2° CIRCOLO DIDATTICO MINTURNO-SCAURI Convegno Nazionale di studi EDUCARE LE EMOZIONI, I SENTIMENTI, LA RAGIONE

Promuovere le competenze trasversali con la didattica orientativa
Flavia Marostica Marina di Minturno, 28-29 aprile 2011

PREMESSA

L’orientamento formativo o didattica orientativa/orientante è un segmento di ORIENTAMENTO
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Orientare significa porre l’individuo nella condizione di prendere coscienze di sé, di progredire per l’adeguamento dei suoi studi e della sua professione rispetto alle mutevoli esigenze della vita con il duplice obiettivo di contribuire al progresso della società e raggiungere il pieno della persona.
Raccomandazione conclusiva sul tema dell’orientamento del Comitato di esperti al Congresso internazione UNESCO a Bratislava (1970)

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L’ORIENTAMENTO

• comprende tutte le azioni professionali di aiuto (orientare) • tese a costruire/potenziare la capacità della persona/soggetto/individuo di auto-determinazione (orientarsi)
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Le linee della UE nell’ultimo decennio

● Memorandum del 2000 ● Rapporto DESECO dell’OCSE del 2003 ● Risoluzione dedicata del 2004 ● Raccomandazione competenze chiave del 2006

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Quindi l’UE ci indica DUE STRADE:

● saperi di base per tutti ● padronanza di abilità/competenze trasversali
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L’orientamento nella scuola in Italia complessivamente
1995 inizio svolta (orientamento alle superiori) 1997 DM 245 (università e orientamento a scuola) 1997 Direttiva 487 (orientamento processo verticale e reti) 1999 DPR 275 autonomia scolastica e orientamento 2001 riordino del Titolo V della Costituzione 2009 Linee guida 2009 Costituzione del FORUM dedicato Tutte le Indicazioni per i curricoli parlano di orientamento
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QUINDI:
• l’orientamento è una parte fondamentale del percorso di apprendimento e maturazione dei giovani • dai 3 ai 19 anni sia dentro le discipline sia accanto alle discipline: •• orientamento formativo o didattica orientativa/orientante e •• azioni di orientamento
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Nella letteratura un contributo fondamentale di M. L. Pombeni: DIFFERENZIARE
• Differenziare le azioni • Differenziare le professionalità • Differenziare la formazione
(Pombeni 2000-2001)

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LE AZIONI DI ORIENTAMENTO NELLA SCUOLA

ATTIVITÀ

AZIONI
orientamento formativo o didattica orientativa/orientante in itinere

ATTORI
docenti delle discipline nelle discipline

OBIETTIVI
abilità e conoscenze cultura del lavoro competenze orientative generali

Formazione

Informazione

erogazione reperimento utilizzo in itinere azioni di autovalutazione educazione alla scelta consulenza breve consulenza di gruppo sostegno alle transizioni in itinere consulenza counselling orientativo conselling psicologico bilancio competenze

operatori esterni

conoscenze dei percorsi formativi e lavorativi

Tutorato o
accompagnamento

tutor della scuola tutor esterni

competenze orientative specifiche di monitoraggio

Orientamento specialistico

operatori specializzati di altri sistemi

competenze orientative specifiche di sviluppo

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Nella letteratura un altro contributo centrale di M. L. Pombeni: LE COMPETENZE ORIENTATIVE
«insieme di caratteristiche, abilità, atteggiamenti e motivazioni personali che sono necessari al soggetto per gestire con consapevolezza ed efficacia la propria esperienza formativa e lavorativa, superando positivamente i momenti di snodo»
(Pombeni 2000-2001)
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Si distinguono in:

