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STUDI FILOSOFICI
DIRETTI

DA GIOVANNI GENTILE
X.

V.

SPAMPANATO.

VITA

DI

GIORDANO BRUNO
EDITI E INEDITI

CON DOCUMENTI

VOLUME PRIMO

STUDI FILOSOFICI
DIRETTI

DA GIOVANNI GENTILE
X.
-

V.

SPAMPANATO

Vita

di

Giordano Bruno
EDITI E INEDITI

CON DOCUMENTI

VOLUME PRIMO

MESSINA
CASA EDITRICE GIUSEPPE PRINCIPATO MCMXXI

PROPRIET LETTERARIA

Catania

Stab. Tip. S. Di Mattei

<fe

C.

1921.

ALLA CARA MEMORIA


DI

FELICE TOCCO.

INTRODUZIONE.

Negli ultimi

anni

del

secento Pietro

Bayle
storico

dedic
e critico

al

Bruno un breve
n

articolo del

Dizionario

Questo mordace censore della repubblica

letteraria,

questo

Voltaire dell'erudizione del secolo decimosettimo, nato nel

paese di Michele Montaigne e morto in quello di Desiderio

Erasmo, piacevole narratore come l'uno e dialettico inesauribile

come

1'

altro,

quanto pi rassomigli
cerc
di

agli
a'

esuli
tratti
"

della

Rinascenza, tanto

pi

dar

risalto
n
2
.

che
farsi

maggiormente

lo

distinguevano da essi

Volendo
delle
i

perdonare, ne' concistori e ne'


temerarie,
cui

parlamenti,
d'

opinioni

non

ebbe scrupolo
d'

immolare
idee
",

novatori con
il

non

andava
un

accordo

nelle

di giudicare

Nolano

uomo abominevole, un empio, un

ateo

3
.

La

qual sentenza in Inghilterra fu

promulgata dallo Spettatore

Dictionnaire hislorique et critique,


usci

Rotterdam,
la

1715, tom.

I,

pagg.

726

727. La prima edizione


-

nel

1696,
/.
1,

seconda nel

1701.

CHRISTIAN BaRTHOLMSS,
Ladrange,
Ibid.,

Bruno,
pag.

Paris, Librairie philosophique

De

1846

et

1847, tom.
e

264.
cosi,

pagg.

263
dell'
al

264.

11

Bayle

consente,
nell'

con

fra

Marino

Mersenne, padre
il

ordine de' Minimi, che,


Richelieu,
insiste
",

opera stampata a Parigi


"

1624

dedicata

specialmente sul Bruno


e lo considera
"

qu' on a

connu,
le

dit-il,

personnellement Paris
distes,

comme
J.

le

penseur

plus redouUble... des

athes

ou

libertins

"

-ROGER CHARlibertin,

BONNEL, La

pense italienne au XVI'',

siede

et

le

courant

Paris,

Edouard Champion, 1919, pag. 44.

Vili

Introduzione

il

27 maggio del 1712

4
;

e in Germania, dove

il

Bayle era

stato

prevenuto da Iacopo Francesco


la ratifica

desima sentenza ebbe


Francesco Buddeus
6
,
:J

di

Reimmann \ la meuomini gravi come Gian


\
d' istorio-

e Carlo Stefano Jordan

grafi ecclesiastici della

riputazione del

Gerdes

e del

Baum-

garten

del dotto orientalista

Maturino Veissire Lacroze

che, deposto l'abito di S. Benedetto e abbracciata la Ri-

forma,

era
I

stato

scelto

bibliotecario

da Federico Guprincipe
8

glielmo

di Prussia e a precettore del


il

che

poi
9
,

divenne Federico
i

Grande
10

7
.

Ma

il

Morhof

e l'Arnold

due Zimmermann

e,

sopra a

tutti,

un rinomato profestollera-

sore di Gottinga, Cristoforo

Augusto Heumann, non

In

un

articolo

con cui

EUSTAZIO BUDGELL
pagg.

annunzi nella suddetta

rivista

(tom.

V, num. 389,

301-305)

la

vendita d'un rarissimo esem-

plare dello Spaccio.


2

Historia universalis atheismi et atheorum falso et merito

suspeclorum

Hildesiae,
3

1725, pagg. 374-376.


atheismo
et

Theses theologicae de
Traiecti ad

susperstitione

variis

observationibus

illustratae,
4

Rhenum, 1736,

cap.

I,

par.

24, pag.

113.
Primislaviae,

De

lordano Bruno Nolano, Disquisitio


10 e segg.
.

historico-literaria,

Literis
5
6
'

Ragoczyanis, par. 5, pag.


Italiae reformatae,

Specimen

Leydae,
tom.
I,

1765, pag.

196.

BARTHOLMSS,

Op.

cit.,

pag.

275.
de
littrature,

Negli Entretiens sur divers sujets

d'istoire,
1

de
Je

religion
vais

et

de critique, Cologne, Pierre


Italiens,

Marteau,
est
".

723,

pag.
.

284
Le

"

dire
je

de quelques
parlerai,
y
"

dont

l'Athesme

connu...

premier,

dont

sera Jordanus
est

Brunus de Noie

Crematus...

Brunus, quamvis Atheismi accusari non potuerit


(Polyhistor
nterarius,

"

so-

stiene
et

Daniele Giorgio Morhof


I,

phihsophicus
Ili,

practicus,

Lubecae, Sumptibus Petri Boeckmanni,


Ili,

1732, tom.

lib.

I,

part.

cap.

par.

4, pag.
in.

283

e segg.)

lo

prova toccando di opere


dallo

di dottrine del

Bruno

brani che sono


siede,

riportati

CHARBONNEL,

La
9 10

pense italienne au

XVI'f
e

pagg. 91
I,

e 92.

BARTHOLMSS, Op.
Ibid.,

cit.,

tom.

pag. 266.

pagg.

274

275.

Introduzione

IX
ed
l
.

rono che s'insultasse


entrarono in lizza per

alla
n

memoria

dell'infelice filosofo,
"

salvarne l'onore e l'innocenza


si
"

La
il

celebre disputa, che


1'

mantenne,

segnatamente
"

tra

Lacroze e

Heumann,

erudita e amichevole
rivel

riusc

assai utile,

massime perch

che

il

Bayle

non pure

era parziale nella valutazione del sistema filosofico bruniano,

ma, ci che a noi preme, superficiale nelle poche righe di


biografia.

Non avendo

avuto sott'occhio altro che


:

il

proemio

d'un
1

libro di

trentacinque anni avanti


cit.,
"

egli

venne giusta-

BARTHOLMSS, Op.
pag.

tom.

I,

pag.

272;
"

CHARBONNEL, Op.
"

c/7.,
1'

88. Distintolo dall'


lo

ateo

Pomponazzi
n

e dall'

ebreo Spinoza",

Heumann

tiene,

a malgrado della

bizzarria

per
e
sia

un santo
stato

uomo

"

e crede
luterano.
scrissero
tetiae,

eh' egli
11

vada

annoverato

tra
"

gli

Eclettici

arso
",

perch

Bruno

non
e
I.

era quindi

heterodoxis

ipsis

detestabilis

come
Lupoi,

1.

QUET1F
al

ECHARD
non

{Scriptores ordinis

Praedicatorum,

C.

Ballard et N. Simart,

1719,
solo

tom.

II,

pag.

342);

quali

sempre
occupati

intorno
"

Nolano,

dichiararono

che

quanti se n' erano


constet ordinis

nulla

hactenus

documenta

protulerunt ex quibus

Praedicatorum vestem aliquando gestasse \


presso
tenuti
i

ma,
",

pretendendo che

mancasse
essere

Domenicani

"

qualsiasi sua
lui.

memoria

giudicarono di non

a dare alcuna notizia di

lACOBI BRUCKERI
in

Historia critica philosophiae a tempore

resuscita-

tarum

occidente liiteratum

ad

nostra tempora,
li,

Lipsiae,

Apud
par.

Christopho-

rum
3

Breitcopf,
In
fatti

1744, tom. IV, pars


(pag.

lib.

I,

cap.

II,

12, pag.
I*

55.

cita

726,

n.

B)

GIOVANNI ENRICO URSIN,


Mosaicae scripturae

autore

del
cio

De

Zoroastr Bactriano, Hermele


scriptis
et aliis

Trismegisto, Sanchoniathone Phoeni-

eorumque

contro

anliquitaiem,

No-

rimbergae, Typis et sumptibus


della
lettera
iste

M.

Endteri,

1661. Nel qual libro


(pagg. 4 e 5)
:

riferito,

dello

Schopp,

il

seguente

brano

"

Fuit

enim
:

Brunus
docuit

patria
editis

Nolanus, ex Regno Neapolitano, professione Dominicanus

libris

mundos
et

esse innumerabiles,

et

quidem ab aeterno
iis

solos
pri-

Hebraeos ab
die fecerat
profecisset
esse
:

Adamo

Eva originem ducere,

reliquos ab

quos Deus

Moysen miracula
reliqui
.

sua per magiam operatum fuisse, in qua plus

quam
etc.

Aegyptii

somnium

Ob

has blasphemias
fuit

trum Pompeianum exustus

eum suas confinxisse, sacras Literas Romae in Campo Florae ante Theaanno 1600, 9 februarii '. Lo sbaglio di questa
;

leges

data dell' Ursin, non dello Schopp.

X
che

Introduzione

mente rimproverato, dal Lacroze,


esatto in quel
vi
"

"

di

non mostrarsi molto


"
'

di
di

storico nel suo articolo

dal

De

Chaufepi,

non parlar
che

punto
"
2
.

del documento

schoppiano che non manca di particolari


il

Dal canto

suo,

De

Chaufepi, negato

il

Bruno
non
servi

sia

stato propria-

mente espulso dalla penisola, se


"

volle ravvisare nella

bestia trionfante

"

il

papa,

si

nondimeno

della let-

tera al Rittershausen per toccare del soggiorno

che

l'esule

fece ne' paesi d' oltremonte e


prigionie veneta e
plizio e descrivere

d' oltremare,
la

non che delle


data del supfu af-

romana
1'

per correggere

animo impavido con cui questo


bibliografia

frontato

per raccogliere una

un po' pi comsi

piuta

3
.

Anche
degli

della

Vita
il

di

Giordano

occuparono

un

dotto padre barnabita,


alla storia

Nicron, nelle Memorie da servire


illustri

uomini

\ e

J.

C. Adelung nella
5
;

Storia delle follie umane, ossia galleria di alchimisti, astrologi,

maghi,

teosofi,

fanatici e

altri forsennati

celebri

Giovanni Toland, l'eterodosso


cattolico
"

filosofo irlandese

divenuto da
1

prima presbiteriano e poi sociniano, nel


lui "
6

709
il

scrisse

del luogo, del tempo e della morte di


i

Kinder7
;

vater tent d' illustrarne

viaggi,

in

ispecie

tedeschi

Negli Entretiens,
le

pag.

286

"

Elle servir rectifier l'article de Brunus


il

dans

Dictionnaire de
".

Mr. Bayle, o ce qu*

d'historique est raport

peu exactement
2

Nouveau

dictionnaire historique pour servir de supplment ou de

con-

tinuation

au Dictionnaire de
pag.

M. Bayle, Amsterdam, Chez


pagg.
;

Chatelain,

1750,

tom.
3

Il,

454. 454,
e
n.
n.

Ibid.,

pag.

B;

459

e 460,

n.

I;
e

pagg.

454-458;

pagg. 459,
4
r

460

461,

pagg. 460-462, nn.

P.

Paris,

1732, tom. XVII, pagg. 201-220.


1785,
voi.
I,

'

Leipzig,

pagg. 241-301.

(>

Collection of several pieces,

London, 1726,

voi.
in

I,

pagg.

316-349.
S Den^lPur-

Beitraege zur Lebensgeschichte des lord. Br.,

CAESAR'

digk-

aus der philos.

Welt,

tom. VII, Leipzig,

1788.

Introduzione

XI

e
la

il

Lessmann ne

tratt

in

modo romanzesco
aneddoti
caustico

l'

infanzia e

giovinezza, mettendo

insieme

incredibili sulla

precocit

dell'ingegno e sull'umore

del

Nolano,
d'un car-

racconti fantastici su d' una sua amante, la


ceriere,

figlia

e su d' una sua protettrice,

la

romana

Silvia

Gan-

dini

l
.

Si giunse cosi allo scorcio del

secolo decimottavo

ma

non

vi

fu

nessuno

che avanzasse

uno de' fondatori della


il

storia
1

della filosofia,
la

Iacopo Briicker, che

24

aprile del

743 intraprese

stampa
In

d'

una seconda parte del quarto


de' ventidue
egli

tomo della sua opera.


formano
il

otto
~,

paragrafi
fissare
i

che

secondo capitolo

cerc di
:

punti

pi salienti della biografia


le le

bruniana
gli

la

nobilt
il

di stirpe,

singolari doti d'ingegno,

studi

preferiti,

monacato,
sfratamento

accuse e

le

persecuzioni che
:

cagionarono

lo

e l'abbandono della patria

il

lungo peregrinare per l'Eululliane

ropa

4
,

la

fortuna delle

innovazioni

della lotta
fisica,

contro l'aristotelismo nelle letture straordinarie di


metafisica e matematica
1'
,

di

imprigionamento
i

nelle

carceri

del Santo Uffizio

di

Venezia,

motivi della sentenza rof

mana,

il

genere e

la realt

del supplizio \ Certamente, egli


le

lasci insolute

quasi tutte

quistioni

che intendeva spie-

gare; fece congetture che oggi risultano infondate,

come
'

il

viaggio

in

Inghilterra
lo

dopo
fu

la

partenza da Francoforte
in

persuaso che
1

Schopp

tratto

inganno da
torci.
I,

"

relazioni

Giordano

Bruno

(Cisalpinische
I.

Blaeiter,

pag.

189):

vedi

il

LAUCKHARDT,
8

Dissertano de
2-9, pagg.
pagg.

Bruno, Halae, 1783.

Op.
Ibid. Ibid.
,

cit.,

parr.
2,

15-29.

*
4

par. parr. par.

15-18.
18-26.

2-8, pagg.
2,
9,
3,

5 >
~

Ibid., Ibid.,

pagg.

18 e

19; par.

4,

pag. 21

par.

5,

pag.

11.

par. par.

pagg. 26-29.
pagg.

Ibid.,

19 e 20; par. 8, pagg. 25 e 26.

XII

Introduzione

vaghe o interessate "', e che potrebbe essere anche imputato


"

di

mala fede o di supina


il

negligenza
:

"

2
,

non

riusc

discernere

vero

dal

falso

ripete
,

che

il

soggiorno

ginevrino era

durato

due anni
4
.

non

crede
alla

invece

ai

dubbi
filosofo

religiosi

che

si

affacciarono per

tempo
il

mente del
noto

domenicano

Ci

nondimeno,
dottrina

Briicker

per

la

scrupolosa e oculata
5
,

nel combattere delle

spudorate menzogne
in cui

e nel determinare

Tanno e
i

il

luogo
fran-

vennero fuori
6
;

le

Ombre
"

delle
,

idee e

poemi

cofortesi

"
7

lodato pe'

profondi
a'

imparziali,

esatti

ampi
la

giudizi

intorno al Calvino e
al

suoi seguaci che

non

perdonarono

Serveto,
intorno
al

al

Simoni

e a

tutt'

dissen-

zienti
le

da
9
,

loro

8
,

rumore che
la

a Parigi levarono
e
di

ardite lezioni di

Pietro de
principi

Rame
ed

Guglielmo

Postel

intorno

a*

tedeschi che non rifiutarono al


ll)
;

Bruno

aiuti,

protezione e onori

tuttora citato pi di

qualunque suo contemporaneo, pi


In
1

di molti storici posteriori.


,

fatti,

il

Moeller l \
par.
3,

il

Libri

12

lo

Schefer

13
,

il

Debs

14
,

Op.

cit.,

pag.

20.

2
3 4 5 6
7

Ibid.,
Ibid.,

par.
par. par. par. par.

6, pag.
2, 2,
5,

24.
18. 16.

pag.

Ibid., Ibid.,

pag.

pagg.

22
24.

e 23.

Ibid.,

6, pag.

BARTHOLMSS, BRUCKER, Op.


Ibidem.
par.
7,

Op.
cit.,

cit.,

tom.
2,

I,

pag.
18.

275.

par.

pag.

10 Ibid.,
11

pagg.

24

e 25.

G. Bruno, sa

vie et ses

doctrines

(Estrat.

della

Retue

generale

de

Bruxelles), Bruxelles,
12 Histoire

1840.
J.

des sciences mathmatiques en Italie, Paris,

Renouard, 1841,

tom. IV, pagg.


13 Goettliche

141-145.

Komoedie
"

in

Rom,

Novelle, Kottbus, 1843. Gustavo


"

Straf-

forello la tradusse per la


1

Biblioteca universale
et placito,

del

Sonzogno, Milano, 1890.

Jordani Bruni Nolani vita

Amiens, Yvest, 1844.

Introduzione

XIII

'

lo
pili

Steffens
di lui

'

il

Falkson

non

svolsero n

precisarono
il

alcun punto
tesi,

della

biografa,

nonostante che
uscito

loro

articolo,

discorso

o romanzo fosse

solo

qualche anno o qualche mese prima del


stiano

1846, quando Crii

Bartholmss cominci a stampare

due

suoi volumi
"

intorno al

Bruno

'.

Erano
"

questi

"

il

prjmo
di

frutto

delle
",

sue fatiche, non che

un primo

saggio
altre

ricerche

le

quali egli sperava di compire

con
il

simili

che

riguar-

dassero non solo

il

Melantone,

Ramo

il

Telesio,

ma
la

anche

Ulrico

de Hutten,

Tomaso Moro, Stefano de


i

Botie, Francesco

Hotmann, Uberto Languet, Giorgio Bufilosofi

chanan e Tomaso Campanella,


politici nella cui storia si

cio e

gli

scrittori

comprende quella
noti
4
.

della Rinascenza

sotto
al

due

aspetti

meno
rara

Se

non

che,

dal

1849

1855

egli
,

con
dell'

competenza

tratt

dello scetticismo

teologico

Accademia

prussiana dal

Leibnitz

allo

Schelling \ delle dottrine religiose della


della
societ

successori di

moderna \ francese a Berlino ne' regni de' primi due v Federico li e il 1856 cess di vivere a
filosofia
;

Strasbourg, nel

cui seminario protestante

aveva

insegnato

per alcuni anni.

Con

molta probabilit fu
il

la

morte immatura a impedirgli


avuto in mente dal

d' effettuare

vasto disegno che aveva

Nachgelassene Schriften, Mit einem

Vorxoorle con

Schelling,

Berlin,

1846, pagg. 41-76.


-

G.

Bruno, Hamburg, Hoffmann und Campe,


cit.,

1846.

Op.
Ibid.,

Prface,
I

tom.

1,

pag.

XV.

4 5
,;

pagg.

II.

Huet, vque d' Avranches,


Histoire crilique de
Histoire crilique des
l'

1849. 1851.
philosophie

Acadmie de Prusse,
religieuses

doclrines

de la

moderne,

1855.
*

Le Grand Beausobre

et

ses

amis,

1854.

XIV
1836 \ nel
potentemente
il

Introduzione

fior

della sua giovinezza, allorch egli

non consi

tava che ventun anno \ Perch certo ch'egli


attirato

sentiva

verso
"

il

secolo

decimosesto

3
;

durante

quale, se nell'Europa,

sconvolta da fiere burrasche, non


di sfidare
1'

pot sorgere nessun


vi

monumento capace

avvenire,

s'incontravano uomini divorati dalla passione di riformare,


di

di abbattere istituzioni eh' essi giudicavano vecchie,

av-

versare metodi e sistemi che ormai sembravano non rispon-

dere punto

a'

bisogni
1'

nuovi.
al

Uomini
pensiero
;

simili

dovevano

di

necessit preferire

azione

erano de' soldati

e non degli accademici, con principii

tali

da produrre
provano
i

eroi

e martiri
scritti

anzich

libri

scuole,

come
atti.

lo

loro

che sono meno opere che


ci che

Per apprezzarli adevollero


loro

guatamente, occorre quindi considerare ci ch'essi


ancor
pi di

fecero

considerare

che,

co'

ardenti voti, con l'esempio della loro agitata e penosa esistenza,


si

resero non poco

utili al

genere umano.

fecondo

non tanto l'ingegno di questi uomini, quanto il carattere che vita che negl'insegnamenti si delinea e si coglie meglio nella
loro
Il " 4
.

Bartholmss fu molto felice nella prima scelta, nell'asil

sumersi
cata,
la

compito di tessere una biografia varia e compli-

nel ritrarre le tendenze pi opposte

che caratterizzano
l'

figura d'

un uomo singolare e insieme danno


"

idea d'un
il

periodo di transizione.

La malinconia

1'

ironia,

mi-

sticismo e lo scetticismo, la gravit delle profonde medita1

Nel
:

1846

(/.

Bruno, tom.
suis

I,

Prface, pag.

I),
";

il

BARTHOLMSS
pi tardi, nel

di-

chiarava

"Je me

propose,

il

y a dix ans...
Telesio.

ma

1849,

non aggiunse che un opuscolo


V 3

latino sul

Nacque

in

una

terra

del

basso Reno, Geisselbronn,


et la

il

1815.

M1LE SA1SSET, Giordano Bruno

philosophie au seizime siede,


juin

in

Reoue des deux mondes, tom. XVIII (15


4

1847), pag.
Il

1084.

Bartholmss,

Op.

dt.,

tom.

1,

Prface, pagg.

III.

Introduzione

XV
incontentabile, un' imlogico e del geo-

zioni e le impazienze d'

una
la

natura

maginazione creatrice e
metra
pi
inflessibile,

dialettica del

un

gusto vivo
la

per

le

astrazioni

un'antipatia non
culto del

meno

viva per

pedanteria,

un fervido

mondo

antico e un'indefessa ricerca di cose nuove,

un umore variabile e un'incrollabile fermezza d'animo sono


de'
tratti

che spiegano
il

il

non piccolo interesse onde


mille casi della
al

si

ac-

compagna
vita,

Nolano
erra
s'

ne'

sua multiforme
di se-

dall' uscita
i

del convento
si

rogo.

Se poi piace

guirne
l'

passi,

con

lui

pe' paesi pi

progrediti del-

Europa; volentieri

adotta un itinerario che permette di


notizie, istruttive circa
usi,

raccogliere in gran copia

costu-

mi, lingue, dottrine, e che introduce in eletti circoli di per-

sonaggi

illustri
i

"

\ che
li

Radunati
scritti

brani autobiografici
il

non mancano
li

negli

bruniani,

Bartholmss

vagli,
la

confront inparte dei

sieme; e venne alla conclusione che


critici

maggior

e degli storici d' allora, schivando la fatica di ricerche e personali,


s'

serie stato
egli

erano

ristretti

a copiare quanto gi era


tra

detto

"

2
.

Non comprese
aver
a

costoro

il

Debs, che
e di
;

lod di non invece

seguito

il

comune
le

andazzo,
del

essersi
tuttavia,

risolto

studiare
di

opere

Nolano
in

ebbe ad appuntarlo
i

non aver tenuto


in

debito
editi,

conto non solo

documenti che
il

quei giorni erano

ma neppure
giusta;

le

attinenze
3
.

cui

esame necessario per un


una
critica
si

lavoro compiuto

Non

fu

questa

sterile

in-

perch

il

Bartholmss medesimo

prefisse di

svol-

gere convenientemente, di chiarire, di vivificare, nel primo


de'

due

suoi volumi,

una

biografia

ch'era

rimasta monca,

Bartholmss, Op.
Ibid., Ibid.,

di.,

tom.

I,

Prface, pagg.

HI e IV.

2
3

pagg.
pag.

XII e XIII.
315,
n.

2.

XVI
sconnessa e inefficace
;

Introduzione

e crede di
a'

riuscirvi,

considerando
l
.

Giordano
la

rispetto al

tempo e

luoghi in cui visse

Con
2
,

padronanza che aveva delle lingue antiche e moderne


la

con

molta e profonda dottrina \ con


4
,

la

mente acuta e
precisi

geniale

se per l'assoluta
le

mancanza

di dati

non
l'in-

pot punto dissipare

tenebre ond' erano circondate


viaggi e su'

fanzia e la giovinezza del Bruno, su'


in

soggiorni

Francia, in Inghilterra e in

Germania dett
ed
si

capitoli
,
i

pre-

gevoli

per

sapienza,

originalit

eleganza

quali,

settantaquattro

anni

di

distanza,
b
.

continuano

leggere

non senza piacere e


Il

profitto

Bruno rappresenta, secondo

il

biografo

francese,

1'

in-

trepido campione d'un numeroso gruppo di scrittori e pensatori

che

lottarono e

soffrirono

assai

per

l'

affrancamento

dell'intelletto

e per la diffusione del sapere


la

ed insieme
offra

uno de' pi cospicui esempi che

Rinascenza
il

della

prodigiosa universalit dell' ingegno italiano,


varsi alle meditazioni filosofiche

quale sa elepoetiche,
la

come
e
il

alle creazioni

sa abilmente trattare

1'

analisi
il

calcolo

come

politica
il

e l'eloquenza
belle

7
.

Anzi,

Bartholmss convinto che


di gran lunga
i

ri-

domenicano sorpassa

difensori

che

lo

E. N.,
et

La
Paris,

vie

de J. Bruno,

in

Bibliothque

universelle
sr.,
II

de

Genve,
tom. IV,

Genve
pag.
2
''>

Chez

Joel Cherbuliez,

1847, IV

an.,

318.

SA1SSET,
Ibidem.
Ibid.,

Artic.

cit.,

pag.

1084.

pag.

1085.
cit.,

5
fJ

E. N., Artic.

pagg. 311

300.
in

GEORGES LaFAYE,
la juillet

G.

Bruno,

Revue

in'ternationale de

l'ensei-

gnement publie par


1889, tom. XVIII,

Socit de l'enseignement suprieur, Paris,

A.

Colin,

decembre 1889, pag. 540;

GIOVANNI GENTILE,

G. .Bruno nella storia della cultura, Palermo, R. Sandron, 1907, pag. 131.
7

Bartholmss, Op.

cit.,

tom.

I,

Prface, pagg.

e VI.

Introduzione

XVII
credendo
del

spirito

umano rinvenne
pi
di
tutt'
i

nel secolo decimosesto; che,

molto

suoi contemporanei

alla

potenza

pensiero,

propugnando
per questi un

l'indipendenza degli studi naturali,

rivendica
speciale \

impero a
si

parte,

una

legislazione

N
:

il

Bartholmss
i

lasciato vincere dalla teni

tazione di esagerare

meriti e di tacere o diminuire


protesta che offre

torti

del suo eroe


libro di
vittima,

con ogni energia

non un

circostanza o di polemica, non un panegirico della

ma
la

scrive

per omaggio alla storia che


"
2
.

avanti tutto
chiarisce
fatte

esige precisione, interezza e verit


qui,
"

Perch,
delle

egli

nostra curiosit,
secoli,

in

grazia
la

esperienze

durante
a

tre

tale

che

storia

deve ormai
ricorda,

parlarci

nome
d'

delle cose

e degli

uomini

che

non per

utile

una

setta

o d' un partito; non solo vogliamo sapere

a che cosa le condizioni


virci,

morali del passato potrebbero ser-

ma anche

ci
la al
lei,

eh' esse furono in se e per se stesse.


giustizia

Noi vogliamo che

regni
fin

nella

scienza
s'

storica
si

come

nello Stato,

punto che
o,

la
si

libert

inchini e

abbassi avanti a

piuttosto,

confonda col

diritto

comune

e con la verit.

La

franchezza, l'imparzialit e anche


si

quell' eccesso di

equit

che

chiama indulgenza, sono


la

le

doti di cui oggi ha

stretta

necessit

dottrina,

per poter

contribuire alla pacificazione, all'amnistia che desiderano tutte


le

scuole di qualche credito, amanti


n

del progresso e della

umanit
11

\
rimase

Bartholmss

pienamente sodisfatto
1'

dell'

opera

cui aveva atteso con tutto

entusiasmo e

il

vigore de' suoi


la

pi verdi anni prova, non

tem che

chiunque avesse ritentato

sarebbe stato meglio


VI

ricompensato delle molte

Op.
Ibid.,

c/7.,

tom.

I,

Prface,

pagg.

VII.

pagg.
pag.

Vili e

IX;

liv.

VII. pag.

309.

Ibid.,

309.

XVIII

Introduzione

e noiose fatiche ch'egli sopport


e in Isvizzera la critica smise
da' primi giorni accolse con
zioni
"
i

l
.

dire
lui
i

il

vero, in Francia

con
"

modi
"

arcigni,

fin

le

pi lusinghiere approvapieni di sapere


letti

due bei volumi


"
3
,

2
,

giudicandoli

e di merito

degni d' essere studiati piuttosto che


fornivano una
"

come
tutto
i

quelli

che
"

vita
5
;

assai

ampia e del
messa a

compiuta

del famoso novatore

e per giustificarne
lavoro,

difetti,

avverti

che

"

1*

estensione

del
si

confronto con l'incertezza che a volte

verifica ne' risultati,


la

dimostra soltanto

la

povert de' fonti e

scarsezza delle

prove

"

6
.

il

dotto professore strasburghese venne

meno

onorato

in

Italia,

dove
7
;

gi

godeva l'amicizia e
il

la

stima di

Terenzio Mamiani

perch

Berti,

quello stesso che coi


tuttavia per
n
il

suoi libri lo cacci di nido, lo tenne

pi
:

insigne fra
"

biografi

"

del Bruno, dichiarando francamente

Dopo

il

lavoro del Bartholmss non


i
il

avremmo messo mano


l'argomento da
fi-

al

nostro scritto, se

documenti veneti non ce ne avessero


Bartholmss
8
.

fatto

obbligo; che

tratt

losofo e

da uomo

versatissimo nella storia della filosofia e


"

delle lettere italiane

Domenico

Berti,
a

nato
il

Cumiana
22

il

dicembre del
da
umile

1820 e morto

Roma
I,

aprile del

1897,

Op.

cit.,

tom.

Prface, pag. XIII.


pag. 293, n.
pag.
i

2
'

E. N., Artic.

cit.,

1.

SA1SSET,

Artic.

cit.,

084.

E. N., Artic.

cit.,

pag. 318.
pag.

5
fi

SAlSSET,

Artic.
cit

cit.,
,

1086.

E. N., Artic.

pag. 311.

Lo

ricorda con compiacimento lui stesso:

Op.

cit.,

tom.

I,

pag.

311.

Vita di G.
;

Bruno da Nola, Torino, G. B.


vita
e

Paravia,

1868,

pagg.

321

G. Bruno da Nola, sua


:

sua dottrina, Torino, G. B.


1*

Pa-

ravia,

1889, pagg. 6 e 355


1'

questa indicher nelle citazioni con


1
,

esponente

2 e quella con

esponente

per brevit.

Introduzione

XIX
a*

stato riusc
sociali:

col suo ingegno

ad elevarsi

pi
il

alti

gradi

rappresent per ben quarantasette

anni

collegio

di

Savigliano alle
il

volte ministro e

Camere subalpina e italiana, divenne due 889 successe a Cesare Correnti come
1

primo segretario dell'Ordine mauriziano. Appartenendo


l'eletta

al-

schiera che nel secolo scorso fu pi numerosa


il

nel

Piemonte e vant
egli

Gioberti,

il

Balbo

il

D' Azeglio,
pubblici

seppe congiungere
il

alla sapiente

trattazione de'

negozi

culto degli studi pi severi.


universitaria,

Meritata
filosofia

il

1852 una
poi
storia

cattedra
filosofia

insegn

prima
e dal

morale,

della storia a Torino,


;

1872, a

Roma,

della filosofia

ma

dall'

insegnamento
gli

non ottenne

tutta la

riputazione che guadagn con

scritti.

Sebbene
nazione
e aborri
si

cattolico e credente,

anzi con una

certa incli-

al

misticismo

il

Berti profess la fede con libert


qualsiasi coartazione.

qualsiasi

finzione,

Cosi forse

spiega
la

che,

malgrado

delle

opinioni
tutt'
i

ortodosse, non
gli

nascose
i

propria simpatia con


;

ribelli,

eretici,

perseguitati

si

spiega

anche che tenne

in

assai

conto

la

Rinascenza, verso cui era pure mosso da un


l'

sincero e

caldo amore di patria, sembrandogli


dida,
lettere,
le

et nostra pi splen-

sia sia

per per

la
il

perfezione

raggiunta

dalle arti e
si

dalle

nuovo
s'

cammino

per cui

erano messe

scienze.

Pertanto

indugi molto e con palese compia-

cenza su questo

glorioso

periodo di

rinnovamento

lo

CARLO CANTONI
giugno

(In memoria,

Scritti -vari,

Commemorazione
Pavia,
in

letta

il

26

1898
il

nell'

Accademia
"

reale

di

Torino,

Successori

Bizzoni,
alcuni

1908, pag. 323) ricorda che


Berti

per celia,

ma sempre

senso buono,

chiamavano

fra

Domenico";
il

e aggiunge:

"anzi

sembra
alla

che di questa sua naturale inclinazione desse qualche indizio anche


mera, poich
stima,
si

Ca-

narra che

il

Cavour,
nell'

quale di

lui

pur faceva una grande


:

esclamasse un giorno
I

udire

un

suo

discorso

Ma

qui

si

fa

la

predica

".

XX

In t rodiuzione

prese a studiare ne' maggiori rappresentanti, sotto


storico pili
liari

l'aspetto

che sotto
tendenze e

il

filosofico,

in

conformit

delle

pecu-

sue

attitudini

di cultura.
le dottrine

Rivoltosi quindi
di

non tanto a penetrare ed esporre


pensatori
essi
,

que' celebri

quanto
ne'

a mostrare
loro

il

posto e Y importanza che

ebbero

tempi
i

volendo

dettarne

1'

intera
il

vita o

esplicare di essa

punti pi controversi e oscuri,

Berti aliment
"

nel proprio
"
l
.

animo,

come dice
farei
"

lui

stesso,
scri-

una vera passione


al la

Per avere nuovi documenti,


"

veva
per

comm. Gorresio,

non so cosa

2
;

ed

egli

non piccola fama e condizione acquistata ebbe,


il

bi-

sogna aggiungere,
senza gravi

modo
e
al
li

di

procurarseli

da

ogni

luogo

difficolt;

fece argomento di numerosi lavori


3
.

pubblicati dal

1859

1889

CANTONI, Commemorazione
Ibidem.

cit.,

pag.

325.

2
3

Ricorderemo

Cenni

documenti
1859,

inediti

intorno a Giovanni Pico della

Mirandola (Torino,
coli

Cerutti,

estr.

dalla

Rivista

contemporanea);

arti-

o monografie su

La

venuta di Galileo Galilei a Padova e l'invenzione

del

telescopio (in Atti del

R.

Istituto

veneto del

1871),

sulla

Storia dei

manoscritti galileiani della Biblioteca

nazionale di Firenze e
Galileo (in
e
il

indicazioni di

parecchi

codici e libri

postillati

da

Atti

dell'

Accademia dei
Galileo (in

Lincei del

1876), su

La

critica
sugli

moderna

processo

contro

Nuova

antologia del

1876),

Antecedenti al processo galileiano e alla


>

condanna della

dottrina copernicana

Roma,
(Roma,

Salviucci,

882), non

che

//

processo originale di Galileo


scorso
circa
il

Galilei

Cotta e

C,

1876)

un

di-

Copernico e

le

vicende del sistema copernicano in Italia nella


del decimosettimo

seconda met del secolo

decimosesto e nella prima met


in

(Roma, G. B. Paravia, 1876); opuscoli


e

proposito

Di

Cesare Cremonino

della sua

controversia con la Inquisizione di

Padova

e di

Roma (Roma,
Nuova

Salviucci,

1878) e Di Giovanni

Valdes
1

e
;

di taluni suoi

discepoli secondo

nuovi documenti (Roma,


antologia del

Salviucci,
lettere

878

La

vita

e le opere (in
i

1878), Le

(Roma,

Salviucci,

1878) e

Nuovi docu-

menti
il

campanelliani

(Roma, 1881);

e oltre a tutto ci,

quel che riguarda

Bruno.

Introduzione

XXI
il

"

Fin dalla prima giovent

n
,

ricordava

Berti,

"

la

narrazione dell' atteggiamento di Giordano Bruno davanti


giudici desto in

ai

me

grande ammirazione; e

fin

dalla prima

giovent m' invaghii della sua fsonomia che mi venne fatta

per

la

prima volta

conoscere
egli
n

da
senti

Luigi

Ornato

"

l
.

Col
2
;

trascorrere del

tempo
pochi,

non

scemare,

senti invece
"

accrescere l'efficacia di
riflettendo
l'

queste prime impressioni


paesi
n

che
d'

pochissimi
"

possono

offrirci

esempio
(a

un uomo

di

cai,

mentre non pass inavstupiva


"

vertita

novit della filosofia

",

sempre pi

la

straordinaria grandezza del carattere

\ cominci ad accarez-

zare

il

disegno di

scriverne la fortunosa vita prima ancora


gli

che copiosi e pellegrini documenti

venissero nelle mani

Nell'autunno del

1858,
n
,

"

guimento del disegno

si

come primo principio dell'ese5 " per pigliare rec a Venezia


,

notizia del processo bruniano

"

e delle altre carte che vi


riferito

si
'.

ritrovavano

",

per quanto

gli

aveva

Cesare Foucard
il

Pur troppo, com'era


vano

stato

prevenuto, egli non ebbe


segreti
;

per-

messo di penetrare negli archivi


gli

dove
n

si

conserva-

atti

de' Savi sopra

l'

eresia

dolente dell' acpi


propizia ocgli si
1

caduto,

riparti,
la

fermo per di ritentare


n

in

casione

prova
n

s
.

Se non che,

l'occasione
;

offerse
egli

spontanea

quando meno credeva


ricevere in

perch nel

862

ebbe
1

il

piacere di

dono una
italiana

copia della

pre-

Discorso sopra G.
a.
I,

Bruno,
I,

in

Rivista
aprile

di filosofia,

diretta

da

Luigi Ferri,
'-'

voi.

marzo e

dei

1886, pag.

106.

IbiJ.,

pag.
,

107.

3
4

Vita"1

Proemio, pagg. VI e V.

Discorso sopra

G. Bruno, pag.

107.

5 6
"

Ibidem.
Vita
1 ,

Avvertenza, pagg.
pag.
19.

18 e

19.

Ibid.,
8

Ibidem

XXII
ziosa scrittura
Berti aveva
1'
l
.

Introduzione

Uniti

posti

in ordine

documenti,
"

il

abitudine singolare di lasciarli


altri "
2
;

giacere, colla

speranza di metterne insieme


suo
solito,

ma
e
il

allora,

contro

il

cominci a lavorare senza indugio e con fervore,


1867,
tra
il

di guisa che nel

febbraio
la

dicembre, pubbruniana in set3


;

blic nella
te

Nuova
di
"

antologia

biografia

puntate

due

o tre capitoli
aggiunte
"

per
4

volta

quali,

arricchiti di

notevoli

anche

delle
D
,

note

ch'erano state tralasciate per l'indole della


1'

rivista

furono
(>

anno appresso ristampati


11

in

un volume da G. B. Paravia
lo
7
;

Berti dal
"

868

in poi,
"

attestano conoscenti e amici

suoi,

non ebbe requie

perch era

in obbligo,
"
l'

come
"

aveva espressamente promesso, di donare


l'

esposizione e

esame

della dottrina
"

"

del Nolano, e ancor pi era


difficolt incontrate

de-

sideroso

di spianare le
s
.

nel racconto
il

della vita di lui


n

Com' ebbe da un valentuomo,


documenti
circa
la

1870,
"

nuovi e importanti

prigionia

nelle

Vita 1

Avvertenza, pag.

19.

Vedi, per maggiori

particolari,

la

Notizia

premessa
2

a'

Documenti
al

veneti.

Lo

confessava
cit.,

Gorresio,

come informa

il

CANTONI

nella

Commemomarzo
VII
il

razione
3
111
cit.,

pag.

325.
i

Nel febbraio
e
il

capp.

II

(voi.

IV, pagg. 209-238),


il

nel

IV

(voi.

cit.,

pagg. 437-453), nell'aprile


1*

V,

il

VI

il

(voi.

pagg. 648-670), nel giugno


il

Vili e
(voi.

il

IX

(voi.

V,

pagg.

297-327),
il

nel settembre

X.
il

1*

XI

il

XII
cit.,

VI, pagg. 83-100), nell'ottobre


nel

XIII,
(voi.
4

il

XIV

XV

(voi.

pagg. 267-291),

dicembre

il

XVI

cit.,

pagg.

681-711).
1

Vita*,

Introduzione, pag.
n

5
1'

Tuttavia, senza
:

moltiplicarle oltre

il

conveniente

",

com'egli dice nel-

Avvertenza
6
7

Vita*,

pag.

20.

Vita'.

COSTANZO RlNAUDO,
a.

nella

recensione della Vita 1

in

Rivista storica
pag.

italiana,
8

VI,

voi.

VI,

fascic.

4, ottobre-dicembre del

1889,
1.

768.

VitaS,

Avvertenza, pag. 20;

Vita 2

Introduzione, pag.

Introduzione

XXI II
egli
al
si

carceri del Santo Uffizio


derli

romano \

affrett

a rnlesse
il

noti

nel

discorso che intorno


il

Copernico
la

1873 e stamp
arrise

1876 \ Se non
in

che,

sorte

non

gli

ugualmente
J
,

appresso

le

ricerche iniziate

da un
suc-

suo amico in Isvizzera non


cesso

furono coronate da buon

come

a nulla

avevano

approdato quelle tentate a


dall'

Venezia dal cav. Emanuele Cicogna e


pe Valentinelli
',

abate GiusepPont,

e a Tolosa dall'emerito bibliotecario

che n'era stato pregato da un suo collega dell'Universitaria

di Torino,
gli

il

Gorresio \ Disperando ormai di appurare


di

quanto
chivi di

premeva, e

aver
citt

tempo per
straniere,

visitare

gli

aralla

Oxford e
;

di altre

mise

mano

seconda edizione
n

ma non

potendola
in
",

compire a causa dei


era

molti e gravi negozi pubblici

cui
nel

occupato,

egli,

per riparare a questo indugio


si

1880 pubblic quel


dati

che

era scoperto in un opuscolo che, tirato in pochi esemsfuggi a molti


6
.

plari,

documenti tedeschi e svizzera

alla

luce rispettivamente da Cristoforo Sigwart nel


',

1881

da Teofilo Dufour nel 1884


a parlarne onorevolmente nel

indussero

il

Berti

non solo
il

discorso che pronunzi

21

Vita 2

Introduzione, pag.
se

I.

Quivi dice:

"

Essendomi
n.
1,

nel

1870 pervei

nuti...";

ma
la

ne scorda, perch a pag. 310,


gli

afferma che

sullodati

documenti non
2
8
4
si

furono "noti che nel


a'
a'
,

1873

".

Vedi Vedi
Vila
{
,

Notizia premessa Notizia premessa

Documenti romani.
Documenti
pag.
ginevrini.
n.

la

pag.

72,

n.

3;

Vita 1

61,

4; nel quale

ultimo

luogo

storpia
: >

il

nome

del bibliotecario della Marciana.

Vita\ pag.
Vita-,
1'

113,

n.

Vita-,

pagg.
I;

110 e MI,

n.

3.

'

Introduzione, pagg. 17 e
:

Discorso sopra G. Bruno, pag.

108.
Sal-

Intitol

opuscolo

Documenti

intorno a

G. Bruno da Nola,

Roma,

viucci,
'

880.
le

Vedi

Notizie

premesse

a'

Documenti

ginevrini e a'

Documenti

te-

deschi.

XXIV
febbraio del

Introduzione

1886

nell'aula

magna

del Collegio romano \


il

ma anche
terrotto,

a riprendere e condurre a termine


il

lavoro in-

che
2
.

1889 venne impresso

co' tipi

medesimi del

Paravia

A'
le
lari

lettori

il

Berti dichiara di avere

"

notabilmente cor-

retto e

ampliato questo scritto senza mutarne ed emendarne


"
3
:

opinioni

in

esso tenta

di cogliere
4
,

le

idee

partico-

ed

essenziali del

Bruno

arreca

le

modificazioni
svizzeri.

suggeritegli da'
rettifica
la

documenti romani, tedeschi e

Cosi

cronologia in parecchi punti,


Bruno.
ripeterlo, tutte le

fissando definitiva-

Discorso sopra G.

Sono
Il

queste,

non superfluo

opere del Berti intorno

al

Nolano.

RlNAUDO GRAZIANO {Saggio


1900, pag.

(Arlic. cit., pag.


di
bibliografia

768)

e, forse

seguendo
1

lui,

GIUSEPPE
Brignolo,
discepoli
essi

bruniana,

Asti,
e

ipograna
suoi

11) ricordano anche:


tolti

Di G. Bruno

di taluni

secondo nuovi documenti

dall' Archivio
titolo
:

veneto,

Roma, 1878; ma
pi

ricordano male lo scritto che ha per


discepoli ecc.
.

Di G. Valdes
due
e

e di taluni suoi

Lo

pense italienne au

CHARBONNEL poi ne' XVI f siede, pag. QQ,


Paris,
il

suoi

libri

recenti

(La
et
1

L'thique de G. Bruno

le
1

deuxieme dialogue du Spaccio,


attribuisce al

Edouard Champion,

1919, pag.

Berti //

Bruno

Rinascimento, cio una rassegna che G.

M.

D.
per

inser
la

nella

Nuova
il

antologia (voi.

XXIV,
Che
il

ser.

Ili,

16 novembre

1889)

ristampa che

Berti apprest della


lavori.

Vita e che Io Charbonnel mostr


professore
del Liceo di

d'ignorare nel primo de' suoi

Saint-

Etienne
nel
a.

sia

un bibliografo poco
bibliografico del

esatto, lo rileva

anche
della
3,

FERDINANDO NERI
letteratura

Bollettino

Giornale

storico

italiana,

XXXVIII
a 4

(1920),

voi.

LXXV,

fascicc.

2 e

pag. 288, n. 4.

Vita 2
Ibid.,

Proemio, pag. VII.


Introduzione, pag. 21. Egli afferma, vero,
n
;

di

aver "aggiunto
;

la

esposizione della dottrina

ma
n.

lui stesso

il

primo a dubitarne

perch
in

in

un

altro

punto (pag. 335,

1)

promette un

"secondo

volume...,
quella

cui alla esposizione della filosofia


principali
il

del
".

Bruno

si

accompagner volume

dei

pensatori...

contemporanei
cit.,
"

Perch questo

non
il

uscito,
in

LAFAYE
il

(Arlic.

pag.

540)

ha ragione di sostenere che


et

tomo

cui

Bartholmss d

un examen des ouvrages de Bruno


".

de son systme

philosophique, n'a pas t dpass

Introduzione

XXV
e
,

mente
nel

verso
"

il

fine

del

1578

"

non
nel
1

"

verso

il

finire

1576
1581

la

partenza dall'Italia

579
2
,

piuttosto che
il

nel
il

1577 l'anno del soggiorno


in

ginevrino
il

tra le

1579 e
1583,

vece che

tra

il
{

1577 e
,

1579
della
il

peregrinaal

zioni a

Lione e a Tolosa
1581
al
4
.

non
la

pi dal

1579

ma
vita

bens dal

1583

durata

prima dimora
racconto della
del Calvino
si
1

a Parigi
di

Inoltre.,

egli

ripete alla lettera


a'

Giordano

in

mezzo
in

correligionari

',

per con alcune pagine


processo che
stiga
l'

pi,
l'

quelle dove

tocca del
"
;

si

svolse durante
la
'

agosto del

579

inve-

le

ragioni e

data della fuga di Francoforte e del;

andata a Zurigo

in

ultimo, allorch

piglia a

discorrere

della lunga

prigionia di

Roma

e del supplizio

feroce

di

Campo
tro

de' Fiori, distribuisce la materia d'uno in

ben quat-

capitoli

la

parte in cui
i

le

due edizioni sono meno


l'autore

conformi, tanti sono

luoghi ne' quali


,

aggiunge

scende a

particolari

10

scorcia

o semplicemente muta

'-.

Nel ventesimo capitolo


menzione degli
rano del Bruno,
Vita-, pag.

della ristampa fa per la prima volta


italiani

scrittori

e
lo

stranieri

che
egli

s'

occupa-

formando per
Vita',
,

pi,

com'

per altro

65

pag. pag.

76.

2
:

Vita1
Vita 1

pag.
pag.

105; Vita 1 116;

97. 117.

Vita',

pag.

* >

Vita',
Vita',

pag.

119;

Vita*, pagg.

117

e
,

158.
pagg.

pagg.
pagg.

97 102, 102-108;
95-98,
105.
,

Vita 1

90-95,

99-105.

6
<

Vita-,

Vita', pag.

Vita

cap.

239; XVI,

Vita 1
pagg.

pagg.

253-256.
;

268-312

Vita 1

capp.

XVI-X1X,

pag-. 286-

345.
Ufo*, pa|. 274, 292. 296;
">
li

Vita 1

pagg.

292, 310-325,
pagg.

329-331.

Vita 1

pagg. pagg.

280
277
,

e e

281, 283-286;

Vita 1

296

e 297,

300-302.

Vita',

278. 290 e 291. 292-295, 305 e 306, 307 e 308,

308

309;

Vita 1

pagg. 295,

306

307, 326 e 327, 340 e 342.


e

Vita',

pag.

279;

Vita 1

pagg.

295

296.

XXVI
ammette, un elenco
l
.

Inlrouzione

frettoloso,

non una minuta rassegna che

possa ragguagliarci della

fortuna letteraria del celebre

DoItalia

menicano

Pubblicando

la

biografia del
lui
",
"
il

Bruno,
Berti,

"

quando

in

ben poco
di s,
larghi
Il

si

sapeva di

pienamente sodisfatto
suo scritto furono
"
2
.

pot verificare che


di approvazione

al

laborioso

uomini autorevoli e competenti


e nel
la

libro era
i

appena
pregi,

uscito,

1869 Augusto
precisione:
d'

Conti

ne

segnalava
" si

segnatamente
si

un

uomo

avventuroso e

sventurato e tanto singolare discorsero

molti;

ma
gli

il

Berti che

non

scrive per

gusto
fatti

di

ripetere,

super

altri

molto in accuratezza di

e di loro cir-

costanze, o in meglio determinare luoghi e date, ragioni ed

occasioni

" 3.

Anche Bertrando Spaventa


ingegno
i

fece, tre anni dopo,


lui,

"i pi sinceri complimenti all'autore", perch l'arte di


"

se

non
"

l'

del

pari,

molta e

fina

"
;

ed era

certo

che

tutti

dotti e
in

letterati

avrebbero lodato grandeil

mente e meritamente

cuor loro

Berti

delle
",

sue
"

sco-

perte biografiche che sono davvero pregevoli


la

avendo
Col

con
esi-

guida de* documenti riempito

tutte

le

lacune
"
4
.

che

stevano nella notizia della vita del Bruno

filosofo

abruzzese consenti un suo amico e collega, Francesco Fiorentino \


il

quale nel
le

1874 disse:

"

Il

Berti

con diligenza

ha raccolto

notizie finora ignorate

del

processo veneto,
del nascimento,
il

e parecchie altre

concernenti
i

la

data

nome
1

de' genitori,
cap.

viaggi,

le

dimore
pag.

dell' infortunato

filo-

Vita 2
Ibid.,

XX,

pagg.
1.

346-359;

346.

2
'''

Proemio, pag.

Archivio storico italiano,


Vita di G.
I,

ser.

Ili,

tom. IX, part.

I,

pag.

179.
lettere,

Bruno,

in

Giornale napoletano di filosofia e


1

voi.

I,

fascio.
5
II

gennaio del

1872, pagg.
,

7.

BERTI

{Vita 1
"

Introduzione, pag. 20)

confonde

le

patrie

de'

due

amici,

chiamando

filosofo

abbruzzese

"

il

Fiorentino.

Introduzione

XXVII

sofo;

e tra poco pubblicher quelle che riguardano V ultimo

processo di

Roma,

e descriver quella lunga prigionia che


.

riusc alla funesta

tragedia...

Noi siamo

certi

che

il

chiaro

scrittore

non lascer nulla a desiderare, e


tutto
i

perci passiamo
n

sotto

silenzio

ci

che spetta

alla

biografia

\ Per
l'

ricordare soltanto

pi noti,
"

Cristoforo
"

Sigwart ebbe

o-

pera del Berti per


vanni

assai

degna

\
n

Vincenzo
i

di

Gion

per

"
1*

grave e tutta fondata sopra

documenti
n
.

Enrico de
per
n

Epinois per

"

dottissima

*,

Marco Monnier

un lavoro di prima mano e di primo ordine


edizione

La seconda
di

venne accolta ancor pi favorevol-

mente. Luigi Ferri crede bene di mostrare come fosse stato


molto
migliorato
il

libro

ch'era gi
lo

"

noto

non solo a
filosofia

coloro

che coltivano
sua stona,
in

specialmente

studio della
s'

e della
studi

ma

altres

quanti

interessano

agli
"
.

storici

generale
il

e alla

letteratura
"

nazionale

Secondo Nerio Malvezzi,


parte
a resuscitare
diligenti ricerche

Berti contribu
;

per moltissima

Giordano Bruno

e
...

si

ciment nelle sue


colla nobile

per

amore del
storici su

vero,

pas-

$.

Telesio,

ossia Studi

l'idea della natura nel risorgimento


voi.
II,

italiano,
-

Firenze,

Successori

Le Monnier, 1872-1874,
in

pagg. 41 e 42.

G. Bruno Cor
i.

dem
B.,

Inquisitionsgericht,
J.

Kleine Schriftcn,

Zweite

Ausgabe, Freiburg
B

C. B. Mohr,

1889, pag. 49.


Palermo, Tipografia di F. Bar-

G.

Bruno

le

fonti delle sue

dottrine,

ravecchia,
4

1888, pag. 2.
les

/.

Bruno d'apres

nouoeaux documenls
a.

et

les

rcentes publications,
(l
r

in

Reuue
182.

des questions historiques,

XXII, tom. XLII

juillet

1887j,

pag.
'

G. Bruno
lll

et ses derniers

biographes, in Bibliotheque unioerselle et revue

suisse,

per.,

di

Francesco

XXIV, nuram. 71 e 72. Cito dalla traduzione italiana Giancola, MONNIER-DUFOUR. Giordano Bruno, Roma, Titom.

pografia
''

Nazionale,
Berti,
II

1885, pag.

14.
in

D.
II,

G.

Bruno da Nola,

Rivista italiana di filosofia,

a.

IV,

voi.

semestre del

1889, novembre e dicembre, pag. 300.

XXVIII

Introduzione

sione di prestare nuovi lumi alla storia del pensiero filosofico


italiano
"
'.

Al Cantoni sembr

"

la

migliore pubblicazione
"
;

che
era

il

Berti avesse fatto sui filosofi del rinascimento

perch
al

un lavoro compiuto quanto


ai
;

alla

vita
al

del

filosofo,

suo carattere,
nella storia
le
i

tempi

in cui

visse

ed
il

posto che occupa


"

"

perch Y autore segui


della
la

Nolano

in

tutte
tutti

peripezie

sua

vita

fortunosa,
"
2
.

compulsando

documenti che

riguardavano

pari e maggiori lodi furono al lavoro del Berti tributate


scrittore

da uno

della NuoVti Antologia


altro all'esagerazione,

e dal

Rinaudo

4
.

Questi giunse per


il

e fu ingiusto verso
il

Bartholmss,

al

quale, pi che a chiunque, spetta

merito

di avere per l'appunto scelto la trattazione adottata poi dal

Berti;

e che con pochissimi

documenti seppe formare una

lunga e dotta narrazione confermata in parecchi punti dalle

prove
restava

venute posteriormente
sotto
l'

alla

luce

Ma

il

Rinaudo
due
se-

impressione
Italia.

di

quel

che allora accadeva,


di quasi
il il

principalmente in
coli,
1'

Dove, nel periodo


il

si

erano occupati del Nolano


il

Toppi,
Maffei,

Nicodemo,
Quadrio,
il

Haym,
il

Chioccarelli,

il

Tutini,

il

Taf uri,
e

Mazzuchelli e
;

altri

eruditi minori; poi,


il

Girolamo

Tiraboschi
il

ancora,

il

Capasso,

Barbieri,

il

Buonafede

Colangelo, quelli cio che vollero studiare, pur troppo

Pensieri intorno al libro di

D.

Berli

"

G. Bruno da Nola

",

Bologna,

Tipografia Fava e Garagnani,


2

1889, pag. 8.

Commemorazione

cit.,

pag.
e
il

325.

G. M. D., G^ Bruno

rinascimento studiati da

D.

Berti, in ser.
nella pag.

Ili,

voi.
la

XXIV
2.

(16 novembre 1889), pagg. 332 e 333. Vedi,

XXIV,

n. 4
5

Artic.

cit.,

pagg.

775
cit.,

776.

MONNIER, Op.
IX.

pag.

13;

I.

FRITH, Life

of

Giordano Bruno

the Nolan revised by prof. Moritz Carriere, London, Trubner

&

Co., 1887.

pag.

Introduzione

XXIX
della
in
filosofia

senza nessuna competenza, lo svolgimento


della

matematica, o
fine,

la
il

storia

di

coloro che
il

esse
il

si

seil

gnalarono; in

Remondini,

Giannone,

Botta,

Lomonaco
titoli

il

Cantu.

Ma
il

se n'erano occupati per incidenza

e fugacemente, citando,

pi delle volte non bene, alcuni


l

delle opere bruniane


notizie

racimolando, senza vagliarle,

le

scarsissime

della vita
2
;

che

rinvennero in questo o
!

quel

libro

straniero

derivando particolari

fantastici
4

e
;

spacciando asserzioni gratuite ch'ebbero

un lungo credito
".

pronunziando
1

giudizi

leggieri

iniqui

Vero

che

il

N. TOPPI, Biblioteca napoletana ed apparato agli


di

uomini

illustri
;

in

A. Bulifon, 1678, pag. 151 L, NlCODEMO, Addizioni copiose alla Biblioteca napoletana dtl Toppi, Napoli, S. Castaldo, 1683, pag. 90; B. CHIOCCARELLI, De illustribus scriptoribus regni neapolitani, Ms. della Nazionale di Napoli, XIV. A. 28., ce. 4 v e 5 F. S. MAFFEl, Osservazioni letterarie che possono servir di continuazione al Giornale de' letterali d'Italia, Verona, Stamperia del Seminario, 1738, tom. Il, pag. 171 G. M. MAZZUCHELL1, Scrittori
lettere

Napoli

del Regno,

Napoli,

d' Italia,
-

Brescia,

G. B.

Bossini,

1763,

voi.

Il,

part.

IV, pag. 2189.


Napoli, Stamperia
Storia della
pag.

G.

S.

REMONDINI, Della Nolana


Ili,

ecclesiastica storia,

Simoniana, 1747- 1757. tom.


letteratura italiana,
segg.; F.
gia,

pagg.

272

e 273;

G.TlRABOSCHl,
part.
I,

Napoli,

G.

viuccis,

1781, tom. VII,

LOMONACO,
II,

Vite degli eccellenti Italiani, Lugano, Tipografia

374 e Rug-

1836, tom.

pagg.

12-37; C.

CANTO,
Ili,

Gli eretici d' Italia, Torino,

Unione
:{

tipografico-editrice,

1866,

voi.

disc.

XLII, pagg. 54-56, 60-63.


in

C. TUT1N1, Ms. della Brancacciana pubblicato da B. Croce


voi.

Napoli

nobilissima,
4

VII, pag.

124.

N.

pag. F.

147;

HAYM, Biblioteca italiana, Venezia, A. S. QUADRIO, Della storia e ragione


1744,
Istoria
Ili,

Geremia,

736,
pag.

part. Ili,

d'ogni
I.

poesia,
3,

Milano,

Agnelli,

voi.

Ili,

part.

II,

lib.

II,

dist.

cap.

89; G.
Severini,

B.

TAFURI,
'

degli scrittori del regno

di

Napoli, Napoli,

1755, tom.
I.

part.

IV, pagg. 204-218.


Historiae

B.
lib.

CAPASSI

philosophiae

synopsis,

Napoli,

F.

Mosca,
isteriche

1728,

IV, cap. 9, pagg. 377 e

378; M. BARBIERI, Notizie


Della restaurazione
I,

de' matematici e filosofi del regno di Napoli, Napoli, V. Mazzola Vocola,

1778, pagg. 205 e 206; A.


losofia,

BUONAFEDE,
1788.
di
voi.

della fi-

Napoli,
Istoria

G. M.
civile

Porcelli,

pagg.

218-229; P. GlAN1

NONE,

del

regno

Napoli,

Palmyra,

763,

tom.

IV,

XXX
Tiraboschi, tra
il

Introduzione

1770 e

il

1780, aveva confessato:


al

"

in

molte cose della vita del Bruno siamo tuttora


io

buio

n
tal

posso sperare di dissipar

tali
l'

tenebre,

perciocch a

fine
si

sarebbe d' uopo

1'

averne

opere

tutte,

e queste sono

rare che

anche
prive
"

le
l
.

pi copiose

biblioteche ne

sono co-

munemente
trate

Trascorse un intero secolo prima che


tolte

sembrassero generalmente
dal grave e

di

mezzo
"
;

le difficolt

inconsoltanto
italiane.

coscienzioso storico
Berti,
si
il

perch,

dopo quella del


"

Bruno ebbe
",

altre biografie

Dopo
ito

d' allora
"

schiusero

osserv giustamente Raffaele


il

Mariano,

le

cateratte del cielo;

moto anzi con l'andare


"
3
.

di pi in pi

crescendo e propagandosi
gli scrittarelli di
n
,

Si possono trascurare
e di Pietro Bionda
la

Adriano Colocci

breve

"

narrazione, che

poco pi

lib.

XXXIV,

cap. 8, pagg.

300

301

C.

BOTTA,

Storia d'Italia con-

tinuata da quella del

Guicciardini
pagg.

sino al

1789,
F.

Lugano,

F.

Veladini,

1832, tom.
losofi

Ili, lib.

XV,

428-430;
Napoli,

COLANGELO,
Trani,

Storia

de' fi-

e
11,

matematici
pag.
c/7.,

napoletani,

Tipografia

1833

1834,

tom.
1

121. tom.
cit.,

Op.

part.
1

cit.,

pag. 374.
dissuasero
il

Le

quali

difficolt
si

nel

836

forse

Mazzini

dall'

occuparsi
dal

del Bruno,

come
titolo

apprende dal carteggio del


di G.

1834-1839, pubblicato

Luzio

col

La madre
e
:

Mazzini
la

Torino, Fratelli Bocca,


al

1919,
esule dei

pagg. 80, 82,

86

100)
"

perch

signora Maria scriveva


le

figlio

V 8 marzo del 1836


miei

Ho
";

pensato valermi per


il
1

ricerche circa a

Bruno

vecchioni
su

giansenisti
?

2 marzo

n
:

Sai che

ho

gi

trovato
1'

vane
n
,

nozioni

G. Bruno

lo
;

faccio lavorare
il

molto a trascrivere
"

Avagnina

specialmente dal Tiraboschi


dirai
il

28 marzo

Ritornando

[a

G.] Bruno

forse
";

bene circa

a*
n

miei giansenisti, e da quella parte non

ritrassi

niuna nozione
il

19 maggio:

[Ho da
|

mandarti]

la
ieri

stupenda nota

sul

Bruno, che

mio
".

ottimo copista [Polleri


3

mi portava
Scritti

con vera sollecitudine amichevole

Uomini
17.

idee,

in

varii,

Firenze,

G. Barbra, 1905,

voi. Vili,

pag.
4 5

G
G.

Bruno, Cenni

biografici,

Roma, 1876.

Bruno, Lecce,

1873.

Introduzione

XXXI
Canello
l ,

d'un compendio
coli

",

di

Ugo Angelo
inser

non

gli

arti-

che

il

medesimo Mariano
nella
il

prima nel Diritto, e poi,


ufficiale,

rifattili

di sana pianta,

Gazzetta

e che egli

rivide ancora per formarne

saggio biografico e critico che


e nel

pubblic due volte, nel


grafici,

1881

1905

2
.

Cenni
in
3
;

bio-

dettati

da

Ferdinando

Cavalli,

apparvero

una

dispensa degli Atti dell'Istituto veneto del 1885


appresso,
oltre
alla

e l'anno
nel

conferenza
4
,

letta

da Felice

Tocco
'.

Circolo filologico di Firenze


a

monsignor Pietro Balan mise


storico
di

stampa per

il

popolo
le
i

un

opuscolo

Al

1887
,

appartengono non pure

poche pagine

Adamo
del

d'Oria

ma Giordano Bruno
Previti
d'
i
'

suoi tempi del padre

gesuita

Luigi

Giordano
patriotto,

un vecchio
prediletti

Bruno o la David Levi


giovanile,

religione
8
;

pensiero

che riprendeva cosi


tra
il

studi dell' et

avendo

1842 e
di
le

Bench

1'

estrema

scarsezza di documenti
lo

biografici

e*

impedisce

seguire a passo a passo tutto molteplici

svolgimento interiore del Bruno attraverso


esteriore,
gli

tempeste della
e
1'

sua vita

pur

la

sua grande

importanza
la

come
triste

filosofo-poeta,

ammirazione che

concilia,
i

come

uomo,
la

fine

gloriosa,

ci

persuasero a metterlo sesto fra


illustrare
le

letterati,

cui
nel

biografia

fu

da noi prescelta a
"
:

condizioni

della

vita

italiana

secolo

XVI

cosi

egli

principia,

dopo d'avere

tratteggiato le vite del

Machiavelli,
capitolo

del Guicciardini, dell' Ariosto, del


della sua Storia
lardi,
2

Bembo

e del Tasso

nel
,

terzo

della

letteratura

italiana nel secolo

XV

Milano, F. Val-

1880, pag. 97.


G. Bruno,
il

la

vita

l'uomo,

Roma, Eredi
Vili degli

Botta,
Scritti

1881
varii.

G.
G.

Bruno,
Bruno*,

la sua vita e

suo ideale,

nel voi.

pagg.
3

3 e 4.

Nella serie VI.

voi.

HI,

disp.

7.
1

4
6

G. Bruno, Firenze, Successori Le Monnier,

886.
Tipo-

Di G. Bruno
soc.
gi

de' meriti di lui

ad un monumento, Bologna,

grafia
,;

Compositori,

1886.

Della
Prato,

cita e

delle opere di

G. Bruno, Milano. Alfredo Brigola, 1887.


1887.
Triveri,

"

Tipografia Giachetti,
Libreria editrice C.

Torino,

1887.

XXXII
il

Introduzione

1845,

mentre
di

frugava per

le

biblioteche
la

di Parigi,

di

Oxford e
del

Londra, atteso a preparare

materia per

scritti

medesimo argomento, una


1*

monografia francese
passione

rimasta

inedita,

intermezzo del

dramma La
si

d'un popolo

gli

articoli
l
.

che

si
il

lessero nella

Ragione del 1854 e del


e
il
1

1855
un

Durante

1888
popolo

aggiunsero alle sullodate opere


2

ritratto

storico del

Cantoni
3
;

una

vita

che

Giacinto

Stiavelli spieg al

889
4

uscirono,
di cui
di

con

la

nuova
padre

edizione
lazzarista

del

Berti, parecchi

lavori,

uno del
5
.

Raffaele de Martinis
di

altri
r
',

anonimi

In appresso,
fia

un discorso
',

Arturo Labriola
8
,

una monogra9

di

Giovanni Gentile

una compilazione storico-critica di

Gian

Battista Grassi Bertazzi

un

profilo di

Erminio Troilo

Levi, op.
Q. Bruno,

cit.,

pagg.

io.
a.

in

Rivista italiana di filosofia,

IH, voi.

1,

maggio-giugno

1888, pagg. 221-253.


3 4

Vita di Q.

Bruno, Roma, E. Perino,

1888.
Il

Q. {f}runo, Napoli, Tipografia degli Accattoncelli.

volumetto del

De
da
in

Martinis
molti
poi,
~>

non

fu stampato,

come per

errore scritto

nel frontespizio e
dalla

si

creduto, nel

1886,

ma, da quel che

risulta

pag.

229

nel

1889.

Q. Bruno, vita e opere,


1

Roma, G. Zappa,
Bruno,

889

Q. Bruno, Milano,

E. Sonzogno,
gale,
1

889

Vita e martirio di Q.
biografiche di Q.

{Bruno,

Roma,

Tipografia

le-

889

Notizie
;

Roma,

Tipografia

Borgo

Nuovo, 1889
li

ecc.

Q.

Bruno, con Prefazione


n
1

storica (pagg.

7-83) di Lucio Vero, num.


",

della Collezione
tara.
7

martiri

del libero pensiero

Roma, Podrecca

Galan-

G. Bruno nella storia della cultura.

8
Il

G. Bruno,

il

suo spirito e
biografia

suoi tempi,

Palermo, R. Sandron,
in

1910.
pagine

Bertazzi tocca della

nell' epilogo,

poco
libro.

pi di venti

delle ottocentocinquanta di
!

cui

composto

il

suo

G.

Bruno, Roma, A. F. Formfggini, 1918. L'autore narra


la

assai

bre-

vemente

vita

(pagg.

7-17) con

le

parole testuali de' costituti veneti.

Introduziont

XXXI

II

e un
lavori

articolo

di

Antonio Sarno
sul

'

sono apparsi insieme coi


in

degli

stranieri

Bruno. Perch, mentre


del

Francia
ter-

J. -Roger

Charbonnel,
delle

Liceo

di

Saint-Etienne,
J.

mina ora
Mclntyre,
dottor

pagine biografiche del Nolano \


dell'

Lewis
:

professore
Boulting,

Universit

di

Aberdeen
II

il

W.
4
,

studioso de' tempi di Pio

e di T.
lettera

Tasso
1

hanno

arricchito di

due
in

grossi

volumi

la

La

genesi degli "Eroici furori",

Giornale
aprile

critico

della filosofia ilaIl

liana,

diretto

da G. Gentile,

a.

I,

fascio. II,

1920.
il

SARNO

s'inge-

gna di dimostrare (pag.

159) che "negli Eroici furori

Bruno non

tesseva

una
tante

figura

astratta

d'eroe,
il

ma

narrava
1'

la

propria vita, nascondeva una delle

tragedie in cui
pili

destino

irret

da cui eroicamente
solo
" le

si

svincol per

procedere

alto

n
.

Se non che,

non

circostanze di persone, di

tempo e

di

luogo

ci

sfuggono", com'egli avverte Ipag. 163);

ma

la

dimo-

strazione stessa, a dire la verit,


-

non

riesce

convincente.

La
vita

pense italienne au

XVI f

siede.

Lo
nelle

CHARBONNEL
pagg.

ripiglia
il

in

esame
e
la

nel

quinto capitolo, e propriamente


del

459-565,

pensiero

Nolano,

senza
se

portare a questa,
nulla

almeno a me pare, nessun


di

nuovo
satori
",

contributo.

Ma,

non aggiunge

nuovo,
a.

tra'

"

nostri

penI,

giusto

riconoscere col Gentile


egli
il
"

(Critica,

XVIII,
il

fascic.

20
con

gennaio 1920, pagg. 43 e 47),


il

ha amato principalmente
suo pi vivo
interesse,

suo Bruno;

cui

problema

biografico

desta

e lo studia

maggior cura che non metta nella


che, se molte osservazioni

ricostruzione del
al

pensiero.

Onde
di

accade

intorno

valore delle

idee

religiose

Bruno

conseguentemente
nel

sul

giudizio che

bisogna fare del suo

atteggiamento prima
il

processo di Venezia e poi in quello di


sfugge

Roma
il

sono acute e toccano

segno, in conclusione allo Charbonnel

segreto dell' anima di Bruno;


il

che non un semplice problema biografico,

ma

pi profondo motivo,
".

come

accade sempre ne' grandi pensatori, della sua


avviso
fasricc.
il

stessa filosofia

del
voi.

medesimo

NERI
2 e
3,

nel

Giornale storico della letteratura

italiana,

LXXV,
venne
nella

pagg.

288

289.

Q. Bruno, London,

Macmillan
in

and

Co.,

1903.

Il

qual

libro

diligentemente esaminato dal Gentile


Critica
(a.
Ili,

una recensione
aggiunta

inserita

prima

fascic.

VI,

pagg.

523-530),

poi in appendice al

G. Bruno nella
1

storia

della cultura.

G.

Bruno,

Hi* Life,
.

Thought and Marturdom, London, Kegan Paul,


Si giudic nella

Trench.Trubner and Co.

Contemporarv Revieu)

(fascic.

614,

XXXIV
tura
al

IntroJ,uzione

inglese,

il

cui

tributo di gratitudine

eh' essa

doveva

celebre esule, era stato in parte pagato non tanto da

A.

febbraio del

1917, pagg

260

e 261
its

"Di

Boulting has given us a very

interesting book,
for

interesting for

fair
;

estimate of a complex character

and

the

summary

of

Bruno'

works

but

we may
Bruno
"
;

doubt

if

the author fully


giudizio

appreciates
riesce

the true signifcance of Filipe accettare interamente.

ma

un
alle

che

difficile
il

Chi dia uno sguardo


di tenere
si

note, penser
tras-

subito che

nuovo biografo

si

prefigga
il

conto di quanto fu

curato dall'Intyre; invece, leggendo

testo,

ricreder.
1*

Lasciando stare che


edizione
italiana

T autore
della

ignora

le

indagini

posteriori al

1907 e
si

ultima

commedia

e de'
i

dialoghi del

Bruno,

tentati di dichiarare
l

ch'egli

non ha
ci

visto tutt'

libri

che ricorda, se qua e


ci

frantende o
,

al

pi ripete e 470),
il

che,

per

esempio,

narra

il

BERTI
345) o

{Vita 2
il

pagg.

262

FIORENTINO
storia

{Studi e
cultura,

ritratti,

pag.

GENTILE
1

(G. Bruno nella

della
egli

pagg.
il

70-72,

neamente
(pagg.

afferma che

38

e 299, in n.); cita in

128, 129, ecc.). Comunque sia, erroDe Martinis stamp nel 886 suo lavoro modo incomprensibile un dialogo di N. Franco:
il

Dial.
n.

nel
;

quale sannio
il

(!)

con la
del

suida
pili

(!)

della virt
degli
in

ecc.

(pag.

148,

2)

assevera che

cognome

chiaro
e

storici
n.).

campanelliani
si

Luigi, e
colpiti

Annibale

il

nome

(pagg.

293

299,

Anzi,

rimane
altre
la

come un

erudito possa farsi lecito di tradurre arbitrariamente in


addirittura

lingue o di

storpiare

parole

che
in

vanno
Grrer

riprodotte
(pag.

con
il

pi

scrupolosa

fedelt

perch
in

muta

Grfer

V),

nome

battesimale del
(pag.
5),

Nolano

Felipe (pagg. 3, 10, ecc.), Costantino in Costatino

Emanuele

Filiberto di
ipag.

Savoia
3),

in

Filiberto

Emanuele
n.

pag.

38),

Baccelli in Bacelli

74,

n.

Teoli in Telli (pag. 79,


186, n.
in
1),

2),

Marzio

Colonna

in

Martino
Saliternus

Colonna
(pag.

(pag.

Fabricius

Salernitanus in
in

Fabbricius
d'

187;.

ibid., in

n.),

Piero

Delbene

Pierre

Albigny (pag.

188),

Raoul

Callier

Raoal Callier (pag.


251,

192); Santa-

severina in Severino o Severina (pagg.

289,

314,

ecc.),
in

Matteo

di

Avanzo

in

Matteo Avanta

pag.

258), Gabriele of Saluzzo 312); e


simili.

Gabrielle of

Saluzzo (pag. 264), Ghislieri


egli

in Ghiolieri (pag.
lo

Col Fiorentino
la

crede stampato nel 1585

Spaccio (pag. 101); non scarta


della

congettura

del

Sicardi che riguarda un interlocutore


il

Cena,

lo

Smith (pag. 99);

segue

Berti,

sostenendo che fu di Napoli


138,
7 e

un famoso giureconsulto di S.
di filosofia del

Ginesio (pagg.

139 e 197),

e di
tutto

Varano un maestro
ci

Bruno (pagg.

315); e quasi

non

bastasse,

per conto suo ag-

Introduzione

XXXV
Elton \

Besant

',

da

T.

Whittaker

da O.
la

quanto
l'ar-

da

I.

Frith,
fatica

cio Isabella

Oppenheim,

quale compi
4
.

dua

per consiglio di Nicola Trbner e nel

1887

la

diede

alla luce

con

l'aiuto di

Maurizio Carriere

Questo
si

dotto tedesco che dalla prima giovinezza, dal

1847,

era

mostrato
biografo,

pratico degli
il

studi

bruniani e aveva visto,

come
del

proprio
,

nome
in

onorato
il

insieme con quello


pi
i

Bartholmss
6

fu

Germania
1881

degno predecessore
vari

del Sigwart, che nel del

1880 compendi
Nella Svizzera
il
1

casi della vita


il

Nolano

e nel
'.

esamin specialmente

giudizio

del Santo

Uffizio

Ermanno Brunnhofer,
ampia
biografia

bibliotecario di

Aarau,

882

distese un'
" il

di chi egli era solito

chiamare
la

maggior pensatore della

Rinascenza

"

B
;

e un'altra

dett

Marco Monnier
del Senato

9
,

che

giunge che

numeri che

seguono
della

le

deliberazioni

veneto,

rap-

presentano
ecc.).

nomi

cifrati

magistratura de'
al

Tre (pagg. 281, 289, 292,


si

Passando poi dal particolare


racconto

generale,

deve pur troppo osservare


martirio

che

il

che

il

Boulting fa della vita e del

del

Nolano,

sebbene

abbastanza

diffuso,
ci

non regge
l'intyre e

in
al

confronto, perch

poco o punto
cit.,

nuovo, di quello che


giustamente parve
1

che

GENTILE (Op.
1877.

pag.
".

128i

"

succinto e rapido,

ma molto

accurato e pieno

G.

Bruno, Biographical sketch, London,


Bruno,
in

'-'

Mind a

Quarterly Revieu), April-July,


Revieu),

1884.
;

:{

G. Bruno

in

England, Quarterly
1907.
.

Oct.

1902

in

Modem

Studies,
4
5

London, Arnold,
cit.,

Frith, Op
Ibid.,

pa gg

Vili e

V.
Weltan-

pagg. Vili e

IX.

M. CARRIERE, Die philosophche


in ihren

schauung der Reformations-Zeit


gart
,;

Beziehungcn zur GegenWart, Stutt-

und Tiibingen,

1847, pagg. 365-494.


s,

Die Lebensgeschichte G. Bruno'


G. Bruno cor
voi.
1,

Tiibingen,
in

Heinrich Laup,
Schriften,

1880.

"

dem

Inquisitionsgericht,

Kleine

Freiburg,

1881,
B

pagg.
j

49-151.
IVeltanschauung
Fues,

G.

Bruno'

und

IVerhngniss

aus

den

Quellcn

dargestellt,
9

Leipzig,
et

1882.

G. Bruno

ses

derniers biographcs.

XXXVI

Introduzione

accrebbe cosi nel 1884, l'anno avanti che

si

spegnesse,

il

numero de'
affetto

lavori

da cui appare quanta simpatia, quanto


seconda
patri

nutrisse per la sua


sullo

essendo

nato a

Firenze

scorcio

del

1829, e vissuto lungo tempo a


*.

Napoli, dove aveva assistito alla caduta de' Borboni


la

Fin

Spagna,

nonostante che

1'

intolleranza religiosa vi abbia


filosofica,

per secoli soffocato qualsiasi libera manifestazione

pare tuttavia cominci a ridestarsi con

la

presente generazione

che non

si

mostra tutta aliena da' sentimenti che nel


e la

1886
2
.

mossero Paride Zejin a scrivere G. Bruno


I

sua et

biografi stranieri e italiani

si

attennero

al Berti,

con

la

differenza

che

primi

non

lo

seguirono
lui,

pedissequamente,
in

non
certi

si

accordarono sempre

con

non nascosero che

punti egli appariva

prolisso e

poco preciso; e alcuni


Intyre,

di essi,

per esempio

il

Sigwart e

l'

opportunamente
i

presero a descrivere con maggior copia di particolari

punti

che meglio potevano conoscere,


nia e in Inghilterra
il

soggiorni cio in

Germaelogiati

3
.

Quanto

a' nostri,

ben vanno
4
,

Mariano per

il

rapido, succinto e compendioso racconto


il

che forse troppo conform a quello del Sigwart

Cantoni

ERNESTO MASI, M.
18, 3 maggio

Monnier,

in

La domenica
Genve
toni.

del

Fracassa,

a.

II,

num.

1885

EUGNE RlTTER,

et l'Italie,

Extrait

du

Bulletin de l'Institut national genevois,

XXXV,

Genve,

Librairie

H. Georg, 1898, Appendice IV

pagg. 35 e 36; e

GIUSTINO FORTU1920, pag. 255.

NATO,
2 8

Pagine

e ricordi parlamentari, Bari, Gius. Laterza,

G. Bruno y su liempo, Madrid,

Frias,

1886.
e nel

Non
al

lo

disconobbe interamente
voi.

il

BERTI
pag.

suo discorso del

886

(Rivista italiana di filosofia,

cit.,

108) e nella
vedi
il

Vita 2 (pag. 358)

quanto

Sigwart. In proposito
pag.
{
,

dell' Intyre,

GENTILE, G.
19,

Bruno

nella storia della cultura,


1

131.
n.
1.

T.

G. Bruno*, pag. pagg. 4 e 5; MARIANO, Q. Bruno HOEFNER, in Das Magazin fur die Literatur des In- und
a.

Auslandes,

Leipzig,

LII,

num. 30.

1883; BERTI,

Vita*,

pag. 352.

Introduzione

XXXVII
de' giudizi
l
,

per per

la
le

discrezione e
importanti

la

perspicuit

il

Tocco

conclusioni che, sebbene avesse vagliate


egli stesso
"',

sotto ogni altro aspetto,

si

vide poi costretto ad


per
V originalit

abbandonare
del
ci

in

buona parte
si
il

il

Gentile

saggio nel quale

propose

e ottenne di determinare
nella

che

rappresenta
le

Bruno
ragioni

stona

della cultura,

d'illustrarne quindi

"

peculiari

della

condanna e
intorno al

della

morte

merc

Io

studio

delle

sue

idee
e del

rapporto

della

filosofia
la

con

la

religione,
1*

suo attegn

giamento verso
altri )

Riforma e verso

Inquisizione

3
;

e gli

Gli

altri,
'

rincresce dirlo, incontrarono


;

anch' essi giu-

dici indulgenti

eppure costoro non

si

fecero scrupolo di

saccheggiare
brani,
di
;

il

libro

del Berti e trascriverne interi e lunghi


e

non guardarsi da equivoci


per giunta, foggiarono
le
il

inesattezze d' ogni


loro, lo

genere

e,

Bruno a modo
colmandolo
di

giudicarono secondo
di

proprie idee,

lodi o

biasimi,

di

benedizioni o di maledizioni. Perch chi era


principii

infatuato de'
alla

democratici, chi

si

credeva chiamato
mostrandosi
n

difesa della Chiesa e della fede, chi,


1'

se-

guace di Gabriele Rossetti circa

esistenza di societ se-

TOCCO,
1

in

Archiv
1891
;

fiir

Geschichte der Philosophie,


in

Band

IV,

pagg.
a.
Ili,

341-343,
voh
-

Berlin,

FERRI,

Rivista
n.

italiana
I.

di

filosofia,

(maggio-giugno

1888), pagg. 221,

pagg.

A. CH1APPELL1. in Rivista italiana di filosofia, a. I, voi. II, 1886, 191-196; P. NATORP, in Deutsche Lite raturzeitung (Berlin), a. VI,
G.

1886. nurn. 40.


3
4

Bruno
ci

nella storia della

cultura,
il

pag.

7.
,

Vedi
1.

che
e

del
il

Levi

scrissero

BERTI {Vita 1
Martinis

pag.
a.

192
Il,

nella
Il,

n.

e
II

pag.
del

352)

FERRI

(Rivista
del
cit..

italiana

di filosofia,
il

voi.

sem.

1887, pagg.
der
Vili,

344-347);
voi.

De

TOCCO
e
il

(Archiv fr

Geschichte
cultura,
a.

Philosophie,
voi.
l'

pagg.

346-350)

BONGHI (La
num.
cit..

X. numm.

19 e 20,

1-15 ottobre

1889, pagg. 585

e 586); del

Previti

ERNOIS (Revuc

de questions

hishriques,

pagg. 180-191).

XXXVIII
grete

Introduzione

opposte per tradizione


e unite
sotto

non

interrotta

all'

ortodossia

ecclesiastica,

varie
",

forme
"

d'intendimento e

di

spirito

alla

Massoneria

appariva

dominato da un
avesse a

concetto

di

ricostruzione

religiosa
israelitica

che
" ',

base

il

monoteismo della schiatta


quel che
filosofia
il

Accadde peggio
tutt'
i

di

Tocco not

in

proposito delle esposizioni della


gusti, se
si

nolana; perch, essendovene per

amasse un panteista precursore dello Spinoza e dell' Hegel, basterebbe leggere il Bartholmss se poi si volesse trovare
;

un

teista

o un semiteista,
al

ci

sarebbe
si

da raccomandarsi

al

Clemens o
naturalista,
dell'

Carriere

se in fine

cercasse un monista o

un darwiniano prima del Darwin o forse anche


il

Haeckel, non resterebbe che studiare

Brunnhofer

2
.

Accadde peggio;

e non aveva punto torto Pietro Gauthiez


si

a deplorare francamente che

fosse sciupata

dell' attivit
stati
,

che poteva impiegarsi assai meglio, e che fossero


alla

dati

luce

libri

che non

giunsero

a convincere

se pure

non crearono, come


erronee che assai

piuttosto a

me

sembra, nuove opinioni


la

contribuirono a fare ignorare da' pi

genuina figura del Bruno.

Senza

dubbio

il

Berti

impresse

un

forte

impulso agli

studi biografici bruniani, ottenne

che

questi facessero, per

ripetere le parole del Lafaye,


il

"

un reale progresso, merc


i

potente aiuto

"

su cui
il

non poterono contare


4
.

suoi pre-

decessori,

compreso

Bartholmss

Dal 1867 e dal 1889


sem.

L.

FERRI,

in

Rivista italiana di filosofia,

a.

II,

voi.

II,

II

del

1687, pagg. 345 e 346.


2

Le

opere latine di G.

Bruno

esposte e confrontate

con

le

italiane,

Firenze, Successori
''

Le Monnier, 1889,
les

pag.

V.
in

G. Bruno d' apres


et

publications rcentes,

Reoue
a.

philosophique
voi.

de la France
(juillet
4

de l'tranger dirige par Th. Ribot,

XIV,
num.

XXVIII
pag. 540.

dcembre 1889;, pag. 409.


in

G. Bruno,

Revue

internationale de l'enseignement,

cit.,

Introduzione

XXX IX
anno
;

sono

trascorsi

ormai

cinquantatr e trentun

molte,
ch'io

anzi troppe biografe

sono uscite;

tuttavia

nessuna,

sappia, ha tanti e
in
si

tali

pregi da superare, da lasciar mettere

un canto

1*

opera

dell' insigne
difficolt,
1'

professore piemontese. Ci
se
il

spiegherebbe senza

Berti

fosse

bene en-

trato

a fondo in ogni cosa e

avesse trattata compiutamente.

Egli di certo non sfior


tagli

soltanto

l'argomento

ma, capitavistoso e
il

d'un

tratto

la

fortuna d' avere tra

mano un
ebbe

inestimabile patrimonio, quasi abbagliato, non

tempo

e
di

la

calma di tesaurizzarlo.
rilevato

Non
soli

gli

si

deve scrivere a colpa

non aver

che

punti principali, di non aver


di

dato minuto ragguaglio di


recchie sviste
trattarono
lo
;

tutto,

non

aver schivato

pa-

mancarono

invece

coloro che

dopo

di lui

stesso

soggetto.

Questi, se soltanto
i

avessero

con piena coscienza

esaminato

documenti, e ne avessero
li

apprestato una lezione pi corretta, e

avessero interamente
loro lavoro,

messi a

profitto,

avrebbero

giustificato

il

avreb-

bero meritato quella

lode che

oggi

si

nega
pi
il

loro.

Ch'

essi

non badassero
premere,
lo

sufficientemente a
il

quanto
Intyre e

loro

doveva

prova
al

fatto

che

1*

Mariano, non

tenendo dietro

risultato
il

delle varie ricerche, non conob-

bero, neppur essi,

diario
il

del

Cotin, alcune

pagine del

quale esplicano non solo

secondo soggiorno parigino,

ma

anche
Il

altri

casi

della vita di

Giordano \
Bertrando Spaventa, che
stabilire
n

Fiorentino che consenti con


il

biasimava
gettiva

Berti di aver preteso di

la

verit og-

o positiva, di avere invece navigato


tra

con destrezza
col loro

grande

Scilla e Cariddi o,
tra
la

per
il

dire le cose
",

proprio nome,

vittima e

carnefice

di aver
lo

dol'in-

nato un libro in cui

manca
nella

lo

spirito

per

meno
1

GENTILE, G. Bruno

storia

della

cultura,

pagg.

