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Tatiana Polo

Anton Ivanovich Ivanov-Goluboy (1818-1864), Gogol attraversa il Dnepr, 1845.

Edizioni Villa Paolozzi 2013

di Tatiana Polo A cavallo tra il Sette- o Ottocento, quando laurora dorata scaldava il pianeta della letteratura russa, si distinse nettamente sulla sua superficie un incrocio con traffico particolarmente intenso. Era il tema del viaggio. Qui saffollavano picareschi calessini Lesage e Fielding, eccellenti veicoli da avventura. Al centro dellingorgo un ronzino avanzava imperturbabile inforcato dal suo celebre cavaliere. Lo sorpassavano lussuose berline Sterne, intarsiate di modernissimo sentimentalismo e brunito individualismo. Sulla corsia parallela marciavano pesanti tir di pedagogia germanica, modello Wilhelm Meisters Lehrjahre, Bildungsroman a sei ruote. La flotta letteraria di lungo corso era seguita da un codazzo di folcloristici birocci, diari di viaggio, descrizioni di pellegrinaggi e vite di Santi. Ed ecco che sfruttando le potenzialit di quelleterogeneo vortice, la giovane casa produttrice russa lanci sul mercato tre nuovi modelli nazionali. Il primo, sperimentato nel 1790 da Aleksandr Nikolaevi Radiev sul circuito Pietroburgo-Mosca, brevettava il viaggio di denuncia rivoluzionaria. Formatosi sullestetica dello Sturm und Drang, appresa durante gli studi in Germania, Radiev immetteva nel racconto il bellicoso linguaggio di lotta sociale, le spettacolari minacce di fracassare il cranio della tirannia e far pagare col sangue i misfatti dei ricchi. Nel capitolo Vynij Volok leggiamo: Distruggete gli attrezzi agricoli del padrone, incendiate i suoi granai e le capanne per i covoni, spargete le ceneri sui campi dove avvenne lo sfruttamento, proclamate ogni ricco e nobile un ladro e oppressore. Successivamente il modello del viaggio intrapreso in nome della futura rivoluzione fu sviluppato nei poemi Chi vive bene in Russia? di N. Nekrasov e I Dodici di A. Blok e produsse un intero filone di grandi autori russi politicizzati ai danni della letteratura e un altro di dissidenti politici armati di penna ai danni della politica. Una seconda linea di veicoli nazionali nacque con le Lettere del viaggiatore russo di Karamzin, padre del sentimentalismo russo. A sostegno dellidea che sentimenti come piet, commozione e chiaroscuro danimo siano valori unici e perenni dellarte si fece avanti Pukin. Scrive, nel capitolo Pugaevina de La figlia del capitano: I cambiamenti migliori e pi solidi sono quelli che scaturiscono dal miglioramento dei costumi, e non da qualche artificiale e violento

sconvolgimento. Nella formula del tema di viaggio intrecciato nel testo della novella lidealismo sentimentale di Sterne e quello passionale del romanticismo, lo spirito davventura picaresco, la razionalit del secolo dei Lumi, il moralismo del Bildungsroman e la tradizione folcloristica si fondono per formare i presupposti del futuro grande romanzo realistico russo. La terza e ultima linea di vetture, nacque nel Ministero degli affari irrazionali di Gogol. Ne Le Anime morte troviamo le tracce del viaggio aglinferi, specie particolare del genere viaggio, dallOdissea, allEneide alla Commedia. La letteratura russa non aveva nulla di paragonabile a queste opere universali e Gogol, seconda testa dellaquila bicipite russa, progett di colmare questa lacuna. Si prefisse unepopea delluniverso russo, una specie di Odissea, o Commedia nazionale. Se era un folle, Padreterno lo guidava. Fatto sta che riusc nel suo intento, creando una versione molto particolare del viaggio nellaldil che aperse una nuova prospettiva storico-letteraria per altri scrittori russi. Nel nostro intervento ci prefiggiamo di descrivere il fenomeno e di tracciarne la continuit nei tre scrittori russi del XX secolo di massimo spessore: Mihail Bulgakov, Andrej Platonov e Venedikt Erofeev.

Aldil- dopo-vita, dopo-realt


Prima di tutto, bisogna chiarire in forza di quali parametri Le Anime Morte, poema di un genere incerto tra epopea, romanzo e dramma, possa essere definito come un viaggio nellaldil. Lazione collocata nel contesto biografico dello scrittore e simpernia intorno al tipico, al banale e allabituale della societ russa ai tempi di Nicola I. Ma sotto il velo del quotidiano emerge il vero tema del Poema gogoliano: il giudizio universale, crescente ossessione di Gogol. Nella Commedia vide la forma artistica ideale in cui comporre il tema della punizione e redenzione del peccato. Ma, al di l del capolavoro di Dante, quel che soprattutto lo affascinava era lintrinseca potenza letteraria della trilogia una struttura triadica, per prendere in prestito il linguaggio filosofico dellepoca di Gogol. Scrive Jurij Mann: A parte la tradizione di Dante, il concetto di triplicit veniva evocato da fattori potenti come, da una parte, la dottrina cristiana della SS. Trinit e dallaltra parte dalla concezione dialettica della triade, in particolar modo nella classica filosofia tedesca, alla quale Gogol allinizio degli anni 30 non era per

