Mascherine non solo a Carnevale

Domenica è stato celebrato l’ennesimo rito della stagione 2006 – 2007 di lotta alle famigerate PM10 ovvero l’ultima domenica ecologica. L’espressione, di per sé infelice, mi provoca l’orticaria perché ricorda che a fronte di queste quattro domeniche all’anno, così osannate ed ostentate, ve ne sono altre quarantaquattro “non ecologiche” e quindi inquinate alle quali vanno aggiunte tutti i restanti giorni della settimana in cui non si fa molto per salvare i cittadini dal grave rischio che incombe sulla loro salute. Altra parola, peraltro, che mi provoca un disagio crescente è quella di “sensibilizzazione” specie quando viene abbinata al tema della mobilità sostenibile – rectius intelligente – visto che ormai tutti hanno imparato che dai gas di scarico dei veicoli, dall’usura dei freni e dei pneumatici deriva una quota importante di polveri fini. C’è poco da restare allegri perché se in tre mesi sono stati letteralmente “bruciati” i 35 superamenti all’anno del valore di 50 microgrammi/metrocubo tollerati dalla direttive comunitarie, è presumibile che per la fine dell’anno raggiungeremo un risultato strabiliante e le case automobilistiche ci regaleranno un megatostapane con cui cucinare quel che resta dei nostri poveri polmoni! E pensare poi che dal 2010 il numero di superamenti consentiti scenderà a soli 7 giorni l’anno. Con sicurezza, è prevedibile che avremo un aumento delle domeniche ecologiche e della sensibilizzazione dei cittadini. E’ altrettanto immaginabile tuttavia che, sulla scorta dei dati forniti dall’Organizzazione mondiale della Sanità, aumenteranno i decessi causati dall’inquinamento atmosferico (in Europa 370 mila l’anno), le patologie respiratorie e cardiovascolari non letali, e si ridurrà ancora l’aspettativa di vita (calo stimato oggi in 9 mesi circa). A questo proposito sono usciti da poco gli interessanti risultati di un’indagine sul PM10 condotta in modo indipendente dall’associazione Altroconsumo, i quali rivelano che purtroppo la situazione dell’aria è ben più grave di quella prospettata dalle centraline di rilevamento. I dati ufficiali delle ARPA sono sottostimati perché frutto di una media giornaliera, diluita dai più rassicuranti valori notturni. La realtà di Milano, valutata dai tecnici itineranti dell’associazione dei consumatori, è risultata ben peggiore; rispetto ai 130 µg/m3 misurati dalle centraline dell’Arpa lombarda sono state rilevate medie diurne di 451 µg/m3 con punte anche di 600 – 700 ed il 90% delle polveri misurate è costituito dalle polveri PM2,5 o più piccole che non si limitano al tratto respiratorio superiore (trachea e faringe) ma arrivano fino ai polmoni ed alveoli. Le categorie più esposte al rischio: persone anziane, persone già affette da disturbi cardiocircolatori e polmonari ed infine i neonati ed i bambini perché, banalmente, passano più tempo all’aperto e respirano molta più aria di un adulto. Mestre è al terzo posto in Italia per concentrazioni di PM10 (Milano al primo); alla luce di tutto questo e della politica degli Assessorati alla Mobilità e Urbanistica del Comune di Venezia sorge un quesito: perché non sensibilizziamo gli assessori? L’idea di mobilità in centro è piuttosto ambigua dato che accanto a tram e piste ciclabili si seminano parcheggi per auto: in Piazza Barche, in via Costa, in P.le L. da Vinci, al parco Ponci. Le auto buttate fuori dalla porta grazie a targhe alterne, blocchi del traffico, miglioramento del trasporto pubblico ritornano dalla finestra per riempire i parcheggi a pagamento di ASM; l’obiettivo, si dice, è quello di mettere le auto sottoterra, lo stesso posto in cui finiranno molti cittadini a causa delle polveri

sottili. Il nostro sindaco si è già espresso pubblicamente contro i parcheggi in centro solo però con riferimento alla sua città, Milano; per Mestre non ha detto molto. Considera forse Mestre, dal punto di vista ambientale, più irrecuperabile di Milano? Al nostro sindaco non manca il dono dell’oratoria; spero faccia sentire la sua voce decisa per chiedere l’applicazione della “eurovignette” ovvero il pedaggio in tangenziale per i camion. Perché si continua a permettere insediamenti residenziali inutili - vista la costante diminuzione dei residenti e la moltitudine di case vuote in vendita - con localizzazioni indipendenti dalla disponibilità o buona fruibilità del trasporto pubblico aumentando così l’uso dell’auto privata? Una proposta seria e realizzabile in una settimana: raddoppio delle tariffe di sosta per tutti i SUV a causa del loro eccessivo ingombro, delle alte emissioni inquinanti e del danno estetico che provocano al paesaggio. Di fronte all’emergenza ambientale non si può più continuare a fare spallucce o provvedimenti di mera sensibilizzazione; ogni nostra azione, anche la più piccola, ha delle conseguenze che le generazioni future pagheranno o di cui ci saranno grati, dipende da noi. Corriamo il rischio di dover passeggiare per la città, in un futuro molto prossimo, solo indossando delle belle mascherine dotate di filtri per l’aria anche quando Carnevale è già finito da un pezzo! Mestre, 26.03.2007 Davide Scano Consigliere dei Verdi Municipalità di Mestre - Carpenedo