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Riccardo Venturini ALTRUISMO E PROSOCIALITÀ: un approccio interculturale 1.

La riflessione sui fondamenti e la pedagogia delle condotte prosociali rende necessario, anche ai fini di un più efficace intervento, un riesame dei fondamenti stessi della morale. La psicologia e la psichiatria si sono in passato interessate più dello studio dell aggressività e delle personalità e condotte antisociali che della solidarietà e delle condotte prosociali. Tuttavia, le ricerche in questa direzione sono certamente andate aumentando negli ultimi anni e ci consentono di qualificare come prosociali quelle condotte che esprimono la presenza di vissuti di empatia, di interesse ai bisogni dell altro, di senso di responsabilità: qualità che sono al centro di ogni elaborazione dell etica o filosofia morale. In questo campo, lo scenario che ci si presenta è tradizionalmente occupato, da un lato, dall etica o meglio dalle etiche religiose, dall altro, dalla cosiddetta etica laica. 1.1. Le etiche religiose sono costituite da comandamenti, eteronomi rispetto alla volontà umana, basati sul sentimento della creaturalità, quel sentimento di rapporto con un totalmente altro , che Rudolf Otto aveva definito misterium tremendum, misterium fascinans. Carattere delle etiche religiose è di seguire il destino delle fedi e delle culture a cui sono connesse, garantendo un controllo sociale in molti casi efficace. I precetti, emanati da qualche autorità che si definisce interprete di volontà divine, tendono tuttavia a essere trasgrediti quando vengono avvertiti come limitativi della libera espansione individuale e, quanto ai contenuti, una norma eteronoma non può automaticamente garantire la tolleranza, il dialogo, il rispetto dei diritti umani, come esige una coscienza attenta allo sviluppo interiore. Sono davanti a noi i numerosi esempi di repressioni e di conflitti religiosi del passato e assistiamo oggi a stragi e genocidi che si dicono compiuti in nome di Dio o espressi sotto copertura religiosa. Vedremo più avanti il diverso posto che va assegnato alle etiche originate da dottrine di vita proprie di alcune grandi tradizioni spirituali non più legate a determinate etnie e culture, ma che si pongono in una prospettiva universalistica. 1.2. L etica laica, a differenza di quella religiosa, è sì basata sulla libera volontà dell uomo, ma proprio per questo si rivela in difficoltà a offrire un valido fondamento all azione morale. Secondo questo punto di vista, ciò che è (tecnicamente) fattibile tende a essere per ciò stesso considerato eticamente accettabile e i richiami alla coerenza kantiana o alla innata bontà non sembrano uscire da una giustificazione basata sul puro gusto del bene o sull utilità che si può avere nel moderare un comportamento considerato troppo autoaffermativo ed egoistico. Si tratta spesso di punti di vista riduzionistici, che eventualmente cercano nella biologia la base dei comportamenti altruistici, o meglio di un egoismo allargato, che finisce per svalutare proprio quelle esigenze di autosviluppo che dovrebbero caratterizzare un etica dell autonomia. Va poi da sé che non vengano, riduzionisticamente, riconosciute dignità e autenticità alle esigenze religiose e spirituali, interpretate come condotte immature o patologiche. 2. Negli ultimi decenni, nel dibattito sull etica vediamo emergere un nuovo interlocutore, rappresentato dalle scienze umane e, in particolare, dalle psicologie dette (rispetto a psicoanalisi e behaviorismo) della terza o quarta forza, rappresentate rispettivamente dalla psicologia umanistica e dalla psicologia transpersonale, le quali sono partite proprio da un riesame della tassonomia dei bisogni (Box 1 e 2). Secondo la psicologia transpersonale, i bisogni specificamente umani sono rappresentati proprio dalle domande di orientamento, significato, devozione, bisogni che devono essere soddisfatti per risolvere la contraddizione esistenziale fondamentale che vede l uomo solo e contrapposto al mondo, e che, incapace di sopportare tale frattura, è spinto a cercare innumerevoli modi e vie di realizzazione della relazione e dell unità: possiamo leggere gran parte della storia della cultura come la storia dei sempre rinnovati tentativi di dare una risposta a tale esigenza. Benché gran parte degli sforzi di ciascuno siano tesi a definire la propria identità personale, indispensabile interfaccia per assicurare validi scambi col mondo sociale, la soddisfazione dei bisogni specificamente umani necessita della costruzione di una più ampia identità, che chiamiamo identità transpersonale, realizzabile attraverso la ristrutturazione dell ordinario assetto dualistico-egocentrico dei sistemi

