Quad Storia Dossier:Layout 1

Articoli e dossier liberamente non divulgati dalla scienza ufficiale perché è la verità che rende liberi non il regime

i quaderni di

STORIADOSSIER

12/01/2011

9.51

Pagina 1

U FO : L ’ IS LA M C I C RED E

Espliciti messaggi di vita extraterreste sarebbero contenuti nel Corano. Incontri ravvicinati e un’Area 51 in Kuwait ne sarebbero la chiara dimostrazione

C’era una volta la terra...
verità & menzogne di una profezia antica alla luce delle ultime scoperte

Le origini di uno dei balli più conosciuti nell’Italia meridionale. Un breve ma accurato e x c u r su s st o r i c o t r a l e dieci, cento, mille t a r a n t e l l e e s i st e n t i n e l n o s t r o P a e se . E i l legame tra il ragno velenoso, gli effetti del s u o m or s o e i l b a l l o sembra certo.

IL B ALLO DELL A T AR A NT OL A

2012

E an cor a: At t ual i t à - pe rch é s i am o i n Af gh ani s t an ?; Esp l or az io ni e roi ch e - l a t r ag e d ia d e l la T eg g e nt h o ff; Antic hi popo li - le per dute co noscenze sumere sull’ ast ronomia e tan to a ltr o anc ora ...

Quad Storia Dossier:Layout 1

12/01/2011

9.51

Pagina 2

Quad Storia Dossier:Layout 1

12/01/2011

i quaderni di STORIADOSSIER

2012: C’era una volta... l’uomo

Sommario
Le notizie

9.51

Pagina 3

3

Pag. 06

UFO: l’Islam ci crede.........18 L’angolo dell’esperto......28 La tarantella della Tarantola.... 30

4

RUBRICHE

9

L’editoriale

24 33 34

History news Dai nostri lettori Comix

LE ANTICHE CONOSCENZE PERDUTE La scienza odierna sembra essere migliaia di anni in ritardo...

26

A DUE PASSI DALL’APOCALISSE Il 21 dicembre 2012 sarà la data di un cambiamento epocale che proviene dallo spazio e dal passato

Quad Storia Dossier:Layout 1

12/01/2011

9.51

Pagina 4

Internet e la libertà di informarsi
4

i quaderni di STORI ADO SS IER

Dopo aver messo il bavaglio a giornali e televisioni, i poteri forti puntano all’ultimo baluardo dell’informazione: Internet.

di Marco Lucisani

Ancora una volta, la politica cerca di dare l’assalto al W.E.B. nel tentativo di immunizzare l’informazione su internet; tutto ciò che rimane del giornalismo in Italia. Già a partire dal 14 settembre 2009, era stato presentato il disegno di legge PecorellaCosta, con il quale ci si poneva l’obiettivo di equiparare i siti internet alla stampa tradizionale, in tal modo si obbligano i webmaster, gli amministratori di un sito a dotarsi di un direttore responsabile iscritto all’albo dei giornalisti, per non incorrere in pesanti sanzioni penali. Questo, si badi bene è l’ultimo tentativo, in ordine cronologico, di porre fine all’informazione nel nostro paese. Anche il 2008, è stato testimone di altri “assalti legislativi” che si ponevano tale obiettivo, all’epoca fu il Ministro Angelino Alfano, che con il suo DDL sulle intercettazioni, tentò l’accorpamento dei siti web.

Gli assalti a siti e blog, non sono altro che l’ulteriore palese tentativo di controllare l’informazione che viaggia su Internet, il sistema di condivisione informatica libero e globale, dove scambiare migliaia di informazioni in tempo reale è la regola e non un eccezione. In tale contesto, appare evidente che l’obbiettivo della proposta di legge, è di mettere in seria difficoltà le migliaia di persone che, come è normale sul web, aprono un sito o un blog con l’unico interesse di comunicare con gli altri. D’altronde internet riveste tale scopo, quello di consentire lo L’ordine dei giornalisti, si badi bene, è una scambio di informazioni tra i propri utenti. legge fascista, che trova conferma in una Eguagliare i siti internet alla stampa, sigserie di leggi promulgate all’indomani della nifica vincolare a tutti gli obblighi di legge Repubblica, la prima delle quali, la legge 47 previsti per le testate giornalistiche vere e del 1948 venne istituita dall’assemblea cos- proprie. tituente, formata da gruppi antifascisti che nel nome del popolo italiano, posero le basi Tutto questo avviene disattendendo i sacri indispensabili per consentire la soprav- principi costituzionali, dettati dall'art. 11 della Dichiarazione Universale dei Diritti vivenza dell’ordine dei giornalisti. Tutti questi presupposti, hanno portato un dell'Uomo recepiti in todo dall'art. 21 della progressivo restringimento del campo di nostra Costituzione. Dalla lettura delle varie

azione di chi cerca di raccontare semplicemente i fatti. I condizionamenti possono avvenire in modo diretto, ponendo dei limiti a chi fa informazione, ovvero in modo indiretto, utilizzando altre norme giuridiche che adattate a contesti di più ampio respiro, precludono di fatto, la possibilità di divulgare informazioni di interesse collettivo.

Quad Storia Dossier:Layout 1

12/01/2011

9.51

Pagina 5

i quaderni di STORIADOSSIER

5

Il DDL, proposto dal ministro Alfano, facendo leva su una definizione legislativa, troppo generica di “prodotto editoriale”, si propone l’obiettivo di coinvolgere tutti i siti (ma soprattutto i blog), presenti nella rete che, in un modo o nell’altro, contengono informazioni. Con un vero colpo da maestro, questa proposta di legge, in poche righe affossa tutto il WEB dell’informazione, utilizzando le macroscopiche lacune di una legge ormai vetusta risalente al dopoguerra, che non è più adattabile alle esigenze di un mondo incentrato sulla comunicazione e che tiene conto di termini e di concetti ormai scomparsi o comunque superati. D’altronde nulla su può pretendere dai legislatori che non avrebbero potuto in alcun modo prevedere l’evoluzione socio-culturale

proposte di legge su tale argomento, appare evidente che quest’ultima, null’altro sia se non l’ulteriore tentativo di annichilimento di una libertà di informazione residuale, che resiste ancora sul w.e.b., probabilmente perché internet, a causa della propria vastità e complessità, non è ancora gestibile e per questo rappresenta l’ultimo baluardo della libertà di parola e di espressione.

In sostanza, l’approvazione della proposta di legge, comporta l’adeguamento di ogni sito o blog contenente notizie ai seguenti obblighi: • Pubblicare le informazioni di cui all’art. 2 della legge 47/48; • Nominare un direttore responsabile (giornalista iscritto all’albo); • Registrare il sito nel registro sulla stampa presso il tribunale del luogo dove viene edito, comunicando entro 15 giorni, ogni mutamento; • Incorrere nelle sanzioni previste nel caso in cui il sito non venga pubblicato entro sei mesi dalla registrazione o non venga aggiornato per un anno; Il DDL Pecorella-Costa, come il precedente DDL Alfano, ha introdotto il concetto di responsabilità aggravata per la diffusione di contenuti “illeciti”, che attualmente riguarda solo chi fa informazione professionale. Atteso che il concetto di contenuto illecito, troppo generico come definizione, è suscettibile di troppe variabili che ne possano determinare con esattezza il campo di applicazioni, si arriverebbe comunque a

nell’arco di mezzo secolo.

Quad Storia Dossier:Layout 1

12/01/2011

9.51

Pagina 6

6

i quaderni di STORI ADO SS IER pertanto era perseguita duramente. Già da tempo si cerca di mettere termine a questa forma di comunicazione ingestibile, ed in molti si sono avvicendati nel tentativo di poter mettere fine a chi, impudentemente, vuole ancora portare all’evidenza dell’opinione pubblica fatti scomodi ed imbarazzanti. Si badi bene che non è tutto oro quello che luccica, di diffamatori la rete è piena, ma probabilmente come troppo spesso accade, si cerca di curare un mal di testa con la decapitazione. Una delle proposte di legge che ha portato ad una significativa svolta in tal senso, è scaturito dal DDL firmato Levi-Prodi, che è passato alla storia come decreto “Ammazzablog” perché responsabile dell’istituzione del R.O.C. (Registro Operatori di Comunicazione), e della chiusura di centinaia di siti che hanno scelto una fine silenziosa, perdendo di fatto la battaglia per la vera libertà di informazione.

colpire anche i proprietari delle grandi piattaforme di condivisione. Una notizia pur vera ma non “alineata”, diviene in tal modo motivo di una azione risarcitoria nei confronti di chi l’ha pubblicata sul proprio sito oltre che del gestore della piattaforma che ospita lo stesso. Si pensi agli effetti che questo avrebbe per esempio su piattaforme come Wikipedia o Youtube.

