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Relazione Italo Calvino: Un contemporaneo della realtà del '900

di Vincenzo Piredda Liceo Classico - Scientifico“Euclide” Classe V A Materia: Letteratura Italiana Italo Calvino nacque a Cuba nel 1923 da padre ligure e madre sarda, tale Eva Mameli, e nel 1925 insieme alla famiglia ritornò in Italia. Durante la seconda guerra mondiale lo scrittore aveva partecipato alla lotta partigiana aderendo alla “Brigata Garibaldi” e combatté nella battaglia di Baiardo, sulla quale scriverà nell'opera “Ricordo di una battaglia”. Nel 1947 si laurea in Lettere con una tesi su J. Conrad e iniziò a collaborare con la casa editrice Einaudi conoscendo così personalità del calibro di Cesare Pavese ed Elio Vittorini, scrivendo anche su diverse testate come l'Unità; tra gli anni '40 e 60', Calvino, di orientamento liberale-anarchico, si occupò anche di politica diventando membro del PCI che abbandonò dopo l'invasione dell'Urss in Ungheria come segno di protesta. Tra il 1959 e il 1967 dirige, insieme a Vittorini, l'importante rivista culturale letteraria «Il Menabò», in cui pubblica interventi caratterizzati da un impegno di tipo etico-conoscitivo come Il mare dell'oggettività e La sfida del labirinto. Negli anni '70 lo scrittore collabora con i quotidiani “la Repubblica” e il “Corriere della Sera” pubblicando alcune delle sue opere maggiori. Nel 1980 si trasferisce a Roma, e pubblica una raccolta dei suoi saggi più importanti, Una pietra sopra. Nel 1984 la crisi della casa editrice Einaudi lo portò a passare all'editore Garzanti, con cui pubblica il volume Collezione di sabbia, oltre alla riedizione delle sue opere più importanti. Nel 1985, con l'incarico di tenere una serie di conferenze negli Stati Uniti a Cambridge, alla Harvard University, preparò le Lezioni Americane, che tuttavia rimarranno incompiute e saranno edite solo postume nel 1988. All'inizio di settembre, infatti, Italo Calvino muore all'ospedale di Siena, colpito da un'emorragia celebrale.
Italo Calvino visto da Tullio Pericoli

Nel maggio 1986 Garzanti pubblica “Sotto il sole giaguaro”, il primo libro postumo dello scrittore. Il volume raggruppa tre racconti: Il nome, Il naso e Un re in ascolto; Calvino intendeva scrivere un testo dedicato ai cinque sensi ma la morte gli impedì di completare i racconti dedicati a vista e tatto.