niente estraneo1. I critici convengono che Gogol, sia pure da orecchiante, conoscesse la tesi di Schelling che La divisione delluniverso e la collocazione del materiale in tre regni inferno, purgatorio e paradiso una forma simbolica generale, e non c niente che impedisca ad ogni epoca significativa di avere la propria Divina Commedia nella stessa forma. Cos la parola POEMA appare sulla copertina della prima edizione de Le Anime morte a caratteri pi grossi del titolo e del nome dellautore. E fin dalla sua comparsa i Russi, entusiasmati, incuriositi e fieri della cultura nazionale non si stancano di identificare ed analizzare i pigmenti danteschi nella tavolozza di Gogol. Qui ci appoggiamo allaccurato saggio di Stefano Garzonio Dante e Gogol. Storia di un parallelo creativo, dove sono illustrate le principali tendenze nel pensiero critico russo in questione, anche se tralasciato il contributo simbolista. Parlando in estrema sintesi, Gogol segue Dante in due aspetti cruciali. Luno di imprimere una direzione positiva al movimento narrativo: dal male al bene, dalla morte verso la vita e lamore, dallinfernale verso il divino. Laltro di dare ai personaggi una tensione escatologica, pi forte della loro natura umana, pi importante del puntiglioso realismo dei particolari e della vis comica e ironica. Il pensiero sul destino ultimo delluomo e sulla ricompensa cristiana diluito in ogni descrizione, in ogni scena de Le anime morte e guida lautore nella scelta e collocazione del materiale. Prima Manilov, ignavo, ma meno chiuso in se stesso e altruista, poi Sobakevi e altri, fino al sadico Plukin, anima completamente corrotta dalla cupidigia, marcia e perduta per lumanit. Pi o meno cos Dante smistava i suoi peccatori nellInferno: misurando la colpa sul grado di consapevolezza del peccato commesso in vita. Ma con tutto il sangue che il vampiro Gogol poteva succhiare da Dante, latmosfera infernale de Le anime morte ha una composizione chimica totalmente originale. Non andiamo a visitare luoghi di sempiterne tenebre o di radiosa eternit. Le tenebre calano nella nostra vita quotidiana per renderla un incubo delloltretomba. Nuotiamo in acque stranissime. Tutto quel che vivo, descritto come fosse morto e viceversa. C pure il diavolo in persona iikov, padre della menzogna, impegnato nella caccia ai morti. Pi cadaveri ci sono in giro e pi ne contento. Morti di fame benissimo. Di epidemie ottimo. Giovani, vecchi, bambini non importa. E noi a ridere, come stregati. Sui personaggi posseduti. Sulla meschinit vestita di elevato, come per esempio la stessa allusione a Dante e Virgilio nel capitolo VII. Su noi
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J. Mann, Tvorchestvo Gogolia: Smysl i Forma: Nauchnoe Izdanie, Izd-vo S.Peterburgskogo Universiteta, 2007, p. 652.

stessi, come nel Revisore. La lettura si trasforma in un rito della nostra iniziazione ai Misteri dionisiaci russi, in bilico tra la liturgia e la discoteca, tra luniverso e la spazzatura, tra il soprannaturale e la nausea. Il mondo dellaldil corrisponde al mondo delloscurit della nostra anima e dellanima dello scrittore stesso. La cronaca di viaggio dellAnticristo a caccia dei morti diventa unallegoria dellangoscia e del senso di colpa per i peccati che commettiamo consapevolmente. Lo spazio virtuale un po pauroso, molto divertente e di eccezionale profondit prospettica del poema rispecchia il nostro buio interno. Non poteva andar meglio per la prima parte del poema, formalmente corrispondente allInferno di Dante. E per la seconda? Nella tradizione ortodossa il Purgatorio non c. Gogol cerca un surrogato nella seconda fase della Bildung. Scrive: I caratteri nel secondo volume dovevano essere pi significativi e lintenzione dellautore era quella di illustrare pi profondamente il significato supremo della vita. Cio, lidea era di mostrare un graduale schiarirsi dellanima, alleggerire il peso, alleviare il dolore. Questo presumeva dilatare quel suo linguaggio irridente fino a raggiungere i campi sereni della virt e dellidillio. Ma limpresa super le sue forze, e la seconda parte delle Anime naufrag nella nevrosi e nel rogo del manoscritto, nove giorni prima della morte.

Il Maestro e Margherita
La cremazione del defunto, nelle societ che la praticano, presuppone la reincarnazione dellanima in un altro corpo. Lanima delle Anime cremate il 12 febbraio 1852 risult tangibile, misurabile, magnetica. E doppia: la parte distrutta e quella mai nata. Altro vistoso connotato era la grossa cicatrice del cordone ombelicale che prima della nascita univa il Poema alla Commedia. Lo spiritello appariva puntualmente dopo la lettura del primo tomo e delle poche pagine superstiti del secondo, che indicavano la direzione da seguire. Questo avveniva perch lAnima delle Anime cremate era unanima sacrificata senza purificazione. Era perci unanima in pena, unanima in cerca dautore. E lo spettro si aggir per la Russia. Passarono cinquantanni dalla notte del rogo, finch allalba del nuovo secolo trov la porta cui bussare. Fu fatta entrare e accomodare nel salotto simbolista da un contubernio di poeti e brillanti critici come V. Brusov, A. Beljy, D. Merezkovskij, I. Annenskij, V. Gippius, ciascuno dei quali aveva scritto sul suo Gogol chi un interessantissimo libro, chi un importante saggio. Grazie al pensiero simbolista lattenzione del lettore, prima fissata quasi