• competenze orientative generali • competenze orientative specifiche

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Le competenze orientative specifiche
sono quelle «finalizzate alla risoluzione di compiti definiti e circoscritti che caratterizzano le diverse esperienze personali (orientamento scolastico e professionale)»; sono relative a «una sfera di vita specifica, hanno a che fare con il superamento di compiti contingenti e progettuali»; «si sviluppano esclusivamente attraverso interventi intenzionali gestiti da professionalità competenti», attraverso cioè le cosiddette azioni orientative. Al loro interno si possono ulteriormente distinguere in: • competenze di sviluppo • competenze di monitoraggio
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Le competenze di sviluppo
dell’esperienza formativa e lavorativa personale consistono nella capacità di costruirsi una prospettiva e «di progettare l’evoluzione della propria esperienza, compiendo delle scelte», di sapersi orientare autonomamente, di elaborare/realizzare un piano per il futuro
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Le competenze di monitoraggio
consistono nella capacità di fare un bilancio delle esperienze formative (saperi e procedure acquisiti e risultati), lavorative, esistenziali pregresse o in corso, di «tenere sotto controllo l’andamento della situazione personale al fine di prevenire disagi e insuccessi», di sapersi orientare nella continuità
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Le competenze orientative generali o di base
sono quelle «finalizzate principalmente ad acquisire una cultura ed un metodo orientativo» (orientamento personale) e sono propedeutiche allo sviluppo di competenze specifiche; si acquisiscono durante l’età evolutiva (scuola, agenzie formative, famiglia), anche se attraverso modalità diverse:
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Attraverso:
● «esperienze spontanee, in cui l’obiettivo consapevole non è quello di contribuire al processo di orientamento», informalmente, ● «azioni intenzionali, finalizzate a sviluppare una mentalità o un metodo orientativo attraverso i saperi formali (per esempio attraverso la didattica orientativa)»
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Non sono innate ma si apprendono attraverso esperienze mirate
A scuola si acquisiscono ● quelle generali attraverso l’orientamento formativo o didattica orientativa/orientante che, spezzando le competenze (idea complessa che comprende conoscenze dichiarative, conoscenze procedurali e altro) in abilità e saperi per renderle insegnabili con apposite strategie e modelli di progettazione, danno i prerequisiti per costruire poi ● quelle specifiche, prima quelle di monitoraggio e poi quelle di sviluppo, attraverso apposite azioni di accompagnamento e di consulenza condotte, in parte, da operatori di altri sistemi (Formazione Professionale, Centri per l’Impiego, Università)
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Si tratta in ogni caso di macrocompetenze

che vanno gradatamente scomposte fino ad individuare
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● traguardi (praticabili)
conoscenze abilità competenze in grado di essere prerequisiti per l’orientamento (competenze orientative generali/propedeutiche)

● modalità ottimali per raggiungerli
le strategie e i modelli di progettazione più idonei per renderle insegnabili/costruibili a scuola

● uno schema interpretativo
dedotto dalla letteratura sull’apprendimento e quindi immediatamente traducibile in operatività didattica
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Tenuto conto che:
La scuola • è un’istituzione dedicata alla formazione/istruzione/educazione • attraverso le discipline formali • in un apprendimento sociale (gruppo)
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OGNI «DISCIPLINA»
è il prodotto dell’elaborazione fatta nel tempo dagli studiosi (professionisti della ricerca) i quali hanno letto e interpretato alcuni aspetti della realtà sulla base di uno specifico statuto epistemologico che regola e formalizza la loro ricerca affinché abbia fondamenti rigorosi e riconosciuti e sia comunicabile; è anche un sistema di ordinamento delle conoscenze e comprende quel patrimonio di saperi, informazioni, concetti, idee, procedure logiche e metodologiche che si reputa indispensabile conse-gnare alle nuove generazioni (memoria, identità)
(Marostica 2009)

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Ogni disciplina è dunque:

