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WETWARE PEDAGOGY

Logica e metodo della scienza delleducazione dalla


definizione del know-how alla gestione del know-out

Alessandro Ceci - Liliana Montereale

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Prima Edizione, Novembre 2011
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EDITORIALE

a anni parliamo della comunicazione e di una societ costruita attorno alla comunicazione.

In pochi vivono dentro la comunicazione.


Vivere dentro la comunicazione significa pensare per connessioni, imparare dai problemi, sviluppare e
formalizzare il pensiero. Vivere nella comunicazione significa avere un progetto didascalico.
Nel corso degli ultimi anni lo sviluppo dellinformatica e della telematica ha aperto una nuova
dimensione alla comunicazione visiva e alla fruizione dei testi: quella dellinterazione cibernetica
mediata da oggetti grafici.
Tutto cambia: cambiano gli artifici visivi, la interazione relazionale; cambiano i tempi, gli spazi, i
processi di significazione, la partecipazione, le sensazioni, le riflessioni; cambia la politica, leconomia, la
progettazione, la programmazione, i linguaggi; cambiano gli stimoli percettivi, in dispositivi semiotici,
gli oggetti duso; cambia infine la scrittura in un lessico fatto prevalentemente di interfacce grafiche,
iconiche, da quando cursori e pulsanti hanno sostituito penne e calamai popolando ormai il nostro
spazio operativo di nuove funzioni Touch Screen. Ormai siamo definitivamente nella comunicazione,
dentro la florida e incessante dinamica della ipermedialit.
Ma non cambiamo noi. Cambiano molto pi lentamente le nostre capacit cognitive e culturali.
Apprendiamo con le vecchie metodologie, le scuole e le universit continuano ad ignorare i processi di
apprendimento nuovi della societ della comunicazione. Tra la vita scolastica istituzionale, pubblica e
privata, e i processi di apprendimento della societ della comunicazione c un vuoto in cui crollano
quasi tutte le professioni.
Il Glocal University Network ha la grande ambizione di coprire quel vuoto, di entrare nella
comunicazione globale con una serie di strutture universitarie locali, organizzate in sintonia con la
multimedialit della nuova didattica
Liliana Montereale

PROFILO BIOGRAFICO
BIOSHORT: ALESSANDRO CECI
www.glocaluniversitynetwork.eu/consulenza/alessandro-ceci
Ha Diretto (Dal 1983) Vari Centri Di Ricerca, Consulenza E Formazione Sulle Tecnologie Educative, Sui
Modelli Economici Turistici, Sulla Scienza Dellorganizzazione.
In Questo Ambito Si Occupato Di Vari Argomenti Scientifici, Tra Cui Principalmente Lo Studio Dei
Modelli Di Simulazione (Anche Con La Produzione Pratica Di Giochi Indirizzati Al Mondo Della
Formazione E Dellapprendimento Scolastico), Sui Fenomeni Sociali Ed Economici, Sui Modelli Politici
Relativi Specificamente Allo Studio Dei Sistemi Elettorali, Delle Organizzazioni E Della Teoria Dei Giochi.
Nellambito Della Sua Attivit Scientifica Si Particolarmente Dedicato Allo Studio Della Logica E Della
Epistemologia, Con Specifiche Applicazioni In Metodologie Di Decodificazione Dei Fenomeni Complessi.
Ha Svolto Attivit Di Ricerca E Docenza Per Vari Enti Pubblici E Privati. Ha Insegnato E Insegna In Varie
Universit Italiane (La Sapienza Roma -, Laquila, Roma Tre, Ecc.. Ecc..) E Internazionali (Belgrado).
Lattivit Di Elaborazione Scientifica Ha Avuto Una Particolare Accelerazione A Partire Dal 2000, Quando
I Modelli Elaborati Nel Corso Degli Anni Hanno Avuto Una Applicazione Diretta E Un Potenziamento
In Criminologia E Specificamente In Ambito Di Intelligence E Sicurezza, E Sono Stati Sperimentati
Direttamente In Vari Contesti (Habitat) Urbani. Attualmente Responsabile Scientifico Del Ce.A.S. Centro Alti Studi Per La Lotta Contro La Violenza Politica E Il Terrorismo E Della Societ Di Ricerca C
Cube S.R.L., Membro Del Ictac - International Counter Terrorism Academic Community; Organizzazioni
Con Le Quali Sta Lavorando Alla Realizzazione Di Un Polo Di Eccellenza Allinterno Del Consorzio
Universitario La Sapienza Di Roma - Campus Selva Dei Pini Del Comune Di Pomezia, Di Cui Anche
Direttore Scientifico.

BIOSHORT: LILIANA MONTEREALE


http://www.glocaluniversitynetwork.eu/consulenza/liliana-montereale

Psicologa, Criminologa, Ricercatrice, Direttore Scientifico - Glocal University Network, Cultore della Materia
di Filosofia Politica presso la LUM, Libera Universit del Mediterraneo, , specializzata in elaborazione
modelli di profiling nellambito dellanalisi della criminologia del soggetto e dellindividuo. Dirigente per la
Ricerca, la Formazione e la Conulenza - Campus Universitario degli Studi e delle Universit di Pomezia.
Responsabile dellarea Psicologia del Ce.A.S.- Centro Alti Studi per la lotta al terrorismo e alla violenza
politica. In veste di consulente, partecipa alla elaborazione scientifica, alla progettazione e alla realizzazione
(anche con attivit di formazione formatori) di modelli formativi nei seguenti ambiti: Prevenzione e contrasto
del fenomeno del bullismo; Psycho Intelligence; azioni di prevenzione contro la violenza su soggetti deboli
(stalking, pedofilia, mobbing, etc.); Sicurezza in contesti urbani.
Svolge attivit relative alla percezione del rischio nei sistemi complessi, in particolar modo nellambito di
alcuni progettiinternazionali. Queste competenze sono state, inoltre, indirizzate alla realizzazione e alla
gestione di vari siti internet che il Centro ha svolto per suo proprio conto o per conto di enti terzi. Ha affiancato
a queste competenze quelle relative alla gestione degli habitat relazionali di carattere sociale.

