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Problemi supplemetari

2 Problemi per Capitolo 2


2.1 Sistema a 3 stati
Un sistema a tre stati descritto dallHamiltoniana
H = H
0
+H

=
_
_
E
0
0 0
0 E
0
0
0 0 E
0
_
_

2
_
_
0 1 0
1 0 1
0 1 0
_
_
. (1)
(i) Determinare gli autovalori dellHamiltoniana totale, H
0
+H

, e gli autostati corrispon-


denti allo stato fondamentale ([

1) ) , al primo ([

2) ) e al secondo stato di eccitazione


([

3)), in termini di [1) =


_
_
1
0
0
_
_
, [2) =
_
_
0
1
0
_
_
, e [3) =
_
_
0
0
1
_
_
.
(Suggerimento: Diagonalizzare loperatore H

. )
(ii) Come si verica facilmente, lHamiltoniana (1) commuta con loperatore

_
_
0 0 1
0 1 0
1 0 0
_
_
;
2
= 1. (2)
Discutere, in concomitanza col risultato del punto i), le conseguenze di questo fatto.
(iii) Esprimere gli stati [1), [2) e [3) in termini dei tre autostati dellenergia.
(iv) Il sistema nello stato [1) =
_
_
1
0
0
_
_
, allistante t = 0. Determinare la funzione
donda allistante t, [(t)), in termini degli stati [1), [2) e [3). Determinare la proba-
bilit P
2
(t) che allistante t la particella si trovi nello stato [2)
1
e fare uno schizzo di
P
2
(t) come funzione di t.
2.2 Sistema a 2 stati
Si consideri un sistema a due stati descitto dallHamiltoniana
H =
_
E
0

E
0
_
(3)
(i) Rispondere se pu essere complesso (i.e., Im() ,= 0);
(ii) Determinare gli autovalori e gli autotati di H;
(iii) Allistante t = 0, il sistema si trova nello stato
[(0)) =
[1) +i [2)

2
. (4)
Si determinino le probabilit P
1
(t), P
2
(t), che allistante t il sistema si trovi o nello
stato [1) o nello stato [2). Fare uno schizzo di P
1
(t) e P
2
(t).
1
Si supponga che sia possibile fare una misura, corrispondente alloperatore O
2
|2 2| =
0
@
0 0 0
0 1 0
0 0 0
1
A
. Tale misura (ltro) dar o 1 o 0 come risultato. La domanda pu essere riformulata allora
in maniera pi precisa: qual la probabilit che la misura di O
2
eseguita allistante t, dia il risultato 1?
1
2.3 Sistema a 3 stati, autostati e autovalori
Si consideri un sistema a tre stati. Nella base di stati in cui lHamiltoniana diagonale (e
con i livelli non degeneri), due operatori Hermitiani Ae B sono dati da (a, b reali e positivi)
A =
_
_
0 0 i a
0 0 0
i a 0 0
_
_
, B =
_
_
b 0 0
0 0 b
0 b 0
_
_
. (5)
i) Determinare gli autovalori e gli autostati delloperatore A.
ii) Determinare gli autovalori e gli autostati delloperatore B.
iii) Allistante t = 0, la misura di A ha dato come risultato lautovalore massimo di A.
Qual la probabilit che la misura di B, eseguita immediatamente dopo la misura di
A, dia lautovalore massimo di B?
iv) Se la misura di B al punto iii) fosse fatta allistante t generico (t > 0), la probabilit
di trovare lautovalore massimo di B sarebbe uguale al caso di iii)? Rispondere S o
No, giusticando la risposta.
3 Problemi per Capitolo 3
3.1 Particella fra pareti
Una particella di massa m connata in una buca
V (x) =
_
0 0, x a,
, x < 0, x > a.
(6)
e si trova nello stato fondamentale.
(i) Qual la pressione che la particella esercita sul muro?
(ii) A t = 0 il muro a destra della buca (a x = a ) si sposta allimprovviso a x = 2a.
Calcolare le probabilit che la particella si trovi in vari stati stazionari (della nuova
buca).
(iii) Se invece il muro viene adiabaticamente spostato da a no a 2a, qual lo stato nale?
Calcolare il lavoro ricevuto (o dato) dal sistema legato.
3.2 Potenziale a delta
Una particella di massa m si muove in un potenziale unidimensionale,
V (x) =
_
g (x) x < a,
x a,
(g > 0). (7)
(Fig. 1). Si vogliono studiare le propriet di un eventuale stato legato con energia negativa.
(i) Trovare lequazione che implicitamente determina lenergia di uno stato legato con
E < 0. Dalla condizione di esistenza per una soluzione di questa equazione, trovare
la condizione (sui parametri, m, g, a) afnch il sistema abbia uno stato legato di
energia negativa;
(ii) Discutere il limite a ;
(iii) Dire se esistono degenerazioni per gli autovalori dellenergia nello spettro continuo
(E 0).
2
0
a
Figura 1:
3.3 Potenziale a delta e pareti
Consideriamo il moto di una particella in un potenziale unidimensionale (Fig. 2):
V (x) =
_

_
x < a
g (x) a x 2a
x > 2 a.
(8)
Si vogliono studiare i primi due livelli energetici. Indichiamo con

(x) e
+
(x) la fun-
zione donda nelle regioni x < 0 e x > 0, rispettivamente. Imponendo lannullamento
della funzione donda a x = a e a x = 2 a,

(x) e
+
(x) hanno la forma

(x) = A sink(x +a),


+
(x) = B sink(x 2a), (9)
dove E =
k
2

2
2 m
.
(i) Scrivere le equazioni che determinano i coefcienti A, B e il numero donda k (cio
E), imponendo la condizione di raccordo a x = 0.
(ii) Dimostrare che una delle soluzioni della condizione di cui sopra d i risultati esatti per
un gruppo di livelli, queli per i quali la funzione donda si annulla a x = 0.
(iii) Esiste unaltro gruppo dei livelli, con la funzione donda che non si annulla a x = 0.
Le energie di questi livelli non possono essere calcolate analiticamente. Facendo
uso di un graco, dimostrare che lo stato fondamentale del sistema (8) appartiene a
questo gruppo. Calcolare lenergia di questo stato, nei limiti, g 0 e g .
(iv) Discutere pi in generale qual la situazione sica nei limiti g 0 e g .
3.4 Potenziale con 2 delta
Una particella di massa m ed energia E < 0 si muove in una dimensione, nel potenziale
V (x) = f (x) g (x a), g > 0. (10)
(i) Nel caso di una singola buca delta (f = 0) dire qual lenergia dello stato legato, e
scrivere la funzione donda normalizzata.
(ii) Nel caso f ,= 0, g > 0, la funzione donda di un autostato dellenergia, prende la
seguente forma nelle tre regioni 1 (x < 0); 2 (0 < x < a); 3 (x > a)
A
i
e
x
+B
i
e
x
, =

2 mE

(11)
(i = 1, 2, 3). Elencare tutte le relazioni o le condizioni per i coefcenti A
i
e B
i
.
3
0 -a
2a
x
Figura 2:
(iii) Trovare lequazione che determina implicitamente il livello (o i livelli) di energia,
come condizione di esistenza di una soluzione non banale di A
i
, B
i

2
(iv) Analizzando tale equazione, dimostrare che per [f[ sufcientemente piccolo, esiste
un unico stato legato. Determinare approssimativamente lenergia di questo stato.
(Opzionale) Dimostrare che, se
2 mg a

2
< 1, per f positivo e sufcientemente grande
non esiste alcun stato legato.
3.5 Buca asimmetrica
Una particella di massa m si muove in un potenziale unidimensionale (V
0
> 0),
V (x) =
_

_
x < 0,
0 0 x a,
V
0
x > a.
(12)
(i) Qual la condizione per cui il sistema ha un solo stato legato?
(ii) Determinare approssimativamente la funzione donda e lenergia dello stato fondamen-
tale, nel limite di grande V
0
.
(iii) Supponiamo che una particella sia connata nella buca di cui al punto ii), e si trovi
nello stato fondamentale. Allistante t = 0, il potenziale viene istantaneamente
modicato ed acquista la forma
V (x) =
_

_
x < 0,
0 0 x a,
V
0
a < x 2a,
0 x > 2a.
(13)
Qual la probabilit per unit di tempo che la particella scappi dal legame, i.e. che
essa appaia come particella libera al di fuori della barriera, x > 2a?
2
Suggerimento: paragonare i risultati per A
2
/B
2
ottenuti dalla condizione di continuit a x = 0 e a x = a.
4
4 Problemi per Capitolo 4
4.1 Oscillatore
Una particella di massa m si muove su una retta sotto lazione di una forza elastica con co-
stante di richiamo . Al tempo t = 0, mentre la particella si trova nello stato fondamentale,
il centro di richiamo viene istantaneamente spostato di un tratto x
0
.
(i) Calcolare il valore medio dellenergia al tempo t > 0 generico;
(ii) Calcolare la probabilit che il sistema si trovi per t > 0 nello stato fondamentale e nel
primo stato eccitato della nuova Hamiltoniana.
(iii) Calcolare le eventuali discontinuit a t = 0, per i valori medi degli operatori di
Heisenberg, x
H
, p
H
, x
H
e p
H
.
5 Problemi per Capitolo 5
5.1 Spin in campo magnetico
Una particella di spin S sottoposta ad un campo magnetico esterno costante. LHamilto-
niana
H = B = S
z
. (14)
Supponiamo che allistante t = 0 lo spin sia orientato nella direzione
n = (sin cos , sin sin, cos ), (15)
i.e.,
S n[0) = S [0). (16)
Si vuole studiare levoluzione temporale del sistema.
(i) Calcolare i valori medi
S
x
), S
y
), S
z
), (17)
allistante t = 0.
Per il calcolo, conviene considerare un sistema equivalente, composto da N = 2S
particelle di spin
1
2
, tutti nella stessa direzione a t = 0, n. E considerare loperatore
S come
S =
N

