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G r e g o r y

B a t e s o n

Gregory Bateson [1904-1980] - Antropologo, Sociologo, Cibernetico, conosciuto come Gregory, stato uno dei pi importanti studiosi dellorganizzazione sociale di questo secolo. Opponendosi strenuamente a quegli scienziati che cercavano di "ridurre" ogni cosa alla pura realt osservabile, si fece carico di reintrodurre il concetto di "Mente" allinterno di equazioni scientifiche scrivendo due famosi libri (Mente e Natura e Verso unecologia della Mente).

Dal suo punto di vista la Mente la parte costituente della "realt materiale" di conseguenza non ha senso cercare di scindere la mente dalla realt. Prima di divenire un esponente della contro cultura degli anni 60, negli anni 20 e 30 si occup di antropologia, a Bali, aiut a fondare la scienza cibernetica facendo uninfinit di altre cose. Molti pensatori lo inquadrano nel movimento anti-psichiatria per aver fornito un modello e una nuova epistemologia per sviluppare una rinnovata comprensione della follia umana, nonch per la scoperta della teoria del doppio legame. Con i colleghi Warren McCulloch, Gordon Pask, Ross Ashby, Heinz Foerster, Norbert Wiener e altri, contribu ad elaborare la scienza cibernetica. Fu lispiratore di parecchi modelli e approcci nel campo della psicoterapia, tra i quali quello della MRI interactional school di Weakland, di Jackson, Watzlavick e moltre altre scuole di terapia familiare (tra cui la scuola di Milano di Palazzoli) e influenz direttamente terapisti come Brad Keeney, Tom Andersen, Lynn Hoffmann e molti altri.

Comunque i misteri restano. Il mondo appare pi elegante di un tempo...

II fine di tutta la nostra esplorazione quello di arrivare l da dove siamo partiti e di conoscere quel luogo per la prima volta. T.S. Eliot

La Natura non ha Contorni, ma l'Immaginazione s. La Natura non ha Melodie, ma l'Immaginazione s. La Natura non ha Soprannaturale e si dissolve: l'Immaginazione l'Eternit. w. BLAKE, The Ghost of Abel, 1822

I pi sono stati sviati dall'istruzione; credono a questo e quello perch cos li hanno educati. II prete continua ci che inizi la balia, e in tal modo il bambino inganna l'uomo . JOHN DRYDEN, Th Hind and th Panther

Kant gi nel Settecento aveva capito che in un pezzetto di gesso vi sono milioni di fatti ( Tatsarhen), ma pochissimi di essi diventano attuali: quasi tutti non producono nessuna differenza. Nel linguaggio della moderna teoria dell'informazione, si pu dire che l'informazione una differenza che produce una differenza e che tra le infinite differenze immanenti in questo gessetto pochissime diventano informazioni. C' il fatto che questo gessetto a Londra e pertanto differisce da un altro gessetto che si trovi a New York. Ma questa non una differenza efficace, che produca una differenza. Non entra in un sistema di elaborazione dell'informazione. Ci fondamentale per la nostra concezione della vita, per la nostra concezione della morte. E fondamentale per la religione.

La percezione opera solo sulla differenza. Ricevere informazioni vuol dire sempre e necessariamente ricevere notizie di differenza, e la percezione della differenza sempre limitata da una soglia. Le differenze troppo lievi o presentate troppo lentamente non sono percettibili: non offrono alimento alla percezione. Per produrre notizia di una differenza, cio informazione, occorrono due entit (reali o immaginarie) tali che la differenza tra di esse possa essere immanente alla loro relazione reciproca Vi un problema profondo e insolubile a proposito della natura di quelle almeno due cose che tra loro generano la differenza che diventa informazione creando una differenza. E chiaro che ciascuna di esse, da sola, per la mente e la percezione- una non-entit, un non-essere. Non diversa dallessere e non diversa dal non-essere : un in conoscibile, una Ding an sich, il suono di una mano sola.

Mi posi un problema cruciale: che cosa passa dal territorio alla mappa? La risposta a questa domanda era ovvia: ci che passa sono notizie di differenze e nientaltro... I dati primari dellesperienza sono differenze. Con questi dati noi costruiamo le nostre ipotetiche (sempre ipotetiche) idee e immagini del mondo esterno.

