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Ufficio di Bruxelles Servizio di Collegamento con lUnione europea dellEmilia Romagna 05 ottobre 2012 Facing Youth Unemployment What

at can the EU and the local-regional level do together? Affrontare la disoccupazione giovanile Cosa possono fare LUE e gli organi regionali-locali assieme? Il convegno aveva lobiettivo di analizzare le possibilit di cooperazione tra Europa e regioni per affrontare il tema della disoccupazione giovanile. Oltre ai rappresentati di diverse realt locali, tra cui quella romagnola, sono intervenuti membri di diverse Direzioni Generali della Commissione europea. Il tema della disoccupazione giovanile una problematica di un certo rilievo a livello europeo: in media un giovane su cinque disoccupato, ci sono circa 7,5 milioni di giovani senza lavoro che non stanno allo stesso tempo studiando e il tasso di disoccupazione giovanile, che varia mediamente tra il 20 e il 23%, in certi stati membri arriva fino al 50%. Anche a livello regionale, in alcune zone il tasso di disoccupazione giovanile arriva al doppio della media europea. La situazione non inoltre destinata a migliorare rapidamente, secondo stime che prevedono linizio di una ripresa dalla crisi economica non prima del 2014. LUnione europea ha recepito lesistenza di un problema, e ha posto la questione in agenda, anche se stato riconosciuto che lesigenza di consolidare il budget e condurre politiche di austerity non si combina facilmente con politiche di stimolo alla crescita. Vista lesigenza di contenere la spesa europea, la priorit quella di garantire lefficienza nellutilizzo dei fondi strutturali. Per ottenere laccesso ai finanziamenti si rende quindi per le regioni indispensabile il rispetto di tre punti chiave: - fare scelte dazione mirate e specifiche, il pi possibile in linea con lagenda europea - stabilire degli obiettivi precisi e dettagliati per i propri progetti - sviluppare pacchetti integrati: ossia garantire la capacit di azione coordinata da parte di vari settori nella realizzazione dei piani da finanziare Dagli interventi di esposizione di vari relatori sono emerse differenze nelle situazioni precise delle diverse realt locali, con alcune similitudini: la difficolt nella stimolazione dellimprenditoria, dellavvio (start-up) e nel mantenimento in vita di unattivit commerciale sostenibile da parte dei cittadini, la difficolt di preparare i giovani allinserimento nel mondo del lavoro e il problema dellemarginazione definitiva dal mondo del lavoro per coloro che ne restano per troppo tempo esclusi. Sono state inoltre espresse richieste daiuto nellistituzione di fondi per attivit di prevenzione della disoccupazione tra le fasce giovani della popolazione (tra gli 11 e i 19 anni), per evitare di arrivare in seguito a casi di disoccupazione cronica. Gli strumenti principali dellUnione europea per affrontare il problema della disoccupazione giovanile sono due: lallocazione di fondi di finanziamento e la veicolazione delle conoscenze di best practice, ossia di soluzioni che si sono dimostrate efficaci. Nel corso della conferenza sono stati offerti in questo secondo ambito numerosi suggerimenti. Il primo riguarda la promozione di percorsi di apprendistato, secondo il modello offerto dal mondo tedesco, che prevede un iter di studio strettamente affiancato con la pratica di lavoro, in modo da garantire lesistenza di conoscenze effettive immediatamente spendibili gi alla fine della formazione dello studente. Una simile pratica permette di ridurre il distacco presente tra mondo accademico e mondo del lavoro e i costi di formazione per le imprese. E poi stato riscontrato che in molti casi la disoccupazione giovanile non causata dalla mancanza di lavoro, quando dalla scarsa coordinazione tra lofferta formativa e domanda effettiva di capacit. Un secondo suggerimento riguarda la possibilit di stimolare limprenditorialit: secondo le stime europee il numero di persone che dichiara di essere positivamente orientato verso la scelta della

libera professione in calo, in correlazione probabilmente con la situazione di crisi, con una media europea sotto il 50% rispetto ad esempio a quella del 71% in Cina. Per favorire lenterpreneurship va proposta una specifica educazione che non sia solamente finalizzata alla creazione di lavoratori con conoscenza, ma che invece consolidi anche altre capacit imprenditoriali dellindividuo come ad esempio creativit, iniziativa, responsabilit e capacit sociali. Percorsi di educazione che stimolano queste basi portano ad un risultato tre volte maggiore, in quanto al numero di attivit di business avviate con successo, rispetto ad altri meno focalizzati su questo obiettivo. Secondo le statistiche, inoltre, tra coloro in possesso di queste skills, l89% , invece del 59%, trova lavoro dopo la formazione. I cittadini che intendono intraprendere la libera professione vanno poi seguiti con attivit costante di valutazione e di supporto nel corso della creazione della propria attivit imprenditoriale sul territorio, in modo da favorirne il successo. Un ulteriore suggerimento, sempre legato al tema dellimprenditorialit, il miglioramento dellattitudine generale verso il fallimento. In questo senso viene preso come esempio il modello statunitense, in cui il fallimento di unattivit commerciale non viene stigmatizzato e ne vengono apprezzati gli aspetti positivi, nel caso in cui permetta allimprenditore di ricominciare con cognizione di causa e ottenere il successo. Corollario necessario al funzionamento di un simile modello, in cui limprenditore impara dai propri errori sul campo, la riduzione dei tempi burocratici e dei costi di avviamento di unimpresa. Il terzo suggerimento dellUnione europea legato al tema della mobilit. E riconosciuto il valore aggiunto della mobilit nello sviluppo dei talenti e del successo. Il cittadino che si muove ha loccasione di confrontarsi con pratiche diverse, di imparare, di consolidare la propria sicurezza, e di sviluppare nuove idee, oltre che di migliorare le proprie capacit e conoscenze. Inoltre la mobilit offre la possibilit di creare reti di contatti utili allo sviluppo di unattivit commerciale di successo. LUnione europea incoraggia pertanto lo sviluppo di percorsi che consentano al cittadino di spostarsi. Al momento in corso la sintesi dei diversi programmi di mobilit dellUnione europea in un unico quadro, il programma Erasmus for all che dovrebbe essere formalizzato nel 2014, e che, secondo la proposta della Commissione, dovrebbe ricevere un aumento del budget del 70%. In questo programma convergeranno gli attuali programmi di educazione (LLP), sportivi, Youth in Action, Erasmus Mundus ed altri. E stata rammentata la possibilit per i giovani imprenditori di partecipare al programma Erasmus for young Enterpreneurs, che consente a cittadini che stanno avviando la propria prima attivit imprenditoriale di fare unesperienza da uno a sei mesi in unazienda allestero, ricevendo un finanziamento europeo che copre fino al 60% dei costi. Per fasce di et pi giovani invece c il programma Youth in Action, diviso in vari capitoli (uno di quali il Servizio Volontario Europeo), che finanzia la mobilit e la partecipazione a progetti internazionali e lapprendimento non formale di competenze.

8 ottobre 2012 - Sergio Fischer Link utili, informazioni per lapprofondimento e contatti: Progetto Jobtown: http://urbact.eu/en/projects/active-inclusion/jobtown/homepage/ Progetto Youth in Action: http://eacea.ec.europa.eu/youth/index_en.php Erasmus for Young Enterpreneurs: http://www.erasmus-entrepreneurs.eu/