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ISTITUZIONI DI DIRITTO ROMANO MATTEO MARRONE

CAPITOLO I – IL DIRITTO ROMANO E LE SUE FONTI
Norma agendi  diritto oggettivo  norma, regola di condotta Facultas agendi  diritto soggettivo  pretesa di un soggetto riconosciuta e tutelata dal diritto oggettivo, cui corrisponde il dovere di soddisfarla da parte di altri. Potestà : potere che un soggetto può esercitare su altri a prescindere dall’altrui volontà. Facoltà : possibilità riconosciuta e garantita al titolare di un diritto soggettivo. Dovere giuridico: posizione giuridica soggettiva passiva correlata al diritto soggettivo altrui. Onere : sacrificio che il diritto soggettivo addossa a un soggetto affinché possa conseguire un risultato utile o evitare un pregiudizio. Il diritto romano si sviluppa dal 754 a.C. al 565 d.C. (morte di Giustiniano). Ius  ricorre nei significati di potestà, diritto oggettivo, soggettivo…situazione giuridica soggettiva… nelle fonti più antiche indica la situazione giuridica che si realizza concretamente in dipendenza di certi atti. Il diritto privato è il settore dello ius che regola i rapporti tra individui in quanto tali; il diritto pubblico è il settore dello ius che regola l’organizzazione e il funzionamento della collettività, i rapporti tra collettività e singoli (ius del populus Romanus). Periodi diritto romano  Età arcaica 754 a.C. – metà III sec. a.C. Regime costituzionale monarchico (Rex, Senato, assemblea popolare) fino al V secolo a.C. Dalla fine del V secolo a.C. regime costituzionale repubblicano (magistratura, Senato, assemblee popolari). Espansione territoriale, sviluppo militare e delle attività commerciali. Ius formalistico (certa verba), povero di strutture e riservato ai cives; fondato sui mores (i costumi giuridici degli antenati), presto integrati dalle leges publicae. Legge XII Tavole 451-450 a.C.  le prime 10 tavole furono emanate dai decemviri, le ultime due dai consoli Valerio e Orazio. Leges rogatae  il magistrato propone la legge, su cui interroga il popolo. Se viene approvata diventa lex. Plebes scita  dapprima obbligano solo i plebei, a partire dal 286 a.C. con la Lex Hortensia, vengono equiparati alle leges ed acquistano efficacia nei confronti di tutti. I pontefici sono i primi giuristi romani, detengono la conoscenza e l’interpretazione dello ius. Ius Quiritium: riconosce posizioni giuridiche soggettive assolute (appartenenza ex iure Quiritium  dominium, poi proprietas) e potestà su persone libere. Qualificato ius civile perché riservato ai cives. Fonti ius civile: mores, leges, plebisciti, interpretatio pontificale. Oportere = vincolo di ius civile, necessità giuridica del debitore di tenere il comportamento dovuto. I diritti soggettivi sono espressi in termini di: - potere su cose o persone ex iure Quiritium

- ius che il titolare pretende competergli - oportere che il creditore pretende gravare sul debitore.  Età preclassica metà III sec. a.C. – 27 a.C. Anni della Repubblica, guerre puniche (264 a.C.), organizzazione di Roma in provinciae, sviluppo del commercio. Ius si arricchisce di nuove posizioni giuridiche soggettive, nuovi illeciti privati, nuovi negozi giuridici fruibili anche dai peregrini. Rileva la bona fides. Fonti ius: mores, leges e plebisciti. I pontefici perdono il monopolio della conoscenza e interpretazione del diritto, il ruolo maggiore nell’evoluzione del diritto appartiene al pretore e alla giurisprudenza laica. Ius civile: a partire dal III secolo a.C. si diede tutela giudiziaria a nuovi negozi, anche se compiuti da peregrini, ai quali si riconobbe l’effetto di dar luogo ad obblighi qualificabili in termini di oportere. Ius gentium: negozi di buona fede, si estende anche ai peregrini, l’obbligo del debitore spesso è espresso in termini di oportere. Gradualmente si estende la fruibilità ai peregrini a negozi del ius civile  negozi iuris gentium per la fruibilità, iuris civilis per gli effetti). Ius honorarium: diritto risultante dall’attività creativa dei magistrati eletti dal popolo con carica annuale. Pretore urbano istituito dalle leges Liciniae Sextiae nel 367 a.C. con il compito di dicere ius. Dotato di imperium = potere supremo dei magistrati repubblicani, limitato solo dai diritti essenziali dei cittadini e dalle leges publicae. In forza dello ius edicendi, il pretore emanava un editto per l’anno di carica, in cui prometteva strumenti giudiziari nuovi e indicava i provvedimenti che avrebbe emanato. Si forma l’edictum tralaticium: ogni anno i pretori confermavano l’editto dell’anno precedente, apportando solo piccole modifiche. Edili curuli magistrati sine imperio, gli spetta la cura annonae, competenti per controversie dipendenti dalla vendita di schiavi o animali. Pretore peregrino istituito nel 242 a.C., dicere ius tra cittadini romani e peregrini oppure fra peregrini, stessa dignità e imperium rispetto al pretore urbano. Il ius honorarium presuppone il processo formulare. L’intervento pretorio si manifesta in tre direzioni: adiuvandi vel supplendi vel corrigendi iuris civilis gratia  il pretore non può negare il ius civile, può solo concedere gli strumenti idonei a paralizzarne l’attuazione.  Età classica 27 a.C. – 312 d.C. (ascesa al trono di Costantino) Regime ibrido: sopravvivono gli organi repubblicani a cui si sovrappongono il princeps e i suoi funzionari. Fonti ius: nuove fonti senatoconsulti e costituzioni imperiali; si estingue l’attività legislativa del popolo; il pretore perde il ruolo innovatore del ius. Nel 130 d.C. Salvio Giuliano, per conto dell’imperatore Adriano, stabilì il testo definitivo dell’editto pretorio  editto perpetuo (perde significato lo ius edicendi). Giurisprudenza classica: aumentano i giureconsulti, definiscono classico il periodo in cui vivono e il loro diritto. Due sectae di giuristi: sabiniani e proculiani, posizioni sempre opposte. II secolo: Gaio, scrive le Istituzioni  Età postclassica 312 d.C. L’impero è diviso in due parti: pars occidentis con capitale Roma, pars Orientis con capitale Costantinopoli. Invasioni barbariche  disgregazione territoriale  476 fine Impero Romano d’Occidente. Sopravvive l’Impero d’Oriente con Giustiniano.

Età di decadenza, l’imperatore è l’unica fonte viva del diritto. Codice Teodosiano: raccolta costituzioni imperiali da Costantino a Teodosio II. VI secolo: Corpus Iuris Civilis a opera di Giustiniano. Si attenuano le distinzioni fra diritto civile e onorario. Fonti di produzione: ogni atto o fatto da cui scaturisce il diritto oggettivo (giurisprudenza ed editti del pretore). Fonti di cognizione: ogni materiale che ci consente di conoscere forme e contenuti del diritto (mores e leges). I classici equipararono alle leges la consuetudine  osservanza generale e costante da tempo immemorabile di un comportamento da parte di una collettività con la convinzione della sua necessità. Corpus Iuris Civilis: compilazione di iura e leges su iniziativa di Giustiniano.  Institutiones, 533 : manuale didattico, ricalcato sulle Istituzioni di Gaio.  Digesta, 533 : antologia giuridica, raccoglie brani tratti da opere di giuristi classici organizzate per materia, ha forza di legge.  Codex, 534 : raccoglie costituzioni imperiali in ordine cronologico  Novellae : raccoglie le costituzioni di Giustiniano emanate in seguito al Codex. Istituzioni di Gaio: quattro libri (persone, cose, azioni), giurisprudenza classica. Codice Teodosiano: 438, 16 libri, contiene le costituzioni imperiali da Costantino a Teodosio II.

CAPITOLO II – IL PROCESSO
Processo privato: complesso delle attività volte all’accertamento e alla realizzazione di diritti soggettivi, vi da impulso il singolo soggetto privato, interviene un organo giudiziario pubblico. Il diritto sostanziale consta di norme primarie, che regolano direttamente i rapporti tra uomini nella vita consociata; in esso hanno fondamento i diritti soggettivi, realizzabili tramite il processo. Azione: potere di promuovere un giudizio per far valere le proprie ragioni. Le actiones sono tipiche: sono actiones solo quelle riconosciute espressamente e singolarmente  una ragione è tutelabile solo se vi è un’apposita actio  per diritto romano il diritto soggettivo presuppone l’azione. Nel diritto onorario determinate posizioni giuridiche soggettive acquistano rilievo giuridico nel momento in cui il pretore propone nell’editto lo strumento giudiziario adatto a tutelarle  l’esistenza del mezzo processuale può consentire la configurazione di una posizione giuridica soggettiva riconosciuta e tutelata. Legis actiones unico processo privato fruibile dai cittadini romani durante l’età arcaica. Dichiarative (rivolte all’accertamento di situazioni giuridiche incerte o controverse)  sacramenti, per iudicis arbitrive postulationem, per condictionem. Esecutive (rivolte alla realizzazione di posizioni giuridiche certe)  per manus iniectionem, per pignoris capionem. Accessibili solo ai cives, orali, certa verba. Richiesta la partecipazione attiva e la presenza di ambedue i litiganti e di un magistrato con iuris dictio  dal 367 a.C. pretore  emana provvedimenti con cui autorizza la prosecuzione del procedimento. In ius vocatio: atto privato per cui una parte ingiunge all’altra, mediante la pronuncia di certa verba, di seguirla dinanzi al magistrato; la parte convocata non si può sottrarre.

Il debitore può indicare un vindex per sottrarsi alla manus iniectio. otterrà la ragione la parte presente. L. In iure: dinanzi al magistrato si fissano i termini giuridici della lite. realizzazione di posizioni giuridiche soggettive per cui una legge vi abbia fatto rinvio. se no il pretore pronuncia l’addictio del debitore in favore dell’attore (può tenerlo in catene per 60 giorni). per divisione . Apud iudicem: dinanzi al giudice nominato dal pretore. crediti). uguale da parte del convenuto (contravindicatio).a. Apud iudicem: onere della prova grava su entrambe le parti.a. Mittite ambo rem: deposizione cosa. per manus iniectionem: carattere esecutivo. afferrando il debitore. L. Il creditore pronuncia certa verba e prende in pegno cose del debitore. fine del rito. il proprietario persegue la cosa che afferma appartenergli. Procedimento: il creditore insoddisfatto agisce contro il proprio debitore affermando in iure l’esistenza del credito. Nelle liti di libertà o ereditarie giudicano organi collegiali pubblici  raccogliere le prove ed emanare la sentenza. sacramenti in personam: tutela di posizioni giuridiche soggettive relative (es. solitamente un privato cittadino che riveste il ruolo di giudice o arbitro. Esperibile per l’esecuzione di un giudicato  manus iniectio iudicati per il creditore in favore del quale viene emessa una sentenza per cui l’avversario è stato riconosciuto debitore di una somma o per il confessus (convenuto che in iure ammette il proprio debito).Le legis actiones dichiarative si dividono in due fasi: in iure e apud iudicem.a. Procedimento: dinanzi al magistrato il creditore enuncia la causa del credito che pretende spettargli. L. per manus iniectionem. chiedendo al debitore di ammettere o negare. Esperibile per crediti nascenti da stipulatio (rito simile alla l. non richiede la presenza né del magistrato né dell’avversario. sacramenti in personam). Sfida al sacramento. Se nega  sfida al sacramentum.a.a. per divisione di eredità. sacramenti in rem: impiegata per il riconoscimento e la tutela di posizioni giuridiche soggettive assolute  vindicationes. Contro il debitore inadempiente. per pignoris capionem: esecutiva. Se il debitore ammette  confessio in iure. Il pretore nomina poi un giudice per consentire alle parti di procedere apud iudicem. Manus iniectio pro iudicato per lo sponsor che ha prestato garanzia. ovvero la convocazione di testimoni che attestino il rito compiuto  principio di preclusione – non si può più ripetere la lite circa lo stesso rapporto. ha saldato il debito e il debitore garantito non lo ha rimborsato entro 6 mesi. Nella manus iniectio pura il debitore può sottrarsi anche se non interviene nessun vindex e può negare il debito affermato dall’attore  in caso di soccombenza condanna in duplum. I contendenti in iure compiono la litis contestatio. L. si può svolgere anche nei giorni nefasti. l’importo e dichiara di manum inicere. il creditore può poi esercitare la l.a. Il giudice decide quale dei due sacramenta è iustum  proprietario cosa. Non è necessaria la presenza di entrambe le parti però “post meridiem litem praesenti addictio”  se la parte non si presenta entro mezzogiorno. per iudicis arbitrive postulationem: dichiarativa.a. L. Azione reale. Manus iniectio pura per gli eredi contro i legatari che percepiscono un legato di più di mille assi (lex Furia testamentaria). Legis actio sacramenti generalis perché utilizzabile per ogni pretesa per la quale non fosse prescritta un'altra actio. Il pretore assegna il possesso provvisorio alla parte che presenta più validi garanti (praedes). l’erede persegue un’eredità che dice sua… Procedimento rei vindicatio ( chi persegue una cosa propria): In iure atto di apprensione della cosa da parte dell’attore con una festuca (vindicatio).

Processo formulare con l’intensificarsi dei rapporti commerciali fra Romani e stranieri. solo il pretore può esercitare coazione indiretta con la missio in bona. Il giudice apprezza le prove secondo il suo libero convincimento. Contro questo atteggiamento del convenuto il pretore minaccia sanzioni diverse. I termini giuridici della lite restano fissati definitivamente come espressi nella formula. dicere ius tra cives e peregrini o fra peregrini. l’attore non può fare ricorso alla forza. è rigorosamente vincolato ai termini della formula. Editio actionis  l’attore indica all’avversario la formula dell’azione che intende promuovere facendo riferimento all’albo pretorio. Presenza di ambedue le parti. Datio actionis  il magistrato con iuris dictio concede l’azione richiesta. Litis contestatio: dare iudicium del pretore + dictare iudicium dell’attore (recita il contenuto della formula) + accipere iudicium del convenuto (accetta la formula). l’attore deve precisare al convenuto l’azione che intende promuovere. promette all’avversario di comparire il giorno concordato dinanzi al magistrato. L. Il giudizio non può avere luogo e l’attore non può ottenere una sentenza che dichiari fondata la sua pretesa. 242 a. organo singolo o collegiale). può essere impiegato per l’esercizio della varie actiones. In iure l’attore afferma il proprio credito con certa verba senza precisarne la causa. Indefensio: atteggiamento passivo di non collaborazione all’istituzione della lite da parte del convenuto. Postulatio actionis  l’attore chiede al pretore di procedere con l’azione indicata. Carattere unitario. Effetti conservativi  qualsiasi evento successivo non pregiudica la pretesa dell’attore. necessaria la presenza di entrambe le parti. e rivolgersi poi al pretore chiedendo la nomina di un giudice. per condictionem: dichiarativa. . In ius vocatio: chiamata in giudizio. Effetti esclusori  l’azione non può più essere ripetuta. Se il convenuto nega. estesa poi ai crediti aventi ad oggetto cosa determinate diverse dal denaro (certa res). nell’editto è prevista una diversa formula. Denegatio actionis se il pretore è convinto che la pretesa attrice sia infondata – non concede l’azione e il giudizio non ha seguito.C. così la lite può essere decisa con sentenza – presuppone che le parti abbiamo concordato il testo della formula da adottare – si rivolge al giudice l’invito a condannare o assolvere il convenuto. Il nome figura in apertura della formula “Titius iudex esto”. che lo invita a condannare il convenuto se ricorrono certe condizioni o assolverlo in caso contrario. l’attore lo invita a ripresentarsi dopo 30 gg per nominare un giudice. Due fasi: in iure e apud iudicem. mediante stipulatio. ciascuna espone liberamente le proprie ragioni e adduce le prove che ritiene utili. atto privato dell’attore per assicurare la presenza in iure del convenuto. In iure: vengono fissati i termini giuridici della lite.di beni comuni. Le parti devono fare riferimento alla causa dei diritti vantati.C. il pretore urbano consente agli interessati di litigare per formulas  processo che si realizza in forza dei poteri del pretore (iuris dictio e imperium). Le legis actiones vengono soppresse nel 130 a. istituzione praetor peregrinus.a. ruolo più attivo e dinamico del magistrato. Vadimonium: il convenuto. L’invocazione solenne dei testimoni è superflua perché la controversia è impostata su un documento scritto. con lex Iulia Iudiciaria  processo formulare diventa il processo ordinario. Apud iudicem: dinanzi al giudice (privato cittadino scelto dalle parti d’accordo con il magistrato. in entrambe le parti possono esprimere liberamente le loro ragioni. vincolo riconosciuto dal ius civile – oportere. Scrittura. introdotta per crediti aventi ad oggetto una somma determinata di denaro.

deve assolvere Numerio Negidio). Deve precisare l’oggetto eventuale della sentenza di condanna. 3. Iudicis nominatio: nomina del giudice (Titius iudex esto). Non è necessaria. altrimenti lo deve assolvere (es. Gli effetti che necessitano di exceptio per essere fatti valere si dicono effetti ope exceptionis (es. Si può inserire una replicatio in modo che. caratterizza la formula. Exceptio: rimedio a favore del convenuto. Parti ordinarie della formula: 1. Certa quando la pretesa attrice è determinata. non può tenere conto di fatti molto importanti. Praescriptio: è scritta prima della iudicis nominatio. Il pretore concede l’exceptio quando le circostanza da considerare non erano manifeste e venivano contestate dall’attore così da rendere necessario un accertamento  incorporata nella formula previa litis contestatio e il giudizio continua apud iudicem. Azioni civili (azioni fondate sul ius civile) o onorarie (fondate sul diritto onorario) azioni civili quelle le cui pretese si risolvono in affermazioni di appartenenza ex iure Quiritium. la solutio estingue l’obbligazione ipso iure. L’effetto ipso iure è automatico e di ius civile. Demonstratio: indica la causa della pretesa attrice. in forza di questa l’oggetto dell’azione e l’effetto preclusivo della litis contestatio vengono limitati a quanto l’attore vuole o può perseguire nel frattempo – rimedio a favore dell’attore (es. Intentio: esprime la pretesa vantata dall’attore. ma in exceptio questi chiede di accertare un eventuale dolo di Aulo Agerio  se il giudice accerta il dolo di Aulo Agerio.Si conclude con la sentenza. 5. La condanna è sempre espressa in denaro e da luogo alla obligatio iudicati. Adiudicatio: solo nelle formule della azioni divisorie e per il regolamento di confini. Se il creditore propone azione pura e semplice alla prima scadenza ottiene la condanna relativa alla prima rata. definitiva perché non esiste possibilità di appello nel processo formulare. incerta negli altri casi (sempre incerta quando la formula è con demonstratio). il giudice deve tenerne conto pure se la formula non lo menziona (es. Inizia con la parola quod in senso causale (poiché). caso di una stipulatio avente ad oggetto un pagamento rateale. Condemnatio: parte di formula con cui si invita il giudice a condannare il convenuto se sussistono le condizioni indicate. 4. ne denuncia la natura e consente di stabilire il tipo di azione quando manca la demonstratio. in modo da limitare la condanna. senza di essa. 2. esistono formule astratte in cui la causa non è espressa. ma il debitore deve opporre l’actio pacti conventi per essere assolto). in quelle con intentio incerta questo rischio non esiste perché l’attore deduce in giudizio quello che gli spetta senza specificarlo. in caso contrario ad assolverlo. se fondata. autorizza il giudice ad aggiudicare ai partecipanti alla comunione o ai confinanti parti definite di quanto oggetto della divisione o del terreno confinante. ma non potrà riproporre l’azione per l’eventuale mancato pagamento di altre rate). il giudice non deve tenere conto dell’exceptio. inevitabilmente espressa in denaro. se viene accertato che Numerio Negidio è debitore. la pretesa creditoria attrice non sussiste perché estinta). Condizione negativa della condanna: il giudice deve condannare il convenuto solo se le circostanze dedotte in exceptio non risultano vere. pactum de non petendo non estingue ipso iure il debito. Tipicità. È necessaria quando il giudice. Rimedio pretorio perché nato dal pretore. rimedio volto a correggere il ius civile perché permette al convenuto di opporre circostanze iure civili non rilevanti. di . inserita nella formula su richiesta del convenuto dopo l’intentio e prima della condemnatio. Nelle formule con intentio certa l’attore rischia di incorrere in pluris petitio e perdere la lite. Può essere integrata da una taxatio.

Es. inderdicta vari per beni immobili. locazione. Le azioni pretorie hanno fondamento in apposite clausole dell’editto. nella demonstratio figurano quello del convenuto e dell’attore insieme. formula condictio = intentio + condemnatio (actio certae creditae pecuniae se il credito è costituito da una certa somma di denaro). giudizi di buona fede. come se esistesse un elemento in effetti mancante. La persona del convenibile con azioni reali si determina al momento della litis contestatio. Azioni pretorie sono rimedi supplendi iuris civilis gratia: tutelano rapporti iure civili non specificamente tutelati. rei vindicatio). formula con demonstratio. Diverso regime processuale. Sono azioni di buona fede quelle nascenti dai quattro contratti consensuali (compravendita. Azioni utiles: azioni nelle cui intentio si fa riferimento allo ius civile.spettanza di un ius o di obbligazioni a carico del convenuto espresse come oportere. il compito di accertare la spettanza all’attore di un potere assoluto sulla cosa per cui si controverte. ius. Azioni con trasposizioni di soggetti: per dar modo al giudice di condannare il convenuto nonostante il difetto nell’attore di legittimazione attiva. dovere giuridico del debitore di adempiere espresso in termini di oportere ex fide bona. Azioni in factum: prescinde del tutto dal ius civile. Nell’intentio figura solo il nome dell’attore. tutela giudiziaria anche ai peregrini. azioni penali). In caso di azioni reali il convenuto deve consentire all’avversario l’esercizio di fatto del diritto che questi reclamava  translatio possessionis – sanzioni se il convenuto non soddisfa neanche l’onere del trasferimento del possesso – actio ad exhibendum per beni mobili. In caso di indefensio nelle azioni in personam il pretore può dare corso all’esecuzione patrimoniale (missio in bona di tutti i beni dell’indefensu) o all’esecuzione personale. . Ogni altra pretesa è di diritto onorario. nell’intentio. dovere giuridico di adempiere da parte del debitore espresso nell’intentio con un oportere puro e semplice. il nome del convenuto figura già nell’intentio con il nome dell’attore. oportere… Actiones ficticiae: nell’intentio il giudice è incitato a giudicare sulla base di una finzione. non a priori  l’azione reale segue la cosa – è proponibile contro chi possieda il bene che ne è oggetto (es. nella formula la condanna o assoluzione si fa dipendere dal verificarsi o no di certi eventi. azioni in personam. mandato). La pretesa attrice è specifica verso un soggetto determinato. Azioni in rem: la pretesa dell’attore è erga omnes affidandosi al giudice. dove il pretore indica le circostanze in presenza delle quali avrebbe concesso l’azione. intentio incerta e condemnatio (tutto quel che in dipendenza di quanto indicato nella demonstratio Numerio Negidio è tenuto ex fide bona a fare nei confronti di Aulo Agerio)  il giudice stabilisce secondo criteri di buona fede quali sono gli obblighi a carico del convenuto. non ex fide bona. condictio. si indica nell’intentio il nome del soggetto effettivamente legittimato e nella condemnatio il nome della parte che sta effettivamente in giudizio al posto del legittimato. Iudicia bona fidei: azioni civili. ma che secondo il ius civile sarebbe stato necessario per dar luogo ad una situazione riconosciuta e tutelata. La figura del debitore è determinata sin dal momento in cui sorge la relativa obbligazione (es. società. Iudicia stricta: azioni civili in personam. Manca ogni riferimento a ius Quiritium. Azioni in personam: l’attore si afferma creditore ed assume che l’avversario è tenuto verso di lui ad un certo comportamento.

actio in personam che presuppone una sentenza di condanna espressa in denaro. Avviata la fase in iure dell’actio iudicati. persegue la res = ogni interesse patrimoniale che si assumeva leso. è posto davanti all’alternativa di pagare la pena prevista o dare a nossa il colpevole soggetto alla sua potestà tramite mancipatio)  noxa caput sequitur: la responsabilità penale per i delitti segue la persona del colpevole.  deroghe al principio del cumulo tra azioni penali e reipersecutorie  nossalità solo per schiavi e non più per filii familias Actio iudicati: per l’esecuzione della sentenza nel processo per formulas soccorre l’actio iudicati. aggiungendo un valore affettivo. poenam persequimur. Se manca la clausola restitutoria il giudice deve condannare il convenuto pure se dopo la litis contestatio questi soddisfa le giuste pretese dell’avversario  riferimento alla situazione giuridica al tempo della litis contestatio. Il privato. e condannarlo sono in caso di mancata restituzione (condanna sempre espressa in denaro) – giova a entrambe le parti (l’attore consegue il vero oggetto della sua pretesa con la restituzione e il convenuto evita la condanna ad un pagamento che potrebbe non essere in grado di affrontare). e che il debitore non abbia adempiuto entro 30 giorni. Azioni arbitrarie: azioni la cui formula contiene una particolare clausola per cui il giudice. La clausola restitutoria esiste solo nelle azioni reali. il quale. Le azioni penali possono essere civili o pretorie (queste sono annali – entro un anno dall’illecito). è impossibile cumulare più azioni reipersecutorie. se soccombente. Nel caso di azioni reali l’azione è ipso iure ripetibile. l’importo della condanna pecuniaria è stabilito dall’attore sotto giuramento – sicuramente avrebbe giurato un valore superiore a quello di mercato. opponendo che non vi fosse stata alcuna valida sentenza di condanna.Se una volta si agisce con actio in personam (intentio in ius concepta) la lite non è ripetibile ipso iure. con conseguente obligatio iudicati. che i termini per . l’azione può essere esercitata per intero contro ognuno di essi. se il convenuto riconosce di essere tenuto. chi agisce pretende di essere reintegrato  funzione risarcitoria. verificata l’intentio. Azioni penali: azioni in personam. Le azioni penali sono tutte reipersecutorie. azioni penali per gli illeciti commessi da soggetti a potestà  l’azione viene data come noxalis contro l’avente potestà. Dagli inizi del principato inizia un processo di depenalizzazione del diritto privato:  in id quod pervenit: contro gli eredi del colpevole può essere proposta azione non penale nei limiti dell’arricchimento. prima di procedere alla condanna pecuniaria avrebbe dovuto invitare il convenuto a restituire. possono essere esperite in via nossale (es. Azioni reipersecutorie: rem persequimur. Se il convenuto su invito del giudice non restituisce. il pretore da corso all’esecuzione. ne persegue l’autore con una pena corporale o pecuniaria (nel processo formulare solo pecuniaria). solidale cumulativa). vittima di un illecito. Il convenuto può anche negare i presupposti dell’actio. Nelle azione reipersecutorie il cumulo è escluso: l’interessato che esige una volta il risarcimento per intero deve ritenersi soddisfatto. ma il convenuto avrebbe opposto validamente l’exceptio rei iudicatae vel in iudicium deductae. Pena e risarcimento non sono incompatibili: è quindi possibile cumulare azione penale e azione reipersecutoria se nascenti dallo stesso illecito. Le azioni penali sono passivamente intrasmissibili (non si possono esercitare contro gli eredi dell’autore dell’illecito) e sono cumulabili (in caso di + autori dell’illecito. tutti devono pagare l’intera pena  obbl. quelle in personam no  riferimento al regime giuridico dell’azione.

