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Lettera aperta al Sig. Franco Angelotti, a seguito delle sue dichiarazioni rilasciate in data 13/10/2012 http://www.

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Buongiorno, non è mia abitudine intromettermi in questioni che riguardano le sfere politico-dirigenziali, non l’ho mai fatto, non mi sono mai espressa, ma questa volta, che mi auguro sia la prima e l’ultima, non posso proprio trattenermi dal farlo, essendo stata chiamata in causa in maniera poco gradevole. Ho sempre fatto appello ad una serie di principi, tra cui l’onestà e il rispetto delle regole, non ho mai prevaricato e preteso niente, e ho sempre fatto tutto con dedizione, sacrificio, e in silenzio… dunque sentire tante cattiverie gratuite, proprio non riesco a tollerarlo. Partiamo dal principio, dal suo principio, secondo cui la Fidal mi da 12mila euro l’anno per allenarmi! Bene, evidentemente c’è qualcosa che non va, visto che nella mia “borsa di studio” è previsto un fisso di euro 0,00…con una serie di premi, nel caso in cui fossi arrivata nelle prime 8 alle Olimpiadi (!!) e nelle prime 8 agli europei. Si ricorda? C’era anche lei quando l’ho firmata, ed io come voi ne possiedo una copia…. Dunque sintetizzando si può, diciamo, “tradurre così”: allenati come puoi, se puoi, quando puoi, arrangiati insomma……. poi se sarai riuscita in qualche modo ad ottenere dei risultati avrai un premio, o meglio, se riuscirai ad andare in finale agli europei, avrai un premio, (perché onestamente un 8 posto alle Olimpiadi sapevamo tutti che sarebbe stato arduo!!) Questo è il sostegno che la federazione ha previsto per Marzia all’inizio-avanzato, della stagione….le sembra una buona base economica su cui affrontare una preparazione annuale nell’anno Olimpico? La borsa di studio non diceva: stanziamo un sostegno economico perché tu ti possa allenare, perché per noi puoi valere il record italiano e il minimo per le Olimpiadi… diceva, piuttosto che rispetto all’anno prima non era cambiato un bel nulla, e che come l’anno prima mi sarei dovuta arrangiare, perché l’affitto si paga tutti i mesi, le bollette e la spesa pure, e perché i risultati non sono mai certi fino a che non si fanno! Chi avrebbe potuto garantire che avrei effettivamente raggiunto quei risultati? Fortunatamente in finale agli europei ci sono andata e il premio lo prenderò, e per completezza dico anche che oltre a quello prenderò un riconoscimento per aver fatto il record italiano, che è previsto per qualsiasi atleta che ne stabilisca uno! Dunque un premio che sta li, uguale per tutti, militari o meno, chi ce la fa, lo prende, non è un fondo che la Federazione aveva previsto per Marzia….se non ce l’avessi fatta….problema mio! Voglio essere trasparente al 100%, oltre al premio di classifica per il 6 posto agli europei ed il premio per il record italiano, ho avuto dalla federazione un riconoscimento per essere stata continua questa stagione! Ne sono infinitamente grata, perché cosi sono riuscita ad arrivare ad una cifra almeno vicina a quella di un

