cultura

IL FANTASMA DELL’OPERA

TALENT SCOUT

LÕUOMO CHE INVENTñ HEMINGWAY E FITZGERALD
MAX PERKINS FU L’EDITOR PIÙ CELEBRE DELL’AMERICA TRA LE DUE GUERRE. ALL’AUTORE DI ADDIO ALLE ARMI TOGLIEVA DIALOGHI OSCENI E SCURRILITÀ. A QUELLO DEL GRANDE GATSBY FACEVA RISCRIVERE INTERI BRANI. ORA UNA BIOGRAFIA E UN FILM CE LO RACCONTANO
di ANTONELLA BARINA

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A SINISTRA, ERNEST HEMINGWAY AL LAVORO NEL ‘44. SOTTO, MAXWELL PERKINS E (IN ALTO) LA SUA BIOGRAFIA MAX PERKINS, L’EDITOR DEI GENI , (ELLIOT, PP. 565, EURO 35, TRADUZIONE DI MONICA CAPUANI)

orse non cÕera nessuno, nellÕeditoria americana degli anni Venti e Trenta, che contasse tanto Ð e fosse cos“ sconosciuto Ð come Maxwell Perkins. Çé ci˜ che di pi• vicino a un grandÕuomo esista nel mondo letterarioÈ, si diceva nella redazione del New Yorker. ÇCi sono leggende assiepate intorno a lui come tartufi intorno a una quercia in GuascognaÈ. Cos“, nei primi anni Quaranta, il prestigioso giornale gli dedic˜ un profilo tanto lungo da dover essere pubblicato in due puntate. E per un poÕ fu conferita a Perkins la dovuta statura nei circoli culturali newyorkesi, che poi si dimenticarono di lui. FinchŽ un giovane ossessionato da Francis Scott Fitzgerald non entr˜, trentÕanni dopo, allÕUniversitˆ di Princeton. Era stato battezzato Andrew ÇScottÈ Berg proprio in onore di quellÕidolo di famiglia; aveva trascorso lÕadolescenza a leggere e rileggere Il grande Gat-

HULTON DEUTSCH COLLECTION/CORBIS

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IL FANTASMA DELL’OPERA

A DESTRA, FRANCIS SCOTT FITGERALD, LA MOGLIE ZELDA E LA FIGLIA SCOTTIE DURANTE UN VIAGGIO IN ITALIA NEGLI ANNI ‘20. SOTTO, IL ROMANZIERE THOMAS WOLFE

sby; aveva scelto Princeton proprio perchŽ era stato il campus del suo autore prediletto. Berg compuls˜ i documenti dÕarchivio sul grande romanziere e si imbattŽ subito in Maxwell Perkins, lÕuomo che lo aveva scoperto, pubblicato, incoraggiato, condotto per mano durante la stesura del Grande Gatsby. Come aveva stanato un altro giovane sconosciuto, Ernest Hemingway, fiancheggiandolo fino al successo: tanto che Il vecchio e il mare • dedicato proprio a Perkins. Cos“ su quel promotore di talenti Berg scrisse la propria tesi di laurea. Che pubblic˜ nel Õ78, vincendo il National Book Award. Ora quella biografia esce finalmente anche in Italia, Max Perkins. L’editor dei geni: un ritratto accurato e affettuoso dellÕuomo che ha inventato il ruolo moderno dellÕeditor, con licenza di intervenire nellÕideazione, costruzione, stesura dellÕopera. Un profilo pieno di dettagli curiosi sul mondo della scrittura e dellÕeditoria. Che fa da apripista a un film in programma lÕanno prossimo, destinato a rilanciare anche tra il grande pubblico la figura di Perkins: Genius di Michael Grandage, pluripremiato regista teatrale inglese, con Colin Firth nei panni del grande editor e Michael Fassbender in quelli di Thomas Wolfe, uno dei suoi scrittori pi• amati (Wolfe, penna esuberante e poetica che ispir˜ Kerouac e la Beat generation per poi appannarsi nellÕoblio: da non confondersi con il Tom Wolfe del Falò delle vanità). Mentre ancora non si sa chi impersonerˆ Hemingway, Fitzgerald, le figure femminili intorno a tanti geni e sregolatezze. Ma la sceneggiatura • pronta, firmata John Logan, griffe di filmoni come il Gladiatore, Hugo Cabret e lÕultimo Bond, Skyfall. Consulente: il biografo Berg, che qualche anno fa ha anche vinto il Pulitzer per il suo ritratto dellÕaviatore Lindbergh. E oggi racconta: Çé dallÕuscita della mia biografia di Max Perkins, nel Õ78, che si pensa a un film su di lui. Allora si scelse Paul Newman come protagonista, ma il progetto sfum˜. Come ne sfumarono altri nel corso degli anni, compreso quello del regista Lawrence Kasdan, che doveva avere Sean Penn nella parte dellÕeditor. Sono stato io, ora, a proporre
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AMERICAN STOCK/GETTY

Colin Firth: intelligente ed elegante come Perkins, dotato come lui di self control, calmo fuori, infuocato dentro. Perfetto nel ruolo, come Fassbender in quello di Wolfe: un attore poliedrico a rappresentare un artista dalle molte sfumatureÈ. Il rapporto tra editor e scrittori • un soggetto insolito per un film: leggere e correggere manoscritti • unÕavventura intellettuale di scarso glamour hollywoodiano... ÇIn primo pianoÈ, spiega Berg, Çsarˆ la relazione umana tra Perkins e Wolfe Ð storia di unÕamicizia maschile

