INTRODUZIONE La città è assalita da orde innumerevoli. Siamo allo scontro finale fra mondi diversi.

Non si tratta di un racconto fantasy, ma di qualche cosa che sta avvenendo adesso, sotto gli occhi addormentati e narcotizzati dei più.

La città è aggredita da tutte le parti. Le porte d’accesso sono state conquistate dalla marmaglia avversaria; intatta è rimasta la sola cittadella, dove al vento ancora garrisce il vessillo di un manipolo di uomini liberi.
In questo frangente, il Gandalf di J. R Tolkien sembrerebbe dire a Pipino: ” fatti animo, amico, siamo qui, proprio per tempi come questi; su, sta pronto; ora, in piedi! Coraggio! Alla battaglia!” Il fatto è che, la classe politica e l’informazione manipolata dai gruppi di potere economico, non hanno detto la verità: e l’esercito delle loro menzogne ci sta aggredendo da tutte le parti. Questi comportamenti menzogneri si presentano ciclicamente, quando la casta dominante ha pianificato il modo col quale vuole imporre, nello scorrere del tempo, il suo potere. Per il contesto europeo, voglio ricordare tre attacchi perniciosi, orchestrati dall’organizzazione di potere ai danni dei vari Popoli, nel corso delle epoche. Ho scelto questi tre, accaduti a circa 1000 anni di distanza l’uno dall’altro, perché li trovo esemplificativi, aiutando a comprendere il modo di agire ciclico, proprio del potere, che simula il cambiamento, per non cambiare niente e restare sempre se stesso. Il primo riguarda la tragica involuzione con la quale la nascente chiesa cristiana si allontanò, in concomitanza con l’Editto di Costantino, dalla base che Gesù Cristo aveva dato alla Sua comunità, creando un rigido potere maschilista, che emarginò la donna, relegandola al silenzio e costringendola ad una ubbidienza pedissequa. Non si dovrebbe dimenticare che il Risorto apparve prima alla Beata Maddalena, poi ai santi Pietro e Giovanni. Questo vorrà pur dir qualche cosa: o forse il Cristo, anche in quel caso, non sapeva quello che faceva? La seconda aberrazione riguarda il Francescanesimo: la pietra scartata dai costruttori, circa 1000 anni dopo, fu riproposta da Francesco d’Assisi, anche attraverso l’Opera diretta di Frate Elia, per risollevare la Chiesa dal fango in cui era precipitata. Anche in quell’occasione il vero spirito cristiano e francescano fu soppiantato dai giochi di potere di un San Bonaventura da Bagnoregio, che fece riscrivere a suo piacimento, e per più volte, sempre per scopi personali, la vita del Santo. Però la verità non può essere nascosta, però la figura di Elia - da Cortona per alcuni, da Assisi per altri- fu occultata col fango della calunnia, arma tipica dei despoti, nemici dell’umanità e del vivere civile. Rimando alle prossime pagine introduttive di questo libro, per afferrare il grado di efferatezza usato dalla chiesa di potere, nei confronti della chiesa sapienziale. Se l’opera di Francesco fosse stata accettata, umilmente e nella sua integralità, cioè nello stesso modo semplice, col quale Francesco l’aveva proposta, il mondo cattolico occidentale forse non avrebbe conosciuto la separazione con i Riformati di Lutero e l’Europa non avrebbe sofferto crudelmente per la follia sanguinaria delle guerre di religione, i cui dissapori sono ancora vivi ai nostri giorni. Il Francescanesimo sapeva tecnicamente e con arte regale trarre, dalla carne trafitta dalla sofferenza inutile dell’umanità, rose splendide. Le stesse che, il Cherubino di Fuoco Francesco d’Assisi, portò al Papa, facendo comprendere al pontefice, con la sofferenza utile, che quell’Istituzione era fuori strada, avendo perduto il contatto originario con la Fonte, che l’aveva prodotta. Sto parlando delle stesse rose per qualità, che un altro grande Figlio di Francesco, recentemente, circa 1000 anni dopo, ha offerto all’Umanità, traendole dalla disciplina della propria carne.

