RADIO3 SUITE – FESTIVAL DEI FESTIVAL GIOVEDI’ 8 LUGLIO 2004 20.

00 SPOLETO FESTIVAL In diretta dal Teatro Caio Melisso di Spoleto

Op. 49
Musica di Viktor Ullmann, libretto di Petr Kien

PERSONAGGI Imperatore Altoparlante (cantato) Altoparlante (parlato) La Morte Arlecchino Un soldato Una giovane donna Il tamburino

INTERPRETI Brian Mulligan Alvin Crawford Nico Castel Daniel Gross Steven Paul Spears Matthew Garrett Hanan Alattar Alison Tupay The Julliard Orchestra Direttore, James Conlon Regia Edward Berkeley Luci Matthew McCarthy

> Biografia di Viktor Ullmann > Lettera di James Conlon Parigi, 8 Febbraio 2003 > Presentazione La morte e la speranza (formato pdf)

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La trama Festival di Spoleto

VIKTOR ULLMANN: L’IMPERATORE D’ATLANTIDE
Altoparlante Attenzione! Attenzione! Ora ascolterete: L’Imperatore d’Atlantide. un’opera sui generis in quattro quadri. Sono di scena l’imperatore Overall d’Atlantide in persona - erano anni ormai che non si faceva vedere: sta chiuso nel suo gigantesco palazzo, tutto solo, per poter meglio regnare. Il Tamburo, un’apparizione quasi irreale come la radio. L’Altoparlante, non lo si vede, lo si sente soltanto. Un soldato e una ragazza. La Morte, nelle vesti d’un congedato, e l’Arlecchino che sa ridere fra le lacrime: è la vita… Il primo quadro si svolge qua e là; la Morte e Arlecchino stanno seduti come due pensionati; la vita, che non sa più ridere né morire, che non sa più piangere in un mondo che ha disimparato a godersi la vita e a lasciarsi morire... di morte. La Morte, inesorabilmente offesa da tale confusione, dall’eccessivo andirivieni e dalla meccanizzazione della vita moderna, spezza la sua sciabola e risolve di dare all’umanità una bella lezione: da ora in poi nessuno sarà più in grado di morire. Pronto, pronto! Cominciamo! QUADRO PRIMO Su una panca siedono Arlecchino e la Morte. Arlecchino, barbuto vegliardo, canta. La Morte, in logora uniforme imperial-regia, disegna con la sciabola nella sabbia. Aria di Arlecchino Sale la luna sopra le cime con le sue gambe di legno, i ragazzi han sete d’amore, di vino. Chi la luna ha portato con sé, non ritornerà mai più Che vogliam bere? Vogliam bere del sangue. Che vogliam baciare? Il culo dei diavolo. Si, confuso è il mondo, gira come una giostra. Cavalchiamo il caprone. La luna è bianca, il sangue arde. Il vino è dolce, l’amore è in paradiso. Che ci resta nel povero mondo? Ci offriamo in vendita alla fiera. Nessuno ci vuol comprare? Perché ognuno vuol esser libero. Dobbiamo correre ai quattro venti. Ah! Morte Smettila. Cosa canti? Arlecchino Canto, così. Morte Che giorno è oggi?

Il Riso. Arlecchino E questo cos’è? Un ricordo. Morte Allora sei rimasto nell’anno passato. Avresti dovuto vedermi! Morte Prima della guerra. Arlecchino Mi sento meno tranquillo dacché son preso per il collo. giorni.. convenienti giorni.Arlecchino Non cambio più i giorni quotidianamente dacché non mi cambio più la camicia: mi prendo un giorno nuovo solo quando mi metto biancheria fresca. chi compra giorni? Morte. Arlecchino Che sia martedì? Mercoledì? Venerdì? Tanto. Di me nessuno ride. s’io potessi dimenticare che sapore ha il vino giovane. Dovresti ammazzarmi. Morte Mi vien da ridere ad ascoltarti. chi compra giorni? ecc. Adesso son vecchia e non ce la faccio più. Arlecchino Giorni. ed io recito queste scene dacché esiste il mondo. Tu non sei da ammazzare. che si fa beffe di se stesso.è insopportabile. scintillanti armature. Morte Giorni. Morte Lasciami in pace. nonostante tutto resti Arlecchino. chi compra giorni? Belli. Tu hai trecento anni Appena. uno vale l’altro. si agghindavano per me come una moglie per lo sposo. ed io m’annoio . ignoti. Variopinti stendardi ondeggiavano sopra i bellici . la gente indossava gli abiti più stupendi per farmi onore! Oro e porpora. allora diventi re.. In uno si cela forse la fortuna. è immortale. ecc. nuovi. Uno vale l’altro. s’io potessi rabbrividire al tocco ignoto della donna. Vecchi. alla fin fine è il tuo mestiere. più scialbo delle fotografie ingiallite di questi uomini che non sanno più ridere. giorni. Non puoi sfuggire a te stesso.

