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:-===Ii suicidio e la solidariet

lO p e r e t t e tt
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i, tla| D i o b ga

\:' Q 4ui rtpot'tata la parte conclusiur delDalogo di Plotiro e di Porfirio, due filosofi L) nectplatonici (III sec. tl.C.) introdotti a parlere del szicio. Porfirio, intenztonato a
uccidersi, ne dtfende con a'gotnefti raziona.li la ualidit; PJottino, pur cottcordondo cotr le ragioni t/ell'anlica, fenta tli dissuatJerlo clall'azione. I/ testo non riporta Ia conclusione t{e fiitti, ttou dice cio se infire Porftrio cec/d o nteno alle insistenze di Plotino; ma lasciando e (uesto l'ultina parola setrbro uo/er -ruggerit'e tale so/etzione. Si tenga per presente che gli (trgorueilti di Parfirics tton uetgo1o in nulla sconfesslti dol cofitvddittore: ci su cui Plotiuofa leutt per coluiflce,'e I'dfflico iloft uil diuerso gudizio sulla cotdtzlot./e un(tna, rz(t lrt't iliuito tt cofl.tdezffie la naturu sociale. Si tratta cio c/i una lezione di po;;.a.ft4..Q.* pt'ttgltnt!c!: A rettdere sbagliato e colpeuole il sutcidio non nulla dt essenziale, rua solo iia[rt*,6ffitt e lerrettl, atii stciall, conte t'l Jolore Jelle persotte cot'e. C' poi tttt ttrtuito a ttsare la ragiofte pei'conoscere Ia uerit, ftto non per distrt.tggere quelle i/luszlot natulli che ctttzcorc/atzo cot utl cotTlporl(riltettto nobile e altrulstico. Di qui deriua anche il potente nlesQggio solidaristico delle ultime ighe, unpsoi'aziotze a coftsol.ai'si e socco':.ers che anticipa l tena ciuile dispieguto tella Ginestla. Cos r,eramente, Porfiro mio.r NIa con tutto quesro, lascia ch'io ti consigli, ec1 anche sopporta che ti preghi, di porgere orecchie, inrorno a quesro tuo disegno, piuttosto alla natura che alla ragione. E dico a quella natrlra primitiva,2 a quella madre nostra e dell'universo; la quale se bene non ha mostfato di amarci, e se bene ci ha fatd infelici, tuttavia ci stata assai meno inimical e rlaefica, che non siarlo stati noi colf ingegno proprio, colla curiosit incessabi,le e smisurata, co11e speculazioni,i coi discorsi, coi sogni, col1e opinioni e clottrine misere:'t e pafticolarmente, si sforzata e11a di meclicare la nosrra in-

Plotiuo

Porfirio)

\r i'

da G. Leopardi. op. cr7.

Plotino

felicit con occultarcene, o con trasfigurarcene, la maggior

par.te.

E quantunque

sia

grande l'alterazione nostra," e diminuita in no la potenza deila natura; pi:r questa non ridotfa a nulla, n siano uoi tnutati e innovati tanto, che non resti in ciascuno gran pafie deil'uomo antico. Ll che, rr-ral grado che n'abba Ia stoTtezza nostra,; mai non po es, sere altrilrenti. E,cco, questo che tu nomini error di computo;s veramente errofe. e non meno grande che paipabile; Lgf:1gqryrySF_gdisonrinuo; e non dagli srupidi solamente e dagl'idioti, rra dagf ingegnosi,morti, da- sfficonmerrer in eterno, se la natura, che ha prodotto questo uostro genere, essa rnedesima, e non gi i raziocrnio e la pro, priae mano degli uornini, non lo spegne. E credi a me, che non fasddio della vita, non disperazione, non senso della nullit delle cose, della vanit delie cure,r" della solitudine de1l'uomo; non odio del mondo e di se n.redesitlo; che possa durare assai: bench quesre

disposizion dell'animo sieno r:rgionevolissime, e 1e loro contrafie irragionevoli, NIa contuttoci,ri passato un poco di tempo; mutata leggermente 1a disposizion del corpo; a poco a poco; e spesse volte in un subiio,rr per cagioni menomissimeir e appena possibil a notarel rifassiir il gusto a1la vita, nasce or questa or qr-rella speranza nuova, e le cose Llmane dpigliano quella loro apparenza, e nostransi non indegne di qualche cura; non \/erautente alf intelletto; ma s, per modo di clire, al senso deli'animo.lt E ci basta all'effetto
cli fare che la persona, quantlnque ben conoscente e persuasa della verit, nondimeno a mal grado de11a ragione,t6 e perseveri ne1la r,ita, er; proceda in esszr come fanno gli altri: perch quel ta1 senso (si pu dir, ilTTffiffi"et"to, quelio che ci governa.