Procedimento: contradditorio tra le parti. Interdicta: ordini processuali che vietano determinati comportamenti. assenti per cui nessuno assume la defensio…) Cessio bonorum: cessione volontaria di tutto il patrimonio ai creditori. In integrum restitutio: rimedio pretorio corrigendi iuris civilis gratia. Agli inizi di trattava di divieti perentori del magistrato. facendo riferimento ai presupposti che lo giustificano  se l’intimato riconosce l’esistenza di quei presupposti. consentita al debitore insolvente perché sfortunato  avranno luogo procedura concorsuale. poi divennero ordini condizionati: proibitoria. I casi in cui il pretore avrebbe fatto ricorso ad in integrum restitutio sono solitamente indicati nell’editto. Il pretore non avrebbe potuto rendere nulli effetti giuridici già prodotti iure civili.l’adempimento non fossero ancora trascorsi o di avere già adempiuto  azione di accertamento  l’infitiatio comporta la condanna in duplum se la contestazione è infondata. per i convenuti che ricusano di se difendere nelle azioni in personam. Passati 30 giorni dalla proscriptio senza che il creditore fosse stato soddisfatto. vendita all’asta e acquisto dei beni ad un bonorum emptor. il quale provvede a vendere singoli cespiti ereditare fino a soddisfare i creditori con il ricavato. restitutoria o exhibitoria. Il pretore dispone anche la proscriptio. concede solo mezzi giudiziari tali da neutralizzare gli effetti senza formalmente annullarli. vocatus in ius che non segue l’attore nel luogo del giudizio. adattate attraverso una fictio (formula in cui si invita il giudice a giudicare come se il bonorum emptor fosse l’erede del debitore) o attraverso una formula con trasposizione di soggetti. Procedure esecutive in assenza di giudicato: si può dar luogo alle procedure esecutive anche a prescindere dal preventivo esercizio dell’actio iudicati (es. stabilendone le condizioni  approvazione del pretore. il pretore può nominare un curator bonorum per gestire in via provvisoria il patrimonio del debitore. Procedure esecutive contro il iudicatus Esecuzione personale: il pretore pronunzia addictio del debitore in favore del creditore. Il pretore procede ad esame sommario delle ragioni degli interessati ma l’interdictum è molto articolato. il debitore diviene infame. Intervenuti i creditori e trascorsi i termini della proscriptio. . Comporta il ripristino della situazione giuridica quale era prima dell’evento i cui effetti giuridici il pretore vuole rimuovere. autorizzandolo a condurre il debitore nelle proprie carceri e tenerlo in stato di assoggettamento fino a quando altri non lo avesse riscattato o lo stesso debitore non avesse riscattato il debito con il suo lavoro. per dare notizia della procedura in corso a tutti gli altri eventuali creditori e dar loro l’opportunità di intervenire (procedura concorsuale). emessi su domanda di un privato contro altro privato. ma non proscriptio. considerato successore iure pretorio del debitore. Se no si da luogo ad un accertamento. previsti nell’editto caso per caso. obbedisce all’ordine del magistrato. Vince l’asta chi offre di pagare la più alta percentuale di debiti = bonorum emptor subentra dal lato attivo e da quello passivo nella situazione giuridica patrimoniale del debitore. Gli interdicta sono tipici. il pretore accerta se sussistono o no le ragioni per la concessione della restitutio. che prepara la vendita all’asta del patrimonio. Esecuzione patrimoniale: inizia con la missio in bona. mediante la quale il pretore immette il creditore nel possesso di tutti i beni del debitore  custodia e conservazione patrimonio. esecuzione personale e infamia. Le azioni sono le stesse che spetterebbero al debitore. Distractio bonorum: il pretore nomina un curator bonorum per alcuni incapaci. I creditori designano un magister bonorum.

Su istanza dell’interessato compiuti gli accertamenti. l’istante è autorizzato ad immettersi in possessionem o di un singolo bene o di un complesso patrimoniale. 342 viene formalmente abolito il processo formulare. Con la missio. promettendo all’avversario la prestazione  nasce obligatio iuris civilis. Augusto stabili la competenza dei consoli per le controversie relative ai fedecommessi  cognitio extra ordinem. questi avrebbe dovuto conformarsi al precedente giudicato. Assente ogni formalismo: l’attore illustra le proprie ragioni. Il giudizio si sarebbe svolto nonostante la sua assenza. Alla sentenza extra ordinem si attribuiscono effetti pregiudiziali positivi: se la questione già decisa fosse stata riproposta davanti ad altro giudice. vicario per diocesi) sono gli organi giudiziari competenti territorialmente. su postulatio dell’interessato e previa cognitio pretoria per l’accertamento dei suoi presupposti. Nelle chiamate in giudizio interveniva un organo pubblico: il convenuto che non si presentava in udienza dopo esservi stato chiamato era considerato contumace. né per legis actiones. Nella sentenza la condanna poteva anche non essere espressa in denaro. a Roma sono competenti sia magistrati dell’ordine costituzionale repubblicano. L’imperatore decide in ultima istanza. Il processo non era diviso nelle due fasi in iure e apud iudicem. sia funzionari direttamente nominati e dipendenti dal principe. in primo o secondo grado. Organi competenti a giudicare extra ordinem: nelle province è competente il governatore. gli effetti preclusivi dalla sentenza. Processo postclassico e giustinianeo Gli organi preposti alle nuove circoscrizioni territoriali (praeses per province. investito anche del potere di emanare la sentenza. Missio concessa solo nelle ipotesi per cui l’editto le prevede. non obbediente all’invito dell’organo investito di pubblica autorità. Missiones in possessionem: disposte dal pretore con decretum. sanzionata da actio ex stipulatu – l’obbligo giuridicamente mancante scaturisce così da un contratto riconosciuto iure civili. il convenuto oppone la sua difesa (praescriptio). La cognitio è caratterizzata dalla massima libertà di apprezzamento del giudice sia per quanto riguarda il merito della lite sia per quanto riguarda la conduzione del procedimento. il pretore impone alla parte contro cui è stata avanzata l’istanza di obbligarsi con stipulatio. Non esiste alcuna litis contestatio simile a quella formulare. processo né per formulas. Quando la sentenza è di condanna pecuniaria si da luogo alla procedura esecutiva  il giudice extra ordinem avrebbe potuto evitare esecuzione personale e bonorum venditio disponendo il pignoramento e la vendita di singoli beni del soccombente per soddisfare le ragioni dell’altra parte. Sostituito dalle cognitio extra ordinem. Il princeps prese ad intervenire nei giudizi privati: su istanza degli interessati dava pareri vincolanti ed emanava rescritti. ma il giudice avrebbe dovuto comunque valutare per quanto possibile le ragioni dell’assente.Cautiones (stipulations praetoriae): espedienti pretori per colmare le lacune del ius civile. vi si ricorre in casi determinati per i quali manca un obbligo giuridicamente sanzionato al compimento di una certa prestazione e il pretore ritiene equo che quell’obbligo ci sia. gli effetti conservativi nascono dalla chiamata in giudizio. . I contenuti della cautiones sono previsti nell’editto pretorio. il giudizio si svolgeva tutto dinanzi a un organo pubblico.

Elementi accidentali: clausole non essenziali. le quali potranno. non produce i suoi effetti. consentiti dall’ordinamento giuridico. Elementi essenziali: elementi strutturali fondamentali del negozio giuridico. perdita o modificazione di situazioni giuridiche soggettive . gli effetti già prodotti restano solo che se ne impedisce la realizzazione o si ignorano. nullità e invalidità coincidono. con patto contrario. in qualsiasi forma). non sono proprie dei singoli tipi negoziali. exceptio. ma le parti le possono espressamente inserire = condizione. che l’ordinamento garantisce. di risultati pratici giuridicamente definibili in termini di acquisto. escluderli. Tipici: effetti giuridici si riconobbero solo da determinati negozi giuridici singolarmente individuati. in integrum restitutio…) – il negozio non viene annullato. Classificazione dei negozi giuridici Negozi formali (negozi nei quali la volontà deve essere manifestata in una forma determinata. gli effetti collegati sono gli stessi voluti dall’autore dell’atto. Involontari (fatti naturali.Vengono introdotte le spese giudiziarie. permane la differenza tra azioni di stretto diritto e di buona fede. per difetto di uno dei suoi elementi essenziali o per altro grave motivo. termine. È nullo il negozio che. È annullabile un negozio che presenti vizi meno gravi. Ai negozi nulli non vengono riconosciuti gli effetti propri. il negozio inefficace può essere valido. Si dice invalido il negozio che presenta un difetto intrinseco in alcuno dei suoi elementi. CAPITOLO III – GLI ATTI NEGOZIALI Fatto giuridico = ogni evento produttivo di effetti giuridici. Il negozio nullo è trattato ipso iure come se non esistesse. eventi verificatisi indipendentemente dalla volontà dell’uomo) o volontari = atti giuridici leciti o illeciti Atti illeciti: fatti giuridici volontari vietati dall’ordinamento giuridico. Negozi giuridici: manifestazioni di volontà da parte di privati dirette al conseguimento. modus. Elementi naturali: elementi conseguenti automaticamente al negozio tipo pur nel silenzio delle parti. . le conseguenze no. L’atto in sé è voluto. si dice inefficace il negozio che non produce gli effetti propri. sono eliminate le carceri private. Con l’affermazione del diritto pretorio si moltiplicano le ipotesi di negozi iure civile validi ed efficaci i cui effetti vengono neutralizzati con rimedi pretori (denegatio actionis. perde significato la distinzione tra azioni civili e pretorie.fatti giuridici volontari. Leges minus quam perfectae: stabiliscono un divieto e una sanzione contro i trasgressori senza sancire la nullità dell’atto compiuto in difformità (lex Furia testamentaria). con l’annullamento il negozio cessa di produrre effetti e diventa inefficace. divieto donazione fra coniugi). ognuno con struttura e regime propri. la forma prescritta è elemento essenziale) o non formali (la volontà può essere manifestata liberamente. es manifestazione di volontà che deve far capo a soggetti che siano al contempo capaci di agire e legittimati a compiere il negozio. Il negozio invalido è anche inefficace. a cui vengono assimilate le azioni arbitrarie. Leges imperfectae: stabiliscono un divieto senza stabilire né nullità dell’atto contrario né sanzioni a carico dei trasgressori. L’effetto giuridico collegato al compimento di un atto illecito è l’applicazione di una sanzione a carico dell’autore. Leges perfectae: stabiliscono insieme un divieto e la nullità dell’atto compiuto nonostante il divieto (es.

lo schema dell’atto rigidamente predeterminato. contratti). es. La mancata adozione delle forme prescritte è fonte di nullità. es. è impiegata per il trasferimento della proprietà delle res mancipi. es. Scompare del tutto con Giustiniano. negozi di giuridici che danno luogo ad un’attribuzione definitiva in favore di chi ne trae vantaggio). Gesta per aes et libram: una parte consegue un vantaggio dietro pronunzia di certa verba. Negozi inter vivos (destinati a produrre effetti in vita dei soggetti partecipi del negozio. es. mancipatio. Negozi dispositivi (atti di disposizione. fruibile solo dai cives. in iure cessio e traditio) o con effetti obbligatori (idonei alla nascita o estinzione di obbligazioni. es. negozio di ius Quiritium. Mancipatio: fondata sugli antichi mores. Negozi fiduciari (atti che eccedono negli effetti lo scopo che si intende raggiungere. atti in forza dei quali taluno aliena. Per diritto romano la parte coincide con la persona singola ma è possibile che una parte sia formata da più persone. contratto) o plurilaterali ( manifestazioni di volontà di tre o più parti. bilaterali (manifestazioni di volontà di due parti. Più avanti per acquistare il possesso era necessaria la traditio. i negozi formali esigono l’impiego di forme determinate. gli effetti negoziali si producono indipendentemente da essa). per la costituzione di servitù rustiche. può essere compiuta anche per cause diverse dalla vendita. Negozi unilaterali (una sola parte manifesta la sua volontà. elemento costitutivo ed essenziale) o astratti (negozi nei quali la causa non emerge dalla struttura del negozio. quando queste sono portatrici di interessi identici. La volontà deve essere manifestata. La mancipatio comporta l’acquisto di un potere su persone o cose in favore del mancipio accipiens e la perdita di un potere sulle stesse nel mancipio dans. estingue o comprime un proprio diritto. presenza di 5 testimoni cittadini romani puberi e di un libripens. Negozi con effetti reali ( idonei al trasferimento della proprietà. volte a limitare o integrare gli effetti tipici della mancipatio.Negozi causali (la causa determina la struttura del negozio. Ogni parte rappresenta un centro di interessi. richiedendo l’uso di certa verba. mancipatio). produce i suoi effetti a prescindere dall’esistenza di una causa. per l’acquisto della manus sulla donna. per l’acquisto del mancipium sui filii… La mancipatio di beni mobili trasferisce sia proprietà sia possesso. in cui allo stesso tempo le parti stringono un’intesa che consentirò di realizzare esattamente lo scopo. Dall’età preclassica viene definita imaginaria venditio: atto che della vendita ha solo l’aspetto  negozio astratto. testamento). . es. La forma era rigorosamente imposta. Le forme negoziali del ius civile esprimevano di per sé in modo stilizzato i contenuti del negozio che andavano a realizzare = formalismo interno. per la mancipatio di immobili era necessario dapprima recarsi sul luogo per acquistare proprietà e possesso. es. atti di liberalità. contratti) o mortis causa (destinati a produrre effetti dopo la morte del loro autore. es. societas). Spesso le formalità prescritte erano orali. es. impiego della bilancia e metallo. Negozi a titolo oneroso (ciascuna parte consegue un vantaggio dietro corrispettivo) o a titolo gratuito (si consegue un vantaggio senza corrispettivo. affrancazione di un servo). rinunzia ad un credito. manifestazioni di volontà espresse oralmente dal mancipio dans. Leges mancipii : leges privatae. testamento). es. costituzione o estinzione di diritti reali limitati.

Forme scritte: esistono negozi in cui la scriptura era di per sé produttiva di effetti giuridici. bilaterale.In iure cessio: negozio di ius civile. È sufficiente che la volontà sia manifestata in qualche modo. Essendo negozio astratto.  riserva mentale: caso di chi. mandato. Se impiegata per trasferire la proprietà. incide sul suo processo formativo.  errore vizio: di per sé non esclude la volontà. La consapevolezza di non volere ciò che si dichiara è comune alle parti. locazione. per costituzione o rinuncia di servitù prediali e usufrutto. riservata ai cives. l’errore è irrilevante e il negozio ugualmente valido. ricalca la prima parte della legis actio sacramenti in rem. comporta anche il passaggio di possesso solo quando si tratta di cose mobili. Traditio: negozio bilaterale riconosciuto a Roma sin da età arcaica per il trasferimento del possesso. parti: cedente e cessionario. effetti obbligatori. Nasce a carico del promittente (debitore) e stipulante un’obbligazione sanzionata iure civili avente ad oggetto la prestazione promessa. ma in realtà non ne vogliono alcuno. in particolare fonti di obbligazioni. dissenso. si compie essenzialmente con la consegna della cosa che si intende trasferire. società. Contratti consensuali: compravendita. consapevolmente e senza averlo concordato con altri. . Si compie in forza di una interrogazione e di una congrua risposta. Errore: divergenza tra dichiarato e voluto inconsapevole. Il negozio dissimulato (quello realmente voluto) è valido purché sussistano i requisiti di forma e sostanza. dichiari ciò che non vuole  negozio valido comunque.C. taluno. l’accordo simulatorio è un patto . nei contratti consensuali e negli altri negozi non formali la mancanza di volontà ne comporta la nullità. Divergenza tra manifestazione e volontà: nei negozi solenni il compimento delle formalità richieste è necessario e sufficiente per la validità dell’atto. compie il negozio. Quando l’errore riguarda le parti fisse dei negozi formali del ius civile. neppure se compiute rispettando le modalità dei negozi formali. In sostanza è un vero negozio giuridico bilaterale. Scompare in età postclassica. assoluta se le parti dichiarano di volere un negozio. Prototipo: sponsio. Appare come un finto processo. Effetti reali. può essere impiegata per le cause più diverse. l’accordo è presupposto. La volontà c’è ma è viziata. Parti: stipulante e promittente. Stipulatio: negozio formale.  dichiarazioni ioci causa: fatte per scherzo. negozio astratto. durante una rappresentazione teatrale…non possono essere prese sul serio. per l’acquisto della patria potestas nell’adoptio… forma imposta: si compie in iure dinanzi a magistrato con iuris dictio (367 a. I giuristi romani non distinguono fra errore vizio ed errore ostativo. l’effetto voluto deve sempre essere quello di far obbligare qualcuno al compimento di una prestazione. pretore). relativa se le parti vogliono un negozio diverso da quello palesemente dichiarato.  Simulazione: presuppone negozio almeno bilaterale. convinto di circostanze non vere e in dipendenza di ciò. S. impiegata per il trasferimento del dominium su res mancipi e nec mancipi. altri in cui il documento scritto rappresenta solo il contenitore della volontà che si manifesta con il negozio.  errore ostativo: nei negozi bilaterali può nascere perché una parte attribuisce alla manifestazione di volontà dell’altra parte un valore diverso da quello obiettivo.

error in persona (sull’identità del destinatario. annale e non trasmissibile. Actio de dolo: esperibile dalla vittima contro l’autore del dolo. . reali o non di buona fede. Generalis: fa riferimento non solo al dolo commesso dall’attore prima del giudizio. In conseguenza di tale timore. sussidiaria (il pretore concede l’actio de dolo solo in difetto di altro mezzo giudiziario in favore dell’ingannato). Exceptio doli: necessaria per invalidare i negozi dai quali nascevano azioni che non erano di buona fede. sempre rilevante nelle disposizioni mortis causa). il convenuto con un’azione ex fide bona avrebbe potuto ottenere l’assoluzione opponendo che il negozio di cui l’altra parte pretendeva l’adempimento gli era stato estorto con la minaccia. Actio quod metus causa: data a chi avesse dato esecuzione al negozio estorto con la violenza ancora prima di essere chiamato in giudizio per l’adempimento. sarebbe stato assolto – gli effetti del negozio iure civili vengono neutralizzati iure praetorio. Esperibile in via nossale.g. intesa come minaccia di provocare un male se il minacciato non compie un certo negozio. Exceptio metus: la persona convenuta per l’adempimento di un negozio estorto con la violenza avrebbe ottenuto l’assoluzione in virtù di questa exceptio. In integrum restitutio propter metum: in alternativa all’actio quod metus causa. azione arbitraria (il convenuto evita la condanna se prima della sentenza su invito del giudice risarcisce il danno). esperibile anche contro terzi che si fossero avvantaggiati in dipendenza del metus. accertato l’inganno. In virtù dell’exceptio doli il convenuto. a patto che sia un errore scusabile (non grossolano) ed essenziale (investe il negozio nei suoi aspetti fondamentali). ma l’ingannato può ottenere la condanna dell’autore del dolo ad una pena corrispondente alla stima del pregiudizio subito.L’errore di diritto (dipende da ignoranza o fraintendimento di norme e istituti giuridici) è solitamente irrilevante e il negozio valido. error in corpore (identità fisica dell’oggetto del negozio. Il dolus bonus comprende le usuali furberie tollerate dal costume. Giova al convenuto con azioni di stretto diritto. Metus: timore generato dall’altrui violenza. L’errore su elementi di fatto è solitamente ritenuto rilevante e il negozio nullo. error in materia (riferito alla composizione materiale dell’oggetto del negozio). Per ius civile il negozio viziato da dolo era valido ed efficace – se era voluto. azione penale al simplum. perché su tutti i consociati incombe l’onere di conoscere l’o. sempre rilevante). arbitraria. un eventuale vizio di volontà non veniva preso in considerazione. la vittima del raggiro avrebbe potuto essere chiamata in giudizio per l’adempimento. comporta l’infamia a carico del condannato. Il negozio estorto compiuto per metus era iure civili valido ed efficace. azione penale. L’eccezione è opponibile pure a persona diversa dall’autore della violenza  exceptio in rem scripta. violenza morale. tende a neutralizzare gli effetti già prodotti iure civili. Dolo negoziale: macchinazione volta a trarre in inganno altra persona si che questa compia un negozio per lei pregiudizievole che diversamente non avrebbe voluto  induce l’errore  dolus malus. Error in negozio (sull’identità del negozio da compiere). ma anche al dolo che l’attore commette nel momento stesso in cui agisce (preferito) e per il fatto stesso che agisce (presente. taluno può essere indotto a compiere un negozio per lui pregiudizievole  occorre che il male minacciato sia ingiusto e la minaccia seria  vizio di volontà. contro di lui l’azione sarebbe stata iure civili fondata. Il negozio già eseguito non viene di per sé invalidato. non è inganno ma comportamento iniquo). in cui vivono.

Gli effetti di certi atti sono di per sé subordinati al verificarsi di certi eventi (es. un negozio con condizione risolutiva produce i suoi effetti e cesserà di farlo quando si verificherà l’evento. Condictio: versione formulare della legis actio per condictionem. il falso creditore è perseguibile con la condictio indebiti e tenuto a restituire la stessa cosa o l’equivalente). il convenuto soccombente non sarebbe stato tenuto a una datio in senso tecnico. Il negozio soggetto a condizione si definisce condicionalis. Nei negozi bilaterali è comune alle parti. Gli actus legitimi sono negozi che non tollerano l’aggiunta di condizioni. elemento oggettivo a base del negozio. la quale comporta l’invalidità dell’atto. mutuo). . l’in iure cessio. La formula è senza demonstratio. Deve sussistere una ragione valida per cui il convenuto non debba trattenere la cosa  obbligo del convenuto soccombente di trasferire all’attore la proprietà della stessa cosa ricevuta (se si tratta di cosa individuata nella specie) o dell’equivalente (se si tratta di denaro o cose fungibili). la manumissio vindicta… negozi che si compiono dietro pronuncia di certa verba. Elementi accidentali del negozio giuridico: anche nei negozi giuridici tipici è possibile aggiungere di volta in volta clausole diverse. l’acceptilatio. Nei negozi astratti. Azione civile. la causa non emerge dalla struttura del negozio perché è ad esso esterna. legati subordinati alla morte del testatore e all’efficacia del testamento). quello senza condizioni puro. Condictio impiegata come rimedio contro il difetto di causa nei negozi astratti di trasferimento (es. Età classica: condictio ex causa furtiva. la causa determina la struttura del negozio. Nei negozi causali. il difetto di causa il negozio non viene giuridicamente ad esistenza. Applicazioni contrattuali: presuppongono una datio compiuta con l’intesa che quanto si trasferiva sarebbe stato poi restituito (es. Condicio iuris: condizione implicita. Un negozio con condizione sospensiva non produce i suoi effetti fino a che non si verifichi l’evento. Condizione: evento futuro e oggettivamente incerto dal quale si fanno dipendere gli effetti del negozio + clausola che contempla l’evento. sia per modificare gli effetti negoziali tipici sia per integrarli. può avere per oggetto una certa pecunia (actio certae creditae pecuniae) o una certa res (condictio certae rei). taluno trasferisce la proprietà di qualcosa nell’erronea convinzione di esservi obbligato. serve per perseguire crediti per cui l’attore pretendeva sussistere a carico dell’altra parte un obbligo di dare espresso con oportere. altrimenti non viene nemmeno ad esistenza nel mondo giuridico. In linea di massima restano iure civili validi ed efficaci pure se la causa manca o è illecita. Il negozio a cui viene aggiunta questa clausola è subito efficace se l’evento dedotto risulta verificato. non presuppone una tecnica datio. non è soggetta al regime giuridico della condizione negoziale. compatibilmente con la natura del negozio. la struttura del negozio esprime solo gli effetti giuridici. Condiciones in praesens vel in praeteritum conlatae: fa dipendere gli effetti del negozio da eventi attuali o passati. la condictio presuppone una datio. Applicazioni extracontrattuali: riguardando dationes compiute per una causa inesistente o venuta a mancare. Sono actus legitimi la mancipatio. intesa come trasferimento di proprietà  presuppone che l’attore avesse in precedenza trasferito al convenuto la proprietà di una res. funzione che si intende realizzare attraverso gli effetti che il negozio andrà a produrre. in personam e di stretto diritto.Causa: ragion d’essere oggettiva del negozio.

Se t. Condizioni potestative (il loro avveramento dipende da un atto volontario di persona interessata). Se t. quindi il negozio mantiene validità ed efficacia. Se non è posto un termine. Nei negozi con termine finale gli effetti già prodotti cessano alla scadenza. il quale potrebbe far mancare la condizione sino all’ultimo istante di vita  durante la vita dell’interessato il negozio non potrà mai produrre effetti. actus legitimi). Il pretore concede l’exceptio pacti conventi contro l’azione dello stipulante esercitata dopo l’avveramento della condizione. nella stipulatio da luogo a invalidità iure praetorio (età classica nullità ipso iure). il negozio comincerà a produrre i suoi effetti. con decorrenza dal momento della scadenza. Prima della scadenza i negozi con termini iniziali non producono gli effetti tipici. Nella stipulatio il pretore da rilevanza al termine finale concedendo l’exceptio pacti conventi contro lo stipulante che agisce dopo la scadenza del termine. Condizioni potestative negative (l’avveramento è rimesso alla circostanza che la persona che dal negozio trarrebbe vantaggio non adotti in futuro un determinato comportamento. il negozio non produrrà mai effetti). Patti risolutivi sospensivamente condizionati si poterono aggiungere ad altri negozi: se aggiunti a negozi che davano luogo a giudizi non di buona fede. se non affrancherai alcun servo). l’invalidità del negozio (non potendosi verificare l’evento dedotto in condizione. traditio e stipulatio). Termine: clausola che prevede un avvenimento futuro e certo dal quale si fanno dipendere gli effetti del negozio.Condizioni impossibili: l’impossibilità materiale o giuridica della condizione comporta. bisogna attendere la morte dell’interessato. se aggiunti a negozi che davano luogo a giudizi di buona fede avrebbero avuto anche tutela in via di azione. in alcuni comportano la nullità dell’atto (v. in altri si considera come non apposto (es. il negozio non produce effetti fino alla scadenza in cui si verifica l’evento. Condictio pendet (la condizione pende. casuali (l’avveramento dipende dal caso o dalla volontà di terzi) e miste (l’avveramento dipende sia dalla volontà della persona interessata. Alcuni negozi non tollerano l’apposizione di termini. non si è verificata ed è tuttora incerto se si verificherà. retroattivi). sia dal caso o dalla volontà di terzi). iniziale. finale il negozio produce immediatamente effetti. Condizioni positive (subordinano gli effetti del negozio al verificarsi dell’evento dedotto in condizione) o negative (non verificarsi dell’evento). nei negozi inter vivos. Condizioni illecite: nei negozi inter vivos di buona fede l’aggiunta di una condizione illecita da luogo a nullità. es. il negozio resterà senza effetti) e extitit (la condizione si è verificata. Nei negozi mortis causa la condizione si considera come non apposta. gli effetti decorrono ex nunc – dal momento dell’avveramento della condizione o ex tunc – dal momento del compimento del negozio. deficit (la condizione viene a mancare. Condizioni risolutive: eccezioni a cui si ricorre nella costituzione di usufrutto con deductio o legato per vindicationem. Se aggiunte ad una stipulatio si ritengono come non apposte e la stipulatio resta valida e pura. i quali cessano alla scadenza. sarebbe stati tutelati solo in via di exceptio. il negozio non produce i suoi effetti e non si sa se li produrrà. . il debitore che adempia in pendenza della condizione avrebbe potuto pretendere la restituzione). Scaduto il termine iniziale il negozio comincia a produrre i suoi effetti automaticamente (ipso iure). Si ritenne nullo il negozio con condizione potestativa il cui avveramento dipendesse dalla pura e semplice volontà della parte che vi ha interesse contrario. con decorrenza dalla scadenza stessa e ipso iure. dandole efficacia iure pretorio  trattata come un patto.

Il nuntius è un semplice portavoce. R. Il negozio modale è immediatamente efficace e lo rimane a prescindere dall’adempimento del modus. se più sono gli eredi ciascuno di essi può pretendere l’adempimento del modus al momento della divisione dell’eredità. Non vi rientra la rappresentanza organica perché a concludere il negozio non è un soggetto autonomo. R. ma l’acquisto avviene in capo all’avente potestà  gli alieni iuris sono organi di acquisto. ne è vincolato anche l’avente potestà. legale negli altri casi. che riferisce solo quanto è stato invitato a riferire – non può essere detto l’autore del negozio perché non dichiara una volontà propria. Deroghe: la legittimazione ad acquistare e trasferire il possesso con effetti diretti in capo ai proprio amministrati fu riconosciuta al tutor impuberis. volontaria: i poteri al rappresentante sono conferiti dal rappresentato con un suo atto volontario. ma questa subordina gli effetti del negozio all’avveramento della condizione. può apparire come causa dell’atto di trasferimento  in sostanza ha luogo una datio per una causa che. Questi esprimono una volontà propria. agendo a nome di un terzo. . il trasferimento avviene attraverso negozi astratti (mancipatio. no responsabilità adiettizia perché in essa gli effetti negoziali si imputano sia al dichiarante sia a un terzo. Donazione reale: il donante trasferisce al donatario la proprietà del bene che dona. potesse acquistargli il possesso. I rappresentanti legali agiscono come organi di una collettività alla quale viene riconosciuta soggettività giuridica. talché l’erede può non avere interessi ad opporre l’exceptio doli al legatario. Imputazione degli effetti negoziali: gli effetti principali si imputano di solito alle parti del negozio. il beneficiario sarà obbligato a compiere quanto il modus gli impone. gli effetti dell’atto però si producono direttamente ed esclusivamente in capo all’ente  rappresentanza organica. persino a sua insaputa. Se si stabilisce un modus a carico del donatario. al procurator omnium bonorum. I negozi di acquisto conclusi da soggetti alieni iuris sono validi ed efficaci. in iure cessio. ai curatores furiosi e prodigi. Responsabilità adiettizia: gli effetti principali del negozio si imputano direttamente agli autori del negozio. se venisse a mancare (l’onerato non esegue il modus) legittimerebbe il donante all’esercizio della condictio per la restituzione del donato. Nell’età classica si giunse ad ammettere che ogni persona libera. il negozio non produce effetti). Rappresentanza indiretta: conclusione di un negozio per conto altrui ma in nome proprio con effetti che si imputano al dichiarante. Il modus aggiunto a un legato può comportare prestazioni in favore di terzi. se in determinate circostanze le obbligazioni con atto lecito vengono assunte da un alieni iuris. con effetti in via immediata diretta ed esclusiva in capo al rappresentato. Rappresentanza: un soggetto autonomo. I negozi formali e solenni non possono essere compiuti tramite nuntius perché esigono la presenza delle parti. traditio). salvo trasferire al terzo per conto del quale aveva concluso il negozio i diritti acquistati ed il dovere del terzo di addossarsi gli obblighi assunti in nome proprio dal dichiarante. al curatore del minore di 25 anni.Modus: imposizione al destinatario di un atto di liberalità di adottare un comportamento determinato (simile alla condizione potestativa. se questa non si verifica. Il nuntius non è un rappresentante perché non esprime una volontà propria. giuridicamente capace (rappresentante) conclude un negozio ed esprime una propria volontà in nome e per conto di un altro soggetto. Se aggiunto ad un istituzione di erede.

