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ESEGESI DELLE CINQUE VOCI DI AMMONIO DI ERMIA È necessario che noi, in procinto di cominciare dei discorsi filosofici, comprendiamo

che cosa sia mai la filosofia. Occorre infatti che chi comincia qualcosa comprenda prima che cosa questa sia. Così inoltre, coglierà la cosa più rigorosamente. E comprendiamo le cose dalle definizioni. E come sarebbe possibile comprendere una cosa ignorando cos'è la definizione? La definizione è una breve proposizione che mostra la natura della cosa. Viene detta definizione per metafora a partire dai confini dei terreni. Come infatti quelli delimitano il terreno e lo separano da quelli altrui, così le definizioni delimitano la cosa e la separano da tutte le altre. Occorre dunque enunciare la definizione di filosofia, così come apprestandoci allo studio della grammatica ne abbiamo appreso al definizione ovvero che la grammatica è la cognizione [ἐμπειρία] di quanto è stato detto per lo negli scritti dei poeti e degli scrittori; allo stesso modo accingendoci allo studio della retorica ne abbiamo appreso la definizione e cioè che la retorica è la capacità tecnica di costruire un discorso persuasivo in ambito politico e che ha come fine il parlar bene; occorre dunque apprendere anche la definizione di filosofia, è essa infatti che fornisce le definizioni anche per le altre scienze e le altre arti. Dunque, ogni scienza e ogni arte ha un soggetto e un fine. Il soggetto è ciò di cui si occupa, mentre il fine è ciò a cui mira e che vuole disciplinare; ad esempio il medico ha come soggetti i corpi umani (infatti si occupa di questi), e come fine quello di guarirli (infatti mira a questo), allo stesso modo il falegname ha come soggetto il legno e come fine costruire un abaco. Le definizioni si ottengono dunque o a partire dal soggetto o dal fine o anche da entrambi; dal soggetto come nel caso in cui diciamo "la medicina è un'arte che si occupa dei corpi umani", dal fine come nel caso in cui diciamo "che procura la salute", da entrambi "arte che si occupa dei corpi umani che procura la salute". Ugualmente anche l'astronomia che è una scienza ha come soggetti i corpi celesti e come fine il conoscerne i movimenti. Cerchiamo di comprendere allora qual è il soggetto della filosofia e quale il suo fine; e così potremo darne la definizione. Bisogna sapere, dunque che le altre scienze e arti si occupano di alcuni oggetti particolari, ad esempio l'arte del falegname solo degli oggetti di legno, l'astronomia solo dei corpi celesti, solo la filosofia invece si occupa di tutti gli enti, ed ha come fine non fabbricarli ma conoscerli. Sono molte le definizioni di filosofia ammesse; infatti molti tra gli antichi l'hanno definita in molti modi. Al momento, per non dare ai più litigiosi motivo di accusarci di un'ambizione inopportuna passando in rassegna le definizioni di ciascuno, basterà prenderne in esame cinque o poco più. Due sono ricavate dal soggetto, due dal fine e un'altra dalla supremazia che ha rispetto alle altre arti. La prima è questa: "la filosofia è la conoscenza degli enti in quanto sono enti". L'espressione "in quanto" sta in luogo di "nella misura in cui sono enti"; infatti il filosofo non si propone di conoscere tutti gli uomini nel mondo secondo il numero, ma di conoscere cosa sia mai la natura dell'uomo. Il filosofo infatti guarda all'essenza e all'essere di ciascuna cosa. Alcuni danno questa definizione: "la filosofia è la conoscenza delle cose divine e umane". Ed è chiaro che è la stessa definizione della precedente, differisce soltanto per la maggiore o minore chiarezza; infatti divide gli enti in divini e umani, chiamando divini quelli eterni e umani quelli soggetti a generazione e corruzione. Questa definizione e la precedente dunque sono ottenute a partire dal soggetto e differiscono tra loro, come si è detto, per la maggiore o minor chiarezza. Vi è anche una tale definizione a partire dal fine che recita: "la filosofia è l'assimilazione a Dio nella misura in cui è possibile per l'uomo" così infatti la definì Platone. Infatti Dio ha delle attività [ἐ εργείας] duplici, le prime conoscitive, secondo le quali conosce tutte le cose, come anche i ν poeti intendono dire quando affermano "gli dei conoscono tutte le cose", le seconde provvidenziali rispetto agli esseri inferiori, secondo le quali provvede al mondo intero come affermano anche i poeti: "gli dei dispensatori di beni". Il filosofo vuol farsi simile a Dio secondo entrambe le accezioni; vuole infatti contemplare tutti gli enti (infatti li esamina tutti), e invero si dà cura di provvedere a quanti sono inferiori (infatti il filosofo politico giudica e stabilisce le leggi); cosicché a buon diritto la filosofia è assimilazione a Dio. L'espressione "nella misura in cui è possibile per

l'uomo" è stata aggiunta a ragione; infatti né la conoscenza è simile né la provvidenza è la stessa, "poiché non si dà il caso che sia simile la stirpe degli dei immortali e quella degli uomini che camminano sulla terra". Infatti delle cose le cui essenze sono differenti, sono differenti anche le perfezioni. E questo è possibile osservarlo anche negli altri esseri viventi; l'uomo e il cavallo infatti, dato che hanno un'essenza differente, hanno anche una perfezione differente; la perfezione dell'uomo è infatti vivere con ragione e assennatezza, quella del cavallo è di correre velocemente e di essere utile nelle battaglie. Anche tra gli stessi animali irrazionali tanta è la differenza delle perfezioni, poiché tanta è anche quella della loro essenza. Altra è la perfezione del cane e altra quella del cavallo. Se dunque nel caso di tali esseri le perfezioni sono differenti a causa della differente essenza, tanto più lo saranno nel caso dell'uomo e di Dio. Poiché quindi differiscono tanto secondo l'essenza, a ragione avranno differenti le perfezioni. Giustamente allora viene aggiunta alla definizione la precisazione "nella misura in cui è possibile per l'uomo". Ma occorre dire a partire da quale ragione si è spinto a definire la filosofia in questo modo. Poiché infatti, come ho detto, le facoltà di Dio sono duplici, quelle conoscitive e quelle pratiche, e duplici sono anche quelle della nostra anima, le teoretiche e le pratiche, il filosofo vuole disciplinare ciascuna delle due parti dell'anima per rendersi simile a Dio, da un lato indagando quale sia la natura degli enti, dall'altro disciplinando le parti passionali dell'anima e prendendosi cura delle altre, a buon diritto Platone definì la filosofia assimilazione a Dio nella misura in cui è, per l'uomo, possibile. Vi è un'altra definizione, a partire dal fine, la quale afferma: "la filosofia è allenamento alla morte ". E poiché la definizione qui esposta definisce la filosofia come un allenamento alla morte, occorre dire in che modo si deve intendere l'allenamento alla morte. Un tale, infatti, di nome Cleombroto, aveva buttato uno sguardo al Fedone di Platone e venuto a sapere che il filosofo deve allenarsi a morire, ma ignorando in quale modo debba farlo, salito sulle mura si buttò giù. A testimonianza di questo fatto c'è il poeta che scrisse un epigramma proprio per questo ragazzo d'Ambracia; recita infatti: Dicendo "addio sole!" Cleombroto d'Ambracia saltò nell'Ade da un alto muro pur non avendo conosciuto alcun male per cui valesse la pena morire, ma solo per aver letto uno scritto di Platone. A motivo del gesto compiuto dal giovane a seguito della sua ignoranza, sarebbe opportuno esaminare che cosa mai voglia significare l'allenamento alla morte di cui si è detto. E infatti anche Platone raccomanda di non sottrarsi. Dice appunto così: “il racconto riferito riguardo a ciò nei misteri, che noi uomini siamo in un carcere e che non dobbiamo sottrarci né evadere da esso, mi sembra importante e non facile da penetrare”. Appunto, non bisogna sottrarsi. Come infatti chi si trova in carcere ed è stato incatenato per una qualche colpa, se volesse evadere sovvertirebbe le leggi per quanto sta a lui, così anche chi si dà da fare per sciogliere il legame del corpo stretto dalla provvidenza, sovverte le leggi del creatore; non bisogna quindi desiderare la morte. Se dunque le cose stanno così, in che senso diciamo che la filosofia è un allenamento alla morte? Presta attenzione a quanto è stato detto e la difficoltà si risolverà. Bisogna sapere che poiché l'uomo è un composto di anima e corpo, anche il legame è duplice e duplice è la liberazione dell'anima; vi è infatti il cosiddetto legame fisico, per il quale il corpo è legato all'anima ed è da questa vivificato, e vi è anche il legame deliberativi [προαιρετικ ς] per il quale l'anima è ὸ legata al corpo asservita ad esso e da esso dominata. Duplice è quindi la liberazione, quella del corpo dall'anima e quella dell'anima dal corpo. Anche la morte è duplice, una fisica, per la quale tutti noi uomini moriamo, per la quale cioè il corpo si separa dall'anima, l'altra deliberativa, per la quale i filosofi si esercitano a separare l'anima dal corpo. E in questo senso si dice che si allenano a morire, cioè a separare l'anima dal corpo. Bisogna sapere inoltre che l'anima non si separa del tutto dal corpo una volta che il corpo si sia separato dall'anima; infatti le anime affezionate al corpo stanno dietro all'amore per i corpi ancora dopo la morte, e a queste si dice appartengano i fantasmi che hanno aspetto di ombre nei pressi delle tombe. Ma neppure il corpo si separa completamente dall'anima una volta che l'anima si sia separata dal corpo; in fatti coloro che vivono filosoficamente