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PROFILO BIOGRAFICO
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Se non fosse morto prematuro e in circostanze equivoche, in un suicido probabilmente simulato ancora
in realt da definire, Alan Turing sarebbe arrivato da molto tempo al wetware. Alla fine della sua vita, a partire
dalle equazioni sulla morfogenesi fino allo studio sulle foglie, Alan Turing infatti pensava di poter raggiungere
la realizzazione della intelligenza artificiale fondendo i meccanismi logici, matematici ed informatici con i
processi biologici di formazione e formalizzazione delle figure esistenti1. Anche se non stato chiaramente
ancora azzardato, siamo convinti che se non fosse morto in circostanze cos misteriose dietro lapparente
chiarezza del suicidio, Alan Turing sarebbe arrivato molto tempo prima dove siamo arrivati tutti noi oggi, in
modo inintenzionale ed ancora senza coscienza: avrebbe scoperto il wetware.
Wetware interazione e integrazione tra cervello umano e software; potenziamento del sistema
nervoso centrale con protesi tecnologiche, tramite processi logici di astrazione e computazione. Wetware
il nostro cervello che sta dietro e, ancor di pi, dentro pratiche di programmazione e gestione di progetti
software; o viceversa, pratiche di programmazione e progetti di gestione software che stanno dietro e dentro
il nostro cervello. Wetware la nostra capacit elaborativa complessiva, gli ambiti della neuroscienza e della
informatica che trasformano definitivamente e inequivocabilmente potenziano le nostre capacit cognitive e di
apprendimento. Wetware un nuovo generale modo di pensare e di programmare, un nuovo problem solving,
skill di conoscenze umane che non si possono avere senza lo sviluppo di software dedicati alla estensione delle
nostre capacit di comunicazione e di apprendimento. Wetware mix di logica e metodologia umana e tecnica,
tecno-logica, azione e di programmazione, linguaggio e cibernetica, teoria generale della informazione e
della comunicazione. Wetware sono le interazioni pertinenti2 che una rete neurale individua per definire i
domini relazionali e i principi di similarit delle loro connessioni. Wetware siamo noi, tutti i giorni, quando
entrando in casa abbiamo bisogno di accendere un televisore o una radio per soffocare gli stati dansia che
il silenzio induce. Wetware sono i nostri figli, pi esperti dei genitori nella gestione della tecnologia, e che
quindi hanno totalmente superato ogni influenza della esperienza. Wetware linfinita conoscenza umana che
la storia ha dimostrato essere potenziata in modo esponenziale grazie alle tecnologie: a partire dalla ruota se
non addirittura dalla mano come primo strumento tecnologico dopo la conquista della posizione retta fino
ai moderni cognitive shift che sono le funzioni necessarie per accrescere lutilizzo dell R-mode celebrale
(lemisfero destro del cervello considerato come la composizione integrata di due CPU) e la sua capacit di
sincronizzazione con L-mode (lemisfero sinistro del cervello); o addirittura i cognitive biases che sono gli
elementi di processi mentali erronei, una specie di virus logici che inducono decisioni sbagliate. Il wetware
molto pi quotidiano e frequente di quanto possono immaginare gli esperti e i fondi buttati dal Pentagono3.
Basta prendere un tablet di ultima generazione e vedere come i giovani di oggi immagazzinano immagini.
Attribuiscono una volta sola un nome a un personaggio in una foto e il telefono lo riconoscer, con nome e
cognome, ogni volta che compare la sua immagine. Questo gi wetware.
1
2
3

Per tutti: Hodges Andrew, ALAN TURING, Bollati Boringhieri, Torino 1973
Kerckhove (de) Derrick, DALLALFABETO A INTERNET, Mimesis, Milano 2008

Sembra che da anni una agenzia di ricerca avanzata del Pentagono (Darpa), stia investendo su tecnologie finalizzate allintegrazione tra hardware, software
e wetware. Uno dei progetti finanziati da Darpa, il C3Vision (Sistema di visione accoppiata computer - corteccia), dovrebbe realizzare una interfaccia tra cervello e
computer per lidentificazione di immagini con una velocit superiore a quella della coscienza umana. Con un particolare casco per elettroencefalogramma collegato
ad un computer, un essere umano sar in grado di visionare filmati rilevando anche elementi rilevabili solo inconsciamente, oppure potr monitorare filmati che
scorrono a velocit molto maggiori del normale.

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Secondo Derrick De Kerckhove, indiscutibile erede di Marshal McLuhan, la societ umana pu essere
suddivisa in quattro epoche: una appartenente allera pre-mediatica, lepoca del pensiero orale; tre appartenenti
allera mediale, lepoca del pensiero scrittura, lepoca del pensiero schermo e quella del pensiero delle reti4.
Il pensiero orale, nellera premediatica prima di tutto una cultura contestualizzata, riferita ad un luogo e
ad uno spazio definito, in cui il sapiente non separato dal sapere5. Inoltre la cultura orale non prolifica in
diverse configurazioni e la capacit oratoria non determina una crescita nella stratificazione sociale. Anzi,
poich il sapere non separato dal sapiente, procura al suo oratore innumerevoli guai, come Cristo e Socrate
potrebbero testimoniare. La cultura orale inoltre non ha storia, o almeno non ha il concetto di storia che
abbiamo noi. caratterizzata prevalentemente dal mito e dalla rappresentazione di forme immaginifiche. Per
credere alloratore possono essere presentati dei testimoni o attribuire significati particolari ad eventi singolari.
La memoria individuale assume la forma della legenda collettiva. La conoscenza si trasmette con lesperienza
e il racconto, senza immagazzinamento, passando di testa in testa, di ricordo in ricordo, in una storia che non
ha confini di tempo in un luogo circoscritto nello spazio.

