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Aut.ne del Tribunale di Livorno n° 683 del 05/03/2001 - Spediz. in abb. postale: D.L. 353/2003 (conv. in L.

27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, DCB LIVORNO Anno XII - n° 126 Ottobre 2012

L’Editoriale
di Enrico Dello Sbarba

Un articolo dell’On. Ivo Butini

Aspettando De Gasperi
“E’ necessario stringere i ranghi dell’amore al Paese”. Queste parole del Cardinale Bagnasco, oggi Arcivescovo di Genova, mi hanno ricordato passate esperienze del Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. E bene ha fatto il “Corriere della Sera” ad aprire proprio con quelle parole il servizio del 30 agosto sul pellegrinaggio alla Madonna della Guardia a Genova, guidato dall’Arcivescovo. L’evocazione del male, che esiste, è propria di chi deve promuovere il bene dell’umanità. E’ l’evangelizzazione. Anche perché l’illuminismo e la tecnicizzazione, lo dico con rispetto e senza polemica, non ne sono stati finora capaci. E probabilmente nemmeno lo saranno. A meno che non si vogliano ridurre le donne e gli uomini a pure funzioni del vivere, senza orizzonti di risurrezione. Bene. La predica mi ha preso la mano. C’è, però, una giustificazione. Il richiamo sociologico è consueto nella pubblicistica e nella esperienza civile
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Che Monti faccia ancora ‘Il Cireneo’ senza ripensamenti
Alcuni giorni fa, prima che il sen. Monti , in sede ONU, dichiarasse la sua disponibilità, in presenza di situazioni di particolare rilevanza e gravità, (vedi ingovernabilità dopo i risultati elettorali) per una sua eventuale riconferma alla guida del paese, avevamo “pudicamente” espresso sulle colonne del quotidiano livornese Il Tirreno una proposta analoga. Di fronte al permanere di uno stato comatoso della politica, aggravata dagli scandali a pioggia che stanno devastando le Regioni, forse la soluzione più appropriata resta ancora quella di continuare con la presidenza Monti che, in mezzo a grandi difficoltà e crescenti incomprensioni, cerca di salvare questo nostro paese dal baratro del default. Naturalmente queste prudenti dichiarazioni hanno immediatamente sollevato le repliche stizzite di Bersani e Renzi mentre il Cavaliere, sempre in vena di battute fuori luogo,
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Venerdì 12 Ottobre, h. 17
presso la Sala della Provincia Palazzo Granducale di Livorno presentazione del libro

Una settimana a Cuba
edito dalla Jaca Book scritto a quattro mani da Don Antonio Tarzia
(Direttore della rivista Jesus dei Paolini)

e dal Prof.Luciano Vassatollo
di Economia Finanziaria all’Università della Sapienza a Roma.

Presentazione: Dott. Enrico Dello Sbarba
(direttore de IL CENTRO).

A cura Provincia, Apve e Il Centro

Enrico Mattei sarà commemorato a Livorno e a Rosignano
Enrico Mattei il giorno 8 novembre alle ore 9.30 sarà ricordato a Livorno presso la sala del Museo di Storia Naturale “Villa Henderson” (via Roma 234) con un convegno dal tema “Enrico Mattei: un protagonista del miracolo economico italiano. Quali energie per quale futuro?” E il 9 novembre alle ore 9.30 a Rosignano Solvay presso l’Istituto Tecnico Industriale, a lui intestato, si terrà un incontro con gli studenti per la commemorazione dei cinquant’anni dalla sua scomparsa.

Saluto del Presidente della Provincia: Dott.Giorgio Kutufà Coordinerà: Antonello Riccelli di Tele Granducato Saranno presenti gli autori

Lunedì 15 Ottobre, h. 17.30
nella sede sociale de “Il Centro” Via Trieste 7 - Livorno conferenza sul tema

Problematiche dell’edilizia popolare
a cura del Dott. Stefano Taddia Presidente Casalp

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Politica
Ma perché è opportuno, anzi essenziale, sostenere la eventuale candidatura di Mario Monti alla presidenza del Consiglio? Le ultime tragicomiche vicende che hanno ancora una volta gettato nel ridicolo il nostro paese, l’estendersi ed il crescere a dismisura degli scandali, a cui non si riesce più a porre un freno, che stanno ora coinvolgendo l’istituto regionale, fenomeni degenerativi provocati anche dall’incapacità del parlamento, per responsabilità esclusiva del PdL, di approvare una legge contro la corruzione, bloccata da oltre un anno, confermano la serietà della crisi morale che sta investendo il nostro paese. “Come è possibile - scrive il direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli che non sorga il sospetto che, passati gli scandali, tornino vecchie ed inconfessabili abitudini?”. Come è possibile, aggiungiamo noi, che, da oltre un anno, il Parlamento non sia riuscito ad approvare una nuova legge elettorale? E qui, le responsabilità ricadono, in egual misura, sul Pd e PdL. Siamo di fronte al tempo “zero” della politica con il rischio, sempre più emergente, che gli enormi sacrifici a cui gli italiani sono costretti, ormai da anni, vengono vanificati o resi inutili dall’insipienza, dalla irresponsabilità di una classe dirigente che sembra aver perduto ogni controllo con la realtà di un paese, quasi in caduta libera. Un paese che viene tenuto in vita dalla perspicacia, dall’acume, dal senso di responsabilità e dalla grande stima che Mario Monti gode in tutti gli ambienti internazionali. Sono proprio quegli “ambienti” che contano nel mondo ad auspicare, cari amici lettori, una riconferma di Mario Monti alla guida del paese. Potremmo andare avanti ancora ma pensiamo di finirla qui. Le considerazioni che abbiamo espresso ci sembrano “esaustive e convincenti” per auspicare che, dopo le elezioni, in assenza di una maggioranza organica e seria (sic!) il sen. Monti faccia nuovamente “ IL CIRENEO” senza ripensamenti perchè l’Italia ha ancora bisogno di lui per avere la certezza di approdare in un porto sicuro. sco quando richiama la “solidarietà lungimirante” sulla priorità “della rifondazione della politica e delle procedure partecipative, della riforma dello Stato”. Il personaggio e le sue parole non sono convenzionali. Il problema posto è, semplicemente, l’avvenire della democrazia. Non sul piano teorico, ma nella concretezza del tempo storico, della realtà nazionale, quando mutano le linee strategiche in Europa e nel mondo. Tutto è talmente concreto da indurre il Cardinale a invitare “i partiti a ripensarsi, a produrre mutamenti strutturali, visibili e rapidi, nel costume e nella loro stessa offerta”. Il “Corriere della Sera” ha ospitato, negli ultimi mesi, un dibattito sulla società e partito cattolico, un dibattito ampio, robusto, intelligente e libero. Bello. Ernesto Galli della Loggia e Alberto Melloni sono due storici accademici. Orbene. Galli della Loggia, analizzando il vuoto tra società e politica, sottolineò l’irrilevanza dei cattolici (24 giugno). Alberto Melloni (29 luglio) si chiese se, per dare rilevanza ai cattolici, un partito può davvero servire. A conclusione del suo intervento Melloni scrive che “l’Italia ha molto alimentato la fragilità della Chiesa. Ma la Chiesa ha, ancor prima e ancor più, alimentato la fragilità profonda del Paese”. Il problema è grosso. Tocca perfino il rapporto tra la fedeltà e l’ubbidienza. E mi sovviene De Gasperi. Il problema del Partito, di una organizzazione politica programmatica e autonoma, ha sempre tormentato la presenza civile dei cattolici italiani dopo il 1870. Ci portiamo dietro molte dimenticanze. Sbagliando. La dimenticanza è una riduzione della vita. La memoria è alimento della comprensione e della visione. La mia attenzione si è concentrata sull’intervento di un altro accademico, Vittorio Possenti. Il suo, uno degli interventi più brevi (14 giugno). Nella conclusione, Vittorio Possenti fissò due punti: 1) occorrono veri leader che lancino un appello al Paese e siano in grado di federare: “la capacità federativa è il punto centrale sul quale si giuoca la partita”; 2) si attende “un nuovo Sturzo o forse meglio un nuovo De Gasperi per una risposta alta a una situazione eccezionale”. Io penso che nella distinzione dei nomi si riassuma e si esprima il dramma politico del Novecento italiano. E la sua grandezza. Per Vittorio Possenti c’è, oggi, “una base attenta, mentre le leadership sono scarse e poco inclini a rischiare”. E’ chiaro, intanto, che per Alcide De Gasperi la seconda repubblica è terra straniera.

dalla prima pagina Che Monti...
confermava la sua avversione nei confronti dell’euro ed auspicava, senza colpo ferire, l’uscita della Germania dalla moneta comune, nel merito suggeriva di attendere i risultati delle urne. L’unica forza politica che accetta, senza riserve, l’eventualità di una riconferma del sen. Monti resta l’UDC che, nel frattempo, ha depurato il simbolo dal nome del suo leader sostituendolo con quello certamente più appropriato di ITALIA. Ebbene l’UDC non ha dubbi e preannuncia che le liste, che saranno presentate alle elezioni, chiederanno agli italiani di richiamare MONTI in servizio permanente effettivo. E’ certo che i due candidati del PD alle primarie, i più autorevoli, rischiano di vedere vanificate le loro strategie di fronte all’eventuale concretizzarsi dell’alternativa Monti destinato a raccogliere, ove confermata, crescenti consensi in settori importanti della società italiana. Il PdL, nel mezzo di una crisi devastante, sembra invece vivere alla giornata, resta nel limbo, in attesa di un domani senza certezze.
Periodico mensile del Circolo Culturale

Autorizzazione del Tribunale di Livorno Redazione ed Amministrazione: Via Trieste 7, tel. 0586/427137 - Livorno e.mail: ilcentro.livorno@gmail.com www.circoloilcentro-livorno.it

DIRETTORE RESPONSABILE: Enrico Dello Sbarba
COMITATO DI REDAZIONE: Massimo Cappelli, Laura Conforti Benvenuti Alberto Conti, Salvatore D’Angelo, Francescalberto De Bari, Davide Livocci, Mauro Paoletti, Marisa Speranza, Franco Spugnesi. Hanno collaborato a questo numero: Laura Benvenuti, Ivo Butini, Massimo Cappelli, Bartolo Ciccardini, Monica Cuzzocrea, Beniamino Franceschini, Giuseppe Giarratana, Nicola Graziani, Luca Lischi, Mario Lorenzini, Silvia Menicagli, Maurizio Piccirillo, Matteo Pieracci, Franco Toncelli, Spugnesi, Cristiano Toncelli, Letizia Villani. STAMPA: Editrice «Il Quadrifoglio», Via Pisacane 7, tel. 0586/814033 - Livorno

Aspettando De Gasperi
dei cattolici. Nella storia e nella cultura della Chiesa, però, c’è pure l’esperienza statuale. E questo rende, a mio giudizio, grave l’avvertimento del Cardinale Bagna-