29

130;

MARIANO,

G. Bruno', pagg.

116

117.

XL

Introduzione

tendimento del tempo, e inoltre

"

vi

ha una strana confusione


filosofica
il

d'idee e non poca ignoranza della ricerca


Fiorentino che dal canto
grafo
si

"

1
;

il

suo

aggiunse

che
2
,

famoso biopropose, e

era mostrato
tratti

un

critico

leggiero

si

con documenti
3
.

dall'Archivio di Stato di Napoli crede


di

di essere in grado,

rischiarare la quistione de'

natali del

Bruno

Il

Berti che, recatosi a

Nola

nel

1866 e trovato
il

l'Archivio vescovile in gran disordine, aveva smesso


siero di consultarlo
4
,

pen-

si

rivolse questa volta a


si
"

Bartolomeo
arti"

Capasso per sapere quel che


coli

poteva accettare degli


contento
il

del Fiorentino

5
.

Rimase
"

"

di quanto

con
"

rara cortesia e lucidit

gli

comunic
sott'

benemerito soprin"

tendente napolitano, perch ebbe

occhio
al

alcuni

fatti

con cui non


"

gli

fu

difficile,

rispondendo

suo

critico,

di

atterrare tutto
"

l'edifizio

innalzato con soverchia vivezza di

fantasia

6
.

Se non

che, con maggior pazienza, fermandosi

SPAVENTA,
1872, pagg.
nel
2,

Artic.
3,

dt.

del
e

Giornale napoletano di filosofia e

lettere

del

4,

25

17; FIORENTINO,
serie,

Una
luglio

lettera

allo

Spa449.

venta,
2
3

medesimo Giornale, nuova


pag.

voi.
.

1,

1879, pag.

Lettera allo Spaventa,

449
in

e segg.

La

fanciullezza di G.
artistico,
critico,

Biuno,

Giornale napoletano della domenica


a.
1,

scientifico,

letterario,
in

num.

5,

29

gennaio

1882

Dialoghi morali di G. Bruno,


aprile-maggio
e
ritratti
4

Giornale napoletano di filosofia e


nel

lettere,

1882, e ripubblicati

bel

volume F. FIORENTINO, Studi


1911, pag. 352
2.

della rinascenza,
1

Bari, Gius.
;

Laterza,

e segg..

Vita

pag. 317, n. 2
la

Vita 2
il

pag.

350,
dice:

n.

In

questo ultimo
quasi

punto
lustri,

evidente
visitai... ".

svista,

quando

BERTI
fu pi

"Or
il

tanno

due

In

ogni modo,
"

non

fortunato

Fiorentino,

che,

avendo

scritto

Nola per
verific
:

procacciarsi notizie pi precise intorno alla famiglia del


gli

Bruno \
risposta
n

che non

era

"

stato

possibile

avere

la

cortesia

di

una

LUIGI

TANS1LLO,
n.
I.

Poesie

liriche,

Napoli,

Domenico Morano,

1882, pag. LXVI11,


^

Vita',

pag.

371.

Vita 2

pagg.

368

371.

Introduzione

XLI
a

ancora

qualche giorno a Nola e


s le

venendo

Napoli, qua
l
i

guardando da
de'
libri

Numerazioni de fuochi e

registri
',

battesimali della seconda

met del secolo


altro

allar-

gando
egli

le

investigazioni a scritture simili e di

genere,

sarebbe rimasto assai pi contento, avrebbe scoperto un


stragrande di
dati,

numero

non pure

intorno alla famiglia


tutt'
i

del nostro filosofo,

ma

intorno a tutte le persone e a

luoghi eh' egli ricord nelle opere italiane e latine.

Ci che non era

riuscito al

Berti e al Fiorentino, sperai,


fui
il

parecchi anni or sono, riuscisse a me; e non


nell'

ingannato

espettazione,

come
3
.

mostrai,
,

tra

il

1899 e buon

1911, in

diversi miei scrittarelli

non che

in

un'appendice e nelle
risultato

note

al

Candelaio

Invogliato dal

delle

prime ricerche, non cessai di esplorare archivi, raccogliendo,


a Nola, quanto potesse
ciullezza
di

concernere
e,

il

parentado e

la

fandi

Giordano,

Napoli e a

Roma,
avesse

notizie

coloro eh' egli


quindi,
di

ebbe

a maestri fuori del convento.

Mi
l'

risolsi,*

accertare

qual

fondamento
si

opinione
il

accreditata dalla fede


nel
stri
1

che

riponeva nel Berti,

quale

868

asser

n
:

il

nome

del
",

Bruno

disparve

dai regi"
il

dell'ordine domenicano

e nel

1889 ripete:

suo
"

nome non
1

ricordato nei registri dell'ordine


registri della

domenicano

Perch mancavano

prima met del secolo, non guard nep-

pure quelli che seguivano:


-

Vita

{
,

pag. 317, n.

2;

Vita"',

pag. 350,
e

n.

2.
let;

Bruno

Nola,
Asino,

Castrovillari,

F. Patitucci,

1899; G. Bruno

la

teratura

dell'
filosofi

Portici,

Stabilimento

tipografico

vesuviano,

1904

Quattro

napolitani nel carteggio di Galileo,

Portici,
alle
1,

Stabilimento

ti-

pografico vesuviano,

1907;
del
I

Postille

storico-letterarie
voi.

Opere
III,

italiane di
e

G. Bruno,
3
i

nella

Critica

1911.

IX,

fascicc.

IV

VI.
italiane;

Pagg. 225-230 e n.

della pag.

196, in G.
i

BRUNO,

Opere

cui primi

due volumi, che contengono


e
il

dialoghi metafisici e morali,


il

furono

curati

da G. Gentile,
1907,
1
,

terzo,

che contiene

Candelaio, da

me

(Bari, Gius.

Laterza,
4

1908
;

1909). Di questa edizione mi valgo nelle citazioni.


,

Vita

pag. 2

Vita 2

pag.

3.

XLII

Introdiuzione

Di

circa settecento volumi, appartenenti

una volta

a'

padri

predicatori di Napoli, occorreva eh' io

esaminassi, ed esa-

minai

carta

per carta, almeno quelli

compilati nel seco[o


:

decimosesto e in principio del decimosettimo


tatre

cio quaran-

di S.

Domenico Maggiore,
S.

trentuno della Sanit, ven-

tinove di Santa Caterina a Formello, nove di S. Spirito di

Palazzo, sei di

Tomaso

d'

Aquino

altrettanti

di

S.
rin-

Severo Maggiore.

Non

fu piccola la

mia sorpresa nel

venire tutto un tesoro nascosto, una bella quantit di documenti, tredici de' quali col

nome

del Nolano, e

rimanenti

con

quello

de'

frati

che furono suoi superiori, maestri e

compagni.

Possedevo ormai pi
scrivere in

di

quanto
tutto

fosse
la

d'

uopo

per

de-

una forma del


il

nuova
il

vita

vissuta dal
libri

Bruno
miei
degli

tra

1548 e

il
1*

1576;

ma

confronto de'

dei e

predecessori,
altri

esame

minuto

de' costituti veneti

documenti, una pi larga valutazione del


moltissime opere

diario

del Cotin, la lettura di

che, non so per


trascurate,

qual ragione, sono

state fin oggi interamente

mi

hanno persuaso

di rifare la biografa di

Giordano Bruno. La
di leggerezza,

quale probabilmente non sar neppure essa risparmiata dalla


critica
;

ma, ne sono
di

sicuro,

non sar tacciata non

di frettolosit,

negligenza,

essendomi

uscita dalla

penna parola che non sia stata pensata o fondata su prove


sicure,
Il

come ne fanno fede


sono
stato

le

copiose

non brevi note.


fati-

mio, mi sia lecito dirlo, stato un

lavoro lungo e
dalla

coso, in cui, se

agevolato

perizia degli

studi bruniani e dal largo aiuto di

non pochi valentuomini


stato sopra a tutto

che mi onorano della loro amicizia, sono


sorretto
dall'
il

ammirazione e

dall' affetto

che

naturalmente

sento per

pi grande mio concittadino.

Napoli, novembre del 1920.

CAP.

1.

Nola nel Rinascimento.

Non
si

si

possono

leggere

diplomi

degli

ultimi

sovrani

aragonesi e de' primi vicer spagnoli senza che l'attenzione


fermi su Nola, a cagione
"

delle
l
.

"

chiare e
II

memorande
d'Aragona,
i

imprese

da

questa
il

compite
n

Ferdinando

scrivendo da Padula

30 giugno
1'

del 1496, ricorda


da'

"

molti
la

e insigni e graditi servizi


loro
fatti
n
,

resigli

Nolani, in ispecie
francese
n
:

magnanimit
egli dice,
"

durante

invasione
-di

essi,

in

non temerono
il

serbarcisi fedeli e d' in-

vocar
nel

spesso
;

spesso
e

nostro

nome, stando
giunti a

Carlo
si

ancora
affret-

Regno
presidio

come
la

ci

seppero

Napoli,
i

tarono a inalberar
di
alla

nostra bandiera e trucidare


;

Francesi

citt

alla

fine,

mentre attendevamo a
vennero
spontadi

sgombrare

il

paese da' nemici, pi volte


noi,

neamente

da

sempre

pronti
"
.

fornirci

soccorso

danaro, di vettovaglie, d'uomini

perch nelle guerre

"

Legimus Nolanam urbem


il

...

praeclara gesta et memorabilia fecisse


di

"

cosi

comincia
2

diploma

dell'

Orange,

cui qui appresso.

la

traduzione quasi letterale de' punti pi salienti di quella parte del


le

diploma aragonese che riguarda


in

benemerenze de' Nolani


pag.

parte

gi

data

un'enfatica versione dal somasco


ecclesiastica
storia,

GlAN STEFANO REMOND1NI


197),
e
sec.

(Della
dottor

nolana

tom.

Ili,

nel

testo

dal

GIOVANNI VINCENTI. La
Girolamo Coppini,
sore del diploma suddetto
si

contea di

Nola dal
il

XIII

al

XVI,

Napoli,

1897, pagg. 44 e 45. Occorre notare


accorda pienamente
Delectus scriptorum

che con l'esten-

contemporaneo
XIII, col.

AMBRO-

GIO LEONE, De Nola,


poli,

in

rerum Neapolitanarum, Neacap.

excudit Franciscus Ricciardi,

1735,

lib.

1,

36.
1
.

Spamp.m

il.

Capitolo I

successive Nola chiuse le porte agli eserciti


e
del

dell'Aubigny
laddove,

Nemours

debellati

dal

Gran

Capitano,

venticinque anni dopo,


i

accolse bene, dentro le sue

mura,

settemila fanti e

cinquemila cavalli imperiali che retroe,

cedevano da Troia,
e private,
ingenti

alimentatili

con
venir

1*

entrate pubbliche

non

richiese
fatte
;

mai

di

ricompensata delle
tutte
le

spese

perch, ultima fra

terre del

Regno

a cadere in
i

mano

del Lautrec, fu la prima a insor-

gere contro

Francesi, a batterli presso Marigliano, a dar


1*

loro continue molestie per costringerli a levar

assedio da
il

Napoli

perch, in

somma, con Capua e Napoli era


21

baluardo della Campania; in un regio assenso del Principe

d'Orange, firmato a Montevarchi


si

il

settembre del 1529,


dall'antica citt che

afferma che

Nola non era degenere


fosse

insegn

come Annibale non


citt
la

invincibile

n insupera-

bile, quella

cui alleanza fu pi d'ogni altra ambita

da' popoli vicini per le singolari

prove di fedelt e di co-

stanza \

Per non dilungarmi, ho brevemente,

storica del

diploma dell'Orange, della quale


offre
la

ma con fedelt, riassunto la pagina VINCENTI (Op. c/7., pagg. 72


il il

e 73)
cit.,

ci

riproduzione

genuina, e

REMONDINI

(Op.

cit.,

tom.

pagg.

197,

212

213)
il

un

volgarizzamento
del
regio

mediocre;

tuttavia,

non

posso non aggiungere che

racconto

assenso non confermato

da

ci

che

si

legge in

un

libro

del padre del celebre Cardinale di Santase-

verina,

LEONARDO SANTORO,
tipografico

De'
P.

successi

del

sacco di

Roma

e della

guerra del regno di Napoli sotto Lotrech, per cura di Scipione Volpicella,
Napoli, Stabilimento
si

di
si

Androsio,

1858, pag. 38:


le

"Come
;

arriv a Nola,

gli

Spagnuoli

abbottinarono dimandando

paghe
i

e vi
quali,

fu

che fare ad acquetarli, con lagrime e mille oltraggi de* Nolani,


le

dopo

guerre

d'Annibale e

le

scorrerie e sacchi de*

Vandali e Saraceni,

che avevano ridotta quella


delle
cito
".

citt

antichissima e fiorita ad un picciol cantone

sue

rovine e vestigi, non provarono pi


il

acerbi

nemici di quell'eser-

Se non che,
:

Santoro,

sebbene contemporaneo, ben poco degno


lui

di

fede

caldo partigiano de' Francesi, fu

ad andare incontro

al

Lautrec

Nola
"

nel Rinascimento

Proclamata
parve
"

pertanto

fedelissima

nobilissima
"
:

",

Nola

degna del pi largo guiderdone

dall'Aragonese

ebbe
che,

in

dono

le

franchigie,
i

l'esenzioni,
;

le

immunit e

le

grazie che gi

godevano

Capuani

ancor pi dall'Orange,
la

avendo ricevuto da Carlo


i

dignit
1

viceregale
le

insieme

pieni

poteri
l'

nel

luglio

del

528,

risparmiava

un
che

grave
per
il

danno,
delitto

infeudamento a un nuovo signore dopo


di fellonia
'.

veniva

spogliato del proprio


stato

stato

Enrico Orsini

Essendo questi

escluso dall'in-

dulto emanato dall'Imperatore a Trento e nel


a'

1533 sfuggito

nemici con

la

morte

*,

Nola cessava

di essere,

dopo

circa

tre

secoli, contea;

e nella

Terra di Lavoro, con S. Germano,


Pozzuoli, Sorrento e Massa,
"

Gaeta,
"

Capua,

Aversa,

fu
la

a gg re g ata

vincolata e incorporata
in

al

demanio \ Sotto

per presentargli,
testa

segno d'obbedienza,

le

chiavi di Caserta sua patria,


fu anche,
gli

alla

de' deputati di Sessa, Caiazzo,


invasore,

Maddaloni e Arienzo;
vettovaglie;

nel-

l'esercito

commissario

di

ma,

ritornati

Spagnoli,

venne dichiarato
1

ribelle,
"

imprigionato e privato de' suoi beni.

Perch Nola era


n

remuneratione amplissima digna

",

Ferdinando, desi-

deroso

aliqua ex parte
",

cum
e

gratitudine correspondere
Filiberto
...

in

sempiternum

testi-

monium
cessario
n

concedeva...;
servitio

don

d'Orange giudicava che

fosse

ne-

Caes. Maiestatis
creari...,
et

dictam civitatem fidelissimam ac nobiisservitiis...


":

simam demanialem
pagg.
2

pr tantis

VNCENTI, Op.
23

cit.,

44-46, 74, 70, 82 e 83.

Ecco

ci che

narra

il

SANTORO,
citt,

in

Op.

cit.,

pag.

"

11

Conte

di

Nola, infermo ed oppresso da gravi dolori, affranto anco d'animo, all'entrar


che fecero
i

nemici nella

s'era

vestito

dell' abito
le

di

S.

Francesco col
in

suo cordone, giacendo


croce,
tutto

supino nel letto con


in

mani a traverso sponda

guisa di
letto
la

rassegnato
e

Dio, sedendo nella

dell' istesso

moglie

tutt' afflitta

dolente, con alcuna

damigelle e religiosi:

spettacolo a
il

chi entr dentro troppo compassionevole, che gi aveva


fine
;i

innanzi agli occhi

di

si

nobil casa con

uno
...

stato

tanto nobile

n
.

"Expedit... aggregari,

vinculari et incorporari

"

dice

il

diploma del-

l'Orange

(VINCENTI, Op.
sulla

cit.,

pag. 74).

Vedi

poi

GIOVANNI ROSALBA,
Napoli, R.
Tipografia di

Nuovi documenti

vita

di

Luigi

Tansillo,

Francesco Giannini,

1903, pag. 36.

Capitolo I

regia giurisdizione, acquist una certa

autonomia

giacch,

se l'amministrazione

politica,
il

militare e giudiziaria spettava

a magistrati forestieri che

vicer nominava all'occorrenza,


"

come
sore
"

il

" "

capitano a guerra

"

all'anno
"

",

come
"

il

"

ca-

stellano

"

governatore
il

"

con un

dottore

"

asses-

per consulente,

resto della cosa pubblica era affidato,


al
",
l
.

da un settembre
"

all'altro,

"

sindaco

",

agli

"

eletti "
"

e ai

deputati del reggimento

scelti

per votazione met

no-

bili "

e met
la

"

cittadini
"

"

Ma
a

propria

liberazione

",

se cosi bisogna chiamarla


,

col vescovo del tempo,

monsignor Gian Francesco Bruno

Nola cost un occhio. Anche a non tener conto


loro

dell'aiuto

prestato all'ultimo

conte che

fu

obbligato

mettere

insieme tredicimila ducati, prezzo del riscatto de' feudi confiscatigli


i

per

la

ribellione del famoso suo avo Nicola Orsini,

Nolani non s'eran

del

tutto

riavuti

da'

travagli,

dalle

spese e dalle noie sopportate nelle guerre che fino alla pace
di

Cambiai avevano sconvolto


si

il

Regno, ed eccoli,

"

nel

bisogno estremo in cui


truppe
il

trovava la

Spagna
1'

di

dare alle

soldo arretrato", "di lor volont offrire" all'erario


acquisto delle

undicimila cinquecentocinquanta ducati per


"

gabelle,

giurisdizioni e

terre

"

che aveva tenute

Enrico

Notizie che

si

desumono

dal privilegio

che per

il

sovrano firmava don


cit.,

Pietro di

Toledo

nel

gennaio del

1533 (VINCENTI, Op.

pag. 81), e
(ce.

dal Libro di varie conclusioni della citt di Nola,

601 -I 61 4

20

v
2

21

53

57

v );

dell'Archivio comunale della medesima


le

citt.

Fece fondere una grossa campana con

immagini scolpite della Vergine,


l'iscri-

dell'angelo Gabriele, del Battista e di quattro vescovi nolani; e con

zione:

Anno Domini MDXXXII1


et

id.

apr.

Deo Max.

et

Matri...

mentem

sanctam
per pag.

spontaneum honorem do,

et
1

patriae
n
:

liberationem demanii firmati


cit.,

Carolum
214.

imp. semper aug.

an.

REMONDINI, Op.

tom.

Ili,

Nola
l
.

nel Rinascimento

Orsini

Tuttavia, a fine di restar demaniale col possesso

di parte
citt

almeno de' beni comprati nel


costretta, tre

luglio

del

529,

la

fu

anni appresso, a pagar diecimila ducati


alla

alla

principessa di

Sulmona donna Francesca Mombel,


ignorava
la
il

quale Carlo

V, che

privilegio concesso

dal suo

luogotenente, aveva donato

bella contea, e poi don, per


la citt di
altri

compensarla della restituzione di questa,


il

Boiano,
2
.

reddito

di

cinquecento

ducati

annui e
il

benefzi

quasi ci non fosse bastevole, durante


era

1537, "a tempo


n
,

che

capitanio de

Nola

lo

mag. co Ferrante Pandone


"

volendo costui, per ordine del vicer Toledo,

la

campana
eletti

grande del vescovato per fare


sindico,
n

l'artegliarie,

li

mag. cl

standono scarsi ed esausti de denari, piglialo espedi


toglier dal
simili

diente

tesoro della Cattedrale un reliquiario,


oggetti d'argento, che

due candelabri e
con
"

venderono a

maestro Francesco Bruno, orefice di Napoli; e consegnarono


il

ricavato,

"

volunt e saputa

"

del
al

vicario

don Fe-

lice

Mastrillo,

in
3
.

nome

di detta citt,

mag. co Pandone

e suoi ministri

Anni
vie pi

questi veramente gloriosi per la storia di Nola;


gloriosi

se

si

pensi a un popolo

non

fiaccato,

non
cala-

fermato nel suo


mit anche

cammino non pure da


Il

guerre,

ma da

peggiori.

Vesuvio, destatosi dal suo letargo,


giorni

dopo d'aver reso per

tre

tenebroso

il

cielo,

e l'aria

calda, grave e soffocante, tra lo spavento generale erutt lava,


lapilli

e cenere, devastando e seppellendo

campagne

e case

4
.

"

In

hac necessitate
...

maxime
sono
le

satisfaciendi

mercedes debitas

militibus,

...

sponte obtulerunt

"

parole del diploma dell'Orange:

VINCENTI,

Op.
2 3

cit.,

pag.

75.

Ibid.,

pagg.
"

78-81.
n

Dalle tre
(lib.
I,

rivelazioni
ce.

del Generalis oisilationis

manuale, 1551,

553,

563
4

16

I7

v ),

dell'Archivio vescovile di Nola.


l,

Leone, Op.

cu.,

lib.

1,

cap.

col.

7.

Capitolo I

Poi, nel 1504, piogge continue e torrenziali, non sostenute,

qua e
da'
"

l,

dal terreno ricco di rena e di pomice, n raccolte


"

lagni

che pur troppo non esistevan pi, portarono


di quella d'ottant'anni

una desolazione pi grande


"

prima

i
.

Dal febbraio

all'agosto
"

",

racconta un

"

insigne

medico

"

di quei giorni,
cosi alta
in

molti

campi ho

veduto

coperti di acqua
e molti fiumi, sorti

da sembrar laghi

veri e propri,

un

tratto alle radici del Cicala, correre al piano; e granchi,


essi.

rane e anguille nascere in

Durante

il

luglio, moltissimi
citt
"
2
.

ebbero delle gravi febbri e pochi ne guarirono: nella


e nel contado
vi

lasciaron la vita circa ottomila persone

Riandando
mirasse
la

forse quegli anni di tanta costernazione,


citt

bench
",
il

stendersi in un
il

"

ricco e nobil piano

poeta invidiava

sito

di

Agerola, Scala o Ravello, ed

esclamava:
Piacesse a Lui che
'1

mondo

tiene
in

in

mano,
3
!

Che

fusse in

monte Nola come

piano

LEONE, Op.
1424
e del

cit.,

lib. I,

capp.

IX,

coli.

e 25.

Anche
cit.,

in

un

pilastro del

seggio nolano fu incisa un' iscrizione in

memoria

delle pestilenze

del

1504, iscrizione
"

riferita

dal

REMOND1NI, Op.
che raccolgono
le

tom.

Ili,

pag. 204.
-

lagni

son canali

artificiali

acque superflue.
lettera

ERASMO,

nell'ottobre del

151 8,

da Louvain spedi una


1

(Opus
al
".

epistolarum, Basileae,

ex

officina

Frobeniana,

529, pagg. 383 e 384)


insigni
n

suo amico Leone:

Erasmus
cit.,

Roterodamus Leoni
lib.
I,

medico S. D.

Ora

il

LEONE,

in

Op.
ut

cap.

I,

col.

9:

Vidimus enim multos


:

campos aqua obrutos,

lacus altos

amplosque

crederes

et

flumina plura
collis

februario adusque augustum continue defluentia,*...


exorta.
In

sub radicibus Gecalae


...

quibus

...

et cancri et

ranae

et anguillae

ingenitae sunt. Iulio vero


In

febris invasit

omnes

incolas,

a qua

perpauci evasere.

urbe Nola
".

et

pagis

nolanis ad octo millia


3

hominum

capita ea aestate
liriche,

interiere

LUIGI TANSILLO, Poesie


30; e Capitoli giocosi
e

ediz. ediz.

cit.

del

Fiorentino,

son.

L1X,

pag.
di

satirici,

de! Volpicella,

Napoli, Libreria

Dura,

1870, cap. XII, pag. 209.

Nola
n

nel Rinascimento

Un

tempo

fu possente e
la

grande
l

n
;

ma, perch
furia delle

"

cosi

regge nel
del

mondo

Fortuna

"

nel

medio evo

dall'eruzioni

Vesuvio e da' pu quasi

cataclismi,

non che dalla

orde

barbariche
miato,
si

di Alarico e di
dire,

Genserico,
il

Nola ebbe

rispar-

appena

nome. Soltanto un po'

prima della dominazione angioina, parve volesse uscir dell'oscurit in cui

era caduta; e veramente d'allora cominci


s'

a risorgere a vita novella, presto

ingrand, e da' suoi conti,

Roberto,
ni,

due Nicola, Raimondo, Orso ed Enrico Orsidi

venne ornata
con

ricche chiese,
cortili

vasti
orti

conventi e superbi
e
giardini
2
.

palazzi

grandi

e begli

Ci

nondimeno,

essa era sempre

molto

lontana

dall'ampiezza

e magnificenza attestata da vari e notabili avanzi che ave-

vano mirabilmente
teatri

resistito

alle

ingiurie del

tempo:
n
!

"

anfi-

diruti,

alcune tombe, pezzi di pavimento di


ruderi di
in
alla
fatti,

suntuosi
.

tempii, importanti
perficie di

mura e

di

edifizi

La

su-

Nola,

era al principio del secolo decidell'antica;

mosesto

ristretta

terza parte
lati

aveva forma

quasi rettangolare, co'


zod, occupati
quelli,

pi lunghi, a settentrione e mezdi

da'

quartieri

Vicanzio e di Samuele, e

a levante e ponente, da' quartieri di Cortefella e di

Portello;

ed

era,

dopo

il

1504, scarsamente popolata, non


abitanti, oltre
a'

contando se non quattromila


nelle

seimila sparsi
4
.

campagne

e ne' diciassette o diciotto casali

Sicch,

TANSILLO,
II

Poesie

liriche,
lib.

Cap.
II,

al

Vicer di Napoli, Prefazione, pag. XII.


II,

LEONE
lib. l.b.

(Op.

cit.,

cap.

col.

46) c'informa che

orti,

giar-

dini e cortili
3
1

occupavano non piccola parte


I,

dell'area di Nola.

Ibid.,
Ibid.,

cap. Vili, col.


cap. VI, col.

25.
lib.
il

I,

19;

II,

cap.

II,

coli.

45

46.- Quanto
la citt

all'estensione, osserva nella stessa opera

LEONE
ma

(col. 46),
la

che

eh

egli

descrive,

non

la

terza,

neppure
ha

la

sesta,

bens

dodicesima
d'una

parte

dell'antica;

perch
le

non
"

nessun

de'

moltissimi

suburbi

volta,

perch, dentro

mura,

areae multae amplaeque et horti quamplurimi atque

Capitolo I

l'indomita resistenza che

Nolani opposero a mali d'ogni


"

genere, tutto lo studio che misero nel progredire e nell'adoperarsi in pr del luogo nativo

che stava

allor

come
si

in

catena servo
sforzi,

"

*,

e,

in fine,

il

felice

coronamento

de' loro

quantunque

fossero un cos piccolo popolo,

deve

indubitatamente alla buona tempra del loro carattere e dei


loro costumi.

Della

virt

de'

Nolani
2
,

possediamo

un

elogio
alla

lettera-

rio nell'opuscolo,
tria

che nel 1512 dett intorno


"

sua

pa-

Ambrogio Leone
"

uno de'
lui

migliori e pi affettuosi
"

amici

di

Erasmo,

e da

giudicato non solo per


",

sa-

piente e inarrivabile musicista

ma anche
",
"

per

"

filosofo

egregio
delle

di

quel

tempo

",

"

acuto e solerte investigatore


traduttore e critico

recondite
libri

ragioni delle arti

valoroso di

greci e latini"

3
.

Questo dotto e geniale

amplissimi reperiuntur
casupola, essendo

n
,

mentre
gi
i

prima non sapevasi pi dove costruire una


suoi cinquantamila
cittadini.

Nola

angusta pe'

Passa

poi lo storico a noverare

casali

(cap. VI, coli.

52

e 53):

S.

Paolo, Liveri,

Livardi, Sant'Erasmo, Sirico, Saviano, Cimitile,

Camposano, Faibano, Turino,

Vignola, Gallo, Cumignano, Cutignano, Risigliano, Ponticchio, Casamarciano


e Piedimonte.
1

TANS1LLO,
Stampato,
il

Poesie

liriche,

Cap.

al

Vicer di Napoli, Pref., pag. XII.

4 dicembre del
:

1514, da

Giovanni

Rosso Vercellano a
clarum,
nel
sa,

Venezia, col

titolo

De

Nola,
et

Opusculum
e

distindum,

doctum,
1600, a
a Napoli,

pulchrum, verum, grave


e.

utile;

ristampato a Francoforte,
Scotti; e

875 de\Y Italia

illustrata di

Andrea

come

gi

si

nel 1735.
5

Dando
ex

ragione dell'adagio:

Al

ol. Ttocawv

(Adagiorum
I

chiliades,

Ba-

sileae,

officina

Frobeniana,
n
:

1529,

chiliadis

centuria
illinirem

II,

pagg. 83-85),

ERASMO
eximius,

racconta

Etenim

cum haec
Leo

meis

commentariis, forte
huius
tempestatis

fortuna supervenit
et in

Ambrosius
pervestigandis
praeditus
;

Nolanus, philosophus
mysteriis

disciplinarum

incredibili

quadam

diligentia solertiaque
dis et

neque vero mediocriter exercitatus evolvenscriptoribus.

excutiendis utriusque

linguae

Quare

tu

problematum
",

auctor et musices non

modo

scientissimus,

verum

etiam

peritissimus

dice

Nola

nel Rinascimento

umanista nolano, volendo informarci delle famiglie pi ragguardevoli del proprio paese, dopo d'avere avvertito che

non ne ricorder poche per non essere


recchie altre meritevoli
di

ingiusto verso pale

menzione, n

ricorder tutte
le

per non accomunare, senza nessuna


le

ragione,

degne con

indegne,

si

mostra subito sodisfatto, non dubitando della


idee

saggezza delle
dell'assenso

che

lo

hanno guidato nella


L
.

scelta,

de' suoi

concittadini
"

Egli

novera, occorre

ripeterne quasi le parole,

le

famiglie

che

vivono d una

professione liberale, non d'un mestiere n d'un'occupazione

che ha del servile; o quelle che, datesi


armi o alle lettere,
nel
si

alla

mercatura, alle

sforzano

quotidianamente di avanzar

benessere e nella
se,

stima

altrui.

N
di

teme

di

sembrar

strano,
cita
rito
il

per

camion: de' meriti

una o pi persone,

quantunque basso e oscuro. Perch meprecipuo della bont e della virt proprio questo: che
loro casato,

famiglie povere e umili possano elevarsi, se vantano uomini


di

molta

mente

di

bel

cuore.

oggi

innegabile:
sia,

non

vi

nessuna nobilt, per grande


avuto modeste origini;
lecito trascurare
il

che

che non abbia

e se ha cominciato in tal
di chi

modo, non

nome
i

ne

fu causa.

Suo scopo,
i

quindi, di distinguere

noti dagl' ignoti,

perch

posteri

allora

al
".

sopravvenuto,

"

hoc

mihi

paucis,

nisi

molestum

est,

expedias

velim
noi
"

quale buona amicizia fosse fra loro due, risulta dalla lettera che
(pag. 6,
"

conosciamo

n.
n
,

2),
"

dove

il

Leone

chiamato
".

da

ERASMO

doctissimus
1

optimus
Ili,

amicorum omnium suavissimus

Lib.

Ili,

cap.

coli.

87

e 88:

"

Namque

si

paucas dumtaxat referre


est: siqui-

velim,

multas alias memorandas honore suo defraudem necessum

dem
liae;

praeter paucas etiam pleraeque aliae numerantur


sin

memoria dignae fami-

vero omnes censerem, profecto multas quoque iniuria


inter

quadam
in

afn-

cerem:

omnes

enim

pleraeque

sunt,

quarum
is

nomen
B

est

obscuro

quarumque qui meminerit


existimatur.

dicendo

cunctas,

indignas dignis aequa fecisse


.

Eas itaque censere

familias recte

videor facere...

10

Capitolo I

siano

in

grado
i

di far quanto a lui

non
gli

stato possibile:

paragonare

loro

contemporanei con

avi,

saper
le

la stirpe

da

cui

derivano, veder se e
"
1
.

come

onorino

tradizioni

familiari
Il

Leone

discorre di circa centoquindici famiglie, che, in


delle
1

proporzione

settecento

onde

si

componeva

2
.

si

compose
sar

fino al

563

l'intera

cittadinanza,

non son poche,

e indicano per certo

una

gran

floridezza e civilt

Non

bene qui

fermarsi tanto a particolareggiare, perch a


tutto

noi

preme sopra a
gli

di

conoscere a che pi propendesi

sero

animi de' Nolani, e quali fossero


al

casati di

maggior

conto, principalmente se non estranei


alla
la

nostro soggetto. Ora,

prima

vista,

si

rimane

colpiti

che molte famiglie, quasi


alle

met delle noverate, prendessero amore

armi

ai

cavalli,

educando
e

cavalieri,

ammirati

in

patria e fuori per

prodezza

cortesia,

come Geronimo
Cirolio,

Calabrio,

Giovanni,

Pirro e Filippo Mazzeo, Argentino e Mariano Barone, Iacopo


Perario,

Antonio e Antonello
soldati.

forti

Per tacer

gli

Orsini,

Ambrogio Piergianni 3 il cui nome divenne


;

meritamente glorioso col Conte di Pitigliano, Cola Angelo


Cesarino condusse,
alla vittoria;
fra

Eboli e Salerno,

il

proprio esercito

vennero

riputati

buoni capitani di fanteria e di

cavalleria Cittadino Teti, Antonello

Campobasso, Michele

de da

Lisiis,

Ciro Mastrillo e Serpentino

Romano;
le

morirono

valorosi,

combattendo contro

Turchi sotto

mura

di

Op.
Ibid.,

cit.,

lib.

Ili,

cap.

Ili,
Il

col.

88.
di

coli.
la

89-98.

del

voi.
'

128 dell'Archivio
Fuochi
di

Stato di Napoli,

il

quale contiene
contava, nel

Numerazione de

Nola, prova che questa

citt
r

22 maggio

1545, secentonovantadue "focolari" (e. 54


il

);

non molto pi
contare
''

di settecento,
"

18 marzo del

1563

(e.

80

\ senza per

alcune

addizioni
cit.,

"

de' giorni successivi.

LEONE, Op.

coli.

89, 91, 93 e 95.

Nola

nel Rinascimento

Otranto o nell'Asia, Alessandro Todone, Gian Felice Mazzeo e Vennerello Bulino


'.

Alcuni di questi

soldati

e cavalieri
i

entrarono in

grazia

degli ultimi principi aragonesi,

quali,

per

altro,

si

valsero

sovente de' cittadini nolani ne' negozi politici e nel governo


della giustizia. Cosi,
segretario regio fu

Vincenzo Mazzeo;

Luigi Grifo ebbe


ambasciatoli
in
il

il

capitanato dell'Aquila; vennero mandati

Ispagna

Iacopo

Antonio Cesarino e Nic-

col Mastrillo,
nopoli,

costui padre

Ciro a

Roma
2
.

e a Costantise

e Felice Felleccbia nell'Ungheria

Vincenzo
restarono

Lia, Francesco
uditori,

Bulino e

Anton Felice
di

de'

Risi

Gian Tomaso, nipote

quel

Gabriele Mastrillo
Consiglio di

che

fu

membro

del Consiglio

di

Stato e del

Santa Chiara, da
della

arriv alla
,

dignit di presidente

Regia Carnei

Iacopo
3
.

Albertino

fece parte della

Gran Corte

della Vicaria

Essendo ancora un po' lontano


forense, sotto la tirannide spagnola,
"

il

giorno in cui l'oratoria

per mancanza di libert,


del
tutto
si

pian piano in profession legale

converti

"

4
,

a Nola, da una parte, l'eloquenza continu ad aver cultori


eccellenti ne'

Mastrillo,

ne'

Sussulano, negli Scrignaro, nei


in

Fontanarosa, e segnatamente
tino e in quel

Gentile e Geronimo Alber-

Bernardino Vicariese chiamato da' suoi concit" 5


;

tadini
cina.
B

"

Lepido

e dall'altra,
si

non

vi

era decaduta la medi",


il

Questa scienza
",

onorata e santa
"

di tanta

" n

dignit
in

e pregio

allora

non correva, dunque,

pericolo

che

LEONE, Op.
Ibid., coli.

cit.,

coli.

90; 94, 95

96; 90, 91 e 96.


il

91. 92,

90

e 96.

Vedi anche

VINCENTI, Op.

cit.,

pag. 47.

3
1

Ibid.,

coli.

92, 94 e 89.
nobili napoletane,
in

SCIPIONE AMMIRATO, Famiglie


della
13,

Discorsi al signor

Murino Caracciolo, duca


rescotti,
5

Tripalda,
B.

Fiorenza, appresso Giorgia

Ma-

1580, parte

I,

pag.
coli.

LEONE, Op.

di.,

92, 93, 96, 89 e 94.

12

Capitolo I

poi la mise

1*

ambizione di
"
{
;

tutti,

"

di sormontar per la clta

pianta di Solone

anzi, era

molto professata da' Nolani,


diciotto
il

essendo
a'

vissuti,

in

un non gran spazio di tempo, da'


Giovanni Campione, Antonio
e,

venti medici, de' quali pur bisogna ricordare,

per

bel

nome

acquistato,

Masti ilio,

Paolo Giudicese, Vincenzo Chiaromonte,


verisimilmente
gnifici
il

perch furono
i

padre e

lo

zio del poeta

Tansillo,
2
.

ma-

dottori

Vincenzo e Gian Bernardino

TANSILLO, Capitoli giocosi LEONE, Op. cit., coli. 93,


stava

satirici,

cap.

I,

pag.

5.

92, 95 e 96.
a

La
il

signora Laura

CapIX,

pellaio

Venosa,

quando

Nola

le

mori

marito

(son.

pag. VII, in

Aneddoti

tansilliani e

danteschi pubblicati per cura di F. Fio-

rentino e

V.

Imbriani, a Napoli, da

Vincenzo Morano,

il

1883); e perch

partor nel

1510, rest
tra

vedova

nel

1509 o nell'anno

seguente.

Al

figlio,

come
che

si

vedr

poco, ella diede non uno,

ma due

nomi, Luigi e Vincenzo,


e

le

dovevano rammentare (parmi un'induzione ovvia


il

umana)

le

persone
il

che maggiormente avesse amate,


di questo ?
finito

padre e

il

marito. Ora,

qual fu

nome

Essendo

uomo

di

conto
il

aveva

sposato una gentildonna, e,

immaturamente, aveva

lasciato

figliuolo senza la pi saggia e

amorevole
cit.,

guida,

come

si

apprende da' commoventi


pag. VII),
Il

versi

dell'orfano

{Aneddoti

sonn.

IX

X,

il

marito

della

Cappellana

non

pot
(coli.

esser

dimenticato dal Leone.

quale nel sullodato libro del


una,
nella

De Nola

91

95)
nella

parla di

due famiglie Tansillo:


;

co'

medici Michele e Vincenzo,


di

strada di Cortefella
di
di

l'altra,

strada
fece

Vicanzio,
il

col

medico

Gian Bernardino
1521
sul
il

Cola.
morte,

Costui,

che

testamento
giovinetta
il

22 gennaio del
sua

letto

aveva

sposato una

compaesana,
e

Golizza:

loro
il

primogenito, venuto alla luce

1503, fu Cola;

Gian

Bernardino fu

primogenito

che

nel

1538

ebbe

Francesco, l'unico loro

figliuolo accasato

(Santa

-visita

di mons. Filippo Spinola del

1580,

ce.

180

e
in

82

"Io. Bernardinus

Tansillus

tenet et possidet

domum unam
bona

sitam
ipsius,

convicinio Viclantio iuxta hortum Sanctae Clarae,

iuxta alia

summissam anno quolibet in tarenos quatuor legatos per Nicolaum Caestarium,


prout Franciscus Tansillus, eius pater, suo medio iuramento affirmavit in alia
generali visitatione
";
n

Io.

Bernardinus tenetur anno quolibet


quos legavit magnificus
Io.

in tarenis

duobus

super omnibus bonis


eius avus,
ut

suis,

Bernardinus Tansillus,

apparet per testamentum ipsius, confectum per

Nicolaum Lau-

Nola
Se
si

nel Rinascimento

13

le

frasi

del

Leone non hanno


fatte,

difetti

di

quelle che
fra'

piglian
il

beli' e

bisogna convenire che


del

Nolani,

dopo

mestiere delle armi, l'esercizio

commercio era
'.

quello che andava pi a genio ed era pi diffuso


delle vecchie tradizioni di casa, famiglie
volentieri,

Gelose

intere vi

si

davano

Felice

come Pirro Coco co' quattro suoi figliuoli, Sardo, Geronimo Samuele e Iacopo Cerio
a guisa
di

Angelo

co' loro;

e chi n'era schivo nella giovent, mutava parere inoltrandosi


negli anni,

Andrea Barulo che


all'

nella
.

maturit
Solerti

rinunzi alla milizia e divenne un ricco mercante e


pazienti,

avveduti

opportunit
le

audaci,
:

non pochi

accrebbero, e taluno assai,

sostanze ereditate

Giordano

Giordani per esempio,

Santillo di

Tango, Felice Martino,

Cola
toro,

Magno

Borsello,

Fosco Marifeula, Lisia e Giorgio Mon-

Giovanni e Sansonetto Angelico, Vittorio, Alessandro,

Arrighetto, Michele e
di gran

Angelo

Mastrillo \

quali erano stati

lunga

superati

da un familiare
figlio

di

Ferdinando

II,

Pacello Chiaromonte, e ancor pi dal

di costui

Angelo

rentium Bulinum die 22 lanuarii 152!


e
i

...

".

Fuochi di Nola del


i

1522, 1545

1563,

ce.

46
come

39

43

foce.
i

460, 439 e 390). Conservando quindi

Tansillo,

per altro

tutt'

Nolani, gelosamente
il

nomi

di

famiglia,
sia

assai

probabile, se non certo, che

marito di Laura Cappellana


si

stato

Vincenzo
terlo,
figlie,
il

Vincenzo
e

in

fatti,

non Michele,

chiam anche, giova


chiamate
le

ripe-

poeta,

Vincenza

Laura furon da

lui

due prime sue bada


il

non esistendo, prima del 1510 a Nola, ma non


il

vi

Fioren-

tino,

nessun Luigi,
in

quale

pot

ben

essere
cit.,

l'avo
n.
al

materno del poeta e va


son.
" "

ricercato
1

documenti venosini (Aneddoti


frasi

IX, pag. VII).

Ecco alcune
",
"

del

De Nola,

coli.

90, 92 e 95:
",

magno mercaturae

studio valuit

studio

mercaturae singulari excelluit

mercatura praestan-

tissimus ditissimusque

Contando sommariamente,
la

poco

meno

d'un

terzo

delle

famiglie
Ibid.,

nolane esercitava
90, 91,

mercatura.

coli.

96

97.

Ibii.,

coli.

90, 97, 92 e 95.

14

Capitolo I

che

con

singolare

ardimento

fortuna

aveva avviato un
*.

notabile traffico co' porti d'Asia e d'Affrica

Ma
blici

il

commercio,

le leggi, le

armi e anche
i

gli uffici

pub-

e le sacre

dignit

non distrassero

Nolani da studi

di ogni genere. Cosi

due

soldati, Felice Fellecchia

ed Ercole

Fulci,

si

dilettarono questi di lettere,

quegli di musica;

Mario

Sasso, Felice Angelico, Adriano Ferrari e Cola Sci ignaro

erano giurisperiti e poeti; alternarono


gli ozi letterari

le

cure politiche con

Vincenzo Mazzeo, Felice Gennaro e Palamede

Barone; e se il monaco Francesco Campione e monsignor Andrea Verteraimo, vescovo di Sai no, predilessero le investigazioni filosofiche,
i

canonici Felice Vicanese, Giovanni

Mennato
tro
2

e Cola

Antonio Angelo furono degli umanisti, e Pie-

Sussolano, Mattia Montoro e Francesco Supino de' musi.

cisti

Si aggiungano
Mastrillo,

Gerardo e Paolo Marifeula, Antonio


Paolo Vernilo, Baldassarre Giudicese,

di

Angelo

Nardo Gaetano

e Felice

Abundo,
e

tra

gli

altri,

la

cui unica

occupazione, nella loro


musica: come Niccol

vita, fu la letteratura, la filosofia

la

Rea

Antonio Masseo che


Silvestro

si

diedero
e

interamente alla storia e all'archeologia,

Land

Barone Perusino
chitettura
3
.

alle

matematiche, e Marino Sasso

all'ar-

Si ebbero costoro, massime da' concittadini, non

piccole lodi,

ma non

paragonabili

mai con quella meritata


nobili

da Ambrogio Leone che rimane sempre uno de' pi


intelletti

di

Nola \ Nato da Marchesella

Balletta

e da

Leone, Op.
Ibid.,
Ibid.,
11

cu.,

col.

91.

2 3
4

coli. coli.

96

e 89; 93,

95

e 89; 91 e 93;

93, 97, 94, 96, 92 e 95.

92, 97, 96, 95 e 91; 92 e 97;

90

e 97;

93.

LEONE,

con

la

lettera

del
gi

agosto 1518, informava Erasmo, oltre

che de' suoi

studi,

delle opere

epistolarum, pag. 382):


la

l'opuscolo

principale sua fatica offerta a


et

(ERASM1 Opus De Nola intitolato a Enrico Orsini, e Leone X: " magnum opus sectum in libros
composte e pubblicate
".

eex

quadraginta ex Peripatetica disciplina confecimus adversus Averroen

Nola
Marino,

nel Rinascimento

il

nostro

storico

illustr

il

suo casato

che

gi in

parte era stato tratto dall'oscurit da un eccellente musicista


e familiare di Alfonso
soldati e letterati;
II,

Damiano, non che da mercanti,


fu
lui

perch

a destar l'ammirazione

fin

nella

"

pi magnifica delle citt italiane, Venezia, fra patrizi


"

ed

eruditi

della riputazione

di

Erasmo,

Battista

Egnazio, Geronimo Aleandro e

Aldo Manuzio, Marco Musuro, con

cui visse parecchi anni della sua vita e

da alcuni de' quali

ebbe l'ultimo vale

l
.

Il

figlio

Camillo

poi,

mandando da Venezia
uno
scritto

1'

8 settembre
di

del

525, anche
avverti che

lui

all'ultimo conte di Nola,

postumo

Ambrogio,

questi

aveva
in

lasciato

"multos... libros, partim a se compositos, partim vero


translatos;

e graeco

latinum

inter

quos

est

libellus

E
De
De

et

I in

quo multa docte quidem explicantur, dialogus


nuncupatus
clariss.

De bisexlo, alter De De nobilitate, dialogus


patritio veneto, libellus

Devi

ridendi...

Antonio Iustiniano

virtutibus qui

nunc a me sub
Lucubrationes
et

nomine excellentissimi

Iacobi Antonii de
libellus

Caesarinis editus
signis

est,

quaedam

in

sexlum Metaphisices,
in

pluviarum
rerum,

Ventorum, Annotationes
per

tiriacam
et

":

in

LEONIS De
lavori

nobilitate

Venetiis,

Melchiorem
per

Sessam

Petrum de Ravanis,
de'
del

1525.
Leone,

E
il

mancano

ancora,
libcr

aver

l'elenco
il

compiuto

De

urinis
aliis

primus,
in

stampato

1519

a Venezia, e l'Opus

quaestionum tum
sophia
il

plerisque

rebus cognoscendis

tum maxime
la

in philo-

et

medicina scisntia,

opera

che

parimente vide

luce a Venezia,

1523.
1

LEONE. De Nola,
1518
invi
al

coli.

91. 92 e 98.

Nella risposta che nell'ottoepistolarum,


pagg.

bre del
e

Leone,

ERASMO
illam

(Opus

383
[tuae

384):

Sic enim mihi totam

nostrae

consuetudnis

memoriam

literae]

renovarunt,
tueri

ut et

eas

legens

apud Venetos

mihi

viderer agere,

veteres

amicos

coram

amplecti,

Aldum, Baptistam Egnatium, Hieronymum


in
...
,

Aleandrum, Marcum Musurum, teque


simum....
tissima,

primis,
in

amicorum
facile
...

omnium

suavis-

te

felicem cui contigerit

urbe

omnium

magnificen-

inter

patricios et eruditos viros consenescere

".

MARIN S/\NUTO
Baio/zi,
[6 marzo
eri

ne'

Diari,

per

Federico

Stefani,

Guglielmo

Berchet e Niccol
B

Venezia,

1893, tom.

XXXV11I.
corpo
fu

coli.

54

57:

Morite

sera

I5J5
zorni

domino Ambroxio da Nola dotor medico


2-

di

anni 66;... morto in


[il

apopletico.

11

portato

questa

matina

7]

in

chirxia

di

Capitolo I

Che
stesso

a Nola fosse vivo

il

culto della filosofa e degli studi

letterari,

confermato dall'origine d'uno de' dialoghi dello

Leone.

Una

comitiva di giovani amici, composta di

Bernardino Vicariese, di Francesco Verteraimo, di Bernardino


Basile, di

Adriano Ferrarese,
altri,

di

Vincenzo Chiaromonte e
d'aria refrigerante in
l'invito

di parecchi

per godere un po'

un giorno canicolare, accettano con entusiasmo


nocenzo
Mastrillo,
"

d'Inorti

di

recarsi

ne' suoi

"

vastissimi

bellissimi giardini

del vicino borgo di S. Paolo;

e quivi,

dalle considerazioni sopra


si

un superbo platano,

alla cui

ombra

eran messi a sedere, s'ingolfano in un cosi dotto ragioalla

namento intorno
per l'appunto e
venti

nobilt delle cose, che


riferirlo
i

Ambrogio non

crede inopportuno di
i

l'aumento dell'istruzione
formati co' pro-

molti e

bei patrimoni

sempre maggiori d'una buona agricoltura e di prosperi


il

commerci favorirono, assicura


zione de' suoi concittadini, di
e la raffinata
cortesia,
"

nostro

storico,
gli

l'inclina-

conservar

antichi costumi

non

tollerando

alcuna rusticaggine.
case ampie e bene
e splendide

Ond'essi

si

compiacevano

di posseder
vestiti

addobbate, d'ornarsi con ricchi

gemme,

San Salvador,

doman

sar

sepulto a

San

Bortolomio,

et

se

li

far

una

orazion funebre.... In questo zorno fl'8]

fu sepulto

a San Bortolomio maistro


Bortolomio con poca

Ambioxio...,

et

di

San Salvador

fu

portato

San

pompa;
Rizardo

qual sepulto, per uno dotor in medicina venizian, nominato


di

domino

Rizardi, zovene di anni...,

in

pratica

con

maistro

Marin Bro-

cardo, fu fato una orazion funebre

molto

dota

et

elegante.

Eravi maistro

Diomedes

et

maistro Mathio da Feltre


Fantis,
et

medici, et pre' Baptista

Egnazio

et

domino Antonio de
Battista
"

io
il

Marin Sanudo
3 ottobre,

con

molti

altri... ".
c/7.,

Con

Egnazio

si

condoleva

poi,

ERASMO
;

(Op.
sed

pag. 602):

Ambrosium Nolanum
est

nobis ac studiis
ille
illi

ereptum doleo
vixit

quandoquidem

omnibus semel
infeliciter

moriendum,
est.
".

nec

incommode

multos annos nec

mortuus
perpetuanti
nobilitate

Precor

deum
cap.

propitium et inter piorum

animas

quietem
i

De

rerum

dial.

cit.,

I.

Nola
mule,

nel Rinascimento

d'aver
caccia.

cavalli

e
il

d'allevar

cani e falconi

per

la

Assai lodavano
i

vigore e la bellezza
a'
figli

del

corpo,

ricercavano

nomi da dare
il

che poi educavano con


elegante e
i

ogni cura, e ammiravano


squisite.
le

parlare

le

maniere

Evitavano
gli

le

fazioni,

non conoscevano
l'ospitalit
offri

tradimenti,

rapine e

omicidii.

Onorando

per aver telieto

stimoni della

gentilezza del

suo vivere,

Nola un

soggiorno a Gian Francesco Caracciolo e ad Aurelio Biennato,


al

Valla,

al

Pontano e
a'
fratelli

al

Galateo

"

l
.

L'elogio tributato
n

Bulino dal Leone, che cio


della patria
"
',

tutt'e

due sono amantissimi


a
qualsiasi
altro,

tocca, prima

e pi che

proprio
a' figli

lui.

Egli

ci

parla

dell'attaccamento del popolo


sforzi

di Ciro

Mastrillo, degli
i

di fra

Giovanni

Infante per ottenere

restauri

della

chiesa e del convento di Sant'Angelo, de' prodigi di abne-

gazione del governatore Antonello

demia delle febbri


gli

palustri,

in

Camposano durante l'episomma di tutte le cose che


bene de' conterranei;
de'
loro usi e
3
.

porgono

il

destro

di

dir del

quasi non

sodisfatto,

viene a trattar

pregi,

facendone una smagliante e lusinghiera dipintura

La quale
egregios

"

Multitudo civium, qui


...
,

solis

mercaturae muneribus se
illos

domumque

reddiderunt

servant

hac etiam tempestate mores


;

antiquos atque vetu-

sta vivendi elegantiam

in

urbe enim nulla


coli.

rusticitas

admissa est...":

De

Nola,
*
:

lib.

Ili,

capp.

V
89

VI,

100-102.

lbid.,
lbid.,

cap.
coli.

IH, col. 95.

92,

95.
tom.

1,
i

veramente strano e imperdonabile che

il

RKMONDINl (Op.
la
"

cit.,
"

pag.
libri

630) raccolga

diffonda
"

con com-

piacenza

tradizione

che

tre

De Nola

sieno stati
in
i

dettati
si

da un
studia
il

animo

livido e

maligno";

laddove

l'autore di
la

essi

ogni pagina
suoi

di difendere,

di lodar

con entusiasmo
al

sua patria e
Ili,

concittadini,

Leone, bisogna concedere

suo critico (tom.


difetti;

pag.

194),

poco o
sieno,

punto accurato", ha pure

altri

ma

difetti,

quali e
gli

quanti

essi

da imputarsi sempre
non
si

alle

idee che della


le

storia

avevano

umanisti,

qualora

vogliano considerar tutte

difficolt

vere e

proprie d'un argomento


2.

Spampanato.

18

Capitolo

I.

per, se attenuata un poco

nelle tinte e ridotta del pi


"

del

meno che
nativa
l
,

si

deve

alla

piet

"

ond'egli

si

occupa della
fedele

terra

appare

una

descrizione

abbastanza

della societ nolana, perch

non diversa da quella poetica


il

che alcuni anni appresso ebbe a darci

Tansillo.
"

Quanto
d'

al

Tansillo, la sua
:

"

nobil patria

gli

stava in

cima de' pensieri

appoggiandosi probabilmente all'autorit


"

un vecchio ed

eccellentissimo

"

suo

concittadino,

il

magnifico reggente Iacopo Antonio Cesarino, egli, giovine di

ventidue anni appena,

"

ebbe

ardir

raccomandar
la

"

al

vicer

Toledo che impetrasse dall'Imperatore


con cui era
stata

revoca del diploma

concessa
la

alla

Mombel

l'investitura di

Nola;

"ed ebbe alcun vigor


i

sua parola", perch vennero "esauditi


patrocinar
la

suoi preghi"

2
.

come ferventemente dov

bella causa egli che, partendo in tenera et

da Venosa, con

che

in

buona parte riguarda, come avverte


(lib.
Ili,

il

LEONE

medesimo, tempi oscu...


,

rissimi

cap.

Ili,

col.

88):

"

summopere nos cupientes


saeculis,

nequimus

comparationem facere praesentium cum anteactis


de plerisque
aliis

de

familiis

enim
".

ut

rebus nolanis nihil a


egli

quoquam relatum usquam


la

legimus

In

nessun modo, in nessun punto


1

mal disposto contro

sua patria.

"

Pie tu quidem, quod

Nolam patriam tuam


al

illustras, cui

quondam Maro

noster

famam

invidebat

"

diceva
cit.,

suo Ambrogio, nella risposta dell'ottobre

del

1518,

ERASMO
cit.,

(Op.
I,
"

pag.

384).
"

Ma

questi, sentenzia

il

REMONal

DINI (Op.

tom.

pag. 630),
del
il

scrivendo semplicemente cosi, mostr


dell'amico.
E,

di far pochissimo

conto

lavoro

sentenzia
il

conforme
quale,
se

suo preconcetto, falsando

pensiero
di

del

dotto

Olandese;
sia

mal

non
del
2

m'appongo, ha

in

mente

rilevar

com'egli

assai

men

fortunato

medico nolano che pu occuparsi


Poesie
liriche,

di studi

non pure
in

filosofici,

ma

patrii.

Cap.

al

Vicer di Napoli,
vedi
la

Pref.,

pag. XII.

n
,

Oltre

la
il

n.

delle pagg. 14 e

15,

lettera

che nel 16 settembre del 1525


"

dottor di arti e medicina Camillo


i.

Leone

dirigeva

mag.co atque excell.mo


e che
ari-

u.

doct. Iacobo

Antonio de Caesarinis

regenti Neapolis dignissimo

premise alla versione latina che suo padre aveva fatta dello
stotelico

scrittarello

De

virtutibus,

Venetiis,

per Melchiorem Sessam et

Petrum de Ra-

vanis,

1525.

Nola
cuore
e le
"

nel Rinascimento

19

l'ansia
cielo,

nel

lacrime

agli

occhi
il

cercava

quel
e vi
n

quel terreno
trattenuto
desir,

ov'era

nato e morto
n

padre

';

rest,

non solo dalla


n

devozione

"

di onorar
lui

con
2
,

uman

con divin culto

quelle zolle per

sacre

ma
tello

invogliato anche dalla zia Golizza e da' cugini Nicola,


lo

Francesco e Camillo, che


3
;

trattavano
"

come

figliuolo

e fra-

"

sotto

il

favor

"

di

due
il

chiari,

illustri

e gloriosi
4
;

spirti

",

Maria Sanseverino e

marito Enrico Orsini

fra

molti amici che

non erano

inferiori,

per doti d'ingegno e d'a-

nimo,

al

rev.

vicario Rinaldo Piergianni, al magnifico dottor


al

Paolo del Giudice,


e

signor Giulio della Tolfa, a Francesco


Mastrillo,
e

Gian Luigi Fontanarosa, a Geronimo


d'Afflitto, a

Gian

Paolo

Geronimo Albertino

neppure a genti-

Sonn. "Dal natio nido mio" e "Questo dunque


danteschi,
"

il

terren", in

Aneddoti

tansilliani e
-

pag. VII.

Son.

cit.

Dal natio nido mio \


al

Nella Sat.

Galeota (Capitoli giocosi


E.
".

e satirici, cap.

1,

pag. 10):

"

Ho

qui una zia, anzi una madre cara,

tre

piuttosto frati che cugini,


la

Che

atten-

don sempre
4

al

mio governo a gara


in

Vedi anche
e
i

n.

2 delle pagg. 12 e 13.

/ due pellegrini,

L'egloga

poemetti, con introduzione e note di


v.

F. Flamini, Napoli,
'

V. Vecchi,
il

1893,
ha

1077, pag. 42.


salutare per
il il

Ossia coloro che


cap.

Fontanarosa
pag. 25).
e

da

poeta (Capitoli
riconosce pochi,
gli

giocosi e satirici,
quelli
altri,

II,

De' quali
(pag.
Il

Volpicella
7
1

indicati
in

col

nome

cognome
di
B

33,

n.
la

noi riconosciamo
valentia aveva
" "

grazia de*

Fuochi

Nola.

medico,

cui

tanti
"

strappati dall'ugna della morte

ed era dal
risulta

TANSILLO
essi
ar. et

saputa per pruova

fcapp.
del
I

li,

pagg. 3 e 25)
I

appunto da
M.cu,

Fuochi (Numerazione
d.

522,

e.

foc.

05),

fu
su'

il

m.

Paulus de ludice
1

",

genero di Ferdinando Land e

cinquantaquattro anni nel

540. La melo.

desima Numerazione
Fontanarosa";
il

(e.

25

foc.

234) ricorda anche


sette

il

"

Nob.

Loisius

quale,

nato nel

1502, contava

anni di pi del barone


al

Francesco (Fuochi del


"

1543,

e.

46

foc.

525), colui
(ce.

quale diretta
r
,

la

lettera
si

"

tansilliana.

Da' Fuochi del


che
in

545

20

e
"

42

foce.
Io.

225

476)

ricava
"

inoltre

questo torno di tempo


il

il

M.cu

Paulus de

Afflitto

aveva quarantanni, e cinquantadue

"

K.dus Rainaldus de Pyrrho

20

Capitolo

L
per
lo

luomini

napolitani

che

abitarono

pi a
e

Nola o

vi

soggiornarono,
leota,
la

come Giulio Cesare Caracciolo


il
i
.

Mario Ga"

cui familiarit

poeta non dimentic ne' capitoli


"

e nelle satire

Trascorrendo

qui lieto

il

viver
le

suo,

si
2
;

capisce ch'egli potesse augurarsi "d'imbiancarvi

chiome"
3
,

ma

costretto nel

1536, perch

scelto per

"continuo"
di
i

stare a

Napoli

in corte o a seguir

don Garzia
carezze
"

Toledo,

figlio

del Vicer,

nelle

imprese
le
" "

marittime contro
tante

Turchi, non
",

cess
"

di

rimpianger
"

de' parenti

le

accoglienze
4
.

il

conversare

degli amici dell'adole-

scenza

se provava sollievo nello scrivere a coloro che


le

maggiormente amavano
rosa, cio, e
il

loro

contrade,

il

barone Fontana-

"buono"

e "caro" Albertino; nel decantare


il

di Iacopo

Antonio Cesarino
e di Bruto, e del

patriottismo uguale a quello


le

di

Codro

Merhani

sculture
';

da essere
nell'enu-

invidiate dallo scalpello di Fidia e di Prassitele

Ioanne, vicarius civitatis Nolae

".

"

Il

mio buon Piergiovanni


ma, pi giovine,
il

",

lo

chiama

il

TANS1LLO
lo

nel

1540

(cap.

11,

pag. 25);

reverendo era per

meno una
1

testa

calda, se per ribellione alle autorit civili e religiose venne

perfino imprigionato (Fuochi del

1522,

ce.

33

34

foce.

333

e 339).

G. C. Caracciolo
"Il

(Capitoli giocosi e satirici,


ritrovato a

cap. XII, pag.


i

200)

il

TaNSILLO:
nel ne'

non avervi

Nola,

Come

mesi passati..."; ma,

1563,

il

nobile napolitano addirittura


quella citt (e.

noverato

con

tutta

la
"

famiglia

Fuochi

di

27

foc.

245). Nella quale pure


"

nacque

l'amicizia del Tansillo col


fu Nola,
"

Galeota" (cap. Vili, pag. 127):


".

La
"

patria sua

dove voi Gi
"

steste...

Al Galeota

l'amico

mand
"

tre satire,
al

una

lettera

all'Albertino, un'altra al Fontanarosa e


1,

un

capriccio

Carac-

ciolo (capp.
~

Vili, IX,
e
i

III,

II

e XII).
pellegrini,
v.

L'egloga

poemetti,
cap. XI,

due

1085, pag. 42; Capitoli


pag.

giocosi e satirici,
:i

Al Principe
26.
I

di Bisignano,
"

186.

Quanto
il

alla

nomina del Tansillo a


di.,

continuo

n
,

cerca di ramificarne la

data

Rosalba, Op.
liriche,

pag.

Capitoli giocosi e satirici, capp.

e Vili, pagg.

127.

Poesie

son.
i

XCVIII,

pag. 50; Ibid., sonn. XII e


vicer

XXII, pagg. 7
147.

12;

L'egloga

poemetti,

Al

Toledo,

st.

LXIII, pag.

Nola
merar
n

nel Rinascimento

21

le

schiette e

vere e miracolose bellezze


n

di

"

una

o due schiere di donne

sue concittadine,

le

degne
da

ospiti
';

della leggiadrissima sposa del


nel parlare
2

duca Vespasiano Colonna


volta
lui

fin

del pane e de' vini una

prenel

feriti
1

egli era
"

interamente pago, sol

quando,
",

540, poteva
n

andar spesso a Nola


n
,

o,

come come tre


n

anni
3
.

innanzi,

sgombrar Napoli
il

magari per motivi di salute

Bast che

medico
raro
"

gli

accennasse che a Nola


",

uom

pia-

gato in testa
offerte
tirsi

more

che

fu

sordo

alle

"

preghiere,
n
4
.

e ragioni
la

de' padroni e degli amici; e


gli

per par-

presto,

notte

fur

ceppi

le

lenzuola

Ad

Alcinio, che,

ormai

non

sperando pi

in

nulla,

per ammazzarsi, d questo consiglio:


Quinci
i

pie

mossi,

non, quai prima, in vano,


la

non lungo spazio calcheran

terra,

che giungerai nel fortunato piano,


che tante grazie quante mai vide
al
il

suo bel seno serra,


Ciel,

con larga mano

qui troverai l'eccelsa, antica terra,


l

dove
petti

il

vincitor

prima Anniballe
diede
al
le

a'

de'
la

Roman
terra
felice

spalle.

Quest'
ch'il

Ciel tanto gradita,


tolle;

nome

di

all'altre
far

quest' la terra ch'a ben

t'invita,

e per altri e per s tanto s'estolle.

No'
di

la potrai chiamar altro che vita;


il

tante grazie
si

Ciel ornar

la

volle

qui
la

riserba a l'alte tue


'1

ruine
fine
h
.

lunga requie e

non sperato

Capitoli giocosi e satirici, cap.


II,

XII,

pagg.

196

197; Poesie liriche,

son.
2 3
4

pag.

2.
satirici,
I,

Capitoli giocosi e
Ibid.,

capp. IH e IX, pagg. 45 e

157.

capp. XII e
cap.
e
I,

pagg.

195 e

2.

Ibid.,

pag. 2.

L'egloga

poemetti,

I due pellegrini,

vv.

1061 -1076, pag. 41

22

Capitolo

I.

Consiglio dettato dall'ammirazione,

la

quale fu sinceramente
il
1

sentita dal Tansillo per la terra paterna


in

527, ne' giorni


1'

cui

1'

anima

gli

si

schiudeva
durante
in

alla
i

poesia con

egloga /
vent'anni

due

pellegrini,

ancor

quindici

successivi;

ma

che d'allora
lui,

poi and gradatamente sce-

mando
vi

nel cuor di

per

finir

quasi in quello de'

figliuoli

che vissero a Nola: Mario

Antonio, che prima

del

1588

spos una nipote della madre del Leone, Caterina Bale Laura, che
vi

letta;

mori anche

il

27

luglio del
'.

1600, e

fu seppellita nella

chiesa di S. Paolino
poetici
tansilliani

Ne' componimenti
alla

che

appartengono
certo,
alpili

seconda met del secolo,

non

mancano, di

lusioni e

rimembranze nolane;

ma

queste per non son


1'

riscaldate

da nessuno

di quei

sentimenti a cui

autore

ci

aveva

assuefatti.

si

che

il

desiderio della patria, per non

parlar d'altro, sarebbe dovuto

diventare in

lui

pi

acuto,

pi
alla
n

difficile

a comprimersi; non tanto perch egli s'accostava

vecchiezza, quanto perch


",

oramai

non
1

viveva che di
sconsigliava
n

continui travagli
letterato

se nell' ottobre del

563

un

veneziano,
la

Domenico
fortuna

Veniero, di
possa

cercar di

veder

quanto

perversa

operar gi mai,

II

7 luglio del

1588, nella
legitima di

prebenda di Santa

Margherita

"

si

bat-

tizzata

Aurienza,
fu
il

figlia

M.
fu

Mario
Sibilia

Tansillo et di
";

M. a
":

Caterina

Balletta;

patrino

D. Mario de

Adi 27 de
S. t0 Paulino

luglio

1600
re-

morta la S. ra
gistri

Laura Tanzillo;

sepelita in
liber

cosi

ne'

parrocchiali di

Nola (Natorum
e.

a die

19

aprilis

IO

februarii

1625,

287
fase.

Defunclorum
e.

liber

a die

1588 ad diem 7 aprilis 1600 ad


24
di-

diem

14

iunii

1709,
il

1,

).

Se

lecito

poi trascurar documenti,

come
72

quello in cui
1

signor

Mario

Antonio

Tansillo

appare, nel

cembre del
e.

588, padrino di Angelo Antonio Sperandeo


rilevar

(Natorum

liber,

v ),

importa

che

fin

dal
in

569

esso

Mario Antonio

stette

al

certo spesso e per molto a Nola,

casa dello zio

Francesco e del cugino


i

Gian Bernardino, che insieme con monsignor Scarampo erano

suoi tutori

Rosalba, Op.

at., doc.

XIV,

pag. 60.

Nola

nel Rinascimento

23
n

poscia ch'egli

era

...

oggetto a tutte
il

le

miserie

umane

Napoli, non
"

avendovi

Tansillo,

dopo

ventisette

anni,

preso,

n sperando di pigliar gi mai per l'avvenire, tanto

di

quell'aere, che bastasse a farlo participar


n
,

de

gli

universali

di questo paese

era per
la

lui

divenuta, massime da

quando
il

aveva

perduto

con

morte di don Pietro di Toledo


n

principal suo protettore, un vero

esilio

"

\ Oltre

a'

grandi

e molti disinganni, che eran la causa


n

delle

amarezze che
"

chiudeva

in

seno
n
,

n
,

le

infermit;

perch

nella

umida e
1

catarrosa Napoli

egli

scriveva
n

nel
cielo,

marzo" del

563

alla

signora Onorata Tancredi,

terra,
",

acqua
il

mi conferisce
Tansillo,
n

3
.

"In somma,

io

conosco
:

concludeva

che questa non mia stanza

Dio mi conceda
egli

a qualche

tempo potermene
la
n

liberare

";

eppure
n

con

la

Tancredi,

sola

cui gli era


n 4
,

concesso

participar la
gi

sua intrinseca afflizione


fatto

non sospirava, come


di
n

aveva
D
.

nelle poesie giocose e satiriche,


"

correre a

Nola

Dall'
mali,

ambizione
n

e dalla
n

superbia
cui

derivarono
si

tutt'i
il

quei
6
;

tempi

infelici

di

tanto

lamentava

Tansillo
a
di

perch se mal
la

si

tollerava la

dimora

di Napoli,

Nola era un sogno


venti o trent'anni
1

vita semplice, tranquilla e

gioconda
focatico

innanzi.

Fino

registri
i

del

del

545

e del

563, che non son certo

documenti pi
i

adatti a illuminarci,

contengono notizie di

rilievo:

titoli

di

L 'egloga CXXIV. Per


1

poemetti,

Illustrazioni

biografiche

bibliografiche,

pag.

l'interpetrazione
il

delle

lettere
c/7.,
cit.,

tansilliane

edite dal

Fiorentino

e dal Flamini, vedi


*

ROSALBA, Op.
Illustrazioni
a'

pagg. 45-51.

L'egloga
Poesie
Ibid.,

poemetti,
n.

pagg.

CXIV
pagg.

CXV.
e 297.

3
4

liriche,

sonn.

CXXXIX-CXLI,
cap.
al

293

pag.

297.
satirici,

Capitoli giocosi e

XII, pag.
di
trotto

195:
".

"...

Ando

Nola

cosf

spesso,
''

Ed

al

tornar di
I,

passo,
5.

gir

Ibid.,

cap.

pag.


24
Capitolo
I.

nobilt che assai sovente


vit di cui

s'

incontrano, e la numerosa
la sola

ser-

disponevano parecchie famiglie -

vedova

del magnifico Troiano Albertino aveva ben sette domestici,


quattordici la famiglia del magnifico Iacopo
otto
i

Antonio Albertino,

giovani coniugi Francesco Antonio e Giovanna Fonil

tanarosa, anche otto

magnifico Prospero de

Palma
altri

col quale
-,

convivevano

il

figlio

e la nuora, e non e
il

meno

signori

provano come

la vanit

desiderio di sfoggiare oltrepasci

sassero gi la misura.

Ma

che

difetta

ne'

Fuochi,

si

trova a dovizia in alcune carte nolane possedute dalla Biblio-

teca della congregazione dell'Oratorio di Napoli

2
;

le

quali,

nonostante sieno andate in dimenticanza, destano non poco


interesse,

come
martiri

quelle in cui alla


di

"

vita

delli

cinque santi
altre
1

vescovi
notabili,

Nola

vi

si

giongono

alcun

cose
"
3
.

opere pie, omini

illustri

e insigni sin a l'anno

591

L'anonimo autore
non

di queste carte
fatti

il

quale, sia detto per

incidenza, raccogliendo nomi e


ci

senza ordine ed economia,

ha lasciato di meglio che uno zibaldone

compil
il

parecchi elenchi alfabetici delle famiglie nolane, pigliando a

fondamento, all'opposto di quel che aveva stimato


i

Leone,
criterio,

natali,

le

parentele e

beni

loro.

Di
o
"

fatti,
"

-il

suo
"

che s'intravvede nella distinzione


tadine
"

delle
"

casate
"

in

"

cit-

od

"

onorate

"

"

nobili

baronali

\ appare

evidente dalla tendenza a porre sempre

in risalto certi partico-

Fuochi del
ce.

1545,

ce.

33

v e

34

v>

foce.

387

394; Fuochi del

1563,
2

9 V)

foce.
pil.

13 e 85.

Collocate oggi in

V,
"

n.
la

III.

Al REMONDINI
tanto

spetta
il

lode di aver disseppellite


"

le

carte che egli


I,

chiama per antonomasia

manoscritto nolano
altri

(Op.

cit.,

tom.

pag. 57);

ma
4

lui,

quanto
vite

pochi

che

le

conobbero,

le

pregiarono, unica-

mente, per

le

de' cinque vescovi.

De

la

vita delli cinque santi

Vescovi martiri nolani ecc., ce. 81

Nola

nel Rinascimento

25

lari.

Cosi, sorvolando per ora sulle


varia ne'
diversi elenchi

famiglie onorate

il

cui
,

numero
e
i

da novanta a centosette
si

cui nomi sono a un di presso quelli che

leggono nella
di Fuochi,
il

storia

del

Leone

e poi nelle tre

Numerazioni

degli Albertino egli mette in rilievo la secolare nobilt;

parentado co' Piergianni di Nola, e co' Caracciolo, Torella,

Tomacelli e Berlingieri

di

Napoli;

le

grandi facolt, non

minori di trecentomila ducati, costituite da palazzi, giardini,


feudi,

masserie e boschi
i

2
.

Uguale
e
i

fortuna, al dir di

lui,

possedevano
con
co'
le

Del Giudice

Mastrillo,

congiunti questi
Sicilia,

pi antiche famiglie di
della
sul

Napoli e di

quelli
.

Longo

Cava

e co'

Calenda

di

Benevento

Barone, venuti

principio del secolo decimoquinto

da un

casale di Lauro a
a informarci,
in cui
i

>

;\,

vi

avevano, e sempre

l'Anonimo
e ville

il

pi bel palazzo; e a Liveri


i

giardini

potevan degnamente ospitare


i

loro parenti

napolitani,
l
.

Caracciolo e

Filomarino, nobili del seggio di


1

Nido

Dei

Cesarino non dimentica l'origine romana,


co* quali eran
ze,
le

signori di
le

Nola

legati
i

da vincoli di sangue,
costosissimi
".

molte sostan-

armi e

cavalli

anche de' baroni

Alfano,

Fellecchia,

Giuseppe,

Fontanarosa,

De

Palma,

Monforte, Frezza e Marifeula non tralascia di


alle
affinit,

riferire, oltre

le

ville,

feudi e

altri

poderi di cui eran pae,


".

droni, le rendite

di

migliaia di scudi,

a volte,

il

numero

de* servi, de' cavalli e delle carrozze

Tra' suddetti no-

De

la

vita

delti
.

cinque santi Vescovi martiri nolani ecc., ce.


alla

cit.

Ibid.,

81

2
r

Qui, come altrove, per supplire


il

mancanza
con

della

numed'un

razione,

ripeter

numero

dell'ultima

carta

numerata

l'aggiunta

esponente progressivo.
3

Ibid.,
Ibid.,

e 82
e.

v.

'

81,
83

'

Ibidem.
Ibid.,

ce 81

26

Capitolo

I.

bili

non sempre

son

compresi

De'

Risi,

De

Notariis

ch'eran

signori di Sirico, e in fine quei Tansillo

che, se-

condo l'Anonimo, provenivano dal casale


parenti de' Fellecchia, de' Mastrillo e
"

di Cimitile, eran

de' Carmignano, e

ben potevano

darsi vanto di

Aloisio Vie.
"
*.

che compose

// pianto de S. t0 Pietro in versi

Come si vede, son famiglie che in buona parte mo per quanto ne scrisse il Leone: ma famiglie
prima col sapere, col solerte esercizio delle
berali o della mercatura,

conosciaelevatesi
li-

professioni

con

la

non

comune

perizia dei

pubblici negozi e delle armi; altere, poi, della nobilt del

sangue

di

quelle

ricchezze

che,

cominciate a mettere

insieme con onesto e assiduo lavoro,


dosi anche con mezzi
illeciti

vennero

moltiplican-

e condannabili.
i

Pur

troppo,
tra-

non occorre molto

per

convincersi che

Nolani eran

lignati da' loro antenati:

caso mai non


tratte,

si

voglia dar soverchio


sfogliare
i

peso

alle

deduzioni

finora

basta

registri

della Curia del Collaterale


poli.

dell'Archivio di Stato di
lunghe,

Na-

Per

non

andar per

le

mi

limiter a riassu-

mere alcuni provvedimenti


cal e
Il

pigliati,

subito

dopo

della morte

del Tansillo, da due vicer, Perafan de Ribera duca d'Al-

Antonio Perrenot cardinal

"

di Granvela.

31

agosto del 1569, l'Alcal deve severamente vietar


si

quanto, per avidit di lucro,

fino

a quel

giorno

perle

messo a Nola, zappar cio ne'

fossi

che stanno intorno


",

mure... per cavare arena o puzzolana


in detti fossi
"

sorgendo
alla

"

l'acqua
citt
n
;

"

generando malissimo aere

De
di

la

vita

delti cinque santi


il

vescovi martiri nolani ecc.,


del
il

e.

83 r

L'A-

nonimo non esagerava:


nanza

tesoriere
tutto

Duomo,

il

vescovo,
nelle

1'

intera

cittadialla

Nola manifestarono
di

loro giubilo

lettere
il
1

dirette

Marchesa

Laino e

al

capuano G. B. Attendolo, allorch


le

585

Vico

Equense vennero ristampate


e del Cacchi,

Lagrime di S, Pietro pe'

tipi

del

Cappello

Nola
n rimediandosi
l'incarico,
ci

nel Rinascimento

27

tuttavia

all'

inconveniente,

il

Granvela d

nel 25 maggio del

1571, a Mario Galeota, che


Tansillo e che
fu

noto

come

intimo

del

assai
a'

pi

valoroso
sti,

ingegnere che poeta, di riparar del


la

tutto

gua-

con

facolt di raccogliere
la tassa
il

altro

danaro,

aumentando
opera
.

d'una met
Poi, perch

gi imposta

a' cittadini per tale

dottor di
gli

legge

Geronimo Morcat del Sacro


che coloro
"

Regio Consiglio
la

riferisce

che hanno
1'

fatta

nota del catasto in Nola, suoi casali e territorio,


fatta
n
,

hanno

mal

esso

il

Vicer, diffidando
agosto
di

delle persone del


al

luogo, anche nel 31

del

1569, impone
loro

capitano
n
il

al

giudice della citt


n

attender
di

"

riformare

lavoro,
le

non solo a
e

rispetto

detti

terreni,

ma
...

di tutte

altre

cose;

trovando

che

alcuno
li

non

abbia pagato
di co-

integramente quello
strengerlo...

che

giustamente

compete,

a pagare
lo

tutto

quello che per lo passato non

aver pagato, e per


predetta riforma
prescrive che
si
n n

avvenire farlo pagare conforme alla


tuttavia salvar le
il

\ Volendo
n
,

apparenze,
avante che

abbiano da comunicare
a'

tutto,

concluda cosa alcuna

magnifici Fabrizio Mastrillo e

Federico Fellecchia, a Gian Domenico di Tango e Orazio


Severino, chiamati, questi per
a esaminar se
il

popolo e quelli pe'


stati

nobili,

bene o no sieno
n

esatti

molti regio

renditi

e censi
nio
"

"

dal

tempo che
1

la
3
.

citt

venne

al

dema-

fino

all'agosto del

569

Curiae Collateralis Consilii


Ibid.,
Ibid.,

voli.

20

21, ce.

52

23

2
1

voi.
e.
1

20,

e.
.

150

48

v
"

I
la

Fuochi nolani del 1545 annoverano

nel

"

quarterio

dillo di

Vichianzo
(e.
,

famiglia d'un giudice di Lanciano,

Angelo Geronimo
fratello
figli

Severino
(e.

foc.

634),

quella

del

defunto

suo

Iacopo
Orazio,

17

foc.

191),

composta della giovine vedova Polita, de*


1531, nel

Felice e Francesco, nati rispettivamente nel


delle

1535
i

nel

1539, e

due

figlie

Porzia e Paola, con cinque domestici;

Fuochi del 1563

28

Capitolo

I.

Un'inchiesta bell'e buona sulle varie amministrazioni pubbliche di


tere
si

Nola compi
3

il

dottor Morcat, se alle


ordini

costui letdati dal


in fatti,

riferiscono
il

nuovi
1

non
1

meno

gravi,

Vicer, sempre

agosto del

569. Intendendo,

che

in

quella

"

citt
li

sono molti che sono debitori di essa,


conti di quelli che
si

e che rivedendosi

hanno amministrato

l'entrate di detta citt,

recuperala bona
"

summa
",

di dinari

",

l'Alcal scrive

al

capitano

che, assunto
razionale

Giovan Lonardo
e

Miranda
intervenir
li

per
"

computante

seu

invitando a

per instruzione e bona disposizione del negozio


Mastrillo e

mag. cl Fabrizio
i
,

Giovan Geronimo Albertino


Orazio Severino e Francesco

per nobili

e per cittadini
esattissima
tutti
li

Rosso, con ogni

diligenzia

debba attendere a
le

vedere e rivedere
in

conti di qualsivoglia persona che

qualunque modo aver amministrato

entrate di questa

universit

da l'anno

540 a questa

parte,

non ostante che


e trovando
"
2
.

tenessero liberatorie della loro amministrazione;


alcuni debitori,
alla
"

debba eseguire contra


delitti,

di loro

Quanto
giacch,

giustizia,

"

volendo debitamente provedere

",

composti alcuni

non

si

esiggono

le

composizioni

(e.

67

foc.

594)

ci

mostrano Orazio,

gi divenuto dottore di arti e

mediil

cina,
"

sposo della diciottenne Marzia. Nel


n
,

medesimo

quartiere
(e.

abitavano
r
,

M.cus Fabritius Mastrillus


il

di trentasette anni nel


figlio

1563
e

52

foc.

467),

magnifico

Federico
Battista,

Fellecchia,

di

Leonardo

nipote di Camillo,
del 1545, e.
e.

Scipione,
foc.

Gian

Mario

e Prospero
1

(Numerazione
del 1563,

40

458). Poich era nato nel

540 (Fuochi

39

foc.

358),

Federico contava qualche anno di pi de'


1

fratelli

Turno,

Omero
fattore

e Orazio.

Da' Fuochi

del

1545

(e.

34

foc.

395)

si

apprende che nel palazzo


de' beni

del defunto Gentile

Albertino
i

stava

Giovanni

Macerato,

che

in

Nola possedevano
uno
di

figli

gli

eredi del suo

padrone, Giovan. Gero-

nimo
e.

e Fabrizio,
r
,

dieci e l'altro di

nove anni (Numerazione del 1563,

234
8

foc.

1908).

Vedi

anche

il

REMONDINI, Op.
e.

cit.,

tom.

I,

pagg.

207

208.
1

Curiae Collateralis Consilii voi. 20,

Nola
manera che
li

nel Rinascimento

29

predette,

di

li

delitti

restano
li

impuniti, e quelli
",
li

che pagano sono


al

poveri e non
"

ricchi

egli
libri

ingiunge
delli pro-

capitano e

al

giudice di

riconoscere

venti, nelli quali

stanno annotate dette composizioni; e tro-

vando che alcuno... non abbia pagato integramente, doverlo


constrengere
all'integro
n

pagamento"
mastrodattia

l
.

aggiunge

in

ulla

timo che, essendo

la

di casa

Mastrillo,

qual casata molto copiosa di gentiluomini, quali commet-

tendo alcun delitto potriano essere


alli

rispettati dalli

mastridatti

quali essi l'affittano


"

",

stretto

obbligo del capitano o


"

del giudice,
gnori,

occorrendo causa criminale contra di


di star presente
",

essi si-

non solo

all'

"

informazione da scri-

versi dallo
n

mastrodatti

ma
la

di

alligarla

anche
al

al

processo,

da consignarsi poi con


"
2
.

debita

cautela

proprio suc-

cessore

Non sappiamo
revisioni;

quali sieno state le conseguenze di quelle


1

certo che nell'anno appresso


Il

Nolani assisterono
il

fatti

impressionanti.
"

capitano Salines ebbe,


di

20

aprile,

l'ordine di

conferirsi

nella citt

Nola, e di carcerare,
custodia
co
f .

e di portare sotto
della

buona

cauta
il

nelle carcere

Gran Corte
Geronimo

della Vicaria

mag.
"

Giovan Francesco

Mastrillo e lo Barone di Fontanarosa


i

il

22 giugno,

nobili

Mastrillo,

Geronimo de Palma,
Sibilia,

Giovan
giorni

Geronimo

Alfano e Geronimo

che

gi ne'

'

Curiae Collateralis Consilii


Ibid.
,

voi.

cit.,

e.

49

'

e.

49

La
e.

stirpe

Mastrillo conta ben diciotto famiglie nella

Numerazione

del

1563:

foce.

104.

177. 246. 298, 299, 420, 427, 428,

429, 461, 462, 467, 469, 470, 611, 615, 619 e 620.
Ibid.,
voi.

25,

32

la

Ne* Fuochi del

1563

(e.

foc.

13)

il

barone Francesco Antonio Fontanarosa, primogenito


appare di trentun anno, con
telli

dell'amico del Tansillo,

moglie, due

figlie

e otto servi;

con

tre

fra-

due

sorelle,

il

ventenne Gian
247).

Francesco del magnifico Gian

Tomaso

Mastrillo (e.

27

foc.

30

Capitolo

I.

passati,

con

la
",

comminatoria

"

di mille

ducati e di altra pena

ad

arbitrio
vi

eran venuti a Napoli

prima del tempo pre"

scritto,

ritornarono insieme con


il

Mario Fontanarosa,
li

per
"
l
.

intendere alcune cose che

Vicer
il

ha ve da raggionare

Ed

ecco, contro l'ingordigia e


insorgere
il

mal governo, a noi pare

di vedere

nuovo
"

pastore di Nola, che fu poi

cardinale, monsignor
tutta la franchigia

Filippo

Spinola;
alli

perch questi, con


ecclesie e per1

accordata
",

clerici,

sone ecclesiastiche
eletti

scomunica, in principio del

570,

gli

deputati del reggimento, e protesta di non assol-

verli, se

prima non venga abolita


2
.

"

l'ingiusta

gabbella del...

pane

"

Ma

un' illusione
il

che dura un
Spinola,
vicina

momento
morti

non

termina giugno che

medesimo
della

senza te-

stamento alcuni
costoro
la
la

cittadini

Marigliano, nega a
alla

sepoltura, se

non donata

mensa vescovile

quarta parte della loro eredit; n rimosso dalle pre-

ghiere de' cittadini che non resistevano all'aria ammorbata,

n dalle minacce del


dopo,
finita

vecchio

Alcal
in

anzi,

pochi giorni
contrade,
li

anche

in tal
"

modo,
f' stare
"
3
.

quelle

stesse

una povera donna,


se

la

tanto insepolta che

cani

magnorno

il

suo corpo!

Curiae Collateralis Consilii


1

voi.

cit.,

e.

58

34

Eccetto

Mario Fone.

tanarosa che nel


foc.

563 aveva

ventisette anni
i

ed era scapolo (Fuochi,

30

276),

gli altri,

che avevano varcato


figli

quarantanni, erano accasati; anzi,


v
,

l'Alfano con due

e con dieci

il

Mastrillo (ce.

27

foce.

310, 247 e 104).


2

Curiae Collateralis Consilii


voli.

voi.
v

19,

e.
r
.

248

3 Ibid.,

23 e 25,

ce.

59

65

CAP.

II.

Natali e fanciullezza di G. Bruno.

Il

Leone, che pare sempre coerente a se


i

stesso,

sempre
Bruno,
l
.

benevolo nel giudicare


l'ultimo
libro

conterranei, nel terzo

capitolo del-

del

De Nola

non nover

la

casata

certamente perch a sua memoria non sapeva indicar neppure


delle mediocrit che l'avessero in qualche

modo
la

resa chiara

si

pu supporre

altro:

dal

1443, da quando Alfonso


sostitu

alle imposizioni delle sei collette

tassa di famiglia,
i

per un'ottantina d'anni


focatico
ficienti
';

mancano, pur troppo,


quelli
fin

registri

del

nondimeno,
3
.

che
dal

si

possiedono, sono sufesistevano a

ad accertarci

che

1452

Nola
fatti,

delle famiglie

Bruno
viro
vel

La Numerazione

del

522, in

Col. 88:

"

modice studioso claroque familia

ignobilis obscu-

raque potest
2

illustrar! ... ".

