FILOSOFIA ANTICA NASCITA DELLA FILOSOFIA E DEI PROBLEMI FILOSOFICI è necessaria una lettura di ciò che ci resta delle

prime forme di pensiero fil. (area mediterranea, Asia Minore + Grecia) dalla Grecia si sposta verso à Magna Grecia duplice orientamento a Est commercio polo mercantile, popolare, agorà - Ionia, Turchia - demos a Ovest cultura polo culturale, sapere chiuso - meno commerciale, più elitaria e aristocratica (VII sec. a.C:) abbiamo poco materiale disponibile (testi lacunosi e frammentari) per ricostruire questo mondo, ne abbiamo una conoscenza solo indiretta non nascita, genesi della filosofia (è un processo, non un fatto) • continuo interscambio e messa in relazione cultura fondamentalmente orale (VII sec. a.C.) - dalla nascita della scrittura (Fenici) nasce un forte stimolo culturale, così come da Assiro-Babilonesi (astronomia, -logia), da Egizi (matematica e geometria) - la forma originaria dei testi per lo più è andata perduta, è necessario un aiuto dalla filologia - i primi testi sono trascrizioni di sentenze e di pareri orali (doxografi), che a volte sono interpretati (prime riflessioni fil.) - le prime riflessioni spesso vengono ricostruite dai fil. successivi Aristotele interpreta la fil. precedente e allo stesso tempo la utilizza a suo uso e consumo occorre quindi ripulire questi testi e le loro interpretazioni troviamo forti analogie con il mito (mythos vs. logos) - mythos = racconto mito à prima forma di pensiero narrativo e spiegazione del mondo, interconnesso con il logos ma distinto: mito à cultura orale logos à cultura scritta in comune • atteggiamento di superiorità, chi li conosce / sa usarli è superiore la forma poetica, che è necessaria nella cultura orale (la poesia facilita la memorizzazione) logos si distingue anche nella forma che diventa argomentativa, non è più narrativa come nel mito, e tende a giungere alla verità, là dove il mito rifugge l'argomentazine in quanto ispirato direttamente dal dio mito racconto che pretende di essere vero in quanti ispirato dal dio e quindi sacro e fuori dal tempo (riguarda vicende che precedono il tempo), e fondatore di quanto segue, con valore rassicurante (dà un senso / spiegazione alla realtà) à Omero, Esiodo

il logos sa superare il livello della conoscenza sensibile (Parmenide, Eraclito) alla ricerca di un principio capace di spiegare la realtà la questione fil. è posta nel Med. orientale à il pensiero logico ne diventa lo strumento senza bisogno di ricorrere al mito Talete / Anassimandro / Anassimene sono dei fisici, indagano la natura ma non affrontano i problemi sul piano speculativo i fisici osservano la natura con "stupore", voglia di indagare per catturarne il principio Parmenide di Elea si occupa della natura non come i fisici ma da un pdv diverso, intitola comunque la sua opera "peri physesos" (De natura), ne abbiamo frammenti e poche testimonianze (158 vv. à inizio e parte centrale) - ancora scritto in versi, è un poema parla di un viaggio iniziatico (introduzione al mondo della verità) per liberarsi dalle opinioni ingannevoli e arrivare al mondo della purezza conoscitiva - la verità è ciò che non è più nascosto (a-letheia), occorre evitare ciò che inganna, i sensi, la conoscenza sensibile, che è solo opinione, doxa (vs. aletheia), e fa sembrar verso ciò che vero non è due sono le vie della ricerca per arrivare alla verità • 1. l'essere è e non è possibile che non sia - il non-essere non è 2. la realtà è molteplice e multiforme, ciò che cambia e si trasforma non è (potrebbe farci pensare al non-essere) Parmy ritiene che con l'atto di pensare si attribuisca esistenza alle cose che si pensano, piano della realtà e del pensiero si identificano (ontologia e logica coincidono e la parola mi consente di esprimerlo à pensiero à parola à realtà) affermare che "ciò che è può non essere" è una contraddizione, i sensi sono illusori facendoci credere alla molteplicità, al movimento, al tempo usw. - il fil. deve cercare di strapparsi alla continua stimolazione dei sensi per arrivare alla riflessione sull'essere in quanto tale - la riflessione di Parmy è sull'essere in quanto tale - ogni cosa è diversa, ma ogni cosa è -il greco usa l'articolo, funzione fondamentale dal pdv filosofico, l'articolo è igd denotare il concetto in sè: il giusto, il bello, l'idea astratta e concettualizzazione cosmos = ordine dare ordine alla mia esperienza significa vivere nel cosmos, che mi consente di categorizzare e mettere ordine grazie al linguaggio che categorizza (caos vs. cosmos) - la non-categorizzazione è tra i maggior problemi di alcune persone à non si riescono a muovere nella realtà - quella di Parmy è una grandissima astrazione • to einai, l'essere - l'indagine della natura viene abbandonata in quanto non consente di indagare l'essere in quanto tale - oggetto di indagine è la verità astratta, l'essere è il luogo privilegiato della verità è l'essere in quanto tale che: è, è intero, è immobile, è senza fine perchè nella sua perfezione è circolare (non c'è un inizio o una fine) - è il filo dell'essere Eraclito di Efeso (Ionia), Elea, Magna Grecia aristocratico solitario e altezzoso, tra VI e V sec. a.C. - ne abbiamo 140 (o 150?) frammenti, spesso falsificati, sulla cui autenticità ci sono dei dubbi