Mi riferisco a Padre Pio da Pietrelcina, che certo alto clero ha osteggiato con crudeltà vile e con false accuse, fino alla fine della vita terrena del Padre; ma senza poterne venire a capo. Padre Pio aveva già dispiegato, colla vita di ogni giorno, la santità, che è il fulcro dell’arte sacra, arte che sta alla base del vero Cristianesimo/Francescanesimo. San Bonaventura da Bagnoregio, con la sua organizzazione finalizzata a scopi personali - che nulla ha a che vedere col Gregge sacro, per il quale il Buon Pastore dona la propria vita- ha perpetrato un crimine violento e inaudito nei confronti di San Francesco e del Primo Ministro dell’Ordine francescano, Elia. Elia fu accusato apertamente di eresia, a causa delle sue simpatie “politiche” per l’Impero e per la sua amicizia personale con Stupor Mundi, Federico II° Hoenstaufen. Non va dimenticato che, se da una parte il Frate ha edificato la Basilica di Assisi (che tutt’ora è faro di riferimento per il Mondo cattolico), dall’altra, questo uomo di grande talento e cultura, ha diretto i lavori delle Maestranze comacine, per la realizzazione di Castel del Monte in Puglia, unitamente ad altre opere architettoniche, anche in Toscana e in Sicilia, punto di passo di collegamenti energetici, con altri siti architettonici, non meno importanti ed anch’essi orientati su Istanbul e non solo. Per copertina del libro, ho scelto con intenzione, la riproduzione cartacea del Lavoro tradizionale del Marcillat, insigne Maestro vetraio. Accanto al Francese, o comunque, con collegamenti più o meno palesi, operava un particolare gruppo di persone, che Guglielmo di Marcillat ha presentato nelle sue opere, non ultimo e non senza giustificato motivo, lo stesso Leonardo da Vinci: col volto di questo Maestro, e non certo a caso, il Raffaello darà l’aspetto fisico al suo Platone nella “scuola d’Atene”. In quel meraviglioso rosone, Guglielmo di Marcillat, essendo sacerdote, ha presentato se stesso, come portatore della croce astile, significando con questo, che all’interno della chiesa ufficiale, fredda come il marmo, c’è, nonostante tutto, una chiesa viva, forte e consapevole del proprio ministero. Introducendo vari personaggi, sempre con quel rosone, l’Artista ha lasciato intravedere, in modo inequivocabile, un percorso sapienziale, collegato alla Corporazione di mestiere dei pittori, nella quale hanno operato, a diverso titolo e in momenti diversi, il Pittore Teologo Piero della Francesca, Luca Pacioli matematico e scienziato della luce, il già citato Leonardo e il grande Raffaello Sanzio, di cui non si può tacere, nel suo alto lavoro, il tributo formativo, dovuto proprio al Vinci . Ritorno però, e senza esitazione, a ciò che stavo dicendo inizialmente: all’ordito degli inganni, sapientemente studiati a tavolino e rigorosamente concretizzati nel tempo dalle energie torbide, che l’hanno promossi; mi riferisco alla terza frode, quella che è stata perpetrata nel nostro Paese nel 2012, dalla finanza extraeuropea. Le guerre non si fanno più solamente cogli eserciti regolari o con le bande armate, istigate dai servizi segreti - spesso talmente segreti, che è sempre più difficile comprendere chi sia il burattinaio ultimo, nel sistema non solo terrestre, ma galattico. Attualmente, formidabili aggressioni fraudolente vengono realizzate con il controllo delle negoziazioni dei flussi bancari, che stravolgono le sovranità nazionali. L’attuale governo di tecnici, dittatorialmente, sta consegnando il futuro, lo sviluppo futuro del Paese, generato sia dal sangue dei Risorgimentali sia da quello dei Ragazzi sedicenni del 1915-18, ai banchieri che manipolano, per altri, in modo sovranazionale, le politiche di sviluppo degli stati, mettendo in quarantena e in stato fallimentare chi vogliono loro, secondo lo svolgimento di un piano preciso. In tutto il 2011 ci hanno bombardato con gli elogi all’unità italiana, al risorgimento, ai Savoia, e <ai chi più ne ha, più ne metta. Ci hanno parlato di orgoglio italiano; ci hanno detto che la crisi non c’é. Berlusconi, che è stato condannato dalla stessa finanza, che fino a quel momento l’aveva sostenuto, dirà, ancora da capo del

governo italiano, che la crisi non esiste: ” Parola di presidente di un paese, che va sempre a cena fuori, riempiendo i ristoranti”. Prima di essere costretto a dimettersi, con la complicità di tutto il parlamento, il capo di governo dimissionario, ha fatto approvare una legge per cui il falso in bilancio non è reato penale. Il governo uscente ha consegnato bilanci falsi, ma non ne risponde penalmente, mentre il Paese è trascinato in una bancarotta, costruita fraudolentemente, ad arte. Il nuovo governo Monti, commissariato dal presidente della repubblica, non ha parlato di questo, ma solo dei sacrifici da imporre con la forza ai cittadini deboli, per sostenere il fallimento della classe dirigenziale; il nuovo governo, anche moralmente degno erede del precedente, garantisce di fatto, col silenzio o con le parole mangiate a metà, l’impunità ai malfattori di stato, sia di alta politica che di alta finanza. Anzi i malfattori di stato continuano a sedere in parlamento e in senato, presentandosi come “opposizione” o “fiancheggiatori,” a seconda dei casi, del governo. Ci hanno parlato di glorioso risorgimento italiano, ma un governo di tecnici anti italiani sta consegnando il nostro futuro nelle mani dei banchieri stranieri, che rispondono a una dozzina di famiglie storiche, di origine europea e ibridamente, vagamente umana. Costoro pianificano a loro uso e consumo i destini dei vari Paesi. Col 1992 l’Italia conosce l’inizio della sua catastrofe morale, sociale, politica, ed economica. La Magistratura, per la prima volta, inchioda con determinazione e strategia, la mafia. Vengono emesse 360 condanne, 19 ergastoli da scontare in carceri di massima sicurezza, e, cosa non meno importante, confisca dei beni che la mafia ha estorto alla popolazione. Sembrava la fine di questa organizzazione malavitosa, che invece si rialza la testa e, guidata da Provenzano e Riina, dà l'inizio alle stragi di uomini politici, legati alla mafia, che non avevano assicurato un verdetto favorevole ai delinquenti. Giulio Andreotti, l’uomo del vaticano, era ancora a capo del governo. Nessuno, né prima né dopo, lo ha inchiodato per le sue azioni malavitose. I camaleonti del potere e i burattinai dello spirito iniziano così un nuovo “cambiamento”, affinché tutto resti come é, per dirlo con le parole che, Tommasi di Lampedusa mette in bocca al principe del Gattopardo, testimone dell’esportazione della mafia, dal regno borbonico a quello piemontese. Giovanni Falcone, compreso che la mafia sta cambiando strategia e alleanze politiche, prende l’iniziativa, mostra la sua vitalità e determinazione per sconfiggere i nemici delle Leggi; nello stesso anno é vilmente assassinato assieme alla sua scorta. La mafia ha paura. Pochi mesi dopo, sarà la volta di Borsellino, assassinio annunciato, assieme alla sua scorta, abbandonati dalle istituzioni dello stato, inceppato dai traditori conniventi colla mafia. I due magistrati avevano messo, assieme ai loro collaboratori fidati, la mafia con la schiena al muro. Per questo sono stati assassinati. Lo stato, bloccato dagli interessi di parte, resta a guardare e Scalfaro, preso il posto del dimissionario Cossiga, sa solo portare fiori falsi su Tombe vere. Così può cominciare tangentopoli: si scopre che gli industriali italiani non possono lavorare se non danno tangenti ai politici. Crolla il mondo politico italiano, e la DC e il PSI terminano la loro recita/farsa politica, PRI e PLI perdono ogni motivo d’essere, mentre, come nuovi guru “vergini” salgono, sulla ribalta del palcoscenico, i parolai Bossi e Berlusconi. Sempre in quel tragico, bisestile anno la lira é svalutata dal nuovo governo Amato, che si vanta di essere “socialista”! In questo fosco clima, vanno introdotte le cene a bordo del Britannia del 1993, dove vicino a Civitavecchia, ma in suolo navale inglese, i potenti della terra decidono il futuro delle Nazioni, in particolare dell’Italia con l’introduzione forzata dell’euro, che, di fatto, dà il colpo di grazia alla lira.