i=1
s
i
. (18)
(ii) [Opzionale] Quali sono le probabilit, se si facesse una misura di S
z
a t = 0, di
trovare i vari valori di S
z
? (Anche in questo problema, utile considerare il sistema
equivalente di cui al punto (i).)
(iii) Si considerino gli operatori di Heisenberg,
S
(H)
x
(t), S
(H)
y
(t), S
(H)
z
(t). (19)
Scrivere le equazioni di Heisenberg e risolverle. Utilizzando questo risultato, deter-
minare
t[S
x
[t), t[S
y
[t), t[S
z
[t), (20)
dove [t) la funzione donda allistante t generico; S
x
, etc. sono operatori di
Schrdinger. Dire qual il valore minimo di t, per il quale
0[S
x
[0) (21)
riprende il valore iniziale.
5
5.2 Oscillatore in campo magnetico
Un oscillatore tridimensionale di massa m, carica elettrica q e di spin
1
2
sottoposto ad un
campo magnetico esterno debole, omogeneo e statico, (0, 0, B). LHamiltoniana data da:
H =
(p
q
c
A)
2
2 m
+
m
2
r
2
2
B, = g s =
g
2
. (22)
(i) Considerando prima il caso senza il campo magnetico (B = 0; A = 0), dire quali sono
i livelli energetici, qual la degenerazione di ciascun livello, e dare i valori possibili
del momento angolare orbitale e del momento angolare totale. Rispondere solo per i
primi tre livelli energetici.
(ii) Considerate ora il caso con il campo magnetico non nullo, descritto dal potenziale
vettore,
A = (
By
2
,
Bx
2
, 0). (23)
Nellapprossimazione in cui i termini quadratici in B sono trascurati (campo debole),
dire quali sono gli operatori conservati.
(iii) Sfruttando i risultati dei punti (i) e (ii), trovare gli autovalori esatti dellenergia (sem-
pre nellapprossimazione di campo debole), per i livelli corrispondenti al primo
livello eccitato del punto (i).
5.3 Moto in campo elettrico costante
Una particella di massa m e carica q soggetta allazione di un campo elettrico omogeneo
e costante, diretto lungo lasse z, E = E
0
z.
(i) Scrivere le equazioni del moto di Heisenserg per la posizione r(t) e limpulso p(t);
(ii) Risolvere le suddette equazioni di moto;
(iii) Trovare gli operatori delle varie componenti del momento angolare L(t) al generico
tempo t, usando le r(t) e p(t) del punto ii);
(iv) Vericare che L(t), trovato al punto iii), compatibile con le equazioni di moto di
Heisenberg per L(t);
(v) Calcolare i valori medi delle varie componenti del momento angolare al generico tempo
t, sapendo che
r)[
t=0
= 0, p)[
t=0
= p
0
x, L)[
t=0
= 0. (24)
5.4 Oscillatore e spin
Una particella di massa m e spin
1
2
descritta dallHamiltoniana
H =
p
2
2 m
+V (x), V (x) =

3
+1
4
m
2
x
2
. (25)
(i) Qual lo spettro dellenergia e quali sono le autofunzioni dellenergia?
(ii) Allistante t = 0, il sistema descritto dalla funzione donda (s
z
[ ) =
1
2
[ ), etc.)
(0, x) =
0
(x)
[ ) [ )

2
, (26)
6
dove
0
(x) la funzione donda dello stato fondamentale delloscillatore armonico
senza lo spin, H
0
=
p
2
2m
+
1
2
m
2
x
2
:

0
(x) =
_
m

_
1/4
e

m
2
x
2
. (27)
Dire se lo stato (26) un autostato dellHamiltoniana H. Se lo , qual lautovalore?
Altrimenti, determinare il valor medio dellenergia H nello stato (26).
(iii) Determinare la funzione donda a tempo t. Allistante t si misura la componente z
dello spin, s
z
=
1
2

3
, con un apparecchio la Stern-Gerlach situato in x = 0.
Calcolare la probabilit di trovare il risultato s
z
=
1
2
.
N.B.:
La funzione donda calcolata a x = 0, (0, t), vista come funzione donda di spin,
non normalizzata. Ri-normalizzare (0, t) di modo che sia normalizzata come funzione
donda di spin.
Potete usare la formula
_

dz e
Az
2
+Bz
=
_

dz e
A(z
B
2 A
)
2
+
B
2
4 A
=
_

A
e
B
2
4 A
(28)
(Re(A) > 0).
5.5 Decadimento e parit
Una particella di spin J = 1 e parit incognita decade a riposo in due particelle identiche
di spin
1
2
.
(i) Determinare il momento angolare orbitale relativo delle due particelle nali e lo spin
totale.
(ii) Assumendo che il decadimento conservi la parit, determinare la parit della particella
iniziale.
(iii) Il sistema iniziale nello stato di spin [J, J
z
) = [1, 0). Scrivere esplicitamente la
funzione donda in termini della funzione donda radiale (incognita), delle armoniche
sferiche del moto relativo, e delle funzioni donda di spin delle due particelle nali.
Si fanno una serie di misure dello spin delle due particelle nali con apparecchi la
Stern-Gerlach posti nelle direzioni (, ) e ( , +).
(iv) Considerando le variabili (r, , ) come parametri ssati, trovare la funzione donda
di spin normalizzata, associata alle particelle emesse nelle direzioni (, ) e (
, +).
(v) Calcolare la probabilit che una particella venga emessa in direzione (, ) con s
z
=
1
2
.
(vi) Calcolare la probabilit che la misura contemporanea di (s
y
(1), s
y
(2)) dia il risultato
(
1
2
,
1
2
).
6 Problemi per Capitolo 6
6.1 Interazione spin orbita
Si consideri lHamiltoniana dellatomo di un atomo di idrogeno, contenente, oltre allinte-
razione Coulombiana, uninterazione spin-orbita dellelettrone,
H
SO
= AL s
e
, (29)
7
e linterazione fra lo spin dellelettrone e lo spin del protone (s
e
= s
p
=
1
2
),
H
SS
= Bs
p
s
e
, (30)
con A, B costanti.
(i) Dire qual la degenerazione dei livelli n = 1e n = 2, tenendo conto anche dello spin
dellelettrone e del protone, quando si trascurano del tutto le interazionni H
SO
e
H
SS
di cui sopra.
(ii) Trascurando, invece, solo linterazione H
SS
, si classichino i livelli di n = 1 e n = 2
dellatomo mediante gli operatori:
L
2
, J
2
, F
2
, F
z
, (J = L +s
e
, F = J +s
p
) (31)
e si calcolino i relativi autovalori dellenergia.
(iii) Alcuni degli stati di cui al punto (ii) sono anche autostati dellHamiltoniana totale.
Dire quali e con quali autovalori.
6.2 Deutone
Il deutone d un nucleo di carica +1 (composto da un protone (p) e da un neutrone (n)),
e ha spin 1 parit +, J
P
= 1
+
. Il pione

di carica 1 (di spin 0) e il deutone, possono


formare una sorta di atomo di deuterio (il deuterio normale un atomo di idrogeno
con un deutone al posto del protone come nucleo). Supponiamo che tale sistema si formi,
nellorbita pi bassa di Bohr, per un breve intervallo di tempo. (Fig. 3).

d
r
e

p
r
(a)
(b)
Figura 3: Il sistema considerato nel problema 2 (Fig. 1(a)) e latomo di idrogeno (Fig.
1(b)). Le grandezze non sono proporzionali.
(i) Determinare il rapporto tra il raggio di Bohr di questo sistema, r

B
, e il raggio di
Bohr standard (dellatomo di idrogeno); determinare lenergia di legame di questo
sistema. La massa del pione di circa 139.6 MeV/c
2
, quella dellelettrone circa 0.51
MeV/c
2
, mentre la massa del deutone e la massa del protone sono rispettivamente
938.3 MeV/c
2
e 1875.6 MeV/c
2
.
(ii) A causa delle interazioni elettromagnetiche e forti, questo sistema non stabile ma
decade secondo la reazione

+d n +n. (32)
8
Nel sistema nale si hanno due neutroni (di spin 1/2). Nel processo (32) sia il
momento angolare totale che la parit sono conservati. Dalla conservazione di queste
quantit nel sistema di riposo del centro di massa delle due particelle, e tenendo conto
della statistica di Fermi-Dirac, determinare la parit intrinseca del pione

.
(iii) Calcolare la distribuzione angolare dei due neutroni nel sistema di riferimento del
centro di massa, sapendo che lo stato iniziale era nello stato J
z
= 0.
Osservazione:
interessante chiedersi perch latomo di idrogeno non decade tramite il processo un
po analogo (permesso dalle cariche e dalle note leggi delle initerazioni elettrodeboli)
e +p n +, (33)
dove il neutrino. Lunico motivo per cui questo processo non avviene (e di conseguenza
latomo di idrogeno stabile) la conservazione dellenergia relativistica. Dalle masse
delle particelle coinvolte, m
e
0.511 MeV, m
p
938.272 MeV, m
n
939.565 MeV,
(m