. in quel luogo e in quel tempo (anche se non significherebbe l estinzione della vita). in quanto è indispensabile alla sua esistenza. in questo sforzo. Persistere in questa erronea fede e agire in base a essa è appunto la colpa che nel linguaggio della psicologia greca è chiamata hybris. capace di offrire una strada con cui la saggezza eterna può fare nuovamente il suo ingresso per infondere e magari trasformare la cultura occidentale (Walsh). riesaminando le psicologie spirituali incorporate nelle dottrine di vita delle religioni universalistiche (psicologie che sono in grande misura già pronte per essere tradotte nei termini della psicologia occidentale). Se analizziamo le differenti dottrine di vita che le diverse culture hanno espresso in risposta alla domanda esistenziale fondamentale sul senso della vita. L egocentrismo è dunque una necessità di vita. ma psicologica. che veda la solidarietà autorealizzativa non come forma di gratuito e sentimentalistico buonismo. Tuttavia. sta operando. da un lato. per ogni creatura vivente. La psicologia transpersonale. entra in conflitto con ogni altra creatura. perché nessuna creatura vivente è in verità il centro dell universo. Possiamo citare in proposito una voce laica. tra i quali deve a fatica aprirsi la via (p. ogni essere vivente è teso a farsi centro dell universo e. attraverso quella che è stata chiamata arte. e l eutanasia grazie alla rinuncia al sé. In altre parole. ad un tempo. un peccato che comporta una nèmesi. Questa posizione egocentrica è. Non ha diritto di trattare le creature sue simili. si è parzialmente svincolato dall inerzia e si è costituito come forza autonoma che lotta. e con l energia che crea e sostiene l universo. che ha scritto in proposito: Il ruolo dell ego-centrismo nella vita sulla terra è ambivalente. anegoica e transpersonale. la completa estinzione della potenzialità insita in quel particolare veicolo di vita. ed è un errore morale. quella di Arnold Toynbee. La via mediana tra i due rischi è stretta come la lama di un rasoio e il viandante deve mantenere l equilibrio resistendo costantemente alla fortissima tensione di due poli che lo attraggono verso l abisso. quella che consente di rimanere vivi. La realizzazione di una trascendenza non metafisica. grazie anche a un tour de force. Benché quello dell autotrascendenza sia un insegnamento fondamentale della filosofia perenne. l universo e Dio o la Realtà assoluta come se esistessero semplicemente per soddisfare le richieste di una creatura ego-centrica. evitando. ai limiti delle sue capacità. Una creatura vivente può mantenersi in vita solo se. dall altro.. varie correnti di pensiero sono tornate a confrontarsi con questa tematica e la già trionfante secolarizzazione sembra avere lasciato il campo a un atteggiamento caratterizzato dal riemergere del sacro e da una nuova esigenza di spiritualità (postsecolarizzazione). Anzitutto. perché nessuna creatura vivente ha diritto di agire come se fosse il centro dell universo.]. l eutanasia della rinuncia. l uomo vive i progressivi distacchi e le situazioni di separatezza come laceranti ferite. per asservire il resto dell universo ai suoi fini egoistici. ogni creatura vivente si trova in un dilemma per tutta la durata della sua esistenza. l egocentrismo è evidentemente proprio dell essenza della vita terrestre. osserviamo che esse sono concordi nell indicare la necessità per usare l espressione di William James di portare in campo l infinito . La via di mezzo sembra dunque.psicologici. 18 s. come un mediatore gnostico collettivo. L ego-centrismo infatti è un errore intellettuale. ma questa necessità è anche una colpa. vale a dire la Realtà assoluta sottesa ai fenomeni transitori. 3. a un tempo. e hybris è anche l orgoglio smodato. La creatura che vive si potrebbe in verità definire un frammento minore e subordinato dell universo che. con l universo stesso. Una totale rinuncia alla centralità del sé comporterebbe. nonostante la difficoltà di percorrerla. e fino a che. per usare una espressione di Jung. le possibilità di risposta alla domanda di senso e le basi di una condotta prosociale e altruistica. . cioè una pratica. nell epoca dell utopismo scientifico e politico. Dato dunque che l ego-centrismo è sia una necessità di vita sia. ma come stile di condotta dell individuo autorealizzato. la cultura della modernità ne ha operato. ristrutturazione orientata verso una diversa configurazione. l intuizione di questa verità psicologica è il punto di partenza dell itinerario intellettuale del buddhismo [. nel quale risiedono. Nel percorrere la via del proprio sviluppo. una necessità di vita. lo storico inglese autore di Storia e religione (1984). Autotrascendenza è dunque il termine col quale possiamo designare l obiettivo dei diversi percorsi di autodistanziamento e ancoraggio all infinito. è infatti ciò che la philosophia perennis ha costantemente insegnato. criminale e suicida che conduce Lucifero alla caduta (come la tragedia di vivere è presentata nel mito cristiano). e quindi anche della sofferenza e della morte.). nel periodo che stiamo attraversando (postmodernità). riesce a evitare il suicidio tramite la auto-affermazione. il suicidio della dismisura e. una profonda rimozione. per una creatura vivente. della trascendenza.

