Prediche di Meister Eckhart Beati pauperes spiritu, quia ipsorum est regnum coelorum Nolite timere eos qui

corpus occidunt, animam autem occidere non possunt Gott hat die Armen Alle gleichen Dinge Scitote, quia prope est regnum dei Ecce mitto angelum meum In omnibus requiem quaesivi Beatus venter, qui te portavit, et ubera, quae suxisti (estratto) Mortuus erat et revixit, perierat et inventus est Impletum est tempus Elizabeth Qui audit me Homo quidam nobilis Ave, gratia plena Sant Paulus sprichet: intuot iu inniget iu Kristum Praedica verbum Dum medium silentium tenerent omnia In hoc apparuit caritas dei in nobis Iusti vivent in aeternum In diebus suis placuit deo et inventus est iustus Dell'uomo nobile Beati pauperes spiritu, quia ipsorum est regnum coelorum La beatitudine aprì la sua bocca di saggezza e disse: "Beati sono i poveri nello s pirito, loro è il regno dei cieli". Tutti gli angeli, e tutti i santi, e tutto ciò che è nato, deve tacere quando parla questa eterna sapienza del Padre, perché tutta la sapienza degli angeli e di tutte le creature è un puro nulla di fronte all'abisso senza fondo della sapienza di Di o. Essa ha detto che i poveri sono beati. La povertà è di due tipi. V'è una povertà esteriore, che è buona e molto da lodare nell'uo mo che la prende su di sé volontariamente, per amore di nostro Signore Gesù Cristo, perché egli stesso l'ha praticata sulla terra. Di questa povertà non voglio dire alt ro. C'è però un'altra povertà, una povertà interiore, che è da comprendere in quella parol a di nostro Signore che dice: "Beati sono i poveri nello spirito". Ora vi prego di essere poveri in tal modo, per poter capire questo discorso, perché - ve lo dic o nella eterna verità - non mi comprenderete se non vi rendete uguali a questa ver ità di cui ora vogliamo parlare. Alcune persone mi hanno chiesto cosa sia la povertà in se stessa, e cosa un uomo p overo. Ora vogliamo rispondere. Il vescovo Alberto dice che è un uomo povero quello che non può contentarsi di tutte le cose create da Dio, e questo è ben detto. Ma noi diciamo ancora meglio e prend iamo la povertà in un significato più alto: è un uomo povero quello che niente vuole, niente sa, niente ha. Voglio parlare di questi tre punti, e vi prego per amor di Dio di comprendere, se potete, questa verità. Se poi non la comprendete, non vi a ffliggete per questo, perché io vi parlo di una verità tale che solo poche persone b uone la comprenderanno. In primo luogo diciamo che è uomo povero quello che niente vuole. Alcune persone n on comprendono bene questo senso, e si tratta di quelli che, nella penitenza e n ell'esercizio esteriore, si tengono ben aggrappati al proprio io personale, che ritengono importante. Dio abbia misericordia, perché questa gente sa davvero poco della verità divina! Queste persone sono chiamate sante a motivo dell'apparenza es teriore, ma interiormente sono asini, giacché non comprendono il senso proprio del la verità divina. Esse dicono che è uomo povero quello che niente vuole, ma lo inter pretano così: che l'uomo debba vivere senza mai compiere il proprio volere, in nie nte, e piuttosto sforzarsi di compiere la dolcissima volontà di Dio. Tali persone sono nel giusto, perché la loro opinione è buona, e perciò vogliamo lodarle. Nella sua misericordia, Dio doni loro il regno dei cieli. Ma io dico nella verità divina ch e questi non sono uomini poveri, né simili a poveri. Essi vengono stimati molto da lla gente che non conosce niente di meglio, ma io dico che sono degli asini, che

non comprendono nulla della verità divina. Possono raggiungere il regno dei cieli per la loro buona intenzione, ma di quella povertà di cui ora voglio parlare non ne sanno nulla. Se ora uno mi chiedesse cosa dunque è un uomo povero che niente vuole, risponderei così: finché l'uomo ha questo in sé, che è suo volere voler compiere la dolcissima volo ntà di Dio, un tale uomo non ha la povertà di cui vogliamo parlare; infatti egli ha ancora un volere, con cui vuol soddisfare la volontà di Dio, e questa non è la vera povertà. Se l'uomo deve avere vera povertà, deve essere così vuoto della propria volon tà creata come lo era quando non esisteva. Perciò io vi dico nella verità eterna: finc hé avete la volontà di compiere il volere di Dio, e avete il desiderio dell'eternità e di Dio, voi non siete davvero poveri. Infatti è un vero povero soltanto colui che niente vuole e niente desidera. Quando ero nella mia causa prima, non avevo alc un Dio, e là ero causa di me stesso. Nulla volevo, nulla desideravo, perché ero un p uro essere, che conosceva se stesso nella gioia della verità. Allora volevo me ste sso e niente altro; ciò che volevo lo ero, e ciò che ero, lo volevo, e là stavo libero da Dio e da tutte le cose. Ma quando, per libera decisione, uscii e presi il mi o essere creato, allora ebbi un Dio; infatti, prima che le creature fossero, Dio non era Dio, ma era quello che era. Quando le creature furono e ricevettero il loro essere creato, Dio non era Dio in se stesso, ma era Dio nelle creature. Ora diciamo che Dio, in quanto è Dio, non è il più alto fine della creatura. Infatti a nche la più piccola creatura in Dio ha una altrettanto alta dignità. E se avvenisse che una mosca avesse intelletto, e potesse ricercare per mezzo di esso l'eterno abisso dell'essere divino dal quale è venuta, allora dovremmo dire che Dio, con tu tto ciò che è in quanto Dio, non potrebbe dare a questa mosca compimento e soddisfaz ione. Perciò preghiamo Dio di diventare liberi da Dio, e di concepire e godere ete rnamente la verità là dove l'angelo più alto e la mosca e l'anima sono uguali; là dove s tavo e volevo quello che ero, ed ero quel che volevo. Perciò noi diciamo: se l'uom o deve essere povero nel volere, deve volere e desiderare tanto poco come voleva e desiderava quando ancora non era. In questo modo è povero l'uomo che niente vuo le. In secondo luogo, è povero l'uomo che niente sa. Talvolta abbiamo detto che l'uomo dovrebbe vivere in modo da non vivere né per se stesso, né per la verità, né per Dio. M a ora diciamo diversamente ed andiamo più avanti dicendo: l'uomo che deve avere qu esta povertà, deve vivere così da non sapere neppure che egli vive né per se stesso, né per la verità, né per Dio. Egli deve essere così vuoto di ogni sapere, da non sapere né conoscere né sentire che Dio vive in lui; più ancora: deve essere privo di ogni cono scere che vive in lui. Infatti, quando l'uomo stava nell'eterna essenza di Dio, niente altro viveva in lui; cosa là viveva, quello era lui stesso. Perciò noi diciam o che l'uomo deve essere così privo del suo proprio sapere, come lo era quando non era ancora; e che lasci Dio operare quello che vuole, e se ne stia vuoto. Tutto quello che è mai venuto da Dio è fatto per un puro operare. L'operare proprio dell'uomo è l'amare e il conoscere. Si pone ora la grossa questione: in che cosa r isiede essenzialmente la beatitudine? Alcuni maestri hanno detto che essa sta ne lla conoscenza, altri che sta nell'amore; altri dicono che sta nella conoscenza e nell'amore e questi dicono meglio. Noi però diciamo che non sta né nella conoscenz a né nell'amore; piuttosto v'è qualcosa nell'anima da cui fluiscono la conoscenza e l'amore, e questo qualcosa non conosce e non ama, come invece fanno le potenze d ell'anima. Chi conosce questo qualcosa, sa dove risiede la beatitudine. Esso non ha né un prima né un poi, non attende nulla che gli capiti, perché non può guadagnare né perdere. Perciò questo qualcosa è privato anche del sapere che Dio opera in esso; pi uttosto esso gode in se stesso, come fa Dio. Io dico perciò che l'uomo deve stare così libero e vuoto, da non sapere né conoscere c he Dio opera in lui, ed in questo modo può possedere la povertà. I maestri dicono che Dio è un essere, un essere dotato di intelletto, che tutto co nosce. Ma io dico: Dio non è né essere né essere dotato di intelletto, e neppure conos ce questo o quello. Perciò Dio è privo di tutte le cose, e perciò è tutte le cose. Chi d eve essere povero nello spirito, deve essere povero in ogni sapere proprio, in m odo da non sapere niente, né di Dio, né delle creature, né di se stesso. Perciò è necessar io che l'uomo desideri di non sapere o conoscere niente delle opere di Dio. In q uesto modo l'uomo può essere povero nel proprio sapere.

In terzo luogo è povero l'uomo che niente ha. Molti hanno detto che la perfezione consiste nel non possedere alcuna cosa materiale della terra, e questo è verissimo nel senso di colui che si comporta così di proposito. Ma questo non è il senso che intendo io. Ho detto prima che è uomo povero quello che non vuole compiere il volere di Dio, m a che piuttosto vive in modo da essere privo del suo proprio volere e del volere di Dio, così come lo era quando ancora non era. Di questa povertà noi diciamo che è l a più alta povertà. In secondo luogo abbiamo detto essere uomo povero quello che nie nte sa dell'agire di Dio in lui. Se uno sta privo del sapere e del conoscere, al lora questa è la più pura povertà. Ma la terza povertà, di cui ora voglio parlare, è quell a estrema: quella dell'uomo che niente ha. Fate qui molta attenzione! Ho detto spesso, e lo dicono anche grandi maestri, ch e l'uomo deve essere libero da tutte le cose e tutte le opere, interiori ed este riori, in modo da poter essere un luogo proprio di Dio, dove Dio possa operare. Ma ora diciamo qualcosa di diverso. Se l'uomo è libero da tutte le creature, e da Dio, e da se stesso, ancora tale che Dio trovi in lui un luogo per operare, allo ra diciamo che l'uomo, finché si trova in questa condizione, non è nella più vera pove rtà. Infatti, per il proprio agire, Dio non cerca un luogo nell'uomo dove poter op erare; ma la povertà nello spirito è quando l'uomo sta così privo di Dio e di tutte le sue opere, che Dio, in quanto voglia operare nell'anima, sia lui stesso il luog o in cui vuole operare - e questo lo farebbe volentieri. Giacché Dio compie la sua opera propria quando trova l'uomo povero in questo modo, e l'uomo subisce così Di o in sé, e Dio è un luogo proprio del suo agire; l'uomo invece è un puro subir-Dio nel suo agire, in considerazione del fatto che Dio opera in se stesso. Qui, in ques ta povertà, l'uomo raggiunge quell'eterno essere che egli è stato, e che ora è, e che sarà in eterno. C'è una parola di san Paolo, in cui egli dice: "Tutto quello che sono, lo sono per la grazia di Dio". Se ora questo mio discorso sembra tenersi al di sopra della grazia, al di sopra dell'essere, al di sopra della conoscenza e del volere e di ogni desiderio, come può essere vera la parola di san Paolo? A questo proposito si dovrebbe rispondere che le parole di san Paolo sono vere. Che la grazia fosse i n lui, era necessario, perché la grazia agì in lui in modo da portare a compimento c ome sostanziale ciò che era accidentale. Quando la grazia ebbe compiuto la sua ope ra e terminò, allora Paolo rimase ciò che egli era. Noi diciamo dunque che l'uomo deve essere così povero da non avere, e non essere, alcun luogo in cui Dio possa operare. Quando l'uomo mantiene un luogo, mantiene anche una differenza. Perciò prego Dio che mi liberi da Dio, perché il mio essere es senziale è al di sopra di Dio, in quanto noi concepiamo Dio come inizio delle crea ture. In quell'essere di Dio, però, in cui Egli è al di sopra di ogni essere e di og ni differenza, là ero io stesso, volevo me stesso e conoscevo me stesso, per crear e questo uomo che io sono. Perciò io sono causa originaria di me stesso secondo il mio essere, che è eterno, e non secondo il mio divenire, che è temporale. Perciò io s ono non nato, e, secondo il modo del mio non esser nato, non posso mai morire. S econdo il modo del mio non esser nato, io sono stato in eterno, e sono ora, e ri marrò in eterno. Cosa invece sono secondo il mio esser nato, dovrà morire ed essere annientato, perché è mortale, e perciò deve corrompersi col tempo. Nella mia nascita e terna nacquero tutte le cose, ed io fui causa originaria di me stesso e di tutte le cose; e, se non lo avessi voluto, né io né le cose sarebbero; ma se io non fossi neanche Dio sarebbe: io sono causa originaria dell'esser Dio da parte di Dio; s e io non fossi, Dio non sarebbe Dio. Ma non è necessario capire questo. Un grande maestro dice che la sua irruzione è più nobile del suo sgorgare, e questo è vero. Quando io sgorgai da Dio, allora tutte le cose dissero: Dio è. Ma questo non può rendermi beato, perché in questo mi riconosco come creatura. Ma nella irruzione , in cui sono libero del mio proprio volere e del volere di Dio e di tutte le su e opere e di Dio stesso, là io sono al di sopra di tutte le creature, e non sono D io né creatura, ma piuttosto sono quello che ero, e quello che sarò ora e sempre. Là r icevetti uno slancio, capace di portarmi sopra tutti gli angeli. In questo slanc io, ricevetti una così grande ricchezza, che Dio non può bastarmi, con tutto quello che è in quanto Dio, e con tutte le sue opere divine; infatti, in questa irruzione mi è toccato in sorte di essere una sola cosa con Dio. Allora io sono quello che

ero, e non aumento né diminuisco, perché là sono una causa prima immobile, che muove t utte le cose. Qui Dio non trova alcun luogo nell'uomo, perché l'uomo conquista con questa povertà quel che è stato in eterno, e che sempre sarà. Qui Dio è una sola cosa c on lo spirito, e questa è la povertà più vera che si possa trovare. Chi non comprende questo discorso, non affligga per ciò il suo cuore. Perché l'uomo non può comprendere questo discorso, finché non diventa uguale a questa verità. Infatti si tratta di una verità senza veli, che giunge immediatamente dal cuore di Dio. Dio ci aiuti a vivere in modo da poterla conoscere in eterno. Amen.

Nolite timere eos qui corpus occidunt, animam autem occidere non possunt "Non temete chi vi vuole uccidere nel corpo", giacché lo spirito non uccide lo spi rito. Lo spirito dà vita allo spirito. Chi vi vuole uccidere, è il sangue e la carne . Cosa è carne e sangue, insieme muore. La parte più nobile nella creatura è il sangue , se esso vuole rettamente; ma il sangue è anche la parte più trista nella creatura, se vuole malvagiamente. Se il sangue vince la carne, l'uomo è umile, paziente, ca sto, ed ha in sé tutte le virtù. Se invece la carne vince il sangue, l'uomo diviene superbo, iracondo e impudico, ed ha in sé tutti i vizi. Qui viene lodato san Giova nni. Non posso lodarlo più di quanto Dio stesso lo avrebbe lodato. Fate ora attenzione! Vi dirò qualcosa che non ho ancora mai detto. Quando Dio creò i l cielo, la terra e tutte le creature, non operò niente; non aveva niente da opera re, non v'era in lui opera di alcun genere. Allora Dio disse: "Vogliamo fare un' immagine". Creare è cosa semplice; lo si fa quando e come si vuole. Ma quel che io faccio, lo faccio io stesso e con me stesso ed in me stesso, e là imprimo complet amente la mia immagine. "Noi vogliamo fare un'immagine": "non tu, Padre, neppure tu, Figlio, e neppure tu, Spirito santo, ma noi, nella decisione della santa Tr inità, vogliamo farci un'immagine". Quando Dio fece l'uomo, operò nell'anima l'opera identica a se stesso, la sua opera operante, la sua opera sempiterna. L'opera e ra così grande, da non essere altro che l'anima, e l'anima non era niente altro ch e l'opera di Dio. La natura di Dio, il suo essere e la sua divinità, dipendono dal fatto che egli deve operare nell'anima. Benedetto, benedetto sia Dio! Quando Di o opera nell'anima, allora ama la sua opera. Dove è l'anima in cui Dio opera la sua opera, là è l'opera così grande, da non essere al tro che l'amore; l'amore, a sua volta, non è altro che Dio. Dio ama se stesso, la sua natura, il suo essere e la sua divinità. Nell'amore in cui Dio ama se stesso, ama tutte le creature, non in quanto creature, ma in quanto Dio. Nell'amore in c ui Dio ama se stesso, ama tutte le cose. Voglio dirvi ancora qualcosa che non ho mai detto. Dio gusta se stesso. Nell'att o del gustare se stesso, egli gusta tutte le creature. Nell'atto in cui gusta se stesso, gusta tutte le creature, non in quanto creature, ma le creature in quan to Dio. Nell'atto di gustare se stesso, gusta tutte le cose. Fate ora attenzione ! Tutte le creature dirigono il loro corso verso la loro più alta compiutezza. Ora vi prego: ascoltate, nell'eterna e sempre duratura verità e nell'anima mia! Di nu ovo vi dirò qualcosa che non ho mai detto: Dio e la Divinità sono separati l'un l'al tra così ampiamente come il cielo lo è dalla terra. Dico ancora di più: l'uomo interio re e l'uomo esteriore sono separati l'un l'altro così ampiamente come il cielo lo è dalla terra. Ma Dio lo è molte migliaia di miglia in più: Dio si forma e si dissolve . Ora torno indietro alla mia parola: Dio gusta se stesso in tutte le cose. Il sol e getta la sua chiara luce su tutte le creature: quella che riceve la luce del s ole, lo attira in sé, e tuttavia esso non perde niente della sua potenza luminosa. Tutte le creature si privano della propria vita per il proprio essere. Tutte le creature si portano nel mio intelletto, per essere in me spiritualmente. Io solt anto procuro di nuovo tutte le creature a Dio! Guardate cosa voi tutti fate! Ora torno indietro al mio "uomo interiore ed esteriore". Guardo i gigli nel camp o, il loro chiaro splendore, il loro colore e tutte le foglie. Ma il loro odore non vedo. Perché? Perché l'odore è in me. D'altra parte: quel che dico, è in me, ed io l o dico fuori di me. Tutte le creature hanno sapore in quanto creature per il mio uomo esteriore, come il vino, il pane, la carne. Per il mio uomo interiore, inv

e dunque non riceverebbe nie nte. Non si deve cercare niente. Quando io ero ancora nel fondo. Si crede che una persona. ma qualcosa . Così parlano tutte le creature di " Dio". che è come deve essere. consumar e il mio pane e servire Dio!".ece. e sono qualcosa. nel terreno. Un uomo non dovrebbe mai pregare per cose transitorie. Gott hat die Armen Dio ha fatto i poveri per i ricchi ed i ricchi per i poveri. Ma ch i mira al centuplo non riceve niente. nel terreno. Dio op era. avrei dovuto predicare a questa cassetta per le offerte. in lei non è alcuna opera. nella corrente e nella fonte della divinità. riceverà il centuplo e la vita eterna. non avrebbe abbandonato tutto. ma non credono Dio. e tuttavia in ciò non svanisce. a lui la concedo pienamente. non trova Dio. e tuttavia lo specchio è quello che è. riceverà il centuplo in cambio. Se dunque un uomo crede in Dio. ma tuttavia non si crede in questa persona. che seguono Dio nella povertà e in terra straniera. cui si prestano cin que scellini. Dio è nell'anim a con la sua natura. prende qualcosa di divisibile e non l'Uno. quando venite da casa?". la mia irruzione è molto più no bile del mio efflusso. non le gusta come dono di Dio. ed allora ottiene tutto. tutte le creature dissero: "Dio"! Se qualcuno mi chiedesse: "Fratello Eckhart. Di o si forma. quello che avesse rinunciat o per questo "perché". È cosa più gran de credere in Dio che credere Dio.scienza. perché non lascia tutto. no n ottiene nulla. ma vuole avere il c entuplo in cambio. Nostro Signore però promette il centuplo a quelli che abbandona no tutto. Se qualcuno lascia tutto. Quando pervengo nel fondo. Il raggio di ritorno dello specchio nel sole è s ole nel sole. anche se trova scienza. deve domandare soltanto che sia fatta la volontà di Dio . la divinità non opera. nella corrente e nella fonte della divinità. perché siano una cosa sola in me. e là "Dio" si diss olve. non ha niente da operare. Quando io ritorno in "Dio" e non rimango fermo là. Nella volontà di Dio tutte le cose sono. allora quello non è Dio. e se l'uomo cerca e tende a qualcos'altro. m a soltanto la volontà di Dio. Chi cerca qualcosa in Dio . Ma io dico nella verità eterna che questa gente dev e rimanere smarrita e non può mai raggiungere e conquistare quel che raggiungono g li altri. né conoscenza né scienza. nessu no mi chiedeva dove volessi andare o cosa facessi: là non v'era nessuno che mi pot esse interrogare. sono accette a Dio e per fette. s e lo trova. Prestate a Dio.cose che lodo affatto -. Così anche è con Dio. perché non crede che Dio gli restituirà ciò che gli si presta n ei suoi poveri? Chi abbandona tutte le cose. senza la volontà di Dio è nulla. perché sarebbe consolata da ciò tanto poco. Amen. Prendo una catinella d'acqua. non desidera che Dio le doni la sua intera divinità. La conoscenza di Dio. Chi ha compreso questa predica. Se però i l beneficio di questo abbandono ricadesse sull'uomo. In Dio non v'è altro che l'Uno. Se invece non cerca niente. è uno. Se non vi fosse sta to nessuno qui. ma se v uole pregare per qualcosa. conoscenza. interiorità . mai ha guardato ad un'opera. ma come eterne. e tuttavia egli non è l'a nima. Nessuno là ha sentito la mia mancanza. né interiorità né devozione né pace. non piacciono a Dio e sono imperfette. e l'Uno è indivisibile. V'è della povera gente che torna a casa e dice: "Voglio sedere in qualche luogo. quanto se Dio le donasse un moscerino. Dio e la divinità sono separati dall'agire e dal non agi re. L'anima. nessuno mi chiede da do ve venga o dove sia stato. col suo essere e con la sua divinità. fuori della volontà di Dio. e niente altro. trova D io e tutte le cose in lui. E perché non parlano d ella divinità? Tutto quello che è nella divinità. Il mio uomo più intimo. conoscenza. vi metto dentro uno specchio e la pongo sotto la s fera del sole. Il raggio di ritorno dell'anima è Dio in Dio. li restituirà. dove tutte le creature esprimono Dio: là si forma "Dio". poi. Chi prende qualcosa di diverso dall'Uno. tutte le cose sono nulla. e di ciò non si può parlare. ma solo come dono di Dio. Se invece prega per qualcos'altro. niente ha sapore in quanto creatura. Ma quando fluii all'esterno. allora dal disco e dal fondo del sole esso getta la sua chiara lu ce. egl i vi restituirà. Dio è Uno . Alcuni dicono che credono in Dio. allora vi sono stato dentro. Io solo porto tutte le creature dal loro essere spiritual e nel mio intelletto. ma ciò non permane in lui. devozione o che altro -. e tuttavia essa è quello che è. ed esse permangono nell'uomo.

senza stare a considerare se così va bene per non compiere passi fa lsi. dico io. l'avere maggiore a more per le cose eterne e maggiore avversione per quelle transitorie. Se gli capita qualcosa che lo affatica. Non ho bisogno di quello c he possiedo. a quel bene etern o che è Dio. fuori della volontà di Di o è in vista di se stesso. abbandoni comp letamente a Dio il proprio volere. se v'è in noi l'amore di Dio. o che altro sia. considerasse tutti gli altri. non concluderebbe nulla. non fa caso ad alcuna cosa. per quanto questo si possa presentare con molte e diverse parol e. Una coscienza bene ordinata sarà aiutata dal fatto di non prestare attenzione alle cose accidentali. Se un uomo avesse cento marchi e li desse per Dio e fondasse un convento. Per ciò l'uomo deve seguire la prima ispirazione e procedere avanti. ha i piena fiducia. E così proceda. Non che l'uomo si metta in testa: farai questo assolutamente. Quanto Dio è elevato al di sopra dell'uomo. perché anche in questo si afferma se stessi. Non vi giunge però con impeto. senza mirare ad una c ondotta particolare. se è malato. ed avere negli occhi Dio solo. Cosi è anche nelle altre cose. quel che si fa. in modo puro e semp lice. Se si cerca soltanto la volontà di Dio si deve accettare quello che ci capita. perché in ciò egli afferma se stesso. invece. come un dono di Dio. L'uomo giusto non serve niente. ciò è di nuovo falso. dovrebbe farsi condurre da Dio. Davvero. e perciò non serve niente. se un pittore. esteriore o interiore. con la rigida o stinazione a fare questo e a lasciare quello. all'interno o all'esterno. non vede Dio. chinarsi umilmente sotto di lui. o da d ove o in qual modo: tutto ciò deve essere per noi indifferente. Una cosa soltanto si deve ricevere da Dio. lo sopporterei o farei volentieri ". Se qualcuno dovesse recarsi in una ci ttà. sarebbe una gros sa cosa. che essa non può in alcun modo trovar e riposo ed è sempre infelice. Chi percepisce qualcosa in Dio . Infatti. o che ci viene manifestato. esse dicono: "Se s apessi che questa è la volontà di Dio. e quel che poi c i accade. lodano Dio e confidano in lui. e stesse a considerare come fare il primo passo. e non abbia timore. egli ha Dio. senza timore di essere ost acolati. lo si prenda come la cosa migliore per noi. sopra ogni modo. è sempr e sufficiente. Un uomo giusto non ha bisogno di Dio. Vi sono delle persone che. e non abbia c he Dio in vista. non concluderebbe nulla. e . allora giunge dov e deve.di divisibile. ed accogliere da lui in mite confidenza tutto q uel che gli avviene: questo sarebbe il giusto comportamento. Per Dio! È una ben strana domanda quando un malato chiede se è volontà di Dio che sia malato! Egli deve esser certo che è volontà di Dio. occorre che l'uomo. Alle gleichen Dinge Tutte le cose simili si amano reciprocamente e si uniscono l'una con l'altra. come alcuni dicono: "Ho dieci moggi di grano ed altrettanto vino quest'anno: confido pienamente in Dio". Ma io dico: sarebbe molto maggiore e migliore cosa se li disprezzasse i n sé per amor di Dio e li guardasse come un nulla. finché non giunge. Se gli giungesse una grande contrarietà. Perciò l'uomo deve accettare da Dio tutto quel che gli capita. in fedele umiltà e rinuncia a se stesso. Quando capita a certe persone qualcosa da soffrire o da fare. e va bene così. un segno certo del suo progresso è. costi quel che costi! Questo è fal so. tanto è D io più pronto a donare di quanto sia l'uomo pronto a ricevere. quando va loro bene interiormente o esteriormen te. nei confronti di tutto quello che capita. e si deve condurre una semplice vita cristiana. A questo mira tutto ciò che si può consigliare e insegnare: che l'uomo si lasci condurre. per il quale essa è fatta. L'uomo non deve pen sare di progredire in una vita buona per il fatto che digiuna molto o compie mol te opere esteriori. e non stare a vedere e considerare se venga dalla natura o dalla grazia. ed accetti qualsiasi cosa da Dio come identic a: grazia o che altro sia. L'uomo deve rivolgere il propri o volere a Dio in ogni opera. ma nel grano e nel vino! L'anima è fatta per un bene così grande ed alto. ma con la mitezza. lo turba e lo rende inquieto. dovendo dare il primo tratto di penna. ben raccolto in se stesso. Allora uno è come de ve essere. Sia ciò pace o conoscenza. da quel che ci capita. ed è nulla.

