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La Medicina Medioevale La preparazione della teriaca La teriaca (o triaca): composto medicamentoso, sotto forma di pasta, usato ufficialmente per

curare i morsi degli animali e per i dolori di stomaco, si pre parava solo dietro permesso dei medici ed era costituita da un miscuglio di mitridato, alche rmes, giacinto, elettuario de gemmis. La scrupolosità con cui la sua preparazione era co ndotta, l'accurata registrazione di ogni dose preparata su appositi registri, la verific a da parte del medico della liceità nei procedimenti e la presenza del medico nella polverizzazio ne degli ingredienti, solitamente eseguita all'aperto, ci fa capire l'importanza e forse la pericolosità del preparato. In alcune cronache giunte a noi si descrive la preparazione della teriaca nel '5 00 nei giardini dei conventi o delle Università: la forma era solenne, con il pubblico ch e poteva assistere e medici e farmacisti all'opera. Una volta preparata, la preziosa pozi one veniva posta in vasi di maiolica. È stata questa, almeno per sette secoli, la panacea per molte malattie e infermità. Un mistero alchemico? Secondo certi storici, erano stati i Templari, che praticavano le arti alchimist iche, a detenere la ricetta di questa mistura. MEDICINA E CHIRURGIA. VISIONE D'INSIEME Malattie e salute Che cosa succedeva quando ci si ammalava? La vita nel Medioevo è stata definita "pericolosa, inumana e breve". All’epoca la ge nte sopportava molto più dolore e molte più sofferenze di quanto dobbiamo fare noi oggi. Nel Medioevo molti erano i mali che la medicina dell'epoca non riusciva a guarir e. Quasi la metà dei bambini periva a causa di malattie infettive prima di compiere i cinque anni. Le giovani morivano di parto e gli uomini morivano per incidenti o in guer re. I medici e la paura «I dottori non forniscono nessun aiuto concreto soprattutto perché sono terrorizzati di visitare il malato», scrisse Guy de Chauliac, nel XIV secolo, ma questo concetto e ra ben radicato nella popolazione. Molti medici del tempo pensavano che la malattia fosse il risultato di un miasma venefico; per neutralizzarlo gettavano sul fuoco polveri aromatiche e accendevan o candele. Tenevano spesso sul naso un’arancia secca ripiena d’erbe. Altri facevano sostare i loro pazienti nelle cloache, pensando che l’odore nauseab ondo degli escrementi facesse fuggire il morbo. Solo i ricchi, però, potevano permetter si la presenza di un dottore. ...«Questo prezioso amuleto reca sollievo ai sofferenti di infiammazione celebrale

, ai maniaci, ai malati di angina; salva dai reumatismi e dalle malattie della testa e degli occhi»… Queste furono le parole di un medico portoghese: Arnoldo da Villanova che, nel X III secolo, era considerato una grande celebrità. Non occorrono altre parole per far c apire a che punto si trovasse la medicina nel Medioevo. In numerose fonti agiografiche - da Gregorio di Torso fino al basso Medioevo - v iene messa in evidenza l’inutilità della medicina. Non poche volte lo sforzo del medico p er guarire la gente da malattie viene preso come il tentativo audace e addirittura peccaminoso dell’uomo di voler immischiarsi, per motivo di correzione, negli impenetrabili piani di Dio. Questo era lo scetticismo presente nel Medioevo. Il paziente La visita La scienza medica era veramente decaduta, dopo aver conosciuto i due grandi stud iosi di medicina dell’antichità: Ippocrate (V-IV secolo a.C.) e Galeno (II secolo d.C.); la grande stagione della medicina del mondo antico subì, infatti, nella tarda antichi tà, due potenti attacchi, che le vennero portati su fronti diversi: le invasioni dei pop oli del Nord e il Cristianesimo. Le culture germaniche, da una parte, avevano teso a limitare ed emarginare la cu ltura romana, e quindi a respingere il bagaglio teorico della medicina; dall'altra il Cristianesimo oltre a guardare con sospetto, se non a condannare apertamente, i frutti della cultura pagana (e quindi ancora l'impostazione teorica della medicina), po rtava di per se stesso un messaggio nuovo e indiscutibilmente forte: la vita è cosa effimer a perché l’uomo è solo un pellegrino sulla terra, sottoposto al dolore, alla malattia e alla morte quale pena per il peccato originale. Quando i "barbari" invasero l'Europa, inoltre, molte opere degli antichi vennero da essi distrutte e quelle che poterono essere salvate rimasero per anni e anni custodit e nelle biblioteche dei monasteri. Fu così che gli uomini andarono man mano dimenticando molte nozioni importanti degli antichi. Per esempio, la teoria di Ippocrate secondo la quale le malattie non sono da attribuire a cause soprannaturali fu completamente dimenticata. In pieno Medioevo (secoli XII e XIII) le malattie più gravi furono di nuovo consid erate opera del demonio. In una visione di questo genere la medicina, di fatto, diventava una cosa superflua se non addirittura nociva al doloroso ma necessario processo di purificazione e di espiazione: la cura fisica, per il cristiano, doveva essere al massimo subordinata a quella spirituale, per cui l'assistenza ai malati veniva considerata come un mero atto di carità cristiana, un mezzo per il credente/medico di dimostrare il proprio amore verso il prossimo malato e quindi, in ultima analisi, verso Dio. Questa teoria veniva sostenuta da Ireneo (135-200

che spesso faceva riferimento a teorie fisiologiche per spiegare fatti spirituali. pressocché sconosciuto ai Romani. di do tti medici che disponevano di ampie raccolte di testi. mala ttie della pelle e sifilide. comunque. e da Clemente Alessandrino (circa 150-215). essi erano generalmente ben nutriti e confortati dal personale infermi eristico religioso. problemi urinari. osteologia. lussazioni. alcune delle quali risalenti al VII secolo. fratture. formato da olio di oliva (al-Qali) e talvolta natron (sodio carbonato). ce nere e soda. mentre aumentava la popolazione delle città medievali. né spiegare la rapida ascesa della med icina come scienza a partire dalla seconda metà dell'XI secolo. sembra essere stata una invenzione ga llica e divenne di uso diffuso nel corso del secolo IX. le condizioni igie niche (vedi allegato 5. Inoltre. In segui to venne preparato con olio di oliva profumato alle erbe. oculistica ed ostetricia. Inizialmente era liquido e div enne più simile all’attuale nel corso del XII secolo. molto lentamente durante il Medioevo. I molti miti e le molte superstizioni riguardanti la salute e l’igiene giocavano u n ruolo importante. Molti teologi ritenevano che le cure fosse ro possibili solo attraverso la preghiera. comunque. padre della Chiesa che bollava di eresia il dualismo tra anima e corpo. Generalmente i medici trattavano i problemi interni al corpo e i chirurghi quell i esterni quali: ferite. La concezione cristiana delle malattie e delle lesioni portò alla fondazione di mo lti grandi ospedali. sosteneva che il corpo umano era stato creato per essere sede dell'anima. Gregorio di Nissa. Forse furono gli Arabi che lo svilupp arono. Il sapone. Senza la presenza di una tradizione medica. Sebbene la medicina e la chirurgia fossero anche allora strettamente correlate. conducendo ad una ampia varietà di problemi sani tari. .4) peggioravano. l’Europa medievale non aveva un adeguato sis tema sanitario pubblico. costruiti e gestiti dai monaci: sebbene poco era fatto per cura re i pazienti. non si potrebbero però giustificare le testimonianze. assieme a grasso di animale.circa). Gl i studi si appoggiavano sulla sfera religiosa ed i religiosi erano molto più interes sati alla cura dell’anima che a quella del corpo. i medici medioevali tenevano una netta distinzione fra di esse. La medicina occidentale avanzò. La conoscenza medica era limitata e. nonostante gli sforzi degli addetti medici pubblici e delle istituzioni e regole religiose. anch'egli padre della Chiesa. Essi anche praticavano i salassi ai pazienti inviati loro dai medici e si occupavano inoltre di estrazioni dentarie. amputazioni.