Il passato non mai recuperabile. sempre un ricordo presente. Non c apprendimento effettivo.
C addestramento fisico e cognitivo. La scomparsa di ogni persona la scomparsa di ogni conoscenza.
4
5

De kerckhove Derrick, DALLALFABETO A INTERNET, Mimesis, Milano 2008


Havelock Eric, CULTURA ORALE E CIVITA DELLA SCRITTURA,

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Per trasmettere reciprocamente informazioni, oratore e ascoltatore devono convivere in una spazio di tempo
comune, devono essere entrambi presenti, luno di fronte allaltro. Contemporaneamente6.

PSICODINAMICA DELL ORALITA

evitiamo di inserire tutti gli effetti logici e psicologici della cultura orale, di cui qui si data soltanto una connotazione descrittiva. Per maggiori
approfondimenti si rimanda a Ong J.Walter, ORALITA E SCRITTURA. LE TECNOLOGIE DELLA PAROLA, Il Mulino, Bologna 1986

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PRE-MEDIATICA (AMENDIATICA)
pensiero orale
COMPRESENZA DEGLI INTERLOCUTORI

Centralit dell esperienza

Trasmissione personale della memoria

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Con lavvento del pensiero scrittura naturalmente cambia tutto. Per Derrick De Kerckhove il primo
processo quello di sostituzione: i meccanismi della memoria orale vengono soppiantati e, in qualche modo,
delegati al primato della ripetizione delle tecniche di archiviazione; ci permette di distribuire il sapere
in nuove aree geografiche, in nuove realt, in altri ambienti e quindi cambiano i rapporti tra testo e contesto.
Il secondo processo quello della proliferazione degli usi e della tecnologia; la tecnologia, infatti, permette
di codificare usi e costumi, regole di comportamento sociale, la codifica di tipo grafico tende a ricoprire la
memoria delle regole (sistema giuridico), dei luoghi (geografia), degli avvenimenti (storia) e delle tecniche
(scienze).7 Il terzo processo quello della riconfigurazione dellordine sociale e politico di una determinata
cultura. I sistemi di comunicazione servono, da un lato a gestire i territori e a codificare norme di tutela per la
stabilit degli stati, dallaltro, la scrittura, apre nuovi orizzonti, stimola la fantasia e la creativit con piccoli
accenni di futuro, un nuovo orientamento generale verso lavvenire e il progresso.

La terza transizione individuata da Derrick De Kerckove quella dellavvento del pensiero schermo.
Probabilmente per non tradire il famoso assioma di Marshall McLuhan secondo cui il medium il messaggio8,
De Kerckhove distingue tra schermi diversi che producono naturalmente diverse forme di pensiero; una cosa
il pensiero schermo della televisione, ben altra il pensiero schermo del computer, specie se il computer
7
8

Kerckhove (de) Derrick, cit., 2008


McLuhan Marshall, GLI STRUMENTI DEL COMUNICARE, Il Saggiatore, Milano 1967

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collegato in internet. In ogni caso, il prodotto evidente della terza transizione la creazione di una intelligenza

collettiva e, in certi momenti di particolare tensione sociale, di una emozione collettiva incontrollata. Alla
fine, tutto il processo attuato dal pensiero schermo quello di esternare i meccanismi mentali che il pensiero
scrittura aveva strutturato, trasformare i media in psicoteconologie e la societ in un fenomeno neuroculturale.
La televisione collettivizza limmaginario dei teleutenti, sia schermo cinema, sia piccolo schermo casalingo e
genera un rito di pensiero collettivo: alla fine nellorario del telegiornale, tutti i giorni, una parte importante
della nazione (per non dire tutta la nazione) tratta pressappoco lo stesso contenuto psicosensoriale. Perci
la radio e la televisione non sono dei media di massa soltanto perch si rivolgono a cos tante persone insieme,
ma anche perch riescono a fare una sostanza unica del pensiero collettivo che risvegliano e che nutrono9.

Ben diverso il pensiero schermo del computer in internet, che apre le porte allavvento del
pensiero delle reti, la nuova forma mentis dellera contemporanea. Il principale elemento delle reti quello
della integrazione, si integrano le tecnologie e si integrano i pensieri. Lintelligenza collettiva si trasforma in
intelligenza connettiva. Il pensiero connettivo si spalma, si distende, si dispone sullo schermo collegando i
singoli poli della rete, come una estensione biotecnologica del corpo e della mente. Le reti stesse non sono altro
che disposizioni di pensiero connettivo sullo schermo10. Si tratta di una vera e propria nuova configurazione
psicologica, di comunit psichiche che noi chiamiamo domini relazionali. Si tratta di una ricostruzione virtuale
di scenari di verit utili alla formazione di una memoria del mondo che la memoria di tutti, accessibile a tutti
9
10

Kerckhove (de) Derrick, cit., 2008


Kerckhove (de) Derrick, cit., 2008

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che offre a tutti la possibilit di aprirsi al mondo11.