< O(eV) ignoto ma comunque non negativo), segue che questo processo, partendo
dallo stato legato (in cui lenergia totale di riposo minore della somma (m
e
+ m
p
) c
2
,
appunto di
e
2
2 r
B
) proibito cinematicamente.
6.3 Effetto Mssbauer
Un nucleo atomico in uno stato eccitato (con energia di eccitazione G) emette un fotone e
compie una transizione allo stato fondamentale.
(i) Supponendo che il nucleo abbia massa innita, si determini lenergia del fotone emesso,
E

.
(ii) Supponiamo che il nucleo, libero, di massa M, sia a riposo prima dellemissione del
fotone. Tenendo conto del rinculo del nucleo, si determini approssimativamente
lenergia del fotone E

(i.e., al primo ordine in O(G/Mc


2
)). Si assuma Mc
2
G.
(iii) Supponiamo che, invece, il nucleo (sempre di massa M) sia legato ad un centro (sso)
di forza attrattiva. LHamiltoniana
H =
p
2
2 M
+
1
2
M
2
r
2
(34)
dove r la posizione del centro di massa del nucleo. Il nucleo si trova inizialmente
nello stato fondamentale [
(0)
) della (34), mentre lo stato eccitato interno come nei
punti (i) e (ii). Quali sono i valori possibili per lenergia del fotone emesso in questo
caso?
(iv) Giusticare unapprossimazione secondo la quale lo stato nale del nucleo (sempre
nello stato fondamentale del sistema interno) dato da e
i k z
[
(0)
), dopo lemissio-
ne di un fotone di impulso p = (0, 0, k ). Si chiede la formula per le probabilit
P(E

) per i vari valori di E

di cui al punto (iii).


Opzionale: Calcolate esplicitamente P(E

) facendo uso degli operatori di creazio-


ne e di distruzione.
8 Problemi per Cap. 8
8.1 Effetto Zeeman
Un atomo di idrogeno in uno stato con n = 2.
9
(i) Dire quali sono lenergia e la degenerazione degli stati di n = 2, tenendo conto anche
dello spin dellelettrone (ma non del protone);
(ii) Supponiamo che lHamiltoniana sia modicata da un termine aggiuntivo del tipo spin-
orbita
H

= AL s, (35)
dove A una costante. Calcolare i livelli energetici, le degenerazioni e i numeri
quantici conservati, corrispondenti agli stati del punto (i).
(iii) Supponiamo, invece, che latomo sia sottoposto ad un campo magnetico esterno de-
bole, omogeneo e statico, B = (0, 0, B). noto che lHamiltoniana in questo caso
approssimativamente
H =
p
2
2 m

e
2
r

e
2 mc
(L + 2 s) B (36)
(effetto Zeeman). In quanti sottolivelli si divide il livello n = 2? Quali sono le
energie, i numeri quantici e la degenerazione di ciascuno dei sottolivelli?
(iv) Supponiamo che latomo di idrogeno, senza il campo esterno, e senza linterazione
(35), si trovi inizialmente nello stato, n = 2, (J, J
z
) = (
1
2
,
1
2
) e di parit negativa.
3
Allistante t = 0, si accende il campo magnetico di cui al punto (iii). Dire quali sono
i valori possibili di (J, J
z
) allistante t e calcolarne le relative probabilit.
8.2 Livelli di Landau
Un elettrone, considerato qui come una particella carica (carica -e) e senza spin, si muove
in un piano x y, in un campo magnetico costante e uniforme in direzione perpendicolare
al piano, H = (0, 0, B).
(i) Studiate lo spettro del sistema, assumendo come potenziale vettore
A = (By, 0, 0). (37)
(ii) Analizzate lo stesso sistema nella gauge simmetrica
A = (
By
2
,
Bx
2
, 0). (38)
9 Problemi per Cap. 9
9.1 Oscillatore
Si consideri lHamiltoniana H = H
0
+H
1
, dove
H =
p
2
2m
+
1
2
m
2
x
2
, H
1
= g

2
( xp +p x) : (39)
g un parametro reale, [g[ < 1.
(i) Si calcoli esattamente lo spettro di H (Suggerimento: si scelga unappropriata tra-
sformazione unitaria, o un semplice cambiamento delle variabili, per es. del tipo,
p p + cost.x, x x).
Facoltativo: confrontare il risultato quantistico con il caso classico.
(ii) Trattando poi H
1
come perturbazione rispetto a H
0
, calcolare lo spostamento dei livelli
energetici no al secondo ordine in g. Confrontare questo risultato approssimato con
quello esatto, discutendo quando ha senso trattare H
1
come perturbazione.
3
Considerare la parit instrinseca dellelettrone positiva.
10
9.2 Oscillatore anarmonico
Si valuti, usando il metodo variazionale, il livello fondamentale e il primo livello eccitato
delloscillatore anarmonico
H =
p
2
2m
+x
4
, > 0. (40)
(i) Per il livello fondamentale, si usi come funzione di prova

0
(x) =
_

2
_
1/4
e
x
2
/4
(41)
e si determini il parametro , minimizzando il valor medio dellenergia sulla (41) al
variare di .
(ii) Per il primo livello eccitato procedere come prima, utilizzando per come funzione di
prova

1
(x) =
_

3
2
_
1/4
xe
x
2
/4
. (42)
(iii) Fornire un criterio in base al quale la funzione donda (41) adatta al calcolo varia-
zionale del fondamentale, mentre la (42) pu descrivere il primo stato eccitato.
Formula utile:
_

dxx
2n

0
(x)
2
=
(2 n)!
n! 2
n

n
, (43)
dove
0
(x) la funzione donda (41).
10 Problemi per Cap. 10
10.1 Interferenza gravitazionale
Consideriamo un interferometro di neutrone, schematicamente mostrato nella gura Fig. 4.
LHamiltoniana per descrivere il moto del neutrone
H =
p
2
x
+p
2
z
2 M
+M g z, (44)
dove M la massa del neutrone, g = 980 cm/sec
2
, x la direzione orizzontale (che coincide
con la direzione incidente) e z la direzione verticale. Supponiamo che allinizio il piano
BCED sia verticale (contiene lasse z) mentre ABD coincida con lasse x.
(i) Dire qual la lunghezza donda di de Broglie () del neutrone incidente, in termini
dellimpulso incidente p (E =
p
2
2 M
).
(ii) Assumendo
p
2
2 M
M g z, determinare la differenza della fase della funzione
donda corrispondente al cammino ABCEF e al cammino ABDEF, in termini di
(, g, h
0
, L, , M).
(iii) Determinare la condizione per cui si ha massima interferenza;
(iv) Lapparato contenente il piano BCED ruotato di un angolo attorno allasse in-
cidente x, ABD. Quando varia, lintensit dei neutroni in arrivo al contatore F,
I, varia con , mostrando dei massimi e dei minimi. Dire quanti massimi appaiono
quando varia da 0 a

2
. Il neutrone incidente ha veloci v = 3 10
5
cm/sec, si
consideri h
0
L = 10 cm
2
. Ricordiamo che M = 1.7 10
24
gr, = 1 10
27
erg
sec.
11

C
D
F
h
L
h
Figura 4: Interferometro del neutrone
N.B. Questa interferenza dovuta alla fase gravitazionale stata osservata da Colella,
Overhauser e Werner (vedi Phys. Rev. Lett. (1975) 1472). La caduta gravitazionale del
neutrone e la conseguente deviazione della traiettoria dalla retta durante i tragitti pu essere
trascurata per la considerazione dellinterferenza.
12
Soluzioni
11 [2] Soluzioni per Capitolo 2
11.1 2.1 Sistema a 3 stati
(i)
H = H
0
+H

= E
0
1

2
_
_
0 1 0
1 0 1
0 1 0
_
_
. (45)
Diagonalizzandola, si ottengono gli autovalori di H:
E
0
, E
0
, E
0
+ (46)
con rispettivi autostati,
[

1) =
_
_
_
1
2
1

2
1
2
_
_
_ =
[1) +

2 [2) +[3)
2
, [

2) =
_
_
_
1

2
0
1

2
_
_
_ =
[1) [3)

2
, (47)
[

3) =
_
_
_
1
2

2
1
2
_
_
_ =
[1)

2 [2) +[3)
2
. (48)
(ii) I livelli non degeneri devono essere anche autostati di , con autovalori, 1. Infatti, lo
stato fondamentale e il secondo stato eccitato sono pari rispetto a mentre il primo
stato eccitato dispari.
(iii)
[1) =
_
_
_
1
2
1

2
1
2
_
_
_ =
[

1) +

2 [

2) +[

3)
2
, [2) =
_
_
_
1

2
0

2
_
_
_ =
[

1) [

3)

2
,
(49)
[3) =
_
_
_
1
2

2
1
2
_
_
_ =
[

1)

2 [

2) +[

3)
2
. (50)
(iv)
(t) = e
iE0t/
e
it/
[

1) +

2 [

2) +e
it/
[

3)
2
=
e
iE0t/
4
[ e
it/
([1) +

2 [2) +[3)) + 2([1) [3))


+ e
it/
([1)

2 [2) +[3)) ]
=
e
iE0t/
2
[(1 + cos
t

)[1) +

2 i sin
t

[2) + (1 + cos
t

)[3). (51)
13
Un esempio sico di un sistema del genere potrebbe essere un elettrone che si muove
in un potenziale unidimensionale a tripla buca (Fig. 5). - un elettrone in una mole-
cola triatomica lineare. Se le barriere tra 1 e 2, e tra 2 e 3 fossero innitamente alte,
lo stato fondamentale sarebbe tre volte degenere, con le funzioni donda localizzate
rispettivamente attorno a x
1
, x
2
e x
3
, con lenergia E
0
, i.e.,
H
0
[i) = E
0
[i), i = 1, 2, 3. (52)
Tuttavia c unampiezza non nulla per penetrazione via leffetto tunnel tra due buche
adiacenti. Questo sistema si riduce al modello considerato sopra. La probabilit (P
i
)
che lelettrone, inizialmente (a t = 0) localizzato allatomo 1, si trovi allistante t
localizzato attorno agli atomi i = 1, 2, 3, sono
P
1
=
(1 + cos
t