Nella Numerazione del

1522, a
altrove.

e.

12

per esempio:

"est numeratus

in

antiqua n.
3

445";

cosi

Di

famiglie

Bruno, ne' dintorni di Nola, ad Avella; dove,


riferito,

il

6 ottobre

del

1561
in

vien

ed notato nel secondo


(lib.
Ili,

esemplare della Generalis


),
"

Visitalio

diocesi nolana
est

e.

CXCV

Cappella sub vocabulo


di-

Corporis Chriski facta


ctae terrae
netteri
".

quondam donno Antonio Bruno, presbytero


i

Napoli, poi, oltre all'orefice gi ricordato (pag. 5),


et

"

pa-

m. ro Ferrante

m. ro Luise Bruno
il

";

tra'

"

gentilomini
";

razionali e

scrivani,

Antonio Bruno";
"

banchiere

"

mag. to Antonio Bruno


lo regio

Vincenzo

Bruno,
siglio
"
;

portier
"

de macza che serve presso S. E. e


Bruno, fante che serve per
la

Collaterale
la iustizia ";

Conecc.

loseffo

guardia de

(Cedole di

tesoreria,

dell'Archivio di Stato di Napoli,

voli.

249, 258, 279.

32

Capitolo

II.

cont

il

settantenne

Bernardino,

che
nuora

abitava insieme col

primogenito
nipotini

Giovanni,

con

la

Giovanna e
Iacopo,

co' tre

Silvestro,
su'

Luciano e Antonio;

che,

pur

essendo
la
1

cinquantanni, spos in seconde nozze Caradonia,


di suo fratello Pellegrino;
poi,

vedova
.

Nardo
altri

carico di

figli
"

Il

numeratore del

526,

oltre

due

Bruno

2
,

trov, in

un podere del magnifico Iacopo Antonio Cesarino.

fuori della citt,

poco lungi dalle mura


Vincenza,
A
.

",

Natale, fratello di

Pellegrino e di Iacopo, marito di Maria e padre di

Gian
nove,

Leonardo,

Andrea

rispettivamente di

cinque e quindici anni


la

Nel 1545 venne appena ricordata


4
;

seconda moglie di Nardo, Polissena


"

nel

1563, invece,
di

sei

focolari
il

",

notevole sopra a

tutti

quello

Geronimo,
5
.

che aveva
e
il

primo de* suoi nove

figli,

Innocenzo, gi accasato,
il

terzo,
a'

il

diciottenne Felice, avviato per

sacerdozio
al

Ma

Fuochi del 1658, del 1664 e del 1671 e

Cata-

sto del

1640 vanno

anteposti

libri

parrocchiali de'

ma-

trimoni,

delle nascite e delle


tra
la

morti,

essendo

state
il

appunto
principio

in questi,

fine

del secolo decimosesto e


502
e

346
stati
1

314,

ce.

503

130

152

177

).

Non

facile dire se costoro,


cittadini

che vivevano a Napoli nel mezzo del secolo, sieno

o provinciali.
e v

Ce.

foce.

110,

111

08.

La

famiglia

del

primo

matrimonio
2

di
r
,

Caradonia senza numero.


foc.

C.
3:

149
n

1471:

"

Iacobo

de

lo

Chiasto

Bruno
i

";

e.

53

col.
e.
:

Aprile Bruno".

Quanto

a costui,

vedi anche

Fuochi del 1522,

12
*

C.

144
r

v
,

foc.

1422.

C. 23
gi

foc.

257.

Una
foc.
,

figlia

di
n

Nardo
visita

e Polissena,

Menichella, nel

1580,
5

vedova

di Felice Serino, era


e.
r
,

figliana della

prebenda di Cortefella":
1580,
foce.
e.

Fuochi del
Ce. 57

1545,
v
,

cit.,

cit.;
r
,

Sacra

del
v
,

78

58

281

282

285

292

513, 521, 2337,

2343, 2372 e 26.


situm
s'

un istrumento del 3 giugno


ubi dicitur

A
v

Capitolo nolano, come si rileva da Hieronymus Brunus tenet hortum unum, lo cavato, sub annuo affictu ducatorum 19"; altrove,

Tra' beni

del
"

1579,

incontra Innocenzo,

"

figliano

della

prebenda

di

Cortefella

"

Sacra

visita

del

1580,

ce.

164

78

Natali

e fanciullezza di G.

Bruno

33

del seguente, rammentate le famiglie messe su da'

figli

d'In-

nocenzo e

altre ancora, dieci a


in
"

un di presso
fino

1 .

Le
31

quali poi

vennero di anno
del
n

anno estinguendosi

al

dicembre

1683, allorch

t0 pass a meglior vita e fu sepolto in S.

Paulino

don Carlo Bruno, che


li

" il

signor Orazio Mastrillo

marchese de
sue massane

Vardi, tenne per abbate e soprastante delle


.

L'ostinarsi a voler ricercare

tra

costoro

gli

avi,

il

padre
m'in-

nipoti di

Giordano Bruno non condurrebbe, o


il

io

ganno, a nessuna conclusione. Eccetto

"

creato

del
fu

Marl'il
gli

chese
della

di

Livardi,

eccetto

anche

Antonino che
e

soldato

compagnia del
del

capitano

Bianco

che,

morto

novembre
altri

1638,
tutti

venne

sotterrato

nella cattedrale,

vivevano

nelF indigenza o di mestieri


del
3
.

meno

lucrosi

pregiati

dell' arte

tessitore

di

velluto
di
il

imparata

da

Agostino di Geronimo
al

Ora,
in

il

padre

Giordano non era


Boulting \ della

certo,

checch opponga
1590

proposito

Nacquero,
e

tra

il

il

1620, Clemenza e Margherita da


Isabella

Fabrizio

Bruno

Prudenza Carbone; Antonia,


Santorello;

ed Auleria da Cesare Bruno

e Cecilia
Felicia

Margherita,
e

Domenico
da

e Carlo

da

Marcello Bruno e
e

Alfano;

Silvestro

Vittoria

Gian Domenico de Martino


di
I

da

Giulia Bruno; Gian Martino da Gian

Andrea
,
I

Robano
t
,
I

e
v
,

Marzia Bruno
1

(Natorum
9
r

liber, ce.
,

34

76

32

40

47

78

90

e 2

93
nel

68

).

Maestro Ascanio mori nel 1601, nel


ecc.:

1602 Ottavio
1,

Fav
,

bio,

1616
56
v
.

Salvatore,

Defunctorum

liber,

fascic.

ce.

27

33

34

Defunctorum

liber, fascic. Ili, e.


1

62

Fuochi del

67

e.

foc.

8,

in

fine
3

dello stesso voi.

28.
I,

Defunctorum
nel
voi.
,

liber, fascic.

e.

91

Fuochi del 1658,

e.

21

foc.
,

189,

sempre

128. Le Numerazioni del

1522

e del

1563

(ce. 12 v

58

281

282,

292

ecc.) c'informano della miseria che

opprimeva non poparla


di
la

che delle famiglie Bruno; quella del


4

1563

(e.

57
del

v )

ci

Agostino.
quale
,

Fa sua

(Op.

cit.,

pag.

2)

la

congettura

Tournefort,

il

BERTI, stimandola poco 366 e 367.


Spampanato.

fondata,

"mise senza pi da parte":

Vita'1

pagg.

3.

34

Capitolo II

stirpe del protonotario apostolico,


al
1

vescovo di Nola dal

505

549, monsignor Gian Francesco Bruno de' conti di Cas1


;

sinasco

e, al
il

contrario di quanto ho pensato finora,


~
;

non era
Gio-

neppure
strutto

primo maschio di Natale

si

caverebbe conati a

dell'ipotesi

che fosse
il
1

stato

uno de'

figli
"

vanni subito dopo


casate de citatini

522. Perch in ogni


onorate
"
1'

alfabeto

de

le

nolani

anonimo compilatore,
ali*

che bad

principalmente,

come

si

osservato,
,

origine

e alle condizioni de' propri conterranei


della lettera B,
i

volte trascur,
;

Basilico,

Bonocore e

altre famiglie
il

non
.

mai quei Bruno da cui

senza dubbio usci


si

Filosofo
ne'

N
non
" 4
;

mi maraviglio che questi non


le

vedano
se

iscritti

Fuochi:

Numerazioni del 1522 e del 1526,


punto per
lo

anche

esatte,

affidano

stato in cui

sono

pervenute a noi,
"

mancando una
le

di dugento, l'altra di pi di mille

focolari
"

successive non

contengono, se

non

altri,

coloro che,
in

come
"
5
.

uomini d'armi, mai hanno

portato

peso

questa

citt

1
n

II

REMOND1NI
il

(Op.

cit. y

tom.

Ili,

pag.

203) crede

il

vescovo Bruno

molto verisimilmente cittadin nolano

";

ma

a torto.

Monsignor Gian Franil

cesco,

9 novembre del
n

546, supplicava da Cassinasco

pontefice Paolo
diocesi di

III

di salvargli la
il

patria

",

confermando come

inquisitore della

Acqui

padre
est

fra

simus

hereticorum exstirpator

Michele de Castellanis, "quia profecto strenuus ac vehementis" in lettera N del fascio 7 2 delle Far:

nesiane di
2
3
4

Roma,
e

conservate dall' Archivio di Stato


11;

di

Napoli.

Bruno

Nola, pag.

Candelaio, pag. 225.


santi Vescovi martiri nolani,
ce.

De
11

la vita

delli cinque

81

98

LEONE
;

(De Nola,
sole

lib.

II,

cap.
i

Il,

col.

46)

contava

700

famiglie

nel

1512

ma

490 ne
col
la

ricordano
foc.

Fuochi del

1522, e quelli del 1526

cominciano

addirittura

1007,

essendo andate smarrite cento carte

che abbracciavano tutta


5

numerazione urbana.
del 1671 (e.

In

fatti,

nella

Numerazione
si

foce.

176

303)

"

Fabrizio

Ciccone quondam Nicola

deve dedurre come soldato della compagnia di


peso
in

S. E., e come tale mai ha portato


della scrivania appare
";
"

questa

citt,

come
si

dalla fede

Andrea Rainone quondam


della

Agostino

deve de-

durre

come uomo

d' armi

compagnia

del

signor

Tuttavilla, e

come

Natali

fanciullezza di G. Bruno

35

Il

26 maggio del
veneti e di che

592, Giordano, all'interrogazione de"

gl'

Inquisitori
...

de chi esso constituto


...

stato

...

fi-

gliuolo,

professione stato

suo padre

n
,

ri-

spose

"

Mio padre aveva nome


i

Gioanni, della famiglia di


"

Bruni...; e la professione de mio padre era di soldato

Molti erano

soldati di

questo

cognome,

chi sa se della

medesima
che

stirpe,

Cesare, Ludovico,

Mauro Antonio, Gian


e Giulio
alle
n

Gaspare, Mario, Gian Mariano, Gian Pietro


sare,

Ceregie

appartenevano, salvo
"

due

ultimi,

gendarme
cura:
"

Le

quali,

divise

in

sedici

compagnie,

da

sessanta a settanta lance ognuna, venivano scelte con molta


tutti

son gentiluomini
:i

",

afferma

il

30 settembre del
1563
4
,

1551

il

Tansillo
nelle

e,

aggiungono Federico Badoero e Paolo


del

Tiepolo

Relazioni

1557 e del
"

"tutti
"
;

obbligati a tenere
di

due buoni

cavalli

con un famiglio

tutti

bella e

buona complessione
e di valore.

di corpo,
fatto

di cuor grande e

d' intelligenza

Hanno

prova nelle guerre

tale

mai ha portato peso


altri

in

quella

citt,

come
i

dalla fede dell'assiento

";

cosi

ancora.

superfluo avvertire che

soldati

godevano

di quest'esen-

zione solo nel tempo del loro servizio.


1

Docc.

veneti,

doc.

Vili,

e.

7
fu

Del Conte
di

di Caserta,

del

Lelio d'Oria, del Conte di Potenza, de


I

Marchese

Misuraca e del Principe della Scalea, dal


voi.
r
;

560

al

580 (Cee. v ).

dole di tesoreria,
voi.

342,
voi.
"

ce.

461

460

473
voi.

voi.
e.

367,

678

342,

e.

412
era
"

355,
de'

non numerato;
cavalleggieri di

367,

678

Gian

Pietro,
il

poi,

ferraro

don Antonio de Guevara, e


":

magnifico Giulio Cesare era "capitano nella nova milizia

Ibid., voi.

390,

e.

21
:t

voi.

365,

e.

420
al

Poesie

liriche,

Cap.

Vicer di Napoli, Pref., pag.

XXI.
il

Le Relazioni
pagg.
II.

degli ambasciatori veneti al senato durante


editrice

secolo

XVI,
1,

raccolte
1,

da Eugenio Alberi, Firenze, Societ


Ili,

fiorentina,

.1853, serie
serie

voi.

274

275;

Firenze, a spese dell'editore,


voi.

1861,

voi.

V,

pag.

Curiae Collateralis Consilii

25, dal

1570

al

1573,

C 6v

36

Capitolo II

di Piemonte,

Toscana e Germania
altri

";

e sono
signori
",

"

sotto la con-

dotta
della

del

vicer e

principali

con

ufficiali

qualit

del

cavaliere e poeta

spagnolo,

amico

del

Tansillo, Garcilasso della


torit
"

Vega
i

1
.

"

Del decoro e
furono

dell'au-

di

queste

compagnie
con

vicer

gelosi

cu-

stodi

perch, accortosi

eh' esse
la
il

cominciavano a decadere,

don Giovanni
del
1

di Zunica,

prammatica del 6 maggio


numero, prescrivendo per
si

580, ne ridusse di molto


fosse

che

si

pi rigorosi nell'arrotamento, e
le

accettassero,

come per

l'addietro,

sole

persone
2

facoltose e solite
.

ad Fa-

adoperare cavalli per servizio proprio

A
Tona

tale milizia

Nola diede

il

fiore de' suoi

cittadini.

brizio Albertino

figlio

d'uno de' pi chiari giureconsulti


Napoli, Gentile, e di Francesca

e lettori dello
;

Studio

di

e insieme con Gian


il

Geronimo erede
che
era

di grandi ric-

chezze, non escluso

bel palazzo

non lungi

dal

convento di S. Francesco e a cui attendevano una diecina


di servitori
totto

mori

il

4 maggio

del

564, di appena venzelante procuratore

anni;

tuttavia,

s'era gi mostrato

degl'interessi del paese nativo,

prode cavaliere nelle guerre


3
.

contro Siena e Paolo IV, e provvido luogotenente, fino all'ultima ora, della gente

d'arme del Marchese di Misuraca


compagnia
r

Dal

533 luogotenente
voli.

della
ce.
in

di
v

Sua Eccellenza (Cedole


),

di

tesoreria,

262

e 263,
il

295

208

di

poco pi di trentanni

mori combattendo,
seconda
2

1536,
:

Francia.

Fu

ricordato dal
satirici,

TANSILLO
1

nella

satira

al

Galeota

Capitoli giocosi e

pag.

58.

Nuova
Le

collezione delle

Prammatiche del
200.

Regno,

Napoli,

Stamperia

Simoniana,
3

1805,

voi.

13, pag.
le

epigrafi

messe sopra

sepolture di Gentile e Fabrizio

Albertino,
:

nella
"

chiesa

del

convento di S. Francesco,

cominciano e finiscono cosi


,

Gentili

Albertino, iuriconsulto peritissimo ac patrono optimo...


infelix...
"
.

Francisca

Tophia, uxor

Vixit

a.

LI, m. IX, d.
filio

XV;

obiit a. Sai.

MDXXXIX,
bello

XII

apr. ";

Fabricio Gentilis
strenuo,

Albertino,
gravis

senensi

truentinoque

militum praefecto

domi equitum

armaturae

vicario provido,

Natali

fanciullezza di G. Bruno

37

Dal quale poi pass, nel gennaio del


tano Camillo Pignatello uno de'
figli

567, allo spettabile capi-

di

Gian

Battista Severino,

Francesco; e nel
il

1563, ancora giovine, aveva abbandonato


il

servizio

militare

magnifico Gian

Domenico Cesarino \

Degli uomini d'arme del


ora
del
salernitano

Duca

di

Maddaloni

tacendo per

Gaspare Mordente, che

fu

uno degli

autori

dell'opuscolo
il

La

quadratura del cerchio, la scienza


2

de' residui,
se

compasso e riga

era luogotenente nel


;

560,

non prima, Camillo Fellecchia

ed erano soldati

il

costui

fratello

Gian

Battista,

Cesare de Notariis e uno de' cinque

Io.

Hieronymus, dolore immaturae mortis moestus,


fratri
cit.,

gloria viventi
a.

famae

laetus,

germano
D1NI.
tile,
"

opt.

f.

e.
I,

Vixit

a.

XXVIII,
e 207).

obiit

MDLXIV (REMONGencentocol
salario di

Op.

tom.
lo
il

pagg.

208

Nelle Cedole di tesoreria,


civili ",
;

lectore in

Studio de Napoli de iure

cinquanta ducati,
l'

1531

(voi.

254,

e.

2 6
1

v )

Fabrizio,

procuratore delcreditore
di Traietto e

universit

nolana nella riscossione di pi di mille ducati,


la

della

R. Corte di duemila scudi per


randa,
soldo,

retrovendita de'

Fuochi

Mi-

luogotenente dal
le

560

del

Misuraca
il

con dugentonovanta
14
luglio e
il

ducati di

cui

ultime terze

vennero pagate
esso a

4 agosto del 1564


( voli.

all'erede

Gian Geronimo o per


ce.

Gian
r
,

Battista

Albertino

342,

346, 347,

412
Ili,

578
II,

e seg.,
col.

286

139

I72

).

se

il

LEONE
visita

(De Nola,
1551

lib.

cap.

86) ricorda un commovente elogio funebre


dal

detto nella giovent da Gentile,


del

secondo
i

esemplare
suoi
figli

della

Sacra

(e.

CLXII

si

apprende che

vivevano

nell'avito

palazzo di Nola, circondati da' domestici Bernab, Iacopo, Giuliano, Nardo,

Antonio

Giovanna

Macerato
il

Margherita
I,

Nigro,
I

madama Gelsomina
17

madama Dianora. Vedi


1

cap.
voi.

pag. 28, n.

Cedole di
191;

tesoreria,

355, non numerato; Fuochi del 1545,


e.

e.

foc.

Fuochi del
si

1563,

67

foc.

594;

Ibid., e.

230
n.

foc.

1877.

Francesco,
di

mostrato nel

primo

capitolo

(pag.

27,

3),

era fratello

Orazio Severino.
2

La quadratura

ecc.

di

FABRIZIO
voi.

GASPARE MORDENTE
la
1

fratelli,

salernitani, impressa in

Anversa, da Ph. Galle,


tesoreria,

vigilia
v
,

dell'Assunzione del
il

1591.

Cedole di

340,

e.

72

lasciando stare
nel

voi.

360, erroneamente segnato


e
nel

col
r

numero 361, che mostra Gaspare,


),

1568

569

(ce.

395

397

fra

gli

uomini d'arme del Bitignano.

38

Capitolo II

zii

paterni

dell'infelice

Pomponio de Algerio,
il

Gian
1600 e

To
se-

maso,
polto

finito

di settantr anni

27
altro

luglio del

in
",

S.

Francesco

1
.

Un

Algerio,
militato,

"

Silvio alias
il
1

Morso

di oltre quarantanni,

aveva

dopo
il

530,

insieme con

Gian

Bernardino da Nola
2
.

sotto
il

comando
del

del signor Camillo Colonna

Durante

luglio

1551

Cola

di

Gian

Bernardino

Tansillo

era agli

stipendi del

fratello

dell'ultima Contessa di Nola, di quel Principe di Bial

signano

quale suo

cugino

aveva
3
.

intitolato

1'

undecimo
di

de' Capitoli

giocosi e satirici

Nella

compagnia

Bal-

dassarre Acquaviva, conte di Caserta, entrarono

Gian An-

gelo
di

Russo,

Gian Vincenzo
Lisiis,

Migliarese e uno de' nipoti


.

Michele de
1

Cola
340
il
1

Cedole di tesoreria,

voli.

e 342, ce.

72 v e 432

435

Dal madei

gnifico Federico Fellecchia, tra

5 7 e
1

il

1521, erano nati Leonardo, Camillo, prima


stati al servizio

Scipione e Gian Battista, di cui

tre

ultimi erano

Conti di Sarno, di Altavilla e di Aragona; e per giunta Scipione,

essendo

morto Leonardo, prima del


il

1551, divent tutore de*

figli

di lui,

non escluso

chierico Turno, rettore poi della chiesa di S.

Giacomo
1551
2
,

in S.

Paolo (Fuochi
r
.

del

1545,
il

e.

40
I,

foc.

458;

Sacra
n.

visita

del

& CLXXX1X
alla

Vedi

cap.

pagg.

27 e 28,
di
la

3).

Gian Tomaso
il

era venuto

luce

appena cinque anni avanti

Pomponio. Algeri,

1527 (Fuochi
risulta

del 1545,

foce.
I,

63
e.

64); e

data della sua morte

dal

Dejunctorum
un
figlio

liber (fascic.

v ).

Chi

sa

poi se Cesare de Notariis

non

sia stato

del
e.

magnifico Francesco o un fratello del magnifico Fabio: Fuochi del 1563,

30 rev
2

foce.

374

e 377.
voli.

Cedole di
,

tesoreria,
r
.

258, 262, 264 e 278,


e.

ce.

374 rev
3

202

Nel 1545 (Fuochi,

18

foc.

201)

207 ev 391 v Morso aveva sesr


,

santanni ed era accasato.

Cedole di

tesoreria, voi.

327, senza numerazione. Che Cola nel 1551


la

fosse

per ci assente da Nola, vedi


e

Sacra

visita 2 , addi'

14 maggio (ce.
et
il

XXXVII v
I,

XXXVIII
2) e
4

):

"

M.cus Franciscus Tanzillus nomine suo


dicto capitulo in tarenis quatuor
".

domini Nicolai
cap.

sui

fratris se teneri

Vedi

pagg.

12

(n.

19.
tesoreria,
e.

Cedole di

voi.

342,
v
.

e.

479
il

e v5

De
I,

la vita

delli

cinque santi

vescovi martiri nolani,

81

Vedi

cap.

pag.

10.

Natali

e fanciullezza di G.

Bruno

39

Ma
cione,
tra'

sopra questa compagnia occorre fermarsi un po'. Essa


il

aveva come luogotenente


del casato
questi
:

magnifico Gian Vincenzo Pan-

cT

una delle nobili famiglie


2
,

nolane

';

e,

soldati,

Pietro Costanzo

l'omonimo, se non
si
;

la

persona medesima, del signore ghibellino cui

riferisce

una

aneddotica digressione della Cena de


Santoro,
figlio

le ceneri

Cola Antonio
versato
4
,

d'un

dottor di

leggi
",

molto

negli

maneggi del mondo e


di Giulio,

nell' istorie

Leonardo

e fratello

che

fu

poi cardinale di Santaseverina e giudice


;

inesorabile di

Giordano
altri

e,

ci

che pi
i

importa,

il

padre
perch

del

Filosofo e

due

Bruno,

quali,

appunto

militavano insieme, viene in mente fossero congiunti anche

per sangue.

Il

pi anziano di loro appare all'evidenza


1

Lu-

dovico

giacch nel
il

560, mentre

Cesare era

il

ventiset-

tesimo e Giovanni
egli
n

trentottesimo di sessanta uomini d'arm,

era

il

sesto,
n

aveva
il

poi un

soldo

maggiore e

in

fine
.

si

assent

per

primo, nel 1561 o nell'anno appresso

Cedole di
a'

tesoreria,

voi.

342.
la
1

e.

467

Oltre

al

canonico don Cesare,

apparteneva
del
e
1

Pandone
;

tutta

famiglia del signor

Didaco
1

Sacra

visita
,

551*
v
,

e.

XIX v

Fuochi del

522, del

545

e del

563,

ce.

40

40

32
2

foce.

397, 456 e 295.

Non

solo nella

compagnia dell'Acquaviva, ma anche


il

in

quelle del

Mi-

suraca e del D'Oria fu

Costanzo

Cedole di

tesoreria,
r
,

voli.
r
,

354. 342,
v
-

36

non 360, com' segnato per

isbaglio,

ce. 468

48

432
Cena

434

:}

Opp.
a

italiane,

voi.

I,

pag.

29.

probabile

che

nella

si

alluda

non
litani

un vecchio cavaliere
del

ghibellino che partecip ad avvenimenti napoal

1267
di

1290, n
;

figliuolo

dello Spatinfaccia,

ma

al

gendarme
Paolo,

del

Conte

Caserta

e che questi

abbia avuto per padre

Pietro

Pier Luigi o Pier Antonio Costanzo, ricordati nelle Postille storico-letterarie


alle
4

Opere

di

G.

Bruno, pagg. 398 e 399.


voi.

Cedole di tesoreria,

342,

ce.

460
in

479

M.r G. A.

SANTORO,

Autobiografia, edita da
patria.

G. Cugnoni,

Roma,

a cura della Societ di Storia

1890, pag. 24.


cdole
di
tesoreria,
voi.

342.
voi.

ce.
ce.

462
v
-

478
v
.

480

Non

appare

pili

dal

1562: Ibid.,

346,

467

470

40

Capitolo II

Meno
tuttavia

anziano i Cesare e di Ludovico, dunque, anzi uno

degli ultimi a entrare nella

compagnia del Conte


pili

di Caserta,

Giovanni fu di coloro che


tratto

vi

si

distinsero,

guadagnarono a un
in pi

quanto
sei

altri

stentavano a ottenere
fatte

volte.

Delle cinque o
il
1

promozioni

dall'Ac-

quaviva durante
avuti

562, l'unica notabile la sua, avend'egli


i

aumentati a ottanta
tal

sessanta ducati annui

',

e sorpas-

sando, in
ta,

modo, quei che ne riscotevano


2
.

sessantasei, settan-

settantatr e settantasei
al

Divenuto pertanto uguale a Gian


1

Agostino Folliero e
nominato
tro,
alfiere,

Santoro, quando questi nel

567 venne

egli

ebbe l'avanzamento non a ottantaquatlo

ma
3

ottantasei ducati,
.

stipendio massimo d' un


e
il

uomo
4

d'arme
gli

Se non

che, pi non progred;


li

forse

perch

sembr, morti da

a poco
5
,

gli

alfieri,

Santoro prima

e Ascanio

Brancaccio dopo

che non

si

avesse riguardo

La famiglia di Q. Bruno, Appendice, I, docc. Come si rileva dalla predetta Appendice (I, docc.
e

2 e

3.

2 e 3), col padre di

Giordano vennero promossi Giovanni Ienco

Cesare Santacroce da sessanta


settantatr,

a settandue ducati, Geronimo de Noia da sessantasei a

e Fran-

cesco Marziale e Orazio Plancano da sessanta a settantatr.


3

Appendice

cit.,

I,

doc.

8.

Al

contrario,

Gian Francesco
nel
1

Fenice
:

nel

569
4

riscoteva ottantaquattro ducati, cio quanto aveva


voi.

566

Cedole

di tesoreria,
ft

354,

e.

346

voi.

360,
del

e.

377

di'

16

dell'istesso
il

mese

[aprile

1568]
"

",

racconta in
passaggio

fatti

nel-

l'

Autobiografia (pag. 23)


il

SANTASEVERINA,
mio
fratello,
alfiere

fece

all'altra

vita

cavalier

Col'Antonio

di gente d'armi,
in

che mori
molta

di venerd di Passione, alla prima ora del


piet,
in

giorno,

Caserta,

con

braccio di nostra madre, la quale con animo intrepido e santo zelo

l'esortava a
5
"

ben morire, e senza sparger lacrime

gli

serr gli occhi

All'eredi del

quondam Ascanio Brancazzo

alferio,

eh' stato

della
I,

compagnia de gendarme dell'eccellente Conte de Caserta, due. 142, tari grana 14, per suo soldo di mesi 8 e giorni 4, dal 1 de gennaro 1571
per
tutti
li

4 settembre del detto anno, che pass de questa

vita

presente, a

razione de ducati

210 l'anno:

quelli

ho pagati

al

mag.co

Cola Gioanne

Vagliese, procuratore della mag.ca Porzia Pandone, madre ed erede del detto

Natali

fanciullezza di G. Bruno

41

a'

suoi meriti, rinunziando alle vantaggiose


',

condizioni che
la

godeva

ricominci,

al

principio

del

1571,

carriera

nella compagnia d'un nipote del

Gran Capitano, don Con-

salvo di Cordova, duca di Sessa \


Il

maggior numero di Cedole di tesoreria che ora ho avuto

quondam
e.

Ascanio
.

",

il

aprile

1572:

Cedole

di

tesoreria,

voi.

365,

395
1

Vacato

il

posto del magnifico Cesare de Falco,


Folliero, gi
lui
"

il

grado di
",

alfiere

sarebbe
cento-

di regola spettato a Scipione

contatore

col soldo di
il

sessantadue ducati.
luogotenente,
di

Ma

si
il

pass su di
fratello

per favorire non solo

nipote del

ma anche

d'un amico del capitano e d'un familiare


1

Pio V,

il

quale ne' primi mesi del


I'

566, dopo

la

morte di G. B. Orsino,

aveva

avuto
;

arcivescovato di Santaseverina
il

ed era diventato potente nel


il

Regno
del

essendo stato
il

Santoro nominato

alfiere tra

maggio e
lo

il

settembre

1567, e

Brancaccio nel 16 novembre del

1568, con

stipendio di

dugentodieci

ducati da quelli di ottanta e ottantasei che avevano.


si

Prima
i

dopo
riti

di

queste promozioni, non

tennero

sempre
si

nel

debito conto
visto

me-

di

Giovanni

Bruno,

che gi un'altra volta


fra gli

era

sorpassare dal

medesimo Brancaccio, entrato


e tre anni
stipendio.

uomini d'arme dell'Acquaviva nel 1563

appresso promosso a un tratto da sessanta a ottantasei ducati di

Vedi
r

le

Cedole di tesoreria,
v
;

voli.

354, 361 e 346,

ce.
7,

346

267
-

406
(I,
il

468
12*

l'

Autobiografia del

SANTORO,
"

pagg.
si

15-17.

Dal volume 361


doc.
,

che contiene un documento che


e
si

legge nell'Ap-

pendice

riferisce

all'ultima
a'

terza

"

del

1568, data

in

Lucer
tra'

luglio

dell'anno
al

appresso

soldati

del

Caserta, e a Giovanni
ce.

primi
,

se

bisogna saltare
si

volume 367

delle

Cedole di tesoreria

408

409

),

vuol trovare un

nuovo pagamento, quello del 4 ottobre del


erano gi assenti nove
soldati,

1571,
essi
il

ad alcuni di costoro,
padre del Filosofo.
un' altra
Il

perch
quale,

e con

non molto dopo


risulta

il

gennaio del
n

1571,

era in

compagnia
(1,

come

da un

"

biglietto
il

del

Granvela

riportato nell'
si

Appendice
"

doc. 14); biglietto con cui,

7 agosto del 1573,

ordinava di pagare
del
illusti
.

a Juan

de Bruno
Sessa....

hombre
53

darmas

que
16

fue

de
...

la
".

Compania
Quest'
fu
agli

duque de

ducados y

granos

uomo d'arme non deve


stipendi di don.
1,

confondersi con l'omonimo cavalleggiero, che


dal settembre
in

Hernando Tello

poi

del

1571

,/Jppendice,

doc.

15.

42

Capitolo II

sott'occhio,

e la maggior diligenza con cui le ho esaminate,


in

mi hanno messo
punto
laio
il

grado non pure di


il
1

rettificare in

qualche

racconto fatto
di giungere
1

909

nella

mia ristampa del CandePerch


se,

\ ma

-mene a

risultati inconfutabili.
i

essendo prima del

560 incompleti
si

ruoli e irreperibili

molti a

volumi di spese \ non

pu precisare quali

soldati

oltre

Francesco Antonio

d'

Ambrosio, a Marcello Grimaldo, ad

Alessandro Buillo, a Gian Agostino Folliero, a Gian Francesco Fenice, a Cola Antonio Santoro e a Ludovico Bruno

abbiano seguito
e del

il

Conte
i

di Caserta nelle guerre del

554
sia

1556
alle

3
,

capitani sotto cui Giovanni


;

Bruno

andato
tolte

bandiere
le

ci

nondimeno sono definitivamente


accreditate
4
.

di

mezzo
che
le

fantasticherie che,

dal
II

nome
Debs,

di quei

diffusero,

non sono ancora smesse


il

che

critic

Iacopo Brcker di aver stiracchiato

senso d'un

Sostenni

allora (pag.

226) che
",

il

Bruno

"

era alfiere con Ascanio

Bran-

caccio e

Gian Agostino

Folliere

per aver letto nel volume


r

360

delle

Ce-

dole di tesoreria (ce.


t.

376 v

377

):

"

Ad

Ascanio Brancazzo

alferes d. 57,

3,

gr.
t.

7,

per detto tempo, per suo soldo de


gr.

omo

d'arme, a razione de
Folliere,

d.
ut

85,

3,
".

6 l'anno

A
si

Gioan Bruno,
trattava

Gioan Augustino

supra

Non
del del

badai che
fatto
il

del
nel

pagamento

arretrato delle

prime
nel
n.
1

due

terze

1568,
1568,

nel

marzo

1569;

e mi sfuggi
alfiere

che,

16
1),

novembre
non
gli

Brancaccio venne nominato

(pag.

41,
dal

altri

due.

Comunque,
1554

questa volta ho cominciato

la ricerca

530,

sfogliando un centinaio di volumi in pi.


2

Degli anni

e
1

1555 restano

le

spese

del

solo

secondo

semestre

(voli.
al
:i

332

e 337); del

55o, quelle del terzo trimestre

(voi.

338); dal 1557

1560, nulla.

Dal pagamento dell'ultima


voi.

terza del

560
v

e della prima

dell'anno ap-

presso (Cedole di tesoreria,


so,

342,

e.

459

e segg.), e dal soldo riscos-

possibile

rilevare
i

quali fossero

gli

uomini d'arme della Compagnia pi

anziani;
4

ed erano
delle
scrive

sunnominati.
notabili eccezioni,
"

Una
3),

poche

J.

LEWIS

MdNTYRE
".

(Op.

cit.,

pag.

che Giordano era

probably of good family

Natali

fanciullezza di

Bruno

43

luogo
di

dell'

Oratio valedictoria a fine di nobilitare


',

la

stirpe
le

Giordano

alla

sua volta

fu

il

primo a scambiare

insolenti parole d'un caparbio e zotico interlocutore dell'/n-

jmito,

universo e

mondi con

un accenno
i

biografico

*
;

e,

come

suole accadere, convinse


il

pi,

tuttoch
fra
1'

immediata-

mente dopo

Bartholmss opponesse,

altro,

che non

era conciliabile l'origine ignobile del Filosofo con lo sdegno

onde
tudini,
in

questi era vinto al

cospetto della plebe, delle molti".

di ogni persona grossolana e rustica


le
il

Esagerando,
in

fatti,

conseguenze di alcune sue ricerche fortunate,


Fiorentino

sostanza

diede per certo, nel Giornale napo-

II

BRUCKER
autem
in

(Op.

cit.,

tom. IV, pars


"

II,

lib.

I,

cap.

II,

par. 2, pag. 15),


(n.
I

dopo d'aver confessato d'ignorare


"

parentes eius et natalem

\ aggiunge

):

Colligimus
"
:

in

Oratione valedictoria
il

Wittebergensi ortu fuisse


"

nobilem

quel punto, cio, dove

Filosofo aveva detto:

...

me

subisse
latine

non

pudet

paupertatem,

invidiam

et

odium
I,

meorum
I,

..."

Opera

conscripla,

publicis sumptibus edita,


si

voi.
il

pars

pag. 21. Questa edizione


diviso
in

nazionale
il

compone
in
tre

di

tre

volumi,

primo de' quali


cur
1

quattro e
del primo

secondo

parti.

F. Fiorentino

le
;
1

prime

due

parti

volume (Napoli, D. Morano,


larigo
la

1879

884

V. Imbriani con C. M. Tal1886); F.

prima parte del secondo volume (Napoli, D. Morano,


Vitelli
il

Tocco con G.
-

il

resto

(Firenze,
cit.,

Successori

Le Monnier, 1889-1891).
tum

Secondo

DEBS

(Op.

pagg. 9 e IO), che crede di aver confutato


il

il

parere dell' accademico berlinese,


testatur,
fingit

Bruno

"

humili loco sese exiisse

ctiam
sese

quum ab
appellari
italiane,

adversario
"
:

quodam Nolanae
da Burchio, che

philosophiae

sartoris
il

filium

ossia
I,

aveva

chiamato

suo

avversario (Opp.
serabile,

voi.

pag.

361): "un poveraccio, mendico, midi

nodrito di pane di miglio,


nipote a

morto

fame,
figol

generato da un sarto,
di

nato d'una lavandaria,

Cecco

ciabattino,
le

Momo,

postighon

de
*

le

puttane, fratel di Lazaro che fa


al

scarpe agli asini \


"
il

Rimproverato

Debs d'aver
di.,

"

mal entendu
pagg.

brano
1

dell' Infinito,

il

BARTHOLMSS
honore
la vie

(0;<.
a
;

tom.

I,

23

e 24, nn.
"

e 4)

sostiene

che

Giordano appartenne
civile
...

una nobilt che s'elevava


e' est

en cultivant tout ce qui


la

ce qui explique et

justifie

vanite nobiliare

du Nolain \

44

Capitolo II

tetano della domenica del


si

29 gennaio del 1882, quanto


Facolt
"

il

1844
:

era

sostenuto
del

nella

di

lettere

di

Parigi

che

parenti

Nolano

erano

un

sarto,

un

tavernaio,
.

un

mellonaio, una povera serva: tutta gente da dozzina...


era
figlio

Ma
.

d'un soldato,

s' detto

dunque, era
il

nobile...

Il

soldato d'allora, dico

io,

non era pi

miles, che imporvuol dire chi

tava
di

titolo;

siamo

a'

tempi de' lanzichinecchi e dei soldati


pi tardi, e soldato
ci,
il

Lautrec,

ed
".

anche

piglia

un soldo

pensava

allorch aveva sotto stampa

con

le Liriche

il

capitolo

dove
lo

Tansillo dell'uomo d'arme


l
.

non attestava precisamente


dunque,
soltanto
lui;

stesso

Non

se n'avvide,

n se n'avvide

Paolo

de

Lagarde, che non


di Gottinga, nel
"

comunicava all'Accademia reale


il
2
,

marzo di quell'anno,
ciullezza di G.

"

pregevolissimo

articolo

La

fan-

Bruno

ma,

sette anni appresso,

nel ren-

der conto della sua edizione delle opere


lano,

italiane del

Noe
il

venuto a discorrere
a

della
fratello

costui famiglia,

continu a
"

regalare
figlio
"

Giovanni
fa

il

"Cecco
"

ciabattino
3
.

Lazaro che

le

scarpe agli asini

Il

Berti,

in-

Le Poesie

liriche

del

TANSILLO
fin

vennero

alla

luce nel principio della

primavera del

1882. Forse

dall'anno precedente, certo

prima della pubQiornale naBiblioteca na-

blicazione del suo articolo

poletano della domenica,


zionale di Napoli
alla
2
il

il

La fanciullezza di G. Bruno nel FIORENTINO aveva scoperto nella


addietro, pag.

capitolo tansilliano con cui cominci la notizia

intorno

vita

del

poeta.

Vedi

35.

Nochrichten von der Knigl. Gesellschaft der Wissenschajten und der


-

Georg

Augusts

Universitat

zu

Gttingen, 31

Marz, 1882,

N.

7:

K-

nigliche Gesellschaft

der Wissenschaften, Sitzung

am 4 Mrz,
Opere

Mittheilungen

ber Giordano
a

Bruno von

PAUL DE LAGARDE.
volume
delle
italiane di

Egli

mise in fine del secondo

G. B.
di

(Gottinga, Dieterichsche Universittsbuchhandlung,


e quel lungo saggio che ristamp
il

1888) un indice

nomi

febbraio

1889
e

nella

Goettingische
si

gelehrte

Anzeigen

e se nell'indice

(pagg.

757

762)

non
1"

scord di
del

Lazzaro, nel saggio (pagg.

788

782), dopo d' aver citato

articolo

Natali

fanciullezza di G.

Bruno

45

vece, che era stato col Brucker e col Bartholmss, schiv

la

polemica a cui
nel
vita

il

Fiorentino lo invitava; ma, senza esitare,


n

1889

mantenne

l'opinione di vent'anni prima:

dalla

che Giordano
ne'

visse,

e da quel che
ne'
libri,
si
"
l
.

lasci

scritto
n

nelle

dediche,

proemi e
di
"

intravvede

ch'esso

Giordano era

la

nobile

prosapia

La quale opinione
fu
2
.

meno
",

falsa;
fu

perch Giovanni Bruno non


"

un

tito-

lato

ma
era

senza dubbio un
n

gentiluomo
n

Se non
non
pri
"

che, un

gentiluomo modesto
pi

per averi

egli

n'

provveduto
che

largamente di molti
il

de'

pro-

commilitoni

non
"

potevano, secondo
"

Tansillo
"

star tanto

sopra essi

da non essere

molesti

alle terre

in cui

erano di guarnigione. Ci risulter abbastanza, di qui


per un insieme d' indizi, essendo pur troppo
per-

a poco,

Giornale napoletano

("

emer der werthvollsten Zeitschriften die


origine
2
,

ich

kenne

),

tocc di Cecco e dell'umile


1

(" niedrigster

Herkunft

")

di

Giordano.

Vita

pag.

36; Vita

pagg.

25

26.
il

Nella recensione della mia ristampa del Candelaio,


intorno a Giovanni

TOCCO,
dei nuovi

in

pro-

posito di quanto affermai


a

Bruno (pagg. 229


la
le
"
:

e 230),

ebbe
docu",

concludere

n
:

Anch'io debbo modificare, con


volta

scorta

menti, quel che dissi altra


circa la
"

....

seguendo

tracce del Fiorentino


//

voluta provenienza nobiliare del


7

Nolano
e

Marzocco, ann.
1908.
star

XIV

XIII. nn. 45 e 27,


3
"

novembre

909

luglio

Tutti son
il

gentiluomini
l'altrui

modesti,

Ma
...

non pon

per tanto sopra


il

essi,

Che

peso

dosso non molesti.

Perch, oltra che

tutto

com-

pran franco Di

fio,

si
...

come vuol vecchio


Lasciamo a parte
le

statuto,

Compran

di

quel che vai,

gran parte manco.

incommoditadi
... "

Che
i

recan questi

lunghi alloggiamenti Alle meschine e povere cittadi,


e gabelle,

danni che ricevon


il

Onde
duro
e

son

essi,

fan mille

altri

esenti
terra

scriveva
"

Poeta
"

al

Toledo, pregandolo di salvare Venosa,

la
"

'

ove nacque
"

e che

ve-

deva a
d'arme

si

mal

partito

\
al
"

per

la

lunga compagnia
Pref.,
" si

degli

uomini

(Poesie
e

liriche,

Cap.

Vicer di Napoli,
travagli
n

pagg.

XXI, IX,
altre

X. XII
terre

XX). De' medesimi


Regno: Curiae

"

pesi

lamentavano

del

Collateralis

Consilii voi.

21,

e.

119

e segg.

46

Capitolo II

eluto

o non ancora rintracciato


il

il

lavoro che nel

569

esa4 .

min

Morcat, non che qualunque

altro catasto anteriore


le

a tale

mancanza

suppliscono
al

interamente

relazioni

delle visite diocesane, dal 1551

1592, de' vescovi


Gallo,

Annon-

tonio

Scarampo, Filippo
sieno degli
"

Spinola e Fabrizio
"

ostante

inventari

minuti ed
"

esatti

non pure

de' beni stabili,


sine
"

ma

de' singoli
"
2
;

censi,

anniversari, elemoricchis-

e di qualsiasi

introito

",

anche minimo, del


vi
altri

simo capitolo
degli uni
i

nolano

perch costantemente
i

s'indicano
i

limiti,

l'estensione e

fittaiuoli,

degli
i

censuari

e quanti

erano obbligati con


I

le

case e
in

campi
ci

sottoposti

a gravami.

libri

di

Sacra

visita,

fatti,

forniscono

notizie preziose,

anzich di Giovanni Bruno, della famiglia

della moglie e di alcuni di coloro

che per un bel po'

gli

furono vicini di casa.


S. Paolo, nolani
3
,

il

pi bello e popoloso de'


fu

"

casali

"

o delle

"

ville"

che

poi,

intorno

al

1640, "terra separata" e

Ricordano vecchi
1189,
"

catasti

Fuochi del 1545,


1,

ce.

97 r

e v

98 rev

foce.

1182,
2

1195,

1199. Vedi, del cap.


"

la

pag.
i

27.

Le

annue

intrate

ecclesiastiche superavano

cinquemila ducati;

non

erano

inferiori, quindi, a quelle

delk

"cita
v
'.

in

comune" (De
bolla

la vita delti cinque

santi vescovi martiri nolani,

e.

99

Con una

del

1375,

vennero

da Gregorio XI unite e incorporate


diocesi,
''

al

Capitolo di Nola sedici chiese della


e.

tra

le

quali

quella di S. Paolo: Sacra visita del 1551-,


nel

XXI
"

e v

Se
1

nel

1526 e

1545 contava centotrenta

e centosedici
di

fuochi

",

nel

563 ne cont dugentoventi; mentre ne avevano meno


Sant'Erasmo e Liveri
;

dugento Sa-

viano, Cimitile,
rino;

meno
03
"

di cento

Casamrciano e Tu-

meno
81

di

cinquanta Sirico, Camposano, Cumignano, Ripigliano, Livardi,

Scaraviti ecc.

{Numerazione

del

563,

ce.

5 v

89

98

96

221

e seg~.); ed essendo un

luogo
la

de bel aere e

bel

diporto,

abitato da]

molti nobili nolani


r
.

":

De

vita delti cinque santi vescovi martiri

nolani, e.

79

Natali

fanciullezza di G. Bruno

47

baronia

del

signor
"

Angelo

Mastrillo

l
,

durante
n
,

il

secolo

decimosesto era

diviso,

con popolani

distinti

nella par-

rocchia di Santa Prima a oriente, e in quella di S. Paolo


a occidente
pastorale
rette,
';

le

quali

monsignor
del

Scarampo,
trov

nella

visita

del
la

15

maggio

1551,
curati

interinalmente

per

morte de'

rispettivi

don Masello Chia3


.

romonte e don Gian Pietro Scazzano, dal canonico Matteo

Miranda e dal
se

vicario
alla

Rinaldo Piergianni

Fin dal

prin-

cipio del secolo,

parrocchia di S. Paolo appartennero,

non pure, come


di
i

nel
"

1586,
"

l'intera

casata

Savolino
famiglie

4
,

composta

nove
figli

focolari

di

quattordici

certamente
chione
*:

di

Angelo
nel

Savolino e d' Imperia

Vec-

Albenzio, nato

1478, che, unitosi in matri-

monio con una Giulia, procre Angelo, Preziosa e Pasqua-

Catasto di Nola del


voi.

1640, conservato

nell'Archivio di Stato di Na1,

poli,

78,

e.

76

Defunctorum
si

liber, fascic.

e.

Di Livardi, ora

frazione del

comune

di S. Paolo,

sa

(pag.

33) ch'era diventato anch'esso

feudo de' Mastrillo.


"

Casale

est

divisum

in

duas parrocchias,

et filiani

sunt distincti...

Fuit

ambobus
lebret

rectoribus praedictarum

parrocchialium iniunctum ut unus eorum cein

suam missam parrocch alem


ut

aurora, et alter

in

hora

competenti,
'

ad hoc

possit

sermonem
1586,
e.

popularem

habere,

et

pr maiori comoditate

Sacra
3
si

visita

del

214
1',

Sacra
visto
B

visita del

I551

e.

CLXXX rev
.

Il

Piergianni

era,

come

'pag.

19',

un amico del Tansillo.


tutti

Sunt

filiani

parrocchiae S. tae Primae qui sunt infrascripti, videlicet


...

quelli di casa Biancolella,

Cecchella,
parrocchia,

...

Simeone,...
mit de

Abundo,
quelli

...

Santoriello.

Comone
visita
'

I'

una e

I'

altra

la

tutti

di

casa
"
:

Set-

tembre ed
del

...

Alamanna.
e.

Omnes
r
.

ahi aunt

parrocchiae S. u

Pauli

Sacra

1586,

214

Fuochi del
1092.

1526,

ce.

104
e

-ll5

foce.

1034,

1035.

1041.

1090,

1091.

1093,

1094

1131.
cappelle
della

Santa Croce,
"

una
in

delle

cattedrale

nolana,
iuxta
e.

possedeva

horticellum

unum

loco ubi dicitur a

Santo Pavolo
visita del

domum
CU,
c v
-

quar
Nella

fuit

quondam Angelii

Savolini

...

"

Sacra

1551-,

48
l ;

Capitolo II

lina
1

Iannello, di sei anni pi giovine,

che da Luna, nel

520

e nel

522, venne

fatto

padre di Scipione e di Flau-

lisa

\ Tra

il

1544 e
a

il

1553, Scipione ebbe da Antonella


quali,

diversi figliuoli,
di famiglia e

due de'
del

secondo
de'
3
;

la

consuetudine
riprovati
la

anche
4
.

paese, diede

nomi

dalla Chiesa,

Mercurio e Morgana

sua sorella fu

madre del Nolano


Nella casa

paterna di S. Paolo, anche

quando

misero

Appendice
i

(I,

doc.

19) riportato un importante

documento che riguarda

genitori di
i

Iannello.

Fuochi del

1526, 1093.

Ili

foc.

1092.

2 Ibid., foc.

Secondo Ermanno Brunnhofer, Flaulisa o Fraugenerico,

lissa, dal tedesco

Fraule, sarebbe un nome

dato poi

alla

figlia

di Iannello, per indicare ch'ella fu fidanzata

o moglie di soldato
2
,

(SlGWART, G.
pag.

Bruno Cor dem

Inquisitionsgericht,
cit.,

in

Kleine Schriften

118,

n.

5;

INTYRE, Op.
anzi non pi
origine

pag.

3); invece, un
in

nome

di

battesimo, poco
de'

comune,

ripetuto

nessun

altro

punto del volume

Fuochi. Di

tedesca,

come non

pochi, di cui qualcuno,

per esempio

Franzino,

viene ancora usato.


3

Fuochi del

1563,

e.

214

foc.
:

1723.

Piacevano
Diana,

nomi

della mi-

tologia,

della storia,

della

cavalleria

Troiano,

Medea,

Polidoro,

Marzia, Polissena, Marsiglia, Filadora, Febo, Prisciano, Palamede, Pinabello,

Venezia, Milano, Baronella, Chiaraluce, Cassandra, Marfisa,


simili.

Marchesella, e

Si giunse al punto che a' parroci

"

fuit

ordinatum quod non imponant


parentibus et consaguineis
n
:

nomina paganorum, sed sanctorum, etiam


Sacra
4
"

invitis

visita

del

586,

e.

209

Mia madre [aveva nome]


doc.
Vili,
e
e.

Fraulissa Savolina

n
:

disse

Giordano (Docc,
morali di
"

veneti,

1 ).

II

FIORENTINO,
pag.
riscontrasse

ne*

Dialoghi

G
quel
";

Bruno (Studi
tempo, o
e se nel
in

ritratti

della Rinascenza,

353), pretese che

in

quei

dintorni,

non
di

si

mai un nome somigliante


letto

1879 aveva,

invece

Fraulissa,

nel

costituto
voi.
I,

veneto

Francesca
nel

(Qiornale napoletano di filosofia e

lettere,

pag.

450),
del
lo

noto articolo del Giornale napoletano della domenica del


sugger
il

29 gennaio

1882

nome d'una

sorella di

Antonio Savolino, Silvia.


credo
io,

fu

sbaglio del Fiorentino che diede

origine,

alla

falsa

congettura,

poco

fa

accennata, del Brunnhofer.

Natali

fanciullezza di G. Bruno

49

su famiglia, coabitarono,

co'

beni
la

in

comune, lannello e
fecero subito

Albenzio Savolino
la

n,

dopo

loro morte,

divisione

Angelo

e Scipione, che,
tre
tari

pagando insieme una


grana
altre
,

imposta di due ducati,

e diciassette

ave-

vano roba

sufficiente
3
,

',

certo

di

pi

delle

famiglie

del. loro casato


nel
1

e di parecchi loro

conterranei.
attestano
visse,
i i

Soltanto

1545, o poco
cugini
si

anteriormente,

due

separarono
la

4
:

come Angelo

Fuochi,

a S.
figli

Paolo

prima, a Nola poi, con


e

moglie Giovanna,

Andrea
Lao-

Geronimo,
;

il

fratello

Iacopo
la

Domenico,

e la nipote

domia

Scipione

con
5
.

madre
dubbio
fu

Luna, trovata morta dai


il

numeratori del
suoi,

1563
era

Non
non
il

essendo

1545 nominata
;

coi

Flaulisa
di

senza

andata a marito
la

nei

Fuochi

queir anno

compresa
di

nuova famiglia,
era
"

assai facilmente

perch

capo
si

essa

gi

entrato

nella milizia e,
nella
citt
".

come

avanti

detto,

non

portava peso

Giovanni

Bruno
a'

aveva
di

sposato
lei,

una

giovine

di

civile

condizione, se

parenti

come

ad

Andrea

Savo-

"

Et taxatur [Angelus] cum Scipione

fratre

pr due. 2,
e

tar. 3, gr. citati

17...

"
:

Fuochi del
nn.

1545,
sono
e
i

e.

97

foc.

1183.

Questo

due

altri

(pag.

48,
(II,

2 e 3
2,
I

soli

documenti de' Fuochi


bastano
per
stabilire

raccolti
la

nell'Appendice
pi
stretta

doc.

),

perch

parentela

di

Flaulisa.

La
priet,

tassa pagata
se

da loro
di

fa

presupporre una rendita


si

d'

una discreta pro-

per
:

il

moggio

terreno

riscoteva un
2
,

fitto
;

che variava da uno a


e del

cinque ducati
:{

Sacra

visita del

I55I

e.
"

XVIII rev
pauper
";
"

1580,

e.

I85

Cosi, Felice detto dal numeratole

Polisena relieta
tar.
.

quondam
et gr.

Francisci,

pauper

et nihil

possidens
I

"
;

"

Baldaxar taxatur pr
1

";

ecc.: Fuochi del

1526,

545

1563, ce.

04

97

e 21 5 v

foce.

1034.

1189
4 "

1728.

Scipio ex

comprobatione

protocollorum

fuit

separatus

"
:

Appendice,

II,
"

doc. 2.
Ihi.l.
:

Fuochi

del

1563.

ce.

56

244 f ,focc. 502

1723.
4.

Spampanato.

50

Capitolo II

lino,

era concesso di potere

far parte

de'
"

"

deputati nelle

paranze che servivano nelle numerazioni

\ d'ottenere cio
a'

una delle cariche riservate

per

ordinario

gentiluomini

2
.

N
nella

il

Bruno l'aveva presa


volta,

senza dote, potendosi accertare


era

ora per la prima

ch'egli

succeduto

al

suocero

propriet, tra l'altro, della casa e del


i

campicello cui

sono strettamente legati

primi anni della vita del Filosofo.

Secondo una vecchia


piccolo podere era

tradizione locale,

che oggi,

in

grazia

delle scritture vescovili, diventa una precisa notizia storica,


il

" sito
" a
,

ubi dicitur a
fra
le

piede san Giorurali

vanni
S.

dello
di
"

ciesco
S.

due chiesette

di

Leucio e
"

Lorenzo della Foresta,


4
;

nella parte bassa


chi-

della

costa

del Cicala

ed era lontano meno d'un

lometro da Nola e da S. Paolo,


lato,

guardando questo da un

quasi alla stessa sua altezza, quella di fronte, in piano:


sul

in

somma, stava
contrafforte,

pendio che, sembrando una scarpa pi che


scoscendimento pi che un rinfianco,
5
.

un
fu

uno

da'

Nolani chiamato cesco

Nel 31 ottobre del 1561:


Vilagut
la
:

"Al

mag.co

Gioanfrancesco de Alexandro,
deputati
[in

Giovan Antonio
delle paranze

razionale ed

Andrea Savolino,
387

una

de
"

provincia de Principato citra nella nova


tesoreria,
voi.

numerazione]

due. 484, ecc.


n

Cedole di

342,

e.

li

infrascripti

gentilomini razionali e scrivani ecc.

"

Cedole di
f
)

te-

soreria,

voi.
"

258,

e.
"

502

Dal qual volume


noti

(ce.

250 v

388

appare

che
tali,
5

altre

paranze

vantarono uomini

per nobilt d'ingegno o di nasimili.

come Angelo
Appendice,
"

di Costanzo,

Antonio Albertino e

11,

doc. 4.
S.ti

Ruralis ecclesia sub vocabulo


diruta...
.

Leuci subtus castrum praedictum Ci-

cadis,
S.t" 5
"

Ruralis ecclesia
"
:

S.ti

Laurentii della foresta subtus monasterium


visita
in
l

Angeli dello parco, ecc.

Sacra

del

155I
S.

2
,

e.

CXClV
del

e v.

Ad

alcune

centinaia di metri

pili

da
de

Giovanni

Cesco,
"

il

venerabile

monasterium
e.

'

"'

Mariae

Plesco de Casamarciano
il

(Fuochi del
c/7.,

1545,

87

foc.

1068. Vedi

anche
il

RFMONDINI, Op.
(De Nola,
lib. II,

tom.

1,

pag. 254;.

"Caescum", rammenta

LEONE

Natoli

fanciullezza di G. Bruno

51

Il

colle di Cicala,
"

per

aver

due

vertici,

par
alto

che
in

sia

in

due diviso
presso
la

Il

meridionale,
in

abbastanza
castello

con-

fronto dell'altro, con


e,
la

cima

il

mezzo diroccato,
che
for-

cinta di questo,

alcune
',

catapecchie

mano
e di
nostri

terricciuola
:

omonima
falde

e pi gi

avanzi di mura

edifizi

e alle

Livardi e San

Paolo \
che

a'

di

conserva, a un di presso, l'aspetto che aveva nel se-

colo decimosesto.

Non

cosi

1'

occidentale,
alle

si

estende

per

oltre

un chilometro e mostra
;

falde

settentrionali

Casamarciano da
n

perch

non

era

neppure

allora

coronato

casali,

ma

aveva delle contrade ne' pressi delle

cap-

pelle fabbricate a

poca distanza l'una

dall'altra delli

e chiamate

S.

Lorenzo della Foresta, S. Nicola


Parisi,

Raimi, S. Nicola
"
".

delli

S.
"

Nicola a Paiano, S. Pietro a Tavola


quasi de

cap. VI, col.

53

l,

monte caesum, Nolani saxum magnum vocant


corrotte piesco e pi esco: Sacra
e.
1,

n
.

Oggi pesco
del
1

dalle
e.

antiche forme
v
;

Visita

155I

1 ,

160

del

1580,
cit.,

185

REMOND1NI,
lib.
II,

Op. V,
col.

tom.

pag.

257.
[colles]

Ma
duo

gi

il

LEONE

Op.
et

ci/.,

cap.

50: "Hi

igitur

sunt,

occidentale

remendianus,

coalescentes

tanquam ad angutum uncumque, quem acentem


:

ad ortum vernum Nola spectat


passibus
"
n
.

is

vero

angulus secedit ab urbe mille fere

Nunc
cit.,

vero [oppidum]
11,

pauculas casas circa arcem


52.
superioribus
".

retinet...

"

LEONE,
fuisse

Op.
8

lib.
"

cap. VI, col.

Ibid.:

Hoc autem oppidum

temporibus

grandius

reliquiae
1

aedificiorum ac
colle

murorum ostendunt

"

Sub

meridiano per radices passim incolunt Gecalani pagos multos

lungentes.
terius

Quorum
"

primus
:

est
il

S.

Paulus

nuncupatus, deinde
cit.,

...

Liberi,

ul-

vero Bardi

cosi

LEONE

(Op.
prima

luog.

cit.

avrebbe

ben
se
si

potuto aggiungere, perch s'incontra

di

Liveri,

Scarvaiti.
si

Ma,

vuole essere precisi, occorre notare che Scarvaiti e Liveri

trovano rispettivasostiene
"
il

mente

sotto

colli

de'

Camaldoli e
(a.

di
I,

Pergola,
se.

come
pagg.
",

per altro
e

Bruno, ricordando nel Candelaio


di

13,

56

57)

la

montagna

Scarvaita, che sta da


voi.

del

monte de Cicala

nel
et

De magia (Opp.
Lauri".
-

latine conscripta,
:
'

Ili,

pag.
<

43
-',

"

montes Liberi
r

Sacra

visita

del

1551

ce.

60

162

CXCIV v

CXCV1I

52

Capitolo II

La

notizia

che
di

si

ha di

ciascuna di

queste,

si

desiderenella parte

rebbe anche

quella che stava poco lungi,

ma

inferiore del colle meridionale

\ ed era

intitolata a

S. Gio-

vanni.

" "

Est
:

discribendum

venerabilis

sancti
il

Ioannis

de

plesco
del
la

si

avverte, vero, nel ragguaglio che

22 maggio

1551
2

si

diede della

visita di
fatta,

monsignor Scarampo;
lo

ma

descrizione non fu poi

nonostante

spazio lasciato

in
gli

bianco

n pi, nelle

scritture

che

si

compilarono durante

episcopati dello Spinola e del Gallo,

venne

ricordata avanti che


fu

la

vecchia edicola.

La

quale,

oramai

cadente,

quel

luogo

mutasse

aspetto per le
eretto
il

nuove

costruzioni,
la
il

abbattuta quando venne


dal
titolo

convento con
,

chiesa,

di

Santacroce,

de'

Cappuccini
la
3
,

se

nuovo

edifzio sorse,

dopo

il

1556, per

munificenza d'un patrizio


"

nolano, nel bel podere di Iacopo Arcello


dictae civitatis, ubi dicitur a S. to

in pertinentiis
4
.

Ianni dello plesco"

Perch ne' documenti delle


sono poste
tutte

visite episcopali (voi.

cit., ce.

cit.) le

cappelle

nominate
Giovanni,

insieme,

anzi S.

Lorenzo
al

messa

prima di S.
;

sembrerebbe
si

che

appartenessero tutte

colle

occidentale

ma

evidentemente
giorno,
sul

bad

solo all' itinerario percorso dal visitatore. In


si

uno

stesso

questi,

che gi

era fermato a Liveri, a Scarvaiti e a Livardi, sali


cui
;

castello

di Cicala,

ne'

pressi

si

trovavano
il

le

chiese

della Trinit e

di

Sant'Angelo
i

del

Monte

disceso per

fianco della collina,

dopo d'aver
Leucio, prese

verificato

beni spettanti alle cappelle del Salvatore e di S. giungere


a S.

un sentiero del colle occidentale per


suoi
le

Lorenzo

ritornato sui
egli

passi,

si

diresse in

fine verso S.

Giovanni. In un altro giorno


e Casamarciano.

visit

cappelle che stavano tra S.


*

Lorenzo
e.
1

Cosi,

nella

prima redazione, a
e.

60

perch
bianco.

nella

seconda

si

vede

solo
1

una met della


P.

CXCV

lasciata

in

Bonaventura da Sorrento,

/ Cappuccini di Nola,

Napoli,

Stabilimento tipografico di Salv. Festa,


4
"

1894, pag. 10.


dixit

Iacobus de Arcello sub die


fuit

16 apr. 1551, medio suo iuramento,


sitam in pertinentiis dictae civitatis,
iuxta

et

confessus
a

tenere terram

unam

ubi

dirit'jr

S.*
e.

Ianni dello plesco,

bona

ipsius... ":

Sacra

visita

del

1551*

XXV

Natali

fanciullezza di G. Bruno

53

II

magnifico Geronimo, che fu


',

figlio

di

Troiano e nipote
le

di

Iacopo Albertino
di

cede

alla

patria la castellama e
,

giurisdizioni
1

Cicala,
d'

Scarvaiti e Livardi
in
"

ricevute nel
"

529 dal Principe


prestati a
i

Orange

grazia
2
;

degli

optimi sere
i

vicii

la

Ces.

Maest

tuttavia,

egli

suoi

restarono
in
il

pi grandi proprietari di quei luoghi.

Si legge,

fatti,

nella

Sacra

visita

del

1551

che due suoi cugini,


,

luogotenente Fabrizio e Gian Geronimo

erano padroni

delle terre ne' dintorni del convento eretto, un secolo avanti,

da Raimondo Orsini pe' Minori osservanti e

in

onore del-

l'angelo Michele, sul poggio che una dell'estreme diramazioni occidentali

del Cicala

che uno de' suoi

fratelli

germani, Antonio,

possedeva, insieme con un altro nobile,

Gian

Geronimo
.

Minutolo

poderi

che

discendevano

dalla costa al piede del suddetto

colle,

verso S. Paolo e
alla

Livardi

Confinanti

con

questi

avevano,

met del

Vedi, del cap.


Ili,

I,

le

pagg.

20

e 24.

LEONE, De
1532

Nola,

lib.

Ili,

cap.
2

col.

89.
cH.,

VINCENTI, Op.
Camera
della

pag.

77.
",

Deputato nel
fu

di

"condurre

Manfredonia una somma


della

di

grano

poi

Geronimo

uno de'

presidenti

Sommaria, reggente della R. Cancelleria e del Consiglio


nella

del Collaterale,

prefetto generale dell'esercito


al

guerra di Siena, avendo


:

per venticinque anni


voli.

suo servizio Federico Sfigliola

Cedole di

tesoreria,
e.

256, 290 e 293,


1880.

ce.

242

91

184

Fuochi del 1563,

231

foc.
J

Cio
i

figli

d'uno de'

fratelli di

Troiano, Gentile, come


tal

s'

detto a pag. 36.


"

ra'

beni di S. Lorenzo, un campicello d'un

Paolino Viola
",

iuxta

bona

heredum

quondam

domini

Gentilis

de Albertinis
....

poi

"

quaedam
dicti

terra per

dominum Hieronymum Albertinum empta


":

iuxta

bona

dov

mini, subtus monasterium S. u Angeli


e

Sacra

visita

del 1551-, ce.

CXCIV
LEONE
a

CXCV
cit.,

il

"

templum divo Angelo dicatum cum coenobio sacerdotum


est in

praecepta divi Francisci sectantium

iugo Gecalae occidentali

":

Op.
3
1

lib.

II,

cap. VI. col.


"

53.
e
"

Precisamente, sulla

costa

"

a piede Cicala

"

alle

Cinte",

l.neri.

allo

Toro

"

e nella

terra del Salvatore

(Sacra

visita del

1551* O

XVII! ,

54

Capitolo II

secolo,
zii

loro

beni

Savolino,
';

Antonio,

Paolino e

suoi

Albenzio e Vasta
il

poi,

Franzino Vecchione, Polidoro


di

Santorello,
Biancolella,
in
fine,
i

figlio

di

Martinello e nipote

Agostino
Iannello
2
;

coniugi

Fabiano e Laurenza
o
gli

de

procuratori

economi

delle

confraternite e

delle cappelle di S. Sebastiano, di Santa

e di Santa
tino

Maria della Stella Maria del Porto, Adanesio Biancolella, CostanFaivano


3
:

Bonaiuto e Antonio

tutti

originari di

S.

XXX v

XXXll

CLXXXUI ver CXC!I


,

CXCIV
si

).

Fu Antonio

Albertino che dall'Arcello

"

templi

huius atque coenobii aream sua pecunia


",

emit Cappuccinorumque familiae donavit


posta,
1

come ancora
del

legge nell'epigrafe
il

nella

chiesa de' Cappuccini, sul sepolcro


la

medesimo Albertino
52.
pertinentiis

598, trentun anno dopo


1

sua morte.

Vedi

la

pag.

Dove

se

dice
"; "

allo

Fornii lo de Cicala"; "in


(Sacra

Nolae,
";

in
"

via S.ti Pauli

ubi dicitur a

piede san Giovanni dello ciesco


visita
).

ubi dicitur
,

alle

Tiglie
V

";

ecc.

del
i

I55I

2
,

ce.

XIX

CXXIV V
foce.
I

CLXXXV
1

CLXXXV1II V
e
1

Vedi

Fuochi del 1545,

192,

189
i

e
ce.

182: da* quali due ultimi e dal foc.

1090

della

Nume
il

razione del

1526

97

e v

risulta

che Paolino nacque


di

1530

da Baldassarre Savolino.
2

fratello

di

Albenzio e cognato

Vasta.

Un

uliveto

"

ubi

dicitur

alla
Crucis
H

Conocchia,
;

iuxta

bona
"

Fabiani de
to

Iannello et iuxta

bona

S.tae

un secondo
Cicchi

uliveto

situm in S.
et

Leugio de Cicala, iuxta bona domini


Augustini Biancolellae
";

Antonii de Alfanis
Nolae,
tenet
r
,

bona

"alia terra

in

pertinentiis

ubi dicitur alle

Curte,

iuxta
";

bona

Pohdori de Visciano,
visita

quam
ce.
"

mag.cus Antonius

Albertinus

ecc.
).

(Sacra

del

I551

2
,

CXCIV
alias
1

CLXXXVI v

e
la

CLXXXIII,
Numerazione
moglie
foce.
"

Quanto
i

a Polidoro Santorello,
ce.

de Visciano \ vedi
e
1

del

545,

90

98

foce.

101

199; e quanto alla

di

Fabiano

e agli altri, la stessa e

Numerazione,

ce.

98

95

96

1197,

1164

1179.

Visitando cappellani S.tae

Mariae della

Stella,

comparuerunt

Marcus
Itn-

de Iannello, Constantinus de
periae de
Iannello, et
;

Bonaiuto,

maritus et legitimus

procurator

petierunt dictam

cappellani sibi confrmari et ius paet

tronati concedi

et

comparuit etiam Fabianus de Iannello,


parte
";
"

dixit

se

esse

patronum pr quarta

et

deinde comparuit

Antonius de Faivano,

unus ex magistris cappellae, seu heremitorii sub vocabulo S.tae Mariae dello
porto,
sitae

ubi dicitur allo

Porto

n
;

"

magistri confraternitatis et

cappellae

Natali

fanciullezza di G. Bruno

55

Paolo, chi artigiano, chi fittaiuolo, chi' piccolo proprietario


di cui

l ,

appena qualcuno
figli

nello stato d'istruire e

d'incammi2
.

nare

per

il

sacerdozio o una professione


ultimi

Abitavano questi
alle

non a S. Paolo,
"
,

"

la villa
il

che

sta

radici del monte Cicala

volta verso
il

mezzogiorno,

come sostennero quei che


de' dialoghi bruniani
tinentiis
"
4
;

alterarono

contenuto d'un luogo


S.
1
'

ma

bens

"

in via

Pauli, in perti-

Nolae

",

a pie di S.

Giovanni

del Cesco, nella

picciola

contrada

dove son quattro o cinque stanze non


tal
,

troppo magnifiche" \ Di
est
,

contrada che guardava a sud-ovsi

faceva

anche parte
"

legge
radici

nello

Spaccio
di

la

casa
",

di

Angelo Savolino,

alle

del

monte
nelle

Cicala

divenuta propriet e dimora

abituale,

assenze

dallo

S.'i

Sebastiani
e.

magister
V

Adanesius
e

Biancolella, ecc.
r
;

":

Sacra
e.

visita
.

del
i

1551*.

CLXXXV1I
1545
foc.

CLXXXVlII
r

del

1586,
e

216r
e

Vedi

Fuochi
(e.

del
r
,

(ce.

98
e
il

e93
r

foce.

1195
li

1139)
e

del

1563
del-

217

1742l;
Prima,

Notamento de

lutti

inguadiali

sposati

l'ecclesia
1

di S.

ce.

62

64

In

parte,

illustrati

da un pezzo
ne*

dal

FIORENTINO,
in

nella

Fanciul-

lezza
in

di

G. Bruno,
e

non che 70;

Dialoghi morali, pagg. 351-356; da me,

Bruno
II,

Nola, pagg. 17-19; e dal Gentile,

G. BRUNO, Opp.

italiane,

voi.

pagg.
de'

69

in

parte,

riconosciuti ora per la prima

volta,

con

l'aiuto
-

nuovi documenti.
de'
figli

Uno
1545,

di

Fabiano,

"

lo

Dominicus de Iannello,
Buonaiuto
fu

est

presbiter et
:

ceiebrat

missam \ e Giovanni
e.

di

Costantino

notaio

Fuochi

del
3

98

foc.

1197; del
de
la

1563,

e.

215

foc.

1725.
italiane,
voi.
"

BRUNO,
7
"
1 .

Spaccio
I*

bestia

trionfante,
"

in

Opp.

II,

pag.
tale

Veramente
n

autore

ricorda anche la
di

vecchia di Fiurulo

un

Ambruoggio
di

(pag.

68; ma

questo non ho saputo trovar traccia


il

ne'

Fuochi;

quella

posso solo dire che non scomparso


n

nomignolo,

non mancando oggi chi soprannominato


di
1

Sciurulo

n
,

doppione napolitano

"

Fiurulo
11

".

Fiorentino, ad esempio,
visita

come
e.

avvertii in

Bruno
;

Nola, pagg. 14 e
pag.

15.
poi,

'

Sacra

del
la

1551-,
pag.

CXXIV v

Spaccio,

71. Vedi

in

questo capitolo,

50.

56

Capitolo II

esercito,

di

Giovanni
alla

Bruno
lettera,

L
.

11

quale,

non

essendo una

persona povera

ma neanche comoda da non


i

avere bisogno dell'aiuto d' un' occupazione per sostentare


suoi,
in
citt
si

sarebbe dovuto

appartare per non sentirsi

a disagio. Perch Nola, se pur non vi fosse ritornata, negli

estremi suoi giorni,


di di

Maria

Sanseverino
la

2
,

e non vi avesse,
della

quando
Carlo

in
3
,

quando, soggiornato
era gi,
si

famiglia

Balia

bene
in

ripeterlo, fra le terre in cui


abiti,

maggiormente
contava

sfoggiasse

in

conviti,

in

feste

uomini d'arme che, per natali e facolt non erano


nobili e ricchi commilitoni
quelli

da meno de' pi

che

vi

venisalla

sero di presidio, non esclusi

che appartenevano

Compagnia
uno de'

del vicer

4
;

ed ebbe per un pezzo castellano


di Villafranca,

figli

del

Marchese
il

don Garzia Al-

varez di Toledo,

mecenate

del

Tansillo, gi capitano

generale delle galere del

Regno

nelle

spedizioni contro
5
.

Turchi, vicer poi di Catalogna e di Sicilia

Nella casa cicalana,


1

in

principio del

548

6
,

nacque a

Spaccio, pag. 67. Vedi,

come

sopra,

la

pag.

50.

La vedova

di

Enrico Orsini
nella chiesa di

fini la

sua vita a Nola, nel marzo del 1565,

venne seppellita

quel collegio di Gesuiti del quale era stata


cit.,

"fondatrice":
3

REMONDINI, Op.
del

tom.

I,

pag.
foce.

211.

Nella
la figlia

Numerazione

1545,

e.

36

407

408: Giovanna
altri

con
"

Violante del fu Antonio di S. Giovanni, Nicola Fiammingo e


servitia

manent ad

il.mae

Principissae

Sulmonis

et

excellentis

don Georgii

dela
4

Noy
La
"

in

palatio civitatis

Nolae

".

Compagnia de Sua Ex."


stava a

col locotenente

il

mag.co Garzia Alvares de

Toledo
s
II

Nola

nel
fu

1556: Cedole
"

di tesoreria, voi.

338,

e.

237
citt

figlio

del

Toledo

castellano

del

regio

castello

de

la

de

Nola

col

salario

de ducati 400 l'anno" dal


il

1558

al

1562, non

gi,

come

erroneamente ciede
di tesoreria,
cit.,
8

ROSALBA
e

(Op.
1

cit.,

pag. 30), un
r

anno
;

solo:

Cedole

voli.

340
85.

342,

ce.

84

389

610

VINCENT'. Op.
":

pagg.
"

84

Nacqui, per quanto ho inteso


veneti,

dalli mei,

dell'anno

48

dichiar

il

Filo-

sofo (Docc.

doc.

Vili,

e.

);

nel

gennaio o nel febbraio, perch,

Natali

fanciullezza di G. Bruno

57

Giovanni e Flaulisa
trono di

il

figlio

a cui, in onore dell'erede del


;

Spagna
e

',

venne messo nome Filippo


fu
il

e che, se

ebbe

altri

fratelli,

solo,

come
alla

si

vedr, a sopravvivere
fasce,

a' genitori

immortalarli.
si

Ancora

in

scorgendo
il

una

grossa serpe che

avvicinava

sua

culla,

bambino
il

prov tale impressione da chiamare

distintamente

padre

che riposava nella camera

accanto, e da capire tutto quel


le

che accadde: l'accorrere della famiglia,


e d'
ira,

grida di spavento
:

l'andare in cerca di bastoni per ogni dove

scena

egli

stesso aggiunse,

"fui

promosso

al

sacerdozio

alli

tempi debiti

",

cio

nelle

prime quattro tempora del


Negli
in
atti

1572, quando

aveva compito

ventiquattro
il

anni.

del
"

Capitolo generale

domenicano,
posterum...
"
:

celebrato a Bologna

1564,
ante

fatti:

Nullus
suae

itaque

in

ad presbiteratus ordinem
capituli generalis,
fr.

XXV

aetatis

annum promoveatur
Romae,

Ada

in

Monumenta

ordinis fralrum praedicalorum historica,


ordinis, In

recensuit

Benedictus
typographia

Maria Reichert eiusdem

Domo
V,

generalitia.

Ex

De propaganda
1

fide,

1901, tom. X,

voi.

pag.

52.

11

Principe d'Austria era appena successo a Carlo


di

V,

un altro soldato, sovrano

amico
tre
"

Giovanni Bruno,
paragonandolo
al

il

Tansillo,

scrisse

in

onore del nuovo


poi
questi

sonetti,

Macedone.
in

Incluse

sonetti,

come

le

prime cose", nelle rime mandate

lspagna nel febbraio


il

1555, dichia-

rando:

lo vi

gli

ho
gi

posti

solamente per osservare

precetto...:

love
da

principium, non
tervi

che

io

non avessi
e

di

molte altre composizioni da po-

ponere

in

lode di

Sua Maest
col a

del

Padre, che, avendo


la

io

servito

che possetti tenermi


di
in

in pie,

corpo e con
credere
che,
l"

spada, in travagli e

in perigli in

guerra e di mare,
ozio,

non
di
io

quando

io

sia
la

stato

pace e

abbia

lasciato

servire e

con

ingegno e con

penna, oltre a

che a cotesto Principe


par esser nata con
la

abbia avuto sempre una affezione particolare, che

stessa

Iddea
in

ERASMO PtlRCOPO
in

Un

codice

autografo di

rime
F.

tanxilliane
Perrella.

hpagna,

Sludii
e 5

dedicali a
}(>.

Irancesco

Tonaca, Napoli,
-'

1912, pagg. 526


in

Questo nome che, dopo d'essere entrato


da

convento,
nel

egli riprese ali

fuggi
Berti,

Roma
1592

ripar

nella

Svizzera,

solo

1880

tu

conosciuto

cui era passata


lei

inavvertita
<lo<

una dichiarazione
.

fatta dal

Bruno

il

{JDocc, veneti,
il

XIII.
n.
J),

e.

&4 V

),

Vedi oc Dote
Notizia che
vi

ginevrini

quanto osserv

Dufour (pag.

7.

non che

la

premetto.

58

Capitolo II

che
per
glia

egli,
filo

come

svegliandosi da un sogno, ricord e descrisse

e per segno, alcuni anni dopo,

con

gran

maravi-

de' suoi \

Questo

caso, che ha
storia,
riferita

del

miracoloso ed
il

pi inverosimile della

insieme, di Creso,
in

quale
2

acquista
,

la

favella e l'udito
il

un impeto di amor
la
3
,

filiale

ci

fornisce

particolare

che

bestia era

uscita

da un crepaccio o buco
dedurre che
rimanenti
"

della

parete

e ci

permette di

la

casa non fosse in molto migliore stato delle


"

stanze

della contrada.

La
per

fanciullezza del

Bruno non
non

trascorse lieta e serena:

lui

non

giuochi,

divertimenti,

non

compagni e
e le lagrime

amici della sua et e condizione,


della

ma

sospiri

madre per

la

lontananza

del

marito soldato, e forse

a volte per le ristrettezze


solitudine e di tristezza

domestiche.

Di
scord

quei
pi;

giorni di

egli

non
nel

si

perch,
esit

circa quarant' anni appresso,

De

monade, non

di

affermare di non essere mai stato


dalle sventure pi grandi,
di aver

risparmiato da' dolori e

cominciato a lottare col


4
.

destino assai per tempo, dall'infanzia


pertanto, ci che di s aveva
letto
;

Venne ad
il

affermare,

cantato

suo

poeta predisorte

il

quale, essendogli

stato

dall'avversa
favella del
",

prima
" ri-

tolto

di

conoscere

il

volto e la

padre, di
si

dergli fanciullino, temerlo adulto


...

ecco come
flebil

doleva:

dal

di'

eh' ingombrai la
in

cuna
fui
a
.

di

tempo

tempo combattuto
di

da procelle
1

morte e di fortuna

Sigillus sigillorum,

Opp.

latine

conscripla,

voi.

II,

pars

li,

pagg.

184

185.
?
5

Ibidem.
Ibid.
"
:

"

foramine domestici panetis exierat


fatis

".

At nos quantumvis
n
...
:

versemur

iniquis,

Fortunae longum a pueris


I,

luctamen adorsi
e

Opp.

latine

conscripla,

voi.

pars

II,

cap.

I,

vv.

38

39, pag. 324.


5

Le lagrime

di S.

ietro,

In

Vinezia, Appresso

Barezzo Barezzi,

1606,

Natali

fanciullezza di G. Brune

59

Se non che,
a

il

Tansillo
"

non rest

"

sommerso e spento
la
"
l
;

mezzo

il

corso

della vita,

non tanto per


"

bont della
il

famiglia dello zio, quanto per la divina

luce

Bruno,

perch ebbe
peculiarit

1*

animo
sua
"

dischiuso
filosofa
,

all'

ottimismo,

che fu poi
di

della

dallo

spettacolo

mille
al...
"
'.

bellezze naturali, del

fortunato piano,

Che
con
",
"

tante grazie
larga

seno serra, Quante mai

vide

il

Ciel,

mano

Ma

fu

"

l'amenissimo monte di Cicala

sopra a tutto, che


la

esercit
lietava,
il

grande

efficacia

sul

fanciullo:
gli

sua vista lo alg'

suo geniale grembo


"
.

riscaldava,

invigoriva

il

tenero corpo
"

quelle apriche pendici,

verdeggianti di
div castagni,

ellera, olivi, cornioli,

mirti e rosmarino, e cinte


felici di

querce, pioppi e olmi,


egli
si

reggere

il

peso della

vite

"

4
,

sentiva legato dalla pi viva gratitudine e affezione,


la

massime
sfiorare
i

notte in cui vide,


di

trepidando, una trave di fuoco


contro di esse,
sorpassarle e
lo

tetti

Nola

venire minacciosa
in

ma

poi,

levatasi

miracolosamente pi

alto,

sparire dietro la

montagna
gli

o quando, volto
invetriti,

sguardo a

mezzod, mirava con


il

occhi

una massa informe,

vulcano dal dorso dentato che egli allora credeva arrivasse


la

con

bruna vetta

al

cielo

segnando

limiti

del

mondo,

e.

X.
I,

st.

3,

pag.

96.
n.

Anche
"

Pietro

Ramo (BARTHOLMSS, Op.


".

c/7.,

tom.

pag.

27,

2):

Confiteor

vitam mihi totam acerbissimis

fluctibus

iactatam esse. Puer vix e cunis egressus duplici peste laboravi


1

Le lagrime

di S.
/

Pielro,

luog.

cit

..

TANSILLO.
"

due

pellegrini,

vv.

1063-1065,

riferiti

anche

pag.

21.

Sic

quondam

puero

mihi,

mons

peramoene Cicadae,
blandiri tua
et

geniale

tuum pnmaeva
et

foveret

Vincer,
seu

gremium lumina sancta recordor :


mundi,
pag.
in

Cum

De immenso
conscripta,
'

innurnerabilibus
1,

de universo
I,

Opp

latine

voi.

pars

1.

lib.

111.

ch|>.

vv.

li,

ili.

IhiJ..
Ibid.,

vv.
voi.

4-7.
I.

par*

II,

lib.

V,

C*p.

I.

Mg.

I2<)

60

Capitolo II

e fosse brullo e arido,

truce,

vile

e avaro, avvolto com'esso


'.

era nella caligine e coperto dalla cenere

Nulla di quanto

ud,

vide
quelle
si

fece

ne'
di

primi

anni,
fatti,

il

Bruno dimentic;
Cosi nolano

di

persone,
servi

quei

di

quelle parole spesso


scritti.

spesso
fu

come esempi
che,
"

ne'

suoi

Cola

Perillo,

sentendosi male
si

e non sapendo in qual parte de la persona


lore
lani
",
il

fusse

il

dono-

mise a dura
farmacista e

prova
la

la

pazienza del medico;

vedova

che

badavano

alla

quantit
all'

e non alla qualit delle cose, uno aprendo

bottega

inle

segna del maiale,


figliuole

l'altra
il

volendo a ogni costo maritare


figlio

e addottorar

Un

curato di Santa Prima,

predecessore di don Masello Chiaromonte, don Paolino de

Megaldis,
"

"

ritenne
:

"

costantemente ci che una volta aveva

concepito

"

per avere assoluto un venerd santo di molti


il

e gravi peccati

suo compare,
lo
"

ch'era fratello di Flaulisa,

Scipione Savolino,
la

assolse sempre, senza ascoltarne pi

confessione

3
.

Le
",

quattro minuzzane che nel

medesimo

tempo
del

accaddero
a'
la
4
,

o poterono
di

accadere, in S. Giovanni
Filosofo,
la

Cesco,

vicini

casa del

porsero, nello
il

Spaccio

materia per mostrare

falsa

opinione che

volgo ha della provvidenza.

De

immenso, pars
pars
II,

1,

lib. II,

cap.

Vili, pag.

285;
15,

lib.

Ili,

cap.

I,

v.

9 e

segg.,
1

pag. 313;

lib.

VI, cap.

XIV,

v.

pag.

200.
II,

Candelaio, pag.

157; Ars memoriae, in Opp. latine conscripta, voi.

pagg.
:i

95

96.
pag.
la
le
1

Candelaio,

96. Vedi
I,

la

pag.

48;

Fuochi del
Candelaio.

526,

e.

foc.

1108;

n.

nella

pag.

196, del

La

chiesa di

Santa Prima,

cui

ultime rovine

vennero abbattute alcuni anni addietro,


"

possedeva pochi beni


et

stabili, tra cui degli orti


",

iuxta

moenia eiusdem ecclesiae


stesso
.

bona Balthassaris Savolini


Visita
J
J

e de' redditi dovuti


r

da questo
r

Savolino

Sacra
*

del

1551

2
,

ce.

CLXXXI

e v

CLXXXII

agg.

67-71.

Natali

fanciullezza di G. Bruno

61

Di costoro e
la

di

altri

di

come

di colui al quale
',

dedicata

Cabala

del

cavallo

pagaseo

don Sabatino Savolino,


1

chierico di Santa Prima dal principio del


rettoria

576, durante

la

di

don Menico

Sarno, e dal

1586 cappellano
Sebastiano
""'

della chiesa e della confraternita di S.

il

Bruno

si

pigli

giuoco non

meno

che de' suoi concittadini


n

tuttavia

con questi accett, senza studiarle a fondo, leggende


al

che

sono ancora care


passati
",

popolino.

Poco
nella

pi o

meno
*,
"

di

miir anni
il

si

attesta in

fatti

Cena

era

mare vicino
il

alle

mura della

citt,

dov' un tempio, che


di Felice

ritiene

nome
\
il

di Porto:

costa dall'istorie

martire

nolano

"

santo

al

quale,

come

lo

stesso

Bruno ebbe a

ripetere nelle conversazioni


cario della badia di
di

con Guglielmo Cotin, bibliote-

Saint- Victor, era intitolata la cattedrale


riusc

Nola

".

il

Filosofo

pi a liberarsi
si

totalmente

degli errori e de'

pregiudizi di cui

era imbevuto nell'et

Opp
e.
n

italiane,

voi.
tutti

II,

pag.

215
e

Nofamenlo de

li

inguauiati

sposati,

e.

62

Sacra
il

Visita

del
di

1586,
"

2!6
e
"

Don
",

Sabatino
allo
si

ebbe

per

ischerzo

soprannome
Savolino,

abbate
figlio

vescovo
or

stesso

modo che
cenno
e.
I

Baldassarre
pag.

del
erat

cui

Paolino

ora

fatto

54),
r
.