per il fatto che si occupano di ciò che non sta sempre allo stesso modo. quando si definisce solo la sua parte teoretica. la definiamo a partire dalla sua parte pratica. mentre ne ammette un'altra a partire dal fine. La filosofia invece avendo un aspetto teoretico non composto ὸ πλο ν. nel caso in cui diciamo infatti che la filosofia è un allenamento alla morte. e a partire dal fine quando è definita come scienza che procura la salute. in che senso la definizione che afferma “è la conoscenza degli enti in quanto enti” e ancora “conoscenza delle cose divine e umane” noi sosteniamo che tragga origine dal soggetto e non dal fine? Come infatti sosteniamo che la scienza medica sia definita a partire dal soggetto come scienza che si occupa dei corpi umani. in primo luogo. il filosofo invece questo lo dimostra quando. viene detta scienza che procura la salute e diciamo che questa definizione trae origine dal fine. quale rimedio ci sarebbe infatti se la malattia fosse mortale? D'altra parte a volte si usano come rimedio non gli opposti ma i simili. spesso infatti. lo mostra assumendo che ogni divisione avviene secondo i punti i quali non . Queste arti e queste scienze non differiscono per nulla tra loro rispetto alle loro asserzioni (infatti le asserzioni di ciascuna sono di per sé esenti da errori). alla geometria infatti fornisce le asserzioni universali (infatti è compito dei filosofi ricercare l'universale). quindi verrà considerata contemporaneamente come cono e come conoscenza di alcune cose. Quindi la scienza medica. infatti. e nel caso invece in cui la definiamo come conoscenza degli enti in quanto sono enti. che ogni grandezza è divisibile all'infinito. che ha solo una dimensione. ogni limite è inferiore a ciò che è limitato per una dimensione. e quella che recita “allenamento alla morte”. dell'acqua fredda versata ha risvegliato il calore che si era già affievolito. la geometria. Infatti la conoscenza è conoscenza di alcune cose. Dunque la filosofia fornisce i principi a tutte le scienze e a tutte le arti. E penso che non si sbaglierebbe sia dicendo che questa definizione ha origine dal soggetto sia che ha origine dal fine. quella che dice “assimilazione a Dio nella misura in cui è possibile per l'uomo” che non precisa in quali aspetti ci si assimila. l'aritmetica. come si è detto. la lunghezza e la larghezza (non ha infatti la profondità in ragione della quale è inferiore al solido). la quale afferma: la filosofia è arte delle arti e scienza delle scienze”. piuttosto potrebbe aver origine da entrambi. bisognerà dire che le definizioni tramandate traggono origine dal fine. i raggi che fanno dal centro alla circonferenza sono tra loro uguali” (ciò infatti sta sempre allo stesso modo). poiché a questa mira. Vale la pena di esaminare infine: se la filosofia ha per fine la conoscenza degli enti. le asserzioni della medicina invece sbagliano. C'è anche un'altra definizione di filosofia di Aristotele. Il fatto. ma sarà indivisibile se. Aristotele perviene a tale affermazione più o meno nel modo seguente. altre alle scienze. come quella che afferma “gli opposti sono rimedi degli opposti”. a partire dalla parte conoscitiva. afferma che ogni figura delimitante è inferiore per una dimensione da quella delimitata. Alcune conoscenze si addicono alle arti. Ma probabilmente abbiamo designato le suddette definizioni come aventi origine dal soggetto per distinguerle dalle altre. la lunghezza soltanto. come l'astronomia. infatti le scienze si occupano delle cose che sono sempre allo stesso modo. la quale ne ha due. In primo luogo bisogna considerare che la filosofia avendo una parte teoretica ed una pratica ha anche un fine duplice. che trae spunto dalla supremazia che essa ha rispetto alle altre scienze e alle altre arti. invece. quando invece viene definita rispetto al fine per cui ci si serve di questa teoria. (si dà infatti per conoscere le ὸ cose e solo per questo) non potrebbe ammettere un'altra definizione a partire dal soggetto. e quando ancora la definiamo come assimilazione a Dio a partire da entrambi. così anche nel caso della filosofia. ma son diverse rispetto alla materia. infatti il solido che ha tre dimensioni è delimitato dalla superficie. viene detta scienza che si occupa dei corpi umani (e a buon diritto diciamo che questa definizione trae origine dal suo soggetto). come nel caso dei rimedi accidentali. la superficie che ha due dimensioni è delimitata dalla linea. mentre le arti si occupano delle cose che sono per lo più e che mutano. Per cui le asserzioni della geometria restano esenti da errori. se ha per fine la conoscenza degli enti. come lo è quella che afferma: “di ogni cerchio. che è chiaro che non ha dimensione alcuna. la linea è delimitata dal punto. per il resto lo studioso di geometria assume il punto come indivisibile e divide la grandezza all'infinito e si avvale di questi principi senza dimostrazione. non vi sono neppure rimedi per tutte le malattie. La filosofia è dunque allenamento alla morte ovvero esercitarsi a separare l'anima dal corpo. infatti.si separano dal corpo persino quando sono ancora in vita.

che cosa la suddivisione e che cosa la sottodivisione. cioè Dio. ragion per cui viene anche chiamato sillogismo imperfetto. e tra costoro figurava anche Archiloco che dice: ??? [Pitagora] trasferisce questo appellativo a Dio di modo che soltanto egli. altri verso l'indagine delle cose naturali. come riteneva opportuno chiamare Dio. Allo stesso modo anche l'esempio è analogo all'induzione. Il costruttore di case. bisogna infatti che chi discute della divisione dica prima che cosa sia mai ciascuna di esse. infatti mostra che le cose stanno così e che si invertono nel loro opposto. si serve del filo a piombo per stabilire se il muro è dritto o meno. la suddivisione è la partizione della stessa cosa in seconda battuta. per il fatto che questi oggetti sussistono. ad esempio in prima battuta divido l'essere vivente . Pitagora afferma: “la filosofia è l'amore per la sapienza” opponendosi per primo all'errore degli antichi. Vedendo alcuni muoversi verso la retorica. infatti talvolta lo riconducono al conveniente. Per cui anche la retorica ha preso i principi dalla filosofia. non sottrae nulla al solido e infatti non gli sottrae il fatto di avere due dimensioni. si occupa infatti dei toni e dei tempi. Il retore infatti assume l'esempio e l'entimema per analogia con l'induzione e il sillogismo. Quindi la filosofia è arte delle arti e scienza delle scienze. Sicché il solido ha tre dimensioni sebbene diviso secondo i punti. Anche il falegname si serve della cordicella per rendere raddrizzare il legno. invero. ma queste basteranno. e non di più o di meno. chiamò filosofi coloro che si cimentavano nello studio delle scienze naturali. dirà: la retta è quella figura che giace ???????. che appartengono alla musica e la musica è parte della filosofia. Come infatti il sillogismo è vero. alcunché di diverso dagli oggetti stabiliti risulta necessariamente. Poiché infatti chiamavano sapiente chi avesse parte in una qualsiasi arte. e se per noi è impossibile portarla a termine a causa della nostra connaturata debolezza non per questo essa è invalidata. infatti la divisione. Come infatti quella ha le proprietà di esser valida per lo più e di esser verosimile. altri verso la grammatica. dalla filosofia]. per cui la definizione di solido ammette la divisione all'infinito. E non solo le arti e le scienze logiche hanno bisogno della filosofia. mentre talvolta lo distinguono e lo contrappongono ad esso. ma non quella di esser vera in ogni caso. Anche questi tuttavia differiscono tra loro per il fatto che mentre l'induzione è un discorso che fornisce prove alle affermazioni universali a partire da quelle particolari. del resto anche il retore si serve del concetto di buono di giusto e di conveniente sebbene non sappia dove mai si possa contemplare il giusto. e analogamente chiamò la loro conoscenza filosofia.compongono né producono un solido. Alla medicina [la filosofia] fornisce i quattro elementi. così anche l'esempio. sia chiamato sapiente. Vi sono anche altre definizioni di filosofia. è necessario che noi diciamo se la filosofia sia divisibile o meno. Questo per quanto riguarda Pitagora. ma anche le cosiddette arti manuali. in quanto possiede la sapienza e la conoscenza degli enti eterni. Invece la geometria. ma di quale sia la natura della linea retta non ne sa di più. Dunque la divisione è la partizione di una cosa in prima battuta. poiché ha forza di necessità. purtuttavia manca di una premessa rispetto al sillogismo. In modo simile è possibile trovare che tutte le altre arti e scienze ottengono i propri principi dalla filosofia. Inoltre la filosofia fornisce i principi anche alla retorica. accogliendo ciò come assodato dai primi. l'amore della sapienza. Il sillogismo è un discorso in cui. quelli [i medici]. Dirà infatti che tutti i corpi pesanti tendono per propria natura verso il centro. l'esempio fornisce prove alle affermazioni parziali a partire da quelle particolari. Il filosofo invece ne conosce immediatamente la causa. ma di cosa sia il filo a piombo non ne sa di più. e sono quelli arcinoti. poiché infatti i filosofi dimostrano che gli elementi dei corpi soggetti a generazione sono quattro. così anche l'entimema vuol essere vero. anch'essa è parte della filosofia. per cui i corpi pesanti sono spinti da ogni luogo verso il basso proporzionalmente a degli angoli retti e gli angoli retti sono perfettamente dritti. posti alcuni oggetti. Infatti Aristotele ha discusso dei luoghi nella logica e in generale si è occupato delle arti retoriche. affermano che gli elementi corrispondenti generano i quattro umori. né se questo si identifica col conveniente. quasi fossero amanti del sapiente. Poiché ogni cosa è divisibile o indivisibile. altri ancora verso altre discipline. Ma prima di questo è giusto che diciamo che cos'è la divisione. E in modo simile anche alla grammatica. assumendoli per analogia con gli elementi di cui si è detto prima. E anche le argomentazioni [il retore] le prende da lì [scil. tranne la quantità della grandezza.

le seconde sono vitali e appetitive come la volontà. E sarebbe stato impossibile effettuare la divisione in un numero minore. dal momento. la fantasia e la sensazione. nella maniera più generale possibile. gli enti intermedi tra questi sono in parte separabili. infatti quella materiale è la sostanza ultima. la ragione. quali sono gli enti matematici. mentre è prima rispetto a noi. altri in parte separabili in parte inseparabili. secondo altri in tre. dato che anche secondo la natura occupa una posizione intermedia. quali sono le cose divine. A buon diritto quindi la filosofia si divide in teoretica e pratica. con la teoretica conosciamo gli enti. a loro volta le attività della nostra anima sono duplici. [si divide infatti. riceviamo nella mente l'impressione della specie del cerchio stesso e la possediamo presso di noi senza la materia (come nel caso in cui la cera riceva l'impronta di un anello senza ricevere inoltre alcunchè di materiale). gli antichi la collocarono prima delle altre. La sottodivisione è la divisione della parte ovvero della specie (chiamo ora specie ciò che è subordinato) di ciò che è già stato diviso. allorchè invece dopo aver osservato un cerchio di legno. perchè è stato eliminato un lato. seguendo Platone. l'opinione. appunto. altre sono del tutto inseparabili dalla materia sia per la sussistenza quanto per il concetto che le riguarda. in seconda battuta lo divido in mortale e immortale (questa è la suddivisione). l'animosità??? il desiderio. la pratica e la logica. di bronzo. tramite la filosofia pratica la parte vitale. ma possiede tuttavia una sussistenza [ὸ πόστασιν]??? maggiore e più evidente rispetto a quella materiale. il legno. che il filosofo vuol osservare tutti gli enti. in questo senso sono separabili dalla materia. l'altra mobile. e per questo ha preso l'ultimo posto. altri. invece. possiamo riconoscere o ricordare le idee già depositate nella nostra anima osservando le proprietà nelle cose particolari. ci sono tre ordini di enti: alcune cose infatti sono separabili dalla materia sia per la sussistenza quanto per il concetto che le riguarda. ad esempio. Il filosofo quindi vuole disciplinare tutte le parti dell'anima e condurle verso la perfezione. che cosa la suddivisione e che cosa la sottodivisione. ma perchè dopo averla astratta la riponiamo nell'intelletto. è ultima rispetto alla verità. dove possiamo vederne la più solida sussistenza. avrebbe dovuto mutare anch'essa]. tramite la filosofia teoretica perfeziona la parte conoscitiva che è in noi. differiscono l'una dall'altra solo per l'ordine. la cera non muta al contempo. avvalendoci della matematica come di una via o di una scala. Anche questo a buon diritto. Poichè infatti dicevamo che la filosofia è assimilazione a Dio e Dio ha delle attività duplici. la sostanza intellegibile. la sfera celeste infatti era specie dell'essere vivente e questa l'abbiamo “sottodivisa” in fissa e mobile. la teoretica. infatti. seguendo Aristotele. la filosofia . Perciò. nella misura in cui sono separati per mezzo del pensiero. l'osso e la carne e in una parola tutti i corpi (questi li chiamiamo naturali in quanto prodotti direttamente dalla natura). quali sono le specie naturali e materiali. perché desideravano avvezzarci a riconoscere partendo da quella materiale. le prime conoscitive come l'intelletto. Dunque la filosofia [come si è già detto] si divide in teoretica e pratica. e infatti nella matematica studiamo la linea nella materia. mentre. È di per sè evidente che la figura geometrica come la linea o il triangolo nulla ha in comune con la cera: per esempio. La teoretica si divide a sua volta in teologia. se avesse avuto qualcosa in comune secondo la sostanza. infatti il cerchio. Vale la pena esaminare per qual motivo si divide in numero di due e perchè in questo numero e non in uno maggiore o minore. le prime per conoscere tutti gli enti.in razionale e irrazionale (questa è la divisione). di pietra. Perchè allora non in un numero maggiore ma in due? Due sono le cause di questo fatto. Bisogna sapere che in verità la teologia è prima nella divisone. e opportunamente. neppure l'uno infatti potrebbe essere scisso in uno. con la pratica provvediamo agli esseri inferiori e in questo modo ci assimiliamo a Dio. le seconde per provvedere a noi esseri inferiori. affinché. affermano. il triangolo e le figure simili non possono sussistere di per sè senza una qualche materia e in questo senso sono inseparabili dalla materia. La fisica. parliamo qui di seguito della divisione nella filosofia. a ragione la filosofia si divide in teoretica e pratica. in parte inseparabili. matematica e fisica. alcuni infatti dividono la filosofia in tre parti. la quale è sì invisibile. Dopo aver spiegato che cos'è la divisione. alcuni. non per conoscere la materia o la cera o il bronzo. Alcuni tra gli antichi la collocarono davanti alla fisica. secondo alcuni in due. Dunque alcuni enti sono del tutto separabili. Esaminiamo se le cose stanno così oppure no. infatti le cose divine sono principi di tutte le cose. altri del tutto inseparabili. della sfera celeste una parte è fissa. se la figura del triangolo muta. Nel mezzo tra queste c'è la matematica.

