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GIORNALE

LOCALE

GIORNALE LOCALE Domenica 4 novembre 2012 FONDATO NEL 1957 Anno LVI n° 39 • euro 1.20
GIORNALE LOCALE Domenica 4 novembre 2012 FONDATO NEL 1957 Anno LVI n° 39 • euro 1.20

Domenica 4 novembre 2012

FONDATO NEL 1957

Anno LVI n° 39 • euro 1.20

POSTE ITALIANE S.p.A. - SPED. ABB. POST. - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N° 46) ART. 1 COMM. 1 DCB DI MODENA

Giovani Sguardo sulla generazioneWeb.2 Un’indagine Comune di Modena e Università su adolescenti e internet A

Giovani

Sguardo sulla

generazioneWeb.2

Un’indagine Comune di Modena e Università su adolescenti e internet

A PAGINA 2

Scuola Le scuole cattoliche si incontrano Crescere in amicizia, educazione e fede: una giornata al

Scuola

Le scuole cattoliche si incontrano

Crescere in amicizia, educazione e fede: una giornata al S. Cuore

A PAGINA 4

Missioni “Ho creduto, perciò ho parlato” Quest’anno la veglia Missionaria diocesana è stata a San

Missioni

“Ho creduto, perciò ho parlato”

Quest’anno la veglia Missionaria diocesana è stata a San Felice

A PAGINA 8

Missionaria diocesana è stata a San Felice A PAGINA 8 Credo la risurrezione della carne •
Missionaria diocesana è stata a San Felice A PAGINA 8 Credo la risurrezione della carne •

Credo la risurrezione della carne

• M.Pia e Giovanni

RoMPianesi

D urante l’incontro di “Credo la Vita Eterna” di

martedì 16 ottobre, mons. Lanfranchi ha appro-

fondito, in questo anno dedicato alla fede, il tema

“Credo la risurrezione della carne”. Riferiamo al-

cune idee, tra le tante ricevute. “L’uomo – ha detto il nostro arcivescovo – si dice nel corpo; nel corpo esprimiamo dolore, gioia, il nostro essere persone, anche se attraverso di esso non riusciamo sempre a manifestare completamente tutto quello che siamo e che sentiamo nel cuore. Se il corpo è malato, tutta la persona ne soffre, viceversa se siamo sani la totalità di noi stessi ne trae giovamento. Siamo insomma un’unità di anima e corpo. Con la morte questa unità viene dolorosamente scissa”. Il vescovo Antonio ci ha ricordato che la salma dei defunti viene incensata: il corpo ha una sua dignità – Gesù Cristo aveva un corpo - e una sua sacralità, perché è Tempio dello Spirito Santo; senza arrivare ad idolatrarlo, come spesso ac- cade in questi tempi, gli si deve rispetto ed attenzione. “Se è vero che la cura del corpo aiuta mente, volontà e sentimenti, coltivare lo spirito ha una ricaduta positiva sul corpo” ha af- fermato il nostro Pastore, ribadendo che l’uomo è coesione di fisicità e spiritualità. Anche per questo la nostra fede attesta che ogni corpo è stato pensato per un’anima precisa e non per tante, differenti, in cui trasmigrare. La Chiesa Cattolica non condivide quindi la reincarnazione. Il vescovo Antonio ha a questo punto proclamato che la per- sona umana non viene salvata solo nell’anima: Paolo ci dice che Gesù è risuscitato – con il corpo - come primizia, primo

(e non unico) di molti fratelli. E’ come il capostipite, il Padre l’ha mandato per tutti gli uomini. C’è un pezzo della nostra umanità che è già collocato nei Cieli. Risorgerà anche il no- stro corpo! “Si semina corpo corruttibile, si raccoglie corpo incorruttibile” afferma S.Paolo. Non sappiamo come sarà que-

sto corpo glorioso, ma Gesù aveva i segni dei chiodi, quindi

si trattava proprio del suo corpo. Tutto quello che Gesù ha

vissuto nel corpo e con il corpo, lo ha ritrovato e così sarà

per

noi.

Di

questa risurrezione non sono destinatari solo gli uomini,

ma tutta la creazione che, come viene detto nella lettera ai Romani “geme nelle doglie del parto”.

Ecco quindi l’amore, il rispetto per il creato, il quale ha una

sua dignità. Dove, quando questa risurrezione avverrà? Il mi-

stero s’infittisce. Riguardo la sepoltura dei defunti, non si possono ignorare i problemi di spazio e mons. Lanfranchi ha precisato che la Chiesa non si oppone alla cremazione, bensì alla dispersione delle ceneri perché dà molta importanza al culto e alla vene- razione dei defunti e ritiene importante e necessario un luogo dove mantenere viva la loro memoria. Inoltre vede in questa

pratica il rischio di cadere nel panteismo, nel culto e nel ritor-

no alla natura.

Segue a pagina 2
Segue a pagina 2
nel culto e nel ritor - no alla natura. Segue a pagina 2 “Graziaebussola dellaChiesa” L’anniversario
“Graziaebussola dellaChiesa” L’anniversario del Vaticano II Il teologo Roberto Repole: “il Concilio è ancora
“Graziaebussola
dellaChiesa”
L’anniversario del Vaticano II
Il teologo Roberto Repole: “il Concilio è ancora davanti a noi”
Un intervento di mons. Paolo Losavio sul cammino post
conciliare a Modena
E dal 7 novembre al via il ciclo di conferenze proposte dalla
diocesi a tutti i modenesi sulle quattro Costituzioni
Da pagina 9 a 12

2

2 Domenica 4 novembre 2012 N o s t r o T e m p o

Domenica 4 novembre 2012

NostroTempo

Attualità

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Sguardo sulla generazioneWeb.2

spesso ne vorrebbero sapere di più. È quanto emerge da una ricerca condotta dal Comune

di Modena in diverse scuole

secondarie di primo e secondo

grado della città, che ha inter- pellato oltre 2.200 ragazzi di età tra gli 11 e i 16 anni. Ne risulta che naviga abitualmen- te il 99% dei giovani contatta-

ti; ha un profilo su Facebook

il 71% dei più piccoli e il 92%

dei più grandi. Inoltre, la gran

parte degli studenti che hanno

da Rete Net Garage, Centro studi e documentazione giova- nile, Memo e ufficio Politiche

e documentazione giova - nile, Memo e ufficio Politiche risposto al questionario dopo aver seguito in

risposto al questionario dopo aver seguito in classe il corso

Internet sicuro, giudica l’inter- vento positivamente e in gra- do di renderli più consapevoli dei rischi e della navigazione. “La generazione dei cosiddetti ‘nativi digitali’ è molto spes-

so una generazione di ‘digitali

inconsapevoli’: navigano abi- tualmente e hanno un profilo

in uno o più social network ma

ignorano i rischi insiti in un uti- lizzo sprovveduto di internet”, afferma l’assessore all’Innova- zione e alle Politiche giovanili del Comune di Modena Fabio Poggi. “L’amministrazione co- munale, che da anni utilizza siti dedicati per parlare ai giovani

e promuove la diffusione delle

nuove tecnologie, è anche im- pegnata a fornire strumenti per

capire come funziona la rete, in modo che possa essere utilizza-

ta in maniera più consapevole e

sicura. Un’esigenza particolar-

mente sentita con l’esplosione dei social network, strumenti che se utilizzati correttamente possono aumentare la parteci- pazione e il protagonismo dei

giovani”. Le attività in classe e

di ricerca sono state promosse

delle sicurezze del Comune

di Modena, in collaborazione

con il Centro di ricerca inter- dipartimentale sulla sicurezza dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Hanno coin- volto le scuole secondarie di primo grado Calvino, Carduc-

ci, Cavour, Ferraris, Guidotti,

Paoli, San Carlo e le secondarie

di secondo grado liceo Tassoni,

Ipsia Corni, Iti Corni, istituti professionali Cattaneo e De- ledda. I risultati delle ricerche, che hanno approfondito le co- noscenze e l’utilizzo del Web 2.0 e dei social network, le in- fluenze nella vita quotidiana, i rischi connessi e le proposte dei ragazzi, sono stati resi pubblici

in occasione della settimana in

cui si è svolto anche il Linux day: sabato 27 ottobre esperti informatici, giovani cibernauti

e studenti si sono dati appun-

tamento nei locali della Facoltà

di Fisica dell’Università di via

Campi per la giornata dedica-

ta ai software liberi da licenze

commerciali Dalla ricerca con- dotta su giovani dagli 11 ai 16 anni emerge che il la metà dei ragazzi delle medie inferiori

può navigare in rete senza un

filtro di accesso: la percentuale sale al 61% fra i ragazzi delle superiori. I genitori tenden- zialmente non incoraggiano i figli a utilizzare internet, anzi nella maggior parte dei casi li rimproverano per limitarne l’uso, d’altra parte circa 1 su 5 dei ragazzi più grandi stare sui social network ha causato un peggioramento nel rapporto con i genitori. Ma la comuni- cazione mediata da cellulari e computer fa ormai parte della vita quotidiana dei nativi digi- tali che vanno sui social net- work soprattutto per mettersi in contatto con gli amici. Sul

web “si fanno nuove amicizie con coetanei” per il 59% dei preadolescenti e per il 67% degli adolescenti; con le stesse

percentuali la conoscenza vir- tuale si trasforma in amicizia diretta, faccia a faccia. Guardare video, chattare e giocare sono,

nell’ordine, le attività che i gio- vani svolgono più di frequente

in internet, anche se - soprat-

tutto tra i più giovani e più tra

le ragazze che tra i compagni

maschi – se ne sta diffondendo

l’uso per le ricerche scolastiche.

E sono diversi quelli che vor-

rebbero essere aiutati nell’ap- prendimento di internet. Tra i ragazzi delle scuole medie che hanno partecipato al percorso Internet sicuro, circa l’80% ha dichiarato che questo gli ha permesso di capire i rischi che si corrono on line e oltre il 70% ha espresso l’intenzione di es- sere più prudente.

Segue da pagina 1
Segue da pagina 1

Credo la risurrezione della carne

N el successivo dialogo con i partecipanti, il vescovo Antonio ha risposto ad alcuni dubbi, aggiungendo altri spunti di riflessione.

La morte di un caro è un po’ come un pezzo della tua carne che ti è stata strappata, ma è anche un pezzo della tua carne che vive presso l’Eternità. Maria di Magdala subito non riconosce Gesù risorto e que- sto può capitare quando si è troppo attaccati ad una propria idea, ad un proprio sentire: pare che Maria vada alla tomba

per ritrovare dei ricordi, ma sembra destinata a perdere an- che quelli perché la tomba è vuota. Dio, però, non vuole che viviamo di semplici ricordi, sarebbe un rimpicciolire, un re- stringere la relazione con i nostri morti. Perché i nostri cari

defunti, non sono vivi solo nel ricordo, sono viventi!

Riflessioni sulla Parola

Riflessioni

Riflessioni sulla Parola

sulla Parola

“Amerai”(Mc 12,30)

G.G

C osa sta al centro della vita del cristiano? Del suo com- portamento? C’è un qualche punto di riferimento as- soluto? L’uomo onesto è continuamente alla ricerca di questo centro e lo trova nelle parole e nella vita esem-

plare di Gesù, Figlio di Dio.

Che, proprio nel brano del Vangelo secondo Marco di questa domenica, unisce insieme Antico e Nuovo Testamento. Il brano dal Libro del Deuteronomio ricorda ciò che ogni buon Israelita ogni giorno era chiamato a confermare: la fede nel Dio unico e la necessità assoluta dell’amore verso di Lui, “con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze”. Gesù riprende, nella risposta allo Scriba che lo interroga su quale sia il primo di tutti i comandamenti, le stesse parole del Deutero- nomio, ma le completa con una seconda indicazione: “Amerai il prossimo come te stesso”. Viene così legato inscindibilmente l’amore di Dio e l’amore del prossimo. Gesù, infatti, libera l’amore da ogni restrizione. Insegna che pros- simo non è soltanto il parente, l’amico, il vicino, il connaziona- le, ma anche lo straniero, lo sconosciuto, persino il nemico, ossia qualsiasi uomo. Le parole di Gesù saranno tutte in questa direzione, insieme alla sua testimonianza, fino a dare la vita per tutti gli uomini, morendo sulla croce per essi. Va evidenziata anche la precisazione dello Scriba che sottolinea come l’osservanza del comandamento dell’amore faccia perdere di valore ogni ritualità (i sacrifici e gli olocausti). Si tratta di una

comprensione che gli merita da parte di Gesù un riconoscimento straordinario: “Non sei lontano dal regno di Dio”. Per questo, chi si impegna onestamente nell’amore, superando ogni forma di egocentrismo, fa parte della grande famiglia dei Figli di Dio. Riconoscendosi amato da Dio, diffonde intorno a sé l’amore.