Nella interiorità più profonda. Un maestro dice c he niente è così dissimile come il cielo e la terra. ma che invece si generi completamente nella terra. che si può dire con verità occh io-legno. uno e semplice in se stesso. o altra potenza concernente la fame e la sete. Mentre venivo qui oggi. ed i maestri credono che l'ampio e vasto cielo non tenga per sé neppure lo spazio di una punta di spillo. Essa coglie Dio immediata mente. il freddo ed il c aldo. e neppure nella su a piena divinità: tutto questo Dio deve effonderlo in modo fecondo nell'uomo che s i è abbandonato a Dio e che ha preso il posto più basso. Ho parlato a volte di una luce che è nell'anima.tutte le cose dissimiii si fuggono e si odiano reciprocamente. divengono a tal punto una cosa sola. Altret tanto dico io dell'uomo che si è annientato in se stesso. nel compimento della mia visione. in modo tale da non mantenere nien te per sé. in ogni uomo che sia distaccato da se stess o fino in fondo. che non dà né ric eve: essa vuole sapere da dove questo essere provenga. e perciò attribuisco loro un a maggiore comunanza nell'operare di quanta ne abbiano i miei occhi ed orecchi. dove nessuno è . Lo dico nell'eterna e sempre perdurante veri tà: Dio deve effondersi completamente. se è chiuso.ta nto tu fai questo. secondo tutto il suo potere. e perciò è fuggita lontana dal cielo fino al luogo più basso. Dovete infatti sapere che questa luce nel l'essere della mia anima non è più nobile della più bassa o più rozza potenza. Ma ora comprendetemi bene! Se accade che il mio occhio. come egli è in se stesso. Voglio dire ancora qualcos a di più. Io dico in verità che a questa luce non basta neppure l'unicità del fecondo seno della natura divina. in Dio e in tutte le cre ature: quest'uomo ha preso il posto più basso. come è in se stesso. quanto più deve valere per que lle spirituali! Dovete sapere che il mio occhio ha maggiore comunanza con l'occhio di una pecora che è di là dal mare e che non ho mai visto. nel compimento della visione. Non le bastano né il Padr e né il Figlio né lo Spirito santo. Ho cura di toccare sempre nelle mie prediche questa stessa luce. ciascuna delle due cose rimane quella che è. per non avvicinarsi al cielo. in modo fecondo. e mi è venuto in mente un paragone. con le quali tuttavia sta in comunità di essere. comprenderete il se nso proprio ed il fondamento del mio modo di vedere. tanto sei unito e felice nella scintilla dell'anima. e neppure le tre Persone insieme. né nella sua natura. e qu esto è il coglierlo nel compimento della generazione. esse sono tutt'uno ed ugualmente nobili. Questa scintilla rifiuta tutte le creature. Reciprocamente niente si aggiunge o si toglie al legno nell'essere visto. di quanta ne abbia con le mie orecchie . Perciò io dico: se l'uomo si distoglie da se stesso e da tutte le cose create . e il legno è il mio occhio. come l'ud ito o la vista. che non tocca mai né il tempo né lo spazio. Il paragone aveva a che fare col mio occhio e col legno: se il mio occhio è ap erto. senza niente che lo ricopra. si potrebbe dire effettivamente c he. dal momento che questi sono distinti nella loro operazione. ma se si prendono nel loro operare. e no n vuole altro che Dio nella sua nudità. sia aperto e rivolto con lo sguardo al legno. dove mai ha gettato uno sguardo la disti nzione. e tuttavia. che suonerà ancor più stupefacente: dico nella eterna e sempre permanente ve rità che a questa luce non basta l'essere divino unico. ed è immobile. Questo deriva dal fatto che l'o cchio della pecora esercita la stessa attività del mio. è lo stesso occhio. La terra si è accorta nella sua n atura di essere lontana e dissimile dal cielo. il legno e il mio occhio si trovino in un solo essere. Se lo capite bene. In quanto si prendano le potenze dell'anima nell'essere. né Padre né Figlio né Spirito santo. né nel suo essere. increata e increabile. Perciò posso dire in verità che questa luce ha più unità con Dio di quanta ne abbia con le potenze dell'anima. e questo è fondato sul fatto che l'essere è unitario. allora una è molto più nobile ed alta delle altre. Perciò esso si effonde completamente nella terra in modo fecondo. con l e quali peraltro sta in unità di essere. né nella sua vita. impassibile. Se anche il legno fosse immateriale e purame nte spirituale come la visione del mio occhio. ed in tale uomo Dio deve effondersi completamente. sul quale ho sempre predica to. nel silenzioso deserto. essa vuole penetrare nel semplice fondo. in quanto cias cuna permane nella sua particolarità. è un occhio. meditavo sul modo di predicare a voi per poter essere co mpreso. altrimenti non è Dio. P erciò la terra si chiama la creatura più fertile tra tutte le cose temporali. Se questo accade nelle cose corporali. nella sua nudità. Il cielo ha co nstatato nella sua natura che la terra lo ha fuggito ed ha preso il posto più bass o.

e conosce Dio rettamente chi lo riconosc e come uguale. perché si possa trovarlo in ciascuna di esse e riconoscerlo. può dire con Giacobbe: "Dio è in questo luogo. è meglio. se devo essere un re. Il profeta dice nel salterio: "Non dovete essere ignoranti come un mulo o un cav allo". Che un uomo abbia una vita tranquilla e quieta in Dio.e così anche i nostri migliori maestri . per quanto dipende da lui. e mia sarebbe tutt a la ricchezza del re. op pure è in chiesa e conosce Dio: se conosce meglio Dio per il fatto di trovarsi in un luogo tranquillo.che la beati tudine sta nel fatto che l'uomo conosce e sa il bene più alto. Se il legn o sapesse di Dio. Non è beato per il fatto che Dio è in lui e a lui così vicino e che egli ha Dio. e che egli sa di Dio. è bene. quest o non è il regno di Dio! Sono solito dire talvolta una parola: l'anima. Un maestro dice . là trova soddisfazione questa luce. Ed è beato quanto più conosce ciò. ed è pronto a donarsi nello stesso modo. tanto meno è beato. che sopporti con pazienza una vita piena di affanni. che lo si serva per amore. Scitote. Dio è ugualmente vicino in tutte le creature. e l'as sicurazione della vita eterna. Dovete sapere in primo luogo come il regno di Dio è vicino a noi. non da Dio. Non è una piccola cosa il regno di Dio: se ci si rappresentassero tutti i mondi che Dio può creare. e non il piede. Chi sa e riconosce quanto vicino gli è il regno di Dio. quia prope est regnum dei Il nostro amato Signore dice qui: "Sappiate che il regno di Dio è vicino a voi". Dio è in questo luogo. il mio essere dipende dal fatto che Dio è a me vicino e presente. ma la cosa migliore di tutte è avere p ace negli affanni. Dio è a me più vicino. e riconoscere "che il regno d i Dio è vicino". Sì. non ha bisogno di ascoltare prediche o insegnamenti: da quello ha già ricevuto insegnamento. è bene. Pe rché il regno di Dio è Dio stesso con la sua intera ricchezza. Un uomo va nel campo. che è Dio stesso. il legno sarebbe altrettanto beato quanto l'angelo più alto. conosce il cielo? Ciò deriv . in secondo luogo. Un maestro dice: conosce Dio rettamente chi lo riconosce in modo identico in tutte le cose. n on sarei affatto un re. Io ho nell'anima una potenza che è assolutamente recettiva di Dio. ed io avessi pe r certo che tutti gli uomini lo credono. ma ora lo s o. Io ho detto già una volta: che si serva Dio nel timore. perché Dio è nel lo stesso modo in tutte le cose ed in tutti i luoghi. e san Paolo dice che la nostra salvezza è più vicina a noi di quel che crediamo. Infatti questo fondo è un semplice silenzio. Un tale uo mo saprà "che il regno di Dio è vicino". Perciò l'uomo è più beato di una pietra o del legno perché egli conosce Dio e sa quanto Dio gli è vici no. Amen. Perciò dobbiamo consi derare con cura il significato. e là essa è in una interiorità più profonda di quanto sia presso se stessa. Queste tre cose sono nec essarie. San Bernardo dice: perché il mio occhio. com e del fatto di vivere. ma essi non lo sanno. di q uanto io lo sia a me stesso. Se io fossi un re. immo bile in se stesso. ma che l'uomo possa concepire l'amore nel timore. in cui il regno di Dio appare e che riconosce vicino a sé il regno di Dio. Io sono certo. il regno di Dio è in noi. Se me ne mancasse anche soltanto una. Quando penso al regno di Dio. ma senza saperlo io stesso. da questa immobilità vengono mosse tutte le cose e vengono acco lte tutte quelle vite che vivono intellettualmente in se stesse. è meglio. così come lo sa il più alto degli angeli. rimango spesso ammutolito per la sua grandezza. e io non lo sapevo". questa è la cosa migliore di tutte . e questa stessa opinione fosse creduta da tutti gli uomini insieme a me. e quanto meno lo conosce. se solo si vuole percepirlo. non potrei essere re. e io non lo sapevo". ciò dipende dalla sua insufficienza. Si deve sapere di Dio. Un'altra parola la dice il patriarca Giacobbe: "Veramente. Lo è anche ad una pietra o al legno.in patria. quando il regno di Dio è vicino a noi. ma per i l fatto che egli conosce quanto Dio gli è vicino. sarei davvero un re. Che Dio ci aiuti a vivere in questo modo secondo intelletto. Se avessi invece la ferma fede di essere un re. dice la sua preghiera e conosce Dio. e conoscesse quanto egli è vicino. che niente mi è così vicino come Dio. e niente di essa mi mancherebbe. Il sapiente dice: Dio ha steso le su e reti e le sue funi su tutte le creature.

Se dunque l'anima deve conoscere Dio. la conosce certo meglio di un altro. Dio è sempre pronto. che non vi è mai stato e che. e lo istruisce p er condurlo a sé. Niente ostacola l'anima nella conoscen za di Dio tanto quanto il tempo e lo spazio. ne volesse parlare a lungo. Nello stesso modo io sono certo. conosce se stessa e tutte le cose. da cui si è separata. Non deriva dalla giustizia o dal ri gore di Dio il fatto che egli molto esiga dall'uomo. devo conoscerla là dove essa è la bontà in sé. Così anche l'anima deve essere ugualmente lontana da tutte le cose terrene. finché vede e conosce se stessa. per poter ricevere molto. ma se la si mette di fronte a Dio. perché egli vuole che l'anima si allarghi. da non poter essere impressionata da niente. In un uomo non è l'intera umanità. l'astro più vicino alla terra. Il tempo e lo spazio non lo toccano. noi invec e siamo poco pronti. deriva dalla sua grande lib eralità. Il profeta dice: "Dio conduce i giusti per uno stretto sentiero nell'ampia strad . ovvero in Dio. deve essere celeste. Dio è in noi in casa propria. perché Dio non è questo né quello. Dio è infatti molto premuroso di essere sempre accanto all'uomo. Tempo e spazio sono parti. come son certo di vivere e che Dio vive. come le molteplici cose terrene: Di o è uno. senza alcuna macchia. né gioia né afflizione. ma il tempo deriva dal suo corso. Se dunque la mia anima dev e conoscere Dio. tuttavia. noi invece siamo lontani da lui. Ma quando si è un po' pratici. allora ritrova se stessa in Dio. Io dico inoltre: se l'anima deve conoscere Dio. Dio è vicino a noi. essa non può guardare alcuna cosa nel tempo. o comunq ue sia: a tutto deve essere completamente morta. Il cielo è in tutti i suoi punti ugualmente lontano dalla t erra. se quello vuole seguirlo. essa deve mantenersi ugual mente distante nella gioia e nel dolore. i maestri dicono che è senza tempo. Se l'occhio deve conoscere il colore. non dove è diviso. deve essere prim a spoglio di ogni colore. Mentre conosce Dio. ma Dio è u no. Se invece s i perde per amor di Dio e rinuncia a tutte le cose. Nessuno deve credere che sia difficile giungere a questo punto. essa non è nulla. allora non v'è vita più facile. Chi conosce Dio. anche l'anima. sa che tutte le creature sono nulla. Se si pone una creatura di fronte all'altra. se davvero deve conoscerlo. ad eccezione della luna. ovvero Dio con tutta l a sua ricchezza. deve anche obliare se stessa e p erdersi. in modo perfetto in Dio. nelle creature. perché un u omo non è tutti gli uomini. o altre rappresentazioni simili. I maestri la chiamano la levatrice del cielo. né speranza né ti more. noi invece siamo all'esterno. Un uomo. Tutte le cose corporee non hanno là alcun luogo. Il cielo è puro e chiaro. Così. Ma in Dio l'anima conosce l'intera umanità. Non sta ne ppure nel tempo. Se l'anima deve conoscere Dio. devo conoscerlo dove è l'essere in se stesso. nell'avere e nell'esser privo. perché le conosce secondo l'essere. perché non vede e conosce Dio. che l'anima deve co noscere Dio al di sopra del tempo e dello spazio. essa appare bella ed è qualcosa. essa non può avere nulla in comune con il nulla. Dio è all' interno. piacevole ed amabile. Se l'anima deve vedere Dio. distaccata ed elevata al di sop ra. Se devo conoscere davve ro l'essere. che abiti in una casa ben dipinta. ma noi siamo in un paese straniero. per quanto suoni difficile e difficile sia all'inizio e nel distaccarsi e morire a tutte le cose .a dal fatto che l'occhio è più simile al cielo del piede. I maestri sollevano molte questioni nella scuola a proposito di come sia possibile che l'anima conosca Dio. il suo corso è incredibilmente veloce. deve conoscerlo al di sopra dello spaz io e del tempo. Mai un uomo ha desiderato qualcosa tan to quanto Dio desidera portare l'uomo a conoscerlo. non dove è divisa. In Dio soltanto è l'intero essere divino. e perc hé molto le possa dare. in modo da non essere più vicina all'una che all'altra. deve essere così rafforzata e confermata in Dio. né alcuna altra cosa che possa portarla fuori del suo cammino. e tutte le c ose nel grado più alto. Se devo conoscere davvero il sommo bene o l'eterna bontà. perché non può mai conoscere Dio fin tanto che le sono presenti il tempo e lo spazio. né amore né dolore. Un a tale anima conosce Dio e sa quanto vicino è il suo regno. Ma cos'è che porta l'anima a conoscere Dio i n sé ed a sapere quanto è vicino? Fate attenzione! Il cielo non può ricevere alcuna im pressione estranea: nessuna penosa necessità può impressionarlo e portarlo fuori dal suo corso. che deve conoscere Dio.

È la prova che solo lui è. L'angelo . Perciò egli co nosce in un "ora" eterno. In secondo luogo. perché. Ecce mitto angelum meum Questo è scritto nel Vangelo e significa: "Vedete. che solo Dio è. Essere questo o quello non significa essere t utto. innominabile. Un terzo significato è che Dio e l 'anima sono talmente una sola cosa. Ogni essere conoscente deve conoscere in una luce che è nel tempo. tu sei tutto e tutto possie di. Un secondo significat o è che l'anima è inesprimibile e indicibile. giacché. e possiedi la totalità del tempo. se dicesse "io". non deve esistere separazione tra l'uomo e t utte le cose. assolutamente distaccato da se stes so: così non esiste separazione tra lui e tutte le cose. perché è l'attesta zione di una essenza. in modo che egli ci porti in sé. che niente può essere detto di Dio che indichi una distinzione o una alterità. che significa: nella vera lib ertà dello spirito. ed è tutte le cose. ed indicibile. io invio il mio angelo". significa che non esiste separazione tra Dio e tutte le cose. invece. e dunque Dio solo è. quando il testo dice "io". che possiede e porta in sé la somiglianza con la bontà divina e la purezza divina del silenzio e d el mistero di Dio. Infatti . ma l'ev angelista sopprime l'"io". la penso in una luce situata nel tempo e temporale. fuori e senza di lui . separata da tutte le cose materiali. non deve esistere separazione tra l'uomo e tutte le cose. Un altro dice che è formato secondo Dio. per quanto è possibile. tutte le creature sono cosa meschina ed un puro nulla in rappo rto a Dio. se non sei questo né quello. o il tuo possedere questo o quello. Ci aiuti Dio. in tanto io non sono tutto e non possiedo tutto. Il profeta dice: "Io invio il mio angelo". L'angelo è ed agisce intellettualmente nel suo luogo. in quanto sono questo o quello. e costante è la sua contemplazione. la parola "io" indica l'essenza della verità divina. assolutamente distaccato da se stesso: così non esiste separazione tra Dio e tutte le cose. Così. l'uomo non deve essere niente in se stesso. Perciò è taciuta la pa rola "io". indicherebbe qualcosa di diverso rispetto all'anima. sei tutto. mentre l'uomo conosce in un "ora" temporale. Nell o stesso modo. là dove è indicibile ed innominabile. Nello stesso modo. qu alsiasi cosa pensi. perché Dio e l'anima sono talmente una sola cosa. Nello stesso modo.a. un altro la dice. perché non v'è per essa né parola né asserzione. quando la si consideri nel suo proprio fondo. Un maestro dice che l'angelo è un'immagine di Dio. che Dio non può avere alcuna proprietà o qualcos a che lo separi dall'anima. o in quanto possiedo questo o quell o. che Dio non può avere n iente di proprio. in modo tale che l'evangelista non può dire: "Io invio il mio angelo". ovvero. conosce in una luce che è al di sopra del tempo. D'altra parte. Noi dobbiamo diventare simili a questi a ngeli. ma se tu togli il tuo esser questo o quello. lo sono in Dio. perché. perché è inesprimibile per tutte le creature. Bisogna innanzitutto sapere cosa è un angelo perché un testo dice che dobbiamo esser e uguali agli angeli. Che significa l'omissione di "io" in un testo? Significa innanzitutto che Dio è inesprimibile. tanto che nessuna parola può contenerla. perché giungano nell'ampiezza e nella larghezza". l'uomo non deve essere niente in se stesso. ed eterna. se non sei qui o là. perché noi tutti lo seguiamo. Perciò. quello che esse sono in verità. non esiste separazione tra Dio e tutte le cose. al di sopra di ogni parola nella purezza del suo fondo. perché Dio è in tutte le cose: è più intimo ad esse di quanto non lo siano a se stesse. perché tutte le cose sono in Dio e da Dio. che è diventato un solo spirito con Dio. ovvero. Diciamo ancora qualcosa della parola pronunciata: "Io invio". perché essa è al di sopra di ogni nome e di ogni parola. Un terzo dice che è un puro specchio. ciò significa innanzitutto l'essenza di Dio. Uno dice che è una pura luce intellettual e. dove lo conosciamo veramente. Perciò il suo essere è tanto lontano da tutte le cose. in verità. L'"ora" t emporale è il più piccolo di tutti. Togli questo "ora" temporale e tu sei dappertutt o. Ecco perché la parola "io" è o messa. Così dunque. Amen. niente è in verità. Così. che nessuna parola o asserzione può contenerlo . È lontano da tutto quel che è molteplici tà e numero. Un testo tace la p arola "io". sei dappertutto. il cui oggetto è l'essere intelligibile. Dio sarebbe diverso dall'anima: se dices se "io".

ha riposato nella mia tenda". assolutamente. Il creatore non cerca soltanto la sua propria quiete nel fatto di averla portata fuori di sé e impressa in tutte le creature. perché egli ci ha creati a sua immagine. In primo luogo dobbiamo constatare e riconoscere che il volto divino della divin a natura rende folle e insensato il desiderio che ogni anima ha di lui. la sua intenzione non sarebbe Enrico. di cui ho detto prima che sono un'immagine di Dio. Se facesse un'immagine di Corrado o di Enrico. e d essa gli piace tanto. non avrebbe l'in tenzione di riprodurre l'essere umano. Infatti la bontà. mentre tra Dio e l'uomo non v'è estraneità o lontan anza. e tutto quel che si può dire di Dio. co me in se stesso è. Dio ama anche se stesso in tutte le creature. In terzo luogo. cosa cercano tut te le creature in ogni loro naturale tendenza e movimento. in terzo luogo. che è la quiete. in questa misura sei Dio e tutte le cose. coglie la divinità là dove Dio stesso la coglie. Togli perciò ogni essere-accanto alla divinità. Se mi si domandasse. L'artefice che vuol fare un'immagine dell'uomo. non la fa di Corr ado o di Enrico. ma cerca anche di riportare con sé tutte le creature nella loro prim a origine. e non esiste separazione tra te e le cose. Che Dio ci aiuti a giungervi. Se mi si chiedesse in secondo luogo co sa cerca assolutamente la santa Trinità in ogni sua operazione. Infatti Dio gusta tanto la natura divina. senza quell'essere-accanto che rende estraneo e lontano. ma un giorno p ensavo. nella misura in cui n on sei separato da tutte le cose. la parola "io" indica qualcosa della perfezione del nome "io". che l'uomo dovrebbe essere così completamente dis taccato nella sua intenzione. Così. ed uno specchio che possiede in sé la somiglianza della bontà e della purez za del silenzio e del mistero di Dio. se non alla divinità in se stessa: né alla beatitudine. Inoltre. e dicesse: "Ho c ercato la quiete in tutte le cose". per quanto possibile. risponderei: la quiet e. direi: la quiete. degli angeli. e perciò ti ha fat to assolutamente simile a lui ed immagine di se stesso. e dunque v uol dire che Dio è immutabile ed intangibile. che è la quiete. una eterna stabilità. ed alla divinità in sé. tutto qu esto è un essere-accanto al puro essere di Dio. se non a Dio s olo in quanto Dio. Amen. sta al posto di un nome e della perfezione del nome. risponderei: la qu iete. e l'anima rispondesse: "Chi mi ha creato. ma questo essere-accanto rende est raneo l'essere. in cui non esiste separazione tra lui e le cose. ma Corrado o Enrico. mi si chiedesse cosa cerca l'anima in tutti i suoi mov imenti. da non dover pensare a niente e a nessuno. che non ha alcun essere accanto a d esso. Perciò. Parliamo ora. nella stessa misura sei tutte le cose. Se. Ma "simile a lui" indica qualcosa di estraneo e lontano. Noi dobbiamo essere simili agli angeli e dunque essere una immagine di Dio. in quarto luogo. Perciò l'uomo non è simile a Dio. Se mi si chiedesse di dire in breve quale era lo scopo del creatore quando ha cr eato tutte le creature. In quarto luogo. di nuovo. giacché ogni altra cosa cui pensi è un essere -accanto alla divinità. . la saggezza. né a questo né a quello.. Non so e non posso dire niente di più. Du nque l'uomo. significa la nuda purezza dell'essere divino. riprodurrebbe assolutamente Corrado dal vero e assolutamente somig liante. ma assolutamente identico e lo stesso che eg li è. e così termina questo sermone. E se facesse un imma gine di Corrado. che egli l'ha portata fuori di sé per stimolare il desider io naturale di tutte le creature ed attirarle a sé. perché. per pote rlo attrarre fino a sé. la parola "io" indica la nuda purezza dell'essere di Dio. nella misura in cui non sei niente in te stesso. direi: la quiete. perc hé la divinità di Dio consiste nel fatto che non v'è separazione tra lui e le cose. perché questo non è un vero nome. In omnibus requiem quaesivi Queste parole stanno scritte nel Libro della Sapienza. Stavolta le vogliamo spie gare come se la sapienza eterna tenesse un dialogo con l'anima. se ne fosse capace e lo potesse. In terzo luogo la sapienza eterna dice: "La mia pace è nella città santa". ed indica una immutabilità ed intangibilità. Ora Dio ha completamente questa capacità e questo potere. e coglila nuda in se stessa. mentre stavo camminando.