ma gli Orienti del pensiero. nella prospettiva del pensiero orientale viene ridimensionato non attraverso la lontananza della trascendenza. mentre il clamore del pensiero interno si spegne nel silenzio interiore. ma l esigenza dell incontro con le dottrine orientali ha ben altro spessore. oggi difficilmente riproponibili). con la totalità del reale. una rottura di livello per cui la coscienza del limite si apre all infinito. dobbiamo domandarci se ci sia un denominatore comune ai vari Orienti coi quali veniamo a confrontarci. ritrova la sua solidarietà col mondo e con gli altri. indipendentemente da metodi. che è comune a tutti i viventi.o onni-centrismo. è bene ricordarlo. il frutto della sofferenza diviene il nutrimento della liberazione e la coscienza dell ignoranza (avida) la condizione di illuminazione di una mente oscurata. il sé che insiste sui suoi diritti personali e nel suo isolamento. la separazione si fa unità. per questo. scopre il suo legame con la grande forza della Vita universale. il bisogno di attuare una ecologia della mente fondata su una psicologia spirituale capace di fornire articolate pratiche di autocontrollo.1. e in sua assenza si viene accolti in un ordine estremamente più vasto di esistenza. un corretto lavoro sulle emozioni e un uso controllato dell immaginario: in altre parole. terminologie e interpretazioni. dall unilateralità della visione guidaico-cristiana e delle sue eredità secolarizzate (scientificopositivistiche e politico-utopistiche. caratterizzati da un depotenziamento del centrismo egoico a vantaggio di un poli. L insoddisfazione è per le rimozioni o per il tipo di risposte offerte dalla nostra cultura. dalla stessa dimenticanza delle pratiche spirituali proprie della tradizione ascetica cristiana a fronte dell importanza assegnata dalla spiritualità orientale alla pratica e alla disciplina spirituale come strumenti di trasformazione interiore. realizzata con la scomparsa o meglio se mi si consente l impiego di un ossimoro con una riduzione espansiva del piccolo io. L io empirico apre la sua limitata identità biografica a una identità transpersonale. come quella della costruzione di un nuovo e più armonioso rapporto con l ambiente. la miseria ricchezza. 34). 1976. Esso sembra infatti sostenuto da profonde insoddisfazioni e da fondate speranze. con gli altri.3. l esigenza di giungere a un autorealizzazione che consenta un benessere da vivere qui e ora e non dopo la morte o in un mondo futuro. non è più di aiuto di fronte al vissuto di sofferenza originato dalla separatezza né è in grado di dare significato alla condizione di bisogno come condizione costitutiva del vivente. Dall altro lato. è infatti individuabile nella trasformazione della coscienza del praticante. Parlando di Oriente. sembrano scorgersi molti elementi di affinità tra le culture orientali e talune delle più vive esigenze dell Occidente post-moderno. cioè nel modo in cui si configura il rapporto con la Realtà assoluta e nella concezione e nel peso che vengono assegnati all io individuale. Non va certo negato che. non tanto quelli geografici. di cui vive e per cui vive: nella coscienza così trasformata. La separazione è terminata e. in questo. che del principio di individuazione è espressione evolutiva e strumento indispensabile al servizio della sopravvivenza. Questa trasformazione è quella che le tradizioni spirituali hanno sempre sottolineato. Occorre. una grande attenzione viene oggi rivolta a quelle di origine orientale. il piccolo e limitante sé della vita quotidiana. emerge un soverchiante senso di essere (Walker. la mancanza pienezza. L ego. L obiettivo di ogni disciplina trasformativa. p. ottenuta scalzando l io dalla mente (Box 3). Come veniva ben sottolineato dall insegnamento di Gurdjieff. possa giocare un certo peso la seduzione della novità e delle mode. Se è nella coscienza che si produce la separazione originaria (la lontananza da Dio nella tradizione giudaico-cristiana) sarà proprio nella trasformazione della coscienza che la ferita potrà essere curata. ma proprio mediante un rapporto di partecipazione che . un denominatore comune possiamo individuarlo nello stile di risposta alla domanda di costruzione della identità transpersonale. operare un grande cambiamento. non è più lì a separarci da tutto il resto. La coscienza dualistica e discriminante. indicando l obiettivo della costruzione di un uomo nuovo. che esca dalle angustie del proprio io separato e possa quindi (ri)trovare la sua profonda unità con la natura. Tra le dottrine di vita al centro di questa svolta culturale. dalla presenza di perversioni fondamentalistiche nelle religioni monoteiste. Per quanto sia difficile rispondere affermativamente a tale domanda.