L’economia italiana è stata affondata- allora -secondo un copione studiato a tavolino, col rispetto dei tempi e previsioni. Studiati il lavoro di Paolo Bernard, se vuoi informazione ancora libera. 1 Con l’acquisto delle maggiori realtà produttive italiane, gli stranieri hanno gettato una pesante ipoteca sul futuro del nostro Paese. E Draghi era lì, come sacerdote benedicente. Veniamo ora ai giorni nostri: Monti, il professore famoso, formatosi con Draghi al pensiero bancario americano di Yale, capo di un governo commissariato e imposto dalla pressione economica straniera, nel 2012 liquida le nostre possibilità di sviluppo economico. Sa ironicamente e capziosamente proporre che i sessantenni, quasi settantenni, lavorino finché respirano, senza fare passare i giovani, che da giovani sono il vero futuro. Si inventa nuove tasse, per prendere con la forza i soldi, dove già stanno: gli ultimi risparmi della famiglia a reddito medio, buttata sul lastrico, in modo sistematico in questi ultimi anni, dove gli stipendi sono immobili da anni, mentre il caro vita è gonfiato artificiosamente e il tutto viene condito con le tasse da strozzini di equitalia, che ragiona come le banche senza cuore. I servizi assistenziali, fatti pagare al contribuente con tasse esose, una volta erano il vanto delle vere società liberali; adesso nell’Italia corrotta, sono stati ridotti all’ombra di se stessi e quasi inutili. Non si costruiscono nuovi posti di lavoro; anzi le piccole aziende chiudono per fallimento e sono svendute e presto acquistate praticamente con niente, da intrallazzatori senza scrupoli. Alcuni industriali, rovinati dalla perniciosa avidità usuraia dei banchieri, non sapendo come guardare negli occhi i propri operai, restati senza lavoro, si sono suicidati, ora, in questi giorni<in quel Veneto, che una volta era il fiore all’occhiello della produttività vera italiana. Gli ultimi imprenditori che avevano un cuore stanno scomparendo, mentre i pescecani restano. Chi è il vero colpevole anche di queste morti, banchiere Monti? Ma torniamo a 20 anni fa. La mafia, con l’assassinio diretto di Falcone e di Borsellino, col suicidio del magistrato Domenico Signorino, accusato falsamente di essere connivente coi mafiosi, è entrata con maggiore arroganza in parlamento, e continua ad impossessarsi dei beni della cosa pubblica. Essa è nello stesso parlamento e fa i lavori sporchi dell’alta industria: intimidazioni per appalti manipolati, smaltimento delle scorie inquinanti nel mare Mediterraneo, droghe diffuse ovunque, leggi inique e liberticide, riciclaggio di danaro sporco per operatori economici puliti. Eppure il Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, lasciato solo dalle “alte” cariche dello stato italiano, aveva già detto: ”<Ho capito una cosa, molto semplice ma forse decisiva: gran parte delle protezioni mafiose, dei privilegi mafiosi certamente pagati dai cittadini non sono altro che i loro elementari diritti. Assicuriamoglieli, togliamo questo potere alla Mafia, facciamo dei suoi dipendenti i nostri alleati. ” Continuiamo. Adesso si è scoperto, e senza ombra di dubbio, che ci sono gli evasori fiscali, che “rubano” allo stato, come vermi roditori e che la finanza (ma prima dove era con tutta questa sofisticata capacità informatica ed investigativa?) fa miracoli nello scovarli. Domanda: come mai ci si accanisce, così tanto e solo ora, per scovare chi non paga il canone tv, mentre viene data l’impunità a chi, col proprio torna conto, ha portato il Paese alla banca rotta? Come mai le banche possono fare legalmente quello strozzinaggio, che sta soffocando il ceto medio basso? Perché possono solo prendere, senza dare, visto che quello che ti prestano se lo riprendono 1000 volte, oltre agli interessi di legge? In questo clima, dove sono i garanti delle istituzioni, se non nella greppia foraggiata dai banchieri, i nuovi sacerdoti dell’alta finanza, a loro volta servi di poche famiglie mondiali, espressioni di realtà aliene, che hanno sempre operato in Italia (Vaticano), in Francia, in Germania, in Inghilterra ed ora in Usa, che resta sempre una colonia inglese? C’è un singolare asse che rapporta
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Vedi l’opera di Bernard:”lobby dei Trenta” con nomi e cognomi di coloro che ghettizzano l’occidente, considerando gli uomini come bestie da lavoro e come tali da usare e sopprimere a piacimento.