Tuttavia questa mind connect statica non serve a nessuno. Al suo interno bisogna sapersi muovere, saper
selezionare le informazioni, evitare di essere soffocati dalla sindrome di Shannon11, il surplus informativo
che ci svuota e disorienta. Occorre una action direct o, come scrisse una volta Giovanni Sartori, una azione
intelligentemente condotta12, che sia addirittura capace di rompere e corrompere i gradi di pertinenza abituali
dei nostri pensieri. Si sta sviluppando una impertinenza di nuova generazione, unaltra eccentricit, che offra alla
nostra intelligenza la possibilit di superare le pertinenze logiche e semiologiche dei link. Questa impertinenza
si chiama mind-machine-connect-direct13 ed il nostro wetware: potremmo attenderci abbastanza presto dei
nuovi sviluppi tecnici che diano la possibilit di un contatto in presa diretta sul web, con dei motori di ricerca
istantanei che diano accesso ad una memoria collettiva prodigiosa, e anche ad agenti intelligenti capaci di
allacciare e intrecciare le nostre conoscenze collettive14.

Derrick De Kerckhove la chiama interfaccia in presa diretta15 come stadio di autoriflessione su tutte
le fonti di una stessa attivit cognitiva, comune a tutti16; un modo, una sfida, la sfida pedagogica moderna di
11
12
13
14
15
16

Ceci A., INTELLIGENCE E DEMOCRAZIA, Rubettino, Soveria Mannelli, 2006


Sartori G. LA POLITICA. LOGICA E METODO DELLE SCIENZE SOCIALI, Surgarco, Milano
Kerckhove (de) Derrick, cit., 2008
Kerckhove (de) Derrick, cit., 2008
Kerckhove (de) Derrick, cit., 2008
Kerckhove (de) Derrick, cit., 2008

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accrescere lintelligenza umana in tempo reale17. il nostro wetware.
La sintonia, forse la similarit, tra limpostazione teorica di Derrick De Kerckhove e la nostra
veramente ampia, con grandissime possibilit di integrazione. Evidentemente lintelligenza connettiva
esiste gi e differenti elaborazioni portano alle medesime conclusioni. Anche per noi levoluzione storica
dellumanit pu essere suddivisa in 4 grandi mutazioni. Quattro cosmogonie. Quattro fantasie. Comunque
quattro narrazioni variamente denominate: lepoca migrante, quella agricola o secondaria o preindustriale,
quella industriale e industriale; lera della complessit fisiologica, ontologica, logica ed epistemologica.18
Dal nostro punto di vista, la storia dellumanit pu essere scandita da queste quattro fasi, luna totalmente
diversa dallaltra, per questo chiamate cosmogonie: perch cambia totalmente luniverso intero delle cose,
linterpretazione dei fenomeni e il modo di vivere. Sono solo quattro mutazioni, quattro grandi transizioni,
quattro segmenti di storia che contengono la nostra esistenza nel mondo. Ogni cosmogonia reclama una
propria logica (logica endofasia, logica formale, logica computazionale e logica quantistica) e dunque una
nuova filosofia, una nuova interpretazione di s nelluniverso. E forse anche pi di una.
Nella storia, le filosofie di interpretazione del fenomeno, dellapprendimento e della conoscenza, sono
state molte. Quelle che hanno interpretato la pedagogia una infinit. Diverse in relazione ai diversi osservatori.
Forse nessuno di loro sbagliava. Forse semplicemente vedevano cose diverse dello stesso fenomeno o
addirittura le stesse cose di diversi momenti evolutivi degli stessi fenomeni. Diverse gestalt. Il giudizio
che non condividiamo pu essere sbagliato, certo. Ma pu anche essere che non osserviamo dallo stesso
punto di osservazione, lo stesso fenomeno visto da punti di vista diversi. Anche lapprendimento cambia in
funzione della mutazione storica. Anzi, cambiano principalmente le forme di conoscenza. Anche la pedagogia,
possiamo dire, proprio la pedagogia cambia natura e funzione in ciascuna delle cosmogonie che abbiamo
vissuto. Dal nostro punto di vista, allora19, abbiamo potuto suddividere quattro connotazioni prevalenti,
corrispondentemente alle quattro cosmogonie.
La prima cosmogonia, quella prescientifica e del mito, lepoca del tempo e della conoscenza, del
rito e della scoperta. Lepoca in cui luomo ha sviluppato il suo cervello utilizzando la logica endofasica,
lassociazione tra figura e contesto, testo e contesto, pian piano la sequenzialit, lassociazione, come sostiene
Vygotskij20, tra pensiero e linguaggio. Il mito il primo non-luogo, puro tempo senza spazio, dove cera un
solo processo rilevante, quello della nascita, mentre la morte faceva fatica a distinguersi da altri fenomeni
della vita. Tutto restava uguale, tutto restava come doveva essere: gli anziani che ci osservano (il passato che
giudica), le donne che sostengono (lamore che conduce), i bambini che guidano (il futuro che induce), l uomo
che vive agli albori della sua coscienza. Esisteva solo la genesi e non cera la fine. Lepoca dellontopower,
ilpotere ontologico della sopravvivenza21.