frammenti sentenziosi e oracolari, aforismi oscuri, lapidari, di cui non si conosce la relazione Er. è definito "l'oscuro", non c'è rigore ma una tematica comune, se Parmy è il fil. dell'essere, Er. è quello del divenire • panta rei, tutto scorre, fugge davanti a noi, che possiamo vedere solo il mutevole il logos va ascoltato perchè presente nel profondo di ogni uomo, logos inteso come legge che regola l'universale (in principio era il verbo, NdR), il pensiero ci permette di conoscere questa legge e la parola di esprimerla - il logos è comune a tutti, ma pochi (i fil.) lo ascoltano il fatto che non si ascolti la voce del logos porta alla ricerca della verità per strade sbagliate: • ricerca di una propria saggezza personale (filosofia privata) • dispersione (non si colgono le connessioni tra gli enti della realtà) ordine à al di là del divenire possiamo vedere un ordine stabile, che unifica le opposizioni e unisce la molteplicità, ma è la via all'insù o all'ingiù, la forza che sa tenere insieme i contrasti è paragonata al fuoco, sempre uguale e sempre diverso, capace di trasformarsi - opposizione come in un arco, il logos tiene le forze in tensione consentendoci la conoscenza - questa unità si realizza nell'attività interiore dell'anima - Er. coglie il fatto che l'uomo non è solo ciò che il mito descrive (forza, astuzia, malvagità) e il suo attributo esteriore, e individua l'interiorità dell'uomo che deve essere intera, l'uomo è un essere unitario, la cui unità dipende da ciò che è dentro, non da come è fuori - ergo, conosci, indaga te stesso (Socrate) V sec. a.C. à Atene, nascita della polis, luogo in cui si realizza la democrazia à partecipazione diretta dei suoi abitanti, che richiede il saper parlare (dimestichezza con le lingue) à il punto d'arrivo è il discorso filosofico-politico di Platone 1. sofisti 2. Socrate 3. Platone I sofisti sono intellettuali che hanno grande abilità di parole - importanza della retorica come • parlare bene • ricerca della verità il saper parlare bene è frutto dell'ed. à si va a scuola da un retore - bisogna saper comunicare perchè l'uomo è educabile grazie al linguaggio paideia = educazione che mi mette in grado di aprtecipare alla vita politica SOCRATE Il fil. non si accontenta più del discorso persuasivo e cerca risposte certe - S. è vicino ai sofisti per l'attenzione verso l'uomo (riflessione antropologica) bracchilgara = discorso breve usato da Socrate (atto di domanda nella formula: "Che cos'è...?" S. inizia elogiando il suo interlocutore, ma poi demolisce tutte le sue risposte (simpatico! NdR) • primo momento à ironia (= simulazione) viene espresso un primo propostio che è falso e con l'ironia smaschera l'interlocutore metodo inzialmente distruttivo che però non umilia l'interlocutore - è un momento propedeutico perchè vengono eliminati i pregiudizi

• secondo momento à maieutica portare alla luce la verità, momento costruttivo Platone ci descrive la vita di Socrate à importanza della ricerca mentre di Pl. ci sono rimaste tutte le opere, per S. non si può affidare alla scrittura ciò che si ritiene bello e filosofico, perchè la scrittura cristallizza - è un limite perchè sostituisce il ricordo (chiuso, fisso, immobile) alla memoria (ricchezza) - con la scrittura si rischia di tradire la ricerca concetto socratico à sapere di non sapere - antagonismo con i sofisti (maestri di pseudoargomentazioni), punto di partenza della ricerca fil. - è il punto da cui cominciamo quella ricerca che solo all'interno dell'Io e della yuce consente di rispondere alla domanda di Socrate: "Che cos'è?" ti esti à ricerca di definizione di punti forti su cui assentire, non è il piacere della confutazione voce di verità interna all'uomo, di spiritualità mistico-religiosa, che possa muoversi con la forza del pensiero che trova in sè la spinta per conoscere PLATONE Pl. utilizza il dialogo (36) à figura centrale: Socrate i dialoghi sono convenzionalmente divisi in tre gruppi: 1. dialoghi giovanili o socratici • dialoghi problematici che pongono problemi importanti 2. dialoghi della maturità o grandi dialoghi à concetti sulla visione della realtà (Fedro / Simposio / Menone) 3. dialoghi della tarda maturità o vecchiaia à problemi che la teoria delle idee suscita o aporie che nascono dalla stessa dottrina delle idee "l'essere è e non può non essere" è una visione squisitamente intellettiva, saldamente ancorandosi su questa necessità si muove la speculazione di Platone che è il testamento di Socrate (abbiamo il corpus di Pl.) la forma di scrittura di Pl.è il dialogo, continuo confronto à faccio mie le tue tesi e le confronto dimostrazione per absurdum, non è ancora l'elaborazione del pensiero filosofico - c'è nei dialoghi della giovinezza una forte presenza del pensiero di Socrate, ma non c'è mai la risposta o la dimostrazione delle ipotesi iniziali il falso sapere non è episteme (sapere incontrovertibile, contro cui non si può muovere obiezione alcuna) • sofisti - doxa, opinione confutabile che non è scienza il filosofo deve argomentare razionalmente e condurre alla verità à ha una funzione ped. l'aspetto che meglio definisce la figura di Pl. è la sua passione politica à creare le condizioni per una giusta politica, realizzando la giustizia, base di ogni convivenza umana, valore che si realizza

solo nello stato giusto - l'attenzione del fil. passa dal cosmo all'uomo, nasce una visione antropologica à l'uomo deve perseguire un'idea di giustizia il Pl. politico vive intensamente il suo impegno - Pl. è colui che si impegna perchè la città sia vivibile, che fa bene, la politica è interna alla dimensione della cittadinanza - il paradosso è che questa città aveva mandato a morte Socrate, facendone un capro espiatorio - Pl. cerca di riprendere l'eredità socratica Pl. realizza un'Accademia che è un luogo non solo di studio ma anche di lavoro e di vita, comunità di coloro che si formano per essere buoni governanti - per Pl. la scrittura non è un vantaggio perchè non favorisce la memoria il vero pensiero di Pl. emerge nei dialoghi della maturità à dottrina delle idee, il concetto di idea in Pl. è molto particolare, idea è traduzione di eidws, ciò che io vedo, non posso pensare a ciò vedo con i miei occhi fisici, ma a ciò che io vedo con gli occhi della mente (cieco = vate) eidws si contrappone a ygce, l'oggetto vero dell'indagine è solo ciò che è eidws, l'idea mi permette di cogliere l'unità nella molteplicità à cfr. Eraclito, la realtà è molteplice, riesco a coglierla attraverso l'operazione mentale che fa cogliere l'universale (eidws) nel particolare, non i sensi che colgono la differenza - i concetti astratti sono indagati attraverso un processo di indagine di sè che porta a definire una realtà ultrasensibile, intellettiva, che è quella dell'idea (una e perfetta) à v. Parmy se le idee sono perfette e ultrasensibili come possono essere colte da esseri imperfetti e legati al mondo sensibile? - ognuno dinoi è relazione tra interno e esterno -corpo = tomba (carcere) dell'anima (lt. tradizione orfico-pitagorica), di cui mi servo durante la vita - diverse forme di spiegazione della realtà umana, la psiche è legata temporaneamente al corpo da cui si libererà con la morte à metempsicosi à immortalità dell'anima à l'anima è il luogo da cui partire per indagare e per conoscere, perchè è nell'anima che riconosciamo le tracce delle idee innatismo platonico à le idee non vengono dall'esperienza sensibile, la conoscenza viene solo da un atto conoscitivo che scatta nell'uomo, quindi le idee esistono a priori, così come la conoscenza, in quanto scatta all'interno dell'uomo grazie al fatto che nell'uomo c'è q.cosa che gli permette di trovare nell'universale ciò che appare sempre diverso razionalismo platonico à mito come strumento didattico (non più contrapposto a logos) à una "nobile menzogna" con valore didattico rende comprensibile l'astratto, il mito suggerisce in modo allusivo e suggestivo una realtà che non è nell'esperienza, tentativo di dire ciò che non si riesce a esprimere (v. Adorno, il mito cerca di rendere dicibile ciò che non lo è, Heidegger: un sentiero interrotto, che ci costringe a cambiare strada) à mito di Er, immortalità dell'anima, caverna (TV? - NdR) à la conoscenza sensibile è ingannevole e fallace, diversa da episteme -le idee matematiche sono idee - il raggiungimento della verità va perseguito per gradi à il valore ultimo è l'idea del Bene piano sensibile contrapposto al piano intellegibile, che non è puro pensiero ma ha una sua realtà ontologica, le idee costituiscono la realtà ultima ricordare è conoscere, ogni forma di conoscenza è sempre un riconoscere (anamnesi) piano ontologico • verità