Giornale chiuso in tipografia il 4/10/2012

Politica

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Una necessaria autocritica
di Nicola Graziani Finisce il tempo della Seconda Repubblica, e finisce in modo inglorioso. Lo scandalo della Regione Lazio è, con tutta probabilità, l’inizio di uno smottamento generale. Il fallimento di una pluridecennale stagione della storia nazionale è sotto gli occhi di tutti. E la cosa - diciamocelo pure - non può non interpellare i cattolici. La fine della prima fase dell’Italia repubblicana coincise con il crollo della Repubblica dei Partiti. Definizione, questa, coniata da uno storico cattolico della portata di Pietro Scoppola. Quel sistema aveva come perno una formazione, la Democrazia Cristiana, che raccoglieva il voto di quasi la totalità dei cattolici italiani, pur essendo per felice autodefinizione “un partito laico di ispirazione cristiana”. Finì tutto, ignomignosamente, con Tangentopoli. Al di là dei difetti di quell’inchiesta, il sistema era per l’appunto marcio o, per dirla con la diplomazia, aveva “esaurito il suo ciclo storico”. Nel frattempo, comunque, aveva portato l’Italia dalla distruzione della Seconda Guerra Mondiale (e quella morale del fascismo) ad una più che dignitosa e diffusa ricchezza, realizzando un sistema di welfare fino ad allora sconosciuto, che evitava a molti pensionati di suicidarsi e a molti giovani laureati di andare a cercare lavoro all’estero. I vent’anni successivi sono stati di lento e inesorabile declino, complice anche un’imperante cultura del mercato e del liberismo adorati come intoccabili totem. Se c’è una cosa che è giusto rimproverare ai partiti che sono adesso protagonisti di questa miserevole stagione, è quella di aver rinunciato a produrre idee e selezionare classe dirigente. Due fallimenti ben rappresentati dall’attuale legge elettorale. I suicidi degli imprenditori, la fuga all’estero dei nostri figli e la disperazione degli anziani sono le grida che si levano dalla società civile contro l’attuale disfatta. Contro l’attuale disfatta, sì, ma anche contro di noi cattolici. Che ci siamo sparpagliati qua e là, convinti nella nostra presunzione di riuscire ad essere ovunque determinanti (“Il sale della Terra”, ci siamo definiti) ed accettando in cambio comode nomine parlamentari, contributi per iniziative e legislazioni di elargizione per altre realtà a cui teniamo tanto. Un piatto di lenticchie. Accontentarsi di dire che tutto fa schifo, quindi, sarebbe l’ennesimo errore. Anzi: che diritto abbiamo di lamentarci se per tutti questi anni abbiamo lasciato fare? Se abbiamo visto l’impegno politico come una cosa sporca, rifiutandoci di agire in prima persona e con la nostra identità - e non come ospiti tollerati nelle case degli altri? Spesso, poi, dai padroni di casa abbiamo imparato senza troppa difficoltà a vivere non nel mondo, ma come il mondo. Non dimentichiamoci una cosa: il tesoriere della Margherita non viene dalla massoneria, dal marxismo-leninismo e nemmeno dal liberismo. Viene dal mondo cattolico. Formigoni da Comunione e Liberazione. Alcuni dei protagonisti dello scandalo della Regione Lazio dalla Fuci. Dire adesso che è colpa del potere che tutto corrompe è una scusa pietosa: la storia di questo Paese e’ piena di uomini e donne cattolici e non - che hanno maneggiato quattrini senza vendersi l’anima. Mesi fa è venuto a mancare un grande politico. Oltre quarant’anni in Parlamento, responsabilità di ministeri, massime cariche istituzionali. Cercarono una volta di tirargli addosso uno scandalo finanziario. Chi ci provò dovette rispondere di calunnia. Su di lui fecero inutilmente circolare - si era messo contro tanta parte della Seconda Repubblica le cose più infamanti. Si chiamava Oscar Luigi Scalfaro, e riteneva l’impegno in politica, nell’ambito di un progetto partitico ispirato all’umanesimo integrale, non un diritto, e neanche un dovere, ma il naturale sbocco di ogni cristiano. Forse è da questo che dobbiamo ripartire.

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Politica

Dai temi trattati nell’ultimo libro del Cardinale Carlo Maria Martini

Una iniezione di fiducia
di Massimo Cappelli Lo scandalo scoppiato recentemente alla Regione Lazio riguardante una più che allegra gestione di fondi pubblici è l’ultimo grave episodio di mala gestione della classe politica. Le dimissioni della Polverini non riparano il guasto fatto e sottolineano ancor più la ingovernabilità di certe situazioni dove gli eletti si fanno leggi favorevoli e ne traggono profitti personali. Questo ulteriore scandalo, che può coinvolgere anche altre Regioni, segue quelli di alcuni mesi fa del tesoriere della ex Margherita Lusi e del tesoriere della Lega Nord Belsito che avevano utilizzato i fondi pubblici destinati ai due partiti (o ex partiti) per fini personali o di una ristretta cerchia di “utenti”. E’ quindi comprensibile come, davanti al ripetersi di simili episodi che sembrano non aver fine, cresca lo sdegno dei cittadini, oggi più che mai alle prese con le conseguenze della crisi economica e da tutto ciò ne traggano beneficio i movimenti che fanno della antipolitica la loro bandiera. Perché l’Italia non subisca le conseguenze di questa situazione è oggi più che mai necessario, con uno sforzo di buon senso e razionalità, sottolineare come non sia vero che tutti i politici sono eguali e proporre gli esempi positivi che possono confortare e dare fiducia a coloro che ancora fermamente credono che

La Regione Lazio recentemente al centro di grave episodi di mala gestione della classe politica.

“Credere e Conoscere” il libro scritto da Carlo Maria Martini e Ignazio Marino (Einaudi 2012).

il confronto, la dialettica, la partecipazione, che si esprimono tramite i partiti, siano l’unica soluzione che distingue i Paesi democratici. Recentemente ho assistito alla presentazione del libro “Credere e Conoscere” (edizioni Einaudi), scritto dal Cardinale Carlo Maria Martini e dal senatore del Partito Democratico Ignazio Marino. L’evento, organizzato dal Partito Democratico di Cecina, ha visto confrontarsi il Sen. Marino, medico chirurgo di fama internazionale, uomo di scienza e cattolico convinto con Padre Alessandro Barban, Priore Generale dei Camaldolesi, entrambi molto vicini al Cardinale Martini, recentemente deceduto, espressione autorevolissima della Chiesa più illuminata. Il confronto ha trattato i temi svolti nel libro, temi sensibili sia per i credenti che per i non credenti quali le cellule staminali e il loro utilizzo, la sessualità e la Chiesa, il celibato per i sacerdoti, l’omosessualità, il testamento biologico e le ultime decisioni, temi sui quali il Cardinale Martini e il Sen. Marino si erano

confrontati, in colloqui ripetuti nel tempo, e sui quali sono espresse le opinioni di entrambi. Pur essendo temi di grande delicatezza e attualità, che possono creare solchi incolmabili nella pubblica opinione, è stato veramente edificante constatare come quando la dialettica è basata sulle competenze e sugli approfondimenti sia scientifici che teologici si possa sempre arrivare ad un punto di incontro oppure di diversità di opinione che però tenga presenti e distinte quelle che sono le funzioni della Chiesa e quelli che sono i doveri di uno Stato verso la collettività e le diversità dei suoi cittadini. Il tutto con grande rispetto e stima reciproca e serenità di intenti. La serata alla quale ho assistito ed alla quale erano presenti moltissimi cittadini è stato un esempio, anche nel nome del Cardinale Martini, di grande civiltà, di grande tolleranza e anche di buona, ottima politica, una iniezione di fiducia che sprona a ben operare per affrontare e sconfiggere la cattiva politica e il populismo.

Politica

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Dietro ‘Innocence of Muslims’ potrebbe celarsi un tentativo di destabilizzazione ulteriore del Mediterraneo

L’autunno infuocato dell’Islam
di Beniamino Franceschini

Durante il mese di settembre, le notizie e le immagini dalla Siria sono pressoché scomparse, sostituite dai continui aggiornamenti sulle violente manifestazioni scatenate nei Paesi islamici e musulmani dal video “Innocence of Muslims”. Dalla Tunisia all’Indonesia, passando per il Sudan e l’Afghanistan, grandi folle si sono riversate in strada assalendo le ambasciate statunitensi (talvolta anche tedesche e britanniche) e imperversando in scene di guerriglia urbana sotto il vessillo dell’Islam. L’episodio più tragico – si è parlato di «Mogadiscio del 2012», ma il paragone non è pertinente – è stato l’uccisione del-

Il video blasfemo che ha provocato una “guerra di religione” nei paesi islamici e musulmani

Scali del Corso 11 - Livorno Tel. 058686211000 - Fax 058686210000

l’ambasciatore USA in Libia, Christopher Stevens, uomo certo non sprovveduto. Anche in questo caso, molti osservatori hanno preferito considerare il fatto come sporadico gesto di cruenta esasperazione nel contesto delle proteste. Poche voci, invece, hanno richiamato l’attenzione sul rischio del collasso libico: ammettere che il Paese è del tutto fuori controllo è mediaticamente inopportuno. Tornando ai fatti di settembre, il caput malorum è stato il film “Innocence of Muslims”, realizzato da personaggi ignoti, che si celano dietro pseudonimi dalle origini etniche e religiose alquanto sospette. In un primo momento, addirittura, era emerso che il video fosse stato diretto da un copto egiziano di cittadinanza statunitense e finanziato dalla comunità ebraica americana: troppo per essere vero. Senza contare che sarebbe anche illo-

gico che un cristiano d’Egitto e la più grande comunità ebraica fuori da Israele si esponessero a tal punto per la realizzazione di un’opera irrispettosa e di scarso valore artistico. Evidentemente, gli ideatori erano solo desiderosi di raggiungere i risultati poi ottenuti, ossia sangue e distruzione. Secondo le stime, meno del 10% delle folle inferocite ha visto realmente il video: gli aizzatori, però, sfruttando la leva religiosa, sono riusciti a scatenare reazioni devastanti. Al di là dell’infima qualità, il film non è un’espressione di libertà culturale, bensì una pessima volgarizzazione offensiva dell’Islam. La tutela della libertà religiosa si manifesta attraverso la costante difesa laica e vigorosa dei diritti individuali: il pubblico ludibrio di vignette e parodie favorisce solo l’ignoranza, l’origine dell’acritica subalternità morale che induce all’assalto delle ambasciate.