re di Gerusalemme. nella nostra infallibile saggezza. barone d’Ungheria. ah. cardinale principe di Ravenna. La nostra antica alleata. lanzichenecchi giocavano a dadi sui tamburi di guerra. innalzerà davanti a noi il suo glorioso vessillo in nome del nostro grande futuro e del suo grande passato.destrieri. sposa. In questo istante dichiariamo aperta la vittoriosa campagna di guerra. ah. abbiamo deciso che tutto il nostro territorio proclami la guerra grande e benedetta di tutti contro tutti. con gli elefanti di Annibale e con le tigri di Genghis. Tamburo Pronto. pronto! Attenti! attenti! In nome di Sua Maestà. ah. imperatore d’Atlantide. sia curvo sia diritto. gloria della patria. che tutto compenetra.. Che altro mi resta che zoppicare dietro ai nuovi angeli di morte. Ogni bambino.) . son troppo deboli le mie gambe per poter seguire le coorti motorizzate. Quante volte son corsa a gara con i piccoli cavalli d’Attila. sia maschio che femmina. benedizione dell’umanità. ogni fanciulla. porterà le armi in questa santa battaglia. ogni uomo. l’Imperatore Overall! Noi. l’Unico. ah. madre. arcipapa. per grazia divina Overall. Per esaltazione della nostra natura divina. Firmato Overall! Morte Senti come si fan beffe di me? Io sola posso prendere le anime! Portare la bandiera! Il mio grande passato! Il vostro grande futuro! Seguaci della Morte Secca! Arlecchino Ah. duca reggente di Ofir e verace scalco di Astarte.. l’Unico. ah. rompevan l’ossa alle donne ch’eran madide del sudore dei loro ballerini. Combattete con valore! Dato nell’anno quindici della nostra benedetta reggenza. e quando ballavano. (Esce. nel piccolo mestiere del morire. ah! Tamburo Noi per grazia divina Overall. imperatore delle due Indie. che finirà con la vittoria della Nostra Apostolica Maestà e con l’annientamento del male nelle nostre terre. la Morte.

Morte (Sguaina la sciabola.) Io rendo grande e lungo il destino degli uomini!! (sipario) QUADRO SECONDO Il palazzo imperiale vuoto. Imperatore Overall Bene. Imperatore Overall L’attentatore? . grida al telefono: Imperatore Overall Che ore sono? Altoparlante Le cinque e trentadue (Overall aggiusta l’orologio. Altoparlante Attenzione.) Ih ih! In nome del vostro grande futuro! Arlecchino Che cosa fai? Morte (Spezza la sciabola. Altoparlante Pronto. attenzione! Orde armate. Gli abitanti sono morti. tribunale provinciale. torpedini sotterranee hanno smantellato la cinta fortificata della terza città. secondo gli ordini. Imperatore Overall Ottimo! (Forma un numero. si scuote e guarda rapido dietro di sé. aeroplani. I cadaveri sono stati consegnati all’Istituto di Riciclaggio. una grande cornice nero-velata come uno specchio. Imperatore Overall Quanti? Altoparlante Diecimila chili di fosforo. è stato triplicato. pronto.) Pronto. All’improvviso si rannicchia. L’imperatore Overall siedeimpettito e scrive. pronto! Guardia imperiale! Capitano della ronda! Il cordone attorno al palazzo. Imperatore Overall Armi cariche? Altoparlante Armi cariche. Uno scrittoio.) Il tribunale provinciale. un irreale Altoparlante.

) Come? Il medico! Altoparlante Pronto. Imperatore Overall .) Imperatore Overall Son forse impazzito? Qualcuno m’ha forse strappato di mano la Morte? Chi più mi temerà in futuro? La Morte si rifiuterà di servirmi? S’è infranta la sua vecchia spada? Chi ubbidirà ancora all’imperatore d’Atlantide? Pronto! Morte per fucilazione! Altoparlante Ordine eseguito. Imperatore Overall Adesso sono le cinque e trentacinque! Altoparlante La morte dovrebbe giungere in ogni momento! Imperatore Overall State dando i numeri? Possibile che il boia non riesce a impiccare a morte in ottantadue minuti?! Altoparlante La morte dovrebbe giungere in ogni momento! (Overall balza in piedi. E’ scoppiata una strana malattia. Imperatore Overall Ebbene? Altoparlante La morte dovrebbe giungere in ogni momento! Imperatore Overall (Retrocede.Altoparlante Secondo l’ordine. E’ stato impiccato alle quattro e tredici Imperatore Overall Allora è morto? Altoparlante La morte dovrebbe giungere in ogni momento! Imperatore Overall Che? Dovrebbe? Quando fu eseguita la sentenza? Altoparlante Alle quattro e tredici. I soldati non riescono a morire. qui il medico! Imperatore Overall Ebbene? Altoparlante Vive ancora.

Imperatore Overall Grazie! Emanerò disposizioni. Quanti ne sono morti dacché è comparsa l’epidemia? Altoparlante Nessuno. lui la sopraffà. un giorno sono andato lungo il . Migliaia lottano con la vita per poter morire. lui si getta a terra. tamburi nei villaggi lmperatore Overall Noi. l’Unico. combattono. nessuna malattia gli può più impedire di trarre la spada per il suo signore e per la patria. Chi lo possiede. Morte. dov’è il tuo pungiglione? Inferno. Lei si slancia su di lui credendo di averlo colpito. niente chiacchiere! Tamburo … è immune da morte… Soldato Quand’ero giovane. appelli alla radio.Cercate il germe patogeno di questa malattia.) Tamburo …doniamo ai nostri fedeli soldati un segreto rimedio per la vita eterna… Soldato Che pelle bianca! Bubikopf Spara. Altoparlante Ministero degli Esteri! Manifesti a tutti gli angoli. Soldato Chi va là? Bubikopf Alt! Fermo! Un uomo? Soldato Un uomo! Bubikopf Ma un nemico! (Lei scarica la sua pistola. Lui balza in piedi. Un Soldato semplice e una ragazza. Bubikopf (= Capelli alla maschietta). dov’è la tua vittoria? (Sipario) QUADRO TERZO Campo di battaglia. doniamo ai nostri degni soldati un rimedio segreto per la vita eterna. è immune da morte .nessuna ferita. Overall.

