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POLITECNICO DI TORINO

III Facoltà di Ingegneria

Relazione sperimentale

L'effetto Hall

Mappatura del campo magnetico

Docente

Prof. Mario Trigiante

Mappatura del campo magnetico Docente Prof. Mario Trigiante Gruppo 6 Alberto Tibaldi Adrien Yepdieu Yannick Vittorio

Gruppo 6

Alberto Tibaldi Adrien Yepdieu Yannick Vittorio Giovara

Anno accademico 2006-2007

Capitolo 1

Finalit`a dell’esperienza

Con la presente relazione si intende esporre l’esperienza effettuata in labora- torio riguardante la mappatura di un campo magnetico mediante una sonda basata sull’effetto Hall. Poich`e il campo magnetico viene generato da un magnete permanente a forma di disco (di cui intendiamo inoltre individuare l’asse di simmetria), `e possibile approssimare il magnete ad una spira, in mo- do tale da permettere di calcolare il valore del momento magnetico tramite la relazione di dipendenza del campo dalla distanza lungo l’asse del magnete.

il valore del momento magnetico tramite la relazione di dipendenza del campo dalla distanza lungo l’asse

1

Capitolo 2

Descrizione della strumentazione

Il materiale a disposizione per effettuare l’esperienza `e stato il seguente:

Sistema di movimentazione in piano, con scala graduata;

Sonda ad effetto Hall;

Foglio di calcolo per la memorizzazione del valori del campo nel piano;

Matlab - Software per calcolo matriciale;

Magnete a forma cilindrica.

L’esperienza si basa come gi`a accennato sull’effetto Hall, scoperto nel 1879 dal fisico americano Edwin Hall. L’effetto Hall `e un fenomeno che ci permette di determinare la carica dei portatori in una corrente elettrica medi- ante lo studio dell’iterazione di quest’ultima con un campo magnetico esterno ortogonale alla corrente elettrica. Questo fenomeno `e dovuto alla natura del flusso della corrente in un conduttore: quando in un conduttore `e presente un passaggio di corrente, si genera una forza, chiamata forza di Lorentz, che quantifica e qualifica la variazione del moto di una carica all’interno di un

2

campo magnetico. La forza di Lorentz si rappresenta matematicamente me-

diante la relazione:

F L = q v ×

B

Si supponga di avere un nastro conduttore con una certa densit`a di carica

u x ed un campo

magnetico direzionato nel verso dell’asse y (di conseguenza esprimibile in

J , un movimento di cariche con velocit`a di deriva v d = v d

termini versoriali come B= B u y ); riesprimendo la relazione appena esposta

considerando le ipotesi appena avanzate in notazione versoriale, si avr`a:

→ →

F L =

J

n

B −→ qv d B u x ×

u y −→ qv d B

u

z

u x

u y sia

u z ;

la forza di Lorentz, date le ipotesi proposte, agir`a esclusivamente sulla di-

Si osserva che dunque di fatto il prodotto vettoriale di

e

rezione del versore u z . Risulta spontaneo confrontare la forza di Lorentz con

un’ipotetica forza elettrica, definendo il campo elettrico di Hall E H come il

campo definito come E H =

eccesso di carica nel nastro conduttore e di conseguenza una differenza di

potenziale ai suoi capi. Si verr`a a creare una situazione di equilibrio gra-

zie alla presenza di un campo elettrostatico generato dall’eccesso di cariche:

l’effetto di quest’ultimo campo e di quello di Hall si bilanceranno. Poich`e

. L’effetto di tutto ci`o `e creare un

F L

q

J

× B

qn

=

E H =

differenza di potenziale come ∆V = nqa , dove a `e la lunghezza del nastro

E es e

E es `e conservativo, `e possibile ricavare un’espressione della

i B

Lo strumento che viene utilizzato nell’esperienza, la sonda Hall, `e uno

strumento in grado di variare la propria differenza di potenziale in uscita

in risposta alla variazione di intensit`a del campo magnetico presente nella

zona spaziale analizzata dalla sonda. In sostanza tale sonda `e costituita

3

da un trasduttore analogico inviante ad un amplificatore di segnale impulsi elettrici indotti dal campo magnetico alla sonda.