esclusivamente sul naturalismo, sullimpegno civile (ancora da dimostrare), sul lato comico e satirico, o al limite sulla complessit psicologica dei caratteri nella favella gogoliana, ora, allinizio del Novecento fu attirata sullelemento fantastico, demoniaco, mistico. E guarda caso, anche Dante ora divenne una specie di icona culturale. In quel momento la Russia era sconvolta dalle due rivoluzioni, dalle guerre, dal totalitarismo col suo terrore psicologico, dagli stermini di massa. Le questioni eterne come il senso della vita, la provenienza del male o la natura della verit tornarono a scottare le menti creative e a chiedere nuove risposte. Insomma, stando alla teoria di Schelling, era la temperie propizia alla rinascita della Commedia. Solo che i Russi ormai avevano una Commedia nazionale e leggevano Dante attraverso Gogol. E in questa temperie che, nel 1922, il quotidiano Nakanune (Alla vigilia, 1922-24) pubblica, a puntate, Le avventure di iikov, un brillante remake del I volume delle Anime Morte, pi tardi incorporato nel ciclo Diavoleria. Il racconto (di Mihail Bulgakov) ha come sottotitolo Poema in 10 punti con prologo e epilogo e si snoda in 10 minuscoli episodi, che trasformano il testo in un sarcastico ritratto della vita russa sotto Lenin. Qui il cast di iikov & C. trova ancora una volta un ambiente ideale per mettere in piedi il suo vecchio show. Ma solo louverture della reincarnazione. Quattro anni dopo Bulgakov inizia il suo romanzo Il Maestro e Margherita, in cui lenergia emotiva delle Anime Morte esplode e trionfa per dimostrare che i manoscritti non bruciano mai davvero. Il genere del Maestro e Margherita, chiamato da Bulgakov romanzo del tramonto, conosciuto anche come roman veka, il romanzo del secolo, ma i bulgakovisti amano definirlo come menippea, un genere sintetico, cui nome e profilo sono stati definiti da M. Bakhtin. Cio, qui come nelle Anime morte, le difficolt iniziano, per cos dire, gi dalla copertina del libro. Passando al soggetto, ci accorgiamo subito che aria tira: si tratta di una nuova cronaca di viaggio del diavolo nel mondo moderno a caccia di anime peccatrici. Il protagonista non il Maestro n Margherita ma Woland, demone del male apparso a Mosca a met degli anni Trenta in veste di Professore di Magia Nera. Come iikov, Woland incontra solo anime morte in diverso grado di decomposizione. Tenta, trama, comanda. Tutte le linee del soggetto sono subordinate alla sua vicenda. Ma perch allora possiamo essere sicuri che si tratta dellincarnazione del mitico Secondo volume de Le Anime Morte, e non di unaltra versione dello storico Primo? Non solo e non tanto perch il romanzo di Bulgakov sembra pi accessoriato delle Anime morte: al posto di una linea narrativa la

composizione di Bulgakov offre un intreccio di molte vicende, tra le quali spicca il tema della passione romantica dei due personaggi, la storia damore vera, toccante e avvincente, che a Gogol manca. Il cambiamento radicale riguarda le virt, alle quali lautore si dedica quanto ai vizi. Molti personaggi sono positivi. Nel protagonista, invece, il bene e il male sono uniti e mescolati. Sono una parte di quella forza che sempre vuole il male e opera il bene - troviamo nellepigrafe un passo di Goethe. Leffetto del chiaroscuro cos accentuato aiuta Bulgakov a prolungare ulteriormente il filo dei concetti arrotolato nel primo tomo delle Anime morte e di creare un altro impossibile groviglio da dipanare e snodare. I protagonisti del romanzo, per quanto immersi nellazione fulminea che risucchia il lettore quanto I Tre Moschettieri di Dumas, comunque rimangono veri e propri enigmi. Lopera si presenta come un codice di difficile decifrazione, e pi si indaga, pi i concetti si complicano. Decine e decine di migliaia tra saggi, libri, articoli, gialli filologici in tutte le lingue offrono al lettore una gamma di interpretazioni spesso bizzarre e inconciliabili tra loro. Ci accorgiamo con linquietudine, che il virus del male, tempo fa afferrato da Gogol, ora mutato. Woland, il diavolo buono, ma che diavolo ? Il diavolo di solito fa finta di essere buono. Il diavolo di Bulgakov, suscitando con le sue azioni simpatia nel lettore, in realt lo tenta. E Yeshua Ha-Nozri, corrispondente a Ges, chi sarebbe? davvero un personaggio storico o una ricostruzione amatoriale volta a contrastare i nostri pregiudizi, oppure un provocatorio gioco letterario, una mistificazione, visto che limmagine del Redentore proviene dal manoscritto del Maestro, il testo ispirato e poi salvato da Woland cosiddetto buono? Ognuno decide per se. La straordinaria profondit prospettica viene raggiunta da Bulgakov tramite lutilizzo della stessa camera oscura della Divina Commedia, strumento adorato anche da Gogol. Solo che questa volta al posto dellinfernale conca sintravede allorizzonte la montagna divisa in sette cornici. Sulla concezione dantesca del Maestro e Margherita i critici cominciarono a riflettere da subito, non appena lopera divenne di pubblico dominio (nel 1966). M. udakova ritiene che linteresse di Bulgakov per La Divina Commedia sia pi che palese e trova molti punti di convergenza, che finalmente spiegano ci che prima sembrava non avesse senso. Per esempio, la studiosa individua lultima dimora del Maestro e Margherita nel Limbo, territorio marginale dellInferno, ma che non ne fa parte. Ora comprendiamo la trattativa dellapostolo Levio Matveo con Woland. Dunque, per volere di Bulgakov il Maestro e la sua amata saranno gli eterni vicini di casa di Omero, Ovidio, Orazio, Lucano e Virgilio. Una dettagliata analisi del romanzo in riferimento al poema