Un ricerca di Università

e Comune di Modena

indaga il rapporto tra preadolescenti, adolescenti e Internet

N avigano abitual- mente in Internet e hanno un profilo su uno o più so-

cial network ma della rete non

sempre conoscono le insidie e

Quando il pericolo è in rete

L a ricerca evidenzia anche le situazioni rischiose in cui incorrono i giovani in internet. Il 65% dei preadole- scenti (in aumento dell’8% rispetto al 2011) e l’88%

degli adolescenti mette in rete fotografie di sé e informazioni personali, come nome e cognome. Una consuetudine maggior- mente diffusa tra coloro che hanno un profilo su Facebook. Il 20% dei giovani delle superiori e quasi il 10% dei colleghi più

giovani ha messo on line il numero di telefono e il 15% dei ragazzi più grandi, contro il 7% dei più piccoli (una percentuale

in calo rispetto all’anno precedente) anche l’indirizzo di casa.

Un’imprudenza che riguarda maggiormente i ragazzi rispetto

alle compagne femmine. Oltre il 52% degli studenti più grandi

e il 38% dei più piccoli (in aumento del 4% sul 2011) ha messo

informazioni sulle proprie idee. Il 14% dei preadolescenti ha subito il furto della password (+1,5% sul 2011) e per i ragazzi più grandi il dato sale al 24%; mentre il furto dell’account lo

registra rispettivamente il 9% (in linea con il 2011) e il 15,5%. Avere ricevuto email da sconosciuti ha riguardato quasi il 38% dei preadolescenti (in diminuzione rispetto al 2011 di circa 6 punti) e il 63% degli adolescenti. Ben il 36% dei ragazzi dagli 11 ai 13 anni dichiara di essere stato contattato da sconosciuti (stesso dato del 2011), mentre tra i più grandi la percentuale sale al 64,6%. Oltre il 9,5% dei ragazzi dagli 11 ai 13 anni e

il 16% dei più grandi ha un’amicizia con adulti sul web solo

“virtuale”; per l’11% dei ragazzi di tutte le età dal “virtuale” si è

passati all’incontro “reale”. Il 24.4% dei preadolescenti (stessa percentuale circa dell’anno precedente) afferma di avere ricevu-

to almeno una volta materiali, soprattutto fotografie, con riferi-

menti sessuali, in primo luogo da amici e in misura minore da

adulti sconosciuti e anche conosciuti. E un dato ancora più si- gnificativo riguarda gli adolescenti: quasi il 50% afferma di aver ricevuto materiale con riferimenti sessuali almeno una volta.

E proprio dai commenti dei protagonisti della ricerca emerge

una realtà di incontri sul web non voluti con adulti sconosciuti

e una sollecitazione alle istituzioni a prevenire tali situazioni indesiderate.

Presentato il dossier statistico Caritas e Migrantes: a Modena

Non sono numeri

record di immigrati della regione

il

tinente africano; quasi un terzo (30%) delle domande prese in

per l’87% provenienti dai nuovi 12 Stati membri. I principali Paesi di origine sono risulta-

grave crisi ancora in corso tra

il

2007 e il 2011 ha provocato

 

la

perdita di un milione di po-

ti:

Romania 997.000, Polonia

sti

di lavoro, in parte compen-

 

esame (24.150) è stato definito positivamente. Presenza e aree di origine.

112.000, Bulgaria 53.000, Ger-

sati da 750mila assunzioni di stranieri in settori e mansioni non ambiti dagli italiani. An- che nel 2011 gli occupati nati all’estero sono aumentati di

L ’Italia è un Paese di immigrati. Siamo a quota 5 milioni: uno su dodici residenti

Dossier ha stimato che il

numero complessivo degli immigrati regolari, inclusi i comunitari e quelli non anco-

Il

mania 44.000, Francia 34.000, Gran Bretagna 30.000, Spagna 20.000 e Paesi Bassi 9.000. La ripartizione della stima tota-

nella penisola. È uno dei dati della ventiduesima edizione del

Dossier statistico immigrazio-

ra

iscritti in anagrafe, abbia di

le

per aree continentali vede

170mila. Attualmente gli oc- cupati stranieri sono circa 2,5 milioni e rappresentano un decimo dell’occupazione totale. Nello stesso tempo tra gli stra- nieri è aumentato il numero dei disoccupati (310mila, di cui 99mila comunitari) e il tasso di disoccupazione (12,1%, quattro

poco superato i 5 milioni di persone alla fine del 2011. Nel

prevalere l’Europa, tra comu- nitari (27,4%) e non comuni- tari (23,4%), seguita dall’Africa (22,1%), dall’Asia (18,8%) e dall’America (8,3%), mentre le poche migliaia di persone pro-

ne

di Caritas e Migrantes, re-

2011 il ministero degli Affari

alizzato dalla cooperativa Idos, presentato a Roma, in contem- poranea con altri capoluoghi

esteri ha rilasciato 231.750 vi-

sti

per inserimento stabile, in

prevalenza per motivi di lavoro

regione. Il messaggio che il

Dossier ha scelto per il 2012 è simbolicamente titolato “Non sono numeri”. Terra d’asilo. Nel 2011 sono

di

e di famiglia, mentre sono stati circa 263mila i permessi di sog- giorno validi alla fine del 2010

venienti dall’Oceania e gli apo- lidi non raggiungono neppure

lo

0,1%.

punti più in più rispetto alla media degli italiani), mentre il

che, dopo essere scaduti, non sono risultati rinnovati alla fine

La situazione a Modena. Nel-

la

nostra provincia sono 88.849

tasso di attività è sceso al 70,9% (9,5 punti più elevato che tra

state 42,5 milioni le persone

del

2011. I permessi di soggior-

gli immigrati, il numero più

costrette alla fuga in altri paesi,

no

in vigore alla fine dell’anno,

alto della regione, superiore an- che a Bologna, con un aumen-

gli

italiani). Gli immigrati sono

di

cui 15,2 milioni i rifugiati e

inclusi i minori iscritti sul titolo

concentrati nelle fasce più bas-

26,4 gli sfollati interni. Nello stesso anno sono state presen- tate 37.350 domande di asilo

in Italia, in prevalenza da per-

sone provenienti dall’Europa dell’Est e dal martoriato con-

dei genitori e al netto dei casi

di doppia registrazione (archi-

vio del ministero dell’Interno

revisionato dall’Istat), sono stati 3.637.724. Il numero stimato dei comunitari è di 1.373.000,

to dell1,1% nel 2011 sull’anno

precedente. Nel quadriennio 2007-2011 l’aumento è invece del 36,6%. I nuovi permessi so-

no 6.328.

Mondo del lavoro. In Italia la

se del mercato del lavoro e, ad

esempio, mentre tra gli italiani

gli operai sono il 40%, la quota

sale all’83% tra gli immigrati comunitari e al 90% tra quelli non comunitari.

NostroTempo

Domenica 4 novembre 2012

N o s t r o T e m p o Domenica 4 novembre 2012 3

3

Esperienze
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Il volontariato si presenta ai giovani

Nona edizione delle “Officine della Solidarietà”, organizzata dal Csv. Il presidente Morselli: «Importante riscoprire il senso della comunità»

• Luca BeLtRaMi

riscoprire il senso della comunità» • Luca BeLtRaMi Centro Servizi per il Vo - lontariato di

Centro Servizi per il Vo- lontariato di Modena per valorizzare il volontariato in quanto testimone di valori etici e promotore di stili di

hanno aderito all’iniziativa, ognuna con un proprio spa- zio espositivo e con alcuni responsabili pronti a raccon- tare l’attività e rispondere alle domande degli studen- ti. Durante la presentazione dello scorso giovedì 25 ot-

tobre l’assessore all’Istruzio- ne del Comune di Modena Adriana Querzè ha sottoli- neato il valore del progetto

e

l’importanza di avvicinare

le

persone al mondo del vo-

lontariato già in giovane età:

persone al mondo del vo - lontariato già in giovane età: vita solidali. Cinque giorni per

vita solidali.

Cinque giorni per mettere in

contatto gli studenti mode- nesi con tutte le associazioni

di volontariato del territorio,

promuovendo il senso di cit- tadinanza attiva e di respon- sabilità verso gli altri nei ragazzi, da quelli delle classi terze delle scuole medie e delle classi prime e seconde delle superiori. Sono 24 le associazioni che

«Come spiegava don Loren- zo Milani in “Lettera ad un

professoressa”, l’adolescenza

è l’età dell’impegno, non bi-

sogna avere paura di chiedere

ai giovani di dare una mano,

questo serve alla società, ma anche a loro. Il volontaria- to, come del resto tanti altri settori, hanno bisogno di abbassare l’età media». Del- lo stesso parere il presidente della Fondazione Cassa di

Risparmio di Modena An-

drea Landi: «Il nostro è un territorio storicamente ricco

di impegno sociale e volonta-

riato. In un’età in cui si pensa

molto a se stessi, le “Officine

comunità. In un momento in cui la politica porta esempi negativi, il mondo del vo-

lontariato deve mettere in mostra la parte buona del paese».

deve mettere in mostra la parte buona del paese». della solidarietà” sono un’oc - casione per

della solidarietà” sono un’oc- casione per far conoscere ai

Morselli ha dato alcuni nu- meri dell’iniziativa, che per

«Ogni giorno abbiamo ospi-

ragazzi stili di vita diversi e il volontariato rimane uno strumento importante per formare la personalità dei giovani. Per questo sostenia- mo il progetto del Csv». Angelo Morselli, presiden-

la seconda edizione ha avu- to come sede il Foro Boario:

tato 200 ragazzi, sono circa 800 all’anno i giovani che decidono di aderire alle no- stre proposte. Non tutti poi

te

del Centro Servizi per il

decidono di proseguire, ma

Volontariato, spiega il senso

tatto giovani e associazioni

già

un’esperienza di 20 gior-

profondo dell’iniziativa, che

ni

può aiutare, come hanno

non è solo mettere in con-

dimostrato tutti i volontari che, dopo un’esperienza di

di

volontariato: “Le officine

volontariato, hanno dato la

della solidarietà” è parte di

loro disponibilità in occasio-

un

progetto più ampio, che

ne

del terremoto. Il nostro

coinvolge anche i bambi-

progetto – conclude il presi-

ni

delle elementari e quelli

dente Csv – proseguirà nelle

dell’Università. Vogliamo far

aule scolastiche, con incontri

capire ai giovani che la co- munità è una, è importante

e materiale informativo. La seconda tappa sta nell’asso-

mettere in rete le esperien-

ciarsi: è importante che le

ze

e recuperare i valori di

persone riscoprano la gioia

volontariato e il senso della

dell’impegno sociale».

