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1. METODO O METODI? 2. GESTIONE DEL TEMPO 3. DOVE STUDIARE? 4. LO STUDIO DI GRUPPO 5. PRENDERE APPUNTI 6. LEGGERE E COMPRENDERE
Fasi della lettura Blocchi di comprensione: che fare?


7 9 14 16 18 23 25 27

7. MEMORIZZARE E APPRENDERE
Come funziona la nostra memoria Regole per usare al meglio la memoria Quando la memoria inganna Tecniche e suggerimenti Stili di apprendimento Stili di pensiero

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Bibliografia e Sitografia Elenco fascicoli dellopera Credits

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Introduzione
SUGGERIMENTI PER STUDIARE MEGLIO ALLA STATALE

COME NASCE Lidea di realizzare una raccolta di fascicoli focalizzati su specifiche tematiche, il cui filo conduttore fosse quello delle Strategie di adattamento alla realt universitaria, nasce in seguito allorganizzazione di due cicli dincontri destinati agli iscritti dellUniversit degli Studi di Milano, svolti tra il settembre 2003 e il maggio 2005. Gli argomenti affrontati, nel corso di sette appuntamenti, sono stati scelti tra quelli emersi pi frequentemente nelle esperienze di contatto quotidiano con gli studenti, quindi: ladattamento alla realt universitaria, la motivazione, il metodo di studio, la gestione dello stress e dellansia e la comunicazione efficace in sede desame. A conclusione degli incontri, cui hanno partecipato oltre mille studenti, numerose sono state le richieste di poter disporre dei materiali utilizzati nei vari moduli, anche da parte di chi non aveva avuto la possibilit di essere presente. Si cos stabilito di dedicare un fascicolo ad ognuna delle tematiche dibattute in quelle sedi, come occasione per approfondire gli argomenti e per raggiungere un numero superiore di studenti, attraverso uno strumento di lavoro facilmente fruibile.

GLI AUTORI Ogni fascicolo stato curato dal personale del Cosp, che ha collaborato allorganizzazione dei cicli dincontri, con la supervisione dei docenti Simonetta Betti e Riccardo Sciaky, ricercatori dellIstituto di Psicologia della Facolt di Medicina e Chirurgia.

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Lo studente strategico

A CHI RIVOLTO Sebbene qualsiasi studente possa avere accesso a tutti i fascicoli, ognuno di questi stato idealmente pensato e costruito per una specifica categoria di utente. In questo modo, possibile accedere direttamente al fascicolo che pi risponde alle problematiche tipiche della fase di studio e adattamento che si sta affrontando, per trovare indicazioni, suggerimenti, spunti di riflessione.

COME LEGGERLO Lobiettivo che ci si posti in ogni fascicolo stato quello di analizzare le problematiche pi comuni degli studenti universitari, per offrire un insieme di riflessioni e strumenti utili ad affrontare positivamente i momenti di difficolt che si possono incontrare. Questo progetto, come si detto, ha visto coinvolti orientatori e consulenti psicologici con alle spalle percorsi di formazione ed esperienze differenti, ma che hanno in comune un aspetto fondamentale: il confronto quotidiano con gli studenti dellAteneo. Proprio in virt delle diverse provenienze e competenze degli autori, al lettore non sfuggir la doppia anima di questo manuale: una psicologica, laltra pragmatica. Ogni argomento quindi stato trattato considerando le due diverse valenze. Ma anche se vengono riportati riferimenti a teorie ed esperimenti psicologici, questo non un testo di psicologia e non va letto come tale. Nel diversi fascicoli si possono ritrovare citazioni di personaggi famosi, brevi novelle, storie zen ed aneddoti, perch pensiamo che a volte una metafora o un breve episodio di vita vissuta possa avere pi impatto di molte teorie astratte, ma soprattutto perch la nostra intenzione quella di creare degli strumenti speriamo utili, ma non dogmatici.

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Lo studente strategico

Questo fascicolo stato scritto pensando sia agli studenti del primo anno che devono mettere a nuova prova i metodi di studio usati in passato, sia a coloro che si rendono conto di non ottenere i risultati sperati pur impegnandosi molto. I fattori che entrano in gioco nella scelta del metodo di studio pi adatto sono collegati alle caratteristiche di personalit, alle materie e al contesto. La scelta del proprio metodo ideale pertanto non pu prescindere da questi fattori.

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Le due strutture collaborano da tempo per fornire un sostegno mirato agli studenti dellAteneo: il Cosp, istituito nel 1999, svolge unattivit dinformazione, consulenza e orientamento rivolta a tutti gli studenti durante il loro percorso formativo - soprattutto nelle tappe fondamentali rappresentate dal passaggio dalla scuola superiore allUniversit e da questultima al mondo del lavoro. LIstituto di Psicologia della Facolt di Medicina e Chirurgia ha avviato nel 2003 un servizio di counseling dedicato agli iscritti all'Universit degli Studi di Milano, con lo scopo di fornire un aiuto per superare momenti di difficolt e di stress che incidono sul benessere individuale, in particolare - ma non solo - sull'adattamento all'ambiente universitario e sul rendimento negli studi.

In sostanza nessuno dei fascicoli presenta verit assolute e nessuno dir cosa fare per riuscire allUniversit: semplicemente verranno riportati dei suggerimenti che diversi studenti hanno trovato utili. In conclusione, queste pubblicazioni dovrebbero essere considerate come un supporto pratico in pi agli studenti dellAteneo: per vivere e studiare meglio.

1. METODO O METODI?

Il mio scopo non insegnare il metodo che tutti dovrebbero seguire per guidare bene la propria ragione, ma soltanto rivelare come ho cercato di guidare la mia.
Ren Descartes, Discorso sul metodo

Indiscutibilmente lo studio la componente fondamentale della vita accademica e se ci sono problemi su questo fronte bene affrontarli subito. Alcuni studenti hanno sviluppato un metodo personale durante le superiori, un metodo che in diversi casi riusciranno ad adattare con successo al nuovo contesto. Non per raro approdare allUniversit e scoprire che ci che ha funzionato egregiamente in passato non produce i risultati attesi. Solo in questo secondo caso necessario rifornire la propria cassetta degli attrezzi di nuovi strumenti di lavoro che ciascuno studente individuer: il punto che non si pu prendere il metodo di studio di un altro e limitarsi a copiarlo. Tanto per fare un esempio, il metodo di studio di uno dei nostri consulenti consiste nel cancellare con levidenziatore tutte le parti di un libro che non sono importanti, lasciando invece ci che fondamentale ricordare. E un metodo che neppure quel consulente consiglierebbe ad alcuno: richiede pi tempo della normale sottolineatura, poco logico e ribalta la legge visiva per cui ci che viene evidenziato dovrebbe saltare allocchio. Eppure su di lui funziona perfettamente, quindi non lo cambierebbe mai con un sistema differente. Riflettere sul proprio metodo di studio, sulle strategie che si usano per facilitare il ricordo, sulle proprie preferenze, quindi rendere espliciti quei processi che vengono messi in atto implicitamente, un traguardo fondamentale per capire come migliorare e dove intervenire. Nelle prossime pagine si forniranno suggerimenti, spunti, metodi che lo studente pu sperimentare e successivamente decidere se utilizzare o meno. Un sistema che funziona in novanta casi su cento, tuttavia, risulta comunque inutile per dieci persone. Se il proprio metodo funziona, se fornisce i risultati sperati, non ha senso modificarlo. Viceversa, se non si soddisfatti dei risultati conseguiti, vale la pena di provare qualcosa di differente: nella peggiore delle ipotesi si rimarr nella medesima condizione, se funziona, il vantaggio evidente. pag.

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Esiste tuttavia una certezza incrollabile: nessun metodo di studio pu garantire buoni risultati a prescindere dal tempo e dallimpegno dello studente. Si pu rendere lapprendimento pi organico, duraturo e appagante, ma nessun sistema pu produrre risultati istantanei e senza sforzo. Per introdurre ora le tematiche classicamente associate al metodo di studio (appunti, lettura, memoria, apprendimento, strategie e tecniche), proponiamo di seguito un piccolo gioco, che alla fine vuole semplicemente trasmettere una morale: Tempo disponibile: 2 minuti

Qual la morale? Che la via pi logica sempre la pi semplice e breve, ma non necessariamente quella a cui si pensa prima. Quindi, se un compito sembra troppo difficile, forse lo si sta affrontando nel modo sbagliato.

1. 2.

Secondo il criterio alfabetico, qual la prima parola che si trova nel vocabolario? Scrivere qualsiasi cosa nel riquadro seguente:

2. GESTIONE DEL TEMPO 3. 4.


Disegnare un triangolo con due righe: Qual era lisola pi grande prima che venisse scoperta lAustralia? La sensazione di perdere tempo spesso fonte di stress. Lo stato di benessere delle persone dipende anche dalluso che fanno del proprio tempo. Il primo passo per vivere bene, allUniversit come nel lavoro o nella vita familiare, gestire ottimamente il tempo, in modo da assolvere compiti ed impegni, senza rinunciare a rapporti sociali, hobby e sport. Alcune attivit svolte quotidianamente consumano le nostre energie, altre ricaricano e altre ancora richiedono un dispendio di energia da un lato, ma un acquisto dallaltro, perch sono impegnative, ma anche piacevoli. Nel disegno riportato di seguito vengono esemplificate alcune delle attivit pi comuni e la loro valenza energetica. Per un buon adattamento psico-fisico vi deve essere equilibrio tra le attivit a segno + e quelle a segno , proprio come in una dieta alimentare vi deve essere un giusto apporto di carboidrati, proteine e grassi. pag.