Partecipa al giudizio nomine alieno. Contesta la lite con una formula con trasposizione di soggetti (nell’intentio si trova il nome del dominus litis. ma non tutti avevano capacità giuridica: potevano averla le persone libere. Gli effetti preclusivi della litis contestatio si producono direttamente nei confronti del dominus litis. soggetto legittimato all’azione. Per diritto romano. ma quali possibili oggetti di diritto sono res mancipi  non sono giuridicamente capaci. Età postclassica: regolamentazione vendita figli neonati. promettendo che l’eventuale sentenza di condanna sarebbe stata comunque adempiuta. il nome del cognitor figura solo nella condemnatio). Capacità di agire: idoneità a compiere personalmente atti giuridici. rientrano tra le personae. nelle Istituzioni di Gaio.Patti e contratti in favore di terzi: vietati. litis contestatio e sentenza non hanno effetto nei confronti nel dominus litis. di situazioni giuridiche soggettive. un’autorità pubblica provvede alla vendita in modo che i nuovi schiavi vengano acquistati in proprietà ai Romani. anche in assenza dell’avversario. finisce con la morte. le unioni tra servo e serva non hanno rilievo (contubernium). sia la c. adulto e sano di mente ha sia la c. inoltre sarebbe stato reintegrato nella posizione giuridica personale e patrimoniale precedente alla cattura. cittadina romana e pater familias = sui iuris. non . non l’avevano mai gli schiavi. Dottrina dei tre status Status = posizione giuridica della persona (status libertatis – comunità di uomini liberi. ma non presuppone la c. come gli effetti conservativi. che sarebbero diventati schiavi del compratore.g. Liberi si nasce o si diventa. deposito. L’avversario che sostiene la lite nel ruolo di convenuto solitamente pretende che il procurator presti la cautio ratam rem dominum habiturum (promessa che il dominus litis ratifichi l’iniziativa del procurator. con pronunzia orale e solenne rivolta direttamente all’avversario. non riproponendo l’azione). erano dette persone tutti gli esseri umani. l’actio iudicati sarebbe spettata direttamente al dominus litis o contro di lui. schiavi e filii adulti e sani di mente sono capaci di agire ma non hanno c. pena la nullità.f. A Roma la c. Procurator ad litem: nominato informalmente. Condizione giuridica dei servi: i servi. Deroga in età classica avanzata con la concessione di actiones utiles e in factum a terzi in materia di donazioni. Presupposto di ogni capacità è l’esistenza: inizia con la nascita. Una volta emanata la sentenza di condanna. status familiare – familia). dote e pegno. La diffusione della schiavitù avviene con la cattura di prigionieri di guerra  il prigioniero diventa schiavo. di agire.g. status civitatis – comunità cittadina. Formula con trasposizione di soggetti. di agire è riconosciuta alle persone intellettualmente capaci.g. Le persone giuridicamente incapaci soggette ad altrui potestà sono dette alieni iuris. i genitori hanno la possibilità di riscattarlo per restituire al figlio la libertà. CAPITOLO IV – LE PERSONE Capacità giuridica: idoneità ad essere titolari di diritti ed obblighi. l’avversario attore pretende dal procurator la cautio iudicatum solvi. Status libertatis: solo i liberi possono avere c. quali esseri umani. Ius postlimini: istituto per cui il cittadino romano catturato e divenuto schiavo del nemico avrebbe riacquistato libertà e cittadinanza una volta tornato in patria. Cognitor: sostituto processuale nominato direttamente dalla persone che desiderava farsi sostituire nel processo.: un p. in nome altrui. Ha piena capacità giuridica la persona che si trova in una certa posizione rispetto a tutti e tre gli status: libera.

ma l’acquisto si verifica in capo al proprietario del servo. la responsabilità del dominus per i debiti assunti dal servo verso terzi non va oltre l’ammontare del peculio stesso) e una de in rem verso (il dominus risponde nei limiti del suo eventuale arricchimento). dal dominus al terzo. Azioni adiettizie: alla responsabilità naturale del servo si aggiunge la responsabilità del dominus. sebbene alieni iuris. Una de peculio (presuppone che il servo abbia un peculio. . nei casi in cui il dominus si fosse assunto esplicitamente la responsabilità di certe operazioni finanziare compiute dal servo. dando rilevanza giuridica a certi comportamenti volontari  purché migliorassero la posizione giuridico – patrimoniale del dominus. salva la facoltà del dominus di revocare il peculio in ogni momento. ius vitae ac necis. preponendolo quale magister navis. Il proprietario del peculio resta il dominus. né gli altri vincoli di sangue  potere dei proprietari di separare le famiglie servili di fatto costituite. Fungono da organi di acquisto del dominus. si sono rivolti al pretore e questi ha invitato il dominus a procedere alla ripartizione dell’attivo peculiare tra i creditori.hanno rilievo i vincoli tra genitori e figli. i terzi creditori. Il peculio viene calcolato al netto dei debiti naturali che il servo ha verso il proprio padrone. assumendone il dominus ogni rischio  dominus risponde dell’intero debito. pur non potendo costringere il servo ad adempiere. Obbligazioni naturali: obblighi assunti con atto lecito dai servi. avrebbe potuto trattenere quanto ricevuto in adempimento. sanzionata da actio. ma al cui adempimento non possono essere costretti dal terzo. Ai servi. In età arcaica prassi di concedere ai servi e ai filii una somma di denaro guadagnata con il lavoro o con altre attività commerciali. Solo con Giustiniano si riconobbe rilievo giuridico alle famiglie servili. Actio institoria: il dominus può preporre il servo ad un settore di attività economica quale institor  il dominus risponde dei debiti contratti dal servo. Actio quod iussu: presuppone che l’impegno del servo nei confronti del terzo sia stato assunto di seguito ad un’autorizzazione. ma si ammise presto che gli schiavi potessero trasferire il possesso delle res peculiari e anche la proprietà nel caso di res nec mancipi. nel suo dominium ex iure Quiritium  potere assoluto. Gli schiavi sono sottoposti alla domenica potestas del proprietario. un armatore. Presupposti per queste actio: il servo deve aver assunto obbligazioni in ordine a beni peculiari affidatigli dal dominus per commerciarne. Peculio: il servo non poteva obbligare se stesso e nessun negozio da lui compiuto poteva generare obligatio a carico del dominus (non può peggiorare la sua situazione). Le obbligazioni naturali non danno luogo ad actiones. il principale effetto è la soluti retentio. Il dominus non può pretendere dal terzo la restituzione di quanto il servo gli avesse dato in adempimento di un proprio obbligo. si riconobbe una certa capacità di agire. Actio exercitoria: presuppone che il proprietario dello schiavo sia un exercitor navis. il quale può affidare la gestione e l’amministrazione della nave ad un proprio schiavo. salva la facoltà del dominus di pagare una pena pecuniaria per salvare lo schiavo. per cui il creditore. avendo fondate ragioni di temere un dissesto finanziario del servo. Responsabilità nossale: contro il servo altrui responsabile di delicata. di negoziare col servo. impossessandosene o applicando la pena corporale stabilita. possono partecipare validamente a negozi che comportino l’acquisto di diritti soggettivi. la vittima può esercitare la vendetta direttamente. Actio de peculio et de in rem verso: nella formula esistono due taxationes.

trasmissibile mortis causa ai discendenti (aspettative successorie sui beni del liberto. Da Giustiniano si permise all’interessato di litigare personalmente pro sua libertate. per epistulam (semplice lettera). Così il servo viene incluso tra i cives romani. Un adsertor in libertatem dichiara libero il servo toccandolo con una bacchetta. Limitazioni alle manumissio: Lex Fufia Caninia. Subiscono gravi limitazioni alla c. schiava venduta a patto che non sia prostituita diventa libera una volta violato il patto.g.f. Morta la persona che esercita su di essi il mancipium non diventano sui iuris. riservate agli ingenui) e subisce discriminazioni per il diritto pubblico (esclusione cariche pubbliche). Manumissio pretorie: inter amicos (con dichiarazione informale resa dal dominus alla sua cerchia di amici). tollera l’apposizione di condizioni sospensive o termini iniziali (durante questi.g. Nuove forme: in età postclassica compaiono la manumissio in sacrosantis ecclesiis (dichiarazione di volontà di voler liberare il servo resa dal dominus durante la messa presieduta dal vescovo) e la manumissio per mensam (durante un convivio). Colonato: altra situazione di dipendenza personale. Cessazione stato di schiavitù: con l’affrancazione da parte del dominus – manumissio  il servo affrancato acquista libertà e cittadinanza. il censore vi iscrive il servo dietro autorizzazione del dominus. sull’erede cui il testatore avesse fatto carico di manomettere un servo si fa gravare l’obbligo di procedere alla manumissio. il magistrato pronunziava l’addictio secundum libertatem. Manumissio fedecommissaria: manomissione indiretta. presenti il dominus e lo schiavo. L’ex dominus assume la qualifica di patrono e gode nei confronti del liberto del diritto di patronato. giudicano i recuperatores. e alla c. in caso di rifiuto. Manumissio vindicta: si svolge dinanzi al magistrato. pone un limite percentuale alle manomissioni testamentarie. ruolo di attore o convenuto).C. Liberti: condizione dello schiavo liberato (i nati liberi si dicono ingenui). piccoli affittuari di terre o liberi lavoratori giornalieri dei campi (locatio operarum). 12 a. il dominus non si opponeva. il quale soffre di una minore considerazione sociale (non può esercitare le artes liberales.g. di . soggetti al mancipium. Possono vivere in matrimonio ed avere figli legittimi. il servo manomesso è detto statuliber). l’onerato può esservi costretto extra ordinem. occorre l’impiego di termini imperativi. liberi ma non cittadini romani. ma cadono sotto il mancipium dell’erede. Acquisto automatico della libertà: prigioniero di guerra che iure postliminii riacquista la libertà. Sono liberati dalla soggezione del mancipium e diventano sui iuris con la manumissio. diritto alla tutela legittima. in iure. La persona sul cui status si disputava era oggetto della lite. ma non hanno c. Manumissio censu: in occasione della redazione delle liste del censo. per i rapporti patrimoniali e sono qualificati alieni iuris. diritto agli alimenti in caso di indigenza). non comporta privazione della c. vieta la manomissione degli schiavi di condotta turpe e le manomissioni in frode ai creditori. cittadini romani ma assoggettati al mancipium di un’altra persona (es. Lex Aelia Sentia del 4 d. si adottano formule ricalcate sulla rei vindicatio. filii familias mancipati dal loro p. le parti del giudizio sono il preteso dominus e l’adsertor in libertatem (a fare gli interessi della persona il cui status era contestato. Rito della legis actio sacramenti in rem. si istituisce un processo di libertà. i coloni sono persone libere di umile condizione.C. Personae in causa mancipii: liberi. Manumissio testamento: disposizione testamentaria.Liti di libertà: quando lo status libertatis viene contestato.). I manomessi in forme pretorie vengono chiamati Latini Iuniani. il servo acquista la libertà.

il pater familias della donna fa al fidanzato promessa di matrimonio  sponsalia. all’interno delle quali il vincitore aveva abrogato ogni ordinamento nazionale. Lutto vedovile: è vietato alla vedova un nuovo matrimonio prima del decorso del tempus lugendi. possono ricevere per testamento da cittadini romani. talora gli viene concesso il ius commercii (capacità di alienare ed acquistare con mancipatio). i nati fuori da matrimonio legittimo da madre cittadina. Dapprima sanzioni di carattere sacrale. alienabile solo col consenso del proprietario del fondo. Tuttavia solo i patres familias (sui iuris maschi) potevano avere filii sotto la propria potestas. In età postclassica perdita dei . più raramente il connubium (capacità di contrarre iustae nuptiae con i cives). se il sui è di sesso maschile. Cittadini si nasce o si diventa. patria potestas per i filii familias. i latini prisci mantengono le loro istituzioni. Nell’età più antica si compie tramite sponsio. Latini: categoria privilegiata di peregrini.C  connubium sussiste tra cives. Nascono cives i nati da padre cittadino purché procreati in matrimonio legittimo. Familia proprio iure dicta: gruppo unitario composto da una sola persona sui iuris (libera e cittadina romana) e.agire: i loro beni sono considerati quasi come un peculio servile. quelli stabiliti in colonie di nuove istituzione (latini coloniarii). Status familiae: persone sui iuris. La donna sui iuris è familiae suae et caput et finis. avessero scelto l’esilio presso altro stato sovrano legato a Roma da trattato. A parte il ius migrandi (diventano cives trasferendosi stabilmente a Roma e ivi iscrivendosi in una delle tribù). presuppone lo status libertatis. mancipium per le persone in causa mancipii. su di essi il proprietario terriero può esercitare legittimamente atti di coercizione fisica. Latini coloniarii: coloro che si stabilivano nelle colonie fondate da Roma. Gli alieni iuris sono sottoposti a potestà (dominium per gli schiavi. Peregrini: soggetti al ius gentium. perdono la cittadinanza di origine. Le persone sui iuris potevano esserlo indipendentemente dall’età o dal sesso. anche dai filii e dalle donne in manu assoggettati alla sua potestà. manus per le donne). Perdono la cittadinanza romana i cives ridotti in stato di schiavitù. diventano cives gli schiavi liberati o gli stranieri per concessione dello Stato. godono del ius commercii e del ius connubii. Sponsali: promessa di matrimonio. limitata la libertà matrimoniale. liberamente o per sfuggire alla pena capitale. Il divieto di connubium tra patrizi e plebei fu rimosso dalla lex Canuleia del 445 a. Latini iuniani: schiavi liberati nelle forme pretorie. quelli che. Latini prisci: cittadini delle città laziali vincolate a Roma da antica alleanza e formalmente sovrane. Peregrini dediticii: membri di collettività straniere arrese a Roma senza condizioni. soggetti solo al ius gentium. i cives che per i crimini commessi avessero subito condanna all’esilio. minori di 30 anni manomessi senza le garanzie stabilite dalla lex Aelia Sentia. che gli sposi fossero almeno in età pubere e il loro consenso reciproco. Dall’età preclassica la promessa di matrimonio si compì con il semplice reciproco consenso comunque espresso. Matrimonio legittimo presupposto per la costituzione di una familia proprio iure dicta  si richiede il connubium (attitudine a vivere in matrimonio legittimo con l’altro coniuge). poi infamia. solo ai cives può essere applicato il ius civile. tra i due fidanzati se entrambi sui o tra i rispettivi patres se entrambi alieni iuris. Status civitatis: possesso della civitas romana.

deportazione. Monogamia.). Sono vietate le donazioni fra coniugi. In ogni altra ipotesi il ripudio sarebbe stato illecito perché sine causa: il matrimonio si scioglie comunque. ma il comportamento del coniuge che vi da causa può essere sanzionato. dalla conventio in manum…più facile da provare se la donna è ingenua ed onesta. questa può essere uccisa dal marito. Si richiese poi che la volontà di divorziare venisse notificata al coniuge mediante l’invio di un libellus repudii. L’inizio della convivenza accompagnata da affectio maritalis segna la nascita del matrimonio. per il venir meno in uno dei coniugi dell’affectio maritalis o per l’interruzione della convivenza  divortium. in presenza di motivi ritenuti validi e non imputabili ad alcuno dei coniugi (vita claustrale di un coniuge. concubinato marito. Il matrimonio è un fatto prima sociale. poi giuridico. il ripudio viene ritenuto lecito solo nei casi di divortium bona gratia. con la volontà costante di vivere in unione monogamica come marito e moglie = affectio maritalis. non è matrimonio ma è concubinato. ma il coniuge che da inizio al divorzio viene colpito da sanzioni diverse. actio rerum amotarum per le cose che la moglie avesse sottratto al marito in vista del divorzio.lasciti disposti in favore della moglie nel testamento del primo marito e perdita capacità di acquisto mortis causa da terzi.. dalla perdita della dote alla deportatio in insulam. viene di diritto incorporata nella famiglia del marito. Il divorzio viene consentito in ipotesi di comportamento gravemente colpevole dell’altro coniuge (adulterio moglie. Matrimonio romano: consiste nel fatto in sé della convivenza stabile di due persone di sesso diverso. essersi macchiati di gravi crimina…). da un’eventuale costituzione di dote. si può desumere dalla preesistenza di sponsali. è sufficiente che tra due persone di sesso diverso si stabilisse convivenza con la volontà di vivere come marito e moglie (affectio maritalis): senza affectio. Il matrimonio si scioglie per morte o perdita della libertà o cittadinanza di uno dei coniugi. questo è cum manu. Il marito ha sempre il beneficium competentiae contro ogni azione contrattuale della moglie. con il diritto pretorio e per effetto di costituzioni imperiali si stabilirono reciproche aspettative successorie fra marito e moglie.f. la donna acquista la dignità sociale e giuridica del marito (honor matrimonii) e vi è dovere reciproco di fedeltà fra i coniugi. o se uomo e donna sono di pari condizione sociale. la moglie mantiene lo status familiare di prima. Struttura matrimonio: non si esige alcun rito. in iure cessio o traditio (la dote è causa esterna) . L’affectio maritalis è difficile da provare. trasferimento di proprietà realizzato tramite mancipatio. impotenza. (dote profecticia) conferivano al marito. scomparsa. Il divorzio determina lo scioglimento del matrimonio qualunque ne fosse la causa. pena la nullità. L’infedeltà della moglie è configurata come adulterio. Effetti matrimonio: solo i figli nati da iustae nuptiae sono figli legittimi e cadono sotto la patria potestas del padre. Costituzione dote:  datio dotis. se un coniuge desidera costituire un nuovo matrimonio deve prima sciogliere quello esistente. Dote: una o più cose o diritti che la moglie (dote adventicia) o il suo p. Conventio in manum: la moglie cade sotto la manus del marito. Per i giuristi classici rappresenta un contributo per sostenere i pesi del matrimonio  giova direttamente al marito. Nei matrimoni sine manu.. esclusa l’azione penale di furto fra marito e moglie. Funzione di mantenimento della moglie dopo divorzio o morte marito. Nessun ostacolo si oppone al divorzio per mutuo consenso. muta lo status familiare e perde iure civili ogni legame con i parenti di prima  se si accompagna al matrimonio.

propter res donatas per le cose donate alla moglie durante il matrimonio. prescinde da ogni precedente promessa di restituzione. il marito diventa creditore e ha un’actio in personam di ius civile per l’adempimento. promissio dotis. privi di capacità giuridica. la dote resta al marito). Tempi costituzione: prima del matrimonio (dotis dictio e promissio dotis compiute sotto condizione sospensiva che avessero effetto a nozze avvenute. stipulatio compiuta dotis causa. adrogante. rivolge rogatio al popolo. l’adottante rimancipa il figlio al padre. interroga i soggetti interessati sulle rispettive volontà di adrogare ed essere adrogato. In età classica si ammette adrogatio per rescriptum principis. Effetti adrogatio: l’adrogato diventa filius familias. spezzando iure civili ogni vincolo con la famiglia d’origine. attivamente intrasmissibile (se il matrimonio è sciolto per morte della moglie. . ha l’obbligo di restituire la dote  actio rei uxoriae. spetta alla moglie o al suo p. Giustiniano abolisce l’actio rei uxoriae e la sostituisce con un’actio ex stipulatu. Filii familias: liberi e cittadini romani. propter res amotas per le cose sottratte al marito in vista del divorzio. diventa creditore in seguito alla promissivo dell’altra parte (non proprietario)  dotis dictio. l’azione viene respinta ipso iure) o durante il matrimonio. esperibile dopo lo scioglimento del matrimonio. Il padre mancipa per tre voglio il figlio all’adottante il quale. Il marito diventa titolare dei beni e diritti dotali. Adrogatio: con la partecipazione dei comitia curiata (assemblea popolare). Il magistrato pronunzia poi addictio in favore dell’adottante. presuppone matrimonio sine manu.. il quale acquista l’adottando come persona in causa mancipii (non più come filius). I debiti contratti in precedenza dall’adrogato iure civili si estinguono. acquistandolo in causa mancipii. con la pronunzia di certa verba. causale. sanzionano il cattivo comportamento della moglie nei suoi costumi o verso i figli. adoptio se prima era alieni iuris). dopo la prima e la seconda mancipatio lo manomette. effetto obbligatorio. . Azione in personam e in ius. Lex Iulia de fundo dotali vieta al marito di alienare beni immobili dotali senza il consenso della moglie. In certe circostanze il marito può trattenere parte della dote  retentiones dell’actio rei uxoriae (propter liberos e propter mores di carattere etico. i figli nati fuori dal matrimonio diventano figli legittimi e cadono sotto la potestas del padre naturale quando i genitori si uniscono in matrimonio legittimo. Il pontefice. A risposta positiva. Nati da matrimonio legittimo (caduti sotto la patria potestas del padre sui iuris o dell’avo paterno se il padre è alieni iuris) o per adozione (adrogatio se prima era sui iuris. Con la terza mancipatio il padre perde la patria potestas. una volta sciolto il matrimonio. propter res impensas per le spese erogate dal marito sui beni dotali). Lo stipulator è il marito.f. pena la nullità dell’atto. passa da sui iuris ad alieni iuris sotto la potestas del p. alieni iuris sottoposti alla patria potestas del p. I beni e i diritti soggettivi che fanno capo all’adrogato sono acquisiti dall’adrogante.f. Adoptio in senso stretto: riguarda un alieni iuris filius familias il quale passa dalla famiglia di origine alla famiglia dell’adottante. Il marito. negozio solenne esclusivo della dote. Legittimazione: età postclassica. se il marito agisce per l’adempimento prima del matrimonio. cessa la patria potestas del padre che lo ha dato in adozione. ma in ambito sociale la dote è considerata res della donna. il quale da il suo assenso. avendo già compiuto le indagini necessarie.

I filii possono essere titolari di un peculio e possono contrarre obbligazioni naturali rispetto al p. . Il filius ne può disporre sia mortis causa. per nascita o adozione… Emancipatio: per consentire a un filius familias di diventare sui iuris ancora vivo il pater.Posizione personale dei filii: soggezione al potere personale del p. seguite.. La patria potestas si estingue normalmente con la morte del pater familias (o la sua capitis deminutio maxima o media) . raccogliendo in una nuova familia tutti i figli. il quale esercita ius vitae ac necis.f. si estingue la patria potestas. i maschi diventano patres familias. le filiae familias cessano di appartenere alla famiglia di origine ed entrano a far parte di quella del marito) La conventio in manum si compie mediante:  Usus: convivenza coniugale protratta per un anno. poi dei beni provenienti comunque dal lato materno… con Giustiniano di tutti i beni in ogni modo acquistati dal filius purchè non provenienti dal padre.f. con atto lecito e rispetto ai terzi. il filius diventa sui iuris. è convenibile con azioni nossali. Peculio castrense: Augusto concesse ai filii familias militari di potere disporre validamente per testamento dei proventi del servizio militare e dei beni acquistati con tali proventi (in generale tutti i beni acquistati in relazione al servizio militare). I filii diventano tutti sui iuris. condizione giuridica acquistata per effetto della conventio in manum (le donne sui iuris cadono sotto la manus del marito e diventano alieni iuris. Cessazione status filius familias: i figli possono essere emancipati dal proprio pater e diventare personae in causa mancipi. per l’esecuzione della sentenza non adempiuta spontaneamente i creditori avrebbero dovuto attendere che sul filius cessasse la patria potestas)  si applica il regime della responsabilità adiettizia (non si può agire in via esecutiva contro i filii). il quale diventa sui iuris. L’amministrazione e il godimento dei bona adventicia spetta comunque al pater familias. Donne in manu: persone libere soggette a potestà. Rapporti patrimoniali: filii privi di capacità giuridica. Tre mancipationes successive a persona di fiducia. si fa riferimento alla norma delle XII tavole che sancisce la perdita della patria potestas a carico del padre che mancipa per tre volte il filius. Cessata la patria potestas.. obligationes civiles ( i terzi creditori da atto lecito possono procedere con azioni di cognizione per accertare il credito e conseguente sentenza di condanna.f. la prima e la seconda. dei beni e dei diritti acquistati dal filius con i proventi ricavati dall’esercizio di funzioni civili a servizio dello Stato. dall’esercizio di attività forensi e del sacerdozio. Il figlio emancipato cessa di appartenere alla familia di origine (spezza i vincoli di agnatio) e subisce una capitis deminutio minima. il quale lo rimancipa al padre. la moglie può cadere sotto la manus del marito. il padre manomette il figlio. acquistano al p. ma non lo obbligano.. Il pater non ne può fare ademptio. sia inter vivos. i filii possono uscire dalla familia di appartenenza in conseguenza di capitis deminutio. a titolo oneroso o gratuito. da manumissio. ottiene la proprietà dei beni provenienti da successione materna. La donna può interromperla allontanandosi per tre notti consecutive da casa del marito (usurpatio trinoctii). in caso di adoptio i filii cadono sotto la patria potestas di un altro pater familias. Macedoniano vieta i mutui in denaro ai filii familias. i filii maschi possono assumere. Peculio quasi castrense: insieme dei guadagni. che non li può alienare. in età postclassica. Per gli illeciti sanzionati da azioni penali il p. Bona adventicia: il filius. il figlio si trova in causa mancipii del terzo fiduciario.f.