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Politica

da www.camaldoli.org

DIARIO ESTIVO
Siamo ai primi giorni d’Agosto: Agostino Giovagnoli, direttore di Civitas, ha così riassunto, nel dibattito promosso dal Corriere della Sera, lo stato dei lavori del progetto di Todi: “I cattolici dopo un ventennio di diaspora, presenti sempre ed irrilevanti ovunque (…) sono tornati a parlare di una iniziativa comune”.E più avanti, constatata la mancanza di una indicazione precisa della gerarchia, prende atto della “sempre più irrealistica ipotesi di un berlusconismo senza Berlusconi in cui molti hanno puntato fino ad oggi”. Giovagnoli guarda con timore alla spinta presente nel PD per “un ritorno al Partito comunista”, per concludere constatando una “tendenza dei cattolici ad una area di responsabilità nazionale (ed europea) verso gli uomini dell’esperienza del Governo Monti”. “La condensazione cattolica potrebbe spingere per la creazione, insieme a personalità e componenti del mondo laico di un nuovo soggetto certamente molto diverso dal PPI e dalla DC”. Forse un appoggio alla “cura Monti” potrebbe essere necessario ed auspicabile nel terribile anno 2013, ma questa soluzione non ha nulla a che fare con il problema del ritorno dei cattolici ad una responsabilità civile. Anche il Ministro Riccardi, possibile leader di una condensazione cattolica (anche se si atteggia a modesto studioso di storia, presente per caso) sfugge ad una definizione del progetto: “Io non lavoro a nessuna costruzione partitica. E non mi presenterò alle elezioni. Mi limito ad osservare le cose da sociologo(…). L’esperienza di Monti in una stagione di transizione, forse verso una Terza Repubblica, mi sembra molto significativa”. Ed avanti così per oscuri responsi oracolari raccolti nella intervista della brava Monica Guerzoni, sul Corriere. L’accenno ad una Terza Repubblica, messo lì per caso, tradisce un progetto più importante? Casini, il 18 Agosto: “Il cambio di mentalità indicato dal tecnico Monti alla classe politica non si riveli effimero, ma si proietti sulla prossima legislatura. E se dovessi segnalare la vera priorità per l’Italia direi che questo cambio di mentalità indicato dal tecnico Monti alla classe politica ci serve anche nella prossima legislatura”. L’offerta di una continuità nell’appoggio a Monti sembra evidente. Lo stesso giorno, il presidente della Compagnia delle Opere, Bernhard Scholz, all’apertura del felliniano Meeting di Rimini dichiara: “Non pensiamo che sia il momento di un partito cattolico. Ogni politico cristiano, viceversa, può lavorare nel suo schieramento perché l’esperienza di fede porti ad un impegno rivolto al bene comune”. Ecco cancellate, in quattro parole centocinquanta anni di storia italiana ed un paio di encicliche. Il 19 di Agosto, un confuso Dellai, quasi-governatore della provincia di Trento, cerca di utilizzare la commemorazione di De Gasperi per ridurre il significato di TodiDUE a piccola manovra di riciclaggio di governatori disoccupati. Dichiara sempre al Corriere: “Non è nostra intenzione dedicarci a strutture organizzative, piuttosto pensiamo che sia utile dare un contributo in termini di pensiero. Tante sono le iniziative nel pentolone romano: noi vorremmo andare oltre”. Nella stessa pagina il Presidente della Compagnia delle Opere Bernhard Scholz dichiara che tutti i partiti devono scegliere prima il loro programma: “Ci dicano dove vogliono andare, senza cadere nella trappola dei personali personalissimi. La politica italiana ha bisogno di un profondo rinnovamento di persone e di formule politiche.” Che la presenza di Berlusconi sia un particolare irrilevante è una idea abbastanza singolare. Domenica 19 agosto Eugenio Scalfari scrive una importante enciclica in cui condanna apertamente il metodo staliniano con cui Gustavo Zagrebelsky prende posizione sulla richiesta del Presidente Napolitano di un pronunciamento della Corte Costituzionale. Il 23 agosto Zagrebelsky risponde a Scalfaro con un atteggiamento che lui chiama più discorsivo. Un articolo del direttore Mauro definisce la posizione del giornale in difesa di Napolitano. Infine un abbraccio fra Scalfari e Mauro, domenica 26, pone fine alla questione. La sinistra giustizialista si infiamma nell’attacco a Napolitano. Lunedì 20 agosto Antonio Polito sottolinea la frattura che si è verificata a sinistra, come sempre , nel momento meno opportuno. Mercoledì 22 agosto Famiglia Cristiana attacca il meeting di Comunione e Liberazione. E’ un buon anticipo per TodiDUE. Formigoni parla al meeting: si difende e conferma fra gli applausi la sua fedeltà al partito di Berlusconi. Stupisce che lui dia notizia che il Papa abbia pregato per lui. E’ molto naturale che, come buon padre, lo abbia fatto. Come lo avrà sicuramente fatto per la Signora Minetti presentata nel listino personale garantito da Formigoni. 24 Agosto: notte di San Bartolomeo. La Fornero si schiera a sinistra del Governo Monti e invoca delle provvidenze in favore dei lavoratori. Bonanni si congratula con la Fornero. Ma nel consiglio dei ministri di venerdì 25 la Fornero rimane in minoranza. La vedremo a TodiDUE? Domenica 26 Agosto. Scalfari fa una proposta coraggiosa: l’Italia proponga in Europa il patto federativo con chi ci sta, cominciando da Italia, Spagna e Portogallo. Essendo i cattolici (e soprattutto quelli di Todi Due) gli ultimi superstiti sostenitori della federazione europea a tutti i costi, ci piacerebbe vedere Scalfari a Todi. Se avessimo ancora con noi Pietro Scoppola, questo non sarebbe stato impossibile. Domenica 26, Mauro Magatti (il maestro di pensiero del TodiDUE) ci riporta alla questione essenziale:il nuovo motore di sviluppo della economia e della società mondiale, che è il centro del pensiero cattolico contemporaneo. Il problema dei cattolici non è quello di “con chi allearsi” oggi, ma piuttosto quello di “cosa fare”, domani. Conclude Magatti: “L’economia tornerà a legarsi alla società: la nuova stagione dell’accumulazione dipenderà più decisamente dalla capacità di produzione di valore sociale, che altro non è che un sistema di priorità: fare di più con meno eliminando gli sperperi e le rendite; includere e integrare la dimensione sociale in contesti a crescente complessità umana; valorizzare lo spirito di iniziativa e le capacità individuali, oltre che la bellezza e l’ efficienza di contesto. La buona notizia è che tutto ciò porterà con sé un nuovo modello di crescita che promette di essere migliore di quello che abbiamo lasciato alle nostre spalle. Naturalmente a condizione che si capisca di che cosa si sta parlando e che si costruisca un consenso attorno a ciò che fonda il futuro di una società di questo tipo: centralità della scuola e della università, della conoscenza e della cultura, dell’ intrapresa e dell’ investimento, della collaborazione e della cooperazione”. Bartolo Ciccardini

Politica

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Da parte del “democristiano non pentito” Alessandro Corsinovi

Lettera aperta a Paolo Barabino
Al Direttore de “Il Centro” Carissimo Enrico Dello Sbarba, confidando nella tua sensibilità ai temi del cambiamento della politica chiedo ospitalità per questa mia “lettera aperta a Paolo Barabino” , segretario del PdL della Provincia di Livorno che con un articolo pubblicato oggi, domenica 23 settembre da un quotidiano livornese, ha inteso dare finalmente un segnale di svolta rispetto a certi compagni di viaggio che il PdL si ritrova in casa propria. Il riferimento di Barabino è di carettere generale ed è per i vari “Fiorito - er batman di Anagni”, ma può valere anche a livello regionale e locale..... Carissimi saluti Alessandro Corsinovi “democristiano non pentito” consigliere PdL alla Provincia di Livorno Questo il testo: Caro Paolo Barabino, il tuo intervento pubblicato oggi 23 settembre 2012 sulle pagine de “La Nazione” in Cronaca di Livorno segna un punto di svolta, apre una fase nuova e cambia i criteri di riferimento per misurare la credibilità di un gruppo dirigente e del partito in provincia di Livorno. E’ sicuramente una riflessione che vale anche per il contesto regionale e nazionale. Speriamo che quella pagina de La Nazione venga letta anche al di là dei confini labronici. Personalmento quel tuo articolo l’ho letto d’un fiato ed ero sicuro che, alla fine, ci fosse un qualche riferimento a qualcosa di serio, ad un messaggio forte, come quello che tu hai richiamato, cioè quello di monsignor Helder Camara, uno dei riferimenti ideali e politici di tante battaglie giovanili di noi cattolici-democratici. Ai tempi della vecchia DC, quando quelli che come me combattevamo per il rinnovamento e la rottamazione di alcuni metodi, abitudi e criteri di selezione della classe dirigente di quel partito, noi giovani citavamo spesso esperienze e uomini che avevano dato una impronta e una svolta alle battaglie per la giustizia, la libertà , la dignità dei popoli, per il riscatto contro le degenerazioni del potere: uno di quelli era proprio Monsignor Helder Camara, arcivescovo di Olinda e Recife in Brasile. Un uomo, un prete, un arcivescovo che stava dalla parte degli ultimi , di quelli che abitavano nelle favelas, che si batteva per il dialogo tra i popoli e le religioni contro la miseria e l’arroganza della politica fatta dai potenti. Che visse nello stesso appartamento popolare in cui si era trasferito all’inizio del suo ministero episcopale, a Recife, fino alla morte nell’agosto del 1999. La sua figura è stata per tanto tempo un “simbolo” e dava pienezza ai sogni che volevamo si trasformassero in realtà. Alla fine degli anni 70, noi giovani dc dell’epoca dicevamo che non c’era bisogno di un “nuovo partito” ma di persone che sapessero attuare i valori della migliore tradizione politica dei cattolici-democratici per tradurli in azione concreta. Guardavamo all’epoca ad uno che non era certo “giovane” , ma che rappresentava la speranza di rinnovamento: Benigno Zaccagnini, a dimostrazione che non si trattava di fare (ieri come oggi) operazioni di ringiovanimento guardando solo all’età, ma alla pulizia morale, alla dignità, alla autorevolezza e alla serietà delle persone. D’altra parte per uno come me che giovanissimo aveva conosciuto Don Lorenzo Milani e aveva vissuto direttamente per un po’ di tempo l’esperienza della Scuola di Barbiana, quelle parole di monsignor Camara erano musica di ogni giorno. Leggere quindi il tuo richiamo a quei concetti mi ha quindi dato grande gioia e ha accresciuto il mio personale apprezzamento nei tuoi confronti. Siamo in un momento particolarmente difficile, da tanti punti di vista, della vita del nostro paese. Come se non bastassero i problemi economici, istituzionali, internazionali, di crisi nel rapporto tra cittadini e la politica, le devastanti vicende che ogni giorno si arrischiscono di nuove nefandezze pesano sul PdL come macigni, annebbiano tante speranze e anche i sogni di riscatto e di cambiamento. Ma non possiamo mollare. Piuttosto, esattamente come tu dici, dobbiamo poterci liberare dagli orpelli, dai pesi morti, da coloro che non guardano affatto all’interesse generale, alle speranze di cambiamento e ai sogni, ma pensano vergognosamente soltanto a se stessi. La Politica (parola che io amo spesso scrivere con la “P” maiuscola ) è una cosa seria e importante, e per il sosttoscritto è sempre stata parte indissolubile della vita di ogni giorno. La Politica è uscire insieme dai problemi: cercare di uscirne da soli è l’esaltazione dell’avarizia e dell’egoismo. Oggi bisogna trovare il modo di uscire dai problemi piu che trovare il modo di uscire da un partito. Ce ne sono tante, in circolazione, di persone che utilizzano incarichi politici e istituzionali per scopi privati, per prendere scorciatoie finalizzate a vantaggi solo personali, che pensano alla politica come ad un “posto di lavoro”, che non hanno mai avuto una professione o un lavoro in vita propria, e che non intendono nemmeno cominciare a farlo, che se non stanno dalla parte di chi vince cercano egoistiche vie di fuga per andare a cercar fortuna cambiando casacca. Anche io penso che con certi compagni di viaggio sia venuto davvero il momento di dire basta. Alessandro Corsinovi “democristiano non pentito” - consigliere PdL alla Provincia di Livorno Ospitiamo questo”intervento sfogo” di Alessandro Corsinovi in replica ad una lettera inviata dal responsabile provinciale del PdL avv. Paolo Barabino che sembra abbia preso “coscienza” dell’assoluto degrado del PdL nel paese ed anche nella nostra provincia. Una coraggiosa denuncia che contrasta chiaramente con l’esaltante “concione” tenuta solo pochi giorni fa ‘ da colui che rappresenta,ormai da tempo, il PdL livornese e che evidentemente ha sempre ignorato lo stato comatoso in cui si trova da tempo il suo partito a Livorno: basti pensare ai gruppi consiliari in comune ed in povincia. Corsinovi si definisce “un democristiano non pentito”, io sono rimasto “democristiano a testa alta” ma, a differenza delle sue scelte per me sbagliate, sono rimasto legato a quella storia evitando “contaminazioni” rinunciando a proposte colme anche di “privilegi”. A proposito volevo lanciare un ultimo messaggio a Corsinovi: ma se è così “schifato” per quello che accade “nella sua ultima traballante casa” cosa aspetta a venire via, che crolli definitivamente?

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Cinguettare

La crisi che viviamo è più percebile sull’aspetto economico (Imu, tasse, consumi, illegalità fiscali, perdita di occupazione, chiusura di attività) ma in realtà è una crisi del tessuto sociale, è una crisi dello stare insieme, del convivere. Tutti richiamano la necessità di costruire una nuova unità, come se questa fosse possibile con una bacchetta magica. Il nuovo corso sarà realizzabile solamente se si ribaltano certi stili di vita ancorati alla tirannia dell’effimero e si rimette al centro la persona umana con i suoi diritti e doveri.

dare delle prospettive, almeno alimentare uno spiraglio positivo per il prossimo futuro. Altrimenti sembra proprio vero che coloro che non sanno leggere il presente non sono neppure in grado di dare indicazioni per il futuro.

Cinguettare
di Luca Lischi faccia della moralità e della sobrietà?