)
2
4
; P
2
=
1
2
sin
2
t

; P
3
=
(1 cos
t

)
2
4
. (53)
1 2
3
Figura 5: Un potenziale a tripla-buca: i minimi sono a x
1
, x
2
e x
3
.
Figura 6: Graci di P
i
11.2 2.2 Sistema a 2 stati
(i) No. Se fosse complesso H non sarebbe Hermitiano. Si noti che non possibile ren-
dere reali gli elementi non diagonali con una ridenizione dei vettori di base, poich
lelemento di matrice (12) e quello (21) acquisterebbero fasi opposte. Unaltra nota
ancora: gli autovalori di energia sarebbero complessi, con complesso.
(ii) Supponendo che > 0,
[) =
[1) +[2)

2
; E

= E
0
, (54)
14
1 2 3 4
-0.5
0.5
1
1.5
Figura 7:
lo stato fondamentale;
[+) =
[1) [2)

2
; E
+
= E
0
+, (55)
lo stato eccitato.
(iii) Linverso di
[1) =
[) +[+)

2
; [2) =
[) [+)

2
. (56)
(0) =
[1) +i [2)

2
=
[) +[+) +i ( [) [+) )
2
=
(1 +i) [) + (1 i) [+)
2

(t) =
(1 +i) e
iEt/
[) + (1 i) e
iE+t/
[+)
2
= e
iE0t/
(1 +i) e
it/
[) + (1 i) e
it/
[+)
2
= e
iE0t/
(1 +i) e
it/
([1) +[2)) + (1 i) e
it/
([1) [2))
2

2
= e
iE0t/
(cos
t

sin
t

) [1) +i (cos
t

+ sin
t

) [2)

2
(57)
Perci (Fig. 7)
P
1
(t) =
1
2
(cos
t

sin
t

)
2
=
1 sin
2 t

2
; (58)
P
2
(t) =
1
2
(cos
t

+ sin
t

)
2
=
1 + sin
2 t

2
. (59)
11.3 2.3 Sistema a 3 stati, autostati e autovalori
(i) Gli autovalori di A sono a e 0. Gli autostati sono
[A : a) =
1

2
_
_
1
0
i
_
_
, [A : a) =
1

2
_
_
1
0
i
_
_
, [A : 0) =
_
_
0
1
0
_
_
,
(60)
15
(ii) Gli autovalori di
B =
_
_
b 0 0
0 0 b
0 b 0
_
_
, (61)
sono b, b e b, con autostati
[B : b, 1) =
_
_
1
0
0
_
_
, [B : b, 2) =
1

2
_
_
0
1
1
_
_
, [B : b) =
1

2
_
_
0
1
1
_
_
.
(iii) Allistante t = 0 lo stato
[A : a) =
1

2
_
_
1
0
i
_
_
=
1

2
[ [B : b, 1) +i
[B : b, 2) [B : b)

2
] (62)
La probabilit che la misura di Bin questo stato dia lautovalore massimo (b) uguale
alla somma delle probabilit che il sistema si trovi o in [B : b, 1) o in [B : b, 2) :
P =
1
2
+
1
4
=
3
4
. (63)
Per completezza, la probabilit che la misura dia b
1
4
.
(iv) S, perch lo stato a t generico
(t) =
1

2
_
_
e
iE1t/
0
i e
iE3t/
_
_
=
1

2
[ e
iE1t/
[B : b, 1)+i e
iE3t/
[B : b, 2) [B : b)

2
] :
(64)
P rimane uguale,
P =
1
2
+
1
4
=
3
4
. (65)
12 [3] Soluzioni per Capitolo 3
12.1 3.1 Particella fra pareti
(i) La pressione per denizione la forza (per unit di area) che la particella esercita sulla
parete. Per comprimere la scatola di a, occore un lavoro P a. Questo uguale
alla variazione di energia,

2
2 m(a a)
2


2

2
2 ma
2
=

2

2
ma
3
a +O((a)
2
), (66)
perci
P = P(a) =

2

2
ma
3
. (67)
(ii) La funzione donda inizialmente
= (x) (a x)
_
2
a
sin
x
a
, (68)
Dopo lallargamento istantaneo della buca, rimane la stessa, ma non pi unautosta-
to dellenergia. La probablit che la particella si trovi in vari stati di energia denita
16

P
n
= [n[)[
2
= [
_
2
2 a
_
2
a
_
dx sin
nx
2 a
sin
x
a
[
2
=
2
a
2
[
_
a
0
dx
cos (
n
2
1)
x
a
cos (
n
2
+ 1)
x
a
2
[
2
=
1
2 a
2
[

a
(
n
2
1)
sin(
n
2
1)
x
a

a
(
n
2
+ 1)
sin(
n
2
+ 1)
x
a

a
0
]
2
,
P
n
=
_

_
1
2
per n = 2,
0 per n = 2 , = 2, 3, 4, . . . ,
32

2
(4
2
43)
2
per n = 2 1, = 1, 2, 3, . . . .
(69)
Visto che

=1
1
(4
2
4 3)
2
=

2
64
, (70)
si ha

n=1
P
n
= 1. (71)
(iii) Nel caso adiabatico, non avvengono transizioni quantistiche: il sisitema resta nello
stato fondamentale. Lo stato nale
= (x) (2a x)
_
1
a
sin
x
2a
, (72)
lenergia decresce lentamente da

2

2
2 ma
2
a

2

2
8 ma
2
. Il lavoro fatto dalla particella :

2
2 ma
2


2

2
8 ma
2
=
3
2

2
8 ma
2
. (73)
che uguale a
_
P dV =
_
2a
a
P(a) da, (74)
come ci si aspetta.
12.2 3.2 Potenziale a delta
(i) La funzione donda ha la forma
(x) =
_
Ae
x
, x < 0,
Be
x
+C e
x
, x > a.
(75)
dove =
_
2mE/
2
> 0. La condizione di continuit a x = 0
B +C = A, (76)
la condizione di continuit sulla derivata prima a x = 0

=
2 mg

2
(0), (77)
cio,
B C = (1
2 mg

) A. (78)
17
Combinando queste due si trova
B = (1
mg

) A; C =
mg

A. (79)
La condizione a x = a
(a) = Be
a
+C e
a
= 0. (80)
Sostituendo B e C dalla (79), si ha
1 e
2 a
=

2

mg
, (81)
per avere una soluzione con A ,= 0. Dai graci delle curve y = 1e
2 a x
e y =

2
x
mg
(Fig. 8) si vede che per

2
2 mg
< a esiste una soluzione della (81) con > 0, mentre
per

2
2 mg
a lunica soluzione = 0, che non corrisponde ad uno stato legato.
La (81) pu essere scritta alternativamente come:
(1 + coth) =
2 mg a

2
, a, (82)
da cui segue ugualmente la condizione
2 mg a

2
> 1 per lesistenza di una soluzione
non banale per > 0.
(ii) Nel limite a , 1 e
2 a
1, perci la soluzione
=
mg

2
, (83)
che il ben noto risultato per una singola buca delta.
(iii) Non esistono degenerazioni.
Per vedere questo fatto, osserviamo che la funzione donda ha la forma (con k 0)
(x) =
_

_
Ae
i k x
+Be
i k x
, x < 0,
C e
i k x
+De
i k x
, 0 < x < a,
0 x a.
(84)
La condizione a x = a ( = 0) ssa la relazione tra C e D; le condizioni a x = 0
determinano A e B in termini di C, per cui per ogni k la soluzione unica a parte la
normalizzazione.
0.5 1 1.5 2 2.5 3
0.25
0.5
0.75
1
1.25
1.5
1.75
2
Figura 8:
18
12.3 3.3 Potenziale a delta e pareti
(i)

(x) = A sink (x +a);


+
(x) = B sink (x 2 a). (85)
(ii) La condizione sulla funzione donda :
A sinka = B sin2ka; (86)
la condizione sulla derivata :

+
(0)

(0) =
2 mg

2
A sinka, (87)
i.e.,
k [ B cos 2ka A cos ka ] =
2 mg

2
A sinka. (88)
Dalla prima condizione (86) segue che
sinka (A+ 2 B cos ka) = 0. (89)
Una possibilit
sinka = 0, k =
n
a
, E
n
=

2
n
2

2
2 ma
2
, n = 1, 2, . . . . (90)
I coefcienti A, B sono determinati dalla condizione (88):
B cos 2ka A cos ka = 0, B = ()
n
A. (91)
(iii) Unaltra possibilit che segue dalla (89)
A+ 2 Bcos ka = 0, A = 2 B cos ka. (92)
Sostituendo questa relazione nella (88), si ha
k cos 2ka + 2 k cos
2
ka =
4 mg

2
cos ka sinka, (93)
o denendo 2 k a,
(2 cos + 1) = sin, =
4 mg a

2
> 0. (94)
(vedi Fig.9). Dai graci delle curve,
= (2 cos + 1), = sin, (95)
si vede facilmente che il primo stato di questo gruppo corrisponde ad un valore di
= 2 k a che sta nella regione
2
3
< < ,

