Jfc PRIMO LIBRO DEL PENTATEUCO

OS$IA.

LA G E N E S I

PREFAZIONE
11 Pentateuco tutto, siccome è opera di un solo autore Uose, così *& Ì'utto ™Sie™"* sol libro, ed è citato nel Nuovo Testamento col titolo di libro di Mosè , ovvero col nome ai Legge. La divisione però di esso in cinque libri è molto giusta , e ad Esdra si atinbwc* comunemente. Il nome, che è dato nella nostra Volgata a questo primo libro viene dalla tradazione «te'iXX, i quali lo intitolarono Genesi, vale a dire Generazione , perchè m esso è descritta la creazione dit tutte le cose, e si raccontano le generazioni de patriarci da A bramo in poi. Neti' Ebreo questo libro ( come gll altri quattro ) prende il nome ^aprima parola, da cui egli comincia, Beresith, ovvero Berescitb, Al principio. Tutta la Genesi si può distinguere Ì*&aMro P**à* *<&* 1**** la ^ ma contiene ti retivi* del &«tr**ma»o d« Adamo fino ài diluvio, Genesi V IM* *« tonda abbracci* tutto il tempo , che corre da Noè fino ad Abramo, dal- capo rii. fino al Xll. La tersa descrive le a*iom di Àbramo fino alla sua morte, capa XXr. Nella quarta si narrano i fatti à" Isacco, di Giacobbe e di Giuseppe fino alla morte di questo gran patriarca. Ella è opinione assai comune^ tra gli Interpreti, che la Genesi fu scritta da Uose ndV Arabia allora quando Iddio disgustato coeli Ebrei per le loro mormorazioni, e petla lor miscredenza, li condannò a consumare quaranC anni nel girare attorno pellegrinando

per quel vasto 'dì&er'to. In tal luogo adunque Mosè diede principio ad istruire e formare ii popolo commesso dal Signore al suo governo , rimettendogli davanti agli occhi le gran verità della Religione , sulle quali dovea poscia inalzarsi tutto t edifizio della sua legislazione. Quindi è descritta la creazione dell universo, f origine del genere umano > la felicità del primo uomo creato da Dio a sua immagine e somiglianza ( felicità, di cui avrebber goduto i suoi discendenti, se egli non avesse disobbe» dito al suo Creatore ) ; la corruzione generale degli uomini punita da Dio coli' universale diluvio», da cui il solo Noè colla sua famiglia è salvato nelf arca ; la confusion delle lingue, e la divisione della tèrra tra'figliuoli dì Noè, la separazione di uno de' discendenti di Sem per essére il padre de* credenti, e lo stipite del po* •poi di Diot è finalmente la vita de' patriarcha da A bramo fino a Giuseppe. Tali sono i gran» diosi oggetti che ci son messi davanti in que'sto libro. L' autore di esso, il più grande in» siemet e il più antico di tutti gli storicit ci dà una continuata notizia di tutti que s ecoli^ intorno a' quali gli scrittori prof ani più antichi è più celebri non altro han potuto a noi tramandare , se non mère favole, ovvero confuse e alterate tradizioni del vero. Quello però che sopra tutte le altre storie rende infinitamente -preziosa e venerabile quella di Mosè, egli èt che te essa si ha la storia della Religione da ideiamo fino a quel tempot in cui, mediatore lo stesso Mosè) fermò Dio la grande alleanza to' figliuoli d* Israele, e li fece suo popolo. Cosi £ uomo cristiano trova nella Genesi non solo là cognizione perfetta del vero Dio , e dei

45

suoi attributi ; ma di piai lumi necessarii per conoscere A-è stesso , e la naturale sua mise' ria, onde è condotto ad alzare la mente e il cuore verso quel celeste Liberatore , la grazia di cui può non solamente scioglierlo dal peccato, ma ancor sostenerlo in mezzo alle tentazioni della vita presente ; vi trova i documenti gravissimi di pietày e innumerabili esempli di ogni virtù Ì7t que* santissimi uomini, la fede de' quali, degna dell' Evangelio, a cui pur appartenneroy è celebrata dagli scrittori santi del Nuovo Testamento, e dal medesimo Gesù Cristo : vi trova finalmente i misteri dello stesso Cristo, e della sua sposa la Chiesa, figura* ti e predetti ne" fatti più illustri, e negli avvenimenti , e negli stessi personaggi più rag" guarde.voli, de' quali in questa divina storia ragioitasi. Imperocché, come notò s. Agostino, Di que' santi, i quali furono anteriori di tempo alla natività del Signore, non solo le parole, ma anche la vita, e i maritaggi, e i figliuoli, e le gesta furono profezia di questo tempo, in cui nella f*de delia passione di Cristo è adunata di tutte 1? genti la Chiesa ; onde giustamente afferma s. Ireneo, che ogni lettera di Mosè è parola di Cristo : Literae Mosis verba sunt Chrisli.

1k LIBRO DELLA GENESI,
CAPO PRIMO. Della creazione del mondo. Distinzione^ e ornato delle cose create* Formazione dell'uomo, a cui Dio sottopone tutto quello ché àvea creato» i. A.lprincipiocreò i, (i) in principio creavit Deus coelum et Dio il cielo e la lerra. lerram. (i) Ps. 32. 6. i35.5. Ecc/. 18. i.Act. \k> *4« 17. 24.
Vers. i. Al princìpio creo Dio te. Con*queste parole Mosè fa io primo luogo conoscere, che il mondo non è eterno , ma ha avuto un principio, togliendo cosi di mezzo le false idee degli antichi filosofi: ««condola conoscere Palliare stesso del mondo e della natura : ed è cosa da notar»!, ebe in tutta la «oria della creazione \ la stessa vóce adopera Mo s è a significare il Creatore del mondo. Questa voce esprime la potenza di Dio , colla quale non solo creò il tutto , ma il tutto ancora conserva e governa: questa voce è nel numero plurale, onde letteralmente si tradurrebbe: A principio gli dii creo. Lo che non solamente ad Origine ,a s. Girolamo e a s . E p i f a n i o , ma anche a qualche antico Rabiuo parve argomento della unità di essenza, e della pluralità delle persone , che è in Dio. La parola originale, che noi espoughiaruo con quella creo , questa parola benché non sempre significhi trarre dal nulla, ha nondimeno questa significazione principalmente; e io questo luogo evidentissimamente esprime la creazione dal nulla : verità confermata eziandìo dalla Scrittura (Maoh, n. cap. vii) oltre il consenso degli antichi, e moderni Interpreti. 11 cielo , e la terra, S. Agostino per queste due cose intese tutta la materia creata dal nulla : della qual materia doveva poi formarsi il cielo e la terra, e tutte le cose, che nel!' uno e nel 1* altra compiendomi; «ode il comedi cielo, come quello di terra sono qui messi anticipatamente j Z» i, de Gcnt coni. Hfunich.

2. Terra autem erat inanis et vacua, et *e* nebrae erant super fa* ciem abyssi : et spiri' tus Dei ferebatur super aquas. 3, Dixìtque Deusi(\) Fiat lux. Et facta est lux.

(O Helr. 11.3.

2. E la terra era informe e vota, e le tenebre erario Sopra la faccia dell' abisso : e lo spirito di Dio si movea sopra le acque. 3. E Dio disse : Sia fatta la luce . E la luce fu fatta.

cap. vii..Simile a quésta è la sposizione dì s. Gregorio Nisseno. Alcuni moderni Spositori ,Pererio ec. hanno credito che sotto il nome di cielo s' intendano i corpi celesti, e sotto il nomq di terra il globo stesso terrestre coi!' acqua , col fuoco, e coli' uria, ond' «circondato lò stesso globo. Forse è più naturale e semplice il dire, ebe Mosè racconta qui ingenerale la creazio ne dell'universo, di cui le parti principali sono il cielo e la terra.per venire dipoi alla descrizione particolare di ciascuna parte. Mosè tutto inteso a risvegliare nell'uomo l'idea del suo Creatore, e il sentimento della bontà, colla quale questi avea crea* te tante cose per lui, non parla della creazione degli Angeli, i quali, secondo il parere de' più antichi Padri greci e latini furono primogeniti traile opere di Dio (Basii. Nazianz Hieron. «e ). e più probabilmente creati nei primi momenti del primo giorno. * Creo Dio il cielo e forse gli angeli insiem con esso, poiché non dicesi informe e vuoto come la terra, sebbene non accora ornato degli astri. Vers. 2. La terra era informe e vola. Era una massa priva di tutti quegli ornamenti, ond' ella fu poscia abbellita, animali , piante, erbe ec.JPWi Hai. xxxi t. 11. Jerein, »v. a3. Le acqua sono comprese insieme colla terra. È le tenebre erano sopra la faccia dell* abiuo: e lo spirito ec. Da no passo di Giobbe xxxvm g. sembra chiaro, che que* stè tenebre non erano una semplice privazione di luce , tua una specie di caligine, che investiva tutta la mole delle acque, e le ingombrava. Dov'eri tu, (diceOio a GiobbeJ quond1 io involgeva nella caligine il mare, come un bambino nelle suefaicfì Lo spirito che si movea sopra le acque, egli è lo Spirito Santo ? Spirito vivificante , il quale infondeva nelle acque la virtù di produrre i rettili, i volatili,i pesci, eg. * Lo spirilo dì Dio era portalo, aleggiava: cosi, secondo alcuni, l'Ebreo. Veri. 3. E Dio disse ec. -Fino a nove volte osservano gl'Interpreti, che è ripetuta questa pai'oh io questo racconto della

4. Et vidìt Deus tu• em , quod esset bona-, etd'wisit lucem a tene* oris. 5. Jppellavìtqiie hiceni diem , et lenebras fioclem. F ac tum que est vespere et mane dies unus.

4» E Dio vide, che Ja luce era buona : e divise la l u c e dalle tenebre. 5. K la luce n o m i n ò giornee le t e n e b r e noiLo. E della sera e de!la m a t t i n a s i compiè il primo giorno.

creazione delle cose , indueendo cosi Mosè la parola di Dio f o sia il Verbo di Dio ) come p r i n c i p i o dell' essere di t u t t e le cose , p e r c h è queste cose tutte per lui furori falle.. Joan. i. Vedi q u e l l o che ci è detto in (juel luo^o. Sia fuLla la luce. Questa m a n i e r a di p a r l a r e , la quale tonvciiir non può, se non a l l ' u n i c o Essere « n i . i p o t c n U - , f., crU-bruto a l t a m e n t e anche da uu relore pacano. S. ILisilio, e s. Gregorio IN'iizianzeuo credono, che questa luce fosse una q u a l i t à senza dono, che fosse un corpo l u m i n o s o , d' onde ne fu poi t r a t t o il sole , e le stelle. L' Apostolo 11. Cór. iv. G. a p p l i c a questo fatto , e queste parole ad un'altra maniera di creazione, vale a dire alla spirituale rigenerazione de' fedeli per Cristo , dicendo: iddio il quale disse che dalle'lenebre splendesse la. luce, egli stesso rifulse nt? no s tri cuori, ec. Vers. 4- E Dio vide, ec. Mosè rappresenta Dio a somiglianza ti i un artefice , il quale fatta che ha un'opera, la contempla , e «e a p p r o v a la bontà , o sia 1' utilità. Tre cose ( dice s. Agostino ) grandemente importanti a saperti doveano estere a noi intimale : chi fosse il facitore : per f/nnl mezzo le cose tutte fibbia fatte: il perche le abbia fatte. Dio disse: Sia la luce : e la luce fu. E Dio vide , che la. luce erri buona. Non havvi ne autore più eccellente di Dioì ne arte più efficace della parola di Dio, ne causa migliore, che i' essere fatte delU coje buone da lui, che e il buono. E divise la luce dalle tenebre. Le tenebre ( le quali oramai non sono, se non una privazion delia luce ) volle Dio , che succedessero a l l a l u c e , e questa v i c e n d e v o l m e n t e a quelle. V e r s . 5. h la luce nomino ec. La notte precede il giorno : onde da una sera a l i ' a l t r a contano il piorno gli Ebrei e la chiesa. 11 mondo a d u n q u e avea avutt» dodici ore di d u r a z i o n e , fillorcLè Dio creò la luce. n _ . -^- » -

&.Dixit quofjueDeus*, fiat firmamentam in medio aquarum \ et diviclat aquas ab aquis. 7. Et fecit Deus fir~ mamentum , divisitque aqaas , quae erant sub firmamento ab his, (ij quae erant super firmamentum, Et factam

6. Disse ancora Dio : Sia f a t t o il firmamento nel mezzo alle acque : e s e p a l i acque da acque. 7. E fece Dio il firm a m e n t o , e separò le acque , che eran sotto il firmamento da quelle che erano sopra il firmamento. E fu falto est ita, cosi. 8. Vocavitque Deus 8. E al firmamento firmamentnrn coelunt. diede Dio il nome di Et j"actum est vespere cielo. E della s e r a e et. mane dies secun- della m a t t i n a si compiè dus. il secondo giorno. 9. Disse ancora Dio : g. Dixit vero Deus : Congregentur aquae , Si r a d u n i n o le acque , quae sub coelo sunt, in che sono sotto il cielo .

(i) P,y. i35. 5 , 118. 4. Jer. io. 12.6. 16.
Vers.6. Sia fallo il firmamento ce. La parola ebrea rendu la nella Volgata con quello di firmamento, secondo s. Girolamo, e i pii» dotti Rabbini , significa etfxtmione , dilatazione, onde, riunendo il senso della Volgata eoo quello del lesto originale , il firmamento sarà queli' ampia stabil volta , iutorno alla q uale «i rivolgono i corpi celesti. Questa nelle Scritture è sovente rappresentata come un vastissimo padiglione , che tutta cuopre e cinge la terra. Ps, io3. 2. Isaì. s». 22. xt.ii. 5. Firmamento dunque è in questo luogo tutto quello immensa spazio, che è traile, stelle , e noi. Che nelle superiori parti di esso vi sieno delle acque, è ripetuto tante volte nelle Scritture, che sarebbe teme rario ( per non dir di pe»«io ) c h i u n q u e ardisse di negarlo. Vtt l i P f . n3. 4-, i o 3 . 3 , Dan. m. 20. Ps. 148.6 Vers, 8. E ... diede .. . il nome di cielo. La voce ebrea significa luogo , tìoi>e sono le acque* Vers. g. Si adunino le acque in un sol luogo te. Dio avea diviso le acque in due parti , come abbiarn veduto , lasciandone sopra la terra quella porzione, ch'era necessaria a'suoi disegni: or questa egli comanda che si riunisca in uà sol luo^o, onde !a

ma tutto questo contiene infiniti miracoli delia onnipotenza e japierita del Creatore. Ai coniando di Dio il mare lascia scoperte tutte quelle parti della terra. * L? arida. E Dio vide. Et vocavit Deus arìdam(i)ìterramì con* gregationesque aqua' rum appellavit maria. L' arido elemento. Ei aiti Germinet terra herbam virentem^ in un sol luogo: e l'arida apparisca.c. 6. perchè andassero a scaricarti «fil mare. in perpetua agitazione si mantenessero? Chi fissò ad esse que' termini. Imperocché t u t t i i mari nella immensa ampiezza loro fanno un sol mare. » £ . nè inonda. che Dio volle ebe fossero evacuate. d i Dio nume unica sortole di lui- . n. . 11. e va a r i u n i r s i in un sol luogo. se Dio avesse voluto t-o. Et vidìt Deum . 28. Ps. Et factum est ita. v j n . che solo potrebbe fare'eccezione . io.ii. Vers. 38. Lezione i m p o r t a n t e pt-r gli u o m i n i . a y . Imperocché. Conveniva perciò aprirede'vasti seni. e'dare . E 1' drìda apparisca. £ così fu fatto. la quale corruzione avebbe portata la morte e la distruzione a t u t t e le parti della terra ? Chi allo stesso fine ordini». come q u e l l a che usciva di sotto le acque. Tutto questo in un momento fu fatto. chi ha dato alle acque del m a r e quella salsedine sì opportuna a preservarle dalla corruzione. mediante il (lusso e riflusso .che ciò bene stava. ricevendo molli e grandi fiumi. . affinchè si avvezzino a riguardare la sub b e n e d i z i o n e . 10. mediante la c o m u n i c a z i o n e dell'uno coll'allro. per tacere degli altri. Fin qui la terra era stala infeconda. notì rigonfia perciò. che elle non ardiscono di trapassare giammai? Vedi Job xxxvin. thè contenessero tutte il mare . Il mar Caspio. la vece di arida 1' Ebreo propriamente dice asciugata . La terra germini erba r. i i. 12.locum unum : et appareat arida. terra rimasa a l i ' a s c i u t t o diventi v i s i b i l e . 7. e le raunale delle acque le chiamò mari.alzare intorno ad e«*ft lesive . o col Ponto Eussino . 62. ec. 100. la qual cosa rendesi manifesta dal vedere. che le acque del mare. i. quod esset bonum. E disse : La terra germini erba verd<*g- ( i ) Job. 88. e tale polca rimanersi . E ali' arida diede Dio il nome di terra .il pendìo a'fiumi. come detto mare. dee aver comunicazione occulta col l'Oceano. Proc.

L' erbe e le piante.nè altereranno giammai le specifiche lor qualità. e tutta la loro infinita varietà . dovea da' ciechi «omini adorarsi. ec. che num. ti i beni conceduti all'uomo. e come cspioo produtlrice di que.non perderanno. propagarsi ali' infinito. que fac.secondo la specie loro . de' quali per sola bontà di Dio fu arricchita.Lo stesso dicasi delle piante. Et vidit menza secondo la sua Deus. onde dal medesimo suolo spuntassero . e. e piante fruttifeciens jructiim juxta re . code riprodursi . e delle quali osementem secundum gnuna ha la propria sespeciem suam. e dell'acque. secondo questo comando di Dio. la quale «li sua natura non ha n i t r o che s t e r i l i t à . nel sapore . Ma qual dovizia. secondo queste regolasse la tessitura degli strumenti della nutrizione e della vegetazione. perchè dovea poi venire no tempo. che diano il frullo genus suum-. e alle piante. Et fa.' 12. benché mescolati. ma anche per sua delizia col crear tam' erbe e piaau fruttifere per lui . in cui questa stessa t e r r a . E la terra pro"herbam virentem . Vi voleva perciò una sapienza . E vide Dio.iens fructum: et e le p i a n t e . e che fa il seme genus suum \ tignum. cujus se. quod esset bo. Secando la specie loro. za sopra la terra.seme. men in semetìpso sit che in sé stesse consuper terram. E ciò era tanto più necessario. ec. Così Dio dà una specie d'immortalità ali' erbe . ciò hene slava. 1' une colle altre in una medesima terra. ponendo in esse i'i principio.secondo la sua specie .tengono la lor semenctum est ita. e che faccia il lignum pomiferumfa. E cosi fu fa ito. nella qualità delle foglie. et giante. come una d i v i n i t à benefica. la quale tutte conoscendo le particelle e gli atomi della terra . che d a n n o liabens unumquodque frullo . qual magnificenza di don! prepara Dio ali' uomo non solo per suo sostentamento . e si nutrissero erbe sì differenti nel colore. et dusse l ' e r b a verdegfacientem semen juxta giante.et facientem semen. conserveranno in perpetuo la loro natura .' beni . Et pro tulit terra 12.specie."' li Griso- . Che faccia il seme.

Questo immenso globo di luce e di fuoco è per un milione di volte più grande della terra. d i f l e t t e n d o a noi la luce del sole. dimostrano come per la terra ella è fatta : quando ella è crescente. quanto che sappiamo . e il volgersi . che ella ba per suo centro. e la notte. . e ancile i piaceli . ioó. e quando è piena.• ma si descrive più particolarmente la creazione del sole e della i u n a . 13. quando ella è scema. E della séra e della mattina si compiè il terzo giorno. che ella fa attorno alla terra. Notisi che il sole e la luna sono qui chiamati i due grandi luminari. storno . Dio pone il sole nel firmanenlo del cielo in q u e l l a distanza dalla terra . / luminari nel firmamento del cielo ec Sembra v e r i s i m i l e . e segnino le stagioni.igìorni e glianni. che di per sé è oscura. 11 cangiamento delle sue fasi sì ammirabile e sì ben regolato .. nè per la lontananza restaste sema il necessario calore.e con tutta l'immensa quantità di materia. oh' egli non è un corpo solido e denso . ch' egli getta da tanti secoli.et dividant diem . e a' loro «nletu sopra la terra giustamente laScrittura dà tra tutti i corpi celesti il principato al sole e alla luna. Vers. e distinguanoli di . affinchè la formazione delle stesse piante non potesse attribuirsi all'influenza del sole. ma come un abisso di luce. si fa luminosa ella stessa. (i) Ps. e s.Et factam est vespere et mane die tertius. quantunque e la luna sia minore assai delle stelle nella luce e nella massa. e anche sorpassino il soie in grandezza: ma relativamente alla loro situazione . che Dìo creole piante prima del soie e delle stelle .13. paragonando le più antiche colle più recenti osservazioni: lo che è tanto più m i r a b i l e . o degli astri. 7. continua e allunga il giorno: previene il giorno. talmente che nè p e r l a troppa vicinanza di lui ja terra fosse abbruciata. e alcune delle stelle uguag lino. lo raddoppia. e i5. facendo nella notte le veci del sole. ac noctem. non si vede in l u i d i m i n u z i o n e di sortealcuna. \f\J)ìxitaulemDeus: •Fiant luminaria in firmamento coeli. che conveniva al bene degli uomini. La luce . 14. che in questa parola generale i luminari siena comprese le stelle . et sint (i) in jìgna et tempora et dies et annos. perchè e P uno e 1' altra servono in tante guise a' bisogni dell'uomo. Ambrosio harm' osservato . i4» E disse Dio : Sieno falli i Juminari nel firmamento del cielo.

quod esset bonum.lì sole e ja lana c'insegnano a distinguere il di dalla notte. che conta il n u m e r o delle stelle. e il concerto de'Jor movimenti . 16. e . e insegnano a dividere il tempo in settimane. Etfactum est ila. et il/M' minent terram. e alla notte . la distanza loro quasi infinita dalia terra. ac tenebras. come il corso del sole e della }una dovea servire di poi a sognare i tempi e i giorni destinati in modo speciale al culto di Dio. Et posuit eas in firmamento coeli. Vers. 17. io. ut prae" esset diei : et luminare minus. i giorni. a qual fine mai tanta magnificenza . E presedesseroal dì. 16.16. È fece Dio due luminari grandi: il luminar maggiore . ac noeti . 17. che presedesse al giorno .ut praeesset noeti : et stellas. Et vidit Deus . ut lucerent super terram» 18. la quale è meno che un p u n t o riguardo a l l e m a g g i o r i : elle sono anche innumerabili. Et praeessentdiei. E così fu fatto. Et f actum est ve* spere et mane dies quartus. E risplendano «ei firmamento del cielo. in mesi. che presedesse alla notte: e le slelie. che ciò bene slava.Forse a n cora volle qui M o s è accennare .FecitgueDeusdtio luminaria magna: luminare majus. 19. 18. 19. E le collocò nel firmamento del cielo. E vide Dio . io anni. E le (telte. e il l u m i n a r minore . affinchè rischiarasser la terra. Segnino le stagioni.Quesie sono come tanti soli. ricche della propria loro luce: le più piccole SODO |>iu g r a n d i assai delia t e r ra. l'ordine. e lauta profusione? Dio solo . e dividesser la luce dalle tenebre. Ut laceant in firmamento coeli. et dividerent luffe m. E della sera e della mattina si compiè in quarto giorno. osservando il loro corso. l'inesausta luce. e domanda. e illuminino la terra. iG. Lo spirito umano si perde in considerando la sterminata mole di tali corpi. ec.

Producano Je acque i le anìmae viventis . terra sotto il firmamento del cielo. e si strascinano sulle acque. at. a5. 21. il quale.Et vidìtDetis: ro. onde si m a n t i e n e in un elemento . dove per la bassezza dell' acque non possono andare i grandi . L'Ebreo e il votatile voli sopra la terra . io3. ma questi e m o l t i p l l c a n o in tanto n u m e r o . generalmente parlando . perchè . io3. et omne specie. non dee recar mei. e tulli i volativotatile secundnm ge.20. e quegli a dispetto della c r u d e l t à e voracità de' loro nemici conservano la loro specie . questa immensa popolazione. di leggieri si omette.nirnali v i v e n t i .o di tnara\iglia : i grossi divorano i piccoli . e sì ancor uè' LXX . Vers. secondo il genio della l i n g u a .). Creavilque Deus 21. quam ti molo: prodotti dalle produxerant aquae in acque secondo la loro species suas . che e questi trovano a sufficienza per sostentarsi. vastissimo^dove sono rettili senza numero. Pi. Quel m are grande. Qui al comando di Dio un popolo immenso di natanti riempie il mare: q u e s t i sono di specie infinite : i più piccoli non sono meno ammirabili pella prodigiosa loro fecondità. La m a n i e r a . e son t a n t o lesti alla fuga.. Dio solo conosce tutti i fini delle opere sue . e i volatili sopra la sub firmamento coeli. Disse ancora Dio: 20. e san cosi bene per tempo rifuggirsi ne'luoghi. 20. il velatile . T u t t i questi miracoli della provvidenza sono accennati da Davitkle. E vide Dio . e avenque motabilem . E i volatili sopra la terra. Producano l'acque i renili animati e viventi. ma noi dobbiamo e conoscerlo per esse . Prodticantacjuae repti.li secondo il genere lonus suum. quod esset bonum. che ciò bene slava. senza cha appariste diminuzioni". e benedirlo. che i grandi pella lor mole e pella loro forza. e. e pella somma loro agilità e destrezza.E creò Dio i grancete grandia>et omnem di pesci. sono privi di piedi. oude 4cvra uadurai. ed e s u p p l i t o si n r l l ' Arabo .rzV etiamDeus'. ?. e tulli gli *»animam viventem . Rettili si chiamano nella S c r i t t u r a i pesci. ma nessuna varietà è per questo tra 1' originale. et rellili animati e vivenvolatile super terram ti.Di. e la Volgata. ciascheduna di esse chiama nel suo proprio nome (P$. animali minuti insieme co* grandi. . dove n u l l a nasce . ove in quello si supplifca P articolo.

(). Con questa benedizione Dio <là a'pesci e a g l i uccelli la v i r t ù di r i p r o d u r s i ne'loro p a r t i n«r la conservazione d e l l a loro specie. hanno comune l'origino d a l l e acque del mare per v i r t ù «li questa onnipotente parola.con questa p r o m e t t e ili vegliare a l l a loro conservazione. Tale i: i l senso dell' o r i g i n a l e .. Vers. e rettili . c h e lo stesso voglia significarsi uella Vogala colla paro-^ . Vers. ond'egli t a n t a r i t r a e u t i l i t à e d i l e t t o . et bestias tarrae secundum species suas. ec. 6 f multipi ic ami ni . e le q u a l i eziandi » son fatte per i s t r u i r l o . Benc'ìix iti/uè eis. * Producano le acque i retili. e in essa i n f i n i t e sono le ma r a v i ^ l i e . e rnoli i p l i c a t e j e popolate le acque del mare: e molliplichirio gli uccelli sopra la terra. jumenta . I n a t a n t i . ?4' Produca la terra ec. La b r e v i t à . D ixit quocjueDeus: Producattsrra animam v'wentem Ì77. 22.2 2.che quella de'pesci.aa. e di p r o v v e d e r e al 1 o r o m a n t e triine. 24. Disse ancora Dio: Produca la l e r r a animali v i v e n t i secondo la loro specie . e con estrema i n g r a t i t u d i n e 1" nomo resta i n s e n s i b i l e g tanto numero di creature. a n i m a l i domestici. i pesci e i v o l a t i l i . Factumque est ita. E li benedisse'dicerdo: Crescete. v i e n e ora Dio a dare «le»li a b i t a t o r i a l l a terra. E della sera e cleiia mallina si compiè il quinto giorno. ?. et replilia. perchè o r d i n a r i e e c o n t i n u e . dicens : Crescite. E fa fatto così che voli (opra la terra.gQ7isre suo. 23. ch« io mi son proposto .iaris : avesque mulùplicenlur super terram. ina non mancano autori e l i b r i da potere soddisfarsi in questa materia. il m a r e e l ' a r i a e r a n o «ià popolati J i un immenso n u m e r o di c r e a t u r e . Etfactum est vespere ti 1 mane dies quintus. non mi permette di stendermi sopra tali cose quam' io amerei. Mail. assi poco si ri • ilette . e beslie salvatiche della terra secondo la loro specie. a l l e quali. s ìin solo dì etsi non è dimenticato da Dio. e rum è d u b b i o . et repletQ acjna^ r. Cosi a n i m a l i si differenti . x.nlQ: Due patterò Iti si vendono dite denari. E li benedisse dicendo. 23. La n a t u r a di q u e s t i è ancor più nota all'uomo. 2 4. diurnali domestici.

e gli animali domestici . e alle bestie . Etfecit Deus hesuas terrae juxta species suas . io. quod movetur in terra. dc'quali alcuni lo superano grandemente nella forza. etjumenta . che si muovono sopra la terra. e Io aiutano nelle fatiche. universaeque terrae . che a tal paragone riconoscesse 1'uomo a chi egli sia debitore della subordinazione. 26. che ciò bene slava. E fece Dio le beslie salvatichedella terra secondo la loro specie. Facciamo V uomo. che poco. e tulli i rettili delia terra secondo la loro specie. et bestiis . 7. et praesitpiscibus maris. o nulla si alzano sopra la terra. Et vidit Deus.26. e ha i medesimi effetti riguardo a tutto l'infinito popolo di animali terrestri.\zle a dire tutti quegli animali. E certamente non altro. perchè Dio ha voluto . i quali 1' uomo non può in veruu modo addomesticare giammai. e vestirsi. 6.onde sostentarsi. gli somministrano.cbeservono all'uomo. 26. per cosi dire .Tutto questo s'intende da noi co'terraini generali. Et alt: Faciamus liominem ad ( i } imaginrim et similitudinem nostram . ec. Co& 11. 5. Quest'approvazione di Dio è lo stesso . quod esset bonum. E vide Dio. che la sua benedizione . che mostrano a lui gì i altri animali. i. ) . 3. Vers. et omne reptile terra e in genere suo. di serpenti. la jumenta.e a'volatilidel cielo. 26.5. e a lutta la terra e a lutti i rellili. di . Ci) Infr. omnique reptili . ebe la parola e l'ordine del Creatore potè r e n d e r e docili e obbedienti ali' uomo questi animali. E i re IL! i. g. e supplire agli altri bisogni della vita. e dell'utile. et volati' Lìbus eoe li.\ alt a dire t u t t i quegli animali. i. E Dio vide. si dispone adopererò egli stesso. ch'è! ne ricava. Ma qui si cnmbia linguaggio i e Dio. 9. il quale finora ha fatte tante e sì grandi cose colla semplice sua parola . ed ei preseda a' pesci dal mare. Vers. 25. mentre altri ve n' li 3 non così robusti. nè ridargli al suo servizio ( Job. E disse: Facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza. io. xxxix. i quali si strascinano sopra la t e r r a . Coloss. e d'insetti. perchè o sono affatto senza piedi . 5 q. o gli hanno tanto corti. e a lui obbediscono. 11.

24. allorché egli si avvili « si degradò col peccato. Ei presedà a1 pesci ec.che son tutti piegati verso la terrjuEgli ha due manioche sono strumenti primarii di sua ragioue e di sua libertà:nella sua faccia. Ben potè questa immagiue oscurarsi. i.aacque ali' impero. 19. 3. cap. . o togliersi non potè mai. ma questo impero fu limitato assai. cioè di vedere. e per esse ringraziarlo e lodarlo. ch'ei non può perderla senza perdere la sua natura. 11. (2) Mtìj/^. La sua figura è fatta per mirare il cielo. L'uomo adunque è immagin di Dio secoq«1o quegli attributi. e capace perciò d' intendere il suo creatore. etfoeminam e femmina. e ammirar le opere di l u i . Or 1' uomo è i m m a g i n e di Dio secondo la a n i m a incorporea. masculum.: onde potrebbe t r a d u r s i a nostra immagine umilissima. E questa immagine.|che da lui si comunicano alle creature intelligenti. L'autorirà e il dominio sopra tutti gli animali è dato ali' uomo. 4sua roano. creavit eos. e di divino. Retract\ lib. v. Tutto obbedì e &erYi ali' uomo fino a Un lo ciie i' uomo fu obbediente a DÌO. vuole adesso crear l'uomo per . e godere Dio. . di grazia e di beatitudine.'ma cancellarsi.e attentamente consulti l'originale eletto per suo modello. e ristretto. e capace di sapienza. immortale . ch'è! vuole espnmere. o somiglianza coq Dio è talmente naturale ali' uomo. Eccl. Vedi cap. Nel corpo stesso dell'uomo riluce qualche cosa di straordinario e di grande. li» stessa cosa significano queste due parole immagine e somiglianza. a differenza degli altri animaii. e deformarsi per lo peccato. come un distintivo e una prerogativa della sua dignilà. a nostra ec.Egli.secondo l'espressione di *• Basii io. Vedi Angiut. . 2» 23. di v i r t ù . E Dio creò 1' uoJiomìnem ad ìmagìnem mo a sua somiglianza : su arniti) ad imagìnern a somiglianza di Dio Dei creavil illum : (2) lo creolo creò maschio. mentre Alce: facciamo P nomo. ha riconosciuto sempre le d i v i n e Persone sussistenti io una perfettissima unità. dotata d1 intelletto e di volontà e di libero arbitrio. Egli avea creato il mondo per P nomo . 4 nostra immagine e somiglianza. Tutta la Chiesa in queste parole : Facciamo .sé: v u o l e adunque crearlo dotato di senso e di ragione . (1) Sap. Sembra (dice «aa Gregorio Nissenoj che Dio a guisa di pittore rappresenti a sé stesso l'idea.Et creavit Deus 27 . ma unite insieme denotano una immagine perfetta quanto mai fare si possa.a?. 17. e principalmente ne'snoi occhi trasparisce uà non so che di spirituale(per così dire).

per mezzo del quale la specie umana si conservi . a' quali nessun dirà. et muldplìca.8. Crescete^ e moltipllcate^ ec. e un effetto di questa benedizione. 22. Benedisseli. Dio promette «11* uomo e alla donna la fecondità. . . 17. è sempre un dono del Creatore . . 27. et volalilìbus coeli. (i)/»/r. i quali ebbero docili al loro cornando e i muti animali. che gli animali. Notisi .. . * ^>iogge»a(«ia. ma un' approvazione del matrimonio.. in plurale dominio. la quale. de cìv. e le bestie più feroci E'comuo sentimento de' padri. che queste parole unii diano ali' uomo potestà sopra tutti gli animali per farli servire a* proprii usi e bisogni. et alt : (i) e disse:Crescete s e molCrescite..?. volatili ec. per terram. lib. Una immagine di questo assoluto dominio l'ha Dio fatta vedere in que'Santi sì dell' aotico. E assoggettatela. che si IjuS) quae moventur su.la quale nella bocca di Dio denota ed e&alta sempre più la grandezza di questa sua creatura. * Ed ei presieda.e tutet universis animanti.ìi8. e. Occupatela come di vostro dominio. Benedixitque il' sB. Fedi Augittt.muovono soprala terra. che sia perciò stato dato un comando. e coltivatela. i volatili deH'aria. Crto V nomo a tua somiglianza^ a somiglianza ce. et replete terram. supposta auche 1* unione de' sessi. e si propaghi. . xxi. Non si ha qui adunque (checché dicano gli empi. L' Ebr. Vers. che le slesse parole sono dette a' pesci e agli uccelli nel vers.1. Lo creo maschio . come vedremo nel capo seguente : imperocché qui si riferisce in compendio quello che in detto luogo più ampiamente è descritto. Ripetizione. onde egli la ricolmò. affinchè questa dal suo Fattore medesimo impari a fare una giusta stima de' doui. e ad averne tuttala gratitudine.Faicvela sorella. thè del nuovo Testamento. Vers 28. e femmina.tiplicate : e riempile la mini.ti gli animali . non lo erano nello stato dell' iuuocenza. e assoggettatela : et subjicite eam: et do' e abbiate dominio somin amini piscibus ma* pra i pesci del mare : e ris. terra. Abbiate rfomim'o sopra i pesci . Dio creò 1' uno dopo 1' altro i due sessi. che souo adesso contrarii ali' uomo .Non v'ha dubbio.9. e per cibar&ene ancora quando che fosse. ?. e gli eretici) un comando.E benedisseli Dio iis Deus .

Ed erano buone assai Dio aveva approvata ciascuna parte dell'universo da sé c r e a t a . che avea fatte.3. 26.sopra Ja terra a n i m a l i bus èst anima vwsns .y : Ecce dedi vubis omnem co ch'io v'ho d a t o tulhe roam afferentem se. ci dà tutto il motivo di credere. 3i. che hanno ìiabent in semetipsis in sé stesse semenza seme ?i te m generis sui . 3o.a q u a n t i si m u o v o n o tur in terra . E Dio vide tutte o i. 21. Quantunque Dio abbia fatto i' uomo padrone della vita di t u t t i gli animali per trame i vantaggi. El cunctis animantihus terrae.ire. E così dum. 3o. et «ne sopra la lena.chè a voi servano di scam. la concatenazione. Et faclum est ita. 3i. affinchè abbiaut habeant ad vescen. 69. ?/« chiudono ne1 granai le biaderò il Padre vostro celeste li paste. omni. Mare. C l'ordina merita una partitola- . Non siete voi da più di loro? Mati.r*»ali della terra. É<:co. Ver».E a tutti gli aniSo. come vedremo. cibo. che Dio ha preparato io abbondanza anche per queli i.te l'erbe. viventi . 7. Vers. contuttociù concedendo adesso a lui'per suo cibo l'erbe" e le f r u t t a . nè mtelono . 29.9. Vers.( 2 ) FiditqueDeus cunctaì tjuaefecerat: et le cose . ebe la Provvidenza ba fatti comuni anche a' piìi piccoli e negletti animali. quae te le piante. ^7.no da mangiare.29. (^2) Eccl. L'uomo è qui istruito a non fare gran caso di que' ben*. . fu fallo. ch' essi possono somministrargli. et in qui.e tuluniversa Ugna. (i)/«/r. e universis^ quae moven. Dixitque Deu. a non affannarsi di soverchio per timore di restar privo di quel sostentamento. . che fanno semen super terram . Mirate i volai ili deW aria che non seminano. per eoàljJ.j di esse fu espressamente conceduto. E disse Dio : Eo 29. et ti gli uccelli dell'aria. per(i) ut sint vobis in e. che io v'ho dito mile l'erbe ec. ma t u t t o insieme il complesso. in cui l'us>. E a tutti gli animali .ea lulque volucri coeti. vi. Tale è il sentimento comune de* padri e degl' Interpreti. della loro specie . che dalle còrni drg'i animai! si astennero gli uomini fino a quel tempo.uccelli ec.

11. * Tutto 1' ornato loro. i. Erano buone assai. CAPO II. piuta il settimo giorno quod fecerat.della sera e della mattina si formò il sesto ne dies sextus.erant valete bona&tfa. eli» succedono . 1. 20. et terra. et (i) re. ComplevitqueDeas 2. Igitur per fedì sunt cotli.Tutte le creature. E Dio ebbe comdie septimo opus suum. ij. ebe abbellì' scono e riempiono i cieli e la terra. e tulio i' ornato loro. Dio sempre immobile e iruoau labile in sé stesso produce tutti i cangiamenti. e la oninis ornatus eorum. le loro schiere: la lor milizia.Scrive s. 4-4- re approvazione. Vers. giorno. 1)io. il loro esercito.ed erano buone assai. e istituisce il matrimonio. Agostino seni. Forma dalla costa dell* uomo Èva per suo aiuto .277. E cium est vespere et ma. 6. E tulio l'ornato Joro. se non che vcrun' altra natura non fu di poi formata da Z«i. 3i. i. Che Dio riposasse da tutte le opere sue. L' Ebr. non altrimenti sidee intendere . Hebr. Vers. Così si deguasse 1' uomo dì dar talvolta un'occhiata alle infinite maraviglie fatte per lui da Ojo. 1 eira . e più speciale. e lo benedice . avendo compiuto in sei giorni il suo lavoro j riposa il settimo giorno . ch'egli avea fat(i) Exod. e di conservare tjucllc che avea già fatte. Ripotò il settimo giorno. 14.Deut. Pone / uomo nel paradiso ornato di varie piante fruttifere. affi n di eccitare la &ua riconoscenza e il suo amore. et compiuti i cieli . sensa però ch? ei lasciasse di reggete . 1 urono adunque i.l'opera. 2. e di correnti.

5. elle ancora furono iriirue«liatameute prodotte da Dio. Sopra questo misterioso riposo di Dio vedi Heb. che la coltivasse. e della terra . che. V»rs. iv. l^.:be ilo da quel tempo rimanesse il sabato assegnato da l'io a) suo cuho in memoria del benefìcio della creazione. Muse va iocouiru a uu errore fucile ad insinuarsi uè 1- . 3. quando 1' uno. e. cheDio avea create e fatte. uè pioggia dal cielo *r* caduta ad irrigarla e fecondarla. omnemque ìterbam regionis. Fece il cielo . e la urrà.priusquam germinarci: non enim pluerat Dominus Deus super terram \ et la : e riposò il setlimo giorno da tutte IH opere . ec. e l'altra fu creala nel giorno. r i g u a r d o «Ile piante e all'erbe della campagna. et terram. 3. Et benedixit diei deprìmo^ et sancùficavit illum: quia in ipse cessaverat ab omni opere suo. 4.Et omne virgultum agri. i quoli hanno credulo. Questa maniera di parlare sembra assai favorevole alla opinione di qi>e{•V Interpreti antichi e moderni.antequam oriretur in terra . e a tutte le operazioni con» corre delle sue creature. che avea com più le. opera perpetuamente. quando creata sunt in die . E benedille il settimo giorno. e ebe nessuno dee figurarsele come uscite fuori dalla terra .lulte l'erbe della Urrà. E benedisse il settimo giorno. Rafferma la desciizione. quod creavit Deus ut fa ceret. e ebe come lale fu osservalo e ooorHto da' Gglioli di Adamo. prima che (da essa) spuntassero : imperocché il Signore non avea nella natura. E tulle le piante de' campi . e lo santitìcò:perchè in esso avea riposato da tulle le opore. 4 Tale fu la origine de! cielo . 6.lstae sunt generationes coelió. e la terra. quod patrarat. . quo fecit Dominus Deus coelum . mentre questa non avea ancor 1' uomo.in cui il Signore Dio fece il cielo. e lo santifico. e le aouotazioui. Vers. 3. ebe ci ha data della creazione del cielo e della terra. et terrae.fjuievit die septìmo ai universo opere . prima che nascessero sulla terra .e 5. e aggiunge. ò. e tutte le piante de1 campi. prima che ec.

homo non erat. Per la qual cose varii dotti Interpreti. che mal convenga con quello che dice&i nel ver»o precedente .1 posta in quello che è i n n a n z i : la quale perciò dee allor sottintendersi. e uomo non era. i quali alzatisi dalla terra . togliendo i vapori. che mancava di umore. onde si dovrebbe tradurre in tal guisa : IL Signore non avea maridato pioggia sopra la terra . qui operaretur terram. il quale ( come abbiam detto ) da voluto farci sapere. che in molti luoghi.ra una fonte ad innaffiaversarti superficiem ter. e addensato dal freddo della notte. addens. che la coltivasse. e uomo non vi era. la quale è un aggregato-di addensati vapori. ovver l'opera del 1* uomo . ed anche coli' i n t e n z i o n e di M osé . 1 filosofi dell'Egitto all'umido calore della terra attribuirono stoltamente la prima origine delle cose terrestri. ed è di riguardare la terra come principio delie creature ond'ella è ripiena. sciogliendosi q u i n d i iq rugiada.dovea servire a mantenere 1' u m i d o sopra la terra. mentre così Mosè viene io queste u l t i m e parole ad escludere anche le rugiade. senza che alla produzione di esse potesse concorrere o la terra stessa. ec .anche Cattolici.mandalo pioggia sopra la terra . le menti degli uomini. dove rade sono le pioggie.nisi pel freddo notturno.re la superficie della me* terra.Sedfons ascendebaie terra irrigati s uni.intendono r i p e t u t a nel testo originale al principio di questo versetto la negazione posta nel precedente . ond' era.Il Caldeo in cambio di vapore mette nuvola. se non dopo di esse. come il sottile umore attratto per forza del sole d a l j a terra e dal mare. Q u e s t ' I n t e r p r e t i provano molto bene . onde verrebbe ad intendersi. suppliscono al biioguo della campagna le ragade e le guazze abbondanti. ebe Dio era stato l ' i m m e d i a t o fattore delle piante e dell' erbe. Ma saliva dalla (erG. che molte v o l t e nell 7 ebreo si ornmette in un membretto seguente la oegativ. il quale non fu creato . Questa versione fa un ottimo senso*.erra una fonte ad innaffiarti ec. che innaffiasse. che la coltivasse (non) saliva dalla terra vapore. allor vestita la terra. Imperocché sappiamo. Questa sposizio ne però cerabra. La voce ebrea invece dì fonte potrebbe t r a d u r s i vapore. . 6 Ma saliva dalla {. 6.scendessero ad u m e n t a r e l a s u p e r Jicio della medesima terra. Vers.

i al corpo d e l i ' uomo . fu per l u i il principio di sentire. e di polvere u n a statua.' d i v e n n e i p i r i t o ragionatore.II Signore. che sieno n e l l a natnta. f a c e n d o g l i parte del suo proprio spirito-.iò i m m a t e r i a l e e i m m o r t a l e . una porzione del suo stesso essere. Sembra evidente da queste parole. di r a g i o n a t e . . e ìnspiravìt in faciem e. v i e n e a d i m o s t r a r s i in queste slesse parole. sicuro i n d i z i o di dover essere qualche cosa d< g r a n d e e di sublime. 16. Veri. * L1 nomo fu fatto in anima vivente: d i v e n n e a n i m a t o e vìvente : ebbe a n i m a e v i t a . e di vita. I' a l t r a s p i r i t u a l e . onde 1' i m m o r t a l i t à d e l l o s p i r i t o umano. Dio adunque formò ce. presa della polvere delia terra. Torna Mosè a spiegare più «Stintamente la creazione dell' uomo. * Formò 2' nomo di fango della terra. materiale l ' u n a . (i) i. poria già nella sua figura. ma dalla stessa benefica mano del Creatore. Il soffio di Dio . 45. ma non comprenderla. e 1' uomo può ben s e n t i r l a . Atti xvn. I l Caldeo porta. e soprattutto nel!' applicazione del grande Artefice. 28. benché ancor p r i v a di molo. Cor. Imperocché questa statua ( d i c e T e r i u l l i a n o ) è formata non dalla imperiosa parola. L' Apostolo delle Genti cito di un antico poeta q u e l l e p a r o l e : Di Itti eziandio siamo progenie. Questa u n i o n e di due sostanze tra loro si d i v e r s e . Dio solo potè e f f e t t u a r l a colla sua onnipotenza . che P a n i m a i n f u s a da Dio nell' uomo sia di un' origine t u t t a divina. E gì1 ispirò in faccia ec.7. questa u n i o n e è una d e l l e maggiori m e r a v i g l i e . L' E b r . Egli ci r a p p r e s e n t a Dio creatore . o sia 1' a n i m a . formo 1' uomo di polvere della terra. Dio aDominus Deus homi. in animam vìventem. e per«. et di fango della terra .Formavit igitur 7. il quale colle proprie sue mani forma di u m i d a terra. Questa verità. i n d i c a t a da Mosè in molti a l t r i I n o i > h i . la quale.l LXX. E V uomo fu fatto anima vivente.gì' ispirò in faccia un jus spìraculum vitae : soffio di vila : e 1' uomo et (i) factas est homo fu fatto anima vivente. che Dio comunica a l i ' uomo. per così dire. e di v i v e r e .d u n q u e formò 1* uomo nem de timo terrete . 7. che Dio un. ebe non si trovi r i p e t u t a e celebrata presso i filosofi e i poeti pagani. q u e s t a verità non potè essere di poi t a l m e n t e offuscata d a l l e t e n e b r e del G e n t i l e s i m o .

Vale a dire una p i a n t a . E il Signor Dio avea prodotto dalia terra ogni sorta di piante belle a vedersi. che avea formalo. La t r a d u z i o n e però d e l l a nostra Volgatalachè diversa. i f r u t t i delle altre piante doveano servire all'uomo di n u t r i m e n t o . ove . sparse da lui nella creazione per t u t t a la terra. in quo posuit hominem. ed accrescere la giustizia . perchè in fatti Mosè ci dice. quand' egii mostrandola al p r i m o uomo g l i proibì di g u s t a r del f r u t t o di essa: e la ra-. y. o si prenda questa d e t e r m i n a z i o n e in senso generale. e in felicità dell' uomo . L'Ebreo può anche £ rad» rsi: avea piantato un paradiso in Eden a levante. dove collocò 1' uomo . Eden è il nome proprio dalluogo. Girolamo . Quella parola da principio diede occasione agli Ebrei. dove Mosè scriveva questa storia. ovvero rispetto al luogo. de' f r u t t i di quella pianta . e di p u n i r l o di morte .8. i cui frutti gustati di tanto in tanto avrebbero servito a conservare la vita . e assolutamente. e di frut- Vers.ProduxiìfjueDomiJius Deus de liumo omne lìgnum pfi'crum visu . . 9. gion di tal nome si è la determinatone fatta da Dio d i ' c o n s e r vare. e dell' Interpreti ant. 8. dove Dio avea piantato il paradiso: e questo luogo era verro 1 ' o r i e n t e . e a tener sempre lontana la molte. e la .'cbi e moderni lo credono formato nel terzo giorno. volu. Or il Signore avea piantato . et ad vescendum 8. i f r u t t i di questa servivano a mantenere 1' uomo in una perpetua giovinezza.plaii$ a prin~ cipiò'. Q«est' albero ailu nque dovea f<ir seiHire alì' uomo la diilVrenia. e cosi l'intesero i LXX. Vers. ove disobbedieute ne avesse mangiato. Pian Laverai autem Dominus Deus par adisum. Vuol dire. sta benissimo cof tflsto originale. e del mais. E Dio avea prodotto eo. un paradiso (o sìa un orto) di delizie. di credere. citati da s. e alcuni pochi subito dopo la creazione del primo uomo-.0r il Signore avea piantalo da principio un paradiso di delizie . L> albero eziandio della vita. cjuem formalerat. . che Dio avea riunito m questo luogo tutta la magnificenza e vaghezza delle piante. ec. che passa tra 1' obbedienza. U albero della fcienza del bene . ebe il paradiso terrestre fosse stalo creato prima de)la terra/ ma la maggior parte de' padri. Così fu nominata da Dio questa seconda pianta . 9. che per faroe abitazione dell'uomo avea Dio piantato questo paradiso. o sia dalla parie di levante.

Cosi stava certamente la cosa. scorrendo dipoi pelle vicine terre. * Avea prodotto dalla terra.. E da queslo luodiebatur de loco volup. che sono il Tigri. cioè dalla terra del Paradiso. crescevano in quattro gran f i u m i . dove h a n n o certa loro origine que'due fiumi. diso . Da questi luoghi ventiliamo a conoscere.go di delizie scaturiva disobbedienza a Dio . l'Eufrate. /?«g. quindi è. scaturiva ec. .Noi seguiremo questa opinione. e ci sommerse in uà abisso di mali. Da quella terra. tra la felicità promessa ali' obbedienza. che 1' una e l ' a l t r a pianta era buona di sua natura: che la virtìi della prima destinata a serbar l'uomo immortale. . che in sì a r d u a materia s'incontreranno. Ezech. Scaturiva un fiume . iv.in Gen.Questo albero in effetto ci privò di t u t t i i beni . i3. io. Et fiuvius egrei o. In piìi luoghi della Scrittura si fa menzione del paese di Eden . e il Gehon. xvi.fi da questo luogo .. e ci fece per una trista sperienza conoscitori del bene e del male. XYUI. rome quella che sembraci atta assai meglio d' ogni altra ad evacuare le difficoltà. 6. era un effetto della libera volontà del Creatore. e fargli sentire. e l'infelicità. A noi dee bastar di sapere. xix. nella quale precipitò l'uomo disobbediente. Questi quattro canali .. hom. che volle ( come notò il Crisostomo ) serbare intero il suo dominio sopra dell' uomo . egli tra non il signore. Dal centro del paradiso sgorgava una sorgente. 11. 12. za. come di tanti beni. e P albero della scienza del bene e del male. allorché Dio collocò l'uomo nel paradiso. ebe la proibizione di mangiare de'fiulti della seconda fu una riserva del supremo Padrone . e forse anche molli secoli appres- .T albero eziandio della */. il quale di là si divide ec. lieti. onde si vedea circondalo.suave : lìgnum etiam lo dolce a m a n g i a r e . che presso a' monti dell' Armenia han collocato il paradiso terrestre varii autori moderni . e i) Pbison. lignumque scientìae vita in mezzo a) paraòoni et mali. son perciò varte ed i n u t i l i tutte ìe congetture deli' umana curiosità. e alle sorgenti dell' Eufrale e del Tigri. \6. che lo stesso paese dovea esssere vicino ali' Armenia . 9. xxxvn. e vitae in medio parad i. io. xxvu '28. Vers. Dio non avendo espressa la precisa specie e qualità di queste due piante. e cosi dovea es»ere aì tempi ancor di Mosè . la quale spartivasi in quattro bei canali ad innaffiare ( per quanto sembra ) i quattro lati del paradiso.4. ma un semplice usufruttuario.

in cui l'uomo avea stranamente abusato de' 6Uoi benefizii.cap. vedremo un Hevilcth figliuolo di Ghus . e 1' Arasse ) cangia» giata sia la sorgente» Simili strabalzameli di f i u m i . da' tremuoti. so redi Kccl xxiv. il qual (fiume ) dì là si divide in quattro capi. Che il Tigri el'Eufrate avessero u n dì comune l'origin e . questo paese era vicino ali* Armenia. il m o s t r a r e adesso ueli' Armenia quattro fhimi nascenti. Egli gira per tutto il paese di Hevilath. cagionati da' diluvii. Uno dicesi Phison. che abbia preso il suo nome il paese bagnato dal Fasi. 5. lo che ci dà luogo di poter dire.talis ad irrigandum paradisum . (i) Eccl 24. che anche degli altri due (che noi crediamo essere il Fasi. e moderne. e di laghi. i i . un fiume ad innaffiare H paradiso. dove nasce 1* oro. da una stessa sordi paese q u a t t r o fiumi simili ai descritti da Mosè. 3. Uno dicesi Phison. . il. e si scarics» nel Ponto Eussino. nè necessario a l i ' a v v e r a m e n t o della storia di Mosè. 36. Nel rapo x. che in d i f f e r e n t i luoghi nascono adesso que'fiumi . Ma non è possibile a noi . il quale nasce u t . 3j. i i . Questo abbiam detto essere il Fasi. Egli è il fiume più grande s famoso che abbia la Colchice. Vedi Plin. e nelle relazioni antiche. o da un terzo a noi ignoto. qui inde divi di tur in quatuor capita. dove nasce 1' oro. zS. 35. leggoosi n e l l e storie. Vers. onde ar» ricchivanla i suoi fiumi e torrenti . il troviam ripetuto in molti a u t o r i profani assai posteriori a Mosè : tua egli è certo. E forse Dio c o l l o slesso cangiamento operato nell' origine di questi f i u m i v o l l e a b o l i r e la memoria di Un luogo . ed è quello 3 che gira attorno il paese di Hevìlath.35. Ma o sia da uno dkquesti due. e dalle vicende del tempo . Tedi Plin lib. benché ciò non sia al presente.cap. Ne abbiamo una prova nel' la favola del vello d' oro. e al* le sorgenti dell' Eufrate e del Tigri : la Colchide era in grandissima rinomanza per la qualità e là bontà dell'oro . Nomen (i) uni Phison\ipse est qui circuii omnem terramilevilath. paese celebre una volta pel suo gran commercio.l i ' A r m e n i a . i quali poterono nascere un di da uno stesso fonte .vi. Ub. e un altro H e v i l a t h figliuolo di Jectan. ubi nascitur aurum.

13. e tale è anche l'interpretazione de'LXX. perchè può «ssere accaduto .-E il nome del secondo fiume è Gehon : ed è quello che gira per tutta la terra d'Etiopia. 14. Tale direm che fosse questo paese bagnato dall' Arasse. Ma tenendosi alla versione della Volgata. abitaron da prima preso 1' Arasse. Fedi il Calmet. in distanza di 6000 passi dall'Eufrate. Contuttociò il celebre Bochart ha dimostrato . il bdeliio è una specie di gomma odorosa. e di S. come quello che denota 17 impetuosità della sua corrente. come ha Vf^t eo: attorno alla terra di Chus. i?.Girolamo. dicesi Cbut.1 oltre di che se ne pescano nei mari vicini . o non se ne faccia ricerca. secondo varii antichi storici. vin. JEtieid. i q u a l i . fjuicircumit omnem terram AEthiopiae. ebe questo nome di Chus siasi con qualche alterazione conservato nel nome degli Sciti.ìpse vadit coìitra Assyrios. ebe abbia portato il nome di Chus . che scórre verso gli As- Vers. Et auriim terrae illius optimum eó't: ibi invenìlur bdellium } et lapis onychinus. lib. g. 13. onde poi i Cuthi ovvero $•!! Sciti. i3. e la pietra oniche. La voce ebrea debolah è pochissimo conosciuta. E non è forse improbabile . che scrisse lib. 12. e molti a l t r i Interpreti credono. xn. Ver». Jl nome del seconde fiume e Gehon. 14. la quale impetuosità fu dimostrata da Virgilio .Nomen vero fluminis terdi Tigris-. lo che serve a spiegare 1 ' espressione di Mosè. E 1' oro di quel paese è ottimo: ivi trovasi il bdeliio. Il ponte Da dosso si scotea P armento Arasse. ebe o sìeno state esaurite .12. Et nomen fluvii secundiGehondpse est. Ovvero. cap. conforme scrive Mosè. per essere stato abitato e popolato da' discendenti di Chus figliuolo di Cliam. 11 nome di Gehon conviene benissimo a questo fiume . Ed e quello che gira attorno alla terrei d^Etiopia. L'Arasse nasce nell' Armenia sul monte Ararat . èva a scaricarsi nel mare Caspio.Quesie parole fanno una grave difficoltà.. c h e fa d' uopo riconoscere nelle S c r i t t u r e più d' un paese. ciò non farebbe difficoltà . L'Arabo. di cui P/m. Non possiam negare. Vi si trova il bdeliio. il Siro. che o r d i n a r i a m e n t e nelle S c r i t t u r e la terra di Chns sia l'Etiopia . 11 nome poi del terzo fiume è Tigri. Imperocché Chus secondo 1* inflessione del dialetto caldeo. che significhi la perla : e benché non si peschino in oggi perle nel Fasi. .

iubiiatamente morrai.. lib. 11 Signore Dio adunque prese 1' uomo. che 1* uomo collocalo nel paradiso dovesse esercitare l'agricoltura non con travaglio di servo. era di là dal Tigri. 17. ?. e guardarlo dagli oltraggi degli a n i m a l i : ma la sua occupazione sarà senza affanno e stanchezza. Vers. cap.15. 14. dffinche lo coltivasse e lo custodisse. Vers.affinchè lo coltivasse e lo custodisse.o sia il paese di Assur. E il quarto fiume egli è 1' Eufrale. Per t e s t i m o n i a n z a di Strabene e di Plinio. li-Signore Dio adunque prese l'uomo. che scorre verso gli Assiri!. De ligno autem scientiae boni et mali ne comedas : in quo- sirii. 16: E gli fè comando. benché p r o v v e d u t o di t u t t o . Agostino) il credere. e lo collocò nel paradiso di delizie. Praecepitque ei dicens: Ex omni ligno paradisi comede. L'Assiria . o sia Aba nel!' Armenia. 16. Tulli ergo Dominus Deus hominem. 17. ali' albero queslo co- ."Fluvius autem quartus ipse est 'Euphrates. 17. Bdsiliu di Selcucia) affile. dicendorJVlangia di tutte le pian le del paradiso. Vedi Plin. Il Tigri. ut operaretur et custodirei illum. i5. sarà un onesto esercizio . aftinché riconoscesse come un favore e benefizio di Dio . e f o r n i t o d' ogni sorta d i delizie. ma per onesto piacere dell' animo ? Vedi anche il Crisostomo . ovvero il gran f i u m e ) nasce sul monte • Abo. Egl i dee occuparsi nella c u l t u r a del paradiso per conservarne 1' a m e n i t à . L'uomo a d u n q u e fu creato fuora del paradiso. Il (juaria fiume egli è P E ufrate. Dio ( come uoiò s. et posuit eum in paradiso voluptatis . in G e n . la sorte d' avere un albergo cosi felice. vii. hom. e lo collocò nel paradiso ce. non un faticoso lavoro Sarà egli uno strano pensamento ('dice s. per cos'i dire. che 1' uomo. La sorbente di questo fiume è n e l l a g r a n d e Aruieuia.Ma del fruito dell' albero della scienza del bene e dèi male non Vers. passi il suo tempo i n una molle oziosità. per consenso de' più a n t i c h i s c r i t t o r i . Dio non vuole . e ciò crediamo che a b b i a v o l u t o significare Mosè. 16. e non come una cosa d o v u t a 'alla sua natura. Non mangiarne: imperocché in qualnnqite giorno in ne mangiei-ai) in. questo fiume (il q u a l e n e l l e S c r i t t u r e è detto semplicemente Ìl fiume. 14.

Agostino . Formatis igitur.perquid voc&ret ea : omne chè ei vedesse il nome enim . dicendo ivi Mosè: li creò maschio e femmina. 19. Avendo adunque 19.lmperocchè n i u n o dee d u b i t a r e .4. La morie a d u n q u e è pena del peccato. no tu ne m a n g e r a i . Concil. 6. nel sesto giorno.. 18.27. Diamogli una compagna simile a l u i per la condizione di sua n a t u r a .mali terrestri . e q u a n t o sia grande e im por laute questa v i r i l i . adduxit gfi uccelli d e l l ' a r i a .. cap. li ea ad Adamjitvideret. che a lui rassomigli. dice s. et universis vo. 18. sess. mer. Sap. e come da sé sola basti a tener 1* uomo unito con Dio . e non avrai più alcun mezzo o a i u t o per tener l o n t a n a la morte: ogni passo . v. . migli. Disse ancora Dio: minus Deus : "Non est Non è bene. Dixit quoqueDo18. Egli esige d a l l ' uomo obbedienza .chè in qualunque gior" rieris. come h a n n o alcune versioni : tu non avrai più d i r i t t o a' ( r u t t i d e l l ' a l b e r o della vita. 12. Rom. capace perciò di concorrere col l'uomo all'esecuzione de' miei disegni. indubitatamente morrai. a i . e pel peccato la morte. Non è bene che l'uomo sia solo. diverrai mortale. esse liominem sia solo: facciamogli uà solum*. gliel fa conoscere con prescrivergli di attenersi da una cosa non m a l a .mangiarne : imperoc" deris ex eo. e cos'i ancora a^ tutti gli nomini si slese la morte. 1 3 n. morie mo. et rem. faciam us ei ad' a i u t o . 9. «3.cumque enim die come. e lutti latilibus coeli. de peccai. i. che l'uomo bonum . Vers. e rendermi grazie de' benefizii fatti da me a tulle le c r e a t u r e . Dominus Deus. condusse atlAdamo. (perchè. Facciamogli un aiuto . che Èva fosse creata come Adamo. Per un uomo entro nel mondo il peccato. Mese viene adesso per una maniera di r e c a p i t o l a z i o n e ad esporre più diffusamente q u e l l o che avea s o l a m e n t e accennato nel capo i. Trid. de hu~ il Signore Dio formati mo cunctis animantibus dalia terra tulli gli ani* terras.) tutti in lui (in Adamn) peccarono. vers. e di u n i r s i con esso lui a l o d a r m i . quod vocavit A. A g g i u n g e la t e r r i b i l minaccia: i» indubitatamente morrai : ch' è q u a n t o dire diverrai soggetto alla morte. che a lui rassojutorum simile sibi.da darsi ad essi:e ognun mandamento. ogni momento ti torrà u n a parte delle tue forze. e ti menerà verso il sepolcro.

. che ciò si diraostrarebba anche meglio. 20. lo che dimostra la profonda sapienza data da Dio al primo uomo. ebe i nomi dati da Adamo agli animali eransi conservati fino a Mosè nel linguaggio .è il vero nomedi essi. E nome conveniente. Adamo. che a lui somisimills ejus. Vedi Giuseppe Antiq. Io che proverebbe . e possiamo bea credere. in cui questi parlava . et omnes bestias a tutte le bestie della terrae: Adae vera non terra : ma non si troinveniebatur adjutor vava per Adamo un aiuto. e a tutuniversa volatilia coe.ti i volatili dell' aria . e Li . Ma da queste parole viene ancora ad inferirsi. che passa traila n a t u r a degli a n i m a l i .mo un profondo sonmiss et. cumque obdor. Appellavitque A" dam nominihus suis nomiconvenienli a tutcuncta ammantici. benché vedesse negli animali molti traiti della sapienza i n f i n i t a del Creatore. g. come in rivista. Comunemente gl'Interpreti. de Gen. 20. e il testo medesimo sembra favorevole a questa opinion»?.dam animae viventis . 21. imponga loro iì nome che piìi con. de'nomi. cap. che i pesci non dovettero comparire dinanzi adAdarao cogli a l t r i animali . dopo s. P r i m a di dare aliinomi» l'aiuto. cap. 1 i col l u m e d a t o g l i dal Signore d i s t i n g u a .. Agostino (lib.i essergli u t i l e ciascuno di essi . che questi hanno nella lingua ebrea. credono. i. Vers.. mo agli animali vivenii. gliasse. E Adamo impose 20. e il vero nome di etti. Ma non si trovava per Adamo ec. se maggiori cognizioni aver potessimo d e l l a me* destina lingua. d i n a n zi a l u i t u t t i gli a n i m a l i : affinchè e i. ad Ut. et ti gli animali . a che poss. 19. Mandò adunque mlnusDeus soporem in il Signore Dio ad AdaA dam . Ognun de* nomi che diede Adamo . che gli mancava. Li condusse ad Adamo ec. 12.). Dio fa passare. Immlslt ergoDo* 21. i. 11 celebre Bochart ha di* mostrato eoa molte etimologie la grande conformità . tulit unam de no.e mentre egli era adVers. e come padrone di t u t t i . ebe il linguaggio de) primo uomo fu 1' Ebreo. oad' egli era adorno. e i nomi . non trovò perù in alcuno di es*i n u l l a di s i m i l e alle doli iaieriim ed esteriori. che diede Adaipsum est nomen ejus. adattato alla natura di ciascuno degli animali.

e la cosa figurata!Dorme Adamo (dice s.8. e mise in. Dixitque Adam: (\Y Hoc nunc os ex ossibus meis . ma riè intese ancora t u t t o il misi fire: Egli in questo punto entrando nel santuario di Dio. t r a d u c o n o estati. E della cestola . 7. 9. Agostino) affinchè Èva sia formata. et matremì et ad(1) i. dormenUlo. a Cristo morto e traforato il costalo . in mulierem : et adduxit eam ad A darri. 24. quoniam de viro sumpta est. perocché è stala traila dall'uomo. e coU'animo libero e sciolto da'sensi non solo v i d e q u e l lo che Dio fece sopra di l u i . 3o. infuse . Uà profanilo sonno. io. n i. 24. e come un a l t r o t« stesso.costis ejus . Per la qual cosa 1' UOH50 lascerà il padre suo. Ephes. 22. 3i. Gli tolse unii delle sue coitole ec. e i LXX. i g. Ebr. luogo di essa della carne. che avea tolto da Adamo. gli tolse una delle sue cestole . m e n t r e Dio presenta a lui In sua c o m p a g n a . Questo adesso oìso delle mie ossa ec Adamo riscosso dalla sua estasi. a3. e carne della mìa carne . ella dall' uomo a v i a il nome. A d a m o d u n q u e in questo sonno m a n d a t e g l i da Dio fu rapito fuor di ss stesso. S e n t . et caro de carne mea : haec vacabitur vir ago . 22. Questo adesso osso delle mie ossa. e sia- (2) Matili. Agostino. * Mando . de1 quali tifarmi la Chiesa. un profondo sonno. 21. ne fabbricò il Signore Dio una donna : e me nolla ad Adamo. . affinchè ne fgorghino i Sacramenti. affinchè sia formata laChiesa. io luogo d e l l i q u a l e i LXX. ebbe V intelligenza delle ultime cose. UD' estasi. Mare. e la madre . et replevit cameni pro ea. dice s. muore Cristo. riconosce iu essa un' immagine degna di &«.5. 5. e) nam lulerat deAdam. Vr«s. 20. E Adamo disse '. 23. Cor. Tale i il s i g n i f i c a l o d e l l a voce orig-naìe . (2) Quamobrem relinquet homo patrem suum.Et aedifieavi tD ominus Deus costavi . Chi avrebbe immaginato nel Creatore una ai straordinaria invenzione per formare nna donna? Ma q u a n t o cosi d i v i e n e sensibile la relazione t r a i l a fijjnr a . Yers.

Viuea godendo dì Dio f della bontà del quale egli era buono.Erano ignudi .Nessuna malinconia. Matt. Vers. di buona coscienza. . se non volontario. erano ignudi . 15. Vedi i. come parole di Dio a dimostrare i' indissolubilità dei matrimonio: lo che dimostra. Come nel paradiso non era nè caldo . ela sua moglie . nessuna offesa si temeva al di fuora. perche non ve» nisse a discioglierlo la vecchiezza. ne cadeva sopra di luì il sonno. per cui foste data «' sensi di lui alcuna molestia. Cor. non eravi onde arrossire della nudità. e non ne aveano vergogna. a/j. così in colui. a4' Lascerà V nomo il padre suo te. ne freddo. hanno reuduta difficile. che espone il felice stato dell' uomo innocente. a3. Elle sono state. Nessuna malattia al dì dentro. v. et uxor ejus\ et non erubescebanL (O i. 26. xix. Sanità perfetta nella carne. Queste parole sono riferite da Gesù Cristo. Adamo cioè.Cor. e lo spirito contro la carne. Gai. e della sua Chiesa. 25. e saranno per tulli i secoli la legge immutabile dell'unione legittima dell' uomo e della donna . anche dopo che . vii. verso di cui portavasi /' ardente carità di cuore puro. tranquillità asso-' luta neti' anima. mentre quello egli volea. e di fede non fìnta' Vegliavano di concordia la mente e il corpo: osservavasi senza fatica il comandamento: noi gravava nè 1' ozio. non era alterato il buon volere ne da cupidità. "Erat autem uterque nudus>Adam scili» cef. Un ver o perpetuo gaudio scendeva in lui da Dio . sollevatesi nel cuor dell' uomo le inquiete passioni. L' Apostolo ci ha anche insegnato a riconoscere nell'unione di Adamo con Èva il mistero di Cristo. e aaea potestà di vivere sempre così. U uomo vive a nel paradiso. Nessun ombra di corruzione nel corpo. 5. per ragione del quale la carne desidera contro lo spirito. Nessun contrasto essendovi tra l'uomo interiore e l'esteriore. Vìvea senza bisogno. che per istinto dello spirito di Dio furo n proferite da Adamo. che vi abitava. nè la stanchezza. Vers.haerebit uxori suae : ( i ) et erant duo in carne una. Non era ancora nell'uomo avvenuto quello strano cangiamento. ec. Ma sentiamo qui Agostino. Avea comodo il cibo per non patire lafams. come egli volea. nè da timore. rà unito alla sua moglie. E 1' uno e l'altra. e non ne avevano vergogna. 3.6. ch'era stato da Dio ordinalo.nessttna vana allegrezza. e i due saranno soluna carne. e penosaali'uomo non più innocente una tal legge. avea 1* albero della vita. 26.

11 testo originale porta: Veramente vi ha egli ordinato Dio. Per frode del serpente i progenitori trasgredì' s cono il comandamento di Dio. i3ed et serpens erat callidior cune ti a» nimantìbus terraeyuae fecerat Dominus Deus. o almeno la interpretazione data allo stesso comando da 4$aa10 e ^ a Èva. che non fosse loro permesso indistintamente l'uso di t u t t i » f r u t ti del paradiso. Data a ciascuno di essi la sua pena^ sono cacciati dal paradiso. si serve di tal mezzo per i n d u r r e i nostri progenitori a violare il comando di Dio. che non di tutte le piante. Dio adunque permette ebe il nemico dell'uman genere rivolga la sua malizia a tentarli per procurare la loro rovina. . Mastuto di tuta il serpente era il più ti gli animali della terra fatti dal Signore Dio. !S7elle quali parole il tentatore mette in dubbio il comando. i. perchè mai abbia voluto Dio.«'«tenore . le domanda . Qui dlxit ad mulierem: Cur praecepit vobis Deus.Mosè non ha par late» fio qui «Iella caduta degli Angeli ribelli. trovando la donna appartata da Adamo. ond* egli è ripieno.omandovvi Iddìo se. ut non come* deretis de omni ligno paradisi? . II demonio adunque movendo la lingua e la bocca del serpente . Per qual motivo r.Dovea essere provata la fedeltà di Adamo e di Èva:da questa prova dovea dipendere la inalterabil fermezza di quel loro felicissimo stato . la cui scaltrezza ed astuzia sembra aver qualche cosa di simile alla malizia. nia egli la suppone in questo racconto: imperocché in questo serpente non può non riconoscersi «n {strumento del diavoloni quale invidioso del bene fatto da Dìo ali' uomo. Questi disse alla donna: Per qual motivo eomandovvi Iddio . del paradiso ec. i.CAPO-HI. che non di tutte le pianta del paradiso mangiaste i frutti? Vers.Ma qual via prenderà egli j»er insinuarsi con essiPÉgli ha bisogno di un istruaieu» to. e Dio gli permette di valersi del serpente. Promessa del Messia. flfft il serpente era il pih astuto cc.

Ella non potè far a meno di essere sorpresa ali* udire la incognita voce di un animale: e vi riconobbe un prodigio. Èva cade già in grand* errore. che una supcriore intelligenza movesse la lingua di lui: ma in cambio di temere di qualche inganno. 12. Agostino . che Dio ha vietato loro di mangiare del frullo di quel tal albero. .a. come il discorso stesso ne dava occasione . ina anche la pena stabilita da Dio »lla violazione del precetto. Ma del frullo dell' albero. e vedere fin dove andasse non tal novità. e di non toccare . che è nel mezzo del paradiso . che ha presente il comando di Dio . hai.Defructu vero l'igni. "A. che sono nel paradiso noi ne mangiamo: ma del frutto ce. a. ci ordinò il Signore di non mangiare. xv. secondo la riflessione di s. credè di potere soddisfarsi . ne comede* remus . quando si traslati: Perche mai Dio avrebbe ordinato a voi. Cui rispose la donnn:Del frullo delle piante. Del frutto delle piante. Vers. che di queli' animale si valse a tradir i' uomo. mentre tutti e gli alberi e i frutti soa buoni? Avete ben inleso le sue parole? 11 senso della volgato. e du' LXX. noi ne mangiamo: 3. S. Cui respondit mutier: De fruttu lignorum . ^Affinchè per disgrazia noi non abbiamo a morire. xxvu. che sono nel paradiso . 3.onde.. Èva adunque noti solamente ha presente il precetto. Cosi Èva dà a vedere. e dovette comprendere . Matth. sarà lo slesso.come apparisce da molti altri luoghi delle Scritture . phc comincia del mettere in dubbio il comando. affinchè per disgrazia noi non abbiamo a morire. P s. quod est in medio paradisi^ prctecepit nobis Deus . ch'ella sa essere stato intimato al consorte: e per esse intimato ancbe a lei. et ne tangeremus illud) ne forte mori amur» 2. vietandone 1' uso a voi . quae sunt in paradiso . * Ma il serpente. che non di tutte le piante del paradiso mangiaste i fruiti? Lo ebe fa una negazione simile ali' Ebreo. Ella dunque va raccontando. e 3. vui. Questa maniera di parlare non indica veruna dubbiezza. •>. Ma quel serpente . 3 Mare. mettendosi a ragionare con uno. perchè 1' una cosa è compresa nell'altra. con allusione al padre della bugia. ed ancor dì toccarlo. più evidente ed inescusabil si rende la sua trasgressione. Possibile > clic Dio abbia eccettuato alcun albero del paradiso. vescimur.

conoscitori del bane. Il maligno ardisce di dire tutto 11 opposto di quello che ha detto Dio. <£uaic nè uiaiigi (1) st. Vide adunque la donna..edel male. Ver».4« Dixit autem serpe fi s ad mulierem: (i) Nequaquam morte moriemini. . dice il tentatore. e voi male intendeste. 2. e qua»! . i. Una delle due.Cor. 26. che . Vers6. che non ha adesso. quod bonum esset li* gnum advescendum^et pulcrum oculis&spectuque delectabìle^ et tulit de frac tu illius . e colse ec. o questo precetto è in vostro danno. Vers. Ma il serpente disse alla donna: Assolatornente voi non morrete. che ilfrutlo dell'albero era buono a mangiarsi. 5. e appetitoso all'aspetto: e colse il frutto. e parte da invidia del vostro bene. e una certa superba presunzione di se fletta. 4 Voi non morrete. Sa Dio. 6. (2) Ecct.. Vidit igitur mulier. te nello tpirìto di lei non fot se entralo già 1' amore tfella propria libertà. 62. dei vero e del falso . scientes bonum. n. S ci i enim Deus .ch* vi uguaglerebbe a Dio stesso per la cognizione del bene e dei male. di quella che è utile. iì quale ut mangiò.aperientur oculi vestri i et eritis sicut Dii . 3. et (2) comedil.. qui comedil* 4. 14. quod in quocumque dia comederetis ex eo. ó. dice s. ce. argoaiti#la. ne considera la bontà e dai 1' esterna bellezza } ch' ella divora cogli occli. Uua simil proposizione non avrebbe potuto ritrovare credenza appresso la donna. deditque viro suo. si apriranno i vostri occhi: e sarete come Dei. Timoth. Èva avea probabilmente altre volte veduto quel frutto . o dannoso. fi ne diede a suo marito . Agostino. /i apriranno gli occhi vostri. 6. Vide adunque la donna.Imperocchèsa Dio. o il precetto non è vero. e bello a vedere . ma ella avea altri occhi. che in qualunque tempo ne mangerete. Imperocché Dio sa come dal frutto di questa pianta verrebbe a voi una scienza infinita. Ella è adesso collosguardo e col cuore tutta intesa al pomo desiderato. 5. et malum. e mangiollo .

) . Forse non conoscendo ancora per prova la severità di Dio. Tìmot. E si apersero gli occhi ad ambedue. 11. e degna dello spirito di Dio . della maniera . e che ei ne mangiò. e coglie il pomo . come Adamo ed Èva. imperocché non saranno eglino ornai più nè senza peccato.Ma l'aperta violazion del comando non sarebbe avvenuta (osserva l'istesso s. da cui •i lasciò pervertire . in Ps. ed essere uguale a lui. La Scrittura avendo raccontato per quali vie il nemico sedusse la donna. del bisogno che avranno tutti gli uomini di vegliare costantemente per non entrare in tentazione . 70. lib. E si apersero gli occhi ad ambedue: «d avendo conosciuto.) non fu sedotto ctm* Èva . i3. nè collocati come quegli in un paradiso.*]. sebbene egli non credesse al serpente . e a tutte le generazioni future . v. che i falli seguenti sieno giusta pena de' primi .delle arti che tiene il demonio per indurre gli uomini alla prevaricazione della legge .14. Egli (dice 1' Apostolo i. e induce il marito a mangiarne. se essenudost consueruntfolia ficus. Ap. Vedi Aug. Il serpente lo av«a promesso (veri. per cui volle sottrarsi al cornando di Dio. L'orig. la ingratitudine mostruosa a'bwaefiii! del Cfcalore. Agostino de civ. non dice altro riguardo all'uomo. che erano ignudi cucirono delle foglie di fico. finalmente ella consuma il suo peccato. ebe potesse essere scusabile il fallo di non abbandonare la compagna della sua vita anche nella soscietà della colpa. se non fosse preceduta intcriormente la segreta compiacenza di sé medesimo. e se uè fecero della cinture.xiv. una gran lezione a tutti i secoli . e si avvera adesso. 7. 5. Vers. l'orrenda loro disubbidienza in tanta facilità di osservare il comnndo. essendo più saggio e più perfetto di lei. ne verb. onde Dio permette .de civ. e alle lusinghe della compagna. dovea essere sua scorta e suo consiglio. non ebbe coraggio di resistere ali' esempio. videro 1' innocenza per- . Si apersero i loro occhi. cap. egli che .. lo mangia. e i LXX. già gusta l'eccellente sapore. . dice s. in cui volle il tentatore far prendere quelle parole: si apriranno gli occhi vostri.se non che quella gli porse il frutto. nè liberi dalle passioni. lìb. ma in un senso infinitamente diverso da quello. il quale ha voluto dare io un esempio si grande. cap. et semi. 7. Dottore). ma in un luogo d i tentazione. * // quale ne mangiò. ne mangiò con lei. i3.~Èt aperti sunt oculi amborum\cumqu& cognovissent. e di combattimento. Tutta questa descrizione è sommamente patetica. etfecerunt sibi perizomata.\iv. e la superbia . credette Adamo. donde intendiamo che . e videro il gran fallo commesso .

ec. 8. Privato della grazia e della giustizia originale . che ndivast nel paradiso.Egli è molto credibile . Queste visite doveano ancora essere precedute da un certo romoreggiamento. . cercò di nasconderlo agli occhi proprii ed altrui. ec.odi. L' Ebr. ne* quali si eran precipitati . e contrariava la legge delia spiriti». Dio si facesse vedere a'nostri progenitori sotto una figura adattata alla loro capacità . e con questa la loro felicità.. che si nascondessero sotto 1* albero stesso della scienza del bene e del male. le miserie della vita infinite. E «vendo udita la voce del Signore Dio . che levasi il vento dopo il mezz. fuggono la presenza di Dio. lib. Trovasi in Egitto una specie di fico. Girolamo vuole.et uxor ejus afa* eie Domini Dei in me' dio Ugni paradisi. i dolori . 82.. di cui era rivestito quando nella sua nudità niente soffriva (V indecente. le foglie del quale sono graudissìme. l'aura dolce e leggera . duta. chiamato fico d' Adamo. ebe si levava . che camminava nel paradiso nel tempo . e pare così ancora pensaste «. * Cucirono. la morte. E avendo conosciuto cha erano ignudi. e la sua moglie alla vista d«l Signore in mezzo agli alberi del paradiso. agitati da' rimorsi della loro coscienza . e corrono ad intanerai io un folto boschetto. le malattie.L* uomo provò allora. invitava a goder eoo piacere maggiore Io spettacolo della natura. che ornai regnava pelle sue membra.8. ad Ut.si nascoseAdamo . S. 11. che fino a tanto. aggiustarono: attaccarono insieme delle foglie di fico. come si fuggirebbe un arrabbiato nemico. e i mali da ciò pro venuti trasmettersi a tutta la loro infelice posterità. Agostino. abscondit se A' dam. Et eam audisset vocem Domini Dei de* ambulando in paretài* so ad auram post meridiem. e non avendo rimedio per togliere il male. videro finalmente per colmo della loro afflizione il loro reato . e che il tempo di tali visite fosse quello che qui si descrive. sperimentò i primi frutti di quella dura legge. e ne ebbe dolore e vergogna. Aug. 8. qual fosse quella grazia. Vers. e avvertiva Adamo ed Èva di correre a presentarsi al Signore: rat questa volta Adamo ed Èva. vale a dire quando declinando il iole dal mezzo dì.scrive. che durò io stato dell' innocenza. videro i mali. E avendo udito la voce del Signore Dìo. il predominio delle passioni.onde allora converrebbe tradurre: ti natcotero nel metto {de? rami} delV albero del paradìio. de Gen.

Dio eoo la sua chiamata avea voluto dar motivo ad Adamo di confessargli il suo gran fallo. da cui sono condannati. £ e hi ti fece conotcere ch'eri ignudo. onde cercano per ogni parte «cuse e pretesti per nascondere e diminuire i proprii peccati. e adduce per ragione di non essersi presentato subito. come se od egìi non fosse stato ugualmente nudo ne'dì precedenti. che quello » che già non ti dava alcuna noia. ti fa oggi vergogna. come la concupiscenza è effetto del peccato. g. Queste parole evidentemente dimostrano. come apparisce dal vedere. se tu senti il peso enorme dei mali. che avea della sua nudità. Quis enim indicavit ubi. Perche era ignudo. la vergogna. io. quod nudus essem^etabscondi me. ne comederes 5 comedistfi 9. e come dalla cupidità procede il disordine delia immaginazione e dei sensi. quod nudus esses^ nisi quod ex ligno. i quali nessuna cosa temono tanto. E quegli rispose: Ho udito la tua voce nel paradiso:ed bo avuto ribrezi&Oj perchè era ignudo. il. credi tu di poter trovare confiolaziooe e conforto coli' andar sempre più lungi da tue? Ver». 11. E il Signore Dio chiamò Adanuo 3 e dissegli: Dove sei tu? 10.9.del quale io aveva a te comandato di non mangiare? Vers. e donde tal nìulatioce?Àvresti tu perduto la veste dell' innocenza e deila gìu&tisu eoa <liì>obb<. Qui aiti Vocem tua/n audivii in paradiso'. yocavitque Dominus Deus Adatti^ et di' xit ei: Ubi e-s? 10. ebe ti sei tirato addoslo. de quo praeceperam libi . come la vista e la confessione della \erita. A cui disse Dio: Ma e chi ti fece conoscere ^ che eri ignudo. et timui eo . se non 1' aver tu mangialo del frutto. Dio dice ad Adamo : Se tu con sei più quello di prima. 11. Adamo perù torce altrove il discorso. L'esempio del primo uomo peccatore è imitalo pur troppo da'suoi figliuoli. Dove sei iu?È'lo stesso come se dicesse: Adamo. o vi fosse riparo per nascondersi in alcun modo agli occhi di Dio. Vers. e mi sono ascoso. Cui di xit'. per qual motivo ti fuggi da me? Credi tu di poterti nascondere agli occhi miei? Infelice. te. ce. se il tuo stato è oggi diverso .dire al mio comandamento? .

Dixitqus Adami Mulier. ebe traile creature di Dio. rigetta la colpa sulla consorte. e la sua semplicità. Ver». mi ha hi de tigno t et comedi. tut l'i giorni di tua vita. dato del frutto. L' Ebr.Et ait Dominus Deus ad serpentem : disse al serpente. vi fosse cbi eoa tanta perfidia si adoperasse per ingannarla e tradirla. La donna datami da te per compagna .Il serpente mi ha sedotta.12. 14.dà animo alia donna di tentare almeno di rendere men grave il suo reato. La pazienza di Dio udì' accollare le false e frivola scuse d'Adamo. Et dixit Dominus Deus ad mulie. E Adamo disse : i a. DaH' indegna sensa apparisce come uu peccato fa strada a molti. et bestias ti gli animali. ch' egli doveva a lei. male' chè tu hai fatto quesio. et ter. H demonio era tuttavia in <juel serpente . * Datami da te per compagna. comedi. dimoranti nel paradiso . che tu bai messa con me. come se 1' affetto. allegando la sua ignoranza . 13. i3.i servito di . ed io ho mangiato. Ver*. render giammai potesse scusabile in alcun modo una si orribile ingiustizia e disobbedienza contro del Creatore. non da penitente-. e l'ho io mangiato. la. 1. ma io confessa da reo . et mi ha sedotta. ec. che gliela die per compagna . e le beterrae : super pectus stie della terrattu camtuum gradieris. ec. dictus es inter omnia maledetto tu tra tutanimantìa.ella rispose: II serpente pens decepit me. Ma cbi può menar buona una tal difesa? Andava egli ascoltato il serpente piuttosto che Dio? Vera. per cui non potè ella immaginarsi. ebe gli ave.4. e quasi sul medesimo Dio. quam dedisti La donna datami da te mihi sociam^ dedit mi.E il Signore Dio ditte al ferpente: Perche tu .disse alla donna : Perrem: Quare hoc fecistfì chè facesti tal cosa? Ed Quae respondit : Ser. Finalmente Adamo confessa il suo peccato . E il Signore Dio 14.per compagna . PerQuia fecisti hoc. E il Signore Dio 13.minerai sul tuo ventre ram comedes cunctis e mangerai terra per diebus vitae tuae.

il cui studio continuo si è di andare ^attorno in cerca dell' anime per divorarle. L' Ebreo in. e di rendere 1' uomo imitatore della sua disobbedienza per averlo compagno ancor nella dannazione. cerne il serpente. e la stessa impurità. Ma più letteralmente. et malie' rem. egli cercò per invidia del ben dell' uomo di corrompere l'opera di Dio. comune lezione de'LXX. Vers. e la. quantunque ella cada e si avveri anche in certo modo nel serpente materiale . e tu tenderai insidie ai calcagno di lei. se non i più sordidi e vili piaceri. va però più specialmente a ferire il serpente invisibile. Camminerai sul tuo ventre e mangerai ec. i quali seguendo i suoi dettami s' immergeranno nella terra e nel fango Queeta espressione mangiar la polvere. vece di Ella legge Egli ovvero Esso. il quale strascinandosi perpetuamente sopra la terra . Inimìcitias ponam inter te . è simile all'Ébrea. Alcuni padri Latini lesserò. Egli volle innalzarsi. Ciò dimostra la vil condizione del serpente . perchè i suoi consigli . Ella schiaccerà la tua testa.16. e In ac. ma Dio dice al serpente. che quello di spirito immondo . e non avrà per amici. et tu insidìaberis calcaneo ejus» io. e porre il suo trono «opra le stelle . 15. sembrerà divenuto la stessa corruzione. * Camminerai sul tuo ventre. et semen tuum> et $emen illius. Porrò inimicizia tra te. le sue suggestioni non avran per oggetto. e il seme di lei.beuchè qualche edizione siavi. e tra il seme tuo . onde altro nome quasi più non avrà . per così dire. benché di natura sì nobile ed elevata. in cui si trovi in lezione della Volgata. come i serpenti. che un tale ardimento sarà punito coll'ignominia e coll'obbrobrio . si trova nelle Scritture Vedi Mieli. Ti strascinerai col tuo ventre. Ipsa conterei caput tUTim. di sordido e immondo cibo si pasce. se non coloro. a cui sarà ridotto lo stesso spirito. in. Malaletto tei tu tra tutti gli animali. e i . e la donna. di qualunque specie egli sia: quindi per antica maniera di proverbio si disse: odiare una persona più che uo serpente. ec Di tutti gli animali nessuno è avuto in orrore dall'uomo. lo spirilo di malizia è avvilito e depresso dopo aver meritata la maledizione di Dio. vii. Ma più ancora di ogni serpente. ma la sua superbia fu umiliata e depressa sino all'inferno. come 1' Ebreo . Egli. riferendolo al seme. organo e di strumento a ordire le sue trame : quindi la maledizione di Dio è concepita in tali termini. sarà odioso ali' uomo lo spirito maligno .. ma generalmente tatti i Mss. ed egli non si compiacerà. che . Ella schiaccerà la tua testa .

e con tutti gli animali. e del figliuolo di lei collo spirito immondo e superbo. 14. Cor. come diremo. Cosi va la cosa tra M serpente materiale . e la vita eterna . Siccome da una don uà ebbe principio la rovina dell' uman genere. e ali' altro serpente .e ebe può combinar benissimo coli' Ebreo. e la sua posterità schiaccerà quando che sia a lui la testa.16. come il seme di lei e il Cristo. 54.Ed è cosa degna di molta considerazione. che la donna stessa. Ja quale per mezzo del figliuolo. e lui esultante per la vittoria riportata sopra dell'uomo è anuuDiìata da Dio la vittoria. E alla donna ancor disse : Io moltiplicherò i tuoi affanni e le lue gravidanze . che riporterà di lui una donna. Ma in. cos'i da questa Vergine avrà principio la riparazione degli uomini. come nell'atto stesso. cioè di un Salvatore. Mulieri quoque dixit\ Multìplicabo aerumna? tuas et conceptus tuos: in dolore paries fiilos. Questa donna è Maria. che darà alla luce . et suo viri potè s tate eris . e i figli di lei. L'opposizione di questa Vergine. la quale dà un ottimo scaso.concordano colla Volgata. e a meritare per essi la salute. ed ei ti dominerà.un altro senso infinitamente più sublime e importante per noi. e la distruzione del peccato . dopo che per quello che avvenne nel paradiso ebbe fine la pace. a riconciliarli con Dio . con dolore partorirai i figliuoli. che dee venire a riparare con redenzione copiosa . (i) et ipse dominabitur lui. e * i figliuoli di lei coi serpente . per cui trionfava il demonio. vien publicata da lui. il quale verrà a liberargli dalla schiavitù dei peccato e del demonio. Ecco la prima evidente promessa fatta da Dio agli uomini del Messia . al demonio sono dirette queste parole. dice nel «primo «enso. PP. e nimistà perpetua averà la donna. (i) i. che l'uomo avea col serpente. che antipatìa. non può esser più grande. Dio parlando sempre all'uno . io. a consolazione dell' uomo. questa grandiosa promessa di un «uovo Adamo. allo spirituale serpente. il Verbo di Dio fatto carne nel seno di questa Vergine. ed egli valendosi di sua astuzia cercherà di arrivare a mordere di nascosto il calcagno di lei. che Dio fa giudizio dell' uomo prevaricatore. e la donna. e il regno di Satana . cioè cogli empii. ed avolo in mira principalmente dallo Spirito Santo. e sarai sotto la potestà del marito . e della sua discendenza . e co'fìgliuoli di lui. schiaccerà del superbo la testa.

L'Ebreo: e tu tpcz* zerdi. Vers. cioè di Gesti Cristo. et comedisti de ligno) ex quo praeceperam libi. come nella fede di lui morto. pe' peccati nostri. clic. E ad Adamo disse : Perchè hai ascoltata la voce della tua consorte . oude nella fede di lui venturo ebbero salute quanti della salute fece' ro acquisto prima di' egli nascesse e patisse. cioè a Cristo. male dicta terra in opere tuo: in labori" bus comedes ex ea cunctis diebus vitae tuae. come avea vinto la prima donna.17. Vale a dire gli aifaiini e le miserie.6. questo mezzo sarà totalmente nuovo ed inaudito II figliuolo delLi Donna combatterà col demonio con colla sua possanza . si avveri quel dell' Apostolo. molto più la grazia. e il mezzo . e sarà 1* unico oggetto di speranza per l'uomo . Adae vero dixit: Quia audisti vocem «xoris tuae. e la morte di lui sarà la salute dell' uomo.elleno h a n n o un senso di molta maggior importanza. ne come" deres . ma n e l l a infermità della carne. aifiue dì perdonarle* L& . il demonio per mezzo de' su«>ì ministri metterà a morte il Cristo. e bai mangialo del frutto. 1. che farà il demonio. oude Diu vuole punii varia .imperocché verranno a spiegare . Gl'incomodi delle gravidanze. e per vincerla . 17. per abbattere la feJe di lei. Ove queste parole inlendansi della Vergine . Ma riportandole al seme della donna. che vati congiunte colie gravidanze. Da questo punto adunque sino alla fine de' secoli Gesìi Cristo .! dolori del parto sono insieme il gastigo del peccato della donna . E tu tender ai insidie al calcagno di lei.nialedetla la terra per quello che tu hai fatto: da lei trarrai con grandi fatiche il nudrimento per tutti i giorni della tua vita. significheranno i t e n t a t i v i . Moltipllcherà i tuoi affanni e le tue gravidanze. e la scoufìlta del diavolo. Con dolore partorirai. per qual mezzo il figliuol della Vergine schiaccerà la testa al demonio.se pel delitto di un solo molti perirono. benché inutilmente. del quale io ti avea comandato dì non mangiare. e risuscitato per nostra giustificazione ottengono. fu sempre. Il calcagno significa 1 ' umanità di Cristo. ed otterranno salute tutti gli eletti. ovver morderai il calcagno di lei. e la liberalità di Dio e stala ridondante in molli mercé di un uomo .

e le cattive erbe. Dio maledice la terra. fede.18. Dall' Ebreo . ma che stia cheta. e dal cangiamento grande. Non lei nalii^a . lib. e nella santità con modestia. ma la colpa della donna merito di avere per signore il marito: la qual cosa quando non sia mantenuta. Cosi i. e le piante inutili germaglieranno in abbondanza su questa terra. a cui egli si è ridotto co) suo peccato. Mediante il sudore della tua faccia mangerai ce. e mangerai 1' erba della terra.donec revertaris in terrami . nondimeno ella ti salverà per Vetìncazione de* figliuoli. Yers. cap. Di qui avea imparalo 1> Apostolo ciò che insegnava continuamente intorno alla subordinazione della donna. In sudore vultus luì vtsceris pane. Mangerai V erba della terra. IL 11. non permeilo alla donna dì fare da maestra . * Ei ti dominerà. i8. Tim. tutto quello che servirà al sostentamento dell'uomo. che in questa succede. I triboli. vuol che egli argomenti la degradazione somma.EHa produrrà per te spine e triboli . e anderà crescendo la colpa. Agost. de qua sumptus es . quia pulvìs es. Uà precetto generale egli è questo per tutti i figliuoli d'Adamo. i. Ttm. «4 15. ad Ut. e }« spine. 17. et comedes herbam terrete* i g. i a. donna sedotta prevarico.Mediante il sudo* re della tua faccia mangerai il tuo pane . fino a tanto che tu ritorni alla terra. dov' era ogni abbondanza dì fruiti. che tale dev'essere il senso di queste parole della Volgata: In opere Ino: Maledetta ta terra ec. In vece di erba il testo originale ha una voce . e 18. et in pulverem reverteris. Vers. Adamo è mandato esule in una terra. dalla quale dovrà trarre a grande stento il pane per sostentarsi. La donna impari in filenzio con tutta la dipendenza. iQ. e nella cariici . se $ì ter?à nella. Dal paradiso di delizie. e di erbaggi da mangiare. 3y. Spinas et tribùlos germìnabit libi. de Gen. Per quello che tu hai fatto. lo cambio dell' uom peccatore. jy. la quale oltre il frumento comprende ogni sorta di granella. di legumi. E ottimamente s. avrà bisogno di faticosa cultura. . Sarai sotto la potestà del marito ec. dalla quale sei stalo tratto: perocché tu sei polvere 3 e in polvere tornerai. si corromperà vie put la natura. II. e dalle antiche versioni apparisce . Sari tuo signore.ll.

Et vQcavìtAdam nomen uxoris suaejleva. io. e in polvere ritornerai. 20. 260. e ia utile dell'uomo lo stesso castigo. L* Apostolo ne era Unto persuaso .11 nome d' Èva. volle essere un D. quella donna meritsrà con giustizia iì nome di madre de'viventi. e fenduta agli. e ae inculcarono 1' osservanza. ma perde l'ètsere d'immortale. e cori tre tutta la sua posterità iofetta e corrotta dal suo peccato. Hevah in ebreo è lo stesso. E fece ancora il Signore Dio ad Adamo. che non ha difficoltà di dire che Chi non. e redenzione per 1' uomo. e la fatica proporzionata. eo quod mater es* set cunctorum viventium. altrimenti a qual pro Dio lascerebb'egli a lui nocora per qualche tempo la vita?Dio pertanto convertendo io rimedio. che dee schiacciare la testa del nemico serpente. 21. e quel seme di lei. Fecit quoque Dominus Deus Adae. perchè ella era per esser Ja madre di tutti i viventi* 21. e i legistratori Gentili conobbero anch'essi questa verità. Un antico padri! notò. et uxori ejus tunicas pel" liceas » et indu. e per la superbia della disobbedienza. e alla sua moglie delle tonache di pelle. ma non a morire per sempre. HI. o condizione l'uomo si trovi . I filosofi .it eos ì ao. L'uomo a d u n q u e per lo peccato è condannato a morire. uomini la vita spirituale perduta per la disobbedienza d'Èva Quella donna figliuola di Èva divenendo madre d'un figliuolo. seni. e conveniente al medesimo stato è di precetto del Signore. Perche tu tei polvere . coll'intimargli la morte lo invita a prepararsi a questo passaggio per mezzo della penitenza. questa pena fu contralta dalla natura./i'fn/>/i . il quale darà la vita a quelli ch' ebbero la morto da Èva. non dee mangiare II. affine di conseguire il rinnovel lamento della giustizia. Thessal. P infingardaggiae.20. L'ozio. l'inutilità della vita si oppongono a questa sentenza di Dio In qualunque stato. ed è già fin d' adesso fallo da Dio giustizìa. 1'occupazione. lavora.ì& non perde l'essere d'uomo . che vi* ta. bug. Vers.E Adamo pose alla sua moglie il nome di Èva. delle quali li rivesti. L'uomo era stato fa^to zrmjiortale. e la salute mediante la fede in l u i . da cui doveva essere schiacciato il capo al serpente. Tale è la sentenza di Dio contro Adamo. che Adamo nell' imporre questo nome alla moglie ebbe in vista quella donna. e santificazione.

collocò davanti al paradiso di delizie un "Vers. come egli fece Aug. . de Gen. ov-. Vers. 24. et vivat in aeternum. e ne mangi. hom. perciò Dio lo manda fuori del para diso. le quali fossero indizio e della morie. Il senso. E discacciatone Adamo.irta l'F.1. tiu Cherubino. è supplito da quel che si ha nel verso seguente. Non v' ha dubbio ..22. . che rimane interrotto . Affinchè Adamo non ardisca forse di stendere la mano ali' albero della vita. ut optraretur terram .• „„„. scìens bonum et malum : nunc ergo ne forte mittat manum suam . et sumat etiam de ligno vitae. Fece ancora .*. 3g.„ .:„. che a sorte non ìstenda fglì la mano ec.. il quale non insulla alla sciagura di Adamo: ma s._. 7. 26. de qua sumptas est.^. affinchè lavorasse la terra: da cui era stato tratto. e viva in eterno. Di tali tonache dovea rivestirsi il peccatore. conoscitore del bene.e del male: ora adunque. E disse:Ecco.che Dio abbia fatto quello ch' egli ordinicene da altri si facesse Cosi qui o Dio ordinò ad Adamo ed Èva di uccidere degli a n i m a l i per coprirsi delle loro pelli. 11... Et emisit eum Dominus Deus de paradiso voluptaùs . È diventalo come uno di noi ec. 6 i n L e v i t . Ora adunque. e della tua fragilità proveniente dalla corruzione delta carne. nella quale era incorso pel primo peccato .. E il Signore Dio lo discacciò dal paradiso di delizie. .che Adamo è diventato co» me uno di noi.j~» y>z.Et alt: ecceAdam quasi unus ex nobis faeius est. lib..hreo: ma siccome ima sola è . et comedal. e colga dell' albero della vita. o «li stessi animali feceuceidere per m i n i s t e r o di qualche Angelo. delle tonache ili pelle .li altri avverte di non insuperbirsi. Non è c»sa nuova nelle Scritture il dire. Yers 22. Ecco sopra un tal fatto la riflessione di Oricene. Queste sono parole di Dio. .Collocò davanti al paradiso . 25. che a sorte non istenda egli la mano sua . ec. a4. »4' Ejecitque Adam\ et collocavit ante paradisum voluptaùs Che- 22. che per le parole uno dì noi s* intendano le tre divine Persone.

Vers. A custodire la strada. arììachè avess' egli mai sempre di oauzi agli occhi l'immagine della perduta felicità . di cui fu figliuolo Enos. Uà queste parole sembra potersi intendere. e genera Enoc. Deum. che Adamo non vedesse. che menava all'albero della vila. E ripudiato Adamo. L1 empio. * E discacciatone Adamo. Gherubìnocon una spada. ec. e questa vista servisse a ììudrire in lui sentimenti di penitenza . \£damo genera di Èva Caino e Abete. ponessi) Èva riconosce da Dio la sua fecondità. il quale concedendogli la vita popoli suo peccato gli somministrava il mezzo Ji meritare le sue misericordie. e quasi in vista di quel 1 tiogo di delizie . i. che il luogo assegnato per suo esilio ad Adamo. dopo che fu uscito dal paradiso.1 anne a render uè grazie. Caino uccide il fratello Abete . Ho fatto ac finis io d' un uomo ec. e paret peperit Caint dicens: lori Caino. era vicino. mena vita di vagabondo-. JLj Adamo conobi. e la gratitudine verso Dio . et flammeum gladìum^tgue versatilem ad custodiendam viam Ugni vitae. la spada. dicendo: Ho P os sedi ho mine m per fatto acquisto di un uomo per dono di Dio. jtjLdam vero cognovit uxorem suam be la sua moglie Èva 3 Melami quae concepì^ la quale concepì. Adamo parimente genera Seth .rubim .PO iv. che Adamo ed Èva si mantennero vergini tutto il te'npo che dimorarono nel paradiso terrestre. così molti credono . e iusegua alle alti^ . ebe uà Cherubino. i. e punito da Dio. CA. e faceva ruota a custodire la strada . Adamo conobbe le sue mogli. Caino significa acquisto . .che gettava fiamme. Da questo luogo i Padri uè inferiscono.