Washington con Londra e Roma, tutte e tre Città Stato, con leggi proprie, diverse da quelle del restante paese che le ospita e con moneta propria. Questo asse è dato dalla presenza di un obelisco egiziano. Cosa significa questa presenza di origine egiziana, i cui influssi sarebbe dovuto finire col crollo della civiltà faraonica, ma che invece tutt’ora perdurano? Peter Kolosimo! Perché no, se si è sempre alla ricerca di una risposta vera? In realtà non abbiamo più bisogno dei politici e neppure dei banchieri e del loro falso euro, col quale il governo ha portato la nazione nello sfacelo. Occorre che lo Stato nazionale torni a battere moneta: la sua, la lira italiana eliminando l’euro; euro che non si sa chi lo batte, ma che per averlo si deve chiedere agli altri, alle banche private, che l’hanno ricevuto dalla banca europea. Se uno stato vuole euro, non li può stampare, ma deve andare da una banca privata, pagando gli interessi che questa impone; lo stato, non più sovrano nell’emettere la propria moneta, è divenuto come il privato, che per comprare una macchina, fa un debito colla banca. Se non si esce dal meccanismo perverso, innescato a tavolino dal gruppo dei 30 che ora non opera più nell’ombra, come dice Paolo Bernard2, i cittadini dell’Europa conosceranno una miseria crescente, perché sottopagati dagli industriali occidentali, che vogliono competere, per vincere la loro battaglia, con il capitale dell’India, della Cina, degli Stati uniti.
«Oggi, alle ore 18,50 – scrive Paolo Barnard l’8 aprile(2012) – presso la caserma dei Carabinieri di via Paolo Poggi 70 a San Lazzaro di Savena, ho denunciato il Golpe Finanziario e i suoi golpisti », facendo apertamente nome e cognome del primo ministro e del capo dello Stato, accusati personalmente di infedeltà alle istituzioni, compreso il codazzo politico che và dai comunisti D’Alema, Napolitano agli economisti Ciampi, Prodi, Draghi, Amato, ai riformisti Rutelli, Veltroni e scendendo fino al giornalismo di Santoro e di Travaglio…..anche loro nella greppia fino al collo. DO RAGIONE A PAOLO BARNARD, e in pieno!

Credo che anche nelle indicazioni di Davide Icke, inascoltate da almeno 10 anni, ci sia un ottimo materiale informativo, che, per quanto apparentemente strano, potrebbe dare un contributo per aprire gli occhi sulla possibilità di esistenza di certi vampiri, di origine non umana, che operano, da parassiti, anche nella sfera terrestre. Occorre uscire dalle grinfie di queste larve mortali, che credendosi padroni di questo mondo, sono invece, a loro volta, servitori succubi di energie, di forze oscure, che non conoscono, ma che credono, erroneamente, di potere usare. Forze provenienti da dimensioni altre. Esattamente come Hitler, che diceva tremando di avere visto l’uomo nuovo, davanti al quale aveva avuto paura.3 Dov’è la risposta liberatoria contro questa aggressione fraudolenta? La trovi sempre lì, nel vero destino dell’umanità. Nell’Amore di Dio, che si incarna nell’Umanità. È l’amore di Dio la pietra scartata, la Testata d’angolo che tutto spiega e completa, nella costruzione delle cattedrali cosmiche, operate anche col contributo dell’Umanità. San Francesco ha mostrato, con Madonna Povertà, Chi sia la pietra scartata. Con le sue rose, offerte al papa, che avrebbe dovuto essere il pastore, ha dimostrato che la creatura umana porta in sé il dono della Luce e che ha la capacità di diffonderLa nelle Galassie. C’è chi vorrebbe togliere all’Umanità questa capacità: sia ai tempi storici del Cristo, sia ai tempi di Francesco, sia ai tempi attuali. Però c’è anche Chi vuole che questo NON accada, allora come ora. San Francesco, come il Cristo, vide negli ultimi, nei derisi, negli oppressi il punto di partenza per rigenerare, ora sulla Terra, il Volto di Dio; ora e non domani. Cristo sta anche cogli ultimi, con quelli che nessuno vuole, con quelli che non hanno più sponda dove veleggiare. Perché? Perché Dio è in tutti, anche in quelli che la gente per bene chiama
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La lobby dei 30, Paolo Bernard. Il Mattino dei Maghi, Pauwels e Berger, Ed.gli Oscar luglio 1972, pag.500-501.