Ci siete riusciti? E stato difficile? Siete sicuri di non aver fatto errori? E possibile controllare qui sotto.

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Il motivo per cui stato proposto questo gioco di fornire la giusta chiave di lettura rispetto ai suggerimenti, ai sistemi e ai metodi che verranno proposti nei paragrafi seguenti. Chi ha limpressione dimpegnarsi molto e ottenere poco dovrebbe in sostanza chiedersi se sta affrontando le cose nel modo giusto e magari provare qualcuna delle alternative proposte. Chi trova gi semplice e proficuo il proprio metodo, pu invece utilizzarli per un confronto. Un buon sistema di studio dovrebbe tenere in considerazione diversi fattori: tempi e luoghi, abilit, strategie disponibili, risorse e preferenze di chi deve apprendere. Questi sono i temi che verranno quindi presi in esame in questo fascicolo.

1. La risposta la parola A, che per lappunto una preposizione semplice.

2.

QUALSIASI COSA
3.

4. A prescindere dal fatto che sia stata scoperta o meno, lisola pi grande sempre lAustralia.

La dieta del tempo


CURA DI S

Come bisogna allora comportarsi nella gestione dei tempi? Buone regole sono:

RELAZIONI SOCIALI

>

contenere lo stress entro livelli gestibili: un certo livello di stress rende vigili e migliora la memoria, troppo impedisce la concentrazione; rilassarsi giornalmente, nei week-end e nelle vacanze annuali, per rinnovare le energie. Nella maggior parte dei casi, il problema principale non avere poco tempo, ma gestirlo efficacemente. A questo proposito, lagenda il miglior alleato di uno studente universitario alle prime armi. Questo prezioso strumento non dovrebbe essere usato unicamente come promemoria degli impegni, ma soprattutto come mezzo di pianificazione. Molte agende includono dei planner come quello esemplificato nelle pagine seguenti, in cui possibile a colpo docchio visualizzare la situazione settimanale, mensile ed annuale. Se non si abituati a organizzare le proprie giornate, questa attivit di programmazione pu sembrare una perdita di tempo, ma meglio spendere cinque minuti al giorno, che procedere senza un piano a breve e lungo termine. Soprattutto quando si studia per un esame, si ha allinizio limpressione che vi sia moltissimo tempo per prepararsi, salvo poi trovarsi in difficolt gli ultimi giorni o non riuscire a conciliare lo studio con le lezioni, gli impegni, lo svago. Lagenda serve A ER/AGEND O-VALUTARE proprio ad evitare ci. IL PLANN AUT

RIPOSO

+ +/SVAGO

LAVORO

STUDIO

La dieta del tempo non universale. Non esiste una regola standard su quante ore si debbano dedicare allo studio o al riposo. La medesima attivit pu avere effetti diversi su persone differenti o sulla stessa persona in momenti diversi. La velocit di apprendimento e i ritmi biologici cambiano da persona a persona, cos come le preferenze in fatto di hobby e tempo libero. E pertanto necessario trovare la propria dieta temporale adeguata. La frenesia e lozio sono due poli opposti che producono effetti differenti, ma ugualmente negativi per il benessere personale.

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+ > + > -

mantenere un livello di attivit ottimale, evitando uno stile di vita convulso, ma anche di oziare per giorni;

> >

>

Facciamo un esempio pratico di preparazione di un esame:


Obiettivo: preparare lesame di Criminologia in due mesi Volume dellesame: 4 libri suddivisi in 27 capitoli (in media 35 pagine a capitolo) Planner
DICEMBRE Luned Marted Mercoled Gioved Venerd sabato Domenica

Una buona pianificazione segue delle regole:

1 2

Priorit di tempo Alcune attivit non sono in s molto importanti, ma talvolta diventano urgenti se bisogna rispettare una scadenza. Stabilire un livello di priorit Priorit dimportanza Alcune attivit sono molto importanti, ma possono essere svolte in un periodo di tempo pi lungo. Priorit di tempo e importanza Certe attivit sono contemporaneamente urgenti e importanti e sono ovviamente quelle a cui si deve dare la precedenza. Alternare attivit molto impegnative con altre piacevoli o che richiedono meno concentrazione. Riservarsi margini di flessibilit, per far fronte agli imprevisti. Controllare il procedere delle operazioni. Giudicare il successo ottenuto.

1 8 15 22 29
GENNAIO Luned

2 9 16 23 30

3 10 17 24 31

4 11 18 25

5 12 18 26

6 13 20 27

7 14 21 28

Marted

Mercoled

Gioved

Venerd

sabato

Domenica

1 5 12 19 26 6 13 20 27 7 14 21 28 8 15 22 29

2 9 16 23 30

3 10 17 24 31

4 11 18 25

3 4 5 6

lezione impegni studio

ripasso svago

Tempo disponibile per lo studio (tolti impegni programmati, lezioni, svago e ripasso): 27 giorni = 1 capitolo al giorno Tempo disponibile per il ripasso: 5 giorni

Programmare unagenda non significa per esserne schiavi. La programmazione stessa deve essere flessibile e realistica: occorre includere margini di discrezionalit e recupero, nonch la possibilit di fronteggiare gli imprevisti o le occasioni non programmate che sarebbe un peccato perdere. pag.

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Identificare con chiarezza quello che bisogna fare: definire obiettivi, concreti e realistici.

3. DOVE STUDIARE?
La risposta alla domanda al contempo semplice e complessa: nel luogo pi adatto al proprio stile di concentrazione, scelto fra una gamma limitata di possibilit. Ci sono persone che hanno una grande capacit di concentrazione. Possono studiare in treno, in una mensa brulicante di chiacchiere o con lo stereo in sottofondo. E pur vero in linea di massima che un luogo silenzioso sempre da preferirsi - la concentrazione richiede pi energie se lambiente non la favorisce - eppure vi sono persone paradossalmente distratte dal silenzio. Sono persone che entrano in uno stato di contatto cos profondo con quanto leggono da escludere la maggior parte degli stimoli esterni: perdono la cognizione del tempo e del rumore. In alcuni casi tale esperienza pu apparire vagamente disorientante e cos preferiscono studiare in luoghi dove c un po di movimento. Non a caso, alcuni preferiscono studiare in cucina o con la televisione accesa, nonostante nella stanza accanto sia disponibile uno studio tranquillo. Ciascuno sa cosa lo aiuta e cosa lo disturba. Vi sono del resto persone che hanno bisogno di assoluto silenzio per concentrarsi, ma non sempre ci possibile, soprattutto se trascorrono molte ore in Universit e devono sfruttare le ore di pausa tra una lezione e laltra per studiare.

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Il realismo fondamentale: se ci si rende conto che per apprendere il contenuto di un capitolo occorrono due ore, non si pu programmare la propria agenda inserendovi lo studio di tre capitoli allora. Non importa se il compagno di studi sostiene di poter memorizzare un manuale in una notte. Se alla fine della giornata o della settimana non si in pari rispetto alla programmazione, occorre vedere cosa non ha funzionato, in modo da porvi rimedio per tempo.

Esistono ovviamente aule studio e biblioteche presso ogni Ateneo, ma non sempre queste sono abbastanza capienti o silenziose. Quando non disponibile il luogo adatto, non resta che provare ad adattarsi a ci che si ha. Un modo pu essere quello di utilizzare il walkman o un lettore MP3. Pu essere utile ascoltare musica senza parole (classica ad esempio) o qualche brano che si conosce molto bene (sempre senza parole o in una lingua ignota): gli stimoli acustici non-verbali sempre uguali tendono ad essere ignorati dopo un po e quindi fungono da isolante. E quello che accade quando entra in azione il frigorifero di casa: fa rumore, ma lo si conosce e ci si abituati, quindi generalmente la nostra attenzione non ne viene richiamata. Unaltra possibilit quella di mormorare quanto si legge: in genere questo sistema rallenta un po la velocit rispetto alla lettura mentale, ma pu in parte isolare dagli stimoli esterni. Si pu anche provare a concentrare lo studio nelle ore pi tranquille, come la mattina presto o la notte sempre che ci non disturbi i propri ritmi biologici e comunque senza esagerare.

4. LO STUDIO DI GRUPPO
Il gruppo , in generale, una sede privilegiata di apprendimento e confronto. Anche nello studio vale questo principio, ma occorre definire a che condizione e con quali presupposti operativi. Lo studio , infatti, prima di tutto unattivit personale e il gruppo trova il suo ruolo corretto solo in una fase successiva ad una prima comprensione e memorizzazione dei contenuti del testo da preparare. E possibile collaborare con gli altri se si possiedono almeno le conoscenze base sui testi e gli argomenti dellesame, in modo da sfruttare il gruppo come luogo di confronto, approfondimento, ripasso e memorizzazione. Oltre a questo presupposto fondamentale, esistono anche altre condizioni importanti che permettono di sfruttare al meglio lo studio di gruppo: la possibilit di riconoscere gli altri come confrontabili, legata a differenze di capacit e preparazione non troppo grandi tra i membri del gruppo (omogeneit del gruppo); la centralit del compito, quindi dello studio, rispetto ad altre attivit; la presenza di percorsi (tempi e argomenti) e obiettivi (lesame) chiari e condivisi, da sviluppare e raggiungere insieme; la creazione di un piccolo gruppo (da 2 a 5/6 persone al massimo) per favorire il coinvolgimento di tutti e il confronto.