Il cratere della crisi si dilata. I sacrifici mettono in seria difficoltà tante persone. Se ci soffermiamo sui dati la situazione è sempre più preoccupante. Ancora più preoccupante è assistere ai continui tagli (che purtroppo denotano anche un cratere di sprechi) che obbligatoriamente devono essere operati per mantenerci almeno a galla. Ma possibile che nessuno, prima dei tecnici guidati da Monti, si sia mai accorto che si stavano gettando soldi alla

Va bene il sacrificio, vanno bene le nuove linee a cui dobbiamo attenerci per rimanere nell’Euro, va benissimo rimanere saldi in Europa (ma dove sono finiti i nostri parlamentari Europei? Affogati anche loro nella crisi?). In tempi rapidissimi occorre

Occorre fare tutti uno sforzo maggiore nel saper leggere il presente. Chi siamo? Cosa facciamo? Dove andiamo? Si rendono necessari luoghi di comunicazione capaci di sviluppare un andare oltre le apparenze e il senso comune. C’è bisogno di un pensare profondo che vada al nocciolo delle questioni, che non rimanga ad un livello mediocre e quindi intriso di superficialità. Ecco il bisogno di frenare le troppe parole, senza controllo, senza anima, senza desiderio vero di incontro con l’altro. Ecco l’importanza di alimentarsi più che con i mezzi di comunicazione con i luoghi di comunicazione, favorendo momenti di condivisione in cui domini la ricchezza del pensiero profondo, la qualità della riflessione e l’operosità della meditazione.

Il Centro è in distribuizione anche presso le seguenti punti:
a LIVORNO: Libreria Nino Belforte, Via della Madonna; Libreria Edizioni Paoline, Via Indipendenza; Libreria Gaia Scienza, Via di Franco; Edicola Nelli (piazza Cavour 39); Edicola P.zza Grande (lato Farmacia Ospedale), Edicola Bianchi (via del Porticciolo, di fronte Camera Commercio); Edicola Attias (corso Amedeo); Edicola piazza Matteotti; Edicola Fabbricotti (piazza A. Moro); Edicola Paolini (Baracchina Bianca) (piazza S. Jacopo); Edicola c/o Bar Oasi (Ardenza Mare); Tintoria Rossi (corso Mazzini). a CASTIGLIONCELLO: Edicola Rossi (Piazza della Vittoria); Edicola Tognotti, Stazione Ferroviaria. a ROSIGNANO SOLVAY: Edicola Giovannoni (via Allende); Edicola Vallini (via O. Chiesa); a ROSIGNANO MARITTIMO: Edicola “Il Punto” (via A. Gramsci). a CECINA: Cartoleria Libreria Lucarelli (Corso Matteotti 93); Edicola Ilva Papini (Stazione Ferroviaria).

I primi dati provvisori del Censimento 2011

Livorno e i suoi numeri

Siamo 156.914 ai dati, ancora provvisori, dell’ultimo Censimento 2011. Per i definitivi occorrerà aspettare il 2014. Questi risultati ci offrono, comunque, una prima fotografia della nostra città. Livorno è una città che cambia, perché cambia la sua popolazione. Non numericamente, sostanzialmente rimaniamo sui livelli del 2001, con un leggerissimo incremento. La popolazione muta in modo significativo dal punto di vista anagrafico: è sempre più vecchia sia per l’aumento delle aspettative di vita (aspetto positivo) sia per la contrazione delle nascite (aspetto negativo). E’ solo grazie alla presenza degli stranieri che la popolazione “tiene”: si pensi che in dieci anni sono passati da 2478 persone a 8796 (con un incremento del +255%). E sono gli stranieri che mantengono una presenza di bambini che non ci fanno sprofondare nel dramma della denatalità, purtroppo già in atto da molti anni. Le famiglie cambiano repentinamente il loro assetto e il loro numero. Le famiglie che hanno un solo componente arrivano ad essere la maggioranza con il 32,26%, erano il 25,25% nel 2001! E il 30,44% sono le famiglie composte da 2 componenti. Quindi il 62,70% delle famiglie livornesi non superano i due componenti. Diminuiscono invece, rispetto al 2001, le famiglie composte da 3 o più componenti. Sono in aumento le separazioni (5114), i divorzi (5691) e i separati di fatto (1435) e si assiste ad un calo vistoso dei matrimoni rispetto al 2001 (-7,7%). Questa serie di dati ci mette in allarme: famiglie sempre più ridotte numericamente, più nucleari e unipersonali. E i costi sociali del vivere sempre più soli come potranno essere colmati? I dati ci forniscono anche la situazione abitativa nella nostra città. Abbiamo una crescita di abitazioni dal 2001: siamo a 70.044 con un incremento di ben 4277 case di fronte ad una stabilità della popolazione. Con ben 2371 case vuote. Case per chi? E poi il lavoro che non c’è: con l’11,1% di disoccupati (7802 persone, di cui 4224 donne). Famiglia, casa e lavoro: tre ambiti connessi da affrontare prioritariamente e congiuntamente per una Livorno che vuole superare l’essere sola e vecchia perché desidera guardare con speranza al futuro.

Livorno

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Qualche volta può accadere
Può accadere di essere d’accordo con Massimo Ciacchini, in gioventù esponente di grido della sinistra democristiana, ed ora consigliere comunale di uno dei quattro tronconi del gruppo del PdL livornese, quando accusa gli enti pubblici nazionali, regionali, provinciali, comunali di preferire, per i servizi istituzionali, autovetture straniera ( preferite le tedesche.) A queste “disattenzioni” possiamo aggiungere quelle dei dipendenti FIAT usi acquisire, in grande maggioranza, autovetture di marca straniera.

re tu la go pi S
Forse ha sbagliato anno!

consigliere leghista Patrizio Ferrabue, ha fatto il giro del mondo.Poi si è schernito: “è stata solo uma batttuta!!!”. (da: La Stampa di sabato 22 settembre pag.18).

Quanti cinesi morti’?
“Quanti cinesi morti? Nessuno. Vabbè sarà per la prossima volta, però che peccato!”. Con queste parole il capogruppo della Lega Nord del paese di Boviso Masciago (17mila anime nel cuore della Brianza) ha commentato il maxi-rogo avvenuto a Monza quando un intero magazzino di proprietà di una ditta di import-export asiatica è andato letteralmente in fumo. La dichiarazione, lanciata su facebook, dal

Non gradita la riunione dei renziani livornesi nella ex chiesa degli Armeni
Siamo rimasti letteralmente “basiti” dalla notizia apparsa su La Nazione di una reprimenda pervenuta alla gestione della ex chiesa degli armeni per l’ospitalità data ai “renziani livornesi” che hanno tenuto, nei giorni scorsi, la loro prima riunione, tra l’altro, ci dicono, molto affollata. Invitiamo i nostri lettori ad indovinare da quali ambienti potrebbe essere pervenuta la lagnanza. Noi pensiamo di avere azzeccato la risposta ma ........

Angiolino ma la Minetti quando si dimette!!
La “spar-girl” Nicole Minetti, è anche consigliere regionale del PdL in Lombardia; ha partecipato ad una sfilata di moda (naturalmente biancheria intima) mettendo in evidenza le sue notevoli doti fisiche, indubbiamente esaltanti. Poi, intervistata da una decina di TV, ha dichiarato che il martedì successivo avrebbe regolarmente partecipato alla riunione del Consiglio regionale. Viene spontaneo indirizzare ad Angiolino Alfano - autorevole segretario nazionale del PdL (sic!) - un messaggio: ma non doveva dimettersi il 29 luglio scorso?

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CONFINDUSTRIA LIVORNO
Sezione Costruttori Edili

10 Livorno Il 12 Ottobre la seconda edizione di una festa di successo

HARBOREA 2012
di Silvia Menicagli

Ci siamo, tra pochi giorni (12 ottobre) si inaugura la seconda edizione di “Harborea” la festa dei fiori e dei giardini d’oltremare. L’edizione passata fu un successo di pubblico e di espositori, un risultato inaspettato per una manifestazione unica a Livorno in questo settore. Il Garden Club di Livorno che da 25 anni propone alle socie incontri culturali a tema, viaggi botanici e lezioni di decorazione floreale ebbe, lo scorso anno, per un idea della presidentessa

Marcella Montano Musetti, l’ardire di mettere in cantiere un evento che costituiva un impegno mai provato fino ad allora, mise in campo tutte le forze che disponeva e con un folto manipolo di socie si approntò a progettarlo, costruirlo e presentarlo alla città. Come dicevo, fu un successo, così anche quest’anno ci riprova, con il patrocinio del Comune di Livorno, con un aumentato numero di espositori da tutta Italia ( oltre 70), con un ricco programma di ospiti al “Caffè letterario” e con nuove proposte decorative della scuola di arte floreale, ci aspettiamo un bis.

Una immagine della scorsa edizione.

Il giorno della inaugurazione, venerdì 12, la ditta Barni produttore di rose, presenterà una nuova varietà, creata nei loro laboratori di ibridazione delle rose,

la “pezza della rosa” - “città di Livorno”. Durante questo anno infatti, Barni ha pensato di inventare una nuova rosa in onore della nostra città, partendo dall’immagine presente sul retro della antica moneta “pezza della rosa” introdotta da Ferdinando II dove è riprodotto un cespuglio di rose a fiore aperto, ha creato una rosa il più simile possibile. Quindi il primo giorno si parlerà di rose, il secondo di fiori, profumi e sapori venuti da lontano ed il terzo giorno, di giardini alternativi. Intermezzi musicali e balletti faranno da contorno, anch’essi protagonisti delle tre giornate di Harborea.

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Livorno

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Il Comune di Livorno fatica a far tornare i conti con Aamps, Asa, Labronica Corse e Spil

Società partecipate = crisi
di Franco Spugnesi

Quando il 27 Giugno scorso il Consiglio comunale riuscì ad approvare, nonostante la guerriglia di una parte della maggioranza, il bilancio di previsione del 2012 molti cittadini tirarono un sospiro di sollievo, perché nonostante il momento di crisi il lavoro sul bilancio si era chiuso senza eccessivi tagli ai servizi. Ma tutta quella fatica per far tornare i conti rischia oggi di risultare inutile per colpa delle difficoltà delle società partecipate. Tra grandi e piccole il Comune di Livorno detiene o partecipa a una sessantina di società grandi e piccole, nate certamente per fornire servizi alla cittadinanza nell’ottica statalista che guida l’amministrazione da sempre ma anche per piazzare amici nei consigli di amministrazioni e nel personale. A destare le maggiori preoccupazioni sono quelle più grandi, delle quali l’ente comunale detiene il controllo. Hanno problemi non diversi da quelli che in questi giorni affliggono tante aziende private, solo che, per alcune di queste, i problemi sembrano rinnovarsi a ogni bilancio malgrado piani di risanamento e consistenti iniezioni di liquidità. Ad esempio l’AAMPS, di cui il comune è proprietario al 100%, che non riesce a trovare un sufficiente equilibrio finanziario, malgrado le tariffe TIA siano tra le più alte del Paese, e che è stato affidato alla cura di un amministratore “tecnico “ con il compito di risanare i conti alleggerendo il peso del personale, operazione politicamente assai delicata, dopo che l’Aamps è servito, come tanti altri enti a trovare un “lavorino” per amici e compagni. I cittadini non capiscono come, dopo aver sostituito lo “spazzino” che a giorni alterni puliva le strade con la Coplat che passa una volta la settimana, non si sia verificato alcun risparmio. Potremmo forse pagare volentieri una TIA alta per difendere l’occupazione ma, oltre a tutto, una TIA eccessiva, insieme al costo dell’energia, dell’ac-