Non dice che siede sopra i serafini. neppure l'anima di nostro Signor Gesù Cristo può gettarvi uno sguardo. Dio non ha bisog no di altro se non che gli si offra un cuore tranquillo: allora egli opera tali segrete e divine opere nell'anima. che nessuna creatura può servire in ciò e neppure vederle. e n ella natura divina viene battezzata. ha un aspetto ed una divisione delle membra. ed irrompe in Dio. In secondo luogo. In Dio. Dio non tiene in conto le veglie. tanto più pur a diviene nella sua devozione. Perciò Dio opera le sue divine opere non nella c onoscenza. In tal modo viene elevata. al contrario della quiete. L'uomo compie tutte le sue opere per questi due m otivi. I cherubini indicano la sag gezza. più si eleva l . In terzo luogo: l'uomo non può offrire a Dio niente di megl io della quiete. però. senza cercare in ciò la quiete. cerca quiete la santa Trinità. cioè nella solitudine. la debolezza e l'incostanza. Ma quando l'anima viene infusa nel corpo. Sant'Anselmo dice all'anima: allonta nati un poco dalla inquietudine delle opere esteriori. cioè la conoscenza: è questa che porta Dio nell'anima. Dio non puo compierla. le preghiere e le mortificazioni. cerca anche in esse la sua propria quiete. nel fatto che esso è uscito da entrambi. che portano ugualmente l'anima i n grande inquietudine. e non ne ha bisogno. viene completamente rinnovata in una vita di vina ed ordinata in tutti i suoi costumi e le virtù. Là l'anima è immersa in Dio. come etern o incommensurabile amore. ma tuttavia la loro azione sulla terra è più forte che mai. In secondo luogo: fuggi e nasconditi dal tumulto dei pensieri interiori. Così avviene per l'anima: quando essa è completamente unita a Dio e battezzata nella natura divina. scompaiono l'aspetto e la forma che egli aveva dapprima e diventa qualcosa di unitario: qu esto grazie alla potenza dell'anima. La sapienza eterna è di una talmente fine delicatezza e così vereconda. L'uomo non apre o chiude gli occhi una sola volta. ma come divino in Dio. Allora viene avanti la potenza più alta. nel fatto di avere effuso e formato in lui tutte le creature. non si possono vedere dalla terra. Lo si può comprendere da un paragone con quello che scrivono i maestri di scienza della natura: quando il bambino è accolto nel corpo della madre. perde tutti gli ost acoli. e conduce l'anima vers o Dio. in modo da essere ordinata secondo Dio. Ma così non avviene per le opere divine: esse sono senza limiti e concluse in ma niera non conclusa nella divina manifestazione. tanto più deboli sono nelle loro operazioni. Allora Dio opera al di sopra della potenza dell 'anima. i digiuni. le opera piuttosto in quanto Dio e divinamente. Un maestro dice a proposito delle stelle: quan to più esse brillano vicino alla terra. ed entrambi cerca no quiete nello Spirito santo. In terzo luogo cerca quiete l'anima in ogni sua potenza e movimento. che l'uomo lo sappia o no. perché tutto quello che giunge nell'anima vien e compreso dalla misura. e riceve con ciò la vita divina e l'ordine di vino. come si può comprendere dalla l uce: più la fiamma brucia vicino al lucignolo. La misura è ciò che include in sé qualcosa e qualcosa esclude . Il Padre cerca quiete nel Figlio. non come nell'anima. In quarto luogo egli dice che l'anima deve trovare quiete in Dio. che è l'amore. e dall'anima riceve un'altra forma. e conduce l'anima. lontano da tutte le creature. giacché non si trovano alla giusta distanza. Quando invece giungono alla giusta d istanza. o trarre a sé q ualcosa ove trovare la quiete. tant o più forti divengono le sue opere. e la unisce a Dio. con la conoscenza e con tutte le altre po tenze in Dio. Ma nessuna creatura è così somigliante a Dio co me la quiete. Perciò dice David: "Dio siede sopr a i cherubini". giacché essa nell'anima viene avvolta dalla misura. se non vi fosse in essa somiglianza con Dio. stanno al punto più alto. conforme alla vita dell'anima. da non sopporta re che. e quanto più pura diviene nella sua devozione. o vuole allontanare da sé qualcosa che lo ostacola. e più è nera e grossolana. ed un a ltro aspetto. Quello che amo è ciò in cu i trovo maggior somiglianza con Dio. Ho già detto spesso che l'uomo non potrebbe trovare gioia o piacere in alcu na creatura. In terzo luogo dobbiamo sapere come deve essere l'anima in cui Dio vuole trovare pace. là dove Dio solo opera nell'anima.Nello stesso modo in cui egli cerca l'amore per se stesso in tutte le creature. vi sia mescolanza di qualche creatura. L'opera divina nell'anima. perciò l'eterna sapienza non può sopportare che là stia a guardare qualche creatura. e là parlerò al suo cuore" . Deve essere pura. Quanto più viene elevata. Come diviene pura l'anima? Tenendosi alle cose spirituali. non può portare. P erciò il Signore dice: "Porterò la mia fidanzata nel deserto.

E così l'anima. e pe rciò non è né uno né eterno. Ma non è così. 28]. dall'ira e dal dispiacere. che lo voglia o no. per questo il Padre proferisce questa Parola in c onformità della sua volontà e non per volontà. Vedete. Se un monte si elevasse due miglia sopra la te rra. il Padre celeste ti dona la sua Pa . e la sua Divinità fino al fondo. il Padre non conosce che questa stessa Parola e se stesso e tutta la natura divina e tutte le cose in questa stessa Parola. in assoluta verità. è beato".ontano dal lucignolo. più è chiara. e più Dio può operare compiutamente in essa la sua divina opera. Q uando il Padre ti dona e manifesta questa conoscenza. uguale a questa stessa Parola. E Cristo disse: "Chi ascolta la parola di Dio e la osserva. ti dona la sua vita. In questo medesimo profer ire tu e io siamo naturalmente figli di Dio come quella stessa Parola. Ma. Fate ora att enzione a cosa significa. In quarto luogo. se si vuole. et ubera. deve proferire questa Parola e generarla incessantemente. lo testimoniano con le loro azioni. non conosce altro che questa Parola. Alla pietra non viene tol to l'impulso a muoversi sempre verso il suolo. ed ogni creatura cerca il propr io luogo naturale. in quanto fuoco è separato. e tutto quello che vi conosce è uguale alla Parola ed è naturalmente la stessa Parola nella verità. giacché essa è con il Padre naturalmente come una radice della Trinità nell'intera natura del Padre. Ma se cade in terra e vi muore. non proferisce altro che questa Parola. Se avessero entrambi una sola vita e u n solo essere. grazie a essa. finché non giace sul suolo stesso. qui te portavit. Lo si capisce da quanto segue: il padre può morire e il figlio vivere. Beatus venter. 24 s. Un uomo spirituale dovrebbe vergognarsi di essere così facilment e mutato dalla afflizione. non genera altr o che questa Parola. più è pura e chiara. che Dio in tutte ha gettato. opp ure il figlio può morire e il padre vivere. più è elevata al di sopra di se stessa . giacché il figlio ha una vita e un essere diversi da quelli del padre. conformemente alla sua natura e non per natura.]. In essa il Padre ode. la si può anche omettere. Un tale uomo non è mai stato davvero spirituale. fate a ttenzione al modo di questo proferire! Il Padre proferisce razionalmente in feco ndità la sua natura propria totalmente nella sua Parola eterna. come ho detto prima. come un atto di volontà. se stesso secondo n atura e questa Parola con la medesima natura in un'altra Persona. Così dovrebbe un uomo veramente spirituale essere elevato in una effettiva pace. o viceversa. tutte le creature cercano la quiete per loro naturale tendenza. co me lo è il Padre stesso. non eliminate dalla pioggia né dal vento. Amen. completamente. nella sua propria rassomiglianza. la sua divinità. il su o essere. come quando qualcosa è detta o fatt a dalla facoltà del volere e. e vi si scrivessero sopra delle lettere nella polvere o nella sabbia. conosce e genera se stesso. il tuo spirito e l o spirito di ogni uomo. Il terzo punto è quel lo che dice Cristo: "Tra i figli nati da corpo di donna nessuno è più grande di Giov anni Battista" [Mt 11. 11]. immutabile ne lle opere divine. ma non gli dà la propria vita né il s uo proprio essere. In questa vita terrena il padre fisico comunica al figlio la natura. porta frutto cento volte" [Gv 12. quae suxisti (estratto) Dal Vangelo su cui voglio predicare prendiamo tre punti. Il Padre non ode altro che questa Parola. Ebbene. Ci aiuti Dio a cercare e a trovare in lui la divina somiglianza alla divina quie te. anche se è ugualmente fuoco: uno può bruciare e l'altro spegnersi. e anche q uesta Parola e tutte le cose. Il secondo è questo: "Se il chicco di grano non cade in terra e non vi muore. Non stanno così le cose per il Padre e la sua Parola eterna: anzi. come ho detto prima. Perciò ciascuno di essi è e straneo all'altro. Così le creature rivelano la somiglianza con la quiete divina. lo sappiano o no. Non proferisce la Parola volontariamente. è beato" [Lc 11. rimane solo. dato che la vi ta e l'essere di entrambi sarebbero uno solo. dovrebbero necessanamente vivere o morire insieme. esse rimarrebbero completamente. Se prend o del fuoco da un luogo e lo metto in un altro luogo. Similmente fa il fuoco: esso tende verso l'alto. In questa Parola il Padre proferisce il mio spirito. sono separati l'un l'altro nella vita e nell'essere. Infatti. Il primo è questo: "Chi a scolta la parola di Dio e la osserva. Tralascio gli ultimi due e parlo del primo punto.

sono morte anche tutte le opere che egli compie mentre si trova in peccato mortale. perché tu conosca e contempli questa luce in questa luce nello stesso modo in cu i Egli conosce se stesso e tutte le cose secondo la sua potenza paterna in quest a Parola .le opere in quanto opere. né questo né q uello. nè buoni. il Padre non conosce alcuna differenza tra te e L ui. in cui l'opera avvenne. il tempo in cui l'opera accadde? Attenti a quello che dico: l'opera e il tempo. tutte le opere che egli compie sono degne del premio eterno. santo. Perché? Un'opera. sono perdute insieme in eterno. se non è buono nè beato nè santo? Se sono perdute completamente le buone opere. nello st esso modo. Ino ltre io dico: non vi è mai stata neppure un'opera buona. il tempo in quanto tempo. dal quale l 'opera proviene. Ma poi i maestri dicono: le opere compiute dall'uomo in peccato mortale sono perdute per sempre. in modo da poterne capi re il senso. contro tutti i maestri che vivono oggi. buona un'opera. le opere in quanto opere. come ho detto. invece. come egli stesso è mort o. Di nuovo tutti d'accord o i maestri dicono: se l'uomo cade in peccato mortale. e nep pure sa di se stessa. nè beati. e. come ho detto -. Ho detto in una predica di voler insegnare all'uomo. Dico an cora che non vi è mai stato un tempo buono. Voglio ora spiegare questo. Mortuus erat et revixit. così come il tempo in cui avvennero ed anche in seguito avverranno. non accade da se stessa. come potrebbero permanere le opere compiute in peccato mortale. buone e cattive. Allora insieme al Padre. santità. i maestri dicono: finché l'uomo è nella grazia. non proviene da se stessa . perché sono stato pregato di chiarire il senso della mia affermazion e. Come poi potrebbe permanere. Lo spirito. che ha compiuto opere buone nel tempo in cui si trovava in peccato mortale. o santa. e il tempo in cui accaddero? Lo ripeto: sono perdute insieme le opere e il tempo. perché il Padre e il Verbo sono due Persone e una sola v ita e un solo essere indiviso. Bontà. Voglio fare ciò. Si pone ora la domanda: perché si chiama santa. perché nella grazia è Dio c he opera le opere. né alcun vantaggio. o beato. Io dico assolutamente: tutte le opere che l'uomo ha mai compiuto e che accaddero . come queste opere possano torna re viventi insieme al tempo in cui furono compiute. o beata. Tutti d'accordo. Quando il Padre ti accoglie in questa stessa luce . allora tutte le ope re che egli compì nella grazia. tu generi incessantemente te stesso e tutte le cose in un ora presente. proprio come alla Parola stessa. E questo è vero. il tempo e le opere insieme. Meister Eckhart. non sono santi. non dal proprio volere. sono soltanto denominazioni accidentali dell'opera e del tempo. beata.la stessa Parola secondo ragione e verità. perierat et inventus est "Era morto e ritornò in vita. e dico così: di tutte le buone opere che l'uomo ha compiuto mentre si trovava in peccato mortale. E a questo contraddico io. il tempo in quanto tempo. Allora l'op . ed anche io sono d'accordo. non dal proprio volere. perché egli non vive nella grazia. opere e temp o sono perdute insieme .rola eterna e in questa stessa Parola ti dona la sua vita e il suo essere e la s ua Divinità. E ciò è vero in questo senso. che tra Lui e questa stessa Parola. assolutamente. più o meno. né mai vi sarà. In questa luce. ed in questo sono d'accordo con loro. e non sono degne del premio eterno. ne lla potenza del Padre. prima di cadere in peccato mortale. ma n on sono loro proprie. e ti dona la sua stessa potenza. in quanto opera. risorgono nell a nuova grazia. insieme al tempo in cui avvennero. e neppure il tempo in cui avvennero. b eatitudine. Perciò non è nè beata nè infelice. dal momento che l 'uomo riconquista la grazia. Infatti il P adre e tu stesso e tutte le cose e la Parola stessa sono una cosa sola nella luc e. che non ritorna più in lui. come è in verità. Anche qui sono d'accordo. nessuna è perduta. Attenti. si libera della immagine. I maestri dicono poi: se Dio resti tuisce la grazia all'uomo cui dispiacciono le proprie colpe. questo è contro tutti i maestri che vivono o ggi! Ora fate bene attenzione a dove tendo con le mie parole. e vivono come prima. ti dona anc he il potere di generare con Lui stesso te stesso e tutte le cose. Era perduto e fu ritrovato".

l'uomo si libera con questa opera. in cui ora è liber o. E perciò essa non può più tornare nello spirito. ha guadagnato per sé il tempo in cui ora è libero. dove l'opera e il tempo sono utili proprio soltanto a che l'uomo abbandoni se stesso. Se dunque opera e tempo in se stessi sono nulla. perdute ne llo stesso modo. Perciò essa non è né buona. che è buono in se s tesso per natura. S esso deve operare qualcos'altro. che di tutte le opere buone che l'uomo compie mentre è in pecc ato mortale. non le compie a partire dal pec cato mortale. come invece farebbe se fo sse nella grazia. Perciò essa deve necessariamente essere annientata e perduta. Sentite ora in breve questo senso. Per questo motivo si chi ama santa e beata l'opera. come lo spirito è eterno in se stesso. Ho anche detto. E tanto si è liberato con le buone opere. Lo spirito rende anzi libero il proprio ess ere abbandonando le immagini. o l'opera temporale. ed è lo spiri to stesso. ed anche il tempo in cui l'opera avvenne. E più l'uomo si libera ed abbandona se stesso. insieme al tempo in cui avv enne. in quanto era opera. Perciò vanno perdute insieme il tempo e le opere. perché così egli crea la stessa disposizione all'unità e all'uguagli anza. in quanto opera e tempo. e non viene annullato. come lo spirito è eter no in se stesso. infatti essa svanisce in se stessa. sebbene con l'opera non consegua il regno dei cieli. quando era in peccato mortale. Ma chi si è liberato nel tempo passato. infatti non hanno permanenza nello spirito. perché egli ha guadagnato questo tempo e può operare in esso altre opere.non perché esso permanga in quanto opera e tempo. mentre era in peccato mortale. E quando la grazia ritorna. In questo senso. deve essere necessariamente un'altra opera ed in un alt ro tempo. anche se egli non si trova nella grazia e le opere in se stess e non meritano il regno dei cieli. sciolto dal l'opera e dal tempo. E questo è vero nel senso che ora vi voglio spiegare. ch e è libero in sé. in quanto opera essa è caduta nel tempo dallo spirito. che opera e tempo sono nulla in se stessi. perché tali opere sono buone. permane nello spirito ed è spirito con lo spirito. in tanto non perde nè opera nè tempo. e grazie a tale liberazione egli diviene più vicino e più simile al s uo principio. ma è beato l'uomo in cui permane il frutto d ell'opera . così come non vie ne annullato l'essere dello spirito. nel tempo in cui avvengono. Oltre a ciò ho anche detto che opera e tempo in se stessi non hanno esser e nè luogo. ciò deve avvenire con altre opere ed in altro te mpo. e in quanto l'uomo si libera. Perciò sono perdute e annientate in se stesse. mentre i peccati mortali sono cattivi. Come avete sentito. che è eterna con lo spirito. E così neppure il tempo è perduto. e non è più nè qui nè là. Neppure può af fatto giungere a Dio. sciolto dall'opera e dal tempo. neppure una va perduta. questo è contro tutti i maestri che vivono oggi. Come ho già detto. quelli che hanno capito. non perde nulla chi li perde. come corrisponde a verità! Quando l'uomo compie buone opere mentre si trova in peccato mortale. di quanto lo fosse prima di tale liberazione. È necessario impiegare del tempo per compiere questo abbandono. perché l'opera non ha alcun essere. quando era in pe ccato mortale. come farebbe se fosse nella grazia . è eterno con la sua qualità nello spirito. però. altrettanto compie un progresso verso l'unione con Dio. perché giammai è arrivato a Dio il tempo. e neppure il tempo in cui avvenne.era. nè il tempo né l'opera. ma ciò non è ve ro. Egli le compie piuttosto a partire dal fondo del suo spirito. è completamente in lui per grazia. però. ma in quanto buona qu alità. nè beata. opere e t empo insieme. Ho anche detto. e neppure il tempo in cui avvenne. perché lo spirito non ha più niente a che fare con l'opera.non in quanto tempo e neppure in quanto opera. . che lo . che sono buone. Se lo spirito dev e operare ulteriormente. che non avrebb e potuto fare se non si fosse prima liberato grazie alle opere. Se avviene un'opera buona attraverso un uomo. cattive e buone. e pertanto è migliore e più beato di quanto lo fosse prima di tale liberazione. nè essere o luogo in se stesse. è immediatamente annientata. e Dio non ha affatto bisogno di esse. più si avvicina a Dio. ma perché. in quanto opere ed in quant o tempo sono perdute anche le buone opere compiute in peccato mortale. non è mai andato perduto l'agire buono. perché il frutto dell'opera. né santa. Ques to è vero. Rivolgete ora la vostra attenzione a quelle opere che sono compiute in peccato m ortale. tutto quello che era in lui per natura. Questo non nuoce allo spirito.

Quando abbiamo sorpassato . Un testo dice: tre cose sono un ostacolo pe r l'uomo. non deve nulla generare in sé: nient e altro deve generarsi in coloro in cui deve nascere il Figlio di Dio. la grazia nacque. La prima è l a temporalità. l'una trasformandosi nell'altra. e la verità stessa lo dice. così come lo spir ito è pieno di grazia. e vive il frut to delle opere. Quando è compiuto il tempo? Quando non v'è più tempo. Se io tendessi unicamente verso Dio. e in qual modo l'opera sta in relazione con lo spirito. più v'è in te di molteplicità. mi è tolta ogni tristezza. Infatti. È scritto: il dono più grande è che siamo figli di Dio e che egli generi in noi suo Fi glio. come è indubitabilmente vera. se in essa non nasc e il Figlio di Dio. a meno che tu non le possieda in un modo più alto e migliore. in tal modo essa cerca di impadronirsi della temporalità. né in me può veramente operare. permangono nello spirito e sono spirito con lo spirito. La gra zia non opera. Quando siamo elevati al di sopra di tutte le cose. la terza la molteplicità. sciolto dal tempo e dall'opera. quando essa è in relazi one con lo spirito nel suo essere. Chi si rallegra al di sopra e fuori d el tempo. più v' i unità. infatti lo spirito è quella stessa potenza. in guisa tale che non vi fosse altro che Dio sopra di me. Io ho d etto un giorno: chi si rallegra nel tempo non può rallegrarsi ogni tempo. ma la molteplicità non unisce l'unità. e cosa l'opera e il tempo sono in se stessi. Dio non può né abitare né operare in te. Allora. Se anche l'opera se ne va col tempo e viene annientata. Questa è la potenza dell'opera. e quando è portato vers o l'alto tutto quello che è in noi. e non ci fac cio alcun caso. e ad essere trovati nella grazia. non affermerebbero affatto che una qualsiasi opera buona o buon comportamento possano andare o siano andati perdut i. si rallegra in ogni tempo. San Paol o dice: In ogni tempo. in me non è Dio. Se là sono le opere e il tempo. ogni sofferenza. Per colui che. l'anima non è mai soddisfatta. Sant'Agostino dice: è la avidità dell'anima che fa sì che essa voglia prendere e possedere molte cose. Giovanni è il suo nome. Io ho detto un giorno: l'unità unisce ogni molteplicità. pieno di grazia. E a tutti quelli che la contraddicono già ho a sufficienza risposto. nel tempo. non pesa su di me. in c ui tutte le cose temporali sono morte. Questa relazione non è niente altro che il fatto che lo spirito viene reso libero attraverso il compor tamento tenuto nelle opere. Essa fluisce dalla essenza di Dio e si spande nell'essenza dell'anima. chi avesse compreso questo. A men. quando mi rivolgo verso di te . non è mai uscita da esso. mentre lo spirito ha il proprio essere e vive nella nuo va grazia? Dio ci aiuti a divenire Uno spirito con lui. non viene mai distrutta. Finché queste tre cos e sono in me. Sant'Agostino dice: Signore. la seconda la corporeità. gioite nel Signore. E du nque. ed ella mise al mondo un figlio. È allora che scaturisce la grazia. Egli non è soddisfatto prima di aver generato in noi suo Figlio. allora vive lo spirito a partire dal quale avvennero. della corporeità e della moltepl icità. non nelle sue potenze. finché v'è in te più e più ancora. Così abbiamo spiegato il senso della mia affermazione. Il più nobi le desiderio di Dio è generare. ogni pena. Quando il tempo fu compiuto. Allora la gente disse: quale prodigio sarà di questo bambino? perché la mano d i Dio è con lui. quando la molteplicità è in te divenuta unità. e può svanire tanto poc o quanto lo spirito in se stesso. Nello stesso modo. per esso v'è la pienezza dei tempi. per cui l'opera avvenn e. Tutte le cose devono continuamente us cire perché Dio entri. E questa permane nello spirito. con ciò. Ciò che è al di sotto di me . Impletum est tempus Elizabeth Il tempo di Elisabetta si compì. L'anima che vuole essere figlia di Dio.uniscono ancora di più a Dio. niente pesa su di noi. niente mi sembrerebbe penoso e non mi rattri sterei così facilmente. in guisa tale che egli non può riconoscere in alcun modo Dio. è il suo divenire che è la sua operazione. essa perde proprio quello che possiede. ha posto il suo cuore nell'eternità. I frutti delle azioni che egli ha compiuto nello spi rito. Se essi capissero cosa è spirito. La grazia le è infusa. come potrebbe dire che una qualche buona opera sia mai andata perduta. perché quello che ho detto è vero.

questa è la pienezza de i tempi. Che meraviglia sarà dunque di questo bambino? Ho detto ultimamente. Poi. tanto alta e nobile da cogliere Dio nella nudità della sua essenza. Essa non sa nulla dell'ieri né dell'avantieri. è la pienezza dell'essere. Il desiderio di Dio è anche di donarsi completamente a noi. In verità. Non dobbiamo saper e nulla del nulla. e niente le m anca: ha larghezza e lunghezza. è presente. Bisogna lamentare che alcune persone pensino di essere assai elevate. la profondità. Per questa potenza. ma che è invece del tutto simile. non potrebbe colmare. quals iasi sia la nostra inclinazione. Quando il Padre genera il Figlio. non è da meravigliarsi che egli non ci scopra quello che è suo. né divinità. non dobbiamo aver nulla in comune con il nulla. in verità. è l'opera stessa. Quando le altre cose sono uscite e la pienezza è giunta . che devono essere velate. Se nasce in te qualcosa di diverso da l Figlio. Questa po tenza non ha niente di comune con alcunché. di fronte a qu alche persona che forse è qui presente. ma uomo è questa potenza che d eve essere nuda e scoperta. occorre che scompaia ogni disuguaglianza. tu non hai lo Spirito santo. a sua volta. più il legno a rde. La prima è la conoscenza sensi bile: l'occhio vede lontano le cose che sono fuori di lui. se noi gl i scopriamo tutto. una paroletta che suona così: non v'è niente d i così nascosto che non debba essere svelato. e nascosto in modo tale che non ci si pensi neppure più. È impossibile avere due padri secondo la natura. né verità. Sant'Agostino dic e qualcosa che sembra del tutto diverso da ciò. Questa potenza coglie tutte le cos e nella verità. ovvero nello Spirito santo. né qualsiasi altra cosa. né intimità. Il Figlio è la fonte dello Spirito santo. e nello stesso modo lo è quello che sta dall'altra parte del mare. con lui. gli dona anche tutto quello che c'è nel suo essere e n ella sua natura. La pienezza raggiunge tutte le estremità. San Paolo dice: Ch iedete di poter comprendere con tutti i santi quello che è la larghezza. Per la verità che è Dio: se tu miri a cose diverse da Dio. attraverso lui. e per questo ci vuole del tempo. Ciò che la tua inten zione ha di mira. nella gioia o nel dolore. ma solo l'istante presente: ciò che è stato ille anni fa e ciò che sarà tra mille anni. attraverso lui. Accade lo stesso quando il fuoco vuole at tirare il legno verso di sé ed introdursi in esso: all'inizio trova che il legno è d issimile da sé. mentre invece non hanno ancora rinunciato a se stesse . lui verso noi. n on coprirà assolutamente nulla di tutto quello che può offrirci: né saggezza. la lunghezza. nella buona o nella cattiva sorte. Se non glielo scopriamo. Prima rende il legno caldo e bruc iante. e la grazia non opera in te. e questo fuma e scricchiola. e allora nasce in te il Figlio di Dio. vera come è vero che Dio vive. Un testo dice che la testa deg li uomini deve essere scoperta. In lui. e. quella de ll'intelletto. quando tutte le creature sono dimentic ate. del domani o del dopodomani. siamo liberi. No n v'è verità che non racchiuda in sé tutta la verità. nell'opera. ed io g li sono sottomesso. Chi opera in me è mio Padre. Io ho detto un giorno: quando i tempi furono compiuti. altezza e profondità. nulla è nascosto. sempre beati. per natura no n si ha che un solo padre. l'opera che tu compi non è opera tua. ed anche i n perfetta unione con Dio. la lunghezza e la profondità. In questo dono scaturisce lo Spirito santo. perché è differente dal fuoco. Tutto quello che è nulla. non sarebbe neppure lo Spiri to. che non dobbiamo completamente scoprire a Dio e donargli totalmente. Perché il fuoco possa assorbire in se stess o il legno. ovvero nel Figlio. con lui. Tutte le crea ture sono un puro nulla. Con la terza. ed il t utto. ha luogo questa nascita. opera di Dio. Queste tre parole indicano tre guise di conoscenza. l'altezza . Se il Figlio non fosse. nella misura in cui noi gli scopriamo ciò. deve essere tolto. e quella delle donne deve essere velata. dal nulla essa fa il qualcosa. Questa potenza coglie Dio nella sua nudità. è molto più alta. Ciò che non è qui né là. più diviene calmo e tranquillo. ci scoprirà tutto quel che ha. Ho detto allora: Niente deve essere per noi copert o. Donne s ono le potenze inferiori. egli. Questa è la pura verità. in verità. Se avesse la altezza e non l a larghezza. più è simile al fuoco e più si acqueta. Un testo dice: In lui.il tempo e le cose temporali. né. Dio mandò suo Figlio. La seconda. giacché occorre che vi sia una piena reciprocità: noi verso lui. Lo Spirito santo non può essere emanato e diffuso altro che dal Figlio. fino a dive nire in se stesso completamente fuoco. bisogna che ce ne spogliamo. o se cerchi altro da Dio. si intende una nobile potenza dell'an ima. Dovunque ci troviamo. ovvero nel Padre. giacché nell'eternità non v'è né ieri né domani.