Alcuni dei vantaggi dello studio in gruppo, riconducibili sia al miglioramento del proprio metodo di studio che alla preparazione personale, sono:

Miglioramento del metodo di studio

Scoperta di nuovi metodi di studio diversi dal proprio e apprendimento di nuove strategie dazione. Conoscenza e valutazione delle proprie risorse/carenze nello studio.

Preparazione dellesame

Possibilit di provare ad esporre quanto studiato, verificando carenze e punti critici. Riduzione dellansia da esame, vissuto non pi come problema personale ma del gruppo. Valutazione del proprio livello di preparazione rispetto al gruppo. Possibilit di simulare lesame. Raccolta di un numero maggiore di informazioni sugli argomenti di studio e sullesame stesso (domande frequenti, modalit di esame...). Possibilit di chiarimento sugli argomenti non capiti o poco chiari attraverso il supporto degli altri. Conferma e supporto dellautostima e della convinzione di poter superare lesame.

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Confronto del proprio metodo di studio con quello dei compagni.

5. PRENDERE APPUNTI
Un principe spadaccino desideroso di migliorare larte della scherma si reca dal migliore maestro zen del suo paese. Il maestro accetta di diventare suo insegnante a una condizione: il giovane deve stare in cucina, sempre con la spada al suo fianco, tenerla pulita e in ordine e in pi deve preparare i pasti, imparando a selezionare, a dosare i giusti ingredienti, a combinarli e a cucinarli. Il giovane, desideroso dimparare, accetta, anche se non capisce cosa centri larte del cucinare con larte della spada. La finestra della cucina si affaccia sul cortile dove il maestro zen d lezioni di spada. Cos il giovane, sempre con la spada al suo fianco, mentre pela patate, affetta cipolle e pulisce il lavello, guarda le lezioni del maestro. Tutto il giorno assiste a tutte le lezioni. Allinizio gli allievi gli sembrano tutti bravi, ma dopo un po di tempo gi in grado di notare una buona mossa e poi la differenza tra una buona mossa e una mossa sbagliata. E intanto continua a riordinare, a dosare gli ingredienti giusti per un buon pasto e a guardare lezioni. E ogni volta che chiede al maestro se arrivata per lui lora di cominciare le lezioni, il maestro risponde che non ancora pronto, che deve prima migliorare lordine della cucina, gli ingredienti e il sapore dei suoi cibi. Passa ancora del tempo e il giovane principe ora comincia ad anticipare persino alcune osservazioni del maestro. Un giorno, il maestro entra silenziosamente in cucina, e improvvisamente sfida il giovane. Questi molto rapidamente sfodera la spada, sempre pronta al suo fianco, e ingaggia un vero combattimento col maestro: riesce a parare colpi che non avrebbe mai immaginato e si accorge di aver imparato tante mosse mentre credeva di limitarsi a guardare gli altri.

Confrontiamo gli appunti presi a lezione con quelli che si elaborano nel corso dello studio personale.

APPUNTI PRESI DURANTE LA LEZIONE DEL DOCENTE


Finalit Mantenere viva lattenzione. Annotare i suggerimenti bibliografici del docente. Tenere traccia delle spiegazioni utili a capire i manuali da studiare per lesame. Approfondire gli argomenti. Capire quali sono gli argomenti pi importanti. Intuire a quali aspetti si pu dedicare uno studio meno approfondito. Apprendere la terminologia da utilizzare. Non serve scrivere tutto: sarebbe impossibile e inutile. Annotare i concetti principali con un breve riassunto, degli schemi o delle parole chiave. Si possono usare abbreviazioni e simboli, purch siano chiari a distanza di tempo. Rivedere gli appunti presi a lezione a breve distanza di tempo (al massimo il giorno successivo) per assicurarsi che siano ancora chiari. Annotare la data degli appunti di una materia. Dare un titolo che ne specifichi il contenuto. Tenere gli appunti di ogni materia distinti dagli altri. pag.

Metodo

Liberamente tratto da: Consuelo Casula, Giardinieri, principesse, porcospini. Metafore per l'evoluzione personale e professionale

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Questa breve storia zen sottolinea limportanza di osservare con attenzione gli altri prima di potersi mettere al lavoro in forma diretta. Molti studenti sottovalutano limportanza di prendere appunti, la considerano una perdita di tempo e in effetti degli appunti presi nel modo sbagliato servono a poco. Dei buoni appunti costituiscono invece una prima forma di elaborazione su quanto da apprendere, quindi un modo per capire cosa serve veramente, come organizzare i materiali e come riassumerli in forme concettuali comprensibili a colpo docchio.

APPUNTI PRESI DURANTE LO STUDIO PERSONALE


Finalit Schematizzare, riassumere. Rielaborare personalmente il materiale, favorendo la comprensione e la memorizzazione. Creare collegamenti. Facilitare il ripasso. Alcuni esempi: Scrivere dei riassunti dei capitoli (in questo caso bene annotare chiaramente i riferimenti, quindi il titolo del capitolo, la pagina, il paragrafo). Costruire schemi, diagrammi e mappe (anche in questo caso opportuno annotare i riferimenti) che sfruttino delle parole chiave in grado di evocare concetti e teorie. Annotare ci che risulta poco comprensibile, per ricordarsi di colmare la lacuna. Annotare ci che difficile ricordare (es.: date, successioni cronologiche, legami tra autori e teorie): lo scrivere facilita il ricordo e consente di rintracciare subito le informazioni da memorizzare invece di ricercarle in diversi punti dei testi. Testo da apprendere Nella classificazione leibniziana, oscure sono le conoscenze che non rendono possibile nemmeno lidentificazione del contenuto percepito, mentre chiare sono quelle che la rendono possibile. Le conoscenze chiare, a loro volta, possono essere confuse, quando del contenuto percepito non siamo in grado di isolare le singole componenti, o distinte quando possiamo individuarne un certo numero. Se lindividuazione delle componenti del contenuto percepito esaustiva ed enumera tutte quelle semplici non ulteriormente scomponibili, abbiamo una conoscenza adeguata, se invece questo processo di analisi non arriva agli elementi primi, abbiamo una conoscenza chiara e distinta ma inadeguata. Infine, una conoscenza simbolica se mediata da simboli o segni, intuitiva se il suo contenuto colto istintivamente e senza mediazioni.1

Metodo

1 Tratto da:
DAngelo Paolo, Franzini Elio, Scaramuzza Gabriele, Estetica, Ed. Cortina, 2002, pag. 106.

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Una breve nota a parte meritano le diapositive utilizzate da molti docenti durante la lezione: affannarsi a copiare tutto solo una perdita di tempo, meglio annotare le spiegazioni e richiedere i materiali al docente al termine della lezione. Se ci non possibile, ci si pu accordare con un compagno: uno annota le diapositive, laltro le spiegazioni. Gli appunti presi a lezione sono quindi una prima forma di elaborazione personale. Farsi passare gli appunti da un compagno non ha il medesimo valore perch non facilitano il ragionamento individuale e poi possono risultare indecifrabili, sia per la grafia che per il modo in cui sono espressi i concetti. Tuttavia in alcuni casi non se ne pu fare a meno, quindi bene richiederli a chi scrive in modo leggibile, utilizza uno stile di elaborazione simile al proprio e sia eventualmente disposto a spiegare i passaggi non chiari.

Di seguito si trova un esempio pratico di appunti presi durante lo studio personale. In questo esempio il testo originale di 116 parole stato riassunto in 40 parole/concetti chiave, riportando in ordine logico i termini principali. Non ovviamente lunico sistema valido per prendere appunti. Ugualmente utili possono essere riassunti, scalette e disegni. Ci che realmente differenzia i buoni appunti da quelli inutili la capacit di rievocare nella mente di chi li consulta, in tempi pi brevi di quelli necessari a rileggere il testo, la struttura portante del discorso originario, inclusi i contenuti non riscritti direttamente nello schema. In linea di massima degli appunti efficaci sono lunghi meno di un terzo del testo originario, pur riportando in ordine logico (o cronologico) le date salienti, i nomi e i termini che sono da ricordare, ma pi difficile memorizzare. Se si sicuri di ricordare un concetto e di saperlo collocare giustamente nel contesto, inutile trascriverlo negli appunti.