I l Foro Boario ha ospi-

tato la scorsa settimana

la nona edizione delle

“Officine della Solida-

rietà”, il progetto a cura del

“Officine della Solida - rietà”, il progetto a cura del L’angolo Spiritualità della Anno della Fede
L’angolo Spiritualità della Anno della Fede E se Dio tace? • don naRdo Masetti A
L’angolo
Spiritualità
della
Anno della Fede
E se Dio tace?
• don naRdo Masetti
A te grido, Signore; non restare in silenzio, mio Dio,
perché, se tu non mi parli, io sono come chi scende
nella fossa (Sal 27,1).
L’uomo pone a Dio interrogativi decisivi per la sua
esistenza. A volte Dio tace. A lungo andare questo silenzio
diventa insopportabile e la creatura umana ha la sensazione di
non avere più fiato, per continuare a vivere.
Ma essi non ascoltarono né prestarono orecchio; anzi proce-
dettero secondo l’ostinazione del loro cuore malvagio e invece
di voltarmi la faccia mi han voltato le spalle (Ger 7,24).
Spesso è l’uomo che non pone attenzione a Dio che parla in
moltissimi modi. E’ proprio vero che non c’è peggior sordo,
di chi non vuole udire. Allora il Signore con un cuore di pa-
dre addolorato, si rassegna a rispettare la libertà dell’uomo, ma
continua a parlare anche invano.
Non si trovi in mezzo a te chi immola, facendoli passare per il
fuoco, il suo figlio o la sua figlia, né chi esercita la divinazione o
il sortilegio o l’augurio o la magia; né chi faccia incantesimi, né
chi consulti gli spiriti o gli indovini, né chi interroghi i morti,
perché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore (Dt
18,10-12).
Dio lo sapeva. L’uomo non può trattenersi, specialmente in
certe situazioni, dal gettare uno sguardo anche verso un “alto”
anche se vago e credulone. Chi rigetta la religione, spesso cade
nella superstizione; cioè in qualcosa che “sopra sta”. Si rifiuta
Dio, per credere a maghi ed astrologi.
Tu sei la mia strada, che mi conduce alla meta: alla Patria, alla
casa del Padre. Sarò pellegrino fino a quel momento. Allora,
finalmente, nessuno mi comanderà di andare, né Tu mi dirai
più vieni; ma la tua voce, fatta d’amore, mi inviterà: rimani!

Sono“Piccole ragioni”

Pubblicato il volume sulle esperienze filosofiche condotte nelle scuole d’infanzia di Modena

È stato dato alle stampe di recente il volume Piccole

riconoscere le persone che vogliono lealmente partecipa- re ai nostri progetti da quelli

bambine di quattro e cinque anni parlano del bene e del male. Del mondo che esiste ai

luppare argomenti filosofici attraverso la narrazione e il gioco.

ragioni. Filosofia

che hanno scopi altri? …). La

loro occhi e, appunto, di altri

Di

questa esperienza educati-

con

i bambini (edizioni Fran-

trattazione ha preso, inevita-

mondi possibili. Nelle scuole

va

asse portante è la prospet-

co

Cosimo Panini) dedicato

bilmente, la forma del gioco e

dell’infanzia comunali di Mo-

tiva filosofica tesa a mettere in

alle attività filosofiche svolte

in questo esperimento ludico

dena la filosofia è arrivata così,

questione le realtà ovvie e le

dai

bambini di alcune scuole

si

è immaginato di voler co-

con domande inattese, enig-

certezze consolidate, a “mera-

dell’infanzia del Comune di

struire da zero un paese giusto

mi

e pagine bianche da riem-

vigliare” attraverso la costru-

Modena. Il progetto, realizza-

in cui vivere bene, oppure si è

pire provando la meraviglia di

zione di uno sguardo altro,N

to

dalla Fondazione San Carlo

fantasticato di isole disabitate,

muoversi ai confini tra la filo-

aturalmente le insegnanti non

e

dall’Assessorato all’Istruzio-

mondi pieni di cose scono-

sofia e i giochi del “fare finta”

hanno mirato a fare lezioni di

ne

del Comune di Modena,

sciute, case da inventare, navi

Il

volume “Piccooe ragio-

filosofia ai bambini, ma a uti-

ha

preso avvio nell’ottobre

per viaggiare, paesaggi da sco-

ni”

contiene alcuni saggi in-

lizzare la filosofia come forma

2010 e ha coinvolto alcune

insegnanti cui è stato offerto,

prire e profettare, persone da

troduttivi di vari autori (C.

di

interrogazione e di sapere

sezioni di 16 scuole dell’in-

ospitare. Così, lungola strada,

Altini, M.A. Galanti, A.M.

critico, come modalità di di-

fanzia, grazie al lavoro di 25

in questo cammino compiuto insieme, insegnantie bambini,

Iacono,L. Mori, R. Franchi- ni, B. Pantoli, A. Querzè)

scussione rispetto a ciò che appare scontato, come model-

nel

corso dei due anni scola-

ecco farsi avanti re decaduti e

che esplicitano le motivazioni

lo

di pensiero per ogni pro-

stici 2010/2011 e 2011/2012,

aspiranti regine, ladrie soldati,

teoriche e gli intenti educati-

cesso di denaturalizzazione

un

corso di formazione sulle

viaggiatori sconosciuti e ma-

vi

del progetto, raccontando

dell’esistente. Si è così rivelata

tematiche filosofiche in gra-

ghi che promettono di tutto

anche le tappe attraverso cui

un’intensa capacità di parte-

do

di coinvolgere i bambini

pur di conquistare il potere,

il

percorso si è sviluppato. Ta-

cipazione e coinvolgimento a

di

4 e 5 anni. La filosofia con

poveri e ricchi, adulti e bam-

li

saggi precedono la sezione

una discussione dialettica che,

i

bambini ha affrontato te-

bini di ogni sorta. Sospesi tra

più importante del volume,

senza offrire soluzioni preco-

mi

molteplici, in particolare

il

mondo quotidiano e i mon-

dedicata alla documentazione

stituite, ha condotto a verità

quelli etici (come dovrebbe

di

immaginati, coinvolti senza

di

5 esperienze condotte nelle

provvisorie frutto di una de-

essere progettata e costruita

saperlo oin esempi e metafore

scuole dell’infanzia modenesi,

liberazione giocosa e parteci-

la

città in cui vivere? come

della filosofia, i bambini e le

in

cui sono i bambini a svi-

pata.

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4 Domenica 4 novembre 2012 N o s t r o T e m p o

Domenica 4 novembre 2012

NostroTempo

Scuola

Scuola
Scuola
Scuola
Scuola
Scuola
Scuola
Scuola
Scuola
Scuola
Scuola

Le scuole cattoliche si incontrano

Crescere nell’amicizia, nell’educazione e nella fede: una giornata al S. Cuore Ci siamo anche noi
Crescere nell’amicizia,
nell’educazione e nella
fede: una giornata al
S. Cuore
Ci siamo anche noi
• P aGostino ManfRedini* euro all’anno per alunno. Poi
vernatore della Contea di
si
dice che lo stato finanzia la
• MaRia eLena casaRini
E ’ stato un bel mo-
Sidney che aveva ridotto
del 10% i finanziamenti alla
scuola cattolica della contea:
M ercoledì 24 ot-
tobre è stata una
giornata di festa
per le scuole-
mento quello
dell’incontro delle
quinte elementari
cattoliche modenesi: le classi
paritarie cattoliche della cit-
tà con i ragazzi delle scuo-
le medie Sacro Cuore. Le
scuole cattoliche paritarie di
Modena che si trovano in-
scuola paritaria anzi che toglie
i soldi alla scuola pubblica per
darli alla paritaria (privata di-
cono in molti sbagliando). In
questo modo lo stato fa pagare
due volte la scuola alle famiglie
che scelgono la paritaria e ad-
quinte delle scuole primarie
hanno incontrato le prime e le
seconde medie presso la scuola
secondaria di primo grado Sa-
cro Cuore, in occasione della
premiazione del concorso “Il
mio sogno più bello”.
Il teatro del Sacro Cuore si è
riempito di ragazzi che han-
no applaudito i vincitori del
concorso e hanno assistito al-
lo spettacolo che i più grandi
dirittura inserisce la retta della
scuola nel paniere del “reddi-
tometro”. E non c’è detraibi-
lità dalle imposte delle rette
scolastiche. Oggi si possono
detrarre le spese veterinarie
per cani e gatti, ma non quelle
per l’educazione dei figli. Ma
c’è di più. Diversi studi fatti
dall’Istat e dal ministero stesso
dimostrano che un alunno alla
scuola statale costa in media
“Non riesco a comprendere
come si possa avere un tale
disprezzo per l’istruzione.
Sono una di quelle mamme
che con grande sacrificio
manda una propria figlia alla
scuola cattolica. Sì per scelta,
ma almeno ho la possibilità
stino, direttore del Sacro Cuo-
re, e di don Fedecico Pigoni,
Vicario episcopale per la pa-
storale hanno sottolineato la
gioia e l’entusiasmo sprigio-
nati da tanti giovani scolari,
che stanno percorrendo il loro
cammino di formazione e il
valore della scuola cattolica
ai
loro ospiti più giovani e con
sieme; don Federico Pigoni
che parla dei valori cristiani
in campo educativo, dell’im-
portanza di sentirci parteci-
pi di una unica famiglia, che
fa pregare brevemente insie-
me bambini e adolescenti.
di
scegliere. Signor Gover-
qualche gioco nei campi della
scuola.
Questo momento ludico è
stato un’occasione di incontro
natore come si permette di
prendersi la libertà di deci-
fra alunni di classi diverse e
un’opportunità di conoscenza
e
confronto fra insegnanti di
una scuola che cerca, nell’im-
Veramente un incontro im-
portante e simpatico. Ma
quali problemi stanno die-
tro alla realtà della scuola
cattolica oggi a Modena in
particolare e in Italia in ge-
nerale? La crisi c’è e si sente.
Le scuole paritarie ci devo-
no fare i conti quotidiana-
mente. Famiglie costrette a
rinunciare alla scuola pari-
taria scelta, per le sopravve-
nute difficoltà economiche.
Genitori che hanno paura
del futuro e non sono in
grado di assumersi impegni
pluriennali. Contributi pub-
blici fermi anzi in diminu-
zione da 10 anni (mentre i
costi nello stesso periodo
sono cresciuti del 20%).
Contributi che nella scuola
media e nel biennio della
superiore (nulla è dato per
il triennio delle superiori) si
ferma, quando va bene, a 72
dere dove dovrà studiare mia
figlia. Sarà lei a decidere per
me e per tanti altri genitori,
togliendoci la libertà di sce-
gliere? Farà gli stessi tagli
anche per le scuole pubbli-
7.200 all’anno. Un alunno
che?”.
della scuola paritaria cattoli-
C’è
a Modena con il Comune
ca
costa tra i 3.500 e i 4.000
un
“Patto per le scuole parita-
euro all’anno. Stessi program-
mi, stessi esami, stessa pulizia,
stessa manutenzione, stesso ri-
scaldamento. Se gli alunni che
frequentano le paritarie (circa
un milione) frequentassero
quelle pubbliche costerebbero
allo Stato circa 7 miliardi l’an-
no. La scuola paritaria fa ri-
sparmiare alla scuola pubblica
7 miliardi di euro circa l’anno.
La scuola paritaria non solo
non è una spesa aggiuntiva per
rie”. Potrebbe semplicemente
essere la base per una futura
fattiva collaborazione tra
scuola paritaria e scuola pub-
blica come previsto dalla leg-
ge. Ma se non si pone in atto
un
vero e proprio confronto
dialettico tra le scuole statali
e
paritarie per l’ottimizzazio-
ne
di tutto il sistema scola-
stico non si otterrà nessun
risultato per il bene degli
alunni. Occorre stimolare i
il
bilancio dello Stato, come
molti vorrebbero far credere,
ma un grandissimo guadagno.
processi di ricerca, di innova-
zione e di sperimentazione,
occorre migliorare la qualità,
avevano preparato per loro:
modenese, luogo di crescita
personale e spirituale.
La mattinata assieme è poi
proseguita con una merenda
servita dai ragazzi delle medie
pegno quotidiano, di portare
segni tangibili della propria
vocazione all’amore e all’at-
tenzione, in particolare per i
più piccoli.
La
scuola paritaria è una risor-
l’efficacia e l’efficienza dell’i-
danze e canzoni tratte dalle
attività teatrali, anche in in-
glese, della scuola media.
Gli interventi di padre Ago-
sa
“del” Paese e “per” il Paese,
struzione. Solo un alto livel-
un
capitale a beneficio di tutti
lo
di educazione, accessibile
e
come tale dovrebbe potere
godere dei reciproci ricono-
scimenti e sostegni economici.
Perché più forte e grande è il
numero delle scuole parita-
indistintamente a tutti è ga-
ranzia di un futuro migliore
e
sicuro per tutti. La verità è
rie, più grande è il risparmio
che la scuola privata si pone
“accanto” e non “contro” la
scuola statale, con-corre, cor-
e
il beneficio che totalizza lo
mostre
“insieme” ad essa verso il
perseguimento di un grande
re
9
MOSTRE ITINERANTI
Stato. Questo l’hanno capito
molti Stati europei ed extra-
europei. Una Risoluzione del
Parlamento europeo del lon-
tano 14 marzo 1984 recita: “Il
e
comune obiettivo: quello
Le mostre che proponiamo
della promozione umana,
culturale degli alunni e della
ANNO
DELLA
FEDE
costituiscono una occasione unica
costi
crescita civile, sociale, etica
per approfondire e testimoniare
per a
diritto alla libertà di insegna-
mento implica per sua natura
l’obbligo per gli stati membri
ed
economica del paese.
ciò a cui il Papa ci richiama oggi,
ciò a
Non dimentichiamo infine
nell’A
nell’Anno della Fede.
quanto ribadisce con forza il
Visita il nostro sito per scoprire
i dettagli delle nove mostre,
suddivise in tre percorsi:
di
rendere possibile l’esercizio
magistero della Chiesa circa
di
tale diritto anche sotto il
la
scuola cattolica paritaria
al
cap. IV del documento
Testimoni della fede - L’anno
delle fede - I luoghi della fede
profilo finanziario e di accor-
dare alle scuole le sovvenzio-
ni pubbliche necessarie allo
svolgimento dei loro compiti
“Educare alla vita buona del
Vangelo”. “La scuola catto-
lica costituisce una grande
e
all’adempimento dei loro
Meeting Mostre, offre tutta la propria
esperienza e collaborazione per
l’organizzazione, l’allestimento della
mostra, e la realizzazione di eventi
ad essa connessi.
obblighi in condizioni uguali
risorsa per il paese. In quanto
parte integrate della missio-
a
quelle di cui beneficiano gli
ne
ecclesiale, essa va promos-
Informazioni e prenotazioni:
0541.728565 - Fax 0541/765206
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www.meetingmostre.com
istituti pubblici corrisponden-
ti, senza discriminazioni nel
confronto degli organizzatori,
dei genitori, degli alunni e del
personale” (art. 1.9). “Le pro-
sa
e sostenuta nelle diocesi e
nelle parrocchie, superando
forme di estraneità e di in-
differenza e contribuendo a
cedure in caso di violazione dei
diritti fondamentali si applica-
Un uomo colto, un europeo dei nostri giorni, può credere,
no
anche in caso di violazione
della libertà di istruzione” (art.
costruire e valorizzare il suo
progetto educativo”.
Le nostre scuole paritarie
cattoliche sono scuole della
Diocesi, scuole della Chiesa
credere proprio alla divinità del figlio di Dio Gesù Cristo?” ”
Fëdor Dostoevskij
2.3).
di
www.meetingmostre.com
Emblematica è la lettera in-
viata da una mamma al go-
Dio che è in Modena.
* direttore Istituto
S.Cuore-Modena