Infatti. la terza la temporalità. La prima è la corporalità. perché deve lamentarsi? Ha trovato quello che cercava. nella sofferenza. Alcune dicono: Sign ore. secondo la natura della malattia. Dio si affretta per essere nostro proprio bene come è suo proprio bene. Qui audit me La parola che ho detta in latino è pronunciata dalla saggezza eterna del Padre. allora può intendere la eterna saggezza del Padre. la grazia nacque. e a chi chiede qualcosa. Ma a chi non cerca e non desidera che Dio. Ogni cosa operata ed insegnata da Dio. nella abbondanza e nella gioia. ed altre che non sono tali. un rivestimento. deve essere comple tamente distaccato. Le vere vergini seguono l'Agnello ovunque vada. vi seguirò nell'onore. e ci insegna ad e ssere questo stesso Figlio. abiterebbe nello Spirito. è il suo essere. è la sua confusion e. Quando Dio vede che noi siamo il Figlio unigenito . perché possa nascere in noi la grazia divina. vi concederei di seguirlo nello stesso modo. Di questi tre piccoli passi che ho citato. Prima di tutto voglio parlare di quello che dice la saggezza eterna: chi mi asco lta non è confuso. L'uomo che fosse in questo modo uscito da se stesso. Amen. Esse mirano a molte cose. noi non gustiamo Dio come è in sé. Ora Nostro Signore dice: Nessuno comprende la mia parola e il mio insegnamento. per le strade larghe e per quelle strette. e significa: Chi mi ascolta non è confuso. perché la lingua ha una patina. Tut to ciò che il Padre eterno insegna. c erca e desidera il nulla. deve essere uno. Dio scopre e dona tutto quello che ha nascost o nel suo cuore divino. se l'Agnello avesse vissuto e ci avesse preceduto così. è o perata ed insegnata nel suo Figlio unigenito. perché egli lo possegga in proprietà come Dio lo possiede. In verità. ed a ragione. e là potrebbe ascoltare la Parola eterna. nel dolore. esse sembrano amare al malato. si affretta. Chi deve intendere l'eterna saggezza del Padre. e che è amaro. abiterebbe nell'uni tà e nel deserto. Esse sono molto lontane da quel che credono di essere. abiterebbe nella eternità. In q . Chi intende è identico a ciò che è inteso nella Parola eterna. Vi son o qui tali vergini. Quando i tempi furono compiuti. e la pienezza del suo essere e della sua na tura. ma tornano indietr o e non lo seguono quando va nella tribolazione. Io ho detto una volta: chi cerca il nulla. Finché non è allontanat o da noi quello spessore che ci separa da Dio. se qualcosa lo confonde. e la nostra vita sembra spesso amara e triste. né più né meno . la sua natura. con cui percepisce il cibo. Chi mi manifesta e sparge la mia luce. Le cose non possono giungere là dove avrebbero sapore. egli ce la rivela completamente nel suo Figlio unigenito. e sono ancora legate a delle piccolezze. giacché la patina e il rivestimento che ricopre la sua lingua devono fargliele sembrare amare. avrebbe in proprio tutto ciò che app artiene in proprio al Figlio unigenito. nella sofferenza come nella gioia. Chi opera in me. Perché stupirsi se il malato n on trova gusto al cibo ed al vino? Egli non ha il vero sapore del cibo e del vin o. Chi cerca e desidera qualcosa. si spinge impetuosamente verso di noi. e de siderano molto. Finc hé questo spessore non se ne va. esse non sono vere vergini. a meno di avere rinuncia to a se stesso. ognuno basterebbe per un ser mone. Altre seguono l'Agnello nella dolcezza e nella soddisfazione. presso di sé. Se l'uomo avesse superato queste tre cose. niente ha il suo vero sapore. anche se credono di esserlo. chi deve ascoltare la parola di Dio. viene dato il nulla.nella misura in cui cerca Dio soltanto -. Tre cose ci impediscono di ascoltare la parola eterna.. per poterci rivel are tutto l'abisso della sua Divinità. sia nella gioia che nel dolore. Io ho detto un giorno: Le vergini seguono subito l'Agnello. avrà la vita eterna. Ma le vere vergini seguono l'Agnello ovunque vada. non pecca. deve essere nel la interiorità. I n verità. ovunque vada. tutta la sua Div inità. Dio opera tutte le sue opere perché noi siamo il Figlio unigenito. trova il nulla. in guisa tale da essere il Figlio unigenito. e fa proprio come se il su o essere divino dovesse spezzarsi ed annientarsi in se stesso. la seconda la molteplicità. Dio voglia permettere che tutt e le cose siano così compiute in noi. nonostante le apparenze.

che è buono con me. a tutto quello che Dio poteva dargli. Si pone ora una questione a proposito degli angeli. e questa sarebbe la sua beatitudine. È uno. a tutto quello che potev a ricevere da Dio. e non diventa altro che ciò che Dio stesso è.g ioia o dolore. è per lui una g ioia effondere completamente la sua natura e il suo essere nell'uguaglianza. né nelle sue operazioni. Così è per le persone che amano una creatura più di un'altr a. ci servono e ci difendono. così come alcuni vanno per mare non avendo che un mezzo ve nto. Chi prendesse le cose nella loro prima diffusione. ciò che le accadesse . per il mio amico e per Dio. e nessuna so fferenza può colpirlo. Dio ha gioia e delizia. né nella sua uguaglianza. Alcune persone dicono: Io amo il mio amico. se tutto quel che è corporeo e difettoso fosse in tal modo compreso nell'Unità. Io voglio spiegare questa parola di san Paolo. come ho detto spesso . più di un altro. identiche nella loro prima diffusione. e sono Dio stesso. è rinunciare a Dio per D io. v'è nell'anima qualcosa di tanto legato a Dio da essere uno. una pura unione. esso è lontano ed estraneo ad ogni cosa creata. Dio dona lo stesso a tutte le cose. tutta via bisogna ammetterlo. Egli non dette nulla a Dio. sono ugua li. Se già sono uguali nel tempo. sì. non come ricevuto od acquisito. sarebbe totalmente increato ed increabile. Se io mi trovassi un istante in questo essere . e questo uomo è Dio e uom o. Dunque tutte le cose sono uguali in Dio. Se tu ami te stesso. Che pensa dunque san Paolo quando dice che vorrebbe essere separato da Dio? I maestri si chiedono se san Paolo fo sse sulla via della perfezione o se fosse già nella perfezione assoluta. Separarsi un istante da Dio. essa è assai più nobile in Dio di quanto l'angelo più alto non lo sia in se stesso. l'angelo sarebbe pronto a farlo. che dice di voler essere separato da Dio. ed è naturale. molto più uguali lo sono in Dio. hanno forse una minore uguaglianza nelle loro gioi e. non ti sei davvero amato mai. rinunciava a Dio per Dio. La cosa più elevata ed estrema cui l'uomo possa rinunciare. che effonde completamente la propria natura e il proprio essere in questa ug uaglianza in se stesso. galoppand o per la brughiera. Ora. angeli ed uomini e tutte le creature scaturiscono da Dio. è il tormento dell'inferno. morte o vita . Nello stesso modo è per Dio grande gioia quando egli trova l'uguaglianza. Tutto quel che è creato è nulla. ami tutti gli uomini come te stesso. gli angeli che stanno tra no i. e Dio rimanev a per lui tale quale è presente a se stesso. ma è una unità. . è una imperfezione. e non ha niente in comune con il creato. Se si considera una mosca in Dio. e quando esse scaturiscono da Dio.dovrebbe colpirmi nello stesso modo che se accades se a me. non ricevette nu lla da Dio. e la volontà di Dio è l'opera dell'angelo. ovvero sono in qualche modo menomat i dalle opere che compiono per difenderci e servirci? Io rispondo: no certo! La loro gioia non è per niente diminuita. L'uomo è allora nella conoscenza di Dio e nell'amore di Dio. Mentre vi rinunciava. senza la quale non avrebbe potuto parlare così. Ne prova gioia nello stesso modo di colui che fa correre un cavallo da battaglia in una verde brughiera. Io dico c he era nella completa perfezione. eppure lo traversano. Ciò non è bene. Se Dio o rdinasse all'angelo di andare a togliere i bruchi da un albero. ess ere separati da Dio. così come non può colpire l'essere di Dio. è essere eternamente separati da lui. gia cché egli è l'uguaglianza stessa. e la volontà di Dio. le cog lierebbe tutte quante come uguali. né lo è la loro uguaglianza. In questa uguaglianza Dio prova tanta gio ia. ed il suo agire è completamente giusto. ciò sarebbe per lui gioioso. quando ama se stesso ed ama tutti gli uomini come s e stesso. n on ha niente in comune con nulla. Se io la amassi davvero quanto me stesso. Qui l'uomo è veramente uomo. Perciò san Paolo dice: Vorrei essere eternamente separato da Dio. giacché l'opera dell 'angelo è la volontà di Dio. perciò esso non è me nomato né nella sua gioia. ma ne l puro essere che Dio è in se stesso. non darei importanza a me stesso più che a un verme del letame. Un uomo è come deve essere. ora san Paolo rinunciava a Dio per Dio. a meno che tu non ami tutti gl i uomini come te stesso. rinunciava a tutto quello che poteva prendere da Dio. e conforme alla sua natura. e questa sarebbe vera amicizia. ed in un uomo tutti gli uomini. rispetto a quelli che stanno nell'eternità. Finché ami un solo uomo meno che te stesso. completamente piana e senza asp erità: la natura del destriero sarebbe di prodigarsi con tutta la forza. e non unito. Se l' uomo fosse tutto quanto così.uesta pienezza. non sarebbe a ltro che ciò che è l'Unità in se stessa. nell'eternità.

Se ci fosse un uomo a cui il mondo intero appartenesse. sarebbe reso a se stesso in modo più vero. ogni molteplicità è per lui semplicità ed unità. Se Dio mi desse qualcosa senza la sua volontà. non vuole altro che Dio e la volontà di Dio. se non ha abbandonato se stesso. ma riprendesse se stesso anc he per un solo attimo. Homo quidam nobilis Questo testo è scritto nel Vangelo. se fossi padrone di questo mondo. da dove ogni bontà sgorga dalla sovrabbondanza d ella grazia divina. Ogni bene fluisce dalla sovrabbondanza della bontà divina. se è veramente fisso nella volontà di Dio. uscito da se stesso. la vol ontà di Dio non ha sapore per me che nella Unità. e se egli lo abbandonasse. che si è distaccato. Se vedo un colore azzurro o bianco. Ogni pena è per lui una gioia. soltanto quest'uomo è dis taccato. Sì. sarà veramente reso a se stesso. come esso è nell'Unità. immutabile ed impassibile in se stesso. L'uomo che ha abbandonato. infatti la più piccola cosa che Dio mi dà con la sua volon tà. perché non aver nulla è aver tutto. non sarebbe ancora distaccato. questa mi rende felice. ed ancor a di un altro .L'uomo che si è così fissato nella volontà di Dio. L'occhio nel quale io vedo Dio. ed in più la vita eterna. io voglio rinunciarvi. Nostro Signore gli restituirebbe questo mondo tutto intero. deve essere libero da ogni colore. questo sarebbe per lui gio ia e beatitudine. l'occhio mio e l'occhio di Dio non sono che un solo occhio. come tutto quello che ha avuto vita ed essere. Questo u omo deve avere rinunciato a se stesso ed a tutto il mondo. Quest'uomo ritorna in se stesso più ricco di quando partì. permane nell a unità sempre completamente uguale: non vi è in lui alcuna disuguaglianza. Tutte le creature sono uscite dalla volontà di Dio. così come li ho ricevuti da te . ed anche di un mondo diverso. la visione del mio occhio c he vede il colore. E se un altro uomo. co me l'eterno Padre. Tutto sarebbe d onato a chi rinunciasse a se stesso assolutamente.che fanno tre -. è identico a quel che è visto dall'occhio . Amen. Che Dio e la Saggezza eterna ci aiutino a rimanere così costanti ed immutabili. una sola co noscenza. pensasse: S ignore. io non vi farei attenzione. se a ciò fosse anche legato un tormento dell'inferno. e questi ha tutto . e deve liberarsi da tutto qu el che deve ricevere. porre totalmente la propria volontà nella volontà di Dio e non rivolgere lo sgua rdo al creato: chi è così uscito da se stesso. Se il mio occhio deve vedere il colore. è lo stesso occhio in cui Dio mi vede. che non avesse assolutamente nulla di corporeo o di spirit uale a cui rinunciare né da donare. avrebbe rinunciato più di tutti. non mantenendo nulla per sé. Ma sottomettersi a Dio col desiderio e col cuo re. questa volontà sarebbe così nobile che lo Spirito santo direttamente ne fluirebbe. E se un uomo fosse stato nel distacco per venti anni. un solo amore. non vorrebbe essere sano. Sì. e se questo uomo avesse questo desiderio: Signo re. quello stesso che vede. che ha soltanto una volontà buona. non in se stesso.. ma là dove è gustato insieme alla bontà di Dio. Se fosse malato. anche per un solo istante. Chi f osse così uscito da se stesso. nella quale la bontà di tutte le cre ature ha la sua quiete in Dio. e che non guarda più assolutamente a ciò che ha abbandonato. una sola visione. e p ermane costante. come a me stesso. è là che tu devi amare lo Sp irito santo. là dove questa stessa bontà riposa come nel suo fine supremo. Questo uomo permane nella uguaglianza. e significa in volgare: Vi fu un uomo nobile c he partì per un paese straniero. Un altro uomo. unicamente nell'Unità. per Dio. E chi f osse così uscito da se stesso. La bontà in sé non quieta l'anima.. giacc hé egli ritrova se stesso e tutte le cose nell'istante presente della Unità. L'uomo che si è così fissato nell'amore di Dio deve essere morto a se stesso ed a tu tte le cose create. Egli è libero.allo ra Dio darebbe a questo uomo come se egli avesse davvero tutto donato con la sua mano. e tutte le cose abbandonate nella molteplicità gli sono del tutto rese nella semplicità. lontano da lui. e ritornò più ricco. così come l o ha avuto. in guisa tale da non fare attenzione a se stesso più che a chi è lontano oltre mille miglia. tornerebbe in se stesso molto più nobile di quando er . Se potessi desiderare soltanto la bontà di Dio. Ora si legge in un Vangelo che il Cristo ha detto: Nessuno può essere mio discepolo se non mi segu e.

che nell'uomo umile sarebbero compiute tutte le cose. giacché essa vorrebbe togliermi il mio essere. non tocca to o mosso da niente e motore di tutte le cose. Homo vuol dire un uomo a cui è partecip ata una sostanza che gli dà vita ed essere. È questo ciò che Aristo tele attribuiva all'uomo perché fosse tale: la capacità di riconoscere le immagini e le forme. Questa conoscenza è così pura e chiara in se stessa. l'uomo umile e Dio ess endo uno e non due. E Aristotele dice: Come tutte le creature con le loro immagini e for me sono comprese intellettualmente dagli angeli. ma può comandare a Dio. sarebbe costretto a farlo. Un uomo dotato di intelletto è quello che comprende se stesso intellettualmente.a uscito. e perciò l'uomo umile non ha bisogno di chiedere a Dio. che permane stabile in se stesso. e voleva parlare di tutte le cos e. Perciò l'uomo umile fugge tutto quel che potrebbe condurlo in errore nei confronti di Dio. ed un essere dotato di intelletto. Boezio dice: Dio è un bene immutabile. giacc hé non deve sottostare a nulla né prendere nulla. perché esse sono assolutamente nulla in se stesse. parla di questi puri spiriti. ma ricevono il loro essere fluente direttamente da Dio. per questo un uomo è un uomo. con quelle dotate di ragione e con quelle ch e ne sono prive. tutto gli app artiene in proprio. Il più grande di tutti i maestri che abbiano mai trattato di scien za della natura. infatti tutto quello che è bene proprio di Dio è bene suo proprio. con tutte le creature corporee e con quelle dotate di ragione: gli angeli. e l'essere di Dio è quest'uomo. Questo uomo umile ha Dio in suo potere. il che dà agli angeli grande gioia. giacché no n v'è alcuna cosa che non fugga quel che potrebbe distruggerla. giacché ciò che Dio opera. Fate bene attenzione a quel che Aristotele dice dei puri spiriti nel libro chiam ato Metafisica. infatti la altezza della Divini tà non può considerare nulla se non nella profondità dell'umiltà. Ora io dico: come può avvenire che il distacco dell'intelletto senza forme né immagi ni riconosca in sé tutte le cose. Fate ora attenzione a quello che Aristotele dice dell'uomo. nella scuola. Anche io voglio ora mostrare cosa è un uomo. Sì. più chiaramente ed intellettivamente conosce in se s tesso tutte le cose. Una conoscenza semplice è così pura in se stessa che conosce direttamente l'essere divino puro e nudo. Questa era la spiegazione più alta con cui Aristotele poteva definire un uomo. nello stesso modo l'uomo riconosce l'imma gine e la forma di tutte le creature nella loro distinzione. Quest'uomo vive allora in una perfetta libertà e in una pura nudità. Sì. se quest'uomo fosse all'inferno. e tutto il bene che è negli angeli e nei santi tutti. che tutto ciò che in essa si ved esse. anche egli lo opera. giacché quest'uomo è l'essere di Dio. Più è distaccato da tutte l e cose e rivolto a se stesso. e l'inferno sarebbe per lui un regno dei cieli. Ho detto a Parigi. Aristotele cominciò un libro. Così io fuggo la brace perché essa potrebbe annientarmi. diventerebbe un angelo. ed essi fl . È detto: un uomo partì. e non altrove. si accetterebbe di passare mille anni all'inferno. Per vedere un angelo. e dice che essi non sono forma di alcuna cosa. e più è uomo. senza rivolgersi verso l'esteriorità e trasformare se stesso? Dico che ciò deriva dalla sua semplicità: più l'uomo è puramente e semplicem ente distaccato da se stesso in se stesso. e in questo i nflusso essa riceve la natura divina come gli angeli. né poco né molto. Uomo. i quali conoscono intellettualm ente ogni cosa in sé . e permane immutabile in se stesso. anche egli lo è: una vita ed un e ssere. Dio e questo uomo umile so no assolutamente uno e non due. in cui e ssa è piantata.il che causa loro una tale gioia da fare meraviglia a color o che non l'hanno provata e gustata -. Il sole corrisponde a Dio: la più alta parte della sua insondabile profondità rispon de al supremo abbassarsi nella profondità dell'umiltà. in nome di Dio. ovvero un e ssere umano al quale è stata data una forma che gli conferisce una vita ed un esse re in comune con tutte le creature. questo fuggono tut te le cose create. quanto Dio ha potere su se stesso. giacché la virtù che ha nome umiltà è una radice nel fondo della Divinità. come appartiene in proprio a Dio. senza rivolgersi alla esteriorità. e ch e è distaccato in se stesso da ogni materia ed ogni forma. più semplicemente riconosce ogni moltep licità in se stesso. e perciò dico che niente può nuocere o turbare l'uomo davvero umile. perché abbia il suo essere soltanto nell'Uno eterno. Dio deve farlo di necessità. e ciò che Dio vuole. Qui avviene il bacio della unità di Dio e dell'uomo umile. Dio dovrebbe andare al l'inferno verso di lui. anche egli lo vuole. e ciò che Dio è.

gratia plena Questa parola. Lo Spirito santo giungerà dall'alto. Aristotele chiama questo ess ere limpido e puro un "qualcosa". Il più grande bene che Dio abbia concesso all'uomo. e il Padre non lo genera. anche io ora ho soltanto un occhio". Con ciò è da capire che noi dobbiamo essere un unico Figlio generato eternamente dal Padre. ovvero assunse la natura umana. che permane in l ui. Ora io dico che questo uomo nobile non si contenta dell'e ssere che gli angeli colgono senza forma e da cui direttamente dipendono: solo l 'unico Uno lo soddisfa. In terzo luogo: che egli rivolse la parola non solo a lei. m a le tenebre non l'hanno compresa. Così io sono rimasto nel Padre. ma a un a grande moltitudine: a ogni anima buona che desidera Dio. Amen. Nostra Signora disse: "Come può accadere quest . al fondo dell'anima. per cui pe rse un occhio. In secondo luogo: che esso si riconosceva indegno di chiamare per nome la madre di Dio. essere generato spiritualmente da ogni vergine. infine. Da qui sono da comprendere tre cose. per Dio.uiscono e ricevono l'effusione direttamente da Dio. infine la pronuncio e voi tutti la ricevete. poi indugio nella rappresentazione. mi ha mandato: chi è senza nome. che qui si addice molto bene. Fine ultima dell' essere è la tenebra. che l'esser nato corporalmente da Maria. nella quale v'è il puro riposo e la pace di tutto quel che mai h a avuto l'essere. o non-conoscenza della Divinità nascosta. giacché nella fine ultima riposa t utto quello che mai ha ricevuto l'essere dotato di intelletto. beati sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la conservano". senza aver mai avuto nomi. giacché si conosce in se stesso. Così è l'uomo: non poteva credere che Dio tanto lo amas se. venne dalla donna e disse: "Signora. tuttavia. Quando il Padre generò tutte le creature. e lo Spirito santo emana dall'uno e dall'altro. per questo era molto afflitta. nel Padre. e negazione di ogni nome. e contemplano l'essere puro di Dio senza distinzione. se no n nello Spirito santo. Venne da lei l'uomo e disse: "Sign ora. non mi affligge la perdita dell'occhio. In primo luogo: l'umiltà della natura dell'an gelo. sta nel santo Vangelo. che spande la luce. i o vi amo". Perciò Mosè disse: Colui che è. perché crediate che vi amo. È quel che Aristotele ha mai detto di più elevato sulla conoscenza della natura. Non molto tempo dopo egli stesso si cavò un occhio. Ho già parlato anche del primo inizio e della fine. L'inizio è in vista della fine. Allora disse nostro Signore: "Non solo è beato il corpo che mi ha p ortato. Io dico: se Maria non avesse prima generato spiritualmente Dio. È di ma ggior valore. Perciò il profeta disse: In verità. Vogli o ora raccontarvi una storia. il Signore è con te!". ovvero da ciascuna anima buona. piena di grazia. finché questi. Se non lo cerchi. e verrà in te dalla luce dell'eterno Padre. Allora lei disse: "Signore. fu quello di incarnarsi. Una donna disse a nostro Signore: "Beato il corp o che ti portò". meno ti si trova. e significa: "Salu te. e nessun maestro può dire qualcosa di più alto. Ave. non si cavò un occhio. ed essa non è solamente razionale. là dove il fondo del l'anima ed il fondo di Dio sono un solo fondo. Allora lui disse: "Signora. Nel Padre sono le immagini originarie di tut te le creature. al di sopra degli angeli. allora lo trovi. Il Padre è un inizio della Divin ità. dimora nte in se stessa. essa permane i n me. Questo significa: "Divenuto carne". Questo legno qui ha una immagine spirituale in Dio. Che Dio ci aiuti a cercarlo in modo tale da dimorare eternamente presso di lui. perché siete così afflitta? Non dovete amareggiarvi per aver perduto l'occhio". mi generò. perché esso è fine della Divinità e di tutte le creature. Tu devi cercarlo in guisa tale da non trovarlo in alcun luogo. dal trono più alto. in senso proprio. Più ti si cerca. ma molto di più mi angustio perché penso che mi amerete di meno". Da lui emana il Verbo eterno. dimorante nell'interno. mi sono fatto simile a voi. Proprio come l a parola che ora parlo: sorge in me. Accadde alla signora un incidente. egli non sarebbe mai nato corporalmente da lei. che ho detta in latino. ed io fluii all'esterno con tutte le creature. tu sei il Dio nascosto. ma è pura ragione. C'era una volta un r icco signore ed una ricca signora. e tuttavia rimasi all'interno.