atleta militare, a cui però bastano 950 punti per guadagnarla, mentre a me è servita una stagione stellare per poter tirare un sospiro di sollievo! Dunque, se togliamo i premi uguali per tutti, io mi sento di ringraziare la Fidal per aver premiato la mia stagione …ma non per avermi permesso di affrontarla! Sono due cose molto diverse, e due cifre molto diverse! Ma parliamo del Cus Cagliari, la mia gloriosa società, l’unica che a suo tempo ha voluto investire su un atleta che sembrava potesse promettere qualcosa, perché, se si ricorda bene, nemmeno lei mi volle alla Camelot quando glie lo chiesi. Bene, devo molto al Cus, mi trovo benissimo ho compagne di squadra stupende, l’ambiente è sano c’è dialogo, comprensione, e io non mi sono mai negata per una gara quando mi è stata chiesta! In cambio loro sono sempre stati comprensivi con me e con i miei impegni, e hanno sempre fatto tutto il possibile per venirmi incontro, ma io non ho idea di dove lei abbia ricavato quella cifra cosi precisa al centesimo che a me non risulta!! Ma in tutto questo insieme di cose, ciò che mi sta più a cuore, non è chiarire la comunque importante questione supporto ,quanto chiarire la mia reputazione e garantire la mia personale dignità!! Mi ha dipinto come “una che non ha voglia di lavorare”, vorrei informarla che lo scorso anno, tornati da Daegu, campionati del Mondo, con 7 ore di fuso orario, mentre i miei colleghi si prendevano qualche giorno di ferie, il giorno seguente l’arrivo, io ero in ufficio, (cosi come il giorno prima della partenza!!) perché avevamo un importante congresso per cui era impossibile assentarsi oltre….Ritiene forse che gli atleti di livello internazionale debbano essere tutti lavoratori part-time? Allora perché esistono i gruppi sportivi militari, se in fondo lavorare non inficia le prestazioni in termini di tempo e qualità? Vorrei anche farle notare, cosa che non è da me, ma quando ci vuole ci vuole, che in questi ultimi anni (perché un risultato non si costruisce in un mese, ma è frutto di una crescita che dura negli anni, ma spesso di questo ci si dimentica) mentre mi allenavo per ottenere il record italiano, fermo li da 18anni, per ottenere il 9 posto ai mondiali indoor, il 6° agli europei , e per ottenere una semifinale olimpica, sono riuscita a conseguire una laurea, un master, un corso di perfezionamento, e a 30 anni mi sono iscritta ad un nuovo corso di laurea (e può giurare che lo finirò), tutto ciò grazie principalmente al mio allenatore che consapevole dell’importanza di tutto questo, anche per il mio futuro, mi ha permesso di conciliare le cose, dosando perfettamente il tempo che restava a disposizione! In questi anni intensi, mi sono sempre rimboccata le maniche, e mi sono sempre mantenuta LAVORANDO, facendo anche due lavori, uscendo di casa anche alle 6.30 quando è stato necessario, e andando al campo dopo 12 ore esatte!! Non ho certo un futuro ed un lavoro garantito, tantomeno nell’atletica, e non mi sono mai fermata! Beh alla luce di tutto questo, mi scusi se ho avuto l’arroganza di volermi licenziare a 3 mesi dalle OLIMPIADI, in cui poi sono solo arrivata in semifinale….sarà stata una mia presunzione, allora, voler avere un po’più di tranquillità, rinunciando ad un posto di lavoro a progetto, e a scadenza, che non è un lavoro part-time al CIP, è male informato, ma un progetto alla FSSI, dove l’ambiente di lavoro era del tutto ostile alla mia pratica agonistica. Dove per essermi assentata 5 giorni per andare a fare i mondiali indoor (forse una scusa per non lavorare??) sono stata “punita” perché mi assentavo troppo, o perché quando ha nevicato, e ho chiesto di uscire prima per prendere un aereo per andare ad una gara…non è stata cosa gradita, e l’aereo l’ho perso!! E con questo ho perso i soldi del biglietto, che non erano compresi nei 1000-1200 euro che lei ritiene io prenda ad ogni gara…. E sa benissimo anche lei che queste non sono affatto le cifre degli ingaggi, si parla di cifre molto inferiori , forse dovrebbe andare a rivedere la ricevuta di quanto mi ha dato lei per la Notturna di Milano, uno dei meeting più importanti d’Italia, e sa che sarebbe fortemente smentito! A me non interessano le vostre campagne politiche, io e il mio allenatore abbiamo dimostrato che si può fare sport e lavorare, si può fare sport e studiare, si può fare un record italiano quando tutti per anni ti

hanno sbattuto le porte in faccia. A me basta questo, e se qualche ragazzo in futuro saprà andare avanti nonostante tutto mi basterà. A me non interessa una poltrona in Fidal, perché sono orgogliosa di poter dire di aver sempre lottato per fare in ciò in cui credo, nell’atletica, nella vita, e nel lavoro, e sarò orgogliosa di fare, a fine carriera, un lavoro che mi sarò costruita da sola, studiando, lavorando, e investendo su me stessa! Non ho bisogno dell’assistenzialismo volto ad atleta di 30 anni, su cui lei non reputa giusto che la federazione investa …ma se lei ci facesse caso….16 atleti su 33 presenti a Londra, avevano un età compresa tra 29 e 39 anni, dunque non mi sento poi così fuori età. Ma nonostante questo io il prossimo anno sarò li in pista a farle vedere quello che sono in grado di fare, anche adesso che oltretutto ho ripreso a lavorare!

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