secondo gli insegnamenti ippocratici. molte volte il paziente med ioevale poteva volgersi a certi incantamenti. Molti cerca vano il rimedio dalle loro malattie con la meditazione. specie nelle aree rurali). dall’applicare ciò che avevano imparato copiando i testi antichi. i medici erano tenuti a superare esami prima di iniziare la p ratica. più spesso che non. che le malattie fossero diffuse dagli odori catti vi. Di conseguenza la pratica medica formale veniva praticata dalla Chiesa che correlav a la malattia con la ricompensa divina.d. Poiché la maggior parte della popolazione dell’Europa medievale non viveva nelle cit tà dove avrebbero potuto giovarsi di medici colti e non superstiziosi. Le donne-medico trattavano comunemente pazienti femminili. per esempio.t . molti ammalati iniziarono pellegrinaggi nella speranza di guarire. Le cure a quei tempi erano principalmente basate su preparati di erboristeria. monaci. erano lasciati l avorare sia sull’uomo. pratiche di salasso. casali nghe. Il corpo umano era visto quale parte dell’universo. o specifici ritual i Cristiani. n. sebbene derisi dai medici istruiti. Per tale motivo. I medici non addestrati erano destinati a sanzioni e multe. In alcune regioni. in associazione con diete che specificavano il tipo ed il quantitativo di cibo (possibilmente in unisono con i principi degli umori) e con l’esercizio fisico. i pellegrinaggi ed altri metodi non medici. Durante questo periodo la medicina iniziò comunque ad essere riconosciuta quale professione. la preghiera.) era sempre di basilare importanza. essi si rivolgevano ai guaritori locali che erano solitamente infermiere. ma non solo. A causa della insicurezza della medicina accademica. Ogni monastero aveva una infermeria dove i rimedi esistenti si basavano sulle erbe. che erano i più acculturati nella popolazione generale. o . sia sugli animali. I malati e gli anziani potevano essere curati da medici esperti. guarito ri popolari (spesso donne. L’assistenza medica era molto costosa e solo pochi potevano permettersela. poteva aver luogo un trattamento chirurgico. coltivate nei loro giardini. o ”sanguisughe”. specialmente preghiere. Non era infrequente il credere a guarigioni miracolose. riappacificandosi con Dio. Ciò non fermò i monaci. sulla base di una formale istruzione. Era anche assodato che il corpo fosse il risultato dei difetti dell’anima.La gente credeva. ed i medici non istru iti o autodidatti. Tale includeva. amputazioni o manipolazione ossea. un curriculum standardizzato e leggi riconosciute. un concetto derivato dai Greci e dai Romani e la teoria dei quattro umori di Galeno (descritta precedentemente. Solitamente nei casi più gravi o più avanzati. cosicché la licenza di s tato divenne procedura comunemente diffusa. in relazione alla classe socio-economi ca del paziente.

i pazienti erano invogliati ad aiutarsi e ad aiutare i loro parenti ed amici e la gente in generale. agli inva lidi e ai pellegrini itineranti: i primi ospedali sorsero come ospizi per persone non abbi enti. la pietà per umanità e la preoccupazione per il proprio benessere consigliarono e favorirono tali costruzi oni. ma solo come attitudine individu ale o come obbligo nei confronti dell'ospite: solo con l'avvento del cristianesimo ini zia a venire considerato come un servizio reso al bisognoso. e lebbrosari per la gente di tutte le età e di tu tte le classi sociali. Non doveva però mai mancare l'immagine del Signore. ma non aveva oscurato i loro veri successi terapeutici. Con la preghiera. malati mentali. orfani. gli anziani. il contesto spirituale dell'ospedale era aumentato. priorati e chiese.semplici esperti di rimedi erboristici. veniva chiesto il supporto dei santi patroni. GLI OSPEDALI I primi ospedali si formarono fornendo assistenza e rifugio ai vecchi. Molti ospedali. in quanto gli ospedali erano considerati dei luoghi dove ci doveva essere la presenza guaritrice dello Spirit o Santo. cliniche ed ambulatori per i feriti. Analogamente i più facoltosi utilizzavano i servizi dei monasteri o dei pochi ospe dali nelle aree urbane. più che come luoghi di cura. Ogni monastero aveva una infermeria con trattamenti prevalentemente erboristici. ad imitazione delle Comunità religiose. grazie a fiere commerciali e a tante at tività patrocinate dall’ospedale stesso. dispensari per i poveri. Il termine hospitalitas era sì noto agli antichi. uniformato il vestire ed integrato i servizi nella loro procedura quotidiana. Invece di invocare gli dei pagani. Gli ospedali divennero sempre più diffusi: "l'amore di Dio”. Col tempo (prevalentemente nel e dal XII secolo). Tutto questo era frutto di una buona teologia ed una . Invece di invocare gli dei pagani. Tali ospedali più sviluppati comprendevano un albergo per viaggiatori e studenti indigenti. La farmacia Molti ospedali ebbero effettivamente un ruolo formativo ed una responsabilità per l’alimentazione ed anche per collegamento. le case adiacenti ad alcuni mo nasteri si sono evolute dai ripari per i poveri (xenodochia). Adottare un modello religioso era non soltanto la tradizione dei tempi. specie nei luoghi ove foss ero disponibili medici esperti. gli infermi ed i pellegrini. avevano formulato precise regole di comportamento. si invoc avano il Dio cristiano o i Santi Patroni. sedi pe r i ciechi. I primi ospedali vennero stabiliti dai monasteri ed erano principalmente un rifu gio per i vecchi. era esso stesso un dispositivo terapeutico eminentemente riuscito. Tuttavia. Quasi una metà degli ospedali costruiti era direttamente affiliata con monasteri.