11.E de'più gratti tra etsi. Fuit autem Abelpastor ovium . tradusse. che da li a lungo tempo offerse Caino doni ei Si* gnore de' frulli della terra. Comuni. granella. col qual nome la madre . /f&e?esignifira vanità. della qual espressione 11 senso migliore «embra essere alla fine àelV anno . Ed avvenne. e coctro de' suoi figliuoli. cioè dopo la ricolta : imperocché non è verisimile . ec. memore della sentenza di morte propunziala contro di lei. et de adipibus eorum: et respe* xìt Dominus ad Abel t et ad munera ejus. a. e nenamen di tutti i figliuoli.a. 4. ci osservasse sotto quella ebe chiamasi legge di natura. ojftrsc il prìmoge- . e le cose degli «omini passano come ombra. volle forse indicare la condizione delfnuovo suo stato . f* actum est autem post muhos dies. non scelti: non i migliòri. e Caino agricoltore. "Rursumque pepe* rìt fratrem ejus . ut of* ferrei Cain de fructi bus terrae munera Dòmino. L' Ebreo alla fine de*giorni. 4. e de* più grassi tra essi: e il Signore volse lo sguardo ad Abele. secondo la paiola del Savio. illustrando quello ebe è alquanto oscuro oelPEbreo. E Abele fu pastore di pecore . di offerire de'frulti della terra alla fine dell'anno. Notisi ebe Mosè non parla delle figliuole di Èva. Abel. Vers. et Cain agricola. perchè e gli uomini. Abele. A lui perciò facevano offerta di una parte de'beni raccolti dalia terra. E di poi partorì il fratello di Jui.: ebe quello. * Frutti della terra. 3. ma solamente di quelli ch e sono necessari per condurre la genealogia da Adamo a Noè . 4. e da questo ad Abramo e al Messia: nè la consuetudine portava di rammentare le donne. (i) Abel quoque obtulit de primogenitis gregis suis . e a' §uoidoni. Partorì Abtle dì luì fratello. 4» a. frutti. Vers. Vers. ebe tutto era dono del Creatore. che gl'insegnamenti di Adamo facean conoscere a* figliuoli. ebe fu poi prescritto da Dio nella legge. 3. tutto ciò probabilmente si consumava nel fuoco. La ragione non meno. 3. in coi. Il Siriaco. Abel ancora offerse de* primogeniti del suo gregge . Di lì a lungo tempo. miele. (i) Tlebr. lutto e verità.

mentre non era ancora permesso di cibarsi delle carni. Simile segno d'approvazione vedesi altre volte ne'uostsi libri santi. che Caino. che il segno dato da Dio del grandimento. e tu gii comanderai. e t più gratti: sopra di che nota il Crisostomo. 5. Gli Ebrei insegnano . xxi. ec. 26. per la quale fu lodato come giusto . ben» averai: e se farai male. 6. e comune presso le nazioni.*» Parai. che fecero i primi uomini. Un* antica traduzione approvata da s. E il Signoee disse a lui: Per qual motivo sei adirato ? e perchè porti la faccia in seno? 7. ni ti de1* tuoi montoni. Hebr. portava: Dio mise il fuocolne* doni. 1 Padri comunemente credono . se non dall' astenersi. con cui accettava l'offerta di Abele a differenza di quella di Caino. Ma non diede uno sguardo a Crino. recipìesi sin autem male. a4.Per la fede offerse a Die ostia mìgliore Abele. che 1' uso di sacrificare gli stessi animali non fu il più antico. approvati ila Dia i doni di lui.5. che se farai bene. che i sacrifizii di Abele erano tutti olocausti .. // Signore volse lo sguardo ad Abele. Non è egli vero . e portava il volto dimesso. Da molti autori profani impariamo. dalie cara! delie bestie. si fu il consumare con un fuoco mandato dal cielo il suo sacrifizio. ix. come Levit. ed a*suoi doni. 6. dove noi abbiamo: Dio rivolse lo sguardo a'doni ec. nè ai doni di lui : e Caino sì accese di grande sdegno . in cui qualche parte dell'animale si riserbasse per 1'uomo. xi-4. La fede ela pietà sincera d'Abele fu quella che rendette a Dio accetti i suoi doni. statim in foribus peccatum aderlt ? Sed sub te erit appetitus ejus] et ut dominaberis ìllìUò'.Nonne sibeneegeris. Ad Cain vero% et ad munera illius non respexìl'' iratusqus est Cain vehementer . sarà tosto alla tua porta il peccato? Ma 1' appetito dì esso sarà sotto di te. Dixitgue Dominus ad eum: Quare iratus es? et cur concidit facies tua? 7. . che Abele dell1 ottimo offerteli meglio. Girolamo. Je quali' da prima si contentavano di offerire il latte e la lana: lo che sembra non possa avere origine altronde. et concidit vultus ejus.nè per conseguenza di offerire sacrifizio.

Cipriano esortando i Tibaritani a dar volentieri la vita per Cristo . temesse. 35. Giovanni ep. Se tu pecchi contro il fratello . 3. il quale da principio al martirio) quando egli il primo fu ucciso per la ginttitia.e degli Interpreti cattolici . 8. la quale è ancora la più naturale. Dìxitque Cain ad 'Abelfratrem suumi E> grediamurforas. Ma l'appetito di esso sarà sotto di le. et (i) interfecit eum. ammazzò il fratello: e perche lo ammazzo ? perche le opere di lui erano cattive. che è certamente uno de'piu oscuri. contando egli 159 anni di vita. 8. in. credesi nondimeno. E quando furono alla campagna . e meglio si accorda col testo originale.• la tua cattiva coscienza sarà il tuo carnefice di giorno e di uotte. sarà tosto alla tua. Vers. ebbero quaggiù in premio della loro giustizia il martino . 4> Imitiamo. Si può ben credere . Nella sposizione di questo versetto. e superarla.. E Caino disse ad Abele suo fratello : Andiamo fuora. E io uccise. Caino investì il suo fratello Abele: e lo uccise. onde s. Quindi fu egli degno di essere una bella figura di Gesù Cristo medesimo perseguitato .8. e tu gli comanderai. Benché la Scrittura non parli de'iigliuoli di Àbele. e quelle del tuo fratello giuste. Caino . L v appetito del peccato... invidiando la sua sorte. io. Judae ii.. Qui . i quali dal principio del mondo iasioo ali* venuta del Messia. 23.ifratellì carissimi. reprimerla. i. Se male. lene avtraì. lo contò ti primo di quel gran numero di giusti. Joan. come spesso ue'sacri libri. Matth. il quale non contento di dargli il titolo di gi'zuzo per eccellenza. i. « <!«•>' grandi del popolo.il giusto Abelc. (i) Sap. che questi non venisse a sé preferito ne' diritti di primogenito. Se farai &ene. 6. scrive ep. è posto il peccato per la pena al peccato dovuta. 12. il tuo peccato avrai perpetuamente alla porta delia tua casa. Ver» 7. 3. se tu non vorrai. porta il •peccato. ho seguita l'interpretazione comune de'padri. e messo a morte dalla sinagoga peli 1 invidia cooceputa contro di lui da' principi de* sacerdoti . S. ed egli non tilascierà iene avere . che egli . i a. che Calao veggendo la predilezione di Dio verso Àbele. * Sarà tosto alla tua parta il peccato. Ma ogni elogio sorpassa quello datogli da Gesù Cristo medesimo . lib. La morte di Abele avvenne 1* anno i3o cibila creazione . o sia la concupiscenza non ti dominerà. tu potrai resistere . Cumque essset in agro^con3urrexitCain adversus Jratrem suum A bel.

e famiglia: e i «acrifixii. 11. quae aperuit os suum . Dov' e Abele ? . et suscepit san* g ulne m fratris tui de manu tua. che Caino. ed ha ricevuto il sangue del tuo fratello della tua mano. 11. la quale ha aperta la sua bocca. Tutte queste parole di Dio hanno una forza ed una veemenza somma ad esprimere 1' atrocità del peccato commesso da Caino. Che hai tu fatto? la voce del sangue di ino fratello ec. Vers. che egli offeriva. e chiederne misericordia. Vers. Nunc igitur ma* ledictus eris super terTam. Caino parlò ad Abele .Or tu adunque sarai maledetto sopra la terra. e quando ei furono alla campagna. sembrano indicare. in qualunque parie della terra tu rivolga i luni passi . e col seguitare a coprire il suo peccato. che eyli avesse casa a parte non uieu.Dixityue ad eum: Quid fecisti ? vox sanguinis fratris lui clamai ad me de terra. * E Caino disse ad Abele suo fratello: Andiamo fuora. Sarai maledetto topra la terra. che fa a Caino. E il Signore disse a Caino : Dov' è Abele tuo fratello? Ed ei rispose : Noi so : son io forse il guardiano di mio fratello? 10. perchè tu la stessa terra hai imbrattata del sangue di tuo fratello. Vers. 11. ma egli colma la misura di sua iniquità coli'arrogante risposta. io. L* Ebreo legge : maledetto tu dalla terra o sia riguardo atta terra. . porge ali* iniquo fratricida occasione di riconoscere e confessare il suo peccato. perchè la religione insegna agli uomini di considerarsi l'uno 1' altro coinè fratelli. avesse moglie . E il Signore gli disse: Che hai tu fatto? la voce del sangne di t u o fratello grida a me dalla terra. El le riguardano ancora ogni omicidio in generale. 9. che tu lei uà uomo maledetto . come «e dicesse la terra stessa ingrata alU ina fatiche dare a vedere . Et alt Dominus ad Cairn Ubi est Abelfra* ter tuus ? Qui respon* dit : Nescio r num cu* stos fratris mei sum ego? lo. 9. fon io forse il guardiano dì mio fratello? Dio colla interrogazione. .9. . Ebr. Tu porterai il peso della mia maledizione.

Ecco che luoghi mi discacci da questa lerra .ebe egli riprarda come nemico. Vers. M' ioj. non potendo soffrire la presenza di lui. 14» Ecce ejicis me hodie a facie terrae . che egli beo lungi dall'anabirc uà simil favore. odioso & Dio. Sentimento di Tera disperazione sommamente ingiurioso a Dio . dalla società do' miei genitori e parenti. e di ttattare amorevolmente con essi. * Chiunque pertanto mi troverà. qui incenerii me . 13. . Caino dice. nè la morte dell' anima egli teme. * Ha ricevuto. Dio degnandosi in que'priini tempi di apparire sovente agli uomini. occidet me. e la perdita della vita presente. £ Caino disse al Signore: E' si grande il mio peccato. ed io mi nasconderò dalla tua faccia . come non Tira di Dio. Ma è da notarsi. et a facie tua abscondar et ero vagus et profugus in terrai omnis igitur. eli' io non posso meritar perdono. 11 janguc del tuo fratello dalla tua mano. e io certo modo alla terra medesima pel tuo gran misfatto. Vers. Ha bevuto. E $\ grande il mio peccato ce. non dabit tibi fructus suosi vagus et profugus erls super ter* rum.ia. 19. Mi nasconderò dalla tua faccia. 13. i S.rè. 14. Sparso dalla tua mano. ma gli nomini.onlre.Cs/w operalus fue* ris eam. Veggonsi in Caino tutti i terrori della mala coscienza. la cui misericordia non ha coniine. e sarò vagabondo e fuggiasco per la terra : chiunque pertanto rni troverà 3 darammi la morte. non darà e te i suoi frulli: lu sarai vagabondo e fuggiasco sopra la terra. i4* Da quei La terra: dalla patria. Dopo che tn 1' avrni lavorala. cercherà di nascondersi ( se posibile fia ) a' tuoi sguardi' Chiunque mi troverà darammi 1 a moris.toixitque Cain ad Dominum : Major est iniquità^ mea : quam ut veniam merear.

protesta il Signore.avrà gastigo sette volte maggiore. 17. la quale concepì. la quale facea consscere 1' agitazione di sua ~ coscienza. che e . E i! Signore gli disse : Non sarà così: ma chiunque ucciderà Caino. a cui diedn il nome di Henoc dal nome del suofigliuolo. 11 Signore mise sopra Caino un segno ec. abitò nel paese che è ali' oriente di Eden. Vers. . i6. 15. gastigo sette volte maggiore. Ebr. 16. i']. habitavit profugus in terra ad orienlalenì: platani Eden. Cognovit autem Cain uxorem suam.che avrà pena sette volte.La maggior parte <le' padri credono. abito nel paese . Chiunque pertanto ardisse di metter ma« no addosso a Caiuo." cavit cwitatem . cioè grandemente maggiore di quella dello stesso Caino. qui invenisset eum. affinchè nessuno di quelli. che questo segno fosse un tremore continuo ed universale delle membra. che Caino rimanga in vita per esempio agli a l t r i uomini dell'odio suo contro gli omicidi. Abitò nella terra di Nod ali' oriente ' di Eden: Abiti) vagabondo nella terra «11' oriente <li Eden. Fabbrico una citta ec. E Caino conobbe la sua moglie. lo uccidessero. Queste senta dubbio è la ''ciua più aulica. io. 17.15. Avrà. Egressusque Cain n facie Domini. • quae concepii.E andatoseneCaino dalla faccia del Signore fuggitivo per la terra. Dixìtque ei Do* minus'Nequaquam ita fieli sed omnis qui occiderit Cain^septuplum punietur « Posuitqae Dominus Cain signum^ ut non interficeret eum. e partorì H«ìnoch i ed egli fabbricò una città . V< Vers. E il Signore mise sopraCaìno un segno. che Jo incontrassero.forst CAÌB. Dio vuole .O prese il partita . accompagnato da un' aria di volto truce ed orribile. et peperii Henoch : et aedifi.che (uastj al momÌ9. 16.ali' oriente di Eden. * Fuggitivo per la terra. omnis . vocaI vitque nomen ejus ex nomine filii sui Jffenoc. Vres.

Genuitque A da Jabel. Et nomen fratris ejus Jubal : ipse fuit tello per nome* Jubal : dì edificarla per prevedere alla sua sicurezza nel timore . Vedi quello ebe di AJjrarno scrive 1' Apostolo. Girolamo. venne di poi. . E Ada partorì Ja20. ebe avea continuamente di essere ucciso. . Or Henocìi gene» ró Irad . 18. clic apparteneva alla città degli uomini. e Giacobbe. ffebr xi. Vers. Vale a dire. xv. e di poi quello che e pellegrino nel secolo. ed è ugualmente condannato da s. lib. et Irad genuli Maviael. e de* pastori. e Irad generò Maviael. Agostino de cii>. et MaviaelgenuitMathusaelt et Mathusael genuit Lamecb. perche la città de* Santi e colastù. La poligamia . adultero da Niccolo I.que' che abitano sotto rìis. non ne edificò . e e. Con} in tutto il genere umano prima nasce il cittadino di questo secolo . Lamecb adunque fu il primo. i g Qui accepit duas uxoresjiomen uni A da. 8 g. 19. egli promosse grandemente la vita pastorale. qui fuit pater bel . benché qui ella sijaccia dt? cittadini. essendo predestinato per grazia.e molte cose inventò riguardo alla cura de* greggi . 18. et nomen alteri Sella. atque posterum. Vers. Porro Henòc ge. 8. e Malhusael generò Lamech. Jabel. una che ebbe nome Ada. per la grazia pellegrino quaggiù. 21. « i suoi discendenti. che fu il padre di habitantium in tento. fu il primo a nascere . Caino. Il quale prese due mogli.ond'egli è chiamato uomo maledetto da Tertulliano. per grazia eletto . e Maviaal generò Malhusael. ch? egli edifico una città: Abele poi » come pellegrino. nuit Irad. Ed ebbe un fra91. 20. ebe vedremo praticata da'santissimi Patriarci)! Abramo. io. Abele^ che apparteneva alla citta di Dio. che fu il padre ec. alia quale fu addetto unicamente egli. un' altra che ebbe nome Sella. . per la grazia cittadino lassù. 20.15.Ma qui non posso far a menò di riportare la bella riflessione di s. Da que*duè progenitori dell'umana stirpe. che ardisse di da%e questo pessimo esetnpio. Prete due mogli.e alla città dt Dìo ap' partiene . Stet scritto adunque di Caino. ebbe per ragione una speciale dispensazione di Dio. le tende.

e che di questo fatto egli parli alle sue mogli. Da ciò vergiamo. che furon 1 » abitate prima d' ogni altra.> no. che è la loro Minerva. Gli Ebrei. Vers. Sella partorì arM 22. Ada . *' intendono gli strumenti a flato. 22. et adolescente* tagli da me . vinetto co' miei colpi. che i Fenici! e i Greci ebbero assai tard» cjtiesti ritrovamenti. Credesi. E disse LamecN ^. Sella quoque geììuit Tubale ain.mech. ponete mente almonem meumtquonìam le mie parole: io uccisi occidi virum in vulnus un uomo con ferita fatmeum . e nelle vicine regioni. come si suppone.ed egli fu il padre dei sonatori di cetra e di' ra et organo. Laaieck. o l t r e modo più grave sarebbe la pena d'i chi uccidesse Lainech .a3. etfaber in vorò di martello .in lempo molto anteriore a quello . ai. che non temessero. che LamecT» avesse accidentalmente dato morte a Caino. Abbiamo qui notata da Mo»è l'invf nzionedelle arti necessarie ed u t i l i alla vita. che IVoenrn inventasse 1' arte di filare la lan? . Patir» detonaturi di cetra o <P organo. e di tesserla. o donne di Lamech .qui fuit ebe Tubalcain . che ne avvenisse a IHÌ alcun male. che lamallealor. auscultate ser. dicendo loro . organo. i quali erano già antichi neJl'Assiria. perchè se una sev«^?.pater canentium citha. Sotto nome* di cetra si comprendono probabilmente tutti gli stromenti daf corda. secondo una loro s tradizione riferita da s. ovvero flauto . e fot cnncta opera aeris et artefice di ogni sorta di ferri.Sella: Ascoltate la miai cem meamt uxores La. e fosse conosciuta da'Greci sotto il nome di Nemanitn. perciò. Soror vero Tu» lavori di rame e di ferro. e sotto nome d' organo . Vers. Sorella poi di Tu* balcain Noema* balcain fu Noema. Adae .voce. dicevano.Dixitque Lamech uxoribus suis . alle sue mogli. Io uccisi un uomo ec Chi sia l'uomo ucciso da Lamech non possiamo dirlo con sicurezza.aou avea volou- . in cui secondo gli autori profani furono i n v e n t a t e le stesse arti. 23. Girolamo. conciossiachì?. e un giolum in livorem meum. e et Sellas : Andile vo.

io per P omicidio da me commesso sarò punito settanta ^ yoUe »eu« volte. 26. il castigo del mio misfatto sarà più atroce. Septuplum ultio 24. di cui parli Lamech . il quale la illustra. dice Lamech.24. Vers. come potesse Lamech pretendere di dovere. io cradurrel questo versetto così. l'Arabo. risponderci . che a lui . Il Siro. da me datogli. In questa sposi zione però è da osservarsi. maniera di ripetizione usata sovente nelle Scritture. lega anche col versetto seguente . Io . che combina colla versione de' LXX. e un giovinetto. chi eia 1' uomo . 24. cica con peoa 9pwu>a. possa chiamarsi giovinetto? Quindi sulla fede della stessa tradizione ebrea si aggiunge. * Un giovinetto nel mio livore. come Caino. che l'uomo della prima parte del versetto si fa lo stesso col giovinetto della seconda parte .itte. Del rimanente a chi mi dimandasse. imperocché se grave fu il castigo dato a Caino. Sarà fatta vendetta dell* omicidio di Caino sette volle ec. Ma chi crederà. e il giovinetto . mìhiDeus semen aliud dicendo: II Signore mi pro Abel quem accidit ha data nuova discendenza in luogo di AbeCaia. J f . Se sopra un passo sì difficile ardissi di esporre il mio sentimento. e «n giovinetto per impiagarmi: e»questa traduzione. ch' io noi so. ma per meri disgrazia ucciso Caino. o poter essere privilegiato più di Caino. facendo più male a me. di quel di Lamech settangìes septies. Ma così sarebber due omicidi! . per mia sciagura. e molti padri interpretano in tal guisa queste parole: Caino per avere ucciso Abele e stato punito sette volte. Uà giovinetto con un colpo" . che Lamech avea ucciso e Caino. Cognovit quoque adhuc Adam uxorem conobbe nuovamente $uam: et peperit filium^ la sua moglie : ed ella vocavitque nomen ejus partorì un figliuolo} a Seth.Sarà falla vendabitur de ^Cain -9 de detta dell' omicidio di Lameck vero septua» Caino sette volle . E Adamo ancora 26. tariamente. le ucciso da Caino. e non si potrebbe comprendere-.ute più grave. ho ucciso un uomo per mio danno. che un nomo. Io ho ucciso nn uomo per ferire me stesso. dicens i Posuit cui pose il nome diSeth. il q uale era stato col suo errore la causa del primo omicidio. ta volte sette volte.

.. v^Juesta è la genealogia di Adamo. come di tutte le Scritture. nelle oblazioni . E nacque andre 26. 25. v. 27. Nei di in cui Dio creò 1* uomo. Questa è la genealogia di Adamo. Questi cominciò ad invocare il nome del Signore. e il progenitore de'maggiori del Mesiìà. 3. 2. e femmina. cap. a5. 2.- 17-1-' '. Egli non fu l'inventore della religione . CAPO V. ad similiiudinemDeifecit illum(i). Mas culumi etjoe* minam creavit eos . 26. I. i. lo questa genealogìa . qua creavit Deus hominem . Seth è lo stipite del popolo eletto . perchè questo figliuolo dovea essere io vece di Àbele fondamento della sua discendenza. il qnale è senipie 1' oggetto di questi libri di Mosè. e uelle altre parti dell' esercizio pubblico della medesima religione. i.-'-" " " ' Vers. A cui pose il acme di Setti. • ' . Vers.ch* egli ch'i a m o E nos : care nomen Domìni. Eccl. .. Vers. egli cominciò ad istituire molti de' riti.' . quem vocavìt a Seth un figliuolo . Anche qui la madre da il nome al figliuolo. XJL ic estliber $enerationis Adam» In die. e delle cerimonie del pubblico culto da rendersi al Signore. spuo noverati i discendenti di Adamo per via di Setb fino a Noè.S ed e. et (i) Sap.t Seth natus est filius. e de1 suoi posteri discesi da Setkt ed anni della loro vita fino a Tioè.. 6. In/r. la quale nacque coli' uomo. lasciato Caino da patte colla sua posterità. Lo creò maschio . questi principiò ad invocare il nome del Signore. 26. ma di certe maniere di soddisfare a' doveri della religione ne' sacrilizii. Seth significa «no. E nos : iste coepit invo. 2. Sap. e li bene 9. Genealogìa di Adamo.C A P O V. 1. lo fece a somiglianza di Dio. Egli nacque Panno i3o di Adamo . ch'è posto> ovvero fondamento . Vale a d i r e .

* Cenerò a sita immagine e somigliata.generar figli a sua somigliamo. Yers. Questi anni della vita d'Adarao. ma checché »ia dj tutto questo. E tutto il tempo . uà figlio. Vers. (i) Par. s' insinua da quello io questi trasfondersi il disordine della colpa. e si ancora quanto ali* anima. 4. afta- . e i quali deteriorarono dopo il diluvio.e una sola cosa mediante l'unione stabilita tra essi da Dio.e alla donna da sé creati diede Dio il nome di Àdam. che erano il loro ci bo. i. . che ad usa •i lunga yita abbia potuto contribuire la bontà de'temperamenti. 3. a cui pose nome Seth.bqnedixit illis: et focavil nomen eorumAdam ia die . All'uomo. di novecento trenta anni. postquam genuil Seth. il quale così ordinò. i. la frugalità. M tutto il tempo che vitse Adamo. che visse Adamo. e generò figliuoli e figliuole. 3. fa di novecento trenta anni. 5. Generò «n figliuolo interamenre simile a «è nella Datura. Generò a tua immagine e somiglianza ee. quo creati sunt. et gemiti ad imaginem et similitudinem suamt vocavitque nomen ejus Setp. come è stato già evidentemente dimostrato da molti.come degli altri patriarchi. a sua immagine e somiglianza . simile sì quanto al corpo.Etfactam est omne tempus . 4» E visse Adamo. fu. E Adamo visse cento trenta anni : e generò . significante la loro creazione dalla terra. in cui furo n creati. octingenti anni . 5.Etfacti sunt dies (i) Adam . quod vixit Adam. come doveano essere i due una sola carne. e morì. Diede toro il nome di Adam.Ebbero ambedue lo stesso nome per denotare. egli è assai più ragionevole di attribuire questa lunghezza di vita alla volontà di Dio. 3. genuitque filios et fiHa$. ottocento a n n i . disse: e diede loro il no* me di Adam il di . VixitautemAdam ce n tum friginta annis:. la miglior qualità de'frutti della terra. sono certamente anni di dodici mesi. Gredesi. poiché Adatn vuol dir terra. \erti ^. anni nongenti tri» ginta. Co) dirsi V uomo. 3. e mori. guastata io «è l'imuin* e somiglianza originaria con Dio. et mortuus est. dopo avere generalo Seth.

La Chiesa Greca fa commemorazione di Adamo e di Èva ai 19 di novembre. E visse Seth. e nella depravazione orribile de* discendenti dello stesso primogenito. 8*E tuttala vila di Seth fu di novecento dodici anni. e generò figliuoli e figliuole. e meritò ebe la Sapienza divina lo salvasse dal suo peccato. g. eie arti e le scienze. e nella riprovazione del primogenito.6* Vixit quoque Seth centum quinque annist et genuit Enos. 2. e morì. padre di Noè avea cinquanta sette anni.\. E visse Enos novanta anni. Vixit vero Enos nonaginta annis> et ge" nuit Cainan. e molto più il culto dfDio. ottocento sette anni .. .come si legge Sap. dopo aver generato Enos. ebe Adamo ed Èva conseguiste™ la salute. Dopo la nascita del quale visse ottocento quindici anni. 7. e la tradizione e i principii della religione si tramandassero più agevolmente a'posteri più rìmoth Adamo adunque con una sì lunga vita vide la moltiplicazione e la corruzione del genere umano:egli morì in tempo che Lamecb. Adamo passo la sua vita nella penitenza: e in mezzo alle proprie sciagure e alle afflizioni erre gli trapassarono 1* anima nella perdita di un figliuolo innocente. 11. seppe egli alzare il suo cuore e le sue speranze fino a quell'unico Salvatore promesso . et mortuus est. rò Enos. Epifanie non han dubitato dì condannare d'eresìa gli Encratiti per avere negato. Agostino e s.Factique sunt lìmnes dies Enos non- 6. 7. et genuit filios et fiiias» ^ 1 1 .Etfacti sunt omnes dies Seth nongentorum duodecim annorum. Post cujus ortum vixit octingenus quin» decim annis . e generò figliuoli e figliuole. S. e come ha creduto e crede la Chiesa con tal fermezza. 9. E tutto il tempo della vita di Enos fu di ebe più presto si propagasse il genere umano. E visse Selh cei*. e generò Cainan. genuitque filios et fiiias. e gene. postquam genuit Enos^ octingentis septem annis . che dovea nascere della sua stirpe. to cinque anni. che s. i. 10. io. Vixitque Seth.

Et vixit Jared . E visse Malaleel sessanta cinque arfni. 12. octingentis annis\et genuit filios etfilias. et genuit filios etfilias* 1*7. e morì» i8. i4.E visse Jared cento sessanta due anni . genuit* que fitios et filias. ottocento qua* ranta annij e generò figliuoli e figliuole.. 12. e generò Malalee). postquam genuitHenoc. E visse Malaìeeli dopo aver generalo Jared j ottocento »renla a n n i . et mortuus est. E visse Jared. 13. e generò Jared» ì6.Et fac ti sunt omnes dies Cainan non~ genti decem anni . octingentis quadraginta annis. Visse ancora Cai* nan settantanni. fu novecento dieci anni 3 e morì. e genero figliuoli e figliiiole. novecento cinque anni. dopo aver generalo Malaìeel. Pixit autem Malaleel sexaginta quinque annis j et genuit Jared. Et vixit Malaleel.E lutto il lempoj che visse Cainan . e generò Henocb. È tutta la vita di Malaleel fu di ottocento novanta cinque anni . 13. V'ixit quoque Cain an septuaginta an nist et genuit Malaleel. et mortuus est. 800 a n n i . octingentis trigìnta annis . postquam genuit Malaleel. i 6. e generò figliuoli e figliuole. tp.do. 13. i4. Et factisunt omnes diesMalaleel octingenti nonaginta quinque anni. Vixitque Jared centum sexaginta duobus annis. 15. po aver generalo Henoch .genti quinque anni . ei mortuus est. 19. e morì. et genuit Henoc. E visse Cainan. . posquam genuit Jared. 17. Et vixit Cainan . 18.

che Lnoeb vive t u t t o r a . e si mori. 44. che parve. Disparveyerche il Signore lo api Questa maniera di parlare. 22. Et facti sunt omnes dies Henoch trecenti sexaginta quinque anni. 6. dopo aver generato Maihusala . E tutta la vita dì Henoch fu di trecento sessanta cinque anni: 24. ed e s i m i l i n i m a a q u e l l a . L'Apostolo Paolo illustra mirabilmente queste. e disparve : per» chè il Signore lo rapì. da cui saranno messi a morte. e d' onora o in tutta la sua vita. e generò Matbusala. e a combattere contro 1» Anticristo. »v. Rcg.Luogi dal lasciarsi sed u r r e da'pessimi esempi degli alt n o m i n i .iG. xi 3. a o. 22. 23. Ed Henoch camminò con Dio e visse . 4.(O Ambulavitque cum Deo . luogo della Genesi. egli fece aperta profeisione di temere Dio. 15. la q u a l e è adoperata qui da M è c e r t a m e n t e non a caso.. Ed Henoch vìsse sessantacinque anni . Porro Henoch vixit sexaginta quinque annis. postquam genuit Mathusalam> trecentis an» nis. E tutta la vila di Jared fu di novecento sessantadue anni. e ebe egli fu trasportato da Dio f u o r i del rribndo.20è Et Jactl sunt omnes dies Jared nongenti sexaginta duo anni . Ver». come avvenne dipoi ad Eli». et genuit filios et filias. visse con tal pietà e tal s e n t i m e n t i di religione. 21. onde serve la s c r i t t u r a r i g u a r d o adElia. trecento anni. avesse Dio sempre presente. zi. (i)Ecct. porgejut o il f o n d a m e n t o di credere .et genuit Mathusalàm. donde ambedue debbono poi ritornare a predicare alle nazioni la penitenza . Vale a dire . Hefa'u. e conferma la comune interpretazione de'Pa- . et non appa* ruit: quìa tulit eum Deus* 20. n. /io. «4. Vedi Apocal. i 7. e con lui e dietro a l u i camminasse. et mortuus est. E camminò con Dio . Cammino con Dio. 24. Et ambulavit Henoch cum Deo: et vixìt. e generò figliuoli e figliuole.

S i legge nell'F. Essendo egli nato 1' anno 687 . egli per conseguenza morì 1' anno del mondo i656. e degl* Interpreti cattolici: Per la fette Enochfu trasportato . septingentis octoginta duabus annis. non potremmo neppure affermare eoo certezza quello che intendasi in quel Juogo pel paradiso : imperocché quanto al paradiso terrestre sembra indubitato . come accetto a Dio : or senza la fede è impossibile di piacere a Dio. Girolamo. Girolamo spiega con queste parole: Enoch ed Elia trasportati co' loro corpi nel Cielo sotto il governo e disposizioni di Dio.-Enotf/i fu tratferito nel par adito: ma oltre che queste parole nel paradiso mancano nel testo greco.cclesiastico. come notò s. 27. e &li Ebrei. E visse Malhusala cento ottanta sette anni. ed essendo vissuto 9'19 anni . come tutte le altre parti del mondo. Et facti sunt omnes dies Mathusala nongenù sexaginta novem annidi mortuus est. E visse Matbusala .Giuda nella aua lettera canonica vers. perche traslatollu Lidio: imperocché prima della trattazione. E tutta la vila di Mathusala fu di nove* cento sessanta rio ve anni. e pochi di prima dello stesso diiuvio . dopo aver generato Lamech. et genuit filios et filias. i^. 15.zb. \'ett. 27. yixit autem Lamech centum octoginta duabus annis'. e generò Lamech. Una profezia di Eooeh è riferita da s. fu lodato. * Cammini) con Dìo. et genuìi filium. dri.«e di essa abbiamo parlato in cj(testo luogo La Scrittura non dice . E visse Lamech cento ottanta due anni. Et vixìt Mathu$ ala. 28. 26. e generò figliuoli e figliuole. 26. vale a dire l'anno stesso del diluvio.La vita di Mainatala fu'di novecento sessanta nove anni. S.zn. e i padri non le lessato . . piacque a Dio. e non fu trovalo . dove sieno stati trasferiti <la Dio Enocb ed Elia. ebe ei fosse coperto dal diluvio. 28. perche non vedesse la morte . 26. settecento ottanta due anni. postquam genuit Lamech. LXX. e morì.Vixit quoque Mathusala centum octoginta septem annis> et genuit Lamech. e generò un figliuolo.

Agost. 31. generò Sem Cham 3 e Japheth.. lib. consolazione ec. So. che qui s* ioterpreta consalatore. perchè da lui nascerà i) messia. Vres. postquam genuit Noe . Ma Noè . perchè egli sarà il ristoratore del genere umano sepolto sotto il diluvio : secondo. JLt facti sunt omnes dies Lamechj septingenti septuaginta septem anni . . e si mori. Vedi s. e generò figliuoli e figliuole. è nostra pace. dopo aver generaloNoè. E gli pose nome Noè dicendo : Questi sarà nostra consolazione ne' travagli e nelle fatiche delle nostre mani in questa terra. dicens : Isteconsolabitur nos ab operibus et laboribus manum nostrarum in terra . Egli osi astenne dal matrimonio fino a queli' età. sit qnestaterra maledetta da Dio : terzo . de cif.et filius 31. o sino allora non ebbe prole. quingentìs nonaginta quinque annis . meritarono di essere rigettati dalla famiglia del giusto loro padre.. perchè nel merito di sua virtù e in grazia del suo sacrifìzio dopo il diluvio Iddio benedirà la lena. che è stala maledetta dal Signore.3 i. 20. Questi sa fa nostro. et mortuus est. il quale. Primo. Essendo in età di cinquecento anni. Japheth fu il primogenito de'tre figliuoli di Noè.29» Vocavitque nomen ejus Noe . o. 30. E visse Làmech. cui maledixit Dominus. e abbandonatisi al vizio. xv. cinquecento novantacinque a n n i . E tuttala vita di Laméch fu di settecento setlantasette anni . Noe verojcum quin» gentorum esset annorum. generò Sem ec. genuit SemtCham% et Japheth. se ne ebbe. 29.yixitqueLamech. Or iu più maniere Noè sarà la consolazione degli uomini. Vers. e perciò gli pose il nome di Noè. secondo la parola dell' Apostolo . i figliuoli di lui sedotti da'mali esempi degli altri. alla qual cosa sembra che alludano specialmente le parole di Lamech: Questi s arà nostra consolazione . et genuit filio*. Lamech con profetico spirito previde a quali cose era destinalo da Dio il figliuolo . 20. essendo in età di cinquecento anni.

cipiato gli uomini a cari super terram . preser per loro mo<r mnibus.le figliuole degli uomirunt sibi uxores ex o. e racconta per primaria orìgine della corruzione degli uomini i matrimonii iìontratti da' discendenti di Seth con le figliuole della stirpe di Caino: imperocché. come figliuoli e figliuole degli uomini sono chiamati quegli e quelle della stirpe diCaino che imitarono il loro padre. 3. i. ebe eoa conserverà ancora ad essi la vita per . Avtnfli) principialo gì i uomini a moltipllcare 1 figlinoli di Dio vedendo te.es filii Dei 2.figlinoli di Dio sono chiamati i figliuoli di Seta.Spirìlo di Dìo dicesi in quetto luogo l'anima e la vita data da Ini all'uomo col suo soffio divino. Non rimarrà il mio spirito per sempre «<?.' Vers. gli quelle che più di tutte lor piacquero. Din pertanto giustamente adirato centro degtLuominidice. tus meus in homine in rito per sempre uè 11. che qui per una specie di recapitolazione viene a narrare M osé . quod vedendo la bellezza delessent pulcrae. E il Signore disse: 3. 1. I--* avendo prinsent homines multipli. nella stirpe del quale erasi conservata la pietà e la relgione. I peccali degli uomini causa del diluvio. quas elogerai. Da Noè adunque torna indietro Mosè a descrivere la pessima condizione dell'età precedente al diluvio.intorno alla settima generazione. Quello. cominciò ad accèdere.CAPO VI. Vers. 1 figliuoli di Dio filias hominum . V~ident. et moltiplicare sopra la filìa v procreassenty (erra 3 e avendo avuto delle figliuole. e circa'i tempi di Eooch. Dixitque Deus: yon permanebit spiri. e tut te le specie degli animali. 3. nella quale si salvò egli. Noè è trovato giusto. accepe. \~/ imque coepis1. e 2.Non rimarrà il mio spi-. 2. ed a lui è ordinata la fab brica dell' arca . secondo Teodoreto.ni. secondo la comune interpretazione de'padri e degl'Interpreti callolic'i.

e di genio di mal fare. e non ad altro pensar dovessero. Videns autem 5. dopo de' quali darà di mano al gastigo. Dio a d u n q u e de n iniziò agli uomini il d i l u v i o l'anno 48o di Noè. Vers. v e n t i a n n i p r i m a che egli avesse il primo de' tre f i g l i u o l i . fedì ancora t. lib. isti sunt potentes a seculo viri famosi. che si acquistarono colle loro prepotenze. e tulli i gitatio cordis intenta pensieri del loro cuore esset ad malum omni erano intasi a mal fare continuamente. ebe a soddisfare la carne. e famosi uomini. Questi (dice Mosè ) sono quegli uomini.*ale a d i r e vivono. Deiit. quod multa ma. Estrema. 33.Quello che nella nostra volgata è t r a d o t t o colla voce gìganti. Agostino de civ. 8. ed elle fecer figliuoli.19. et (i) cuncta co.Dio j come grande era litia hominum esset in la malizia d^gli uomini terra . che d a ' m a t r i m o n i i d e l l e figliuole di Dio co' figliuoli degli uomini ne nacque una Tazza di uomini di gran corpo e statura . 24. come se non fossero altro che carne. ni. * Grande era la malizia. (i)//?/r. perchè egli è carne : e i loro giorni saranno cento venti anni. tempore. .ìa altre antiche versioni è tradotto nomini violenti .Ed erano in quel tempo de1 giganti sopra 3a terra: imperocché dopo che i figliuoli di Dio si accostarono alle figliuole degli uomini. Nam. z3. Vedi s. 34. Mosè descrìvendo la cagione del d i l u v i o racconta . Vedendo adunque Deus . 4. Matth. perocché il d i l u v i o cominciò 1' anno 600 della vita di Noè. uomo. 16.21. Vers. Giganfes autem erant super terram in diebus illis : poste/nam enim ingressi sunt filii Dei ad filias hominum. perchè ei son divenuti tutti caroal«. Fissa perciò il termine di sua pazienza a cento anni.quia caro est: eruntqne dies illius centum viginti annorum.aeternum. pieni di ferocia. Agost. Quanto agli uomini «di statura straordinaria. 5. 4. e robusti . xni.ne vennero quelli possenti in antico.sopra la terra. 4 Erano in quel tempo de'giganti ee. uomini impetuosi. xv. ne abbiamo de' d o c u m e n t i in vari luoghi della Scrittura. de' quali tanta fu in q u e i tempi antichi la possanza e il g r i d o . xv. illaeque genuerunt. l u n g o tratto di tempo . ». de civ. Ebr. 5. senza freno di religione.

10. a reptili usque ad volucres coeli'. nè »r«M#re . g. Noe vero invenit gratiam coramDomino.Et taclus dolore cordis intrinseciiSi 7. allorché p e r l a ingiustizia e ingratitudine degli uomini. camminò con Dio.quod Jiominemfecissetin terra. cum Deo ambulavii. Cosi 1' uomo è ptratto anche collapmatiotte di tutte quelle cose. 17. Dio . 8. Si* mili espressioni nelle Scritlùr'e /le quali parlando agli uomini iron possono far uso. Hac sunt generatane s Noe-.paenìtet enim mefecisset eos.G. 7. atque perfectus fuit in generatìonibus suis. ed il qnale non è soggetto nè a pentimento . Noè fit nomo giusto «'perfetto we'jcr/oi tempi Graudissimo elogio d* un «oino il mantenersi fedele nella perfidia e corruiiouc universale. Questi sono i figliuoli generali da Noè. 6.6. Ma Noèlrovò grazia dinanzi al Signore. disse egli 5 1' uomo da me crealo dalla faccia della terra . Et genuit tres fi' (i) Eccl.Posnìtuìt eum. Sterminerò. fia'reilili fino agli uccelli dell' aria. risolte di toglier loro i docortfenti è le grazie . detle quali era stato liberale con essi. a /ade terrete. Dele&o. quem creavi . 10. e l'orrore che debbe avere l ' u o m o giusto della mostruosa senescenza degli uòmini verso del lor Creatore. imperocché mi penlo d* averli falli. Vers. ec. E generò Ire fi- Vers. si dice pentirsi e dolersi . ^Vera. 7. 44. . Sì pentì cT avpr fallo 1' uomo . Noè fu uomo giuslo. delle quali «gfi abusata io offesa del Signore. e perfetto ne' suoi lempì. 8. E preso da intimo dolor di cuore. Inquit. 9. 9. cui milo è compre presente. ho* minem. Dati' uòmo sino agli animali . (i) Noe vir jus tu 9 . E colpito da intimo 'doler di cuore. ab homine usque ad animantia . * E preso. se tìón di nn linguaggio intelligibile a questi ) servono a dimostrare 1' enorme gravezza delle ingiurie latte a Dio. Si pentì eli ove? fatto ly nomo ec. dall' uomo fino agH animali .

il Caldeo. Altri traducono legnami di ciprestot e dicesi che nel!' Armenia e nell' Assiria. i4. Nel snovivere. . * Nella sua maniera di vivere. colè stanze . e la invernicerai dì bitume e dì dentro e di fuori.1?ac libi arcam de lignis laevigatis : mansianculas in arca facies. e ripiena d'iniquità. che Noè si servi dell'asfalto . come 1' arca . Girolamo crede. 12. Vers. Corrupta est autem terra coram Deo. Le invernicerai dì bituma. gliuoli . et rtpleta est ìniquìtate. I LXX. in cambio di pece. Cam. Ma la terra era corrotta davanti a Dio.lios. e io gli s terminerò insieme colla terra. et Japheth.Fatti un' arca di legnami piallati. non vi sia altro legname atto a farne una graa nave. et ego disperdam eos cum terra* i4.. 11. o sia bitume. Disse a Noè:La fine di tutti gli uomini è imminente ne' miei decreti. J)ìxit ad floe:Finis unwersae carnis venit coram me : repleta est terra iniquitate a facie eorum. dove credest che abitasse Noè. Sem. Vers. Sem . 13. la terra per opera loro è ripiena d' iniquità . fuori del cipresso. 14. Cumque vìdisset Deus terram esse corruptam ( omnis guìppe caro corruperat viam suam super terram)t 13. Fatti un' arca di legnami piallati : tu farai nell' arca dell» pie-. e fa maggior parte degl'Interpreti convengono colla volgala. L'aulico autore delle questioni sopra la Genesi credette. Ed avendo Dio veduto come la terra era corrotta ( perocché ogni nomo sulla terra nella sua maniera di vivere era corrotto). che l'ebreo significhi legnami inverniciati di bitume: ma del bitume «i parla in appresso. et bitumine li' nies intrinsecus et extrinsecus. Cham. il Siro. 11. S. che 1' arca fosse spartita ìu quattrocento di queste piccole stanze. e Japheth. 12. altri ne mettono UD po* meno. 12. Farai nelV arca delle piccate ftanze.

e avea 1 > $«a gelosia. e Filone dicono . che l'arca avea quattro piani : ma contano per un piano la carena. e tutto quello che abbisognava oell'arca. j6. #•• 17. e l'altezza di trenta. ne viene. Farainell'arca un* finestra. che io manderò sopra la terra le acque del diluvio ad uccidere tutti gli ani- Vers. Fvilkinsio presso ti Polo Synop. e forse girava intorno all'arca all'altezza di uà cubito. ma anderà sollevandosi sino al comignolo per l'altezza di un cubito. . 16. E la farai in que» sto modo: La lunghezza dell'arca sarà di trecento cubiti. quinquaginta cubìtorum la Mudo. e il c u b i t o è misura di im piede e mezzo. Farai nel!' arca una finestra . Giuseppe ebreo . un secondo piano. i5. et in cubito consummabis summitatem ejusi ostium autem arcae pones ex latere : deorsum coenacula.E/ sicfacies eam: Trecentorum cubìtorum erit longitudo arcae. Per la qual cosa è stato già da uomini dottissimi evidentemente dimoslsato . 17. Nella carena alcuni mettono la provvisione dell'acqua . la larghezza di cinquanta. 1' altezza di trenta» \6 . ohe la capacità i n t e r i o r e dell' arca era di quattrocento c i n q u a n t a mila cubitU. E il tetto dell'arca farai che ec. Sac. Fenestram in arca facies . e un terzo piano. che vada alzandosi fino a un cubito: farai poi da un lato la porta dell' arca: vi farai un piano di fondo. Vedi tra gli altri Buteo. Ecco. Ecce ego addueam aquas diluvii super terram^ut ìnterficiam omnem carnemjn 15. nn secondo piano. che uu tale spazio è piuccliè sufficiente per contenere t u t t i gli a n i m a l i . et triginta cubitorum altitudo illius. Poste queste d i m e n s i o n i . la larghezza di cinquanta cubiti. e il tetto dell'arca farai.a5. Questa finestra dovea occupare uri assai grande spazio nella lunghezza dell' arca . perchè la figura dell'arca non avea bisogno di zavorra. Vers. La lunghezza dell' arca sarà di trecento cubiti. Rifarai il -piano fondo.ee. ec. Vale a dire : il tetto dell* arca non sarà pieno . Crii. et tristegofacie s in ea.

s' offer i r a n n o in certo modo a seguirti nell* arca per proprio loro istinto . et de condo la loro specie . ed enlre* rai nell' arca tu } e i tuoi figliuoli . il. 18. che gli u o m i n i stette^*1 nell'arca separati dalle e! e UH e. xv. che ebbero i tre figliuoli di Noè. Vedi s. c/uae in terra.o. Zacctiar._. 19. .2.anderà in perdizione. 6 i suoi figliuoli . Notisi.qua spiritus vitae est subler coelum : urìwer' sa . 27. che dicendo qui il Signore. l i . in cap. e mali. 19. e osservarono contineB*3. Q u i n d i la separazione degl i u o m i n i d a l le lor mogli . ancorché s i e n o bestie feroci. 20. Ma io farò il mio palio con te./^ec/ì ffieron. la tua moglie . maschio . v. et filii luì. Così per volere d i v i n o si presentarono ad Adamo t u t t i ^li a n i m a l i . iQ. L' Ebreo? verranno a te. usata n e l l a Chiesa Giudaica . y. 19. e le mogli de^jwwrfifigliuoli . e i tuoi figliuoli. e una femmina. viene . i . che di tulli gli animali di ogni sorte due ne entreranno nell* arca . e le mogli dei tuoi figliuoli. cansummentur. significarsi . de civ. parlandosi rie' figliuoli . e n e l l a C r i s t i a n a ne'.\n. la moglie di Noè. cap. Agostino lib.yedieap. uxor tua .Ponam g uè foedus m<. g i u m e n t i . si dice che nacquero dopo il diluvio. Begli uccelli se20. E di lutti gli animali d' ogni specie due ne farai enlrare nell'arca . riserbandosi a spiegare più d i s t i n t a m e n t e il n u m e r o .. che Ijanno spìrito di vila sollo del cielo : tulio quello che è sopra la terra.'seguenle ve .um tecum : et ingredieris arcam tu. 18. masculini sexusì et faentini ni. El ex cunctis animantibus uniuersae carnis bina in duces in arcam. et uxores filiorum tuorum teami. dimostra a Noè la sua volontà di salvare di ogni specie un maschio. ut vivant tecum. o immondi. e femmina . ch'entreranno distintamenj^Veè. Vers. sunt. e lo stesso dicendo degli uccelli . la. onde nel capo x. Vers. ec.tempi di lutto e d' penitenza. Entrerai nell'arca tu. ebe dovea mettersene neli^ arca secondo la qualità di m o n d i . e femmina. Dicendosi. ina moglie ec.De volucribus juxta genus suum . Entreranno leco. maschio .

che possono mangiarsi. Vers. e sommersero tutti gli animali.lumentis in genere suo. et ex omni reptili terrae secundum genus suum: bina de omnibus ingredientur teeum. JLJixìttjue Domii. e tuttala tua famiVers. »i. * Giano <tin({W>i & nie> Realmente giusto. Entra nell'arca .d' ogni soria di cibo solito a mangiarsi: lo che verrebbe a significare. Di tulle quelle cote. ut possint vivere. Hi il Signore gli nus ad eum : Ingrede.: Entra nell'arca re tu : et omnis domus tu . quam illis in cibum. rai in questa tua casa : e serviranno a te e a loro di cibo. 21. e etc i càrtrmuj per esempio vi «i ribassar di carni. et comportabis apud te: et erant tam tibi. cioè preparati ad eutrarerei!'areav^di veri. 22. i. 4. Fece adunque Noè tutto quello che gii avea comandato il Signore. Tolles igitur te* cum ex omnibus escìs. quae praeceperat illi Deus. Entrato Noè co1 suoi nelf arca. ebe nell'arca facesse Dio portare da Noè cibo adattato a ogni specie d'animali . C A P O VII. quae mandi possunt. . L' Ebreo-. le*acq uè per cento cinquanta giorni soperchiarono le cime di tutti i monti. de'giumenti di ogni specie y e di tulli i rettili della terra secondo la loro specie : due filtreranno teco n e l l ' a r ca affinchè possano conservarsi. 21. Fecit igitur Noe omnia. e le porte. i. Vedi Buteo de arca. Prenderai adunque leco di tutte quelle le cose . che possono mangiarsi . 22.disse.

Or degli animali puri ire coppie voglionsi destinare alla conservazione della specie . 6. Petr. che tale sia il senso della nostra volgata . nam. che offerse dì fatto Noè . . e v' introdusse gli ammali. masculum . et a settej maschio. Ho creduto con s. Sed et de volati* 5. maschio .mina.iim glia : imperocché io ts (i) vidi jus tum coram ho riconosciuto giusto me in generaliane hac. Noè eseguendo l'ordine di Dio (lai di dispojr* re o£ai cosa nell'arca. cap. sculum . et foeminam : e femmina : e degli ade animantibus vero nimali immondi a due im mundis duo et duo. Teodoreto . Di tutti gli animali mondi ne prenderai a selle a sette. fu osservata anche sotto la legge di natura. Ex omnibus ani2. Crisostomo . che di ogni spe eie di animali mondi debbano entrare nell'arca sette capi. ripetuta di po! nel Levitico . terminato che fu il diluvio . VIL. vale a dire. e femmasculum .tua in arcani : te e. e degli animali impuri noa sola coppia per ogni specie. la faccia della lerra.conservi la razza sopra riwersae terrae. ^. e femfoeminam : ut salvetur mina : affinchè se ne semen super faciem «. maschio. Di tutti gli animamantibus mundis lolle li mondi ne prenderai a septena et septena^ ma* sette a sette . 3. 20. il settimo per sacrifizio. 2. 2. E parimenle*degli libus coeli septena et uccelli dell' aria a selle septena. Ambrogio. 2. Vers. a due . Imperocché di qui post dies septem ego a sette giorni io farò . che la distinzione tra gli animali moadi e immondi. mentre Dio ordina qui a Noè di osservare questa distinzione. dinanzi a me iti questa ela. Da'dieci del secondo mese fino a'diciassette. ii.Adhuc enim et 4. e colla maggior parte degl'interpreti. et foemi. pluam super terratn che piova sopra la ter(i) llebr. che a lui f.Di qui a t ette giorni te. 2. Veggiamo da questo luogo .o*»e già nata. 7. Io che suppone. 4. Vers. come dell' ebreo .

inondarono la terra. 6. spontanei vennero.ché le acque del diluvio da verunt super terra m. bus . quan. Eratque sexcentorum annorum . Entrarono con Noè 9. e la monxorejus-et uxores fi.20Yers. mas^ulus . et filii ejus . suoi figliuoli. e femmina. Ed entrò Noè . Fece adunque Noè tuttoquelloche gli aveva comandalo il Signore. E passati i selle 10. Cumque transis$ent septem dies.e i 7.Petr' 3. allordo diluvii aquae inun. quod e^di tutto quello che somovetur super terram . 6.luvio inondarono la terra. Luc' 17. . diluvii.glie di l u ì . pra la terra si muove. ed immundis .di seicento anni .in coppia-nell' arca macam . Ed egli era in età 6. le acque del diquae diluvii inundave. «« giorni . quadraginta diebus et quadraginta noctìbus t et delebo omnem sub' sfantiam^ quam feci de superfìcie terrae. runt super terram. L'orig. E degli animali 8. 8.schio. Et (i) ingressu? est Noe . etfoe. Duo et duo ingressa sunt ad Noe in ar. io. * Entrarono con JVoè. et ex omni. et im. 24» 3?. conm ina t sicut praecepe» forme il Signore avea ordinato a Noè rat Dominus Noe. et de vulucri' mondi 5 e degli uccelli . e le mogli liorum ejus cum eo in de'suoi figliuoli con lui arcam propter aquas nelP arca a motivo delle acque del diluvio. quae mandaverat ei Dominus. (i) Matlh.ra per quaranta giorni e quaranta nolli : e sterminerò dalla super* fiele della terra tulli i vìventi falli da me.ancora mondi . 7. 6. De animantibus quoque mundis. 9. g. Fecit ergo Noe omnia .

che è parola di Dio. il qual anno cominciava verso l'equinozio d'autunno: imperocché. onde siaawenuto. La divina autorità di Mosè. Può essere. Egli a d u n q u e d a l l ' a n n o 5oo ( o pittosto 480 . e t u t t o questo tempo la pazienza divina aspettò i. e si aprirono le cateratte del Cielo Due cagioni del diluvio si assegnano qui da Mosè. Ma lo stesso Dio ha voluto. dove certamente non ne fu tolto il modello dalle nostre Scritture. cha fu a' diciassette del mese secondo. il secondo mese a' diciassette del mese . La storia naturale. e annunzio agli uomiui il d i l u v i o . traboccarono da tutte le parti «opra la terra. come dicemmo d i s o p r a ) fino a li'anno 600 della sua vita credette .non essendo ancora stabilito 1' anno sacro. Primo la acque del grande abisso. ma anche di quelli del nuovo. si squarciarono tutte le Vers. loso. mense secundo .il. quella immensa quantità «Tacque. Anno vexcentesi/no vitae Noe.. crediamo che Mosè non abbia potuto parlare se non dell'anno civile* Cosi il principio del diluvio. alla quale Dio aveva dato luogo «opta del firmamento. Noi non cerchiamo altra prova d' uu fatto sì grande e rniraco. rapii sunt omnes fontes a- li. Iranno secentesimo della. 20 ) fosse schernita dagli. L' anno secentesimo della vita di Noè .Noe adunque era nell' anno secentesimo. così ben provata da tutto quelle che per ministero di lui operò il Signore . benché la sua predicazione ( come la chiama s. Si squarciarono tutte le sorgenti del grande abisso . quando cominciò il diluvio.acque . Pietro ep. e non solo dei popoli del mondo antico. peccatori i n v i t a n d o g l i a penitenza. quelle . e le quali secondo l'ordine di Dio si ritirarono ne' vasti seni già preparati a riceverle . IM. dalle quali al principio del mondo era coperta la. benché la corta nostra ragione non possa arrivare a comprendere il modo . Vale a dire dell' anno civile . ebe la memoria di questo f a t t o s i conservasse nella tradizione de'popoli. che la filosofìa trovi delle difficoltà e difficoltà anche grandi per intendere e spìegare questo fatto: ma il fatto non lascierà di esser vero e iodubitato. è sufficientissimo a farci chinar la testa in ossequio della fede dovuta alla parola di lui. septimodecimo die mensis . fuori della parola di Dio. e rapi i . onde noi potremo concludere con le parole d' uno de* più violenti nemici della religione . e la fisica confermano la tradizione . come dice lo stesso Apostolo. ogni volta che si rifletta alla concorde testimonianza della fisica^e dell'ista* . i. i l . terra . di sua età. viene a cadere nel novembre. Il secondo mese. che a dubitare del diluvio vi vuole un'estrema ignoranza. vita di Noe. la secondo luogo. od uri* estrema os(inastone.

i4. perocché salvando. degna di esser letta. e si aprirono le cateratte del cielo.. ma egli è uà vero miracolo superiore alla ragione in molte sue circostanze: egli fu . universaque ju~ loro specie. e le mogli de9 suoi Horam ejus cum eis in figliuoli con essi nella arcam. espone con. e quaranta notti. quod movelur generi . 13. mese di novembre. opera dell'abate Le Brun. filii ejus. Vers. giumenti secondo i loro et omne . Veggasi nel giornale Ecclesiastico ali' anno 1762. e de'suoi effetti. e lasciare a' secoli posteriori una terribile immagine della severità di sua giustizia affine di ritirarli dall'empietà. e tulli i menta in genere suo. In quello stesso illius ingressus estNoe. anzi ponendo per fondamento . uyor gliuoli . In articulo diei 13. 12. vale a dire del diciassettesimo dei f3es<-. e tutti 14. molla semplicità e chiarezza questo grande avvenimento eoa tutto quello che ne seguì.etcalerà. et Cham . draginta noctibus.opera di Dio. universae condo la loro specie.terra per quaranta giordraginta diebus >et qua. le due cagioni del diluvio toccate da M»sè. E piovve sopra la vìa super terra/n qua. abisso.Eglino . et.e et Sem. e lutti i volatili se* nus suum .&y$si magnae.eie. 13. Et facta est più* 12. In quello stette (fi. e alla voce universale del 'genere umano. il quale volle eoa universale gastigo punire la uni vertale corruzione degli uomini. la moglie di illius. e Sem. e tutto quello super terram in gene. e dicembre.l u i . e Japhelh suoi fiJapheth. cunctumque ve secondo la sua spe» volatile secumdum ge. arca. et Cham. secondo. nel principio di quel giorno. Ovvero . la spiegazione fisicoteologica del diluviò. .che sopra terra si muore suo. come altri traducono . tres uxores fi. e ria.ni . di entrò Noè. Il'dilavio aniversale adunque nulla ha di contrario alla ragione.sorgenti del grande ctae coeli apertae sunt. Ipsi* et omne animal secundum genus gli animali secondo la suum.

16. et /vernina ex omni carne introierunt . 16. in qua erat spiritus vitae. che v' entrarono . E quei. entraron di ogni specie maschio . sicut praeceperat ei Deus : et inclusit eum Dominus deforis. e femmina .aves t omnesque volucres. . fece inverniciar per di fuoro col bitume tutto all'intorno la porta dell'arca. \\ Signore a forse per ministero d' uà Angelo. Siccome in tuliquesto gran fatto spira per ogni parte l'ira di Dio coutro gli era^ pii.E venne il diluvio per quaranta giorni sopra la terra. masculus . che respirano. r8. 19. E le acque ingrossarono formisura Vers. io. Factumque est diluvium quadraginta diebus super terram . 6 tutto quello che porta ali. 48. et multiplicatae sunt aquae i et elevaverunt arcam in sublime a terra. Et quae ingressa sunt. t6. ed hanno vita. e verso gii animali stessi cornute^ a l l a cura di Noè. Imperocché la inonda^ìone delle acque fu grande : ed èlle co* privano ogni cosa sulla superficie della terra » ma 1* arca galleggiava sopra le acque. Entrarono da Noè nel!' arca a due a due per ogni specie di ani-* m a l i . Et aqaae praevaluerunt nimis super lutti gli uccelli . ìPenemén&r enim inundaverunt ì et omnia repLeverunt in superficie terrae: porro arca ferebatur super aquas» *• 19. 17. e la bontà di Dio verso del giui sto. cosi spicca del pari la carità. conforme ayea a lui ordinato il Signore . 16. 17. E ve lo chiute per di fuori il Signore. e le acque face va n cresciuta*. e fè* cer salire 1' arca molto in allo da terra. e ve lo chiuse per di fuori il Signore. e verso la sua famiglia. Ingressa sunt ad Noe in arcam bina et bina ex omni carne.

ha moto sopra la terra. che era erat super terram.E fu perduto ogni 23. ani* celli.Sy. ruerat. e tntli i reitilij che omniumque reptilium . Quìndecim cubi20. io. quos ape. mortua sopra la terra. lutto fu sunt de terra . 20. perii. 20. gli animali. Et delevit omnem substantiam> quae corpo vivente . re . arca. 20. ab sopra la terra . volucrum. 3. peri. nell'arca. Cnt\ n e s s u n gigante. Quìndici cubiti ti alzò V acqua sopra i monti. che gli ucvolucres coeii) et deleta celli dell' aria . Veri. Quindici cubili tis altior fuit aqua su. e rimase solo Noè . che ayea rico. tancus.mo fino alle bestie. ebe que est omnis caro . E ogni carne. le fiemantium . Etcunctat in quibus spiraculum vitae che respira . tam ^repùle . sunt. ti sollo il cielo tulio guanto. 4 Ecel. uessun animale polè salvarsi sojua alcun monte .terrama operlique sunt sopra la terra : e rimaomnes montes excelsi ser coperti tutti i monsub universo coelo. (i) Consumpta21. bestìarum . strisciano sulla terra : quae reptant super ter" tutti gli uomini. i. re man» sterminato dalla (erra : sit autem s olii s JVipe. dall' uonomine usque ad pe. 28. gli ucterram. rarn^i universi homi" n<ì$. 23. ed ha vita est in terra .si alzò 1' acqua sopra i per montes. ( i j Sap. quae movebatur super restò consunta . E tutto quello »2. e et qui cum eo erant in quei che eran con lui.monli. Petr. quam to i rettili. 22. at.

e più. che non sarà mai più il diluvio. Vers. i4> * Mietale te ptoggt'e. la questi cento cinquanta giorni si computano anche i quaranta giorni della pioggia. e di tulli gli animali . ' Vers. cioè da'diciassette del settimo mese . mandò il vento sopra la lerra .. Vers. Questo vento gagliardo non tanto per sua propria efficacia . a. e le cataratte. Vedi Perer. f\ecordatus autem Deus Noe . i.Dio trattenne ogni pioggia per sette mesi. * Le acque diminuirono. cunclorumque animanùum . «4. vers. abisso . quinquaginta diebus. iVJLa il Signore ricoridandosi di Noè .t&iu&e* a. in cui le acque cominciarono a scemare -. e alzarle in vapori. E le acque signoaquae terram centum reggiarono la terra per cento cinquanta giorni. E furo» chiuse? le sorgenti del gra/ide. offerisce a Dìo olocausti in rendimento di grazie : onde placato Dio promette .24» Qbtinueruntque 24.Per cento cinquanta giorni. fino a'ventisette del mese secondo del seguente anno.adduxit spiritum super terram . quanto per divina virtù dovea parte consumare le acque. et imminvtae snn. e la colombaJSoè esce fuori con tutti quelli cH eran nel? arca : e alzato un altare . do* po aver messo fuori il corvo. ?. Mando il vento sopra la terra. Et clausi sunt fon» ies abyssi et cataractae coeli : et prohibii. et omnium jumentorum j quae erant cum eo in arca. E furono vietate le pioggie dal cielo. . parte respingerle ne' gran seni ond' erano state tratte. Trattenute. e le acque (Uffìtpttìroai). i. C A P O VIIL Scemate a poco a poco le acque del diluvio. Calarono. e di tulli i giumenti chtr erano con esso nell'arv ea.

decimo mese . 1 * A* ventisette del mese. 4.topra le montagna di Amrat: II Caldeo: sopra i monti Cordn. e venendo si partiet redeuntes \ et.cimo mese: perocché il semi decimo enim men. Girolamo scrive .Vel'». aperta la fiaperiensNoefenestram nestra . // decimo mese. giorni. e 14. e forono vie* tate le pioggia dal cielo* lo.U Ebreo legge.de arca. chiamati Gordidi. Éasilio di Seleucia . il primo se^ prima die mensis. Noe. ali' arca. Che l'arca si posasse sui monti dell'Armenia.tae sunt pluvìae de eoe. . niae. E 11 arca si posò il 4.. Cumque transisseni quadraginta dies.cipiarono a scemare dotum quinquaginta dies. monti. e lo stesso fatto è confermato dàlia tradizione di quel paese. iv. E le acque andava5. do .Sopra i monti cP-Armtnìa. mandò fuori il dimisit corvumi corvo: . che avea falla arcae . quam fecerat. "Reversaeque sunt •3. conservata fino al di d'oggi. 4. 13.Bel cielo. co* cne apparisce dal ver s. che il monte Àrarat è una parte del monte Tauro.settimo mese a' ventimo septimo die mensis sette del mese sopra i sup&r montes Arme.5. E passati quaranta 6. ma dal priocipio del iccentesimo anno dalla venuta di Noè.vano dalla terra: e prinrunt minui post cen. S. si scoapparuerunt cacumina prirono le velle dei montium.monti d' Armenia. intorno alla quale vedi s. vien riferito anche da varii scrittori profani citati da Giuseppe e da Eusebio. • Vera. . da altri rferittori. a? diciassette. 6.Requìevitque arca mense septìmo. E le acque andan* aquae de terra euntes . orai. Ebr. At vero aquae ikant t et decrescebant no scemando sino al deusque ad decimum men. po cento cinquanta giorni. 6. vigesi. 3. e dal capo precedette vefVu. giorno del mese. Non dal cominciamento del diluvio .. coepe.

e non tornò fino e tanto che le acque fosser seccate sulla terra.ma i LXX. E' da notarsi questa espressione. . onde Noè non poter per tal mezzo sapere. Mandò ancora dopo di lui la colomba . e 1' Ebreo con varii dotti interpreti si può beo conciliare col Latino: imperocché queste parole il corvo lisci andando e tornando posaon significare. La quale non avendo trovalo . Quae cum non invenisset. Questa maniera di parlare non significa. Exspectatls au* lem ultra septem diebus aliis. rursum di- 7. il Siro. che per tutto quel tempo prima dell'asciugamento delle acque.. 8. non tornava a Mosè dentro I' arca.•7. ove fermare il suo piede. mandò di nuovo la co Vers. in quale stato fosse la terra. ce. e tutti i padri hanno la lezione della volgata . ult. amando di farne pasto . . Fino a tantoché Vacque fattero seccate. quando le acque furono seccate. E avendo a s pe 1tato sette altri giorni. io. Emisit quoque co» lumbam post eum . et non revertebatur . doneù siccarentur a* quae super terra/n. Qui egrediebatur. che il corvo tornasse poi. andava a riposarsi sul tetto dell' arca. ut videret si jam cessas* seni aquae super faciem terrae. 8. e di fatto non vi tornò egli mai più. 10. per vedere se fossero finite le acque sopra la faccia della terra. nemmeno dopo. i. verj. g.NelP Ebreo manca la particella negativa.J?t. Il quale usci .2. che trovasi anche in altri luoghi delle Scritture. egli mai non tornò dentro l'arca. 109. e presala la mise dentro 1* arca. 7. Vedi Matlh.. ma solamente. et aperehensam intulit in arcam. ubi requie» scerei pes ejus .11 quale usci e non tornò. ed egli stcìe la mano. rever» <sa est ad eum in ar' eam: aquae enim erant super universum ter" fam : extenditque ma' num . che il corvo veggende' cadaveri sopra i monti. ma perchè a cagione del gran fango non potea nemmen posare sopra la terra . 9. tornò a lui nell' arca : perocché per tutta la terra eran le acque .

ebe non solo i monti più a l t i . Torno a luì alla sera. Il ritorno adunque della colomba. portanda in bocca un ramo di ulivo con verdi foglie.misti cotumlam ex arca. e qual impeto dovea svegliare i u lui di uscire fuori dell'arca! ma egli si sta in pazienza aspettando P ordine di Dio: qual virtù e qual fede! La terra era senz'acque. . la seta poi. se ne tornò a trovare sua compagnia. E aspettò nondimeno sette altri giorni.plani. come le acque erano cessate sopra la terra. Intese adunque Noè . quae non est reversa ultra ad eum. At illa venit ad eum ad vesperam. Una tal vista quanto dovea consolare Noè . lìb. hitt.lntellexit ergo Noe. Exspectavitque nihilominus septem alios dies : et emisit columbam . Ella. Mirò . l3. 4 8. erano asciutte. * Le acque scemarono tutta terra. 13. dqve bei) riesce i' olivo. ec. le acque lasciaron la terra : e Noè avendo scoper-' chiato il tetto dell'arca Vers. 12. e rimandò la colomba . il primo mese .e vide che la superfìcie della terra ec. affermando Plinio che il lauro e 1' olivo vivono e fruttificano anche nel mar Rosso: Vedi anche Teophrast. i 2. e molto più il ramoscello d'olivo fece intendere. quod cessassent aquae Super terram. il di primo del mese. fuggendo il freddo notturno.. potè benissimo serbare la sua verdura anche un interno anno sotto dell'acque. pri' mo mense. prima die mensis\imminutae sunt aquae super terram: et aperìens Noe tectum arcae aspexit viditque tomba fuori dell'arca* i l » Ma ella tornò a luì alla sera . la quale più non torno a lui. A! Vers. 11. II ramoscello d'olivo che ella portava . V anno adunque secentesimo primo di Noè . . Lasciarono la urrà. ma v'erano ancora la belletta e il fango che non permette vano di camminarvi. passo il giorno a mangiare . portans ramum olivete virentibus foliìs in ore suo. 13. dice il Crisostomo. l i . Igitur sexcentesimo primo anno . ma anche le colline.

e xor illius. che bestie. tam in sono insieme cori te. quae sunt apud te ri tulli gli animali. i. di volatilibus.terra . Locutus est aiir lem. u. septimo et trigesimo a'ventisette del mese. g. che strisciano sulla super terram : educ te.ogni genere . asciutta. 9. 17. 19. E tutti ancoragli 19. et filii ejus . . luorum tecum. E Dio parlò a 15. Infra. jumenta. quae reptant tili. et animali. e le bestie e i reptilia. 16. Conduci leco fuo17. quam in be. Egredere de area.. de' suoi figliuoli. di' Noè.li plìcà te.7.latili . che strisciano super terram.la sua moglie.quod essiccata esset mirò.Il secondo mese . che ex omni carne. quae reptant rettili. Esci dall'arca tu. te. dicendo: cens : 16. terra. Deus ad Noe. filii e la tua moglie. e le mogli. E uscì Noè. et multiplic amini su? peream. Mense secundo . tu.. che la superficie della terra era superficies terrae.esso i figliuoli dì lui.8. et uxores filiorum figliuoli e le mogli de' tuoi figliuoli con te. et uxor tua. i4. dell'arca. e scendete sulla cum.8. 9.sulla terra. 18. Cuncta anima nùa . e vide. tanto vosliìSi et universis re. Sed et omnia aninìantia. i tuoi fui. e. uscirono gressa sunt de arca. (i) Sap. secun.loro specie . -. 14. JEgressus est ergo Noe. 15. e con 1. 1. et uxores fi. et ingredìmìni su* terra : Crescete e molper terram : ( i ) Cresci. die mensistarefacta est la terra rimase arida. tiorum ejus cum. secondo ia dum genus suum. eo. e retptiliòus.

et volucribus mundisjobtulit 1iolocau~ sta super altare.arfe vìttime. 19. E Noè edificò un aliare al Signore : e prendendo di tulle le bestie. Cunctis diebu^ éerrae sementìs etmes* $ìs. e ii sito delle. e uccelli mondi. le vicissitudini . Aedificavit autem Noe altare Domino : et tollens de cunctis pe~ coribus. S. ec. l'estate e il verno. (i) Sap.NVedesi qui notata la colpa originale e la concupiscenza cte mscono coli' uomo. ai. Ver*. 21. Io non Maledirò mai più la terra ec. Maith. propensione nata con essi per difetto della corrotta natura. 22. e i pensieri degli uomini sono inclinati al male fin dall' adolescenza: io adunque non manderò più flagello sopra tulli i vivenlì. Gio.20. 32. noti etdies non requiescent. 21.ne dell' infermità degli uomini. Per tulli i giorni della terra non mancherà giammai la semenza e la messe. il freddo e il calore . et aìt: "Nequaquam ultra maledicam terrae propter homines: (i) sensus enim. e Che avrà cornpassio. Le vicissitudini delle fatiche di seminare e raccogliere. i 22. sicut feci» . e disse: Io non maledirò mai più la terra per le colpe degli uomini: perocché la mente . E II Signore gradì il soave odore. ffon mancherà giammai la semema. Odoratusque est Dominus odorem suavitatis. etcoguado humani cordis in malum prona sunt ab adolescenza sua: non igitur ultra percutiam omnem animam uiveìitem. Crisostomo: La virtù del giusto cambiò in dolce fragranza il fumo. Il Signore gratti il soave odore. e sono il principio di tutti i peccati. e della proJ>«nsione loro al male . Vers. la nolte e il giorno. 20. frigus et aestu$\ aestas et hiems. gli offerì in olocausto sopra l'aliare. come ho fallo. 5. 15. Dio promette Ai non punire mai più con simil fustigo universale 1' umana malìzia. 6.

17. 8. Il patto tra Dio e gli uomini del non mandar più. I. promette Dio. Effetto di questa legge posta da Dio si è. o strette dalla fame. Vers. ac tremor sit super cuncta animatici terrae. e che le tigri appena veduto un cacciatore trasportano altrove i teneri loro parti . 28. Sem. 1. che l'elefante s'impaurisce al solo vedere le pedate di «n uomo . 2. 2. che l'uomo è il loro antico signore. proibendo pero il sangue. 28. . è maledetto nel figlio Chanaan. ch' avea schernito Noè nella sua ebbrezza. Cosi Dio ha voluto conservare all'uomo "na porzione di quest'assoluto dominio. se non forse 'offese da lui. e lutti gli uccelli . Et dijcit ad eos : ( i ) Crescite et multi pii camini) et replete terram. et filiis ejus. 2. 22. il freddo e il caldo. Dio benedice Noè. j . Cliam . fjenedixltqueDeus Noe. e i figli . e i suoi figliuoli. e assegna loro per cibo tutti gli animali insieme co"1 pesci. Vers. che egli avea conceduto a Adamo innocente. L> Dio benedisse Noè . j. E disse loro : CresQete ^ e moltipllcate . dell'anno. nè ardiscano mai di offenderlo. * Crescete e molliplicale ec. v. finalmente le vicissitudini de'temporali. Cosi Cap. come se un istinto interiore avvertisse le bestie. le acque del diluvio è confermato coli' iride. E temano e tremino dinanzi a voi ec.C A P O IX. l'alternativa delle notti e de'giorni. Plinio racconta. l'estate e il verno. Et terror vester. che saranno costanti sino alla fine del mondo. et super omnes volucres fij Supra t. Può equivalere al futuro : crescerete e moltipllcherete e riempirete la terra. che le bestie più forti e robuste dell'uomo lo rispettino. E temano. e tremino dinanzi a voi tutti gli animali della terra .. e lapheth son benedetti. e riempile la terra.

4.: secondo. . e quanto si muove sopra la terra : tutti i pesci del mare sono soggettati al vostro potere. E tutto quello che ha moto e vita. vers. se iona fine di facilitare a«li Ebrei tenacissimi delle lor costumante 1' ingresso nella Chiesa dì Gesù Cristo . primo. come i verdi legumi . 3. * Verdi erbaggi. Et omne quod move tur. d iti. Vedi detto luogo. Agostino cominciò questa legge a non essere pm . 5. In virtù di questa legge. che avanti il diluvio 4*E>n fosse proibito assolutamente 1' uso delle carni .coeli cum universis . Legumi. restringessi a quegli animali. che la distinzione di animali mondi e immondi ( la quale abbiamo detto di sopra essersi ' " osservata riguardo a' sacrifuii ) avesse già luogo anche per 1 uso de' cibi. rinnovata poi nel Levitico vn. (i) Lev. Girolamo. «6. dell'aria.) avea assegnato per cibo ali uo4o non le carni. fonder negli «omini maggior avversione dallo spargimento del 5 «angue umano. Ma siccome non per altro era stata introdotta. sarà vostro cibo : tutte queste cose io do a voi. Vedi Levil. 14. 3. quindi e che lino da' tempi di s. Dio permette l'uso delle carni degli animali. Vers. (2) Excepto. L Non mangerete caricai sangue. xvn. come i discendenti di Seth. se ne astenessero. i. ma che gli uoinini più religiosi. quod carnem cum sancitine non comedetis. perchè Dio (cap. ma i legumi. 29. . quae moventur super terrami omnes que* pisces maris manui vestrae traditi sunt. Il Crisostomo. Eccetto che voi non mangerete carne col sangue. Tutto quello che ha moto e vita farà vostro cibo . 29. che sono mondi. 4. che è quasi la vita dell'animale. (i) eri/ vobis in cibumi quasi ciera virentia tradidi vobis omnia. 17. Questa permissione di Dio secondo s.) e fu osservata in molte Chiese anche *per mòtti secoli. i. Oers. perchè Dio volle che il sangue.fu proibito di mangiare il sangue o rappreso nelle membra degli animali o da essi separato» La ragione di tal proibizione si è. Teo•doreto. a lui solo fos|Se offerto m sacrihzio in cambio della vita dell'uom peccatore.XVH. et vivit. 3. e molti interpreti moderni credono. Questa legge fu rinnovata di poi dagli Apostoli nel concilio di ^Gerusalemme (Atti xv. imperocché egli crede. (i) Supr. ». 14- Vers.'II.

ao. •-. 6. 28. 28. il sangue di lui sarà sparso : perocché 1* uomo è fatto ad im in a gin di Dio. ( 2} Vos autem crescite. . 5. (*) Supra. Vedi Exod. Vers. sopra V uomo fratello di lui.* Vers. attenendosi i Cristiani a quella parola di Gesù Cristo: Non quello che entra j?er Im bocca imbratta P uomo. Vedi Augusti lib. è giusto che sia messo a morte chiunque ad un uomo avrà data la morte. 13. rappresentandone l'iniquità : farò vendetta sopra dell'uomo della uccision? fatta da lui di un uomo.. de manu viri^ et fratris e~ jus. 7. xxxn. et mulùplicami' o.. Io faro vendetta del sangue vostro sopra qualsisia delle bestie. corat Faust. e a poco a poco cessò interamente. la morte colla morte: il qual diritto dopo la fondazione della società passò v&f teramcnte ne' rettori e magistrati delle medesime società. xxi. 6. 8. cap. 26. Io punirò le bestie istesse che avranno commesso un simil delitto.. Chiunque spargerà il sangue dell1 uomo. Faro vendetta . Apoc. in virtù della qnale permettevasi di vendicare il sangue col sangue. osservata in molti luoghi. Vale a dire. Chiunque spargerà il sangue dell' uomo. (i) Quicumque effuderìt humanum sanguinem. fundetur sanguis illius-. sopra P uomo. Questa repetizione aggrava il delitto dell'omicidio. di un uomo che è suo prossimo e suo fratello. 6. affinchè l'uomo apprenda . ad imagi* nem (juippe Dei factas est homo. f 3. Sa. Imperocché io farò vendetta del sangue vostro sopra qualsisia delle bestie: e farò vendetta della uccisione di un uomo sopra 1* uomo sopra T uomo fratello di lui. Sanguinem enim animarum vestrarum requiram demanucunctarum bestiarum : et de manu nominis. 7. Dimostra. quanto debba rispettare il sangue dell'altro uomo. che dicesi del taglione. requiram animam hominis. Ma voi crescetele moltiplicate. che la ragione della precedente proibizione si è di allontanare quel più gli uomini dallo spargere il sangue umano. ij. e dilatate- (i) Matth. Alcuni Vogliono qui stabilita la legge. i.6. il sangue di lui sarà sparso.

che sono con voi tanto volatili . 11. Vers. nè diluvio verrà in appresso a disertare la terra. E disse Dio : Ecco il segno del patto. Ver». Dixitque Deus: Hoc signum foederis. (i) Statuam pactum meum vobiscum^ M nequaquam ultra interficietur omnis caro aquis diluvii. neque erit "deinceps diluvium dis$ìpans terram. ji perpetuarne la fecondità. Et ad omnem animam vìventem^ quae eStvobiscum tam in vo+ foribus. che neppur uno de' più piccoli volatili è dimenticato da Dio. Ecco che io fermerò il mio patto con voi. Fermerò il mio patto con voi." et ingrediminì super terram. <Vfc-54 9- vi sopra la terra. 11. Con queste parole Dio s'impegna a conservare sopra la terra tutt>p le specie degli animali. e con la discendenza vostra dopo di voi : i o. Così Gesù Cristo ci assicura nel ino Vatìgelo. come giumenti . io. Fatti morire. et implete eam. e riempitela.ni. E con lutti gli animali viventi cha fono fon voi ec. e bestie della terra con tutti quelli che sono usciti dall'arca. 12. n. e non saranno mai più uccisi colle acque del diluvio tutti gli animali. . Haec quoque dixit Deus ad Noe. e con tutte le bestie della terra. et pecudibus terras cunctis> quae egressa sunt de arca* et universis bestiis terrete. e a* suoi figliuoli con lui : 9. a provvederle di cibo. E coti tulli gli animalì viventi. Ecce ego statuam pactum meum vobiscumt et cum semine vestro post vos \ 10. 8. et ad fi' Kos ejus cum eoi g.* Uccisi. e di nutrimenti^-e. v 12. 8»J)isse ancora Dio a Noè . quam in jumentis.

L'iride adunque mancò prima del diluvio. et erit signum foederis inter me . io pongo : io metto. dì cui sopra. lasciando le altre riflessioni da parte. le quali si versarono sopra la terra. che ho eoa Ecd. e i LXX. comparirà il mio arco nelle nuvole : 15.quod do inter me % et voS) et ad omnem animam viventem . e la terra. 1 3. come le nuvole. e non ritornarono più ali* antica loro sede. che sono con voi per generazioni eterne. e quello che egli vuol che significhi in appresso agli uomini l'arcobaleno. Ci) ch' io fo Ira voi. et inter terram. e la terra . non perchè mancassero le pioggie \ ma perchè le acque superiori. vn. Vers. E sarà il segno del patto tra me e la terra. 1 4 •( i ) Cumque obduxero nubibus coelum . che potesse aver luogo questo fenomeno. apparebit arcus meus in nubibusi 16. 11. quae est vobiscum in generatlones sempiternas . Porrò il mio arcobaleno nelle nuvole. c|ie questo non erasi veduto giammai prima del diluvio : benché non sia da dubitare. Il Caldeo poria : del patto tra il mio Verbo. L'ebr. e sarà il segno del patto tra me. che egli dovea contrarre con noi nella *fw incarnazione. Arcum meumponam in nubibus. accennando. e accresciuti in infinito per lo spazio di due mila anni si potessero sostenere nell'atmosfera wn*. Porrò il mio arcobaleno nelle nuvole. che per tutto quel tempo non mancaron le piogge : imperocché. vii. delle quali abbiamo parlato al cap. 13. e con tulli gli animali viventi. dimostri assai chiaro. * Porro. Et recordabor foederis mei vobiscum . Tolte questa acque superiori". potè allora vedersi l'iride. nissun potrà comprendere. E mi ricorderò del patto . Vedi la spiegazione. . sembra. impedivano .. 13. che il diluvio non sarebbe mai più. i4» E quando io avrò coperto il cielo di nuvole. come il Figliuolo di Dio è stato il mediatore di tutte le alleanze tra Dio e gli uomini. perchè tutte hanno avuto per oggetto e fine la grande e divina alleanza . 43. o sìa i vapori esalati continuamente dalle acque della terra. 13. e me . za mai sciogliersi in pioggia. ed essere un segno nuovo e infallibile. 11. La maniera di parlare di Dio.

17. 16. Erano adunque i tre figliuoli di Noè. Io in reggendolo mi ricorderò del patto sempiterno ec. ^^Vers. et recorda bor foederis 6* empitemi. E 1* arcobaleno sarà nelle nuvole. e tutti gli animali. Sem) Cham et Japheth: porro Cham ipse estpater Chanaan. * 18. e con ogni anima vivente . e tutte le anime viventi di ogni carne. Canaan nacque dopo il diluvio. . quae carnem vegetai : et non erune ultra aquae diluvii ad delendum universam carnem. io. Eg$ « anche giusto per conseguenzar che gli uomini si ricordino anch'essi. Sem. E disse Dio a Noè: Questo è il segno del patto. e da questi. 16. Cham. 18. che sono in terra. che io ho fermato tra me. dopo lo sterminio di tutti gli altri uomini nel diluvio. Dixitque Deus ad Noe : Hoc erit signum foederis. et videbo illum . e Japheth : e Cham è il padre di Chajiaan. che uscirono dall'arca. et ^nnem carnem super terram. qui egressi sunt de arca. che è sopra la terra. Woe adunque non ebbe altro. quae est super tertam. Tres isti Jilii Vers. e gratie rendano a Ipi della misericordia usata con essi. voi. quod pàctum est interi) eumt et omnem animam viventem universàe carnis.e ioin veggendolo mi ricorderò del patto sempiterno fermato tra Dio . ip. Questi sono i tre \$. Eritgue arcus in nubibus. E da questi sì sparse il genere umano sopra tutta fil terra. col quale Dio puoi i peccati del mondo. che informa carne: e non verran più le acque del diluvio a sterminare tutti i viventi. quod jconstìtuì inter me. fu ripopolata la terra.et cum omni anima vi" venie. Erant ergo filii JVbe. 17. che tre figliuoli. 16. del terribile universale castigo. in reggendo l'iride.

20. Vers. et nudatus in tabernaculo suo. 22.faciesque eorum aversae erant. e camminando all'indietro coprirono la nudità del padre. 23. Quod cum vidisset Cham* pater Chanaan. et patris virilia non viderunt. Noè fu il primo a pensare all'una. et Japheth pallium imposuerunt humeris suisf et incedentes retror* sum operuerunt verenda patris sui. 22. cum di- figliuoli di Noè. che era agricoltore. etplantavit vineam. la quale da tutti i Padri è scusata da peccato. messosi un mari* tello sopra le loro spal^ le. 21. andò a dirlo a'due suoi fratelli. e all'altra cosa. a- * Sopra tutta ira terra. e fu figura di grandissimo mistero . e non sapendo ancora la forza del vino cadde per inesperienza nell' ebrietà. c a i . 21. e da questi si sparse tutto il genere umano sopra tutta la terra. E piantare una vigna: e avendo bevuto del vino ec. Ma Seni. esenza estrarne il liquore. e la* pheth. Coepitcfue Noe vir agricola exercere terram. e si spogliò de' suoi panni nel suo padiglione. 20. 24' Evigilans autem Noe ex vino. e piantare una vigna. . Bibensquevinum inebriatus est. principiò a lavorare la terra . e non videro la sua nudità. 24. come diremo. E svegliatosi Noè dalla sua ebbrezza. At vero Seni. E Noè . Fino a quell'ora gli uomini si erano contentati di mangiare 1' uve prodotte naturalmente dalla vite senza coltivarla . E avendo bevuto del vino si inebriò. Per tutta la terra. tenendo le facce rivolte all'opposta parte .sunt Noe: et ab his disseminatum est omne genus hominum super universam terram. nuntiavit duobus fratribus suisforas. 20. E avendo veduto Cbam padre di Ghanaan la nudità del padre suo. verenda scilicet patris sui esse nudata. 23.

allorché fu" rono sterminati. quanto una profezia. a5. i Ghananei.-W suo figliuolo minore.dìcisset . Dall' altra parte Pfoè veggendo col medesimo spirito i benefizii e le grazie. se nou incidentemente di sopra al vers. ei sarà servo de' servi a' suoi fratelli. dal Lirano. 20. igjjjfers. che t)io avrebbe a larga mano diffuse sopra Sem. Noè non maledice il figliuolo Cham. e ciò è senza paragone più naturale. 27. perchè in primo luogo non vol^fc gettare la sua maledizione sopra un figliuolo . 26. m Vers. DilatetDeus Ja* vendo inteso quel che avea fatto a luì il suo figliuolo minore. a/J. Così la maledizione di Noè non è tanto una maledizione. Benedetto il Signore Dio di Seni. o ridotti in dura schiavitù da'discéndenti di SeM. e questo senso è seguitato da Teodoreto. 26. si fl|plge con tenera gratitudine a benedire e ringraziare per esse iì Signore. Noè in questo . e da altri interpreti. e sopra i suoi postesi. 27. 18. di cui la Scrittura non ha parlato . Servo déservi. furono quelli. che il dire. Dìxitque: Benedictus Dominus Deus Sem\ sii Chanaan servus ejus. e il ìÉÌ?*a * e*ie 4ov^a nascer da questi. Aiti MLaledictus Chanaan. ma il Signore abiterà nelle tende di Sena . o sia dagli Ebrei. sopra-de'quali per la loro empietà venne a verificarsi visibilmente questa maledizione . Vers. a cui Dio avea IKta la sua benedizione poco prima: in secondo luogo veniva ad esser punito forse più sensibilmeute il padre colla punizione del figliuolo: in terzo luogo ottimamente Noè rivolge con profetico spirito la sua maledizione contro di Chanaan. che debba intendersi il nipote Ghanaan. die era il più giovine de'tre figliuoli di Noè. E disse: Benedetto il Signore Dio di Sem . 26. Disse: Maledetto Ghanaan . quae fecerat ei filius suas mi-* n or. ec. Oham : il quale venghiamo ad intendere. Maledetto Chanaan. Ghanaan sia suo servo. 27. e dellaspiù abietta condizione. perchè i posteri dì lui. Tale è il senso di questo verso secondo il CàMeo. 26. La massima delle prerogative di Sera dovea essere il culto del vero Dio conservato da'suoi discendenti. daJl'Àbulense. ma sì il nipote Chanaaa . e Chanaan sarà suo schiavo. Significa servo 3|*fimo. séfvus servorunt erit 'fratribus suis. Dio amplifichi Ja- Vers. Dio amplifichi JapJieth. li Signore darà a Japtieth un* amplissima posterità .

Non debbo però tacere. del vero Riparatore e Salvatore del genere umano.) e abito tra' discendenti di Seni : dopo di giù Noè ripete la sua maledizione contro di Chanaan: tpnto era egli certo dell'avveramento di sua predizione. Colos. versetto conclude la sua benedizione . Hebr. e delle orrende sciagure. falsse iVoè dopo ìJLdiliivio trecento cinquanta anni. che molti Padri riferiscono quelle parole. predicando a Japhclli una numerosissima discendenza (Japheih è il padre de'Gentili )j nidi ritorna a Sein. 1 4 . o abili iie'padielioni di Seni . quando si uniranno alla Chiesa di Gesii Cristo figliuolo di Sem secondo la carne. xxiv. xi. dimostrano. rappresenta viàbilmente il òahdlore degi'i . 28. che egli visse con Noè cinquamtar òlto anni. ne segue perciò. e Cbaw * uaan sia suo servo. sitfjue Chanaan servus ejus. ma molto più per ragione di colui. per ragione del Messia. pheth . Per questa giustizia fu egli degno di essere una viva figura del Giusto per eccellenza .: La incredulità degli nomini. 28. e salva sopra Jc acque la sua famiglia. che riunisce nell'arca. e intendono queste parole della vocazione de'Gentili. E visse Noè dopo il diluvio* trecento cinquanta a»ai. 7. il mezzo di far passare la religione e il eulto di-Dio a tutti i io*~"t\ ro posteti. La lunga vita de'primi padri nell'ordine della divina previdenza fa. in qual maniera sarà ricevuto il Messia dal suo popolo \ o lo stt-iminio di quelli per mezzo delle acque del diluvio presagisce la piena de'mali. e divento erede della giustizia . Vìxit autem Noe posi diluvium trecentis tjuinc/uagi7ìta annis. e il disprezzo. e abiti ne*padiglioni di Sem. ma a Japheth. non solo per ragione del culto di Dio conservato we' suoi posteri. che vien dalla fede. Questa sposizione H fa qui vedere una chiara prilezias dell'incarnazione di Cristo. ^ * Amplifichi. Noe (dice l'Apostolo) avvertito da Dio dì cose. 48.pheth) et ìiabilet in labernaculis Sem. onde sarà repentinameiv te oppresso il popolo Ebreo per aver rigettato il suo Cristo. che ancora non si vedeano. che questi fòdero della predicazione di Noè. nel quale abitar dovea corporalmente la Divinila. Pe* di Mailh. Propaghi. 3^. il quale fatto caine pose suo padiglione (cosi il Crisostomo Jo. che egli invitava a penitenza.9. Verjf. 11. Noè. i. i quali entreranno nelle tende di Seni. e la speranza djJ mondo. e ripete l'altissimo privilegio di lui d'avere Dio abitante nelle sue tende. non a Dio. con pio timore ando preparando l'arca per salvare la sua famiglia^ per la quale (arca) condannò il mondo . che dalla stirpe di lui dovea nascere . cioè del Verbo di Dio. Abramo essendo nato Panno divento novantadue dopo il diluvio. e<£ essere con migliori titoli il consolatorc.

«opra i Giudei increduli. * C A P O X. di Sera . ctMagog. v.. e l'ira starà sino al fine eo^pra gli empi discendenti di Cham. uomini. e la maledizione. Par.mori.Et impleti sunt 29» E tutta intera la I omnes dies ejus non. mondandola con la lavanda d? acqua mediante la parola di vita. ed uccisori-del Cristo.e Gesù Cristo in virtù delle stesse sue^imiliazioni sarà adorato qual tùjìj*0 ad P°SS?° Gentile figurato in^fapheth. dispreizando la confusione. nessun caso facendo della confusione : sostenne la croce. Genealogia de figli di Noè da1 quali vennero le diverse nazioni dopo il diluvio.pheth sono Gomer . Cham. il quale riunisce colla sua Chiesa ( fuori di cui non e salute ) la sua famiglia per santificarla. di Charn. i. Figliuoli dì Jax a. &|0i. amore. (i) flae sunt generationes fiUorum "Sioe. e «gli scherni dei suoi nemici. et Ma. Presso alcuni scrittori Cristiani si trova scrìtto. 2. Ma due de'figliuoli di Noè rispettano. e. Filii Japhcth Corner. etJa» pheth: natiaue sunt ejus filii post diluvium. Figiijbli di Japhelh èc. 26. i. v^uesti sono i discendenti de'figliuoli di Noè . e di Japheth: e questi i figliuoli nati ad essi dopo il diluvio. e ad esporsi alle ignominie .Ephes. e nacquero tutti i mortali. ed onorano la dignità del padre nella sua umiliazione. e dall' ebreo fedele ^§Jlitatpre diSérà. 5. Vers. e a «offrire il più obbrobrioso supplizio. La stessa ebbrezza di Noè con ciò ci» ne avvenne^ci dipinge al vivo l'estremo amore di Grato verso la Chiesa .sua vita fu di novecengentorum quinquagin* to cinquanta anni. traditori . e (i) i. tuus est.«9. e si ta annorum: et mor. che Noè per ordine di Dio assegnò a S%m . che lo ridusse a spogliarsi di tutta la sua gloria. i.

chiamata Ascenia. e i Turchi nominati da Plinio.. Mudai. Magog. e forse tutti i Greci. è cosa sommamente difficile. e Getthinij e Dpdanim.Kìisa. 4. Da'figliuoli di Japheth qui nominati.Filii autem Javanì Elisa. che nella Scrittura la terra «H flelthim è la Macedonia. e che di questo spartimento ne lasciò scrittura nelle mani di Sem. Corner. Javan. i popoli di Cappadocia. Thiras. E i figliuoli di Gomer. detti in antico Iberi: cosi s. et Tharsis. Vers. Magog. 3. ovvero quelli della Bitinia. e Tharsis . quale da ciascheduno di essi avesse 1' origine . e Thubal. Per sentimento comune. E i figliuoli di Ja« van . ^oè Corner. e più antichi. Asctnez. nelJ'Epiro» . l'Africa a Cam. Da lui molti pretendono esser venuti i popoli della Turcomania. Ascenez. Mosoch. et Javan^ et Thubalt et Mosoch. della quale brameremmo di avere documenti più certi. ov«vero secondo altri una provincia della Frigia minore. e Thiras. la quale da questo figliuolo di Ja\an do•* ette aver nome. e tutta l'Europa coli'isole. da lui ebbero nome e origine i Medi. Nell'Ebreo Ascenaz. Elisa . et Thiras. Tkarsis. 4. l'Oriente. Da lui i popoli della Paflagonia. Questi è creduto padre degli Sciti. e TJ|ogorma. e sopra la quale per lo piìi non possiamo avere. Egli popolò l'Asia. Da lui molti derivano i Dodonci. e Riphalh. dopo la dispersione avvenuta a causa della edificazione di Babel discesero altrettante nazioni: ma il determinare. Cet~ tliimì etDodanim. e secondo altri. 3. ec. comun pareri^ padre de'Traci. o sia Germani. e Javan . V Thogorma. Non v' ha dubbio .' Duilftfiim. Porro filii Corner. Da lui gli Spagnuoli. Vers. 3. Da lui forse ebbe nome l'Elide nel Peloponneso. se non deboli congetture. Riphat.'T?et. 4. e Masoch. de'Geti. Questa divisione.dai. e gì i al tri popoli dellaCilic^ Cetlhim. etRiphath.Ua lui quelli di Tarso. Magog . e Massageti. e Macia i . può combinare con quella che è qui raccontata da Mosè. Girolamo. Da Gomer molti credono derivati i Cimbri. Ascenez. Da lui i Jonii. Da lui i Moscoviti. et Thogorma. e le partì settentrionali dell' Asia a Japheth. Thubal. onde fu anche detta Maceli»-.

e Nemrod. Phuth. 6. et Mesraimì et Phuth . Cariaart. l'Asia minore presso gli Ebrei dicevansi isole delle nazioni. J. Cosi le Spagne. Ab his divisae sunt insulae gentium in regionibus suis. ba> et Dadan. e Chanaan. Da lui i Sabatci3 anch'essi udì' Arabia.5. I discendenti di Chus popolarono una parte dell'Arabia. usurpò molti paesi appartenenti a' figliuoli di Sem. Col nome J'isole delle nazioni s'intendon non solamente le vere isole. come dicemmo . ma anche i paesi separati dal continente della Palestina. le Gallie . se non per mare. e la sua nazione. et Sabatha. Filii Regma Sa.et Chanaan. i Cavelei rammentati <la Plinio. I figliuoli di Chus 7. Vera. Yers. come vedremo. Saba. ognuno secondo il proprio linguaggio . Da lui. a'quali paesi gli Ebrei non potevano andare. 5. Questo nome però si dà talora anche ali' Etiopia : onde conviene ricorioscere più paesi di tal nome. Cham . E i figliuoli di Cha m sono Ghus. uno de'suoi discendenti. ed Hevila . l'Italia. unusquisque secundum Unquam suam . "Vera. Stfbathci. abitanti ne^'Arabia verso il golfo Persico. 6. Saba. ffevila. Girolamo) i Sabei famosi Ype' fóro incensi nell'Arabia. e le sue famiglie .FUU autem Cham Chus. secondo alcuni. 6. et familias suas in nationi* bus suis. e le diverse regioni. et Sabata* batha . Da lui i Cananei.ba lacha.. e dopo il ritornò dalla cattività di Babilonia eb be il nome di Giudea. che è perciò detta nelJc Scritture la terra di Chus. Phuth. e Regina . ebbe 1' Africa per sua . . 7. e Sacha. la Grecia. Mesraim. Chus. il paese de'quali fu poi «fello la terra d'Israele. Le ìsole delle nazioni. Nella Mauritania havvi il fiume Phuth. 1 figliuoli di Regina Saba } e Dadan. e Mesraim . 7. Da lui i popoli dell'Egitto . Da lui (secondo s. Da lui i Man titani e quei della Libia. Questi si divisero le ìsole delle nazioni. e Sa» et Regma. parte. Filii Chus Sala 5 et llevila. il quale anche ia oggi è detto Mesra dagli Arabi e da' Turchi. 6.

ma di uomini. 8. Cacciatore non di fiere. et Arach. Questi. * Cacciatore robusto dinanzi al Signore. e j. che Nemrod era famoso sì per la mole e robustezza del corpo. Saba. Fuit autem principium regni ejus Baby ton . Vers. 10. Nemrod dopo la dispersione di Babel si fermò nel paese . in terra Sennaar. che così chiam. e Arach. Vedi l'osservazione al Cap. vale a dire. tlt'lta in o^-i il Cairo. vi lasciò qualche memoria del suo nome. Comincio ad essere potente sopra la terra. che veracemente e singolarmente questo nome si adattava a Nemrod.ivasì il paese di Babilonia : ed è ciò notalo afliri di distinguere questa Babilonia da quella di Egitto . dove erasi couiiuciata la fabbrica della famosa torre . sì ancora per 1' audacia e la crudeltà. Il principio del suo regno fil Babilonia. secondo la frase ebrea . . VII. 8. Nella Caramania è la città. Dadan. g. io. e fondò Babilonia. NemEod vale ribelle. Vers. d'onde nacque il proverbio:ComeNemrod cacciatore robusto dinanzi al Signore. o dì Adeo. Secondo i LXX. Quella giunta dinanzi al Signore significa . 9. egli era un gigante. e Achad . 9. Cacciatore robusto Dinanzi al Signore. 10. e le ' tre città qui nominate nella terra di Sennaar. e Chalanne nella terra di Sennaar» Regma. ob hoc exìvit proverbiimi: Quasi Nemrod robustus v enator coram Domino. Una città di Regama sul golfo Persico è rammentata da Tolomeo. 11 nome di Nemrod può essergli stato dato per la sua empietà. Porro Chus ge/tuit Nemrodi ipse coèpit es* se polens in terra. Sabalacha. Da lui credesi che avesse nome la città detta in oggi Daden. i quali egli riduceva in ischiavitìi.* Vers. et Chalanne. secondo Bochart. E il principio del suo regno fu Babilonia. verso i. et Achad.8.1 fiume Sabis. passato dall' Arabia nella Caramania . e il paese vicino detto Dadena sul lito del mar Persico. Chus poi generò Nemrod: questi cominciò ad essere potente sopra la terra. Et erat robustus vencitor coram Domino. Ed egli era cacciatore robusto dinanzi al Signore.

ed altri mettono i suoi discendenti nell' Egitto inferiore. o quelli d'Egitto. 12. Bochart «rede . fedi Ezuch. cap. Da lui i Libj dell'Africa. et Chasluim : de quibus egressi suntPhilisthiim. 14 Phetrusim. 15. Vedi Sophon.Paralip. e Anamim . a cui diede il suo nome . Yers. 13. 1' Arabo. n. Laabim. •f' Fil^fteì. De terra illa egressus est Assur. 12. e secondo alcuni gli ArabiPetrei. et Anamim .48. :. Ludim. e Nephtuim. e Chale. Da lui alcuni vogliono discesi i Numidi. Vers. 11. I Parafrasti Caldei. et aedificavit Niniven 3 et plateas civitatis . e le piazze della città . etCaphtorìm. 11. 37. e Laabim.E Phetrusim. i .^Sono notissimi per le guerre continue che ebbero fon essi gli Ebrea. AtveroMesraim genuit Ludim. et Rephtuim. Nephluim. 7 Caphtorirni. xxxvi.. 14. 1. onde l'Assiria. Resen quoque in' ter Niniven et Chale \ haec est civitasmagna.\ssur figliuolo di Semt costretto da Nemrod ad abbandonare il paese di Sennaar. che 'era di sua ragione . 5. Questa e una dita grande. e lo stesso nome è ritenuto nella nostra Volgata. .-. Vers. e Chasluim: da'quali vennero i Filistei. di cui la capitale è Ninive. L'Ebreo ha Rohoboth^ e lo stesso i LXX. Da quella terra usci Assur . Chasluim. xxx. celebri Cretesi. Da lui diconsi derivati quelli della Tebaide detta Patras nelle Scritture. EtPhetrusim.11. ed edificò Ninive. I suoi discendenti doveano abitare verso l'Egitto. Ed anche Resen tra Ninive e Chale : questa è una città grande. e i Caphtorimi. 13. che egli desse nome a' popoli che abitavano vicino al celebre tempio di Giove Ammone. Mesraim poi generò Ludim . Da quella terra uscì 4ffur. et Laabim. Vers. Parla certamente di Ninive rammentata in primo luogo al principio del verso precedente. E le piazze della città. 12. et Citale.' Ànamim. Ciedonsi gli abitanti dell' isola di Candia . 5. ritirassi nel paese. i4. perchè eglino avean occupata una parte della Cananea. i.

19. e Adamam . 15. i Gergesei. Hevaeum. E anche Seni. e Seboim fino a Lesa. Di tutti i figliuoli di Heber. io. t Samarei. 17. egli Aracei. e gli Amatei: e da questi venne la semenza del popolo de* Cananei. E i confinì di Chanaan sono andando tu da Sidone a Gerara fino a Gaza . Sidone suo primogenito. 16. E gli Aradei. Figliuoli di Heber som i popoli abitanti di là dall'Eufrate. et gentìbus suis. Il quale fondò Sidone famosa città della Fenicia. Questi sono i figliuoli di Cham distinti secondo la loro origine . De Seni quoque 21. et Amorrhoeum. 18. e 18. 18. a Gomorra. e le loro nazioni. e le generazioni. terrisqùe. Gli lebusei. e gli Amorrei.15.Hìsurttfilii Cham ìncognationibus. Jebusaeum. etUn~ guisì et generationìbus. Factique sunt termini Chanaan ve» niendbus a Sidone Ge* raram usque Gazamì donec ingrediaris Sodomam^et Gomorrham.. e i linguaggi. 17. d'onde gli Hetei. 15. 21. zo. Sinaeum. G erge* saeum. Hethaeum. come diremo al vers. 20. panati sunt>patre omnium dre di tutti ifigliuolidi Vers. Gli Elheii gli lebusei ce. 19. Et Aradium. 15. e i Sinei . Cbanaan poi generò Sidone suo primogenito . e fu padre di quel popolo. et Ama* thaeum : et post haec disseminati sunt populi Chananaeorum. e i paesi . e fino che tu giunga a Sodoma. 17. et Adamam. a/I' . et Seboim usque Lesa. et Aracaeum. Chanaan autem genuit Sidonem primogenìtum suum. Vers.. Gli Hevei. Sa* maraeum . 31. Abbiamo qui undici popoli disceti da undici figliuoli di Chanaan.

Us. e dall'altro lato sembra fuori di dubbio. Da lui i popoli della provincia di Susa. Sale. Usì 23. ebbe figliuoli. Qui Mosè principia a descrivere la discendenza di Seni. Così i LXX. Il nome di cui dicesi che portassero una volta i Caldei. 23. Vers. Aelamì et Assur^etAr. Vers. o sia il primogenito. e de'popoli della Caria. Aram. et ram.fiUorum Hebert fratre Heber. At vero Arpha24. Figliuoli di Sem. e Mes. de quo nerò Sale. chiamato Us dagli Ebrei. e Lud. questi nell'Asia Mes. Luti. da lui Damasco . pe* quali egli scriveva. HuL I discendenti di lui sono collocati nell'Armenia. egli è detto Mesech. ne Heber. quelli nell'Epiro. 22. 22. Elam. i.e CJeiher. e AAram. et Lud. 'Da lui credesi dato il nome al monte Masio nella Mesopotamia. e Arphaxad . 17. fratello maggioJapheth majore. S. Il paese di Aram nelle Scritture comprende la Mesopotamis e la Siria: gli Aram ei. \\. I suoi discendenti abitarono la Lidia nell' Asia minore. (i) filii Seni. e Hul. cap. 24. Da lui gli Elamiti vicini alla Media. 22. Filii Aram . Vers. e che egli desse il nome al paese circonvicino. che questi sia padre degli Acarnani. dove *era un^ città detta Scia sul fiume Eleo. perchè da Sem venivano gli Ebrei. Ne'Paralìpomenì lib. i. e in essa si estende più che in quella degli altri fratelli. Assiir.Elam . 25. ram. 34. da cui venortus est Heber. re di lapheth. Di lui vedi vers. i. che lapheth fu il primogenito di Noè. Mes. L'Ebreo può benissimo tradii rsi fratello di lap hel h il maggiore. Par. Gelher. Gli antichi credo/no fondata. 17. et phaxad. I figliuoli di Aet Hul. (ij i. Fratello maggiore di lapheth. e Assur. . o Arimei spjjjp rammentati da'piìi antichi scrittori. Girolamo vuole. Us. Arphaxad. Ma Arphaxad gexad genuit Sale. e de'quali la capitale fu Elimaide. et Gether.. e cojnunemente gl'Interpreti .