3 a
< k <

2 a
. (96)
Paragonando questo con la (90), si vede che lintervallo (96) d lo stato fondamenta-
le, mentre lo stato pi basso del gruppo (90) con n = 1 il primo stato eccitato del
sistema. Nei due limit, g 0 e g , anche tende a zero o a . A 0,
dal graco si vede che la prima intersezione si avvicina al primo zero della curva
= (2 cos + 1) (cio
2
3
), mentre a essa si avvicina al primo zero della
sin, . Di conseguenza k tende a

3a
e a

2a
, nei due limiti.
19
1 2 3 4 5 6
-2
2
4
6
8
Figura 9:
12.4 3.4 Potenziale con 2 delta
(i)
E =
mg

2
; =

[ (a x) e
(xa)
+(x a) e
(xa)
], =
mg

2
.
(97)
(ii)
(x) = A
1
e
x
(x)+[A
2
e
x
+B
2
e
x
] (x) (ax)+B
3
e
x
(xa) (98)
A
3
= 0, B
1
= 0, (99)
A
1
= A
2
+B
2
, (100)
A
2
e
a
+B
2
e
a
= B
3
e
a
(101)
dalla continuit della funzione donda e dalla normalizzabilit. Le condizioni sulla
discontinuit corrispondenti ai potenziali delta sono:
(A
1
+ (A
2
B
2
)) =
2mf

2
A
1
; (102)
[ B
3
e
a
+A
2
e
a
B
2
e
a
] =
2mg

2
B
3
e
a
. (103)
Ci sono quattro equazioni per quattro incognite, ma visto che le equazioni sono
omogenee in A
1
, A
2
, B
2
, B
3
,
M
_
_
_
_
A
1
A
2
B
2
B
3
_
_
_
_
= 0, (104)
queste danno soluzioni non banali solo se i coefcienti soddisfano la condizione
det M = 0. (105)
20
(iii) Invece di scrivere M e calcolare direttamente det M, conviene risolvere per A
2
, B
2
dalle eq. (100) e eq. (102), e per A
2
e
a
, B
2
e
a
dalle eq. (101) e eq. (103):
A
2
= (1 +
mf

2
) A
1
; B
2
=
mf

2
A
1
; (106)
A
2
e
a
=
mg

2
B
3
e
a
; B
2
e
a
= (1
mg

2
) B
3
e
a
. (107)
Eliminando A
i
e B
i
, si ha
[ 1 +
mf

2
] [ 1
mg

2
] e
2a
=
mf

2
mg

2
(108)
oppure
[

2
mg
+
f
g
] [

2
mg
1 ] e
2a
=
f
g
. (109)
Ponendo

2
mg
x, la condizione
(x +
f
g
) (x 1) =
f
g
e
Ax
, A =
2 mg a

2
. (110)
Si chiede se ci sono soluzioni con x > 0.
Per f = 0, si ritrova la nota soluzione per una singola buca delta,
x = 1, =
mg

2
. (111)
Per f = g (doppia buca delta simmetrica) la condizione si riduce a
1
mg

2
=
mg

2
e
a
, (112)
come noto.
Per [f[ sufcientemente piccolo, la soluzione unica ed approssimativamente
x 1
f
g
e
A
, =
mg

2
(1
f
g
e
A
). (113)
E
mg
2

2
+
mf g

2
e

2 mg a

2
. (114)
Dai graci dei due membri della (110) segue che se la derivata prima del primo
membro a x = 0 pi grande della derivata prima del secondo membro,
f
g
1 >
f
g
A, (115)
i.e., se A =
2 mg a

2
< 1 e per
f >
g
1
2 mg a

2
(116)
la (110) non ha alcuna soluzione. (Vedi Fig. 10).
21
Figura 10: I due membri della (110)
12.5 3.5 Buca asimmetrica
(i) Nella regione interna della buca,
= A sinkx, k =
_
2mE

2
; (117)
mentre al di fuori
= Be
x
, =
_
2m(V
0
E)

2
. (118)
La condizione di continuit in a
= k cot ka. (119)
Oppure, denendo = k a; = a,
= cot ;
2
+
2
=
2mV
0
a
2

2
. (120)
Risolvendo col metodo graco, la condizione richiesta

2
<
_
2mV
0
a
2

2

3
2
. (121)
(ii) Nel limite di grande V
0
A sinkx, k =
n
a
, .
.
. E
1
=

2

2
2ma
2
,
(0)
(x) =
_
2
a
sin
x
a
.
(122)
(iii) Applicando il risultato del calcolo della penetrazione di barriera quadratica (Eq.(5.114))
si ha la probabilit di tunnelling,
D
4k
2

2
sinh
2
a

16 k
2

2
e
2a
, k =

a
,
_
2mV
0

2
. (123)
Per la probabilit di decadimento per unit di intervallo di tempo dobbiamo moltipli-
care questa probablit con la probabilit che la particella arrivi alla barriera di destra
(x = a) in un intervallo unitario del tempo. Questultimo dato da
v
2a
=
k
2ma
. (124)
Notiamo anche che

(0)
(x) =
_
2
a
sin
x
a
=
_
2
a
e
ika
e
ika
2i
(125)
22
per cui
j

=
v
2a
=
k
2ma
, (126)
in accordo con la (124). Perci
P = j
x>2a
= j

D
4k
3

3
m
2
V
0
a
e
2a
=
4
3

3
m
2
V
0
a
4
e
2

2mV0/
2
a
. (127)
13 [4] Soluzioni per Capitolo 4
13.1 4.1 Oscillatore
(i) Il valor medio dellenergia una costante del moto, perci basta calcolarlo al tempo
t = 0
+
:
per t < 0
H = H
0
=
p
2
2 m
+
1
2
m
2
x
2
, =
_

m
; (128)
per t > 0,
H =
p
2
2 m
+
1
2
m
2
(x x
0
)
2
= H
0
m
2
x
0
x +
1
2
m
2
x
0
2
, (129)
quindi
H) =
0
[H
0
m
2
x
0
x +
1
2
m
2
x
0
2
[
0
) =
1
2
+
1
2
m
2
x
0
2
. (130)
poich la funzione donda a t = 0
+
quella dello stato fondamentale di H
0
.
(ii) Osserviamo che le probabilit richieste non dipendono dal tempo, essendo H costante
del moto per t > 0. Infatti, esprimendo la funzione donda a t = 0
+
come
(x, 0) =

k=0
a
n

(n)
(x), (131)
dove
(n)
(x) sono autostati di H, la funzione donda per t generico
(x, 0) =

k=0
a
n
e
i En t/

(n)
(x), (132)
perci le probabilit di trovare il sistema in uno degli autostati di H sono
P
n
= [a
n
e
i En t/
[
2
= [a
n
[
2
(133)
e sono indipendenti dal tempo. Per calcolare a
n
=
(n)
[
0
) basta ricordare che a
t = 0 la funzione donda data da:
(x, 0) =
0
(x) =
_
m

_
1/4
e

m
2
x
2
; (134)
mentre gli stati stazionari di H sono

(0)
(x) =
_
m

_
1/4
e

m
2
(xx0)
2
; (135)

(1)
(x) = i
_
m

_
1/4
_
2 m

_
1/2
e

m
2
(xx0)
2
; (136)
23
a
0
=
_
dx
(0)
(x) (x, 0), (137)
a
1
=
_
dx
(1)
(x) (x, 0). (138)
Il calcolo elementare, il risultato
P
0
= [a
0
[
2
= e

m
2
x
2
0
; (139)
P
1
= [a
1
[
2
=
m x
2
0
2
e

m
2
x
2
0
. (140)
interessante fare il calcolo di a
n
facendo uso degli operatori di creazione e di
annichilazione. Siano a, a

gli operatori deniti rispetto a H


0
in maniera standard, e
a, a

gli operatori corrispondenti a H:


a =
_
m
2
x +i
1

2 m
p;
a

=
_
m
2
x i
1

2 m
p, (141)
a =
_
m
2
(x x
0
) +i
1

2 m
p;
a

=
_
m
2
(x x
0
) i
1

2 m
p. (142)
Evidentemente
a = a C, a

= a

C, C =
_
m
2
x
0
. (143)
Ora scriviamo lo sviluppo (131) in notazione di Dirac,
[0) =

n
a
n
[n)

, (144)
dove
a [n)

n[n 1)

, n = 1, 2, . . . , (145)
visto che [n)

ln-simo autostato di H. La condizione che [0) sia lo stato fonda-


mentale di H
0

a [0) = 0, [ a +C ]

n
a
n
[n)

= 0, (146)
dal quale si ottengono (facendo uso di (145) ) delle relazioni di ricorrenza
a
n
=
(C)

n
a
n1
= . . . =
(C)
n

n!
a
0
. (147)
Dalla condizione di normalizzazione
1 =

n
[a
n
[
2
= [a
0
[
2
e
C
2
, .
.
. [a
0
[
2
= e
C
2
. (148)
24
Si trova dunque che la probabilit di trovare il sistema nelln -simo stato della nuova
Hamiltoniana
P
n
= [a
n
[
2
=
C
2 n
n!
e
C
2
(149)
che una distribuzione Poissoniana. Per n = 0 e n = 1 ovviamente il risultato
in accordo con quanto trovato prima, ma questo metodo pi adatto per calcolare le
probabilit P
n
per n generico.
(iii) I valor medi di x e di p non subiscono discontinuit, a causa dellaccensione della per-
turbazione. Infatti la funzione donda uguale a t = 0

e a t = 0
+
. Analogamente
per
d
dt
x che uguale a p/m. Invece
d
dt
p =

x
V (x), (150)
discontinua a causa del cambiamento di V (x),

x
V (x) = m
2
x, t = 0

; (151)

x
V (x) = m
2
(x x
0
), t = 0
+
. (152)
La dicontinuit richiesta

d
dt
p) = m
2
x
0
. (153)
14 [5] Soluzioni per Capitolo 5
14.1 5.1 Spin in campo magnetico
(i) Consideriamo prima la funzione donda di uno spin
1
2
, nella direzione n:
[n) =
_
e
i/2
cos /2
e
i/2
sin/2
_
. (154)
Lo stato in questione, di spin S = N/2 nella direzione n, pu essere costruito da N
particelle di spin
1
2
paralleli:
[0) =
_
e
i/2
cos /2
e
i/2
sin/2
_
1
_
e
i/2
cos /2
e
i/2
sin/2
_
2