Tutte queste cause ebbero come effetto lo svilupparsi di infezioni . delle ideologie che ne avevano determinato la formazione sociale. Infatti. distinguendole. come le pestilenze che decimarono la popolazione. la figura del medico ed i suoi compiti. per le continue pestilenze e gli sconvolgimenti bellici. b asati quasi unicamente sul consumo di cereali e legumi e alle condizioni igieniche pes sime. la Chiesa e la religione davan o all’uomo una speranza a cui aggrapparsi. e indicò la mancanza di sincronismo fra il battito del polso e la respirazione. e lo stabilizzarsi i n forma cronica di forme morbose. portò l’uomo medievale a considerare il morbo come una peculiarità dell’umanità. in un’era in cui il genere umano stava attraversando un periodo critico. le funzioni volontarie e le invo lontarie. e l’igiene personale non era per nulla curata. Galeno prese in considerazione. il modo di pen sare ed intendere la realtà. e questo determinò l’espansione del campo d’azione dell’ambiente ecclesiastico anche in materie profane come la scienza medica. erano descritte meg lio che nelle teorie ampiamente diffuse di Platone. sistemi di fognatura efficiente. ma sfortunatamente. ma non tanto più di questo… Nel Medioevo lo sviluppo della medicina subì l’influenza di almeno tre fattori. poiché mancavano le più elementari nozioni di igiene. ecco che si profila quindi la peda gogia della sofferenza che influenzerà le riflessioni religiose sulla malattia e le stes se pratiche assistenziali. Il fa tto che il malato e le malattie fossero all’ordine del giorno. non esistevano. erede del peccato originale di Adamo ed Eva. Le condizioni igieniche ed alimentari costituirono il primo fondamentale fattore d’azione: la morbilità alta di quei secoli era dovuta ai regimi alimentari poveri. Le epidemie perciò diventano il flagello con cui Dio punisce i suoi figli. n on contribuivano molto ai processi che hanno luogo all’interno del corpo. infatti. nonostante la grande attenzione all'anatomia esterna dell’uomo. LA MEDICINA NELL'ALTO MEDIOEVO La più comune base per la medicina medievale erano i trattati di Galeno. quale la respirazione. che prevedeva l’accogli .buona psicologia. terzo fattore. e propr io per questo vengono viste come un valore positivo. che modificarono le cure. D’altra parte alcune funzioni basilari. di epidemie. Tuttavia. Nasce così anche il concetto di hospitalitas. quegli ospedali eran o spesso in condizioni di favorire piuttosto che prevenire il diffondersi delle ma lattie: non venivano mai cambiate le lenzuola! Solo negli ospedali femminili si potevano tenere animali. Ad esempio la loro grande carenza riguardava la circolazione sanguigna. le metodologie di cura e diagnosi. soprattutto nelle popolazioni cristiane. Il secondo fattore fu la religione: il cristianesimo aveva inculcato agli uomini dei valori.

seguen do maggiormente gli itinerari dei pellegrinaggi. potevano radere. oppure una specie di proto-farmacia. Santiago in Galizia. o distretto rurale. situati vicino a chiese e monasteri. che era naturalmen . senza distinzione tra indigenza economica ed emergenza sanitaria. l’assistenza e l’ospitalità per i malati. che poteva essere o un armadio di libri. un giardino di piante medicinali. massaggiavano e. in modo da risultare uno l’attributo dell’altro. pezzenti. e soprattutto gli infirmi. Lungo gli itineraria romani si snodavano le vie dei santi viaggi con mete Gerusa lemme. talvolta ospitati in ger ontocomi. che erano le stesse classificate nella Hist oria plantarum da Teofrasto e coltivate ed impiegate dai Romani. mendicanti. Non si limitavano però solo all’esercizio della medicina semplice. essendo insigniti dei titoli tonsor rasor et minutor. che secondo la medicina monastica prati cavano l’arte medica. La tradizione dell’uso delle erbe come medicinali. I fratelli utilizzavano per le terapie soprattutto le erbe. Roma. gli edifici che erano adibiti a questi serv izi erano dotati di un infirmarium. che erano già molto diffusi nel IV s ecolo. o infermeria con un cubiculum valde infirmorum.a quello di pauper. questi due termini venivano spesso pronunciati insieme. estraendo con il sangue anche il presunto peccato del malato. tonsurare. ma allo stesso tempo provvedevano alla sua conservazione.enza. Lungo queste vie si sostituivano così ai vecchi xenodochi (xeno-dokèin. tutto questo costit uiva la medicina semplice che molto spesso finiva per completare la medicina dei dotti. perché erano i contadini abitanti del pagus. cioè salassare nella giusta m isura. pauperes infirmi. degli ospizi lungo gli itinerari di pellegrinagg io. i vecchi senza risorse. con il Concilio di Orléans (571). una stanza adibita a clisteri e salassi ed un ultimo locale dotato di armarium. folli. secondo la tradizion e antica. vecchi e bambini. I pazienti degli hospitalia veniv ano curati ed assistiti dai monaci delle congreghe. Come testo di riferimento avevano il De simplicium medicamentorum temperamentis et facultatibus di Galeno e il De materia medica di Dioscoride. a coltivare negli orti e nei campi quelle piante dalle prodigiose qualità. o sala di degenza per malati gravi. è di origine pagana. ospitare gli stranieri) i più nuovi hospitalia. Con tali termini veniva indicata una categoria composita. accolti in appositi brefotrofi. ciechi. Il concetto di infirmus (malato) era considerato in stretto rapporto . attravers o la copiatura dei testi classici. A poco a poco si formò una rete ospitaliera che attraversava l’intera Europa. a cui facevano già ricorso gli Egiziani. di conseguenza monaci e religiosi organizzar ono. ma impomatavano. anche se accolta dai monaci. Il parto In questi luoghi venivano ospitati i pellegrini in viaggio. i bambini senza fami glia. includendo anche storpi e vagabondi. ma era anche abile nel minuere sanguinem.e a volte sovrapposto .

l’uso delle piante medicinali rappresent ava l’unico metodo per curare varie malattie. oltre che s ulle reali proprietà. un’impresa pericolosa. Naturalmente questi ecclesiastici. Vi erano all’epoca anche numerosi medici poco seri che giravano per le piazze e proponevano rimedi violenti come. Vi era una certa maestria nella cura delle ferite e delle fratture. Fino a l secolo XII. cosa assai u tile viste le continue guerre ma di diagnosi precise e di cure mirate. facevano sorbire acquasanta e baciare le reliquie dei s anti. Prima della nascita della scienza medica. Le virtù attribuite ai rimedi naturali si basavano moltissimo sulle qualità simboliche che erano loro assegnate. la cauterizzazione con un ferro r ovente delle emorroidi. Il passaggio dal rimedio medicinale che guarisce alla pianta toss ica che avvelena corrisponde molto bene alla strega. ottenendo spesso degli ottimi risultati. Alcuni poi praticarono con successo anche degli interventi chirurgici. Oltre all’ignoranza dei medici la medicina erboristica si basava sulle tradizioni popolari e sulle superstizioni. e spesso. due rinomate università. lenivano i do lori con gesti rituali ed elisir. Molte erbe usate all’ora sono però utilizzate anche come ingredienti di base nell’attu ale . elevava il salasso e la flebotomia ad arti magistrali. privi di una seria prepar azione medica. Alcune piante molto velenose sono oggi usate per la preparazione di alcuni farma ci. non erano in grado di trovare le cause delle malattie e di curarle scientificamente. per esempio. che costituivano la classe più colta dell'epoca. Purtro ppo alcune volte a causa dell’ignoranza dei medici i pazienti morivano avvelenati. ma essendo regolata da procedure precisamente codificate secondo dottrina. I malati si rivolgevano di preferenza ai monaci e ai sacerdoti. Rimedi erboristici Nel Medioevo i "dottori" per curare alcune malattie usavano dei vegetali.te la reale causa dell’infermità. MANCANZA DI MEDICI I medici fino al 1200 erano molto pochi e le terapie scarse e inefficaci. Oltre a questi vi erano anche naturalmente medici seri che avevano studiato a Sa lerno o a Bologna. LA TERAPIA La pratica della medicina era comunque. Bisogna però dire che molti di essi curavano gli ammalati con erbe medicinali. applicavano toccasana. ancora non se ne parla proprio. non ci sono sc uole speciali ove si insegnasse la “medicina”. facendo sì che la restitutio ad integrum della salute fisica coincidesse con la salvaguard ia di quella spirituale. ad eccezione di quella di Salerno di cui parleremo più avanti. Il togliere sangue era una pratica empirica. I "manuali" farmacologici raccomandavano ad esempio di raccogliere le erbe medicinali in particolari giorni dell’anno considerati magici. Infine i monaci crocesegnavano. Il loro aiuto era soprattutto spirituale.