bisogna prima infatti trattenersi in una stanza che abbia una luce moderata e quindi così entrare in quella molto illuminata. Per questo infatti vengono detti "insegnamenti". E l'aritmetica indaga i numeri (i teoremi matematici sono divini. ad esempio. tutte le linee rette che che cadono sulla circonferenza del cerchio sono tra loro uguali". infatti l'aritmetica non considera il numero che si intende presso le persone comuni. Gli enti del tutto separabili sono assegnati alla parte teologica. rispetto alla quale da un unico punto. quelli in parte separabili e in parte inseparabili a quella matematica. avvenuto ciò. si divide in quattro: geometria. Qualora infatti volessimo sollevarci direttamente dalle scienze naturali alla teologia resteremmo accecati. quindi. τ δ διωρισμένον. quando invece ascoltiamo le melodie teatrali abbiamo una disposizione d'animo più rilassata. matematica e fisica. Bisogna sapere che la matematica si occupa della quantità. le ordinò di suonare rivoltando il flauto e. ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ τ δ διωρισμένον ποσ ν ε ς τ καθ' α τ κα τ πρός τι. ma di queste non parleremo perchè non confacenti a delle lezioni introduttive. in base al quale essi fanno di conto. del parimpari e molte altre cose del genere). quelli del tutto inseparabili a quella fisica. l'altra è discreta. Si occupa anche di quali melodie plachino le passioni dell'anima. fatto di pietra e di legno". L'astronomia invece si occupa delle posizioni degli astri. si sono ancora conservate. gli enti matematici infatti sono una scala e un ponte poichè sono affini a quelli fisici in quanto inseparabili. D'altro canto nel definire una casa siamo impossibilitati a farlo senza la materia. Diciamo ora perchè la matematica si divide in quattro parti e non di più o di meno. Che le cose stiano così lo mostrano le tracce della musica che. sia la fisica che la teologia ammettono alcune suddivisioni. quando una tromba abbiamo una disposizione d'animo più coraggiosa (e per questo motivo nelle battaglie si usa la tromba). Dunque. musica e aritmetica. astronomia. Se infatti non avessimo aggiunto la materia. poichè infatti non possiamo risalire immediatamente dalle cose naturali a quelle divine e da quelle del tutto inseparabili a quelle del tutto separabili. sarebbe stato possibile pensare anche a una tenda o a qualche altro riparo del genere. sollecitandola verso la virtù. Per questo anche il divino Platone raccomanda che i giovani procedano attraverso la musica e la ginnastica. Una parte della quantità è continua. bensì le specie del numero. la musica gli accordi delle note. del dispari. E inoltre indaga la generazione dei numeri. ποσ ν ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ εικίνητόν ὸ στιν ὸ ο ρανός. a quelli divini in quanto separabili.5 τ ὸ κίνητον (το κινητο πάλιν τ μ ν ὸ εικίνητον τ δ ο κ ὸ εικίνητον).teoretica si divide quindi in teologia. perchè bisogna risalire alle cose divine dopo averli appresi ed essersi abituati a comprenderli astraendo dalla corporeità. tra quelli che giacciono all'interno della figura. del pari. La matematica occupa una posizione intermedia. come dei ruderi. Infatti anche il divino Plotino afferma: "bisogna trasmettere ai giovani gli insegnamenti matematici affinchè si abituino alla natura incorporea". Si tramanda anche un racconto siffatto: Pitagora. Che le specie materiali siano del tutto inseparabili dalla materia mentre quelle matematiche siano separabili risulta chiaro anche dalle definizioni. περ ὸ νκαταγίνεται ὸ ὸ στρονομία· κα ὸ στιν ὸ ὸ ὸ ὸ . cosoicchè abbelliscano l'anima attraverso la musica e il corpo attraverso la ginnastica. il sei ha un rapporto di due a uno rispetto al tre e il nove rispetto al sei ha un rapporto di uno e mezzo. nel definire un cerchio infatti non assumiamo nessuna materia quando affermiamo che "il cerchio è una figura piana racchiusa da un'unica linea. diciamo quindi "la casa è un riparo che protegge dalla pioggia e dal caldo. cosicchè non bisogna essere increduli rispetto a ciò che si dice della divina musica. come chi entrasse immediatamente in una stanza illuminata da una molto oscura. περ ὸ νκαταγίνεται ὸ γεωμετρία· ὸ ὸ ὸ ὸ στιν ο ν ὸ γεωμετρία γν σις ποσο συνεχο ς ὸ κινήτου ὸ νθέσει. quale rapporto hanno fra loro. procediamo attraverso gli insegnamenti matematici. διὸ ὸ αιρε ται δ τούτων ὸ καστον ε ς δύο· τ μ ν συνεχ ς ε ς τε τ κινητ ν κα ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ 14. ποσ ν ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ συνεχ ς ὸ νθέσει ὸ κίνητόν ὸ στιν ὸ γ . il desiderio del giovane cessò. atrraverso quelle cose che sono in parte separabili e in parte inseparabili. dopo le scienze fisiche bisogna risalire verso la teologia non prima di essersi dedicati alla matematica. avendo visto un giovane seguire una flautista che suonava una melodia lasciva. a ragione. la matematica invece. la geometria le grandezze e le figure. Così.

περ ὸ νκαταγίνεται ὸ ὸ ὸ μουσική.10 ὸστρονομία γνὸσις ποσοὸ συνεχοὸς ὸεικινήτου. sopraffatti dalla vanagloria mettono ordine nella città.25 πρὸν τὸν ὸμερινὸν ὸργων τρὸς ὸκαστον ὸπελθεὸν· . ὸ ταν α τ ν καθ' ὸ αυτ ν σκοπ μεν. Dunque. Infatti chi fa (πράττων ) un qualche bene o lo fa riguardo a se stesso mettendo in ordine i propri costumi (ἢθη)e la propria vita e viene detto etico. E ciò si può osservare non solo nell'ambito economico ma anche in quello etico. ποσ ν ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ οἐν διωρισμένον καθ' α τό ὸ στιν ὸ ὸ ριθμ ς ὸ φ' ὸ αυτο σκοπούμενος.15 τ ν περισσάρτιον ὸ ριθμόν. ε ς πόσα μ ν ο ν ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ 14. Poichè abbiamo menzionato anche la parte pratica della filosofia è necessario suddiviedere anche questa. Bisogna sapere che anche nella parte economica si osserva no il legiferare e il giudicare. καὸ ὸστιν ὸ μουσικὸ γνὸσις ποσοὸ διωρισμένου σχέσιν ὸχοντος ὸτέρου πρὸς ὸτερον· δέδεικται οὸν ὸτι ὸ μουσικὸ καὸ ὸ ὸριθμητικὸ περὸ τὸ διωρισμένον ποσὸν καταγίνονται. ο τοι γ ρ ὸ θικο λόγοι τε κα νόμοι ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ ὸπάρχουσι. ὸ ὸ ριθὸ ὸ ὸ μητικὸ οὸν ὸστι γνὸσις ποσοὸ καθ' αὸτὸ διωρισμένου.20 ὸ ρμονία καταγίνεται. ὸ λέγομενδ κα το διωρισμένου ποσο ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ τ μ ν ε ναι καθ' α τ τ δ πρός τι· ποσ ν διωρισμένον καθ' α τό ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ ὸστιν ὸ ὸ ριθμός. ποσὸν δὸ διωριςμένον πρὸς ὸτερόν ὸστιν ὸ σχέσις ὸ πρὸς ὸλληλα τὸν τόνων. oppure mette ordine in tutta la città e viene detto politico. ὸ 15. Alcuni invece affermano che il politico è anche economico ed etico (infatti chi è capace di mettere ordine in tutta la città a maggior ragione può farlo riguardo a sè e alla propria casa) e identificano la politica con la filosofia pratica. καταγίνεται δὸ ὸ ὸστρονομία κα ὸ γεωμετρία περ τ συνεχ ς ποσόν. κα μ τ ν πρ ς ὸ τερον α το σχέσιν κατ ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ τἢ συμβεβηκ ς (το το γ ρ μουσικ ς. in base alle quali i cittadini devono vivere. Cosicchè le tre specie suddette della filosofia pratica restano fra loro distinte. quanto amministra la giustizia stimando alcuni degni di doni e punendo altri allorchè abbiano trasgredito qualcuna delle leggi vigenti. o riguardo alla propria casa e viene detto economico. la filosofia pratica si divide in etica.20 γαστρ ς μ ν πρώτιστα κα ὸ πνου κα φιλότητος. Infatti anche l'uomo "etico" istittuisce delle leggi per se stesso. ο ον τ ν ὸ ρτιάκις ὸ ρτιον ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ ἢ 14. allorchè afferma: κρατεἢν δ' εἢθίζεο τἢνδε· 15. Ciascuna di queste si divide in legislativa e giudiziaria. ὸ νδι' ὸ ριθμο γνωρίζομεν. ὸκ τὸν εὸρημένων δὸλον.14. περὸ ὸν ὸ 14. διωρισμένον δέ ὸστιν οὸ τὸ μόρια καθ' α τ θεωρε ται ὸ ςμ συνεφέλκεσθαι ὸ λλήλοις. το ς δ φίλους α σχύνου”. συνεχ ς δέ ὸ στιν ο τ ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ μόρια πρός τινα κοιν ν ὸ ρονσυνάπτει. economia e politica. A costoro replicheremo che molti. infatti il filosofo politico tanto istituisce le leggi. καταγίνεται ο ν περ το το). το ς δ ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ ὸ γονεὸς τίμα. καὸ δικάζει δ' ὸαυτὸν ὸτε φησὸν μηδ' ὸ πνον μαλακο σιν ὸ π' ὸ μμασι προσδέξασθαι. ὸ ὸ ὸ ὸ κα πάλιν ὸ πόταν ὸ σοκράτης λέγ “το ς μ ν θεο ς φοβο .25 καὸ τίνα τὸ θεωρητικὸν διαιρεὸται καὸ τί ὸχει πέρας. trascurando tuttavia se stessi. anche nella casa infatti istituiamo delle leggi e giudichiamo quanti tra i servi o i figli le trasgrediscono.