“rifiuti”<”fatti più in là, che sono più santo di te” sembra dire questa gente, questi sepolcri imbiancati; mentre la notte dell’ignoranza, scende su loro. L’uomo è creatura divina e olio della natura; riunisce in sé i germi evolutivi della Terra, fecondata dal Cielo. L’intera evoluzione della Terra è scritta nel DNA dell’uomo sveglio. Per questo l’Umanità sveglia, chiamata nei tempi attuali a superare un movimento di forte crisi, darà una risposta divina, che colmerà la sete dell’intera creazione, trasfigurandola in Amore. CONCLUDO Chiudo con una lettera inviata ad una cara amica, per Pasqua 2012. “ Buona Pasqua! Ogni giorno, però, è buono per celebrare la Pasqua di Resurrezione, per passare da uno stato di dormiveglia, allo stato di veglia consapevole, per presenza. Buona Pasqua a tutti nello Spirito del Risorto, che ci precede in Galilea e lì ci aspetta come Suoi Fratelli: Matteo 28, 10. Chi dice rose, dice Pasqua: Pasqua di Resurrezione. Ma resurrezione di che... di chi... o di che cosa? Di Dio? La Divinità di Dio ha bisogno di risorgere? Di Cristo? Ma Cristo, che sa di essere Uno col Padre, non è forse già in Dio? Ma allora chi o cosa deve risorgere? Forse qualche cosa o qualcuno, che ha in sé la traccia divina, come l’Umanità ad esempio, che guidata dai rigenerati dal Paraclito, può: ” … manifestare a tutti quale sia il piano seguito da Dio riguardo al mistero, che è stato fin dalle più remote età nascosto in Dio, il Creatore di tutte le cose, affinché nel tempo presente, ai principati e alle potestà, nei luoghi celesti, sia data a conoscere, per mezzo della Chiesa, la infinitamente varia sapienza di Dio, conforme al proponimento eterno, che Egli ha mandato a effetto nel nostro Signore, Cristo Gesù; nel quale abbiamo la libertà d’accostarci a Dio, con piena fiducia, mediante la fede in lui. Perciò io vi chiedo, che non veniate meno nell’animo a motivo delle tribolazioni, ch’io patisco per voi, poiché esse sono la vostra gloria ... Per questa cagione, dico, io piego le ginocchia dinanzi al Padre, dal quale ogni famiglia ne’ cieli e sulla terra prende nome, perché Egli vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, d’esser potentemente fortificati mediante lo Spirito suo, nell’uomo interiore, e faccia sì che Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, affinché, essendo radicati e fondati nell’amore, siate resi capaci di abbracciare con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità di dell’amore di Cristo, e di conoscere questo amore che sorpassa ogni conoscenza, affinché giungiate ad esser ripieni di tutta la pienezza di Dio. Or a Colui che può, mediante la potenza che opera in noi, fare infinitamente al di là di quel che domandiamo o pensiamo, a Lui sia la gloria nella Chiesa e in Cristo Gesù, per tutte le età, nei secoli dei secoli. Amen. Efesini3, 9-21. Re- surgere... ri-alzare, ma si alza di nuovo solo chi è disteso o chi è caduto... Ma allora, forse, ci potrebbe essere anche chi cade volutamente, per risorgere"? “ L'alma alla sua stella riede" dice Padre Dante, terziario francescano. Chissà in quale fratellanza l’Alighieri dimorava, oltre ad essere Fedele d’Amore. Sempre Dante, parlando del transito di Francesco, dice:” E del suo grembo l’anima preclara, mover si volle, tornando al suo regno”. Ci si incarna con lo scopo di trasfigurare in amore la Terra, che attende la carezza del Cielo. Francesco, creatura divina, può predicare agli uccelli perché conosce la lingua degli angeli. Ha un culto particolare per San Michele Arcangelo, perché l’Arcangelo è Totem: un Ponte speciale per l’Umanità, che sta attraversando un baratro epocale, in questo inizio, di questa era particolare.

Vidi nella cappella della Verna (quella vicina a dove Francesco rivelò, sia in Lui che fuori di Lui, in una notte di fuoco, il sigillo di Michele, che già portava dentro vivente) un crocefisso brunito dove la Croce è avvolta dalle Sei Ali dell’Arcangelo. Dopo la visita di Giovanni Paolo II alla Verna, 17 settembre 19934quel crocifisso è stato sostituito da qualcuno con un altro d’oro, bellissimo ma con valenza energetica deviata. San Bonaventura da Bagnoregio ha cercato di occultare la verità proclamata da Francesco d’Assisi, e la profanazione è stata spinta fino al punto di fare chiamare quel posto consacrato da Francesco, in “cappella di san bonaventura”. La dissacrazione è continuata, dopo la visita di Giovanni Paolo II, poiché in quel calice brunito, portato via, è simbolizzata la potenza della Realtà della Stirpe umana, che come Anima collettiva deve fiorire angelicamente, con le ali del cherubino, nel cosmo, che trepidante attende la manifestazione gloriosa dell’Uomo universale. L’Angelo è il totem guida per una realizzazione consapevole e possibile dell’Anima Umana. Per questo gli Angeli cooperano cogli uomini, “servendoli”. Bonaventura, col suo gruppo di potere, cercò di insabbiare la missione di Francesco, ma non potendolo fare bruciare come eretico, si accanì contro Elia d’Assisi/Cortona, perché, come Francesco, oltre che essere amico, era anche diplomatico/consigliere di Federico II Hoenstaufen. Elia ha edificato la basilica di Assisi, come architetto, e, sempre come progettatore, ha fatto realizzare Castel Del Monte, monumento sapienziale e centrale energetica federiciana, che ancor oggi svolge un’opera particolare, nonostante le mutilazioni subite nel tempo. Tutti i documenti del tempo sono stati o contraffatti o bruciati. Tutto per nascondere la grande Verità che Francesco, nuovo Cristo, ha riportato agli uomini immemori, e quindi bisognosi di risorgere, cioè che: ”la vita è amore e l’uomo, biologicamente è l’olio della natura e che come tale, immergendosi nella linfa vitale della terra, la compenetra tutta e tornando a galla, informa di sé tutta la sfera della vita evolutiva, indicando col suo crescere, la strada percorsa dall’Essere ”. Nel risalire alla luce, l’Umanità, come specie, porta nel proprio DNA l’intera creazione, dove cielo e terra, con tutti i loro abitanti, sono Uno. Non abbiamo bisogno di parassiti, che sotto le spoglie ladronesche di falsi pastori, vogliono succhiare il nostro spirito vitale. Nella nostra costruzione fisica c’è il propellente che permette all’anima di fare questo viaggio cosmico. Il mio amico Arthur Rimbaud aveva intuito questo, quando scriveva + o -, cito a memoria, “ tesso ghirlande da campanile a campanile, da stella a stella, e danzo”. Questo Viaggiatore galattico, nel momento del suo transito, tra i deliri della cancrena, dove la morfina nulla più poteva col dolore, seppe invocare Allah, il più misericordioso, il più compassionevole: su Lui, immediatamente e per decreto divino, scese l’agognata pace. In realtà, amica carissima, ti volevo fare solo i miei migliori Auguri di Buona Pasqua di Resurrezione. Guarda un po’ invece, dove sono finito a parare! Resurrezione, rotolare la pietra, quella del vitriolvm che piace a tanti professori. Eppure, la via da percorrere passa diritta nello sguardo illuminato del bimbo, che ama per amare e non sente il bisogno di spiegare cosa sia l’amore: il bimbo sorride, guarda e ama e i fiori sbocciano e gli uccellini cinguettano e gli angeli cantano e le galassie gioiscono. Tutto questo è sperimentabile nella frazione del battito di ciglio.