Il Palazzo del Municipio di Livorno

qua ETC., non favorisce certo l’insediamento di nuove iniziative sul nostro territorio…perciò ….cornuti e mazziati! Da qualche tempo all’Aamps è in corso la progettazione della terza linea del termovalorizzatore che, bruciando rifiuti anche dei comuni limitrofi, potrebbe rimpinguare le casse esauste ma ci sembra che, pur avendola nel programma di legislatura, il Sindaco, dopo che su questo e simili iniziative poco “verdi” ha perso pezzi di maggioranza (IDV e SEL) si sia assai intiepidito, anche perché, ha ormai una maggioranza così risicata che non permettersi neppure un consigliere dissidente. E’ un peccato perche i tre o quattro milioni di euro già spesi per la progettazione non producono nulla e aggravano una posizione debitoria così consistente che richiederà presto una sostanziosa iniezione di liquidità. Figurarsi se poi lo “sciagurato” referendum sull’acqua pubblica costringerà il comune a riacquistare ASA dai genovesi…. Sarebbe un miracolo ritrovare i sette milioni a suo tempo incassati! Asatrade sembra invece abbia trovate una propria ragione industriale nell’impianto del rigassificatore offshore,

specie se la diversificazione delle forniture permetterà di mettere in rete energia più conveniente fornendo un incentivo all’insediamento di nuove imprese, altrimenti bisognerebbe chiedersi se è necessaria una società pubblica per distribuire il gas al pari di tanti altri operatori commerciali. Quanto poi ci costerà il passaggio di ATL al consorzio regionale dei trasporti, cosi duramente osteggiato dall’IDV, ancora non lo sappiamo ma sicuramente meno degli infiniti tentavi di risanamento, accorpamento scorporo e altro che hanno accompagnato alla vita dei trasporti urbani di Livorno. La società Labronica corse, (ippodromo) è in liquidazione ma se non si trova soluzioni (assai difficili per i problemi dell’ippica) al Comune proprietario al 100% non restano molte alternative: o trova altri due milioni o finisce sul bollettino dei falliti. Ma il colpo mortale al bilancio potrebbe essere causato dall’azienda più sana del comparto: quello SPIL che, come una IRI comunale, ha il compito di sostenere lo sviluppo del territorio attraverso interventi strutturali ed anche iniziative imprenditoriali. L’ultimo investimento, il parcheggio che ha preso il posto del cinema Odeon non trova una aquirenti, e, complice il mancato nuovo piano del traffico, rimane desolatamente vuoto. Poco male se fosse stato costruito con mezzi propri, ma quest’opera faraonica è stata quasi interamente finanziato dalle banche e, quel che è peggio, è costato non i 12 milioni previsti ma circa 25 (alla faccia della programmazione). E’ vero che patrimonialmente la ditta è forte, ma non sono tempi favorevoli per chi si trova da liquidarle immobilizzazioni. Senza contare che cedere i terreni di interesse portuale o industriale per tenersi in collo un parcheggio, oltre ad essere poco in linea con la missione aziendale, equivarrebbe ad un lento suicidio della SPIL. La soluzione sarebbe quella di ricapitalizzare la società con una ventina di milioni, basterebbe averli.

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5-domande-5 a Lorenzo Bacci, Sindaco di Collesalvetti

‘L’Interporto può rappresentare l’opportunità occupazionale che oggi manca nell’area livornese’
1) In che cosa si è caratterizzata, fino ad oggi, la sua funzione di Sindaco in un comune strategico come Collesalvetti?. Innanzitutto nella condivisione operativa dell’azione amministrativa: siamo l’unico comune della zona che attua programmaticamente forum di confronto con la popolazione (uno ogni mese in ognuna delle 9 frazioni colligiane) oltre che con i vari stakeholders del Comune; dalle organizzazioni di categoria alle banche, dalle associazioni del volontariato agli immigrati, passando per due incontri annuali con tutti i dipendenti dell’ente. In una fase complessa e difficile come quella che stiamo vivendo, il confronto è l’unica strada percorribile nel cercare anche soluzioni nuove, oltre che nel percorso di costruzione di programmi e progetti derivanti dal mandato amministrativo. Nel concreto poi, nonostante le gravi conseguenze sul bilancio derivanti dalla triste vicenda della Cittadella dello Sport ed i continui tagli governativi, stiamo garantendo lo stesso livello di servizi alla persona del periodo pre-crisi, ampliando anzi l’offerta (basti pensare allo sforzo prodotto rispetto ai servizi educativi, con l’ampliamento del tempo pieno e l’apertura di due nuove sezioni di scuola dell’infanzia), il tutto mantenendo inalterata la tassazione sul lavoro e sulle pensioni, con l’addizionale IRPEF ferma allo 0,4 per i redditi fino a 55mila euro, tenendo al minimo (4 per mille) l’IMU sulla prima casa e non aumentando le compartecipazioni sui servizi a domanda individuale. Già non essere di ulteriore “peso” per le famiglie, in questa fase, può rappresentare un importante “obiettivo raggiunto”. Tutto questo è stato possibile grazie ad una puntuale azione di revisione della spesa storica, azione avviata ben prima della cosiddetta “spending review” e che, solo sulle spese di personale, ha prodotto risparmi pari a 150.000 euro all’anno. Inoltre, un dato del quale andiamo particolarmente orgogliosi e che è destinato a crescere in futuro, sta nella produzione di energia da fonti rinnovabili: quando questa Amministrazione si è insediata, la produzione da fotovoltaico sul territorio comunale era pari a 900 kW; oggi, a metà mandato, siamo già a 5,5 MW prodotti, oltre un terzo di quello che sarebbe il fabbisogno energetico del nostro Comune. 2) Quale sono state le parti di programma, anche per quanto riguarda “ un modo nuovo o diverso della governance” già realizzate o sicuramente in corso quando, ormai siamo a metà della legislatura? Sicuramente il modo nuovo è stato rappresentato dall’approccio più realistico possibile alle situazioni territoriali. E’ stato necessario “dimagrire” le visioni cosiddette di “prospettiva” che tanto piacciono ad una politica sostanzialmente inconcludente, che preferisce la propaganda in nome spesso della difesa di interessi consolidati. Il mio concetto di governance, proprio perché si basa sul confronto continuo con la realtà, non può prescindere da essa. La variante al piano strutturale che apre Interporto all’industria, la nostra richiesta di ingresso in Autorità Portuale, ed i rapporti più stretti con la Valdera in un’ottica di superamento dei confini provinciali che noi auspichiamo da tempo, devono essere inquadrati in questa ottica. Dopodiché, la governance passa anche da un modo nuovo di gestire la pubblica amministrazione: rinunciando alle figure dirigenziali ed istituendo un sistema di cooperazione interno all’ente, abbiamo da due anni avviato un percorso che porta alla corresponsabilizzazione del personale dipendente, cosa che acquista sempre più importanza in una prospettiva dove il ricorrere a nuove assunzioni sarà praticamente impossibile.

Lorenzo Bacci, classe 1981, laureato in Storia contemporanea, dopo aver vinto in larga misura le primarie fra tre candidati del Partito Democratico è stato eletto sindaco di Collesalvetti alle consultazioni amministrative del 6 e 7 giugno 2009 con una percentuale del 75,44%.

3) L’Interporto, una realtà problematica ma che può costituire una interessante prospettiva per l’economia del comprensorio Collesalvetti.Livorno. Quali le concrete e serie prospettive di una struttura che ancora oggi viene pregiudizialmente messa in discussione? Viene messa in discussione da chi è incapace di una visione diversa e dinamica ma al contrario rimasta prigioniera di logiche poco razionali che hanno governato il sistema territoriale fino ad oggi. Interporto ha una grande potenzialità: fornire il retroporto che renderebbe sicuramente il porto di Livorno molto più attrattivo di adesso. La nostra apertura alle funzioni industriali di Interporto, sancita dalla variante di Piano strutturale che abbiamo approvato in tempi record (5 mesi), può rappresentare l’opportunità occupaziona- Livorno Alessandro Cosimi, Sindaco di le che oggi manca nell’area livornese, oltre ad aumentare valori e competiti-

Intervista
vità dell’esistente. La programmazione diventa quindi centrale ed è evidente che il Comune di Livorno da solo non può svolgere questo ruolo. Abbiamo a tale scopo visto con grande favore, ed avallato, l’ingresso dell’Autorità portuale nel Cda di Interporto. Ci aspettiamo medesima lungimiranza per l’ingresso di Collesalvetti nell’Autorità portuale. 4) Quale sarà il futuro della raffineria ENI già fiore all’occhiello dell’economia del comprensorio? Ci sono valide speranze di un suo futuro anche dopo il 2015? Ricordo che a settembre 2009, durante i giorni della trattativa per la vendita, molti soggetti non credevano nel futuro di questo sito. Noi non eravamo tra questi. Abbiamo sempre affermato che la specificità produttiva (unico sito che produce oli lubrificanti nell’Italia peninsulare) doveva essere il cardine per il mantenimento del sito, non certo puntando ad operazioni di tipo assistenziale verso le quali pare orientarsi univocamente larga parte, non solo della politica, ma anche dell’imprenditoria italiana. Credo che questa posizione politica sia oggi patrimonio di più soggetti rispetto al 2009, perchè i numeri ed i fatti, ci stanno dando ragione. A suggello di questo percorso, la recente visita che il Presidente Rossi ha voluto fare in raffineria, momento di consapevolezza reciproca tra azienda e istituzioni, rispetto alla volontà comune di valorizzare al massimo il sito in chiave produttiva. 5) La sappiamo convinto sostenitore di Matteo Renzi, forse l’unico o uno dei pochi sindaci PD della provincia di Livorno convinto sostenitore della sua candidatura alle primarie. Questa scelta suona anche come una conferma positiva del suo anticonformismo ed una dimostrazione di essere svincolato dalle logiche di partito. Quale è il suo giudizio su Renzi anche in relazione alla sua proposta di un integrale rinnovamento di una classe dirigente politica ormai vetusta? Intanto, che io sia “uno dei pochi”, se non l’unico, dovrebbe far riflettere. La pluralità intesa come valore aggiunto è qualcosa che la politica, da destra a sinistra, fatica a meta-

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Il Sindaco Lorenzo Bacci a colloquio con giovani studenti

bolizzare. Eppure viviamo in un’epoca così “liquida”, come la definirebbe Baumann, che pensare di poter interpretare la realtà con le solite identiche lenti che utilizzavamo nel passato è solo un modo per mantenere fermo lo status quo, con il campionario di prebende e strapuntini che alla fine giovano solo a chi fa la politica non come “servizio”, ma come “carriera”. Lo slogan della mia campagna per le primarie qui a Collesalvetti era “il coraggio di cambiare”: anche Matteo c’è l’ha avuto. Nel 2009, rinunciando alla poltrona sicura da Presidente della Provincia di Firenze, ed oggi, quando pur di essere strumento di un cambiamento del quale tutti in Italia sentiamo bisogno, si espone senza nessun paracadute, dicendo in faccia ai propri dirigenti di partito quello che pensa. L’Italia è un paese nel quale diamo troppo peso alla forma e troppo poco alla sostanza. La forma tipicamente ita-

liana prevederebbe che chi ha idee, come me, come Matteo, aspettasse che chi ha in mano il potere gli apra le porte. Ma quando avverrebbe questo? Probabilmente, mai. Ed allora noi non ci stiamo a fare i “bimbini bravi”, quelli che siccome la ditta dice una cosa tu devi ripeterla a pappagallo anche se non ci credi, perché così le porte prima o poi ti si apriranno. Noi ci riteniamo parte del PD, parte attiva. E se vogliamo essere “ditta”, cominciamo ad ispirarci a quelle imprese anglosassoni nelle quali ai tavoli della dirigenza siedono anche lavoratori e sindacati: tutti abbiano voce in capitolo, soprattutto chi ha idee, ed il “mercato”, nel nostro caso i cittadini italiani, sapranno premiare attraverso la loro scelta alle Primarie il “modello” vincente. Io all’usato sicuro, ho sempre preferito quei nuovi modelli che, oltre a rispettare di più l’ambiente, sono in grado di fare più chilometri, con meno carburante!