invece. e inoltre infiniti. ad esempio qual è Xanto e quale Balio. e a sua volta ogni uomo è un vivente. quindi. sia quellli che sono già stati che quelli che saranno in seguito. dicendo che il cavallo è un vivente quadrupede che nitrisce. i disordini sono imperfetti. ma qual'è la natura dell'uomo. dell'olivo e del platano universali. e si potrebbe dire a sua volta disordinato colui che abbia più del necessario in alcune parti.16. infatti i filosofi non si prefiggono di conoscere quanti siano gli uomini nel mondo. infatti cresce si nutre e genera alcunchè di simile a sè. Dunque il disordine è costituito dall'eccesso e dal difetto. Il comportamento è l'ordine dell'uomo. invece. e ancora dai cavalli in particolare verso una concetto generale di cavallo comprensivo di tutti quelli in particolare. per esempio sei dita o sei mani. infatti. la vite. I filosofi cercarono invero in qual modo diventare conoscitori degli enti. da questa vite. costituiscono il disordine. Infatti chi ha compreso ciò conoscerà anche tutti gli uomini nel mondo. mentre la scienza è conoscenza di degli enti eterni e limitati (infatti ciò che è conoscibile vuol essere abbracciato dalla conoscenza. Inoltre poichè all'animato si contrappone l'inanimato. Si è detto che la filosofia è conoscenza degli enti in quanto enti. avrà compreso tutti i viventi. Invero essa è divina e desiderabile e giustamente al suo riguardo è stato detto che "ma giunse agli uomini un bene simile nè mai arriverà". l'olivo e gli altri ad un genere comune. Avevano dunque due concetti generali quello dell'animale e quello del vegetale. la perfezione infatti è l'opposto dell'imperfezione. ma invero la ragione umana non può abbracciarle tutte (nè infatti c'è da meravigliarsi che ci siano molti animali a noi ignoti). ogni cavallo infatti è un vivente quadrupede che nitrisce. come altra è la natura di Platone ed altra quella di Alcibiade. stanno sempre allo stesso modo. αὸτὸρ ὸπειτα αἢσχρἢ μἢν ἢκπρήξας ἢπιπλήσσεο. che racchiude i vegetali particolari. sebbene di numero finito. da questo olivo. ora in un altro come gli enti particolari. E in modo simile nel caso del cane e delle altre specie del vivente. E questo ce lo procuriamo attraverso l'ascesa verso gli enti universali. razionale. si elevarono dagli uomini particolari verso una concetto generale di uomo. "si dice scienza per il fatto di condurci ad una stabilità e ad una definizione delle cose". mortale. l'opposto di quest'ultime infatti è l'ordine. e le cose opposte si ottengono evitando quelle opposte.??? e riguardo all'economia e alla politica si dirà al momento opportuno. E ancora ricondussero questi ultimi. ma quale il cavallo universale. l'ordine è la perfezione di ciascuno. E tanto si dica per quanto riguarda la filosofia in generale. ovvero che è un vivente razionale e mortale. in particolare.1 π παρέβην; τί δ' ὸ ρεξα;τί μοι δέον ο κ ὸ τελέσθη; ὸ ὸ ὸρξάμενος δ' ὸπὸ πρώτου ὸπέξιθι. la perfezione quindi deriva dall'evitare l'eccesso e il difetto che sono delle imperfezioni. Anche l'uomo infatti è un vivente e il cavallo. E ancora. riguardo al libro in oggetto diciamo quanto segue. Infatti gli enti universali stanno sempre allo stesso modo e non ora in un modo. anche il vegetale infatti è animato. Quindi colui che ha compreso che cos'è mai il vivente. l'uomo universale e il cavallo universale. e l'inanimato è ciò che non partecipa dell'anima come la pietra il legno e quanti a questi sono affini (e questi sono molti tra gli enti particolari e di numero indefinito). Come infatti dice il divino Platone. La sovrabbondanza e la mancanza. Tutti infatti sono "sostanza animata e sensibile". che si ottiente tramite l'eliminazione degli estremi evitando cioè l'eccesso e il difetto. Abbaimo appreso quindi che cos'è la filosofia e quali le sue parti. Adesso occorre dire della divisione dell'etica e in primo luogo che cos'è il comportamento. il cane e gli altri non differiscono in quanto animali. infatti il filosofo non vuole conoscere i cavalli in particolare. della vite. da questo platano si innalzarono al livello del fico. A sua volta ricondussero l'animale e il vegetale all'animato. il vegetale. Altra infatti è la natura del cavallo Balio e altra quella di Xanto. E infatti si potrebbe dire disordinato l'uomo cui manchi una qualche parte come una mano o qualche altra parte. Risalirono dunque dagli uomini particolari verso l'uomo universale. E pochè osservavano che gli enti particolari erano generati e corruttibili. Osservate quindi queste specie. Così. il fico. si elevarono verso una concetto generale di vivente comprensivo dei viventi particolari. da questo fico. come i giganti stando al poeta Apollonio. ma l'infinito non può essere abbracciato) si innalzarono dagli enti particolari a quelli universali che sono eterni e di numero limitato. per questo motivo si . χρηστἢ δἢ τέρπου.

Ancora. l'amaro. lo star seduti. l'angelo. Allo stesso modo anche il nero e il grigio. sono qualcosa la destra. giacere. queste infatti non possono sussistere di per sè. che ricondussero ad un genere comune. Ancora: indossare calzari. dunque. il corpo. esser armati. l'inanimato che contiene tutti questi enti. sono qualcosa colpire. E ancora.le quali non possono sussistere di per se stesse. dal monento che il filosofo promette di essere conoscitore di tutti gli enti? In nessun modo. sono qualcosa lo stare distesi. sono qualcosa l'essere nel Liceo o in piazza e quant'altre del genere. Quindi avevano due caratteristiche comuni comprensive di molte cose. e tutte queste cose le ricondussero sotto un genere comune. il caldo e tutte le cose affini. nella misura in cui sono quantità (entrambi infatti sono quantità). sono qualcosa ieri. Ancora. Anevano dunque dieci siffiatti concetti comuni: sostanza. la metà. E ancora. ma hanno l'essere in altre cose. Sono infatti sostanza sia il il corpo sia l'incorporeo come l'anima. che è indicativo di luogo. Dunque. il dolce. il caldo e il freddo. colpite. Ebbene il filosofo Porfirio. E ancora trovarono qualcosa come il grande e li chiamarono grandezze continue. il doppio. lo stare in piedi. specie. E questi li chiamarono categorie in quanto si predicano e si dicono delle cose che ricadono sotto di esse. sia la pietra che il legno che l'uomo e in generale tutti gli enti che sono corpi hanno le tre dimensioni. Ciascuno di tutti gli enti. raffreddare. una volta istruiti. domani e quant'altre del genere che ricondussero sotto il "quanto". che è il rapporto di una cosa rispetto ad un'altra. Potremmo comprendere quanto si è detto a partire dall'opposto: esistono alcune cose la bianchezza. quindi ricondussero tutte queste sotto il bianco in sè assoluto. differenza. dunque. (e dai restanti enti in maniera simile) e dalla pietra e dal legno universali ad un genere comune. Ancora. che è indicativo di tempo. patire. Su queste dieci categorie. quando. proprio e acidente. Avere infatti è l'indossare di una sostanza in una sostanza ??? (controllare trad ingl ammonio categorie). la nerezza. avendo osservato che alcune cose vengono imbiancate. Quindi ricondussero tutte queste cose che sono state enumerate. quantità. pietre e tutte le cose del genere. E ancora vi è il dolce. Questi ultimi li ricondussero a loro volta ad un genere comune. le cose di questo genere le ricondussero sotto l'agire. due concetti generali l'animato e l'inanimato. che è l'esser modificato da qualcos'altro. Intitolò il libro Isagoge [introduzione] poichè è una via d'accesso a tutta la filosofia. che ricondussero sotto il "giacere". Dio. che ricondussero sotto il "dove". dunque. Aristotele scrisse un libro e nella trattazione menzionò cinque voci a noi ignote nel linguaggio comune: genere. la sostanza. sotto un genere comune. a partire dall'anima. L'uno infatti è tridimensionale e completamente divisibile. Quindi tutte le cose che possono sussistere di per sè e che non necessitano di qualcos'altro per sussistere. ricondussero questi ultimi alla quantità universale. la sostanza. Ancora. La qualità è ciò a partire da cui la cosa che ne partecipa prende il nome per paronimia. potessimo più agevolmente seguire quanto detto da Aristotele riguardo alle categorie. la sostanza e la quantità. avere. scaldare. portare un anello. E ancora. il colore. Allora la sostanza racchiude tutti gli enti. agendo con generosità e allo stesso tempo con amore per il sapere. dove. Cercarono quindi che cosa ci fosse di comune in entrambi e trovarono che ciascuno dei due è sostanza.che vengono chiamate accidenti . l'altro è assolutamente indivisibile e privo di dimensione. relazione. qualità. e la parola sostanza mostra una cosa che sussiste di per sè. l'anno scorso. vi è qualcosa di bianco e vi sono molte bianchezze particolari. agire. nella neve e nel cigno. Bianco si dice infatti per derivazione dalla bianchezza e grammatico si dice per derivazione dalla grammatica. le cose del genere le ricondussero sotto l' "avere". la relazione. agire è il fare riguardo a qualcolsa. le ricondussero sotto il patire. il numero. Poterono quindi innalzarsi ad un genere comune. Avevano. ma evidentemente la bianchezza sussiste nella biacca o nel latte che sono corpi. come si è detto. E le cose di questo tipo le ricondussero sotto il colore. giacere è una siffatta posizione del corpo. . scrisse questo libro spiegandoci che cosa significa ciascuna voce. anime. che è tridimensionale. la dolcezza e simili . dall'angelo e dagli enti simili si innalzarono ad un concetto generale di incorporeo che ha caratteristiche opposte a quelle del corpo.innalzarono ancora dalle pietre particolari alla pietra universale e dai legni particolari al legno universale. Lo scopo di Porifrio è dunque questo. il bianco infatti si trova nella biacca. risalirono ad un concetto generale. sono dette sostanze. ricade sotto uno di questi concetti comuni. Infatti trovarono ancora qualcosa come il due il dieci il venti. e in maniera simile le altre. Poichè dunque il numero e la grandezza continua sono accomunati tra loro. la qualità. Ancora. come gli uomini. la sinistra. affinchè.

