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TheadaptationcapabilityofthegrapevarietyXinomavro(V.ViniferaL).

tothe
differentterroirsoftheNaoussaA.O.C.region
Spinthiropoulou Haroula
1
, Marinos Vassilios
2
1
Argatia O.E., Rodohori, P.B. 6, Naoussa 59200, Greece, e-mail:argatia@yahoo.gr
2
Ampelooeniki Ltd., Technology Park of Thessaloniki, 57001 Thermi, Greece
Key words: terroir, variety Xinomavro, adaptation capability, wine quality,
Abstract
Xinomavro is the most important red wine producing variety grown in Northern Greece. In the wine
producing area of Appellation of Origin Naoussa the existence of ecosystems contributing to the
production of wines with great diversity, as regard to their organoleptic characteristics and ageing
potential, has been established. The main object of the present study was to evaluate the influence
of various soil and climate factors on chemical composition and quality potential of the wines from
this variety. According to the data obtained, there are strong indications allowing the correlation
between wine quality and the type of soil; in particular its texture, pH and calcium carbonate
content.
The obtained data are indicative for the possible production of at least two distinctive types of
terroir-driven wines under the same Appellation of Origin Naoussa.
Taking advantage of soil diversity within the zone and defined optimum grape maturity (i.e.
aromatic, phenolic composition), in certain ecosystems a fresh, more fruity, medium-bodied A.O.C.
Naoussa wine, best to be consumed in two to three years time can be produced. On the other
hand, from certain zone sub-divisions originate more deeply coloured, aromatically complex and
full-bodied wines that require long ageing to reveal their organoleptic richness.
1
Sperimentazione viticola integrata tramite differenti
modalit di gestione della chioma.Risultati
preliminaridelprogetto'Tuscania'.

Pedo S.
J
, Zorer R.
J
, Bertamini M.
J
, Benedettelli
2
S., Di Blasi S.
3


J
Istituto Agrario S. Michele all'Adige Iondazione L. Mach, U.O.: viticoltura
(stefano.pedoiasma.it, roberto.zoreriasma.it, massimo.bertaminiiasma.it)
2
Universit degli studi di Iirenze Dipartimento di Scienze Agronomiche e Gestione
del 1erritorio Agro-forestale (stefano.benedettelliunifi.it)
3
Consorzio 1uscania Iirenze (stefano.diblasiconsorziotuscania.it)

Progetto applicativo quadriennale (2007-2010), interessa quattro vigneti disposti in tre
aziende in altrettanti areali viticoli toscani: Chianti (Sangiovese), Bolgheri (Cabernet
Sauvignon), Maremma Grossetana (Cabernet Sauvignon e Sangiovese).
La predisposizione dei piani sperimentali stata preceduta dallanalisi dello stato
vegetativo del vigneto attraverso lacquisizione di dati telerilevati durante la stagione
vegetativa, tramite voli aerei che restituiscono mappe di vigore NDVI (indice di
vegetazione normalizzato). Sulla base di tali informazioni stato organizzato il protocollo
sperimentale che ha previsto la combinazione di differenti tecniche di gestione della chioma
(carica di gemme/ceppo, defogliazione, diradamento dei grappoli) secondo uno schema a
blocchi randomizzati, che contempla otto tesi sperimentali per ogni blocco, con tre repliche
per vigneto.
Durante la stagione vegeto-produttiva sono state caratterizzate le singole piante con
indagini non invasive a breve distanza (NDVI, SPAD, conteggio grappoli e germogli,
indice di Ravaz, rilievi fenologici). In fase vendemmiale sono stati compiuti due
campionamenti per ciascuna tesi sperimentale, ripetuti in due momenti diversi: alla
maturazione tecnologica e circa quindici giorni pi tardi (vendemmia tardiva). Su tali
campioni stato effettuato lammostamento e lanalisi chimica dei mosti (FOSS analytical)
con determinazione di: zuccheri solubili (brix), ac. titolabile (g/L), pH, ac. malico e
tartarico (g/L), ione potassio (mg/L), azoto prontamente assimilabile (APA - mg/L),
polifenoli totali (mg/kg) ed antociani totali (mg/kg). .
Leffetto dellambiente predominante e si manifesta soprattutto in Sangiovese. Le fonti
di variabilit di maggior peso nel determinare la qualit delle uve sono: vigneto, blocco di
vigore, epoca di raccolta. Le tecniche di gestione della chioma, pur avendo un effetto
minore rispetto ai precedenti fattori di variabilit, confermano gli effetti attesi, sia
singolarmente che in interazione reciproca.
2
Integrated experimentation in viticulture through
different ways of managing the canopy. Preliminary
resultsoftheproject'Tuscania'.

Pedo S.
J
, Zorer R.
J
, Bertamini M.
J
, Benedettelli
2
S., Di Blasi S.
3

J
Iondazione L. Mach - IASMA Research Centre (1rento) (stefano.pedoiasma.it,
roberto.zoreriasma.it, massimo.bertaminiiasma.it).
2
University of Ilorence Department of Agronomy and Land Management
(stefano.benedettelliunifi.it).
3
1uscania Consortium Ilorence (stefano.diblasiconsorziotuscania.it).
The experimental plan, of the duration of 4 years (2007-2010), involves four vineyards in
three farms in important wine regions of Tuscany: Chianti ('Sangiovese'), Bolgheri
('Cabernet Sauvignon'), Maremma ('Cabernet Sauvignon' and 'Sangiovese').
The preparation of trial plans was preceded by the vegetative analysis of the vineyard
through the acquisition of remotely sensed data during the growing season that allows to
build NDVI vigour maps (Normalized Difference Vegetation Index). On the basis of this,
the experimental protocol was established to provides the combination of different
management techniques of foliage (number of buds per plant, defoliation, bunches
thinning) in eight experiments for each block of vigour, and three replicas for vineyard.
During the vegetative season was performed a vegeto-productive balance with non-invasive
investigations (NDVI index, SPAD index, Ravaz index, bunches and sprouts counting and
phenological stage). At harvest two samples for each experimental thesis have been made,
repeated in two different moments: at the ripeness and about fifteen days later. This
samples were processed for must elaboration and chemical analysis (FOSS analytical) were
carried out, such as determination of: soluble sugars (brix), ac. titratable (g/L), pH, ac.
malic and tartaric (g/L), potassium (mg/L), nitrogen readily assimilated (APA-mg/L), total
polyphenols (mg/kg) and total anthocyanins (mg/kg).
The effect of the environment is predominant and is manifested mainly in 'Sangiovese'. The
quality of grapes is mainly affected by: vineyard, vigour area and time of harvest. The
management techniques of the foliage, although with a minor effect when compared with
the others variability factors, confirm the expected effects, both individually and in mutual
interaction.

Progetto coordinato e finanziato da


Piazza Strozzi, 1 Firenze
3
Densit di piantagione e portinnesto: effetti sul Sangiovese nel
territoriodiMontalcino
Giovanni Mattii, Diego Mugnaini
Dipartimento di Ortoflorofrutticoltura, Universit degli Studi di Firenze
RIASSUNTO
Scopo del lavoro di fornire dati su un vigneto sperimentale nella zona di
Montalcino, che combina diverse densit di impianto sulla fila, tra le file
e combinazioni diverse fra densit e tre diversi portinnesti con diversa vigoria.
Vengono analizzate le risposte fisiologiche che le piante oppongono in queste
condizioni e le influenze apportate dai portinnesti. Particolare attenzione rivolta poi
allaspetto della produzione finale sia per la quantit che per la qualit.
Sul vigneto di trovano tre densit di impianto: la densit 1: 3x1.2 ( tra le file 3m con
1.2 m tra le piante sulla fila, 2777 piante/ha), la densit 2: 1.8x1 (1.8 m tra le file con
distanza di 1m sulla fila, 5555 piante/ha), la densit 3: 1.8x0.7 (ancora 1.8 m tra le
file con 0.7 m di spazio sulla fila, 7936 piante/ha ). A queste vengono abbinati tre
portinnesto (420 A, 1103 P, 101.14) per un totale di 9 combinazioni densit-
portinnesto. Le diverse combinazioni densit/portinnesto sono state distribuite
secondo lo schema sperimentale a blocchi randomizzati con 9 ripetizioni, ciascuna
costituita da 5 campate (15 metri di filare) su tre filari contigui.
Sono stati compiuti su piante campione rilievi di germogliamento, misure
dellaccrescimento dei germogli, analisi della resistivit del terreno per la
determinazione della distribuzione degli apparati radicali, misure del potenziale
idrico fogliare, misure di fotosintesi netta, traspirazione e Water use efficency su
foglia, elaborazione di curve di maturit tecnologica (acidit totale, gradazione
zuccherina, pH) e fenolica (antociani estraibili a pH 1 e 3.2, estraibilit % e
contributo dei tannini dei vinaccioli), peso medio dei grappoli e degli acini, infine
quantificazione della produzione finale per ceppo e per ettaro. Si proceduto ad
effettuare lanalisi della varianza dei risultati con separazione delle medie tramite il
test della differenza minima significativa (LDS) assumendo come I.C. 0.95.
Dalla prove eseguite si sono mostrate promettenti le combinazioni 101.14 con densit
3 e 420 A in densit 3: adatte a fornire una produzione quantitativamente e
qualitativamente soddisfacente. I risultati della ricerca sono dunque utili per la
coltivazione del Sangiovese nel territorio di Montalcino, ma considerando le misure
fisiologiche, un vigneto con le suddette combinazioni densit-portinnesto
probabilmente necessiterebbe di irrigazione.
4
Plant density and rootstock: effects on Sangiovese grapevines in
Montalcinosarea
Giovanni Mattii, Diego Mugnaini
Dipartimento di Ortoflorofrutticoltura, Universit degli Studi di Firenze
ABSTRACT
The aim of this work is to give results about an experimental vineyard in the
Montalcinos area, which combine different plant distances and three rootstock with
different vigour.
Analyzed here are the physiological responses given by the plants in this particular
conditions, and the influences brought by the rootstock. Particular attention is given
to the final production in its quantitative and qualitative aspects.
On the vineyard we find three plant density: density number 1 with a distance of 3
meters between the rows and 1.2 m on the rows, so with 2777 plants/ha; the number 2
with 1.8 m between the rows and 1 m on the row with 5555 plants/ha; finally number
3, again 1.8 m between the rows and 0.7 m on the rows. To this are combined the
three kind of rootstocks (420 A, 1103 P, 101.14) for a total of 9 combinations of
density with rootstock. The different combinations were distributed in the field
following the random-block experimental scheme, with 9 repetitions, each of them
made of 5 blocks of the same combination (row of 15 m) on three contiguous rows.
On sample plants were effected measurement during sprouting, monitoring of branch
growing, analysis of soils resistivity to determinate root distribution, measurement of
leaf water potential, net photosyntesis, transpiration and water use efficency,
elaboration of technological and phenolical maturity parameters (total acidity, pH,
concentration of sugary substances, concentration of anthocians extractible at pH 1
and 3.2, percentage of extractability of anthocians, contribution of seeds tannins),
medium bunches and grapes weight, finally the total yield for each plant and per
hectare. It has been made an analysis of variance of results with a separation of
means with LDS test adopting a value of 0.95 as C.I.
From the results of our proofs we can define promising the combination 101.14 in
density 3 and rootstock 420 A in density 3: they both can give a satisfactory
production in terms of quantity and quality. So the results of the research are usufull
for the Sangiovese in the area of Montalcino, but, referring to the physiological
measure, a vineyard with that characteristics probably will need irrigation.
5
Dotazione di antociani nel Sangiovese: effetto del
clone e delle variabili ambientali.


M. Baldi, P. Iacopini, P. Storchi
J
, L. Sebastiani

J
C.R.A - Unit di Ricerca per la Viticoltura, Via Romea, S3 S2020 Arezzo, Italy,
Scuola Superiore Sant'Anna (PI), Italy.



Riassunto
La determinazione qualitativa e quantitativa degli antociani nelluva permette di
caratterizzare i vitigni e valutare la stabilit e potenzialit dei prodotti trasformati;
infatti possibile stabilire la capacit dinvecchiamento del vino e altre interessanti
caratteristiche tra cui lattivit antiossidante.
La composizione antocianica pu subire variazioni rilevanti durante la maturazione
e in dipendenza da fattori pedoclimatici e colturali. Essa per sempre
riconducibile ad una ben determinata classe caratterizzata dalla presenza di
particolari forme definite su base genetica.
Lo studio stato suddiviso in due parti: nella prima sono stati confrontati i profili
antocianici ottenuti da diversi cloni nello stesso ambiente di coltivazione, mentre
successivamente per un clone (Sangiovese R10) sono stati valutati i contenuti delle
diverse componenti in 3 annate ed in zone di coltivazione molto diverse (Elba,
Arezzo e Chianti Rufina)
Le analisi chimiche relative al profilo antocianico sono state eseguite per via
spettrofotometrica (UV-VIS e HLPC).
I risultati hanno evidenziato che il contenuto in antocianine esterificate (caffeate,
acetate e p-cumarate) molto basso e talvolta queste componenti sono assenti. Il
contenuto antocianico quindi fornito principalmente dalle antocianine 3-
monoglucosidate, con prevalenza di malvidina 3-monoglucoside ed elevata
presenza di cianidina 3-monoglucoside.
Complessivamente per tutti i cloni analizzati la somma degli antociani disostituiti
(cianine + peonine) elevata e pari alla met dei trisostituiti, anche se si
evidenziano piccole differenze tra i diversi genotipi clonali.
Leffetto della zona di coltivazione si evidenzia soprattutto a livello dei contenuti
assoluti delle varie antocianine, mentre la composizione percentuale ha mostrato
scarse differenze tra i diversi ambienti ed annate.
Lattivit antiossidante stata valutata mediante luso di due test in vitro
caratterizzati dalluso di diversi radicali (DPPH
.
e i radicali generati dalla
degradazione fisiologica dellanione ONOO
-
) per avere una valutazione pi
accurata della capacit scavenger degli estratti.
In entrambi gli studi stata evidenziata una bassa o nulla correlazione tra il
contenuto in antociani totali o dei singoli composti e lattivit antiossidante
misurata con entrambi i test. La capacit antiossidante degli estratti non stata
infine significamente influenzata dalle variabili ambientali.
6
Anthocyanic profile in Sangiovese grape: clone and
environment effect


The qualitative and quantitative determination of anthocyanins in grape berries
allows to characterize the vines and to evaluate the stability and the potentiality of
the derived products, such as wine; it is in fact possible to establish the ability of
wine aging and other interesting characteristic, among which the antioxidant
activity.
The anthocyanins composition of grape berries can be largely affected by the
influence of different factors, such as climate conditions, sites, viticultural
practices. However it is always referable to a specific class characterized by the
presence of particular forms defined on genetic base.
The study has been divided in two parts:
1- the comparison of the anthocyanic profile of different clones grown in the same
environment
2- the comparison of the anthocyanic profile of a specific clone (Sangiovese R10)
grown in three different sites with different climatic characteristics (Elba, Arezzo
and Chianti Rufina). Samples were collected for three years (2005-2007).
Chemical analysis of the anthocyanic content was executed using UV-VIS
spectrophotometer and HLPC.
Results revealed a low acylated glucosides content (caffeoyl glucosides, acetyl
glucosides and p-coumaroyl glucosides), whereas there was a high content of
anthocyanins 3-glucoside, particularly malvidin 3-monoglucoside and cyanidin 3-
monoglucoside.
In all the clones, the sum of the disubstituted anthocyanins was high, equivalent to
the half of the trisubstituted. Different genotypes showed statistically very low or
not significant differences.
The site effect is particularly notable as regards the single anthocyanins content.
Statistically very low or insignificant differences were found among the different
environments and vintages.
The antioxidant activity was evaluated by means of two in vitro test, characterized
by the use of two different radicals (DPPH
.
and the radicals generated by the
physiological degeneration of the anion ONOO
-
).
In both studies, the antioxidant activity measured with both assays showed to have
a statistically low or not significant correlation with total anthocyanins and with the
single components. Moreover, under our experimental conditions, the antioxidant
activity seems in fact to be poorly affected by the climate parameters
7
L'identit del Morellino Pizzuto
G. Scalabrelli*, C. D'Onofrio*, G. Ierroni*, G. De Lorenzis*, I. Giannetti**, M. Baldi**
* Dipartimento di Coltivazione e Difesa delle Specie Legnose G. Scaramuzzi, Sezione di Coltivazioni Arboree,
Universit di Pisa, Via del Borghetto, 80 S6J24 Pisa (gscalabrelliagr.unipi.it)
** C.R.A. Unit di ricerca per la Viticoltura, Via Romea, S3 S2J00 Arezzo
RIASSUNTO
Durante il lavoro di selezione clonale del vitigno Sangiovese detto anche "Morellino, effettuato nella
zona di produzione del vino DOC Morellino di Scansano (DOCG dal 2007), sono stati rinvenuti ceppi
aventi differenze morfologiche che hanno permesso di differenziare questo biotipo indicato localmente come
Morellino pizzuto, le cui peculiarit ampelografiche sono gi state riferite. Inoltre sono state anche
avanzate alcune ipotesi sulla sua identit genetica e la parentela con altre variet. Il presente lavoro
riassume il percorso che stato intrapreso, utilizzando fonti storiche a partire dal XVII secolo, per giungere
alla caratterizzazione ampelografica, molecolare e tecnologica. Inizialmente era stata avanzata lipotesi di
parentela con il Sangiovese o con il Canaiolo nero, poi alcune evidenze molecolari hanno suggerito di
orientarsi su altre variet. Le tracce storiche lasciavano immaginare che la sua diffusione in passato fosse
estesa a tutta la Toscana. Infatti, accessioni di questo vitigno sono state reperite in vecchi vigneti del
Chianti, della Lunigiana, delle zone DOC Montecucco e Monteregio di Massa Marittima e nelle Colline
Pisane. Uno di questi sinonimi riportato quadro delle uve dipinte da Bartolomeo del Bimbo, detto il Bimbi
(XVII secolo) ha offerto un interessante supporto per avanzare lipotesi che poteva trattarsi del Navarrino
possibile diminutivo di Uva di Navarra o uva Gaglioppa, che stato segnalato nel secolo successivo tra
i vitigni coltivai nelle Colline Pisane. Da questi possibili legami linguistici e da alcune caratteristiche
morfologiche si giunti ad ipotizzare la corrispondenza tra Morellino pizzuto e Gaglioppo.
Sono stati approfonditi i confronti con i vitigni forniti da alcune Istituzioni che hanno riguardato: gli aspetti
ampelografici, effettuati secondo metodiche O.I.V. (1983) e Genres Euproject (1998) sul germoglio e sulla
foglia; le indagini fillometriche assistite da PC; lanalisi del polimorfismo microsatelliti di 10 loci (VVS2,
VVMD27, VrZag62, VrZag79, VVMD5, VVMD6, VVMD7, VVMD17, VVMD21, VVMD24). Sono stati,
inoltre, caratterizzati, il comportamento vegeto-produttivo, la ricchezza fenolica, il profilo antocianico
e il profilo sensoriale dei vini ottenuti. In particolare il vitigno presenta rispetto al Sangiovese, un profilo
antocianico peculiare caratterizzato da una maggiore ricchezza di malvina, di antocianine acetate e para-
cumarate e con una netta predominanza delle antocianine trisostituite.
In conclusione le indagini ampelografiche e molecolari hanno permesso di stabilire che il Morellino
pizzuto corrisponde al vitigno Gaglioppo, gi iscritto al Registro Nazionale delle Variet di Vite e,
pertanto, sar opportuno richiederne lautorizzazione alla coltivazione in Toscana.
8
1he genetic identity of Morellino pizzuto' grapevine
During the clonal selection work of Sangiovese grapevine named also Morellino, carried out in the zone
of production of wine DOC Morellino di Scansano (DOCG from 2007), were recovered vines having
morphologic differences that allowed to differentiate this biotype indicated locally like Morellino pizzuto,
whose ampelographic traits have been reported in a previous paper. Moreover some hypotheses on its
genetic identity and the relationship with other varieties were also hypothesized. The present paper resumes
the study that was undertaken, using historical sources beginning from XVII the century, in order to define
ampelographic, molecular and technological traits. Initially it was hypothesized a relationship with cv.
Sangiovese or with the Canaiolo nero, afterwards several molecular evidences suggested to look for
relationships with others varieties. The historical traces left to imagine that the spread of this variety was not
limited to the single zone of Scansano but it was present in all the Tuscan territory. Accessions of this variety
were also found in old vineyards of the Chianti, Lunigiana, Montecucco and Monteregio di Massa
Marittima DOC areas and in Colline Pisane. One of these synonyms brought back in the grapes painted by
Bartolomeo del Bimbo, named il Bimbi (XVII
th
century), has offered an interesting support in order to
advance the hypothesis that could be related to the name Navarrino that could be a synonym of grape of
Navarre or grape Gaglioppa, which was cultivated in Colline Pisane area in the XVIII
th
century and
finally it was hypothesized the correspondence between Morellino pizzuto and Gaglioppo . Detailed
ampelographic comparisons with others varieties supplied by several italian Institutions were carried out
according to the O.I.V (1983) and Genres Euproject (1998) methods on shoot and leaf assisted by PC and
analysis of the microsatellites polymorphism of ten loci: VVS2, VVMD27, VrZag62, VrZag79, VVMD5,
VVMD6, VVMD7, VVMD17, VVMD21, VVMD24. Moreover have been characterized, the vegetative-
productive behaviour, the anthocyanin profile is richer on malvin, acetate, para-cumarate and tri-substituted
anthocyanins compared to Sangiovese. In addition also the wine sensory profile was detailed.
In conclusion ampelograhic and molecular studies allowed us to establish that the Morellino pizzuto
corresponds to variety Gaglioppo, already enrolled into the National Registry of the Grapevine Varieties
and, therefore, it will be useful to request the authorization to the cultivation in Tuscany.
9
Napping:aspontaneousmethodtodeterminetherelativeimportanceof
variousfactorsonsensoryproperties
L. Perrin
1,2,3
, R. Symoneaux
2
, I. Matre
2 ,
C. Asselin
1
, F. Jourjon
2
1 : Ple Technique Interloire 73 rue Plantagent 49 100 Angers France
2 : UMT Vinitera Laboratoire Grappe ESA 55 rue Rabelais- 49 007 Angers France
3 : Laboratoire de mathmatiques appliques Agrocampus Rennes / IRMAR 65 rue de
Saint Brieuc CS 84215 - 35 042 Rennes cedex France
A spontaneous method called Napping was developed recently (Pags, 2003 & 2005), and is
partly dedicated to the wine profession. Each judge lays out the products on a paper sheet (a
tablecloth) according to his/her own criteria. The analysis of the configurations allows to
determine on which criteria was based the positioning, both at individual and at collective
level. In the case of wines, it is interesting to know which factor (origin, variety, vintage,
winemaking estate, etc.) has a predominant effect on sensory properties. Previous studies
(Pags, 2003 & 2005) have shown that it was possible to separate wines according to
technological features (oak barrels aging or not) and according to denominations. Cases were
applied to French wines from Vouvray and Touraine denominations. However, the grape
varieties were different as well: Chenin and Sauvignon, respectively.
The aim of the present study was thus to check whether Napping allows to separate wines
from different denominations but from the same grape variety.
Twelve white wines from three different denominations of Middle Loire Valley (4 Vouvray
wines, 4 Anjou wines and 4 Savennires wines), all from Chenin grape variety and from
vintage 2004, were selected according to an experimental design: in each denomination, there
were wines aged in new oak barrels or not, and containing residual sugars or not. Napping
task was performed by 21 wine professionals. Data were treated by Multiple Factorial
Analysis.
The obtained wine map contrasts intense wines (in terms of colour, odours and aromas) to
wines with white fruit notes. It also highlights a wine perceived as more complex, more
sweet and with more maturity notes than the others, and opposes it to a wine described as
bitter. Wines were however not sorted according to their denomination.
In this example, the method did not reveal any origin effect. The most credible explanation is
that variability within each denomination was more important than variability between the
three denominations. This great sensory variability has already been underlined in previous
studies (Fischer et al., 1999; Kontkanen et al., 2005; Schlosser et al., 2005) and could prevent
the wines from being sorted according to denomination. In order to emphasize origin effect, it
would be interesting to study wines from various denominations but with a balanced
winemaker effect.
References:
Fischer, U., Roth, D., & Christmann, M. (1999). The impact of geography origin, vintage and wine estate on
sensory properties of Vitis vinifera cv. Riesling wines. Food Quality and Preference, 10 (4-5), 281-288.
Kontkanen, D., Reynolds, A. G., A., C. M., & King, M. (2005). Canadian terroir: sensory characterization of
Bordeaux-style red wine varieties in the Niagara Peninsula. Food Research International, 38 417-425.
Pags, J. (2003). Recueil direct de distances sensorielles : application l'valuation de dix vins blancs du Val-de-
Loire. Sciences des Aliments, 23 679-688.
Pags, J. (2005). Collection and analysis of perceived product inter-distances using multiple factor analysis:
application to the study of 10 white wines from the Loire Valley. Food Quality and Preference, 16 (7), 642-649.
Schlosser, J., Reynolds, A. G., King, M., & Cliff, M. A. (2005). Canadian terroir: sensory characterization of
Chardonnay in the Niagara Peninsula. Food Research International, 38 11-18.
11
Riconoscibilita' dei vini Sangiovese in base all'odore.