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18
19

Kerckhove (de) Derrick, cit., 2008

20
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Vygotskij L. S., LINGUAGGIO E PENSIERO, Laterza, Bari 1934

Ceci Alessandro, TRILOGIA DELLA CITTA CONVIVIALE, 1. ANTROPOLOGIA DELLA SICUREZZA, Eurilink, Roma 2010

condizionato dalla fenomenologia del potere di Guglielmo Ferrero, che definisce le tipologie del potere sulla base dei criteri di legittimazione Ferrero
Guglielmo, POTERE,
Ceci Alessandro, COSMOGONIE DEL POTERE, Ibiskos, Empoli 2012

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La seconda cosmogonia, quella della logica che acquisisce una sua forma, una struttura e un corpo, quella
della potenza politica che si presenta alla storia con tutto il suo egocentrismo (egopower), dell organizzazione
dello spazio e della verticalizzazione del potere, quando luomo migrante, diventato sedentario, ha costituito
lo Stato, ai piedi del Nilo, sotto il dominio di Nermer, il primo faraone, in Egitto. Nasce il luogo, il posto in
cui ciascuno vive. Il posto in cui depositare il corpo. Nasce la morte, il confine tra un noi e un loro; il concetto
di transizione. Nasce la polis, ci che trasforma luomo in cittadino. Nasce la conoscenza scientifica. Generata
dalla costituzione del primo Stato che dialetticamente manteneva la dualit (Alto e Basso Egitto) in una unit
(il dominio del faraone), la logica formale si espressa in Grecia, dopo il simbolico assassinio del padre,
successivamente alla codificazione del pensiero orale in testo scritto, quando il racconto dellIliade diventato
opera poetica, con la morte di Achille, leroe invincibile ed invulnerabile, simbolicamente considerato il dio
mitologico del tempo, e con la vittoria di Agamennone, simbolicamente considerabile il signore della terra
e dellorganizzazione, alleato ad Ulisse, a sua volta simbolo del pensiero razionale e ragionevole, scienza
e politica, uomo che torna alle sue origini celebrali tramite la scoperta cognitiva del nuovo, la strada della
conoscenza di altri mondi che ti riporta inevitabilmente indietro, allItaca che ciascuno conserva costantemente
dentro di s.
La terza cosmogonia, quella del biopower e della coscienza di s, o meglio, quella del dominio
singolare del s: lavvento della logica computazionale come grande strumento dellavere e dell

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essere22, quando, per dirla alla Piaget, lintelligenza organizza il mondo organizzando se stessa23. la logica
la incommensurabile variabile del mondo, che costruisce macchine interpreti e supporti celebrali nella forma
ormai nota dei computer. La grande mutazione industriale e sociale che, per mezzo di una tecnologia inusitata
e insperata, decodifica codici enigmatici e potenzia il cervello umano; produce ricchezza e confort e che
illumina gli stati occulti della nostra incoscienza. Esplodono dunque leconomia, la logica della organizzazione
esterna, e la psicologia, la logica della organizzazione interna: disponibilit di oggetti e soggetti; controllo
totale della natura e degli esseri viventi. Il Logos unit, opposizione e contrasto. lidea del caos possibile
e della complessit probabile.
La quarta cosmogonia quella della comunicazione, inintenzionale, totalmente priva e privata di una
singola Realt indivisibile. fatta di input e di output, di standard, di linguaggi, di segni, di regole sintattiche e
di codici semantici, di connessioni, di vuoti, di dipendenza e di interdipendenza, di funzioni e di prestazioni; ma
pi di tutto fatta dal potere irresponsabile della opinione pubblica. laffermazione della logica quantistica
di Garrett Birkhoff e John von Neumann24, la scoperta degli stati di logica non conforme alla struttura classica,
la logica che mette in discussione il linguaggio25, con la confutazione della legge della distributivit, che alla
22
23
24
25

Fromm Erich, ESSERE O AVERE, Mondadori, Milano 1977


Piaget Jean, PSICOLOGIA DELLA INTELLIGENZA, Giunti, Milano 2012
Birkhoff G. - Neumann (von) John, THE LOGIC OF QUANTUM MECHANICS, (Annals of Mathematics).
Secondo Born Lorigine ultima delle difficolt risiede nel fatto (o nel principio filosofico) che siamo costretti a usare parole del linguaggio comune quando

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fine dimostra la impossibilit di descrivere lesperienza tramite le categorie e le tipologie della logica formale
e della logica computazionale, che distingue la verit del mondo dalla realt del mondo, che definisce la
possibilit di risolvere gli apparenti paradossi dellesistenza umana soltanto con nuovi processi mentali, nuovi
concetti e nuove concezioni, liberate dalla rigidit dei sillogismi formali. La nostra educazione al principio di
non contraddizione ci impone di decidere se vero questo o quello, ma nella realt pu essere vero sia questo
che quello, c almeno una alternativa in pi o vi sono, quasi sempre, una infinit di alternative possibili.
Nella realt a due entit definite (verit) esistono una infinit di condizioni intermedie, al bianco e al nero
si contrappongono infinite variazioni di colore e anche infinite variazioni dello stesso bianco e dello stesso
nero. Tutte vere. Tutte reali. Scegliere un colore solo come definito o prevalente soltanto una illusione, una
comoda convenzione. Scegliere una sola verit sociale o una verit prevalente ugualmente una illusione o
una comodit convenzionale. Una espressione di potere. Lavvento dellepipower, il potere epistemologico
sulla verit che controlla e produce la realt che ci conviene.

vogliamo descrivere un fenomeno [...] Il linguaggio comune cresciuto con lesperienza quotidiana e non potr mai oltrepassare certi limiti. La fisica classica si adattata
alluso di concetti di questo tipo. Analizzando i movimenti visibili ha sviluppato due modi di rappresentarli attraverso processi elementari : particelle in movimento e onde.
Non esiste altro modo di fornire una descrizione per immagini del movimento, e noi dobbiamo applicarla anche alla sfera dei processi subatomici, dove la fisica classica ci
viene meno. In Born M.,Atomic Physics, Hafner, 1957. vedi anche Heisenberg W.,Physics and Beyond, Harper e Row, 1971.