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In quello stesso anno la finanza mondiale ha attaccato la lira:”In questo fosco clima, vanno introdotte le cene a bordo del Britannia del 1993, dove vicino a Civitavecchia, ma in suolo navale inglese, i potenti della terra decidono il futuro delle Nazioni, in particolare dell’Italia con l’introduzione forzata dell’euro, che di fatto ha dato il colpo di grazia alla lira: l’economia italiana è stata affondata- allora -secondo un copione studiato a tavolino” pag.3 di questo libro.

Buona sacra Lavanda dei piedi, nello Spirito del Risorto per il mutuo servizio: qui è il senso della Povertà di Santo Francesco d’Assisi, che riconoscendo la propria povertà nei confronti di Dio, ha donato tutto se stesso a tutte le forme di vita, servendole per la Sua Gloria.

Alcune considerazioni personali sono d’obbligo: riconosco volentieri il mio debito culturale col Dottore Prospero Calzolari, per il suo lavoro su Elia da Assisi e con Paolo Barnard, la cui analisi socio-economico-politica è illuminante per comprendere la tragicità del momento storico, che stiamo vivendo. Ad entrambi ho chiesto ed ottenuto di potere usare il loro nome e le loro concezioni nel mio lavoro. Quando un cercatore incontra un altro cercatore, normalmente, acceso il fuoco, si mette in tavola condividendo, quello che si ha, poco o molto che sia. Lo sguardo, tra i due, è breve ma intenso; poi, dopo aver trattenuto il respiro, se la testa annuisce in segno di approvazione, si comincia ad imbandire la mensa interiore e si porta in tavola il meglio che si ha, poco o molto che sia. L’importante è che la cerimonia, il rituale sia fatto con ordine, decoro < ancora una volta in umiltà. Quella stessa umiltà che Francesco chiamava con commozione “sorella povertà”, la quale ben presto fu bandita dall’alto clero, perché contraria alla protervia di chi non condivide i beni, ma tutto vuole per se, senza dare nulla. Anche un cercatore solitario, ogni tanto trova qualche cosa, e Diogene in silenzio sorride. La verità diviene tale, solo dopo che è stata sperimentata, assaggiata, mangiata e poi digerita. E’ così che si conosce e si è conosciuti dalla vita che è in noi e accanto a noi. Non c’è altra via per diventare carne della stessa carne, se non tramite l’unione. Restando alla terminologia cristiana, per avere comunione, con tutte le creature, occorre offrire se stessi, come cibo e bevanda, a tutte le creature. Percepire l’unità, che c’è già. Date voi stessi da mangiare a loro, come cibo benedetto dal Padre. Dottrina per cannibali? Forse. Ma Gesù disse loro: «Non hanno bisogno di andarsene; date loro voi da mangiare!»5Ma loro continuavano a non capire e volevano cercare altrove, quello che dovevano cercare dentro di loro, si erano già scordati di : ” chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete; anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d'acqua che scaturisce in vita eterna».6 “ Tu in loro, loro in te, proprio come dice un amico:” Ego vobis, vos Mihi”. Altri credi esprimono lo stesso concetto con altri segni. Se l’uomo può parlare con l’angelo, è perché l’Essere, che si manifesta nello stato evolutivo umano, ha in sé anche la virtuosa essenza della angelicità e “l’alma alla sua stella riede” dice il divino Dante, non a caso terziario francescano. E sia Dante che Francesco sono stati entrambi amici di San Michele Arcangelo, il quale, in silenzio di Giustizia divina, regge le armonie dei mondi. Che dire in questa luce del Khidr/Elia? Non si tratta di appartenere a scuole esoteriche o misteriche, ammesso che esistano ancora movimenti, che dicendosi collegati a fonti tradizionali, siano in condizione di trasmettere insegnamenti puri e non contaminati. Il primo cristianesimo era molto diverso dal
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Matt. 14:16 Giov. 4:14