M. Picchi, A. Recchia, C. Dinnella, M. Bertuccioli & L. Monteleone
Dipartimento di Biotecnologie Agrarie Universit degli Studi di Iirenze
erminio.monteleoneunifi.it

Fra le propriet sensoriali del vino, quelle aromatiche sono da considerarsi come le
pi rilevanti per la identificazione del prodotto.
Lo scopo del presente lavoro stato verificare quanto sono discriminabili vini
Sangiovese rispetto ad altri vini di pregio ottenuti prevalentemente o
esclusivamente da un solo vitigno allevato in aree vocate e specifiche.
Undici vini sono stati selezionati dallEnoteca Nazionale di Siena quali prodotti
rappresentanti le seguenti tipologie di vino rosso: Brunello, Nobile di
Montepulciano (2), Chianti Classico, Chianti, Barolo, Nero dAvola, Primitivo,
Aglianico del Vulture, Negroamaro.
Lo studio stato articolato in pi fasi: 1) analisi descrittiva dellodore dei vini
attraverso limpiego di un panel addestrato. 2) valutazione delle similitudini e delle
differenze dellodore dei campioni attraverso il metodo Projective Mapping
condotto separatamente con 13 enologi professionisti ed 80 consumatori. Esperti e
consumatori prima della valutazione dei campioni hanno partecipato ad un test
clinico di abilit olfattiva consistente nel riconoscimento di 12 odori familiari.
Dopo la sessione di Mapping, agli esperti stato chiesto di valutare la qualit e la
tipicit dellodore vini testati, mentre i consumatori hanno espresso il gradimento
per lodore dei vini su una Labeled Affective Scale. Ai consumatori stato inoltre
chiesto di completare un questionario per la raccolta di informazioni demografiche,
sulla frequenza e le occasioni di consumo del vino, sul grado di coinvolgimento
verso il prodotto, sulla predisposizione a provare nuovi vini, sulla familiarit con le
denominazioni dei vini testati e sui valori.
I dati ottenuti dal panel addestrato, le configurazioni individuali degli esperti e
quelle dei consumatori sono state analizzate separatamente attraverso lanalisi
procrastica generalizzata. La relazione tra le diverse mappe di consenso stata
stimata attraverso il coefficiente Rv. I risultati indicano che la discriminazione tra i
campioni operata dagli esperti differisce da quella ottenuta dal panel addestrato. La
mappa di consenso generata dagli esperti risultata correlata al giudizio di qualit
indipendentemente dalle specifiche propriet sensoriali dei prodotti. I dati
descrittivi contribuiscono a spiegare la capacit dei consumatori di discriminare i
vini. Fra i vini Sangiovese, i campioni Chianti Classico sono risultati essere ben
discriminati rispetto al resto dei prodotti considerati.
La segmentazione dei consumatori in base alle variabili del questionario ha
permesso di identificare gruppi di soggetti con una diversa capacit di
discriminazione. E stato inoltre possibile studiare la relazione tra mappe percettive
prodotte dai diversi gruppi e giudizi di gradimento. Familiarit, frequenza al
consume, coinvolgimento emotivo, interesse al consume di prodotti innovative e
preferenza sono risultati essere buonoi indici di predizione della capacit soggettiva
di discriminare I diversi vini in base allodore.





12



Perceived Odour Specificity of Sangiovese wine.

M. Picchi, A. Recchia, C. Dinnella, M. Bertuccioli & L. Monteleone
Dipartimento di Biotecnologie Agrarie Universit degli Studi di Iirenze
erminio.monteleoneunifi.it
Odour properties greatly contribute to the identification of the sensory specificity
of wine. Projective Mapping (PM) is a simple, user-friendly technique that allows
consumers to express perceptual similarities and groupings among a set of products
by placing them on a two dimensional surface. In this work, using PM, Sangiovese
wines were compared to other single grape red wines. Two groups of judges
(consumer and wine experts) who might be expected to have different perceptions
of a product set were recruited. Also a conventional description of the odour profile
was obtained from a trained panel.
Eleven wines were selected by the Enoteca Nazionale di Siena to represent the
following Italian red wines: Brunello, Nobile di Montepulciano (2), Chianti
Classico, Chianti, Barolo, Nero dAvola, Primitivo, Aglianico del Vulture,
Negroamaro.
Before the PM test 13 wine experts and 80 consumers participated to a sniffing
session to test their olfactory ability. After the mapping session, experts were
asked to score the wines in relation to their odour quality and tipicality. Similarly
consumers scored their liking for the presented wines by using a Labeled Affective
Scale and filled in a questionnaire on wine consumption and choice.
Data from the trained panel as well as data from experts and consumers were
independently submitted to the Generalized Procrustes Analysis. Rv coefficient
was used to estimate the similarity of the perceptual maps from the three data sets.
Sensory differences among wines according the trained panel did not match the
consensus perceptual map obtained from the experts. The latter was mainly driven
by the quality scores rather than specific sensory properties. On the contrary, the
sensory drivers of wine discrimination were identified by projecting the odour
profile data on the consensus perceptual map obtained from consumers. Among
Sangiovese products, the Chianti Classico samples were discriminated from the
rest of the presented wines.
Individual differences in mapping wines were strong among consumers. Data from
the questionnaire on wine consumption and choice were used to identify consumer
segments differing in grouping wines. Familiarity, frequency of consumption,
involvement, innovativeness and preference were found to be predictors of subject
ability in discriminating wine odour.
13
ZinfandelCaliforniasHeritageWineGrapeVariety
GlennMcGourty,WinegrowingandPlantScienceAdvisor
UniversityofCaliforniaDavis
CooperativeExtension,MendocinoandLakeCounties
Zinfandel is thought of as Californias heritage wine grape variety, even though it is certainly not
native to our state. For many years, its origins were not clear. Research by wine historian
Charles Sullivan reveals that it was imported from Austria around 1829 to Boston, Massachusetts
where it was used for green house grown table grapes. It was imported to California in 1852,
and by 1878, it was Californias most widely planted wine grape variety. The origins of the name
Zinfandel remain unknown. The similarities between Zinfandel and Primitivo were observed
by USDA Virologist Austin Goheen, and UC Davis professor Carol Meredith confirmed that the
two were the same variety in 1994 by DNA fingerprinting. Winemaker Mike Grgich of Napa
Valley noted that the variety Plavic Mali from his native Croatia was similar to Zinfandel. DNA
analysis showed that it was not a match for Zinfandel, but was related. Further studies by Dr.
Meredith and Croatian scientists Edi Maletic and Ivan Pejic found that an obscure variety
Crljenak Kastelanski is in fact the same as Zinfandel when compared by DNA analysis.
Zinfandel is widely planted in California and can be found in all of our wine growing regions.
Zinfandel performs best in a Winkler III region, and requires at least 3100 hours above 50
degrees F for ripening. Its phenology is very similar to Sangiovese. In 2007, there were 20,649
hectares producing 370,572 metric tons of fruit. The wines most expressive of terroir are made
from fruit grown in the traditional style, in which vines are gobelet (head) trained, not irrigated,
and usually the vineyards are on hillsides with non-fertile soils and good water holding
capacities. Vines are propagated on Rupestris St. George, and are often over 50 years old. Plant
densities range from 1000 to 2000 vines per hectare. Yields are low, usually between 4.5 to 7
tons per hectare. There is not very much diversity in Zinfandel clones.There is an active clonal
selection program underway by Jim Wolpert at UC Davis to select material from very old
vineyards. Zinfandel fruit typically has a large cluster, and ripens unevenly. It is not unusual to
see green berries and raisins on the same cluster. Because of this, fruit usually must be picked
very ripe for the best quality wine, and often the resulting wines are very high alcohol (15 % +)
and sometimes, there is also residual sugar. Flavors range from dark stone fruits (black plums
and black cherries, almond) to dried fruit (prunes, fruit cake and raisins). Wines are medium
colored, and acidity is moderate. Wines typically are consumed in their youth (2-3 years old) and
many improve and mature for up to 5-7 years. Zinfandel has a wide appeal among wine drinkers.
An annual tasting sponsored by ZAP (Zinfandel Aficionados and Producers) routinely attracts
over 10,000 people. Zinfandel is a wine unique to California and is solidly established in our
wine culture.
15
Influenzadiunterrenosabbiososullequalit
organolettichedelvino.
Dr.D.Dini
CantineSardusPaterSoc.Coop.Agr.ViaRinascita,46-09017SantAntioco(CI)-
d.dinialice.it
E ormai noto da qualche decennio come i terreni sabbiosi siano quasi del tutto
refrattari alla "Philloxera vastratix". In questi suoli il temibile afide non riesce a
completare il proprio ciclo, per questo motivo in Italia esistono zone in cui la vite
viene ancora coltivata "franca di piede". Fra queste vi un'isola all'estremo sud-
ovest della Sardegna, l'Isola di Sant'Antioco, dove si produce l'ottimo Carignano,
vitigno introdotto dai Fenici attorno al IX secolo a.C. e poi diffuso in epoca romana
in tutto il Sulcis.
Fin dallantichit il Carignano coltivato a piede franco e allevato ad "alberello
latino" dellIsola di SantAntioco stato un punto di riferimento per la viticoltura
sulcitana, grazie agli ottimi risultati ottenuti. Oggi nonostante gli importanti
progressi tecnologici in vigna e in cantina le cose sono rimaste invariate.
Questo lavoro mette a confronto le uve provenienti da 4 vigneti del Sulcis, in cui il
Carignano viene diversamente coltivato e allevato a seconda dell'area di
produzione.
Attraverso il concetto di maturit fenolica viene presa in considerazione
l'evoluzione qualitativa delle sostanze fenoliche durante lo svolgersi della stagione
vegetativa e la loro successiva attitudine a diffondere nel mosto. I composti fenolici
provenienti dalle uve svolgono un ruolo essenziale nella caratterizzazione dei
diversi vini rossi in quanto responsabili del loro colore, profumo e sapore.
L'indagine prosegue tenendo conto delle caratteristiche analitiche e organolettiche
dei vini, ottenuti vinificando separatamente e in identiche condizioni i rispettivi
vigneti.
Il lavoro mette in risalto le differenze a livello qualitativo fra i Carignano
provenienti dalle diverse aree allo scopo di comprendere quale sia la migliore
correlazione fra questo vitigno e il proprio "terroir", privilegiando scelte enologiche
che esaltino l'identit territoriale del vino.
16
Influenceofasandysoilontheorganolepticquality
ofwine.
Dr.D.Dini
CantineSardusPaterSoc.Coop.Agr.ViaRinascita,46-09017SantAntioco(CI)-
d.dinialice.it
It is already part of the accepted wisdom that sandy soils are almost entirely
refractory to "Philloxera vastratix." Because in this kind of soil the dreadful aphid
fails to complete its life cycle, it follows that in some Italian areas the grapevine is
planted "franca di piede". These areas include the Sant'Antioco Island, where
vinegrowers cultivate the authentic Carignano grape which descends directly from
the vineyard introduced by Phoenicians (C9th BC) and then spread throughout the
Southwestern Sardinia (Sulcis) during the Roman age.
The SantAntiocos Carignano, planted since ancient age franco di piede and
trained as Latin sapling system, has got the status of landmark for the Sulcis
viticulture, producing remarkable results. Thus these procedures have been pursued
up to the present, notwithstanding the technological progress occurred in either
vineyard and cellar.
The present presentation addresses the comparison among grapes collected from
four Sulcis vineyards, where Carignano is differently cultivated and trained
according to the production area.
In view of the phenolic maturity concept the qualitative development of phenolic
substances is taken into account during the unfolding of the growing season and the
subsequent ability showed by these substances in spreading throughout the must.
The phenolic compounds derived from grapes play an essential role in the
characterization of different red wines as responsible for their color, fragrance and
flavor.
Moreover, the analytical and organoleptic features of wines, obtained vinifying
separately, but under identical conditions the products of the different vineyards,
have been also taking into consideration.
Finally, we focus on the qualitative differences of Carignano from different Sulcis'
areas, in order to get insights into the best correlation between this grape variety
and its "territory", thus addressing oenological choices magnifying the territorial
identity of the wine.
17
LESPRESSIONE DEI CARATTERI QUALITATIVI DEL SANGIOVESE IN
DIFFERENTITERROIR
MaurizioBoselli
(1)
,ManuelDiVecchiStaraz
(1)
,LauraPieragnoli,
(2)
,LidiaCeseri
(2)
,Marzia
Migliorini,
(3)
PaoloViti.
(3)
(1) Dipartimento di Scienze, Tecnologie e Mercati della Vite e del Vino, Universit di Verona, Villa
Lebrecht, Via della Pieve, 70 37029 San Floriano, Italy
(2) Dipartimento di Ortoflorofrutticoltura, Universit di Firenze, Viale delle Idee, 30 50019 Sesto
Fiorentino, Italy
(3) Laboratorio Chimico Merceologico - Azienda Speciale della Camera di Commercio di Firenze,
via Orcagna, 70 - 50121 Firenze, Italy
ABSTRACT
The study of aroma composition of grapes has recently permitted to valorise differences between
terroir and consequently wines. Specifically the volatile compounds of grapes, generally present in
trace amounts, have relevant influence on wine aroma. For example some volatile compounds
(terpenes, C
13
norisoprenoids, benzene derivatives and aliphatic alcohol) are the main contributor
to fruity note in wines. Concentration of volatile compounds depends on the cultural practices and
climatic or biological factors.
In this work we observed climate and soil characteristics of different terroir as well as production
and phenological data to evaluate qualitatively and quantitatively aroma composition of
Sangiovese (Vitis vinifera L. cv. Sangiovese) grapes. We used a SPME method to detail the aroma
composition of this important grape cultivar. We identified the different terroir as well as some
specific compound issued from the relationship between genotype and environment.
RIASSUNTO
Lo studio della composizione aromatica delluva ha recentemente permesso di valorizzare le
differenze esistenti tra diversi terroirs e quindi tra vini. In particolare i composti volatili delluva,
che sono presenti in quantit traccia, hanno unimportante influenza sugli aromi del vino. Ad
esempio alcuni di questi composti (terpeni, C
13
norisoprenoidi, derivati del benzene ed alcool
alifatici) sono tra i principali responsabili di note fruttate nel vino. La concentrazione dei composti
volatili varia in conseguenza degli interventi colturali e in rapporto al clima ed altri fattori biologici.
Nel presente studio abbiamo caratterizzato il clima ed il suolo di diversi terroir ed anche realizzato
rilievi produttivi e fenologici per valutare quantitativamente e qualitativamente la composizione
aromatica di uve di Sangiovese (Vitis vinifera L. cv. Sangiovese). E stata realizzata unanalisi
SPME per dettagliare la composizione aromatica di questa importante cultivar. Sono stati
identificati specifici composti in conseguenza della relazione tra genotipo ed ambiente.
18
RIASSUNTO
Lo studio della composizione aromatica delluva ha recentemente permesso di valorizzare le
differenze esistenti tra diversi terroirs e quindi tra vini. In particolare i composti volatili delluva,
che sono presenti in quantit traccia, hanno unimportante influenza sugli aromi del vino. Ad
esempio alcuni di questi composti (terpeni, C
13
norisoprenoidi, derivati del benzene ed alcool
alifatici) sono tra i principali responsabili di note fruttate nel vino. La concentrazione dei composti
volatili varia in conseguenza degli interventi colturali e in rapporto al clima ed altri fattori biologici.
Nel presente studio abbiamo caratterizzato il clima ed il suolo di diversi terroir ed anche realizzato
rilievi produttivi e fenologici per valutare quantitativamente e qualitativamente la composizione
aromatica di uve di Sangiovese (Vitis vinifera L. cv. Sangiovese). E stata realizzata unanalisi
SPME per dettagliare la composizione aromatica di questa importante cultivar. Sono stati
identificati specifici composti in conseguenza della relazione tra genotipo ed ambiente.
ABSTRACT
The study of aroma composition of grapes has recently permitted to valorise differences between
terroir and consequently wines. Specifically the volatile compounds of grapes, generally present in
trace amounts, have relevant influence on wine aroma. For example some volatile compounds
(terpenes, C
13
norisoprenoids, benzene derivatives and aliphatic alcohol) are the main contributor
to fruity note in wines. Concentration of volatile compounds depends on the cultural practices and
climatic or biological factors.
In this work we observed climate and soil characteristics of different terroir as well as production
and phenological data to evaluate qualitatively and quantitatively aroma composition of
Sangiovese (Vitis vinifera L. cv. Sangiovese) grapes. We used a SPME method to detail the aroma
composition of this important grape cultivar. We identified the different terroir as well as some
specific compound issued from the relationship between genotype and environment.
19
ZinfandelTerroirWineintheUSA
John Chiarito, Winegrower
Chiarito Vineyard, Talmage, Mendocino County, California, USA
My interest in Zinfandel wine was inspired by older Italian American winegrowers that I
have known in the Mendocino County wine district known as Talmage (near the city of
Ukiah), where I live. I developed my vineyard and winery to reflect the wine growing
traditions of the region. I am an artisan producer of handcrafted wines that reflect my
Italian heritage, including Zinfandel, Negroamaro, Nero dAvola and Petite Sirah. My
vineyard has a field selection of Zinfandel planted on St. George rootstock at a spacing of
2.5 by 2.5 meters, and a plant density of 1700 vines per hectare. The vines are gobelet
(head) pruned. Fruit is color thinned at veraison, and the crop load is adjusted by
trimming wings on the clusters. Yields average 4 kg per vine, and 6.6 tons per hectare.
The vines are not irrigated. I use organic farming practices, including compost and cover
crops for the soil, and weeds are controlled by tillage. Sulfur dust is applied for mildew
control. My winery is in the basement of my house, so I am always very close to my
work. When the fruit is ripe (between 24-- 25 % brix) we pick grapes early in the
morning, crush it into 500 kg open top fermenters, and cold soak if for up to 4 days. I
then inoculate it with yeast. I punch down the cap, and usually after 6 days, I use a
basket press to process the must. I tank settle overnight and rack the next day. Wine is
then placed in French oak barrels (about 15% new oak) and aged for 14-16 months.
Usually I rack three times. Following bottling, I then age the wine an additional 6
months before release. I make Zinfandel with moderate alcohol (14-15%), ripe fruit
flavors (not oak), soft tannins, good acidity and medium red color, reflecting the Italian
tradition of making wine that pairs well with food. I sell wine to restaurants and wine
shops in the local region and the San Francisco Bay area, and also through my wine club.
My wines are produced with respect for the best practices that have been used to make
good tasting Zinfandel for over 120 years and 5 generations in our region.
21
Profilo cromatico e sensoriale del Sangiovese: impatto di differenti variabili tecnologiche
applicateinfasedimacerazioneediaffinamento
Angela Silva, Milena Lambri*, Dante Marco De Faveri
Istituto di Enologia e Ingegneria Alimentare, Universit Cattolica del Sacro Cuore
Via Emilia Parmense, 84 29100 Piacenza Italy
*milena.lambri@unicatt.it
Il presente studio illustra i risultati attinenti il ruolo di alcune variabili inserite nelle fasi di
macerazione e di affinamento in legno sui caratteri compositivi e sensoriali del vino Sangiovese.
Le esperienze riguardano vini:
- ottenuti da macerazione condotta, a partire dalla stessa massa di pigiato, utilizzando
livelli differenti di aerazione e da affinamento in legno nelle stesse condizioni per 14
mesi;
- maturati in barriques di rovere, francese ed americano, avente livelli di stagionatura di
24 e 36 mesi.
In relazione ai livelli di aerazione utilizzati in macerazione, si ottengono vini che, alla svinatura,
hanno profili cromatici distinguibili in base alla variante tecnologica applicata.
Durante la prima fase di maturazione in legno (6-8 mesi), si osserva la formazione di combinati
che coinvolgono gli antociani con un aumento delle assorbanze a 520 e a 620 nm.
Successivamente, una parte di questi combinati si riorganizza provocando una liberazione di
antociani, che in parte entrano in forma copigmentate con cofattori rilasciati dal legno.
Le coordinate tricromatiche evidenziano, infatti, a 14 mesi di conservazione un colore rosso
intenso (a), definito (C) e cupo (L) in ambedue i casi, ma con una maggiore percentuale di
sfumature aranciate per il vino pi aerato. I dati compositivi si riflettono sul colore visivamente
percepito e sui caratteri gusto-olfattivi a dare un profilo pi armonico ed evoluto rispetto al vino
che ha ricevuto un minor livello di aerazione in macerazione.
I risultati dellindagine effettuata sullinfluenza delle variabili stagionatura ed origine del legno
sulle propriet chimiche e sensoriali del vino Sangiovese evidenziano che i due fattori
considerati concorrono a far evolvere in modo differente la composizione fenolica, rispetto al
medesimo prodotto di partenza. La variabilit tra i 4 gruppi (origine francese con 24 mesi di
stagionatura; origine francese con 36 mesi di stagionatura; origine americana con 24 mesi di
stagionatura; origine americana con 36 mesi di stagionatura) nettamente superiore a quella
allinterno di ciascun gruppo di barriques (6 per ogni tipologia di legno e per ciascun livello di
stagionatura).
Lincidenza dellorigine del legno si mantiene per tutto il periodo di conservazione (12 mesi),
mentre leffetto della stagionatura pi rilevante nei primi 6 mesi: riguarda i composti cedibili
dal legno ed maggiore per i tempi di stagionatura pi lunghi.
Lanalisi sensoriale evidenzia che il vino maturato in barriques francesi con stagionatura di 36
mesi si diversifica dagli altri prodotti, in quanto preserva le note varietali e possiede una
maggiore complessit aromatica. Nel vino conservato in barriques americane di 36 mesi prevale
la morbidezza gustativa che trova riscontro nella minore percentuale di tannini astringenti
rilevata allanalisi chimica. Nel vino affinato in barriques di legno francese con 24 mesi di
stagionatura spiccano le note di spezie, di affumicato e di tostato, mentre la stagionatura di 24
mesi del legno americano imprime una nota vegetale al Sangiovese.
In sintesi, quindi, nonostante i risultati di barriques uguali sullo stesso vino non siano
perfettamente sovrapponibili, linfluenza dei parametri considerati produce un impatto
significativo rilevabile sia a livello analitico che sensoriale.