...Tra le parole e le cose regna una frattura variabile e misteriosa analoga alla frattura altrettanto variabile e misteriosa che separa le immagini dalle cose... Magritte

Quale struttura connette il granchio con l'aragosta, l'orchidea con la primula e tutti e quattro con me? E me con voi?

Nella mia vita ho messo la descrizione dei bastoni, delle pietre, delle palle da biliardo e delle galassie in una scatola ... e li ho lasciati l. In un'altra scatola ho messo le cose viventi: i granchi, le persone, i problemi riguardanti la bellezza...

Un organismo vivente un sistema auto-organizzantesi, cosa che signica che il suo ordine non imposto dall'ambiente ma stabilito dal sistema stesso. In altri termini, i sistemi auto-organizzantisi manifestano un certo grado di autonomia. Ci non signica che siano isolati dal loro ambiente; al contrario, essi interagiscono continuamente con esso, ma non questa interazione a determinare la loro organizzazione; essi si auto-organizzano.

In Mente e Natura Bateson individua i sei criteri che un sistema deve avere per essere qualificato come mente: 1) Il sistema agisce attraverso differenze. 2) Il sistema formato da parti collegate da canali attraverso i quali vengono trasmesse le differenze. 3) Il sistema dispone di unenergia collaterale. 4) Il processo mentale dipende da catene di determinazione circolari e pi complesse (Mente e Natura). Queste catene fanno s che il sistema sia auotocorrettivo nella direzione dellequilibrio o dellinstabilit. 5) Gli effetti della differenza devono essere considerate come trasformate (versioni codificate) della differenza che li ha preceduti. Questa una conseguenza del fatto che la mappa non il territorio, pertanto nella mente non si avr mai il territorio, la cosa in s, ma solo mappe di mappe. 6) La descrizione e la classificazione di questi processi di trasformazione rivelano una gerarchia di tipi logici immanenti ai fenomeni. La mente deve operare sulla base di livelli diversi, quando la discriminazione tra i livelli di comunicazione distorta o confusa ne derivano paradossi.

Il confine il luogo del contatto specifico tra interno ed esterno, un meccanismo di cuscinetto a due facce, una rivolta verso lorganizzazione intrinseca del sistema, se stessi, laltra verso lambiente, gli altri, che proprio perch si presenta cos pu mettere in comunicazione reciproca ambiti che tuttavia restano separati nella loro specifica determinazione. Le terre di confine come terre di dialogo sono sia elementi di separazione (linea di demarcazione), sia tratto di unione di ambienti diversi.

I saggi vedono i contorni e perci li tracciano disse molto tempo fa William Blake e, tranne che per il chiaroscuro che anchesso composto di differenze -, non vi nulla allinterno dei contorni se non lidentit, che diversa dalla differenza.

Le terre di confine della terapia. Come la costa di un continente la terapia la possiamo definire come la regione di confine tra il mondo acquatico e il mondo delle terre emerse. In questa spazio c solo relazione, non vi un dominatore, ne un oggetto assoluto: ad ogni livello la costa deve mantenere questa sua propriet di zona di confine.
Le differenze tra le persone non rappresentano modi diversi di trattare la stessa realt oggettiva , ma domini cognitivi legittimamente differenti: Uomini diversi culturalmente vivono in realt cognitive diverse che sono ricorsivamente specificate attraverso il loro vivere in esse

Il Controllo invece della Partecipazione Figlia: Che intendi dicendo che una conversazione ha dei contorni? Questa conversazione ha avuto un contorno? Padre: Oh si, sicuramente. Ma non possiamo vederlo perch la conversazione non ancora finita. Non puoi mai vederlo mentre sei allinterno, perch se potessi vederlo, tu saresti prevedibile, come una macchina. E io sarei prevedibile, e noi due assieme saremmo prevedibili. Dire che la conversazione ha un contorno significa dire che ha la coerenza di un sistema organizzativamente chiuso. Il processo comunicativo acquisisce una chiusura che implica la specificazione di un limite o contorno che distingue il contenuto e il contesto della conversazione da tutte le altre conversazioni. Nel far ci i partecipanti si collocano all interno di questo contorno, separati dai non-partecipanti alla specifica rete di conversazione. Intendo definire una tale situazione come chiusura comunicativa. Uno dei problemi della chiusura comunicativa che, quando arriva troppo presto o troppo perentoriamente, essa porta a una conclusione scontata della creativit dei partecipanti. Il loro potenziale congiunto per la creazione di novit, viene bloccato. Il contorno di conversazione a cui Bateson si riferisce nel brano citato, un tratto essenziale (o un indicatore) del tipo di conversazione che si sta svolgendo. In un impegno aperto e dinamico tra le persone impossibile percepire i contorni perch essi sono generati momento per momento dalle interazioni tra i partecipanti. Invece, in una conversazione chiusa e prevenuta, mirata al controllo intenzionale (delle persone e dei risultati), i contorni sembrano tutti troppo chiari e prevedibili, come una costrittiva e opprimente presenza canalizzante che esclude il contributo personale.