Appunti sul testo

6. LEGGERE E COMPRENDERE
Capire un testo non significa trasferire nella memoria quanto scritto in una pagina, ma mettere in relazione i concetti contenuti nel testo con le informazioni che gi si possiedono. Il primo passo per leggere in modo efficace quello di capire i meccanismi che entrano in gioco nella lettura. I nostri occhi non seguono il testo con un movimento continuo e fluido, ma F FICACE LETTURA E per scatti: la velocit di lettura UNA INDI dipende dal numero di parole che si TESTO, E QU DEL IONE, riescono a cogliere in ogni scatto. COMPRENS LA SUA La maggior parte delle persone SENTA L80% RAPPRE ha una velocit di lettura OCESSO DI DEL PR compresa fra 200 e 400 parole ZAZIONE MEMORIZ al minuto. Velocit di lettura e capacit di comprensione non dipendono per solo dal colpo docchio, ma anche dal: Genere di testo: un fumetto, un libro di narrativa, un manuale di biologia. Scopo della lettura: per divertirsi, per documentarsi, per prepararsi a un esame. Bagaglio di conoscenze: pi si conosce un argomento, pi semplice inserire nuove conoscenze che riguardano il medesimo argomento. Una lettura lenta non aiuta necessariamente a capire di pi: concentrandosi troppo su brevi sezioni di testo, si pu perdere il significato complessivo. Chi legge lentamente: Ha labitudine di pronunciare i suoni delle parole mentalmente o muovendo le labbra. Tende a seguire il testo con un dito, una matita o un righello.

CLASSIFICAZIONE DELLE CONOSCENZE SECONDO LEIBNIZ CONOSCENZE CONOSCENZA

OSCURE =

CHIARE =

SIMBOLICA =
mediata da simboli

INTUITIVA =
si coglie senza mediazioni

contenuto percepito non identificabile

contenuto percepito identificabile

CONFUSE =

DISTINTE =

ADEGUATE INADEGUATE = =
non individua tutte le componenti

individua tutte le componenti

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singole distinguibili N. componenti non componenti identificabili

SUGGERIMENTI PER STUDIARE MEGLIO ALLA STATALE

> >

> >

> > > >

Per capire meglio i meccanismi della lettura proponiamo un piccolo esperimento: possibile leggere le seguenti parole e frasi incomplete?

FASI DELLA LETTURA


Per una lettura funzionale allo studio bisognerebbe rispettare tre fasi.

UN_VE_S_T S_GN_FI_AT_ In algebra le lettere sono usate per rapLa biologia una scFerrovie: proclamato lo _______ nazionale in seguito allincidente costato la vita a 17 _______

OBIETTIVO

> >

LEGGERE: sintesi, titoli, paragrafi

Nella pre-lettura quindi non bisogna leggere il libro di testo dallinizio alla fine, ma sfogliarlo, prendere confidenza con gli argomenti in esso trattati e con la sua struttura. Lettura

Probabilmente non si sar incontrata alcuna difficolt: la mente umana colma automaticamente le lacune grazie ai legami che crea tra materiale presente e conoscenze disponibili. Il cervello umano elabora le informazioni raccolte da ogni scatto oculare in tempi pi brevi rispetto a quelli necessari alla lettura lineare, lettera dopo lettera, tipica dei bambini piccoli. Bastano pochi indizi per capire il senso di una parola o di una frase. Per questo motivo, generalmente, si comprende meglio e pi rapidamente un testo se non si legge ad alta voce. Alcune persone, tuttavia, dichiarano di ricordare meglio quando leggono ad alta voce. Questo pu dipendere dal fatto che preferiscono sfruttare la memoria uditiva, anzich quella visiva. A volte leggere ad alta voce pu anche essere funzionale se si studia in ambienti rumorosi, cos da coprire il brusio di sottofondo.

OBIETTIVO

INDIVIDUARE: tematiche centrali

INDIVIDUARE: relazioni tra tematiche

INDIVIDUARE: argomentazioni su cui si basano le tematiche

NON PERDERSI NEI DETTAGLI

La lettura vera e propria inizia a questo punto. Si leggono tutti i capitoli del testo, identificando per ognuno di essi le tematiche centrali e le relazioni fra di esse, cercando di ricostruire il percorso logico dellautore e le argomentazioni su cui basa le affermazioni. pag.

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> >

2.

>

GR_MM_T_ _A

1.

Pre-lettura

Identificare il tema centrale del testo

IDENTIFICARE: parole chiave ed esempi

OSSERVARE: tabelle, grafici, figure

Individuare domande, problemi e contenuti

SUGGERIMENTI PER STUDIARE MEGLIO ALLA STATALE

> >

> >

Rendersi conto di non aver capito. Identificare gli elementi che hanno causato il blocco (termini ignoti, riferimenti a basi teoriche non conosciute); Scegliere la strategia pi appropriata per risolvere il problema. Le strategie che possono essere utilizzate sono: Analisi del contesto: a volte si pu capire il significato di un termine semplicemente intuendone la funzione allinterno del contesto.

3.

Post-lettura

OBIETTIVO

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Porsi domande sui contenuti

Uso di dizionari: non solo quello della lingua italiana, ma anche quello specifico della materia. Esistono ad esempio atlanti storici, geografici e di anatomia, dizionari di matematica, statistica, fisica, chimica, psicologia Uso di altri testi tecnici. Richiesta di chiarimenti a compagni/professori. I professori non sono disponibili solo a lezione, ma anche nei loro orari di ricevimento. Un testo pu essere difficile da comprendere perch non si presta attenzione al filo conduttore seguito dallautore.

CHIARIRE: parole, tabelle, concetti non compresi

CHIEDERE: ci che non si capito

CREARE ASSOCIAZIONI

USARE TECNICHE MNEMONICHE

Questa la fase finale in cui lelaborazione personale deve essere pi intensa, al fine della memorizzazione, perch solo ci che si comprende si ricorda a lungo termine. la fase in cui bisogna affrontare tutti i dubbi lasciati in sospeso, costruire schemi/appunti in cui i contenuti del libro siano posti in relazione logica tra loro e con gli altri testi desame. E a questo punto che pi utile ricorrere alle tecniche che facilitano il ricordo (vedi pag. 34 e seguenti).

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pag.

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Lo studente strategico 27

SUGGERIMENTI PER STUDIARE MEGLIO ALLA STATALE

Potrebbero emergere dei dubbi legati al testo, parti difficili da comprendere perch mancano delle conoscenze pregresse o per la poca chiarezza espositiva. Ci che non si capisce deve essere chiaramente individuato e messo da parte per porvi rimedio successivamente. Non bisogna per perdersi nei dettagli del libro (riferimenti statistici, date di eventi secondari, esemplificazioni, riferimenti bibliografici): alcune informazioni sono accessorie ed altamente improbabile che i docenti le richiedano. Cercare di ricordare tutto superfluo e notevolmente frustrante. Nella fase di lettura bisogna quindi distinguere i contenuti principali da quelli accessori. Questa fase generalmente deve essere ripetuta almeno due o tre volte: nel primo passaggio si legge tutto, nel secondo gi si possono sottolineare le parti pi importanti e prendere delle annotazioni, tralasciando i contenuti accessori, in modo che dal terzo passaggio in poi ci si possa concentrare solo sul materiale rilevante.

BLOCCHI DI COMPRENSIONE: CHE FARE?


Soprattutto quando si affronta una materia per la prima volta pu capitare di non comprendere dei termini o delle teorie. In questo caso inutile continuare a leggere ignorando il problema ma occorre invece:

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> >

A questo fine importante identificare i segnali logici che legano le parti del testo. Un termine nuovo, ad esempio, spesso seguito da una definizione, un concetto complesso generalmente descritto ed esemplificato. Pu essere quindi utile prestare attenzione a: Termini che indicano lordine con cui vengono presentati i concetti (es.: in primo luogo, poi, inoltre, infine). Termini che introducono le conclusioni dellautore (es.: per questa ragione, di conseguenza). Espressioni che aprono alle riformulazioni (es.: in altre parole, ovvero). Espressioni che specificano i rapporti tra le idee (es.: in seguito, perci, per, nonostante). Esempi (es.: per esempio, un caso).

a. Acquisizione
In questa fase entra in azione la memoria a breve termine (MBT), che ha la funzione di trattenere le informazioni solo temporaneamente. la memoria che viene utilizzata per esempio per ricordarsi un numero di telefono il tempo necessario a comporlo sul cellulare dopo averlo letto sulla rubrica. Se il lettore vuole scoprire quanto sia sviluppata la sua memoria a breve termine, pu fare il piccolo esperimento riportato di seguito. Leggi in sequenza, i numeri scritti di seguito e ripetine quanti pi riesci subito dopo: 3, 5, 6, 1, 3, 9, 4, 5, 4, 7 Quanti numeri hai ricordato in sequenza? Leggi, in sequenza, le parole scritte di seguito e ripetine quante pi riesci subito dopo: Cavallo, tavolo, dentifricio, avvelenare, isterico, morbidezza, cavolfiore, ginocchio, aereo, pompiere Quante parole hai ricordato in sequenza?

7. MEMORIZZARE E APPRENDERE
Molti studenti sono preoccupati dallidea di dover memorizzare quanti pi dettagli possibili dei testi e imputano le proprie difficolt ad una cattiva memoria. La verit che il vero problema non quasi mai da ricercarsi in eventuali limiti della mente: se un testo stato letto, compreso ed elaborato a livello personale, questo verr anche ricordato nelle sue linee fondamentali. Il funzionamento e la capienza della memoria di persone diverse sono pressoch simili, ci che cambia il modo in cui viene usata. Proviamo quindi a capire cos la memoria, come funziona e come sfruttarla al meglio.