22
Colour and sensory profile of Sangiovese: impact of different technological variables
appliedtomacerationandaging
Angela Silva, Milena Lambri*, Dante Marco De Faveri
Istituto di Enologia e Ingegneria Alimentare, Universit Cattolica del Sacro Cuore
Via Emilia Parmense, 84 29100 Piacenza Italy
*milena.lambri@unicatt.it
This study concerns the impact of some variables, applied to the phases of maceration and of
wood aging, on the chemical and sensory properties of Sangiovese wine.
Trials regards:
- wines obtained with maceration carried out starting from the same crushed grapes and
using different aeration levels, then aged in wood at the same conditions for 14 months;
- wines matured in barriques of different oak origin, French and American, with
seasoning levels of 24 e 36 months.
Related to the applied aeration levels during maceration, wines at devatting have different
colour profiles clearly linked to the technology applied.
During the first period of aging (6-8 months), combined phenolic compounds, in which
anthocyanins are involved, produce an increase of the absorbance at wavelengths of 520 and
620 nm. Then, a fraction of these compounds re-organizes itself and the anthocyanins released
take part to copigmentation phenomena with co-factors extracted from wood.
At 14 months of storage tristimulus values point out, for both the wines, a intense red (a*),
saturated (C*) and dark (L*) colour with a fraction of orange tones greater for the wine more
aerated.
Chemical data of Sangiovese, obtained with a greater level of aeration during maceration, show
a good correlation with visual colour perception and with sensory profile: more complexity and
tertiary flavours if it is compared with the low aerated wine.
Trial carried out on variables wood origin and seasoning points out that the same Sangiovese
wine, aged in different wood conditions, produces different wines as to phenolic composition
and sensory perception.
Variability among the 4 sub sets (French origin with 24 months of seasoning; French origin with
36 months of seasoning; American origin with 24 months of seasoning; American origin with
36 months of seasoning) is clearly higher than the one within each group of barriques (6 for
each wood typology and for each seasoning level).
The impact of wood origin remains for the entire wine aging period (12 months), while
seasoning, especially long (36 months), significantly affects data of phenolic compounds
released from wood in the first 6 months of storage.
Sensory analysis shows that wine aged in French barriques with 36 month seasoning significant
differs from other samples, as it maintains varietal flavours and has a greater aroma complexity.
Sangiovese stored in American 36 month seasoned barriques is soft, round and has the lowest
fraction of astringent tannins. Wine fined in French 24 month seasoned barriques is spicy,
smoky and toasty, while American 24 month seasoned barriques give vegetal notes to
Sangiovese.
So, whatever results obtained on the same barriques are not perfectly paired, the impact of the
tested variables is significantly detectable both at chemical and at sensory level.


23
Sensory IrofiIes of ZinfandeI Wines Iron Iive Differenl Sonona
Counly Siles
ARARA LINDLOM - consulting winemaker in California

ZinfandeI vines are grovn over a vide and varied range of regions in CaIifornia.
Al lhe sane line, ZinfadeIs vines are very expressive of sile and refIecl regionaI
as veII as individuaI sile characlerislics.

There are cerlain lasic requirenenls of ZinfandeI vines for successfuI vine
produclion. ZinfandeI vines need sufficienl heal and sun lo ripen lhe fruil. ul
lo produce lhe nosl dislinclive vines, lhey aIso require cooI evenings ZinfandeI
aIso requires veII-drained soiIs.

HappiIy, lhere are nany pIaces in CaIifornia lhal neel lhese crileria. There are
ZinfandeI vineyards in aloul lvo lhirds of lhe counlies in CaIifornia.

There are sone sensory allrilules connon lo nosl CaIifornia ZinfandeI vines.
Anong lhere are a cIear core of fruil characler in lhe arona and fIavor -
connonIy lIacklerry, rasplerry, and cherry. And lIack pepper or olher spices
are oflen noled.

RegionaI vinenakers do lend lo find cerlain connon characlerislics in lheir
vines. Hovever, lhe inporlance of individuaI sile is quile dranalic in ZinfandeI
vines.

In 2OO5, for a snaII connerciaI projecl in Sonona Counly, vine vas nade fron
singIe vineyards in five of lhe Counlys eIeven AVAs. These vere produclion
Iols, nol research lriaIs. Hovever, lhe purpose of lhis 5-vine projecl vas lo nake
individuaI vines each expressing lhe characler of ils individuaI sile.

The vines vere vinified in one Iocalion naking an efforl lo enpIoy consislenl
praclices vilh lhe oljeclive of producing vines lhal cIearIy refIecled lheir
respeclive origins.

The vines produced vere dranalicaIIy differenl. The five vineyards - lheir
Iocalion, soiIs, age, and cuIlivalion - as veII as lhe sensory allrilules for each of
lhe individuaI vines viII le discussed.

25

Studio sulla biosintesi degli aromi nelle uve di Sangiovese
C. D'Onofrio, De Lorenzis, G. Scalabrelli
Dipartimento di Coltivazione e Difesa delle Specie Legnose G. Scaramuzzi, Sezione di Coltivazioni Arboree,
Universit di Pisa, Via del Borghetto, 80 - S6J24 Pisa (c.donofrioagr.unipi.it)

Gli aromi delle uve e alcuni precursori, modificati durante i processi di lavorazione delle uve, di
fermentazione e evoluzione del vino, giocano un ruolo fondamentale nella definizione dei parametri
qualitativi e di tipicit del prodotto: la finezza, la persistenza e la complessit aromatica di un vino sono
caratteristiche molto ricercate dal consumatore moderno.
I pi importanti gruppi di composti che caratterizzano gli aromi delle uve e dei vini includono acidi organici,
proantocianidine, terpenoidi (monoterpeni, sesquiterpeni, C13-norisoprenoidi), derivati della via biosintetica
dello scichimato (fenoli volatili e derivati del benzene), alcoli alifatici e tioli volatili. Nonostante centinaia di
composti potenzialmente coinvolti nel definire le caratteristiche aromatiche delle uve sono stati individuati,
le conoscenze sulla loro biosintesi sono ancora limitate e solo alcuni dei geni coinvolti nelle suddette vie
biosintetiche sono stati individuati e caratterizzati.
Lo scopo di questa ricerca la caratterizzazione della biosintesi degli aromi nelle diverse fasi di sviluppo
dellacino di uva Sangiovese. In campioni di fiori e di acini prelevati a intervalli di 10 giorni
dallallegagione alla maturazione stata analizzata la composizione degli aromi e lespressione dei geni gi
caratterizzati e di alcuni putativi geni coinvolti nelle vie biosintetiche delle pi importanti classi di metaboliti
secondari che definiscono gli aromi delle uve. Gli aromi sono stati estratti attraverso la metodologia SPE
(solid phase extraction) e SPME (solid phase micro extraction) e analizzati impiegando un apparato GC-MS.
Lespressione genica stata valutata utilizzando la RT-PCR real-time.
Il contenuto complessivo degli aromi ha presentato un picco alla fioritura-allegagione e poi un lento
accumulo nel corso delle successive fasi di sviluppo dellacino con un incremento esponenziale in prossimit
della maturazione tecnologica. Tra i geni esaminati, alcuni hanno presentato un picco di espressione in
prossimit della fioritura e dellallegagione, mentre altri hanno mostrato unespressione nel corso della fase
di maturazione. La composizione aromatica delle uve di Sangiovese e la correlazione tra contenuto
aromatico e espressione genica discussa.
26
Studies of aroma biosynthesis in Sangiovese grape

C. D'Onofrio, De Lorenzis, G. Scalabrelli
Dipartimento di Coltivazione e Difesa delle Specie Legnose G. Scaramuzzi, Sezione di Coltivazioni Arboree,
Universit di Pisa, Via del Borghetto, 80 - S6J24 Pisa (c.donofrioagr.unipi.it)
Grape-derived flavour compounds and some flavour precursors modified during fermentation, wine
evolution and ageing, are fundamental in determining the organolectic parameters used to define wine
quality: the aromatic finely, persistency and complexity are consumers desired wine characteristics.
The most important groups of compounds that affect the aromatic characteristics of wines are organic acids,
proanthocyanidins, terpenoides (monoterpenes, sesquiterpernes, C-13 norisoprenoides), derivatives from the
biosynthetic pathway of shikimate (volatiles phenols and aromatic derivatives), aliphatic alcohols and
volatile thiols (also known as mercaptans). Although hundreds of secondary metabolites that potentially
contribute to wine flavour have been detected in grapes, the knowledge of the biosynthesis of many of these
compounds is not well understood and only a few genes involved in flavour pathways have been discovered
and characterised.
The aim of this research is the characterization of aroma biosynthesis during Sangiovese berry
development. In samples of flower and berry at different developmental stage from fruit set to technological
ripening have been analysed the aroma content and the expression of characterised genes and some putative
gene involved in grape flavour pathways. The aroma compounds have been extracted by SPE and SPME
procedure and analysed by a GS-MS apparatus, while the gene expression have been detected by real-time
RT-PCR.
The analysis revealed a pick of aroma content during berry setting and a subsequent slowly aroma
accumulation during berry development with a fast increase at the end of ripening. Among analysed genes,
some showed a pick of expression during berry setting, while others are expressed during the ripening stage.
The Sangiovese grape aroma composition and the correlation among aroma accumulation and gene
expression is discussed.
27

Lffetti di elicitori in postraccolta su processi metabolici delle uve Sangiovese in
maturazione

P. 1onutti, L. Chkaiban
Scuola Superiore S. Anna, Piazza Martiri della Libert 33, S6J27 Pisa
pietro.tonuttisssup.it
S. Pecchia, R. Vergara
DCDSL G. Scaramuzzi Universit di Pisa, via del Borghetto 80, S6J24 Pisa
L. Becatti, A. Ranieri
DCBA Universit di Pisa, via del Borghetto 80, S6J24 Pisa
aranieriagr.unipi.it

Nel tentativo di approfondire le conoscenze relative al processo di maturazione
delle uve Sangiovese e tenuto conto della possibilit, per determinate produzioni
enologiche, di utilizzare strutture per una controllata disidratazione in postraccolta
(tunnel di appassimento per passiti e/o rinforzati), sono state allestite specifiche
sperimentazioni riguardanti lutilizzo di due elicitori gassosi (anidride carbonica ed
etilene) applicati immediatamente dopo la raccolta, efficaci nel modulare alcuni
processi metabolici in diversi frutti in maturazione,.
L effetto del trattamento con CO
2
(30% v/v per 3 giorni) con successivo
trasferimento delle uve in aria per 9 giorni (e relativa parziale disidratazione)
stato valutato su buccia e polpa separatamente, sia in termini di cambiamento dei
profili di trascrizione, utilizzando il microarray Aros V1 (Operon) contenente
14.562 sequenze corrispondenti ad altrettanti geni, sia considerando levoluzione
del contenuto di composti polifenolici. Al termine del trattamento e in
comparazione con i campioni alla raccolta 214 targets sono risultati
differenzialmente espressi nella buccia e 107 nella polpa: ci mette chiaramente in
evidenza la diversa reattivit metabolica dei due tessuti del frutto. Analisi
bioinformatiche (BLASTX) hanno consentito di assegnare una funzione putativa a
144 (buccia) e 107 (polpa) dei geni risultati differenzialmente espressi in seguito al
trattamento con CO
2
. Le categorie pi rappresentate nella buccia sono quelle
coinvolte in processi metabolici (primari e secondari) e di difesa e di interazione
con lambiente. Le analisi biochimiche evidenziano un interessante effetto della
CO
2
sul contenuto di polifenoli totali ed, in particolare, dei flavan-3-oli che
aumentano rispetto al controllo nei giorni post-trattamento. I dati ottenuti indicano
la presenza di variazioni fisiologico-metaboliche delle bacche in seguito
allapplicazione della CO
2
in postraccolta con possibili ripercussioni sia su aspetti
legati alla difesa (sviluppo di patogeni durante il processo di appassimento per le
uve da vino o, in unottica pi estesa, di conservazione per le uve da tavola) sia
sulle caratteristiche qualitative dei vini (contenuto di composti antiossidanti).
Un simile approccio metodologico stato utilizzato per quanto riguarda il
trattamento in postraccolta con etilene (1000 ppm, 3 giorni con successivo
trasferimento delle uve in aria): le analisi preliminari indicano che la presenza
dellormone gassoso agisce sulle pareti cellulari riducendo il contenuto di pectine e
migliorando lestraibilit dei composti fenolici. Nellambito di questa categoria, i
composti stilbenici (trans-resveratrolo) appaiono positivamente influenzati
dalletilene.
Il lavoro parte di un progetto di ricerca finanziato dalla Fondazione Cassa di
Risparmio di Pisa
28

Lffects of postharvest elicitors on ripening-related metabolic
processes of Sangiovese berries.

P. 1onutti, L. Chkaiban
Scuola Superiore S. Anna, Piazza Martiri della Libert 33, S6J27 Pisa
pietro.tonuttisssup.it
S. Pecchia, R. Vergara
DCDSL G. Scaramuzzi Universit di Pisa, via del Borghetto 80, S6J24 Pisa
L. Becatti, A. Ranieri
DCBA Universit di Pisa, via del Borghetto 80, S6J24 Pisa
aranieriagr.unipi.it
With the aim of better understanding basic processes of Sangiovese berry ripening
and considering that postharvest manipulation (to produce special wines as
passiti and/or reinforced) is now possible in environmentally-controlled
dehydration tunnels where specific treatments can be easily performed, trials using
two gaseous elicitors (carbon dioxide and ethylene) have been carried out on
Sangiovese berries.
The effects of CO
2
treatment (30% v/v for 3 days followed by storage in air up to 9
days) have been evaluated on flesh and skin separately in terms of both transcript
profiling, using the Aros V1 grape microarray (Operon, 14,562 oligos), and
polyphenol content. At the end of the treatment and compared with berries at
harvest, 214 and 107 targets resulted differentially expressed in the skin and pulp,
respectively. This clearly indicates the different metabolic reactivity of the two
tissues to environmental stimuli. BLASTX analysis assigned a putative function to
144 (skin) and 107 (pulp) differentially expressed targets. GO categories with the
highest number of sequences were: Interaction with the Environment, Cell rescue
defence and virulence, Protein with binding function, (primary and secondary)
metabolism. Biochemical analyses pointed out that the presence of a CO
2
-enriched
atmosphere after harvest affects polyphenol content: in fact, total phenol and , in
particular flavan-3-ols concentration increased in skins of treated berries. These
data clearly demonstrate that physiological-metabolic changes occur in Sangiovese
berries following the postharvest treatment with CO
2
: some of these changes might
be beneficial in terms of disease control (an important aspect for wine grapes
undergoing postharvest dehydration and for the storage of table grapes) and
antioxidant properties of the resulting wines.
A similar methodological approach has been used for the evaluation of the effects
of postharvest ethylene treatments (1000 ppm for 3 days followed by storage in air
for 9 days): preliminary analyses pointed out a decrease of pectin content
indicating an effect of the hormone on cell wall and on the extractability index.
Considering polyphenols, stilbenic compounds (trans-resveratrol) appeared to
increase in skins of ethylene-treated berries.
This work has been financially supported by the Fondazione Cassa di Risparmio di
Pisa.
29
Dai Costitutori al territorio: indagine bio-molecolare di alcuni cloni di
Sangiovese

Ceseri L
.,1,
, Bandinelli R
.,1,
, Paetti D.
,2,
, Laucou V.
,3,
, 1his P.
,3,
, Boselli M.
,4,
, Giannini R.
,2,

,1,: Dipartimento Ortolororutticoltura, Polo Scientiico, Uniersita degli Studi di lirenze, Viale delle
Idee, 30 - 50019 Sesto liorentino ,lI,, Italy. lidia.ceseriunii.it, roberto.bandinelliunii.it
,2,: Dipartimento Scienze e 1ecnologie Ambientali lorestali, Uniersita degli Studi di lirenze, Via S.
Bonaentura, 13 - 50145 Quaracchi ,lI,. Italy raaello.gianniniig.cnr.it, donatella.paettiunii.it
,3,: UMR 109, DIAPC, INRA-SupAgro, Lquipe "Gntique de la Vigne", 2, Place Viala, 34060
Montpellier, lrance. thissupagro.inra.r, laucousupagro.inra.r
,4,: Dipartimento di Scienze, 1ecnologie e Mercati della Vite e del Vino, Uniersita degli Studi di
Verona, Villa Lebrecht - Via della Piee, 0 - 3029 San lloriano ,VR,, Italy.
maurizio.boselliunir.it