<<L'unica cosa che vorrei insegnare è un modo di guardare, cioè di essere in mezzo al mondo, in fondo la letteratura non può insegnare altro>>, Italo Calvino scrisse ciò in una lettera ad un suo corrispondente estero, e con tali parole lo scrittore riuscì a sottolineare come per lui la letteratura insegni a guardare la realtà, questa frase si può considerare come una chiave molto valida per cogliere la produzione dello scrittore. L'esordio letterario di Italo Calvino avvenne con la pubblicazione de “Il sentiero dei nidi di ragno” ovvero un romanzo di guerra in cui l'autore esprime le proprie esperienze ottenute durante la guerra partigiana attraverso le avventure del protagonista, Pin, un bambino dotato di una grande saggezza interiore, definito per questo dallo scrittore come un “puer senex” ed in questo libro l'elemento del reale e del fantastico si intrecciano; nell'opera che ottenne grande successo, Calvino mostra alcune delle proprie doti di scrittore come la rapidità e la leggerezza, doti che sviluppò anche attraverso lo studio approfondito dei suoi autori preferiti, ovvero Rudyard Kipling, R.L. Stevenson ed Ippolito Nievo. Con “Il sentiero dei nidi di ragno” Calvino dà l'avvio all'operazione di sdoppiamento dei piani interpretativi che contraddistingue tutta la sua produzione: da una parte infatti è percepibile il livello totalmente narrativo di facile comprensione e dall'altra un livello decisamente complesso, visibile solo dai lettori più esperti. Nei primi anni 50' lo scrittore vive una crisi creativa provocata dai diversi tentativi di realizzare un romanzo neorealista, ma nel 1953 riprende la produzione letteraria con la pubblicazione del “Visconte dimezzato” un libro che a suo avviso non rappresenta “quello che voleva scrivere” ma bensì “quello che voleva leggere”, perché nella sua stesura lo scrittore, come dichiarò alla stampa, fu mosso dalla volontà di produrre una storia divertente per se e gli altri; questo libro insieme ad altri due libri andrà a costruire la “Trilogia degli Antenati”. Nel 1957 Calvino scrive il secondo elemento della “Trilogia”, il “Barone Rampante”, probabilmente la sua opera più famosa, frutto del clima di contestazione da parte dello scrittore, e di altri intellettuali come Sartre e Vittorini, nei confronti del comunismo dal quale Calvino prenderà le distanze; in quest'opera il protagonista Cosimo, che dall'inizio del racconto vive sugli alberi, guarda il mondo dal fuori rapportandosi però con ciò che non appartiene alla dimensione “sopraelevata” in cui vive. Il Barone Rampante è allo stesso tempo una narrazione fiabesca e filosofica, e proprio l'elemento fiabesco e in generale le fiabe rappresentano per lo scrittore un grande patrimonio culturale, perché in esse ciò che è azione ed intensità viene espresso attraverso la leggerezza; per Calvino le fiabe aiutano gli uomini a diventare più sensibili e moralmente forti e ed in questa chiave scriverà, su proposta di Giulio Einaudi, la raccolta “Fiabe italiane” caratterizzata da un ritmo incalzante e dall'elemento dell'essenzialità. Temi comuni a tutte le favole dell'autore ligure sono l'origine del mondo e l'amore e in ogni racconto lo scrittore sviluppa nuove situazioni e colpi di scena creando una panoramica su tutta l'esistenza umana come in “Marcovaldo ovvero le stagioni della città”. Nel 1959 Calvino vive una seconda crisi creativa, dovuta al distacco dal comunismo, dalla quale uscirà con la bozza delle “Cosmicomiche” e la pubblicazione del terzo protagonista della “Trilogia” cioè il “Cavaliere inesistente” dal quale emerge ( tramite la contrapposizione delle figure dei due protagonisti, il cavaliere Agilulfo, che è inesistente cioè assente, e il servo Gurdulù, che invece esiste ed è presente nella storia in modo caotico ed continuo) il dualismo Calviniano tra la “presenza” e l' “assenza” ed emerge anche l'elemento della positività che per lo scrittore deriva dall'essere privati di qualcosa, in questo caso dell'esistenza. Nella pubblicazione “Sfida al labirinto” Calvino espone le sue idee riguardo alla funzione degli intellettuali, i quali, secondo lui, devono cercare di comprendere il caos del reale per tentare di dare un senso alla vita. A metà degli anni '60 l'autore pubblica alcuni dei suoi racconti pseudoscientifico-fantastici ovvero le “Cosmicomiche” e “Ti con zero”. Per la prima opera lo scrittore affermò, in una intervista rilasciata durante la manifestazione del premio “Strega” nel 1966, che quest'opera vuole suscitare stimoli nuovi nel lettore comunicando con lui su una diversa lunghezza d'onda rispetto alla letterature tradizionale andando contro le “abitudini di immaginazione più consuete”; l'elemento portante dell'opera, cioè l'elemento comico, è un filtro che consente all'uomo di affrontare con

