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Meditazione La meditazione è l'osservazione priva di osservatore. Essa è infatti l'osservazione di ciò che accade dentro di noi.

E' l'osservazione di tutto ciò che continuamente nasce, cresce e scompare. Idee, pensieri, sensazioni, emozioni, azioni, passioni. Essa è pura osservazione, osservazione priva di giudizio. E' quell'attimo un cui l'osservatore è scomparso e rimane solo l'osservare. E' un attimo di presente eterno... Accade quando non c'è più presente né passato. La meditazione è l'osservazione priva di osservatore: siccome osserviamo ciò che accade dentro noi, dove sarà l'osservatore se ciò che osserviamo siamo noi stessi? Idee, pensieri, sensazioni, emozioni: non sono cose diverse da noi, siamo noi stessi. E' come un vecchio stagno antico dove la zanzara sta sonnecchiando sulla foglia, i pesci ascoltano il silenzio e una rana si tuffa producendo un suono che rapidamente scompare nell'aria senza lasciare traccia. C'è forse uno stagno, una zanzara, una foglia, alcuni pesci, una rana e un suono? Io vedo piuttosto un insieme di elementi che continuamente interagiscono e mutano per formare la vita. E la vita stessa muta attraverso questi elementi passando da stati di calma a stati di movimento, in un continuo mutamento. La meditazione è l'osservazione priva di osservatore. In ogni istante le cellule si modificano, nulla è permanente. Ed insieme a questo mutamento accade anche l'osservare: non due fenomeni distinti, ma lo stesso fenomeno. Ora sei la paura, ora la calma, ora l'allegria, ora la pace, ora la tristezza. Chi osserva il dolore? Chi la felicità? Nessuno. Accade piuttosto che a volte sei il dolore, altre la tristezza, altre la gioia. Sei. Nessuna separazione fra cosa osservata e osservatore. Quando l'osservatore diventa la paura o la pace, si può ancora parlare di osservatore? Piuttosto parlerei invece del fenomeno "paura" o "pace" che accadono. Quando in te accade la pace o il silenzio, chi sta osservando cosa? Tu stai forse osservando la pace o il silenzio che accadono in te? E quando arriva il dolore... tu stai forse osservando il dolore da osservatore esterno? Se lo fai ti fai violenza. Ti stai separando. Ti sdoppi in due parti. Chi osserva e la cosa osservata: ma queste due cose stanno accadendo in uno stesso corpo. Ed il dolore deriva proprio da questa separazione. La meditazione è l'osservazione priva di osservatore. Priva di giudizio: il giudizio è proprio questa separazione che attui in te stesso. Quando accade qualcosa in te e tu le dai un nome: allora te ne stai separando. Tu la chiami "paura" o gioia". Nel primo caso te ne vuoi liberare, eppure sei tu. Fa parte di te. Nel secondo caso la vorresti riproporre all'infinito, affinché non cessi mai. Ma questo significa uccidere la vita! Perché uno stagno fermo, statico... è uno stagno sterile, uno stagno morto. La meditazione è l'osservazione priva di osservatore. E' l'osservare. Essa accade continuamente, anche se non lo vuoi. Perché continuamente accadono eventi interni. E noi siamo quegli eventi. Non c'è un osservatore e una cosa osservata. C'è solo l'osservare. L'osservare è il fluire con la vita. L'osservare è non opporsi al flusso naturale. Cioè non giudicare. Questa è meditazione. La meditazione non è qualcosa che devi fare: la meditazione è l'esistenza stessa. L'accadere. Il succedersi delle stagioni. La vita e la morte.