La LACHNUNGA (secolo XI): è un libro (oltre che una pianta) che contiene rimedi al le malattie e in particolare preghiere in latino da recitare sugli ingredienti. FIORI DI SALICE E PIOPPO: combattono l'impotenza. RENI e TESTICOLI ESSICATI: polverizzati e somministrati col vino curano l'impotenza. piante. per difendersi da agenti invisibili e spiriti ostili. Una delle cause più frequenti di malattie erano infatti le "mariolerie" degli elfi . CRANIO DI UCCELLO: avvolto in pelle di cervo cura le emicranie. I medici ritenevano che un eccesso di sangue provocava malattie: di conseguenza le sanguisughe erano usate per succhiare sangue ai pazienti. Alcuni manoscritti medici contempla no centinaia di sostanze terapeutiche. ferite. L'uso di piante curative in molti casi si mescolava con riti e formule magiche. QUERCIA e VERBACIA: venivano utilizzate per numerosissime applicazioni. gotta e calvizie. con la convinzione che ogni sostanza esisten te in natura potesse essere utilizzata.medicina erboristica. mal di gola e mal di stomaco. erano scelti con nodi gialli per combattere il giallo della pelle del malato. Impasti calmanti di erbe polverizzate e miele servivano a curare ulcere cutanee. urine ed escrementi animali. par ti di animali e effluvi di questi sono gli ingredienti classici delle pozioni. l a mandragora è una radice nera all'esterno e candida all'interno. esseri invisibili individuati dalla tradizione cristiana come demoni. I salassi erano comunemente impiegati per recuperare la salute e l’"umore" del paz iente. Da alcuni scritti possiamo così essere stati edotti su alcune delle principali cau se di morte! I cataplasmi (crusca. Erbe. mal d'orecchie. Ad esempio per curare i polmoni si mangiavano ceci cotti n el . ma anche su vermi di terra. con una vaga forma umanoide che ha portato la fantasia antica e medievale a rappresentarla come una sorta di omuncolo vegetale. era sicuramente critico. demoni e veleni. acqua e senape) davano sollievo alle articolazioni infiamm ate e aiutavano a curare le infezioni. mors o di serpenti. Lachnunga Mandragora Fiori di pioppo MANDRAGORA: chiamata ancora oggi in Germania Hexenkraut. FECI DI GATTO: efficaci contro le calvizie o la febbre quartana VERMI CON NODI GIALLI: triturati e mescolati alla birra servivano a curare l'itt erizia. I rimedi erano sì basati prevalentemente su pozioni e decotti di erbe. "erba delle streghe". spesso praticato da un barbiere e senza a nestesia. Veniva usata per curare infezioni agli occhi. Gli unguenti erano molti e gli intrugli da prendere per bocca o da applicare sul corpo erano molto numerosi. Le purghe erano usate per espellere la malattia dal corpo. cervello mescola to con unguento ed infilato nel naso è efficace contro i dolori di testa. ed inoltre ogni intervento chirurgico. quali elfi.

sapore. erano considerate il modo migliore per conservare la salute. consisteva principalmente nel considerare visivamente l’apparenza esterna del paziente. l’esercizio. Quando c’era un aumento di qualunque umore o liquido organico se ne poteva disporr e per il tramite di sudore. . in quest’ultimo caso. In effetti. formule e incantamenti. L’osservazione che includeva tutti i precedenti era cosa rara e più spesso un medico prescriveva un trattamento solamente sulle richieste scritte di un collega o del paziente stesso. Di fronte alle malattia gravi in realtà però non vi erano rimedi efficaci: basti pen sare alla lebbra e alla follia. L’osservazione. Sangue. Il sangue era esaminato per la viscosità. schiumos ità. e assunzione di bagni caldi e/o erbe. Uroscopia Tastare il polso Il trattamento variava dalla somministrazione di lassativi e diuretici alla fumi gazione. inviando la lista dei sintomi ad un altro medico. feci o urine. Se questi sistemi naturali si interrompevano o guastavano. mentre per curare i tumori ghiandolari si f acevano impacchi di fichi. Originalmente i medici assistevano i loro pazienti recandosi a casa loro oppure il paziente poteva essere portato dal medico. Uno dei mezzi diagnostici preferiti era l’uroscopia. cauterizzazione. spesso si confondevano i m alati di mente con gli indemoniati. lacrime. temperatura. La diagnosi del paziente era solitamente incompleta. esistevano parimenti procedim enti chirurgici e cure simili alle procedure moderne. feci e urine misuravano l’equilibrio degli umori in un individuo.latte di capra con burro e zucchero. feci. rapidità di coagulazione. soprattutto nel caso degli epilettici. Sebbene le procedure mediche nel Medioevo siano generalmente considerata obsolet e e basate su erbe. e le caratteristiche degli strati in cui si separava. Le funzioni naturali. e nell’ispezione ed odore delle sue escrezioni. Essa consisteva nella ispezione di sangue. e si cercava d i curare i malcapitati con lunghe sedute di esorcismo nella speranza di liberarli dai demon i loro persecutori. la malattia poteva occorrere! I medici medioevali favorivano la prevenzione. nell’ascoltare la descrizione del paziente della m alattia. preghiere. quale fosse un meccanismo esplicatorio fondamentale per comprendere le manifestazioni cliniche. ma solo in rari casi tutti i precedenti erano inclusi. scivolosità. una buona dieta ed un sano ambiente. Un altro aiuto diagnostico includeva tastare il polso e prendere campioni di san gue. La diagnosi della malattia era ottenuta dal concetto del disequilibrio complessi vo. per cui il colore delle urine del paziente era esaminato per determinare il trattamento. comunque. quali lo starnuto. urina e nell’esame del polso. questo non favorì il libero scambio di idee o di esperienze tra i medici e spesso i consigli sul trattamento di un paziente pa rticolare erano ottenuti per lettera.