"

nominatus

Abbate
:1

Sacra
117.

visita

del

1551*.
Q marzo

CLXXXIII
1551

Pag.

Monsignor

Scarampo,
cappellani

il

del

(Sacra

visita

1
,

e.

),

"

se contulit ad

seu

locum

subtus
in

dictam

maiorem

ecclesiam.

vulganter

nuncupatum

lo

insoincorpo,
nominati

quo

reconduntur

corpus

et

reliquiae gloriosissimi
pontificis,

martiris

S. Felicis eiusdem

ecclesiae
extitit
et

nolanae

de cuius
scriptis
.

vita, martirio

alnsque circumstantus reperta

quaedam

legenda

in

redacta, in carta

membrana
littora

scripta,

tenoris

continentiae

subsequentis...

Beatus vero Felix ad


pertractans,
Spiritui

maris singulis diebus festinabat


vacabat...

legem divinam

Sancto

\ La quale leggenda
Felice,

venne, senza dubbio,

tratta dall'

antichissimo Uffizio manoscritto di S.


nell'

che

si

conserva, in ottimo
il

stato,

archivio
sia

del

Capitolo nolano, ed

male che, con tutto

suo valore
Il,

artistico,

poco ben custodito.

Docc. parigini, due.

pag.

295.

62

Capitolo II

puerile;

perch

non cess

mai

di

prestar

fede alla virt

misteriosa di certi anelli e amuleti, agli effetti del fascino,


a' tiri

birboni degli
in

spiriti

quali,

aveva udito

dire,

"

danno

molta molestia,

ispecie
gli

a'

contadini, riconducendo

dopo
via
di

un po'

alle loro
"
2
.

stalle

animali
;

che

hanno

portati

e nascosti

non ne dubitava
lui,

anzi era

convinto

averne incontrati anche

sotto
1

una rupe del Cicala, nel


alle falde

cimitero degli appestati del


Liveri e di Lauro;
essi
e,

504, e

de'
"

colli

di

aggiungeva, un'altra volta


sassi

ebbe da
testa e

lanciati

parecchi
del

che

lo

colpirono alla

in altre

parti

corpo,

senza

fargli

male

"

e ci
in
"

una

notte,

nelle vicinanze di Santa

Maria del Porto,

un luogo

solitario,

noto pur oggi


" 3
.

al

popolo col nome di

Cappella

degli Spiriti

Nelle opere

bruniane

si

fa

menzione

delle

rovine

del

castello di Cicala,

delle carbonaie di Scarvaiti, de' confini

e de' prodotti dell'agro nolano, del culto de' santi pi venerati


4
;

ma

c' di meglio.
altri

Non

si

trova forse, in tutto


lieti

il

cinquecento,
vita,

che, esule, ne'


di
"

momenti

tristi
si

della

serbi, al pari

quell'ingegno e spirito che

mostr

De
Ili,

rerum principiis
pag.

et

elementis et causis,

in

Opp.

latine conscripta,

voi.
-

564.

De

magia, pag. 431.

:i

Ibidem.

sito

Antonio Faivano,
),

nel

16 maggio del

1551

(Sacra

visita

2
,

e.

CLXXXV1I v
Porto,

"de

cappella seu heremitorio sub vocabulo S.tae Mariae

dello
S.ti

ubi

dicitur

allo

Porto,

asseruit

quod homines
dictam

casali

Pauli pr eorum
alicuius
(e.

devotione
n
.

ohm

construxerunt

cappellani pr
la

commodo
del

heremitae
n
r

Nella qual cappella,

testifica

Sacra
et

visita

1592

317

),

erat

depicta

imago Beatae Virginis,


"

supra altare

Crucifixus
fu
e.

cum imagine Beatae

Virginis et S.ti Ioannis


:

Sebbene poverissima,
inguadiati,
lib.
Il,

chiesa parrocchiale dal

1631

Notamento de

tutti li

2
4

Spaccio, pagg

68, 152, 164, ecc.;


lib.
Ili,

Candelaio, pagg. 37, 52, 56, 134,

ecc.;

De

immenso,

cap.

I,

v.

4 e

segg.

pag.

313.

Natali e fanciullezza ai G. Bruno

63

Nola

"

l
-,

pi

memoria del paese nativo:


il

appena

in

lui

prevale l'uomo o

poeta

",

osserva con finezza un insigne


la

suo biografo
si

2
,

"

sembra che
il

voce
si

gli

tremi e la penna

bagni nel pianto, e

cuore

slanci
".

verso

le

contrade
si

che avevano consolato


discorrere di
il

la

sua giovinezza
l'animo,

quando

vuol

lui,
il

penetrarne

intendere pienamente

significato e

valore di qualunque cosa egli scriva, non


consigli
presi

bisogna ascoltale
fretta,

senza

considerazione e in
si,
il

sia
"

pure

da

valentuomini. Importa,
"

ragguaglio
gli

della
alla

picciola
;

contrada
si

in

cui

il

Bruno

apri
al

occhi

luce

ma non

pu

sorvolare,
!

sebbene
"

Fiorentino

sembrino de' luoghi comuni

sulle

glorie

della citt di

Nola
degni

".
"

Nola

al

piano dell'orizonte campano


felice,

",

tra orti e

campi
il

dell'

Esperidi e dell'Arabia
in
tal

aveva secondo

Bruno, che

modo
delle

consente in tutto col Leone e col


l'ornamento pi bello nella mo-

poeta de'

Due
nella

pellegrini,

destia e pudicizia

donne, nella solerzia, nella socie-

volezza e

lealt

di

non pochi
"

de' suoi
ritrovano
in
"

cittadini

'.

Perch, anche non negando che


avarizie e crudeltadi in
affretta,
Italia, in

si

vizii,
",

inganni,
egli
si

Napoli,

Nola

nondimeno, a soggiungere ch'essa

quella regione

gradita dal cielo,

e posta insieme insieme talvolta

capo

destra di questo

globo, governatrice e domitrice


altri

dell'altre

generazioni, e sempre da noi ed


nutrice e

stata

stimata maestra,

madre de

tutte

le

virtudi,

discipline,

umanitadi,

De gli eroici furori, in Opp. italiane, voi. Il, BaRTHOLMSS, Op. cil., toni. I. pag. 188.
La
fanciullezza
di

pag,

435.

G.

Bruno.
e

Eroici furori,
voi.
I.

paga.
pars
1,

*H5

299; -4;
,

Oratio
Triginta
ihid.,

valedii torio,
sigilli,
Il,

in

Opp.
Il,

latine
II,

conscripta,

pag.

ihid.,

voi.

pars

pag. 87;

De imaginum

compassione

voi.

pars

III.

pag.

282.

64

Capitolo II

modestie e cortesie
illustri

"

i
.

Non teme
italiani

quindi di offendere
e stranieri
2
,

pi

uomini del

tempo,

mettendoli,

nelle dediche e tra gl'interlocutori de' suoi dialoghi, accanto

Morgana
J

B., a

Laodomia
4
,

condo

Andrea Savolino a' Gian Geronimo Minutolo, Francesco Severino, Gian


,

Sa volino \ a suo cugino magnifici Francesco o Angelo Marie Giulia

De

la

causa,

principio e uno,

in

Opp.

italiane,

voi.

I,

pagg.

152 e

153.
'

Sovrani,

principi,

ambasciatori,

ciotti,

come Enrico
di

111

e
il

Rodolfo
Sidney e

II,
il

l'Angoulme,
Delbene,
3

Giovanni
il

Moro

Michele

Castelnuovo,

lo

Smith,

Dicson e

altri.

Supposi che

colei

a cui fu dedicata la

commedia bruniana,

fosse

Morla

gana Savolino e avesse sposato un Bruno {Candelaio, pag.


figliuola

XXIV'; ma
723
r
,

di Scipione,

come ora ho potuto


di

verificare,

ebbe invece per marito


v
,

un certo Lombardo

Pago (Fuochi
1526,

del

1563,

e.

214
1522,

foc.

Nelle
1

Numerazioni (Fuochi del


18
r

1563,

1545

ce.

113

98

25

foce.

1109,
I,

1585,
e.

199 e 236) e

ne'

libri

parrocchiali

(De-

functorum
Santorello,
sorella

liber, fascic.

v )

non mancano donne

di tal

nome: Morgana
madre
il

morta nell'agosto del 1600; Morgana e Morganella,


di

l'una,

l'altra

Antonio Faivano, venute rispettivamente


di

al

mondo
1563; e
di

1478
in
fine
la

e
la

il

1520; Morgana

Iannello,

di

appena

otto

anni nel

moglie di Gian

Tomaso o
nata intorno

del capitan
al

Felice Borzello.
,

Ora

queste

Borzello, sebbene
la
si

1530,
avere
sia,

per l'iniziale del suo cognome,


offerto
il

sola

signora
a

che

abbia

potuto

Candelaio,

se

1'

autore

rivolse

una Nolana.
;

Comunque
Bruno
due donne

di

Nola

certamente

furono Giulia

Laodomia
in

perch
"

il

confessa,
"

negli

Eroici furori (pag.


,!

299), di

avere

essi
",

introdotte

che ricordano
loro
"

la

consuetudine del

suo paese
tare,

come

quelle che credono a


desciferare,

non

stia

bene

di

commen-

argumentare,
d' insegnare
figlia

saper molto ed esser dottoresse, per usurparsi


regola e dottrina
il

ufficio

e donar instituzione,
alla luce

agli
sei

uomini

"

la

prima,

di

Antonio, messa
e

1544;

l'altra,

anni appresso:
e

Fuochi
inoltre,
*

del
le

1545

1563,
e

ce.

97

56

foce.

1192

502.

Vedi,

pagg.

49

54.

L' interlocutore dello Spaccio e della

Cabala

era,

gi

si

sa

pag.

49

cugino di Laodomia e nipote della madre del Nolano.


"

Angelo che
;

nel

563 aveva varcato

settantanni, conviveva col

figlio

Iacopo Antonio

Francesco, invece, morto in quell'anno, aveva lasciato dei

Natali

fanciullezza di G. Bruno

65

Domenico Cesarino
loro patria,
vicini di
l ;

e Fabrizio Albertino,
casa,

benemeriti della

conoscenti o commilitoni di Gio-

vanni Bruno

il

quale presentato per


altro

uomo

di spirito

e di

buon senso da un

interlocutore,

cugino

anche
se rare

d'un
volte,
n

uomo d'arme
liano
di
"

del luogo, Luigi Tansillo \

a Ginevra, a Londra, a Helmstdt, dichiara d'essere o


"

ita-

del regno di Napoli


s'iscrive

",

se

nell'albo

accademico
in
tutti
si

Marburgo
casi,

"nolano
nelle
"

di

Napoli",
e ne'
e
la
"

gli

altri

nelle

universit,

corti
",
",

libri,
"

com"
;

piace dirsi semplicemente


la

nolano
"

nolana
sua
"

chiama

sua

"

sufficienza

",

la a'

sua

musa

filosofia

e mentre

pone

in

fine

versi

introduttivi

del

De

umbris
sui

idearum

l'arme forse

del

padre,

un

leone

rampante

figli

in

tenera et,

ma con

molti beni,
"

giacch possedeva
:

domum magnam
59
r
,

bene fulcitam, 33 moios terrarum, ecc.


e

Fuochi, ce.

58,

foce.

517

526
1

De
le

la

Vita

delli cinque

sanli vescovi martiri nolani, e.

81

Vedi
"

pagg. 36, 37 e 53.


sera

Dicendo una

dopo cena un
',

certo de'

nostri

vicini:

'

Gi mai
del

fui
:

tanto allegro quanto adesso


'

gli

rispose
'

Gioan Bruno, padre


il

Nolano

Mai
ori
\

fuste

pili

pazzo che adesso


lo

":

cosi
il

cugino di Cola negli Eroici


interlocutore del

fu

pag.

324); e

ascolta
forse

il

Cicada,
in

solo

dialogo che

non

sii

del paese,

ma
Cicala

non

tutto

estraneo.
nella
il

Perch

probabilmente
e
"

quel

medesimo
221

che viene
il

ricordato

Causa, principio
poich servi

uno
alla

(pagg.

e 222), cio
re

magnifico Odoardo;
le

quale,
",

Cattohca Maest del

Filippo con

sue galee

non inverosimile,
studi,

es-

sendo un soldato
conoscente,
se

inoltre

un uomo non digiuno


"

di
n

che

sia

stato

un

non

un

amico, e del
[Postille

continuo

del

Toledo

del

gen-

darme
pagg.
tire

dell'

Acquaviva

storico-letterarie

alle

Opere di

G.
poi

Bruno,
avvere

233

234; Candelaio, pagg. 226, 227 e 230). Occorre


si

che dal Bruno


e

usa

indifferentemente,

nello Spaccio (pagg.

67

71),

Cicada
3

Cicala.
I

Docc. ginevrini, docc.


latine
voi.
I,

e
II,

III.

pagg.
II
,

7,

e
7")

15.
;

Ars reminiscendi,
()r
t

in

Opp.
ibid.,

conscripta,
pars
I,

voi.

pars

pag.

iti<>

COMolatoHa,
/>).

pagg. 31

32;

Cena,

pagg.

e 6;

Li

causa,

pagg. 131

e 257.
5.

Spampanato.

66

Capitolo II

colli

cicalani

offre

1*8

maggio del

1588

agli

amici e

ammiratori di Wittenberg, convinto di non poter donare una cosa pi preziosa, incisioni del glorioso assedio nolano del

215

a.

C. co' versi del poeta


Horriferis iterum

Nolam

ferus opprimit
init.

armis

Hannibal

et

varii

praelia
sibi

Martis

Quae

nequit

infida

subdere moenia fraude,

haec coacervata mole domare parat.

Erumpis magno

portis,

Marcelle, tumultu,

Barcaei terrens agmina torva ducis.

Concurrunt adversae acies crepitantibus


imbre procelloso pugna dirempta iacet

hastis,
*.

Credevo

fosse

lo

stemma

di
n.

S.

Paolo

Postille

storico- letterarie
in

alle

Opere di G. Bruno, pag. 236,


il

1);

ma

questo
1*

mostra

campo azzurro
di

leone

rampante su

d'

un piano.
i

poi

arme

gentilizia

Antonio

Albertino, nella quale non


congettura non
"

due

leoni,

ma
n.

l'aquila

s'erge su'
'

colli.

La mia
arme era

sembrer
si

arrischiata a chi

pensi
4).

che
ogni

uomo
il

d'

cavaliere

e lo

visto

(pag.

40,

In

modo,

Bruno era
figure

solito

non
libri,

solo di correggere le prove di stampa,

ma

d'intagliare

le

dei
et

suoi

come
in

fece

quando era

Francoforte:
1,

De
pag.

triplici

minimo

mensura,
2

Opp.

latine conscripla,

voi.

pars

111,

123.
in

TOCCO, Un
pag.

nuovo
del

autografo di Giordano

Bruno,

JLa bibliofilia,

ann. Vili (dicembre


riprodotta a
frustra,

1906,

disp.
"

9,

pagg.

342-345.

L'incisione

343, ed
".

intitolata:

Hannibal secunda vice Nolam, sed

oppugnai

CAP.
I

III.

primi maestri.

Nel

criticare

le

false

dottrine aristoteliche, rilevando che


le

alcune di esse,

come
Bruno
fu,
n

illusioni

ottiche,

non

differivano

da quanto aveva immaginato ne'


di Cicala

giorni in cui visse su' colli


aff ernia

il

implicitamente
a dirla con
.

che
n

la

sua

primissima et non

l'Alfieri

una stupida
ancora

vegetazione

infantile

Se

il
:

Campanella
,

aveva

cinque anni e gi studiava bene

il

suo correligionario, d'incontrasse


l'abitudine
e

gegno non meno precoce, che presto


all'osservazione,
assai

dov, anche
Egli
il

lui,

apprendere facilmente
stato
istruito

per tempo.

sarebbe
',

Nola dai
addirittura,
puer

Gesuiti,

secondo
lib.

Previti
cap.

e da'

Domenicani
"
:

De
ultra

immenso,

II,

Vili, pag.

285

Ita

et

ego

sic

nihil

Vesuvium montem.esse
"
;

credidi, ut nihil,
III

quod sub sensum caderet, habeI,

batur
'

pili

ampiamente

nel libro

della stessa opera, cap.

pagg. 3
ep.
I,

3-3

5.
II,

Vita,
7.

in

Opere, Torino,

G.

B.

Paravia,

1903,

voi.

1,

cap.

pag.
:<

Nel

De

libris

prepriis el Tecla

raiione studenti

Syntagma,

in

De
I,

philo-

logia.
nius,

studiis

liberali*
ir.

docirinae

...

tractatus

quos recensuit

Thomas Creart.
I,

Luyluni
172,
il

Batavis, ex officina
"

Davidis Severini,

1696, cap.

pag.
tati

CAMPANELLA:

Equidem qumquenms adhuc.


ut

litterulis

ac pie-

adeo studiosam

operam dedi,

quidquid

parentes
et

et

avi,

et

conciona-

tores

de divinis ecclesiasticisque

rebus

dicerent,

quidquid

paedagogi do-

cerent,
1

animo conderem \
cil.,

Ricorda (Op.

lib.
"

I,

cap.

II,

pag.
di

32)

il

Remondmi;

tua

il

Re-

mondini non disse

mai che

la

compagnia
il

Ges teneva pubbliche

scuole

a Nola, prima che fosse fondato

magnifico collegio, che and poi perduto


.

per

la

famosa soppressione del

1773

68

Capitolo III

secondo
catori

il

Debs
vi
si

';

ma

in

quella

citt

l'ordine de*

Predi2
,

non ebbe, nel secolo decimosesto, alcun convento


stabilirono soltanto allo scorcio del
3
.

Gesuiti

559
altra

vi

fondarono dopo un collegio


il

Tuttavia, non
l'

di

opinione era stato

Bartholmss,

pensando che
4
,

insegna-

mento

laicale allora
i

mancasse
clero

affatto

e ignorando che in

Nola
non
si

padri

del

regolare,

Agostiniani e Minoriti,

dedicassero all'educazione della giovent secolare e


1

che non prima poi del


tuisse

566

monsignor
i

Scarampo
biografi
il

v* isti-

un seminario \

Contro
il

suddetti
"

Berti

asser

semplicemente che

fanciullo

riceve

nelle scuole

Op.
et

cit.,

pag.

IO:

"

Cum

autem
se
et

iam

tum

illum

singulari
dubiterei,

memoriae
Nolae a
".

copia

ingenii

ubertate

insignem

praestitisse

non

Dominicanis
2
I

edoctum

facile

credo

postea in monasterium receptum

conventi della provincia domenicana del


di

Regno

erano, fino

al

568,

ventiquattro,

cui

tre

Napoli, e

restanti

a Gaeta, Benevento, Salerno,

Capua, Aversa, Somma, Fondi, Sessa, Conca, Pontecorvo, Campagna, Piedimonte


,

Angri,

Pietravairano,

S.

Severino,

Atripalda,
dal

Ottati,
al

Bagnoli,

Eboli, Airola; e vennero fondati, l'un


risulta lettere

dopo

l'altro,

1227
:

1493, come

da documenti
de'
re,

dell'

Archivio di Stato di Napoli

Indulgenze, bulle,

privilegii,

ordinazioni del P. Generale ed altre cose curiose,


voi.

in

Monasteri soppressi, S. Domenico Maggiore,


:i

688,

e.
"

47

11

REMONDINI
...

(Op.

cit.,

tom.

I,

pagg.

209
altri

210):

Venne
...

...

il

P. Giovanni Montoja per rettore con undici


del

religiosi

nel

decembre
della

1559,

e vi apri
n
.

[dopo

il

1560]

un

collegio per

educazione

nobile giovent
4

Op.

cit.,

tom.

I,

pag.

25
ce

"
:

Les religieux

se

trouvant

en

possession
le

de

l'enseignement

public,

furent
".

vraisemblablement

eux

que

futur

dominicain eut d'abord pour maitres


5

Nella Sacra visita del 1586

(e.

341

),

"

interrogatus rector respondit

in

dicto seminario adsunt

quaedam

regulae factae

per

quondam

reverendiset

simum Antonium Scarampum beatae memoriae tunc


praedicti seminarii

episcopum nolanum
"

fundatorem

et
c/7.,

erectorem
tom.
1,

",

avendolo
191),

costituito
il

",

ag-

giunge
Il

il

REMONDINI
storico

(Op.

pag.

"verso

1566".
di novizi

medesimo

poi (pag.

215) non

parla se

non d'una scuola

nel

convento di Sant'Angelo.

/ primi maestri

69

pubbliche o nella
quelle cognizioni
giori
Il

casa

paterna

primi ammaestramenti, e

che

apparecchiano l'animo a studi mag-

"

'.

Berti

si

tenne, cosi, in sulle generali;


pare,
nel
di
tutta

ma

pur dando,

come
punto

me

segno,

non

imped, per avere aple

trascurato

fornir
l'aria

prove e particolari, che


d'un'asserzione
',

sue
la

parole avessero
ricerca,

gratuita.

se
ne'

l'avesse

fatta

lui

non

gli

sarebbe

costata

molto

Fuochi,
tra'
3
,

senza uscire
di

dal vicinato di Giovanni


"

Bruno, anzi

figli
i

quella

tal

Laurenza

"

nominata
inn

nello Spaccio

numeratori

trovarono

un prete, nato

torno

al

530, don Gian Domenico de Iannello, che


"

te-

neva scola
su'

in

una

"

domo
" 4
.

terranea
alla

con alcune
"

finestre,
libri

cui

davanzali

erano

sparsi

rinfusa

certi

certe
io,
il

palme benedette
futuro
filosofo

Precisamente da costui,

credo

impar a leggere e scrivere, piuttosto

che da un

altro

prete,

don Altobello Caracciolo, non tanto


perch, essendo nel
a

perch questi, abitando nell'estrema parte occidentale della


citt,

era discosto di casa, quanto

545
5
.

ottuagenario, senza dubbio non


1

and

lungo e smise

In

Vita',
Si

pag.

33.

-'

ristrinse

(Vita*,

Note

illustrative,
si

pagg.

367-372)

"

interrogar

"

sui

pochi documenti che a Napoli

conoscevano, e a chiedere copia di quelli


il

su cui aveva richiamato l'attenzione

Fiorentino,

come

si

detto

nell"

In-

troduzione.
5

Pag. 68:

"

Laurenza, quando
de' Savolino,

si

pettina, caschino diece sette capelli

".

del

La

vicina di casa

del
Il,

Bonaiuto e degli
pag.

altri

abitanti

della

piccola

contrada
ce.

cicalana
v
).

cap.

54

era,

appare da' Fuochi


non,

1545
il

97

-98

la

moglie di Fabiano de Iannello,


ritratti,

FIORENTINO
*

{Studi

pag.

354
1730

1,

la

vedova

di

come volle Marco Antonio


1545,
e.

Salomhria.

Fuochi del
I

1563,

e.

215

foce.

1731; e del

98

foc.
'

197.

Fuochi del
a.

1545

(e.

12

foc.

143) ricordano

"

dominus Altobellus
est

Caracziolus,
e

80, qui ostendit


"

bullas per quas apparet


",

quod

presbiter
Portello.

alcuni

ragazzi

qui

manent ad drscendum

in

casa sua,

nel

70

Capitolo III

qualunque modo,
il

a
la

Nola

giovinetti,

anche per studiare


:

latino,
1

ebbero
vi

guida di gente del mestiere


"

nel luglio

del

526,
",

capitava un vecchio Ebreo,


l ;

maestro di Ginal

nasio

Giuseppe Provenzale
"

vi
"

dimor, dal 1539

1551,

senz'avervi beni e famiglia, in


tello,

domo conducta
trentenne
"

"

nel Por-

un
2
;

ginnasiarca
1

"

sulla poi,
il

quarantina,

Gian Carlo CarBartolo di Aloia

bone

e dal

542

in

delle Castelle,
Cilii

il

quale,

sebbene venuto
una

ad

servitia

mag.

cl

Mastnlli

",

prese a pigione
vi
"

delle case vicine al


"
3
,

palazzo de' Severino, e

tenne un Ginnasio
il

il

solo

che abbia potuto frequentare


i

Bruno,

dopo

d'aver avuto

primi rudimenti dal secondogenito di


Iannello.

Fabiano e Lorenza

de

Certo l'Aloia modell

la

sua

scuola
la

privata su

quella

napolitana di S. Pietro in Vincoli,

quale, in virt d'una


il

bolla pontifcia e d'un privilegio imperiale che

fondatore

Lucio Giovanni Scoppa ottenne nel gennaio del

536, fu

il

pi antico Ginnasio pubblico e laicale del Regno, in auge


fino

a che

Gesuiti

s'

impadronirono
ancora

dell' istruzione,

deca-

duto

poi lentamente, stando

in

piedi negli ultimi

Dal

luglio ali 'agosto del

526,

si

aggiunsero ne* Fuochi (ce.


"

45
a.

46

delle

famiglie ebree, e tra esse quella di


est

loseph Provenzale,
".

60, qui a

paucis diebus huc venit et


2
11

magister Gymnasii

foc.

53

de'

Fuochi

del

1545

(e.

5 v

"

lo.

Carolus Carbonus,
in

a.

40,

tenet
pt

gymnasium
possidet

in dieta
"
;

civitate, et

habitavit

ab annis sex
1

domo
"
:

conducta,
erat

nihil

e,

in

una nota del numeratore del


in

563

Gym-

nasiarca in

civitate

Nolarum

qua

nihil
".

possidebat

discessit

ab annis duo-

deeim
3

et

numquam

habuit uxorem

Ne' Fuochi del


a
s

1545

(e.

16

foc.

184):

"

Bartolus de
venit ad

Aloya

delle

Castelle,

33. Tenet gymnasium

in

dieta civitate, et
et

habitandum
Mastnlli
:

ab ann
In
stai

tribus, et

manet

in
I

domo conducta
563
:

ad

servitia

m. ci

Cilii

".

margine, una nota del

Discessit
".

ab annis duodecim. trror

con-

habitandum

in

dieta civitate

/ primi maestri

71

anni del secolo decimosettimo


il

l
.

Paolo

III

aveva

esortato

fondatore ad
in

ammaestrare
ogni
arte

giovinetti nelle lettere, nella


"
~
:

grammatica e

liberale
di

consiglio a cui lo

Scoppa
suo

cerc, alla
1

men

peggio,
al

attenersi,

allorch

1'

novembre del
vennero
nella

549 dett
,

notaio

G. P. Festinense,
e
disciplinari

come
che

testamento

le

norme
delle
i

didattiche
lettera

accettate, quasi alla

per

molto
3
.

tempo,
",

maggior

parte

scuole del

paese

"

Ordin

dunque, di
Cicerone,

leggere
di

Commentari
e
di

di Cesare,

l'Epistole di

Plinio

S. Girolamo,
,

Detti
e
di
i

fatti

memorabili di Valerio Massimo


filosofici

le

orazioni
rettoriche
di

trattati

di Cicerone,

le

istituzioni
i

Cicerone,

di

Quintiliano e di Svetonio,
di

poemi
le

Ovidio, di Virdi

gilio,

Stazio e di
di

Siilo

Italico,

satire

Orazio, di

Persio e

Giovenale,

non che
4
;

alcune
realt
,

delle

opere di

Lattanzio e di
si

Apuleio
n
',

ma
"

in

quantunque non
di
si

assumessero che professori


stabile
,

idonei,
se

sufficienti,

nome
spenstudio

e fama

le

ore

migliori,

non
,

tutte,

devano

perch
della
"

l'

umanesimo
arte

era tralignato
".

nello

esclusivo

prima
il

La

mattina,
"

ascoltati
li

dei

brani a

memoria,
la

maestro

doveva

veder

latini

ed

emendare per
allo

regula,
",

non per elegantias, stando attento


facendo
analizzare

scrivere

corretto

uno o pi peverbi at;

riodi,
tivi

ripetere regole vecchie e nuove, coniugare

e passivi,

anomali,

impersonali

composti

il

dopo

'

NICOLA BARONE,
XVI,
pag.
in

Lucio

Giovanni Scoppa,
per
le

grammatico
napoletane,

napoletano
a.

del sec.

Archivio
103.

storico

province

XV111,

pagg. 96,
*

102 e

Ibid.,

96.

3
1

Ibid.,
Ibid.,

pagg.
n.
I

98
delle

99. e n.
pagg.

3 delle pagg.
e

101

102.
l'art.

100

101, e propriamente

31

delle di-

sposizioni
Ibid.,

testamentarie dello ScopfM.


pag.

99.

72

Capitolo III

pranzo, date le lezioni

per

il

giorno seguente, doveva

ri-

tornare su' verbi, poi passare alle otto parti del discorso, e
in fine,

ma sempre con una


i '.

lettera o

una poesia sott'ocversi-

chio,

rilevare
"

precetti dello stile epistolare o della


gli

ficazione

Sopratutto che

scolari imparino

alla

mente

e costruite

",

raccomandava
sappiano
alla

lo

Scoppa,
le

"

le

Epitome mee,
mie grande, e
del mio
il

e che quasi

mente

regule

che bene studino vocabuli con proverbi o


Spicilegio
"
2
.

latinetti

N
gli

la

correzione
di

de'

latini

settimanali

gioved, n

il

riepilogamento

quel che s'era


3
,

imparato,

le

gare fra

alunni del venerd

variavano di molto
le

l'andamento ordinario della scuola. In breve, salvo


salvo
al
i

feste,

brevi intervalli per

il

pranzo,

tutt'

giorni, dall'alba

tramonto,

grammatica,
in

grammatica
"

poi

grammatica,

sempre
cavalli
"

recitata

latino;

altramente,

bone

palmate e

\
al

Sul principio del cinquecento,

Dottrinale di Alessandro
di

Dolense
tres,
"

si
il

preferirono

Commentari
giunse

Giovanni
il

DespauPrisciano

corifeo de' grammatici del suo tempo,


"
5
;

del Belgio

ma non

si

alla

met del secolo, e

nelle scuole napolitane,

col

favore di Carlo

V,

s'

impose

Barone,
Ibidem.
;

Stud.

tu.,

Dallo
nel
1

P agg. 99 e
nel

100,

art.

il.
il

SCOPPA
i

1507 venne pubblicato


libri

Liber I Col-

Uctaneorum
pr pueris

508,

Grammatices instilutionum
Spicilegiurn
;

sex con V Epitome

nel

1511,
100. 99.

lo

ecc..

Ibid.,
Ibid.,
"

pag.
pag.

Io.

Despautenus

....

grammaticorum

sui

temporis corypliaeus ac Belgii


absoluti
putati

Priscianus, scripsit

Commentarios grammaiicos, qui adeo


...,

sunt

atque perutiles, ut
teriana tantum

reiecto

Alexandri Dolensis Docirinali,


uterentur in scholis
"
:

et aliis,

despau-

Grammatica
nel

magistri
nobilitale

attesta
t/

PIETRO
humani-

ANGELO SPERA
tatis,

De
Frane.

professorum

grammaticae

Neapoli,

Apud

Savium,

1641, pagg. 437 e 438.

/ primi maestri

73

come obbligo
stui
"

lo
n

studio de'
~

libri

dello

Scoppa
e

',

de coSar,

successori
\

Luigi Antonio
fini
i

Zompa

Sergio

mento Salano

Perch

propri giorni

nel

1557

lo
1

Zompa
tito
n

da Vittorio

Imbriani

erroneamente
';

messo
"

fra

probabili primi maestri del nostro filosofo


dal futuro Cardinale
di

fu invece

sen-

Santaseverina,
ricevuto
gli

che

ricord

poi com'egli, che aveva


n

gi

ordini

maggiori,
il

essendo

il

famoso grammatico, detto volgarmente


n
,

Sidi-

cino,

passato a miglior vita

gli

"

ponesse un

epitaffio

che

cominciava cosi:
Elysium urbs Sidicina ferax produxit alumnum

Parthenopeque suo
1

suttulit

alma sinu
a

"

t
.

Tocca
cit.,

delle

concessioni di Carlo

questo

grammatico
a'

il

BARONE

<Stud.

pag. 97): concessioni che parvero eccessive


nel
"
|

contemporanei. NIC-

COL FRANCO,
1606, pag. 43
matica
?
:

secondo de' suoi Dialoghi (Venezia,


fa

Lucio Spineda,
la
?

Chi quegli che ogni giorno


quegli

stampare
giunta

sua

Gram-

G. Scoppa. Chi
vende

che ogni giorno

ci fa la

G. Scoppa.
che

Chi quegli che non compone


che
le

altro

che cose rare? G. Scoppa. Chi quegli


eh* onore sar

nella sua scola

G. Scoppa. Vedete

quello

meriti
8
:{

G. Scoppa \
e 42.
a
1

Candelaio, pagg. 41

Lo

Zompa
finch,

nacque
intorno
al

Teano
520,

il

496

presto

prese

vagare

per

l'Italia,

si

ferm

Napoli, dove

Taddeo

Picone
e,

lo
tra'

mise a capo della sua fiorente scuola

Caldo ammiratore

di Cicerone, e

contemporanei, del Pontano e del

Sannazaro, di Pietro Gravina


degli

di

Francesco Brancaleone,

divenne principe

Ardenti

dett

dialoghi

grammaticali, commenti su Virgilio, osservazioni su Orazio, scoli sul


oirginis,

De

partii

formulari della
lettere

lingua

latina,
le

un

vocabolario,

una

dialettica,

una
prima

rettonca,
col

versi.

Stamp

Totius fere grammaticae epilomae,


al

nome

di

Sergio Sarmento da Sala,

quale

le

aveva cedute per danaro,

poi col

nome

suo e con quello del Salano.

Per un ragguaglio pi esatto, vedi

La tomba
1

del grammatico Sidicino, articolo che


nella
cit.,

BENEDETTO CROCE

pub-

blicher tra bieve

nuova
pag.

serie

della

Napoli nobilissima.

Spera, Op.
Natanar
II,

461.

'

Lettera al

comm. Francesco Zambrini


ni,

sul testo

,/</

Con-

delaio,
6

Bologna, Tipografia Fava e Garagn


pag.
6.

1875, pag.

39,

n.

I.

Autobiografia,

74

Capitolo III

Nel Candelaio
sieme con
lui

il

Bruno

cita,
il

vero,

il

Despautres, e in-

lo

Scoppa,

Salano e

lo

Zompa
dette
li

'
;

ma

chi

non perdona neanche a Erasmo


inutili
"

d'aver
2
,

delle

cose

intorno alla copia de' vocaboli


nel

cita per accusarli

del diluvio, che impervers


i

secolo, de' pi arroganti


il

e presuntuosi grammatici,

quali ridussero

sapere in una

confusione estrema, nello stato dell' invulnerabile Cineo che


rest seppellito sotto

un monte di
"
3
.

sassi e d'alberi lanciatigli

contro da' mostruosi Centauri


"

Questo poveretto del nostro Scoppa e tanto vano, che


con questa

si

pasce di queste frasche, e pargli


:

fama

farsi

dotto
tra
li

appena

lesse
li

mai

li

primi elementi della grammatica


assai,

suoi scolarini,

pare fare

intonando questi nomi


tirano

preclari,
lo

e dicendo che molti,


li

che
...

si

bene bona
qui,

la

calza,
...,

han pregato

faccia vedere

Valerio Anziate, Trogo


;

e che non ha voluto mostrargli

nomina

la

memoria
e

del Pontano,
cora.

altri altri

signori

letterati
;

che son
posso
di

me
in

an-

Degli

io

non so
n
di

di

me
n

affermare, non
altro,

averlo mai pregato

questo

vita ra-

mia

li

parlai,
lui

lo

conosco per
si

vista.

Ho
pasto
libri

ben inteso
d'udirli

gionar di

da molti che
In

pigliano

dire

queste pappolate.
tutti

somma,

quanti

ode nominare,

dice averli

piaceli

nominare

libri

perduti,

come se

Pagg. 41, 42 e

146.
erasmiani

Allude

a'

commentari
Basileae,

De
I

duplici
,

copia
nell'

verborum ac rerum
Artificium peroranti
"

(in

Opera omnia,

1540, tom.
Il,

quando
pag.

(Opp.

Ialine conscripta,
...,

voi.

pars

III,

376)

cita lo studio

cuiusdam
ut

principis liumanistae
certe etiam
3

qui de copia

verborum

ita scripsit
".

non necessaria,

pr more inepta scripsisse videatur

De

triplici

minimo

et

mensura, pag. 236

"

Quibus deinde ad

nostra tem-

pora praesumptuosorum
qui

et

arrogantissimorum grammaticorum diluvium successit,


multiplicatione
semiferis
...

librorum

et

commentationum
a

in

extremam

confusionem

perduxerunt,

quemadmodum

Centauris

invulnerabilis

Caeneus
iacuit ".

innumerabilium saxorum atque silvarum ponderosa congerie oppressus

/ primi maestri

75

quelli

che
1'
1

si
1

trovano, esso

li

leggesse
il

tutti

n
:

scriveva da cardinal di

Napoli,

agosto del
in

520,

Sannazaro

al

Santa Maria

Portico, aggiungendo appresso

anche

altri
'.

casi e circostanze

per meglio rappresentare

il

suo soggetto

Ma

il

ritratto

vero,-

parlante dello Scoppa, de' suoi colleglli


si

e de' suoi scolari

deve

al

Bruno.
nelle

Un
nelle
ritrasse

po'

da per
e in
le

tutto,

ma

opere

italiane

pi che
il

latine,
tra
i

modo
di

speciale nella

commedia,
in

Bruno
le

pareti

domestiche, a scuola,
quei
cotali
...

pubblico,
il

azioni e
in
et

discorsi

che,

"

torcendo
syllabae,
",

viso
diclio
in

altra

parte,

se

non

erano

litterae,

oratio,

partes

propinquae
si

et

remotae
del
n

andavano
dittongare,

solluchero

quando
'
'

trattava
n
,

retto
"

ac-

centuare e punteggiare
attributo
"
;

di

qualche

bella apposizione o
n

a proposito e a sproposito
causali,

reiteravano

ave

verbi di luogo o particelle

modali,

affermative

congiuntive
tra
la
",

"ti scaricavano
"
4
;

un

cornucopia di

vocaboli

pia e dura matre


astruse

"

infilzavano salvatiche sinoni-1

mie
"

etimologie e citazioni eterogenee


in

credendo
",

veder tante perle e margarite


"

campo
l'

d'oro

formadiscorso

vano
greco
di

un discorso
in

latino

in
n
'

mezzo
.

italiano,

un
si

mezzo del
n

latino

Ognuno
" "

di costoro

strugge
n
,

essere de'
il

compositor di
ti

libri

benemeriti di republica

osservava

Bruno, se
n

si

presenta

con

una grammatica
lui

nova
1

"

'.

solo

lui ",

proseguiva,
94
e 93.

felice,

solo vive

BARONK.
in

Stud.

cit.,

pagg.

'-'

Cabala, pag. 216; Candelaio,

payg. (>l,
voi.
I,

40
pars

<

60;
I.

A rMetili
86.

de natura

et

mundo,
;

Opp.

Ialine

conscripta,

pag.

Candelaio,
Ibid.
,

pagi>.

39, 65,

93

e 94.

Proprologo, pag. 26.


causa,
e
pai.-.

'

De

la

U>l

Candelaio, pagg. 93, 43,

143,

41, 94,

136,

145,

215

219.
Proprologo,
pa^.

Candelaio,

25.

76

Capitolo III

vita celeste,

quando contempla
un
Dizionario,

la

sua divinit nel specchio

d'un Spicilegio,

un

Calepino, un Lessico,

un Cornucopia, un Nizzolio. Con questa sufficienza dotato,


mentre ciascuno

uno,
lui

solo tutto

....

Cossi

borioso
i

smontando da
cieli,

la
i

sua catedra,

come

colui eh'

ha
i

disposti

regolati

senati,

domati
l'

eserciti,

riformati

mondi,

certo che, se
gli

non fusse

ingiuria
1'

del

tempo, farrebe con

effetti
!

quello che fa con

opinione.

O
la
!

tempora, o
natura dei

mores

Quanti son

rari

quei

che intendeno

participii, degli

adverbii, delle coniunctioni

Quanto tempo
causa,
il

scorso, che non

s'

trovata

la

raggione e vera

per cui l'adiectivo deve


tivo

concordare col sustantivo,


coire,

relasi

con l'antecedente deve


avanti,

e con che regola ora

pone

ora addietro

de

l'orazione;

e con che misure

e quali
tis,

ordini vi s'intermesceno quelle interiectione dolen...

gaudentis,

ed

altri
"

condimenti, senza
l
.

quali tutto

il

discorso insipidissimo?
Il

Bruno
"
"

ebbe
:

pur

troppo

sempre da
le

fare
gli

con questi
fu

"

poltroni

per
le

difendere

sue dottrine
contro di
essi,

giocogi

forza

sostenere
li

maggiori

lotte

quando

non

aveva probabilmente

digeriti

per maestri,

prima a

Nola, poi, e pi ancora, allorch, cominciato a esser grandicello,

lasci
la

la

propria casa. Perch

Nolani,

dopo imCosi,
al

parata

grammatica, volendo
da' primi anni del
fisico
"

proseguire negli studi, soleuscire di patria.

vano,
n

fin

secolo,
"

un nobil uomo e
"
il

raro

che tanta affezione port


'\

Tansillo,
"

buon

Paolo del Giudice

poco

sodisfatto di
si

quanto avrebbe potuto apprendere a Nola, per tempo

1 !

De

la

causa,
pag.

pagg.

161

62.

Ibid.,

220.
cap
1,

Capitoli
19.

giocosi e satirici,

pag.

3.

Vedi

sopra,

nel

cap.

1,

la

pag.

/ primi maestri

77

era recato a
tante,

Padova, dove

in

poco divenne un

sottile

dispu-

e dett un poderoso scritto in cui vittoriosamente condottori pi


in

fut

voga

della citt
di
n

"

'

e tra

gli

altri,

accorsero a

Padova un
"

figlio

che

si

rese

insigne letterato
n

Ambrogio Leone, Camillo, ", e Pomponio Algeri, che,


",

procacciatosi
filosofo

una
"

grande erudizione
5 .

parve

eccellente
n

e teologo
n

Nella Scuola salernitana

il

prestancol suo

tissimo

medico
amic
*
t

di

Nola Orazio Severino richiam


non
il

nome
presso

parecchi
si

conterranei,
il

escluso colui* che in ap-

Galilei
d' essere

Campanella, Cola Antonio


menzionato non pure perch
mirabili specifici del celebre

Sfigliola
fu

degno

qui

strenuo

propugnatore de'

11

LEONE,

nel

De

Nola,

lib.

111.

cap.
...

IH,

col.

95:

Paulus ludicen-

sis

philosophus

illustris

atque medicus,

quum

patriae
in

campanaeque scholae
quis brevi subtilis di-

non placerent, ad venetas atque patavmas navigava,


sputator evasit,

ingensque

opus
n

edidit
.

de contradicentibus

doctorum

locis,

quae
2

Antilogica
filius literis

nuncupavit

Nel medesimo capitolo del


insignitus
"
;

De Nola
quale ne'
n

(col.

98), in

fatti

"

Camillus vero
col.
la

noster

il

Diari Itom.

ricordato dal del

SANUTO
,

come
n
1

dotor

in

medicina e

XXXVIII, docto ". Dopo


i

54

morte
del

padre, Camillo non


(e.
;

ritorn a
:

Nola, come ne fanno fede


civitate

Fuochi

1545

53
et

foc.

675

In

Venetiae a tempore
fuit

veteris

numeet

rationis

per informationem
ibi

invenimus quod nunquam

reversus,

ad

praesens manet
1

\
il

Cosi
,

il

BEZA,

GERDES
pagg.

un Avviso del tempo,

in

GIUSEPPE DE
tipografico di

BLASIIS

Pomponio de Algerio nolano, Napoli, Stabilimento


1888,
IO e
I
I

Francesco Giannini.
)tfri

n.

I.

uno de'

suoi primi

scritti,

Theriace

et .Yfithridatia

(Neapoli.
la

Apud
cur

Marinum de Alexandro,
una
lettera

1577),
al
"

al

Severino; e non ne cel


"

ragione in

dedicatoria

dottissimo
est.

suo

compaesano
in

n
:

ibi

vero
tibi

nostros

labores dicarem,

causa

quod primam
artis

medicina feturam

me

debere cognoscerem. a quo prima Scuola salernitana, dove


darc
"

praecepta accepi \
',

li

apprese nella
a
ricor-

ottenne
che,

il

grado del dottorato


il

come ebbe
il

Domenico Maccarano,

stampando

lo27 a Napoli

telescopio

over Ispecillo celeste, diede una breve notizia biografica dello Stigliola.

78

Capitolo III

naturalista
dirsi

venosino Bartolomeo Maranta


arditi
2
.

ma

perch pu
della
fi-

uno de' primi e pi


del Bruno
In

estimatori italiani

losofa

modo

speciale poi da' Nolani

era

frequentato lo Studio generale di Napoli, nel quale dal de-

cimoquinto
to,

al

decimosettimo secolo lessero, di tanto

in tan-

maestri

che

appartenevano

alle

loro

migliori

famiglie,
3
.

Antonio Mastrillo, Gentile Albertino e Antonio Santorello

Venne
sotto
n

il

Bruno,

gli
i

occhi del
soldati,

ma non vi stette anche lui, Duca d' Alba padre. Comandando


a Napoli
;

il

tutt'

tanto

de gente de arme come de cavalpena de


",

li

leggieri e

da pede,

sotto

la

vita,

...

se

debiano

partire...

a ritrovare loro
i

stendardi
"

e minacciando di pro"
4
,

cedere contro

trasgressori

inremissibilmente

Giovanni

Ne mena

vanto

lo Sfigliola

medesimo

nella lettera al Severino.


il

Il

Maranta

poi ebbe tra' suoi conterranei e ammiratori


in difesa di

TANSILLO,
".

che, nel capitolo

Venosa
i

(Liriche, pag.
cui
libri

XIV
il

"

Qui nacque,

e qui

morio a tempi

nostri,
2

Il

Maranta,

andano
scrisse

mondo

Lasciando stare
a'

quanto

TOMASO CORNELIO
(Venetiis,
lo

nel

dialogo che

premise
schi,

Progymnasmata physica
18),

Sumptibus Bart. Nic. More"

1683, pag.

che

al

Bruno

Sfigliola

tum
",
il

doctrina,

tum etiam
negli

fidelitate

benevolentiaque
su
l'idea

mirifice

semper

satisfecit

FIORENTINO,

Studi
cessori

storici

della natura nel risorgimento italiano (Firenze, Sucvoi.


s'

Le Monnier, 1874,
bruniana
n
,

11,

pag.

241 e

segg. ne'

),

indica

"le tracce della

filosofia

le

quali

intravvedono
di essi

Trattati dell' enciclopedia


1'

pitagorea dello
n

S TIGLIOLA, avendo
"
il

soltanto
nell'

indice,

che ristamp
Telescopio.

per comodit degli studiosi


:i

Maccarano

edizione del
II

II

Mastrillo menzionato nella riforma di

Giovanna

del

430 (ER-

COLE CANNAVALE. Lo
nelle

Studio di Napoli nel rinascimento, Napoli, Sta2, pag.

bilimento tipografico di Aurelio Tocco, 1895, doc.

XI)
e.

l'Albertino
v
.

Cedole di
Il,

tesoreria, a

cominciare dal 1531


il

(voi.

254,

216

Vedi,

nel cap.

la

pag.

36);

Santorello nelle Lettere regie del


in

1613 (Capvoi.

pellania
lett.
1

maggiore,

Diversi,

Archivio

di

Stato

di

Napoli,

33,

125).
Collaterale

bandnrum,
1557,
e.

in

Archivio di
.

Stato di Napoli,

voi.

I,

bando

del

16 marzo del

252 rev

/ primi maestri

79

Bruno non dove allontanarsi dalla sua compagnia, che dal


1

560

al

565 presidi

terre
'.

e citt della quindi,


se

Basilicata,

degli

Abruzzi e delle Puglie


tare sopra

Egli

non

pot con-

dava

spesso in giro per

Andrea Savolino che per obbligo d' ufficio anRegno se non ebbe alcuna il
2
,

parentela con Vincenzo


re

Bruno \ trov a

chi

bene

affida-

suo

figlio,

valendosi forse dell'aiuto di Fabrizio Albertino

o di
in

altri

concittadini e conoscenti che soggiornavano spesso


il

Napoli \ a quella guisa che


si

padre del Cardinale di

Santaseverina
serta
n
b
.

era rivolto alla


il

"

cortesia del

Conte

di

Ca-

Certo che
primi tempi
si

filosofo

non ebbe mai a rammanuova


dimora,

ricarsi

de'

della sua

sebbene
I

per

1'

avanti non
versi

fosse allontanato

dalla

famiglia.

ses-

santatr

d' esordio del


"
'

terzo

libro

del

De

immenso,
"
,

sieno

bellissimi

"

di

mediocre

valore estetico
l

sieno in tutto originali o arieggino qua e

uno degli epigiacch in


opere,
il

grammi
essi,

di

Marziale

B
,

sono sempre importanti,

pi che in qualunque altro punto delle sue


e de'

Bruno tocca de' sentimenti


sua adolescenza.
vita

pensieri

che ebbe nella


in

una

finzione

poetica

cui,

dando

la

e la parola a

due monti,

lascia intravvedere

anche co-

Giovanni Bruno nominato co' suoi commilitoni


I'

di

presidio

nel

560

Lavello,

anno appresso a Ripalda, poi


e Piedimonte dell'Abazia:

a Troia,

Gravina,
I,

Kaviscanine,
I,

Bitetto.
-

Ruvo
le

Appendice,

dote.

2,

4.

Vedi

pagg.
pag.

49
,

e
n.

50.
3.

Vedi Vedi

a
le

31

pagg.

36-38.
7.

5
"

SANTORO.
Vennero

Autobiografia, pag.
tali

giudicati

dal

FIORENTINO
ili

Del

diurnale napoletano delia

domenica, 29 gennaio del


7

1882.
latine

fOCGO,
pag.

Le Opere
239.

G.

Bruno

esposte e

confrontate

con

le

italiane,
8

M. VALER11 MaRTIALIS Epigrammata

lib.

IV, epigr. 43.

80

Capitolo III

m'

egli

si

sia

trasferito

da Nola a Napoli senza


gli

quasi av-

vedersene, forse
se.

perch non

sembr
l

di aver
"
i

mutato paedel suo Ci-

In

fatti,
il

continuando a prediligere
"
,

lari

cala e

benigno cielo patrio

il

Bruno osserv che ap-

pi del Vesuvio, dov' era stato accolto lietamente, non

man-

cava nulla di quel


contrade, anzi ve
in

che aveva tanto ammirato


n'

nelle native

era

"

cento volte di pi

",

splendendo

ogni parte

la

natura per

abbondanza,

bellezza, giocon-

dit e seduzioni
"

\
in
"

Sono

stato

Napoli

",

racconta

il

Bruno nel primo


umanit,
le

costituto veneto,
dialettica,

a imparar littere

de

logica e

sino a
si

anni

e solevo sentir
il

lezioni

publi-

che

d'

uno che
la

chiamava

Sarnese, ed andavo a sentir

privatamente
fra

logica

da un padre Augustiniano, chiamato


...
;

Teofilo da Vairano

e de
"
:!

14 anni o
.

15 incirca pi-

gliai

T abito de san Dominico


si

Alla qual dichiarazione


essendo
1*

non
stato

pu
tratto
;

stare rigorosamente attaccati,


in

inquisito

inganno dalla memoria o franteso dal Santo


si

Tribunale

non tanto perch

stenta

ad ammettere che
perch

di

appena undici o dodici anni egli abbia preso a frequentare


i

corsi

pubblici dello Studio di Napoli, quanto


la

si

e ora per

prima volta

in

grado di affermare, sul fonda-

mento

di prove

inconfutabili

che

verranno addotte

a suo

Immagina (De immenso,


gli

lib.

Ili,

cap.

1,

pagg.
dica
"
:

314
Tui

315) che

il

Ve-

suvio

appaia
egli,

in

tutta

la

sua

pompa

gli

lares

contemne Ciil

cadae"; ma
non
et
tu,

"benigno adspirans coelo patriae \ risponde che

Cicala
eras

spregevole,
tua ad

non meschino,

non

brutto

continua

"

talis
ille,

arva priusquam Venissem, similisque

tibi

spectabitur

Prae-

sentem cum
'

me

accipiet
"

".

Ma
tutte
"

il

Vesuvio,
n

ulnis

me exceptum
:

refovens

",

egli
",

canta

(ibidem),
diffcile

ha
dire
3

quelle cose

quas
sit

noram
".

proin pluria

centum

essendo

dives

opum quam
veneti,

Docc.

doc. Vili,

e.

7r e v

/ primi maestri

81

luogo, che vesti


1

1*

abito di chierico

domenicano non

fra

il

562 e

il

563,

ma

parecchio tempo dopo. Confusione di


:

date, quasi certamente

nel

562, a

me
in

pare, A

Bruno ven-

ne a Napoli e cominci a erudirsi nelle

letterature classi-

che e nella logica, cio


pline
si

in

un' et

cui a

queste disciil

dedicarono giovinetti di non minore ingegno,


il

San-

taseverina, per esempio, e

Campanella
uno de'

'.

Non
tutt'

si

sarebregistri

be punto
di
li

in

dubbio, se a noi fossero


fu

giunti
pili

chi per

ben cinquant' anni


'.

stimati
fatti,
il

nota-

della citt

Nel novembre del 1562,


n

in

Duca
stu-

d'

Alcal
...
li

ordinava

che

qualsivoghano

scolari,

seu

denti,

quali frequentano le scole e Studio pubico della


citt

mag. ca e fidehssima
nica e civile,

di

Napoli, tanto
filosofia,

di

legge
e

cano-

come

dell' arte,

logica

medicina,

debbiano, e siano tenuti sotto pena di due mesi di carcere,

ed
prio

altra

ad

arbitrio

nostro riservata, farsi descrivere

il

pro-

nome,
si

cognome
e

e patria nella matricola


lo

de

studenti,

quale

far,

conservala per
fra
,

egregio

notaio
;

Giovan
adver-

Antonio de Angnsano
tendo
...

termine de giorni diece

che incorrer

...

nella

pena de quattro
...
,

tratti

de corda,
di
;

ed

altra

a nostro arbitrio riservata


si

qualsivoglia
...

detti

studenti che

mutasse nome, cognome o patria


li

deco-

rando
dopoi

...

che quelli scolari


publicazione
del

quali sono absenti, e vennero

la

presente
in
la

bando, debbiano
matricola sotto

fra

quindici di farsi

descrivere
.

detta

la

predetta pena ..."

Di quindici anni,

nel
;

1547, "attese
"

alla

logica"

il

SaNTASEVEKIN A
...

(Autobiografia,
praegustavit
-

pag. 7)

anno quasi

XIV cum
pag.

dimidio

logices

principi.!

"

il

CAMPANELLA

(Syntagnui.

173)
ivio notarili

Dell'

Angrisano molu- carte

sono
.

di

Napoli; mancano pur troppo quelle che


Collaterali banJorum.
Spampanato.
voi.
3.

noi

principalmente
e.

gioverebbero

1560-1569,

147 rev

82

Capitolo III

Dal

558

in poi,

Federico di Toledo, Bartolomeo della


onori, dignit

Cueva
uffici

don Perafan de Ribera negarono


"
il

a coloro che avessero ottenuto

grado del

dottoci-

rato fora del


vile
"
i
.

Regno

",

in

ispecie

"

in iure

canonico e

Al che

furono indotti da ragioni politiche e anche

dal pensiero di migliorare lo stato dello Studio napolitano,

che, ordinato da Federico


ultimi anni del suo regno

II,

riordinato

da Carlo
II

e negli

da Giovanna

\ nonostante ve-

nisse spesso chiuso per le continue guerre, nonostante avesse

mano

mano

perduto, sotto

il

dominio spagnolo,

la larga

autonomia goduta prima e venisse governato da' vicer pur


che dal
rettore,

da'
le

priori

e da'

lettori,

concorse nondiil

meno, insieme con


Il

accademie, a promuovere
1

sapere.

re

Ferdinando aveva nel

505 assegnato duemila ducati


era
sufficiente
sia

annui,

somma che
lettori

il

pi delle volte

per

le

paghe de'
di arti,

ordinari e straordinari,
filosofia

di

diritto,

sia
si

medicina,
lo

e teologia,

due

collegi

onde

costituiva
di

Studio. Gli ordinari, che non

erano

mai pi
dif-

quattordici,

venivano condotti con provvisioni assai


cio,

ferenti,

dalle minime,

di venticinque

alle

massime
;

di

dugento, quattrocento e anche ottocento


obbligati,
ne'
giorni feriali

ducati

ed
o

erano

e festivi, di mattina

di sera,

chi a una, chi a due,

chi a tre, chi a maggior

numero
e

di

bandi sono del

14 febbraio
si

1558, del 25
nel Collaterale
3,
e.

gennaio

1559

del

23

aprile del

1561, come

pu vedere
e

bandorum,
r
.

voi. 2,

1557-

1560,
2
"

ce.

47 Vl

121
...

122

e voi.
li

68

Gymnasium,
1,

a Fridenco
...

legibus
...

munitum
II,

et

honorariis auctum,

...

Carolus
ciliae

rex Siciliae,

instauravit,
:

loanna

Ungariae, Ierusalem, Si-

regina,

ordinavit...

"

si

legge in un' iscrizione riferita

da

PIETRO LA-

SENA
di

(Dell' antico Ginnasio napoletano, opera

postuma, Napoli,

spese

Carlo Porpora, 1688, pag. 6), e ne' documenti raccolti da


e

ENRICO DE-

NIFLE
siis,

EMILIO CHATELAIN (Cartularium


typis

Unioersitatis Parisiensis, Paria.

Ex

fratrum Delalain,

1889, tom.
a.

I,

1272, doc. 443, pag. 501)


I,

e dal

CANNAVALE

(Op.

cit.,

1428, doc.

pag.

111).

/ primi maestri

83

lezioni

settimanali,
il

durante

1'

anno scolastico che dal


e
finiva
il

507
di-

principiava
scipline

18
si

d'ottobre

25 giugno. Le
il

che

tenevano
la

per fondamentali,

diritto

civile
la fi-

il

canonico,
la
;

teorica e la pratica della medicina,


teologia,

losofia,

logica e la
le

ebbero sempre uno o pi

in-

segnanti
aversi

altre,

solo
di
l'

quando pareva necessario o poteva

un maestro

grido.

Al Cannavale,
grafia
il

autore della pi recente e ricca

mono-

sullo

Studio di

Napoli \

sfuggito,
"

non so come,

pi antico de' volumi posseduti della


"
',
il

Cappellania mag-

giore
trarre

quale per giunta


vantaggio,

1'

unico
il

onde
e

sia

dato di

qualche

essendo
offiziali

Libro
salariati

notamento
dalla
regia

delli

mag.

ci

lectori

ed

altri

Corte,

ab armo
in
fatti,

1564

volume,
gione
1

ad annum 1 582. In questo don Geronimo Pignatello, " scrivano di rausqueCattolica e del Regno,
il

" "

di

S.

M.
"

18 gennaio del

564
"

certifica

che

stato

riconfermato per lettore d'uma",

nit

il

mag. co Consalvo Lelmo Ispano


"
;

con

"

la

paga di

60

ducati

e che

"

si

assenta
4
.

"

dallo

Studio durante
di
salire

l'ottobre

dell'anno appresso

Fu

il

Lelmo degno

Ha

messo insieme nella sullodata opera poco meno

di tre

mila documenti,
solo,
il

tratti

dalle diverse

Sommarie,

dalle Cedole e

da un volume

33, della

Cappellania
'

maggiore.
dell'

Su questo volume

Archivio di Stato
:

di

Napoli,

oltre
il

al

num.

scritto,

da mano pi antica
gli

2.

Sicch andato smarrito


Studio, se non dal

vero

primo

volume che conteneva


in

atti

dello

1478, cio l'anno


affidato
la
il

cui

al

confessore

del

re

cappellano
settembre
Lll

maggiore
1

fu

governo

dello Studio,

certamente dal 30
il

505,

con

concessione,

da

parte di Ferdinando
3

Cattolico, del

capitolo.
e.

Libro e notamento delli mag.ci

lectnri,

Le

indicazioni delle carte

sono mie, perch questo libro non numerato.


*
II

Lelmo appare

net>h

elenchi delle paghe del

18 gennaio,
15
t
.

24

aprile,

IO giugno e 2 agosto
ce.

del

1564;

del

27

gennaio e
r
,

maggio
I7
r

1565
v
.

, v

5 v

-7

9,-11,,

I2

-I3

I5

-i

-I8

84

Capitolo III

nella cattedra onorata,

nel rinascimento,

da

nobili,

studiosi

e dottissimi uomini, Costantino Lascaris e Giuliano de Maio,

Aurelio Biennato e Francesco Pucci, Giovanni Musefilo e

Pomponio
mente,
egli
stro,
n
i

Gamico

Bisognerebbe rispondere negativaal

volendo starcene

giudizio del

Bruno

perocch
suo mae-

non fece nessuna eccezione, ne anche per

il

quando

nella maniera pi assoluta

ebbe a sostenere che


nulla,

lettori di

umanit
"

in Italia

non guadagnano

ma

nep-

pur nulla valgono

\
il

Lo
avesse
ria,

sostenne, in una conversazione col Cotin,

12 dicem-

bre del 1585, quando egli aveva gi mostrato in che dispregio


coloro

che

"

abolivano

ogni altro

studio

mate-

eccetto che

qualche

annotazione,

scolio e

interpreta";

zione sopra

Vergilio,
"

Terenzio e Marco Tullio


versetto

eccetto

che qualche
siodo,
d'

varia lectio d'un


"

d'Omero o d'Egreco
,J

un stracciolin di
:

Plato o Demosthenes

3
.

S' era cosi rivolto loro

cosa

ordinaria

a voi

signori
...

umanisti, che vi chiamate professori

de
,

le

buone

lettere,

correggere

Achille,

approvar

Enea
";

riprendere

Ettore

esclamar contra Pirro, condolersi di Priamo, arguir Turno,


iscusare Didone,

comendar Acate
far

oppur
le

"

chiamar

all'es-

samina

le

orazioni,
di

discussione de

frase,

con

dire:

Queste sanno
tore
;

poeta, queste di comico,


grave, questo

queste

di

ora-

questo

lieve,

quello

sublime,

quell'altro

humile dicendi genus;


bella

questa orazione
.

aspera

sarrebe leve, se fusse formata

cossi...

Quando
elegante

ariete fatta

una

costruzione,

prodotta

una

E.

PERCOPO, Pomponio
1894, pagg. 68 e 69;
e

Gaurico, umanista napoletano, Napoli, Luigi

Pierre,

CANNA VALE,
13,

Op.
bis,

cit.,

pagg.
e

XX, XXIV,
en
Italie

CVI,
1

CXV

CXXXI,

docc.
Ili,

29,

974
:

1041
que

1206.
lecteurs

Docc. parigini, doc.


lettre

pag.

296
et

"

Dit

les
".

des
3

humaines sont quasi nuls

de nul acquest

Cubala, pag. 216; Candelaio,

Proprologo, pagg. 25 e 26.

/ primi maestri

85

e:>istolina,

scroccata
vegeta...

una bella

frase
di
ti

da

la

popina ciceroLazio antiquo,


pi
;

niana,

qua

un instaurator

quel

un emulator demostenico, un che

suscita Tullio dal


gli

profondo e tenebroso centro, concinitor di gesti de


...un

eroi

che mastica dottrina,


chiari

olface

opinioni,

eructa

arcani,

exuda
di

e lunatici inchiostri, semina

ambrosia e nectar
e

giudicii,
s

da
al

farne

la

credenza
l
.

Ganimede

poi un

blinde

fulgorante
il

Giove"

Senza dubbio

Bruno dimentic, o crede non mettesse


il

conto, di nominare
visto,
se,
"

lettore

spagnolo, allorch,
Il

come
il

si

ricord due de' suoi maestri.


il

primo di

essi,

Sarne-

confessava
ci

Berti nel 1868, e ripete ventun

anno dopo,

non

noto, se

pure non Vincenzo Colle da Sarno,


il

autore del libro che porta

curioso

titolo

Destructio de"
.

structionum Baldovini, quas quidem destructor adimplevit

Ma
tato

proprio lui;
di
',

il

Berti

medesimo non avrebbe


non
pago
4
,

esi-

riconoscerlo,

qualora,
le

dell' autorit

del

Toppi
citt di

avesse consultato
di
"

Memorie
'

storico-critiche della

Sarno
sebbene

Nicola Andrea Siani


e del Tafuri
.

non che
vi

le

opere
visto

del

Mazzuchelli

Perch

avrebbe
le
il

citate,

in

forma non corretta e compiuta,

rima-

nenti fatiche del

Sarnese

';

e tra esse quella uscita

1561

De
'ita

la

causa, pagg. 220, 160 e

161; Candelaio, Proprologo, pagg.

2-

26.
l ,

pagg.
pag.

44
45.

e
n.

45

Vita'1

pagg.

33

e
n.

34.
I;

ita*,

2; Vita*, pag. 34.

TOPPI

Biblioteca na-

poletana,
*

pag.

151.

Napoli, Tipografia della Societ filomatica,


Ui scritturi

1816, pagg. 207


164.

209.

d'Italia,
scrittori

voi.

Il,

part.

I,

pag.
di

,;

/storia

degli

nati

nel

RegQO

Napoli,

toni.

Ili,

part.

11,

pagg.
1

38
Se
il

e 39.

SlAN'l (pag. 208) ricorda con una data inesatta,


11

il

TAFURI
1559
a

il

/L

vi

III

non ricordano
fece

punto

la

lUmpa

che
I

nel

\
,ilin>

Raimondo Amato

d'un commento

del

Sarnese,

edizione

d'un

86

Capitolo III

a Napoli e

il

569 a Venezia,
Scoto,
la

pe'

tipi

di Mattia

Cancro

e di Girolamo

quale faceva

molto a proposito
si

per ci che egli doveva appurare, anche se


al

fosse fermato

solo frontespizio e vi avesse letto

Domini Hierony-

mi Balduini de Monte Arduo Quaesita logicatici...; Balduini ac Sarnensis Expositio super P rooemium epitom atum logica lium Cordubensis, superadditae
ipsis

quaesitis

Ponderationes,

declarationes

et

adnotationes

Vincentii Colle Sarnensis, logices ac Physices

Neapoli lectoris
Nello stato
Studio di Napoli
"
"

l
.

nominativo
si

che de'
il

"

salariati

del

generale

fece,

18 gennaio del 1564, perla


scaduta, compreso

terza

"

da

qualche

giorno
:

Giovan
prima
dal

Vincenzo Colle o de Colle


per
la lectura

"

al

mag.

co

Vincenzo Sarnese,
pagare
"
'.

de

la

Posteriore,

deverseli

la

paga ad ragione de ducati vinticinco Tanno


Colle impartito
1

Venne

questo

insegnamento
il

fino

al

principio del

567

3
;

poich nel luglio

mag. co
lo

Geronimo Provenzale
"

si

rivolge al vicer

don Perafan e
eh' esso

supplica
sia

resti

ser-

vito

ordinar, a chi spetta,


solita

supplente

satisfatto

della

provisione, quale de ducati vinticinco, essendo


in

stato deputato,

loco del

mag. co Sarnese, a leger

la

lele-

zione de
gerse,

la

Posteriore nel Studio, in lo


1

quale solito

dalli

del

mese de

febraro

proximo

passato al

commento

del

medesimo

autore,

uscita
al

il

1561 dalla tipografia napolitana di


Nelle
citazioni del
".

Mattia Cancro, rimase sconosciuta


si

Mazzuchelli.
di
"

Taf uri

legge
1

poi

Commutationis
cit.,

in

cambio
-

Commentationis

SlANI, Op.
Libro
11

pag.

209.

''

notamento

Jelli

mag.ci Udori,

e.

Sarnese notato nelle paghe del

18 gennaio, 24
e

aprile,

IO giugno
del

2 agosto del

1564;

del

27 gennaio, 15 maggio
1

8 ottobre
ce.

1565
,

del

25 gennaio, 30
V
,

aprile e
,

8 ottobre del 1566:

Ibid.,
.

10

I2

I6

I8

19,,

22

24

25

/ primi maestri

87

tempo de
T anno
i

le

vacanzie generale

"

l
.

Per

1'

appunto

in quel-

dottori

Innocenzo Cauti e Gian Geronimo da Co-

trone chiesero

ed ebbero

per ciascuno

cento ducati

di

costa della terza remasta per la lettura de ius civile, quale

legeva
ta",

il

quondam Marco Columbino,


le discipline,

e per sua morte vaca-

essendo
",

da

essi professate,
"

"de importanzia
poche
"
8
;

fatigose

le

provvisioni

multo

tenui e
assai

ma, quantunque avesse


del loro
fin
! ,

uno stipendio

pi

meschino
in

il

Colle non ne mosse mai lamento,


e lasci
la

nemmeno
pare,
il

di

carriera,

cattedra,

a quel
li,

che

per

altri

motivi.

Se

nel

1536, o gi di
egli

non

prese

posto

di
di

Federico de Porta,
costui e di

insegn certamente pi a lungo

coloro che lo precederono,


di

Matteo

Masso,

Giovanni di Palo, Marino


Cutinariis
4
;

Benevento, Pirro

Luigi

de

e non smise che


logorata
la

quando ne

fu

stanco.
:

Senza
indotto
alle

dubbio

si

era

salute

da un pezzo
vero,

"

sempre da un grande
forze e
all'

amor del
scriveva
il

non
1

badando
559,
"

et

",

egli

22

aprile

ho con-

sumato parecchi

anni nel

pigliare

non

piccola
e

parte alle
interpese-

dispute che sono cosi frequenti a


trare, in

Napoli,
i

nell'

iscuole pubbliche e

private,

libri

aristotelici,

Libro

notamente) delli mag.ci

lectori,

e.

36

e v

con precisione,

l'8

luglio.
-

Ibi d.

ce.

25

26

e v

poco appresso
e

"

presentarono

momoi iali
di

"

per
leg-

sussidi

Gian Bernardino Longo


e
I

Giovan Antonio Pisano,


medicina, ottenendo
il

cui

uno

geva
e
il

filosofia

altro

pratica della

primo sessantatr

secondo cento ducati.


Ibid.,
e.

4 rev

il

Longo,

il

Pisano,

il

Cauti e Gian Geronimo da


trecento,

Co-

trone annui.
1

avevano rispettivamente provvisioni

di

cento e sessanta ducati

CANNAVALE,
docc.

Op.

clt.,

pagg.

CLXXXV. CLXIV, CLXXV


1663
la

CLXII,
pag.
Tirile

1780,

1776,

1538,
indicare
poi

1524.11
i

SlANl
Sarnese

(Op.cit.,
lesse
|

207) afferma, ^cu/a per


scuole pubbliche di

fonte,
di

Ih-

il

Roma,

in

quelle

Sicilia.

88

Capitolo III

gnatamente dell'arte che

si

suole chiamare
"

dialettica"

1
.

Nel

560

il

Colle pubblic

moltissimi versi italiani e


";

alcune lettere sulF immortalit dell' anima


gli

ma, a prestarquell'

ascolto,
di

non ebbe tempo e modo, n

in
:

anno n

poi,

mantenere ci che aveva promesso


"

contradire, per
",

mostrare
di
s'

le

vere cause d'

infiniti

problemi

alle

opinioni

Alessandro Afrodiseo
era sparsa
altre
la

e dello
Aristotile
";

Zimara, non
"
;

gi,

come

voce, di
lui
2
.

divulgare innumerefine,

voli

cose da

trovate

compiere, in

delle o-

pere encomiastiche
lo

Pi che mai occupato negli studi che


attratto, egli allora

avevano sempre potentemente


all'

correva
aristo-

dietro
telica

esposizione che de' labirinti

della

logica

aveva dato un dottissimo pugliese, Girolamo BalduiIl

no \

quale, in principio del secolo decimoterzo,

avendo

nella Scuola di

Salerno

professato

filosofia

con gran lode

"

Cum
artis
fieri
...

interpretandis...

publice privateque Aristotelis

libris, ut aiunt,

dia-

lecticae

non paucos consumpserim


solent
et
si

annos, nec in disputationibus,

quae

Neapoli
fuerim,
set...
n
:

aetas id

forsan

non prae

se

ferat

i,

parum

versatus
infestas-

institui.
il

Quod non

fecissem ni veritatis

amor me continue

cosi

Sarnese nell'accompagnare una delle sue edizioni:


exposilio super

HlERONYMi
I

BALDUINI
tionis
2
II

Clarissima

Pro logum magna e commentae.

Aver rois,

Neapoli,

Raymundus Amatus, 1559,

1561, nella dedica premessa a un'altra edizione (HlER.

BALDUINI
e.
I

Quaesita duo logicalia, Neapoli,


"

Apud

Io.

Mariam Scotum, 1551,

Calendis enim augusti praeteriti anni versus

quam

plurimos, nostro compositos


aures,

idiomate, ac literas de animae

immortalitate,
tradidi,

cum ad philosophorum

tum
in

secundum

ventatem

tibi

problematum

iufinitorum veras causas

Zimaram, Alexandrum
a

et, ut falso

existimatur, in Aristotelem,
.

innumeraque

alia in

me
in

inventa propalare promictens...


profecto,
lingua...
si

Tibi enim inscribere non dubitavi


illustrissima

futurum

fata

volunt, ad
n
.

maiora pr

tua

faimha

ulraque
:{

animum excitabo
in

Anche

nel

1561, e anche

una dedica (HlER.

logicalia,

Neapoli, Matthias Cancer,


sim
negotiis,

1561,

e.

V ):

BALDUINI Quaesita Nunc enim aliis cum


...

involutus

quae
exc

meum

distrahunt
".

animum

laberintos logices

assidue exponendo,

me

usatum faciunt

/ primi maestri

89

e gran concorso di uditori, non pot tramandare


sterit,

alla

po-

nella
;

forma
le

genuina,

se

non

le

lezioai
lui

dettate in
casa, vensottratte

pubblico

perch

rimanenti, raccolte da
d' errori,

nero poi rimpinzate


all'

svisate o addirittura
ignobili

autore da presuntuosi ignoranti e da

plagiari

'.

In

Napoli

si

grid

alla

profanazione, nel bel mezzo


al

del

cinquecento, da quanti senza difficolt attribuivano

Bai-

duino
lo

"

il

primato

tra'

logici

de' tempi suoi

";

da quanti

ponevano accanto

allo

Stabilita,

che, essi aggiungevano,

non avrebbe mai pi trovato un


cosi

altro
.

che

1'

avesse

saputo

bene intendere e spiegare

poi furono pochi ad ammirare

"

l'acume,

la

dottrina e

Un

tipografo veneziano,

Giovanni

Grifi,

rivolgendosi

il

1563

lettori

per una sua stampa

(HlER. BALDU1N1
i:
"

Expnsitio in libellum
vir
in

Porphyrii
omni
scientia-

De quinque
rum genere

vocibus

Hieronymus Balduinus,
in

praestantissimus,

dum

Salernitano gymnasio stimma cura laude


caetu. multa in
:

logicen et philosophiam profiteretur frequenti auJitorun

earum

disciplinarum genere, partim publice dictavit, partim domi collegit

quae post-

modum
spersa

ita

in

adversum fatum incidere,

ut alia

quidem

in

imperitorum manus

devenerint, qui

dum
;

eius

viri

scripta

non

intelligerent,

infinitis

erronbus
qui,

n-

vulgarunt

alia

vero improbis atque arrogantibus

occurrerint,
dignitate,
et

vel

dissimulato auctore, vel perverso ordine, stylo ac scribendi


ni n

multis ex
< t

eorum

officina
:

interpositis,

quae

aucroris

sentcntiam
vel
ut

obscurarenl
vel

piane immutarent

se

ipsos

tandem earum rerum


ipsi
aliis

auctores

piane di-

lucidatores professi sunt,

quas

non
multi

intellexere,

doctissimus
p

Balduinua
.

laboribus multis invenerat et


1

<.<t

Lo Zanca pubblicando
pe
tipi

del

BALDUINO
nel
I

1'

Exposilio

in

tractatum

primi

Posteriorum,

di

M. Cancro,
t

gicorum ac |>lnlosophorum suae


Voliera componeva per questa
"

esposizione de'

distici,
|

sul

tono del seguente:

Magnus

Ari^t >teles post

ti

dm
oin

Iru^t.
i
:

patent '; e Virgilio Miola


lector,

dettava un carni
n>>^r
i

'Fori
Si

logices
ili,

prirnordia

llliui
!

inventoi clami
I

Aristotele*,

ne
lui

>

upis
...

post

bum

un quii

'

elix

Balduini meni animusqiM

90

Capitolo III

T ingegno

"
"

del Balduino
filosofo
"

l ;

e tra'

primi

il

Colle, che lo teperito e logico

neva

per

famoso,

medico

assai

squisitissimo
stesso,
egli

%
.

Anzi, avendo un' opinione esagerata di se


il

se ne proclam

discepolo pi degno, e
" il

come

tale crede suo dovere di preservare

maestro

"

da ogni

sorta

d ingiurie e pericoli
principalmente

3
:

ci

che con
libro

tutta probabilit

fece

nell' irreperibile

che,

pigliando
4
;

esempio da Averro, chiam Destructio destructionum

che non rivolse contro un giovine familiare del capitano di


gente
d'

arme

Fabrizio
di cui,

Gesualdo

Gian Tomaso

Zanca
l'o-

da Caposele,
pera \

piuttosto che
altri,

emendare, continu
il

ma

bens contro

se

non proprio contro

padre

Vedi

la

lettera

del

napolitano

G. B, Arcucci,

premessa

all'
il

edizione

del

commento che

del primo libro della

Fisica aristotelica diede

Balduino

Neapoli,
2

M.
dal

Cancer,

1569.

Nel pubblicare l'inrerpetrazione del Prologo del Gran commento d'Averfin

ro,

frontespizio

chiama

il

Balduino

n
:

philosophum celeberrimum,

medices peritissimum ac logices


citate,
3
II

exquisitissimum

una delle

edizioni gi

pag.

88

n.

Colle

nell'

Excusaiio,

posta avanti

al
I

secondo de' Quesito duo


569, pag. 90):
...
"

lo-

gicatici (Venetiis,

Apud Hieronymum
meo

Scotum,

Quid tamen

probabilius visum est


4
11

Praeceptori Balduino

".

libro

di

AVERRO
di

Destructio deslructionis,

che un

filosofo

napoli-

tano,
1

Agostino Nifo

Sessa,

comment

(Venetiis,
nel

Per heredes Oct. Scoti,


lib. 11,

508), menzionato anche dal

BRUNO

De

immenso,

cap.

IV,

pag.

218.
n

Tametsi

alii

primum librum Posieriorum


quartum ex eiusdem

Aristotelis a

primo textu usque


exposuissent,
"
:

ad quadragesimum

Balduini
libro
in

dogmatibus

reliquam tamen ego partern


vertiva
il

cum secundo

lucem dare coiabo


fin

av-

Sarnese nella sua edizione de' Posteriori analitici,

dal principio

(Neapoli,

R.

AmatUs,

569).

Ed

era

proprio lo
alle

Zanca
la

colui al

quale

il

Colle alluse: quegli aveva nel 1556 mandato

stampe

propria fatica
lector,

finita

tempo addietro, come diceva


tionem

al lettore

"

Habes, candidissime
Posteriorum
I

exposi-

quam

elapsis diebus
te

in

librum

usque

ad 45

textum

composuimus. Ubi

admonitum

velim, a texto

usque

ad 29

doctissimi

/ primi maestri

91

francescano Giovanni
di
voli
n

Gomez, che
n
i
!

si

arrogava

lui

il

diritto

dilucidare e arricchire

passi
.

controversi e

manchen
,

del commentatole salentino

Costretto,

quindi, a bat-

tagliare

contro

"

le

opinioni degli antichi e de' moderni

per

difendersi

da'

maligni e

violenti
n

critici
si

che non

ri-

stavano di morderlo
tezione de' conti di

rabbiosamente
Sarno,

\
le

valse della pro-

donando
e
forse

sue

fatiche al
al

si-

gnor Vincenzo Tuttavilla, non che


tello

alla

consorte e
superfluo

fra-

di

lui

quali,

non

ricordarlo,

erano in molto onore a Nola,

sia

perch erano imparentati


la

con

gli

Albertino
la

',

sia

perch avevano con


la

persuasione

pi che con

violenza resa

citt

ligia

Carlo ne' di

della ribellione dell'Orsino,


pericolo,

e l'avevano salvata
le

da un gran

placando e sottomettendo
erano ammutinate
'.

soldatesche spagnole

che

vi

si

Balduini expositionem esse, a nobis tamen ordinatam ac nostris etiam quibus-

dam
1

scolns

additis.
".

A
la

quo sane texto ad 45


n.

usque

nostro

tantum

marte

exposuimus

Vedi

2 della pag. 89.


1

Fra Giovanni da Pagani, che nel


Grifi,
i

563 stampava
lui

Venezia, co'
il

tipi

del

due

libri

de' Posteriori gi da
ne!!'

spiegati,

era

medesimo che

non dubitava d'essere, come appare


sica
-

ed zione del primo libro della Fiet

(pag. 90,

ri.

I):

"

Hieronymi Balduini dilucidator

locupletator

n
.

Ristampa

Quaesila duo logicalia (Neapoli,


et

ApuJ
al

lo.

M. Scotum, 1551)
Quaesila
logicalia

contra antiquorum
poli,

iuniorum

placita

"
;

quanto

a*

Apud M. Cancrum,
ut

1561),

scrive

Conte
et
'.

di

Sarno:

"Rogo
obtre-

atque obsecro
ctatoribus qui
J

me

adiuves,

me defendas ab

impiis

mordacibus

non cessant canino me mordere dente

Cio, a monsignor Guglielmo Tuttavilla, vescovo di Sarno, e a

donna

Maria Orsino.
1

Uno

de

fratelli

del

Conte, Poni;
:

sposato,

come

Geronimo
di

Albertino,

una Pappacoda
Gius.

U
1569,

tRINO,
pag.

La

nobilt

Napoli,
Capitoli

Napoli, Appresso
e

Cacchi,

160;

["ANSILI C.

satirici.

'Nolanoa
tque

st&enuos,

ornato lermone,

virtute

insigni,

..

pr Cassare

ilio

pia asti....

Quara

miril

km olia

tumultuante!

et

in

92

Capitolo III

Il

Colle, dunque,

dedic

a'
il

Signori di Sarn le ristampe


filosofo

di alcune interpetrazioni

che

di
:

Poggiardo
il

fece

delle dottrine aristoteliche e avenoistiche

Prologo
logicali

del
del

gran

commento
';
il

il

Proemio

delle

epitomi

Cordovano
ultimo,
utile
fra
le

secondo

libro de'

Posteriori analitici e una

parte del primo che


diversi

era stata tralasciata dallo

Zanca
la

"';

in

Quesiti

per

risolvere

quanto

logica sia

e necessaria,
arti

qual subietto abbia, se vada annoverata

le

scienze,

con qual

libro

cominci

quella
le

di

Aristotile e se
tegorie \

ad Aristotile appartengano veramente


avvertiva che

Ca-

Nelle dediche

non era da giudichi

care alla stregua degli editori comuni


la

aveva procurato

migliore e pi corretta lezione de' commenti del


solo,

Baldumo
"

non

ma
n

li

aveva con ampiezza


osservazioni
",
"

corredati di

giunte,

note, chiarimenti e

\ di

guisa

che,
"

quando
non me-

non erano

indispensabili
"

tornavano sempre di
'.

diocre vantaggio

a' logici

Che

se pur ci

non

fosse, egli

amicas huius Regni terras contendentes mites reddidisti, a quibus

Nolam

tibi

debitam
toria
1

liberasti

"
:

ricorda

il

Colle

al

suo

"

mecenate

"

nella

lettera

dedica-

de'

Qaaesita

logicatila.

L' Expositio super

posilio super

Prologum Magna e commcntationis e'ExProoemium epitomatum lo gicalint al conte Vincenzo


Vincenzo Tuttavilla V Expositio

Tutlavilla.
- Anche um.
'

Poster iorum

aria litico-

Quaesita duo logicalia a monsignor Guglielmo Tuttavilla, e


al

Quaesita

logicalia
'

Conte.
all'

Quanto

Esposizione
iudicavi
",

sul
egli

Prologo
dice,
"

del
valuerit

gran
labor

commento,
interponam
in
";

"

Imprimendam

fore
ut

cui

pio viribus

tantas
e

ponderationes
sito

cynici sentiant

quantum meus
"

propoinserens

de'

Due
far

quisili di
ut

logica

Curavi

ut

imprimerentur, tantas
".

ilis

annotationes
anzi,

ne Balduini tantum esse iudicarentur


su'
i

Non

dimentica

mai,

di

stampare

frontespizi:

"

Superaddilae ponderationes,

declara-

tiones et annotationes

COLLE
['Esposizione sul
pernecessariae
logicis

"

Prologo del Gran comomnibus"; per


gli

mento
n

"

perutiles
",

ac

altri

libri,

satis

utiles

/ primi maestri

93

aveva
potesse
a'

"

a lungo e
riuscire

con molta attenzione considerato che cosa


miglior
a
cui

di
",

uso e di maggiore
"

gradimento
*
;

suoi discepoli

voleva

assai

bene
',

"

e aveva
stabili
lui

appunto ceduto a mille

loro sollecitazioni

quando

di

mandare
state
gli

alle

stampe talune delle quistioni che da


;

erano

sciolte

in

iscuola
storia

Sarebbe pertanto
sopra a

d'

obbligo che
cavassero

studiosi

di

della filosofia,

tutti,

fuori

da'

polverosi scaffali delle biblioteche


si

le

opere
vi

del

Colle, di cui qui

fatta

appena menzione,

dessero
le

almeno un' occhiata, essendo che


da cui
in
si

sono pur troppo

sole

possa avere un' idea dell' insegnamento


in

filosofico

genere, e

ispecie

delle lezioni di dialettica che per le

prime vennero dal Nolano ascoltate nello Studio di Napoli.


I

lavori del .Sarnese,


',

avendo avuto, qualche anno dopo,


piacquero
Bruno.

la

seconda edizione

furono per conseguenza molto ricercati;


al
11

ma non

perci, o io m'inganno,

quale

Sul frontespizio de'


lettera

Due

quesiti di logica

n
:

suorum studentium amore

";

nella

dedicatoria dell'Esposizione sul


lui

Prologo del Gran comil

mento,
ad

ricordando un libro da

pubblicato

1554:

"

Quamvis quintus
in

volvatur annus quo opusculum


-

An

logica
...

sit

scientia

lucent edidi
utilius
eis

uminunem adiscentium
noctu diu^ue
...

utilitatem,

quid gratius tanien quidve

foret,

mecum

ipse cogitavi,

demum
"
:

interpretationem super Pro-

logum
*

\
al

Nella dedica
tirones

Vescovo
ut

di

Sarno

Ad

quod possum enim accingor?


peritissimi,

Exclamant
ad

mei

duo Balduini.

logici

qu.iesita
'.

logicalia

communem eorum usum ederem; quibus denegare non valui Hoc quaesitum an commentario haec magna Averrois
atque

sit

interpredi'

tanda

legenda

movi

Studio

neapolitano

anno

1558

mensis octobris
positio super

Posteriorum" P ro lo gum Magnat commentalionis Venetiis, Apud


cum
publice aggressus essem librum
,

Hier.
'

Scotum,

15
la
l

101.
ito
il

L'opuscolo Se
nel

1534

e ripubblicato

Gran
e nel

commento;

nel

1561

\b'),

la

maggior parte degli sentii di logica.

94

Capitolo III

pare che

si

affretti

farlo

intendere,

sia

pure per

modo
in
il

indiretto e

velatamente, dove

non
si,

era

da aspettarsela,

principio del libro che apre,

la

serie,

ma
Nel

sempre

meno
del

filosofico

delle sue opere principali.


tu

proprologo
sorte,

Candelaio

vedi
"

accomunati
postillatori,

nella

medesima

messi cio in ridicolo,

glosatori,

construttori,

metodici, additori, scoliatori, traduttori, interpreti,


diarii,

compensi

dialetticarii

novelli
la

"

l
.

si

spiega,

ove

rifletta

che
"

il

Nolano dava

colpa di ogni male alla grammatica,


"

la

colossale e sacrilega poltronana

che aveva
'.

fuorviato
I

e abbassato e le belle lettere e la filosofa


tisti
",

"

grammavoluto

affermava,

"

dopo che sono


frasi

invecchiati

nelle culine

de

fanciulli

e notomie de
far

e de

vocaboli, han

destar la
tafisiche
"

mente a
\

nove logiche, nove dialettiche e megrammaticastri


",

A'

"

pettoruti

che nel suo seinfinito

colo

"

non cessarono mai d'imbrattare un


",

numero
"

di

pagine

egli

fu

costantemente alieno dal dar quartiere per


"

timore eh' essi restassero nella

reggia della filosofia


"
1'

\
ossia

Uno
trazione

de'

due
si

corsi

della logica,

arte

vecchia

",

quello in cui
5
,

trattava de'

Predicamenti e
nello

dell' Interpe-

dal

1555

al

1587 venne

Studio affidato

Pag. 25.

De
"

la

causa,

pagg.