_
e
i/2
cos /2
e
i/2
sin/2
_
N
.
(155)
Il valor medio di S
x
=

N
i
s
i x

S
x
) = N n[s
1 x
[n) =
N
2
(e
i
cos

2
sin

2
+e
i
cos

2
sin

2
) = S cos sin.
(156)
Analogamente,
S
y
) = S sin sin, S
z
) = S cos . (157)
(ii) Scrivendo la (155) come
[0) = (e
i/2
cos

2
[ )
1
+e
i/2
sin

2
[ )
1
) (e
i/2

2
[ )
N
+e
i/2
sin

2
[ )
N
)
=
N

k=N
c
k
[S, S
z
=
k
2
) (158)
25
[S, S
z
=
k
2
) la combinazione simmetrica
[S, S
z
=
k
2
) =
_
N

_
1/2

[ . . . . . .) (159)
dei termini con spin up e N spin down. Chiaramente,

2

N
2
=
2 N
2
=
k
2
, (160)
perci
k = 2 N, =
N +k
2
, (161)
e
c
k
=
_
N

_
1/2
(e
i/2
cos

2
)

(e
i/2
sin

2
)
N
(162)
La probabilit richiesta
P
k
=
_
N

_
(cos
2

2
)

(sin
2

2
)
N
, =
N +k
2
. (163)
N

k=N
P
k
=
N

=0
_
N

_
(cos
2

2
)

(sin
2

2
)
N
= (cos
2

2
+ sin
2

2
)
N
= 1. (164)
(iii)
S
x
(t) = e
iHt/
S
x
e
iHt/
= e
i Sz t/
S
x
e
i Sz t/
, (165)
etc. In particolare, S
z
(t) = S
z
(0) = S
z
.
i
d
dt
S
x
(t) =
1

[S
x
, H] =
1

[S
x
, S
z
] = i S
y
; (166)
i
d
dt
S
y
(t) =
1

[S
y
, H] =
1

[S
y
, S
z
] = i S
x
; (167)
i
d
dt
S
z
(t) = [S
z
, H] = 0. (168)
Prima di tutto si osserva che
S
z
(t) = S
z
(0) = S
z
. (169)

S
x
=
2
S
x
,

S
y
=
2
S
y
; (170)
Queste si risolvono ponendo
S
x
(t) = A cos t +B sin t. (171)
Gli operatori A, B si determinano facendo uso della condizione al contorno a t = 0:
S
x
(t) = S
x
cos t +S
y
sin t; (172)
e analogamente,
S
y
(t) = S
y
cos t S
x
sin t; (173)
Allora
t[S
x
[t) = 0[S
x
(t)[0) = S( cos sin cos t + sin sin sin t)
= S cos( t) sin, (174)
t[S
y
[t) = 0[S
y
(t)[0) = S( sin sin cos t cos sin sin t)
= S sin( t) sin. (175)
26
14.2 5.2 Oscillatore in campo magnetico
(i) I livelli energetici delloscillatore 3D sono
E
N
= (N +
3
2
), N = 0, 1, 2, . . . . (176)
Si ha la degenerazione corrispondente ad un insieme di tre numeri interi non negativi
(n
1
, n
2
, n
3
) tali che
N = n
1
+n
2
+n
3
, n
i
= 0, 1, 2, . . . (177)
oltre ad una doppia degenerazione di ogni livello dovuto allo spin. Il grado di dege-
nerazione allora data da 2, 6, 12, etc. ed in generale (N + 1)(N + 2) per il livello
N. Vista la parit del livello N, ()
N
, e la forma delle funzioni donda, i possibili
valori di L sono
L = N, N 2, . . . , 0(1). (178)
Per i primi tre livelli,
1. N = 0, L = 0, J =
1
2
;
2. N = 1, L = 1, J =
3
2
,
1
2
;
3. N = 2, L = 2 e L = 0. Il momento angolare totale prende valori J =
5
2
,
3
2
,
1
2
.
(ii) In questa approssimazione,
H =
p
2
2 m
+
m
2
r
2
2

e B
2 mc
L
z

g B
2

z
. (179)
Gli operatori L
2
, s
2
, L
z
, s
z
e la parit commutano con lHamiltoniana.
(iii) Gli autostati di H sono gli stati di N, L
z
, s
z
deniti. Gli autovalori sono
E
N,Lz,sz
= (
3
2
+N)
e B
2 mc
L
z

g B
2

z
. (180)
14.3 5.3 Moto in campo elettrico costante
(i)
H =
p
2
2m
q E
0
z, (181)
p =
i

[H, p] = q E
0
z; (182)
r =
i

[H, r] =
p
m
; (183)
r =
q E
0
m
z (184)
(accellerazione costante.)
(ii)
r(t) = r(0) +
t
m
p(0) +
1
2
q E
0
m
t
2
z; (185)
p(t) = p(0) +q E
0
t z; (186)
27
(iii) L(t) = r(t) p(t):
L
z
(t) = L
z
(0); (187)
L
x
(t) = L
x
(0) +q E
0
t y(0) +
1
2
q E
0
m
t
2
p
y
(0); (188)
L
y
(t) = L
y
(0) q E
0
t x(0)
1
2
q E
0
m
t
2
p
x
(0). (189)
(iv)

L =
i

[H, L], (190)

L
z
(t) = 0, L
z
(t) = L
z
(0) (191)
(costante del moto);

L
x
(t) = q E
0
y(t),

L
y
(t) = q E
0
x(t); (192)
L
x
(t) = L
x
(0) +q E
0
_
t
0
dt y(t) =
= L
x
(0) +q E
0
t y(0) +
1
2
q E
0
m
t
2
p
y
(0); (193)
L
y
(t) = L
y
(0) q E
0
_
t
0
dt x(t) =
= L
y
(0) q E
0
t x(0)
1
2
q E
0
m
t
2
p
x
(0). (194)
v)
L
z
(t)) = 0, L
x
(t)) = 0, L
y
(t)) =
1
2
p
0
m
q E
0
t
2
(195)
Le condizioni iniziali erano:
r(0)) = 0; p(0)) = p
0
x; L(0)) = 0. (196)
14.4 5.4 Oscillatore e spin
(i) Visto che s
z
commuta con H possiamo prendere gli autostati di s
z
come base di autosati
di H. Per gli stati di spin up, H descrive un oscillatore armonico H
0
, con
E
n
= (n +
1
2
), n = 0, 1, 2, . . . ,
n
(x) = C
n
H
n
(
_
m

x) e

mx
2
2
;
(197)
per stati di spin down, il systema descrive una particella libera H
(free)
=
p
2
2m
, per
cui
E
p
=
p
2
2m
, < p < ,
p
(x) =
1

2
e
i p x/
. (198)
(ii) No, perch esso non un autostato di s
z
. Il valor medio di H
[ H[) =
1
2
[
0
[ H
0
[
0
) +
0
[ H
(free)
[
0
) ] = (199)
=
1
2
[
1
2
+
0
[ H
0

1
2
m
2
x
2
[
0
) ] =
1
2
[
1
2
+
1
4
] =
3
8
.
28
(iii) La parte di spin up, essendo un autofunzione di H
0
, evolve semplicemente

0
(x) [ ) e
iE0t/

0
(x) [ ), E
0
=
1
2
. (200)
Levoluzione della parte di spin down

0
(x) [ ) =
_

dk a(k) e
i k x
[ )
_

dk a(k) e
i
k
2
t
2 m
e
i k x
[ ) (201)
Se scriviamo

0
= N e
Ax
2
, N =
_
m

_
1/4
, A =
m
2
, (202)
si ha, utilizzando la (28):
a(k) =
N
2
_

A
e
k
2
/4A
. (203)
La funzione donda a x = 0 al tempo t
_

dk a(k) e

k
2
t
2 m
=
N
2
_

A
_

dk e
k
2
/4A
e
i
k
2
t
2 m
=
N

1 +i t
. (204)
Perci
(0, t) =
N

2
[e
it/2
[ )
1

1 +i t
[ ) ]. (205)
La funzione donda di spin normalizzata
(0, t) =


1 +
2
t
2
1 +

1 +
2
t
2
[e
it/2
[ )
1

1 +i t
[ ) ]. (206)
la probabilit richiesta
P

=
1
1 +

1 +
2
t
2
. (207)
14.5 5.5 Decadimento e parit
(i)
S = 1, 0, = 0, 1, 2 (208)
Lunica combinazione consistente con la statistica di Fermi-Dirac (funzione donda
antisimmetrica) e con J = 1
S = 1, = 1. (209)
(ii)
P = ()