convergono e si ritrovano i due principî essenziali della fede hindu: l unica Realtà. 55-57). abbi sempre il pensiero rivolto a me (XVIII. dice: Grazie a questo legame d amore. È opportuno. lo yoga devozionale. combatti libero dall angoscia (III.svolge un ruolo antidistacco. e anche buoni e malvagi [. il raggiunto atteggiamento anegoico. Nella devozione a Krsna. L autotrascendenza. 30). 6) per offrirle alla divinità. 27). tratto peculiare di questo insegnamento. In Krsna. Esso. Così Krsna. Così soggiogando costantemente sé stesso e controllando la propria mente. 3. può secondo le parole di Krsna rimanere puro e imperturbato: Deponendo in me tutte le azioni. biografica. come anche ogni guerriero del quotidiano. e così pure a onore e disonore. in me assorto. Se un uomo prende in me rifugio. La via attraverso la quale realizzare la liberazione è qui individuata nello bhakti yoga. il Buddhadharma (l insegnamento buddhista). indifferente a freddo e caldo. il suo supremo Sé è in perfetto raccoglimento. 7-9. fondamento di ogni cosa. il noumeno in noi.1. Infatti. egli subito penetra in me. pur continuando a compiere azioni di qualsiasi tipo. privo di speranza e di ogni idea di possesso. e il Quello. trovando rifugio in quello yoga che è fatto di consapevolezza. la Realtà ultima. la Bhagavad-Gita [Il canto del glorioso Signore]. viene celebrata nell atteggiamento di una matura equanimità. parenti. che ha posto al centro della sua attenzione la domanda Chi sono io? . una e assoluta. norma universale e quindi anche norma del comportamento umano. i sensi domati. egli mi riconosce quale realmente sono e scopre quanto grande io sono: dopo avermi così conosciuto secondo verità. ma l attaccamento. caratterizzato dal non-attaccamento al frutto delle azioni.1. che può forse ricordarci la dottrina dell atarassia delle scuole post-aristoteliche. Egli tutto sovrasta. piacere e dolore. esortando il devoto. Verità assoluta e indicibile Legge cosmica. e del perenne Dharma e della perfetta felicità (XIV.2. 15). La ben nota formula vedantico-upanishadica: Tat Tvam Asi [Tu sei Quello]. 10). odiose. La speculazione indiana. Con l animo appagato dalla conoscenza e dalla consapevolezza. lo yogin è chiamato consapevole e attento : sono uguali per lui una zolla. le azioni sono compiute senza nessun interesse personale. indifferenti. che sembra essere quello maggiormente idoneo a venire assimilato dalla mentalità occidentale. 11). nel pieno dominio di te stesso. potremmo dire. per mia grazia ottiene l inalterabile meta perenne. passare a esaminare un altro fondamentale orientamento della spiritualità orientale. In uno dei più grandi testi non solo della tradizione hindu. non è l azione a essere male. con l animo raccolto in quella Realtà che si manifesta nel Sé. 3. sul comune sottofondo dottrinale e yogico . Nella consapevolezza della nuova più profonda identità si esprime la coincidenza tra il Sé. Distaccandosi da tutte le azioni (XII. rispetto alla quale non vanno tuttavia sottovalutate le notevoli differenze. e considera in modo equanime persone affezionate.. ma in termini di pratica di vita e. saldo sulla vetta. Le scritture esprimono questa (ri)trovata unità con l Uno (cui si dà il neutro nome di Quello) e la raggiunta pienezza ottenuta dalla coscienza di essere Lui. consacra interamente a me il tuo agire (XII. ma agite come per conto di terzi e tutte sono offerte al dio. come peraltro è testimoniato dalla sua crescente penetrazione culturale. ma della spiritualità orientale in genere..]. nel salto di livello al di là della singola. dall altro: Io sono infatti il supporto del Brahman inalterabile e immortale. determinata e circoscritta individualità. Spogliandoti in cuor tuo di tutte le azioni per offrirle a me. leggiamo le parole con cui il dio Krsna si rivolge al guerriero Arjuna: Se un uomo ha soggiogato sé stesso ed è in pace.1. di psicologia: di qui l attuale interesse per le risposte che questa tradizione può suggerire. nemiche. da un lato. un sasso o un pezzo d oro. neutrali. a questo punto. amiche. il guerriero Arjuna. lo yogin attinge infine quella pace che in me ha il suo compimento e che rappresenta il momento più alto del nirvana (VI. indica la via dell autorealizzazione nella dilatazione degli orizzonti della coscienza. abbandona il frutto di tutte le azioni (XII. ha cercato per secoli di darle una risposta non in termini di astratta filosofia.