Essere prevedibile e meccanico anzich essere spontaneo e capace di improvvisare Figlia: ma non capisco. Dici che importante essere chiari sulle cose. E ti arrabbi con le persone che confondono i contorni. E inoltre pensiamo che sia meglio essere imprevedibili, e non come le macchine. E dici che non possiamo vedere i contorni della nostra conversazione sino a che non sia finita. Allora non ha importanza se siamo chiari o no. Perch non possiamo fare nulla a riguardo ? Pi opprimente la presenza di un contorno predeterminato nella conversazione, pi la conversazione tende a controllare e a prevedere le persone e gli eventi. Questo si osserva spesso nelle discussioni basate sulla recriminazione e l attribuzione di colpe. E la forma comunicativa che ricorre pi spesso in parecchie aziende commerciali. Daltro canto, in assenza di un contorno definito e in presenza di esortazione ad una partecipazione attiva, notiamo lemergere di un alto livello di improvvisazione genuina e spontanea in chi partecipa alla conversazione. Ci si pu vedere nelle organizzazioni che spingono allincremento della democraticit e della partecipazione in maniera appropriata.

Essere manipolativo opposto ad essere presente e socialmente autentico Padre : Si, lo so, e io stesso non lo capisco. Ma, in ogni caso, chi che ha voglia di fare qualcosa a riguardo ? Questultimo commento di Bateson esprime uno dei valori pi significativi del suo punto di vista, il valore di essere presenti e disponibili con gli altri, nelle interazioni comunicative aperte, curando, quindi, lelaborazione di una autentica relazionalit sociale, invece di assumere una posizione unilaterale e manipolativa verso gli altri .

Bateson afferma che la struttura del carattere costituisce lepistemologia personale di ciascuno. Questo non solo , dal punto di vista clinico, il pi interessante tra i significati attribuiti da Bateson al termine epistemologia, ma anche quello che ci dice di pi sul suo progetto complessivo, poich ci indica la via non percorsa del pensiero di Bateson. Nella storia naturale dellessere umano, ontologia ed epistemologia non possono essere separate. Le sue convinzioni (di solito inconsce) sul mondo che lo circonda (cio, le sue premesse ontologiche) determineranno il suo modo di vederlo (cio, le sue premesse epistemologiche) e di agirvi, e questo suo modo di percepire e di agire (cio le sue premesse epistemologiche) determiner le sue convinzioni sulla natura del mondo (cio, le sue premesse ontologiche).

Lontologia, egli afferma, ha a che vedere con i problemi di come sono le cose, che cos una persona e che genere di mondo questo. Si tratta di una definizione informale ma adeguata di ontologia, mentre la sua definizione di epistemologia di tuttaltro tipo. Bateson infatti sostiene che questultima riguarda il problema di come noi conosciamo che genere di mondo questo e che genere di creature siamo noi che possiamo conoscere qualcosa (o forse niente) di tali questioni.

Bateson riteneva che la patologia umana fosse sostanzialmente basata su errori epistemologici, ad esempio, (a) la fiducia nellobiettivit, (b) lintraprendere azioni che ignorano la circolarit di un sistema e (c) il tentativo di controllare una parte del sistema a cui apparteniamo (ad es., lecologia locale, la nostra rete di amicizie, la nostra famiglia e perfino noi stessi). Bateson era particolarmente infastidito dalluso del potere. Egli insisteva nel dire che luso del potere per imporre il controllo rappresentava una forma particolarmente pericolosa e antiecologica di follia epistemologica: Non esiste campo in cui le false premesse sulla natura del s e del suo rapporto con gli altri possano produrre con pi certezza distruzione ed orrore di quello delle idee sul controllo. Non viviamo in un universo in cui il semplice controllo unidirezionale sia possibile. La vita non fatta cos