4

Capitolo 3

Esecuzione dell’esperienza

Per poter effettuare una mappatura del campo magnetico presente su di un piano orizzontale, si ricerca innanzitutto il piano ortogonale all’asse spaziale z, in cui il campo magnetico B ha modulo massimo. A tale scopo, si pone la sonda di Hall allineata con il magnete e si rileva il valore massimo del campo, variando l’altezza della sonda e leggendo sull’amplificatore di seg- nale il valore proporzionale all’altezza. Una volta individuato il piano in cui il campo magnetico ha massima intensit`a, la sonda viene fissata all’altezza corrispondente, che rester`a costante durante lo svolgimento dell’esperienza. Poich`e si lavora su di un piano, per determinare la direzione delle linee del campo magnetico sono necessarie due dimensioni: il vettore del campo proi-

ettato sull’asse x e il vettore del campo proiettato sull’asse y. Il vettore di campo B corrispondente nel punto dello spazio sar`a la somma vettoriale delle due componenti cos`ı misurate. Spostando il sistema di misura in un piano di intervalli regolari, verranno ricavati i valori delle componenti x e y del campo magnetico, tramite cui sar`a possibile formare una griglia descrivente l’anda- mento del campo magnetico nello spazio. Per ricavare queste misurazioni

occorre dunque misurare prima le componenti

la sonda Hall e rieffettuare le misurazioni, in modo da ottenere una anche misura di B y . In questo modo otterremo due griglie di misurazioni, una per le misure di B x in vari punti del piano selezionato, e una le misure di B y .

B x , dopodich`e ruotare di π

2

5

La direzione del campo magnetico allora sar`a data da:

tan(

B

y

B x

)

mentre il modulo del campo in un certo punto del piano (x, y) sar`a:

(B x 2 + B y

2

Sono state ottenute le seguenti misure del campo:

Si osserva dal grafico dei valori

x che in prossimit`a di x = 0 si avran-

no i valori della tangente pi`u approssimativamente costanti. Si utilizzer`a dunque tale insieme di valori come interpolanti per ottenere l’asse. A questo punto `e possibile, mediante un software di calcolo vettoriale come Matlab, effettuare una mappatura del campo magnetico in analisi. Esistono diverse funzionalit`a in grado di disegnare un campo magnetico date alcune matrici

B

y

B

di

componenti: nella fatispecie quella che verr´a utilizzata nell’esperienza sar`a

la

funzione quiver(). Mediante l’inserzione delle matrici delle posizioni in

cui si `e misurato il campo vettoriale, delle velocit`a (valori della tangente) e dei moduli (norma euclidea delle componenti B x e B y ) (poich`e si ricorda che

l’esperienza va effettuata su di un piano), viene descritto un campo di vettori bidimensionali, rappresentanti il campo magnetico misurato. Si sceglie di rappresentare i vettori con modulo direzione e verso, con- siderando dunque anche l’intensit`a del campo nel piano, per poter meglio rendere idea della variazione del campo col variare della distanza dal magnete. Per completare la mappatura, si disegnano linee di flusso del campo me- diante un’altra funzionalit`a di Matlab; da qui si avr`a una rappresentazione pi`u completa dell’andamento del campo. Ora qui vengono riportate le tavole delle misure del campo, e il rapporto

B

y

B x

6

Tabella 3.1:

B

x

0

0,5

1

1,5

2

2,5

3

3,5

4

4,5

5

 

-5

7

5

4

3

2

1

0

0

0

0

0

-4,5

9

7

5

3

1

0

0

0

0

0

0

 

-4

13

9

6

2

0

0

0

0

0

0

0

-3,5

18

11

6

2

0

0

0

0

0

0

0

 

-3

24

13

4

0

-1

-2

-2

-2

-1

-1

-1

-2,5

34

11

0

-4

-6

-6

-5

-4

-3

-2

-1

 

-2

39

0

-12

-16

-15

-12

-9

-7

-5

-4

-2

-1,5

12

-30

-36

-31

-24

-18

-13

-9

-7

-5

-3

 

-1

-207

-139

-93

-61

-40

-27

-20

-14

-9

-7

-5

-0,5

-525

-267

-145

-82

-54

-34

-23

-16

-11

-8

-5

 

0

-712

-334

-179

-96

-60

-38

-25

-17

-12

-9

-5

0,5

-688

-349

-184

-100

-60

-37

-26

-16

-12

-8

-6

 

1

-393

-231

-130

-88

-51

-36

-24

-16

-11

-8

-6

1,5

-130

-117

-86

-58

-41

-28

-20

-14

-10

-7

-5

 