e il suo essere è la sua bontà e la sua bontà è il suo amore. se in questa luce si vedesse un pezzo di legno. ed al più piccolo si comunica nel modo più grande. che è un uno unico. ma non Figlio. Ma io allora dissi: è ancor più stupefacente che tutti i fili d'erba siano così simi li. eternamente generato dall'eterno Padre. Il fuoco. se vi ricordate. in quanto fuoc o. cosi anche tutti i fili d'erba sono uno nella prima purezza. i mmagini senza immagine e al di sopra dell'immagine. dicessi a uno : "Vieni su!". perman ente tuttavia nel primo principio della prima purezza. come Figlio secondo il fatt o che il Padre mi ha eternamente generato. Egli ha creato l'anima secondo la sua più alta perfezione. mentre egli era generato dalla Vergine. Proprio come se u no stesse di fronte a un alto monte e gridasse: "Sei tu là?". Un maestro disse: che tutti i fili d'erba siano cosi dissimili. Sì. Da questa purezza egli mi ha eterna mente generato come suo Figlio unigenito nell'immagine della sua eterna paternità. dal trono più alto. mentre d . alcuni anni or sono. aveva p rima generato qualcosa di increato.o?". un bambino secondo la p iccolezza della natura. ma d iverrebbe puro intelletto nella prima purezza. Se voi mi chiedete. come dissi nel convento dei Santi Maccab ei. proprio una s ola cosa. Ma se io dicessi: "Siediti qui in basso!". "In principio". Dio nella sua propria bontà non può trattenersi dall'abbassarsi e dall'effondersi nell'uomo u mile. che è pienezza di ogni pure zza. Questa piccola scintilla è così affine a Dio. "In principio". che Dio riversa i n tutte le creature con abbondanza. è così puro e sottile che non brucia. Mi venne l'idea. come tutti gli angeli nella prima purezza sono un solo angelo. "Un bambino ci è nato. permanendo interiormente inespresso. secondo la sua perfezione più alta. Un altro maestro dice: ogni causa operante opera per il suo scopo finale. e si dona a lui completamen te. perché la sua gloria divenga tanto più manifesta . Così fa Dio. io lo genero d i ritorno nel Padre. L'angelo rispose: "Lo Spirito santo verrà dall'alto in te. la risonanza e l'eco gli risponderebbero: "Sei tu là?". ed ha versato in essa tutta la sua chiarezza nella prima purezza. dal Padre della luce eterna". che qualcuno poteva chiedermi una volta pe rché ogni filo d'erba è diverso dall'altro. non infiamma. Questo non è diverso da quel che avvenne quando Dio generò l'an gelo. un figlio secondo l'eterna divinità. dal momento che so no figlio unigenito. per trova re in esso riposo e pace. deriva dalla sovrabbondanza della bontà divina. e non solo dotato di intelligenza. Sì. I maestri dicono: tut te le creature operano per generare. esso dive rrebbe un angelo dotato di intelligenza. Mi veniva talora il pensiero. un figlio ci è dato". esse vogliono divenire uguali al padre. vi rispondo: sì e no. senza distinzioni. Io dissi: "Mi merav iglio che la Scrittura sia tanto ricca di contenuto e che tuttavia nessuno sia c apace di penetrarne la più piccola parola". che il Padre ha generato eternamente dalla nascosta oscurità dell'eterno nascondimento. perché io divenga Padre e generi colui dal quale sono generato. che è la pienezza di ogni purezza. Quel che Dio dà. ed avvenne poi che mi fu chiesto perché so no dissimili l'uno dall'altro. piuttosto: la natura del fuoc o infiamma e versa nel legno secco la sua natura e la sua chiarezza. stando qui sopra. ed è tuttavia rimasto senza commistione. Allora dissi: è ancora più stupefacente che tutti i f ili d'erba si assomiglino tanto. in quanto non generato . se dunque io sia st ato eternamente Figlio in Dio. che portava in sé le immagini originarie di tu tte le creature -e questa è la scintilla. è il suo essere. Ho detto di recente in qualche luogo: quando Dio fece tutte le creature. Così fa Dio: egli genera suo Figlio unigenito nella parte più alta dell'anima. e se gridasse: "Vieni fuori!" l'eco rispondere bbe: "Vieni fuori!". questo sarebbe facile. Se io. che l'uomo nella temporalità può gi ungere al punto di poter costringere Dio. Con ciò ci è dato capire che noi siamo un unico Figlio. Dall'amore vengono tutte le gioie e tutti i dolori. questo sarebbe difficile per lui. Lo stesso ha fatto Dio. In cammino. Quando l'uomo si umilia. mentre venivo qui. che porta in sé le immagini originarie di tutte le creature. Qui ho eternamente riposato e dormito nella nascosta conoscenza dell'eterno Padre. Un maestro dice: tutte le creature operano secondo la loro prima purezza e secondo la loro più alta perfezione. e tutte l e cose là sono Uno. Con l o stesso movimento con cui egli genera in me il Figlio unigenito. Ieri fu posta nella scuola tra grossi teologi una questione.

Il profeta si stupisce di due cose. il tuo re viene da t e". accoglie interiormente il Cristo. Amen. Se un giovane dicesse delle cose strane. proprio come a ccade a un uomo per il quale tutti i cibi sono amari e non trova sapore in essi. In questa uguaglianza noi tutti siamo un unico Figlio. la luna e il sole? L'altro stupore è relativo all'a nima: Dio ha fatto e fa grandissime cose con e per essa. In principio. ed è uscito dall'Altissimo. secondo l a sua più alta perfezione. Là. dove egli riposa con se stesso e con t utte le creature. la colpa è nel fatt o che alla sua lingua è attaccato dello sporco. che è sconosciuta: mai fu conosciuta né mai lo sarà. dall a quale era venuta. e di essa si occupa totalmen . e patì per amore il suo torme nto. perché là viene invece compiuto nel suo scopo ultimo. perché fosse fidanz ata col suo unigenito Figlio. Gioia e dolore vengono dall'amore. I maestri dicono che t utte le cose agiscono con la volontà di generare. Questo timore è un timore dannoso. Il sale è l'amore divino. ovvero le creature. se fugge verso l'alto. e non uscì senza voler rientrare nella stanza con la sua fidanzata. non come se questo essere venisse annientato. Così avviene anche all'uomo. perché chi lo teme lo fugge. Quando Dio creò l'anima. se fugge verso il basso. nella quale aveva dormito et ernamente. egli compie quel che gli è proprio. Inoltre io dissi: è un termine di tutto l'essere. È giust o il timore. e non può. Dio permane là sconosciuto i n se stesso. dove egli uscì dall'Altissimo voleva rientrare con la fidanzata nella purezza suprema. Lasciamo stare qui la questione di quando voi siete stat i bagnati di lacrime per amore. le piaccia o no. La pr ima è: che fa Dio con le stelle. ci aiuti a giungere a questa verità. mi accadde di preferire non venirci. accogliete interiormente il Cristo". deve amarlo . ed è molto grande. Che la verità. che tu dorma o vegli. tutti i luoghi lo manif estano. ma san Paolo promette delle grandi cose e voi lo credete appena. È strano: se l'uomo deve distaccarsi da se stesso. la beatitu dine e la santità. In quanto egli lo sapeva bene. permanendo interiormente inespresso. e venne saltando come un capriolo. accoglieremmo da Dio tutte le cose ed opereremmo le stesse opere che egli opera. Quale è lo scopo finale? È la nascosta oscurità dell'eterna d ivinità. là il Figlio ha aperto la tenda della sua eterna gloria. perché sarei stato bagnato di lacrime per l'amore. e la luce dell'eterno Padre ha brillato là eternamente. giunge alla parte inferiore del cielo. la creò secondo la sua più alta perfezione. che immagina di sfuggire a Dio. Ti promette Dio. significa un inizio di tutto l'essere. In un altro luogo sta scritto: "Guarda. Questa st anza è la silenziosa oscurità della nascosta paternità. se l'uomo non avverte ciò. di cui ho parlato. giacché il primo principio è in vis ta dello scopo finale. e dicono anche: la terra fugge il cielo. se ti distacchi da te stesso.ovevo venire qui. la sa ntità e la beatitudine. le si crederebbero. la beatitudine e la santità. Sant Paulus sprichet: intuot iu inniget iu Kristum San Paolo dice: "Prendete in voi. che il cielo non fluisca in essa ed imprima in essa la sua potenza e la renda feconda. come ho detto nella scuola. L'uomo non de ve temere Dio. gustere mmo Dio e tutte le opere compiute da lui. se un cibo non ci piace? La colpa è nel fatto che non vi ab biamo messo il sale. Fa molte e grandi cose per essa. per questo fatto riceve interiormente il Cristo. perché voleva portare in alto la sua amica. e vogliono divenire simili al pa dre. ma le tenebre non comprendono la luce. e voleva mostrarle la n ascosta intimità della sua divinità nascosta. ma ripo sa là dove egli è scopo finale e quiete di tutto l'essere. La terra non può fuggire tanto verso il basso. giacché fa per essa quel che è in suo potere. quando si teme di perdere Dio. volle uscire dalla sua segreta stanza del tesoro della eterna paternità. L'uomo non deve temerlo. In principio: nel primo principi o della purezza prima. cui il Padre l o aveva unito fin dall'eternità. Quando l' uomo si distacca da se stesso. Si immagina di sfuggire a Dio. Perciò egli uscì. e corre nel suo seno. Di che cosa è la colpa. perché Dio ama l'uomo con tutta la sua più alta perfezione. Dio genera in te su o Figlio unigenito. Dio stesso non riposa là dove egli è il primo inizio. Ho detto di recente che. Se avessimo l'amore divino. giunge al cielo dal basso. ti piaccia o no. Dio. in modo da ricondurla nella suprema altezza.

distàccati perciò da tutto quel che è uomo in te e da tutto quel che sei.te. Infatti la tua natura umana e la sua non sono diverse. l'anima è una secondo questo fondo. e da tutto quel che sei in te stesso. che è ass olutamente intangibile e che è molto più intima all'uomo e vicina a lui di quanto eg li non lo sia a se stesso. Per questo motivo io dissi a Parigi che nell'uomo giusto si compie tut to quello che la sacra Scrittura e i profeti hanno detto. può venir meno a lui. al contrario. I maestri dicono che la natura umana non ha niente a che fare col tempo. molto di più: l' ha fatta secondo se stesso. Una cosa è nella sua pienezza quando è alla sua fine. è stato presente in questo qualcosa. perché le più elevate non ricevono mai dalle più basse. Perciò Dio prese la natura umana in sé e la unì alla sua pe rsona. puro. ed i maestri dicono che è senza n ome alcuno. che le più elevate fluiscano nelle più basse. assolutamente. proveniente da Dio. nella beatitudine. uello. ed ogni altra cosa di essa è all'esterno. dice san Paolo. Gèttati dunque totalmente. e non un essere umano particolare. lo è in te. che Dio ha creato l'anima. perché qui l'anima prende tutta la sua vita e il suo essere. la sua operazione che fluisce da lui e che permane in lui. Ne ha fatte al cune in particolare secondo quel che fluisce da lui. o non si spenga in essa. giacché quello fluisce in questo. che non può mai disto gliersi da lui. giacché allora non v'è niente di estraneo e lontano. l 'aria riceve la luce del sole come una cosa estranea. Se infatti tu sei quel che devi essere. o secondo quel che fluisce da lui e quel che si dice di lui. dove le tre Pe rsone sono un solo essere. ed assumiti soltanto secondo la natura umana. per questo motivo. riceve continuamente l'influsso divino. con tinuamente ed eternamente. Questo qualcosa è. è secondo questa operazione che fluisce da lui ed in lu i permane. Perciò. Il Verbo eterno non ha assunto in sé un essere umano. e questo a causa della grandezza in cui è fatta. perché nel fondo dell'essere divino. finché l'uomo si tiene al di sotto di Di o. e cogliti secondo quel che sei in Dio. "Pienezza dei tempi" si intende i n due modi. e che in esso l'uo mo è uno con Dio. Distàccati dunque da te stesso e da tutte le cose. In che modo l'anim a riceve da Dio? L'anima riceve da Dio non come una cosa estranea -ad esempio. a meno che essa n on lo porti all'esterno. È naturale. né al dolore. in cui genera il suo Figlio unigenito. Perciò. Lo stesso è per Dio. come lo è il giorno . Come devi essere? Lo si può capire in due modi. s ono tue tutte le cose. secondo tutto quel che egli è. e non può mai venirl e meno. grazie a questo. da cui si effonde lo Spirito santo. infatti ciò che è. se non si s ottomette a nessun'altra cosa: né al timore né all'amore. ma. A bbandonatevi là in Dio. secondo il fon do in cui permane in se stesso. e quello in questo. fluisce sempre nell'anima. perché la grazia è creata. ma l'anima l'ha fatta non solo secondo l'immagine che è in lui. come la bontà. perché egli assunse la natura umana nel la sua essenza. né qui né là. Non v'è qui affatto bisogno di grazia. le è estraneo e lontano. distaccati da tutto quel che il Verbo eterno non ha assunto in sé. e non secondo se stesso. al di sotto di D io. nella mia anima. Un maestro dice che questo qualcosa è talmente presente a Dio. Egli ha fatto tutte le cos e secondo l'immagine di esse che è in lui. ed è là che essa aspira la sua vita e il suo ess ere. se vuoi essere lo stess o Cristo e Dio. l'anima è costantemente in Dio. e riceverai l'influsso divino nella sua totalità e purezza. e ni ente di creato interviene qui. il Figlio fu inviato". Io dico che Dio. e tuttavia non ha essere proprio. Allora la natura umana divenne Dio. e che Dio gli è sempre presente ed interiore. e ciò che si dice di Dio. e non secondo la mia anima. né ad alcun'altr a cosa che non sia Dio. se lo vuoi. le più basse ricevono dalle più elevate. la sua natura. perché quel che è al di s otto di un'altra cosa. essendo al di sopra dell'anima. e questo in quello. sempre e per tutte le cose. giacché questo è totalmente in Dio. perché allora sarai nel Verbo eterno ciò che la natura umana è in lui. perché non è né questo né quello. e Dio. L'anima sì. perché è ciò che è in altro. né come se fosse al di sotto di lui. e quello in questo. sono una: ciò che essa è nel Cristo. I maestri dicono che l'anima ricev e come una luce riceve luce. V'è nell'anima qualcosa in cui Dio è nella sua nudità. Ora Di o. ma. finché le più basse sono rivolte verso le più elevate. il suo e ssere. Ma l'anima non riceve Dio come una cosa estranea. la sapienza. Notate in che misura essa è gra nde! Io formo una lettera secondo il modello che la lettera ha in me. è compiuto in te tutto quel che è detto nell'Antico e nel Nuovo Te stamento. secondo la parola del profeta: "ne lla pienezza dei tempi.

e genera te come non inferiore al Figlio suo unigenito . producila. Amen. se il mondo durerà ancora tanto. Più è dentro le cose. allora puoi capire cosa Dio opera in te. e così tutto è bene per me. San Giovanni ora dice: "Voi siete fi gli di Dio". esprimila. Se poi devo essere quest'uomo. che dormisse profondamente. È una cosa meravigliosa che rimanga all'interno qual cosa che fluisce all'esterno. Ed è giusto che sia così. e più è all'esterno. e più ne è fuori. questo vuol dire il Paternoster. ma in q uanto Dio è divino e razionale. ma quella parola è pronunciata inter iormente. Allora tutto è nuovo e a tuale. non saprebbe di nessuna creatura. e tutto quello che cree rà tra mille anni. Meglio però sarebbe: "Divenga la volontà tua!": che la mia volontà divenga la sua. ma devo esserlo nell'essere di un uomo. ed insieme lo Spirito santo e tutte le creature. né sulle immagini. Dio è in tutte le cose. e tu hai in una contemplazione in atto tutto quel che mai fu e che mai sa rà. Questo è vero: Dio dic e sempre e soltanto una cosa. che è scritta nel Paternost er e che suona: "Sia fatta la tua volontà!". ed è diventato uomo per poterti generare come s uo Figlio unigenito. che io diventi lui. q uando fece il mondo. è grossolano. Tutto quello che Dio ha creato seimila e più anni or sono. Là dove Dio la pronuncia. devo esserlo in quello stesso essere in cui egli è Figlio . intendo la parte più alta. dor misse cento anni. Nella parte più intima e più alta dell'anima: le i ntendo entrambe come una cosa sola. e in questa contemplazione in atto io possi edo tutto. e io ne intesi due". "Pronunciala!". se fosse comprensibile e credibile. Ma il profeta dice: "Udii due cose". allor a il tempo è del tutto concluso. se vuoi: nella parte più intima e nella parte più alta dell'anim a. Il primo: "Dormi di fronte a tutt e le cose!". L'altro senso è questo: quando il tempo è alla sua fine. lo opera nella parte più intima dell'anima. d evo esserlo in questo essere di quest'uomo. eg li dice suo Figlio. pronunciala. né delle immagini. Che la parola fluisca all'esterno e tuttavia perma nga all'interno. in nessun luogo egli è così propriamente come nell'ani ma. Se devo essere figlio. perché non v'è più né prima né poi. dove non risp lendette mai un'immagine: nella parte più intima ed alta dell'anima Dio creò l'inter o mondo. Che tutte le creature fluiscano all'este rno e permangano tuttavia all'interno. perché. tutto il futuro. Tutto quello che Dio ha creato da seimila anni. e vi è soltan to un solo dire in Dio. tutto il presente. tutto è attuale. "Pronun ciala". Questa parola ha due significati. perché Dio è diven tato uomo altrettanto qui quanto là. In questo unico dire. esprimila. Non è così. Tutto il passato. è davvero straordinario. quando dico "più alto". Dio lo crea ora tutto quanto. incre dibile. non posso esserlo nell'essere di un a nimale. Che Dio ci aiuti a giungere a questa pienezza dei tempi. ed in nessun altro. più è all'interno. è davvero straordinario. S an Paolo la scrive nell'Epistola e significa: "Pronuncia la parola. Il Padre genera il Figlio nella p arte più intima dell'anima. È la "pienezza dei tempi". significa che devi diventare interiore di ciò che è in te. Ugualmente il tempo è nella sua pienezza quando è completamente distaccat o da te. né del tempo. e negli angeli. ed io sono davvero i l Figlio unigenito e il Cristo. E quando dico "più intimo". Dio lo crea nella parte più intima ed alta dell'anima. il che significa: h o inteso Dio e la creatura. "Parla la parola. Dio è in tutte le cose. L a gente si immagina che Dio sia diventato uomo solo laggiù. Ho già detto altre volte che Dio crea questo intero mondo assolut amente in questo ora. Quel che Dio ha da to e quello che ha promesso di dare. e niente di meno. Ieri sedevo in un luogo. ma qui è creatura. Il suo dire è uno soltanto. Praedica verbum Oggi e domani si legge una paroletta a proposito del mio signore san Domenico. Se devo essere uomo. Perciò dice l'anima nel libro dell'amore . dove non penetrò mai il tempo. Là. p roducila. I maestri dicono: se un uomo. nell'eternità. non andr ebbe bene. Ciò che è detto dall'esterno. e là pronunciai una pargoletta. che significa che non devi sapere niente né sul tempo né sulle creature . è davvero straordinario. Là non v'è né prima né poi. genera la parola!". genera la parola!". inconcepibile.alla sera. Il profeta dice: "Dio disse una cosa. Tutto quello che Dio opera in tutti i sa nti. Dio l o crea nella parte più intima dell'anima. inte ndo la parte più intima dell'anima. essa è Dio.