COLIN FIRTH SARÀ IL PROTAGONISTA DEL FILM GENIUS, IN PROGRAMMA L’ANNO PROSSIMO, NEI PANNI DI MAX PERKINS (SOPRA)

complessa e tormentata Ð e il loro impegno professionale rimarrˆ sullo sfondoÈ. Curiosa • anche la scelta di privilegiare il poco noto Wolfe, anzichŽ Hemingway o Fitzgerald, spettacolari e mondanamente intriganti. ÇWolfe fu il figlio che Perkins desiderava da sempre (aveva cinque figlie femmine) e trov˜ in Perkins il padre forte che non aveva mai avuto: un sostegno nei suoi devastanti attacchi di sfiducia, un confidente nel suo amore estenuante per una donna sposata e pi• anziana, una fonte dÕispirazione letteraria. FinchŽ la gratitudine non divent˜ bisogno di uccidere quella figura paterna. E fu il drammaÈ. Berg continua: ÇIl legame tra Perkins e altri scrittori non fu mai cos“ intenso e drammatico. BenchŽ fondato su stima e amicizia: ci sono scene nel film in cui lÕeditor, rigorosamente in abito grigio e gil•, pesca con Hemingway nellÕAtlantico. E scene in cui cerca di rimettere insieme i frantumi di Fitzgerald, sgretolato dallÕalcol e dalla dissipazioneÈ. Nato a New York nel 1884, Perkins debutt˜ come reporter del New York Times (lavoro che lo annoiava), quindi entr˜ alla Scribner, casa editrice tradizionale e rispettabile, che in catalogo aveva testi
IL VENERDI DI REPUBBLICA

come La saga dei Forsyte di Galsworthy o lÕopera completa di Henry James e Edith Wharton: scrittori navigati che non avevano bisogno di editing. Fu lui il primo a imporre (e portare alle stelle) giovani autori sorprendenti. A partire dal ventitreenne Fitzgerald, il cui primo manoscritto venne respinto da tutti tranne che da Perkins: a forza di suggerimenti e ristesure nacque Di qua dal Paradiso, 20 mila copie in una settimana, e fu una raffica di consigli audaci a garantire al Grande Gatsby la sua genialitˆ. Intanto Fitzgerald presentava a Perkins un ventisettenne focoso, tutto alcol, viaggi e corride, che gli inviava un manoscritto, E il sole sorge ancora, farcito di parole scurrili e Çdialoghi che crepitavano di oscenitˆÈ. Fu lÕeditor a convincere Hemingway a espurgarne il linguaggio: il romanzo disgust˜ alcuni lettori, ma divenne un bestseller (e Addio alle armi svett˜ ancora di pi•). Cos“ come la carriera di Wolfe, scrittore oceanico, fu lanciata solo dopo che Perkins aveva trascorso mesi a fargli tagliare le oltre mille pagine originarie di Angelo, guarda il passato, discutendo ogni modifica, fino a eliminare 90 mila parole.
1 FEBBRAIO 2013

ÇCi˜ che fece di Perkins un editor straordinario fu la capacitˆ di tirare fuori il meglio di ognuno di loro, senza mai imporre il proprio stile. Limitandosi a suggerire con fugaci stimoli titoli, trame, architetture, dialoghiÈ, ricorda Berg. ÇNonchŽ la sua sagacia nellÕincoraggiare i propri autori, pi• insicuri di quel che non si immagini: Fitzgerald aveva un complesso dÕinferioritˆ nei confronti di Hemingway che, pur macho e arrogante, era gelosissimo di lui. Non solo. Perkins era il confidente che ascoltava per ore i drammi dÕamore di Wolfe, senza mai

SARÀ MICHAEL FASSBENDER A IMPERSONARE LO SCRITTORE THOMAS WOLFE (IN ALTO) NEL FILM GENIUS DI MICHAEL GRANDAGE

parlare di sŽ. LÕamico generoso che anticipava denaro a Fitzgerald, scialacquatore nellÕalcol. Il cacciatore di libri che andava a caccia di selvaggina con Hemingway parlando solo di letteratura. E nel rapporto con lui emergono umanitˆ insospettate: si scopre con che serietˆ affrontasse la scrittura un playboy ubriaco come Fitzgerald; come sapesse essere dolce e gentile un burbero presuntuoso come Hemingway...È TuttÕintorno, una schiera di autori minori, ma pur sempre da centinaia di migliaia di copie, come Marjorie Rawlings, Pulitzer per Il cucciolo, o S.S. Van Dine, allora il pi• celebre giallista americano dai tempi di Poe. Quando Perkins mor“ nel Õ47, a 63 anni, era ormai un mito nel mondo editoriale: aveva trasformato il ruolo dellÕeditor, un tempo correttore della punteggiatura (o poco pi•), in colui che sa quali libri pubblicare e come renderli pubblicabili. Eppure Perkins mor“ solo e logorato dallÕalcol, leitmotiv della letteratura americana da Poe a Faulkner a Bukowski. Passando ovviamente per le creature letterarie di Perkins: Fitzgerald, Hemingway, Wolfe...
ANTONELLA BARINA

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