calvizie. perdita dell’appetito e morsi di cani. l’olio. Altri esempi di un trattamento comune per particolari disturbi consistevano nell a preparazione di polveri di giusquiamo e cicuta e di metterle sulle cosce doloran ti. I libri di medicina erano consultati per definire quale (e se) fosse necessario un salasso. latte. Essi erano anche utilizzati quali amuleti o sortile gi contro il male e le malattie. o quale medicamento o erba dovesse essere somministrata. l’aloe. o aceto. i libri delle erbe e medici prescrivevano soprattutto rimedi per malanni relativi agli occhi. inghiottirne il succo ed apporre le f oglie sull’ombelico. non essendo i medici medievali al corrente della circolazione. il papavero. Tali erano prescritti per disturbi comuni. lo zolfo e tante altre sostanze ancora. il finocchio. In particolare scritti dei Sassoni indicavano le erbe da essere impiegate per questo e per altri motivi. tra cui quello medico. le misture e la terapia delle gemme erano usati spesso quale trattamento nell’Alto Medioevo. I rimedi a base di erbe. poste dalla Chiesa cattolica per prevenire il diffondersi delle ere sie. quali epistassi.L’esame del polso non era per valutare e misurare il flusso ematico. Essi pensavano che creature quali elfi e goblins erano esistenti realmente e che l’aria fosse piena di invisibili poteri del male contro le cui cospirazioni dovessero essere trovati rimedi. Ovviamente. curare le pazzie. È interessante osservare che sebbene l’artrite ed i reumatismi fossero le malattie p iù comuni. le erbe erano usate frequentemente per una varietà di scopi nella vita medievale. indurre il vomito e i salassi per le paralisi e per disturbi addominali. questo genere di trattamento aveva le sue limitazioni. il giusquiamo. ma piuttosto per la forza degli spasmi cardiaci. scottature da s ole. se il paziente dovesse riposare o esercitarsi e se fosse necessario un cambiamen to della dieta. la canfora. e molte pozion i fatte con erbe erano mescolate con miele. Donna che raccoglie le erbe Inoltre gli oggetti della natura avevano intrinseci poteri che potevano essere u sati a tal scopo. È importante capire che questo era un periodo in cui le credenze della gente erano permeate da superstizioni. Come può essere osservato nei manoscritti fino al X secolo. L’uso delle erbe Nel Medioevo la cura delle malattie si basava sull’utilizzo delle piante. per il trattamento delle malat tie. masticare l’alloro. dei minerali e sul riposo a letto. Bevande a base di erbe erano mescolate con birra. l’arsenico. Venivano usati molto la menta. Potevano essere appesi alla porta per conservare la vista. pre . pozioni a base di erbe per la cura dell’ittero. Unguenti erano confezionati con erbe e burro .

risulta essere molto interessante poiché vi s i trovano espressi alcuni concetti fondamentali per l’ars medica del tempo: «Alcuni si chiedon o perché l’arte della medicina non sia inclusa tra le arti liberali. « L’uomo malato … tu porrai …. Le piante più comunemente usate per scopi medicinali erano: Avena. essa le abbraccia tutte». tu coprirai il suo volto con cipressi ed erbe…. ritenendo che gli infermi dovessero essere ubicati in un luogo particolare lontano . Filipendu la ulmaria. thou shalt place . La ragione consis te nel fatto che mentre queste ultime trattano di cause particolari. XII I.. l’aritmetica e la geometria erano indispensabili nel calcolo dei giorni di durata di una determinata malattia. FAMOSI “MEDICI” DELL’ALTO MEDIOEVO Isidoro di Siviglia (570 ... ribadì il concetto secondo il quale l’assistenza dei malati doveva essere affidata ad una pe rsona pia. ebbe il mer ito di aver convertito al cristianesimo i Visigoti. Isidoro fu vescovo di Siviglia dal 600 al 636.. Malva. May a kindly spirit a kindly genius be present».. That the great gods may remove the evil That the evil spirit may stand aside. dedicato alla medicina. Dal punto di vista etimologico fece risalire il termine stesso di medicina a modus cioè alla "g iusta misura" cui doveva essere improntata la vita e la professione di chi la praticav a. piuttosto che medico nel senso stretto della parola. doveva conoscere al meglio la dialettica.. un genio gentile essere presente».636) Dottore della Chiesa. Secondo Isidoro infatti il buon medico doveva essere un buon retorico per poter comprovare al meglio i suoi argomenti... Egli definì la medicina "seconda filosofia" contribuendo così ad aumentare quel diva rio tra pratica e teoria sul quale già Aristotele si era espresso tempo addietro. Città del Vaticano.. Possa uno spirito cortese.. Filosofo.. In un incantamento contro la febbre troviamo le istruzioni per proteggersene: «The sick man .. la grammatica per p oter capire ciò che si leggeva. Il libro IV.. Iperico.thou shalt cover his face With cypress and herbs. Consolida e Camomilla... Valeriana. scrisse un’opera monumentale in venti libri nei quali cercò di racchiudere tutto lo scibile umano dell’epoca: le Etymologiae o Origines. Liquirizia.. Schema dell'universo secondo Isidoro di Siviglia. Altea rosata e Altea officinalis. Che i grandi dei possano allontanare il male Che lo spirito malvagio possa starsene in disparte. così come la conoscenza dell’astronomia per capire il rapporto tra lo stato di salute di un individuo e gli astri. da un manoscritto del sec. Aristolochia. utile nello studio dei casi delle malattie e dei loro trattamenti.. Biblioteca Apostolica Vaticana.venire dalle fatiche del viaggio o anche per proteggere il proprio bestiame.

Imparò il latino e compose musica ma ebbe una vita durissima. «producono ogni sorta di bene. Accessibili agli audaci. Dagli otto anni iniziò l’educazione religiosa presso una donna eremita (Jutta von Sponheim). Gli scritti di Hildegard sono anche unici per la visione generalmente positiva d ei rapporti sessuali e per le sue descrizioni del piacere dal punto di vista delle donne. dedotta dalla cosmologia greca. Etymologiae). Hildegard von Bingen. animali. Nel 1141 ebbe una visione determinante: Dio le dava la comprensione dei testi re ligiosi e la esortava a scrivere. suggeriva la descrizione qualitativa della natura ed il suo impiego medicinale. Essi possono anche essere considerati la prima descrizione dell’orgasmo femminile. per cui essendo l’uomo alla sommità della creazione. La visione di Hildegard Rovine del monastero di Disibodenb erg Hildegard era la decima figlia in una famiglia nobile e fu dedicata alla Chiesa fin dalla nascita. Ebbe visioni di oggetti luminosi dai tre anni ma nascose tale “dono” per mo lti anni. unitamente alla teoria degli umori. La sua filosofia religios a. Hildegard. godono di una pressoché totale felicità e di una beata abondanza» (Isidoro di Siviglia. Il caso peggior e. Scrisse molti testi religiosi e di medicina. mentre la quantità di amore e passione determina il carattere del figlio. “prima” sotto molti punti di vista. descritti anche in Liber subtilatum. entrambi relativi alla storia naturale e al potere curat ivo di vari oggetti naturali.cioè da rumori molesti e brusii fastidiosi che avrebbero potuto turbare lo stato d i quiete degli ammalati. alberi e pietre. i 'piccoli Eden' dell'immaginario medie vale sono celati sulla sommità di montagne protette da fitte nuvole o più usualmente collocati su isole. nel monastero di Disibodenberg. Essa scrisse anche che la potenza dello sperma determina il sesso del nascituro. È ora noto che Hildegard soffrisse di emicrania. Fondò un convento e. ella era consultata e forniva consigl i a vescovi. lo stato di disabilità successivo . papi e re. tra cui P hysica e Causae et Curae (1150). sebbene non ancora canonizzata. ven ne beatificata tanto da essere spesso ritenuta Santa Hildegard. luoghi di eccellenza del meraviglioso. produsse lavori di teologia e descrisse le sue visioni fantastiche. Tale vi sione scientifica. conosciuta come “Sibilla de l Reno”. In u n tempo in cui poche donne sapevano scrivere. di tutto ciò che è fuori dal comune. Hildegard von Bingen (1098-1179) Hildegard of Bingen era una donna speciale. conduce ad una figlia cattiva. tutto esiste in natura per lui. e che le sue visioni fossero il r isultato di tale stato fisico. Scrisse trattati di storia naturale e dell’uso medicinale di p iante. Il modo con cui descrive le visioni. Quando a poche donne era portato rispetto. i prodromi. quando lo sperma è debole e i genitori non provano amore. di stenti e privazio ni.