Sant'Ag ostino dice: Dio ha creato tutte le cose. là non è Dio i l tuo puro amore. Mo lte persone istruite non lo comprendono. Ques to è sbagliato. Il secondo significato è: dirigi tutte le tue opere ver so Dio. ed ha. e non di meno. fai i tuoi sforzi. sarebbe nel torto. la natura per segue due fini in ogni membro che opera nell'uomo. non è mio: e piuttosto d i colui da cui lo ottengo. non sei nel giusto. e pensano sia molto difficile. quanto un uovo. tu possiedi la loro stessa beatitudine.: "Io dormo. e il mio cuore veglia". Il secondo significato è questo: ama Dio sopra ogni cosa. nella tentazione come fuori della tentazione. e. non che le abbia fatte divenire e poi abbia proseguito il suo cammino. E se ami la beatitudine in te più che in un altro. Se tu preferi sci che cento marchi siano tuoi piuttosto che di un altro. Vedete. Infatti il Padre con il Figlio non è di più che il Figlio solo. è un torto. il Figlio con il Padre non è di più del Pa dre solo. ed elevato al di sopra di tutte le cose mondane. E se trovi preferibile la beatitudin e in te stesso piuttosto che in un altro. e poi sul tuo prossim o come te stesso e non meno di te stesso. ma è rimasto in esse. più gli diventa facile abbandonar e. ovvero: ama Di o altrettanto volentieri nella povertà come nella ricchezza. Il terzo significato è questo: ama Dio ugualmente in tutte le cose. e più facilmente li sopportavano. per comprendere ciò. Molto di più questo deve valere nel campo dell a grazia! Dio deve essere una regola ed un fondamento del tuo amore. e questo non mi sembra str ano. Amen. infatti l'uomo. nel suo operare. nel dolore o fuori de l dolore. reciprocamente. dove tu ami te stesso. e poi a ciascun membro da so lo. è facilissimo. sei nel torto. Prendi perciò Dio in tutte le cose. Ciò che è mio. perché tutte le cose insieme a Dio non sono di più di Dio solo. S e tu ami una persona più di un'altra. La gente immagina di avere di più. Se dunque le creature dormono in te. se ha le cose insieme a Dio. come due secchi: più pesante l'uno. di quanto avrebbe con Dio senza le cose. Ad un uomo che ama Dio sarebbe altrettanto facile abbandonare l 'intero mondo. ovvero: cogli Dio in tutte le cose. puoi per cepire quello che in te opera Dio. nella malattia come n ella salute. in modo che egli divenga be ne tuo proprio come è bene suo proprio. e niente di meno. non sei nel giusto. . Perciò si dice nel libro della Sapienza: " Lo ha fatto simile ai suoi santi". e lo stesso se ami tuo padre o tua madre o te stesso più di un altro uomo. "Sforzati in tutte le cose". tanto minore e più leggero. e Dio per te come lo è per sé. Il pri mo è: abbandona tutto quel che è tuo e consegnati a Dio. E se ami la beatitudin e negli angeli e in nostra Signora come in te. e più che l'uomo abbandona. La prima in tenzione del tuo amore deve essere diretta solo verso Dio. Significa qualcosa come: "Trova il tuo vantaggio in tutte l e cose!". come agli apostoli: maggiori dolori avevano. In secondo luogo la parola significa: "Sforzati in tutte le cose!". Sì. Voglio mostrarti che non è difficile. e. e questo è un segno del fatto che egli ti ha generato come figlio unigenito. e che ha promesso di fare. è servire al corpo nel suo insieme. ma anche un dono che Dio ha fatto. Il primo fine che ha in vista nel suo operare. Ci aiuti Dio a giungere a questa perfezione. ovvero sforzati di compiere il tuo dovere in t utte le cose. E questo ha tre significati in sé. Ma non è d ifficile. e questo è un comandamento di Dio. perché Dio è in tutte le cose. più gli diventa fac ile abbandonare. più leggero l'altro. Ma io dico che non è solo un comandame nto. non lo ho da nessuno. Più egli abbandona. ed il Padre con esso. Ci sono molte persone che non lo comprendono. Se invece tu ami la beatitudine in san Pietro e in san Paolo c ome in te stesso. significa: quando ti trovi in cose molteplici e non nel puro Uno. e il tuo prossimo come t e stesso!. in vista se stesso non più di un altro membro. tanto maggiore è il dolore. e se u no che avesse il Figlio. perché tu ami te stesso. tu godi la stessa beatitudine lor o in senso proprio: essa è tua come loro. Questo significa: solleva la testa! E ciò ha due significati. "Dio ne guardi! Co sa dite? Non deve la beatitudine mia essermi più cara che quella di un altro?". ma se lo ho da un altro. immaginasse di avere di più che ave ndo il Figlio soltanto. come è in se stesso e non meno di se stesso. deve essere molto distaccato.

ac cessibile soltanto alla essenza divina. e non in riferimento all'uomo naturale. lo conosce con l'intelletto. Fate ora attenzione alla prima parte: voglio farvi questa dimostrazione con argo menti naturali. fluiscono dal fondo dell'essere. perché Dio Padre parla là la sua parola. dove è il silenzio e dove il luogo in cui questa parol a viene pronunciata? Noi diciamo. e di ogni rappresentazione. lo fa con la memoria. La seconda parte di questa predica tratta di come l'uomo debba comportarsi di fr onte a questa opera.ad esempio formando in se stesso. se Dio Padre. giacché questo è del tutto lontano e ignorante di tale nascita. come già prima ho detto: è nella parte più pura che l'anima può offrire. e l'anima potesse r icevere da lui qualcosa di più nobile. Vogliamo ora parlare di questa nascita. del tutto raccolta e nell'interiorità. e questa stessa nascita s i è compiuta ora nel tempo. e si mantenga completamente in passività di fronte a Dio. se deve amare. se si ricorda di qualcosa. né là conosce l'anima l'operare o il sapere. ma del tutto interiore e raccolta in se stessa nello stato più puro: quell o è il suo luogo. La facoltà visiva opera solo attraverso gli occhi. che ha camminato ed ancora cammina sulle vie del Signore. però. là tace il "mezzo". non esercitato. e a niente altro. lasciando che Dio operi in lui: come dunque l'uomo serve meglio a questa nascita? Il terzo punto è l'utilità. Questa predica trat terà di questa parola. se sia per lui più utile cooperare. perché la possiate comprendere da soli. lo fa con la volontà. e tutto ciò che è inferiore fa resistenza. Tutte le opere che l'anima compie. non v'è alcuna opera. In primo luogo: dove Dio Padre pronunci nell'anima la sua parola. l'anima in cui deve compiersi questa nascita dev e mantenersi completamente pura. Prendiamo dapprima la parola che suona: "In mezzo al silenzio mi fu detta una pa rola segreta". per sua natura. le compie per mezzo delle sue potenze: quel c he conosce. là non sa niente di imma gine alcuna. Signore. e vivere in perfetta nobiltà. come essa avviene in noi e viene compiut a nell'anima buona. ovv ero nella parte più segreta dell'anima. v enne in me dall'alto. dove sia il luogo per questa nascita e dove l'anima sia recettiva per questa opera. che sta in questa nascita. invece. per ottenere che questa nascita avvenga e sia compiuta in lui . quando Dio Padre parla la sua parola eterna nell'anima perfe tta. nella sua intera onnipotenza. o nascita. e così è anche con tutti gli al tri sensi: l'anima effettua tutte le sue operazioni all'esterno grazie a qualche elemento intermedio. Questo fondo è infatti. dal trono regale. p otesse dare all'anima nella sua natura qualcosa di più nobile.se questo sia più utile e vantaggioso per la nascita paterna. e così tutto opera per mezzo delle po tenze e con il suo essere. c on cui essa opera. nella natura umana. ed altre cose simili che può pensare su Dio . inattivo. perfetto. perché là non è mai giunta cre atura né immagine. nel fondo. Dio entra qui nell'anima con la sua interezza. Il sapiente dice una parola: "Quando tutte le cose erano in mezzo al silenzio. Dio Padre dovrebbe attendere questa nobiltà p er realizzare la nascita. Ah. nel suo intelletto e nel suo pensiero. Infatti. ma per voi è meglio una esposizione così dimostrata. più nobile e più fine che l'anima può offrire. una rappresentazione ed ese rcitandosi in essa. o parola. Sant'Agostino dice: che mi giova c he questa nascita avvenga continuamente e tuttavia non avvenga in me? Molto mi i mporta. Bisogna qui notare tre cose. non con una parte. parola ed opera. altrimenti non può operare o concedere alcuna visione. quanto grande essa sia. che Di o Padre ha compiuto e senza tregua compie nell'eternità. Dio entra qui nel . Perciò. che essa avvenga in me. infatti le potenze. nella parte più nobile. facciamo festa a riguardo della nascita eterna. bisogna infatti che sia nella parte più pura. Tutto il suo operare all'esterno si appoggia sempre s u qualche elemento intermedio. anche se io credo più alla S crittura che a me stesso. Veramente. senza disperdersi con i cinque sensi nella molteplicità delle cr eature. o se invece che l'uomo si spogli e si liberi di ogni pensiero. meditando: Dio è saggio.Dum medium silentium tenerent omnia Noi qui. una parola segreta". nell'essenza dell'anima. Nell'essere. onnipotente ed eterno. e in questo fondo tace il "m ezzo": qui domina solo la quiete e la festa per questa nascita e per questa oper a. senza mediazione. nella temporalità. quello che dico lo si deve intendere in riferimento ad un uomo buo no. sia essa di se stessa o di qualsiasi altra creatura.

e che viene tratto all'interno tramite i sensi. e questo è il motivo per cui Dio può unirsi con essa li beramente. sotto di lui. Più un maestro è sa ggio e potente. L'uomo ha bisogno di molti mezzi nelle sue opere esteriori. Così essa conosce tutte le altre cose. e più è semplice. essa deve necessariamente esser giunta dall'esterno. Proprio per mezzo di questa immagine presente. e non ne ha: Dio opera nell'anima senza quel "mezzo".segue la perfezione d ella vita eterna. Nessuna immagine ha di mira o propone se stessa. ha bisogno di grosso allestimento. La creatur a non può entrare nel fondo dell'anima. senza la mediazione di nessuna immagine. non puoi fare a meno di attribuirla a Dio in grado infinito. compie la sua opera. mentre invece è proprio della sua natura e del suo volere essere inizio e fine di ogni cosa. Infatti. nello stesso identico. in q uesta vera unità risiede la sua intera beatitudine. non vi sarebbe vera unità. forma dalle cose. Ancor a più in alto è l'angelo. egli lo comprende nell' unità. per natura. e non in altro. E poiché si hanno immagini solo di ciò che è al di fuori di noi. Sia che si tratti di una pietra. l'anima non sarebbe mai beata. essa tira fuo ri l'immagine. Perciò tu devi necessariamente stare e permanere nell'essere e n el fondo: là Dio ti deve toccare con la sua semplice essenza. che prima aveva accolto in sé. Ma quando l'uomo riceve in tal modo un'immagine. nella sua maest ria. ne attingono e ne creano una immagine e somiglianza. Vedete. Infatti le imma gini giungono sempre attraverso i sensi. attravers o se stesso. che è l'illuminare. nello stesso istante il mondo è pieno di luce in ogni parte. senza immagini o somiglianze. che ha bisogno di mezzi ancor minori per operare. se vi fosse là un'immagine. più immediatamente realizza la sua opera. Il più alto dei serafini ha una sola immagine: tutto quello che gli altri. Ora potreste dire che nell'ani ma non vi sono. Perciò devono là dominare il silenzio e la . e prima di compierle come le h a progettate. essa deve rimanere fuori. proprio a causa di questo elemento mediat ore. altrimenti non sarebbe Dio la più alta beatitudine e l'ultimo scopo. e la attirano in sé. di un uomo. per mezzo di cui essa è stata accolta e ospitata. E dunque. ma piuttos to ha di mira e propone sempre ciò di cui è immagine. Dio non potrebbe creare una creatura nella quale tu potessi trovare perfetta beatitudine. Ogni capacità che tu riconosci a un maest ro. con grande rapidità: appena diffonde i l suo chiarore. non attraverso immagini. nelle potenze. Ma Dio non ha bisogno di alcuna immagine. immagine o somiglianza. se non Dio solo. infatti alla p erfezione di questa vita . ma non se stessa. ed ha an che meno immagini. Il sole invece. e non può neppure essere quaggiù la tua perfezione. come lo genera là? Fate attenzione! Dio Padre ha uno sguardo pe rfetto in se stesso ed una profonda. opera nel fondo dell'anima. Niente affatto! Se questo fosse vero. e l'anima mai si avvicina a una creatura. sia di qualsivoglia altra cosa. Perciò essa non può conoscersi con nulla. sarebbe allora impossibile pote r divenire beati attraverso un'immagine. completa conoscenza di se stesso. l'anim a si avvicina alle creature. che essa vuol conoscere.fondo dell'anima. attraverso i sensi. Più vicino all'anima la creatura non può giu ngere. se prima non ha accolto in sé la sua immagine senza sforzo. niente altro che immagini. infatti l'immagine è qualcosa che l'anima. Così dunque Dio Padre genera suo Figlio in v era unità della natura divina. modo . con le sue potenze. ed in questo modo può unirsi con quell 'oggetto. e c iò continuamente rimanda a quello di cui è immagine. né più né meno. In questo modo esse conoscono la creatura. di un destriero. Infatti. e si unis ce così con essa. e dunque essa non può avere alcuna immagi ne di se stessa. dove ma i è giunta una immagine. Di nessu na cosa sa così poco. ma soltanto Dio stesso col suo proprio essere. Dio Padre genera il Figlio nel fondo dell'anima e nella sua essenza. Un maestro dice infatti che l'anima non può formare o estra rre immagini di se stessa. quando le potenze dell'anima entrano in contatto con la creat ura. come di se stessa. Nessuno tocca il fondo dell'anima. Tu devi sapere però che l'anima al suo interno è libera e sgombra da ogni elemento m ediatore e da ogni immagine. Nessuna cr eatura può farlo! Come il Padre genera il Figlio nell'anima? Come lo fanno le creature in immagini e somiglianze? Niente affatto! Lo fa nel modo in cui egli genera nell'eternità. concepiscono nella molteplicità. Nessuna creatura può essere la tua beatitudine.che sono tutte le virtù insieme . Per questo motivo niente è così ignoto all 'anima come se stessa. Là l'anima scorge l'immagine della creatura.

Non immaginare che. Infatti questo non-sapere la sospinge come verso qualcosa di meraviglioso. non lo so. e perciò. Ancora su c iò: quanto più puoi condurre le tue potenze verso l'unità. e vive perciò s empre in tormentato desiderio di conoscere. nella nascosta.non un'immagine. Lo spirito aveva allora completamen te portato in sé tutte le potenze. Non poss ono conoscere un cavallo nell'immagine di un uomo. ma sapeva molto di più: fece così per amore del popolo. perderesti anche quella del tuo proprio corpo. che hanno assimilato in sé l'essenza di tutte le virtù. né i sensi. parlò . ma se stesso. subito se ne stanca. in se stesso e fuori di se stesso. essa deve essere in pace e in quiete: allora egli par la la sua parola e se stesso nell'anima . se sia meglio che l'uomo si studi di compi ere qualcosa . generare il Figlio ed operare le sue opere senza immagini. Ripeto quel che ho detto: questo compito e questo comportamento riguardano soltanto gli uomini buoni e pe rfetti. non erano più attive né la memoria né la ragione. e là il Padre deve parlare. come accadde a san Paolo. è tacere. Dio solo lo sa!". rivolgere verso l'interno tutte le potenze e permanere nell'oblio di tutt e le cose e di se stesso. So ltanto questa conoscenza che non conosce mantiene l'anima in costante attenzione . con i sensi non turbati. nell'ultimo giorno tanto forte quanto nel primo. P erciò è detto: "In mezzo al silenzio fu parlata a me la parola segreta". e quanto più sei rivolto all'interno e dimentico di te stesso. tanto più puoi allontanarti dalle cr eature e dalle loro immagini. tanto più sei vicino a lui. Perciò Dionigi esortava il suo discepolo Timoteo. in maniera tale che le virtù sgorghino da essi in modo essenziale. quando digiunò quaranta giorni s ul monte. perché le potenze possono concepire solo in immagini. rimane loro nascosto quel che Dio opera nel fondo. in un attimo. in modo tale che egli aveva dimenticato il corp o. l'uomo conosce la ragione della cosa. Dio non fece altro che questo: volle. Potresti ora chiedere: cosa dunque opera Dio senza immagine. A Di o ripugna operare in immagini. e tanto più sei vicino a questa parola e pronto a ri ceverla. per giungere alla c onoscenza dell'ignoto e superdivino Dio. Mosè scrive co sì. e cerca qualcos'altro da provare. Dionigi dice: Dio non ha immagine o somiglianza di se stesso. e lasciar parlare ed operare Dio. dicendo: caro figlio Timoteo. Tali uomini devono sapere che la cosa migliore e più nobile per giun gere a questa vita. sopra l'op era. Quando. Lo stesso accadde a Mosè. e non ha mai attenzione costante.pace. e perciò il corpo non venne meno in quei tre giorni in cui egli non mangiò né bevve. in quanto tutte le im magini giungono dall'esterno. e lasci parlare ed operare in sé Dio. Bisogna sottrarsi a tutte le cose. senza il loro agire. o che p iuttosto si mantenga nel silenzio. anzi. tu devi. ciò è per l'anima la cosa più utile. La seconda questione è: cosa deve fare l'uomo per ottenere e meritare che questa n ascita avvenga in lui e sia compiuta. Dio opera tutte le opere. sopra la facoltà del conoscere e sopra l'intelletto. di cui essa va alla ricerca. Questa parola vien e pronunciata là dove tutte le potenze si ritirano dalle loro opere ed immagini. e quanto più tu sei senza immagine. il fuoco e il ca lore vitale erano sospesi. quando Dio fece il cielo e la terra e tutte le cose. Perciò un maestro si rivolge all'anima così: sfuggi all'ag itazione delle opere esteriori! Fuggi ancora e nasconditi di fronte al tumulto d ei pensieri interiori. il modo e l'essere. nell'oblio di tutte le cose e delle loro immagini che hai accolto in te. devono concepire e conoscere tutte le cose nelle loro immagini proprie. che altrimenti non avrebbe potuto capirlo. invece. egli fu. né le potenze che avrebbe ro dovuto esercitare influsso sui sensi per sostenere il corpo. perché essi provocano inquietudine! Se Dio deve pronunciare la sua parola nell'anima. Se tu potessi perdere la conoscenza di tutte le cose. aspettando soltanto l'azione di Dio. e tuttavia non divenne per questo più debole. nel fondo e nell'es sere? Io non posso saperlo. ta nto più sei aperto al suo operare. sopra te stesso e sopra tut te le tue potenze. quando disse: "Se fossi nel corpo o no. perché egli è nell'ess enza tutto il bene la verità e l'essere.si raffiguri Dio o diriga verso di lui il suo pensiero -. e che soprattu tto hanno viva in se stessi la preziosa vita e la nobile dottrina di nostro Sign or Gesù Cristo. silenziosa tenebra. ma non sa come e cosa sia. nella pace e nella quiete. giacché esperimenta bene c he esso v'è. Così dunque l'uomo deve sottrarsi a tutti i sensi. abbia fatto oggi l'una e domani l'altra.e le cose furono! D io opera senza mediazione e senza immagine. uscire da te stesso.

quando l'amato parlò la sua parola". ed ascoltare quel che Dio dice in me". che risplend e davanti alla mia anima: se ciò giungesse a compimento e permanenza in me. Vedete. A questo proposito un maestro pagano disse una bella parola ad un altro maestro: "Mi accorgo di qualcosa in me. signore. Mi era nascosto c osa essa fosse. e mi annunziò Dio . sento con certezz a che è qualcosa. Riconosci ora quanto grande è q uesta utilità! In tutta la verità che ogni maestro. quando giu nse. e tutti quelli che la accolser o ebbero il potere di diventare figli di Dio". Perciò dice il sapiente: "Nel mezzo della notte. togli ad essi il loro spi rito e dà loro il tuo". bisogna inseguirla. Ti ci conduce. non erano ancora andati oltre al punto in cui li aveva c ondotti la loro ragione naturale. quelli che hanno descritto le nob ili proprietà dell'anima. conoscerei tutta la verità". ma non so comprendere cosa sia. non esterno. Perciò dovette cercarne le tracce e raggiungerlo in sé. voi volete rovesciare il corso naturale dell 'anima ed agire contro la sua natura! La sua natura è infatti quella di percepire attraverso i sensi ed in immagini. il fatto di spogliarti di te ste . ma è ancora nascosta? Infatti. Ciò inten deva Cristo. per rive larmi qualcosa. giunge a guisa di ladro. Notate ora l'utilità e il frutto di questa parola segreta e di questa tenebra. Anche se può c hiamarsi un non-sapere. Essa si aprì e risplendette davanti a me. San Giovanni dice: "La luce risplend ette nella tenebra. non dimenticò niente al suo ritorno. perciò venn e questa parola nella notte. ha mai insegnato o mai insegnerà fino al giorno del Giudizio. deve spogliarsi di se stesso e di tutte le cose. in un bisbiglio e nel silenzi o. un non-conoscere. e che ancora non è stata complet amente descritta. sarebb e la vita eterna. che risplende nella mia mente. quando disse: "Chi lascia qualcosa per amor mio. con la propria ragione e conosce nza. se era segreta? La natura della parola è proprio quella di manifestare ciò che è nascosto. esso contiene tuttavia molto di più di o gni sapere e di ogni conoscenza al di fuori di esso. per portar via e rubare all'anima tutte le cose.. Come può dire "parola". dovetti andarmene. avresti completamente la verità e la vita eterna". Perciò disse il profeta: "Signore. Allora disse l'altro maestro: "Bene! Lascia per dere! Se tu potessi capirlo. ma completamente interiore. Questo intendeva anche l'anima innamorata. nella rivela zione di Dio. volete rovesciare quest'ordine? No certo! Cos a sai tu della nobiltà che Dio ha posto nell'anima. Perché è così nascosta. dove l'intelletto non può arr ivare. È qualcosa che si nasconde e pur tuttavia si manifesta. non fuori di sé. quando tutte le cose tacevano nel la quiete. come se dicesse: chi non abbandon a tutta la esteriorità delle creature. può stimolare l'anima ed attrarla a sé. e derubarla e spo gliarla di se stessa. Essa risple ndeva. Ecco perché il profeta disse: "Voglio sed ere e tacere. non ha mai comp reso neppure la più piccola parte di questo sapere e di questo fondo. ed ebbe viste tutte le cose. ed era tuttavia nascosta: ciò indica che noi dobbiamo anelare e sospirare p er essa. Anche Cristo intendeva questo. essa venne nella sua proprietà. per rivelarsi. nel fondo dell'anima. essa venne nascostamente. mi fu detta una parola segreta. Infatt i ciò è del tutto interiore. e chi vuole servirmi. non può seguire i suoi interessi". Quando fu rapito al terzo cielo. nella tenebra. non è degno di me". mi sembra però che. San Paolo ci esorta a cercarla fino a trovarne le tracce. come un lad ro". proprio perché è nascosta. e perciò disse: "Sono sicuro che né la morte né altro tormento può separarmi da quel che provo in me". deve seguire me. quando disse: "Chi non rinnega se stesso e non lascia padre e madre e tutto quel che è esteriore. ed egli dà anche a te quel potere. non erano mai giunti nel fondo: perciò molto dov eva loro rimaner nascosto e sconosciuto. e a non darsi per vinti finché non la si afferra. Ma nel mostrar si e manifestarsi un poco. e la sospinge sempre alla ricerca. In questo senso parlò anche sant'Agostino: io avverto qualcosa in me. e in n essun altro modo. che è suo luog o proprio: anche tu sei là generato come figlio dello stesso Padre celeste. Infatti questo non-sapere t i attira e conduce lontano da tutte le conoscenze ed anche da te stesso.per questo si chiama Parola. davvero. e chi mi vuole avere. riceverà il centuplo in cambio. Non solo il Figlio del Padre celeste viene generato in questa tenebra. quando disse: " La mia anima si fuse e si sciolse. Ora potresti dire: ma via. e questo fu il suo venire furtivo. non può essere concepito né generato in questa divina nascita. Egli sapeva be ne questo. ma tutto era per lui nascosto giù. se potessi cap irlo. invece.

e il Cristo secondo l'umanità. mentre io sono sciocco? Dico un'altra cosa. Un tale uomo diventa così rivolto. quant o a chi è vicino a lui e suo amico intimo. che è il nulla che brucia nell'inferno. molto di più: eg li ha assunto la natura umana. e ci h a portato la nostra beatitudine. Si prenda un carbone ardente e lo si ponga sulla mia mano. Finché ami più te stesso di uno che non hai mai visto. giacché è puro soltanto quel cuor e che ha ridotto a niente tutto il creato. Questo maestro ha parlato giust amente. in verità.cioè a Dio . in gu isa tale da voler tanto bene ad un uomo che vive oltremare. Là d ove il Padre genera il Figlio. Questa natura è una e semplice. Veramente io credo e sono certo che l'uomo ch e permanesse saldamente in questa posizione. Se dicessi che è il carbone a bruciare la mano. ciò che non hanno quelli che sono separati da Dio. e non hai mai gettato uno sguardo nella semplic ità di questo fondo. I maestri dicono comunemente che tutti gli uomini sono nella loro natura ugualme nte nobili. avrebbe assolutamente la natura del fuoco. e Maria. bisogna che tu abbia il cuore puro. tutti quelli che appartengono a questa famiglia ne sarebbero e levati e nobilitati. mentre io sono povero? Cosa mi importerebbe di avere un fratel lo saggio. Chi prendesse allora tutto il f uoco che mai è bruciato e lo ponesse sulla mia mano. perché noi. è mio proprio bene in questa natura. questa natura vi è inclusa nell o stesso tempo. nasciamo in lui divinamente. o permetterlo ad altri. perciò tutto il gener e umano è elevato e nobilitato. hai veramente torto. nel fondo più intimo. In questa nascita ci aiuti Dio. Se la mia mano avesse in sé tutto ciò che è carbone e che esso può comp iere. Certamente puoi aver visto la verità in una riproduzione dell'i mmagine. che egli non potrebbe. madre di Dio. I maestri dicono comunemente che è l a volontà propria. potendolo impedire. Ma io dico. proprio questo n iente mi brucia. non potrebbe comunque farmi m ale. Io dico. gli farei davvero torto. no stro fratello. anzi. Lo dico nello stesso modo: come Dio e quelli che contemplano Dio hanno in sé. che va più lontano: non solo Dio si è fatto uomo. deve essere sfuggito a tutto quel che v'è di personale. Possiamo dunque gioire del fatto che il Cristo. Io dico che non può assolutamente cadere in peccato mortale: vorrebbe piuttosto soffrire la più atroce delle morti. come del resto hanno fatto i santi. Se voglio parlare giustamente di ciò che mi brucia. distogliendo tutti i suoi sensi e le sue forze da quello. Dico ancora un'altra cosa. non potrebbe mai essere separato da Dio. Asco lta questo paragone. e più importante: chi vuole porsi direttamente nella nu dità di questa natura. che oggi è nato di nuovo come uomo. in verità. e la desse al fig lio di un povero. in modo che possiamo vivere col Figlio e nel Fig lio e grazie al Figlio. si sia elevato con la propria potenza al di sopra di tutti i cori angelici e si sia assiso alla destra del Padre. questo . non mai visto. devo dire che è il nulla a bruciarmi: inf atti il carbone ha in sé qualcosa che la mia mano non ha. nella vera beatitudine.che non si potrebbe rivolgere su un altro sentiero. devi essere libero da l nulla. ma non è questa la cosa migliore. In terzo luogo. Qualcosa può sì apparire qui all'ester no. ma. come in un simbolo. Se vi fosse da qualche parte un ricco re con una bella figlia. atti rato ed abituato a quello soltanto . In hoc apparuit caritas dei in nobis L'amore di Dio per noi si è manifestato e ci è divenuto visibile perché Dio ha inviato il suo Figlio unico nel mondo. Ora potreste chiedermi: se io ho in questa natura tutto ciò che Cristo può offrirmi secondo la sua umanità. deboli creature. Amen. Si domanda cosa brucia nell'inferno. giacché tutti quelli che non vivono grazie al Figlio hanno davvero torto. D'altra parte. in nessun modo. neppure una volta. compiere un peccato veniale volontariamente. Che egli ci ai uti nell'eterno.sso e di tutto quel che è esteriore. che compiere il più piccolo dei peccati mortali. ma io dico in verità: qualsiasi bene che tutti i santi hanno posseduto . Cosa mi importerebbe di avere u n fratello ricco. io non vi farei tanto caso. perché noi esaltiamo e veneriamo il Cristo come nos tro Signore e nostro Dio? Perché egli è stato un messaggero di Dio verso noi. ma non si tratta di questo Uno. Vedete. e qualcosa esservi legato. La beatitudine che ci ha portato era nostra. Ora un maestro dice: Dio si è fatto uomo.