} paralleli piano gnoseologico • opinione necessità di conciliare i due aspetti à problema della maturità Fedro Simposio Menone à schiavo che ben guidato dimostra il teorema di Pitagora imitazione mimesi partecipazionemetessi } a queste condizioni il sensibile diventa intellegibile presenza parusia Platone vs. Aristotele (v. Abbagnano, p.147) Platone Aristotele filosofia = ricerca dell’essere e realiz-filosofia = sistema delle singole scienze zazione umana attraverso la ricerca oggettive, scienza “regina” che però non virtù = felicità = scienza assorbe o risolve in sé le altre ricerca à approfondimenti successivi ricerca à volta a costituire un’enciclopedia che includa ogni aspetto della realtà anche la morale è una scienza (etica) ergo fil. = scienza a sé autonoma, che deve dar ragione del comune fondamento di tutte le altre scienze giustificando la sua priorità nei loro confronti per Pl. il problema è à ciò che è il filosofo per Ar. il problema è à ciò che è la filosofia, che deve avere un oggetto proprio • 1. l’essere immobile e trascendente (fil. = teologia), ma questa concezione è limitata, manca di universalità, ergo 2. l’aspetto fondamentale di tutta la realtà (pdv definitivo di Aristotele) • le singole scienze considerano aspetti particolari dell’essere – la fil. considera l’essere in quanto tale, è scienza dell’essere in quanto essere ARISTOTELE (383 - 322 A.C.) Aris. non è ateniese (nasce a Stagira) - gli anni che lo separano da Pl. sono pochi ma sono sufficienti per delineare la crisi della polis, da cui Pl. è stato deluso il padre di Aris. è medico alla corte di Aminta II, padre di Filippo il Macedone (infatti Aris. fu precettore di Alex) - questo da un pdv strettamente di fisionomia politica lo mette in una

posizione particolare, non gode dei diritti politici nella gestione della città poichè non ha diritto di nascita alla cittadinanza, è un meteco libero ma non ha diritto di partecipare alla vita politica. Quindi diventa sempre di più lo studioso che si occupa delle proprie indagini, proprio mentre la polis è in un momento di crisi. Il fil., con Aris., assume un profilo teorico-astratto, separato dal contesto, chiuso nella sua torre d'avorio - tratto caratteristico della cultura successiva Quando arriva ad Atene, Aris ha 17 anni - discepolo di Pl., segue per 20 anni il lavoro dell'Accademia, fino alla morte di Pl., quindi assume le dottrine platoniche dalle quali però si distaccherà per elaborare un suo pensiero che emerge dal contrasto con le posizioni di Pl.. La sua riflessione è molto argomentata, precisa e approfondita. La varietà dei suoi interessi è enorme, si è occupato di moltissime cose con grande attenzione e profondità, diventando così un riferimento indiscutibile à grande autorità (es. la fisica aristotelica è stata considerata valida fino al '600), che è sufficiente a far ritenere vera qualsiasi kazzata, con gravi danni per il progresso scientifico. Il suo peso può giocare a sfavore della verità. domanda: sei amico di Platone? Sì, ma più amico della verità (magis amicus veritatis) - il fil. cerca la verità, lt. Aris., che poi la trovi è da vedere Platone à in cima alla scala è la fil., contemplo la verità attraverso la matematica - la verità si raggiunge a gradi, il punto più alto è la filosofia Aris.• ogni oggetto ha una sua valenza positiva, il sapere è posto su un piano orizzontale (non c'è una gerarchia) e posso cogliere vari aspetti della realtà in modo veritiero, ognioggetto ha una sua verità e il fil. può indagare tutti i campi del reale cogliendo ciò che unifica i differenti aspetti della realtà. Ogni parte appartiene all'essere della realtà à è al suo interno che la trama dell'essere collega e raccorda tutti gli aspetti della realtà, ogni lato della realtà si occupa dell'essere in quanto tale, che è l'ipokeimenon, la sub-stantia, ciò che sta sotto - ogni sceinza mi dice le caratteristiche della cosa in quanto tale - se studio la meccanica mi interessa la quantità, la fisica è il movimento - modo diverso di vedere la realtà nelle sue accezioni La filosofia "prima" (METAFISICA) mi permette di trovare i legami comuni altrimenti nascosti e latenti (il termine "metafisica" non fu mai usato da Aris., che non lo conosceva, ma da un autore successivo che ordinò i suoi scritti), tutte le altre sono filosofie "seconde" metafisica à scienza che studia le cause prime, l'essere in quanto essere, la sostanza, Dio Organon à riguarda la logica, "strumento" senza il quale non è possibile fare filosofia - scritti di fisica, sul cielo, le meterore, gli animali Metafisica à in quanto scritti pubblicati dopo quelli di fisica, ma anche in senso logico vanno oltre e indagano al di là di ciò che cade sotto i sensi la m.fisica si occupa di • cause prime • essere in quanto essere, garanzia e fondamento della verità • la sostanza • Dio questa parte del corpus aristotelico non era stata scritta da Aris. per la pubblicazione • • scritti destinati alla pubblicazione (essoterici)