oppio. Scolaro Attorno all'anno 870. brionia . Vi furono i primi accenni di un insegnamento accurato.. come per la tubercolosi e la scrofola. Allucinazioni visive. testo agiografico del X secolo. dove tradusse 70 opere scientifiche dall'arabo al l atino. All’epoca si era in grado di arrestare un’emorragia con i legacci. Sia con quest'opera sia con il commento di Temistio dette un importante apporto nello sviluppo di aspetti platonizzanti all'interno della tradizione aristotelica (tra tto decisivo del carattere di alcune correnti della filosofia degli ultimi secoli del Medioev o e della prima età moderna). Tutto ciò fu da lei descritto. praticando una piccola apertura nel cranio. disponeva di «librorum immensa volumina» con notizie di innumerevoli sintomi di malattie e relativa terapia. Gerardo da Cremona – 1114-1187 Fu a Toledo tra 1134 e 1178. ghiandole linfatiche al collo. cistifellea da un cinghiale castrato. fistole. la devozione religiosa e la scarsità di fiducia peraltro comprovata dalla scarsità dei risultati) relativamente a teoria. Le nozioni erano passate dal padre medico al figlio o comunque attraverso un rap porto diretto tra insegnante e discepolo. Uno di essi consisteva in lattuga. come gli Analitica Posteriora. di rimedi “magici”. e dello pseudo aristotelico De causis. emorroidi. ma anche di opere di logica. come ci informa la Historia inventionis ac translationis et miracula sanctae Trophimenae. Tra queste opere si segnalano le traduzioni di opere di fisica e di astronomia di Ar istotele. Alcune pozioni utilizzate per ridurre il dolore o indurre il sonno durante gli i nterventi chirurgici erano essi stessi potenzialmente letali. ma una vera e propria scuola apparve sol o dal XII Praticata quale extrema ratio. prevalentemente nell’area bizantina e non molto in quella italiana di dominazione germanica e nel resto dell'Europa dove comunque si continuarono a copiare e a studiare i testi utili per la pratica medica che erano presenti nelle biblioteche monastiche od anche private. L’INSEGNAMENTO DELLA MEDICINA Nell’Alto Medioevo la scarsità di letteratura scritta e la gran mescolanza di tradiz ioni orali. scotomi scin tillanti. gangrena e cataratta. la chirurgia poteva essere solutoria in casi di c ancro mammario. con il commento di Temistio. ricucire le estremità dei nervi recisi e operare l’idrocefalo infantil e. benessere ed euforia. La forma più comune di chirurgia era il prelievo del sangue. operare e contene re in bende un’ernia. . fosfeni precedevano un periodo di recupero. a Salerno un grande archiatra di nome Gerolamo. famoso per la sua scienza. era considerato quale rimedio per ristabilire l’equilibrio tra i fluidi del corpo. semeiotica ed ana tomia non permetteva una erudizione scolastica vera e propria. indicano i classici sintomi di un’ammalata di emicrania.

Subito disprezzati per quel contatto eccessivamente intimo con il corpo umano. Henry de Mondeville. tacciati di essere degli omicidi ingannatori. Bald's Leechbook. il quale non si limitava ad operare in un ambito prettamente estetico. quali «tumori o ascessi. Il Libro I di tale opera descrive le cure contro affezioni della testa e di segu ito gli occhi. dall'altra era disprezzato e anzi ritenuto p ericoloso e velenoso. ferite. XV secolo Consistevano in manoscritti ed incunaboli. la cura degli ascessi. e Oxford. morsi di serpenti.giusquiamo. Winchester. così come quella del chirurgo. posti sullo stesso piano dei macellai e dei carnefici. Le operazioni delegate ai barbieri erano sicuramente quelle più umili e a più dirett o contatto con il sangue che. le orecchie. i nsomma dei veri e propri concorrenti dei medici capaci di condividere con questi ultimi sì la pratica. il barbiere ad esempio. i salassi. Alcuni interventi chirurgici venivano poi delegati ad un subalterno. paralisi. la gola fino ai polpacci. ma si dedicava a vere e proprie operazioni come ad esempio l'estrazione dei denti. ma non certamente il sapere teorico. NOTA: LEECHBOOKS Medieval English Leechbook. se da una parte poteva essere considerato oggetto di culto rappresentando il sangue di Cristo. feb bri. originati in centri. tanto che la legge imponeva di gettarlo via immediatamente dopo gli interventi. che coprivano l’intero spettro della medicina medievale. quali Hereford. succo di cicuta (che di per sé poteva essere mortale). sia dai loro stessi colleghi medici. le gambe ed i piedi. i chirurghi furono a lungo considerati medici inferiori. rit eneva i barbieri: «chirurghi orgogliosi e illetterati. guardati con sospetto sia da una Chiesa che considerava la chirurgia una pratica abominevole in contrasto con il credo cristiano. vermi intestinali. Trapano per interventi chirurgici Pochi i riferimenti all’epoca: conosciuti erano alcuni Leech-books o libri omnicomprensivi di medicina e chirurgia e di tali pochi ne rimangono. La figura del barbiere. il grande chirurgo francese medico di Filippo il Bello. Leechcraft (dall’anglo-sass one laece = . Contiene le procedur e per un gran numero di malattie. affezioni cutanee. tra di essi.». Il secondo libro tratta del «riconoscimento dei segni della malattia e dei tentati vi di diagnosi». era poi accomunata a quella del fabbro del quale condivideva determinate conoscenze specifiche del settore artig ianale: una testimonianza risalente al XV secolo riferisce che ad un candidato barbiere era stato chiesto di forgiare delle punte di lancia utili in caso di salasso. ecc. manipolatori di carne e sangue. Fino al 1270 non veniva usato il bisturi ma il ferro rovente introdotto dagli ar abi. stupidi e completamente ignoranti». propone una curiosa struttura per l’analisi del cor po umano.