La meditazione è un antico stagno dove una zanzara riposa su una foglia, i pesci ascoltano il suono del silenzio e una rana salta producendo un suono che immediatamente scompare nella memoria dell'esistenza. La meditazione è l'osservazione di tutto ciò che continuamente nasce, cresce e scompare in noi. Idee, pensieri, sensazioni, emozioni, azioni, passioni. La meditazione è l'osservazione di tutto ciò che continuamente nasce, cresce e scompare fuori di noi: infatti chi è questo "noi" separato da ciò che è fuori? Non esiste un noi, non esiste un io. E' come un vecchio stagno antico dove la zanzara sta sonnecchiando sulla foglia, i pesci ascoltano il silenzio e una rana si tuffa producendo un suono che rapidamente scompare nell'aria senza lasciare traccia. C'è forse uno stagno, una zanzara, una foglia, alcuni pesci, una rana e un suono? Io vedo piuttosto un insieme di elementi che continuamente interagiscono e mutano per formare la vita. Ci sono io o ci sei tu? Ci siamo io e tu. In un insieme che dà senso alla vita. Non un senso dato dalla mente e frutto del giudizio, ma un senso artistico e silenzioso. Un senso nuovo. Mai conosciuto. E se accade l'osservare in me, accade anche l'osservare fuori di me. Non sono due fenomeni separati. Poiché ciò che accade fuori è ciò che accade dentro: come riesco infatti a osservare ciò che accade fuori, e a interagirvi, se questo "fuori" non è anche presente "dentro" di me. E chi è quindi questo me? Sono una goccia dissolta nel tutto... Ciò che osservo all'esterno deriva dai miei sensi: occhi, orecchie, olfatto, tatto, gusto. Ciò che è fuori è già dentro di me altrimenti non potrei dire che esiste. Se qualcuno mi deprivasse di ogni senso, come potrei dire che esiste un "esterno" a me? Perché l'esterno non riuscirebbe più ad entrare ed io non lo percepirei più. Lo percepisco solo se è già in me. La meditazione è l'osservazione di tutto ciò che continuamente nasce, cresce e scompare dentro e fuori di noi: ma dov'è questo "noi"? Lo identifichi con l'epidermide? E' quello il muro che ti separa dall'esterno? Eppure in ogni momento sei all'esterno perché stai percependo il mondo. E quando non lo percepisci, che cosa accade? Semplicemente il mondo non sta accadendo. La meditazione è ciò che accade. Ed a volte capita che accada il "non-accadere". E quando non percepisci te stesso cosa accade? Che tu non stai accadendo. Ma che cos'è quindi questa percezione se non il mondo e te stesso che state accadendo in simultanea, che state scambiando qualcosa, che vi state relazionando? Ecco cos'è la meditazione. Meditazione significa osservare. Non osservare con giudizio; ovvero: non osservare staccandosi da ciò che accade, cioè identificandosi con un "osservatore". Se non c'è osservatore, accade un fenomeno definito osservare. Esso è la sincronia fra ciò che accade dentro e ciò che accade fuori. Ma in definitiva, è semplicemente un osservare poiché non esiste un dentro e un fuori, un tu ed io. C'è solo un accadimento. Un antico stagno: un luogo apparentemente immutabile come uno stagno immobile e per questo apparentemente antico. Come la memoria, il passato: luoghi apparentemente immutabili. Una rana salta. Molecole d'aria che si spostano. La rana che velocemente si appresta a cadere nell'acqua, ma che non ha ancora raggiunto lo stagno. L'aria fresca stuzzica la sua pelle. Ma c'è forse una differenza? C'è differenza fra l'aria, la pelle della rana, e la rana stessa? C'è differenza fra ciò che la rana percepisce e ciò che sta accadendo? O forse aria, rana e sensazione tattile e quindi emotiva sono un tutt'uno? Ed ecco che la rana tocca l'acqua. Un suono. C'è forse una differenza fra acqua, rana e suono. C'è differenza fra stagno antico, rana, suono d'acqua? C'è differenza fra i tuoi ricordi, tu e ciò che senti ora?

Un'istantanea perfetta che muta in ogni attimo ed in ogni attimo c'è una situazione diversa, una foto diversa. Una rana che salta, che si avvicina allo stagno, che tocca il pelo dell'acqua, che si immerge... un suono. Ogni fotogramma completo in se stesso. Ed in ogni fotogramma non c'è nulla di separato: una rana, il colore verde della sua pelle, lo sfondo azzurro del cielo, le varie tinte della vegetazione circostante. Potresti forse dire che queste cose sono fra loro separate? Io dico che è un tutt'uno. E alla fine un suono. Eterno. Istante eterno: una foto che rimarrà per sempre. Immortale. E allo stesso tempo già scomparsa... La rana non c'è più. Il suono se n'è andato. E sullo stagno un immutabile silenzio come se nulla fosse mai accaduto. Un silenzio che ancora una volta non è diverso dal lago e dalla sua vegetazione. Non è diverso dalla zanzara che riposa sulla foglia. Non è diverso dai pesci che dormono sott'acqua e dalla rana che un istante prima si è tuffata. Questo è meditazione. Osservare. Non da un punto di vista esterno alla scena, ma un osservare che accade continuamente e che si chiama vita. Un osservare che è un fenomeno non separato dall'accadimento presente. Antico stagno Una rana salta Un suono d’acqua. Silenzio.