• scritti non destinati alla pubblicazione (esoterici o acroamatici à per gli ascoltatori, non veri scritti ma schemi di appunti per le lezioni), sono la parte più ricca del corpus aristotelico e permettono un approfondimento del pensiero di Aris. scrittura completamente diversa da quella platonica, è un dialogo molto più povero, non c'è più posto per la poesia e non c'è la vivacità mimica tipica del dialogo platonico - didattico, il maestro spiega e l'allievo si limita ad approvare (con grande spirito critico! NdR) - introduce il modello del trattato, in lui c'è molta attenzione alla lettura questo modo di scrivere delinea bene una nuova figura di intellettuale, Aris è il primo storico della fil., riprende la tradizione precedente, i primi fil. (Anassimadro & C., che chiama "fisici") la fil. di Aris matura al proprio interno il proprio oggetto, tutto è elaborato e indagato attraverso la sua griglia - molte differenze con Pl. ma anche molti punti di contatto à volontà di indagare la realtà - Pl. voleva indagare ciò che era possibile indagare solo attraverso "l'uccisione del maestro" (Parmy) Parmy • l'essere è e non può non essere; il non essere non è pensabile Platone • l'essere è; ciò che è, è in un modo e non in un altro; le diversità mi consentono di cogliere l'essere in vari modi, è così e non in un altro modo • categorizzazione della realtà - diversità non come contraddizione dell'essere ma come suo aspetto -dicendo non che "non è in assoluto", ma "non è in quella forma", il pensiero ha una maggiore autonomia - tra i vari generi dell'essere ci sono essere non-essere Aristotele • l'essere, come diverso, viene classificato di volta in volta in parti che formano la verità - nella realtà trovo ciò che è identico a sè; ogni cosa, se è uguale a sé stessa, è diversa da ciò che non è identica a sé stessa à non contraddizione A = A A¹ B B = C A ¹ C per Parmy essere e pensiero si sovrappongono e si identificano per Plato il pensiero ha un'autonomia maggiore, il modo in cui io penso è definente per Aris il pensiero con il quale si indaga la realtà la riflette, ma pensiero e realtà si muovono paralleli - ciò che io penso è esattamente come lo penso - noi non siano salvati dalle idee trascendentali, l'essere non vive esternamente nell'iperuranio, ma è nella realtà ed è indagabile, possiamo giungere alla verità attraverso la scienza - il principio di intelligibilità della realtà è nella realtà stessa, perchè la realtà si presenta e viene conosciuta in quanto è = immanenza, a differenza di Pl. che la vede trascendente - immanenza à principio inconfutabile, grazie al quale passo attraverso le regioni della scienza - la cultura per Aris. è enciclopedica • dimensione unitaria di tipo circolare - la fil., da scienza monolitica, sta andando verso le specializzazioni le cose sono come appaiono e appaiono come sono CRITICA DI ARISTOTELE A PLATONE

Rapporto tra mondo delle idee e mondo sensibile à Aristotele comincia a mettere in evidenza che le idee più spiegano il mondo sensibile più lo moltiplicano – il fatto che ci sia una traccia (parusia) comporta che gli ind. non possano essere ind. presi singolarmente nell’ind. abbiamo l’idea di animale essere razionale uomo l'idea di uomo comporta quella di animale razionale non si riesce a spiegare se non con una moltiplicazione di ciò che è già molteplice – l’idea di una qualità è staccata da ciò a cui inerisce l’idea stessa ogni qualità inoltre ha un suo contrario à bianco / non-bianco, continua generazione di idee, pertanto la prima forte critica è a questo aspetto per il quale l’idea non spiega ma moltiplica – un ind. si genera tramite un altro ind., quindi l’idea non produce generazione e non produce movimento – il significato è di modello o paradigma ma anche in questo caso non siamo in presenza di una spiegazione ma solo di una metafora ulteriore critica à la realtà è in una relazione mimetica con il mondo delle idee à la realtà è simile, ma non uguale al mondo delle idee - il distacco è incolmabile, la spiegazione del mondo sensibile non va ricercata in un mondo esterno ad esso mondo sensibile mondo intellegibile non sono conciliabili passaggio per il quale Aris. si stacca dal maestro à corso d'indagine molto diverso, risposte diverse da quelle platoniche - come sanare la frattura? l’attenzione di Aris. si concentra sullo studio della realtà così come la vediamo à rivalutazione dei fisici, i primi fil. che si occupano della natura (physis) e riprende i temi che erano stati sprezzantamente definiti di opinione (???) (da Parmenide) - lo studio della physis si basa sulla capacità di usare correttamente le proprie doti conoscitive attraverso il perfezionamento del metodo dialettico à strumento cognitivo che passa attraverso i sensi dell’uomo à non c’è nulla nel ns. intelletto che non sia passato per i sensi – la fisica alla sua base ha l’esperienza sensibile che però ci permette di cogliere gli aspetti qualitativi della natura, privilegio della qualità sulla quantità che informa di sé lo sviluppo e la ricerca scientifica qualità = modo di essere (della natura) di q.cosa di più profondo (sub-stantia) la materia è ciò che può assumere tutte le forme (materia / forma) • la materia tende per una spinta interna a conseguire una forma, questo provoca il cambiamento, ovvero il divenire, che è il passaggio da materia a forma, da ciò che non è ancora ma è in potenza a ciò che sarà in atto atto / potenza sono momenti collegati e inscindibili per spiegare il divenire – ciò che è in potenza non può assumere una forma se la forma non esiste già come forma attuata a cui tendere – è l’atto che determina ildivenire, il movimento, se non ho il progetto non mi muovo verso di esso, quindi la forma attuata (atto) precede la potenza - l'atto è fondativo di tutto il cammino • finalismo, per Ar. tutta la potenza ha un fine à causa finale, non c'è posto per il meccanicismo il telos cui si tende è determinato da forme sempre più complesse - uomo come punto di arrivo del percorso minerale à vegetale à animale, alla base la materia e in cima la forma, l’uomo è animale razionale à parallelo con Schelling, lo spirito che si pietrifica, nell’uomo c’è comunque un punto di arrivo

si ripropone la contrapposizione platonica, che viene ridimensionata, ma c'è comunque, alla fine, la contrapposizione spirito / materia, risolta a favore dello spirito - il fine dell'universo già esiste e non risolve i problemi platonici spiegazione della realtà naturale à ricercare la materia la causa • formale efficiente finale teoria delle quattro cause (es. statua di marmo): • materiale • marmo • formale • statua • efficiente • attività di scultura • finale • scopo di devozione le quattro causa intervengono negliinterventi artificiali, ma tre (formale, efficiente, finale) sono riconducibili a una à formale, quindi le due cause fondamentali sono materiale e formale queste quattro cause si presenteranno sempre nello studio della fisica Mmeccanicismo • casuale, quantitativo Mfinalismo • non c’è caso, qualitativo cambiamenti nella realtà fisica à quattro tipi di movimeto: • accrescimento / diminuzione quantità • alterazione qualità • traslazione spostamento • generazione / corruzione traslazione à studiato dalla fisica, comporta il cambiamento di luogo gli altri sono riferiti ad interazioni tra materia e forma traslazione à i corpi sono in stato di quiete, il movimento deve essere impresso grazie a una spinta e può essere dall’alto verso il basso e viceversa, in base alla teoria dei luoghi naturali (mondo sub-lunare) – nel mondo lunare è circolare in quanto perfetto Empedocle à 4 elementi (noti) luoghi naturali • fuoco e aria • tendono verso l'alto terra e acqua •

