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FIDES ET RATIO Considerazioni a margine di Nicola Sguera

1. Colpisce nellEnciclica la scarsa presenza di riferimenti diretti al Cristo.


2. La ricezione e diffusione del messaggio di Ges Cristo non doveva necessariamente

avvenire nei modi in cui accaduta.


3. Cristo non ha mai reputato necessario utilizzare il linguaggio della filosofia. Il

linguaggio di Giovanni e Paolo sapienziale, non filosofico.


4. Lincontro del cristianesimo con la filosofia greca, se ha reso possibile una

penetrazione pi rapida, ha anche alterato i caratteri originari del messaggio cristiano e paolino. 5. Il carattere fondamentale della filosofia (con eccezioni quali Socrate, Platone, Plotino e pochi altri) di scindere il piano del conoscere e quello dellessere, scissione che nel mondo orientale sconosciuta, se vero che la conoscenza metafisica una delle strade che debbono condurre allunione con lAssoluto.
6. Solo una parte della cultura occidentale (la mistica, spesso tacciata di eresia) ha

conservato la capacit di finalizzare la speculazione allunione con Dio, pur arrivando talvolta al paradosso che solo la distruzione di ogni conoscenza pu permetterci di accedere a Dio (La nube della Non-Conoscenza).
7. Di fatto, i mistici di quasi tutte le tradizioni religiose convergono fin quasi

allidentit. Essi costituiscono la verit di ciascuna. La contemplazione praticata in India, Grecia, Cina, ecc. soprannaturale quanto quella dei mistici cristiani. In particolare c una grandissima affinit tra Platone e, per esempio, san Giovanni della Croce. Cos come tra le Upanishad ind e san Giovanni della Croce. Anche il taoismo molto vicino alla mistica cristiana. Lorfismo e il pitagorismo erano autentiche tradizioni mistiche. Cos pure Eleusi (S. Weil, Lettera ad un religioso, Adelphi, p. 49).
8. Solo in questi anni, a livello di massa, la spiritualit cattolica, impollinata da altre

pratiche religiose (zen, yoga, ecc.) sta scoprendo i limiti di un approccio solo sentimentale o solo intellettuale a Dio: conoscere Dio equivale, infatti, a diventare Lui (Non io vivo ma Cristo in me). Se il portato di tanti secoli di grecocristianesimo ha prodotto questo cristianesimo (dogmatico, intollerante, disincarnato, intellettualistico) bene che lincontro di questo fine millennio tra le fedi porti ad una decostruzione di impalcature millenarie e a nuove strade da battere liberamente, se vero che il centro del Cerchio Uno ma infiniti sono i raggi che vi conducono (Le

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vie per raggiungere la verit rimangono molteplici, Fides et ratio, 38). Non condivido, dunque, il par. 69 dellenciclica. Mi sembra che in luoghi nascosti anche nella Chiesa si stia lavorando ad un recupero di tradizioni perdenti molto lontane dallapproccio filosofico.
9. Luomo non deve conoscere la Verit: deve essere la Verit. La conoscenza, come

lha concepita la filosofia occidentale (cfr. le riflessioni di Martin Heidegger) ha posto la separazione tra soggetto ed oggetto che lorigine di tutti i mali dellOccidente (per cui oggi tutto diventato manipolabile, anche le zone pi recondite della realt, dallatomo al DNA). L ha iniziato a sgretolarsi la sacralit del mondo. Luomo che si avvia a Dio deve aspirare a superare il dualismo soggetto/oggetto.
10. Non sapere lEssere, ma essere il Sapere, cio diventare Dio (diventare consapevoli

di essere gi da sempre Dio), come insegnano le spiritualit orientali.


11. Il mondo abbandonato dagli Dei il mondo della filosofia e della scienza

occidentale. Estremo portato di questa cultura il dominio della Tecnica. Non possibile passare dalla conoscenza del mondo alla conoscenza di Dio per accumulazione. Questo poteva pensarlo Galilei (cfr. limmagine dei due libri di Dio: il libro della Natura scritto in caratteri matematici, e la Bibbia).
12. Quando si affermato il progetto filosofico di conoscenza del mondo (credo che si

possa collocare questo inizio in Aristotele, anche se in lui ci sono echi di quella cultura sapienziale di cui erano stati espressioni Pitagora e Platone, suo maestro) iniziato un lungo processo di oblio: la stessa idea di Dio elaborata dalla cultura greco-cristiana segna loblio dellessenza pi profonda di quella che Meister Eckhart chiama Divinit, lo zero al di l di ogni distinzione, di cui tutto manifestazione.
13. Dio ha parlato e parla in pi modi (Eb, 1, 1-2) agli uomini. Quindi non solo