NostroTempo

Domenica 4 novembre 2012

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Diocesi
Diocesi
Diocesi
Diocesi
Diocesi
Diocesi
Diocesi

Diocesi

Tra Vaticano II e Anno della Fede,l’ultimo incontro del consiglio Pastorale diocesano è stato caratterizzato da un clima proficuo e sereno

• PaoLo neRi

Un bilancio positivo

la preghiera iniziale, mons. ar-

civescovo ha ringraziato i mem- bri del consiglio per il servizio svolto sottolineando come la partecipazione a tale organismo ecclesiale sia anche un momento

di crescita nella fede personale

dei singoli consiglieri. Don Federico Pigoni,vicario per

la Pastorale, ha passato la parola

al segretario che ha svolto una

panoramica riassuntiva degli argomenti trattati in Consiglio

far circolare questo documento, pensando soprattutto alla pasto-

Assemblea di inizio anno pastorale 2012/2013 (foto d’archivio)
Assemblea di inizio anno pastorale 2012/2013 (foto d’archivio)

lungo l’arco del quadriennio. Il

consiglio ha lavorato molto,svol- gendo egregiamente il compito affidatogli chiaramente dallo statuto e dalle raccomandazioni

rale Giovanile, alle aggregazioni

laicali, ecc… Il vescovo ha rilan- ciato tre parole. Rinnovamento, nella lettera e nello spirito, per

la Chiesa e per la nostra diocesi;

di intendersi sui valori che acco-

munano ma senza fare il passo

di vivere la vita per Qualcuno.

Vede ancora con preoccupazio- ne una certa deriva spiritualisti-

ca di una parte di cristiani.

Don Federico ha poi introdotto

il secondo punto, in ordine al re- cepimento, a Modena, dell’An- no della Fede. Diversi consiglieri hanno riportato come nelle par- rocchie e nei movimenti fervano iniziative molto spesso incen- trate sullo studio degli artico-

li del Credo e sul catechismo

della Chiesa Cattolica. Tra i tanti interventi quelli di diverse aggregazioni, da Cl al Rinno- vamento, dall’Agesci all’Ac e al Csi, che hanno portato diverse

iniziative e attenzioni per l’anno

in corso. Non sono mancati altri

interventi, anche dalle zone ter-

di

mons. arcivescovo all’inizio

occorre recuperare l’anelito e la

remotate, che stanno ripartendo

del

suo servizio di Pastore nella

passione per l’annuncio di quel

con coraggio, grazie a una fede

Chiesa di Modena-Nonantola:

periodo. Comunione, per con-

che non si è spenta ma, anzi, ha

“Consigliare, ma senza appiat- tirsi su analoghe forme proposte

dalla comunità civile; consigli

vergere nell’unità dei doni diver- si; è frutto dello Spirito e della sensibilità umana. La divisione

ripreso vigore. Qualche conclusione di mons. Lanfranchi: occorre non la-

per decisioni più adeguate nelle

è

uno dei problemi della Chie-

sciare cadere le riflessioni sul

questioni pastorali e per offri-

sa di Modena; ci sono fratture

terremoto che portano a ripen-

re elementi di conoscenza per

poter formulare valide proposte

operative”. Successivamente,

mons. Paolo Losavio, vicario per

i Ministeri ha svolto una bril-

lante ed appassionata relazione

sul Vaticano II, che riportiamo

integralmente a pagina 10 e 11. Alcuni consiglieri hanno rin- graziato don Paolo per la sua relazione e hanno fatto propo- ste. Anche mons. Lanfranchi si

è unito ai ringraziamenti a don

Paolo impegnando la diocesi a studiare le modalità con cui

e diffidenze. Serve invece una

grande conversione spirituale e culturale. Impegno per la nuo- va evangelizzazione, che mons.

Lanfranchi lega al dono che ab- biamo ricevuto con la promulga- zione dell’Anno della Fede oggi, col Catechismo della Chiesa Cattolica e con i documenti del Vaticano II. Da un lato vede per Modena un passo in avanti per recuperare il cristianesimo come

fede, basato sull’incontro salvifi- co con Cristo, sull’annuncio pa- squale. D’altro canto c’è il rischio

Pastorale della salute

Chiesa e disabilità

il rischio Pastorale della salute Chiesa e disabilità Q uest’anno gli ormai tradizionali Venerdì del Centro

Q uest’anno gli ormai tradizionali Venerdì del Centro di

Pastorale della Salute presso il Centro Famiglia di Na-

zareth in via Formigina 319 a Modena sono dedicati alla

riflessione su “Chiesa e disabilità”. Venerdì 9 novembre il tema

è “Affettività e sessualità nel disabile”; venerdì 16 novembre, “I

sacramenti e le celebrazioni per i disabili”. Si tratta di due occa- sioni per riflettere su temi sensibili. E’ un modo per portare un contributo alla “31° Giornata mondiale dei diritti delle persone

con disabilità”, promossa dall’Onu per il 3 dicembre, che ha lo

scopo di promuovere la diffusione dei temi legati alla disabilità

per sensibilizzare l’opinione pubblica ai concetti di dignità, diritti

e benessere delle persone disabili, accrescendo la consapevolezza

dei benefici che possono derivare dall’integrazione delle disabi-

lità in ogni aspetto della vita sociale. Anche le nostre comunità sono invitate a modificare molti atteggiamenti affinchè crollino pregiudizi e barriere che impediscono di vedere oltre la “dis-abi- lità”. La sensibilità nelle nostre comunità può aiutare le persone con disabilità ad una più completa espressione personale, speri- mentando relazioni autentiche, nuove modalità comunicative e occasioni di arricchimento per la propria vita fisica e spirituale

Sacerdoti carpigiani

Rientrati dalla Casa del Clero

Q uesta settimana sono

rientrati in Semina-

rio a Carpi i sacerdoti

ospitati dalla Casa del Clero. Per consentire il ritorno di don Nardino Burzacchini, don Gianfranco Degoli, don Mario Melegari, don Renzo Catellani

e don Francesco Cavazzuti è

stata recuperata un’area dell’edi- ficio prospicente corso Fanti in cui i sacerdoti potranno risiede- re. Ad esclusione di don Cavaz- zuti, gli altri sacerdoti anziani erano stati ospitati a Cognento, presso la Casa del Clero della

sare alla pastorale; favorendo le relazioni, senza trascurare la

religiosità popolare. Con una seconda sottolineatura il vesco- vo ha apprezzato l’impegno ad

approfondire il Credo: ottima possibilità per riattivare la ca- techesi per gli adulti in troppe parrocchie un po’ sopita. L’arci- vescovo ha suggerito di trovare il coraggio di una proposta di fede diversificata: la comunità cristiana sappia offrire proposte adeguate alla ‘sete’ di ciascuno.

Bene il risveglio oratoriale, stru- mento grande per raggiungere tutti i ragazzi; non solo quelli che frequentano la parrocchia abitualmente, ma con un pro- getto chiaro. La conclusione è stata dedicata all’impegno della

Chiesa modenese ad affrontare il discorso delle Unità Pasto- rali, unitamente a quello delle strutture fisiche: siamo davvero capaci di gestirle tutte, facendo

la corretta manutenzione? Il ter-

remoto insegna. Da ultimo, don Federico ha rammentato l’importanza di partecipare alle quattro confe- renze fissate sulle costituzioni

conciliari di cui parliamo a pa- gina 9, e ha chiesto impegno per

i gemellaggi con le parrocchie

terremotate. Il primo incontro del nuovo consiglio Pastora-

le diocesano è già fissato per il prossimo 19 gennaio 2013. Con la recita del Credo e la benedi- zione dell’arcivescovo il consi- glio Pastorale diocesano uscente

si è sciolto.

consi - glio Pastorale diocesano uscente si è sciolto. Agenda del Vescovo S abato 27 ottobre

Agenda del

Vescovo

diocesano uscente si è sciolto. Agenda del Vescovo S abato 27 ottobre si è riunito il

S abato 27 ottobre si è riunito il consiglio Pa- storale diocesano per la sua ultima seduta del

quadriennio 2009-2012. Dopo

Ufficio catechistico

Padre Nostro,preghiera che custodisce la nostra umanità

Q uello sulla preghiera è stato davvero un bel percorso che at-

traverso 4 serate ci ha regalato tanti momenti di riflessione,

approfondimento e dialogo molto significativi ed incisivi.

Quante cose mi sono portata a casa! In un primo momento abbiamo preso tra le mani la preghiera che ci ha insegnato Gesù e grazie

all’approfondimento biblico di d. Fabrizio Rinaldi ci siamo immersi

nel testo come se fosse la prima volta: “Padre…in Lui c’è la sorgente

di tutto, della vita, è colui che sa farmi capire come essere felice!”