1 i

Cos.. .mio: net. rntervenro cne

rispondere anche a questa tes.

precede, Porfrio s e soffermato


s.rl farro c l.e gii iromin, potent. (e c '. .n r qn1n n i nri^^:^; cOVfAde i aichrt) ciovreobero desi-

natura primtiva: Leooardr, ati'averso le paroe di Plor.ro.'Torna con nostalgia alt'in'nlagine

5 misere: cioe povere d' contentr, limitate negli esiti. 6 l'alterazione nostra: /a nlodificazione delle nasrre crarer.cti.ha
I

11 contuttoci: tuttavia. 12 in un subito: dl colpo. 13 menomissime: infinites;


mali; de.tlo con il superlativo di ursuperlattvc. 14 rifassi: si ricrea. 15 al senso dell'animo: sonc tulte le faccli sensbili, l'immag nazione. rl ricordo, ii pensiero quardo sospendono i peso lenrporai: e colgono la felcil del monrenic.

la ;elicii 1o" cossorio sperare r g, u Lrn fuiLj.o r.'g"ore. Se c'o "6n 'yerificalo coipa di un'erraia valu.?i^a.li,rr,.nn

derare p oi altn ii surcidio: avendo ragg;Lrnio il veftice clel potere e del-

di una natura originaria in cui

ia

r;e.t't^

el n=c<:fnj,

coscenza dell'uomo non ancora ..rLai e {aLs;f rcara oai clrrbo: della ragione, antagonsti della felicit.

.-.,._

irr

inimica: .emica. Plo:;fo ri'/air ria l'aDflono della rratura, ascrive all uon o le sue colpe e volge
rr

lsc.l

mal grado...ngstra. per quanro dspiacc;a atla stuptdii d noi ttomini.lnfatti gi uomini non s rendono coto cre l'al'onLanars dalla natla aggrava rutt. i rralj, e che ,{J antco,., oicr victno ala talLrra, era nne^o ,r"
{ol no lnorria ni 'u !u !JrLiu' 'o
,

'ando i suoi li,r1i e senza consiLierare gli enornri vaniaggi della seconda {la rnofie come vera lberazone da dolore) ot61.n6 cerca o,

discorso verso il sentinrenio, poneldolo al ce:riro d quesa Lr't,n.a,


accorata djfesa cielle ragioni vitali. 4 specuf azioni. t tflesstoni.

c:nena ;

ir

| .,^.^ '

8 computo: calcolo, 9 propria: stessa. 0 cure: preoccupazioni.

16 17

nondimeno...ragione: rl:e...e: sia...sta.

tavia, nonosiante la riflessione r;ztonale.

Sia ragionevole 1'uccidersi; sia contlo ragione i'accoilodar 1'anino alla vita: certa, mente quello un atto fielolE e inurnano. E non dee piacer piir. n r'nolsi eleggerre piuttosto di essere secondo ragioue L1n mostfo, che secondo natura uomo. E o... "rrchc rton vorremlno uoi avere,r]cLrrra consideL'rrzione dcgliarnici; clei consirrnri ii sanpuelt dqiglqoli, dei frarelli. dei genjrori-rlella moelic: 4elle

dffil

sempre: e non sentireno in cuor noso dolore alcuno di questa s.pnturior..; n terremo\ conto di quello che sentiranno essi, e per la perdita d persona aurn o .or,rueta,r'r e perr I'atrocit del caso?2l Io so bene che non clee l'anirno delapiente essei.e tfoppo molle; 1 lasciarsi t'incere da11a pietr e dal cordoglio ir-r guisii, cher: g[ ne sia pertuibato, che cada a terra, che ceda e che r,enga nleno come vile, che si trascorra,r a iagrime slroderate, ad atti r-ron clegni della stabiiit di colui che 1ia pieno e chiaro conos.i*"r1to c1e1la condizione umana. l'la qr.resta fottezza d'ar-rimo si vr-role usale in quesli acciclenti tisti che vengorro dalla fot'futta,r'eche non si possono ci'irare: non nbusarli2t irr pr.ivar.ci spopt11eanere, pef sempre, della'isra, del colloq'io, a.l^*+@#$ per.. "",stti rrir +ver nulla2r'il dolore dela Srffio HffieTErra oerpaferrr, ,regr rntnffiei com-

atto a sentife di s fatta cosa ,lolore aicuno; ion cli sapiente. ma di ., % iar niuna stlna di addoloraLe coila uccisio_rre propril gli,inril ;dfiAl;l dr noti'curante d'altrui, e di aoooo cura.r. . ; .30 E in yero, colui che s i,rc_ cicle da se stesso, non ha cura n pensiero alcuno degli altripon cerca se nol-l ls-ltliblq|oprial si gitta, per cos dire, dietro alle spalle i sr-roi piossimi, .ffiGnere umano: t:1rne in questa zrzione ciei privarsi dr vrta, apparisce il pi schietto. ii ii sordido,ir o certo il rnen bello e r.nen liberaler2 anore di se n.redesin-ro, che si tro'i i 'rondo. In ultinio, Porfilio mio, le moestie e i mali della vita, bench molti e conrinui. DLrl quando, cotle in te oggi si t,erifica, non iranno luogo infbrtuni e calanir str.aordinarie. o dololi acerbi dei corpo; non sono uralagevolirr da tollerare; massime3r ad uorlo saggio e forte, come tu sei, E la vita :osa di tar-rto piccoo rte).o, chg]ltorqe a seol

pagni: o
l'

norilrr...