I popoli situati oltre di questo fiume erano detti/?g7iaoZi di di /à. per sentimento di s. 29. E ad Heber nacquero duefigliuoli: uno si chiamà Phaleg . cne venisse il nome di Ebreo. Vers. 30.26. del Crisostomo. Questo Jectan generò Elmodad . e Jobab : tutti questi figliuoli di Jectan. Phaieg può aver dato il nome alla città di Phalga sul!' Kufrate. Da lui Vogliono alcuni. Gen. Saba. Jeclan. tradussero Àbramo passeggero. Et Ebal. Et facta est halitatio eorum de Mes* 26. e Decla . 28. et Decla. Et Aduram. xiv. E Aduram . e Asarmoth Jare. Qui Jeclan genuit Elmodad. et Jlevila . il qual nome fu por dato ad Àbramo: ma sembra più giusto il sentimento di s. e alle regioni confinanti de' Seri. Saba. Intorno alla vera situazione di questiluoghi si disputa tra gli eruditi. che si trova Da cui venne HéK$r. Et Ophir. Da Messa fino a Sephar. dando questo nome al su» proprio figliuolo. e Saleph . et Abimael. et Jobab : omnes isti filii Jectan. Girolamo. ?. et Saleph. et Uzal.5. perchè a suo tempo fu divisa la terra : e il fratello di lui ebbe nome Jectan. 30. 3o. eo quod in diebus ejus divisa sit terra . 13. Ed Ebal. 26. Si chiamo Phaleg. com'egli era originario del paese di là dall'Eufrate. Girolamo. e Uzal. 28. avvenne qualche tempo dopo la nascita di Phaleg : ma il padre Heber illuminato da Dio previde la divisione. Questa divisione della terra. e di molti altri. etAsarmoihJare. e delle loro lingue.et nomen fratris ejus Jectan. e a'snoi figliuoli i paesi dal fiume Cophene fino all'Indie. E questi abitaron nei paese . figliuoli di Eber: i LXX. i quali dicono che il nome di Ebreo dato ad Abramo significava. E Ophir. in vece di àbramo Ebreo. e l'annùnzio in certo modo. o sia degli uomini. . ed Hevila. e Abimael. Giuseppe Ebreo assegna a Jectan. 29. Vera. e di molti Interpreti. 26. 27. 27. Natique suntHeber filii duo: nomen uni Phaleg.

et nationes suas. E partendosi dall'oriente. Questi sono i figliuoli di Sem secondo le loro famiglie . che abitarono presso alle montagne . gli uomini Irò(i) Sap. che ebbe Adamo .oriente.sa pergentibus usque Sephar^ montem orientalem. Queste sono le famiglie di Noè secondo i loro popoli. 1. anticipazione . 2. C A P O XI. jod altro molto simile all'Ebreo. 31. in. Nella fabbrica della torre di B abelle resta confusa la superbia. stesso linguaggio. che è ali' oriente. E partendosi dall' rentur de oriente. Da queste usciron le diverse nazioni dopo il diluvio. conciossiaehè fino alla dispersione la ferra ebbe un solo linguaggio ( come dicesi nel vers. i. 31. gli uomini trovarono ec. Vers. Si staccarono. 3ft* * Da queste uscirono. 2. andando da Messa fino a Sephar . Vers. 5. Anche questo « detto per. del càp. Isti filii Sem secundum cognationes . I figliuoli di Noè ti suppone. e il linguaggio degli empii. e paesi e nazioni proprie. Ab his divisae sunt gentes in terra post diluvium. 32. che era o l'Ebreo. e linguaggi. eegwente). yale a dire il linguaggio. Ve**.Hae familiaeNoe juxta populos. e nazioni. monte . io. 32. 31. Cumque proficisce2. Secondo le loro famìglie e linguaggi. ( i ) j / / v z £ autem 1. V^r la terra avea terra labiiunius^etser.una sola favella . et linguasy et regiones in gejitibus suis. Genealogia di Sem fino ad A bramo. e uno ìtionum eorumdem.

Dixitque alter ad proximum suum1. Quegl'Interpreti. e contro il fatto di Dio medesimo. \ers. e il Crisostomo dice. Non con altri materiali. E si valsero di mattoni in cambio di sassi. facciamo de' mattoni. Si valsero di mattoni . di cui la cima arrivi fino al cielo. 3. dell'Armenia. Peccarono adunque di vanità e di superbia. e di bitume in vece di calcina: 4. 4. E dissero: Venite. faciamus lateres.. i quali intrjipren- . che mattoni e bitume. dice. e ivi abitarono. antequam dividamurin universas terras. che ad essi sono simili coloro. et bitumen pro coementoi 4« Et dixeruntì Tenite. che punì i medesimi autori. di cui parla Mosè. 3. si avanzarono a cercare migliori terreni. Venite. furono fatte le grandiose fabbriche alzate in Babilonia da Semiramide e da Nabuccodonosor. faciamus nobis civitatem . Vers. Allora fo. di cui la cima ec. II paese ha grande scarsezza di pietre. fanno contro la comune dottrina de'Padri. et turrim. Da questo fatto potè aver origine la favola de' giganti. cujus culmen perdngat ad coelum : et celebre* mus nomen nostrum. i quali han voluto scusare i*lì autori di tal impresa. e li cucciamo col fuoco. et coquamus eos igni. e una torre . che questa torre dovette essere ^ta quattro mila passi. xiv. Illustriamo il nostro nome. si videro costretti a separarsi per cercare nuove abitazioni.venerimi campum in terra Sennaar. cap. moltipllcatisi assai. e illustriamo il nostro nome prima di andar divisi per tutta quanta la terra. varono una campagna nella terra di Sennaar. paese sommamente fertile e abbondante di ogni cosa. E dissero tra di loro : Andiamo . S. et habitaverunt in eo. e di bitume ce. Girolamo in Isai. che venne loro in pensiero di fabbricare la famosa torre. che fan quattro miglia italiane.E una torre. e si posarono nella campagna dì Sennaar. facciamoci una città .. 3. ed è celebrato da tutti gli antichi scrittori. Habueruntf/ue Lateres pro saxis . Di là a molti anni. i quali secondo i poeti vollero far guerra al cielo. e il bitume vi abbonda. Ma propagatisi ben presto oltre misura .

ora dicesi. e confondiamo il loro linguaggio . scendiamo. . donec eas opere compleant. Ma il Signore. Alcuni Padri da questa manierjLdi parlare in plurale credono qui accennata la . scendiamo ec. 7. Et dixit : Ecce. 6. Vgftite igitur^ descendamuS) et confundamus ibi linguam eorum . e non desisteranno da'loro disegni. 6. Grandissimo fu il miracolo fatto da Dio di cambiare repentinamente 1' unico linguaggio di tutti gli uomini . che veglia sopra tutti gli andamenti degli uomini. Maniera di parlare tutta umana .che fabbricavano i figliuoli d'Adamo. E disse : Ecco che questo è uri sol popolo. particolarmente della famiglia di Seni. ed hanno tutti la stessa lingua : ed han principiato a fare tal cosa .• dono grandi edilìzi! per vanagloria. Venite adunque. quanti erano i capi di famiglia: iiiaperoceìi.frinita delle pitsone divine. 5. fino a che gli abbian di fatto condotti a termine. Prima Dio discese per osservate.. Siccome perSlfoolti de' discendenti di No<. o noi fecero col fine che aveano gli altri. i quali o non prestarono la mano a quell'opera. Qne' sii'^.instante lingue diverse . si contano settanta capi di famigliaj^seeondo i LXX. e le sue famiglie e la sua nazione. nec desistent a cogitationibus suis. Descendit autem Dominus. die forse non pochi furono quelli. 7. I figliuoli di Adamo. ut videret ci' vitatem^ etturrimjjuam aedificabantfiLUAdanii 6. ma di grand' enfasi a spiegare la Provvidenza. Venite adunque . Non vuole pero negarsi. quando dire x.. 5.ì/jj^s^p le isole delle nazioni.è ciò sembra indicarsi da Mosè. se ne contano sino a settantadue. che altro non sono che terra e polvere.discese a vedere ec. Or secondo il testo ebreo e la Volgata . rammentati al capo precedente . ut non audiat unusquisque vocem proximi sui. Vale a dire uomini mortali. ché scende a punire. unus est populus. Ma il Signore discese a vedere la città e la torre.6. "Vers. sicché 1' uno non capisca il parlare dell'altro. 7. Vers. e ai alzano fino al cielo col loro ardimento. ognuno secondo il proprio liiijrùtàggio . et unum labium omnibus^ coeperantgue hoc face* re.

e gli eruditi riducono ad un piccolo numero le lingue matrici. l'Etiopico. dialetto dell' Ebreo credonsi il Caldeo. biennio post diluvium. che non resta necessario di supporre. " . Mosè a descrivere i discendenti di Sem per la famiglia di Aiphaxad. -V ' Vers.8. io. che in tanto numero fossero i linguaggi che nacquero allora. Par. Hae sunt generationes Sem : ( i ) Seni erat centum annorum. et inde dispersit eos Dominus super faciem cunctarum regionum. 10. S. quia ibi confusum est labium universae terrae . 10. "Vers. E quindi a questa fu dato il nome di Babel . fu testimone di una nuova strcpitosa umiliazione dell' intero genere umano. 9. quindi è. Torna. delle quali sono tanti dialetti tutte le altre .* E per tal modo lì disperse il Signore. 11. 9. secondo un' antica opinione .i. Questa e la genealogia ni Sern. Con quanto poco Dio sa confondere il nostro orgoglio ! E se ciò avvenne l'anno 34o dopo il diluvio . Etidcirco vocatum est nomen ejus Babel. quando generò Arphaxad. Atque ita divisti eos Dominus ex illo foco in universas terras . 8. e di là il Signore li disperse per tutte quante le regioni. 17. il Siriaco. et cessaverunt aedificare civitatem. postquam genuit Ar(i) i. dopo aver generato Ar- non erano nati al tempo della confusione delle lingue. e il Persiano. E per lai modo gli disperse il Signore da quel luogo per tutti i paesi. Questa è la genealogia di Sem : Seni avea cento anni. Par. l'Armeno. Jìno v ad Abramo. l'istesso Noè sopravvissuto dieci anni. n. quando genuit Arpha» xad. E visse Sem . il Cananeo. come per esempio.due anni dopo il diluvio. l'Arabo. Vixitque Seni. il Cartaginese. e lasciarono da parte la fabbrica della città. perchè ivi fu confuso il linguaggio di tutta la terra .

trecentis tribus annis : et genuit filios etfilias.pJiaxadì quingentis annis : et genuit filios et filius. . E visse Heber trenta quattro a n n i . 4tn&ì»$ : et genuit filios ^é&$ias. et ge» nuitJìej^er. i$. 18. phaxad. 15. 18. 17.dugento nove.19. qùadringentis triginta annis . dopo aver generato Sale . "Et vixit Heber. S ale quoque vìxit trìginta annis . 14.anni t e generò figliuoli e figliuple.(^ì)lMxitquePhaleg. cinquecento anni : e generò figliuoli e figliuole. pmtqnam genuit Kéii^f-t ducentis novem . dopo aver generato Phaleg. E visse Phaleg. E visse Sale . i4-Sale poi visse trent'anni. e generò Phaleg. 17. 16. 13. 12. postquam gentili Sale. dopo aver generalo Reu. E visse Phaleg trent* anni. Arphaxad poi visse trentacinque anni. trecento tre anni: e generò figliuoli e figliuole. . flOF«. e generò Reu. 13. e generò Heber. E visse Heber. 15.'. Vixit autem He^'bèr trìginta quatuor annis. 16. Porro Arpnaxad ìlvixit triginta quinque anniS) et genuit Sale. Vixitque Arphaxad. . e generò figliuoli e figliuole. postquam genuit Hebér> quadrijigends tribus annis : et genuit filios etfilias. et genuit filios etfilias. postquam genuit Pfaaleg.xitque Sale. trecento tre anni : e generò figliuoli e figliuole. quattrocento trent' anni. Ìn.E visse Arphaxad. $t genuit ijj&u. etgenuitPlialeg. e generò Sale. 19. Vixit quoque Phaleg trìginta annis. 12.. dopo aver generalo Heber .

pone l'origine della idolatria nell'Egitto. et novem annis : et genuit Jilios etfilias* 20.E visse Reu trentadue a n n i . 22. 24. scrive. ducenti^ annis: et genuit filios etfilias. i. 23. dopo aver generato Thare. E visse Nachor ventinove anni. donde dice. E visse Sarug. ^|rfl . Alcuni hanno créduto che a' tempi di Sarug «Yesse principio 1' idolatria. et genuit Sarug. lib. gli uomini cominciarono a rendere il loro cui* t:o al sole i. x. dugenlo sette anni : e generò Jgliuoii e figliuole. 1. Dimenticato il vero Dio creatore del tùelo e della terra. e generò Thare.dugehto anni: e generò figliuoli e figliuole.20» Vìxil autem Rea triginta duóbus annis. e generò Sarug. 24. ar>. yixitquoque'Reu^ postquam genuit Sarugi ducentis seplem annis : et genuit filios et filiam. 6. cento diciannove annis e generò figliuoli e figliuole. indi agli uomiif^celebri pe* 1* invenzione delle arti. che nella famiglia di Nachor e di Thare si adorassero gl'idoli. Vixit vero Sarug triginta annis\et genuit *$[achor* 23. Agostino de civ. alle stelle . o per imprese guerriere. E visse Nachor .cap. 26. i. Vìxìt autem JT«chor viginti novem annis\ et genuìt Thare. E visse Reu. 14. che ella si sparse tra' Fenici e tra' Greci. postquam genuit Tha* re. Npn pu<> dubitarsi. ed anche alle piante. Vers. ^o-^ po aver generato Sarug . yixìiyae Nachor. Sftrug.S. e finalmente agli animali. che Abramo liberato per divina vocazione dalle super-? stizìoni de'Caldei. 26. centum decem. E visse Sarug trent'annij e generò Nachor. Vixitque Sarug) postquam genuit NacJior. alla luna. ai. 21. Eusebio Prctep. 22. cap» tilt. dopo aver generato Nachor . Vedi Josue xxiv. cominciò a seguire e adorare il vero Dio. e a cose ancora più VÌK.

rt. 29. elle Àbramo gettato nelle fiamme da' Caldei. E visse Thare setiant'anni. come adoratore del solo Vero Dio . e perciò pretendono . e Aran. Hae sunt autem generationes Thare : Thare genuit Abram. Vers. (V) Jbs. che ella sia quella città . 27. Nachor. et Nachor uxo~ res . e Nachor si ammogliarono : lamoglie di Abram avea nome Sarai: e la moglie di Nachor ebbe nome Melcha .28. beros. molti credono . in Ur de' Caldei. 26. Vixitque Thare septuaginta (i) annis. Mortuus que est Aran ante Thare patrem suum in terra na'( tivitatis^j$uae . i. 28.26. e Aran. In Ur fJe' Caldei. Yers.Ma Sarai era ste3o» TLrat autem Sarai steriliS) nec habebat li. 27. E morì Aran prima di Thare suo padre nella terra. E questa è la genealogìa di Thare . e padre di Jesca. Vedi Aui vu. Aran poi generò Lot. 4 . doy' era nato. di cui si jrjrrfa in questo luogo. e N a elio r. patris Meichaet et patris Jeschae. e tmfcsto diede forse origine a' racconti degli Ebrei. Porro Aron genuit Lot. e generò Abram. era il terzogenito de' figliuoli di Thare. e quindi si ritiro col padre ad Haran. Nachor. Duxerunt autem Abrami. Generò Abram. che l'antica Caldea «ompreudesse anche la Mesopotamia.et genuit Abram. . Sarai : et nomen «uxoris Nachor.rile^ non avea figliuoli. e Ivitckof^ « Aran* Àbramo. a 4* 2. ao. padre di Melcha. et Aran. be»iphè posto ^Jllsfè *n primo luogo. E Abram . nomen uxoris Aoram. 5o. Melclia *filia Aran.benché minore di Japheth. et Aran. 2. €fpi Sena è sempre nominato il primo tra' figliuoli di Noè . et ^ffachor. in Ur CìialdaWrum» 29. Par. ne fu liberato per miracolo . 7/8. Tare generò Abram. Ur in ebreo significa fuoco. figliuola di Àran . Trovandosi rammentata la città di Hura nella *lesopotamia . 26. a cui si dà il terzo luogo. i quali dicono. i.

Ella fu di poi detta Carré^ città famosa nelle storie . e (}uÌ77«iue annorum . .4 2 . uxorem Abram filii sui. di cui si parla negli Atti. e la (fondasse A'ia da Ur de'Galdei per andar nella terra di Chanaa n . 31». e Lui figliuolo di Aran . particolarmente per essere stato n«lle sue vicinanze sconfitto da' Parti 1' esercitt) romano.) Judith. 3-i. (i) Tulli itaque Thare Abram fdium suum . ed ivi abitarono. e andarono fino ad Harà n . Et facti junt dies Thare dwcentorum g$r»lo cinque anni . 32. xvu 13. mortuus est inHwaJi. fedi Aug. e Sarai sua nuora. de civ. et eduxìt eos de Ur Chaldaeorum (2) ut irentin terramCìianaam veneruntfjue usque Haran. che anche Nachor . A-ct. 5.31. (i) Jos. credesi . moglie di Abram suo figliuolo . et Lot filium Aran . 7. E visse'Thare du32. Questa partenza da Ur si suppone seguita dopo la prima Riamata di Dio . et morì iu Ilaran. (cioè) ffef gliuolo di un suo figliuolo . Thare adunque prese seco Abram suo figliuolo . et habitaverunt ibi. et Sarai nurum suam . e il rimanente della famiglia passassero in Hilaa. I Turchi hanno in venerazione quel luogo pel soggiorno fattovi da Abramo.Thare. Con Àbramo e con . Andarono fino ad Harnn. filium filii sui . Tlvare adunque prtsv seco j4bra<qjjfa. Vers. cap.-N^* 9. vii. sotto la condotta di Grasso.r (•>. 9. 7.

•UM! Jwro adempimento è lontano . (i) jLfixit autem Dominus ad A bram : Egredere de terra tua. e un uomo di minor fede di lui non avrebbe saputo indursi a distaccarsi da tutto.C A P O XII. ed essendo ella stata condotta via a casa di Faraone . che l'accompagnano. 1. è poscia renduta a lui in* latta. xi. Le promesse fattegli da Dio sono grandi. ^Àbramo obbedendo al comando di Dio. in cujlvuol condurre Abramo . 5. 3. abbandona la patria. 1. ed esporsi a un lungo e incerto pellegrinaggio. i. 2. xii. et de cognatione tua. che dovea ricevere in eredita. E vieni nella terra che io ti insegnerò. Degnlssirna perciò è la fede di questo Patriarca degli elogi di Paolo : Per La fede quegli che e chiamalo Abraham. et be(i} Act. 4<>. vii. e a Bethel. e dalla casa del padre tuo . e dì andare. quam monstrabo tibi* 2. JLJ il Signore disse ad Abramo : Parti dalla tua terra . 41** e da Paolo <?«/. ec> Questa è la seconda vocazione riferita negli Atti cap. Dio non determina £1 paese . e vieni nella terra . 7. e in com" pagnia di Lot va pellegrino nel paese di Chanaan. ma gli ordina di lasciar tutto. 8. che io ti insegnerò. ricevute le promesse . E ti farò capo di una nazione grande .frt venì in terram. obbedii per andare al /«o#o. E il Signore disse ad Àbramo. 6. e parù senza saper. e da questa si contano i quattrocento treni* anni $ pellegrinaggio notati nell'Esodo cap. e fa sacrificio al Signore in Sich&m . ni. dà alla sua moglie il nome di sorella . e . et de domo patris tuìt '. Indi portandosi in Egitto per cagion della fame. Faciamque te In gentem magnani. Yers. ij. dove ttn^atse^ IJeb. e dalla tua parentela . e a tutù i disastri. dovunque egli vorrà condurlo.

e da lui avranno salute. e farò grande il tuo nome . Je quali imitajad. IN TE. Abramo è padr<j£. e IN TE saran benedette tutte le nazioni della terra. e di far si. et maledicam maledicentibus tibi.Parti dunque Abramo .r non solo degli Ebrei. g. ii. le quali volea Dio nel merito della fede di lui spargere a larga mano sopra il suo popolo.. 16. conforme gli avea ordinato il Signore . . et magnificabo nomen tuum. e imitatori della sua fède. la quale si moltiplicò a dismisura. Benedicam benedicentibus tibi. e'-IN TE saranno benedette ec. atque (i) IN TE benedicentur universae cognationes terTae. alla eguale egli promette d' innalzare Abramo. Imperocché aspettava puella citta ben fondata. come non sua... e la gloria di quella patria è promessa ad Abramo da Dio. 18. 4. 8. come espone l'Apostolo. Benedirò que' che ti benedicono . ni.. 3. Secondo la lettera Abramo fu capo e stipite della nazione ebrea. ela gloria. xu. La felicità. quando gli promette di benedirlo.nedicam tibi. iv. a. e sarai benedetto. come più volte è detto nelle Scritture. della quale e architetto Dio . 18. 7. Ti faro capo di una. In questo tuo figliuolo (dice Dio ad Abramo) saranno benedette tutte le genti. vale a dire. Vers. ma anche di tutti i Gentili fedeli-. che egli sia come un esempio di quel che sia . La benedizione di Dio. abitando nelle tende . nel seme tuo. aa. e maledirò que* che ti maledicono . 18.per un uomo la benedizione di Dio : Ti benedirò . Tibenedirò . Secondo un altro senso più importante. 8. e questo seme egli è il Cristo. Ma a tutta altra felicità aspirava il cuore di Abramo : distaccato da tutti i beni della terra egli stette pellegrino nella terra promessa .. Gai. (*) Jfeb. e fondatore. Gai 3. come si legge Gen. sarai benedizione. ovvero come porta F Ebreo. 18. et ivit cum eo li benedirò. d'essere suotÉbotettore . xi. Heb. nazione granile. Vedi Kom. comprendono senza dubbio anche là copia di tutte le felicità temporali. 4. sicut praeceperat ei Dominus . e sarai benedetto . eriscjue benedictus* 3. e con lui andò Lot: Abra» (i) Infr. et arai benedetto.o la tua fede crederanno in lui. e divenne un gran popolo uguale nel numero alle arene del mare ..Egressus est itaque (2) Abram..

Tuìitque Sarai uxorem suam. o nati dalle loro schiave nel tempo del loro soggiorno in Haran. e le donne convertite da Sarà. 5. a. ee+ Da questo l»u»go evidentemente conchiudesi. valle famosa. 4. Co/i un antico interprete tradus•e: e Impersoni}. perchè Dio ad Abramo in questa valle fece Tedére la vastità. Yers. et animas. Queste parole servono a dimostrare la gran fede di Abramo. Cnmcfue venìssent in eam. usque ad convattemittustrein\ Chananaeus autem tunc erat in terra. che aveano rendale soggette alla legge in ffaran. quas fecerant in Haran : et egressi sunt ut irent in terram Chanaan.* Alcuni traducono 1' Ebreo sino alla •valle della mostra . e Lot figliuolo di suo fratello.Averi teltantactnque anni. Fino atta. 6. Ye.rs. 6.euiè di dimostrar*! adoratore dei vero Di> . Giovanni »v. quando uscì di Haran. quam possederant. Pertransivit A" ' pram terram usque ad locum Sichem. 6. Finoéal luogo di Sickern.:'1£.Lot: septuaginta quin* que cmnorum erat Abram. 5. . i quali Àbramo avea convertiti al culto del vero Dio. che aveano acquistate in Haran. . . Abramo passò per mezzo al paese fino al luogo di Sichem . fino alla valle famosa : e i Chananei erano allora in quella terra» Vers. mo avea settantacinque anni . cEe jjli prometteva il dominio di una terra occupata da un» potènte nazione. cum egrederetur (te Hor an. o comperati. U7iiversamque substantiam. Potevano essere già-nate a Lot le due figliuole. il quale credette a Dio. e tutto quello che possedevano. È lo stesso ebe Sichar i» ». e non t. Gli antichi Ebrei per queste persone acquistate intendono gli uomini. E giunti colà. che Àbramo venne al mondo 1' anno i3o di Thare. E le persone. E prese seco Sarai sua moglie . e le persone che aveano acquistate in Haran r e partirono per andare nella terra di Chauaan. * Chananei erano allora in quella terra. et Lot filiumfratris sui. e la bellezza della terra promessa. 1 servi. 6.

17. et di' xit ei: (i) Semi/ti tuo dabo terram hanc. quindi Masi? con ispirilo profetico li considerò.. itj. 9. 26. 15. xxviu. ab occidejite habens Bethel._. Et inde transgre* diens ad montem. ^ t 10. Vers. onde que&ljpuome le fu dato molto dappoi. Qui aedificavit ibi altare Domino. come se più non vi fossero. 8. Ella è degù* d' ammirajìbneja costanza d'Abramo nel professare altamente la «sta fede nel vero Dio. Le due città di Bethel e di Hai sono poco disianti l'una dall'altra. qui erat contra orientem Eetliel. Edifica un altare . e avanzandosi verso mezzodì. che era a oriente di Bethel . che eragli apparito. avendo a occidente Bethel. . Bethel è probabilmente quella stessa. et ultra progrediens ad meridiem. e le è dato qui per anticipazione. qui apparuerat ei. Perrexitque A~ ì)ram vadens. Ma venÉ^ nel paese la fame s è Abra- frj Infr. et invocavi nomen ejus. e invoco ec.7» Apparuit autem Dominus Abram. che I Chananei erano tuttora in quel paese. fì furon di poi della tribù di Beniamin. Ed egli edificò in quei luogo un altare al Signore. dificò un altare al Signore. 15. 10. vi tese il suo padiglione. e gli disse : A' tuoi posteri darò questa terra. 8. 4vZ>«tfc 34 4 in un paese di perfidissimi idolatri . ma siccome doveano esserne ben presto discacciati . tenendosi lontano da'riti de"lr idolatri. Notisi. E il Signore apparve ad Abramo. A oriente di Bethel. ed invocò il suo nome. onde vi alzò un altare per offerirvi vittime di ringraziamento al suo Signore.. E di lì passando avanti verso il monte . di cui si parla cap. tetendit ibi tabernaculum suum. e a levante Hai : ivi pure e. E tirò innanzi Abramo camminando . Facta est autem fames in terrai descen- •i.. quando ciò scriveva Mosè. et ab oriente Hai: aedìficavit quoque ibi altare Domino. 8. 18. 9. e conservatalo viva ne' suoi la pietà.

ao. Non per fissarvi stanza. Àbramo domanda a Sarà di tacere il non||j. 11. Vers. et vi" vnt anima mea ob gra» lia m fui» (i) Ififr. ob%ecro te. e della sua gente. Vers. che tu sei bella donna: 12. Di grazia adunque dì\ che tu sei ntia sorella. ut peregrinaretur ibi : praevaluerat enim fames in terra» M. che tu sei mia sorella : affinchè per te io sia ben accolto?. io. i 3. Et quod cum vi" derint te AEgyptìit dicturi sunti Uxor ipsius àsti etinterficient me. e salvi la mia vita per opera tua. di cui conosceva la virtù .?Di grazia adunque di'. 13. come^leggesi Q^jf xx. quod soror irteà sis : ut bene sit mila.)di sua sposa. cui era ben noto il carattere della nazione. Per islarvi come passeggero. e spe- . e te serberanno. ch' ella Hjta assorella . Cumque prope ^esset. et te reservabunt.ditque Abram inAEgyptum. propter te. mo scese nell*Egitto peristarvi come passeggero : perocché la fame dominava in quel paese. disse a Sarai sua moglie : So. Ma venne nel paese la fame. lo che era*vero perchè Sara era figliuola dello stesso padrdMt Abramo. diranno : Ella è sua mogli? : e uccideranno me . ii. perchè egli non esita nulla sulle divine promesse. di cui gli avea già più volte promesso di farlo padrone. e la famiglia dalla faMie . E che quando gli Egiziani li avranno veduta . presti di cui si rifuggiva per salvare e sé . £ stando per entrar nel!' Egitto. previdenza la castità della moglie. Dio esercita la virtù di Abramo. ut ingrederetur AEgyptum. i5« (i) Die ergo. benché non della stessa madre. dixitSarai uxori suae : Novi. ina solamente per fratello di Sara . costringendolo ad abbandonare un paese. persuaso che Dio in tanta necessità 1' avrebbe protetta . provvedendo cosi alla salute propria. Abramo.^ i3. raccomandando alla cura dellw. prende il partito di non darsi a conoscere per marito. e dire solo . quod pulchra sis mulier: 12.

1. Ago~^ stino sostenne. 15. Fu trasportala in casa di Faraone. che facevasi alle mogli de' re di Persia. et sublata est mulier in domum Pharaonis. io4-. Può.Girolamo. Vers. essere benissimo . viderunt AEgyptii mulierem. Praeparat. . e difese il fatto di Abramo contro un empia filosofo . 'come notò s. lib. Così Dio fa vedere. Questo era il comun nome de're dell'Egitto. Questo nome significava coccodrillo secondo Bochart j e questo gran pesce era' uno degli Dei d'Egitto. 14. Amenophi . che la donna era bella som* marnante. apparisce . e sul popolo tutto. poiché sappiamo . Et nuntìaverunt principes Pharaoni. la Scrittura nulla ci dà di certo : ma un isterico presso Eusebio. scrive. che Faraone afflitto con grave malore da Dio sospettasse del vero. il quale avea ardito d'intaccare la virtù di quel santissimo patriarca. e che gì' indovini scopersero al re. Dal versetto 19. E i signori ne dieder nuova a Faraone . l'uso portava. Ne dìeder nuova a Faraone. e salvata la vita ad Àbramo . e uè facesse iulervoyare Sara. da' quali veniva Abramo. et laudaverunt eam apud illum. . come vediamo dal libro di Esther. al qual nome aggiungevano un altro particolare. Or. 16. che Sarai era moglie di Àbramo . quod esset pulchra nimis. e la celebrarono dinanzi a lui: e la donna fu trasportata in casa di Faraone. 15.i 4. e profumi . che venne la peste sul re.3. Entrato adunque Abramo in Egitto . ix. Un antico scrittore riconta che Abramo insegnò al re d'Egitto 1' astronomia : Sr qual cosafinon è difficile a credersi . Con questi principii s. come Ramesse. che le donne destinate ad es•ere spose de' re . salva ancorala castità della moglie. In questo tempo furono fatti ad Abramo i buoni trattamenti descritti nel Versetto seguente . fossero per lungo tratto di tempo preparate colle unzioni.Cum itaque ingressus esset Abram AEgyptum . sulla famiglia reale. Riguardo alla qualità delle piaghe. quanto in quella scienza fossero versati i Caldei. o da lei risapesse quello che era. ec. che P intenzione di Faraone fu di sposarla. ramlo in lui contra ogni speranza.. colle quali Iddio punì il re. e frattanto Dio co' suoi gastir:hi cambiò il cuore di Faraone. com' egli e custode del forestiero Psal. videro gli Egiziani.

16. Abram vero bene ftsi sunt propter illam^fuenmtque ei oves, et boves , et asini , et servi, et familiae , et asinae, et cameli. 17. Flagellavi autem Dominus Pharaonem plagis maxìmìs , et domum ejus^propter Sarai uxorem Abram. * 18. Vocavilque Pharao Abraìnì et dixit ei : ^Oi^énam est hoc, quod jecisti mihi? quare, non indicasti, quod uxor tota esset? 19. Quam ob causam dixis&y esse sororem tuanVfut tollerem eam mihi in uxorem ? Nunc igitur ecce conjux tua, accipe eam, et vade. ao. Praecepitffue Pharao super Abram viris 1^: et deduxerunt eum, etuxqrem illius4 et omnia, quaehabebat.

16. E per rigtnrcfo a lei fecero buon' accoglienza ad Abramo : ed egli ebbe pecore, e bovi , e asini, e servi, e serve , e asine , e cammelli,. 17. Ma il Signore castigo con piaghe gravissime Faraone , e la sua casa a causa di Sarai moglie di Àbramo. 18. E Faraone chiamò Àbramo , e gli disse: Che m* hai tu fatto ? perchè non hai tu significalo, che ella è tua moglie ? 19. Perchè mai dicesti , ebe era tua sorella, perchè io me la pigliassi per moglie ? Or adunque eccoti la tua donna , prendila , e va in pace. 30. E Faraone diede jy^cura di Abramo a uomini , i quali lo accompagnarono fuora colla moglie , e con tuttoquello che avea.

"Vera. 20. Diede la cura <T Abramo a uomini. Per metterlo i al coperto dagi' insulti degli Egizi.iai. .. |

C A P O XIIL ~Acromo , e Lot usciti dalt Egitto si separano a causa della lor grande opulenza : e avendo Lot eletto di stare presso al Giordano > Abra% mo abita nel paese di Chanaan , dove sono a lui ripetute le promesse di Dìo intorno alla moltiplicazione di sua stirpe, e intorno al do» minio di quella terra**. 1. ./JE scendit ergo Abram de AEgypto, ipse, et uxor ejus, et omnia, quae habebat, et Lot cum eo, ad au» stralem plagam. 2. Erat autem, dives valde in possessione auri et argenti. 3. Reversusyue est per iter, quo venerai, a meridie in B&thel usque ad locum, ubi priusfixerat tabernaculum inter B etnei, et Hai'. 1. Usci adunque Abramo di Egitto con El sua moglie,, e con tutto il suo , e insieme c/m lui Lot, andando versò il mezzodì. 2. Ed egli era molto ricco di oro e d'argen*°* %3. E tornà^per la strada , per cui era an* dato , da mezzodì verso Bethel fino al luogo, dove prima avea piantato il padiglione tra Bethel, e Hai : 4. In locoaltaris, (i) 4- Nel luo||o dova quod fecerat prius : et avea già latto P altare , invocavit ibi nomen Do- e ivi infocò il nome mini* del Signore.
(i) Sctp. 12. 7.

Vers. i. Andando verso il mezzodì. Verso la parÈe meridionale della Cananea . Vers. 4- E ivi invoco il nome del Signore. Rendè a Dio grazi» jte'favori a lui compartiti nell'Egitto. * Dove uvea già fallo.. Eretto 1' altare.

6. Sed etLot^qnìerat, cum Abram, fuerunt gre&es ovuim^ et armenta% et tabernamia. 6. Nec poterat eos capere terra, ut Tiabitarent simuli (i) erat quippe substantia eorum multa, et nequi&ant habitare eommuìl*ter*~~ # 7. Unde etfacta est rìxa inter pastores gregum j£bram> et Lot. Eo <Wfem tempore Ghananaeus, et Pherezaeus liabitabantin terra illa. 8. Dlmt ergo Abram ad Lot: Ne, quaeso, sit jurgium inter me, ettet et inter pas tores meos, et pastores tuos\ fratres enim sumus. 9. J£c$! universa ter» ra coram fè est: recede
(tjlnfr. 36. fr

6./Ma anche Lol, che era con Àbramo, avea greggi di pecore , e armenti, e tende. 6. E la terra non potea capirli, abitando eglino insieme : perocché aveano molte facoltà, e non potevano stare in un medeskno luogo. 7. Per la qual cosa ne nacque anche rissa tra' pastori de' greggi d' Abramo , e quei di Lot. E in quel tempo abitavano in quella terra il Cananeo, e il Fèrezeo. 8. Disse adunque Abramo a Lot : Di grazia non nasca alterazione tra me , e te , e tra'miei pastori, e i tuoi pastori: perocché noi siam fratelli. <£ Ecco dinanzi a te tutta questa terra : al-

Y*f«» 7. Abitavano in quella terra il Cananee ee. Accenna Wosè il pericola che vi era, che quelle genti feroci e idolatre prendessero occasione da quella discordia dispogliare e dispergere ruttato e l'altro, o almeno ne restassero scandalizzate, o più mal disposte verso la religione. Vera. 8. IVetsiamfratelli. Strettamente congiunti disangue, C questi nella Scrittura si chiamano sovente fratelli.

a me, obsecro : si ad sinistram ieris, ego dexteram tenebo: sì tu dexteram elegeris , ego ad sinistram pergam. 10. Elevatìs itaque Lot oculis, vidit omnem circa regionem JordaniS) quae universa irrigabatur , antequam subv erteret Dominus Sodomam, et Gomor~ rham, sicut paradisus Domini^ et sicut AEgyptus venientibus in Se11. Elegitque sibi ZiOt regionem circa Jordanem, et recessit ab oriente : divisique sunt alteruter afratresuo.

lontanati, li prego, da me : se tu andrai a sinistra, io terrò a destra; se tu sceglierai a destra, 10 andrò a sinistra. 10. Lot adunque alzati gli occhi, vide tutta la regione intorno al Giordano, per doye sji va a Segor, la quale era tutta i n affi a la , come il paradiso del Signore, e come l'Egitto prima che 11 Signore smantellasse Sodoma e Gomorra. : * %, 11. E Lot si elesse il paese intorno al Giordano , e si ritirò dall'.orienle : e si separarono 1* uno dall'altr^,

Vers. g. Se tu andrai a sinistra, io terrò fi destra ee. Legge antichissima lodata da s. Agostino lib. xvi. de civ. cap> ao., che il maggiore faccia la divisione, il minore elegga la porzione, che più gli piace. Vers. io. Vide tutta la regione ... inctffiata, come il paradiso ec. Tutta la Pentapoli avanti la sua distruzione, particolarmente quella parte, la quale dal luogo, dove allora era Abramo, si atendea verso Segor, era inaftìata dalle acque del Giordano, e fertile, come già il paradiso terrestre, e come ^Egitto. L'amenità del paese fu una grande attrattiva per Lot. 'Vers. il. Sì ritiro daW oriente. Per nome di oriente s'intende qui il luogo, dove stava Abramo con Lot, primawche si separassero tra Bethel, e Hai, il qual luogo disse già caj).'jai. 8., che era all'oriente di Bethel, ed avea Bethel a occidente, a levante Hai Del rimanente, assolutamente parlando, Lot andando verso il Giordano, andava verso l'oriente: e questo senso hanno alcuni voluto dare al testo ebreo: ma non è necessario di pensare a correggere la Volgata, eolia quale concordano le altre versioni.

12. A^ram habitat) it in terra Chanaan r Lot vero moì^itu& est in op* pidis, quae erant circa Jordanem, et habìtavit in Soctomìs, 13. Homines autem Sodomitae pessimi er$nt, et peccatore^ co» rum Domino nimis-. i4« Dixìtyiee Domi' nus ad Abram^ postquam iUvìsus est ab eo HOtt: (i) Leva oculos tuos^f vide a loco , in g&$ nunc es , ad aqui-

ra. Abramo abito nefla terra di Chanaan r e Lot sta-va per le città , che erana intorno al Giordano , e pose stanza in Sodoma. 13. Ma gli uomini di Sodoma erano pessimi r e formisura peccatati dinanzi a Dio. i4« E il Signore disse ad Abrama, dòpo che Lat fa separata da lui : Alza gH occhi tuoi, e mira dal fuogo dove set ora, a settentrione , as

(\), Supr. 12. 7. Infr. 15. 18. 26. 4 Deut. 34. 4 * Lot sì eleffc il paese intorno aì Giordano. Mra per quanto fertile q[B^l luogo e delizioso si fosse, Lot scelse assai male, àmpegnandtì&ì a vivere in mezzo a popoli pessimi e abbominevolì al cospetto di Dio. Yers. 12. Nella terra dì Chanaan i presa in istretto significato ; perocché altrimenti ancne Sodoma era nel paese di Chanaan. Lot stava per le citta ec. Si può intendere, che egli avesse f snoi greggi sparsi attorno di quelle città, e andava e veniva per visitarli ; ma sua dimora ordinariamente faceva in Sodoma. Vers. 13. Formisura peccatori dinanzi al Signore. Queste . espressioni formisura dinanzi al Signore, dimostrano l'orrenda perversità ^ quel popolo. Ezechfele ne parla così : Ecco qual fu F iniquità di Sodoma ... La superbia, i bagordi, il lusso, e la oziosità di /«', e delle suis figlie: e al povero, e al bisognoso non estendevano la mano, cap. xvni. 48. Sopra le quali parole s. Girolamo: La superbia, i bagordi, i''abbondanza di tutte te é&fer f ozio, e-le delizie sono il peccalo di Sodoma, da cui \ nasce la dimenticanza di Dìo , per la quale i beni presenti si «$*H tcngon^'come perpetui... onde il sapienlissimo Saldinone prego Z>tVc<wì; Ùammi il necessario, e quello che basta, affinchè una volta ch* io sia. satollo , io non divenga bugiardo, <? dicti : Chi mi rivedrà i conti? ovvero divenuto bisognoso rubi ^ , e spergiuri con offesa del nome del mio Dìo.

lonent et meridiem , ad orientem et occidentem. 16, Omnem terrarii, (fuamconspicis, tibi dabo, et semini tuo usque in sempiternum. 16. Faciamque semen tmim sicut pulverem terrae: si quis potest hominum numerare pulverem terrae, semen c/uoque tutori numerare poterit. 17. Surge, et perambula terram in longitudine et latitudine sua : quia tibi daturus sum eam. 18. Movensigìtur tabernaculunt suum Abram , 'venti, et habitavit juxta convaìtem Mambre , quae est in Jlebron : aedijìcavitque ibi altare domina.

mezzodì, a levante, e alT occidente. 15. Tutta la terra, che tu vedi, la cfarò a te, è a' tuoi posteri lino in eterno. 16. E moltiplìcheró la, tua stirpe , come la polvere della terra : se .alcuno degli uomini può contare i granelli della polvere della terra, potrà anche contare i tuoi posteri. -t 17. Levati su, e scorrila terra, quanfe* ette è lunga, e quanto è larga : perocché a te io lar darò. *8. àbramo adunque mosse il suo padiglione, e andò ad abitare presso la valle di Manìbre,,, che è in Hebron: ed ivi edificò un altare al Signore.

Vers. 15. Tutta la terra che tu vedi^ec. Un dotto interprete afferma, che Dio, o uà Angelo per parte di Dio, p?i*e dinanzi agir ocelli d' Abramo vaia immagine della terra promessa, e a parte » parte gli fece vedere tutto quello eli e ella conteneva di più pregevole. Cosi il demonio mostro a Cristo tutti i regni del mondo-, Jllcitlh. iv. 8. T^edi il Pererio. Abbiamo giù osservato, come queste promesse hanno mi senso infinitamente più nobile, e degno della fè le di Àbramo T e di que' figliuoli, de' quali egli fu padre1 , secondo la fede. Fina in eterna. La promessa della terra di Clianaan era condizionata; vale a dire, purché i figliuoli carnali di Abramo-fosseio fedeli a Dio, come egli se ne dichiarò, Le vit. top- a6.

C A P O XIV. Vinti i cinque re, e saccheggiata Sodoma, i quattro re vincitori ntenano schiavo Lot colla maggior parte de* suoi ; ma Abramo insegue , e ripiglia i prigionieri e la preda ; e lieto della vittoria^ dà la decima a Melchisedecco , dal quale riceve la benedizione, e rende ogni cosa al re di Sodoma. \.J? actum est au~ terì^ in illo tempore, ut AmrapJielrexSennaar> et £rì.d&h rex Ponti, et Choaorlahomor rex Elamitarumt et Thadal rex Gentium, 2. - Inirent bellum contra Bara regem $o~ 1. fj avvenne in quel tempo , che Amraphel re di Sennaar, e Arioch re di Ponto, e Chodorlahomor re degli Elamiti, e Thadal re delle Nazioni, 2. Mosser guerra a Bara re de' Sodomiti, e

Vers. 18. Presso la valle di M'ambre ce. Questa valle era appiè del monte, su di cui risiedeva la città di Hebron, e nella valle era un quercete, come apparisce dall'Ebreo. Vers. i. Amraphel re di Sennaar. La maggior parte degli interpreti lo credono di Babilonia, e Giuseppe Ebreo scrive , che l'esercito era tutto di Assiri sotto il comando di quattro capitani. Certamente la monarchia degli Assiri è la più antica di tutte. Arioch re di Ponto. Non del Ponto Eusino, ma di un paese più vicino , cBé portava lo stesso nome. L'Ebreo legge : re di E lassar: e gli Elassari sono' posti da Tolommeo nell'Arabia. Chodortahomor re degli .Elamiti. Gli Elamiti sono i Persiani : questo Chodorlahomor avea la parte principale in questa guerra, e gli altri erano in suo aiuto. Thadal re delle Nazioni. Alcuni spiegano, re della Galilea delle Nazioni, il qual nome fu dato a questo paese a motivo del concorso, che ivi si facea di varie genti per ragion del commercio, Altri vogliono, che Thadal si fosse formato il suo regno col dar ricetto a* vagabondi e fuggitivi di qualunque nazione, come fece dipoi anche Romolo, aprendo l'asilo per popolare Roma uasccnlc.

domcfrunt^ et contra Bersa regem Gomorrhae, et contra Sennaab regem Adamaeì et contra Semeber regem Seboimt contraque regem Balae\ ipsa est Segar. 3. Omnes hi convenerunt In vallem Silvestrem^ quae nunc est mare salis. 4. Duodecim enim annis servierant Chodorlahomor, et tertia* decimo anno recesserunt ab eo. 6. Igitur (juartodècimo anno venit Chadorlahomor, et reges qui erant cum eo : percusSeruntque Raphaim in Astarotk - carnaim, et Zuzim cum eis, et Emim in Save Cariathaim,

a Bersa re di Gomorra , e a Sennaab re di Ada» ma , e a Semeber re di Seboini, e al re dì Baia; la quale è Segor. 3. Tutti questi si raunarorio nella valle de* Boschi, che è adessojU mar salato. 4- Imperocché per dodici anni erano stati sudditi di Ghodorlahomor , e il decimo tertia anno se gli ribellarono. 6. Per la qual cos$ 1* anno, quartodecimo si mosse Chodorlahomor, e i regi uniti a lui, e sbaragliarono i Raphaimiad Astaroth-carnaim, e con essi gli Zuzimi, e gli Emimi a Save Cariathaim,

Vers. 2, Baia, la quale e Segor. Ebbe poi il nome di Segor^ come vedremo cap. xix. 22. Vers. 3. Che e adesso il mar salato. Sotto il nome di sale s'intende anche il nitro e il bitume ; e di tutto questo è pieno quello che chiamasi mare Morto, in cui fu cambiata dopo 1' incendio di Sodoma la bella valle piena di piante, che è qui no* minata la valle de' Boschi. Vers. 5. Sbaragliarono i Raphaimi. Chodorlahomor co* snoi re cominciaron la guerra contro al popolo detto de' Raphaimi, forse perchè questo era alleato de're della Pentapoli ; e lo stesso può intendersi dell'altre tre nazioni, degli Zuzimi, degli Emimi, e de'Correi. In vece di Raphaimi i LXX. mettono giganti; e dal Deuteronomio ( cap. m. ), e da Giosuè ( cap. xa. xui. ) apparisce ,

Nitm. Vers. la qua- che costoro erano gente di grande corporatura. perocché A. Pereria crede. xxxvi. ed anche il re di Baia. qui liabitctbat in Asasonthamar* 8. Deuteron. il quale diede il suo nome a'monti che sono a levante di Chanaan di là dal mare Morto. La città di Astarotli . et rex Gomòrrhae. 7. che è fo stesso che Cades : e devastarono tutto il paese degli Amaleciti. .starte è la lima. vale terribile. i g. ma Dio giudicò la lite in favore di lui. che ivi era adorata . xxxin. facendo scaturire le acque dal vivo sasso. che la fontana dì Mrsphat vag-li* lo stesso . I Cborrei discendevano» da Seir. Vale a dire il paese. fèt egressi sunt rex Sodomorum. Vedi cap. che possederono dipoi gli Amaleciti nelP Arabia Petrea tra Gades . FeJiDeitter. etAmorrhaeum. i. e il re di Gomorrha . Catta del paese dìMoab . 6. Il paese degli Amaleciti. 7. E i Charrei su' monti di Seir. a. E gli Emimi. quae est in solitudine. *j. e dì fontana di contraddizione. e degli Amorrei. e di una cittA.. e il re d'Adama . S"ave Carìathaìm. et rex Seboim^ necnon et rex Balae. ( Meriba ). Pharan è nome di un monte. Alla fòritctna (ti Mispfiat. Vers. El Chorraeos in montibus Seir usque ad campestrìa Pharnn . Reversicfue sunt. e il re di Seboìm . rextjue A' dàmae . xx. et venerimi ad JoJilem Misphat \ ipsa est Cades\ et percusserunt omnem regionem Amal&citarum. 6. *o.6. E i Correi su'monti di Seir fino alle campagne di Pharan . Fedì Niun* MH. e il ma* Rosso. 20. che la fontana di Meriba. E ( i re ) tornando indietro giunsero alla fontana di Misphat. 8.earnahn era svii torrente di Jabocr e probabilmente ebbe nome da qualche simulacro della luna. Ma il re di Sodoma . 13. Josne xm. e che questa avesse fi nome di fontana d«l giudizio (Mìsphat). Emim. Ascttontkamar vuol dire città (teìfo palme ^ e f« poi della Engaddi. . perchè ivi gli Ebrei mormorarono contra Mosè . che abìtavano in Asasonthamar. che è nel deserto. u.

10. e saperano che in que'pozzi trovavano sicuramente la morte. si mossero • rexerunt aciem contra e nella valle de' Boschi eos in valle Silvestri i schierarono il loro eser» cito contro di quelli: 9. NecJton etLot. Ita" bitume.le è Segor . La valla .quae est Segar : et di. e vi-fu verterunt.„ ctvea molti pozzi di bitume. fugerunt ad rnontem. Questi pozzi di bitume servirono poi nelle mani di Dio alla distruzione delle infami città . e Thadal re dal regem Gentium . E ( i vincitori ) 11. che si traducesse. E vi fie fatta strage. 11. et Tha. et universa. ad cibum pertiìient. adversus quinque. E ( presero ) ansub stantiam eju&. Vale a dire contro g. et delle Genti.Elamiti.zi di multas bituminis. Notisi. e dì Go» rhae. e AmraAmraphel regem Sen. cioè ne'pozzi del bitume. ceciderunt fatta la strage : e quei ibi-. Scilicet adversus Chodorlahomor regem Chodorlahomor re degli Elamitarum . abierunt . et 12.: Ponti : quatuor reges quattro regi contro cinque. collie Dio si serv» sovente del braccio d' uomini cattivi a punire altri cattivi. E la valle de' Bo10. Or i re di Sodoque rex Sodomorum ma e di Gomorrha volet Gomorrhae terga ta ron le spalle . et e se »' andarono. et qui remanserant^ che salvaron la vita. che ben avean notizia de'luoghi.filium che con tutto que Ho che Vers. Tulerunt autem omnem substantiam So.phel re di Sermaar . .presero tutte le ricchezdomorum . fallisi autem SU' vestris habebat puteos serhi avea molti pez. e naar t et Arìoch regem Arioch re di Ponto. io. et Gomor* ze di Sodoma . Alcuni vorrebbero. quae morrba. lo che sembra poco probabile di persone. 12. e tutti i viveri. fuggirono alla montagna. vi caddero dentro.

et fratris Amorrheo. Ne porto la nuova ad Abramo Ebreo. qui ha" aveva .. xxni. Queste paiole danno motivo di credere. Dan in questo luogo uon è la città di tal nome . hi enim pepile. Lot.fratris Abram. il quale allettato dall'amenità del paese avea eletto di vivere tra genti scellerate.avendo udito. . Vedi vers. aiutarono Abramo colle loro ^enti.Lot suo fratello . Escol. Vedi cap. che doveau essere persone di conto.numeravit expe. scelse ditos vernaculos suos tra* suoi servi trecento trecentos decem et o. che Mambre. £# città di Dan al tempo di Mosè «i chiamava Laris. Trecento diciotto uomini Questo numero d'uomini impiegati al servizio di casa . qui 15. ma un rivo. Vera. il figliuolo del bitabat in Sodomis.. fratèllo di Aner . lega con Abramo. Lot. nella valle di Mambre fratris Escol. captum vi. fratello di Abramo Lot. e tenne dietro a'neusque Dan. come era delicet Lot fratrem stato fatto prigioniero suum. 6. 14» Quod cum audisi4. il quale abitava Mambre Amorrhaei. . Quctti avean fatto lega con àbramo. i a. cioè di là Sàll'Eufrate.diciotto uomini i più lecto: et persecutus est sti. Vers. 13.quasi volesse dire uomo di la. Fino a. 13.Escol. è punito da Dio colla perdita delle sue ricchezze e della libertà. Vers. Ed ecco uno de' cvaserat. e di Aner. che il nome di Ebreo gli fu dato per essere egli venuto di paese oltre 1' Eufrate . qui nuova ad Abramo Ehabitabat in contraile breo. 14. e alla cura de' greggi di Abramo dà una grande idea di quel ch'egli fosse. o Un luogo vicino al Giordano. Dan. mici fino a Dan. e Aner . E presero anche .Àbramo adunque set Abram. che abitava in Sodoma. perocrant foedus cum A' ché questi avean fatto bram.fuggitivi ne portò la bram Hebraeo . Et ecce unus. nuntìavit A. a4* Ed ecco uno de*fuggitivi ne porto la nuova : Ed uno de' fuggitivi ne portò tosto la nuova. Si è già detto .

perocché era sacerdo-* te eo. ed anche le donne. et popu» luni. e dipoi valle del re. perocché egli era sacerdote di Dio Altissimo : Vcrs. et Lotfratrem suum cum substantia illius. Egressus est an» tem rex Sodomorum in occursum ejus. prima detta di Save. 18. et persecutus est eos us~ que Hoba. quae est ad laevam Damasci* 16^ Reduxitque omnem substantiam. 16. 18. non essendo certamente messa a caso.15. Questa giunta. che Melchisedech era sacerdote. quand* ei tornava dalla rotta di Chodorlahomor. e degl' Interpreti. m«. e Lot suo fratello con tutta la ro« ba di lui. che egli offerse in rea- . Messo fuora del pane e del vino. e il popolo. lìeres quoque. ±f^È andogli incontro nella valle di Save ( che è la valle del re ) il re di Sodoma. 17. 7. qui cum eo erant in valle Save . (i) At vero Meichisedech rex Salem. Ma Melchisedech re d'i Salem ^ messo fuora del. quae est vallis regis. valle rii Save (che e la. Ma Melchisedec re di Salem. era dirimpetto a Gerusalemme secondo Eusebió. e gl'inseguì sino ad Ho-» ba. valle del re). 18. Nella. che è alla sinistra di Damasco. postquam reversus est a caede Chodorlahomor. Vers. Et dwisis sociis. gli assali di notte tempo : e gli sbaragliò. Salem è Gernsalemme per comun parere de' Padri. Questa valle. profsrens panem et vinum : erat enim sacerdos Dei Altissimi: fi} Hebr. 17. 16. irruit super eos nocte : percussitque eos <. e de're suoi confederati. E ricuperò tutte le ricchezze. dimostra assai chiaramente contro gli eretici. che il pane e il vino portato e messo fuora da Melchiscdech dovea servire al sacrifico pacifico. E divìse le schiere . pane e del umo. i. messo fuora del pane e del vino. ce. et regum.

onde è da vedersi quello ché ivi si è detto. hostes in ma. Ei! re di Sodoma '-•21.. 22. che Melchisedech offerse sncrifìzio per la vittoria. 20. Qui respondit eh TLevo manum meam ad lui : Alzo la mano mia Dominum Deum excel. Btnedixit ei. Diede a lui le decime dì tulle le cose. Et de* dati in poter tuo i nedìt ei decimas ex o. Ver». za. di19. non già anche delle robe ricuperate. il quale per im miracolo della grazia si mantenne santo e giusto tra gli empii. tutte le cose. rà lolle tibi.mi gli uomini: tulio il resto tienlo per te. e dietro a questi Teodoreto.ed Eusebio credono.al Signore Dio altissimo. TU. Antichissimo rito per prendere Dio in testimonio di qualche cosa . Quegli rispose a 22. tolte da questi a're. vit coelumt et terram : che creò il cielo. ammirabil figura di Cristo sacerdote secondo 1' ordine di Melchisedech. per la cui temente . et alt\ Benedictus Abram cendo: Benedetto ÀbraDeo excelsa. E ( Àbramo ) diede a lui le decime di mnibus. Alto la mano mia. che varii Ebrei. sum. possessorem eoe* padrone del cielo e delli> et terrae. e re di pace. e agli abitanti della Penlapoli. Lo beneclisse.protezione sono stati nibus tuìs sunt. Vers. che Melchisedech fosse un regolo della Chanasea. . H-ebr. qui crea* mo dall ? altissimo Dio. dimenio dì grazie a Dìo per la vittoria dì Abramo : ed è stato anche da altri osservato. la terra ..19. E benedetto l'al20.mici. è spiegato divinamente da Paolo. Aggiungerò solamente. 21. Vale a dire d«lle spoglie de'nemici.Dixit autem rex Sodomnrum ad Abram\ disse ad Abramo : DamDa mihi animas : cele. invece di quelle parole mise fuora del pane e del vino traducono 1' Ebreo offerse del pane e del vino: e Filone Ebreo dice. che varii antichissimi Padri. e la terra : 20. Et benedictus DeusexcelsuS) quo pro* tissimo Dio . Ma tutto il mistero di qnesto re sacerdote . alzar la mano verso il cielo : invocando colui che abita nel cielo.

Eccettualo quello che hanno mangialo i giovani . Benìssimo ancora nel passato. a3. Di lutto quello che e tuo. Eccettuato quello che hanno mangiato i giovani. che son venuti meco. e de' tuoi. ec. i quali si vede che non imitarono la sua grandezza d'animo. quae comederunt jiwenes. Escol. \ers. e le porzioni di questi uomini.4. . qui venerunt mecum . e a Mambre. 23. 9.a3. benché sia divenuto di mia ragione . Vale a dire di quello che «ra tuo. aa. e tuo voglio che sia tuttora. Abramo eccettua que'commestibili che avesser consumato i suoi soldati. Escol. Aner. akaì ec. et partibus virorum. Con. e Mambre : questi avranno ognuno la sua parte. come acquisto fatto in guerra giusta. e probabilmente si accordarono a civ volentieri i re della Pentacoli. * Alzo la mano mìa. ragione i Padri celebrano la magnanimità e il distaccamento di Abramo. Aner. Yers. Che nè un filo di ripieno. Vera. nè una correggia di scarpa io prenderò di tutto quello che è tuo . perchè tu non dica: Ho fatto ricco Abramo: 24.et Marnare : isti accipient partes suas. quae tua sunt. Quod a filo subtegminis usque ad corrigiam caligae non acciplam ex omnibus . ne dicasi Ego ditavi A brani: 24» Exceptis his . a Escol. * Di scarpa ovvero di borzacchino. i quali con una appellazione usata nella milizia «gli chiama giovani* In secondo luogo Abramo eccettua la porzione che toccava ad Aner.

i. E Abramo disse : Signore Dio. E tua rìcompenfa grande oltrt modo. Dio solleva lo èpìrìto di Abramo a faticare e combattere per un premio infinitamente più grande che le vittorie e le ricchezze del mondo. dicendo : Non temere . factus * est sermo Domini ad Abram per visionem. fi is itaque transactis . che mi darai tu? io me n' andrò ec. quel figliuolo unico oggetto di mie brame . a. tassale che furono queste cose. bene sta che voi vi degniate d'essere mìa mercede : imperocché di tutte le cose del mondo. e per caparra della terra promessa offerisce il sacrificio prescrittogli dal Signore* È indicato a lui il futuro pelle* grinaggio della sua stirpe. dice Dio ad Abramo. e tua ricompensa grande oltremodo. che non isperapiù successione^ Dio promette un figliuolo . questo Eiiezer di Damasco. V«r*. che possa essermi di consolazione? méntre quel figliuòlo ch' io aspettava. il Signore parlò in visione ad Abramo . i. e dell' amore cli'io ho per te. o Abramo : io sono il tuo protettore . a» Dixitque Abram : Donnine Deust auid dabis mihi? ego vadant absque lìberis : et filius procuratoris domus meae. et merces tua magna nimis. iste Damascus Elìezer. a. dicens : NolitimeretAbram\ ego protector tuus sum . quel figlinolo in cui debbono esser . Ad Abramo. Vera. che mi darai tu ? io me n' andrò senfca figliuoli: e il figliuolo del mio maestro di casa . ecco la sola mercede degna di me. che darete voi a me. Fra tutte le maniere di esporre le prime parole della risposta di Àbramo ^ questa mi sembra la più vera : Signóre Dio. Signore Dìo. e A bramo credendo a lui è giustificato. ». Io stesso sarò tua mercede .C A P O XV.

Addiditque Abram : Mihi autem non dedisti semen . 6. e disse : Questi non sarà tuo erede . Dan. et ecce vernaculus meus haeres meus erit. benché sien di fatto grandissime. *. sed <jui egre die tur de utero tuo. sempre delle nuove. ma quello che da'lcmbi tuoi uscirà. (i) Rorn. 5. et numera stellas. io noi vedo.* Che dilombi tuoi. benedette tutte le genti. 3. e fugli imputato a giustizia. Edux i'tquè eumforas.3. E soggiunse Abramo : Ma a me (u non hai dato figliuolo: ed ecco clie questo schiavo nato in mia casa sani mio erede. dicens : Non erit hic haeres tuus . etreputatum est fili ad justitiani. f\.18. Vers. se puoi. Che da te uscirà. e temo che per jnia colpa io ne sia privo. 5. Vers. il figliuolo del mio maestro di casa. le quali per la sterminata distanza da noi scompariscono quasi. Conia. Damasceno di patria. che splenderanno come stelle per inlermi" nobili eternità. *3. scoprendosene nel cielo. G«foi. et alt illi: (i) Suspice coelum . 3. e che senz'esso io mi morrò. E così ( dissegli ) sarà la tua discendenza. (a) Rom. Statimque sermo Domini factus est ad eum . Vol I. Et dixit ei : Sic erit semen tuum. di que7 figliuoli cioè . ipsum habebis haeredem. non tanto la discendenza carnale . E lo condusse fuora » e gli disse : Mira il cielo . le stelle. mediante le ripetute osservazioni. 4. £. Credidit ìbram Deo. . le stelle. si potes. Ja$. e ornai avrò per erede non un figliuolo naturale . 6. 6. come ognuno vede. de'quali sta scritto . e patetico. Abramo credette a Dio . 5. quanto la spirituale . 4. Veramente di queste il numero non può aversi con tutte le diligenze usate dagli astronomi. Peut. e conta . E tosto il Signore gli parlò . Or alle stelle è paragonata la discendenza di Abramo. ma un adottivo . iv. se puoi. Il discorso d' Abramo è rotto. (2) 3. . lui avrai tuo erede. 4.

tora .Chaldei. e fugli imputato . . rominciando dalla prima chiamata di Dio in Ur de' Chaldei : ma «Ono state poste qui da Mosè . onde ciò debba •effettuarsi. n. le divi<i^ Jerem. m. Abramo credette n Dio^ e fugli imputato a giusti-' zìa. imperocché vuoisi osservare . Sopra queste parole vedi V Apostolo Rom. e un ariete arietem annorum trium. Vers. E il Signore rispo9. e una torturturem quoque > et co.questo paese. e una capra et capram trimam. ch' io rus sim eam. che quelle parole Àbramo credette .Wixitque ad eum: Ego Dvminus. e quello che abbiamo detto in questi luoghi. tu lo possegga. ? sia per possederlo? 9. At ille mt\ Domine Deus j unde scire \I Signore Dio. Signore Z)io. Questa diinanda non è indizio di verun dubbio intorno alla verità della promessa: ma Abramo affidato nella bontà del Signore domanda con umiltà qualche segno riguardo al modo. lumbam. et posside. Gai. e una colomba. perchè in questa occasione spicci* tt»aravigliosament« la fede del gran patriarca.che ti trassi da Ur de* rum. ec. et di tre anni. ma ottenne eziandio di crescere nella giustizia. 8. di tre anni . 28. donde po$s'io conoscere.7-E il Signore gli dis7. e per questa fede non solo fu fatto giusto. iv.se : Io sono il Signore jci te de Ur Chaldaeo. 34. ut darem tibi ter. 8. e s. se: Prendimi una vacca mihi vaccam triennem. 6. Vers. ec.. per dare a te ram isiam. qui edu. Ed egli prese tuti o. £##.. i 34. per la fede divenne ancora più giusto. e perchè res eam. La sua interrogazione è simile a quella della Vergine. •Giacomo cap. Abramo adunque giustificato già per la sua fede. per «•ui sono state scritte. Qui tollens universa haec (i). e modello di giustificazione. e così egli fu padre della fede. 10. donde pospossum quod possessu* so io conoscere . si applicano non solo a questa particolare circostanza. j8. divisit te queste cose . ma a tutte le precedenti azioni-di Abramo. Ma quegli disse : 8. di tre anni. Et respondens Dominus: S urne i inquit. credette a Dio. Abramo padre di nostra fede . come lo chiama 1' Apostolo.

come hanno i LXX. 11. Abramo fu preso da profondo sonno.ea per medium. questo sacrifico fu predetto. Per i LXX. e stabilita "te na alleanza. 11. lo atterrirono. che Dio rivelò a lui intorno a'suoi posteri m questo sonno. 12. che Abramo m premiala suafed^erito dì vedere. et ìiorror magnus et tenebro$us invasit eum. «•««•££ in appresso. Dictumque est ad eum : Scito praeno- se por mezzo. e oscurità. di contrarre le alleanx rf qual rito si conservò dipoi presso gli Ebrei (f edi Jerem. sopor irruit super A brani. E cala vano uccelli sopra le bestie morte. Ma ricordiamoci. e mostrato ad Abramo nel sacrificio degli animali divisi da lui m simbolo della SUfl *MTnon Mi* i volatili. Il tramontare del sole e lo sparir della luce simboleggia calamità. e collocate le parti di Issi V una dirimpetto ali' altra. Abramo si stava nei mezzo "trs. col quale fu riunito 1' uomo con Dio. Descenderuntepe volucres super ea" damerà. Queste cose «mo fette da Abramo per ispirazione di Dio. ma non divise i volatili. passavano i contraenti pel mezzo . £ Abramo li cacciava. ••Veri. benché da lungi. Cumque sol octumberet. 12. E sul tramontare del sole. estasi come Cap.tr Itm. e f« adottato da molte nazioni. xxxiv ?8. Jo. 11. et utrastue partes contra se altrinsecus posuit: aves autem non divisti. v M e 1 sacrifico di lui. io.). e afflizione. istituendo il rito. . * Profondo sonno. e lo invase un orror grande. i3. 13. e Abramo li cacciava.Efug!idetto:Tu dèi fin d'adesso sapere. Questi non appartenevano al rito dell' alleanza . e gli fecero orrore grande. Secondo questo rito d ym «li animali «ella guisa descritta da Mosè. onde venivano ad essere uniti tra loro mediante il comun«ci*. fu Pr«» da profondo sonno Qu. fizio. o sia estasi..to sonno. terrore e oscurità. il quale conferma le sue promesse. gli fu mandato da Dio e le cose. et abigebat eas A brani. e le parti pose T uria dirimpetto ali' altra . le divise p*r mentii Balla testa in già. ™» erano solamente per essere offerìji al bignore> V«rs. il giorno di Cristo.

Li terranno in {schiavitù. 16. Nella linea di Giuda si costerebbero in questa guisa le quattro generazioni d' uomini nati nell' Egitto : Efron ( nipote di Giuda ) generò Arain . Generatione autem quarta revertentur huc: necdum enim completae sunt iniquitates Amorrhaeorum usque ad praesens tempus. de Abraham capt q. 16. ivi il pio e santo Henockì ivi Noe i et trovar questi anderà Àbramo^ come quia Itti'sì promette. Vers. Per quatirocenìannì. E alla quarta generazione ( i tuoi ) torneranno qua: imperocché fino al tempo presente non sono ancora compiute le iniquità degli Amorrhei. et subjicient eos servitoti. quod (i) peregrinimi futurum sit semen tuum in terra non sua. Noi. ' Yers. Tu autem ibis ad patres tuos.Ma io farò giudizio della nazione.Verumtamen gentem> cui servitori sunt. et affligent quadringenta annis\ 14. 6. 13. 16. 15. 16.scens. Vedi l'Esodo cap. Anjinadab generò Naasson. Andrai a trovare i padri tuoi. Naasson generò IpSalmon. 15. Alla quarta generazione. Vers. Gerusalemme. e li porranno in ischiavitù. Ambrogio lib. in pace sepultus in senectute bona. il quale entròjiiella terra di promissione. . (i} Actor. sepolto in pace in prospera vecchiezza. 49. Ma tu andrai a trovare i padri tuoi. 2. che la madre nostra e quella. che ci ricordiamo. di cui saranno stati servi: e dipoi se ne partiranno con grandi ricchezze. e gli strazieranno per quattrocent' anni. ego judicano : et post haec egredientur cum magna substantia. S. che e colassìi. che la tua stirpe sarà pellegrina in una terra non sua. i quali nel merito precedettero e nelV ordine della vila. Aram 'generò Aminadab.4 1 * Li porranno. qu?llì diciamo padri. xn. ivi trovavasi Abele vittima della pietà. n. 14.

Una fornace fumante. et Pherezaeos . facta est caligo tenebrosa. e de' mali. promette Dio . Deut. sotto de' quali dovean gemere in Egitto i posteri d' Abramo. Non sono ancora compiute finifuitk degli /imorrnei. Raphaim t]uoquet 17. Vers. come popolo principale. 7. a.Così l'Ebr. Ho già dato. Ecco un simbolo delle tribolazioni . E una lampana ardente . Et Hethaeos. Cinaeos. . Cum ergo occufuisset sol. Infr. e ancile perchè nella terra di quel popolo si trovava allora Abramo . e piìi ragguardevole di Chaan. 1 peccati di questi trattennero lungamente 1' adempimento pieno di tal promessa: ma ella fu verificata interamente lotto Davide. 18. a6. In quel giorno il Signore fermò 1' alleanza con Abramo. che passava per mezzo eo. 13. passando per mezzo agli animali divisi. si fece una caligine tenebrosa. dicendo : Ai tuo seme darò io questa terra dal fiume d'Egitto sino al gran fiume Eufrate. et apparuit clibanusfumanSi et lampas ignis transiens inter divisiones illas.17. Vers. 18. Il fiuto» d'Egitto è il Nilo: dal Nilo adunque fino all'Eufrate. ratifica l'alleanza fermata con Abramo. . 20. e una lampana ardente . 19.#<#. 26. 19. e i Pherezei. che sì stenderà il dominio de'posteri d' Abramo. 4. I Cinei. « Saiomone . g. e apparve una fornace fumante . che passava per mezzo agli ani« mali divisi. E gli Hethei. 18. 17. Dio di cui è una immagine questa lampana ardenti. e i Cedmonei. Paralip. Dal fiume <V Egitto sino al gran fiume ec. 15. 34. ai. Nomina questi soli. e anche i Raphaimì. et CenezaeoSt Cedmonaeos^ 20. i a.4. e i Cenezei. (i) Supra. In illo die (i) peptgìt Dominus foedus cum Abraham dicens : Semini tuodabo terram hanc afluvio AEgypti use/uè adjluvium magnum Euphratem. * Al tuo seme darò. Tramontato poi che fu il sole .

a 5. cap. onde egli non fu dipoi men caro a Dift jap||aver condisceso a' desiderii della moglie. ha difficoltà di uguagliare i matrimonii d'Abramo alla castità di .zi. sei. di nissuna con ismoderata ajffezionel E altrove non.Giovanni. Dixit marito suo: Ecce conclusa me Dominus . L'Ebreo: /or/' io per mezzo di lei mi edificherò una casar Maniera di parlare molto frequente nelle Scritture. e i Jebusei.e i Chananei e i G ergegesaeos. Se a torte di lei avessi figliuoli. 2. .. Et Amorrhaeòs. ed essendo stata perciò gastigata . perchè io non partorisca j sposa la mia schiava . et Jebusaeos. che virilmente usa delle donne : della moglie con temperanza. E gli Amorrhei. dalla parola araba S araba. Agostino iib. e dipoi Saraceni. scrive. moglie di Abramo. ^iforte saltem i. de civ. e a' popoli detti Agareni. della schiava per condiscendenza. i * igitur Sarai uxor Sbrani. i»-Ia Sarai. ne parerem . fil. O «orno. et ChananaeoS) et Ger. ingredere ad ancìllam meam. si fuggi / ma per comando di un Angelo tornò a soggettarsi a Sa* rai » e partorì Ismaele. Disse a suo marito. che vale rubare. a. se a Yers. xvi. Agar è data in moglie ad Àbramo da Sarai sua padrona : ma ella dopo di essere dive?iuta madre disprezzava la padrona . non genuerat libero^ : sed ìiabens anciltamaegyptiam nomine Agart 2. far latrocinii. Ecco che il Signore mi ha fatto sterile. C A P O XVI. ^ Essendosi egli prestato alle preghiere dì lei : S. Agaf diede nome alla città det* ta Agra nell' Arabia Petrea. In questo fatto Abramo fu certamente guidato dallo spirito del Signore . non aveva fatto figliuoli: ma avendo una schiava egiziana per nome Agar.

Ghanaan : e la diede al marito suo per moglie. Ed egli coabitava 4. andi* Ecco che la tua schiala tua in manu tua est: va è in tuo potere : fa utere ea. Vers. 5. alt. Rispóse Àbfamo : bram : Ecce. Ma ella vederipìsse se videns despe. post annos decem quam passati dieci anni. Qui ingressum est ad eam.ex illa suscipìamfiMos. At illa conce" con essa. 4. Affli.* Prese a farsi beffe della padrona. ghiere dì lei. Yers. 4. Dixitq uè Sarai ad 5. Tulit Agar aegyptiam. ella se ne fuggi. consorte. . che ha concepito. che avea concepixit dominam suam. piace. Cui respondens d6. giziana. ed ella vedenquod conceperitt despe* do . si figliuoli. Sarai la ga&tigava . E Sarai disse ad A oram : Inique agis Abramo : Tu mi fai incontra mei ego dedi giustizia : io ti ho data anciìlan meam in sinum la mia schiava per tua tuum: quae videns . to . prese a farsi beffe della padrona. ctui me Habet: jiidìcet mi beffa: il Signore sia dominus inter me jet te. rem. come meglio ti gente igitur eam Sarai. giudice tra me $ e te. Ella prese Agar e5. sorte di lei almeno aves* Cumque ille acquiesce. sua schiava. Tu mi fai ingiustizia. che usava seco i a schiava. 5. 6. ancillam suam.con lei. « -. dachabi tare coeperant in ché avean principialo terra Chajiaan : et de. ut libet.do. £ara rifonde nella troppa bont't di Abramo verso di Agar la cagione de'mal i termini.ad abitare nella terra di dit eam viro suo uxo. Ed essendosi egli prestato alle preret deprecanti. 5. Non è raro che I« prosperità facciano insolentire i men virtiiosi e i più vili. vSiccome adunque fugam inìit.

et humiliare sub manu illius. Sara disgustata ed offesa non ardisce dì punire Agar. e umiliati sotto la mano di lei. Dixitf/ue ei Angelus Domini : Revertere ad dominam tuam. Le disse: Agar serva di Sarai. e non potrà numerarsi per la sua moltitudine. E 1* Angelo del Signore avendola trovala in luogo solitario presso una fontana di acqua . inquit. . i o. Cumque invenisszt eam Angelus Do* mini juxta fontem aquae in solitudineì qui est in via Sur in deserto . Vedi Chrjsoslom. Abramo. multiplicabo semen tuum. Dixit ad illam : Agar. E questa la prima volta che espressamente si fa menzione del ministero degli Angeli in pro degli nomini. * Ivi. La tua schiava e in tuo potere. e dove vai tu ? Ed ella rispose : Io fuggo dagli occhi di Sarai mia padrona.7. E soggiunse : Io moltiplicherò : grandemente la tua posterità. donde vien i . * L'Angelo del Signore. vocabis- 7. Agar egiziana dirigevasi al mo . E dipoi: Ecco. et paries filium-. tu hai concepito. ait. rimette a lei il pensiero di umiliare la schiava affine di mantenere la pace nella famiglia. senza disaminare per minuto la ragione delle querele di Sar^^avendo riguardo alla debolezza del sesso. disse.Vera. g. conoscendo la prudìÉza della consorte. 8. 38. et non numerabitur prae multitudine. E 1' Angelo del Signore le disse: Torna alla tua padrona . 8. 11. ma se ne lamenta con Abramo. concepisti. 11. unde venis ? et quo vadis? Quae respondit: A facie Sarai dominae meae egofugio. che è nella strada di Sur nel deserto . 7. e partorirai un figliuo- Vers. Vedesi in questo racconto il buon ordine regnare nella casa di Abramo. andila S'arai. La strada dì Sur. Ac deinceps: Ecce . 6. 9. 10. . Et rursum: Multiplicans.

l'Idumea. e vagabondi."»4=-6tj Vera. perchè il Signore ti ha esaudita nella tua afflizione. e persuasi che i beni di questa terra son tutti comuni. Ho veduto il tergo di ini. Vedi 11 Esodo xxxiu. che mi hai veduta. * Uom feroce. ma il tergo. lo. che avea assunto. Quindi 1' antichissima tradizione presso gli scrittori profani. Dio. Imperocché ella disse: Certo che io ho veduto il tergo di lui. Predizione verificata in tutti i tempi. e gli porrai nome Ismaele . i4« Per questo chiai 4» ( i) Propterea appellavit puteum illum mò quej pozzo il pozf i j /»/r. manus ejus contra omnes . 13. e darmi consiglio. L'Angelo.» . Hic eritferus ho» mo. che mi ha veduta. Gì' Ismaeliti circondano la Giudea. eo quod audieriè Dominus afflictio?iem tuam. che gli Dei non mostravano mai agli nomini la loro faccia. Ho veduto il 1 ergo ec. Egli sarà uom feroce: le mani di lui contro tutti. non fece vedere ad Agar la sua faccia. 13. e le mani di tutti contro di lui . che le parlava : Tu . e le mani dì tutti contro ec. Ed ella invocò il nome del Signore . e degli Ammoniti. Ebr. il Paese di Moab . 12. che mi ha veduta. Vers. Dixit enim : Profecto hic vidi posteriora videntis me. salvatichi. dall'altro lato fedeli nelle promesse.'Z-e mani diluì contro tutti. 12. e fino al giorno d'oggi negli Arabi posteri d' Ismaele. et manus omnium contra eum : et e regione unhersorum fratrum suorum figet tabernacula. qui vidisti me.que nomen ejus fsmael. la. senza stanza fissa. Onagro : Asino sal valico. feroci. 38. Che ha gettato lo sguardo sopra di me per consolarmi. Vocavit autem nomen Ti omini ^qui lo(juebatur ad eam : Tu Deus . ei pianterà le tende sue dirimpetto a quelle di tutti i suoi fratelli. e ospitali. Pianterà le sue terre dirimpetto a quelle dì lutti i suoi eo. 13. che rappresentava Dio nel corpo. tenendo tutti gli uomini per fratelli. amanti la guerra. e i ladronecci.

Cades. Vers. gl|$pparve il Signore > e^ gli4 disse . Octoginta et sex annorum eratAbramì quando peperà ei Agar Ismaelem. 16. La circoncisione è comandata come segno delt alleanza. et esto perfectum À p i. ovvero la stessa pienezza! cammina a^f presenza mia. i. Promessa di un figliuola di Sara. Le promesse son pur ripetute ad Abramo . Ipse est inter Cades. e siipwfetlo: affine di renderti capace de'Jie- . et Baraci. 15. ambula coram me. et videntis me. Io il Dio onnipotente : cammina alla presenza mia. C A P O XVH. Àbramo eseguisce il precetto della circoncisione. e a luì. e Barad.« quando Agar partorì a lui Ismaele. e mi ha veduta. Io il Dio onnipotente. e a Sarai sono cangiati i nomi. * zò di lui. 14 Tra Cades. JLtjLa quando egli era entrato nel nonàgesituo nono anno. 16. Egli è tra Cades. e Barad. che vive. Vers. Ottanta sei anni avea Abramo. o Cadesbarnc era nelP Arabia Petrea circa venti miglia lontano da Hebrtm. E Agar partorì ad Abramo un figliuolo: il quale gli pose nome Ismaele. 15. i. Di Barad non sì ha certa notizia.puteum viventis. Peperitque Agar Abrae filium : qui vo~ cavit nomen ejus Ismael. apparuit ei Dominus t dixitque ad eum: Rgo f Deus omnipotens*. e sii perfetto. Potrebbe tradursi l'Ebreo: io il Z?i'o. che sono pienezza. Jt ostquam vero nonaginta et novem annorum esse coeperat. Prosperità d? Ismaele.

E dissegli Dio : Io 4» Dixiique ei Deus: Ego sum. obbedisci a'miei comandi. E non sarai più tur nomen tuum A" chiamalo col nome di brami sed appellaberis Abramo. che egli fermava coti lui. e li moltipllcherò grandemente oltre momenter nimis. Faciamque te cre6. Si gettò Abramo boccone per terra. Ti farò padre di popoli. e nasceranno ec. era immutabile. 5. e da le regesque ex ^ £§re~ usciranno de' regi. ed egli ha avuto jiella sua discendenza un numero graHÌÌ|ÌS£Ìmo ti' re'^i. Nessun\io- . dientur. e l'alleanza. e senza macchia. 5. e fa di essere irreprensibile. gl'Israeliti. e ti ho promesso.te. ch'io ti preparo. immutabile. 4. mìa alleanza tra me . ma sarai detto Abraham'. gentium. Egli adunque /con questa parola dimostra ad Abramo.2. cammina come servo fedele alla mia presenza. E ti farò crescere scere vehementipsime. Di Dio solo con verità si dice. come1 il-patto. et pactum sono. pronus in faciem. gl'Idumei .Io sono. Cecìdit Abram 3. 6. Ponamque foedus meum inter me . et te. 4. formisura. molte genti. quia patrem Abrahamo : perocché io multarum gentium con. è et muldpUcabo te vehe.ti ho destinato padre di Stitui te. e ti farò paetponam te in^ejitibuS) dre di popoli. gli Arabi. Vers. (i) eris. Abrahnmo secondo questa promessa di Dio fu certamente padre di popoli immensi. 6. Vers. do. Vers. Nec ultra vocabi5.rà ) con te . Non sarai più chiamato col nome di ee. ni. 5. che egli è. E io fermerò la 2. e sarai pacjue pater multarum dre di molte genti. Abram significa padre eccelso : Abraham ( contratto di Ab-ram-hammon) padre eccelso di moltitudine. e il patto mio (sameum tecum . perchè egli è eterno.

egli fosse padre di lutti i credenti incirconcisi ( vale a dire *1§I. tutta la terra di Chanaan in eterno dominio. 8. e del seme tuo dopo di te.7. Ephes. n. e io sarò lor Dio. 14-. 9. i. eroe/uè Deus eorum. che «asceranno da Abrahamo . . et te . che fu in Abrahamo padre nostro non ancor circoncjjjtf Rorn. di cui Dio dà il possesso eterno al seme di Abrahamo fedele. E darò a te. Dabocfue libi. 7. r . j. ella è la terra de'vivi. In questo senso i re. 7. * * * Tifavo padre dii^plli popoli. i quali seguono le vestigia delfajede. Dixìt iterum J)eus 9. iv. 7. sono in primo luogo il Cristo re de' regi. n. affinchè cosi . 8.Et statuarii pactum meum inter me.Gentili). se ella avesse dovuto aver suo effetto nella sola discendenza carnale di questo ^ gran patriarca? Con ragione perciò 1'Apostolo ci fa osservare. 7. Gai m. gloria di Cristo: la terra(. omnem terram ChanaaTi tn possessionem aeternam. e padr* de1 circoncisi. e al seme tuo la terra. E io fermerò il mio paltò fra me . et inter semen trium fiQSt te iti generationibus tuis foedere sempiterno'.) di Dio con Abrahamo che sarebb'ella divenuta. ix. Ma vanno elleno a terminarsi qui le grandiose promesse di Dio? E l'alleanza sempiterna (vers. Ti dilaterò. di quegli. e poi i principi della casa del Signore. et seq. * 8. dove tu sei pellegrino. dacché mondo è mondo. e te : e col seme tuo dopo di te nelle tue generazioni con sempiterna alleanza : ond' io sia Dio tuo. <i deli(t famiglia stessa di Dio. utsimDeus tuusy et seminis tuipost te. riguardo alla quale non sono più pellegrini nè forestieri quelli che per la fede sono divenuti concittadini e/e' Santi. che i figliuoli di Abrahamo secondo lo spirito sono l'oggetto di este promesse . 8. che a queste han diritto i Gentili imitatori Ila fede di quel patriarca.li apostoli delle Chiese. et semini tuo terram peregrÌ7tationis tuae. a cui queste promesse furono fatte prima eh' egli ricevesse l'ordine della circoncisione. E di nuovo disse ad Abraham: (i) Et Dio ad Abramo : Tu a(ij Actor. mo riguardo a tutto questo potè mettersi in paragone con Abraliamo.

* In segno. la. 10. quod observabitis inter me. Rorn. 3. Vers. i o. e il seme tuo dopo di te : tutti i vostri maschi sa» ran circoncisi. Tutti i bambini maschi di otto giorni saranno circoncisi tra di voi da una generazione all'altra : il servo. Questo è il mio patto. Et circumcidetis carnem praeputiì vestri. Non potea farsi prima questa cercmoiiia . Questo e il mio patto. tuo seme nelle sue generazioni. 12. i a. o sia nato . et vos.. a. ut sit in signum foederis inter me et vos.. 11. e distinto da tutti gli altri popoli per mezzo di questo segno. per cui sono ascritti e adottati nella Chiesa di Dio. n. Vers. Cioè a dire il segno del mio''-/ patto con voi sarà la circoncisione. et semen tuum post te : circumcidetur ex vobis omne masculinum. dunque osserverai il mio patto ? e dopo di te ij. che osserverete tra me e voi 5 t u . E voi circonciderete la vostra carne in segno dell' alleanza tra me e voi. \?crs. Infans ocio dierum circumcidetur in vobis. io. Lue. et semen tuum post te in genera-tionibus suis. sarà circon* ciso. ai. perchè j^n fosse cagioni di morte ai . Affinchè ciò sia segno. Questo segno medesimo fu una figura dell'indelebil carattere che i Cristiani ricevono nel santo Battesimo. 4. (i) 12. 11. e acquistano cliritto^a'beui della medesima Chiesa. omne masculinum in generationibus vestris : tam vernaculus\ quam emptidus circumcidetur t et quicumque non fuerit de stirpe vestra.* t. (ij Lev. di otto giorni ec.tu ergo custodies pactum meum . divenuto perciò un popolo specialmeaSfé dedicato e consecrato al Signore . Tutti i bambini . La circoncisione adunque fu "< ordinata da Dio a rammemorare P alleanza fatta da lui coi suo popolo. Hoc est pactum meum. o 1' abbiate comperato da qualunque uomo non della vostra stirpe.

E Dio disse ancoT. . s. vostra carne per eterna alleanza.. Una lai anima sarà recisa dal celo del popol suo. Dio cangia anche quello della consorte : tu non la chiamerai più mia signora.non sarà stato circoncisa non fuerit. e dA cui lo stesso Isacco sarà figura. e del Cristo che dee na» scere dal seme d'Isacco. e altri : ma siccome ~au questo punto è diversa l'opinione di molti altri Padri e Interpreti. Il serro o sìa nato in casa. se<£ «ondo s. se un figliuolo di Abramo.. non circoneiso nell'infanzia. S. la prima e la seconda sposizione sembrano più accertate. Non bambino. ma non in casa di un Ebreo : e se uno schiavo straniero avesse ricusato di ricevere la circoncisione. Gli-Ebrei affermano che. ma assolutamente la signora : come quella che non di una sola famiglia sarà madre f ma di tutte le genti per mezzo d*Isacco. Vedi Maini. de circumcis. 15. 6. arrivato all'anno decimoterzo non si facesse circoncidere. 14. Agostino. colla quale dovrà punirsi chiunque non fosse circonciso . Sarà rigettata dal corpo della Chiesa Giudaica. cujus 14* Se un maschio praeputii caro circum. 6. Dopo aver mutato il nome ad Abramo. ed esclusa dalle promesse contenute nella mia alleanza. s.13. che un incirconciso potea vivere nelle terre degli Ebrei. Altri spiegano queste parole della pena di morte. come quello che era stato ordinato pel rimedio del peccato originale. Gregorio. il padrone non potea costringerlo.Dìxit quoque Deus ad ^Abraham: uxorem ra ad Abramo . Vers. lib. Vers. delebi. i. ìsritum fecit.-nella quale incorresse chi trascurava questo rito. io. altri della morte dell' anima . 5. una tal anima satur anima illa de populo rà recisa dal ceto del suo: quia pactum meum popol suo : perocché ha violato il mio patto. Non chiamerai più la tua moglie ec. privala delle prerogative della famiglia di Abramo. . Notisi. E questo segno meum in carne vestra del mio patto sarà nella in foedus aeternum. cioè dell'eterna dannazione. ma potea differirsi' per giuste cause .Masculus. Vedi Josue cap. Tommaso . o lo abbiate comperato ec. che dee essere anche il senso della stessa Volgata. Eritque pactitm i3. La Volgata è un poc' oscura in questo luogo : onde ho procurato di esprimere il senso del testo originale. restava soggetto alla pena intimata da questa legge. ma dovea rivenderlo . i4.ciso . cap.

l'i.Possibile. . e risii. dicendo ec.tuam non vocabis Sa. di lei ti darò un figliuolo. e anche di quella Vergine figliuola di Sara. Rom. Rise per eccesso di allegrezza insieme.. Et benedicane ei. non lascin luogo di dubitare della fermezza invariabile della fede in Abrahamo .chiamerai più la tua rai. Farmi. 17. già senza vila. perlocche eziandio fugli (ciò) imputalo a giustizia. e da lei usciranno de re . 16. e infallibile prova della virtù di questa gran donna . . Grandioso elogio di Sarà.benedizione: ed ei sarà nes. dicens in corde suo: se. ella sarà madre di popoli. e di ammirazione . La benedirò . . a cui io darò sum : eritcfue in natìo. 22.boccone per terra . E io la benedirò. et ri. che qualunque cosa abbia prornes. Vers. et ex illa dabo tibi fi.* sa Dio: egli e potente per farla. Abramo si gettò in faciem suam. dando gloria a Dio. et reges populorum capo di nazioni. . dicendo in cuor suo: Putasne centenario na. le quali evidentemente sono allusive al fatto. 1-6. e senza vacillar nella fede non considerò ne il sua corpo snervato. Cecidit Abraham 17. moglie col nome di Sarai . particolarmente ove riflettasi a quelle parole: e fugli imputato a giustizia. 18. ne per diffidenza esitò sopra la pro** messa di Dio: ma robusta ebbe la fede. ma sì di Sara.-e da orientur ex eo. pienissimamente persuaso. dalla quale volle nascere il Cristo. e dì lei ti darò un figliuolo. essendo già egli di circa cento anni. cui benedicturus gliuolo . lui usciranno regi di popoli. 1la benedirò. che queste parole di Paolo. E rise. ne Vutera di Sara ... _ . ec. sed Saram. iv. che nasca un scetur filius ? et Sara figliuolo a un uomo di nonagenaria pariet ? cento anni? e che Sara partorisca a novanta ? Vers. di cui si parla . Nell'jEbreo tutto intero il versetto si riferisce a Sara: La benedirò. imperocché lungi da noi di sospettare la minima diffidenza in questo grand' uomo dopo quello che iu proposito di questo fatto medesimo ci espone l'Apostolo: Abramo contro ogni speranza credette di divenir padre di molte £ nazioni. Ella è degna perciò di es&ere »aa bella figura della Chiesa di Cristo.e di lei darò a te un filium . 16.

come gli Ebrei. 20. Divenire una nazione grami e. E gli porrai nome Isaac : che vuol dir riso. quem parici tibi Sara (ij Infr. e con esso tanta felicità. Et alt Deus ad Abraham 1(1) Sara uxor tuct parìet tibi filium^ocabisfjue nomen ejus Isaac \ et cojistituam p actum meum illi in foedus sempiternum. parmi . io. dacché tanta è la tua bontà verso di me . e di benedirlo.18. affinchè egli viva dinanzi a te. E disse Dio ad Abramo : Sara tua moglie ti partorirà un figliuolo^ gliporrai nome Isaac. et ai. et faciam illum in gentem magnam. et augebo. Vers. Dixitf/ue ad Deum : utìnam Ismael vivat coram te. che mi prometti uu tal figliuolo. e lo sono anche di presente . et semini ejus post eum. Ecce benedicam ei. i capi. E disse a lui: Di grazia. vìva Ismaele dinanzi a te. e fermerò con lui il mio patto per un' alleanza sempiterna. 20. duodecim duces generabit. 18. Dodici condottieri. e ti sia accetto. 19. 21. e farollo crescere in una nazione grande. 21. degnati di grazia di conservare in wta anche il mio Ismaele. P actum vero m&* um statuam ad Isaac . 19. Ti ho anche esaudito riguardo a Ismaele. che non permetta di dare verun altro senso a queste parole . Di grazia . cui partorirà a te Sara Vers. Vale a dire. 18. '* Farollo crescere in una nazione. valde . viva Ismaele dinanzi a te. Vers. Ma il mio patto lo stabilirò con Isacco. io. Signore. . o sia condottieri di esse sono predetti in questo luogo. Gli Arabi erano divisi. e moltiplicherò grandemente : ei genererà dodici condottieri. Super Ismael quoque exaudwi te. e col seme di lui dopo di esso. in dodici tribù. 18. e lo amplificherò. et multipUcabo eum. a. ao. La risposta di Dio: Ti ho anche esaudito riguardo ad Ismaele ce.

Per quanto di glorioso ed ampio si prometta nel mondo a Ismaele. . ascendit Deus ab Abraham. È degna di osservazione la pronta obbedienza di Abramo.tempore ista in anno altero. Abraham nona" ginta et novem erat annorumì quando circumcidit carnem praeputii sui. et omnes vernaculos domus suae-. Argomento dell'autorità acquistata da Àbramo sopra dei suoi per una sperimentata virtù e saviezza. t/uos emerat. E molti Interpreti credono . in confronto degli spirituali vantaggi destinati al fratello. Abramo adunque prese Ismaele suo figliuolo . Ma è anche degna d' osservazione 1' obbedienza d'Ismaele . Si tolse Dio ec. Il Siro traduce V Angelo di BJo . 24. Et Ismael filius tredecim annos imple» in questo tempo V anno vegnente. Cumque finitus esset sermo loc/uentis cum eo . cunctos mares ex omnibus viris domus suae : et circumcidit cameni praeputii eorum statim in ipsa die sicut praeceperat ei Deus. nulla da Dio si valuta. conforme Dio gli avea ordinato. Vers. E il figliuolo I* smaele avea compito Vers. 26. Vers. E finito che ebbe di parlare con lui. e di tutta quella numerosissima famiglia in soggettarsi ad un rito molto penoso. e li circoncise immediatamente lo stesso giorno. JL' udire il comando di Dio. 23. 23. 28. Tuiit autem A" braham Ismael filium suum. tutti quanti i maschi di sua casa. e tutti i servi nati nella sua casa : e tutti quelli che avea comperati. * Ma il mio patto lo stabilirò con Isacco. universosque . 24. Immediatamente lo slesso giorno. si tolse Dio dalla vista di Abramo. 22. 22. quando si circoncise. e l'eseguirlo fu quasi Io stesso. 22. che per lo più in queste apparizioni dee intendersi un Angelo rappresentante la persona di Dio. 21. 26. Abramo avea novantanove anni.

. Nello stesso giorno fu circonciso Abramo . e gli stranieri furono circoncisi ad un tempo. 26. Vers. (i^ fle&r. Et omnes viri domus illius. i. tredici anni al tempo della sua circoncisione. 27. I tre personaggi che apparvero ad Abramo. rappresentavano il Signore sèlle tre divine persone: ed erano Angeli in figura umana: iunperoccjbè a questo fatto principalmente alludendo 1' Apostolo dice: Non vi dimenticato delV ospitalità. ». quam empdtii. EJ il Signore apparve ad Abramo nella valle dì Mambre . E tutti gli uomini di quella casa. 26". per cui Abramo prega più volte. Eadem die cìrcumcisus est Abraham. e questa perciò avendo riso . C A P O XVIII. ( i) ^Lpparuit au" tem ei Dominus in convalle Mambre. tam vernaculi. i. Predizione della rovina di Sodoma. sedenti in astio tabernaculi sui in ipso fervore dìeì. tanto quei che in essa eran nati . Tre Angeli accolti da A bramo come ospiti pro* mettono unfigliuolodi Sara . et tsmael filius ejus» 2 7. ne è ripresa. E il Signore apparve ad Abramo nella valle ec.verat tempore circumcisionis suae. 13. et alienigenae pariter cir* cumcisi sunt. dappoiché per quatta i. come quei che erano stati comperati. mentr' ei sedeva ali' ingresso del suo padiglione nel maggior caldo del giorno. e Ismaele suo figliuolo.

che era segno d'adorazione presso gl'idolatri. affinchè alcuni diedero. 3. 4. a questo fine senza altro vi siete qua rivolti. E disse : Signore . che gli stavano dappresso .2. se io ho trovato ec. e veduti che gli ebbe .Porterò un po iV acqua ec. cap.ciy. corse loro incontro dall'ingresso del padiglione. non lasciar indietro il tuo servo : 4. Vedi Augast. ne transeas servum tuum : 4. gli comparvero tre uomini. 5. tenta saperlo. e lavate i vostri piedi . La voce latina adorare. Yers. et conforta» 2. S. E vi presenterò un pezzo di pane.. se io ho trovato grazia dinanzi a te . ando ec. xvu def. e laverò i vostri piedi: ma certamente il senso è lo stesso. 7. Vers. 6. et re» quiescite sub arbore. Per questo siete venuti verso ec. invece di quello che si ha nella Volgata: e lavate i vostri piedi. che faceva la prima figura. IH. un' espressione simile a quella usata qui nella nostra Volgata. . 2. e adorò fino a terra. Cumque elevasset oculos . che corrisponde a questa. * Adoro fino in terra. ospizio agli Angeli. Oppure : si prostro a terra. et adoravit in terram. Reg. Ceduti <?ke gli ebbe . La lavanda de' piedi era la prima funzione dell' ospitalità. 2. et lavate pedes vestros . Girolamo. lesserò. talora a quello di mezzo . Abramo talora parla a tutti e tre . e riposatevi sotto quest'albero. e la greca de'LXX. Et dixiti Domine^ sì inveni gratiam in o» culis tuis . Vers. . Ponamcjue buccelIam panis. Vedi cap. Signore. Ma io porterò un po' di acqua . Agostino. 28. In tutto questo racconto abbiamo una viva pittura del rispetto e della carità di Abramo verso degli ospiti . xm. 3. Sed afferam pau~ x illum afjuae . significano portar la mano alla bocca. xxm. e s. Fedi Job. e pareva sovrastare agli altri. xxxi. 3. E avendo egli al* zati gli occhi. 18.cucurrit in occursum eorum de ostio taberna* culi. prendendo in essa ristoro. A questo fine d' onorar la mia tenda.E adoro sino a terra. xix. 29. Heb. apparuerunt ei tres viri stantes prope eum : quo s cum vidis* set. baciarsi la mano.

1 Saraceni » e j Mauri. 6. anche oggidì cuocono il loro pane o eotto i carboni. 5. quifesti* navit. e lo diede ad un servo. Andò in fretta Abramo da Sara. e grasso. farne il pane. Ed egli corse ali3 armento. e cuocerlo. Impasta tre sali di fior di farina. Questa semplicità degli auticki costumi notata nelle Scritture si osserva anche negli scrittori profani. cioè piii di settanta libbre di farina. 8. Prese anche del burro ? e del latte . ut locutus es. 8. deditque puero. fy Ipse vero ad armentum cucurrit: et tuUt inde vituhtm tenerrimum^ et optimum. e poi ve n* anderete? imperocché per questo siete venuti verso il vostro servo. o cotto 1« ceneri. 6. II salo è misura ebrea contenente il terzo di uii'epta. onde tre sati fanno un'epha. irla sata similae commisce. E questa semplicità quanto è mai preferibile alwmollezza e alla inutilità. E quelli dissero : Fa . Sarà nobilissima e ricchissima donna dee impastare ( certamente colP aiuto delle sue serve } questa farina.te cor vestrum*'. Sara in età di novaut' anni. postea transibitisi idcirco enim declinasti^ ad servum vestrum.il quale ben tosto lo ebbe cotto. . * VI presenterò un pezzo di pane. e anche ^ti miglior sanità. Del ciba Vers. a renderle piìi attive . benché tutti posteriori a Mosè. Tulit quoque butyrum. e il "Vers. e ne tolse un vitello il più tenero . come hai detto. Festlnavit Abraham in tabernaculum ad S oram. dixitque eh Accelera . et coxit illum. impasta tre sati di fior di farina. 6'. e le disse : Fa presto. E questa semplicità serviva assaissimo a conservare nelle madri di famiglia il buon costume e 1' affezione alla casa. e fanne delle schiacciate da cuocer sotto la cenere. nella quale le donne comode de' nostri tempi consumano la maggior parte dei tempo e della vita! Delle schiacciate da cuocere tolto la cenere. etfac subclnericios panes. Qui dixerunt: Fac. et lac. o nelle padelle. simili agli Ebrei ne'costumi. et vitulum. ristoriate le vostre forze . 7.

Vivendo tu. io. e dell' Ebreo secondo il tempo della vita. ma parve che mangiassero . (i) Revertens veniam ad te tempore isto. che l'au> . l'Angelo dice ad Abramo. vita comi" te. i g. 9. Vedi Jerem. 17. credevano che egli facesse per bisogno . 10. Sara risii post ostium tabernaculi. e la voce usata qui nell' originale dà idea d* una cosa che si bee. 44Vers. e s. che quando P Angiolo Rafaele disse a Tobia: Pareva a voi che io mangiassi e bevessi . La maggior parte degl' interpreti cori Teodoreto. Vers. Cumque comedissent. Ma s. dixerunt ad eum: Ubi est Sara uxor tua? Ille respondit : Ecce in tabernaculo est. etposuit coram eis: ipse vero stabat juxta eos sub arbore. Rom. i. Tommaso affermano. 12. Infr.quem coxerat. vale a dire gli serviva a tavola. Cui dixit-. Sembrami questa la migliore interpretazione di quelle parole della Volgata vita comile. (i) Sap. in. Vers. Agostino sostiene. 9. xii. ai. ma io mi servo di cibo e di bevanda invisibile. et habebit filium Sara uxor tua. e . Q. Vedi Tob. xir. ciò non vuol dire. e che gli Angeli posson mangiare . che questi Angeli non mangiarono in realtà.E alui disse (uno di quelli ) : Tornerò nuovamente a te di questa stagione. e ne imbandì loro la mensa : ed egli se ne stava in piè presso di loro sotto l'albero* g. ma significa. Quo audito . Prese conche del burro. 8. E quelli mangiato che ebbero. che realmente mangiarono . vitello cotto . Questo burro ordinariamente dà grato odore. Nell'oriente il burro si conserva liquido. 9. La qual cosa avendo udita Sarà di dentro alla porta del padiglione. quand' ei lo faceva solamente per elezione. Mangialo che ebbero. e Sara tua moglie avrà un figliuolo. IQ. come traduce il Caldeo. Nehem. io. Se ne stava in pie presso di loro . che Ra&ele non mangiasse effettivamente. rise. e Abramo credette che avesser mangiato. che quelli. vivendo tu . chelo vedeano mangiare. dissero a lui: Dov'è Sara tua moglie? Egli rispose : Ella è qui nel padiglione.

Negò Sara. e avrà avuto un figliuolo di Sara. ridiverrò io giovinetta ? 13.11. rocché tu hai riso. dìcens : Non risi : timore na di paura disse: Non perterrita. Dixit autem Dominus ad Abraham. Ma il Signore: tem : NOÌI est. 12. e Sara habebit Sara filium. E il mio signore è cadente.ho riso . Creila rise in suo 12.Numquìd Deo guidquam est difficile ? ficile a Dio ? Tornerò a Juxta condictum rever. i a.fatta in questa stagiopore . Ma il Signore 15. che ei sarà vivo. A ragione l'umiltà. Dominus au. Negavit Sara. : disse ad Abramo : PerQuare risìt Sara. . in.chè mai ha riso Sara . no seguente in quello stesso tempo tornerà a lui .che io sono vecchia . e pie15. Imperocché am« 11.te secondo la promessa tar ad te hoc eodem tem. cap. di. et (i) domi. et ne .-i. 15. 3. Yers. operam dabdì te . vita comile. si ordinarii delle donne. dicens : Postc/uam segreto dicendo : Dopo consenui. avrà un figliuolo. e il rispetto di Sara yera> il marito è proposto come un beli' esempio alle donne Cristiane da e. "Erant autem ambo senes. Rìse in suo segreto. ep. disse : peita: sedrisistì. Quae risii occul* te . e aetatis > etdesierantSa* d' eia avanzata . inquit. Non è così.V'ha egli cosa dif14. ella è perciò ripresa e biasimata dall'Angelo. vivendo tu . 6. céilis : Num vere pari. e Sara non aveva più i corrae fieri nwliebria. Pet. (ij i.dicendo : Son io per partorire da vecchia ? tura sum anus ? i4. provectaeque bedue erano vecchi. Il Caldeo rìse déntro di se: riguardando come impossibile quello che avea sentito dire da quelli che «Ha credeva uomini . e nus meus vetulus est< il mio signore è cadenvoluptati. 6. Pietro.

quae ge3turus sum ? 18. e fortissima . 22. et Abraham simul gradiebatur. 15. 3. Dixitque Dominus i Num celare poterò Abraham. 18. (i) Supr* 12. Sara è anche più biasimevole per aver voluto coprire il suo fallo con una bugia. direscerunt oculos contra Sodomam-. Essendosi adunque alzati da quel luogo quegli uomini. deducens eos. Vers. et ( i ) BENEDICENDO sint in illo omnes naliones terrae ? i g. 17. Cum futurus sit in gentem magnani.16. etjustitiam j ut adducat Dominus propter Abraham omnia . 19. quod praecepturus sit filiis suis . Chi vuol pertanto piacere a Dio e riportarne benedizioni. e osservino la rettitudine > e la giustizia . e osservino la rettitudine e la giustizia. che egli ordinerà a'suoì figliuoli. non lasci d'insinuare ne'fìgli e nella famiglia tutta. che seguano le vie dj|l Signore. Non ho riso. affinchè il Signore ponga ad effetto tutto quello che ha detto a lui. ac robustissimam . Imperocché io so. Cum ergo surrexissent inde viri. Inf. et domui suae post <set utcustodiant viam D ominide tfaciant judicium. che seguano le vie del Signore. 16. Mentr'egli defcbe esser capo di una nazione grande. * So che ordinerà a'suoi figlinoli ec. * . volsero gli sguardi verso Sodoma : e Abramo andava con loro. e dopo di sa alla sua famiglia. 17. e dovendo in lui avere BENEDIZIONE tutte le nazioni della terra? 19. Scio enim. accommiatandoli. E il Signore disse : P'otrò io tener nascosto ad Abramo quel che sono per fare ? 18. Vers. quae locutus est ad eum.