Di fronte a queste parole come non spalancare gli occhi, le orec-

chie, il cuore per immergersi completamente in questa preghiera

che “custodisce la nostra umanità”? Un’ulteriore tappa del percorso

ci

ha permesso di mettere discussione le nostre precomprensioni e

di

aprirci a nuove prospettive vivendo uno di quei momenti pre-

ziosi e necessari che mettono in movimento verso un cambiamento,

un’evoluzione; testimonianza ne è il fatto che l’approfondimento e il dialogo hanno suscitato nei partecipanti tante domande. Ho capito

che il Padre Nostro non è una formula, ma uno stile di vita che, come

dice Adriana Zarri, “ci deve portare a pregare di meno perché pre- ghiamo di più”quando teniamo insieme vita e preghiera; che occorre collocarsi esattamente come ha fatto Gesù vivendo pienamente la

relazione del Figlio con il Padre, liberandoci così dalla logica degli schiavi; che ci insegna a vivere il presente, nel riconoscimento di ciò che è necessario per diventare autentici, liberati dal non senso della vita: se preghiamo con una logica diversa rischiamo di disumaniz- zarci. Sono tornata a casa forte di una convinzione: qualunque cosa ascolterò o mi verrà trasmessa, devo sempre chiedermi “che volto di Dio mi viene presentato?” Dovrò stare molto attenta a tutte le so- vrastrutture che rischiano di sfociare nell’idolatria e di concentrarmi solo su ciò che Gesù ci ha detto e fatto conoscere di Dio, del Padre Suo…del Padre nostro!!!Ma non è tutto infatti nell’ultima serata ab- biamo vissuto un’esperienza molto intensa: ognuno di noi ripeten-

do

ad alta voce le parole “è bello per noi oggi dire Padre Nostro….”

ha

espresso e condiviso ciò che aveva nel cuore, ciò che si portava

a casa ed ha acceso una candela al cero pasquale a rappresentare la propria preghiera. Una conclusione davvero molto bella ed emozio- nante, perché ha fatto emergere le tante e diverse “umanità”.Mai ti- tolo, quindi, è stato più azzeccato: il Padre Nostro…la preghiera che custodisce la nostra umanità.

Antonella – parrocchia di S.Caterina

Liberiamo la preghiera per riempirla di vita

• danieLa teBasti*

A nche quest’anno l’ufficio catechistico ci ha offerto un percorso

liberante. In 4 serate abbiamo fatto una “passeggiata” nella pre-

ghiera: abbiamo portato alla luce il nostro vissuto sull’argomento

e acquisito nuove consapevolezze illuminati dalla riscoperta del Padre

Nostro. Sono partita appesantita da tanti dubbi: “prego abbastanza?” , “con che atteggiamento lo faccio?” e “perché prego?”. Grazie a diversi stimoli (bellissimo l’estratto dal libro di Adriana Zarri “Un eremo non è un guscio di lumaca”) e coinvolgenti approfondimenti mi sento più serena e mi porto a casa un’idea della preghiera come cammino, una preghiera che cambia durante la nostra vita così come cambia la nostra rappresentazione di Dio, che può subire rallentamenti, crescite, abban-

doni, riprese. Una preghiera che ci è necessaria per diventare sempre più uomini perché tenendoci aperti verso l’Altro che è in noi, possiamo tener saldo il limite della nostra umanità,e allo stesso tempo ci permette

di custodire il vero volto di Dio Padre, di stare in piedi davanti a lui

non facendoci dimenticare i fratelli. Quindi liberiamo la preghiera dall’ idolatria, sensi di colpa e senso del dovere e immergiamola nella nostra vita, riassaporiamo il dialogo intimo e vitale col Padre e la preghiera comunitaria per custodire noi e i nostri fratelli nello stile che ci trasmette Gesù nel Padre Nostro, la preghiera che ci insegna a vivere. * parrocchia di Campogalliano

 

Domenica 4 novembre ore 10 Monteobizzo - Messa ore 11.30 Verica - Messa

diocesi di Modena-Nonantola. “Siamo grati all’arcivescovo Antonio Lanfranchi e al vicario episcopale don Paolo Losavio –

Lunedì 5 novembre ore 20.30 Incontro con Piccola famiglia dell’Annunziata

fa

sapere don Massimo Dotti,

rettore del Seminario – che si sono impegnati in prima per- sona affinché i nostri sacerdoti fossero accolti al meglio nella struttura della loro diocesi”.

Martedì 6 novembre Udienze

Mercoledì 7 novembre Mattinata: incontro con i

Vescovi della Metropolia ore 14 in carcere: Lectio Divina ai carcerati ore 20,45 Conferenza sul Concilio

 

Agenda della

Diocesi

Agenda della Diocesi
 

Giovedì 8 novembre ore 9,30 Consiglio Presbiterale.

Mercoledì 7 novembre ore 20,45 al Forum Monzani Conferenza sul Concilio

Domenica 11 novembre ore 11 Sorbara presso cooperativa Fruit Mode- na Group celebrazione della Gior- nata del Ringraziamento

Sabato 10 novembre ore 10 Cons. Episcopale ore 16 in Duomo - Messa con professione perpetua di Suor Luisa

Domenica 11 novembre ore 11 Sorbara - Messa di Ringraziamento

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Domenica 4 novembre 2012

NostroTempo

La storia

La storia
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La storia

Il ‘primo’ San Cataldo, il cimitero suburbano più antico d’Europa

Una ricerca sulle tracce del nucleo originario settecentesco del camposanto che è stato completamente rivoluzionato nel secolo successivo. E la ‘Pastorale’del vescovo Fogliani che contiene indicazioni per certi versi ancora attuali

• eLena BaLuGani

I ‘tre cimiteri’ di S. Catal- do e quelli più piccoli di frazioni e paesi sono ani- mati, in questi giorni, da

folle di visitatori, nel ricordo di

defunti a volte quasi dimen- ticati e a volte presenti quoti- dianamente e con angoscia a parenti ed amici. Il primo cimitero Il cimitero ottocentesco dell’architetto Cesare Costa - vasto, monumentale, ricco di opere d’arte, eleganti tombe familiari, ampie scale, colonne, verde intorno, con un impiego

del colore nelle colonne e nella fascia di mattoni, ha inglobato

il primo cimitero suburbano.

Tutti e due sono stati affianca- ti, nel secolo scorso, dal terzo cimitero ideato dall’architetto Aldo Rossi: razionale, linea- re, tanto nuovo nella struttura

riduzione, nel 1774, delle par-

rocchie modenesi da 17 a 5 fu

subita dolorosamente dalle au-

stessa dimensione, iscrizioni

controllate da una apposita

Per i fautori

Commissione

morti. Le discussioni sull’ar- gomento raggiunsero persino

i salotti letterari alla moda.

Ippolito Pindemonte, in que- gli anni, scriveva ‘I Cimiteri’ per difendere il culto funerario cristiano e Ugo Foscolo, nella splendida ode ‘Dei Sepolcri’ -

pur partendo da convinzioni materialistiche - esaltava il va- lore umano e soprattutto civile delle sepolture. Modena, per volontà del suo sovrano, anticipò i tempi del-

le disposizioni napoleoniche.

Abbiamo avuto - si afferma

- il primo cimitero suburbano

d’Europa!

Francesco III, con l’ordinanza governativa dell’ottobre 1777,

di fronte alla tentazione di so-

luzioni troppo rivoluzionarie

e invise a gran parte dei suoi

sudditi, dava disposizioni in

materia, ma rassicurava la no- biltà, i maggiorenti e il clero. La Pastorale di Giuseppe Maria Fogliani (16 ottobre

1779).

VI sul cimitero modenese ed

elogia ‘le paterne provvidenze

del clementissimo sovrano’ per

una realizzazione che metteva d’accordo ‘Sacerdozio’ e ‘Im- pero’ (i provvedimenti del vigi-

lantissimo nostro Sovrano per la pulitezza e la sanità della sua capitale non sono difformi dal- le massime della chiesa). Tutti sono invitati a guardare questo luogo - già consacrato dalla benedizione vescovile - con occhio più religioso e devoto”.

“Quanto sono diverse le idee della vera religione dalle idee

della pietà popolare!” sottoli-

nea il colto vescovo ed, in ma-

niera piana, con brevi citazioni in latino immediatamente tra-

dotte, mons. Fogliani giusti- fica il perchè “non c’è nessuna

radicale novità in questi cimi- teri fuori le mura, ‘luoghi del dolce sonno’ per i nostri de- funti prima della tromba del giudizio universale”. Ricorda che nei primi 3 secoli dell’era cristiana nessun morto

neppure una cappella, che poi

fu edificata piccola e spoglia.

Oggi non è più possibile rin- venire le tracce di questo set- tecentesco ‘magazzeno di cadaveri’, a seguito della com- pleta ricostruzione operata, nella seconda metà dell’‘800, con altre conoscenze tecniche, altre risorse economiche e so- prattutto con altri intenti. Il terreno scelto nel ‘700 risultò paludoso, con falde acquifere troppo superficiali. L’area, a forma rettangolare, fu circon- data da un terrapieno peri- metrale alto tre metri e mezzo

rispetto la campagna circo-

stante. Si accedeva da est (ver-

so la chiesa cinquecentesca di

S. Cataldo, anch’essa umida e fatiscente) e da sud, superando due ponti posti su un fossato:

un’isola sopraelevata, dunque,

lontana dal traffico cittadi- no. All’interno erano previste grandi arche sepolcrali tutte

uguali in grado di accoglie- re, nelle botole poste a livello

in grado di accoglie - re, nelle botole poste a livello torità diocesane. Un campione di

torità diocesane. Un campione

di attivismo, dunque, ma sol-

tanto dopo la morte del padre Rinaldo. Come principe eredi-

tario aveva invece assecondato

i capricci della bella moglie

francese: feste, balli, spettaco-

li teatrali, lunghi viaggi, lusso

sfrenato nella Villa di Rival-

ta, bella come una Versailles.

L’immorale Carlotta Aglae d’Orleans non conosceva nè disciplina nè dovere. Scanda-

lizzava le morigerate dame di

più estremisti e giacobini delle

nuove teorie il nuovo modello

di organizzazione cimiteriale

doveva contrastare i privilegi acquisiti da nobiltà e clero, che

La

pastorale di Giuseppe Ma-

fu

sepolto all’interno di una

di

terreno, decine di morti. Il

ria

Fogliani, vescovo di Mode-

città. Così prevedevano “le 12

tutto eseguito secondo un pro-

na

dal 1758 al 1785, “affabile,

tavole e le disposizioni degli

getto tecnico - di cui non ci è

dolce, cortese”, grande bene- fattore, illustra ai fedeli e al cle-

Imperatori Adriano e An- tonino Pio e mai i Cristiani

stato possibile rinvenire e con- sultare l’originale – funzionale,

ro,

nell’imminenza del giorno

violarono queste norme”. Nel

almeno per quei tempi, e vo-

della commemorazione dei

IV

sec. si fece eccezione “per

lutamente spoglio ed anonimo.

defunti, la posizione ufficia-

il grande Costantino, sepolto

Al

centro di un piazzale venne

le

della Chiesa modenese nei

nell’atrio della grande Chiesa

poi eretta una croce simbolo di

confronti del nuovo cimitero

dei

Santi Apostoli da lui edi-

luogo consacrato. Le sepolture

suburbano. Patrizio reggiano

di famiglia nobile e antichis-

sima - che aveva dato illustri

ficata in Costantinopoli e, più

tardi, per altri eminenti per- sonalità del tempo. Purtroppo questo uso “che allettava l’uma- na ambizione” si estese nei se- coli, nonostante la contrarietà espressa dai pa- stori più zelanti, contrarietà ri- badita vigoro- samente da Pio V. La Pastorale continua chia- rendo le moda- lità ed i giorni dell’anno in cui, visitando la cap-

vennero assegnate, successi- vamente, secondo un ordine sociale. Il cimitero di Cesare Costa Questo sostituirà, ingloban-

dolo, il più antico ed è il luo-

go delle diversità all’interno di

una costruzione accuratissima

e razionale, di grande elegan-

za formale, “tipo e modello di

perfezione”, secondo il giudi-

zio della Commissione esami- natrice. Il progetto, promosso dal Governo estense nel 1850,

cominciò ad essere attuato nel 1870, dopo gli sconvolgimen-

ti politici intervenuti, con una

previsione di lavori per almeno sei anni per portare a compi- mento soltanto il prospetto principale, la bella e grande chiesa con calotta a volta sfe- rica e copertura in rame ed una parte dei corpi laterali. Molti sono ancora i cambiamenti strutturali intervenuti nel bel cimitero in questi ultimi 130 anni. La burocrazia ha mol- tiplicato e spesso cambiato le regole dell’organizzazione ci-

miteriale. L’iniziativa privata, quasi invadente, sta modifi- cando abitudini.