Affini in linea retta di primo grado suoceri rispetto a generi e nuore. parentela civile esclusivamente in linea maschile che prescinde dal vincolo di sangue. Con la morte del p. vanno incontro a disistima sociale (es. se fosse stato ancora in vita.  Perdita status libertatis  capitis deminutio maxima  Perdita status civitatis  capitis deminutio media  Mutamento status familiare  capitis deminutio minima Limitazioni alla capacità giuridica Infamia: colpisce le persone che. coemptio di una filia. Viene sanzionato extra ordinem un reciproco dovere alimentare tra genitori e figli.f.f. nominare cognitores e procuratores ad litem nell’interesse altrui. oggetto è la donna. Può mancare. condannati per taluni crimina e condannati in azioni famosae. neptis loco rispetto al suocero p. con l’intervento degli sposi e la partecipazione di sacerdoti di rango elevato si consuma un sacrificio a Giove. fratelli e sorelle. Stessi effetti giuridici dell’agnatio. rito uguale e contrario alla confarreatio. sororis loco rispetto ai suoi figli… Per la cessazione della manus si ha la diffarreatio.f. Computo dei gradi risalendo all’ascendente comune (capostipite) e discendendo al parente in relazione al quale si vuole stabilire il grado. riguarda solo i cives. datio in adoptionem. genitori e figli. la familia proprio iure dicta si spezza in tante familiae quanti erano i filii familias.f. il vincolo di agnatio però non si estingueva familia communi iure.. divieto di postulare pro aliis (proporre istanze giudiziare nell’interesse altrui). debitori che proseguono nell’inadempimento nonostante la proscriptio). per comportamenti riprovevoli loro imputabili. mancipio dans è la donna stessa se sui iuris o il suo pater familias.. affini in linea collaterale di secondo grado ciascun coniuge con i fratelli e sorelle dell’altro coniuge. Adfinitas: legame che unisce un coniuge ai parenti (agnati e cognati) dell’altro coniuge. composta dall’insieme di persone libere e cives che sarebbero state sotto la potestas dello stesso p. conventio in manum.  Coemptio: mancipatio adattata. per l’esercizio di determinate attività o per la condanna subita in certi giudizi. Cognatio: parentela di sangue sia in linea maschile sia in linea femminile. manca tra p. Confarreatio: pronuncia di certa verba in presenza di dieci testimoni.f. diffarreatio e adrogatio.) o in linea collaterale (quanti hanno un ascendente in comune. e figli adottivi. Alle feminae probrosae (donne di cattiva reputazione) è negata la capacitas di acquistare eredità e legati. zii e nipoti…). Parentela e affinità Agnatio: vincolo tra più componenti della stessa famiglia. . a prescindere dal vincolo potestativo. presto esteso agli altri parenti in linea retta. es. Si estingue anche per perdita della cittadinanza e della libertà. nonni e nipoti. mancipio accipiens è il marito se sui iuris o il suo p. Il vincolo di agnatio si estingue per emancipatio. Alimenti: mezzi di sostentamento tra agnati e tra cognati. Parentela in linea retta (ascendenti e discendenti tra loro. La donna in manu nella sua famiglia è filiae loco rispetto al marito. gladiatori -. persone dedite a mestieri turpi – prostitute. Capitis deminutio: mutamento di status per cui si spezzano i precedenti vincoli di agnatio. Gli infami vanno incontro a gravi incapacità di diritto pubblico.

negoziando con un minore di 25 anni pubere e sui iuris. di buona fede. Il tutore esercita un potere nell’interesse della familia per la buona conservazione del patrimonio familiare e al contempo assicura al pupillo assistenza e protezione. a nominare un tutore.Donne: escluse dall’esercizio della patria potestas. con il compito di assisterlo nella gestione degli affari. Actio tutelae in età preclassica.  Tutela testamentaria: il p. poi 14 anni. La tutela cessa con il raggiungimento dell’età pubere. Capacità di agire: idoneità ad operare direttamente nel mondo del diritto. Ai puberi si riconosce capacità di agire.. Il pretore propose ulteriori rimedi in favore del minore che avesse compiuto negozi a lui pregiudizievoli: l’exceptio legis Laetoriae se il negozio non ha ancora avuto esecuzione. alla quale . Furiosi (infermi di mente) e prodigi (incapaci di amministrare i propri beni. provvede con tutoris datio testamentaria. con ricorso alle azioni negotiorum gestorum. negata del tutto agli infantes. Età: distinzione tra impuberi (coloro che non hanno raggiunto la capacità fisiologica di generare) e puberi (coloro che hanno raggiunto la capacità di generare o ne hanno le apparenze). tendenza allo sperpero): negata totalmente la capacità di agire. divieto di postulare pro aliis e intercedere pro aliis (garantire o assumere obbligazioni nell’interesse altrui).C. pienamente ai maschi.f. a compiere personalmente atti giuridici.  Tutela dativa: il pretore ha il potere di nominare. rimane al tutore il potere di alienare beni di scarso valore). non ancora in grado di un eloquio ragionevole) e infantia maiores (impuberi oltre i 7 anni). temendo di morire prima che il figlio raggiungesse la pubertà. Venia aetatis: in età classica il minore di 25 anni può amministrare liberamente il proprio patrimonio e gestire liberamente i propri affari. Responsabilità: actio rationibus distrahendis data all’ex pupillo contro l’ex tutore in duplum per gli abusi compiuti dolosamente a danno del patrimonio pupillare. azione reipersecutoria. per cui il tutore è obbligato a trasmettere gli acquisti fatti a nome proprio e nell’interesse del pupillo. su istanza della madre o di altri congiunti. Cura minorum: istituzione della figura del curatore del minore adolescente. non possono rappresentare altri in giudizio. infamante.  Tutela legittima: le XII Tavolo chiamano al ruolo di tutore del pupillo l’agnatus proximus (fratello pubere). Per le femmine 12 anni. esercitata dal tutore sul pupillo. gestione autonoma del patrimonio pupillare. Tutela impuberum: gli impuberi sui iuris vengono soggetti a tutela. dagli uffici di tutore e di curatore. Minori di 25 anni: 200 a. potere di acquistare e trasferire il possesso nell’interesse del pupillo con effetti imputati direttamente all’impubere (oratio Severi. lex Laetoria istituisce l’actio legis Laetoriae contro quanti. Riconosciuta anche agli alieni iuris in maniera limitata. se sui iuris sono soggetti a cura. pena la nullità pone il divieto al tutore di alienare fondi rustici e suburbani appartenenti al pupillo. l’avessero raggirato. Il rapporto tra il curator e il minore rientra nella negotiorum gestio. per i maschi prima ispezione corporale. Fra gli impuberi si distinguono infantes (fanciulli fino ai 7 anni. la in integrum restitutio propter aetatem a negozio eseguito. un tutore all’impubere sui iuris. riconosciuta in parte agli infantia maiores (possono compiere solo negozi che comportano l’acquisto di un diritto. non atti di alienazione o atti dispositivi). Poteri del tutore: auctoritas (il tutore è legittimato ad intervenire negli atti negoziali del pupillo infantia maiores interponendo la sua dichiarazione di volontà integrativa). senza però poter invocare i rimedi pretori in favore degli adolescenti.

i rappresentanti possono compiere validamente compravendite.è chiamato l’agnatus proximus (cura legittima). possono acquistare per mezzo dei propri schiavi e mortis causa in forza di testamento. es le res publicae se si tratta di beni dai quali il populus Romanus trae un’utilità diretta. Res corporales (quae tangi possunt = che si possono toccare + diritto di proprietà) e incorporales (quae tangi non possunt = iura. possono stare in giudizio tramite actores. da alla figlia che sarebbe divenuta sui iuris alla sua morte il tutore che sceglie lei liberamente. raggiunta la pubertà. le res religiosae – . passano sotto la tutela del tutor mulieris. Cose in commercio (possono formare oggetto di proprietà privata e di rapporti giuridici patrimoniale. quelli del curator prodigi riguardano solo il patrimonio. e la donna impubere sui iuris. ius liberorum a tutte le donne. Piae causae: pratica di disporre lasciti o donazioni in favore di corporazioni religiose vincolandone il reddito a scopi di culto o di beneficenza. entità materiale.). come le res divini iuris. Sordi. ius successionis per l’eredità. Corporazione: aggregazione di persone con propria organizzazione interna. Può essere legitima (spetta all’agnatus proximus). Il tutor mulieris non gestisce il patrimonio della donna.f. inclusi gli schiavi. ma impediti ad operare nel mondo del diritto  nomina curatori speciali. res humani iuris) o fuori commercio (non possono essere oggetto di proprietà privata. testamentaria (prevale sulla legittima. Civitates: municipia (composti da cives Romani) e colonie (composte da Latini coloniarii)  capacità giuridica di diritto privato. mutui.. Hereditas iacens: complesso ereditario nell’intervallo tra la morte dell’ereditando e l’accettazione da parte dell’erede. anche se questi diritti hanno ad oggetto cose corporali. con scopi di culto o congregazioni di povera gente col fine di provvedere ai riti funebri e al seppellimento dei propri membri. muti e altri soggetti colpiti da certe malattie croniche invalidanti sono capaci di agire per il diritto. ius utenti fruendi per l’usufrutto). es. le res sacrae dedicate agli dei. Lex Iulia et Papia Poppaea: ius liberorum alle donne con 3 figli se ingenuae o 4 figli se liberte. diritti soggettivi o posizioni giuridiche soggettive. Non appartiene a nessuno – sine domino.C. CAPITOLO V – LE COSE Res = oggetto. i suoi compiti sono di assistenza e controllo della gestione del patrimonio. piena capacità di agire. Tutela muliebre: la donna pubere. esonerate dalla tutela. una volta cessata su di lei la patria potestas. persona designata in testamento dal p. sì che i rapporti giuridici non facciano capo che alla fondazione stessa. cui possano far capo diritti e doveri che non siano al contempo diritti e doveri delle persone fisiche che la compongono. I compiti del curator furiosi riguardano sia la persona sia il patrimonio. Quando questo manca il magistrato provvede alla nomina del curator (cura honoraria). Persone giuridiche: entità diverse a cui è riconosciuta capacità di agire. locazioni. Fondazione: complesso patrimoniale volto a uno scopo considerato titolare dei beni che lo compongono e delle situazioni giuridiche soggettive che a quel complesso patrimoniale si collegano. Populus Romanus: collettività dei cittadini romani politicamente organizzati. anziché nominare il tutore. Gli associati hanno la libertò di stabilire uno statuto  capacità giuridica di diritto privato. Collegia: associazioni di minore importanza. 410 d. Optio tutoris: in testamento il p. tutto ciò che la riguarda è estraneo al diritto privato.f. dativa (tutore nominato dal pretore su istanza della donna che non ne avesse alcuno).

in iure cessio. facoltà di godimento più o meno limitate) o di garanzia (conferiscono al titolare il diritto di soddisfare un proprio credito rivalendosi su una cosa altrui in caso di inadempimento). Cose semplici (costituiscono una unità naturale. Proprietà: diritto soggettivo reale per cui al proprietario si riconosce sulla cosa che ne è oggetto una signoria generale. Possono esserne titolari solo i cives. Affermazione di appartenenza – dico che questa cosa è mia (mancipatio. oggetti inanimati amovibili. per il trasferimento di proprietà è sufficiente la traditio). vindicatio della legis actio sacramenti in rem)  potere legittimamente acquistato e riconosciuto dal ius più antico  dico che questa cosa è mia ex iure Quiritium. mobili e immobili (solo se res mancipi. schiavi. ma può non esserlo e restare proprietario. Elasticità: limitazioni volontarie (es. schiavi) e beni immobili (suolo e tutto ciò che vi inerisce stabilmente).luoghi utilizzati come sepolture –. Cose fungibili (cose che rilevano in base al peso. numero. si consumano per il fatto stesso di usarle) o inconsumabili (consentono un uso continuato). costituzioni sulla cosa stessa di diritti reali limitati a favore di altri) o legali del diritto di proprietà comprimono le facoltà di godimento del proprietario. Origini proprietà immobiliare: le comunità preciviche che contribuirono alla formazione di Roma non conoscevano la proprietà privata. gregge. cose di maggior pregio nella società romana arcaica. si richiede il trasferimento di proprietà attraverso mancipatio) e res nec mancipi (tutte le res che non si qualificano mancipi. schiavo). prima ne sono partes. ne sono oggetto res corporales mancipi e nec mancipi. Il proprietario è anche possessore della cosa propria. Genere (appartenenza ad una categoria – genus) o specie (cose perfettamente individuate). Frutti naturali (prodotti delle piante e degli animali. lasciate in godimento esclusivo a privati. il contenuto è il più esteso ed esclusivo. es. Beni mobili (animali. diventavano propri dei . servitù rustiche. ma sussiste sin quando non si verifichi un fatto che ne determini l’estinzione. Cose divisibili (suscettibili di divisione materiale senza perire e senza apprezzabile pregiudizio economico) o non divisibili. le res sanctae. opponibili a tutti i membri della collettività (erga omnes). Da un certo momento delle porzioni di ager publicus cominciarono ad essere assegnate in via definitiva. es. le terre appartenevano alla collettività – ager publicus. misura. usucapione. animali da tiro e da soma. Cose consumabili (suscettibili di una sola consumazione. con il termine dominus si indica il proprietario. Res mancipi (fondi del suolo italico. frutti pendenti) o civili (corrispettivo ottenuto concedendo una cosa in godimento). che riacquistano pienezza quando la causa delle limitazioni viene meno. edificio) e collettive (più cose semplici non congiunte ma considerate collettivamente es. le res publicae se destinate all’uso pubblico). Il diritto di proprietà non si perde per il fatto in sé che non venga esercitato. Diritti reali di godimento (attribuiscono. Nella tarda età repubblicana compare il dominium ex iure Quiritium – istituto del ius civile riconosciuto e tutelato. composte (costituite da + cose semplici congiunte tra loro artificialmente. quindi sul suolo italico). sempre che le componenti siano riconoscibili es. divengono propriamente frutti una volta separati dalla cosa madre. Diritti reali: diritti soggettivi su una cosa e a carattere assoluto. su una cosa di cui altri è proprietario. per le quali è rappresentabile un equivalente – tantundem) e cose infungibili (cose considerate nella loro individualità). biblioteca).

legato per vindicationem. in cui si acquistano uno o più beni individuati o determinati). occupazione. Il diritto romano non conosce un divieto generale degli atti emulativi. Delle res mancipi il proprietario mantiene il dominio finché un eventuale occupante ne fosse diventato proprietario per usucapione. Tra aedes (edifici) di diversi proprietari viene lasciato un ambitus libero. in precedenza inesistente. ma solo per nuocere al vicino – qui suo iure utitur neminem ledit – chi esercita un proprio diritto non lede nessuno. es usufrutto). Modi di acquisto della proprietà Acquisto iure civili (effetti riservati solo ai cives. specificazione. possono avere come oggetto una res nullius – occupazione o una cosa altrui – accessione. comportamenti del proprietario di un fondo nell’esercizio di un proprio diritto senza trarne vantaggio. Per occupazione si può acquistare il dominio quiritario delle cose abbandonate se res nec mancipi. Accessione: una cosa corporale – principale – subisce un arricchimento per l’aggiunta di un’altra cosa – accessoria – che non appartiene allo stesso proprietario. l’importantè è che si assicuri ad ogni proprietario un accesso indipendente. non usucapibile. Acquisti originari (prescindono da ogni relazione tra chi acquista e il precedente proprietario. adiudicatio. solo se sono alti + di 15 piedi. Il dominio quiritario si acquistava a titolo originario per occupazione. specificazione. a titolo derivativo per mancipatio. Occupazione: presa di possesso di res nullius – animali allo stato selvatico (cacciagione e pesca). il dominio quiritario si estende illimitatamente in altezza e in profondità. usucapio) e iure gentium (effetti estesi ai peregrini. in iure cessio. traditio). isola formatasi nel letto del fiume.privati ex iure Quiritium  attraverso la limitatio. cose trovate sulla riva del mare. pagamento della litis aestimatio. rito compiuto con magistrato e agrimensore per stabilire i confini + limes. Acquisti a titolo universale (l’acquisto dei beni e dei diritti consegue all’acquisto di complessi patrimoniali dalle componenti di per sé non necessariamente definite) o particolare (tutti quelli già menzionati. la proprietà viene acquistata così com’era presso il dante causa – nessuno può trasferire ad altri più di quanto egli stesso abbia). cose sottratte dai privati al nemico in tempo di guerra. ma ha la sua radice nel più ampio diritto del soggetto che lo costituisce. rileva solo l’acquisto in sé e le modalità di attuazione) e derivativi (l’acquisto dipende dalla trasmissione che ne fa il titolare. Fino al 292 (Diocleziano) la proprietà civile immobiliare è esente da tributi. accessione. La prima idea di proprietà è quella di un ius utendi et abutendi re sua (diritto di usare e abusare della cosa propria). nasce la possibilità di agri arcifinii – fondi direttamente confinanti. isola emersa dal mare. specificazione. alveo abbandonato dal fiume. es rami d’albero del vicino sporgenti nel mio terreno. Acquisti costitutivi (taluno diventa titolare di un diritto soggettivo che si costituisce ex novo. per ridurre al minimo le interferenze tra vicini. La limitatio cessa di essere indispensabile da età repubblicana. traditio. Limitazioni legali alla proprietà: alcune interferenze tra immobili di proprietari diversi devono essere tollerate. perché dipendenti da un uso normale del fondo. Acquisto a titolo . se rinvenuto da persona diversa dal proprietario del fondo. spazio libero tra due fondi che non può essere usucapito. evidente connessione tra il dante causa e l’avente causa. spetta metà al dominus fundi e metà a chi lo scopre (con Adriano). mancipatio. in iure cessio. accessione. Il tesoro (denaro e preziosi rimasti sepolti in un fondo da epoca remota).

 Costruzione su terreno altrui con materiali propri: al costruttore non si dava l’actio de tigno iuncto. Quando riguarda res nec mancipi trasferisce possesso e proprietà (se fatta dal proprietario). se non è reversibile.originario. Per il passaggio del possesso occorre la concorde volontà di tradens e accipiens di fare acquistare all’accipiens una posizione indipendente in ordine alla cosa che viene . per i proculiani lo specificatore acquista la proprietà della res nova. uva – vino). in caso di atteggiamento del tradens quando fa conseguire all’accipiens la disponibilità della cosa. longa manu (traditio del fondo valida con l’indicazione dei confini dall’alienante all’acquirente e dichiarazione di voler trasferire l’immobile). in queste due forme solo chi acquista ha un ruolo attivo  sono modi di acquisto a titolo derivativo perché l’acquisto del dominium nel mancipio accipiens o nel cessionario prescinde dall’esistenza dello stesso potere nel mancipante e nel cedente. Età classica: se la specificazione è reversibile. Mancipatio e in iure cessio: la in iure cessio è il risultato di adattamento di strutture processuali a funzioni negoziali.  Unione di cose di qualità diversa: organica se ha per luogo la compenetrazione di corpi sì che la cosa accessoria diventa tutt’uno con la cosa principale (semina effettuata con sementi proprie su terreno altrui. penale e in duplum. oggetto beni mobili o immobili. ma la cosa si intende tradita. Si può mancare la consegna materiale. t. demolito l’edificio. non è traditio la consegna della cosa a scopo di custodia o del locatore all’inquilino. brevi manu (l’acquirente tiene già la cosa che l’alienante gli trasmette).  Costruzione su terreno proprio con materiali altrui: finché dura la costruzione il dominus fundi non può usucapire i materiali. ferruminatio – unione di due oggetti metallici di due proprietari diversi). il proprietario dei materiali mantiene la proprietà quiescente su di essi solo se alla costruzione era in buona fede. ma comportano anche il passaggio di possesso solo per i beni mobili. l’isola di terra affiorata nel mezzo del fiume è di proprietà dei domini dei fondi non limitati opposti. t. prescinde dal consenso del dominus della cosa accessoria. ma non necessariamente dei materiali quindi. Traditio: negozio bilaterale che si tiene con la consegna di una cosa. Costituto possessorio: l’alienante trattiene presso di sè la cosa che vende (es in affitto) e al compratore non viene fatta una materiale consegna. avrebbero potuto essere utilizzati per altre costruzioni. è a vantaggio del proprietario della cosa principale. È traditio in senso proprio solo la consegna in cui la persona che riceve acquista il possesso. T. tintura con colore proprio su tessuti altrui.  Incrementi fluviali: i proprietari dei fondi rivieraschi non limitati estendono il loro dominium fino alla linea mediana del fiume (alveo abbandonato). il dominus materiae mantiene la proprietà. Specificazione: trasformazione di una cosa altrui sino a farne altre cose che appare nuova (es. avvenuta la demolizione il proprietario dei materiali può pretenderne la restituzione con rei vindicatio. per i sabiniani il proprietario della materia ne mantiene il dominio anche dopo la specificazione. con confine segnato dalla linea mediana del fiume. Durante l’unione il proprietario ha l’actio de tigno iuncto. symbolica (per consegnare le merci contenute in un magazzino si consegnano le chiavi del magazzino). per i beni immobili si richiede la traditio. trasferisce il possesso (solo per res corporales). iuris gentium. Trasferiscono la proprietà sulle res mancipi (effetti reali). lo specificatore acquisisce la res nova.  Inaedificatio: costruzione di un edificio con materiale appartenente a persona diversa dal proprietario del suolo – superficies solo cedit – il proprietario del suolo diventa automaticamente proprietario anche dell’edificio.

modo di acquisto derivativo a titolo particolare. Deve sussistere al tempo dell’acquisto del possesso. quale proprietario. Litis aestimatio: condanna pronunziata dal giudice del processo formulare espressa in denaro. il testamento fosse divenuto efficace. diventano proprietari esclusivi di beni determinati – adiucatio costitutiva) e delle azioni per il regolamento dei confini (confini fissati in modo incontrovertibile – proprietà su un terreno definito). Usucapione: comporta l’acquisto del dominium ex iure Quiritium. morto il testatore. Durante questi termini la cosa doveva essere posseduta in modo continuo e non interrotto. una volta soccombente. Legato per vindicationem: atto mortis causa. causa solvendi  indice di volere effettivamente trasferire la proprietà.consegnata. se viene meno dopo l’usucapione si compie ugualmente. Con la morte del possessore il tempus usucapionis procede nell’erede e non si interrompe  successio possessionis.  Fides: convinzione del possessore di non recare ad altri un ingiusto pregiudizio. Iusta causa traditionis: ragione per cui si procede a traditio che giustifica l’acquisto della proprietà. Accessio possessionis: il compratore può sommare il suo possesso a quello del dante causa in modo da terminare l’usucapione iniziata dal venditore. anziché restituire. Il titolo più frequente è quello pro emptore (titolo del compratore cui il venditore avesse trasmesso il possesso della cosa venduta. il cui importo corrisponde al valore della cosa rivendicata. Sono escluse le res furtivae (cose rubate) e le res vi possessae (cose di cui taluno si fosse impossessato con la violenza).  Titulus o iusta causa: ragione oggettiva a base dell’acquisto del possesso tale da giustificare l’acquisto della proprietà per effetto del possesso continuato per il tempo stabilito. Adiudicatio: pronunzia del giudice formulare. detto legatario – questi acquista sulla cosa legata la proprietà civile una volta che. o perché si tratta di res mancipi). Disposizione testamentaria con la quale il testatore attribuiva direttamente (do lego) una cosa propria a un terzo. idonee ad essere usucapite. Per il passaggio della proprietà si richiede la volontà delle parti di fare acquistare all’accipiens il possesso uti dominus. Delle res mancipi il convenuto acquista la proprietà pretoria (possesso valido ai fini dell’usucapione). Con l’offerta di pagare la litis aestimatio il convenuto mantiene il possesso della cosa rivendicata e ne diventa proprietario ex iure Quiritium se è una res nec mancipi. ma non la proprietà.  Possessio: necessario l’animus domini. trae fondamento dall’omonima parte delle formule dei giudizi divisori (il giudice assegna a ciascuna delle parti una o + res tra quelle comuni oggetto della divisione – cessano di essere comproprietari di quote ideali. Definite: causa vendendi. . ovvero l’atteggiamento di coloro che tengono la cosa altrui come propria. subisce la condanna pecuniaria. causa donandi. il possessore convenuto con la rivendica dal proprietario. fino a che non ritornino nel possesso del proprietario. riservato ai cives. Requisiti:  Res habilis: sono usucapibili le cose suscettibili di dominium ex iure Quiritium che sono al contempo habiles. o perché il venditore non era proprietario della cosa venduta.  Tempus: le XII Tavole stabiliscono il decorso di due anni per l’usucapione degli immobili e di un anno per le altre cose.

Per l’usucapione bastava che l’attore dimostrasse di avere posseduto la cosa. date al proprietario possessore contro quanti esercitassero illegittimamente sul bene servitù e usufrutto. poi con formula arbitraria (con clausola restitutoria). può aver erogato delle impensae – spese sulla cosa. L’onere della prova è a carico dell’attore: ogni qualvolta si invocava un modo di acquisto derivativo bisognava provare di aver acquistato in forza di un adeguato negozio traslativo di proprietà. Il convenuto possessore mantiene il possesso della cosa durante il giudizio. spetta al proprietario non possessore contro il possessore non proprietario – si agisce con legis actio sacramenti in rem. assolve il convenuto. L’esercizio della rivendica non avrebbe interrotto l’eventuale decorso dell’usucapione in favore del convenuto  il possessore che avesse usucapito dopo la litis contestatio doveva ritrasferire all’attore la proprietà con idoneo atto traslativo. Actio in personam. non avesse restituito la cosa rivendicata. dopo la litis contestatio. Il convenuto che.Usucapio pro herede: la persona che prende possesso anche di una sola cosa ereditaria. valore della cosa determinato dall’attore mediante giuramento. Ai fini del rimborso può opporre l’exceptio doli. Il giudice deve verificare che la cosa controversa appartenga all’attore ex iure Quiritium. una volta rimasto soccombente. Il principio della successio possessionis e quello dell’accessio possessionis rendono più agevole la prova dell’attore. in buona fede e con iusta causa per il tempo necessario per usucapirla.  Cautio damni infecti: stipulatio pretoria con la quale il proprietario del fondo da cui si temeva un danno prometteva al proprietario del fondo minacciato di risarcirgli il danno temuto nel momento in cui questo si verifichi. Il convenuto per essere assolto avrebbe dovuto restituire anche i frutti percepiti dopo la litis contestatio e risarcire i danni che la cosa. trascorso un anno avrebbe acquistato l’eredità nel suo complesso. Il giudice condanna solo se il convenuto. prima della lite. invitato a restituire. prototipo delle azioni reali. Ius retentionis: il convenuto possessore. pure in difetto di titolo ed anche se in mala fede. purchè appartenente ad un’eredità giacente. con clausola restitutoria. gode del commodum possessionis. Il possessore di mala fede non ha diritto ad alcun rimborso. avesse subito per suo dolo o colpa. di ius civile e di natura reale.  Azioni negatorie di servitù e di usufrutto. . con la conseguenza che queste confluissero più abbondanti nel fondo dell’attore. Rei vindicatio: difesa del dominium ex iure Quiritium.  Actio aquae pluviae arcendae spetta al proprietario di un fondo rustico contro il proprietario del fondo vicino nel caso in cui questi o altri ne avessero alterato lo scorrere naturale delle acque piovane. l’attore deve provare di essere proprietario: il convenuto viene assolto solo se l’attore non riesce a dare questa prova. reputandosi iniquo il comportamento dell’attore che insistesse nell’azione senza prima aver rimborsato le spese necessarie (se senza di esse la cosa sarebbe perita o deteriorata) o utili (se migliorano la redditività della cosa). sarebbe stato condannato a pagarne il valore  litis aestimatio. non lo avesse fatto  condanna in denaro. La rivendica deve essere diretta contro il possessore. ma anche di aver acquistato dal proprietario. verificata l’exceptio il convenuto sarebbe stato assolto e avrebbe trattenuto la cosa. il quale vi è passivamente legittimato  risulta dalla clausola restitutoria. se non gli risulta o se la cosa è stata restituita. con clausola restitutoria (convenuto deve consentire all’attore di ripristinare lo stato dei luoghi antecedente alle opere pregiudizievoli).

per cui l’intimato sarebbe stato tenuto a demolire quanto avesse costruito dopo la nuntiatio. gravate da imposta  compete al Populus Romanus o all’imperatore. actio ficticia. senza chiedere autorizzazione. per i contenuti del tutto simili a quelli del dominium ex iure Quiritium sui fondi italici. gode a volte di tutela relativa (prevalendo di fronte ai terzi. Il possessore ad usucapionem. il potere dei privati su di esse si dice possessio. in modo che il proprietario del fondo minacciato abbia libero accesso nell’altro fondo – detenzione utile ai fini di sorveglianza e protezione. ne avessero perduto il possesso prima del compimento dei termini per l’usucapione azione in rem e con clausola arbitraria. respingendo l’azione Publiciana  risolvere la questione a favore del proprietario civile è giusto solo se il possessore ad usucapionem ha acquistato il possesso da un terzo non proprietario. L’intimato è quindi vincolato a sospendere l’esecuzione dell’opera. la pronunzia del giudice ha efficacia costitutiva nel ristabilire i confini. Nei casi di tutela assoluta il diritto del proprietario civile è qualificato nudum ius Quiritium. il pretore emette contro di lui l’interdictum demolitorium. il proprietario del fondo vicino gravato da servitù di non sopraelevare inizia a costruire dove non dovrebbe). prima di perdere il possesso. non possesso. legittimato all’azione Publiciana. Proprietà pretoria: il possessore ad usucapionem. Proprietà provinciale: dominium sulle terre dei paesi assoggettati dai Romani e organizzate in province.  Actio finium regundorum: utilizzata se. nella convinzione che sarebbe stata negata). ma solo traditio intervenne il pretore.  Operis novi nuntiatio: vi ricorre l’interessato quando sul fondo del vicino sono in corso opere di costruzione o demolizione ritenute lesive di un proprio diritto (es. ma dovendo cedere di fronte al proprietario civile). ma il dominus ex iure Quiritium avrebbe opposto l’exceptio iusti dominii. Azione Publiciana: speciale tutela per quanti. per alterazione dello stato dei luoghi dipendente da forze naturali. Può sorgere conflitto tra il proprietario quiritario e il possessore ad usucapionem: secondo i principi dovrebbero prevalere il proprietario. Il giudice avrebbe dovuto accertare se l’attore. Formula con adiudicatio. a cui è passivamente legittimato colui che avesse in precedenza posseduto la cosa in maniera utile ai fini dell’usucapione.  Interdictum quod vi aut clan: il proprietario del fondo può ottenere la rimozione della costruzione che taluno avesse realizzato sul fondo di parte attrice vi (nonostante il suo divieto) o clam (clandestinamente. .Contro il vicino che rifiuti di prestare la cautio il pretore emette un decreto di missio in possessionem. possessori di buona fede e cum iusta causa di una cosa suscettibile d’essere usucapita. l’exceptio rei venditae ac traditae + possibilità di neutralizzare l’exceptio iusti dominii (in caso di azione publiciana) con la replicatio doli. avesse posseduto la cosa cum iusta causa e in buona fede  finge trascorso il termine dell’usucapione. se la continua. il possessore ad usucapionem tiene la cosa in bonis. contro la rivendica del dominus alienante. gli effetti sospensivi dell’operis novi nuntiatio cessano dopo un anno. a volte di tutela assoluta (anche di fronte al proprietario civile nel caso di res mancipi tradita). non si scorgessero più i confini tra due fondi rustici e sorgesse una controversia a riguardo. In sostanza si tratta di proprietà. avrebbe avuto l’actio Publiciana contro ogni possessore attuale (eventualmente anche il proprietario quiritario). Nel caso in cui il venditore di res mancipi non ne avesse fatto al compratore mancipatio o in iure cessio. perduto il possesso prima che fosse trascorso il termine per l’usucapione. concedendo al compratore.

