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NUOVA STAZIONE FERROVIARIA DI SMICHOV, PRAGA

<<Il Sahel un confine permeabile, il luogo dello scambio e dei continui riequilibri fra i due diversi modi di abitare il mondo, il luogo di confronto fra la citt nomade e la citt sedentaria>>
(E. Turri)

Negli anni 50 del secolo scorso Constant Nieuwenhuys, membro dellInternazionale Situazionista, giunge a una formulazione utopica, ancorch ancorata alla realt storica, secondo cui, se luomo fosse libero dalla necessit di produrre i beni che consuma, potrebbe tornare a essere nomade come lo era diecimila anni fa, in un mondo senza frontiere, dove si possa andare ovunque; ci sarebbe reso possibile dal progresso tecnologico, che consentirebbe la totale automazione dei sistemi produttivi. Il nomadismo di Constant non una visione idilliaca, bens una lucida critica della societ dei consumi, permeata da una vena di marxismo postindustriale. Il nomadismo di Constant partiva dal progresso tecnologico, che con lautomazione della produzione di massa, e con una equa distribuzione dei beni, avrebbe liberato luomo da vincoli spaziali, facendolo vivere nel tempo, nel quotidiano, con importanti conseguenze sul territorio: <<lo spazio urbano pu essere immaginato come spazio del percorso nomade e dellerranza continua. [] Si pu concepire la citt non come spazio dello stare, ma come spazio dellandare, come un infinito percorso che non lascia tracce sulla terra>> (F. Careri). Nellattuale mondo globalizzato, stiamo assistendo a un progressivo accorciamento delle distanze, reso ancora pi evidente, per quanto asimmetrico, da costi molto competitivi. A sua volta, il mercato globale ha prodotto un nuovo nomadismo professionale (pendolarismo su scala planetaria) e amatoriale (turismo). Tale fenomeno sembra destinato ad amplificarsi, soprattutto in un micro-mondo senza frontiere come lUnione Europea, con un conseguente aumento della domanda di spazi per il trasporto, interfacce tra lo stare e landare, che mettano in comunicazione citt e territorio e le citt tra loro, in uno sforzo continuo per attrarre capitali e investimenti. In questo contesto, si inserisce la mia tesi che, per quanto non sia direttamente connessa con la ricerca sulla bioarchitettura, analizza la possibilit di un nuovo modo di concepire e vivere la citt e il territorio, insieme alla possibilit di concepire un sistema di mobilit energeticamente consapevole e sostenibile. La concezione alla base del progetto che un approccio energeticamente consapevole e sostenibile passa necessariamente da una nuova concezione del modo di fruizione della citt e del territorio, intesa sia in termini di efficienza degli usi energetici dellarchitettura, sia in termini di efficienza energetica dei trasporti (riduzione dei consumi, riduzione degli spostamenti e soprattutto riduzione degli spostamenti con mezzi privati). Il progetto per la nuova stazione ferroviaria di Smichov, a Praga, prova ad applicare a un caso concreto tale ipotesi di partenza, sfruttando unarea ex-industriale degradata, gi considerata come futuro ambito di recupero e futura centralit a ridosso del centro storico di Praga, e prendendo in considerazione sia lo stato di fatto, sia progetti che verranno sviluppati nellarco dei prossimi 40 anni: la linea ferroviaria ad alta velocit tra Praga e Norimberga (primo tratto di un sistema ad alta velocit che dovrebbe collegare Praga, oltre che con la Baviera, anche con Vienna e Linz, Berlino, Budapest, Bratislava, Cracovia e Varsavia); una linea ferroviaria circolare (sul tipo delle Circle Line) che connetta Praga con il suo aeroporto, con diramazioni ai principali centri dellhinterland; il progetto Praga 2100 per lo sviluppo delle linee di metropolitana, che prevede che da Smichov passeranno 4 linee di metropolitana; il progetto, che per difficolt politiche non verr realizzato, di far fermare il trasporto merci su gomma ai margini del centro storico, effettuando la distribuzione delle merci nel centro con mezzi di dimensioni ridotte alimentati a biodiesel o elettricit; il recupero del quartiere. Il progetto prevede la realizzazione di una nuova stazione di scambio intermodale, per persone e cose, tra i vari sistemi di trasporto su ferro (treni ad alta velocit, treni nazionali, regionali e locali, metropolitane, tram e navetta ferroviaria per laeroporto; treni merci) e su gomma (autobus urbani e regionali, automobile; trasporto merci), cercando di spostare il baricentro a favore del trasporto su ferro, con importanti ricadute sullambiente, in termini di riduzione dellemissione di CO2, NOX, PM10, ecc.

Sono previste, oltre alla stazione ferroviaria vera e propria, una nuova autostazione per le linee regionali su gomma, una nuova organizzazione del nodo di scambio con autobus, tram e metropolitana, un parcheggio di scambio per oltre 1000 posti auto e un centro merci che consenta una logistica sostenibile, bypassando pi possibile il trasporto su gomma ispirato al progetto citato, di far fermare le merci a ridosso del centro storico cittadino. Oltre a tali funzioni, prevista la realizzazione di un albergo, di uno suite hotel e di edifici residenziali per declinare le esigenze abitative in funzione della permanenza in citt; di un Office Park con oltre 90.000 mq di spazi per uffici, in modo da avere spazi lavorativi fruibili con il minimo uso di mezzi privati; attivit commerciali e ricreative, cinema e spazi culturali; un centro di controllo dei sistemi di trasporto su scala regionale e nazionale del Ministero dei Trasporti; spazi verdi pubblici per oltre 20 ha per creare un polmone verde a ridosso di importanti arterie viarie urbane. La tesi, per vari motivi (primo su tutti, il fatto che ogni singola parte della tesi avrebbe potuto costituire una tesi di laurea a s stante), si concentrata principalmente sulledificio della stazione ferroviaria, tuttavia il progetto stato analizzato in ogni sua parte. La concezione del progetto prevede una integrazione tra sistemi di gestione energetica passivi e attivi, sfruttando per lalimentazione primaria dei sistemi di controllo climatico tecniche di cogenerazione che integrino fotovoltaico/solare termico, geotermico e biomasse. I principali sistemi passivi previsti sono: riduzione dei carichi termici invernali mediante recupero di calore dagli apporti solari gratuiti; realizzazione interrata di porzioni degli edifici che, oltre a ridurre i carichi termici invernali ed estivi, costituiscano una massa termica a temperatura stabilizzata; controllo della radiazione solare in fase estiva; sfruttamento di effetto camino per ridurre i carichi termici estivi e per la ventilazione naturale; preriscaldamento dei flussi di mandata dellaria mediante interramento delle canalizzazioni; creazione di tetti giardino ove possibile, per ridurre i carichi termici, migliorare il drenaggio delle acque meteoriche e migliorare naturalmente il microclima. Tali sistemi vanno necessariamente integrati con sistemi attivi di controllo della radiazione solare e con impianti termici centralizzati (per ottenere economie di scala), con sistemi di regolazione ad elevata tecnologia, per garantire elevato comfort e flessibilit duso. Una attenta calibrazione delle componenti attive e passive dovrebbe garantire risparmi di gestione nei periodi intermedi in cui gli impianti non possono essere a pieno regime.