che si trovava lì. di dirlo senza specificazioni e per eccellenza? Aggiungiamo di seguito anche questo: ogni introduzione è incontestabilmente un'introduzione ad un'arte o ad una scienza. l'autentiticità. Alcuni si chiedono perchè lo abbia intitolato Isagoge [introduzione] senza specificare ulteriormente. proprio e accidente. alla logica o alla grammatica. in quante e quali parti si divide ciascuna parte della filosofia e quale sia la sua funzione. la divisione in capitoli. e queste sono i principi della logica. se debba esser collocato prima o dopo. in che modo avrebbe potuto voler intitolare il libro come un'introduzione ad una singola arte? E queste osservazioni per quanto riguarda il titolo. Lo scopo di Porfirio è qui quello di parlare di cinque cose. Il libro è utile a tutta la filosofia. e da questi fatti è chiaro che il libro è di mano autentica dell'autore antico. non per aggiungere qualcosa di superfluo rispetto alle altre arti. sotto le quali si riconducono tutte le voci particolari dotate di significato. E sono questi: lo scopo. altrimenti di scrivergli un'introduzione. Cosicchè istruisce sulla dimostrazione ed è utile per tutta la filosofia. e studiandole non riusciva a comprenderle del tutto. [Ciò che i filosofi fecero nel caso di tutti gli enti (ricondussero infatti tutti gli enti sotto i dieci concetti comuni e non ce n'è nessuno che non sia riconducibile ad uno di tali concetti comuni). gli dedicò anche questo. Aveva necessità di compiere degli studi sul fuoco dell'Etna e partì. Tuttavia neppure chi conosce lo scopo si mette zelantemente all'opera. ne ricondussero alcune di un certo tipo sotto il concetto comune di nome. non è chiaro infatti se sia un'introduzione alla retorica. è evidente che sia primo nell'ordine della logica. Dalla conoscenza di questi punti emerge anche la questione dell'ordine. di quanto accaduto e di tornare. prima di sapere se il libro è di autentica paternità dell'autore antico. In questo periodo Crisaorio trovò le Categorie di Aristotele. infatti tramite la dimostrazione ne conosciamo i fini. È primo quanto all'ordine [di lettura]: se infatti introduce le Categorie di Aristotele. se la definizione è vera. scrisse per lui questo libro ???. i grammatici lo hanno fatto nel caso delle voci. Il titolo. infatti riteniamo tutte utili che le cose dette da questi ultimi. che trattano delle voci semplici. e perciò parlano dell'ordine. infatti avendo dedicato a costui alcuni altri libri. A costoro replichiamo che siamo soliti indicare le cose eccellenti senza specificare. prima di aver appreso anche l'utilità che ne deriva. la causa del titolo. ma con l'intenzione di rendere i lettori più zelanti. tramite la quale potesse comprendere il libro. L'autenticità la dimostrano sia la chiarezza dell'esposzione sia il fatto che egli fa menzione negli altri libri delle teorie di questo libro. Questi sono: genere . che sono tutti gli enti ovvero. Dopo aver mostrato per qual motivo i filosofi premettono tali questioni. Inoltre anche il fatto che lo dedichi a Crisaorio. Scrive dunque a Porfirio. altre sotto quello di verbo e crearono così quelle che per loro sono le otto parti del discorso. Infatti se chi legge ignora lo scopo del libro procede pigramente e abbandona nel bel mezzo. Ma dobbiamo anche parlare di quelli che dai filosofi sono stati denominati prolegomeni ovvero trattazioni preliminari riguardo a ciascun libro. per sapere dove arrechi il suo contributo. e tramite questa a tutte le arti. È stato intitolato Isagoge. dalle cause della costituzione otteniamo le dimostrazioni.] Si è detto quindi. I filosofi ritennero di premettere tali questioni. E ancora sotto quale parte della filosofia si riconduce. Per questo quindi parlano dello scopo. l'ordine della lettura. perchè contiene in breve lo scopo. era infatti maestro di Crisaorio facendogli da guida negli studi. cosicchè ragionevolmente parlano anche dell'utilità. se aveva completato gli studi sul fuoco. infatti ci istruisce sulle proprietà che ineriscono di per sè alle specie e che sono appunto le cause della loro costituzione. Ma ancora. e a quale parte si riconduce il presente scritto. e subisce quello che subiscono coloro che viaggiano verso mete che non conoscono. la filosofia è arte delle arti e scienza delle scienze. differenza. per il motivo seguente. volendo infatti esaminarle e non potendo a causa dell'infinità del loro numero. se aveva dunque l'intenzione introdurci a questa. Bisogna sapere che questo scritto si divide in tre parti e che nella prima spiega le suddette cinque .Infatti le Categorie precedono tutte le opere filosofiche e le Categorie sono precedute dall'Isagoge. Per questo quindi parliamo anche dell'autenticità. Che cosa impediva dunque. anche una volta compresi questi punti diffidiamo della sua utilità. E questo per quanto riguarda l'ordine. che si possono osservare in tutti gli enti. A ragione quindi è anteposto alle Categorie. come quando vogliamo indicare Omero diciamo "il poeta" per eccellenza. a chi voleva indicare la filosofia. Poichè Porfirio non poteva frattanto tornare. è ormai il momento di parlare dei prolegomeni del libro. l'utilità. specie. che riconosciamo illustre come Aristotele o Platone.

in quanto senza di esso non è possibile leggere gli altri scritti dei filosofi. Inoltre poichè il bene ha un duplice senso. Senza dubbio è derivata tanta utilità dal libro in esame. come mostreremo in altro luogo. ma in quanto riferito ad un bene maggiore. infatti senza la conoscenza di queste è impossibile comprendere con precisione il resto. Per cui anche Porfirio non ha detto "essendo necessario questo scritto" ma "essendo necessaria l'analisi di questi argomenti" e infatti prima che Porfirio ne scrivesse. nel proemio. Dunque. in quanto diretto al fine come nel caso in cui diciamo che il salasso è bene. infatti è impossibile che gli animali dotati di polmoni vivano senza di essa. infatti va da sè che anche prima di Porfirio le opere dei filosofi venissero comprese. ma anche quelli che lo desiderano aspirano ad esso come se fosse il bene. uno in quanto fine. nella seconda le associa a due a due e spiega che cosa c'è di comune in loro e cosa di proprio di ciascuna. Perciò ha detto "necessario" in questo senso. il necessario non è detto bene in senso proprio. non per se stesso ma per la salute. il quale è specie del discorso complesso . e non è un bene in quanto fine ma in quanto riferito a qualcos'altro. Bisogna sapere che immediatamente. ovvero le Categorie. infatti sono d'aiuto affinchè i corpi si logorino di meno e possano resistere più a lungo. nel senso di qualcosa senza la quale è impossibile essere. bisogna sapere infatti che i filosofi parlano di necessario in due sensi: chiamano necessario o l'utile o l'opposto del possibile. Allorchè. Riconduce inoltre il libro in questione allo strumento logico della filosofia.l'altro in quanto diretto al fine. Nella terza parte spiega quali proprietà sono comuni a tutte. come ho detto. nel proemio. diciamo infatti "se ha intenzione di guarire è necessario che subisca un salasso". E noi lo diciamo non per il secondo ma per il primo. tutti tendono al bene come al proprio bene e ciascuno degli enti trova la sua perfezione partecipando ad esso secondo i propri criteri. ad esempio cosa c'è di comune al genere e alla specie e cosa di proprio. la loro analisi era necessaria per comprendere le dottrine dei filosofi e senza di essa la loro comprensione era impossibile. ma afferma: "cercherò di ripercorrere quanto si trova scritto presso i più antichi". Prima di ciò. E la logica non è parte. Esso espone infatti gli elementi che contribuiscono ai principi dlla dimostrazione. quindi la respirazione è una funzione necessaria. seguendo l'opinione irrazionale. Non è possibile invece che venga detto necessario anche nel secondo significato. rivela dall'inizio il bene che ne deriverà. bensì strumento della filosofia. <Essendo necessario o Crisaorio> Tutti gli enti desiderano per propria natura il bene. si vuol esortare qualcuno verso qualcosa. È questo dunque quello che fa il filosofo Porfirio. tratta dello scopo del libro e spiega l'utiltà e il modo dell'esposizione ovvero che sarà di carattere molto semplice ed introduttivo. che è per genere sillogismo. Dunque si dice che questo libro è necessario o per il primo o per il secondo significato. parla delle tre questioni seguenti: dice infatti qual è l'argomento di questo scritto (cioè che vengono discusse quelle cinque voci) e quale l'utilità (che è utile non solo per le Categorie di Aristotele ma per dirla in breve per . come ad esempio il portare calzature o l'abbigliarsi. e cosa al genere e alla differenza e allostesso modo riguardo a tutte. e la necessità sta nella nostra comprensione non di questo stesso scritto ma dell'analisi delle suddette cinque voci. e in quanto fine come nel caso in cui diciamo che la salute è bene. come se senza di esso fosse impossibile comprendere quelle opere. E inoltre come utile. Per dirla in breve. volendo infatti esortare i principianti alla lettura del libro. ovvero come necessario di per sè. che a sua volta è per genere discorso. Per esempio è assolutamente necessario che gli animali dotati di polmoni respirino per vivere. E chiamano utile ciò che è d'aiuto in qualcosa. Inoltre introduce alle Categorie di Aristotele le quali appartengono alla logica. poichè il libro si riferisce ad un altro fine.voci. così da attirarlo a partire da esso. È chiaro quindi che lo si dice necessario in quanto è utile ed in quanto rende agevole la loro comprensione. si mostra il bene che ne deriva. il bene. dal momento che uno è il principio di tutti gli enti. viene chiamato necessario anche l'opposto del possibile. poichè ha raccolto quanto detto qua e là dagli autori più antichi e ha reso più agevole e breve l'analisi di questi argomenti. qui descrive il libro come necessario poichè esso riconduce ad un bene maggiore. Per cui nemmeno Porfirio non ascrive a sè il merito di aver per primo condotto l'analisi di questi argomenti. Ma. Nessuno desidera il male. quindi.

sia come predicato che come soggetto. ma il genere se viene diviso fa sussistere nello stesso tempo le specie e ad ogni modo nessuna di esse è anteriore o posteriore. la voce "è" si unisce in atto ai nomi e in potenza ai verbi. sia possibile che esistente. del cavallo. come sono invece i generi. i nomi con estensione maggiore sono quelli che si predicano di molte cose. come il proprio e la definizione. ad esempio se dico "l'uomo". quindi l'essere non è un genere delle modalità suddette e per necessaria conseguenza non ha un'estensione maggiore. possibile o sufficiente è anche essere. Poichè i predicati infatti sono o nomi o verbi. il proprio e la definizione si uguagliano per estensione. Quindi l'essere poichè non ha sussistenza propria. e in nessun caso minore. non è coestensivo ad essi. laddove tra il necessario il possibile e l'esistente vi è una comunanza solo di nome. qualche. nominiamo tutte le cose o indeterminatamente o con determinazione. nè si dilunga nello scritto. predicati o soggetti l'uno dell'altro. predicato. infatti. invece se qualcosa è essere non è ad ogni modo sia necessario. Aiace e quant'altre di questo tipo. ma anche per tutta la filosofia. deve prima essere qualcosa di per sè. non ha estensione maggiore di nessuno di essi. Queste due cose. ad esempio se c'è il sole sulla terra. non si trova negli altri. se invece aggiungo "è animale" esprimo un predicato. avrà quindi estensione maggiore del necessario. ma sono voci omonime. dell'uomo. quando dice "ogni". infatti è una mera voce. Necessario è ciò che sta sempre allo stesso modo e che è per necessità. infatti il necessario ha la carateristica del sempre. non ha pari estensione. in tal modo. ha predicato il necessario. il che è assurdo. Pongono l'aporia in questi termini: sono [modalità] dell'essere la necessità. L'essere. infatti sono mere voci e non cose. invece. come il cane. l'esistenza. non hanno un'estensione maggiore. Qual è predicato e quale soggetto? Soggetto è ciò cui si aggiunge l'articolo. Possibile è ciò che ha in potenza l'esistenza dei due opposti. è giorno. Perchè mai allora. ovvero dell'essere? Rispondiamo allora che è vero che ciò che ha estensione minore non si predica di ciò che ha estensione maggiore. Porfirio. non ogni. infatti non spiega teorie troppo impegnative per loro. del possibile e dell'esistente. E si dice si chiamino determinazioni perchè tramite essi chi parla determina se parla di qualcosa di universale o di particolare. In altro modo. dicendo "essendo necessario". L'essere. ma a sua volta ha sostanza propria considerato ed inteso di per sè (definiamo l'animale dicendo che è una sostanza animata e sensibile). dunque. Se dunque non si converte reciprocamente secondo la consequenzialità dell'essere. e quale il modo utilzzato nella spiegazione. benchè ogni categoria richieda di essere di estensione pari o maggiore. L'essere è infatti una voce omonima non un genere e neppure una natura definita che appartiene a ciascuna delle cose particolari. nessuno. tuttavia l'essere non ha estensione maggiore del necessario. ed ha sussistenza in essi. ciò a cui si unisce l"è" in atto o in potenza. tuttavia è bene esporla perchè la dottrina che fornisce le soluzioni è molto raffinata ed utile. infatti. il possibile e l'esistente. rispetto al soggetto. di conseguenza quelle entità che non hanno sussistenza propria. [anche la raccolta ??? ci indica . infatti se qualcosa è necessario. nè si avvale di uno stile oscuro. Inoltre se sostengono che l'essere abbia un'estensione maggiore. che il libro non è d'aiuto solo per le Categorie di Aristotele. come ad esempio il leggere o il non leggere. lo ritengono ad ogni modo di estensione maggiore in quanto genere. i giovani alla lettura(???) del libro. Le determinazioni sono quattro: ogni. come l'animale. così da spingere. è necessario allora che ammettano che si producono allo stesso tempo il necessario. ma ciò che si trova in uno di questi casi. al necessario e al possibile. e poi essere di estensione maggiore di qualcos'altro. la possibilità. aporia illogica e inconsistente. per esempio se è possibile non è nè necessario nè esistente. esprimo un soggetto. che non è ancora nessuno dei due ma è considerato come essere solo in potenza. L'essere di estensione maggiore di qualcosa. quindi. D'altronde ???] Alcuni sollevano sin dall'inizio un'aporia riguardo all'"essendo necessario". in senso proprio infatti. in quanto predicati rispetto ai soggetti e in quanto soggetti rispetto ai predicati. mentre il possibile e l'esistente quella del quando. di ciò che ha estensione maggiore. Infatti non si converte reciprocamente. si predica infatti del cane. che hanno sussistenza in molte cose e sono una cosa avente sussistenza propria considerata di per sè. Esistente è il possibile condotto all'atto e alla presenza. che sarà chiaro ed adeguato alle orecchie dei principianti. secondo la consequenzialità dell'essere. ma ha estensione maggiore secondo la consequenzialità dell'essere. che è di estensione minore.ogni metodo filosofico finalizzato alla scoperta???). indica qualcosa di universale e .