allinterno della tradizione ebraica. Poi attraverso il Verbo, che per non solo il Cristo storico, bens il Cristo che, secondo Eckhart deve nascere eternamente dentro di noi, nella parte pi pura (la Vergine che dentro ognuno di Dio). Non la storia, dunque, il momento centrale della rivelazione ma la nostra interiorit: questo il vero significato del motto sapienziali ripreso da Socrate: Conosci te stesso. Cio, entra talmente dentro te stesso da scoprirvi il principio generatore del mondo, il Logos, custodito nel tempio del Cuore. Che senso ha festeggiare una nascita storica avvenuta circa duemila anni fa se non ricordiamo che Cristo il nascente dentro ciascuno di noi, che noi siamo (dobbiamo diventare) la Vergine?
14. Ora potresti dire: ma via, signore, voi volete rovesciare il corso naturale dellanima

ed agire contro la sua natura! La sua natura infatti quella di percepire attraverso i sensi ed in immagini; volete rovesciare questordine? No certo! Cosa sai tu della nobilt che Dio ha posto nellanima, e che ancora non stata completamente descritta, ma ancora nascosta? Infatti, quelli che hanno descritto le nobili propriet dellanima, non erano ancora andati oltre al punto in cui li aveva condotti la loro ragione naturale; non erano mai giunti nel fondo: perci molto doveva loro rimaner
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nascosto e sconosciuto. Ecco perch il profeta disse: Voglio sedere e tacere, ed ascoltare quel che Dio dice in me. Perch cos nascosta, perci venne questa parola nella notte, nella tenebra. San Giovanni dice: La luce risplendette nella tenebra; essa venne nella sua propriet, e tutti quelli che la accolsero ebbero il potere di diventare figli di Dio. Notate ora lutilit e il frutto di questa parola segreta e di questa tenebra. Non solo il Figlio del Padre celeste viene generato in questa tenebra, che suo luogo proprio: anche tu sei l generato come figlio dello stesso Padre celeste, e in nessun altro modo, ed egli d anche a te quel potere. Riconosci ora quanto grande questa utilit! In tutta la verit che ogni maestro, con la propria ragione e conoscenza, ha mai insegnato o mai insegner fino al giorno del Giudizio, non ha mai compreso neppure la pi piccola parte di questo sapere e di questo fondo. Anche se pu chiamarsi un non-sapere, un non-conoscere, esso contiene tuttavia molto di pi di ogni sapere e di ogni conoscenza al di fuori di esso. Infatti questo non-sapere ti attira e conduce lontano da tutte le conoscenze ed anche da te stesso. Ci intendeva Cristo, quando disse: Chi non rinnega se stesso e non lascia padre e madre e tutto quel che esteriore, non degno di me, come se dicesse: chi non abbandona tutta la esteriorit delle creature, non pu essere concepito n generato in questa divina nascita. Ti ci conduce, invece, davvero, il fatto di spogliarti di te stesso e di tutto quel che esteriore (Meister Eckhart, Sermoni tedeschi, Adelphi, pp. 150151).
15. La verit che la Rivelazione ci fa conoscere non il frutto maturo o il punto

culminante di un pensiero elaborato dalla ragione (Fides et ratio, 15). Ci per non deve diventare una semplice rinuncia alle facolt intellettuali delluomo (cosa diversa dalle facolt razionali), che anzi devono essere utilizzate al loro massimo livello per condurre luomo allIntelletto Divino. 16.La conoscenza in Cristo un modo di essere: La verit vi far liberi.
17. La separazione tra fede e ragione gi insita nei primordi della diffusione del

cristianesimo: insita nel fatto che Cristo era un principio rinnovatore della spiritualit delluomo, non di altri ambiti. Da questo fraintendimento nato anche il nefasto matrimonio della Chiesa con la magna meretrix (lImpero Romano dellApocalisse). Da allora la Chiesa inizi a dimenticare la propria missione spirituale per diventare una potenza di questo mondo.
18. Il mondo il regno di polemos, come insegnava Eraclito. Esso dominato dalla lotta

in tutti gli ambiti. La lotta addirittura un principio generatore di vita. Si pu chiudere gli occhi dinanzi a questo ma non cambier le cose. Bisogna dunque accettare la lotta, sapendo che la pace si trova solo nel Cuore dellEssere, il Sancta Sanctorum, che non di questo mondo. Anche lo scontro dei saperi rientra nella logica di un mondo eracliteo. Si pu scegliere se essere di un solo mondo, come lo yogin, che cerca di attuare in terra lunione tra Brahman e Atman, o come il rivoluzionario, che fa della lotta il principio organizzatore della sua vita, o essere di entrambi i mondi, sapendo qual il tempo giusto di entrambi.
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19. Condivido il cap. 81, dove si parola della necessit di una dimensione sapienziale che

ponga e risolva il problema del senso, contro il nichilismo imperante nellepoca postmoderna, dove tutto si equivale.