160

e
e

220.

;1

Eroici furori,

pagg.

436

437.

Innumeros

...

laborantes circumspicio,
qui sub
titulis

dum

~x

iis

quidam... tumidorum
aliar um...

grammatistarum

...

artis

inventivae,

iudicativae et
...

omnium

infinitas

non cessant stercorare paginas


quos potius
dignos
inter bruta

in

curia philosophiae
inter
:

non possunt

esse;

computamus ammalia, quam


sciolique

homines meliore

titulo

quam

arrogantis

grammatici

"

D^

progressu logicae venationis e


scripta,
''

De imaginum
5,

compositione, in Opp. latine con-

voi.

II,

pars.
illa

Ili,

pagg.

92

93.
logicam
dividit
in

"

Vulgatissima

divisio,
.

quae universam
Scitis

duplicem
veteri

artem,

veterem

et

novam...

enirn,

domini,

quo:]

sub arte
.

comprehenduntur

liber

praedicamentorum

et liber

de

interpretatione...

Dicitur

95

/ primi

maestri

al

napolitano Nicola Aniello Pacca


",
1*

',

che da un suo

"

ca-

rissimo maestro

insigne

medico Gian

Francesco Branper
"

caleone

2
,

era stato di
istituito,
il

buon'ora additato
di

un giovine
belle

prudente, bene

molto ingegno e di assai


"

speranze

"
;

quale
il

poi dal

reverendo
dell'

don Giovan
almo Collegio da

Angelo Romano,
di filosofia,

degnissimo
",

priore

medicina e teologia
Aristotile

fu stimato
'.

tanto dotto

potersi

chiamare
in
il

redivivo

Il

Pacca insegn
:

sempre
fessando

pubblico e nel tempo stesso privatamente


1

pro-

582

metafisica,

chiese non
;

gli

venisse
n

negato
in venletto in

ci che gli era stato


tisette

sempre concesso
letto

atteso che,

anni eh' ha

nello Studio, ha

sempre

casa, e

non

s'

avuto mai querela


alh

eh' abbia

disturbato lo

Studio, dato
fatto

impedimento
licite
gli
"
.

maestri lettori di
gli

quello o

cose non

non

era stato negato, allorch


"

sembrava che

scolari,

anzich venire facilmente

ntro-

ars vetus, quia artificuliter cuti artis peritia fuit a

vetenbus

tradita...
in

ars

nova,

quia novo Aristotele artifcio a nobis cogaoscitur,

quo

artificio

libris artis

novae indiguerunt antiqui": Ni :OLAl


Neapoli, R. Amatus,
1

ANELLI PACCA
e
II
r
.

Quietila logicalia,

1562,

ce.

I0

L' anno

in

cui
in

il

Pacca cominci a insegnile,


I

risulta
in

da un memoriale
venne sempre

che sar ricordato

questa stessa pagina. Dal


I

564

poi egli

riconfermato nella sua lettura, anzi nel


di

577

otte-ine

anche quella straordinaria


al

metafsica:
,

Libro
I

notamento
dal
I

delli
al

mag.ci Udori, dal .1564


I

I582
i

ce 4
*

ecc.,
lo

34,

e v ecc.;
il

583
in

590.

ce.

69

Cosi

chiama

PACCA

una

delle

lettere
e.

messe
.

avanti

alle

sue

Endixes logicae, Neapoli, R. Amatus,


'

1557,

Rispondendogli
prudentes
et

il

Brancaleone
institutos

(Endixes
ad

logicae,

e.

I:

"

Tui
.

similes,
el

iest

bene

iuvenes,

laudare non desinimus...

Perge,

huiusmodi exemplo aequales tuos


perpetua ingenti
'

sanctam ae.nulationem
et

excita,

hisque

tui

monimentis

tibi

posteritati

consule
mi-

".

"Hx

tuo libello tanta appartiti

rioctrina,

qui"

mtea non
//i

latebat,

ut
c
r
.

Aristotelis

aoimam

in

t.-

tran
lectori,

En

*
al

logk /.

I
1

,.

Libro e notamento Jtlli mug.ti

dal

1564

1582,

e.

69

96

Capitolo III

ciotti,

con dette lezioni


In

in

casa,

alli

studii
si

ordinari
riferiva

"

l
,

ne

fossero pregiudicati.

fatti,

ecco quanto

al

Vi-

cer:

"

Li studenti di logica e filojofu del Studio..., fanno

intendere...

qualmente sono continuamente perturbati

in loro

quieto vivere da alcuni particulari lettori che... leggono di-

verse

sorte di

lezzioni

li

quali

per

alcuni loro interessi

particulan sono in continue risse, ed impediscono, e fanno

impedire da alcuni loro coaderenti,

essi

supplicanti, acci

non vadino ad intendere

le lezzioni... nel

Studio publico...

Del

che

essendosi

avuto

recorso pi

volte al reverendo

Cappellano maggiore,
detto,
in
li

quelli ha fatto inibire dal leggere pre-

quali

non hanno voluto desistere da


cercato...
.

leggere,

ma

varii

modi hanno
essi

far
...

minacciare ed assaltare

alcuni di
tali

supplicanti...
,

non bene
al

che questi
ragiona di
e pro-

facciano conventicule...

dove
ma...

spesso

si

altro

che

di

logica

filosofia,

di cose brutte

fane,

o di teologia, cosa non


alla

appartinente a loro, dal che

potr succedere
altre

giornata

gran

scandalo.

Per questo

volte per la regia Corte


in

sono state
ci

proibite le acca altra accade-

demie, essendo che

questa citt non


"
2
.

mia che
resti

il

Studio publico

"

Supplicata per tanto S. E.


si

servita ordinare...

che non

legga in altro luoco, ecordinarii


lettori ",
il

cetto che in lo

Studio publico

dalli

26
di

gennaio del
"

569 don Perafan prescriveva


banno,

alla

Vicaria di
lettore

fare

publicare

perch

nessuno, o sia

Libro e notamenlo

cit.,

e
lui

169
di
"

il

memoriale di don Marco Antonio


in

Lauro che chiedeva anche


-

leggere

casa
v

familiarmente
e

".

Curiae

Collateralis

Cornila

voi.
le

21, ce. 73

74

Nondimeno
-sia

apparivano vietate nelle accademie

discussioni di religione.
il

Non

nes-

suno che disputi della Scriptura sacra":


n

14 marzo del
i

1546, a Napoli,
che
il

giurarono

fondatori
nella

"

de'

Sereni,

sottoscrivendo
illustrer

capitoli

CROCE

ha

finii,' Mali

Nazionale di Parigi e
le

nell'unico fascicolo del

1919

dell'

Archivio storico per

province napoletane.

/ primi maestri

97

Studio, o dottore o non dottore, possa n ardisca in qualsivoglia

professione

dentro del

Studio,
li

n fuora,

leggere

qualsivoglia sorte di lezzione, eccetto


putati
Il

lettori ordinarii

de-

per

la

regia Corte

"

Bruno
il

non

and

udire

il

Pacca, colui
"

che, esal" "

tando

Propugnaculum
*;

Aristotelis dell'

eloquentissimo
i

Antonio Marta, ebbe naturalmente ad avversare


di

"

principii
la

Bernardino Telesio

ma non

mise neppure

firma a

nessuno de' memoriali, che probabile avessero per iscopo

non tanto
tamente e
l'

1'

assicurare agli scolari di


proftto
" 3
,

poter

"

vivere

quie-

far

quanto

il

cercar

di

combattere
prevalere.
il
1

insegnamento privato che cominciava a


l'arte

fiorire e

Anzi, per imparare


il

vecchia, egli scelse tra


dello

563 e
dee fal-

1555 per maestro,

fuori

Studio,
al

un padre agostiinvano
si

niano ricordato avanti \ intorno


siderato finora di avere notizie
laci.

quale

meno

vaghe,

monche

Perch

fra

Teofilo da

Vairano da uno

storico suo

correligionario,
nitore e

Gian Felice
dell'

Ossinger, fu confuso col defi-

vicario generale

Ordine

fra

Teofilo Gallinone

da Treviglio,
studi
biblici
';

che era

in

voga per belle

prediche e dotti

quando

era gi stato

scambiato dal Toppi


qual

Curiae

Collateralis
allei

Consilii voi.

cit.,

e.

74

Il

bando

fu

ripub

blicato

anche di

vicer:

per esempio, da don Pietro

Giron nell'ottobre
voi.

del
-

1586: Cappeltania maggiore, Malricula studentium,


Nel
gennaio del

15,

e.

1581,

il

Pacca

scriveva

al

Marta (Propugnaculum
pag. 157):
"

Arisloteiis,

Romae. Typis Bartholomaei Bontadini, 1587,


i

Quod

vero ad opus spectat,


limiate,
1

11 ci

perlegi,

quod
21,

et

materia excellentia, et tua sub-

qua abundas, impressione apprime dignum censeo ecc. V


voi.
e.

Curiae Collateralis Consilii


Pag. 80.
Bibliolheca augustiniana,
lo.

74

'

Ingolstadii

et

Augustae Vindelicorum, lrnpen381


e

sis

Fr.

Saverii

Craetz.

1768.

pagg.

382.

Vedi

poi

FILIPPO
I,

ARGELATI,
pars
II,

Bibliolheca scriptorum Mediolanensium, Mediolani, l745,tom.

pag.

664;
toni.

r
II,

FR. ARISIO.
pagg

Cremona
320.

liberata,

Parmae,

Typis P.

Moni..,

1706.

319

Spampanato

7.

98

Capitolo III

col trattatista fra Teofilo

da Napoli

*.

Almeno

il

Berti,

sela

guito da'

biografi

bruniani di maggior conto, ignorando

pregevole
Panfilo,

cronaca

cinquecentesca di monsignor
Signa, parafras,

Giuseppe
fe-

vescovo di

ma non sempre

licemente, qualche punto di quel poco che lesse

neWEnco-

miasticon augustinianum

2
.

Da' Regesti del reverendissimo


conservati a

fra Cristoforo

da Padova,

Roma

dall'

Archivio
frate

della

Curia generalizia
1

dell'Ordine, risulta che

il

campano, studente dal

maggio del 1558 nel


poli
il

monastero di Sant'Agostino di
4
,

Na563
5
,

lettore

e
1

maestro dello Studio di questo monastero

23

aprile del

562

baccelliere
il
1

il

23 maggio del
1

ammesso

avanti

tempo \

agosto del

565, a prendere,

in qualsivoglia

ginnasio e da chiunque n' avesse la facolt,

Op.

c/7.,

pag.

288.

Il

Toppi

alla

sua volta ricorda

1'

HERRERA,
Bruxellis,

l'au-

tore dell'
2

Alfabeto agostiniano.
augustinianum,
Vita
2
,

PH1L1PPUS ELSS1US, Encomiasticon


Vivienum,
pagg.
cit.,

Apud

Ir.

1654, pag. 650.


ecc..
Il

BERTI,
1913,
in

pag.

34; PREV1T1, Op.


fin

cit.,

33 e 34;
;

Berti,

che, non contradetto

oggi

(iNTYRE,

Op.

pag. 121

LUDWIG KUHLENBECK,
pag.

G. Bruno, Berlin-Schoneberg,
5;

Protestantischer

Schriftenvertrieb,
di

ecc.),

storpia

il

nome

del

piccolo

comune

Terra di

Lavoro

quello di

Varrano,

lascia

intrav-

vedere, senza ragione, che fra Teofilo insegn metafisica anche a Napoli e a

Firenze
3

il

Previti arbitrariamente lo novera tra'


(ab. a.

lettori
:

pubblici napolitani.

Reg. 28

1557 ad

a.

1559),
:

e.

257

Die XII maii 1558.


Fr.

Dispositio familiae

Studii

neapolitani

Studentes

...

Tbeophilus a Vai-

rano
4

".

Reg. 29

(ab.

a.

1559 ad
familiae
n
.

a.

1564),

e.

208

"

Die

XXIII

aprilis

1562.
lector
5

et

Dispositio

Studii

neapolitani:

Fr.

Theophilus a Vairano

magister Studii
e.

Ibid.,
:

294

"Die XXIII maii 1563.


:

fit

Dispositio

familiae nean
.

politanae
6

Graduantur

...

Fr. Theophilus lector


a.

baccalaureus
"

Reg.

30

(ab. a.

1564 ad
:

1567),

e.

36

Maius 1565.

Dispout

sitio

conventus neapolitani

Frati

Theophilo de Vairano facultatem fecimus


.

licentiaretur ad annum a quocumque habente auctoritatem

/ primi maestri

99

le

insegne di maestro

in

sacra teologia
di

e,
',

presele in
fu

fatti
il

Napoli

il

10
1

dicembre

quell'anno

creato

22

maggio del
stiniana
di

566 reggente
f

assegnato
qual
citt

all'

Universit
sciolto,

agospu-

Firenze

nella

venne
4

tando sangue, dall'obbligo del digiuno dell'Avvento ed ebbe


il

permesso

di

mangiare ci che

gli

giovasse

Per
tre

le

vi-

cende napoleoniche andarono pur troppo sperduti


posteriori
poi;

Regesti

che contenevano
certo che a
il

le

"disposizioni

"

dal

1567

in

tuttavia

reggente dello Studio fiorentino


merit
il

pass

presto

Roma.
cominci
"

Dove
dal

una
di a
"

cattedra

dello
"

Studio generale che,


"

lasciato

nome
1568

Ginnasio

di

Accademia
"

",

chiamarsi

comunerinomanza
la

mente
sotto
il

la

Sapienza

sempre per conservando, anche

pontificato di

Pio V, parte della gran


del
secolo,

cui

era

venuto

nel

principio
".

merc
di
fra

muniTeofilo

ficenza di
1

Leone
e.

X
"
:

Dell' insegnamento

Reg. 30,

60

Die

XV
in

augusti 1565.

Baccalaureum lnnocentiutn

Neapolitanum ad

insignia

magistrali*

suscipienda

eodem tempore

cum

bac-

calaureo Theophilo de Vairano

aliqua universitate sive ab aliquo auctori-

tatem habente admisimus


-

".

Ibid.,
et

e.

88

"Die

decembris

1565.

Fratrem Theophilum de
Neapolitanos baccacreavimus,
".

Vairano

fralrem

Innocentium ac fratrem Michaelem


in

laureos auctontate apostolica magistros

sacra

theologia

quam

auctoritatem

Pius quintus pontifex maximus nobis concessit


e.
1

Ibid..

22

n
r
:

Die

XXU
XXI
11

maii

1566.

Dispositio

familiarum:
".

In
1

familia
Ibid.,

b lorentiae
v.
1

...
n

Regetis magister

Theophilus de Vairano novus

68

Die

novembris.

Magistrum Theophilum de
valetudinem
spuebat,

Vairano, regentem

Gymnasii

fiorentini,

ob molestam
ita ut
is

absolvimus ab observationc

ieiunii

Adventus,
n
.

cibis vesci posset,

quos

Imoxios non fore cognosceret


'

Francisco POMETTl,
siili
'

//
.

ruolo

de'

lettori

del

1569-/570
e

e oltre

notizie

Universit

di

Homo

in Scritti

Vari di filologa, a

Emesto Mo-

naci per l'anno


n.
"

XXI

del tuo insegnamento,

Roma, horzani
nella

C,

1901,

b alla tavola

non numerata.

GAETANO

MARINI,

Lettera al I\ipoztirri

quale

s'illustra

il

nudo de'

professori dell' Archiginnasio

romano per l'anno 1514,


1797, pag. 6 e segg.
.

Roma,

Presso Michele Puccinelh a

Ior Sanguigna,
/

100

Capitolo III

non
nazzi

toccarono
,

Giuseppe Carafa

'

Filippo
e,

Maria Reai

ma

bens

V abate Gaetano Marini


i

di nostri,
al

Francesco Pometti,

quali,
storia,

in
"

cambio

di darci,
",

par dei

due

primi,

intera

illustrarono
dell'
i

in

brevi lavori,
3
.

alcuni de' ruoli de' professori


In sulla

Ateneo romano
Riformatori degli

met del cinquecento,

studi
"

crederono opportuno di creare un terzo bidello, detto


tatore
"

pun
alla

"

arcibidello

",

che

"

accompagnasse

lettori

cattedra, appuntasse quelli che

mancavano, avesse cura della


le

campana

e dell' orologio,
";

regolasse

solennit

degli ad-

dottoramenti

e di nominare a questo ufficio


4
.

Alessio dei

Lorenzani, chierico di Reggio


della lauta
fiducia che
"

Il

quale

si

mostr

degno

paga

"

di centodieci scudi, de' privilegi e della


;

godeva
tutto
i

perch, se aveva

"

modi imperiosi e
col
suoi

tiranneggiava

il

Ginnasio

massimo zelo
"

propri doveri,
",
i

nondimeno come appare da cinque


",

ademp

grandi fogli
altra
1'

in

cui

da una parte
i

not
1'
('\

" il

ruolo,
"

dal-

l'

abilit,

meriti,

demeriti e
al

assiduit

de' sin-

goli

insegnanti,

dal

1566

1570

Ora,

in grazia

del

De

professoribus

Gymnasii romani, Romae, Typis Antonii


degli
studi di

Fulgosii,

1751.
la

Storia

dell' Universit

Roma,

detto

comunemente

Sapienza, Roma, Stamperia Pagliarini, 1804.


3
11

sito

il

MARINI per incidenza, in una nota POMETTI, riproducendo ruolo in


il

(3,

a pag.

134); pi
fu

di propo-

cui V Agostiniano
sott'

noverato.

N
del
4

l'uno n l'altro per

si

accorse di avere

occhio

il

nome deL maestro

Bruno.

CARINI, Op.
Ibid.,
Ibid.,

cit.,

pagg.

80

81.

pag.

81.
e 82.
di

''

pagg. 81

11

Lorenzani nel

1566

"si mostra

fin

mal

sodisfatto della condotta


vicerettore,

Silvio

Antoniani, poi cardinale,


propria
cattedra; nel
a'

che,

divenuto
parla

lasciava di attendere alla


dileggio.

1567 ne
si

con

qualche
1*

E
\

1'

Antoniani

con

lettere

Cardinali...

scaglia

contro

Arcibidello...

/ primi maestri

101

quinto foglio, che contiene


di

"

l'

ordine dello
a

Studio

dal

di'

S-

Luca (8

ottobre) del

569
che

quello di S. Giovanni
tre

(24 giugno) del


metafisica,
il

1570

",

si

sa

erano
il

maestri

di

dottor

Tolomeo

Corfinio,
fra

francescano
'

An-

tonio Peloso da
ultimo,

Montalcino e

Teofilo

e che questo

con un stipendio di

cinquanta scudi,
il

interpetrava,

nella terza ora


di Pietro

dopo

1'

alba,

secondo

libro delle

Sentenze
le

Lombardo, non con molta puntualit per


religione,

facfre-

cende del Capitolo della sua


quenza di uditori che
i

con molta

in

quell' ora erano intenti a celebrare

divini uffizi
Il

principe

Marco Antonio Colonna, che


figlio

giovinetto aveva

udito con molto interesse

le letture aristoteliche
"

del Porzio

",

volendo che suo


n

Ascanio apprendesse

quella parte

della filosofia che tratta degli arcani naturali e delle sottigliezze


dialettiche
*,

prese in casa fra Teofilo che aveva lasciato

MARINI, Op.
tav.
cit.:

cit.,

pag. 134, n.

3; pi

precisamente,

il

POMETTl, Op.
7

cit.,

"Scudi 90. Doctor

Ptolomeus Corfinius

lib.
si

Metaphisicae,

assiduus,

tamen paucos habet

ipse scholares;

bonum

esset,

adesset concorrens
ord.
S.ti
al

ratione circulorum
et

habendorum.

".

R. P. Montalcinus
L' editore nota,

Francisci

R. P. Teophilus ord. S. Aug.


la

quanto

Montalcino,
al

che questi tenne


1

cattedra di teologia nello Studio dal


cit.,

1563

1577.

POMETTl, Op.
S.
officii

tav.

cit.:

Hora XVI.

S.

50. R. P.

M. Teo-

philus ord.
divini

Aug.. 2 Sent.. Hic... propter impeditos aud. ead. hora ratione


paucos habet scholares...
aliquas
intermisit
.

Propter
".

capitulum suae Religionis


L' editore
:

Perusii celebratum

lectiones
nel

aggiunge solo
trovato

"Vi
5

su di
sul

lui

un

fuggevole cenno
".

Marini

non

ho

altre

notizie

conto suo
nel

Ricordava

1553

il

PORZIO
:

al
*

futuro eroe di

Lepanto, dedicandoquod...

gli

il

De

rerum naturalium principiis

Huc

accedit
ut...

summo

ardore

ad philosophiam nostram peripateticam contendis, ad me senem... mira spe ac


ac
4

in

Academiam Pisanam
in

fide

accessens,
libi

quo quae

Aristotele obstrusa
".

difficilia

habentur,

mea opera
ord.

eruantur ac explicentur
S.

Nella Chronica

fratrum
,

eremilarum
,

Augustini

(Romae,
"

Ex

typographia

G.

Ferrarii,

1581

e.

131

monsignor

PANFILO

scrive;

Deinde

02

Capitolo III

intanto la

cattedra

alla

Sapienza
Ordine,
il

ed

era

stato

sostituito

dal procuratore

del suo
eletto
2
.

padre maestro Alessio


II

da Genova
lo

*;

ed

poi da Filippo

vicer di Sicilia,

condusse seco

Giunto a Palermo col suo


3
,

padrone

il

24

aprile del 1577, fra


vi

Teofilo quasi repentinamente, appena


vivere
ispecie

un anno dopo,

cess di

lasciando

gran

desi-

derio di s dovunque, in

Roma.
attest
"

Neil' insegnail

mento
n

di metafisica egli vi era


utile

stato,

Lorenzani,

molto

commendato
quello di

",

e parimenti
*.

assai

buono

"

sarebbe stato

in

logica
"
1'

Il

Vescovo
filosofo

di Signa
"

sostenne, dal canto suo, che


di

illustre

e teologo

Vairano nel disputare era tenuto a


'';

Roma
"
*',

per

pi sin"

golare che raro


tate,

e aggiunse di sapere ch'egli aveva


fra

det-

ma non

stampate, parecchie cose


de' lavori intorno
a'

le quali, sea'

condo T

Elssio,

Predicabili e

Pre-

cum eum

elegisset

praeclarissimus et excellentissimus princeps

Marcus Anto-

nius Columnius,

ut

Ascanii eius
et

filii

in

eam

philosophiae partem quae circa


versatur,
esset

naturae obscuritatem
doctor...
1

disserendi

subtilitatem

praeceptor et

n
.

Nel ruolo del

1570-71
:

lib.
-

4 Sententiarum

R. P.

(POMETTl, Op. cit., tav. cit.): " Theologus M. Alexius Genuensis, procuratoi ord. S. Aug. ".
DI BLASl, Storia cronologica de' vicer del
II,

GlOVAN EVANGELISTA
di Sicilia,

Regno
:J

Palermo,
cit.,

1790, tom.
e.

part.

I,

pag.

289.

11

PANFILO (Op.
Panormi
cit.,

131

):

"...

In

Sicilia

demum

ubi dictus

excellentissimus princeps Hispaniarum regis exercebat imperia, morte obiit pene

repentina, et

in

tempio nostro

augustiniano

sepultus
decessit
a.

iacet
1

".

lo

ELSSIO (Op.
apnlis
''

pag.

650) precisa: "Panormi...


"

578

in fine

".

POMETTl, Op.
In

cit., tav.

cit.:

Valde

utilis est.

Multum commendatur.
".

Hic etiam ad legendam lectionem logicam valde bonus haberetur


'

Op.

cit.,

e.

131

n
r
i

...

Theologus

et

philosophus insignis, Romani,


...

ubi doctissimus in disputando habebatur, arcessitus,


tus est,
'

ibi tot

honores assecu-

quot quisque desiderare potest


in
fatti

n
.

Ricorda,

Op.

cit.,

e.

cit.):

"Scio eum multa


.

in

philosophia et

theologia scripsisse,

quae nondum pervenerunt ad lucem

/ primi maestri

103

clicamenti,

cui manoscritti

un giorno stavano nella biblioteca


bello
di

Angelica
stiniano

!
.

Ma

l'elogio pi

questo insigne agooltre

quello
il

del

celebre

suo discepolo:
sue opere

a pi-

gliarne

nome
le
il

nella prima delle

metafisiche, a

ricordarne
la

applaudite lezioni di

Roma
1

e a rimpiangerne

morte,

Bruno nel 7 dicembre del


di

585 afferm, senza

restrizione,
>fi<

avere avuto in

lui

"

il

principal maestro di

Ecco quel che dichiar


650):
"

I"

ELSSIO

nell'
i

Encomiasticon
i

augustinianum

ipag.

Scripsit

super

hb.
in

Pr a ed

e alni

u in

et

Praedicamen-

torum.
vi

Mss. extant
nel

Komae

bibliotheca

Angelica".

Ma
sua

il

BERTI che
nel

aveva creduto
la

1868 (Vita,
34,
i

pag. 45), fu con ragione poi costretto,


n.

ristampare

biografia (pag.

3),

"

sopprimer

la

affermazione,
Biblioteca,

perch

le

ricerche

per

trovare

Mss. di fia

Teofilo in detta

andarono pienamente
*

fallite

\
del
la
",

Se

nel

costituto

del

26 maggio
a sentir...

1592 (Docc.
logica
il

veneti,

doc.

Vili,

rev ) che doppo


e.

disse:

"Andavo
nel
il

da... fra

Teofilo da Vairano,
gi

lesse la

metafisica in
1

Roma
g*

Bruno aveva
della

avuto
col
a'

la

predi

mura

di

apparire,

584,

fra

interlocutori

Cena

nome

leofilo,

come

osserva

Kuhlenbeck
13 e

(vedi
I*

le

note del Gentile

Dialoghi
il

metafisici,

pagg.

XXI,
1,

14); e

anno dopo aveva informato


principal

O.tin

(Docc. parigini, doc.


philosophie
estre...
,

pag.

295)

* le

maystre qu'

il

ait

eu en

augustin,

qui est trespasse

CAP.

IV.

Chericato e professione.

In
la

una straducola che sbocca


di

in

via de' Tribunali

presso
del

Croce

Lucca,

si

ammira V ampia
1515

e arcata porta
al

gran cortile che serve di atrio alla chiesa e


S.

convento di
l'atrio
i

Domenico

Maggiore. Dal
alla

al

1616

venne
e le
',

allogato da'

frati

regia

Corte,

secondo

tempi
n

circostanze, per trentanove, quarantasei e cinquanta ducati

potendo,
ditore
"

a'

due

lati

di

esso, prendervi stanza tutti gli

aual

dello Studio

generale

di

Napoli,

quali

fino

1473 erano,
distribuiti

volta per volta,

cercati in case particolari,

poi
S.

ne'

monasteri di

S.

Domenico Maggiore,
"

di

Liquori e di S. Pietro a
lo

Maiella \

L'edificio
"

",

attesta

storico pi antico

dell'Ateneo napolitano \
quanto

consisteva

II

CANNAVALE

che raccoglie, gi
cit.,

si

detto,

resta
la v
),

dello Studel

dio di Napoli di quei tempi (Op.

pag.
voi.

25), tralascia

terza

26

settembre del
gistrate

1530 (Cedola

di tesoreria,

251,

e.

296

quelle re-

ne'

Libri di cassa del convento,

che sono custoditi nel Grande Ar-

chivio di Stato di Napoli (voi.


2

457,

e.

Il2 rev

voi.

458,

e.

ecc

CANNAVALE.
LASENA, Op.
vivere a

Op.
cit.,

cit.,

pagg. 23-25.
2.

pag.

Nato

il

16 ottobre del
il

1590

Napoli e
al-

cessato di
l'

Roma

quarantasei
e

anni dopo,

Lasena

appartenne
grazie de'

Accademia

degli Oziosi,

per

il

suo sapere entr nelle

padri

basiliani,

non che del cardinale

Barberini che lo scelse a suo bibliotecario.


il

Ammiratore
alla

dello Stigliola, che egli soleva chiamare

Pitagora del secento, fu

sua

volta

lodato e ammirato dal Manso, da Niccol Fabri di Peiresc, da

106

Capitolo

IV
Ettore Carata,
di

in

alcune volte

terrene sopra
fatto

di cui

conte

di

Ruvo,
l'
l
:

aveva

fabbricare

un bell'ordine

camere
tre

per

infermeria

del monistero.
il

Queste

volte

formavan

stanze
al

due nel muro verso


si

mezzogiorno e dirimpetto
la

tempio. Nella prima

leggeva
s'

ragion

canonica e
le leggi

la

grammatica greca; nella seconda


Nell'ultima stanza, scuola degli
S.
artisti;

insegnavan
verso

civili.

dal

lato interno,

oriente,

era la
di

e oggi la sola in cui, in


ci

memoria

Tomaso, che con publico stipendio


"

ha insegnato,

rimasta la catedra in piedi

2
.

Gian Giacomo

Bouchard, che ne dett


all'

la

vita

in

latino.
;

Vedi

la

Vita di

P. Lasena, premessa

Antico Ginnasio napoletano


illustri,

LORENZO GIUGervasi,

STINIANI, Ritratti
1

di

uomini

Napoli, Nic. e Giov.


nelle
" li

1797.

Quanto
258,

a queste tre
e.
1

stanze,

anche

Cedole di tesoreria del


studii,

1533

(
li

voi.

53

v )
n
.

si

legge eh' erano

tre

de

li

quali

si

serveno

lecturi
-

e studenti

FRA TEODORO VALLE DA PIPERNO,

nel

primo

capitolo

che de-

dica a S.

Domenico Maggiore (Fondazioni de conventi


Quivi
dato
scuola dove
il

e vicariati dell'ordi-

ne di Predicatori della provincia del Regno, in Monasteri soppressi, voi. 690,


senza numerazione)
:

"

si

vede

la

il

santo

leggeva, a cui
si

Carlo ordina che


registro
scuola...

li

sia

un' oncia d' oro

mese,

come
la

verifica

dal

del
:

detto re de l'anno

1272
siste

dal

marmo

presso

porta di detta

Viator

huc ingrediens
in

gradum,

atque
ille

venerare
magister

hanc ima-

ginem

et

cathedram hanc,
de
Nespoli

qua

sedens magnus
ut

Thomas de
concursu
et

Aquino
illius

cum

frequente,

par

erat,

auditorum

saeculi felicitate

quamplurimos admirabili doctrina theologiam


I

docebat,

accersitus iam a rege Carolo

constituta

illi

mercede

unius unciae auri per


".

singulos
lettere

menses

in

a.

1272. R. F. V. C.us D. S. S. F. F.
le

Le
1'

ultime
Origlia
interpe"

sono evidentemente
"

iniziali

di

chi pose

1'

epigrafe,
fecit

e che
fieri "
"
:

legge

Rev.
che
"

fr.
il

Vincentius

conversus de S. Severino
sostituendo
il

trazione
"

Porretta corregge,

cognome

Capasinus

conversus
in

(SCIPIONE VOLPICELLA,
monumenti del reame
1847, tom.
1
1

Principali edificii della citt di


delle

Na-

poli,

Storia de'

due

Sicilie,

Napoli,

Stam-

peria del

Fibreno,
1

II,

part.

I,

pagg.

325

e 326). In ogni

modo,

allorch nel
trasferito
lo

4 giugno del

6 da don Pietro Fernandez de Castro venne


il

Studio nel bel palazzo che

vecchio Ossuna aveva principiato

Chiericato e professione

107

La

scuola e

la

vicinanza
agli

luoghi sacri

non incutevano

n rispetto

n riverenza

studenti.

La

loro incorreggibile
i

indisciplinatezza, gli eccessi in cui

prorompevano,

disordini

che provocavano,
a'

diedero non poco da


si

pensare e da fare

governanti.

"

Perch

visto

per esperienza

che

per

lo portare

de

le

arme... ne son nati scandali


al

ed incovenienti,
citt
",

volendo
n

provvedere...
"

quieto

vivere
il

della

coi

proclami
il

emanati da Castelnuovo
i

26 ottobre del 1556


sotto

27 giugno del 1558,


di

vicer,

pena de quattro
riservata
,

tratti

corda

ed

altra

pena

ad

loro arbitrio

cominciarono col proibire l'uso delle armi offensive e difensive


agli

scolari,

di
"

qual se voglia
il

grado,

stato

condizione
";

se
col

siano

",

per

destritto
alli

tenimento

del Studio

comandare poi

"

Capitanei de guardie..., ad ogni

requisizione del Rectore

de detto Studio,

di
alla

pigliare

pre-

gione

li

vagabundi ed
si
n

inquieti, e... portarli

Gran Corte
iusticia

de

la

Vicaria, acci
'.

abiano da castigare, come de

se ricerca

Per
armati,
stinare

circa trentanni gli studenti smisero di andare a scuola

perch solo
gli editti

il

Duca d'Ossuna
"';

fu

costretto

ripri-

del

1556 e del 1558


"

ma
le

pur troppo essi

continuarono a dare
e nel
n

disturbi
",

"

inauditi
"

non s pure nelle aule


scale,

cortiglio
li

del Studio

ma

per
"

dentro

la

ecclesia e
di

claustri
"

de

S.

Dominico

e in tutto quel
'

tratto

strada che
insino al

corre dalle case del mag.'

Fabrizio de San-

gro...

portico del venerabile monasterio

de donne

a costruire

fuori

della
ti<-l

porta Suiti
I

Maria di Costantinopoli, l'aula di


degli

S.

I"

maso divenne tede


riportata
1

ac<

idemia

Oziosi, ed o^^i
<li

con

l'epigrafe

una delle poche cose rimaste del convento


voi.
1

5.

Domenico,
75
v

Collaterale banJnrum.

e.

IH7
e.

voi.

Il,

ce.

76

'-'

Cappdlania meggiore,
1586.

voi.

15,

e v.

un bando del ^1

otl

del

108

Capitolo

IV

monache de Santa Croce de Lucca


Ribera,
infiniti

"

l .

Don
si

Perafan de

saputo che

"

nel publico Studio...

commetteno
altre

romori,

dentro e fora di esso,


quali

da studenti ed
Studio
predicto

particulari

persone,

vanno
altre

nel

con

menarno

delle cetrangole

ed

cose nefande, e fare gridi

e risse al

tempo che

si

vole legere ed anco


",

quando
21

si

lege

e dopoi alla fine della lezione


1

ordina,

il

gennaio del
si

563, che non

si

abbia riguardo per alcuno e che


chi
il

proceda
letture e

senza piet contro

"

presuma
silenzio

"

di turbare
si

le
"
2
.

non

stia

"

con

tutto

che

deve

Se non
il

che, ripubblicando

don Perafan questo medesimo bando


1'

14 gennaio
febbraio del

del
1

1564,
3
,

11

novembre del
"

1568 e

il

10

569

e minacciando pene ancora pi severe


la

Antonio de Granvela, cio


galera
4 agl'ignobili " , si
"

relegazione
ch'essi

a'

nobili e la

deve affermare
mali
effetti "

non riuscirono
J
.

nell'intento
Il

d'ovviare

a'

e ristabilire l'ordine
nella

Cardinale di Santaseverina,
le

raccogliendo

vec-

chiezza

memorie

della sua vita, con dolore riandava

come

Cappellania maggiore,

voi,

cit.,

e.

cit.

Comminava
tratti

(Collaterale bandorum,
di

voi. 3, e.

48

e v

cio,
...

la
,

"

pena

di

quattro
alli

corda ed

altra
...

magior a suo arbitrio riservata che ad ogni


studenti ed
n
.

coman-

dando
del

Capitanei de guardie
...

instanzia del

mag.co rettor
,

Studio

abiano da
...

pigliar

...

altre

persone

...

menarli
in

nella

Vicaria
in

per

le

pene

supradicte

Si

andava,

dunque, di male
decimoquarto.

peggio,

paragone di quel
durante
n

che

accadeva nel secolo


di

Nel
soliti

quale
di

gli

scolari,

le

sole

vacanze

Natale e Carnevale, erano


n
,

lanciarsi
"
:

vicenda

citrangulos et

lapides

e di commettere

"

alias

inso-

lencias

FRANCESCO TORRACA,
Rassegna
critica

Giovanni Boccaccio a Napoli, Roma,


della
letteratura
italiana,
voli.

1916
e

(Estratto della

XX

XXI),
J

pag.

19.
voi.
e.

Collaterale bandorum,
Consilii voi.

3,

ce.

78

e v

281

e v

Curiac Col-

lateralis
4

21,

86 re v
1575,
in

Nell'editto del

23

maggio

Collaterale

bandorum,

voi.

4,

e.
5

159

Ibidem.

Chericato e professione

109

fosse caduto nel peccato,


pigliato gi

allorch di quindici o sedici anni,


n

da

un pezzo
"

l'ordine della prima tonsura


"

n
,

dimorando a Napoli per


fu

intender l'instituto
n

nello

Studio,

trascinato dalla
"

"

mala conversazione
il

de'

compagni e

conobbe

verificato in s

detto del Profeta:


";

Cum

sancto
con
viver
n

sanctus eris

et

contra

ma

ricordava insieme

piacere d'essersi subito pentito e d'aver cominciato a

bene e cristianamente, con mortificare


insultante
n
'.

il

senso

della carne

Ora

il

Bruno, ammesso anche che non abbia


rispetto a'
lasciar
a

pensato

o sentito

quel che
n

suoi casi
la

scrisse

il

Santoro, che cio


freno
in

mala cosa
"

giovent senza

propria
citt

libert
"

Napoli

che

con

Roma

Venezia era
ceri
"
:

molto

inclinata

alle

delizie

e ai pia-

s'avvide per certo che non l'avrebbe potuto durare


in
al

lungo

quel

pandemonio

scolaresco,

anelando

alla

quiete e

raccoglimento ch'egli stesso crede indispensabili


n

a quanti furono, sono e saranno


virt e

inventori di

arti,

scienze,
4
,

costumi, oppure maestri, duci e pastori di popoli"


cit.,

Op.

pagg.
7.

5 e

7.

'

Ibid. pag.

Ne'
1579,

primi cinque

volumi degli Atti

civili

fnumm. 1664si

1668,
tra
il

conservati nella sezione

storica
di

dell'Archivio
centocinquanta

comunale,
processi,

leggono,

1557 e

il

non

meno

promossi a
Tri-

Napoli da gentiluomini e cittadini


bunale degli

onorati,

che supplicano l'eccellente

Eletti e l'avvocato e ordinario consultore


att.

Iacopo Lettien (voi. IV,


concessi alla citt,

num.

1667,

9i di ordinare, "conforme
"

alli

capituli
scolari

che debbiano esfrattare


disonestamente
"

donne

di

mal
a'

affare
ricini

che
la

"

viveno
"

tanto

da

dare

scandalo
Il

turbarne

quiete

fuor de

ogni debita iustizia e ragione".

KUHLENBECK,
deduce
790;,
"

pur ignorando questi dopag.


I I

cumenti, dalla lettura del Candelaio


gi
il

(G. Bruno,

|,

come
il

LAGARDB

(Sagg.

cit.,

pag.

che ne' suoi primi anni

No".

lano non rimase abbastanza protetto contro parecchie impressioni impudiche


a

Candelaio, pag.
Cosi nel
della
di
Sigillili

182, e

n.

nelle

pagg.

182

183.
in

'

sigillorum (pagg.

180

181); e

proposito

della

virt
inolxi,

solitudine,
di

arrec

gli

esempi di Pitagora, di Zoroastro, di Za-

Mos,

Ges, del Lullo, del Paracelso e de'

monaci

cristiani;

10

Capitolo

IV
nel

dove prima o
silenziose

dopo

proporsi,

volger

lo

sguardo

alle

mura

dell'attiguo
'

convento, d'appartenere alla fala

miglia di

religiosi
"

alla

quale
i

sua patria era legata da

tradizioni storiche

e in cui

suoi conterranei entrarono

un

po'

meno mal
avuto
a'

volentieri.

Perch Nola,
e

nonostante

avesse
in

sempre

un
figli,

numeroso
dal

nobile

clero secolare \
al
1

mezzo

suoi

principio del secolo

563,

non

pot contare pi di dieci o dodici religiosi di vari ordini \

ma non

di

Bernardino Telesio, forse perch non conosceva

tutt*

particolari

della vita del Cosentino. Neil' Orazione in morte del suo conterraneo (Cosenza,

Leonardo Angrisano,
che questi,
anni
si
"

1596, pag.

',

GlAN PAOLO D'AQUINO ramment


i

per

poter

meglio investigare

secreti
si

della

natura,
in

per molti

disgiunse dalla frequenza degli uomini e


S.
il

raccolse

un monastero

di frati di
1

Benedetto

".

Anche

KUHLENBECK,
tief

Op.

cit.,

pag.
sie

5:
den

"

Wahrscheinlich
schon
in

ist

es

weniger einer
glingsalter

religisen

Stimmung, wie
ergriff,

reiferem Jiin-

stehenden D.r Luther

als

vielmehr

dem

Umstande zuzuregsamen

schreiben, dass das kloster gerade des

wissenschaftlich

besonders
veranlagten

Dominikanerordens dem
die giinstigsten
~

unbemittelten

und

auffallend
".

Knaben
baroni

Bedingungen zur Ausbildung bot


decimosesto
di
i

Nel

secolo

Monforte erano

fra

"

g'

ili. mi

signori

nolani", nel
la vita
cit.,

1269 Guido

Monfort aveva ottenuto


e.

la

contea di Nola
v
;

(De

delli

cinque santi vescovi martiri nolani,


questi
figlio,

81

VINCENTI, Op.
di Leicester,
et
"

pagg. 4 e 5i:
il

quelli

discendenti
"
:

d'un duca

Simone,

braccio destro di

Domenico

beato Dominico coniungitur,


viriliter

ceperunt alter gladio,


nella

alter miraculis et

verbo praedicationis

dimicare

repressione

degli

eretici:
in

FR.

GALVAGN1 DE LA FLAMMA
ord.

Chro-

nica ordinis

Prac-dicalorum,

Monumenta
voi.
II,

Praedic^torum
1,

historica,

Romae,
;!

In

Domo

generalitia,
si

1897,

fascic.

e ipp.

8 e

9, pagg. 3 e 5.

Dalle Numerazioni

ricava che nel

1322

gli

ecclesiastici

ascendevano
tra loro

a trentatr, a cinquantatr nel

1545 e
i

nel
i

1563 a trentuno; e che


Palma,
i i

non mancarono mai


i

Mastrillo,
gli

Galeota,

Piergianni,
i

Fellecchia,
altri

D'

Afflitto,

De

Notariis,

Albertino,

Di Capua,

Monforte e

che uscivano dalle migliori famiglie nolane.


'

Fuochi del
i

1545

(ce.

5 V

33

39

foce 50,

379

442

no;

verano
quelli

monaci

Gaspare
(ce.

Bascio,
e

Felice
,

Savolino e

Giuseppe

Bardaro

del

1563

16

25

foce.

145 e 228), Matteo Febbraro, Lo-

Che ricalo
di cui la

professione

met composta

di

frati

predicatori.

Non
padre

di

tutti

questi ci occorrer discorrere appresso:

non

di

Tomaso

che intorno
Puglie \
Capitolo

al

1535

fu

creato vescovo di una diocesi delle

non del

lettore
1

Gian
2
,

Battista

Albertino che dal


al

generale del

589 venne

affiliato

convento di

Santa Caterina a Formello


di fra Valerio

ma

di fra

Alfonso Fellecchia,

massime

di fra

Felice Savolino.

ovvia

la

supposizione che non abbiano in verun


il

modo
pre-

avversato

o ritardato

proponimento

del

Bruno

maestri

dello Studio, tra cui anzi non


dicatore.

manc mai qualche


del

frate

Neil ultimo
i

trentennio

secolo

v insegnarono

teologia

domenicani Mattia de Gibbonis da Aquara, Do-

menico da Nocera, Ambrogio da Napoli e Giacomo


rotta
*;

Madal

e dal

1558
*.

al

principio del
metafsica
vi

1565,
fu

Marco Chiaiese

vero,

da Castellamare

La

letta,

magnifico dottor Agostino

Manualdo

e dall'agostiniano

Gero-

renzo
stati

Yroise e qualche
tralasciati
il
i

altro

quasi
si

tutti

Francescani e Agostiniani.
il

Sono

Gesuiti,

perch, se
vestire

eccettui
I"

padre Niccol de Notariis,


gli

che fu

primo del Regno a


e

abito di novizio,

altri,

Vincenzo

Madrese
nella

Niccol, Francesco, Carlo e Gregorio Mastrillo,


questa

vennero ammessi
cit.,

'Compagnia dopo che


Ili,

venne a Nola:

REMOND1N1, Op.
e

tom.
1

pagg.

258, 286. 282, 28, 300. 309 e 310.


e

Istoria

delti cardinali

patriarchi, e

d arcivescovi

vescovi della
part.

reli-

gione di Predicatori
e.

Ms.

secentesco

della

Nazionale di Napoli),

V,

106
-

Monumenta
tom.
Il

ordinis

Praedicatorum

hislorica,

Acta capitulorum genera-

lium,
;

X,

pag.

297.
nel

De Gibbonis
ci

1574. nel 1576 e nel


nel
I

1593

fra
il

Domenico da No:

ter,
delti

fra

Ambrogio da Napoli
lettori
v
;

580, e nel

1584

Marotta
voi.

Notamento
ce.
1

mag
r

ed
11,

altri
e.

ojffiziali

del generale Stud(o,

1.

04 v

127
leti.
1

56

voi.

28

Cappcllania

maggiore,

Diversi,

voi.

13,

50.

Notamento
il

delti

mag.ci
si

lettori,

voi.

1,

ce.

-I6
del

Vedi

la

"con-

sulta"

cui

originai-

h'ugr

nelle

re.

214

215

voi.

608

de'

Mo-

nasteri soppressi nel

Grande Archivio

di

Stato di Napoli.

112

Capitolo

IV
1569
l
;

nimo de Cardines durante


oltre

il

1568 e

il

ma

dopo,

che dall'Aquario, dal suo correligionario Geronimo da


';

Pontecorvo

e prima, fino a
fra

mezzo
3

il

567, dal reverendo

padre maestro

Giordano Crispo

gi designato per
il
1

uno

de* reggenti dello Studio teologico di Napoli

553 \ dal
S.

gennaio del

1561

al

medesimo mese del 1563


5
,

priore di

Domenico Maggiore
che
fine
si

definitore nel Capitolo generale

che
,

celebr a Bologna nella Pentecoste


e

del del

564

in
'.

visitatore

provinciale

della

provincia
il

Regno

Delle lezioni del Crispo e del Chiaiese


molta
probabilit

Bruno ebbe con


,

una. buona
il

impressione
lui

non

potendosi
in

neppure escludere

caso
il

che a

sia
"

capitato
volli

parte

quel che di s afferm

Campanella:

professare la

religione domenicana, sia perch

da un

frate di

quest'Ordii

ne avevo udito delle prediche eloquenti e gustato


della logica,
S.
1

principii

sia

perch ero rimasto colpito

della storia di

Tomaso
Notamento
Ibid.,
ce.
fra

e di Alberto
delti

Magno
voi.
,

"

s
.

mag.ci
,

lettori,

cit.

ce.

39
r

e
:

50

81

1571
3

da
si

126 v I27 r Geronimo nel 1576.


v
,

131

134

da

fra

Mattia

nel

Non

sa

da quando,
.

perch

egli

uno

degl' insegnanti

riconfermati

nell'autunno del
trato:
* "

1563, e non

lasci

lo

Studio che nel 1567, ad anno inol-

Ibid.,
In

ce.

27

Studio neapolitano
11"

in
fr.

regentem pio

1"

anno assignamus
111 in

fr. fr.

AmbroAlphon-

sium de Pontecurvo, pr

lordanum de Neapoli, pr
generalium,

sum de
ordinis
5

Neapoli":

Ada
1561
in
"
:

capitulorum

1553,

Monumenta
mag
'
.

Praedicatorum
ianuarii

historica,

tom. IX, voi.

IV, pag. 358.


fuit

"Die 2

per litteras patentes

confirmatus rev.us

lordanus de
ritate
''

Neapoli

priorem S. Dominici de Neapoli

cum omni
e.

autho-

consimilibus solita

Monasteri soppressi,
in

voi.

582,

33

Ada
Nel
1

capitulorum
tom.

generalium,
49.
1

Monumenta
visitatore

ordinis

Praedicatorum

historica,
7

X,

pag.

8 agosto del

564

fu

istituito

ne!

mezzo
.

del

566
loet

provinciale:
8
"

Monasteri soppressi,

voi.

582,

ce.

41 v e 55 v

Religionem Dominicanorum, cum ex ea concionatorem audivissem

gicesque ab

eodem

principia praegustassem,

maxime autem
"
:

sancti

Thomae

Alberti magni historiam affectus fuissem, profiteri volui

Syntagma,

pag. 173.

Chericato e professione

Fino
i

al

574, l'ordine de' padri predicatori ebbe a Napoli

monasteri di S.

Domenico Maggiore,
di

di S. Pietro

Martire,

di

Santo Spirito di Palazzo e


eccetto l'ultimo,
quello di S.

Santa Caterina a Formello,


del

tutti,

della provincia

Regno

'.

Il

pi

antico,

Domenico, era
di

in

origine

uno spedale

attiguo alla chiesettina

S.

Michele Arcangelo a Morfisa;


II

spedale che
a' a'

dal

pontefice

Pasquale
1231

fu

il

1116 donato

Benedettini e da questi nel


padri

ceduto per abitazione

Tomaso da Lentini e Giovanni da S. Giuliano, 227 da Grecompagni del Guzman, mandati a Napoli gorio IX, " non solo come predicatori della parola divina, ma come inquisitori n delle molte eresie che vi erano sorte Alessandro IV poi, nel primo anno di pontificato, intitol " a Dio e al beato Domenico " il tempietto di S. Michele 3 Vecchio, ma, come pi vogliono, da Non da Carlo
il
1

il

suo
1

figlio

il

Principe

di

Salerno vennero

il

6 gennaio del

284

gettate, e dal

cardinale vescovo di Santa Sabina


le

Ge-

rardo Bianco

benedette,

fondamenta della chiesa e del

monastero che, sebbene consacrati a Santa Maria Maddalena,


il

volgo prima e con esso poi

tutti

non cessarono

di
la
",

chiamare
badia di
la

dal
S.

vecchio

titolo

di

S.

Domenico \ Mentre
"

Michele Arcangelo stava


gli

fuori

della citt

novella

fabbrica per

ampliamenti ordinati

da Carlo
anche

II,

da Ferscorcio

dinando

da Carlo V, venne a

restare,

allo

Perch

tra

il

1574

il

1601 furono

eretti

Napoli

altri

quattro con-

venti
della

domenicani.
Sanit e S.
in
I

Santa Maria del

Rosario,

Santa Brigida, Santa

Maria

omaso

d'Aquino: Convenfus provinciae Regni ordmis


voi.

Praedicatorum,
'

Monasteri soppressi,

688,

e.

147

FRA TEODORO DA PIPERNO,


di Napoli,
in

Fondazione del regio convento


voi.

di S.

Domenico

Monasteri soppressi,

690.

Ibidem.
'

bidem;
I,

V<

>|

|'|<

\, Storia

de' monumenti delle due Sicilie, toni.

II.

ut
I

pag.

135

n.

della

pag.

319.
8.

Spampanato.

114

Capitolo

IV
met del seguente,
"

del

secolo
il

decimosesto e
di

nella prima

presso

Corpo

Napoli, nel punto


1
.

pi nobile

",

irr

uno

de' maggiori centri di mondanit


di S.

Perch, se dalla parte

Sebastiano aveva
la

dirimpetto possedimenti del mona-

stero, verso

Croce

di

Lucca non era


a'

discosta dalle case


a'

che appresso appartennero


la

Milano e
si

Galdien; lungo
fino
al

via della Trinit

Maggiore

estendeva
della

palazzo
la

acquistato da

Tomaso Filomanno

Rocca, dopo

morte

del principe Nicola Berardino di Bisignano, e fino a quelli


della
alla

Residenza veneta e de'

Citarella;

terminava, accanto

scala della chiesa col palazzo che da'

De

Balzo e dalla

famiglia dell'infelice Antonello Petrucci pass a'

D'Aquino;

guardava, nel
cio,
in

"

largo
il

",

le

magnifiche dimore de* Sangro,


de'
il

fondo,
1

palazzo

Duchi

di

Casacalenda

ri-

costruito nel
lato orientale

770 secondo
i

disegno del Vanvitelli, e dal

palazzi de' Principi di Vietri e di S.


cosi,

Se-

vero
il

2
.

Ingrandito

restaurato
si

adorno
di

di

giardini,
chiostri,

convento di S. Domenico

componeva

due

che un tempo ebbero dodici

dormitorii con circa centono-

FRA TEODORO DA PIPERNO,


;

Fondazione del
di S.

regio convento di S.
in

Domenico
sima,
2

GIUSEPPE CEC1,

//

Largo

Domenico,
e

Napoli

nobilis-

voi.

XV,
al

a.

1906,

fascic.

XI, pagg.

161

162.
dalla

Oltre

quadrivio di Santa Chiara tolto da


del
1

BENEDETTO CROCE
il

pianta di Napoli,

566, del Lafrry


e
oltre
alla

Un

angolo di Napoli, Bari, Gius.

Laterza,

1912, pag. 21),

veduta che
si

CEC1

riprodusse da un

un gran quadro, del principio del secento, che


Uffizi

ammira

nella Galleria degli

(Ari.
nell'

di.,

pagg.

cit.t,

notabile
di
I

la

pianta del Convento da


la

me

rin-

venuta

Archivio di Stato

Napoli,

quale

appartiene
voi.

alla
e.

seconda

met del secolo decimosettimo

Monasteri soppressi,

609,

90). Vedi

anche LUIGI
gliaccio,

CATALANI,
7,

palazzi di Napoli,
e 43, e, sopra
in

Napoli, Tipografia fu Miil

1845, pagg.

28

tutti,

voi.

608

de'

Mona-

steri soppressi,
tit e.

Per

/'

osservanza

conformit della costituzione dalla Sanin

di

N.
r
.

S.

Papa Innocenzo

X pubblicata

Roma

li

22

decembre 1649,

571

Chericato e professione

vanta celle,

la

biblioteca, lo
'.

Studio di teologia e
edilzi

le

carceri

dell' Inquisizione

Tra

gli

pi vasti e ragguardevoli
la

posseduti da' Domenicani,

parve

sede
vi si

pi acconcia

in

Napoli pe' Capitoli generali, di cui uno


sotto
i!

celebr

il

1311
e

maestro

dell'Ordine

fra

Almerico da Piacenza,
fra

nel

1515 un

altro,

durante

il

generalato di

Tomaso Vio
S.

da Gaeta, che
Esagera
Carlo
II

fu

poi cardinale dal titolo di

Sisto \
riferire

l'oratore veneto
il

Girolamo Ramusio nel

che
!

abbia dotato
eretti

principale de' conventi domenicani

da

lui

nientemeno
si

che

di

ottomila

ducati

annui

Perch una somma


Libri di cassa del

ingente, lo

pu

rilevare

chiunque dai
talora

predetto monastero,

venne
alla

messa

insieme,

si

sorpass anche,

ma sempre

fine

de' singoli
d'introiti
'.

priorati, de' biennii cio, e

calcolando ogni specie


"

Per
e
i

verit

non

fu

solo re Carlo a donare


":

ricche possessioni

poderi e privilegi

dopo
i

di

lui
i

non vanno dimenticati


Policastro,
i

D'Avalos,

gli
i

Stigliano,

Capece,

Caracciolo,
i

Tomacella,
Sangro,
i

Carafa,

Montalto,
i

gli

Arcella,
i

D'Afflitto,
i

Brancaccio,

Della Porta,

Martirano,

Rota

FRA TEODORO DA PIPERNO,


soppressi,
voi.

Fondazione del regio convento di S.

Domenico; Monasteri
-

608, doc.

cit.,

e.

573

Fra Teodoro da Piperno,


FABIO MuTINELLI,
veneti
II.

Op.
e

cit..

Storia

arcana

aneddotica

d' Italia raccontata

da
voi.

ambasciatori,
Il,

Venezia, Tipografia di Pietro Naratovich,


Nella

1855,

hi).

pag.

179.

Fondazione

del

regio

concento di S.
dodici
Pietro

Domenico,
domenicani
Napoli.
'

FRA

rEODORO DA PlPERNO
da Carlo
II,

novera

ben

conventi

edificati

fra

quali

quello di S.

Martire a

Ne'

priorati

de' padri Gabriele da Chieti e


rev.
fra

Ambrogio da Napoli,
le

e nella

prima met di quello del


di

Ambrogio da Lapigio,
502

entrate

furono
secento

quattromila cinquecento, di ottomila centonovanta, di cinquemila


:

duciti all'incirca
e.

Monasteri soppressi,

voi.

457,

ce.

573

voi.

458,

227

11

Capitolo

IV
usarono
censuari,

e e
il

altri

ancora

l
.

quali,

in

fatti,

grandi liberalit

come
diritto

fedeli e in ispecie
di

come

volendo godere
2
.

essere tumulati in S.

Domenico

di

Questa superba chiesa che pot conservare insigni S. Domenico, di S. Tomaso e di S. Gregorio, tra
il

reliquie
il

1400
di

1532 raccolse
di fra

le

spoglie
il

mortali

d'un

confessore

Santa Caterina da Siena,

beato

Raimondo

della

Vigna da

Capua,

Guido

della provincia di Francia, dello zio di

Matteo Bandelle e
l'Ordine
3
;

di fra

Paolo Butigella,
4

tutti

generali del-

e gi nel secolo decimoquarto

era stata dichia-

rata cappella reale

da Carlo

II

II

quale

le lasciava

perci

il

cuore; e vi vollero essere sepolti

due de'

suoi figliuoli, FilipI,

po e Giovanni nando
I

5
;

e pi tardi
II,

gli

aragonesi Alfonso
la

Ferdila

e Ferdinando

non che

regina Giovanna e
il

Senza badare a spese, a censi, a elemosine, i Napolitani di maggior conto ambirono di riposare accanto a' loro principi in superbe tombe intorno a cui nel Rinascimento avevano lavorato Agnolo Aniello del Fiore e un celebre suo discepolo, il Mediani, detto comunemente Giovanni da Nola 7 oppure in cappelle
.
;

infelice consorte della

vittima di

Ludovico

Moro

FRA TEODORO DA PiPERNO,


1 1

Op.

cit.;

Monasteri soppressi, voi

457

ce
8
il

121

Monasteri soppressi, voi. 458, ce. 20 21 r censuari, tra gli altri, v e barone Martirano, Bernardino Rota, Nardo Antonio, padre di Gian Bat1
1

tista

della Porta.
fbid.,
voi.

690:

ne*

due

capitoli

dove

FRA TEODORO DA PiPERNO

discorre di
4

S.

Domenico.

Ibid.,

Fondazione del regio convento di S. Domenico.

'

Ibidem.
bidem.

VOLPICELLA,
Cortese
il

Storia de'

monumenti
e 309.

delle

due

Sicilie,

tom.

Il,

part.

I,

pagg. 351, 160, 175, 279,

294

-Nato da Gian Matteo

e da Eleonora

1478

Nola, e morto

ottantenne a Napoli,

Giovanni Merliani

Chericato e professione

vaglie per gli affreschi dello Zingaro e di


lerno,

Andrea da SaRaffaello,
'.

per

le

tele

del beato

Guido e

di

per

le

tavole del Tiziano e di

Gian Bernardo Lama


via via

In tal

modo,

da una parte vennero


nastero, e
s'

crescendo l'entrate del mo-

impingu

il

tesoro della sagrestia, che nel marzo


"

del
ori,

595 era valutato

pi di cinquecento mila ducati per


n
~;

argenti e tappezzane

dall'altra,

ad onta degl'incendi
e della deturpazione

e de' terremoti, delle ingiurie del


di mirabili

tempo

monumenti,
in

la

chiesa di S.

Domenico rimane
d'arte
di pili
storia
letteraria

sempre

"

un museo
3
.

cui son raccolte opere

tempi e maniere, e preziose memorie di


politica
n

La

famiglia monastica di S.

Domenico Maggiore

si

com-

poneva, nel

1650, di circa ottanta sacerdoti, venti chierici,


frati,
n

trenta conversi e terziari; e per l'innanzi di centottanta

senza naturalmente
ospitava
i

contare

"

li

forestieri e

provincie

che

'.

Anche

nel secolo

decimosesto, massime durante

pontificati

del Medici,

del Ghislieri e del Boncompagni,

essa era numerosa, se

commissari apostolici, mandati nella

era caro

a'

Toledo, da Gregorio Rosso

fu

stimato

"

il

pi famoso scoltore
I,

n
,

e dal Tansillo,

come

gi

ho

fatto

cenno,
nella

levato alle stelle (cap.

pag.

20).

CAMILLO NAPOLEONE SASSO


(Napoli,
descrive
F.

Storia
I,

de'

monumenti di Napoli

Tipografia F.
tutte
le

Vitale,

1856,

voi.

pag.

279

e segg.)

ricorda e

opere del Merliani,


nell'

delle

quali
le

ebbe poi a occuparsi N.


napoletane
a.

hARAGLlA
637-660)
1891,

Archivio

storico

per

province

V,

pagg.

il

FR1ZZON1

nell'Arte italiana del Rinascimento (Milano,

Dumolard,
1

pagg. 83-88).
cit.,

VOLP1CELLA, Op. cit., tom. 354, 355 e 416. Lama uno


Il

pari,

cit.,

pagg.

285

e 205.

368

de'

protagonisti del Candelaio,

Introdu-

zione,

pagg.

XXVI
il

XXX.
cit.,

Secondo
J

Ramusio: MUTINELLI, Op.


cit.,

voi. cit., lib. cit., pag.


,

177.

VOLPICELI.A, Op.
l er

tom.

cit.,

part.

cit

pag. 316.

'

l'osservanza

in

conformit della
cit.,

costituzione di Innocenzo

X,

in

Monasteri soppressi,

voi.

e.

574,

c v.

18

Capitolo

IV
per
"

provincia del

Regno da

Sisto

certificarsi

dell'osser-

vanza dell'Ordine, prescrissero che


alcun tempo non
provincia,
i

in

questo convento per


"
'. I

vi stessero

che cento tati


i

Registri di

Libri di cassa e
dirci di pi;

Volumi

di scritture diverse

non

scendono a

ma

interessano sempre, chiariscono


i

mille cose, pur

non indicando che

nomi de'

"

prelati
le

",

il

numero de'
o coloro
trovavano

frati

occorrente per rendere legali

votazioni,

che
nel

in

un certo giorno e
e

una
essere

certa

ora

si

monastero
atti.
1

potevano

presenti

alla

stesura degli
I

documenti del
2
,

565, che

non son pochi, ricordano una


la

trentina di frati
allora
il

forse

neppure

met

di quanti

ne aveva
si

convento di S. Domenico.
si

Ci, se
si

non

argo-

mentasse da quel che

accennato,

apprenderebbe da

carte quasi sincrone, di

due o

tre
il

anni prima e dopo, una


cui riscontro serve anche
3
.

deliberazione e un istrumento,

ad allargare
per esempio,
lettore

la
il

conoscenza acquistata
Crispo,
fra

Non

vi

sono

taciuti,
il

Remigio da Montecorvino,
reggenti
J

Attanasio da Maddaloni e uno de'

dello

Studio nel
tore

1557,

il

padre Alfonso da Napoli


Salvio

il

dot-

in teologia

Ambrogio
eletto
D
;

da Bagnoli,

provinciale
di

dal

1559

al

1561,

da Pio

vescovo

Nardo

suo predicatore particolare

n Stefano da Ottati, baccel-

Monasteri soppressi,
lbid.,
lbid.,
voi. voi.

voi.

608,
r

e. v
.

574

z
5

457,
581,

ce.
e.

487
43
il

-523
voi.

609,

e.

387
1

il

verbale

del

consiglio
il

riunito in

S.

Domenico

30 novembre
1717
dell'

del

562

e una copia che

notaro
il
1

Nicola de Palma fece nel

istrumento di cessione

stipulato

novembre
1

del

568

dal

notaro Gian Battista Bassi.

Ibidem; Acta capitulorum generalium

1553
voi.

et
;

1561
tom.
e.

in

Monumenta
pag.
r
;

ordinis
5

Praedicalorum

historica,
voi.

tom.

IX, pag. 358


e.

X,
35

45.

Monasteri
,
;

soppressi,

581,

22

582,

voi.

609,

e.

387

voi.

690, pag. 58.

Chiericato e professione

19

liere

il

1553,

il

1558 maestro e priore del


1563
l

suo convento

in

principio del
nel

fra

Marco da Castellamare, che


ottenuto
il

gi reggente
1

1551,

avendo

magistero nel
e dallo
2
.

553,

sei
1

anni appresso fu priore di S.

Domenico
fa

aprile del

564

al

maggio del

566 provinciale del Regno


1

Nondimeno,
e

l'uscita del luglio del

565 che
frati

molto a

proposito per noi,

essendo firmata da'


3
;

Antonio Rota

Agostino
e

da

Pietravairano

da'

baccellieri
5

Geronimo

Tocco

Agostino Pisanelli da Napoli


;

dal padre maestro

Bartolomeo Sacco da Polla


priore dal

da Ambrogio da Lapigio che,


le

1552

al

1554, ebbe

insegne di baccelliere e.
';

di maestro nel

1555 e nel 1561

da Tomaso Eligio,

pili

volte reggente dello

Studio e vicecancelliere
';

del Collegio

de' teologi,

non che provinciale nel 1560


"

da Antonino

da Camerota,

de' primi della religione


n

a'

suoi tempi, gran


di quelli

metafisico e gran teologo

nella riputazione

che

Monasteri

soppressi,

voi.
e.

581,
v
:

e.

43

Nel

voi.

582
fuit

poi,

che

il

Registro di provincia,

a
in

37

"Die 9
1558,

ianuarii

1563

confirmatus
".

...

Stephanus de Optato

priorem conventus S. Dominici de Neapoli

Ada

capitulorum generalium
toni.
-

1553
voi.
;

et

in

Op.

cit.,

toni.

IX, pag. 358;

X,

pag.

20.

Monasteri soppressi,
;

581,

ce.

43

21

voi.

582,

ce.

39 v
et

voi.
in

608,

e.

387
toni.

Ada
voi.

capitulorum generalium Salmanticae


pag.

Ro-

mae,
;

Op.

cit.,

IX, pagg. 333 e 355. Vedi addietro,

III.

Monasteri soppressi,
Ibidem;

457,

e.

506

v
1

Ada

capitulorum generalium

55 ,
e

558
75.

et

1564,

in

Op.

cit.,
'

tom. IX, pag.

359; tom. X, pagg. 20, 71


voi. cit., e. cit.;

Monasteri soppressi,

Ada
voi.
in

capitulorum generalium 1551

ci
"

1561

in

Op.

cit.,

tom.
voi.

IX, pag. 333; tom. X, pag. 45.


cit., e.
cit.;
,

Monasteri soppressi,

581. ce.
cit.,

14

!6,.

./>/</

capitulorum generalium
tom.

1553
voi.

et

1561
e.

Op.

tom. IX, pag. 355;

X,

pag. 45.

Monasteri soppressi,

437,

506

voi.

690, pag. 57;

voi.

582,

120

Capitolo

IV

lo
1

ebbero a lungo per maestro, baccelliere e reggente e nel


visitatore
4
;

564 per

da Vincenzo da Sant'Angelo e da due


pili

Gabriele da Chieti,

antichi frati di

S.

Domenico
';

Maggiore,

il

secondo de' quali era succeduto nel marzo del


al

1563 come priore

padre Stefano da Ottati


8
.

da

Am-

brogio Pasqua e Antonino da Napoli, che tenevano allora


il

priorato e

il

sottopriorato del convento


1

Ricevuto
nel

alla professione nel

1552,

per tre anni


altri

il

546 e consacrato sacerdote Pasqua pot con fra Domenico


attendere
sotto
i

da Nocera e
originario
alla

compagni
formale

nel

suo convento

teologia

reggenti

Ambrogio
i

da Pontecorvo, Giordano Crispo e Alfonso da Napoli,


baccellieri

Vincenzo da Aversa
Studio Gian Paolo
4
.

Stefano

da

Ottati,

maestri

dello

da

Napoli,

Stefano da

Gaeta e Pietro da Nocera


celliere
5
,

Lettore poi e nel


a'

1564 bacgradi degli

in

breve

egli

pervenne
conventi,

pi

alti

onori e delle dignit

ne'

nella provincia e nello

Studio, perch era, attesta un cronista quasi contemporaneo,

Monasteri soppressi,

voi.

457,

e.

cit.;

voi.

690,

n.

15

(Compendio
;

delle vite dell'uomini illustri del


e.

R. concento

di S. Pietro Mortile)
et

voi.
,

582,

41

Ada
tra'

capitulorum generalium
e

1561
del
voi.

1564,

in

Op.

cit

tom.

X,

pagg. 45, 71
8

75.
frati
:

Sono

che nel 29

agosto

548
644,

firmarono un
e.

istrumento

in

S.

Domenico

Monasteri
il

soppressi,

379

Ne'
ce.

medesimi
v
-

Monasteri soppressi, vedi


'''

voi.

457, 457,

e.

506
cit.
.

il

voi.

581,

26

30 v

Monasteri soppressi,
Ibid.,
voi.

voi.

e.

581, 358.

e.

11 v

Ada

capituli generalis

1553,

in

Op.

cit.,

tom. IX, pag.


'

Ada capituli generalis 1564, in Op. cit., tom. X, pag. FRATE GIULIANO DE FIOR*-:, Riforma delle religioni in
fascic.

75.

Napoli,
di

in

Monasteri soppressi,

1036*.
1

e.

66

11

De

Fiore

vesti

l'abito

S.

Domenico

nell'

agosto

del

592.

Chericato e professione

121

prosegue

lo

stesso

cronista,

"

uomo molto
liberale
a'

dolce, nel con-

versare di molta flemma, nel governo molto pronto e facile


nel
nelli

ricevere
edifcn
"
',

frati

all'

Ordine,

poveri,

animoso
a

de' conventi che

cominci

o ridusse

buon

termine

Col maestro generale Ippolito


gli

Maria Beccaria

consentirono

eminentissimi

cardinali
di

Antonio Carafa e
trovare
virt
"
.

Michele Bonelli,
"

quando dubitarono

altri

della

prudenza e destrezza, gravit e giudizio,

e meriti del

reverendo oadre maestro Ambrosio Pasqua

Certamente per serbarsi incontaminato, per non derogare


a'

principii

fondamentali
il

del

suo

Ordine,
di

come
di

apparir

meglio appresso,
esserci
n

Pasqua non
il

esit

lasciare,

dopo

di

vissuto

quarantanni,

convento

cui

era stato

confermato priore dal provinciale Marco da Castellamare

nel Capitolo,
l'ultimo

pubblicamente

al

cospetto

di

tutt'

frati,
"
!

giorno d'aprile del


costituto
n
n

1565, a ventidue ore sonate


il

Nel primo
stito

veneto

Bruno narra d'esser


in

stato

ven

novizio

nel

monasteno... de S. Dominico

Napoli

appunto da

un padre, ch^ era allora pnor de quel con-

vento, nominato maestro

Ambrosio Pasqua

n
;

ma
si

nel

mede-

simo costituto, se
trascritte,

le

sue risposte furono bene intese e ben


contradice,
1

egli

viene tradito dalla memoria e


l'abito
"
'.

premettendo d'aver preso

nel

562 o
vi

nel

563, ossia

"de

14 anni, o 15 incirca

Eppure non

stato alcuno

'

Riforma

delle

religioni

in

Napoli,

e.

cit

FRATE GIULIANO DE
del Generale al
ne'
si

FIORE. Cronaca
in

del monastero
voi.
r

della

Sanilo.

lettera

Pasqua,

Monasteri soppressi,
voli.

102

'

Anche
merato)
8
4

Monasteri soppressi, ne'


trovano
le

993

(e.

303

1023 (non nu-

lettere
voi.

del

Carafa e del Bonelli.


e.
v
.

Monasteri soppressi,

582.
e.
i

46
"Il

Docc.

veneti,

doc. Vili,

Bruno non aveva ancor


determina,
quale

r.ii^iunto

il

terzo lustro,

sebbene passisi
il

quattordici anni":

ma

non
gi

chiaro

come,

BERTI

(Vita-,

pag.

5(>,

n.

I).

Il

aveva

av-

122

Capitolo

IV
quantunque
dallo

fin

oggi che
i

si

sia

accorto

del patente errore,


Berti, per

tutt'

biografi,

cominciando dal

non

scostarsi
stati

interrogatorio del

26 maggio del 1592,


i

sieno

costretti
filosofici

ad arzigogolare o non discutere sopra


del

primi studi

Nolano

l
.

Che

questi sia entrato in convento a diciassette

anni e mezzo, e non a quattordici o quindici, confermato

da un documento inoppugnabile:
S.

nel
"

Catalogo de'

figli

di

Domenico Maggiore
di chierico
il
1

si

legge che

Filippo Bruno indoss


1

l'abito
il

giugno

del

565,
2
.

essendo priore

baccelliere fra

fra

Ambrogio da Napoli Iacopo Saragnano da Acquamela H

e maestro de' novizi

Non

era una novit del Capitolo generale, inaugurato

il

vertito,

nella
il

medesima nota
".

" 11

Campanella
il

vesti

pure l'abito a quattordici


Stilo

anni e
gliarsi

Sarpi a tredici

Se non che,
"

frate

di
"

minacci di

spo-

per non essersi monacato in

et

perfetta
i

(LUIGI AMABILE, Fra


sua
il

Tomaso

Campanella,

la

sua

congiura,
Ili,

suoi

processi e la

pazzia,
servita

Napoli, Antonio Morano, 1882, voi.


fra fra

doc. 329, pag.


professare,

283); e
il

Paolo indugi senza dubbio per

poter

come

domenicano

Domenico da Nocera,
il

che,

accettato per chierico in S.


est

Domenico Magad conventum S.


videlicet 1"

giore

24 agosto

del

1541, "seguenti die transmhsus

Petri Martyris propter parvitatem staturae et aetatis

non

legitimae,

annorum quatuordecim;
;unii
"

in

eodem conventu
voi.

professus est

anno 1543, die


il

(Monasteri soppressi,
i

581,

e.

V ).

Anche

Capitolo generale

del

1564, richiamando
il

priori

all'osservanza delle costituzioni

dell'Ordine

e di ci che
sione,
il

Concilio di Trento aveva decretato nella vigesimaquinta ses-

vietava di accettare ne' monasteri giovinetti che non avessero compiuto

quindicesimo anno:
54.

Monumenta
pag.

orclinis

Praedicatorum

historica,

tom.

X,

pag.
1

BERTI,

Vita*,

36.
I.

Vedi

addietro,

pagg.
fu
il

93

e 94.

Docc. napolitani, doc.


tardi
in

11

Bruno non

solo ad essere

ammesso
Gaeta,

cosi
fra

S.

Domenico: per ricordarne


fra

alcuni,

fra

Giovanni
fra

da

Domenico da Larino,
Gregorio da

Gian

Battista
nel

da

Polla,

Paolo da Gaeta
diciotto,
ce.

fra

Napoli

entrarono

noviziato di diciassette,
voi.

diciannove e anche di venti anni: Monasteri soppressi,

581,

38 v

39

39

40 v

Chericdto e professione

123

30 maggio del
"

1574 a
in
" "

Barcellona, l'ordine di
e

ammettere

giovinetti

istruiti

grammatica
':

bene educati,

non

gli

incolti

g*

incapaci

le

costituzioni

domenicane da un
ad

pezzo prescrivevano

a ogni convento di scegliere tre frati


stretti

per appurare se fossero coniugati, di stato servile,


altra professione o affetti di mali

occulti, e per giudicare

che

cosa sapessero e come fossero vissuti coloro che chiedevano


d'essere ricevuti per novizi
"
'.

Stando Giovanni Bruno nelle


di fare

Puglie
figlio

e non

avendo modo

ben conoscere s e

il

a'

padri di S. Domenico, ebbe l'incarico di prendere


a quel che pare,
fra

le

informazioni,

Remigio da Montevenne e
'.

corvino,

che per conto


sulla

del convento

pernott a
sia,

Nola
non
si

in

met del marzo del 1565


in

Comunque
il

sa se parli

celia o

per davvero
"

De
",

Lagarde,
si

non tanto perch

egli

crede

naturale che l'Ordine non


"

offendesse dell'indigenza del giovine nolano

quanto per-

ch, raccogliendo una sozzura dalla bocca d'un filosofastro,


sostiene che
nel monastero
"

si

dov ignorare che Filippo

aveva servito per postiglion de le


1

puttane o
ni

volentieri

Monumenta
166:

ordinis

F'rae dicalo rum


recipi
sciant,

historica,

Op.

cit.,

toni.

X,
sed

pag.

"Ad

habitum vero
qui

iuniorcs
...

non

inscios
et

et

ineptos,
".

bonae
-

indolis et

grammaticam

volumus

iubemus

Rcgulu

divi Aurelii

Augustine cum constitutionihus ordini*


et

Ptacdica-

torum,

Parisns,
13,

apud Hieronymum de Marnef


ce.

viduam Guglielmi Cavellat,


conventu
moribus
et
.

1583, cap.
eligantur de

16

17

"In quolibet

tres

idonei fratres

comuni
et

Consilio,

qui recipiendos in
priori
et
sii

scicntia dilj

examinent,
nisi

examinationem
sit

capitulo
servus...

referant...
,

Nullus recipiatur

reqjisitus an

coniugatus, an
".

an alterius professionis vel

occultam habeat infirmitatem


3

Cedola di

tesoreria,

voi.

346,

e.

476
tari

'

Nell'uscita di questo mete,


e

"un

sette
a

grana pei

la

cavalcatura,

stallatico
pressi,
'

spese

per
e.

fra

Remigio (mando and


v
.

Nola

"
:

Monasteri sop-

voi.

457,

291

Nel saggio

citato

(pag.

789):
stiess,

"

Dass

der

Orden

sich
".

an die

Armuth

des jungen

Menschen

nicht

war selbstverstndlich

24

Capitolo

IV
"
l
.

dimenticarlo innanzi

al

puro e attraente volto del novizio

E
ma

il

chiaro orientalista tedesco non fu pi felice nel ren-

der conto del

nome che
bisogna

al

Bruno venne dato

in

religione;

questa volta,

aggiungere,
in
Italia,
i

senza sua colpa,

se

neanche a Napoli, non dico

nessuno

si

pigli di
rin-

buon proposito
venuti alla fine,
e che per
frati
il

il

fastidio di ricercare

documenti che,

ci

libereranno da non poche fantasticherie,


ci

momento
in

mostrano
il

come una diecina

di

almeno abbiano portato


z
.

medesimo nome appena


in

cinquantanni,
nicane
Il

una sola delle trentadue


il

province dome-

nome che
al
il

Nolano ebbe
3
,

convento

e che

poi prefer

battesimale

l'ebbe dunque

non

per quel

che afferma
usatagli da'

De

Lagarde,

per

una distinzione speciale


"

padri

che l'accolsero,

nel desiderio

e nella

speranza che era stato una buona volta trovato chi di nuovo

avrebbe
i

fatto

risplendere lo spirito e
cit.:
"

il

carattere
le

"

di

un

Sagg.

cit.,

pag.

Dass

er als

postiglon de

puttane gedient natte,

mag man

nicht

gewusst, vielleicht iiber

dem

anziehenden, reinen Gesichte des

Novizen geme vergessen


2

haben

".

11

filosofastro
infinito,

un arrabbiato
361.
del

aristotelico

che gi conosciamo, Burchio:

De V

pag.

Ebbero

il

nome "Giordano",
Nola:
v
;

nella

provincia

Regno,

tre

frati

di

Napoli, due di Campagna, uno di Cattaro, uno di Benevento, uno di Porto

Ercole e uno di
voi.

Monasteri

soppressi,

voi.
r
.

581,

ce.

24

48 v

582,

e.

33

voi.

644,

ce.

300

379
i

Le
sotto

province
il

erano
ge-

trantadue,

cinque

le

congregazioni e quattro
:

vicariati

maestro

nerale Serafino Cavalli

R. P.

MORTIER,
Paris,

Histoire des

mattres

gnraux
tom. V,

de l'ordre des freres prcheurs,


pagg.
3
"

Alphonse
fra

Picard,

1911,

586

587,

n.

4.

Nella Religione ero domandato


in
"

lordano

Bruno,
eccetto
il

il

qual

nome ho
medesimo
e.

sempre retenuto doppo

tutti
:

li

luochi e tempi,
fatti,

che nel principio

quando

fuggii

da
il

Roma
3

ebbe, in

a dichiarare
veneti,

Bruno

agl'Inquisitori,
4

giugno del

1592:
"

Docc.

doc. XIII,

34

Nello stesso saggio (pag. 789):

Denn

diesen Charakter wiinschte und


bei der
:

hoffte

man

in

dem

gut beanlagten

Knaben, den man

Aufnahme

in

den Orden lordanus nannte, wiederaufleben zu sehen


muss doch ein Grund vorgelegen haben
".

und zu der Hoffnung

Chericato e professione

125

insigne lettore della Sorbona, nato in una villa sassone dell'arcivescovato


di

Magonza,

il

quale

dopo
l ;

la

morte del

Guzman

resse per quattordici anni


in

l'Ordine
S.

ma, secondo

una consuetudine ormai invalsa


di stima verso qualche

Domenico, per segno

padre ragguardevole per dignit allora

raggiunte

nel

convento o nello Studio.


fra

Come m

fatti

dal

Ambrogio da Napoli e fra Ambrogio da Campagna, come da fra Marco da Castellamare fra Marco da Napoli, come dal Pagano fra Alfonso da Nola, come dal Cameroto fra Antonino da Campagna e fra Antonino da Napoli, come dal Gagliardo fra Eugenio da
Pasqua
si

chiamarono

Napoli; cosi dal Crispo


fra

fra

Giordano Coppola da Napoli,


fra

Giordano de Focatiis da Campagna,


fra

Giordano Land
*.

da Napoli e
In

Giordano Bruno da Nola


delle
leggi
i

conformit

delle
",

usanze

domenicane,
"

lasciato l'abito secolare,

"

novizi

detti altrimenti

pueri

"

clerici

",

anche
se
"

allora

venivano
al
",

dal priore
alle

affidati

per

un quadriennio,
padre
"

non
e
"

fino

sacerdozio,
n

cure d'un

diligente
"

provato

creato e istituito maestro

e lettore

dal Capitolo provinciale con una provvisione annua

di quattro

ducati

Questi aveva
in

1'

incombenza
indurli

d' istruirli

sull'Ordine e incitarli

chiesa,

non che

continua-

mente a professare umilt d'animo e


a ogni

di corpo, a rinunziare
alla

idea di

beni mondani,

a sostituire

propria

la

FR.

e 85;

GALVAGNl DE LA FLAMMA, Op. cit., capp. 60 e 115, pagg. 36 GIRALDO DE FRACHETO, Chronica Ordinis, in Monumenta ordinis
hittorica,
torti.
i

Praedicatorum

VII, fascic.

I,

pag.

4 e

segg.

Vedi anche SEi

RAFINO RAZZI.
Firenze,
'-'

Vite de

santi e beati del sacro ordine de


1

Predicatori,

Bartolomeo Sermartelli,
voi.

588, pag. 39 e segg.


ce.

Monasteri soppressi,

581
e.

33

30

34

32

24

VI
:{

48
59

31

voi.

457.

587 v

Ada
e

capitulorum

generaiium

1564
voi.

et

1374,
e.

in
r
;

Op.
voi.

cit..

tom.
e.
>

X,

pagg.

167; Monasteri soppressi,

581,

41

457,

126

Capitolo

IV
la

volont de' superiori, a osservare


tutte
le

pi stretta ubbidienza in
pigliar parte
alla

cose, a schivare

sempre

di

a contese,
l .

di proferir giudizi su assenti e di

cedere

maldicenza
a

Doveva mostrar
dal

loro

com'essi

si

avessero
stati

comportare,

abituandoli a rimanere dov'erano

posti, a
il

non

scostarsi

compagno

nelle

processioni,

serbare

silenzio nei

luoghi e ne' tempi interdetti, a stare pure in camera a capo


chino, a piegarsi checch egli avesse detto o fatto,
a

non

domandare
altro,

un superiore

ci ch'era

stato
le

negato
vesti,
i

da un
libri

ad avere nella pi gelosa custodia


al

quanto appartenesse

monastero

'.

Era nella sua


i

facolt

non solo
avessero
nelle

di procurare,

come
opere,

poteva, le cose onde


di di

novizi

bisogno,
e

ma anche

rilevare

la
le

loro negligenza

parole

nelle

udirne

colpe fuori del


sulla

Capitolo conventuale, di ammonirli e

trarli

buona

via

con

la

dolcezza

A' di dell'ammissione del Bruno in convento, fra Iacopo da Acquamela o, come pure si disse, da S. Severino era
per
la

seconda volta maestro de'

novizi,
4
.

avendo tenuto
luglio

il

medesimo posto undici anni prima a tutto il 1567, gli successe Gian
religione fra

Dal

del

565
in voti

Battista Gagliardo,

Eugenio da Napoli, che,


"

avendo

fatto

nell'agosto del

1556, venne, quand'era ancora diacono, dato


a fra

per

"

coadiutore

Reginaldo Accetto da Napoli,


il

il

quale, sebbene figlio di S. Pietro Martire,


1

30 giugno del
lettura

560

era stato

assunto

nel

magistero
r> .

nella

dei

novizi di S.

Domenico Maggiore

Se non

negli accademici,

Constitutiones ordinis Praedicatorum,

cap.

4,

ce.

7 v

Ibidem.
3

Ibidem.

4
5

Monasteri soppressi,
Ibid.,
ce.

voi.
,

581,
r
,

ce.
v

30
24

v
v

31
.

16 v e

17

31

-34

18

23

Chericato e professione

27

il

Gagliardo avanz ne' gradi ecclesiastici;


"

perch,
di

conil

fermato

priore

della

Santissima

Annunziata
di

Angli
il

10 dicembre del 1575 e di S. Domenico


ottobre del
1

Gaeta

13

588, moriva subitaneamente


"

il

20 gennaio del
"

1601, sette mesi dopo della sua


generale
.

istituzione

a predicatore

In

principio

del

1568

era

maestro

de' novizi del


1

chi aveva occupato lo stesso ufficio dall'autunno a quello del

552
non

1554

e dall'agosto

del

1556

al

giugno del
volta
fu

1559,
vi
il

fra

Giovanni Gallo da Napoli;


fino

ma

l'ultima

dur molto,

all'agosto

del

568,

quando

eletto

padre Antonio
1

da Ottati \
fra

Questi venne

sostituito

nel

gennaio del
appresso,

570 da
il

durante

Tomaso da Atripalda, e l'anno maggio, da Giacomo Aniello Leone


il

ch'era stato vestito novizio

1558 e chiamato

fra

Alfonso

da Napoli

".

Ne' Capitoli generali


dell'Ordine,

della seconda
a'

met del secolo denovizi


le

cimosesto spesso sono ricordate


stituzioni
le

maestri de'

coi

quali

da una parte vogliono che


costruiti in

chierici

abbiano dormitorn speciali,


su'

S.

Domenico

Maggiore
vendano
viati
tuali,

giardini del

noviziato

e della sagrestia, verso

la strada della Trinit; le

e dall'altra,

vietano ch'essi chierici


in-

loro cose

prima della professione, che sieno


a'

in

luoghi lontani, che intervengano


si

Capitoli

convenquella
voi.

che

adibiscano
soppressi,
voi.

in

qualsivoglia
ce.

cosa
v

4
.

In

Monasteri
I8
r

582,

95

171

229

581,

e
'

Ibid.,

voi.

581,

ce.

34
r

-36
18
r
.

I4,-I()

18

-20

Ihul.,

ce.

36

41

Nel cap.

14 delle Costituzioni (e.


in
.

18

>

"Infra

annum ad
nec

longinquas

partes...

non mittantur, nec

aliquo officio occupentur,

veste?
in

eorum

ante profesMonem alienentur...

Item non intersint capitulo, nec


poi,
gli

dormitili io

eum
del

aliis

fratribus

iareant...

\ Vedi,

ordini del
historica.

Capitolo
Ioni

genei

ile

1574:

(Monumenta
la

ordinis

Praedicatorum

\. pagg. 166
609,
e.

167) e

pianta di S.

Domenico {Monasteri

soppressi, voi.

90).

128

Capitolo

IV

vece, nell'anno di prova, sieno bene esercitati, prescritto


dalle costituzioni, nelle salmodie e ne' divini
uffizi;

oltre

che

mandati sovente a confessarsi e comunicarsi, sieno addestrati,


ripete
di
il

Capitolo generale che

si

riun

il

574, nel

modo
quinta
espresat-

pregare, nel canto e nelle rimanenti


L
.

pie istituzioni delanzi


la

l'Ordine
"

In niente
"

altro

che

in

questo;
1

conferma

del Capitolo generale del


sludi letterari

592 bandisce
"

samente

gli

e filosofici,

non bisognando
l'uffizio,

tendere se non a saper recitare e ordinar


a

a imparare

memoria

il

saltero e

le

Epistole di S. Paolo, a intendere

bene quanto
a leggere
santi

richiesto dalle leggi e costituzioni


libri

domenicane,
le

e rileggere
"

spirituali,

massime

vite

dei

dell'Ordine

\
"
i

A
del
1

impedire per sempre


la

sotterfugi di coloro che,

non
poter

sopportando

disciplina dell' Ordine,

sostengono
il

di

uscire dalla famiglia

non scelta spontaneamente",


"

28 maggio

558

si

comanda

che

venga
pili

chiamato
il

alcuni giorni

prima, in presenza di tre o

padri,
lo

novizio che dovr


alla

solennemente pronunziare
gli
si

voti
gli

che

obbligano

regola,
tutta

protesti

che

libero,

s'imponga di dire con

franchezza se mai
timore

entrato

in

monastero
e de'

per soggezione,
se rimane e

o violenza de' genitori

parenti,

Nel

De
"

novitiis

del Capitolo generale


in

del

1574 (Op.
et

cit.,

tom.

cit.
^

pag.