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Anche la pedagogia cambiata in funzione delle 4 cosmogonie, che possono essere per questo
denominate: lepoca della cognizione, quando gli uomini hanno imparato la potenzialit dellapprendimento
e alla forza del cervello; lepoca della educazione, il passaggio dalla paideia allecumene, la consapevolezza
della conoscenza; lepoca dellazione, la competenza nella trasformazione delle conoscenze in atti, in
programmazione, il passaggio dalle scienze della pedagogia alle scienze delleducazione; lepoca della
relazione, la plusvalenza contenutistica presente nello scambio di informazione e comunicazione, il valore
culturale delle connessioni, il network glocale della conoscenza in cui viviamo. Ma gli agenti educativi
tradizionali non sanno niente di tutto questo. Ignorano che i nuovi studenti sono nativi digitali e continuano a
svolgere programmi obsoleti con didattiche estranee alle grandi mutazioni logiche e tecnologiche del mondo
moderno. Le scuole, di ogni ordine e grado, sono totalmente ignare dei quattro livelli di logica e della logica
quantistica applicata alla conoscenza sociale quotidiana; nulla sanno dei processi di apprendimento reali,
continuano cieche e sorde alle grandi trasformazioni e alle esigenze di apprendimento. Lunica cosa che viene
trasmessa agli studenti una tecnica, pi o meno astuta, per superare esami o interrogazioni. La conoscenza
altrove. nella rete. Istituti e istituzioni universitarie e scolastiche sono rimasto fuori rete.
Uno dei processi di apprendimento in qualsiasi area , ad esempio, il modello Dreyfus in cui si riconosce
quanto siano sorprendentemente simili a quello informatico le acquisizioni cognitive in quasi tutti i settori

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professionali. E questo per i conoscitori della epigenetica, quasi ovvio. I nativi digitali sono epigeneticamente

adattati al proprio contesto culturale e quindi hanno interiorizzato una comune metodologia di acquisizione
cognitiva. Il modello Dreyfus suddiviso in quattro fasi di osservazione, imitazione, assimilazione e
innovazione. E in tutti i casi i processi di crescita in termini qualitativa e in termini quantitativi dei propri skill
professionali prevede 5 precisi step:
1. Novice, che il livello di apprendimento delle regole e delle procedure, dei comportamenti
ricorrenti e di quelli usuali;
2. Advanced Beginner, che consiste nella conoscenza specialistica di segmenti specifici senza la
necessit di acquisire una visione globale;
3. Competent, il livello di chi si mostra in condizione di risolvere autonomamente alcuni
problemi professionali;
4. Proficient, il livello di chi ha la possibilit, il potere e l intelligenza di autocorregersi;
5. Expert, coloro che possono permettersi di avere una visione globale e possono lavorare con
razionalit e intuizione.
Credete che esista un percorso universitario o un corso di formazione, in Italia, che si ponga il
problema che lapprendimento un processo, secondo il Dreyfus model, e non un singolo atto?
Nemmeno uno.
Eppure a questi tipi di processi presenti nelluniverso dei domini relazionali che la interconnessione
dei cervelli si adatta sempre pi, appunto secondo le regole logiche e antropologiche della epigenetica.
comprendere quei modelli, di cui quello Dreyfus soltanto uno, che ti servir poi, nel mondo reale della vita
e del lavoro; quel processo indispensabile per il soddisfacimento dei propri bisogni di autorealizzazione e
quindi alla propria autoformazione permanente; sempre quello stesso processo che i nostri figli hanno gi
acquisito e che gi utilizzano in quanto frequentatori abituali della rete. La loro potenza che supera ogni potere
dellaccademia provata dal fatto che, senza alcuna scuola e senza alcuna specializzazione istituzionale, i
giovani, molto pi spesso di quel che non si creda e senza traumatiche difficolt, sono in grado di passare
tranquillamente da utenti a programmatori.
Che cosa succede, allora, quando una tecnologia impatta cos profondamente con il sistema sociale da
produrre un major event, cio una innovazione sociale strutturale, una sfasatura definitiva tra testo e contesto?
Abbiamo alcuni casi storici a cui far riferimento, dalla introduzione della scrittura alla galassia
Gutenberg, dalla rivoluzione agricola alla rivoluzione industriale, dalla invenzione del telefono ad internet.
Prima di tutto, seguendo lo schema proposto e accolto di De Kerckhove, abbiamo una riconfigurazione
dellordine e sociale e politico di una cultura26 che, a sua volta, induce un nuovo orientamento generale
verso lavvenire e il progresso27. Si passa dal razionalismo profano28 della prima ora al razionalismo
26
27
28

Kerckhove (de) Derrick, cit., 2008


Kerckhove (de) Derrick, cit., 2008
Kerckhove (de) Derrick, cit., 2008

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critico29 della conclusione. E questo passaggio scandito dallo sviluppo di nuove logiche acquisitive della