dantesco la troviamo inoltre nel saggio di Igor Belza, il quale confronta le soluzioni dei temi della misericordia, della nemesi, della denuncia sociale, della sofferenza dei giusti, del ruolo del Logos nelle due opere. Paradigma del romanzo dunque il Purgatorio, rafforzando la tentazione di collocare Il Maestro e Margherita nella casella mediana della struttura ternaria disegnata da Gogol.

evengur
Se il riflesso del progetto gogoliano nel romanzo di Bulgakov pi o meno evidente, la tesi che anche la terza parte delle Anime morte abbia trovato la sua incarnazione nella letteratura russa del Novecento sembrer azzardata. Eppure, noi siamo certi che evengur di Andrej Platonov si inserisce armonicamente nella casella del Paradiso. Cambia, per, lo stile: non lesuberante vaso di fiori di Bulgakov, meridionale come Gogol, ma qualcosa come un bel cactus lunare. Ma che centra questo cactus concettuale e linguistico tutto spine con larcimateria e larcilingua, come diceva Orwell, del nostro classico? Il Paradiso unutopia moreana, un [territorio] senza luogo. Gogol non lo perdeva mai di vista, usando gli occhiali, il monocolo, il binocolo, il microscopio, il telescopio, la camera oscura e altri realistici scientifici spettabili strumenti della realt. Il talento straordinario della fantasia, oltre che della capacit di esprimerlo, gli impediva di percepire il mondo cos come lo vediamo noi. Era lunatico non solo nello stile letterario ma anche in quello di vita, coi suoi modi di comportarsi e vestirsi. Utopica era anche la sua filosofia, incentrata tutta sul ruolo della cultura nella societ, ovvero sul rapporto dellelemento estetico con la morale. Da una parte, Nikolaj Vasilievi era un fervido credente e di carattere un grande moralista, a volte fin troppo rigoroso. Daltra parte, lunica sua passione era quella per larte. Non aveva altri interessi come la famiglia, la carriera o la ricchezza, viveva esclusivamente per la letteratura. La tragedia di Gogol consisteva nella convinzione che la cultura sia il dominio del peccato perch lestetica amorale. Allinizio, influenzato dal romanticismo tedesco, lo scrittore tent di difendersi con lutopia estetica, la funzione catartica dellarte. Dopo la rappresentazione della commedia Il Revisore, Gogol ebbe la prova irrefutabile che lo scalpore non produce catarsi. Cer allora salvezza in un'altra e peggiore utopia, la sintesi tra cultura e devozione ortodossa. Lidea della responsabilit etica e morale dellartista era presente gi nel pensiero dei primi filosofi russi

come aadaev, definito da Zenkovskij il teologo della cultura. Lecclesiologia di aadaev vede nella fede cristiana la sintesi trascendente della morale, della filosofia e della bellezza, guida delle anime alla salvezza. Gogol eredita queste convinzioni ma sposta laccento sullortodossia, lunica in grado di insegnare alla nostra anima la vera nobilt e il difficile amore per il prossimo. E aggiunge inoltre la capacit artistica di incarnare i concetti, di farne materia vivente. E per questo che non ci persuade linterpretazione umanista di Gogol, cos ben riassunta da Stefano Garzonio: Gogol, uomo moderno, tende ad immedesimarsi in Dante proprio perch [] testimone [] di un possibile, auspicabile, nuovo umanesimo russo di portata universale, di cui Gogol vuole essere lapostolo2. No. Gogol, a differenza di Pukin, proprio agli antipodi dellumanesimo inteso in senso dantesco, come esaltazione di tutti i valori umani - intellettuali, morali, affettivi, culturali, civili. La Divina Commedia per lui solo la cava della materia oscura. In Confessione dautore Gogol ribadisce che non si pu ripetere Pukin, come non si pu creare larte fine a s stessa. Il compito dellartista teurgico, di guidare lumanit verso il Regno di Dio. Proviamo ad immaginare in questa luce il contenuto del Terzo tomo. Si tratta sempre di un viaggio del protagonista in questo nostro mondo. Ogni personaggio ed evento cambia valenza negativa in quella positiva. Per ottenere leffetto benefico sulla societ, iikov deve diventare un libero professionista in ambito creativo, come per esempio scrittore, o pittore, essendo al tempo stesso predicatore, chiaroveggente e guaritore. Grazie alla sua attivit lortodossia trionfa sulle altre confessioni, facendo promuovere anche la letteratura, larte e la lingua russa. I vizi e i peccati scompaiono. Lanima morta risorge. Niente pi schiavit, niente odio tra gli individui. Lumanit si preparata al Giudizio Universale e lo affronta festante. Il tempo e lo spazio miracolosamente si adeguano, le due patrie acquisite del nostro poeta, Roma e Mosca, in qualche modo si avvicinano una allaltra. In tutto questo doveva essere qualcosa di idilliaco. A questo aspetto Gogol era abbastanza attento. Di veri e propri idilli, secondo Gippius, ne aveva scritti tre: Ganz Kchelgarten, I possidenti di antico stampo, I passi scelti dalla corrispondenza con gli amici, ma solo per dimostrare la debolezza di questo genere. Nel gioco malinconico faceva scindere il nucleo atomico dellidillio, bombardandolo ora con le risate qui assolutamente fuori luogo, ora con un malizioso motivo di viaggio, ora con gli impulsi romantici come agitazione o delusione. Dunque il terzo