● un campo di conoscenze ● una struttura concettuale ● una struttura sintattica
(Marostica 2005)
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ciascuna disciplina è dunque anche un modello di conoscenza: fornisce modalità di conoscenza e strumenti di comprensione la struttura sintattica è la parte più importante per l’insegnamento/apprendimento, quella nella quale risiede principalmente la sua valenza formativa/orientativa
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L’ORIENTAMENTO FORMATIVO O DIDATTICA ORIENTATIVA O DIDATTICA ORIENTANTE
«azioni intenzionali finalizzate a sviluppare una ‘mentalità’ o un ‘metodo orientativo’, a costruire/potenziare le competenze orientative generali ovvero i prerequisiti per la costruzione/potenziamento delle competenze orientative vere e proprie, usando le discipline in senso orientativo, individuando in esse le risorse più adatte per dotare i giovani di capacità risorse spendibili nel loro processo di auto-orientamento e guidandoli a imparare con le discipline e non le discipline.»
(Marostica 2004)

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«La didattica orientativa o orientamento formativo deve essere, dunque, presente in tutte le attività formative: si tratta di reinterpretare i curricoli scolastici secondo un’ottica orientativa, funzionale e organica alle azioni di orientamento vero e proprio, in modo da mettere i giovani in grado di cominciare ad auto-orientarsi, maturando la capacità di elaborare progetti di vita e di lavoro e di scegliere autonomamente, a partire dall’analisi dei propri interessi e delle proprie attitudini nei confronti degli ambiti disciplinari e da alcune prime grandi opzioni di fondo fino ad individuare un progetto ottimale alle condizioni date»
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Conditio sine qua non:

UN MEDIAZIONE DIDATTICA EFFICACE
che abbia come criteri anche: ● INTENZIONALITÀ ● SIGNIFICATO ● TRASCENDENZA
(Feuerstein 1995)
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I QUATTRO PILASTRI
sostengono l’orientamento formativo o didattica orientativa/orientante, ● due riguardano il cosa (cosa insegnare/apprendere per, cosa utilizzare delle risorse disciplinari per) ● due riguardano il come (con quali strategie di insegnamento e con quali modelli di progettazione) ciascuno indispensabile e complementare agli altri tre, per mirare «intenzionalmente» e «effettivamente», con buone e solide probabilità di successo, all’acquisizione da parte dei giovani di competenze orientative generali
(Marostica 2008)
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Il cosa 1. I traguardi di apprendimento significativi per l’orientamento: abilità/competenze trasversali
● abilità comunicative (linguaggi quotidiani, linguaggi delle discipline, linguaggi logici) ● abilità cognitive (logiche e metodologiche) ● abilità e strategie metacognitive (abilità di riflessione e decentramento) ● abilità e le strategie metaemozionali (abilità personali e sociali)
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abilità trasversali non strettamente disciplinari ma costruibili lavorando con tutte le discipline se c’è questa intenzione/attenzione attivamente praticata abilità anche trasferibili in altre situazioni/contesti se c’è intenzione/attenzione attivamente praticata di accompagnare i giovani ad applicarle in altri campi gradatamente sempre più distanti da quelli di apprendimento (transfer, bridging).
(Marostica 2006, 2008, 2009, 2010)
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Il cosa 2. I traguardi di apprendimento significativi per l’orientamento: conoscenze disciplinari dichiarative e procedurali
● conoscenze dichiarative ((saperi minimi e saperi per il lavoro e per la vita) ● procedure disciplinari (abilità) (comunicative e logiche/metodologiche) per conoscere il mondo contemporaneo per sapere come agire in esso da diverse angolature
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Il come 1. Le strategie di insegnamento funzionali alle strategie di apprendimento
strategie e tecniche di insegnamento funzionali all’acquisizione di strategie e tecniche di apprendimento didattiche di tipo laboratoriale esperienze di apprendimento guidato/sostenuto relazioni costruttive e collaborative funzionali all’acquisizione di senso di autoefficacia
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Il come 2. Progettazione lavoro d’aula per sostenere/certificare l’apprendimento
segmenti/moduli/unità di apprendimento comprensivi anche di: ● attività/esercizi/esperienze di apprendimento ● strumenti dettagliati per l’apprendimento ● costruzione di prodotti (compiti di realtà o soluzione di problemi) ○ per la valutazione e ○ per l’autovalutazione
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Non è solo una buona didattica è una didattica specificamente mirata all’acquisizione graduale ma continua, tutti i giorni non solo in alcuni momenti cruciali nell’arco dei 13 anni di scuola nelle forme più idonee alle diverse età di competenze orientative generali o di base e e di strategie di fronteggiamento (coping)
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SCHEMA ORIENTAMENTO FORMATIVO O DIDATTICA ORIENTATIVA/ORIENTANTE
Dall’orientamento e dalle competenze orientative specifiche ai traguardi IL COSA