Sordi alle voci di quanti sostengono a ragion veduta, che non tutti i prodotti on-line possono essere equiparati a giornali, questi tentativi legislativi, appaiono più come lo sforzo di voler porre sotto controllo un sistema di condivisione ed informazione non professionale, quale può essere il blog o il sito internet amatoriale, un po’ come ai tempi del fascismo, quando accanto alle “veline” inviate ai giornali, si contrapponeva la stampa clandestina, quella stampa che non accettava “consigli” su cosa scrivere e

Quad Storia Dossier:Layout 1

12/01/2011

9.51

Pagina 7

C ’ e r a u n a v o lta . . . l’uomo

Scenari apocalittici e panorami da fine del mondo. Cosa si nasconde in realtà dietro il 2012?

Quad Storia Dossier:Layout 1

12/01/2011

9.51

Pagina 8

8

i quaderni di STORIADOSSIER

Maremoti, uragani, supervulcani in attività, gli scenari ipotizzati dai sostenitori del 2012, riguardo al futuro di questo pianeta e soprattutto al nostro, non sono certo tra i più ottimistici. Contrariamente a quanto la maggior parte delle persone immagina, non è necessario che la terra si disintegri letteralmente, o che tutti i suoi abitanti periscano in mezzo a catastrofi immani, affinché tutta la nostra civiltà abbia termine. In ambito scientifico, è risaputo che per frenare o addirittura far regredire tutto il nostro progresso tecnologico, apparentemente inarrestabile, basti molto poco. Non è necessario, scomodare gli antichi Maya per avere timore che la nostra avanzatissima cultura, venga completamente cancellata senza lasciare traccia della propria esistenza. Tra acceleratori nucleari, testate missilistiche, esperimenti microbiologici e genetici, molte volte diffusi volontariamente nell’ambiente, perire per l’impatto di un asteroide è la più remota e ottimistica delle ipotesi. In questi ultimi anni, la scienza si è prodigata a ricercare alcune delle possibili cause di un eventuale cataclisma. Tenere nella giusta considerazione i possibili eventi che si possono

Lo Yellowstone Famoso per essere il primo parco nazionale d’America, lo Yellowstone è molto più noto tra i vulcanologi per il supervulcano presente al suo interno, che dai monitoraggi in corso, risulterebbe in fase di crescente attività. Con un estensione di circa trenta chilometri per settanta (pari alla Valle d’Aosta), il supervulcano dello Yellowstone appartiene ad quella categoria particolarmente preoccupante, a maggior ragione se si considera che una eruzione apparirebbe tutt’altro che remota, vista la sua cresTale scoperta è stata avvalocente attività. rata dagli studi affrontati da

verificare da qui al 2012, rappresenta comunque una ipotesi reale, suffragata in massima parte da una serie di prove scientifiche che da quarant’anni ad oggi, sono state raccolte.

In tal caso, vista l’estensione del vulcano, tutto il Nord America precipiterebbe in un inverno nucleare, che porterebbe alla distruzione quasi totale dell’agricoltura in modo irrimediabile, con le gravi ripercussioni mondiali che tutti possiamo immaginare. Successivamente a tale sconvolgimento atmosferico, si assisterebbe all’annientamento istantaneo della vita negli stati del Montana e del Wyoming, a causa della ricaduta delle ceneri radioattive provocate dall’eruzione. Non molti sanno infatti che direttamente sopra il supervulcano dello Yellowstone, poggia un immenso giacimento di uranio, quindi una sua eruzione provocherebbe un fenomeno noto il nome tecnico di fallout o ricaduta delle ceneri radioattive.

Quad Storia Dossier:Layout 1

12/01/2011

9.51

Pagina 9

i quaderni di STORIADOSSIER

9

ricercatori statunitensi: Robert Smith e Lee Siegel, geologi e geofisici dell’Università dello Utah. I risultati di tale ricerca sono stati pubblicati nell’opera “Finestre sull’interno terra: la storia geologica di Yellowstone e d e l grande p a r c o nazionale di Teton”, e d i t o dalla Oxford University. Un tale scenario, di per se già apocalittico, sarebbe pertanto ulteriorm e n t e peggiorato, dalla ricaduta di almeno dieci-quindici centimetri di cenere, che dopo aver reso l’aria irrespirabile, creerebbe uno schermo per la luce solare, con il conseguente abbassamento delle temperature. A causa degli effetti devastanti su grande scala, provocati da questo immenso vulcano, i raccolti dell’emisfero settentrionale del pianeta andrebbero irrimediabilmente persi, le scorte alimentari inizierebbero a scarseggiare e regnerebbe l’oscurità. Per

quanto possa sembrare strano, lo Yellowstone è stato testimone di almeno cento grandi eruzioni, ed è stato accertato che almeno tre queste, hanno influito significamene sull’ecosis-

tema planetario. La scoperta del supervulcano

Il professor Robert Christiansen, geologo del Servizio di rilevamento geologico statunitense, ha dichiarato di aver rinvenuto diverse rocce formate da cenere compressa, all’interno dello Yellowstone, ma poiché per anni non era riuscito a trovare traccia del vulcano aveva finito col pensare che questo, doveva essere un vulcano di modesta entità.

L’aspetto più inquietante di tutta la faccenda fu che il supervulcano a p p e n a scoperto, deteneva l’inquietante primato di essere la più grande caldera singola mai scoperta al mondo. Con un estensione pari alla città di Tokio, la caldera dello Yellowstone, è un’ampia depressione sotterranea contenente magma e gas vulcanici altamente infiammabili. Dall’inizio degli anni ‘90, l’intera zona è costantemente monitorato tramite apparecchiature sismografiche, al fine di cogliere qualunque cenno circa la variazione chimicofisica del luogo. L’attività

La smentita giunse nel 1993, quando la NASA, durante il collaudo di un dispositivo fotografico ad infrarossi, rilevò una anomalia nello Yellostone. L’impronta termica riscontrata dal satellite, accertò inequivocabilmente la presenza di una caldera vulcanica [caldaia vulcanica N.d.A.] di vaste proporzioni al suo interno.

Quad Storia Dossier:Layout 1

12/01/2011

9.51

Pagina 10

10

i quaderni di STORIADOSSIER gendo gli alberi che soltanto qualche anno prima erano situati lungo la riva. Nonostante tutte queste avvisaglie, non è possibile stabilire con un buon margine di anticipo, quando avverrà la prossima eruzione dello Yellowstone che potrebbe verificarsi in qualsiasi momento compreso da ora ai prossimi 30.000 anni, in ogni caso resta significativamente alta la soglia di attenzione ad ogni possibile sviluppo del supervulcano.
(Continua sul prossimo numero)

geovulcanica del sito, ha portato ad un innalzamento topografico della caldera di circa settantacinque centimetri, una variazione geologicamente impressionante. La distorsione topografica che da tale attività è scaturita, risulta così pronunciata che il lago del parco, si è inclinato verso sud, sommer-

In questa fotografia satellitare è possibile vedere l’estensione approssimata del deposito di cenere dalla gigantesca eruzione di Yellowstone, avvenuta circa 640’000 anni fa, nella quale furono eruttati nell’atmosfera oltre 1000 chilometri cubici di cenere che si disperse sopra quasi tutti Stati Uniti occidentali. L’eruzione che ha formato la caldera 1.3 milioni di anni fa eruttò 280 chilometri cubici di piroclasti; quella di 2.1 milioni di anni fa un’impressionante volume di 2450 chilometri cubici di cenere. L’eruzione del supervulcano Yellowstone e quella della caldera di Toba a Sumatra sono le più grandi eruzioni vulcaniche quaternarie conosciute al mondo. Per fare un paragone, l’eruzione del 1980 del Mount St. Helens, in confronto, appare davvero piccola: appena 1.3 chilometri cubici di lava. Le eruzioni vulcaniche più recenti a Yellowstone avvennero 70’000 anni fa.