Molte pozioni erano conosciute dai chirurghi medievali ed erano utilizzate duran te la chirurgia. Per esempio: una consisteva in lattuga. prevenzione con la dieta e trattamento con salassi. Testi vernacolari. Dissezione anatomica Presenza contemporanea di un chirurgo e di un monaco (c. a dissezionare i cadaveri. La grande attività dei chirurghi medievali aumentava durante le guerre e le epidem ie di peste. e succo di cicuta: tale ultimo ingrediente avrebbe potuto facilmente causare la morte. La necessità di scoprire cosa c’è all’interno di un corpo umano spinse pochi coraggiosi. scritti in middle english e in latino. pronostici astrologici. oppio. Di conseguenza la chirurgia non era tentata tranne che per i casi di danni da pe ricolo di vita. usate per lenire il dolore o per indurre il sonno. erano di per se stesse potenzialmente letali. . giusquiamo. conosciute in tempi pre-moderni come materia medica. composti o copiati in Inghilterra. basata s ulla conoscenza della Natura (physica) e raffigura una gran varietà di trattati ben focalizzati e strutt urati. as sieme con gli scritti in latino. attestano le costanti comunicazioni c on il continente. che nell’accezione della Media Inghilterra (ad esempio) poteva significare inganno. soprattutto a causa di scrupoli religiosi ed intellettuali. con forte stomaco. Le traduzioni dal latino. comprendendo ricette . o una pianta specifica: Atropa belladonna. 1300).medico) corrispondeva alla primitiva arte della guarigione. Atropa bea belladonna LINN Come si può capire: il margine di sicurezza era pericolosamente ristretto tra una anestesia efficace e la morte per depressione respiratoria. bile di un cinghiale castrato. Conviene menzionare che la parola utilizzata per descrivere la pozione da assume re per l’anestesia è ”belladonna”. brionia. Ciò non significa che l’anestesia non sia stata tentata nel Medi oevo. o una pazzia. riflettono una popolarità delle diagnosi emesse con l’uroscopia. Questi testi erano una specie di ponte tra gli scritti medici anglo-sassoni dei secoli IX e X e quelli erboristici del Rinascimento. prevalentemente a base di erbe. male. L’eplorazione del corpo umano affascinava i chirurghi medievali. Alcune di esse. o una condizione inebetita o incons cia. "Physick" corrisponde all'Arte ragionata. delusione. La dissezione anatomica su cadaveri era rara nel Medio Evo. Ciò è probabilmente dovuto al fatto che non si sono conosciute procedure anestetiche e fficaci fino al XIX secolo. l’influenza dalla Scuola Salernitana o araba e l’incremento della cultura libresca. CHIRURGIA E DISSEZIONE Il chirurgo Esistono pochi riferimenti alle operazioni chirurgiche. ad eccezione dei salassi . quali la versione in inglese del Treasur i of Helth di Pietro di Spagna. o una bevanda narcotica.

formule magiche. avere le cure adeguate. per cui la Chies a si fece carico di ciò che era remunerato dalla ricompensa divina. risiedevano principalmente nelle città. Sebbene guardassero sdegnosamente alla dissezione. Tali ispezioni erano solitamente effettuate (e con cesse) in casi di circostanze particolari. pratica comune cuocere ossa umane. I pellegrinaggi avevano . I papi che più agirono contro la dissezion e furono Innocenzo III. comunque. L a Chiesa era contraria infatti ad ogni forma di manipolazione dei morti. peraltro. Sfortunatamente tale pratica era fortemente osteggiata dalla Chiesa cattolica. Sisto VI e Bonifacio VIII.Un'immagine proveniente da un Leech book. che illustra “l’uomo ferito”: le possibili ferite che un chirurgo avrebbe potuto trattare durante l a sua carriera. durante il Medioevo. nel tentativo di salvare l’anima degli infanti non nati. Gregorio IX. esistevano anche interventi chirurgici e cure adeguate che sono simili alle proc edure moderne. si basava sulle capacità di diverse classi di op eratori: gli anziani erano trattati da medici con istruzione universitaria. dove potevano ot tenere salari e privilegi consistenti. Solo i più benestanti potevano. sarebbe stato arso al palo o comunqu e punito severamente. una certa indagi ne anatomica doveva essere fatta». per adeguata tumulazione. preghiere. La medicina. ed inc antamenti. per facilitare il il ritorno dei re sti alla terra di origine. «Sebbene la necroscopia non fosse necessariamente implicata in questi casi. per la morte di preti altolocati. operata da medici di rinomata esperienza. Inoltre. a seconda della classe socio-economica. Molti papi non solo condannarono la dissezione dei corpi. Un fatto importante da menzionare è che la Chiesa non solo permetteva ma effettivamente ordinava i parti cesarei in donne morte. una speciale inquisizione stabilì che chiunq ue fosse stato colpevole di molestare i morti. Sebbene la pratica e le procedure mediche medievali possano oggi generalmente es sere ritenute obsolete e basate su rimedi tribali. o guaritori popolari. I pochi medici esistenti. Alcuni di loro minacciarono di scomunica chiunque avesse dissezionato un corpo umano o cotto le ossa umane. papi o nob ili. ma talvolta addirittur a si impegnarono personalmente per fermarla. Rimozione della cataratta L’insegnamento della medicina I medici credevano anche in quella che divenne nota come la Dottrina delle Segna ture per cui il colore dei fiori ed altre proprietà delle piante potevano risultare uti li per il trattamento di particolari malattie. libro medievale di medicina e chirurgi a. i papi non si curavano della ispezione delle ferite fatali. da monaci. Durante le Croci ate era.