tendono verso il basso se un sasso cade è perché vuole tornare al suo luogo naturale fuori dalla terra ci sono i corpi celesti che sono immersi in un elemento nuovo, l’etere, che permette alle sfere celesti di muoversi con un movimento circolare perfetto – il vuoto non esiste sfere cristalline, armonia delle sfere (modello geocentrico di Endosso), fino al cielo delle stelle fisse à il tutto è mosso dal motore immobile ß Dio, causa ultima, cerniera tra mondo fisico e metafisico, immobile ma muove tutto, punto di passaggio tra mondo fisico e metafisico EPICURO (III sec. a.C., 342-270, nasce a Samo, muore ad Atene)

fioritura intorno al 305 a.C. - fonda scuola in Atene, casa con giardino, da qui i suoi seguaci furono detti "quelli del giardino", erano ammessi uomini e donne, liberi e schiavi (bravo!) la cattiva fama di Epy gli viene in particolare dall'ostilità dei fil. cristiani, è definito come colui che cerca la felicità nel piacere sfrenato (v. uso comune del termine epicureo = colui che pensa al godimento) - Epy in realtà è il contrario, per Epy il problema è la felicità, che viene sì posta nel piacere, ma in un piacere negativo, essenzialmente la tranquillità dell'anima punto centrale della dottrina di Epy è la atarassia à tarak = frastuono, tirbamento, ergo a-tarassia = serenità questa serenità riguarda l'ind., anche se Ep. dà una grande importanza all'amicizia e alla solidarietà, ma ha qualche perplessità sulla politica attiva come trasformazione del mondo, anche se forse pensava che se la sua dottrina si fosse diffusa, tutti sarebbero stati meglio - manca però il momento dell'impegno politico che porta turbamento - questa prevalenza della tranquillità dell'ind. è un portato dei tempi • • morte di Alex Magno 323 a.C. • morte di Aristotele 322 a.C. date che di solito sono prese per indicare la fine della fil classica e della civiltà classica, e l'inizio della civiltà ellenistica, poi ellenistico-romana elemento da tenere presente in questo passaggio è la crisi della forma politica della civiltà classica, le poleis, città-stato, e invece il formarsi di imperi e regni ellenistici nella polis c'è un certo legame tra l'ind. e la comunità, poi abbiamo l'impero con da una parte il monarca (potere con la sua burocrazia), dall'altra gli ind. (atomi) che badano ai loro interessi, chiusi in se stessi, il cui problema principale diventa quello della felicità - manc ail legama tra ind. e collettivo à monarca + burocrazia vs. individui contemporanei a Epy • stoici ü tutti mirano alla tranquillità e all'autosufficienza scettici þ pensiero attuale, avevano il coraggio di dare consigli per una vita felice, e la situazione attuale è molto simile: da una parte il governo dall'altra gli ind./la società la fil. di Epy ci è nota soprattutto attraverso il X libro della Vita dei filosofi di Diogene Laerzio, vissuto molto tempo dopo (II sec. d.C.), dedicato a Epy di cui ci narra la vita, q.cosa delle sue dottrine principali e i suoi scritti più importanti La fil. di Epy si distingue in tre parti: 1. canonica • metodo di fare fil. 2. fisica • DL ci dà due lettere à Erodoto + Pitocle 3. etica • parte assolutamente centrale, le altre parti sono fatte in vista dell'etica Diogene L. ci tramanda la gran parte della canonica, per la fisica abbiamo due lettere a suoi discepoli •

a Erodoto (generale)

a Pitocle (sui fenomeni celesti che incutono terrore, da evitare) etica à lettera a Meneco (lettera sulla felicità) - 40 massime capitali • la canonica ci dice i criteri (canoni) per conoscenza azione conoscenza à la cosa basilare è la sensazione, da cui partiamo sempre e comunque inoltre, l'anticipazione (prolexis) à immagine mentale formatasi attraverso la sensazione, che dà luogo a giudizi à opinioni anticipazione (nè falsa nè vera) à opinione • vera oppure ¯¯• falsa es. quello mi sembra un cane da verificare andando a vedere (è piccolo e nero) (forse è un gatto?) le ns. immagini mentali ci forniscono ipotesi da confermare per quanto riguarda il comportamento, i criteri immediati per à l'azione àelezioni (scelte) æ avversioni à rifiuto sono i sentimenti à piacere (lo ricerchiamo) æ dolore (lo fuggiamo) istintivamente scegliamo ciò che dà piacere e rifiutiamo ciò che dà dolore, sull'immediato - poi il ragionamento può portarci ad accettare alcuni dolori, se ne possono evitare di maggiori, o si può evitare un piacere per evitare dolori maggiori (es. mangiare troppo à mal di pancia ) • per la fisica, lettera a Erodoto ¯ Epy di base riprende l'atomismo di Democrito: gli atomi, muovendosi nel vuoto, danno origine alle cose - ci sono infiniti mondi fatti di atomi - Epy non accetta il determinismo di Democrito • catena necessaria di cause ed effetti, che per Epy nega la libertà ed elimina la possibilità di azione da Lucrezio, che in De rerum natura ha messo in forma poetica la dottrina di Epy, sappiamo che per Epy gli atomi, nel muoversi, a volte hanno movimenti imprevedibili, che Lucrezio chiama clinamen, che portano un elemento di libertà in quanto rompono la catena di causalità • Althusser parla di un materialismo aleatorio e non assoluto determinismo - anche l'anima è fatta di atomi, di cui alcuni più sottili e mobili costituiscono l'anima e comunicano al corpo le sensazioni - anche l'anima è mortale e si dissolve con gli atomi del corpo - amen la sensazione è possibile perchè ci sono gli atomi dell'anima che fanno da tramite verso gli atomi/organi del corpo (tutto quanto sopra, dalla lettera a Erodoto) lettera a Pitocle ¯

per i fenomeni celesti, Epy introduce il sistema delle molte spiegazioni à possiamo interpretare in molti modi i fenomeni celesti che ci incutono paura, per renderceli familiari e farli rientrare nell'esperienza abituale - Epy prende le distanze dalla spiegazione dovuta agli dèi e cerca di dare