comprendere che cos'è il genere e che cosa la differenza. E secondo questo ragionamento. Ma sostenere ciò è assurdo. di necessità si tratta o di una parte della cosa o di alcunchè che mostra qualcosa che la riguarda. il cammello o qualcun'altra delle restanti specie. come uomo ha estensione uguale a qualche animale e la mano ha estensione uguale a qualche parte dell'uomo. anche se si sostenesse che l'essere ha sussistenza propria. Se questi ultimi avessero come opposte delle specie derivate dall'essere e in esse non avessero l'essere. infatti anch'egli scrisse le Categorie. il cavallo. la specie. Crisiaorio. nè dell'accidente nè delle restanti categorie. Inoltre quando vogliamo indicare le cose. il proprio e l'accidente). predicandolo indeterminatamente. al nominativo. è giustamente utile per una loro più agevole comprensione. Inoltre se l'accidente è secondo rispetto alla sostanza e in questa ha l'essere. una volta che queste venissero eliminate. indichiamo o una delle sue parti come la mano o la testa. anche per la dottrina delle Categorie di Aristotele. Dunque se Porifirio avesse detto "l'essere è necessario". le indichiamo col genitivo. oppure qualcosa che lo riguarda come la casa o il libro. ma non in se stessi? Dal fatto che. e così forse poteva sembrare che predicasse la parte dell'intero. come l'uomo. della differenza e delle restanti voci. quando invece volgliamo indicare qualche parte delle cose o qualcosa che le riguardi. In così tanti modi dunque. Stando così le cose. e l'essere particolare ha estensione uguale al necessario. allora l'essere si predicherà di essi in senso ononimo e non sinonimo. dal momento che abbiamo spiegato anche questo: ha predicato l'uguale dell'uguale. E questo lo mostreremo in seguito nel luogo opportuno. il genere è infatti genere delle specie. la differenza e il proprio. allora.??? Aristotele infatti. ma una cosa avente sostanza propria come il genere "animale". Non . anche Porfirio. come loro stessi ammettono. ma dal momento che ha detto "essendo necessario" al genitivo???. non eliminerebbe al contempo anche le altre specie. Non vi è infatti un genere. Inoltre si può mostrare con un altro ragionamento che l'essere non è genere nè delle tre modalità suddette nè della sostanza. Cosicchè anche se l'essere non fosse una mera voce. se le cose stanno così. poichè è stato mostrato da tutti i filosofi che il nominare indeterminatamente qualcosa equivale a nominarlo con una determinazione particolare come "qualche" (infatti "un uomo andò" è lostesso di "qualche uomo andò"). l'uomo. al modo della sostanza e del possibile. Vale la pena qui di esaminare perchè mai il filosofo abbia disposto le voci in quest'ordine. Alcuni affermano che lui abbia detto 'anche per le categorie di Aristotele' nel senso che la conoscenza di queste cinque voci sia utile anche per le Categorie di Archita. il bue. le specie sussistono rispetto allo stesso tempo e ciascuna ha l'essere in sè e non in altro. eliminata la sostanza e il possibile. Infatti non esiste il genere predicato in comune delle cose in cui vi è un primo e un secondo. differenze e propri. Dunque se Aristotele lì parla di generi. cessasse di esistere. avrebbe voluto indicare la cosa stessa. e l'esistente è secondo rispetto al possibile e in questo ha l'essere. Essendo necessario. si è mostrata l'irragionevolezza dell'aporia nonchè la raffinatezza delle soluzioni. come se avesse detto qualche essere è necessario". Adopera la congiunzione 'anche' perchè non è solo utile per le Categorie di Aristotele. non avrebbe predicato a torto il necessario dell'essere. ciascuna nel suo complesso. per esempio il cavallo. il cavallo. la differenza. nelle Categorie parla delle espressioni generalissime e le divide in differenze e propri. Porfirio non avrebbe predicato a torto il necessario dell'essere. E il necessario ha estensione uguale a una parte. nominando indeterminatamente l' "essere" e aggiungendo "necessario" ha inteso l'essere come particolare. ad esempio se diciamo "di Socrate". Se infatti una specie dell'animale. a qualcosa che che riguarda l'essere. la indichiamo al caso nominativo. non verrebbe eliminato il resto. Ha anteposto la differenza alla specie perchè l'una precede l'altra per natura. E ora la trattazione verterà su quanto Porfirio si propone di trattare (cioè sul genere. in quanto in essi vi sono degli aspetti primi e secondi.quando dice "qualche" indica qualcosa di particolare. il bue. Da dove è evidente che l'accidente ha l'essere nella sostanza e l'esistente nel possibile. sapere che cosa siano il genere. ma anche per quelle opere che menziona in seguito. dal momento che lo stesso Porfirio chiarisce in seguito per quali altre opere è utile la conoscenza del genere. vengono eliminati anche l'accidente e l'esistente.

in mezzo ad esse. si dice razionale infatti ciò che vive con ragione e giudizio. stando così le cose. Tra le accessorie. la differenza e che vengono chiamate essenziali. stare in piedi. E ancora. dopo la differenza in quanto più particolare del primo e quindi la specie in quanto più particolare rispetto ad essa. . come sirà in seguito Porfirio. è in base ad essa infatti che si rivela la differenza tra le cose. Poichè quelle particolari erano destinate a corrompersi e per così dire a svanire. Vale la pena di esaminare in che modo l'accidente si contrappone al genere e alla specie. la specie. in quanto razionale e mortale. se così fosse. operando una suddivisione ho ottenuto la differenza. come l'uomo e l'angelo. Le altre due voci vengono dette accessorie. poichè è evidente che secondo il genere non risulta alcuna differenza. non dovrebbero esistere uomini dalla pelle nera. e questo qualcosa si chiama genere o specie. In posizione intermedia tra questi ci sono le differenze. Voglio dire che diverso è osservare ciascuna delle categorie in quanto ha l'essere a prescindere da una relazione e diverso considerarla in relazione con un'altra. nondimeno saremmo uomini in possesso di tutte le facoltà umane. Ma se vogliamo capirlo cominciamo da un po' più su. è più paticolare di 'animale' (infatti 'animale' comprende 'razionale' e 'irrazionale'). 'mortale' infatti. in quanto animale ha il genere. come l'uomo universale (l'uomo universale comprende infatti gli uomini particolari) e in modo simile le altre. chiamano genere ciò che a sua volta comprende le specie ad esempio l'animale: infatti comprende il cavallo e l'uomo. in quanto è anche più affine alle voci già menzionate. Platone. ma se dico che dell'animale l'uno è razionale e l'altro irrazionale. in quanto non concorrono affatto alla definizione della sostanza del soggetto. star seduto. infatti sono costitutive di ogni animale. mentre l'accidente è più distante. cosicchè cade sotto il genere. infatti appartiene solo all'uomo e ad ogni uomo. e in modo simile Xanto Balias e questo cavallo. cioè il genere. il bue e gli altri animali irrazionali. in maniera simile anche Platone e Alcibiade. che le comprendesse tutte e preservasse la forma di ciascuna. La specie invece è comprensiva di una cosa sola come 'uomo' 'cavallo' o altro1. la natura escogitò qualcosa di più generale di loro. Bisogna sapere che. La differenza è. la differenza è più particolare del genere. sotto i quali cadono tutti gli animali. infatti 'razionale' comprende molte specie: 'angelo' e 'uomo'. nero. ciascuna cosa infatti partecipa di queste tre voci. Tra queste il proprio è più prossimo alle voci essenziali. Ed esse sono anche dette separabili. Per esserne edotti e per comprendere la ragione del loro ordine. mentre all'accidente è toccato l'ultimo posto considerato che non ha affinità con le voci predette ed che esso solo può essere presente o assente senza che il soggetto si dissolva. tra le cose. Delle voci esaminate. in quanto se vengono separate con un atto del pensiero. la specie e. lo ha collocato prima. I filosofi chiamano particolari e individui Socrate. ha la differenza e in quanto uomo. dal bue e dagli altri animali irrazionali. sebbene lo stesso accidente sia suddiviso in specie e generi. Il proprio appartiene ad una sola specie. per esempio bianco. non danneggiano affatto la sostanza del soggetto. diciamo che una è una certa 1 interpolazione. poichè appartiene sempre ad una data cosa. Alcibiade e gli uomini particolari. ciò per cui una cosa differisce da un'altra. come per esempio 'razionale' e 'mortale'. cane. mentre si dice irrazionale ciò che vive senza ragione e giudizio come il cavallo. in tanto che è comprensiva di due elementi 'razionale' e 'irrazionale'. poichè a volte le appartiene e volte no. ve ne sono di particolari e di universali. In altro modo. allorchè infatti esaminiamo che cosa sia ciascuna per sè. dato che il proprio è più prossimo alla sostanza. dato che. per esempio si dice che la capacità di ridere sia proprio dell'uomo. bue sono tutti chiamati animali). Dunque. ma più universale delle specie. Accidente è ciò che può venir meno senza danno da ciò in cui è. alcune sono costitutive della sostanza ovvero dell'esistenza. secondo la quale è evidente che l'uomo differisce dal cavallo . ad esempio animale è un genere. inoltre se perdessimo la capacità di ridere. diciamo che cosa è ciascuno facendo degli esempi. ad esempio Socrate.aveva infatti necessità di farlo senza ragione. tra quelle essenziali ha collocato prima il genere in quanto più universale. osserva in che modo Porfirio ha proceduto secondo ordine: ha collocato infatti prima le voci essenziali e costitutive della sostanza e dopo quelle accessorie. ma più universale della specie. voglio dire il proprio e l'accidente. Cosicchè quindi la differenza è più particolare dei generi ma più universale delle specie. secondo il quale nessuna cosa differisce da un'altra (infatti cavallo. il che è assurdo. Chiamano invece specie ciò che comprende in maniera prossima le cose particolari.