COME FUNZIONA LA NOSTRA MEMORIA


La memoria la capacit di conservare nella nostra mente, per un certo periodo di tempo o per sempre, le informazioni. La memoria la conseguenza di un processo distinto in tre fasi successive:

a. Acquisizione 28

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b. Ritenzione

(RI)SCOPRIRE IL PROPRIO METODO DI STUDIO

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c. Recupero

Se non si utilizzata nessuna tecnica di memorizzazione nellesperimento, il quantitativo di numeri o parole che si riusciti a ricordare in sequenza, nei due esercizi precedenti, d unidea dello span (ampiezza) di memoria a breve termine. Circa l89% delle persone dimostra di avere uno span pari a 7 unit + o - 2 (quindi tra 5 e 9). In realt la MBT pu contenere ben pi di sette elementi se questi vengono raggruppati (es.: invece di 3 e 5 si ricorda il numero 35). Un aspetto interessante che riguarda la MBT che, quando si cerca di ricordare una lista di parole o numeri, i primi elementi e gli ultimi hanno pi probabilit di essere ricordati rispetto a quelli centrali. pag.

Lo studente strategico 29

SUGGERIMENTI PER STUDIARE MEGLIO ALLA STATALE

Questi due effetti prendono il nome di primacy (priorit) e recency (recenza). I primi elementi di una lista sono ricordati pi facilmente perch vengono ripetuti mentalmente pi volte, mentre gli ultimi sono quelli appena registrati e quindi pi freschi. La MBT una sorta di lavagna dove annotare temporaneamente le informazioni affinch queste vengano cancellate o, al contrario, immagazzinate nella memoria a lungo termine. Il passaggio delle informazioni dal primo tipo di memoria al secondo richiede la ripetizione, mentale o verbale, delle informazioni. Se il materiale ha un senso limmagazzinamento pi rapido. Ad esempio pi facile ricordare in sequenza le parole mio nonno ha partecipato alla guerra del 15-18 rispetto a guerra alla nonno mio 15 partecipato 18 ha del eppure i vocaboli usati sono i medesimi.

REGOLE PER USARE AL MEGLIO LA MEMORIA


Dalla conoscenza dei meccanismi di funzionamento della memoria si possono ricavare dei principi per migliorarne le prestazioni:

1.

b. Ritenzione
Quando le informazioni sono state ripetute e comprese, si verifica un passaggio dalla memoria a breve termine alla memoria a lungo termine. Diciamo che questultimo tipo di memoria proprio formidabile perch riesce a contenere migliaia di informazioni anche per tutta la vita. Se si letto un manuale e lo si capito, questo rimane archiviato nel proprio cervello. Ovviamente non come avere una fotocopia del libro nella testa, ma ci che si compreso ed elaborato resta.

Poich il passaggio dalla memoria a breve termine (temporanea) a quella a lungo termine (potenzialmente permanente) richiede unelaborazione personale, indubbiamente utile: ripetere/rielaborare pi volte il materiale da ricordare; dare un senso al materiale, perch risulti chiaro (ci che si capisce, si ricorda). Sfruttare gli effetti primacy e recency, quindi studiare per primi o ripassare per ultimi gli argomenti pi difficili da ricordare. Poich le informazioni archiviate nella memoria a lungo termine sono pi facilmente reperibili quando vengono utilizzate spesso (fase di recupero), a distanza di tempo bene rivedere il materiale memorizzato.

2. 3.

c. Recupero
Se vero che la memoria a lungo termine pu preservare le informazioni per tutta la vita, allora perch non si riesce a ricordare la sequenza dei pianeti del sistema solare dopo averla studiata, memorizzata e ripetuta correttamente pi volte in terza superiore? Ecco che entra in gioco il recupero. Il fatto che uninformazione esista da qualche parte nel cervello non significa automaticamente che sia immediatamente recuperabile. come se la mente umana fosse unimmensa rete stradale percorsa da migliaia di strade che si intersecano tra loro. Alcune strade sono state percorse centinaia di volte e quindi sono ampie e ben segnate: si trovano subito e le si percorre a gran velocit.

A volte si ha limpressione di non ricordare quasi nulla di ci che si studiato tempo addietro. Eppure, dopo ogni ripasso, qualsiasi studente impiega sempre meno per richiamare alla memoria i contenuti, fino ad essere in grado di farlo automaticamente, senza bisogno di rileggere il testo.

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pag.

Lo studente strategico 31

SUGGERIMENTI PER STUDIARE MEGLIO ALLA STATALE

Altre invece sono delle viuzze da cui si passa raramente, quindi bisogna concentrarsi ad ogni svolta per andare da un luogo ad un altro, fermarsi a leggere i cartelli, ma poi si procede. Infine da alcune vie si passati solo una volta diverso tempo fa: buio, magari il percorso nel frattempo stato ricoperto dalla boscaglia: la via non si intravede a occhio nudo e si finisce col dubitare che esista davvero.

QUANDO LA MEMORIA INGANNA


Ognuno in grado di dire:

Non si saprebbe in quale cassetto cercare, si dubiterebbe addirittura dellesistenza di un cassetto che lo contenga eppure chiunque abbia letto i Promessi sposi dovrebbe averlo incontrato almeno in unoccasione.

QUELLO CHE NON SA ORA Es.: nella mia memoria non sono presenti nozioni sul medioevo

COSA NON POTR MAI SAPERE Es.: anche sforzandomi non imparer mai a memoria la tavola periodica

COSA CONOSCE PARZIALMENTE Es.: ricordo i primi tre re di Roma e forse, sforzandomi, posso ricordare anche gli altri, ma non in successione

CI CHE IN GRADO DI RICORDARE FACILMENTE Es.: so di poter elencare in qualsiasi momento la successione delle note musicali

Ma se generalmente si consapevoli del proprio livello di preparazione, perch a volte si pensa di sapere tutto e non si supera lesame? Escludendo i casi di oblio temporaneo determinato da fattori emotivi o le bocciature causate da unesposizione orale o scritta non adeguata, si tratta generalmente di un problema di stima errata.

Inoltre, TUTTI sono in grado di effettuare delle stime soggettive sulla difficolt del materiale da studiare ancor prima di leggerlo completamente. Questa auto-consapevolezza circa ci che si sa di sapere e di non sapere viene chiamata metamemoria. La maggior parte degli studenti al momento del ripasso in grado di giudicare quali parti del testo conosce bene, quali ha appreso in modo parziale e quali invece proprio non ricorda eppure sa queste cose anche senza doverle ripetere dallinizio alla fine ad alta voce, per verificare le proprie supposizioni. Per usare una metafora, come se la mente fosse una cassettiera: qualcuno chiede se conosciamo la teoria darwiniana dellevoluzione e immediatamente si consapevoli che essa ben riposta in perfetto ordine nel cassetto in basso a destra, insieme ad altre nozioni che riguardano Charles Darwin ed argomenti correlati. Se la domanda riguardasse invece Lamarck si potrebbe essere consapevoli del fatto che, da qualche parte, si messo via qualcosa per necessario spulciare in vari cassetti per tirare fuori tutto ci che lo riguarda. E se si fosse interrogati su Carneade? Molti risponderebbero Carneade! Chi era costui?.

SI, IN MOLTI CA E NELLE STIM ENDE L ERRORE SCENZA DIP IA CONO PR ORRETTA SULLA PRO IONE NON C ANTICIPAZ ME DA UN A DELL ESA LLA NATUR SU
Lo studente che si autoesamina tende ad interrogarsi su ci che sa e con limpostazione che gli pi congeniale. Farsi interrogare da qualche compagno o assistere agli appelli desame precedenti il proprio, pu ovviare a questo problema. Le stime di conoscenza sbagliate sono fra le cause principali dinsuccesso nellesame, quindi non un problema di memoria pi o meno affidabile, ma di previsioni errate o al pi di mancanza di metodo. Esercitare la memoria non serve a svilupparla (il cervello non un muscolo), ma e utile per imparare come essa va usata, apprendendo tecniche, strategie e metodi per facilitare limmagazzinamento e il recupero, ma anche accrescendo le proprie conoscenze, cos da facilitare i collegamenti con i nuovi materiali. pag.

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SUGGERIMENTI PER STUDIARE MEGLIO ALLA STATALE

I cassetti che possono tornare utili andrebbero riaperti e riordinati regolarmente, altrimenti ci si dimentica cosa contengono o addirittura in quale ripiano dellenorme cassettiera mentale stanno.