conoscenza e da nuovi criteri di apprendimento. Una nuova metodologia e una nuova didattica.
Anche nuove Agenzie Educative?
Non detto.
Se queste nuove metodologie e nuove didattiche vengono comprese, apprese e pretese (utilizzate)
dalle Agenzie Educative esistenti, la funzione pedagogica resta immutata o, anzi, pu essere ripristinata,
possiamo dire, salvata e migliorata. Se, al contrario, le nuove metodologie e didattiche vengono ignorate,
per incuria, per pigrizia o per privilegio di casta, gli Agenti Educativi tradizionali cadono in desuetudine
come le foglie morte di Carlo Arturo Jemolo30, si trasformano in noiosi istituti di ripetizione del clich, privi
e privati di qualsiasi innovazione, preda della acerrima prevalenza di ogni burocrazia. Forme senza sostanza,
inutili e, per molti aspetti, dannose. Si ergono a giudici. Poich hanno imposto, in modo autoreferenziale, la
propria fondamentale capacit di attribuzione della competenza altrui, servono solo come titolificio, aziende
di produzione diplomi di studio in serie tayloristica. E la funzione pedagogica, naturalmente, viene svolta da
nuovi Agenti Educativi.
Gli studenti lo sanno benissimo. E lo sanno purtroppo anche i docenti, spesso acquattati in un modus
vivendi opportuno alla tutela del ruolo e della carriera. Ogni volta che vai ad insegnare in una diversa universit
italiana, trovi studenti costernati e stupefatti che tu voglia fare lezione davvero. Loro sono disponibili e
desiderosi; dunque,ti accolgono come una preziosa rarit. La volta successiva ne trovi sempre di pi, condotti
da un passaparola efficace che viaggia sui canali comunicativi che hanno sostituito le aule scolastiche. Poi
te li ritrovi tutti, e molti di pi, fuori dallaula, nei siti internet, nei social network, come amici ansiosi di
partecipare ad un complessivo processo di apprendimento e, se possibile, di professionalizzazione. In realt
ti hanno selezionato loro, ti hanno tolto da quella universit e ti hanno portato dove loro imparano davvero,
nelluniversale scambio della rete, nei nuovi agenti educativi.
Non solo una questione tecnologica. l che ci si pu educare meglio, mantenendo con tutti
un rapporto individualizzato, rispettoso delle esigenze personali di crescita, attento allo sviluppo della
propria personalit e delle proprie potenzialit professionali. l che sono possibili nuove sperimentazioni
metodologiche, aule virtuali permanenti, il controllo in tempo reale delle conoscenze, la scoperta comune di
principi e valori contenutistici ulteriori, il controllo delle proprie emozioni. l che possibile una wetware
pedagogy.
Tutto questo modo di agire ormai il patrimonio quotidiano della nostra vita: ma niente del patrimonio
della nostra vita patrimonio delle nostre scuole e delle nostre universit. Basti pensare che, nellepoca della
rivoluzione del tempo scelto, le scuole e le universit organizzano i corsi secondo i vecchi criteri del tempo
imposto. E quando qualcuno tenta una attivit esclusivamente telematica, a distanza, viene considerato
di secondo livello, una affabulazione, quasi una mistificazione. Quando invece, almeno per la tecnologia
utilizzata, la didattica della e.learning di molto superiore alle soffocanti ragnatele dellobbligo di frequenza.
Un imprimatur che si autogiustifica con verbose capriole teoriche sulla paideia. Gli unici scampoli di paideia,
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30

Popper Karl, LOGICA DELLA SCOPERTA SCIENTIFICA, Einaudi, Torino


Jemolo C. Arturo, CHE COSE LA COSTITUZIONE, Donzelli, Roma 2008

WETWARE PEDAGOGY
oggi, sono rintracciabili, invece, soltanto sui domini relazionali del web. Levidenza talmente ampia, che
ogni negazione puramente difensiva.
Allora noi, forse perch liberi dalle rigide maglie della carriera e, in qualche modo, liberati dalla
affannosa rincorsa alla cattedra, abbiamo deciso di seguire il fascino della innovazione e tentare la strada
ancora molto ignota verso la wetware pedagogy.
Come abbiamo visto precedentemente, i migliori teorici sugli impatti culturali del web considerano
la intelligenza connettiva della rete (o delle reti) lelemento centrale della nuova conoscenza. Il processo
di integrazione dei valori cognitivi esterni certamente la caratterizzazione della nuova era. Si passa
definitivamente dal know how al know out, dalla conoscenza che abbiamo dentro a quella che possiamo
prendere fuori, in tempo reale, in ogni momento in cui ne avessimo bisogno. Questa disponibilit ci offerta
dal wetware, dalla integrazione tra il cervello umano e il cervello connettivo in internet. La capacit di sapere
come e quale conoscenza utilizzare per la soluzione di un problema reale la nuova pedagogia.
Dei tanti contenuti possibili, che avremo modo successivamente di specificare, uno resta determinante.
La wetware pedagogy inevitabilmente glocale: una didattica e una metodologia in grado di utilizzare
lintelligenza connettiva globale per risolvere problemi reali locali.
La Glocalit di un fenomeno significa che qualsiasi punto il centro, qualsiasi globalit locale,
qualsiasi localit globale e pu immettere una minaccia nelle sinapsi celebrali della complessit multimediale,
pu colpire il cervello, la rete, il network delle organizzazioni internazionali e produrre eventi globali con
effetti incontrollati. Oggi senza questa impostazione glocale (ovvero multidimensionale) risulta difficile ogni
interpretazione.
Il primo autore a proporre al dibattito scientifico il concetto di Glocalizzazione o di glocalismo stato
Zygmunt Bauman31, il noto sociologo contemporaneo che molto ha contribuito alle analisi sulla trasformazione
della societ industriale (ovvero la III cosmogonia del dominio singolare del s32). Secondo Bauman la
localizzazione una procedura di integrazione tra internet e vari intranet, una forma di integrazione tra la rete
universale onnicomprensiva e tante reti locali circoscritte dalla realt, anche territoriale, che rappresentano.
Insomma una proiezione e un assorbimento. E viceversa: la proiezione di un assorbimento. Infatti con la
localizzazione gli standard del mercato globale dettano i termini dei format di prodotti e servizi che vengono
modificati per il mercato locale in funzione di quella cultura e di quella consuetudine. Gli standard introdotti
tecnologici applicati per la comunicazione globale possono assumere un format locale, per imprese o territorio,
in funzione alle esigenze soggettive, individuali o addirittura personali. Per la wetware pedagogy che noi
proponiamo, ogni cervello un polo della rete globale e al tempo stesso delle reti locali, ogni cervello un
luogo di apprendimento. E questo ci permette di superare quantisticamente la opposizione dei concetti di
globale e locale. Spesso vengono configurati come opposti complementari: quei termini alternativi che hanno
senso soltanto se inscindibilmente pronunciati, come amore e odio, vita e morte, bene e male, il lato destro e
quello sinistro; due facce opposte della stessa moneta, il Giano bifronte, il mostro senza nuca, ma con due volti
31

Bauman Zygmunt Globalizzazione e glocalizzazione Editore: Armando 1992. I realt il termine Glocalizzazione nacque negli anni ottanta in giappone
(dochakuka) e fu tradotto negli anni novanta in inglese dal sociologo Roland Robertson. Bauman lo ha sviluppato concettualmente in modo adeguato.