e variopinto. Bubikopf Devi essere ben vecchio… Non ti capisco.) Bubikopf E’ vero che ci son paesaggi senza buche di granata? E’ vero che ci son parole che non son dure e brusche? E’ vero che ci son prati colmi di vari colori e profumi? E’ vero che ci son monti azzurri di raggiante luce? (Entra il Tamburo) Tamburo Vieni.aveva occhi chiari come te! Bubikopf Non sono vecchia abbastanza per potermi ricordare… Taglia corto. via con me! Via di qua! Bubikopf Vieni. . guarda. Tamburo … Morte. tu non devi soffrire. via di qua. dov’è la tua vittoria? Bubikopf L’imperatore ha ordinato d’uccidere . via con me! Via di qua! Tamburo Ti chiama l’imperatore. Lei solleva l’arma. (Lui la bacia. il mondo è luminoso . ti chiama la morte! Tamburo Il tamburo. vieni. via di qua. tamburo rimbomba e tuona! Solo il tamburo eccita un vero uomo! Ah! Ha liscia la pelle come una donna. e il dovere! Bubikopf Ci alletta la lontana luce del sole! La morte è morta. è tondo in tutto il suo corpo.fiume con una ragazza . poi la getta via e vola nelle sue braccia.dunque fallo! Soldato Le pesanti armi non debbon logorare le tue spalle delicate! Non voglio. vieni. dov’è il tuo pungiglione? Inferno. finita la bellica angoscia! Tamburo Ti chiama la lotta.

. Combattono senza grida di guerra. quando il sole splende dorato. abbiamo slittato sulla nostra nuova cartella di scuola.piena e sonora è la sua lingua! Un vero uomo corre dietro solo al tamburo! Soldato. medici e istruttori han disertato in massa. il fior dell’amore che tutto. son trascorse le nubi che a lungo han reso amaro lo sguardo. Arlecchino emerge dalla botola del palcoscenico). Arlecchino Siam corsi dal bottegaio per un soldino di dolci. Ombre profonde si fan più luminose. tutto concilia. girandosi di quando in quando. Bubikopf Ora è fiorito quel che abbella la morte. (Il Tamburo se ne va. la Morte diventa un poeta se si congiunge ad Amore. Overall allo scrittoio. I caporioni han bandiere nere e per insegna un aratro insanguinato. (Scende il sipario. L’Ospedale 34 per morti viventi alle tre è stato assalito dai ribelli. Lo staff dei generali della 12a armata non ha ancora consegnato il suo rapporto. il paesaggio velato di grigio s’è illuminato a un tratto. per raggiungere il circo ne abbiam fatte di tutte. Bubikopf Guarda. Bubikopf e il Soldato si fermano strettamente allacciati. muti ed esasperati. Altoparlante Attenzione. Imperatore Overall Che altro? Altoparlante Questo è tutto! Imperatore Overall Bene! (Continua a scrivere.) Soldato. Insieme abbiam cavalcato il cavalluccio. attenzione! Il generale supremo.) “I morti viventi” (Si leva il sipario) QUADRO QUARTO Il palazzo imperiall.

sulla terra mai per paura. terribili i dolori che . Miete la fortuna. Imperatore Overall Ottimo! (Cerca un numero.romano XXXII/I 1011/B. abbiam fatto a pezzi l’ingiustizia del mondo. Tardi. dormi. saggezza vale pazzia. il mondo è pieno. con puri pensieri. bimbo. comincia da capo la canzone. noi Overall. e ora che viene il sole. io sono un epitaffio. Poi:) Altoparlante (un’altra stazione) Un terribile medico ci ha aperto gli occhi e ci ha guarito dalla nostra cecità. bimbo. noi Overall. il mondo è pieno delle nostre gesta. dormi. Grande come la follia dei nostri peccati è la pena. Astuzia vale follia. rumori. Imperatore Overall E’ stampato il proclama? Altoparlante Stampato e spedito. Arlecchino Dormi. bimbo. la rossa bocca inghiottì tua madre. Tuo padre è perito in guerra. Rigido e in tono di comando. è secca ormai! Poi metti il vestitino rosso. Ministro degli Esteri! Che stazioni sono in mano dei ribelli? Altoparlante 57-3. Imperatore Overall Pronto. frammenti del proclama imperiale. Non le tradiremo mai sulla terra. dormi. l’uomo sulla luna miete.Abbiam tremato sotto gli sguardi d’una ragazzina. (Avanza il Tamburo.) Tamburo Noi Overall. continua a mietere.120 . tardi.romano VIII . Si sentono voci confuse.