Stefano Garzonio, Semicerchio, N.36, 2007, p. 37.

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tomo de Le Anime morte probabilmente dobbiamo immaginarlo come un utopico anti-idillio. Lo spirito dellutopia culturale gogoliana fu fatto germogliare dai primi slavofili per penetrare successivamente nelle radici di ogni manifestazione intellettuale. Dora in poi i problemi dellesistenza umana, i quesiti etico - morali abbassano il valore del divertimento puro dellarte o del pensiero laico basato sulla componente empirica. Il gusto misticoreligioso penetra nella scrittura di Dostoevskij e Tolstoj, nascono le utopie politico-letterari come quella di ernyevskij, politicofilosofiche come quella di V. Solovj v, lutopia culturologica del futurismo e quella del simbolismo. Tutto il filone della letteratura fantastica impregnato di utopismo e inclinato verso la problematica esistenziale. Quando allinizio del Novecento nella letteratura russa arriva la stagione dellutopia (e lantiutopia, con il romanzo di Zamjatin Noi), questa non fa altro che dannarsi sulla stessa vecchia questione: quand che lanima viva e quand che lanima morta. Lo si evince dal confronto con lutopia inglese dello stesso periodo, rappresentata eccellentemente da Chesterton, Orwell e Huxley, che indagano pi che altro sullaspetto sociale del futuro o sulle conseguenze del progresso tecnico-scientifico. Lutopismo mitologico di evengur fa muovere tutta la placca verso il nuovo livello di considerazione. La trama del romanzo il viaggio del compagno Aleksandr Dvanov, mandato dal Partito in periferia della Russia a raccogliere informazioni sullimpatto del comunismo sulla gente. Senonch, invece di limitarsi ad osservare, il protagonista interagisce coi suoi compagni davventura in nome della rivoluzione e del socialismo, cercando di adeguare la realt ai suoi curiosi standard politico-esistenziali. A met del romanzo dopo le varie peripezie nei piccoli e grandi villaggi, questi Don Chisciotte del XX secolo giungono in una citt ideale di evengur, dove trionfa il fantasmagorico comunismo. Narrata in chiave fantastica, ora come leggenda, ora in toni tipicamente surrealisti, la missione sociale e ideologica rimane una ricostruzione del credo etico-filosofico dellautore distante anni-luce dalla sfilza chilometrica dei viaggi rivoluzionari, il genere al quale abbiamo accennato allinizio di questo saggio. La prosa di Platonov non ha nulla a che vedere con Radiev e la sua furiosa disperazione di derubato nellautobus. In verit, non ha niente a che fare con niente e come un meteorite a malavoglia sopporta confronti. Lo scrittore rimarrebbe forse scioccato dal nostro pestar lacqua nel mortaio con quelle orme del terzo tomo de Le Anime morte che in Cevengur ci sembrano comparire dal nulla, a forma di unimmagine paradisiaca dellAnima trasfigurata. Platonov rinnegava convintamente tutti i classici ad eccezione di Pukin. Ma non riesce ad immaginare un geniale