Si è, forse, fatta più rarefatta la

consuetudine di visitare i no-

stri defunti? L’antica pastorale insegnava: “Salutare sempre fu

e santo il pensiero di porgere

sollievo all’anime dei trapassati con le preghiere”.

Pianta e prospetto lungo (interno) del progetto del nuovo cimitero Disegno firmato da Cesare Costa
Pianta e prospetto lungo (interno) del progetto del nuovo cimitero
Disegno firmato da Cesare Costa 1860

amavano essere sepolti nel-

le chiese, per ostentazione. Si

personaggi alla Chiesa, alle

scienze e alle armi - uomo col-

che, almeno all’inizio, sembra-

corte con le sue abitudini spre-

vano apprezzarlo soltanto gli

giudicate, coinvolgendole fino

esperti, i professionisti, i tecni-

a

tarda notte in interminabili

ci. Venivano e vengono ancora

e

costose partite di ‘biribisso’,

da tutto il mondo a visitarlo.

una sorta di roulette ante lit-

Il

più antico (1771–1778) fu il

teram. Tutto il ‘700 fu epoca

più ‘innovativo’, almeno nelle premesse ideologiche che lo avevano prodotto. Costrui- to per volontà di un energico sovrano, il duca Francesco III d’Este, con ambizioni ‘moder-

ne ed europee’ - definito dagli storici ‘il sovrano urbanista’

di grandi novità e grandi con-

traddizioni.

Il Papa, da Roma, applaudì

all’ iniziativa ducale, conce-

dendo, con ben tre documen-

ti, ampie indulgenze a chi

visitava la chiesa del nuovo cimitero suburbano, costruito

pella del nuovo cimitero, confes- sati e comuni-

cati, si potevano acquistare le indulgenze con- cesse dal Papa, con i Brevi del

-

governatore per anni della

a

nord-ovest della città ed ad

voleva inoltre sottrarre alla

to,

con inconsuete conoscenze

14 agosto 1779.

Lombardia ha goduto di un

un chilometro dalla cittadella

Chiesa la gestione spirituale,

di

meccanica, botanica e mi-

Nulla, in realtà, era stato così

balcone privilegiato sull’Eu-

fortificata.

ma anche economica del cul-

neralogia, scrive nella lucida

semplice e chiaro, fin dall’ini-

ropa. Intervenne su Modena

Circa 30 anni dopo (1806) Na-

to

funerario: un cambiamen-

pastorale che abbiamo potuto

zio, a proposito di quel cimi-

allineando strade, abbatten-

poleone Bonaparte estendeva

to

dettato da preoccupazioni

consultare (il documento è in-

tero. I nobili della città - vistisi

do portici e isolati fatiscenti,

anche all’Italia l’Editto di Saint

igienico-sanitarie (le chiese

serito in una corposa raccolta

trattati alla pari del resto della

costruendo, in S. Agostino, il

Cloud’

(1804) imponendo di

e i sagrati erano spesso invasi

di

Atti vescovili e vicariali, or-

popolazione, anche degli indi-

grande ‘Spedale’ e, di fronte,

seppellire i morti fuori dalle

da

odori insopportabili), ma

l’immenso ‘Albergo dei poveri’. Intervenne su una miriade di Opere Pie unificandole in una sola, occasione purtroppo di saccheggio di beni ecclesiastici

mura, dando disposizioni igie- nico-sanitarie e democratiche, secondo elaborazioni filosofi- che che affondavano le radici nell’Illuminismo europeo del

anche fortemente ideologico e livellatore, un preciso segnale politico-culturale che apparì a molti spersonalizzante e mate- rialistica.

dinata e conservata dai france- scani della antica “Parrocchia

S. Cataldo e S. Giacomo”):

“Il Vescovo si compiace della nuova costruzione,accogliendo grato ‘i tesori delle Sante In-

di

genti - avevano minacciato di disertare il sito (magari sep-

pellendo i famigliari defunti nelle cappelle gentilizie delle loro ville di campagna). Nel progetto del nuovo cimitero

e

religiosi, arbitrii e truffe. La

XVIII

secolo: sepolture della

Si voleva soffocare il culto dei

dulgenze’ profuse da papa Pio

non era prevista, inizialmente,

NostroTempo

Domenica 4 novembre 2012

N o s t r o T e m p o Domenica 4 novembre 2012 7

7

La ricostruzione
La ricostruzione
La ricostruzione
La ricostruzione
La ricostruzione
La ricostruzione
La ricostruzione
La ricostruzione

La ricostruzione

L’Anno Accademico dell’ateneo di Modena e Reggio è stato aperto a Mirandola. Tra terremoto, ricostruzione e welfare. In crescita il numero degli studenti

• don Luca BaLuGani

ome mai siamo qui?” Così il retto- re dell’Università di Modena e Reg-

gio Emilia, professor Aldo

Tomasi, ha iniziato il proprio discorso di apertura dell’Anno Accademico 2012-2013 tenu- tosi quest’anno a Mirandola, poi concluso con le parole:

“Viva l’Università di Modena

e Reggio Emilia”, cui è seguito

un lungo applauso. Il Rettore ha ritenuto che questa inizia-

C

“Viva l’università”

industriali del territorio mode- nese e reggiano. Il problema del finanziamento è stato esaminato in maniera approfondita: solo la quali-

nato. I numeri evidenziano la

riduzione: per i docenti si è passati da 882 a 795; il perso- nale amministrativo e tecnico

è sceso da 759 a 682. Da 32

welfare concerne non solo sa-

stato di dipendenza è ricono-

nità, pensioni e istruzione, ma

sciuta, mentre non lo è quella

anche le persone dipendenti,

di

chi assiste, in particolare

cioè i bambini e gli anziani,

le

donne, che sono concepite

nonché i portatori di handicap.

come soggetti in relazione ad

i portatori di handicap. come soggetti in relazione ad Il lavoro di altri (sono infatti madri,

Il

lavoro di

altri (sono infatti madri, figlie

cura

è

la

e mogli).

compo -

La concezione classica di

nente fon-

welfare è nata in un contesto

damentale

in

cui c’erano la garanzia del

della

stenibilità

e del man-

tenimen-

to

s o c i e t à ,

ma

una

so-

di

oggi è

diventato

un

sociale che

nodo

posto di lavoro, la separatezza

del tempo di lavoro dal tempo

libero e la stabilità della strut-

tura familiare. La partecipa- zione delle donne al mercato

del lavoro (come realizzazione

personale, ma anche per sop- perire alle necessità econo- miche e tutelarsi in caso di divorzio), la de-standardizza-

miche e tutelarsi in caso di divorzio), la de-standardizza - chiede di essere approfondi - to

chiede di essere approfondi- to anche su un piano teorico. Questione di partenza è che la titolarità di diritto di chi è in

zione del mercato del lavoro, l’instabilità delle relazioni

coniugali, il calo demografico

e

per-

l’accentuazione

della

centuale anziana, l’aumento della mobilità demografica

stanno mettendo in difficoltà

la struttura del welfare. Au- menta la domanda di cura e diminuisce l’offerta informa- le: un esempio riportato dalla professoressa Guerra è quello delle nonne che hanno ge-

nitori non autosufficienti da accudire, aiutano per la cura dei nipoti e potrebbero ancora avere figli in casa. Il welfare dovrebbe diventare un sistema per la realizzazione

delle persone in ambito socia- le: il diritto alla cura dovrebbe essere sociale, come anche il lavoro di cura. In Europa es- so è armonizzato con il lavo- ro remunerato

laddove l’uo- mo si assume compiti di cura verso i figli (un modello più nordeuropeo). Ma la discri- minazione di sesso permane anche quando il lavoro dome- stico è affidato all’esterno: i lavori di cura sono affidati a donne sfrut- tate, sottopa- gate e spesso in nero. Ciò

richiede perciò un ulteriore e profondo ripen- samento, anche accademico, della struttura attuale del wel-

fare.

tiva potesse essere una risposta

tà dell’Ateneo (premiata con

dipartimenti si è passati a 14,

a

crisi e terremoto, anche alla

appositi fondi statali) ha per-

accorpando in tal modo i cen-

luce dei 300 iscritti provenien-

messo di contenere i tagli pro-

tri

decisionali.

ti

dalle zone terremotate. A

gressivi, limitando a -6% il calo

La

qualità, invece, non è calata.

terremoto appena accaduto,

negli ultimi anni. Purtroppo

Oltre la metà dei laureati nel

rimanendo in corso, con per-

peraltro, l’Università e gli stu- denti hanno portato al terri- torio competenze e aiuto. La cerimonia si è svolta in una tensostruttura, collocata nel-

questo ha comportato lo sfo- ramento della percentuale di finanziamento proveniente dalle tasse universitarie (tutta- via ferme già da alcuni anni). Il

2011 ha raggiunto il traguardo

centuali più alte rispetto alla media nazionale. Il tirocinio garantisce a 2/3 degli studen-

la cosiddetta ‘Cittadella della

conoscenza’, un polo scolastico

e culturale. Come l’assessore

regionale Bianchi ha notato,

le note di Offenbach eseguite

dal coro universitario si so- no confuse con i rumori delle ruspe e tutte accompagnava-

no l’ingresso degli ospiti. 450 edifici sono stati danneggiati dal sisma, con 70mila studen-

ti coinvolti. A oggi sono state

completate 150 scuole, di cui

60 ex novo.

Il rettore ha quindi preso la

parola per il suo ultimo discor- so in questa carica, dopo un quinquennio alla guida dell’A- teneo. In prima battuta ha pre- sentato il nuovo consiglio di amministrazione, citando in particolare i tre membri ester- ni, Paolo Cavicchioli, Piero Ferrari e Stefano Landi, noti

corrente anno, con 3700 nuo- ve immatricolazioni (+9,24%

rispetto allo scorso anno, in controtendenza con la media

nazionale, vedrà salire a oltre 20 mila gli iscritti complessivi all’Università. Problema irri- solto resta quello del diritto al- lo studio. In Emilia Romagna il 100% degli aventi diritto a borse di studio nel precedente

anno accademico l’ha ottenuta; tuttavia questo è accaduto gra- zie al concorso dell’Università,

che ha supportato Stato e Re- gione. In un momento econo- micamente difficile, occorre la forza di reindirizzare le risorse sugli studenti. Il bilancio è a pareggio gra- zie al blocco del turn over, cui l’Università ha cercato di sup- plire continuando a sostenere i ricercatori a tempo determi-

ti un contatto col mondo del

lavoro e permette ad una pro- porzione analoga l’impiego entro un anno dalla laurea.

Tra i numerosi interventi della mattinata, una studentessa di Mirandola ha preso la parola

a nome dei colleghi, riattualiz- zando lo stato d’animo di chi

ha vissuto il terremoto. Nella

sua conclusione ha chiesto il

ripristino di ciò che rappre- senta la vita di queste cittadine (inclusi i luoghi di culto) e nel-

lo stesso tempo ha sollecitato

non la ripetizione dell’esistente ma un suo ripensamento, rice- vendo i complimenti del suo sindaco. La lezione magistrale è stata tenuta dal sottosegretario con delega alle Politiche sociali, Maria Cecilia Guerra e avente per titolo “Welfare in crisi”. Il

Terzo settore

Aiuto reciproco

• LauRa soLieRi Provinciale Terzo Settore, Co- mitato Paritetico provinciale

del Volontariato di Modena, ha attivato un conto corrente per raccogliere fondi a favore dei progetti presentati dalle associazioni che operano sui territori colpiti dal sisma, pro- getti mirati a rimettere in fun- zione o rendere efficaci sedi e attrezzature con le quali poter svolgere le proprie attività a favore della popolazione. La Rete ha istituito un’ap- posita Commissione che ha definito i criteri di scelta dei progetti e si è dotata di stru- menti tecnici per rendere il più efficace possibile la de- stinazione dei fondi raccolti.