cos’è mai un uomo? Da anni lo specchio è velato! Il pallottoliere di Dio? Sono un uomo? Sono un uomo? (Overall strappa il panno dallo specchio. ah. neanche per sogno. Son la Morte. otto. pronto. la Morte giardiniera. Continua a scrivere e a contare. cento. mille bombe. si è circondato di mura. neanche per sogno. sì. la Morte giardiniera. cos’è mai un uomo? Sono ancora un uomo? Il pallottoliere di Dio? Sono ancora un uomo? Un uomo? Tamburo Ah. nove. un milione di cannoni. ah. pronto. sette.) Imperatore Overall Cinque. mieto nei campi il grano maturo del dolore. .. che vorrebbe velare ancora. ah.) (Overall balza in piedi e si precipita verso il proscenio. ah. Sono chi libera dalla peste. ah. ah. la Morte giardiniera. dieci. la Morte. sarchio l’erbaccia appassita di stanche creature. Arlecchino Un morto vivente! Imperatore Overall Chi sei? Morte Son la Morte. Overall rimane fermo e spavaldo davanti allo specchio. ah. neanche per sogno. Son la Morte. si è circondato di mura. neanche per sogno. Arlecchino Neanche per sogno. Anche questa postazione era prevista! Cos’è mai un uomo? Son dunque un uomo o un pallottoliere di Dio? Sono ancora un uomo? ecc. e non la peste. A nude mani abbatteremo le fortificazioni d’acciaio del diavolo. di mura senza finestre. (Overall spegne bruscamente la radio. Sì. mezzo folle come in sogno. Li sopporteremo con umiltà e non ci fermeremo prima d’aver sradicato dai nostri cuori l’ultima erbaccia dell’odio e della irreconciliabilità. pronto. sei. come un riflesso. Pronto. Pronto. Dietro la cornice sta. Mi son circondato di mura senza finestre.) Tamburo.dobbiam sostenere.. semino sonno in solchi armati con dolore. Pronto.

. Son la più grande festa della libertà. Morte Allora non posso ritornare da voi. non chi vi fa soffrire. dove non ti dico.Son chi porta redenzione dal dolore. (al Tamburo) Come ab aeterno sta ancora intorno a noi l’ora. Cade dove non sei. Morte Dammi la tua mano in pegno! Overall Di tutto quel che avviene. dove non ti dico. Ma gli uomini non lo meritano. Overall Avrei forza per questo sacrificio. ma ho ancora vaga speranza d’un prossimo ritorno. un cavallo sta davanti a un maniscalco. Non piangere per me! (Gradualmente la Morte assume le sembianze di Ermes. v’è una cosa sola che sgomina il sorriso degli dèi: l’addio. riposatevi..) Seguo quest’estraneo giovinetto. Noi uomini non possiamo vivere senza di te. la pioggia estiva. Overall Dunque tu ritorni. e attraverso di essa la mia vita oscura sente la tua vita. e verrà . caldo nido. Dove non sei. Io lo farò. Fiumi verranno e monti staranno intorno a me. Sono il comodo. la neve. dove si rifugia la vita morsa d’angoscia. Morte Farò la pace se tu sai affrontare il sacrificio di patire per primo la nuova morte. Su elevati prati nel sole e con venti avversi sbocceranno i fiori. Diluvia dove non sei. Sono l’ultima ninnananna. Tranquilla e pacifica è la mia casa ospitale! Venite. la tua mano posa ancora nella mia. Quando pensi: adesso un bimbo viene alla fonte. Overall Devo rifiutarmi di sopportare ciò che ogni sofferente implora?.

portala via con te! Finale: vieni. Arlecchino. canteranno. Insegnaci il più sacro comandamento: Non nominare il grande nome della Morte invano. nella cameretta del nostro cuore. ecc. ora ricordatevi anche di me ma senza accuse. Morte. v. ed io bramai la pace della tomba. e i folli balleranno. Tamburo. Oh. nessuno impedisce all’acqua di scorrere per la sua strada. fame. Altoparlante Vieni. Sta in mano tua la nostra vita. lo dici con fierezza. l’ultima? Bianchi vessilli sventoleranno. da ogni torre a festa suoneranno le campane. Quel ch’è lontano non è degno di rimpianto. Ah. portala. Apprendici a onorare nei nostri fratelli il piacere e la sofferenza della vita. amore. Solo questa guerra è finita. o nostra degna ospite. Tornano di nuovo morte. piuttosto quel ch’è vicino e riposa in ombra eterna. stende la terra i suoi campi immietuti. Morte. salteranno. ma per quanto ancora!? Solo smorzato. ecc. 20 ****************************************************************************** Traduzione DECCA 1994 di Olimpio Cescatti . fossimo noi inariditi! Crescono liberi i boschi. mentre dietro la scena si sente il corale. non spento è il fuoco! Ben presto fiammeggia ancora. Ah.ferrato.) Addio dell’Imperatore (versione alternativa dell’Aria n. (Cala il sipario. (La morte prende dolcemente per mano l’imperatore e lo porta via attraverso lo specchio. 19 di Overall) La guerra è finita. avesse buona sorte l’opera mia! Liberato l’uomo da questo legame. guidaci al riposo dopo dolore e affanno. ma assassinio mai più. a volte lampo. vita! Nuvole a volte. Toglici il dolore e il peso della vita. di nuovo infuria l’assassinio.) Bubikopf.

Il Festival dei Due Mondi ringrazia Universal Music Italia e Decca per la gentile concessione .