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L’Italia, a tutti i livelli, è vissuta per troppi anni al di sopra delle sue possibilità

“La festa è finita”
di Cristiano Toncelli L’implosione negli scorsi mesi della coalizione che a Livorno ha vinto le scorse elezioni amministrative, composta originariamente da PD, IDV e SEL, è elemento di una fase politica convulsa. Anche se le uscite di maggioranza sono dovute a ragioni differenti (IDV è stata estromessa, SEL ne è uscita volontariamente), come pure differenti sono i messaggi politici che ne sono seguiti (IDV ha chiesto addirittura di “spostarsi di banco” in Consiglio Comunale, certificando la sua natura estremista, mentre SEL ha mostrato di non voler rompere del tutto con il PD), è possibile fare alcune riflessioni. La prima è che di fronte alle difficoltà poste dalla crisi che ha colpito duramente anche il nostro territorio serve una forte determinazione politica per assumere le responsabilità di governo. Si potrebbe riassumere il periodo storico che il nostro paese sta vivendo con quattro parole: “la festa è finita”. L’Italia, a tutti i livelli, è vissuta per troppi anni al di sopra delle sue possibilità, accumulando un enorme debito pubblico sulle spalle delle future generazioni che adesso, implicitamente attraverso i mercati, ci chiedono il conto. In questa fase i bilanci comunali sono destinati ad un progressivo dimagrimento ed è necessario che chi governa si faccia carico dei tagli di spesa che impongono di ridefinire permanentemente il ruolo di una pubblica amministrazione. Si potrebbe dire che, piaccia non piaccia, l’impostazione liberale di uno stato più sottile ci viene imposta dai tempi. Per essere in grado di farlo occorre raccogliere un consenso altrettanto responsabile, dicendo la verità ai cittadini e combattendo le sirene di un populismo che raccoglie consensi solo in base alla vendita delle illusioni. Mai come adesso per governare occorre senso di responsabilità e la rottura della coalizione rende evidente che ci sono formazioni che non ne hanno a sufficienza. A questo proposito, mentre SEL deve ancora approfondire un percorso interno (con l’Assessore Bettini tuttora in giunta e il partito nazionale in avvicinamento al PD), IDV ha completato la sua trasformazione in soggetto antipolitico e grillino espellendo la sua componente moderata. Se il PD (che farebbe bene a non scommettere di riuscire ad essere autosufficiente, alle prossime elezioni amministrative) vuole formare una coalizione che regga nel tempo e che sia adatta a governare in questi tempi difficili, è quindi obbligato a “guardare oltre” quello strabismo a sinistra che lo ha contraddistinto finora, aprendosi verso l’area riformista moderata che sta verso il centro dello schieramento. Dobbiamo però rilevare che a Livorno tale area non ha finora avuto una forza rilevante in termini elettorali, rispetto alla realtà di altri comuni della provincia.
Periodico mensile del Circolo Culturale

Per costituire il polo di una alleanza costruita su basi nuove è necessario che questa area si attivi per produrre una proposta nuova per la nostra città in grado sia di raccogliere dei consensi che di essere discussa al tavolo con il maggior partito cittadino. E’ il momento che le forze che si riconoscono nei valori del riformismo e del moderatismo raccolgano le energie per assumere anche a Livorno il loro ruolo.

Lunedì Ottobre, h. 17.30
nella sede sociale de “Il Centro”

Assemblea generale dei soci
Ordine del giorno: Rinnovo Consiglio Direttivo Triennio 2012-2015

ora anche on line
www.circoloilcentro-livorno.it e-mail: ilcentro.livorno@gmail.com

Rosignano

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E’ auspicabile il suo abbattimento

Il problema della Capannina
(e.d.s.) - Sarebbe una decisione sensata e responsabile se la Giunta Comunale decidesse l’abbattimento della ormai fatisciente struttura della Capannina sul lungomare di Castiglioncello in modo da ripristinare, naturalmente dopo adeguato restauro, l’antica scalinata che collega via Marconi direttamente al lungomare. Ormai sono trascorsi, ci pare tre anni, da quando l’Amministrazione Comunale ha indotto la gara per l’alienazione da una base di circa 700.000 euro. Dopo una serie di tentativi andati “deserti” un operatore milanese, ma appartenente ad una antica famiglia rosignanese, si era aggiudicato il manufatto per un valore di circa 320.000 euro (cioè meno della metà delle richieste originali). Ma è stato sufficiente una consultazione presso gli uffici dell’ASL perchè lo stesso recedesse dai suoi propositi iniziali. L’ASL avrebbe richiesto una soluzione per i locali igienici assolutamente inattuabile per la estrema ristrettezza dello spazio dove insisteva il ristorante, da qui la rinuncia ed il pagamento conseguente di una penale. A questo punto ci permettiamo di suggerire al Sindaco una decisione coraggiosa e responsabile e probabilmente l’unica rimasta. L’abbattimento, il restauro della bella scalinata coo vasi di fiori adatti al clima ed all’ambiente farebbero soddisfatti tutti: gli abitanti di Castiglioncello, i villeggianti ed anche un omaggio postmorte alla compianta Suso Cecchi D’Amico che all’epoca della costruzione si oppose “ferocemente” raccogliendo anche tante firme per evitare “il misfatto”. Evidentemente questo saggio consiglio non è stato accolto ed apprezzato perché il Comune ha indetto una nuova gara con una base di partenza di 300mila euro. Ma l’assessore al patrimonio Simoncini, insieme ai dirigenti preposti, hanno effettuato i necessari approfondimenti in sede Asl per verificare la permanenza di quell’ostacolo chiaramente insormontabile? Ci auguriamo di si! Perché, se così non fosse, sarebbe veramente una cosa inaudita.

Un torneo dedicato al recupero di persone con disabilità mentale

Sport & sociale
Dal 12 al 15 settembre si è svolto a Montalto di castro la 6° edizione del Torneo Nazionale UISP dedicato al recupero di persone con disabilità mentale. Si tratta di un evento di grande rilevanza sociale avente il nobile intento di “mischiare insieme” calcio e terapia per facilitare un percorso di riabilitazione per queste persone colpite da disagio mentale: L’evento è stato trasmesso dalla RAI e da altre emittanti nazionali oltre ad essere stato oggetto di servizi sulla stampa sportiva e suoi quotidiani nazionali. Una terapia innovativa in corso ormai da diversi anni e che consente la creazione di percorsi di recupero importanti. Alla sesta edizione hanno partecipato ben 22 società distribuite su tutto il territorio nazionale sempre oganizzate da ASL ed UISP. Significativa e di rilievo il contributo offerto dal nostro Comune: Infatti Vinicio Monanni - il noto ex bomber negli anni 70/80 e da molto tempo arbitro dei tornei UISP - per l’alto livello professionale, ha direttola finalissima. Già lo scorso anno aveva diretto incontri di calcio a 7 sul campo delle Sughere in un torneo calcistico organizzato sempre dall’UISP.

E i lavori alla Casa del Pastore vanno avanti
Da circa dieci anni sono in corso i lavori di restauro della “casa del pastore” in località “I Poggetti” a Rosignano Marittimo. Questa “opera” ha fatto un percorso in sintonia con la ex villa Pertusati inaugurata alcuni anni fa’ ma il cui utilizzo “completo” è ancora avvolto dal mistero. Per la Casa del Pastore il mistero si fa sempre più fitto perchè oltre a non essere ancora completati (mancano alcune rifiniture) adesso ospita barboni ed emargnati, subendo, naturalmente, le conseguenze dell’incuria e dell’abbandono. Eppure l’opera, finanziata, dalla Comunità Europea, è sempre un bene pubblico che dovrebbe essere tutelato. Per la cronaca, la competenza è dell’Amministrazione Provinciale essendo “I Poggetti” inserito nel Parco delle Colline Livornesi.

L’arbitro Vinicio Monanni

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Rosignano

Il poeta livornese ha presentato le sue ultime fatiche letterarie

Successo di Piero Simoni a Pienza
di Maurizio Piccirillo Il poeta livornese Piero Simoni ha presentato lo scorso 15 settembre presso la prestigiosa Sala Consiliare del Comune di Pienza, le sue ultime fatiche letterarie. Nella splendida cittadina senese, conosciuta per la sua storia e la sua enogastronomia, Simoni, è stato introdotto da Maria Mazzarino e alcune sue liriche sono state lette da Maila Nosiglia. Davanti ad un buon pubblico, la relatrice ha descritto Simoni come un artista affermato dalla personalità poliedrica, pittore, narratore, ma soprattutto poeta. “Poeta di ogni tempo” perché il tempo è sempre stata una componente fondamentale dei suoi scritti, perché Piero Simoni sa trasmettere con i suoi versi la sua stessa percezione del tempo, del tempo dell’infanzia, della vecchiaia, dell’amore e della morte, della giovinezza e del lavoro. Il tempo delle illusioni e quello in cui la realtà delle “obbligazioni” si impone, quello in cui la gente è sottomessa al padrone, alle amministrazioni, alle prevaricazioni, o

so che c’è un paese da qualche parte dove il tempo si è fermato ed il silenzio raccoglie l’anima

semplicemente alla lontananza dagli affetti, il tempo in cui si rivendicano diritti e buone pratiche, il tempo dei computer e dei telefoni cellulari, il lontano tempo dei collegi e della scuola. Le stagioni di mezzo, soprattutto l’autunno, sono quelle che racconta più spesso con una forte ed interiore percezione della voce della natura e del suo messaggio che sa essere consolatore e che sa mitigare il dolore del mondo offeso dal progresso,

dalla fretta, dall’ambizione, dall’ingordigia dell’avere, dalla privazione dell’essere a cui Simoni assiste nella quotidianità, appunto. Ciò che rende grande la sua poesia è la capacità di ricordare momenti, figure, episodi del passato, suo e di altri, per tradurli in una filosofia universale dell’esistenza. Complimenti, quindi, al poeta nostrano che continua a mietere riconoscimenti e a trasmettere emozioni e riflessioni sulla vita.

Terme del Corallo: fascino e declino
Venerdì 14 scorso, si è svolto a Castiglioncello, nella suggestiva sede del Tennis club, l’ ottavo meeting della Associazione culturale “La Carta”, che sottotitola “l’amicizia nella cultura”. Come ogni mese, il presidente Enzo Lorenzetti, riunisce i soci per un incontro che ha per motto “Coinvolgimento totale” dove si affrontano vari argomenti di discussione nonché escursioni a siti di interesse culturale. Così, nel cuore della pineta di Castiglioncello, dove non solo il tennis ma anche la vita mondana del secolo scorso aveva qui il suo ritrovo speciale, sono state ricordate altre mete di culto nella vicina Livorno, le Terme che attraevano per turismo e cura la società europea e mondiale del periodo Liberty. L’argomento quindi, come si deduce é stato lo Stabilimento termale “Acque della Salute” più note come “Terme del Corallo”, ed a raccontarne la genesi, l’acme, il declino, fino al totale abbandono è stata tato il cortometraggio a cartoni animati Silvia Menicagli, studiosa da anni di quedella pubblicità dei prodotti Corallo, datasto argomento e portavoce di una campato 1957, prodotto in 35mm dallo Studio K gna di sensibilizzazione nei confronti di pubblicità di Firenze, ideatori di centinaia uno sperato recupero del palazzo monudi spot pubblicitari per Carosello. Una mentale. chicca inedita salvata casualmente dal maIl presidente ha introdotto la serata e precero a cui era destinata come invece lo è sentato la relatrice la quale ha riportato il stato per tante testimonianze della vita pubblico nell’atmosfera dei primi anni del della “Corallo” andate perdute. 1900, non solo attraverso la storia e le immagini delle TerLivorno - Stabilimento termale “Acque della Salute” me di allora ma anche grazie al fascino di un breve filmato dell’Istituto Luce degli anni ’20 dove un brulichio di eleganti signore e bambini in marinaretta ridono, parlano e percorrono le sale ed i porticati come fantasmi di un mondo perduto. Al termine della cena, la dottoressa Menicagli ha proiet-

Se ne è parlato all’ottavo meeting dell’Associazione culturale “La Carta” a Castiglioncello

Attualità

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Con l’inizio del nuovo anno scolastico

