un metodo. La critica mossa all'azione progettuale. appunto. allora il piano deve aprirsi alla realtà esterna. piuttosto che antitesi. differente localizzazione delle funzioni. L'azione progettuale. agli esclusi dal governo urbano. prestando particolare attenzione alla componente sociale e consentendo una prepotente emersione di porzioni di rimosso. richiede sperimentazione e integrazione tra architetture cognitive. avoca una modalità di rapporto col contesto esterno che spinge verso l'assunzione di più punti di vista o di verità plurali. 84 U. la descrizione letteraria lascia trapelare tali attributi.84 in questa ottica. non va relegata al solo campo della scelta politica. poi. di contro. piuttosto che applicare un modello. però.oggetto della pianificazione . né entità indifferente che si presta a trasferire su un supporto neutro le decisioni politiche. va ancora una volta ribadito. Parole nomadi. dunque. 137 . a leggere come controllabile o risolvibile il rapporto tra conservazione e innovazione (nuovo modello urbano. ai reietti. solo in quanto sostenute da un potere scientifico. Milano. attivi nell'evoluzione di territori e città.83 L'intenzionalità alla base del processo di pianificazione. assunta come valore e tutelata). La distanza (e complementarietà) tra le due forme descrittive rende inoltre più evidente il processo di speciazione . 136 infatti. 2. in una parola.compiuta con le parole emotive.e di allontanamento delle forme narrative urbanistiche dai comuni linguaggi descrittivi: solo la descrizione letteraria è in grado di registrare la narrazione . all'andamento delle vicende urbane. immagini soggettive vengono rese oggettive. infatti.

se disgiunto da una legalità generale che consente all'attività creativa di essere riconosciuta da altri individui». ivi.85 perché l'accedere alla creatività secondo regole comunicabili. Galimberti. Antologia 85 U.rappresentare e spiegare: non appare sufficiente l'invenzione di innovativi modi di vedere. «il criterio dell'originalità non è un criterio sufficiente. confutabili o condivisibili è ciò che la distingue dall'arbitrarietà. 138 .

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r. Palermo Legatura: LE. s.Questo volume è stato stampato su carta Grifo vergata delle Cartiere Miliani di Fabriano nel mese di aprile 2004 Stampa: Officine Grafiche Riunite.I.MA. Palermo .L.