Quad Storia Dossier:Layout 1

Le antiche conoscenze perdute

12/01/2011

9.51

Pagina 11

Inversioni dei poli magnetici terrestri, tempeste solari, punti energetici planetari… Quello che la scienza odierna sta intravedendo, era in re altà molto noto agli antichi di Marco Lucisani

Quad Storia Dossier:Layout 1

12/01/2011

9.51

Pagina 12

12 Una delle false credenze che lentamente sta scomparendo dal mondo accademico è quella secondo la quale gli antichi, altri non erano se non una massa di sempliciotti superstiziosi. Negli ultimi decenni, molte sono le scoperte che si sono accumulate, contrastando questo luogo comune, il lavoro di tanti scienziati e ricercatori, ha fatto si che il mondo scientifico, ha dovuto rivedere ben presto le proprie posizioni, proprio in considerazione di nuove prove, sempre più ineccepibili che hanno consentito l’affermarsi di nuove teorie in contrapposizione a quelle tradizionali. Già a partire dai primi anni del ‘900, studiosi del calibro di Charles Hapgood (a ragione considerato uno dei padri del revisionismo archeologico), ponevano le basi scientifiche per sollevando nuovi dubbi riguardo alle certezze scientifiche di quegli anni. Lo stesso Hapgood padre della teoria della rotazione dei poli magnetici, si servì di teorie allora rivoluzionarie come la tettonica a placche, teorie avvallate dallo stesso Albert Einstein, che grazie anche al proprio contributo, finirono col far parte della scienza ufficiale. Già da anni tempo però, il mondo accademico era in subbuglio, riguardo le continue scoperte che sembravano confermare conoscenze antiche molto più vaste rispetto a quelle attribuite dalla scienza ufficiale. Di fatto i primi dubbi furono sollevati nel 1900 da Hapgood, un ricercatore americano paragonato da molti al padre del revisionismo archeologico. Ma già da molti decenni prima, personaggi come Madame Brawalsky o il Colonnello Curchwall, avevano gettato il seme del dubbio nel mondo accademico. Certo è, che la strada per raggiungere la verità o quantomeno la consapevolezza delle proprie conoscenze, è irta di pericoli e difficoltà. Ne sanno qualcosa i tanti ricercatori che, colpevoli di aver trovato le cosiddette prove impossibili (vale a dire reperti archeologici che vanno fuori dai canoni della scienza ufficiale), sono stati screditati ed emarginati da un

mondo scientifico che tuttavia, si sta lentamente ricredendo. Gli ultimi studi e gli sforzi di quegli scienziati “genuini”, stanno portando alla luce, un mondo antico del tutto nuovo. Conoscenze astronomiche molto approfondite, ma non solo; una vera e propria passione per la matematica fino all’ossessione, come anche il calcolo maniacale del tempo, nonché l’uso del mito come contenitore temporale per tramandare alle generazioni future dei messaggi. Tutti questi ingredienti stanno finalmente convergendo in un punto: gli antichi avevano dei messaggi importanti, addirittura vitali, da tramandarci. Il mito come contenitore spazio-temporale. Egizi, Sumeri, Aztechi, Maya, sono alcuni dei popoli conosciuti, che hanno tramandato attraverso le barriere temporali. William Sullivan, archeologo specializzato in storia delle civiltà precolombiane, nel suo libro “Il mistero degli Incas”, ne è perfettamente consapevole. Il mito sarebbe una sorta di contenitore che serve a trasportare il messaggio preservandosi attraverso il tempo. Ed ecco perché i miti provenienti dall’antichità sono pressoché invariati, semplicemente nel mito non esiste spazio per il superfluo, ciò che viene tra-

i quaderni di STORIADOSSIER

Quad Storia Dossier:Layout 1

12/01/2011

9.51

Pagina 13

i quaderni di STORIADOSSIER mandato è l’essenziale. E di miti sulla fine del mondo in particolare, tutte le popolazioni hanno trasmesso il proprio, appunto perché a tale appuntamento, l’umanità deve arrivare preparata, pena il rischio di estinzione. Il mito può essere una leggenda, un racconto, un testo riportato su di una tavoletta, una stele, può essere un monumento, una piramide, una tomba. Non è molto importante il modo, il contenitore, ma piuttosto la sua efficacia. L’obiettivo alla fine è quello di far giungere il messaggio a destinazione ed in tempo utile. La leggenda viene tramandata per generazioni e generazioni, viene sottovalutata, denigrata, paragonata a racconti per bambini e per vecchi, la leggenda viene narrata in momenti particolari, quasi in un clima di solennità. Proprio per questo, agli occhi dell’uomo moderno, la leggenda è sempre stata ricondotta alla fantasia, all’irrealtà, l’uomo moderno, così pragmatico e pratico, non vuole avere spazio per ciò che non è imme-

13 diato, che richiede tempo, che deve essere prima compreso. Il mito, in effetti, prevede la comprensione di una serie di parametri, occorre capire il linguaggio del narratore, il contesto, i costumi nel quale il mito stesso è stato precostituito. Quando Pizarro nel 1532, a capo di 170 uomini, ebbe ragione di un esercito di 40.000 inca, non avrebbe mai potuto pensare che quel giorno era già stato preannunciato, gli incas infatti, sapevano attraverso i loro sciamani che in quel periodo sarebbe avvenuta la fine del loro impero, e forse proprio questo gli fu fatale. I miti che si erano tramandati per secoli, erano sopravvissuti pressoché intatti fino all’arrivo di Pizarro, questo a dimostrazione della vitalità che il racconto stesso può avere. In tal modo, anche le conoscenze degli antichi si sono preservate fino ai nostri giorni. I libri di Toth Dicevamo che non soltanto i miti fanno da

Quad Storia Dossier:Layout 1

12/01/2011

9.51

Pagina 14

14 contenitore spazio-temporale. Nelgi anni ’80 il ricercatore Robert Bauval, scoprì che la conformazione architettonica del complesso di Giza, le tre piramidi, erano praticamente uguali alla costellazione di Orione di 10.450 anni prima di Cristo. Cosa poteva significare tutto questo? Vi era forse un messaggio nascosto tra le piramidi? In effetti, eminenti scienziati hanno dovuto fare il classico passo indietro di fronte alle continue prove offerte dai sostenitori del revisionismo, continue sono le prove che le piramidi stesse offrono circa la loro reale datazione. In sostanza, tutto ciò che può contenere informazioni tramandate intenzionalmente fino ai nostri giorni, viene comunemente definito con il nome di “libro di Toth”. dei messaggi molti furono i restituendo a Verso la fine degli anni ‘90, gli anziani della tribù indiana degli Hopi, parteciparono ad una trasmissione americana,

i quaderni di STORIADOSSIER “Coast to Coast di Art Bells”. In tale occasione, poterono parlare a milioni di ascoltatori, circa un antica profezia del loro popolo riguardo agli ultimi giorni del nostro pianeta. Stando al racconto, giungerebbe tra non molto una stella di colore blu, seguita da una di colore rosso nei nostri cieli, seguita da diverse stranezze del mondo animale (alterazioni genetiche), del tipo: rane con sei zampe, conigli con quattro orecchie, animali con entrambi i sessi. La profezia Hopi riguardava anche dei cambiamenti terrestri di vario genere. Un ampia sitografia è attualmente presente sul web, riguardo alle profezie degli indiani Hopi. Secondo quanto riportato, la più importante di queste, sarebbe un antica profezia Hopi, nota con il nome di “ultimo pianto”. Ne riportiamo il testo, così come venne narrato da un anziano della tribù, durante la trasmissione televisiva.