L noto che per produrre ini di qualita, che siano espressione del territorio dal quale
proengono, si dee ottimizzare la relazione genotipo x ambiente.
Nello stesso tempo risulta estremamente importante lo studio dei genotipi e la loro
caratterizzazione dal punto di ista agronomico e tecnologico. Altro problema e quello della
corretta identiicazione del genotipo che sempre piu e aertito dalle Istituzioni pubbliche e
priate. Diatti risulta molto importante sia nell`iter che porta alla iscrizione di nuoe arieta e
alla omologazione di nuoi cloni nel Registro Nazionale delle Varieta di ite, che nella iliera di
propagazione costituita da numerosi passaggi ra il costitutore ed il iaista e quindi tra il
iaista e l`azienda, poter disporre di metodi rapidi e sicuri che consentano di eitare la
presenza di sinonimie nel Registro Nazionale oltre che costituire importante mezzo per
certiicare il materiale egetale propagato. L eidente che l`identiicazione genotipica dee ar
rierimento a criteri e metodologie aidabili e ripetibili
Il Sangioese e un itigno che mostra un`ampia ariabilita enotipica, dierenziandosi nei
diersi ambienti in cui iene coltiato. Probabilmente questo e uno dei motii per il quale
esistono un numero considereole di cloni omologati e regolarmente iscritti.
Nel presente laoro sono stati studiati dal punto di ista molecolare otto cloni omologati di
Sangioese. Questi sono stati selezionati in base alla diusione nelle realta produttie, alle
caratteristiche morologiche, agronomiche ed enologiche oltre che alle dierenti zone di
origine. In particolare lo studio ha preisto l`analisi e la eriica dell`identita nell`intera iliera di
produzione e propagazione delle barbatelle certiicate, a partire dalle piante madri dei
Costitutori ino ad arriare al materiale egetale presente nei iai e quindi nelle realta aziendali.
L`analisi molecolare, eettuata con 301 marcatori microsatelliti nucleari, ha eidenziato la
presenza di due grandi proili genotipici che hanno eidenziato delle anomalie riscontrabili sia a
liello di iaio che nei igneti aziendali.
In un secondo momento si sono considerati due cloni di Sangioese, con ingerprinting reso
noto dalle precedenti analisi, ed un clone di Merlot ,in maniera tale da aere dei rierimenti
anche su un`altra arieta di larga diusione internazionale,, ubicati in due diersi terroir: area del
Chianti Classico ed area di Montalcino. Si sono quindi studiate le principali caratteristiche
agronomiche con particolare rierimento alla produzione ed all`andamento della maturazione
delle bacche ,zuccheri, acidita totale, pI,. I dati hanno messo in eidenza un contributo
ambientale sull`espressione enotipica dei cloni di Sangioese che in alcuni casi e apparso
eidente.
30
Irom Constitutors to territory: a bio-molecular study of some
Sangiovese's clones

Ceseri L
.,1,
, Bandinelli R
.,1,
, Paetti D.
,2,
, Laucou V.
,3,
, 1his P.
,3,
, Boselli M.
,4,
, Giannini R.
,2,

,1,: Dipartimento Ortolororutticoltura, Polo Scientiico, Uniersita degli Studi di lirenze, Viale delle
Idee, 30 - 50019 Sesto liorentino ,lI,, Italy. lidia.ceseriunii.it, roberto.bandinelliunii.it
,2,: Dipartimento Scienze e 1ecnologie Ambientali lorestali, Uniersita degli Studi di lirenze, Via S.
Bonaentura, 13 - 50145 Quaracchi ,lI,. Italy raaello.gianniniig.cnr.it, donatella.paettiunii.it
,3,: UMR 109, DIAPC, INRA-SupAgro, Lquipe "Gntique de la Vigne", 2, Place Viala, 34060
Montpellier, lrance. thissupagro.inra.r, laucousupagro.inra.r
,4,: Dipartimento di Scienze, 1ecnologie e Mercati della Vite e del Vino, Uniersita degli Studi di
Verona, Villa Lebrecht - Via della Piee, 0 - 3029 San lloriano ,VR,, Italy.
maurizio.boselliunir.it

It is well-known that to hae wines o quality, that represent their original terroir, it is essential
to create a great interaction genotype x territory.
At the same time it is important to study autochthonous genotypes and their agronomical
characterization.
Another problem is the correct genotype identiication that is more and more noticed by both
public and priate Institution. As a matter o act, it turns out to be ery important to hae a
ast and sure method to certiy all egetal material propagated. 1his could be signiicant both to
admit new arieties and clones in the National Catalogue o Grapeine Cultiars both during
the numerous steps inoled into plants propagation. It is eident that genotype identiication
has to be based on reliable and repeatable methods.
Sangioese is a ariety with a great phenotypic ariability, showing a lot o dierences
depending on the arious terroir where it is grown. 1his is probably one o the reason why
there is an abundance o registered clones.
In this work eight oicial clones o Sangioese hae been studied by molecular markers. 1he
clones hae been selected considering their diusion, their morphological and technical
characteristics, and their dierent area o origin. In particular, we hae studied the genotype
identity in all the LWHU that conduces to production and propagation o certiied plants, beginning
rom Constitutor`s mother plants, getting through plants present in nurseries, up to egetal
material planted in arm`s ineyards.
Molecular analysis using 301 nSSRs has shown the presence o two genotypic proile group
able to eidence some anomalies both in nurseries and in ineyards.
Secondary, we hae considered two clones o Sangioese, whose ingerprinting has been
reealed by our precedent analysis, and a clone o Merlot ,in order to hae some reerences
with an international ariety, grown in dierent important locations: Chianti Classico and
Montalcino. \e hae studied the main agronomical characteristicsas yield and quality
parameters ,sugar, acidity, pI,. 1he results show a great interaction with the territory in the
phenotypic expression o Sangioese`s clones.



31
Impattodeicambiamenticlimaticisullaviticolturatoscana
Moriondo,M.,
1
Bindi,M.,
1
Niccolai,M.,
2
Russu,R.
2
1
DISAT-UNIFI,P.zzaledelleCascine18,50144Firenze.
2
ARSIA-ServiziAgroambientalidivigilanzaecontrollo,ViaPietrapiana30,50121Firenze
Riassunto
Nellambito del progetto CLARINO, limpatto del cambiamento climatico sulla
viticoltura toscana stato valutato utilizzando modelli di simulazione di crescita ed epidemiologici
accoppiati ad i risultati di un downscaling statistico a scala regionale. Le informazioni ottenute a
differenti livelli (fenologia, frequenza di eventi estremi) sono state inoltre combinate secondo un
approccio multi-criteriale per derivare informazioni sulle possibili variazioni dellestensione di aree
vocate a produzioni viticole di alta qualit. I fattori forzanti del processo di downscaling per il
presente (1975-2005) e gli scenari futuri A2 e B2 (2006-2099), sono stati ottenuti dal modello di
circolazione generale (GCM) HadCM3. I risultati di questo modello per la Toscana indicano per A2
e B2 un aumento progressivo della temperatura a cui corrisponde una rispettiva diminuzione degli
eventi piovosi durante il periodo di crescita della vite, dove le variazioni in A2 sono pi pronunciate
rispetto a B2. In accordo a queste variazioni: a) le aree potenzialmente coltivabili a vigneto si
potranno espandere comprendendo nel 2100 quasi la totalit del territorio regionale; b) le principali
fasi fenologiche, germogliamento, fioritura e maturazione, saranno anticipate; c) la resa produttiva
subir una graduale diminuzione; d) i rischi di infezioni da patogeni come loidio (Uncinula
necator), e) potranno essere introdotti vitigni attualmente coltivatati in altre aree vocate (es. Italia
del Sud); f) le aree tipicamente vocate a produzioni di alta qualit potranno spostarsi gradualmente
verso quote pi elevate per ridurre lesposizione ad eventi climatici estremi (ondate di calore).
32
Impattodeicambiamenticlimaticisullaviticolturatoscana
Moriondo,M.,
1
Bindi,M.,
1
Niccolai,M.,
2
Russu,R.
2
1
DISAT-UNIFI,P.zzaledelleCascine18,50144Firenze.
2
ARSIA-ServiziAgroambientalidivigilanzaecontrollo,ViaPietrapiana30,50121Firenze
Abstract
Within CLARINO project, climate change impact on grapevine was assessed in one of the
worlds most famous region for wine growing (i.e. Tuscany Region, Central Italy) by coupling crop
growth and disease simulation models and the climate data obtained from statistical downscaling
over the regional meteorological network. Moreover, a multi criteria evaluation approach (MCE)
was used to derive information on possible shift and contraction in premium wine quality
production areas. Forcing factors, provided by General Circulation Model (GCM) HadCM3 for the
period 1990-2100, drove minimum and maximum temperature, rainfall and global radiation (Tmin,
Tmax, R and Rad respectively) downscaling procedure for present period (1975-2005) and A2 and
B2 greenhouse gases emission scenarios (2006-2099). The results indicated a general and
progressive increase in temperature and a decrease of rainfall during the grapevine growing season
and these changes were more evident in A2 scenario than in B2. According to these results: a)
potential suitable areas for grapevine cultivation is expected to enlarge allowing, by the end of
2100, the cultivation in almost the whole region; b) the beginning of the growing season, as well as
anthesis and maturity, will be advanced and the length of annual grapevine growth period will be
shorter; c) final yield will gradually decrease; d) the risk of powdery mildew infection will be less
effective; e) new varieties may be introduced and f) premium wine quality production areas may be
shifted towards higher areas which resulted less exposed to extreme climatic events.
33
COMPORTAMENTOFISIOLOGICODELSANGIOVESESOTTOSTRESSA
MONTALCINO
Matteo Gatti, Mario Fregoni
Istituto di Frutti-Viticoltura, Universit Cattolica del Sacro Cuore
Via Emilia Parmense, 84, I-29100 PIACENZA
matteo.gatti@unicatt.it
Il cambiamento climatico in corso a livello globale un fenomeno di difficile controllo che
interessa la societ in cui viviamo nei suoi vari livelli, in particolare presenta effetti stravolgenti per
il settore agricolo che risente pesantemente dellinnalzamento termico associato alla riduzione delle
precipitazioni. La Vitis vinifera ha consumi idrici annuali contenuti che ne consentono la
coltivazione anche in zone aride. Nei vigneti non irrigui del centro Italia la carenza idrica, abbinata
a eccessi termici e radiativi, causa di fenomeni di stress estivo. Il contenimento di tali stress stato
studiato sul vitigno Sangiovese durante una prova condotta presso lazienda Case Basse di
Montalcino (SI) in cui sono state poste a confronto diverse modalit di gestione della chioma in
alternativa allirrigazione. Poich noto leffetto della tessitura e della sostanza organica del suolo
sullo stress idrico, sono stati analizzati i parametri chimici e fisici del terreno. Parallelamente stata
effettuata la registrazione dei dati per lelaborazione dei principali parametri meteorologici e di
alcuni indici bioclimatici. Sono stati valutati gli effetti di diverse intensit di cimatura e differenti
et delle foglie. Allinvaiatura si proceduto alla misurazione della fotosintesi netta, della
traspirazione, della conduttanza stomatica e della temperatura fogliare. In seguito stata calcolata
lefficienza duso dellacqua. I livelli nutrizionali delle viti di ciascuna tesi sono stati valutati
mediante diagnostica peziolare allinvaiatura.
34
PHYSIOLOGICALRESPONSEOFSANGIOVESEUNDERSTRESSINMONTALCINO
Matteo Gatti, Mario Fregoni
Istituto di Frutti-Viticoltura, Universit Cattolica del Sacro Cuore
Via Emilia Parmense, 84, I-29100 PIACENZA
matteo.gatti@unicatt.it
Global climate change is a phenomenon of difficulty control that interests at different levels the
society, particularly it introduces twisting effects for the agricultural sector which is suffering from
the thermal raising connected to the reduction of the rainfall. Vitis vinifera has low water annual
consumptions that allow the cultivation also in the arid areas. In the non irrigated vineyards of
central Italy, the water lack, combined to thermal and radiative excesses, is affecting summer stress.
The management of such stresses has been studied on the Sangiovese variety during a test carried
out in the farm Case Basse in Montalcino (SI) and different methods of canopy management have
been compared in alternative to the irrigation. Since the effect of the texture and the organic matter
of the soil is known on the water stress, the chemical and physical parameters of the soil have been
analyzed. Climatic data have been recorded and the main meteorological parameters and some
bioclimatic indices have been elaborated as well the effects of different intensities of trimming and
different leaf age have been evaluated. Photosynthesis and transpiration rates, stomatal conductance
and leaf temperature have been measured at veraison. Water use efficiency has been calculated. The
nutritional status of the vines has been evaluated through petiole diagnostic at veraison.
35
L'utilizzo di tecnologie innovative di proximal sensing
per la determinazione della variabilit in vigneto


P. Carnevali, O. Iailla, L. Brancadoro
Dipartimento di Produzione Vegetale Universit degli Studi di Milano
Via Celoria 2, 20J33 Milano e-mail: paolo.carnevaliunimi.it
La sempre crescente adozione di tecnologie nel campo agrario ha consentito lo
sviluppo di tecniche e strumenti che possono essere utilizzati per la valutazione
dello stato vegeto-produttivo dei vigneti in alternativa alle consuete osservazioni e
monitoraggi. Tali sistemi si avvalgono di sensori di varia tipologia, mediante i
quali si possono ottenere informazioni riguardanti lo stato e le caratteristiche delle
chiome, in modo da ottenere una comprensione e ad una conoscenza del vigneto al
fine di adottare le pratiche agronomiche pi appropriate per la sua corretta gestione.
Allatto pratico, possibile distinguere metodiche di remote sensing da altre di
proximal sensing, a seconda che si utilizzino strumenti di rilevazione a distanza
(satellitari o aerei) o nel vigneto stesso (sensori portatili montati su macchine
operatrici).
In collaborazione con il consorzio Tuscania, lIbimet di Firenze e lo IASMA,
stato intrapreso un progetto di ricerca finalizzato alla comprensione ed al
monitoraggio della variabilit riscontrabile in vigneto e, sulla base di questultima,
alla valutazione delle pratiche agronomiche pi adatte per lottimizzazione delle
risposte produttive quali-quantitative. A tale scopo, allinterno di 4 vigneti dislocati
in differenti zone della Toscana, sono state individuate delle parcelle sperimentali
determinate dalladozione di alcune pratiche di gestione delle chiome su blocchi a
differente espressione vegetativa. Su di esse sono stati svolti monitoraggi in periodi
prestabiliti (allegagione, invaiatura, prevendemmia) mediante sensori ottici e ad
ultrasuoni montati su macchina operatrice; contestualmente, sono stati effettuati dei
rilievi di misurazione indiretta della superficie fogliare e di Point Quadrat. I dati
ottenuti sono stati sottoposti ad analisi statistica.
36
New Proximal Sensing technologies for determining
vineyard variability


P. Carnevali, O. Iailla, L. Brancadoro
Dipartimento di Produzione Vegetale Universit degli Studi di Milano
Via Celoria 2, 20J33 Milano e-mail: paolo.carnevaliunimi.it
The introduction of new technologies in the agricultural circle has allowed the
development of instruments and techniques that can be used for evaluating vigour
and production, otherwise common monitoring practices. These instruments are,
above all, different kind of sensors that can provide information on canopies
architectural and physiological features so that farmers can adopt correct
agronomical practices for the vineyard management. Practically, a remote sensing
can be distinguished from a proximal sensing, depending on the use of remote
instruments like satellites or airplanes or others that can be mounted on farm
tractors in order to be used inside vineyards.
Collaborating with Tuscania Consortium, Ibimet of Florence and IASMA, a
research was started with the aim of understanding and monitoring existing
variability in vineyards and, basing on it, evaluating agronomical practices useful
for qualitative and quantitative responses optimization. With this purpose, some
experimental parcels were chosen in 4 different vineyards placed in 3 areas of
Tuscany. Parcels were made by the use of different canopy management techniques
in various vigour zones.
In established periods (fruit setting, veraison and before technological maturity)
some instrumental records were made, using ATV mounted optical and ultrasonic
sensors; at the same time, indirect measurements of leaf surfaces and a Point
Quadrat were performed. Collected data were statistically processed.
37
Monitoraggio integrato multi-scala dei vigneti: dalla
micro-meteorologia al telerilevamento aereo.

L. Genesio, A. Zaldei, A. Matese, I. Di Gennaro, I. P. Vaccari, P. 1oscano, B. Gioli,
1. De Iilippis, L. Iiorillo.
Consiglio Nazionale delle Ricerche - Istituto of Biometeorologia (CNR-IBIML1)
via G. Caproni, 8 S0J4S Iirenze (Italia)
Autore di riferimento: e-mail: l.genesioibimet.cnr.it
Riassunto
Le variabili meteorologiche e micro-meteorologiche ricoprono un importante ruolo
sulla risposta vegeto-produttiva della vite (Vitis vinifera L.) e di conseguenza sulla
qualit delle produzioni. Nel contesto del progetto di ricerca del Consorzio
Tuscania, stata sviluppata una rete di sensori, basata su tecnologia wireless, al
fine di monitorare i parametri micro-meteorologici in differenti condizioni di
gestione agronomica dei vigneti. Gli indici spettrali di vegetazione e le condizioni
termiche dei vigneti sono stati analizzati in differenti periodi della stagione di
crescita con immagini aeree ad alta risoluzione (30cm) al fine di mettere in risalto
la variabilit nello sviluppo della chioma allinterno dei vigneti e stabilire una
correlazione con le pratiche di gestione agronomica. Larticolo illustra le soluzioni
tecniche adottate nellapproccio di monitoraggio multi-scala e presenta i risultati
preliminari della ricerca in corso in quattro vigneti sperimentali in tre localit in
Toscana.
38

Vineyard integrated multi-scale monitoring: from
micrometeorology to airborne remote sensing.
L. Genesio, A. Zaldei, A. Matese, I. Di Gennaro, I. P. Vaccari, P. 1oscano, B. Gioli,
1. De Iilippis, L. Iiorillo.
National Research Council - Institute of Biometeorology (CNR-IBIML1)
via G. Caproni, 8 S0J4S Iirenze (Italy)
Corresponding author: e-mail: l.genesioibimet.cnr.it
Abstract
Meteorological and micro-meteorological variables play an important role on the
growth-yield response of grapevine (Vitis vinifera L.) and as a consequence on
quality of productions. In the framework of Consorzio Tuscania research project, a
sensor network based on wireless technology was developed in order to monitor
micrometeorological parameters on different grapevine management conditions.
Moreover, vineyard spectral vegetation indexes and thermal conditions were
analysed in different time steps along the growing season with high-resolution
(30cm) airborne images in order to highlight variability in canopy development and
to establish a correlation with management practices. The paper gives an overview
of the technical solution adopted in the multi-scale monitoring approach and
presents the preliminary results of the on-going research in four experimental
vineyards in three locations in Tuscany.
39
Variabili meteorologiche e maturazione delle uve:
monitoraggio pluriennale del Sangiovese in 1oscana


L. Sebastiani
J
, S. Marchi
J
, D. Guidotti
2
, M. Ricciolini
3
, M. Niccolai
3
, P. Storchi
4

J
Biolabs, Scuola Superiore Sant'Anna, Pisa l.sebastianisssup.it,
2
Aedit s.r.l.,
3
ARSIA,
Regione 1oscana,
4
CRA Unit di ricerca per la Viticoltura, Arezzo.

La produzione di vini di alta qualit richiede la raccolta di uve con un elevato
standard qualitativo, che i viticoltori possono ottenere mediante un idoneo
equilibrio tra qualit e quantit di produzione del singolo vigneto. Il conseguimento
di questobiettivo deriva dal miglioramento della conoscenza delle dinamiche di
maturazione delluva rispetto alle scelte colturali ed alla variabilit ambientale. Tra
i fattori climatici che determinano il regolare succedersi delle diverse fasi
fenologiche (germogliamento, fioritura, allegagione, invaiatura, maturazione), e
lespressione della resa quali-quantitativa della pianta, quelli fondamentali
appaiono essere il fotoperiodo, la radiazione solare, la temperatura e le
precipitazioni. In questo lavoro sono riportati i risultati di unesperienza di
monitoraggio pluriennale della qualit delle uve Sangiovese nel periodo
prevendemmiale. A tale scopo, sono state selezionate venticinque aziende
campione in prossimit di stazioni meteorologiche della rete ARSIA ed
appartenenti a territori della regione con forte vocazione viticola. In ogni azienda
stato delimitato un appezzamento da cui stato prelevato un campione di uve a
cadenza settimanale per determinarne la maturazione tecnologica (Brix, acidit e
pH) e fenolica (polifenoli ed antociani). I dati meteo specifici sono stati recuperati
dal database del Servizio Agrometeorologico dellARSIA e sottoposti alle
opportune elaborazioni per il calcolo di indici agro-meteorologici. Linsieme dei
dati stato sottoposto ad una serie danalisi mediante tecniche di regressione
lineare semplice e multipla per evidenziare correlazioni statisticamente
significative tra le variabili della maturazione tecnologica e fenolica e quelle
meteorologiche. In alcuni casi, i risultati hanno permesso di elaborare modelli per
determinare la dinamica della maturazione del Sangiovese in funzione di alcune
variabili meteorologiche. Laffinamento di tali modelli potr fornire agli operatori
del settore vitivinicolo uno strumento predittivo della maturazione delle uve.
40
Meteorological variable and ripening of grapes: multi-
annual monitoring of Sangiovese in 1uscany

L. Sebastiani
J
, S. Marchi
J
, D. Guidotti
2
, M. Ricciolini
3
, M. Niccolai
3
, P. Storchi
4

J
Biolabs, Scuola Superiore Sant'Anna, Pisa l.sebastianisssup.it,
2
Aedit s.r.l.,
3
ARSIA,
Regione 1oscana,
4
CRA Unit di ricerca per la Viticoltura, Arezzo.