(210)
per cui P = 1.
(iii)
= R(r)
1

2
[ Y
11
(, )
1,1
Y
11
(, )
1,1
]
= R(r)
i

2
_
3
8
[ sin e
i
[ ) + sin e
i
[ ) ] (211)
29
n L J F Energia Grad. Degener.
1 0
1
2
0, 1 E
1
(0)
4
2 0
1
2
0, 1 E
2
(0)
4
2 1
1
2
0, 1 E
2
(0)
A 4
2 1
3
2
1, 2 E
2
(0)
+
1
2
A 8
Tabella 1:
(iv)

spin
=
1

2
[ e
i
[ ) +e
i
[ ) ] (212)
v) 1/2
vi) Lautostato con s
y
(1) = 1/2, s
y
(2) = 1/2

1
=
1
2
([ ) +i[ )) ( [ ) +i[ ) ) =
1
2
( [ ) +i[ ) +i[ ) [ ) ) (213)
La probabilit richiesta
[
1
[
spin
)[
2
=
sin
2

2
(214)
15 [6] Soluzioni per Capitolo 6
15.1 6.1 Interazione spin orbita
(i) La degenerazione del livello n 4 n
2
, con energia
E
(0)
n
=
me
4
2
2
n
2
. (215)
(ii)
H
SO
= AL s
e
=
1
2
A[ J
2
L
2
s
e
2
] =
1
2
A[ J(J +1)L(L+1)
3
4
]. (216)
da cui segue il risultato in Tabella 1.
(iii)
H = H
0
+AL s
e
+Bs
p
s
e
= H
0
+
A
2
[ J
2
L
2
s
e
2
] +
B
2
[ S
2

3
4

3
4
] (217)
Gli stati [L, J, F, F
z
) della Tabella 1. in generale non sono autostati di H totale,
perch J
2
non commuta con S
2
, ma questo non esclude che lo siano alcuni di essi.
Questo accade quando i valori di L e F determinano univocamente anche il valore
di S, dove
S = s
e
+s
p
; F = L +S. (218)
Dalla regola di composizione dei momenti angolari, si ha il risultato riportato nella
Tabella 2.
30
n L J F S Energia Grad. Degener.
1 0
1
2
0 0 E
1
(0)

3 B
4
1
1 0
1
2
1 1 E
1
(0)
+
B
4
3
2 0
1
2
0 0 E
2
(0)

3 B
4
1
2 0
1
2
1 1 E
2
(0)
+
B
4
3
2 1
1
2
0 1 E
2
(0)
A+
B
4
1
2 1
3
2
2 1 E
2
(0)
+
A
2
+
B
4
5
Tabella 2:
15.2 6.2 Deutone
(i)
= 129.9,
r

B
r
B
=
m
e

=
0.51
129.9
= 0.0039. (219)
Lenergia di legame uguale a
e
2
2r

B
=
e
2
2r
B
r
B
r

B
=
13.6
0.0039
= 3487 eV = 3.49 KeV. (220)
(ii) Visto che = 0, s

= 0, il momento angolare dello stato iniziale 1. Gli stati possibili


di momento angolare dello stato nale, permessi dalla statistica di Fermi-Dirac sono:
(a) S = 0, L = 0, 2, 4, . . ., o (b) S = 1, L = 1, 3, 5, . . .. Lunica combinazione
compatibile con J
tot
= 1 [S = 1, L = 1]. La parit dello stato nale perci ,
che deve essere uguale a
P

()
0
= P

(221)
parit dello stato iniziale. La parit intrinseca di

stata determinata storicamente


cos.
(iii) Con J
z
= 0, lo stato iniziale nello stato (J, J
z
) = (1, 0). In termini di stati di spin e
del momento orbitale nale,
=
1

2
([1, 1) [1, 1)[1, 1) [1, 1)) =
1

2
[ Y
1,1
(, )
1,1
Y
1,1
(, )
1,1
]
(222)
La distribuzione angolare
P d =
3
8
sin
3
d d, (223)
_
P d = 1. (224)
15.3 6.3 Effetto Mssbauer
(i) E

= G.
(ii) Supponiamo che il fotone porti limpulso, p = k . Per rinculo, il nucleo acquista
impulso, p = k . Lenergia cinetica del nucleo allora
k
2

2
2 M
, (225)
e la conservazione di energia richiede (lenergia del fotone essendo E

= p c):
k c +
k
2

2
2 M
= G, (226)
31
oppure
E

+
E
2

2 M c
2
= G. (227)
Rislovendo approssimativamente questa equazione si trova che
E

G
G
2
2 M c
2
+. . . (228)
dove le correzioni di ordini pi alti in G/Mc
2
sono state trascurate.
(iii) Per ipotesi il rinculo del centro di massa delloscillatore trascurabile. Lunica ma-
niera in cui lenergia del fotone pu essere diminuita leccitazione delloscillatore,
perci
G = E

+E
f
E
i
, E

= G N, N = 0, 1, 2, . . . (229)
dove N il livello di energia
E
osc
= (
3
2
+n
1
+n
2
+n
3
) = (
3
2
+N), (230)
in cui si trova il nucleo dopo lemissione.
(iv) e
i kz
un operatore che trasla limpulso del nucleo di (0, 0, k ), che leffetto della
conservazione dellimpulso. Perci
P
N
= [
f
[ e
i k z
[
0
)[
2
= [N[ e
i k z
[0)[
2
, k c = G N. (231)
Nel secondo termine lelemento di matrice si riferisce ad un oscillatore armonico
unidimensionale
H =
p
2
z
2 M
+
M
2
2
z
2
. (232)
Per calcolare lelemento di matrice, scriviamo
N[ =
1

N!
0[ a
N
; e
i k z
= e
i C (a+a

)
; C = k
_

2 M
. (233)
Facendo uso delle identit
a e
i C (a+a

)
[0) = [a, e
i C (a+a

)
][0) = i C e
i C (a+a

)
[0), (234)
a
2
e
i C (a+a

)
[0) = i C a e
i C (a+a

)
[0) = (i C)
2
e
i C (a+a

)
[0), (235)
etc., si trova che
N[ e
i k z
[0) =
(i C)
N

N!
0[e
i C (a+a

)
[0) =
(i C)
N

N!
e
C
2
/2
. (236)
Nellultima uguaglianza stata usata la formula di Haussdorff-Weyl (valida se [X, Y ]
proporzionale alloperatore identit),
e
X
e
Y
= e
X+Y +
1
2
[X,Y ]
. (237)
La probabilit richiesta dunque
P
N
=
C
2N
N!
e
C
2
. (238)
32
16 [8] Soluzioni per Cap. 8
16.1 8.1 Effetto Zeeman
(i)
E
2
=
e
2
8 r
B
, d = 2 4 = 8. (239)
L = 1, 0. In termini di stati di momento angolare totale, J =
3
2
, (quattro stati), e due
doppietti di J =
1
2
.
(ii)
L s =
J
2
L
2
s
2
2
. (240)
J, L
2
, s
2
commutano con H. Le degenerazione di ogni livello dovuta a J
z
.
I quattro stati di (J, L, s) = (
3
2
, 1,
1
2
) ha lenergia E
2
+
A
2
;
i due stati di (J, L, s) = (
1
2
, 1,
1
2
) ha lenergia E
2
A;
i due stati di (J, L, s) = (
1
2
, 0,
1
2
) ha lenergia E
2
.
(iii)
H =
e
2 mc
(L
z
+ 2 s
z
) B. (241)
Perci in questo caso, i numeri quantici buoni sono L
2
, L
z
, s
2
e s
z
.
L L
z
s
z
E (in unit di
e B
2 mc
)
1 1 +
1
2
2
1 1
1
2
0
1 0 +
1
2
1
1 0
1
2
+1
1 1 +
1
2
0
1 1
1
2
+2
0 0 +
1
2
1
0 0
1
2
+1
Tabella 3:
Il livello n = 2 si separa in cinque sottolivelli. Le energie sono
E = E
2
+ 2
e B
2 mc
(singolo), [L = 1, L
z
= 1, s
z
=
1
2
];
E = E
2
+
e B
2 mc
(doppio), [L = 1, L
z
= 0, s
z
=
1
2
] e [L = 0, L
z
= 0, s
z
=
1
2
];
E = E
2
(doppio), [L = 1, L
z
= 1, s
z
=
1
2
] e [L = 1, L
z
= 1, s
z
=
1
2
];
E = E
2

e B
2 mc
(doppio), [L = 1, L
z
= 0, s
z
=
1
2
] e [L = 0, L
z
= 0, s
z
=
1
2
];
E = E
2
2
e B
2 mc
(singolo), [L = 1, L
z
= 1, s
z
=
1
2
].
(iv)
[
1
2
,
1
2
) =
_
2
3
[1, 1) [)
_
1
3
[1, 0) [)

_
2
3
[1, 1) [) e
iEt/
_
1
3
[1, 0) [), (242)
33
nella seconda riga abbiamo trascurato la fase globale, e
iE2 t/
, e
E =
e B
2 mc
(243)
dal punto (iii).
Riesprimendo (242) in termini di stati di momento angolare totale, si ha
=
_
2
3
[
_
1
3
[
3
2
,
1
2
) +
_
2
3
[
1
2
,
1
2
) ] e
i e Bt
2 mc
_
1
3
[
_
2
3
[
3
2
,
1
2
)
_
1
3
[
1
2
,
1
2
) ]
=

2
3
(1 e
i e Bt
2 mc
) [
3
2
,
1
2
) + (
2
3
+
1
3
e
i e Bt
2 mc
) [
1
2
,
1
2
). (244)
P3
2
,
1
2
=

2
3
(1 e
i e Bt
2 mc
)

2
=
8
9
sin
2
e Bt
4 mc
; (245)
P1
2
,
1
2
=

(
2
3
+
1
3
e
i e Bt
2 mc
)