167):

Primum quidem
piis

orationis

modo
14,

exercitio instruantur,

in

cantu aliisque ordinis


dentur...
V
n

institutis,

frequenter confiteri et communicari... manil

".

Vedi

delle

Costituzioni

cap.

e.

18,
tom.

e v

Monumenta

ordinis
in

Praedicatorum
studio artium

historica,

X,

pagg.

312

In

anno probationis
ut

neutiquam occupentur, sed


ofneium,
nostras

intendant

solummodo

divinum

recitare et

ordinare sciant
per

psalterium et
leges et

D.

Pauli epistolas memoriter discant; quae nobis


tiones

constitu-

mandantur

intelligant,

et

spirituales
".

libros,

specialiter

vero

vitas

san-

ctorum ordinis

nostri

saepe perlegant

Chiericato e professione

29

professa di

buona voglia

"

'.

Spogliarono l'abito in S. Do-

menico Maggiore dopo qualche giorno o qualche mese, dal


1

559

al

566,

parecchi chierici,
fra

quasi
fra

tutti

napolitani:
fra

fra

Ilario,

fra

Simone,
".

Clemente,

Giustino,
alla

Giovanni

e fra Vito

Il

Bruno, se alle

leggi,

vita

e agli studi
nella propria

del noviziato rest male,

ebbe a sperare bene


nell'abitudine

vocazione

o per

lo

meno
morte,
a'

che
"

prima

o poi

avrebbe contratta, perocch non dubit di


bidienza,
sino
alla

promettere ubal

Dio,

alla

Vergine,
giusta
la

beato

Domenico,
sendo
il

non che
le

suoi

superiori,

regola di
"
,

sant'Agostino e
stato
"

istituzioni
alla

de' padri predicatori

es-

ammesso
fra

professione

nel convento e per


sotto
il il

convento di S. Domenico di Napoli,

reverendo

priore baccelliere

Ambrogio Pasqua,
4

reverendissimo

generale fra Vincenzo Giustiniani


fra
"

il

maestro de' novizi


1

Eugenio Gagliardo da Napoli, nel 16 giugno del


",

566

"

'.

Allora
1

ramment
ordinis

fra

Giordano

a Venezia,
tom.

"

non credo
14:

Monumenta
quod

Praedicatorum
qui

historica,

X,

pag.

"Ad
ad

tollenda subterfugia eorum,


praetextu,
vi

cupientes se ab ordinis disciplina subducere


se

vel

metu professionem fecerunt, asserunt

non

teneri

religionem,

ordinamus, quod instante professione novitii coram tribus patribus


si

vocet novitium ac iuridice,


et

opus

fuerit,

protestetur eidem,

quod

liber

est

libere

dicat,

an timore, coactione aut violentia parentum aut consaguineoin

rum
2

ingressus est ordinem, et

eo voluntarie perseverat
,

et

vult
,
,

profiteri
r

".

Monasteri soppressi,
altri;

voi.
tra

581
cui
il

ce. 21 v

22

23

24

28

e 32
17
r

Prima del 1559,


"

nolano
arripuit

fra

Alfonso
".

Fellecchia (e.

):

Hic Alfonsus
'

dimisit

habitum

et

fugam

Nel cap.
et

De
libi

professione

delle

Costituzioni

e.

19

):

"Ego

N
et

facio

professionem

promitto oboedientiam

Deo
vice

et

beatae Mariae Virgini


magistri

beato

Dominico,
et
4

et

priori
... ".

talis

loci,

ordinis

praedicatorum

successorum eius

Nato

nell'isola di
il

Chio

il

1519. eletto

maestro

dell'Ordine
per
la

il

1558,

avendo

lasciato

generalato nella Pentecoste del


il

1571

promozione

a cardinale, mori

28

ottobre del

1582:

MORTIER.
Vili,

Histoire des nwitres

gnraux des Prcheurs, tom. V, pagg. 490 e 491.

Docc. napolitani, doc.


Spampanato

Il;

Docc.

veneti, doc.

e.

7 v

9.

30

Capitolo

IV
"
'

che

altri

facesse professione, se non un converso


il
1

fra
1

Lo565,
il

renzo da Napoli, che, vestito l'abito


nonostante avesse giurato
luglio dell'anno seguente,
1'

5 giugno del
alla

osservanza

religione
la

non tard a buttar via


l'ordine
di

tonaca \

Perch dalla sua origine

S.

Domenico mir
scarsi senza

innanzi tutto alla salute delle anime mediante la predicazione, e perch questa avrebbe recato
frutti assai

una
di

ampia conoscenza dell'arte


iniziare
1*

del

dire,

parve

necessario
lettura

insegnamento de' professi con una


rettorica

quoti3
.

diana,
1

almeno per un anno, della


veneti,

ecclesiastica

Docc.

doc. Vili,
voi.

e.

7 v

Il

Catalogus
e

receptorum ad habitum

Monasteri soppressi,
fra
;

561,

ce.

30

e v )

ne l

1565 novera cinque

conversi,

Aniello, fra Lorenzo, fra


sei

Evangelista, fra Severo e fra Antonio

da

Napoli

novizi,

fra

Giordano da

Nola,
fra

fra

Decio da Lapigio,
;

fra

Serafino de Maio, fra Eugenio, fra


professi, fra
il

Michele e

Arcangelo da Napoli
poi (ce.

due
r

Bernardo e
fra

fra

Marco da Napoli. Nel 1566


i

31

33

),

converso
fra

Ambrogio da Napoli,
:

novizi

fra

Raimondo da Tramonti
fra

Vito da Troia, e otto professi


16 giugno
Pietro,
fra

nel

10 marzo
luglio

Dionisio da Castel-

lamare, nel
nel

fra

Giordano, nel 7
fra fra

fra

Lorenzo da Napoli e
nel

23

fra

nel

2 settembre

Eugenio da Napoli,

3 e nel

13
nel

novembre

Michele da Napoli e

Antonio da Torre

di

Policastro,

7 dicembre fra Serafino de Maio.


-

Catalogus receptorum ad habitum,

e.

32
v

"

Exivit ab ordine
"

".

Nel prologo delle Costituzioni,

ce.

Cum

ordo

noster

spe-

cUliter
fuisse...

ob praedicationem
".

et

animarum salutem ab

initio

noscatur

institutus

Le

quali

parole vengono chiarite dal


Studii
generalis S.

manoscritto
Petri

Origo,

statuto,

ordinatinnes et

matricula
voi.

Martyris de Neapoli,

(Monasteri soppressi,
dio che, se aperto nel
et

813): opera
fu

interessante,
"

perch riguarda uno Stu-

1701,

fondato
S.

iisdem legibus ac consuetudinibus

praxi quibus
nel

Studium nostrum

Dominici

Maioris

fulcitur

"
(

e.

),

raccolte
tuti
aliis
rit,

1660

dal generale dell'Ordine


est

G. B. de

Marinis.

"

Cum

insti-

nostri

proprium munus

non

tantum

contemplari sed et contemplata

tradere,

quod

sine arte

dice idi congrue ac fructuose praestari vix pote-

ordinamus

religionis

nostrae iuventuti

mox

a professione detur per


.

annum
lectura
cit.,

ad minus idoneus professor


habebitur quotidie per
ce.

Rhetoricae
":

ecclesiasticae...
fatti
il

Talis

vero

horam

scrive in

DL1 MARINIS, Op.

10

II

Chiericato e professione

13

La
a'

qual lettura consisteva nell'esporre con precisione e chiaali*

rezza quanto di meglio rispondesse


fini

indole, allo spirito e

dell'Ordine nelle opere di Aristotile, di Cicerone e


le

di Quintiliano,

quali parlano dell' invenzione,

dell'elocu-

zione, della retta pronunzia e del

gesto

':

quei precetti cio

che

il

padre maestro Luigi da Granata nella seconda met


scritti

del cinquecento raccolse in uno de' suoi

pi noti, la
'.

Rhetorica ecclesiastica sive


settimana, a
fin

de

ratione
esercizi

concionandi

Ogni

di dare degli

ed esempi della masi

niera di trattazione di ci che s'era imparato,

tenevano,

con l'intervento anche degli studenti

di filosofia, circoli simili

ad

accademie, e

vi si

recitavano de* brevi discorsi su tmi

che erano assegnati alcuni giorni prima, e concernevano non


tanto quel che

per loro era


i

degno

di

diligente imitazione

negli autori classici, quanto

pregi de'

Padri della Chiesa,


la

come
dello

la

mirabile facondia di Giovan Crisostomo,


di

gravit

stile

Geronimo, l'acume e
brevit
di di

il

calore di Pietro Gri,

sologo,

la

sentenziosa
spirituale

Ambrogio
l'ordine

la

dolcezza

scritturale e

Bernardo,
3
.

e l'erudizione

di Cipriano,

e cosi via via

Origo Studii generalis S. Petti Martyris de Neapoli,


docebit
iuxta

e.

10

"

Lec-

tor

probatiora

praecepta

Aristotele,

Ciceronis,

Quintiliani,

nostrique Ludovici Granatensis vel

cumque

constat a Praedicatorum
erit

methodo
facili-

non
tate*

dissidere.
discipulis

Porro huius
exponere,
...

lectoris

omeium

ordinate singulas huius

et

praecipue tractatum de inventione,

mox
nato

tractatum

de elocutione,
'
Il

item

tractatum de pronunciamone,
scrittori

ubi de gestibus agitur


secolo,
il
I

\
e

Granata, principe degli


il

religiosi
la

del

50f>

morto
il
1

1589,
e
il
1

lasci

molte opere, tra cui

Rettorica,

pubblicata

il

1576,

578

585

a Lisbona, a

Colonia e Milano.
e.
I

Origo Studii generalis S. Pelri Martyris de Neapoli,


exercitio et
in

"
r
:

Interim
circulus
inter-

pr

praxi

eorum quae traduntur,

singulis

hebdomadibus

habetur

forma achademiae, cui omnes quoque philosophiae studentes


;

venire debent

ibique aliqua themata a lectore per aliquot dies ante palam

stringenda, fiant breves declamationes,

sumpta

praecipue ex sanctis patribus

132

Capitolo

IV
anno dopo
la

santi

Padri
studiati

che

nel primo

professione

andavano

unicamente come modelli di metodo e di


invece l'attenzione del Bruno per
la

rettorica, attrassero

loro

vita e le loro dottrine.

Tra

il

156 e
far

il

1567,

"

un novizio
",

che leggeva

la
"

istoria

delle Selle allegrezze in versi

egli
lo

ebbe

dire:

che cosa
leggesse

voleva
pi

de

quel

libro,

che

gettasse

via

presto

qualche

altro

libro,

come la Vita de santi Padri " \ cio, o io m' inganno, la Legenda aurea del domenicano fra Iacopo da Voragine, provinciale di Lombardia dal 1267 al 1286, arcivescovo di

Genova
in

nel

1292

s
.

dal parlar cosi lo

ritenne l'onore

cui
i

la

devozione delle
3
.

Allegrezze era da secoli tenuta

presso
S.

suoi correligionari

non meno che presso


forse
li

seguaci di

Francesco

Non

paghi

del

grave e

breve inno

che un cancelliere di Enrico

e arcivescovo di Canterbury,

idea,

quoad praxim

et copiarti

dicendi; inter quos

maxime imitanda abundantia


et

ChrysostoTii, gravitas stylusque Hieroaymi,


brevitas sententiosa

acumen

vehementia Chrysologi,
Bernardi, pon-

Ambrosii, dulcedo scripturalis


si

et spiritualis

dus

et

eruditio Cypriani, et
solerti

quod

aliud et

in

classicis

authoribus dignum

fuerit
1

imitatione
-veneti,

n
.

Docc.
.

docc. Vili e XIII, ce. 8

33
in

e v

uno de' primi che abbia preso a


fu
in

riunire

un

sol o,

corpo
per
la al

le

vite

dei

Padri nell'opera che

detta

Hisloria
all'

lomhardica
incirca,

sua

utilii.

Legenda

aurea.

Essa

un secolo

dal

1476

1586, ebbe

quaranta edizioni, di cui ben sedici, tutte


nella

quattrocentesche, sono conservate


francese,
in
il

Nazionale di Napoli; e venne


in

tradotta in

inglese e dal

padre Niccol de' Manerbi


quanto
chi
la
la

italiano.

Ci mostra, osserva

TlRABOSCHI,
tom. IV,
era

Legenda aurea
di

fosse
n

una volta pregiata, mentre ora appena v'ha


della
letteratura
in

degni
125).

un

guardo
il

Storia

italiana,

pag.
assai

Comunque,
perch
si

libro

del

Voragine

S.
al

Domenico Maggiore
defunto
fra

diffuso,

la

copia che
1'

apparteneva
convento,
e.

Ambrogio da

Lapigio,

non

tenne per

uso del
voi.

ma
r
.

venduta nel gennaio del

1572:
:

Monasteri soppressi,

458,

Il7

'

P.

MARIF FRANCOIS LENOBLE, Le

chapelet
.

des

sept

allgresses,

Tournai, Descle

&

C.

n,e
,

1909, pag. 33 e segg.

Chericato e professione

133

il

beato

Tomaso
Maria
~,

Becket, aveva dettato


le

',

nel

dugento Iaco-

pone da Todi esalt


vergine
uffizio,

Allegrezze nel cantico


secolo seguente

De

la

beata

e nel

compose
,

tutto

un

De

gaudiis gloriosae virginis

Mariae
dalla

un anonimo

padre predicatore, memore d'una pia consuetudine del se-

condo maestro generale

dell'Ordine,

quale un altro
dal cronista

Domenicano tedesco deriv la preghiera Il 1551 fra Galvagno de la Fiamma \


ora
si

riferita

usci a

Firenze, e

pu leggere
Governativa
ottave,

in

un esemplare
Lucca,

assai

ben conservato
popolare,
in

della

di

una
5
;

parafrasi

venticinque

della

lirica

latina di

S.

Bernardo

di

Chiaravalle sulle sette allegrezze

parafrasi che, per essere

'

"

Gaude, Virgo Mater


del
la

Christi...

n
:

comincia l'inno del


pagg.

Becket, che

si

pu
-'

leggere nell' opera

LENOBLE,

36-38.
1490, a cura di Giovanni
Nella
quale stampa,
parte
del
i

Le Laude secondo

stampa fiorentina del


1915, pagg. 4 e
5.

Feri, Bari, Gius. Laterza,


superfluo notare, accettata
"

non
cantico

come

genuina una piccola


diletto
",

Come
fu

da cercare Ies per sommo

e sono taciuti quindi

versi

che

toccano de* gaudi di Maria:


te

"O

vergini
":

pjlcella

Rosa,

fiorita

e bella,

Di

facta cella di

dio

pelegrino...

versi

conservati

dall'

edizione

napo-

litana
3

Lazzaro Scorriggio, pag. 287.


nella

Se ne discorse lungamente
Maria,
a.

bibliograSa della

pubblicazione

perio-

dica / gigli a

VII (1870), pag. 1086 e

segg.
alla

Napoli, Tipografia
luet
,

de

fratelli

Testa,

1870), quando a
il

Modena apparve

in
1'

un opu-

scolo di trenta pagine,


ll/'O.
'

piccolo codice estense che contenevi

antico uf-

Chronica ordinis Pracdicatorum, pag. 42:


sic

"

Und

>

iui lini Irater

theutonicus

consuevit
in
filiurn

dicere

Beatum

sit

cor

Uiurn,

virgo
.

benedicta, quae crediditti

dei et
dei
I

ipsum tam

dulciter
rt

dilexisti...

Itcrum beatificai*!
portaveral
.

Uterum,
ubera,

quo

liluim

novem measibtu

tribui

diebus

el

iterimi

qnae eua
et

ictaverant; et rnanus tornatile!, quibui Christo parvulfM minutrabat;


in
.

pectua,
St.

quo taepiua parvulinus dormierat... \


Santo Bernardo con devozioni
re
I

Ih

Lui

fu

quello che

izion<

[L

che

me

pia...

134

Capitolo

IV
il

stata

chiamata

"

istorietta

",

e con molta probabilit


d'

libro

trovato dal

Bruno
di

in

mano

uno de' suoi compagni.


la

A' tempi
ticato, alle

Clemente XI,

Congregazione dell'Indice,

sebbene non badasse punto

al

linguaggio rozzo e sgramma-

idee ripetute e messe insieme alla rinfusa, giudic


d' includere nella
"
l
f

nondimeno
istoriette

"

nota di alcune

operette ed
altri

proibite

la

laude cinquecentesca con

compodi

nimenti consimili

persuasa ch'essi, non scevri di erronee


puerili,

credenze,

di pensieri

di

strane

similitudini e

espressioni grossolane, avrebbero offuscato la luce e la pu-

rezza della celeste figura di


giudizio di

Maria

2
;

ma non
il

era questo

il

uno o due

secoli avanti.

per parve una proconsiglio dato dal


egli,
H

fanazione del santo

nome
",

della

Vergine

Nolano; e una nuova profanazione, quando

retenuto

un Crucifisso solo
che
i

fu

visto dar via le


fra
i

immagini di coloro
pi
gloriosi

Domenicani
3
,

gi veneravano
terziaria senese,

beati

dell'Ordine
priore

una

Caterina Benincasa, e un
Cortona,
Siena,

de' conventi di Fiesole,

Firenze,

Roma, Gaeta
arcivescovo

e nel

1428
sua

di

S. Pietro Martire di Napoli,


natale,
II

poi

della

citt

fra
"

Antonino da
a contempla-

Firenze: canonizzati l'una da Pio

anche

zione di

Federico

III

imperatore e del

serenissimo

doge

Index librorum prohibitorum usque ad

annum

MDCCXI,
rev.

regnante Cleapostolicae,

mente

XI

P. O. M., Romae, Ex Typographia

Camerae

1711, pag. 526.


2

Per esempio
",
"

(st.
"

5,

6,
di

15,
Iesu

18 e 20),
Cristo
",

la

si
" n

decanta "calciata da

la
le

luna santa
frute

per

camera

come
eterna

un arbor che
o una
"

port

\ una
"

scala,
"

chiave e porta di vita


".

colonna del

ciel

imperiale
'

di grande altura

Docc.

veneti, docc. Vili e XIII, ce. 8


stati

e
S.

33

-Tra
S.

il

1234

il

523, erano

beatificati
;

S.
1

Domenico,

Pietro,
si

Tomaso,

santa

Caterina e sant' Antonino


e S.

nel

594

e nel

596,

beatificarono S. Giacinto

Raimondo.

Chericato e professione

135

di
la

Venezia

Pasquale

n
,

altro,
l
.

sessantaquattro anni

dopo

morte, da Adriano
ricadesse
al

VI

Per

impedire

che

il

giovine

professo
di

nel

peccato e fosse
fra

anche

lui
"

cagione
fece una

scandalo
n
;

noviziato,

Eugenio Gagliardo
il

scrittura
1'

ma

questa scrittura
n
2
,

detto maestro

la

stracci...

istesso

giorno

sia

perch era disposto,


dell'

in

conformit
i

de' precetti
falli

delle

costituzioni
gli

Ordine, a compatire
sia
il

de' giovani che

venivano
che
il

affidati,

perch non
culto

poteva

non

riconoscere
santi

trascurare

delle

immagini de'
era certo

e alcune delle devozioni della Vergine

meno

grave di quanto ogni giorno

veniva impu-

tato a frati

e sacerdoti.
effetti

Perch parve rimanesse senza


il

la

sentenza con cui


privato
fuori

22 dicembre del

566

era in S.

Domenico Maggiore
1571
si

soltanto della tonaca un terziario che aveva


i

ripetuto

secreti

dell'Ordine \

il

IO gennaio del

lesse nei

conventi napolitani una lettera patente che intimava di non


rivelare

con discorsi o

scritti
i

ci che di condannabile vi
di

si

commetteva, minacciando
lera, della

trasgressori

molti anni di ga4


.

scomunica

e,

occorrendo, di pene ancor pi gravi


misfatti

Delle

sregolatezze

quindi, degli scandali, de'

che

RAZZI, Op.
1428
fra

cit.,

pagg.
fece
al

85,

255

e 268.

In

una

donazione
Martire
il

che

la

vedova Antonia
del
p.re
(

Aritta

convento di S. Pietro
voi.

aprile

Monasteri

soppressi,
".

724,

e.

).

nominato

"il

ven.le

Antonino de Fiorenza
Veneti,

Docc.

docc. XI11 e Vili. ce. 33 rev e 8


voi.

Monasteri soppressi,

582,

e.

56

"

Propter

revelationem secreto-

rum
tertu

ordinis saeculanbus,

dignus

esset,

frater

loannes Baptista de Fontanarosa

habitus,
fuit
,

paenitentia triremis ad
fuit

minus per annum;

tamen misericor

lil<r

actum
1

erga illum, et
e.

expulsus ab ordine ac tunica privatus \


literae

IbiJ.

77

"

Lectae fuerunt

patentales in conventibus neapoin

htanis,

ne aliquis revelaret scripto vel verbo homicidium perpetratum


l

ions

ventu S. Petri Martyris sub poena excommunicationis latte


per

en lcatMC,

carcet

decenmum

et

sub

aliis

reservatis

poema \

136

Capitolo

IV

bruttavano

la vita della famiglia


si

domenicana, appena una picsi

colissima parte

spargeva allora nel pubblico; e oggi, a

gran distanza di tempo, non dovrebbe restarne se non una

memoria vaga e indeterminata. All'incontro,


informati minutamente; giacch
si

se ne

pu essere
fine
il

rinvenuto
alle

alla

volume che,
raccoglie

oltre
i

alle

affiliazioni,

nomine e

alle licenze,

tutt'

risultati

de' processi

istituiti,

tra

1555 e

il

1626, dal provinciale nella propria cella, d'ordinario in S.

Domenico Maggiore, con


dintorni,

l'assistenza de'

compagni

di

mo-

nastero del reo, oppure de' priori di Napoli e a volte dei

non che
i

di quei
l

padri
.

che avevano

degnamente
velo che

sostenuto

maggiori

uffizi

Chi

sfoglia questo

importante registro, solleva


la

il

scopre un orribile quadro di costumi,

cui

riproduzione
lo

spassionata e anche attenuata sembrerebbe

fatta

stesso

con troppo

foschi

colori,

se ogni

particolare

non

venisse

accertato da prove d'indubbia origine e fede. Nell'aprile del


1

568, Pio

V
si

"

gravemente
di
;

si

doleva della dissoluzione dei


con-

celestini,

de* monaci
"
"

Montevergine e de' minori


a Napoli,
fin

ventuali di Napoli

ma

da

quel

tempo,
si

nonostante
temessero
la

fosse abbastanza oculati nelle ammissioni e

gli

occhi addosso

a' novizi,

era gi fuor di strada

religione

medesima ond'era
XI,
il

uscito,

dopo Innocenzo

e
in

Benedetto
peggio,

Ghislieri
si

e sarebbe

andata di male
la

qualora non

fosse

opposta

severa riforma di

cui pur occorrer toccare fra breve.

Limitandoci per ora


tra
il

a'

pochi anni che passano di mezzo

chiericato e

il

sacerdozio del Bruno, negli ultimi giorni


1

del dicembre del

568

si

diede

la

sentenza contro

frati

Registro di provincia ab

anno

555 ad annum 1626,


16,

voi.

582

dei

Monasteri soppressi.
i

SANTORO,

Autobiografia, pagg.

17 e 22.

Chericato e professione

37

Gabriele da Napoli,
e Marcello da Airola,

Domenico
i

il

Chietino, Biagio Spigno


"

quali erano stati

cattivi

e infedeli

"

amministratori de' conventi di Sorrento, di Fondi, di Ponte-

corvo e di

Airola

' ;

e nel

29

novembre, contro
novizi,

il

padre

Reginaldo Accetto, gi maestro di

che
tari,

fu

obbligato

a restituire dugentosedici ducati e quattro

che

aveva

mal
di zio

tolti

nel

tempo

in

cui era stato priore dell'Annunziata


il

Angn \

In

quell'anno
al

provinciale, approvato

il

giudi-

che aveva rimesso

priore di

Eboli
',

contro
i

un

vero

mariuolo, fra
S.

Alessandro da Napoli
i

chiam

sacerdoti di

da Pozzuoli,

Domenico Maggiore a punire loro compagni fra Ignazio Napoli dei fra Tomaso e fra Domenico da
"

ladroneggi commessi,
in

molte volte, contro molte persone e


[ ;

molte

citt
1

e luoghi"

d'accordo
in

co'

definitori,
fra

il

16

maggio del

569 condann

contumacia

Antonino da

Monasteri soppressi,

voi.

582,

e.

68

"

Condemnatio

fratris

Gabrielis

de Neapoli ad solvendum conventui surrentino due. 40;


Neapoli,
fratris

fratris

Dominici de
;

dicti

Theatini, ad solvendum

due.

40 ad conventum Fundorum

Blasii

de Spigno propter malam


fratris

et infidelem

administrationem convenI
I

tus

Pontiscurvi;
".

Marcelli de Airola ad solvendum due.

conventui

Taburni
2

Ibid.

e.

67

"Condemnatio

fratris

Reginaldi de Neapoli

ut

restituat

conventui Angriae ducatos


3

216
quod
tres

et

tarenos 4".

Ibid.,

e.

68

"20
est

decembris

1568,

visa

causa

fratris

Alexandri de

Neapoli, determinatum
et
sic

sententia data a priore Ebuli fuit bene data;

frater

Alexander per
sedeat in

annos continuos

sit

privatus voce activa, et

tribus diebus

nuda

terra in

pane

et

aqua;

et
".

quod, aliud furtum

cum

committat, per quatuor annos mittatur ad triremes


'

Ibid.

ce.

67

e
in

68

"

16 decembris, congregatum
rev.
et

fuit

consiluim

omnium

patrum conventus
in

camera

provincialis et

fuerunt

lectae

informationes
visis tot

fratrem

Ignatium de Puteolis
et

fratrem

Thomam
in

de Neapoli,

la-

trociniis

multotiens factis

multis personis et in multis nvitatibus et

locis... ";

"23

decembris, congregatum

consilium
et

fuit

camera
lecto

rev.

provirn nli*
frati*

om-

nium patrum conventus S. Dominici,


minici de Neapoli, et
visis

viso ac
".

processu

eius

latrociniis...

38

Capitolo

IV
Roccasecca
* ;

Massa
co

pe'

furti

di Volturnino e di
i

il

24

gennaio del 1570, richiam

padri diS.
il

Domenico Maggiore,
di
2
.

quali condusse a termine


il

processo

chi

li

aveva
nella

derubati,

converso

fra

Matteo da Airola
Gregorio

Anche

seduta del 24,


le

come
e fra

in

quella del 7 gennaio, egli esamin


fra

colpe di

fra

Iacopo e

da

Airola,

di

fra
le

Luca da Capua

Decio da Lapigio che,

sottratte
,

chiavi del noviziato e fattene loro stessi delle false

pote-

rono fuggire da S. Domenico con tutta comodit

3
.

Alcuni

di

costoro vennero espulsi dall'Ordine,

come
colpe:
"

peal

core guaste e putride", e condannati per parecchi anni

remo, essendo accusati di

altre

non minori

fra

Domenico da Napoli
incorreggibile
"
;

era divenuto

sempre pi
"

ribelle

e
",

fra

Tomaso da
"

Sessa,

ribelle
"

pertinace

continuava a vivere da
gliare
l'abito; fra

fuggitivo e

vagabondo

senza spo-

Tomaso da
figlio,

Napoli, nonch d'essere pentito


rispetto a* supe-

d'aver avuto un
riori
;

non mostrava nessun


Ignazio

e alla sua volta, fra


"

da

Pozzuoli

praticava

donnacce

con grande scandalo de' secolari e con infamia


"

della religione
1

4
.

Veramente,
voi.

essi

non furono
"

soli

dar

Monasteri soppressi,
capituli

582,

e.

69

Fuit per provincialem et dif-

finitores
furta...
-

provincialis

condemnatus

frater

Antoninus de Massa propter


n
.

tam

in

loco Vulturnini

quam

in

loco Rocchaesiccae...

Ibid., e.

72

"

Frater Matthaeus de Airola conversus condemnatus

fuit
".

ob multa commissa
Ibid.,
ce.

furta in
r

conventu S. Dominici
n
r
:

et in

multos alios patres...

71

72

lnventum
Gregorio

fuit

quod

frater

Decius de Lapigio
falsificare!

dedit clavem

novitiatus

fratri

de Airola

ut

eam

et

novitiatu etiam aufugit,


falsficavit ut

frater

vro

Gregorius accepit dictam clavem eamque


et frater

locum tam honestum profanaret,


particeps fuit

Lucas de Capua huius";

mo-li

gravis delicti
fratrer

ipsumque non

revelavit...
fuit

"

lnventum

fuit

quod
clavis
4

lacobus de Airola vehementissime

inditiatus

de

falsficatione

novitiatus conventus S.
ce.

Dominici
v
:

n
.

Ibid.,

68

69

v e

67

"Tot
nulla

rebellionibus
sit

ac incorrigibili
";

vita,

cum de

frate

Dominico de Neapoli
ut
rebellis

spes mutandi vitam...

"Frater

Thomas de

Suessa,

pertinax

ac

inoboediens,

multotiens citatus

Chericato e professione

39

da
n

fare

con

le

loro

ribalderie:
n

nel

1571

si

giudicarono
';

le

manifeste ribellioni

di fra
"
il

Teoflo Caracciolo
n

e prima,

il

luglio

del

568,

grave scandalo

che non ebbe


quella
terra,

ritegno di provocare in
fra

Ariano un padre
giorno,
"
i

di

Tomaso

2
;

nel

medesimo
n

molti

scandali e le

innumerevoli ribellioni
citato regolarmente,
tersi

di

quel

fra Sisto

da

Napoli,

che.

non aveva voluto presentarsi e sottomet3

alla

pena avuta, e con non poche scomuniche addosso,


maggiore indifferenza
n
i

esercitava con la

divini

uffizi
"

nel

gennaio del

566,

gli

scandali e l'incorreggibilit
di
fra

di fra

Andrea

Margutte da Gaeta,
fra

Tomaso Merlino da
'.

Trentola e di

Ambrogio da Somma

Poi,

per

non
reo di

parlare dell'incontinenza di fra

Ambrogio da Massa,

noluit

comparere, sed
incedit
";
"

ut

fugitivus

vagabundus cum dedecore


vita
fratris

religionis habitu

nostro

Visa etiam infami

Thomae cum

filium

habeat,

quod
in

rebelliones contra superiores fecit nec


extitit, ut ovis

unquam mutavit

vitam, sed semper

peius
"

foetida ac putrida habitu nostro in

perpetuum privatus

est ";

Visa

fratris

lgnatii

inhonesta

vita,

nam
et

multotiens habuit
religionis

rem
".

cum

meretricibus
1

cum magno

saecularium scandalo
voi.

infamia...

Monasteri soppressi,
fuit

582,

e.

77

"Ex communi

voto

patrum S.
Teophilus
'.

Dominici

condemnatus ad omnes poenas

gravioris culpae frater

Caracciolus de Nespoli ob manifestam rebellionem in


'-'

suum priorem

Ibid.,
in

ce.

70

63

"Frater

Thomas magnum scandalum


condemnatus ob multa

publicum

commisit
3

civitate
e.

Ariani
:

".

Ibid.,

62

"

Frater

Sixtus

fuit

scandala

in

civitate

perpetrata,
incidit

ob innumeras

rebelliones,

quod

renuit facere

paenitentiam
absolutus et

datam,

etiam in exeommunicationes, a quibus


et
v
:

non

fuit

exercuit divina,
4

renuit
"

comparere

citatus

publice

\
incorrigi-

Ibid.,
et

e.

50

Expulsi ab ordine

nostro,

quia scandalosi,
frater

biles

cetera,

frater

Andreas Marguttus de Caieta,

Thomas Merhnus
ab
ut

de Trentula,
1

frater

Ambrosius de
:

Summa

".

Ibid.

e.

80

"Frater

Ambrosius

condemnatus
in

fuit

illustrissimo
in

lustiniano,

olim

generali,

ob lapsum

carnis

utroque sexu,

vnt<

ntii

apparet

".

140

Capitolo

IV
i

Savino da Atripalda, confessati

suoi colpevoli amori,

ebbe

quattro anni di relegazione in un luogo dell'isola


inaspriti

d'Ischia,

da una

disciplina strettissima

l'anno appresso, fra


da' rigori
di
la

Ambrogio da Olevano, non


na
fatta

ancor

domo
di
d'
in

un

non breve carcere, essendosi ricusato

abbandonare
uia

don*;

da

lui

madre, fu mandato su
in

trireme

venne rinchiuso, come


tario

una prigione,
il

un lontano e

soli-

convento della provincia,

chierico fra
lui

Ambrogio da
gli

Pontecorvo, non avendo neppure


stimoli della carne
'*.

saputo comprimere

Fra Teoflo Caracciolo


la

"

accett con la pi grande umilt

"

pena

inflittagli

il

1
1

febbraio del
in

1571

4
,

meglio, finse.
egli

Sul cominciare del

568,

S.
il

Domenico Maggiore,
lettore fra

aveva colpito con una spada

Grisostomo

da
difra

Bagnoli; in quel monastero era venuto poi alle mani con


versi

padri napolitani, fra


e fra

Gian

Battista,

fra

Giordano,

Marco
di

Tomaso; aveva attaccato briga anche

ne' chiostri

Salerno, di
la

Somma
si

e di Sorrento, dove, tra le altre pro-

dezze, ruppe
ci

testa a fra

Vincenzo da Salerno; e

quasi

non bastasse,

era pi volte bastonato con secolari del

Monasteri soppressi,
coniectus
fuit

voi.

582,

e.

67

"

Frater Savinus de Atripalda,

quia

cuoi
ipse

quadam

muliere in civitite
fuit

Fundorum cum maximo


conJemnatus
loco Ischias
fuit
".

scandalo

civitatis

et

confessus

et

ratifcavit,

ad

poenas gravioris culpae per quatuor annos


'

et

relegatus in

bid.,

e.

69,: "Visa

informatone

fratris

Ambrosii de

Olibino

qui

captus fuerat in habitu saeculari in terra Caivani, et per multos annos publice

cum maxima
habmt
filiun,

infamia ordinis carnaliter cognovit

quandam Arsiliam
missus
fuit ".

et

de ea
eius

cond jrnnatU3,

in

carceribus positus et habitu privatus,


et
sic

visa

incorrigibili
''

vita,
e.

condemnatus ad triremes
r
:

bid.,

73

"Visa

confessione
carnis,

et

ratificatone

fratris

Ambrosii de
". ".

Pontecurvo iuvenis de lapsu


4

stet in

longinquo conventu loco carceri

bid.,

e.

77

Fuit sibi lecta sententia et

eam

humiliter

acceptavit

Chericato e professione

141

Regno
l'ultima

e della

Lombardia \ Ora, aveva


si

appena

scontato
al

pena e

accapigli nel refettorio di Sorrento,


tristo

cospetto del priore e di molti padri, con un


fra

par suo,

Ambrogio da Massa, che

oltre

a'

peccati
fra

di

carne aveva
1

sulla
si

coscienza una coltellata data a

Paolo d

Giugliano:
a

coprirono prima di villanie e improperi, poi ricorsero


pezzi di legno e armi,
".

pietre,

facendo un diavoleto

dell'altro

mondo

scene cosi violente e selvagge

frati di

S.

Domenico
di casi

Maggiore

e de' rimanenti monasteri della provincia erano pur

troppo assuefatti,
simili, se

dovendo spesso spesso giudicare


3
.

non pi gravi

Giudicarono,

in fatti,
il

nel

1568,

la

iracondia di fra Marcello da Airola


d'et inoltrata,
n

quale,

quantunque
l'atto

percosse un converso suo conterraneo,


"

enorme

e scandaloso
a

di fra

Vincenzo da Ariano che mise


la

le

mani addosso

un vicario, e

temerit di fra

Andrea
a

Monasteri

soppressi,

voi.

582,

ce.

62

80

"

Declaratum
fuitse

fuit

patribus liuius conventus

fratrem

Theophilum Caracciolum
lectorem

percussorem
";
n

contra fratrem

Chrisostomum de Balneolo

conventus...

Frater

vero Theophilus a rev. priore et patribjs S.


natus
fratre
et
fuit...
,

Dominici de Neapoli condemdevenit, videliert

quia

in

eodem conventu ad manus


fratre

cum

patre

loanne Baptista de Neapoli,

lordano de Neapoli.
in isto

fratre

Marco

fratre

Thoma

de Neapoli;
et

et

non soluti

conventu, verum

etia n in

conventibus Salerni

Summae idem

fecit, et in

conventu de Surrento fratrem

Vincentium de Salerno gladio


et

percussit.

Cum

saeculanuus ad manus devenit,


in

non solum
2

in

hac nostra provincia, veruna etiam


r
:

provincia Lombardi. >e


frater

".

Ibid.,

e.

80

"Frater
in

Ambrosius de
S.

Massa

et

Theophilus de

Neapoli, sacerdotes

conventu nostro
ali s

Vincenti] de Surrento, in publica

mensa coram
tercati

rev.

priore et

patribus verbis iniunosis et

contumelia

al-

sunt, lapidibus, lignis, armis se invaserunt

"

frater

Ambrosius, praeter
gi lio

ea quae
letaliter
'

dieta

sunt

supenus,

fratrem

Paulum de

luliano

capite

percussit
negli
al

\
Ordini pi
corrotti,
i

Come
fin

cui
la

piccoli

conventi

di

<

ampagn

si

erano
nella

dati

malandrinaggio, ne d

prova

GIUSTINO FORTUNA
1904, pagg. 269-271.

Badia

di

Monticchio,

Tram, V.

Vftechi,

142

Capitolo

IV

da Caserta e di
dere dal carcere
fra

fra

fra

Vincenzo da Sarno che aiutarono a evaLuca da Napoli che aveva sfregiato


1 ;

Tomaso da
per
il

S.

Martino
fra

nel

1569, l'assassinio che del


perpetr un
reputato
2
;

converso mantovano

Giulio

fior
"

di

monaco
pericolo
e nel

che

suo
",

animo
fra

brutale era

un

dell'Ordine
1571, due
questi

Marco de Gennaro
fra

e nel

1570

altri

omicidii e quattro gravi ferimenti, commessi

da

fra

Geronimo da Napoli,
e fra
fra

Iacopo Minutolo,
Pietravairano
3
,

fra

Tomaso da Somma
da
fra

Ambrogio da

quelli

Vincenzo da Ariano,
4
.

Filippo da Atripalda e fra

Severo da Napoli

Monasteri
frater

soppressi,

voi.

582,

ce.

60

61

64
in
,

"Visus

fuit

quod

Marcellus

de Airola
et
sic patres

manus

violentas

tulit

fratrem

Lucam
Vincenscanda-

conversum de Airola;

condemnaverunt eum...
";
n

habito oculo ad
fratrem
et

misericordiam propter suam senectutem

Declaratum

fuit

tium de Ariano incurrisse

in

poenam

gravioris culpae

ob enormem
"; "

losam percussionem
fuit

in

vicarium Sanctae Crucis de Ariano


et

Determinatum
faciant

quod

frater

Andreas de Caserta

frater

Vincentius
fratris

de Sarno

paenitentiam gravioris culpae... ob excarcerationem

Lucae de Neapoli

carceribus S. Petri Martyris, qui inflixerat vulnus in faciem fratris

Thomae

de
2

S.

Martino

".
n
i
:

Ibid., e.

69

Fuit congregatum consilium...

et viso

homicidio perpetrato
lanuario, qui, in
n
.

in fratrem

lulium conversum

mantuanum
75

a fratre

Marco de

carceribus detentus, multotiens fregit carceres


3

cum maximo
in

periculo ordinis...
fuit frater

Ibid.,

ce.

72

74

76

"

Condemnatus

HieronyIacobi
triremes
fratri

mus de Neapoli
Minutuli

iuvenis

ob notabilem percussionem
";

capite
fuit

fratris

cum magna

sanguinis effusione
frater

"

Condemnatus

ad

per duodecim annos

Iacobus
in

Minutulus ob duo
aliud in pectus,

vulnera

data

Hieronymo de Neapoli, unum


tuus est
n
;

facie,

propter quae
novitius

mor-

"

Condemnatus
in

fuit

frater

Thomas de Summa
de Tripalda";
"

propter

vulnus inflictum
brosius de Petra
4

caput

fratri

Felici

Citatus
".

fuit frater

Am-

ob vulnera data
v e

fratri

Lucae de Petra
habitu

Ibid.,

ce.

73

77

"

Fuerunt privati
frater

nostro

in

perpetuum

frater

Vincentius de Ariano

et

Philippus de Tripalda, et condemnati

da triremes primus per

viginti

quinque annos,

secundus

per

viginti

annos

Chiericato e professione

143

Un
siasi

semplice elenco, come


sott'

si

vede
tanti

ma uno
tali fatti

di

quegli

elenchi che pongono

occhio

che qual-

commento
sarebbe
delle
tre

guasterebbe. Si deve per aggiungere che


riuscito

esso

pi

copioso, se avessi voluto

tener

conto

sentenze

non

motivate

'
:

giudizi,

da

uno,

due o
sette

ch'erano nel

1567, nel 1565,

1566
tredici

e nel nel

1571, furono

nel
I

1569,

nove nel

1570

e quin-

dici nel

568: una cinquantina complessivamente, di cui bea


contro
conversi,
chierici

diciassette o diciotto
di

e sacerdoti

S.

Domenico Maggiore. Tra


il

costoro

non

pu

trovarsi

nominato

Bruno,

sia

perch

egli
la

non

aveva

commesso
la

nessuna immoralit o delitto contro


sia

propriet e

persona,

perch era

meno
S.

colpevole
che,

non solo
giurando

di fra
su'

Giovanni

Capaseno
aiutato

da

Severino

Vangeli e
padri,
il

dalle

testimonianze
1

favorevoli di sette
articoli

settembre
stigli
'
,

del

568

si

purg degli

ereticali

appocerte

ma anche

di fra

Severo da
nel
1

Napoli a cui

parole inconsiderate

fruttarono,

2 dicembre del 1570,

propter homicidium perpetratimi per fratrem Vincentium, et propter auxilium


ei

datum per fratrem Philippum


citatus

n
;

"

Ob

perpetratum homicidium

in

fratrem

Tiburtium de Neapoii

fuit

frater

Severus ad personaliter

comparen-

dum
'

".

Vedi, per esempio


r

{Monasteri
il

soppressi,

voi.

582,
il
I

ce.

51

69

75
del
fra
-

).

le

sentenze pronunziate
il

9 maggio

del
fra

1566,

"

dello stesso
Pietra,

mese

1567,

23 giugno del
fra

1570, contro
fra

Antonio

della

contro

Giovanni,
Ibid.,
e.

Vincenzo e
v
:

Iacopo da Airola.
infrascripti

66

"huerunt
infrascriptis
et

congregati

patres in

camera

rev.

provinciale
fecit

et

coram

patribus loannes Capasinus de Sanctoseverino


iuravit

purgationem
nec

canonicam

supei

Dei

vangelia
heresis

quod
sibi

nunquam
appositos,

credidit

credit,

nec tenet nec


super hoc;
et

tenebit,

articulos

prout

patet in processu

septem patres iuraverunt quod


".

credunt

supradictum fratrem iurasse ventatem


(pag.
in

quello stesso

Capaseno ricordato

106,

n.

2)
1

come
omaso.

autore

dell'epigrafe,

pjsta all'entrata dello Studio,

onore di S.

144

Capitolo

IV
lo

il

sedere a terra
tre

in

mezzo

al

refettorio e
tre

stare a

pane e

acqua per

giorni,

per

anni
!

il

divieto

di predicare

e un non breve

bando

dalla patria
il

Si legge nel processo veneto che


la scrittura

maestro de' novizi

"

fece
2
;

per metter terrore

"

al

giovine professo nolano

e bisogna convenire che, se non lo atterri, lo rese per un


bel pezzo

meno

avventato e pi

circospetto.

padri Gio,

vanni Gallo e Antonio da Ottati e

3 Tomaso da Atripalda Antonino da Camerota e Gregorio da Bagnoli e Ambrogio da 4 Giordano Crispo e Ambrogio Salvio e Gregorio Lapigio
,

da Bagnoli,

quali fino al 1571


fra

successero rispettivamente
al priore

al

maestro de' novizi


brogio Pasqua e

Eugenio Gagliardo,

fra

Am5
,

al

provinciale fra

Marco da Castellamare

Monasteri soppressi,

voi.

582,
in

e.

76

"

Condemnatus
pane

fuit

frater

Se-

verus de Neapoli ad

sedendum

terra
in

tribus diebus in

et

aqua, et hoc
fuit

ob quaedam verba inordinate prolata


a praedicatione per
2

publica concione; privatus etiam

tres

annos

".

Docc.

veneti,

doc. XIII,

e.

33

3
4

Vedi

pag.

127.
soppressi,
voi.

Monasteri
1

582,
fuit

ce.

57

59

70

"Die

prima

maii

567 hora
fr.

XXI
solita;

confirmatus

in

priorem conventus S. Dominici de


magister ac regens
Studii,

Neapoli rev.

Antoninus de Cammarota,
et
fuit

cum
die

omni authoritate
provinciali

confirmatus a rev. magistro


cella,
fuit

lordano Crispo,
n
;

huius

provinciae, in sua

coram

omnibus

"

Eodem
n
;

[6 febbraio del
in

1568] confirmatus

rev.

magister

Gregorius de Balneolo

priorem conventus S. Dominici de Neapoli hora eadem

[XXI]

"

Die
de

19 decembris

1569,

hora XVIII,

confirmatus

fuit

prior S.
".

Dominici

Neapoli rev. pater


''

frater
v
,

Ambrosius de Lapigio magister


r

Ibid.,

ce.

51

60

70

"

Haec
1

sunt acta tempore

provincialatus

rev.

magistri

Iordani Crispi de Neapoli,

566

";

"

Acta

nostrae

provinciae

Regni tempore provincialatus


die
fuit

rev. patris magistri

Ambrosii Salvii de Balneolo,

6 mensis
rev.

februarii

1568"; "25 novembris 1569, hora XXI, confirmatus

magister Gregorius de Balneolo a rev. patre procuratore et vicario

patris nostri reverendissimi generalis magistri Vincentii lustiniani, patre magistro

Serafino Cavalli, in provincialem provinciae Regni

".

Chericato e professione

145

non ebbero alcun motivo

di alienare

il

loro

animo dal Bruno.

Non
bili

gli

negarono quindi licenze e missioni, che sono prove

lampanti,

come

si

mostrer

tra

poco, di costumi irreprensistudi in cui


n
il

di singolare profitto
in

negli

Nolano

si

era

ingolfato,

que' giorni che

le

iniquit e le scelle-

ratezze
leggi

costringevano

ad

applicare le

pene
i

volute

dalle

e costituzioni
gli
altri

domenicane per frenare


dal male
"
'.

delinquenti e

rimuovere

Monasteri soppressi,
scrlera

voi.

582,

e.

80

"

Cogimur Dei
constitutiones
et

zelo

iniquiutr*

et

irruinpere et
ut

conformiter ad leges

et

nostras

poenis

debitis punire,

delmquentes salubriter
".

corceantur

reliqui

suo exemplo

a delictis abstineant

Spampanato.

IO.

CAP. V.
Studi e sacerdozio.

Carafeschi

sopravvissuti

alle
il

persecuzioni

di

Pio

IV

ritornarono in auge
la

appena

Cardinale
il

alessandrino ebbe

tiara.

Infatti,

undici giorni dopo,


"

18 gennaio del

1566,
in

alle

sue istanze viene


civile

volando

"

Roma
il

'

un laureato
1

diritto

e canonico \ fino al settembre del

565 sud;

delegato del Santo Uffizio a Napoli,

Santoro

e questi

che nel

563

fu

tra'

sospetti d'aver

voluto avvelenare Pio

IV
na,

subito nominato consultore dell' Inquisizione romail

poi,

6 marzo,

investito dell'arcivescovato
soli

calabrese di

Santaseverina, e di

trentotto anni,
.

il

maggio del 1570,

insignito della sacra porpora

si

reca a

Roma

non meno

sollecitamente, e vi ottiene

il

suggello della Congregazione


dottore in utroque
',

del Santo Uffizio

",

un

altro

il

mes-

sinese Scipione Rebiba, che, gi vescovo di Mottola, eletto


nel

1555 e

nel

1556 cardinale e arcivescovo


15.

di

Pisa per

SANTORO.
Il

Autobiografia, pag.
si

'-'

Santaseverina

laure

il

9 settembre

del

1564: Registra doctorum


Il,

et

decretorum, dell'Archivio di Stato di


3

Roma, tom.
288.

e.

Il9

L.

AMABILF-,
Lapi.

//

Santo
voi.

Officio
1.

dell' Inquisizione

in

Napoli,

Citt

di

Castello, S.
1

1892.

pagg.
13.

284

Santoro,
Ibid.,
fatto

Op.

ut.,

pag.
"

r>

pagg. 6,

16 e 26.

Alli

6 marzo 1566",
alli
1

egli scrive
fui

(pag. 6),

"fui
dal

arcivescovo di S. Severina,
",
il

2 dell'istesso mese

consacrato

cardinal di Pisa

Rebiba.
voi.
I,

W1ABILE. Op.
'

cit.,

pag.

292.

Il

Rebiba
il

si

addottor nel medesimo anno del Santoro, poco dopo un


et

mese,

23 ottobre: Registra doctorum

decretorum,

tom.

Il,

e.

121

148

Capitolo

V
giugno

il

gran
1

"

valore e zelo

"

che aveva mostrato dal 21


di

del

55

come
stato

vicario arcivescovile

Napoli e commis1561,

sario dell'Inquisizione nel

Regno,
"

fu

nel maggio del

essendo

una

"

creatura

di

Paolo IV,
l
.

sottoposto a
la

processo, chiuso in carcere e costretto a lasciare

chiesa

avuta e a contentarsi di quella di Troia


Il

Nolano che
che
si

il

9 gennaio del

566 aveva
papato
2
,

assistito

alle

feste

fecero in S.

Domenico Maggiore per


al

l'esaltali

zione

di fra

Michele

Ghislieri

di
il

a non

molto ebbe agio di conoscere personalmente e

pontefice
1

Pio

e
al

il

cardinale Rebiba.
n

Il

dicembre del
egli

585

rac-

contava
in

Cotin che

per loro

invito

and a

Roma
e che

diligenza per mostrare la sua

memoria

artificiale ";
il

alla

presenza di essi

"

recit a
in

mente, in ebraico,

salmo

davidico Fundamenta eius


3
.

montibus sanctis,
"

qualche
sici-

cosa dell'arte mnemonica insegn


liano
Il

al

potente prelato
si

qual racconto

pi

meno

revoc in dubbio

dall' Auvray e

dal Tocco, che non videro

come

poterlo bene
veneti
si
4
;

accordare

co'

due

soli

luoghi che
o,

ne'

costituti

riferiscono a

un viaggio,

meglio, a una fuga a

Roma
5
,

ma
1

a torto. Perch, fu loro

opportunamente obiettato

il

AMABILE,
In

//

Santo Officio

in

Napoli, voi.
sei

I,

pagg. 214,
ducati
" alli

223

261.

quel giorno vennero

donati da

a sette

allibardieri,

trombettieri,
allegrar

ciaramelle, tamburrini,
la

portieri

ed

altri,

quali ci sono venuti ad

e cercar

offerta
" al

per la elezione del Papa, Card.

Alexandrino
la

"

il

21, due ducati

tringiante di
"

Sua Eccellenzia, quale


Ile

nocte venne

a portar la

nova \ e due

al

pictor quale pense


voi.

arme

del
v
.

Papa

fuor

la

Chiesa": Monasteri soppressi,


3
4

457,

ce.

524

525

Docc. parigini, doc. V, pagg. 297 e 298.


Ibid., pag.

297,

n. 5.

TOCCO, Di
1

un nuovo documento su G. Bruno,


settembre

estratto dalla
''

Nuova

antologia del
alla

1902, pag.
I,

12.

Vedi l'Appendice

mia edizione del Candelaio,

pagg.
in

221 e 222;
Rivista d'I-

RODOLFO MONDOLFO,
del

Per

la

biografia di

G. Bruno,

talia dell'ottobre

1913, pagg. 542 e 545.

Studi e sacerdozio

149

Nolano, quando
vissuto ne'

il

26 maggio del

592 dichiar

di

essere
...

monasteri del

Regno
3

"

sino l'anno del 76, che,


,

trovandosi a

Roma
e

nel convento della Minerva...


il

usci dalla
n

Religione

n
,

quando

giugno
1576,...
il

aggiunse che,

prima

ch'andasse a
cesso contro
stato
n

Roma
di
lui

l'anno

Provinciale fece prosi

\ non escluse, se
in
q,uella
citt

riflette,
il

d'essere

qualche settimana

durante

pontificato

di

Pio V.

Che

a Parigi abbia

ricordato

parecchi

particolari della

sua vita taciuti per una ragione o per un'altra


e che tra questi particolari

a Venezia,
il

debba comprendersi
il

soggiorno

romano anteriore

al

maggio del 1572,

giorno cio della


fi-

morte di Pio V, certo, risultando da

documenti che
Il

nora sono rimasti ignorati o son passati inavvertiti.


generale del
1

Capitolo
facil-

569

"

ammoni
frati

priori

di

non

prestarsi

mente a
nasteri
;

rilasciare a'

permessi di

allontanarsi da'

moai

e stabili, per porre un freno a quell' inconveniente,


in

che d'allora
consigli

poi non appartenesse pi a' priori,


il

bens

conventuali,

dare per

iscritto

licenze di viaggi,
"

minacciando, chi ne fosse sprovvisto, della pena preveduta


nel
di

quarto capo della vigesimaquinta sessione

del Concilio pi volte

Trento

".

Ammonizione
verificato

necessaria,

essendosi
lettera
1

e in pi

luoghi

che restassero

morta

le

deliberazioni
1

prese

da'

Capitoli

generali del

558

e del

564,

le

quali inculcavano la stretta osservanza


"

delle leggi
il

domenicane che tenevano per


1

reo di grave colpa


8
t
;

frate

Docc. veneti, doc. Vili,

ce.

doc. Vili, e.

33

Monumenta
nemus omnes
tiam

ordini*

Praedicalorum

historica,
facile
se

tom. X, pag. 87
praebeartt ad

"
:

Admolicen-

priores
et

conventuum, ne
provinciam

dandam

vagandi

per

discurrendi;

et

ut

aliquod

remedium ad

tollendos discursus adhibeatur,


ultra
in

statuimus, ut licentiae exeundi extra conventus


solos,

dietam non

sint

penes priores

sed dentur de
reperivi
ri

patrum Consilio

et

icrptn;

qui sine huiufmodi


etiain
in

li<-ntM
1

fumi,
cavetur

tanquam
.

fugitivu

pumatur, prout

san

Irntinn

150

Capitolo

V
"
l
.

che andasse

in

giro

senza permesso

La

provincia del

Regno,

in verit,

non largheggi, se
si

le licenze

che concesse,

furono quelle sole di cui oggi


napolitane
tre
:

trova un accenno nelle carte


sei,

dal

560
fra

al

572, non pi di
Napoli, a
2
.

delle quali

nel

568, a

Angelo da
Nola
nella

fra

Iacopo da

Airola, a fra Giordano da

In conformit della lettera


1

patente del

luglio,

seconda met del


si

568, o

al

pi in principio dell'anno appresso, se non

spinse fino ai
3
,

conventi della Lombardia inferiore o superiore


professo nolano giunse senza dubbio e
si

il

giovine

ferm,
4
,

solo o in
in

compagnia

di padri di S.

Domenico Maggiore

qualcu-

1 Monumenta ordinis Praedicatorum historica, torri. X, pagg. 13, 14 e 59: "Admonemus omnes fratres, ut,... euntes extra terminos suorum conventuum,

semper

ferant

literas

testimoniales

"
;

"

ltem

confirmamus quod nullus pcior


officio

provincialis aut conventualis sub


fugitivos aut
2

poena suspensionis ab

recipiat fratres
".

vagabundos

alterius

provinciae sine licentia provincialis illorum


voi.

Docc. napolitani, doc. Vili. Monasteri soppressi,


r
;

457,

ce.

337

364
si

voi.

582.ee. 63

64

82

nel

gennaio e nell'aprile del 1561,


fra

accord di andare nella provincia lombarda a

Ignazio
a
;

da Maddaloni
fra

a fra

Eugenio da Napoli; nel


fra fra

luglio e nel
fra

26

agosto,

Giordano da
del

Nola, a

Angelo da Napoli e a

Iacopo da Airola

nell' aprile

1572, a
6

Ambrogio da Gaeta.
appartenevano
inferiore
quelli
i

Alla Lombardia superiore


di

conventi

degli della

arcivescovati

di

Milano e
Marche.

Genova

all'

dell' Emilia,

Romagna

delle

Non meno

di

duemila

religiosi

distribuiti

in

pi
la

di centoventi

conventi e monasteri, tra cui erano compresi non pochi che

provincia delle

due Lombardie, come


lia.

gi l'antica

congregazione, aveva in diverse parli d'ItaScriptres ordinis

Vedi

lACOBUS QUETIF ET lACOBUS ECHARD,


Lutetiae,
I.

Praedicatorum,
1719, tom.
I,

B.
il

Christophorus

Ballard

et

Nicolaus

Simart,

pag. VII; e

MORTIER,
(n.

Histoire des maitres

gnraux des

Prcheurs, tom. V, pagg.


1

586

4) e

606

fn.

). si

11

provinciale fra
I

Ambrogio
si

Salvio da Bagnoli

rec a
I

Roma

nella

prima met del


voi.

569,
v
)
;

rileva
il

dall'uscita di quell'anno
se
si

Monasteri soppressi,

458,

e.

161

Bruno,

accompagn

col Salvio, crede, aven-

done udito
1'

discorrere, che

Sua Santit avesse

allora dato contro le cortigiane

"ordine" di cui fece menzione nel Candelaio, pagg.

184 e 223-225.

Studi e sacerdozio

no de* monasteri dell'eterna


romana,
o,

citt

appartenenti alla provincia


in

com'
.

pi

probabile,

quello

lombardo

di

Santa Sabina
In
il

questo primo viaggio


2
,

fra
"

Giordano
a

avrebbe, secondo

Mondolfo
"

"

presentata
n
,

Pio

V
3
,

un'opera
il

che

gli

aveva
f

consecrata

X Arca di

No
di

che

Predari vuole
solo

stampata a
n

Roma
il

con
n

la

data

Wittemberg
l'avviso

nel

1581
dotto
n

Berti,
",

nonostante
si

contrario
sia

del
stata

Brunnhofer
n

non
al
"

risolve

ad

ammettere
inclina

realmente

offerta

Ghislieri,
scritti citati,

ma

piuttosto a

credere sia uno degli


pi luoghi...
dal

che,
ci

quantunque

sieno

in

Bruno

lasciano tuttavia in forse


n
5
.

se sieno stati condotti a

compimento e pubblicati
No,
la

Nel

notare che nella prima edizione tedesca delle opere italiane


del Bruno

mancava

VA rea
',

di

il

Predari, intendendo, a
la

quanto pare, di compire con

predetta data

menzione

che ne fece
e

il

Wagner

ma non aggiungendo
i

in qual

modo
gran

da qual luogo l'abbia


7
.

tratta,

non pu esser tenuto


casi

in

conto da coloro che indagano


vita del nostro filosofo

e la cronologia della
la

Si spiega, invece,

perplessit del

QUET1F ET ECHARD, Op.


poi,

cit.,

tom.
per
la

II,

pag.

III.

In
il

Santa Sabina

dimor

nel

592

dal

595

qualche

anno,
i

Campanella
processi e

AMABILE, Fra Tommaso Campanella,


la

sua congiura,

suoi

sua pazzia,
1

voi.

I,

pagg. 52,
di

85

89.

Per

la

biografia

G.

Bruno, pag. 544.

Cabala, pag. 220.


F.

PREDARI, Le
in

opere di

T.

Campanella
lettere,

di

G.

Bruno

edite dai
ita-

Cugini Pomba,
liane e straniere,
5
''

Bollettino di scienze,

arti,

teatri,

industrie

Torino,
51
e

a.

I,

n.

38, 27 marzo

1854.

Vita'1

pagg.

52.
Lipsia,

Opere di G. Bruno,

Weidmann, 1830,
il

Introduzione, pag.
attribuito al

XXXII.
per

Al pi
libri

si

pu supporre che
che non

Predari

abbia
nel

Nolano uno

di-

di
Bel

questo titolo

mancano
J

secolo e che a volte,


(/..

1585,

^omc

ruo.da

ROGER CHARBONNEL

penice

152

Capitolo

V
che
proprio a
alla
gli

Berti

il

quale non sa immaginare


destinarsi

Pio

V
al

potesse

un opera

somigliante

Cabala e

Canto
la

Circeo,

come
la

quella in cui agiscono


l'asino,

animali sotto
la

guida d'un principe,


1'

che

"

raffigura
la

balordagpazienza,

gine,
1'

ipocrisia,
"
1
:

falsa

devozione,
si

stupida

ignoranza

in

somma, come
il

espresse uno scrittore


italiano,
2
.

francese
dello

con cui

consente

biografo

la

parodia

Stato,

della Chiesa o della


il

Scuola

Sicuro d' ovche, se sati1*

viare alla contradizione,


rico senza

Mondolfo
il

sostiene
in

dubbio

il

cenno,

luogo

cui

Arca
ed

di

No
che

ricordata
satirico

nella Cena,
tutto
il

non

bisogna da ci
;

inferire
egli

fosse

contenuto del lavoro


"

pensa

piuttosto

che

questo,

pur

sotto

veste
il

allegorica,

potesse essere un libro di mnemotecnica,

primo,

crono"

logicamente, della serie che


"

il

Bruno ebbe a comporre


le

\
4
;

Verisimili
sulle

"

giudica
si

il

Mondolfo

sue congetture

e in

prime

francamente

ben

disposti a essere
altri

del suo parere,


si

perch

sembra che meno degli


del

egli
si

dilunghi

dalle
si

parole

Nolano.

Ma,
si

allorch ci

ritorna sopra e

valuta tutto a dovere,


le

trova

che
lui

non
date,
Il

sono inconfutabili
e che
le

prove e

le

interpetrazioni

da

sue

conclusioni
"

non

possono
"
il

essere

accolte.

Bruno, in

verit,

presentando

primo
a'

parto

del

suo

ingegno, non venne a


italienne

Roma
le

per deporlo
libertin,
in

piedi del Santo


Champion,

au

XVI

siede
n.

et

courant
fin

Paris,

Librairie

1919, pag. 475,


1

2),

vennero
altro,

tradotti

francese.
il

Vita-, pag.

52. Per

egli

sperava che
n.

codice

Noroff

avrebbe

potuto "dar luce su questo libro" fpag. 51,


esso,
nulla.
2

2); ma, pur troppo, n da


Erlangen
si

n da quelli delle

biblioteche di Augusta e di

apprende

BARTHOLMLSS, Op.
1
,

cit.,

tom.

1,

pag. 44; tom.

II,

pag.

112;

BERTI,

Vita

pag.
la

51,

n.

3.

Per

biografia
pag.

di C.

Bruno, pagg. 547-549.

btd.,

549.

Studi

e sacerdozio

53

Padre;
a
la
lui,
'.

ma semplicemente
durante

lo

"

don

o,

meglio, lo

"

invi

come viene espressamente


D'altronde,
il

chiarito nella stessa


il

Caba-

chericato e

sacerdozio, egli

non

termin, a quel che pare,

nessuna delle

opere

mnea

moniche, non essendovi, se non isbaglio, cenno concludente


di queste negli
rigi,

scritti

consimili che vennero in luce

Pa-

a
in

Londra
fatti

e a

Francoforte.

Nelle

Ombre

delle idee,

devo
di
2

aggiungere, rammentata alla sfuggita V Arca


in

No, solamente
;

grazia

dell' ospitalit

concessa
sorta

all'

a-

sino

nel

Canto

Circeo,

senza
i

richiami

di

lavori

precedenti, vengono enumerati

caratteri degli animali,


n

fuor-

ch

dell'asino,

delle cui

qualit
in

si

dovr

discorrer con
"
.

maggior ampiezza e gravit

altro

luogo e tempo

Non

quindi permesso di considerare Y Arca di

No

quasi per

antecedente del Canto

Circeo,
in

per

il

lavoro pi antico di
al

uno de' quattro gruppi


dere
gli

cui \

piacque

Tocco
non
,

di

divisi

scritti

del
il

Nolano

Che
si

se

cosi

non
"

spiega perch

Bruno, appena
",

ebbe bisogno
sia

di

metter

insieme un poco de denari


e de'
sia

occupato

della

Sfera

Segni de' tempi

",

e non abbia piuttosto ristampato,

pure con

altro titolo,

come

pi d'una volta fece,

il

libro

Nell'Epistola dedicatoria
la
"

il

BRUNO

scrive a

don Sabatino (pag. 220):

la

Cabala

terrete

per voi, non stimando a voi presentata da


a

me
1

cosa men,

che abbia possuto presentar a papa Pio quinto,

cui

consecrai

Arca

di

Noe",
viate

e prima (pag.
di

217):

"Mi

dimanderete: che cosa questa che m'in?

?...
il

che presente m' avete fatto degno

Ed
"

io

vi

rispondo,

che

vi

porgo
(

dono...
latine
llius

\
conscripta,
voi.
11,

>pp.

pag.

IO:

Hunc non
fuit

dubitaverim

esse

nepoteflO

asmi

qui ad

conservandam

speciem

m A re ha Noe
ipsis

reservatus
8

\
pag.
l
I

IbiiL,

M
t

'Asino* modo praetermittam


otisidi i.ihitur
".

de

rnim

alias gra-

vius
1

atque maturila
/.e

opere latine
<
.

<li

G Urano
.

esporle

confrontate

<i>n le italiane,

pi.

'...

veneti

cim

IX,

e.

154

Capitolo

in

cui aveva gi raccolto


fu

nuove osservazioni intorno a un'arte


della sua vita, e che per giunta
l
,

che

una delle

fissazioni
tra'

era in voga
scientifico
I

non solo
d'allora.

Domenicani

ma

in tutto

il

mondo
Du-

tre

capitoli del

Genesi,

dal

sesto

all'

ottavo,
libri al

nel

gento vennero misticamente esposti in quattro


mistico

celebre

Ugo da

S.

Vittore

2
,

e nel Cinquecento

fornirono

argomento a un matematico del Delfinato, Giovanni Buteone,


per
di

un opuscolo

di

architettura
"

3
,

e al delicato
"

pennello

Giacomo da

Ponte per un
secondo
in
1'

mirabilissimo

quadro
e,

4
.

In essi tre capitoli,

opinione comune,
5

se

mal

non m'appongo, anche


et

un brano del dialogo Orlhodoxi


pi

Luciferiani
1

di S.

Girolamo
la

che
il

nell* epistola

Dal secolo decimoquinto


35, 25, 38 e 40),
i

mnemotecnica

fu, scrive
gli

TOCCO

(Op.

c/7.,

pagg.
attivi,

"

cosi

popolare, che

ordini religiosi pi colti e

domenicani e

francescani, se ne impossessarono; e
gli

non solo

filosofi
".

retori,
i

ma benanco

scienziati

non

disdegnarono di mettervi mano

padri predicatori specialmente, che non dimenticavano in quanto


la

credito

fosse

memoria

artificiale

presso S.

Tomaso

fra

Bartolomeo da S. Conil

cordio.
et

Nel cinquecento

fra
1*

Mattia

Aquario dettava

trattato

De memoria
tra

reminiscentia,

seguendo

esempio di parecchi suoi correligionari,

cui

fra

Giovanni Romberch e

fra

Cosimo

Rosselli,

gli

autori del

Congestorium

artificiosae

memoriae
cit
,

e del

Thesaurus artificiosae memoriae:


II,

QUETIF ET
I

ECHARD, Op.
8

tom.

pag.

303.
Il,

Opera, Venetiis,
cit.,

Apud
pag.
1

lo.
1.

Somaschum, 1588, tom.

ce.

INTYRE, Op.
'

BERNARDINO BALDI,
Felice

Cronica de' matematici,


1

in

Versi e prose,

Fi-

renze,

Le Monnier,
le

859, pag.
gli
".

496

"

Nel

quale
i

mostr
per

la
gli

forma
cibi e

dell' edificio,' divise

celle e

animali, e prepar

luoghi

per
4

gli

uomini che

v'

entrarono

RINALDO FuLIN,

L Arca

di

Noe

di

Giacomo

da

Ponte,

in

Studi

suW
'

Archivio degl' Inquisitori di Stato, Venezia, Tipografia del Commercio,

1868, pag. 80-82.

Opus epistotarum una cum


1546,
e.

scholiis

Des.

Erasmi,
:

Parisiis,
est

Apud
et

Car.

Guillard,

49

e v

"

Orthodoxus
sentiendum

dixit
sii.

Hoc
Iste

quod
ut

ego dixi,
scrupulus

ausculta quid de

omni

ecclesia

enim,

ait,

Studi

e sacerdozio

155

Macario
trovare
la

di

Ponzio

Meropio

Paolino
e per
in

1
,

il

Nolano

pot
sia sia

materia per
la

l'allegoria
il

la

satira.

Ora,
fuori,
"

per per
la

il

titolo,

dedica e

tempo

cui

venne

la

descrizione del pericolo corso dall'asino di


si

perder

preeminenza, mentre

dovean disponere
la lite
il

gli

animali per
" ~,

ordine e doveasi terminar

nata per

le

precedenze

non mi pare fuor di luogo


fosse

supporre che V Arca di


per
cui,

Noe
lega

uno

scritto
1

d'occasione
in

rispetto

agli

avvenimenti
la

svoltisi

dal
i

570

poi,

tra
si

principalissimo,
a

contro
"

Turchi.

La

quale

form a stento,
n

cagione di

varie contese e difficolt nate


n
i

tra'

potentati, protestando,

per esempio,

Consiglieri

regii...

che non era conveniente


verum
lucrum

rnultos

titillat.

Et longus fortasse ero

in

enarrando,

tanti

est
il,

veritatis.

Arca No
pauci,

ecclesiae typus fuit,

dicente Petro Apostolo

3):

In
et

arca

No

idest,

octo animae salvae dictae sunt per


facit.

aquam, quod

nos nunc similis formae baptisma salvos


genera,
ibi ita

Ut
et

in

illa

omnium animalium
homines
sunt.

et et

in

hac

universarum
lupus et agni,
ligneis
et

et

gentium
et

inorum
et

Ut
vasa

pardus
et

haedi,

ita

hic

iusti

peccatores, idest,

aurea
suos
;

argentea

cum

fictilibus

commormtur.

Habuit

arca
in

nidos

habet ecclesia plurimas mansiones. Octo animae


;

hominum
septem,

arca

No
in-

servatae sunt
octo,
idest,

et

nobis Ecclesiastes

iubet

dare

partes

dare

partes

credere utrique testamento.


per octonos
versus,

Ideo quidam psalmi


literis

pr
:

octava
in

scribuntur et

qui singulis

subiecti sunt

CXV111
in

psalmo mstus eruditur. Beatitudines quoque quas dominus discipulis


pronuncians, ecclesiam
templi,
deliniavit,

monte

octo

sunt.

Et

Ezechiel
alia in

in

aedificationem

octonarium

numerum
reperies.

assumit.

Multaque

hunc

modum

per

scripturas significata
et

Emittitur itaque de arca corvus et non


Ita et in

rediit,

postea
alile

pacem

terrae

columba nunciat.

baptismate ecclesiae teter-

rimo

expulso, idest, diabolo,


triginta

pacem

terrae nostrae

columba

spiritus sancti

nunciat.

cubitis

incipiens et

usque ad

unum cubitum
Periclitata

paulatim deconsistei),
est
il

crescens, arca construitur.

Similiter et ecclesia

muti* ^radibus
finitur.

cxtremum
diluvio,
1

diaconis,

presbyteris

episcopisque

arca

penclitatur ecclesia in
Parisiis,

mundo...
Conterai

".

Opera,
49. pagg.
e

Apud
289.

I.

et

..

Gtterin,

ltt'),

Ioni.

I.

-li-

st.

288

erta,

pag.

54.

156

Capitolo

V
stare

che

'1

Capitano del Re... avesse a


",

all'ubidienza del

Generale vineziano
sero
i

"

mostrando di sospettar che Volesdell'apparenza


e

Vineziani

servirsi

del

nome

delle

sue forze, per trattare con pi avantaggio l'accordo co' Turchi


"
;

e in ultimo,

riuscita
",

a trionfare,

"

male seppe usar


",

di tanta grazia del cielo zi


a'

sicch

"

altra
"

memoria

senten-

un gran diplomatico contemporaneo,


successori de' principi
degli
vittoriosi,
la

non per restarne


si

che quella che

leg-

ger nelle carte

storici,

quale non

so se sia per

dare a questo nostro

secolo

maggiore gloria ovvero biasi"

mo

"

1
.

Per avere un pontefice, come gi nel 1537,


la

presa
"

sopra di s

somma

della lega

",

la

Sede
"

apostolica
*
;

ab-

bracciava

la

causa comune

alla cristianit

ben poteva
si

venir rappresentata,

come appresso
di

dal Campanella
",
"

rap-

present
della sua

"

una pia nepote


origine,
"

Roma

Venezia, ne' giorni


si

allorch in essa

fuggir le reliquie
:

degli abitanti

di Aquileia e di

Padova

Nuova
l'aspro

arca di No, che, mentre inonda


del

flagel
Italia,
il

barbaro tiranno

sopra T
serbasti

dall'estremo
giusto...
3
.

danno

seme

Pio V, eh' era rimasto

con

1'

animo
del

"

grandemente infiam-

mato
4

e che

il

7 ottobre

1571, quasi avesse sotto


nella quale si contiene
la

PAOLO PaRUTA,

Della

istoria

vineziana,
Cristiani
lib.
I,

guerfa fatta dalla Lega de' prencipi


In
la

contro a Selino
pagg.

ottomano,

Vinezia, Per Giunti e Bab,

1645,
in

37-39; Discorso sopra


Firenze,

pace de'

Veneziani co'
voi.
I,

Turchi,
pag.

Opere

politiche,

Successori

Le Monnier, 1852,
2

432.

PARUTA,
voi.

Relazione
II,

dell'ambasciata di
istoria

Roma

del
lib.

1595,
1,

in

Opere

politiche,
:i

pag.

464; Delta

vineziana,

pag.

18.
figli,

Poesie,

a cura di

Giovanni Gentile, Bari, Gius. Laterza

&

1915,

pag.
4

90, son. 38.

PARUTA,

Della

istoria

vineziana,

lib.

I,

pag.

18.

Studi e sacerdozio

57

gli

occhi ci che accadeva oltre


al

confini dell' Ionio,

aveva
1
,

annunziato

popolo

romano, raccolto a

pregare, la rotta

che

le

armi cristiane davano infliggendo agl'Infedeli


gradire, in

non

poteva non
libri

quel torno
alla

di

tempo,
gli

l'omaggio di
superati
"

che

gli

richiamassero
n

mente

ostacoli

per cominciar a frenare

l'empito

maritimo del T\irco


fondate,

Sono supposizioni
posizioni,

pi o

meno

ma sempre
fino
Il

supil

non potendosi dare per certo e sicuro se non


conosciuto da

viaggio che non fu

alcuno

al

1900, e
viaggio
del

dopo

il

a'

pi

parso

molto
al

problematico.

qual

solo che dal


in

1565
n

1571

interrompa
:

la

dimora
al
gli
1

Bruno
egli

S.

Domenico Maggiore
altre

posteriormente
"

568,
con-

non
di

ottiene
uscire

lettere
;

testimoniali

che

cedano

da

Napoli

anteriormente,
"

quando pu
stanno
nel

allontanarsene, nominato

co'

giovani

"

che
il

monastero,
del

il

16 aprile,

il

25
il

settembre e
19

14 novembre

1567,
per
.

il

26 gennaio e
oggetti
fu

maggio
1'

dell'anno

se-

guente,

gli

di

vestiario e

annua
;

provvisione

dovutagli

una
per

breve
la

interruzione
si

perch
fra

finito

l'anno di rettorica,

ragione che
il

dir

breve,

Giordano era ammesso, durante


stomo

lettorato
arti,

di fra

Griso-

da

Bagnoli
si

4
,

nella scuola delle


n

o degli studi
".

che ne' conventi

solevano chiamare

materiali

La

riforma del generale fra Sisto

Fabn da Lucca assegn

Lo

racconta

il

BRUNO

nel Sigillus sigillorum

(pag.

183):

Pius quoque

pontifex,

eodem

die et

hora,

romano populo, quem tunc ad publicas preces


ultra fines Ionii mari

convocavit, successum
'-'

belli navali

praesentem inspexit

".

Spaccio, pag.

36.

'
4

Docc. napolitani, docc. II1-VI1.


Monasteri soppressi,
assignatus est
lector
voi.

582,

e.

67
<\*

"24

novembri 1568, declarafrater


si

tus et

S.

Dominici

Nrapoli

C'hnsostomus de
visto
lai

Balneolo

secundum

orJines \

Questo

padre,

come

ncll<

ultime

pagine del capitolo precedente, era stato aggredito e (erito

Caracciolo.

158

Capitolo

V
cio
;

due anni

alla

lettura

della

logica,

delle

Summulae
tre

di Pietro Ispano e del testo di Aristotile


allo

seguenti

studio
l'intera

della
fisica,

filosofia,

in

modo da compire
il

nel primo
libri
*.

anno

nel

secondo
quel
"
il

De anima

e sei

della

Metafisica,
dal
1

nel

terzo
fin

che

di questa restava

Cosi
e

583

ma
",

allora,

corso di dialettica,
gli

filosofia

metafisica

come

attestano

Atti del Capitolo generale

del

1571, era durato assai


si

meno,

un triennio \
si

"

Perch

non

voleva che

gli

studenti

materiali

allontanassero

dalle dottrine scolastiche", s'impone di scegliere, nelle discipline


filosofiche
tanti

e logiche,

opere di autori

ortodossi,

di

uno de'
le

discepoli di S.

Tomaso
i

o di chi,
aristotelici

seguendo
'.

costui idee,

avesse

esposto

libri

Oltre

lavori di Pietro Ispano,

molto probabilmente furono introdotti

per tempo nelle scuole domenicane di Napoli, insieme con


l'esposizione del
Silvestri

De

anima del reverendissimo


i

fra

Francesco

da Ferrara,

commenti e

le

somme che

della logica

e della fisica aristotelica apprest un padre

predicatore di

grandissima riputazione

fra

tutt'

suoi correligionari, fra


libri,

Dodal
ri-

menico Soto; non tanto perch questi


1

a cominciai

544, ebbero parecchie edizioni,

quanto

perch, nella

Monumenta

ordinis Praedicatorum historica, tom.


perfciant,
in

X,

pag. 266:

"

Logicae
Petri

cursum duobus annis

primo anno

in expositione

Summuiarum

Hispani laborent, altero

declaratione logicae Aristotelis. Philosophiae curita

sum
libros

triennio explere teneantur,

ut

in

primo anno totam physicam. altero


tertio

De

anima, usque ad septimum metaphysicae exclusive,

reliquos

metaphysicae libros absolvant \


2

Ibid.

pag.

133:
n
.

Tempus
256:
"

trienni)

dialecticae,

philosophiae et meta-

physicae deputetur
3

Ibid.
et

pagg.
lectores

168

ltem ordinamus quod


scholastica
acie,
"
;

non
"

permittant

stu-

dentes

discedere a doctrina

Habemus...

sanctum

Thomam cum
biberunt

numerosa discipulorum suorum


pariter in philosophicis

qui ex tam limpido fonte

eundem
qui

logicalibusque disciplinis

cum
".

pleris-

que

aliis,

eandem doctrinam

secuti Aristotelis libros exposuerunt

Studi

sacerdozio

159

stampa che ne fece

in

sulla

met del secolo seguente


impostura che minacciava d'
l
.

fra

Cosimo da Lerma, dal maestro generale G. B. de Marinis


vennero opposti per diga
all'

ir-

rompere nel campo della

filosofia

Le

Costituzioni
il

domenicane esortavano
e

provinciali,

dopo
della

d' aver udito

consiglio

ottenuta
i

V approvazione
fiati

maggioranza de'

definitori, a scegliere

che, mostrando
d' ingegno,

buona volont
gente

d'

apprendere

molta

facilit
al

potessero in poco tempo


;

giungere

anche

grado di reggli

e a permetter loro di recarsi a frequentare

Studi
.

generali

dove questi

fiorissero, fuori delle


1

proprie province
in

Nel Capitolo generale del


scelta degli studenti,
si

571

sempre

proposito della
il

disponeva che dessero


tutt*
i

voto,

nei

monasteri

forniti

dello Studio,
della

padri

maestri,

fossero
a'

o no

nel!' esercizio

reggenza; e

che

costoro

pi

Origo

Studii S.

Petri

Martyris de Neapoli,

e.

n
1

Ubi

breviore

intervallo ac
ut

minore labore tirones studia philosophiae compleant, mandamus,


libri

non dentur

impostorum aut manuscripta de materiis philosophicis, sed


suis

lectores

teneantur
le

discipulis

explicare
riferite

libros

patre

magistro
e dall'
in

Lerma

editos

\ Ora
c/7.,

opere
II,

del

Lerma,

dal

QUET1F
;

ECHARD
Aristotelis
in

(Op.

tom.

pag.

526

527),

erano:

Commentario

logicam
libros

ex

doctrina S.

M.

F.

Dominici de Soto
doctrina
S.

Commentario
F.

odo
;

Physicorum
I

Aristotelis
dialettici

ex

M.

Dominici de Soto
1

ecc..
pati,

commentari

del Soto

vennero stampati nel


nel

544, e ristam-

oltre

che due volte nel

1574,

anche

1566 e
tom.
da'
cit.,

nel

1583;

fisici,

nel

1545, nel
erano
tra'

1572
libri

nel

1582

(Op.

cit.,

pagg.
di

171-174).

Ed

posseduti

comunemente
voi.

frati
),

S.

Domenico
certo

Maggiore {Monasteri soppressi,

458,

e.

M9

non

meno

dei

Commentali

fisici

e de' tre

libri

del

De anima

del Silvestri,

ripubblicati

anche

dall'Aquario:
*

Nel capitolo
ut, si

QUETIF ET ECHARD. Op. cit., tom. cit., De studentibus delle Costituzioni (e. 48
mttantur
diffinitorum

pag.
"
r

303.
Curet prior

provinciali*

habuerit aliquos utiles ad studendum, qui possint et in brevi

esse

apti

ad regendum,

ad

studium ad loca ubi viget


provincialis
vel

Studium
partis

extra suas provincias de

capituli

maions

eorum

Consilio et

assensu

160

Capitolo

V
virtuosi costumi
si

anziani anteponessero

frati
1

di

e giudicati,

previo esame, pi idonei


d' essere
"

Agli esaminatori

raccomandava

diligentissimi

",

facendo, e jii pena di scomunica, quei che non rispondessero


quesiti di logica,
fisica

assoluto precetto

di respingere

bene
e

alle interrogazioni su' principali

filosofia,

e di non passarli se non


alla

quando reggessero
in

vitto-

riosamente

prova

2
.

11

Bruno che

quelle

materie
si-

non era scarsamente


mile
;

istrutto,

non corse certo un pericolo


1571
fra

anzi,

si

pu ragionevolmente arguire che nel Capitolo,


maggio del
in

celebrato 1*8

S.

Domenico

sotto

il

reverendo padre provinciale


i

Gregorio da Bagnoli e sotto

definitori

fra
fra
si

da Somma,
daloni
3
,

lo

Tocco da Napoli, fra Giovanni Teofilo da Aversa e fra Tomaso da Maddichiar ammesso fuori dell'uso, quando egli
Geronimo

Monumenta
sed
et

ordinis Praedicatorum historica, tom.


ut

X,

pag.

132:

"

Ordi-

namus imprimis,
tatis,

iuvenes ad studia mittendi non praeferantur iure antiquipotius a priore

eligantur
illi

provinciali

vel

conventuali de Consilio

patrum

prae caeteris assumantur, qui probatis

moribus

fuerint

et

qui

praevio examine magis idonei fuerint inventi. Item quod in quolibet conventu,
in

quo

viget
in

Studium generale, omnes

magistri, etiam actu


n
.

non regentes, vocem

habeant
3

admissione studentium formalium


Studii
S.

Origo

Petri
in

Martyris
virtute

de

Neapoli,

e.

"

Praecipimus
sub

Studiorum moderatoribus,

Spiritus sancti sanctae oboedientiae,

formali praecepto subque poena exeommunicationis,

ne aliquem

in

numerum
de
si

studentium
praecipuis

formalium
philosophiae

admittant

nisi

praemisso

diligentissimo

examine
,

quaestionibus et logicae
reicitur,

physicaeque...

ad
se

quas

admittendus exacte non responderit,


sistat
n
.

donec eruditior novo

examini

"8

maii

1571. In capitulo provinciali celebrato

in

conventu S. Domiprovinciali et sub


fratre

nici

de Neapoli
diffinitoribus

sub rev. magistro Gregorio de Balneolo


magistro

rev.

Hieronymo Tocco de Neapoli.


fratre

loahne de
et

Summa
fratre
voi.
vi

priore de

Summa,

Theophilo

aversano priore S. Spiritus


"

Thoma
581,
e.

de
r

Magdalono
i,

priore

Pontiscurvi...

(Monasteri
alla

soppressi,

41

perch esso fu immediatamente anteriore


i

Pentecoste,
al

vennero con ogni probabilit discussi

provvedimenti da sottoporre

Capi-

Studi e sacerdozio

161

aveva

il

secondo, non
in

il

terzo degli

ordini

sacri maggiori.
il

Perch,

grazia
fra

d' un' assegnazione,

che non rilev n

dotto editore

Benedetto Maria Reichert, n alcuno di


scorso la

quei tanti che

hanno

monumentale

raccolta

dei

documenti

dell'

ordine de' padri predicatori, era dal Capi-

tolo generale di

Roma, nella Pentecoste del 1571, trasferito S. Tomaso \ allo Studio di Andria, fra Giordano da Nola 2 e insieme con lui un suo compagno
nella provincia di
;

di

monastero,
fra

ma

figlio

di S.

Pietro

Martire, oriundo di

Campagna,
convento
"

Giordano de

Focatiis,

che

fu

poi priore del

della sua terra


"

nativa,

e fondatore e vicario dei


fu

luoghi

domenicani di Gesualdo, Melito e Taurasi; e


oratore
di

lettore e
trattati

vaglia,
la

"

grazioso

poeta e autore di
e la Claois

mistici e
3
.

dottrinali,

Corona

di Cristo

aurea logicalis
Il

sullodato Capitolo generale diede allo Studio andriese


fra

per reggenti del nuovo triennio

Iacopo da Tricase e

fra

Niccol da Gravina, per


e fra

baccellieri fra

Angelo da Ruvo
degli
li

Antonio da

Lecce,
4

per
;

maestro
il

studenti fra

Domenico da

Castellaneta

ma

Bruno non
principio

pot udire.
del
1

Ordinatosi suddiacono e
tolo generale

diacono
il

al

570 e
ordinis

romano, inaugurato
historica,
i

3 giugno di quell'anno:
pag.

Monumenta
staccati
:

Praedicatorum
1

tom.

X,

117.

Comprendeva

conventi

pugliesi

che nel

1530

vennero
in

dalla

provincia di Sicilia, e tra cui era quello di S.

Domenico

Andria

QUET1F

ET ECHARD,
2
'

Op.
le

c/7.,

tom.

II,

pag. XII.

Docc. napolitani, doc. IX.


Sfogliando
carte napolitane
r
.

(Monasteri soppressi,
v

voi.
n.

457,

e.

587

voi.

582,

ce.

I09

131

I29

I72

voi.

690,

22), s'incontra

il

De

Focatiis nella giovinezza,


in

sullo

scorcio del
priore di S.

1567;

poi,

durante
il
1

il

1578,

lettore

S.

Domenico Maggiore;
la

Bartolomeo

582, avendo

prima e dopo rinunciata


di

medesima dignit
suddette

ne'

monasteri di Benevento e
;

Pontecorvo
fra

vicario delle

case religiose

in

fine

lodato dal

padre
*

Teodoro Valle da Piperno.


ordinis

Monumenta
Spampanato.

Praedicatorum

historica, tom.

X,

pagg.