quando invece guardiamo alle categorie che vengono dopo la sostanza in tanto che non sussistono di per sè ma hanno bisogno di quest'ultima per esistere. come ha disposto nei Topici. ma procede piuttosto nel modo in cui fece Platone quando. mani e piedi. e questi nelle sillabe e queste ultime nelle lettere. ad esempio una volta che l''animato' sia stato suddiviso in 'animale' e 'vegetale' e l''animale' in 'razionale' e 'irrazionale'. ma pure. per gli stessi metodi dei filosofi.sostanza. si occupano delle cose. sceglie 'animale'. 'razionale' e 'mortale'. ad esempio la parola in nomi e verbi. quando in ciascuna delle categorie osserviamo qualcosa di più universale. volendo dare la definizione di uomo. Diciamo secondo oridine qual è il compito di ciascuna di queste discipline. se anche questi libri non ci fossero. l'altra quantità. la dialettica di Aristotele infatti. quindi. e non dire che del genere animale una parte è uomo. ad esempio l'animale in razionale ed irrazionale. dato che si avvale della definizione e la definizione della divisione. in mortale e immortale. perchè ha bisogno di essa. quindi l'anima è immortale. dicendo che l'anima si muove da sè. ciò che si muove sempre è immortale. la dialettica di Platone invece si sviluppa secondo quattro fasi. dimostrazione e analisi ???. Bisogna innanzitutto sapere che la dialettica secondo Aristotele è una cosa e secondo Platone un'altra. un'altra cavallo ed un'altra ancora è qualche altra cosa. e questi in materia e forma. Così. l'oristica. ciò che si muove da sè si muove sempre. seconda l'oristica. dalle quali sono formate. come dice il divino Platone. Quindi tra tutte prima viene la diairetica. la diairetica. Ci sono. ovvero da persone inesperte e prive di metodo. terza l'apodittica. chiamiamo l'uno genere. bisogna intendere il significato del passo. l'altra specie e l'altra ancora differenza. diciamo che esse accadono alla sostanza. Ed ancora. Compito dell'oristica è quello di fornire in maniera appropriata la definizione di ciascuna cosa. chi sa definire. si avvalse della definizione della sua stessa sostanza. E questo per quanto riguarda i grammatici. considerata in un altro si chiama sostanza o accidente2. Compito dell'analitica è quello di analizzare le cose composte in quelle semplici. le definizioni sono composte infatti dal genere e dalle differenze costitutive. volendo dimostrare la tesi dell'immortalità dell'anima. divisione. costoro assomigliano. segue le opinioni secondo cinque modi. cosicchè la stessa cosa considerata in un modo si chiama genere. [Porfirio] ha 2 Spurio? . in 'mortale' e 'immortale'.quindi. e questi nei quattro elementi. come si è detto. la dimostrazione infatti non è un affare da retori. quarta l'analitica. É chiaro dunque che l'utilità per la formulazione delle definizioni e per le questioni inerenti la divisione e la dimostrazione varrà anche per tutta la filosofia. Essendo lo studio di queste utile per la formulazione delle definizioni e in generale per le questioni inerenti la divisione e la dimostrazione. carne e nervi. l'apodittica e l'analitica. per mezzo dei quali essi possono scoprire ciascuna cosa. le definizioni infatti mostrano la natura della cosa e bisogna che le dimostrazioni si sviluppino a partire dalla natura stessa delle cose e non da conseguenze estrinseche e non necessarie. Compito della diairetica è quello di dividere il genere preso in esame nelle sue differenze appropriate secondo un ordine corretto. come se Porfirio avesse detto che questo libro è d'aiuto non soltanto per i libri dei filosofi. ai macellai che tagliano male le carni senza segurne le articolazioni. qualcosa di più specifico e qualcosa tramite cui dividiamo ciò che è più specifico da ciò che è più universale. definizione. Compito dell'apodittica è produrre la dimostrazione delle cose a partire dalla loro stessa propria sostanza. I filosofi invece. sceglie dal genere già suddiviso gli elementi utili alla definizione. E così deve fare anche chi voglia produrre una dimostrazione. infatti le vere dimostrazioni si sviluppano a partire dalle definizioni. come [Aristotele] spiega negli Analitici. e questi in ossa. specie o differenza (in quanto non differiscono in niente secondo le categorie). Usiamo l'analitica anche per i sillogismi scomponendoli in protasi e queste nelle definizioni. che forniscono le prove a partire da opinioni comuni e premesse verosimili. chi sa definire. l'altra qualità eccetera. Quest'ultima segue la diairetica. ad esempio scompongono l'uomo in testa. che viene prima. Cosicchè la dimostrazione occupa il terzo posto.

solo per il rapporto. quando invece risale dagli ultimi verso i principi primi è analsi) e per il fatto che mentre la sintesi termina nel composto. La diairetica divide secondo un ordine corretto i generi nelle specie per mezzo delle differenze appropriate. l'oristica infatti ha bisogno della diairetica. il composto ultimo si scompone in più elementi. ma non si scompone in nessuno. È falso quindi che l'analisi scompone il composto in qualcosa di semplice. l'analisi termina nel semplice. dato che chi compie una dimostrazione assume le definizioni delle cose per conoscere la sostanza della cosa. l'apodittica di entrambe. l'oristica ha bisogno della diairetica. lo scompone in parti. si oppone infatti alla diairetica. essa la scompone. Forse ha tralasciato di menzionare l'analisi perchè per il soggetto essa è identica alla sintesi e si differenzia. l'apodittica produce le dimostrazioni a partire dalle definizioni e le definizioni.??? Astenendomi dalle questioni più profonde??? Sono tre i fattori che rendono i giovani riluttanti ad accostarsi ai testi degli antichi. l'analitica termina invece con una sola. La sintesi non differisce in nulla dall'analisi rispetto al soggetto. si opporrà di conseguenza anche all'apodittica. ma non si compone più ulteriormente. infatti. come infatti la salita è indubbiamente anche discesa. che scompone in più elementi prossimi. ma non scompone l'elemento ultimo. In altro modo: se si oppone alla diairetica.menzionato solo le prime tre perchè è a queste che il libro è utile: infatti fornisce spiegazioni riguardo ai generi e alle differenze. anche se non avesse stabilito l'ordine a caso. in quanto mentre quest'ultima assume una cosa sola e ne produce molte. salvo precisare. cosicchè. E questo è all'incirca vero. molto sintetica e che si svolge assai brevemente. senza la quale l'oristica non può formulare definizioni. come si è detto. dato che per noi vengono prima le cose composte che ci sono note per mezzo della definizione. Rispondiamo che. per questo ha detto ''breve ed a mo' di introduzione''. Si oppone all'oristica in quanto mentre quest'ultima congiunge la sostanza. non lo è invece in seguito. [e in altro modo.] Essendo utile lo studio di queste cose Invece di ''la conoscenza di queste cose''. Presentare a modo d'introduzione le dottrine dei più antichi Poichè tra l'altro è un'esposizione breve e sommaria avente funzione di commentario. e questi in materia e forma. Bisognerebbe sapere. l'analitica da quelle composte verso le più semplici. come per gli scritti di Galeno???. quindi chi compie un'analisi effettua una scomposizione in più elementi. E perchè ha menzionato per primo l'oristica e non la diairetica che per giunta occupa il primo posto? Perchè si proponeva di dare le definizioni degli oggetti in esame. l'oristica formula le definizioni a partire da generi e differenze. ha anteposto giustamente la definizione. per far chiarezza. E in altro modo perchè. Il composto è costituito da più elementi. quando assume e analizza l'uomo. L'analitica non ha bisogno di nessuna. la lunghezza di quanto è esposto. per il fatto che queste tre discipline hanno bisogno ciascuna delle altre. è sintesi. Ma si oppone anche all'apodittica. come si è detto. infatti gli elmenti sono composti da materia e forma. così l'analisi è senza dubbio anche sintesi. l'oscurità dello stile come per il De . e l'analitica si oppone a queste. mentre in un primo momento. È chiaro infatti che chi compie un'analisi analizza qualcosa di composto. Differisce invece per il rapporto (quando infatti procede dai primi principi verso gli ultimi. per lo meno se non ha intenzione di affannarsi e di darsi pena per qualcosa di impossibile cercando di analizzare ciò che è semplice. Alcuni si chiedono perchè abbia collocato prima la definizione sebbene questa sia successiva alla divisione. nel presentare l'argomento???. e gli umori in elementi. che il semplice si compone in molti. sono formate da genere e differenza costitutiva. se infatti la dimostrazione ha bisogno dell'oristica e della diairetica. mentre la diairetica procede dalle cose semplici a quelle composte. è indifferente in quale modo si stabilisce l'ordine. è evidente che si oppone anche all'oristica. e questi in umori. infatti i filosofi chiamano ''studio'' la conoscenza.

una volta appurato che sono.Interpretatione. i quali quando vengono pensati sussistono e quando non vengono pensati non sussistono. o limitatamente alla superficie. Infatti il filosofo espone scientificamente ciò che si è proposto di esporre. E ancora. produciamo qualcosa di composto ossia l'ircocervo che in questo modo ha l'essere. dallo stile chiaro e di astenersi dalle questioni più profonde. Per chiarire quanto detto illustriamo il discorso con un esempio. Altri ancora sostenevano che sussistono 'attorno alle cose sussistenti'. Quindi egli afferma che. altre incorporee. altri sono nei meri pensieri come l'ippocentauro e l'ircocervo. come la figura sferica. ''avendo riguardo convenientemente dei più semplici" non l'ha detto in riferimento alle cose (non è proprio del filosofo infatti il congetturare3. e neppure si contrappongono a vicenda: ciascuno di loro infatti sostiene delle tesi ragionevoli. come si è stabilito. semplicemente e come capita ma con un certo ragionamento. che. ma. Si pensi a un anello con in rilievo l'immagine. poichè le cose incorporeee che sussistono in quelle sensibili o sussistono in esse interamente. il filosofo ci ha voluto mostrare in questo modo. Antistene sosteneva che i generi e le specie fossero nei meri pensieri dicendo: ''vedo il cavallo ma non vedo la cavallinità'' e ancora ''vedo l'uomo ma non vedo l'umanità''. Per chiarire quanto detto diciamo così. Degli enti alcuni sussistono. essendoci così tante scuole di pensiero riguardo alla questione se esse esistano o meno. ma l'ha tralasciata di proposito. costruiamo col pensiero qualcosa di composto ossia l'ippocentauro. sarebbe stato possibile indagare riguardo ai generi e alle specie se esistono o si trovano nel mero pensiero. In modo simile. delle cose che sussistono alcune sono corporee. alcuni affermavano che lo sono interamente. osservi i pezzi di cera e. la profondità dei concetti come per l'Apodittica???.poichè. Egli sosteneva ciò perchè viveva solo nella sensazione e non era capace di innalzarsi ad un'indagine più elevata. intorno ad essi. Coloro che sotenevano che ci sono le cose corporee rimasero tutti della stessa opinione. E una volta appurato che esistono. infatti l'ippocentauro non è in uno stato di sussistenza. sarebbe stato a sua volta possibile esaminare se sono corporei o incorporei. Affinchè qualcuno non dicesse che riguardo a tali argomenti non c'era nessuna questione profonda. infatti ci sono stati sostenitori di ciascuna delle due fazioni. non presenta oscurità quanto allo stile. incorporei sarebbe stato possibile esaminare se sono nelle cose molteplici e inseparabili dalla materia o prima di esse e separate. poniamo. Quindi nell'esortare il discepolo promette che il libro si astiene da tutto ciò e che non è prolisso. alcune sussistono in sè come l'angelo e Dio. Ma che cosa significa 'attorno alle cose susstenti'? Ad esempio lo spazio (infatti questo contiene le cose sensibili) e il tempo. significa ''avendo riguardo per la tua intelligenza''. Tra quanti sostenevano che ci sono. come la bianchezza nella biacca. Ebbene. invece tra quelli che sostenevano che ci sono le cose incorporee -. E ancora. tra coloro che sostenevano che sussitono nelle cose sensibili. ma cessato il pensiero cessano anch'essi. il congetturare è da retori) ma riferendosi al discepolo Crisaorio. la natura ha creato la capra ed il cervo e noi. ma il mostrare tutto scientificamente. c'era sì qualche questione piuttosto profonda. alcuni intendevano le cose corporee altri le incorporee. e non contiene questioni troppo profonde. costruendolo per noi stessi col pensiero. In generale tra gli antichi alcuni sostenevano che queste cose ci sono altri che non ci sono. Dunque. Poniamo che in seguito qualcuno entri. e altre sussistono in altro come la bianchezza e le figure – alcuni sostenevano che sussistono in sè altri che sussistono nelle cose sensibili. compreso che provengono tutti da 3 Gioco di parole con στοχάζομαι tener conto aver riguardo ma anche congetturare . Invero col dire ''astenendomi dalle questioni più profonde'' rivela che il libro si astiene dalla profondità dei concetti. col dire ''le cose più semplici''??? rivela che esso si astiene dall'oscurità delle espressioni. in quest'ultimo senso infatti la pensava Antistene. Adesso riguardo ai generi e alle specie Porfirio ha promesso di fare una trattazione breve. col dire ''avendo riguardo convenientemente'' rivela che si astiene dalla prolissità verbale. altri limitatamente alla superficie. come mostra l'espressione ''a mo' d'introduzione''. e l'anello marchi tutti pezzi di cera. Infatti quanti sostengono che sono corporei e quanti che sono incorporei non lo fanno così. facciamo il caso. osservando noi l'uomo e il cavallo. di Achille e a dei pezzi di cera vicino.