maggiore serenità ciò che è cosmico, ovvero “le cose troppo grandi ed eccelse” come disse lo stesso Calvino, come la paura, l'angoscia e la tragicità che nelle dodici storie dell'opera declinano nel comico. L'autore In “Ti con zero” l'autore vuole trovare le basi per una nuova concezione della realtà ed entrano in scena il tema della paura della morte e quello dell'amore; quest'ultimo diventa lo strumento, per i personaggi, che permette di conoscere se stessi e la realtà circostante e tale funzione dell'amore ricorre spesso nella produzione di Calvino. Sempre nei primi anni degli anni '60 Calvino aderisce ad un nuovo modo di fare letteratura, intesa come gioco combinatorio, concependo il romanzo come un meccanismo che gioca con le possibili combinazioni delle parole, in questo senso lo scrittore si distanzia dal movimento letterario della Neoavanguardia per l'uso di uno stile ed un linguaggio decisamente leggero e comprensibile. Inoltre l'autore riteneva che che fosse necessario rendere visibile ai lettori la struttura stessa della narrazione, per accrescere la loro consapevolezza. Italo Calvino e Pier Paolo Pasolini Dal 1964, vivendo a Parigi Calvino entra in contatto con autori del calibro di Queneau ed esponenti del gruppo degli Ouilipiennes e da tale periodo lo scrittore inizia a dedicarsi alla letteratura combinatoria, branca nella quale al lettore viene delegata una notevole parte della funzione autoriale, perché ha la possibilità di scomporre il libro e ricostruirlo in una differente combinazione; l'opera combinatoria in questo senso non viene “letta” ma viene sperimentata come un “gioco”. Ne “Le città invisibili” l'uso dei meccanismi combinatori del racconto diventa ancora più evidente tramite la struttura stessa del romanzo, che è meta-testuale poiché porta a riflettere su sé stesso e sul funzionamento della narrativa in generale. L'opera più metanarrativa di Calvino, però è “ Se una notte d'inverno un viaggiatore” in cui l'autore mette a nudo i meccanismi della narrazione, avviando una riflessione sulla pratica della scrittura e sui rapporti tra scrittore e lettore. L'ultima opera di Calvino e Palomar (1983) in cui il protagonista, alter ego dell'autore, ricerca una chiave di interpretazione della realtà; Palomar è un libro che, sotto l’apparente semplicità della narrazione e del linguaggio esprime un deciso senso di inquietudine; infatti il signor Palomar è consapevole che l’osservazione non è sufficiente per interpretare il mondo perché le osservazioni devono essere analizzate e le teorie che se ne possono ricavare vanno verificate tramite l’esperienza.

“Doodle”, cioè logo, dedicato da Google per l'88° anniversario della nascita di Italo Calvino

Se una notte d'inverno un viaggiatore <<Distendi le gambe, allunga pure i piedi su un cuscino, la posizione dei piedi durante la lettura è della massima importanza.>> Queste parole, rintracciabili nelle prime pagine dell'opera “Se una notte d'inverno un viaggiatore”, mostrano come l'autore prepari il lettore ad una lettura distesa e continua, ma l'opera in realtà riserva numerose interruzioni e colpi di scena che gli conferiscono ritmo costante e rapido, perciò non ci si deve fidare dell'autore. Il libro, pubblicato da Italo Calvino nel 1979, è formato da dieci capitoli inseriti all'interno di una cornice: i singoli capitoli sono costituiti da dieci inizi di romanzi, che per Calvino rappresentano dei romanzi completi intervallati dalle vicende dei protagonisti della storia, il Lettore (chiamato esplicitamente Lettore) e Ludmilla (la Lettrice), e della loro storia d'amore che segue uno schema narrativo tradizionale. Quest'opera è dedicata al leggere piuttosto che allo scrivere proprio perché i protagonisti della storia sono due lettori e i coprotagonisti sono i libri che trovano andando avanti nelle vicende dell'opera. I due protagonisti si incontrano da sconosciuti in una libreria e finiscono per andare insieme alla ricerca di un libro che non riusciranno a reperire, perché in ognuno dei capitoli la ricerca porta a trovare libri differenti; in sostanza è un “romanzo di romanzi” condotto dallo scrittore in modo che ognuno dei libri che la coppia Lettore-Ludmilla ritrova si rifletta negli altri che sono stati reperiti, con il lettore, quello reale, che viene coinvolto direttamente nella storia. I romanzi ritrovati appartengono a generi differenti ( erotico, avventuroso, giallo...etc.etc) che forniscono una visione a 360° della realtà e rappresentano tutti quei romanzi che Calvino avrebbe voluto scrivere ma anche ciò che ha effettivamente scritto. Ludmilla verso la metà dell'opera si dimostra essere collegata in qualche modo a Ermes Marana, il capo di una immensa quanto assurda organizzazione segreta che falsifica dei libri d’autore e che assume un'importante parte nella ricerca del "vero" testo dei romanzi, cercato dai personaggi. Superati gli ostacoli, alla fine della loro avventura letteraria, i due si innamorano e si sposano. Il Lettore non riesce tuttavia a completare la lettura dei romanzi ma, a letto con la sposa, prima di spegnere la luce, comunica di avere finito di leggere il romanzo Se una notte d'inverno un viaggiatore di Italo Calvino. Il romanzo è sostanzialmente un "gioco" in cui Calvino esibisce i suoi "trucchi" di narratore, ma è un gioco drammatico perché vuole denunciare l'impossibilità di giungere alla conoscenza della realtà. La realtà dell'opera e la realtà del raccontare e il tema principale è quello della forma, la forma indefinita della realtà va ad assumere quella geometrica del libro stesso. La scrittura delle parti in cui è protagonista il Lettore sono scritte con lo stesso stile degli inizi dei romanzi, proprio per la caratteristica che hanno i libri di essere raccontati dallo stesso narratore presente in tutto il libro; tale uniformità di scrittura rende omogenei i due livelli della storia, il Lettore e i libri raccontati, col risultato di rendere contemporanea e fluida qualsiasi azione capiti nei due livelli, in qualche modo eliminando la variabile temporale all'interno della narrazione. Una delle caratteristiche peculiari del racconto è l'intertestualità, cioè la comunicazione tra diversi testi, diversi libri, ed in questo modo Calvino riprende uno dei modi di scrivere di uno degli scrittori che hanno influenzato la sua produzione, cioè Borges; dalla comunicazione tra i testi emerge l'idea di Calvino che i libri tra di loro si parlino e che non possa esistere un libro all'esterno dall'universo degli altri libri.