a prescindere da titolo e buona fede. Manumissio del servo comune: la manomissione da parte di uno dei socii non rende lo schiavo libero. spetta a ciascuno dei contitolari il diritto di veto. a ciascuno in proporzione della misura del suo diritto sulla cosa comune. può costituirvi pegno e usufrutto. senza il concorso degli altri. Non può prescindere dalla divisione (per conteggi e saldi bisogna attendere la divisione giudiziale). 3 anni) e longi temporis praescriptio (solo per beni immobili. opponibile. tranne il tempus. Si oscura la distinzione tra negozi astratti di trasferimento e relative causae esterne ad essi: vendita e donazione si considerano al contempo cause e atti causali di trasferimento della proprietà. Costantino istituì una longissimi temporis praescriptio. Vi si estendono i requisiti dell’usucapione. per legato per vindicationem in favore di più persone in ordine alla stessa res). si trasmettono mediante traditio. senza il consenso preventivo degli altri. risponde dei danni che la cosa comune provoca ai terzi pro quota. dal possessore di un immobile. Communio di proprietà: volontaria o incidentale (prescinde dalla volontà dei partecipanti. Actio communi dividundo: rimedio per la divisione dei beni comuni. 10 o 20 anni). può opporre una praescriptio – strumento di difesa del convenuto. Consortium ercto non cito: prima manifestazione di comproprietà. Ius prohibendi: ciascun comproprietario può. assumendosene titolare. Praescriptio longi temporis:il possessore di un fondo che lo avesse posseduto per lungo periodo. Ius adcrescendi: se un socius rinunziasse alla sua quota. ne reclamava la restituzione. disporne per l’intero con effetti verso tutti gli appartenenti al consortium. ma da luogo ad accrescimento in favore degli altri comproprietari. sia alienarle. ma non servitù prediali. partecipa alle spese e fa suoi i frutti. formula con adiudicatio e condemnatio (esigenza di conguagli in denaro). stabilito in 10 anni inter praesentes e 20 anni inter absentes. Giustiniano riduce il termine a 30 anni. quarantennale. Ciascun consorte può. dispone la fusione di usucapio (solo per beni mobili. l’imperatore sopprime la qualifica ex iure Quiritium e vi assimila la proprietà pretoria. es. Ciascun partecipante – socius – è titolare di una quota ideale del bene  più persone non possono essere proprietarie per l’intero della stessa cosa. Si costituisce automaticamente alla morte del pater familias tra più heredes sui (discendenti soggetti all’immediata potestas del defunto) o si costituisce tramite legis actio fra estranei. L’azione fondamentale a difesa del dominio rimane la rei vindicatio. sia gestire e fruire delle cose comuni. Per la divisione del consortium: actio familiae erciscundae tra heredes sui e actio communi dividundo tra estranei. convenuto con l’azione reale da chi. tutti assoggettati a imposta fondiaria. Lo schiavo diventa libero solo se tutti i socii compiono l’atto di affrancazione. nel diritto giustinianeo si ammette la possibilità di esercitare l’actio communi dividundo solo per esigere dagli altri . non oltre. operare nella gestione e fruizione della cosa comune  trattandosi di innovazioni. Diritto giustinianeo: si torna a distinguere nettamente la proprietà (diritto soggettivo al possesso) dal possesso e da altre posizioni giuridiche reali  istituto unitario.I fondi provinciali rientrano tra le res nec mancipi. non è utile per il recupero del possesso perduto e non è modo di acquisto della proprietà. non si acquistano per usucapione. Non c’è + differenza tra fondi italici e fondi provinciali. questa si accresce agli altri. Ogni comproprietario quindi può alienare la propria quota senza il consenso degli altri.

quando il proprietario di due fondi. Considerando il lato attivo del rapporto. Lex Scribonia del I secolo a. Servitus in facendo consistere nequit  il proprietario del fondo servente può essere solo tenuto a pati – tollerare o non facere. il legatario è proprietario di un fondo e l’altro fondo. vieta l’usucapione delle servitù. destinato ad essere servente. è del testatore. . non a fare qualcosa. Servitù prediali: diritti soggettivi di natura reale per cui il proprietario di un fondo può pretendere dal proprietario di un fondo vicino un comportamento determinato di tolleranza o di omissione. Per le servitù urbane (generalmente negative. Nel III secolo il termine servitutes si estende a usufrutto e uso  servitù personali. Usufrutto: diritto soggettivo reale di usare e percepire i frutti di una cosa altrui. non è alienabile separatamente dai fondi. actus (passaggio con carri e animali) e acquedotto (derivazione di acqua attraverso il fondo altrui). nell’alienarne uno mediante mancipatio. Le servitù sono indivisibili e tipiche  modus servitutis. Estinzione:  confusione: i due fondi appartengono allo stesso proprietario  remissio servitutis: rinuncia mediante in iure cessio  non usus: mancato esercizio continuato per due anni. non la persona. corrisponde un pati del fondo servente) e servitù negative (il cui esercizio non comporta in sé alcuna attività. d’accordo con l’acquirente e in forza di una lex mancipii. sia urbane  pactio et stipulatio (patto + stipulatio con oggetto il contenuto di una servitù)  deductio servitutis. quindi si esercitano per il fatto stesso di possedere il fondo dominante) la servitù si considera non esercitata dal momento in cui il dominus del fondo servente tiene un comportamento incompatibile con l’esercizio della servitù. La servitù deve essere utile al fondo dominante. detta anche actio confessoria da età classica avanzata. dal quale si trasmette all’erede o ad altro legatario per vindicationem. ne deriva la necessità che i fondi siano almeno vicini. senza dover contemporaneamente procedere alla divisione. Servitù di passaggio: iter (passaggio a piedi). sono res nec mancipi). Costituzione:  mediante negozi con effetti reali. Riguardano solo beni immobili. esistono servitù positive (per il cui esercizio il proprietario del fondo dominante non potrà non tenere un comportamento attivo. Le servitù non si costituiscono mediante traditio.C. costituisce servitù fra di essi  legato per vindicationem. Servitù rustiche (relative a fondi rustici. Tutela giudiziaria della servitù: vindicatio servitutis. il proprietario della cosa gravata è detto nudo proprietario. senza alterarne la destinazione economica – il titolare è detto usufruttuario. con mancipatio le servitù rustiche e con in iure cessio le servitù sia rustiche. sono res mancipi) e urbane (relative a edifici. perché di tratta di res incorporales. vi corrisponde un non facere del fondo servente). Sono servitù solo quelle relative a fondi italici. precisa le modalità di esercizio della servitù. spettano al proprietario in quanto tale di un fondo  segue il fondo.contitolari il dovuto in relazione alla gestione della cosa comune. non suscettibili di possesso.

Manutenzione ordinaria della cosa a spese dell’usufruttuario. né per usucapione. Il testatore può legare l’usufrutto di tutti i propri beni. Cautio fructuaria: imposta a garanzia dell’adempimento degli obblighi dell’usufruttuario. Giustiniano qualifica l’usufrutto.  tutelato con vindicatio e qualificato ius. non suscettibile di possesso. Estinzione:  morte usufruttuario o capitis deminutio  avveramento della condizione risolutiva (se contemplata dell’atto costitutivo)  scadenza del termine finale (se contemplata dell’atto costitutivo)  trasformazione della cosa e della destinazione economica  rinunzia  consolidazione (il proprietario acquista l’usufrutto e viceversa)  non usus (1 anno per mobili. se l’usufrutto si costituisce con legato per vindicationem il pretore denega al legatario di usufrutto la vindicatio usus fructus finché non presta la cautio al nudo proprietario. il cessionario afferma il suo diritto di usare e percepire i frutti di una res)  adiudicatio nelle azioni divisorie. è inalienabile e intrasmissibile agli eredi. mancipi e nec mancipi. che nel matrimonio sine manu non sono iure civili eredi legittimi della madre  prassi di legare alla moglie l’usus fructus di certi beni a partire da metà II secolo a.L’usufrutto viene riconosciuto come diritto autonomo in seguito alla diffusione dei matrimoni sine manu (la donna non entra a far parte della familia del marito) con la morte del p. 2 anni per immobili)  longi temporis praescriptio dopo Giustiniano Tutela giudiziaria con vindicatio usus fructus (azione confessoria) . insieme all’usus. come servitus (servitù personale). inoltre c’è il timore che i beni da lei acquistati ex testamento poi vadano alla famiglia originaria e non ai figli. L’usufruttuario può usare la cosa gravata da usufrutto e percepirne i frutti. altrimenti vanno al nudo proprietario. c’è il rischio che la moglie sui iuris cada nell’indigenza. Giustiniano estende all’usufrutto la longi temporis praescriptio con effetti acquisitivi.C. purché inconsumabili e fruttifere. Può avere ad oggetto cose mobili e immobili. i quali diventano suoi dal momento dell’effettiva percezione. La cautio è pretesa dal nudo proprietario quando l’usufrutto si costituisce con atto inter vivos. L’usufrutto ha carattere personale. stipulatio pretoria con cui l’usufruttuario promette al nudo proprietario la restituzione del bene una volta estinto l’usufrutto e l’uso della cosa con criteri di correttezza. ma comunque il diritto si estingue con la sua morte. Costituzione:  legato per vindicationem  in iure cessio (modellata sulla vindicatio usus fructus. quando chi aliena la cosa con mancipatio o in iure cessio ne trattiene l’usufrutto  pactio et stipulatio Non si costituisce con traditio perché è res incorporalis. quando il giudice lo ritiene opportuno in sede di attribuzione delle quote  deductio. Gli acquisti dello schiavo gravato da usufrutto vanno all’usufruttuario se dipendono da un suo esborso o dall’attività dello schiavo. L’usufruttuario può cederne l’esercizio.f.

Il pegno è validamente costituito da chi abbia la cosa in bonis. sempre soggetto a revocabilità per mancato pagamento del vectigal. tutelati con interdica contro turbative e spossessamenti).. con obbligo al legatario di prestare una cautio con la quale promette la restituzione dell’equivalente una volta estinto l’usufrutto.Quasi usufrutto: possono essere oggetto di legato di usufrutto anche denaro e altre cose in consumabili. revocabili per mancato pagamento del canone. pur restando la cosa presso il proprietario. Non è divisibile. Enfiteusi: concessione di terra pubblica. l’enfiteuta è tenuto al miglioramento del fondo e obbligato al pagamento di un canone annuo. data al creditore pignoratizio contro il conduttore di fondi rustici che non paga la mercede convenuta. esperibile contro chiunque tenesse il godimento della superficie al suo posto. più usuari eserciterebbero il totale usus sulla cosa. diretta al conseguimento del possesso. Se decide di alienare il fondo enfiteutico.: azione reale in factum concessa per il recupero del possesso  ius in agro vectigalii. Conventio pignoris: patto tra creditore e proprietario di una cosa (debitore) con cui. il concedente ha diritto di prelazione. Le concessioni possono essere a termine. Tutela giudiziaria nella conventio pignoris: interdictum Salvianum. Actio Serviana. il concedente ha diritto al 2% del prezzo di vendita. si conviene che il creditore ne prenda possesso in caso di inadempimento e la tenga fino all’estinzione del debito. inaedificatio). la proprietà della cosa resta a chi effettua la consegna (debitore). in factum e di natura reale. presuppone un regolare pagamento del canone e che le cose non siano state convenute in pegno.C. Fine I secolo a. vi si possono costituire diritti reali limitati in favore di terzi.C. consegna di una cosa al creditore in modo che la tenga fino alla soddisfazione del credito. esperibile dal creditore pignoratizio contro il possessore attuale della cosa (debitore o terzo). . non pro quota. ma non di percepirne i frutti. I secolo a. il creditore prende possesso degli attrezzi di lavoro come pegno a garanzia del pagamento. Il superficiario acquista solo un diritto di credito al godimento dell’edificio  tutela del superficiario di tipo possessorio con interdictum de superficiebus (contro turbative al godimento anche provenienti da terzi) e azione reale in factum. ma nulla gli impedisce di darla in locazione e venderla (es. ovvero proprietario quiritario o pretorio. Interdictum de migrando. in caso di alienazione a terzi. Diritto di superficie: il proprietario di un terreno non può non essere al contempo proprietario della superficie. trasmissibile mortis causa e inter vivos. Datio pignoris: pegno manuale. spettante al conduttore di immobili urbani contro il locatore che gli impedisca di portare via dall’alloggio le cose ivi immesse. Usus: il titolare – usuario – ha il diritto di usare direttamente e personalmente la cosa. il concessionario può esercitare certe azioni spettanti al dominus  in sostanza diritto reale di godimento su cosa altrui. Estinzione:  mancato pagamento del canone o dell’imposta fondiaria per oltre 3 anni  alienazione del fondo a terzi effettuata senza cura degli adempimenti verso il concedente  confusione (proprietario = concedente) Pegno e ipoteca  diritti reali di garanzia. qualificate generalmente locazioni. Agri vectigales: terre pubbliche che i censori e i municipia erano soliti dare in concessione ai privati (possessores.

ma non nei confronti della persona che ha spossessato. stessa protezione accordata a quanti avessero l’usus di un immobile ai fini dell’usucapione. si da entro l’anno alla persona che ha subito spoglio violento del possesso. i servi e filii familias. Ai creditori di grado inferiore si da il ius offerenti. Prevale il creditore in favore del quale l’ipoteca è stata convenuta prima. in caso di res nec mancipi ne acquista la proprietà quiritaria. Vietato da Costantino. ma il litigante fra i due che ha posseduto la cosa per maggior tempo durante l’ultimo anno. In caso di res mancipi il compratore ne acquista solo il possesso ad usucapionem e la proprietà pretoria. Interdictum utrubi: si applica a schiavi. Interdictum unde vi: riguarda solo i beni immobili. acquista in proprietà il bene pignorato. il loro potere possessio  protezione dei possessores contro molestie e spossessamenti con interdica. gli usufruttuari. non clandestino e non precario  chi ha acquistato il possesso con violenza (vi) gode della difesa possessoria con l’uti possidetis. avrebbe commesso furtum usus). elemento naturale del rapporto di pegno. ma non il godimento o l’uso (se avesse usato la cosa. Patto commissorio: il creditore. i depositari. ai sequestratari e a tutti quanti tenessero come propria una cosa mobile. ai creditori pignoratizi. escludibile con patto contrario. offrendo di pagare quando dovuto al creditore di rango superiore. per cui prevale il litigante fra i due che possiede la cosa in modo non violento. Ius vendendi: si tiene tacitamente stabilito in ogni dazione e convenzione di pegno. tende a far cessare turbative e molestie. Detentori = soggetti che. estesa poi ai precaristi. pur avendo una relazione materiale con la cosa. Il creditore pignoratizio è autorizzato ad alienare la cosa in caso di inadempienza.Il creditore pignoratizio può avere il possesso utile per la difesa possessoria interdettale. detti possessores. il creditore di grado inferiore gli subentra nel rango. Ne fa parte l’exceptio vitiosae possessionis. potior in iure. Possesso: nasce con la concessione dell’ager publicus ai privati. in tempi diversi e per obbligazioni diverse  precedenze tra i creditori – prior in tempore. Contiene l’exceptio vitiosae possessionis. Interdetti possessori: volti alla conservazione (proibitori) o al recupero del possesso. gli inquilini e gli altri che tengono la cosa in forza di un contratto di locazione. non vengono riconosciuti possessori nel diritto romano  naturalis possessio. tutela solo il possessor iustus. i comodatari. Il creditore può trattenere la cosa fino all’estinzione del debito. vi prevale non il possessore attuale. volta al recupero del possesso perduto. Estinzione pegno:  perimento della cosa ad oggetto  confusione  vendita in esecuzione del ius vendendi  inadempimento in forza del patto commissorio (sino a Costantino)  exceptio pacti conventi nella rinunzia del creditore  longi temporis praescriptio con Giustiniano. ma non a emanciparla né a farne in iure cessio – può farne solo traditio. La stessa cosa può essere convenuta in pegno a più creditori. . Interdictum uti possidetis: riguarda gli immobili. Sono esclusi dal possesso i coloni. animali e altre cose mobili. esperibile entro l’anno dal giorno d’inizio delle molestie. inadempiente il debitore.

in maniera indipendente. inflitta dal pater familias del gruppo familiare offeso  impossessamento immediato dell’autore dell’illecito. per avere il possesso della cosa propria. esposto al rischio di dover subire una sanzione). non usucapisce le partes. il dominus non possessore. La prestazione del debitore consiste in un comportamento spesso positivo  il debitore inadempiente incorre di responsabilità (posizione di chi deve render conto. durante l’unione. tutela con azione Publiciana. Oggetto del possesso: il possesso di una cosa composta non comporta il possesso anche delle singole partes. è protetto sia contro terzi. gli altri possessores hanno solo la possessio ad interdicta. ovvero res incorporales). La questione di proprietà va decisa in sede di rivendica. Il possesso è uno stato di fatto che prescinde dal corrispondente stato di diritto  il possessore uti dominus è protetto sia che sia effettivamente proprietario della cosa posseduta. Quasi possessio: coloro che esercitano usufrutto e servitù non sono ritenuti possessori. Corpus possessionis: riconosciuto a quanti avessero un controllo materiale con la cosa e a quanti ne avessero l’effettiva disponibilità e il controllo. ha la possibilità di disporne si conserva finché il corpus perdura senza smettere l’animus. Il diritto di proprietà non è concepito come ius perché si identifica con la cosa che ne è oggetto. L’usucapione riguarda solo i possessori uti domini (coloro che tengono la cosa come propria. spetta alla vittima di uno spoglio violento contro la persona che commette lo spoglio avvalendosi di una banda armata. deve ricorrere alla rivendica. Non contiene l’exceptio vitiosae possessionis (tutela la vittima anche se possessor iniustus). . con animus domini)  se non sono già proprietari. Al creditore contro il debitore spetterà un’azione in personam. il possessore dell’intero. non ha effetto l’interversione del possesso senza intervento di altra persona. con l’animus possidendi. L’unico tipo di reazione ammesso agli inizi contro i comportamenti illeciti era la vendetta: l’offensore doveva essere punito con una poena corporale. sia che no. gli sono concessi in via utile gli interdicta uti possidetis e unde vi. L’offeso può rinunciare alla vendetta se l’offensore offre di pagare una composizione pecuniaria  da un certo momento si stabilisce che l’offeso non può rifiutare la composizione pecuniaria offerta dall’offensore  riscatto (no obbligazione perché non è una prestazione a cui è tenuto l’offensore). Nessuno può mutare a se stesso la causa del possesso: chi ha iniziato a tenere una cosa in forza di un titolo. non può pretendere di possederla ad altro titolo per avere mutato da sé il proprio animus. Il possesso ad interdicta è il possesso che da luogo alla tutela possessoria interdittale. Il possesso riguarda solo le res corporales (no possesso per usufrutto e servitù. I possessori uti domini di norma possiedono sia ad interdicta. ma quasi possessori. Animus possidendi: intenzione di tenere la cosa nel proprio interesse. sia ad usucapionem. Il possesso di una res si acquista dal momento in cui taluno. CAPITOLO VI – LE OBBLIGAZIONI Obligatio: vincolo giuridico per cui un soggetto (debitore) è tenuto ad un determinato comportamento (prestazione) nei confronti di un altro soggetto (creditore).Interdictum de vi armata: senza limiti di tempo. sia contro lo stesso proprietario se è lui a violare il possesso. si perde quando viene meno il corpus o l’animus. lo diventano con il decorso dell’usucapione  possesso ad usucapionem.

vi partecipano un interrogante e un promittente. il responsabile era esposto al rischio dell’assoggettamento personale al potere del creditore. Obbligazioni naturali: rapporti non sanzionati da azioni  il debitore non può essere costretto all’adempimento (sorgono soprattutto in merito a debiti da atto lecito assunti dagli schiavi in favore di persona diversa dal dominus. ma gli addicti vengono trattati con minore rigore e si afferma la bonorum venditio (esecuzione patrimoniale in alternativa a quella personale). il pretore concede actiones in personam e nelle formule vengono descritte situazioni di fatto. Età preclassica. Con il nexum si costituisce un potere diretto e immediato su una persona. Per i rapporti di diritto onorario. sfruttamento lavorativo fino allo sconto del debito. Vades: garantiscono la ricomparsa in giudizio del convenuto quando l’udienza è rinviata ad altro giorno.  Facere – comprende ogni comportamento diverso dal dare. ma è assoggettato al creditore. senza una intentio che esprima un oportere a carico del convenuto  contrapposte alle altre azioni che esprimono nell’intentio un oportere del convenuto. Praedes e vades garantiscono il fatto di un terzo. Creditore e debitore presenti. obbligazioni assunte dal pupillo senza l’auctoritas del tutore). è valutabile ai fini della compensazione e per essa possono essere costituite garanzie reali e personali. la parte obbligata era tenuta in virtù di un’azione – non obligatio. Soluti retentio: il creditore può trattenere quanto adempiuto spontaneamente. resta persona libera. ma actione teneri. Dalla sponsio nasce un vincolo giuridico di oportere. non facere. ricorso in caso di prestiti di denaro o metalli usati come merce di scambio. 5 testimoni cives puberi + libripens. Con l’abolizione delle legis actiones l’esecuzione personale rimane. Non basta che il debitore faccia mancipatio o in iure cessio della cosa. creditore pronunzia certa verba com cui afferma per sé un potere costituito sul debitore. Il promittente resta vincolato alla promessa (prestazione futura) ed è responsabile in caso di inadempimento  obligatio. il quale ne fa atto di apprensione  debitore = nexus. 326 a. azioni in ius. in quanto non è proponibile la condictio indebiti. punizioni corporali. Per liberare il nexus è necessaria la solutio per aes et libram.  Praestare: ogni possibile prestazione . Sponsio: prototipo della stipulatio. La pena pecuniaria nata come riscatto per gli atti illeciti viene considerata alla stregua di una prestazione. È considerato inadempiente il debitore che compie l’atto traslativo senza essere proprietario della cosa. Nexum: gestum per aes et libram.L’idea di obbligazione nasce per gli atti leciti. Praedes: nella legis actio sacramenti in rem garantiscono che la parte cui il pretore abbia assegnato provvisoriamente il possesso della cosa controversa la restituisca all’avversario in caso di soccombenza. compimento di un negozio. il quale esercita sul nexus materiale coercizione. Contenuti della prestazione:  Dare – trasferire la proprietà o costituire altro diritto reale. attività materiale. Quando l’esecuzione per debiti si effettuava per mezzo della legis actio per manus iniectionem. viene abolito dalla lex Poetelia Papiria. Nelle azioni in personam il vincolo di oportere si accompagna ad un vincolo di ius civile. occorre l’effetto di traslazione della proprietà. I rapporti sanzionati sono dette obbligazioni civili. L’obbligazione naturale può essere oggetto di novazione.C. sottostanti ad azioni in personam.

Con l’impossibilità sopravvenuta di una delle prestazioni l’obbligazione alternativa diventa semplice e il debitore è tenuto ad adempiere la prestazione ancora possibile.  La prestazione deve essere determinata o determinabile. In tema di stipulatio e mandato si sancisce la nullità del negozio se questo è strutturato in maniera tale che l’obligatio nasca direttamente in capo all’erede di una delle parti  ricorso all’ adstipulator – valida la stipulatio per la quale il promittente avrebbe adempiuto in punto di morte + valido il mandato post mortem se è ravvisabile un inizio di esecuzione in vita delle parti. divieto di contratti in favore di terzi. Indivisibili solo se è indivisibile il diritto oggetto della prestazione (es. è necessario che l’oggetto sia indicato con ragionevole determinatezza.  La prestazione deve essere lecita (non contraria al diritto oggettivo o al buon costume). nasce da stipulatio o da legato per damnationem. Se l’impossibilità sopravvenuta è imputabile al debitore. il creditore può scegliere tra la prestazione possibile e la stima di quella divenuta impossibile. anche con rinvio ad elementi esterni al negozio compiuto o affidando la precisazione ad un terzo (il quale deve agire con arbitratus bone viri. ha la sua fonte nella stipulatio. Ovviamente le obbl indivisibili non possono essere adempiute parzialmente  regime delle obbl solidali elettive. costituire il diritto di usus). cose fungibili. stabilita preliminarmente d’accordo tra le parti. La stipulazione penale è una stipulatio con la quale una parte promette all’altra di pagare una pena in denaro se la prestazione non dovesse essere eseguita come e quando convenuto  anche se la prestazione non ha carattere patrimoniale. La poena è convenzionale. cose individuate nella specie. criteri dell’uomo onesto. spetta al creditore solo se espresso nell’atto costitutivo. pena la nullità. Impossibilità materiale e giuridica (es. Segue le regole proprie delle obbligazioni da atto lecito ed è perseguibile con l’actio ex stipulatu. negata efficacia ai contratti in favore di terzi. in cui il debitore si libera con l’adempimento di una delle due. Anche qui può soccorrere una stipulazione penale del tipo “Prometti di darmi 200 se non darai 100 a Caio entro domani?”  L’oggetto della prestazione deve essere un comportamento proprio del debitore. Obbligazioni indivisibili: sempre quelle di facere. obbl di costituire una servitù. divieto di stipulatio in cui il debitore promette di compiere una prestazione in favore di un terzo estraneo al negozio. La scelta spetta di regola al debitore e costui la può cambiare sino al momento dell’adempimento (ius variandi). valutazione in denaro. così glielo si attribuisce. . Divisibili le obbl. trasferire al creditore la proprietà di una cosa già sua) sono equiparate. I classici negano validità all’assunzione di responsabilità per comportamenti altrui. pena la nullità. Obbligazioni generiche: obbl in cui la prestazione ha ad oggetto cose fungibili.  Il creditore deve avere interesse alla prestazione. non è valida nemmeno l’assunzione dell’impegno che un terzo estraneo al negozio tenga un certo comportamento  La prestazione deve essere possibile nel momento in cui si compie il negozio. La scelta deve orientarsi su res di media qualità. Obbligazioni alternative: due o + prestazioni.Requisiti della prestazione:  Carattere patrimoniale. Un’obbligazione non può iniziare dalla persona dell’erede. La prestazione non può diventare impossibile per perimento della cosa perché il genus non può perire. di dare quando la prestazione ha ad oggetto denaro.

invece di estinguersi si perpetua. Culpa lata: colpa grave. si perpetua. risponde per custodia. . offrendo di eseguire la prestazione. rischio dipendente da un evento pregiudizievole per taluno e non imputabile a nessuno. Quando il debitore tiene a proprio vantaggio una cosa altrui. Commette dolo il depositario che volontariamente provoca il perimento della cosa depositata. In conformità ai criteri della buona fede. diventata impossibile la prestazione. È nullo il patto di esonero dal dolo. con l’obbligo poi di restituirla. Periculm. Il depositario risponde solo per dolo (inteso come volontarietà dell’evento dannoso provocato dal comportamento). il debitore ha la possibilità di liberarsi depositando la pecunia (dopo averla obsignata. per caso fortuito o forza maggiore. perché tiene la cosa non a proprio vantaggio. eseguita tempestivamente la prestazione. periscono per cause non riconducibili al dolo del debitore. divenuta impossibile la prestazione. Le conseguenze della mora del debitore vengono meno quando lo stesso debitore purga la mora. Il debitore è liberato solo se la prestazione diventa impossibile. Ai criteri di imputazione dell’inadempimento si può derogare con patto contrario nelle obbligazioni da contratto. Se il debitore offre di pagare specificando le cose che offriva in pagamento e queste. non adempie il proprio debito. Il debitore. questi è liberato in forza di exceptio. Nelle fattispecie di iudicia bona fidei il debitore moroso è liberato se prova che. ma a vantaggio del deponente. in quanto agli effetti è equiparata al dolo. È superflua in caso di obbl con il termine iniziale previsto nel negozio costitutivo e in caso di obbl nascenti da furto (perché il ladro è sempre in mora). non importa se voluto o non.Responsabilità contrattuale Il debitore è responsabile se l’impossibilità della prestazione è a lui imputabile. così da renderla riconoscibile) in luogo pubblico. culpa in abstracto Culpa in concreto: colpa di chi non cura le cose altrui come le cose proprie. Il debitore moroso è sempre responsabile dell’impossibilità sopravvenuta della prestazione. nella quale incorre il debitore che non intende quel che tutti intendono. in caso di debiti pecuniari. Nelle obbl è solitamente a carico del creditore. Interpellatio = prassi di invitare il debitore ad adempiere. consapevolmente e senza alcuna giustificazione. il debitore risponde dell’impossibilità sopravvenuta della prestazione se essa consegue a un suo comportamento positivo e cosciente (factum debitoris). Il debitore cade in mora quando. la cosa sarebbe perita ugualmente. Nelle obbl di dare cose determinate. Culpa levis: la persona non adopera la diligentia propria dell’uomo medio. inoltre il debitore moroso deve corrispondere al creditore anche i frutti della cosa dovuta dal momento in cui sia caduto in mora o gli interessi. il periculum è sempre a suo carico e l’obbligazione. Il creditore cade in mora quando rifiuta la prestazione offerta dal debitore. Perpetuatio obligationes: divenuta impossibile la prestazione per causa imputabile al debitore. in ogni altra ipotesi egli è responsabile. rifiutate dal creditore. è giusto che il debitore risponda dell’impossibilità sopravvenuta della prestazione sulla base del criterio di custodia. In caso di obbl pecuniarie. da quel momento il debitore cade in mora. In altri casi il grado di responsabilità del debitore è limitato al dolo o alla colpa  colpa = comportamento negligente o imprudente. resta responsabile per dolo soltanto.

gli effetti reali si riconoscono ad altri negozi giuridici bilaterali non qualificati contractus. il quale è necessario e sufficiente (compravendita. bilaterali (sorgono obbl a carico di entrambe le parti. quindi qualificato iuris gentium. Contratti unilaterali (sorgono obbl a carico di una sola persona. Tipici perché sono tipiche le azioni in personam che li sanzionano. di stretto diritto. es compravendita. società. nell’intentio vi è un dare oportere a carico del convenuto. locazione. . Nasce un’obbligazione sola a carico del mutuatario. Fonti delle obbligazioni:  Contratti (atti leciti con effetti obbligatori. Per la restituzione il creditore mutuante agisce con una condictio. Con la traditio il mutuatario acquista la proprietà del denaro o delle altre res nec mancipi che gli vengono consegnate – datio. contratti innominati…) I contratti del diritto romano hanno solo effetti obbligatori. mandato. che deve restituire l’equivalente di quanto ricevuto. ma può nascere obbl a carico anche dell’altra). Finché non hanno avuto esecuzione si sciolgono per mutuo dissenso. locazione) o bilaterali imperfetti (è obbligata una sola parte. Mutuo: contratto reale unilaterale. mutuo). es stipulatio. tutti sanzionati da azioni di buona fede). produttivi dell’obbligazione concordemente voluta dalle parti. pegno –> possesso). riconosciuto e tutelato anche nei confronti dei peregrini. astratta. poi negozi giuridici almeno bilaterali in cui si ravvisa tra le parti un accordo volto a far nascere l’obbligazione)  Delitti (atti illeciti extracontrattuali sanzionati da azioni penali)  Variae causarum figurae di Gaio (solutio indebiti. esistono dei correttivi (es stipulatio è un contratto in cui la tipicità sta nella forma e non nei contenuti. Contratti reali: l’obbligo si contrae in virtù della consegna della cosa e a partire da quel momento. che può essere una traditio (mutuo –> proprietà. con formula senza demonstratio. vari altri atti leciti con effetti obbligatori non classificabili tra i contratti per difetto di accordo volto a far nascere l’obbligazione…) Obbligazioni quasi ex contractu (relative ad atti leciti obbligatori non contrattuali per difetto di consenso) e obbligazioni quasi ex maleficio (relative ad illeciti meno gravi già sanzionati dal pretore con azioni penali) Contratti: negozi giuridici almeno bilaterali con effetti obbligatori. Contratti consensuali: l’obbligazione si contrae in virtù del consenso. Il consenso è espresso mediante verba o mediante scriptura. una parte (mutuante) consegna all’altra (mutuatario) una somma di denaro o altre cose fungibili con l’impegno del mutuatario di restituire altrettanto dello stesso genere. Il mutuo è un istituto del ius civile. negozio causale che realizza un prestito di consumo. il consenso è incorporato nella consegna.La mora accipiendi cessa una volta che il creditore manifesta la concreta disponibilità a ricevere la prestazione. in personam e in ius. azione per la restituzione del dato. Contratti verbali (l’obbl nasce per effetto della pronunzia di certa verba) o letterali (l’obbl nasce con la materiale registrazione per iscritto di certe operazioni contabili). Il periculum è a suo carico.