Quad Storia Dossier:Layout 1

12/01/2011

9.51

Pagina 15

i quaderni di STORIADOSSIER

15

Estratto dalle profezie Hopi

"La storia di Blu Kachina è una storia molto vecchia, molto vecchia. Sapevo della storia di Blu Kachina da quando ero molto giovane. Mi è stata raccontata dai nonni che ora hanno tra gli 80 e i 108 anni di età. Anche Frank Waters ha scritto di Saquasohuh, Stella Blu Kachina ne Il Libro degli Hopi, la storia viene dal Nonno Dan, Anziano Hopi". "Mi è stato raccontato che per prima sarebbe stata vista Blu Kachina nelle danze, e l' avrebbero saputo anche i bambini nella piazza durante il ballo notturno. Questo evento ci avrebbe detto che i tempi finali sono molto vicini. Quindi la Stella Blu Kachina sarebbe apparsa fisicamente nei nostri cieli e avrebbe significato che siamo nei tempi finali." "Nei giorni Finali guarderemo su nei nostri cieli e vedremo il ritorno dei due fratelli che hanno aiutato a creare questo mondo nel tempo della nascita. Poganghoya è il guardiano del nostro Polo Nord e suo Fratello Palongawhoya è il guardiano del Polo Sud. Nei giorni Finali la Stella Blu Kachina verrà coi suoi nipoti e faranno tornare la Terra alla sua rotazione naturale che è antioraria."(...) "I messaggi saranno trovati nella pietra vivente, nei sacri campi di grano, e persino nelle

acque. (sono stati trovati Crop Circles nel ghiaccio) Dal Purificatore verra' rilasciata una grande Luce Rossa. Tutte le cose cambieranno nel loro modo di essere. A ogni cosa vivente sarà data la possibilità di cambiare dalla piu' grande alla piu' piccola." (...) “E' importante capire che questi messaggi verranno trovati su ogni cosa vivente, persino nei nostri corpi, persino in una goccia del nostro sangue. Tutte le forme di vita riceveranno i messaggi dalle gemelle...quelli che volano, le piante, persino il coniglio. L' apparizione delle gemelle fa iniziare un periodo di sette anni che sarà la nostra opportunità finale di cambiare le nostre vie. Tutto cio' di cui facciamo esperienza è materia di nostra scelta." (...) "Nessuna creatura vivente sarà intoccabile, qua o nei cieli. La via in questi tempi è stato detto che si trova nei nostri cuori, e riunendosi col nostro sè spirituale. Diventando semplici e ritornando a vivere con e sopra la Terra e in armonia con le sue creature. Ricordando che siamo i custodi, i portatori del fuoco dello Spirito. I nostri parenti dalle Stelle stanno venendo a casa per vedere quanto bene abbiamo fatto nel nostro viaggio".

Quad Storia Dossier:Layout 1

12/01/2011

9.51

Pagina 16

Sponsor

Quad Storia Dossier:Layout 1

UFO: l’Islam ci crede

12/01/2011

9.51

Pagina 17

Il mondo islamico ammette l'esistenza degli UFO. Es pliciti messaggi di vita ex traterrestre sarebbero contenuti nel Corano. Incon tri ravvicinati, abductions e addirittura una base seg reta in Kuwait equivalente all’area 51

Quad Storia Dossier:Layout 1

12/01/2011

9.51

Pagina 18

18 Il 3 settembre 2000, attraverso la tv satellitale Al-Jazeera, lo sceicco del Qatar Yusuf Al-Qaradawi ha ufficialmente preso posizione a favore del fenomeno UFO e degli extraterrestri, dichiarando pubblicamente che non esistono limiti teologici dell'lslam alla vita su altri mondi, che Allah è Signore e Creatore di tutto e che nel Corano viene ripetutamente definito "Signore dei Mondi" (Rabbelal-amin); che sempre nel Corano diverse "ayat" (versetti) possono essere interpretate a favore della vita nel cosmo (in una si afferma che Allah potrebbe far incontrare gli uomini e le creature del cielo prima dell'estinzione della razza umana; in un'altra viene rivelato che esistono "altrove" popoli uguali agli umani, all'epoca del Corano "nascosti agli occhi della gente"). Il discorso proseguiva denunziando la congiura del silenzio operata attorno al fenomeno da certi governi, ma anche la possibile strumentalizzazione del fenomeno stesso "per scopi di manipolazione politica e delle masse"; veniva ribadito infine che non esisteva nessuna base teologica per sostenere che gli extraterrestri fossero gli angeli di Allah e si sconsigliava qualsiasi forma di idolatria.Questa posizione è destinata probabilmente a segnare un momento epocale della storia dell'ufologia extra-occidentale (della quale, sfortunatamente, giungono a noi solo echi distorti).Il sottoscritto intrattiene da anni rapporti, fra gli altri, con i colleghi dei Paesi arabi e con il mondo islamico, e questo studio, sfociato in un libro ("Altri UFO", Edizioni Macro), era volto a dimostrare che anche in un mondo assai diverso dal nostro, quale quello islamico, gli UFO sono presenti con identiche modalità, e dunque sono un fenomeno oggettivo e planetario. La ricerca, durata anni, mi ha dato ragione. GLI UFO NELL'AFRICA BIANCA"Non ci sono versi specifici nel Corano che parlino di vita intelligente nell'universo oltre alla nostra, agli angeli e ai

i quaderni di STORIADOSSIER jinn (demoni) - mi scriveva nel luglio del 1999 Abdul Rahiman Sharif, un informatico degli Emirati Arabi che gestiva un sito Internet intitolato "Submission", sottomissione all'Islam. E proseguiva - Tuttavia Dio ci rammenta che Egli può creare molte cose che noi non conosciamo o non comprendiamo."L'atteggiamento verso gli UFO o, in senso più lato, la vita extraterrestre e la colonizzazione dello spazio (tutta americana) che ho riscontrato nei Paesi da me studiati è stato spesso variabile. Non posso dire che, Qatar a parte, esistano delle vere e proprie posizioni di stato; piuttosto, delle convinzioni personali o delle prese di posizione isolate. Mi sembra che il più delle volte prevalga, almeno nei Paesi arabi propriamente detti, il disinteresse verso il fenomeno UFO. Per alcuni i dischi volanti non rappresentano materia di approfondimento scientifico, per altri rientrano nell'ordine naturale delle cose, in una visione del mondo ove ad Allah (Dio) tutto è concesso; per lo più sembra prevalga una forma di apatia giustificabile con una concezione filosofica dell'universo espressa fra il 1414 ed il 1492 dal mistico Jâmî: "L'universo, con tutte le sue parti, è solo un certo numero di incidenti, che muta di continuo e ad ogni soffio si rinnova. Ad ogni istante sparisce per venir sostituito da una serie simile".La visione di un cosmo in continuo cambiamento, e dunque sfuggente a qualsiasi codificazione di leggi fisiche, rende inutile la ricerca della conoscenza delle leggi stesse. D'altro canto, anche nei Paesi arabi il problema degli UFO non può essere ignorato dagli organi di informazione, dalla popolazione, dai governi locali.Le testimonianze esistono anche nel mondo islamico e, anche se non risulta siano mai stati creati sino agli anni Novanta centri ufologici privati sulla scorta di quelli sorti in Occidente, gli avvistamenti risalgono a tempi molto antichi.