I dieci romanzi che i due protagonisti ritrovano si intitolano: “Se una notte d’inverno un viaggiatore” (Italo Calvino). “Fuori dell’abitato di Malbork” (Tazio Bazakbal, scrittore polacco). “Sporgendosi dalla costa scoscesa” (Ukko Athi, scrittore cimmero). “Senza temere il vento e la vertigine” (Vorts Viljandi) “Guarda in basso dove l’ombra s’addensa” (Bertrand Vandervelde, scrittore belga). “In una rete di linee che s’allacciano” (Silas Flannery, scrittore irlandese). “In una rete di linee che s’intersecano” (Silas Flannery). “Sul tappeto di foglie illuminato dalla luna” (Takakumi Ikoka, scrittore giapponese). “Intorno a una fossa vuota” (Calixto Bandera). “Quale storia attende laggiù la fine?” (Anatoly Anatolin). ….e alla fine del racconto il Lettore leggendoli uno di seguito l'altro capisce che vanno a costituire il titolo di un ultimo romanzo: «Se una notte d’inverno un viaggiatore, fuori dell’abitato di Malbork, sporgendosi dalla costa scoscesa senza temere il vento e la vertigine, guarda in basso dove l’ombra s’addensa in una rete di linee che s’allacciano, in una rete di linee che s’intersecano sul tappeto di foglie illuminato dalla luna intorno a una fossa vuota – Quale storia attende laggiù la fine? – chiede, ansioso d’ascoltare il racconto.»

Bibliografia La biblioteca di Repubblica, L'Enciclopedia, Gruppo L'espresso, 2003 Mario Pazzaglia, La letteratura Italiana, Zanichelli editore, 1994 Italo Calvino, Se una notte d'inverno un viaggiatore, Mondadori, 2000 Italo Calvino, Il cavaliere inesistente, Mondadori, 2000 Marco Belpoliti, L'occhio di Italo Calvino, Einaudi, 1994 Sitografia Wikipedia: Italo Calvino - http://it.wikipedia.org/wiki/Italo_Calvino Wikiquote: Italo Calvino - http://it.wikiquote.org/wiki/Italo_Calvino Youtube: Se un giorno d'estate un narratore - http://www.youtube.com/watch? feature=endscreen&NR=1&v=zw EqCQ7xPTM Youtube: Mi chiamo Italo Calvino - http://www.youtube.com/watch?v=VdXtPmixglc Parolata: Se una notte d'inverno un viaggiatore - http://www.parolata.it/index.htm Futureshock: Il Cosmo comico di Calvino – http://www.futureshock- online.info/pubblicati/fsk49/html/cazzato.htm