IL CINEMA DI FANTASCIENZA

IL CINEMA DI FANTASCIENZA CHE TRASCENDE IL TEMPO E LO SPAZIO -INTERVISTA A STEFANO BALESTRA, REGISTA DI “RUN TIME”-

IL CINEMA DI FANTASCIENZA
Che cosa ci sia di valido nella fantascienza degli ultimi anni sia per quel che riguarda i libri sia per i film, credo che sia tutta una questione soggettiva. Forse non ci sono più dei capolavori alla Kubrick

Per intenderci o delle magnifiche pagine come quelle di Dick

O di Clarke

Ma di sicuro c’è che la fantascienza non si fermerà mai.

Partita come un sottogenere di cultura adatta soltanto ai ragazzini, è diventata negli anni una vera e propria scuola di pensiero, azione e cultura che abbraccia ogni singolo aspetto del cinema, letteratura ed intrattenimento, creando miti nuovi, cult e pietre miliari che fanno scuola ai posteri. Forse nella narrativa si è un po’ perso il senso del fantastico che non sia strettamente collegato alla magia come Harry Potter

Per esempio, che prende però spunto da letterature di ben più alto calibro come “Il signore degli anelli”,

Arrivando però ad avere una vita propria e paragonabile solo a se stessa. Le trasposizioni in film poi le danno quel seguito che necessita la nostra contemporaneità fatta soprattutto del guardare più che del leggere e che solo qualche decennio fa non esisteva. Qualche bel film però forse anche troppo stroncato dalla critica c’è, anche se non sembra. L’ultimo film di Ridley Scott ad esempio “Prometheus” .

qualche errore di troppo nella regia e la lentezza del film che certo non aiuta, non bastano però a rovinare completamente quella che rimane una bellissima idea di film, peccato però che si andata così. Sicuramente chi si aspettava seguito o un prequel di un Alien classico

E’rimasto molto deluso, ma non sempre ci si deve aspettare qualcosa dal cinema di fantascienza, che se dovesse rispettare certi canoni standard, non sarebbe più fantascienza. Il bello di tutta la fanta-scienza è forse quello di poter spaziare in tutti i tempi e gli spazi che si vuole senza doversi preoccupare troppo della realtà, infatti la tematica dei time travelers è da sempre il genere più trattato e sfruttato, ma proprio per la sua natura così particolare di questo argomento, ci si possono fare di continuo dei nuovi film senza mai troppo ripetersi come la saga di “Terminator”

ad esempio, dove nell’ultimo film “Terminator salvation”

Ci si riaggancia perfettamente al primo anche se potrebbe anche in questo caso avere ancora degli sbocchi per altri film. Da “ the Time Machine” romanzo di Wells con le più innumerevoli trasposizioni cinematografiche al più recente “Looper” sono infinite le combinazioni possibili che sono state date a questo argomento dei viaggi nel tempo, e che fino ad adesso ha dato sempre nuovi spunti per altri libri e film. Nascono continuamente nuovi registi che hanno voglia di fare fantascienza intelligente, cioè quel tipo di film che danno da pensare, fanno comunque riflettere, e che non si fermano alla storiella immaginata e basta. La fantascienza che fa pensare è quella che porta citazioni, storie dentro alle storie, e che devi vedere per forza più volte se ne vuoi assaporare per bene la loro integrità. Sono quei film che a volte possono lasciare qualche faccia dubbiosa ma è solo perché è quel genere di film che non si ferma alle tre cose fondamentali che fanno un film di successo al giorno d’oggi, che sono: molto sesso, ancora più sangue, ed inseguimenti continui.

Ci possono essere questi tre elementi o anche uno solo di questi, ma se sapientemente dosati al tessuto della storia, alla fotografia e a tutto ciò che forma un film, ecco saltar fuori come dal cappello di un mago, qualcosa che emana magia, una storia che rompe gli schemi e che può diventare Storia.

Uno di questi nuovi registi di cui vogliamo parlare è senz’altro

Stefano Balestra

Che con il suo “RUN

TIME”

Ha fatto davvero un bellissimo lavoro considerando un budget pari a zero e la produzione completamente in proprio, nato per essere una web serie ha preso corpo invece come un film completo ed unico, con la tematica dei viaggi nel tempo, con delle sapienti e bellissime inquadrature e diversi angoli di Ferrara ritratti in maniera quasi aliena anche per i cittadini che la conoscono bene e che quasi stenterebbero a riconoscerla. La sua passione per la fantascienza ed il cinema espressionista lo porta a mettere sullo schermo, anche inconsciamente vari punti di contatto con le sue passioni cinematografiche, con qualche appiglio anche negli anime giapponesi. Davvero meritevole l’aiuto dato dagli attori non professionisti, ma con un inesauribile forza d’animo, nel gettarsi anima e corpo in questo progetto.