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Bruno F. e Ceci A., IL LEGAME FENOMENOLOGICO DELLA REALTA, Siena, 27 Agosto 2007

WETWARE PEDAGOGY
irrimediabilmente collegati dallo stesso cervello. Oggi non pi cos. La rete ci dimostra la fondatezza della
logica quantistica. Si pu essere globali e locali al tempo stesso, senza essere n opposti e n alternativi. Tutti
gli standard valgono soltanto quando si trasformano in format33, quando ogni fenomeno globale si tramuta in
un evento locale, circoscritto nel tempo e localizzato nello spazio. Contano le interazioni definite tra individui,
la presenza, per quanto estesa, delle organizzazioni sul territorio. Non corretto, dunque, considerare il
localismo come una reinterpretazione della teoria classica dei sistemi, secondo cui un sistema complesso la
composizione di diversi sottosistemi. In primo luogo perch un sistema complesso non mai la mera somma
di pi sottosistemi. In secondo luogo perch anche un sottosistema, sulla base del principio ologrammatico
per cui nel minore ci sono tutti gli elementi del maggiore, pu essere un sistema complesso. In terzo luogo
e principalmente perch il glocale ha contemporaneamente assieme il globale ed il locale, non sono cose
separate in relazione tra loro. Lidentit del glocale di essere al tempo stesso e nello stesso luogo un mix di
globale e locale. Nella logica computazionale e nella teoria classica dei sistemi c ancora una distinzione,
un confine, che nella logica quantistica non c pi. Nel web non esistono pi major o minor event. Esistono
major e minor event, eventi major che sono anche minor e minor che sono anche major, a seconda dellonda
durto, cio di quanta forza esercitano sul sistema di comunicazione e sui domini relazionali. In ogni caso,
tutti gli eventi in rete sono sempre e comunque contemporaneamente globali e locali: glocali. come se su un
sistema di assi cartesiani avessimo una curva, la quale guardata con unaltra risoluzione si manifesta in modo
diverso. Certo per pi corretto dire che non abbiamo pi un sistema di assi cartesiani come sfondo34.
Ormai, il tema della wetware nella pedagogia, anche se spesso non con questa declaratoria,
trattato solo da paper anglosassoni di ricercatori isolati. Nei testi dellaccademia totalmente ignorato.
Perfino Cambi35, nella sua bellissima storia della pedagogia, propone molte nuove emergenze educative, ma
dimentica totalmente limpatto dei media, che un problema pedagogico per eccellenza da sempre. Eppure,
nel lontano 1957, Arnold Gehelen sapeva gi che luomo del futuro prossimo venturo avrebbe tessuto intorno
al globo la sua rete dacciaio e senza fili36. Eppure ci aveva avvisato della metamorfosi del mondo37 a cui
andavamo incontro. Si trattava, diceva, di un rivolgimento paragonabile, per la sua profondit, soltanto
alla rivoluzione neolitica, quellepoca della preistoria in cui luomo abbandon lesistenza del cacciatore,
volgendosi allagricoltura e allallevamento del bestiame, scelse la vita sedentaria e, con essa, di conseguenza,
lagglomerato urbano, la differenziazione della ricchezza, il dominio, la divisione del lavoro e non da ultimo
divinit anchesse sedentarie con i loro templi e i loro culti38. Cos stato. Inutilmente: perch invece, le
nostre accademie sono state totalmente ignare degli impatti dei media sulla struttura di apprendimento dei
nuovi studenti. Ancora oggi si immagina di formare unanima interna agli individui, un cervello dentro una
scatola cranica, si crede di conformare un pensiero individuale che nella societ connettiva non esiste pi.
Davvero qualcuno ancora pensa che basti una lezione illuminante per accendere lintelligenza sopita
33

Bruno F. e Ceci A., FORMAT o STANDARD: dal rapporto di rappresentanza alla relazione responsiva nella democrazia della comunicazione., relazione al
seminario Le vie di Uscita dal Futuro, Milano, novembre 2007

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35
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38

Iovane G, Cantorian spacetime and Hilbert space: Part IFound, actions, Chaos Solitons & Fractals, 28, 4,857, 2006
Cambi Franco, STORIA DELLA PEDAGOGIA, Laterza, Bari 1995
Gehelen Arnold, LUOMO NELLERA DELLA TECNICA, Sugar, Milano 1967
Gehelen A., cit., 1967
Gehelen A., cit., 1967

WETWARE PEDAGOGY
di un ammaliato discente? Davvero qualcuna immagina di trasmettere la conoscenza con la propria oratoria e
senza lausilio di una strategia didattica via web?
Lunica cosa che possiamo fare noi docenti far conoscere la conoscenza, indicare un metodo e
una logica, la capacit di agire comunicativamente per permettere a ciascuno lautoproduzione dei propri
contenuti. Superare il potere dellaccademia ormai privo di ogni potenza pedagogica e privato delle possibilit
della didattica, questa la prospettiva del wetware che si sviluppa in modo inintenzionale nei network glocali
moderni.

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