The production of high quality wines requires the collection of grapes with a high
quality standard. Growers can achieve this objective through an appropriate
balance between quality and quantity of production of single vineyard. The
attainment of this improvement comes from the knowledge of the dynamics of
ripening under different grape management and environmental variability. Among
the climatic factors that determine the progression of the different phenological
stages (sprouting, flowering, fruit-setting, veraison and maturation), and the
expression of qualitative and quantitative yield traits, those fundamental seem to be
photoperiod, solar radiation, temperature and precipitation. In this work we present
the results of a multi-annual monitoring of the quality of Sangiovese grapes from
veraison to harvest period. Twenty-five farms (close to the weather stations
network of ARSIA and belonging to strong wine making territories) were selected.
In each farm a representative plot has been delimited. From this plot a sample of
grapes was taken weekly and ripening parameters (Brix, acidity, pH, phenols and
anthocyans) were evaluated. The meteorological data have been recovered from the
ARSIA Agricultural Service database and submitted to the necessary processing
steps for the calculation of agro-meteorological indices. The set of data has been
subjected to a series of analysis using simple and multiple linear regression
techniques in order to highlight statistically significant correlation between
ripening and meteorological variables. In some cases, the results have made it
possible to develop models useful for determine the ripening dynamics of
Sangiovese grapes according to meteorological variables. The refinement of these
models can provide predictive tool of ripeness of grapes.
41
Lsperienze e prospettive della Viticoltura di
Precisione nel terroir del Chianti

Giancarlo SPLZIA
2
, Marco VILRI
J

J
Dipartimento di Ingegneria Agraria e Iorestale Universit degli studi di Iirenze
email: marco.vieriunifi.it
2
Istituto di Viticoltura della Universit Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza. - email:
giancarlo.speziaunicatt.it

Le produzioni vitivinicole italiane necessitano oggi di una attenzione sempre
maggiore alla qualit e alla tipologia del prodotto raccolto; gli strumenti
tecnologici che in questi anni si sono sviluppati e che oggi sono effettivamente
applicabili alle macchine agricole rappresentano una risorsa che pu permettere
alle imprese vitivinicole di valorizzare al meglio le potenzialit delle proprie
risorse disponibili.
Nel 2007 il gruppo di ricerca Ingegneria delle Produzioni Viticole del DIAF
(dipartimento di ingegneria agraria e forestale) dellUniversit di Firenze ha svolto
una ricerca mirata a verificare lapplicabilit di un sistema avanzato di controllo
GPS della macchina e ad individuate il tipo di dati ottenibili da sensori applicati
sulla vendemmiatrice ai fini della caratterizzazione del prodotto. Finalit e risultati
sono stati proficuamente ampliati con la collaborazione dellIstituto di Viticoltura
della Universit Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza. La ricerca si concretizzata
grazie alla disponibilit di molti soggetti con ruoli complementari: lazienda
Poggio Bonelli Tenimenti MPS di Castelnuovo Berardenga (Si)
[www.tenimentimps.it], la BRAUD Italia ed il Consorzio Agrario di Siena, la Leica
Geosystem Machine Automation Division di Calenzano (Fi) [www.leica-
geosystem.it].
Nella vendemmia 2007 stata attuata una simulazione in campo di un controllo
delle uve in continuo tramite raccolta manuale di campioni dalla vendemmiatrice e
analisi standard di laboratorio. In tale fase si cercato di capire limportanza di un
monitoraggio in continuo delle caratteristiche delle uve e, in secondo luogo, si
cercato di costruire delle mappe tematiche georeferenziate che descrivessero il
monitoraggio effettuato e le relative possibilit di impiego.
Le prove sono state effettuate nellazienda Poggio Bonelli dei Tenimenti MPS su 3
vigneti a cultivar Sangiovese posti in 3 differenti zone situate nel comune di
Castelnuovo Berardenga (Siena)
I dati rilevati e la loro comparazione evidenziano quale possa essere il valore di un
monitoraggio in continuo sulle vendemmiatrici. La grande variabilit di valori di
pH, Acidit Totale e Zuccheri presente allinterno dello stesso filare, addirittura tra
campate successive rende ragionevolmente plausibile suo futuro controllo in
termini di raccolta differenziata. I dati rilevati hanno trovato una piena
sovrapposizione con le mappe tematiche di prescrizione vendemmiale derivanti da
fotointerpretazione di immagini da volo aereo.
Tale sistema di analisi georeferenziato in tempo reale permette daltronde la
creazione immediata di mappe tematiche del vigneto e questo, come gi detto,
impiegabile direttamente per il controllo della destinazione del prodotto (nelle due
benne) o, anche con invio in tempo reale via GPRS o UMTS alla cantina, per
prevedere la gestione delle uve raccolte prima del loro conferimento in cantina.
Lintegrazione di questi sistemi di monitoraggio in continuo, permetter di
diversificare i raccolti, non pi solo in base al vigneto di provenienza, ma in base a
una suddivisione dello stesso in zone con caratteristiche vegeto produttive
omogenee.
Le mappe cos realizzate consentono inoltre di ottenere vantaggi nella gestione
delle pratiche agronomiche ad esempio dosando differentemente la futura
concimazione nei diversi punti dellappezzamento.
42
Lxperiences and Prospects of Precision Viticultures
on Chianti terroir.

Giancarlo SPLZIA
2
, Marco VILRI
J

J
Dept of Agricultural and Iorestry Lngineering University of Ilocence (Italy)
email: marco.vieriunifi.it
2
Institute of Viticulture Catholic University of Piacenza (Italy)
email: giancarlo.speziaunicatt.it

Grape and vine productions need more and more attentions to quality and
typicalness of harvested material. The new technologies that are developing with
continuous improvements represent an important resource available for the vine
farm enterprise to increase the value of own potential productive system.
On 2007 agricultural season the Grape Production Engineering research group of
the Department of Agricultural and Forestry Engineering of the University of
Florence carried out a search aimed to focus and validate an advanced GPS
(Global Positioning System) machine control system that together specific sensor
can be applied to grape harvester to analyse and select harvested grape production.
Aims and results has been amplified by cooperation with the Institute of Viticulture
of the Catholics University of Piacenza.
The exposed search is the result of a wide cooperation between different actors:
Poggio Bonelli Farm of Tenimenti MPS placed in Castelnuovo Berardenga (Siena)
[www.tenimentimps.it], the BRAUD Italia Factory and Consorzio Agrario of Siena,
the Leica Geosystem Machine Automation Division of Calenzano (Fi) [www.leica-
geosystem.it] and Terradat s.r.l. [www.precision-farming.com].
On 2007 grape harvest was carried out a simulation of continuous control of
different parameters on grape production harvested by the grape harvester Braud
VL5070. On each a step of 5 plants (corresponding to the distance between stakes
that support the vine) were collected samples of product that were immediately
after analyzed in laboratory to measure (sugar in Babo, total acidity and pH). The
day before had been measured in the same steps number and average weight of
grape to estimate the production on the vine rows.
Each one measure has been geo-referenced by the DGPS System and a map of iso-
levels (related to the measured parameters) has been drawn. This result can
highlight the magnitude of variation on each parameter to assess the convenience
of manage field operation with spatial variability as in grape harvest as in future
operation as fertilizing.
The trials were done at Poggio Bonelli - Tenimenti MPS farm on 3 vineyard with
sangiovese plants and different areas in terms os soil and microclimate.
The thematic maps for each parameters have shown great variability also in the
same row and often on adjacent steps. Variation up to 4 5 Babo make it possible
to take into consideration the possibility of grape harvest differentiation. It is
possible just now using the two buckets of the grape harvester implemented with
GPS controlled devices as the Leica Geosystem Machine Automation Systems.
A further product of this geo-referenced monitoring system is the data base usable
in the future agronomics operations as the spatial variable fertilizing.
But the system is applicable also to harvest selectively different vine plants (i.e.
different variety) that could be present in the same vineyard.
43
Valutazione degli impatti idrologico-erosivi di eventi
piovosi intensi mediante pluviometri e disdrometri


C. Zanchi, M. Napoli, S. Orlandini
Universit degli Studi di Iirenze - Dipartimento di Scienze Agronomiche e gestione
del 1erritorio agroforestale, Piazzale delle Cascine J8, S0J44, Iirenze, e-mail:
simone.orlandiniunifi.it

La gestione di qualsiasi coltura, tanto pi una coltura dalto reddito qual la vite,
non pu prescindere da una oculata gestione del suolo e delle risorse idriche in esso
conservate. I cambiamenti climatici, con lincremento delle temperature, la
riduzione delle precipitazioni e laumento degli eventi precipitativi estremi, sono
un importante vincolo nella gestione sostenibile del suolo. Un approfondito
approccio conoscitivo dei differenti aspetti che caratterizzano le precipitazioni
(intensit, distribuzione diametrica (DSD) ed energia cinetica) ha unimportanza
cruciale per conoscere gli effetti sulla dinamica del deflusso superficiale e sul
bilancio idrico del suolo. Pertanto tale conoscenza essenziale per una corretta
pianificazione e gestione del territorio viticolo. Per definire il legame esistente tra
le propriet fisiche della pioggia e il loro effetto sul suolo, nelle colline del Chianti,
presso lazienda agricola Montepaldi, delluniversit degli Studi di Firenze, stato
realizzato un sito sperimentale al fine di ottenere contemporaneamente misure di
deflusso superficiale e parametri di precipitazione. La strumentazione, posizionata
presso i vigneti aziendali, consta di strumenti per lanalisi quantitativa e qualitativa
dei deflussi, stazioni pluviometriche e disdrometriche per lanalisi fisica delle
precipitazioni. Sono stati analizzati i dati relativi al biennio tra gennaio 2006 e
dicembre 2007. La stima dellenergia cinetica della pioggia stata effettuata
tramite differenti approcci e i dati ottenuti sono stati tra loro confrontati e discussi.
Per ciascun evento piovoso sono state analizzate le caratteristiche fisiche della
pioggia al fine di correlarle alle dinamiche idrologiche del suolo. I risultati hanno
evidenziato una buona correlazione tra i valori dellenergia cinetica e dellerosivit
della pioggia, calcolata dai disdrometri in confronto a quella calcolata dai dati
pluviometrici. I risultati mostrano inoltre la potenzialit dellapproccio fisico nella
gestione del suolo e delle risorse idriche per la messa in opera di interventi
sostenibili per i sistemi viticoli..
44
Lvaluation of rain physical properties by disdrometer
and rain gauges for determining soil hydrological and
erosive parameters

C. Zanchi, M. Napoli, S. Orlandini
Universit degli Studi di Iirenze - Dipartimento di Scienze Agronomiche e gestione
del 1erritorio agroforestale, Piazzale delle Cascine J8, S0J44, Iirenze, e-mail:
simone.orlandiniunifi.it


The high value of a vineyard makes necessary a wise water resources and land
management. The climate change, with average high temperature, rainfall
reduction and extreme events , is a significant obstacle to the sustainable
management of soil and water resources. A deep knowledge of the different aspects
characterising the rainfall (rainfall intensity, drop size distribution (DSD) and
developed kinetic energy) is crucial for a better knowledge of the soil runoff
dynamics and hydrological balance and it is of fundamental importance for a
proper land planning and management. To define the link between the rain physical
properties and their effect on soil, an experimental site has been set up on the
Chianti hills, in order to have contemporary measurements of runoff and rainfall
parameters. The site is very close to a vineyard owned by the Montepaldi Farm,
managed by the University of Florence. The experimental site has been equipped
with rain-gauges and with the classical electromechanical impact Joss-Waldvogel
(JW) disdrometer, with sampling time of one minute. The vineyard has been
instrumented for measuring runoff rate and collecting an integrated sample of
runoff during each rainfall event. Several rainfall events, from January 2006 to
December 2007, have been evaluated. The estimate of the rainfall kinetic energy
has been evaluated with different approaches and the results discussed. The
physical properties of the rainfall have been analyzed in order to correlate them to
soil hydrological dynamic. A good correlation was found between the kinetic
energy and rainfall erosion index computed either from JW or rain-gauge data. The
results show the potentiality of the physical approach to evaluate the rainfall kinetic
energy and its effectiveness in the soil loss and hydrological balance prediction.
45
Primirisultatidinuovevarietdivitis viniferaottenuteperincrocioconil
Sangiovese
BandinelliR.,CeseriL.,DiCollaltoG.,PieragnoliL.,PisaniP.L.,TartaniSantonastaso
C.
Abstract
Nel 1985 il Dipartimento di Ortoflorofrutticoltura dellUniversit degli Studi di Firenze inizi
un lavoro di miglioramento genetico per incrocio fra il Sangiovese ed alcuni vitigni a bacca
rossa ritenuti particolarmente interessanti al fine di migliorarne od esaltarne le caratteristiche
qualitative del prodotto.
La scelta dei parentali ritenuti pi idonei a tale scopo venne fatta in base a diversi parametri
suggeriti sia da valutazioni di carattere organolettico e degustativo scaturite da specifiche
prove di assaggio, sia alle principali tendenze di mercato. A tale scopo furono utilizzati come
impollinatori il Pugnitello, il Cabernet sauvignon, il Colorino, lAbrusco ed il
Tinturier.
Una volta superata la loro fase giovanile, le nuove entit genetiche cos ottenute sono state
riunite in un apposito campo sperimentale nel quale, nel quadriennio 2004-2007, sono stati
effettuati rilievi di carattere ampelografico, genetico, fenologico, agronomico e tecnico-
colturale. Nello stesso periodo sono state inoltre monitorate le cinetiche di maturazione
delluva e, alla vendemmia, si provveduto a vinificare separatamente le uve di ciascuna tesi.
i vini cos ottenuti sono stati sottoposti sia ad analisi chimiche di laboratorio, sia a specifiche
valutazioni organolettiche da parte di apposite commissioni di assaggio per la loro valutazione
sensoriale.
I risultati hanno permesso di evidenziare delle differenze significative per quanto riguarda sia
le caratteristiche ampelografiche, genetiche, agronomiche, tecnologiche e sensoriali. Tutto ci
ci autorizza a pensare che tali differenze siano gran parte imputabili alla riuscita dellincrocio.
Sebbene questo lavoro sia da ritenersi un primo contributo allo studio di queste nuove entit, i
dati raccolti appaiono estremamente interessanti e incoraggianti per ulteriori approfondimenti
volti ad approfondire le conoscenze relative al comportamento agronomico in relazione al
clima e al territorio pi idoneo per lesaltazione delle caratteristiche di ciascuna nuova entit.
Lo scopo ultimo quello di trovare qualche entit meritevole per essere introdotta nella
viticoltura toscana e soprattutto per ampliare la piattaforma ampelografica a disposizione dei
viticoltori, nellottica contemporanea di diversificare le produzioni. Fra i vari incroci a
confronto nella zona del Chianti Classico, si sono particolarmente posti in evidenza gli incroci
Sangiovese X Tinturier e Sangiovese X Abrusco per la loro precocit di germogliamento e
invaiatura, con capacit di accumulo degli zuccheri elevata sostenuta da unacidit che si
mantiene su livelli elevati fino alla vendemmia e pH medio. I vini ottenuti sono risultati
caratterizzati da un ottimo contenuto di polifenoli totali, raggiungendo valori di 3000 mg/l
ac.gallico. Nellanalisi sensoriale il vino ottenuto che risultato di ottimo gradimento per le
sue caratteristiche di armonia, intensit e finezza olfattiva, con ottime sensazioni finali di
speziato stato lincrocio Sangiovese X Pugnitello.
46
Reserchonnewvarietiesofvitis viniferagrapeblackobtawedbycrossing
BandinelliR.,CeseriL.,DiCollaltoG.,PieragnoliL.,PisaniP.L.,TartaniSantonastaso
C.
Abstract
In 1985 the Department of Ortoflorofrutticoltura begun an important program related to the
obtainment of new red berry genetic entity, through the crossing technique that represents for
the genetic improvement in viticulture an important alternative to other methodologies used.
The clonal selection, for example, is slowly exhausting its own value because of the inevitable
genetic erosion of the modern ampelographyc panorama and, on an another hand, the genetic
engineering receives ethical objections from the public opinion, without considering the real
difficulty of the method.
In particular searching for the improvement of Sangiovese, the choice of suitable parent with
whom hybrid have been recital different parameters suggested by the needs of this market
sector: Pugnitello, Tinturier, Abrusco, Colorino and Cabernet Sauvignon.
From the 2004 to the 2006, there were made ampelographyc reliefs, agronomic and cultural
attitudes in the experimental vineyards. There were monitored the chemical and organoleptic
properties of the grapes and the wines after the vinification process.
The results made it possible to highlight the significant differences with regard to both the
grape characteristics, agricultural, technological and sensory. This authorizes us to think that
these differences are largely attributable to the success the crossing. Although the study of
new crossings take a long time it was possible to draw a profile of identifying features of all
stakeholders.
Although this work is to be considered as the first contribution to the study of these new
entities, the data collected are considered extremely interesting and encouraging for further
study, which will cover the agronomic behaviour in relation to climate and the area most
appropriate for the exaltation of characteristics of each new entity. The ultimate goal is to find
some worthy entity to be introduced into the Tuscan viticulture and especially to widen the
platform ampelographic available to growers, from the contemporary to diversify production.
Among the new entity, in the area of Chianti Classico, were differentiated as separate
improvements of the Sangiovese crossings Sangiovese X Tinturier, Sangiovese X Abrusco for
their early sprouting and the change in the pigmentation of the skin, ability to accumulation of
sugar, high supported by a who remains at high levels until the harvest and pH medium. The
wines have achieved an excellent total content of polyphenols, reaching values of 3000 mg / l
ac.gallico . The wine who have reached trough the tasting an excellent rating for its features
harmony, olfactory intensity and finesse, with excellent final sensations of spicy is the
intersection Sangiovese X Pugnitello.
47
Peculiarit ambientali delle aree di coltivazione del Sangiovese nella provincia di Siena
Edoardo A.C. Costantini*, Pierluigi Bucelli*, Roberto Barbetti*, Giovanni Labate*, Lorenzo Lelli **,
Sergio Pellegrini*, Paolo Storchi**.
* CRA-ABP Centro di ricerca per lagrobiologia e la pedologia, p.za M. DAzeglio 30 50121, Firenze
** CRA-VIT Unit di riderca per la viticoltura, Arezzo
RIASSUNTO
Nel territorio della provincia di Siena sono prodotti alcuni dei vini rossi DOCG pi rinomati d'Italia, tutti con
vitigno base il Sangiovese. Nellintera provincia, le aree in cui sono presenti vigneti, sia in coltura promiscua
che specializzata, ammontano a circa 44.790 ha, i vigneti specializzati sono circa 14.410 ha.
Il presente studio stato realizzato per caratterizzare i fattori ambientali relativi a clima, geologia e suoli
delle aree di coltivazione della vite nel territorio senese, mettendoli in relazione con il risultato viticolo ed
enologico, al fine di ricercare le peculiarit di ogni areale produttivo, quelle che ne esaltano la sua
esclusivit.
Sulla base dei limiti dei comprensori DOC e DOCG sono state identificate otto aree di coltivazione della vite
(ACV): i) Brunello di Montalcino, ii) Nobile di Montepulciano, iii) Chianti Colli Senesi, iv) Chianti
Classico, v) Val d'Arbia, vi) Orcia, vii) Val di Chiana, viii) restanti aree viticole della provincia di Siena. E
stato costruito un GIS dellintera provincia in cui sono raccolti strati tematici differenti: i limiti delle ACV, la
geologia, il DEM (Modello Digitale del Terreno), la distribuzione dei vigneti, i suoli, il clima. I dati ottenuti
in 69 vigneti sperimentali sono stati utilizzati per evidenziare le qualit del suolo che controllano il risultato
viticolo ed enologico.
Il clima, il bioclima e la quota caratterizzano solo parzialmente i vigneti delle diverse ACV, piuttosto
sottolineano la grande variabilit di microambienti presenti al loro interno. Una certa caratterizzazione si ha
invece con la temperatura del suolo dei vigneti, che risulta meno variabile degli altri parametri.
La geologia si presta in modo pi efficace a caratterizzare le ACV. In tal senso, e per quanto riguarda gli
ACV del Sangiovese, le aree di coltivazione della Val dArbia, di Montepulciano e del Chianti Colli Senesi
sono quelle relativamente pi omogenee, segue quella di Montalcino, mentre il Chianti Classico e,
soprattutto lOrcia, sono pi disomogenei. Le aree vitate non DOC poi sono ancora pi variabili.
I caratteri funzionali dei suoli sono le variabili che caratterizzano maggiormente le ACV. In particolare le
propriet fisiche, quali la pietrosit, la profondit del suolo, la tessitura, lacqua disponibile per le piante e il
drenaggio. I valori di densit apparente del suolo suggeriscono che i vigneti posti nel Chianti Classico e a
Montepulciano sono significativamente pi compatti che nelle altre ACV, mentre la stabilit di struttura
indica in Montalcino lareale dove prevalgono suoli significativamente meno strutturati. La capacit di
scambio cationico non varia significativamente tra le ACV, mentre il pH indica la occasionale presenza di
suoli potenzialmente salini, soprattutto nei vigneti di Montepulciano, Arbia e Orcia.
Nelle annate 2002 e 2003 sono state determinate le variabili di risposta viticole ed enologiche del
Sangiovese in dieci vigneti sperimentali delle tre pi importanti ACV per fama e qualit dei vini prodotti:
Montalcino, Chianti Classico e Chianti Colli Senesi. Il Vino Nobile di Montepulciano era gi stato oggetto
di studio in passato. Campioni di uva sono stati vinificati usando tecniche standard per la microvinificazione.
Inoltre sono state analizzate le principali caratteristiche chimiche del mosto ed i vini ottenuti sono stati
sottoposti ad analisi chimica ed organolettica. I risultati, pur confermando lelevata variabilit interna alle tre
ACV esaminate, sembrano indicare una risposta qualitativa del Sangiovese migliore a Montalcino e nel
Chianti Classico che nelle altre zone indagate.
In definitiva, nelle terre di Siena le peculiarit territoriali risultano distinguere maggiormente i singoli
vigneti, ma caratterizzano anche le ACV. Tali peculiarit influiscono sulla qualit del vino prodotto e
possono essere valorizzate mettendo in evidenza lesclusivit dei singoli vigneti nelle diverse ACV.
48
EnvironmentalpeculiaritiesofSangiovesecultivationareasinProvinceofSiena
In the territory of the Province of Siena, some of the most renowned DOCG red wines of
Italy are produced. Some of them are related to Sangiovese production. Areas with
vineyards and mixed cultivations are about 44,790 ha, while specialized vineyards
amount to 14,410 ha.
This study was aimed at characterize the environment factors of the lands of Siena,
through the study of climate, geology and soils of the vine cultivation areas and their
relationship with the viticultural and oenological results to search for the peculiarity of
every production areas.
Eight Vine Cultivation Areas (VCA) corresponding to the boundaries established by the
wine producers, were identified: i) Brunello di Montalcino, ii) Nobile di Montepulciano,
iii) Chianti Colli Senesi, iv) Chianti Classico, v) Val d'Arbia, vi) Orcia, vii) Val di
Chiana, viii) remaining vineyards. A GIS of the entire province was built, storing
different thematic layers: VCA, geology, DEM (digital elevation model), areas with
vineyards, soils and climate. The results of 69 experimental plots were utilized to
highlight soil functional qualities for target viticultural and oenological result.
Climate, bioclimate and altitude characterise the VCA only partially, rather they
underline the large variability of micro-environments contained within the VCA.
Geology allows a better characterization of the different VCA. As for the Sangiovese
VCA, the cultivation areas of Val dArbia, Montepulciano and Chianti Colli Senesi are
relatively more homogeneous; Montalcino, Chianti Classico and above all Orcia are very
inhomogeneous. Vineyards in not-DOC areas are more variables.
The soil functional factors are the variables that characterize mainly the VCA. In
particular, the physical properties, such as rock fragments, stoniness, rooting depth, clay
and sand content, AWC and drainage. The values of soil bulk density highlight that the
vineyards located in Chianti Classico and Montepulciano VCA are significantly more
dense than others, while the values of aggregate stability indicate that viticultural soils
of Montalcino are less structured. No significant differences are noticeable among VCA
in terms of cation exchange capacity, while pH indicates sometime occurrence of
potentially salt soils, above all in Montepulciano, Arbia and Orcia VCA.
The viticultural and oenological trial has been conducted during the years 2002 and
2003, in 3 most important VCA for the famous and expansive wines made (Montalcino,
Chianti classico and Chianti Colli senesi). The Vino Nobile di Montepulciano zone
was already studied in the past years. Samples of grapes of each vineyard were collected
for wine making in small tanks, following a standardized technique. Moreover the main
chemical characteristics of must were analyzed and the wines obtained were submitted to
chemical analyse and organoleptic testing. The results, though confirming the high
variability within the examined VCA, seem to point to a better quality of Sangiovese in
Montalcino and Chianti Classico .
All in all, in the lands of Siena the environmental peculiarities are more pronounced in
the single vineyards but characterise also the VCA. These peculiarities influence the
wine quality and can be emphasized highlighting the exclusivity of the single vineyards
within the different VCA.
49
Il campo-catalogo del Sangiovese: primi risultati