spiegazioni che riportino all'esperienza: e.g., il terremoto può avvenire per crolli in sale sotterranee o fuoruscita di venti compressi - per tutti i fenomeni (tuoni, fulmini, eclissi) trova varie spiegazioni che escludono un'intenzione puntiva degli dèi per quanto riguarda gli dèi, due dottrine • (a) prudente (b) segreta a) prudente à gli dèi vivono tra un mondo e l'altro, sono negli intermondi e non si curano degli uomini, sono così potenti che non devono avere preoccupazioni e beghe umane da seguire b) segrete à Epy agli dèi non ci crede proprio (lt. alcuni) - v. "X libro di Diogene Laerzio", Universale Laterza, v. anche Dal Pra su dottrina segreta • eticaà controllo dell'atarassia Diogene L. distingue Epy dalla scuola cirenaica, caposcuola Aristippo i cirenaici mettevano in primo piano il piacere, Aristippo voleva un controllo del piacere: "Posseggo ma non sono posseduto" - differenza tra Aristippo e Epicuro: la scuola cirenaica vuole pur sempre un piacere in movimento, mentre Epy vuole un piacere "calmo", catastematico (mancanza di turbamento) vs. il piacere cinetico di Aristippo Quattro massime capitali (tetrafarmaco o quadrifarmaco): 1. togliere la paura degli dèi con spiegazioni naturali 2. togliere la paura della morte (che non è nulla per noi, perchè ogni male e ogni bene è nella sensazione, e nella morte non c'è più sensazione, quindi della morte non importa nulla nè ai vivi nè ai morti: ai vivi perchè non c'è ancora e ai morti perchè non ci sono più loro) 3. paura del dolore à il dolore si controlla o è intenso e dura poco o è duraturo ma allora è meno intenso e ci si abitua 4. dottrina dei piaceri e dei desideri • • desideri naturali e necessari • desideri solo naturali • desideri nè naturali nè necessari, ma dovuti solo a vane opinioni i desideri che vanno soddisfatti sono quelli naturali e necessari, perchè se non sono soddisfatti portano grave dolore e anche la morte, però si soddisfano con poco, la natura è stata saggia, basta mangiare pane e bere acqua per soddisfare le proprie necessità desideri solo naturali: se possiamo soddisfarli senza dolore, bene, se no meglio farne a meno (e.g.: pollo arrosto i.o. pane) - da evitare assolutamente la soddisfazione di desideri nè naturali nè necessari: ricchezze che tolgono la tranquillità, potere, onori - "Se vuoi fare felice qualcuno, non dargli ricchezze ma togligli i desideri"

Epy è diffidente sull'amore, che comporta turbamento dell'animo - se può essere un piacere calmo, passi, ma è meglio l'amicizia, che è una delle cose più importanti da coltivare, piacere calmo PLOTINO (205-270 d.C.) Alessandria d'Egitto à Roma à scuola scrive le Enneadi (9 trattati) Porfirio raccoglie 54 trattati in nove gruppi da 6 cad. - Ploty si riferisce 1. alle correnti pitagoriche (numeri = entità metafisiche che costituiscono la realtà) - analogia con le idee di Pl. 2. altro fondamento per Ploty è Parmy à unità di essere e pensiero come controparte Aristotele e filosofie ellenistiche (epicurei), per i quali non c'è trascendenza 1. separazione tra sensibile e intellegibile • 2. schema dell'incorporeo • â triadico UNO tre ipostasi • rapporto di donazione che non impoverisce nous (intelligenza) colui che dona à emanazione (lt. Reale, better • processione) à immagine della luce, luminosità soffio psyche intensa vitale • materia La materia è comunque un elemento che nasce dall'Uno, che esiste prima diogni cosa, poi per emanazione si creano Nous, anima e materia il demiurgo plasma la materia sulla base delle idee, e persuade il caos a prendere la forma dell'ordine giunti alla materia, c'è un processo di ritorno all'UNO, consentito solo all'uomo tra i viventi, che non avviene dopo la morte ma è q.cosa che accade durante la vita, attraverso l'estasi mistica artista amante} tre gradi della materia per tornare all'UNO, è sempre e comunque un ritorno filosofo individuale partizione della filosofia per Plotino • dialettica dell'ascesa dell'intellegibile (che torna all'UNO) • fisica } si occupa della materia • etica della scienza del ritorno all'UNO Ploty pone l'UNO al di là dell'essere e dell'intelligenza, principio sommo al di sopra della sommità del demiurgo principio di unità di tutte le cose, ha gradi differenti à unità dell'intellegibile

unità dell'anima

unità della materia (rarefatta e dispersa) la materia si disperde, l'Uno dà luogo all'ipostasi, l'anima vivifica e trattiene, tiene insieme i pezzi, l'Uno è potenza infinita (dunamis) dynamis • potenza da attualizzare per Aris. potenza come attività emanante per Plotino (anche al di sopra della vita) UNO è intrinsecamente semplice ed è ragione d'essere del complesso è anche BENE, ergo materia è MALE questo spiega perchè neoplatonismo e cristianesimo si alleano (per il xesimo il corpo è male) altro punto importante à intelligenza (nous) - il livello del nous è il livello delle idee che si pensano, le idee platoniche, l'Uno emana le infinite idee platoniche, ci sono due momenti di questa emanazione • Uno emana una materia intelligibile informe che, guardando l'Uno, diventa nous sono le idee che pensano, mentre in Pl. le idee sono pensate dagli uomini - ogni idea qui contiene tutte le altre à Leibniz e monadi - ogni idea conosce e ha l'intelligenza di tutte le altre anima à tutti gli enti ce l'hanno FILOSOFIA MEDIEVALE Nella f.m. viene sviluppato il problema del rapporto tra fede e ragione à è uno dei temi fondamentali su cui si sviluppa il dibattito per molti secoli due linee di tendenza • & si deve preferire la fede immediata senza tanti ragionamenti, diffidenza verso il ragionamento, che guasta la fede • si ritiene importante per la fede stessa che ci sia ragionamento e prova di quelli che sono i punti principali della fede – in questa posizione abbiamo avuto uno sviluppo delle tecniche di ragionamento e di confutazione imponenti (à motivo di importanza della fil.med.) per cui nella storia della logica e delle tecniche di argomentazione i punti importanti sono la logica di Aristotele, la logica degli storici e gli sviluppi della logica nella fil. med. sono di grandissima rilevanza la fil.med. è divisa in patristica à padri della chiesa scolastica à scuole in particolare c’è un certo disprezzo per la scolastica, vista come eccesso di sottigliezza nell’argomentazione, però è stato anche uno sviluppo tecnico importante