Quad Storia Dossier:Layout 1

12/01/2011

9.51

Pagina 19

Nella miniatura turca sopra raffigurata ("Tekké mevlevi") del XVII secolo, custodita ad Aflâkî Konya, si vede un gruppo di persone terrorizzate al passaggio di tre ordigni infuocati, a forma di mezzaluna (islamica), che sorvolano il tetto di un palazzo, ed addirittura in un'iscrizione nel tempio egizio di Luxor vi sarebbe, secondo lo studioso Mohamed Abdel Ghani, l'immagine di un disco volante.E di strani esseri discesi dal cielo se ne parla nelle tradizioni arabe ed africane, da secoli; queste creature vengono solitamente suddivise in tre categorie ben distinte, gli "afreet" o fantasmi, i "Jinn" o angeli caduti, i "Jabarren" o giganti. Queste stesse categorie le ritroviamo in Occidente, nella letteratura ufologica, con i termini Grigi, Nordici e Giganti.Venendo ai tempi moderni, occorre dire che esisterebbe una "linea ortotenica" araba, che toccava il Mediterraneo orientale, il Medioriente (Egitto ed Israele in particolare) e l'Eritrea.In Algeria i dischi volanti ("tapak tahìr", in arabo) sono stati visti a Sidi-Embarek il '26 agosto 1975. Madoui Laid e Belkadi Azzedine stavano attraversando in auto la zona che da Sétif porta ad Algeri quando avvistavano una sfera di due metri di diametro che sorvolava le montagne; un mese dopo ad Ain Oucerra, sede di una base militare dell'Aeronautica, una strana luce visibile per 5-6 secondi metteva in allarme i soldati, di notte, seminando lo scompiglio nel campo. Una prima pattuglia di militari si metteva in osservazione, allertando telefonicamente i propri commilitoni; a quel gruppo un secondo gruppo di soldati saltava su una Land Rover e correva lungo la pista d'aviazione, per intercettare l'UFO, mentre tutta la base veniva messa in stato di allerta. Dopo pochi secondi, però, la luce scompariva, lasciando i soldati confusi e sbigottiti.Ma già nell'aprile 1942 un UFO stazionava sopra il fortino di Ouallen, avvistato dalla guarnigione.Il 10 ottobre del '52 un sigaro volante sorvolava il Comando della legione straniera di Stilly. L'avvistamento era rilevato dal Centro meteorologico di Sully.Il 30 settembre del 1975, di sera, un piccolo disco di luce compariva sopra Constantine e Veniva avvistato da quattro studenti universitari.

i quaderni di STORIADOSSIER

19 L'oggetto, che i testimoni descrissero peraltro in maniera difforme, sarebbe stato anticipato da un insolito rumore in crescendo. Altri testimoni indipendenti dichiararono di avere visto una luce blu attraversare il cielo. Molti interpretarono l'evento come una manifestazione divina, in quanto il fenomeno si era prodotto nel mese santo del Ramadan (il digiuno islarnico).L'8 gennaio 1979 un disco fosforescente, che emetteva una luce giallo ocra, rimaneva immobile per circa dieci minuti nel cielo di Tunisi.In Marocco, il 25 marzo 1953, l'equipaggio di un C-47 americano, in volo di addestramento, avvistava un oggetto volante che si fermava sulla base di Nouasseur. Il comandante dichiarò al servizio segreto dell'aeronautica americana che l'oggetto, avvicinatosi a velocità molto alta, era passato a 600-900 metri sopra l'aereo e poi aveva attraversato lo spazio aereo della base militare; a quel punto aveva rallentato e si era esibito in una serie di manovre a spirale, in cerchi sempre più stretti, come se stesse precipitando. Al quarto giro l'UFO si abbassò e ne compì un altro, questa volta molto ampio, al termine del quale discese fino ad atterrare in un punto periferico della base. "Tornati su Nouasseur - scrisse nel rapporto il comandante dell'aereo vedemmo che la luce era ancora al medesimo punto e mostrava la stessa irregolare fluttuazione d'intensità. Ne informammo la torre e, stabilizzatici ad una quota di 1200 metri, cominciammo a girare intorno alla zona. Secondo quanto ci avevano detto, l'ufficiale comandante dell'aerodromo stava guidando una squadra di ricerche. Continuammo a girare in cerchio per 15-20 minuti. Poi, alle 22,15 circa, la mia attenzione fu distratta per un momento e, quando tornai a guardare al suolo, la luce non era più visibile. Informammo subito la torre. La nebbia a terra si stava infittendo ma, a giudicare dalle altre luci presenti nell'area, non era ancora abbastanza densa per provocare quella sparizione...". In Libia un disco volante atterrò in un campo il 25 ottobre del 1954; un testimone poté osservare bene, attraverso l'abitacolo trasparente, l'interno dell'ordigno, che

Quad Storia Dossier:Layout 1

12/01/2011

9.51

Pagina 20

20

i quaderni di STORIADOSSIER

vuoi perché la penisola anatolica risente della forte influenza della mistica sufi che ammette l'esistenza di altre forme di vita nel cosmo, vuoi per la presenza dei gruppi ufologici TUPVO e "Sirius UFO Space Sciences Res e a r c h Center" (che organizza aveva dei sedili, dei cruscotti e una specie congressi internazionali).Gli UFO sarebbero di apparecchio radio, azionato da uno dei poi stati visti sopra l'Irak durante l'oper"piloti", che portava una cuffia sulla quale azione "Tempesta nel deserto". Secondo un si innestavano numerosi fili.Una piccola on- dispaccio diramato via Internet dall'ufologo data di avvistamenti interessò l'Egitto nel americano Ignatius Graffeo, "un largo UFO 1954. Il 5 maggio un centinaio di persone triangolare è stato visto sia in Irak che ad EI Mahalla videro per venti minuti un or- sopra New York prima e durante l'Operdigno affusolato nel cielo, mentre a El Qan- azione Tempesta nel Deserto. Il 16 dicemtara un militare scattò alcune foto ad un bre 1998 alle ore 2,31, ora locale, un oggetto che ruotava ed emetteva fumo sopra triangolo di luci apparve sopra Baghdad e il canale di Suez; a El Qahira venne ordi- venne filmato dalle telecamere per la ripresa nato ai piloti e agli astronomi di osservare notturna dell'emittente CNN. La luce scrupolosamente il cielo; cinque giorni dopo evoluiva lentamente in cielo, durante i bomcentinaia di persone videro, da Alessandria bardamenti antiaerei irakeni. La scena è apd'Egitto, una luce che cambiava continua- parsa durante i telegiornali in diretta della mente colore. Altre segnalazioni giunsero CNN, in America, alle 6,31 del 15 dicembre. dal Libano, dall'Iran e dall'Algeria. Ho visto così la formazione di luci disposte a triangolo; erano molto simili ad una forTRIANGOLI IN IRAQ, RAPIMENTI IN IRAN mazione a V filmata a Phoenix, Arizona, il La Turchia ha una lunga tradizione per 13 marzo 1997". E in Iran, il 5 aprile del quanto concerne gli avvistamenti. Alcuni 1976, il diciannovenne Gholam Reza BarzaUFO vennero scorti già nel 1888 ad Adria- gani stava tornando a casa attraverso la nopoli; il 3 agosto 1952, in piena ondata di foresta, diretto verso Chalus, quando veniva avvistamenti in tutta Europa, i dischi paralizzato da un UFO. Portato a bordo del volanti vennero segnalati anche sopra Is- disco, era esaminato da quattro figure, che tanbul.Da qualche anno a questa parte l'ar- in seguito lo rilasciarono a terra a Isfahan, gomento viene trattato molto liberamente, a 480 chilometri di distanza da casa, nel de-

Quad Storia Dossier:Layout 1

12/01/2011

9.51

Pagina 21

i quaderni di STORIADOSSIER serto. Il caso venne studiato dal Savak, la polizia nazionale iraniana, che in un esplosivo rapporto scrisse che "un buon numero di persone che abitano nei villaggi attorno a Isfahan riferivano di avere visto ciò che hanno descritto come dei dischi volanti...". Anche nella Penisola arabica, che rappresenta il mondo arabo propriamente detto, gli UFO sono stati visti più volte. Come a Jubail, in Arabia Saudita, allorché il 28 marzo 1996 un disco volante illuminò la città e sorvolò la raffineria di greggio, la seconda più grande dello Stato. Secondo quanto riferito dal giornale "al-Eqtisadiah", l'UFO venne avvistato da un gruppo di beduini che si trovavano in riva al Golfo. "Ho pensato di sognare. - dichiarò uno di questi, Shaheen bou-Ainann - L'area circostante venne illuminata per alcuni minuti
TAPAH TAHIR SULLA PENISOLA ARABICA