Praga e Budapest. un intero panorama musicale. insieme a quelli dei suoi compagni di prigionia Pavel Hass. direttore d'orchestra. Fu così entusiasta che dal 1931 al 1933 si dedicò esclusivamente a questa dottrina. Durante la sua breve vita. che ha come eloquente sottotitolo "L'abdicazione della Morte". fra il 1920 ed il 1927. che si avvalse dei testi del poeta e pittore Petr Kien. Imperatore di Atlantide e la Morte. Egli era la personificazione di uno spirito esemplare di creatività. Ma non è quella l’unica ragione. la progressiva decimazione di compositori e strumentisti fece sì che molta produzione non potè essere mai eseguita. Mantenendo viva la musica delle vittime del totalitarismo. nella speranza che essa troverà la sua collocazione nel repertorio standard. che possiamo cominciare a “riscattare l’infamia del loro destino”. il Terzo Reich mise a tacere due generazioni di compositori. ebbero luogo una serie di prime di autori quali Richard Strauss e Krenek. dopo pochi mesi. aprendo a Stoccarda una libreria specializzata e abbandonando provvisoriamente anche l'attività compositiva. neghiamo a quei regimi ogni vittoria postuma. Molti. Io credo che tutta questa “generazione perduta” incarni uno spirito che necessita di essere ascoltato. Nel biennio 1927-28 ricoprì l'incarico di direttore artistico dell'Opera di Aussig e. prima di essere inviato ad Auschwitz. La loro musica sembrava essere scomparsa con loro. Studiò dapprima composizione con Schönberg ma. ora. ed altri la cui libertà e produttività furono troncate. erano destinati ad essere dimenticati dopo la guerra. Tra settembre 1942 e ottobre 1944. oltre ad essere un bravo compositore. portando con sé le particolari personalità di ciascuno e creando uno stile che da allora è diventato il nostro. si spostò a Praga dove. "la città che Hitler aveva dato agli Ebrei per rifugiarsi dagli orrori della guerra". Hans Kràsa. grazie anche al fatto che vi erano internati un gran numero di artisti cechi di origine ebrea. o segregazionisti. All'avvento del nazismo fu costretto a fuggire e ritornare a Praga. Successivamente si trasferì a Zurigo in qualità di direttore d'orchestra. è incentrata sulla lotta fra Überalles (Dappetutto). Con la sua ideologia razzista e la rimozione sistematica dei musicisti. rivelano molto sul fermento musicale del loro tempo. e Gideon Klein. si rivedranno frequentemente sui nostri programmi di concerti. fu pianista. Ci sono tutti i motivi per credere che il suo nome. sotto la sua gestione. Erwin Schulhoff e Karl Amadeus Hartmann (per nominarne soltanto alcuni) ha un posto importante nella storia della musica del 20° secolo. come risulta da un documentario propagandistico del periodo.Viktor Ullmann Viktor Ullmann nacque nel 1898 a Teschen. Lì svolse un'intensa attività didattica e giornalistica e si avvicinò alla musicalità di Hába. e venne a contatto con il movimento antroposofico. Térezin fu sede di numerose manifestazioni di carattere culturale. Negli anni a venire ho l’intenzione di suonare questa musica con regolarità. Inizialmente era solo un campo di lavoro dove si viveva male. La loro musica. scritto o insegnato la musica classica dopo il 1945 lo hanno fatto con enormi omissioni. trascorse venticinque mesi di soggiorno forzato e diede il suo notevole contributo artistico. forse non avrebbe fatto rinascere la musica di Bach quasi un secolo dopo la sua composizione. Invece è sopravissuto molto più materiale di quanto comunemente si pensi. l'opera più nota di Ullmann. Per dare il via al progetto ho scelto di concentrami sulla musica di Viktor Ullmann (1898-1944). Si tratta di un pezzo mancante nel mosaico della nostra stessa eredità culturale. siano stati essi ebrei. che ebbe termine nel campo di concentramento di Auschwitz nel 1944. Ora dobbiamo cogliere l’occasione per lenire una grande ingiustizia. Strauss ed altre grandi figure più fortunate. come era stata ribattezzata dai tedeschi. Per di più. Una sorte toccata anche a "Der Kaiser von Atlantis". da genitori di origine ebraica. La creatività della prima metà del 20° secolo è di gran lunga più ricca di quanto noi pensiamo. portate avanti da Ullmann e i suoi colleghi. intraprese numerose attività e. per cui non tutti si resero subito conto dell'atroce destino che li attendeva. Accanto a Stravinsky. Quelli che hanno suonato. resistenza ed iniziativa di fronte a difficoltà schiaccianti. Nel 1942 fu deportato nel ghetto di Térezin dove. nel campo di concentramento di Terezin egli scrisse quasi venti opere. La musica rimossa dal Terzo Reich Chi riscatterà l’infamia del loro destino… Loro condannati. Il vecchio cliché secondo il quale “non ci sono capolavori perduti” nasce soltanto dalla nostra ignoranza. arruolati. è accessibile e significativa. con i pochi mezzi a disposizione. Il lavoro. che morirono nei campi di concentramento. al confine tra la Moravia e la Polonia. non-vittoriosi? Siegfried Sassoon Ai vincitori le spoglie…ai sopravvissuti la possibilità di scrivere la storia. dissidenti od immigrati. ma ci sono volute decadi di lavoro accanito per ritrovarlo e pubblicarlo. maestro del coro. La loro musica. era anche definita. compresa un’opera lirica. 8 Febbraio 2003 LA MORTE E LA SPERANZA . Il recupero di questa musica può servire come ricordo per resistere ad ogni impulso odierno o futuro verso la definizione di standard artistici sulla base di una ideologia razzista. ma una parte dell’eredità delle atrocità commesse dalla Germania nazista. la nostra eredità americana deve moltissimo a quelli che emigrarono a Hollywood e a Broadway. Franz Schreker. Le lacune non furono opera loro. Térezin o Theresienstadt. e con loro. La risposta alla domanda di Sassoon è: siamo noi. Il recupero di una eredità musicale. Vienna. le molteplici voci di questi compositori di Berlino. artisti e scrittori ebrei. ma molte cose erano tollerate. Con il passare del tempo. insieme con quella di Alexander Zemlinsky. Se Felix Mendelssohn avesse accettato questo preconcetto. fu uno dei principali collaboratori di Zemlinsky al "Nuovo Teatro Tedesco". direttore artistico e critico musicale. In particolare. a mio parere. da lui definita leggenda in quattro scene. James Conlon Parigi. facendo uno sforzo concertato per riportare alla luce la musica di chi fu soltanto “reo” di essere ebreo o di essersi opposto ad un regime autoritario.