TECNICHE E SUGGERIMENTI
Esistono sistemi e strategie utilizzabili in fase di acquisizione di nuove informazioni che, tramite una codifica/elaborazione ottimale, facilitano il recupero. La funzionalit delle tecniche dipende dalle caratteristiche del materiale da memorizzare (date, numeri, nomi, vocaboli stranieri, teorie) e dalle preferenze personali (memoria visiva, uditiva, motoria). Alcune tecniche sono semplicissime ed utilizzate addirittura dalla tradizione popolare: TECNICHE TRADIZIONALI Esempi Associazioni fonetiche Possono risultare utili per ricordare parole straniere, nomi, riferimenti geografici o termini non conosciuti. Basta associare la nuova parola da ricordare con qualcosa di noto e foneticamente simile

Grand-pre (nonno in lingua francese) grande-pera Lumire Auguste e Louis lumiera di agosto e luglio Ankara (citt dellAnatolia) Ancora Streptococco (batterio)/stretto-cocco

La filastrocca Are ere ire l'acca va a dormire! Rime usata per ricordare una regola ortografica Il recupero facilitato dai Trenta giorni ha novembre, con april, giugno suggerimenti e settembre, di ventotto ce n uno, tutti derivanti dalle parole gli altri ne han trentuno, per ricordare che rimano fra loro il numero di giorni in ogni mese Acronimi Ovvero parole artificiali in cui ogni lettera funge da suggerimento per il recupero di altre parole DNA lacronimo di acido desossiribonucleico (Desoxyribonucleic Acid) e ogni lettera dellacronimo funge da richiamo di memoria Alcune parole possono essere usate come se fossero acronimi: per ricordare che la capitale del Vietnam del nord Hanoi, mentre quella del sud Saigon si pu associare liniziale S di Saigon alla parola Sud La frase Come Quando Fuori Piove usata dai giocatori di poker per stabilire la priorit di vincita nel caso di parit di punteggio (Cuori, Quadri, Fiori, Picche)

Tutti questi sistemi possono tornare utili in contesti limitati, per ricordare poche parole o concetti, ma non certo per memorizzare interi manuali. Esaminiamo di seguito alcune tecniche pi complesse, utili per lo studio accademico, suddivise tra visive e verbali.

TECNICHE VISIVE Flowchart: evidenziano dinamiche ed interconnessioni. Sono particolarmente utili quando si devono memorizzare sequenze relative a processi che richiedono pi passaggi, rappresentati da frecce disposte secondo un preciso ordine. Proviamo a riassumere un breve testo di biologia attraverso questa tecnica. Le onde sonore viaggiano attraverso il meato uditivo esterno e provocano la vibrazione della membrana timpanica (o timpano). Tali vibrazioni vengono poi trasmesse ai tre ossicini dellorecchio medio: il martello, lincudine e la staffa. Le vibrazioni della staffa trasmettono le vibrazioni ad una membrana chiamata la finestra ovale, che a sua volta trasferisce le vibrazioni al liquido contenuto nella coclea (da Kokhilas = chiocciola). La coclea un lungo tubo a spirale con al centro una struttura membranosa che si snoda quasi fino al suo apice. pag.

Acrostici Sono frasi in cui le prime lettere di ogni parola fungono da suggerimento per il recupero di altre informazioni

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SUGGERIMENTI PER STUDIARE MEGLIO ALLA STATALE

Time line: consentono di rappresentare eventi multipli Questa membrana interna contiene lorgano recettore uditivo, lorgano del Corti. Le vibrazioni della finestra ovale viaggiano attraverso il liquido nel dotto superiore della coclea fino allapice e poi tornano indietro attraverso il liquido del dotto inferiore fino a unaltra membrana elastica, la finestra rotonda, che ha la funzione di disperdere la pressione prodotta nella coclea dalle vibrazioni. Queste onde che viaggiano avanti e indietro lungo la coclea deformano la membrana interna in particolari punti, a seconda della frequenza delle vibrazioni. Tali deformazioni stimolano lorgano del Corti in essa contenuto. 2 Sono particolarmente adatte per sequenze temporali, mostrando sia la successione di eventi, che la contemporaneit. Le linee temporali possono essere rappresentate in modo semplice, con una linea su cui collocare gli eventi. Nello schema stata ad esempio rappresentata la cronologia dellevoluzione della specie degli ominidi in modo da poter verificare a colpo docchio il periodo temporale in cui ha vissuto ogni ominide e le compresenze di alcune specie. A. AFRICANUS H. ERECTUS

IL BRANO PRECEDENTE SI PU SCHEMATIZZARE CON LA TECNICA DELLA FLOWCHART IN QUESTO MODO:

ORECCHIO MEDIO

H. SAPIENS NEANDERTALENSIS H. SAPIENS SAPIENS

DISPERSIONE VIBRAZIONI

FINESTRA TONDA

2 Tratto da:
Pinel John P.J., Biopsicologia, EdiSES, 1991, pagg. 265, 266

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ORGANO DEL CORTI

A. AFARENSIS

A. ROBUSTUS

Gerarchie: consentono di organizzare le informazioni in strutture progressivamente pi inclusive. Sono ideali per rappresentare sistemi complessi costituiti da pi sottoparti. sufficiente indicare allinizio della gerarchia lelemento che comprende gli altri e quindi rappresentare man mano che si scende gli elementi inclusi, come in una sorta di matriosca. pag.

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ONDE SONORE

> >
TIMPANO

MARTELLO INCUDINE STAFFA

>

>

FINESTRA OVALE

>

COCLEA


4.0 3.5 3.0 2.5 2.0 1.5 1.0 0.5 0

(>

VIBRAZIONI

>

H. ABILIS

A. RAMIDUS

VIBRAZIONI


H. SAPIENS

Milioni di anni

SUGGERIMENTI PER STUDIARE MEGLIO ALLA STATALE

(> (> >

>

TECNICHE VERBALI Lo schema seguente, riportato come esempio, rappresenta le strutture e sottostrutture cerebrali. Riassunti: consentono di organizzare ed astrarre le informazioni

Sistema nervoso PERIFERICO

Sistema nervoso CENTRALE

autonomo

somatico

encefalo

midollo

simpatico

parasimpatico

cervelletto

cervello

tronco encefalico

Profili: condensano i punti salienti del testo in strutture verbali pi brevi. Ogni testo segue uno schema, che pu essere del tipo: tesi, elementi di sostegno, critiche, esempi, conclusioni. Un altro schema frequente quello del tipo: antecedenti, nascita di una teoria/movimento, contesti di affermazione, apice della diffusione e declino. In realt le strutture logiche che reggono un brano possono essere differenti, ma spesso si ripetono allinterno dello stesso manuale. Astrarre queste scalette pu essere utile per riassumere, confrontare e ricordare meglio.

Tabelle di relazione: mostrano come un insieme di elementi sia correlato ad un altro e consentono un rapido confronto basato sulla presenza/assenza di caratteristiche. necessario creare una tabella in cui su ogni colonna rappresentata una propriet la cui presenza o assenza da verificare per ogni elemento riportato sulle righe. Nella seguente tabella, ad esempio, sono riportate le propriet delle operazioni sui numeri naturali, mentre in riga si leggono appunto le operazioni. commutativa somma sottrazione moltiplicazione divisione associativa dissociativa invariantiva

Proviamo ad applicare questa tecnica al seguente stralcio. La filosofia della mente lo studio filosofico della natura della mente. Uno dei problemi fondamentali in questo campo il problema anima-corpo o mente-corpo. La prospettiva sostanzialista sostiene che la mente unentit singola, che ha probabilmente il proprio fondamento nel cervello, ma essenzialmente distinta da esso, con unesistenza autonoma.

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x x

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pag.

Lo studente strategico 39

SUGGERIMENTI PER STUDIARE MEGLIO ALLA STATALE


CERVELLO

Un buon riassunto include gli elementi principali da ricordare, in una forma verbale rielaborata personalmente. Sarebbe poco utile proporre di seguito un esempio di riassunto, poich questa tecnica quella che pi probabilmente tutti hanno avuto modo di usare quando stato chiesto loro di fare la schedatura di un libro letto. La lunghezza del riassunto non dipende tanto dalla lunghezza del testo originale, quanto dallo scopo per cui creato. In linea di massima un buon riassunto non pi lungo di un terzo, un quarto del testo originale ma questa non una buona regola se si deve riassumere il romanzo Guerra e pace.

La struttura del brano pu essere ricondotta alla forma: Questa prospettiva, facente capo a Platone, viene assunta allinterno del pensiero cristiano. Nella sua forma estrema, si integra con la prospettiva teologica e conclude che la mente unentit completamente separata dal corpo, una manifestazione fisica dellanima, in grado di sopravvivere alla morte del corpo. Un esponente di spicco della prospettiva sostanzialista George Berkeley, vescovo anglicano e filosofo del XVIII secolo. Egli sostiene che la materia non esiste, e che ci che gli uomini percepiscono come mondo materiale non nientaltro che unidea nella mente di Dio: quindi la mente umana una pura manifestazione dellanima. La dottrina di Berkeley viene attaccata da T.H. Huxley, biologo del XIX secolo, allievo di Charles Darwin, il quale afferma che i fenomeni della mente sono spiegabili esclusivamente a partire dai processi cerebrali. Ogni evento mentale ha un fondamento fisico. Huxley d cos luogo alla moderna prospettiva funzionalista. Tale prospettiva, facente capo ad Aristotele, sostiene che mente soltanto un termine utilizzato per comodit, ma in realt rappresenta una moltitudine di funzioni con poco in comune tra loro, tranne il fatto che gli uomini sono coscienti della loro esistenza. Gli attributi che denominiamo collettivamente mente sono strettamente legati alle funzioni del cervello e non hanno esistenza autonoma rispetto a questo n possono quindi sopravvivere alla sua morte. La mente una manifestazione soggettiva della coscienza: nientaltro che la facolt del cervello umano di essere cosciente della sua stessa esistenza. Il razionalismo di Huxley, in ogni caso, viene scosso allinizio del XX secolo dalla teoria dellinconscio di Sigmund Freud: i processi mentali di cui gli uomini sono soggettivamente coscienti sono solo una piccola parte dellintera attivit mentale.3 Esistenza di due prospettive in contrapposizione. Capostipiti delle due prospettive. Assunti base delle due prospettive. Conclusioni logiche deducibili dalle due prospettive. Principali sostenitori delle due prospettive. Critiche alle due prospettive.