E si partìron di là. an non est ita. Andrò e vedrò. Disse adunque il Signore : II grido di Sodoma e di Gomorrha è cresciuto.20. Vers. colla quale i cittadini di quelle città violavano pubblicamente le leggi più sacrosante di natura. e i loro peccati si sono aggravati formisura.. etpeccatum eorum aggravatum est nimis. Convertermite/uè se inde. Dixit itaque Dominus : Clamor Sodomorum.2.. come osserva s. quando vi sieno?. insegnando loro la circospezione e la maturità che debbono osservare ne' loro giudizii. Sì fuerint cjuinquaginta justi in civi~ tate. 23. se le opere loro agguaglino il grido. Il grido di Sodoma e di Gomorrha ec. 22. come le principali e le più ingolfate ne'vizii. E avvicinandosi disse : Manderai tu in perdizione il giusto insieme coli'empio? 24' Se vi saranno cinquanta giusti in quella città. utrum clamorem . 21. as. per saperlo. qui venit ad me. periranno eglino insieme ? e non perdonerai tu a quel luogo per amor di cinquanta giusti. due de'tre Angeli. Agostino. come abbiam detto. e portava là parola. se cosi non è. il quale. Andrò. Questo grido. restando con Abramo il terzo che era quello. e s' incamminarono a Sodoma: ma Abramo stava tuttora dinanzi al Signore. opere compleverint-. t. Vers. faceva la prima figura. ut sciam. et vìdea*?. 20. e vedrò . et Gomorrhae muldplicatus est. Vers. peribunt simul* et non parces loco illi propter quinc/uaginta justoS) si fuerint in eoj 20. ec. »*• Descendam. Sono nominate queste due città. . significala sfacciataggine e impudenza . ar. E lìpartiron di tó. et abiei*unt Sojdjomam: Abraham vero ^jjii'huc staóatcoramDominOi Z^T&tappropinquans ait: Nunquid perdes justum cum impio? 24. Dio qui istruisce coloro . che ne è giunto fino a me : o. i quali sono destinati ad amministrar la giustizia.

benché & sia polvere . 26. E Abramo rispose . loquar ad Dominum meum.Respondensque A* braliam . perchè sono solamente quarantacinque ? E quegli disse : Non la distruggerò . io perdonerò a tutto il luogo per amore di essi. VoL I. che farai tu ? Quegli disse : Non gastigherò per amor de* quaranta. ut rem hanc factas. si invenero ibi quadraginta quinque. dimittam omni Loco propter eos.se ve ne troverò quarantacinque. 27 .2 5. 29. quid facies! Ait-. Quid si minus quinquaginta /#$tis quinque fuerint? delebis propter quadraginta quinque univer$am urbem ? Et ait : Non delebo . e cenere. 28. parlerò al Signore mio. cum sint pulvis. Dixitque Dominus ad eum : Si invenero Sodomis quinquaginta justos in medio civitatis. 27. e il gius 1 o vada del pari coll'empio : questa cosa non è da te.Non percudam propter quadraginta. Pent. tu che giudichi tutta la terra non farai simil giudizio. Lungi da te il fare tal cosa. E il Signore dissegli : Se io troverò iti mezzo alla città di Sodoma cinquanta giusti. e disse a lui : E sé quaranta vi si troveranno. e disse : Dacché ho cominciato una volta . 20. et occidas justum cum impià. . Ab sit a te. nequaquam facies judiciuìJi hoc. 26. 26. et cinis .E Abramo ripigliò. E se vi saranno cinque giusti meno di cinquanta . 38. alt : Quia semel coepi. dMruggerai tu la ^iltà. Rursumque locutus est ad eum\ Sin autem quadraginta ibi inventi fuerint. e che tu uccida il giusto coli' empio. qui judicas oìmiem terram. 9 . jìatque justus sicut impius : non est hoc tuum .

-carità. ma si sta cheto. E se dieci colà si trovassero? E quegli disse : Per amore de' dieci non la distruggerò. indigneriSt Domi" ne . si loquar. 35. inx/uit. colla quale meritò la-liberazione del nipote. E se ve ne fosser trovati una venti* na ? Rispose: Per amor de' venti non manderò lo sterminio. non adirarti. Benché la sua sollecitudine -riguardasse principalmente il nipote Lot. 3^. o Signore . o Signore. Non adirarli. Ei credeva. Ne quaeso. del mio parlare . se io dirò ancora una parola. diss'egìi . Obsecro . inquit t ne irascaris Domine. Quia semel) ait^ eoepì. se ve ne troverò trenta. andati gli altri iéue 9 Sodome. Di grazia . loquar ad Domi" num meum . ammirando la «Temenza di Dio. ibi inventi fuerint vi. et ille reversiis est in /ocumsuum. clic dieci giusti . Andosscnc il Signore.. Che sarà egli quando vi se ne trovino trenta ? Rispose : Non farò altro. quando ec. col quale egli parlava. Quid si . Dacché una volta ho principiato.3o.Abrama finì di parlare . disse . 3 i. Abiitffue Domi' nus postcjuam cessavit loqui ad Abraham. ed egli tornosseue a casa sua. i9Ì loquar adhuc semel» Quid sì inventi fuerint ibi decem? Et dixiti "Non delebo propter de•cem. Vers. Quid si ibi inventi fuerint tri' "ginta? Respondit: Non faciam . E andossene il Signore quando . 33. " . Spari dagli occhi *!' Abramo quell'Angelo. ' gintì? Ait: Non interfi*ciam propter viginti* v> T' 32. Yers. parlerò al mio Signore. contuttocib egli fa ve'dere una carità universale verso gli abitanti di quelle infelici città. 3o. 85. si invenero ibi trìgìnta.. disse egli. 5i.potessero agevolinente trovarsi in tanta moltitudine. E se clieci colà si trovassero? Abramo dopo questa interrogazione non va più avanti. 33.

Et dixit: Obsecro. declinate in domum pueri vestri. è alla mattina ve n* andrete al vostro viaggio. surrexit. -j t " alzo. (i) reneruntfjue duo Angeli Sodomam ve spere. Lot imita la carità •di Abramo verso de' forestieri. Qui dixerunt-. Ubriacato commette incesto coII una e coli' altra figliuola . ut dìverterent ad eum: ìngressic/ue domum illius fecit convi" (i) Hebr. Compulit illos oppido . e gli Ammoniti. fece loro il ban- . 2. i. Qui cum vidisset eos. 2. e albergatevi : vi laverete i vostri piedi. donde nacquero i Moabiti. et mane te ibi: lavate pe* des vestros. ^Vers. et sedente Lot in foribus civitatis. 13. Ei però li costrinse ad andarsene a casa sua : ed entrati che furono. et hit obviam eis: adoravitque pronus in terram. e ando loro incontro ec. si alzò. e in tempo che Lot stava sedendo alla poria della città. e andò loro incontro: e gli adorò prostrato per terra. Ed egli veduti questi. i. E disse: Signori. et mane proficiscemini in viam vestram. e colle due figliuole dall incendio di Sodomaì e perde per istrada la moglie. 3. Domini . Jtii i due Angeli arrivarono a Sodoma sulla sera . Ma quelli dissero: No. di grazia venite alla casa del vostro servo . sed in platea majiebimus. Minime . 2. 3. noi staremo nella piazza.Lot avendo accolti in sua casa gli Angeli è maltrattato da' Sodomiti : è Liberato colla moglie. * 1.

viri civi. e vecchi. finche noi li conosciamo. . 6. ài farina d or* o di grano. Vocaveruntque Lot. Egrcssus ad eos tiot post tergum occlu* dendo dietro a sé la porta." e questa pasta mangiavano cruda . nolite malum grazia. qui introierunt ad po quegli uomini. simul. et coxit azyma% chetto. e chiamavasiim*. ma eglino per lo più lo facevan cuocere. Voghamo vedere que lorestieri. Vers. . 6. ed ei et comederunt. Gli preparò da bere: cosi nelVerT^ Tutto il popolo insieme.andassero a dormire. Sotto questo pretesto cuoprono questi empiile scellerate loro intenzioni. sono entrati in casa tua sul far della notte? manutcognoscamus eos.gli uomini della città miitn> a puero usque ad assediarono la casa. ec. E chiamaron Lot. quaeso. con vino dolce. Ma prima ch essi 4. e sapere chi essi sono. 5. Si può credere che tale fosse il pane dato da Lot agli Angeli. Non vogliate di 7. et dixerunt eh Ubi sunt e gli dissero : Dove soviri. eoa acqua e latte e olio. fansenem> omnis populus ciulli. 3. r• Vew. e questo bastava a Lot (il quale feissimo li conosceva)'per intendere quel che volessero fare. mangiarono. Simile Impasto era usuato tra gli Ebrei . e tutto il popolo insieme. Vedesi una corruzione universale ed inaudita. che temete? educ illos huc. tatis vallaverunt do. e disse loro: dens oftium ait: 7. ovvero vino cotto. Prius autem quam irent cubitum. Zo. Nolite.fratres mei. sto male. fratelli miei. 6. affinchè noi li conosciamo.0. chiu6.vium . 4. dagli qua fuora . L'Ebreo dice AJmazoth : i Greci avevano una specie d'impasto. ^ •• * Fece lor? il banchetto. non vogliate far quehoc facere. . Usci Lot. Cotte del pane senza lievito. e cosse del pane senza lievito .

provvedesse ali'onor delle figliuole. 9. Vers. quam hos. 8. affligemus. (i) fimquefadebant Lot vehementissime : jamque prope erat. Agostino confessando il peccato di Lot dice tutto quello che ragionevolmejjte può dirsi per iscusarlo. l'impossibilità di opporsi per nissun modo agli attentati di coloro . dummodo viris istis nihil mali faciatis . padre com'era . quia ingressi sunt sub umbra culminis mei. Ho due figliuole ancor vergini: le condurrò a voi. che riusc. tutto questo potè diminuire in qualche maniera la colpa di Lot nel fare una tale offerta : ma egli certamente peccò . Habeo duasfilias. Ma quelli dissero: Va in là. La perturbazione <à? animo ad una si indegna richiesta. 8. quae necdum cognoveruntvirimi'.8. E aggiunsero: Tu sei entrato qua come forestiero . nè egli era padrone di esporre le figliuole all'infamia e al peccato . che a quelli. JLtrursust Ingressus es. Io ho due figliuole ec. sicut placuerit. e si vede. che egli. * Abusale di esse come vi piace. Va in la. " . la sollecitudine di salvare ospiti sì venerabili dall'oltraggio. ut advena\ numquidut judices ? te ergo ipsum magis. e l'ordine stesso della carità richiedeva. a. g. inquiunt. Fate di esse quel che vi jpiace. 9. Vers. e abusate di esse . E facevano strapazzo grandissimo di Lot : ed erano già vicini a rompere la porta. la farai tu da giudice ? Noi adunque faremo a te peggio. in queste poche parole: Lol per orrore degli altrui peccali turbato nelV animo non bada al suo proprio peccalo . mentre volle sacrificare le figliuole alla libidine di quegli empii. Petr. perocché son venuti ali' ombra del mio tetto. prima che a quello degli ospiti. At illi dixerunt\ Recede illuc. loro di farlo. purché non facciate verun male a quegli uomini . 8. Volevano farlo allontanare dalia porta per istoriarla . ut effringerent fores* (i) a. educam eas ad VOS) etabùtimini eis. come vi pare. S.

E dissero a Lot : Hai tu qui alcuno de' tuoi. e la maggior parte degl'interpreti credono . egredi» (i) Sap. ut perdamus illos. o figliuoli . locutus est ad generos suos. E colla cecità punirono que* che eran fuori. L' Ebr. che questa cecità consistesse nell' avere fatto si . Usci adunque Lot. ita ut ostium invenire non possent. clauseruntgue ostium. i g. non vedessero. Et ecce miserimi manum viri. Dixerunt autem adLofr Habes h^cquempigan tiiorum. colle cecità. sconvolto vie più in essi 17 uso della ragione. 12. percusserunt crediate a minimo usque ad maximum. il. Agostino. il quale ci ha mandati a sterminarli. 12. 10. etbitroduxerunt ad se Lot. generum. E colla cecità punirono ee. S. talmente che non potevano trovar la porta. . educ de urbe hac : 13.10. aut filias ? omnes . Delebimus enim locum istum\ eo quod increverit clamor eorum coram JD^ omino . e misero Lot in casa. partite Yers. 16. i4« Egressus itaqueLot. qui/oris erant (i). 11. perchè il loro grido si è alzato vie più fino al Signore . Et eos . Quand'ecco quegli steser la mano. 14. nè potessero trovare la porta della casa di Lot. quiacceptuti erant jiiias ejus. o genero. qui misit nos . * Colla cecità. o figlie? tutti i tuoi menali via da questa città . che quantunque vedessero le altre case. e chiuser la porta. 11. accio sì comprenda lo stalo misero cui furono ridotti. e parlò a*suoi generijChe doveano prendere le sue figlie. qui tui sunt. 13. e disse: Levatevi. in plur. Vatablo : abbacinarono la vista a quelli ec. aut filios . et dixit\ Sur gite . Imperocché noi distruggeremo questo luogo . che quello de' semi. dal più piccolo fino al più grande.

Et visus est eis quasi ludens ioqui. e la sua moglie. io. e lo miser fuori della città : e quivi parla» rono a lui. che hai : affinchè tu ancor non perisca per le scelleratezze di questa città. affinchè tu pure non perisca. che aveano prese le sue filie. eo quod parceret Dominus illi. avevano fatti gli sponsali colle sue figlie. Cumque essetmane . E parve loro. apprehend erunt manum ejus . 16. òli f Sfarei. et duas filias quas habes: ne et tu pariter pereas in scelere civitatis. perchè il Signore a lui volea perdonarla. 15. . e gli altri popoli del levante faeea n passare per lo più un assai lungo intervallo Ira gli tjponsali e il malrimoaio. E stando egli a bada . tolte uxorem tuam . 17. e le due figliuole. che parlasse come per burla. et manum uxoris . Vers. 6. dicendo : Salva la tua vita : non voltarti indietro . E lo condussero via. dicentes : Surge . dicendo: Affrettati . prendi la tua moglie . e le sue due figliuole . «4. 17. 16. (ij Sap. e noti ti fermare in tutto il paese circonvicino: ma salvati al monte. gli Angeli lo sollecitavano. quia delebitDomiJius civitalem hanc. cogeòa?it eum Angeli . da questo luogo . L'Ebreo. E fattosi giorno. ac duarum fi* liarum ejus . lo preser per mano lui.mìni de loco isto .Che doveano prendere le sue figlie. Dissimulante illo. et posuerunt extra civitatem : ibìque loculi sunt ad eum dicentes : Salva animam tuam i noli respicere post tergum \ nec stes in omni circa regione : sed m moìite salvum te facjie et tu simul pereas. (i)Eduxeruntque eum. che prendevano le sue figlie: e i LXX. vale a dire . 16. perchè il Signore distruggerà questa città.

Sembra che Lot pieno ancor di timore. parva.D ornine mi. et moriar. Dìxìtque ad eum: Ecce etiam in hoc suscepi preces tuas . ao. Riguarda il comandamento del pari la moglie . ma nondimeno egli merita lede. Dacché il tuo servo ha trovato grazia dinanzi a te . d'agitazione e d'affanno per quello che gli Angeli gli avevano predetto. nec possum in monte salvari^ ne forte appreìiendat me malum . temesse che gli mancasse il tempo per arrivare a salvamento sul monte . * Non voltarti indietro. 17. • Vers. perchè per tal modo cerca di salvare la piccola città di Sego*. 20. e ivi non sarà sicura la mia vita ? 21. . .19. Quia invertii ser^vus tuus gratiam coram te . alla quale posso fuggire . ed è indiritto a provare coli' obbedienza la costante detestazione dejle scelleraggini del paese. Non è ella piccolina . Numquid non modica est. io non posso salvarmi sul monte. 19. camminando lentamente <? a stento . Signor mio. et vivet anima mea ? 21. 18. Est civitas haec juxta. o che assolutamente non si sentisse forza per giungervi La sua obbedienza non fu perfetta . ad quam possum fugere.in favor della quale tu hai parlato. e tormi la vita. pro qua locutus es. Dixitque Lot ad eos: Quaeso. perchè potrebbe forse venir sciagura sopra di me. perche ec. 19. Non posso salvarmi sul monte. e ivi troverò salute .18. E Lot disse loro: Di grazia . onde non distruggerò la città. e bai fatto a me una misericordia grande . ut non subvertam urbem. Ma quegli disse a lui : Ecco che anche in questo io ho esaudite le tue preghiere. et magnificasti misericordiam tuam. ella è piecola . e le figlie di Lot .quam fecisti mecum .E qui vicina quella città . ponendo in sicuro la mia vita. Vers. et salvahor in ea . ut salvares animam meam.

i. Isaì. il tuo Dio. Notisi. e han paragonato queste stesse parole con quelle del Salmo roo. 4o Ezech. Disse il Signore al mio Signore. 49Oj. 5o. fino a tanto che tu vi sia entrato. (i) Festina. e la divinità del Figliuolo.ee 11. 28. e anche alcuni moderni Cristiani troppo facili a seguire le dottrine di quelli.11. 2 3. Prima chiamavasi Baley e di poi fu chiamata Segor. e salvati colà: perocché io non potrò far nulla. v. Vers. io. 17. et Lot ingressum est Segor. abbiam conservato nella versione la stessa pretta frase. 13.11 Signore adunque piovve dal Signore sopra Sodoma e Gomorrha zolfo e fuoco . Il sole si levò sopra la terra . . . Vers.) Deut. vers. 16. Per questo fu dato a quella cifctà il nome di Segor. Paolo a provare le medesime verità. Idcirco vocatum est nomen urbis illius Segar. 23. 24. del Padre e del Figliuolo. Lue. 29. O Dio. Jerem. che anche Adama e Seboim furono soggette allo stesso gastigo . 1 Padri riconoscono concordemente in queste parole una dichiarazione della distinzione delle persone. Heb. e quelle del Salmo lao: Per questo ti unse .8. dal cielo: (i) Sap. (•>. se non di Sodoma e di Gomorrha. Il Figliuolo riceve dal Padre insieme colla essenza anche tutta la potestà. et Salvare ibi : quia non poterò facere quidquam. 19. e la quinta città non fu risparmiata se non per le preghiere di Lo 1. piovve zolfo e fuoco dal cielo sopra Sodoma e Gomorrha. che è Signore. (i) Igitur Dominus pluit super Sodomam et Gomorrliam sulpliur et ignem a Domino de coelo: 22. i. 23. egli è certo pero. citate da s. 22. Affrettati. e Dio. ebe vuol dir piccola. 6. da cui riceve tutte le cose. Judae 7.H Signore piovve dal Signore ec. ec. Amos 4. 24. Joan. colla potestà datagli dal Padre. Sol egressus est super terram . e Lot entrò in Segor. citate già da Gesìi Cristo istesso . II Padre ha rimesso interamente al Figliuolo dì far giudizio. Per questo fu dato a quella citta il nome di Segor. 22. e la sua uguaglianza col Padre. Il Figliuolo adunque.22. che quantunque non si parli qui. donec ingrediaris illuc. Senza i>adare perciò a quello che qui dicono alcuni moderni Ebrei. 9. come l'ha conservata la nostra Volgata. a4.

e abbassatasi. l'oscuro e tetro colore. per cui i pesci muoiono. di cui era pieno quel terreno . e tutto il verde della campagna. chiama la moglie di Lot anima incredula: fosse per affezione verso ciò che ella lasciava. ma anche una parte della terra fu abbruciata. et omnem §ìrca regìonem.. o fosse per accertarsi co' proprii occhi dell' avveramento della predizione degli Angeli. colla quale sarà punito chiunque dopo la chiamata di Dio si arresta tra via.. 7. 3».. subito che entrano in quel lago. e la campagna stessa coperse di rovine e di orrori. il fetore grande . dopo che il fuoco e lo zolfo cadente dal cielo ne sterminò gli abitatori. tutto annunzia e annunzierà fino alla fine del mondo. che Dio è terribile ne' suoi giudizii sopra i figliuoli degli uomini : Sodoma e Gomorrha. ed è immediatamente punita. a gran ragion attribuiscesi la sua colpa a mancanza di fede. la pessima condizione di que' pochi frutti che possono ancora nascervi. colla quale punirà la sfrenatezza degli uomini nell' altra vita? Una regione già amenissima e fertilissima diviene orrida a vedersi. Lo Spirito santo nella Sapienza cap. da cui non solo le piante tutte. i. e le città confinanti ree nella stessa maniera d'impurità . Cosi ella viola il preciso comando fatto a lei non meno che al marito. 17. MEa perchè non riflettiamo noi sopra questo grande avvenimento.. e spaventevole. ridusse in cenere gli edifizii. Vers. et cuncta terrete virenda.20. e vi presero le qualità che si osservan tutt'ora. facendo loro vedere un saggio di quella terribil giustizia. le rive sterili. 26. fu cangiata in una statua di sale. E distrusse quelle città. le acque del Giordano vi si gettarono. (i ) Respìdensque uxor ejus post se. la gravezza e densità capace di sostenere i corpi più gravi . e diviene anch'essa un grande esempio: esempio della severità . 26. Judce 7. 26. 1' amarezza dell' acque. che egli dee abbandonare . 26. tutti gli abitatori delle città. furono fatte esempio soffrendo la pena del fuoco eterno. Et subvertit civitates has. E la moglie di Lot essendosi rivolta indietro . versa est in statuam salis. (i) Lue. servì ad accrescer l'incendio . o col cuore rivolgesi e coli' affetto a quelle cose. univeros habitatores urbium. quale ha voluto Dio dare una gran lezione agli uomini. Crcpata la stessa terra in più luoghi. Essendosi rivolta indietro. nel. e tutto il paese all'intorno. Il bitume. 1' aria grave e malsana che regna attorno .

liberavit Lot de subversioiie urbium. recar* datus Abrahae. xvn. 12. i.L. xxxi. di quella regione. 28.regionis illius . E >•/. 27. Ma Abramo portatosi la mattina l à . Àbramo ansioso di saper epa ei che fosse del suo nipote. Giuseppe lib. LT. Cum <gn?°}i subverfere f Deus civitates . x. cap. 29. Abraham autem consurgtns mane .. Ascenditque Lot de Segor . cap. che si alzavano da terra ./« le faville. 3o. Yers. 27. duae quoque fi" lìae ejus cum eo ( timuerat enim manerem (ij Supra 18. dice Cristo. E Lot si par ti da Segor. e verso la terra tutta di quella regione : e vide le faville. Anlin. 7. dove prima era stalgcol Signore. Non pare. della moglie di Lot.Imperocché quando Dio atterrò le città . ?8. So. 28. Vadi Plìn. Vers. perchè di 1«Y poteva vedere tutta giurila pianura. Fedì Sap. . lib. che possa dubitarsi. e delle città della Pentapoli. Di sale metallico .vea parlato coll'Angelo.27. e si stelle sul monte. quasi il fumo di una fornace. e per la sua saldezza è buono anche per gli edilizi]". In una statua dì sale. Intuitus est Sodomam et Gomorrlìam. dove il d> avanti a. 29. 32. in quibus ha~ bitaverat. e liberò Lot dallo sterminio di quelle città . 7. Volse Jo sguardo verso Sodoma e Go* morrha. nelle quali questi avea dimorato. si porta al luogo. che questa statua siasi conservata per molti secoli. che resiste alla pioggia . ricordossi egli di Àbramo . e con lui le sue due figliuole (perocché egli non si teneva si- per andar dietro al Signore:-Ricordatevi. et mansit in mo7ite . ubi steterat (i) prius cum Domino. et universam terram re giojiis illius: viditque ascendentem favillarti de terra quasi fornacis fumum.reo: e nV f V il finn*. Lue. Ma Àbramo portatosi la mattina ec. i.

s Vieni . credettero che alla fine avverrebbe lo stttssr» anche di quelli di Segor non meno scellerati. Abito in una caverna.Segor ) : et mansit in curo in Segor ): e abispeluncaipse^ et duae tò in una caverna egli.chiamolo col vino . e que cum. & 33. Dixìtfjue major ad minorem : Pater no. gredi ad nos juxta mo. Ma benché possano forse scusarsi dalla menzogna. Agostino ) non quanto porta ìin inceno. Tutte le montagne ali' intorno sono piene di simili caverne molto spaziose. 31. lus virorum remansìt e non è rimasto uomo in terra. discendenza di nostro padre. afre possimus ex patre finchè serbar possiamo HQ^jtro semqn. qui possit in. inebriemus . E la Vers. ch' ei poteva restare in Segor . ubbriaSileni. dond' erano partite. come si costurem universae terrete* ma in tutta la terra. 44- . xxu. Egli non fi teneva sìctiro in Segar. veduto come Dio avea sterminato gli abitanti delle altre città. nè Lot può scusarsi. E la maggiore di 3i. et nui. 3o. cap. e le due figliuole con jfilìae ejus cum eo. ut serva. 32. dormiamus. 31. Elle sapevano però. lui. Faust. gli fanno dimenticare la promessa dell'Angelo. Sederunt itaque 33.che possa esser nostro marito.esse disse alla minore: ster senex est. eo .dormiamo con lui. t. che degli uomini ne erano in Segor. Vers. ma forse. . o non volevano assolutament& aver tali uomini per mariti.alcuno sopra la terra. Anche in questa circostanza Lot dimostra una fede assai debole: l'Angelo gli avea detto. Non e rimasto uomo alcuno sopra la terra. la costernazione e l'abbattimento di spirito. eum vino.Nostro padre è vecchio. non possono però scusarsi in vérun modo da quello che fecero per aver prole. in cui si trovava.o«t. ed egli cangia l'abitazione. perocché egli ancora peccò ( dice s. Diedero adunque patri suo bibere vin uni quella notte del vino a nocte illa^ Et ingressa bere al padre loro. ma quanto porta quella ubbriachezza » lib.

affin di serbare discendenza del padre nostro. è gì accostò a lui la figliuola minore.est major. et dormies cum eo. nec quando accubuit filia> nec quando surrexit. \ 34. e dormì col padre: ma egli non si accorse. 37. Dettero anche quella notte a bere del vino al padre loro . dormivitque cum patre : at ille non sensit. nè quando quella si pose a giacere.Altera quoque die dixit major ad minore m : Ecce dormivi heri cum patre meo : demus ei bibere vinum etiam hac nocte. ingressaque minor filio. Gli pose nome Moab.vel quando illa surrexerit. . nè quando la figlia si pose a letto. E il di seguente la maggiore disse alla minore: Ecco che ieri io dormii col padre mio: diamogli da b?re del vino anche stanotte. e gli pose nome Moab: questi è il padre dei Moabiti. Restarono adunque le due figliuole di Lot gravide del loro padre. nè quando si levò. ut salvemus semen de patre nostro. 34. quando concubuerit. che sussistono fino al dì d'oggi. 37. 36. vale a dire. Dederunt etiam et illa nocte patri suo bibere vinum'. Peperitque major filium . 35. nè quando si levò. 87. 55. che nasce dal padre mio. E la maggiore partorì un figliuolo. Vers. et vocavit nomen ejus Moab : ipse estpater Moabitarum usque in praesentem diem. Conceperunt ergo duae filiae Lot de patre suo. dor" mivit cum eo : et ne tunc quidem sensit. e tu dormirai con lui. maggiore si accostò a lui. e dormì con lui : e neppure allora si accorse . 36.

ma è rimandata intatta con gran doni per comando del Signore . 2. S. 38.38. si ricordò della spelonca eli Lot. andando attorno per la Terra santa. filius populi mei: ipse pater Ammonitarum usque hodie. Misit ergo Abìme* lechrex Gerarae. idest. Dixìtque de Sarà uxore sua\ S oror me a èst. i. . Girolamo ed Eusebio mettono Gerara in distanza di veajtieinque miglia da Eleuteropoli di là da Daroma: Ver?.. Mandò dunque il re di Gerara Abi« melech a pigliarla. e cogli occhi pieni di lacrime avvertiva le vergini compagne. vale a dire figliuolo del popol mio? egli è il padre degli Ammoniti.. 7. Il nome dì Ahimelech era comune a' re di Gerara . i. nel quale è lussuria. Paola. come quello di Faraouo . In Gerard. e alle orazioni dAbramo è rendala la sanità allafamiglia delre* ^\. Girolamo scrive . e A p o xx. Minar quoque peperii filium. abitò Ira Gades e Sur: e fece sua dimora come pellegrino in Gerara» 2. et tuUt eam.IL partitosi di colà Àbramo. La minore ancora partorì un figliuolo. andando nel paese di mezzodì . Vers. Mando adunque A'bimelech n pigliarla. E riguardo a Sara sua moglie disse: Ella è mia sorella. Vcrs. 38. e gli pose nome Amrnon .JLrofectus inde M&raham terram au3tralem liabitavit inter Cades et Sur : et peregrinatus est in Cerario* . e di cui sono opera i Moabiti. e gl'i Ammoniti. essere da guardarsi dal vino. Gli pose nome Ammon. che quella gran donna s. che sussistono fino al dì d'oggi. Ad Abramo pellegrino m Gerara è tolta la moglie . giunta che fu a Segor. et vocavit nomen ejus Ammon . S. ebe vuol dire figliuolo del mio popolo.

Vers. Si vede. Non mi ha detto mihi: Soror mea est: et egli stesso : Ella è mia ipsa ait : Frater meus sorella : e non ha ella est"? in simplicitate cor. 5. e ho pure le mani. ma giusta ? 6.detto : Egli è mio fradis mei. * K riguardo a Sara sua moglie ec. et ju.re di notte tempo in mnium nocte. rocché ella ha marito. e E n morierìs propter dissegli : Or tu morrai mulierem^ quam tulisti: per ragion della donna . 11. quod disse : Io pur so . del mio cuore. ec. Ma Dio siie'vedead Abimelech per so.et alt Hii: sogno ad Abimelech. dopo essere stata resa feconda.tu perire una nazione stam interficies? ignorante . quindi è. Vedi cap. et nou P avea toccata. Non le avea fatto oltraggio. 6. Venit autem Deus 5. e che il popolo era . qual suoi essere per lo più. Qui pure come in Egitto die pena ad Abramo la bellezza della consorte . Nella semplicità del mio cuore.3. che questo re conosceva il vero Dio . et munditia tello? Io ho fatta tal manuum mearum feci cosa nella semplicìt|i hoc. Dìxitque ad eum 6. num gen. e non senza mistero. Vers. xu. 4. che questo %vvenimerito dà una grande idea di sua bellezza. Nonne ipse dixit 5. Ma Dio ti fè1 vedere.disse : Signore . Si vede . 4. . e lo temeva . simile al sovrano. Vers. che l'idea di Abimelech era d' aver Sarà per moglie. E il Signore gli Deus: Et ego scio. che s impiici corde feceris : tal cosa hai fatta con et ideo custodivi te. farai tem ignoran lem. credendola libera.* Non V avea toccata. e ait: Domine. ne cuor semplice : e per peccares in me. 3. bellezza forse prodigiosamente cresciuta. et non questo ti ho preservaa're dell'Egitto : Sarà avea novant'anni . che hai rapita : pehabet enim vìrum. Abimelech vero 4» Abimelech però non tedierai eam.

è profeta: ed egli farà tem nolueris reddere. Ella è una misericordia ben grande. preservaci dal peccare. et vives : si au.vivrai : ma se tu non rieris tu. e tu scito . Rendi adunque viro suo uxorem-. che di mala morte mortua sunt» rai t u . timue. e chiamò tutti vjji? suos. e non ho permesso . anco mediante i flagelli. 6. et noi. 8. che tu avessi a tisuper regnum meum rare addosso a me. quia adesso la moglie al suo propheta est: et orabit marito • perocché egli pro te. e racconuniversa verba haec in tò loro tutte queste auribus eorum. e ham . ut tangeres lo dal peccare contro eam» di me . che tu la toccassi.mò anche Abramo . fé.Abimelech di notte lech.tempo. vocavitomnesser. quae vorrai renderla. Nunc ergo recide 7. 7.che tu ci hai fatto? che cavimus in te> quia in. sappi. et locutus est i suoi servi . Statimque de nocte consurgens Abime. e tutto quello che a te appartiene. quod morte mo. valde. . quando il Signore. 9.cose . e tutti ebbero runtque omnes viri gran paura. E Abimelech chia9. noi quello che far non dovevi. etdixit ei: Quid gli disse : Che è quello fecisti nobis ? quid pec.grande ? tu hai fatto a cisti nobis. orazione per te . * Ti ho preservato dal peccare. E tosto si alzò 8. e al peccatum grande! quae mio regno un peccato non deóuis ti facere.male li abbiam fatto duxisti super me. Vcrs. et omnia.dimisi. Vocavit autem Abimelech etiam Abra.

J Infra ai. fa che Abimelecb. Che avevi tu veduto. riconosciuto da tutte le genti pel solo lume della natura come un orribile peccato. dirai. 1 3. Yers.mi trasse fuora dalla mo patris meiì dixi ad casa di mio padre. a 3. Rispose Àbramo: 11. Io pensai . e mi ucpropter uxorem meam : cideranno a causa di mia moglie : 12. càe sei ces. Postquam autem 1 3.le dissi : Tu mi farai ricordiam facies me. benché per ignoranza. onde avesti ec. Bali' altra parte 12. 13. di. Il solo pensiero di essere stato vicino a cadérvi. et la di mio padre . onde disti. ed" io la presi per moglie. g.maricandosi disse: Che avevi tu veduto . ma duxi eam in uxorem. Ma dopo che Dio eduxit me Deus de do. ut hoc facere^ avessi a fare tal cosa? 1 1. Alias autem et (A vere soror mea est> ella è veramente ancofdia patris mei. che gli avea taciuto la verità. figliuofilio.questa grazia . et non ra mia sorella . che io . quanto gran male sia l'adulterio. e dissi dendicens : Forsitan non tro di me : Forse non est timor Dei in loco sarà in questo luogo isto : et interficient me timor di Dio . e senza rispetto per la giustizia ? . quod frater tuus mia sorella* $im. Vers. prorompa in tante e si appassionate querele contro Abramo . Avevi tu forse veduto cosa. Dio per bocca di questo principe insegna a tutti gli uomini. (i) Supra i a. matris meae. (?. in quacum: in omni locot ad lunque luogo noi arri(juem Ì7tgrediemur. onde potessi argomentare . Rursumque expostulanS) aiti Quid vi. E ài nuovo ram10. Respondit Abraham: Cogitavi mecum.veremo. io eam: (2) Hanc mise. o il mio popolo fossimo gente senza legge. non di mia madre . Che e quello che tu ci hai fatto? che male ee. io.io.

in cui ti sei trovata . et boves^ et servos . e gli rendette Sarà sua moglie. per moglie di Àbramo. i5. servirà • comprare un velo. 16. Sarae autem dixit\ Ecce mille argenteos dedifratrì tuo\ hoc erit tibi in velame n oculorum ad omnes. Orante autem Abraham^ anavitDeus Abimelech. e delle serve. e le diede ad Abramo. Il denaro che io he dato al tuo fratello e marito . 17. e la moglie. et quocumque perrexeris : memjjntoque te deprehensam. dove ti piacerà. 16. et pepererunti 14« Prese adunque Abimelech delle pecore. dimora. e de'servi. E disse a Sara: Ecco che io ho dato a tuo fratello mille monete d! argento . con queste avrai un velo per gli occhi dinanzi a tutti quelli che son cori te. che sei stata presa. e de'bovi. et ancillas . Tulli igitur AMmelech oves. ma anche in tutti i luoghi dote capiterai. qui tecum sunt. et uxores. e le serve di lui. E gli disse: Que-sta terra è davanti a te. e partorirono : Ver». 16. E colle orazioni di Abramo Dio risano Abimelech . et dedit Abraham: reddiditque illi Saram uxorem suam. . col quale quasi sposa novella velerai il tuo capo j e ciò servirà a farti conoscere non solo a quelli che sono con te. Con queste avrai un velo per gli occhi eo. e in qualunque luogo anderai: e ricordati. Non ti scordare del pericolo. Mille monete eTargento. Rico^éfftti che tei stata presa. al quale ora ti rendo . Mille sicli.Etait: Terra coram vobis est\ ubicumque tibi placuerìtj habita. 15. non tornare a esporti allo stesso pericolo col dissimulare il vero tuo stato.14. ancillascfue ejus. 17.

a3. n. 'Nascita. io. r isitavit autem Dominus Saram. lo partoritogli da Sarà: Isaac i i. Ismaele è cacciato fuori di casa insieme colla madre per vivere né deserti. ìfebr. 1 9. Ed ella concepire partorì unfigliuolonella sua vecchiezza. Concluseratenim Dominus omnem vuivam domus Abìmelech propter Saram uxorem Abraham. n. rendili» iterili eC. et(2) peperit filium in senee tute sua. (2) G«/44.18. Il Signoro avea. . 19. a. al tempo predettole da Dio . E Abramo pose il ham nomen filii sui . 18. lo che sembra più facile ad intendersi. Imperocché il Signore avea Fendute sterili tutte le donne della casa di Àbimelech a motivo di Sara moglie <T Abramo. Concepitane. e adempiè la sua parola. i. nome d'Isaac al figliuoquem genuit ei Sara. e circoncisione d* Isacco : eglifu divezzato.. tempore quo praedixerat ei Deus / (1) Supra 17. pr. supponendo che non lungo fu il soggiorno di Sara e di Àbramo presso Abìmelech. C A P O XXI. conforme avea promesso. JLJ il Signore visitò Sara. Abìmelech fa alleanza con A bramo confermata con giuramento. 3. et im" plevit quae locutus est. Alcuni spiegano che non potesser le donne dare alla luce i loro parti già maturi.. sicut (i) promiserat. 19. Vocavitcjue Abra3. a. Vers.

Paralip. IL n. tjuod Sara lactaretfilium. Crevit igitur puer.Et cìrcumcidìLmim retavo die.amrf interi. i. Vers. aa. 7. e fu divezzalo. sicut (i) *praeceperat ei Deus. Machab. 5. e nel giorno. 20.. che 1' età. a. Girolamo.corrideòit mihi. Dal tempo de'Macea&ei in poi si osserva. 9. natus est Isaac» 6. Reg. i. in cui i fanciulli si divezzavano . E fu divezzato. Alcuni ( come racconta s. a. Cum centum esset Mnnorum : hac quippe aetate patris. che (ij Supra 17. riderà meco. dovere Abramo senlirsi dire.4. Ma Sara avendo vedulo il figliuolo dì Agar Egiziana. quando nacque Isacco. fosse Panmo 4«odecimo : lo ché sembra meno credibile. xxx. 6. Cumque vidisset Sara filium Agar AEgyptiae ludentem cum 4. 6. Vedi 2. il qual sentimento è tenuto dallo stesso s. Rursumque alt : Quis auditurum crederet Abraham. che il tempo di allattare era ridotto a tre. E soggiunse : Chi avrebbe credulo. onde ridere: e chiunque ne udirà la novella. vn. che Sara aJlallerebbe un figliuolo parlorilo a lui già vecchio ? 8. 9. E disse Sara : Dio mi ha dalo . . in cui fu divezzalo fece Abramo un gran convilo. J 7. 8. 37. conforme Dio gli avea comandato. quem peperit ei jam seni ? 8. i. 16. che in antico le madri allattassero i figliuoli fino a'cinque anni. Matiti. Altri credevano. Dixitque Sara : -Kxsum fecit mihi Deus: quicumque audierit. Girolamo ) affermavano. et^ablactatus esti fecitque Abraham grande conviwum in die ablactationis ejus. Avendo egli cento anni : imperocché di quesla ela era il padre .. Crebbe adunque 11 bambino .E Tollavo giorno 10 circoncise.

Isaac filio" suo . Duro parve ad Abraham pro filio suo. 9. 7. g. Abramo questo parlare riguardo ad un suo figlio. (*) Rom. (i} Gai 4. sarà la tua discendenza.meco. e a rinnovare l'orribil tragedia avvenuta tra'due primi figliuoli di Adamo per simili cagioni. 12. et filium ejus: schiava. Caccia questa hanc.gli disse : Non sembri rum super puero. Che scherniva.perocché non sarà erelius ancillae cum filio de il figlio della schiameo Isaac. dixit scherniva il suo figlio ad Abraham : Isacco . e non vedremmo una giusta ragione dello sdegno di Sara. e alla quale Dio vuole. La tua vera posterità verrà da Isacco: egli sarà tuo erede.a te aspro il far ciò ad jjvr andila tua \ omnia un fanciullo . Dure accepit hoc n. ec. e ad una cjuae dixerit tibi Sara . giuocare ec. ( i ) Ejice ancillam io. ci dilungheremmo totalmente dalla sposizione di Paolo. ed è fuori di dubbio. ascolta le sue parole : perocché in Isacco semen. che Sara temè. Cosi quasi tutti gì' Interpreti . Cui dixit Deus. iv. e il mistero nascosto nella persecuzione fatta dal figliuolo della schiava al figliuolo della donna liLera. 9. che ella fa ad Abramo . tua schiava : in tutto audi vocem ejus-. 12. Il Signore però Non tibi videatur aspe. In Isacco sarà la tua discendenza. * Caccia questa schiava. 11. Hebr. et su.9. ij^ Vers. 12.. che l'invidia e l'avversione d'Ismaele non l'inducessero a dar morte adlsacco. Gai. della risoluta domanda. Agar meritavasi questa pena. li. S. Vers. io. quiafò quello che dirà a te Sain Isaac vocabitur tibi ra. va col figlio mio Isacco. e il suo figlio: non enim erit haere s fi. il quale dice che Ismaele perseguitava /. disse ad Àbramo: i o. ed erede delle mie . Gol non riprendere nè gastigare il figliuol petulante. Vedi quello che si è detto in quel luogo della lettera a'Galati. che a prendere il latino nel senso di scherzare. che Abramo si arrenda. 3o. Vers. Agostino crede.

e lo pose a pulae ejus.e la f ì sé|^ir$ di evidente prova alla vera Chiesa. tua stirpe. e la liQuae cum abiisset. in Ismaele i discendenti d'Abramo. et tol. tradiditque lei sulle spalle. e da lui nascerà il Cristo . l i4. Sed et filium an13. e certo costò grandemente al suo buon cuore il trattare con tanto rigore una donna e un figliuolo che egli amava.cenziò. ridotta ad andare vagabonda ed errante sopra la terra. dove miracolosamente sostienla quella Provvidenza ch. non era grande. i quali schernirono. bea. imposuit sca. E in ciò appunto si manifesta l'altissima obbedienza di Abramo. 8.. e le diepuerum^et dimisit eam. e di fatt. del quale egli stesso sarà una viva figura. Ed essendo ve15. Gai. a3. iv. Nondimeno Abramo BOB fa altro che eseguire puntualmente i comandi di Dio . in Isacco gli Ebrei. ela Chiesa cristiana-. e i Gentili fedeli. Ma il figliuolo cillae faciam in gentem ancor della schiava famagnani . e perseguitarono il Cristo .Surrexit itaque 'Abraham mane.Prese del pane e un otre di acqua. 7.Abramo adunque 14. Fedivers. qui semen rò capo di una nazione grande. ma degeneranti K dalla sua fede. 14. E quella parrabatin solitudine Ber. 31. ec.i veggiamo. Cumque consumpta esset aqua in utre^ nuta meno l'acqua delabjecit puerum subter l'otre j gettò il fanciulp|J£messe. Vers.. che presto l'acqua mancò. 15. ix.di acqua .i 3. et utrem se del pane e un otre aquae. perchè egli è tuum est. Questo nome è posto qui per anticipazione.titasi andò errando per la solitudine di Bersasabee. e la riserba «Ila futura si» conversione» Nella solkydine di Bersabea.alzatosi la mattina. Dio dall* altra parte volle in questo fatto dimostrare molti'secoli prima quello che un dì avverrebbe alla sinagoga discacciata dalla famiglia di Abramo. prelens panem. de il fanciullo . Tedi Rorn. . er. La provvisione di pane e di acqua che questa donna poteva portare sulle sue spalle. dove 1' Apostolo nelle du^e donne riconosce due testamenti: la sinagoga.

quia in gentem magnani faciam eum. Veramente in alcune edizioni de'LXX.unam arborinn. ciò si legge al versole). 19. E il Signore esaudì la voce del fanciullo : e l'Angelo di Dio dal cielo chiamò Agar. in quo est. sedìtque e regione procul. e Vers. Getto il fanciullo te. * G e ilo il fanciullo. E Dio le aperse gli occhi : ed ella vide un pozzo di acqua. Alzati. dice n s : Quid agis . imperocché disse: Non vedrò morire il fanciullo: e sedendogli in faccia alzò la sua voce. 17. quae ibi erant. e pianse » 17. Agar ? Noli timere : exaudivit enim Deus vocem pue77 de loco . 18. 15. lo sotto uno degli alberi. quantum potest arcus jacere\ àixit enim: NOJI videbo morientem puerumi etseclens contra levavitvocem suam. conciosslacfiè io lo farò capo di uria nazione grande. Et obiit. dicendo : Che fai . e tienlo j^r la mano. prendi il fanciullo . et flevit. S urge . comechè 41QB ispirasse di più serbarselo in vita. E se n'andò. 16. Ovvero abbandono il fanciullo : perocché non è da credere. Aperuitf/ue oailos ejus Deus: quae id" dens puteum actuae. TZxaudivitàutem Deus vocem. o Agàr? Non temere: perocché il Signore ha esaudito la vocedelfanciullo dal luogo . che ella portasse addosso Ismaele. che dovea avere diciassette o diciotto anni. 19. ebe era n ivi. . Coli' animo abbandonandolo. ov'ei si trova. 18.. 16. ma altre edizioni sono interamente simili alla Volgata. e si pose a sedere dirimpetto in distanza di un tiro d'arco. tolte puerum. pueri : vocavitque Angelus Dei Agar de coelo . et tene manum illius .

madre gli diede una xorem de terra AEgy. e Phicol capitano.moglie Egiziana. e a cui turbata e piena d'affanno. sti^piquemeaei sedjux. Tlabìtavitque in deserto Pharan : et ac.e divenne giovane esperto a tirar d' arco. Eodem tempore dixit Abimelech. prevedendo che egli sarebbe divenuto «n grandissimo princme. Nel deserto di Pharan. et moratus lui.per Dio di non far male hi . Abimelech veggendo. non avea posto mente. com'era. che ella ravvisasse questo pozzo che le era vicino. fa~ abitò nella solitudine. e pel suo popolo. quae agis. gittarius* 21. di cui si parla cap. Dìcesi. che Agar non avesse veduto quel pozzo. qui crevit. 22. come Abranio cresceva in ricchezze e in potenza. et implevit utrem. e come Dio lo proteggeva tanto visibilmente. guardie. ptì. 26. e Phicol era capitano delle sue. E (Dio) fu con. versis . Jura ergo per •4r Deum . e a' miei posteri. così non sarebbe maraviglia. 20» "Et fuit cum eo .e alla mia stirpe: ma Vers. a me. e diede da bere al fanciullo . xx.. iq. ovvero di tutti i suoi soldati.capitano del suo esertus ejus ad Abraham : cito disse ad Abramo: Deus tecum est in uni. Dio le aperse gli occhi. affine di non aver «S temere per sé. Nello stesso tem22.abiìt. pensa saggiamente a fare alleanza con lui. Giura adunque 23. . Vers. ed ella vide un pozzo ec< Dio fece.serto di Pharan : e sua cepit illi mater sua u. mettendovi sopra qualche segnale . ne noceas mi. fino che Dio lo fece a lei riconoscere per qualche segno che egli avea. e Phicol Phicol princeps exerci. 21. Gredesì lo stesso Àbimelech. ctusque estjuvenis sa. Nell'Arabia Petrea. e est in solitudine. ed egli crebbe.Iddio è con te in tutto quello che tu fai. et po Abimelech. andò ad empier l'otre 4 dedite/uè puero bibere. E abitò nel de» 21. Abimelech. 20. Vers. che gli Arabi coprono colla sabbiai pozzi da loro scavati. 22. et po s feris meis .

14. facies del bene a te % cosi ti* mihi . . o sia una cisterna d'acqua è cosa di rilievo in un tal paese. Et increpavit Abimelech propter pii. Yers. Tulìt itaque Abraham oves . dove costa molto il trovarne. Prese delle pecore. acqua. gregis seorsum. E fece delle que26. "Resp&nditque Abimelech : Néscivi quis spose : Non ho saputa fecerit hanc rem: sed chi abbia fatta tal cosa: et tu non indicasti mi. et ego non audivi hai fatto motto. quem vi ragione di un pozzo di abstulerant servi ejus. 26. siccome io ho fatto quam feci tibi. 24. e lì diede ec.sericordiam^ (i) che. E Abramo pose 28. Vers. et boves* prese delle pecore^ e et dedit Abimelech : de' bovi. 2. Un pozzo . E Abimelech ri26. Dixìtque AbraIo ne farò giuramento. Abramo adunque 27. come nelle alleanze sì costumava. lasciando ad Abimelech l'onore d'immolare nuegli animali. e li diede ad percusseruntque ambo Abimelecfa : e ambedue foedus. Forse per farne sàcrifìzio. et terrae . E Abramo disse : 2 4. 27.5.rele con Abimelech per teum aquae. e dé'bov i.ma nè pur tu me ne hi . ed io non ne ho sentito parpraeter hodie. ham: Ego jurabo. che i servi di lui si erano usurpati per forza. fi) Supra 20. 27. in cui se'staversatus es advena» to pellegrino. lare se non adesso. 28. fecero alleanza.ta m$. e a questa terra. in qua ne farai a me. Et statuii Abraham septem agnas sette agnelle di branco da parte. Per ragione di un pozzo dì acqua ec. 26.

Abraham vero plantavit nemus in Bersabee^ et invocavit ibi nomen Domini Dei aeterni. 14- . 31. E dissegli Abimelech: Che vogliono dire queste sette agnelle . Surrexit autem Abimelech .. 15. E avean fatto accordo circa il pozzo del giuramento. come . quas stare feristi seorsum ? 30. quoniam ego fodi puteum istum. revèrsique sunt in terram Palaestinorum . Cui dixit Abimelech : Quid sibi volunt . Yers. Ed egli disse : Sette agnelle riceverai tu dalla mia mano : affinchè servano a me di testimonianza. ed ivi esercitare gli atti del culto divino. quia ibi uterque juravit* 32. 33. E se n' andarono Abimelech . cioè delle sette agnelle. come io ho scavato quel pozzo. inquit. e ivi invocò il nome del Signo* re Dio eterno. Ver». 29. offerendo ad Abimelech queste agnelle. Fu chiamato Bersabee. Vers. Et inierunt foedus pro puteo juramen4. 33. 3 o. Sette ugnelle riceverai tu ec. Abramo poi piantò una selva a Bersabee . ovvero pozzo delle sette. e Phicol capitano del suo esercito . xxvi. 32. agnas accipies de manu mea : ut sint mihi in testimonium. Piantò Abramo una selva per aliarvi un altare. Vedi cetp. 31. Benché quel pozxo appartenesse ad Àbramo. Piantò una selva ec. At ille : Septem . e tornarono nella terra de'Palestiriì.29. et Phicol pqjgpeps exercitus ejus.$%ptem agnae istae. Idcirco vocatus est locus ille Bersabee. 31. che tu fai stare da parte ? 30. Per questo fu quel luogo chiamato Bersabee . cioè pozzo del giuramento. perchè l'uno e 1' altro ivi fatto avea giuramento. (i) Supra 20. 33. perchè egli lo avea scavato j contuttociò per lavare ogni pretesto di litigio egli paga in certo modo il fondo. f'.

34. e gli altari si -ergevano su' luoghi più elevati. È provata la fede . Vers. . e P obbedienza di Àbramo col comando d' immolare il figliuolo . ma a qualche altro fine ancora più grande fosse ordinato da Dio questo gran fatto. E in vero il sacrifizio che Dio gli domanda . Ed egli rispose : Eccomi. atque ibi offeres 1. a cui vuole esperia adesso è si grande. . Dio avea già più volte messa a dure prove la fede di Abramo . li. che non solamente a far conoscere la virtù di qaesto gran patriarca. è figura di un sacrifizio molto più grande e augusto. Hébr. diebus multis. Abramo. il diletto Isacco . \^/uae postquam gesta sunt. E quegli disse ! Prendi il tuo ijgiiuoJo unigenito . quem diligis . Alt illi : Tolle filium tuum unigenitum.LJopo avvenute queste cose. At ille respondit : Ad sum. et vade in terram visionis . e va nella terra di visione: e ivi lo offe- (i) Judith 8. attese tutte le sue circostanze. Et fuit colonus 34. ma il cimento. 17. In que'tempi non eravi ancora edilìzio alcuno consacrato agli esercizii di religione. ma un Angelo lo ritiene dalF immolarlo. 2. 2. e nuovo. Dio tentò Abramo. 1.'(i) tentavit Deus Abraham . apparisce da quello che segue. e gli disse : Abramo.E abitò pellegriterras Palaestinorum no nella terra de* Palestini per molto tenipo. e unico. Isaac .. che veramente fa d' uopo di credere. Dìo lento Abramo. C A P O XXII. Abraham. 22. e dì maggiore importanza. i. o ne' boschi. Sono a lui per questa insigne obbedienza confermate di nuovo Le promesse : si noverano i figliuoli di Nacor fratello di A bramo. et dixit ad eum : Abraham.

che di lui dovea nascere : un figliuolo che era stato la consolazione di sua vecchie/za e del suo esilio dalla terra e dalla casa del padre . il tuo figliuolo unigenito. cioè pel Messia. e per quello . 4. sopra di cui tutte posavano le sue speranze e le promesse di Dio: il figliuolo amato per le sue virtù . alzati gli occhi. Nella terra di visione : e ivi lo offerirai ec. Agostino ) poteva egli credere Abramo che Dio potesse gradire vittime umane ? Ma allorché Dio comanda. imbastò il suo asino. Dio adunque gli ordina di mettersi in istrada e di andare verso una certa parte . (juem praeceperat ei Deus. obbedisce il giusto e non disputa. m. . e segnalò la sua incre<Kbil costanza.. elevatis oculis% vidit locum procul i rirai in olocausto sopra uno de' monti. Agostino. Non si parla di Sarà. obiit ad locum . stravit asinum suum . s'incamminò verso il luogo assegnatogli da Dio. e altri Padri credono che il marito. o sia da Gerara. Abramo dee offerire in olocausto il figlinolo unigenito . Queste parole dimostrano (quanto a parole può dimostrarsi) la grandezza del sacrifizio. Dall'altro lato ( dice s. i. 2. che era ancor notte . fino a quel luogo che gli sarà poscia indicato: e questo luogo fu il monte che fu poi detto Moria. 1? Ebreo è più \g*ffiettuoso: Prendi il tuo figliuolo. e Isacco suo figliuolo : e avendo tagliate le legna per P olocausto.E il terzo giorno. il diletto. et Isaac filium suum : cumque conci" disset Ugna in holocaustum . quem monstravero ubi. di cui. conoscendo . e prese seco due giovani. Il luogo T dove Dio vuole che Abramo offerisca questo sacrifizio. ducens secum duos juvenès . che era ancor notte ec. e di tutte le afflizioni ed affanni del suo lungo pellegrinaggio. nè si dice. è lontano da Bersabee. prendi Isacco. a.eum in holocaustum super unum montium. Prendi il tuo figliuolo unigenito ec. Igitur Abraham de nocte consurgens . vide da lungi il luogo : Vera. Paralip. Abramo adunque alzatosi. Alzatosi. lo che accrebbe a dismisura il patimento di lui. 3. o sia di vis Urne i dove fu poi edificato il famoso tempio. 3. il quale io t'indicherò. circa cinquanta miglia . Vers. 3. 4» Die autem tertia. se Abramo le facesse parte del coniando di Dio» Ma s.egli era figura.

Prese eziandio le legna . 6.. 6. ignis. Hebr. A! vedere^ Isacco carico delle legna . tornerem ec. etc. 7. Dixif Isaac patrì suo : P a ter mi.. e il coltello. Tulit quoque tigna holocausti. e le pose addosso ad Isacco suo figl iuolo t egli poi portava colle sue mani il fuoco. xi. che egli ha presi sopra di sé. Vedi August.figliuolo? Ecco . non le nascose quello che egli dovea fare. 5.. Vers.5. anzi coli'agonie e colla morte. Dixitque ad pueros suos i Exspectate hic cum asino : ego . 19. ' . Prese eziandio le legna per 1' olocausto . Abramo adunque unisce alla sua ubbidienza un'altissima fede e una speranza invincibile. 7.. 3a.. Cumque duo pergerent simul. il quale cai legno della sua croce salirà un di al Calvario ad essere effettivamente immolato pe' peccati degli uomini. egli. et puer illuc usque prope" rantes. 17. efife»ella si rassegnò al volere del Signore . 18. 6. Abramo potè ciò promettere sulla ferma fiducia nelle divine promesse. e il fanciullo anderemo fin colà con prestezza . che potente è Dio anche per risuscitare uno da morte. xvi. vide da lungi il luogo. e le pose addosso ec. Disse Isacco a suo padre: Padre mio. E quegli rispose : Che ' vuoi. revertemur ad vos. inquit. At ille respondit : Quid vis . E fatta che avremo V adorazione . "• Vers. Orig. non si può non riconoscere queli' altro Isacco. e fatta che avremo 1' adorazione . E disse a'suoi giovani : Aspettate qui coli' asino : io. a cui era stato de ito : in Isacco sarà la tua discendenza. et imposuit super Isaac filium suum : ipse vero portabat in manibus ignem. torneremo da voi. 6. Vers. pensando.^ terzo giorno . gladium... sulle quali dee essere sacrificato . la sua virtù. postquam adoraverimus . Per tre giorni interi (dice un antico interprete ) Abramo ebbe a combattere colla tentazione. fili? Ecce. I sentimenti di lui sono spiegati così dal!' Apostolo: àbramo offeriva l'unigenito . 4. et. de civ. E mentre eam* minavano tutti e due insieme.

onde merito di essere un vivo anticipato ritratto dell' altissima obbedienza. io. posuit eum figlio. Dov* e la vìttima ? Quanto acerba piaga dovette* fare nel cuor di un padre queste parole ! Vera. lo collocò sull'alin altare super struem tare sopra il mucchio delle legna. quem ostenderat go mostrato a lui da ei Deus . 11. E avendo legato Isacco ec.? et Ugna: ubi est vidi.. il fuoco j e le legna: dov'è la vitma holocausti? tima dell'olocausto? 8. e gli Ebrei gliene danno fino a trenta e anche treutasette. lium suum. E stese la mano.gelo del Signore dal ciel mavitt dicens : Abra. colla quale Gesù Cristo porse le mani e i piedi per essere confitta «opra la croce. Isacco allora non avea meno df venticinque anni.gridò. Dijcit autem Abraham : Deus providebit Iddio si provvederà la sibi victimam holocau. lo fu di suo pieno consentimento : perocché . Se egli adunque fu legato dal padre. 7. Andavano adunque innanzi di ergo pariter i conserva : 9. (i) "Extenditfjue 10. lignorum. Pergebant figliuol mio. et arripuit gla. Et ecce Angelus Domini de coelo ela.vendo legato Isaceo suo lium suum.disse quegli. . E giunsero al luocum . 9. in quo aedifi. ai. dicendo: Abra» (i) Jac. Et veneruntad lo9. udito dal padre il comando di Dio. a.comodò le legna: e aque alligasset Isaac fi. manum. Vers. fili mi. sti . Quand'ecco l'Anvi.lo per immolare il suo figliuolo.e die di piglio al colteldium. e sopra vi acUgna composuit : cum. E Abramo disse : 8. in cui egli edificò cavìt altare^ et desuper un altare.Dio.vittima per l'olocausto. ut immolaret fi. si soggettò volentieri alla morte.

e per me diede se stesso. il quale servV-a santificazione di lutti gli eletti di tutti i secoli precedenti. a riconoscer. Dixitque ei: Non éxtendas manum tuam super puerum.ham . Abramo. e vide dietro a sé un ariete preso per le corna tra' pruni. et 7ion*peperesti unigenito filio tuo propter me. che tu temi Dio. e in olocausto lo offerse in vece del figlio. da cui tutti i pfecedenti sacrifizii trassero jl loro merito. quod ti' mes Deum. dico. e come lo ami fino a preferirlo al tuo unico figliuolo: ovvero. ma questa nuova vittima è una nuova figura di Cristo coronato di spine e offerto sulla croce. quell'unica vittima. adesso ho di te una vera e certa prova che tu temi Dio. e se lo tolse. 12. * Non hai perdonato al tuo figliuolo. come tu temi Dio. Non hai perdonato al figliuolo tuo unigenito per ine. quando furono a Dio accetti. Queste parole da un altro lato spiegano fortemente l'amore del Padre. neque facies illi (juidcjuam : nunc cognovi . Adesso ho conosciuto che tu temi Dìo ec. Vide un ariete preso per le corna tra? pruni. Adesso con questo gran fatto è dato a conoscere a tutti. 12. quem assumens obtulit holocaustum pro filio. e non fare a lui male alcuno : adesso ho conosciuto . e non hai perdonato ai figliuol tuo unigenito per me. «p. Ad sum. "Levavit Abraham oculos suos. 13. come di tutti i futuri. Abraham . Q«i respondit'. il quale diede il proprio Figliuolo alla morte per 1' uom peccatore : onde ognuno di noi può dirgli : non hai perdonato al figliuolo tuo unigenito per me: come del Figliuolo può dire con le parole di Paolo : egli mi amo. E quegli a lui disse: Non stendere la tua mano sopra il fanciullo. 13. 13. 12. e quell'unico sacrifizio. mo. Alzò gli occhi Abramo . Vers. viditq uè post tergum arietem inter vepresìiaerentem cornibus. . Cosi noi ci avvezziamo a riconoscere in tutte le vittime e in tutti i sacrifizii avanti e dopo la legge. queli* unica vittima e quell'unico sacrifizio. E quegli rispose: Eccomi. Così l'Ebr. La provvidenza somministra ad Abramo la vittima pel sacrifizio in vece di Isacco . Non hai sotti-atto: Non hai negato a me il tuo figliuolo unigenito. Vers.

Maniera di proverbio presso gli Ebrei. 5a. Unde usque hodie dicitur : In monte Dominus vi" debit. e moltiplicheró la tua stirpe . et non pepercisti filio tuo unigenito propter me: 17. Tocavit autem Angelus Domini Abraham secundo de coelo. come le stelle del cielo . Iddio sa. (2) Per memetipsum juravi . E l'Angelo del Signore per la seconda volta chiamò Abramo dal cielo. •. dicit Dominus : quia feristi hanc rem. izic. 15. Benedicam tibiì et multiplicabo semen tuumì sicut stellas eoelì.6. i. i3. come per dire .yB. ebe fosse un ariete salvatico.ne medesimo ho io giuralo ec.. Sul monte il Signore provvederà. dice il Signore : perchè hai fatta un a tal cosa. 57. D'onde fino a quest'oggi si dice: Sul monte il Signore provvederà. e come l'arena . il Signore vede. iv. *. ttebr. e non hai perdonato al figlio tuo unigenito per me : 1*7. He&. io4« Q. che . come attesta Senofonte . 15. Un' antica versione porta: preso per le corna né lacciuoli. Vers. et velut arenam. 14. n* • jVers. quae est in litore ma" ris: possidebit semen tuum portas inimicorum suorum: 14. Per me medesimo io ho giurato. quand anche uno si trovasse m istrettezzf simili a quelle di Abramo sul Moria .. (2) Eccl 44. Mach. dicens : 16. . Dominus videi (i). a. che se ne trovavano nell'oriente. .Preso ver le corna tra?pruni. e può provvedervi. 21.14 • Appellavitque nomen loci illius. farse credendo . E pose nome a quel luogo. Per . Io ti benedirò . che è sul lido del mare : il tuo seme s'impadronirà delle porte de' suoi nemici: (1) Psal. i. dicendo : 16. Sopra questo giuramento del Signore vedi le riflessioni di Paolo . e le note allo stesso luogo. 16.

era fratello di Abramo. Reversus est Abraham ad pueros suoSy abìeruntque Bersabee simul. ejus. et Buz fratrem to . e ivi egli abitò. e 18. Il tuo seme s'impadronirà ec. 3. . quod Melcha quoque genuìsset filìos Nachor fratri suo. Vers.4. e Buz suo fratello.18. fu recata ad Àbramo la novella. Che Melcha uvea anch'elio. et Camuel patrem e Gamuel padre de'Siri. 21. ove s'intenda della conquista delle sole città di Chanaan . 19. e se ne andarono insieme a Bersabee. ^ct. i quali si glorieranno di aver parte alla benedizione meritata agli «omini da quel seme di Àbramo. quia obedisti voci meae.a5. Hus primogenitum. 3. a6. 20. e nella obbedienza renduta allo stesso Vangelo da re e da principi della terra. Vers. 19. partoriti a Nachor ec. Nachor. Eccl. 20. Et (i) BENEDICENTUR in semine tuo omnes gentes terrete . Mosè riferisce adesso la genealogia di Nachor per riguardo a Rebecca. come si è veduto. in cui fu promessa con giuramento da Dio la salute a tutte le genti. His ita gestiSt nuntiatum est Abrahae. che Melcha avea ancor ella partoriti de'figliuoli a Nachor fratello di lui. L' Ausile tjell' Arabia deserta ebbe nome da lui. Tornò Abramo da'suoi servi. Syrorum. Hus primogeni21. 18. 18. onde è chiamata nel libro di Giobbe la terra di Hus. perchè hai obbedito alla mia voce. la quale esser dovea moglie d'Isacco. Dopo che queste cose furono avvenute così. Infr. 20. Vers. ella ha questa promessa il suo vero e pieno effetto nelle vittorie di Cristo e della Chiesa sopra tutte le nazioni del mondo nemiche del Vangelo . 44. E nel seme tuo saran BENEDETTE tulle le nazioni della terra.18. 21. a5. (i) Supra 12. 17. Il senso di questa promessa è troppo limitato. Hiis primogenito. et habi" tavit ibi.

24. Pheldas quoque. Vers. Camusi padre de1 Siri. 24. et Tahas. eMaacha.. Trovasi Tabea città nella Perca. E fa sed. e Gaham. chiamata Roma. e una città detta Macha verso lo stretto di Ofmus. 23. EBalhuel. e Jedlaph . Nell'Arabia felice sono i Maceli. I LX. E una sua concubina . RoTha. 23» Ac Bathuel) de quo nata est Rebecca : ceto ìstos genuit Mei<cha Nacìior fratri Aórahae. Aza e Azura città della Cappadocia possono derivare da Azau. Tabee. peperit Tabee et Gaéam. e Tahas. e una città di tal nome si trova «efla Mesopotamia. ovvero era nato nel paese. 22. jfiuz suo fratello : Elihu Busite amico dì Giobbe era forse «no de' discendenti di questo Buz . e Azau. Vers. nomine Roma. . Maacha. a cui questi avea dato il nome. Concubina vero illius . 22. la chiamano Reman. Azau.22. et Azau. da cui nacque Rebecca : quesli ottofigliuolipartori Melcha a Nachor fratello d* Abramo. a ponente dell'Eufrate.K. Et Cased . Eravi una città di Busan nella Mesopotamia. 24. et Jedlaph. Cioè de' Camileti popoli della Siria. et Mancha. partorì Tabee . e anche Pheldas.

6. . e che per conseguenza queste parole sono state aggiunte al testo di Mosè . feconda com' ella. Questo onore è renduto alla virtù. Visse Sarà cento ventisette anni. visse Sarà cento ventisette anni. come le stelle . ep.del cielo e come V arena innumerabile . come accenna s. in virtù della promessa. 15. Cosi credesi chiamata Arbee da un Cananeo. e a piangerla. Gai. Per la fede ancora la stessa Stira ottenne virtù di concepire anche a dispetto delV età. rixit autem Sara centum viginti septem annis. 2. iv. E morì nella città di Arbee. Jud. in terra CJianaan : venitque Abraham. Sì fa illfutto della morte di Sora. Ma ecco in qual modo della fede di questa gran donna parli Io-stesso póstolo.. i. JL. ut piangerei. 11. 2.C A P O XXIII. quae est Hebron . che A bramo ' compra a danaro contante da Ephron insieme col campo. Per la qual cosa eziandio da un solo (e questo già morto ) nace/ue una moltitudine. che ella ancora portò . Vers. che ne ebbe il dominio. di lei e alla nobil figura che ella dovea fare nella economia della religione. ma anche pericolosa a sostenersi. Quanto al nome di Hebron . 1. Osservano gl'interpreti . Yers. che ella lo ebbe da un figliuolo di Caleb chiamato Hebron . conforme spiega mirabilmente 1' Apostolo. Et mortuo. Imperocché ella è madre de'fedeli. 1. la quale è sepolta nella doppia spelonca. 2. perche*credette fedele colui che le avea fatta la promessa. Pietro . ec. xr. m. e vogliono provare una cosa dubbia con altra non solo dubbia. 22.. Nella citta di Arbee. et fieret eam. ec. che di questa sola donna ha voluto Dio che fossero registrati gli anni nella Scrittura. non ne sappiamo l'origine: quelli che dicono. sembrano poco cauti. cap. che è Hebron nella terra eli Chanaan: e andò Abramo a renderle gli ultimi uffizii. spiaggia del mare. Heb. est in civitate Arb&e . i. che e sulla. ed è un' idea della Chiesa di Cristo. xiv.

E spedito che fu dalle cerimonie del funerale. e pellegrino presso di voi: datemi tra voi il diritto di sepoltura. entro nel padig lione di Sara . che possa vietarti di seppellire il tuo morto nel suo monumento. ec. come Moggi nelle piazze. domine: Princeps Dei es apud nos : in electis sepulchris nostris sepeli mortuum tuum : nullusquG te prohibere poterit. che più a te piacerà. e dissero : 6. 3. Advena sum. parlò co'figliuoli di Heth dicendo : ** 4. Responderunt fi" Hi Heth. ec. L'EbjL aggiunge : sicché noi veggia io più. ut sepeliam mortuum meum. dicentesi 6. 4. . Seppellisci il tuo morjfr in quella che più a te piacerà . Alcuni da questa parola ando ne inferiscono. 6. 6. affinchè io possa seppellire il mio morto. esimio. che Abramo era altrove.3. Audi nos .Io son forestiero. Yedesi il concetto grande. perchè erano idolatri. 6. perocché le ricchezze disgiunte dalla virtù partoriscono piuttosto invidia e malevoglienza. quando Sara morì in Hebron . Yers. Tutto questo trattato si faceva alla porta di Hebron. Tannandosi in que'tempi il popolo alle porte delle città. Signore. Cumque surrexisset ab officio funeris. ascoltaci : Tu sei presso di noi un principe di Dio: seppellisci il tuo morto in quella. et peregrìnus apud vos\ date mihi jus sepulckri vobiscum. E ando Àbramo ec.JÉi . mentre quella parola può esporsi in tal guisa: Abramo andò. Yers. ec. delle nostre sepolture: e nissuno sarà. locutus est ad filio s Heth dicens : 4. ovvero. Tu sei presso di noi un prìncipe di Dìo . quin in monumento ejus sepelias mortuum tuum. che Abramo non voleva aver comunanza dì sellerò con essi. Principe di Dio vale principe grande. Risposero i figliuoli di Heth. * II mio morto. in cui era Abramo presso tutti per le sue virtù assai più che per le sue ricchezze . ma la congettura è molto mal appoggiata.àpn compresero.

ascoltatemi. 10. cunctis audientibus . . La doppia. Jìabitabat autem Epkron in medio filiorum Heth. E rispose Ephron ad Abramo. g. e s'inchinò al popolo della terra . Surrexit Abraham . dove Abramo parlava. Ut det mìju. Or egli alzò la voce.Si alzò Abramo.fj. filio s vide" ÈcetHeth: 8. una per seppellirvi gli uomini. affinchè io sia padrone di farne una sepoltura. la caverna del quale volea comprare Abramo. io. e intercedete per me presso Ephron figliuolo di Seor: o. caverna ec. Affinchè egli mi conceda la doppia caverna . domine mi: sed tu gnor mio : ma fa tu magis ausculta. Vers. Dixitque ad eos: Si placet animae vestrae. audite me. pecunia digna tradat eam mihi coram vobis in possessionem sepulchrL 7. et intercedile pro me apud Ephron filium Seon ^9. qui ingredìebantur portam civitatis illius . a sentila di tutti quelli che entravano nella porta della città.. \Q. Ephron. utsepeliam mortuum m&um. OrEphron si stava in mezzo a' figliuoli di Heth. quod piuttosto a modo mio Vers. Non sia così. speluncam duplicemt quam liabet in extrema parte agri sui. che egli ha al fondo del suo campo : a prezzo giusto me la dia alla vostra presenza . dicendo : 10. si trovava presente traila'gente che era alla porta. vale a dire ai figliuoli d' Heth : 8. si11. e fece sua risposta. dicens : 11. et adoravit popu* lum terrae. Alcuni intendono. che avesse due camere. che io seppellisca il mio morto. Questo è il senso della volgata. l'altra per le donne. E disse loro: Se piace a voi. Fedi gli Atti MI. Nequaquam ititi fiat. Responditque Ephron ad Abraham . Ephron ti stara in mezzo ec.

. quampo* stulasfluadringentis siclis argenti valet-. H 14. #• 12. audiehtibus filiis Hethì quaéringentos ^c^^ argeijli jjrobatae mon& tae ^bvjcae. E parlò ad Ephron^. 16. Domine mi. e della caverna. \6. Responditque Ephron : 15. e co. 14 Ed Ephron rispose: 15. praesentibus filiis populi mei: sepeli mortaum tuum. ^ 12.. stando tutt'aJF in tornò la moltitudine : Di grazia ascoltami : io darò il denaro per il ^ campo : prendilo. Udito ciò. che tu domandi. Abramo pesò il deparo domandato da Ephron alla presenza de' figliuoli di Heth .. audi mei Terra . appendit pecuniam. istud est predum inter me. quattrocento sicli d'argento di buona moneta mercantile. circumstante plebe : Quaeso. et te : sed quantum est hoc ? sepeli mortuum tuum. Adoravit Abraham coram populo terrae\ 13. Quod cum audisset Abraham. quae in eo est. vale quattrocento sicli d'argento : questo è il prezzo tra me e te : ma che gran cosa è ella questa ? ijlppellisci il tuo morto. et sic sepeliam mortum meum in eo. Signor mio._"lj sì vi seppellirò il mio morto.locjuor : Agrum trado tibì. alla presenza de' figliuoli del popol mio : seppellisci il tuo morto. S'inchinò Àbramo dinanzi al popolo della terra: 13. che ivi è. etspeluncam. in quel ch' io ti dico : Io ti fo padrone del campo.c/uam Ephron postulaverat . ut j^udias me : dabo pecuniam pro agro : suscipe eam. ascoltami : II terreno. Etlocutus est ad Ephron.

perchè non era anitra in uso ne' contratti. come notò s. et omnes arbores ejus in cunctis ^erminis ejus per circuitum. respiciens Mambre. 13. col Calmet. L'Ebreo pesùy[argento : non eravi. 18. e cosi si confessa ospite e pellegrino sopra la terra. E il campo una volta di Ephron . et cunctis. Peso il denaro. come la caverna . che guardava verso Mambre. 19. V f- . tanto esso . iti. E così Àbramo seppellì Sara sua moglie in quel campo nella doppia caverna . 18. Non si parla di scrittura. 17. e 18.vu. che erano ali' intorno dentro de'suoi confini. x. Stefano negli Atti cap. e ^ulte le piante . sopra le monete ec. cioè alla celeste dTcui era figura la terra di Gltanaan.17. qui intrabant jtortam civitatis illius. contando il siclo d' argento a soldi trentadue e sei denari di Francia . non ebbe da Dio in quel paese nemmeno un piede di terra. 16. Atque ita sepeli' vit Abraham S oram uxorem suam in spelunca agri duplici^ quae respiciebat Mambre : 17. a cui Dio avea promesso il dominio di tutta la terra di Chanaau. che ad una terra e ad una patriajpigliore egli-anela". Fu cedut&Jn pien dominio. Fu ceduto in pien dominio ad Àbramo alla presenza de' figliuoli diJHeth. che guardava verso Mam- Vers. e dimostra. come dice 1' Apostolo. rie! quale era una doppia caverna. dissert. Abrahae in possessionem. e di tutti quellilche entravano nella porta di quella città. in quo erat spelónca duplex . Confrmatusque est ager quondam Ephronis.5. 19. videntibus filiis fletti. e il quale per la ferma fede in questa promessa. ancora la moneta battuta e coniata. I quattrocento sicli verrebbero a fare poco piìi di cinquantatrè zecchini e mezzo . fa 1' acquato della caverna di Ephron per farvi una sepoltura per Sara e per sé stesso . Abramo. Di buona moneta: L'Ebreo : d'argento che corre tra?mercatanti. Yers. Abramo vi compra un campo per avervi ragione di fepoltura . tam ipse quam spelunca. VeAl IJebr.

a. Era. e si consola della perdita della madre» i • Jiltmt autem A* braìiam senex \dierumque multorumi et Do*minus in cunctis benedixerat ei. E i figliuoli di Heth confermarono ad Abramo il dominio dei campo. * II serpo di A bramo dopo aver prestato giuramento è mandalo nella Mesopotamia a cercare una moglie ad Isacco : chiede dal Signore un segnale . e trova Rebecca . J-TJla Abramo era vecchio. 20. et antrum. Vers.( i) haec est Hebron in terra Clianaan. El confirmatus est ager. . i. 20. che era in esso per servirsene di monumento. stl'piìi antico servo: Eliezer. ed egli la prende per sua moglie. 35. xv. e Isacco ne vea quaranta. Abrahae in possessionem monumenti a filiis Heth. e di lei la conduce ad Isacco . a. 1. fa ag. ». bre. e col consenso de* genitori e del fratello. quae habebat: (a) Pone manum tuam subterfemur meum: (i) Infr. e d' età avanzala : e il Signore lo avea benedetto in tutte le cose. vecchio ce. e della caverna.*' Vedi cap. Cihe avea il governo di tutto il suo: Metti la tua mano sotto la mia coscia : i (a) Infr. C A P O XXIV. Ver s. la quale è Hebron nella terra di Chanaan.. 2. quod erat in eo . E disse al più antico servo di casa sua . qui praeerat omnibus. 2. Av§a cento quarant'anni. Dixitque ad servum seniorem domus suae.

Agostino. Vers. Vers. e il non vederlo mai più adoperato in tutta la Scrittura porse ragionevole polivo a'Padri di considerare l'azione di questi due patriarchi come misteriosa e di altissimo significato. XLVH. Se la donna non vorrà venir meco. Girolamo. 4» Ma anderai nella terra de' miei parenti. et inde accipias uxorem filio meo Isaac. 4. Ut adjurem te per Dominum Deum coeli et terrete. e 4. de quo tu egressus es ? 3. come se Abramo dicesse al servo: Tocca il mio figliuolo. s. nunquid reducere debeo filium tuum ad locum. e giura pel mio Dìo. dice s. riteneva però la cognizione e il culto del vero Dio . 3. benché non fosse netta dall'idolatria. I Chananei erano un popolo maledetto da Dio. ut non accifiias uxorem filio meo de filiabus Chananaeorum. s. Bernardo . 5. e teme di non fallire. 5. che tu non darai in moglie al mio figliuolo nissuna delle figlie dei Chananei. tra' quali io abito. usandosi tal ceremonia : ed»*? qui. e dì là menerai una moglie al figliuolo mio Isacco. donde venisti tu ? Metti la tua mano sotto la inia coscia. inter t/uos habito. debbo io forse ricondurre il tuo figliuolo al luogo. s. Con essa adunque veniva ad annunziarsi il Cristo . e di perversi costumi. Prospero. . ec. Rispose il servo : Se la donna non vorrà venir meco in questo paese. Ambrogio. s. Respondit servusi Si noluerit mulier ve» nire mecum in terram hanc. Gregorio. il quale dalla carne de' medesimi patriarchi dovea nascere e pel quale facevasi giuramento. Isidoro.. 29.3. e buoni costumi.Non darai in moglie al mio figliuolo ec. ché tu giuri pel Signore Dio del cielo e della terra. . Interrogazione saggia di un servo che conosce tutta P importanza di un giuramento . ec. come si vede da tutto il racconto di questo capo. La famiglia di Nachor. Sed ad terramì et cognationem meam proficiscaris . Vedi s. cap. Perchè io vo'. Questo rito in simile occasione si osserva da Giacobbe. 5.

e giurò a lui di fare quello che era sermone hoc. 9. Pose adunque il vus manum. et de terra nativitatis meae. c/ui tulit me de domo patris mei. ^. Dixitque Abraham: Cave.§. sub femo.sciolto dal giuramento lium metom tantum né purché tu-non ricon: duca il mio figliuolo reducas illuc. ^. stato 4f tto. e mi giurò. et juravit mihi dicens: (i) Semini tuo 'dabo terram hanc : ipse mittet Anteluni suum coram te. non seguirti la donna. 13. Tulitcfue decem io.6. cjuilocutus est mihi. Obbedisce posi Abramo al comando fattogli dal Signore di lasciare egli e la sua discendenza i\ paese della sua prirria origine-. et accipies inde uxorem filio meo: (i) Supra 12. 8. Sin autem mulier noluerit segui t$ . ove io nacqui.E prese dieci camcamelos de grege do. Il Signore Dio del cielo . et }uravì$iillì super padrone . Se poi non volesse 8. nec/uando reducas filium meum illuc. 7. e dalla terra . 7. 26. et 15. 10. di"cendo: Al seme tuo darò questa terra : egli manderà il suo Angelo innanzi a te. sarai teneberis juramento: fi.melli dalle mandre del 6. re Abraham domini coscia <i'. Posmt ergo ser9.DomijiusDeus coelì. iSrln/r. il quale mi parlò .*(riutfilati dal ricondurre giammai colali mio figliuolo." ' % ' colà. 3. il quale mi trasse dalla casa del padre mio . la .servo la mano sotld. . E Abramo disse : Guardati dal ricondurre giammai colà il mio figliuolo. e tu menerai di là una moglie al figlio mio. ' . Vers.Aubramo tuo <s?«j.

dammi. cum domino meo Abraham. secondo 1' uso di que' tempi e di que' paesi. E fatti posare i cammelli. suo padrone. Cumque carne" los fecìsset accumbere extra oppidum juxta puteum afjuae vespere^ tempore. nel tempo. nel tempo in cui soglion le donne uscire ad attinger acqua . dove lo sposo dava la dote? Vers. in cui ec. Signore Dio del mio signore Abramo. Domine Deus domini mei Abraham. mihi hodie. E fatti posare i cammelli fuori della città vicino ad un pozzo d'acqua la sera . Questi erano per la dote della sposa . Ecce ego sto prope fontem aquae. e sii propizio al mio padrone Abramo. La sera. e si parti. u.J2cjco tìjLe io sto vicinò ^questa fontana 4i acqua. disse : 12.Igitur puella. et filiae habitatorum hujus civitatis egredienturad . Era incumbenza delle fanciulle 1' andare ad una data ora ad attingere 1' acqua.dunque a cui io dirò: driam tuam^ uKbibam : Porgi la tua idria. hauriendam aquam. afC A P O Vejrs. Exod. Fedi. 11. 16. ii. et fac misericordia™.mini sui. ti prego . quest' oggi felice incontro. e s'inviò a dirittura nella Mesopotamia alla città di Nachor. 13. oc' curreì obsecro. i o. profectusque perrexil in Meso* potamiam ad urbem Nachor. L'Ebreo. . cui ego dixero'. 235 XXIV. ex omnibus bonis ejus portans secum. e fatto pìisgare iil ginocchio (a terra) at cammelli: cosi riposano queste bestie . et abiit. 11. Inclina hy. cjuo solentmulieres egredi ad hauriendam ac/uam^ dixit: 12. Portando seco dì tutti i beni ec. i3. portando seco di tutti i beni di lui. e le figlie degli abitanti di questa città usciranno ad attinger 1' acqua» i4> La fanciulla ai4.

e non conosciutala uonjp : ella era venuta alla fon. è il segno di una buona moglie . al quale Questo servo vuol conoscere la fanciulla destinata d». et impleverat hydriam. mis. quanti' ecco uscì fuora Rebecca figliuola di Baiimele figliuolo di Melcha moglie di Nachor fratello di Abramò » la quale avea un'idria sulla spalla : 16.* tana . di buona indole . quam praeparasd servo tuo Isaac : et per hoc \intelligam. filia Bat&uel. e ave§ empiuta l'idria. filii Melchae uxoris Nachor fratris Abraham . 14. finchè io possa bere : è la quale mi risponderà: Bevi.% Cft particolare istinto dello Spirito Santo il chiedere un tal segnò. quin et camelis\tuis dabo potum : ipsa est. Non avea egli fi^ nito di dire dentro di se queste parole. e vergine bellissima. Necdùm intra se verba compleverat^ et ecce Reèecca egredìebatur. affabile. Fu dunque* effetto della sua fede e della speranza in Dio. La fanciulla adunque a cui io Arò. Fanciulla sommamente avvenente. » ^ ?" * Che hai preparata. donna finalmente tale da piacere %à Isacco e ad Abrjtmo. che il segno .^llaà^rani. . che tu sei stato propizio al mio padrone. che non risparmia la fatica . Osservali Crisostomo. ospitale . haben&hydriam in scapula sua \ iS. Destinata. ac ' revertebatur. 15.Dio pel figlialo di Abramo. e se h' andava.et illa responderit: Elbe. " * ' Vers. quod feceris misericordiam cum domino meo» 15. ec. et incognita viro: descenderat^autem ad fontem. virgoque falche^ i rima. e anzi abbevererò anche i tuoi cammelli • questa sarà quella che tu hai preparata ad Isacco tuo servò : e da questo comprenderò.

et dedit ei poàum' Cumque ille bi^ 19. Ipse autem con^templabatur eam tacitus> scire volens^ utrum prosperum iter suum Jfecisset Dominus. * •iQ. volendo sapere. 22. ella soggiunse : Io attignerò pure acqua pe'tuoi cammelli . . Ed ella rispose : Bevi. M. adjecit: Quin et camelis tuis hauriam aquam. 21. donec cuncti bibant. 19. Ma egli si stava a contemplarla in silenzio. ària tua. an non. E dopo che ebber bevuto i cammelli. Q due braccialetti . o no felicitato il suo viaggio. E quando egli ebbe bevuto.fffundensque liy* driam in canalibus. Eibeì domine mi. che pesavano due sicli. e disse : Dammi un pocolino di acqua a bere della tua idria.i'7» Occurritque ei servus^ et alt : Pauxillum aqucte mihi ad bi~ bendurn praebe de hy. E prestamente si pre*se l'idria sul suo braccio. corse di bel nuovo al pozzo ad attigner %equa: e attingala iae diede a tutti i cammelli. che pesavano dieci sicli. 18. finchè tutti abbian bevuto. 20. e diegli da bere. ut hauriret aquam : et haustam omnibus eamelis dedit. 18. Quae respondit". appendente s siclos duos . Cele" rilerque deposuit hydriam super ulnam suam. se il Signore avesse . bisset. et armiltas totidem pondo siclorum decem. E versata l'idria ne' canali. protulit vir inaures aure&s. E il servo le andò incontro . egli tirò fuori due orecchini d' oro. Postquam autem bibeAint cameli. signor mio. 22. recurrit ad puteum. 17.

filii Melchae. E diasele : Dimmi. e veraci col mio|pa4 drone. Ella rispose :So-^ no figliuola d^Bathuele .23. 3 j.'oro e ^'argentò. Dicendo : Benedetto il Signore Di© del padron mio Àbramo. gnor. et adorava Domi? nunij * <ft 27. . Vedi vers. il quale non ha mancato di essere misericoièioso.uelis. 27. Girolamo (in J3t. La voce ebfea può significare anche ornamenti del naso o della fronte. EI soggiunse. Filia sum Bath. e adorò il Si-. Et addidit di€ens: Palearum quoque et foeni flurimum est apud nos . suam a damino meo. Cujus es filia ? indica mihi : est in domo patris tui locus ad manendum ? 24. 26.e. Di pàglia e di fieno ne ab^l biam moltissimo in casa . InqlÌ7ia%it se homo . quem peperit ipsi Nachor. chei^e donne-di Paléiiina portavano 'certi ornamenti. figliuolo di Meldiia. 26. * Vers. da cui pjndono* monete d.ech. e spazio grandis <ì% dare albergo. Le fanciulle nella Siria portano «anche in oggi nn jjjastro alLi fronte. che questi sieno propriatnfnte significati colla paìiwia Nes^jn. e crede. e le donne%&ì>e ejjjfirsiaue portano un anello d' oro' a una delle narici. '•4' 23. . et recto itinere meperduxit in domum fratris domìni mei. Diceno : Benedi' ctus D omìnus Qleusdo* mini mm Jffaakam t qui non abstulit mìM$ ricordiam^ et veritate™. S. L'uomo allors'inchinò . e per diritta via mi ha eond<m*o alla casa ciel Rateilo del mio padrone. di chi sei figliuola ? v' ha egli luogo in casa del padre tuo da albergarvi ? * 24. 22. Due orecchini cP oro." partorito da questi! a Nachor. c%e à qui usata. i qjfali dalla fronte pendevano sul n|so . 26. xv%J dice.. Dixitque ad eam'.. Quae respondit'.• 26. et locus spadosus ad manendum.

che Sara avea^ un padi4 gliene separato da creilo di Àbramo. Le donne aveano la loro abitazione separata. e diede loro s* paleas. e un> luogo pei <f cammelli. e i braccialetti * et ^audisset cuncta ver» nelle mani di sua sorelha referentis : Haec lo.Jp dissegli : Vieni Ingredere . Cucurrìt itaque 28.un fratello chiamato Lane tjaban.Queli' uomo mi ha detI bat juxta camelos^ et to queste cose : ed egli prope fontem aquae. et fuora ? ho preparata la locuni camelis. 28. quae audierat. uom benedetto "Domini: curforis stas? dal Signore : perchè stai ^jiaeparavi domum. jcasa . che si stava presso a' cammelli.sB. qui sta. e scaricò i vii camelos. e poraquam ad lavandos pe-? tò acqua per lavare i È Vers. Gonciossiachè efoaures. et lapaglia. Cumque vidisset 30. quifestinus ban . chini . e raccontò a domum matris suae casa di sua madre tutomnia. 3 o. che aveva udite. deditque cammelli.Dìxitgue ad eum: L. je*viciiÌQ alla fonUma. etfoenum. (§osi abbiam veduto.nell'ospizio . benedicte ro. Etintroduxit eum 32. che riferiva: * venit ad virum. dov' era la fontana. et armillas in gli avea veduti gli orecmanibus sororis suae. te le cose. e avea udite le pa$utus est mihi homo: role di lei. egréssus est ad homi' fretta a trovar l'uomo. . Corse adunque la puella . 3 2. 27.la . il quale andò in. Vers. E Io introdusse in hospitium: ac destra. nem> ubi eratfons. trovò -J? uomo . Jlabebat autem 29. e il fieno. ei nuntiavit in fanciulla . Si. ?s 29. * Per diritta vìa. Addirittura. Or Rebecca avea Rebecca fratrem nomi. A casa di sua madre.

sefvoS. 36-. Lo%a dichiara totem? erede universale per. mio. e te est: etdedit ei oves^ et ha fatto grande. *las. e^tgti* boves> argentoni. e agli*i|i^. ser. Et adjumvit me . quae habuerat. E Sarà moglie del : 3& Et peperì&fSara uxùr jU^ini mei^jium mio padrone ha* partodomino meo in saìn&i*' rita in sua vecchiaja al ctute sua. n^lla terra rum tèrra liabito : de' quali i^ dimore^ *-Ver»!. • '* 33. fi^ medam. Et apposit&s est 33.At ille: Servus . 37<(J£. dicehs : m i Affatto giurar^ di-rf *Non accipies Uxorem cendo^ Non gyreno&rai* ^filio meo * de^jttiabus ^ moglie pel. mini § che eran veniiffe. vanti del pane. tametos^t&sinos. Et Dominus beTKfr'E *il Signore ^a nedixit domino^ meo ^benedetto grandei*ie=nj valdeì magnificatusq&e te il mio padrone . qui venerunt cum eo.des ejus. & quegli : Spno . %t anc%>* argento. ambasciata.* • 4 36". e asini?* „ *r> V.yo di Àbramo: 35. rum .. con lui. -^ 'r\ 37. Qui ait : Non c& diése : Non mangerò. donec^loquar no a tanta che io non sermones meoAr.ha dato peQpre^ e bovi. in quo. .do#o la sua morte. figlio CJiananaeorum. Ma égJL nis.il£j(> padrone dominus meus.* f 34. e $•% schiavi. e^^nimelli. 34. . oui egli h| dato tu% to il suo. et virorum. piedi a lui. inqùit% Abraham sfym : disse. Ed eglf Rispose : Parla. ». lo. èuì egli ha dmoìutlo ^ *«o.' Re* abbia esposta la mia* tpondit ei : Loquere.* nissuna delle figlie dei Chananli. E fuglì postafdain conspectu ejus pa-. dedite/uè illi miq padrone uniigliuoomnia. e* s^ht^ye. et au.

&t non dederint de' miei parenti . Pent.Sarai esènte dalla maledizione mea. ed ei libi. 3<). Sarai sciol« fo dal giuramento a me prestato. £1.te . * Sarai esente dalla mia maledizione. nel cospetto lojnittetAngelum suum di cui io cammino. e ho detto t mini mei Abraham. in cui io ora cammino.mantecum . et de domo mio figlio una moglie patris mei. 41. Il Signore. et casa del padre mio . Ma anderai alla patris mei perges. Vol I. drone Abramo. Sed ad domum 38. ii . Veni ergo hodie 4a. in 40. Ed io risposi al di domino meo: Quid si mio padrone .38. 43. strada . di mia parentela e della casa del padre mio. ah. quanveneris ad propinquos do sarai arrivato a casa meos .. E se la noluerit venire mecum donna non vorrà venir meco ? mulier ? 4°» Dominus . Innocens eris a 41. e de cognatione mea ac.viaggio: e prenderai al tione mea. 42. si Signo/e Dio del mio pa(lirèxisti viam meam . Ecco che io mi 43* JE^ce sto juxta fontem aquae . e prospererà il tuo rem filio meo de cogna. mi ricujus conspectu ambu~ spose egli.sto presso quésta fonVers. cum mia maledizione. et vir. et quest' oggi arrivalo aldixi: 1)ornine Deus do. se tu rni hai indirizzato pella in qua nunc ambulo.la fontana. prenderai moglie al mio figliuolo.della mia parentela cipies uxorem filio meo. Ego vero respon39. Sono adunque ad fontem acjuae. et diriget viam derà T Angelo suo con tuam: accipiesque uxo. ' non vorranno dartela.

l±6. quae egredietur. Sus- tana d' acqua . comparve Rebecca. et hausit aquam. Le die- . Ed ella tosto si tolse dall'omero l'idria. "Dumque haec t&* citus mecum volverem* apparuit Rebecca venienscum hydria^quam portabat in scapula : descenditque ad fonlem . 45. q uem peperit t>i Melcha. che uscirà fuora ad attigner acqua. Io bevvi. et camelis Juis tribuam p o tum. che fy veniva portando la sua m* idria sopra la spalla : e „* . io ne attignerò a"nche pe' tuoi cammelli : questa è la donna destinata dal Signore al figliuolo del mio padrone. et dixit mihiì Et tu bibe . Bi~ hi. e a'tuoi cammelli darò da bere. ed ella abbeverò i cammelli. 4y. '46.\ dissi : Dammi un po\ chettino da bere. e Melcha. ed a cui dirò. Interra gaviq uè eam.gò. etdixi\ Cujus e s filia ? Quae respondit: Filia Bathuelis sum> filii Nachor . E io le . e la fanciulla. figliuolo di Nachor. E la interrogai. 45. audierit a me : Da mi~ hi pauxillum aquae ad bibendum ex hydria tua : 44. Et aio ad eam-. 'Quae festinans 'deposuit hydriam de humero. et adaquavit carnelos.ad hauriendam aquam . Da mi" Jki paullulum bibere. E mentre io quesle cose ruminava in silenzio dentro di me . f/uam praeparavit Dominus filio domini mei.Et dixerit mihi : Et tu bibe : et camelis tuis hauriam : ipsa est mulier. e at^ tinse l'acqua. e mi disse : E bevi tu . 4?. e dissi : Di chi sei tu figliuola ? Ed ella rispose: Son figliuola di Bathuele. scese alla fonte . Dammi un po' d' acqua da bere della tua idria : 44' Ed ella mi dirà : Bevi pur tu .

indicate mihi: sin autem aliud placet^ et hoc dicite mihi. 4p.penali itaque inaures ad ornandam faciem ejus t et armillas posuì in manibus ejus. 48. et veritatem cum domino meo . 5o.. Jtesponderunt(jue Lnban^ et Bathuel: A Domino egressus est fermo : non possumus extra placitum ejus fjuidcjuam aliud locjui tecum.. ditemi anche questo.E mi chinale adorai il Signore. benedicendo il Signore Dio del mio padrone Àbramo . ut vadam ad dexteram. affinchè io provveda alla mia meumbenza in un modo o in un altro. o a sinistra mi volga. 49. E una maniera d'i proverbio. affinchè io a destra. . ut sumerem filiam Jratris domini mei filio ejus. e Bathuel risposero: II Signore ha parlato : non possiam dire a te fuori che quello che a lui piace. e i braccialetti per le sue mani. che vuol dire . Vers. Ma Laban. il quale per diritta via mi ha condotto a prendere pel suo figliuolo la figlia del fratello del mio padrone. 49.Affinchè io a destra. sive ad sinistram. ditemelo: che se pensale al 1 rimenti .Per la qual cosa se voi vi portate con bontà e lealtà verso il mio padrone. o a sinistra mi volga. Egli potea trovare una moglie per Isaceo nelle famiglie degli altri ligliuoii di Naclior.. bene" dicens Domino Deo domini mei Abraham^ qui perduxit me recto itinere. di allora gli orecchini da attaccarseli per ornare il Suo volto. Quamobrem sì facìtis misericordiam. 60. 48» Pronusgue adoravi Dominum .

La qual cosa udita avendo il servo di A. Ciò raccoglievano Laban e Bathuele. se fosse stato il padre . e alla madre. stellerò ivi mangiando e bevendo. ac vestibus.aneat puella sal- 51. perchè . 53. 62. la quale avea detto e fatto tutto quello che egli dentro di sé avea domandato al Signore. et situxor filii domini tui. et mater•: M. facendolo imbattersi in Rebecca. Quod cum audisset puer Abraham. La mattina levatosi il servo disse : Lasciatemi andare a ritrovare il mio padrone. Questo Baiimele dovea essere anche egli fratello di Rebecca . e la madre : Rimanga la fanciulla al- Vers. et bibentes manserunt ibi. Gredesi perciò. prostrato per terra adorò il Signore. // Signore ha parlato. li diede a Rebecca in donativo. che fa qui sempre le prime parti. prendila . E tratti fuora vasi d' argento e d'oro. che Bathuele il padre fosse già morto. Ldban e Baihuel risposero. e parti. ed ella sia moglie del figliuolo del tuo « padrone. Risposero i fratelli . tolte eam. ut vadam ad dominum meum. 64. Surgens autem mane locutus est puer\ Dimittite me. Inito convivio. En Rebecca coram te est. 5o. secondo la parola del Signore. 53. E cominciato il convito.51. Prolatisque vasis argenteis. vescentes pariter. sicut locutus est Dominus. dedit Rebeccae pro munere . 62. procidens adoravìt in ter» ram Dominum.fratribus quoque e]us> et matri dona obtulit. .bramo. e fece anche de' presenti a' fratelli di lei. dal segno che Dio n'avea dato ad Eliezer. e vestimenti. 55. Responderunt(juefratres ejus. et proficiscere. 55. Ecco davanti a te Rebecca . 54. a lui toccava a parlare a preferenza del figliuolo Laban. et aureis.

S* impadroniscano delle porte ce. possi tu crescere in migliaia di generazioni. ritenermi. e dicendo : Sorella nostra. 69. > 66. ch'io me ne vada al miopadrone. ) ma riguardo al partir cosi subito. 60. quia Dominus direxit viam me ani : dìmatite me . Vers. diss' egli. meno dieci . ut pergam ad dominum meum. 58. 5^. dappoiché il Signore ha prosperato il mio viaggio : lasciate. al quale si vede che avea acconsentito (ver s. de' palazzi ce. Dimiserunt ergo eam> et nutricem. et postea proficiscetur. 5i. 58. 67.lem decem dies apud nos . e i suoi compagni. e il servo di Abramo. et possideat semen tuum portas inimicorum suorum. e sentiamo qual sia il suo volere. Lasciaron adunque . Facendo voti per la loro sorella . Vcrs. Sentiamo qual fia il suo volere. et comites ejus. . e le domandarono : Vuoi tu andar con quest1 uomo ? Ed ella disse : Anderò. alt.giorni con noi. illius^ servumque Abraham. 67. atque dicentes : Soror nostra es . e poi partirà. Imprecante^ pro» spera sorori suae . 60. Vale a dire delle città. Et dìxerunt: Vocemus puellam^ et quaeramus ipsius voluntalem. 60. ovver tlelle case. 59. Chiamata venne. Cumque vocata venisset^ sciscitati sunt : Vis ire cum homine i" sto! Quae ait] Vadavi. 56. me retìnere. crescas in mille millia . Nolite . Ed ei dissero : Chiamiamo la fanciulla. e i tuoi posteri s'impadroniscano delle porte de' suoi nemici. Non riguardo al matrimonio con Isacco. che ella partisse insieme colla sua balia. Non vogliate.

La seconda persona presso gli Ebrei tien luogo del vocativo.Rebecca quoque. 64. E disse al servo : Chi è queli' uomo . Vedi cap. 65.Rebecca adunque. 61 . 63. Yers. et videntis : habitabat enim in terra australi: 63. etpuellae illius. ascensis camelis. che * Sorella nostra. 14. 65. che si noma di lui che vive e vede : imperocché egli abitava nella terljra di mezzodì: . In quel tempo stesso Isacco passeggiava per la strada . Sia ch'egli meditasse. (i) cujus nomen est viventis. 64. A Bersabea. che si noma ec. inclinata jam die : cumque elevasset oculos. Et egressus filerai ad meditandum in agro. scese dal cammello. Alenai traducono P Ebreo per orare . Ed era uscito alla campagna per meditare sui far della sera: e alzati gli occhi. xvn. secutae sunt virimi : quifestinus revertebatur ad domi" num suum.Etaitadpueriim: Quis est ille homo. 62. Vers. desceìidit de camelo. 62. xvi. Abitava nella terra di mezzodì. Era uscito alla campagna per meditare. qui (i) Sup. andarono cori quell'uomo : il quale con lulta celerilà se ne tornava al suo padrone. e le sue serve. questi lo consola coll'arrivo della sua sposa. Per la strada che conduce al pozzo. che era nella parte meridionale di Chanaaii. 16. n. . ma 1' uno e 1' altro senso s'includono scambievolmente.61. conspecto Isaac. 62. veduto Isacco. che conduce al pozzo . vidit camelos venientes procul. salite su cammelli.Rebecca eziandìo. 14-. 63. sia che egli facesse orazione al Signore. vide da lungi venir i eam» nielli. Eo autem tempore deambulabat Isaac per viam c/uae ducit ad puteum . Igitur Rebecca.

. 66. Vers. quae gesserai. Matili. narravit Isaac. tempero il datore. Qui ìntroduxit eam in tabernaculum Sarae matris suae. 65. e a cercare. Ed egli meriolla dentro il padiglione di Sara sua madre . e la prese per moglie: e l'amor che ebbe per lei fu tale. fece svanire il giusto dolore della perdita della sinagoga. e la bellezza e la fecondità di questa sposa . Il padre dà al figliuolo una sposa. 67. gli Apostoli. Quello che sì è tradotto il velo. cui il padre diede l'assoluto dominio di tutte le cose. Si mostra adunque con queste parole l'affetto grande d'Isacco verso una si degna madre. et accepit eam uxorem: et in tantum dilexit eam^ ut dolorem^ cjui ex morte matris ejus acciderat . la Chiesa. che temperò il dolore .. temperare^ viene pel campo incontro a noi ? Ed egli disse: Quegli è il mio padrone. che sono sopra la terra. In Isacco figliuolo unigenito di Abramo è qui rappresentato il figliuolo unigenito di Dio. At illa tollens cito pallium operuit se. Questa sposa è introdotta a occupare il luogo della sinagoga . . E il servo raccontò ad Isacco tutto quello che avea fatto. Ella tosto preso il velo si coprì. che non ha nè macchia. 66. s. 27. e chiamar questa sposa ( la quale senza un invito speciale di lui non si sarebbe mossa giammai a bramare lo sposo. nè grinza. Girolamo dice che era una specie di mantello che copriva la testa e il corpo tutto. Sara era morta già tre anni prima . 6". xi. che risentiva per la morte della madre.venitper agrum in occursum nobis ?Dixitque ei : Ipse est dominus meus. e l'autore di sua salute) manda i suoi servi pii» fedeli. raccolta da tutte quante le naaioni. ricchi de'suoi doni e animati dallo spirito dello sposo. Servus autem cuncta. Ed ella tosto preso il velo si coprì. 67. Vers. ec. E V amor che ebbe per lei.