143 e 144.
| ;

162

Capitolo

V
le

del
n

1571,

era

ormai
"

vicino,

per ripetere

sue
l

parole,
,

alli

tempi debiti
i

della

promozione a sacerdote
il

comprime

piendo
1

ventiquattro anni tra

gennaio e

il

febbraio del
le

572, a

un

incirca
2
.

ne'
fu

giorni

che

ricorrevano

quattro tempora

Ma

obbligato lo stesso a lasciare S.


a ci che supgli

Domenico Maggiore, dacch, contrariamente


pose
il

Berti

3
,

non era punto

stabilito

che

ordinandi

passassero ne* propri monasteri d' origine quei solenni giorni


della loro vita

\ Fu dunque mandato, quaranta miglia lungi da Salerno, a Campagna


citeriore,
la
5
,

da Napoli e

venti

amena, ricca
sog-

e illustre cittadina del Principato


getta agli Orsini, allora
a'

una volta

Grimaldi;
di

quale da Leone

X
V,

ottenne di

fondare

uno Studio

diritto

e d' essere sede e un

vescovile, vantando gi

una casa agostiniana

mona-

stero di padri predicatori, costruito a* tempi di Niccol

Docc. veneti, doc. Vili.


Vedi, nel capitolo
II,

e.

7 v

la

n.

6
a

delle pagg.

56

57.

Le prime

quattro

tempora del
3

1572 cominciarono
nel

cadere

il

27 febbraio.
al
(

"Fu

mandato...

convento di S.
"
:

Bartolomeo...;
il

quale
'*,

forse era
1

stato

assegnato entrando in religione

scrive

BERTI
di S.

Vita

pagg. 4

42), perch non sa che fra Giordano fu


4

figlio

Domenico Maggiore.
1565
dava un

La

cassa di S.

Domenico Maggiore
"

nel

settembre del
se

tari e dieci grana a

fra

Raimondo da Aversa, quando


1

and ad ordinar

sacerdote

"
;

nel

19 settembre del
Battista
all'

594

"

carlini

quindici a fra Vincenzo da

Avella, a fra Giovan


loro viatico per andar
e.

da Capua ed a
"
;

fra

Vincenzo da Aversa per


voi.

ordinazioni

ecc.:

Monasteri soppressi,

457,

5 4
1

voi.

462, non numerato.


doc. Vili,
e.

Docc.
"

veneti,

7 v

Civitas

Campanea habet sedem episcopalem


iura publice doceri
et
;

et

privilegium a

Romano

Pontifice, ut in ea possint
clara civitas,
fertilissima

et

est

praestantissima et prae-

abundantissima,

distans a civitate
",

Neapoli per
dottor
il

quadraginta milliaria

et a civitate Salerni

per viginti
il

attesta

il

Giovan
1570:

Antonio de Nigris che, nato a Campagna

1502, cessava di vivere


di e

ANTONINO
Antonio
pagg.

RlVELLl, Memorie
1894,
voi.

storiche

della citt

Campagna,
55,

Salerno,
voi.
I,

Volpe,
e

II,

pagg.

124,

54

57-65;

227

234.

Studi e sacerdozio

163

il

1449, e intitolato a S. Bartolomeo


si

l
.

Del qual monastero

non

trova pur troppo nessun registro nel


;

Grande Archii

vio di Stato

nondimeno,

di esso
fra

non

s'

ignorano

superiori

che a noi pi interessano:


istituito
l'

Remigio da Montecorvino,
1571
vicario provinciale del2
;

il

21

novembre

del

elezioni delle cariche


fra
fra

del

convento

e fra Antonio da
fra

Campagna,
da Gaeta,
calabrese

Domenico Vita da Napoli,


Agostino da Campagna e
in

Tomaso Vio
il

ultimo

padre

fra

Tomaso Mazzaferro,
dal

confermati priori, l'uno

dopo
1571
Il

l'

altro,
.

26 ottobre del

565

al

24 novembre del

Bruno che, consacrato sacerdote da monsignor Girolamo


4
,

Scarampo

cant

la

prima messa
sotto
il

n
'

nella chiesa parroc-

chiale di S.

Bartolomeo
la

Mazzaferro, stette a
altri,

Cam-

pagna durante
eletto priore,
il

prelatura di costui e di
1

essendo stato

9 maggio del
il

572,
il

fra

Clemente Scarano da
e due di
il

Napoli, e vicario e priore,

21 e
",

29 agosto del medesimo


tutt'

anno, fra Eugenio Gagliardo


S.

della famiglia

Domenico Maggiore
al

e assai
'.

ben

noti,

in

ispecie

se-

condo,
1

nuovo padre
voi.

Il

quale,
147

quando
"

parti

da Cam-

Monasteri soppressi,

688,

e.

Conventus S. Bartholomaeus

de Campanea parrocchialis sub Nicolao V,


2 3

a.

1449
le

".

Ibitt,

voi.

582,

e.

8
r
,

Vedi, nel cap. IV,


v
,

pagg.

H8
il
il

123.

Ibid.,

ce.
fra

50

59

60

14

e 81 v

Fra Antonio
fra

26

ottobre

del

1565,

Domenico
fra

il

9 gennaio
il

del

1568,

Tomaso
1570, e
il

14 febbraio

del
del
4

medesimo anno,
1571
il

Agostino

maggio del

24 novembre

Mazzaferro.
al

Successo

domenicano Marco Lauro da Tropea

nel 16 luglio del

1571:
Ratis-

PlUS BON1FAC1US
bonae, Typis
5

GAMS,
doc.

Series episcopnrum

Ecclesiae ctholicae,

et

sumptibus Georgii losephi Manz,


Vili,
voi.
e.

1873, pag. 865.

Docc.

veneti,

6
7

Monasteri soppressi,
II

582,

ce.

82

43

e
fra

85

Gagliardo fu
lo

il

maestro de' novizi eh* ebbe


fu
tra'

Giordano (pagg. 126

127); e

Scarano

padri del convento

napolitano dal marzo del

1571: Docc. napolitani, doc.

XI.

164

Capitolo

V
4
,

pagna,

"

pellegrin

",

scrive
far

il

Berti

"

per

altri

conventi
essi,

del Napoletano,

senza

lunga

dimora
"

in alcun di

giacch

tre

anni dopo

era

nuovamente
non

in S.

Domenico
si

Maggiore.
n

il

Berti, scrivendo cosi,


il

altera in sostanza,

non interpetra male

primo costituto veneto


abito...
,

dove

legge
li

2
:

Continuai in questo

celebrando messa e

divini

offizii,

e sotto T obedienza de superiori dell' istessa Religione


priori
".

e delli
del

de

monasteri...

dove

son
1'

stato,

sino l'anno

76

Ma

nel suddetto costituto

accusato,

perch su

questo punto rispose in


po' inesatto,
lasciati

modo

troppo sommario e anche un


tutt'
i

ha

tratto in

inganno

suoi biografi e

li

ha

all'oscuro

d'una

parte non

trascurabile della sua

vita

monastica

rispetto

non tanto

alla

dimora quanto

agli

studi teologici.

Si comincer per

adesso a chiarire
la

questi,

mettendo a
del

profitto le notizie

che fornisce
prove che
si

pubblicazione

Reichert, e

insieme
dell'

le

rinvengono nei
tra
le

registri

domenicani

Archivio di

Napoli,

quali,

importantissima, la

deliberazione
"il 21
il

presa dal

provinciale fra

Ambrogio Pasqua, che


con
le

maggio del

1572

assegn,

grazie consuete,

venerabile fra Giordano da Nola


teologia al monastero e allo
n
5 .

per studente formale di sacra

Studio di S. Domenico Maggiore

Tutte
4
;

le

province,
il

eccettuate la

Dacia,

la

Grecia e

la

Palestina, ebbero
logia

loro solenne e generale Studio di teon'

ma poche
in

ebbero uno cosi


a'

antico

come

quello

istituito

S.
fra

Domenico Maggiore
Bernardo

tempi del reverendis1'

simo padre

d' Aquitania,

undecimo maestro

Vita 2

pag. 42.
e.

2 3
4

Docc. veneti, doc. Vili,

7 v

Docc. napolitani, doc. X.

Regula

divi

Aurelii

Augustini
e.

cum

constitutionibus ordinis

Praedi-

eatorum,

De

studentibus,

48 v

Studi e sacerdozio

165

della religione

domenicana,
affrettato

spentosi nel

1303 \
la

li

1302

Carlo

II

si

era

donare, sopra

gabella della
1*

pece, del ferro e dell' acciaio, trenta once d' oro

anno a

Sant' Agostino Maggiore, quaranta a S. Lorenzo de*


riti

Minoe di

e ottanta a S.

Domenico, purch
"

tre

monasteri avesteologico
II,

sero avuto

cura
gli
il

di

conservar
n
*.

lo

Studio

mantenerne
del
1

alunni

Conferm Carlo

nel luglio

306,

pio

assegno

senz' altro lo conservarono e lo


la

ratificarono,

sempre per con

medesima condizione, non

solo

principi angioini, durazzeschi e aragonesi che gli suc-

cessero,
vi

ma anche
i

primi vicer spagnuoli


il

Una

differenza
nel
1

fu

tra

monasteri e

fisco,

quando questo
gabelle, aveva

543
su

accamp che, appartenendogli


quanta once
1

le

diritto

quel che di pi di novecento scudi


:

valevano

le

centocin-

differenza che poi

si

accomod, concedendosi
capitolo dedicato a S.
dell' ordine
voi.

FRA TEODORO DA PlPERNO,


in

nel

Domenico

Maggiore

Fondazioni

de

conventi e vicariati
in

di Predicatori

della provincia del


2

Regno,

Monasteri soppressi,

690.

Monasteri soppressi,

voi.

609,

e.

22

Il

real

monastero di S.
"

Domereali

nico, a
re

met del secolo decimosesto, espone


in

al

vicer:

che

il

fu serenissimo
a'

Carlo di Angi

dicembre del

302 don ad

esso

monastero ed

monasteri di S. Lorenzo e di S. Agostino annoe once


ferro...
,

150

sulla

dogana del

donec Studium

in

ipsa

civitate
et

Neapolis generale servaverit studium


.

theologieae et
3

divinae scientiae
re

pr substentatione studentium

Perch

il

Roberto nel novembre del


"

1319

voleva,

per

le

disagiate

condizioni del Regno,


fratres

revocare provisiones, insurgunt, clamant et murmurant


et

praedicatores,

minores
vestri

augustini, qui ex

concessione perpetua clarae


civitatis

memoriae domini

patris

habent cabellam

ferri

Neapolis...

pr

tenendo perpetuo Neapoli Studio generali" {Registro angioino 226, dell'Archivio di Napoli,
e.

24).

Non

insist

nel
I

suo

proposito

il

Re,

ma
la

segui

l'esempio di suo padre che nel luglio del


sione di quattro anni innanzi; e
la

306 aveva confermato


febbraio

conces-

confermarono
e

Ludovico, marito di Gio-

vanna

I,

con

privilegi
111,

del

marzo 1348
1399,
nel

del

1360, due volte nel


1.

1382 Carlo
luglio

Ladislao nel
e

1449 Alfonso
e
cosi
fino
al

Ferdinando

nel

del

1458
voi.

nell'aprile del
e.

1462;

1543:

Monasteri

soppressi,

609,

22

r v

166

Capitolo

V
ducati,

a S.

Domenico secentoquaranta
a

trecentoventi a S.

Lorenzo e dugentoquaranta
pure
da'

Sant' Agostino

\ D' allora
liti

non mancarono, come nel 1551 e nel 1564,


padri
di

altre

vinte
,

predicatori

minoriti

agostiniani
allo

che

provarono
generale
scritture,

non

dover

dare

gratuitamente
la

Studio
sacre

della

citt

maestri

per

teologia

le

ma
"

di essere soltanto obbligati a


"

mantenere quelle
utilit delli

cattedre ne' loro monasteri


studenti

a benefcio ed
"

propri
le

e d'ogni persona che volesse


",

andar ad udir

dette letture
"

non vietando nemmeno, nel corso


"
2
.

di queste,

dispute

pubbliche

Monasteri soppressi,

voi.

608,

ce.
et

214

215

"

Fuit

cum
sive

dictis

;is"entum ad conventionem

transactionem, eisdem
civitatis

monasteriis

dictarum
ducati
et
1

tertiarum

Neapolis

et

aliunde

200, quoru.n 8 partes de 15 consignentur monasterio S. Dominici,


S.

4 monasterio

L^urenth.
et

et

3 monasterio S. Augustini,
in
eis

cum hoc tamen


n
.

quod tenere habeant Studia


2

lectores
stati

idoneos et sufficientes
li

Ibidem: "Nel
li

Id5I

essendo
nello

molestati

detti

tre

monasteri...

che

avessero a dar
logia e

lettori

Generale Siudio di questa

Citt

per la teoper loro

sacra scrittura

spese di essi
...

monasteri, e pretendendosi
al
,

parte

non esserno

tenuti,

donato memoriali
di Alexano...

S.r

D. Pietro de Toledo...
riferisse
n
,

quali foro rimessi al


questi nel
1

Vescovo

che se informasse e

2 novembre del

1551

" f'

relazione al detto

vicer che ditti

monasterii non possino essere astretti a dare lo loro lettore extra conventum;

ma
li

che debbiano

in

loro conventi tenere lectori in la sacra

teologia,

ed

in

Studii di detti conventi sia lecito a ciascuno potesse intendere, e che per
detti

li

studii
si

che teneno
ricevere

in

loro

conventi, se
la

li

debbia fare pagamento se".

cundo

solia

ed avere da

Regia

Corte

il

27 gennaio
voi.
I,

del

1564
" il

il

Cappellano maggiore

certific
la

(Cappellania maggiore,

e.

7 V
in

)
li

locotenente e presidenti de
S.

regia

Camera
S.

della

Summaria come
si

monasterii de 5. Dominico,
Studii;
in
li

Laurenzio e

Augustino...

regono
al

li

quali per

li

maestri regenti non solo stato solito

come

pre-

sente de legerse la lettura


utilit

de
,

la

teologia e sacra

scriptura a

beneficio

ed

delli
le

propri studenti...
dette letture,
e

ma

etiam permesso ad ogni persona de


in
li

andar

ad udir
nasterii:

se

fanno dispute publice

Studii de essi
".

mo-

e questo

costumato antiquamente e se costuma

Studi e sacerdozio

167

Per impedire

o appianare
il

le

controversie
1

che qua e

sorgevano, dichiar
reggente,
letture,

Capitolo generale del


dello Studio, erano

569 che

"

al

come capo

sottoposti,

nelle

nelle dispute

pubbliche, ne' circoli

quotidiani,

nei

casi di

coscienza, in
lettori
;

somma
il

in
lui

ogni
in

esercizio

letterario,

studenti e
gare,
in
il

e che a

ispecie spettava lo spie-

lo

sciogliere e

definir le quistioni

che

si

discutevano,

guisa che,

dopo

il

suo parere, nessuno, se non fosse stato


n
l
.

provinciale, poteva metterci bocca


tutte
le

Egli che in fondo

aveva
al

attribuzioni assegnate dagli statuti

domenicani

maestro degli studenti, doveva, per di pi, non solo as-

sumersi, nelle ore in cui stesse


re la parte principale
metafisici,

comodo,
V orario

il

compito di esporscolari formali e


il

della

teologia

agli

ma anche
baccelliere,

stabilire
2
.

soggetto delle
lo

letture degli altri

professori

Nella

sua assenza
n

sosti",

tuiva

il

chiamato

anche
la

secondo

lettore

avendo l'incombenza speciale


teologia,

di dare

seconda lezione

di

non che
gli

di presedere a'

circoli
3
.

quotidiani e corIl

reggere
1

argomenti
ordinis

de'

disputanti

terzo

posto nel
"

Monumenta

Praedicatorum

hisiorica, tom.
et

X,

pag. 86:
Studii,
,

Quoniam
sed etiam

passim suboriuntur quaestiones inter praelatos

officiale*

primo de-

claramus quod... regens

est

caput Studii,
ei

et

non modo studentes...

omnes

alii

officiales
;

Studii et lectores

subditi sunt in

omnibus quae pertinent

ad Studium...
et

et

ad eum maxime pertinere declaramus terminare, resolvere


in

definire

quascumque quaestiones propositas


ut

disputationibus,

omnibusque
penitus,

silentium imponere hac lege,

post

datam ab eo resolutionem

nulli

exceptis provincialibus, liceat quidspiam in


i

medium adducere

".

Ibidem

"

Ad

officium etiam

regentis pertinere

declaramus legere praeci-

puam
legat

lectionem theologiae aliisque lectoribus praescribere quid legere debeant;

autem

ipse

hora quae

ei

magis

placuerit,

et

eius

lectionibus

interesse

teneantur non

modo

studentes formales sed etiam dantes operam metaphysilegent


horis

cae

alii

autem

lectores

ab ipso regente assignandis.

Ad
".

ipsum

etiam pertinere... omnia quae de magistro studentium scripta sunt...


8

Ibidem

"

Secundum

locum... pertinere
theologiae...
:

declaramus... ad
,

baccalaureum

seu ad

secundum

lectorem

absente regente...

ad

baccalau-

168

Capitolo

collegio apparteneva al maestro degli studenti, che, oltre al

suggerire le conclusioni da difendere,


i

casi di coscienza e
all'

quesiti sopra V Epistole e

Vangeli, e oltre

indicare

come

poterli considerare nell'uno

e nell'altro modo, era in

obbligo di notare diligentemente, in un registro particolare,

quando ciascun professore


di scrivere la
"

otteneva e lasciava

la

carica,

licenza

"

o
"

la

"

patente
"

"

a'

frati

eh* erano

approvati
i

l
.

Perch erano
sebbene

inabili

a qualsiasi promozione

padri

che,

insigniti
si

del

grado

di

lettore,

non

avevano mai insegnato,


finitori,

prescrisse a' provinciali e a' de-

sotto aggravio di coscienza, di

prendere per

il

ma-

gistero dello

Studio,

il

baccellierato e la

reggenza coloro
letto
la teo-

che senza interruzione avessero rispettivamente


logia

almeno

sei,

dieci e

dodici anni
scelta,
1'

e sopra a tutto, di

non tenere, come

criterio di

la

semplice anzianit,

ma
tica

bens
2
.

il

lungo esercizio,
gli
"

attitudine e la perizia didatdati

Resi vani
omnia

ordini

"

precedentemente

"

dal-

reum
est

pertinet

regentis munia... adimplere

peculiare autem ofneium eius


in

legere

secundam

theologiae

lectionem,

nec non

quotidianis

circulis
".

aliisque disputationibus dirigere argumentantes et


1

eorum argumenta prosequi


tom.

Monumenta
autem

ordinis

Praedicatorum
pertinere

historica,

X,

pagg.

86

e 87:
:

"

Tertium

locum

declaramus ad
,

magistrum

studentium...

praeter

autem ea quae de

ipso expressa sunt...

ad eum peculiariter
circulis

pertinere...

proponere conclusiones disputandas


dentibus,
...

in quotidianis

assistereque respon-

proponere... casus conscientiae et quaestiones


illa

super

epistolas et
literas

evangelia et

ad utramque partem

ventilare,

nec non scribere


et

di-

missorias studentibus completo

eorum

studio,
et

...

etiam habere registrum in


et

quo continuatim notentur


2

officiales

omnes
"

eorum receptiones

remissiones

".

Ibid., pagg. 169,


officio

133 e 168:

Ordinamus... quod lectores qui nunquam


sint

lectoris

functi sunt,

ad promotiones graduum

inhabiles...

Item

regens,

baccalaurei, magistri

studentium... non iure antiquitatis assumantur nec


a...

ad determinatum tempus assignentur, sed

provincialibus

cum

diffinitoribus
...

constituantur qui magis idonei fuerint ad discipulos instituendos,

longo usu

docendi
legerint,

et

legendi periti

et

magistri
et

quidem Studii per sex annos theologiam


".

baccalaureus per

decem

regens per duodecim...

Studi e sacerdozio

169

l'ambizione di certuni

",

il

Capitolo generale del

583, se

tacque de'
fiss

lettori

che potevano passare maestri degli studenti,


il

ancora una volta


la

numero degli

altri

"

graduati
il

n
,

con-

fermando per
si
l
.

provincia del

Regno

ci

che per

passato

era stabilito, dieci baccellieri e dodici reggenti o maestri

di teologia
Il

reggente

il

baccelliere

il

maestro
dalle
2
;

degli

studenti

rimanevano
3
;

in

carica,

come appare

provvisioni dei

Capitoli generali, da uno a tre anni

erano dispensati dalle


annui \

prediche

percepivano anche

sei o quattro ducati

compenso tenuissimo, non


bisognava
n

adeguato

certo

alle

fatiche di

dieci mesi, n all'importanza del loro insegnamento, giacch

spendere

la

maggior parte del tempo nello

stu-

Monumenta

ordinis

Praedicatorum

historica,

tom.

X,

pag.

243

"

Ut

ambizioni

quorundam
provinciis,

occurramus,

cum graduatorum numerus nullum habeat


ordinando
districte
.

modum
vetur

in

ordinamus,

et

praecipimus, ut obserIn
il

numerus ab

unaque

provincia

determiuatus...

provincia

Regni

erunt magistri duodecim,


del
"
1

baccalaurei

decem \

Ma

gi

Capitolo

generale
dichiar

569, accettando
esse

il

magistero di fra

Tomaso

Vio da Gaeta,

completum

numerum magistrorum duodenarium, quem Provincia debet


ordinationem

habere

secundum

praecedentium Capitulorum
il

generalium

"

(Ibid., pagg.

243

e 113). Nel 1581, avendo


si

generale fra Paolo Constabile


errori

da Ferrara
e
nelle

disposto che

correggessero

gli

commessi nelle proposte

promozioni, nella provincia del Regno vennero privati del lettorato


Battista

fra

Gian
;

Anna da
fra

Napoli, fra Luca da


fra

Capua

e fra
il

Simone Gatsagrestano fra

tola

del

baccellierato

P organista

Alberto
del

Mazza,
fra

Bonifacio da Napoli,

Gian Domenico
fra
e.

Vecchio,

Giovan Antonio
e fra

da Urbino,
Strozzi:
2

fra

Raimondo da Napoli,
voi.

Tomaso Mazzaferro
1

Tomaso

Monasteri soppressi,
ordinis

582,

25

Monumenta
Ibid.,

Praedicatorum

historica, tom.

X,

pagg. 20, 7

3
4

pag.
il

133:

"

Lectores ad praedicationem non mittantur


studenti,
sei
il

\
:

Quattro

maestro degli
voi.

reggente e
ce.

il

baccelliere

Mo-

nasteri soppressi,

457,

e.

463

voi.

458,

I60

291

,.

70

Capitolo

V
arti
"
1
.

dio della teologia anzich delle

Nel secolo deci-

mosesto

il

corso teologico durava quattro anni, se altrimenti


il

non provvedeva

provinciale col

consiglio de' maestri, o

non erano

in vigore delle concessioni,


la

come

quella che aveva

avuta con un breve apostolico


era sufficiente un triennio
teoretica toccava
2
.

provincia del Regno, dove


lezioni,
la

Delle

speculativa o
la

prima
tutt'

dell'ora

dell' uffizio,

pratica o

morale dopo
sioni

ma

e due fornivano argomenti e conclu-

nelle dispute,

e
3

materia
.

di riepiloghi

di confronti

ne' circoli quotidiani

Il

programma

di teologia speculativa

abbracciava

la

prima e

la

terza parte della

Somma;
seconda
pag.
4

quello
.

di teologia morale le quattro

sezioni della

Do-

Monumenta

ordinis

Praedicatorum

historica, tom.

X,
".

64

"

Provin-

ciales...

sedulo invigilent provideantque in primis, ut temporis ad studendum

praefixi
2

maior pars theologiae


pagg. 133 e

quam

artibus impendatur

Ibid.,
"

205:

Ne' Capitoli generali di

Roma
nisi

del

1571 e del
provin-

1580:
ciali

Sacrae theologiae tempus quadriennii deputetur,


Consilio

aliter...
.

de

magistrorum

et

officialium

Studii visum fuerit...

Concedimus

provinciae
attigerunt

Regni, ut studentes
triennium in

formales
Studio,

Neapolitani, qui compleverunt vel

eodem

examinentur iuxta breve apostolicum


officio

concessum eidem provinciae pr lectoratus


3

acquirendo
lectiones, ut

".

Ibid.,
,

pagg.
altera

133 e 266: "Ita distinguantur


vero moralis...
.

altera

sit

spe-

culativa...

In

disputationibus etiam alternis vicibus de


in

utraque materia proponantur conclusiones,


altera lectione

quotidianis

quoque
Iectore,

exercitiis

de
ut

habeatur conclusio, de altera,


.

praesente

collatio,

utriusque rationem habeant studentes...

Mandamus una cum

speculativa aliam
officii

partem moralem

legi...

ita

ut

mane
'.

speculativus ante

horam

divini,

moralis vero post ofncium legat


4

Ibidem

"

Speculativam... lectionem dicimus esse primae et tertiae partis


moralis vero primae secundae et secundae secundae. Quilibet

divi

Thomae;
his

autem ex

lectoribus teneatur totum

cursum quatuor annis

absolvere,

ita

quod speculativus primo anno


tum de Trinitate
similiter

a principio primae partis legat usque ad tractaaltero

exclusive

usque

ad

finem

primae

partis
;

tertio

a principio tertiae partis usque ad tractatum de Sacramentis


tertiae
partis.

quarto

usque ad finem

Moralis autem

primo

anno

legat

a principio

primae secundae usque ad tractatum de Habitibus inclusive; reliquum

vero

Studi

sacerdozio

vendo esporre

le

Sentenze di Pietro Lombardo secondo

il

commento del Capreolo e tre grossi tomi S. Tomaso, perch avessero tutto il tempo
farli

delle opere di
di terminarli e

ben conoscere,
a

il

reggente e

il

baccelliere venivano
difficile

esortati

indugiarsi su
in

quanto

era

e
le
i

necessario,
opinioni, le
provinciali e
di cor-

riducendo

breve o tralasciando addirittura


'.

minuzie e ogni superfluit


i

Si deputavano

visitatori

alla

vigilanza degli Studi,

con
i

la facolt

reggere e punire,
adoperassero, o

secondo
non

le

mancanze,

maestri che non


la

facessero
a
;

adoperare,

lingua

latina

nel parlare e nello scrivere


sia
si

che
del

in

pubblico o in privato,
del

pure

sorretti

dall' autorit

Durando o

Gaetano,

mostrassero proclivi a quegli articoli attinenti alla fede e

al

buon costume

quali ripugnavano

a'

canoni del Concilio

primae secundae secundo anno

tertio

a principio secundae
finenti
.

secundae usque

ad tractatum de Charitate; quarto vero usque ad


1

Monumenta
baccalaureis
S.

ordinis

Praedicatorum

hislorica, tom.
utilia

X,

pag.

287

"

Ordina-

mus, ne tempus frustra conteratur minus


et

pertractando, atque regentibus

praecipimus, ut infra quatuor

annos

totam angelici

doctoris

nostri

Thomae Summam ambo


et

simul perlegisse teneantur, materias

omnes

dimciliores et magis necessarias explicando,


alia

opinionum vero
".

superfluitate* et

minus necessaria resecando


alternare
la
si

praetermittendo

Potendosi nel secondo


quella del
nello

biennio
delle

lettura

di

teologia morale con

quarto libro

Sentenze,

doveva,
I'

quanto a queste,

seguire

Studio di S.
alla

Domenico Maggiore

esposizione che un padre

maestro

appartenente
il
1

provincia tolosana, fra Giovanni

Capreolo,
era

aveva

dettato fra
libri

426

il

1431

perch

il

"

Capreolino
graduati
"

"

uno de* pochi

che possedevano immorte

mancabilmente

"

del

convento

napolitano e che alla loro

vediamo facilmente venduti:


cit.,
2

Ibid., pag.

133;

QUETIF ET ECHARD, Op.


voi.

tom.

I,

pag.

795; Monasteri
ordinis

soppressi,

458,

e.

117
pag.

Monumenta

Praedicatorum
et

historica, tom.

X,

133:

"

item

ordinamus, quod omnes studentes


loquantur
et

Studii officiales non


exercitia,
et

nisi

latino

sermone
conscri-

scribant etiam extra

litteraria

literas,

quas

bere eos contigerit, non vulgart sermone, sed latino deinceps conscribant

172

Capitolo

V
le

di

Trento

'
;

che col pretesto di leggere

sacre carte ten-

tassero in qualsivoglia

modo

di

mutare

l'

insegnamento della
" "

teologia scolastica
gare,

2
;

che fossero poco


"

solleciti nello

spiedi S.
gli

sostenere
3
.

difendere

la

"

solida

dottrina
"

Tomaso
vita

Anzi,

specialmente

per

veder

prosperare
il

studi che

non arrecano un piacere vano, ma


agi' ingegni

frutto della

eterna

egregi

",

Pio V, gradendo V
permise che sotto
il

invito
i

del generale Vincenzo Giustiniani,


auspicii
si

suoi
fati-

cominciasse
lavoro

" il ", "

pi grande e nobile,

pi

coso e

difficile

la

nuova edizione degli


alla
al

scritti

del-

l'angelico Dottore, per

restituirli

pristina

integrit e

purezza

"

4
.

La

ristampa venne fuori

principio del

1571

Monumenta
sub

ordinis

Praedicatorum
privationis

historica, tom.

X,

pag. 91
,

"

Districte

praecipimus

poena
Iector...

cuiuscunque

gradus...

ne quis magister
privatim

aut regens aut

audeat asserere aut

defendere

publice vel

articulum ullum pugnantem

cum

decretis sacri concilii Tridentini sive

ad bonos
ilio

mores sive ad dogmata

fidei

attinentibus,

praesertim

cum canone
sacratissimi

de

confessione, necessario praetermitlenda ante


Christi, etiam
si

sumptionem

corporis

aliquem ex

nostris doctoribus

insignioribus,
".

nempe Durandum,
quod
duae
...

Caietanum seu quemvis alium patrocinantem habuerit


2

Ibid.,

pag.

64:

"Item

ordinamus

in

generalibus

Studiis

lectiones de Sententiis aut


et

de partibus divi
.

Thomae semper habendae


,

sint,

praetextu lectionis sacrae scripturae..


poenitus immutetur
Ibid.,
est,
".

circa studia scholasticae

theologiae

nihil
3

pag.

59:

"

Item confirmamus, quod iam a multis capitulis decreS.

tum
ipsi

ut

quicunque a solida
scripto
et

Thomae

doctrina
officio

recesserint,

novitates

contrarias verbo vel


officio,

inducentes, ab

lectoratus et
;

ab

alio

quocunque

gradu

dignitate perpetuo priventur


n
.

super quo
n

provin-

ciales diligentissime

invigilent

ancora: (Ibid., pag. 370):

Admonemus
studentibus

magistros omnes, baccalaureos et lectores ut


in

memores
dist.

sint

eorum quae habentur


1

declaratione

nostrarum Constitutionum

2,

cap.

4,

De

Circa studentes... doctrinam gloriosissimi doctoris nostri angelici divi Thomae...


legere,
in

declarare, sustentare et defendere tenentur;


suis
offciis

contranum vero
".

facientes,

poenam debent
4
n

et

gradibus privari...

Ut ea maxime

studia vigerent,

quae non inanem

quandam

oblectatio...

nem, sed aeternae

vitae

fructum excellentibus ingeniis afferre possunt,

cum

Studi e sacerdozio

73

il

22 marzo,
da
fra

il

padre

fra

Tomaso da Argenta
priore di S.

era inca-

ricato

Ambrogio da Lapigio,
consegnare
n

Domenico
al
"

Maggiore, di

ventiquattro

ducati

d' argento

procuratore dell' Ordine


l'

per un corpo delle opere

del-

Aquinate
Dal
1

'.

583

il

numero degli

studenti formali della provincia

del Regno, nello Studio

di S.
;

Domenico Maggiore, pot


fino

giungere a tredici inclusive


n*

ma, prima,

dieci \
1

Ve

erano gi quattro sullo scorcio del maggio del

569, es-

videres cogitare nos

rem maximam
ut

et

praestantissimam,

laboriosam tamen in
pristinae
restituta

primis et perdifficilem,
integritati, in

omnia Doctoris Angelici


in

scripta

tomos apte distributa (praesertim

urbe

Roma,
eodem

altrice

quon-

dam
ci

ingeniorum, nunc Christianae religionis domicilio),


fuisti

simul tempore
"
:

ederentur, author

ac

mandasti
il

etiam
dell'

ut

opus aggrederemur...

ecco

che

al

Ghislieri scriveva

maestro
in
i

ordine domenicano (D. F.

PETR1
tra

DE BERGOMO
gli

Tabula aurea

Omnia

opera D.

THOMAE

AQU1NAT1S,
ecclesiastica

Romae, 1571 .Si adoperarono


altri
il

manoscritti

autografi per la collazione, e

codice contenente

trattati

De
al

coelesti hierarchia,

De

hierarchia,
alla

De

divinis nominibus e

De

mystica

(neologia; codice ora passato

Nazionale di Napoli,

ma

fino

cadere del
S.

secolo

decimottavo conin S.
il
1

servato

come
11

preziosissima reliquia

nella cella di
il

Tomaso

Domenico
settembre
12,

Maggiore.

qual

convento per riavere

bel

cimelio diede, per

1571, "al barcaiolo, quale l'ha portato da


portatura da
tari
1

Roma
voi.

nolito tari

e per

la

barca a

la

duana ed

al

vescovato

insieme
e.

con
r
.

lo

guardiano

3 e grana
Ibid.,
si

10": Monasteri
458,
e.

soppressi,

458,

255

voi.

236
I,
t.

Per accomodarlo e
gr.

farlo

portare da

Roma

Napoli,

pag "due.
I

I,

2"

{Ibid.,
al

e.

255

v ).

Fra

Tomaso da
1703, com-

Argenta dal
mello:
Ibid.
,

564

al

568 appartenne
568.

convento di Santa Caterina a For-

voi.

1699, istrumento del 28 settembre


1

1564;

voi.

pra di censo del 27 settembre


2
1

Monumenta

ordinis

Praedicatorum
Regni,
ut

historica, tom.

X,

pagg.

248

e 169:

Concedimus provinciae

in

Studio S. Dominici de Neapoli


inclusive....

nu-

merus studentium provinciae ascendat usque ad 13

Item ordina-

mus quod
vincia
ultra

in

Studio Neapolitano non possint


;

esse,

studentes formales de prosecus

numerum denarium

irritum decernentes quicquid

factum

fuerit ".

74

Capitolo

V
sei padri

sendosi approvata
fra

1*

ammissione di
fra

della Provincia,
fra

Paolo da

Napoli,

Iacopo

da
fra

Airola,

Tito da

Salerno, fra
poli e fra

Geronimo da Nocera,
Airola;
Capitolo

Arcangelo da Naprimi giorni di

Vincenzo da
1571, se
il

dieci ne'

giugno del

generale di
forestieri,

quel tempo
fra

pens a mandarvi soltanto studenti


Corso,
fra

Ottaviano

Giuseppe da Marsala,
Camillo da Monopoli,

fra

Vincenzo da Castelda Altomonte

laneta, fra

fra Silvestro

e fra
di
la

Domenico Porace, due per ciascuna delle province 1 Calabria Per la licenza, Sicilia, di S. Tomaso e di
.

rimozione o

la

morte
allora,

di

uno degli
2
:

studenti

napolitani

vac un posto, e
si

in ossequio alle leggi

dell'

Ordine,

provvide subito

alla surrogazione

avuto
e fra

il

parere favo-

revole de' priori fra


zaferro,

Domenico Vita

Tomaso Maz3
,

e de' padri che erano sotto

la

loro ubbidienza nei


il

conventi di S.

Domenico

e di S. Bartolomeo
scelta,

Pasqua
nel 21

non

dubit di fare

un'ottima
il

richiamando
lui

maggio del 1572 proprio


ricevuto
al

sacerdote che da
e

era stato

chericato e alla professione \

preferendolo

a fra
fra

Ambrogio da Airola, Andrea da Caserta e a


agli
il

a fra
fra

Antonio da

Napoli, a

Iacopo da Atripalda, che

destin

Studi

formali
il

di

Palermo,

di

Bologna e di
il

Andria,

30
il

maggio e

20

novembre del 1572,


5
.

25

gennaio e
1

18 maggio dell'anno appresso


ordinis

Monumenta
"

Praedicatorum

historica,

tom.

X,

pagg. Ili e 142.


prior

Si

vero aliquem missorum studentium... mori...


"
:

contigerit,

pro-

vincialis loco ipsius possit alium subrogare

Regula
e.

divi Aurelii Augustini

cum
3

constitutionibus ordinis Praedicatorum,

48

Monumenta
vixit
n
.

ordinis

Praedicatorum
generalia

historica,

tom.

X,

pag.

288

"

Nullus

ad collegia vel Studia

admittatur, nisi a patribus convehtuum, in

quo
4

et a

quo

discessit,

doctrinae et

morum

fidem ac testimonium secum

detulerit

Vedi

le

pagg.

121

129.
voi.

Monasteri

soppressi,

582,

ce.

83

86

87

88

Il

7 di-

Studi e sacerdozio

75

Ritornato a Napoli nella seconda met del

572, perch

era uno de' quarantasette sacerdoti esistenti in S.

Domenico
4
lu-

Maggiore
l

il

dicembre e non uno de'


si

trentotto del

glio

il

Bruno
!

affrett, com'era consuetudine, a consegnare


gli si

undici carlini, acci


nello Studio
;

allestisse

una cella per

la

recezione

ma

vi

entrava in giorni che non erano davfinito


il

vero molto
da' suoi

lieti.

Era

27

aprile del

568,

pianto
di ogni

concittadini

non

meno che
n
,

da'
n

religiosi

ordine,

il

decano de'
maestro de'

teologi napolitani,

chiamato per ec"*

cellenza
e

maestri

fra

Giordano Crispo

dopo

di

lui,
il

si

estinsero in breve parecchi di quei padri

che erano
menico. In
gi

decoro del monastero e dello Studio di S. Donel


1

fatti,

569

fini

un degno collega del Crispo,

ricordato

convento e

come reggente di teologia nello Studio del come lettore della medesima disciplina nell'Ate-

cembre del 1572


Studio di S.

si

accett (Ibid.,
fra

voi.

581,

e.

47

nel

convento e nello
questi

Domenico

Gian

Battista

da Napoli

ma

ottenne

il

permesso del generale


1

tra

Serafino Cavalli prima.


le

Ne*
fra

consigli

conventuali per

affiliazioni di fra

Antonino da Camerota
e.

e di
2

Gian

Battista
il

da Napoli:

Ibid.,

voi.

581,

47 rev

Nel 1561,
del

10 settembre,

l'introito

straordinario di

undici carlini "per

mano

maestro di
tari

studenti da fra

Geronimo da Taranto
il
1

studente
"

"

di
"

quattro ducati,

uno e

diciotto grana,

ottobre,

per la

recezione

di quattro studenti; e di un' eguale


di altri quattro
"

somma,
,

il

17

novembre, per l'ammissione


ce.

studenti; ecc.

Ibid.

voi.

457,

I99

201
in

202

Ordinamus

quod
in

pecuniae
aliud

quas

studentes

formales

ingressu

Studii

contribuere solent,
lectisternia

non expendantur
suarum
utensilia

praeterea ad
"
:

reparanda eorum
generalis S.

aliave
e.

cellarum

Origo

Studii

Petri Martyris,
3

12
cit.,

Toppi. Op.

pag

151

-,

Quetif et Echard, Op.

cit.,

tom.
"

11.

pag.

200. S. Domenico Maggiore un anno dopo riceveva dal signor


in

Ioan

Alfonso Crispo,

nome
I

e parte delti lassiti della

buona memoria del quondam


ricavati dalla
"

maestro lordano docati


libbri e

50 \

oltre a' trentacinque

vendita de
ce.

robbe
).

"

del
le

medesimo padre (Monasteri


pagg.

soppressi, voi.

458,

99

100

Vedi

112,

118

125.

176

Capitolo

V
l
;

neo della

citt,

fra
1

dal principio del

Marco Chiaiese 570 al 2 dicembre


fra

in

due anni

circa,

del 1571, fra

Tomaso
Tocco,

Eligio con fra Gabriele da


fra

Chieti, fra

Geronimo

Gregorio
tutti

da Bagnoli e

Ambrogio da Lapigio, che


stato

avevano

meritato, gi

detto, le maggiori
i

di-

gnit de' conventi e delle province e

pi
1

alti
il

gradi ac-

cademici

2
;

in ultimo

1*

8 gennaio del
3
.

572,

padre

fra

Tomaso de Vio da Gaeta Il religione il nome illustrato da un


incarichi
oltre al

quale,

avendo assunto

in

suo zio che era successo


e

a fra Giovanni Clre nel generalato

aveva avuto gravi

da Leone X, Adriano
priorato del convento di
la
5
;

VI

e Carlo

4
,

ottenne,

Campagna
Studio

e al provincia-

lato di Sicilia,

reggenza dello

per un biennio

e ancora pi di fra

di S. Domenico Raimondo da Napoli,

Nell'ottobre del

1569

la famiglia di

S.

Domenico Maggiore "riceve per


lassati

la

morte del quondam maestro Marco di Castiello a mare


scuti

da

lui

in

contanti

680

d' oro in oro,

quali sono

stati

venduti...

per...

ducati
"

859

"

non meno di centotrenta


lui

ducati
voi.

"

per vendita de robbe e libbri

appartenuti a
poi le
2
II

(Monasteri soppressi,
e
in

458,

ce.

02

100

).

Vedi

pagg.

Ili

119.
fatti,

Lapigio,

pass a miglior vita


gli altri
r
,

il

2 dicembre del

1571,
voi.

il

agosto fra Gregorio e un po' prima


ce.

{Monasteri soppressi,
v

581,

e 41

voi.

458,

ce.

110

113

117

r ).

Vedi

le

pagg.

119

120.
3

QUET1F ET ECHARD, Op.


voi.

cit.,

tom.

II,

pag. 221. Monasteri soppres-

si,

458,

e.

117

Da Leone
;

che

lo

cre cardinale, fu

mandato

in

Germania per

in-

durre Lutero

a ravvedersi;

da Clemente VII ebbe

affidato la causa di

Arrigo
contri-

Vili
buito

ma venne
patria,

pur largamente adoperato da Adriano VI.

Avendo
della
il

all'elezione di

Carlo
Io
si

V,

ottenne

da

questo
il

il

governo

chiesa

della sua

onde
il

chiam comunemente

Gaetano;

qual

nome

volte pigli
'>

anche

nipote.
voi.

Monasteri
tom. 111.
II,

soppressi,

582,

e.

60 v

QUETlr-

ET ECHARD, Op.
historica,

cit.,

pag.

221. Monumenta ordinis Praedicatorum

tom.

X,

pag.

Studi e sacerdozio

177

di fra

Alfonso da Firenze, di
fra

fra

Alessio da Siena, di
co'

fra

Giulio da Firenze e di
calc dal
1

Domenico da Lisbona,
mal

quali

565

il

medesimo
l ,

pulpito, fu ricercato e applauil

dito quaresimalista a ragione


1

nonostante
tal

animo che a
lui.

torto

si

ebbe

volta verso di

Si appag, nel

568,

il

desiderio de' nobili del seggio di Nido, che chies'

devano non
nicali

interrompessero

le

pubbliche prediche dome-

le

interpetrazioni della Scrittura in S.

Domenico
non fosse

ma
Il

a patto
.

che

il

predicatore e

1*

interpetre

il

Gaetano

Capitolo generale del


fra

1571 nominava, nello Studio di

S.

Domenico,

Pietro da
1*

Nocera e

fra

Tomaso da Aversa,
studenti, per

T uno a reggente,
solo anno,

altro

a maestro

degli

un

e fra Reginaldo Accetto a baccelliere per due,


al

lasciando

provinciale
;

la

cura di provvedere
vi

per

il

resto

del triennio
fiducia

Evidentemente
ne'
prelati

fu indotto

non tanto dalla


quanto
per

che
la

aveva

napolitani,

da
la

altri

motivi,

difficolt,

innanzi tutto, della scelta


di
abili

scar-

sezza

momentanea
"

maestri.
"

In

fatti,

il

generale fra

Serafino Cavalli
.nel
fra

incorporava
il

a S.

Domenico Maggiore,
generale
il

27 dicembre del 1572,


Bartolomeo
d'

lettore e predicatore

Angelo,

perch

il

convento, che era

primo e pi insigne della Provincia, conveniva fosse adorno


e sorretto
"

da

una

corona
tutti in

di

padri di molto senno


Domenico
negli anni

"

*;

Predicarono, questi padri,


soppressi,

S.

che
r
;

vi

stette

il

Bruno: Monasteri

voi.
r
,

457,

ce.
r

500
343

523
.

530

voi.

458,

ce 136
-

I60

I72

228

240

Ma

nel

1571

rimunerato di nuovo "per


voi.

la

predica
e.

dell'advento ed
r
.

altre
3
4

soe lezioni":

Ibid.,

582,

e.

voi.

458,
tom.

228

Monumenta

ordinis

Praedicatorum
:

hislorica,

X,

pag.

142.
di-

Docc. napolitani, doc. XII


perspicere volentes,

"

Conventus S. ctl Dominici de Neapoli


et

gnitari
renti

quem tamquam Provinciae primarium


et

insigno-

conventuum patrum corona


".

discretorum

numero

ornari atque

muniri

decet...

Spampanato.

\>

178

Capitolo

V
guardando
il

il

23

giugno
"

di

queir anno,

" ali* utilit

al

decoro

di esso convento, vi affiliava


vi era stato

padre
1

fra

Antonino
al
il
1

da Camerota, che
e
fra
il

reggente dal

564
le

569

'

25 gennaio,

assai

ben

volentieri vi trasferiva
"

maestro
della

Mattia da Aquara, perch questi

con

virt

vita e dell'ingegno potesse ravvivare e far splendere di


la

nuovo
Torino

luce che in un tratto


"
2
.

s'

era estinta per la perdita di tanti


stato lettore a

dotti padri

L'Aquario, che era gi

e reggente a Milano, che appresso

insegn

metafisica nel

Ginnasio di
fu a

Napoli, e nel tempo che lesse alla Sapienza,


teologo del Santaseverina,
vi
"

Roma
"

sfrattato

"

dal

Re-

gno appena
e letture
fuori di

giunse,

e privato

"

de*

frutti

delli

beneficii

per

comando

del Granvela, non rimase a lungo


il

Napoli, intercedendo per

suo ritorno quei molti

che avevano sospirato d'averlo


i

in S.

Domenico

3
;

ed

egli

padri fra Antonino da Camerota, fra Agostino da Napoli,

fra

Bartolomeo da Polla,

fra

Stefano da Ottati,

fra

Iacopo

da
1

Pietravairano, fra Reginaldo da Napoli, fra Bartolomeo


conventus S. ctl
".

Monasteri soppressi,
et
n
r
:

voi.

581,
et

e.

47

"

Insignis

nostri

Dominici de Neapoli
2

utilitati

dignitari perspicere...

volentes...

Ibid.

e.

45

Ut

insignis

noster

conventus

quemadmodum

ceteros

dignitate praecellit per universos conventus, sic etiam exteroium

reverendorum
afflia-

patrum

et

magistrorum corona
originali

sit

ornatior,

decrevimus... te tuamque

tionem a tuo conventu


ut

ad conventum nostrum praedictum

transferre,

tuae

vitae

et

doctrinae splendore tot patrum lucem brevi exstinctam repapossimus...


".

rare et accendere
lodati
poli,

Si sperava,

cosi,

sarebbero

rifioriti

tempi

da

BENEDETTO
il

DI

FALCO
1

(Descrizione de' luochi antiqui di


e.

Nafassi,

Napoli, Mattio Cancer,

568, H,

3 v

"Nel

real

convento di S.
ivi

Domenico
''

concorso di scolari e dottori, per

il

continuo studio eh'


.

giamai manca, e

quasi per impossibile a credersi


c/7.,

QUETIF ET ECHARD, Op.


19

tom.

II,

pag. 303.

Catalogi anteces1,

sorum, mandata emolumentorum,


e.
r
;

dell'

Archivio di Stato di Roma, tom.


pag.
ce.

CARAFA, De professoribus Gymnasii romani, lib. II, SANTORO, Autobiografia, pag. 30. Monasteri soppressi, voi. 581,
49 v
.

464'
,

45

Docc. napolitani, doc. XI.

Studi e sacerdozio

79

d'Angelo e

fra

Domenico da Nocera erano


fl

coloro tra cui

il

Pasqua doveva prendere


I

graduati

"

dello Studio.

Registri di cassa del convento provano che la reggenza

dello Studio, dal 14 settembre del

1572

del

574,

fu
1'

affidata

prima a

fra

poi a chi

anno innanzi era


l

stato

al medesimo giorno Domenico da Nocera, secondo lettore, tra Re-

ginaldo Accetto
nella

gli

Atti

dell'

Ordine
eletti

aggiungono che
baccellieri
fra

Pentecoste

del

1574

vennero
fra

Geronimo da
un triennio
costoro quindi
all'

Pontecorvo e
fra

Erasmo da Napoli,
da

e per

reggente
il

Antonino
attese

Camerota
dubbio,

Sotto

Nolano

senza

dal primo

ultimo giorno, agli studi di teologia tomistica; sia perch,


il

dopo
non
sia

suo

ritorno a
si

Napoli, avendo preso parte a

tutt'

consigli
si

che

tennero in S.

Domenico

dal

1572

al

1575,
",

allontan punto

dal proprio

monastero

d' origine

perch, non lasciando nulla a ridire per condotta e sapere,

facilmente

consegui

la

promozione
4
.

negli

esami annuali e
egli

pot
al

giungere a quelli di licenza


de' capi dello

Questi
nel

sostenne

cospetto

Studio

luglio del

1575

5
,

Nel 4 novembre del


Nocera, per
la
"

1572 "dato
iniziale
al

al

padre regente,

il

padre

fra

Dome";

nico de
nel

soa

provisione della regenzia docati sei

3 aprile del

1574

dato

padre maestro Reginaldo de Napoli, regente


tari

del

Studio, per complimento della soa provisione doc. quattro e


voi.

quattro

"

Monasteri soppressi,
2

458,

ce.

291

325

Monumenta

ordinis

Praedicatorum

historica,

tom.

X,
"

pagg. 183 e

184.

'

Docc. napolitani, docc. Xl-XIll. Origo Studii gcneralis S. Petri Martyris,


e.

12

Ordinamus
in

quod

studentes formales singulis annis rigidum

examen subeant,

quo non solum


erit
;

de

literis

ac sufneientia, verum etiam de indole ac moribus faciendum


ut

scrutiniumque per vota secreta,


'

inepti

vel

discoli

reiciantur...

".
"

Assegnandosi

"

tempus lectionibus

singulis annis
1'

decem mensium

e co-

minciandosi dal di dell'Esaltazione della Croce,

anno

scolastico finiva conhistorica,

seguentemente
tom.

il

14

luglio:

Monumenta

ordinis

Praedicatorum
e.

X.

pag.

133. OrigO Studii gcneralis S. Petri Martyris,

10,.

180

Capitolo

V
al

svolgendo,
tesi,

come

dieci anni

dopo ricord
"

Cotin, delle

due delle

quali per dimostrare che

vero tutto quel


i

che dice S. Tomaso nella


n

Somma
il

contro

Gentili

n
,

e che
"
i
;

vera qualunque cosa dica

Maestro delle Sentenze

e avendoli vittoriosamente superati, dal molto reverendo fra

Domenico Vita, che


fu
"

era provinciale dal maggio del


lettore
in

1574

2
,

istituito

dichiarato
i

teologia
salvi

nell*

Ordine
gli

con

le

grazie e
n
3
.

privilegi

consueti,

mantenendo
documentato

acquisiti

A
del

un

racconto

cosi

circostanziato
1*

non

regge in nessuna delle sue parti

ingegnoso
caso
d'

ragionamento
1

Mondolfo.
lui

Non
in

quindi

il

immaginare pi
anteriore al

con

che

il

Bruno, nel

viaggio

romano

maggio del 1572,


abbia a
lui

un'udienza che ottenne


la

da Pio V,
e inallora

potuto mostrare
1*

sua memoria

artificiale

sieme presentare
si
il

Arca

di

No, e ancor meno che


in teologia
4
.

sia

procacciato

il

grado accademico
vi
:

Non

caso, ripeto,

neppure se

sia
"
il

un lontano appiglio nelle


est

parole del diario del Cotin

docteur en thologie

Docc. parigini, doc.


Monasteri soppressi,

II,

pag.

295.
e.

voi.

582,

92

il

primo atto del provincialato

del Vita nel


3

17 maggio del

1574.
e.

Origo Studii generalis S. Petri Martyris,


instituitur

25

"...Rev. pater N.
gratiis et privilegiis

N.

et

declaratur lector in ordine

cum omnibus
".

consuetis, servatis
4

tamen de
il

iure

servandis

Riepilogando,
e

MONDOLFO
"

(Per la biografia di G. Bruno, pagg. 549,


il

550
in

544)

sostiene

che

il

Bruno ebbe a conseguire


fu anteriore al

titojo

di

dottore
ci

teologia; che
ragioni

questo

addottoramento
che
esso

1576; che non


a

son

per escludere

abbia
a

avuto

luogo

Roma

che

presumibile
l'

che

la

presenza

del
e

Bruno
la

Roma
1*

abbia a coincidere

con

andata per invito di Pio


al

con

permanenza per l'insegnamento della


invito di

mnemotecnica
collegarsi
"

Rebiba
la

che probabile che


la

Pio

abbia a

con

dedica e

presentazione dell'

Arca

di

Noe.

Studi e sacerdozio

181

passe
tribuire

Rome

"

l
.

Nelle quali

parole,

non potendosi
spiegabile
particella
n n

at-

importanza a una
scorso
di

trasposizione

con un

malinteso o uno

penna,

la

non
op-

indica rapporto di luogo,

ma

di genere, specie,

qualit,

pure di appartenenza, dipendenza \ Perch esule, se nel


Libro del rettore
dell'
si

Accademia
firmava,

ginevrina, in data del

20
"
3
,

maggio del 1579,


"

ed

sfuggito al

Mondolfo,

Philippus Brunus nolanus sacrae

theologiae professor
il

al rettore dell'
si

Universit di Marburgo,
n

25

luglio del
" 4
.

586,

qualificava
Il

theologiae doctor romanensis

Bruno,

il

2 giugno del

1592,

rispondendo

agl'Inqui-

sitori

veneti che

non era

molto

versato ne' studii teolo-

Docc. parigini,
"

doc.

II,

pag. 295.

Il

MONDOLFO
cosi

(Op.

c/7.,

pag.

541)
il

sicuro che

se

nel

diario scritto cosi,

deve

ritenersi

abbia detto

Bruno".
perch
"

Il

BOULTING
",

(Op.

cit.,

pag.
le

51), invece, di avviso contrario;


prove,
il

convinto, pur non


sbagli

dandone
asser

che

il

Cotin, di memoria
a

poco

felice

quando

che

Bruno ebbe l'addottoramento

Roma.
2

Vedi

il

POITEVIN,
pagg.

Dictionnaire
I.

universe!

de

la

[angue

francaise,

Paris,
3

C. Reinwald,

1856, tom.
16 e
si
il

Docc. ginevrini,

17.

Il

MONDOLFO
lista

(Per

la

biografia di

G.
di

Bruno, pag. 535) non


Calvino; n
se

valso della
Berti,

degli studenti

dell'Accademia
il

ne valse
il

che d'altronde, come osserva


teologia

medesimo

Mondolfo, non
arti.
4

distinse

dottorato in

da quello

nel

magistero delle

Docc. tedeschi, doc.


".

I.

Ne' Docc. romani (doc.


superfluo notare
e
al

IV) detto

"

maestro

in

sacra teologia

Qui non
laurea;
",

che

il

Bruno
il

consegui
di

una

licenza,
H

non
"

una
o
"

adoper
quale
"

genericamente

titolo
tra'

"dottore",

professore
era

maestro

"

supremo grado
",

",

padri predicatori,

si

promossi dopo un lungo


"

lettorato

perfino
di

dopo un ventennio, doprovinzia


i

vendosi aspettare anche

l'ordine della
i

anzianit

";

e per

di

ordinario se ne insignivano

moderatori degli Studi o

prelati della

religione

domenicana

AGOSTINO MONTA!. UNO,


1

Lucerna dell'anima,
;

In

Venezia,

Damiano
pressi, voi.

Zenaro,

580, Lettera

al

Cardinale Alessandrino
v
,

Monasteri sope.

581

ce.

24

36

41

43

ecc.

voi.

582,

125,.

182

Capitolo

V
verit,

gici
la

"

L
,

sembra che non

parli

con

ove

si

rammenti

vita ch'egli fu costretto a vivere nello studentato.


si

Secondo

una delle costituzioni domenicane, non


studiare, senza
l'

potevano avere e
moderatori delscienze

una

dispensa

speciale de'

Ordine e della Provincia,


arti

libri di filosofia antica, di

profane e di
le

liberali,

ma

soltanto la Bibbia,
alle

le

Somme,
biso-

Sentenze e

le

Storie ecclesiastiche;
intenti

quali poi

gnava esser cosi


ditarne

da non smettere
giorno

di leggerne o

me-

qualche

punto
2
.

notte,

stando fermi o in

viaggio, per penetrare nel midollo di ci eh' era pi astruso,

e ritenerlo a memoria

Ne' Capitoli generali non


che avevano
Studi,
il

si

man-

cava d' insistere


province,
de'

presso quei
monasteri,

governo delle
costoro
si

degli

perch
all'

adoperassero incessantemente a richiamare


essa
costituzione
gli

osservanza di

studenti

formali,

dispensandoli dalle

prediche,
secolari,

impedendo
alle

loro di darsi, oltre

che
3

alle

discipline

lettere

ebraiche e greche, in
pretesto a distrazioni
22

somma
.

vietando

quanto potesse
1

offrire

Docc.

veneti,

doc. XII,

e.

Regula
e.

divi Aurelii Augustini


r
:

cum

constitutionibus ordinis Praedicato-

rum,

48

"In

libris

gentilium

philosophorum

non

studeant
artes

et

si

ad

horam
vocant,

suscipiant saeculares scientias,


nisi

non addiscant, nec


capitulum
taliter taliter

quas liberales
prior pro-

aliquando...

magister ordinis vel


provinciale
voluerit

generale,
;

vincialis

vel

capitulum
.

dispensare
sint

sed

tantum

libros

theologicos...
in

In studio

vero

horum

intenti,

ut
;

de die de
et

nocte,

domo

in

itinere,

legant aliquid vel aliquid


".

meditentur

quicquid

poterunt retinere corde tenus, nitantur


3

Monumenta
e

ordinis

Praedicatorum

historica,

tom.

X,

pagg. 91, 92, 133,

168
ut

287:

"

Admonemus
qua
,

provinciales et priores

praefectosque

studiorum,

constitutio

illa,

cavetur,

ne studentes
mandetur...
studentes...
.

in

libris

gentilium et philoso-

phorum

studeant...

executioni
.

Graecam autem
ad praedicationem

linguam

aut
.

hebraicam non addiscant...

Nec

mittantur...

Provinciales non permittant studentes... in


trahantur; alioquin ipso facto
privilegiis
et

aliis

occupari unde a studio

diset

gratiis

studentium eos privent

a Studio expellant

",

Studi e sacerdozio

183

Ma

gli

studenti

formali,

tuttoch
d'

soggetti a

una severa
libert
n

vigilanza,

godevano, nondimeno,
il

un po' di

nelle

loro celle, per

permesso che avevano


e,
l .

di potervi

scrivere,

leggere,

pregare, dormire

chi volesse studiare,


"

vegliare di
in-

notte al

lume della lucerna


i

Pertanto

il

Bruno non
il

gannava
e
il

suoi giudici, sostenendo che non spese mai


nell' istruirsi
2
,

pi

meglio delle sue ore

nelle discipline teo-

logiche e nelle cattoliche risoluzioni


undici

ma che anche
ebbe sempre
di

negli

anni

trascorsi

ne'

conventi

modo,

da sacerdote certo pi che da


cipalmente agli studi che
e
gli
4
.

novizio,

applicarsi prinla

procacciarono insieme
1'

gloria

l'esecrazione

Appresso,

andar ramingo per

il

mondo,

lontano dalla propria patria, acci potesse sostentarsi e cam-

pare da sospetti e pericoli estremi

le

fatiche dell'insegna-

mento

delle

dispute in

non

poche
;

delle

pi rinomate

universit francesi, inglesi e tedesche

le

cure del concepire,


nelle

dello

stendere

del

correggere,

fin

prove, molte,
in

lunghe e svariate opere di


italiano, gli lasciarono

prosa e di

poesia,

latino

soltanto de' ritagli di tempo, opportuni


via informato di quel

senza dubbio per

essere" via

che

si

veniva scoprendo e

pubblicando,
al

anche
in

per correggere

idee sbagliate e supplire


scibile,

difetto

qualche ramo dello

ma non

bastevoli a formare quell'

ampia e soda predella dimora

parazione letteraria e scientifica che fu


ne' conventi
napolitani,

frutto

e per cui

egli

appare a posteri e

Regula
e.

dici
v
:

Aurelii Augustini

cum

constitutionibus

ordini*
et

Praedicaetiam de

torum,

49

"In

cellis

vero scribere, legere, orare,

dormire
".

nocte vigilare ad lumen possunt qui voluerint propter studium


2 3

Docc.

Veneti,

doc. XII,

e.
il

22

Non

tredici,

come
il

vuole
1

BERTI
anno
in
.

(Vita-,
cui
il

pag.

39) con
in

tutti

gli

altri

biografi,
*

che credono
veneti,

563

I'

Bruno entr

convento.

Docc.

doc. XII,

e.

22

184

Capitolo

V
ammiratori
rari
,

contemporanei
secolari
"

ad

avversari

religiosi
si

uno de' pi eccellenti e


di

ingegni che
e

possano

desiderare, e
addirittura
"

esquisita
"

dottrina

sapere

",

un uomo
mol-

universale
il

Sembrandogli che

sapiente non

debba ignorare
frutti

la "

tiforme representazione di tutte cose e


tutti

moltiformi de
...

ingegni,...

non lezione, non


"

libro,

che,

se

non
"

a fatto senza sale, non sia stato essaminato, maneggiato

anche
egli

"

approvato

da

lui

2
.

Si comprende, quindi, perch

non

sia rimasto

contento solo d'una bella

cognizione
celebrati

della Scrittura e d' una


autori italiani e latini

gran familiarit

co'

pi

e con le pi pregevoli interpetrazioni


al

che

gli

umanisti diedero de' classici greci,

punto da

fidarsi

interamente della memoria per potersene servire in qualunque


occasione.

Imperocch,

se

modell

la

forma

della

poesia

degli Eroici furori e della trilogia latina di Francoforte su

quella delle

Rime

del Petrarca e del

De
le

rerum natura di

Lucrezio; se espose molte dottrine di Marcello Palingenio


Stellato e alcune del Fracastoro

con

loro stesse parole;


volentieri a tra-

se per

ritrarre

luoghi,

miti e tipi ricorse

durre liberamente o rifare brani delle opere di Ovidio o di

Luciano, di
lieto

Erasmo, di Merlin Cocai o del Berni


Manilio,
l'

se fu

che

Esiodo e
Pulci,

Saffo e Orazio,
il

Virgilio e

Lucano, Luigi
l'

Ariosto e
gli
",

Tasso,

il

Sannazaro,
versi

Epicuro e
leggiadri e

il

Tansillo

porgessero
la
"

immagini,
"

graziosi detti

bella veste
i

in
"

somma
squisiti

per rendere un po' pi limpidi ed efficaci

suoi

Docc. veneti, doc. VII,


Spaccio,
lib.

e.

doc. XXIII, quel

e.

225

pag.
III,

97.
epist.

Si
5,

ricordi

luogo

di

PLINIO
suo zio
"

SECONDO,
dicere etiam
".

Epistolae,
solebat,

dove

egli

ricorda
ut

che

nullum esse librum tam malum

non aliqua parte prodesset

Studi e sacerdozio

185

alti

concetti

"

';

dett anche parecchie pagine che mostrano


letto,

quanto mai avesse


cercare
n

come non
di

rifuggisse

nemmeno

dal

scritti

di

poca o quasi

nessuna importanza. Tra

tanti versificatori eh' al dispetto del


n
,

mondo
n
,

si

voglion passar

per poeti

tra " tanti

scrittori di

fabole

egli
"

non dimenti;

cava

n
i

nuovi rapportatori

d'istorie
i

vecchie

n trascur

tutta la turba de' petrarchisti,

quali mise alla pari con coloro


seriosi
1*

che trattarono soggetti


addirittura
n

non tanto gravi e non solo


n

n
,

e a volte

ignobili
di

n
:

cio
e
1'

con
i

estensore del
"

Testamento
scrittori
"

Grunnio
n
,

Corocotta
la

restanti
il

antichi
la

che esaltarono

salza,
"

orticello,

culice,

mosca,
1'

la

noce
n

e tesserono

le

lodi...

del scarafone,
",

de

asino,

del Sileno, de Priapo, de scimie

ma

con quanti

a'

suoi tempi

poetarono... degli orinali, de la piva, della


delle bugie,
caristia,
il

fava,

del letto,
della
stecca,

del

disonore, del forno,


"

del
n
il

martello,
palo,
fico,
1
11

della peste

e di simili cose,
la

la
la

ventaglio,
la

la radice,
il

gniffegnerra,
il

il

quintana,

candela,

scaldaletto,
G. Bruno

circello

3
.

FIORENTINO,

nella

Fanciullezza di

in

Giornale napooltre

letano della domenica e ne* Dialoghi morali di G.

Bruno,

che nelle

note alle Liriche del


tinuato, a
Il

TANSILLO,
libri
si

cominci, e non mancato chi abbia conle

studiare

ne'

bruniani

attinenze con la letteratura e la

storia.

materiale

che oggi

possiede, sufficiente
il

per avere

un* idea

dell'

uso

larghissimo e diversissimo che


imitazioni,
tutto

filosofo,

come poeta
e delle

e prosatore,
;

fece delle

delle

citazioni,

delle

allusioni

reminiscenze
italiane,
;

ed quasi
in

raccolto nelle note alle sue


scrittarelli
:

opere latine e
pagg.

non che

alcuni
bestia

miei

Bruno

Nola,

59-91

lo

Spaccio

della

trionfante con

gli antecedenti,

Portici,

Stabilimento

tipografico

vesuviano,
letteratura

1902, pagg. 15-22, 23-32, 99-111


dell'Asino,
pagg.

113-141;

G.

Bruno

la

10-29 e 5h-61; Alcuni


Stabilimento
alle

antecedenti e imitazioni francesi


vesuviano,

del Candelaio,
n.
I
;

Portici,

tipografico

1905, pag.
pagg.

15,

Postille

storico-letterarie

opere

di

G. Bruno,
pag.

67-74,

230-237
2

309-314.
pag.

CAMPANELLA.
pag.
le

Poesie,

216.

Spaccio,
Ibid.,

152.

pagg.

97

98; Cena,

57; Eroici

furori,

pag.

293. Per

chiarimento di queste citazioni vedi

Postille

storico-letterarie,

pag.

231.

186

Capitolo

V
i

Anzi, se nello scrivere

la

Cabala ebbe presenti


le librarie...
/'
,

lavori

che
le

"

vanno per

le

stampe, per

Y Asino d'oro,
',

Lodi de

l'asino,

V Encomio de

asino

"

per non po-

chi luoghi del Candelaio, della


partito

Cena e
e

dello Spaccio trasse


da' Dialoghi

dalla

letteratura

satirica

burlesca,

piacevolissimi del Franco non

meno che
"

da' capitoli e dai

Piacevoli ragionamenti di

quel
"

divin

" "

Pietro
3
;

Aretino

che

egli

chiam per

ironia
il
il

galantuomo

perch questi,

spiega

opportunamente

Campanella,

fu

uno
in

"

scelerato

scoperto, che non prese


scherzo, e non vendette

bene e
sua

il

male

un fascio per

la

scelerataggine per santit,


si

ma
frati

per quel eh' era

"

4
.

Mirabilmente
la
trista

accordarono

due
;

anche nello sferzare


"

genia de' pedanti


"

nel

palesare
loro
n

la

moltiforme
il

impostura

onde

contemporanei

han ripieno
n
6
;

mondo
essi

tutto d'infinite
al

pazzie, bestialit

e vizi
l'

nel

non perdonare, uno


cui

Petrarca, al Boccaccio
7
;

altro,

mali di

furono

cagione

nel pensare

Cio, YAsinus aureus di Apuleio,


Vantiate

la

Digressio

ad encomium

asini nel

De
in

scientiarum di Enrico

Cornelio
essi,

Agrippa e pi

componimenti
della seconda
letteratura

lode dell'asino, o soltanto parti di

come qualche pagina

selva del

Chaos del Triperuno: Cabala, pag. 224; G. Bruno


1

e la

dell'Asino, pagg.
*

3-29; Postille storico-letterarie,

pagg. 67-69.

In

ispecie da'

Dialoghi del Franco per


il

lo

Spaccio, e ancora pi dalle

opere
3

dell'

Aretino per

Candelaio.
gli

Eroici furori, pag. 312. Per ironia, se lo aveva gi annoverato tra


n

autori di

libri
",

fatti

da uomini

di

mala fama,
dicono
la

disonesti e dissoluti, e forse


la

a mal fine
le

ricordando quel che


de'

Pippa,

Nanna

1*

Antonia,

tre

interlocutrici

Ragionamenti (Spaccio, pag. 97). Con


ritrarre

tutta l'avver-

sione,

quando ha da

lo

sfacelo

della

societ

d' allora,

adopera

il

linguaggio aretinesco che per crudezza e virulenza egli crede, e non sbaglia,

opportuno ed
4

efficace

pi di qualunque altro.

Poesie,

pag. 95.
filosofi

6
7

Quattro
Ibid.,

napolitani nel carteggio di Galileo,


e

pagg.

96

e 97.

pagg.

99

10; Cena, pagg. 22 e 23.


pag. 97,

Quattro

filosofi

napolitani nel carteggio di Galileo,

Studi e sacerdozio

187

che

si

sarebbe potuto

" tirar

a certo meglior proposito quel


n
il

che disse per certo gioco

"

il

colto e terso Tansillo

'.

Non

sar difficile,
il

all'

occorrenza,

trovare

nuovi

raffronti

perch
blicato

Bruno,
libro

sebbene non avesse


delle Sette
nella
arti

potuto

vedere pubsimile alla

il

liberali o

altro
il

Filosofia
rifece di
"

razionale,
i

cui

quarta
"

parte

Campanella
2
,

secondo

propri principii
la

e illustr con gran copia


tut-

esempi antichi e moderni

Poetica di Aristotile

tavia,

quando n'aveva avuto

l'opportunit, negli scritti e nelle


di parlare di
letteratura.

conversazioni,

non aveva schivato

Nel suo secondo soggiorno romano aveva con molta probabilit

udito interpetrare
I

la

Rettorica
alla

aristotelica
filosofia

da colui
morale,

che dal
diritto

563

al

1585 insegn

Sapienza

e umanit,
"
il

Marco Antonio Mureto


agli

\ che non pure

era avuto per


d' Italia
"
',

pi grande oratore vivente di Francia e

non pure appariva

occhi del Canter, del

Chessel e del Lipsio un portento degno d'essere conosciuto

da chiunque
altres

venisse di
tre

l
il

dalle Alpi e dal mare,

ma
il

fu

caro a

pontefici,

Medici,

il

Ghislieri e

Bon-

Quadro

filosofi

napolitani

nel carteggio di Galileo, pagg.

98

e 99.

'-'

Philosophiae rationalis partes quinque iuxta propria


Dialectica,

principia

(Grama-

tica,

Rhetorica, Poetica, Historiographia), Parisiis,

Apud Ioannem

Du

Bray,

1638.
nel

Non
1

primo

soggiorno

perch
ses

il

Mureto

"

au

commencement de
sans lui
le

anne scolaire
leurs

I568-I5r>9,
"

laissa

collgues

reprendre

cours

de

travaux

(CHARLES DEJOB, Marc-Anloine


moiti du

Muret,
siede,

Un
del

professeur

/rancai en Italie dans la seconde

XVIe
1575

Paris,

Ernest

Thorin,

1881, pag.
spieg,
la

198).
sa

Dall'autunno del

all'estate

1577.

il

Mureto

si

dalla

sua prolusione del

6 novembre

del

1576

(Ibid.,

pag. 296),
1

Rettorica d' Aristotile.


escossois,
le

"

Georges Buchanan, ce grand pote


France
et
l'Italie

Marc Antoine

Muret,

que

la

recognoist

pour
"
:

meilleur orateur

du temps,

mes

precepteurs domestiques,
Paris,

m'ont
liv.

dict...
I,

MICHEL DE MONTAIGNE,

Essais,

L.

Hachette,

1868,

chap.

XXV,

pag. 94.

188

Capitolo

V
ogni opera per ritenerlo
all'
",

compagni, eh' erano


tornando di
il

incitati

"

far
"

"

grave detrimento
"

onore

dell' eterna

citt

lasciarlo

"

condurre
*
;

dagli

altri
il

Studi

italiani

o da quello

di Cracovia

ci nonostante

Bruno, mentre

lodava un

erudito editore del


il

poema
1585,

lucreziano,

Uberto van Giffen,


col Cotin,
"
il

7 dicembre

del

aprendosi

mostr di
lettore

"

ammirare come un gentiluomo


2
,

crso

celebre

limosino

e cinque giorni

appresso ebbe a rilevare come


annui dal car-

questi riscotesse

un

salario di tremila scudi


istruirne

dinale
di

Marco Antonio Colonna, per Pompeo, Marzio 3


.

un nipote,

figlio

Caduto
sacra,

il

discorso,
al
"

anche nel 12 dicembre, sull'oratoria


Cotin di stimare soltanto
di
"

non nascose
il

la

facondia

e vie pi
l'

sapere

Andrea de Monte, soprannominato


alla

Ebreo, che era passato dal giudaismo


il

fede di Cristo

e fu
alla

27 marzo del 1565


sentendosi
4
:

scelto per interpetre d'ebraico


il

Sapienza,

bisogno d' intendere bene


il

la

Scrittura

perch

sostenne che

Panigarola era

futile

DEJOB, M. A. Muret,
Silvio

pagg. 21

I,

212
1

306-3
e
1

Il

MARINI

{Lettera

a monsignor G. Muti Papazurri, pagg.


di

30

48) arreca due documenti


lettori

Antoniani,

in
a*

uno de'
cardinali

quali

questi,
la

parlando de' singoli

della
la

Sapienza, mostra

che
il

reggono,

come

sia

indispensabile

presenza dell'umanista francese; e


:

parere non

meno

esplicito dell' arci-

bidello Lorenzani

"

ob parcum salarium vereor quod non recedat ab


Studio grave
".

aula,

quod detrimentum
1567,
pag.
2
il

foret

da cento scudi che percepiva nel


nel

Mureto giunse ad averne cinquecento

1576: MARINI, Op.


I,

cit.,

148; Catalogi antecessorum, mandata emolumentorum, tom.

e.

18

Docc. parigini, docc.


il

le

II,

pagg.

294

e 295.

il

Giffen era,

come

osserva
lettore
3

DEJOB

(Op.

cit.,

pagg.

163 e 164j, un avversario del

miglior

della

Sapienza.
Ili,

Docc. parigini, doc.


Ibidem.
Il

pag.

296.
"

4
il

"

rabbino

rinnegato

Andrea
"

de

Monte

fu

alla

Sapienza
principio
",

predecessore di Giulio Marcello,


lo

hebraicus lector

Exodus a
//

con

stipendio di cento

scudi,

dal

1570 (POMETTI,

ruolo de' lettori

Studi e sacerdozio

189

pi che profondo

n
;

che monsignor Gabriele Fiamma scapunto da pen-

deva
tirsi

di giorno in giorno per la vecchiaia, al

di

non avere
in

smesso a tempo, non

essendo ricordato

neanche
il

quei luoghi in cui pi era stato acclamato; che


d'

Lupo mancava

una buona dottrina

che erano spregedi

voli

Francesco Toledo, predicatore


i

ordinario

Pio

de' suoi successori, e

Gesuiti, che, quantunque negli esordi

assicurassero con la maggiore gravit del


misteri erano contenuti ne' loro testi,

mondo che
furo...

grandi
1 .

non dicevano poi nulla


anni

Di

costoro,

che

"

tutti
n

in

diversi
il

a predicar

ne T Arcivescovato

di

Napoli \

Nolano

fu critico

severo

ma
quel

giusto,

come medesimo
"

in

verit

non era
suo

stato nel

giudicare, in

giorno,

un

comprovinciale,

Giovanni

Tarcagnota,
consigli,
*
t

molto eloquente e ammirabile ne' discorsi dei


n

nelle arringhe e nelle lettere

della Storia univertorto


"

sale
"

un' opera che

il

Campanella non a
il

stimava
4
.

impura, essendovi mescolato

vero col favoloso

Se non
alla

che,
sia

il

Bruno

si

applic, sempre principalmente,


"

filosofa;

perch questa ebbe per sua


sia

professione

"

negli anni maturi,

perch venne

allievato e nodrito in
" .

giovent nella dottrina de' Peripatetici

Sulla qual dot-

del
in

569- 1 570 ed
tra
la

altre

notizie sull' Universit

di

Roma, con una


la

tavola

appendice

pag.

90

e la 91,

nella

quale tavola vedi


lui

n.

e).

in

proposito dell'Ebreo, vedi anche quel che di

racconta

il

MONTAIGNE
n.

nel

Journal du voyage en

Italie:

Candelaio, pagg. 228 e 229,

2;

TOCCO,

Una commedia
1

cinquecentesca.
e

Docc. parigini, doc. IH, pagg. 296

297.

la

testimonianza d'un contemporaneo,


Ritratto o modello delle
Citt di Napoli,

GIAN BATTISTA DEL TUFO,


delizie
si

l'autore del

grandezze,
inedito che

meraviglie della
nella
n.

nobilissima
di

poema

legge
e

Nazionale
2.

Napoli. Cfr. Candelaio,


3
1

pagg.
pag.

XXVII,
297.

XXVUI

228,

Docc. parigini, doc.


Quattro
filosofi

Ili,

napolitani nel carteggio di Galileo,


e.

pagg.

101

102.

'

Docc.

veneti,

doc. XII,

22

Eroici furori,

pag.

298.

190

Capitolo

trina,

a voler toccare

appena appena delle conclusioni cui


gli

son venuti ponderatamente

studiosi del pensiero bruniasi

no \

si

pu ben

dire ch'egli vi

ferm con molto impegno,


Aristotelici,

giunse, meglio

de' pi

eminenti

a possederla

nella sua interezza,

dalle origini alla decadenza, dalle idee


futili

presocratiche e accademiche alle speciose e


trazioni scolastiche
2
.

interpe-

Ma

se

non v'

antico,

anche d'infimo

ordine, eh' egli non abbia citato, punse, senza far nomi, la

maggior parte de' dottori che nel medievo erano grandemente


celebrati,

Egidio di Colonna,

Duns

Scoto,

Alessandro di
pochi,

Hales,

S. Bonaventura;

ed

eccettu solo

Alberto
nel quale

Magno

e un suo famoso

discepolo, S.
fino,

Tomaso,

non riconobbe se non un


dello Stagirita,
di

dotto espositore della filosofia


3
.

un equo estimatore d'ogni scienza


il

Perch

quel tempo

Bruno ebbe caro


della
filosofia

in

modo
si

singolare, e
al

colloc nella

storia

e della
tutti

medicina
era

di

sopra de' propri meriti, chi pi di

allontanato

Dopo che

il

Bartholmss,
la

il

Clemens,

il

Carriere e

il

Brunnhofer

trat-

tarono ampiamente
petrazione, crede
in
n

filosofia

del Nolano,

il

Tocco, per agevolarne

l'interlui

di dover prima studiare

ed esporre ciascuna opera di con


le

se stessa,

e poscia metterla in confronto

altre

".

Ci fece

in

due

volumi (Le Monnier, Firenze, 1889; Tipografia dell'Universit, Napoli, 1891),

venendo
tesi

alla

conclusione che

il

filosofare

bruniano
e

risale

agli

antichi,
stabilito

fran-

ed erroneamente confutati dallo

Stagirita;
1'

avendo

cosi

quale

parte e quali libri del sapere greco

avessero pi attirato,
dell'agosto

esamin, in una
de'

memoria

inserita
le

ne'

fascicoli

del

luglio e

1892

Rendiconti
il

de' Lincei,

Fonti pi recenti, dove diede


scritti

risalto alle teorie

che

Nolano
si

aveva

rinvenuto in

medievali e moderni, e dalle


secolo
della
gi
in

quali

parimenti

era rifatto, ed era ovvio nel


all'

resurrezione del

mondo
attese

classico,

antichit.
cil.,

Sono,

egli

aveva detto

una

sua
il

conferenza

fiorentina

(Op.

pagg.

10 e 11), questi

" gli

studi a cui
.

Bruno

ne'

tredici

anni che visse nel silenzio del suo cenobio


2

TOCCO, Le
pag.

opere latine di G.

Bruno

esposte e confrontate
II.

con

le

italiane,
3

118; G.

Bruno, Conferenza, pagg. 10 e

Le

fonti pi recenti della filosofia del Bruno,

pagg. 504-507.

Studi e sacerdozio

191

dalla tradizione scolastica e aveva


fitte

cercato

di

penetrare

le

tenebre de' dommi,

il

francescano spagnolo

Raimondo
al
;

Lullo, che del resto aveva con non

meno
f
.

efficacia operato

su

altri
i

robusti
filosofi

inventivi

intelletti

Accanto
con

Lullo
e
li

mise
prese
della

arabi Alchazele,

Avicenna e Averro
2
,

presto

studiare

volentieri

essi

cultori
alle

Cabala e alcuni de' Peripatetici che inclinavano


platoniche e neoplatoniche non tanto di

credenze
3

Secondo

e di Sinesio,

quanto di Plotino, di Proclo, di Porfirio e di

Iamblico

Pur non avendo


principii

lo

scopo di conciliare
il

al

cristianesimo
in

neoplatonici,

Nolano ebbe sempre


Ficino,
scritti

non piccola

considerazione Marsilio

laddove non
de' maestri di
il

lascia intravlui,

vedere se abbia

letto

gli

Giorgio

Gemisto,

il

cardinale Bessarione e
metafisici
',

Gennadio \
n

In

uno dei
n

suoi dialoghi

tratt

da

arcipedante

Pietro

Ramo, e peggio un platonico dalmata, Francesco Patrizzi, come colui che, preferendo 1' erudizione alla scienza, veniva
a scemare di valore a quel tanto che doveva approvarsi nella
lotta

che sostenne con

Aristotile

'

ma

quasi in

tutte

le

opere sue ramment, sempre a

titolo d' onore,

un

altro

pla-

Le fonti pi
"

recenti della filosofia del


i

Bruno, pagg. 510, 511, 516 e 519.


lui
al

Pi di
sono

tutti
tali

filosofi

arabi apprezza Averro; e di

nelle sole

opere

italiane
roista
"

e tante citazioni che qualcuno

ha dato

Bruno

dell'averegli
scritti

(Ibid.,

pagg.

526

527).

Non

facile
il

appurare se e quanto
autore di parecchi

abbia stimato un suo famoso conterraneo,


filosofici,

LEONE,
et

tra

cui

il

Compendium de anima
divisa
in

corpore
libri

secundum Aristotelem,
dedicata a Leone
le

una

"

grande

opera

quarantasei

X,
4

Castigationes adoersus Averroen, gi ricordata con


delle pagg.
3
1

tutte

altre

nella

n.

14 e

15.

Le

fonti pi recenti della filosofia del Bruno,


pag.

pagg.

531-535.

Ibid.,

535.
pagg.

'

De
Le

la causa,

195 e

196.
del Bruno,
pag.

'

fonti pi

recenti della filosofia

535.

192

Capitolo

tonico che

si

era messo per


il

mondo
tempo
spunta
i

Lullo,
libri

cardinale Niccol da
"
"

del
",

divin

cammino additato da RaiCusa \ Medit gran Cusano ", e vi scoperse " antique
il

veritadi occolte
all'

un
",

nuovo lume che dopo lunga notte


amputate radici
le
n

orizonte

"

che rigermogliando

prodigiosamente formarono
tafisiche e
all'infinit

sue pi alte speculazioni mealla

cosmologiche intorno
dell'universo e
a'

coincidenza de' contrari,


te-

mondi innumerevoli \ Lo

neva, inoltre, per precursore delle celebri teorie astronomiche

che furono
nel

svolte,

durante

la

prima met del Cinquecento,


caelestium,
il

De

revolutionibus

orbium

libro
3

ch'egli

ebbe per
fin

fondamento della sua

cosmografia

e magnific
n

dalle prime pagine della

Cena,
di

mostrando di
4
,

quante
"

lodi fosse

capace
5
.

"

l'autore

quello

il

"

venerando

Copernico
II

Campanella

raccont che nel

monastero

della terric-

ciuola di S. Giorgio, al quale era stato assegnato per udire


la

logica e la filosofia,

venuto

in

sospetto

che

non

tutto

Le
Le

fonti pi recenti della filosofia del Bruno,


pag.

pag.

585.

2
3

Ibid.,

606. Cena, pag. 63;


recenti

De

l'infinito,

pag. 383.

fonti pi

della

filosofia

del

Bruno, pag. 609;

G.

Bruno,

Conferenza, pag.
4

16.

Pag. 6.

5
il

Nel penultimo capitolo del terzo


la

libro nel

De immenso
il
:

(pag. 380, vv.

-7)

poeta manifesta tutta Lullo e


il

sua ammirazione che per


sin dalla

Copernico, come per

il

Cusano, ebbe

prima giovinezza

Heic ego

te

appello,

veneranda praedite mente

ingenium cuius obscuri infamia sedi

non

tetigit,

et

vox non

est

suppressa strepenti

murmure

stultorum, generose Copernice,

cuius

pulsarunt

nostram teneros monumenta per mententi, cum sensu ac ratione aliena putarem
quae manibus nunc attrecto teneoque
reperta...
.

annos

Stadi e sacerdozio

193

fosse vero nel Peripato, cominci a esaminare


tori
pili

commenta-

greci,

latini

e arabi di Aristotile

ma, dubitando sempre

e non rimanendo

soddisfatto delle risposte de' maestri


di

alle

sue

obiezioni,

pens

scorrere lui

stesso

libri

di

Platone, di Plinio, di Galeno, degli Stoici, de' seguaci di

Democrito, e

in

ispecie

quelli

di

Telesio, e

confrontarli

poi col codice

primario
l' l
.

del

mondo, per poter conoscere,


altrimenti era accaduto
si

merc
vi al

l'

originale e

autografo, che di vero e che di falso

fosse nelle

copie

Non

prima

suo

correligionario che, gi

accennato, non studi

Aristotile e Platone
all'

da

idolatra,

ma con
aveva
del

l'animo in preda

ardore

alle

audacie

che

immediamente avl'

vertite nelle
nit
fatte
e,

pagine del Lullo e

Cusano, e per

affi-

intellettuale

che ebbe con

loro,
la

aveva come per incanto


de' tempi nuovi,

sue

2
.

Questa era pure

tendenza

come

si

vedr, anche a Napoli.

Synlagma, cap.

I,

art.

I,

pagg.

173 e
et

174:

"

Missus

igitur

postea ad
...

coenobium S. Georgii

oppidi,

logicam
sincera,

philosophiam

auditurus,

cum
in

essem anxius, quod veritas

non

sed potius

falsit

pr

veritate

Peripato versari mihi videbatur, Aristotelis commentatores graecos atque

lati-

nos arabesque examinavi omnes, et haesitare magis coepi in dogmatis eorum,

ideoque perscrutari volui, an quae dixerunt

ipsi,

in

mundo etiam
Platonis,

legantur...

Cumque
lectiones
leni,

doctores meis argumentis satisfacere non possent, quae contra ipsorum

promebam,
et

statui

ipse

libros

omnes percurrere

Plinii,

Ga-

Stoicorum

Democriticorum, praecipue vero Telesianos, ac


et

cum mundi

codice primario conferre, ut ex originali

autographo, quid veri exemplaria

habent

et

quid

falsi,

agnoscerem
Ili,

".

De

immenso,

lib.

cap.

IX, pag. 38, vv.

1-8.
13.

Spampanato.

VI.

Eterodossia a Napoli e processo di G. Bruno.

Il

Bruno con molta

probabilit era

gi
i

ritornato

in

S.

Domenico Maggiore, Domenico Vita


Riccio
'

per

frequentare

corsi
il

di

teologia,

sullo scorcio dell'estate del

1572, durante

priorato di fra

il

vicepriorato del lettore fra


vi

Geronimo
fra

certamente

stette

in

tutto
gli

il

tempo delle
successe,

prelature

del

Vita e

d'

un

lettore

che

Erasmo Tizzano,
fra

e in principio di quella del padre maestro

Giacomo
che
in

da

Pietravairano

insomma
bene o

fin

quando

fu

costretto
Il

ad allontanarsi

in fretta e

per sempre da Napoli \

verit egli ricord

poco

venne male

in-

teso nel primo interrogatorio veneto; in cui, per aver detto,

non superfluo
tolomeo
rimase

ripeterlo,
n

che

dopo

la

dimora

in

S.

Bardella

sotto

V obedienza

de

superiori

Monasteri soppressi,

voi.