Il profilo logico del brano pu essere quindi esplicitato ed usato per riassumerlo nel seguente modo:

PROSPETTIVA SOSTANZIALISTA
Capostipite: Platone Assunti base:

PROSPETTIVA FUNZIONALISTA
Capostipite: Aristotele Assunti base:

1. 2. a. b.

La mente unentit singola

1. 2. 3.

La mente ha unesistenza autonoma dal cervello


La mente una manifestazione dellanima La mente sopravvive alla morte del corpo

La mente unentit composita Ogni evento mentale legato ad una funzione cerebrale Lunico elemento che accomuna i processi mentali la coscienza

Conclusioni:

Conclusioni:

a. b.

La mente non pu esistere senza il cervello La mente non pu sopravvivere alla morte del corpo

Principale sostenitore: George Berkeley vescovo anglicano, XVIII secolo Critica: I fenomeni della mente sono spiegabili solamente con processi cerebrali

Principale sostenitore: Thomas Henry Huxley - biologo, XIV secolo Critica: Esistono processi mentali inconsci pag.

3 Liberamente tratto dal sito:


http://www.wikipedia.org

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Lo studente strategico 41

SUGGERIMENTI PER STUDIARE MEGLIO ALLA STATALE

STILI DI APPRENDIMENTO
Gli stili di apprendimento sono i modi privilegiati dalle persone per acquisire ed elaborare nuove informazioni. Alcuni studenti apprendono e ricordano pi facilmente informazioni visive (figure, schemi, immagini, grafici) che informazioni verbali (parole pronunciate e scritte), altri invece preferiscono le esemplificazioni pratiche. Quindi non si tratta solo di cosa fare ma anche di come farlo. Prima di esaminare meglio gli stili di apprendimento, bisogna sottolineare che, a prescindere da quali siano i propri metodi e le proprie preferenze, importante: Avere fiducia nelle proprie capacit di apprendimento. Essere consapevoli delle proprie strategie. Le convinzioni sono una forza potentissima che agisce sul comportamento. Hanno lo scopo di fornire motivazioni e prospettive, affinch il comportamento effettivo possa svilupparsi e innalzarsi fino a corrispondervi. Le convinzioni tuttavia non corrispondo necessariamente alla realt. In seguito ad una frustrazione ad esempio pu sorgere una convinzione limitante. Convinzioni come non ho tempo a sufficienza, questo esame non lo passer mai, il professore ce lha con me, possono limitare la ricerca delle risorse disponibili e delle competenze. Anche ai migliori studenti pu capitare di non superare un esame. Di fronte agli insuccessi poco produttivo cercare di rimediare procedendo per tentativi ed errori.

QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO 4


Di seguito ti verranno proposte dieci terne di frasi che esprimono concetti molto simili. Indica con una crocetta quella che pi si avvicina al tuo abituale modo di esprimerti. Non esistono risposte giuste o sbagliate, ma soltanto diverse modalit espressive: rispondi quindi con immediatezza, senza riflettere troppo.

1.

A Come vedi la situazione? B Secondo te, come si mette la situazione? C Cosa ne dici della situazione? A Prendi contatto con quel tale B Vedi un po cosa vuole quel tale C Senti un po cosa vuole quel tale A Voglio toccare con mano B Voglio sentire direttamente C Voglio vedere di persona A Bisogna osservare le regole della prudenza B Bisogna ascoltare la voce della prudenza C Bisogna muoversi con prudenza

2.

3.

4.

4 Questionario liberamente tratto da:


Bandler Richard, Grinder John, La struttura della magia, Astrolabio, 1981.

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pag.

Lo studente strategico 43

SUGGERIMENTI PER STUDIARE MEGLIO ALLA STATALE

La scelta di un tipo di tecnica o di unaltro dipende in larga misura dalle preferenze individuali, ma anche dal tipo di materiale da studiare. Un bravo studente generalmente conosce pi tecniche e le pu quindi selezionare in relazione al contesto, anche creando se necessario degli ibridi tra tecniche differenti.

E invece pi produttivo analizzare gli elementi in gioco per elaborare delle strategie mirate. Per agire in questo modo tuttavia, ciascuno deve essere consapevole delle proprie risorse e dello stile di apprendimento a lui pi congeniale. Proprio perch non esiste un unico modo dimparare, di seguito viene proposto un breve questionario per la valutazione dello stile di apprendimento. Si tratta di un semplice strumento che potrebbe aiutare lo studente a conoscere meglio le proprie caratteristiche.

5.

A Ha preso una cantonata B Ha visto lucciole per lanterne C Ha capito Roma per toma A Me la vedo brutta B Mi suona male C Si mette male A Senti! Senti! B Ma guarda un po! C Ma va l! A Puoi scoprire cosa hanno in mente? B Puoi sentire cosa hanno in mente C Puoi vedere cosa hanno in mente? A Non ci vedo chiaro B Non mi quadra C Non mi suona giusto A Non vuol sentire altre ragioni che le parole B Non vuol vedere punti di vista diversi dai suoi C Non vuole confrontarsi con le opinioni degli altri

Tipologia

= Stile visivo

6.

7.

8.

Tipologia

= Stile uditivo

9.

10.

Segna nella seguente griglia le risposte che hai fornito

1
A B C

2
C V U
=

3
C U V

4
V U C
TOT.

5
C V U U
=

6
V U C

7
U V C

8
C U V
TOT.

9 10
V C U
=

V C U V

U V C

Tipologia

= stile cinestesico o motorio

TOT.

Chi ha ottenuto un punteggio pi alto nella tipologia C probabile preferisca apprendere facendo. il tipo di studente che per esempio ricorda benissimo ogni passaggio di un esperimento quando ha avuto la possibilit di vederlo realizzato sul campo, quindi nella sua forma concreta. pag.

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Lo studente strategico 45

Chi ha ottenuto un punteggio pi alto nella tipologia U probabile preferisca apprendere con modalit basate sullascolto e la discussione. Estremamente utile quindi il tempo dedicato alle lezioni in aula, in cui si ha la possibilit di sentir parlare il docente. Lo studio in gruppo pu ugualmente essere molto vantaggioso, soprattutto se si ha la possibilit di ascoltare le esposizioni di altri studenti. Generalmente chi ha uno stile uditivo sente il bisogno di ripetere ad alta voce anche pi volte i testi studiati per memorizzarli. Uno strumento che pu rivelarsi congeniale il registratore, sia a lezione che nello studio individuale. Le tecniche preferite sono spesso quelle verbali, quindi riassunti e profili.

SUGGERIMENTI PER STUDIARE MEGLIO ALLA STATALE

Chi ha ottenuto un punteggio pi alto nella tipologia V probabile preferisca apprendere con modalit basate sul leggere, sul guardare. Generalmente per ricordare tende a visualizzare i testi nella mente, quindi il tipo di persona che pu non riuscire a richiamare alla memoria un concetto, ma stranamente sa dire che scritto nella parte finale della pagina destra, proprio sotto il grafico. Utile per organizzare lo studio pu essere luso di colori nella sottolineatura dei testi, ove ogni tinta associata ad una specifica funzione (esempio: evidenziare in rosso le parole chiave, in verde gli esempi, in blu gli assunti base). I tipi di tecniche pi congeniali sono quelli visivi (flowchart, timeline, gerarchie, tabelle di relazione). Strumenti fondamentali diventano la carta, la matita, gli evidenziatori. E necessario esercitarsi a passare dagli elementi visivi alle parole.

deciso, a volte assolutista

STILI DI PENSIERO
Cos come le persone manifestano delle preferenze nel modo in cui rappresentano le informazioni per ricordarle, esistono anche delle propensioni nel modo di pensare per affrontare un compito. Sternberg, uno psicologo americano dellUniversit di Yale, sostiene che le persone possono appartenere a quattro stili di pensiero: 5

5 Liberamente tratto da:


Sternberg Robert J. , Stili di pensiero - Differenze individuali nell'apprendimento e nella soluzione dei problemi, Ed. Erickson, 1998

Chi ha uno stile monarchico probabilmente preferisce lo studio universitario a quello delle scuole superiori perch, invece di studiare diverse materie nello stesso giorno, pu organizzarsi in modo da preparare un esame alla volta. Lo studente monarchico si trova a proprio agio quando pu sviscerare un argomento dallinizio alla fine prima di passare ad un altro. I corsi che non spaziano troppo tra campi differenti sono quelli che probabilmente predilige. Agli esami pu tendere a sviscerare fino in fondo un quesito prima di passare ad altro, quindi meno propenso a fare collegamenti autonomi o a spaziare in campi differenti. Il momento della tesi spesso il pi soddisfacente proprio perch richiede una forte canalizzazione su un argomento specifico. Le difficolt che possono derivare da questo stile di pensiero sono costituite dalla tendenza a fissarsi su una sola cosa. pag.