cristianesimo che conosciamo adesso, come il francescanesimo delle origini è stato un movimento di ben altra portata, ancora oggi vitale <ma non nel senso della chiesa ufficiale, ricorda ancora tutti i soprusi che Padre Pio da Pietrelcina ha dovuto sopportare. L’opera di Elia da Assisi, Maestro Sufi, è in azione anche in questo momento, come ricetrasmittente energetica. Da solitario ho letto con vivo interesse le opere di Renato Guenon: un regno è nato. Non ho mai avuto legami consapevoli con “guenoniani”, e non ho mai sentito il desiderio di contattarli. Ho incontrato tempo fa, nel 2002 un Maestro di Verità, che non mi ha legato a sé, anzi ha fatto in modo che tornassi da solo, in strada. E in strada sono tutt’ora, senza bandiera, né naqshbandi né ronin, perché al di fuori di dogmi ufficiali. Credo che sia importante vigilare nei confronti dell’appiattimento attuale e dello insegnamento antitradizionale, proclamato da molti pulpiti. C’è chi ha inquinato acque sorgive e vorrebbe continuare a farlo: stanno sorgendo scuole pseudo iniziatiche animate da questi intenti oscuri. Ma chi sa ascoltare, può sempre avvertire il fruscio di ali e vedere l’ala dell’angelo fermarsi presso la polla d’acqua sorgiva, dove tutti gli animali della foresta, a diversi orari, compresi ispidi cinghiali oltre che a timide cerbiatte, vanno ad abbeverarsi direttamente alla fonte, senza intermediari né strane brocche! Certo, sto parlando della sorgiva interiore, quella di cui parla Gesù alla Samaritana: ancora una Donna, dunque, riceve cuore a cuore, l’insegnamento d’amore divino. La Femminilità è la pietra scartata, dai costruttori. Puoi sorridere di me, se vuoi, ma anche io, forse come te , so ancora piangere per amore: tale è la via dell’amore. Ho ascoltato con viva attenzionePaolo Bernard, il "camionista". Ha fatto una analisi sorprendente, coi nomi e cognomi; solo chi è stato coinvolto in quella situazione, in qualche modo, da addetto ai lavori oppure da critico di quell’ambiente, poteva conoscere quei nomi" inosservati". Sono convinto che sia esatto quello che dice; però non mi sono sentito offeso dalla grande beffa di cui parla. La forte bruciatura l'avevo conosciuta nel 2002, quando venni a
conoscenza dell’analisi di Davide Icke: mi era difficile accettare una congiura aliena/umanoide, che tratta l'Umanità come polli da pessimo allevamento. Dal 2002 sviluppo anticorpi a questo virus, perchè un vero virus è stato inoculato nella Razza umana.

Il trauma l'ho avuto nel 2002. Il corpo, illuminato da"alto" può produrre gli antidoti al male. Credo nello sciamanesimo sufi francescano e nel nascere di nuovo in Cristo. Il nemico si distrugge da solo con le sue balle, lasciagli corda: o Giuda si ravvede o si impicca da solo. Lasciagli corda a sufficienza e non NUTRIRLO con la tua emotività. Ignoralo e si sgonfierà da solo, perchè i soldi, le banche, il potere esistono solo se tu gli dai credito. Francesco disse a sua padre, che non era più suo padre e restituì al padre quello che apparteneva al padre: case, vestiti, carte di credito...falsi affetti e false credenze...e se ne andò NUDO, nato di nuovo.

Che voglio dire? Che occorre uscire dal sistema ora e gestire nuclei fuori del sistema economico, tramite cooperative libere, rette da uomini liberi. I potenti si sbraneranno tra loro, perché non vorranno cambiare. Si resti a guardare, tutto benedicendo; come fanno i monaci tibetani coi cinesi. Ho udito una campana tibetana suonare, però suonerò musica cristiana, rivista col francescanesimo di adesso, cioè svincolato dalle pastoie vaticane. E' giunto il tempo atteso: la prova è in atto e l'aggressione armata sta sfondando porte aperte. Dentro di te c'è la risposta a tutto e " se non la dai tu la risposta, nessuno può darla per te" dirà Galadriel a Frodo!! Nel film de “Il Signore degli Anelli”, a differenza del libro di J.R.Tolkien, non si parla di Chi può giocare con l'anello del potere senza dover sparire, affinché l'oscuro signore possa vederlo. Questo è possibile a Tom Bombadill, che con destrezza si muove in una dimensione superiore. C'è Chi è al disopra del potere dell'anello e che lo può annullare in qualunque momento. Ma questa è un'altra storia. Se la notte è oscura e carica di sangue, l'alba di Resurrezione sarà ancora più luminosa e viva. Riconosco con gratitudine il debito culturale che ho con il Dottor Prospero Calzolari. Nell’assaporare il lavoro del Dottore su Francesco ed Elia, entrambi di Assisi, mi sono trovato senza parole, mentre gustavo la dolcezza del miele stillante da quelle affermazioni. Ho sempre intuito un profondo legame fra l’opera di Federico II, Francesco d’Assisi e Dante, dove tutti e tre, percorrendo le stesse strade, da Traghettatori, hanno portato un grande contributo alla nascita del volgare italiano, garantendo il passaggio di contenuti intellettuali tradizionali, dall’agonizzante latino al nuovo mondo entrante. Lo stesso Dante, da Fedele d’Amore, ha vissuto le cose che ha scritto; e non ha caso ha voluto essere sepolto vicino al convento francescano di Ravenna: e questo vorrà pur dir qualche cosa. Ma venendo a quello che più mi preme, mancava alla mia personale ricerca, l’anello di unione fra questi personaggi straordinari, visto che la storiografia ufficiale, nulla dice dei veri rapporti diretti fra Francesco, Elia e Federico II. Anzi questi rapporti vennero ridicolizzati, con gli stupidi aneddoti fatti circolare da Bonaventura , facendo passare Federico solo per un lussurioso e Francesco come un guerriero della graticola, sempre pronto a sfidare i nemici blasfemi, per dimostrare a tutti che il suo dio è il più forte. Resto “francescano” come posso perché, che io lo voglia o no, sono sempre più attratto dal Cherubino che viene da Oriente: dove il rapporto fra Cherubino e l’Aprente del Libro, secondo un commento sufi, è molto forte. Nulla sapevo di Elia da Assisi: architetto della basilica di Assisi, proveniente dal l’esperienza di Castel del Monte; ma soprattutto nulla sapevo della benedizione di Francesco sufi ad Elia Sufi, e della loro unione con Federico II, per me il Signore della Palma.