Theresienstadt (Terezin in ceco) a un’ora di macchina da Praga. Quando le forze naziste entrarono in Boemia e Slovacchia nel marzo del 1939 presero possesso di Theresienstadt e presto la utilizzarono come una luogo di transito per gli ebrei deportati da Praga e destinati ai campi della morte di Auschwitz. dapprima addirittura clandestini. musicisti. era stata fondata dall’imperatore austriaco Giuseppe II nel 1780 come una fortezza per proteggere l’impero contro gli attacchi da Est e per rafforzare il potere austriaco sulle terre boeme. solo undicimila scamparono la morte per malattia o per assassinio – vi erano numerosissimi pittori. Per assolvere alla sua funzione di città militare Theresienstadt fu costruita a forma di stella intorno a una piazza centrale e completamente chiusa all’interno di impenetrabili bastioni. L’imperatore Giuseppe diede il nome alla città in onore della madre. Dopo che gli abitanti originari della città furono tutti deportati il primo gruppo di ebrei arrivò nel novembre del 1941. lezioni e persino un sistema educativo per i bambini. I nazisti guardarono dapprima con sospetto a queste attività ma in seguito gli permisero di continuarle pensando che potessero essere utili per placare i reclusi. Tra il costante flusso di umanità che passò attraverso Theresienstadt – almeno centocinquantamila persone furono rinchiuse nella città. il cuore della cultura cecoslovacca. l’imperatrice Maria Teresa. rappresentazioni teatrali. Fino a quando i comandanti del campo non istituirono la Freizeitgestaltung. nel 1942 . lo infilò nella sua sacca e riuscì a ricomporlo con la colla quando arrivò al campo) e fiorirono tutta una serie di eventi non ufficiali. un simbolo del più bestiale e impensabile trattamento del genere umano. I musicisti più audaci riuscirono a contrabbandare gli strumenti nel campo (un intraprendente violoncellista smontò il suo strumento. l’Amministrazione del tempo libero. Belsen e Buchenwald.Theresienstadt era un posto di orrore e di speranza. scrittori e attori sia professionisti che dilettanti. I prigionieri si facevano forza riunendosi per cantare le canzoni della loro patria e della loro fede. che rapidamente si misero insieme per organizzare concerti. privi di qualsiasi effetto personale eccetto che per i vestiti che avevano sulle spalle e le loro più fragili speranze.

Si riuscivano anche a produrre opere come La sposa venduta. L’assistenza medica non andava al di là di una preghiera e le punizioni per le infrazioni erano frequenti e crudeli. Mozart. Vi erano tuttavia sufficienti suonatori d’archi per formare due grandi orchestre. che significava quasi certamente morte sicura nel giro di pochi giorni. separati dai coniugi e dai figli e stipati a dozzine in stanze singole. Nel 1964. Il flauto magico. Smetana. nato nel 1930 e ucciso ad Auschwitz è una straziante riflessione sulla vita a Theresienstadt. Molti degli artisti e dei musicisti furono dispensati dal lavoro manuale per occuparsi della Freizeitgestaltung e lavorarono diligentemente per intrattenere con spettacoli vari i loro compagni di prigionia. oltre a Brundibár. fu pubblicato da McGraw-Hill (I nazisti permettevano la conservazione di molto materiale ebraico come testimonianza di una razza che consideravano destinata all’estinzione). curato da Hana Volavkova. Chopin. allo squallore e al terrore. L’entusiasmo per la vita musicale a Theresienstadt sopperiva in qualche misura alle deprivazioni del campo. E sopra a tutto lo spettro della deportazione ad Auschwitz. Almeno cinquanta composizioni scritte per i programmi di Theresienstadt esistono tuttora. . Ci furono recital e concerti con musiche di Beethoven. un’opera che Hans Krása compose a Theresienstadt. Tosca. Imprigionati. Il pipistrello e Carmen. Rigoletto. Le attività corali raggiunsero il loro vertice nel 1944 con le esecuzioni degli oratori La creazione di Haydn e l’Eliah di Mendelssohn e il Requiem di Verdi. Brahms e molti altri quasi quotidianamente (i primi facevano affidamento su un vecchio pianoforte senza gambe trovato nelle scuderie) che erano organizzati dal critico e compositore Viktor Ullmann. un libro di disegni e poesie fatto dai bambini di Theresienstadt intitolato Non ho mai più visto un’altra farfalla. Le nozze di Figaro. con razioni minime e sotto costante sorveglianza. Una poesia di Frantisek Bass. un’altra dozzina si sono perdute.(quando i primi prigionieri incominciarono ad essere trasportati ad Auschwitz). L’unico genere di musica non eseguita a Theresienstadt era quella per grande orchestra essendo particolarmente difficile trovare gli strumenti a fiato (la fisarmonica veniva a volte usata per sostituire i fiati nell’orchestra delle opere).