A.B. Armanni, M. Leprini, L. Randellini, P. Storchi, P. Valentini.
Consiglio per la ricerca e sperimentazione in agricoltura, Unita di ricerca per la
iticoltura, Via Romea, 53 - 52100 Arezzo., icentecra.it

Costituito a partire dal 2002 su iniziatia del Gruppo di laoro sul Sangioese
promosso dall`ARSIA Regione 1oscana, il campo-catalogo e situato presso
l`Azienda Agricola del C.R.A, Unita di ricerca per la iticoltura di Arezzo,
all`interno della piu asta collezione di germoplasma iticolo dell`Unita.
La collezione e inserita negli elenchi delle Collezioni censite dal Ministero per
le Politiche Agricole e lorestali e nei data-base internazionali: Luropean Vitis
Database` ,database internazionale creato per censire e diulgare on-line
inormazioni sulle collezioni europee conserate in situ, nell`ambito del
Programma GLNRLS 081` ,Luropean Network or Grapeine Genetic
Resources Conseration and Characterization, e nel data-base della l.A.O.
Il campo catalogo del Sangioese e stato creato per mantenere e tutelare la
ricca ariabilita genetica di questo importante itigno e per consentire allo
stesso tempo la alutazione comparatia delle caratteristiche e delle potenzialita
egeto-produttie dei dierenti biotipi.
Al momento attuale, su una supericie di Ia 1.13.2, sono conserate 156
accessioni, ciascuna costituita da 30 piante. Il materiale genetico, di dierente
proenienza e tipologia, comprende insieme a selezioni clonali iscritte nei
Registri nazionali delle arieta di ite italiani e rancesi, numerosi biotipi di
Sangioese proenienti in gran parte da dierse proince della 1oscana ed in
numero minore da Lmilia Romagna ed Umbria. Un numero rileante di
accessioni e ascriibile a germoplasma locale rinenuto su piante relitto
all`interno di ecchi igneti presso aziende agricole marginali.
Sono gia stati eettuati i riliei delle dierse asi enologiche ,germogliamento,
ioritura, inaiatura e maturazione,, del comportamento egeto-produttio e
delle caratteristiche qualitatie delle ue, con particolare attenzione alla
alutazione del proilo antocianico.
Su una parte delle accessioni sono stati eettuati inoltre riliei e conronti
ampelograici con osserazioni speciiche sulla morologia del grappolo.
I dati raccolti engono inseriti in un data base storico e posti in relazione coi
alori meteorologici rileati dalla stazione meteorologica dell`Unita situata ai
bordi del igneto.
50
1he Catalogue-field of Sangiovese: first results

A.B. Armanni, M. Leprini, L. Randellini, P. Storchi, P. Valentini.
Consiglio per la ricerca e sperimentazione in agricoltura, Unita di ricerca per la
iticoltura, Via Romea, 53 - 52100 Arezzo., icentecra.it

1he Catalogue-ield o Sangioese was instituited in 2002 by an ARSIA`s
\orking group on Sangioese and it`s placed in the ast germplasm collection
o Arezzo Viticulture Research Unit ,C.R.A,.
1he collection is registered in MIPAl`s catalogues and in some international
databases, like Luropean Vitis Database` ,database created to census and
diulge on-line inormations about consered in situ Luropean collections,, as
part o the GLNRLS 081` ,Luropean Network or Grapeine Genetic
Resources Conseration and Characterization, and in l.A.O. database.
1he Catalogue-ield o Sangioese was realized to presere and improe the
aluable genetic ariability o this ine and to compare egetatie and
productie characteristic o dierse biotips.
Actually in the C.R.A-Arezzo arm there are 156 accessions o Sangioese
ariety, each with 30 plants, on 1.13.2. hectare. 1he genetic material is
selected rom Italian and lrench clones oicially listed in the National
Grapeine Registries, in addition there are seeral biotips rom 1oscana,
Lmilia-Romagna and Umbria regions. Quite a lot o accessions are chosen
rom local germplasm ound in ancient ineyards o marginal arms.
Biotips were ranked with phenological and productie obserations ,shooting,
lowering, eraison and ripening,. Chemical analysis o grapes were conducted
to alue their qualitatie characteristic, in particular their anthocyanic outline.
lurthermore amphelographic obserations were done on some accessions,
especially to inestigate bunch morphology.
1he results are added in an historical database and then are compared to
meteorological data detected by a meteorological-station placed next to the vineyard.

51

La selezione clonale del Sangiovese nel territorio del Morellino di
Scansano

G. Scalabrelli*, C. D'Onofrio, G. Ierroni*, A. Zinnai**, I. Venturi**, L.1riolo*, A. Materazzi*
* Dipartimento di Coltivazione e Difesa delle Specie Legnose G. Scaramuzzi, Universit di Pisa, Via del
Borghetto , 80 - S6J24 Pisa (gscalabrelliagr.unipi.it)
** Dipartimento di Chimica e Biotecnologie agrarie, Universit di Pisa, Via del Borghetto , 80 - S6J24 Pisa
Nel presente lavoro si riferiscono i risultati ottenuti nellambito di un progetto di selezione clonale del
Sangiovese avviato nel 1997 nellarea di produzione del vino DOC Morellino di Scansano (dal 2007
DOCG), in quanto vitigno fondamentale per la produzione di questo vino secondo una secolare tradizione.
Tale intervento si reso necessario in quanto nel suddetto territorio il Sangiovese non era stato ancora
soggetto ad un lavoro di selezione clonale e limminente rinnovamento della maggior parte dei vigneti
poteva determinare la perdita di una preziosa variabilit presente nella popolazione, come emerso dalle
osservazioni preliminari condotte su vecchi vigneti.
Lattivit di selezione clonale ha previsto lidentificazione dei presunti cloni sulla base della moderata
produttivit, limitata vigoria, caratteristiche del grappolo (forma, dimensione e compattezza), precocit
dinvaiatura, differenze morfologiche delle foglie e del grappolo, delle potenzialit tecnologiche delluva e
della tolleranza agli stress biotici ed abiotici. In generale, quindi, il criterio di selezione adottato stato
quello di individuare un adeguato numero di biotipi che potessero esprimere lampia variabilit dei caratteri
sopraindicati presente nella popolazione esaminata, dando in ogni caso priorit a quelli considerati pi
favorevoli per gli attuali obiettivi tecnologici. I presunti cloni che hanno superato i saggi fitovirologici
(ELISA tests, RT-PCR e indexaggio su specie indicatrici del genere Vitis) sono stati utilizzati per costituire
due vigneti di comparazione: uno in Val di Cornia (Azienda Gualdo Del Re, Suvereto, Li) e laltro nella zona
del Morellino di Scansano (Azienda, F.lli Mantellassi, Magliano, Gr).
Adottando la metodica O.I.V. (1983), integrata da quella riportata nellambito dellEU-project GENRES
CT96 No 81 (1998), sono stati rilevati i caratteri ampelografici di germogli, foglie e grappoli, e i dati
ottenuti sono stati sottoposti ad analisi a cluster gerarchica (pacchetto SPSS 11.0). A maturit tecnologica
sono stati condotti rilievi sulle principali caratteristiche del mosto e sulla dotazione in antociani e polifenoli
totali delle uve e poi sulle caratteristiche analitiche dei vini e sul loro profilo sensoriale. Inoltre, dei presunti
cloni stato analizzando il polimorfismo di 10 loci microsatelliti.
Le osservazioni condotte nel corso del quadriennio 2003-2006 hanno fatto emergere alcune interessanti
caratteristiche che consentono di giungere alla richiesta di omologazione di 3 presunti cloni, GAL 7, GAL
9 e GAL 15, dei quali vengono illustrate le caratteristiche peculiari.
52
Clonal selection of Sangiovese' grapevine in the territory of Morellino
di Scansano' production
G. Scalabrelli*, C. D'Onofrio, G. Ierroni*, A. Zinnai**, I. Venturi**, L.1riolo*, A. Materazzi*
* Dipartimento di Coltivazione e Difesa delle Specie Legnose G. Scaramuzzi, Universit di Pisa, Via del
Borghetto , 80 - S6J24 Pisa (gscalabrelliagr.unipi.it)
** Dipartimento di Chimica e Biotecnologie agrarie, Universit di Pisa, Via del Borghetto , 80 - S6J24 Pisa
In the present paper we report the results of Sangiovese clonal selection activity started on 1997 in the
Morellino di Scansano DOC area (DOCG from 2007), the base grapevine variety of this red wine
according a long tradition. This activity was considered useful because in this area Sangiovese was not yet
subjected to clonal selection and the vineyards will undergone to renewal in next few years with the risk of to
loose the variability of the population present in the old vineyard of this territory.
The selection criteria concerned the moderate productivity, the limited vigour, the morphological differences
of leaves and bunches (with particular emphasis to bunch shape and size), vines phenological characteristics,
technological potential and stress tolerance to biotic and abiotic stress. The main aim of selection was to
identify a adequate number of mother grapevines to ensure the representation of the whole variability of
analysed population also if the priority during the selection process was in the characters considered the most
favourable for the actual grapevine technological objectives. After the phytovirological results (ELISA tests,
RT-PCR and biological indexing on the Vitis indicators) the candidate clones with the adequate sanitary
status were planted in two experimental vineyards: one in Val di Cornia, Suvereto, Livorno Province, and the
other one in Morellino di Scansano area, Magliano, Grosseto Province). Data obtained from ampelographic
observations on shoot, leaf and cluster were carried out according O.I.V. method (1983) integrated by Genres
Euproject (1998) methodology, and the data were subjected to cluster analysis (SPSS 11.0 package). The
main grape quality characteristics, anthocyanin and polyphenol content were recorded at technological
maturity and some analysis were performed on wines including the sensorial profiles. Moreover, the analysis
of polymorphism was performed on 10 microsatellites loci.
During the four years period of selection (2003- 2006) interesting features were found on candidate clones
GAL 7, GAL 9 e GAL 15 for which will be requested the homologation. The main characteristics of
these candidate clones are reported.
53
Risultati del lavoro di selezione clonale del Sangiovese in Val di
Cornia

G. Scalabrelli*, C. D'Onofrio, G. Ierroni*, A. Zinnai**, I. Venturi**, L.1riolo*, A. Materazzi*

* Dipartimento di Coltivazione e Difesa delle Specie Legnose G. Scaramuzzi, Sezione di Coltivazioni Arboree,
Universit di Pisa, Via del Borghetto , 80 - S6J24 Pisa (gscalabrelliagr.unipi.it)
** Dipartimento di Chimica e biotecnologie agrarie, Universit di Pisa, Via del Borghetto , 80 - S6J24 Pisa
Riassunto
La finalit di questa ricerca stata quella di completare il lavoro di selezione clonale condotto
in Val di Cornia (provincia di Livorno) intrapreso nell'ambito del progetto ARSIA "Miglioramento
qualitativo delle produzioni vitivinicole e del materiale di propagazione" attuato nel quinquennio
1997-2001. Lattivit, condotta secondo i protocolli previsti dal metodo di selezione clonale, ha
riguardato, pertanto, la valutazione dei presunti cloni di Sangiovese potenzialmente omologabili,
che avevano cio superato i test sanitari, presenti nei campi di omologazione Gualdo del Re, in Val
di Cornia (Suvereto-Li), Mantellassi (Magliano-Gr). Sono state completate nel triennio 2004-2006
le indagini volte ad una pi precisa definizione degli aspetti fitosanitari di presunti cloni di
Sangiovese, selezionati in Val di Cornia (LI) tese ad approfondire i seguenti aspetti fitopatologici
ovvero a: verificare lassenza di Grapevine Leafroll associated Closterovirus (GLRaV 2), entit
virale di recente caratterizzazione e ritenuta responsabile di una alterazione macroscopica
emergente, la disaffinit di innesto; valutare la presenza o lassenza del Mosaico delle Nervature
(Grapevine Vein Mosaic Disease, GVMD), malattia ad eziologia simil-virale; accertare lesenza di
stati infettivi di natura fitoplasmale; definire i livelli di suscettibilit alle principali crittogame
(Plasmopara viticola, Uncinula necator e Botryotinia fuckeliana). E necessario sottolineare come
le ricerche indicate ai punti (c) e (d) costituiscono una componente ufficiale nella redazione dei
dossier di omologazione.
Lanalisi dei risultati ha permesso lacquisizione di dati utili alla definizione delle caratteristiche dei
presunti cloni di Sangiovese sia per quanto concerne i caratteri agronomici che gli aspetti
tecnologici. Sulla base delle differenze esistenti tra i presunti cloni e delle favorevoli caratteristiche
sensoriali, si ritiene opportuno richiedere lomologazione dei presunti cloni COR 5, COR 14 e
COR 32, dei quali si riportano le principali caratteristiche .
54
Results of clonal selection of Sangiovese' grapevine in Val di Cornia'
area.
G. Scalabrelli*, C. D'Onofrio, G. Ierroni*, A. Zinnai**, I. Venturi**, L.1riolo*, A. Materazzi*
* Dipartimento di Coltivazione e Difesa delle Specie Legnose G. Scaramuzzi, Sezione di Coltivazioni Arboree,
Universit di Pisa, Via del Borghetto , 80 - S6J24 Pisa (gscalabrelliagr.unipi.it)
** Dipartimento di Chimica e biotecnologie agrarie, Universit di Pisa, Via del Borghetto , 80 - S6J24 Pisa
The aim of this research was to complete the activity of Sangiovese clonal selection in Val di Cornia area
(Livorno Province) that was a part of the ARSIA research project Qualitative enhancement of wine
production and propagation material accomplished during the period 1997-2001. According to the national
protocols for clonal selection, during the years 2004-2006, the agronomical and qualitative observations were
performed in the experimental vineyards established in Val di Cornia (Suvereto, Livorno Province) and
Morellino di Scansano area (Magliano, Grosseto Province) on candidate clones resulted promising after
some supplementary sanitary tests. The additional sanitary investigations (serological and bimolecular tests)
were conducted for Grapevine leafroll associated virus 2 (GLRaV 2), indexing for Grapevine vein mosaic
disease (GVMD), PCR assay for phytoplasmal diseases (FD and BN) and the evaluation of the susceptibility
levels for Plasmopara viticola, Uncinula necator and Botryotinia fuckeliana) were also performed.
The results allowed us to acquire useful informations of the main sanitary, agronomical, technological and
wine sensorial features of candidate clones. The three candidate clones COR 5, COR 14 and COR 32
appear the most interesting for homologation and their main morphological and qualitative traits are
reported.
55
Caratterizzazione di tre recenti Denominazioni di Origine della
provincia di Grosseto: Capalbio, Montecucco e Sovana
G. Scalabrelli, G. Ierroni, S. Paolicchi
Dipartimento di Coltivazione e Difesa delle Specie Legnose G. Scaramuzzi, Sezione di Coltivazioni Arboree,
Universit di Pisa, Via del Borghetto, 80 S6J24 Pisa (gscalabrelliagr.unipi.it)

Riassunto
Il presente lavoro riguarda unattivit finalizzata allapprofondimento della conoscenza di tre zone a
Denominazione di Origine pi recentemente riconosciute in provincia di Grosseto, ovvero Montecucco,
Sovana e Capalbio. Oltre allinquadramento delle principali caratteristiche del territorio e degli aspetti
vitivinicoli si riferisce di una indagine iniziata a partire dal 2001 sugli aspetti di seguito indicati.
Si proceduto allinquadramento climatico dei territori considerati, utilizzando i dati delle capannine del
centro Agrometeorologico dellARSIA, prestando particolare attenzione al rilevamento al periodo aprile-
settembre, al fine di correlare questo andamento con le caratteristiche delle produzioni rilevate nelle tre zone
DOC.
Sono stati presi in considerazione per ogni zona 3 vigneti coetanei di Sangiovese aventi lo stesso modello
di impianto (densit di piantagione, tipo di potatura) sui quali sono state effettuate le determinazioni
analitiche su campioni di terreno, seguendo i metodi unificati della Societ italiana di scienza del suolo. Sono
state inoltre acquisite le mappe geopedologiche del territorio.
E stato determinato lo stato nutrizionale dei vigneti mediante lanalisi laminare e peziolare, la precocit di
invaiatura e la fertilit delle gemme. Alla vendemmia, stabilita sulla base della curva di maturazione, sono
stati rilevati il numero dei grappoli e il loro peso medio e i principali caratteri del mosto incluso la ricchezza
fenolica. Le uve sono state vinificate adottando una scala ridotta, identica per tutte le tesi. Dopo la
vinificazione i vini sono stati travasati e posti in idonee condizioni per lespletamento della fermentazione
malo-lattica o poi sottoposti ad analisi fisico-chimica e sensoriale, utilizzando una scheda parametrica non
strutturata adattata al vitigno Sangiovese.
Le osservazioni hanno permesso di evidenziare differenze di ordine climatico, pedologico, e nutrizionale che
si riflettono a livello produttivo e qualitativo sulle uve e sui vini ottenuti. In particolare emergono condizioni
pi favorevoli in alcuni siti ubicati nelle zone DOC Capalbio e Montecucco, rispetto a Sovana.
56
Characterization of three recent Denominations of Origin of the
province of Grosseto Capalbio', Montecucco' and Sovana'

Abstract
The present work regards an activity finalized to acquire a better knowledge of the characteristics of area of
wine production which recently had been recognized as Denomination of Origin in Grosseto province:
Montecucco, Sovana and Capalbio. Besides the information of the main characteristics of the territory
and the wine aspects, a surveying was initiated on 2001, regarding the climatic traits of the territories, using
the data of the tuscan agrometeorologic center of the ARSIA, with special attention to the period April-
September, to the aim to correlate this course with the characteristics of the productions found in three DOC
area. Three vineyards of Sangiovese for each zone, having the same plantation density and pruning method
were taken in consideration soil analytical determinations, following the unified methods of the Italian
Society of Soil Science. The geopedologic maps of the territory have been moreover acquired. The
nutritional state of the vineyards through the petiole and lamina analysis, the earliness of veraison and the
bud fertility were also determined. At harvest, established on the base of the ripening curve, the number of
clusters, their weight and the main characters of berries, included the phenols content were also analized.
Moreover grapes were vinificated adopting a reduced scale, identical for all the theses. After the vinification
the wines have been places in suitable conditions for the accomplishment of the malolactic fermentation.
After bottling wines were subjected to sensory physical-chemical analysis and, using a not structured
parametric sheet adapted to the Sangiovese variety. The observations have evidenced differences of
climatic, pedologic and nutritional order, production and qualitative level of grapes and wines were also
found, and particularly more favourable conditions appeared from sites located in the DOC zones Capalbio
and Montecucco compared to Sovana.
57