A t vero ex Madian ortus est Epha* et O" (i) i. et M. Sposo un altra moglie per nome Cetura. La quale partorì a lui Zamran. I figliuoli di Dadan furon Assurim . 1. cte di avere maggior numero di figliuoli. e Dadan. Quae peperit ei Zamran. et Sue. che altro egli cercasse con questo nuovo matrimonio .C A P O XXV. et Jecsan. e Madian .adiaiiì et Jesboc . Par. e che per ispirazione di lui Àbramo lo avea fatto. e muore lasciando suo erede Isacco. e che Dio gli conservò il vigore rendutogli miracolosamente. ed He- . i. Isacco fa orazione per la mo glie sterile . 1. e Madan . 3. di una numerosissima discendenza. 4. Jecsan poi generò Saba. 3. et Latusim^ et Loomim. e Opher. jfLbràhani vero aliam duxit uxorem nomine Ceturam : f i ) 2. et Madan . Àbramo a* molti figliuoli avuti da Cetura dà dei doni . Abramo avea allora cento quarant'anni. e Loomim. e Sue. de* quali il maggiore vende al minore la primogenitura. La virtù di questo gran patriarca non permette di credere . e Latusim. Jecsan quoque genuit Saba^ et Daddn. i. Muore anche Ismaele dopo aver generato dodici principi. Yers. e Jecsan. Da Madian nacque Epha. 3a. e Jesboc. Esaù e Giacobbe. per mezzo ile' quali la vera religione si propagasse e si adempissero le promesse fattegli da Dio . 4. Filii Dadan fuerunt A s surim . r\bramo poi sposò un'altra moglie per nome Getura : 2. ed ella partorisce due gemelli. E 1' essere stato benedetto da Dio questo matrimonio con buon numero di figliuoli dimostra.

mandandoli verso 1' oriente.pher. ad plagam orientalem. e i posteri di lui dal pericolo di contaminarsi coli' idolatria e co1 vizii. Vers. Le concubine. ne' quali erano per cadere i posteri degli altri figliuoli. . 8. quae possederai . e li separò da Isaac suo figliuolo. e Abida . ma di assai inferior condizione. dove egli passò gli ultimi i nui di sua vita. Isaac : 6.. 6. 7. A* figliuoli poi delle concubine diede dei doni. ovver donna : elle erano per lo più serve e serve rimanevano. mandandoli ec. Elle erano vere mogli. E venne meno e morì in prospera vecchiezza . E Abramo diede ad Isaac tutto quello che possedeva : 6. et separavit eos ab Isaac filio suot dum adhuc ipse viveret. Fuerunt autem dies vitae Abrahae centum septuaginta quinque anni» 8. che rimane a oriente riguardo a Bersabea. ed erano soggette alla madre di famiglia. 5. provectaeque ae* tatiS) etplenus dierum : congregatosene est ad populum suum. £ li separò da Isaac . 6. Yedesi da ciò la sollecitudine d' Abramo non solamente di provvedere alla pace de' suoi figliuoli. A*figliuoli poi delle concubine diede de'doni. E tutti i giorni della vita d'Abramo furono cento settantacinque anni. ec. e andò a unirsi al suo popolo. et Henoch^ et A' bida^ et Eldaa: omnes hi filii Ceturae. e i lor figliuoli non avean diritto ali' eredità paterna. nocb. ed Eldaa: lutti questi figliuoli di Cetura. 1 figliuoli di Agar e quelli di Cetura furono mandati da Abramo nell' Arabia deserta . Mandandoli verso Voriente. Deditt/ue Abraham cuncta. Filiis autem concubinarum largitus est munera . e d' età avanzata.. 7. mentre era tuttora in vita. Et deficiens mortuus est in seneetu te bojia.. e pieno di giorni. o sia mogli secondarie furono Agar e Cetura. ma ancile di allontanare il figliuolo Isacco . l'erede delle promesse. la quale era e dicevasi signora.

Per questo Iddio giuro di dargli gloria nella sua stirpe . come la polvere della terra. E venne meno e mori ec. della fede e della giustizia di questo patriarca. senza malattia e senza dolore passo tranquillamente da questa vita.il quale abitava presso al poz- Vers. Hebr.9. E dopo la morte di lui Dio benedisse Isacco suo figlio. xu. cap. come le stelle del cielo. e (indo a unirsi al suo popolo: vale a dire. E t sepelierun t eum Isaac . c/ui habitabat juxta puteum 9. ?. figliuolo di Seor Heteo. il quale conservo la legge dell'Altissimo: e questi strinse con lui alleanza. ma mi contenterò di riferire quello che lo Spirito santo ce ne ha lasciato nell'Ecclesiastico : Abramo. Mori Abramo non per effetto di malattia o dì altra estrinseca causa . Osservano gì' interpreti. e nella tentazione fu trovato fedele. Egli nella sua carne ratifico il pal~ io. filii Seor Hethaei . et Ismael filii sui in spelunca duplici . aversi in questa frase popolare raffermata la costante tradizione dell' immortalità dell'anima. 8. della pietà. ma consunte le forze e il vigor naturale. dirimpetto a Mambre. quae sita est in agro Ephron . et Sara uxor ejus. XLIV. e dal gran fiume sino a?confini del mondo. e regione Jfàambre. Quem emerat a filiis Heth : ibi sepultus est ipse.calo . 10. E Isaac e Ismaeìe suoi figliuoli lo seppellirono nella doppia spelonca situala nel campo di Ephron.3. e che questo avrebbe posseduto da un mare all'altro. ci dà Un'altissima idea della virtù e grandezza d'animo. spogliato della mortalità. 20. . e clCei sarebbesì mohipli. e Sara sua moglie. Io non m'avanaerò a farne 1' elogio . Tutto quello che abbiam fin qui veduto d' Abramo. sazio (li vivere (cosi dice l'Ebreo) . cui la separazione dal corpo altro non è. 11. i TI Et post obitum illius benedixit Deus Isaac filio ejus. Il qual campo egli avea comprato da' figliuoli di Heth : ivi fu sepolti egli. il grande padre di molte genti. agli spirili fie1 giusti perfetti. e di esaltare il seme di lui. passò ad unirsi alla società de'giusti. 10. che un passaggio ad un nuovo stato di vita. 23. a cui nessuno fu il simile in gloria.

et generationibus suis (i). et Cedma. E questi sono i nomi de'figliuoli di lui » co' quali nomi furori chiamati i suoi discendenti. 15. e Gedma. et Adbeel.Masma quoque . et Mabsam: 14. . Jeihur.^ornine viventis 3 et videntis. Da cui i Nabatei. e Massa^. xxh 11. Hadar. xi. e Jethur . if 2g. che ha a levante l'Arabia deserta. Calma. 13. e Massa . Vers. e Therna. Da cui credesi venga il nome di Ilurea. Masma. Isti sunt filii Ismaelis : et haec nomina per castella i et (\) i. dipoi Cedar. de'quali la capitale fu Petra nell' Arabia Petrea. 15. et Duma . et Na* pliis. filii Abrahae. e Dama . Questo è il novero dei posteri d'Ismaele. Cedar. Questi nomi di tre de' figliuoli d'Ismaele sono usati per modo di proverbio dagli Ebrei. 12. Hae suìitgenerationes Ismael. Questi sono i figliuoli d'Ismaele. e Mabsam: 14. Vedi hai. 26. 12.'loro Vers. 15. piacol paese oltre il Giordano. quem peperit ei Agar AEgfptia> famula Sarae r 13. zò detto di colui che vi* re e che vede. partorito a lui da Agar Egiziana schiava di Sarà: 13. *4. perocché significano. e que sti nomi passarono a.. e Adbeel. et Massa. E Mas ma. Et haec nomina filiorum ejus invocabulis . Duma può aver dato nome ad una città detta Duinathan nell' Arabia deserta. sopportare: tre regole essenzialissime per conservare la pace. et Thèma 3 et Jethur . lì paese di Cedcmoth è rammentalo Deuler. deinde Cedar. Par. Vers. Primogenito di Ismaele fuNabajoth. figliuolo di A brani a. Primogenito d'Ismaele Naba/oth. 16. tacere. ascoltare. 16.. Da cui i Cedreeni vicini a' Nabatei. P rimo penitus Ismaelis Tiabajoth . a ponente lo stesso Giordano. e Naphis . e Dumo. Hadar.

18. * Ivi. sposò Rebecca figliuola di Baiimele Siro della Mesopotamia. Morì presenti. a o * Fevc preghiere. Essi furo n dodici principi ognuno della sua tribù. * Castelli e ciltadì. e e i. Dodici prìncipi.oppido. e andò ad unirsi col suo popolo. 18. Vedi cap. la quale ( Sur ) guarda T Egitto per cH va neli' Assirìa. E questi essendo in età d'anni quaranta. Ovvero superstiti tutti i noi fratelli. e andò mancando e morì . . Vers. Dodici principi. Vera. xvu. 18. e lo riferisc no a' posteri d'Ismaele. Etfacti sunt anni vitae Ismaelis centum triginta septem. che non hanno città nè case murate. 17. 19. circondario in cui si chiudono i greggi. Questi Arabi. * Or egli abito. Questa pur fu la genealogia d'Isaac figliuolo di Abramo : Abramo generò Isaac : 20. ao. che è da Hevila sino a Sur. Egli morì presenti tutti i suoi fratelli. Fece istanti preghici . deficiensque mortuus est. et appositus ad populum suum. Hae quoque sunt Veneratione s Isaac filii Abraham : Abraham genuit Isaac : 20. . Coram cunctis fratribits suis obiit. Qui cum quadra^ ginta esset annorum. La quale (Sur) guarda V Egitto per hi «e. Vers. * Ivi. duxit uxorem Rebeccam filiam Bathìielis Syri de Mesopotamia. 17. sorella di Laban. sororem Laban* castelli. 19. Or egli abitò il paese . f/uae respicit AEgy* ptum introeuntibus Assyrios. vàveano come oggidì i Tartari. La solitudine di Sur è sulla strada per andare dall'Egitt nell'Assiria. Altri abitarono. duodecim principes tribuum suarum. L'Ebraico Tiroth in Siriaco vale ovile. E tutti gli anni della vita d'Ismaele furono cento trentasette. 16. Habitavit autem ad lievita use/uè Sur. Uà ci i . eorum.

Se n' ando a consultare il Signore. ma Teodoreto e altri interpreti credono. o in sogno. come vedemmo di sopra. e il maggiore servirà al minore. Deprecatusque est Isaac Dominum pro uxore sua. eo quod tessetsterilis*. fi} Rorn. Qui respondens. il quale da lei dovea discendere. che io concepissi? E se ne andò a consultare il Signore. e che dopo che ella ebbe pregato il Signore. 23. Gli Ebrei infatti. aiti (i) Duae gentes sunt in utero tuo. o per mezzo di un Angelo. Vers. e fece che Rebecca concepisse. e due popoli dal ventre tuo usciran separati. e l'uri popolo vincerà P altro. g. populusque populum superabitt et major serviet minori. come soli eredi di Abramo . et dedit con* ceptum Rebeccae. e mediante le preghiere de' giusti. Non pQssiarna dir con certezza. sarebbe dato al mondo non per effetto di naturali cagioni. quae alt : Si sic mihi futurum erat) quid necesse fuit concipere ? Perrexitque ut consulere t Dominum. ebbero. che ella andasse ali' altare eretto da Àbramo in un bosco vicino al suo padiglione. E Isaac fece pre» ghiere al Signore per la sua moglie.21. e disse : Due nazioni sono nel tuo seno. c/ui exaudiviteum. E Isaac fece preghiere ec. 21. questi. ed ella disse : Se questo dovea accadermi. 22. 22. Sed collideban» tur in utero ejus parvuli . e pe. et duo populi ex ventre tuo di" videntur. Yers. Ma si urtavano nel seno di lei i bambini . Vedi il Grisostomo. ma per mero dono di Dio. 22. // maggiore servirà al minore. che Isacco pregò molto e ardentemente e con perseveranza.r miracolo della bontà di lui. Il primogenito Esau ( vale a dire i posteri di lui ) servirà a Giacobbe secondogenito. io. qual bisogno v'era. 21. le predicesse quello che segue. La voce ebrea esprime. 28. Vers. dove e da chi andasse Rebecca .il dominio . Il quale rispose . 23. La sterilità di Rebecca ( come quella di Sara) dimostrat che quel seme di benedizione. il Cristo. perocché ella era sterile : ed egli lo esaudì.

36. adesso i Giudei sono i nostri servi. xxvu. (2) Protinus alteregre.la m a no i 1 piede del fraco appellavit eum Ja. hispidus : vocatums/ue come uria. ix. della terra di Chanaan. ^5. nell'utero di lei due gemetti. Jam tempus p ariendi advenerat. quest'oracolo si adern»pie negli eletti e ne'reprobi. che immediadiens . Era già venuto il 24. il figliuolo minare e il nuovo popolo eletto: il maggiore servirà al minore: questo si e adesso verificato. gì' Idumei. a. Fug/i posto nome Esaù. quando gli ti sunt ei parvuU. o intorno ad essi. nacquero questi barn* bini. che si trovaron ejus reperti sunt. 4»E in una significazione ancora più ampia. e est nomen ejus lEsau. fagli posto nome Esaù. Filone tradusse lottatore . fa) Matili. redi Rom. Sexagenarius erat Isaac .dopo s.tello : e per questo ella cok. 26. il quale prese l'avversario nel piede lo atterra. Paolo spiega s. e furono esaltati da Dio>: e i discendenti di Esali. i. et tempo di partorire . era et totus in morem pellis rosso. mo venne fuora . furono soggetti agli stessi Ebrei ne' tempi di Davidde e di Salomone e de'Macabei. pelliccia . Ma in un altro senso più importante. Vedi cctp. lo chiamò Giacobbe» 26. Come chi dicesse nomo fattoi perchè era nato tutto peloso. . Agostino: II figliuolo maggiore e il popolo primogenito riprovato. è diretto dalla Provvidenza alla salvazione degli eletti. quando na. Giacobbe.L* altro . (ij Osce la. (i) Qui prior e* gressus estt rufus erat. Vers. ed ecce gemini in utero ecco . come se fosse già nom*» maturo.sant' anni. o atleta.24. tenea coltenebat manu'. 3. Isacco era di ses26. La pianta del piede. * // piede. in Ps. come. e tutto peloso . figurati i primi in Giacobbe. i secondi jn Esaù. pian tam fratris tamente uscì. Quegli che il pri26. portano i libri santi a noi che gli Mudiamo . et idcir. perchè tutto quello che fassi da'reprobi.

29.. Esaù divenne buon cacciatore. Isacco amava Esaù. servivano ad accrescer l'amor d'Isaeco verso questo stio primogenito. rubicondo. Gli fu dato il nome di Edam. perocché sano stanco davvero. 28. 3 o. che hai cotta. 27. 29. Vers. Vers. Quam ob causam vocatum est nomen ejus (i) Edom. . ec. Cao però non vuol dire. perctìe si cibava ec. Quindi egli abitava ne* padiglioni. Vale a dire schietto . L' affetto e la riverenza che Esait mostrava verso del padre. ch' ei non amasse e non istìmasse Giacobbe. avendo cura delle cose domestiche. factus estEsau vir gjia* rus venandi. et hom>o agricola : Jacob autem vir simplex habitabat in tabernaculis. I quali allorché furono adulti. 3o. e uom di campagna : e Giacobbe uomo semplice abitava ne' padiglioni. Vale a dire rosso. 27. Aiti Da mihi de codione hac riifa. Vers. (ij Ab A. perchè si cibava della caccia di lui : e Rebecca amava Già-* cobbe. quando venne a lui Esaù dalla campagna affaticato . della quale egli volentie^ri si nutriva. Isaac amabat Esan . e l'attenzione che avea di provvedergli la cacciagione. Per questa cagione gli fu dato il nome di Edom. i?. 28. 16. ad quem cum venisset Esau de agro lassus .. Hébr. 30. quia oppido lassus sum. eo quod de venationibus illius vesceretur : et Rebecca dilige' bai Jacob. Uomo semplice. Coxit autem Jacob pulmentum . e di ottimo costume. 28. Cosi Giacobbe è chiamato uomo semplice. Le lenti d'Egitto erano famose anche a' tempi di 5. Isacco amava E s alt. Or Giacobbe si era cotta una pietanza. E disse: Dammi di quella cosa rossa . i. Agostino. innocente.27» Quibus adultis. e de'greggi paterni \ mentre il naturale fervido di Esati lo portava a passare il suo tempo per le campagne e pe* boschi alla caccia .

che Esau non avesse nella casa di un ricchissimo padre altro cibo da levarsi la fame. ch' egli voglia ricoprire la sua golosità col pretesto di estremo bisogno . Forse ebbe fin d'allora in cuore di non stare al contratto. quodprimogenita vendidisset. benché ratificato col giuramento.Così preso il pane. Disse a lui Giacobbe : Vendimi la tua primogenitura. onde ti fece reo di perfidia e di spergiuro. come alcuni pretendono. Ecco che io mi muoio. Disse Giacobbe : Giuramelo adunque. mangiò. e bevve. Quand' anche si voglia credere .Se ne ando. il privilegio d' esser padre del Cristo. 34. et bibit^ et abiit^ parvipendens. poco curando ec. 3a. Quegli rispose: Ecco che io mi muoio: che mi varrà l'esser io primogenito ? 33. 3a. Ille respondit : lEìi morior . Fendimi la tua primogenitura: i diritti di primogenito. quid mihi proderunt primogenita! 33. comedìt. Vers. 16: perchè a si vil prezzo. di cui si parla nel capo seguente. et lentis edulio. e con esse la benedizione paterna. 32. 34. anzi è piuttosto da credere. Hebr. e per conseguenza anche il massimo de' privilegii spettanti al primogenito d'Isacco. che questo fatto avvenisse in tempo che era cominciata la carestia. vendè le prerogative annesse alla sua qualità di primogenito . Vers. se non le lenti di Giacobbe . . Alt Jacob : Jura ergo mihi. sii. Juravit ei E san. et vendidit primogenita* 34« JZt sic aeceptò pane . Giacobbe sapeva già. Egli adunque peccò e meritò di essere chiamato profano da Paolo. non è però da credere. Vers. Cui dixit Jacob : Vende mihi primogeni' ta tua. e vendè la primogenitura. per quello che gli avea raccontato la madre.31. e Sa pietanza di lenti . Esaù fece a lui il giuramento . E notata dopo il peccato l'ostinazione e l'impenitenza. . e s'andò poco curando d'aver venduto il diritto di primogenito. 31. 31. come è una scodella di lenti . che secondo il volere di Dio a lui doveano appartenere le ragioni di primogenito : prende egli adunque questa occasione di vendicare questo diritto mediante la volontaria cessione del fratello.

Dio rimuove Isacco dall7 anrkire in Egitto per trovar da vivere. olire . E il Signore gli apparve. tibi : tibi enim. dove Dio gli comandò di fermarsi* . cioè cento tre anni prima. Abimelech fa alleanza con Isacco: Esaù prende delle mogli. Promessa della terra di Chanaan. Essendo venuti a contesa i loro pastori per le cisterne. e andò . abiit Isaac ad Abimelech regem P a* laestinorum in Gerara. die Rebecca era sua sorella. E stavvi pellegrino. 3.C A P O XXVL m Isacco pellegrino in Gerara a causa della care' stia. Apparuitque ei Dominus. quae acciderat in diebus Abraliam. sterilita avvenuta ec. nè del secondo . 2. ch' io ti dirò . Noi non vediamo le ragioni nè del primo ordine. \Jrta autem fame super terram post eam sterilitatem. ma Abramo obbedii a Dio . e io sarò teco. Dopo la. ovvero fuori della farne avvenuta né' giorni (V Àbramo . e al seme tuo darò 1. Non andare in Egitto. 3. se n'andò Isaac da Abimelech re de' Palestini in Gerara. Ando Isaac da Abirnelech . IVJLa essendo venuta la fame in quel paese dopo la sterilità avvenuta ne'giorni di Abramo. e ti benedirò : imperocché a le. 1. leggono . et semini tuo da- Vers. i. 2. e fcrmossi. Vers. ma posati nel paese . 2. e benedizione del seme di lui» Abimelech lo riprende . e disse : Non andare in Egitto . eroque tecum} et benedicavi. et aiti Ne descendas in AEgyptum\ sed (juiesce in terra ? quam dixero dbi . e Isacco obbedì a Dio. benché vi avesse mandato Abramo. Figliuolo probabilmente di quello che è nominato al capo xxi. Et peregrinare in ea . L'Ebreo e i LXX. perchè avea detto .

7. a8. E moltiplicherò la tua stirpe come le s teile del cielo : e darò ai tuoi posteri tutte queste regioni: e nel seme tuo SàRAN BENEDETTE tutte le nazioni della terra. Ed essendogli fatte delle interrogazioni dalla gente di quel luogo intorno alla sua moglie. e mantenne le cerimonie.Et muldplicabo semen tuum sicut steilas coeli : daboque posterìa tuis unìversas regiones has : (2) et BENEDICENTUR in semine tuo omnes gentes terras. et caeremonias. Infr. 5. Eo quod obedierit Abraham voci meae. Soror mea est: timuerat enim confiteri. 4. 18. 3. Mansit itaque Isaac in Geraris.eo universa^ reglene s has . fa) Supra. quod sibi esset sodata coniugio. adempiendo il giuramento fatto da me ad Àbramo tuo padre. 1 riti. . Perchè Abramo obbedì alla mia voce . * Le cerimonie. 6. i5. 5. 7. perocché ebbe paura di confessare. respondit'. Qui cum interrogaretur a viris loci illius super uxore sua. e le leggi. Perche Abramo obbedì alici mia voce ec. e comandamenti miei. 5. dice il Crisostomo . 14 Yers. Dio. 12. legesque servaverit. rammenta ad Isacco l'obbedienza del padre. e osservò i precelti. reputans. . che fosse unita seco in ma» (\) Snpra. is. rispose : Ella è mia sorella . Isacco adunque si fermò in Gerara. 7. 4. ne forte interfi- tutte queste regioni. 18. 6. 18. 22. affinchè veggendola cosi rimunerata nella sua persona si animi ad imitarla e sorpassarla (se fosse possibile) aflin di conseguirne più gran mercede. et custodierit praeceptaì et mandata mea. (i) complens juramentum quod spopondi Abraham patri tuo.

lo vicantem cum Rebecca de scherzare con Reuxore sua. spose i Temei di essere a causa di lei ucciso. ne mo. 7. et go tempo .gio alia tua donna. Lo vide scherzare con Rebecca. La parola dell'originale significa ridere o scherzare.moglie: per qual motirem tuam esse ? Re. E passato un lun8. Cumque pertransissent dies plurimi.melech re de'Palestini nestram. lezza di lei non lo uccidessero. xii. 33. e ras super nos grande tu ci avresti tirato adVers. traguardando AbiPalaestinorum per fe. E fattolo venir a ait : Perspicuum est. Vedi (ren. S. Avresti dato occasione a un gran peccato. pro. xxn. disse : Egli è fuor quod uxor tua sit : cur di dubbio. Dixitfjue Abime10. eam soro. sospettando. esspondit: Timui. E disse Abimelech\ Quare imposuistì lech : Per qual motivo nobis?potuit coire (juis.. ch'ella è tua fìientitus es. che non userebbe con donna clic non fosse sua moglie. colle quali avea già giustificalo il fatto d'Abramo. Ella e mìa sorella. qual è quello dell'adulterio. con quella libertà. 8. che forse presi dalla bellius pulchritudinem. 9.ci hai tu inganna ti ? popiam de populo cum teva alcuno fare oltraguxore tua . se . . 10. Rebecca veniva ad essere cugina d'Isacco. Vers. cap.per una finestra . becca sua moglie.ser lei tua sorella ? Rirerer propter eam.egli nel medesimo luospiciens Abimelechrex go . lib. et induxe. Vers. scherzando onestamente con lei. Ci avresti tirato addosso un gran peccato. 13. 8. nè significa più di quello che un marito saggio e circospetto farebbe talor colla moglie.vo hai tu affermato. e AugusL cont. vidit eum jo. Agostino giustifica il fatto d'Isacco colle stesse ragioni . io.trimonio. e abitando ibidem moraretur. Et accersito eo.cerent eum propter il. 9. perchè con un 7 altra ciò non sarebbe decente. e fò. Fauni.

Et locupletatus 13. e gli Ebrei stessi avanti la legge. e in venit in ipso anno cen. Quindi portaninvidentes ei Palaesti. et drone di pecore. sommamente grande. runt. moglie di quest' uomo. ei Dominus.quel tempo tutti i poztris illius Abraham . e d'ararmentorum. Egli fu anche papossessiones ovium.padre di lui Àbramo. Questa era la pena dell'adulterio tra'Filistei. scens. zi scavati da' servi del illo tempore obstruxe. Habuit quoque 14. ni. et fami" menti . et ibat profi. E la cosa andò ipse Abimelech diceret tanto in là. sarà punito di morte. Sevit autem Isa12. e i Cliananeì. E il Signore lo benedisse. atque succre. . e andava crescenciens .so Abimelech disse ad Ver*. Ob hoc servitù. que omni populo. e di numerosa liae plurimum.dosso un gran peccato.ricco. 12.nò in quella terra . Ma Isacco semiac in terra illa . et in.quell'anno trovò il centuplum : benedixitque tuplo : e il Signore lo benedisse. Vers. 15. (juosfoderant servi pa. Sarà punito di morie. Praecepit.dogli invidia i Palestini. che lo stesad Isaac: Recede a no. Chi toccherà la minis hujus uxorem. implentes humo : empiendoli di terra: i^. 13. 12. Ed egli diventò est homo . morte morietur. Omnes puteos. ut 16. 11. donec magnus talmente che divenne vehementer effectus est.peccatimi. \!\. In tantum . di.E fece intimare a tutto cens : il popolo questa parola : 11. Perchè il Signore l'avea benedetto. Qui te tigerit ho11.do di bene in meglio. Accecarono in 16.

la qual cosa da quelche era avvenuto. L'acqua è nostra. 22. nobis factus es valde. pro scavò un altro pozzo. e lo citias. dicendo est aqua.ragione di questo anpeìlavitque eum Inimi. Foderunte/uè in *9. vit Calumniam. 17-Ed egli si parti ut veniret ad torren. illo bramo . Sedetibijurgium 20. Ma ivi ancora fu fuit pasforum Gerarae alterazione de'pastori adversus pastores Isa. quos fode. i quali. chiamò Nimistà. quoniam potentior Isacco: Ritiratila noi. et (juos . E partitosi di là fodit alium puteum.lo. morto mortuo^ olim obstruxequello. nomen putei ex eo. e ivi retque ibi: abitare : 18. quo non contenderunt : per ragion del quale . varono dell'acqua viva.pater vocaverat. E ne scavarono et alium : et pro illo ancora un altro: e per quoque rixati sunt.di Gerara contro i paac . 19.già tempo otturati: e pellavitque eos eisdem pose loro gli stessi noHominibus quibus ante mi. Profectus inde 22. Foderunt autem 21. Per quod acciderat. . perocché sei molto più possente di noi.MS .E avendo fatto torrente. 20. 17. chiamò quel pozzo col nome di Soperchieria. Et illediscedens'.rente di Gerara . che avean già avu. habita.per andare verso il tortem Gerarae. Quam ob rem quelli. i Filistei avean rant Philisthiim: ap. Rursum fodit a18. 21. to dal padre. troacjuam vivam.altri pozzi scavati dai rant servi patris sui A" servi del padre suo Abraham . E di nuovo votò • lios puteos .cora vi ebbe rissa. dicendum : Nos fra stori d'Isacco. ap. et repererunt scavo nel torrente. voca.

non altro chiede da noi. 23. non quando uno offeso da chi più 777/0. non disputa . che rendimenti dì grazie per muoversi a darci quelli che fono pili grandi. Per la qual cosa egli edificò in quel luogo un altare. e ci ha fatti crescere sopra la terra. Il Crisostomo ammira qui con ragione la mansuetudine d'Isacco. dice egli. sì ricorda solo del bene. allargamento. dìcens : "Nunc dilatavit nos Dominus . dice . et fecit crescere super terram* 23. Itaque aedificavit ibi altare . perche questa e vera mansuetudine. 24. . non v* ebbe contrasto J e perciò chiamollo Largura. tese il suo padiglione. perocché io sono con te: ti benedirò.. Il Crisostomo. 26. Ubi apparuit ei Dominus in ipsa nocte^ dìcens-. come senza far parola delle atroci contraddizioni che se gli erano opposte . che scavassero un pozzo. Largheggiamento. emoltiplicherò la tua stirpe per amo. et multiplicabo semen tuum propter servum meum Abr aliam. e ordinò a' suoi servi. Adesso il Signore ci ha messi al largo.• re di Abramo mio servo. e facendo a noi infiniti benefizii ogni giorno. ina cede anche a de*pastori'. praecepitque servis suis ut foderent puteum. Ascendit autem ex illo loco in Eersabee^ •24. 26.. E partitosi dì la ec.ìtac/ue vocavit nomen ejus Latititelo . come un1 anima riconoscente . dicendo : Io sono il Dio d' Abramo padre tuo : non temere . ma quando offeso anche da quelli che si credono inferiori. non fa resistenza. Vers. un animo pio . Il giusto.. Ego sum Deus Abraliam patris tui : noli timere . * Largura. et invocato nomine Domini^ extendittabernaculum. Vedi tu . Dove gli apparì il Signore la stessa notte . dicendo: Adesso il Signore ci ha messi al largo . quia ego tecum sum: benedicami tibi.-e invocato il nome del Signore. e di questo a Dio rende grazie? Perocché nissuna cosa "e tanto accetta a Dio. *>. e non contrasta.•>. sopporta con pazienza. E salì da quel luogo a Bersabee .

So. Locutus est eis Isaac'. hominem . Maaveano permesso a'iòro pastori di jfar danno. Disse loro Isacco: Per qual motivo siete venuti da me . Egli adunque imbandì ad essi il convito. e perciò abbiam detto: Si giuri. tecum esse Dominum. ^ dopo che ebber mangiato . Fecit ergo eis convivium . come noi pure nulla abbiam toccato di quel che è tuo. et Ochozath amicus illius . e si stringa tra noi alleanza . quem odistis. Ad quem locum cum venissent de Gera~ ris Abimelech. da un uomo odiato da voi. 27. e Phicol capitano delle milizie. 29. Nel qual luogo essendo venuti da Gèrara Abimelech. e da voi discacciato ? 28. et expulistis a vobis ? 28. Dì modo ch? la non faccia a noi male . nè abbiam fatto cosa in tuo danno . 20. Vers. Qui re sponderunt : Vidimus. Ut non factas nobis cjuidquam mali. "Vers. e non ne avean fatta giusti/ia. Ovvero Ablmelech co'suoi nemici. Quid venisti ad me . 2. 9. quod te laederet^ sed cum pace dimisimus auctum benedietione Domi fil. che il Signore è con te. e bevuto. * Abimelech e OcJiozaih suo amico. ma ti abbi am lasciato partire in pace ricco della benedizione del Signore. Ne abbiam fatto cosa in Ino danno. ei idcirco nos diximus : Sit juramentum in ter nos.6. 27.2 6. . arj. Risposer quelli : Abbiarn veduto.6. et ineamus foedus. et post cibum et potum -. 3o. e Ochozath suo amico . et Pìùcol dux militum. nec fecimus. sicut et nos nihil tuorum Gttigimus. alcuno .

31. Levatisi la mat3i. Surgentes mane juraverunt sibi mutuo, tina fecero scambievole dimisitque eos Isaac giuramento, e Isacco pacifice in locum suum. lasciogli andare in pa-

3a. Ecce autem ve» nerunt in ipso die servi Isaac, annuntiantes ei de puteo, quemfoderant, atque dicentes\ Invenimus aquam* 33. Unde appellavit eum Abundantia : et nomen urbi impositum est Bersabee, usque in praesentem diem. 34* Esazi vero qua* dragenarius duxituxores, Judith, filiam B ceri ìfethaeì, et Basemath, filiam Elon ejusdem loci :

ce a casa loro. 32. Quand' ecco lo stesso dì arrivarono i servi d'Isacco, recando a lui la nuova del pozzo scavato , e dicendo : Abbiamo trovata acqua, 33. Per la qual cosa lo chiamò Abbondanza: e alla città fu posto il nome diBersabee, come lo ha fino al dì d' oggi. 34. Ma Esaù in età di quarantanni prese per mogli, Judith, figliuola di Beeri Hetheo, e Basemath, figliuola di Elon del medesimo luogo: 35. (i) Quae ambae 35. Le quali ambeoffenderant animum I- due avevano disgusta$aac, et Rebeccae. to 1' animo d' Isacco , e di Rebecca.
(i) Inff. 27. 46.

Vers. 33. E alla citta fu posto nome ec. Questo nome lo ebbe prima il pozzo ; indi la città edificata vicino al pozzo. Vers. 35. Aveano disgustalo V animo ec. L'Ebreo: erano amarezza (P animo per Isacco ec. Superbe per la loro nascita ( Giuseppe scrive , che i loro padri erano principi degli Hethei ) e per avere sposato Esali, che elle consideravan per primogenito della famiglia : essendo anche aliene dalla pietà, servirono ad esercitare la mansuetudine d'Isacco, e la pazienza di Rebecca.

C A P O XXVII.

Giacobbe^ consigliato dalla madre ottiene la be* nedizione izi luogo dì Esaù; e per metterlo al coperto dall1 ira di lui, la madre lo esorta a ritirarsi ad Haran presso di Laban, 1. kJenuit autem /saac, et caligaverunt oculi ejus, et videre non poterat : vocavitque Esau filium suum majorem , et dixit ei: Fili mi? Qui respondit: Adsum. 2. Cui patera Videsy inquit, quod senuerim, et ignorem diem mortis meae. 5. Sume arma tuat pharetram , et arcum, etegredereforav : cum» que venatu aliquid apprehenderis, 4. Fac mihi indepul-

e

a Isacco era invecchiato , e se gli era infiacchita la vista , e non poteva vedere: e chiamò il figlio suo maggiore Esaù , e gli disse : Figliaci mio? K quegli rispose: Eccomi qui. 2. A cui il padre: Tu vedi , disse , che io son vecchio, e noti so il giorno della mia morte. 3. Prendi le tue armi , il turcasso , e l'arco, e va fuori : e quando avrai preso qualche cosa alla caccia, 4« Fammene una pie*

Vcrs» i. Era invecchiato. Egli avea allora cento ttentasette ermi, e Giacobbe ne avea settanta sette. Se gli era infiacchita la vista, ec. Fosse per malattia * o per ragion dell'età, egli avea perduto la vista; cosi disponendo pe' suoi altissimi fini la Providenza. Non sappiamo , se ne* quarantatrè anni ch' ei sopravvisse, gli fosse renduto il lume degli occhi. Isacco adunque ridotto in tale stato fu mosso intcriormente da Dìo a fare quello che vedremo. * Se gli era indebolita la villa. Se gli erano contratti, ristretti gli occhi.

Pent. Vol. I.

12

mentum^ sicut velle me nosti, et affer, ut comedum : et benedicat tibi anima mea antequam moriar. 6. Quod cum audisset Rebecca , et ille abiisset in a^rum^ utjussionempatrìs impleret> 6. Dixil filio suo Jacob : Audivì patrem tuum locjuentem cum Esau fratre tuo, et dicentem ei : 7. Affer mihi de venatione tua, etfac cibos, ut comedam, etbenedì-

tanza nel modo, che sai, che a me piace , e portamela, perchè io la mangi : e 1' anima mia li benedica avanti cha 10 muoia. 5. La qual cosa avendo udito Rebecca , ed essendo quegli andato alla campagna per fare 11 comando del padre , 6. Disse ella a Giacobbe suo figliuolo: Ho sentito tuo padre parlare con Esaù tuo fratello , e dirgli : 7. Portami della tua cacciagione, e fammi una pietanza , perchè

Vers. 7. Dinanzi al Signore. Alla presenza di Dio, e colla autorità datami da Dio. Osservisi in questo luogo , quanto ammirabile sia Dio nell'eseguire i suoi disegni, e adempir le promesse. Esau non fu mai più sicuro di adesso della benedizione del padre: Giaoobbe non ebbe mai minor motivo di sperare d'esser egli il benedetto ; contuttociò Esau perde la benedizione, e Giacobbe la guadagna in suo luogo. Ma qual benedizione volea Isacco dare ad Esau ? Voleva egli forse opporsi ali' espressa dichiarazione di Dio , il quale avea detto: il maggiore servirà al minore? Alcuni sciolgono questa difficoltà con dire, che ad Isacco non fosse nota questa dichiarazione: ma non è cosi facile a concepirsi, che Rebecca avesse tenuta per tanto tempo una tal cosa occulta al marito; e non è nemmeno credibile , che Isacco ignorasse la vendita de' diritti di primogenitura fatta da Esali a favor di Giacohbe. Sembra adunque piuttosto da dirsi, che Isacco vicino, com'ei crede vasi, a morire, determinasse di benedire Esau , seguitando l'ordine della.natura; e di regolarsi dipoi, quanto a'terinini della benedizione, secondo l'ispirazione di Dio. Può anch' essere , ch' egli pensasse , che la parola di Dio dovesse aver suo effetto non riguardo a' <iue fratelli, ma solo riguardo a' loro discendenti.

eam ubi coram Domino jo la mangi, e ti beneantequam moriar : dica dinanzi al Signore prima di morire: 8. Nunc ergo, fili mi, 8. Ora dunque, fiaccjuie sce consiliis meis: gliuol mio , attienti al mio consiglio; 9. fàtpergensadgre9. E va alla greggia , gem affer mihi duos e portami due de' mihaedos optimos , ut fa- gliori capretti, affinchè ciam ex eis escas pa- io faccia pel tuo padre tri tuo , quibus libenter le pietanze , delle quavescitur : li con piacere si ciba : i o. Quas cum intule10. Le quali quando ris, et comederit, bene- tu avrai portate a lui, dicat libi priuscfuam ed egli le avrà mangia* moriatur. te, ti benedica prima di morire. 11. Cui ille respon11. Le rispose egli : dit: N&£tì, quod Esau Tu sai che Esaù mio frater néeus homo pilo- fratello è peloso , ed io su$ $it, et ego lenis. senza un pelo. 12. Si attrectaverit 12. Se mio padre vieme pater meus> et sen- ne a palpeggiarmi, e mi serit, timeo , ne putet, riconosce , temo, che me sibi voluisse illu- ei non si pensi, che io dere, et inducam super abbia voluto burlarlo, me maledicùonem pro onde io mi tiri addosso la maledizione in cambenedizione. bio della benedizione. 13. Ad quem mater* 13. La madre a lui : In me sit, ait, ista ma- Sia sopra di me , disse, le die tio, filimi: tantum questa maledizione, fìaudi vocem meam , et gliuol mio : solamente pergens affer, quaedi- fa a modo mio, e va toxi. sto , e porta quello che ho detto.

14. Andò , e portò, e 14. Aliiti et attutiti deditque matri. Para- diede alla madre. Ella vìt illa cibos, sicut vel- condizionò le pietanze, le noveraipatrem illius. come sapeva esser di genio del padre di lui. 16. E lo rivestì delle 15. Et vestibus Esau valde bonis\ quas apud vesti migliori di Esaù , sehabebat domi, induit le quali ella teneva in eum: casa presso di sé: 16. E le mani diluì \ 6. Pelliculasq uè haedorum circumdedit involse colle delicate manibus , et colli nuda pelli de' capretti, e ne ricopri la parte nuda protexit. del collo. 17. Deditquepulmen* "17. E diede ( a lui) tum, et panes, quos co* le pietanze , e i pani, x erat, tradidit. che ella avea cotti. 18. Quibus illatis, 18. I quali avendo dùcit: Pater mi? At il- egli portati dentro, disle respondit'. Audio. se : Padre mio ? E quegli rispose : Che vuoi ? Quis es tu tfili mi ? Chi sei tu, figliuol mio?
Vers. 13. Sia sopra, di ine «. questa, maledizione. Parla così non per disprezzo della maledizione d'Isacco ; ma per quella interna certezza che ella avea del buon esito del suo disegno ; certezza fondata sulle promesse di Dio. Vers. 15. E Lo rivesti delle vesti migliori di Esali, le qua." li ec. Gli Ebrei presso s. Girolamo, e dietro ad essi alcuni interpreti credono che queste vesti fossero non vesti comuni : perocché queste è da credere, che fossero sotto la custodia delle mogli di Esa'u ; ma dicono , che fossero le vestimenta , delle quali si serviva Esali, quando in qualità di primogenito offeriva i sacrilizii; le quali perciò, come cosa sacra, erano dalla madre di famiglia serbate in casse odorose: imperocché non a caso è stato notato, che queste vesti le avea Rebecca presso di sé in casa, ovvero nella cassa, come potrebbe tradursi, vedendosi, che le casse d'avorio piene di odori, nelle quali conservavansi le vesti, sono chiamate case d? avorio nel Salmo 44- vers- I °'

i g. Dixitque Jacob\ Ego sum primogenitus tuus Esali: feci sicut praecepisti mihi : surge, sede, et comede de venatione mea , ut benedicat mihi anima tua.

19. E Giacobbe disse : Io sono il tuo primogenito Esaù: ho fatto quel che m' hai comandato: alzati, siedi, e mangia della mia cacciagione, affinchè l'anima tua mi benedica. 20. "Rursumque /20. E soggiunse Isacsaac ad filium suumi co al figliuol suo : Co-

Vers. if). Io sono il tuo primogenito Esaìi. Sono qui divisi i Padri e gl'interpreti, alcuni biasimando assolutamente Giacobbe, altri difendendolo o in tutto , o in parte. Ecco adunque in poche parole quello che può servire a giudicare di questo fatto. In primo luogo. La menzogna è sempre illecita, ed è sempre di natura sua un peccato, come egregiamente dimostra 0. Agostino. In secondo luogo. Giacobbe menti e colle parole, e co'fatti; perocché e colle parole, e co' fatti procurò e ottenne di farsi credere Esaù. In terzo luogo. La ragion del mistero riconosciuto da tutta la Chiesa in questo avvenimento non iscusa la bugia di Giacobbe ; imperocché quantunque Dio e lo Spirito Santo siasi servito dell'inganno fatto al patriarca per adombrare, e predire un grandissimo arcano ; l'inganno però e la falsità di Giacobbe non cangiano perciò di natura , come da tanti altri fatti apparisce, ne' quali il mistero per essi significato non toglie la colpa ; così l'incesto di Thamar, ec. In quarto luogo. Posto però che Giacobbe uomo semplice e schietto non fa altro che obbedire alla madre, persuaso che, secondo il volere di Dio i diritti di primogenito a lui appartengano , e che sopra di questi avea egli acquistata nuova ragione colla rinunzia e la vendita fattane a lui dal fratello ; mi sembra perciò potersi dire non solamente, che l'inganno usato da Giacobbe, non essendo nè dannoso, nè ingiù ioso ad alcuno, potè essere colpa meramente leggera; ma ancor che poste le circostanze già dette, potè ed egli, e Rebecca cred r lecita la menzogna e l'inganno, come usato Soltanto a vend ^are quello che era già suo. Se tanti grandi uomini celebri p r virtù e per dottrina nella Chiesa cristiana hanno potuto crede e esente da colpa e Giacobbe e Rebecca , sembra potersi dire, che molto più potè l'uno e l'altra credere, benché erroneamente, lecito quello che l'una consigliò e l'altro eseguì.

Quomodo , inquit, tam cito invertire potuisri^ fili mi ? Qui respondit: Voluntas liei fuit, ut cito occorrerei mihi, quod volebam. 21. Dixitque Isaac: Accede huc, ut tangam te, fili mi, et probem, utrum tu sis filius meus Esau, an non» 22. Accessit ille ad patrem, et palpato eo, dixit Isaac : Vox quidem vox Jacob est\ sed manus manus sunt Esau. 23. "Et non cognovit eum, quia pilosae ma' nus similitudinem ma' joris expresserant. Benedicens ergo illi,

s»4' dìt : Tu e s filius meus Esau? Respondit : Ego sum. 26. At ille-. Affer mihi , inquit, cibos de venalione tua, fili mi, ut òenedicat tibi anima mea, Quos cum oblatos comedisset, obtulit ei etiam vinum , quo hausto,

me, figliuol mio , hai potuto trovare cosip presto? Egli rispose: Fu volere di Dio, ch'io tosto m'imbattessi in quello ch' io bramava. 21. E Isacco disse : Appressati qua , ch3 io ti tocchi,, figliuol mio , e riconosca, se tu sei, o no il figliuol mio Esaù. 22. S' appressò egli al padre , e quando i' ebbe palpato,disse Isacco : La voce veramente ella è la voce di Giacobbe, ma le mani sono quelle di Esaù. a 3. E noi riconobbe perchè le inani pelose eran del tutto simili a quelle del maggiore. Benedicendolo adunQ ue > 24. Disse : Tu sei il figliuol mio Esaù ? Rispose : lo sono. 26. E quegli : Dammi, disse, figliuol mio , le pietanze di tua cacciagione, affinchè l'anima mia ti benedica. Portate le quali, e mangiate , ( Giacobbe ) gli presentò anche il vino, e bevuto cha 1' ebbe ,

12 6. "Ùtxit ad eum : 'Accede ad me, et da mihi osculum , fili mi. 2j. Accessit, et osculatus est eum. Statimque ut sensit vestimenforum illius fragrantìam, benedicens illi, aiti Ecce odor filii mei sicut odor agri pieni, cui benedixit Dominus. 28. DettibìDeus de rore coell, et de pinguedine terras abundantiamfrumenti, et vìni\ 29. 'Et serviant tibi populi, et adorent te tribus : esto dominus fratrum tuorum, et ìncurventur ante te filii matris tuae. Qui maledixerit tibi 3 ille male-

26". Disse a lui: Accostati a me, figlino! mio, e dammi un bacio. 27. Si appressò, e baciollo, E tosto che egli sentì la fragranza delle sue vestimente } benedicendolo disse : Ecco l'odore deliigliuol mio è come 1' odore di un campo ben fiorito e benedetto dal Signore. 28. Dia a te il Signore la rugiada del cielo , e la pinguedine della terra, e l'abbondanza di frumento , e di vino; 20. E servi a te sieno* ipopoli, e ti adorinole tribù : sii tu il signore de' tuoi fratelli, e s'inchinino dinanzi a te i figliuoli della tua madre. Chi ti maledirà,,

Vers. 27. SenÙ la fragranza delle sue veslìmenta, ec. Abbiamo detto di sopra, che queste vesti erano custodite in casse piene di odori. Vedi oltre il Salmo 44- Cani. iv. 11. E generalmente gli antichi amavano le vesti profumate di odori. Vedi Plin. lib. xxi. cajy. ic). xn. 3. Vers. 28. Dia a te il Signore la rugiada del cielo, ec. Avendo paragonato il figliuolo a un campo ben fiorito e benedetto da Dio, persistendo in quella similitudine, Isacco domanda a Dio, che dia al figliuolo la rugiada del cielo ; perchè nella Palestina , non piovendo per lo più se non circa il settembre e circa l'aprile, le piante e l'erbe sono ne'tempi di mezzo bagnate dalle copiose rugiade. Vedi Jud. v. 38.

30. e io di tutto mangiai prima che tu Vera. Sii tu il signor e d(? tuoi fratelli. Nelle parole precedenti possono intendersi i popoli e i regni stranieri che saranno «oggetti a' discendenti di Giacobbe .9. Appena avea Isacco finite queste parole: e Giacobbe se n'era andato. 32. et comedi ex omnibus priusquam tu sia egli maledetto \ e chi ti benedirà . 31. ut benedica* mihi anima tua. 32. Coctosque de venatione cibos intulitpa* tri dicens : Surge. e ti adorino le tribù. 9. in queste i posteri di Esau e quelli di Agar e quelli di Cetura. dicendo : Alzati. E Isacco gli disse : Ma chi sei tu ? Rispose egli : Io sono il figliuol tuo primogenito E saù. 31. Vix Isaac sermojiem impleverat : et egresso Jacob foras. affinchè l'anima tua mi benedica. sia di benedizioni ricolmo. Expavit Isaac stupore vehementi : et ultra quam credivotest.dictus\ et quibenedixerit tibi. . quando arrivò Esaù. et comede de venatione filii tui . 33. benedictionibus repleatur. il quale già a me portola presa cacciagione . I LXX leggono: siena a te servì i popoli. e mangia della caccia del figliuol tuo . quidudum captam venationem attuBt mihi. Servi a te fieno t popoli. ec. Dixitque illi /$aac: Quisenimestu? Qui respondit: Ego sum filius tuus primogenitus Esau. pater mi. Inorridì per grande stupore Isacco: e oltre ogni credere stupefatto disse: Chi è adunque colui. E le pietanze di sua cacciagione cucinate portò al padre suo. e lì adorino i principi. 33. venit Esau. padre mio. 30. admirans ait : Quis igitur ille est.

pater mi. 34. Ma quegli sog36. 33. benché con lagrime la ricercasse. grande eslasi: e in questa grande estasi. Rursumque ad patrem: e di nuovo la mia beHfunquid non reserva. in cui pareva che piuttosto dovesse accendersi d'ira contro chi lo avea ingannato.ne cori astuzia il tuo lenter.fratello . et con. Qui aiti Venit 35. e benedetto sarà. I LXX: Usci fuor di se per una. ch' egli fa immediatamente la benedizione già data: io V ho benedetto e benedetto sarà : e ciò in un tempo..ecco che per la seconda ta mea ante tulit . e si prese la tua benedizione. benedizione anche a me . e die grande strido. ij.br. Vers. 35. ec. 38. 12 * . Vedi le note in questo luogo. et accepit bene. e 1' operazione del suo spirito nel cuore d'Isacco. Disse egli : Vengermanus tuus fraudu. Udito il discorso moribus patrisy irrugiit del padre.Auditis Esau $er* 34. xu.giunse : Con giustizia men ejus Jacob : sup. 34 . Inorridì per grande stupore ec. che gli fu svelato tutto il mistero ed ebbe cognizione de' decreti di Dio : ciò ben si conosce dal raffermare. padre mio . Ruggì Esali. A queste parole allude l'Apostolo.nedizione mi ha tolto. 36.. Agostino. dice s. che Esau non trovo luogo a penitenza. et erit benedictus.e die grande strido . ruggì Esaù. et volta egli mi ha sopnunc secundo surripuit piantato : mi tolse già benedictionem meam. nedetto . e sternatus ait\ Benedic costernato disse: Dà la etiam et mihi. quando dice. dictionem tuam. Vers.fu a lui posto nome plantavit enim me en Giacobbe : imperocché altera vice : primogeni. Non si può qui non riconoscere il dito di Dio. He. la mia primogenitura .vemres ? benedixirjue venissi? e io l'ho beci. At ille subjunxit: Juste vocatum est no. e ritrattare quello che avea fatto per ignoranza. clamore magno.

fieret. ti prego.E di nuovo disse al padictionem? dre : Non hai tu^'o paSap.. 4. cum ex. Commosso Isacxìt ad eum: (i) In pin. et ti i suoi fratelli : lo ho vino stabilivi eum : et fatto forte a frumento.Ma questa fu la minima delle benedizioni date a Giacobbe. Vives in gladio.nedici. ut benedicas. ultra quid faciam ? che farò io ancora per te . Motus Isaac di39. 3g. Respondit Isaac: 37. xxiv. Gen.sti. » i. me. rugiada.del tuo fratello: e temfi ) Hebr. fili mi. anche secro. ao. e sarai servo pusque veniet. e re coeli desuper nella rugiada di su dal cielo 4-0. Cumque ejulatu magno e urlando altamente. et mihi bene. Nella pinguedine della. E piangendo egli. 8. una benedizione ? bepater ? mihi quoque ob. ubi post haec. ec. dre.spada . Vera. figlio mio ? 38. 3p. "Erit benedictio 40. 33. e furouo di Esaìi. Jud. ait. 38. inquit. et dizione. Cui Esau : Num unam. sol benedictionem Jiaòes. Sarà la tua benetua. Avrai una terra fertile e renduta vie più feconda dalle rugiade del cielo. xxxvi. et onuies fra. Disse a lui Esaù. . I monti di Seir erano molto fertili. e a vino: e dopo di ciò. Viverai della fratri tuo serviesi tem. terra e nella. e ho soggettatrés ejus servituti illius ti ai suo servaggio tutjsubjugavi : frumento. Rispose Isacco:x Dominum tuum illuni Io lo ho costituito tuo^ constitui. 6. serbata benedizione anche per me ? 37.guedine della terra. tantum Hai tu.signore. 26.co gli disse : Nella pinguedine terrae et in ra. o padre.

ut oc~ tello minaccia d' ucciderti. iv. perche io uc^ideru Giacobbe.Fu ciò riferito a haec Rebeccae : quae Rebeeca: la quale man^mittens. Egli è da notare. Può significare primo: ferrei il tempo che mio padre. Ifuntiate sunt 42. et vocans Ja. M. e io amfratrem meum. et solvas jugum po verrà .ricevuto dal padre . io.avea sempre in odio nedicdone^ qua benedi' Giacobbe per la bene' x erat ei patera dixitque dizione. Al tempo di Joram si ribellarono. morrà. e allora io ammazzerò mìo frarelio : ovvero: Verrà il tempo che mìo padre avrà da piangere per quel di' egli ha fatto in favor di Giacobbe.cutias. vai. terai . e scioglierai dai' tuo collo il suo giogo.ers. e nient dies luctus palris disse in cuor suo: Vermei.berranno i giorni del lutto pel padre mio. per EàSau Jacob pro be. 4*. Intorno a che vedi Giuseppe de Bel. 45. come la benedizione stessa data ad Esau è una confermazione di quella che avea avuto GiacoBbe. Predice lò spirito feroce e guerriero degP Idumei discendenti di Esau. 20. e si crearono un re. et occidam Jacob ranno i giorni del lutto pel padre mio.Priverai-della spada. e si farà duolo per lui. v. e gli disse : ad eum: EcceEsaufra. Yers. Dal versetto fa. 4 1 .dò a chiamare Giacobbe cob filium suum... (i) Abd. Sarai servo del tuo fratello: e tempo verrà ec. ec. Ho tradotto iu -uisu da lasciar luogo al doppio senso. Vedi 4Reg. dixit suo figlio . apparisce ch« Rebecca credette Esau disposto a uccider Giacobbe alla priuva occasioiiCa . i LXX leggono: Vaiilano presto i giorni del lutto del padre mio. che tu scuoejus de cervicibus tuis. Esaù adunque 41. 42. e il padre morrà di dolore. cap. lib. che questi avea in corde suo: (i) Ve.Ecco che Esaù tiio frater tuus minatur. mazzerò Giaeobbe mio fratello. cidat te. 4<°. Oderatergosem. Gì'Idumei furon soggetti a' re di Giuda da David fino a Joraro.

Se Giacobbe prende una moglie della razza di questo paese. figlio mio. credi a me. Perche dovrò io perdere ambedue i figli mìei in an sol giorno? Ucciso l'uno. obliviscature/uè eorum. E disse Rebecca ad Isacco : Mi viene a noia la vita a causa di queste figliuole diHeth. 46. Perchè dovrò io perdere tutti due i figli miei in un soi giorno ? 46. . fi) Supra 26. Vera.fili mit andi vocem meam. Cur utroque orbaborfilio in uno die? l\6. Si acceperit Jacob uxorem de stirpe hujus terra e. 43. che tu gli hai fatte t poscia io manderò chi di là ti riconduca in questo luogo.1^3 . Yers.E con lui ti starai per un poco di tempo . 45. onde io reslerb senza figli. i costumi della (juale convengano a lei più clic quelli delle mogli di Esali. 35. et consurgensfuge ad Laban fratrem meum in Jìaran : 44"Rabitabisque cum eo dies paucos. Or adunque. nolo vivere. Et ce sset indi' gnatio ejus. E passi la sua iracondia . per cui Rebecca spinge Giacobbe ad andare nella Mesopotamia affinchè egli prenda ivi per moglie una fanciulla della sua stirpe. l'altro sarà costretto ad andare ramingo. io non voglio più vivere. e fuggi tosto a casa di Labari mio fratello inHaran: 44. quae fécisti in eum • postea mittam. e si scordi delle cose . Ecco un altro gran motivo . 4& Mi viene a noia la vila^ a causa di queste ec.Dixitque Rebecca ad Isaac : (i) Taedet me vitae meae propter filias Heth. doli ec requiescatfurorfratris tui. et adducam te inde huc. fintantoché si ammansisca il furore di tuo fratello . 45.Nunc ergo.

et proficiscere in Mesopota* miamSyriae ad domum Bathuel) patris matris tuae . Ycrs. e ti moltiplichi . onde tu sii capo dì una turba di popoli. e lo benedisse. et accipe tibi inde uxorem de filiabus Laban avunciili tui. atque multiplicet-. 2. e gli diede questo comando. Ma parti e va. e ti faccia crescere . * /sacco chiamo. 4. Ma parti. ricevuta la benedizione del padre parte verso la Mesopotamia. alla quale era appoggiato il Signore. ut sis in turbas populorum. Et det tibi benedictiones Abr'aliae. Giacolle. 1 LXX sorgit fuggì.C A P O XXVIII. i. e va nella Mesopotamia di Siria alla casadiBathuele. padre di tua genitrice. Deus autem omnipotens benedicat tibi> et crescere te faciat. -Isacco adunque chiamò a sé Giacobbe . et semini tuo post te . x. E Dio onnipotente ti benedica. praecepitque ei dicens : Noli accipere conjugem de genere Chanaan : 2. r ocavit itaque 1saac Jacob . dicendo: Non prender moglie della stirpe di Ghanaan i 2. e alla tua stirpe do- Vers. IQ. Voto. e quindi prenditi una moglie delle figlie di Laban tuo zio. . et benedi' xit eum. 3. ut 1. e della moltiplicazione della sua stirpe. E dia egli le benedizàoni di Abramo a te. ec. 1. Promessa a lui fatta di quella terra.^ec** ^sea xtl il. 3. Vede in sogno una scala. Fece venire. die egli fa al Signore nello svegliarsi. 4. Sed vade . Sap.

ut Mesopotamia di Siria a inde uxorem ducerete prendervi moglie. Vers. dove sei pellegrino. 4. Cumquedimisisset eum Isaac.possideas terram pere* po di te. 6. e coet quod post benedictio. queste promesse fatte ad Àbramo e ad Isacco sono appropriate a Giacobbe e a'discendenti di Giacobbe.me dopo la benedizionem praecepisset ei. Agostino th ciV. di BafeWele Siro. fratrem casa di Laban. si parvenit in Mesopotamiam tì .ne gli avea dato quecens : Non accipie-s u* st'ordine dicendo : Non xorem de filiabus Cha. E come obbeden7. do Giacobbe a' suoi genitori. CWi le promesse di Dio concernenti il dominio della terra di Chanaan . Ma reggendo Esaù.vendo ancora spe8. e giunse nella MeSyriae adLaban. com* osserva s. figliuolo Kebeccae matris suae. et benedetto Giacobbe. 12. dre.lo avea mandato nella sopotamiam Syriae. Quodque obediens Jacob parentibus suis. sa da lui al tuo nonno. dì. e (quello che ogni altra felicità sorpassa) il Cristo che da questa stirpe dovea nascere. . la moltiplicazione della stirpe. quam drone della terra. A. filium sopotamia di Siria alla Batìiuel Syri. Videns autem Esauì quod benedixisset come il padre suo avea pater suus Jacob . profectus cobbe da Isacco. Licenziatosi Gia6.prenderai in moglie alnaan : cuna delle figlie di Chanaan : 7. onde tu sii pagrinationis tuae. e alla tua stirpe ec. 38. promespollicitus est avo tuo. xvi. 6. fratello di Ilebecca sua maOsce 12. 5. ProbaJts quoque.E dia egli te benedizioni di /(bramo a te. era andato nella i&set in Syriam : Siria : 8. e misisset eum in Me.

MaGiacobbe par10. Ismaele era già morto quattordici anni prima. Cumque venisset 11. 10. " et duxituxorem absque maele . et supponens rano per terra . figliuolo sororem Nabajoth. Maheleth.mità toccava il cielo: e luni : Angelos quoque gli Angeli di Dio . va verso Haran.salivano per essa. Ivit ad Ismaelem. e nel eodem loco.quod non libenter aspi.alla terra . Igitur egressus Jacob de Bersabee. egli va a prendere una figliuola d'Ismaele. la cui sommen illius fan gens eoe. dormwit in pose sotto del capo. 11. cT Ismaele. e scendentes per eam. et certo luogo . e se la capiti suo . . Ando alla casa. che Dei ascende n te s.rimentato . Viditque in so 12. 12. 3.buon occhio vedeva il padre suo le figlie di ter suus : Chanaan: 9. Vera. Miike~ leth è chiamata altrove Busemath. ch' era andato a cercare una moglie della casa di Nachor. scendevano. 9. qui una delle pietre. luogo stesso si addormentò. e prese moglie. sorella di Nabajoth. tito da Bersabee. ma per picca verso il fratello. figliuomael. Con questo nuovo matrimonio sembra . che ejacebant. et de.Andò alla casa d'Isp. E arrivato in un ad quemdam locum. e volendo vellet in eo requiescere ivi riposare dopo il trapost soliò' occubitum. Vedi Gsn. Che non di cerei filias Chanaanpa. di Abramo . E vide in sogno mniis scalarti stantem una scala appoggiata super terram . la d'Ismaele . prese tulit de lapidibus . et cacu. sxxvi. montare del sole. che Esau cerchi di racquistare la grazia de'genitori . iis> quas prius kabebatì oltre quelle che prima Maheleth ^ filiam Is. filii Abraham. andapergebat Haran.avea.

13.TZritque semen tuum quasi pulvis ter" rae: dilataberis ad occidentem . e ad oriente. Volle Dio con questa visione consolare Giacobbe. onde in capo di essa vedesi Dio. . che per questa scala lo Spirito Santo volle significare l'incarnazione del Verbo di Dio . e le somme alle infime cose. Vuol dire a te. A te e alla tua stirpe. i. vedere il Cristo che dovea nascere del suo sangue. et Deus Isaac : terram . i4. i4. e alla tua stirpe. si ha una immagine della Previdenza divina. in cui tu dormi. gli fa vedere gli Angeli che per ordine di Dio si adoperano a benefizio e consolazione de' giusti. il quale dovea nascere di Giacobbe. perocché la particella e molte volte è esplicativa. in qua dormìs. Gli Angeli che salgono e scendono. et orientem. il quale a lui diceva s. ec. e salgono a riportare i ringraziamenti e le benedizioni che a Dio danno i giusti per un* opera così grande. ma presso a' confini. e nel quale tutte le promesse di Dio fatte a lui e a tutti i suoi padri doveano avere il pieno e perfetto loro adempimento ! La terra. la darò a te. ec. sono i ministri ed esecutori della Previdenza. in cui tu dormi. o sia alla tua stirpa.Io sono il Signore Dio di Abramo tuo padre . Scendono ad annunziare si gran novità gli Angeli. Ma forse con più ragione diremo. e 13. coli' animo pieno di tristezza riposava sopra di un sasso. A lui dunque fa vedere questa scala che va fino al cielo . 3. Vide una /cala appoggiata alla terra. e P uomo congiunse con Dio. libi dabo . e Vers. 48.13. secondo la più ordinaria sposizione. et semini tuo. E il Signore appoggialo alla scala. ec.E la tua stirpe sarà pme la polve della tetta : ti dilaterai a occidente. quando lo stesso Verbo fu fallo carne. In questa scala. il quale fuggiasco dalla casa de' genitori per timor del fratello. e gli fa vedere Dio stesso protettore e rimuneratore della virtù. Et Dominum in» nixum scalae dicentem sibi: (i) Ego sum Dominus Deus Abraham patris lui. e scendere per varii gradi e generazioni fino alla terra. E il Signore appoggiato alla scala. e il cielo riunì colla terra. (i) Infra 35. Qual consolazione ali' afflitto e ramingo Giacobbe il vedere adombrato sotto i suoi occhi un mistero si grande. 12. e Dio d'Isacco : la terra . Giacobbe era tuttora nel paese di Chanaan .

20. Vers. Anche queste parole debbono intendersi nella stessa maniera: IN TE. mentre ivi se gli era dato a vedere. quae dixi. E IN TE. 15. e nel teme"tuo SARAN BENEDETTE ec. Cosi Dio viene qui egli stesso colle parole ad esporre al patriarca quello che avea voluto dimostrare col simbolo della misteriosa scala. e IN TE . quocumque per* rexeris . E io sarò tuo custode. 12. crede di essersi messo a dormire senza saperlo in un luogo consecrato al Signore . 15. diss' egli. (i) Deut. nisi compievero universa. se non la casa di Dio? e la porta del cielo. e a mezzo giorno. est. 17. et reducam te in terram hanc : nec dimittam. questo luogo ! non è qui altra cosa. 8.disse: fieramente il Signore à in questo luogo. a settentrione. Yers. Pavensque\ Quam terribilis . Et ero custos tuus . o sia nel seme tuo: il qual seme è Cristo. e gli avea parlato con tanto amore. 16.. 19. E svegliatosi Giacobbe dal sonno. et in semine tuo cunctae tribus terrete. et porta coeli. 16. e nel seme tuo SARAN BENEDETTE tutte le tribù delia terra. E pien di paura ! Quanto è terribile. . inquit. e io noi sapeva. * Ti dilaterai. et meridiem\ (i) et B E NEDICENTffR IN TE.etseptemtrionem. locus iste ! non est hic aliud) nisi domus Dei. 16. Ti forai largo. et ego nescio* bam. 14. 17. disse: Veramente il Signore è in questo luogo. Giacobbe svegliatosi colla mente piena di tutto quello che avea veduto e udito . Svegliatosi . Cumque evigilas» setJacobde somno^ aiti Vere Dominus est in loco isto .in qualunque luogo anderai: e ti ricondurrò in questo paese : e non ti lascerò senza avere adempiuto tutto quello che ho detto..

e di esse raccontavano grandissime favole. e della pietà di Giacobbe si fecero argomento dell'antichissimo vituperoso culto. cioè casa di Dio. come per consacrarla. nè verun culto superstizioso le rende. 19. questo luogo! non b qui altra. prese la pietra. 3. prius Luza vocabatur. quae prima chiama va si Luza. e la porta dimostrano per entrare nel cielo! Questa via. altre ad altri dei. si fa un idolo di questa pietra. La eresse in monumento. Non sarà inutile di osservare. 4Tera. rendessero oracoli ec. Vedi Joan. èosa. ig.ec. e lo stesso nome avea la città. tulitlapìdemy quem supposuerat capiti suo. diede il nome di BetheL. Il luogo prima chiamavasi Luza dalla copia de' mandorli che vi si trovava. presso il quale dormì Giacobbe. colla quale a Dio si dedicano i «uoi templi. Giacobbe alza in quel luogo la pietra per memoria sacra e religiosa deigran favore ivi ricevuto da Dio. et erexit in titulum. dove Dio si fa vedere. Surgens ergo Jacub mane. ec. Appellavitquè nomen urbis Bethel. e gli altari. e sacrosanto è questo luogo. che da lor si rendette alle pietre. . le quali furono chiamate Belhule dal luogo stesso diBethel. e salgono. (\)fundens oleum desuper. come in sua casa. Quanto e terribile . Alzatosi adunque al mattino Giacobèe . g. iS. Ma gl'idolatri. e dove mi è stata mostrata la mistica scala. ma la innalza soltanto in commemorazione delle grazie ivi ricevute da Dio.. E alla citta che prima chiamatasi Luza. e questa porta è Cristo. Giacobbe non. xxxv. come dicemmo. altre al sole. Vedi cap. versandovi sopra delT olio. Vers. e questi al luogo e alla città diede il nome di Betbel. E alla città. Alcune erano consacrate a Saturno. Quanto venerabile. Vers. e favori a pro degli uomini. dove lasciò Giacobbe il juo monumento. come per esempio che avessero vita e moto. e la eresse in monumento.. 17. x. a'quali si vede evidentemente. 18. e la via. o sia il borgo.18. La Chiesa cattolica prese quindi 1' esempio della unzione sacra. versandovi ec. lo depravarono. (i) Supra a6. e perciò unge con olio la stessa pietra. cheavea posta sotto il suo capo. che passò la notizia di questo gran fatto. che 19. e miracoli. come fin da que' tempi si degnò Dio d'illustrare certi luoghi con apparizioni. per cui gli Angeli scendono.

20. e questa pietra ec.. 21. E questa pietra alzata da me per monumento. e mi darà pane da mangiare. vocabitur domus Dei-. 21. dicendo: Se il Signore sarà con me. dice n s . ma promette le speciali esteriori dimostrazioni di culto e di gratitudine. tiofferiròla decima. 2 2. Con queste parole il Signoro sarà mio J9i'o. Vovit edam vatum . Da erogarsi o ne' saerilùii «Ile a te «i debbono. quem crexi in titulum . secondo il quale egli lo avea per suo Dio fin dal primo momento della sua nascila. decimas offe* ram dbi.Et lapis iste. . Giacobbe non promette a Dio il culto interiore ed esterno. ce. quae dederìs mihi. il Signore sarà mio Dio. e veste da coprirmi. che darai a m*5. Si fuerit Deus mecum . e aa. U Signora sarà mìo Dìo. l'offerta delle decime. ai. o in quello che ti piacerà d'ordinare. E tornerò felicemente alla casa del padre mio . Fece ancora voto. cun'ctorumque . 22. etvestimejttum ad induendum. et dederit mihi panem ad vescendum. come l'erezione di un altare in quel luogo . avrà il nome di casa di Dio: e di tutte le cose . et custodierit me in vìa . Reversusque fuero prospere ad domum patris mei'. Ver». per quam ego ambulo. e sarà mio custode nel viaggio da me intrapreso. erit mihi Dominus in Deum. 20. » * Ti offerirò la decima.

et refectis gregibus rursum super os pu« tei ponerent. Giacobbe accolto da Laban serve a lui per patto sette anni per aver la figlia di lui Rachele. JL artitosi quindi Giacobbe giunse nella terra d' oriente. . Ed era usanza. 2. tres quoque greges ovium accubantes juxta eum : nam ex illo adaquabantur pecora. Vers. e presso a questo tre greggi di pecore sdraiate : perocché a questo si abbeveravano le pecore . Gli vien data Lia in vece di quella : ed egli è costretto a servire per la medesima sette altri anni. affinchè i greggi l'avesser più pura e salubre e abbondante. unde estisi Qui responderunt: De Ilaran. Et vidit puteum in agro. E la sua bocca era cliiusa con una pietra. 2. che raunate tutte le pecore ribaltavan la pietra. 1. Nella terra cT oriente. 4. i. Cautela opportuna in un paese che scarseggiava d'acqua. 4. et os ejus grandi lapide claudebatur* 3. ut cunctis ovibus congregatis devolverent lapidem. Vcrs. donde siete ? Ed ei risposero : Di Haran. e Lia partorisce quattro figliuoli. JLrofectus ergo Jacob venit in terram orientalem. La Mesopòtamia.Dixitque adpastores : Fratres. Rachele è sterile. e ristorati i greggi la rimettevano sopra la bocca del pozzo. 2. E vide in un campo un pozzo . Ed egli disse a'pastori : Fratelli.C A P O XXIX. e la sua bocca era chiusa con una gran pietra. Morisque erat. 3. e i paesi oltre l'Eufrate sono indicati nella Scrittura col nome di oriente. 1.

Quiresponderunti Ufon possumus.che Rachele veniva coltris sui : nam gregem le pecore di suo padre : perocché ella pasceva il ipsa pascebatt gregge.6. Vers. e poscia riconducetele al pascolo.di parlare. Quos interrogane: 5. suo gregge. e non è pus . inquiunti se egli. 8. ut reducantur ad tempo di ricondurre i •caulas greges: date an. core . fino omnia pecora congre. et ecce Rachel ve. Lixitque Jacobi Adhuc multum diei Rimane ancor molto superest. quand' ecco niebat cum ovibus pa. Non avean finito 9. Ha egli pace? . coi»e capo ili quella famiglia. Laban era nipote di Nactior e figliuolo di Bathuel. Risposer quelli : 8. G. È egli sano? dis6. 7. E Giacobbe disse. figliuolo di Nachor? Dissero: Lo coDixerunt: Novimus.greggi ali' ovile : date te potum ovibus. beverino tutti i greggi.a tanto che sien radugentur.Vers. nec est tem. * E egli sano? Ebr. 9. . ma Giacobbe nomina Nachor. Laban figliuolo dì Nachor. nosciamo. etiti nostis noscete voi forse LaLaban> filium Nachor ? ban. ut e tolta dalla bocca del pazzo la pietra . et sic prima da bere alle peeas adpastumreducite. che vien col venit cum grege suo.del giorno. E interrogolli: Coffiunquid. donec Noi possiam fare . 6. et amoveamus nate tutte le pecore. si abadaquemus greges. Adhuc loqueban* tur. lapidem de ore putei. 7. 5. Sanus ne est? in* quit. Risposero: E et ecce Rachelfilia ejus sano : ed ecco Rachele sua figlia . Valet.

E le accenno. o. oves* queLaban avunculisui^ amovit lapidem. Giacobbe pianse o per tenerezza. Qui cum audisset venisse Jacob. e che le pecore erano di Laban suo zio. et in oscula ruens duxit m domum suam. come era fratello del padre suo. Il quale avendo udito esser venuto Giacobbe . che mi poco di provvisione per vivere. gli corse incontro : e abbracciatolo . 12. . 15. Il timore del fratello. e ribaciatolo lo condusse a casa sua. e mia carne. come altri pensano. E avendola veduta Giacobbe» e sapendo ch' ella era sua cugina germana . Audìtis autem causis itineris. La baciò: e alzata la voce pianse. osculatiti est eam : et elevata voce flevìt. et caro mea» 10. quo puteus claudebatur* 11. e baciatolo. e la sollecitudine di schivare il suo sdegno lo avean fatto partire da casa solo. e figliuol di Bebecca: ed ella andò* in fretta a recarne nuova a suo padre.10. 14« "Respondit: O s meum es.Rispose : Tu sei osso mio. tolse la pietra. e seuz'altri preparativi. vedendosi giunto tra persone del suo sangue. onde non avea nulla da poter farne un presente alla cugina secondo il costume. la baciò: e alzata la voce pianse. riflettendo al povero stato. Quam cum vidisset Jacobt et sciret con» svbrinam suam. E udite le ragioni dei suo viaggio. i4. colla quale chiudevasi il pozzo. Et adaquato gre* ge . figliuolo di sua sorella. filium sororis suae. quodfrater essetpatris sui. cucui^rit obviam ei : complexusque eum. 12. È fatto bere il suo gregge. Ters. et filius Rebeccae: at illa f esdn an s nuntiavit patri suo. io. 11. Il bacio era una maniera di saluto usata particolarmente tra gli stretti parenti. Et indìcavit ei. n. in cui si trovava. per sentimento di dolore.

E passato che fu un mese . Or egli avea due figliuole : la maggiore chiamavasi Lia. e rispetto alla quale tutte le fatiche a lui sembrano un nulla-. servirai a me gratuitamente ? dimmi quel che tu vuoi. in razia di Rachele sotto il nome di cui la prese Giacobbe. e nella cura de' greggi. e diede finalmente la vita stessa per lei. 15. f . cffin di renderla degna dell'eterno amor suo. Giacobbe è qui una bella figura di Gesù Cristo. 16. Vers. La maggiore chiamavasì Lia. gratis servies mihi ? die quid mercedis ac* cipias. oculisi Racket de» cora facie.Et postguam impleti sunt dies mensis unius. e se fu unita a Giacobbe. 16. Lia della sinagoga. e furono uniti per la fede col capo di lei il Messìa. Questi venne in persona a . Ma Lia avea gli occhi cisposi : Rachele era bella di volto. non ebbe mai intero il possesso del cuor dello sposo. «e non in quanto appartennero a questa Chiesa.. Alla fondazione di questa Chiesa furon dirette tutte le cure della Provvidenza divina fin dal principio del mondo. Sed Lia lippis erat. 16.Tu sei osso mio. come si dice. e sceglierai la consorte : la mia casa è tua casa. Rachee. e mìa carne. 14. e i Sacramenti di lei furono figurati in tutte le ceremenie ^ e ne'riti e ne' sacrifizii dell' antico testamento. Dixit ei: Num quia frater meus e s. 16. minore Rachele. et venusto . l'amor di Giacobbe. Lia maritata la prima. Vers. Rachele è degna di rappresentare la Chiesa di Gesù Cristo. in casa di Laban. Siamo tu ed io dello stesso sangue. e perciò in casa mia avrai accoglimento. e i misteri. la minore Rachele. la. Servirai a me gratuitamente? Giacobbe non volendo mangiare il pane a ufo. Io fu . I Sapti stessi di questo antico testamento non piacquero a Dio.fare 1' acquisto di questa novella sposa a prezzo di fatiche e di patimenti. Vers. per così dire . perocché con questa sposa egli si starà fino alla fiue de7 secoli. Habebat vero duasfilias: nomen ma+ joris Lia . Rachele amata con infinita costanza. Gli disse : Forse perchè tu sei mio fratello . si occupava nelle faccende di casa. Rachele della Chiesa cristiana. 15. acquistata con prezzo di sue fatiche. 17. mmor vero appellabatur Racket» 17. e avvenente. come di età maggiore.aspectu.

ut li. me. Vers. ptias* fece le nozze. E di più. 20.E meglio. . Rispose Laban : 19.a te. Ti tervìrb per Rachele „. fecit nu* ba di amici al convito . che questo senso è quello che naturalmente risulta dalle parole del testo sacro.18. che j mariti compravano le mogli e davano ad esse la dote . in cui in vece di Rachele gli fu data Lia. E disse a Laban: ban : Da mihi uxorem Dammi la mia moglie : meam : quia jam tem. Quam ditìgens Jacob aiti Serviam ti. Respondit La* ban : Melius est. a qual fine sarebbe detto. E pochi gli parver quei giorni pel grande amore. 25. io. 22. 22. E bisogna confessare. Vers. se egli avesse già avuto la ricompensa de'suoi servigi. E la sera condusfiliam suam introduxit se a lui la sua figliuola ad eum.. Si è già altrove osservato. che la servitù di sette Anni parve poca cosa a GiacoLbe pel grande amore.perocché è compiuto pus impletum est. grande amore. Dixitque ad La* 21. i Germani. E a questa por18. sette anni. cosi oltre gli Ebrei usavano i Greci. Servi adunque cob pro Rachel septem Giacobbe per Rachele annis : et videbantur sette anni : e pochi gli illi pauci dies prae a* parver quei giorni pel moris magnitudine. 21.. Servivit ergo Ja* 20. che ad altro uoteri viro : mane apud mo: statti con me. ec. ut già il tempo di spoingrèdiar ad illam. Et vespere Lia™. Qui. quam al.tando amore Giacobbe òi pro Rachel filia tua disse : Ti servirò per minore septem annis» Rachele tua figlia minore per sette anni. fatta tis amicorum turbis ad invito di una gran turconvivium. ch' io la dia bi eam dem. sarla. vocatis mul. Lia. 18. 20. l'amata Rachele? . Il maggior numero degl' interpreti credono. E quegli. che i sette anni precedettero il matrimonio. 23.

facto mane vidit Lìam* 26. fu in virtù del consenso che egli vi diede in appresso. anzi di adulterio e d'incesto. 24. Ed essendo Giacobbe andalo a slare con lei secondo il costume. a5.. 24.3. quod facere voltasti^ nonne pro Racliel servivi tibi ? quare ìmposuis ti mihi? 26. Condusse a lui. e peccò anche Lia facendo a modo del padre. Queste parole. quando in vece di Rachele gli fu consegnata Lia. Peccò gravissimamente Laban . non avrebbe egli fatto con solennità le nozze di ìlachele.24. che le figliuole minori ec. Ad quam cum ex more Jacob fuisset in* gressus. 26. conobbe ch'ella era Lia. E disse al suo suocero : Che è quello che tuli sei indotto a fare ? non li ho io servito per Rachele ? perchè mi hai tu gabbato? 26. Vers. Respondit La-Itan: Non est in loco nostro consuetudÌ7zis. che Giacobbe era maritato cou sua sorella : Giacobbe è scusato dall'ignoranza. perchè egli non avea dato verun consenso di matrimonio cou Lia: e se questo matrimonio si sostenne. Zelpham nomine. che tutti sapevano minore di età. * Secondo il costume. 26. allorché venne il giorno . Dando alla figliuola una serva chiamata Zelpba . Rispose Laban : Non è usanza nel nostro paese . 2. Ella sapeva . Lia. Et dixit ad scce* rum suum : Quid est. Vers. Questo è un pretesto evidentemente falso: imperocché se fosse stata ve* ra la consuetudine di non maritare le figlie minori avanti alle maggiori. che la sposa la prima volta si appressasse allo sposo colla faccia velata.. ut minores antetradamus ad nuptias. Peni. sono a proposito pej:^ dichiara-\ re in qual maniera Giacobbe non conoscesse l'inganno. Perche mi hai tu gabbato ? Giacobbe non avea veruna obbligazione di sposar Lia. Vol-1* 13 . e accordandosi al peccato di stupro. portando il costume. Vers.. anche dopo quello che era avvenuto . Non e usanza . che le figliuole minori sieu le prime a maritarsi.Dans ancillam filiae.. che mancano nell'originale e in molte versioni. Vers.

l'amore della seconda fu in lui più forte. vocavitque nomen ejus Ruben. Si accomodò alla proposta : e passata quella settimana. Cui pater servani E alani tradiderat. Compisci la settimana di questo sposalizio . La festa di nozze durava sette di. E giunto finalmente al possesso delle nozze bramate. quod despiceret Liam . -dicendo : II Sir Vers. e Laban volendo che Giacobbe ritenga Lia per sua moglie . com'ei disprezzava Lia . dicensi Vidit Dominus 27. e posegli nome Ruben . 30. Quae conce p tum genuit filium. A cui il padre avea data per serva Balani. servendo in casa di Laban per altri sette anni. 28. 52. Ebr. Rackel duxit «xorem : 29. * E lì darò. Acquievit piacito: et liebdomada transacta . che quel della prima. Tandemque potilus optalis nuptiis . 29. serviens apud eum septem annis aliis. rimanendo stèrile la sorella. quo s ervìturus es mihi sepfem annis aliis. e che poi subito gli darà Rachele colla condizione d'i altri sette anni di servigio. 30. Ed ella partorì il figliuolo.prese per moglie Rachele . lo prega a terramare con lei i sette giorni nuziali. settimana di questo sposalizio ec. Ma il Signore veggendo. che mi presterai per altri sette anni. e ti darò anche 1' altra pella servitù . Videns autem Dominus .27. aperuit vulvam ejus. 31. amoreni secjuentis 'priori praetulìt. 27. la rendette feconda. E ti daremo. Compisci la. che avea conceputo.Intple hebdomadam dierum hujus copulae . et hanc quoque dabo libi pro opere. 28. 32. soro?*e sterili permanejite. . 31.

come apparisce da altre simili espressioni della Scrittura. dixitcjue : Nunc quoque copulabitur mi• ìli maritus meus. Quarto concepii^ etpeperitfilium. dacché gli ho fatti tre figliuoli : e perciò chiamollo col nome di Levi. ovvero esnudilo. . 33. vi. 34. unione. mentre il marito non l'amava quanto la sorella. e partorì un altrofigliuolo. adesso il mio marito mi amerà. 34. Giuda. 35. // nome dì Sìrneon. Questo è il senso di questo luogo. 3a. cessavitque parere. ce. Vers. K.Levi. 33. Riiben. Vedi Matth. Perchè il Signore intese. Le volea meno bene. avea per lei minore affetto. gnore ha veduta la mia umiliazione . Confetfione. e disse : Adesso io darò laude al Signore : e perciò chiamollo Giuda . e partorì un figliuolo . 35. 35. Ynol dire Dio ha udilo.4. laude ec. Yers. Vale vincolo. mi ha dato anche questo figliuolo: e diedegli ilnomediSimeon. E di bel nuovo concepì. 3r. et genuit alium filium . nunc amabit me vir meus.Concepitane terfio. Yers. et peperit filium. Concepì per la quarta volta. Vers. e F averla mirata con occhio di misericordia .e disse : Adesso sarà ben unito con me il mio marito . Rursumqne concepìt. et aiti Modo confitebor Domino : et ob lioc vocavit eum Judam .E concepì la terza volta . et alt : Quoniam audivitme Dominus liaberi conlemptuiì dedit etiam istum mihi: vocaviicjue nomen ejus Siineon. eo quod pepererim ei tres filios : et idcirco appellavit nomen ejus Levi. 54. Dìsprezzm'fi Lia. come io era dispregiata . Figliuolo della visione. 9. o sia della previdenza: attribuendo Lia alla bontà del Signore l'averla renduta madre di un figliuolo . 33. e disse^. Vera. 31. e cessò da fare figliuoli.humilitatem meam . e partorì un figliuolo .

il quale cosi diviene assai ricco. familiam E alam : 1. Rachele non era ancora quello che fu di poi . Oltre a questi Lia due altri jie partorisce ed una figlia.iaRacbeleveggendosi sterile . che qui Rachele parlo con un po' di stoltezza. come il padre di Giacobbe avea ottenuto colle sue preghiere la fecondità a Rebecca ) domandi al marito. Portava. che impetri la stessa grazia per lei. c/ui privavit te fmetu ventris fui? 3. i. disse. * Tengo io il luogo dì Dio. che le donne sono querule e invidiose. At illa: Jìabeo. 2. iT. onde non è miracolo . inviclit sorori suae. et alt marito suo : Da mihi liberos. Le rispose disgu-» stato Giacobbe: Tengo io il luogo di Dio. e disse al suo marito : Dammi de' figli. altrimenti ec. altrimenti io morrò. dalle quali ottengono due figliuoli per ciascheduna. Ma il disgusto che a tali parole mostrò Giacobbe e la risposta di lui sembra. Yers. in(] uìt. alioqriìn morìan 2. se veggendo la fecondità della sorella. Un antico proverbio dice. perchè altrimenti ella di afflizione si morrebbe. la serva Baia: pren- Vcrs. se ne inquietava. che dia ragione al Grisostomo di dire. danno al marito le loro serve . invidia alla sorella. e Rachele partorisce Giuseppe : dopo la nascita de quali Laban pattuisce la mercede da darsi a Giacobbe. Cuiiratas respondit Jacob : Num pro Deo ego sum. che Rachele (sapendo. quod uifoecunda esset. portava invidia alla sorella . e paragonandola colla sua disavventura. . il quale ti ha privala della fecondità ? 5. Alcuni vogliono. die più non partorisce . Dammi elevigli. e Lia . Rachele sterile . i* \^ernens autem Rachel.C A P O XXX. Prevalgo a Dio. Ed ella: Io bo. a.

propagazione tante volte promessa da Dio . Prendila. l'avere avuto quattro mogli. Una sola moglie egli sposò di sua volontà . 7.ingredere ad illam. dandomi un figlio : e per questo chiamollo col nome di Dan. Sposala. Dìxitque Rachel: Judicavit mihi Dominus'. affinchè ec. come un gran delitto. ma per compiacere le mogli. Data a marito concepì . nè contro il costume ( assolutamente parlando) di que' tempi . Rursumque Baia concipiens peperit al" terumt dila. 7. 6. possa io prenderlo per mio. et ìiabeam ex il' la filio s. cap. che la sola brama di aver prole. et exaudivit vocem meam^ dans mihi filium : et idcirco ap~ pellavit nomen eius Dan. Vers. 4. e le due serve non di propria elezione le sposò . Agostino lib. còni. ut pariat super ge n uà mea. affinchè il figlio che ella partorirà . e metterlo sulle mie ginocchia. come osserva s. la quale partecipi alle promesse di Dio. sembra che inchiudesse la permissione della pluralità delle mogli : ma dove gli empii trovano occasione di mordere e di biasimare . e 49. e partorì un figliuolo. 4. xxir. Così ella corretta da Giacobbe risponde ( dice il Crisostomo ) più saggiamente dimostrando . Agostino. 48. 6. i quali rimproveravano a questo santo patriarca. Il fatto di Giacobbe. Ingresso ad se vi' ro. concepii et peperit filium. Deditque illi Balam Ì7i conjugìum : quae. è cagione. che ella sopporti di mal animo la sua sterilità. e la propagazione della stirpe d' Abramo. e partorinne un altro.E diede a lui Baia per moglie : la quale 5. 3. Si è veduto. i saggi e i giusti ammireranno con ragione in questo medesimo fatto la temperanza di Giacobbe. 6. che fu Rachele. fa l'apologià di Giacobbe contro i Manichei. affinchè la prole dì lei io mi prenda sulle mie ginocchia. S. EdisseRachele: li Signore ha giudicato in mio favore. e ha esaudita la mia voce . E di nuovo Baia ingravidò. non era nè contro la natura . come per fraude del suocero fu costretto a eposare anche Lia . qual madre. Faust. e di lei io abbia de'figli. .

Dan significa giudicare . alle mani ec. 9. Fortuna. che io abbia avuto a disputare dell* onore della fecondità colla mia propria sorella.NepartorìZelpha 12. nella qual casa ella dovea aver sentito nominare sovente. combattitore vantaggioso. Vers. et idcirco vocavit no. e io l'ho vinta . ch' è seguitato dal maggior numero degP interpreti antichi e moderni. Sentiens Lìa^ quod parere desiissett Zel. che ella non era ancora interamente esente dalla superstizione del suo paese e della casa di Laban uomo idolatra. I LXX lesserò ho avuto buona fortuna: e il Caldeo e il Siro hanno lo stesso senso.) unfigliuolo. Dio ha voluto. 13.na: e chiamollo perciò men eius Gad. u. diede a suo marito tradidit.8. 6. e partorito ptumt edente filium. moglie dello stesso marito. Chìamollo col nome di Dan. 24. ma io con astuzia avendo fatto «posare a lui la mia serva son rirnasa vincitrice. Lia adunque diede a questo figliuolo il nome di buona fortuna. far giudìzio. Vers. anche un altro. In proposito del 8. 8. cog. post conce10. Mi ha messa. marito la sua schiava Zelpha. Pro quo alt Rachel: Comparagli: me quale disse Rachele : li Deus cum sorore mea^ Signore mi ha messa ei invalili: VQcavitcfue alle mani colla mia sorella. io. e con ciò fece vedere. Veggendo Lia. xxxv. Nephta~ li vale lottatore. is. E 1'esclamazione di Zelpha in vedersi madre di questo nuovo figliuolo.Dìxit: Felicìter: 11. col nome di Gad. Dixitque Lìa • Hoc pro beatitudine sto è per mia beatitumeai beatani quippe dine : nerocchè beata Vers. ovvero prosperità. Disse ella: Forti!-. ii.. . la buona fortuna. Qua. e eum NephtalL chiamollo Nephtali. e fors' anche invocare come una divinità. E Lia disse : Que13. E avendo questa concepito . Vedi cap. Peperit quoque Zelpha alterum.me avea lasciato di far pham ancillam suam figliuoli .

Posto ciò .Fa?nmi parte delle mandragore ec. . Dixitque Rachel: Da mihi partem de mandragoris filii lui. 15. 14» Egressus autem Ruben tempore messis triticeae in agrum. reperit mandragora^) cjuas matri Liae detulit. 15. Illa respondit: Parumne libi videtur. Rispose quella i Ti sembra egli poco l'avermi rapito il consorte. io non credo. se non mi togli anche le mandragore del mio figlio? Disse Rachele : Dorma egli questa notte con te in ricompensa delle mandragore di tuo figlio. che tutte le ingegnose congetture possano mettersi in paragone coli' autorità de' LXX e del Caldeo . Vers. mi diranno le donne : per questo lo chiamò Aser. Questo e per mìa beatitudine. 14. nisi etiam mandragora^ filii mei tuleris ? Alt Rachel: Dormiat tecum hac nocte pro mandragoris filii tui. trovò delle mandragore. ognuno intende. i4. che è rammentato anche nella Cantica. Questo frutto assai bello e odoroso è buono a conciliare il sonno. le quali egli portò a sua madre Lia.. Vers.me dicent mulieres : propterea appellavit eum Aser. per qual motivo Rachele avesse tanta premura di avere una parte delle mandragore trovate da Ruben. Ella però «i rimase sterile. trattandosi di un frutto che dovea essere cognitissimo nella Mesopotamia e nella Giudea. I LXX e il Caldeo leggono come la Volgata mandragore. a cacciar la tristezza . I LXX beata me Così applaudisce a sé stessa per aver avuto un sesto figliuolo. fino a tanto che a Dio piacque di consolarla. conforme attestano moltissimi autori antichi e moderni.13. e a dare la fecondità. ovvero frutti di mandragora .Ma essendo Ruben andato'alla campagna in tempo che mietevasi il grano. e quantunque tra' moderni interpreti sieno non pochi quelli che pretendono di dare un altro significato alla voce del testo ebreo . quod praeripueris ma" ritum mihi. Ma Rachele disse: Fammi parte delle mandragore di tuo figlio.

* Dorma teco.9. Rachele però avrebbe ben potuto ritorere 1' argomento. Vers. E il Signore esaudì le preghiere di lei : e concepì. 19. Rursum Lia concipiens peperit sextum filium. e partorì il quinto figliuolo. 15. Ti sembra egli poco P avermi rapito ec. E tornando alla sera Giacobbe dalla campagna. Gli diede il nome (P Issachar. 18. E di bel nuovo Lia concepì. est in occursum 6)11$ Lia. inquit. Lia rinfacìa a Rachelc l'aver tolto a lei Giacobbe. quia dedi ancillam meam viro meo : appellavitque nomen ejus Issachar. Vedrai v che a scanso d'inquietudini fralle uè mogli solea Giacobbe iu tempi fìssati starsi or con questa or on quella. E disse: II Signore mi ha renduta mercede . II Signore mi ha dotata di buona dote: anche questa volta si starà con me il mio marito per avergli Vers. eo quod genuerim ei sex 16. Ed egli si dormì con lei quella notte.16. 17. il quale veramente vea sposata prima lei. 20. Vale adire. intrabìs : quia mercede conduxi te pro mandragorìs filii mei. 1. nomo della ricompensa . egresso. usci incontro a lui Lia. e partorì il sesto figliuolo. 18. Et exaudivit Deus preces ejus: conce* pàglie. Redeunti(j7ie ad vesperam Jacob de agro. 17. disse. Et ait\ Dedit Deus mercedem mihi. 18. E disse. Et alt: Dotavit me Deus dote bona : etiam hac vice mecum erit maritus meus. et: Ad me. . Dormivitque cum ea nocte illa. della mercede. verrai: perchè ti ho caparrato col prezzo delle mandragore del mio figliuolo. 20. e: Meco . et peperit filium ffuintum. perchè diedi la mia schiava a mio marito: e gli diede il nome d' I s sachar.

Significa uno che crescerà. 26. volendo Rachele dimostrare la speranza di non restare con questo solo figliuolo . E chiamollo col nome di Giuseppe . Ricordatosi il Signore anche diRachele la esaudì. dicendo . la quale era considerata come un gran disdoro. Quae concepii. disse Giacobbe al suo suocero : Dammi licenza.0. 26. dixit Jacob socero suo: Dimìtte me. etp ep erit filium ^ dicens: A òs tulit Deus opprobrium meum. Ma nato che fu Giuseppe. Questo nome ha la stessa radice. 24. Vers. che io me ne torni alla patria .• Il Signore diami ancora un altro figliuolo. Dopo di questo partprì una figlia per nome Dina. 22. et ape' ruit vulvam ejus» 23. Post quem pepe* rit filiam nomine Diri am. 10 fatti sei figliuoli : e per questo chiamollo col nome di Zabulon. Nato autem Joseph. Vers. ut revertar in patriam. i^. Alcuni interpretano Zabulon.Jìliosi et idcirco appellavit nomen eius Zabulon.. Gli Ebrei dicono. . Uecordatus quoque Dominus Rachelis. Vers. che quello di Dan. ma di averne ancora un altro.3. dicendo: II Signore ha tolto 11 mio obbrobrio. dicens : Addat mihi Dominus. Giuseppe venne alla luce 1' «inno nonagesimo primo di Giacobbe t il decimoquarto anno dopo il suo arrivo nella Mesopotarnia. e partorì un figliuolo. 9. 23. coabita/ione. filium alterum. 21. meam. augumenterà ec. e nella mia terra. 21. 22. Vers. e la rendè feconda. abitazione. Il mìo obbrobrio. La sterilità. 9. Chiamollo col nome di Giuseppe ec. Per nome Dina. exaudivit eam. i3 * . che Dina fu moglie di Giobbe. Chiamollo col nome dì Zabulon. 21. E concepì. et ad terram. 2 4 • E t vaca vit nomen ejus Joseph.

Justum est igitur. e i miei figliuoli. 28. 29. come s'ei dicesse : Fammi graiìa dì ascoltarmi. E una specie di complimento di Laban . pro quibus servivi tibi^ ut abeam: tu nosti servitutemì qua servivi libi. . Possa io trovar grazia dinanzi a te. Constitue mercédem team. Poco tu avevi prima ch' io venissi a te : ora sei divenuto ricco : e il Signore ti ha benedetto alla mia venuta. per li quali sono stato a' tuoi servigi. ch' io deh* * ba darti. 27. 28. Al tuo venir qua. e quanto sieno augumentati nelle mani mie i tuoi beni. quia benedixerit mihi Deus propter te. 30. et libero* meos. che Dio mi ha benedetto per causa tua. 30. Determina tu la ricompensa. Ma quegli rispose : Tu sai in qual modo ti ho servito. Modicum Tiabuisti antequam venirem ad te: et nunc dives effectus es: benedixitque libi Dominus ad introitimi meum. 26. Da mihi uxores. At ille respondit i Tu nosti quomodo servierim tibiì et quanta in manibus meis fuerit possessio tua. che io pensi una volta anche alla casa mia. quam dem tìbi. affinchè io me ne vada: tu sai qual sorte di servigio sia stato il mio. 29. ut aliquando provideam et* iam domui meae. «7. 27.26. È'adunque giusto. Ait illi Labani Inveniam gratiam in conspectu tuoi experimento didicì. * Per cania tua. Disse a lui La-^ ^ ban: Possaio trovar grazia dinanzi a te : io ho conosciuto alla prova. Dammi le mogli. Ver*.

p«r cos'i dire. et custodiam pecora tua. delle quali però il pelo nero era stimatissimo. Non voglio da te nulla gratuitamente. quod postulo . iterum pascam . sarà la mia mercede.Si. quae non fuerint varia. .e macchiate di pelame: e tutto quello che verrà fosco . et sparso veliere'. E lutto quello che verrà fosco e macchiato e vario . e macchiato. Yers. erit merces mea. ma se farai ec. Gyra omnes greges tuos. perchè non può tingersi. E parlerà un dì a mio favore la mia fedeltà. onde Giacobbc non chiede le capre di color nero.. o fosco tanto di pecore . Vers. 33. et separa cunctas oves varias. sarà mio. 33. variumque fuerit tam in ovibus. Dixitque Laban: quid tibi dabo ? At ille aìt : Nihil volo : sed sifeceris. Respondebitque mihi cras justitia mea> quando placiti tempus advenerit coram te: et omnia."osi egli si contenta di aver per ricompensa i rifiuti. 31. e vario tanto di pecore. Raduna insieme tutti i tuoi greggi. e n'avrò cura. come di capre. 31. 32. 3?. La lana delle pecore varia di colore è poco stimata. ma quelle di color foM-o. etmaculosa^ etfurva tam in ovibus. e lo stesso dicasi del pelo delle capre. de' greggi di Labaii. o macchiato. quam in caprist furti me arguent. fa solamente quello die io dirò. e metti da parte tutte 1« pecore variegate. et maculosum . mi dimostrerà reo di furto. 32. allorché verrà il tempo concordato tra noi : e tutto quello che non sarà di vario colore . Non voglio milia . E Laban gli dis* se : Che ti darò io ? Ma quegli replicò: Non voglio nulla t ma se farai quello ch' io chiedo . che di capre . quam in capris. etquodcumque furvum. ovvero non voglio che tu dia mercede : non son io «n mercenario .. pascerò di nuovo le tue pecore .. (.

. e nero pelame lo diede in governo de' suoi figliuoli. 35. Tu mi lascerai le pecore e le capre di un solo colore. Gratum habeo quod petis. atque maculosos : cUnctum autem gregem unicolorem. L' ordine naturale delle cose ti mostra. lo diede in governo de"1 suoi figliuoli. 34. e tutto il gregge di un sol colore . tu vedi qual disuguaglianza si trovi in questo patto in mio svantaggio. 35. e i capri e i mon« toni di vario colore . o delle capre di vario colore.. idest albi^ et nigri velleris tradì" dit in manu filiorum suorum. E quel giorno separò le capre. e nere di Giacobbe.. Di chi sono questi figliuoli messi da Laban al governo de' greggi separati di un solo colore. .Disse Laban. che la giustizia colla quale ho proceduto e procedo con te. che il suo bestiame possa mescolarsi con quello di Giacobbe. 35. e mi otterrà da Dio quella mercede. Cosi egli non ha paura. Vera. ove mai io ne ritenessi alcuno. mi assisterà. Separò le capre. ma in realtà per esploratori. e macchiati : e tutto il gregge di un sol colore.. e macchiato di varii colori. et hircoS) et arietes varìos.. ed io non dovrò avere. dì vario colore . e rimessi a Giacobbe ? Sono indubitatamente i figliuoli di Laban.. Et separavit in die illa capraS) etoves. e quelle di un sol colore debbono essere tue.34. 33. ch'è come se io patteggiassi.... Ma io spero. o introdurre tra' suoi greggi delle pecore. e aiuti. affinchè Giacobbe non potesse in qualche modo o frodare le figliature . allorché . Quando dovrai! dividersi alla fine dell'anno i nuovi parti secondo il concordato tra noi. che tu dovessi avere ogni cosa. dà a Giacobbe come per compagni.Mi piace quello che domandi. i suoi figliuoli. cioè di bianco. che non fosse di vario colore. e capre di color vario esser vedute dalle bianche. E parlerà un <ù n mio favore la mìa fedeltà. e le pecore . o nero. se non quello che di esse nascerà pezzato. ec. cioè o bianco. ed egli'si ritira co'suoi greggi tre giornate di strada lontano dal genero. che tu non vorresti darmi. e le pecora.. Vers. nè le sue pecore. mi contenterò di essere condannato qual ladro.Dixitque Labari*. Vale a dire. mi dimostrerà reo di furto. Quest'uomo avaro e sospettoso. E lutto quello che non sarà dì vario colore .

* E ne levo parie della corteccia. e ne leva in più luoghi la scorza . et amygdatinas^ et ex platanis^ ex parte decorticavi eas : detractisque corticibus. e 38. 36. e ne levò parte della corteccia.36. il quale pascolava il rimanente de' suoi greggi. 38. affinchè venute a bere le pecore . dove andavano i greggi ad abbeverarsi . levata la quale . avesser dinanzi agli occhi le verghe . in his. candor apparuit : illa vero. 07. et in aspectu earum conciperent. 37. e di platano. ante oculos haberent virgas. Prese . spiccò il bianco: e dove non erano state toccate rimasero verdi : onde in tal guisa risultò vario colore.. Yers. ne incide . il resto è assai chiaro. o scudisci di varie piante . 37.. Posuitque eas in canalibus^ ubi effunde* batur aqua : ut cum venissent greges ad hibendum. qui pascebai re li" quo s gregei ejus. . Solito pero farsi da nn guardiano di greggi dietro al suo bestiame. È pose una distanza di tre giorni di viaggio tra sé. et generum. e concepissero rimirandole. ec. 36. quae spolìata fuerant. 38. atque in ìiunc modum color effectus est varius. cosi queste verghe restano di vario colore : dipoi le pone ne' canali. viridia per" manserunt-. delle verghe di pioppo verdi. E ad una parto tolse la corteccia. Et posuit spatium itineris trium dierum biter se. Egli prende delle verghe. Vers. Tre giorni di viaggio. Prese adunque Giacobbe delle verghe di pioppo verdi. e il genero ... E le pose ne' canali . dove gettavasi l'acqua. e di mandorlo. Ecco l'arte usata da Giacobbe per avere delle pecore e capre d'un sol colore de'parti di color vàrio. dove le verghe erano spogliate. Tollens ergo Jacob virgas populeas virides. quae integra fuerant.

Vedesi però e in questo. Divisitque gregem Jacob. 38. et diverso colore respersa. e sparsi di vario colore.1. osservata però la distinzione posta nel verso ì\i. e mettendo in disparte gli agnelli. Era riuscito a Giacobbe colla diligenza descritta ne'versetti 3j. e nel seguente versetto. in cui sogliono concepire. Quando adunque alla primavera doveart concepire le pecore. avendo i greggi separati tra loro. dove i suoi greggi andavano a bere . perchè Giaeobbe si procurasse un si gran profìtto col mettere quegli agnelli e capretti dinan/i alle bianche pecore e capre. aftinché questi non avesse pretesto di querelarsi. che erano suoi. e questi egli procurava di metter davanti alle pecore al tempo. Igitur quando primo tempore ascendebaniur oves. che egli andasse separando via via . et varia. e pose le verghe nei canali davanti agli occhi degli arieti : ed erano di Laban tutti i bianchi. mettea Giacobbe le verghe ne'canali dell'acqua dinanzi agli occhi dei Vers. aliinchù queste faccsser simili i loro parti.3<). e non li lasciva stare mescolati co'greggi di Laban. di avere degli agnelli e de'capretti pezzati di vario colore: questi egli separò dagli altri. . ec. che le pecore in calore miravano le verghe . e pezzati. E Giacobbe divise il gregge . et posuit virgas incanatibus an* te oculos arie tum: erant autem alba> et ni" gra quaeque Laban : cetera vero Jacob. se* paratis inter se gregibus* 41. e i capretti macchiati. Factumque est. 4. e i neri : gli altri poi tutti di Giacobbe . 4o. Altri per queste parole divise il gregge intendono. 3g. e di vario colore. E Giacobbe divise il gregge. 3$. 4<5. Ed avvenne. e figliavano agnelli con macchie . 40. etparerent macuIosa.ponebat Jacob virgas in ean a» libus aquarum ante oculos arietum et oviuni. ut in ipso calore coitus oves intuerentur virgas. ch' ei continua a mettere delle verghe ne' canali.

e portano per la non ponebat eas. e degli animali i segni di quelle cose. in ratina admissura erat. Noi suppongìiiamo. e partoriti in autunno . Fa. che Giacobbe metteVa le verghe ne'canali al tempo di primavera. Agostino. figliatura. che l'avere le pecore di Giacobbe partoriti agnelli di vario colore al vedere le verghe da lui messe ne'canali. Labani core della seconda eran et quae primi tempor^s^ di Laban : quelle poi Jacob. cui le pecore concepiet conceptus extremus. 4?-. e come avviene in Italia. ma sopra le leggi della natura. Girolamo. che quei concepiti in autunno. per ragione della quale si sono veduti . e si veggono sovente impressi ne' corpi degli uomini. che dovean poi nascere nell'autunno. come suppose s. per conseguenza suoi gli agnelli. Quando vero se» 42. i quali benché difficilmente possano comprendersi e spiegarsi . e per conseguenza miracoloso. La storia naturale è piena di simili esempi. In secondo luogo si disputa.seconda volta. che le pecore nella Mesopotamia figliassero. e lasciava i secondi a Laban. ch' egli non metteva le verghe uè' canali al tempo in cui per la seconda. quae teva le verghe. che di vario colore fossero. Vers. e della gravidanza. e partoriti in primavera : e perciò i primi egli volea per sé. ovvero per l'ultima volta le pecore concepivano. della prima figliatura erano di Giacobbe. non e però possibile di negarli. Al tempo poi della seconda. non metctaque sunt e«. Donde fassi evidente. Due cose sono ancora da notare in questo fatto. fosse un effettonon naturale.ut in earum contem* montoni .. Girolamo. che agitarono la fantasia delle madri nel tempo del concepimento. E le peerant serotina. che ciò poteva accadere naturalmente per la forza della immaginazione. S. scono. e dietro ad essi moltissimi interpreti sostengono. Al tempo poi.due volte. che migliori e piìi robusti erano i parti concepiti in primavera. E detto nel versetto precedente. G delle pecoplatione conciperent : re. affinchè queste concepissero in guardandole : 42. quando le pecore doveano concepire -. vale a dire nel tempo d' autunno. e dietro a lui gl'interpreti Greci hanno creduto. s. perchè bramava. Dice adesso. In primo luogo il Crisostomo. se Giacobbe poteva senza colpa servirai di UH tal mezzo per migliorare il suo contratto conii» . che Giacobbe sapeva. lo che egli certamente faceva.

ealtercazioni. E questi si fecs homo ultra modum. 11. acquisto di molti gregancillas. . se ne vanno alle case loro. l'intenzione del suocero. e di cammelli. che avea rubati gì' idoli del padre . Giacobbe e Laban^ fatta alleanza. Laban gli corre dietro. Giacobbe per comando del Signore parte nasco* stamente con tutta la sua famiglia per tornare al padre. 1. e asini. et servos. finalmente dopo varie cjuerele. 1. non avremo bisogno di ricorrere ad altre ragiona per giustiiicarlo.gi . quaefuerunt p atris nostri. e fortuitamente : ma se noi porrem mente . Tììtatasque est 43. ÌT. Osservò ancora. che a Giacobbe dovesser toccare le pecore di vario colore. JLostquam autem audivit verba filiorum Laban dicentiumt Tutit Jacob omnia. che Dio stesso suggerì a Giacobbe questo mezzo di ritrarre final*ineiite la giusta mercede di tante e sì lunghe fatiche. che Laban non lo guar* dava collo stesso occhio. e fece habuit greges multos. 9. che per lo passalo . quod non esset erga se sicut heri. ca. et de illius facuitale ditatus factus est inclytus* 2. xxxi. delude con a* stuzia Laban. 12. Vedi caf>. et nudiustertius. Rachele. et ricco formisura . e che per conseguenza Dio volle. di serve . che dicevano : Giacobbe ha usurpato tutto quello che era di nostro padre. Animadvertit quoquefaciemLaban.43. meloSf et asinos* C A P O XXXI. e servi. che mediante una tal arte dovea nascere. che tali nascessero senz' arie . delle quali tutto il frutto /ino allora era stato di Laban.1 a dopo che ebbe udite le parole dei figliuoli di Laban . che li cercava. il quale certamente suppose. e dei beni di lui si è fatto ricco signore : 2. che a lui si appartenesse il bestiame.