o inseparabili. ma. assumiamo quest'ultima nella mente e viene detta: dopo le cose molteplici o successiva ad esse e posteriore. il demiurgo produce le cose di quaggiù. Bisogna sapere che riguardo a questi punti Aristotele e Platone sembrano in disaccordo. come risulta evidente nel caso dell'anima che è mortale o immortale. allora conosce quanto viene da lui prodotto. Se qualcuno obiettasse che che le specie non sono nel demiurgo. osserviamo che gli uomini particolari hanno tutti la stessa specie. invece. ottativa. Se invece produce con un'attitudine razionale. il predicato e il soggetto. o vero o falso. invece. analogamente al caso di chi sopraggiunge e osserva i pezzi di cera. guardando alle quali come a delle immagini archetipiche. e chi chiama qualcuno lo fa desiderando qualcosa e similmente si comporta chi impartisce un ordine a qualcuno. guardando minuziosamente. ma se fosse vera la prima ipotesi. l'uomo è animale. l'uomo funge da soggetto. come le impronte nei pezzi di cera. non potrebbe produrre. vocativa. l'anima funge da soggetto mentre l'immortalità viene predicata di essa. Ma nelle Categorie non si discute di tutte ma soltanto di quella categorica. E le specie intese in quest'ultimo modo sono separabili dai corpi (non sussistono infatti nel corpo ma nell'anima) ma non del tutto separabili. Se dunque Dio non produce in modo peggiore dell'uomo. Cosicchè si è 4 Interpolazione? . come quelle nelle cose molteplici o successive alle cose sensibili ovvero dopo le cose molteplici. Infatti lui non le intende semplicemente come intellezioni del demiurgo. Il discorso categorico è infatti quello che mostra che qualcosa appartiene o non appartiene a qualcos'altro. Quindi Porfirio dice che sarebbe stato possibile esaminare questo: se le specie. Per esmpio. Ma non è questo il momento opportuno per esaminare se i filosofi siano o meno in disaccordo tra loro (pare infatti che Aristotele sostenesse queste argomentazioni a livello di fisica). prega desiderando qualcosa. E se conosce quello che produce risulta perciò chiaro che le specie sono nel demiurgo4. con la mente trattenga presso di sè il marchio ovvero il sigillo. come quelle che sono presso il demiurgo. Aristotele infatti afferma che [i generi e le specie] sono inseparabili dalla materia. imperativa. che sono separabili. ad esempio creando l'uomo ha presso di sè la specie dell'uomo. Il discorso categorico è .un unico sigillo. Tutte queste questioni Porfirio rinuncia ad affrontarle. Platone. quello nei pezzi di cera è nelle cose molteplici. Affinchè l'esposizione ci risulti chiara. guardando alla quale li crea tutti. ragion per cui la natura produce senza dedicarsi con cognizione a quanto viene prodotto. diciamo così. infatti. Esso contiene in sè due elementi. il demiurgo ha infatti presso di sè tutti i modelli di tutte le cose. Il come riguardo ad essi ??? Il filosofo aveva promesso di rendere il libro utile anche per la comprensione delle Categorie che costituiscono la strada e l'ingresso per tutta la dottrina logica dei filosofi. in senso assoluto. e. come le specie che sono prima delle cose molteplici che presuppone Platone. Dunque si dice che il sigillo nell'anello è prima delle cose molteplici. questa infatti è anche la messaggera dell'anima conoscitiva. qualora si chiami qualcuno infatti non si afferma nè il vero nè il falso e in modo simile se si prega o si saluta qualcuno. ce ne sono ancora altre. chi infatti produrrebbe qualcosa ignorando che cosa sta per produrre? Infatti non produce in forza di una potenza irrazionale come fa la natura. e si dice che queste sono nelle cose molteplici ed inseparabili dalla materia. l'animale da predicato. Molte sono le parti del discorso: categorica. essendo incorporee. Così dunque si pensi anche riguardo ai generi e alle specie. La specie dell'uomo è anche negli uomini individuali. come delle sostanze intellegibili. Quando invece. Solo il discorso categorico contiene il vero e il falso. La specie nel demiurgo è come l'impronta nell'anello e viene detta: prima delle cose molteplici e separabile dalla materia. gli altri discorsi non sono nè veri nè falsi. mentre quello nella mente di chi ha rilevato le impressioni è dopo le cose molteplici e posteriore. chi prega. In modo simile anche per l'anima. conosce in un certo senso completamente quanto prodotto. bisogna sapere che si dice soggetto ciò intorno a cui verte il discorso(???proposizione?) e predicato ciò che viene detto di esso. presti attenzione a quanto segue: il demiurgo produce o sapendo o ignorando ciò che da lui è prodotto. e in ogni modo è o vero o falso. le altre lo sono dell'anima desiderativa. infatti non è possibile conoscerle in sè e per sè. sono separabili. interrogativa.

per cui le idee sono intellegibili e sussistenti di per sè. quali si predicano di quali. allorchè indaghiamo se Dio ha in sè le impressioni dei generi e delle specie o non le ha. Si dice che il divino Platone discorresse con i suoi compagni passeggiando nell'Accademia. dal momento che nella dottrina logica abbiamo bisogno delle proposizioni categoriche. O al contrario bisogna affermare che dicendo ''il come riguardo ad essi'''??? ha indicato il genere. furono soprattutto i Peripatetici ad affrontare questa parte con precisione. come abbiamo appena detto. ma sostiene che tra quanti trattarono questi argomenti. come fece Platone nel Parmenide)5 è possibile discuterne in modo più logico. È possibile indagare su questi argomenti anche a livello logico ovvero in modo categorico e conveniente alla dottrina logica. L'espressione '' il come riguardo ad essi???'' sta per 'riguardo ai generi e alle specie'. se è vera l'opinione di Platone. non è possibile affermare 'l'animale è uomo' come già si è detto. Diversamente. quali come predicati. oppure no come ritiene Aristotele. E ancora se diciamo 'ogni cavallo è irrazionale' diciamo il vero. E ad essa si addice esaminare quali tra questi elementi sono soggetti a quali. come ne discusse anche Aristotele) sia a livello teologico (come quando indaghiamo su ciò che è nel demiurgo. il proprio e l'accidente. il proprio e l'accidente. che i generi si predicano delle differenze e delle specie. se invece dicessimo inversamente 'ogni irrazionale è un cavallo' diremmo il falso. se l'animale e l'uomo in senso assoluto siano in quelli particolari. ma non il contrario. quando esaminiamo se la natura ha in sè le ragioni dei generi e delle specie oppure non le ha. Occorre dunque dire quali elementi bisogna porre come soggetti. Perchè il Parmenide? . gli antichi discussero in modo più logico riguardo ad esse ed alle questioni in esame??? Con ''discutere in modo più logico'' si intende propriamente l'esaminare gli accidenti delle cose. Non è possibile infatti porre come soggetto il primo elemento a caso. perchè l'esercizio rendeva il corpo adeguato all'illuminazione dell'anima. E per questo motivo venivano chiamati Peripatetici. e che egli chiama sotanze vere e prime. e nelle proposizioni categoriche alcuni elementi fungono da soggetto altri da predicato e il soggetto e il predicato sono costituiti o dal genere o dalla specie o dalla differenza o dal proprio o dall'accidente. la differenza e la specie e dicendo ''e riguardo alle questioni in esame''??? ha indicato le questioni inerenti agli altri due. si può indagare sui generi e le specie anche in questo modo: se se esse siano nelle cose molteplici. e infatti immediatamente dopo affrontava la loro discussione. ma è chiaro che fa tutto con una qualche ragione anche se non conosce quello che fa.detto giustamente che il discorso categorico ha un soggetto ed un predicato. E tra costoro. Fisicamente. Il filosofo Porfirio non si attribuisce la scoperta e la dottrina. E per questo ha scritto '' in modo più logico???'' invece di in modo conveniente alla dottrina logica. a livello fisico invece. la differenza e la specie rispettano un certo ordine fra loro e che il genere occupa il primo posto. La denominazione di Peripatetici ebbe origine dal motivo seguente. Aggiungendo ''riguardo alle questioni in esame'' ha inteso indicare anche le altre tre voci. infatti uno strumento in buone condizioni manifesta la bravura dell'artigiano. l'esaminare le sostanze. la specie un posto subordinato e la differenza uno intermedio e che occorre che ciò che occupa una posizione superiore si predichi di ciò che occupa una posizione inferiore e non il contrario. Dunque è possibile discutere teologicamente dei generi e delle specie. ovvero la differenza. ed è quanto il filosofo s'impegna a spiegare. a livello teologico l'esaminare la provenienza di tutte le cose e il principio della sussistenza di ciascuna. Poichè dunque. se invece affermassimo inversamente 'ogni animale è uomo' affermeremmo il falso. Dopo la morte di 5 Più giusto sarebbe nel Timeo. Per esempio se diciamo 'ogni uomo è animale' affermiamo il vero. è possibile discutere dei generi. infatti la natura non fa come la neve che raffredda o il fuoco che brucia senza una ragione. soprattutto i Peripatetici. delle specie e delle restanti voci sia a livello fisico (come quando indaghiamo su ciò che è nelle cose sensibili. Abbiamo detto infatti che il genere. oppure no (e qual'è la sostanza comune contemplata in tutti gli enti particolari) e al contrario tutto ciò che si contempla nelle cose particolari sia un individuo.

quelli di Senocrate Peripatetici dell'Accademia. dunque. . succedettero al suo insegnamento Aristotele e Senocrate.Platone.13). Aristotele nel Liceo e Senocrate nell'Accademia. (46. E i discepoli di Aristotele erano chiamati Peripatetici del Liceo.