Non sono un sufi, ma amo i Sufi, e ringrazio Idries Shah* per la coraggiosa verità proclamata, con le sue opere e con la sua vita, in tempi di pericolosa transizione, dove è facile perdersi; se non si hanno basi tradizionali, non si può decodificare. Decodificare oggi. Per chi si mette in cammino, due parole di chiarimento mi sembrano necessarie. Non esiste il caso, inteso come necessità imprevedibile/improrogabile, ma ogni effetto sta nella sua causa. Da una ghianda esce fuori una quercia, non un ciliegio. Il problema si pone quando non v’è chiarezza, sia nella vera causa sia nella vera conseguenza. La confusione esce fuori quando si vuole interpretare un fatto senza conoscere la vera natura della causa, e magari si confonde il nocciolo del ciliegio con la ghianda della quercia. Il problema si scioglie col percepire l’esattezza della verità oggettiva, senza confonderla con la maggiore o minore bontà dell’opinione soggettiva. Non esiste un “a mali estremi, estremi rimedi” o “meglio un male minore ad un male maggiore” perché un errore che all’inizio sembra piccolo alla fine può produrre un danno irreparabile, dirà Tommaso d’Aquino. Un re, potente e forte, era sceso in battaglia alla guida del suo esercito. Un piccolo chiodo si tolse dal ferro dello zoccolo del cavallo; il ferro venne via e il cavallo inciampò, azzoppandosi; il re nella caduta perse la vita e il regno, mentre il suo popolo la libertà. Tutto per un semplice chiodo, per una semplice disattenzione! Se si è in un labirinto, per uscirne fuori occorre arte e disciplina: il maestro di verità rappresenta l’inizio. Il suo compito non consiste nel legare a sé il discepolo addormentato, ma nel metterlo in condizione, da sveglio, di seguire il Maestro Interiore. Occorre imparare a decifrare l’esatta natura delle cose, che ci corrono incontro. Arwen dice ad Aragorn , divorato dallo sconforto del dubbio: ” La strada è chiara davanti ai tuoi piedi, devi solo seguirla!” Fuori di metafora significa:” Devi raggiungere la Meta, devi arrivare alla tua destinazione. Puoi trovare la strada, solo se sai cosa è che cerchi o, più esattamente, cosa è che ti cerca. Allora occorre ricordare: 1.I cartelli che indicano la via ci sono e più raffinata è la tua capacità di decodifica, tanto più saprai interpretarli. Che vuol dire decodificare? Riportare nella forma originaria le informazioni rese in codice: abbiamo a che fare con qualche cosa che, volutamente è andato perduto e che va ritrovato:la strada di casa, appunto. 7 8 Le parabole del figliol prodigo , in un senso e quella dei sufi dell’isola, di cui parla Idries Shah in un altro senso, se comprese nel significato cosmico, potrebbero aiutare a illuminare, anche i sentieri più disperati e oscuri della vita quotidiana. 2. I cartelli, che indicano la via, li stai incontrando con la normale vita di ogni giorno; più sei sobrio, tanto più li riconosci subito e la decodifica è immediata. 3. Decodificare è un’arte ed occorre il maestro di verità: non basta la tua forza personale se non v’è discernimento.
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Lu.15:11-32. I Sufi, Edizioni Mediterranee, 2004 Roma.

4. Non darti scuse, finché non hai certezza della bontà del cammino. 5. Non darti troppa importanza però, non sei tu che agisci, ma la via, anche se la Via sembra immobile. 6. La via è davanti a te, devi solo seguire le indicazioni, che Lei ti dà. Reggi quando i venti sono impetuosi; siediti quando sei stanco; cerca di sorridere anche quando sembra impossibile; mangia con rispetto e fa l’amore con la vita con gratitudine, sii contento di quello che usi con rispetto, però non ti attaccare a niente. 7. La Via chiede viaggiatori veloci e leggeri, pronti a partenze improvvise e che sappiano interpretare le tracce. Se non decodifichi tu, nessuno può farlo al posto tuo e in ogni caso, sarà un’altra cosa. Decodificare questi tempi è un’arte; occorre discernere la verità dall’errore per tornare, consapevolmente alla radice da cui si proviene. Questo libro esprime il chiaro tentativo di passare dallo stare all’Essere, consapevolmente. La disanima, a volte feroce, dei tempi non è fatta per condannarli, ma comprenderli dal di dentro, dando ad ogni creatura, anche alla più malvagia, un chiaro riconoscimento al personale diritto alla vita, comunque. Il torturato non è meglio del torturatore; se si dissolve l’uno, si dissolve anche l’altro e si esce dal ciclo ripetitivo della rinascita continua. Questo è un altro modo per comprendere la vera storia fra Frate Francesco e il Lupo di Gubbio. Ho visto uno che camminava sulle mie acque; poi si è seduto soddisfatto sulla terra del cuore, mentre tanti vociavano: "E’ adultera, la legge dice di ucciderla: tu, la ucciderai?" Lui sereno, imperturbabile scriveva con ritmo lieve:”Padre...Figlio...Spirito Santo”. Tutto era molto dolce e dal silenzio, dalla carne non più martoriata, è nato un bel bambino sorridente. Poi ho sentito una vocetta allegra sussurrare:"Ma tu, non sai scrivere con ritmo?". "Si", ho risposto. "Allora fallo- mi ha detto- e sta forte e felice.” E’ così che ho udito, dolcemente coinvolgente, la risatina di Alfredo.

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