COMPETENZE ORIENTATIVE GENERALI ⇓ Abilità osservabili e misurabili ● comunicative ● cognitive (logiche e metodologiche) ● metacognitive ● metaemozionali (personali e sociali) (Marostica 2006, 2008, 2009, 2010) Conoscenze Saperi minimi per il lavoro e per la vita

CONOSCENZE, ABILITÀ, COMPETENZE Conoscenze disciplinari ● dichiarative ● procedurali Procedure disciplinari ● comunicative (linguaggi) ● logiche e metodologiche per conoscere il mondo contemporaneo e per sapere come agire in esso da diverse angolature 35

PER CON Flavia Marostica

Dalla mediazione alle strategie e ai progetti operativi (curricoli e moduli) IL COME

DURANTE Strategie e tecniche di insegnamento funzionali all’acquisizione di ● strategie e tecniche di apprendimento ● strategie di coping didattiche di tipo laboratoriale esperienze di apprendimento apprendimento sociale guidato/sostenuto Relazioni costruttive e collaborative funzionali all’acquisizione di ● senso di autoefficacia

PRIMA Progettazione dettagliata del lavoro d’aula in segmenti/moduli/unità di apprendimento comprensivi anche di: ● attività/esercizi di apprendimento ● strumenti dettagliati per l’apprendimento ● costruzione di prodotti (compiti di realtà o soluzione di problemi) ○ per la valutazione e ○ per l’autovalutazione

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il soggetto «competente» è «un individuo che può avere un’età qualsiasi e che si è impadronito delle conoscenze e delle abilità di una disciplina o di un ambito conoscitivo e sa applicarle correttamente in situazioni nuove»
Howard Gardner, Educare al comprendere. Stereotipi infantili ed apprendimento scolastico, Feltrinelli, Milano 1993.

«una mente può essere modellata alla disciplina, ma, ahimè, una mente educata in senso disciplinare, oggi da sola non basta più»
Howard Gardner, Cinque chiavi per il futuro, Feltrinelli, Milano, 2006

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Riferimenti minimi
Giovanna Boda, Life skill e peer education. Strategie per l’efficacia personale e collettiva, La Nuova Italia, Milano 2001. Gaetano Domenici: Manuale dell’orientamento e della didattica modulare, Editori Laterza, Roma-Bari, 1998 Renato Di Nubila, La valenza formativo/orientativa del sapere disciplinare in Flavia Marostica (a cura di), Orientamento e scuole superiori, IRRSAE ER, Edizioni Synergon, Bologna 1995 (Atti Convegno 1992); Orientamento formale e non formale come processo formativo in «Professionalità» n.76/2003. Maria Luisa Pombeni: La consulenza nell’orientamento: approcci metodologici e buone pratiche, in «Professionalità» n. 65/ 2001; Criticità e indicazioni strategiche per lo sviluppo di un sistema territoriale di orientamento, Relazione intro-duttiva al 1° Forum nazionale dell’orientamento di Ge-nova (14-18 novembre 2001); Finalizzare le azioni e differenziare le professionalità in Anna Grimaldi (a cura di) Orientamento: modelli, strumenti ed esperienze a confronto, ISFOL, FrancoAngeli, Milano 2002. Mario Viglietti, Orientamento: una modalità educativa permanente, SEI, Torino 1989 Flavia Marostica 38

Indicazioni per la Bibliografia
Per un ampia bibliografia su orientamento e didattica orientativa si rimanda al sito: www.orientamentoirreer.it Per un curricolo di storia della scuola di base in chiave orientativa si rimanda al sito: www.storiairreer.it flaviamarostica@katamail.com
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Grazie per l’attenzione
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