Il creditore pignoratizio che riceve la cosa in pegno assume la veste di debitore perché. risponde per custodia. non può usare la cosa se non commettendo furtum usus. Tutela giudiziaria doppia. Periculum a carico del mutuante. A richiesta deve restituire l’equivalente. Contratto gratuito. per effetto della datio pignoris. Il deponente è tenuto a rimborsare al depositario le eventuali spese necessarie e risarcirgli i danni che la cosa gli ha procurato  bilaterale imperfetto. I patti aggiunti sono tutelati solo in via di exceptio. un’actio depositi in factum e un’actio depositi in ius ex fide bona (azioni dirette). con l’intesa che il depositario la custodisse gratuitamente e la restituisse al deponente su semplice richiesta. Comodato: contratto reale e bilaterale imperfetto. estinto il debito. Il . azione contraria in factum (pretoria) in favore del comodatario per eventuali spese e danni. da Giustiniano anche per culpa lata. Tutela pretoria e civilistica: azione diretta in favore del comodante per la restituzione della cosa. con l’intesa di restituirla al deponente che verrà riconosciuto proprietario. patto per cui gli interessi non pagati avrebbero prodotto altri interessi. Contratto di Pegno: rapporto obbligatorio che. Per le spese e i danni il sequestratario ha la stessa tutela del depositario. Fenus nauticum: prestito marittimo. Sequestro: se sull’appartenenza di una cosa c’è controversia tra due o + persone. sarà tenuto alla restituzione della res pignerata. perita o deteriorata la cosa. ha diritto al rimborso per eventuali spese necessarie erogate sulla cosa e al risarcimento per eventuali danni che la cosa gli abbia procurato. Il comodato è un prestito d’uso gratuito nell’interesse del comodatario. 100% su base annua). Contratto reale bilaterale imperfetto. non al pagamento di interessi. divenuto proprietario. Limite massimo agli interessi. la stessa cosa gli venga restituita.Il debitore è tenuto a restituire l’equivalente di quanto ricevuto. Per il perimento o deterioramento della cosa è responsabile per dolo. pena la nullità della parte eccedente il limite: fenus unciarium (XII tavole. pretoria e civile: il deponente ha. È vietato l’anatocismo. la pattuizione di un compenso fa rientrare il rapporto nella locatio operis. Il sequestratario acquista la possessio ad interdicta. Il depositario acquista solo la detenzione. se il creditore vuole ricevere gli interessi deve fare ricorso a una distinta stipulatio. per cui l’oppignorante a garanzia di un debito consegna al creditore una cosa con l’intesa che. può mescolare con il proprio denaro contante e utilizzare. per la restituzione della cosa. Il comodatario. queste possono decidere di affidarla a un terzo sequestratario perché la custodisca. Deposito irregolare: affidamento ad altri di pecunia numerata che l’accipiente. il quale può usare la cosa comodata e non deve alcun compenso per l’uso. il depositario ha un’actio depositi contraria per eventuali spese o danni. una parte (comodante) consegna all’altra (comodatario) una cosa mobile con l’impegno del comodatario di restituire la stessa cosa. il comodatario acquista solo la detenzione della cosa. data la gratuità del contratto. riguarda somme di denaro date in prestito per operazioni commerciali d’oltre mare. Deposito: contratto per cui una parte (deponente) consegna all’altra (depositario) una cosa mobile. Il debitore potrà quindi pretendere la restituzione della cosa. si istituisce tra chi da la cosa in pegno (oppignorante – debitore) e il creditore che la riceve. i deponenti hanno l’actio sequestrataria contro il sequestratario per la restituzione della cosa. estinto il debito. poi 12% in età repubblicana e 6% con Giustiniano. con tassi consentiti pure se al di sopra del limite legale per l’elevato rischio corso durante il trasporto.

L’interrogazione della stipulatio può essere formulata in modo che l’altro prometta di adempiere o allo stipulante o a un terzo. la stipulatio è negozio di ius civile per gli effetti. Stipulatio: carattere astratto. unilaterale. Schema: interrogazione dello stipulante – congrua risposta del promittente (Prometti di darmi cento? Prometto). una volta estinto il credito non l’avesse restituita. ma di ius gentium per la fruibilità. stessa causa del pegno. la risposta deve seguire alla domanda entro un tempo breve di risposta (unitas actus). reipersecutoria e infamante (rif a criteri di lealtà e correttezza. L’adstipulator è un secondo stipulante che. la stessa cosa sarebbe stata ritrasferita in proprietà al fiduciante. struttura agile anche se formale. denominato adiectus solutionis causa. È nulla la stipulatio in cui si riscontra difetto di consenso. Necessaria la contemporanea presenza delle due parti. Responsabilità del convenuto per colpa. il fiduciario può far valere con exceptio doli e retentio le proprie eventuali contropretese per spese necessarie e danni. la più antica fonte di obligatio. Riservata ai cives. Processo formulare: al fiduciante si da un’actio fiduciae per il riacquisto di proprietà e possesso. Per il fenomeno della solidarietà il promittente è liberato con una prestazione soltanto. effetti di ius civile (nasce un’actio ex stipulatu civile). il creditore-fiduciario può soddisfare il proprio credito vendendo la cosa). il quale assume l’impegno di compiere la prestazione indicata dall’interrogante  l’obbligazione sorge solo a carico del promittente – c. alla stregua di iudicia bona fidei). il quale può esigere la prestazione solo se il promittente si rivolge a lui per l’adempimento (non è creditore diretto). Contratti verbali: il consenso è espresso verbis. Prototipo = sponsio. In età repubblicana il pretore promette un’actio pigneraticia in factum e in personam contro chi. Il fiduciante. il fiduciario deve ritrasferire la proprietà su semplice richiesta). nella fiducia cum creditore. vi si affianca rivolgendo pure lui al promissor invito a compiere in suo favore la stessa prestazione già promessa all’altro – con la risposta positiva del promittente nascono due stipulationes. Nella fiducia cum creditore la garanzia è assicurata per il fatto in sé che il creditorefiduciario acquisti la proprietà – prassi di attribuire al fiduciario il ius vendendi (inadempiente il debitore.creditore pignoratizio acquista sulla cosa la possessio ad interdicta. in personam. . può trattenere il possesso. ma non può utilizzarla. riacquistando la proprietà per usureceptio (usucapione che si compie in un anno a prescindere da iusta causa) evita l’usureceptio solo se lascia la cosa all’altra parte a titolo di locazione o precario. verificate certe condizioni. Fiducia: una parte (fiduciante) trasferisce all’altra (fiduciario) la proprietà di una cosa mediante mancipatio o in iure cessio col patto che. ha diritto al rimborso di spese necessarie e danni. oltre ad avere un’actio fiduciae contraria. Cum creditore (il passaggio di proprietà è a garanzia di un credito del fiduciario. per perimento o deterioramento risponde per custodia. avendo ricevuto una cosa in pegno a garanzia di un proprio credito. Nelle forme diverse dalla sponsio. estinto il debito il creditore-fiduciario deve ritrasferire al fiduciante la proprietà della res) e cum amico (la causa può essere la custodia. avuto incarico dal primo. ampia gamma di applicazioni – contratto tipico anche se la tipicità attiene alla forma e non ai contenuti.

Compravendita:contratto consensuale in cui il venditore si obbliga a fare conseguire al compratore il pacifico godimento di una cosa. Il consenso deve essere manifestato. Actio ex stipulatu: azione dello stipulante contro il debitore inadempiente. Contratti letterali: l’obbligazione nasce litteris. anche al di fuori del tradizionale schema. emptio rei speratae (vendita sottoposta a condizione sospensiva che le cose vendute venissero ad esistenza) o emptio spei (vendita aleatoria. creditore di una somma di denaro. attraverso un nuntius o per lettera. registra nel codex accepti quanto dovuto dal debitore. Nomen transscripticium: operazione contabile eseguita dal pater familias nel codex accepti et expensi:  Transcriptio a re in personam: il pater familias. e nel codex espensi la stessa cifra. Per la sostanza il consenso della controparte (marito o patrono) non può mancare. Oggetto: merx. In età repubblicana si usa attestare il compimento della stipulatio con dei documenti scritti (instrumenta).C. come se l’avesse incassato. con verba pronunziati solo dalla parte che si obbliga. si compiono uno loquente. anche tacitamente. Giustiniano lasciò alle parti decidere se la vendita doveva essere compiuta per iscritto o oralmente.Al promittente possono affiancarsi degli adpromissores. segna nel codex accepti la somma che quello gli deve e nel codex expensi la stessa cifra. come se l’avesse data a mutuo al terzo – novazione. crediti… ammessa la vendita di cose future. le obligationes nascono per effetto del solo consenso. Giustiniano i verba della stipulatio devono presumersi pronunziati salvo prova che le parti non fossero nella stessa città durante la redazione del documento. non condizionata). per il fatto in sé della scriptura. 472: l’imperatore Leone dispone che la stipulatio si possa compiere validamente con l’impiego di parole qualsiasi. Res corporales.  Transcriptio a persona in personam: il pater familias. Obbligazioni del venditore: . Obbligazioni del compratore:  Pagare il prezzo (traditio delle monete)  Pagare gli interessi moratori se ritarda il pagamento Actio venditi di buona fede contro il compratore inadempiente. Iuris gentium. stabilito liberamente tra le parti. III secolo a. che promettevano di prestare quanto già promesso allo stesso stipulante. Il creditore ha un actio certae creditae pecuniae. che presuppone il consenso manifestato tra le parti. il compratore si obbliga a pagare al venditore un corrispettivo in denaro nella misura convenuta. ma anche eredità. superficie. sanzionata da azioni in ius di buona fede. Dotis dictio e promissio iurata liberti – altri contratti verbali. solo in età postclassica si riconosce efficacia al documento in sé. Per esigenze probatorie si iniziò a redigere per iscritto un documento che attestasse l’accordo concluso e le condizioni della vendita  consenso ha efficacia traslativa del dominio. Il prezzo deve essere espresso in denaro contante. Ricorso a una caparra per confermare il consenso prestato (nella vendita per iscritto ha valore penitenziale). come se l’avesse data a mutuo al debitore. Solo da Diocleziano nasce il principio per cui il prezzo debba corrispondere al valore della cosa venduta (così se il prezzo era inferiore alla metà del valore della cosa – laesio ultra dimidium – il venditore può ottenere la rescissione della vendita). avendone avuto delega da un proprio debitore e d’intesa con un terzo. Periculum a carico del compratore.

 In diem addictio. colonus = conduttore di fondi rustici). spettava al compratore l’actio de modo agri per il doppio del minor valore del fondo se il fondo stesso risulta di estensione inferiore. Contro il emancipante del fondo venduto che in seno alla mancipatio avesse. nel suo complesso. per poi restituirla una volta scaduto il termine convenuto o raggiunto lo scopo previsto. se il venditore entro un certo termine riceve una migliore offerta.  Patto commissorio. Il conduttore assume l’obbligo di pagare la mercede. Il venditore che vende cosa non propria non è per questo in sé responsabile. se il compratore dichiara. Patti aggiunti  patti risolutivi sospensivamente condizionati. il locatore si impegna a mettere a disposizione del conduttore. La resp del venditore sorge solo se il compratore subisce evizione  fatto del terzo che rivendichi con successo. Locatio operis: il locatore si obbliga a consegnare una cosa. Edili curuli – obbligano i venditori di schiavi e di animali esposti in vendita a dichiarare preliminarmente al compratore i vizi delle res in vendita. Far conseguire al compratore il pacifico godimento della merx (nella vendita di res corporales è tenuto a farne traditio vacuae possessionis) Risponde per custodia se la merce non consegnata contestualmente alla vendita periva. per poi restituirla al locatore  trasformare la res. iuris civilis in quanto agli effetti. Risponde per imperitia (equiparata alla culpa) per cattiva esecuzione dell’opera. Vizi occulti: vizi o difetti materiali della cosa non manifesti al compratore all’atto della vendita  la resp del venditore non discende di per sé dal contratto di vendita. in ius ex fide bona. con l’esplicita previsione di una mercede. a favore del creditore. si risolve la compravendita. Azioni locati e conducti. Locazione: contratto consensuale e bilaterale per cui. una cosa (mobile o immobile) e il conduttore si impegna a prenderla in consegna. risulta soggetta a condizione risolutiva. ma nell’interesse del locatore. per un periodo di tempo limitato e con uno scopo preciso. Locatio rei: ha ad oggetto cose mobili o immobili (inquilinus = conduttore di immobili urbani. presso il compratore. Actio empti di buona fede contro il venditore inadempiente. Il conduttore acquista la detenzione della cosa. Il conduttore acquista la detenzione. precisato l’estensione del fondo. purchè faccia conseguire al compratore il pacifico godimento della cosa venduta. con lex mancipii. responsabile per custodia in caso di perimento o deterioramento della res locata. il conduttore a esercitare autonomamente. è responsabile per custodia. la cosa venduta. Il compratore ha un’actio rehdibitoria (il compratore riottene il prezzo previa restituzione del servo o animale – 6 mesi) e un’actio quanti minoris (per recuperare il minor valore dello schiavo o animale – 1 anno). per cui la vendita. la vendita è risolta. una certa attività relativa alla cosa stessa. Il locatore assume l’obbligo di consegnare la cosa. È liberato per impossibilità sopravvenuta dipendente da caso fortuito . a favore del venditore. mantenere la cosa nelle condizioni in cui gli è stata consegnata e restituirla alla scadenza.se il compratore non paga il prezzo entro il termine convenuto si risolve la compravendita. idonea all’uso convenuto ed esente da vizi non dichiarati.  Pactum diplicentiae. di non gradire la cosa. contratto iuris gentium in relazione ai soggetti che ne fruiscono. a favore del venditore. e di assicurarne al conduttore il godimento. Actio ex stipulatu una volta verificato che le qualità promesse con stipulatio non esistono o i vizi dichiarati assenti sono invece presenti. sì da raggiungere il risultato convenuto. nel termine convenuto.

Al mandatario non è dovuto alcun compenso. Iuris gentium (tutelato anche nei confronti dei peregrini) e di ius civile (sanzionato dall’actio pro socio. Periculum a carico del datore di lavoro. È nullo il patto leonino (patto che limita la partecipazione di un socio alle sole perdite e lo esclude dagli utili). l’actio mandati directa (infamante). e sollevarlo dai debiti assunti. per difficoltà della navigazione. il mandatario risponde per dolo. è valido il patto per cui non socio partecipi solo agli utili e sia escluso dalle perdite. eventualmente plurilaterale. contro il mandatario. il rischio viene ripartito proporzionalmente tra tutti i locatori delle merci imbarcate sulla stessa nave. il mandatario ha. deve pagare la mercede anche se il lavoratore non presta le suo opere per causa a lui non imputabili. Per limitare la responsabilità si svolge l’attività comune per mezzo di schiavi forniti di peculio. si è costretti a gettare in mare parte delle merci locate per il trasporto. Profitti e perdite vanno divisi in parti uguali se nulla è convenuto in proposito. né la societas assume rilevanza esterna verso i terzi. Il mandatario ha l’obbligo di eseguire fedelmente l’incarico e trasferire al mandante beni. ma è necessario che questo permanga nel tempo – affectio societatis. iuris gentium. Locatio operarum: un uomo libero assume l’impegno di mettere la propria attività lavorativa alle dipendenze di altra persona. il rischio dovrebbe essere sopportato dai locatori. per cui i socii convengono di mettere in comune beni e attività lavorative al fine di conseguire un lucro per tutti. Mandato: contratto bilaterale imperfetto per il quale il mandante conferisce un incarico al mandatario. contro il mandante. il quale si impegna a eseguirlo. Societas: contratto consensuale bilaterale. la quale si obbliga a pagare. che deve ugualmente pagare la mercede). quindi può evitare la condanna pagando una pena. la condanna dell’actio pro socio è infamante. Il mandante ha. Societas omnium bonorum: società più antica. Il mandato può essere nell’interesse del solo mandante o di terzi. Per la fraternitas che si stabiliva tra soci e per la fiducia reciproca fra di essi. Per inadempimento o cattiva esecuzione del mandato. come corrispettivo. diritti e crediti acquistati in relazione al mandato. Il grado di resp del socio è diverso a seconda delle situazioni. in ius di buona fede). La societas romana non da luogo alla costituzione di un patrimonio autonomo distinto da quello personale dei soci. Se. dove i soci convengono di mettere in comune tutti i loro beni. in quanto se fosse previsto il rapporto potrebbe rientrare nella locatio operis. l’actio mandati contraria  azioni in ius ex fide bona. Nella società consensuale le parti si obbligano in forza del semplice consenso comunque manifestato. Sistema di rappresentanza indiretta. una certa mercede. presenti e futuri. Scioglimento della società:  Reciproco dissenso  Manifestazione di voler recedere dal contratto di anche solo un socio  Esaurimento dello scopo  Impossibilità sopravvenuta di raggiungere lo scopo  Morte o capitis deminutio anche di un solo socio  Procedura esecutiva per insolvenza con bonorum venditio di anche solo un socio. Il convenuto gode del beneficium competentiae. .o forza maggiore (il periculum è a carico del locatore. previa divisione di profitti e perdite. ma per la lex Rhodia de iactu. sul mandante grava l’obbligo di rimborsare al mandatario le spese e risarcire i danni occorsi.

Nuda pacta: convenzioni. che non rientrano nello schema di alcun contratto tipico. in qualsiasi forma manifestati. Condictio causa data causa non secuta: la parte che compie una datio può esperire la condictio extracontrattuale per ripetere quanto prestato nel caso in cui manchi la controprestazione.  Precario – concessione di un bene che il concedente fa al precarista perché ne goda gratuitamente e lo restituisca a semplice richiesta. La parte che ne trae vantaggio non può promuovere giudizio. . Giustiniano diede efficacia obbligatoria al patto extragiudiziario con cui due parti convenivano di rimettere all’arbitrato di un terzo scelto di comune accordo la decisione di una controversia tra loro. o a restituire la cosa stessa  datio ad inspiciendum – una parte consegna all’altra una cosa perché ne determini il valore e la restituisca. Iuris gentium. il cui valore obbligatorio deriva dall’esecuzione data da una delle parti  do ut des. in cui l’intentio esprime l’obbligo alla controprestazione del convenuto con il verbo oportere ed è preceduta da praescriptio).C. contestuali alla conclusione del contratto. Unilaterali (si obbliga solo la parte che riceve la prestazione). sono parte integrante del contratto. Nella prima età repubblicana l’editto pretorio de pactis diede efficacia limitata mediante l’exceptio pacti conventi – non danno luogo ad obbligazioni. per la loro attuazione può essere proposta la stessa azione di buona fede propria del contratto cui il patto inerisce.. accordi. convenuta in violazione del patto avrebbe opposto l’exceptio per essere assolta una volta che il giudice avesse verificato l’effettiva esistenza del patto.  donazione modale  permuta  contratto estimatorio – una parte da all’altra una cosa stabilendone il valore.Estinzione mandato:  Revoca del mandante  Rinunzia del mandatario  Morte di una delle parti  Reciproco dissenso  Espletamento dell’incarico Contratti innominati: negotia in cui ciascuna delle parti viene onerata di un dare o di un facere. I classici vi davano rilevanza giuridica indiretta: ciascuna parte prometteva all’altra con stipulazioni penale una pena pecuniaria se la parte promittente non si fosse adeguata alla pronunzia dell’arbitro  compromesso  patto legittimo. Il precarista è tutelato contro terzi con l’interdictum uti possidetis – qualifica di possessore. I patti aggiunti ai contratti dai quali derivano azioni di buona fede si distinguono tra:  pacta adiecta in continenti. l’accipiente si obbliga o a venderla e restituire il ricavato nei limiti della stima. Il pretore è il primo a dare efficacia a queste convenzioni. si afferma il principio per cui la parte che avesse fatto la prestazione avrebbe potuto avanzare la pretesa alla controprestazione tramite un actio praescriptis verbis (azione in personam e in ius. con actiones in factum decretales.. La responsabilità del debitore è estesa alla colpa. Il concedente può riprendere possesso della cosa in ogni momento con atto di autodifesa.  pacta adiecta ex intervallo: successivi alla conclusione del contratto. nel II secolo a. anche contro la volontà del precarista (interdictum quod precario). Giustiniano nega al concedente di poter riprendere possesso della cosa in via di autodifesa.

L’ex pupillo deve rimborsare all’ex tutore e sollevarlo dai debiti assunti per la gestione. Delitti: comportamenti determinati che l’ordinamento riprova. di buona fede. Il tutore risponde per culpa in concreto. con certa verba. poi per colpa Obblighi del gerito:  assumere su di sé le obbligazioni che l’altro contrae in relazione alla gestione  rimborso spese e danni al gestore Sistema di rappresentanza indiretta. Applicazioni non contrattuali della condictio = si procede a datio dotis e il matrimonio non ha luogo. che concede la petitio fideicommissi al fedecommissario (il giudice deve giudicare con criteri di equità). Ambedue le parti hanno le actiones negotiorum gestorum. Obligatio = vincolo giuridico esistente tra offensore ed offeso per cui l’uno era tenuto verso l’altro al pagamento di una pena pecuniaria. comporta condanna al doppio in caso di contestazione infondata. rapina. diretta per perseguire il gestore e contraria per perseguire il gerito. Criterio generale del dolo: il delitto si imputa al suo autore se commesso col deliberato proposito di provocare all’offeso il pregiudizio che gliene deriva. Solutio indebiti: ricorre ogni qual volta un soggetto esegua una datio nell’erronea convinzione di esservi tenuto. il donante sopravvive nella donatio mortis causa… senza la condictio l’accipiens avrebbe realizzato un arricchimento ingiustificato. intrapresa con la convinzione che si trattasse di affari altrui e iniziata utilmente. l’equivalente per cose fungibili. in personam in ius e di stretto diritto. la stessa cosa se è una cosa specifica. Nel legato sinendi modo il testatore pone a carico dell’erede un obbligo di non facere per consentire al legatario di fare qualcosa. il tutore dell’impubere deve rendere conto all’ex pupillo della gestione tutelare. onera l’erede di compiere una prestazione determinata in favore del legatario. perseguibile con azione penale  furto. damnum iniuria datum e iniuria trattati nelle Institutiones di Gaio. tutti rientranti tra gli atti illeciti extracontrattuali. . Gestione della tutela impuberum: cessata la tutela. non rilevando se poi l’esito della gestione fosse stato utile o no per il gerito. Il legatario ha l’actio ex testamento. Obblighi del gestore:  portare a termine l’affare intrapreso  trasferire al gerito beni e diritti che ricava o avrebbe dovuto ricavare dalla gestione  responsabilità per dolo. Legati obbligatori: legati per damnationem e sinendi modo danno luogo ad obbligazioni tra erede e legatario quando il testamento acquista efficacia. Communio incidens (gestione cosa comune) e coeredità seguono gli stessi criteri di responsabilità. effetti obbligatori. e l’accipiens riceva la prestazione inconsapevole che non sia dovuta  applicazione della condictio indebiti per la restituzione del dato  obbligazione dell’accipiens di restituire l’indebito al solvens. Nel legato per damnationem il testatore. Fedecommessi: disposizioni di ultima volontà in favore di terzi che il testatore rimette alla fides dell’erede o del legatario per l’esecuzione. Sanzionati per la prima volta in sede di cognitio extra ordinem.Atti leciti non contrattuali Negotiorum gestio: gestione di affari altrui senza mandato.

L’autore del danneggiamento è responsabile anche per culpa levissima.C. Genera furtorum:  furtum manifestum: furto commesso dal ladro preso. in frode allo stipulante. contatto fisico con la cosa pur senza la materiale sottrazione. non integrando gli estremi di altri delitti. Actio legis Aquiliae. animali e cose inanimate nei 30 gg precedenti l’evento dannoso. esercitata direttamente contro il ladro se è sui iuris. ha estinto il credito mediante acceptilatio  poena: importo del credito estinto.C. Aspetto oggettivo: rileva il danno corpore corpori datum. Aspetto soggettivo: si richiede la contrectatio fraudolosa.I crimina sono i comportamenti più direttamente lesivi degli interessi della comunità. penale e infamante. La legge Aquilia punisce il damnum iniuria datum = danno ingiusto. articolata in 3 capitoli:  uccisione iniuria di schiavi e pecudes altrui  poena: maggior valore che lo schiavo o l’animale ha avuto nell’anno precedente l’uccisione. catturato dal derubato sul fatto  il ladro deve essere fustigato e addictus dal magistrato al derubato. . la parte della condanna che supera il valore della res al tempo del danno è a titolo di poena. si ritiene sufficiente la contrectatio rei. Rapina: 76 a. il derubato può ucciderlo. Nel caso di furto di cosa comodata. si nega che sia furto la sottrazione di cose ereditarie e la sottrazione di cose tra marito e moglie. il comodatario con l’actio furti (cumulabili). Condictio ex causa furtiva: reipersecutoria. prodotto direttamente dalla forza muscolare dell’agente all’integrità fisica della cosa. azione penale pretoria. actio vi bonorum raptorum volta a sanzionare la sottrazione di cosa altrui commessa con violenza. Le actiones furti sono infamati. uccisione e ferimento di animali non pecudes. mista nel caso in cui la cosa avesse perduto valore nell’ultimo anno o mese. entro l’anno al quadruplo. il comodante agisce con la condictio. Furto: sottrazione illecita di una cosa mobile altrui (amotio rei) – ogni comportamento doloso che. Giustiniano qualifica l’azione aquiliana: reipersecutoria se il danno è provocato nel momento di maggior valore della res nell’ultimo anno o mese.  adstipulator che. vi è attivamente legittimato il derubato che avesse un interesse giuridicamente apprezzabile che la cosa non venisse rubata. causato da comportamento negligente. contro l’avente potestà e in via nossale se il ladro è alieni iuris. sanzionati con pene più gravi e repressi nell’ambito di iudicia publica. distruzioni o semplice danneggiamento di cose inanimate  poena: maggior valore di schiavi. provocasse ad altri una perdita o uno svantaggio relativo ad una cosa mobile o immobile. dopo l’anno in simplum. Il pretore estende la tutela aquiliana anche ai non proprietari. Iniuria: offese arrecate al fisico di un’altra persona. penale e in ius. il derubato persegue il quadruplo del valore della cosa rubata. Se il ladro commette il furto di notte o se cerca di difendersi con le armi.  furtum nec manifestum: ogni furto non manifesto  pena pecuniaria in duplum. vi è ammesso il proprietario della cosa rubata in quanto tale. Danneggiamento (damnum iniuria datum): lex Aquilia III secolo a. Aspetto oggettivo: per configurare il furto. contro l’autore del danno. più gravemente riprovati.  ferimento di schiavi e pecudes. poi perseguibile con l’actio furti nec manifesti in ius. Età preclassica: actio furti manifesti.

cadendo.  Os fractum: frattura di un osso che non comporta perdita della funzionalità dell’organo – 300 assi per un libero. caupones. con la compensazione ope iudicis.C. Solutio per aes et libram: dinanzi a 5 cives puberi e a un libripens.  Positum aut suspensum: azione penale. l’actio iniuriarum estimatoria per la persecuzione degli atti dolosi e ingiusti di violenza fisica alle persone. Sorge per il solo fatto della situazione di pericolo. intrasmissibile agli eredi. stabularios: per furti e danni a passeggeri e avventori che si verificano sulle navi. azione penale in factum contro l’habitator. non penale. condemnatio con taxatio.  Lesioni e altre violenze fisiche minori – 25 assi. se non risulta il luogo dall’atto la prestazione va compiuta al domicilio del debitore. presente il creditore. Remissione del debito: atto col quale il creditore rinunzia ad esigere il proprio credito. a quello più antico. Comporta l’adempimento per intero della prestazione (salvo che il creditore accetti un adempimento parziale o che il debitore goda del beneficium competentiae in virtù di una taxatio nella condemnatio formulare). Obbligazioni quasi ex delicto: derivano dagli illeciti pretori non dolosi. 150 assi per un servo. si riferisce ai danni prodotti da comportamenti spontanei e innaturali dei pecudes. Azione nossale. nelle locande o nelle stazioni per il cambio dei cavalli. Il pretore istituisce nel II secolo a. avrebbe potuto provocare danni ai passanti. per la morte di un uomo libero pena fissa. Datio in solutum: il debitore può compiere una prestazione diversa solo con il consenso del creditore. per il ferimento di un uomo libero la pena è determinata dal giudice secondo equità. dalla prima età preclassica estingue le obbl ipso iure. Actio de pauperie: XII Tavole. Per i danni a cosa la pena è il doppio dei danni arrecati. per lo scioglimento del vincolo a carico del condannato in un giudizio privato e per l’estinzione delle obbligazioni pecuniarie da legato . penale e infamante. se non ricorre nessuna di queste circostanza. in factum. azione penale in factum e in duplum. Se il debitore è tenuto verso lo stesso creditore per più debiti omogenei e non si precisava per quale debito si compisse la solutio. a quello più gravoso per il debitore. penale per la parte che ne risente. il debitore dichiara solennemente di liberare se stesso dal potere del creditore. concessa contro l’habitator o il dominus della casa sul cui tetto o cornicione fosse stata posata una cosa che.  Actiones adversus nautas. enunciate da Giustiniano nelle Istituzioni. Dal lato attivo è legittimato il dominus della res danneggiata. il pagamento è imputato proporzionalmente a tutti i debiti. Compiuta dal debitore o dal terzo nei confronti del creditore. giudicano i recuperatores.  Effusum vel deiectum: danni a persona provocati da oggetti lanciati o lasciati cadere dall’alto delle case di abitazione sulla pubblica via. posto di fronte all’alternativa di risarcire il danno o dare a nossa l’animale trasferendone all’attore la proprietà. Membrum ruptum: lesione fisica con perdita definitiva della funzionalità di un organo – pena del taglione o composizione pecuniaria concordata con la vittima. actio in factum.  Iudex qui litem suam fecerit: per il giudice che giudica malamente per imperizia. popularis con pena fissa. prescinde dall’evento dannoso. Estinzione delle obbligazioni: ipso iure o ope exceptionis. è data contro il proprietario delle bestie. il pagamento si imputava: al debito scaduto. È necessaria per la liberazione dei nexi dal potere del creditore. sempre nei tempi e luogo indicati nell’atto costitutivo. Solutio: adempimento.