A mmonta a 55mila eu- ro la cifra destinata dalla Rete del Terzo

Settore modenese a 15 orga- nizzazioni del terzo settore residenti nelle zone del cra- tere, selezionate sulla base dei progetti da esse presentate alla Rete per sistemare le loro sedi e riacquistare le attrezza- ture lesionate dal terremoto. Questa cifra è stata raccolta tramite il portale terremoto. volontariamo.com, attraver- so il quale la rete del Terzo Settore modenese, composta da associazione Servizi per il Volontariato Modena, Forum

“Per noi è una grande soddi- sfazione aver garantito questo risultato in tempi così brevi

commenta Angelo Morsel-

li,

presidente dell’Associazio-

ne Servizi per il Volontariato

Modena – Ricordiamo che sul portale terremoto.volon-

tariamo.com la raccolta fon-

Scuola materna parificata di San Felice

Contributo Bper alla ‘Caduti per la patria’

L ’accoglienza festosa dei bambini della scuola materna parificata “Caduti per la Patria” di San Felice sul Panaro ha accompagnato la cerimonia di consegna della somma messa a disposi- zione da Bper, grazie alla quale è stato possibile ripristinare lo storico immobile che ospita

l’istituto. Il contributo di 50 mila euro è stato consegnato dai rappresentanti della Banca al presidente del

Consiglio di amministrazione della scuola Paolo Aragone, che ha espresso viva soddisfazione per il sostegno ricevuto, così come l’educatrice suor Giovanna e gli altri amministratori Anna Fin e Anselmo Pizzi, presenti alla cerimonia.

Intanto da lunedì 22 ottobre è regolarmente ripresa l’attività didattica nella struttura, che dall’inizio degli anni Venti è un importante punto di riferimento per le famiglie sanfeliciane nell’educazione dei figli. Attualmente la scuola, riconosciuta paritaria dal ministero dell’Istruzione, ha 5 sezioni e 138 bambini iscritti. La direzione è affidata alla comunità delle suore Salesie di Padova, con 10 dipendenti che consentono il funzionamento dell’asilo secondo le direttive delle autorità com- petenti. Le entrate sono rappresentate dal-

le rette di frequenza, dai contributi di enti

pubblici e dalla beneficenza. Il terremoto del

20 e 29 maggio aveva danneggiato l’edificio. Una volta verificati i danni, gli amministra- tori dell’asilo si sono subito messi all’opera per trovare le risorse necessarie a realizzare un sogno: quello di poter riaprire all’inizio

a realizzare un sogno: quello di poter riaprire all’inizio di prosegue e sarà potenziata del nuovo

di

prosegue e sarà potenziata

del nuovo anno scolastico, o comunque nelle

da

una parallela campagna di

settimane immediatamente successive.

fundraising, sempre promossa dalla Rete del Terzo Settore modenese. In questo modo ci

Oggi questo sogno è diventato realtà e la riapertura dell’asilo, oltre a fornire un servi- zio indispensabile a molte famiglie, assume

auguriamo di poter continua-

anche un importante valore simbolico per la

re

a sostenere come fatto fino

collettività di San Felice, impegnata nel por-

ad

ora tanti altri progetti delle

re le basi per la rinascita del paese. Un even-

organizzazioni del terzo set- tore residenti nelle zone del cratere”.

to importante, dunque, che è stato celebrato domenica 28 ottobre con una grande festa all’interno della scuola materna.

8

8 Domenica 4 novembre 2012 N o s t r o T e m p o

Domenica 4 novembre 2012

NostroTempo

Missioni

Missioni
Missioni
Missioni
Missioni
Missioni
Missioni
Missioni
Missioni

“Ho creduto, perciò ho parlato”

La veglia Missionaria diocesana è stata celebrata a San Felice sul Panaro

e lontane e perché, in questa

chiesa-tenda, forse è più facile anche sentirsi vicini ai nostri missionari, forse più fratelli e figli di un solo Padre.

Fulcro di questa veglia, presie- duta dal nostro Arcivescovo Antonio Lanfranchi, sono sta-

te Teresa e Alice, due ragazze

modenesi di ritorno da un’espe-

rienza di dieci mesi in Burkina Faso. La loro testimonianza così semplice ci ha fatti entrare

in una realtà così complessa e

diversa dal mondo in cui sia- mo abituati a vivere; partendo dal racconto delle difficoltà più concrete come il non co- noscere la lingua, sono arrivate

non parla la nostra lingua e sempre attraverso di Lui che possiamo ritornarne arricchi- ti. Ad Alice e Teresa è stata im- partita una speciale benedi- zione dal nostro Arcivescovo affinché il Signore doni loro

la forza, il coraggio e la sa- pienza per affrontare e porta-

re avanti la vera missione, che,

come loro stesse hanno detto,

forse comincia proprio adesso

che sono ritornate. Per testimoniare a chi era venuto alla celebrazione che

questa era una veglia di pre- ghiera ispirata alla comunità in missione nel mondo, sono stati portati all’altare al-

L ’Ottobre Missiona- rio, quest’anno, è sta- to molto particolare. Noi di San Felice sul

Panaro, così come i nostri fra- telli delle altre comunità del- la bassa modenese, abbiamo sperimentato la precarietà e le difficoltà dovute al terremoto, che, per alcuni aspetti, sono si-

dovute al terremoto, che, per alcuni aspetti, sono si - mili a quelle che vivono tante

mili a quelle che vivono tante comunità cristiane sparse in diversi angoli del mondo in cui operano anche missionari modenesi. Per questo si è scelto come luogo della veglia missio- naria diocesana San Felice, nel cuore della zona terremotata, per ricordare la fondamentale cooperazione tra Chiese vicine

agli interrogativi più spirituali

e alle risposte più impegnati-

ve: cos’hai imparato di Dio in quest’esperienza? Ho imparato

che Dio parla la mia lingua, e anche quella degli altri: è Lui

a permetterci di entrare in re- lazione, in comunione; è at- traverso di Lui che possiamo portare qualcosa anche a chi

cuni

segni.

Il

primo

e

principa -

le

è

stato

una

tenda,

simbolo dei

mesi

del

terremoto,

ma

anche

della

pre-

senza

di

Dio:

“Chi

abiterà

Si-

gnore

nella

tua

tenda?”

e

allo stes-

so

tempo

segno

di

provviso-

rietà e di nomadismo, quello

che vivono anche tanti immi- grati che a prezzo della vita

tentano di raggiungere l’Eu- ropa. All’interno della tenda sono stati posti gli altri se-

gni: la Bibbia, simbolo della presenza di Dio che contie- ne la parola da annunciare,

il pane, segno di eucaristia e

comunione e infine le cale- basse (una zucca originaria del Burkina Faso), ciotole con dentro una manciata della

vacillano i monti nel fondo

del mare. Farà cessare le guer-

re sino ai confini della terra, romperà gli archi e spezzerà

le lance, brucerà nel fuoco gli scudi.” (Salmo 46, 2-3.10). Gruppo missionario San Feklice sul Panaro

46, 2-3.10). Gruppo missionario San Feklice sul Panaro terra delle nostre zone, terra tanto amata ma

terra delle nostre zone, terra tanto amata ma che qualche mese fa ci ha fatto sentire l’impotenza di fronte alla sua forza distruttrice: queste cio- tole contengono la terra e la custodiscono così come il no- stro cuore custodisce la fede per poi annunciarla a tutto il mondo. Questa stessa terra è stata simbolicamente donata a tutti quelli che hanno partecipato

alla veglia: un ricordo di que- sta serata e un messaggio da custodire e che vogliamo tra- smettere anche a tutti quelli che non erano presenti: “Dio

è per noi rifugio e fortezza,

aiuto infallibile si è mostra- to nelle angosce. Perciò non

temiamo se trema la terra, se

Centro missionario animazione - formazione

La messa missionaria

S arà celebrata lunedì 5 novembre alle ore 19 presso la par- rocchia di San Lazzaro, in via Borri 90 la messa missio- naria mensile. Sarà presente la modenese Silvia Nocetti,

della Comunità Papa Giovanni XXIII, da poco rientrata dalla Romania.

Errata corrige

N el numero scorso di Nostro Tempo, riferendo di espe- rienze in terra di missione, abbiamo pubblicato il con- tributo di Cecilia Latini che parlava del Madagascar

con il titolo di un articolo riferito invece ad una esperienza in Albania. Ci scusiamo dell’errore con i diretti interessati e con

i lettori.

Dall’Algeria scrive il missionario modenese padre Aldo Giannasi

C arissimi e carissime, sono in Algeria da un mese quasi. Non è molto, ma posso

già darvi le prime impressioni. Atterrando all’aeroporto di Algeri il 16 settembre scorso, non mancava in me una certa apprensione, in quanto era il momento in cui i musulmani in molti paesi del mondo ave- vano scatenato reazioni violen- te a seguito dell’uscita del film americano su Mohammed. Lasciato l’aeroporto ho costa- tato invece con comprensibile sollievo che la città viveva la sua vita normale. L’indomani, i giornali locali che ho potuto leggere esprimevano sì, il loro sdegno contro gli autori del film, ma si smarcano netta- mente da quanto avvenuto in

Ritorno in Africa a 77 anni

Libia e altrove. Non è con la

cercato di sviluppare un dia-

aperte.

sulla basilica a chi le chiede,

al “bamanankan”, l’idioma del

violenza che si risolvono i pro-

logo relativamente fecondo tra

La mia comunità missionaria

rispondiamo alle tante doman-

Mali, al quale mi ero abituato

blemi, affermavano.

lo Stato e i corpi intermediari,

è

ad Algeri e più esattamen-

de

che fanno sul cristianesimo,

nei lunghi anni nella Savana e

Per chi conosce anche solo un

particolarmente con i sindacati

te sulla collina che sovrasta la

sul

Vangelo, su Gesù, domande

di

cui conoscevo anche tante

po’

la storia dell’Algeria, questo

Tutto pacifico allora in Alge-

città, accanto alla Basilica di

che vanno spesso al di là del

finezze. Qui è l’arabo dilettale

atteggiamento non fa sorpresa.

ria? No.Tante ferite del recente

Nostra Signora d’Africa, un

semplice desiderio di cono-

che si parla. L’avevo imparato

Il

Paese dal ’91 al 2001 ha at-

passato restano aperte, la loro

santuario costruito al tempo

scere e che si prolungano nelle

abbastanza bene in Tunisia…

traversato un periodo orribile

guarigione domanderà tempo

della colonia nel 1872. Sor-

visite successive. Giorno dopo

ma più di 50 anni fa, durante

di

guerra civile tra lo Stato e

e

ricerca della verità. La gio-

prendentemente gli Algerini

giorno si costruiscono così re-

gli

anni di formazione! Appena

gli estremisti musulmani che

ca

duecentomila persone, uo-

ventù è frustrata non solo per

lo hanno amato fin dalla sua

lazioni di amicizia e di vicinan-

arrivato qui mi sono rimesso, a

volevano prendere il potere e

la

difficoltà di entrare al lavoro,

apertura e continuano adesso. I

za. Vicino a noi, tre comunità

77 anni, sui banchi di scuo-

installare una repubblica isla-

ma anche a causa della tutela

tutte le leve del potere.

confratelli con i quali vivo, mi

di

religiose, fra cui le suore di

la per seguire assieme ad altri

mica, fondata sulla “sharia” (la legge coranica). Durante que- sto “decennio nero”, come è chiamato qui, sono perite cir-

pesante dell’Fln, il partito che ha portato il Paese all’indipen- denza 50 anni fa e che detiene

Sul piano religioso, gli Algeri-

dicono che in un anno, vi en- trano oltre 70.000 persone, in grandissima maggioranza mu- sulmani. Perché vengono? Per vedere una chiesa cristiana, ma

Madre Teresa, si occupano dei bambini handicappati del quartiere, organizzano il dopo- scuola e tengono aperta una bi- blioteca nella Kasbah, la parte

studenti esteri, un corso inten- sivo di tre settimane. Con mia sorpresa, costato che la lingua araba mi ritorna con facilità.

mini, donne, bambini, vecchi.

ni sono musulmani al 99%. Un

anche per raccogliersi in un

antica della città.

Ho bisogno però di una buona pratica.