I problemi della scuola
di Mario Lorenzini La scuola è stata al centro dell’attenzione nel mese di settembre, dei giornali che hanno mobilitato giornalisti, scrittori, pedagogisti, per scoprire i lati negativi in modo particolare. Così il quotidiano locale ha scoperto il disagio di una docente che ogni mattina deve raggiungere la scuola all’Elba come se questo disagio fosse del 2012 quando invece è stato quello di generazioni di docenti e non docenti dal 1960. E mai gli orari dei treni e dei traghetti si sono trovati d’accordo per facilitare il servizio di questi “missionari”. Così il giornalone di Milano ha pubblicato un articolo di una scrittrice che ha reclamato maggiore preparazione(e quindi va bene il concorso)degli insegnanti perché i vari enti di ricerca speso affermano che il rendimento degli alunni italiani è superiore solo a quelli dell’isola di Bali. Noi li abbiano letti questi interventi e non siamo certo delle promesse del Ministro Profumo di dotare tutte le scuole di lavagne digitali perché conserviamo la lettera inviataci, qualche anno fa, dal Ministro Gelmini che annunciava la stessa cosa. Abbiano però tanta fiducia nei nostri insegnanti specialmente in coloro che ogni mattina, in ogni angolo dove esiste un edificio scolastico si presentano e iniziano il loro lavoro che non è affatto giustamente retribuito.Infatti in Europa il nostro docente è quello peggio pagato. Ma questo i giornali non lo scrivono. E siccome pochi conoscono la situazione della scuola dell’immediato dopoguerra ci permettiamo riportare alcuni dati. Dal 1948 al 1968 furono emanati ben 12 decreti “ope legis” per sistemare i docenti. Altrettanti dal 1968 al 2004. La necessità di ricorrere a provvedimenti “ope legis” si resero necessari per assicurare il funzionamento della scuola in modo diffuso sul territorio nazionale che come è noto comprende le Alpi, gli Appennini e le piccole isole. Negli anni 60 la scuola di massa raggiunse il suo culmine e i supplenti diventarono la metà del corpo docente. Nel 1971 la legge 1074 introdusse gli incarichi a tempo indeterminato e furono istituiti i corsi abilitanti. Nel 1973 il Governo Andreotti emanò la legge 477 che prevedeva l’istituzione di una graduatoria a esaurimento. Con questa legge 200 mila docenti furono immessi in ruolo e il tasso di precariato scese al 28 per cento Nel 1932 i docenti di ruolo erano 12041 i non di ruolo 6758 Nel 1946 129724 i docenti di ruolo e 52364 i non di ruolo Nel 1999 i docenti di ruolo 751339 e 88360 i non di ruolo

Ampliamento del parco eolico a Montecatini Val di Cecina
di Letizia Villani Sono iniziati i lavori per la realizzazione di cinque nuove pale eoliche che andranno ad aggiungersi alle sei già esistenti ed attive dal 2006, per una potenza complessiva di 16,500 kwatt. La WPP Uno di Bolzano, società proprietaria del nuovo parco eolico che ha anche la gestione del parco esistente di proprietà del Concorzio per lo Sviluppo Geotermico, ha ottenuto lo scorso 26 giugno l’Autorizzazione Regionale Unica dopo un lungo iter amministrativo che si è concluso con l’approvazione del progetto di ampliamento del parco eolico da parte della Sovrintendenza dei Beni Storici e Paesaggistici di Pisa, ARPAT, ASL5, Provincia di Pisa e Ufficio Ambiente della Regione. La fine dei lavori è prevista in autunno e il nuovo parco eolico sarà attivo antro la fine dell’anno. L’ampliamento del parco eolico porta Montecatini Val di Cecina ad essere uno dei comuni toscani più attivi nella produzione di energia pulita e rinnovabile, inoltre l’ampliamento del parco darà lavoro anche a ditte della zona, un ottimo investimento quindi per la salute dell’ambiente e per l’occupazione.

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18 Cultura A VENEZIA…UN FESTIVAL ROSSO SHOCKING

Una Mostra di basso profilo
di Matteo Pieracci ribadisce la buona propensione degli orientali per le storie in cui i sentimenti sono i veri protagonisti, seppur in versione molto soft e senza lacrimose ostentazioni. Sono caratteristiche indicative di un lavoro di qualità, ma andando a ritroso negli anni la carenze di idee e forse di soldi (?) hanno fatto sì che i lavori premiati con il Leone d’Oro non fossero dei veri e propri capolavori. Il Leone d’Argento per la migliore regia è andato a Paul Thomas Anderson per il film “The Master”, mentre il premio speciale della giuria va a “Paradise:Faith” di Ulrich Seidl. Gli unici italiani premiati sono stati Daniele Ciprì per il migliore contributo tecnico per la fotografia di “E’ stato il figlio” (di cui è anche il regista) e Fabrizio Falco, come miglior attore emergente. Persino la Coppa Volpi, che negli anni aveva confermato le grandi qualità degli attori e delle attrici italiane, è uscita fuori dai confini nazionali andando a Hadas Yaron per la miglior interpretazioni femminile in “Fill in the Void” e al duo Philip Seymour Hoffman-Joaquin Phoenix per la migliore interpretazione maschile. Il panorama cinematografico italiano ha regalato solo qualche sprazzo di genio con l’opera “E’ stato il figlio” di Daniele Ciprì e “Bella addormentata” di Marco Bellocchio, opera quest’ultima che non passerà inosservata per i forti temi affrontati. Resterà invece il ricordo di un Festival di basso profilo come poche altre volte, segnato dal malessere di un pubblico distante e poco interessato e da una evidente incapacità del cinema di poter sopravvivere a testa alta.

La locandina del film “A Venezia… un dicembre rosso shocking”.

L’indice del malessere del cinema italiano si fa sempre più evidente dopo la sessantanovesima edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Come dice il titolo, che ricorda l’omonimo film di Nicolas Roeg “A Venezia… un dicembre rosso shocking”, le tinte di questo Festival sono state scioccanti per chi ancora credeva in una balda dimostrazione dei nostri connazionali. Ed invece, sono stati gli altri a trionfare, anche se ad essere sinceri è stata una Mostra incapace di nascondere i sintomi del generale malessere dell’industria cinematografica. Dalle decine di poltroncine vuote nelle prime proiezioni fino al Red Carpet, privo delle usuali masse di fan e di curiosi che caratterizzavano gli anni precedenti, i segnali di disagio di un’arte forse dimenticata dal pubblico sono stati evidenti fin dall’inizio. Poche conferme e molte delusioni per quanto riguarda il cinema italiano e ciò è confermato dai premi, assegnati in larga maggioranza alle pellicole straniere. Il vincitore del Leone d’Oro è “Pietà”, moderno mèlo del coreano Kim Ki-duk che

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Cultura

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“Amarcord” presso la Rotonda d’Ardenza con l’arch. Riccardo Ciorli

“Un gabbiano tra cielo e mare”
di Marisa Speranza “Quando la città di Livorno altro non era che una grande palude che si estendeva fino a Pontedera, sulle pendici dei colli di Montenero, circa 16.000 anni fa, c’era l’uomo primitivo”. Così l’architetto Riccardo Ciorli ha introdotto il suo suggestivo e remoto “amarcord” presso la Rotonda d’Ardenza. E la riscoperta della storia dell’Ardenza era lo scopo dell’ incontro, organizzato dalla locale Sezione nautica, dalle Associazioni “Scoglio della Regina”, “Le Beerbone”, “La Livornina” e dall’Agenzia Logos. “Un gabbiano tra cielo e mare”: così recitava la rievocazione storica, durata tre giorni, tra piatti della tradizione e quadri viventi. I cui costumi attraversavano cinque epoche diverse che Ciorli ha riempito di interessanti contenuti. A partire dalla “Preistoria” di cui restano preziose testimonianze (in gran parte si trovano ora al Museo archeologico di Roma oltre che nel nostro Museo di Storia Naturale) rinvenute nella cosiddetta “Buca delle Fate” quando, nell’800, fu distrutto quel monticello (Monte Tignoso) di calcare compatto “miocenico” che si trovava presso il ponte di legno del torrente Ardenza. Clamorosi i ritrovamenti durante i lavori di scavo della galleria posta in zona S.Martino di Collinaia. Si trattava dei resti di 110 corpi (tra uomini, donne e bambini) di età compresa tra i 10 mesi e i 50 anni. C’era forse qui un accampamento romano? O un villaggio? I ritrovamenti funebri ci autorizzano a pensarlo. Con un salto nel tempo ci si è avvicinati a una cronistoria, ancora presente nella memoria labronica, affollata di “pirati e corsari” di religione musulmana che diedero vita (dopo il 1000) a una vera e propria guerriglia costiera nel Mediterraneo (con un incremento tra ‘500 e ‘600). “Mamma, li Turchi !” è un’esclamazione popolare assai diffusa tra quanti erano terrorizzati dalle frequenti incursioni dei corsari saraceni. Del rapimento (e della miracolosa salvezza) della giovane antignanese Ponsivinio, resta anche memoria nel santuario di Montenero (l’abito da odalisca tra gli ex voto). Ancora esistente, anche se nascosta dalle nuove case di Banditella, una delle tante torri di avvistamento di cui la Repubblica di Pisa impose la costruzione (1300). La leggenda parla della presenza di un fuoco sulle torri per segnalare il pericolo di notte. Un segnale “ardente”, da cui deriverebbe il nome della località di Ardenza. Che di leggende ne snocciola a più riprese. La più conosciuta e amata risale al 1345, quando un pastore claudicante, ritrovando ai piedi del colle dell’Apparizione un dipinto raffigurante la Madonna, fu spinto da una visione a trasportare l’effigie sino in cima alla collina dove arrivò guarito della sua malattia. Gesuati (XV°-XVII° secolo), Teatini (XVII° - XVIII° secolo) e Vallombrosani (1792) si sono succeduti nel tempo in quel Santuario a cui i livornesi sono legatissimi. Una zona, questa collinare, dove già nel ‘700 si veniva a villeggiare. Lo ricorda un’opera teatrale di Carlo Goldoni scritta e rappresentata nel 1761 per il teatro S.Luca di Venezia (la Trilogia della Villeggiatura) in cui si parla del soggiorno a Montenero di una complicata famiglia borghese del tempo smaniosa di apparire. E’ nel ‘700 che la zona di Ardenza si arricchisce di abitazioni e di ville per quanti vogliono fuggire dalla città caotica e insalubre. dal 1952

Un motivo, questo, per cui tra il 1840 e il 1845 la “crema” fiorentina creerà dal nulla un’oasi proibita ai comuni mortali davanti al mare più pulito di tutto il litorale toscano. E i Casini dell’Ardenza, progettati dall’architetto Giuseppe Cappellini, vi porteranno una vita elitaria di cui si ha ancora memoria. Ma il tempo spazza via i privilegi e li sostituisce con altre necessità. Durante la Seonda guerra mondiale, i Casini diventano la sede del Comando Alleato del generale Clark, subito dopo l’ingresso della Quinta Armata a Livorno. Che, per la sua posizione strategica, è duramente colpita da bombardamenti (il più disastroso quello del 28 maggio 1943). Si pensava addirittura che, dopo Anzio, lo sbarco degli Alleati dovesse avvenire all’Ardenza. A Montenero il centro ascolto del Castellaccio avverte più volte la presenza di apparecchi nemici e la popolazione (fino a 2000 persone) si rifugia nella grotta scavata dai cavatori della Cementeria. I ricordi si rincorrono. Alcuni fortemente simbolici: ad Ardenza si trovava l’ultimo forno della città dove si macinava ancora la farina per fare quel bene primario che era il pane. Presente, a coronamento della serata, con il bordatino (la zuppa che si mangiava a bordo dei velieri), le seppie in inzimino e la ricotta “briaa”. Per ricordare il tempo che fu, e progettare insieme il prossimo futuro.

