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LUNEDÌ 1 OTTOBRE 2012

LA STORIA R2CRONACA

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In Russia spopolano social network come VKontakte, in Giappone Rakuten ha più successo di Amazon In tutto il mondo stanno ormai dominando il web gli agguerritissimi concorrenti della Silicon Valley

Gli emergenti

AMAZON DEL SOL LEVANTE
Riconosce il Paese dell’utente e dà lingue diverse e prezzi in euro. Con 72 milioni di iscritti, è settimo tra i siti più visitati in Giappone: Amazon è decimo

RICCARDO LUNA
e pensate di vivere in un mondo digitalmente dominato dalla Silicon Valley e dai suoi giovani smanettoni, quelli che hanno creato Facebook, Twitter e Google per intenderci, è perché non diamo abbastanza importanza a certi segnali. Come per esempio l’incontro che andrà in scena oggi a Mosca. Più che un incontro, un summit fra superpotenze. Da una parte Mark Zuckerberg, cofondatore e amministratore di Facebook, social network leader in 126 paesi su 137, per un totale di 955 milioni di utenti attivi nel mondo; e dall’altro Dimitri Medvedev, 1,5 milioni di follower su Twitter, un blog piuttosto vivace su Live Journal e soprattutto primo ministro di uno dei pochi paesi che ha resistito all’offensiva di Facebook, la Russia. Qui infatti il social network di riferimento si chiama VKontakte: ha circa 130 milioni di utenti sparsi nell’area delle ex repubbliche sovietiche, di cui 40 milioni solo in Russia. Ed ha una particolarità che come vedremo non è affatto rara: è uguale a Facebook. Uguale spiccicato. Non a caso è stato fondato due anni dopo il rivale americano, nel settembre 2006, da Pavel Durov, uno studente appena laureato della università di San Pietroburgo. Oggi VKontakte guida la classifica dei siti russi: Face-

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Piccoli Facebook all’assalto l’Asia è la nuova frontiera
prima edizione di TechCrunch Italy. In scena una cinquantina di startup nostrane e quindi ai più è passato inosservato l’annuncio di un giovane californiano, Zayrn Dentzel: nel 2006, assieme ad altri quattro amici, a Madrid ha lanciato Tuenti, che molti per semplicità definiscono “il Facebook spagnolo”. Le cose devono essere andate piuttosto bene, perché il 4 agosto 2010 il colosso delle telecomunicazioni Telefonica ha comprato l’85 della società per 70 milioni di euro, lasciando la guida delle operazioni a Dentzel. Ed è iniziata la campagna d’Europa: prima lo sbarco in Germania, poi, dal 28 settembre, l’Italia. Tre storie in sette giorni non sono un caso: ci dicono che non esiste il pensiero unico del web e che non viviamo sotto l’egemonia della Silicon Valley. Dietro Facebook, Google e Twitter, c’è un altro mondo. A guardarlo con attenzione si scopre così che in Francia accanto a YouTube prospera DailyMotion; che in Giappone, Rakuten ha più successo di Amazon; che negli Emirati Arabi, in Sudan e in Giordania, i professionisti in cerca di lavoro usano Bayt invece di LinkdeIn. Il fenomeno non riguarda solo i social network ma anche i motori di ricerca: ce ne sono almeno una ventina a vocazione nazionale, ovvero con algoritmi in grado di classificare i contenuti di un certo paese in una data lingua meglio di Google. Naturalmente è sui social network che si combatte la battaglia per la conquista del web. «Il continente in palio è l’Asia», spiega Vincenzo Cosenza, che guida l’Osservatorio sui social media: «L’Asia da qualche settimana è il più grande continente di utenti-Facebook, sfiora quota 246 milioni». In questo scenario il caso più interessante è quello cinese dove storicamente le piattaforme americane hanno fatto una grandissima fatica a convivere con la censura. Il risultato è che la fanno da padroni prodotti locali come Sina Weibo (334 milioni di utenti), Qzone (560) e Tencent Weibo (337). L’ultimo report di Global Web Index registra però qualche scricchiolio: «Sono sempre di più gli utenti che in Cina aggirano il Great China Firewall per utilizzare Facebook e Twitter», racconta l’analista Marcello Mari. «E anche in Giappone Facebook sta velocemente abbattendo le barriere culturali che ne impedivano la penetrazione registrando un +62% di utenti in un anno e rubando terreno al piu popolare Mixi». Come andrà a finire? Per capirlo bisogna guardare le cose in prospettiva storica: «Nel 2009 — ricorda Cosenza — erano 17 i social network leader in qualche paese del mondo, ora sono solo sette». I rivali della Silicon Valley sono avvertiti.
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MY SPACE BRASILIANO
Social network che conta cento milioni di iscritti. Per accedere non occorre registrarsi, i contatti vengono presi dall’account Google. Simile a Myspace, si può scegliere tra più temi

BLOG IN FARSI
La maggior parte dei blog iraniani nasce grazie a questo sito che usa il farsi come lingua principale. In Iran è il sito più cliccato dopo Google e Yahoo

FACEBOOK RUSSO
È il social network più usato in Russia con 110 milioni di iscritti e il modo più veloce per comunicare nell’Est Europa. Grafica e funzioni uguali a Facebook

Zuckerberg vola a Mosca a caccia di altre alleanze per realizzare un progetto planetario
book insegue. Molto da lontano. E la missione di Zuckerberg serve proprio a questo: scendere a patti col governo per cambiare le cose. Il secondo segnale è arrivato domenica scorsa dall’Iran. Un portavoce di Google ha dichiarato che il motore di ricerca e la posta di Gmail risultavano inaccessibili per i 23 milioni di iraniani che usano il web. Si è così scoperto che il governo iraniano ha bloccato l’accesso al servizio perché si sta avvicinando il lancio di quello che il presidente Ahmadinejad, nel marzo del 2011, ha chiamato Halal, ovvero una rete chiusa con accesso soltanto ai siti che rispettano i valori islamici. Per combattere l’egemonia culturale occidentale. Intanto già adesso, in assenza di Facebook e Twitter, il sito più popolare in Iran è Cloob, un social network al quale si accede solo su invito e che sulla pagina principale dichiara che tutti i contenuti sono controllati in base alla legge iraniana. Sai che allegria. Il terzo segnale viene dalla Spagna, anzi dall’Italia. Giovedì 28 settembre a Roma si è svolta la

SOCIAL SARDO
Indoona 2 (che in sardo significa “tutto insieme”), è una app per smartphone che connette gli utenti con sms, video, post messenger, videochat

LINKEDIN MEDIORIENTALE
Uno dei siti di più successo in Medio Oriente con 8 milioni di utenti e un’offerta di 11mila posti di lavoro. Consultabile in inglese, ha anche un social network

MESSENGER CINESE
Servizio di istant messaging con 700 milioni di account attivi. È il secondo sito più visitato in Cina e gli utenti possono comprare i prodotti legati al brand con una moneta dedicata

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