IL VUOTO A RENDERE, UN PERFETTO SCONOSCIUTO

Prendo spunto dalla proposta del Vicesindaco e dell’assessore Bortolussi di porre sotto stretta sorveglianza calli e campielli utilizzate nel tempo libero dai giovani del Centro storico per riflettere su una piccola innovazione ambientale che si potrebbe introdurre in via sperimentale in una porzione del Centro storico per poi estenderla ad altre zone della città. Io non voglio entrare nel merito della disputa che tuttavia non attiene all’ordine pubblico ma alle normali regole di convivenza tra cittadini di diverse abitudini, età ed estrazione sociale (sono da considerare cittadini a pieno titolo anche quei tanti studenti universitari che si fermano in città per almeno 5 anni e grazie ai quali la città non può ancora dirsi definitivamente defunta). L’idea nuova, o meglio riciclata, che voglio qui proporre all’Assessore Bortolussi è l’introduzione del “vuoto a rendere”. Un’intuizione semplice certo, se non addirittura banale, ma che può sortire molteplici effetti positivi e generare un circuito virtuoso nei cittadini. Il bello del vuoto a rendere è che rappresenta una non produzione di rifiuti moltiplicata per il numero di volte che quel oggetto "non rifiuto" verrà utilizzato. Nel nostro caso gli oggetti sono solitamente bottiglie di birra o bicchieri di vetro per il classico spritz. Ebbene si potrebbe ipotizzare che, in via sperimentale, gli esercizi del Campo S. Margherita facciano pagare 2 o 3 euro per ogni contenitore di vetro dato ai propri clienti. In questo modo gli esercenti risparmierebbero il costo dei bicchieri di plastica e delle pulizie ulteriori che debbono effettuare attorno ai loro locali e ne migliorerebbe l’aspetto generale ed il decoro del campo stesso (questo dovrebbe essere anche l’interesse dei residenti e la felicità dell’assessore Salvadori). Il contenitore “salvato” non diventa rifiuto e perciò non grava sui costi di raccolta e smaltimento e non va ad alimentare il termovalorizzatore di Fusina che comporta un costo per i cittadini sottoforma di bolletta Vesta (la raccolta differenziata in Centro Storico è infatti ancora una chimera e a tal proposito invito l’assessore Fincato ad un confronto con i cittadini che auspicano questo progresso civico da molti anni). La pratica del “vuoto a rendere” garantisce poi un corretto comportamento da parte del consumatore che è spinto dalla cauzione a restituire il vuoto con percentuali elevatissime (superiori all’85% con punte del 99%) irraggiungibili in qualsiasi raccolta differenziata. Questo semplice programma non farebbe altro che allinearci ad Olanda, Germania, paesi scandinavi e Bolzano dove il vuoto a rendere è una realtà ormai collaudata ed estesa anche alle bottiglie di bibite gassate e latte realizzate in PET o policarbonato (una plastica più dura) ed alle lattine. La bozza di proposta dell’assessore prevede invece, tristemente, l’uso di bicchieri in plastica: un’idea comoda nell’immediato ma che provocherà un costante aumento delle tasse per la raccolta dei rifiuti. Inoltre essa è in contraddizione con l’Agenda 21 (il Protocollo di Kyoto per le amministrazioni locali) adottata dal Comune per la riduzione dei gas serra. Una bozza quindi da stralciare perché già obsoleta! I cittadini reclamano una sempre maggior tutela dell’ambiente e del decoro della loro magnifica città: gli amministratori sono pagati solo per ascoltare e rispondere a queste istanze! 24.06.2005, Venezia – Mestre DAVIDE SCANO Consigliere dei Verdi Municipalità di Mestre – Carpendo