Un piccolo ragazzo. un anno dopo che le prime notizie sulle atrocità nei campi di concentramento iniziarono a filtrare nell’opinione pubblica alleata. Nel 1944 l’attenzione del mondo libero si concentrò su Theresienstadt. conferenze e manifestazioni sportive fu organizzata. Nel maggio del 1916. quel ragazzonon vi sarà più. un ragazzo dolce. costruirono rapidamente giardini. come quei petali che crescono. Il grosso dei prigionieri di Theresienstadt venne evacuato in settembre quando circa ventiquattromila persone furono trasferite ad Auschwitz. pitturarono le facciate degli edifici. . i nazisti velocizzarono il ritmo degli stermini. Come la guerra si mise male per i tedeschi nel 1944 e le possibilità di eliminare tutti i prigionieri scemarono. Quella stessa opinione pubblica convinse la Croce Rossa a indagare e i nazisti convinsero l’organizzazione internazionale a visitare proprio il campo di Theresienstadt come se fosse esattamente come tutti gli altri. Diedero una ripulita alla città. le cui capaicità creative non furono fiaccate dalla prigionia a Theresienstadt. Ullmann nacque nel 1898. un mese dopo la maturità. fragrante e pieno di rose. Fu fatto anche un film di propaganda per mostrare al mondo il trattamento a cui venivano sottoposti i reclusi ebrei che. La città fu liberata nel maggio del 1945. parchi giochi per i bambini ed eressero un palco per i concerti nella piazza centrale.Un piccolo giardino. un allievo di Schoenberg. Solo due giorni dopo la partenza della delegazione della Croce Rossa duemilacinquecento persone vennero mandate ad Auschwitz. fu arruolato nell’esercito imperiale. Si formò a Vienna dove studiò e si specializzò in pianoforte con Josef Polnauer. a detta del comandante del campo. città dell’impero austroungarico oggi al confine tra la repubblica ceca e la Polonia. erano lì per “essere protetti”. I musicisti ebbero strumenti perfettamente funzionanti e furono persino dotati di abiti da sera per le esecuzioni (anche se una pedana nascondeva il fatto che erano comunque senza scarpe) e una serie di concerti. il sentiero stretto e un piccolo ragazzo ci cammina sopra. dalla famiglia di un ufficiale di nobili origini aTeschen. Tra le infinite ironie associate con la musica dell’Olocausto. probabilmente nessuna è più amara del caso di Viktor Ullmann. Quando i petali fioriranno.

si trasferì a Stoccarda dove aprì una libreria che vendeva testi ispirati alle dottrine steineriane. Dopo solo una stagione rientrò brevemente a Praga prima di trasferirsi nuovamente. dove ottenne un incarico da direttore e da compositore di musica d’occasione. Sotto le pressioni dei genitori si iscrisse alla Facoltà di Legge ma continuò a studiare musica: pianoforte con Eduard Steuermann e composizione con Schoenberg. all’avvento al potere dei nazionalsocialisti. Ullmann prese l’incarico di direttore musicale del Teatro dell’Opera di Aussig (città a nord di Praga). Fu a quel tempo che iniziò ad interessarsi alle dottrine di Rudolf Steiner di cui diventò un seguace. qui fu destinato a organizzare gli spettacoli e le conferenze e a . coraggioso ed esemplare” nei suoi due anni sul fronte italiano. a Zurigo. tra l’altro. Perso l’interesse per la musica Ullmann. Nel maggio del 1919 Ullmann si sposò e si trasferì a Praga per dedicarsi interamente alla musica. Ginevra e Londra. Ullmann entrò in conflitto con la società conservatrice e provinciale della piccola cittadina per le sue proposte dei lavori contemporanei di Strauss (l’Arianna a Nasso) e di Krenek (Jonny Spielt Auf). questa volta in Svizzera . e la decorazione per il suo comportamento “Intrepido.Nonostante la sua promozione al grado di tenente. Fu insegnante. Quando Zemlinsky lasciò Praga per seguire Otto Klemperer alla Kroll Opera di Berlino nel 1927. con una nuova moglie. Fu mandato a Theresienstadt l’8 settembre del 1942. un concerto per piano. critico e fautore della nuova musica senza abbandonare la composizione. cognato di Schoenberg) come maestro del coro e direttore al Deutschese Landestheater e continuò i suoi studi di piano e composizione con Heinrich Jalowetz. Fu preso da Alexander Zemlinsky (che era. un amico di Schoenberg. Numerosi suoi lavori di quegli anni furono rappresentati con successo. Dopo due anni. Nonostante il successo delle sue produzioni di Tristano e Isotta e delle Nozze di Figaro. E nonostante le sue difficoltà finanziarie compose una serie di opere (quattro sonate. diversi cicli di Lieder e persino un’opera) che ricevettero riconoscimenti a Praga. tornò a Vienna profondamente scosso dall’orrore e dall’assurdità della guerra. Ullmann fece ritorno a Praga e anche alla sua passione musicale.