Variabilit di biotipi di Sangiovese reperiti nella zona della DOC
Montecucco
C. D'Onofrio, G. De Lorenzis, G. Scalabrelli
Dipartimento di Coltivazione e Difesa delle Specie Legnose G. Scaramuzzi, Sezione di Coltivazioni Arboree,
Universit di Pisa, Via del Borghetto, 80 S6J24 Pisa (c.donofrioagr.unipi.it)
Il presente lavoro riguarda uno studio condotto mediante lutilizzo di marcatori molecolari a DNA
di una popolazione di individui riferibili al Sangiovese e al Ciliegiolo (il Ciliegiolo e
considerato un parente stretto del Sangiovese) reperiti nella zona DOC Montecucco, che
presentano alcune differenze dei tratti morfologici (colore dellapice del germoglio, dimensione e
forma delle foglie, tomentosit delle foglie).
Le analisi molecolari sono state effettuate analizzando il polimorfismo dei microsatelliti e del
marcatore molecolare REMAP (REtrotransposon-Microsatellite Amplified Polymorphism). La
tecnica REMAP evidenza il polimorfismo inserzionale dei retrotrasposoni attraverso
lamplificazione, mediante PCR, di frammenti di DNA compresi tra il sito di inserzione di un
retrotrasposone e di un locus microsatellite.
Per i microsatelliti stato analizzato il polimorfismo di 10 loci, tra cui i 6 loci indicati nellambito
del EU-project GENRES CT96 No 81 (VVS2, VVMD5, VVMD6, VVMD7, VVMD17, VVMD21,
VVMD24, VVMD27, ssrVrZag62 e ssrVrZag79), mentre per lanalisi REMAP sono state utilizzate
2 combinazioni di primers, una per il retrotrasposone Tvv1 e una per il Gret1, individuate in un
lavoro precedente (DOnofrio et al., comunicazione personale).
I polimorfismi di entrambi i marcatori sono stati utilizzati per ottenere le matrici di similarit
genetica tra i genotipi analizzati per la costruzione dei relativi alberi filogenetici. Lanalisi di
similarit genetica stata ottenuta calcolando il coefficiente di Nei per gli SSR e il simple matching
similarity index per il marcatore REMAP, e i dendrogrammi sono stati sviluppati usando il metodo
UPGMA. Inoltre, la diversit genetica evidenziata dai marcatori molecolari REMAP e SSR stata
valutata sulla base dei seguenti indici statistici: Shannons index e Polymorphic information content
In generale, a fronte di differenze morfologiche non imputabili al diverso stato sanitario non sono
stati evidenziati polimorfismi a livello molecolare, mentre effettive differenze genetiche sono
apparse in alcuni casi di convergenza di alcuni caratteri ampelografici.
58
Variability of Sangiovese biotypes found in Montecucco DOC area

C. D'Onofrio, De Lorenzis, G. Scalabrelli
Dipartimento di Coltivazione e Difesa delle Specie Legnose G. Scaramuzzi, Sezione di Coltivazioni Arboree,
Universit di Pisa, Via del Borghetto, 80 - S6J24 Pisa (c.donofrioagr.unipi.it)
A population of Sangiovese and Ciliegiolo biotypes (Ciliegiolo is considered to have close
parentage relation with Sangioviose) showing differences of some morphological traits (shoot tip
colour; leaf size, shape and tomentosity) present in Montecucco DOC area have been analysed by
DNA molecular markers.
The polymorphism of 10 microsatellite loci, included the 6 microsatellite loci indicated in the EU-
project GENRES CT96 No 81, (VVS2, VVMD5, VVMD6, VVMD7, VVMD17, VVMD21,
VVMD24, VVMD27, ssrVrZag62 e ssrVrZag79) have been analysed. In addition have been
analysed the REMAP polymorphism (REtrotransposon-Microsatellite Amplified Polymorphism) a
technique showing the retrotransposons insertional polymorphism by the amplification of DNA
fragment between a retrotransposon and a microsatellite locus. Two REMAP primer combinations
have been chosen on the bases of previous results (DOnofrio et al., personal communication): one
combination for Tvv1 retrotrasposons and the other one for Gret1 retrotrasposons.
The polymorphism of both type of molecular markers have been translated in presence/absence
matrixes, the similarity analysis have been performed using the Nei coefficient for microsatellite
and the simple matching similarity index for REMAP, and the relative dendrograms have been
build using the UPGMA methods. Furthermore, the degree of genetic diversity displayed by both
molecular marker systems have been evaluated by the Shannons index and the polymorphic
information content (PIC).
The molecular analysis not revealed genetic differences among the most part of accessions showing
significant differences in morphological traits, while in some cases a genetic diversity have been
detected among accessions characterised by some ampelographic trait convergences.
59
ILSANGIOVESENELVIGNETOITALIA:
EVOLUZIONEELOCALIZZAZIONE,IDENTITDEITERROIRE
VALORIDIMERCATO
GianfrancoTempesta`,FabioBurroni`,MonicaFiorilo``,RobertoBandinelli```
` Associazione M.I.V.A. (Moltiplicatori Italiani Viticoli Associati)Via Volterrana,57 - 50124
FIRENZE ITALIA tel. e Fax +39 055 23 21 494 E-mail:tempesta@associazionemiva.com
``Vivaio Enotria Via Campagnole, 2 31050 Cavasagra di Vedelago (TV) ITALIA
info@vivaioenotria.com tel. +39 0423 451919 Fax +39 0423 452993
*** Universit degli Studi di Firenze, Dipartimento di Ortoflorfrutticoltura. Facolt di Agraria tel.
+390554574041 Fax +390554574017 E-mail: roberto.bandinelli@unifi.it
PAROLECHIAVE: SANGIOVESE, VIGNETO ITALIA, TERROIR, LOCALIZZAZIONE,
VALORI DI MERCATO
RIASSUNTO
Il documento analizza lo spazio del Sangiovese nel Vigneto Italia considerando la
colonizzazione espansione nelle aree vitate in base ai censimenti ISTAT e in proiezione su dati
del vivaismo.
Si evidenziano cesure storiche quali il passaggio da una viticoltura promiscua e da alberata
(Etrusca) ad una specializzata: evento della decade 1965 1975. Una ulteriore riconversione,
iniziata negli anni 1990, su prodotti con valenza di terroir (Toscana) supportati da positivi fattori
pedoclimatici e agronomici. Il Sangiovese origina altres prodotti di largo consumo (Puglia) spesso
basati su valenze varietali.
Il documento traccia inoltre valori e volumi commerciali delle produzioni vinicole ottenute
nei diversi territori dalla variet in esame.
60
THEVARIETYSANGIOVESEINITALIANVINEYARDS:
EVOLUTIONANDLOCATION,TERROIRS IDENTITYANDVALUESOFMARKET
KEYWORDS: SANGIOVESE, ITALIAN VINEYARDS, TERROIR, LOCATION, VALUES OF
MARKET
ABSTRACT
This document analyzes the position and spatial relations of the variety Sangiovese in Italian
vineyards considering colonization - expansion in the vines areas according to ISTAT censuses and
the projection on the basis of nursery productions.

The research provides the evidence of historical changes in the vines system such as the shifting
from a promiscuous viticulture and vines supported by tree cultural system ( "Etruscan") to a
specialized one: event of the decade from 1965 to 1975. A further conversion, which began in 1990,
gave products the value of their terroir (Tuscany) supported by positive factors given by the
interaction of the nature of the soils ,climate and agronomic parameters. Sangiovese also originates
commodity products (Puglia) often based on the value of the variety.
The document also tracks values and volumes of commercial wine production obtained in the
various territories by the variety concerned.
61
Il commercio estero del vino.
Analisi comparativa a livello regionale con specifico approfondimento su Toscana

Francesco Felici

Abstract
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63
Caratterizzazione fisiologica di un vigneto di
Sangiovese in fase di pre-maturazione in relazione alla
vigoria ed all'equilibrio vegeto-produttivo

R. Zorer
(J)
, S. Pedo
(J)
, M. Bertamini
(J)
, D. Porro
(J)
, S. Di Blasi
(2)
(J)
Iondazione Ldmund Mach - IASMA, Centro Sperimentale, Via Mach J, 380J0 San
Michele all'Adige (1N) - roberto.zoreriasma.it
(2)
Consorzio 1uscania - Piazza Strozzi J, S0J23 Iirenze

Nella presente indagine si cercato di caratterizzare landamento giornaliero di
alcuni parametri fisiologici, potenziali indicatori di stress idrico e/o di carenze
nutrizionali, allinterno di un vigneto di Sangiovese dellazienda vinicola Castello
di Brolio - Barone Ricasoli (Gaiole in Chianti, Siena), che presentava una forte
variabilit di vigoria e di copertura della chioma.
Lobiettivo stato quello di determinare gli andamenti giornalieri dellefficienza
fotosintetica delle piante nelle diverse zone del vigneto caratterizzate da diversa
vigoria e di capire come le eventuali variazioni si potevano ripercuotere sulla
maturazione delle uve.
Lattivit rientra in un progetto pi ampio di sperimentazione viticola integrata,
attraverso diverse modalit di gestione della chioma. Allinterno di diversi blocchi
di vigoria del vigneto sono state allestite delle tesi sperimentali modificando
lequilibrio vegeto-produttivo al fine di migliorare la qualit delle uve e fornire
indicazioni e metodologie per una gestione ottimale della variabilit.
Lindagine ha riguardato in particolare le piante sottoposte alle tesi estreme di
equilibrio vegeto-produttivo, sfogliato non diradato e carica di quattro speroni a tre
gemme (massima produzione di grappoli per unit di area fogliare), confrontate
con la tesi pi scarica dal punto di vista produttivo con diradamento del 50% dei
grappoli e nessuna sfogliatura.
Le foglie raccolte in campo e adattate per mezzora al buio sono state sottoposte
alla determinazione dellefficienza quantica del fotosistema II (Fv/Fm) tramite
fluorimetro portatile, alla caratterizzazione degli spettri di riflettanza fogliare
mediante spettroradiometro, completo di sfera integratrice e sorgente luminosa. Il
contenuto di clorofilla stato rilevato indirettamente mediante un misuratore
portatile.
Tali rilievi sono stati ripetuti periodicamente nellarco della giornata, ogni due ore
circa, dal primo mattino fin allimbrunire per quattro giorni consecutivi (6-9 agosto
2007) in fase di postinvaiatura, per registrare la dinamica giornaliera dellefficienza
dellapparato fotosintetico delle piante nei tre blocchi di vigore e soggette alle tesi
estreme di equilibrio vegeto-produttivo.
Dallanalisi statistica dei dati emerso che lefficienza quantica del fotosistema II
(Fv/Fm) ed il contenuto di clorofilla rappresentato dai valori dellindice di SPAD
decrescevano al diminuire della vigoria.
Gli andamenti giornalieri hanno evidenziato un abbassamento dellefficienza
quantica nelle piante dei blocchi a media e bassa vigoria. Nei blocchi ad elevato
vigore invece lefficienza quantica dellapparato fotosintetico rimasto costante. I
parametri qualitativi delle uve non sono per risultati influenzati negativamente.
Lequilibrio vegeto-produttivo sembra essere il parametro fondamentale per la
corretta maturazione delle uve.

Progetto coordinato e finanziato da


Piazza Strozzi 1 Firenze
64
Physiological characterization of a vineyard of
Sangiovese grapevines in pre-ripening phase with
respect to vigour and growth-yield balance

R. Zorer
(J)
, S. Pedo
(J)
, M. Bertamini
(J)
, D. Porro
(J)
, S. Di Blasi
(2)
.
(J)
Iondazione Ldmund Mach - IASMA, Centro Sperimentale, Via Mach J, 380J0 San
Michele all'Adige (1N) - roberto.zoreriasma.it
(2)
Consorzio 1uscania - Piazza Strozzi J, S0J23 Iirenze.

In the present study we have attempted to characterize the daily course of certain
physiological parameters, potential indicators of water stress and/or nutritional
deficiency, in a vineyard of Sangiovese grapevines (Castello di Brolio - Barone
Ricasoli, Gaiole in Chianti, Siena), which presents considerable variability in terms
of vigour and canopy structure.
The main aim was to determine the daily trend of the photosynthetic efficiency of
plants in different areas of the vineyard characterized by different degrees of vigour
and to understand the repercussions of this variability on grape ripening.
This research is part of a larger project of integrated viticultural experimentation,
based on different types of crop management. Eight experimental trials were
carried out in three different vigour blocks of the vineyard in which the growth-
yield balance was modified with the aim of improving the quality of the grapes and
of providing a suitable methodology for optimal management of the variability.
The investigation focussed in particular on diametrically opposed treatments in
terms of growth-yield balance: leaf removal with no cluster thinning and pruning to
4 3-node spurs (maximum production of clusters per unit leaf area), compared with
the most manipulative treatment from the point of view of yield, 50% cluster
thinning and no leaf removal.
The leaves were collected in the field and adapted to the dark for 30 minutes before
the quantum efficiency of photosystem II (Fv/Fm) was determined by means of a
portable fluorometer, and reflectance spectra assessed with a spectroradiometer
with integrating sphere and light source. Chlorophyll content was determined
indirectly with a portable chlorophyll meter.
The measurements were repeated during the day, about every two hours from early
morning until sunset, for four consecutive days (6
th
-9
th
August, 2007) in post-
veraison phase, in order to record the daily dynamics of the photosynthetic
efficiency of the plants in the three blocks of vigour under the opposing conditions
for growth-yield balance.
Statistical analyses showed that the quantum efficiency of PS II (Fv/Fm) and the
chlorophyll content, represented by the SPAD index values, decreased according to
diminution of vigour.
The daily trends in Fv/Fm showed a decrease in quantum efficiency in the medium
and low vigour zones of the vineyard. In the blocks of high vigour, on the other
hand, the quantum efficiency of the photosynthetic apparatus remained constant.
The qualitative parameters of the grapes, however, were not negatively influenced
by low vigour and photosynthetic efficiency. Growth-yield balance seems to be the
most important parameter for proper ripening of the grapes.

This work was coordinated and financed by


Piazza Strozzi 1 Firenze
65
Lffetto della gestione idrica sulla qualit delle uve e
del vino Sangiovese prodotto in zona Monteregio di
Massa Marittima
D. Remorini, R. Massai, G. Ierroni, G. Scalabrelli

Dipartimento di Coltivazione e Difesa delle Specie Legnose G. Scaramuzzi,
Universit di Pisa - Via del Borghetto 80, S6J24 Pisa e-mail: dremoriniagr.unipi.it
Riassunto
Le ricerche sono state svolte nel territorio della DOC Monteregio di Massa
Marittima, dove sono stati sottoposti a differenti regimi idrici piante di
Sangiovese innestate su 420A allevate a cordone speronato alto con sesto
dimpianto di 2,5 x 0,8 m. Le piante sono state suddivise in tre differenti tesi
irrigue, la prima caratterizzata dalla totale assenza di irrigazione durante tutta la
stagione, mentre nella seconda e terza sono stati effettuati rispettivamente 1 o 2
interventi irrigui, allo scopo di evitare linstaurasi di uno stress idrico intenso.
Sulle foglie si proceduto alla identificazione e alla quantificazione dei polifenoli
fogliari mediante luso di un sistema HPLC-DAD e di un sistema HPLC-MS.
I rilievi condotti sulle piante hanno riguardato la misura del potenziale idrico
fogliare e i parametri vegeto-produttivi e qualitativi, relativamente alla
macrostruttura degli acini, alla ricchezza fenolica integrata dallanalisi sensoriale
delle uve. Alla vendemmia si proceduto alla vinificazione di circa 200 kg di uva
ed il vino stato sottoposto ad analisi fisico-chimica e sensoriale.
Le piante mantenute senza intervento irriguo hanno manifestato segni di
sofferenza, rilevabili dallo scarso turgore delle foglie nelle ore pi calde ed anche
dai potenziali idrici fogliari. La quantit di polifenoli estratta dalle foglie delle
piante non irrigata risultata significativamente maggiore rispetto a quella delle
piante sottoposte ad intervento irriguo.
Lirrigazione di soccorso praticata due volte ha indotto una maggiore crescita
dellacino e dei grappoli, provocando anche un prolungamento dellattivit
vegetativa che si tradotta in una maggiore funzionalit fogliare, in grado di
incrementare leggermente il grado zuccherino delle uve alla raccolta. Inoltre ha
indotto contemporaneamente un minor livello di antociani estraibili dallacino,
confermati successivamente dai dati ottenuti sul vino. Lirrigazione di soccorso
effettuata dopo linvaiatura non ha indotto modifiche apprezzabili nelle
caratteristiche del mosto, ma ha permesso, tuttavia, di ottenere un leggero
incremento degli antociani estraibili dellacino e di polifenoli totali, confermati poi
dalle analisi dei vini.
66
Irrigation management affects grape and wine quality
of Sangiovese produced in Monteregio di Massa
Marittima site.
Department of Iruit Science and Plant Protection of Woody Species G. Scaramuzzi,
University of Pisa - Via del Borghetto 80, S6J24 Pisa (Italy) e-mail:
dremoriniagr.unipi.it
Abstract
In a commercial vineyard of the DOC Monteregio, located at Massa
Marittima, vines of Sangiovese grafted onto 420A, trained 2.5 x 0.8 m
spacing, were subjected to three different water treatments: complete
absence of irrigation during the whole season in the first one, while, in the
second and third treatment, plants were irrigated one or two times
respectively to avoid severe water stress.
Changes in the content and composition of leaf polyphenols were also
evaluated. Identification and quantification of polyphenols and flavonoid
were performed using both HPLC-DAD and HPLC-MS analyses. Midday
leaf water potential and productive and qualitative parameters of grapevine
were also performed. Around 200 kg of grapes were processed and the wine
obtained was tested for physical-chemical and taste analysis.
The non-irrigated vines showed a lower leaves turgidity and leaf
water potential. The quantity of polyphenols extracted by the leaves of non-
irrigated plants resulted statistically higher then that of the irrigated vines.
Vines irrigated twice, before and after veraison, showed a higher growth of
berries, a prolonged vegetative activity and a higher soluble solid content at
harvest, but a small level of extractable anthocyans from the grape. Plants
irrigated only once after veraison did not show any difference in the must
characteristics, even if a small increase of extractable anthocyans and total
polyphenols in the grape was observed.
67
La dormienza nelle gemme di Sangiovese: effetto della
temperatura e della posizione lungo il tralcio (poster)

S. Bartolini
(J)
, L. Andreini
(2)
, G. Scalabrelli
(2)
, L. Iucci
(2)

(J)
Scuola Superiore Sant'Anna, Piazza Martiri della Libert 33,
S6J27 Pisa, Italy, e-mail: bartolinisssup.it
(2)
Dipartimento di Coltivazioni e Difesa delle Specie
LegnoseG.Scaramuzzi, DCDSL, Universit di Pisa,Via del
Borghetto 80, I-S6J24 Pisa, Italy

Il fabbisogno in freddo delle gemme della Vitis vinifera L. relativamente
modesto se comparato ad altre specie arboree a foglia caduca. Tuttavia,
sussiste una variabilit nello stabilire lepoca delleffettivo superamento
dellendodormienza delle gemme di un determinato genotipo legata alle
condizioni climatiche di certe annate.
Lo scopo della ricerca stato quello di studiare levoluzione della
dormienza in relazione alla temperatura ed alla posizione delle gemme
lungo il tralcio.
Le prove sono state condotte sulla cultivar Sangiovese durante la stagione
2006-2007 utilizzando talee trinodali prelevate dalla posizione basale,
mediana ed apicale di tralci maturi. Periodicamente, dallautunno alla
primavera, le porzioni di tralcio, dopo un chilling a 4 e 8C per 200 ore,
sono state sottoposte al forcing in camera climatica per 30 giorni (23 1
C, 60%U.R., fotoperiodo12 ore luce a 300-400 Em
-
sec
-1
). La tesi di
controllo prevedeva il forcing delle talee provenienti dalle condizioni
naturali di pieno campo. Ad intervalli regolari di tre giorni stata rilevata
levoluzione degli stadi fenologici secondo la scala BBCH allo scopo di
calcolare il tasso di schiusura ed i tempi medi di schiusura delle gemme. La
fine dellendodormienza stata stabilita con il passaggio dallo stadio
fenologico 00 allo 03.
I risultati hanno messo in evidenza che i diversi regimi di chilling, a cui
sono state sottoposte le talee, non hanno sostanzialmente modificato lentit
di chiusura delle gemme. In tutti i casi stata rilevata una graduale
diminuzione dei tempi medi di schiusura da Ottobre a Gennaio, epoca in cui
stata superata lendodormienza delle gemme. Per quanto riguarda la
posizione delle gemme sul tralcio, quelle della porzione basale hanno
raggiunto pi precocemente lo stadio 03 rispetto alle gemme della parte
mediano-apicale.
68
Lffect of chilling temperatures on bud dormancy
breaking in Sangiovese' grapevine cuttings (poster)

S. Bartolini
(J)
, L. Andreini
(2)
, G. Scalabrelli
(2)
, L. Iucci
(2)

(J)
Sant'Anna School of Advanced Studies, Piazza Martiri della
Libert 33, S6J27 Pisa, Italy, e-mail: bartolinisssup.it
(2)
Department of 1rees Science, Lntomology and Plant
Patology G. Scaramuzzi', University of Pisa, Via del
Borghetto 80, S6J24 Pisa, Italy