impermanenza (anicca). Dhp. I fenomeni. lo spirito. Per proteggersi dal dolore l uomo costruisce la casa del suo io separato.dell India antica. il buddhismo offre il più ampio fondamento per estendere a tutto l universo. non vi sarà più luogo per questo o quello (Canone buddhista. Comprendendo la fondamentale verità del mondo dei fenomeni e dell esistenza umana. autoconsistente. non alla esistenza dei fenomeni. l interrogante si rivela intimamente coincidente con la Realtà ultima. la sua più profonda identità. ma alla loro intima natura. L io si dilata ed esplode nella Vacuità: proprio la consapevolezza della sua inconsistenza rivela la sua vera realtà. Una Vacuità svuotata significa pienezza e il Vuoto viene così a coincidere col mondo della molteplicità fenomenica. Buddha. la vacuità è forma. immutabile. in questo contesto. sottolineano. fondamentalmente ciascuno è manifestazione della Vita universale e tutti sono uniti da una basilare solidarietà. Estinta la brama è raggiunta la pace del nirvana. che giustifichi l illusione di essere un entità autonoma. realizza la sua autocoscienza. Applicando la coscienza-testimone a tutto ciò che è stato utilizzato per definire l identità personale. Ma la casa che dovrebbe proteggerlo è anche la casa della brama. ossia la Grande legge della Vita universale. Il Buddha scopre finalmente l inganno e in questa scoperta è la liberazione: Lungo innumerevoli esistenze ho corso. secondo la visione buddhista del mondo. a poco a . è il luogo ove il Dharma (che. impiegati per rappresentare questi concetti.. la prigione dell ignoranza e degli attaccamenti da cui occorre liberarsi. È importante osservare che.. finiamo per scoprire che nulla resta di cui si possa dire che ci è proprio. il nostro comportamento di rispetto e di benevolenza. sofferenza (dukkha). imperfezione. e ciò che è impermanente e insoddisfacente si rivela privo di un sé non essendo in grado di controllare e superare né il suo divenire né la sua insufficienza/sofferenza. senza attaccamenti e avversioni.). Chi sono io? Chi sta domandando sulla natura di Buddha? Inseguendo il nostro io con una tecnica incalzante che non consente di fuggire. in questo senso. ci assicura che è proprio nella profondità della coscienza che possiamo trovare la via di uscita dalla contraddizione esistenziale fondamentale. Ciò che è impermanente è soggetto a sofferenza. comprendiamo anche che vivere in armonia con gli altri e con la natura è il modo di vivere che coincide con la verità della natura profonda della realtà e non con le ragioni dell io egoistico. la Vacuità deve essere essa stessa negata per porsi come genuina Vacuità. è condotto a termine il tirocinio brahmico. è compiuto quanto doveva essere compiuto. realizzando così la vacuità della Vacuità. ha estinto la sete (Canone buddhista. dalla sua radice dhr significa ciò che sorregge e sostiene il mondo). ha introdotto la dottrina della vacuità. sono infatti connotati da tre fondamentali caratteri: vacuità (anatta) o assenza del sé o dell ego. insufficienza o insoddisfacenza.. il vuoto riferendosi. anche se gli individui singoli sembrano vivere una esistenza separata. perché oppresso dal sorgere e decadere. cementandola con l illusione di un sé reale e indipendente che cerca di affermarsi in un mondo ritenuto anch esso reale e indipendente. e non soltanto agli altri esseri umani. Risiedendo nell interrogazione senza tregua. vera radice di tutti i fenomeni. La vacuità è niente altro che forma e la forma è niente altro che vacuità . letteralmente. Dice il Sutra del cuore della perfezione di saggezza: La forma è vacuità. Non si insisterà mai abbastanza sulla differenza tra vuoto o vacuità e nulla (differenza che anche i due caratteri cinesi. immutabile e immacolata. nell essere puro testimone costantemente vigile. cancellata ogni concezione. la capriata è crollata. Cuore dinamico del reale.]. O costruttore! sei stato scoperto. non farai di nuovo la casa! Tutte le travi sono spezzate. cercando il costruttore della casa [. al di là del dualismo delle emozioni e del dualismo delle concezioni: è venuta meno la condizione della rinascita..). ma rimane in sé come gli illuminati comprendono eterna.N. della follia. e cioè che essi essendo sostanziati di vacuità sono privi di esistenza inerente e pertanto completamente interdipendenti. Box 4). In altre parole. a tutto ciò con cui ci si è identificati. M. Quando la tradizione buddhista sottolinea che la mente individuale è contaminata dall ignoranza e dagli attaccamenti. la coincidenza con la natura buddhica presente al fondo di ogni fenomeno. con questa così comprensiva visione egualitaria.