Fece venire Rachele e Lia al campo. 26. e ha mutato dieci volte la mia mercede : e con tutto questo Dio non ha permesso . a3. Zachar. 3. Levit. ch'ei mi fecesse del male. ut noceret mihi. Nelle Scritture dieci volte è posto per molle volte. perchè la stessa cosa d' aver cambiato dieci volle riguardo alla mercede dovuta a Giacobbe è rinfacciata a Laban nel versetto 4 i > Questi pertanto. xxvi. e io sarò teco. che per lo passato: ma il Dio di mio padre è stato con me. 20.. da quello che era di Giacobbe (la qual divisione face vasi du§ volte i' anjao) . et mutavit mercedem m eam decem vicibus> et tamen non dimisit eum Deus. vii. Dixitque eis: Video faciem patris vestri^ quod non sit erga me sicut heri. che cosi vada presa in questo luogo . Ma qui s. e a' tuoi parenti.3. etnudiustertius : Deus autem patris mei fuit mecum. che il padre vostro non mi guarda collo stesso occhio. "r Un mutato dieci volte la mia mercede. Dicendogli di più il Signore : Torna alla terra de' padri tuoi. reg- . Ecclcs. Maxime elicente sibi Domino: Revertere in terrarii patrum tuorumt et ad generationeni tuamt erofjue tecum. E voi sapete. Girolamo prende quest'espressione letteralmente. Sed et pater t>ester circumvenit me. 5. dove ei pasceva i greggi. ubi pascebat greges^ 6. Vers. e sembra.Misit et vocavit Rachel et Liam in agrum. 6. 7. come con tutto il mio potere ho servito al padre vostro. 4. ogni volta che si veniva a fare la divisione del bestiame. 4. che era suo . Et ipsae nostist quod totis viribus meis servierim patri vestro. E disse loro : Io veggo. vii. Ma il padre vostro mi gabbò. 7. 6.

o. non volea più stare a quello che erasi pattuito . Tutte le pecore vuol dire la massima parte delle pecore. <j. le pecore figlia vano tutte agnelli chiazzati : quando per lo contrario egli dìsse:Tuprenderai per tuo salario tutti i bianchi. e di colori diversi. onde bisognava che questi si contentasse di fare nuova convenzione. come Dio gli avea comandato. Il lesto anno poi egli se ne fuggi. che il meglio e il pia del frutto de' bestiami toccava sempre a Giacobbe. Imperocché quando fu venuto il tempo. et diversorum colorum. in cui le pecore dovean concepire . e vidi dormendo i maschi pezzati. 11. io. Così andò la cosa per cinque interi anni . e macchiati.« massima parte de* greggi . È Dio ha prese le facoltà del padre vostro. Si quando dixii varine erunt mercedes tuae . E l'Angelo di Dio mi disse in sogno: Giacobbe ? E io risposi : Eccomi qui. Le pecore figliavano tutte ec. Dio faceva sì. che a dispetto delle angherìe dì Laban. io alzai gli occhi miei. e cosi di poi tutti i greggi intendesi /. che la parte di Giacobbe era vantaggiata sopra la sua parte. gendo. pariebant omnes oves varios foetus: quando vero e contrario alt: A lò a quaeque accìpies pro mercede: omnes greges alea pe* pererunt. onde ha ragione Giacobbe di dire. Se una volta disse : Quelli di color vario saranno la tua mercede. . 8. i quali coprivano le femmine. Tulitque Deus vub s tantiam fratris ve* 8 tri> et dedii mihi* 10. levavi oùulos méóSt et vidi in somnis ascendente^ mares $uper foeminas varioS) et maculosos. 8. Postquam enim conceptus ovium tem* pus advenerat. e le ha date a me. che per dieci volte Laban mutò la mercede pattuita. il.8. tutti i greggi figliavano agnelli bianchi. Dixitque Angelus Dei ad me in somnis\ Jacob ? Et ego respondi • Adsum. e in sostanza vuol dire . Vèrs.

18. ma sopportiarn generosamente. e per animarvelo gli dà a vedere d'aver presente il di lui voto . varios. cttcjiiQ respersosi vidi enim omnia^ quae fecit doi Laban. i t\. hora.esponderuntc/ue nachel et Lia : Nunquid habemus residui quidquam in facuitatibus. e facesti a me il voto. et vido universos masculos ascenclentes super foeminas. Io ho veduto tutto quello che ha fatto a te Labari. Riman egli forse qualche cosa ec. 12. 67. che se allora quando ci sarà fatta ingiuria noi sarem mansueti e pazienti e pacifici.12. 14» Rachele e Lia risposero : Riman egli forse qualche cosa per noi delle facollà . che cuopron le femmine. 11 Signore rammenta a Giacobbe i di lui atti di religione. revertens in terram nativitatis tuae. et votum vovisti mihi.. e facesli a me il volo. e parti da questa terra per tornare alla terra dove sei nato. Io sono il Dio di Bethel. Che abbiarn più noi da sperare delle facoltà e de' beni di uostro padre? . e di vario colore : perocché io ho vedulo tulio quello che ha fallo a le Laban. Vers. 13. e mira i maschi tulli. Vers.R. EH egli disse: Alza gli ocelli tuoi. Non ci mettiamo pertanto a combattere con quelli che ci premono e ci calunniano . dove tu ungesti la pielra. i3. sapendo che Dio non ci disprezzerà. Ego sum Deus Bethel. e io renderò mercede. 13. pezsali. maculosos. e macchiati. goderem più copioso e abbondante Vaiuto divino. (i) ubi unxisti lapidem.6 15. et haereditate domus patris nostri ? (i} (i) Sap. Per dimostrargliene il gradimento. e del1' credila della casa di noslro padre ? Vers. Nunc ergo surge. * Ove ungesti la pietra. 14. Assai bella è a questo passo la riflessione del Crisostomo: Di qui noi impariamo. et egredere de terra hac. 28. A-dessoadunque levali. i"). Riconosciamo noi la sua amorevolezza: perocché egli ha detto: a me la vendetta. Qui alt: Leo a oculos tuos.

Non ci ha egli rinas reputavit nos. e Racheest idola patris sui. La voce ebrea Teraphìm renduta qui con quella ds idoli si prende altrove in . pergens. le rubò gl} idoli di suo padre* Egli ci ha quasi diseredate . se ne partì. e pretium nostrum? ha mangiato i! prezzo. et fjuidquid in to quello che avea guaMesopotamia acquisie.dunque Giacobbe 3 e óerìs. ad Isaac tamia. Sed Deus tulit 16". et le ricchezze di nostro eas tradidit nobis'. e a' nostri figliuonia. i p. et ìmpositis li. comeditque re . 18. Si ammannì aJacob. i p. e ci ha vendute . 17.dagnato nella Mesoporat. Ma Dio ha prese opes patris nostri. |. Laban in quel Labaìi ad tondendas tempo era andato a to* oves. Nonne quasi alie15. ac conjugibus messi i figliuoli. Rachele rubò gV idoli di suo padre. et Rachel furata sarè le pecore. e usurpandosi tutta la mercede che tu avevi meritato colle fatiche di quattordici anni. ac padre. abiit. Vers. Tulitque omnem 18. che di noi ha ritratto ? \6. E prese tutto il substantiam suam. e i greggi. et suo . e dovea essere nostra dote. la qual mercede era il prezzo che tu pagasti per averci . e le suis super camelos> mogli sopra i cammelli. Eo tempore ierat 19. et guardate come stranievendidit. alla terra di Chanaan. e dandoci a te senza dote. incamminandosi patrem suum in terram verso suo padre Isacco Chanaan. e le ha date a filiis nostris: unde om. Surrexit itaque 17. quello che Dio ti ha comandato.15. quae praecepit tibi li: fa adunque tutto DeuSjfac.noi. e tutgreges.

onde chi ne assegna uno . non è notato nella Scrittura. Sembra molto verisimile. In oriente regna tuttora la superstiziosa e ridicola mania di questi talismani o degli amuleti. o sia preservativi contro gì' incanti. che è quasi unito al Libano . cioè figure eli metallo gettate o incise a certi aspetti di pia. xxxiv.. Jerern. che Rachele non fosse ancora esente da questa superstizione. quod fageret. e da Zacheria x. contro le disgrazie . xn. 21. Monte. che questi idoli fosser d' oro. volle accusare a Labari la sua fuga.neti. quam omnia ^ fu con tutto quello che quae juris sui erant. e ha alle sue radici un' ampia e fertil regione chiamata Galaad. a. Passato il fiume. ma adattati alla qualità del metallo. e chi un altro. Verso il monte Galanti. nelle quali ei credeva che risedesse qualche soprannatural virtù. G. L' Eufrate ch' è di mezzo tra la Mesopotamia e la Chananea. o Teraphim di Laban fossero figure . e volesse averli anche con sé nel viaggio. E partito ch'ei tam ipse. o sopra pietre preziose. 3 2. alle quali figure si attribuivano effetti straordinarii. Alcuni Padri credono. apparisce. e il non averne fatto motto a Giacobbe (come si vede vers. Ma da Ezechiello xxi. 3-2. onde Rachele se li prese in compensazione dell' ingiustizia che ella pretendeva essere stata fatta dal padre a sé e alla sorella. per cui Rachele si portò via questi idoli. non può essere in verun modo assoluta dal peccato di furto. altri sensi. Vedi Deuler. che i Terapnim fossero talismani . E Giacobbe non co7?fiteri socero suo . al nome de' pianeti e alle figure che in essi erano rappresentate. Noluìtr/ue Jacob 20. ec. che questi idoli . Vi sono però clegl' interpreti che suppongono. et a lui apparteneva. Molti dotti interpreti credono .) sembra un grande indizio . Vedi vers. che ella gli adorasse. e fossero quello che v' era di più pregiato in casa di Laban . Cumque abìlsset 2T. che sotto questo nome s'intendevano tra1 Caldei certe figure superstiziose le quali si consultavano per sapere le cose future. Il motivo.tre passato il fiume( Eugeret contra moJttem frate ) si avanzava ver-' Galaad 3 so il monte Galaad. 21.20. Questi amuleti sono iscrizioni sulla carta o sulla carta pecora . Vers. Comunque ciò sia quando ella possa essere assoluta dalla superstizione. Questo nome di Galaad lo ebbe questo monte per la ragione detta nel versetto 4& . i. come anche Lia. 2. menamjie transmisso per.

24. assumptis fratribus suis. Fu portato avviso a Laban il terzo giorno . 48. E disse a Giacobbe: Per qual motivo hai operato in tal guisa. come prigioniere di guerra ? 27. E Giacobbe avea già teso suo padiglione sul monte : e sopraggiunto Laban co' suoi fratelli. E vide in sogno Dio. et citharis ? (i) Infr. che Giacobbe fuggiva. presi seco i suoi fratelli. 24. 22. Perchè hai tu voluto fuggire senza ch'io lo sapessi. 23. Cur ignorante mefugere voltasti^ nec indicare mihi. Etdixit ad Ja~ cob\ Quare ila e gisti. e lo raggiunse sul monte di Galaad. affinchè ti accompagnassi con festa. lo seguitò per sette giorni. e timpani . e cetre ? . Ed egli. 23. e non anzi avvertirmi. ut ciani me abìgeres jìlias meas. 26". la sua tenda pian lò sullo stesso monte di Galaad. et canticiS) et tympajus. che gli disse : Guardati dal dire una torta parola contro Giacobbe. quasi captivas gladio? 27. Viditque in somnis dicentem sibi Deum: (i) Caveì ne quid quam aspere loquaris contra Jacob.22. 26. quod fumerei Jacob. e cantici. ut pro» sequerer te cum gaudìo. menando via le mie figlie senza mia saputa. 26. 16. Jamque Jacob extenderatin monte tabemaculum : cumque ille consecutus fuisset eum cum fratribus suis^ in eodemmonte Galaad fixit tentorium. Qui. 26. Nuntiatum est Laban die tertia . persecutus est eum diebus septem : et compreliendit eum in monte Galaad.

È in poter mio 29. et desiderio andartene a trovare i • erat tibi domus patris tuoi. Rispose Giacob31.be : Quanto ali' essere ctus sum. Non es passus. durius. di cui mi riconviecumque inveneris deos ni . sia mestare quìdquìd tuorun so a morte alla p res e napud me inveneris> et za de'luoi fratelli : fa le aufer. ad tuos ire cupiebas. io temei . chiunque sia colui. messo di dare un bacio etfilias: stulte opera' a' miei figliuoli. . Valet manus meo.farti pagar il fio. mi togliessi per forza le tue figlie. Non mi hai per2 8. 32. tuos.e vio. necetur coram presso del quale ritrofratribus iiostris : scru> verai i tuoidei. che non tuas. e ti stimolava il lui: curfuratus es deos desiderio della casa paterna . Esto. recidere libi mo.partito senza tua sapulenter auferres fitias ta . 16. Haec dicens. Sed Deus patris Dio del padre vostro ievestri heri dixit mihi: ri mi disse : Guardati (i) Cave. 48. e alle tus es\ et nunc quidem mie figlie : ti sei portato da stollo : e certatamente adesso 29. timui> n. Tu desideravi di 30.to . ti si conceda : m eos ? perchè mi hai rubati i miei dei? 31. Quod autem furti 77/e arguìs : apud quem. tue ricerche: tutto quelfO Infr. 30.28. Quanto poi al fur32. ne locjuaris dal parlare con aspreiscontra Jacob quidquam za contro Giacobbe. Ma il limi. ut oscularerfUios rneos. Respondit Jacobi Quod inscio te prof e.

dell' una e dell' altra venit.presenza : perocché ho narum nunc accidit adesso il solito incomomihi-. non in. Ella disse : Non 35.e vi si pose sopra a setique omne tentorium^ dere : e rifrustando egli tuttala tenda senza troet nihil invenienti. prendilo furata esset idola. 32. e que familiae. delusa l'ansietà del cercatore.Illa jestinans abscondit idola subter fretta gì' idoli sotto il stramenta cameliì et basto di un cammello . niente trovò. Nascose ella con 34.Giacobbe e di Lia. sic delusa solici* do delle donne : così fu tudo quaerentis est. Tumensque Ja56.signor mio . se io non gere nequeo : quia juxta posso alzarmi alla tua consuetudinem foemì. Entrato adunque 33. Ovvero: muoia ì per modo di semplice imprecazione. 33. o per qual mio Vers.ignorabat. che Rachele avesse rubato gl'idoli. Ingressus itaque Laban tabemaculum Laban nella tenda di Jacob. quodRachel lo che troverai di tuo presso di me . Ma entrando egli nella tenda di Rachele. varli . egli ignorava . pure. sedit desuper \ scrutan.schiava. E Giacobbe sdecob cum jurgio aiti gnato disse con agre Quam ob culpam meamì rampogne: Per qual mia et ob quod peccatum colpa . 34. Aiti Ne irascatur dominus meust prenda in mala parte il quod coram te assur. * Sìa messo a morte. set tentorium Rachelis. . 36".et Liae^et utrius. Cumque intras. Dicendo questo. 35.

quattordici per le figliuole . L 14 . 67. et caprae steriles noji fuerunt . quatuordecim pro filiabus.meum sic exarsisti post me. arietes . io non mangiai gli arieti del tuo gregge : 39. E in tal guisa a te servii per venti anni in tua casa. ed ci sie n o giudici tra me . Io non ti portava a vedere giammai qualche lacero membro di bestia rapita o lacerata dalle fiere: tutto il danno anche casuale e avvenuto senza mia colpa.Idcirco viginti an* nis fui tecuml Oves luae. e fuggiva il sonno dagli occhi miei. Dì. E hai rifrustato tutta la mia suppellettile ? Che hai tu trovato di roba della tua casa ? ponta qui alla presenza de' fratelli miei. Pent. e dal gelo. e notte io era arso dal caldo. Nec captum a bestia ostendi tìbi : ego damnum omne reddebamjjuidquidfurto peribat) a me exigeóas: 4o. e le tue copre non furono sterili-. 3g.fugiebatque somnus ab oculis meis. Vol. toccava a me a pagarlo. gregìs tui non comedi: 3o. e te. 41. ^. 67. Nè io tifacea vedere quelle che avea rapito una fiera. et judicent inter me^ et te. e sei p^' tuoi greggi : tu pur Vers. Ne io ti facea vedere ec. et sex pro gregibus tuis : im- peccato mi hai tenuto dietro con tanto calore. Stetti io per questo venti anni teco? Le tue pecore. e de'tuoi fratelli. Die. Et scrutatus es omnem supellectilem meam? Quid invenisti de cuncta substantia domus tuael pone hic coram fratribus meis^ etfratribus tuis.. io pagava tutto il danno : tu esigevi da me tutto quei che era rubato : 40. noctuque ae~ stu urebar^ et gelu. 38. 4i • Sicfjue per vìgin~ ù annos in domo tua servivi ubi.

e la eresse in monumento: Vers. e greggi tuoi.. "Respondit mLa* &an : Filiae meae. 43. et erexit illum in titulum : cangiasti la mia mercé* de per dieci volte. Le mie figliuole e i figli . et arguit te Iteri. e quanto tu vedi son cosa mia. quae cernis. 42. et omnia. * Ecco accennati i meriti d' nn buon pastore che a costo di fatiche e d'incomodi assiste il suo gregge. 46. la quale serva di testimonianza tra me e te.so io fare contro de' figli . forsitan modo nudum me dimisisses : afflictionem meam. 43. non mi avesse assistilo.r fare a lui alcun male. mi avresti forse adesso rimandato ignudo : Dio ha mirato la mia afflizione . e che perciò «gli non può vo„. Tulit itaque Jacob lapidem. 4& Prese adunque Giacobbe una pietra.. ma anche i greggi e tutto e . son cosa mia : che pos. . Se II Dio del padre mio Abramo . 43. mea $unt: quid possum facere filiis. Egli dice. e quanto tu vedi. Rispose a lui Laban : Le mie figliuole. Vers. e contraiamo alleanza . 42.Vieni adunque. Nisi Deus p a tris mei Abraham. et in* eamusfvedus^ ut sit in testimonium inter me et te. e i figliuoli. e ieri ti sgridò. et timor Isaac affuisset mihi. che è temuto da Isacco.Laban si mostra rappacificato. perchè avea paura che Dio lo gastigasse. e la fatica delle mie mani.-elio che appartiene a Giacobbe. e colui .mutasti quoque mercédem meam decem vici* bus. o sia nipoti miei ? 44. et nep&tibus meis ? 44> Veni ergo.. che considera come cosa sua non solo le figliuole e i figli delle figliuole. et greges fui. 4<>. et laborem manuum mearum respexit Deus. et filii.

che la lingua Caldea era differente già dall' Ebraica usata da Giacobbe. Mancano ancor nell' Ebreo. Qui congregantes fecerunt tumulum. 47. E Laban ehiamollo^il Mo n lice Ilo del testimone . et idcirco appellatum est nomen ejus Galaad^id est tumulus testis. Lfi. e Giacobbe il Monticello del testimone. Ma nel versetto 4& dell' Ebreo si attribuisce a Laban di aver dato il nome di Galaad a quel mouticello . e dee credersi. E Laban disse : Questo monticello sarà oggi testimone tra me e te . raunateie. benché l'Ebreo porti: diede ( Laban J a quel nwnticello il nome di Galaad: il senso però è lo stesso dell'una frase e dell'altra . Dixitque fratribus suis : Afferte lapides. e per questo fu dato a quel monticello il nome di Galaad. s Giacobine il Monlicello della testimonianza. Dell' attestazione. benché in origina tessero probabilmente una medesima lingua. 48. e Giacobbe il Monticello della testimonianza . Tumulimi testis. 48. ebe si ha adesso nella Yoigata. Acervum testimonii . . 46. et Jacob. E quelli. e sono state aggiunte dal traduttore quelle parole : ciascheduno secondo la proprietà del suo linguaggio : vedes? però da questo passo . E disse a'suoi fratelli : Portale pietre. ebe dalla trascuratezza de' copisti venga la lezione differente. Vers. comederuntcjue super eum. * Della testimonianza. ciascheduno secondo la proprietà del suo linguaggio.Quem vocavitLaban. sopra del quale mangiarono. cioè Monticello del lesliii) o ne.Labari chìamollo il Montichilo del testimone. Dìxìtfjue Laban: Tumulus iste erit testis ' inter me et te hodie. dicendosi. 47. uterque juxta proprietatem Linguae suae. Nell'Ebreo la cosa ( parlando rigorosamente ) è viceversa . ne fecero un monticello.46. che Laban k chiamò il Monlicello della testimonianza. e bisogna tradurre colla Volgata fu chiamato per nome Galaad .

Labari vuol dire . et Deus Nachor judicet e il Dio di Nachor. iste. Intueatur. e la pietra.. et si intrò. quem erexi licello .4. et ju49. 61. che vede tutto e ha possanza di punire chi viola i patti. e sia giudice tra quando recesserimus a di noi.dico. Deus Abraham.rendan testimonianza. si aut ego trans.nostre parole eccetto Dio. iero ad illum per gens se io l'olire passerò istraad te. il inter Jios. Dixitque rursus ad Jacob : E n tumulus Giacobbe : Ecco il monhic. E di poi disse a 51.9. 5o. inquam. 1'altro. Se tu farai oltraggio alle mie figlie .gio alle mie figliuole . 55. io ho eretta tra me e te. 5o. 62. duxeris alias uxores e se oltre di esse prensuper eas: nullus ser. io lapis sint in testimo. . testimone delle nostre parole. qui prae. suno è testimone delle absque Deo. Se tu farai oltrag60. Sarà testimone : 62. Di quello che io pattuisco tra me e te (dice Laban) sarà sempre testimone Dio . Testis erit: tumulus. nissuna*.. che se Giacobbe verrà giammai a violare 1' alleanza che egli stabilisce oggi con ^lui . mira. quando ci sarem dipartiti l'uno dalnobis. e questa pietra nium. et lapis. et questo monticeli©. niente. il qual presente ci sens respicit.se tu l'oltrepasserai eoa intenzione cattiva contans. tro di me. malum mihi cogi. Si affiixeris filius meas. 53.derai altre mogli : nismonis nostri testis est. aut tu praeterie.11 Signore ponga dicetDominus inter nos. egli non citerà contro di lui altra testimonianza che quella di Dio. ec.dandomi verso di le . Il Dio d' Abramo. o ris. Deus patris Dio del padre loro sia Vers. il quale tutto vede e ascolta. cheinter me et te.

Abbiam già veduto . reversusque est in lo. come facea Laban. anzi essere anche lecito in caso di necessità l'esigere un tal giuramento. d' onde osservano gì' interpreti essere lecito ad un fedele di ricever il giuramento che un infedele farà pe'suoi falsi numi.giare del pane. Quindi Laban al55. Vers. e le figlie sue . e il Dio di Nachor. che Tharé e Nachor adorarono i falsi dei. . che la voce usata nel!' Ebreo e nel Caldeo in vece di il Dio può tradursi gli dei. ec. Notisi. 55. cosi egli qui giura per gli dei di Thare e di Nachor.E immolate sul ctimis in monteì vocavit monte le vittime. etfilias notte. Giuro adunque Giacobbe ec. 54. Immolatisene vi54.nedisse . Juravit ergo Ja. Giucob per timorem patris rò adunque Giacobbe per lui.eorum. ivi si fermarono. Vers. baciò i figliuoli. Giacobbe intero nella sua fede giura per colui. a casa sua. unendo il loro culto con quello del vero Dio .E immolale sul monte le vittime.zatosi . che era ancor latus estfilìos. il Dio del •padre loro. li mangiato che l'ebbero . // Dio d'àbramo . Giacobbe offerse a Dio ostie paciiìche in ^rendimento di grazie della pace fatta col suocero. che Isacco suo sui Isaac : padre temeva : 6/\. suast et benedixit illis. 53. e li be. e tornossene cum suum. Zaban vero de nocte consurgenS) oscu. al quale il padre suo Isacco rendeva il culto e l'onore che è dovuto al solo vero Dio.giudice tra di noi. invifratres suos^ ut ederent tò i suoi fratelli a manpanem» Qui cum come. e che con questa sono sovente significati gì' idoli de' Gentili. E quel* dissenti manserunt ibi.

a6. di Dio. onde comunemente gli Ebrei. Furono incontro a lui gli Angeli. dopo che fu toccato il nervo della sua coscia. 2.pamenti di Dio : e diemen loci illius Malia. che due furon le schiere degli Angeli veduti da Giacobbe.de a quel luogo il nome di Mahanaim. Giacobbe libero dal timore di Laban .'ono. \_Tiacobbe anco1. E vedutili disse : 2. e ottiene la benedizione . 1. Reg. xu. (i} Infra 48. XH. vale a dinaim> idest Castra» re Accampamenti. i. Alti xv. J acob (i) quoque abiit itinere. di cui temeva'. 16. è duale. vi. iv. Cosi Eliseo serrato d'ogni parte da' nemici vide le schiere degli Angeli armati in sua difesa. a. entrando nel paese di Chanaan avea ancor da temere il fratello Esali: Dio pertanto incoraggia il patriarca con questa visione. l'una di quelli protettori della Mesopotamia. alt: Castra D ei sunt Questi sono gli accamhaec : et appellavit no. xxi. : U Angelo del Signore si accamperà intorno a coloro che lo temono e li salverà. 38. 1x lu quel luogo fu poi una citta che i'^be il nome di Mahanaim . Giacobbe veduti gli Angeli spedisce messi con doni ai fratello Esaù. P altra di quelli della terra di Chanaan. Vers. Salmo xxxm.C A P O XXXII. e dietro ad essi molti interpreti suppon'.. che significa Accampamenti. quo ra prosegui l'intraprecoeperat : fueruntque ei so viaggio: e furono incontro a lui gli Angeli obviam Angeli Dei. Intorno a questi Angeli custodi de' regni e delle provincie vedi Dan. 9. che lo aveano accompagnato e custodito fino a quel luogo. . Nell' Ebreo la voce Mahanaim. i. Jot. Vedesi qui adempiuta letteralmente quella parola di Davidde. Quos cum vidisset. frattanto fa alla lotta con un Angelo. Questi sono gli accampamenti di Dìo. e il cambiamento del nome . Vers.

4. e riferì* rono. et fui usque in praesentem diem.E tornarono i mes^ si a Giacobbe . et . ut inveniam gratiam in conspectu tuo. e questi ceco. et anciilas: mittof/ue nunc legatìonem ad dominum meum. Reversique sunti nuntii adJacob dicentes: Venimus ad Esau fratrem tuum. e in essa abito per molto tempo Esau e i suoi figliuoli . 3. e de~ gli asini. nella quale è il monte di Seir. et ser^ vos. nella ragiono di Ectàm. l'altra meridionale. non rinunzia Giacobbe a' diritti della sua primogenitura. 4.3. dicendo : Voi direte cosi al signor raio Esaù : Giacobbe tuo fratello dice : 10 andai pellegrino nella casa di Laban. e delle schiave : e adesso* invio mes» si al signor mio per trovar grazia dinanzi a lui. e delle pecore. dicens : Sic locjuimini domino meo Esau : Haec dicit frafór tuus. Vers. e vi sono stalo sino a questo dì.Al signor mio Esali. Nella terra. Della prima si parla adesso. . indi occuparono anche l'idumea meridionale.. et ecce properat tibi in occur- 3. i quali nè pure dor\tMuo aver effetto. 5. : A. e de'servì. Ho de' bovi. lasciandola a Giacobbe e a* suoi figliuoli.Praecepitque eis. cfì Seir. Habeo boves. 5. Molti dotti interpreti distinguono due Idumee. 6. in regio* nem Edom. Con questa dimostrazione di rispetto usata affine di mitigar queli' uomo feroce. E spedi messi ancora innanzi a sé al fra? tello Esaù nella terra di Seir. l'una orientale. 4. nella regione di Edom. te non in favor de' suoi discendenti. e della poca soddisfazione che questi mostravano delle sue consorti. avea abbandonata la Chananea. asinosì et oves. Misit autem et nunti&s ante se ad Esau fratrem suum in terram Seir.bbiam trovato 11 tuo fratello Esaù. Così Esali disgustato della preferenza data a Giaqobbc da'suoi genitori. 6. ebe viene Vers.E fece loro questa comandamento. Jacob: ApudL ab an peregrinatus sum .

Osserva a questo passo s. core. 7. 10. In colla quale tu hai manbaculo meo transivi tenute le promesse fatJordanem istum : et te al tuo servo. e Dio del paIsaac: Domine. luogo dove sei nato. .et carne. 8. et perterritus divi. Yeis.Dio del padre mio Aham. e della fedeltà. Timuit Jacob val" de . Solo col nunc cum duabus tur. explevisti servo tuo.mio bastone io passai mis regredior* questo (fiume) Giordano: e ora ritorno con due squadre. et benefaciam tibi.. senza però irascurare le diligenze e ^li aiuti umani. et in na alla tua terra . et percusserit so ad una squadra. ch'era seco. quae tra squadra . alia turma. e al locum nativitatis tuae. 9. 7. e i camlos in duas turmas.um no di ansietà divise la erat) greges quoque.' era seco ec. E disse Giacobbe : o. Minor sum cunctis miserationibus tuis di tutte le tue miseriet veritate tua. e darà addosmam. quam cordie . S'intimorì Giacob7. reliqua est. Divine la gente ch.be grandemente .i greggi ancora. et boves. e le pe. Agostino. che il giusto dee conlidare in Dio.. Dixitque Jacob : Deus patris mei Abra. qui sec.arriverà . Dicendo : Se Esaù 8. l'aleam. e io ti farò del bene.in fretta ad incori! rarti con quattrocento uotis viris» mini. che resta. Io sono indegno io. Dicens : Sì venerìt Esau ad unam tur. e i bovi.dre mio Isaac: Signore.sum cum cjuadringeji. salvabitur. xisti mihi : Reverferff che dicesti a me : Torin terram tuam. et gente. e piesit populmn. quidi. melli in due squadre. etDeuspatris mei braham . e oves. si salverà.

et pullos ti tori. Vers. Trenta cammelli cum pullis suis trigin. dieci loro rede. Girolamo.* Diijuel che avea. e figliuoli. Cammelli femmine. venti asine con earum decem. e lo è anche adesso la bevanda più deliziosa degli Arabi. Il latte de'camraelli era anche a tempo di s. 12. ne forte veniens percutìat matrem cum filiis. quia valde eum timeo. Frase proverbiale significante la crudeltà più barbara che nella vendetta non sa distinguere fra tempo ed età. che in arrivando non uccida ma-» dre. Vers. lib. che avean figliato ec. Ente me de manu fratris mei Esau. r 4» Capras ducentas. doni pel suo fratello Esaù. Dugento capre.11. e vennos viginti . oves du. quod benefaceres mihi. Vers. Cumque dormis" set ibi nocte illa. e di dilatar la mia stirpe come l'arena del mare. gliato . Fedi Plin. perocché io lo temo forte . xi. . Tu locutus es.femmine . co' loro parti. 15. quae prae multi" tudine numerari non potest. separavi de his. 15. ^inti. hircos viginti. 14. 13. Liberami dalle mani di mio fratello Esaù. i3. mise a parte di quello che avea .venti capri. et touros viginti. Tu bai detto di farmi del bene. * Non uccìda madre e figliuoli. 4^. Camelos foetas 16. 13. E avendo dormito in quel luogo per quella notte. Di quel che gli veniva alle mani. quae ha» bebat. vaccas quadraginta. i i . 12. asi» quaranta vacche. et dilatares semen meum sicut arenam maris. la quale per la moltitudine non può contarsi. munera Esau fratri suo> 11. che avean fita. et arietes vi» pecore^e venti montoni. dugento centas.

16. Et misitper manus servorum suorum, singulos seorsurn greges, dixitqua pueris suis: Antecedile me: et sit spatium inter gregem et gregem. 17. E tpraecepitpriori, dicens : Si obvium habuerisfratrejn meum Esaut et interrogaverit te : Cujus es ? aut: Quo vadis ? aut cujus sunt ista, quae sequeris ? i $.Respondebis:Servi tui Jacob ; munera misit domino meoEsau: ipse quoque post nos venit* 19. Similiter dedit mandata secundo, et tertio, etcunctis•, qui sequebantur greges, dicens : lisdem verbis loquiminiadEsau, cum invenerids eum. 20. Et addeds : Ipse quoque sèrvus tuus Jacob iter nostrum insequitur-, dixit enim: Placabo illum muneribus, quae praecedunt, et po&tea videbo illum :

16. E inviò per mezzo dei suoi servi ognuno di questi greggi separato dall'altro , e disse a'suoi servi: Andate innanzi a me : e siavi un intervallo tra gregge e gregge. 17. E al primo comandò , e disse : Se incontri il mio fratello Esaù , e ch' ei ti domandi : Di chi sei tu ? ovvero: Dove vai tu? o di chi son queste cose, alle quali vai appresso? 18. Risponderai! Sono di Giacobbe tuo, ser-» vo ; egli manda questi doni al mio signore Esaù: ed egli stesso vien dietro a noi. 19. Simili ordini diede al secondo , e al terzo , e a tutti quelli che andavano dietro ai greggi, dicendo : Nella stessa guisa parlate ad Esaù,quando lo troverete. 20. E soggiungerete : Lo stesso servo tuo Giacobbe seguita le nostre pedate ; imperocché egli ha detto : Lo placherò co* doni, che vanno innanzi, e poscia

forsi fan propidabitur mihi. 21. Praecesserunt itacjue munera ante eum \ ipse vero mansit nocte illa in castris. 22. Cumque mature $urrexisset, tulit duas uxores suas, et toddem famulas cum undecim fiiiis, et transivit vadum Jaboc. 23. Traductìsc/ue òmnibus* quae ad se pertinebant, 24. Mansit solus : et ecce vir luctabatur cum eo usfjue mane.

vedrò lui : forse sì renderà a ine propizio. 21» Andarono adunque innanzi a lui i doni ; ed egli quella notte si stette nello alloggiamento. 22. E alzatosi molto per tempo, prese le sue due mogli , e le due schiave con gli undici figliuoli, e passò il guado di Jaboc. 23. E quando furo n passate tutte le cose , che a lui appartenevano, 24. Ei si rimase solo: ed ecco un uomo fece con lui alla lotta fino alla mattina.

Vera. ao. Forse si renderà a me propizio- Forse mi darà animo a sollevar la mia faccia. L'originale. Vers. 23. Passo il guado di Jaboc. Vale a dire passo il torrente Jaboc al guado, che era appresso a Mahanaim. Questo torrente nasce ne'monti di Galaad, ed entra nel Giordano presso al luogo, dove il Giordano esce dal lago di Genesaret. Notisi, che in questo luogo cominciava il paese delle dieci tribù, e che perciò già cominciavano ad effettuarsi le promesse di Dio. Yers. ?4- Pece con itti alla lolla ec. La maggior parte de* Padri e degl'interpreti in quest'uomo, che fa alla lotta con Giacobbe, riconoscono un Angelo del Signore, il quale rappresentava Dio, o sia il Figliuolo di Dio, onde nel versetto 3o se gli dà il nome di Dio. Quest'Angelo, lasciandosi vincere in questa lotta, Teniva a dare una ferma speranza a Giacobbe di poter con molto maggior facilità superare non solo Esau, ma anche tutti i nemici e tutte le contraddizioni^ Se a petto di Dio sei stalo forte , quanto pili vincerai tutti quanti gli uomini? vers. a 8. Questa lotta è un' immagine della vita del giusto aopra la terra; la qual vita è una lotta e una continua milizia, o sia combattimento , come dice Giobbe.

25. Qui cum vieterei^ quod eum superare non posset^ tetigìt nervum femoris ejus, et statim emarcuìt. 26. Dixitque ad eum: Dimitie me ; jam enim ascendit aurora. Re» spondit: Non dimittam te, nisi benedixeris mihi. 27. Ait ergo: Quod nomen est tibit Respondit: Jacob. 28. At ille: Nequaquam, inquit, Jacob appellabiturnomen tuum, sed Israel: quoniam si contra Deumfortisfuisti, quanto magis contra homines praevale* bis?

26. E questi reggendo, che noi polca superare , toccò a lui il nervo della coscia., il quale subitamente restò secco. 26.E disse a lui: Lasciami andare ; che già viene l'aurora, Rispose ( Giacobbe ) : Non ti lascierò andare, se tu non mi benedici. 27. Disse adunque i Qual nome è il tuo ? Rispose : Giacobbe. 28. E quegli (disse): II tuo nome non sarà Giacobbe, ma Israele : perocché se a petto a Dio sei stato forte, quanto più vincerai tutti quanti gli uomini ?

Vers. 25. leggendo che noi polca, superare ec. Dio non volle, nè permise, che l'Angelo si servisse di tutta la sua possanza, nel lottar con Giacobbe. Del rimanente quello che egli col solo tocco del nerbo della coscia fa provare al patriarca, è argomento della facilità, colla quale avrebbe potuto abbatterlo. Ma si dimostra così 1' efficacia dell' orazione e della vera pietà a muovere il cuore di Dio, e a fargli una specie di violenza per renderlo propizio agli uomini. * Tocco. Percosse. Vers. 26. Già. viene l'aurora. Era tempo che Giacobbe andasse a riunirsi colla sua gente, alla quale non volea l'Angelo farsi vedere . Se In non mi benedici. Colle lacrime agli occhi e con grande affetto chiese Giacobbe questa benedizione, onde si dice in Osca, ch' ei pianse e pregò.

29. Interrogavi? eum Jacob : Die mihi, quo appellaris nomine ? Respondit : Cur quaeris nomen meum ? Et benedixit ei in eodem loco . 5o. Vocavitque Jacob nomen loci illius, Phanuel, dicens: VidiDeum facie ad. faciem^ et salvafacta estanimamea.

29. Giacobbe lo interrogò : Dimmi, con qual nome ti chiami ? Rispose: Perchè domandi del mio nome ? E lo benedisse nello stesso luogo. 30. E Giacobbe pose a quel luogo il nome di Phanuel, dicendo : Ho veduto il Signore faccia a faccia, e l'anima mia ha avuto salute.

Vers. 9.8. Il tuo nome ... non sarà Giacobbe, ma Israele, Questo nome è dato di nuovo a Giacobbe, cap. xxxv. io., e secondo la più probabil sentenza significa principe di Dio, ovvero principe con Dio, quasi dicesse l'Angelo: Com'io son principe, cos\ anche tu che hai potuto lottare con me, sarai chiamalo principe, Hier. Trad. Hebr.
Vers. 29. Perche domandi del mio nome? I,'Angelo non volle dire il suo nome, o perchè non ne prendessero i posteri di Giacobbe occasione di rendergli un culto superstizioso, o piuttosto perchè quest' Angelo rappresentava il Verbo , il quale dovea incarnarsi, il cui nome non dovea ancor rivelarsi.

Vers. 3o. Pose a quel luogo il nome di PhanueL Questo nome significa faccia di Dio. 1 LXX lo traducono forma di Dio, ovvero figura di Dio: della qual versione ci dà questo senso il Crisostomo (hom. 58.) dicendo: Giacobbe diede a questo luogo go il nome di figura, o immagine di Dìo , e venne e ciò a preenne con dire, che questi avrebbe un (ù presa V umana natura. Ma ,, . i i ..?; _j,___ _• _ z . _ • • perche allora non altro aveasi, che un cominciamento , e un preludio delle cose future , il Verbo appariva a que"1 palriarchi in figura. Ma allorché il Signore degnassi di prendere la forma ' deW uomo , non prese solo una carne apparente , ma vera.
JJ anima mia ha avuto salute. Osservò s. drillo, essere stata antica opinione , che il vedere un Angelo portava seco la morte; onde cosi egli, come altri interpreti spiegano: Non solo ho veduto V Angelo ; ma ho trattato con lui lesta lesta, e non me n1 e venuto alcun male: altri pero col Grisostomo intendono, che Giacobbe voglia dire, che la visione mandatagli da Dio, e la benevolenza e affetto mostratogli per mezzo dell' Angelo lo

31. Ortusque est ei statim sol, postf/uam trans gressus est Phanuel : ipse vero claudicabat pede. 32. Quam ob causam non comedunt nervum filii Israel) qui emarcult in femore Jacob, usque in praesentem diem : eo quod tetigerit nervum femoris ejus, et obstupuerit.

3i. E il sole venne a nascer subito, dopo che egli si fu avanzato di là da Phanuel : ed egli zoppicava del piede. 3s. Per questa ragione i figliuoli d'Israele fino a questo dì non mangiano il nervo, che si seccò nella coscia di Giacobbe : perchè quegli toccò il nervo della coscia di lui , e ( il nervo ) restò senza moto.

avrà liberato da ogni timore , e lo avea riempiuto di generosa fidanza.' Vcrs. 31. * Zoppicava del pied*. A Giacobbe vincitore nella misteriosa lotta, e quindi benedetto e onorato dì assai glorioso nome, un ricordo si conveniva della natural sua debolezza, perchè non si levasse in altura: ricordo simile a quello che nella legge di grazia ebbe l'istesso Paolo favorito dal cielo di doni speciali. Vedi II. Cor. XII. v. 7. Yers. 3a. I figliuoli <? Israele non mangiano ec. Ciò fu osservato e si osserva tuttora dagli Ebrei non per legge, ma per tradizione in memoria di quello che era avvenuto a Giacobbe. Il Buxtorf racconta , che in Italia gli Ebrei levano dalla parte di dietro degli animali non solo il nervo, ma anche le vene ; che in Germania poi si astengono totalmente da'quarti didietro, e l i vendono a'Cristiani ; ma (dicesi) dopo aver mandate mille imprecazion! contro chi li mangerà, e fatte altre sordide cose, le yuali sono attestate da tutti i Giudei convertiti.

C A P O XXXIII.

dacobbe è accolto benignamente da Esaù , che gli va incontro , e a mala pena ottiene , che fjuègli accetti i suoi doni, e se ne torni a sua casa. Quindi Giacobbe arriva a Salem, e vi compra una parte di un campo , e piantate le tende alza un altare. ìjjlevans autem Jacob oculos suoSt vidit venientem Esau,etcum eo quadringentos viros : •divisitcjue filios Liete, . etRachel.amèarumf/ùe famularum : 2. Et posuit utramfjue ancillam, et Uh eros earum in principio : Liam vero, et filios ejus in secundo Loco : ha" chel autem, et Joseph novissimos. 3. Et ipse prQgrediens adoravit pronus in terram septies , donec appropine/uaretfrater ejus* 4- Currens itaque Esau obviamfratri suo amplexatus est eum : 1. i'Ja alzando i suoi occhi Giacobbe vide Esaù , che veniva, e con lui quattrocento uomini : e divise i tìgli di Lia , e di RacheJe , e delle sue schiave: 2. E 1* una , e P altra schiava, e i loro figliuoli li pose in primo luogo. Lia , e i figliuoli di lei nel secondo luogo : e Rachele, e Giuseppe da ultimo. 3. Ed egli andando innanzi s'inchinò fino a terra sette volte, prima che si approssimasse il suo fratello. 4. Corse allora Esaù incontro al suo fratello, e lo abbracciò : e strin-

Vers. 3. S'inchinò fino a. terra sette volte, Giacobbe per ammansire la ferocia di Esau lo saluta fino a sette volte col massimo se^no di rispetto.

stringensque collum ejuSt et osculans flevit. 6. Levatisque oculis^ vidit mulieres et parvulos earum , et alt : Quid sibi volunt isti? et si ad te pertineìit ? Respondit: Parvulisunt^ quos donavit mihi Deus servo tuo. 6. Et appropinquante s ancillae^ et filii earum incurvati sunt. 7. Accessit quoque léia cum pueris suis : et cum similiter adorassent, extremi Joseph, et Racliel adoraverunt. 8. "ùixitque E s an : Quaenam sunt istae turmae^ quas obviam habui? Respondit : 171: invenirem gratiam coram domino meo. 9. At ille alt : Habeo plurima,frater mi: sint tua liói.

gendoglì il collo, e baciandolo pianse. 5. E alzati gli occhi, vide le donne , e i loro bambini, e disse : Chi son questi? son eglino tuoi ? Rispose : Sono i figliuoli, che Dio ha donati a me tuo servo. 6. E appressandosi le schiave, e i loro figliuoli s'inchinarono profondamente. 7. Si appressò anche Lia co' suoi figliuoli t e dopo che si furono nella stessa guisa inchinati, Giuseppe, e Rachele fecero ultimi profondo inchino. 8. E disse Esaù : Che significano le squadre, che io già incontrai ? Rispose: Bramai di trovar grazia nel cospetto del signor mio. 9. Ma quegli disse : Ho dei bene di là da molto , fratel mio : tieni il tuo per te.

Vers. f». * E appressandosi. E condotte avanti. Vers. 8. Che significano le squadre? Parla de' bestiami mandati innanzi da Giacobbe in dono ad Esaù. Esali dovea già essere stato informato da' guardiani ; ma interroga di bel nuovo per aver occasione di rifiutare il dono.

io. Dixitque Jacob : "Noli ita, obsecro : sed si ìnvenì gratiam in oculis tuis t accipe munuscukim de manibus meis : sic enim cidi faciem tuam, quasi viderim vultum Dei : e sto mihi propiduSy
fVdictionem>

\ i. Et suscipe benequam aitali tibi et quam donavit mihi Deus triluens omnia. Vixfratre compelle nte suscipienS) 12. Ait: Gradìamur simuli eroque socius itìneris lui. 13, Tìixitquè Jacoh : Tfastiy domine mi, quod parvulos habeant teneros, et oves, et boves foetas mecum : quas si plus in ambulando fè-

i o. E Giacobbe disse ; Non far così, ti prego: ma se ho trovato grazia negli occhi tuoi, accetta il piccol dono dalle mie matti : imperocché io ho veduto la tua faccia , come se io ve« dessi il volto di Dio : siimi propizio } 11. E accetta la benedizione , che io ti ho recato, e la quale fu donata a me da Dio, il quale dà tutte le cose. E accettandola a mata pena sforzato dal fratello , 12. Disse quegli: Andiamo di conserva, e io ti sarò compagno nel viaggio. 13. Ma disse Giacobbe: Tuvedi,signor mio, che io ho meco de' teneri bambini, e pecore, e vacche pregne : è se gli affaticherò più del

Vers. io. Ho veduto la tua faccia, come se io vedessi ce. La clemenza, e 1' amorevolezza che io ho trovato in te-, mi ha rinfrancato lo spirito ne' miei timori, e ha fatto in me un effetto simile a quello che farebbe 1' apparizione di Dio o di un Angelo in un uomo afflitto e bisognoso di conforto. Siimi propizio. Concedimi questa grazia. Vers. 13. Pecore e vacche pregne, ovvero, che allattano le laro rsde.

Pcnt. Vol L

14 *

Respondit Esau : Oro te. EtJacob venitin Socoth-. lino a tanto ch'io giunga presso al signor mio a Seir. 17. . alcuni. Non est. Non è necessario. 15. conforme vedrò. qui mecum est. 14. che almeno restino della genie . E Giacobbe giunse a Socoth : dove fabbricata avendo una casa. ut inveniam gratiam in conspectu tuo. o perchè ricevesse qualche notizia. necesse: hoc uno tantum ìndigeo. per la quale conosi-esse che non era opportuna allora questa visita. disse quegli : di questo solo ho bisogno . domine mi. ubi aedificata domo. ejus. morientur una die cuncti greges. 16. ma di poi cangiò di parere forse per timore che non si risvegliassero in Esau le antiche gelosie.. Tornò adunque in quel giorno Esaù per la strada. morranno in un dì tutti i greggi. Giacobbe pensava allora di andare lino colà a casa dei fratello. 14« Praecedat dominus meus ante servuin suum: et ego sequar paulladm vestigio. Reversus est ita* que illo die Esau itine' re. che ti accompagnino nel viaggio. di trovar grazia nel cospetto tuo. sicut videro parvulos meos posse. etfixis tentoriis^ appellavit nomen loci dovere a camminare. e piantate le tende. quo venerai in Seir. et Seir. che è con me. 14.cero lavorare.. mio signore. . \ 6. che possano fare i miei bambini. Rispose Esaù: Ti prego di lasciar. donec veniam ad dominum meum in Seir. Vers.Vada il signor mio davanti al suo servo: e io seguirò bel bello le sue pedate. ut de populo. per cui era venuto in Seir. saltem sodi remaneant viae tuae.Fino a tanto ch' io giunga . inquit. 17. 16.

come effettivamente si costumava nell'antichità. mor patris Sichem ceri. . Transivitque in Salem urbcm Sichìmo. Basti 1' avere toccato questo punto senza entrare in più lunga discussione di una materia.parte di campo . onde dalle pecore venne il nome di pecunia alla moneta. e gli antichi interpreti tutti quanti suppongono fatta questa compra da Giacobbe con dare cento agnelle. postfjuam. L' avervi Giacobbe fabbricata una casa dà argomento per credere che ivi si fermò qualche tempo. che in questo luogo Giacobbe rimase sano dalla gamba.torno dalla Mesopotarum. Emitfjiie partem agri. Vers. sopra la quale non possono aversi se con deboli congetture. Dalle tende che alzò ivi Giacobbe.ec. tavit juxta oppidum. 18. che era nella tribù di Gad. f/uae est in terra mia di Siria passò a SaClianaan. e da Socoth andò nel paese de' Sichimiti. io. A Socolh. cento agnelle. E comprò quella io. a filiis JZe.dove fece sua dimora presso la città di Salem nella Chananea. Vers. E dopo il suo ri18. dove fu poi edificata una città dello stesso nome..illius Socoth.. diede a quel luogo il nome di Socoth. e soggiungono gli Ebrei. e alcuni di questi pretendono . Per cento agri elle. ec. in quafìxerat ta. dire Padiglioni. iq. 17. versus est de Mesopo. La prima maniera di contrattare nell'antichità fu certamente per via di permute. che fossero monete che portavano l'impronta d'un'agnella. . Passo a Salem citta de> Sichimiti. dove bernacula . sano. vale a Tabernacula. dove fabbricala ec. onde dicesi: arrivo salvo ec. Molti moderni però la voce originale spiegano in significazione di moneta.da' figliuoli di Hemor padre di Sichem per ~ tum agnis. venne il nome di Socoth a questo luogo . id est. Vers. Passò il Giordano. 18.avea piantate le tende.. re. danaro. Alcuni moderni seguendo la tradizione degli Ebrei traducono in questa guisa P Ebreo : arrivo salvo alla citta de1 Sichimiti : perocché la stessa voce Salem significa salvo .che è nella terra di Chatamia Syriae : et habi" naan : e abitò presso alla città. della quale era stato zoppo fino a quel punto .lem città de' Sicbimiti.

so. come si ornassero le fanciulle del paese. e V) Vers. Dina è rapita da Sichem figliuolo del principe de* Sichimiti. Ovvero gli pose nome il fortissimo Dio d1 Israele per significare. C A P O XXXIV. E ivi alzato un so. e a'luoghi particolari serviva a conservar la memoria de' fatti. Dinanzi ad esso invoco ec. Quam cum vìdisset Sichem filius Hemor Hevaeitprinceps terrete illius^ adamavit eam : et rapmty et dormivit 1.* e rapili a. i. e anche a conservare la tradizione de'principii della religione. se ne innamorò . invocavit super il. Ma Dina ec. tLgressa est autem Dinafilia Lìae. i quali prima circoncisi son trucidati da Simeone. la curiosità di questa fanciulla ( la quale costò a lei cosi cara) fu risvegliata dal rumore di una festa solenne che si celebrava con gran concorso. Din* volle vedere. e dagli alfri figliuoli di Giacobbe è desolata la loro città : per la qual cosa Simeone^ e Levi sono sgridati dal padre. Élla poteva avere in quel tempo circa quindici anni. E avendola veduta Sichem figliuolo diHemor Heveo. Così il nome del Dio d'Israele rammemorava nn gran fatto. i. Se crediamo a Giuseppe. a'mouumenti. fratelli di Dina . ut videret mulierem regioms illius. Israel. ebe a lui e in onore di lai era dedicato questo altare. Vers. fedi cap. e da Levi . Et erecto ibi altari . 20.altare. ITXaDina figliuola ài Lia uscì di casa per vedere le donne di quel paese. preeed. 3. Questa imposizione di nome agli altari. per cui fu cambiato il nome a Giacobbe. dinanzi ad esso ludfortissimum Deum invocò il fortissimo Dio d'Israele. 2. e sgvaziatornente usci della casa paterna. principe di quella terra . .

6. patre Sichem.. Ma essendo andato Hemor. . ut loquGreturad Jacob. si tacque^ finchè non furon torna ti.tristem(/ue delinivit blanditiis. Ebr. ne concepirono grande sdegno. per me in moglie questa fanciulla. 4. La stessa ragion natural* consiglia. 7. . "Vers i. 4» Etpergens ad Hemor patrem suum: Accipeì inquit. 6. violentemente disonorò la fanciulla. 7. donec redirent. ed essendo ella afflitta l'acquietò con carezze. 3. vi opprimens vìrginem. eo quod foedam rem operatus esset. e occupati a pascer le pecore. e violata la figliuola di Giacobbe. 6. Umiliò. che non s'impegnino i figli nel matrimonio senza Pap-* provazione e il consenso de'genitori. 3. E concepì jper lei un'ardente passione. 4. mihi puellam hanc conjugem.* E andato dal padre suo. absentibus filiis et in pastu peco* rum occupatis^ situa. JScce fila ejus ve* niebant de agro : andi' toque.cum illa. quoé acciderat. * Violen temente disonoro. Vers. Quod cum audisset Jacob. E andato dal padre suo Heraor: Prendi» disse. Egresso qutem Hemor. padre di Sichem . mentre i figli erano assenti . a parlare a Giàcobbe. irad sunt valde. et violata filia Jacob. Eccoti che i figliuoli di lui tornava» dalla campagna : e intesa quel eh' era avvenuto. rem illicitam perpetrasset. La qual cosa avendo udita Giacobfoe. 5. avesse commesso un'azione vituperosa. in Israel. Et conglutinata est anima ejus cum ea. perchè sì brutta cosa avesse fatta ( Sichem ) contro Israele .

12. e darò tutto quello ch e vi parrà. 9. voi siete i padroni. Disse pertanto ad essi Hernor : L' anima di Sichem mio figlio è unita inseparabilmente a questa vostra fanciulla : dategliela in moglie . Si è già notato altrove il costume che lo sposo dotasse la sposa e facesse de'presenti al padre e a'fratelli di lei. et filias nostras accipite. Augiimenlate La dole e chiedete donarci. negotiaminì. Contro Giacobbe padre di Dina. lavoratela . nobis. 13.8. e a' fratelli di lei: Piegatevi a' miei desiderii. Risposero i figliuoli di Giacobbe a Sichem. E facciamo scambievoli matrimonii. i«. Contro Israele. sae- 8. Responderunt filii Jacob Sichem. E abitate tra noi : la terra è in poter vostro . Etjungamus vicissim connubia : filias vestras tradite . et munera postulate. Anzi lo slesso Sichem disse al padre . e sposate delle nostre fanciulle . e volentieri darò quello che chiederete : purché mi diate in moglie questa fanciulla. et patri ejus in dolo. et possidete eam.11. e al padre di lui Vcrs. itaque He m or ad eos : Sichem filii mei adhaesit ani* ma filine vestrae : date eam illi uxorem: 9. Et habitate nobiscum : terra in potèstate vestra est. et libenter tribuam. et cjuaecumque statueritis dabo. trafficate. ec. Augumenlate la dote . quod petieritis : tantum date mihi puellam hanc uxorem. 13. et ad fratres ejus ait: Inveniam gratiam coram vobis. 10. 12. fugete (totem. Locutus est. 11. e chiedete donora . Sed et Sichem ad patrem. 7. . 10. date le \ r ostre fanciulle a noi. exercete. Vers.

' ad un uomo incirconcifjuod illicitum.le nostre fanciulle. ciulla . i^. dare sororem nostrani nè dar la nostra sorella flamini incircumciso .etcircumcidatur farvi simili a noi . Sed in hoc vale16. Vers. Si autem circum17. che Dina era tuttora in casa dei rapitore. Ma potrem fare l>ìmus foederariì sì vo.Non possumus 14. Ne dar la nostra sorella ad un uomo incirconciso.si circonderanno tra voi liìii sexus j tutti i maschi . ac nostras : prenderem parimente et habitabimus vobis.alleanza con questa lueritis esse similes condizione . essendo esaroris : cerbatipel disonore della sorella : 14.vientes ob stuprum so. 17. erimusfjUG unus con voi. 16. apparisce . so : la qual cosa è illerìum est apud nos. Da queste parole e dal versetto 26. Ma se non vorrecidi nolueritiS) tollemus te circoncidervi. qual era Luban ? E Giuda e Simeone sposarono pure donne Ghananee.deremo la nostra fandemus. et nefa. e lius vestras. Non possiam fare facere. 14. . e se 9 in vobis omne mascu. nec quello che voi bramate. Allora vi daremo et accipiemus mutuo fi. e ce ne anderemo. Egli è vefisimile . e abbominevole presso di noi. popolo. Tunc dabimus. et rece. Prenderem la nostra fanciulla. cita . 16. se vorrete nostri . Vera. ma in questo tempo non si poteva egli rispondere a costoro .le vostre : e abiteremo cum. prenfiliam nostram.con fraude. come vedremo. io. die appoco appoco s'introducesse tra'posteri d'Abramo questa regola anche prima della legge di Mosè . e faremo un sol populus. parlano adunque con menzogna e con frode. quod petitis. che il loro padre avea sposate le figlie di un incirconciso .

22. et Sichem filio ejus : 19. et exerceanteam. et cun* cta. e i bestiami. si circumcidamus masculas nostros . et nostras illis daèimus. 19. quo differtur tantum bonum'. Viri isti pacifici sunt. TZtsubstantia eorumt et pecora. e a Sichem suo figliuolo. 20. Con questo saran nostre le loro ricchezze.18.quaepossident. no> stra erant : tantum in hoc acquiescamus. 22. Nec distulit adolescens quin statim. Placuit oblatio eorum Hemor. «5. Una sola cosa è d' ostacolo a un bene si grande : vuoisi. Costoro son buona gente . Ingressique por* tam urbis . quod petebatur. dissero al popolo : 21. et 18. loculi sunt ad populum : 21. quae spatiajta. ed egli era in grande onore pressa tutta la famiglia del padre suo. et ipse erat inclytum in omni domo patris sui. et lata cultoribus indiget : filias eorum accipiemus uxores. et volunt habitare nobiscum: negotientur in terra . e lutto quello ch' ei posseggo* rio : accordiamoci sol^ . Unum est. e daremo loro delle nostre. Ed entrati dentro la porta della città. e amano di abitare tra noi : trafficheranno qui. imitando il rito di questa gente» 23. e lavoreranno la terra. explerct i amabat enim puellam valde. che noi circoncidiamo! nostri maschi. 20. ha bisogno di coltivatori: noi sposeremo le loro fanciulle. spaziosa e vasta com'è. E il giovane non differì ad eseguire quello che era stato richiesto : perocché amava grandemente la fanciulla .la quale. Piacque la loro offerta ad Hemor . ritum gentis imitantes.

Levi. Quibus egressist 27. etSichem pariter necaverunt^ tol. e Sichem. Trucidarono an26. or. Questi certamente ebbero seco un gran numero di servi : gli altri fratelli non si vede che avessero parte a questo macello. 24. 26. e vivendo inefficiemus populum. Assensique sunt 24. rella dalla casa di Sichem. e Dinae. etLevitfratres Giacobbe. Ver» 23. 27. 26. Ed ecco il terzo quando gravissimus giorno. ctis maribus.che Hemor.iialitàntes simul unum in questo. . 27. e circoncisero tutti i maschi. Simeone. Vers. Saran nostre le toro ricchezza e 1 toro bestiami ec. enter: (i) interfectisque trarono a man salva nella città: e uccjsi tutomnibus masculist ti i maschi. lentes Dinam de domo e tolsero Dina loro soSichem&ororem suam. Essi «nostrano a' lorp concittadini P accrescimento grande di potenza e di ricchezza che ne verrà dalla unione de' nuovi ospiti in un sol popolose la pietà e la religione non ebbero parte alla risoluzione di quella gente.re delle ferite è più areptis j duo filii Jacob. i due figli di Simcon. Il terzo giorno . «aa. Nelle ferite il terzo giorno suoi venir la febbre a causa dell'infiammazione. si sunt urbem confiden. Fratelli uterini di Dina. sieme faremo un sol popolo. Et ecce die tertio. quando il dolovulnerum dotor est. Vedesi-j che Hemor e Sichem non propongono altro motivo che quello dell' interesse per abbracciare la circoucisiotìfc. Diedero tutti il 'omnes fircumcisis cun» loro assenso . 26. z5. gladiist ingres. ver s. eplamejute al taccheggiamerito della città. Sitneon e Levi. quando il dolore delle ferite ec. cerbo. gli (i) Infra 4<> 6. fratelli di Dina . . Hemor. E quando questi ìrruerunt super occiso* si furono ritirati.impugnate le spade.

29. et odio. Si gettarono. Responderunt : Numguid ut scorto abuti E dovean essitrattar ]a debuere sorore nostrai nostra sorella come una donna di mal affare ? Vers. Vers. 31. e ctaque vastantes^ quae gli asini. e io sarò sterminato con la mia famiglia.ceteri filii Jacob : et altri figliuoli di GiacoKdepopulad sunturbem be si gettarono sopra gli uccisi : e saccheggiaroin ulùonem stupri. Fresar le pecore eo. Giacobbe.core . e gli armenti. il quale disapprovò quest' azione come perfida e temeraria . e a' fauciuili rimasi in vita. et Pherezaeis. Infierirono. mus : illi congregati abitatori di questa terpercutient met et dele~ ra : noi siam pochi : quehor ego. e alla campagna. et domus mea. et uxores duxe~ che schiavi i fanciulli. Jacob dixit bero essi queste cose ad Simeon . et Levi : con tanta audacia ^disTurbastis me . Eseguite che eb3 o. et armenta^et asinos^ cun. e la rolsa loro alle donne. e diedero il in domibus'. e a'Pherezei.Ghana nei. posto in affanno . 28. no la città per vendetta dello stupro. sumfecistis me Ghana. non si dubita che facesse rendere e la libertà. erant. e »g. 27. e mi habita foribus terrae avete renduto odioso ai hujus : nos pauci su.se Giacobbe a Simeon. Parvulos quoque eorum. Risposer quegli: 31. runt captivas* 30.e a Levi : Voi mi avete naeis. E menarono an29. Oves eorum. Preserie loro pe* 28. e f le donne loro. andaron sopra gli uccisi. gli uniti insieme mi verranno addosso. . 28. et in agris guasto a quanto era per le case. Quibus patratis audacter.

ec. servendosene di pretesto a coprire lo spirito di vendetta. Dio viene a confortare Giacobbe nell' agitazione. di sacrilegio e di vendetta barbara e inumana. i. Ruben commette incesto con Baia. col quale udì una crudeltà si grande de'proprii figliuoli nel capo XLV. disse a Giacobbe : sorgi ec. Vers. che i Sichimiti portasser la pena delle loro iniquità.facque altare Deo. d* ingiustizia. Finalmente non può non condannarsi d' empietà il disprezzo ch' ei fecero del proprio padre. Voi mi avete posto in affanno. di perfidia. e dell'audacia e della perfidia e inumanità de* due fratelli si valse ad eseguire i suoi decreti sempre giusti e adorabili. Giacobbe dimostrerà anche con maggior enftrgfa 1' orrore.C A P O XXXV. ethabita ibi. ed è confortato da una nuova apparizione di Dio. Ingannarono i Sichimiti e tradiron la fede. e ivi fermati. Suor. e morte à"I« sacco suo padre. \_nterea locutus est Deus ad Jacob : * S urge i et ascende Bethel. Peccarono i figliuoli di Giacobbe di menzogaa. i. e pel peccato di un solo trucidarono uà gran numero di persone. 3 o. e a compiere si orribil disegno abusarono di un rito sacro e religioso. in cui si trovava per quello rallento il Signore disse a Giacobbe : Sorgi. Nascita di Bemamin colla morte di Rachele. Puzzolente. . 5. intraprendendo cosa tale senza sua saputa. Novero de*figliuoli di Giacobbe . il quale ti apparve allorché fuggivi Esaù tuo fratello. e fa un altare a Dio . per comando del Si' gnore sale a Bethel : dove alzato un altare al Signore offerisce sacrifizìo . Morte di Tì ebora. portando un colpo mortale al cuore di lui pieno di umanità e di amore de'prossimi. // Signore. Giacobbe dopo aver seppelliti presso a Sìchem gV idoli della sua gente." 38. Vers. Ebr. Dall'altro lato la giustizia divina permise. 16. * Mi avete renduto odioso. e va in Bethel. qui apparuit tibi^ quando fugiebasE&suifratrem tuum.

Può essere clie gl'idoli. Levit. Il v$. che avete tra voi. dopo che Dio gli avea parlato e l'avea avvertito di quello che dovea fare a Bethel in suo onore. e andiamo o Bethel per far ivi un altare a Dio: il quale mi esaudì nel giorno di mia tribolazione . Cosi Giacobbe esorta la sua gente a prepararsi per andare a Betliel a onorare il Signore. alt: Abjicite deos alie* nos. et socius fuit itineris mei. i3. 2. Ma non sembra credibile . e di conversione. Yers. gli del stranieri che avete ec. 3. e per quello che di ciò poteva avvenirne. 20. Reg. e cangiate le vostre vesti. che alcuno de' figliuoli o delle mogli di Giacobbe peccassero in questo. ut fa* ciamus ibi altare Deo: qui exaudivit me in die tribulationis meae . e può anch'essere. irritati per tanta crudeltà gli animi de' Chananei. 3. qui in medio vestri sunt. 2. ao. xix. Jacob vero i convocata omni domo sua. ve ne fosse più d'uno che continuasse a rendere culto a' falsi dei.. Exod. et mundammiì ac mutate vestimenta vestra. e la nuova veste era simbolo di penitenza. e mi accompagnò nel mio viaggio. Per un interno istinto del rispetto dovuto a Dio fu sempre costume. che in un grandissimo numero di servi che erano in quella famiglia condotti dalla Siria. 4« Diedero pertanto a lui tutti gli dei stranieri che aveano. e cangiate le vostre vesti. i quali Giacobbe comanda di gettar via fossero stati serbati della preda de' Sichimiti. Mondatevi. disse : Gettate via gli dei stranieri. Venite.. che quegli a- eKe i suoi figliuoli avéati fatto centrò de' SicKimiti. 4« Sederunt ergo ei omnes deos alienos^ quos habebant^ et inaures.dere che questi intima l'ordine di gettar via gl'idoli. e che Dio stesso gliene desse notizia. E Giacobbe. o si mutasser le vesti. Gettate vìa. quae erant in aw* 2. ratinata tutta la sua famiglia. xn. xv. ovvero le lavassero. Sur gite > et ascendamus in Bethel. e gli orecchini. e mondatevi . . può dar fondamento per credere che non prima di adesso egli venisse in cognizione di questo disordine.a. che volendo gli nomini accostarsi a lui per onorarlo.

o sia orecchini ornavano gì' idoli. Vers. 6. et non sunt ausi persegui re" cedentes. ìt 6. Simili anelli con figure de* falsi dei si portavano assai comunemente dagli uomini e dalle donne. Vers. et appellanti nomen loci illius. il Crisostomo e altri interpreti credono. 5. Fenit igitur Jacob Luzani) quae est in ter-» ra Chanaan . le disgrazie.rìbns eorum : at ille infodit ea sub ter terebìnthum^ quae est post urbem Sìchem. lib. Cumque profecti essent^ terror Dei invasit omnes per circuì» tum civitates. S. mentre SÌ ritiravano. o Amuleti contro le malattie. . »& j3. 5. Si può credere. ed erano una specie di Talismani. E partiti ch' ei furono . 4. e a quel luogo pose il nome di Casa di Dio : perocché ivi apparve Dio a lui. e di poi segretamente li seppellisse sotto il terebinto. quando fuggiva il fratel suo. Il timore ( dice il Crisostomo ) con cui Giacobbe onorava Dio. merita che Dio lo renda terribile a tutti gli uomini. e non ardirono d'inseguirli. Il terrore di Dio invase e e. 7. o sia quercia. cap. che li mettesse in pezzi. che questi anelli. cognomento Bethel : ipse et omnis populus cum eo. Agoetino.E gli orecchini che quegli aveano allò orecchie. onde nessuno ardisca di nuocergli) nè di pensare a far vendetta della «trago de' Sicbjmiti. i. egli. ec. Fedi anche Plin. 7. La voce ebrea significa propriamente anelli da attaccarsi alle orecchie e al naso. E ivi edificò l'altare. cum fugeretfratrem $uumf (i) Supr. J&dificavitque ibi altare.Giacobbe adunque. ovvero li fondesse. Domus Dei : ibi enim (i) apparuit ei Deus . vevano alle orecchie : ed egli li sotterrò sotto il terebinto. 5. Li sotterro sotto il terebinto ce. e tutta la sua gente con lui arrivò a Luza cognominata Bethel nella terra di Chanaan. e non gli uomini. Christ. de doctr. lib. il terrore di Dio invase tutte le città all'intorno. xxin. n. Vedi August. o da appendere per ornare la fronte. a o. che è di là dalla città di Sichem.

i. cresci. est Decora. 9. Appiè dì Sethet. 7. Eodem tempore mortuo. et seputta est ad radìces Bethelsubterquercum : vocatumque est nomen Loci illius Quercusfletus. Dicens : (i) "Non vocabèris ultra Jacobt sed Israel erit nomen tuum. Quercia del pianto.8. Eragli già apparso poco prima. 10. 11. E chiamollo Israele. E soggiunsegli . ma il tuo nome sarà Israele. et populi natìo(i) Supr. Io il Dio onnipotente . nutrix Rebeccae. * Si mori Debora balìa di Rebecca. cresces et multiplicare : gentes. 8. xxvui. e lo benedisse. cap. Ma come si parla qui della morte di questa donna ? Fors' ella già restituitasi nel suo paese. g. Apparuit autem iterumj)lpusJacob. Nello stesso tempo si morì Debora. Appiè del monte. 3a. 8. Vers. erasi mossa per far visita ali' antica padrona. Dicendo :Tu non ti chiamerai più Giacobbe . Perchè quivi Giacobbe co'suoi fecero il lutto della morte di Debora. Confermò il nome di Bethel dato già a quel luogo. balia di Rebecca . dopo il suo ritorno dalla Mesopotamia della Siria .postfjuam reversus est de Mesopotamia Syriae> òenedixitque ei. sopra del quale fu edificata la città di Bethel. moltiplica : tu sarai capo di nazioni. La seconda volta. nell'occasione del ritorno di Giacobbe alla madre. quando gli ordinò di portarsi a BetheL . Vers. dopo il suo ritorti o ee. la quale dovette essere donna di non ordinaria virtù. e fu sepolta appiè di Bethel sotto una quercia : e fu chiamato quel luogo la Quercia del pianto. Et appellavìt eum Israel. ap. Dixitque ei: Ego Deus omnipotens . io. 28. A quel luogo pose il nome di Casa dì Rio. g. e Vers. E Dio apparve a Giacobbe la seconda volta.i.

i4. Vocansque nomen loci illius Bethel. Facendovi sopra le libagioni. et imminente jam mor- al popoli. quam dedi Abraham^t Isaac. e imse con olio la pietra. cominciò ad essere in pericolo. 16. 12 . 14» Hie vero erexit titulum lapideum in loco. 14. Dixitque ei obstetrix : Noli timere . Etrecessitab eo. partus periclitari coepit. 18. Vedi cap. dabo tibi3 et semini tuo post te. da te usciranno de're. che io diedi ad Abramo . tu avrai ancora questo figliuolo. E stando ella per rendere l'anima pel dolore . E la levatrice le disse : Non temere . Ob difficultaióm. 16.Terramque. e versandovi dell' olio : 15. 18.17. XXVIH. 18. E pose a quel luogo il nome di Bethel. la darò a te . quae ducit Éphratam: in qua cum parturìret Rachel. Lavò col vino. Essendo il parto difficile. e ad Isacco . dove Dio gli avea parlato: facendovi sopra le libagioni. 12.Ed egli eresse un monumento dil* pietra nel luogo. E partissi da lui. e già in braccio Vers. . reges de lumbis tuis egre' dientur. Ingrediente autem anima prae dolore. Questa pietra servi al1' altare ch' egli eresse in quel luogo secondo 1' ordine di Dio 3 . quia et hunc habebis filium. E la terra. Egressus autem inde venit verno tempore (id terram. e alla tua stirpe dopo di te. quo locutus fuerat ei Deus : libans super eum libaminaì et ejfundens oleum : 16. 13. 13. E partitosi di colà andò nella primavera ad un luogo sulla strada diEphrata : dove venendo i dolori di parto a Rachele.num ex te erunt. 17.

nascita del Salvatore. ed ebbe questo nome dalla moglie di Caleb. Questa Corre era un col mìglio di là da Bethlehem verso levante .te vocavit nomen filio* sui Bertoni. filius dextrae. Morì adunque Rachele. Girolamo ed altri. Mortua est ergo Rachel. 2i.Yedesi anche adesso il luogo.Egressusinde. " 21. Paralip. •(i) /n/i-.. Così «. sopra il sepolcro di lei fu eretto di poi un monumento più grande descritto dal Brocardo.id est. dove f« sepolta Rachele distante circa un miglio da Bethlehem . i. E Giacobbe eresse sulla sepoltura di lei un monumento t Questo è il monumento di Rachele fi no al di d'oggi. est in via. Sulla. dopo l'ingresso degli Ebrei nella Chananea. onde vi correvano i greggi. n. Vers. ad Ephrata^ cha e Bethlehem. quae ducit Ephratamjiaec estBethlehem^ 20. Vers. e facevano sentinella per custodirli da' ladri. IQ. amatissimo. Et sepulto.. che annunzio loro la. di là badavano a' greggi. alla morie . che è Bethlehem. In questo luogo si vuole che apparisse a' pastori l'Angelo . che mena ad Ephrata. filius doloris mei : pater vero appellavit eum Ben-iamin. 20. Pìglio della destra. ai. id est. . 48. Vera. Bethlehem ebbe il nome di Ephrata. piantò il padiglione di là della torre del gregge. strada. Simili torri servivano di ricovero a' pastori . 18. io. Partitosi di la. 7. Quindi vi fu poi eretta da a. dove erano ottimi pascoli. e fu sepolta sulla strada . cioè figlio della destra. pose al figlio suo il nome di Benoni. cioè figliuolo del mio dolore : ma il padre chiamollo Ben-iamin.fixit tabernaculum trans turrem gregis. Erexitque Jacob titulum super sepulcrum ejus : (i) Hic est titulus monumenti Racfiel usque in praesen* lem dìrm. cJio mena. Elena una chiesa sotto l'invocazione de'canti Angeli. a/j. 19. Come se dicesse figliuolo carissimo. Dì là dalla torre del gregge.

Erant autem filii Jacob duodecim. s4« Figliuoli di Rachele: Giuseppe e Beniamin. xux. Eccettuato il solo Beniamin. Filii Zelphae. et lssacliarì et Zabulon. che a lui nacquero nella Mesopolamia della Siria. Vers. et Sirneon. Ruben andò . et Judas. x. Tenit etiam ad Isaac patrem suum in Mambre. Figliuoli di Baia. Cumque habitaret in illa regione. Filii Racket: Joseph^ et Beniamin. Figliuoli di Lia : ^primogenito Ruben . 26. Andò poscia a trovar Isacco suo padre a Mambre.. 15. 4.\vi. Che a lui nacquero nella Mesopotamia. schiavadiRachelejBan. FiliiLiaei primogenitus Ruben. Infr. et Nephtali. cap. xu. e Issacbar. perchè era quasi inesplicabile. e Zabulon. 27. abiti Jiuben^etdormwitcum Baia concubina patris sui : quod illum minime latuit. Or dodici erano i figliuoli di Giacobbe. Vers. 22. nato nella Chananea. e Levi. civìtatem Arbeet haec est Hebron. schiava di Lia : Gad. s3. e Nephtali. E questi non lo ignoro. qui nati sunt ei in Mesopotamia Syriae. e Aser : questi sono i figliuoli di Giacobbe . 24.25». E&od. alla città di Arbee . sa. anciilae Liae : Gad^ et A seri hi sunt filii Jacob. 26. a 5. 26. Filii Balae ancillae Rachelis: Dan. E mentre egli si stava in quel paese. che è Hebron . e Giuda .Non si parla del dolore che ebbe Giacobbe di questo fatto. 27. Figliuoli di Zelpha. 49* 4a3. Siouil «lattiera dj parlare è usata vav. e Simeon . e dormi con Baia concubina di suo padre : e questi non lo ignorò.£c- . Vedremo il gastigo di Rul>en . et Levi. 4°. a6.

e ad impetrare la riconciliazione degli Uomini con Dio. rappresenta l'alleanza di Dio con un nuovo popolo formato di tutte le nazioni del mondo riunite nella Chiesa cristiana. dove Abramo . quindi è sostituita a lui un' altr' òstia . l'andata al monte Moria colle legna pel sacrifìzio sopra le spalle. a3. Consumatusque aetate mortuus est. quel sacrifizio. Et completi sunt dies Isaac centum octoginta annorum. Isacco finalmente. iv. il cui sangue mónda le nostre coscienze dalle opere di morte per servire a Dio vivo. 29. come osserva 1* Apostolo. 14. alla quale l'antica sinagoga cede il suo luogo. xxv. il quale solo bastava ad espiare tutti i peccati del mondo. e vecchio. E consumato d'età si mori. et Isaac. 8. Ma il sacrifizio di Gesù Cristo dovea esser unico nella sua specie. figura di quel1' agnello di Dio . e la copia de' divini favorì : questo sacrifizio non dovea avere esempio . e le suppliche de'giusti di tutti i secoli. e sotto la legge scritta . ag."Isacco figliuolo della promessa. Hebr. E tutti i giorni <T Isaceo furono cento ottanta anni. 29. era degno di rappresentare quel figliuolo d' Abramo secondo la carne che dovea nascere di una Vergine a consolare le brame . tutto questo era una viva pittura dell' unico figlio fatto obbediente fino alla morte . Abblam più volte osservato in Isacco una espressa e parlante figura di Gesù Cristo. ma per divina virtù da genitori sterili e di età avanzata. e Isacco non dovea essere effettivamente sacrificato . portando egli stesso il legno. et plenus dierum : et sepelierunt eum Esau et Jacob filii sui. nato non secondo 1' ordine naturale . che dovea andar al Calvario*. su cui dovea essere confitto.. et appositus est populo suo senex. Quel sacrifizio. ci . aspettato e desiderato sì lungamente. 28. Vedi eap. Lo sposalizio d'Isacco con una donna di paese rimoto r la quale viene introdotta nella tenda di Sara. L'obbedienza renduta da Isacco al padre. ix.in quaperegr'matus est Abraham. Vers. e Isaceo stettero pellegrini. il quale per superiore disposizione è condotto a benedire Giacobbe in vece di Esaù. sino a contentarsi di dare la propria vita in sacrifizio per fare la sua volontà. per cui solo poterono essere accetti i sacrifizii di qualunque sorta offerti a Dio nella legge di natura. Sì rìtirìt al suo popolo. 28. e pieno di giorni si riuni al suo popolo : e Giacobbe ed Esaù suoi figliuoli lo seppellirono. e morte di croce . Gai.

*• JjLae sunt autem generatìonesEsau. v^/uesta è la genealogia di Esaù . ha il nome di Maheleth. figliuola d'Ismaele .figlia tìi Elcn Helheoì ec. e Oolibama . Basemath quoque. e quella . ch' è cosa assai frequente nella Scrittura il vedere una stessa persona portare più nomi . Genealogia de'figlìu&li dì Esaù3 e in quali paesi abitassero. che quelle rammentale di sopra. 2. che queste non sieno le stesse. che qui è Basemath. e della quale egli fu (secondo la. figliuola dì Elon . e colla missione di Gesù Cristo. perchè £ uno e f altro erano troppo ricchi. è chiamata Judith. Or sopra di ciò convien osservare.C A P O XXXVI. 2. è ivi detta Basemath . e 3. Vers. nel capo XXVIH. figliuola di Ana. E ancheBasemath. figliuola di Beeri Hetheo. sorella di Nabajoth. . 2. e quella. Esau acczpit uxores de filiabus Chanaan: A da. ipse est Edam. Esaù prese mogli delle figlie di Chanaan: Adà . onde la differenza de' nomi. che qui è Oolibama . figliuola d'ismaele. tutta la vita di questo gran patriarca ha una continua ammirabil somiglianza colla vita. figlio di Sebeon Heveo: 3. et Oolìbama. 1. riprovazione già stabilità ne' divini decreti . Esaù colle mogli. Quella. nel capo xxvi. p.. annunzi» la riprovazione della ingrata e infedele sinagoga. Ada. filiam Ismael sororem Nabajoth. filiam Elon Jfethaei. e la esaltazione della Chiesa delle genti t divenuta' dopo questa benedinne l'amore del Padre. filiam Anae ìfiliae Sebeon 'Hevaei\ 3. per cui principalmente era stato mandato il Cristo . parola di Paolo ) ministro e predicatore. o sia di Edom. e del Figlio. non è argomento. In una parola. che son dati adesso alle tre mogli dlEsaù. e figliuoli si separa dal fratello. 34. ed è come una continua profezia di questo Salvatore divino. figlia di Elon Hetheo . figliuola di Ana. ebe qui è chiamata Ada figliuola di Helon Hetheo . e feconda di un' amplissima e fedelissi ma posterità.

e non potevano ec. Questi sonoifigliuoli di Esaù nati a lui nella terra di Chanaan. Tulit auìem Esau uxores suasì etfilios. 7. et omnem animam domus suae. et cuncta. et simul habitare non poterant : nec sustinebat eos terra peregrinationis eo* (ij fupr. Perocché erano molto ricchi. e non poteano stare in un me* desimo luogo: e per la. e i bestiami . e si ritirò dal suo fratello Giacoh* he. qui nati sunt ei in terra Cha* naan. S. 7. »3. quadri. 6. et peco* ra. Hi filii Esau.et Gore. ( cap. e tutto quello che ave a nella tèrra di Chanaan : e andò in un altro paese . E •dda partorì jZltphat. e le figliuole. e Jheloti. Parai. JOolibama partorì Jehus . i. Poscia Esaù prese le sue mogli. 6. quae ha~ bere poterat in terra Chanaan: etabiitin alteram regìonem^ reces* sitque afratre suo Ja« cob. di Chaflaan. e tutta la gente di sua casa . e Gore. il quale avea promessa la terra. .4. P&peritftutemAda Elìphaz: Basemath genuit Rahuet. Girolamo. e dietro a lui paolti interpreti credono. Vers. E Ada partorì Eliphaz: Basemath generò Rahuel. ch'è qui specificata . 35. Si vede da questo luogo. i. e i figlino-» li. 7. a Giacobbe. et fiéìas. et substanti&m. 4*. e tutti i suoi beni. che era già stato del tempo nel paese di Seir. che questo Eliphaz sia queli' Eliphaz Themanite rammentato nej libro di Giobbe. fedi s. 6. ed Esali. mg. 3. PeroccKk erano molto ricchi. xxxy. Agoslino. che Giaeobbe ed Esaù erano in buona amistà tra di loro . 6. 6.etJhelon . Oolibama genuit Jehus. 4. moltitudine de* greggi Yers. pnde abitarono insieme per qualche tempa dopo la morte del loro padre : indi si separarono per la ragione.J si ritirò in quelle parti non senz^ disposizione di Dio. (i) "ùivìtes enim erant valde.

. 13. sul monte ipse est Edom.figliuofilii O oliò ama. 35. Thamna poi era mna concubina Eli" concubina di Eliphaz. 24. figliuolo di Ada Esau : Rahuel quoque moglie di Esaù : e Rafilius Basemath uxoris huel. O* phaz furono : Theman. filiae la di Ana figliuola di Se(ij Jot. sia Edom. pa* logia di Esaù.tuffi prae multìtudine non potea sostentarli la gregum. 9. 14. o Esau in monte Seìr. (i) Habìtavìtqne 8. Samma^et Meza. sunt filii Ada. Ver s. Parai i. Seir. e Meza. figlio di Basemath ejus. Hi Samma. filli Esau : quae figliuolo di Esaù : ed peperit ei Amalech. phaz. 4. 11. (aj i. filius A da uxoris Eliphaz. moglie di Esaù. ti di Ada. Or questa è la geneagenerationes'Esau. terra. E questi sono i filiorum ejus : (2) Eli" nomi de' suoi figliuoli: phaz. Sepho> et Gatham. et Cenez. e Zara . Questi filii Basemath uxoris (sono) figliuoli di Base$sau. et Zara^ huel : Nahath . Erat autem Tha* 12. p ad fè degli Iduineì. 8. o sia « figliuoli di lui nati »dt paese di Seìr. e Cenez. Isti quoque erant 14. Et haec nomina 10.padre degV tris Edom in monte Seiri Idumei del monte Seir : 10. doy' erano pellegrini. 12. Hae autem sunt 9. Vale a dìre : ecco i discendenti di Esaù. Figliuoli di Raìmel: Nahath. e Galliam. Oolibama. Figliuoli di Eliphaz filii: Theman. "Filii autem Ra» 13. Fueruntque Eli" 11. mar. math moglie di Esaù. uxoris Questi sono i discendenEsau. E abitò Esaù. g> Genealogia di E s alt. Hi ella gli par tori Arnalech. Sepho. moglie di lui. Ornar.

ifigliuolidi Eliphaz. Ornar capitano. Questi figliuoli di Eliphaz nella terra di Edom. Cenez capitano-. da? quali furono governati da prima gl'Idumeì. dux Sepho. La voce e&rea tradotta colla latina duces corrisponde alla. E questi (sono) i capitani discesi da Rahuel nella terra diEdom. 17. o sia. figlio di Esaù : Nahath capitano . et Gore. Questi pure (sono) ifigliuolidiRahuel. Jìi filii Eliphaz in terra Edem. ^#o. Descrive adunque in questo luogo Mosè i capi. 17. uxoris Esau. filiae Sebeon. iti autem duces Rahuelin terra Edom. et hi filii Ada. Hi quoque filii Rahuel. dux Cenez* 16. i quali capi erano come quelli che erano chiamati dagli Ebrei )' principi delle tribù. o di un tratto di quel paese abitato da una tribù de' discendenti di Esaù.'Anae. 16. Sepho capitano. Vers. Zara capitano . S anima capitano . 16. dux Zara. 16. dux Ornar. Isti filii Basemath uxoris Esau. Meza capitano. . Jehus. capitani di mille uomini. dux Gatham. dux Amalech.y #<?màt ei Jehus. Gatham capitano. dux Sammat dux Meza. e Gore. primogenito di Esaù : Theman capitano. e Jhelon. Ognuno di questi capitani avea il governo di una città. 15. Questi sono i capitani de'jiglìuoli di Emù. e£ Jhelon. Questi ( sono ) i capitani de' figliuoli di Esaù. partorì a lui questi figliuoli. filii Esau: dux Nahath. Amalech capitano. Dux Cere. Hi duces filiorum Esau: filii Eliphaz primogeniti Esau : dux Theman. e questi figliuoli di Ada. moglie ài Esau . Gore capitano. beòn . Questi (sono ) i figliuoli di Basemath moglie di Esaù. greca chiIfarcki.

i. 20. Isti sunt filii Seir Horraei. et Ana. e. E questi i figliuoli di Sebeon : Aia . Figliuoli di Lotan furono Hori. qui invenit ayuas i8. E questi ifigliucK lidiSobal: Alvan. Et hifiliiSebeon: Aia . e Ana. 23. Hi duces Horraei filii Seir in terra Edom. figliuola di Ana moglie di Esaù. . Et isti filii Sobal: Alvan. Parai. Facti sunt autem filii Lotan Hori. 21. et Ana . Isti sunt filii E~ sauì et hi duces eorum*. dux Jhelon. et Onam. figliuoli di Seir nella terradiEdom. a3. abitanti di quella terra: Lotan^SobaljeSebeon. EtDison. Is-te est Ana. daquali abitarono nelIdumea prima di Esaù. Si notano Seir Horreo i ?'ui da Mosè i discendenti edida Eliphaz. m Questi sono i figliuoli eli Seir H&rreo. e Disan. et Sebeon. ed Heman: e sorella di Lotan era Tamna. et Manahat^ et Ebal. Jhelon capitano. Hi autem filii Oolibama uxoris Esau: duxJehus. 38. Questi i capitani Horrei. et Sepho. o sia di E doni : e questi i loro capitani. 22. Questi sono i figliuoli di Seir Horreo. 22.r 18. edEser. i o. 20.eManahat. Hi duces Oolibama^ filiae Anae uxoris Esau. ipse est Edom. et E$er. et Disan. Gore capitano. dux Gore. 24. Vers. Questi è quell'Ana. E Dison. et Heman: erat autem serar Lotan Tamna. habitatores terrete: Lotan. i quali perciò abitarono insieme con quelli. e Ana. ed Onam. ed ebbero dipoi il dominio del paese. Questi i capitani discesi da Oolibama. altri de' figliuoli di Esali.Questi so no i figliuoli di Esaù. Questi 'poi i fi* gliuoli di Oolibama moglie di Esaù : Jehus capitano. etSobal. ed EbaJ. i g. e Se~ pho. 21. 24..

che re31. antequam fiabe* Edom . che alcuni fonno Aua inventore delta . 31. e Acan. ran. et Eseóan. et Za* no ) i figli di Eser : Balaan . 27. e AArari.1 regi poi. et filiam Ooli. dux Eser. Girolamo . et Acan. 26. Sebeon capitano. Et istifiliiDison: Hamdan. "ttabuitque filium Dison. Ni duces 7/or» raeorum : dux Lotan. capitano. et Charan» Jethram. ec. Disan ebbe que28. che ebber comando nella Seir.Dison . Dirò solamente. I<e dispute mosse sopra questo passo dagi' interpreti. e Jethram. mentre pasceva gli asini di SeSebeon patria sui. prima che gì51V«ttj~a£ TVocè le acque calile nel deserto. Ana dux Ana. 5o. Hi quoque filii Eser: Balaan. Habuit autem fi* lios Disan : Hus ? et sti figliuoli » Hus. degli Horrei : Lotan cadux Sabat) dux Sebeon. cominciate già fino da' tempi di e. sono fuori del nostra istituto. Questi i capiimperaverunt in terra tani degli Horrei. Isti Eser capitano. Disan duces Horraeorum^qui capitano. Dison capitano. 28. beon suo padre. terra di Seir. Le acqne termali. pitano. qui regnaverunt in terra gnaron nella terra di Edcm. et i figliuoli di Dison : Hamdan . Dux Dison. dux Disan. e sua figliuola Oolibama. Sobal capitano. Questi pure (so27. bama. e Zavan. e Charan. 3o. che trovò le ac<|ue calcum pascere* asinos de nel deserto. Reges autem. 26. ed Eseban. E questi ( sono ) 26. vaii. 29» Questi i capitani 29. E suo figliuolo fu 26.calidas in latitudine.

in secondo luogo da'versetti 3 a. sraeliti eressero re.. o re. in cui Esaù si fece grande nell' Idumea. Vedi Jud. xxi. fuerunt hi: 32. quanti posson trovarsi dal tempo. notisi in primo luogo. 33. xvn. a cui è dato quésto titolo.. furan questi: 32. Così in sostanza tutto quello che dobbiamo ricavare da questo luogo. prima che ee. Il titolo di re è dato nella Scrittura a'semplici giudici. legislatore. Yers. che questistatiin non fossero discendenti i Esali. ch* è quello che vuoisi qui indicar col nome di re. Jobab. figliuolo dil Zara di 8osr$. che questi eia il santissimo Giob. che l'Idumea ebbe uno stato e un governo già stabilito molto prima che i figliuoli d'Israele avessero una forma di governo e un condottiero e capo del popolo.rent regem filii Israel. Vers. /regi che regnarono . 33.. profeta e pontefice. i quali diversi tempi soggiogassero Ma quando fossero veramente della stirpe di Esaù. Morì poi Bela . che ebbero dipoi gli Ebrei. perchè egli T come capo di tutte le tribù . Imperocché vuoisi osservare. mentre Giacobbe e i suoi discendenti erano ancor pellegrini e senza possessione e dominio stabile. e 35. 6. perchè ad una terra migliore anelano. i. Del rimanente Dio vuole far qui osservare. che può benissimo l'Idumea avere avuto de' capitani in una parte e in un' altra parte de' regi. 12.opinione . ei può trovar luogo per gli otto re. 33. che son qui notati. Bela filius Beort nomenque urbis ejus Denaba. ma di altra nazione. Moltissimi Padri e interpreti credono . com« Esaù e i suoi posteri erano grandi sopra la terra. Bela figliuola di Beor. 31. ch'ei non succedettero l'uno ali' ak ' tro di padre in figlio: lo che si vede chiaro nella descrizione che qui abbiamo. ec?ni~ piare della pazienza» .figliuolo di Zara di Bo fra. e senza quasi aver forma di popolo. dov'è la loro felicità. governatori e magistrati. fu Mosè . se non come ospiti e pellegrini . Alcuni intersono di regi 5retil'Idumea. et regnavi* pro eo Job ab> filius Za* rae de Bosra. si ha indizio ^ che questi regi non regnarono tutti nè pur nello stesso luogo: finalmente nello spazio di dugento anni in circa. Reg. Quésto condottiero. Onde Mosè è detto da Filone e da altri re. e il nome di sua città Denaba. le governò con autorità dipendente (solo da Dio. i quali non vivono su questa terra . si è. fino a Mosè. e in luogo di luì regnò Jobab . Mortuus est au* tem Bela. Imperocché questo popolo dovea esser figura di tutti i giusti.

Vers. Morto anche que. Isto quoque mortuo.3y. regnavitpro eo Saul questo. .sua moglie si chiamava bel. 39. regnò in suo luogo dar\ nomenque urbis Adar: e il nome della ejus Phau : et appella. Cumque et hic o&iisset. 3q. bor. ovvero figlia naturale di Matred. E morto Adad. 39. regnavit regnò in luogo di lui pro eo Semla de Ma. regnò in sua vece Adad. 35. Morto anche questo . Cumque mortuus esset Jobab. figliuola.34» E morto Jobab. regnagli pro eo Husam de terra Themanorum. 35. 37. sucregnum Balanan^fiUus cedette nel regno Balanan. (ti Mezaab. 36. di lui Sauì di Rohoboth. regnavit pro eo A. fitia WLatred fifoae Metabel. regnavit pro eo Adad.sua città era Phau : e la batur uxor ejus Meta. i defluvio Rohoèoth* che è presso il fiume (Eufrate). Hoc quoque mortuo . 36. E morto anche . 38.Semla di Masreca. e adottiva di Mezaab. e nipote di Mezaab . regnò in luogo I. regnò in luogo di lui Husam della terra dei Themniti.sto. figliuolo di Badad } il quale sbaragliò i Madianiti nel paese di Moab : e il nome della città di lui Avith.figliuola di MaMezaab. Vuol dire. filius Badad^qui percussiftyLadianin regione Moab : et nomen urbis ejus Avith. sreca. E dopo che anche 38. Cumque mortuus esset Adad. 34. ch'ella era figliuola di Matred.figliuoladiMezaab.. figliuolo di Aehof Achobor.. Figliuola di Mittred. Hoc quoque mortuo. ired. successit in questo fu morto.

e de'quali dice Mosè: allora furono in ìscompiglio i principi di Edom . "il capitano Alva. 13. dux Alvo. Dopo il governo de' re P Idumea tornò ad avere de' capitani della stirpe di Esaù. Vers. figura de' reprobi . 40. il quale fu padre e progenitore degl' Idumei. e a' quali diedero il loro nome. dux Hiram. Il capitano Oolìbama . derivano da Esaù. dux Jetheth. Finisce con dire. 41 • Dux O olibama. et vocabulis suis : dux Thamna . a cui comandavano : questo Esaù è il padre degli Idumei. Dux Cenez. Dux Magdiel. Questo Esali e il padre ec. Questi (sono)adunque i nomi de'capitani discesi da Esaù secondo le loro stirpi. e i luoghi. Il capitano Magdiel. allorché gì' Israeliti passarono dall'Egitto nella Chananea . il capitano Ela. 43. 41.. e i nomi di questi: il capitano Thamna. che abitavano ognuno nella terra. 4o. . de'quali ha parlato. come altrove si è detto. il capitano Phinon. Vale a dire secondo i luoghi. come già dicemmo . il capitano Hiram. Egli fu. dux Phinont 42. Di Esaù non sappiamo il tempo della morte. lo che è ancor ripetuto nel versetto fé. ma ciò non porta di necessità. xv. dux Theman. Questi capitani forse erano quelli che reggevano gì'Idumei. Haec ergo nomina ducum Esau in cognationibuS) et locis. . il capitano Jetheth. ipse est Esau pater Idumaeorum.IlcapitanoCenez. il capitano Mabsar. Hi duces Edomhabitantes in terra imperii sui-. Exod. Secondo le loro stirpi e i luoghi e i nomi dì questi. Donde ancor di nuovo si vede. ne' quali le diverse famiglie abitarono. 42. ch' egli pure sia stato riprovato : onde sono divisi gì' interpreti e i teologi riguardo alla salvazione eterna di lui. dux Ela. dux Mabsar.4o. il capitano Theman . che questi capitani ( e così i loro regni ) erano ne' diversi paesi dell'Idumea. Questi (sono) adunque * nomi decapitarli di Esali. 43. 43. Ecco i capitani di Edom. Vers. che i capitani e i re.

ma per consiglio di Ruóen lo gettano prima in una cisterna : indi senza saputa di Ruben lo vendono agi'Ismaeliti. 4. XJL abitavit autem Jacób in terra Ghanaan. e viene a parlare del santo e casto e pazientissimo Giuseppe. a. pascebat gre* gem cumfratribus suis adhuc puer: et erat cum filis Balae> et Zelphae. in qua pater suus peregrinatila est. onde è come se dicesse: la genealogia di Giacobbe è quella che già dicemmo : ma Giuseppe uno de'suoi figliuoli eo. . Vera. Giuseppe frattanto in Egitto è venduto a Putifare. 26. Or ivi avendo Mosè interrotta la storia di quel patriarca per tessere la serie de'discendenti di Esaù. Queste parole si riferiscono al novero de' figliuoli di Giacobbe. uxorum patris suis i ac* cusavitquefratres suos apud patrem crimine pessimo. ripiglia adesso la sna narrazione. Giuseppe per aver accusati di grave colpa i fratelli presso del padre. 2. mogli del padre suo . 2. 1. e per aver raccontati i suoi sogni si tira addosso 1* odio dei fratelli : vogliono ammazzarlo . cap. e accusò presso al padre i suoi fratelli di pessimo delitto. XXT. dove fa pellegrino suo padre. a3. E questa è la genealogia di lui : Giuseppe essendo di sedici anni pasceva ancor fanciullo il gregge insieme co'suoi fratelli : e stava co'figliuoli di Baia. credendolo ucciso da una fiera. e di Zelpha. Et hae sunt gener&ti&nes ejus i Joseph cumsexdecim esset an-» norum. E questa è la genealogìa di luì.C A P O XXXVII. vJTiacobbe adunque abitò nella terrà di Ghanaan . Il padre lo piange.

onde le più antiche parafrasi portano: . e da Isacco . quod a patre plus cunctis filiis amaretur^ oderant eum^ nec poterant ei quid" quam pacifice loqui. Videntes autem fratres ejus. il quale iu que'paesi era comune. 3. Stava co* figliuoli di Baia e di Zelpha. Ctiald. e Giacobbe stesso da Rebecca sterile . 3. tonaca divarii colori. Con accusarli. Co'quali uni Giuseppe. e da Abramo gii vecchio. Oltre queste ragioni l'innocenza e santità di costumi rendevano più amabile al padre questo figliuolo. IAX. e non potevano dirgli una parola con amore. perchè lo aveva avuto in vecchiezza : e gli fece una tonaca di varii colori. almeno in que'luoglii. separandolo da'figliuoli diLia. dovea questi notare una certa somiglianza e con sé. Or Israele amava Giuseppe più di tutti i suoi figliuoli. 4. perocché come Giuseppe nacque di Rachele sterile . Di sedici anni compiti. cosi Isacco da Sara sterile. e di Giacobbe già vecchio. * È accuso presso il padre. e con 1' avo . com' egli era più di tutti gli altri figliuoli amato dal padre.. Alcuni per questo delitto intendono gli odii e le risse de' fratelli tra di loro . . 1' odiavano.5. Isràel autem diligebat Joseph super o tnnes filios suos. 4. • -.Egli era un fanciullo saggio e prudente. Vers. Essendo di sedici anni. Ma i suoi fratelli reggendo. : fecitque ei tunicam polymitam. i quali essendo nati della prima moglie di Giacobbe. Si vede che Giacobbe avea divisi in due parti i suoi greggi. Perche lo avea avuto in vecchiezza. Dì pessimo delitto. che l'emenda de'cattivi fratelli. non vedevano di buon occhio questo figliuolo della defunta Rachele. e una parte eran governati da'figliuoli diLia. ed era entrato nel diciassettesimo. 1' altra da' figliuoli delle due serve. eo quod in senectute genuìsset eum. Hebr. che era ancor viva. che già passava i novant' anni. La tonaca era la veste interiore che portavasi sopra la carne. ed era di lino. altri qualche cosa di più nefando. Giuseppe non altro intendeva. Gli fece una. dove il liao si usava. E naturale ne' genitori una certa predilezione pe' figliuoli avuti nell' età avanzata: ma in Giuseppe nato a Giacobbe già vecchio.

Udito il sogno. 7. Dixitque ad eos i 'Audite somnìum meum^ quod vidi-. nelle quali e i patimenti.6. nos ligare manipulos in agro... la santità stessa della sua vita. 1' annunzio delle sue future grandezze . e la gloria del Messia erano stati predetti. et stare. che noi legassimo nel campo i manipoli. 6. e le quali non illuminarono gli Ebrei. ch' egli riferì a' suoi fratelli un sogno. 1 sogni profetici di Giuseppe ci chiamano alla memoria le profezie senza numero sparse in tutto il vecchio Testamento. vestrosque manipulos circumstantes adorare manìpulum meum. Responderuntfratres ejus: Numquid rex noster eris ? aut subìiciemur ditioni tuae ? Haec ergo causa so- 3. era stato certamente mandato da Dio . e che i vostri manipofistando alP intorno adoravano •' il mio manipolo. Accidit quoque^ ut visum somnìum referretfratribus suis: quae causa majoris odii seminarium fuit. profezia delle cose future . ma Giuseppe non ne intendeva il significato . . che Dio stesso poneva a lui in bocca. l'amore del padre. che questi usava verso di lui. e che il mio manipolo quasi si alzava. Risposero i suoi fratelli • Sarai tu forse nostro re ? o sarem noi soggetti alla tua potestà? Questi sogni adun- Vers. Questo sogno. Mi pareva. 6. cho era un rimprovero continuo a' costumi degli altri. che avea veduto : la qual cosa fu «n semenzaio di odio maggiore. 8. 8. e perciò con tutta semplicità lo racconta a'fratelli. le distinzioni. 6. affinchè questo figliuolo fosse un compiuto. e stava diritto. E disse loro : Udite il sogno veduto da me : 7. Putabam. et quasi consurgere manìpulum meum. ma gì' irritarono ancor più contro di lui. profezie sovente citate in prova di sua missione da Gesù Cristo . Tutto dovea concorrere a rendere questOvfigliuolo odioso a' fratelli. e perfetto ritratto di Gesù Cristo. Avvenne ancóra.

v. v. La qual cosa avensuo. me. et odii somministraron esca fomitem ministravit. 6. Aliud quoque viy.. XLII. etfratribus retulis.mniorum. e riguardo a Giuseppe teneva il luogo di madre. che il padre e i fratelli rendessero a lui quegli onori. i•>. quodnar. et dixit-. quasi so. e i tuoi fraper terram ? telli prostrati per terra ti adoreremo ? 11. 9. Invidebant ei igi11. 26. Che vuol egli dire quequod vidisti ? num ego. ec. E la madre tua. Ma Rachele era già mortn. 10. suo . I suoi fratelli pertur fratres sui : pater tanto gli portavano inVers. come il p^dre pel sole.duto in sogno. che hai veet mater tua. Col secondo sogno quelli che posteriormente riscuoterebbe dall'intera famiglia del padre. La madre era significata per la luna.tua madre. e la luna. sto sogno. Col primo si pronosticavano gli onori che a lui renderebbero i soli fratelli. e raccontandolo rans fratribus ait: Vidi a' fratelli. che indichi il sogno replicato sullo stesso soggetto. e la tùi adorabimus te su. ovvero Giacobbe rammenta }a vera madre Rachele per dimostrare .do egli raccontata al set. e unlas undecim adorare dici stelle mi adorassero. Quod cumpatri 10. la quale di serva di Rachele divenne moglie di Giacobbe .sogno. e questi discorsi num. invidiae.w ter suus. Quid padre sgridollo. atque sermo. v. Del resto. XLI. e ai fratelli. dicendo: sibi vult hoc somnium. che quel sogno era stravagante almeno in questo.que. . Vide pure un altro dit s omnium. vedesi Gap. XLIII. g.il sole. non potea rendergliene la madre sia morta. * Vide pure un altro sogno. come se lem. increpavit eum pa. et lunam . e ali' avversione. ali' invidia. Vers. Quindi o queste parole debbono intendersi di Baia. io. disse : Ho veper somnium. ebe quando fosse stato possibile. etfratres duto ? forse che io.padre. et stel.

lui : I tuoi fratelli sono scunt oves in Sichimisì in Sichem alla pastura: venit mittam te ad eos* vieni. incontrò. Israele disse a i3. dove i capi di famiglia abitavano. Da Hebron a Sicbem v' erano piìi di sessanta miglia. vo'mandarti verso di essi. tur in Sicnem^ 13.greggi del padre in Sichem. stiami . Si vede da molti luoghi della Scrittura. E da ciò vedesi. gli ei. ciò egli fece non per altro fine. Vade. e ai becora: et renunda mihi. la sua semplicità. Vale a dire nel territorio di Sichem . che s' ei lo sgridò. E avendo Quo respondentei egli risposto : i4» Praesto sum> ait 14.suoi fratelli a pascere i gibus patris moraren. 12. e per avvertirlo di usare maggior circospczione nel trattare con essi. che per ammansire l'invidia de'fratelli. la sua innocenza. XXMII. dove Giacobbe avea comprato un campo. e riflettendo su questi sogni medesimi. cap. che Giacobbc mandò qualohoduno de* servi ad accompagnare Giuseppe.tuoi fratelli. Dixit ad eum Israeli Fratres tui pa.vero rem tàcite* eonsi* vidia j il padre poi considerava la cosa in siderabat. et vide.Son pronto. Giaóobbe con* siderando la virtù del figliuolo. si disse : Va. sì sentiva dire al cuore. Invenitque eum vir errantem in agro. se tutcuncta prospera sint er* to va bene riguardo a1 s ga fratres tuos . che si menavano i greggi molto lungi dal luogo. et pe*. Il padre poi considerava la cosa ec. Vers. rg. E molto credibile. xxxi. In Sìchem. mentre andaVergi li. 12. E dimorando i i2é Cumque fratres illius in pascendis gre. E un uomo lo 15. lenzio. che veramente Giuseppe fosse destinato da Dio a qualche cosa di grande. Spevalle Hebron venit in dito dalla valle di HeSìchem: bron arrivò a Sichem : 15. come dicesi nel versetto precedente. Missus de quello che ivi si fa. 32. e riportami quid agatur. . 19. e vecli. Ve Ai cap.