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scrittore scaraventato fuori dalla propria tradizione letteraria. Tant vero che nel seno di questa tradizione Platonov scrisse un corsivo sui mascalzoni, intitolato Lanima umana un animale indecente, che si legge come un vero omaggio a Gogol. Facendo il riassunto dei suoi principali concetti, lautore ricorre allarsenale espressivo gogoliano. Ma allepoca del comunismo i padri classici sembravano fuori luogo. Tutta la terribilit dellarte del passato pareva maschera teatrale a confronto con lapocalissi quotidiana di cui Platonov era testimone e martire. Davanti a lui il cadavere dissanguato della madre Russia giaceva nella polvere e lo scrittore, suo piccolo figlio abbrancato al lembo del suo vecchio vestito, sbarrava gli occhi per non far uscire quelle maledette lacrime. Cos sono i suoi eroi, non piangono mai, anche se sono sempre bambini, davvero o nellanimo, sempre ingenui, spontanei, commoventi. Sono talmente poveri, affamati e abituati alle disgrazie che non sentono pi bisogno dei mezzi di sostentamento come non sentono piet n per s n per gli altri. La madamigella Sofferenza, alla quale Gogol ogni tanto dava platonici appuntamenti, sedotta e abbandonata sul lastrico da Dostojevskij, trov casa da Platonov, quando magnanimo le spalanc le porte del suo centro sociale interplanetario, dove per recuperarla dal pathos e dal narcisismo dovette somministrarle la mistura di libert, futura felicit del mondo e fratellanza universale. Per gli eroi di evengur occuparsi di s stessi vuol dire sprecare il tempo della vita. Non pensano di sistemare il quotidiano della propria esistenza e non sono compatibili con la famiglia. Ci di cui maggiormente si preoccupano, di superare la propria condizione di orfani del mondo. Ecco lamore per il prossimo tanto agognato da Gogol. Kop nkin potrebbe con convinzione bruciare tutti i beni immobiliari sulla terra, perch nelluomo rimanesse solo ladorazione del compagno. Oppure: Painzev percep nel Kop nkin un orfano del globo terrestre uguale a se stesso e gli chiese con il cuore sulle labbra di rimanere con lui per sempre. Che altro ti serve? diceva Painzev, arrivando allabnegazione di se stesso dalla gioia di sentire la persona amichevole. Vieni ad abitare qui (p. 129). Se immaginiamo la sequenza inversa dei personaggi delle Anime morte, cominciando da Plukin, una crisalide nel bozzolo, poi un po pi aperti Sobakevi, Koroboka, eccetera fino al socievole Manilov, alla fin della fila dovremo collocare Zakhar Pavlovi, Dvanov, Kop nkin e tutti gli altri personaggi di Platonov. davvero un popolo dei Giusti. Ciascuno di loro fatto pi dellanima che del corpo. Il corpo in Platonov non altro che un fastidioso obolo che ogni anima viva costretta a pagare per ottenere la grazia di esistere. Saa non si percepiva come un oggetto solido indipendente egli sempre immaginava qualcosa con il senso e ci sostituiva in lui lidea di se stesso (p.45). Anzi, va precisato che il corpo si aggiudicato alcuni

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requisiti dellanima. La luce dellanima, per esempio, illumina il corpo dal suo interno, salvando luomo dal caos e dolore. Platonov descrive cos la luce interna del suo personaggio: Sopra il suo cuore palpitava quella spaventevole luce momentanea che capita ad osservare nelle notti destate sui campi. Pu darsi, viveva cos in lui un amore astratto della giovinezza, diventata una parte del suo corpo, oppure si trattava di una forza aggiuntiva della nascita. Grazie ad essa Dvanov poteva vedere gli avvenimenti non chiari, che nuotavano nel lago dei suoi sentimenti senza lasciar tracce (Cevengur, p. 380). La sostanza immateriale di cui sono fatte queste limpide creature ci permette di classificare il loro habitat naturale come parte dellaldil e pi precisamente quella del Paradiso. Il Paradiso di Platonov ha dimensioni cosmiche ed pieno di sole, calore, luce e miracoli. Il comunismo significa per gli eroi del romanzo la fine delluniverso e linizio della nuova sua fase. La storia, il tempo perso per sempre, si fermata ed arrivata lora di distruggere tutto. Cambia la scala di misurazione abituale: a causa del socialismo La terra dalle colture seminate sar pi luminosa e pi visibile dagli altri pianeti (p. 108). Queste persone, - diceva Dvanov parlando dei banditi vogliono spegnere lalba, ma lalba non la candela, un grande cielo, dove sulle segrete stelle lontane nascosto un nobile e potente futuro dei posteri della stirpe umana. Non c dubbio quindi che dopo la conquista del globo terrestre sar segnato il destino di tutto luniverso, arriver il momento del giudizio universale delluomo su di esso (p. 120). La vita, osservata attraverso tale telescopio utopico, naturalmente pullula di miracoli. Il rivoluzionario Kop nkin ritiene che Il socialismo un paese estivo e poco lontano, dove dalle forze amichevoli dellumanit torner in vita e diventer cittadina viva Rosa Lussemburgo (p. 135). A evengur si suppone che con lavvento del comunismo non morir pi nessuno e che le stagioni smetteranno di susseguirsi. Adesso c da aspettarsi qualsiasi bene Ecco che vedrai le stelle cadere e i compagni a scendere da esse, ecco che gli uccelli potrebbero cominciare a parlare il comunismo una cosa seria, e dicendo pi precisamente, fine del mondo? (p. 30). Un particolare peso simbolico, nel romanzo, acquista il sole. Il socialismo assomiglia al sole e sorge in estate - dice Dvanov (p. 108). Il sole chiamato padre, difensore, gran lavoratore, sostegno degli uomini ecc. Unaltra categoria importante quella del tepore. Il calore fisico dei corpi percepito come calore umano e gli abitanti di evengur se lo dividono di notte per scaldarsi come si divide il pane tra i giusti. Ma lutopico inno allAnima rinata nella nuova religione non si distacca completamente dalla cruda realt politica e sociale del tempo: lavvento del socialismo in Russia. La lettura di evengur uno strazio,