e che tu las ci Dio essere Dio in te. Non dovete intendere come mondo esterno. in questa stessa misura tu sei imperfetto. Lo dico in verità: nella misura in cui il nulla è attaccato a te. Molti mi dicono spesso: Pregate per me! Io penso allora: perché voi uscite? perché n on rimanete in voi stessi. Amen. o per Dio. Qui i l fondo di Dio è il mio fondo. è tanto grande quanto lo è Dio. che è nascosto n el modo. o per la beatitudine eterna. ma non è la cosa migliore. Tutte le cose sono create dal nulla. Dice il Cristo: Ne ssuno sale al cielo se non chi è disceso dal cielo. In questo Uno. e là sgorga in Dio una volontà che appartiene all'anima. così come Dio vive secondo il suo essere proprio. nella sua semplice natura. nella sua sem plicità. Dio inizia ad essere. e non possedete in voi stessi il vostro bene proprio? Voi portate tutta la verità essenzialmente in voi. Perciò il piccolo testo che vi ho presentato dice: Dio ha inviato il suo unico Fig lio nel mondo. Dio entra. e Dio uscirà completamente da se stesso p er te. Che Dio ci aiuti perché possiamo veramente permanere nella interiorità. prende il modo e lascia Dio. Propr io là dove entra l'immagine. il Padre genera il Figlio nella più intima fonte. dovete essere liberi dal nulla. perché opera le sue opere. in una vera beatitudine. Si può anche ac cettarti così. Quando entrambi escono da loro stessi. non direbbe altro che questo: io vivo perché vivo. Là fiorisce lo Spirito santo. questo è vero. ciò che permane è l'Uno. Se dunque volete essere perfetti. e nella misura in cui la nobile volon tà inclina verso le creature. genera il Figlio. La volontà è libera. per rivolgersi verso la sua prima origine. e. non fa altro che prendere Dio. dolce rapimento e grazia parti colare più che presso il focolare o nella stalla. colui che cerca Dio secondo un modo. Così come il Padre. Dio desidera tanto che tu esca da te stess o secondo il tuo modo creaturale. E dunque! quale è il tuo danno. Ora Dio non desidera da te altr o che tu esca da te stesso secondo il tuo modo d'essere creaturale. Lo dico in verità: finché com pi le opere per il regno dei cieli. Per il fatto che la vita vive del suo fondo proprio e sgorga dal suo proprio essere. perché vive per se stessa. . lo prende qual è in se stesso. pietà. Ma chi cerca Dio senza modo. per costui mille m archi d'oro rosso coniato sono come un soldo falso.nulla tormenta le anime che sono all'inferno più della volontà propria o di qualche fuoco. Qui io vivo secondo il mio essere proprio. questa nobile volontà scorre via in guisa tale da non poter mai riprendersi? I maestri dicono comunemente che essa non si riprende ma i. ovve ro a partire dalla esteriorità. non dovr ebbe rispondere altro che: io opero per operare. quando lasci che Dio sia Dio in te? Esci completamente da te stesso per Dio. ed essa potesse rispondere. Se qualcuno interrogasse per mille anni l a vita. Ma io dico: quando questa volon tà si allontana un attimo da se stessa e da tutto il creato. tutto il tempo perduto è recuperato di nuovo. altrettanto naturalmente lo genera nella parte più intima dello spirito. ed un tale uo mo vive nel Figlio. e quello è il mondo interiore. Perché in verità. Per chi ha gettato anche solo un istante uno sguardo in questo fondo. insieme a tutta la sua Divinità. Là dove termina la creatura. ed è la stessa vita. questi. perciò la loro vera origine è il nulla. chiedendole perché vive. in questo momento. a vvolgergli un mantello intorno alla testa e cacciarlo sotto una panca. come se tutta la sua beatitudine dipendesse da ciò. tu non sei davvero come devi essere. Adesso si pone la questione. in modo tale da possedere direttamente tutta la verità senza diversità. La più piccola immagine creata che si forma in te. per questo essa vive senza perché. Dio deve uscire. essa si trova retta e libera. essa scorre insieme alle creature verso il loro null a. per rispondere giustamente. e il mio fondo il fondo di Dio. A chi domandasse ad un uomo sincero. in quanto egli mangiava e beveva con noi. finché non è toccata dalle creature e da tutto il creato. Ma qu ando questa immagine esce. se qualcuno si immagina di ricevere da Dio nella interiorità. senza perché. che opera a partire dal suo fond o proprio. ma dovete intenderlo in relazione al mondo interiore. Infatti. È a partire da questo fondo più intimo che tu devi operare tutte le opere. Perché? Perché essa è per te un ostacolo ad un Dio totale. nella misura in cui è fuggita via con il tempo. mio caro.

nondimeno esso dice il vero. Come può essere ciò? Se una cosa può farli gioire ed un'altra rattristarli. essa è più veramente che là dove dà vita. se fossero malati. lo sono in ogni tempo. e a quel li che sono ancora in vita. chi dà a Dio ciò che gli spetta. né al di sopra né al di sotto di loro. I giusti non hanno assolutamente volontà propria: quel che Dio vuole è per essi del tutto uguale. ai santi ed agli angeli ciò che loro spetta. Chi sono quelli che onorano Dio? Quelli che sono compl etamente usciti da loro stessi. per una buona volontà o un buon desiderio. piacevole o fastidiosa -. ed in un altro senso lo sono quelli che a ccolgono da Dio tutte le cose. qualsiasi sia. . che. ma non è bene. Un uomo cosiffatto è giusto in un senso. D evi del tutto spogliarti della tua propria volontà. essi non vi darebbe ro la minima importanza. e la loro ricompensa è presso Dio. Ques to testo ha un suono semplice e comune. e non considerano nie nte. Chi ama la giustizia. se tutti i torme nti di quelli che sono all'inferno.Iusti vivent in aeternum I giusti vivranno in eterno. né più né meno. e tuttavia a stento qualcuno comprende c iò che significa. Chi comprende l'insegnamento sulla giustizia ed il giusto. I giusti prendono la giustizia tanto sul serio. se Dio non fosse giusto. se sono piu gioiosi in un tempo e meno in un a ltro. né a qualsiasi altra cosa. vogliono quel che Dio vuo le. insozza le cose. il suo pi acere. Perché è così? Perché essi amano Dio oltremisura. Se pensi che una cosa sia più di un'altra. e sono così saldamente radicati nel la giustizia e tanto usciti da se stessi. veramente l o onorano e gli danno quel che gli spetta. lo amano ta nto che il suo onore è loro più caro della propria beatitudine. essi hanno u na gioia così grande che nessuna bocca è capace di esprimerla. come se in ciò stesse la propria beatitudine. e non fa attenzione a nient'alt ro. che non danno importanza né alle pene de ll'inferno né alle gioie del paradiso. Chi sono i giusti? Un testo dice: È giusto chi dà a ciascuno quel che gli spetta. Molti vogliono avere in ogni cosa una propria volontà. anche se di suono semplice e comune. Altri si comportano un po' meglio. Si deve anche portare il nostro aiuto a quelli che sono nel purgatorio. e vi è legato il suo essere. né alla soddisfazione né al piacere. la sua soddisfazione. Di recente ho avuto questo pensiero: se Dio non volesse come me. né alla utilità né alla interiorità né alla santità né alla ricompensa né al regno dei cieli. Notate bene il sen so di queste parole. Per l 'uomo giusto niente è più triste e doloroso di ciò che è contrario alla giustizia. in verità. comprende tutto quel che dico. potremmo farlo di buon grado e con tutto il nostro impegno. io vorrei comun que come lui. sempre nello stesso modo. né accanto né all'interno. Meraviglia delle meraviglie! P uò un uomo nella sua vita mortale dare della gioia a quelli che sono nella vita et erna? Sì. uomini o demoni. sono assai degne di at tenzione e molto buone. o tutti i tormenti che mai furono e saranno sulla terra. dunque! Se non volessimo servire Dio per nessuna altra rag ione che la grande gioia che provano quelli che sono nella vita eterna. sbagli. una cosa come un'altra. ovver o di non essere lo stesso in tutte le cose. nello stesso modo . L'onore appartiene a Dio. nulla può distoglierlo. e Dio st esso.si tratti di cosa grande o piccola. per quanto grande sia il disagio. e. Si può ammetterlo. al suo prossimo ciò che gli spetta. Notatelo bene. Sì. che non mirano né a l bene né all'onore. invece di volere secondo la sua. Ogni santo ha un grandissimo piacere ed una gioia inesprimibile per tutte le opere buone. Sant'Agostino dice: Dove l'anima ama. fossero legati alla giustizia. Si deve dare della gioia agli angeli ed ai santi. grande o piccola. le sta così saldamente vicino ch e ciò che ama è il suo essere. allora sono in torto. né alcun cuore può immagi nare quanta gioia provano. I giusti vivranno. che sono usciti da tutto ques to. vorrebbero che fosse volontà di Dio il loro esser sani. Così costoro vogliono che Dio voglia secon do la loro volontà. qualsiasi siano. tanto fermamente tengono a Dio ed alla giustizia. ma questo è mal e. essi non sono giusti. che non cercano assolutamente niente che sia lor o proprio in alcuna cosa. no n gli darebbero più importanza che a un fagiolo. da tutto ciò che è loro proprio: queste persone rendono onore a Dio. di più: se sono gioiosi in un tempo. non vogliono nulla contro la sua volontà. Ma non solo gli ange li e i santi: Dio stesso ne prova una gioia tanto grande.

un solo essere. fece la donna dal fianco dell' uomo perché gli fosse simile. il pane è trasformato nel corpo del Sig nore. e Dio opera pressa di loro. Di conseguenza. e Dio era il Verbo: era identico a lui nella stessa natura. Il Verbo era presso D io. perciò egli mi opera come s uo Figlio unico. d'altra parte. Un testo dice: Più una cosa è vicina alla morte. Non la formò a partire dalla testa o dai piedi. Tuttavia. perché n on fosse né sopra né sotto di lui. per quanto pane vi sia. né considerarla più di un b ene appartenente a un altro. Nello stesso modo l'anima gi usta deve essere simile a Dio ed accanto a Dio. per il Dio vivente. sen za alcuna differenza. perciò egli mi genera in quanto suo Figlio. in guisa tale che egli mi opera com e suo essere. e non deve esse re più vicina a se stessa che a un'altra. o qualsiasi cosa le appartenga. e sono lo stesso Figlio. Essa non deve desiderare il proprio onor e. Ma perché vivi? Pe r vivere. Nello stesso modo. nessuna vita è tanto cattiva e penosa che l'uomo non voglia tuttavia vivere. non vi sarebbe tuttavia più di un dito. L o deve fare. e l 'essenza di Dio la mia essenza. il proprio vantaggio. Perché mangi? Perché do rmi? Per vivere. ma lo è soltanto per una piccola parte della sua natura. non simile. questo sarebbe q uanto quello. Tanto desiderabile in sé è la vita. Fate caso a questo paragone! Nello stesso modo in cui. egli può essere morto ed io vivo. ed io dico ancora: egli mi genera come suo Figlio e lo stesso Figlio. e tuttavia non sai perché vivi. Essi operano le loro opere presso Dio. Non solo essa è accanto a lui e. ma gli fosse simile. né i demoni né le anime. Se. bisogna che l'essere di Dio sia il mio essere. Essi vogliono vivere. più è penosa. non prende niente dal Padre. né sotto né sopra. nel Sacramento. senza alcuna differenza. Era assolutamente simile ed accanto. egli prende dal Padre. una sola oper azione. Tra tutte le cose. come se fossimo estranei. Cosa è la vita? L'essere di Dio è la mia vita. in verità. né al di sotto né al di s opra. perché ha tutto. non diversamente. Chi sono quelli in tale modo simili? Solo coloro che non sono simili a niente. Quando il Figlio è generato. e lui in qua nto me. simile a se stesso. s ono simili a Dio. Se la mia vita è l'essere di Dio. Perché desideri beni o onori? Lo sai molto bene. Se tu avessi abbandonato questo. In questa più interna fonte. San Gio vanni dice: Il verbo era presso Dio. Il Padre genera il Figlio nell'eternità. Mio padre secondo la carne non è. Alle anime che in questo modo sono simili. Tutto ciò che Dio opera è uno. ma in quanto lui stesso. noi non dobbiamo desiderare nulla da Dio. ma simile. nessuna è tanto amabile e desiderabile com e la vita. il Padre similmente dona e non fa loro mancare niente. non vorrebbero perdere la loro vita. Tutto l'amore verso le cose del mondo è fondato sull'amore di sé. Quando Dio creò l'essere umano. il mio dito fosse trasformato in pane. Perciò il Padre celeste è davvero mio pad re. lo dona a questa anima in modo simil e. ne abbia gioia o dolore. Niente è simile all'essenza divina. Ciò che il Padre può fare. Quelli che sono all'inferno. è vero che non v'è alcuna differe nza. e il Padre genera il Figlio nell'anima nello stesso modo con cui lo genera nell'eternità. Dico ancora di p iù: lo ha generato nell'anima mia. e non un altro. che gli è simile. Nostro Signore dice ai suoi discepoli: Io non vi ho chiamato servi. Il Padre opera una sola opera. Dico di p iù: mi genera non solo in quanto suo Figlio. mio padre. avresti abbandonato l' intero mondo. Nello stesso modo. giacché la loro vita è così nobi le che sgorga direttamente da Dio nell'anima. proprio accanto a Dio. essa vuole vivere. Noi siamo totalmente trasformati e cambiati in Dio. nel tormento eterno. m . esso è comunque un solo corpo. quando essa non è più simile a se stessa che a un'altra. propriamente parlando. in essa non v'è immagine né form a. egli è accanto ad essa. Infatti ciò che è trasformato in un'altra cosa fa tutt'uno con essa. io sc atuisco nello Spirito santo. tanto dirett amente sgorga la loro vita da Dio. del tutto simile. è questa una sola vita. Il Padre genera incessantemente il Figlio. E ciò che è proprio a chiunque altro. Essi vivono in eterno "presso Dio". e me in quanto suo essere e sua natura. se tutti i pani fossero trasformati nel mio dito. uno. né sotto né sopra. N ello stesso modo io sono trasformato in lui. ma quando il Padre lo genera. ed io sono separa to da lui. per quanto cattiva sia la vita. Il Padre genera incessantemente il Figlio. non le deve esser e né estraneo né lontano. che la s i desidera per se stessa. ma è in essa."I giusti vivranno". infatti io sono suo figlio ed ho da lui tutto quel che ho. né più né meno. nello stesso mod o. male o bene che sia.

come un signore. né più né meno. giunge alle potenze una impres sione che le rende ricettive alla luce interiore. I giusti vivranno ete rnamente. Proprio qui ho detto una volta. non ne percepisce alcun'altra. e quando percepisce l'immagine dell'angelo. che esse perdono la loro verginità. anche il divenire è fermo. Dio ed io siamo uno in questa operazione: egli opera ed io divengo. L'anim a prende il proprio essere direttamente da Dio. in fatti se risiedesse solo nella volontà. ma soltanto per ciò che è in sé suo essere proprio e sua propria vita. e perciò Dio è nel fondo dell'anima con tutta la su a Divinità. Se le potenze che opera no nell'anima muoiono. Molte persone semplici si immaginano che dev ono considerare Dio come lassù. donando. Non dobbiamo essere così nella vita eterna. ed è vero: Se l'uomo si appropria o prende qualcos a di esteriore a se stesso. e perciò Dio è più vicino all'anima di quanto essa lo sia a se stessa. in guisa tale che lo conosceremo come egli è. La luce divina è troppo nobile per avere comunanza con le potenze . Come dice sant'Agost ino. la casa non si fa. Agire e divenire sono una cosa sola. sarei al di sotto di lui co me un servo. visto che questa prende il prop rio essere direttamente da Dio. e questa stessa immagine che percepi . e la si può dir e di un santo confessore. Ora nessuno va al Padre se non attraverso il Figlio. Non si deve cogliere o considerare Dio com e esterno a noi stessi. È proprio per ché le potenze sono toccate e toccano. Ora un maestro chiede se la luce divina fluisca nelle potenze dell'anima altrett anto pura quanto essa lo è nell'essere dell'anima. e lui. non percepisce l'immagine dell'angelo. Nello stesso modo noi siamo trasformati in Dio. Essi hanno torto. e chi ricompensa è un signore. con l'esercizio ed il distacco. A questo proposito. esse tuttavia permangono nella loro radice. Chi desidera qualcosa dall'altro è un servo. Ci rif letto molto bene. Dio è più vicino all'anima di quanto essa lo sia a se stessa. non si deve neppure servire od agire in vista di un perché: né per Dio. Quando la scur e non agisce. In diebus suis placuit deo et inventus est iustus Questa parola che ho pronunciato in latino è scritta nella Epistola. e la loro ricompensa è accanto a Dio. ed ecc o cosa è la giustizia: la causa di tutte le cose. Non è il legno che trasforma in sé il fuoco. e non altra. Amen. La luce d ivina non può brillare in esse. Il mio corpo è più nella mia anima di quanto la mia anima sia nel mio corpo. Il fuoco trasforma in sé ciò che gli è portato. un altro maestro dice che alle pot enze è donata una luce simile alla luce interiore. Un altro maestro dice che tutt e le potenze dell'anima che operano nel corpo muoiono con il corpo. non vi sarebbe unità. e loro quaggiù. La conoscenza con cui Dio si con osce interiormente è la conoscenza di ogni spirito distaccato.a amici. né per il p roprio onore. io lo conoscerò come lui mi conoscerà. esse pos sono diventare ricettive. infatti Dio è estraneo e lontano da tutto quel che tocca ed è toccato. Essa rassomiglia alla luce inte riore. che diventa sua natura. né per qualsiasi altra cosa fuori di sé. San Paolo dice: Così lo conosceremo. La vicinanza tra Dio e l'anima non conosce distinzione. nella verità. Quando percepisce l'immagine dell a pietra. in verità. che essa non può mai aver presente che una immagine sola. Il mio corpo e la mia anima sono più in Dio di quanto siano in loro stessi. essa significa: Nei suoi giorni è stato interiormente tr ovato giusto. Con la c onoscenza accolgo Dio in me. mostraci il Padre. mentre le potenze fluiscono direttamente dall'es sere dell'anima. del tutto simile. è piaciuto a Dio nei suoi giorni. perché se ricevessi qualcosa da Dio. assolutamente nello stesso modo. Alcuni dicono che la be atitudine non risiede nella conoscenza ma solo nella volontà. Io e Dio siamo uno. Con questa luce. Quando il falegname non lavora. e lo Sp irito santo è il loro reciproco amore. eccetto la c onoscenza e la volontà: queste sole permangono nell'anima. Non è così. e questo ci basta. L'anima è così semplice in se stessa. ma come nostro bene proprio e come cosa che è in noi stess i. non è bene. San Filippo disse: Signore. ma non è la luce interiore. ma il fuoco che trasforma in sé il legno. Chi vede il Padre vede il Figlio. Ha trovato la giustizia nel suo in terno. Mi chiedevo di recente se volessi ricevere o desiderare qualcosa da Dio. tuttavia. con l'amore penetro in lui. Che Dio ci aiuti ad amare la giustizia in se stessa e Dio senza perché.

Ho detto un giorno in un monastero: la vera immagine dell'anima è quella in cui no n è formato niente di esteriore né di interiore. Per un tale uomo. e nella sua verità propr ia. Chi non cerca per niente il suo proprio bene in alcuna cosa. Il servo non conosce la volontà del padrone. L'uomo che ha. Così come un uomo che ha del vino nella sua c antina. io lo so. Ora. Perciò vi sono molti più figli generati dalle vergini che non dalle donne. il giorno di Pasqua. L'occhio interiore dell'anima è quello che guarda nell'essere e riceve il proprio essere da Dio senza alcun int ermediario: è la sua operazione propria. non vi è comunque più di un Figlio. e tutto ciò che sa il Padre mio. Se io sono ricco. Tutto ciò che ho appreso dal Padre mio. mentre le porte era no chiuse. permane in Dio e Dio in lui. L'ani ma ha due occhi: uno interiore. un tale uomo è liberato da tutte le cose create. e nella sua propria unità. Allora l'uomo comincia ad essere scontento. Quest'uomo coglie Dio nel suo essere propr io e nella sua propria presenza. Il giorno di Dio è quel lo in cui l'anima si trova nel giorno dell'eternità. sono tanto vicini all'oggi quanto il giorno che fu ieri. I giorni trascorsi da sei o sette giorni e quelli passati da seim ila anni. Là si produce in un istante il giorno dell'anima. e l'anima rinasce in Dio. Dio non giunge. giacché ho detto otto giorni fa che le virtù sono nel cuore di Dio. e sembra loro e si immag inano di vivere. è un intero giorno: giorno e notte sono una cosa sola. e nella sua luce naturale in cui sono tutte le cose. non sa cosa è Dio. Qualsiasi sia il numero dei figli che l'anima genera l'e ternità. la prima rivoluzione del cielo produce il giorno. è una gioia abbandonare e dispre . e tutto quello che io so. ma che non l'ha mai bevuto né assaggiato. io ve lo ho r ivelato. che non aspiri a lla saggezza. Ho dett o un giorno che Nostro Signore venne verso i suoi discepoli. salvo ciò che Dio è in se stesso. ma l'amic o sa tutto ciò che sa l'amico. è un uomo che conosce Dio. presso di lui il principio della sua intenzione è Dio. e perciò rimane nella sua limitatezza. in modo da conoscere Di o nel suo proprio sapore e nel suo proprio fondo. L'uomo dev e unificarsi in se stesso. Ora un maestro dice che non v'è alcun uomo. e là il Padre genera il su o Figlio unigenito in un istante presente. in tutte le sue opere. ma se la es senza e la natura della saggezza sono formate in me sì che io sia la saggezza stes sa. non sa se esso è buono. e tuttavia non ne percepirebbe più di uno solo. Quando si dice nei "suoi giorni".sce. è la pura natura divina. in un istante essenziale. Un tale uomo è tale quale deve essere. vi è più di un giorno: il giorno dell'anima ed il giorno di Dio. Il Figlio unigenito ci ha liberato dei nostri p eccati. Per il fatto che il cielo prosegue la sua corsa. né in Dio né nelle creatur e. ma un tale sapere non viene da Dio. l'altro esteriore. Se percepisse mille angeli. L'occhio esteriore dell'anima è quello rivo lto verso tutte le creature. lo stesso avviene per questo uomo. perché quelle generano oltre il tempo. libero da tut te le cose estranee e da tutto il creato. in un istante presente. essa genera il Figlio unigenito. non sono per questo saggio. allora sono un uomo saggio. essa deve amarla nel suo essere presente. Ma l'uomo che non ha alcuna abitudine a lle cose interiori. una rett a intenzione. Perché? Perché il tempo è là. e si è chiuso in se stesso sotto una vera chiave di verità. L'uomo è come deve essere quando vive nelle virtù. La più importante è che l'uomo passi attraverso tutte le cose e sorpassi tutte le cose e le loro cause. È così per le persone che vivono nella ignoranza: non sanno cosa è Dio. e Dio è anche i l compimento della sua intenzione. Ora Nostro Signore dice più esattamente di san Paolo: Non vi ho chiamati s ervi. perché ciò accade al di là del tempo. L'uomo deve avere un sapere puro e chiaro della verità divina. perché è già in lui nella propria essenza. Ogni volta che ha luogo questa nascita. voi lo sapete. S piaciuto a Dio nei suoi giorni. nella eternità. voi siet e ora divenuti servitori di Dio. perché io e il Padre abbiamo un solo Spirito. Perché allora non diventiamo saggi? Perché vi sono numerose condizioni . per quanto insensato. ciò sar ebbe quanto due angeli. e il suo termine è nella pura natura divina in se stessa. San Paolo dice: Liberati dei vostri peccati. vi ho chiamati amici. Chi vive ed opera nella virtù è come deve essere. In un tale uomo. Ora l'uomo che sa tutto c iò che Dio sa. l'uomo che si è rivolto in se stesso. nel giorn o dell'eternità. che le percepisce secondo il modo delle immagini e di una potenza.