2

-6

-40

-41

-34

-26

-20

-15

-11

-8

-5

-4

2,5

10

-9

-18

-19

-17

-14

-11

-8

-6

-5

-3

 

3

15

0

-4

-7

-8

-8

-7

-5

-4

-3

-2

3,5

13

4

0

-2

-3

-4

-4

-3

-3

-2

-1

 

4

11

5

1

0

0

-1

-1

-1

-1

-1

0

4,5

8

5

2

0

0

0

0

0

0

0

0

 

5

6

4

2

1

0

0

0

0

0

0

0

7

Tabella 3.2:

B

y

0

0,5

1

1,5

2

2,5

3

3,5

4

4,5

5

-5

5

6

7

7

7

6

6

5

4

4

3

-4,5

8

9

10

10

9

8

7

6

5

4

3

-4

12

12

14

13

12

10

9

7

6

5

4

-3,5

19

21

20

18

16

12

10

8

6

5

4

-3

31

33

29

25

20

15

11

8

6

5

4

-2,5

59

54

42

35

24

18

13

10

9

5

4

-2

120

91

70

45

31

19

11

10

8

5

4

-1,5

200

148

76

51

32

21

13

9

6

5

3

-1

334

175

87

47

28

19

11

7

5

3

2

-0,5

308

172

67

39

22

13

9

8

4

3

2

 

0

120

65

28

17

10

5

4

2

2

1

1

0,5

-173

-67

-29

-10

-6

-4

0

0

0

0

0

 

1

-266

-111

-61

-27

-14

-7

-3

-1

0

0

0

1,5

-200

-121

-64

-38

-19

-12

-6

-3

0

0

0

 

2

-118

-78

-49

-34

-22

-12

-7

-4

-2

0

0

2,5

-61

-52

-39

-28

-18

-11

-8

-5

-3

-1

0

 

3

-32

-30

-25

-22

-16

-11

-7

-4

-2

-1

0

3,5

-18

-19

-17

-15

-11

-8

-6

-4

-2

-1

0

 

4

-9

-11

-11

-9

-7

-6

-5

-3

-1

-1

0

4,5

-5

-6

-7

-6

-6

-4

-3

-2

-1

0

0

 

5

-1

-3

-4

-4

-3

-3

-2

-1

-1

0

0

 

8

Tabella 3.3:

B

y

0,00

0,50

1,00

1,50

2,00

2,50

3,00

3,50

4,00

4,50

5,00

B

x

-5,00

0,71

1,20

1,75

2,33

3,50

6,00

-

-

-

-

-

-4,50

0,89

1,29

2,00

3,33

9,00

-

-

-

-

-

-

-4,00

0,92

1,33

2,33

6,50

-

-

-

-

-

-

-

-3,50

1,06

1,91

3,33

9,00

-

-

-

-

-

-

-

-3,00

1,29

2,54

7,25

-

-20,00

-7,50

-5,50

-4,00

-6,00

-5,00

-4,00

-2,50

1,74

4,91

-

-8,75

-4,00

-3,00

-2,60

-2,50

-3,00

-2,50

-4,00

-2,00

3,08

-

-5,83

-2,81

-2,07

-1,58

-1,22

-1,43

-1,60

-1,25

-2,00

-1,50

16,67

-4,93

-2,11

-1,65

-1,33

-1,17

-1,00

-1,00

-0,86

-1,00

-1,00

-1,00

-1,61

-1,26

-0,94

-0,77

-0,70

-0,70

-0,55

-0,50

-0,56

-0,43

-0,40

-0,50

-0,59

-0,64

-0,46

-0,48

-0,41

-0,38

-0,39

-0,50

-0,36

-0,38

-0,40

0,00

-0,17

-0,19

-0,16

-0,18

-0,17

-0,13

-0,16

-0,12

-0,17

-0,11

-0,20

0,50

0,25

0,19

0,16

0,10

0,10

0,11

0,00

0,00

0,00

0,00

0,00

1,00

0,68

0,48

0,47

0,31

0,27

0,19

0,13

0,06

0,00

0,00

0,00

1,50

1,54

1,03

0,74

0,66

0,46

0,43

0,30

0,21

0,00

0,00

0,00

2,00

19,67

1,95

1,20

1,00

0,85

0,60

0,47

0,36

0,25

0,00

0,00

2,50

-6,10

5,78

2,17

1,47

1,06

0,79

0,73

0,63

0,50

0,20

0,00

3,00

-2,13

-

6,25

3,14

2,00

1,38

1,00

0,80

0,50

0,33

0,00

3,50

-1,38

-4,75

-

7,50

3,67

2,00

1,50

1,33

0,67

0,50

0,00

4,00

-0,82

-2,20

-11,00

-

-

6,00

5,00

3,00

1,00

1,00

-

4,50

-0,63

-1,20

-3,50

-

-

-

-

-

 