21

Così la "Domenica del Corriere" riferì di un avvistamento sullo Yemen, nel '57. L'apparizione del sigaro interruppe la preghiera del Muezzin

da una luce brillante sprigionata da un ordigno ovale che poi è scomparso in maniera innaturale" (il primo caso UFO locale risale al 5 novembre 1947).Ai primi di febbraio del 1988 l'agenzia di stampa "Qatar News di Doha" dichiarò di avere ricevuto diverse segnalazioni di avvistamenti di un oggetto non identificato che era apparso nella parte settentrionale della penisola e che diverse persone, uomini e donne, descrivevano come "un disco lucente che cambiava colore ed emetteva un fischio stridulo".Alcuni giorni prima di un'ondata di avvistamenti nello stato di Israele, il 12 settembre 1996 diversi UFO sorvolavano Amman, la capitale della Giordania (confinante con Israele). Le segnalazioni, riferite dal giornale arabo al-Dustour sei giorni dopo, parlavano di "oggetti strani, che sembravano reali e che avevano delle luci di differenti colori". Gli UFO si muovevano nel cielo di Amman, dinanzi agli occhi di decine di esterrefatti cittadini. Uno di questi, il Ministro dell'Informazione giordano Marwan Muasher, disse: "Stavo tornando a casa quando ho visto quegli strani oggetti, giovedì notte. Non riuscivo a credere a ciò che vedevo, né a trovare una spiegazione plausibile al fenomeno. Gli UFO vennero segnalati da diverse zone della città, a orari differenti, ma la Reale Aeronautica Giordana non è riuscita ad intercettarli sui monitor."Gli UFO vennero visti anche ad Abu Alanda, una zona desertica che si trova agli antipodi di Amman, poco prima di mezzanotte.In Giordania sorvoli UFO vennero riferiti il 2 novembre 1954 a Nablus (una luce oblunga che volando sopra la città terrorizzò i beduini) ed il 16: una formazione di oggetti visti anche sopra Israele e sul Libano.E sempre a proposito di prese di posizione ufficiali, nel giugno del 1997 il colonnello Ali al-Sayed, comandante della Difesa Civile in Golfo Persico per il Dubai (uno sceiccato degli Emirati Arabi Uniti), dichiarava ad una conferenza stampa che "recentemente insieme ad alcuni suoi amici che si trovavano in una fattoria di Hatta avevano visto un oggetto volante non identificato attraversare il cielo

Quad Storia Dossier:Layout 1

12/01/2011

9.51

Pagina 22

22

i quaderni di STORIADOSSIER Terra nella notte dei tempi; i "jinn", la cui esistenza è contemplata come reale anche nel Corano, che sono gli angeli, suddivisibili in tre categorie: gli angeli al servizio di Dio, i "geni" simili ai demoni pagani (spiritelli più o meno innocui ma in grado di operare prodigi), gli angeli caduti, cioè i diavoli.Come già detto inizialmente, se analizziamo a fondo le caratteristiche di queste creature, notiamo che esse riassumono in sé, mitizzate, certe peculiarità dei moderni extraterrestri della letteratura ufologica occidentale.I mutilatori di cadaveri sono i "dottori alieni" Grigi che rapiscono europei ed americani per carpire organi e membrane; i mutilatori "salaawa" corrispondono ai "chupacabras" (fotografati, nel mondo arabo); gli angeli corrispondono ai Nordici, i "jinn" caduti ai Grigi.Circa gli UFO, molti islamici pensano siano armi segrete; molti altri sono scettici; per altri, potrebbero esistere in quanto "Allah è grande e qualsiasi cosa gli è consentita".Molto possibilisti sono i sufi (ve ne sono diversi pro E.T. in Iran e Turchia), seguaci di una particolare disciplina religiosa islamica, che prevede forme di rivelazione estatica.In Internet, nel sito sufi del poeta e mistico pakistano Allamah Nasir alDin Nasir Hunzai di Burushaksi si accede tranquillamente ad una pagina sugli UFO. Hunzai, il suo webmaster, dichiara: "Ho parlato degli UFO nei miei scritti, e particolarmente in 'Mizanùl-Haqàiq', Bilancio delle realtà, perché questo tema è oltremodo interessante. É molto strano che secondo il senso comune i jinn, le fate, il corpo sottile, i dischi volanti siano tutte creature differenti, mentre in realtà stiamo parlando di un'unica materia sottile capace di manifestarsi in forme differenti e con vari nomi. Nel Corano si dice che ogni stella è un mondo abitato da creature sottili. Nella sura 42:29 Dio dice: 'Uno dei Suoi segni è la creazione

notturno. L'oggetto, simile ad una stella, era scomparso in dieci secondi, lasciando due archi brillanti, verdi e blu, che presero a muoversi orizzontalmente per due minuti, prima di scomparire".Sempre nel Dubai alcuni oggetti triangolari che emettevano dei fasci di luce blu erano stati avvistati da cinque persone il 27 novembre del 1995, alle ore 18,20.E in concomitanza con le dichiarazioni di al-Sayed, una misteriosa luce che volava rapida in cielo venne segnalata al di sopra delle coste del Barhein la notte del 13 giugno 1997. Secondo la GNA, l'agenzia di stampa "Gulf News Agency", la luce misteriosa era grande quanto un Boeing 747, non produceva alcun rumore e filava a 18 miglia nautiche. Un testimone disse di essere rimasto terrorizzato "nel vedere la stanza invasa per molti secondi da quella luce fortissima, che è scomparsa all'improvviso". Ancora in Dubai, un UFO con cupola venne fotografato da un membro del governo il 3 dicembre 1989; altri oggetti furono immortalati in Kuwait il 20 gennaio del 1979.Molti altri casi riguardano la Siria, il Libano e lo Yemen. E.T. PER L'ISLAM La mitologia araba contempla l'esistenza di "ghoul", spiriti che vagano nei cimiteri e che smembrano i cadaveri; i "salaawa" (le femmine dei ghoul), che uccidono e mutilano gli animali; i "giganti", che calpestavano la

Quad Storia Dossier:Layout 1

12/01/2011

9.51

Pagina 23

i quaderni di STORIADOSSIER

23

dei cieli e della Terra, e di cose viventi Egli ha riempito entrambi'."Basta poi un giro in Internet per toccare con mano quanto sia alta la percentuale di arabi e di musulmani pronti a giurare sull'esistenza degli extraterrestri. É il caso del sito musulmano iridonesiano macsonic.org, che sull'argomento ci presenta un testo molto lungo, a cura del webmaster, che si qualifica come UFOtestimone egli stesso.E del sito indonesiano "Kembali ke Bagian Pertama", che Presunto UFO sui cieli di Bagdad propone addirittura una con interesse il suo valido contributo circa rilettura di alcune affermazioni coraniche in questo misterioso ed affascinante soggetto"; chiave ufologica (scusandosi con i lettori, se lo studente kuwaitiano Osama J.Hamad, il testo può offenderne la sensibilità relitestimone di un evento UFO in Kuwait, che giosa), accostando i jinn agli alieni. L'auha addirittura creato un sito Internet che tore, in alcune pagine titolate "Catatan vuole essere una sorta di centro ufologico Saya", arriva persino ad affermare che gli arabo virtuale, e nel farlo ha dichiarato fra alieni hanno interagito con noi, vivendo tra le altre cose che l'area di Umm al-Aish, in gli umani, già 7000 anni fa. All'epoca sulla Kuwait, è stata al centro di attività UFO in Terra "vi erano vari gruppi di alieni, con almaniera particolare; trettanti tipi di UFO, poi ridottisi a quattro Selman Gerseksever, portavoce dell'Associrazze. Di queste, due razze vivevano sulla azione di Investigazione Metapsichica e di Terra con il permesso di Dio, assai prima di Ricerca Scientifica di Istanbul ed editore noi. Una di esse era di origine extraterdella rivista "Ruh Ve Madde"; restre, l'altra tentò di ingannarci per oti seguaci della Nation of Islam americana (o tenere il controllo dell'umanità. Usarono gli musulmani neri, il cui portavoce afferma di eventi storici e religiosi per guadagnarsi la essere stato portato a bordo di un disco nostra fiducia; essi avevano la capacità di volante); rendere visibili ed invisibili le loro astronavi; i seguaci della fede Bahài, che nel libro queste ultime due razze erano più extradi"Gleanings from the Writings of Bahàùllah" mensionali, che extraterrestri - scrive l'auscrivono: "Sappi tu che ogni stella fissa ha il tore, che evidentemente si ispira a molti suo pianeta, e che ogni pianeta ha le protesti di archeologia misteriosa occidentali, prie creature, il cui numero non può essere concludendo - Gli alieni cattivi non rapprecontato...". E, riferendosi alle stelle degli sentano più una minaccia per noi, a meno altri sistemi solari, il loro profeta Abdùlche noi non si decida di imitarli."Fra i posBaha ha scritto, nel libro "Divina filosofia": sibilisti voglio citare:Mohamed Karbarday, "Le stelle sono popolate, ma gli esseri che vi redattore capo del quotidiano "al-Arab" (il dimorano non hanno uno stadio di maggior giornale in lingua araba, la cui conoscenza tale al nostro...". redazione è a Londra), che mi ha scritto: (continua) "Non abbiamo mai sentito di alcuna segnalazione UFO nei Paesi arabi. Attendiamo