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Cultura

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Le socie della Fidapa visitano Villa “Il Poggio” a Collesalvetti

La bella villa che fu di Carla Celesia di Vegliasco
di Laura Conforti Benvenuti

Le regole
Nelle comunità antichissime le REGOLE, poste alla guida della convivenza, venivano fatte discendere dall’alto: erano norme inoppugnabili, poste da una fonte supra omnes: la divinità o il potere politico, sentito e rappresentato come interprete della superiore volontà divina. Dopo alcune migliaia di anni si fece strada l’idea che fonte legittima delle REGOLE dev’essere la comunità, la società: idea germinata in Inghilterra (secolo XIII dell’èra volgare), confermata, poi, dopo 4 secoli, in quella stessa area, dai filosofi inglesi, poi propagata in tutta l’Europa, per impulso della stampa e di altri mezzi di diffusione. Eppure, vecchio ormai e... in dirittura d’arrivo (espressione eufemistica valida ad addolcire la prospettiva della fine), debbo dichiarare - per mia esperienza - che solo nelle piccole comunità (quella elvetica, ad esempio) le REGOLE nascono dalla “base”,dalla condivisione,dunque dalla democrazia. Nelle grandi società esse, le regole , sono poste dai rappresentanti della base, i quali rappresentanti, le gestiscono secondo l’imprevista norma: “chi gestisce le regole, lo fa secondo il principio “chi applica le regole ha il potere di cambiarle, per qualche ragione, o non applicarle addirittura” . Nella scuola, quando ero ispettore, mi capitò più di una volta, di scoprire delle irregolarità. Dopo averle fatte presenti, con qualche dispiacere (pensando alle conseguenze possibili delle mie segnalazioni), constatando poi che non succedeva niente, chiesi spiegazioni; e mi si rispose più o meno: «cui prodest?. Qual è l’interesse pubblico per essere così rigidi sconvolgendo una situazione consolidata?» Lieto per la mancata rovina di qualche persona, tuttavia mi persuasi che chi ha il potere di fissare le norme ha anche, poi, ilpotere di cambiarle o non applicarle. Ripenso alla verità enunciata da un antichissimo giornalista e scrittore (Pino Aprile): “la gerarchia, quando vuole, può decidere di rimanere inerte, cambiare le regole scomode”. Il libro a cui alludo è “ Elogia dell’errore”, 2003, PIEMME. Bestseller. Giuseppe Giarratana

Nella nostra zona ci sono bellezze e tesori nascosti che, anche se messi in evidenza all’attenzione del pubblico da parte di Enti attenti alla valorizzazione del proprio territorio, solo una minima parte della popolazione conosce. Nel Comune di Collesalvetti, situata su un poggio, c’è “Villa Celesia” o “della baronessa”. E’ una costruzione plausibilmente risalente al periodo mediceo che ha subito diversi rifacimenti: da casa poderale a villa in stile ottocentesco fino all’attuale stile neogotico. Questa villa è divenuta celebre per merito della baronessa Carla Celesia di Vegliasco che ne ha rilevato la proprietà nel 1916. La nobildonna, nel primo Novecento, è stata protagonista di importanti vicende nella vita culturale e politica del tempo. Con lei la costruzione ha acquistato il tono delle ville signorili dell’epoca, compresa l’architettura del giardino curata al massimo del bon ton. L’intuito di Nicla Capua, assessore alla Cultura del Comune fino alla passata legislatura, ha permesso di far conoscere la bellezza di questa villa e l’opera dell’allora proprietaria che da Milano trascorreva lunghi periodi a Collesalvetti dove è pure sepolta. Carla Celesia già da allora si batteva per il diritto di voto alle donne, per l’abolizione dell’autorizzazione maritale, per la ricerca della paternità, e per gli scopi che ora la Fidapa BPW Italy continua con impegno a portare avanti. Era anche una pittrice di discreto successo: fra l’altro ha dipinto quasi tutte le pareti della villa, dove troviamo riprodotti gli affreschi del cimitero monumentale di Pisa, opere di Buonamico Buffalmacco e Benozzo Gozzoli, andati poi distrutti dai bombardamenti dell’ultima guerra.

Recentemente un nutrito gruppo di socie della Fidapa, accompagnate dalla presidente Margherita Mazzelli, si sono recate in visita alla villa accolte con amichevole cordialità dall’attuale proprietaria Anna Rita Sciarrino e dalla dottoressa Ramacogi della Soprintendenza alle Belle Arti di Pisa. La signora Sciarrino ha aperto la propria casa e illustrato i significati degli affreschi. Nella villa e per i lunghi viali del suo giardino si è respirata un’aria d’altri tempi. Nel giardino, realizzato con piccoli angoli appartati e un delizioso berceau, le socie a piccoli gruppi si sono sedute a conversare serenamente proprio come accadeva una volta. Una giornata che è molto piaciuta a tutte. Un grazie sentito alla gentile padrona di casa … con l’augurio che anche altre associazioni culturali possano godere di tale privilegio.

22 Cultura 11 In pellegrinaggio sulle orme di San Paolo

I Paolini in Grecia in visita alla Chiesa Cattolica
di Monica Cuzzocrea

I Cooperatori Paolini di Livorno, dal 21 al 28 agosto scorso, don Olinto Crespi di Roma, si sono recati in Pellegrinaggio in Grecia sulle orme di San Paolo (Atene e Corinto e le Isole della Ionia, Zante, Cefalonia e Corfù). Nella seconda parte del Pellegrinaggio, si sono incontrati con s.e. monsignor Yoannis Spiteris, Arcivescovo di Corfù che conoscono da molti anni, fin dal 1998, e con il quale collaborano per sostenere e la Chiesa Cattolica Greca che con la crisi attuale versa in gravi difficoltà. Durante gli incontri e le celebrazioni hanno potuto toccare con mano le gravi preoccupazioni che la Chiesa Cattolica prova a seguito della grave crisi. “Sono giorni assai difficili -ha detto mons. Spiteris-, oltre alla profonda trasformazione socio culturale verificatasi per la massiccia immigrazione degli anni ’90 causata dalla caduta dell’impero sovietico e da vari eventi succedutisi nei vari paesi del mondo per cui vi è un penuria di sacerdoti tale, da non poter soddisfare alle esigenze dei nuovi cattolici immigrati, si è aggiunta questa crisi economica che vede nelle varie diocesi compresa la mia, una diminuzione di introiti fino al 75% e non sappiamo come fare per mantenere i pochi sacerdoti che abbiamo e così pure le parrocchie”. Parlando anche dell’ambito caritativo, i cattolici devono contare esclusivamente sulle loro forze; la Caritas è stata la prima ad offrire pasti a migliaia di poveri prima di qualsiasi altra istituzione e tuttora continua la sua azione e pur cercando di mantenere aperte le opere sociali, si trova davanti all’impossibilità di pagare secondo gli impegni che simili opere pastorali richiedono. A questo si deve aggiungere il difficile rapporto col governo greco: da oltre trent’anni va chiedendo di regolare la propria entità giuridica secondo la natura della Chiesa Cattolica. Il governo vorrebbe riconoscerla come Chiesa nazionale o peg-

gio ancora, come una semplice associazione privata e le conseguenze sono così gravi che il Presidente della Conferenza Episcopale Greca, mons. Francesco Papamanolis è ricorso alla Corte Suprema per i diritti umani di Strasburgo. Riguardo infine i rapporti con la Chiesa Ortodossa, essi proseguono con molta difficoltà in quanto essa mantiene una certa indifferenza nei confronti della Chiesa Cattolica, anche se a livello personale vi sono ottimi rapporti tra i vescovi delle due Chiese, e in certi

casi sono stati realizzati atti significativi di comunione. Mons. Spiteris infatti, fin da quando era professore di Teologia Ortodossa in quattro Atenei Pontifici a Roma, partecipa ufficialmente al dialogo tra le due Chiese e prossimamente sarà a Parigi per discutere sulla questione spinosa del “Primato Petrino”. In questo ambito le difficoltà da superare sono molte e c’è da sperare che si apra qualche spiraglio
Montonati, Monsignor Simone Giusti. Ore 18.00 S. Messa con le aggregazioni laicali Venerdì 23 Novembre, ore 16,30 (Sala Parrocchia S. Andrea): Presentazione del Decreto Conciliare Inter Mirifica sugli strumenti della comunicazione sociale Relatori: Don Ampelio Crema PSSP Direttore Nazionale Centro Culturale San Paolo, Dr. Massimo Lucchesi, Direttore RAI 3 Toscana, Monsignor Simone Giusti, Dr. Chiara Domenici direttore Ufficio Comunicazioni Sociali diocesi di Livorno. In collaborazione con AIMC e CIF Sabato 15 Dicembre, ore 15,45 (Figlie di San Paolo, Via Corcos 64): Don Bruno Simonetto, PSSP direttore Ufficio Comunicazioni sociali Diocesi di Firenze. Martedì 15 Gennaio, ore 17.00 (Vescovado): “Dire la fede con l’arte”. Messa commemorativa per Don Franco Patruno al VI anno dalla sua morte. Presentazione del trattato sull’ Estetica di don Patruno. Intervengono: Prof. Pietro Lenzini direttore Accademia delle Belle Arti di Bologna, Dr. Andrea Nascimbeni filosofo, Monsignor Giusti. In collaborazione con AIMC e CIF Sabato 23 Febbraio, ore 15,45 (Figlie di San Paolo, Via Corcos 64): Don Bruno Simonetto. Sabato 13 Aprile, ore 15,45 (Figlie di San Paolo, Via Corcos 64): Don Bruno Simonetto. 3-4-5 Maggio: Esercizi Spirituali a La Verna. Celebrazione Giornata delle Comunicazioni Sociali in collaborazione con l’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali e UCSI (data da concordare)

Associazione Cooperatori Paolini Livorno

Prossimi appuntamenti
Venerdì 12 Ottobre, ore 17.00 (Sala della Provincia, in collaborazione con l’ Associazione “Il Centro”): Presentazione del libro “Una settimana a Cuba” di Don Antonio Tarzia, direttore di Jesus e Luciano Vassapollo prof. di Economia Università Sapienza a Roma e Avana a Cuba Sabato 3 Novembre (presso Chiesa di San Ferdinando): Testimoni della Fede: Monsignor Pio Alberto del Corona. Ore 16.00 Messa in gregoriano con la Corale Pio Alberto del Corona. Ore 17.30 Conferenza con Monsignor Tardelli, Monsignor Giusti e Angelo Montonati. In collaborazione con AIMC e CIF Sabato 10 Novembre, ore 16.00 (presso Chiesa S.S. Pietro e Paolo): “L’evento Concilio Vaticano II, dialogo tra uno storico e un giornalista” In collaborazione con AIMC e CIF . Intervengono: dr Marco Roncalli, dr. Angelo

Cultura
Questo il calendario sino al prosasimo gennaio della stagione 2012/2013 al Teatro Goldoni di Livorno Martedì 6 - Mercoledì 7 novembre TITANIC Il Musical di F. Bellone e C. Alberighi Martedì 4 - Mercoledì 5 dicembre CYRANO DI BERGERAC di Edmond Rostand con Alessandro Preziosi regia Alessandro Preziosi Venerdì 7 dicembre Anniversario della nascita di P. Mascagni RAPSODIA MASCAGNANA Diego Terreni pianoforte Massimo Signorini fisarmonica Mercoledì 12 - Giovedì 13 dicembre

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Giovedì 20 dicembre CONCERTO DI NATALE Daniele Rustioni direttore ORT Orchestra della Toscana Coro del Maggio Musicale Fiorentino Piero Monti maestro del coro Musiche di F. Weber, F. Mendelssohn Martedì 1 Gennaio Fondazione Teatro Goldoni, Istituto Musicale “P.Mascagni”, Fondazione Cassa di Risparmi Livorno presentano CONCERTO DI CAPODANNO

Calendario 2012/13
LA TRAVIATA opera in tre atti di Giuseppe Verdi

Sabato 5 - Domenica 6 gennaio IL DISCORSO DEL RE di David Seidler con Luca Barbareschi e Filippo Dini regia Luca Barbareschi Martedì 8 gennaio Balletto di Mosca “La Classique” presenta LO SCHIACCIANOCI musiche di Pëtr Il’iè Èajkovskij Sabato 12 - Domenica 13 gennaio QUESTA SERA SI RECITA A SOGGETTO di Luigi Pirandello con Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini regia Ferdinando Ceriani Martedì 15 gennaio Malandain Ballet Biarritz presenta ROMEO E GIULIETTA Musiche di Hector Berlioz coreografie Thierry Malandain Domenica 20 gennaio Compagnia Italiana di Operette presenta LA VEDOVA ALLEGRA operetta in tre atti di Franz Lehár regia Umberto Scida direttore d’orchestra Orlando Pulin Martedì 22 gennaio PHILIPP von STEINAECKER direttore Kolja Blacher violino ORT Orchestra della Toscana Andrea Albori e Paolo Faggi corni Musiche di L.van Beethoven, L. Berio, R. Wagner

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