La situazione si ampliò nei secoli. STRUMENTI CHIRURGICI … E GINECOLOGICI Le bacheche allineate e i grandi armadi alle pareti debordavano di una miriade d i oggetti: strumenti chirurgici ordinati nelle loro cassette di legno. esplorando la frattura con un dito. Qui il medico (magister). seghe per amputazioni. I. Un unguento chiamato “apostolicon chirurgicum” era usato in questi casi. «non esiste modo migliore per identificare una frattura del cranio». In una tomba di Tarquinia è stato ritrovato anche un cinto ernario etrusco in bron zo del VII secolo. Roma). strumenti di ortopedia. 5-6. Secondo Rogerius (Chirurgia. probabilmente vorrà trapanare. Tutti i “medici” utilizzavano grosso modo gli stessi rimedi erboristici. Rolandus Parmensis. Chirurgia. lancette per salassi. portarono alla esecuzione di migliaia di guaritori popo lari. esame chirurgico di una frattura del cranio (manoscritto del Nord Italia. che. applicarono le conoscen ze tratte dagli antichi testi medici. Opera chirurgica (1380 circa). Fornitissima era la bacheca fin dai tempi di Pompei ed Ercolano: cucchiai d’avorio . così abili da essere ritenuti avere un patto col diavolo. strumenti chirurgici. reni e intestini. Come indicato nel testo allegato. ferri per l a trapanazione del cranio. di cui avevano fatto le copie. Talvolta succede che il cranio è fratturato da una fessura ed è diviso cosicché nessun lato è più elevato dell’altro e non è certo se la frattura si estenda anche all’interno del crani o. si allarga e a meno di essere impedi . I monaci. ampolle. circa 1300. I. 1307?-1390?. se il fiato esce dalla fessura si sa che il cranio è fratturato anche all’interno del cerv ello. poi ripulire la f erita e medicarla. con ri produzione di varie parti anatomiche del corpo. Trattarlo come segue: se la ferita è stretta. John Arderne era conosciuto specialmente per la chirurgia correttiva delle fisto le anali. Non mancavano veri prototipi come microscopi da tavolo e portatili. ma operavan o in gruppi socio-economici nettamente distinti e con grande sfiducia e/o disprezzo l’u n per l’altro. alla fine. i più acculturati della popolazione in generale. 4). una serie di ex voto di terracotta romani. con prevalenza degli organi interni: fegato . Il testo sopra la figura indica: «Riguardo alla frattura ha la forma di una fessur a. Per scoprirlo il paziente deve tenere chiuse la bocca e le narici e poi soffiare con vigore. un disturbo abbastanza frequente presso gli Inglesi. risultando nelle persecuzioni religiose e cacc ia alle streghe. John Arderne. con le mani da entrambi i lati del corpo.appunto lo scopo di riappacificarsi con Dio. compie una a ttenta valutazione. traumatologia e ginecologia come forcipi e dilatatori. Esame chirurgico di un cranio fratturato Le fratture della testa erano maneggiate con cura.

41-43). lo si porta al collo vescicale e all’ing resso e con due dita sollevate nell’ano. con i piedi su uno sgabello. XIV secolo) con tengono schemi di come il calcolo fuoriesce nel pene dopo che è stato escisso. Questo viene mostrato nella miniatura. tenute ferme dagli assistenti (discipuli). operazione di Celso per calcoli della vescica (manoscritto del Nord Italia circa 1300. Attentamente rimuovere il pus che ne esce con dell a seta di un sottile tessuto introdotto lateralmente tra il cervello ed il cranio. Vengono anche descritti i trattamenti precedente e successivo. Fare tanti fori che sembri opportuno. Trattenendo la vescica dall’alto con le sue dita. i calcoli della vescica erano rimossi con un meto do detto “di Celso” in ricordo della dettagliata descrizione di Celso nel suo De Medicina (VI I. 26). per i calcoli della vescica Nei tempi antichi e medievali. le gambe legate al suo collo con una benda. da entrambi i lati della fessura. vi manovra per identificare se i l solido rigongiamento sia il calcolo della vescica che è soffice e carnosa. Roma). Il medico sta in piedi di fronte a lui e inserisce due dita della sua mano destr a nell’ano. e poi ta gliare il cranio da entrambe le parti con un bisturi (spathumina). le gambe flesse a forbi ce. il medico inseriva un dito nell’ano. molto attentame nte. comunque. o equilibrate sulle spalle dell’assistent e. Operazione di Celso. si incide longitudinalmente con apposito strumento. il calcolo scende nel tratto urinario. come segue: «Se c’è un calcolo nella vescica. mentre il chirurgo estrae il calcolo attrave rso una incisione sanguinante. Rolandus Parmensis.to dal sanguinamento. premendo con il pugno sinistro sul pube del paziente. mentre premeva dall’esterno per coadiuvare e controllare il movimento. con il paziente nella posizione tradizionale. Secondo lui e secondo Rogerius (Chirurgia. . Il terzo giorno si rintraccia il calcolo. con l’aiu to di una piuma…[poi medicare…]». cosicché l’incisione si est enda fino ai limiti della fessura. I manoscritti di John Arderne (il padre della chirurgia inglese. per manovrare il calcolo nella discesa nella vescica. III. si fa precedere una dieta leggera o il digiuno per due giorni. Chirurgia. assicurarsene come segue: porre a sedere su una panc a una persona forte. e si estrae il calcolo. dopo che il paziente ha digiunato parecchi giorni. si trapana immediatamente con strumento di ferro. III. L’operazione (così come oggi) si svolgeva dal retro. così si identifi ca ciò che impedisce la minzione. Ciò è descritto nel testo che illustra la miniatura seguente. Nel procedimento tradizionale. Dopo che il calcolo è sospinto all’uscita della vescica. viene rimosso chirurgicamen te. Se si vuole estrarre il calcolo. il paziente si siede sulle sue g inocchia. 34.

una gobba o gibbosità. 36). Questo procedimento viene descritto nel V secolo nel trattato ippocratico Sulle Articolazioni (Perì Arthron). ma è sconveniente discutere i dettagli. …Legare saldamente il paziente alla scala al petto. circa 1100. sul retro. per scuotimento su una scala (manoscritto da Bisanzio. tali procedure venivano ancora utilizzat e in medicina. capitolo 2. (Rogerius. Firenze. Legare strettamente le gambe fra di loro. riduzione vertebrale. In accordo con la tradizione ippocratica. I casi in cui la curvatura sia alta sulla spina vertebrale sono trattati al megl io con i piedi in basso. legando assieme le gambe. Libreria Laurenziana. ma non alla scala. trova un’eccezione: il brutale metodo per ridurre la dislocazione spi nale. …Imbottire la scala…Porvi sopra il paziente. la meritoria reputazione dei Greci per metodiche medich e progressive. così da scuotere le vertebre dislocate nell’opportuno posizionamento. 2. Slogature. cosicché siano in lin ea con la schiena». fo lio 200 ). sopra e s otto le ginocchia. Tale procedura può essere vista nella miniatura e seguita in dettaglio nel testo c he l’accompagna. stese lungo il corpo.[La medicazione. capitolo 44. ed anche nelle punizioni corporali. ma lassamente al collo. cosicché lascino cadere lentamente la scala ed in p ositione verticale… È meglio calarla da un palo con una carrucola… scuotendo con tale apparato. «I casi ove la curvatura sia bassa nella spina vertebrale sono trattati al meglio con la testa all’ingiù. . Legare il resto del corpo lassamente qu i e là. usando usando bende soffici ma forti. solo per tenerlo verticale. per nove giorni]». fino al XIX secolo. Portare la testa alla sommità della scala. ma non alla scala. stringere le braccia e le mani. stringere le sue caviglie alla scala. considerata per l o più incurabile. Riduzione vertebrale. Apollonius. appendendo il paziente (o la vittima) ad una scala che viene calata a terra vert icalmente. In tempi più recenti. III.7. può essere trattata scuotendo il paziente legato ad una scala. MS 74. per scuotimento su una scala Nelle riduzioni spinali. Il terreno deve esse re solido e gli assistenti ben esercitati. Allora sollevare la scala contro una alta torre o una casa. solo p er tenerlo diritto. copiato ed illustrato quattro secoli do po da Apollonius nel lbro Slogature. Chirurgica. e legarlo lassamente ai fianchi ed al torace. mattina e sera.