Ullmann concepì il Kaiser von Atlantis a Theresienstadt durante l’estate del 1943 con il ventiquattrenne artista e poeta Petr Kien. breve come le loro vite spezzate. l’opera si apre con la Morte e Harlequin che si lamentano per la perdita di significato che nel mondo contemporaneo conoscono sia la morte che la vita. Il tamburino . tra cui tre sonate per piano. a livelli mai espressi prima di allora. libero da impegni professionali. delle sue radici ebraiche. Ullmann fu trasferito ad Auschwitz insieme ad altri diciottomila prigionieri.documentare l’attività musicale nel campo come critico musicale. sottolineò come Ullmann e Kien. In un saggio scritto per il programma della prima assoluta negli Stati Uniti data all’ Holocaust Memorial Museum di Washington nel 1998. un’opera. “I nostri sforzi per servire l’arte con rispetto erano proporzionali alla nostra volontà di vivere nonostante tutto”. e. un quartetto. per la prima volta. ellittico. non servì più agli interessi dei nazisti. Nelle note che accompagnano l’edizione discografica della Decca di quella che gli autori chiamarono una “leggenda in quattro scene” Paula Kennedy sintetizzò la trama. Morì in una camera a gas due giorni dopo. cicli di Lieder. Questo lavoro allegorico è così potente come un grido”. più di venti nuovi lavori. nei due anni di “soggiorno” a Theresienstadt. Completò. Dopo un breve prologo nel quale l’Altoparlante introduce ogni personaggio. “In nessuna maniera ci siamo seduti e abbiamo pianto sulle rive del fiume di Babilonia”. conscio allo stesso tempo del pericolo che gravava su di lui. Era stato arrestato all’Accademia d’arte di Praga nel dicembre del 1941. in quella situazione assurda. figlio di una famiglia della media borghesia ebraica boema. vicepresidente dell’associazione internazionale dei critici musicali. pensarono al Kaiser von Atlantis come un lavoro conciso. le cadenze per i primi quattro concerti per piano di Beethoven e il suo capolavoro: Der Kaiser von Atlantis (L’imperatore di Atlantide). La sua nuova situazione. adattamenti di canzoni ebree e yiddish. scrisse Ullmann. dopo che quell’avanzo di comportamento civile. Il 16 ottobre del 1944. come era stato tollerato a Theresienstadt. Jean-Jacques van Vlasselaer. portò la sua creatività.

. Krenek e Hindemith e riempì la partitura di citazioni che avevano un particolare significato per un pubblico di cultura ebraica e mitteleuropea. La morte si offre di ricominciare a fare il suo lavoro – ma soltanto se l’Imperatore accetterà di essere la prima vittima. A poco a poco si scopre che una specie di epidemia sta sorgendo: nonostante gli uomini siano feriti a morte nessuno riesce a morire. Incapaci di uccidersi l’un l’altra si innamorano.arriva con un proclama dell’imperatore – una dichiarazione di guerra totale – e tenta di coinvolgere la morte nella causa. Il tamburino tenta senza successo di convincere il soldato a tornare a combattere. Nella seconda scena l’Imperatore siede nel suo palazzo vuoto conducendo la sua campagna al telefono. Una sinfonia spesso eseguita nella Prima Repubblica Cecoslovacca (1918-1938) in occasione dei lutti nazionali. Nella terza scena un soldato e una ragazza “nemica” si incontrano sul campo di battaglia. L’Altoparlante ripete spesso il suo “Hallo. L’imperatore è sconvolto. Rendendosi conto che questa rappresenta la sola speranza per l’umanità. Hallo” con una citazione dell’Asrael di Josef Suk (la storia dell’angelo che porta via le anime dei morti) la sinfonia scritta sotto le dolorosi impressioni in seguito alla morte della moglie di Suk e di suo padre. La morte si infuria per questa impertinenza e si rifiuta di collaborare. quando il consiglio del direttore della Freizeitsgestaltung diede il permesso per la rappresentazione. l’imperatore accetta di essere portato via dalla morte. Tra le righe della partitura anche echi del Das Lied von der Erde di Mahler (compositore molto ammirato da Ullmann) e della Messa da Requiem di Dvo_àk oltre alla parodia dell’inno nazionale tedesco Deutschland uber alles e a una versione del corale luterano Una potente fortezza è il nostroDio. Per L’imperatore di Atlantide Ullmann adattò uno stile che ricordava le opere degli anni Venti di Weill. Ullmann e Kien lavorarono sull’opera dall’estate del 1943 fino al marzo seguente. Nella quarta scena l’Imperatore (sempre solo nel suo palazzo vuoto e sempre più nervoso per le notizie che arrivano dal mondo esterno) guarda nello specchio per vedere la morte che vi si riflette. Antonìn Dvo_àk.

mezzo secolo dopo la morte di Ullmann e Kien. stavano anche. continuò a provare poco prima della rappresentazione. prevista a cavallo tra agosto e settembre. Non solo gli ufficiali si resero conto delle similitudini tra l’imperatore e il dittatore di Berlino. E l’opera fu rappresentata. usando una manciata di strumenti a fiato. il compositore e il librettista continuarono a revisionare l’opera durante l’estate e l’orchestra. La partitura e alcune copie del libretto del Kaiser furono miracolosamente salvate. Der Kaiser von Atlantis è stata rappresentata a Theresienstadt. alla fine. in Austria. (Traduzione dall’inglese di Bernardino Campello) . Nel 1995. in vista della catastrofe finale e della deportazione di tutti i prigionieri ad Auschwitz.Prove vocali iniziarono il mese dopo. il 16 dicembre del 1975 ad Amsterdam. un banjo e una fisarmonica. un quintetto d’archi. Da allora è stata rappresentata in Germania. Ma la rappresentazione non ebbe mai luogo. nella Repubblica Ceca e in Nord America. preparando lo smantellamenteo delle strutture musicali di Theresienstadt.

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