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vi muore allincirca un personaggio ogni due pagine. E non sappiamo pi se considerare questa realt un incubo della coscienza collettiva, o classificare le angeliche virt dei personaggi come unallucinazione beata del morente. In ogni caso, lestremo contrasto fa venire in mente Gogol. Ha iniziato lui a mescolare il vivo col morto. Come nella prosa di Gogol, la natura e gli oggetti di Platonov sono pieni di pensieri, sentimenti, ricordi. Nel villaggio abbandonato le bardane inselvatichite, cresciute pi della norma aspettavano il ritorno dei padroni di case [] e dondolavano come futuri alberi. Oppure, mentre gli eroi cavalcano, alla strada si avvicin faccia a faccia un viale di betulle. Tipicamente gogoliane sono anche le sequenze logiche del tipo: Dal primo sole egli si salvava sistemando di sera sugli occhi una foglia di bardana. Dinverno, invece, tirava avanti col resto del guadagno estivo. Questo dire in inverno al posto di nel pomeriggio che il lettore si aspetterebbe, un classico artificio gogoliano. Quel Gran Maestro dellimprevedibile, del misterioso e dellindecifrabile avrebbe riconosciuto in Platonov un suo allievo anche per la complessit della scrittura, un vero rompicapo per la ricerca filologica mondiale. Fino in fondo nessuno laveva capito, confessano in coro i ricercatori. Gogol disse una volta, che lunico personaggio positivo del suo Revisore il riso. Forse, il vero protagonista del romanzo evengur il suo incredibile linguaggio. Lo caratterizza I. Brodskij con queste parole: La prima vittima dei ragionamenti sullUtopia desiderata o gi raggiunta diventa prima di tutto la grammatica, perch la lingua correndo in ritardo rispetto al pensiero, si soffoca nel modo congiuntivo e comincia a gravitare verso le categorie e le costruzioni extratemporali; di conseguenza anche i semplici sostantivi perdono il terreno solido sotto i piedi e appaiono circondati da un aureola di convenzionalit. Cos, a mio avviso, il linguaggio della prosa di A. Platonov conduce la lingua russa in un vicolo cieco, oppure, dicendo diversamente, scopre la filosofia dimpasse nella lingua stessa. Se ci che ho detto sia vero almeno per met, comunque sufficiente a far meritare a Platonov il titolo del grande scrittore del nostro tempo. Dietro il soggetto, dietro lo straordinario linguaggio il tema centrale di Platonov rimane lAnima rischiarata, rasserenata e purificata dei costruttori della nuova vita. Il sogno della corporea realt e il trionfo dellAnima come liberatorio distacco dalla terribile realt storica del momento. La situazione piena di paradossi e di contraddizioni.

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Mosca Petuk
Passarono anni e decenni, fin la guerra mondiale, mor Stalin, i campi in febbre sciolsero le loro nevi, formando un'unica sconfinata palude. Sopra la distesa del nuovo paesaggio, nellatmosfera fetida di decomposizione ma fertile per lhumus culturale, la silenziosa tromba delle Anime Morte squill di nuovo, turbando il sonno dei poeti. Il musicista folletto, travestito da bravo operaio e alla moda ubriaco, rispunt nel 1969, nellopera che i Russi proclamano Le Anime Morte del XX secolo o il Secondo tomo del poema gogoliano. Intendono Mosca Petuk di Venedikt Erofeev, ancora una volta, udite - udite!, un poema in prosa. Qui abbiamo un altro importante viaggio. Si narra in prima persona di uno scrittore che fa loperaio nella capitale e nel week-end va a Petuk, cittaduzza della regione limitrofa a Mosca, quella di Vladimir. Venika Erofeev, il nome solo leggermente modificato dellautore stesso, va a trovare la sua ragazza e il figlioletto. Comera lautore stesso, leroe un alcolizzato cronico e strada facendo non fa altro che bere, consumando la sua cospicua scorta di alcolici nella valigetta. Sul treno incontra vari personaggi, che diventano i suoi compagni di bevuta. Alla fine cade in delirio e passa incosciente la sua fermata. Torna a Mosca disperato e dolente, scende dal treno e finisce nelle mani di banditi che lo uccidono. Il Viaggio allaldil, creato da Gogol e ripreso da Bulgakov e Platonov, celebra nel poema di Erofeev la sua terza reincarnazione. Una tendenza viene fuori dal paragone dimmortali membri della famiglia: lo spazio dellaldil si allarga sempre di pi a spese della realt del mondo circostante. Il rifugiarsi nel raffinato estetismo di Bulgakov, lultimo flash della coscienza di un moribondo in Platonov, il delirio di un guitto alcolista in fase terminale si compongono in un unico crescendo verso la non-realt. Latmosfera in cui si muove leroe di Erofeev colpisce per la sua somiglianza con laldil gogoliano. Venika lombra di un vivo e pare descrivere la propria odissea da morto. Morto moralmente ancora nel grembo materno, consapevole dellatmosfera politica, sociale, culturale e di costume che lo aspetta. Morto in et adulta suicida con lalcool, visto che dallinizio alla fine del racconto lo vediamo ubriaco, fuori del tempo e incapace di orientarsi nello spazio. Ma soprattutto morto fisicamente, ucciso da Mitridate re del Ponto, che laveva trafitto col suo coltellino, poi dalloperaio, che laveva finito a martellate sulla zucca, dalla contadina che laveva colpito con la falce sui cosiddetti e infine