l'anima è. Tutto ciò che piace a Dio. e coglie Dio nella sua unità e nella sua solitudine. e l'anim a ama Dio in questo stesso amore in cui egli ama se stesso. Perciò Nostro Signore dice: Chi vuole diventare mio discepolo . egli non è come deve essere. Un maestro dice che l'anima è direttamente toccata dallo Spi rito santo. e colui nel quale Dio abita. in cui l'anima ama Dio. e Dio gli è lontano ed estraneo. non coglie Dio in quanto è verità. è erede di Dio. ogni volta che essa rinasce in Dio. in cui mi sono compiaciuto. e tutto quel che è temporale è lontano ed estraneo a D io. in questa stessa nascita. O ra un altro evangelista scrive: Questo è il mio Figlio diletto. e lo si considera anche in ciò che ha di più ristretto . Nell'anima che è posta in un istante presente. Ho detto una volta che Dio crea ora il m ondo. Dio crea il mondo e tutte le cose in un istante presente. e diverso da lui. tanto nobile quanto Dio stesso. Non v'è distinzione tra il Figlio u nigenito e l'anima. San Giovanni dice Deus caritas est. gusta il mio insegnamento e comprende la mia parola. Chi dimora in Dio si è stabilito in una bel la dimora. E il terzo evangelista scrive: Questo è il mio Figlio diletto. gli piace nel suo Figlio u nigenito. nella particolarità della sua natura p ropria. ma penetra fin nel fondo e continua a cercare. non vi sarebbe lo Spirito santo. deve abbandonare se stesso. sarebbe costretto a tener si nel suo puro distacco. l'anima rinasce in Dio. Perciò è detto: gli è piaciuto nei suoi giorni. nessuna cosa è per essa lontana o vicina. ottiene tutta la sua perfezione e la sua beatitudine. Si dice anche che nessuna unione è più grande di quella tra D io e l'anima. lo ama nel Figlio unigenito. giacché si tratta di distinzione senza distinzione. Dio la tocca secondo se stesso. e continua a cercare Dio nella sua Divinità. Ora un evangelista scrive: Questo è il mio Figlio diletto. Quando l'anima riceve un bacio dalla Divinità. È un ardore ed una effusione dello Spirito santo. Il giorno dell'anima ed il giorno di Dio sono distinti. Se vi fossero mille person . Tra servo e padrone non v'è mai lo stesso amore. Finché l'u omo ha tempo e spazio. Nessuno può comprendere la mia parola ed il mio inse gnamento se non ha abbandonato se stesso. e. molteplicità. in cui tutte le co se mi compiacciono. infatti Dio mi ama nello stesso amore in cui ama se stesso. Dio è amore. p er questo contatto di Dio. Quando l'anima si pone n el suo giorno naturale. non potrebbe più avere inclinazione per alcuna cosa. e Dio in lui. coglie Di o nel suo deserto e nel suo proprio fondo. ed una gioia compiere tutte le cose fino al loro punto più al to. nella sua prima effusione. ed è allora avvolta dall'unità. in cui Dio ama l'anima. Se lo spirito conoscesse il suo puro distac co. il Padre genera il Figlio u nigenito. ci comporteremmo in modo insensato . L' Unità è la distinzione e la distinzione è l'Unità. Tutte le creature sono nulla in se ste sse. essa non coglie Dio in quanto è buono. Ho parlato di una potenza nell'anima. Ora un maestro dice che Dio fa all'anima un dono con il quale essa è mossa ver so le cose interiori. Più la distinzione è grande. se non vi fosse ques to amore. Se si considera il tempo. Perciò io ho detto: lasciate il nulla. Chi ha del tutto abbandonato la propria volontà. Perciò ho detto che in quel giorn o tutte le cose sono ugualmente nobili. ed il tempo che è tras corso da mille anni è ora tanto presente a Dio e tanto vicino quanto il tempo che è adesso. esso è tuttavia ancora del tempo e permane in se stesso. Ora un maestro dice che tutte le creatur e ricevono il loro essere direttamente da Dio. tutto ciò che Dio ama. gli occhi con cui vedo il colore. nell'"adesso". Perciò essa non si accontenta di nulla. sbaglierei di molto. Se dicessimo che Dio ha creato ieri il mondo o lo creerà domani. Ora l'uomo deve vive re in modo tale da essere il Figlio unigenito. in cui mi compiaccio. numero. e l'amore è Dio. essa conosce tutte le cose al di sopra del tempo e dello spazio. Si dice che nessuna unione sia maggiore di quella che rende un solo Dio le tre persone divine. ed afferrate un essere perfetto nel qu ale la volontà è retta.zzare tutte le cose. Se volessi ved ere Dio con i miei occhi. più grande è nità. ha dei buoni compagni vici no.ed ho detto: la distinzione deriva dall'Unità: intendo la distinzione nella Trinità. È questa una sola n ascita: il Padre genera nell'anima il suo Figlio unigenito.era il giorno della Trinità . e tutte le cose sono ugualmente nobili in questo giorno. Nel primo contatto in cui Dio ha toccato l'anima e la tocca come increata ed increabile. Finché io sono servo. perché questa vista è temporale. Io ho predicato una volta in latino . e perciò è secondo la loro vera natur a che esse amino Dio più di se stesse. e chi dimora n ell'amore dimora in Dio. sono molto lontano dal Figlio unigenito.

l'uomo. ed uomo nobile. tempor ale. quando la creatura rivolge il suo sguardo a Dio. gemendo: Ahimè! Infelice che sono! Chi mi libererà di questa carne e di questo corpo mortale? Altrove ancora egli di ce che lo spirito dell'uomo e la sua carne sono costantemente opposti l'uno all' altro. L'anima ha un essere spirit uale e conoscente. Bisogna innanzitutto sapere . Ora è detto: è stato trovato interiormente. uomo esteriore. e poi tornò. La carne consiglia il vizio e la malizia. nel f ondo della mia anima. Altrove egli dice ancora. L'angelo buono invita e spinge continua mente a ciò che è buono. L'altro uomo che è in noi è l'uomo interiore. malvagio e diabolico. L'amore ama sempre ciò che gli è simile. nel giorno della beatitudine. nel giorno della saggezza. L'interiorità è ciò che risiede neI fondo dell 'anima. amico. la pace ed ogni virtù. e. L'uguaglianza è amata. Perciò la Scrit tura dice dell'uomo che vi è in noi un uomo esteriore ed un altro: l'uomo interior e. Amen. Bisogna anche sapere che san Gerolamo ed i maestri in generale dicono che. contrario a ciò che Dio or dina. conosce tutte le creature. L'uomo giusto è uno con Dio. ci aiuti a trovarci interiormente nel gio rno e nel tempo dell'intelletto. a ciò che Dio ha detto e dice ancora nella parte più elevata. lo spirito consiglia l'amore di Dio. tende di continuo ed in segreto inganni all'uomo interiore. tutto ciò che fa opera corporea comune con ed in ogni me mbro. la gioia. un ang elo. nel giorno della giu stizia. attraverso esso. riceve da ciò il proprio essere.che l'uomo ha in sé due n ature: il corpo e lo spirito. quando dice che un uomo nobile partì per un paese lontano per ottenere un regno . a ciò che è contrario alla virtù. Lo sp rito cattivo invita e sospinge incessantemente l'uomo a ciò che è passeggero. La vita eterna appartiene a chi segue lo sp irito. ed uno spirito cattivo. uom o celeste. che ha seminato e sparso la zizzania. L'uomo interiore è colui . di ogni bontà: il seme della natura divina . proprio come il serpente si intrattenne con Eva. È a questo che pensa Nostro Signor e. Quando Dio rivolge il suo sgu ardo alla creatura. Il seme della natura divina è il Figlio di Dio. non vi sarebbe tuttavia niente altro che l'Unità. in modo tale da trovarsi uno nella giustizia. avvolto dalla c arne e mescolato ad essa. S an Paolo dice di lui: Io trovo in me ciò che mi ostacola. la mano ed altro. di ogni arte. a ciò che è celeste ed eterno. e là dove è l'anima è anche Dio. All'uomo esteriore appartiene tutto ciò che inerisce all'anima. uomo terrestre. e poi tornò. schiavo. la radice di ogni saggezza. L'uomo nell'anima è l'albero buono. che porta sempre e continuame nte frutti buoni. a chi vive secondo lo spirito e il suo consiglio. L'uomo interiore è Adamo. Padre Figlio e Spirito santo. Perciò un testo dice: Chi conosce se stesso. Questo stesso spirito cat tivo si intrattiene costantemente con l'uomo esteriore e. È giusto chi rimane identico nella gioia e ne lla sofferenza. fin d all'inizio della propria esistenza umana. nemico. nella parte più interna dell'anima. la Scrittura lo chiama uomo nuovo. ogni uomo ha uno spirito buono. un demonio. alla virtù. la lingua. la donna. La Scrittura chiam a ciò uomo vecchio.e. a ciò che è divino. come l'occhio. con Adamo. a quale punto è divino ciò cui può giungere per grazia ed anche come deve arrivarvi. perché tutte le creature sono o corpo o spirito. le dona con ciò il proprio essere.e ciò è assolutamente chiaro . attraverso essa. il malvagio. di ogni virtù. che non guarda alcuna cosa. il Verbo di Dio. chi non trova ostacolo in alcun a cosa. nella amarezza e nella dolcezza. Là sono ugualmente nobili tutte le potenze dell'anima. Nostro Signore ci insegna con queste parole a qual pu nto l'uomo è creato nobile nella sua natura. e perciò Dio ama l'uomo giusto simile a se stesso. perciò là dove è Dio è anche l'anima. di cui parla Nostro Signore È anche il campo in cui Dio ha seminato la sua immagine e somiglianza. Dell'uomo nobile Nostro Signore dice nel Vangelo: Un uomo nobile partì per un paese lontano per ott enere un regno. L'uomo esteriore è il nemico. consiglia. nell'intelletto che non esce mai. uomo giovane. e dove span de il buon seme. l'orecchio. qui è stato trovato interiormente giusto. Che Dio. Queste parole sono anche in relazione con gran parte della sacra Scrittura.

il Figl io di Dio. ovvero il desiderio terreno. Il seme del pero si ingrandi sce per diventare un pero. Tale è il tesoro nascosto nel . la zi zzania preme. Se essa avesse un uomo buono. riappare e la si scorge. s otterrato. copre e soffoca il buon seme. luminoso.il grande maestro Origene offre un paragone: l'immagine di Dio. Il terzo grado è quando l'uomo sfugge sempre più a sua madre. leva via le s corie: allora brilla ciò che era nascosto al di sotto. per o ttenere un regno. Della nobiltà dell'uomo interiore e della indegnità dell'uomo esteriore. appare. rigetta la paura. generato questo seme. ma ancora si appog gia alle sedie. ma. dell'uomo nuovo . Il quarto grado è quando egli cresce e si radica sempre di più nell'amore ed in Dio. con desideri o e gioia. Ma se si getta su di essa d ella terra. nella dolcezza e felicità. esso può essere coperto o nascosto. quando la terra fu tolta. cosicché esso non può arrivare alla luce . rimane na scosto . ma toglie i trucioli che coprivano e nascondevano l'immagine. i pozzi riapparvero vivi. divenuto figlio d i Dio. L'uomo esteriore è l'albero cattivo che non può mai portare buoni frutti. ma non è mai di strutto o estinto: è ardente. Il primo grado dell'uomo interiore. ma che poi. quando una nuvola o una nebbia si pone tra noi ed il sole. fugge la preoccupazione. in guisa che non se ne riconosce e non se ne vede più niente. prospererebbe molto di più e si eleverebbe verso Dio. chiaro. Il quinto grado è quando egli vive chiuso dappertutto in se stesso. qui è riposo e felicità eterna. è portato alla bontà. Il sesto grado è quando l'uomo è staccato dalle immagini e trasformato al di sopra d i se stesso dalla eternità di Dio. perché vuole la bontà. in modo tale da esser pronto ad accettare tutto quel che è contrarietà. Lo stesso maestro dice che si allude a questa verità nel primo libro di Mosè. essa è ostacolata e coperta. scava e toglie ciò che lo ricopre. né svilupparsi. Per questo uomo interiore.è quand o l'uomo vive secondo il modello delle persone buone e sante. trasformato in una immagine divina. giac ché fine dell'uomo interiore e dell'uomo nuovo è la vita eterna. e brucia e tende incessantemente v erso Dio. come lo si percepisce e come. è nel fondo dell'anima come una fonte viva. il seme di Dio p er diventare Dio. volge le spalle all'umanità ed il volto a Dio. quando è giunto al perfetto e totale oblio della vita effimera e temporale. di cui è s eme. della carne . e il frutto sarebbe simile alla natura di Dio. Inoltre. Il secondo grado è quando ormai non guarda più soltanto i modelli esteriori né la gent e dabbene.del quale Nostro Signore dice che un uomo nobile partì per un paese lontano. non ne ha tuttavi a il desiderio.come questo seme. sfugge al pett o della madre e sorride al Padre celeste. a volte. nella quale non si può so pportare quel che è dissimile ed alieno da Dio. saggio e laborioso che la coltivasse. nel quale è seminato ed impresso il seme divino . inesprimibile Saggezza. non p ercepisce la luce. tuttavia essa resta viva in se s tessa e. infatti egli è unito a Dio dall'amore e dal fervore. questo uomo nobile. questa immagine della natura e della essenza di vine. noi non vediamo più la sua luce. il seme di Dio è in noi. al contrario. qual e essa si libra in se stessa. Ma se il buon seme ha un coltivatore sciocco e malvagio. avversità. quando l'occhio è debole. tutta via. Origene. un grande maestro. non introduce l'immagine nel le gno. ove è detto che Abramo aveva sc avato nel suo campo dei pozzi d'acqua viva. tanto che. senza essere toccata da questo o da quello. tentazione. verso la Bontà. se si toglie la terra. che i malfattori riempirono di terra . resta vicino alle pareti e si nutre di latte . finché Dio lo p orti e l'introduca nella gioia. i maestri pagani Cicerone e Seneca dicono anche che nessuna anima razionale è se nza Dio.dice sant'Agostino . dice: Poiché Dio stesso ha seminato. Il sole splende senza interruzione. il Figlio di Dio. se anche p otesse agire male ed ingiustamente senza scandalizzare alcuno. Nello stesso modo. a volte ho fornito un paragone che colpisce: quando un artefice fa un'immagine di legno o di pietra. Oltre questo non esiste un grado più alto. non aggiunge nulla al legno. il seme del noce per diventare noce. ma si muove di corsa verso l'insegnamento ed il consiglio di Dio e de lla saggezza divina. ed a sopportare la sofferenza di buon grado e volentieri. malato o velato. si allontana sempre più dal suo grembo. riposando in p ace nella ricchezza e sovrabbondanza della somma. Si può fare anche un'altra similitudine. È l'albero buono di cui Nostro Signore dice che porta sempre buo ni frutti e mai cattivi.

se tu fossi veramente uno. né riposo. spoglia nell'anim a spoglia. nell'anima. che gli è totalmente to lto. per poter trovare Dio.ed il vaso più puro deve essere luminoso e brillare: è l'immagine. Ogni specie di mediazione è estranea a Dio. Quando si dice uomo. designa. giacché la conoscenza è una luce dell'anima e. infatti l'uomo deve abbandonare tutte le immagini e se stesso. Io sono . si eleva ver so Dio. È ciò che insegna san Paolo. vergini pure. ma quando si conosc ono le creature in Dio. Non esiste distinzione né nella natura di Dio né nelle Persone secondo l'unità del la loro natura.il primo e l'ulti mo. in verità. questo "uomo" non ha . seme della natura d ivina che non è mai distrutta in noi. allontanarsi e divenire dissimile ed alieno da tutto. quando dice che le donne portano la testa coperta e che gli uomini vanno a testa nuda. essere. Togliete le scorie dell'argento .d ice Salomone . egli rimane tuttavia nell'immagine di Dio. Dell'uomo nobile. anche se può essere ricoperta. La luce vera s plende nelle tenebre. affidate e fidanzate all'Un o. bontà. niente di comune con quel che sia. questo Uno non ha amicizia maggiore che con le fanciulle. l'immagine viene completatamente copert a.dice Dio . figlio di Dio. e così si contem . dice lo stesso maestro. Perciò tutto quello che. ed in lui si trova soltanto vita pura. e chi vuole trovare Dio deve divenire u no. La sua natura è di essere un o con l'Uno. in certo modo. l'immagine di Dio appare e brilla. riceve di là un velo che la ricopre. per natura. È così che l'uomo dovrebbe essere. accanto a lui. o v ergini. secondo il significato del nome in latino. È ciò che vuoi dire Nostro Signore quando parla di un uom o nobile che partì. e mille volte è altrettanto un numero semplice quanto quattro è un numero. e questo significa che ciò che è la cosa migliore e più elevata tra quelle fatte e create. non verso quel che gli appartiene. an che con l'esercizio esteriore della virtù. né Dio. è u n uomo nobile. se vuole e deve veramente accogliere il Figlio e divenire figlio. possiede e produce una distinzione. L'uno rimane ugualmente uno in mille volte mille pietre come in quattro p ietre. Sii uno. che sa essere dietro lui. Perciò nell'Uno si trova Dio. ma ciò che. anche se non la si vede. Un uomo partì. Sant'Agostino dice: Se l'anima si eleva completamente verso l'eternità.io sono bella e b en fatta. resteresti uno anche nella diversità. verità. come dice Nostro Signore nel Vangelo . tutti gli uomini aspirano alla conoscenza. al d i sopra di tutto quel che è rivolto al tempo o ha il gusto del tempo. ed io dico l a stessa cosa anche dello spazio e della corporeità. in qu anto anche la conoscenza delle cose cattive è buona. Uomo. ma se l'anima si volge verso l'esterno. in Dio sol o.campo. in verità. C'è ancora un altro modo di spiegazione ed un insegnamento per quel che Nostro Sig nore chiama un uomo nobile. in un senso. la nascita di Dio senza velo. questa parola significa anche qualcosa di elevato al di sopra della natura. nel cuore e nel seno del Padre. immagine di Dio. questa conoscenza si chiama ed è mattutina. si rivolge al basso. In quarto luogo. e la diversità diverrebbe uno per te e non potrebbe ostacolarti assolutamente in nulla. dice Nostro Signore. perché così si vedono le creature per immagini con molteplici distinzioni. ed è Uno. è la pura immagine di Dio. in guisa tale che n on si trova e non si coglie in lui in alcun modo il nulla. e l'immagine di Dio in lui. né più né meno. ovvero non ha né forma né rassom iglianza con questo o con quello. conosce anche le creature nello stesso tempo che lui. miserie e sofferenze assalgano l'uomo. ed anche ogni Persona è l'Uno e lo stesso Un o che è loro natura. il re David dic e nel Salterio: Sebbene molte vanità. Tale è la piena e vera umiltà: l'uomo ha questo no me dalla terra. né beatitudine. si inganna. infatti Nostro Signore dice: Un uomo partì. Nella distinzione non si trova né l'Uno né l'e ssere. Un maestro pagano dice che l'uno è nato dall'Altissimo. sotto di lui. al di sopra del tempo. Ora i maestri dicono: Quando si conosce la creatura in se stessa. si ha una conoscenza vespertina. Il sole è la luce di questo mondo. E. La distinzione tra essere ed essenza è còlta come Uno. nas conde e scolorisce l'immagine di Dio in noi. Infatti si deve sapere che chi conosce Dio senza vel o. ne soddisfazione. colui che si inclina davanti a Dio e si sottomette a Lui con tutto ciò che è e che ha. Chi lo cerca al di sotto di Dio. che gu arda in alto verso Dio. Chi è cosiffatto. Inoltre.dice il libro dell'Amore . il figlio di Dio nell'anima. come dice san Paolo: Io vi ho. e non sa niente di niente. nell'anima. egli riceve. So ltanto là dove questo Uno non è più in se stesso. La natura divina è uno. ma il sole mi ha abbronzato. Non ne parlerò oltre. Non fate caso al mio colore scuro .

C ome l'uomo potrebbe conoscersi come conoscente Dio. non dalla conoscenza. Io dico dunque che non v'è beatitudine senza che l'uomo abbia coscienza e sappia b ene di contemplare e conoscere Dio. Molto diversi sono il muro e le fondam enta sulle quali il muro si costruisce. cosa mi importerebbe. È vero che ora. Perciò chi si conosce come bianco. questa pot enza con la quale sappiamo e riconosciamo di vedere. come ho spiegato. Nello stesso modo. e come potrebbero essere delizie per me? Tuttavia io dico con certezza che non è così. Essa riposa totalmente ed esclusivamente nell'esser e di Dio. non da ciò che è colorato. conoscendo ed amando Dio. l'anima. tutto ciò che appartiene all'essere. . La natura prima rende il legno caldo e bruciante. dalla contemplazione e dall'amore di Dio o altre cose simi li. allora acquisis ce nello stesso tempo la conoscenza di Dio e di se stessa. quando non si conosce neppur e in se stesso? Perché certamente l'uomo non conosce né se stesso né le altre cose. Se è vero che. comincia da ciò che è più perfetto. ed attinge la sua conoscenza non esclusivamente dal colo re in sé. Anche questo è l'uomo nobile di cui Nostro Signore dice che partì: nobile perché è uno e riconosce Dio e la creatura nell 'Uno. quaggiù. e deriva la sua conoscenza non direttamente né s enza conoscenza del colore. È di là che essa riceve tutto il suo essere e la sua vita e che attinge tutto ciò che essa è nell'abisso di Dio. Ma quando essa sa e riconosce di stare contemplando. egli lo deriva esclusivamen te dal colore. Ma quando l'anima riconosce di conoscere Dio. vicino a Dio ed in Dio. e soltanto poi produce l'essere del fuoco. nelle sue opere. prive di ogni immagine e liberate da ogni rassomiglianza. senza di ciò. giacché il primo elemento della beatitudine è che l'anima contem pli Dio senza velo. Ora è sembrato ad alcu ni. ma Dio voglia che non sia in ciò la mia beatit udine. Per cui importa poco che ciò che è colorato si a pietra o legno. né dell'amore né di quel che sia. lo spirito contempla Dio. ma io ne ho pietà.plano le creature senza alcuna distinzione. grazie alla quale l'uomo vede. si fond a e si appoggia sulla bianchezza. Se ciò a un altro basta. in noi. piuttosto egli attinge il suo sapere e la sua conoscenza da ciò che è colora to o da ciò che è bianco e si riconosce come bianco. nell'Uno che è Dio stesso. quando diviene ed è beato nella radice e nel fondo della beatitudine. sia pure così. Dio dona lo Spirito Sant o prima dei doni dello Spirito Santo. Nello stesso modo io dico che l'uomo nobile prende ed attinge la sua beatitudine . perché l'essenziale sta nel fatto che abbia un co lore. Bianco è qualcosa di assai minore e di molto più esteriore della bianchezza. anche se sono assai vicini l'uno all'altro nello spazio e nel tempo. Voglio ora passare a parlare di un altro significato di ciò che è uomo nobile. esce da questo stato e ritorna all o stato primario secondo l'ordine naturale. I maestri dicono che la potenza grazie alla quale l'occhio vede è diversa dalla po tenza con la quale sa di vedere. non conosce in ciò che l'essere e Dio. si sa e si riconosce come conoscente. e non sa niente della conoscenza. ovvero riconosce che contempla e riconosce Dio. Il calore del fuoco e la natura del fuoco sono completamente diversi ed estremamente lontani nella n atura. in verità. tutto il suo essere e la sua vita. ma Dio dona prima l'esser e a tutte le creature e poi nel tempo. Infatti nessuno si riconosce come bi anco se non colui che è realmente bianco. unicamente da Dio. Perciò Nostro Signore dice assai giustamente che la vita eterna consiste nel c onoscere Dio solo come l'unico vero Dio. gia cché se io possedessi tutte le delizie senza saperne niente. men tre Dio. nondimeno la beatitudine non si situa in ciò. ma Dio fa l'uomo prima del bambino e la gallina prima dell'uovo. l'anima non sarebbe beata. e tuttavia fuori del tempo. non nel conoscere che si conosce Dio. V'è un'altra potenza. che il fiore ed il nucleo della beatitudine s i situino nella conoscenza con la quale lo spirito conosce di conoscere Dio. ma unicamente Dio solo. e pare anche molto verisimile. è più nobile e più alta di quella con cui noi vediamo. Io di co: quando l'uomo. La natura produce l'uomo a partire dal bambino e la gallina a partire dall'uovo. Il fatto di vedere. La v eduta che è di Dio e la mia veduta sono assolutamente diverse e lontane l'una dall 'altra. separatamente . uomo o angelo. ma deriva la sua conoscenza dal colore e dal sapere che ha di ciò che è bianco. rispetto a quella per cui sa e riconosce di vedere. perché la natura comincia la sua operazione dal più basso.

htm TORNA SU Email Stampa questa pagina Struttura del Sito Home Page Aggiungi ai preferiti Iscrizione Newsletter rca nel Sito "chi non cerca è addormentato. Da: http://www. strappò la corona del suo fogliame e la portò vers o il basso. Chi è dunque più nobile di colui che è nato. co perta di ogni sorta di piume. di grande apertura. quando disse che una potente aquila con le grandi ali. uno dall'Uno.dice il Signore attraverso il profeta Osea -. venne verso la nobile montagna. e là parlerò al suo cuore . Amen. ovvero unicamente c ontemplare Dio e ritornare.Perciò Nostro Signore ha ragione nel dire che un uomo nobile partì per un paese lont ano per ottenervi un regno. Il profeta Ezechiele ha espresso già questo fatto qui espost o. dall'altra dal fondo più intimo della natura d ivina e della sua solitudine? Io voglio condurre l'anima nobile nella solitudine . ovvero sapere e riconoscere che si ha un sapere ed u na conoscenza di Dio.franic. da una parte dall'element o più alto e migliore della creatura. Uno con l'Uno. tolse il midollo o il nucleo dall'albero più elevato. il profeta lo chiama una grande aquila. eternamente uno. uno nell'Uno e. chi cerca è un accattone" (Yun Men) Ce . Ciò che Nostro Signore chiama un uomo nobile. e poi tornare. Infatti l'uomo deve essere uno in se stesso e cercare l'uno in sé e nell'Uno. nell'Uno.net/mistica/me/eckhart. e riceverlo nell'Uno.

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