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MEGLIO ALLA STATALE

Lo studente strategico

Molti studenti ritroveranno poco scarto nelle differenze di punteggi tra uno stile e laltro, questo perch nei processi di memorizzazione spesso si utilizzano pi canali. Ad ogni modo, appartenere ad uno stile rappresentazionale piuttosto che ad un altro non significa non poter utilizzare metodi differenti, ma semplicemente preferire alcune strategie di apprendimento rispetto ad altre. La scelta di metodi e tecniche tuttavia vero che dipende in buona parte dalle preferenze, ma anche dal tipo di materiale da memorizzare. A volte quindi utile avvalersi di strategie meno congeniali al proprio stile di apprendimento, ma pi efficaci per lorganizzazione del materiale di studio specifico.

Pu perdersi in dettagli organizzativi o avere priorit divergenti rispetto a quelle di altri

Ha difficolt nel distribuire le risorse

Possiede creativit

SUGGERIMENTI PER STUDIARE

Tutte le tecniche possono essere congeniali, sia quelle visive che quelle uditive, ma necessario che siano ripetute a livello motorio. probabile infatti che sia proprio latto di scrivere e riscrivere riassunti, appunti, schemi o tabelle a facilitare lapprendimento. A chi rientra in questa tipologia pu capitare di essere sicuro di ricordare un concetto solo nel momento in cui lo scrive, quindi anche in questo caso sono strumenti preziosi la carta e la penna, perlomeno quando non si ha la possibilit di fare pratica diretta.

MONARCHICO Si dedica completamente a una sola cosa

GERARCHICO Stabilisce una gerarchia di obiettivi e distribuisce le risorse

OLIGARCHICO motivato da pi obiettivi di uguale importanza percepita

ANARCHICO Ha un approccio casuale ai problemi

Chi ha uno stile anarchico pu essere poco tollerante verso le istituzioni accademiche, che per natura non sono molto flessibili. Lo studente anarchico pu passare da un interesse allaltro e pu essere poco costante. Pu non sopportare gli schemi precostituiti ed accettare poco lautorit. maggiormente orientato verso corsi di laurea che pi richiedono apertura

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Chi ha uno stile oligarchico riesce generalmente ad adattarsi facilmente alla vita accademica. Lo studente oligarchico spesso tende ad avere pi interessi (ma non troppi) che considera egualmente importanti. Risulta essere maggiormente orientato verso corsi che lasciano aperte pi possibilit di studiare materie differenti, di spaziare in pi campi del sapere. Pu sentirsi a suo agio nel preparare pi esami contemporaneamente, anche contenutisticamente molto differenti. Le difficolt possono talvolta nascere quando si devono attribuire delle priorit alle cose da fare, perch chi ha uno stile gerarchico considera tutto ugualmente rilevante. Per ottenere risultati migliori, lo studente oligarchico dovrebbe cercare di concentrarsi soprattutto nellorganizzazione dei piani di studio e nello stabilire le priorit.

Analogamente a quanto detto per gli stili di apprendimento, anche nel caso degli stili di pensiero preferire uno stile anzich un altro non significa essere solo in un certo modo. La maggior parte delle persone oscilla fra due o pi stili, e il propendere per luno o per laltro dipende anche dalla natura del compito da affrontare. Una persona pu essere monarchica mentre scrive la tesi ed anarchica nella gestione del tempo libero. Indubbiamente scegliere un corso di studio o un lavoro in cui si pu utilizzare in prevalenza lo stile preferito aiuta a sentirsi pi soddisfatti. Appartenere ad uno stile piuttosto che ad un altro non significa comunque non essere in grado al momento del bisogno di comportarsi diversamente, ma preferire, a parit di condizioni, usare le proprie abilit in un certo modo. Essere affiancati da compagni con differenti stili di pensiero rispetto al proprio pu inizialmente creare qualche attrito, ma anche costituire una grande risorsa.

SUGGERIMENTI PER STUDIARE MEGLIO ALLA STATALE

Chi ha uno stile gerarchico generalmente a proprio agio allUniversit perch portato a creare piani e a gestire le priorit in base al tempo disponibile. Lo studente gerarchico in grado di portare avanti pi esami contemporaneamente e agli esami tende a strutturare la propria esposizione in modo articolato, con molti collegamenti. Chi troppo gerarchico rischia per di perdersi nei dettagli organizzativi, talvolta dimentico del fatto che le altre persone possono avere piani differenti o una percezione diversa delle priorit.

mentale e creativit, perch di solito preferisce ricercare soluzioni nuove ed originali l dove altri applicano un sistema consolidato. Le difficolt possono sorgere quando lo studio caotico e si fatica a portare a termine compiti che richiedono tempi di realizzazione molto lunghi. Chi ha uno stile anarchico, tuttavia, se riesce ad incanalare il proprio estro, il genere di persona che arriva dove altri falliscono, proprio perch vede oltre le strutture preordinate.

Bibliografia 1. Anolli Luigi e Legrenzi Paolo Manuale di psicologia generale Ed. Il Mulino, 2001 2. Bandler Richard, Grinder John La struttura della magia Ed. Astrolabio, 1981 3. Bauer Beatrice, Bagnato Gabriella Studiare alluniversit Ed. EGEA, 1994 4. Casula Consuelo Giardinieri, principesse, porcospini. Metafore per l'evoluzione personale e professionale Ed. Franco Angeli, 2003 5. Ciuffoli Fabio Problem solving con creativit Ed. Franco Angeli, 2001 6. Cornoldi Cesare Metacognizione e Apprendimento Ed. Il Mulino, 1995 7. DAngelo Paolo, Franzini Elio, Scaramuzza Gabriele Estetica Ed. Cortina, 2002 8. Darley John M., Glucksberg Sam, Kinchla Ronald A. Psicologia, I - Sensazione e percezione, apprendimento e processi cognitivi, motivazione ed emozione Ed. Il Mulino, 2000 9. Darley John M., Glucksberg Sam, Kinchla Ronald A. Psicologia, II - Sviluppo, personalit e psicologia clinica. Psicologia sociale Ed. Il Mulino, 1999 10. Hermann Douglas, Raybeck Douglas, Gruneberg Michael Improving memory and study skills: advances in theory and practice Hogrefe & Huber publisher, 2002 11. Mariani Luciano Strategie per Imparare Ed. Zanichelli, 1996 12. Owen Nick The magic of metaphor Crown House Publishing, 2001 13. Pinel John P.J. Biopsicologia Ed. EdiSES, 1991 14. Senzaki Nyogen e Reps Paul (a cura di) 101 storie zen Ed. Adelphi, 2001 15. Sternberg Robert J. Stili di pensiero Ed. Erickson, 1998 Sitografia http://www.wikipedia.org

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SUGGERIMENTI PER STUDIARE MEGLIO ALLA STATALE

Fascicoli dellopera

4. AFFRONTARE LESAME
Limportanza di comunicare efficacemente Comunicazione verbale Comunicazione non verbale Lesame orale Lesame scritto Stress e ansia da esame: strategie di controllo

1. INTRAPRENDERE UN PERCORSO ACCADEMICO


Cambiamento e transizione Vivere positivamente il passaggio dalla scuola allUniversit

5. AUTOSTIMA E VALORIZZAZIONE DI S
Lautostima Lempowerment Fronteggiare le critiche Come superare limiti ed ostacoli Il decalogo dello studente strategico

2. IL RUOLO DELLA MOTIVAZIONE NELLO STUDIO


Cos la motivazione Fattori determinanti, problematiche e suggerimenti

6. COME TI AIUTA LUNIVERSIT 3. (RI)SCOPRIRE IL PROPRIO METODO DI STUDIO


Metodo o metodi? Gestione del tempo Dove studiare? Lo studio di gruppo Prendere appunti Leggere e comprendere Memorizzare e apprendere Tutorato e segreterie didattiche I servizi del Cosp - Centro per lOrientamento allo Studio e alle Professioni Didattica online Corsi di preparazione ai test dingresso e agli esami Corsi propedeutici e integrativi Collaborazioni studentesche Ufficio Disabilit e handicap Le parole dello studente Unimi Indirizzi utili

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APPUNTI

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SUGGERIMENTI PER STUDIARE MEGLIO ALLA STATALE

A cura di Angela Gambirasio Emiliano Santini Centro per lOrientamento allo Studio e alle Professioni (COSP) Universit degli Studi di Milano Supervisione scientifica Simonetta Betti Docente della Facolt di Medicina e Chirurgia Dipartimento di Scienze Medico-chirurgiche Universit degli Studi di Milano Riccardo Sciaky Docente della Facolt di Medicina e Chirurgia Istituto di Psicologia della Facolt di Medicina e Chirurgia Universit degli Studi di Milano Coordinamento redazionale ed editoriale Alessia Accatino Giovanna Amatruda Rita DAmico Centro per lOrientamento allo Studio e alle Professioni (COSP) Universit degli Studi di Milano Responsabile del progetto Patrizia Vardanega Centro per lOrientamento allo Studio e alle Professioni (COSP) Universit degli Studi di Milano

Grafica e impaginazione Cristina Cordani Show box Illustrazioni Elena Locatelli Stampa ArtiGraficheTurati

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