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sgozzato dai quattro delinquenti che gli trapassano la gola con la lesina da calzolaio. Nellorto botanico della letteratura russa dopo il roseto di Bulgakov e il cactus di Platonov, Erofeev ci pare una rafflesia, un gigantesco fiore parassita color porpora dal sud-est asiatico, che emana un odore di carne marcia insopportabile. E non tanto perch la pianta-cadavere di Erofeev a molti fa tappare il naso e in molti casi dopo tre pagine chiudere il libro con indignazione. La riduzione della pianta ad un solo fiore senza tronco, foglie e radici evoca la semplificazione del piano narrativo del poema: niente pi avvenimenti straordinari, colpi di scena, la trama ridotta allosso. Ma dietro questa tenue cortina di fumo il viaggio allaldil reclama i propri diritti di visibilit e considerazione. Leroe lo compie come Dante nella Commedia. Parla con gli angeli del Signore, incontra le creature ctonie: il Diavolo, la Sfinge, le Erinni. Da qualche parte saccende e lampeggia un barlume di Paradiso: Petuk, luogo dove gli uccelli cantano giorno e notte e il gelsomino fiorisce dinverno come destate. In Russo Petuk significa Galletti, parola dal vocabolario puerile, carica di amore, luce, colori, canto (in Russo il verbo cantare pet). Luce e colore bianco sono addobbi tradizionali del Paradiso. Solo che il suo Eden Venika non raggiunger mai e brillo com, si trascina per lInferno sovietico dellepoca breneviana. Uno dei pi sobri interpreti di Erofeev, V. Kuritzin, fornisce i connotati topografici strutturali di questa specie di Citt Dolente. Secondo lo studioso, fatto a cerchi. Il primo rappresentato dai passeggeri del treno incontrati dal protagonista, che diventano unimmagine generalizzante del popolo russo. Lo stesso treno come luogo di transito da considerarsi anche come una specie di Purgatorio, mentre da mezzo di trasporto esso paragonabile alla barca di Caronte. Il secondo cerchio composto dal vacuo emotivo e intellettuale intorno al sofferente protagonista; un ambiente incapace di compassione e partecipazione al dolore. Il terzo cerchio, invece, consiste nella rivolta di Elisejkovo. Lo scrittore spedisce il concetto della rivoluzione a quel paese, ossia al Tartaro, e ne ricava un territorio ad hoc sotto la bandiera nazionale russa. Al centro geografico di tutto il Regno del Satana sinnalza il Cremlino, per il protagonista irraggiungibile se non prima della morte. Il nesso col mondo delle Anime Morte di Gogol ancor pi evidente. Lo intuisce E. Smirnova nel suo articolo V. Erofeev visto con gli occhi di un gogolista. La studiosa trova paralleli tra i due classici, in particolare nellapproccio linguistico. Molto giusta sembra losservazione riguardo lo spazio, che in entrambi i poemi supera i limiti del quotidiano e sfocia in un piano globale dellesistenza. Infatti, il calesse di iikov evoluto nel vagone di Venika, che continua a vagabondare per la Russia

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trasportando il protagonista, lautore e tutta lumanit attraverso le spinose questioni filosofiche, morali, esistenziali nellambiente dellintera Storia. Ma il poema di Erofeev commisurabile col II e non col I tomo, se prendiamo in considerazione lingarbugliata correlazione del male col bene. Alcolismo, dissolutezza, ignavia, turpiloquio, irriverenza religiosa sono bilanciati in Venika dallo slancio della sua anima verso lideale assoluto - Ges Cristo, sua sconfinata bont, amore per il prossimo, mitezza di carattere, prontezza a sacrificarsi e a patire il dolore e le disgrazie. Alla fine scopriamo che in fondo dellanima di Venika non c niente di acido, ma solo lamponi alla panna, proprio come lui descrive la sua amata. Inoltre, per la complessit del suo messaggio, finora indecifrato, MoscaPetuk batte un nuovo record. Con tutti i pregi e difetti Venika sembra un nuovo Khlestakov. La stessa capacit di svolazzare, di citare frasi e fatti come tessere tratte dal materiale linguistico pi disparato, di mentire e fare scena, darsi delle aree Di parlare a vanvera. Erofeev costruisce il proprio mito esattamente come lo faceva Gogol. Vengono in mente a questo proposito le parole di Ilya Vinitsky3: Mi interessa la questione come e a che pro Gogol creava unatmosfera particolare del mistero intorno a se e le sue opere. La poetica del segreto (la chiamerei segretica) di Gogol crea un immagine unica per la letteratura russa di un Autore Misterioso, il padrone del senso inafferrabile per un lettore comune. Leggendo Gogol, noi non tanto andiamo avanti, dallinizio verso la fine del testo, quanto indietro verso la fonte del messaggio, che sfugge alla nostra comprensione. Credo che per Gogol questa segretica della scrittura il modo del proprio perpetuarsi: - Perch lho detto?, - come fosse egli dice a noi, e risponde: - Perch c nera bisogno. - A chi? - Non ve lo dico. Riflettete. E noi ancor oggi riflettiamo.

www.polit.ru/analytics/2009/04/07/gogol.html Gogol kak nos russkoj literatury, Intervista con A. Kobrinskij

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Le Anime Morte uno spartiacque della letteratura russa. Prima il viaggio si concludeva col raggiungimento della meta: Ulisse tornava a Itaca e gli Argonauti a casa col Vello dOro, Dante giungeva in Paradiso dove lo aspettava Beatrice. Pure Gogol aveva previsto il lieto fine. Ma lincompiuta cre un effetto di aspettativa ingannata, di desiderio non esaudito, di libido sublimata. Il pessimistico secolo scorso percep questo arresto e ne fece prassi, legge, regola dintreccio. I viaggiatori non raggiungeranno pi la meta. Ciikov non arriver mai in Paradiso, n a Cevengur n a Petuski. Il lieto fine non pi previsto dal programma.