Quad Storia Dossier:Layout 1

12/01/2011

9.51

Pagina 24

History news

Quad Storia Dossier:Layout 1

12/01/2011

9.51

Pagina 25

le news di STORIADOSSIER

25

Quad Storia Dossier:Layout 1

A due passi dall’apocalisse
12/01/2011 9.51 Pagina 26

Proviene dallo spazio profondo la minaccia per la terra? Antichi astronomi di civiltà per dute lanciano un monito all’umanità: il 21 dicembre 2012 sarà la data di un cambia mento epocale. Sumeri e Maya ci hanno lasci ato un messaggio che è giunto fino a noi. Ma mentre televisione e cinema fanno cassa con trasmissioni e film dedicati all’argomento, nessuno ci informa che la terra è costante mente sotto la minaccia incombente di un im patto planetario di Marco Lucisani

Quad Storia Dossier:Layout 1

12/01/2011

9.51

Pagina 27

i quaderni di STORIADOSSIER

27 margine di anticipo, ogni corpo che si avvicina alla terra, calcolandone con buona probabilità anche la traiettoria che l’oggetto seguirà. Ciò consente di avere un piccolo margine di anticipo nel caso in cui un asteroide entri in collisione col nostro pianeta. Il più vicino in assoluto. Se gli avvicinamenti avvenuti nel 2009, possono essere tranquillamente definiti ordinari, lo stesso non può dirsi di quello avvenuto il 31 marzo del 2004. In tale data infatti, il nostro pianeta è stato letteralmente sfiorato da un bolide di soli quattro metri di diametro, che, transitando ad una distanza di 6500 chilometri dalla terra è l’asteroide che ha compiuto il passaggio fino ad ora più vicino in assoluto. L’attendibilità dei sistemi di monitoraggio e rilevazione, è stata ulteriormente testata nell’ottobre del 2008, quando un meteorite entrato nell’atmosfera terrestre, ha impattato a terra in corrispondenza del Sudan. Il 2008 TC3 - questo il nome assegnatogli dagli astronomi, era stato già individuato il giorno sei ottobre. In più, attraverso sofisticati software di calcolo (uno dei quali interamente italiano - il CLOMON 2), ne era stato calcolato il luogo dell’impatto nonché l’orario. In ogni caso c’è poco da stare allegri, sembra infatti che i sistemi di rilevamento hanno già individuato un asteroide, battezzato 2009 KL”, che nel settembre di quest’anno, passerà dalla terra ad una distanza di poco superiore a quella di un satellite geostazionario. Una distanza, quella di 67 milioni di chilometri, tutto sommato sicura. In ogni caso, sarà bene per i nostri scienziati tenere gli occhi bene aperti poiché, questo asteroide non è di qualche metro, ma bensì di diametro poco inferiore al chilometro (800 metri).

Ma la cosa ancor più incredibile, che lascia davvero esterrefatti è che i media abbiano tenuto completamente all’oscuro l’intera popolazione mondiale sui vari avvicinamenti che da tempo vengono individuati con largo anticipo. Per gli addetti ai lavori non è una novità, il fatto che la terra ha già rischiato in passato di essere colpita da un asteroide, con tutte le conseguenze apocalittiche che questo comporta. Soltanto quest’anno il nostro pianeta è stato “attenzionato” ben due volte da comete e bolidi cosmici. Questi gli ultimi avvenimenti: 24 febbraio 2009, la cometa Lulin “sfiora” la terra passando ad una distanza di appena 62 milioni di chilometri; 2 marzo 2009, l’asteroide 2009dd45, alle ore 13.44 (orario di Greenwich equivalente alle 14.44 in Italia), si avvicina alla terra fino a soli 72.000 chilometri(circa il doppio della distanza di un satellite geostazionario). Fotografia scattata dal il 27 febbraio, prima di questa data, non era stato intercettato da nessun telescopio. È importante dire che i N.E.O. sono meteoriti le cui dimensioni variano da qualche centimetro ad una grandezza pari a quella della luna. Inutile dire che l’impatto con un asteroide di cospicue dimensioni provocherebbe un vero e proprio disastro planetario, arrivando anche a produrre gli effetti che provocarono l’estinzione di massa dei dinosauri. Le nuove tecnologie unite al progetto “Scudo spaziale”, che da decenni ormai vigila intorno al nostro pianeta attraverso un reticolo di telescopi e satelliti di vario tipo, consentono di individuare con un buon

Gli appuntamenti mancati

A quando il prossimo?

Quad Storia Dossier:Layout 1

12/01/2011

9.51

Pagina 28

28

L’angolo dell’esperto

i quaderni di STORIADOSSIER

Quad Storia Dossier:Layout 1

12/01/2011

9.51

Pagina 29

i quaderni di STORIADOSSIER

29

Quad Storia Dossier:Layout 1

12/01/2011

9.51

Pagina 30

30

La tarantella della tarantola

i quaderni di STORIADOSSIER

La tarantella, (chiamata anche còrea) è una danza popolare molto conosciuta nell'Italia meridionale. Alcune varianti peloritane ed agrigentine presentano fraseggi. Le origini Diffusasi tra la popolazione campana, tra il IV e V secolo fu anche oggetto di interesse da parte di grandi musicisti come Gioachino Rossini che la traspose con il titolo de La danza. Il nome deriverebbe dalla da un particolare ragno velenoso, diffuso in Europa meridionale, la tarantola (lycosa tarantula). Opinione comune era che il veleno del ragno provocasse frenetiche convulsioni e chi ballava questa danza sembrava morso dalla tarantola. Da qui il nome "tarantella". Un altra interpretazione vuole invece che tale nome tragga origine dalla città di Taranto o dal fiume Tara. Una, cento, mille tarantelle. Esistono varie versioni della tarantella, ma probabilmente una delle più antiche in assoluto è la tarantella calabrese. Conosciuta meglio con il nome di Viddanedda o tarantella reggina, quella calabrese è una tarantella di chiara derivazione grecanica (zona che va dal torrente amendolea all'inizio del-

l'aspromonte), una danza ricca di rituali e raffigurazioni simboliche. Nella concezione grecanica, la tarantella, ballata da uomini e donne, era occasione di corteggiamento, i danzatori, mettevano in risalto le proprie doti, l'uomo il proprio vigore fisico, attraverso l'espressione di gesti armoniosi e contemporaneamente energici, la donna ad occhi bassi e con gesti garbati accennava appena interesse verso le evoluzioni maschili. Classica era la figura detta "dell'anfora" nella quale la donna metteva le mani sui fianchi, a risaltare una parte del corpo femminile che quanto più era rigogliosa tanto più era sinonimo di fertilità. La tarantella si eseguiva in coppia (solitamente uomo e donna) oppure in gruppo. In quest'ultimo caso, gli aspiranti ballerini, si disponevano in cerchio a formare la cosiddetta "Rota", u "mastru i ballu" (il maestro di ballo) entrato nel cerchio, dopo aver fatto un giro per "appropriarsi" del suo territorio chiama a danzare una persona, quindi l'accoppia con un'altra di sesso opposto. Dopo qualche giro di danza il primo ad entrare viene invitato ad abbandonare la danza ("Fora u primu!" o "Grazie signora") e viene