] Iniziate a sentire che ciò che succede al vostro sé personale desideri. di cui non può più darsi proprietà. Tu sei Buddha . scrive Ken Wilber in questa terapia di dis-identificazione. Tu sei Quello . l individuo sente di non poter fare a meno di indirizzare tutte le sue energie verso il Buddha e il Buddha si volge verso l individuo. l io convenzionale viene progressivamente ridotto e infine espulso. cioè dell essenza sacra di tutti gli esseri. insensibile alla sofferenza dei non illuminati: l affanno degli esseri nella miseria e nell illusione bordeggia e circoscrive la sua illuminazione soggettiva. ma sono di scarsa consistenza. al pari di noi stessi. per cui avete finora lottato per difenderlo e proteggerlo. auspici. ma potrà non soffrire di soffrire. in cui l essere che aspira all illuminazione (bodhisattva). resta la pura soggettività dell osservare. [possiamo] giungere a quell altro polo spirituale. Quando. pronuncia i grandi voti. fondatore (nell anno 806) della Scuola Tendai giapponese: Prendere il male su di sé e dare bene agli altri. ci sarà più facile capire che. come il fiore del loto che ha le radici nel fango ma si conserva assolutamente pulito. speranze. La concezione del nirvana. comporta che la liberazione venga in sostanza a consistere nella liberazione dall egocentrismo. ma quello del bodhisattva che vive nel mondo e si pone al servizio degli altri. è quella di prendere su di sé la sofferenza degli altri per purificarla senza lasciarsene contaminare. Lentamente. questo è l obiettivo ultimo della compassione.. lasciando andare. sacrificando ciò che è me e non-me.. [. La natura compassionevole del Dharma si riflette dunque nella compassione che diviene il centro della pratica e dà significato al cammino di purificazione spirituale. colpevole della dolorosa illusione del mondo.poco. Come afferma Saicho. della personalità. perché nasce in me ed è più di me. Tu sei Tutto : il totalmente altro si rivela ora come il totalmente dentro . a intraprendere il cammino di disciplina spirituale: è il momento della conversione o grande risoluzione. dimenticare sé stessi e lavorare a beneficio degli altri. L ideale di perfezione non è più dunque quello dell asceta isolato.. inizia a diventare trasparente e a scomparire. si determina quel risveglio della mente che aspira all illuminazione (bodhicitta) e spinge a seguire la via del Buddha. con gli altri e al posto degli altri.. [. Liberandoci dall abbagliata coscienza dell Io. scoprirete che il vostro sé individuale [. preme sul suo cuore. è pronto a intraprendere il suo cammino e a iniziare il viaggio nella pratica dei comportamenti virtuosi (o palamita). relazioni. Lungi dal godere di una felicità separata. dolori non è questione di vita o di morte. che turbano parecchio.. La missione del bodhisattva. Se diveniamo profondamente convinti della comune natura buddhica. ma divengono la vivente realtà della pratica dei bodhisattva. distaccato dal mondo.]. purificatore del mondo inquinato dall ignoranza e dall egoismo. il bodhisattva soffre di una sofferenza vicaria . sostenuto dalla fede. perché nel vostro intimo esiste un sé più importante non toccato da queste fluttuazioni periferiche. attraverso l opposto processo di autodistanziamento e di disidentificazione. Testimoniare questi stati significa trascenderli. per il misterioso concorrere di cause esterne e interne. abbandonando. che ha attraversato emozioni. distanziandosi anche dalla sofferenza perché neppure la sofferenza gli appartiene fino in fondo! Dall io personale si passa all io transpersonale. che ha scelto la via dell assoluto non dualismo e lo spinge all azione compassionevole. tutti gli esseri . pensieri. Colui che riuscirà a essere veramente disidentificato sentirà il dolore della storia individuale. Egli non dimora nel deserto del suo orgoglio spirituale. ciò che sente la paura è senza paura.. Il concetto della comune natura buddhica e la rassicurazione ripetutamente fatta dal Buddha che tutti potranno raggiungere l illuminazione non restano pure affermazioni teoriche. ciò che percepisce la tensione è senza tensione. da onde superficiali. cioè nella liberazione dall illusione dell io separato e contrapposto al non-io. ponendosi nella dottrina della Via di mezzo o del Grande Veicolo (Mahayana) come liberazione da ogni tipo di dualismo (compresi quelli di bene/male e piacere/dolore: dualismi fondati sul dualismo radicale io/non-io).] L interno che sente il dolore è senza dolore. in cui il mondo è abolito come illusione (Jung) e divenire consapevoli di dimorare nel cuore stesso dell Assoluto.