581,

e.

44

"

Die

ultimo decembris
vicario

1571,

hora

decima

octava, in publico capitulo, a rev. generali

Provinciae
nostri

Regni magistro
patris
in
Il

Ambrosio de Neapoli, ex commissione reverendissimi


confirmatus
fuit

generalis,

pater
et

fr.

Dominicus de Aveta de Neapoli


functus est officio prioratus
".

priorem S.
Riccio poi
voi.

Dominici de Neapoli,
si

statim

firma
e.

come
r
.

vicepriore in

una causa del 5 maggio

1572

lbid.,
2

582,
voi.

82
e.

lbid.,

458.

26

voi.

581,

e.

54

"

Die primo
fr.

ianuarii

1574

incipit
lectoris

extraordinarius

introitus

prioratus

rev.

patris
fr.

Erasmi de Neapoli

"

Sub

die 4 ianuarii... per rev. patrem


".

lacobum de Petra sacrae


docc.

theologiae magistrum priorem

Vedi Docc.

napolitani,

X-X1V.

196

Capitolo

VI

[sua]

Religione e delli priori de

monasteri...

sino

l'

anno

del 76

\ diede a divedere d' essere stato in pi conventi, e non soltanto in S. Domenico Nel quale bisogna su{
.

bito notare che

non era mutata


alle

la

condotta di
de* padri

vita,

comune
estir-

per

il

resto del secolo

case

predicatori di
stati

Napoli e della Provincia; perch


pati ancora gli abusi e
i

non

vi

erano

vizi di

ogni
la

sorta,

essendo

al

pi

diminuito un po'

il

numero, non
si

gravit de' reati.


al rientrare

Le

scelleraggini che

commisero non
enormit
terziario

del Bruno
gli

nel suo convento d' origine,

difficile

che

abbiano
rac-

rammentato

alcune

delle
:

che
fra

vide

o ud

contare in sul partirne

il

Eugenio

trascinato

da

sei

birri

nella

prigione

del

monastero, e

due

padri

sottratti

per miracolo, nel Largo di S. Domenico, alla ven2


.

detta d' un cittadino eh' era per colpirli con una roncola

Per toccare appena


impressione,
1*

di

uno o due

casi
fu

che fanno maggiore

11

settembre del

572

mandato per dieci

anni in galera proprio un

compagno
e

del Bruno, lo studente

formale fra
stato
"

Domenico Porace da Rossano, che aveva demormorio


stato

un gravissimo scandalo
nobilt

negli ufficiali,

nella

e nel

popolo

",

essendo

menato
il

alle

carceri della Vicaria

da un capitano
le

di giustizia,

quale

nottetempo

lo
"

aveva sorpreso, per


3
;

strade

di
"

Napoli,
in

armato

di

archibuscietto e coltello a doi tagli

com-

pagnia d' una

sgualdrina

non molto

tempo appresso

Pag.

164.
voi.

Monasteri soppressi,
e.

458,

ce.

69

255

3 Ibicl.,

85

"Die XI septembris 1572 condemnatus


Dominicus de Russano
Defectus a supradicto

fuit

ad triremes

per

decennium

fr.

calaber ob defectus ab eo
fratre

com-

missos,

ut constat

apud R. Curiam...
:

Dominico

studente
scilicet

sunt

isti

nam de

nocte

fuit

comprehensus

cum

armis prohibitis,

cum
et

archibuscietto et cortello a doi tagli


fuit

cum
et

quadam

femina per

civitatem,

captus a Capitaneo R.

Curiae

carceratus in carceribus

Eterodossia a Napoli e processo di G.

Bruno

197

fu

condannato
il

sette

anni

al

remo e irremissibilmente privato


fra

dell'abito

venerabile padre

Domenico da Olevano

per molti delitti, e in ispecie per certe nefandezze che con-

sum da maestro

de' novizi

l
.

Perch aveva dato una tremenda


secolare, con sentenza del 5
fra Mario era andato in galera a

coltellata a
1

un giovine
il

maggio del
vita o
"
;

572

converso
anni,
se-

per

sei

condo che
della

il

colpito

campava o no
il

ed ebbe venti anni


Liberio

medesima pena,

23

giugno, fra
fra

da Mars'

zano, che percosso

fortemente

Rocco da Fondi

era

reso latitante, e tratto in arresto aveva in carcere perpetrato

un secondo

delitto

di
3

sangue, conciando in malo


.

modo
il

fra

Ludovico da Ariano
citt
fra

In quel frattempo, se

si

bandi dalla

Cristoforo da Napoli che


fra

aveva

battuto
fra

padre

suo conterraneo

Sisto
in

4
,

per un

omicidio
nel

Giovanni

da Marzano venne

perpetuo relegato

monastero di

Vicariae... tione

Et hoc

uit

cum maximo
nobilium

totius
et

civitatis

scandalo, et
utriusque
".

murmuraNota
I

omnium
iste

officialium,

popularium

sexus.
la

etiam quod
1

frater fuit studens voi.

Provinciae Calabriae
e.

Vedi
fuit

pag.

74.

Monasteri soppressi,
septem...
circa
fr.

582,

98

"Condemnatus

ad triremes
scelera,

per annos

Dominicus de Olibano propter multa


esset

ipsius
".

praesertimque
-

nefandum cum
:

magister novitiorum

IbiJ.,

e.

cultello percussit

82 rev "Die 5 maii 1572 in causa fr. Marii conversi quendam iuvenem saecularem, ... condemnamus ipsum ad
...
,

qui
tri-

remes per
morietur,

annos sex

si

iuvenis ab ipso
et

vulneratus

vixerit;

sin

autem
ut

quod

absit,

decernimus

declaramus ipsum condemnatum, pr


in
vita... ".

per praesentes condemnamus, ad triremes


3

IbiJ.,

e.

84

"

Fratrem Liberium de Marzano


viginti,

condemnamus,
illata in fr.

die

23

iunii

1572, ad triremes per annos


et

propter vulnera
...

Roccum
carce-

de Fundis

propter fugam et inoboedientiam,


nostris
".

et

postea

cum

esset

ratus in carceribus

etiam

vulneravit

fr.

Ludovicum de Ariano

cum
per

magna
4

sanguinis effusione
e.

Ibid.,

101

"Condemnatus ad omnes poenas gravions culpae


expulsus
fuit

triennium, nec

non

civitate

Neapoli,

fr.

Christophorus

de
".

Neapoli;

et

hoc propter manus violentas

in ven.

patrem

fr.

Sixtum de Neapoli

198

Capitolo

VI

Sessa,

e,

da

sacerdote
i
.

che

era,

sottoposto alle pi dure


le

fatiche del terziario


di fra

Seguirono
2

espulsioni dall'

Ordine

Michele da S. Germano e
incorreggibili ribelli
,

di fra

Alessandro

Men-

doza come

di fra

Ambrogio da
"
3
.

Piedimonte che fuggi dal carcere dov' era


cagione di alcuni
n

stato rinchiuso a

libelli
i

che infamavano

1*

abate Sanchez

Furono processati
Montefredane e
predicare
fra

venerabili padri fra Pietro Martire

da

Barnaba
4
,

da
fra

Napoli che

andarono a

senza
5
,

permesso

Ludovico da Napoli che


provinciale
s'

ardi di falsificare

un' assegnazione del

Erasmo

Tizzano

fra

Filippo de Marinis che


6
;

ordin con inganno

prima del tempo


Tra' quali
si

e con costoro parecchi truffatori e ladri.


di fra

pu pure tacere

Mattia da Castellafra

mare, di
1

fra

Cornelio da Napoli e di
voi.

Felice da Atripater

Monasteri soppressi,

582,

e.

101

"

Condemnatus ven.

fr.

Ioannes de Marzano ad omnes poenas gravioris culpae omni tempore vitae suae
et

ad perpetuum

carcerer;

imo

fuit

privatus

habitu

clericali,

et

fuit

loco
ru".

carceris assignatus

ad suum conventum originalem

suessanum, ibique ad

diora exercitia deputatus; et hoc propter homicidium


2

perpetratum ab ipso

bid.,

ce.
et

98

02
fr.

"Die 7

iulii

1576

privatus fuit habitu


";
n

tamque
incor-

incorrigibilis
rigibilis

apostata

Alexander
et

Mendoza de Neapoli

Ut
fr.

rebellis

exeommunicatus
".

inregularis fuit

privatus habitu

Michael

de S. Germano sacerdos
3

Ibid.,
fr.

e.

91 v

"Die 10

maii

1574 condemnatus ad
libellos in

triremes

per de-

cennium

Ambrosius de Pedemonte propter

personam excellentis
".

abbatis Sanchez; et
4

quod ex carceribus
:

aufugit, fuit

privatus habitu

Ibid.

e.

02

"

Eodem

die condemnati
fr.

per decennium et privati ab

officio

praedicationis
fr.

ven.

pater

Petrus Martir de Montefredano et ven.


generalis,

pater

Barnabas de Neapoli praedicator


'.

quia sine licentia ausi

sunt praedicare
5

Ibid.,

e.

02

"Die 16

octobris

1577

fuit
,

condemnatus

per

quin-

quennium ad poenas omnes


tionem...
6

gravioris
fr.

culpae...

quoniam

ausus est assigna.

Provincialis falsificare,
e.

Ludovicus de Neapoli
che
fra

Ibid.,

I12
s*

"Fu

concluso
senza

Filippo de Marinis

de Napoli,
tempus,

per causa
fusse

che

ordinato
in

licenza e con inganno ed ante


1

condannato

poenam

gravioris culpae per

anni

".

Eterodossia a Napoli e processo di G.

Bruno

199

palda
la

';

ma non

di fra

Luca da Pontecorvo, carcerato


altri

per

prattica

che tenne con banditi ed essernosi per man sua


n
2
,

fatti

molti recatti

n di

due monaci

napolitani, fra

Luca

e fra

colto in

Domenico Passare Perch il primo di costoro, fallo, venne condotto in S. Domenico Maggiore per
falsa

una polizza

di otto scudi

del banco del Ravaschieri,

e aveva gi rubato due


di

tovaglie

da un

altare della chiesa


folla

Piedimonte

3
;

1'

altro, in

mezzo a una gran

conve-

nuta neir Annunziata per

la festivit

degF Innocenti, strapp


donna che pregava, bu*.

una catena

d' oro
si

dal collo d' una

scandosi, non

crederebbe, ben sessant' anni di galera

Non
e
a'

si

smise di condannare; dal molto reverendo procu-

ratore e vicario dell'Ordine fu fatto precetto formale a tutti


singoli frati

che nessuno sotto qualsiasi pretesto ardisse


difesa o di offesa
5
,

di portare o tenere armi proibite di

di

girare

da

solo,

neppure se di

altra provincia,

per

le

strade

II

primo
le

fu

condannato per cinque


si

anni

al

remo,

il

secondo per dieci


e
v

anni a tutte
a deporre
2

pene che

davano per una colpa


voi.
e.
r
:

piuttosto grave,
ce.

l'ultimo

l'abito:

Monasteri soppressi,
voi.
e.

582,

94

99

48

Curiae Collaleralis Consilii

35,

44
"

Monasteri soppressi,

voi.

582,

93

Fr. Lucas de Neapoli


,

fuit pri-

vatus habitu...

ob multos defectus ab eo

factos...

quod

elapsis diebus

[1574]

exhibuit polisam
falsa,

quamdam ad bancum
certiores
facti
altari

Ravascherii ducatorum octo quae erat


miserunt

qua de
et

re

nummularii

ipsum ad conventum

nostrum;

etiam confitetur se ex

quodam

matricis ecclesiae

Pedemontis
".

tobaleas duas
4 Ibid., e.

cum magno
II6
V
:

totius

cleri

et
fuit

terrae scandalo surripuisse

"

Condemnatus

ad triremes

fr.

Dominicus Passarui
aureae a

per exaginta

annos pr furto

sublato

cuiusdam catenae

quadam

muliere in S. Maria Annuntiata de Neapoli in die Innocentium coram multi*


gentibus
'

Ibid.,

e.

119

"Die 26

aug.

1580

fuit

praeceptum

omnibus

et

sin-

gulis,

ne aliquis deferat aut quovis praetextu apud e habeat arma detentiva


".

vel offensiva

200

Capitolo

VI

di

Napoli

1 ,

di udire,
d' et,

prima

d'

avere raggiunto

il

trentacin-

quesimo anno

confessioni di
al

donne

2
;

in

nome

di
fra

Gregorio XIII venne

reverendissimo

padre maestro
tollerare
i

Paolo Constabile l'esortazione a non voler


che
si

disordini

verificavano
" 3
.

"

con disservizio di Dio e scandalo del


",

prossimo

"

Nostro Signore
1

si

scrisse al

Constabile

il

4 settembre del

580,

"

avendo inteso

che

g' inquisitori

della religione di S.

Domenico pretendono
de'...
la

del tutto essere

immuni
gli
altri

dell'

obedienza

superiori,

non vogliono come

obedire n servare

regola, escono anco a posta

loro da' monasteri senza sapersi

dove
notari
si

vadano; e fanno lo

stesso

li

loro

compagni,
parte

vicarii,

ed

altri

maestri;...

che

dall' altra

g' inquisitori

dolgono che non sola-

mente non possono, per


golari o per

le

straniezze

de
a'

loro superiori re-

dubio di non
odio
al

dispiacere

principi e gentil'

luomini

generar

convento,
li

far

ufficio

suo,

ma
diffi"

spesse volte sono impediti e


colt

sono generate di molte

da suoi superiori
,

stessi

",

ha ordinato

s'

informi

V.

P. R. ma

come capo
provinciali
si

di quella religione nella quale la


",

Sede

Apostolica ha confidato tanto del Santo Officio

acci amstima e
favoren-

monisca

priori

d' avere
il

"

in

quella

venerazione che

deve

tenere

Santo

Officio,
",

dolo e aiutandolo con ogni forza possibile


Inquisitori
altri

e comandi agli
e notari ed

che

co' loro

"

compagni e

vicarii

officiali

sieno soggetti, nelle cose fuor

dell'Officio, ai

Monasteri soppressi,

voi.

582,

e.

188

"

Fuit factum... praeceptum...

quod
".

nullus frater etiam ex aliena provincia solus incedat per civitatem


2 lbid., e.

Neapolim

189

"

Fuit factum praeceptum...

ut confessarii, qui

non habent
".

aetatem annorum
3

triginta

quinque, non audiant confessiones

mulierum...

iion

LUDWIG VON PASTOR, Allgemeine aus den Jahren 555-1 597 Nach
,

Dekrete der Rbmischen Inquisi-

dem

Notariatsprotokoll des S.

Uffizio

zum

ersten

Male

veroffentlicht,

Freiburg im Breisgau,

Herdersche

Verlagshandlung,

1912, pag. 68.

Eterodossia a Napoli e processo di G.

Bruno

201

suoi superiori, a quali


gli
altri

hanno da
la

ubidire

come ubidiscono
"

religiosi

",

con

minaccia non pure di

visitarli

corregerli,

ma
,

punirli,

etiam procedere usque ad amotionem


1
.

inclusive

all'

occorrenza
si

Ci non pertanto, non

arrest

il

fatale rilassamento dei

costumi, se dodici anni appresso bisognava ricorrere a nuovi


rimedi.
In grazia

d'una

lettera pontificia

monsignor Iacopo

Aldobrandini, vescovo di
nel
rit

Troia e nunzio a Napoli, ebbe

giugno del
e

592

piena, ampia e intera facolt, auto-

potest di
istituto,

arrestare e

carcerare

regolari
la

di

ogni

Ordine e
immediata

per quanto esenti e sotto

dipendenza

del papa e della

Sede

apostolica, purch colti

fuori del chiostro a errare per le vie della citt e a

cagione
la

di qualsivoglia

delitto;

di

procedere contro loro secondo

gravit del crimine o anche dello scandalo provocato,


attenersi alle
loro leggi
particolari
;

senza

di

frenarli

con provve-

dimenti adatti o con altre pene da imporsi ,a suo arbitrio,

invocando l'aiuto del


resto nel

braccio

secolare

regolandosi del
col

modo
"
il

pi acconcio e prudente,
" 2
.

minor danno

possibile della religione


in

Ma

l'

Aldobrandini, pure avendo


alla strada
",

mano

Breve contro a quelli che stessino

PASTOR, Op.

cit.,

pag.

68.
Ver,
fr.

'-'

Privilegi e Bolle,

vcl.
:

IV, dell'Archivio di Stato di Nipoli,


Alias ex causis
regulares et
subiectos,

Iacobo episcopo troiano


cuiusvis

"

tunc

expressis,

tibi

quoscumque
ac

ordinis et instituti

quantumvis

exemptos

nobis

et

apostolicae sedi immediate


extra claustra
faciendi,
illati

devios errantes et quibusvis criminibus


et

in

civitate

neapolitana deprehensos, capi, carcerari

arie tiri

et

contra eos
ultra

procedendi

et

secundum

criminis seu etiam

scandali
et

gravitatene,
aliis

eorum
arbitrio

regularia instituta,

opportunis

et

iuris

facti

remediis ac

etiam

tuo

imponen

lis

pocnis corcendi,
et

adhibito

etiam ad hoc auxilio bracchi! saecularis, ac alias prout melius


et

cautius futurum

inde minus scandalum eventurum iudicaveris, perlicentiosae regularium huiusvitae

modi personarum
authoritatem
et

remedio plenam. MBplatn


in

univi

rs

mi ntic facultatem,

potestatem concessimus

Brevi...

19

iunii

1592".

202

Capitolo

VI

nello scrivere in

quel medesimo anno

al

Cardinale

di

S.

Giorgio
leva,
"
il

s'

impensieriva di non

poter combattere,
tutti
i

come voregolari
",

vivere molto licenzioso di quasi

specialmente de' padri predicatori, continuando costoro ad


andare, in onta de' divieti,
pagnati,
"

giorno e notte,
talora...

soli

ed accomproibite,

dove

lor

piace, e

con armi
alle

solo in case di
die,
si

donne

sospette,

ma

publiche

commesi

che nel signor Vicer... venuto sospetto che non


notabile in questo
l
.

faccia eccesso

Regno che non

e' inter-

venga
Il

"

qualcuno di loro

timore del

Vescovo
con
l'

di Troia

non era esagerato, percolpire


il

ch,

quando
"

egli,

intento di
"

mal costume
del
"

nel suo covo, pens di

ripartire

per alcuni monasteri


"

Regno
una
"

la

famiglia di S.
e

Domenico Maggiore,
"

sollev

confusione
"

tumulto

inauditi

2
.

"

Si

risolsero di

ubbidire

alle ingiunzioni

del

Nunzio

in sulle
il

prime pi
,

di cento frati e uscirono di S.

Domenico
con
la

30 marzo

del

1595; ma, "non


il

avendo paura della


alla
;

giustizia secolare",
pistole,
cortelli

5 aprile

"

andorno
li

sfilata...

e
,

bastoni sotto
a

mantelli

e guadagnata

porta principale...
il

tempo che

si

diceva

il

Vespero,

...

ripresero

monasterio,
alle

fortificarono e trincerarono le

porte,

correndo

finestre
" 3.

con
1

sassi

per ributtar chi


lettera di

avesse voluto
anno a
Statilio

molestarli

Si-

Vedi una sua


in

quell'

Paolini,

pubblicata dallo
i

AMABILE,
la

Fra Tommaso Campanella,


I,

la

sua congiura,

suoi processi e

sua

pazzia, voi.

pag.

26,

n.

a.

Poteri pi

ampi

ebbe da un breve
pontificato,
in

che Clemente Vili


cui

gli

spedi nel tredicesimo anno del suo


nell*

e di

una copia

si

pu leggere
voi.

Archivio di Stato di Napoli,

Bolle e

privilegi pontifici,
2

IV.
veneto

Relazione

dell'

ambasciatore

G. Ramusio,
II,

in

F.

MUTINELLI,
e

Storia arcana e aneddotica d'Italia, voi.


3 Ibid.,

lib.

II,

pagg.

176

177.

pagg.

176-178.

Il

padre

maestro

domenicano
il

FRA GIULIANO
aggiunge
al

DE FlORE,

che fu testimone di quanto accadde


1029,
ce. 7
1

5 aprile,

(Mo-

nasteri soppressi, voi.

72

qualche particolare

racconto

Eterodossia a Napoli e processo di G.

Bruno

203

curi della plebe

che,

"

rallegrandosi di tale impresa


a'
frati

n
,

non
di S.

nascondeva

"

che se fosse stata data molestia

Domenico
restava
" si

tutta

Napoli

saria

in

armi

della nobilt che

sospesa che non

succedesse quello
",

che avvenne
alla

quando

ammazz

lo

Starace

e del
"

Vicer che
in

richiesta del

braccio secolare rispondeva


i

poche parole
la

che non voleva per


e provvedutisi di
"

frati

mettere

in

subbuglio

citt

monizione
"
'.

per 6 mesi \ se ne stettero

intrepidamente

fortificati
"

Clemente Vili che aveva


metter
tutti in

in

animo

di scomunicarli e

farli

galera

n
,

dove,

dopo

ottanta giorni circa,


uffici

un po' per necessit di cose, un


San-

po' pe' buoni

de' cardinali Gesualdo, Aragona,

taseverina e Sforza,
pili

recedere dal

suo proposito e venire a


patti

miti
2
.

consigli,

scendendo a

con

g'

incorreggibili

ribelli

del

Ramusio.
",

"

Gli

sfigliati
"

di
il

quel

convento
che
si
si

cominciorno a
faceva
I'

resentirsi

con
mi

secolari

egli

scrive;

ed

mercordi

uffizio,

se

ben

racordo, di S. Vincenzo nostro,

mentre

cantava

Vespera, un

frate

della

Provincia avendo pigliate


serratele,

le le

chiave delle porte del convento furtivamente e


porte della chiesa,
li

ed

altri

serrorno

altri

cominciorno a tumulaltri

tuare

al

coro,

dove stavano

frati

cantando, minacciandoli,

sonorno
;

le

campane.

Cominciorno
fra

alcuni a nascondersi

ed

alcuni
...

fugire

al

quale

rumore concorse

Marco da Marcianise
:

provinciale,
vi

e dimandando, che

cosa era e che cosa volevano, dissero

Non
cit.,

volemo dare questo con-

vento
disse
1

fuora,

fuora

11

Provinciale per non venir a maggior inconveniente


lasciato... ".

che volentieri

1*

averria
cit.,

MUTINELLI. Op.
Ibid., pag.
se

voi.

cit.,

lib.

pagg.

178

179.
il

179. Li aiut specialmente l'Aragona:

"Marted

Cardinal
delti frat
*

d'

Aragona

ne and

all'

udienza del papa insieme col generale


il

di S.

Domenico", inform
li

IO giugno del

1595 un
restar
g'

cronista; nel
lor

"ed ottenne
convento;
il

da S. S. che
che
stato

frati

di

S.

Domenico

possano

anco procurato dal Vicer, per evitare


li

inconvenienti che

sa":

rebbono potuto nascere, quando

ministri

di S. S. avessero

voluto cacciarli
1

Notizie d'avvenimenti napoletani cavate da Avvisi di


nel

Roma,
.

589- 1 596,

Ms. X. B. 64

della

Nazionale di Napoli,

e.

204

Capitolo

VI

Pur troppo, enormit


sendo
tari

simili

erano da prevedersi, non es-

rari

processi de' graduati dello Studio e de' digni-

de* monasteri e della provincia del Regno, di quei che

avrebbero

dovuto

dare,
1

come

superiori,
il

il

buon esempio.

Nel 3 maggio del


tribunale di S.
rota
fra
l
;

556 riceve

precetto di presentarsi al
fra

Domenico Maggiore
1

Antonino da Carnela

il

settembre del

560
il

usci
fio

sentenza contro

Geronimo Tocco,

che

pag

della recidivit nei

peccati di carne con l'inibizione di predicare, confessare e

insegnare per quindici anni, e con


a S. Bartolomeo di

la

relegazione per quattro


1

Campagna
fra

2
;

anche nel

560 e
3
;

nel

585

merit
del
1

il

suo castigo

Giordano da Benevento
una
grave colpa
il

il

5 maggio

565

fu tenuto reo d'

maestro dei
4
;

novizi fra

Iacopo
1

Saragnano
si

da
il

Acquamela

il

29 no5
;

vembre del
un po' pi da Caserta,
processi,
il

568

giudic

padre Reginaldo Accetto


fra

tardi

venne punito
la

Giordano Coppola,
6
;

assai

noto a Napoli per

sua bella voce

in fine

fra

Andrea
d' essere

gi ricordato

come

studente formale, ebbe due


7
,

primo nella
voi.
,

giovent
14

l'

altro

dopo

Monasteri soppressi,
fr.

582,
ut...

e.

"Die 3 maii 1556 praeceptum


coram
et

est

Antonino Camerota...
ce.
1

praesentet se

nobis...

".

2 Ibid.,

30

e 31

"

Propter lapsum carnis


fr.

recidivitatem,

die

septembris

560

condemnatus

Hieronymus
lectionis.et

Toccus ad privationem per


ad carceres

quindecim annos praedicationis


in

et

confessionis, insuper
".

conventu Campaneae per quatuor annos...


3

Ibid.,
Ibid.
fr.
,

ce.
e.

31

e
"

149

46 v
67

Die 5 maii

565 ad poenas
".

gravioris culpae

condemna-

tus
5

Iacobus de
e.
".

Aqua
:

malorum...

Ibid.,

"Die 29 novembris

568 condemnatio

fr.

Reginaldi de

Neapoli...
6

Ibid., e.

19

"

Fr. lordanus Coppula...

condemnatus ad poenas graviocol

ris

culpae...
voi.

n
.

Questo padre cantore venne da me confuso altrove


e.
1

Nolano:
n.
I.

Ibid.,
7 e.

458,

203; Candelaio, Introduzione, pag.

XXXVII,

Nel
r

luglio del

569

gli

fu rimessa la

pena {Monasteri soppressi,

voi.

582,

70

).

Vedi

la

pag.

174.

Eterodossia a Napoli e processo di G.

Bruno

205

divenuto baccelliere e maestro, priore e definitore ne' Capitoli

provinciali e

generali

',

e d' avere
al

incontrato

tanto

favore in alto da fare pubblicare


i

padre Zancaglione contro


Gregorio XIII,

potenti suoi
n

protettori,
,

il

Santaseverina e
d' ingiurie,

un

libello

famoso...

pieno

villanie e biaste-

me

"

\ Certamente non mancarono de' monaci che


;

vissero

con molta edificazione

ma
non

questi,
e'

quando con gran dolore


da confidare nel ravvestabilirono di ripristid' origine,
la

verificarono che oramai

era

dimento de'
nare da
soli,

traviati

loro

confratelli,

fuori de'

propri

conventi
della

pi

severa osservanza degli obblighi

regola

domenicana.
dei

Nel

convento,
la
il

principiato

fabbricare

nel borgo

Vergini per

deliberazione presa da'

superiori napolitani

dell'Ordine

4 agosto del 1578 e


1

intitolato a
si

Santa Maria
i

della Sanit, dall'ottobre del

583

riunirono
n

padri pi

degni, che

il

generale

fra
"

Sisto Fabri
3
.

destin alla riforma


di

della regolare osservanza

Per un po'
4
.

tempo

la

Ri-

forma non ebbe che un solo monastero e alcune diecine di


sacerdoti, trentanove nel
di

1587
n

Se non che
scandali
di

l'universit
insuff libili
li

Somma,
n

stanca

de'

manifesti

ed

dissordini che
prelati

da pi

anni

davano

continuo

frati

domenicani; considerando che questi abbandonatisi


"

a una vita a banditi


l'

non conveniente non solo a


erano
giunti
"

frati la
"

ma

n anco
per
pro-

n
,

a far

"

perdere

divozione

avenire

n
;

e sapendo

per

esperienzia

che

verun

Dopo

l'ottobre dei
le

1602 (Monasteri
1

soppressi, voi.

463, non numerato);

laddove ottenne

suddette dignit nel

580

nel

589:

Monumenta

or-

dinis Praeclicatorum historica, toni.


voi.
38

X,

pagg.

220

e 268;

Monasteri soppressi,

993.

e.

287

SANTORO.
IbicL,
voi.

Autobiografia, pag. 59.


voi.

J
*

Monasteri soppressi,
1029,

582,

e.

05

voi.

993,

e.

305,.
della Sanit,

FRA GIULIANO DE
voi.

FIORE, Cronaca

cap.

XV1I1, pag. 61;

993.

e.

254

206

Capitolo

VI

fitto

era stato

tratto
",

dalle

"

molte e molte
si

querele
"

a loro

superiori in Napoli
di

mentre

era

corso

gran pericolo
",

esser offesi

ed

ingiuriati

per

detta

causa
in

vot

il

22

luglio del

1590

la

procura a un dottore

utroque, l'abate

Gian Leonardo
col IV, fosse
"

Bottiglieri,

per

trattare
il

e
1

ottenere che

il

suo monastero di S. Domenico, eretto

292

sotto

Nic"
'.

abitato quanto prima da padri reformati

Perch
chiassi
"

non pot
il

sedare

"

le

questioni,

le

discordie

lettore fra
1

Erasmo da
era stato

Tramonti

che

met

del dicembre del

588

mandato

in quel

convento

dal commissario apostolico priore provinciale fra

Angelo da
fra

Faenza
lito

2
,

il

reverendissimo maestro
nel

dell'

Ordine
"

Ippo-

Maria Beccaria

1591, accondiscendendo alle supscrivere


tanti
:

pliche del Bottiglieri,

ebbe poi a
abbraccino
si

Io

non laudo
e sar un

che

padri reformati
d'

conventi, quali per

mancanza
rovinare
di
1*

uomini non

potranno
;

governare,

incominciato edificio
senza
pigliare

e parmi basti S.
"
3
.

Domenico
palazzo

Somma

S.

Spirito

Tuttavia, anche
il

quest'altro monastero napolitano, costruito presso


reale durante
ni
il

decimo
alla
"

anno del

pontificato
finisse

di
il

Giovan1591
4
.

XXII, pass
" "

Riforma prima che


il

Parve convenevole
doi
i

15 giugno di quell' anno, appena


all'

furono

conventi deputati
"

abitazione
,

"

de'
tutta

Rifor1'

mati, che vi fosse


torit,
la

alcun sopra intendente...

con

au-

quale sogliono
",

avere

li

provinciali

sopra le loro
li

Province

fuorch

il

"

confirmare e assolvere

priori

"

D
;

Monasteri soppressi,
Ibid., voi. Ibid.,
voi.

voi.

993,

ce.

314

315

voi.

688,

e.

147

2
8

1023, non numerato, Lettera "commissionale" del 13 dicembre.

993,
e.

Lettera a fra
r
.

Ambrogio Pasqua, da Bosco,


888,

del

14

agosto del
4

1591,
voi.
e.

311

Ibid.,

1029, Cronaca della Sanit, pag. 62;


r
;

voi.

e.

236

voi.
&

993,
Ibid.,

343

voi.

688,

e.

147

voi.

1029, Op.

cit.,

pag. 61.

Eterodossia a Napoli e processo di G.

Bruno

207

e nessuno fu giudicato pi adatto di fra


Il

Ambrogio Pasqua
non
solo

1
.

quale,

essendo

stato
la
2
;

il

primo

priore,

aveva

cominciato e curato
nastero della Sanit
il

costruzione

della chiesa e del

motra

non solo aveva avuto concesso,


in questo,
istituissero
n

1586 e

il

1591, che
n
,

per

comune

vantaggio,

benefzio e decoro

s'

il

noviziato,

una biblio-

teca e alcune letture sotto la reggenza di fra

Domenico da
impedire
le

Nocera

3
;

ma
le

nel

592 aveva anche

potuto

gravezze e
i

vessazioni con cui mostravano la loro ostilit

prelati

della provincia del


tutt'
i

Regno \
"

n
II

progresso dell' ossi

servanza regolare in

luochi

suddetti non

arrest

5
;

perch
"

l'

opera del Pasqua era non tanto seguita con gran


altri

sodisfazione del Signor Vicer ed


sorretta

Ministri regii
,

"

6
,

quanto
1

da'

generali

dell'

Ordine

non

che

da
il

Monasteri soppressi,

voi.

1029,
al

Cronaca

della Sanila,
il

Lettera che

reverendissimo Beccaria diresse


pagg. 61
2 Ibid.,

Pasqua da Genova

15 giugno del

1591,

e 62.
voi.

690, non numerato, Fondazioni de conventi


del

vicariati del-

l'ordine di Predicatori della Provincia


delle
si

Regno;
e.

fascic.

1036-, Riforma

religioni in

Napoli, Domenicani alla Sanit,


fu eretta

66

La

chiesa che

ammira

oggi,

pi

tardi,

ne'

primi

anni del

secolo seguente, su
il

disegno del domenicano fra Giuseppe Nuvolo. Descrive


per
e
I*

fastoso spettacolo

inizio di

questa bella fabbrica

G. CEC1, La fondazione
in

del convento

della chiesa di
voi.
I,

Santa Maria della Sanit,


I,

Napoli nobilissima, nuova

serie,
3

fascic.

gennaio

1920, pagg. 9-12.


utilitate,

Nel

1586, "pr
la
,

communi
311

beneficio et decore
:

",

il

noviziato,
voi.

nel
ce.
4

1587

biblioteca e nel
v

1591
r
.

lo

Studio

Monasteri soppressi,

993,

299

431

432

Volendo
questa

ingerirsi in

troppe cose,

il

provinciale

Zancaglione ebbe,
d* imporre

tra le

altre,

lettera

"

Intendo

che V. P. cerca
...

nove

tasse e
,

gravezze a cotesti Padri reformati,

e perch'ella non ha facult di farlo...


vista
la

ho voluto
precetto

farle

sapere...
":

che
Ibid.
,

debba,
voi.

presente, rivocare

qualunque
di
fra

censure...

1023,
1592.
62.

non

numerato,

Lettera

Michele Bonelli del 9 novembre del


Ibid.,
*

voi. voi.

1029, Op.

cit.,
al

pag.

Ibid.,

993, Lettera

Pasqua del 2 dicembre del 1591,

343 f

208

Capitolo

VI

porporati

di

molta
in

autorit e da'

pontefici

medesimi, da

Innocenzo
le

IX

ispecie e

da Clemente Vili. Fra Michechiamato


nel

Bonelli,

vescovo di Albano,
alessandrino
1
,

comunemente
il

il

Cardinale

ammoniva
"

1592

prepotente

provinciale del

Regno

di

stare in cervello,

se

non voleva
piacere
",

ch'egli

pigliasse

provvedimenti

da

non

far

sciogliesse la congregazione della Sanit

da ogni ubbidienza

verso di

lui
frati
"
i

e in

una
a

lettera

dell'anno innanzi riferiva


,

che

"

li

venuti

Roma...
alla

[perch]

fussero
oltre

loro

restituiti
stati

monasteri donati

Riforma,

"

d* esser

penitenziati dal

Vicario del Generale e rabuffati da

lui

e mandati a' piedi [d' Innocenzo] per chiarirsi della santa


sua,

mente
se
gli
"

hanno avuta

un' altra

mano da

S.
" 3
.

B.

la

quale

ha mandati dinanzi con male parole


4
;

Della riforma della congregazione


"
il

della

Sanit fu au-

tore

Pasqua

e rimase,, per ripetere le parole di coloro


"

che

lo

conobbero, sempre acceso del


"
5
,

pio e laudabil de"

siderio di tirarla inanti

fino

al

24

di febbraio,
li

primo

giorno di quaresima del

594,
li

allorch

sopravvenne un

desconcerto

gravissimo che

lev la favella, ed in poche

Nato

nella diocesi di

Tortona presso

Alessandria, a venticinque

anni

insignito della
bri

porpora dallo zio materno Michele Ghislieri, fu uno de'


del

memdi

pi

potenti

Sacro

Collegio dal

pontificato di

Pio

a quello
il

Clemente Vili.

Intrigante e insofferente per natura,

divenuto dopo
al

1580
al

protettore dell'Ordine domenicano, riusc assai

molesto

Fabri e anche

Beccaria, tanto che questi ebbe a dire di essersi sentito veramente generale
dal

marzo del 1598, dopo

la

morte del
tom.
del

Bonelli:

MORTIER,
tom. VI,

Histoire pag. 44.

des

maitres gnraux des Prcheurs,


2

V,

pag. 653;

Lettera
Lettera

cit.
cit.

del
del

9 novembre

1592.
1591.
,

2 dicembre del
fascic.

4
e.

Monasteri soppressi,
v
.

1036 2

Riforma

delle

religioni in

Napoli,

65
>

Ibid.,
r
.

voi.

993, Lettera del Cardinale alessandrino del 21 gennaio 1594,

e 287

Eterodossia a Napoli e processo di G.

Bruno

209

ore pass de questa vita


quelli
di

"

l
.

Messo

su da

frati

che,

come

S.

Domenico

nel

1595, erano per essere


monasteri da'
fautori
"
il

sostituiti

ne'

loro

vecchi e ricchi

d'

una pi

stretta
titolo

osservanza della regola domenicana,


[al

mondo diede
"
"
~
;

Pasqua] che ci avesse


fin

fatto

per sdegno

ma,

opposero

d' allora

giudici pi

equanimi, che,

se non

fusse stato vero spirito del signor Iddio che V avesse

mosso
tanti

a procurare detta riforma, egli

non averia perseverato


di

anni

",

sia

da

priore della

Sanit e
n
,

S.

Spirito,

sia

da

vicario del maestro generale

con quella piet e religione,


costumi e dottrina, con
il

con quella bont e


queir esempio e zelo

vita,
"

con quei

con cui mostr

cammino da
4
,

battere
tutti
il

a quanti furono suoi coadiutori e aderenti

primi tra

padre

fra

Marco Maffeo da Marcianise,


a

lettore di

non pic-

cola riputazione nello Studio formale di Bologna e spentosi


il

1616

Napoli
I"

in

odor di

santit

5
,

e fra

Felice da

Nola, che con


di

aiuto del cardinale Cinzio Aldobrandini e

Clemente Vili
pu negare che

venne a capo

che
n

"

il

provinciale del

Regno non
si
l'

s'intricasse con la riforma


fu
il

".

In ogni

modo, non
a

Pasqua ad accorgersi che


rispondeva

Napoli

ordine domenicano non

oramai

al

suo scopo;

Monasteri soppressi,
Ibid.,
e.

fascic.

1036-,

Op.

cit.,

e.

71

65
voi.

bidem;
e

1029, Cronaca della Sanit, capp. XVIll e

XXI,

pagg. 61

74; voi. 993, ce.


*

286

vt

312

344

Ibid.,

voi.

1023,
1

non

numerato,

Lettera del

Cardinale

alessandrino

del
5

2 giugno del
Ibid.,
voi.
gli

589.
cit.,

1029, Op.
ufficiali

pag. 62.

Un

attestato di

ammirazione

gli

rilasciarono

dello

Studio

bolognese fra Giorgio da Vercelli, fra


e fra
r ).

Geronimo da Fano,

fra

Geronimo da Bologna
voi.

Felice da Colorno,

il

30 gennaio
di

del

1571

\Ibid.,

993,
e.

e.

289
v )

Nel
lui
si

Catalogo de'
scrisse:
"

figli
in

S.

Domenico

(Ibid.,

voi.

581,

22

di

Obiit
".

conventu S. Mariae Sanitatis


6

15 martii
pag.

1616

in

opinione sanctitatis

Ibid.,

voi.

1029, Op.

cit.,

76.

Vedi pag.

111.
1

Spampanato.

4.

210

Capitolo

VI

giacch in questa
ventennio, dal

citt
al

non

combatteva pi, come per un


fecero con
le

1542

1562,

prediche

fra

Ambrogio da
Uffizio
il

Bagnoli, e co' poteri di commissari del Santo


il

Fonseca,

Quinziani,

il

Pavesi e
le
"

il

Malvicino,

ma
"

fomentava co' continui scandali

eresie

Uno
puro

de' rari uomini d'


di
"

Europa
"

della

prima met del


",

Cinquecento,
e
"

corpo

debole e

magro
cose

ma
"

di forte

intelletto

",

con cui

stava sempre

sollevato alla
2
,

contemplazione

della verit e delle

divine

Gio-

vanni Valdes di Cuenca,

per certi suoi dialoghi eterodossi

denunziato in Ispagna da Baldassarre Castiglione a Clemente

VII e a

Carlo

V, venuto
tra
il

in

Italia,
il

principalmente a
gli
Il

Napoli, dove pass


della sua vita,

1533 e

1541
3
.

ultimi anni

caldeggi idee

novatrici

generale
su'

dei

Cappuccini
di S.

fra

Bernardino

Ochino da

Siena
e
il

pulpiti

Giovanni Maggiore e del


Pietro

Duomo

canonico rego-

lare agostiniano

Martire

Vermiglio

da Firenze su

quello di S. Pietro ad
di

Aram,

dalla cattedra del monastero


fra

S.

Lorenzo
l'

il

conventuale
siciliano
"

Giovanni Buzio da Monordine


fatta

tanino,
fra

apostata

dell'

di

sant'

Agostino
"

Lorenzo Romano nella

scuola

gentiluomini

di parecchi luoghi della

Terra di

Lavoro,

con

le

conver-

sazioni
nio,
1

il

poeta e medico imolese

Marco

Antonio

Flami-

partecipando pi o
in poi

meno

alle opinioni

valdesiane, dal

536

promossero quell' importante movimento religioso

che richiam a Napoli Pietro Carnesecchi, Giacomo Bonfadio, Vittorio Soranzo, Lattanzio Ragnoni e tanti altri, e
a cui aderirono migliaia di regnicoli, che erano
1

il

fior

delle

AMABILE,
e

//

Santo Officio

in

Napoli,

voi.

I,

pagg.

195,

196, 223,

224

243.
uomini, Vinegia, P. Manuzio,
1

2 Lettere volgari di diversi nobilissimi

558,

Iacopo Bonfadio
3

a!

Carnesecchi,
cu.,
voi.

e.
cit.,

28.
pag.

Amabile, Op.

123.

Eterodossia a 'Napoli e processo di G.

Bruno

21

dame, de'
lettere
rafa,

cavalieri, degli ecclesiastici, de' cultori di scienze,


l
.

arti

Contro costoro

il

cardinale
in

Gian Pietro Cain

entrato nel settembre del


gli

1551
n

possesso dell* arciIII

diocesi napolitana che


sceltosi

diede Paolo

fin

di

vita,

per vicario

il

Rebiba,
a'

fu tanto diligente

e severo,
e anche

che non perdon


prima di
"

nemmeno
per
",
il

suoi

parenti
sotto

"

";

servir

luogotenente

monsignor
"

Luigi

Campagna
tere
le
"

di
i

Rossano

Santoro

si

"

arm

di

ogni po-

contro

medesimi, non curando che questi


n
,

per tutte
n

strade cercassero d' offenderlo e ammazzarlo

anzi

bra-

mando
Nel
anno
stette
n

essere ucciso per la fede


1

cattolica

3
.

552

si

rallegrava
la

il

Carafa d' avere


"
4
;

in
lui
1

meno
all'

d'

un

quasi purgata

citt

ma

vide

stesso,

che

sul
1

soglio pontificio dal


illuso

maggio del
"

555

agosto

del

559, d' essersi


si
n

di

aver abbattuta
n
5
.

ed

estei
la
n
"

mi-

nata peste

crudele da' suoi paesi


pot,

Pertanto

maani-

ledetta setta

dopo

la

morte di
il

lui,

prendere
il

mo
i

e forze

",

come s'accertarono
inquisitori

Rebiba e

Santoro,

quali ebbero molta parte nella Congregazione


generali,
1'

romana dei
di

commissari e

V uno ne'

pontificati

Pio

e di Gregorio XIII,
il

altro

in questi e di fede

ne'

succesin guisa

sivi".

Perch

numero de' processi


il

crebbe

che per

istruirli

vicario
tre

Campagna
;

dal
il

563 ebbe bisogno


marzo
del
1

dell' assistenza

di

suddelegati

564,

alle

venti ore circa,

nella

piazza del

Mercato furono decaun letterato

pitati

e bruciati

Gian

Bernardino

Gargano e

AMABILE.
lbid.,

//

Santo Officio

in

Napoli,

voi.

I,

pagg.

129-160.

pag.

215.
pag.
II.

3
4

Autobiografia,

Amabile, Op. dt., voi. cit., pag. 215. giudizio del SANTASEVERINA, Op.
il

cit.,

pag.

II.
in

SANTORO,
romana

Eresie di

Napoli

Terra di Lavoro,
HI
(a.

Archivio

della

Societ

di Storia patria,

voi.

1880), pag. 469.

212

Capitolo

VI
Flaminio,
il
1

di Caserta,

ornamento e

splendore, secondo
d'

il

della
il
1

Campania, Gian
si

Francesco

Alois

tra

564 e

567

pronunziarono una trentina di gravi sentenze cone


regnicoli;
severit

tro napoletani

appresso,

tumulti popolari
le

concitati

da tanta

non

frenarono

persecuzioni,
nella

se de' valentuomini esularono nella

Svizzera e

Ger-

mania, e se non pochi di


vollero
salvarsi

quelli

che non

poterono o non
carcerati

con

la

fuga,

vennero
le

arrestati e

in patria o
fizio

andarono a riempire
.

prigioni

del Santo Uf-

Roma

Si dovrebbe avere una notizia precisa delle idee religiose


professate a Napoli

dall'ampia
secolarizz,

confessione

d'un

frate di
Il

Monteoliveto che
in fatti,
l'

si

Lorenzo Tizzano.
il

quale,

rivel che alcuni credevano che

papa non avesse


;

autorit di vero e
il

legittimo
se
;

capo della Chiesa

che non
il

esistesse

Purgatorio,

Ges aveva purgato


che non
il

genere

umano
venisse

col proprio

sangue

occorresse digiunare,

essendo l'astinenza dal peccato


pregare Cristo,

miglior digiuno;

che conche
il

non
il

la

Vergine e
il

santi;
;

libero arbitrio concernesse


stasse
la

male e non
2
.

bene

che bavi

confessare

peccati a

Dio; che per


coloro

tutti

fosse

predestinazione ab eterno
egli ricord
la
il

Oltre a questi che ebbe per


anabattisti

luterani,

e disse
di

che respin-

gevano

divinit

Ges, l'immacolata
dell'altare
3
;

concezione di

Maria e
lui
"

sacramento

e quelli, chiamati
la

da

diabolici settari ",

che aspettavano ancora

redenzione

umana, riconoscevano solo un maggiore spirito profetico in giudicavano Cristo, negavano l' immortalit dell' anima e

AMABILE,
Ibid.,

//

Santo Officio

in

Napoli,
.

voi.

I,

pagg. 267,

134 e 268,

287, 294
2

e segg., 305,.
pag.

317

e segg.

159.

Ibidem.

Eterodossia a Napoli e processo di G.

Bruno

2 3
1

false

le

sacre scritture per alcune contradizioni trovatevi

l
.

La

confessione del Tizzano


del
legista

concorda
Basal
;

in parecchi

punti
il

con quella
racconto

Giulio

nondimeno,
perch

loro

tutt' altro

che

scevro d' errori,

essi

rac-

colsero e riferirono quante voci in riguardo di ci

correvano

per Napoli \
battisti

Se
3
,

nel

Regno non
vi

mancavano

molti

Ana-

e Ariani
Il

non

furono veri e propri seguaci del


le

Lutero.
il

Valdes propugn, senza escludere


merc
il

opere buone,

principio della giustificazione


1'
;

la

fede ne' menti di

Cristo
le

Ochino,

il

Vermiglio e
n

Flaminio ne dedussero

conseguenze;

altri

si
"
;

ritirarono

da qualche abuso o suloro,

perstizione del passato


in
Italia,

ma
e

nessuno di

finch rimase

attesta

il

degno

ben informato
"

storico evangelico

Niccol Balbani, nessuno era proceduto


conoscenza della verit
quentare
i

pi innanzi nella
n

",

n aveva intanto lasciato di


gli
altri alle

frealle

tempii e ritrovarsi con


n

messe e

ordinarie idolatrie

\
la

L' eresia per eccellenza del secolo decimosesto fu


testa,

Pro-

come

quella che, uscita dagli stessi studi ecclesiastici

e da profondi lavori teologici, respingendo piena di zelo e


di
l'

collera

non pochi de' principali dommi della fede, mosse


fosse

attacco pi ardito che


fu

mai

stato

tentato

contro

la

Chiesa romana, e
l

fondamento
che

d' un' altra

confessione di

dalle Alpi.
essa,

Valdesiani,
in

senza dubbio derivarono


espresso di essere luterani
",

da
e

pure,

negando
di

modo
n

amando invece
al

dirsi
;

spirituali

non

erano in tutto
sotalle

dalla

parte del torto

dacch
e,

continuarono a vivere

tomessi

potere

papale

anche

essendo propensi

1
-

AMABILE,
Ibid., Ibid., Ibid.,

//

Santo Officio

in

Napoli,

voi.

I,

pag.

160.

pagg.

161-164.
162. 126,

:i

pag.

Lo

scrive

il

Balbani.

pagg.

131,

135,

161,

162,

167, 168,

186.

187 e

193.

214

Capitolo

VI

spiegazioni naturali, accolsero per verit inoppugnabili e da

doversi credere
stabiliti

principii

fermamente
loro

posti e

solennemente

dalla Chiesa.
filosofico,
il

Al
il

movimento diedero pertanto


che
si

un indirizzo
sola,

solo

addicesse nella peni-

in cui

progresso delle idee, sorto e procedendo di


lo

pari passo
si

con

sviluppo dell'umanismo e della rinascenza,

elev

un' importante

opposizione

religiosa

che quasi

dovunque
Questa
Dove,

fu per lo pi letteraria fino al Concilio di Trento,

scientifica poi.

prevalse a
nella

quella anche per

tempo a

Napoli.

in fatti,

prima met del

cinquecento fiorirono
:

Agostino Nifo, Scipione Capece e Simone Porzio


giore" interpetre,
l'

il l
;

magl'altro
al

uno, del razionalismo averroistico


alla

messo da Pietro Bembo


di sopra di

pari e
libri

da Paolo

Manuzio

Lucrezio pe' due

De

principiis

rerum,

ne' quali
tutto
si

il

poeta, ritornando ad Anassimene, cantava


dall'aria,

come

formasse
2
;

principio

creatore e animatore

universale
" il

1'

ultimo, in fine, che parve a

Torquato Tasso
di

migliore e pi famoso filosofo


" 3
,

non solo
"
4
,

Napoli

ma

d'Italia

e al Tansillo lo spirito pi acuto della sua et


"

nel ricercare
fu in
"

d' ogni cosa

la

cagione
il

e che realmente continuatore


"

meravigliosi

scritti "

pi

"

ardito

delle dottrine di Alessandro di Afrodisia,

non che

di Pietro
"
il

Pomponazzi, soprannominato per


1

la

piccola statura

Pe-

Fiorentino,
II

Studi e

ritratti,
:

pag.

150.
legi

BEMBO,

in

una

lettera

"

Poma...

sane libentissime

est

enim

eiusmodi, ut magnopere

cum
Nihii
sit "
:

Lucretii stylum
et

et

elegantiam, tum antiquorum


"
;

hominum aetatem
lettera
il

illam
:

cultam
"

perpolitam
in

redoleat...

e anche in
ut

una

MANUZIO
pluris

legi

hoc genere

perfectius,

ne Lucretius

quidem

apud me

NlCODEMO,

Addizioni copiose alla Biblio-

teca
3 //

napoletana del
Porzio ovvero delle

Toppi,
virt,

pag. 226.

Dialoghi, a cura di Cesare


voi.
Ili,

Guasti,

Fi-

renze, Felice
4

Le Monnier, 1858-1859,
satirici,

pag. 473.

Capitoli giocosi e

cap. VII, pag.

Ili,

Eterodossia a Napoli e processo di G.

Bruno

215

retto

n
,

il

quale aveva

"

iniziato

una

filosofia

affrancata dai
at-

vincoli della fede e

datole inoltre
n
'.

un

avviamento pi

tuoso e pi
lo

pratico
si

Nel dialogo Del piacere onesto


convinto che
recar
"

stesso

Tasso
non

mostrava

la

falsit

delle

opinioni

pu

ragionevolmente

infamia,

se

non

quand'

ella e

accompagnata da

pertinacia,

congiunta a
"
;

volont perversa di corrompere o d* infettare altrui


"

e che,

perch

forsi

[essa]

perversit d'

animo non

si

trovava nel
tolerati,

Peretto e nel Porzio,... furono negli


tutto

Studi publici
che...

che

si

sapesse

comunemente
Aristotele
o,
la

poco pi
creduto
:

oltre

credessero di
la

quel che

avesse
dir

e per
il

medesima

cagione fu

per

meglio, e tolerato
il

signor Scipion

Capece ne

corte di Salerno,

qual non

solo aristotelico d' opinione,

ma

seguace anco
n *.

d'

Alessandro,

per altro virtuosissimo gentiluomo


Il

Nifo

viveva ancora nel


nel

1549,

il

Capece mori verso


il

il

1553 e

27

agosto dell'anno
letto,
la

appresso

Poi-zio;

senza molestie avevano


metafisica,

chi diritto, chi filosofia e chi

non tanto per

ragione addotta dal Tasso, quanto


nell'

per

il

tempo che insegnarono

Ateneo

napolitano, tra

il

FIORENTINO,
Studi
e

Pietro

Pomponazzi, Studi

storici su la

scuola bolognese

padovana, Firenze, Successori Le Monnier,


;

1868,

pagg.

271,275, 70
sono
11.

68
dal
v.

ritratti,

pag.

84. Le lezioni

del

Pomponazzi
1911,
voi.

ricordate

FOLENGO,

nel

Baldo, Bari, Gius. Laterza,


:

lib.

XXII,

121-123, 129-131

Merlinus puer,

et

versu prosaque peritus,


ivit

cum
et

sociis

inultis

studiare

Bolognam,
Peretti.
et

philosophastri baias sentire

Dum
voltat

Pomponazzus

legit

ergo Perettus,

omnes

Anstotelis magnos sotosora librazzos,

carmina Merlinus secum macaronica pensat.


Dialoghi,
voi.
I,

part.

II,

pag.

45.

216

Capitolo

VI

1519 e
in verit
il

il

545 \ Le persecuzioni
si

religiose imperversarono
tosto

qualche anno dopo; e


che,
si

che cominciarono,
del Tizzano
2
,

Capece
1543

come
era

si

apprende da'

costituti

e del Basalti,
nel

maggiormente
di

compromesso
di

cadde
privato

in disgrazia

don Pietro
esiliato
3
.

Toledo
si

e,

degli onori e degli


i

uffici,

a vita,

ricover presso
stesso
di

Sanseverino

suoi

parenti

Nel

tempo

veniva
diritto

deposto
civile

Nicola
4
;

Iacopo

de Rainaldis,

maestro

membro cospicuo
e non

del Rgio Consiglio insieme col


inquisiti
,

Capece
rito

molto dopo
de'

un
e

socio
fino

benemeal
1

dell'

accademia

Sereni

oratore

564

insegnante di medicina nello Studio, Gian Francesco Bran-

caleone

5
,

il

decano

medesimo
o quattro
istruiti

dello

Studio,

non che

medico
go
6
.

di S.

Domenico Maggiore, Gian Bernardino Londunque


in
tre
i

Sono

lettori

cui

nomi
di

si

leggono ne* processi di fede


rant anni; pochi
"

in

non meno
il

qua-

verit,

perch,

spiega

Fiorentino,

singoiar fatto e

degno

di nota, e

da pi

scrittori avvertito,

e stato questo, che a Napoli le innovazioni scientifiche sono


1
II

primo

vi

lesse

certamente nel

1531

e nel
al

1532;

il

secondo, a cotesoreria,
",

minciare forse dal


voi.

1519;
r
;

l'ultimo, dal

1530
Op.

1545: Cedola di

254,

e.

264

voi.

255, non numerato, "addi' ultimo d'ottobre '31

"addi'

27 gennaro '32";

CANNAVALE,
in

c/7.,

pagg. 63, 58,

64

e 65;

FIORENTINO, P. Pomponazzi,
2

pag. 2\5; Studi e

ritratti,
I,

pagg.

85

e 91-95.

AMABILE,
Ibid.,
Ibid.,

//

Santo Officio

Napoli,

voi.

pagg.

160 e 163.

3 4
5
la le

pag.
pag.

193.
194,
// n.
1.

AMABILE,

Santo Officio

in

Napoli, pagg. 304


del

e, in nota,

307. Vedi

pag. 95; e

L'accademia de' Sereni


nuova
serie,
a.

CROCE,
cit.,

in

Archivio storico per

province napoletane,

V, 31

maggio 1920, pag. 373.


pagg. 66-80. Gli sono pagati

Ibid., pag.

327

CANNAVALE,
quattro

Op.

dalla

cassa di S.

Domenico

ducati nel settembre del


I

1565,
e del
ce.
1

altri

quattro nell' agosto dell' anno

seguente, tre nel gennaio del

567
457,

568
v
,

per

le
,

terze della sua provvisione:

Monasteri soppressi,

voi.

512

536

548

591

Eterodossia a Napoli e processo di G.

Bruno

2 7
1

state

tentate

da ingegni

solitari

spontaneamente

raccolti

in privati

ritrovi

piuttostoch nella Universit,

contuttoch
l'

questa fosse stata fondata con auspicii


dello spirito ghibellino che animava
il

laicali, sotto

influsso
"
l
.

secondo Federico
filosofia
il

Dal
de

548

al

596

nello

Studio insegn
supplenti e

LonMario

go \ che a volte ebbe


Curtis,

per

coadiutori

Francesco Storella, Giliberto Valenziano, Gero;

nimo Provenzale e Francesco Antonio Vivolo


frattempo insegnarono metafisica, oltre
dines,
al
,

e in quel
al

Manualdo,

Car-

all'Aquario e

al
.

Pontecorvo
I

Cola Aniello Pacca


uno scadimento, non
8
:

Giacomo Marotta
dall' autorit,

quali segnano

un progresso, nella

storia

della
la

cultura

accecati pi che
in
essi

mai

avendo

scuola

creato

una se-

conda natura, non seguirono punto

le vestigia

de' predeces-

Bernardino

Telesio,

Studi

storici

su

/'

idea

della

Natura,

voi.

II,

pag. 20.
2

Notamento de'
4
V
,

lettori
v
;

del gen.le
a.

Studio,

ab
a.

a.

1564 ad
ce.

a.
...

1
1

582,
07
r
;

ce.

...

180

ab

1583 ad

1590,

CANNAVALE,
il

Op.
596.

di.,

pagg. 66-80. Nel

1564 risedeva

trecento ducati;

doppio
3
II

nel

De
al

Curt.s dal
i

1572

al

1574;
il

lo

Storella

nel

1574 e 1578
al

nel

1575;

il

Valenziano,

due
il

anni

successivi;
nel

Provenzale dal
e
r

1580, e dal
lettori
v
,

1587
a.

1589;
a.

Vivolo
ce.

1593
v
,

nel
,

1594: Notamento de'


13
,
,
I

ab

1564 ad
* 5

1582,
Op.

92

I08

18

120

141

ecc.;

CANNAVALE,
Pagg.
I

cit.,

pagg.

71, 72, 73,

74,

79

e 80.

11-112.
1577, nel

L'uno, nel

1579, nel
ab a.

1580

nel

1585
e.

l'altro,

dal

1592

in

poi:

Notamento de'
pagg.

lettori

1564

ecc.,

134;

CANNAVALE,
soltanto

Op.
6
agli

cit.,

74

ecc..

79-81.
tranne
il

Tutti oggi dimenticati,


studiosi
di

Pacca, che per altro noto


la

memorie
notizie
alla

patrie,
dall'

perch volgarizz

Cronaca

di

Lupo Pronotarili,
I

tospata,

raccolse

Archivio della Zecca e da' protocolli


Collenuccio.

fece

una giunta

Storia

del

Mori

il

giugno del

587

nella sua

vecchia casa del vico de* Zurli: Napoli, F. Giannini.

BARTOLOMEO CaPASSO, La

Vicaria Vecchia,

1889, pag. 76.

218

Capitolo

VI

sori

eh' erano stati

il

decoro

dell' Universit

napolitana, di
riusciti,

quelli

che non solo avevano mirato, ed erano


il

ri-

presentare
testi

genuino averroismo,
"

o,

merc

il

raffronto dei

antichi,

a svestir

1*

aristotelismo dell' abito

disadorno

e variopinto ond' era

stato
all'

ricoperto

",

ma avevano anche
fenomeni
naturali e
chiarir gli arcani

dato un forte
rilevato
"

impulso

esame de'
per

l'importanza del senso


"
1
_.

na-

scimenti delle cose

Non

desta perci

maraviglia che

proprio da' pubblici lettori d' allora o da qualche discepolo


di essi,

come

il

Marta, fosse
gli

promossa
che

l'opposizione pi

accanita
fuori

contro

ardimenti

vennero

manifestandosi
del cin-

del recinto dello Studio nella seconda met


2
.

quecento

Era dono

Gian

Battista

della Porta

appena

quindicenne

e,

riflettendo su' rapporti di simpatia


tra
le

e antipatia che interce-

cose,

sulle
su'

operazioni

portentose

di

molte e

svariate maniere,
ottici,

processi dell'alchimia
libri

e su' fenomeni
li

ide

quattro

di
il

filosofia
1

o magia naturale; e
.

pubblicava a ventitr anni,

558

Questo

lavoro,

quanin

tunque

"

volasse di bocca in bocca e passasse di


la

mano

mano, avendo avuto

fortuna di

parecchie edizioni e di

traduzioni italiane, francesi, spagnole e

arabe

"

4
,

non appag.

FIORENTINO, B.
"

Telesio,

voi.

I,

pag. 92;

Studi e

ritratti,

150.

Optime

in

hoc

arguit

reverend.
in

magister

Hieronymus de Pontecorvo
meus
"
:

ord.

S.

Dominici, meus praeceptor

theologia et dominus

cosi

il

MARTA
nel
3
4

che insorse a nome

dello Studio e dett una difesa dello Staginta


la

Propugnaculum, pag. 40. Vedi poi

pag. 97.

FIORENTINO, Studi
I.

ritratti,

pagg.

240

24

B.

PORTAE
omnium

Magiae
:

naturalis

libri

XX,

Hanoviae,

Sumptibus

I.

Pressii,

1644, Praefatio

"

En,

lectores candidi,
alacritate

Magiae opus
exceptum
et

fere
est,

absolutum
ut
in

quod... tanto

plausu et animi

plures

linguas translatum,

italicam

nempe,

gallicani,

hispanicam

arabicam, nsdemet

que locis saepenumero typis mandatum, per multorum


verit...

manus

ora

volita-

Eterodossia a Napoli e processo di G.

Bruno

219

pag
fisso

tuttavia
di

l'

autore;

il

quale avverti
nelle

che non

s'

era pre-

entrare
i

bene a fondo

quistioni e di svolgere

compiutamente
a'
n

diversi soggetti,

ma

di

fermarsi per allora

semplici

preludi de' tanti sublimi arcani che

avrebbe
per

esposti,

piacendo a
:

Dio, a suo
nel
1

tempo
alla
i

"

Li

fece

aspettare a lungo
di

563

diede
1

luce un opuscolo

stenografia,

ma

soltanto nel
piuttosto
oltre
al

589

venti libri della

Manon

gia naturale o,

come

amava
teatro

chiamarli,

Magnolia

naturae
pochi

appresso,
scientifici,

alle

Villae,

trattati
2
.

pregevoli
gli

anch' essi per invenzioni


il

e scoperte

Tutto ci

diede

nome
filosofo,

di felice
fisico,

com-

mediografo non meno che


e naturalista.

d' insigne

medico

Nel
tiche

mentre

che

il

Della Porta,

viaggiando,

visitando

musei, frugando biblioteche, senza schivare spese, disagi e fa,

attendeva a raccogliere materiali per


1'

n
l'

enciclopedia

"

naturale,
assai pi

attenzione de' dotti venne distratta da un' impresa


la

ardua,

riforma della
"

filosofia,
n
,

tentata

con proil

spero successo dal

migliore de' moderni


l
.

come

Bacone
fin

ebbe
1

a definire Bernardino Telesio


in
fatti,
il

Questi prese,
parole

dal

Finisce,

quarto

libro

con queste
Cancer,
negotii

(Magiae
quid

naturalis

libri

IV, Neapoli,
vel

pud Matthiam
dictum,
et

1558):
difficultati

"Si
et

intentatum
brevitati
et

remanet

inconcinne

temporis

ascribatur.
tiora
'-'

Haec enim

sunt
si

dicendorum praeludia, sublimiora enim


divina faverint...
e ritratti,
".

secre-

conscripturi sumus,

FIORENTINO, Studi
JAaglae naturalis
peragrassem,
si

pagg. 246, 258, 261, 262,


Praefatio
:

266

e 268.
et

libri

XX,

"

Quum

Italiani,

Galliam
;

Hispaniam

bibliothecas et doctissimos

quosque

adii
et

artifices

etiam conveni, ut
usu verissima
et

quid novi curiosique nacti essent, ediscerem,

quae longo
viros,

utiliisima

comprobassent,

agnoscerem. Urbes

et

quos

videre non contigit, crebris epistolis sollicitavi, ut reconditorum librorum


plaria,

exem-

vel

si

quid haberent novi

communicarent, non praetermissis precibus,


et

muneribus. commutationibus, arte


4

industria".

G. GENTILE., Bernardino Telaio, con

appendice

bibliografica,

Bari,

Giuseppe Laterza

&

figli,

1911, pag. 58.

220

Capitolo

VI

1540, a

maturare

bene
la

il

suo pensiero

e in processo di

tempo ad abbozzare
sognava affrontare
"
"

sua opera capitale;


il

ma
"
1

perch bi1'

senza scampo

tiranno

che

intero

genere umano
e stava ad
si

venerava oramai da secoli


ascoltare con
le
2
,

quasi
e la

come un
religione

nume
onde

lo

stupore

accolgono
"

parole d' un discepolo e interpetre di


"

Dio

medesimo

egli,

di

animo

timido,

aborrente da
" 3
,

qualsiasi ambizione e del tutto libero d' avidit di gloria

non ammaestrato da nessun valentuomo


pubblici
litudine,
italiani,

ne' rinomati

Studi

vissuto d' ordinario nella

pi profonda so"

oppresso

da cure

assai

moleste

\
gli

non

seppe
5
.

facilmente trovare in se stesso

la fiducia

che

occorreva

Per buona
parte
stati

sorte,
vinti
i

intorno al
suoi

1563

essendo

nella

maggior

dubbi e
di

timori

dalle spesse prove


il

di calda
siero,

ammirazione

quanti approvavano

nuovo pen-

e ancor pi dal pieno assenso dell' insigne aristotelico

bresciano Giovanni

Maggio

6
,

offri

nel 1565, stando a

Ro1
1

CAMPANELLA,
de
...

Poesie,
al

Al Telesio

cosentino,
il

son.

68,

pag.

...

sofisti

in

mezzo

campo, Degli ingegni

tiranno senza
tot

scampo

".

Non

contentus Aristotelis doctrina,


veneratur,
audit

quem
et,

iam saecula
a

numinis

instar
et

hominum genus universum


ipsius

veluti

Deo
et

ipso

edoctum
religione
lib.

Dei

interpretem,
"
:

summa

cum

admiratione

cum

etiam summa...
et
II,

B. TELES11

De

rerum natura iuxta propria principia

Romae, Apud Antonium Bladum, 1565, Prooemium,


cit.,

ripubblicato dal

Gentile, Op.
:j

pag

102.
contigit evenisse

Ibidem

"

Nulli

quod mihi

umquam

reor, ut qui

morta-

lium

omnium minime
".

ambitiosus, et minime gloriae appetens,

animoque mgxime

remisso...
4

Ibid.,

pag.

107: "Cui... neque


n
.

in

publicis
in

inclitisque

Italiae

Acade-

miis a praestante aliquo viro edoceri, sed

magnis plerumque solitudinibus,

molestissimis oppresso impedimentis...


'

bidem
Ibid.,

"

At neque adhuc mihi


verentique
.

confisus...
igitur

".

''

pagg.

107 e 108: "Facile

suspicari

vererique potenti, et

revera suspicanti interdum


adire et consulere visum

deceptum
diligentia

me...

Madium
dies,

brixianum

est...

Summa

plures

quibus

apud

Eterodossia a Napoli e processo di G.

Bruno

221

ma \

per
1

saggio

il

primo e

il

secondo

libro
1'

delle cose

naturali;

quali notevolmente modificati, con

aggiunta degli

opuscoli
in

De

mari,
et

De
in

colorum

generatione e
1

De

his

quae

aere fiunt

de terrae motibus, fece nel

570 ristampare

da Giuseppe Cacchi
sima
citt

Napoli \ pubblicando nella mede-

pe'

tipi

di

Orazio Salviani,
1

dopo lunga e
libri

dili-

gente elaborazione, nel


natura.

586,

tutt'

nove

del

De

rerum

E
col

vero quel che ebbe a sostenere Francesco Bacone, che

De

rerum

natura

il

Cosentino
costruire
stessa
5

si

mostr
pur

pi valente

nel distruggere che nel


costui distruzione essa

ma

vero che

la
il

una

costruzione.
"

Non
le

caso qui di esporre, giova dire col Gentile,


tiche particolari che
fisica,
il

tutte

cri-

Telesio...
all'

rivolge alla metafisica, alla


alle

alla
;

psicologia, e tanto

etica
di

minori

dottrine

di

Aristotile

meno
le

seguir V ardito pensatore

nelle

singole
tutto,

teorie,

che

sue

nuove

osservazioni
intelletto,

e,

pi
gli

che

T avviamento
alle

generale

del suo

fanno

sostituire

antiche.

Ma
vel
et

basta per questo rispetto notare,


Nihil

illum

fui,

...

et

audiit

et

perpendit omnia...

itaque

ab

ilio

audiens,

quod

vel

nostra labefactaret,

quod

Aristotelis
aliis

positiones a

nobis
multis

oppu-

gnatas tueretur stabiliretque,


eximiis viris

neque ab

ullis,

quibus

cum
ut

Romae

communicare

vel

disserere

illa

licuit, et
".

a multis,

mea ederem

impulsus, nihil id facere amplius


1

veritus

sum

Ci stava per

lo

meno

dal

maggio dell'anno avanti; perch

il

2 maggio,
fu-

nella sagrestia della

chiesa di sant' Eustachio, egli e Marcello

Alimena

rono testimoni

dell'

addottoramento

in

diritto

civile e

canonico del loro con-

terraneo Giovanni Bombini, e d' un altro calabrese,

Giah Paolo Marincola:


v

Registra d'odorimi
-

et

decretorum,

tom.
gli

Il,

ce.

Pass poi a Roma, dove, per

addottoramenti del cosentino Francesco

Maria Greco e del catanzarese Annibale


l'infelice suo
figliuolo

Rocca,

ci

si

mostra

insieme

con

Prospero, <"

nipoti

Fabrizio Caputo e Filippo Gaeta,

e co* concittadini Sallustio Pucci e Orazio


Ibid..
:{

lannocaro,

al

principio del 1573:

tom. IV, ce.

84,

85

Gentile, B.

Teiesio,

Pa g

59.

222

Capitolo

VI
compattezza delle solusi

che

1*

ampiezza della
i

ricerca e la

zioni adottate in tutt'


aristotelica,

campi, a cui
nel
si

era estesa la filosofia

dimostrano che
si

De
fatti
1*

rerum

natura contro
intuizione

T aristotelismo
del

afferma e

accampa una nuova


tutto
il

mondo
dall'

la

quale riceve in
posizione

suo significato

storico dalla

sua

verso

aristotelismo rimesso a

nuovo

erudizione filologica del rinascimento, e liberato


;

dagli adattamenti medievali della scolastica


ficato

e questo signi-

conserva, nel suo


gli

assoluto

valore storico, per molti


volta dal
filosofia

e gravi che sieno


lesio

errori

commessi a sua
vita

Tenon

nella sua nuova costruzione:


il

poich una
eterna e
"
1
.

attinge
storia,
Il

momento suo

di

non vive nella


Ni-

se

non pel principio che l'anima


i

Bruno, se proficuamente studi


e
il

libri
1'

co' quali

il

fo

Porzio condussero a
d'
3
,

termine
il

opera

iniziata

da
ari-

Tomaso
stotelico

Aquino
4
.

e diedero cosi
il

triplice
il

commento
tra'

ebbe, secondo

Barach e

Tocco,

pre-

cursori
tre

il

Capece
;

Tuttavia non cit mai nessun di questi

cinquecentisti

poi

chi
il

aveva

avanzato

Girolamo

Cardano e Cornelio Agrippa,


questi
fin

Della Porta, sebbene, come

dal
la

558,

egli

avesse accomunato una parte della


chimica, e
il

magia con
pili

fisica

e la

tenutala per

il

grado

alto

dell'

uman

sapere, per

compimento

della filosofia

naturale, e avesse

anche creduto nell'animazione universale

e nel vincolo che lega le cose, non che nelle occulte simpatie e antipatie degli esseri atte a render ragione di alcuni
fatti

che

certo sono

maravigliosi,

ma non da

negarsi

Gentile, B.
Pag. 45,
n. 6.

Telaio, pagg. 59 e 60.

2 s

Fiorentino, Studi

ritratti,

pag.

150.
e

TOCCO, Le
pagg.

opere latine di G.
e 378, n 3.

Bruno, esposte

confrontate con

le ita-

liane,

377

Eterodossia a Napoli e processo di G.

Bruno

223

quando non
1' n

si

sa spiegarli \
"

Ricord invece, e stim


Stagirita

assai,

onorata guerra

onde
"

lo
;

venne combattuto dal

giudiciosissimo Telesio
"

perch questi,
il

avendo
suo
"

"

intesa
"

bene
e
n

la

filosofa
n

aristotelica, rivel tutto

ingegno

animo

nell'
-,

abbatterla

co'

medesimi

principii

fondacon-

mentali di essa
clusione che
lenza
n
"

come

nel capitolo in cui giunse

alla

il

fuoco non secco

ma umido
il

per eccel-

Altri
fu

esempi non arrec


d' avviso
il

Nolano,
s'

non tanto
il

perch,

come

Tocco,

egli

accorse che

Telesio non

mostrava una

coerenza di

pensiero

pari alla

forza di polemica e

non seppe

opporre una nuova


',

costru-

zione cosmica a

quella

aristotelica

quanto

perch con

molta probabilit non pot, per ragione di tempo, far tesoro


di
gli

tutt'

luoghi che ne'

nove
D
.

libri

del

De

rerum natura

tornassero di vantaggio

Di buon'

ora,

dunque,

il

Bruno

senti

1*

effetto

del risorgi-

TOCCO, Le

opere inedite di Gioidano Biuno,


11

Napoli, Tipografia delia

R. Universit,
qui crede che
e
nelle

1891, pagg. 215 e 216.


i

rimpianto professore

calabrese.se
libri,

Magnolia nalurae

fossero

composti di quattordici

qui

Fonti pi recenti della filosofia


nel

bruniana (pag. 618)


il

sostenne
li

che

fossero venuti fuori


nosciuti.
:{

1578; onde non dubit che

Bruno

avesse co-

De
Il

la

causa,

pag.

196;

De monade,
del

cap.

V,

pag.
Il,

395.
25, ce. 61
v

qual

capitolo

nell'edizione
I

1570

(lib.

cap.

62 rev ) ha il titolo: " pie in non siccum esse sed humidum, et Aristoteli imprimis humidum videri debere " nell' ultima edizione, riprodotta nella ri;

stampa che

sto

terminando (Modena, A. F. Formiggini, 1910,

voi.

I,

lib.

Ili,

cap. 27, pagg.

264-271):
ignem
;

"

Quae
summe

vel

ex

Aristotele
esse
".

humida

quaeve

sicca
Il,

habenda. Et ex eo
cap.
1

humidum
cap.

De

immenso,

lib.

IX, pag. 289

De monade,
il

V,

pag.

395.
1
.

Fonti pi recenti della filosofia di G.

Bruno, pagg. 620 e 62


a Londra, crede con

"

Al De immenso
lon-ntino
nella

Bruno pose mano


al

fondamento
parte

il

Lettera

De

Sanctis,

premessa

alla

prima

del

primo volume delle Opere latine, pagg. 28-31.

224

Capitolo

VI
animo

mento

filosofico

e non molto dopo rest con

1*

tur-

bato per le quistioni religiose che,

come
si

si

visto, ad onta

de' rigori del Santo Uffizio, a Napoli


"

dibattevano ancora.

Ho

in

effetto

dubitato

"

su qualche punto della fede, egli


"

confess nel terzo costituto veneto,

da disdotto anni della

mia et sino adesso


la

"

1 :

cio da quel tempo che fu estesa

scrittura

con cui era

incolpato
2
.

di

disprezzo del culto


la

delle immagini e della

Vergine

Allora se

pass

liscia,

non essendo
il

riuscito al

Gagliardo di scrutare qual fosse

tutto

pensiero
il

del giovine novizio.


della Trinit,
1

Dubitai
3
;

" sol...

tra

me

"

circa

domma
il

secondo che l'accusato


592

dov
non

confessare

2 giugno del
in

ma

questi
leggieri,

dubbi
o

difficile

che

principio sieno stati

almeno
d'avere

tali

eh' egli sper

bene

di levarseli dalla mente. In contrario,


relazioni

sarebbero

inesplicabili le

che

egli narr
4
,

avuto con Scipione Rebiba e Michele Ghislieri


se
si

in ispecie

consideri che con l'andata a

Roma
la

si

metteva

da

se stesso in bocca al lupo.


Il

Rebiba, chiamato a
il

Roma dopo
"

morte di Pio IV,


"

divenne
si

braccio destro del nuovo pontefice. Questi


d' avere smarrita nel avea...
"

che

dolea grandissimamente
la

sacco di

casa sua...
tutte
le

cassa in che
spettanti
[la]

molto

tempo

adunate

scritture

all'

Inquisizione,
",

finalmente
nel

con

sua molta allegrezza


luglio del
le carte
1

ritrov

come rapportava
5
;

20

566

l'oratore

Paolo Tiepolo
"

e da essa trasse
"

sospette

onde venne

alla retenzion di tanti

che,

se condannati alla prigionia

perpetua, egli pensava di rin-

Docc.
Pagg.

veneti,

doc. XI, ce.

16

17

2
3 4

132-135.
veneti,

Docc.
Pag.

doc. XI,

e.

148.
Storia arcana ed aneddotica d'Italia,
voi.
I,

&

MUTINELLI,

lib.

I,

pag. 49.

Eterodossia a Napoli e processo di G.

Bruno

225

chiudere
struire
n

in
al

un'

ampia fabbrica che aveva deliberato


Inquisizione ottava
li

di coil

loco di essa
l'

l
.

Gi prima,

23

giugno, di domenica,
"

del Corpusdomini,

era stato

fatto

il

spettacolo
di

de

eretici

ne

la

chiesa de
^quelli

la

Minerva
la
;

con assistenza
sizione,

molti
i

cardinali,

oltre

de

Inquie

e di tutti

ministri

di Tribunali

di

Roma
vi
n

Sua
la
n

Santit,

tanto gelosa di questo Santo


"
".

Ufficio,

mand

guardia sua di Svizzeri e cavalli


si
"

Nel quale

spettacolo

penitenziarono
n

quindici
li

ecclesiastici

e secolari,

com-

preso

don Pompeo de

Monti, di nobilissimo parentato


altri

e congionto in affinit con

principali baroni di

Napoli
n
,

e terra di

Roma, persona
relapso fu

di

valore...

e molto stimato, che

per essere
nel 4
l'

consignato a la
bruciato
\
Il

Corte secolare

luglio

decapitato e

20 settembre

del-

anno

appresso,

presenti ventidue

porporati, un

secondo

"

spettacolo di
fini

diciassette eretici,

che

principi alle venti

ore e
quasi

eh' era

quasi
"

ventiquattro
a
di
le

ore

"

4
:

eretici
n

che

tutti

andarono
",

beneficiati

galere
essi,
il

"

murati

perpetuamente

perch

due

soli

minorit fra

Giulio Maresio da Treviso e un nobile e dotto Fiorentino

che Clemente VII nomin segretario e protonotario apostolico,

monsignor

Pietro
lo

Carnesecchi,
al

vennero,

scrisse
il

con

ghigno beffardo
settembre,

Sturdo
alla
n

signore Ottavio Farnese

30

mandati

festa

che

si

suol

far

a'

par loro

'

MUTINELLI, Op.
Riferiva da

cit.,

voi.

I.

I.b.

I.

pag.
a!

50.
di

Roma Geronimo
1566
di

Sturdo

Duca
S.,

Parma,

in

una

lettera

del

27 giugno

del

(Fase.

715, R.a

delle Carte

farnesiane

del

Grande Archivio
inedito,

Stato di Napoli).
si

Ho

preferito questo

racconto, perch
(

quelli

che

leggono ne\Y Autobiografia del

SANTORO
lib.
1,

pag. 18)
e 49),

e nella Storia arcana

ed aneddotica d'Italia

(voi.
si

1,

pagg.

48

quantunque non muti sostanzialmente quel che


3
*

conosce.

Lettera

cit.

del

27 giugno del 1566.

Lettera dello Sturdo del


farnesiane di

22 settembre

del 1567: Fase.

257,

fascic. 8,

delle Carte

Parma.
|5 t

Spampanato.

226

Capitolo

VI
una aveva

eretici

relassi in

Ponte
il

"

l
.

Sentenze

simili, di cui

assai addolorato

cardinale Colonna, cugino e cognato del


principi di
2
,

Monti, e
ratori

1'

altra

Toscana e
"
3
,

di Francia,

ammi-

del Carnesecchi
"

e le quali parvero anche al Santerribili

taseverina
rare
:

tremende e
il

pur troppo nort furono


1*

durante
trent' altri

regno di Pio

V, ebbero
finir

ultimo supplizio
e'

ben

condannati, tra cui se pure


meritasse di
4
,

era qualcuno,

come Niccol Franco, che


pena quattro
Il

male, fecero molta

infelici

Ebree

e pi di loro

Aonio

Paleario.

quale credeva di non avere nulla a rimproverarsi, perch, se

consentiva col Lutero, col

Melantone, col Pomeranio, col

Bucero e con Erasmo,


acute e sincere
Chiesa; tuttavia,
a indigenza
,

di costoro

non lodava che

le

cose gravi,
padri della

desunte
il

da' primi e maggiori


1

20 agosto del

567, senza nessun riguardo

vecchiezza e gravi infermit, ebbe,


di costituirsi in

come
al
6
.

nel

1632 Galileo, l'intimazione


Uffizio
5
;

Roma

Santo

il

3 luglio del 1570 veniva giustiziato


insieme

II

qual dispaccio,

con

altri

due del 22 del medesimo


fascic.

mese,

che

si

conservano a Napoli
de' diplomatici

inediti

(Fase. 257,

8),
"

concordano
interessate
",

con
avI,

quelli

veneti e toscani.
1'

Ma
la

sono relazioni
Officio

verte

opportunamente
181

AMABILE
sott'

(//

Santo

in

Napoli,

voi.

pag.
S.
di

e segg.), e mette

occhio

testimonianza

de'

confortatori di

Giovanni Decollato:
gente zelante,
si

relazioni che, fondate principalmente sulla

maldicenza

allontanano dal vero non

meno

delle asserzioni gratuite

degli storici
2

protestanti.

SANTORO,

Autobiografia,

pag.

18;

AVERARDO
Felice

SERR1STOR1, LeMonnier,
1853,

gazioni,

pubblicate da L.

Serristori,

Firenze,
voi.
I,

Le

pagg. 426-445-,
a

Amabile, Op.
pag.
18.

dt.,

pag.

183.

Op.

cil.,

DOMENICO ORANO,
secolo,

Liberi pensatori bruciati in

Roma

dal

XVI

al

XVIII
pagg.
>

Roma,

Tipografia

dell'Unione

cooperativa

editrice,

1904,

15-50, XV-XLV111. GIUSEPPE IvIORPURGO, Un


teorica

umanista

martire,

A.

Paleario e la

Riforma
fica

italiana nel secolo

XVI,
101
e

Citt di Castello,

Casa

tipogra-

editrice

S. Lapi,

1912, pagg.
ai.,

157.

Orano,

Op.

pagg. 38-40,

XL.

Eterodossia a Napoli e processo di G.

Bruno

227

Il

Nolano
"

ritorn
"

da Campagna a Napoli dopo


Ghislieri,
n

la

morte

del

zelantissimo
la

che,

c'informa
n

il

Tiepolo,

aveva trascorso
n

vita

tutta intenta

a'

processi di fede,

non stimando, o cercando alcuna


quanto...

altra

cosa a grandissima
n
1
.

giunta tanto,

quella

dell' Inquisizione

Sotto
in

Gregorio XIII, nonostante che


conto di
la
n

questi avesse
n
,

il

Rebiba

ottimo e gran cardinale


il

mitigatasi abbastanza

durezza del Santo Uffizio \

Bruno che da sacerdote


si

e studente formale disponeva,


libert

come

detto, con maggiore

del proprio tempo,

second

la

sua naturale propen-

sione,

anche perch nel


di

monastero d' origine rinvenne non

poco

ci che gli potesse occorrere.


nel secolo
al

La

"

libraria

di S.
d'

Domenico, che
nel

decimoquinto

fu debitrice

una

sede conveniente

conte di Bucchianico Mariano Alagni,


"

Regno
lettori

e fuori acquist

assai

fama

4
:

arricchitasi via

via di

opere

comprate o
che

lasciate
si

da

figli

del convento o
',

da

dello Studio
"

spegnevano

non tard a

possedere
1

pregevolissime opere, di cui


Op. CU.,
voi.
I,

parecchie mancaStoria arcana ed aned-

SANTORO. Santoro,
Durante
il

pag.
I,

28;

MUTINELLI.

dotica d'Italia,
-

lib.

pag.
.

50.

Op.

cu.,

pag
del

38.

pontificato
si

Boncompagni, che dur pi del doppio


al

di

quello di Pio
cessati
*
:

V,

consegnarono
cit.,

braccio

secolare

meno

di

venti

pro-

Orano.

Op.

pagg.

50-73.

XL1X-LXVI1I.
nel

Monasteri soppressi,

voi.

690. senza numerazione,

capitolo

dedi-

cato a S. Domenico.
"'

Per esempio, nell'introito dell'agosto del


Mattia de Aquario due.

1571

"

Receputo dal padre


i

maestro
del
utili

107

per vendita di

tutti

libri

soperchi
li

quondam bona memoria maestro Geronimo Tocco,


sono
stati

di poi

che
.

altri

pi

posti nella
le
.

libraria"
ce.
I

(Ibid.,
r
. 1

voi.
r
, I

458,
1

e.
1
I

II3
I

Nel medesiI

mo volume
,

vedi anche

00

02

Il9 rev 20 r e I25 Antonino da Camerota


1

del

pari

notabile

una dichiarazione del padre


che
tutti
li

"

Confesso e declaro

libri

che
la

stanno
libra-

alla
ria

Sanit,
:

li

ho comperati delle elemosine della Sanit per 993,


ce.

farsi

Ibid..

voi.

431

432

228

Capitolo

VI
"
l
.

vano nelle
dire

altre

biblioteche della citt


"

Per bene custofurti

un

"

ornamento
il

si

notabile e per

preservarlo da

e dispersioni,

priore fra

Domenico Vita diede due


da
S.
in

tari

e dieci grana a fra Marcello ventario de...


gi
il li

Marco,
la

"

per
"
2
,

far

l'in-

libri

che
fra

sono

libraria

avendo

suo antecessore
il

ottenuto
cui
si

giugno del
"

Ambrogio da Lapigio chiesto, e 1571 da Pio V, un breve con


e
singoli
religiosi

proibiva

tutti

secolari,

di

qualunque

dignit,

stato,

grado, ordine o condizione fossero,

di togliere e

portar

via

volumi

senza
",

un' espressa licenza

del
dosi

Papa o almeno
"

del Generale

si

comminava, volen"

incutere un terrore salutare, la pena della scomunica


"
3
.

maggiore
per
la

11

Convento
la
"

si

affrett

a sborsare
",

cinque ducati

expedizione de
al
4
;

scommunica

e non

meno

d'otto

o nove scudi

mormoraro, quale
di
"

la

lavor in pretamarcostretto,

more

"

ci

nondimeno era
1

tanto in tanto
riscattar libri

come

nel febbraio del


"
5
.

578, a

rubati dalla

libraria

Nel secondo anno del suo


per
la
"

pontificato

il

Ghislieri,
"

avendo
persone

rivista

"

de'

libri

nominati alcuni teologi,

In
eis

una lapide che vedesi ancor oggi su


per bibliothecas non inveniuntur
voi.
",
i

d'

un muro d'essa
"

"

Permulti

ex

quali erano
r
.

optimi

".

2
''

Monasteri soppressi,
Nella lapide

458,

e.

292
il

suddetta

che

contiene

breve

"

Nos... inclinati ad fusingulos


...

turam...

Librariae...
status,

conservationem
ordinis

contra

omnes

et

cuiuscumque

dignitatis,

gradus,

vel

conditionis

existentes,

tam

laicos

quam

ecclesiasticos,

quoslibet libros inde auferentes

seu extrahentes ex qua-

cumque causa
ralis...

sine expressa...
in
scriptis
et

Romani

Pontificis aut saltem

Magistn Genesententiar"

licentia

habita,

exeomunicationis
"

maioris latae