SANT’ANSELMO D’AOSTA, SEC. XI nasce ad Aosta (ma va'?), insegna in diversi luoghi, alla fine della sua vita è nominato vescovo di Canterbury ed entrerà in conflitto con il re d’Inghilterra per la questione delle investiture (chi deve nominare i prelati?) • opere principali • Monologion Proslogion (VIP) il sec. XI è un secolo di rinascita dopo i terrori per l’anno mille – si assiste a un rifiorire delle attività, secolo importante che separa l’Alto M.E. dal Basso M.E. à rinascita delle città (economia curtense vs. città) à sviluppo delle scuole cattedrali cultura Alto M.Evo • nei monasteri Basso M.Evo • nelle grandi scuole cattedrali che daranno origine alle prime università in questo momento si fa più viva la disputa tra coloro che vogliono l’intervento della ragione e chi non la vuole = dialettici vs. antidialettici uso della ragione fede diretta Anselmo è per l’uso della ragione, è un dialettico, il suo obiettivo è trovare argomenti che confermino i punti centrali della fede e un punto centrale è l’esistenza di Dio, nelle sue opere Anselmo di interessa anche e in particolare di questo punto – nel "Proslogion" cerca una prova che sia puramente mentale e razionale di dimostrazione dell’esistenza di Dio – questa prova è quasi un teorema matematico ed è uno dei punti più alti della tecnica di ragionamento in questo campo – dopo Anselmo, questa prova è stata accettata da alcuni perché ritenuta convincente, da altri è stata rifiutata, questa divisione è avvenuta tra fil. importanti • • hanno rifiutato la prova San Tommaso, Hume, Kant (prova a priori o ontologica) • hanno accettato la prova Cartesio, Spinoza, Hegel Anselmo parte da una frase della Bibbia: “Lo stolto disse in cuor suo che Dio non c’è” – si propone di dimostrare che chi nega l’esistenza di Dio è appunto stolto perché va in contraddizione, e continua esaminando una frase che sarà centrale nel suo ragionamento: Dio è “ciò di cui non si può pensare il maggiore” (“Id quo maius cogitari nequi”) il ragionamento di A. prevede due passaggi • 1. da parola a intelletto (mente) 2. da intelletto a realtà (esistenza) presupposto à ciò che esiste nella realtà è maggiore di ciò che esiste solo nell’intelletto, allora 1. chi sente le parole “Ciò di cui non si può pensare il maggiore” le capisce e quindi “ciò di cui ecc.”, almeno nella sua mente, esiste 2. teorema con dimostrazione per absurdum: “Ciò di cui ecc.” = A

supponiamo per assurdo che A esista solo nell’intelletto ma non anche nella realtà, allora possiamo benissimo pensare a q.cosa che esiste nella realtà (B) e poiché abbiamo posto la premessa che ciò che esiste nella realtà è maggiore di ciò che esiste solo nell’intelletto, B > A ma chi è A? A è “ciò di cui non si può pensare il maggiore”, invece in questo modo abbiamo q.cosa maggiore di A, per cui A diventa q.cosa di cui si può pensare il maggiore, dunque non è più A, questo è in contraddizione, allora è assurdo che “ciò di cui non si può pensare il maggiore” sia solo nella mente, quindi è anche nella realtà • Prova a priori o ontologica, rigorosamente mentale ci fu già dai tempi di A. chi contestò questa prova, in particolare il monaco Gaunilone, che scrisse un “Liber pro insipiente”, Libro in favore dello stolto. Lo scopo di Gaunilone era dimostrare che alla fede o ci arrivi liberamente o non ci arrivi – G. contesta il primo passaggio, da parola a intelletto: “Non è perché uno intende una frase che se ne forma in realtà un’immagine precisa.” Un’immagine nella mente si forma in base all’esperienza (v. Hume), se intendo spesso la parola “cavallo” legata a un animale mi si crea un’immagine mentale, ma non è detto che ogni insieme di parole sia significante, che io veramente me ne faccia un’immagine (es. quadrato circolare) – non è detto che da un insieme di parole si formi veramente un’immagine chiara – quindi Gaunilone contesta che la frase A sia effettivamente comprensibile Gaunilone contesta anche il secondo passaggio, da intelletto a realtà à una cosa sono i concetti, il mondo mentale, un’altra è il mondo reale, e secondo G. non c’è passaggio – esempio dell’isola à G. says: “Un mio amico è tornato da un viaggio e mi dice che in questo viaggio ha visto l’isola di cui non si può pensare la maggiore = più bella. Poi l’amico sostiene che l’isola esiste perché non se ne potrebbe pensare una maggiore…” Tommaso, XII sec., culmine della fil. med. à il problema della contrapposizione tra fede e ragione è anche il problema del rapporto della dottrina della Chiesa con la fil. del mondo antico, in particolare Aristotele – la conoscenza della fil. antica era andata perduta nel M.Evo e Aristotele viene conosciuto piano piano – anche nel mondo arabo c’è i contrasto tra fede e ragione (Averroè), gli arabi prima dei latini conoscono e traducono Aristotele, che ci arriva in parte ritradotto dall’arabo e poi tradotto dal greco. Al tempo di Tom si conosceva tutto Aristotele e Tom voleva fare un aristotelismo cristiano, mettendo in chiaro i punti accettabili e quelli no – Tom non accetta la prova a priori, solo quelle a posteriori – la prova a posteriori parte dall’effetto / esperienza (mondo) per arrivare alla causa (Dio), mentre la prova a priori è un teorema puramente mentale. Tom ha cinque prove a posteriori, le cinque vie (vedi oltre) ABELARDO (1079-1142) Abelardo ha una grande potenza di ragionamento, vince moltissime dispute (sfide di dialettica), comincia a essere chiamato "Principe dei dialettici" e questo suscita molto odio nei suoi confronti - è un contestatore trasgressivo - benchè religioso ha una storia d'amore con Eloisa, una sua allieva (1116) - quando viene scoperto, i parenti di lei gli tagliano gli attributi (simpatici!) Eloisa è rinchiusa in un monastero di cui diventa abbadessa, Aby resta a Parigi à ne nasce un famoso epistolario Aby's thought in tre punti tre: • disputa sugli UNIVERSALI à concettualismo (di Aby) - Aby aveva avuto due maestri:

• Guglielmo di Champeaux (realista, sostiene la primarietà degli universali) • Roscellino (nominalista estremista, sostiene che ci sono solo gli individui e le cose individuali) - Roscellino spinge il suo nominalismo fino a dire che l'universale (e.g., uomo) ha come unica realtà di essere un "flatus vocis" (vibrazione vocale) Aby non è d'accordo con Guglielmo, non accetta la realtà primaria degli universali, ma nemmeno è del tutto d'accordo con Roscellino - problemi rispetto alla trinità à per Rosc. ci sono tre divinità, per cui Anselmo lo accusa di essere tri-teista, non un cattolico - Rosc. non spiega il fatto che noi usiamo gli universali (à nomi comuni) con un significato, quindi non sono semplici flati vocis - come la "vox" passa ad essere "sermo" (è parola significante)? Aby introduce una via intermedia à Rosc. ha ragione nel dire che la vera realtà sono gli individui, però questi ind. hanno aspetti comuni e la ns. mente è capace di astrarli dai vari specimen e di farsene immagini mentali, concetti, quindi le parole hanno significato perchè si riferiscono ai concetti, che non hanno realtà vera e propria ma indicano / significano q.cosa à un concetto mentale • RAPPORTO RAGIONE-FEDE à scontro tra Aby (ragionamento nella fede) e San Bernardo da Chiaravalle, suo contemporaneo, che pensa che il ragionamento corrompa la fede, e riesce nel Concilio del 1141 a far condannare le posizioni del nostro • CAMPO MORALE à distingue tra inclinazione naturale consenso in noi cisono delle inclinazioni naturali che di per sè non sono peccato, peccato è il consenso che io do a questa inclinazione à riabilitazione del momento istintuale - il colpevole è colui che dà il suo consenso SAN TOMMASO D'AQUINO (1225-1274) non accetta l'argomento ontologico di S. Anselmo opera più importante • Summa contra gentiles, dimostrativa in quanto si rivolge anche ai non credenti aspetto più interessante à persona di grandi capacità mediatrici, di grande equilibrio e rigore, qualità che molto tempo dopo (inizialmente non era stato accettato) hanno fatto sì che il tomismo si imponesse come dottrina ufficiale della Chiesa (1562, Concilio di Trento) - sostanzialmente il suo problema è conciliare la fil. greca, in particolare Aristotele, con la fede - di questo problema (rapporto fede - ragione) dà una soluzione distinguente e mediante • il campo della fede e rivelazione si occupa di cose superiori ed è più importante il campo della ragione e scienze naturali si occupa delle cose accessibili con l'esperienza questa distinzione serve a salvare un campo proprio della ragione naturale, in cui l'uomo può procedere per conto suo à rivendicazione di un terreno che la ragione può coltivare indipendentemente dalla fede à rivendicazione di autonomia

c'è però un punto (mediazione) in cui fede e ragione si incontrano ed è possibile dimostrare con la ragione alcuni fondamenti della fede - ergo, schema: ßfede la ragione può dimostrare dei punti di fede - la ragione può Þ• Ü dimostrare, e.g., l'esistenza di Dio, ma alcune cose ci sono dette ragione dalla rivelazione e la ragione non le indaga (e.g., angeli), mentre in altri casi la ragione può muoversi per conto suo rivendicazione dell'importanza della razionalità umana anche in politica Tom distingue tra una politica naturale che mantiene l'ordine tra gli uomini e il momento in cui gli uomini, per salvare la loro anima, devono affidarsi alla Chiesa - il mondano è subordinato al divino, ma la politica mondana ha una sua, sia pur piccola, autonomia - Tom si oppone all'integralismo totale che voleva lo Stato annullato di fronte alla Chiesa altro punto (oltre al rapporto fede - ragione) • Le cinque vie (per dimostrare l'esistenza di Dio) à sono vie che partono dall'esperienza, per Tom le dimostrazioni possono essere solo a posteriori • • e motu • ciò che è mosso deve ricevere un movimento, il primo motore è Dio • e causa àidem c.s., ogni effetto ha una causa, Dio è la causa prima • e contingentia mundi • (contingente è ciò che può esistere o anche non esistere, d.h. che la sua esistenza non è necessaria, se c'è bene se no amen) - le cose che vediamo sono contingenti, possono esserci o non esserci, ma per esserci devono ricevere la loro esistenza da un essere necessario, che non possa non esistere • e graduà in ogni cosa ci sono dei gradi (dal freddo al caldo ecc.), per quanto riguarda anche le varie perfezioni, ciò che è più o meno buono, ci deve essere qualcuno che ha il grado sommo, se c'è una scala c'è un grado sommo, Dio ha in grado massimo la perfezione • ex fine à anche alcuni essere incoscienti appaiono agire secondo un fine, seme che diventa pianta, salmone che risale i fiumi (o i fumi? NdR) ecc. - l'ordine complessivo presente nella natura è stato fatto da un ordinatore = Deus questo Dio (motore, causa, ordinatore usw.) è lontano dal Dio cristiano, è più un principio ordinatore greco - Tome se ne rende conto e ritiene che si tratti di dimostrare meglio il concetto di creazione (v. contingentia mundi), che Dio è creatore à Tom lo fa distinguendo tra • essenza Dio è essenza che ha in sè l'esistere • esistenza nella specie finita non è implicata l'essenza • le diverse specie sono contingenti, l'esistenza non è implicata nell'essenza ma si aggiunge, poi c'è Dio che è un'essenza che ha in sé l'esistere (non può non esistere) dare esistenza a q.cuno è creare, ma Tom distingue à Dio è colui che dà esistenza, questo può essere avvenuto da sempre o solo a un certo punto, se la creazione sia ab aeterno o meno non si può dimostrare, è materia di rivelazione

last but not least à immortalità dell'anima à viene dimostrata con l'assoluta diversità di natura tra corpo e anima, per cui quando il corpo perisce l'anima sopravvive e tira avanti Tom fonda l'aristotelismo cristiano, che diventa il tomismo Prove dell'esistenza di Dio • a priori • Anselmo • a posteriori • San Tommaso • Critica di Hume a queste prove • prove a priori Hume distingue due tipi di conoscenza: relazioni tra idee (es., dimostrazioni di tipo necessario = ciò di cui non si può dire il contrario, che implica contraddizione, es. un triangolo a quattro lati) la materia di fatto: non è necessaria, non puùò essere solo mentale, va sperimentata - hanno un valore probabile (es. esiste ancora il pavimento della stanza accanto? potrebbe essere crollato ora ora - forse esiste, ma è possibile pensareil contrario) - di un fatto è sempre possibile pensare il contrario, l'unico modo per essere certi è andare a vedere à sperimentazione, non si può dimostrare mentalmente l'esistenza è una questione di fatto, quindi, lt. Hume, è di principio sbagliato voler dimostrare mentalmente l'esistenza di alcunchè, e di Dio nello specifico - i tipi didimostrazione come quella di Anselmo non vanno bene, l'esistenza non è una questione mentale, va dimostrata con i fatti • le prove a priori sono così eliminate • prove a posteriori come le case non si fanno da sè, così il mondo l'ha fatto il supremo architetto = Dio - il rapporto case / architetto rientra nella nostra esperienza, è un'inferenza ben fondata - ma chi dice che il mondo è come una casa? noi non abbiamo esperienza del mondo come una totalità, questa è una semplice analogia, il mondo può essere pensato in molti modi diversi (es. il mondo è un grande animale) - chi vuol vedere il mondo come una casa è libero di farlo, chi vuol pensare ch eil mondo è semrpe esistito è altrettanto libero - in entrambi i casi non c'è una sperimentazione nell'esperienza • anche la prova a posteriori è così demolita