Pent. quid va qua e là per la camyuaereret. 18. 16. Ecco il signare de1 sogni . L'Apostolo ammirò altamente P umiltà. disegnarono di uccidemi derlo: 19. e 20.se. 16. et mittamus ziamolo. Ma egli rispose : "Fratres 'meos quaero : Cerco i miei fratelli : indica mihijubipascant insegnami. li. Venite > occida** ao. 17. che cercasse. e domandogli. Cerco i miei fratelli. gli scherni. Qui cum vidis18. dove sieno $reges. audivi autem eos sto luogo : ed hogli udidicentes : Eamus in ti. e trovogli in Dothain. Su via. il qiiale non isdegnò di riconoscere la fratellanza.. e la bontà di Cristo . il quale mandato dal Padre venne a cercare i suoi fratelli. pe' quali dovea essere priecipio di salute. prima quam accederei adeos* che ad essi si accostascogitaveruntillum occi. ch' egli avea contratta cogli uomini in assumendo la loro natura: Non ha rossore di chiamarli fratelli.et interrogavit. At Ille respondit-. pagna. 11. ip. 16. Hebr. a pascere i greggi. ante. E dicevano gli 19. che dicevano : AnDothaiìt» Perrexit ergo diamo a Dothain. Risposta piena di mistero. Su via ec. e verissima anche riguardo a quel Figliuolo unigenito. e i crudeli disegni contro di lui sono adombrati nel ricevimento fatto da'figliuoli di Giacobbe a Giuseppe. e gettiamolo Ver*. Vol. L 16 • . Ma questi veduseni eum procul. AnJoseph post fratres <fò adunque Giuseppe suos) et inventi eos in in traccia dei suoi fratelDothaìn.tolo da lungi. n. J&É mutuo loquelantur\ Ecce somniator uni agli altri : Ecco il venite signore dei sogni che viene : 20. Dixitcjue ei vir : 17.. Vers. ammazmus eum. Colui gli disse : Recesserunt de loca Si sono partiti da queista . La persecuzione che soffrirà il Cristo da'suoi fratelli. le burle .

e restide manibus eorum . et poly* naca talare a tarii comità. reddere patri suo. dice s. cisterna. Non interficiatis animam ejus^neceffun. 9. Miseruntque eum in cìsternam veteremt la vecchia cisterna. %k E lo caliKWJQjw^24. * Con volontà di liberarlo. Non gli date la 22. che è nel deserto. Avrà pensato Ruben di ricuperare per questa via la buona grazia del genitore oltraggiato.in una vecchia cisterna : e diremo : Una fiera crudele lo ha divorato: e allora apparirà. Vers. 23. 22.. Ma Ruben udito 21. Eucherjo. e daT Sepolcro . 21. quam* Vers. Lo calarono nella . Appena adunque a 3. e non ispargete datis sanguinem. Hoc autem dice» con volontà di liberarlo batt volens eripere eum dalle loro mani. e diceva : Infr. manus que e pure serbate le vostre vestras servate inno* mani. solitudine.2. e comprato dagl'Ismaeliti (cioè da'Gentili) cól prezzo della loro fede. Confestim igitur ut pervenit ad fratres giunse presso a'fratelli. suos.morte. Si ravvisa qui la sepoltura di Cristo.) et dicebat : ni. ec. et tuirlo a suo padre. in cìsternam veterem : dicemus que: Pera pes~ finta devoravit eum: et tunc apparebit) quid illi prosint somma sua» . 42.tatelo in questa cisternam hanc. nudaverunt eum lo spogliarono della totunica talari. sed il suo sangue : ma getprojicite ^urtt in cister.questo si affaticava di berare eum de manibus liberarla dalle loro maeorum. che quae non habebat a" era al secco. lori . Audiens autem hoc Ruben nitebatur li.. 24. che giovino a lui i suoi sogni. 22. Or ei ciò diceva &ias. quae est in na . il quale è poi liberato dalla morte.

io. et celaverimus sanguiftem ipsius? 27. E£ sedentes ut comederent partem. Per venti sìcll. si occiderimusfratrem nostrum. Girolamo. E postisi a sedere per mangiare il pane videro dei passeggiar! Ismaeliti che venivan di Galaad co'loro cammelli . portantes aromata. come in tutto il tempo del negoziato fatto .' tes eum de cisterna vendiderunt eum Ismaelitis viginti argenteis : qui duxerunt eum in AEgyptum. et resi" nam. Per venti monete (P argento. viderunt Ismaelitas via* tores venire de Galaadt et camelos eorum. cioè dieci di meno di quello che sarà venduto il Salvatore del mondo: imperocché non dovea il servo esser venduto a prezzo uguale a quel del padrone. et manus nostrae non pol~ luantur\ frater enim et caro nostra est. dice s. Melius est. 26. 26. avendolo tratto dalla cisterna lo venderono a certi Ismaeliti per venti monete d'argento: e questi lo condussero in Egitto. e resina e mirra stillata in Egitto. 28. e che non imbrattiamo le nostre mani : perocché egli è nostro fratello e nostra carne. Vers. et stacten in AEgyptum. e celeremo la sua morte? 27. 26. 13. 28. e portavano aromi. E meglio che sì venda agl'Ismaeliti. Ma ella è cosa degnissima di riflessione. Disse adunque Giuda a' suoi fratelli : Qual bene ne avremo noi . 2 8^(1 )Et pràétéreun* tibus Madianitis negòti&toribiis. se ammazzeremo un nostro fratello.2 5. E mentre passavano quei mercanti Madìaniti. ( i ) Sap. extrahen.Acquie* tferuntfratres sermonibus illius. Si acquietarono i fratelli alle sue parole. Dixit ergo Judas fratribus suis: Quid nobis prodest. ut ve* % nundetur Ismaelitis.

ch' egli avea dinanzi agli occbi di sua niente. I suoi fratelli però rimproverando a sé stessi il loro orrendo delitto. ec. e poi venduto agi' Ismaeliti. et in sanguine haedi. ma in realtà per andar solo ia o opportuno alla cisterna per trame fuora Giuseppe. quem occi* derantt tinxerunt. dicono: Peccammo contro nostro fratello. men-r tr>ei ci pregava e noi non ascoltammo. 3 o. gettato nella cisterna. 53. 33. e io dove anderò ? 3 i. Mandando persone a portarla al padre . E il padre avendola riconosciuta disse : Ella è la tonaca del mio figliuolo : unafieracru- tra'fratelli. . che Ruben aon sì trovò presente alla vendita. 30. che alla figura. . utrum tunica filii lui sìtt an non. e la intriser del sangue di un agnello che aveano ammazzato j 32. "Reversusque Ru&en ad eis ternam non ìnvenit puerum. o no .tuo figliuolo. tunicam ejus. Mittentes .Quam cum agnovisset pater^ aiti Tunica filii mei est : fera. perchè erasi allontanato col pretesto di qualche affare. nel tempo cK'ei fu spogliato di stia veste. pessima comedìt eumy 29. et dicerent : Hanc inveiti-* mus\ vide . cap. Vera. 32. il quale venduto e straziato non aperse sua bocca. qui ferrent ad patrem . Ma lo spirito di Mosè intento pia al divino originale. E tornato Ruben alla cisterna non vi trovò il fanciullo. tace qui le preghiere. andò a trovare i suoi fratelli. e dirgli: Questa abbiamo trovato: guarda. e disse : II fanciullo non si vede. non si nota una sola parola uscita di bocca a Giuseppe. veggendo le angustie del suo cuore.29. et ego quo ióo? 3«. Ma quelli preser la tonaca di Giuseppe . XLII. se è . e le lagrime di Giuseppe . Si vede. Et scissìs vesti» bus'. E stracciatesi le vesti. Tornalo Riiben alla cisterna. 39. la tonaca del . che di lui. e per lui scrisse principalmente Mosè. Tulerunt autem. per gens adfratres suos alt: Puer no?t com* paret. Ricordiamoci. 21. perchè queste non convenivano al Giusto per eccellenza.

divorato da una bestia ? Riconoscasi adunque nelle parole del patriarca la fede dell' immortalità dell'auime.Scissisque vestibus indutus est cìli. fino a tanto che io muoia. Ed essendosi rautem cunctis liberis ejus> nati tutti i suoi figliuout lenirent dolorem pa.L Jo. dove le anime de'giusti si stavano aspettando il Salvatore. evada a trovare il mio figliuolo nell' inferno. Congregatìs au55. lugens filium suum cilizio. 35.trovare il mio figliuolo rante in fletUy nell' inferno. 34. Vers. Et illo perseve. e di seno di àbramo coerentemente alle Scritture. sed ait\ le egli ammettere conDescendam ad filium solazione . fu imitato sovente quest' esempio di Giacobbe da'suói posteri nelle occasioni di afflizione . Sarebbe una gran semplicità ( per non dire di peggio ) quella di. E mentre egli perseverava nel pianto. Di abito di duolo. a cui fu dato il nome di cilizio. una bestia ha divorato Giuseppe.Scenderò piangendo a num. 35.chi in questo luogo per la parola inferno intender volesse il sepolcro : imperocché come dir potrebbe Giacobbe. non volnem accipere. I Madianiti in E06. 36.dele lo ha mangiato. 34.lore del padre.vestimenta . Si coprì di cilizio. perchè simili abiti di fosco colore. io non mi consolerò giammai. il quale era stato ( com'ei dicea ) mangiato da una fiera.li per alleggerire il dotriSi noluit consolatio. che anderà nel sepolcro a riunirsi col figliuolo. e della riunione di tutti i giusti ia un' altra vita. cioè nel luogo. ma disse : meum lugens in infer. si copri di cio. e di penitenza. Scenderò piangendo ec. glio. e grossolani si faceano di pelo di capra della CiUcia-. che dovea condurlo seco nel cielo.gitto venderon Giusepbestia devoravit seph» Vers. e dà'Teologi più ordinariamente il nome di limbo. . Vale a dire. E stracciatesi le 34. A questo luogo è dato anche da' Padri della Chiesa il nome d'myèrrao. e pianse per molto tempo il suo fimulto tempore. lHadianitae ven"diderunt Joseph in AE.

3. o sia principe. a. • . Jd odem tempore &escendensJudas afratribus suis divertii ad virum Odollamitem. e di dignità . perchè da questo per via di Thamar dovea nascere il Cristo. vocabulo Sue: et^ malo Sue : e . 2. Giuda avendo avuto tre figli di una moglie Cha* nanea. Nello stesso tempo. IN elio stesso tempo Giuda separato da' suoi fratelli andò a posare in casa di un uomo di Odollam. Vers.. Yers. ovvero cortigiano. (i) Parai. i. quindi a dimostrare P estrema esinanizione. Il titolo di eunuco è sovente posto per titolo di uffizio. da'qtuJMgli non ebbe a sdegno di nascere. capitano delsfro militum. alla quale volle per noi discendere il Verbo di Dìo.pe a Putifare eunuco d» che PliaraoniS) magi" Faraone. e generò di lei Phares e Zara. fece sposar Thamar al primo e al secondo: dopo la morte di essi ebbe che fare con lei senza saperlo . ovvero uffiziale di Faraone. per nome Hiram. 1. che fosse in questo luogo descritta la genealogia di Giuda. Vale~a Aìre poco dopo la vendita di Giuseppe. chianaei. Il Caldeo lo chiama satrapa.. C A P O XXXVIII. JB ebe non può farsi in poche paróle. Giuda . credendola donna di mala vita . E ivi vide la figlia •fr»' (i) Widitqw ibi filiam howinis Chance* di un Chananeo .nomine jffiram. le milizie. andò a posare in casa di un uomo di Odollam. 36. che sono qui descritti? come cesa fuori del mio istituto.gyplo Putìphari eunu. Eunuco di Faraone ec. presala r i.. si raccontano anche le vergognose cadute di quelli. Lascio da parte la maniera di ordinare la serie de' fatti. onde qui vale ministro. affinchè nascendo di peccatori cancellasse i peccati di tutti gli uomini. Lo Spirito santo ha voluto.

fu uomo perverso ec. Espressione notata altrove. vale a dire. 26.Rursumque conce" ptofoetu^ natum filium vocavit Onan» Num. Scellerato ali' eccesso. * Perverso nel cospetto del Signore. pose al figliuolo. D edit autem Judas uxorem primogenito suo Her. Gredesi comunemente. convivea con lei. Her . 3. 3. che le nacque. 4. per moglie . 7. che quello di Onan . nomine Thamar. et vocavit nomen ejus Her. e gli pose nome Her. 19. et peperit filium . Partorì anche il t«rzo . 8. primogenito di Giuda. 3. 7.) Fuit quoque Mer. o. Vers.. 7. 19. 26. 4. primogenitus JuitepBt n e guani in conspecto Domini • et ab eo occisus est. Tertium quoque peperitl. Giuda fu quegli. Ma Her. e convi- Vers. coinè apparisce dall' Ebreo. una chiamata "Tha mar. che diede qui il nome al figliuolo : al figlimelo poi del versetto seguente il nome fu imposto dalla madre. suo primogenito.La quale concepì-.accepta uxore^ ingressum est ad eam. il nome di Onan. fu uomo perverso nel cospetto del Signore : il quale lo fece morire. parere ultra cessavit. non ebbe più figliuoli. Di&it&rgo Judas ad OnanfiUum suum : Incedere ad uxorem fratris tuit et sodare il('i) Num. . che ambedue con eccesso d'infame libidine procurassero che la donna non concepisse. Disse pertanto Giuda ad Onan suo figlio: Prendi la moglie di tuo fratello.. 8. quem appellavit Selai quo nato. Quae concepii. che il peccato di Her fosse lo stesso. Ed ella concepì e partorì un figliuolo . 6. cui ella chiamò Seta : e nato questo. 5. Gli pose nome Her. lo un' altra volta . (i. È Giuda diede in moglie ad Her. 6.

che Giuda. che portassero il nome del loro padre naturale. Ver*. Or ei temeva. Ella se n' andò .) introiens ad uxorem fratris sui. affinchè non nascessero figliuoli col nome del fratello. II primogenito portava certamente il nome del fratello defunto • ma quanto agli altri figliuoli credesi. 11. ch' ella frattanto trovasse occasione di rimaritarsi con alti'uomo. 9. che i figliuoli. come i suoi fratelsui. 10. Quam ob rem dixit JudasTìiamarnurui disse Giuda a Thamar suae\ E sto vidua in do. ii. che non morisse anche questa. in realtà però la rimandava alla casa paterna colla speranza. vi con lei affin di dare figliuoli al tuo fratello. perchè temeva che non facesse Sela . li. Quindi il Signore tussit eum Dominus^ lo fece morire . Vuol significare. e di non aspettare. semenfundebat in terramì ne liberifratris nomine nascerentur. impediva ilconcepimento. benché mostrasse di voler dare a Thamar per suo marito il terzo figliuolo. faceret. fino a tanto timebat enim ne et ipse ebe Sela mio figlio cremorereturì sicut fratres sca : or ei temeva . Affinchè non nascessero figliuoli col nome del fratello. Per la qual cosa 11. 9. Quae abiit> et ha. Sapendo quegli. che nascessero. e abitò in casa del padre suo. donec vedova nella casa dei cremai Selafilius meus : padre tuo. g. perchè quod rem detestabilem faceva cosa detestabile.sua nuora : Rimanti mo patris tuì. accostandosi alla moglie del fratello. Et idcirco per* 10. non sarebbero suoi*.non morisse anche quebitavit in domo patris sto . che ejus. Ille sciens non sibi nascifilios. Vers. ut suscites seme/i fratri tuo.li. se non che questi avesse l'età competente.

egli. 13» E fa riferito a Thamar. e Hiras di Odóllam. ch'ella fosse donna di mala vita : conciossiachè ella avea coperta la sua faccia per non essere riconosciuta. sedit in bivioitineris\quod ducit THamnam . prese un velo : e travestita si pose a sedere in un bivio della strada. l6' * . perocché Scia era cresciuto. estfiliaSuey uxorJudaei qui post luetum. Passati poi molli giorni morì la figliuola di Sue. 15. consorte di Giuda : il quale dopo gli uffici funebri. et non eum accepisset mari* tum. consolatione suscepta ascendebatadtonsores ovium suarum^ ipse. suspicatus est esse meretricem : aperuerat enim vultum suum) ne agnosceretur. Così egli non parlava a Thamar eoa sincerità. et Hiras opilio gregis O dottami" tes> in Tìiamnas. eo quod crevisset S ela. che mena a Thamnas . quod socer illius ascenderei in Thamnas ad tondendas oves. se n'andò a trovare quelli che tosavano le sue pecore inThamnas . sospicó. E avendola veduta Giuda. l'S. passato il duolo. e non le era stato dato in isposo. 14. pastore di pecore. 15. posati i vestimenti da vedova. i4« Ed ella .12. come suo suocero andava a Thamnas a tosare le pecore.Quae) depositis viduitatis vestibus^ assumpsit theristrum : et mutato habito. Quam cum vidisset Judas. 12. lo stesso fine che avean fatto gli altri due. JZvolutis autem multis diebus i mortuo.Nuntiatumqueest Thamar.

AitJudasi Quid ubi vis pro arrhabone darìì Respondit: Annulum tuum. e se ne andò : e deposto l'abito. che hai in mano. perfino a tanto che tu mandi quel che prchmetti. Giuda disse: Che vuoi tu. quod polUceris. et armillam. quem manu tenes. La voce ebrea alcuni la spiegano per un berretto. ch« Anticamente gli uomini portavano de'bracciale Iti. colla quale gli orientali si cingevano la testa. Dixit : Mittam tibihaedum de gregibus. si dederìs mihi arrhabonemt do/tee mìttas. . si vesti di vaslimenii da vedova. E appressatosi a lei la richiese di mal fare : perocché non sapeva . 18. Vers. ut coeam tecum: nesciebat enim. A 8. purché tu mi dia un pegno. che ti sia dato per pegno ? Rispose : L'anello . E si alzò. quod nurus sua esset.\6Jngrediensque ad eam alt : Dimitte me . e il braccialetto . altri in altra guisa. Rursumque illa dicente : Patiar quod vis. 18. 16. Ad unum igitur coitum mulier concepiti 19. altri per una fascia. E avendo ella risposto : Che mi darai per fare il tuo volere ? 17. et baculum. Et surgens ab' liti depositoque habita. e il bastone. Siccome sappiamo. ch' ella fosse sua nuora. Qua respondentei Quid dabis mihi. Concepì adunque la donna ad un sol atto : 19. non v r è ragione di allontanarsi dalla Volgata. che avea preso . E replicando quella : Acconsentirò a tutto. quem sumpseratt indùta est viduitatis vestibus. Disse egli : Ti manderò un capretto del mio gregge. ut fruaris concubito meo ? 17. // braccialetto.

nunquam sedisse ibi scortum» a 3^ J£fr -J#das ^M&beat sibi\ certe menda* di arguere nos nonpotest : ego misi haedum. 21. Domandò alla gente di quel luogo s Dov' è quella donna . Misit autem Judas haedum per pastoremsuum Odollamitem. Disse Giuda : Se lo tenga perse : almeno non può ella rinfacciarmi bugia : io ho mandato il capretto promessole. Ma di li a tre mesi . et non invenisti eam. Se ne tornò a Giuda. 24. Giuda dice. quem promiseram. sed et homines loci illius dixerunt mihi. affine di riavere il pegno dato alla donna : ma questi non a* vendola trovata. non essere ivi stata giammai donna di mala vita. e tu non l'hai ritrovata. L'Ebreo è più espressivo: Se lo tenga per s$ (il mio pegno} affinchè non cadiamo noi in vergogna . che stava a sedere nel bivio? E tutti rispondendogli: Non è stata in questo luogo donna di mala vita : 22. e gli disse : Non l'ha trovala : e di più tutto la gente di quel luogo mi hanno detto. et dìxit ei : Non inveni eam. almeno non può ee. quae sedebat in bivio ? Respondentibus cunctis : Non fuit in loco isto meretrix : 22. Re versus est ad Judam. ovvero non siamo noi svergognati. . 23. quod dederat muìieri : qui cum non invenisset eam. 24. ut reciperet pignus. Ma Giuda mandò per mezzo del suo pastore Odollamite il capretto. 21. ecco che venne chi Vers. a3. Se lo tenga per se. Ecce autem post tres menses nuntiave- 20. Interrogavi? homines loci illius : Ubi est mulier. che non vuole cercare più il suo pegno per non venire cosi a propalare 1' azione suu vergognosa.20.

26. dicentes : Fornicata est Thamar nurus tua. Thamar era sposa di Sela secondo il convenuto con Giuda. e il bastone. alt : Justior me est: quìa non tradì' dì eam S ela filio meo.etvideturute~ rus illius intumescere . di* cens : De viro. chè il delitto di Thamar. Conducetela fuori fui esser bruciata. Qui. misit ad socerum suum. 24. 26. E mentre ella era condotta al supplizio. e il braccialetto . Vers. Ella e più giusta di /ne. disse a Giuda : Thamar tua nuora ha peccato . sono ardentissìmi nel punire gli altrui. Attamen ultra non cognovlt eam. et ba* cuius. riconosciuti i pegni . che non poteva avere col matrimonio di Sela. delitto di adulterio e d' ÌB- . ch'ella è gravida. cujus haec sunt. disse : Ella è più giusta di me: perocché io non l?ho data in moglie a Sela mio figlio. Questa dovea essere in quel tempo la pena ordinaria dell'adulterio presso quelle nazioni : e generalmente severissime furono sempre presso tutti i popoli anche barbari le leggi contro gli adulteri. che ei eseguisse aJlora la sentenza pronunziata da Jui nel primo impeto di sdegno. che di esser madre di un primogenito della famiglia di Giuda . Quae cum duceretar ad poenam. i-osi Thamar in un senso era men ingiusta di Giuda. di cui sono queste cose : guarda di chi sia l'anello. i quali non facendo caso de'proprii peccati. Giuda differendo sempre con mala fede il matrimonio di Thamar col suo figliuolo Sela. Ciò però eoa fa si. Ella non altro bramava. Ma però egli non ebbe più che fare con lei. Giuda qui ci rappresenta il carattere degP ipocriti. ma dovea ella esser bruciata essendo gravida? Si può credere. et armilla. 26. di procurarsi per mezzo del suocero i figliuoli. DixitfjueJudasi Prodii' cite eam. Ed egli. 26.runt Judae. e si vede. agnìtìs muneribus . «ivea dato occasione alla donna di lasciarsi trasportare a simile eccesso. concepì : cognosce. 26. cujus sit annu* lus. che Giuda non avrebbe lasciato. utcomburatur. Vers. Disse Giuda : Conducetela fuori ad esser bruciata. mandò a dire al suo suocero : Io sono gravida di colui.

Credasi. Iste egredietur prior. che quello di Giuda. il quale peccò di fornicazione . fi) Matth. Vers. dicendo. non avrebbe certamente potuto. preser tal nome. *" 3o. sassi il primo? Gli pose nome Phares. e che Sela sposo altra donna (Niun. Illo vero re tra' hente manum. egressus est alter : dixitque mulier : Quare divisa est propter te maceria ? et ob hanc causam voca* vit nomen ejus Phares. si conobbe. 4. 3. che avea in seno due gemelli : e nell' uscire de' bambini uno mise fuori la mano. quem appellavit Zara. che aveva alla mano ilfilodi scarlatto : e lo nominò Zara. perche divìse la membrana delle secondine. (2) P ostea e gres<sus estfrater ejus. e dopo quello che era avvenuto. non avendo saputo. Ma appressandosi il parto. onde tu eri involto. £aj 27. . i quali come giusti si JSl'aravan dal popolo. in qua obstetrix lìgavitcoccinum dicens : 28. Eccole parole di s. i. Ma avendo egli ritirata la mano . 29. Girolamo: Pha~* res. cesto. nè voluto averla per moglie. alla quale la levatrice legò un filo di scarlatto. apparuerunt gemini in utero : atque in ipsa effusione in/antìum unus protulit ma* num. Vers. e vuol dire : questi è il primogenito.27. Usci dipoi il suo fratello. 29.). i. che quella donna Cosce sua nuora. 28. che Thamar non ebbe più altro marito. 19. Perchè è ella stata per te divisa la membrana. affinchè tu pas. Per qual motivo si e rotta ec. Questi uscirà il primo. usci l'altro . Parai 2. in cujus manueratcoccinum'. 28. onde anche i Farisei. (i) Instante aulem partii. e la donna disse : Per qual motivo si è rotta per causa tua la muraglia ? e per tal motivo gli pose nome Phares. Questi uscirà il primo.. ma credendola di mala vita. L'Ebreo: è uscito il primo. 30. prese il nome di divisione . xxxvi. non sia molto più grave. 29.

C A P O XXXIX. Giuseppe essendo in prospero stato netta casa del padrone Putifare , ed essendo a lui caro, e governando questi la famiglia) per aver dis~ prezzata la padrona , che sovente lo tentava, è accusato dinanzi al padrone, e messo in carcere , dove si acquista il favor del custode, il quale dà a lui la cura de' prigionieri. i. i gitur Joseph ductus est in AEgyptum, emitque eum Putiphar eunuchus Pharaonis, princeps exercitus, vir AEgyptius, de manu Ismaelitaruni) a quibus perductus erat. i. Fnitque Dominus cum eo , et erat vir in cunctis prospere agens : Jiaòitavitquc in domo domini sui. 1. \JTiuseppe adunque fu condot lo in Egitto , e lo comperò Putiphar Egiziano eunuco di Faraone, capitano dell' esercito degP Ismaeliti, che ve l'aveano condotto. 2. E il Signore era con lui, e gli riusciva bene tutto quel che faceva: e abitava nella casa del suo padrone,

Vers. 3o. Chiamollo Zara* Vale a dire l'appariscente, il nascente, perchè fu il primo a comparire. Phares adunque, benché figliuolo del peccato, f» primogenito di Giuda, progenitore di Davidde, e di Salomone, e-di tutti i re della stirpe di Giuda, e del Cristo medesimo promesse alla famiglia di Giuda, come vedremoj, cap. XLIX. io. Vers. 2. Abitava nella casa del suo padrone. Anche questo i dettò per dimostrare l'affetto e la stima del padrone verso Giuseppe. Putiphar non lo tenea occupato nelle faccende della <*ampagna, ma nella propria casa, il governo della quale a lui affido interamente.

5. Qui optime noverat Dominum esse cum eo* et omnia, quae gereret, ab eo dirìgi in manu illius. 4* Invenitque Joseph gratiam coram domino suo, et ministrabat eit a q uopraepositus omni» bus gubernabat ereditavi sibi domum, et universa , quae ei tradita fuerant. 6. Benedixitque Dominus domui AEgyptii propter Joseph, et multiplicavit tam in aedibus-, quam in agris cunctam ejus substantiam, 6. Nec rjuidquam aliud noverai nisi pa* nem, quo vescebatur. Erat autem Josephpul* era facie, et decorus a* spectu. 7. Post multos itaque dies injecit domina sua oculos suos in Jo-

3. II quale benissimo conoscea , che era con lui il Signore, e conduceva a buon fine tutto quello che intraprendeva. 4- E Giuseppe trovò grazia dinanzi al suo padrone , e lo serviva , ed essendogli stata data da lui la soprintendenza di tutte le cose, governava la casa a sé affidata, e tutti i beni rimessi nelle sue mani. o. E il Signore benedisse la casa dell'Egiziano per amor di Giuseppe , e moltiplicò tutte le facoltà di lui tanto in casa, come alla campagna , 6. Ed egli non avea altro pensiero , ebe di mettersi a tavola a mangiare. Or Giuseppe era di volto anreaènte, e di graziosa presenza. 7. Passato adunque assai tempo , la padrona fissò i suoi occhi so

Ver*. 6. Ed egli non avea altro pensiero, ce* Giuseppe pen~ sava a tutto : il padrone non avea da prenderai pensiero di cosa veruna, fuori che di mangiare, e di b,ere» È una maniera di proverbio.

^eph,et alt : Dormì mecum. 8. Qui nequaquam acquiescens operi nefarioì dixit ad eam'. Ecce dominus meuS) omnibus mihi traditis, ignorai quid habeat in domo sua : 9. Nec tjuidquam est, quod non in mea sit potestate, vel non tradideritmihi) praeter teì quae uxor ejus es : quomodo ergo possum hoc malum facere^ et peccare in Deum meum? i o. Hujuscemodi verbis per singulos dies et mulier molesta erat adolescenti, et ille recusabat stuprum. 11. Accidit autem quadam die, ut intraret Joseph domum} et ope-

pra Giuseppe , e disse: Dormi meco. 8. Il quale non acconsentendo ali' opera indegna , le disse : Tu vedi come il mio padrone avendo rimessa ogni cosa nelle mie mani, non sa quel che si abbia in sua casa : 9. E veruna cosa non è, ch'ei non abbia a me affidata , e di cui non m'abbia fatto padrone, fuori di te , che sei sua moglie : come adunque poss'io fare questo male , e peccare contro il mio Dio ? 10. Cogli stessi discorsi ogni dì e la donna inquietava il giovinetto, ed egli ricusava di peccare. 11. Ma avvenne, che un dì Giuseppe entrò in casa, e si pose a far

Ver». 7. Passato assai tempo i, la padrona ec. Egli dovea aves-e venti sette anni, quando avvenne quello che qui si racconta; ed erano circa dieci anni, ch' egli serviva neJla casa di Putifare. * E disse: dormi meco. E invitollo a peccare. Vers. p. E peccare contro il mio Dio? I sentimenti del santissimo giovine furono in simile occasione ripetuti da una castissima donna : Egli e meglio per me il cadere nelle mani vostre senza aver fatto U male, che il peccare al cospetto del Sigi IL re. Dan. xui. 22.

rìs t/uippiam absque arbitris /acereti 12. At illa, apprehensa lacinia vestimenti ejus, diceret: Dormi mecum. Qui relicto in manu ejus pallio fugit, et egressus est foras. 13. Cumque vidisset mulier vestem in manibus suis, et se esse contemptam : 14. Vocavit ad se homines domus suae, et ait ad eos : En ìntroduxit virum Hebraeum, ut illuderei nobis. Ingressum est ad met ut coirei mecum.". cumque ego succlamassem, 15. Et audisset vocem meams en reUquit palUum, quod tenebam, et fugit foras. 1.6. In argumentum ergo fidei retentum pal-

qualche cosa non avendo alcun con sé : la, E quella , preso l'orlo del suo mantello, gli disse: Vieni con me. Ma egli lasciato in man di lei il mantello, si fuggì fuori di casa. 13. E la donna veggendo in sue mani il mantello ? e sé disprea* zata : 14. Chiamò a se la gente di casa, e disse loro : Ecco che egli ha condotto qua quest'uomo Ebreo, perchè ci facesse vergogna. Egli è venuto a trovarmi per peccare con me : e ave n» do io alzato le grida, 16. Egli all'udir la mia voce ha lasciato il mantello, per cui io lo teneva, e si è fuggito. 16. In prova adunque della serbata fede fece

Yers. 12. Sì fuggi fuori di casa. Sopra queste parole s. Agostino serm. aSo. Giuseppe per sollrarsi all'impudica padrona, fuggi. Impara tu ne'pericoli e/' impurità a prender la fuga, se vuoi ottenere la palma della castità ... Di lutti i combattimenti del Cristiano i più duri e diffìcili sono quelli della castità , ne' quali quotidiana e la pugna , rara la -vittoria: in questi adunque non può mancare al Cristiano un quotidiano martirio ; imperocché se Cristo e castità , e verità, e giustizia t e se chi insidia a queste, è persecutore, colui, che le difendi negli altri, e in se stesso le custodisce, tara marlù*.

lium ostendit marito veder al marito tornato a casa il mantello riterevertenti domum, nuto, 17. E disse : E venui 7. Et alt: Ingressum est ad me servus ile" to a trovarmi quel ser« braeus^ quem adduxi- vo Ebreo, che tu hai sti, ut illuderei mihi : condotto a svergognarmi: 18. Il quale, sentito *8. Cumque audisset me clamare, reliquit come io alzava le grida, pallium, quod tenebam^ ha lasciato il mantello, che io teneva, ed è scapetfugitforas. pato. 19. His auditis do19. Tali cose avendo minuS) et nimium ere- «dite il padrone troppo duluj verbis conjugisì facile a credere alle parole della moglie , ne ìratus est valde : concepì grande sdegno : 20. E fece metter 50. (i) Tradiditque Joseph in carcerem, Giuseppe nella prigioubivincti regis custo- ne, in cui erano tenuti dìebantur, et erat ibi i rei di delitto commesso contro del re, ed egli clausus. fu quivi rinchiuso. 21. Ma il Signore fu 21. Fuit autem Domìnus cum Joseph^ et con Giuseppe, e avendo misertus illius dedit ei compassione di lui fece
fi) Psal. 104. 18.
Vew. 16. Fece vedere al marito ... i? mantello. Se il mar ilo fosse stato capace di ben riflettere, questo mantello, ch' ella avea ritenuto, evidentemente provava cui de' due avesse voluto far violenza. Vers. 17. * Quel terco Ebreo, che tu hai condotto. Con ogni artifizio la rea donna cerca inasprire il marito contro il virtuoso giovine, esagerandone la servii condizione, la qualità di straniero, la circestanz* d'ingrato col suo benefattore.

gratiam in conspectu sì, ch' ei trovò grazia principis carceris. dinanzi al provveditore della prigione. 22. Qui tradidit in 22. Il quale diede a manu illius unwersos lui potestà sopra tutti vinctoS) qui in custodia i prigionieri, che erano tenebantur : et quid" in quella carcere: e tutquid fiebat^ sub ipsa to quello che si facea , erat. era fatto per s,uo ordine. 23. Nec noverai ali23. E quegli non penquid\ cunctis ei credi" sa va a nulla, avendo datis : Dominus enim erat to di ogni CQsa l'arbicum illo, et omnia ope* trio a Giuseppe: perocra ejus dirigebat. ché il Signore era con lui, e conduceva a buon fine tutto quel ch'ei faceva.
„ Vers. 21, Fece « , ch1 ei trovo grazia te. Questo principe, o sia provveditor della carcere era lo stesso Putifare, il quale dovette ben riconoscere l'innocenza di Giuseppe, e diminuì la sua pena, senza però liberarlo aflin di salvar 1' onore della moglie. Cosi il Pererio. f^edi, cap. xu. 12. Ed è ancora molto probabile , che lo stesso Putifare fu quegli, che diede la sua figliuola per moglie a Giuseppe. Gii uomini non vorrebbero ( osserva il Crisostomo ) che Dio lasciasse così sovente cadere i giusti nell' afflizioni, ma li liberasse, e lì tenesse in perfetta tranquillità: ma non è ella cosa più degna di Dio, e pii» degna dell'amore, ch'egli ha pe'medesimi giusti, l'esercitare la loro virtù, e far conoscere quello ch' egli può fare in essi, e finalmente far si, che le-afflizioni stesse, e le tentazioni divengan per essi occasione di grande allegrezza? Ecco di fatti un giusto calunniato, e messo in prigione, divenuto vero martire della castità, come notò s. Ambrogio, il quale libero in certo modo tra tutti que' rei, rispettato, e amato da tutti esercita un' assoluta potestà sopra tutti i compagni , come se tra essi fosse stato mandato non come uno di essi, ma come loro provveditore, e consolatorc. Ma tutto questo è un nulla in paragone della gloria, a cui la P*ovideuza vuole innalzare Giuseppe col mezzo stesso della sua umiliazione, e della sua prigionia. Il Giusto per eccellenza, il Cristo, di cui Giuseppe è sempre figura, potò essere calunniato, tradito, confuso co* peccatori per

C A P O XL. ^Giuseppe nella prigione interpreta i sogni de*due eunuchi di Faraone , e predice, che UJIQ sarà restituito al primiero uffizio, /' altro finirà la vita sul patibolo-, e tutte queste cose si avverarono nel dì della nascita di Faraone. 1. flis ita gestis accidit, ut peccarent duo eunuchi, pincerna regis AEgypti) etpistor} domino suo» 2. Iratusque contra eos Pharao (nam alter pincernis praeerat, aiter pìstoribus ) 3. Misit eos in carcerem principis militum, in quo erat vineius et Joseph. 4» Atcustos carceris tradidit eos Joseph, qui et ministrabat eis. Ali* quautulumtemporisflui. Uopo di ciò avvenne , che due eunuchi , il coppiere, e il panettiere del re d'Egitto peccarono contro del loro signore. 2.E Faraone sdegnato contro di costoro ( uno dei quali era capo dei coppieri, e l'altro de' panattieri ) 3. Li fece mettere nella prigione del capitano delle milizie, dove era rinchiuso anche Giuseppe. 4- E il custode della prigione li consegnò a Giuseppe , il quale ancor li serviva. Era pas-

la malignità di una perversa donna, la sinagoga ; ma nella slessa sua umiliazione egli eserciterà una potestà suprema e divina a consolazione e salute de'peccalori, e dal suo sepolcro uscirà pieno di gloria, e riconosciuto , e adorato come vero Dio , e unico «alxalore di tutte le genti.

xerat, et illi in custo- salo un tratto di tempo, dacché quegli erano dia tenebantun rinchiusi : 6. Quando ambedue 6. Videruntque ambo somnium nocte una jux- la stessa notte vi,dero ta interpretationem con- un sogno di significazione adattata al caso loro. gruam sibi. 6. Ed essendo la mat6. Ad quos cum introisset Joseph mane, tina andato Giuseppe a et vidisset eos tristes> trovargli, e " vedutili malinconici, 7. Gì'interrogò, di7. Sciscitatus est eost dicens' Cur tristior est cendo: Per qual motivo hodie solito facies ve- oggi avete la faccia più afflitta del solito ? stra* 8. Risposer quegli : 8. Qui responderunti Somnium vidimus, et Abbiam veduto un sonon est, qui interprete- gno, e non abbiamo chi tur nobis. Dixitque ad a noi lo interpreti. El eos Joseph : Numquid Giuseppe disse loro : non Dei est interpreta- Non appartiene egli a £ìo? re/erte mihi, quid Dio l'interpretarli ? divideritis* temi quel che avete veduto»
Vers. 4- Un tratto di tempo. Credesi un anno. L'Ebreo de*giorni; lo che, secondo gli Ebrei, e altri interpreti, posto assoluta-' mente, significa un anno: cosi questi due rei sarebbero stati messi nella prigione quasi nello stesso tempo, che vi fu messo Giuseppe. Vers. 5. Di significazione adattata ec. Sogno, che era una predizione di quello che ali' uno e ali' altro dovea accadere. Vers. 8. Non appartiene egli a Dio ec. L' interpretazione de' sogni è dono di Dio , e Dìo darammi grazia d'interpretare quello che voi avete veduto. De' sogni mandati da Dio abbiamo anche altri esempi nelle Scritture j talora Dio ne dà l'interpretazione a quegli stessi, a' quali li manda -, talora vuol, ch' essi la cerchino dalle persone, alle quali egli comunica lo spirito di profezia. Vedi Dan. cap. iv. v., e Gen. cap. XLI. Siccome sonoassai rari ì casi de' sogni mandati da Dio , ed è cosa ditficilissima.

tre giorni vi sono ancora.. quem tenebain. Narravit prior praepositus pincernarum somnium suum : Videbam coram me vilem. i4. 12. Rispose Giuseppe : La spiegazione del sogno è questa : Tre tralci. e poi i fiori. 12 . cum bene tiòi fuerit^ etfacias mecum g. 13. Calicemgue Pha* iraonis in manu mea\ tuli ergo uvas. quando sarai felice. et posi flores uvas ma* turescerei 11. e le spre* mei nella coppa che avea in mano. la quale è sovente rinfacciala alte genti idolatre nelle Scritture . La quale avea tre tralci. E nella mia mano era la coppa di Faraone : e presi le uve. 11 gran coppiere raccontò il primo il suo sogno : lo vedeva davanti a me una vite. sicut ante facere consueveras.Solamente ricor-dati di me. Post quos recordabitur Pharao mimsterii tuit et restìtuette in gradum prìstìnum: dabisque ei calicemjuxta officium tuum. quindi il* pia «icuro m generale si è di non dar retta a' sogni per non c&? derc in una superstfzfoffe. 14* Tantum memen* tornei. In qua erant tres propagines. crescere paulladm in gemmas. e ti renderà il posto di prima : e presenterai a lui la cappa secondo il tuo uffizio. et tradirti po* culunt Pharaonì. 10.Respondit Joseph: Haec est interpretatio somniii tres propagines t tres adhuc dies sunt) 13. 10. come per F avanti solevi fare. et exprassi in calicem. o mandati dal Demonio. e presentai da bere a Faraone. che gettavano a poco a poco gli occhi. e poi le uve. che maturavano: 11. Dopo de' quali si ricorderà Faraone dei tuoi servigi.$. e abbi com- il distinguerli da'sogni vani.

tre canestri di farina: 17. e che gli aere ex eo.sogno è questa : trecaYers. 16.dei panattieri.stro di sopra io portassius. ut edu. quod erat excel.^ avesque come. che mi cai me de isto carcere*. che si fa dall'arte storia. 15. tragga da questa prigione : 15. che i suoi aver debbono di un paese .avea saggiamente dici» jet. Quìafurto subiate sum de terra He. Perocché con fro15. * Con frode fui condotto via.-P&l-Jrfik «posizione del tatio somniii Tria cani. Videns pistorum magis ter.de fui condotto via dalbraeornm. e la mansuetudine di quello che a noi volle farsi maestro di tali virtù. e/uod pruden.giare.lìusericordiam: ut sug.se: Io pure ho veduto lustra farinae haberent un sogno. Et in uno caniatto. che egli non dubita del dominio . portare me omnes si d'ogni specie di manciboS) qui fiunt arte pi.de'panattieri. Dalla terra degli Ebrei. Respondit Jose18. nè la maligna padrona. Pareami d'avere sopra il mio capo super caput meum. Dalla terra di Chanaan assegnata da Dio. . e cens in lacum missus innocente fui gettato in questa fossa. Quod tria ca. La fede di Giuseppe &rric0nosce anche in questo. il quale nella più iniqua oppressione non incolpa. Rispose Giusepph-. com'egli ter sonmium dissolvis. come avrebbe potuto. dissomnium. uccelli ne mangiavano. alt: Et ego vidi ferato quel sogno . 18. poiché presagiva l'umiltà. et hic inno-' la terra degli Ebrei. nel quale non sono finora se non pellegrini. . Haec est interpr$. Vedendo H capo 16. E che nel cane17. e donata alla famiglia d'Abramo. sum. nè gì' invidiosi fratelli. E prodigiose il contegno di questo Giusto.passione eli me» e sollegeras Pharaonì.cita Faraone .

e l'altro condanna alla morte.xxxi. ria beccheranno le tue carni.capo .tf tra. Vedi Deut. o impiccare. Nitm.coppieri. 4. tre s adhuc dies nestri. E rendè all'uno 21. fedi Jerem.poi era il dì della nascinis erat: qui faciens ta di Faraone .piccare a una croce. il quale grande convivium pue. Dopo i quali Fai g. v. raone ti farà tagliare il ac suspendet te in cru. runt principis > 21. ir). Alterum suspendit in padbulo. Il terzo giorno di Aus natalitius Pharao.. ec. e del capo dei panattieri. il suo uffizio di presenut porrigeret ei pocii» targli la coppa : lum: 22. racità dell' interprete. 19. E l'altro fece ap32. e l'altro lascia nella sua dannazione. e ti farà crocifigce. Chi puù non riconoscere in lui Gesù Cristo. e gli uccelli dell'acres carnes tuas. xxv. Thr. quando agli uni dirà egli stesso: Venite benedetti dal Padre ?m'o. et pisto. e autorità nel luogo stesso della sua abbiezione Giuseppe sedendo arbitro della sorte di questi due uomini dà ali' uno vita e salvezza. con qual fermezza . sunt. e gli Egiziani faceano tagliare a' rei la testa prima di appiccare i loro cadaveri. che Carassi di tutto il genere umano in due parti nell'ultimo giorno.? .de fu dimostrata la veretur. io. Si vede che gli Ebrei.ecMa non si lasci d' osservare. Post quos auferet Pharao caput tuum. e agli altri: Andate maledetti al fuoco elerìioì ec. Ti farà tagliare il capo ec. xxi. e ordinariamente si uccidevano prima tutti quelli che si doveano o crocifìggere. il quale in mezzo agli obbrobrii della sua croce dà il paradiso a uà ladro. venendo così ad annunciare la separazione. cioè tre giorni vi sono ancora.gere. 42-? *• RC&. Exinde dies ter* 20. Vers. 20. Restituite/uè al* terum in locum suum . ut con. 22. et lacerabunt volu. onjectoris veritas probd.facendo un gran conviris suis recordatus est to a' suoi servi si ricorinter epulas magistri dò a mensa del capo dei pincernarum.

Putabat. prosperità il capo dei praepositus pincerna. Faraone gli dà per moglie Aseneth .suo interprete. JL/ue anni dopo Faraone ebbe un sogno.yeptem emergebant de flumine.) inonda aW altezza di dodici cubi/i. pretis sui. ovvero di un canale del fiume Nilo.Dal quale uscivano sette vacche belle. e grasse formisura: e andavano a pascere nei luoghi palustri. Alla riva del fiume. che dal Nilo viene la fertilità. 2. Succede finalmente la sterilità ali abbondanza.Q& quo ascende^ bant septem boves pulchrae. I. e rifinite per magrezza. IXon potendo alcuno interpretare i sogni di Faraone. brutte. jLost duos annos vìdit Pharao somnium. Et tamen suea3. e si pasceva* Vera.coppieri si scordò del rum oblitus est inter. C A P O XLI. se a tredici VEgitto e alla carestia 7 quattordici cubiti portano allegrezza. e le vacclie magre. Notisi. confectaeque macie: et pai. i quindici tranquillila . 17 . . dalla quale ha due figliuoli prima de' sette anni di carestia.23. V Egitto e alla faìne. 4tì*e sette ancora scappavan fuori del fiume. 3. lib. et cras$ae nimis: et pascebantur in locis palustrìbus. 3. se stare super $uviumt 2. Pent. Ma tornalo in cedentibus prosperis . 1. Aliae quoque . i sedici abbondanza e delizia : quindi è. prol. i. v. Parevagli di stare alla riva del fiume. foedae . Due anni dopo. che dal Nilo vede Fa<» raone venir su le vacche grasse. o sterilità dell' Egitto: Se il Nilo (dice Plin. gli spiega Giuseppe : qumdt è fatto soprintendente di tutto l'Egitto. l'anno terzo della prigionia di Giuseppe. g. Due anni dopo la liberazione del gran coppiere.

L'Ebreo bruciacchiale dalVorientC) o SÌA dal vento droriente. Rursum dormivit. Bruciacchiale dall'euro. E Faraone si risvegliò. 6. nec no sulla riva stessa del fiume.lìevorantes omnem priorum pulchritudinem. Sette spighe si alzavano da un solo stelo piene e bellissime . . raccontò il so- Vers. et percussaeuredine oriebantur. E altrettante nascean dipoi spighe sottili.riva stessa del fiume. e tutti i sapienti: e rannali che furono. che andavano. if.dato la campagna . et accersitis narravit somnium . Evigìlans Pharao post (juietemt 8. e di grassi corpi. soffiando dal vasto e secco deserto d'Arabia.Devoraveruntque east quarum mira species. Le quali si divoravano tutte le prime sì belle. Aliae quoque tati" dem^spicae tenues.dov'era del verde: 4» E ( queste ) si divorarono quelle ebe erano mirabilmente belle..somnìum* Septem spicae puliulabant in culmo uno plenae. e vide un altro sogno. cioè l'euro. perchè il Nilo avea largamente Laon. Vers. perchè è molto caldo. 3. et vidit alterum . 7. 5. E si pascevano sulla. e bruciacchia te dal' V euro. 8. atque formosae: 6. e solo si trovava del verde alle rive. onde lontan da esso mancava 1' erba. il quale è nocevole all'Egitto. pieno di pauramandò a cercare tutti gl'indovini d'Egitto. ma di queste sette sì 4lee. 6.. Poi si raddormentò . 6. pavore perterritus. Et facto mane >. onde bisognava andar lontano per trovar pascolo.scebanturin ipsa amiiis ripa in locis virentibusi 4. Expergejactus Pharao. et habitudo corporum erat. mi" sit ad omnes conjectores AEgyptìjcuncèosque -sapientes'. Svegliatosi Faraone dal sonno. Delle prime sette disse. a pascere in luoghi palustri. E venuto la matti* na. «ifie pascolavano sulla ripa: segno che il fiume nou avea dato fuori .

Questi . che fossero que' medesimi. 8. che poi sono chiamati maghi di Faraone. qui interpretaretur. non ricorderebbe Giuseppe nè i di lui meriti. e disse : Confesso il mio fallo : 10. la vita dei quali era occupata tutta nel culto degli dei. Allora finalmente il capo de'coppieri si ricordò . e aritmetica. che io. et magistrum pistorum retrudi jussit in carcerem principis milìtum: 11. 12. ~Eralibi puerilebraeust ejusdem ducis mìGt&m famulus : cui narrante» somnìa 13. e nella considerazione degli astri. . e nello studio della sapienza. il giorno nel servigio degli dei. Ubi una nocte uterque vidimus somnium praesagum futurorum. E littti i sapienti. servo dello stesso capitano delle milizie : al quale avendo noi racconta ti i sogni 13. e non v'ebbe chi ne desse la spiegazione. Iratus rex servis suis me . e di maghi. Vers. p. credesi. Questi erano i sacerdoti. che presagiva il futuro. facendo essi ambedue i mestieri d'indovini. a' quali cantavano inni a quattro differenti ore della giornata. Bravi un giovinetto Ebreo. Disgustato il re contro i suoi servi ordinò. 9. e il capo de' panattieri fossimo rinchiusi nella prigione del capitano delle milizie : 11. Erano versatissimi nella geometria. 9. Se lo sconoscente coppiere ali' usanza de' cortigiani non credesse adesso di far piacere al suo re. Tutti gl'indovini ec. 12. astronomia. * Confesso il mio fallo. Spendevano la notte nello studio.erat.Dove in una stessa notte ambedue vedemmo uri sogno. Tunc demum re» miniscens pincernarum magister^ aiti Confiteor peccatum meum\ 10. Ne udimmo l'interpretazione verificata && <|mef elle è di poi avvenuto : perocché io fui Vers. Auéfómmu&tquidquidpostea rei proba* vit èventus : ego enim redditus sum officio gno .

e cambiatogli il vestito ec.4. e quegli fu appeso estincruce. e mutata.(i) Protinus ad regis imperium edu. Vers. Vedi Esther. E che dal fiume 18.se: Ho veduti de'sogni. Pharaoni» 17. che nissuno entrava nel palazzo d e' re in abito di duolo. che tu con gran saviezza li sai diciferare. . lo presentarono a lui.avea veduto : Pareami di stare sulla ripa del per riponi fluminis. 4. Egli dichiara perciò.) nec esigui edis. e che da Dio egli aspetta questo lume a consolazione di Faraone. Respondit Joseph: AbsquemeDeus be : Iddio senza di me respondebit prospera risponderà favorevolmente a Faraone. fiume. i. Rispose Giusep* 16. 16. E fattolo radere. Ver». iv. Giuseppe non volea. ch' egli o per qualche naturale sua virtù. preti: ed ho sentito. Et septem boves ( i ) Ps. 14.comando del re fu tratctum de carcere Joseph to di prigione Giuseptotonderunt : ac veste pe : e fattolo radere. che Faraone si pensasse.meo.) me stare su. che da Dio solo può venire agli uomini la cognizione di quel che presagiscono i sogni mandati da lui. cambiatogli il vestito. e la barba. E questi gli dis15. o per alcuno de'mezzi usati dagl'indovini dell'altre nazioni potesse dare una giusta interpretazione de' suoi sogni. Cui ille ait: Vidi somma. Subitamente per 14. a. obtulerunt ei. Narravit ergo Pharao. et ille suspensus restituito a! mio impiego. 15. 18. alla croce. Gen. quod viderat: que Faraone quello che Putabam. Raccontò adunij. Nel lutto era cosa ordinaria il lasciar crescere i capelli. Yedesi ancora. 1. Iddio senza di ine ec. i*>.. serati quae audivi te e non ho chi gì' intersapientissime conjicere. 104 • 20.

et percussae uredine oriebantur e stipula-. et nemo est qui edisseraL uscissero sette vacche belle formisura. Quand* ecco dietro a queste venivano sette altre vacche tanto brutte e macilente . Ho raccontato il sogno agl'indovini. piene e bellissime. Septem spicae pullulabant in culmo uno. Vidi somnìum. stelo . e nissun v'ha. divorato avendo 3 e consunto le prime. Mi svegliai. e bruciacchiate dall'euro nascevano da un filo di paglia : 24. N'arrapi coJtjectoribus somnium. Le quali. E vidi questo sogno. che mai le simili non ho vedute nella terra d' Egitto : 20.22. Quae priorum pulchritudinem devoraverunt. ma erano abbattute come prima dalla magrezza e dallo squallore. che lo spieghi. . Non diedero nissun segno d' esser satolle. 21. 24. e di nuovo fui oppresso dal sonno. Parimente altre sette sottili. Aliae quoque septem tenues . pienae atquepulcherrimae. 23. Sett« spighe spuntavano da uà solo. Le quali divorarono le prime si belle. e molto grasse rie quali pascendo ne' luoghi paludosi spuntavano l'erba verde: 19. 22. 26.

et septem spicae tenues. n. Dio ha mostrato a Faraone eo.26. Dopo i quali saran sette altri anni di sterilità cosi grande. Qui hoc ordine complebuntur. Parimente le sette vacche gracili e macilente . Riguarflo al significato il sogno del re è un Solo. Ecco che verranno sette anni di grande fertilità per tutta la terra d'Egitto : So. 28. 29. Septem quoque boves tenues^atque macìlentae. 27. Vedi anche Dan. Ecce septem anni venient ferdlitatis magnae in universa terra AEgypdi 30. 'Respondit Joseph. che vennero dietro a quelle. «5. 28. S omnium regis unum est: quaefacturus est Deus. Rispose Giuseppe : Uno è il sogno del re : Dio ha mostrato a Faraone quel che vuol fare. 29. 26. che andrà in obblio tutta la precedente ab- Vers. e le sette spighe sottili. Septembovespulchrae et septem spicae plenae septemubertatis anni sunt\ eamdemque vim sommi comprehendunt. E la cosa avrà effetto con quest' ordine. Si vede qui la special previdenza di Dio verso i rettori e pastori de' popoli. 27. e sono un soi senso. . Le sette vacche belle. e ofiese dal vento. quae ascende» runtpost eas. che brucia. Uno e il sogno del re. e le sette spighe piene sono sette anni di abbondanza. sono sette anni di futura carestìa. Quos sequentur septem anni alii tantae àterilitatiS) ut oblivioni tradatur cuncta retro abundantia t consumi- 26. cap. ostendit P ha» raonì. 26. et vento urente percussae^ septem anni venturae sunt famìf.

che una stessa cosa sinium. 32. come la parola di sermo liei. Giuseppe consiglia al re di far portare ne'suoi granai la quinta parte delle grasce di ciaschedun anno di fertilità.La quinta parie del-provento ec. et saggio. L'aver poi tu vesti secundo ad eamdem duto replicato sogno. rem pertinens som. t effetto." sere .Qui constituat praepasites per cunctas dei soprintendenti in regiones : et quintam ogni regione : ela quinpartem fructuum per ta parte del provento septem annos fertìhta. et industrium.de* sett'anni di fertilità. "Nunc ergo provideat rex virum sapien. E la gran caregnitudinem perditura stia assorbirà la granest inopiae magnitudo. de abbondanza. e senza dilazione si adempirà. che ne' luoghi più vicini al Nilo qualche piccola cosa si raccogliesse anche ne' sette anni della fame. sia raunata ne' mentum sub Pharaonis granai : e tutto il fruVers. 34. e attivo. fame devasterà tutta la terra. 36.adesso il re un uomo tem.ptura est enim James bondanza : perocché la omnem terram. Siccome è probabile. firmitatis indi" gnifica .Et ubertalis ma31. oltre di che negli anni magri suoi usarsi maggior risparmio. e diagli praeficiat eum terrae autorità in ( tutta ) la terra d'Egitto: JEgypti: 34* E questi deputi 34. 33. . segno è quecium est. congregent so comincieranno ad esin horrea. et omne fra. Si. Giuseppe previde che questa porzione riserbata pòtea bastare al mantenimento del popolo . Scelga adunque 33. Qmjam nunc fu"36* I quali fin d'adesturi sunt. eo quod fiat sto. et velocius Dio avrà sicuramente impleatur. tis. Quod autem vidi" 32.

quello che hai detto. E si tenga pre36. quae oppres. " ministris ejus. 56. 38. 7. Locutusque est ad eos . quae ha mostrato a te lutto locutus es. ser. che qui spiritu Dei plenus pieno sia dello spirito di Dio ? sit? So. e al comando delpopulus o&edlet: uno la tua bocca obbedirà tantum regni s olio te tutto il popolo : non avrò precedenza sopra pragcfidam. et cunctis glio a Faraone. Et praeparetur futurae septem anno. Disse pertanto a 3g.parato per la futura carum fami. Num invenire ro : Potrem noi trovare poterimus talem virum^ uomo come questo.restia di sette anni. et ad tui printendenza della mia oris imperium cunctus casa.Ecco che io ti do aulo- . e a tutli i suoi ministri. Act. 37.Faraone a Giuseppe : ce cons litui te super un i. pientiorem. 104. 53. che suro.Tu eris super domum meam .mento si rinchiuda a disposizione di Faraove tur que in urbibus* ne.potestate condatur. e simile a te? 4°» Tu avrai la so4°. Ed egli disse lo38.. Psal. E disse tPC. 2. Dixitf/ue rursus Pharao ad Joseph-. 4i. trono reale.potrò io trovare uomo lem tui invenire poteroì più saggio. i. et consimi. io. e si conservi nelle città. Dixit ergo ad Joseph: Quìa osiendit ti' Giuseppe : Dacché Dio bi Deus omnia. di te. se non quella del Mach. Ec.pJ'a 4i. non consume tur terra affinchè il paese non sia consunto dall* inopia. Placuit Pharaoni consilium . et verrà sopra 1' Egitto. 21. est AEgyptum. inopia. numquid sa. Piacque il consi67.

ma non vi sarà chi ardisca di far cosa d'importanza . che sia un cocchio che andava sempre dietro a quello. Altri intendono il cocchio destinato per la seconda persona del regno. Fecitque eum ascendere super currum suum secundum. e lo pose in dito a lui : e lo fece vestire di una veste di bisso.. 4 a--E si levò dal suo dito l'anello. et praepositum esse scirent universae tefrae AEgypti. et dedit eum in manu ejus : vestivitque eum stola byssina^ et collo lorquem auream circumposuit. che tutti piegasser le ginocchia dinanzi a lui. Parai.et vocavit eum lin- rità sopra tutta la terra d'Egitto. e sapessero.. clamante praeconet ut omnes coram eo genu fletter ent. Vedi 2. Alcuni pretendono. come fu Mardocheo sotto Assuero. 24. onde traducono l'Ebreo : il cocchio del secondo «orno. 17 * . Tulitque annulum de manu sua. che non solamente nissuna resisterà a' tuoi comandi.Verdtque nomen ejus .versam terram AEgypti. gridando F araldo.Nissuno in tutta la terra d1 Egitto moverà ec. o mano fuori che per tuo comando. 44. aut pedem in omni terra AEgypti. E lo fece salire sopra il suo secondo cocchio. Yers. 45. e al collo gli pose una collana d' oro. 43. della seconda persona. E mutogli il nome. se non sarà di tuo piacimento e consenso. xxxv.Disse ancora il re a Giuseppe : Io son Faraone : nissuno in tutta la terra di Egitto moverà piede. e chiamolio in lin- Vers. 44. dice Faraone. in cui era il re. che i miei sudditi saranno talmente soggetti a te . t&fòìxitquoquerex ad Joseph-. 4^ Sopra il suo secondo cocchio. 42. Ego sum Pharao: absque tuo imperio non movebit quisquam manum. 46. Io giuro. come egli era soprintendente dì tutta la terra d'Egitto. 43.

Chi mai avrebbe pensato . ed egli dopo essere stato riconosciuto e adorato Salvatore de'Gentili. ma i sudditi di lui viveranno. Figliuola di Putifare sacerdote di Helìopoli. onde nel nome di lui si pieghi ogni ginocchio in cielo. sypà4& (Triginta autem 4$.. Chìamollo . La fame e la mancanza d'ogni bene sarà fuori del paese. di lui costituito giudice de'vivi e de'morti. gua. il quale dopo tre giorni significati ne' tre anni della prigionia di Giuseppe risorge da morte pieno di gloria. JEgressus est itaque Joseph ad terroni AE- . in casa ài cui fa servo Giuseppe. Girolamo . e «U Origene. Agostino. cosi detta dal colto che ivi réndevasi al sole.. in terra e nell'inferno. ceibe in luogo della prigione dovesse abitar nella reggia. che alcuni credono. e da un' estrema ignominia salire ali' altezza suprema ? Ma tutto ciò anche meglio risplende nel vero Salvatore del mondo . riunirà finalmente al suo regno anche i discendenti d' Abramo. Tale fia il sentimento degli Ebrei. Parti adunque Giuseppe per visitare la terra d'Egitto. quan. a cui il Padre stesso dà una sposa. La città di HeliopoJi. aegyptìaca Salvatorem mundi. 45. di prigioniero viceré. dove regna Giuseppe. e in premio delle sue umiliazióni riceve dal padre un' assoluta potestà in cielo e in terra. che questo Putifare sacerdote della città del sole possa essere lo stesso che il Putifare. che in un sol giorno Giuseppe di schiavo sarebbe divenuto signore. di cui vi erano de'templi. -ma anche come i più nobili .seneth figliuola di Putifare sacerdote di Heliopoli . la Chiesa delle nazioni salvate col* merito de'suoi patimenti e della sua morte. avea un gran numero di sacerdoti. E gli diede per moglie A. e di ». onde dal lor ceto ae fu innalzato più A1 uno al regno. (Or egli avea dnnorum erat. e a lui offeriranno in ricompensa tutti i loro beni. E gli diede per moglie ec. Abbiam notato di sopra. allorché fu do stetìt in conspectu condotto davanti al re Ver». che fu grande l'onore fatto a Giuseppe in fargli sposare una figlia di uno di que' sacerdoti. Deditque UH uxorem Aseneth fi' llam PutipJiare sacerdotis Helìopoleas. i quali erano considerati come i personaggi non solo i più dotti e saggi di tutto l'Egitto. Cosi si vede. ma «. il Crisostomo T e molti dtftti interpreti lo credeno differente.gua egiziana Salvatore del mondo. vale a dire.trent' anni. Salvatore del mondo. A lui correrà la famiglia del fedele Giacobbe.

48. 51( Mantisse . 51. Omnis etiamfru~ gum abundantìa in singulis urbibus condita est. Tutta ancor l'abbondanza delle biade-fa riposta in ciascheduna delle città. Colui clje fa dimenticare. 49. E venne la fertilità di sette anni : e i grani legati in manipoli furono raunati ne* granai dell' Egitto. (i) TJati sunt autem Joseph filii duo antequam -veniret fa* mes : quos peperit ei Aseneth filia Putipìiare sacerdotis HeliopoleoS. . 50. 46. Faraone ) : ed ei fece il giro di tutte le provineie dell'Egitto. E al primogenito pose il nome di Manasse. dicendo : Dio mi ha fatto dimenticare di Vers. 47. Vocavitque no~ men primogeniti Ma» nasses^ dìcens: Oblivisci me fecit Deus o(O Infr. 4p. 20. 4y. 48. 50. 51. et in manipulos redactae segetes congrega" tae sunt in horrea AEgypti. i quali furono a lui partoriti da Ase~neth figliuola di Putifare «aeerdote d'Heliopoli. E nacquero a Giuseppe due figliuoli prima che venisse la carestia. 5. e la quantità non potea misurarsi. Vernicine fertili" tas septem annorum .r*gis Pharaonìs)\ et circuivlt omnes regiones AEgypti. E tanto grande fu l'abbondanza del grano» che uguagliò T arena dei mare. 4y.ut arenae mariscoae(juaretur% et copia mensuram excederei. Tantaque fuit abundanùa tritici. lì grano nella sua spiga si conserva meglio e più lungamente.% granì legati in manìpoli ec. Yers. 48.

tlamavit populus ad Pìiaraonem. Al secondo poi diede ( il nome di Ephraim. 63. 54. dove io era povero. il popolo alzo le grida a Faraone. 02. dicendo : 11 Signore mi ha fatto crescere nella tèrra. chiedendo cibo. Quibus ille respondit : Ite ad Joseph. Nomen quoque secundi appellavit . e fate tutto quello ch' ei vi dirà. . 55. Crescebat autem quotidie fames in omni terra : aperuitque Joseph universa horrea. E quando gli Egiziani sentirono la fame.facite. et \-endebat AEgyptiis .iruiìum laborum meorum . 66. Igitur trans actìs ssptem ubertads annist quifuerant in AEgypto.. Epfiraiin: Un clic fruttifica. 63. Or la fame cresceva ogni dì più in tutta la terra : e Giuseppe aperse tutti i granai. e la fame regnò per tutto il mondo : ma in tutta la terra di Egitto v'era del pane. e vendeva agli Egiaia- Yers. 65. che cresce. 66. 62. Passati adunque i sette anni di ubertà. tutte le afflizioni sofferte in casa del padre mio.etin universo orbe fames praevaluit : in cuncta autem terra AEgypfi panis erat. che erano stati nell' Egitto.Coeperunt venire stptem anni inopiae .Epliraim^ dicens: Crescere me fecit Deus in ter» ra paupertatis meae. et domus patris mei. Ed egli rispose loro : Andate da Giuseppe. Principiarono a venire i sette anni dì carestia predetti da Giuseppe. 64. Qua esuriente. et cjuidquid ipse vobis dixerit . f/uos praedixerat JoJteph. alimenta petens. 3-}.

i. escas.ni .nam et illos oppresse. 1. e comprate quello che ci bisogna. Audivi. per rivelazione divina.le provincia in Egilto gyptum.. \.jnLudiens autem Jacob. et non consumamur inopia. E venivano tulle ciae veniebant in AE. 67. ut emerent a comprar da mangiare. et malum mo. affinchè possiam vivere. disse a' suoi figliuoli : Perchè state a guardarvi in viso ? 2. Finalmente lasciato Simeone in carcere^ si partono. ut possimus vivere . Avendo veduto. come ad alcuni piacque. quod trideum venundetur in AEgypto: descendite^ et emite nobis necessaria. Ho sentito dire . ' . e senza saperlo riportano ciascuno nel suo sacco il denaro insieme col grano. che si vende grano in Egitto : andate. Non è però necessario supporre. Ebr.dixit filiis suis: Quare negligiti ? 2. e non siani consunti dalla fame. Irla Giacobbe avendo udito. Vers.* Giacobbe avendo udito. dalla fame sono mandati dal padre in Egitto a comprare de viveri . e trattati duramente . CAPO XLIL / fratelli di Giuseppe strettì. e sono da lui riconosciuti . vano aneh' essi alla fame. perocché sì trovarat fames. le della carestia. e messi in prigione. quod alimenta venderentur in AEgyp to.e trovar sollievo ai mapiàe temperarent. che si vendeva da mangiare in Egitto. Omnesqueprovin67.

Se non si sapesse. S i tuoi ffi&tellì avendolo adorato. Ingressi sunt tertam AEgypti cum aliis quipergebant ad emendum. regolata cioè straordinariamente da'Dio. 6. che non gli succeda qualche disgrazia nel viaggio.3. . ut 3. quasi ad alienos durìus loquebatur. 4. Essendosi Giacobbe ritenuto Beniamin a casa. niente sollecito di procurarsi notizie dell* amato suo padre. Et agnovisset eos. Cumque adorassent eum fratres sui. 7. Ed egli avendoli riconosciuti. interrogans eos : Unde veni* stis? Qui responderunti De terra Chanaan. Chanaan. Andarono adunque dieci fratelli di Giuseppe in Egitto a compra* re del frumento. Erat autem far mes in terra. interrogandoli: D'onde siete venuti? Risposero : Bai- Vera. ut emerent fru? menta in AEgypto. 7. Et Joseph erat princeps in terra AEgyptit atque ad ejus nu" tum /rumenta populis vendebantur. che andava a comprare. 6. parlava lo» ro con qualche durezza. E Giuseppe dominava in Egitto. che la storia tutta de'patriarchi è profetica. avendo detto ai suoi fratelli. e a piacimento di lui si vendevano a' popoli 3e biade. 6. ^. Entrarono nella terra di Egitto con altra gente. ne forte in itinere quid(juam patiatur moli* 5. E i suoi fratelli avendolo adorato. Perocché nella terra di Chanaan era la fame. Descendentes igitur fratres Joseph decem . qui dixeratfratribus ejus.Beniamin domi retemo a Jacob. Così questi fratelli cominciano a verificare senza saperlo i sogni del loro fratello. ci farebbe sorpresa il vedere Giuseppe per quei dieci anni che signoreggiava in Egitto. come a stranieri. 6. * Giuseppe dominava in Egitto.

Omnes filii unius 11. e nissun mat&r mali. Dissero quelli: Non est ita. quae aliquan.buon fine. comprare quello che ci bisogna per -vivere. 10. figliuoli Vers. 8. non gli i fratelli. Rispose loro : La spondit: Aliter esk im. dimostra che tali li crederà t se non danno buon conto dell'esser loro.cosa è ben diversa : siemunita terrae hujus te venuti ad osservare considerare venistis. Quibus ille r&~ 12. 9. noi tuoi servi. fratres sumus. sed Signore. Siamo tutti fi» viri sumus\ pacifici ve» gliuoli di uno stesso nimus. 11. i luoghi di_ questo paese men fortificati.emamas vicini neces* la terra di Ghana à n per saria. men forti del paese. domine'. . dissero . £ riconoscendo e* ipse cognoscens. 12.ti a riconoscere i luoghi raet venistis. inquiunt. E rammentandosi mniorum. che i fratelli non sono spioni. "Et tamen fratres 8. Ma qudK: Siamo.i «ogni veduti una voldo vìderat. Giuseppe parla così per provare i fratelli. le tramano i frervi tuoi. cim. g. alt ad eos: ta. filii viri dodici fratelli. non è così ^ servi fui venerunt > ut ma i tuoi servi sono veemerent cibos. At illi : Duode13. onde benché egli sappia. e per condurli passo passo a dargli nuova del padre e del fratello rimaso a casa . ìtecordatusque so* 9. rò da essi riconosciuto. Piccola mortificazione rispetto a quello che essi avean fatto verso di lui. Qui dixerunt: 10. 13. nuti a comprar da man* giare. disse loro : Voi sieExploratores estìs: ut te spioni: e siete venuvideatis infirmiora ter. servi tui. non fu peest cognitus ab eis. nec quidquam uomo: siam venuti a famuli tw machinan. Voi slete spioni.

e 15. da cui Faraone avea ricevuto la real potestà. per la terra. fino a tanto che sia manifesto. anfalsa sint : alioquin per salutem Pharaonis exploratores estis. Jam nunc experìmentum vestri capiami per salutem Pharaonis non egrediemini hinc. Per la salute dì Faraone. quod locutus sum: Exploratores estis. Cosi Gesù Cristo c'insegna. diss'egli. ec.. donec vernai frater vester mìnimus. se voi non mi fate toccar con mano la verità. Vers. come avean trattato il primo. e tutta la sua grandezza. Io fin d'adesso vi metterò alla prova : per la salute di Faraone voi non partirete di qua .unius in terra Chanaan: mìnimus cum patre nostre est. 16". potè Giuseppe giurare per la salute di Faraone suo benefattore. ec.. 15. l'altro più non è. e cui dovea tutto il rispetto e 1' amore . 15. fino a tanto che venga il fratello vostro più piccolo. Vers. Cosi ( dice il Crisostomo ) volea assicurarsi. è. 14. d'uno slesso uomo nella terra di Ghanaan : il più piccolo è con nostro padre. Io non credo nulla di tutto questo. Mandate uno di voi. 16. e che un piccol fratello è restato a casa e P altro morì. è come ho detto : Siete spioni.La cosa. quae dixisds^ utrum vera . i^. 16. La cosa . donec probentur. Andate e menatemi quel fratello piccolo che dite essere restato a casa. Alcuni in queste parole riconoscono una veemente affermazione e asseveranza piuttosto che un giuramento .secondo il comune .Hoc est. che chi giurava pel cielo. Voi dite che siete dodici fratelli figliuoli di un solo padre. ma quand' anche elle contenessero nn vero giuramento. se vero o falso sia quello che avete detto : altrimenti voi per la salute di Faraone siete spioni. i4. come ho detto: Siete spioni. che qua lo conduca : e voi starete in catene . alt. alius non est super. Mittìte ex vobis unum^ et addueat eum: vos autem eritis in vincvlis. veneranda nella creatura il Creatore. ch'ei non avessero trattato il secondo figliuolo di Rachele.

E conducetemi il vostro fratello più piccolo . alle vostre case. 20. Et loculi sunt ad invicem:Merito haecpa(. 18. giurava pel loro Creatore. xxxui. Si pacifici estiS) frater vester unus ligetur in carcere: vos autem abite. Die autem tertia eductis de carcere. FeceruntyUt dijcerat. ma la ragione si fu.) Infr. E si dissero l'uno ali' a&ro : Con ragione uso delle nazioni e l'intemione di chi facca tal giuramento.. et ferie frumentat quae emistis. uno di voi fratelli stia legato in prigione: e voi allri andate. . ut possint vestros probare sermones^ et non morìa* mini. 43. E il terzo giorno fattigli uscir dalla carcere. xvu. (i) Et fratrem vestrum minimum ad me adducile. WLY» 26. 21. 20. e sarete salvi: perocché io temo Dio. . quae dixit et vivetis : Deum enim timeo. 21. Se avete buone intenzioni. Li fece adunque mettere in prigione per tre giorni. Fecero. Reg. i. aiti Facile. 26. come per un dio. Ma nissuno ha finora immaginato. perchè un tal giuramento veniva a riconoscere una specie d' idolatria.18. 19. com' egli avea detto. mentre faceasi lo stesso giuramento per l'imperatore. e portate il frumento . i. 55.. che avete comprato . disse : Fate quello che ho detto .17. 19. in domos vestras . affinchè io possa esser chiarito di quel che dite . Tradidit ergo illos custodiae tribus diebus. e non siate condannati a morire. I Martiri di Gesù Cristo soffrirono la morte piuttosto che giurare pel genio degl' imperatori idolatri . Malth. Simili giuramenti si trovano. che fosse ne'tempi di Giuseppe una tal frenesia ne'principi d'Egitto di aspirare agli onori divini. 5. 17. 21.

Vers. per-' chè peccammo contro il nostro fratello. (i) Sup. ma lo sente di poi. così il peccato. perocché questi parlava loro per interprete. mostrando l'indegnità del mate. ma dipoi si leva su la coscienza. quod inteUigeret Joseph: eo quod per in» terppetem loqueretur ad eos. Notisi. soffriamo questo. 23. ma Giuseppe o per grandezza. Uno diessi Ruben.quia pecc&vimus iji/ratrem nostrum. e noi non ascoltammo : per questo è venuta sopra di noi tribolazione. Nesciebant au~ tem . . *2. in cui era stato venduto Giuseppe . parlava loro per via d'interprete. non sente alcun ìnule. alt: Numquid non dixi vobis-. E non sapevano di essere intesi da Giuseppe . et non audivimus: idcirco venit super nos ista tribulatio. contuttociò non aveano potuto ancora scordarsi dell'atroce delitto. Parlava loro per interprete. E quibus unus Ru&en. vedendo le angustie del suo cuore mentr' ei ci pregava . a3.tìmur. Non si vede. che la pena apre gli occhi che avea chiusi la colpa. vi" dentes angustiam animete illius. che si e fatto. 3y. che i figliuoli di Giacobbe avester -bisogno d'interprete per essere intesi dagli Egiziani . e più crudamente dì qualsisia accusatore rode la mente. dum deprecnretur nos. 2 2. la mente . disse : Non vel diss'io: Non peccate contro il fanciullo : e voi non mi deste retta ? ecco che del sangue di lui si fa vendetta. 23. o alla pronunzia. che eran già corsi veutidue o ventitré anni dal tempo. Vers. (i) No* lite peccare in puerum: et non audistis me? en sanguis ejus exquiritur. E il Crisostomo: Come un ubriaco quando si e caricato d'i mollo vino.fratelli no) riconoscessero alla voce. o piuttosto perchè i. 22. Jìno a tanto che sia consumato. quasi densa calìgine. Osserva s. Gregorio. ottenebra. ai i--Con ragione soffriamo questo.

che dopo questa dimostrazione di rigore trattasse Simeone eoa tutta la maggior carità. ordinò ai ministri. en habetur in sacco. ut daretjumento pabulum in éwersorio^ co72templatu$ pecuniam in ore s acculi. e legare Simeone sotto de' loro occhi. ma si può anche credere di Giuseppe. E quelli portando sopra i loro asini il grano. et lìgans illis praesendbus•.Avertitque se parumper. 26. etflevit: et reversus locutus est ad eos. At illi portantes /rumenta in asinis suist profecti sunt. Egli dovea essere stato uno de' più fieri persecutori di Giuseppe . «8. dando loro di più de'viveri pel viaggio : e quelli fecer cosi. 26. osservando il denaro alla bocca del sacco. E avendo uno di loro aperto il sacco per dar da mangiare al suo asino all'albergo. e rimettessero il denaro di ciascheduno nel suo sacco. E fatto pigliare . 26. ^^^ . datis supra cibariis in viam : qui fecerint ita. quod fecit nobis Deus? 24* Ed egli si volse per un poco in altra parte . e turbati dissero is uno all'altro: Che è mai quello che ha Dio fatto a noi ? Vers. jussit mi" nistris. 2 5. e pianse : e tornò . Disse a' suoi fratelli: Mi è sialo renduto il denaro. 28. Tollensque Si" meon . 27. turbatique mutuo dixerunti Quìdnam est hoc. Et obstupefacù. et reponerent pecunias singulorum in sacculis suis.^. eccolo qui nel sacco. E stupefatti. 26. se n* andarono. 27. Dixit fratnbus suist Reddita est mihi pecunia. e legare Simeone ec. e parlò con essi. E fatto pigliare . ut implerent eorum saccos tritico. Apertoque unus saeco. che empisser di grano le loro sacca .

dicendo: 30. quod pacifici sitis: Fratrem vestrum unum dimitdte apud me. et istum . Duodecimfratres uno p atre geniti sumus: unus non est super. Si. 35. re- zg. che non siete spioni . Quegli ci ha detto : Mi chiarirò in questo modo» se voi siete uomini di pace : Lasciate presso di me un vostro fratello. E conducete a me il fratello vostro più piccolo onde io conosca. e non macchiniamo nulla di cattivo. in terram Chanaan. et cibaria domibus vestris necessaria sumitet et abitei 34. e voi ricuperiate quello che rimane in . qui tenetur in vinculis .yeneruntque ad Jacob patrem suum. 3 2. 33. e a lui raccontarono tutto quello che era loro avvenuto. e partitevi : 34. che andassimo a spiare pel paese. mi" nimus cum patre nostro est in terra Chariaan. 32. nec ullas molimur insidias. Siam dodici fratelli nati tutti di un istesso padre : uno più non è : il più piccolo è con nostro padre nella terra di Chanaan. Fratremque vestrum minimum adducile ad me. E giunsero a casa di Giacobbe loro padre nella terra di Ghanaan. e ha creduto.29. quod non sitis exploratorés . et narraverunt ei omnia) quae accidissent sibi^ dicentes: 3o. Il signore di quella terra ci ha parlato con durezza. ut sciam. 31.Cui respondimus\ Pacifici sumus. Gli abbiam risposto : Noi siamo uomini di pace. et putavit nos exploratores esse provintiae. e prendete quel che bisogna di viveri per le vostre famiglie. Locutus est nobis\ dominus terrae dure. Qui ait nobis : Sic probabo.

Essendo tutti fuori di se. . ed egli è rimaso Vers. Joseph condotto ad essere senìion est super. ed io te ego eum tibi restituam. Delle che ebbero frumenta effimderent. e abbiate di cepsì quae vultis> emen.prigione. XLIU.miei figliuoli. • . se io non xero illum tibi : frode lo riconduco a te : conillum in manu mea> et segnalo a me. exterritisque alla bocca del sacco: ed simul omnibus. Rispose a lui Ruteni Duos filios meos ben: Uccidi due dej interface. et non è più . prare quello che vorrete. Simeon za figliuoli . Cui respondit Ru07. lo restituirò. filius verrà. perchè ei non gli sgridasse di non averlo riportato a chi avea dato loro il grano : quindi dimostrano di restarne sorpresi e sbigottiti. At ille : Non de38. Dixit pater Ja56. 36. 37. il mio figlio meus vobiscum-. Giuseppe tenetur in vinculis. essendo tulli fuori di sé. Absque ìiberis me Giacobbe : Voi m'avete esse fecistis. 38. 35. ricadono tutte queste sciagure. Disse il padre cob-. His dictis. 2.frater con voi : suo fratello si ejus mortuus est. dum 35. et morì. Simeone è Eeniamin avferetis: in in catene. votando i singuli repererunt in grani. trovò ognuno di ore saccorum ligatas loro rinvolto il denaro pecunias. si non redu. Eglino avean già trovato il denaro alla bocca del sacco di ciascheduno . inquit. ma probabilmente non vollero far conoscere al padre d'essersene accorti prima. disse. e mi torrete me haec omnia mala Beniamin : sopra di me reciderunt. 35. Ma quegli: Non scendet. quesle cose .cipere possitis\ ac dein. come si vede cap..poi permissione di comdi habeatis licentiam.

Sono invitati a un convito . 4. che aveano portati d'Egitto. precipiterete col dolore nel sepolcro la mia vecchiaja. dove andate.ipse solus remansit : si quid ei adversi accide* rit in terra. 3. J. 4. Respondit Judas : Denuntiavit nobis vir ille sub attestatione ju* Pisjurandì. e trai" tofuor di prigione Simeone. 2. dicensiìton vi&ebitis faciem meam. I fratelli dì Giuseppe con gran pena ottengono dal padre. E consumati i viveri . dixit Jacob ad filios suosf. rattanlo la fa* me vessava crudelmente tutta la terra. \. che ritornando in Egitto con donit e col doppio del denaro^ vada con essi anche Beniamino.Mnterimfdmes omnem terram vehementer premebat. . nisi fratrem vestrum minimum adduxerìtis vobiscum. se non menate con voi il fratello vostro più piccolo. per1. disse Giacobbe a'suoi figli : Tornate a comprarci qualche poco da mangiare. con Giuseppe. 3. dicendo i Non vedrete la mia faccia.Si ergo vis eum mittere nobiscum. ad quam pergitis.Se adunque tu vuoi mandarlo con noi. Rispose Giuda: Queli' «orno e' intimò Con giuramento. a. et ernìte nobis pauxìllum escarum. quos ex AÉgypto detulerant. Consumptisf/ue cibis. Repertimini. banchettano tutti. deducetis eanos meos cum dolore ad in/eros. solo : se alcuna cosa avverrà di sinistro a lui nella terra . C A P O XLIII.

et eme.se penlto^rCoìidaoete ducite fratrem vestrum con voi il vostro ire* vobiscumt tello ? 8. un altro fratello. affinchè prqficiscamurt et possi.anderemo insieme. de. e non 4*} Sitp. ci censi (i) Nonvidebitìs ha intimato. ut me il fanciullo. 7. non andremo : perchè ut saepe diximus.a suo padre : Manda con te puerum mecum. Disse ancor Giuda xit patri suo : Mit. Judas quoque di8. 6. vostro più piccolo. e compreremo quello che mas libi necessaria*. 5. Se tu non vuoi. Sin autem non vis. di» biam detto più volte. At illi responde* r»nk Interrogavit nos ro : Quell'uomo c'interhomo per ordinem no* roga per ordine intor$tr&f$pj*ogemem: si po* no a tutta la nostra stirter vìvèrQfri #i habere» pe : se il padre era vivo : m^fratréffii Wn&0 re* se avevamo altro fratelspondimuf -et' Ctonse* lo . Ma quelli rispose» 7. 20. ut indicaretis avete fatto sapere a coei. .partiamo.quell'uomo.gemaó pariter . e possiamo mus vivere. che avevate ancora fratrem. come abnuntìavit nobis. e noi gli rispondequenter juxta idt (jnod vamo a tenore delle fueratsciscitatusi num* sue ricerche : potevaquid scire poteramus^ mo noi sapere. ch'ei fosquod dicturus esset: Ad. 4^. e ha detfaciem meam absque to : Non vedrete la mia faccia senza il fratello fratre vestro minimo. Disse a lui Israe6. non ibimus : vir enim. Dixit ei Israeli In meam hocfecisds mi" le : Per mia sventura seriam. ne morìa" salvar la vita. ti bisogna : 6. et alium habere vos lui.

et sfarà* ciS) stactes . e §delle mandorle. 8. e del terebinto. 10. sarò per sempre reo di peccato contro di te. fate quel che volete : prendete nehrostri vasi de'frutti più lodatix di questo paese .32. Beniamin avea ventiijualtro anni. saremmo già ritornati la seconda volta. e noi rendo a te. et mellis. e di miele . Gli Ebrei davano al figliuolo minore il nome di fanciullo senza badare all'età.Portateunche con voi il doppio del denaro. Se non fossimo stati a bada .. . e dello storace .mur nost et parvuli no» s tri. la. 12. e della mirra. e i nostri pargoletti. Si non interces" sisset dìlatìoyjam. Disse adunque ad essi il padre loro Israele: Se bisognatosi. et reddìdero eum tibi. quam invetiistis in sacculisi 0) jiiifr 44. un po'di resina. ero peccati reus iti te omni tem~ pore. 10.um\ et illam. Io entro mallevadore pel fanciullo : fammene render conto s s'io noi riconduco. '(O Ego suscipio puerum: de manu mea require illum: nisi redux ero ./#citet quod vultìs : sumite de optimis terrae fructàbus in vasis ve~ stris . 9. 11. Igitur Israel poter eorum dixit ad eos: Si sic necesse est . mojamo noi. vice altera venissemus* 11. et deferte viro munerat modicum resinae. et terebinthit et amygdalarum. 9. Pecuniam quoque duplicem ferte vobisc. e riportate quello che avete trovato ne' Vers. e portategli in dono a queli' uomo. Manda con me il fanciullo.

diesatori domus suae. Sed et fratrem 13. e net .J)eus autem meus i4. praecepit dispen. 16. che rincresciuto fosse il prezzo de' viveri. 16. * Portate — doppio del denaroso perchè bramaste clic si facessero provvisioni maggiori. sia stato sbaglio. e rimandi con remittat vobis cum fra. 18 .reperiate^ neforte erro.1. Ma prendete anvestrum tolìite^ et Ite ad cora il vostro fratello .sacchi. e calarono in Egitque in AEgyptum. Vittime sono qui detti. Vers. e prepara ec. 16. mas . maso privo di figliuoli. questo Beniamin. et Be* pio del denaro.nipotente vel renda bis eum placabilem3 et propizio. et instrue convi.rol.con essi Beniamin. virum.poi sarò come uomo ritus absque liberis ero. e insieme mal. descenderunt.che ha nelle mani. rocché questi mangeranno a mezzogiorno con me. dir de ordine al suo maecens: In troducviros do.e uccidi le vittime. come in altri luoghi. E quegli avendo16. et to. Vers.voi quel vostro fratello. 13. 12.min. e vium : quoniam meciim prepara il convito : pesunt comesturi meridie. et occide vieti. Io Ego autem quasi orba. o perchè temesse. gli ammali uccìsi per farne baucliet- % Pent. Presero adunque 15. Uccidi le vittime.E il mio Dio onomnipotens faciat vo. che forse non refactum sit. dicendo : mum .Conduci costoro in casa. e il dopniam duplicem. et hunc Beniamin. \[±. a Giuseppe. e andate a trovar queli' uomo.stro di casa. Quos cum ille vi~ disset) et Beniamin si. e si presentarono stetefunicoram Joseph. et pecu. treni vestrum quem te.gli veduti .quegli i doni. e Benianiamin. Tulerunt ergo viri munera.

19. introducti burnus: utdevolvat in nos calumniam. È compratone. et violenter subjiciat servitutì et nos\ et asinos nostros. che si conducessero alla porta del tabernacolo le bestie 7 che -uno volea ammazzare per mangiarle. quam retulimus prius in saceis nostris. E dissero : Ti preghiamo. ut emeremus escasi 21. Gen.e ci ascolti. 42.17. 6. . 3. Così Esiodo mette ih mazzo colla moglie e'1 marito il bue aratore. Ma dee riflettersi. 18. giunti che fummo allo lo. Gli antichi contavano nella famiglia i più utili animali'domestici. Vera. ch. che riportammo già ne' nostri sacchi. Quamobrem in Ipsis foribus accedentes ad dispensatorem domus. e i nostri asini. che si uccidevano. cum venissemus ad difij Sup. Propter pecuniam. (i) Jam ante de* 3cendimus. Quibus emptis. 5. "Ibique exterriti dixerunt' mutuo. siam condotti qua déntro : volendo egli aggravarci con questa calunnia per ridurre violentemente in ischiavitù noi. 17. ix. era riserbato al Sigaofe.• costarono al maestro di casa. Noi. Siam già venuti altra volta a comprar da vivere : 21. xvir. 20. e condusse coloro dentro la casa. Ed ivi pieni dì paura dicea n tra di loro : Per ragion del denaro . i p. et introduxit ciros domunì. Loculi sunt: oramus. che presso gli Ebrei anche prima della legge 11 sangue degli animali. <j. Fece egli quello che gli era stato imposto . domine> ut audias nos. Per la qual cosa sulla stessa porta si ac. a o. e i nostri asini. Levìt. Nella legge poi fu comandato. Quindi il motivo di dar il nome di vittima agli animali scannati per uso anche domestico. 18. Fecit illet quod sibifuerat imperatimi. signore. 4» 5. 18.

23. come si fa anche oggi in Levante. attulit aquam^ albergo aprimmo i nostri sacchi. nolite * timerei Deus vestert et Deus patris vestri dedit vobis thesauros in saccis vestris : nam pecuniam quam dedìstis mihi. E abbiamo ancor portato altro denaro per comprare quello che ci bisogna : noi non sappiamo chi rimettesse quello nelle nostre borse. lo ho io in buona moneta. si potrebbe tradurre il denaro imborsato. e trovammo il denaro alla bocca dei sacchi. .24. 22. Ed entrati che furono nella casa. ut emamus . Il denaro. e benché ve l'Abbia renduto. non temete : il vostro Dio. Di queste borse è fatta menzione in Aggeo. 22. At ille respondit: Pax vobiscum.6. 23. . 9. e che in tante borse avean pagato i figliuoli di Giacobbe il grano comprato. Dal versetto 35. quae nobis necessaria sunt : non est in nostra conscientia quis posuerit eam in marsupiis nostris. probatam ego Tia* beo . o sia denaro contavasi a borse. ea/?. Io ricevei il vostro denaro. E condussegli a veder Simeone. a 4. il quale abbiamo ora riportato dello stesso peso. onde dove la Volgata ha ligalas pecunias. lo ho io ec. portò Vers. il denaro nelle borse. e il Dio del padre vostro ha posti que'tesori ne'vostri sacchi. e queste borse tali quali furon rimesse ne'loro sacchi.versonum aperuimus saccos nostros) et invenimus pecuniam in ore saccorum. Ma quegli rispose : Pace con voi. Nelle nostre borse. quam nunc eodem pondere reportavìmus. che si è tradotto il denaro rinvolto. e da questo luogo intendiamo. Éduxltgue &d eos Simeon. 22. • Vers. perocché il denaro.3. lo tengo per pagato a me lealmente.Et introducta domum. come 1' argento. che deste a me. del capo precedente. 1. che deste a me. Sed et aliud attulimus argentum .

27. e lavarono i loro piedi . 27. donec ingrederetur Joseph meridie'. At ille dementar rescdutotis eis. adirne vivit. gl'interrogò dicendo : II yecchio padre vostro . Et incurvati. Ed eglino appronta vano i regali. di cui mi parlaste. adoraverunt eum. e quelli offerirono a lui i doni. e lo adorarono inchinandosi fino a terra. come ivi doveano mangiare. Attollens autem Joseph oculos vidit Beniamin Jratrem suum uterinum. è egli sano ? vive egli ancora ? 28. 26. obtuleruntque ei munera. e disse : È egli questi il fratel vostro più piccolo . dell'acqua. di cui mi avevate parlato ? E sog- . Ma Giuseppe alzati gli occhi vide Beniamin suo fratello uterino . de quo dixeratis mihi?Et rursum\ Deus.per quando fosse venuto Giuseppe a mezzo giorno : perocché avevano udito. interrogaviteos dicens\S alvus ne est pater vester senex.Ilti veroparabant munera. E incurvatisi lo adorarono.) et aiti Iste estfrater vester parvulus. Entrò dunque Giuseppe in casa sua. ei vive tuttora. Ma egli. de quo dixeratis mihi? adhuc viviti 28. Igitur ingressum est Joseph domum suam. quod ibi comesturi essent panem. 26. 26. tenentes in manibus suis^et adoraverunt proni in terram. Qui responderunt: Sospes estservus tuus pater noster . presentandoli colle loro mani. &g. 29.et laverunt pedes suos-. Risposero : Sta bene il tuo servo il padre nostro . renduto loro benignamente il saluto. audierant enim.. deditque pabulum asinis eorum» zò. e diede da mangiare a'ioro asini.

E in fretta si riti30. quia commota fyerant rò.che mangiavano insiesum (ilUcitum est enim me. etpro.si fè'forza. lacrimae : et introiens e gli scappavano le lacrime: ed entratogli catubiculum fievit. et fu la mensa a parte per seorsumfratribus. primogenita juxta stra di lui. che le adorava come tante divinità. 3o.mangiar cogli Ebrei. 3a. 33. 31.lui si erano commosse tré suo. figlio fili mi.parte per gli Egiziani. e a parte pe' fratelAEgyptiìs comedere li ( perocché non è lecum Hebraeis. giunse: Abbia Dio misericordia di te. e altre cose7 dalle quali si asteneva tutto 1' Egitto . Tra le varie cagioni.cito agli Egiziani di fanum putant hujusce. qui ve. € sprewatrici de' loro dei. nes. Ebrei Si sa. e nuit setetait:Ponitepa. et erumpebant a causa del suo fratello. che credessero illecito di mangiar cogli Ebrei. crederei che la più vera fosse il sapersi dagli Egiziani. e disse : Portisi da mangiare. E di poi lavatosi facie egressus conti. Non e lecito agli Egiziani dì mangiar cogli. e modi convivium) profano credono tal convito ). E imbandita che 32. perchè le viscere di viscera ejus super fra. AE. che sogliono addimi di questa loro ripugnanza. Rursumque Iota 31. mio. Quindi la generale proibizione di mangiare colle altre nazìonj riguardate da essi come impare. Sederono alla deeo. che le altre nazioni mangiavano di continuo certi animali^. 32.Giuseppe ed anche a gyptìis quoque. il primogeVers. seor.la faccia venne fuora.inquit^ misereatur lui. che gli Egiziani fuggivano di mangiare co' forestieri in generale . mera pianse. Sederunt coram 33. . onde non è meraviglia. scebantur simul. Festinavitque. Quibus apposids seorsum Joseph.

34. perchè non può supporsi veruna intemperanza ne' fratelli. . Vers. Vers. Ricevendo le porzioni. 33. L'ordine. nito secondo la sua maggioranza . 4gg. Giuseppe mandò ad ognuno de'fratelli la porzione secondo l'uso di que' tempi. e il più piccolo secondo la sua età. ce. v. xi. 6. ma dee intendersi nel modo. Cosi fece Giuseppe riguardo a Beniamino. e il cangiamento grande di scena li tenea auasi fuori di sé. 34-Ricevendo le porzioni . che mangiavano in un tal luogo. Letteralmente *' inebriarono . i. la porzione maggiore.. Joan. Nello stesso senso è usato il verbo inebriarsi in altri luoghi della Scrittura. Restavano maraviglìatì ec. Et mìrabantur nimis.che era cinque volte più grossa fu per Beniamino. e si esilararono con lui. Ne'conviti generalmente davansi da colui. i. E restavano maravigliati oltre modo. e 1' umanità di Giuseppe. che abbiamo tradotto.. col quale erano stati fatti «edere ciascuno secondo la sua età. • .primogenita sua. ita ut quin» que partibus excederet* Biberuntqueì etinebrìati sunt cum eo. e in tali circostanze.. Bevvero. le porzioni uguali a ciascuno de' convitati . e ti esilararono. Sumptàs partibus.. Vedi Cant. quas ab eo acceperant: majorque pars venit Beniamin. e dinanzi a un signore cosi grande non conosciuto pel loro fratello. che era il capo di tavola. io. che eran loro mandate da lui : e la porzione maggiore. 34. ma atte persone di maggior conto si dava la porzione più grossa. E bevvero. et minimus juxta aetatem suam.

Et orto matte. et pretiam. et pone pecu* niam singulorum in summitate sacci. e il denaro di ciascheduno mettilo alla bocca del sacco. JLraecepit autem Joseph dispensatoti domus suae.C A P O XLIV. e disse : Riempi i loro sacchi di grano. i fratelli avesser rubata la coppa. . E la mia coppa d'argento col prezzo dato pel grano metfila in cima del sacco del più giovine. Scyphum autem meum argenteum. 2. il ie noi meritava . E così fa fatto. e a questo fine ancora mostrò di credere . quantumpossunt capere . quod dedit tritici i pone in ore sacci junioriSé Factumcjue est ita. Giuseppe comanda. Mettila in cima del tacco del più giovine. A questo fine potè egli recare un breve travaglio a Beniamino . di? missi sunt cum asinis suis. 4» Ed éran già usciti dalla città. affratelli fatti tornare indietro rimprovera ilfurto. Ma Giuda si offerisce ad es* sere schiavo in luogo di Beniamin* 1. che la sua coppa sia nascosta nel sacco di Beniamin : e ài poi fattala trovare . quanto posson capirne . e aveanfat- r Vers. se i fratelli amassero veramente Beniamino. dicens : Impie saccos eorum fru* mento. 2. furon lasciati partire co' loro asini. Agostino stessa pretende. 4 J inique urbeexierant. 3. Quindi s. et processerai 1. non essere stata veruna menzogna nelle parole fatte dire dal maestro di casa a' fratèlli. Volle con questo Giuseppe venir in chiaro . vyomandó poi Giuseppe al suo maestro di casa . 3. 2. ch' egli avea dimostrata verso di lui nel convito. E venuto il^ mattinò. ovvero gli portassero invidia particolarmente dopo la parzialità .

quem furati estis . E raggiuntili ripetè parola per parola. Il denaro ritrovato nella cima de'sacchi noi Vera. in quo bibit dominus meus. allorché dovea interpretare alcun sogno . Scyphus. 7. accersito dispensatore domus : S urge . et in quo augurari solet : pessimam rem feci s tis. La coppa. che la parola augurio. era quella usata da lui. che avete rubato. e raggiuntili dirai . 6. va dietro a coloro. il quale non era ancor tempo. ipse est. ut jus serat. Questa sposizione mi sembra assai chiara . facendo con essa delle libagioni a Dio. Per qual motivo avete renduto male per bene? 6. Pecuniam quam invenimus in summitate io un po' di strada . Risposer quelli : Per qual motivo così parla il signor nostro. e colla quale è solito di fare gli augurii : pessima cosa avete voi fatto. quasi i tuoi servi avesser commessa sì grande scelleraggine ? 8. Colla quale è solilo dì fare gli augurii. è quella. Qui responderunti Quare sic loquitur dominus noster. allorché Giuseppe chiamato a se il maestro di casa : Su via . et persequere viros .paullulum: tunc Joseph. p«r la sua perizia e virtù nell'interpretare i sogni. Fecit ille. et apprehensis dicito : Quare reddidistis ma" lum pro bono ? 5. . e certamente Giuseppe nou volea neppur per giuoco farsi credere mago . 5. e presagire il futuro. in cui si trovava. 6. che hanno rubata. Eseguì egli il comando. fa dire ad essi. 7. alla quale beve il signor mio. o incantator egiziano. inquit. che la coppa. Tutti sapevano. disse. E stato già osservato da varii interpreti. e augurare non tempre significa indovinamento magico. che Giuseppe era stato innalzato al posto . ut servi tui tantum fiagitii commiserint? 8. che si facesse conoscere a'fratelli. Et apprehensis per ordinem locutus est. e superstizioso. Giuseppe.

et nos eri^ mus servi domini no» atri. vos autem eritis innoxiì. reversi sunt in oppidum. 12. 10. Itaque festinato deponentes in terram saccoS) aperuerunt singuli. Quegli disse loro: Facciasi come voi avete sentenziato : presso chiunque si trovi. gli aprirono un dopo T altro. ut furati simus de domo domini tui aurum. E Giuda il primo entrò in casa di Giuseppe ( perocché non era 18 *' . QÌIOS scrutatasi indpiens a majore usque ad minimum. At illi. ipse sit servus meus . Ma quelli. stracciatesi le vesti. se ne ritornarono in città. moriafur.saccornmìreportavimus ad te de terra Chanaan : ' et quomodo consequens est. principiando da quel del maggiore fino a quel del più piccolo. 13. egli muoia : e noi saremo schiavi del signor nostro. 13. quodquaerìs. e ricaricati gli asini. scissi^ vestibus. Qui dixit eis i Fiat juxta vestram sen» tendami apud quem. Presso chiunque de'tuoi servi si trovi quel che tu cerchi. o argento ? 9. 14« Primusque Judas cunìfratriltus ingressus est ad Joseph {necdurn lo riportammo a te dalla terra di Ghanaan : e come dopo di ciò fia véro. egli sia mio schiavo . Gettati adunque in tutta fretta a terra i sacchi. 11. trovò la coppa nel sacco di Beniamino. 11. 14. i o. voi altri poi sarete senza colpa. E quegli avendoli frugati." cumque fuerit inventum . oneraùsque rursum asinis. vel argentum ? 9. che noi abbiamo rubato di casa del tuo padrone oro . Apudquemcumque fuerit inventum servorum tuoriim. 12. invenit scyphum in sacco Beniamin.

et nos . e la 1carità di questi fratelli. E Giuda a lui: Che risponderem noi. al signor mio? ovvero che diremo. io. domino meo 1 vel quid loquemur. Giuda conoscendo. vuol piuttosto prendere «opra di sé. ut sic agam : qui furatus fino allora uscito di lì ). die la presunzione del furto era contro Beniamino . di quella eloquenza. Ma si osservi e quéste passo l'umiltà. Dìo ha scoperta P iniquità de* tuoi servi: ec. . 17. inquit. presso di cui si è trovata la coppa. qppahuujue motivo abbia di dubitare della verità dello stesso furto. Nella scienza degì' indovinamenti. ebe mostrare sospetto verso di alcun altro. e lo muove. aut juste poterimus obtendereì Deus invenit iniquitatem servorum tuorum : en omnes servi sumus domini mei. 15. di quest'eloquenza il primo esemplare ella è la parola dettata da Dio. 16. e lo sforza. cha parla al cuore.enim de loco abierat\ omnesque ante eum pa~ riter in terram corruerunt. 17. et apud quem inventusest scypììMS. Qual tenerezza verso del padre ! qual impegno per riaver Beniamino ! Della grande eloquenza. »5. disse. e come il cuor loro è mutato da quel ch era prima. o qual porteremo giusta scusa? Dio ha scoperto l'iniquità dei tuoi servi: ecco che noi siani tutti schiavi del signor no* stro. e si prostrò insieme con tutti i fratelli per terra dinanzi a luì. Quibus ille aiti Cur sic agere vobdsds ? an ignoratist quod non sit similis mei in augu* randi sciektia ? 16. * Nella scienza d'indovinare. CniJudas\ Quid respondebimus. che nissuno è simile a me nella scienza <T indovinare ? 16. e sopra de'suoi fratelli la colpa. Respondit Jo* seph : Absit a me. e quegli. Rispose Giuseppe : Guardimi il cielo dai far così : colui che Vers. e noi. Vers. Egli disse loro : Per qual motivo avele voi voluto trattar cosi? non sapete .

et ponam oculos me. e il padre lo ama teneramente. Et nos respondimus tibi domino meo : Est nobis pater senex. et puer parvulus> tini in sen&ctute illius natus est. e io lo vedrò volenmeos super illum. Dominus meus. . signor mio . ha rubalo la mia coppa ei sia mio schiavo . tieri. e un fanciullo più. autfratrem ? 20. cujus uterìnus frater mortuus est : ipsum solum hale^matersua^ pater vero tenere diligit eum. 18. il quale è nato a lui in sua vecchiaia. (i) Interrogasti prius servos tuos : Uabetìs patrem. Tu domandasti già a'tuoi servi : Avete il padre. e non li adirare col tuo schiavo : perocché tu dopo Faraone sei 19. o altro fratello ? 20. et 13. piccolo. Suggessimus domino meo : Non potest al signor nostro : Non puer relìnquere patrem può il fanciullo scostar(i} Snpr.E noi rispondemmo a te . ch' egli ti parli. Noi replicammo 22. ipse "sit servus meus% vos autem abite liberi ad patrem vestrum.11 signor mio. Dìxistique servis tuis : Adduci te eum ad servi : Conducetelo a me . domine mìt loquatur servus tuus verbum inauribus tuis^ et non irascaris famulo tuo : tu^ es enim post Pharaonem 19. 21 «E tu dicesti aHuoi 21. voi poi andalevene franchi al padre vostro.est scypkum . fc> ii. al tuo servo . di cui un fratello uterino morì : e quf sti solo rimase di sua madre. Ma fattosi più dappresso Giuda animosamente disse : Concedi di grazia . 22. 18. signor mio : Abbiamo il padre vecchio. Accedens autem propius Judas confidenteraitì Oro.