-

- -

 

5,00

-0,17

-0,75

-2,00

-4,00

-

-

-

-

 

-

- -

 
 

9

→ → B y ed interpolando i valori medi- ante il metodo dei minimi quadrati,

→ →

B y ed interpolando i valori medi-

ante il metodo dei minimi quadrati, `e inoltre possibile ottenere una retta

di regressione rappresentante l’asse del magnete; poich`e questo deve essere

a pendenza costante (infatti l’asse `e una retta), ci`o che si intende cercare `e

proprio una serie di valori a tangente costante:

Studiando le matrici di misure

B x

e

>>

[c,

err]

=

polyfit(x,

y,

1)

c

=

 

0.0049

-0.1715

err

=

R:

[2x2

double]

df:

9

normr:

0.0871

>>

Il valore c(1) = 0.0049 rappresenta la pendenza della retta estrapolata dai

valori della tangente nel vettore x contenente i valori da 0 a 5 con differenza

0,5; la massima distanza tra i punti e la retta estrapolata, indicata come

normr (0.0871).

10

Il terzo e ultimo punto dell’esperienza prevede la determinazione del mo- mento magnetico del magnete:

Il terzo e ultimo punto dell’esperienza prevede la determinazione del mo- mento magnetico del magnete: ipotizzando di considerare esclusivamente il campo passante per il centro del magnete, ossia il suo asse, ed approssimando dunque il magnete ad una spira lineare percorsa da corrente, si ricava che:

B = B x = (

µ 2m 0 4π ) 2 R 2 +x 2 3
µ
2m
0
4π )
2
R 2 +x 2 3

Per lavorare meglio, si sceglie di linearizzare l’espressione, elevando tutto ad esponente 2 3 ; ci`o che si intende a questo punto fare `e ottenere una regres- sione lineare a partire dal vettore B x , che viene scelto in base alle supposizioni precedenti come asse del magnete. Otterremo dal valore del campo magnetico in determinati punti, una retta di regressione lineare che approssimer`a il cam- po; sar`a dunque possibile, mediante alcune relazioni che tra poco verranno introdotte, determinare il momento magnetico del magnete. Linearizzando l’espressione, si ottiene che:

2

Y = B 3 = a + bX

Mediante regressione lineare dunque si ricavano i valori a e b, che vanno

11

utilizzati per cercare la distanza del magnete R, e il momento magnetico: R = a

utilizzati per cercare la distanza del magnete R, e il momento magnetico:

R = a b 2π m = µ 0 b 3 2
R
= a
b
m =
µ 0 b 3
2

Considerando un’incertezza di ± 1 G per il campo magnetico e di 0, 1 cm sulle distanze, dunque sulla griglia 0, 01 cm 2 , non contando eventuali errori di parallasse, si determina il momento magnetico e si applica ai risultati trovati la propagazione degli errori. Nella tabella 3.4 sono inserite le misure del campo avente direzione dell’asse del magnete; nella tabella 3.5 i dati estrapolati dalla regressione lineare di quest’ultimo, con l’applicazione della propagazione degli errori per quanto riguarda le incertezze.

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Tabella 3.4:

X’

x

B x (G)

B x (G)

B 2

3

(T)

3

B 2 (T)

0

0,1

712

1

 

5,82

0,01

0,5

0,1

334

1

 

9,64

0,02

1

0,1

179

1

14,62

0,05

1,5

0,1

96

1

22,14

0,15

2

0,1

60

1

30,29

0,34

2,5

0,1

38

1

41,07

0,72

3

0,1

25

1

 

54,3

1,45

3,5

0,1

17

1

70,22

2,76

4

0,1

12

1

88,57

4,92

4,5

0,1

9

1

107,3

7,95

5

0,1

5

1

158,78

21,18

Tabella 3.5:

 

Misura

Incertezza

a

8,93

1,26

b

50258,14

1618

m

0,44

0,02

R

0,01

0

13