Alcune osservazioni sull’eolotropia - gennaio 2013 - Copyright Fabio Mosca

Nel mio primo pdf avevo prevista la direttività dell'interferometro, che doveva, se misurasse un effetto Doppler , dipendere dalla lunghezza del raggio sotto misura. (essendo il Doppler cumulativo) Nel caso avessi misurate delle velocità , questi quattro lobi (fig.1) – ipoteticamente tracciati per una rotazione di 180° - avrebbero dovuto avere questa forma:

Fig.1 Le prime misure le feci limitandomi a ruotare di 90° lo strumento (un discriminatore di fase che compara l'inizio con la fine di un'onda stazionaria). Sembrava dalle prime misure confermata la previsione teorica di un Doppler cumulativo…

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Fig.2 In fig.2 si vede infatti il lobo di un interferometro reale. (Esso è tracciato su un piatto che ruota orizzontalmente assieme all'interferometro che invece ruota sul piano verticale) . Ma la rotazione è limitata a 90°, in quanto reputavo, a torto, che la parte omessa fosse eguale e simmetrica. Il lobo di fig.2 è di un interferometro costituito semplicemente da un cavo coassiale connesso a T magico, ai cui estremi due diodi rivelano la tensione di un'onda stazionaria. I due vettori saranno necessariamente di fase opposta, ma – se esiste un vento dell'etere verticale – orientandolo nello spazio la lunghezza d'onda cambia, e quindi anche la fase dei vettori. Ed il discriminatore mi darà un’uscita proporzionale allo sfasamento. Questo vale anche per tutti i multipli della frequenza di risonanza (ogni multiplo di λ/2). M'aspettavo che oltre i 90° la tensione dovesse calare. In tal caso la modifica della lunghezza d'onda, e quindi della fase agli estremi sarebbe dovuta unicamente al “vento “ dell'etere...

Ma ho voluto sincerarmi ed ho esplorato oltre i 90° e da qui la sorpresa: la fase è continuata ad aumentare sino ad un massimo raggiunto a 180°!

Fig.3 Come dimostra questo lobo reale (fig.3), misurato con un T magico a 7 GHz, la massima variazione eolotropica avviene a 180° con una variazione apparente di 350 KHz. A 90° la variazione è minima, sui 64 KHz. Quindi vi è una direttività pronunciata. Il T magico in questione lavora infatti ad una frequenza multipla della sua risonanza. Esso infatti è fatto di tre spezzoni da ¼ λ di 3 cm, che essendo per il cavo in teflon ε = 0,66 , la λε = 18 cm, quindi la fo = 1,6 GHz, quindi circa 5 λ. Perciò a 180° abbiamo una variazione di circa 5 volte maggiore che a 90°.

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Prendiamo un altro esempio: un interferometro con interposizione di due risuonatori dielettrici (fig.4). Ogni risuonatore corrisponde ad una linea risonante di qualche λ.

Fig.4 Quindi il miei interferometri elettromagnetici non rivelano le velocità. Col che cade l'ipotesi di un semplice effetto Doppler. Non misuro quindi un vento ma qualche altra causa che modifica la lunghezza d'onda.

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Vi è però un altro sospetto: quello di misurare solo le deformazioni - dovute alla gravità - delle dimensioni delle scatole, e degli spostamenti sia pur minimi degli elementi interni (sia pur saldati bene ). Per fugare questo sospetto, non potendolo calcolare teoricamente in maniera precisa – mancandomi una mole enorme di dati, ho aggirato l’ostacolo controllando se vi è anisotropia per ogni frequenza che discrimina naturalmente (discrimina ad ogni equilibrio dei due vettori a confronto). Se fosse questa la causa delle variazioni di fase essa dovrebbe essere eguale per tutte le frequenze discriminate. Ma solo ad una frequenza si verifica l’eolotropia. Evidentemente essa si verifica solo quando l’onda è diretta nella direzione coincidente col presunto “vento” ( o comunque con la forza perturbante della lunghezza d’onda). In fig.5 ad esempio si vedono due frequenze di discriminazione di una cavità discriminante: mentre a 2,5 GHz si ha una chiara eolotropia, a 3,5 GHz questa è molto piccola (fig.6), dovuta probabilmente , questa si, a deformazioni strutturali.

Fig.5

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Fig.6

Inoltre disponendo diversamente un interferometro - a cavo coassiale divergente che discrimina con un T magico, invece che di piatto messo di taglio, il lobo cambia radicalmente. (nel grafico di fig.7 il blu è di taglio ed il rosso di piatto).

Fig.7 Dal grafico si desume che questo dispositivo ha il lobo tutto nel semipiano sinistro. Quindi ha una grande DIRETTIVITA’. (La direttività l’avevo prevista per un Doppler cumulativo, per tratti di più lunghezze d’onda investite simultaneamente dal “vento”… ma qui ? ) In effetti l’onda lungo il cavo è multipla, ed essendo la modifica dovuta alla stessa causa per ogni onda, la variazione sarà egualmente cumulativa. Questo per spiegare la direttività.

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Inoltre questo tipo d’interferometro - a cavo a divergenza - , messo di piatto , elevandolo di circa 70° , si osserva una strana anisotropia, estremamente rapida : pochi gradi bastano per un’inversione di tendenza! (linea rossa tratteggiata di fig.7).

Ma cos'altro può influenzare la lunghezza d'onda? La velocità di propagazione stessa? La densità dell'etere? Ma anche in questo caso oltre i 90° il gradiente di densità la lunghezza d’onda avrebbe dovuto diminuire. Che stia misurando la combinazione del campo elettromagnetico con quello gravitazionale? Ma come potrebbe sommarsi un vettore alternato, come quello dell'onda, con il vettore gravitazionale, indubbiamente continuo ? Però... Se si guarda attentamente l'onda stazionaria, questa sarà sempre di mezza lunghezza d'onda e suoi multipli. Ciò significa che il vettore magnetico, che RUOTA attorno la direzione dell'onda, dopo mezza lunghezza d'onda INVERTE il senso di rotazione, ma poi viene riflesso ed inverte il senso: le due inversioni si annullano e quindi il vettore magnetico GIRA SEMPRE NELLO STESSO SENSO! Cioè è equivalente ad un filo percorso da una corrente continua. Quindi equivale ad un magnete permanente… Ed interagisce con esso! Già avevo osservato che un campo magnetico di una calamita altera la lunghezza d'onda. D'altronde pure un campo gravitazionale lo fa. Che si sommino campo magnetico e campo gravitazionale?

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