Quad Storia Dossier:Layout 1

12/01/2011

9.51

Pagina 31

i quaderni di STORIADOSSIER sostituito da un nuovo ballerino/a. In questo modo ciascuno ha la possibilità di ballare con due persone diverse per ogni "giro". È "buona creanza" che l'uomo entrando nella rota saluti con un gesto discreto i suonatori e la donna con cui si accinge a ballare. Se quest'ultima è sposata o fidanzata verrà fatto un gesto di "richiesta del permesso" anche al marito/fidanzato. E' il maesto di ballo a decidere la formazione delle coppie, che segue particolari regole e canoni, soprattutto di buon senso, ed è perciò che questo ruolo spetta alla persona di maggiore "rispetto" della comunità. Antichi riti associati alla tarantella. Alla tarantella è associato il tarantismo (o tarantolismo), una sorta di esorcismo popolare che, sin dal lontano dal medioevo, spinge uomini e donne, che si ritengono morsi dalla tarantola, a recarsi in pellegrinaggio il 29 giugno presso la chiesetta di San Paolo a Galatina per essere liberati definitivamente dagli effetti del veleno. Secondo la credenza popolare, il morso della tarantola, provoca nel malcapitato un languore mortale dal quale si poteva essere liberati solo per mezzo della musica e dei colori. L'esecuzione della tarantella (nel salento chiamata pizzica) unita all'uso di nastri colorati, le zagarelle, da legare al polso inducevano ad una danza sfrenata intorno al pozzo della chiesa, la cui acqua è considerata simbolo di purificazione. Gli orchestrali, erano spesso ingaggiati dai familiari dell'invasato. Le tarantolate un tempo, si recavano di buon`ora nella cappella di S. Paolo vestite di bianco e bevevano l'acqua del pozzo,almeno fino a questo non è stato chiuso per ragioni igieniche sanitarie, infatti l'acqua del pozzo era ricca di serpenti. Origini arcaiche Il ricorso a S. Paolo è un effetto della sovrapposizione del culto cristiano a quello molto più antico dei serpenti. La tarantola stessa, rappresenta un animale totemico le cui origini si perdono nella notte dei tempi e sono anteriori al menadismo, al coribantismo ed alle feste dionisiache a cui il tarantismo rimanda per gli aspetti orgiastici. Il tarantismo è un fenomeno che emerge su

31 tutti. Nella storia della medicina popolare salentina, esiste una connessione tra tarantati e i santi Pietro e Paolo che ricorda le visite ai templi asclepei dell'antica grecia, anche in tal caso i malati si recavano al tempio dei protettori per essere guariti. L'analogia non è casuale, profonda deve essere stata l'influenza della medicina greca nel Salento. La tarantola del Bandello Al contrario di quello che si potrebbe pensare, il termine “tarantolato”, non è comune solo nel meridione d’Italia, ma è ormai entrato nel linguaggio comune nazionale da oltre cinque secoli. Per esempio, ne ha fatta menzione anche lo scrittore italiano del ’500 Matteo Bandello, usando tale termine né più né meno nell’accezione che a tutt’oggi si conosce. In particolare volendo narrare la storia d’amore tra i coniugi Dianora e Vitaliano, Bandello fa uso del sostantivo “tarantolato”, per indicare uno stato di agitazione e irrequietezza, vissuto da un signorotto locale, il quale, come nel più tardo romanzo manzoniano, circuisce Diadora, arso da un irrefrenabile desiderio lussurioso nei confronti di questa.

La sindrome del tarantolato Sotto l'aspetto diagnostico è stato molto difficile definire il tarantismo come fenomeno, ma si è riusciti a classificarlo come una forma di isteria. Probabilmente, la sua origine è da ricercarsi non in lesioni organiche neurologiche, ma piuttosto, in elementi che hanno logorato e distrutto una psiche già debole a causa di fattori storico-sociali. Gli attacchi si manifestano in maniera molto simile all'isteria, che secondo la leggenda, sarebbero provocati dal morso della tarantola. Tale spiegazione fantastica, in ogni caso non spiega la periodicità con cui si manifestano le crisi che volte durano decenni. Il tarantìsmo può essere ricondotto a malessere culturale. Capitava sovente infatti, che a donne che subivano frustrazioni quali: fatica, povertà, tabù sessuali, non restava altro che rivolgersi a S. Paolo per liberarsi dal male. San Paolo, in particolare, era considerato il Santo dei poveri e il pro-

Quad Storia Dossier:Layout 1

12/01/2011

9.51

Pagina 32

32 tettore dagli animali striscianti (serpenti, scorpioni, ragni, e quindi anche la tarantola). Tarantolismo e simbologia della Dea Madre l ragno Ischnocolus è in realtà innocuo. Si sostiene infatti che dietro il tarantismo ci fosse un bisogno della donna di ricevere maggiori attenzioni dal proprio marito o di riscattarsi dopo un anno passato solo ed esclusivamente a lavorare. I giorni della tarantolata erano dei giorni speciali, in cui alla donna era concesso di fare tutto ciò che voleva, era una sorta di carnevale in cui le classi subalterne si riscattavano dalla precarietà delle condizioni in cui vivevano. Ma se il ragno era innocuo ed era “solo una scusa” per partecipare alla tarantolata viene spontaneo chiedersi: perché proprio il ragno? Come summenzionato, oltre alla tarantola, l’animale incriminato poteva essere anche uno scorpione o un serpente, vale a dire animali striscianti. Perché proprio questi animali? Cosa significano? Il ragno è un animale carico di simboli positivi e negativi (positivi per la sua laboriosità, negativi per il morso, il pizzico e il veleno), presso moltissime culture. In India è considerato simbolo dell’ordine cosmico per via della ragnatela precisa che riesce a creare, la quale simboleggia l’emanazione dell’intelletto divino. Nella mitologia africana e Cherokee il ragno è il portatore del fuoco alla civiltà umana. In Cina è simbolo di buon auspicio (può significare il ritorno del “figliol prodigo”). Nello sciamanesimo il ragno può essere uno spirito guida che appare in sogno allo sciamano, ma non solo. La medicina popolare attribuisce al ragno molti poteri taumaturgici e terapeutici. Nell’Islam i ragni bianchi erano considerati buoni, quelli neri cattivi. In Occidente è maggiormente diffusa la valenza negativa di questo insetto a causa della paura e della repulsione che esso suscita. Questa paura, però, nonostante risulti più radicata in Occidente, è atavica e deriva dalla consapev-

olezza che il morso del ragno è potenzialmente dannoso e velenoso. Il ragno è considerato anche un simbolo di femminilità, precisamente rappresenta la sottile malizia femminile. Personalmente credo però che un ragno velenoso e che pizzica, come nel caso del tarantismo, sia da considerarsi più un simbolo fallico che un simbolo femminile. Non è quindi un caso se la tarantola talvolta poteva essere identificata anche con un serpente, simbolo fallico per antonomasia (ma può essere anche un simbolo femminile a causa del ventre divorante). Qui in Occidente il serpente è legato a Satana e quindi, come il ragno, ha presso i nostri popoli una valenza perlopiù negativa. Cosa significa dunque il ragno nel rito del tarantismo? E per quale ragione erano le donne ad essere le quasi esclusive protagoniste? Ritengo che il tarantismo sia legato alla dualità maschile-femminile e che affondi le sue radici nel mondo della Dea Madre. Il ragno, simbolo maschile, pizzica la donna e le inietta il suo veleno. La donna, per liberarsi da questo veleno, deve ballare e concedersi dei giorni di pausa e di ballo per tornare “normale”. Letto in chiave simbolica questo rito è un riscatto della donna sulla sua condizione non solo contadina e subalterna, ma volendo anche sociale e sessuale. È un riscatto del femminile sul maschile, della Dea Madre, ormai svalutata da una società patriarcale e maschilista, da religioni che mettono in primo piano il Dio Padre che si è fatto UOMO e che hanno dimenticato l’immenso valore e potere della femminilità. Neumann sostiene infatti che “il rischio dell’umanità consiste oggi, in parte, proprio nello sviluppo cosciente unilaterale e patriarcale dello spirito maschile, non più equilibrato dal mondo ‘matriarcale’ della psiche”. La Grande Madre non è un’entità concreta e fisica, bensì un archetipo universale.

i quaderni di STORIADOSSIER

Quad Storia Dossier:Layout 1

12/01/2011

9.51

Pagina 33

i quaderni di STORIADOSSIER

33

Quad Storia Dossier:Layout 1

12/01/2011

9.51

Pagina 34

34

i quaderni di STORIADOSSIER

Quad Storia Dossier:Layout 1

12/01/2011

9.51

Pagina 35

Quad Storia Dossier:Layout 1

12/01/2011

9.51

Pagina 36

Sign up to vote on this title
UsefulNot useful