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debussy sapeva a memoria la partitura del parsifal di wagner bella presentazione ikl 14 aprile su rai3 mattina marco pacioni

su manifesto del 13 parla di alin badiou teologo filosofo matemati ca e musica vs deleuze epistemlogia materialista poi il concetto di modello con godel e 1988 l'essere e l'evento finito e infinito trad elena pozzi postfazione paolo barbieri e 5 lezioni su wagner trad fabio francescato baudelaire e nietzsche adorno e lac oue-labarthe non più proto-nazista ma modello soggetto moderno mallarmé cerimonia senza trascendenza Tradotte due conferenze di Alain Badiou degli anni Sessanta Se l'editoria italiana si occupasse anche dei primi libri di Serge Latouche ci s arebbero sorprese [SGA] = STEFANO G. AZZARÀ che infila le sue massime anti decresc ita come un cane alza la gamba ad ogni albero. Alain Badiou: Il concetto di modello. Introduzione ad una epistemologia material ista della matematica, traduzione di Fabio Francescato, Asterios, pp. 148, euro 19 Ecco la riedizione, arricchita da una lunga prefazione, di un libro pubblicato n el 1969 e da trent’anni diventato introvabile. È la trascrizione di due conferenze p reviste all’epoca in un contesto al contempo impegnativo e mondano: il “Corso di fil osofia per scienziati” (“Cours de philosophie pour scientifiques”) organizzato da Loui s Althusser. La prima conferenza ebbe luogo, nel 1968, verso la fine del mese di aprile. Due settimane più tardi, era l’inizio del Maggio ’68: quello al quale, per or dine del nostro attuale presidente, dovrebbe essere posta fine “una volta per tutt e”. Noi, giovani filosofi, siamo allora passati improvvisamente e violentemente da lle raffinatezze formali della teoria pura al più radicale attivismo politico. Ser vivamo le strutture, è stato necessario servire il popolo; e con quale determinazi one! La seconda conferenza è stata annullata. Tra il 1960 e il 1968, eravamo in effetti “strutturalisti”, ed avevamo una grande de vozione per la scienza, che contrapponevamo alla ideologia. È veramente paradossal e che più tardi si sia diffusa l’opinione che noi navigassimo in piena ideologia, e che si sia fatto appello alla “fine delle ideologie”. In questo libro si vedrà tutto i l contrario: un rigore grande ed aggiornato nei confronti della logica contempor anea, un grande disprezzo per la faciloneria e il pressapochismo della ideologia , ed una ambizione razionalista che si estende a tutti i domini del pensiero att ivo, compresa la politica. La verità supera sempre le tappe obbligate. Questo piccolo libro può appartenere all a nostra epoca proprio perché appartiene al suo tempo, agli inizi degli anni sessa nta. Scritta oggi, la prefazione, raccontando la storia dei nostri pensieri, cer ca di mostrare la pertinenza (opportunità) di questa riedizione. Per tutte le idee profonde, un periodo di quarant’anni è solo il tempo ragionevole d i una latenza durante la quale maturano le nuove condizioni per la loro efficaci a.