ed è lo stesso amore di Dio. a ben guardare. non è che l essenza centrale. in quanto fatta di equanimità e di dono stesso del dono. idee: nell atto creativo scrive ancora Fromm trascende sé stesso come creatura. Cosciente di essere creato e di poter creare. come non gode (narcisisticamente) di gioire. al servizio degli altri. Le prospettive esaminate ci indicano dunque una possibile coincidenza di autosviluppo e condotta morale. Nel bisogno umano di trascendenza risiede una delle radici dell amore. di dado gettato fuori dal bossolo. considerandola da un punto di vista che viene in gran parte a coincidere con la visione del mondo delle più grandi tradizioni spirituali orientali. ciascuno è. Anche se nelle forme meno condivisibili. Ma l uomo. in Yokohama. quale suo punto di partenza. di cui oggi si parla spesso in modo retorico se non addirittura equivoco. come essere impermanente e privo di esistenza autonoma. come anche dell arte. eleva sé stesso al di sopra della passività e accidentalità della sua esistenza entro il regno della volontà creativa e della libertà. giorno dopo giorno. L uomo. un grande mestolo accoglie i visitatori.C). nella misura in cui è capace di operare un salto di livello che purifica e illumina. 4. Attraverso questo salto di livello. Egli è mosso dallo stimolo di trascendere il suo stato di creatura e l accidentalità e passività della sua esistenza. comune alla gioia e alla sofferenza. nel suo Bodhicaryavatara [Il cammino verso l illuminazione] scrive un magnifico inno alla compassione. Sul viale d ingresso del tempio zen Daihonzan-Soji-ji. d. Se vogliamo lavorare per lo sviluppo di abilità prosociali e prevenire i rischi dei comportamenti antisociali. fa uscire dal negativo. osserva Erich Fromm. compassione che trova il suo fondamento nella comune aspirazione degli esseri senzienti: Dovrei prima di lutto sforzarmi di meditare sull eguaglianza di me e degli altri. della religione e della produzione materiale. che non è più la gioia. è questo un modo di riscoprire e riaffermare quell amore e quella difesa della vita. pura. amore. il filosofo e santo buddhista Santideva (VII/VIII sec. spinto dal comune desiderio di raggiungere la felicità. La compassione. Proprio da questa incertezza e indominabilità. il Buddha ricavò l insegnamento dell assenza dell ego (o della esistenza inerente). prima di offrire espressione a un desiderio maturo di autorealizzazione spirituale. La creazione presuppone attività. vissuto come disgrazia individuale. il liberato non soffre (depressivamente) di soffrire. ed egualmente senza desiderarlo né approvarlo ne è allontanato. oggetti. essendo dotato di ragione e di immaginazione. Riflettendo su questa universale motivazione. quando ha il sapore della Vacuità. Vorrei ora concludere con una considerazione di tipo applicativo pedagogico. per farsi partecipe della grande catena della vita universale l uomo crea vita. cambia significato alla sofferenza. la condizione umana. anche se con i comportamenti più offensivi verso noi o gli altri. Io dovrei proteggere tutti gli esseri come faccio con me stesso perché siamo eguali nel desiderare il piacere e nell evitare il dolore. non sensibile. è dipendente da relazioni. ove questa. sarà dunque sempre possibile trovare motivi di solidarietà e fraternità. non può accontentarsi della passiva condizione di creatura. Giustamente Fromm si domanda e osserva: . arte. umilmente come un mestolo si consuma. tutto accogliendo e riportando oltre il dualismo e oltre sé. dando di ogni miseria una lettura transpersonale.senzienti desiderano esseri felici. nella sua forma di solidarietà autorealizzativa. l educazione all autotrascendenza. cause e condizioni: compare nel mondo senza che lo desideri e lo approvi. scriveva Simone Weil: Si finisce per raggiungere qualche cosa che non è più la tribolazione. diventando creatore . interessamento. rende possibile la liberazione. Con altre parole. in cui si esprime la spinta vitale di tutti gli esseri senzienti. ricordando la compassione di chi. a differenza degli animali. essenziale. nell età evolutiva mi pare si possa configurare proprio come educazione alla creatività. Ho ricordato come la psicologia umanistica abbia preso. si configura come costante e operante espressione del percorso di perfezionamento spirituale. Per questo.

Catemario... direi quasi due slogan. Fromm. E. in Dharma. J. L incontro delle vie. 2). ricevere aiuto e . È un messaggio che ci riporta. I. egli diviene prigioniero di una spirale di sofferenza. Edizioni di Comunità. trascende sé stesso in quanto creatura [. 1976. Il primo.]. risolvere problemi. il più vicino a noi nel tempo. estremi di temperatura. Paolo. tr. Torino. Welwood. se non potesse amare? C è un altra risposta a questo bisogno di trascendenza: se io non posso creare la vita. Entrambe. Psicanalisi della società contemporanea. posso distruggerla. Assisi. rinforza i pioli (Is. conservare un ambiente sicuro. mancanza di ossigeno. Roma. Nell atto di distruzione l uomo mette sé stesso al di sopra della vita. Milano. divertirsi. Astrolabio. 1976. queste esortazioni costituiscono non un effimero invito. Entrambi sono risposte allo stesso bisogno di trascendenza e la volontà di distruzione deve sorgere quando non si sia potuto soddisfare la volontà di creazione. conoscenza. it. quasi a rimarcare quella continuità della philosophia perennis a cui mi riferivo all inizio. benessere fisico. 1994. UTET. Educare all amore e al rispetto della vita significa allora educare a partecipare al processo creativo e a concrete abilità di autotrascendenza. Effettivamente che l uomo sia capace di distruggere al vita è miracoloso quanto il fatto che egli sia in grado di crearla. Edizioni S. non riesce ad autotrascendersi e a scoprire dentro di sé la grande forza della Vita cosmica e a vivere la propria vita come partecipazione all opera di creazione universale. movimenti liberi. prestigio. affermazione. it. n. R. giocare. it. movimento. La contraddizione culturale nelle società complesse: l etica universale. uscendo dalla separatezza dell io individuale. 