.?SNon

dovr.cbbce''.,,..,-.o1tffiI]eL1tlscIarIa.Percto,,.,',o.'ole,ffi-

un anico, perch nolr artrebbe a'compiacergliene?rs Orart io ti prego caramelte, Porfirio rriio' pel la trremoria degli anni che fin qui dulata I'arniciri, lascie cotesio uen'iosrra, siero; non'oiere,,e:s ;!e ti-a3'119 corr turtfuiTffa;z rne. cl)e nor' ilo personir pru cara, ne compagnta plu dotce. \,ogll-. piuttosto aiutarci ar sofferirrl lzr vita, che cos, senza altro pensero di noi. metterci in abbrrndono. Vivianro, Porlirio mio, e conforiiumoci insjeme: no:r r.icusiamo cli poi.tare quela parte che il destino ci ha stabilita, dei mali della nostla specie. S bene otr"rrdiurno a teuerci compagnia i'un l'altro; e airdiarnoci incolaggianclo, dando lrano e soccclrso scambievolnente;_per compiere nel rniglior modo questa fatica deila vitzr, La quale senzl alcun fa1lo sar breve. E quando la morte r,err, allora non ci doremo, . ,r*.. in auest'u-ltino relnpo gLi anrici e i compagni ci conforteranno: e ci rallegrer il pensiero che, poi i che salerlo spenti.'r: essi nlolte volte ci ricorderanno, e ci amer.anllo ancora.

18 fiero ferace. 26 Aver per nulla: ,/on ioc- rs. s .,,c c, rj.ino s irrsc,jr,re irtio rei 19 vuofsi elegget: si vuole siderare pe{ nienie. ai- r1-.]i'ar'riciza e clelia recioro33 malagevoli: r.::, . scegliere, cio'si puo prefertre'. 27 disgiunzione. sei,r?.:--:. ca scjid:r;ee e ccrnciie con le po34 *urri-i*" _..5-:::..::: 20 consueta: cio ablual- 28 degl'intrinsechi: as; pir v; 3b sollecito: c.:,r;:-::. s:z,c:'i ;:rspcs;r,;e deila Glnesrm. mente frequenlata. ctnt. gli orrerisca: i' -' 21 der caso: det raito 2e domestici: rartitiar, ;: ;:X,i.|;liu, _."1, '" '';22 in guisa' che: in ntodo che. 30 di troppo..,medesimo: ii :l non "ongirntiuo dovria ricusare: :ror; escftativo. 23 s trascorra: si abbandoni. sujcidio, ciunque, diviene i'aio del lcrl,;;:,_'l -:_ : -: 41 sofferir: soppartare, da: !a. 24 dana fortuna: daila sorte. supremo egoisr^r'rc. 3g perch...compiacergriene: "suferre,,. 2s non abusarla: non farne 31 sordido: squallido. perc3.-:- ,avieble contpiacergli 42 poi...spenli.. ctopa cl.te sa_ i: della Jortunal cattivo uso. 32 men liberale: n-)eno getie- l: sr:: :':ro1. li crscorso concJu- renlo n1ot.tt.

ESERCIZI
rleopardi, che nella canzone Eruto minore aveva difeso la legittimit del suicidio, in i questa operetta, tuttavia, pfesenra rna poszione pi problematica. Riassumi le idee di , Plotino contro l'opportunit oi ,.;ccioer-si.

Dialogo i Plotiro t dr Poifirio: il suicidio e la morale pragmatic'r

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llelDialogo di Plotino e di Polrtrio convergono ancora una volta nolti temi del pensiero leopardiano sull'infelcit umana e sul rappofto tfa uomo e natura, e in particolare viene affrontata compiutamente la quest!o-.n-e- dgl Hp$[g .h" spesso occupa 1'attenzione d Leopardi. Plotino si reso conto che 1'amico ha intenzione di uccidersi e tenta di dissuaderlo. Discorrendo della vita, i due filosofi neoplaronici conr,engono in un giudizio radicahrente negativo: solamente la noia d il senso reale deil'esistenza unana e della sua insensatezza.Plotino.adduce turtavia i vari argomenti classici qq,n!19 il suicidio, ma Porlirio ii smonta ine.nrto natura, dasorabiimente uno a uno; in parti.sla{egq{A"d;fl;ui.idi "i" un bsogno ineto che contro natura la condizione stessa dell'riono, creato con sauribile di felicit e destinato senza pos-.ibile eccezione a essere infelice. Infine non ad argomenti filosoiici che Plotino a*ida il tentativo conclusivo d persuadere Porfirio a rinunciare alla morte, na ad argomenti pragmatici e sociali; il suicidio accresce I'infelicit dei viventi, provocando un enorme aumento di dolore nelle persone care del suicida. Si delinea cos 1a natura schiettamente socia1e della morale leopardiana, destinata a definirsi soprattutto negli uitimi anni di rrita del poeta. Proprio perche vivere un male, il dovere degli uomini di collaborare insieme per rendele pi sopportabile la <<{atica della vita>: di tenersi conrpagnia, confortarsi, incoraggiarsi e aiutarsi a vicenda (cfr. anche T 12),