In un futuro prossimo Mike Ballard

Una sorta di investigatore privato, viene spedito indietro nel nostro presente per trovare un software che agisca come virus per combattere un’intelligenza artificiale che tiene prigionieri quei pochi umani rimasti sulla terra, sotto ad una cupola trasparente, giocando a fare una sorta di Dio cibernetico che può decidere di vita o di morte senza alcuno scrupolo.

Alcune scene del film.

INTERVISTA A STEFANO BALESTRA

D. Cosa ne pensi della fantascienza credi che sia un modo alternativo di vedere il futuro?

R. Per iniziare, un saluto a tutti i lettori e grazie per l’occasione. La fantascienza? Penso che sia un modo alternativo per… vedere il presente! Per studiarlo meglio, analizzarlo, interpretarlo, e capire cosa ci aspetta…-

D. Cosa ne pensi dei viaggi nel tempo? Secondo te sono possibili?

R. Non ho alle spalle studi scientifici ma umanistici, per cui ti rispondo per quelle che sono le mie conoscenze sommarie, basate su trasmissioni televisive e siti internet. Secondo alcuni fisici, il viaggio del tempo sarebbe teoricamente possibile, anche se non esiste la tecnologia per realizzarlo. Più poeticamente, se vogliamo viaggiare nel tempo possiamo guardare le stelle di notte: vediamo, infatti, la loro immagine risalente a centinaia, migliaia di anni fa, e fantasticarci su…

D. Se tu potessi andare avanti e indietro nel tempo in che epoca o occasione storica vorresti tornare?

R. Una bella domanda! :D Beh, non mi dispiacerebbe fare una vacanza nel Rinascimento, e andare a trovare Leonardo da Vinci! Se invece dovessi trasferirmi, mi accontenterei di vivere negli anni ’70! –

D.Facciamo finta che i paradossi temporali non esistano, cosa ti piacerebbe cambiare nel corso della storia?

R. Un classico direi: mi piacerebbe eliminare Hitler!

D. Quanto c’è di te nel personaggio di “RUN TIME”?

R. Sicuramente c’è molto: l’utopia di migliorare e risolvere i problemi del mondo, di invitare alla riscoperta della natura, di diffidare di certa tecnologia. E di non smettere mai di sognare. -

D. Cosa ne pensi di Titor? Era/è un mistificatore oppure è un vero viaggiatore del tempo, ma per la regola dei paradossi ha cambiato così tanto il futuro da non far succedere quasi nulla di ciò che aveva predetto?

R. Dubito che sia un reale viaggiatore del tempo, anche se mi piace crederlo, perchè la troverei una testimonianza straordinaria per il futuro… E, se la sua storia fosse autentica, potrebbe anche essere riuscito ad alterare il futuro, chi può dirlo?! –

D.I tuoi scrittori, Il tuo film e la tua colonna sonora preferita.

R. Il mio scrittore preferito di fantascienza è James Graham Ballard, il mio film Blade Runner di Ridley Scott, e la colonna sonora quella omonima, di Vangelis. -

D. Quale è il tuo prossimo obiettivo?

R. Ho in progetto la realizzazione di un altro film di fantascienza, ma vorrei avere a disposizione qualche mezzo professionale, per cui sono in cerca di finanziamenti, pensavo di provare con le piattaforme di crowfounding, chissà! –

D. Porterai questo film a qualche festival?

R. Ci proverò senz’altro, anche se le selezioni per essere ammessi sono molto dure. C’è poco spazio, infatti, per i film girati a budget zero, non associati a case produttive, e prive di attori professionisti. -

D. Pensi che un film debba essere di continuo migliorato, oppure arrivati al massimo che si può dare è meglio lasciarlo com’è per non togliere quella magia che ci si era messa all’inizio?

R. Bisogna sapere quando fermarsi, perchè continuare a ritoccare, montare e rimontare un film fa perdere di vista gli obiettivi del film: comunicare emozioni. -

D. C’è qualche film famoso di fantascienza ovviamente che avresti voluto girare tu?

R. Tralasciando Blade Runner, il film della mia vita, mi sarebbe piaciuto girare alcuni cult movie di lusso, come Pitch Black o il recentissimo Moon. -

D. Per te la fantascienza è appunto una scienza utopistica fantastica ed irrealizzabile, oppure una finestra sul futuro per quanto azzardato sia?

R. La fantascienza, fin dai primordi (Dalla terra alla luna di Georges Méliès, 1902) ha sempre anticipato il futuro, è una delle caratteristiche peculiari di questo genere. -

D. Una tematica molto ricorrente è l’incontro ravvicinato con esseri di altri mondi, tu ci credi? Ne hai vissuto uno?

R. Si, sono convinto che esistano altre forme di vita, anche intelligenti, nell’universo che ci circonda. La tecnologia attuale, purtroppo, non ci consente di raggiungere gli altri pianeti recentemente scoperti nella nostra galassia. A meno che non vengano loro a trovarci… ;D Grazie della collaborazione! Maurizio Ganzaroli

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