Il

popolo algerino non vuole

islam relativamente moderato,

miste attive e a volte violente.

luogo di silenzio, per pregare

La Basilica è stata restaurata

Per questa prima lettera, mi

più rivivere le sofferenze del passato. Ecco perché ha rifiu- tato posizioni violente. Già lo

ma in mezzo al quale sono pre- senti ancora le correnti estre-

la “Signora Maria”, come i mu- sulmani chiamano la Madre di Gesù. Essa fa parte della tradi-

negli ultimi anni con molta cu- ra. Alle spese dei lavori ha par- tecipato anche la città di Algeri

fermo qui. Ringrazio voi tutti dell’amici- zia e della vicinanza di cuore

scorso anno lo aveva mostrato.

Il

governo riconosce la presen-

zione coranica. Assistiamo così

e l’inaugurazione dei restauri è

nella preghiera.

Mentre i paesi vicini vivevano

za di altre fedi, come quella cri-

ad un pellegrinaggio “sui gene-

stata presenziata da un rappre-

“Essalamu alikum”, la pace sia

la

“primavera araba” con i di-

stiana, chiede però discrezione

ris” tutti i giorni. Accogliamo i

sentante ufficiale del Governo.

su

di voi.

sordini connessi, l’Algeria ha

e si oppone alle conversioni

visitatori, diamo informazioni

E la lingua, mi direte? Addio

Padre Aldo

NostroTempo

Domenica 4 novembre 2012

N o s t r o T e m p o Domenica 4 novembre 2012 9

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50 anni fa il Concilio
50 anni fa il Concilio
50 anni fa il Concilio
50 anni fa il Concilio
50 anni fa il Concilio
50 anni fa il Concilio
50 anni fa il Concilio
50 anni fa il Concilio
50 anni fa il Concilio
50 anni fa il Concilio

50 anni fa il Concilio

VaticanoII,“grazia e bussola dellaChiesa”

Mercoledì 7 novembre al via il ciclo di conferenze sulle quattro Costituzioni conciliari proposte dall’arcidiocesi a tutti i modenesi

R ientrano tra le ini-

ziative proposte dalla

Chiesa modenese per

l’Anno della fede in-

detto da Benedetto XVI e nella

ricorrenza del 50° anniversario del Concilio Vaticano II le quat- tro conferenze organizzate a partire dal prossimo 7 novembre

al Forum Monzani di Modena.

Al centro del percorso propo-

sto dall’arcidiocesi con il titolo

Il Concilio Vaticano II “guida e

bussola della Chiesa”, dono per

tutti, sono i principali documenti prodotti dal Concilio: le Costitu- zioni Sacrosanctum Concilium sulla liturgia, Lumen Gentium sulla Chiesa, Dei Verbum sul-

la Parola di Dio e Gaudium et

Spes sui rapporti della Chiesa con il mondo contemporaneo. Il primo appuntamento è in ca- lendario mercoledì 7 novembre alle 20.45 quando sarà al Forum Monzani per parlare di “Lu- men Gentium, la luce di cristo splende sulla Chiesa per illumi-

nare tutti gli uomini” il vescovo

di Novara mons. Franco Giulio

Brambilla; tre settimane dopo, giovedì 29 novembre, Giuseppe Savagnone, membro della com- missione che segue il Progetto

culturale della Cei, illustrerà l’ul- tima delle quattro Costituzioni,

la “Gaudium et Spes. I cristiani

nella compagnia degli uomini”. Gli altri due appuntamenti sono

nel 2013: a febbraio la Costitu- zione Sacrosanctum Concilium sarà presentata da mons. Alce- ste Catella, vescovo di Casale Monferrato, mentre la conferen-

za

su Dei Verbum concluderà

ad

aprile il ciclo di incontri sul

Concilio e vedrà a Modena mons. Luciano Monari, vescovo

di Breschia. “Benedetto XVI –

scrive mons. Antonio Lanfran- chi negli Orientamenti pastorali 2012-2013 - ci riconsegna i Do- cumenti del Vaticano II perché

vengano conosciuti e assimilati come testi qualificati e normativi del Magistero. Rimarco – ag- giunge l’arcivescovo riferendosi

al Vaticano II - le parole dell’al-

lora mons. Karol Wojtyla: ‘il Concilio ha definito la forma di fede rispondente all’esistenza del cristiano oggi’. Per questo - con- clude mons. Lanfranchi - una particolare attenzione mi augu- ro abbiano le conferenze sulle quattro Costituzioni fondamen-

tali da parte dei credenti ma, oso sperare, anche da parte di chi non crede, recuperando quell’a- more all’uomo, ad ogni uomo, che ha pervaso tutto il Concilio

e con cui si è concluso, aprendosi

a tutto il mondo con i messaggi

inviati al mondo, ai governi, agli uomini di pensiero e di scienza, agli artisti, alle donne, ai lavo- ratori, ai poveri, agli ammalati,

a

coloro che soffrono e infine

coloro che, indipendentemente

cilio che l’arcivescovo,nell’omelia

‘La Chiesa del Concilio, sì, si è

teresse, ma osa dirsi principio e

ai

giovani”. Ed è proprio nello

dalle loro convinzioni religiose,

di

apertura dell’Anno della fede

occupata, oltre che di se stessa e

ragione d’ogni realtà’”. E ancora:

spirito conciliare di apertura al

intendono approfondire il mes-

lo

scorso 11 ottobre in Duomo

del rapporto che a Dio la unisce,

“Tutta la ricchezza dottrinale è

mondo che la Chiesa modenese riporta l’attenzione sul Vaticano

saggio dell’assise conciliare con- vocata da papa Giovanni XXIII

aveva richiamato indicandolo con le “calde parole di Paolo VI,

dell’uomo quale in realtà si pre- senta: l’uomo vivo, l’uomo tutto

rivolta in questa direzione: servi- re l’uomo. L’uomo, diciamo, in

II

rivolgendosi non solo ai cri-

nel 1962 e conclusa da Paolo VI

nel discorso di chiusura dell’ul-

occupato di sé, l’uomo che si fa

ogni sua condizione, in ogni sua

stiani modenesi ma anche a tutti

nel 1965. E’ lo spirito del Con-

tima sessione il 7 dicembre 1965.

non soltanto centro di ogni in-

infermità, in ogni sua necessità”.

Con - tima sessione il 7 dicembre 1965. non soltanto centro di ogni in - infermità,

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10 Domenica 4 novembre 2012 N o s t r o T e m p o

Domenica 4 novembre 2012

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Il Concilio Vaticano II ieri, oggi e domani

L’intervento di mons.Paolo Losavio al consiglio Pastorale diocesano: un viaggio negli anni dei lavori e dell’immediato post Concilio a Modena

torno da Roma dopo le diver- se sessioni. Nella messa in Cattedrale a chiusura del Concilio il 12 di- cembre 1965 diceva:

dere le attese del mondo, che sente - anche se inconsape- volmente - il richiamo di Cri- sto e del suo Vangelo” . Tre anni dopo, con ancora

In realtà mons. Amici si rivela in quegli anni illuminata gui- da e sapiente maestro. Due eventi importanti, svolti

dedicato ampio interesse al Concilio. Se passiamo alle prime re- alizzazioni del Concilio a

mosse soprattutto dall’Azio-

ne cattolica giovanile (centro

diocesano) a Villa Immacola-

ta e negli incontri di Rua Mu-

Modena, mi pare che le più significative siano: l’attuazio- ne della riforma liturgica; la scoperta della Parola di Dio; l’istituzione della Curia pa- storale; la costituzione del consiglio Presbiterale; la co- stituzione del consiglio Pasto- rale Diocesano; il Cabe. Prima fra tutte, anche dal punto di vista cronologico, la riforma liturgica. Non pos- siamo non menzionare tutto uno sforzo sia sul piano delle idee come su quello della re-

ro 60. Particolare significato

con grande preparazione e in- tensa realizzazio-

ne, voluti da Mons. Amici in quegli anni furono per volontà dell’arci- vescovo finalizzati alla realizzazione del Concilio: il Congresso Euca- ristico (18-25 set- tembre 1966) e la seconda visita pa- storale alla diocesi, avviata nel 1968.

La diocesi mise in atto una serie sorprendente di iniziative sia sul piano dottrinale per cogliere i con- tenuti nuovi del

Mons. Paolo Losavio
Mons. Paolo Losavio

ebbero nell’avvento 1966 gli incontri in una Cattedrale gremita, presieduti da Mons. Amici con la comunità di Monteveglio che fu in quegli

anni vero punto di riferimen-

to per molti modenesi. Don

Dossetti e don Neri furono autentici maestri della Parola insieme al nostro don Diaco.

Fu un autentico salto di qua-

lità.

 

In terzo luogo il Decreto di

 

• Mons. PaoLo Losavio

Mons. Amici di istituzio-

A ppartengo alla ge-

nerazione che si è

entusiasmata per

il Concilio, per-

chè ha potuto sperimentare

e

apprezzare i cambiamen-

alizzazione pratica compiuto in quegli anni:

1 marzo 1964: lettera pasto-

rale di Mons. Amici “Il primo

dono del Concilio al mondo:

la costituzione sulla Liturgia”.

Tre Giorni del Clero 1964

-

-

ne del consiglio Presbiterale porta la data del 21 novem-

bre 1966. E’ sorprendente la tempestività con cui la diocesi

Modena ha proceduto al-

costituzione del Consiglio

Presbiterale. E del Consiglio

Pastorale diocesani. Infat-

la

di

ti

che esso portava nella vita

 

Concilio, sia sul piano operativo per avviarne la realizzazione nella vita della diocesi. L’immediato post-Concilio fu caratterizzato da un fiorire di

La Santona: La costituzione sulla liturgia - 7 marzo 1965: inizia la

“nuova” liturgia della Messa

ti il motu proprio “Ecclesiae

della chiesa. Che cosa voleva dire andare a messa, andare al catechismo, leggere la Parola

“Siamo all’inizio di un ampio lavoro: Il terreno è stato arato

maggiore chiarezza, scrive- va nella lettera pastorale del

Sanctae” di applicazione del dettato del Concilio circa il

ed

è giunto il momento della

1969:

- 2 gennaio 1966: lettera pa-

Consiglio Presbiterale e Pa- storale è del 6 agosto 1966. Nei tre anni in cui dura in ca- rica (1966-1969) si tengono ben 43 riunioni (record mai raggiunto in seguito, con ri- unioni che si tengono anche due volte al mese e anche nei mesi estivi). Per realizzare il massimo rap-

di

Dio, partecipare da fedele

coltivazione. Tutti siamo stati chiamati a pregare, ora tutti siamo chiamati a lavorare… C’è lavoro per tutti perché la Chiesa è una casa sempre in

“Ci troviamo, oggi, al centro

storale di Mons. Amici: “Eu- caristia sorgente e culmine della vita cristiana”. Intenso fu il lavoro per prepa- rare e accompagnare la nuo- va liturgia iniziata il 7 marzo 1965: uno sforzo sia sul piano delle idee come su quello del- la realizzazione pratica com-

laico alla vita della chiesa e del mondo prima del Concilio e

dopo il Concilio. Chi ha vis-

di questo vasto e impegnativo

iniziative per conoscere e ac- cogliere il nuovo del Concilio. Prima di tutto va ricordata la tre giorni del clero che a La Santona, a partire dal 1963 (quindi subito dopo la prima sessione), rappresenta il pri- mo grosso tentativo rivolto al

sforzo di rinnovamento eccle- siale che, partito dal Concilio, sta prendendo ora forma e consistenza in tutti i settori della vita della comunità cri- stiana. “Noi sappiamo che il nostro dovere fondamenta-

suto a cavallo delle due stagio-

ni

ed è stato contemporaneo

costruzione e il Signore ci chiama tutti a operare” Cito altri due testi di quegli anni tra i molti del suo ma- gistero. Nella Lettera pastorale del

esse può meglio apprez-

zare e ha forse responsabilità maggiori, la responsabilità di proporre ai più giovani la te- stimonianza di un momento

ad

ro, il i

ro,

il

i

porto

con

tutto

il

cle-

di

una Chiesa viva, in cammi-