1990. Kappa. tr. promosso dal Centro interuniversitario per la ricerca sulla genesi e sullo sviluppo delle motivazioni prosociali e antisociali e dalla Fondazione Cristina Mazzotti presso l Università Cattolica del Sacro Cuore (Milano) il 13 ottobre 1997 Pubb. ottenere oggetti e beni. Cittadella Editrice. piacere sessuale.. confortevole. Canone buddhista. l inesplicabile. ottenere esperienze sensoriali gradevoli. sete. comprendere l ambiente. Coscienza e cambiamento. 1998..Come potrebbe allora l uomo risolvere il problema di trascendere sé stesso se non fosse capace di creare.. tr. fatica.. 54. Anche distruggere la vita fa sì che io la trascenda. del profeta Isaia che così esortava: Allarga lo spazio della tua tenda. Creazione e distruzione. stabile. ricercare ambienti nuovi e stimolanti. Rinchiudendosi sempre più in sé e sempre più separandosi. RELATIVE AL RAPPORTO CON L AMBIENTE evitare oggetti (e situazioni) pericolosi e disgustosi. avventura. Cinisello Balsamo. tr. ricercare oggetti necessari alla sopravvivenza e alla sicurezza. 1991. ma un forte richiamo a individuare nell autotrascendenza e nella costruzione di un io universalizzato i soli veri e non effimeri strumenti di guarigione spirituale dalle angustie dell egoismo. conservare stato sociale. malattia e altri stati costrittivi. perché la vita è il miracolo. Relazione tenuta al convegno Abilità prosociali e prevenzione del rischio. Per approfondimento: Bhagavad-Gita (Il canto del glorioso Signore) . appartenenza a un gruppo. Allen Ginsberg: Allargate l area della coscienza . RELATIVE AI RAPPORTI INTERPERSONALI evitare conflitti interpersonali e rapporti ostili.. è quello lanciato dal poeta mito del Sessantotto. ott. stendi i teli della tua dimora senza risparmio. di qualche millennio precedente. Roma. La distruttività esprime dunque una difesa contro l odio e il disprezzo di sé allorquando all individuo manchi la possibilità di sentirsi amato. allunga i cordami. amore e odio non sono due istinti indipendenti l uno dall altro. che mi sembra possano bene condensare le considerazioni fin qui svolte. A.. II ed. Vorrei ricordare due frasi. alla espressione.1. 1999 Box 1 LE MOTIVAZIONI UMANE Motivazioni di sopravvivenza e sicurezza (motivazioni carenziali) Motivazioni di soddisfazione e stimolazione (motivazioni di abbondanza) RELATIVE ALLA CORPOREITÀ evitare situazioni di fame. Venturini. it. adeguarsi ai valori e agli standard di gruppo.

non un affetto da cui si è affetti .cure da parte di altri. lo stato di coscienza transpersonale si realizza mediante una pratica. paura. ansia. preoccupazione di raggiungere uno status e di appartenere a un gruppo (è anche la base dell individualità illusoria e del conformismo). Orientamento (contro irrazionalità e disorientamento) bisogno di avere un orientamento nel mondo. Trascendenza (contro distruttività) bisogno di trascendere lo stato di creatura passiva (è anche la base della risposta distruttiva). esprimersi. perfezione. rappresentata da una via (o sentiero. godere della compagnia di altri. ottenere potere su altri. cammino. . vissuto corporeo. elaborazione dell input. Radicamento (fraternità contro incesto) bisogno di sostituire le radici naturali con nuove radici umane Identità (contro indistinzione) bisogno di dire io sono io . secondo FROMM Correlazione (contro narcisismo) amore come bisogno di unione con qualcuno o qualche cosa. etc. COME (RE)INTEGRAZIONE NEL MONDO. trovare un significato per la propria vita. esser capaci di offrire amore. espressi nel rapporto con un oggetto di devozione. Devozione (contro mancanza di significato e dedizione) la comprensione intellettuale del mondo per essere soddisfacente deve contenere anche elementi sensoriali e affettivi. affermazione. essere indipendente. RELATIVE AL RAPPORTO CON SÉ STESSI evitare sentimenti di inferiorità nei confronti degli altri e del sé ideale.) di purificazione (o di liberazione. di essere soggetto delle proprie azioni.). che dia significato alla esistenza e alla posizione nel mondo. essere soddisfatti. Box 3 IL CAMMINO DI AUTOSVILUPPO L AUTOREALIZZAZIONE. etc. etc. interpretando e correlando la molteplicità dei fenomeni in modo razionale (senza proiezioni e razionalizzazioni). avere fiducia in sé. al di fuori di sé stessi. socialità. l atteggiamento anegoico o transpersonale richiede un cambiamento dello stato di coscienza (sottosistemi: identità. aiutare e curare altri. la sollecitudine e la responsabilità denotano il fatto che l amore è un attività.). individuazione. sentimenti di colpa. RICHIEDE la ristrutturazione dell assetto (dualistico/ego-centrico) e il superamento dei confini dei sottosistemi psicologici come si presentano nella loro configurazione ordinaria. non una passione da cui si è sopraffatti. vergogna. Box 2 BISOGNI UMANI . La ristrutturazione dell assetto e il superamento dei confini dei sistemi psicologici nella loro configurazione ordinaria consiste fondamentalmente nella realizzazione di un atteggiamento anegoico o transpersonale. trascendendo la propria esistenza individualizzata e sentendosi portatori di quei poteri attivi che costituiscono l atto di amare.

Box 3 Caratteri cinesi per Nulla e Vacuità .

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