Quando ci confrontiamo senza successo con alcuni aspetti del nostro mondo, cominciamo a renderci conto del fatto che A non causa unilateralmente B. Bateson si divert a descrivere le difficolt di Alice nel Paese delle Meraviglie di L. Carroll, quando cerca di giocare a croquet usando un fenicottero come mazza ed un porcospino come palla. Il fenicottero (la mazza), brandito per le zampe in modo da colpire con la testa un grosso insettivoro (la palla), non disposto ad accettare questo destino e continua a muovere la testa per evitare una simile onta. Analogamente, il porcospino (la palla) non vedendo di buon occhio di essere colpito da quelluccello dalle lunghe zampe, alternativamente si d alla fuga o si avvolge su se stesso trasformandosi in una pericolosa palla di spine (il che naturalmente non fa che aumentare la determinazione del fenicottero a contorcersi per evitare di essere trafitto). Ovviamente, Alice incontra grosse difficolt ad usare il fenicottero e il porcospino in modo da causare il passaggio della palla attraverso le porte. Durante il gioco ella non riesce granch a sperimentare di essere in grado di causare degli eventi.

Un uomo voleva sapere cos' la mente, ma non nella natura, quanto nel suo personale, grosso computer. Cos gli chiese (nel suo miglior linguaggio di programmazione, naturalmente): "Tu calcoli che sarai mai come un essere umano?". La macchina si mise subito lavoro, analizzando la propria struttura intrinseca. Alla fine, come costume di queste macchine, stamp la risposta su una striscia di carta. L'uomo si precipit a prenderla e trov, nero su bianco, le parole: QUESTO MI RICORDA LINA STORIA.

Essere nessUno : - Sapere Qualcosa & Ogni cosa

nessUno pu sapere tutto nessUna versione dei fatti pu essere completa nessUna realizzazione della realt pu essere la versione finale del divenire umani Qualsiasi conoscenza attuale nel futuro diventer irrilevante Qualsiasi cosa ora utile diventer ridondante Qualsiasi cosa che ora sembra definitiva si riveler essere incompleta

Ogni cosa di cui veniamo a conoscenza non potr mai esaurire il dominio dellignoto Ogni cosa che pensiamo di sapere serve solo ad oscurare la nostra ignoranza Ogni cosa che scegliamo di credere necessariamente nega realt alternative

Vincent Kenny

Il punto che, anche prima della moderna tecnologia, bisognava fare qualcosa a proposito dellinnata separazione tra la consapevolezza ed il resto della mente, perch la consapevolezza senza aiuto avrebbe sempre rovinato le relazioni umane. Perch la consapevolezza senza aiuto deve sempre combinare la saggezza della colomba con lessere innocuo del serpente. Ed io vi dir cosa hanno fatto nellantica Et della Pietra per affrontare quella separazione. Hanno fatto la religione. cos semplice, e la religione tutto ci che hanno escogitato per far entrare dentro luomo il fatto che la maggior parte di lui (ed, analogamente, la maggior parte della sua societ e dellecosistema attorno a lui) era di natura sistemica ed impercettibile alla sua consapevolezza. Questo comprendeva sogni e stati di trance, intossicazioni, castrazione, rituali, sacrifici umani, miti di qualsiasi tipo, invocazioni di morte, arte, poesia, musica e cos via. Ed ovviamente, essi non dicevano chiaramente cosa facevano, n potevano dirlo. Non sapevano cosa facevano, n il perch lo facevano. E, spesso, non funzionava.

Gregory Bateson [1984]. Mente e Natura. Adelphi Edizioni Milano

Gregory Bateson [1976]. Verso Un Ecologia della Mente. Adelphi Edizioni Milano

Gregory Bateson [1997]. Una Sacra Unita`: Altri passi verso un'ecologia della mente. [A cura di Rodney E. Donaldson]. Adelphi Edizioni Milano.

Gregory Bateson & Mary Catherine Bateson [1989]. Dove Gli Angeli Esitano. Adelphi Edizioni Milano.

Mary Catherine Bateson [1992]. Comporre Una Vita. Feltrinelli.

Manghi, Sergio [1998]. ed. Attraverso Bateson. Ecologia della mente e relazioni sociali. Con un lavoro inedito di Gregory Bateson. Milan: Raffaello Cortina Editore

Giovanni Madonna [2003]. La psicoterapia attraverso Bateson. Verso un'estetica della cura. Bollati Boringhieri Editore.