2
=
1
9
(5 + 4 cos
e Bt
2 mc
) = 1
8
9
sin
2
e Bt
4 mc
. (246)
16.2 8.2 Livelli di Landau
(i) LHamiltoniana
H =
(p +
e
c
A)
2
2m
=
(p
x

e B
c
y)
2
2m
+
p
2
y
2m
. (247)
Poich H commuta con p
x
, possibile costruire gli autosati di H ponendo
(x, y) = e
i p x/
(y). (248)
(y) soddisfa allequazione
[
p
2
y
2m
+
(
eB
c
y p)
2
2m
](y) = E(y), (249)
che lequazione di Schrdinger per un oscillatore armonico lineare, con la frequen-
za di Larmor
=
e B
mc
(250)
e con il centro delloscillatore a
y =
p c
e B
. (251)
I livelli energetici sono
E
n
= (n +
1
2
) : (252)
e sono indipendenti da p. Questo signica che ogni livello n innitamente degene-
re, con valore di p compreso in < p < .
La frequenza =
e B
mc
corrisponde a quella di un moto circolare per un elettrone
classico che entra nel campo magnetico uniforme B,
d
dt
p =
e
c
v B. (253)
34
(ii) LHamiltoniana in questa gauge
H =
(p +
e
c
A)
2
2m
=
(p
x

e B
2 c
y)
2
2m
+
(p
y
+
e B
2 c
x)
2
2m
. (254)
Per semplicare la scrittura, poniamo =
e B
c
= m = 1. Allora
H =
1
2
(i

x

y
2
)
2
+
1
2
(i

y
+
x
2
)
2
. (255)
Un bel metodo per risolvere il problema quello di introdurre le variabili complesse,
z x +i y, z x i y, (256)

z
=
1
2
_

x
i

y
_
,

z
=
1
2
_

x
+i

y
_
. (257)
Ovviamente,
[z,
z
] = [ z,
z
] = 1, [ z,
z
] = [z,
z
] = 0. (258)
(
z


z
, etc). Deniamo inoltre gli operatori di creazione e di distruzione,
a

2
_

z
+
z
4
_
, a

2
_


z
+
z
4
_
: (259)
questi soddisfano alla solita regola di commutazione,
[a, a

] = 1. (260)
Un conto elementare dimostra che lHamiltoniana semplicemente (!)
H = 2
z

z
+
1
8
z z + z
z
z
z
=
1
2
(a

a +a a

) = a

a +
1
2
. (261)
I livelli di Landau (252) seguono immediatamente da questa espressione. Per tro-
vare le funzioni donda e le degenerazioni, osserviamo che lequazione per lo stato
fondamentale
a
0
= 0 (262)
ha innite soluzioni

0, m
= C
m
z
m
e

1
4
z z
= C
m
(x iy)
m
e

1
4
(x
2
+y
2
)
, m = 0, 1, 2, . . . , (263)
tutte con E
0
=

2
, distinte dallautovalore del momento angolare
L = i (x
y
y
x
), (264)
L
0, m
= m
0, m
(la sola componente del momento angolare in un piano). L
commuta con H.
Inne, gli stati eccitati possono essere costruiti agendo a

ripetutamente su ciascuna
funzione
0, m
:

N, m
=
1

N!
(a

)
N

0, m
, m = 0, 1, 2, . . . , N = 0, 1, 2, . . . . (265)
Nella gauge simmetrica lelettrone localizzato sia in x che in y, mentre nella gauge,
A = (By, 0, 0), esso localizzato solo in y.
Domanda: Qual la gauge in cui lelettrone localizzato attono ad un punto (x
0
, y
0
)?
35
17 [9] Soluzioni per Cap. 9
17.1 9.1 Oscillatore
Per eliminare il termine xp +px basta considerare la trasformazione unitaria
p p = p +x; x x = x, reale. (266)
(Per un trattamento pi generale vedi Nota 1.) Si noti che tale trasformazione conserva la
relazione di commutazione canonica,
[x, p] = [x, p] = i, (267)
ed infatti generata dalloperatore unitario,
p p = UpU

; x UxU

, (268)
con U = expi(/2)x
2
. (Alternativamente, la (266) pu essere trattata come un sem-
plice cambiamento delle variabili.) LHamiltoniana si trasforma come
H(x, p)

H = UH(x, p)U

= H( x, p) = H(x, p +x), (269)


i.e.,

H =
(p +x)
2
2m
+
1
2
m
2
x
2
+g

2
(x(p +x) + (p +x)x)
=
p
2
2m
+ (g

2
+

2m
)(xp +px) + (
1
2
m
2
+

2
2m
+g)x
2
: (270)
per risolvere il problema basta porre
g

2
+

2m
= 0 : (271)
i.e.,
= gm. (272)
LHamiltoniana diventa:

H =
p
2m
+
1
2
m
2
(1 g
2
)x
2
. (273)
Questa rappresenta un oscillatore armonico con la frequenza angolare

=
_
1 g
2
, (274)
(reale per [g[ < 1). Lo spettro esatto (che non dipende dalla rappresentazione) dunque
discreto,
E
n
=
_
1 g
2
(n +
1
2
), n = 0, 1, 2, . . . ; (275)
ogni livello singolo.
Si noti che per [g[ > 1 il sistema instabile: non ci sono stati legati e lo spettro
continuo, < E < . Anche per [g[ = 1 lo spettro continuo, ma in questo caso il
sistema equivalente ad una particella libera, perci 0 E < . (Vedi Nota 2).
Confronto con il caso classico:
Le equazioni canoniche per lHamiltoniana classica
H =
p
2
2m
+
1
2
m
2
x
2
+gxp (276)
36
sono
d
dt
x =
H
p
=
p
m
+gx (277)
d
dt
p =
H
x
= m
2
x gp, (278)
da cui segue lequazione per un oscillatore armonico di pulsazione
_
1 g
2
d
2
dt
2
x +
2
(1 g
2
)x = 0. (279)
Per g
2
> 1 le soluzioni sono divergenti. Per g
2
< 1 H descrive un oscillatore armonico di
pulsazione
_
1 g
2
. Per g
2
= 1 si ha lequazione di una particella libera. Questi risultati
si ritrovano nel caso quantistico.
Si noti che (sia nel caso classico sia in quello quantistico) il sistema non descrive
un oscillatore armonico sottoposto ad una forza viscosa, come potrebbe far pensare il
contributo proporzionale alla velocit nella espressione della forza
F =
V
x
= m
2
x gp. (280)
La forza viscosa, essendo non conservativa, non deriva da un potenziale.
17.2 9.2 Oscillatore anarmonico
(i) Usando
x
4
)
0
= 3x
2
)
2
0
; p
2
)
0
=

2
4x
2
)
2
0
; x
2
)
2
0
=
1
, (281)
si ha
E)
0
=

2
8m
+
3

2
. (282)
(ii)
dE)
0
d
=

2
8m

6

3
= 0, .
.
. =
0
=
_
48 m

2
_
1/3
(283)
E
0
=
3
4/3
4
_

2
2m
_
2/3

1/3
. (284)
N.B. Per = 5, m = = 1, si trova in questo modo E
0
1.165, da paragonare
con il risultato esatto E
0
= 1.14224 . . . ( 2%)
(iii)
x
4
)
1
= x
6
)
2
0
=
15

2
; (285)
p
2
)
1
=
_

dx
2
_
d
1
dx
_
2
(286)
_
d
1
dx
_
2
= (1 +

2
x
4
4
x
2
)
2
0
(287)
p
2
)
1
=
2
(1 +

2
x
4
)
0
4
x
2
)
0
) =
3
4

2
. (288)
E)
1
=
3
4

2 m
+
15

2
. (289)
37
dE)
1
d
=
3
2
8 m

30

3
= 0, .
.
. =
1
=
_
80 m

2
_
1/3
(290)
E
1
=
9
4
5
1/3
_

2
2 m
_
2/3

1/3
3.847
_

2
2 m
_
2/3

1/3
. (291)
N.B. Per = 5, m = = 1, questo d E
1
4.144, da paragonare con il risultato
esatto E
0
= 4.09307 . . . ( 1%)
(iv) La (41) non ha nodi ed pari; la (42) ha un nodo ed dispari.
18 [10] Soluzioni per Cap. 10
18.1 10.1 Interferenza gravitazionale
(i) =
h
p
=
2
p
.
(ii) La funzione donda del neutrone acquister fasi differenti lungo i cammini ABCEF e
ABDEF, ci non dovuto alle diverse lunghezze dei percorsi (che sono identiche),
ma alla della differenza della lunghezza donda di de Broglie del neutrone. Infatti,
a causa del potenziale gravitazionale, V = M g z, nei tratti orizzontali CE o BD il
numero donda ( =
2
k
) dato da
k
CE
=
_
2 M (E M g h)

; k
BD
=

2 M E

; (292)
la differenza
k = k k(1
M g h
0
E
)
1/2

M
2
g h
0
k
2
. (293)
Questo induce la differenza di fase nella funzione donda
= Lk =
M
2
g h
0
L
2
2
(294)
(iii)
M
2
g h
0
L
2
2
= 2 n, n = 0, 1, 2, . . . . (295)
(iv ) Al variare di , laltezza del tragitto CE va da h
0
no a h
0
cos

2
= 0. Usando la
formula precedente, il numero di volte che i due percorsi danno le due componenti
della funzione donda in fase (interferenza massima e perci lintensit massima)
^ =
M
2
g h
0
L
(2 )
2

2
=
M g (h
0
L)
2 v

1.7 98
2 3
8.8 (296)
38