P. Essendo noi duna 4S° ascendissemus ad famulum que arrivati a casa del tuum patrem nostrum. Cum er 24. come quod duos filios genue. non vedrete plius faciem meam. si enim illum di" si dal suo padre » per* miseriti morietur. spose: Voi sapete. Uno usci di casa. (i) Supr. . 23. Cui diximus: Ire n&npossumus\ si fra.e mi diceste : Una fiera stia devoravit eum . 27.due figli partorì a me quella mia moglie.Revertimìnì. più la mia faccia. Dicemmo a lui: 26.se il fratello nostro più scenderli nobìscum > piccolo verrà con noi. etdixistis: (i) Be. chè ove si partisse.. non videbitis am. 28. A questo egli ri27. raccontammo a lui quae locutus est domi' tutto quello che il sinus meus. 1' uomo. Et dixit pater no* ster. E nostro padre ci 28. ei 33. 3-. 28. 26. gnor mio avea detto. Supr.3. servis tuìs: Nisi veneritfrater servi : Se non verrà il vester minimus vobis. Et dixistì.Egressus est unus.con voi. et 5. 20. 26. Ad quae ille respondit : Vos scitis.fratello vostro minore cum.Non possiamo andare : ter noster minimus [de. proficiscemur simul: a.disse : Tornate a comte nobis parum tritici. quegli morrà. stro. et lo ha divorato : e {inora foucusf/ue non comparci non compare. eterni. E tu dicesti a'tuoi 23.partiremo insieme : alliof/uin illo absente^ non trimenti senza di lui audemus viderefaciem non abbiamo ardire di mirar la faccia di quelviri. prare un poco di grano. tuo servo il padre nonarravimus ei omnia.suum*. rìt mihi uxor mea.

32. Se vi pigliate an* 2 g. 43. eum . precipiterete con la tristezza la re ad in/eros. Se io pertanto 30.chi il fanciullo ( siccolius ex hujus ànima pen. 33. 31. io. Veggendo egli.che questi non è con rìe tur . Videritque . et aliquid ei in che questo. 30. 9Vers. Sì tulerids et istum . Resterò adunque 33. qui in proprio schiavo. et deduce n i fa. Manchò itaque servus tuus pro puero io tuo servo a* servigi fi j Supr.29. mo. Sia io stesso tuo 32. Ego proprie ser~ vus tuus sint. . mia vecchiaia nel sepolcro. morrà.tornerò al padre nostro trem nostrum. e che qualvia contìgerit. chiaia nel sepolcro. e che mandefuerit ( cum anima il. Igitur si intravero ad servurn tuum pa. 31. pre*reo di peccato contro del padre mio. et spopondi di. dì questo pende Vanitila. sarò per semtempore.vuto questo garzone. 3o. * DalV anima. e censi (i) Nisireduxero ne entrai mallevadore .noi. e i tuoi sermuli fui canos ejus cum vi precipiteranno col1' afflizione la sua vecdolore ad inferos. et puer tuo servo. peccati reus ero dicendo : Se io noi ri* in patrem meum omni conduco. deducetis che cosa succeda a luì canos meos cum moero~ pel viaggio. eum non esse nobiscum.me dall'anima di questo pende l'anima di deat)t lui).sulla mia fede ho ricedem . iti lui Dalla •vila di questo pende la vita di lui. che meam hunc recepì fi.

Perocché non posredìre ad patrem meum. multis coram astanti" bus : unde praecepit. e li bacia. • : .-G A P O XLV. carne erano. te. 1. #mnisque domus Pìì. Giuseppe si dà a conoscere affratelli. La stessa co» sa ordina Giuseppe : e fatti molti doni ai frateile ± tì rimanda al padre.Non enimpossum 34. 54.araonis. et nullus interesf<et alienus agnizioni mutua*. e sbigottiti . che tutti si ritirassero. e da tutta la casa di Faraone» . che rifaccia venire il padre con tutta la sua famiglia in Egitto.'ìn ministèrio domìni del signor mio in luogo mei i et puer ascendat del fanciullo : e questi curii Jratribus suis.non volendo essere tera est patrem meum. affinchè nissuno straniero fosse presènte . JLlevavitque vocem cumfletu : quam audierunt AEgyptii. stìs assistane che opprimerà il padre mio. 1. IN on poteva più contenersi Giuseppe. s'io tornare al padre absente puero j ne cala" mio senza il fanciullo : mitatist quae oppressu. mentre ad essi si dava a conoscere. se ne vada co9 suoi fratelli. ut egrederentur cune fi foras. molti essendo d'intorno a lui : per la qual cosa ordinò. 2.stimone della miseria. % 2. x\ on se poterat ultra cohibere Joseph. gli abbraccia . E piangendo alzò la voce : e fu udita dagli Egiziani. Faraone pieno di allegrezza con tutta la sua casa ordina.

Nolite pavere. e non vi sembri dura cosa l'avermi venduto per questo paese: perocché per vostra salute mandommi Dio innanzi a voi in Egitto. Cosi Gesù Cristo dopo la sua risurrezione facendosi vedere ammantato di gloria a' suoi amici gli Apostoli. che ha saputo trarre la Provvidenza dalla loro scelleraggine. Et dixlt fratribus suis : Ego sum Joseph: adhuc patermeus viviti Non poterantresponderefratres nimio terrore perterriti. quod vendidistìs me in his regionibus : (2) pro salute enim vestra misit me Deus ante vos inAEgyptum. E disse a1 suoi fratelli : Io son Giuseppe : vive tuttora il padre mio ? Non poteano dargli risposta i fratelli per 1' eccessivo sbigottimento. 5. per ragion del qual bene . dice : son io]. 5. Lue. Et cum accessissent prope : ( i ) Ego sum. q uem vendidistis in AEgyptum. (~i) Act. Io son Giuseppe. inquit . Ad (JUQS ille eiementer: Accedite. ad me. xxiv. E quando gli furon dappressos Io sono. 5o. Vers. non temete. i quali 10 aveano già abbandonato e negato. e cerca di mitigare 11 loro dolore col far vedere il bene. ma teme gli eccessi. 4. 7.3. disse. \3. 4. ec. Non temete. 3. e d'avere un giusto orrore del loro fallo. neque vobis durum esse videatur. che voi vendeste per l'Egitto. Giuseppe vostro fratello. 3. Josephfrater vester. Giuseppe non proibisce a'fratelli di affliggersi. alt. 5. E non vi sembri (tura cosa V avermi venduto. (»} Infr. Ma egli con benignità disse loro : Appressatevi a me. che dovette cagionar questa vóce nel cuore di que' poveri fratelli ? Ma Giuseppe fa quanto può per incoraggiarli. 36. Chi può spiegare la confusione^ Io stordimento. ao» Vers. il terrore.

Non per vostro consiglio sono stato mandato qua. E il Signore mi mandò innanzi.. ma imitiamole. il quale voi avete crocifisso. 6. Aiti n. v. e ogni cosa sopportando con gran carità^ come quest'uomo ammirando. e qualche cosa si raccoglieva. XLVH. 8. che ne'luoghi più bassi e umidi presso al Nilo si-seminava.. . Vedi cap. ne mietere. Imperocché sono due anni. dice: Questi per determinalo consiglio e prescienza dì Dio essendo stalo tradito.. quell'invidia mi ha partorito tanta grandezza. ma per fu permessa da Pio la vendila. non imputando loro quel che han fatto contro di noi. Non vestro consilio . si legge: Mando avanti di loro un uomo. Sappia adunque tutta la casa d1 Israele. a3. \y. Non ti potrà arare. Hora. utreservemini super terram>etescas ad viventium habere possitis. che avean fatta di Ini. che Giuseppe noi contava per un soccorso. e consoliamo quelli che ci han recato afflizione. promessa dello Spìrito Santo. il Crisostomo così interpreta le sue parole: Quella servitù mi ha meritato questo principato . e stata per me causa di tanto onore .. Ver». »4 ec. che la fame ha principiato nel paese : e rimangono ancor cinque a n n i . anzi non le ascoltiamo solamente . nec meti. Bienniumestenim. Praemisitque me Dominus. sed Dei voluntate huc missus sumt qui 6. Questo Gesù lo risuscito Iddio . 7. che Dio ha costituito Signore. quod coepitfames esse in terra : et adhuc quinque anni restant. 8. affinchè voi siate salvati sulla terra . quale voi lo vedete. voi trafiggendolo per le mani degli empii lo uccideste. lo ha diffuso. Cosi il Principe degli Apostoli parlando del secondo Giuseppe .6. ma eiò era sì poca cosa. e Cristo questo Gesù. quella afflizione. Giuseppe fu venduto per ischiavo. Esaltalo egli adunque. quibus nec arari poterit. e ricevuta dal Padre la. e possiate aver cibo per conservare la vita.. nè mietere. Ascolliamo noi queste cose. 64> * Per vostra salute mandornmi Di&. e udite . Ancora nel Salmo CIV. 17. ne'quali non sì potrà arare . la vendila mi ha innalzalo a questa gloria. 7. Ma tornando a Giuseppe. Si è già oaservatqr..

io. Ibique te pascam ( adhuc enim quinque anni residui sunt famis ). Speditevi. ne moreris. che significa pioggia. 11. e ditegli : Queste cose ti manda a dire Giuseppe tuo figlio : Dio mi ha fatto signore di tutta la ter•ra d'Egitto: vieni da me . 8. La città principale del paese di Gessetì eja Ramesse. E abiterai nella terra di Gessen. Girolamo il nome di Gessen viene da una voce. Et habitabìs in terra Gessen. Festonate. etascendite ad patrem meum. 9. lo che non avveniva in tutto il resto dell'Egitto. Cosi iFre di Tiro dà al MIO principal consigliere il titolo di padre suo. Quasi il padre dì Faraone. volere di Dio . Vers. e principe di tutta la terra d'Egitto. . e sarai vicino a me tu. 10. Esther. 10. e andate a mio padre. Abiterai nella terra di Gessen. xn. 2. E ivi ti sostenterò (perocché vi restano tuttora cinque anni di fame ). quae possides* 11.. non porre indugio. e i figliuoli de' tuoi figliuoli. n. 6. erisque juxta me tu. il quale mi ha renduto quasi il padre di Faraone. ac principem in omni terra AEgypti. e i tuoi armenti. e gì' imperatori Romani davano il titolo di padre al prefetto del pretorio. oves tuae. e i tuoi figliuoli. Secondo s. perchè in quell'angolo vicino all'Arabia cadeva della pioggia. affinchè non pe- Vers. et dicetis ei: "Haec mandat filius tuus Joseph : Deus fecit me dominum universae terraeAEgypti : descende ad me . 9. e padrone di tutta la sua casa. Paralip. et armenia tua. et universa. e tutto quello che possiedi. et filii tuit et filii filiorum tuorum. 13. e Aman è chiamato padre di Artaserse. ne et tu pereas. le tue pecore .fecit me quasi patrem Pharaonìs% et dominum uniyersae domus ejus..

che di mia bocca vi vos. che per questi egli era venuto dal ciclo in terra. quando voleva tenervi in timore ed alla mia autorità sottomessi.che veduto avete in $tiriate> et adduciteeum Egitto : affrettateiri. come io era solito. 12. e di dichiarare..piangendo ugualmente (itéffiente Super collutti anche questi sul collo eju3. il quale non ebbe a sdegno di essere chiamato l'amico de' peccatori. 12. vident. et ploravit super pianse ad uno ad uno singulos: post quae au. E si sentì dire. E baciò Giuseppe 16. e suos. Auditumque est et celebri sermone vukt divulgossi di bocca in Vera. etcuncta. e 16. e gli occhi niamin. Tatto questo ragionamento di Giuseppe spira una bontà . IV'untiate patrì 13. '* Di-mia bocca vi parlo.~ di ìui. Osculatusque est Joseph omnes fràtres tutti i suoi fratelli. parlo* 13. e ad mei conducetelo a me. En oculi vestri. Non più per interprete. quae possides* e tutto quello che possiedi. . risca tu . ftévitt illo quoque siifd.di cuore così grande.con essi: dopo di ciò preser fidanza di par asi sunt loqui ad eum» re con lui. è divina. Raccontate al pameo universum gloriavi dre mio tutta la mia meam . Ecco che gli ocet oculi fratris mei Be. ìtlìVumgueamplexa14. che son io. i 6. e 16. che per questo lato ancora egli merita di rappresentare Colui. 16.et domus tua et omnia. e tutto quello vidistis inAEgypto\fe. E lasciandosi catus recìdissetin collutti der sul collo del suo fraBen iamin ffatris sui tello Beniamino pianse. quae gloria . e la tua casa.chi vostri. quod del fratello mio Beniaos nteu/n loquatur ad mino veggono. ta.

Et tollite inde po» trem vestrum^ et cogna* tionem. Nec dimittatis quidquam de supelleetili vestra. e dicesse ai suoi fratelli : Caricate i vostri giumenti . et properate. etdicitoi Tollite patrem vestrum . Ordina ancora. che comandasse.Sdisse a Giuseppe . Sono venuti i fratelli dì Giuseppe : e Faraone. perocché tutte le ricchezze dell'Egitto saranno vostre. e vi nutrirete del midollo della terra. Feceruntque filii Israel ut eismandatum bocca per la reggia di Faraone . 20. e tutta la sua famiglia ne provò gran piacere. quantocius venientes. 19. e le donne. atque omnis familia ejus. Praecipe edam.gatum in aula regis: J^enerunt fratres Joseph: et gapisus est Pharao. e affrettate vi. ut totlant plaustra de terra AÉgypti ad subvectionem parvulorum suorum . E di là prendete il padre vostro. E ifigliuolid'Israele fecero. quia omnes opes AEgypti vestrae erunt* 21. che prendano carri dalla terra di Egitto per trasportare i piccoli lo* rotigli. 21. 17. 17. e venite con_ tutta eelerità. 18. 20. dicens : Onerantes jumenta ite in terroni Chanaan\ 18. com'era . e la sua famiglia. ut comedatis medullam terrae. 19. e venite da me : e io vi darò tutti i beni dell'Egitto . ut imperare t fratribus suis. et venite ad me : et ego dabo vobis omnia bona AEgyptì. Dixitque ad Joseph . e dirai loro : Prendete il padre vostro. ac conjugum. e andate nella terra di Ghanaan . E non vi date pena di non portare lutti i vostri utensili .

Quibus dedit Joseph plaustra secundum Pharaonis imperium . 24. cercando ognuno di comparir innocente. Tantumdem pecuniae . o mea reo in quello che era stato fatto contro il fratello.triticum in itinere panesqueportantes* 24. et tgtàdem asinas. che discorrendo per viaggio sopra quello che era avvenuto. Quelli partiti dallr Egitto giunsero al padre loro Giacobbe nella terra di Chanaan. Ver*. et vestium mit* tens patri suo. E ordinò ancora. Licenziò adunque i fratelli. che fossero messe fuori due vesti per ognuno di essi : e a Beniamin diede trecento monete d'argento con cinque ottime vesti: 26. . Singulis quoque pro ferri jussit binas stolas: Beniamin vero dedit trecentos argenteos cum quinque stolis optimis : 23. La carità di Giuseppe pensa a tutto» Egli teine. lor comandato. non succedessero altercazioni. conforme avea ordinato Faraone. e mentre stavano per partire disse : Non sieno dispute tra voi per viaggio. che portavano d'ogni sorta delle ricchezze d. qui subvéherent ex omnibus dwitiis AEgypti.fuerat. e altrettante vesti mandò a suo padre colla giunta di dieci asini. E Giuseppe diede loro de' carri. Qui ascendentes ex AEgypto venerunt in terram Chanaan ad patrem suum Jacob. 20. e altrettante asine cariche di grano e di pane pel viaggio. 22. Dùnisit ergofratres suosi etproficiscentibus ah : Ne irascaminiinjoia. e i viveri pel viaggio. 22. Altrettanto denaro . addens et asinos decem. 26. et cibaria in itinere. «4 Won fieno tra voi.' Egitto.

27. 28. quasi de gravi somno evigilans. quasi da profondo sonno svegliandosi. 28. Cumque vidis$et plaustra. C A P O XLVI. ed egli è padrone in tutta la terra d'Egitto. che quegli avea mandate . essere pastori di pecore. tamen non credebat eis. Illi contra refe" rebant omnem ordinem rei. che sia ancor in vita Giuseppe mio figlio : anderò. E gli dieder le nuove. E disse : A me basta. i. dicentes : Joseph filius tuus vivit. e ivi . giunse al pozzo puteum juramentii et del giuramento . Et nuntiaverunt ei. et ipse dominatur in omni ter" ra AEgyptL Quo audito Jacob . non prestava però fede ad essi. de quali si registrano i nomi. e gli esorta. et universa . E quando ebbe egli veduti i carri. revixit spiritus ejus. 26. venit ad veva . e tutte le cose. e dissero : Giuseppe il tuo figlia vive. Giù» seppe va loro incontro . Udita la qual cosa Giacobbe. Ma quelli tutta raccontaron la serie delle cose. 27.26. Et ait\ Sufficit mihi. si ravvivò il suo spirito. e lo vedrò prima dì morire. scende in Egitto con tutti i suoi figli e nipoti. quae miserai. che dica* no a Faraone. Giacobbe. con tutto quello che aquae habebat.Jtartito Israele *• Jlrofectusque /srael cum omnibus. si adhuc Joseph filius meusvivit: vadam et videbo illum ante" quam moriar. dopo avergli Dio rinnovettate le promesse .

E ti sarò guida nel tuo ritorno di là.Ego descendam tecum illuc. Promessa adempiuta n«I ritorno de' posteri di Giacobbe alla terra di Chanaan. faciam te ibi.ritorno di là : Giuseppe tem: Joseph quoque po~ ancora chiuderà a te gli nel manus suas super occhi. Veài cap. et dicentem si. 7. Audivit eum per 2.notte tempo uno . 5. me al Dio del padre suo Isacco. cobbe : a cui egli rispose : Eccomi qui. 2.L. Surrexit autem 5. 3. 4. 15. e gli dibi i Jacob. xxi. 4« Io verrò teco òolà. che tem se. Vers. quia in gentem magnani perocché ivi tifaròcapo di una gran nazione.lo misero coi bambini e xoribus suis in plau.mactads ibi victimis avendo immolato vittiDeo patrìs sul Isaac.le donne su' carri manstris^quae miseraiPha. Giarespondit* E tee adsum. Vers. A. .dati da Faraone per rao ad portandum se* trasportare il vecchio. tfen. E alzossì GiacobJacob a puteo juramen" be dal pozzo del giurati i (i) tuleruntque eum mento: e i suoi figliuoli filii cum parvutisi et u. Egli stesso dopo la sua morte fu*riportato nella medesima terra. Al pozzo del giuramento. Udì in visione di visionem nocds vocan. 31. i. nemt (i) Act. oculos tuos. Bersabea. Alt illi Deus : Ego sum fortissimus Deus sono il Dio fortissimo patris lui : noli timere\ del padre tuo : non tedescende in AEgyptum\ mere : va in Egitto. Dissegli Dio : Io 3.lo chiamava. 4. et ego inde e ti sarò guida nel tuo adducam te reverten. 5. Jacob : cui ceva : Giacobbe.

. E figlie. e Ahod. 9. ovvero s'intenderà la figliuola Dina. e Jam in. E questi sono i nomide'figliuoli d'Israele. 7. i quali entrarono in Egitto. 16. quae possederai in terra Chanaan: (\)ve. 6. e quelli di Phares . Par. 10.6. et He» $ron. Et omnia. e tutta insieme la discendenza. e Saul figliuolo di uaa Chananea. 24» 4 -PwZ. e coi nipoti. 8. Agostino. Nomi de* figliuoli d'Israele. (i} Jos. 5. e molti dotti interpreti avvertono. e in molti altri luoghi. a3. et nepotes ifiliae. e figlie . che non erano ancora tutti nati quelli che sono qui descritti della discendenza di Giacobbe. i. et 6. e Jachin.4. 104.nitque in AEgyptum cum omni temine suo. 7. 7. E tutto quello che possedeva nella terra di Ghanaan : ed egli giunse in Egitto con tutta la sua stirpe. 24. egli co' suoi figliuoli de' quali il primogenito Ruben. Exod. 2. et S aul filius Cha» naanitidis. 4Vers. Vers. Exod. e Charmi. ipse cum liberis suis : primogenitas Ru&en.. et Sohar.5. Par. i quali nacquero uell' Egitto. 3. ed Hesron . e le nipoti figlie de' figliuoli. qui ingressi sunt in AEgyptum. et Jamin. i gitali entrarono i* Egitto. Filii Ruben : Henodi. Glacobbe non avea altra figlinola che Dinaonde il plurale sarebbe messo per il singolare T come nel versetto 9. 6. et Phallu. et Ahod. Figliuoli di Ruben : Henoch. e Sohar . 10. . Num. e Phallu. 26. per esempio parte de'figliuoli di Beniamin. S. Co' suoi figliuoli. Haec sunt autem nomina filiorum Israel. 5?.3. et cuncta simul progenies* 8. et Charmi. Filii ejus. i. 8. 9. Figliuoli di Simeon: Jamuel. et Jachin.14. /f. FUiz Simeon: Jamuel.

(4) i. 2. Par. et Esebon. e Job. e Merari. et Suni . e Jesua. 3. Sara quo* que soror eorum. etfiliarum triginta tres. TSatique sunt filii Phares Hesron. et Elon. Par. Par. 11. 1 7. 16.11. . (2) Filii Juda: Her. e Semron. 14. et Plwa.(4) Filii Aser: Jam/te. e Haggi. (3) Filii Issachar : Thola. Questi sono i figliuoli di Lia partoriti da lei nella Mesopotamia della Siria insieme con Bina suafiglia: tutte le anime de'suoi figliuoli e figlie trentatrè. ed Onan morirono nella terra di Chanaan. Figliuoli di Beria : Heber. et Onan . 3o.. et Heri. Filii Cadi Sephion . 15. e Melchiel. e Onan. et Job. quos "genuit in Mesopotamia Syriae cum Dina filia sua : omnes animae filiorum ejus. e Phares. et MeiMeli fO i. et Jes~ sui. Figliuoli di Giuda: Her. Par. 17.e Scia. 15. (i) Fiai Levi i Gerson. e Areli. e Caath. Figliuoli di Aser: Jamne . e Hamul. et Areli. ed Esebon. Figliuoli di Gad: Sephion. 12. e anche Sara loro sorella. e Suni. 13. 16. et Semron. 12. et Selat et Phares. 14. 7. Hi filii Liae. « 4. . et Zara : mortui sunt autem Her et Onan in terra Chanaan. Filii Zabulon : Sared. n. et Beria. et Arodi . Figliuoli di Levi» Gerson. Figliuòli di Issachar : Thola. et Caath. ed Heri. f 2 ) i. e Jahelel. et Jesua. e Arodi. e Beria. Figliuoli di Zabulon : Sared. e Jessui. ed Elon. (3J i. et Hamul. et Haggi. e Zara: ma Her. ai. i. e Phua. et Merari. E a Phares nacquero i figliuoli Hesron. Filii Beria : Heber. 6. et Jahelel. 13.

e Becbor. Figliuoli di Ne24. et Mopliim . e£ Beniamin. (i) Natiqtìe sunt Joseph filii in terra AEgyptì) quos genuit ei Aseneth. Questi sono i figliuoli di Zelpha data da Laban a Lia sua figlia: e questi li generò Giacobbe. i. et Ared. e Ared. e di tnnes animae quatuor. 20. 18. et Guni> etJeser. 21.Ko. e Naamart./n/r. . Filii D an-. et Bechar. e Gera . e Asbel. et Eos.48. et Ephraifri. et Sallem. 22. Figliuoli di Baii: Husim. 23. e Ros. Questi sono fi26. quam deditLabanLiae fìliae suae : et hos genuit Jacob . 6. Questi sono i fiquos genuit Jacob: o.4i. 2 o. Figliuoli di Racket moglie di Giacohbe : Giuseppe. Figliuoli di Betiiamìn : Bela . 21.'gliuoli di Racbele.Husim. E Giuseppe ebbe per figliuoli nella terra di Egitto Manasse. Filii Beniamin i Bela. 19. ei 8. e Jeser. e . 26.Giacobbeùn tutto quattordici anime.1 8.5. ^d Ephraim partoritigli da Aseneth. sedecim aqLmas* 19. 20. ed Ecbi. pblali : Jasiel. Hi filii Zelphae. 2/1. Filii Racket uxoris Jacob : Joseph . Hi filii Balae^ quam dedit Laban Ra. i.JPifit Nephtali: Jasìel.gliuoli di Baia data da (i) A-«7». decim. Hi filii Rachelt 22.etGera. e Beniatnin. Guni. et A$àel. e Mophim . Par. e Sallem. et Vphim. e Ophim. filia Putiphare sacerdotis Heliopoleosi Manasses. figliuola di Putifare sacerdote dì Helìopoli. 7.etNaamant et Èchi. sedici anime.

fuere se. Tutte le anime . Giuseppe fatto curru suo ascendit ob" attaccare il suo cocchio (i) Deut. sedici da Zelpha. 'juncto Joseph arrivato. furon AEgyptum. . Si contano trentadue figliuoli discesi da Lia.\sepji. I LXX. Vere. È (Giacobbe) 28. Tutte le anime. (i) Omnes te le anime della casa animae domus Jacob. ptuaginta. 27. qui nati sunt ei seppe nati a lui in in terra AEgypti. 14. e i due figli di Giuseppe. sessantasei. a lui in Gessen. nè Giuseppe co'suoi figliuoli. 29.Tutmae duae. che eran già in Egitto. vii. che venisse incontro curreretin Gessen. tolte le de femore illius > absque mogli de'suoi figliuoli. sessanta.Egitto. 2 a. sexaginta sex. càp. 28.. e Giuseppe. in tutnimae septem. I figliuoli di Giu27. che entraquae ingres s ae sunt in rono in Egitto . e questi discesero da Giacobbe . di Giacobbe. a 6. jfàisit autem JuT dam ante se adjoseph. e sette da Baia.settanta. Vers. quae ingressae sunt che andarono in Egitto cum Jacob in dEgy~ con Giacobbe. discenpium. undici da Rachele. Quo cum pervenisset. Cunctae animae. Filii autem Jo. Furori settanta. a6. uxoribus filiorum ejus. 26. io. to sette anime.dove si è parlato della origine di tal divaria. E quand'ei vi fu 29. sei.. due anime. ut oc. ne contano settantacinque : lo stesso numero si ha negli Atti.cheli filìae suae i etJios Labari a sua figlia Ragenuit facob\ omnes a» chele . 27. et egressae sunt denti da lui. ani. Non era in questo numero nè Giacobbe. spedi avantidi sé Giuda ut nuntìaret ei .a Giuseppe per avvisarlo. Compreso Giacobbe.

sono venuti da me : 32. (jula vidi fa" ciem Zuam. Cumque vacaverit vos et dixerit : ubi est opus vestrum ? 34» Jtespondebitìs : Viri pastores sumus servi fui ab infantia andò fino alio stesso luogo incont ro ai padre: e quando lo vide. T£t suntviripastores ovium. perchè ho veduta la tua faccia. e tutto quello che potevano avere. Voi risponderete: Noi servi tuoi siamo pastori dalla nostra in- . e vi dirà : Qual mestiere è il vostro ? 34. E quand'egli vi chiamerà . et ad omnem domum pa» tris sui : Ascendam. ìrruit super collum. 33. 31. ejus . E il padre clissc a Giuseppe : Ora io morrò contento. et superstite™ te relinquo. e gli dirò : 1 miei fratelli. qui erant in terra Chanaant venerunt ad me : Sa. e si occupano a mantenere de'greggi : hanno condotto seco il loro bestiame. adduxerunt secum.viam patri suo ad eum" dem locum : vldensque eum . che erano nella terra di Chanaan. sì lasciò andare sul oollo dì lui. 3<x Dixitque paterad Joseph : Jam laetus m orlar. e la famiglia del padre mio. 31. e ti lascio dopo di me. At ille locutus est ad fratre s suos . et omnia. et inter am~ plexus flevit. 33. e a tutta la famiglia del padre suo : Anderò a recar la nuova a Faraone. E sono uomini pastori di pecore. curamque ha" bent alendorum gregum ' pecora sua. et nuntiabo Pharaonì . quae habere potuerunt. et armenta. et domus patris mei. Ma quegli disse a'suoi fratelli. e gli armenti. 30. e abbracciatolo pianse. dieamque ei: Fratres mei.

fanzìa sino a quest'ora. e aver meno occasione di tratiare cogli Egiziani. XLVII. . ma per avere il latte e la lana. e i padri nostri. 34. potranno ottenere il paese di Gessen ottimo per le pasture. affinchè possiate abitare nella terra di Gessen : perchè gli Egiziani hanno in abbominazione tutti i pastori di pecore* Ver*. e noi. ut Jiabitare possitis in terra Gesseni quia detestanturAEgyptii omnes pastores o* pium. Exod. et patres nostri. e Tenderle agli stranieri. E qui molto da osservarsi l'umiltà di Giuseppe.Risponderete: hot servi tuoi siamo pastori ec. professione poco men che disonorata nell' Egitto. . Ma con questa umiltà dà ancora un saggio di somma prudenza : i fratelli dichiaratisi pastori potranno più facilmente star uniti tra loro. mantenevan però delle pecore (cap.). 17. come vedesi. E ciò voi direte. Haec autem di* cetis. 26. et nos. CH Egiziani hanno in abborninazione tutti i pastori di "pecore. Ora gli Egiziani le adoravano. e mantenendosi nella loro semplicità non contrarranno i costumi di quelli.nostra usque in praesens . Comunemente crederi. e mangiarne le carni. il quale si spaccia pubblicamente per fratello di pastori. e comodò al ritorno nella Chananea. vui. ché questa avversione nascesse dall' uso de* pastori di uccidere le pecore .

che venduti i bestiami.ne . oves eorum i et 0. Cinque persone. gli ultimi dt? suoi fratelli. e i miei fratelli colle loro pecore . a. . i. etfratres. Questa maniera di parlare dinota. dicens : Pater meus. e da dar meno nell' occhio per la bellezza del corpo. si fa promettere con giuramento da Giuseppe che lo seppellisca nella Chananea. quae possident^ venerunt de terra Cha» naan: et ecce consistimi in terra Gessen. A-ndò adunque Giuseppe a dire a Faraone : Mio padre . sono venuti dalla terra di Ghanaan : e già sono fermi nella terra di Gessen. e con tutto quello che hanno. Jingressus ergo Joseph nuntiavit Pharaonì.CAPO XLVIL Giuseppe. conduce il padre co suoi figliuoli alla presenza di lui : e conceduta ad( essi per loro abitazione la terra di Gessen ± Faraone gli alimenta pel tempo della carestia* La fame preme in tal guisa PEgitto. gli ultimi dei suoi fratelli : ram rege : Yers. a. e armenti. Diciassette anni dopo Giacobbe diventato rie* chissimo. ma o prese quelli che gli capitarono i primi davanti. che la quinta parte de* frutti è ceduta dre d* Egitto in per* petuo . come spiega il \atablo. e vicino a morire. ovvero prese quelli che erano men vistosi. che Giuseppe non scelse tra'fratelli quelli di personale piìi vantaggiato. e de* fratelli . Extremos quoque fratrum suorum quin* me al re cinque persoque viros constituit co.rmentat et cuncta. e altri. E presentò i n sie* 2. affinchè a Faraone non venisse voglia «. son costretti a vendere anche i terreni • donde ne avv iene. eccettuate le possessioni de sacerdoti. fatto sapere a Faraone 1 arrivo del padre .

La terra d' Egitto è dinanzi a te : fa che abitino in ottimo luogo. 6. 5. che comandi a noi tuoi servi di stare nella terra di Gessen. scegli la parte. e noi. 6.3. Post haec intrò* duxit Joseph patrem suum ad regem. Quod si nostì. La terra d* Egitto e dinanzi a te. pastori di pecore tuoi servi. 6. et no$% et pa« tres nostri. Dipoi Giuseppe condusse suo padre al re . 4. eleggili soprintendenti de' miei Bestiami. e i tuoi fratelli sono venuti a trovarti. Terra Aftgypti in conspectu tuo est: in cptimo loco fac eos habitare> et trade eis terram G esse n. lo die non volea Giuseppe per timore. Disse pertanto il re a Giuseppe: Tuo padre. . Quos ille interrotytviti Quid habetis operisi Responderunti Pastore^ ovium sumus servi tuì. e lo presentò a lui: <U servirsene sella milizia. o alla corte . Ti offerisco tutto l'Egitto. ut esse nos y&beas servos tuos in terra Gessen. 7. Che se conosci tra di loro degli uomini di capacità. ingravescente fa* me in terra Chanaan : petimuscfue. 5. terra tua venimus : quoniam non est nerba gregìbus servorum tuorum. fedi Perer. e dà ad essi la terra di Gessen. A' quali quegli domandò : Qual mestiere avete? Risposero : Siam. in eis esse viros industrios^ constitue il-* los magistros pecorum meorum. e la fame va crescendo : e noi preghia* mo . 7. ll~Adpere§rinandum in. et sta- 3. che i fratelli uoa prendessero le usanze degli Egiziani. Vera. Siam venuti a star pellegrini nella tua terra: perchè non vi è erba pe' greggi de' tuoi servi nella terra diChanaan. e i padri nostri. che pili ti piace. Dixit itaque rex ad Joseph : Pater tuus% ètfratres tui venerimi ad te.

fuit eum coram eoi qui benedicens illi> 8. Girolamo. cui diedero il nome dì Ramesses. Et interrogatilo ab eo : Quot sunt dies annorum vitae tuae ? e). ed erano stati anni cattivi. che egli avea vissuto. Gli anni. et non pervenerunt usque ad dies patrum m eorum . E augurato ogni bene al re . si ritirò. 8. come sì è veduto. 10. \ers. Letteralmente la vita di Giacobbe fu un pellegrinaggio continuo. e a'suoi fratelli in Egitto una tenui a in luogo buonissimo in Ramesses. In Ramesses. e cattivi. egressus estforas. quibus peregrinati sunt» io. egli come tutti i giusti non si considerava se non come forestiere su questa terra .pauci. Giacobbe augurò a lu* ogni bene.. dove dipoi gl'Israeliti edificarono la città. erano pochi in'paragone delle lunghe vite degli antichi patriarchi. Ed ei dava da mangiare ad essi. 13. E interrogato da lui : Quanti sono i tuoi anni ? 9. n. C). xi. che è il cielo. Cosi s. e non agguagliano il tempo del pellegrinaggio dèi padri miei. dando a ciascbeduuo di che cibarsi. In quella parte del paese di Gessen . cioè pieni di grandi afflizioni. Vers. / giorni del mìo pellegrinaggio. Et alebat eost omnem que domum patris sui^ praebens cibaria singulis. Joseph veropatri^ etfratrìbus suis dedit possessionem inAEgypto in optimo terrae loCO) Ramessest ut praeceperat Pharao. e a tutta la famiglia di suo padre. Rispose : I giorni del mio pellegrinaggio sono cento trent' anni. a cui mirava principalmente il santo patriarca. Respondit: Dies peregrinationis meae centum triginta annorum sunt. pochi . ma in un altro senso. 12. . Heb. etniali . Vedi quello che si è detto. 11. Giuseppe poi diede al padre. 11. Et benedicto rege. aspirando alla vera patria. 12.come aveaeomandatoFaraone.

et ovibuS) et bobus> et asinis : sustentavitque eos illo anno pro commuta* tione pecorum.!*. tutto l'Egitto andò a trovar Giuseppe dicendo : Dacci del pane: per qual motivo morremo sugli occhi tuoi per mancanza di denaro? 16. In toto enim orbe panis deerat) et oppresserat fames terram. et intulit eam in aerarium regis. se non avete moneta. i4» E quibus omnem pecuniam congregavi pro vendition&frumenti. * Dando a ciaf cimo di che cibarsi. e in cambio di questi vi darò da mangiare . i S. si pre* tium non habetis. Così sembra portare l'origina. Quibus ille respondit: Adducite pecora vestra^ et dabo vofiis pro eis cibos.. Rispose loro : Menate i vostri bestiami. 17. e la fame opprimeva Ja terra principalmente dell'Egitto. Perocché mancava il pane in tutto il mondo. E quegli avendoli menati. E i compratori non avendo più moneta . Cumque defecis$et emptorwus predumt venit cuncta AEgyptus ad Joseph. 17.13. maxime AEgypti. Quae cum adduxissenty dedit eis alimenta pro equìs. 18. De'qualì (paesi) Giuseppe prese tutto il denaro pel frumento venduto. 16. i». e delle pecore. e di Chanaan. e degli asini : e queli' anno li sostentò colla permuta de'bestianii. dicens : Da nobis panes: quare morimur coram tet deficiente pecunia ? 16. e lo ripose nel» P erario del re. 14. e de* buoi. et Chanaan. e gli Ver». 18. diede loro da vivere in cambio de'cavalli. Tornarono ancora il secondo anno. fenerunt quoque anno secundo^ et dixe- 13. . Come «e tutù fossero in età puerile.

mancato il denaro. te vedente ? et nos. Et cunctos populos ejus a novissimis terminis AEgyptiusque ad extremosfines ejus. Intendesi il secondo anno dopo la permuta de'bestiami. e dacci da seminare. affinchè periti i coltivatori . quod absque corporibus. ne pereunte cultore.quod deficiente pecunia. Insieme con tutti i popoli (la un'estremità del" P Egitto aW altra. e la nostra terra saremo tuoi: compraci per ischiavi dei re. 21. Cur ergo moriemur. 20. redigatur terra in solitudinem. i popoli erano divenuti suoi schiavi. vendendbus singulis possessiones suas prae magnitudine famisi subjecitque eam Pharaoni. Il re essendo divenuto padrone di tutte le terre. vendendo ognuno le sue possessioni pel rigordèllafame: e la rendè soggetta a Faraone. Prae ter terram sacerdotum. e la terra non abbiam nulla. et terra nostra tui eri* mus : eme nos in servitù tem regiam. non avendo proprietà nemmen di «n palmo di terreno. Eccettua taia terra de'sacerdoti data lo- Vers. Comprò adunque Giuseppe tutta la terra d'Egitto. i g. 19 * . Questo stesto fatto è indicato anche da autori profani. Perchè adunque morremo noi. 19. sono mancati insieme i bestiami : e tu ben vedi. veggente te ? e noi. quae a re- dissero: Noi non celere» mo al signor nostro. 2 2. Emit igitur Joseph omnem terramAEgypti. ai.runt ei : flon celabimus dominum nostrum. pecora simul defecerunt : nec clam te est. e fin de'bestiami. 22. che. Insieme con tutti i popoli da un'estremità deli* Egitto sino ali' altra. 20. che oltre i corpi. Tornarono il secondo anno. 21. o il quinto della gran carestia. Vers. et praebe semina. et terra nihil habeamus. che era il quarto. 18. non si riduca la terra in deserto.

e serviremo con piacere al re. E notato che queste possessioni i sacerdoti le aveano avute dal re . 26. Dixit ergo Jo* seph adpopulus-. Utfruges habere possitis.5. I sacerdoti ricevendo da'granai del re il vivere in quegli anni calamiitosi. 2/f Affinchè possiate raccogliere. Faraone è padrone di voi. lo cha non dovrà intendersi di quel re che regnava allora. e perciò non furon costretti a vendere le loro tenute. e i figliuoli vostri. 20. 2 3.ge tradita. terra de' sacerdoti ec. cibaria ex horreis publicis praebebantur. et in cibumjamiliis. 26. et laetì serviemus regi. che il terzo de' terreni del paese fu assegnato da Osiri a' sacerdoti. fuerat eis . Risposer quelli : La nostra salute è nelle tue mani: solamente rivolga a noi lo sguardo ilsignor nostro. . Disse adunque Giuseppe a'popoli: Ecco che . 22. Pharao possidet: accipite semina. Darete aire il quinto: le altre quattro parti le lascio a voi per seminare. e della vostra terra: prendete da seminare. Diodoro di Sicilia scrive. Quintam partem regi dabitis : quatuor reliquas permuto vobis in sementem. et litteris vestris. come vedete . Qui respondemnt\ Sabis nostra in manu tua est: respiciat nos tantum dominus noster. affinchè ne spendesser 1' entrate ne' sacrifizii e nel culto degli dei. et scrite agros% 24. 25. Ent ut cernitiSj et vos. 7. Da quel tempo fino al dì d'oggi in tut- Vers. Vers. a' quali si davano da'pubblici granai i viveri. et idcirco non sunt compulsi ven~ derepossessiones suas. ma di alcun altro assai più antico. quibus et statuto. noia furon perciò costretti a vendere le loro possessioni. e per mantenere le famiglie. 26. et ter» ram vestram. Serviremo con piacere al rei Saremo volentieri non sudditi) ma schiavi di Faraone. Ex eo tempore usque in praesentem ro dal re. Eccettuata la. e seminate i campi.

e fedeltà. E veggendo. 28. V«& . cioè nella terra di Gessen. 27. Ed ivi egli vìsse per diciassette anni : e tutto il tempo di sua vita fu di anni cento quaranta sette. id est. Così era al tempo di Mosè. absque terra sacerdotali. che è libera da questa servitù. Cumque appropinquare cerneret diem martis suae^ vocavit filium suum Joseph^ et dixit ad eum : Si inveni gratiam in conspectu tuo. et veritatem. Sì paga il quinto a* regi. Vers. e moltipllcò formisura. Abitò adunque Israele in Egillo . ut non sepelias me in AEgypto. (i) Slip. centum 'quadraginta septem annorum. e ne fu possessore. 24 3. Vers. Habitavit ergo Israel in AEgypto . (\)pone manum tuam sub femore meo : et facies mihi misericordiam. Clemente d'Alessandria. 9. ag. e cosi continuò ad essere in appre&so . in terra G essen. eccettuata la terra sacerdotale. e non darai a me sepoltura in Egitto . quae libera ab hac condition e fuit. 27. come vien raccontato da Erodoto. chiamò 11 suo figliuolo Giuseppe . ta la terra d'Egitto si paga il quinto a' regi : 10 che è divenuto come If^gge. SQ.diem in universa terra AEgypti regibus quinta pars solvitur : et factam est f/uasiin legem. Diodoro. ebe si appressava il giorno della sua morte. Et vixit in ea decern^ etseptem annis: factique sunt omnes dies vitae illius. e s. Giuseppe. et possedit eam. Poni la tua mano sotto la mia coscia. e s'ingrandì. 28.6. 29. auctusque est) et multiplicatus nimis. e gli disse : Se bo trovato grazia dinanzi a te . poni la tua mano sotto la mia coscia: e userai meco dituà bontà .

Ma io dormirò co? padri miei. Vers. et auferas me de terra hac. e disposti ad udire la voce di Dio. JVon darai a me sepoltura m Egitto. -2. Cui respondit Joseph : Ego faciam. 24. xi. e risuscitare il Cristo . E questo passo è riferito dall'Apostolo (Hebr. e seguirla. che dee nascere. ma per rimuovere qualunque difficoltà che nt>nnr«. poiché eleggendosi la sepoltura nella terra di Chanaan dimostra la sua ferma credenza alle promesse di Dio. nella quale riposano i piissimi suoi progenitori Àbramo e Isacco. affin di tenerli distaccati da'beni. e un pegno della patria celeste.Sed dormiam cum patribus meis. Rispose Giuseppe: Io farò quel che hai comandato. Giacobbe vuol essere sepolto in quella terra .del bastone di lui. Non per diffidenza che avesse del figlio . che ne era figura. in questa terra volle esser sepolto. delle quali rimira da lungi l'adempimento.) secondo quenta versione. e dagli allettameli dell' Egitto. lesserò : Israele adorò la sommità^. Giacobbe (come gli altri patriarchi) muore nella fede . Vers. in questa terra sperata dalla sua fede . e negli animi de'suoì posteri ravviva la stessa fede. Israele rivolto al capo del lettìccìuolo adoro Dìo : I LXX. Et ille: Jura er* go . condasque insepulchro majorum meorum. adoravit Israel Deum conversus ad le" ctuli caput* 30. e il suo tempio . 3 o. in quella terra. inquit^ mihi. Giacobbe morto ( dice un antico interprete ) diede «' vìvi V esempio che nella speranza della patria celeste amassero ilpegno dell'eterna eredita. e tu mi terrai da questa terra. Israele rivolto al capo del letticciuolo] adorò Dia. quod jussisd. nella quale sola sarà un di il vero culto di Dio. Ed egli: Fanne adunque a me giuramento. nella quale era una figura. la quale era in uso a' suoi tempi . * Fanne adunane a me giuramento. L. ed essere sepolto. Lo stesso leggesi'cli Giuseppe.^«(> ..1. morire. nella quale egli sa. in quella terra.* A~ P«». 31. e il senso di questa lezione egli è. 31. e mi riporrai nel sepolcro de'miei maggiori. E avendo quegli giurato .3o. ma intcriormente adorò la regia potestà di Cristo rappresentata da Giuseppe. vwitAc. allorché egli vorrà ch'ei ritornino in Chanaan. che Giacobbe rendette esteriormente onore alla potestà di Giuseppe . cap. Quo furante. Ma io dormirò co* padri miei. 31. Vedi le note a questo luogo nella lettera agli Ebrei. Professione chiarissima dell'immortalità dell'anima.

andò in fretta da lui. il minore antepone al maggiore.Giuseppe ebbe nuova.. et Ephraimt ire perrexit. Qui confortatus sedit in lectulo. 4.. Et ingresso ad se ait : Deus omnipotens (i) apparuit mihi in Luza. Et ait i Ego te augebo^ et multiplicabO) et faciam.\ C. E quando quegli fu entrato gli disse: Dio onnipotente mi apparve a Luza. . \. et semini tuo post te inpossessionem sempiternam. e benedice i due figliuoli di lui . quod aegrotaretpater suus. 3. 2. Manasse. e darò questa terra a te . nuntiatum est Joseph. e benché vi sì opponga Giuseppe. che è nella terra di Chanaan. Uopo che queste cose furono in tal guisa avvenute.* 1. 2.JjLis itaque trans*' 'actis. Dà finalmente a Giuseppe una porzione di più che a fratelli. 3. quae est in terra Ckanaan. qui as~ sumptis duobus filiis^ THanasse.. Manasse. e mi benedisse . benedixitque mihi . ed Ephr aim. E disse: T'ingrandirò . Ed egli ripigliate le forze si pose a sedere sul letticciuolo. e alla tua stirpe dopo di te in dominio sempiterno. «Q . E fu detto al vecchio : Ecco che il tuo figlio Giuseppe viene a trovarti. e ti moltiplicherò.C A P O XLVIIL Giuseppe vìsita Giacobbe ammalato : e questi adotta . Dictumque est seni'. ed Ephraìm . e ti farò capo di una turba di popoli. /. 4. come suo padre era ammalato : ed egli presi con sé i due figliuoli. Ecce filius tuus Joseph venit ad te. te in turbas populorum : daboque tibi terram hanc.

se si fosser considerati come rappresentanti la persona di Giuseppe ) . possederanno in eterno quella terra.~i: . e alla tua stirpe dopo di le in dominio sempiterno. darò questa terra a te. Gli altri poi . 5o. Vers. et 29. 6. a cui questo dominio è stato promesso. Gli altri poi. che ognun di questi possederà. Vers. Io gli adotto per miei figliuoli. i g. et Simeon reputabuntur mihi.-: «~i:. e Manasse saran tenuti per miei come Ruben. 4. 13. che questo dominio non avrà fine sino a tanto che duri la nazione. che queste parole. Duo ergo filii tui. ma due porzioni distinte avranno nella terra di Chanaan.. che Rufoen. e miei saranno non meno. e Simeon. di cui fu figura la Chananea. saranno miei : Ephraim. mi morì Rachele nella terra di Cha(3) Sup. fi) mortua est Rachel in terra Cha(i} Sup. perchè se questa nazione fosse distrutta e cessasse di esser tìn popolo . e una repubblica . e porteranno il nome de'loro fratelli nella terra. mei erunt . porteranno il nome de1 loro fratelli. (a) Eph* raim. (2) Jos. 35. ReliguQS autem . secondo lo spirito. 5. letteralmente possono intendersi. 7. e Simeon. i figliuoli d'Abramo. et Manasses^sicut Ruben. che Giusnnn*» avp«f> =>!». d'Isacco.. 6.6. Non veggiam. Imperocché quando io veniva dalla Mesopotamia. 4*. I discendenti di Giacobbe possedettero la terra di Chanaan sino alla venuta del Cristo . che ti sono nati nella terra d'Egitto. 5. che ti verranno dopo di questi. 7. 6. Nomina questi come maggiori di età di tutti gli altri. antequam huc venirem ad te.•"* dominio sempiterno. prima ch' io venissi a trovarti . e di Ephraim. saranno tuoi. e Simeon. che se que' figliuoli di Giuseppe sono agguagliati a Rubén . 7* Mihi enim ^ quando veniebam de Meso~ potamìa.1 duefigliuoliadunque . qui (i) nati sunttibiin terra AEgypti.. et nomine fratrum suorum vocabun* tur in possessionibus suis. ella non potrebbe posseder piìi quella terra : tale è il caso degli Ebrei. Vers. Saranno miei. quos genuerispost eos. tui #runt. molto più agli altri' Quindi eglino saranno capi di due tribù diverse. onde s'intende. Notisi ancora. e avranno non una porzione (come sarebbe avvenuto. e Giacobbe. Saranno contati in una delle due tribù di Manasse.

naan in ipso itinere. che avea tanta premura di esser sepolto co' padri suoi in Hebron . Or egli dice. che si appressino a me ( diss'egli ) affinchè io li benedica. o sia Betlemme. che fossero Ephraim e Manas&e 1« due persone . et sepelivi eam juxta viam Ephratae. quae alio nomine appellatur Bethlehem. Viclens autem fi» lios ejus dixit ad eum : Qui sunt Isti ? 9. e non potea vedere distintamente. disse a lui: Questi chi sono? o. Rachele. ut benedicam illis. eos ad me. 7. e perciò la seppellì non in Ephrata. ed era tempo di primavera. 8. Adduc. avesse dato altra sepoltura alla cara sua sposa. . Oculienimlsrael caligabant prae nimia senectute. Vers. nella quale stagione malamente posson salvarsi i cadaveri dalla corruzione . e la seppellii presso la strada di Ephrata . Respondit : Fìlli mei sunt. mi mori Rackele ec. 10. Queste parole tendono in primo luogo a rendere ragione a Giuseppe del motivo. «he eran vicine a Giuseppe. che con altro nome è detta Bethlehem. Applidtosque ad se deo» naan nello stesso viaggio . E mirando i suoi figli. io. quos donavit mihi Deus in hoc loco. perchè non volle T che fosse sepolta tra gl'idolatri. era di primavera. imperocché quando io veniva dalla Mesopotamia. 8. In secondo luogo queste parole tendono a determinare la parte principale del retaggio. Vers. Questi chi sono1? Essendoseglì indebolita la vista. per cui egli. Imperocché gli occhi d'Israele si erano ottenebrati per la gran vecchiaia. che mena a Betlemme. alla madre di Giuseppe. Fa. inquit. stando io per entrare in Ephrata. et dare vi" dere non poterat.. ma bensì sulla strada. che avrà Ephraim nella terra di Chanaan: del qual retaggio avea in certo modo preso anticipatamente il possesso la madre Rachele coli* essere sepolta in quel luogo. che quando ella mori nel tornar ch' ei facea dalla Mesopotamia. Rispose : Sono i miei figliuoli donatimi da Dio in questo paese. non avea finora saputo discernere. 8. eratfjue vernum tempus et ingrediebar Èphratam.

perchè non gli dessero pena . * Non mì e stalo negato. Disse al suo figlio* <suum : Non sum frali. dire alla sinistra d'IsraeManassen vero in sì. e la sinistra sinìstram autem super sul capo diManasse. Vers. ad dexte. id alla sua destra. e Giuseppe. e tenendoli traile sue braccia. 11. Vcrs* 11. adoravitpronus del padre . E Giuseppe aveneos Joseph de premio doli ripigliati dal seno patris.insu. Manasse poi alla sua nistra sua. 13. xus eos. Non avrei creduto. Questa preferenza data al minor figliuolo era un segno. Avendoli ripigliati dal seno del padre.sinistra. s'inchinò fiin terram.le. . ap.lrasmajor natu erat. come avvertono i Padri.mano destra. E pose Ephraim l'ò. della preferenza. mutans manus. e perchè questi li benedicesse. Ed egli stesa la 14. Trasponendo le mani.EtposuitEphraim ad dexteram suam. 12. 12.Non mi è stato negato datus aspectutuo-. 14.di veder te : e di più per ostendit mihi Deus Dio mi ha fatto vedere la tua stirpe. e fece che plicuitque ambos ad ambedue si accostassero eum.capo di Ephraim fratelraim minoris fratris \ lo minore .Ma appressati cfcefhmn quegli a lui.d?l padre.sctilatuS) et drcumple. Cumque tuìisset 12. che caput Manasse. a lui. Dixit ad filium 11.Qui extendens manum dexteram po. e K pose dinanzi a Giacobbe. com» ponendo le mani. onde aveano il capo nel seno del vecchio. no a terra. Ovvero: incrociando le ma-" ni. cioè alla destra ram scilicet patris. vale a est. ad sinìstram Israel. qui era il maggior nato. 14. Si erant* inginocchiati dinanzi a Giacobbe . semen tuum. la pose sui $uit super caput Eph. li fece alzare. Vers. che avrcbbono i Gentili so- . li baciò .

Vedi Terlull. . Mail. et Isaac. alla presenza del quale camminarono i padri miei Abramo . e dia effetto alla benedizione. Ephraim a Manasse. 17. A Dio adunque doman1* da Giacobbe. come nelle Scritture si veggono molti figliuoli di età minore men considerati negli occhi degli uomini. sono preferite a Manasse. e Isacco . e non è cosa inusitata nelle Scritture. Assai comunemente i Padri per quest' Angelo intendono lo stesso Dio. Deus. Davidde a' sette fratelli. de Bapt. e a Miniasse. Giacobbe ad Esaìi. dice nn antico interprete. ii. e il titolo di suo liberatóre dato da Giacobbe a quest'Angelo n' è un indizio assai forte. pra i Giudei. e disse : Dio. L'Angelo che mi ha liberalo ec. Giuseppe a Ruben. Osservano gì' interpreti. Deus. e figura di quelle nazioni. (2) Angelus. 29. io. 15. che ratifichi. et crescant in multitudinem super ter" ram. in cujus conspectu ambulaverunt patres mei Abraham. ei 3a. e Isacco. e moltiplichino sopra la terra. Ovvero: e r/uelVAngelo. qui eruit me de cunctis malis.15. Yers. quod posuisset ( i ) ffebr. 3i. Phare* a Zara. che mi ha liberato da tutti i mali. vale a dire a?Giudei. E Giacobbe benedisse i figliuoli di Giuseppe . Ephraim. ch'egM con profetico spirito darà ad Ephraim . che Dio sia chiamato con questo nome. et ah'. Ma reggendo Giuseppe. benedicat pueris istis : et invocetur super eos nomen meum. Mosè ad Aronne . Dio. 2. le quali per mezzo della croce di Cristo . 16. come il padre fa) Slip. Tidens autem Joseph. come pure ch« talora a un Angelo diasi il nome di Dio. (ij. Isacco a Ismaele. no» mina quoque patrum meorum Abraham. 18. nel quale credettero. essere preferiti a' maggiori di età: così Abele a Caino. e i nomi ancora de'padri miei Abramo. qui pascit me abadolescen* tia mea usque in prae» sentem diem : 16. Benedixitque Jacob filiis Joseph. L'Angelo. ai. et Isaac. 17. benedica questi fanciulli : ed ei portino il nome mio. che è mio pastore dalla mia adolescenza fino al dì d'oggi : 16.

dicendo: Tu sarai modello di benedizione in Israele. fjum hic est primogenita : pone dexteram tuam super caput ejus. come ad Ephraim e come a Ver». Ma quegli ricuso. o padre ec. La tribù di Ephraim fu effettivamente una 'delle più numerose 7 e possenti d'Israele. e. e presa la mano del padre tentava di levarla dal capo di Ephraim . 20. 19. e questi ancora sarà capo di popoli . 20. 18. E disse al padre: Non va bene così. Non va bene così. Dixitque ad patrem : Non ita conventi^ pater . dicens : In te òenedicetur Israel atque dice tur : faciat tiòì Deus. figliuol mio. e disse : Lo so .fu la pritua nel regno delle dieci tribù. . Dio non avea rivelato a Giuseppe quello che avea rivelato a Giacobbe.. et sicut Manas- avea posta la mano Destra sopra il capo diEphraim . lo so . sicut Ephraim. et appreìiensam manum patris levare conatus est de capite Ephraìm. Vers. che dà sua porzione a ciascheduno secondo ch' ei vuole. Qui rejiuens alt: S ciò. io. ne ebbe pena grande . Giuseppe «ra anch' egli profeta . E allora li benedisse. e si dirà: Faccia a te Dio . fili miy scio: et iste quidem erit in populos^ et multiplicabitur : sed frater ejus minor> major erit illo . 18. discuopre talvolta ali' uno quello che ali' altro nasconde. o padre . ma Dio. ij). et trans/erre super caput Manasse* 18. perocché questi è il primogenito: poni la tua destra sul capo di lui.pater suus dexteram manum super caput E/yhraìmt graviter accepit. e moltiplicherà: ma il suo fratello minore sarà maggiore di lui : e la sua stirpe si dilaterà in nazioni. e trasportarla sul capo di Manasse. et semen illius crescef in gentes. Benedixitcfue eis in tempore illo. La sua stirpe ti dilaterà in nazioni.

che sembra pii* semplice. 7. Io do a te esclusivamente a'tuoi fratelli quella porzione. che dopo la strage de'Sichimiti Giacobbe temendo l'ira de'Chananei si allontanò da que' luoghi. et. ift. e che può disporne. senza temere. 24. ma dispone in favor di Giuseppe . Ma come dice egli. il dirlo ) fa a Dio una tal fede! . Quella porzione . Vers. 22. e Dio sarà con voi. 15. e vi ricondurrà alla terra de'padri vostri. ? La risposta . Ma pongasi mente alla fermezza invariabile della fede. Egli pellegrino in Egitto non solamente riguarda come infallibile per la sua stirpe il possesso di Chanaan. 8. la qual porzione non dovrà entrare nella divisione della stessa terra di Chanaan. 21. (ij Jor. Quanto onore ('siami permei&Q. Et alt ad Joseph filium suum: E n ego morior. onde questo campo fu occupato dagli Amorrei: per la qual cosa convenne a lui di ricuperarlo colla forza. Manisse. E disse a Giuseppe suo figlio : Ecco ch'io mi muoio . •il. iq. e de' suoi discendenti di una porzione dello stesso paese . che alcuno si opponga a questo smembramento. che era in Giacobbe. che io conquistai sopra.se. o metta ostacolo all'esecuzione di questa sua volontà: egli sa. che io conquistai sopra gli Amorrei colla spada . et erit Deus vo» biscum. e coli'arco mio. Consdtuìtcjue Epk* raim ante Ma/lasse. ed ivi vuol esser sepolto . ch'è padrone di quella terra. benché in tutta la sua vita nulla vi abbia avuto del suo fuori di quel campo comprato col suo denaro. cap. e anche coerente al testo sacro. si è. 16. gli Amorrei. Questa porzione donata specialmente a Giuseppe è il campo comprato da Giacobbe. 22. E pose Ephraim avanti a Manasse. xxxm. che questo campo lo conquisto ec. Do tibl (i) partem unam extra fratres tuos>quamtulide manu (2) Amorrhaei in già" diot et arcu meo* (i) i. Jos. i. reducetque vos ad terram patrum VG* strorum.

fi} Deut. tu mia fortezza . e remoti. 2. che a voi succederanno ne'giorni avvenire. vale a dire ne' tempi susseguenti. 3. Ruben primogenitus meus. ÌLJ chiamò Già* cobbe i suoi figliuoli. e poi li benedicevano:' così fece Mosè. figliuoli di Giacobbe. SÌ3 perchè i figliuoli portano i. ascoltate Israele vostro padre. 33. 3. ut annuntiem. che avverranno ne1 tempi avvenire . i. e prossimi.Raunatevi. et audite^ filii Jacob. V ocavìt autem Jacob filios $uos> et alt eis i (i) Congregami' ni. nel quale annunzio contiensi «ache un gran tesoro di salutari avvertimenti. Giacobine moribondo benedice ad uno ad uno i figliuoli . e disse loro : Raunatevi. tufortitudo mea. major in imperio. il più grande in potestà. e Giosuè. 1. quae ventura sunt vobis in diebus novissimis. e ascoltate. Notisi l'auti* cTiissimo costume. e Mathathia. ma per alcuni la benedizione è eam» biata in maledizione. Congregamini. Vers. e principio del mio dolore : il primo ai doni. e lo «tesso Cristo. Yers. Ruben mio pri* mogenito . . 6. 2. secondo il quale i padri prima di morire lasciavano i loro avvertimenti e ricordi a'figliuoli. affinchè vi annunzi le cose . Primo frutto della mia vegeta età E principio del fnio dolore. Chiamò Gìacobbe i tuoi figliuoli. audite Israel patrem vestrum. «e. et principium dolorìs mei : prior in donis. 3.. e finalmente dichiarato il luogo di sua sepoltura sen muore. e riprensione severa* Predice ad essi le cose future. Qui Giacobbe raunati i figliuoli annunzia loro le cose.C A P O XLIX. Tu mia fortezza. e Tobia.

Simeon. e quasi annichilato in paragone di quello che eri. e di scarso numero. perchè sei salito sul letto del padre tuo. sicut aqua : non crescas \ quia (i) ascendisticubile patris fui. tis bellantia* 4. Il più grande in potestà. Vedi Gen. v. e nulla te n' è rimaso . o Ruben. tu. e le altre parafrasi. Cosi dovea essere. JVbn crescerai. et Levi fratreSy vasa iniquità. Il primogenito avea u» quasi prìn*cipato sopra gli altri fratelli. xxxu. sia peli* incesto commesso da lui. e il sacerdozio.telli . Il Caldeo. e facesti oltraggio alla moglie del padre tuo. e comunemente gl'interpreti sottintendono tu saresti stato . l'impero a Giuda. Versando da un vaso l'acqua per terra.Tu li sei disperso come V acqua. al quale era annesso il diritto di ricevere le oblazioni. Parai. non rimane nel vaso nessun segno di quello ebe ivi fn : cosi $ dice Giacobbe. e svapora fino a ridursi a nulla. 6. principio dijigliuolanza. Il primo a? doni.4. come acqua : come acqua. e s. (i}Sup. n si dice trasferita la primogenitura da Ruben in Giuseppe.. Simeon. che bolle . Effusus es. 22. Deuler. come sono tradotte le stesse parole. i. 35. et maculasti stratum ejus. Questi due diritti di primogenitura son qui accennati colla parola doni: il terzo è quello ebe segue. Vedi Deuler. come acqua : tu non crescerai . i. L'Ebreo può dare un altro senso. 5. e tradursi: principio di mia robustezza. "Jnolte cure e sollecitudini a' genitori. 4. 6. còsi tu per la tua indegna passione ti sei svaporato . . Girolamo. perchè ti abbandonasti ad una brutale passione. xxvu. onde dice Giacobbe: tu saresti stato il primo a' doni. hai perduta tutta la tua dignità e grandezza . a te come primogenito dovea spettare il diritto della doppia porzione nella terra di Chanaan. e Levi fra6. il sacerdozio a Levi. Tu ti sei disperso. e come qui leggono anche i LXX. Si potrebbe forse tradurre : ti sei svaporato . 17. vale a di* re. strumenti micidiali d'iniquità. cioè a'suoi figliuoli: onde i. xxi. La tua libidine sarà punita anche colla sterilità. dì mìa fecondila . 20. e hai profanato il suo talamo. ma pel peccato di Ruben la doppia porzione fu data a Giuseppe. Par. Quindi la tribù di Ruben fu sempre poco stimata. \ers.

e la frode usata da questi contro de'Sichimiti. e la loro indegnazione. 7. et in voluntate suasuffoderunt murum* 7. 9. e staro sempre lontano dalle loro conventicole. In tre parole descrive il furore. i. E nel loro mal talento atterrarono la mitraglia. e Levi fratelli. e nella eredità di Giacobbe .6. 13. e detesto tuttora i perfidi. e nella crudeltà. Simeon. 34. (i) quia in furore suo occiderunt virum. 5. Simeon. ovvero alle mura stesse della città. "Maledìctus furor eorum. Fedi i. e la mia gloria non intervenga alle loro adunanze . La loro unione nel mal fare la punirò col dispergerli nella terra d'Israele. 11 singolare pel plurale: ma qui questo singolare ha forza particolare: parlasi tuttora della strage di quei di Sichem. In consilium eorum non veniat anima mea. Strumenti micidiali <P iniquità.. Detestai. Non abbia parte ai loro consigli l'anima mia. i. e parte a Scir. Io li dividero in Giacobbe. etc. Vers. e quando quelli di Simeon crebbero di numero. xv. perchè inflessibile: io li dividerò in Giacobbe. . 7. La mia gloria e qui l'istesso. quia pertinax. 6. xxrx. e Levi umilissimi nella fierezza. iv. e alla tribù di Simeon toccò per sua parte tm angolo nella tribù di Giuda. nelle quali potè ordirsi una sì orribil tragedia. e lì dispergerò in Israele. Non abbia parte alloro consigli V anima mia.. Non perdonarono nemmeno alle mura delle case. perchè nel loro furore uccisero 1' uomo . che l'anima mia.. 19. Paralip. 6. La tribù di Levi fu dispersa pelle città assegnate a'Leviti nelle terre dell' altre tribù . Maledetto il loro furore perchè ostinato. et in coetu illorum non sit gloria mea. (Ps. ^ E la mia gloria non intervenga ec. Uccisero V uomo. Vers. et ìndignatio eorum. quia dura 1(2) dividam eos in Jacob. sono fratelli nel male. vii. come in varii luoghi de'Salmi. e de'palagi. e Ji dispergerò in Israele. e separarli gli «ni dagli altri.} Ripete con maggior forza il sentimento precedente": io sono stato. et 21. e crudeli loro disegni. 6. e\iel loro mal talento atterrarono la muraglia. a5. et disper» gam eos in IsraeL (i} Slip. andarono a cercarsi delle terre nel deserto parte a Gador. Vers. (i) Jos.

ascendisti : requie" scens accubuisti) ut leo.) te laudabunt fratres tui\ manus tua in cervicibus inimico* rum tuorum : adorabunt te filii patris tui. tei corso alla. e qual lionessa : chi anderà a stuzzicarlo ? 87. sei corso alla preda : poi riposandoti ti sei sdraiato . 9. e della pietà . a te daran laude i tuoi fratelli : tu porrai la tua mano sulla cervice dei tuoi nemici : te adoreranno i figliuoli del padre tuo. e Salomone. Vers. e anche di quelli della tribù di Simeon tornò in vantaggio della religione. l'aria qui de'posteri di Giuda: quale è Giuda tra gli altri fratelli. giovin lione: tu. e finalmente ella è oltremodo gloriosa per essere nato di lei il Cristo. che gli scribi. et quasi leaena : quis suscitabit eum ? i. p. Vedremo in quante occasioni questa tribù si distinse sopra le altre. se non in Cristo nato del sangue di Giuda. qual lione . lodare . adorato da tutti gli uomini. tale dice che sarà la tribù di Giuda traile altre tribù.fìgliuol mio. Judo. perchè sarà lodato. . onde la profezia di Giacobbe per un certo lato è una benedizione. Par. g. è i maestri de' fanciulli venivano quasi tutti da questa tribù. che tutti quanti i figliuoli di Giacobbe renderanno a lui onore. che vale. Da questa nacque Davidde. 8. preda. Giuda giovin lione tu . come a primogenito. Gli Ebrei dicono . e ossequio. Giuda . e Zorobabele condottiere del popolo nel suo ritorno della cattività. come Dio. figliuol mio . Per prostrargli. 5.8. Giurìa. fili mi. a te daranno laude i tuoi fratelli. Te adoreranno i filinoli del padre tuo.. e celebrato da tutti i fratelli. che questo figliuolo era per lei argomento di dar lode a Dio: Giacobbe dice ora. ciò si verificò principalmente sotto Davidde principe bellicoso. ma i figliuoli del padre tuo per significare. Giuda. Cosi la dispersione de* Leviti. Catulus leonis Juda : ad praedam . Allude al nome di Giuda. e gli altri re fino alla cattività di Babilonia. Non 'dice i figliuoli di tua madre. gettargli a terra. 3t). Rigorosamente parlando questa profezia non ebbe il suo pieno adempimento. La madre avea posto a lui questo nome per significare. confessare. e Salvatore. *ì chi in un altro a fare scuola. 8. ch' egli merita questo nome. Vers. Tu porrai la tua mano sulla cervice de1 tuoi nemici. 2. e per guadagnarsi da vivere andavano chi in un Inogo. 4^.

x. Vedi IVurn. Nel tempo della cattività troviamo de'giu* dici della medesima stirpe. il quale. Lo scettro NON SARÀ' TOLTO da Giù* da.. la.. e fecero con esso un sol popolo. Josiie xvi. i. i quali coli' autorità ricevuta da lui lo governino. vii.io. Cos.. come un lióne o una lionessa non lasciano d'in* cuter terrore . come noi perde un popolo libero . che diede il tiome a tutta la nazione degli Ebrei. Joan* i. Se i Maccabei. e i suoi ottimati ebbero autorità superiore nel sinedrio.. 4. 11 regno di Salomone fu un regno pacifico . che dee èssere mandalo. Vers. io. e conquistatore. Lo scettro non sarà tolto da Giuda . qual lione. E anche da osservare. Ci} Malt. ma anche della Sinagoga. che si elegga de' consoli. et ipse erit exspectado gentium. xi. benché con Autorità limitata da'Romani. che èrano della tribù di Levi. Dà Davidde fino alla cattività di Babilonia tutti i re di Gerusalemme furono della stirpe di Giuda. 14. benché satolli di preda si stieno sdraiati per terra. consta dalla tradizione non solamente della Chiesa cristiana <. e un' epoca infallibile di sua Venuta. governò la nazione fino agli ultimi tempi. io.. Noi vedremo la tribù di Giuda godere una speciale preminenza sopra le altre tribù.. 3.Dopo il ritorno di Babilonia questa tribù ebbe tal predominio. e qual lionessa. e se i capi del sinedrio furono talora della stessa tribù * la potestà^ che ebbero questi. i. colui. 4$.(i)NONÀUFEEETUR sceptrum de Jud^ et dux de femore ejus. e il condottiero della stirpe di lui. fino a tanto che venga coìui. Jud. la quale non perde perciò il suo impero. qui mittendus est. che dee esser mandato. ma anche i moderni. 2. e i più celebri Rabbini non solo antichi. Dan. i. prima che fosse re in Israele. donec veniat. ed ei sarà l'espeltàzioiie delle nazioni. MH. magistrato supremo. iu Giuda rimase lo .. e alla sua tribù è ottimamente adattati la similitudine d'un giovin lione. Poi riposandoti ti sei sdraialo.fino a tanto elle venga. governarono un tempo. e de' rettori di altra nazione. Che ih queste parole si contenga una certissima predizione del Messia. e s' incorporarono con Giuda. ma rispettato e temuto da tutti . venne in essi trasfusa dalla tribù di Giuda . Tutte le parafrasi Caldaiche convengono nel senso di questa profezia. che dopo il ritorno dalla cattività i miseri avanzi dell' altre tribù si unirono.. 6. e a lui.

e le nazioni . n. e il suo pallio col sangue del1' uva. Peni. ciò?: la Chiesa. cioè la carne di lui. Vol L 20 . fino alla venuta del Messia .. la quale de' credenti Giudei fu primamente formata . le quali lo adorano come loro re . e dice. venuta del Siloh. vale a dire a sé stesso. Da Gesù Cristo in poi Giuda non ha più nè stato . e la sua asina . Del Messìa adunque con figure profetiche ragiona Giacobbe. n>"> autorità. vale a dire il popolo Ebreo avvezzo già al giogo della legge. Vers. e loro Dio. se non a quella. et ad vi* tem . Ed ei sarà P espettazione delle nazioni. xv. Egli è il vero Siloh .Ligansadvineam pullum suum. legherà alla sua vite . cioè il Messo . ed è forza di confessare . più belli del vino. che ne fu lavata non solo la veste interiore. 12. I_Padrì generalmente prendono queste parole come spettanti al Messia. e desiderato. Vino. Lavabit in vino s totam suam. Alcuni traducono 1' Ebreo: a lui obbediranno le genti: altri: a lui si congregheranno.. ofigliomio. et in sanguine uvae pallium suum. i 1 Messia dicesi il desideralo da tutte le nazioni. Laverà la sua veste col vino. o fili mi. 8. dì cui nel versetto precedente. ma anche l'esteriore veste. cap. et den- 11. nè scettro . Egli legherà alla vigna il suo asinelio.. o. e non è più un popolo. Egli legherà alla vigna il suo asinelio. perocché egli è vera vite. i. ix. Pulchriores sunt oculi ejus vino . che non parlandosi qui di Giuda . e sangue dclVuva sono la medesima cosa. Laverà la sua veste col vino . come apparisce da quest' apostrofe : Egli legherà ^ vfigliuol mio ( o Giuda). t i . e si aduneranno le genti: cosi in Aggeo. vale a dire alla Chiesa. 12. e il suo pallio col sangue delVuva. ec. ad altra persona non può piìnnrturalmente applicarci quello che qui si dice. in cui raduna i Giudei fedeli. e la sua asina. 7.. ch'egli legherà col vincolo d ella fede il popolo Gentile alla sua vigna . alla vite. àsina . Joan. a cui il regno appartiene. alla vite. o sia Ambasciatore spedito da Dio con autorità suprema. e la sua. come traduce il Caldeo . come se tutte lo avessero aspettato. Gesù nato di quella tribù fonda il suo nuovo regno . Questo vino significa il sangue di Cristo sparso da lui in tanta copia . asinam suam. e di tutto il nuovo testamento. come sta scritto .11 .. e i scèttro fino alla. Vedi Joan. Gli occhi suoi son. Le nazioni correranno a lui. cioè al Siloh. e a questo suo titolo alludesi in moltissi'*ni luoghi dell'Evangelio. di cui erasi già cominciato a parlare.

Dugento anni prima della conquista della terra di Chanaan predice Giacobbe i luoghi. e lavorare in pace i loro buoni terreni. e dimorò molto tempo in Capharnaum. la quale solamente dopo la sua morte fu conquistata. 14. che toccò alla tribù d'Issachar. 15. i a. Vers. Zabulon in littore moris habitabìt. Issacha. . e ad oriente al mare di Tiberiade. che erano l'una e l'altra di questa tribù. 13. era maravigliosamente bello. e Mosè che tutte queste cose racconta. È notato qui il naturale robusto e laborioso di quelli della tribù d'Issachar : e soggiunge. Si dilaterà sino a Sidone. e divisa. 31 Alcuni spiegano un po'diversamente. 14-e 15.!». i4« Issachar asino forte giacerà dentro i suoi confini. 13. non entrò nè pur egli nella terra promessa. che Issachar amò meglio di pagare un tributo al re d'Israele. che dovean toccare in sorte a' suoi posteri . Gli OócJii suoi son pili "belli elei vino. e dove le navi hanno stazione. e che la sua Vers. e ì suo! denti pììt candidi del latte. Vìdit requiem quod esset bona. ma sino a'confini della provincia chiamata Sidone nelle Scritture . e per la pazienza ne' travagli . ma «n eroe da Omero è paragonato a uij asino per la fortezza. il quale fu concepito inNazareth. e dicono. Zàbulon abiterà sul lido del mare. Vers. II. Paralìp. ec. Intendesi non sino alla città di Sidone nella Fenicia.Issachar asinus fortis accubans inter terminos. e ciò da alcuni interpreti si crede fatto in grazia del Messia . Egli ha considerato . Vedi \. che andar a servire nella milizia. Questa comparazione a* tempi nostri parrebbe poco graziosa . agando anche un tributo a'nemici piuttosto che far guerra per liberarsene. Zabulon abiterà sul lido del mare. et terram quod optima : et suoi denti più candidi del latte. xii. e particolarmente dopo la sua resurrezione.tes ejus lacte candidiores.iin. si dilaterà fino a Sidone. asino forte ec. et in stallone navium perfin gens usque ad Si» donem. io. dal nome della città capitale. cn' ei si contenteranno dì restare ne'loro confi. Descrivcsi la sovraumana bellezza del Cristo. Zàbulon più giovine è benedetto prima d'Issachar maggiore di età . e fertilissimo. la quale godea l'esenzione dal tributo. Il paese di Zàbulon a occidente finiva al mare Mediterraneo. come buona cosa è il riposo. Il paese. io.

Vedi quello che abbiamo detto al capo vii. alludendosi qui al nome di Dan. come ec. dell'Apocalisse. e che di lui si parli anche nel Versetto seguente: egli era di questa tribù. 18. mordens ungulas equi. quanto coli' astuzia . Tedi Plin. che colla forza. 17. 16.supposnìt TiJimerum suum ad portandum. Domine. e la sua tribù non sia delle più grandi. e si è soggettato al tributo. cornuto. Così vuol significarsi. che morde ec. o Signore. che Sansone opererà cose grand i anche più coli'astuzia. come qualunque altra tribù d'Israele. cap. (donde il nome di ceraste). Fiatfiancoluber in via . sicut et alia tribus in Israel. il mio popolo. e colle frodi. IH). l'j. Vers. e s. Vers. benché Dan sia figliuolo di un' ancella. SALUTARE tuum expectabo. 18. Dan. Danjudicabit po* pulum suum. come avere li possa qualunque altra tribù. 9.. il quale nascosto lungo la strada assalisce improvvisamente i passeggieri. Gli Ebrei. il quale debba nascere da questa tribù . f\. xxx. Il ceraste è un serpente del color dell'arena. e combattere la Chiesa non tanto colla forza. il quale non potendo offendere il cavaliere morde nel piede il cavallo per far cadere il cavaliere. * terra è o! lima: e ha spiegato i suoi omeri a portar pesi. P. ec. Vedi cap. 16. LAvSALUTE tua aspellerò io. nel sentiero un ceraste. factusfjue est tributis serviens. G. ut cadat ascensor ejus retro.p. che qui sia accennato Sansone. che questo versetto da molti Padri è inteso dell'Anticristo. La tribù «li Dan avrà de'gin dici del ipopolo d'Israele. Divenga Dan un serpente sulla strada. che morde l'unghie del cavallo per far cadere il cavaliere ali'indietro. . e con ogni maniera di seduzione. Dttn giudicherà. È come se dicesse: il giudice farà giudizio. cerasies in semita. 16. cioè Sansone. sarà come un serpente. Non mancherà a lei quest'onore. vera. Girolamo. Divenga Dan un serpente sulla strada. Non debbo però tacere. e fu uno de'giudici d'Israele. e ucciderlo. Nel sentiero un ceraste. Vedi il libro de'Giudici!. e molti dotti interpreti vogliono. Dan giudicherà il suo popolo . 17.

24) ch'egli abbonderà di olio prezioso. di speranza nel veto Liberator d'Israele dall'aver rammentato Sansone il terrore de' nemici del popol suo prende occasione di volgersi nuovamente a Dio per domandargli quella vera salute. che i frutti di quel paese saran la delizia de*re. 17. "Vers. Giacobbe commenda i grani del paese. Nephtali. Girolamo. io. Non è inutile 1' osservare in qual modo gli antichi Ebrei intendessero le Scritture . prima che lo spirito di cecità e di errore s'impossessasse della sinagoga. 18. o Signore. 21. 16. XXXIH. essendo stata loro assegnata la porzione di là dal Giordano . che viene da lui. et praebebit di Aser. Tenerissima aspirazione di Giacobbe. pronunzia parole graziose. ne la salute di Sansone figliuolo di Manne.19. Gad armato di io. messo in libertà. la quale e transitoria. e si sa ancora. t Vera. cèrvo emissus. la quale e sol per un tempo. ip.tutti i loro fratelli per conquistare la terra di Chanaan. dove vedesi. di cui vers.. Grasso è il pane nìs ejus . che ad esse erano destinati. tna aspetto la redenzione del Cristo figliuolo di David.. egli pulchritudinis. Aser pìnguis po. dietro. il quale verrà a chiamare a se i figliuoli (V Israele: la redenzione di lui e bramata daWanima mìa. cervus 21. E si allestirà per tornar alV indietro. Vedi Jo sue xxn. Vers. e sarà la delizia de're. LA SALUTE tua aspetterò io. G ad accinctus praeliabitur ante eum : tutto punto combatteet ipse accingetur re* rà dinanzi a lui: e si allestirà per tornare all'iatrorsum. ch' egli manderà. Sembra che si accenni quello che leggiamo ne'Numeri. xxxii. e una parte della tribù di Manasse. cap. ovvero quel Salvatore. Nephtali. come la tribù di Gad. Collocate le altre tribù ne'luoghi. si offersero a passare quel fiume innanzi a.. e que'dì Ruben. Il Caldeo parafrasò ia-tal guisa: Io non aspeltp la saltile di Gedeone figliuolo di Joas. Gad armato dì lutto punto combatterà dinanzi a lui. che avea de'vini eccellenti: tutto questo è espresso nobilmente con dire. 20. se ne torneranno que* di Gad finalmente alle loro stanze.etdans eloquio. Cioè^dinanzi. . il quale pieno di fede. che toccherà ad Aser. deUcias regibus. ovvero innanzi ad Israele.20. Grasso e il pane di Aser. Mosè aggiunge C Deliter. e s.

lo che egli fa non Unto per la tenerezza. Vers. che da lui avranno origine. 22. s'ella nou servisse a profeùzzare l'ardore. cervo messo in libertà. Vedi Jud. che getta de* nuovi rami. Vers. Ma lo amareggiarono e contesero con lui. Giacobbe si diffonde con particolare affetto nel benedire Giuseppe. I LXX. e bello di aspetto: le fanciulle corsero sulle mura. con cui correranno a Cristo le nazioni mosse dalle attrattive del più specioso tra' figliuoli degli uomini. e l'impegno. aa. Questa particolarità non parrebbe degna della gravità patriarcale di Giacobbe. 44Vers. Ephraim. i. e con essi alcuni interpreti riferiscono queste parole a Barach. ma di poi nel perseguitare i nemici imitò il cervo stesso nella celerilà. a3. che va sempre di bene ia meglio. ec. e contesero con lui. Le graziose parole. ch' egli avea verso questo figliuolo diletto. e così sarà della sua tribù. ch' egli è un figliuolo. quando andò in Egitto. e vennero in rotta con lui que' maestri di frecce . Figliuolo crescente Giuseppe. e le messe di cui sono buone. quand'ei passava. che le fanciulle egiziane prese dall'avvenenza di lui correvano su'terrazzi. Gli Ebrei. e gli portarono invidia i maestri di tirar frecce. ai. prospera. affili di vederlo. Psalm. o piuttosto delle due tribù. filius accrescens. Ma lo amareggiarono. ch'ei pronunziò. figliuolo crescente . L'Ebreo può tradursi: lo amareggiarono. (i) Filius accrescens Joseph. e quattrocento uomini capaci di portar 1' armi. quando uscì dell'Egitto : gran moltiplicazione è questa in poco piìi di dugenla A*mi. nondimeno la nostra Volgata dà un ottimo senso: amareggiarono Giuseppe. ec. e si avanza. 23. a da Debora. et decorus aspectu : filiae discur» rerunt super murum. quegli arcieri: così Giacobbe uoiiuaa quei suoi figliuoli. sono il cantico cantato da lui. che era di questa tribù. figliuolo crescente. lesserò : Ifephtali e come una pianta . il quale ebbe da principio la Umidità del cervo . Sed exasperave» runteum^etjìtrgati suntt invideruntque illi habentes jacula. Alludendo qui al nome di lui si dice . Nephtali avea quattro soli figliuoli. Nephtalì. e nella gloria. (\) Par. e Manasse: egli soggiunge. Figliuolo crescente Giuseppe . e la sua tribù era di quattrocento cinquantatrè mila. i quali co' delti morda- . 5. iv. 23. quanto per riguardo a colui. e lo trafissero.22. del quale fu sì bella ed espressa figura Giuseppe e ne' patimenti.

benedictionibus uberum> et vulvae. Ecclesiastici xux. guida de'fratelli. colle benedizioni delle mammelle. che giace giù basso. "Vers. Sap. come si ha. e incatenalo. e pietra fondamentale della nuova Chiesa. colle benedizioni dell'abisso. e pietra fondamentale d'Israele. cioè Dio. Giuseppe tra le catene non fu dimenticato da Dìo : la sapienza eterna non abbandono il giusto venduto. L* arco di lui si appoggiò sul (Dio) forte. cap. Per questo. . Fedi Joab. et Omnipotens benedicet tibi òenedicdonibus coeli desuper. benedictionièus abyssi jacentis deorsum. Il Dio del padre tuo sarà tuo aiutatore. e 1' Onnipotente ti benedirà colle benedizioni di su alto del cielo. 24. Giuseppe fu il sostegno della nazione. e lo venderono. Tutto ciò infinitamente meglio conviene a Cristo liberato dalla morte.»4. e degli uteri. E i legami delle braccia e delle mani dì lui furono disciolti. a4' L'arco di luì fi appoggiò sul (Dio) forte. fermezza del popolo. x. e i legami delle braccia e delle mani di lui furono disciolti per mano del possente ( Dio ) di Giacobbe: indi uscì egli pastore. Per l'arco inteudesi frequentemente la difesa: cosi qui dicesi: la difesa di Giuseppe posò tutta sopra l'assistenza del forte per eccellenza.Deuspatris lui erit adjutor tuus. 20. e pietra d3Israele. e risuscitato per essere pastore del nuovo popolo. La mano del possente Dio di Giacobbe fu quella che spezzò le catene di Giuseppe. per questo egli da' suoi combattimenti e travagli uscì rettore di popoli.Sedit in forti arcus ejus> et dissoluta sunt vincula bracinorum et manuum illius per manus potentis Jacob : inde pastor egressus estt lapis /sraeL 2 b. ci. colle derisioni. e finalmente lo gettaron nella cisterna. perehè la mano dell'Onnipotente era con lui. così contro Cristo adoperaron le frecce della lingua gli Ebrei. XLIX. cui egli salvò dalla fame. e lo stabilì in ottima terra. e pietra a' Israele. e colle calunnie afflassero l'anima di Giuseppe. 26. e colla spada della lingua 1' uccisero prima che Filato lo facesse crocifiggere: e a Cristo hanno relazione queste parole del patriarca. 17. Indi egli usci pastore.

tutte le benedizioni. Fino al venir di lui. e l'abbondanza del latte nelle madri per nutrire*! loro parti : imperocché tutto è dono.e tutta la pienezza della divinità . Colle benedizioni delV abisso . Le benedizioni. Le benedizioni del padre tuo sorpassano quelle dei padri di lui . per cui è celebrata cotanto In Isaìa. che giace già basso. che io do a te (dice Giacobbe). vale indire degli Angeli. ovvero co- . e anche de'bestiami. Vers.26. Cristo è qui chiamato il desiderio de'colli eterni. Benedictionem pa^ iris tuicoìfortatae sunt benedicticnibuspatrum ejus. che può da>e il Cielo.. il quale dona ad ogni momento ali' uomo anch\ quello che secondo le leggi della natura ordinate da lui fin da principio stabilì di concedergli. il quale amplissima benedizione porterà a' posteri di Giuseppe. che dove nella ncxtra Volgata si ha adesso donec veniret. Vers. che può ricever la terra. e di tutte le creature spirituali: in lui. cosi colle benedizioni dell'iusso s'intendono le sorgenti. fino al venire di luì. ch'è il desiderio de'colli eterni. a5. 26. 4Q. in cui piacque al padre. cap. desiderano gli Angeli di fissare lo sguardo^ Giuseppe è detto Nazareno tra1 suoi frateilit che vuol dir serrato. onde io fui benedetto da'padri miei: tu sarai ben-detto P*ù & me » «opra di me. e anche più adattata al w$to originale. Debbo osservare . Siccome colle benediioni del cielo s'intendono le pioggie. Tra le varie sposizioni di questo luoj^ questa mi è paruta la più semplice. fino^ tanto che venga colui. sor^ssano quelle. che venjono di lassù. e al moi^0 tutto. cioè dal cielo. le quali da' lunghi sotterranei soijono fuori.«Ile sul capo di Giuseppe . e da cui ricevè la Chiesa si^ sposa queli' ammirabile fecondità . ch'è Nazareno tra'suoi fratelli. ch' e iliesiderìo de1 colli eterni: ec. Cóle benedizioni di su alto del cielo. in varii antichi luanosojtti di essa si ha donec veniat. e fecondare la terra. e di me più felice. che è il desiderio dei colli eterni: posino. dice I\p0sioio Pietro.e Co. sul capo di lui Nazareno tra* suoi fratelli. tutto è bentjizione di Dio. convenga a Cristo. Tutte queste benedizioni vengaUy sopra Giuseppe. e scaturiscono ad irrigare. & in vertice TSazaraei inter fratres $uo$. 26. Intendesì la fecondità dellelonne. Colle benedizioni delle mammelle. e degli uteri. sopra di lui. che abitasse corporalmen. Le benedizioni <*£ padre tuo sorpassano ec. donez veniret desiderium ollium aeternorumi fieni in capite Joseph. Tutte le benedizioni. Colle benedizioni.

la mattina divò^ rerà la preda. Beniarnin lupo rapac -. Queste cose disse loro il pacre . vale a dire ne' tempi veggenti dopo la sua conversione. Tutti questi capi delle dodici iribù d'Israele. Beniamino lupo rapace. 28. in quanto per quest> nome s' intendono i sentkueuti. ma la riprensione. 29. la sera poi. 28. cap. e unto re. quae est in agro Epkron Jfethaeì. il Cristo. e la sera spartirà le spoglie. 28. Haec locutus est eis p ater suuó. Descrivesi il naturale indomabile e fiero di qu-'i della tribù di Beniamin col ritratto di un lupo. e fu coronato. Quasi tutti i Padri Latin'con s. Giacobbe non diede qui veruna ben«dùtione a Ruben. Jud. diceido : Io vo ad unirmi al mio popolo: seppellitegli coi padri miei nelle doppia caverna. Et praecepit eis. e per l'esimia vi>ù. l& mattina ec. e la sera torna a spartirne della nuo^. Omnes ìli in triàubus Israel duodecim. Agostino. CiaschetUno dì essi benedisse ec. nè a Levi. arricchì la Chiesa di molte confate. e ponile. . dicens\ Ego congregor ad popuhim meum\ sepelite me cum patribus meis in spelunca duplici . A'ei fece loro. e consacrato a Dio. di cui fu figura Giuseppe. benedixitque singulis benedizionibus propriis. Vers. Benlamin lupus rapax. il quale la mattina. 27. vale a dire ebbe suprema potestà in Egitto Questo nome istesso ci rappella il Cristo . ronato . egl f« separato e distinto per la sua innocenza. cioè ne' suoi primi anni. xx. Girolamo e s. che è nel campo di EphronHetbeo . e fu segregato da tutti gli uomini. 29. e i ricordi di un padre vicino a morire. e alcuni anche de' Padri Grec' intendono queste parole di Paolo Apostolo nato di questa tri'u. Diede poi loro ordine. fu lupo rapace» persecutor della Chiesa . Vers. 27. che portò il nome di Nazareno. mane comedet praedamì et vespere dividei spotia. e distìnto tra' suoi fratelli . e eiascheduno diessi benedisse colla rropria sua benedizione. il quale al pattino si divora la preda. tiene luogo di benedizione. nè a Simeon.27.Questo carattere de'Beniaruiti apparisce in quello che di essi accontasi.

32. 3a. e pieno d'ogni bene: tutto questo non è capace d'intiepidire in lui il de-. Contra Mambre in terra Chanaan . 32. come questo gran patriarca nella sua vita laboriosa. Ivi fu sepolto e^ gli. 31. che le sue ossa restino in Egitto. e piena di patimenti e di affanni fu una figura di Gesù Cristo l'uomo de' dolori. che un dolce sonno^ Abbiamo in varii luoghi osservato. che pili gli pare . siderio di quella terra. Finitisque mandatìs . Egli vede il figliuolo quasi re in Egitto. e rendè lo spirito. che parlava a'figliuoli. Egli nel tempo. Raccolse i suoi piedi nel letticcìuolo. della quale non solo conferma ad essi il dominio con questa dis» . e Sara sua moglie : ivi fu sepolto Isacco con Rebecca sua moglie: ivi fu sepolta anche Lia. e fermissima alle promesse di Dio. e provato ne'travagli come chiamollo Isaia: quello. ma la morte del giusto non è altro. ma ordina che sieno portate nella terra di Chanaan. Questa è la descrizione di un nomo. si è la fede immobile. sedeva sopra un lato del letto co'piedi in fuora: finito che ebbe di parlare raccolse i piedi nel letto. il quale disponendosi a pigliar sonno accomoda le su« membra in quel sito. e si mori : e andò ad u» nirsi al suo popolo. nella quale volea Dio stabilita la sua discendenza: egli non vuole nemmeno . quibus fdios instruebat. et obiit: appositusque est ad populum suum. 2 3. ( i ) quam emit Abraham cum agro ab Ephron Hethaeo in possession nem sepulchri. Vers. Finiti poi gli avvertimenti dati da lui per istruzione de figliuoli . la quale Abramo comprò insieme col campo da Epbron Hetheo per avervi un sepolcro. Dirimpetto a Mambre nella terra di Chanaan .3 o. vien dato a lui in quel regno un paese fertilissimo . Ibi sepelierunt eumì et Saram uxorem ejus : ibi sepultus est Isaac cum Rebecca conjuge sua: ibi et Lia condita jacet. raccolse i suoi piedi nel letlicciuolo. in. che io desidero. 5o. 31. collegit pedes suos super lectulum. (i) Slip. che si noti particolarmente in lui.

che temevan di sé a motivo delle passate in» giurie. . che imbalsamatibus condirent pa* massero il padre. £ quaranta giorni 3. che questo mestiere d'imbalsamare dovea es&erVfiroprio de' medici. mentre quequadraginta dies : iste gli eseguivano puntuale/uippe mus erat cada* mente il suo comando: posizione. Si vede. come i corpi imbalsamati all'egiziana si conservavano anche per molti secoli: anzi fino al dì d'oggi si trovauo di questi cadaveri. da'quali lo presero gli Ebrei. Egli dopo aver ordinato^ che neWuscir daW Egitto portin seco le sue ossa nella ter» ra di Chanaan s riposa in pace. v e fatto il duolo funebre s va co1 seniori d'Egitto a seppellirlo nella terra di Chanaan\ e aven» do compiuta la cosa con grande solennità.C A P O L. Praecepitcjue servis suis medicis. 2. \^/uod cernens JoseprTruit super fa* duto Giuseppe si gettò ciem patris fiens 3 et sulla faccia del padre piangendo. La maniera tenuta nell'imbalsamare è descritta da Erodoto e da Strabene. Ordino a? medici. a. e baciandeosculans eum. v^iò avendo ve1. i quali erano in numero grandissimo nell' Egìitp. o mummie conservate assai bene. che non s'impafceiai^iuv se nonjdLjjuella. che imbalsamassero ce. dove ogni specie di malattia avea i suoi medici. E ordinò a'm edici 2. Vers. ab* braccia benignamente. Giuseppe fatto imbalsamare il corpo del padre .. ma molto più colla divisione delle parti di essa tra' suoi figliuoli. Quibus jussa ex* plendbus. 1. transierunt passarono. e consola i fratelli. treni. dolo. È notissimo. L' uso d'imbalsamare i cadaveri fu comunissimo presso gli Egiziani.ut aro* suoi servi. 3..

17. dove avea da riporsi il suo corpo. ec. 47.verum conditorum : fle. . nè dovendo finire. 5. che si osservavano dagliEgiziani nel lutto de' privati. Che il padre mìo 5.guod mi muoio : tu mi sepfodi mihi in terra Cha** pellirai nella mia sepolnaan> sepelies me» A" tura. Si vede.va il costume riguardo ptuaginta diebus. peliam patrem meum. et $e. che nella doppia caverna Giacobbe si era preparato il luogo. Eo quod pater meus adjuraverit z/ze.Sup. e poi tornerò. facendomi giurare di dicens : En morior . da Pomponio Mela.imperocché cosi portavitque eum Mgyptus se. Et expleto pian4* E finito il tempo eius tempore. locutus del duolo. o sia le stravaganze. sono descritte da Erodete». e da Diodoro. Credesi.Disse alla famiglia di Faraone. Vers. Si vede da ciò. che mi scavarnelscendam igitur. Vedi cap~ XLI. se non due giorni di più. all'imbalsamare i cadaveri: e l'Egitto fu in lutto per settanta giorni. Vers. Il lutto de' re d'Egitto non durava. ribus PharaoniSy 5. Nella mia sepoltura. 4. che mi scavai ec. perchè il tempo del lutto finito per gli altri. non essendo finito per lui. non poteva egli contro il costume presentarsi in abito di duolo dinanzi al re. vestro^ loguimini in au« insinuate à Faraone. che Giuseppe usasse di tal mezzo per far intendere il suo desiderio a Faraone. Anderò dunque a sepac revertar. e de' re. Vers. mi disse : Io sepulchro meo ( i ). cioè settantadue giorni. E V Egitto fu in lutto per settanta giorni. (i). 29. 4.la terra di Chanaan. pellire il padre mio. se non dopo la sepoltura del padre. in obbedirlo. come fosse onorata la memoria di Giacobbe. 3. I riti. disse Giusepest Joseph ad familiam pe alla famiglia di FaPharaonis : Si inveni raone : Se io ho trovato gratiam in conspectu grazia dinanzi a voi.

impiegarono sette di a quias planctu magno. . che è situata est trans Jordanem : di là dal Giordano: dove ubi celebrantes exse. cuncdque majores Faraone. Situata di là dal Giordano. E Faraone gli dis6. atque armentis i greggi. Domus Joseph cum fratriòus suis. Habuit quoque in 9. et e. Dixitque ei Pharao: Ascende. Il titolo di an» alano riguarda non tanto l'età. come la dignità. Gli anziani della cata dì Faraone. una non piccola turba. Ed egli andò. e fu ba non modica.6. Vers. et sepeli se : Va. che abbia preso Atad per nome di un uomo. mento. et facta est tur. e pleverunt septem dies. g. y. E la casa di Giu8. Girolamo dice. io. e seppellisci il patrem tuum. et gregi. e bus. celebrare il funerale atque vehementi. Giunsero &W aia di Atad.ri. come promettesti eoa giurajuratus es. E giunsero all'aia aream Atad.gli anziani della casa di nis. etc questoluogo ebbe dipoi il nome di Bethagla. abs. S. e gli armenti quae dereliquerant in nella terra di Gessen. Veneruntque ad 10. quae sita di Atad. Sulla riva occidentale del Giordano. io. e di cavalieri. ierunt cum eo omnes andaron con lui tutti senes domus Pharao. La Volgata sembra. o sia delle spine. terra Gessen. Quo ascendente.compagnamento di carquites-. sicut ad' padre tuo.con duolo grande. e 7. 7. se non debbe intendersi: giunsero^ alV aia detta Atad.lasciando ji fanciulli. im. que parvulis. Ebbe ancora accomitatu currus.seppe co'suoi fratelli. profonda» Ver». e tutti i prinnatu terras AEgypti: cipali della terra d1 Egitto : 8.

16. Et idcirco vocatum est nomen loci illius Planctus AE- 11.Reversusque est Joseph in AEgyptum cum fratribus suis .Fecero adunque i figliuoli di Giacobbe. 13. Fecerunt ergo filii Jacob. e con tutto il suo accompagnamento. Quo mortuo . 16. Dopo la morte del quale vivendo in timore i fratelli.3. che a lui facemmo ? . 11. 13. ch'ei non si ricordi dell'ingiuria sofferta. timentes fratres ejus . quam passus est. gypti. quod fecimus\ (i) Sup. i4»E Giuseppe tornò in Egitto co'suoi fratelli . sepelierunt eum in spelunca duplici. E portatolo nella terra di Chanaan. f. 14. lo seppellirono nella doppia caverna^ la quale Abramo avea comprata insieme col campo dirimpetto a Mambre da Ephron Hetheo per farne una sepoltura.12. come egli avea lor comandato. e dicendo tra di loro : Chi sa. Quod cum vidìs$ent habitatores terrete Chanaan dìxerunt i Planctus magnus est iste AEgyptiis. et reddat nobis omne malum. e non voglia renderci tutto il male. 12. 16. Etportantes eum in terram Chanaan. 7. 16. et omni comitatu. E per questo fu chiamato quel luogo il Duolo dell'Egitto. Lo che osservato avendo gli abitatori della terra di Chanaati dissero : Gran duolo menano gli Egiziani. et mutuo collofjuentes: Ne forte memor sit injuriae. sicut praeceperat eis. ( i ) quam emerat Abraham cum agro in possessionem sepulchri ab Ephron Hethaeo contra faciem Mambre. Act. sepolto che fu il padre. sepulto patre.

19. ut servisi Dei patris lui dimittas iniquitatem hanc. Glie a nome suo ti dicessimo : Di grazia poni in dimenticanza la scelleraggine de'tuoi fratelli. che l'imbasciata la portasse Beniamin. per trame quel gran bene. dixerunti Servi lui sumus. pianse Giuseppe. 17. nos quoque oramus. Mandarono ci dirgli : il -patire tuo èc. e prostrati per terra adorandolo. considerino le sole disposizioni della Provvidenza divina. Ittandaverunt ei 'dicentes : Pater tuus praecepit nobis antequam moreretur^ 17. ip. e la malizia usata da loro contro di te : noi pure ti preghiamo di perdonare questa iniquità a' servi del Dio di tuo padre. Ut haec tibi verbis illius diceremus i Obsecro. quam exercuerunt in te'. che il timore faccia dire a questi fratelli una menzogna. la quale permise il loro odio. onde non temè. dissero : Noi siam tuoi servi. ch' essi vedevano. ch'egli potesse giammai pensare a vendicarsi Vers.16. Veneruntque ad eumfratres sui et proni adorantes in terram. 19. Udito questo. Quibus auditiS) flevit Joseph. e la loro persecuzione contro di lui. 18. ch' è avvenuto riguardo a l u i . vale a dire perchè egli fosse la salute di molti popoli . et peccati atque malitiae. clic in tutto quello . Giacobbe conosceva assai bene la mansuetudine. e la carità di Giuseppe. Credési. ut obliviscaris scelerisfratrum tuorum. . Possiamo noi resìstere al volere dì Dio ? Giuseppe per consolare e rianimare i fratelli vuole. Quibus ille respondit : N'olite amerei num Dei possumus resìstere voluntatis 16. il quale non avea avuto veruna parte a quello clic era stato fatto a Giuseppe : e credesi ancora . E andarono a trovarlo i suoi fratelli. e il peccato. Rispose loro : Non temete : possiam noi resistere al volere di Dio ? Vcrs. 16. 18. Mandarono a dirli : II padre tuo prima di morire ci comandò.

I figliuoli ancora di Machir figliuolo diìVIanasse furon posti sulle ginocchia di Giuseppe. 3g. per cui il delitto de'fratelli di Giuseppe sarebbesi convertito in loro profitto. E con essa vuol significarsi. E vide i figliuoli di Ephraim fino alla terza generazione. 11. e salvar molti popoli. Sup. 12. e mansuetudine. e principalmente fie' suoi stessi persecutori.Ed egli abitò^iell5 Egitto con tutta la famiglia del padre suo : e visse cento dieci anni. XXX. 21. Nolite limerei ego pascam vos . ac leniter est locu* tus. Quibus transa» ctis^ (2) locutus est fra. et parvulos vestros. 21. * Possiam noi resistere al volere dì Dio? Ritorna la stessa frase del cap. sicut in praesentiarum cernitis. 22. E in questo ancora egli è simile a quel divino originale. Voi faceste cattivi disegni contro di me . Sup. . (•>.2 o. Consola» tusque est eos. 22. ut exaltaret me. 5. Vos cogitastis de me malum • sed Deus vertit illud in bonum. 23. come vedete di presente.) Hébr. e parlò loro con dolcezza. 12. 20. vixitque centum decem annis. 3a. et salvos faceret multas populos. di cui fu vivissima copia in tutto il tempo di sua vita. Non temete : io nutrirò voi. Dopo tutte que23. ?-. E gli consolò. (\) Filii quo~ que Macliirfilii Manasse nati sunt in genibus Joseph. e i vostri pargoletti. et blande . ma Dio li convertì in bene affine di esaltarmi. Et Jiabitavit in 'AEgypto cum omni domo patris sui". 46. 4?.ste cose disse egli a' (i) Num. Et viditEphraimfilios usque ad tertiam generationem. che non è possibile 1' alterare le divine disposizioni. v.

. FINS DEL LIBRO DELLA. 13. Confida intanto. renderan bene affetti gli Egiziani a Israele. ed è contento che le ossa sue vengano trasferite d'Egitto. Jos. compiuti i cento dieci anni di sua vita. 24* E fattili giurare. quando a Dio piacerà visitarvi il sno popolo. atque dixisset: Deus visitabit vosi (i) asportate ossa mea vobiscum de loco ìsfo: 26. et Jacob. suoi fratelli : Dio vi visiterà dopo la mia morte. Si mori. E imbalsamato fu riposto ia una cassa nell'Egitto. e faravvi passM^da questa terra alla teìPra promessa con giuramento ad Abramo. qual monumento de' benefizii divini lor compartiti per mezzo suo. (ij Exod. expletis centum decem vitae suae annis. che queste. Ver*. «4. dicendo : Quando Dio vi visiterà. Et con" ditus aromatibus repositus est in loculo in AEgypto. 24.* Portate con vói le mie ossa. e a Giacobbe. depositate nel luogo della sua morte.tribus suis: Post mortem meam Deus vìsitabit vos*) et ascendere vos faciet de terra ista ad terram . io. 32. 24. ad Isacco. Mortuus est. portate con voi da questo luogo le mie ossa: 20. ma si adatta a'tempi. Imita Giuseppe la pietà e la religione de'padri suoi. quam juravit Abraham^ Isaac. GENESI.Cumque adjurasset eos.

Sign up to vote on this title
UsefulNot useful