Litis contestatio: nelle azioni civili in personam – effetto preclusivo ipso iure  il creditore non potrà più agire quindi il suo credito è estinto. compiuta la stipulatio. che si estingue solo con la sentenza di condanna. non occorre l’omogeneità dei crediti perché la condanna è sempre espressa in denaro. se il giudice assolve il convenuto debitore. Delegatio promittendi: l’elemento nuovo nella novazione soggettiva è la persona del creditore o del debitore in seguito a un’autorizzazione unilaterale e informale. D. Nel tardo diritto romano per l’attuazione si diede alla parte interessata l’actio praescriptis verbis  contratto innominato. Compensazione: se il creditore è anche debitore del proprio debitore. Si estinguono mediante acceptilatio solo le obbl nate verbis. Scompare in età postclassica. D. dallo stesso rapporto).p. riconosciuto a prescindere dall’adempimento  imaginaria solutio. in un’unica stipulatio si deduce in maniera generica il corrispettivo pecuniario di ogni debito del promittente verso lo stipulante in modo che. passiva: un terzo (delegato) si impegna con stipulatio con il creditore (delegatario) su invito del debitore (delegante). Estingue ipso iure le obbligazioni perseguibili con le azioni penali furti e iniuriarum.per damnationem. avendo ad oggetto la stessa prestazione. Effetto estintivo ipso iure. Perché il giudice nei giudizi di buona fede possa procedere a compensazione si richiede che i crediti siano ex eadem causa (dipendano dalla stessa causa. il condemnari oportere. il promittente fosse tenuto verso lo stipulante ad una sola prestazione. Acceptilatio: atto simmetrico e contrario rispetto alla stipulatio (Hai ricevuto quel che ti ho promesso? Sì)  l’obbligazione si estingue verbis e ipso iure. . Gaio definisce l’acceptilatio imaginaria solutio. crediti e debiti reciproci si estinguono nella misura in cui concorrono.p. per mettere fine alla lite pattuiscono reciproche attribuzioni (tramite stipulatio. Presuppone una lite in corso tra le parti e queste. Novazione: sostituzione di un’obbligazione con un’altra per cui la prima si estingue ipso iure e al suo posto sorge la nuova. Si verifica per effetto di una stipulatio che. Sino a Giustiniano non esiste la compensazione “legale”. Stipulatio Aquiliana: novazione oggettiva. fa espresso riferimento al rapporto obbligatorio che con essa si vuole estinguere  si estinguono anche eventuali garanzie personali e reali e si interrompe il corso di eventuali interessi. con efficacia propria dei nuda pacta. Tuttavia il debitore rimane tenuto in forza di un vincolo di natura processuale. Requisiti:  Idem debitum  Aliquid novi: la nuova obbligazione deve presentare qualcosa di nuovo rispetto alla vecchia  Animus novandi: intenzione delle parti di procedere a novazione Giustiniano ammette che la novazione possa aver luogo a prescindere dal requisito dell’idem debitum. Pactum de non petendo: il creditore può rimettere il debito impegnandosi con semplice patto a non pretendere l’adempimento della prestazione. Transazione: è una specifica causa di negozi astratti e una particolare applicazione del pactum de non petendo. opponibile mediante exceptio). sia per effetto della sentenza di condanna. dando luogo ad obligatio iudicati  novazione sia per effetto della litis contestatio. la quale produce i suoi effetti indipendentemente dalla causa – negozio astratto. la transactio ne è la causa) e rinunzie (pactum transactionis. attiva: il debitore (delegato) si impegna con stipulatio con un terzo (delegatario) in seguito all’invito del creditore (delegante).

agli altri l’aestimatio. l’acquista perché la compra (la cv è una causa onerosa. acquista da un terzo. Il bonorum emptor ha l’obbligo di agire cum deductione contro i debitori del fallito. Es. Con Giuliano si afferma il principio per cui l’obbligazione si estingue se le due causae sono entrambe lucrative. il debitore il ruolo di delegato. e il cedente avrebbe potuto in altro modo far estinguere l’obbligazione. ma non ha luogo una vera e propria cessione perché il cessionario non subentra nell’identica posizione del cedente  il debitore poteva non essere disponibile.  Il cedente può nominare cognitor o procurator ad litem il cessionario. che avrebbe potuto così agire in giudizio contro il debitore con la stessa azione della quale era titolare il cedente. Prima di allora il debitore avrebbe potuto adempiere con effetto liberatorio. legatario per damnationem di una certa cosa. In caso di res specifica. se più erano . se costoro fossero stati a loro volta creditori dello stesso. Impossibilità sopravvenuta della prestazione non imputabile al debitore Morte di una parte in certe materie I contratti consensuali si sciolgono per reciproco dissenso e si estinguono ipso iure le rispettive obbligazioni. Confusione: le figure di creditore e debitore si riuniscono nella stessa persona. ogni legatario può pretendere l’intero senza che la prestazione in favore di uno liberi l’erede rispetto agli altri. la persona alla quale il credito era ceduto il ruolo di delegatario.  Novazione soggettiva previa delegatio promittendi attiva.Gli argentarii disponevano di sicuri strumenti di riscontro contabile. devono agire cum compensatione nei confronti dei clienti. l’obbligazione si estingue se Tizio. dopo che l’obbligazione è sorta. Con adrogatio e conventio in manum di donne sui iuris si estinguono ipso iure i debiti in precedenza contratti dall’adrogato e dalla donna. Obbligazioni solidali cumulative:la prestazione è dovuta tante volte quanti sono i creditori o i debitori. il quale. legatario per damnationem di una certa cosa. acquista la stessa cosa ad altro titolo – l’obbligazione si estingue ipso iure. quindi calcolare il saldo per cui i clienti restano creditori dedotti i debiti. la stessa cosa per donazione. nella quale la persona che cede il proprio credito assume il ruolo di delegante. Cambia la persona del creditore. Obbligazioni solidali: obbligazioni con pluralità di creditori o debitori in cui ciascun creditore può esigere l’intero o ciascun debitore può essere tenuto ad adempiere per l’intero. Cessione dei crediti: a Roma non era riconosciuta la possibilità giuridica di procedere a cessione di crediti e trasferimento di debiti in modo che passassero inalterati da un soggetto all’altro. Per gli illeciti sanzionati da azioni penali. non lucrativa). I crediti in questo caso devono essere omogenei. Concursus causarum: creditore di una cosa determinata. Obbligazioni parziarie: obbligazioni con pluralità di creditori in cui ogni creditore abbia il diritto di pretendere una parte soltanto dell’oggetto della prestazione o più debitori in cui ciascun debitore abbia il dovere di prestare una parte sola della prestazione. Trasferimento di debiti: su invito del debitore il creditore stipulava e il terzo prometteva quanto dovuto dal debitore (delegatio promittendi passiva) oppure il debitore nominava il terzo cognitor o procurator ad litem perché sostenesse col ruolo di convenuto la lite con il creditore. L’obbligazione non si estingue se Tizio. Si ritrova nei legati per damnationem quando la stessa cosa è legata dal testatore disgiuntamente a più persone. Il cessionario trattiene quanto ricavato  è garantito solo a partire dal momento della litis contestatio. senza oneri pecuniari per il creditore. l’erede presta a un legatario la res.

intervenendo lo sponsor quale adpromissor.  Litis contestatio: nei iudicia stricta estingue l’obbligazione nei confronti di tutte le parti.gli autori dell’illecito tutti erano tenuti a pagare l’intera pena. Adriano riconobbe che la prestazione fosse divisibile tra più fideiussori dello stesso credito. pactum de non petendo in rem. non vi viene estesa l’azione di regresso della legge Publilia.s. al . L’obbligazione principale si estingue per effetto di solutio. Fideiussione: stipulatio accessibile a cives e peregrini. Le garanzie reali delle obbligazioni attribuiscono al creditore il diritto di rivalersi su una cosa altrui in caso di inadempimento. litis contestatio. da prestare subito dopo la promissio del debitore principale. le garanzie personali si realizzano con l’intervento di un terzo garante che assume di adempiere la stessa obbligazione del debitore principale. L’estinzione dell’obbligazione principale comporta necessariamente l’estinzione delle obbligazioni di garanzia. Stipulazioni di garanzia – sponsio. nei iudicia bona fidei finché il creditore non viene soddisfatto sussiste l’obbl a carico dei condebitori non ancora convenuti in giudizio e viceversa. si può derogare alla regola dell’unità di tempo e di luogo (può essere prestata a distanza di tempo dopo l’assunzione dell’obbligazione principale). Estinzione o. poi con actio depenni. Mandato di credito: il garante(mandante) da incarico al futuro creditore (mandatario) di dare a mutuo una certa quantità di denaro a un terzo  mandatum pecuniae credendae. Regime giuridico della sponsio. senza effetto liberatorio verso gli altri. Sono nulle le stipulazioni prestate per importi superiori a quelli del debito principale. Con la morte del fideiussore l’obbl relativa passa agli eredi. acceptilatio. Fidepromissio: stipulatio con l’utilizzo del verbo fidepromittere. non si estingue se l’obbligazione di garanzia si estingue per confusione. con l’adempimento da parte di un debitore o verso un creditore l’obbligazione è estinta per tutti. Contro il concreditore che esige la prestazione gli altri concreditori non hanno specifica azione di rivalsa per pretendere che il ricavato sia diviso fra tutti. lo sponsor può procedere direttamente con la legis actio per manus iniectonem pro iudicato. fruibile sia da cives. Lex Publilia: contro il debitore che entro sei mesi non rimborsa quanto pagato al creditore. purché solvibili. possono essere garantite anche obbligazioni diverse da quelle contratte verbis. L’obbligazione di garanzia si estingue con la morte dello sponsor. pactum de non petendo in personam. elettive:  Adempimento della prestazione  Acceptilatio  Novazione  Impossibilità sopravvenuta della prestazione non imputabile al debitore  Confusione e capitis deminutio (obbl estinta solo nei confronti del creditore o debitore a cui i fatti si riferiscono)  Pactum de non petendo (in rem estingue per tutti. ma valide se prestate per importi minori. Obbligazioni solidali elettive: la prestazione è dovuta una volta sola. novazione. capitis deminutio. il condebitore che compie la prestazione non ha specifica azione di regresso per il rimborso delle parti imputabili agli altri debitori. in personam estingue solo per le parti tra le quali interviene il patto). sia da peregrini.

che giova al donante solo se. la sua situazione di insolvibilità.C. Ha effetti variabili: reali quando il donante trasferisce la proprietà o costituisce/estingue diritti reali di godimento – donazioni in dando. non avesse dato esecuzione alla donazione. trattandosi di donazione in dando o in obligando. Es. Atti in frode dei creditori: tutela delle aspettative dei creditori contro il pericolo che il patrimonio del debitore si riduca oltre misura sino a rivelarsi insufficiente. stipulatio. proibisce le donazioni al di sopra di un certo limite. Per obbligazioni che il debitore insolvente ha assunto a proprio carico con il proposito di accrescere. restitutoria  termine di un anno dal giorno in cui l’istanza avrebbe potuto essere proposta. con stipulatio promette una prestazione – donazioni in obligando. sia l’actio mandati contraria contro il mandante. obbligatori quando il donante. 204 a.creditore spetta sia l’actio certae creditae pecuniae contro il debitore. traditio. plebiscito nell’interesse dei ceti socialmente più deboli a fronte di sempre più numerose donazioni estorte. Con l’in integrum restitutio ob fraudem gli atti del debitore che ne riducono il patrimonio vengono sostanzialmente revocati. Se sono più i mandanti di uno stesso credito. in iure cessio. effettua un’attribuzione patrimoniale in favore del donatario a titolo gratuito. Requisiti comuni:  Eventus damni: l’atto del debitore deve essere tale da aver recato effettivo pregiudizio ai creditori. convenuto dal donatario con l’actio ex stipulatu per l’adempimento della stipulatio. riguarda gli atti di riduzione dell’attivo patrimoniale che il debitore compie in frode ai creditori. il pretore denega l’azione al terzo creditore contro il bonorum emptor. avendo ridotto il patrimonio del debitore in maniera tale che esso non è più sufficiente a soddisfare i creditori. solo il pretore propone un’exceptio legis Cinciae. La lex Cincia è imperfecta in quanto non stabilisce l’invalidità delle donazioni fatte contro il divieto né altre sanzioni. Età classica: con la morte del donante vengono meno le limitazioni della lex Cincia. lex Aelia Sentia sancisce la nullità delle manomissioni dei servi fatte dal debitore in frode ai creditori. . Dal divieto sono esclusi i parenti entro il sesto grado e alcuni affini  personae exceptae. con l’intento di compiere un atto di liberalità. aumentando il passivo. Quando si tratta di donazioni in obligando e non ricorrono i presupposti del divieto stabilito dalla lex Cincia.  Consilium fraudis: determinazione di realizzare l’eventus damni da parte del debitore  Scientia fraudis: conoscenza da parte del terzo che avrebbe tratto vantaggio dall’atto fraudolento del consilium fraudis del debitore. l’esercizio dell’azione contro uno non avrebbe impedito al creditore di ripetere l’azione contro gli altri fino alla completa soddisfazione. il donante. Lex Cincia. è rivolto contro il terzo in favore del quale tali atti sono stati compiuti. CAPITOLO VII – LE DONAZIONI La donazione è una possibile causa di negozi giuridici astratti (mancipatio. L’interdictum fraudatorium si da al singolo creditore dopo la bonorum venditio. estintivi quando il donante fa acceptilatio del proprio credito – donazioni in liberando. avrebbe potuto invocare il beneficium competentiae. la donazione non può più essere revocata. acceptilatio possono essere compiuti anche donandi causa)  il donante.

in forza di legge). credendo di essere in imminente pericolo di vita. ferma restando la loro identità. Sopravvissuto al donatario o guarito il donante è legittimato all’esercizio della condictio sì da poter pretendere il ritrasferimento di quanto donato  viene a mancare la causa per cui prima aveva donato. . Posizioni giuridiche attive o passive. in un complesso. efficacia alle donazioni in obligando anche se compiute con semplice patto. donazioni non vietate e quelle vietate ma eseguite lo stesso = perfectae. Taluno. familias in dipendenza di adrogatio. Digesta: si esige la traditio per il passaggio della proprietà. per l’intero o per una quota. di posizioni giuridiche soggettive che facevano capo ad altri) o a titolo particolare (se il successore subentra al posto di altra persona in singole determinate posizioni giuridiche soggettive). Incompatibilità fra successione testamentaria e ab intestato  il de cuius o muore avendo fatto testamento o muore senza averlo fatto. registrazione presso un ufficio pubblico  perfecta. successione dal lato attivo in favore del p. il complesso di situazioni giuridiche soggettive che facevano capo al defunto costituisce l’hereditas  l’acquisto dell’hereditas da parte degli eredi presuppone la chiamata all’eredità (delazione ereditaria. che comporta la nullità dell’atto compiuto contro il divieto (es. Inter vivos (in dipendenza di un negozio giuridico inter vivos. generalmente momento della morte). La delazione può essere testamentaria (in forza di testamento valido ed efficace. es. Successione mortis causa secondo il ius civile I successori a titolo universale sono gli eredi. e i beni dall’utilizzo quotidiano. Formalità per le donazioni di immobili: forma scritta. La successione può essere a titolo universale (se il successore subentra. Riforma di Costantino. Una volta acquistata la qualità di erede non si perde più e non può essere ceduta. Una volta deferita l’eredità. ex testamento) o legittima (ex lege o ab intestato.Donazioni ancora revocabili = imperfectae. Donatio mortis causa: la causa donandi si combina con la causa mortis. Intrasmissibilità della delazione ereditaria: se il chiamato all’eredità muore prima di avere accettato i suo eredi non potranno acquistare l’eredita del primo decuius. dona una cosa propria trasferendone al donatario la proprietà. specie se in occasione di particolari ricorrenze. Chi trasmette è il dante causa. riconoscimento di effetti di traslazione della proprietà. Donazioni tra coniugi: fra i mores vi è un principio che vieta le donazioni tra marito e moglie. Sono esclusi dal divieto i doni di modico valore. 323: qualifica della donazione come contractus. unitariamente considerato. CAPITOLO VIII – LE SUCCESSIONI MORTIS CAUSA Passaggio di posizioni giuridiche soggettive da un soggetto a un altro. o ritenendo di dovere morire prima del donatario. la persona che acquista a titolo derivativo è l’avente causa. o dove richiesto in seguito ad accettazione. Giustiniano la parifica ai legati. donazione irrevocabile. successione del bonorum emptor dopo la bonorum venditio) o mortis causa (in dipendenza della morte del titolare dei diritti e doveri che passano al successore). Giustiniano. consegna della cosa in presenza dei vicini. mancipatio fatta dal marito alla moglie donationis causa non da luogo a trasferimento di proprietà). il chiamato diventa heres per il fatto stesso dell’avvenuta delazione.

Giustiniano introduce la transmissio Iustinianea, riconoscendo agli eredi del chiamato di acquistare in sua vece l’eredità entro un anno dal giorno in cui il dante causa aveva avuto notizia della delazione o dal giorno della delazione stessa se il dante causa non ne aveva avuto notizia. Sono vietati i patti successori, con cui una parte dispone direttamente della propria eredità in favore dell’altra, promette di istituirla erede o dispone di un’eredita futura che avrebbe potuto acquistare da un terzo ancora vivente. La delazione ereditaria, intrasmissibile mortis causa, è a fortiori trasmissibile con atti inter vivos – in iure cessio hereditatis, l’erede volontario ab intestato, prima di accettare, cede l’eredità, così il cessionario diventa egli stesso erede direttamente e immediatamente. Ereditando e heredes non possono essere privi di capacità giuridica, devono essere cives, liberi e sui iuris, sono chiamati anche i nascituri già concepiti al tempo della morte dell’ereditando. Nella successione ab intestato la capacità giuridica in capo all’ereditando doveva sussistere al tempo della morte, in capo agli eredi al tempo della delazione e per gli eredi volontari anche al tempo dell’accettazione. Testamenti factio – successione ex testamento: per la t.f. attiva si richiede capacità giuridica (deve sussistere al tempo della perfezione del testamento e durare senza interruzioni fino alla morte) e capacità di agire (necessaria solo al tempo della perfezione del testamento). Per la t.f. passiva si richiede la capacità giuridica sia al tempo della perfezione del testamento sia al tempo della delazione; per gli eredi volontari la capacità giuridica è richiesta anche al tempo dell’accettazione. Filii familias e servi manomessi nel testamento, anche se non hanno capacità giuridica, possono essere validamente istituiti eredi e diventano giuridicamente capaci con la morte dell’ereditando. Nulla vieta l’istituzione ad erede di filii e schiavi altrui, con l’accettazione questi non acquistano a se stessi ma all’avente potestà  accettazione valida solo di seguito ad espresso invito dell’avente potestà (iussus). Gli incapaci non sono chiamati all’eredità, né testamentaria né ab intestato. Se viene istituito erede un incapace, al suo posto viene chiamato l’eventuale substitutus o la sua quota si accresce ai coeredi testamentari. Se sono incapaci tutti i chiamati, si apre la successione ab intestato (si apre anche se nel testatore manca la testamenti factio). Capacitas: lex Iulia de maritandis ordinibus (18 a.C.) e lex Papia Poppaea (9 d.C.) ne parlano a riguardo delle incapacità ad acquistare mortis causa per caelibes (non coniugati in età matrimoniale) e orbi (coniugati senza figli)  totale incapacità di acquistare per testamento per i caelibes e metà per gli orbi. La capacitas è richiesta alla morte del testatore (i caelibes la possono conseguire nei 100 giorni successivi). Quanto non acquistato dai non capaces si accresce in favore dei coeredi che fossero discendenti o ascendenti del testatore. Se mancano, il patrimonio diventa caducum e viene devoluto ai coeredi con figli, poi a legatari con figli, per ultimo all’aerarium populi Romani. Caducorum vindicatio: azione extra ordinem per la persecuzione dei caduca da parte dell’erario (fisco da età classica avanzata). Dal regime dei caduca restano fuori le disposizioni testamentarie in favore dei parenti in linea retta e quelle nulle ab inizio (come non scritte). III secolo, Caracalla abolisce i privilegi di coeredi e legatari con figli, stabilisce che, in assenza di coeredi parenti in linea retta del testatore, la quota caducum sia devoluta al fisco. Indegnità a succedere: gli indegni non sono ritenuti incapaci ad acquistare iure ereditario, ma quello che acquistano viene rivendicato extra ordinem dal fisco. Una volta divenuti

heredes restano tali anche dopo l’azione dell’erario o del fisco, ma il pretore avrebbe denegato le azioni ereditarie contro e a favore di essi. Sono ritenuti indigni: l’uccisore dell’ereditando, l’erede che contesta giudizialmente lo status personale dell’ereditando, chi impedisce all’ereditando di testare o ne impugna il testamento come inofficioso o falso, i rei di adulterio e stuprum… Eredi necessari: sia i sui sia gli schiavi manomessi nel testamento dal dominus e nello stesso testamento istituiti eredi  diventano automaticamente eredi con la morte dell’ereditando, senza bisogno di accettazione ma senza possibilità di rinunciare. I sui heredes sono i familiari immediatamente soggetti alla potestas dell’ereditando al tempo della sua morte (filii e filiae familias, donne in manu) – con la morte dell’ereditando acquistano lo status di sui iuris. Solo un maschio può avere heredes sui. Subentrano al decuius sia nell’attivo, sia nel passivo  se il passivo supera l’attivo – hereditas damnosa, gli eredi devono onorare il passivo ereditario col proprio patrimonio personale. In età repubblicana il pretore concede ai sui heredes il beneficium abstinendi – pur conservando la qualifica di eredi, possono evitare la praescriptio (insieme alla bonorum venditio avrebbero avuto luogo a nome del defunto, rendendone ignominiosa la memoria). Spesso l’ereditando manometteva nel testamento un proprio schiavo istituendolo erede – erede necessario, ma non essendo sui non avrebbe goduto del beneficium abstinendi e la bonorum venditio sarebbe stata a suo nome. Eredi volontari: altri chiamati all’eredita, sia ab intestato sia ex testamento. Non diventano eredi automaticamente per l’effetto della chiamata, ma di seguito ad accettazione (aditio). Prima dell’accettazione l’eredità è considerata giacente, esposta all’eventualità di usucapio pro herede. Accettazione dell’eredità Cretio: atto formale (fa parte degli actus legitimi), si compie con la pronuncia di certa verba (adeo cernoque) che esprimano la volontà di accettare l’eredità. Ricorso necessario alla cretio quando il testatore, nell’istituire taluno erede, subordina l’istituzione alla condizione che l’istituito accettasse mediante cretio entro un certo termine. Scompare in età postclassica. Pro herede gestio: fuori dai casi in cui il testatore impone la cretio, l’accettazione può anche aver luogo informalmente. Accettazione tacita dell’eredità, comportamenti che indicano senza possibilità di equivoci la volontà di accettare (atti concludenti); dichiarazione espressa e informale di accettazione. Deve essere compiuta personalmente senza condizioni o termini, dopo che ha avuto luogo la delazione (mai prima della morte dell’ereditando). Non si impongono iure civili termini entro cui il chiamato deve accettare, però li può imporre il pretore, dando al chiamato indeciso un tempus deliberandi  trascorso il tempus, il chiamato è considerato rinunziante. In età postclassica rimane l’unico metodo di accettazione. Rinunzia all’eredità: non ci sono prescrizioni di forma, non si possono aggiungere condizioni o termini, pena la nullità. Con la successione ereditaria il patrimonio de decuius si fonde con quello personale dell’erede – quando l’hereditas è damnosa, spesso gli eredi volontari si sottraggono all’adizione e i creditori ereditari possono solo agire in via esecutiva sul patrimonio del defunto, con bonorum venditio, che comporta ignominia per il defunto e disonore per gli eredi  espedienti:  Pactum ut minus solvatur: prima di accettare, i chiamati all’eredità convengono con i creditori ereditari che, una volta divenuti eredi, avrebbero pagato solo una percentuale

dei debiti del defunto. Se fossero stati convenuti per un importo maggiore avrebbero opposto l’exceptio pacti conventi  Aditio mandato creditorum: i chiamati accettano l’eredità, ma dietro mandato dei creditori ereditari. Se fossero stati costretti a pagare oltre l’attivo ereditario, avrebbero potuto rivalersi contro i creditori mandanti con l’actio mandati contraria  Beneficium inventarii, Giustiniano: a vantaggio del chiamato all’eredità che, non avendo ancora accettato, entro un mese dalla notizia della delazione, abbia iniziato l’inventario dell’eredità – se accetta l’eredità, paga i debiti del defunto sino alla concorrenza dell’attivo. Se è l’erede volontario ad essere oberato di debiti e il patrimonio personale insufficiente a soddisfarli, ovviamente i creditori ereditari vogliono salvare il patrimonio ereditario – iniziata l’esecuzione per debiti contro l’erede, il pretore emette un decretum di separatio bonorum, la bonorum venditio per i debiti dell’erede riguarda solo i suoi beni personali e i creditori del decuius possono soddisfarsi interamente sui beni ereditari. Hereditas: complesso unitariamente considerato di corpora (beni in proprietà) e iura (crediti e debiti), possibile oggetto di bonorum venditio e di specifica azione giudiziaria (hereditas petitio). L’hereditas può essere damnosa (il passivo supera l’attivo), può subire incrementi e perdite, è suscettibile di propria autonoma considerazione prima dell’accettazione degli eredi volontari, può essere giacente per un certo periodo  universitas. Comprende anche le situazioni soggettive trasmissibili che fanno capo al defunto al tempo della sua morte; non passano agli eredi usufrutto e diritti affini, le potestà familiari, tutela e curatela si estinguono con la morte dei titolari, si trasmette la potestà sui servi insieme al dominium su di essi  ius successionis, classificato tra le res incorporales. Gli eredi necessari sono trattati automaticamente quali possessores delle cose già in possesso del decuius; gli eredi volontari, dopo la presa di possesso, vengono considerati continuatori del possesso dell’ereditando – successio possessionis. All’ereditando possono far capo situazioni che non si estinguono con la sua morte, ma che si trasmettono ai più stretti familiari, eredi o no  sacra familiaria, ius sepulcri, patronato. Hereditas petitio: azione specifica a tutela dell’hereditas, spettante agli heredes (vindicatio hereditatis. Nelle l.a il rito è quello della legis actio sacramenti in rem, nel processo formulare si agisce con formula petitoria, simile alla rei vindicatio. Legittimazione passiva: nei testi classici l’azione compete contro il possessore di cose ereditaria, purchè possessore pro herede (che assume di essere erede) o pro possessore (chi non adduce alcun titolo al suo possesso). Se il convenuto invoca a giustificazione del suo possesso uno specifico titolo particolare, l’attore avrebbe dovuto procedere con la rivendica, non con l’hereditatis petitio. L’hereditas petitio in età classica viene ammessa anche contro colui che ha accettato di hereditatem difendere per distogliere l’attore dal vero legittimato e per colui che ha cessato dolosamente di possedere prima della litis contestatio. Il convenuto con la petizione di eredità, in buona o mala fede, oltre a restituire i frutti maturati dopo la litis contestatio e a rispondere del suo comportamento doloso e colposo successivo all’istituzione del giudizio, deve anche restituire i frutti precedenti alla lite e restituire le res acquistate con denaro ereditario e i pretia delle cose ereditarie vendute. Coeredità: regime giuridico simile alla comunione di proprietà, ogni erede è titolare di una quota ideale, con diritti e doveri analoghi a quelli del comproprietario sul bene comune. Ius adcrescendi: uno o più contitolari, ognuno in proporzione alla sua quota, in determinate circostanze acquistano automaticamente la quota di altro contitolare. L’accrescimento

heres è il successore universale iure civile. Negli editti i pretori indicano i soggetti ai quali avrebbero dato la bonorum possessio. Origini: dicere vindicias – il magistrato nella l. delle praeceptiones spettanti ai singoli coeredi sull’asse ereditario indivisio.presuppone che uno dei chiamati all’eredità. Ai bonorum possessores assicura posizioni di vantaggio e di svantaggio analoghe a quelle degli heredes civili. Actio familiae erciscundae: azione propria per la divisione dell’eredità. nel caso di controversia ereditaria assegna il possesso interinale dei beni ereditari. dei modus messi a carico di alcuni eredi dal testatore. Tarda età repubblicana: bonorum possessio assegnata alla persona che sembra essere il successore del decuius secondo ragioni di opportunità. L’arbiter dell’azione deve tener conto di circostanze molteplici. ma ne detiene la possessio ad usucapionem (detiene i corpora in bonis) e ne può diventare . dispone che per essa si proceda con legis actio per iudicis arbitrive postulationem. Stato giuridico dei bonorum possessores: bonorum possessor è il successore universale iure praetorio. Successione mortis causa secondo il diritto pretorio Dall’età repubblicana si sviluppa la successione universale mortis causa pretoria. da maggiori garanzie per la restituzione in caso di soccombenza. Tutela giudiziaria: interdictum quorum bonorum. e mediante adiudicatio li aggiudica ai partecipanti alla divisione. non al contempo erede civile. rinunzia o altro. Il pretore non può annullare posizioni soggettive acquistare e riconosciute iure civili o crearle – non crea heredes. a ciascuno in proporzione della quota ad ognuno spettante – le obbligazioni (trasmissibili) attive e passive che facevano capo al defunto seguono il regime delle obbl parziarie (se divisibili) o il regime delle obbl solidali elettive (se indivisibili). formula con adiudicatio – il giudice procede alla distribuzione dei cespiti ereditari in tanti lotti quante sono le quote ereditarie. Divisione eredità comune: dalla divisione sono esclusi crediti e debiti ereditari perché vengono imputati direttamente ai coeredi. Il successore pretorio. affermandosi tale. non divenga coerede – accrescimento ipso iure in favore degli altri chiamati. con effetti costitutivi di proprietà. Simile all’actio communi dividundo. il pretore continua a provvedere all’assegnazione provvisoria del possesso quando sorge questione su quale delle parti sia in effetti nel possesso dell’eredità e debba sostenere la lite nel ruolo di convenuto  bonorum possessio assegnata alla persona che appare più probabile erede o che. sacramenti in rem assegna a una delle parti il possesso provvisorio della cosa in contestazione.a. Si deroga al ius adcrescendi:  quando trova applicazione la legislazione caducaria  quando il testatore provvede alla nomina di un substitutus (sostituzione volgare)  quando il testatore istituisce congiuntamente più eredi per la stessa quota. non acquista il dominium ex iure Quiritium dei corpora hereditaria. dopo la legge Ebuzia si procede per formulas. Età preclassica: adozione della formula petitoria. sempre che questi abbiano acquistato quanto loro deferito. fondata nelle XII Tavole. della certa res da assegnare per rispetto della volontà del testatore all’erede istituito ex certa re. per incapacità. Ad eventuali conguagli il giudice provvede mediante condemnationes – la comunione ereditaria è per questo classificata tra le fonti di obbligazioni. attuata mediante la concessione della bonorum possessio.

gli acquisti dei sui. Collazione Collatio bonorum: introdotta dal pretore per la bonorum possessio ab intestato (sine tabulis e contra tabulas). ma la delazione ha una durata limitata nel tempo – se il termine per essere ammessi alla bonorum possessio decorre inutilmente. sciolto il matrimonio. promettendo loro la quota dovuta dei propri beni personali. entrambe sono universitas e ius). l’istanza viene preclusa a quella categoria e vengono chiamati quelli appartenenti alla categoria successiva. l’onere di procedere a collatio bonorum in modo che del patrimonio loro personale si avvantaggiassero in uguale misura anche i sui che conseguono la bonorum possessio. Se viene concessa a soggetti non heredes in presenza di essi.f. Collatio dotis: riguarda la figlia cui il padre avesse costituito dote e a cui. Il pretore si occupa delle disparità di trattamento tra sui e figli emancipati: gli acquisti compiuti dai sui in vita del pater familias vanno all’avente potestà.. La bonorum possessio è spesso concessa a soggetti che sono al contempo eredi iure civili.p. La delazione dei successibili ha luogo secondo criteri diversi da quelli di ius civili. dopo un’istanza degli interessati (petitio) e una datio del pretore  agnitio bonorum possessionis. mentre quelli degli emancipati sono fatti propri dagli stessi  morto il padre.proprietario civile con il decoso del tempus usucapionis. Giustiniano estende l’onere della collazione alla successione testamentaria. può recuperare con un’azione analoga all’actio Publiciana. sarebbero stati restituiti i beni dotali – dei beni dotali si avvantaggia solo la figlia. pena la denegatio dei mezzi giudiziari loro spettanti. In presenza di testamento valido alla bonorum possessio sono ammessi prima di tutti gli eredi testamentari (b. Al bonorum possessor e contro di lui si danno in via utile le azioni che iure civili spettano agli heredes e contro di essi. specificati nell’edictum successorium.p. se ne perde il possesso prima. 100 giorni per gli altri chiamati. nonostante provengano dal patrimonio paterno  collatio dotis a carico della figlia ancora in potestate al tempo della morte del suo p. altrimenti i successibili ab intestato (b. Nel diritto giustinianeo le figure di heredes e bonorum possessores si assimilano. rientrando nella massa ereditaria. . mentre gli acquisti degli emancipati no. che hanno convenienza a conseguire la doppia qualifica – bonorum possessio adiuvandi iuris civilis gratia. L’emancipato è tenuto a prestare tante cautiones quanti sono i sui che hanno titolo alla collazione. garantendo così la parità di trattamento tra fratelli e sorelle. detratto il passivo. hereditas e bonorum possessio sono accostabili per certi profili (es. secundum tabulas). è cum re (se in caso di conflitto il bonorum possessor prevale sull’erede civile grazie all’exceptio) o sine re (se prevale l’erede civile). Nel diritto postclassico collatio dotis e collatio bonorum confluiscono nella collatio descendentium. Il pretore addossa quindi ai figli emancipati. Bonorum possessor loco heredis: il bonorum possessor succede in luogo dell’erede. sine tabulis). I chiamati alla successione pretoria sono tutti volontari. sarebbero stati divisi tra sui ed emancipati. che concorre alla bonorum possessio ab intestato nella successione paterna. La delazione è testamentaria (bonorum possessio secundum tabulas) o ab intestato (sine tabulis o contra tabulis). Tempo: 1 anno per i figli e i genitori dell’ereditando. I successibili sono chiamati alla bonorum possessio per categorie.

I successibili pretori ab intestato sono chiamati alla bonorum possessio sine tabulis una volta trascorsi inutilmente i termini per l’agnitio della bonorum possessio secundum tabulas. attribuzione per stirpi se vi sono più liberi. ammessa la successio graduum. non erano chiamati alla successione del proprio padre naturale  bonorum possessio sine tabulis da età repubblicana.  legitimi: successibili ab intestato iure civili (sui. moglie in manu del marito. Successione del patrono: secondo le XII Tavole il patrono succede al proprio liberto se questi.  agnati: persone libere discendenti in linea maschile da un capostipite comune di sesso maschile. non oltre il sesto grado.Successione universale ab intestato: si apre in difetto di testamento valido ed efficace. figli dati in adozione già sui iuris al tempo della morte dell’ereditando. successione per capita. gentiles. agnati. Succedono quelli più lontani se i parenti che li precedono nel grado non avanzano nei termini istanza di bonorum possessio. figli emancipati. postumi sui (non ancora nati ma già concepiti alla morte del p. non più in potestate. nipoti del figlio premorto. le donne fino al 2° grado. patrono e parens manumissor). gli eredi sono chiamati all’eredità quando si è certi che non esistono eredi testamentari. Ius civile Ordine di chiamata:  sui: persone libere che al tempo della morte del decuius erano assoggettate alla sua potestas o manus e che alla sua morte sarebbero diventate sui iuris  figli in potestate nati da iustae nuptiae e adottivi (non figli illegittimi). Se ci sono più sui. i figli.  gentiles: appartenenti alla stessa gens dell’ereditando (legati all’ereditando da vincoli di parentela reali o supposti). Diritto pretorio Nel ius civile la successione ab intestato è un sistema lacunoso e iniquo: a succedere ab intestato erano solo parenti in linea maschile. Attribuzione per capita tra cognati di pari grado. Il momento della delazione ab intestato nella successione civile è lo stesso della morte dell’ereditando. .  cognati: parenti di sangue in linea maschile e femminile. ciascuna stirpe ha diritto ha una quota. eredi volontari.. non avesse avuto sui heredes – il patrono tiene il ruolo che nella successione degli ingenui aveva l’agnatus proximus. spezzato il vincolo di agnatio in dipendenza di emancipatio o adoptio. Successione del parens manumissor: il padre è chiamato alla successione civile del figlio emancipato. Ordine di chiamata:  liberi: sui. morto senza avere fatto testamento.f. Se esistono più agnati dello stesso grado vengono alla successione tutti per quote uguali. sempre che il vincolo di agnatio non si sia spezzato per capitis deminutio  agnati non sui: parenti in linea collaterale e maschile (fratelli e sorelle). Agnatus proximus: l’agnato di grado + vicino esclude l’agnato di grado + lontano – no successio graduum.  vir et uxor: marito e moglie reciprocamente. Gli agnati maschi sono chiamati senza limiti di grado. Diritto di rappresentazione – successio in locum: ai nipoti ex filio ai quali fosse premorto il padre si assegna globalmente quando sarebbe spettato al padre loro se questi fosse stato ancora in vita. non esistono aspettative successorie tra madri e figli nei matrimoni sine manu o tra mariti e mogli. non per stirpi.

anche illegittimi. mortis causa. il familiae emptor. Eredità vacante: quando nessun erede o bonorum possessor acquista l’eredità. i quali possono testare con dichiarazione solenne e formale dinanzi all’esercito romano in armi pronto alla battaglia. si indebolisce la posizione successoria del patrono. i singoli cespiti alle persone da lui indicate. . i creditori del defunto hanno via libera per procedere ad esecuzione patrimoniale. Testamento in procinctu – per i militari. Il testamento per aes et libram può essere compiuto tutto oralmente (nuncupativo totale) o con nuncipatio di rinvio (il contenuto sostanziale dell’atto è tutto nel documento scritto). affida al familiae emptor l’incarico di trasferire. Mancipatio familiae: negozio fiduciario con cui il testatore trasferisce il proprio patrimonio a persona di fiducia. Testamento La chiamata all’eredità o alla bonorum possessio può avere luogo in forza di testamento (la delazione testamentaria prevale su quella ab intestato. ma il familiae emptor recita una formula dalla quale traspare il carattere fittizio dell’affermazione di appartenenza della familia. Il testatore manifesta solennemente le sue ultime volontà  nuncupatio = il testatore enuncia solennemente e con certa verba la propria volontà di testare. Senatoconsulto Orfiziano (178. personale. Senatoconsulto Tertulliano (117/138.Ogni soggetto contemplato come heres ab intestato nella successione civile è presente nella bonorum possessio sine tabulis. Testamento civile Testamento calatis comitiis – compiuto oralmente di fronte ai comitia curiata. se no nella classe dei cognati.:se non si fa avanti nessun creditore ereditario. Il mancipio dans. Per diritto pretorio. Il testamento è un atto unilaterale. con lex mancipii. Marco Aurelio): chiama i figli.C. Lex Iulia de maritandis ordinibus. Adriano): chiama a succedere ab intestato ai propri figli la donna con ius liberorum (donne ingenue con 3 figli. revocabile sino all’ultimo istante di vita. Giustiniano: rilievo esclusivo alla parentela di sangue. In virtù dell’edictum successorium gli appartenenti a una classe sono chiamati sia se mancano successibili nella classe precedente sia se esistono e fanno decorrere inutilmente i termini per l’agnitio della bonorum possessio. donne liberte con 4 figli). nella successione dei liberti si riconoscono i rapporti di parentela sorti durante la schiavitù. subito dopo la morte dello stesso mancipio dans. il trattamento successorio dei parenti in linea femminile si assimila a quello dei parenti in linea maschile. 18 a. per le disposizione e le persone destinatarie si fa riferimento alle tavolette cerate su cui è scritto il testamento vero e proprio. si ammette la successione in favore e nei confronti dei figli illegittimi. scompaiono le limitazioni alla successione ab intestato delle donne. l’eredità vacante va all’erario. nella classe dei legitimi solo se la madre fosse stata uxor in manu del padre. i figli succedono alla madre e la madre ai figli. Età postclassica: gli agnati perdono gradualmente la posizione privilegiata che avevano rispetto ai cognati. migliorano le aspettative successorie della madre rispetto ai figli e della vedova rispetto al marito. Testamento per aes et libram: dal punto di vista formale è una mancipatio familiae. Può contenere più negozi: l’istituzione di erede non può mancare. a succedere alla propria madre a preferenza di chiunque. pena la nullità dell’atto. con il quale un soggetto dispone delle proprie sostanze per il tempo dopo la propria morte. 543.

dinanzi ai quali aggiunge la sua firma. Se apposti. Non è ammessa l’istituzione di erede con termine iniziale. Istituzione di erede:  cum modo (impone un modus. . più eredi sono eredi per una quota (uncia. per incapacità degli eredi istituiti. Invalidità per inosservanza delle formalità prescritte. ha effetto solo se almeno uno degli eredi istituiti acquista l’eredità in base al testamento. chiuso e sigillato con il contrassegno di sette testimoni. accentuando il ruolo dei testimoni – si assimilano testamento civile e pretorio. per vizio di forma dell’istituzione di erede. termini e condizioni risolutive si considerano come non apposti. Heredis institutio ex certa re: istituire un erede per un singolo bene determinato sarebbe stato un contraddizione (l’erede è universale). per il fatto di esigere per la bonorum possessio secundum tabulas un documento scritto con garanzie di autenticità. L’invalidità può colpire un testamento anche dopo la sua perfezione:  sopravvenienza di un figlio – suus. ogni disposizione adottata prima è nulla. Iure praetorio un nuovo testamento avrebbe revocato il precedente. senza formalità orali. Il testamento per aes et libram rimane valido anche se il testatore rompe i sigilli del documento cancellandone in parte o del tutto i contenuti. figlio adottivo o donna convenuta in manu e sopravvenienza di un postumo  revoca: iure civili il testamento si revoca solo per effetto di un nuovo testamento. Deve essere disposta in termini espliciti e in forma imperativa  Titius heres esto. così che l’arbiter dell’actio familiae erciscundae ne tenga conto nel procedere alla distribuzione agli eredi dell’asse ereditario. nega la b.Con la morte del testatore il testamento librale ha effetti immediati dando luogo direttamente alla delazione ereditaria – i designati diventano eredi. discendente naturale. ma il pretore. espressa in dodicesimi). I testimoni firmano e sigillano il testamento. non risolutiva o termine finale perché incompatibili col principio di perpetuità della qualifica di erede. Costanzo (339) abolisce il rigore formale e riconosce valida l’istituzione di erede disposta in qualsivoglia forma che renda la volontà del testatore inequivocabile. per incapacità del testatore. 439: il testamento deve consistere in un documento scritto che il testatore presenta a 7 testimoni. Regime unitario con Teodosio II. nessun testamento è valido senza valida istituzione di erede. Costantino sopprime poi la necessità della mancipatio e della nuncupatio. un comportamento determinato all’erede)  cum liberate (manomissione di un servo nel testamento istituendolo erede – necessario)  cum cretione (erede a condizione di accettare con cretio entro un certo termine) Possono essere istituite eredi più persone: l’unico erede testamentario è erede per intero (ex asse). In età classica si ritenne che l’indicazione della certa res dovesse essere considerata come non aggiunta per salvare la validità dell’istituzione di erede. Fino all’età postclassica la forma testamentaria più applicata è quella del testamento per aes et libram. l’indicazione della certa res doveva riemergere all’atto della divisione.possessio agli eredi istituiti e la concede ai successibili ab intestato. Caput et fundamentum totius testamentiil testamento deve iniziare con la heredis institutio. L’heredis institutio può essere disposta sotto condizione sospensiva. Istituzione di erede: può essere contenuta solo in un testamento. Testamento pretorio: per la bonorum possessio secundum tabulas il pretore esige un documento scritto. Nel caso di più eredi.

Attivamente legittimati i figli del testatore. o non avesse accettato l’eredità o la sua istituzione fosse stata senza effetti – il chiamato in subordine al primo istituito si dice sostituto (eredi di primo e secondo grado). entro 5 anni dall’adizione dell’eredità da parte dell’erede istituito. a condizione che gli eredi istituiti nel testamento fossero persone turpi. senza serio motivo e violando l’elementare dovere di affetto verso i familiari più vicini. L’omissione avrebbe comportato invalidità del testamento. con intento di liberalità. Diritto pretorio Tutela disposta dal pretore in favore dei più stretti congiunti del testatore. sottraendoli agli eredi. Giustiniano: il congiunto che ha ricevuto qualcosa in testamento (meno della portio debita) è escluso dalla querela ed è ammesso all’actio ad implendam legitimam per integrare la portio debita. Successione contro il testamento Ius civile Secondo la giurisprudenza pontificale i sui heredes devono essere o istituiti eredi o diseredati – la exheredatio deve essere adottata nel testamento e in forma imperativa. non importa se per istituirli o diseredarli. di fratelli e sorelle consanguinei e di agnati. Deve essere esercitata. La sostituzione prevale sull’accrescimento (deroga al ius adcrescendi). con maggiori difficoltà probatorie). ha effetti reali (traslativo di proprietà o costitutivo di servitù o usufrutto). Passivamente legittimati gli eredi testamentari. Il testatore nomina un erede al proprio discendente. con apertura della successione ab intestato  successione necessaria formale. Sostituzione pupillare: presuppone che il testatore istituisca erede un discendente soggetto alla sua immediata potestas – consiste nell’istituzione di un erede al pupillo qualora questi fosse morto ancora impubere. fratelli e sorelle. considerando nullo sub colore insaniae il testamento inofficioso. genitori. sui e non (in assenza di figli. Esclusi il legittimato che da seguito alla volontà testamentaria. Quattuor genera legatorum:  legato per vindicationem: disposto con le parole do lego. facendo testamento al suo posto. riguarda i liberi della successione pretoria (che comprendono anche i sui)  in favore dei liberi che non fossero stati né istituiti eredi né diseredati dal testatore. in deroga al principio di atto personalissimo. nell’impossibilità di testare. il congiunto che riceve mortis causa dal testatore almeno ¼ di quanto gli sarebbe spettato ab intestato. il pretore da la bonorum possessio contra tabulas (prevista anche in favore del patrono per la metà dell’eredità del liberto morto senza figli) Querela inofficiosi testamenti: successione contro il testamento in favore di congiunti del testatore.Sostituzione volgare: istituzione di erede sotto la condizione sospensiva che il primo istituito fosse premorto al testatore. accompagnate dall’indicazione dell’oggetto e del destinatario. avesse escluso il figlio dalla propria successione  i centumviri applicano questo espediente. volta a fare apparire infermo di mente il testatore che. La querela inofficiosi testamenti è una speciale petizione di eredità atta a fare perseguire al querelante la propria quota di eredità ab intestato. esclude il suus dall’eredità. ha ad oggetto beni propri del testatore. attribuisce alle persone indicate singoli beni o singoli diritti. . Legati: il testamento può contenere disposizioni a titolo particolare – mediante i legati il testatore. a pena di decadenza. addossa al testatore l’onere di nominare i sui. Età postclassica: legittimazione attiva dei genitori.

Il testatore fa così carico all’erede di compiere una prestazione di dare o di facere in favore della persona indicata.C. I legati hanno effetto dal momento in cui l’erede onerato acquista l’eredità (momento della morte del testatore se l’onerato è heres suus. momento dell’accettazione dell’eredità se l’onerato è erede volontario). . Senatoconsulto Neroniano (54/68 d. in quanto basta provare l’esistenza del legato (con la rei vindicatio occorre provare l’acquisto della proprietà). Giustiniano riconosce effetti obbligatori ai legati. non oltre l’attivo ereditario. esercitando la rivendica il legatario agisce da proprietario. in caso di hereditas damnosa sono interamente nulli. invalido solo perché disposto con una formula propria di un tipo non adatto al caso. Con la presa di possesso il legatario sinendi modo acquista la proprietà delle res nec mancipi o il possesso ad usucapionem delle res mancipi  legato per praeceptionem: esige l’impiego dell’imperativo praecipito. Così il legatario gode di doppia tutela. il legato non ha effetti – la giurisprudenza afferma che al legato è riconosciuto l’effetto limitato di fare acquistare al legatario diritto al lascito sin dal dies cedens (momento della morte del testatore).) – conversione negoziale. legato per damnationem: disposto con le parole heres meus damnas esto. reale (con rei vindicatio) e obbligatoria (con actio ex testamento) – garanzia maggiore. spesso il legatario preferisce l’actio ex testamento. dando luogo a obligatio. potendone pretendere l’integrale restituzione. Costanzo 339 abolisce la necessità dell’uso delle antiche formule sia per l’istituzione di erede. Può avere ad oggetto cose del testatore. integrate dall’indicazione della persona del legatario e dell’oggetto della prestazione. sempre che la cosa sia reperibile e non deteriorata. ma prima dell’adizione da parte dell’erede volontario. se sono più gli eredi istituiti il testatore può porre il legato a carico di uno solo o di alcuni di essi sempre nei limiti della loro quota. dell’erede o di terzi. essendo la cosa legata reperibile e non deteriorata. es. Il legato disposto sotto condizione sospensiva non può avere alcun effetto prima dell’avveramento della condizione. sia per i legati. che il legatario prendesse possesso di una cosa determinata. così da ottenere una percentuale del credito. Il ricorso alla rei vindicatio è più conveniente solo se. il legato.  legato sinendi modo: disposto con le parole heres meus damnas esto + imposizione all’erede di consentire (sinere) qualcosa. Se il legatario morisse dopo il testatore. oltre a quelli reali già riconosciuti. l’actio in personam è esperibile contro gli eredi dovunque sia la cosa legata. per la parte eccedente i legati vengono ridotti proporzionalmente. preceduto dal nome del legatario e dall’indicazione dell’oggetto. si considera come se disposto con la formula adatta. persegue la cosa com’è al momento e deve rivolgersi contro chi in quel momento la possegga. la rivendica presuppone l’esistenza fisica della cosa al tempo della litis contestatio. appartenente al testatore o all’erede. La testamenti factio passiva si esige anche per i legatari. il debitore non sia in grado di far fronte con il suo patrimonio ai debiti contratti con altri  il legatario nell’actio ex testamento agisce da creditore e concorre alla spartizione del saldo attivo. L’onere dei legati grava sugli eredi. è un legato di proprietà quindi può avere ad oggetto solo cose proprie del testatore.

scadenza di un termine. nei legati con effetti reali l’acquisto è immediato ma il legatario può rinunziare. Fedecommesso di famiglia: l’onorato del fedecommesso appartenente alla famiglia del disponente. stabilisce che il testatore possa disporre in legati massimo ¾ della sua eredità (calcolata al tempo della morte dell’ereditando). Tutoris datio: il testatore nomina il tutore a un proprio discendente immediatamente soggetto alla sua potestà suus. il quale diventa libertus Orcinus. Giustiniano equipara fedecommessi e legati. Il legato è revocabile dal testatore. Augusto rende vincolanti i fedecommessi legittimando il beneficiato a proporre la petitio fideicommissi secondo il rito extra ordinem. Efficacia subordinata all’acquisto dell’onerato. nei legati per damnationem e sinendi modo. .C. attribuzione esplicita di libertà. Fedecommessi di libertà – manumissio fedecommissaria: si obbliga l’onerato a manomettere un servo. II secolo a. È libera anche la forma per revocare il fedecommesso  revocabile nuda voluntate. Senatoconsulto Pegasiano 69/69 d. in modo che agli eredi resti la quarta Falcidia. non imperativa. Sostituzione fedecommissaria: il disponente indica un sostituto che acquisti non al posto della persona indicata per prima. Lex Voconia 169 a.C. Testamenti factio richiesta nel disponente. Può essere disposta in unico contesto con l’istituzione di erede dello stesso servo manomesso. ma l’erede ha l’exceptio doli. stabilisce che l’importo di ciascun legato non può superare quanto rimane agli eredi. acquista immediatamente il relativo credito.Dies veniens: momento a partire dal quale il legato può essere fatto valere – il legatario. con l’uso nel testamento di espressioni contrarie a quelle adoperate per il legato. Il fedecommesso può essere disposto sia nel testamento sia nel codicillo o oralmente. con la revoca del testamento. Regula Catoniana: il legato invalido al tempo della redazione del testamento resta invalido pure se prima della morte del testatore la causa di invalidità cessa – negata la convalida del legato inizialmente nullo. Regola applicata solo quando il dies cedens coincide con il giorno della morte del testatore (non applicata ai negozi con condizione sospensiva). estende ai fedecommessi i divieti di capere per caelibes e orbi della lex Iulia et Papia e la norma della legge Falcidia che riserva agli eredi almeno ¼ dell’attivo. non nel fedecommissario. effetti obbligatori. Altre disposizioni testamentarie Manumissio testamento: il testatore da la libertà ad un proprio servo. ma il fedecommissario avrebbe trasmesso ai suoi eredi il diritto al lascito con il dies cedens (morte del disponente). Giustiniano la ritiene implicita nell’istituzione di erede. avrebbe trasmesso alla sua morte il bene acquistato col fedecommesso ad altro membro della stessa famiglia. per il resto è libera. Fedecommessi: uso del testatore di raccomandare informalmente all’erede o al legatario di compiere una prestazione determinata in favore della persona indicata. Lex Furia testamentaria. Deve essere disposto in forma precativa. che diventa erede necessario. avveramento condizione). fissa in 1000 assi il valore massimo di ogni legato.C. ma dopo di lei (es. Efficacia pretoria alla revoca del legato liberamente manifestata dal testatore dopo la perfezione del testamento – il testamento rimane valido iure civili. lex minus quam perfecta. Lex Falcidia 40 a.C.

Fedecommessi particolari – hanno come oggetto prestazioni analoghe a quelle dei legati. Fedecommessi universali – si fa carico all’erede di trasmettere ad altri. I codicilli confermati possono contenere qualsiasi disposizione.C. 56 d. l’erede trasferisce al fedecommissario i corpora dell’eredità. Senatoconsulto Trebelliano. per i crediti e debiti provvede con stipulationes reciproche. ad eccezione di istituzioni di erede e diseredazioni. il fedecommissario viene ammesso per la quota spettantegli all’esercizio in via utile delle azioni spettanti all’erede – i creditori ereditari avrebbero agito direttamente contro il fedecommissario – fedecommissario considerato heredis loco. I codicilli non confermati possono contenere solo fedecommessi. Codicilli: idonei a contenere più disposizioni mortis causa. una voltà che l’erede ha fatto al fedecommissario atto di restituzione dell’eredità. l’intera eredità o una quota di essa – siccome la qualità di erede non è trasferibile. validi anche se disposti a carico dell’erede ab intestato. Confermati (se vi si fa riferimento nel testamento per ratificarli o per preannunciarli) o non confermati. dopo averla acquistata. sono considerati parte integrante del testamento e ne seguono le sorti. documento scritto che non richiede alcuna formalità per la sua perfezione. .