To ensure constant yields is necessary a regular endodormancy overcoming,
after an adequate chilling exposure. The chilling requirement of grapevine is
generally less than those of most deciduous fruit species but, predicting
budbreak rate and amount is not always easy as certain temperatures can
strongly affect the dormancy process during the autumn-winter seasons.
The aim of this study was to examine the interaction of chilling
temperatures and bud position along mature canes on the dormancy
breaking of Sangiovese buds.
From autumn to spring, several forcing cycles were conducted as follows:
three node cuttings were periodically collected from the base to the apical
portion of mature canes and kept under artificial chilling at 4 and 8C for
200 hours in the darkness.
After chilling treatments were completed, the cuttings were placed in a
growth chamber for 30 days (23 1 C, 60% relative humidity, photoperiod
12 hours of light at 300-400 Em
-
sec
-1
), while nonchilled cuttings were
collected from the vineyard as control thesis.
The evolution of bud phenological stages, according to BBCH references
was monitored at three days intervals calculating the budbreak rate and the
mean bud opening times to establish the endodormancy ended. The
transition from phenological stage 00 to 03 was considered as an early
indicator of the bud break.
The overall results showed that cuttings from different chilling treatments
generally exhibited similar rates of budbreak. A gradual decrease in the
mean bud opening time was recorded from October to January, when the
lowest values were reached. Buds of the basal cuttings showed a more rapid
budbreak during the autumn season.
69
Profili di maturazione tecnologica e fenolica del
Sangiovese nei terroir dell'Aretino


L. 1oninato*, A. Scienza**, L. Brancadoro**, S. Boncompagni***
*AGLR SC - Agricoltura e Ricerca, Milano, luca.toninatoagercoop.it
**Dipartimento di Produzione Vegetale, Universit degli Studi, Milano
***Assessorato Agricoltura Provincia di Arezzo, Arezzo


Per rispondere alle necessit di monitoraggio della maturazione delle uve al fine di
determinare il momento ottimale della vendemmia, a partire dal 2003 la Provincia
di Arezzo, lARSIA e le cantine sociali aretine hanno deciso fornire
settimanalmente nel periodo prevendemmiale i valori di campionamenti effettuati
in vigneti della Provincia. I punti di monitoraggio sono stati scelti in
considerazione dei risultati emersi dal progetto di zonazione viticola della
Provincia di Arezzo, condotto nel triennio 1999-2001 che ha portato alla
definizione di 8 Unit territoriali (Basso Casentino, Terrazzamenti Setteponti,
Pianalti Setteponti, Montevarchi-Bucine, Ambra, Pergine-Civitella, Val di Chiana e
Cortona) e successivamente alla realizzazione di campi sperimentali in cui testare,
a parit di materiale genetico e tecnica di coltivazione, linfluenza dei territori sugli
indici di maturazione; quindi in questi ultimi sei anni un totale di 14 vigneti di
Sangiovese sono settimanalmente monitorati per controllare levoluzione della
maturazione tecnologica e fenolica.
Lanalisi dei dati evidenzia una notevole influenza dellannata nel determinare
innanzitutto linizio delle fasi di accumulo zuccherino nelle bacche in tutto il
territorio, mentre nelle varie Unit si differenziano notevolmente le diverse
precocit e attitudini in termini di accumuli zuccherini, degradazioni acidiche e
maturazione della componente fenolica.
70
1echnologic and phenolic maturation's profiles of the
Sangiovese in the Arezzo's terroirs


L. 1oninato*, A. Scienza**, L. Brancadoro**, S. Boncompagni***
*AGLR SC - Agricoltura e Ricerca, Milano, luca.toninatoagercoop.it
**Dipartimento di Produzione Vegetale, Universit degli Studi, Milano
***Assessorato Agricoltura Provincia di Arezzo, Arezzo
To answer to the necessities of monitoring the maturation of the grapes with the
purpose to determine the optimal time of the harvest, beginning from 2003 the
Province of Arezzo, the ARSIA and the social wine cellars of Arezzo has decided
to weekly furnish in the pre-harvest period the values of samplings effected in the
vineyards of the Province. The points of monitoring have been select in
consideration of the results emerged by the project of viticoltural zoning of the
Province of Arezzo, conducted in the triennium 1999-2001 that produced the
definition of 8 Territorial Units (Basso Casentino, Terrazzamenti Setteponti,
Pianalti Setteponti, Montevarchi-Bucine, Ambra, Pergine-Civitella, Val di Chiana e
Cortona) and than to the realization of experimental fields in which to test, with the
same genetic material and technique of cultivation, the influence of the territories
on the maturations indexes; so in these last six years a total of 14 vineyards of
Sangiovese was weekly monitoring to check the evolution of the technologic and
phenolic maturation.
The datas analysis underlines a notable influence of the year first of all in the
determination of the beginning of the phases of sugars accumulation in the berries
in the whole territory, while in the different Units there are a notably differentiation
of precocities and attitudes in terms of sugars accumulations, acids degradations
and maturation of the phenolic compounds.
71
LEVARIAZIONICOMPOSITIVEDELSANGIOVESEDURANTELA
MATURAZIONE:4TERROIRACONFRONTO
MaurizioBoselli
(1)
,ManuelDiVecchiStaraz
(1)
,LauraPieragnoli,
(2)
,LidiaCeseri
(2)
,Marzia
Migliorini,
(3)
PaoloViti.
(3)
(1) Dipartimento di Scienze, Tecnologie e Mercati della Vite e del Vino, Universit di Verona, Villa
Lebrecht, Via della Pieve, 70 37029 San Floriano, Italy
(2) Dipartimento di Ortoflorofrutticoltura, Universit di Firenze, Viale delle Idee, 30 50019 Sesto
Fiorentino, Italy
(3) Laboratorio Chimico Merceologico - Azienda Speciale della Camera di Commercio di Firenze,
via Orcagna, 70 - 50121 Firenze, Italy
72
RIASSUNTO
Nel presente lavoro stato studiato il rapporto genotipo/ambiente analizzando leffetto di quattro
differenti terroir sul profilo aromatico di mosto duva. In particolare, lo studio si concentrato sui
composti volatili perch responsabili di specifiche note aromatiche nel vino. La concentrazione di
questi composti volatili pu infatti variare durante la maturazione. La loro formazione un processo
dinamico durante il quale la concentrazione dei volatili, presenti in quantit traccia, varia sia
qualitativamente che quantitativamente.
Tramite SPME stata realizzata lanalisi della composizione aromatica di uve di Sangiovese
(Vitis vinifera L. cv. Sangiovese), che la principale variet da vino coltivata in Italia. Le analisi
sono state realizzate in diversi momenti della maturazione ed alla vendemmia in quattro differenti
zone della Toscana.
ABSTRACT
We investigated relationship between genotype and environment, studying the effects of different
terroir on the aroma profiles in must grapes. We studied grape volatile compounds because they are
the main contributor to specific notes in wines. Concentration of these volatile compounds can
greatly vary during ripening. The formation of aroma compounds in grapes is a dynamic process
during which the concentration of volatiles, generally present in trace amounts, changes both
qualitatively and quantitatively.
In this work we used a SPME method to determine aroma composition of Sangiovese grapes
(Vitis vinifera L. cv. Sangiovese), the main grape variety established in Italy. The analyses have
been realised at different times during ripening and at harvest date in four Tuscany areas.
73
Valutazione della maturit fenolica di Sangiovese
attraverso macerazioni simulate


Mara Rossoni, Laura Rustioni, Attilio Scienza e Osvaldo Iailla
Dipartimento di Produzione Vegetale, Universit degli Studi di Milano
Via Celoria 2, 20J33 Milano e-mail: osvaldo.faillaunimi.it
Nonostante i numerosi studi relativi alle molecole fenoliche delluva e del vino, la
complessit dei polimeri tannici e la loro reattivit in soluzione (ed in
vinificazione) presenta ancora molti aspetti irrisolti.
Nel presente lavoro, il comportamento dei tannini durante il processo di
vinificazione stato studiato tramite simulazioni di macerazione. Le bucce ed i
vinaccioli di 300 g di uva sono state macerate in un tampone tartarico acquoso,
progressivamente addizionato di etanolo, per simulare la fermentazione alcolica.
Sangiovese proveniente da 5 diversi vigneti stato utilizzato per la
sperimentazione, al fine di valutare possibili influenze dellambiente di coltura.
Le analisi di polifenoli totali, tannini totali, proantocianidine ed indice di vanillina
hanno permesso di valutare i processi estrattivi e le modifiche in soluzione dei
polimeri dei flavan-3-oli. Per valutare il comportamento dei tannini in
vinificazione, i campionamenti e le analisi sono state eseguite sia per la fase
liquida, sia per le parti solide (bucce e vinaccioli separatamente).
Alla luce delle recenti scoperte relative allimportanza delle altre molecole
fenoliche sugli aspetti sensoriali del vino, il confronto dei siti stato svolto anche
in funzione del profilo dei flavonoli e degli acidi OH-cinnamici.
74
Lvaluation of Sangiovese phenolic ripeness by
simulated maceration processes


Mara Rossoni, Laura Rustioni, Attilio Scienza e Osvaldo Iailla
Dipartimento di Produzione Vegetale, Universit degli Studi di Milano
Via Celoria 2, 20J33 Milano e-mail: osvaldo.faillaunimi.it
Although a number of studies have been done, the complexity of polymeric tannins
and their reactivity in solution (and in vinification) is not completely understood.
In this work, tannins behaviour during the vinification process have been studied
using simulated macerations. Skins and seeds from 300 g of grapes have been
macerated in an aqueous tartaric buffer, progressively added by ethanol, to imitate
the alcoholic fermentation.
Sangiovese from 5 different vineyards have been used in this experiment, to
evaluate the possible interferences of the environment.
The extraction processes and changes in solution of flavan-3-ols polymers have
been studied using total phenolic compounds index, total tannins content,
proanthocyanidins and vanillin index analysis. To evaluate tannins behaviour in
wine making, samples and analyses have been done in both liquid and solid parts
(skins and seeds separately).
As consequence of the recent works about the sensory importance of other phenolic
compounds, flavonols and OH-cinnamic acids profiles have been considered in the
sites comparison.
75
Il comportamento fisiologico di viti di Sangiovese
affette da mal dell'Lsca

R. Gucci, G. Caruso, C. Bertolla, G. Scalabrelli, L. Andreini,


R. Viti
Dipartimento di Coltivazione e Difesa delle Specie Legnose
G. Scaramuzzi, Universit di Pisa, Via del Borghetto, 80 -
S6J24 Pisa (rgucciagr.unipi.it)
Riassunto
La ricerca stata condotta in un vigneto costituito con Sangiovese allevato a
cordone libero, al ventiquattresimo anno di produzione, con sesto dimpianto 3x1
m, situato a Colignola (Pisa), nel centro sperimentale del Dipartimento di
Coltivazione e Difesa delle Specie Legnose.
Le tesi sono disposte in senso trasversale alla lunghezza del vigneto in quattro
blocchi randomizzati. La funzionalit dei fasci xilematici, stata determinata
mediante il test della traslocazione di un tracciante colorato in soluzione acquosa
(azosulfamide 1%). Prima e dopo della comparsa dei sintomi del Mal dellEsca,
sono stati prelevati tralci da viti sintomatiche lanno precedente e da piante
considerate sane, mantenuti nella soluzione per 3 ore al termine delle quali sono
state realizzate sezioni degli stessi ogni 10 cm e osservate allo stereomicroscopio.
Sulle foto delle sezioni trasversali, mediante analisi dimmagine stata stimata la
percentuale dellarea xilematica colorata dal passaggio del tracciante (Image tool
3.00). E stata inoltre misurata la porzione di tralcio percorsa dal tracciante.
Sono stati effettuati rilievi dei parametri di scambio gassoso su foglie di vite in tre
momenti del ciclo produttivo (allegagione, invaiatura, maturazione). I parametri di
scambio gassoso sono stati misurati con unit IRGA CIRAS1. Le misure sono state
effettuate su foglie di vite completamente espanse di piante sane (che non hanno
mai manifestato sintomi di mal dellesca) e sintomatiche (che nellanno precedente
avevano presentato sintomi della malattia, ma che risultavano apparentemente sane
nel corso della stagione in cui si realizzavano le misure). Sono state prese in
considerazione, su piante di vite affette da mal dellesca, foglie sane e foglie con
evidenti sintomi. stato misurato il potenziale idrico del tralcio mediante una
camera a pressione tipo PMS 1000. Le tesi a confronto sono le medesime riportate
per gli scambi gassosi.
I test della traslocazione, effettuati prima della comparsa dei sintomi, su tralci di
piante sane e di piante sintomatiche negli anni precedenti, non hanno messo in
evidenza differenze significative nel flusso xilematico del tralcio. Dopo la
comparsa dei sintomi fogliari, sono stati ottenuti risultati variabili. I valori dei
parametri di scambio gassoso misurati prima della comparsa dei sintomi, nelle
piante che successivamente sono risultate affette da mal dellesca, erano simili a
quelli registrati in piante sane. Ci significa che una sola misura dei parametri di
scambi gassosi, effettuata circa un mese prima del picco di infezione nel vigneto
non fornisce elementi utili ai fini di una diagnosi precoce. In seguito, la presenza
della malattia comporta una netta diminuzione del tasso di assimilazione e della
conduttanza stomatica. La concentrazione interna di CO
2
risulta influenzata,
essendo generalmente nelle foglie malate pi alta che nelle foglie sane. Al
contrario la presenza della malattia non sembra influire sul potenziale idrico
fogliare, che si mantiene sui valori tipici di piante non stressate sia nelle foglie
malate che in quelle sane.
76
Gas exchange and water relations of Sangiovese'
grapevines affected by Lsca disease
R. Gucci, G. Caruso, C. Bertolla, G. Scalabrelli, L. Andreini,
R. Viti
Dipartimento di Coltivazione e Difesa delle Specie Legnose
G. Scaramuzzi, Universit di Pisa, Via del Borghetto , 80 -
S6J24 Pisa (rgucciagr.unipi.it)
Abstract
The work was carried out on 24-year old grapevines planted at a 3x1 m distance at
the Colignola experiment station of University of Pisa and trained to a high free
cordon. The vineyard consisted of Sangiovese grapevines. The experimental
design was a randomized block with four blocks and 15 replicate plants.
Gas exchange parameters were measured on three fully-expanded leaves at fruit
set, veraison, and cluster ripening using a CIRAS 1 infrared gas analyser. Stem
water potential was measured at midday after enclosing fully-expanded leaves in
aluminium bags for 40 min using a PMS 1000 pressure chamber (Plant Moisture
Systems, USA). Gas exchange and stem water potential measurements were
performed on healthy vines (never showing any Esca disease symptoms) and
symptomatic vines (apparently healthy in the year of measurements but that had
shown Esca symptoms in the previous growing season). In addition, we compared
gas exchange and water potential of healthy and symptomatic leaves belonging to
vines affected by Esca disease.
Xylem flux was determined on shoot segments by perfusion of an aqueous tracing
dye (azosulfamide 1%) before and after Esca symptoms appearance on the leaves
of grapevine cv. Sangiovese plants which were symptomatic the previous year
and of non-Esca affected plants. Shoots were maintained for 2-3 h in the solution,
and then dissected every 10 cm. The transversal sections were observed under
stereomicroscope. On micro photos, by imagine analysis (Image tool 3.00) the
percentage of xylematic coloured area was estimated. Different trend of xylem flux
was observed according to year during the 2005-2007 period. No differences in dye
translocation were found before appearance of Esca symptoms during the growing
season.
After Esca symptoms appearance the healthy and sick vines did not show any
differences in xylem flux.
Esca disease induced a reduction of carbon assimilation rate and stomatal
conductance while higher internal CO
2
concentration was also measured in
symptomatic leaves. Symptoms of Esca disease did not affect the water leaf
potential, which reached typical level of unstressed leaves in symptomatic and in
healthy ones. In addition, it can be noted that gas exchange values, observed before
symptoms appearance in plants affected by Esca disease, were similar to those
found on healthy plants. This means that measurements made one month before
symptom appearance cannot be used as a screening method to determine whether
the vine will show Esca disease symptoms later in the growing season.
77
Modificazioni anatomiche indotte da Mal dell'Lsca su
Sangiovese
L. Andreini, R. Viti, G Scalabrelli
Dipartimento di Coltivazione e Difesa delle Specie Legnose
G. Scaramuzzi, Universit di Pisa, Via del Borghetto, 80 -
S6J24 Pisa (gscalabrelliagr.unipi.it)
Riassunto
Il presente lavoro ha inteso studiare le caratteristiche anatomiche di piccioli di foglie
e internodi di germogli uviferi campionati da piante di Sangiovese affette dalla
sindrome del Mal dellEsca.
Il materiale vegetale stato prelevato da un vigneto al ventiquattresimo anno di
produzione con sesto dimpianto 3x1 m situato a Colignola (Pisa), nel centro
sperimentale del Dipartimento di Coltivazione e Difesa delle Specie Legnose. Le tesi
sono disposte in senso trasversale alla lunghezza del vigneto in quattro blocchi
randomizzati.
I piccioli e gli internodi sono stati campionati in corrispondenza di due importanti
momenti del ciclo produttivo: lallegagione (giugno) e linvaiatura (luglio-agosto),
da piante che mostravano sintomi fogliari del Mal dellEsca e da piante che non
avevano mai mostrato i danni della malattia. I tessuti sono stati fissati in FAA,
inclusi in Histoplast e sezionati con un microtomo (Shandon) in senso trasversale
(7m). Le sezioni fini sono state colorate con Cristal violetto ed Eritrosina B per
identificare la lignificazione delle pareti cellulari. I preparati istologici sono stati
osservati al microscopio ottico in luce polarizzata per lo studio delle caratteristiche
morfologiche.
Losservazione anatomica dei tessuti ha messo in evidenza caratteristiche differenti
in relazione alla sanit della pianta. Il requisito principale riscontrato sia nei tessuti
dei piccioli sia negli internodi, prelevati da piante sintomatiche, era il minore
ispessimento delle pareti degli elementi vascolari, in particolare dei vasi xilematici,
delle guaine dei fasci vascolari e delle fibre del legno. Questa deficienza nel grado di
lignificazione, resa evidente dalla minore intensit di colorazione dei tessuti, stata
rilevata in entrambe le epoche di campionamento. I piccioli di foglie infette
mostravano un minore ispessimento delle pareti cellulari anche nel collenchima,
inoltre le cellule del parenchima midollare erano caratterizzate da unimportante
mancanza di turgore apparendo quasi collassate.
78
Anatomical changes provoked by Lsca disease on Sangiovese'
grapevines
L. Andreini, R. Viti, G Scalabrelli
Dipartimento di Coltivazione e Difesa delle Specie Legnose
G. Scaramuzzi, Universit di Pisa, Via del Borghetto , 80 -
S6J24 Pisa (gscalabrelliagr.unipi.it)
Abstract
This work aimed to study the anatomical characteristics of leaves petioles and shoot
internodes sampled from grapevine plants cv. Sangiovese, infected by Esca
disease.
The work was carried out on 24-year old grapevines planted at 3x1 m distance at the
Colignola experimental station of University of Pisa and trained to a high free
cordon. The experimental design was a randomized block with four blocks and 15
replicate plants.
Petioles and internodes were collected in correspondence of two phenological stages:
fruit-set (June) and veraison (July-August) from symptomatic vines (SV) and vines
that never showed Esca symptoms (NES). The tissues were fixed in FAA, embedded
in Histoplast and transversally sectioned (7m) by a Shandon microtome. The thin
sections were stained with Crystal violet and Erythrosin B to identify the lignified
cell walls. Morphological observations were carried out by optical microscope under
polarised light. Tissues observations showed different anatomical characteristics in
relation to vine health. The main feature of tissues infected by Esca disease was the
minor lignification of vascular tissues. This deficiency was detected on petioles and
internodes indifferently by sampling time, revealing the presence of lignin by the
violet stain.
The tissues collected from plants which showed foliar Esca symptoms, had lower
cell wall thickening of xylem vessels, wood fiber and bundle sheath. Petioles also
tissues showed the minor lignification on collenchyma, in addition the cells of pith
were characterised by the important lack of turgidity and appeared almost collapsed.
79
Vie di infezione in giovani vigneti con sintomi di mal
dell'esca

L. Mugnai, R. Bazzo, M. Guiggiani, I. Peduto, G. Marchi, G. Surico
Dipartimento di Biotecnologie agrarie, Sez. Patologia vegetale P.le delle Cascine 28,
S0J44 Iirenze - e-mail: laura.mugnaiunifi.it


Le piante della cv. Sangiovese sono, al pari di quelle di molte altre cultivar di vite, sensibili al
mal dellesca. Il primo vigneto che abbiamo avuto modo di rilevare quando si cominciato a
studiare (1991) il mal dellesca alla Facolt di Agraria di Firenze aveva unet di circa 25 anni e
unincidenza della malattia che, in tre anni (1992-1994), variata dal 19,62 al 63,27%. In quegli
anni abbiamo potuto quasi misurare il potenziale distruttivo del mal dellesca e, fra le altre
caratteristiche peculiari di questa malattia, la capacit di una pianta infetta di mostrare o non
mostrare i sintomi della malattia in dipendenza di fattori ancora in gran parte sconosciuti. Un
altro studio recente ha avuto lobiettivo di indagare le vie di infezione in piante di 4-5 anni di
et. Allo scopo sono state esaminate nel dettaglio una decina di piante che hanno mostrato per
la prima volta i sintomi fogliari dellesca al 5 anno dopo limpianto. Le piante sono state
tagliate trasversalmente e suddivise in 5 regioni: 1. regione basale del soggetto (apparato
radicale), 2. regione terminale del soggetto (parte restante del portinnesto); 3. punto dinnesto;
4. regione basale delloggetto (parte del tronco della cultivar) e, 5. regione terminale
delloggetto (cordone speronato).
Ogni porzione di pianta stata sezionata ulteriormente e ciascun pezzo (normalmente di 4-5
cm) esaminato attentamente allo scopo di determinare: numero di ferite per porzione; numero
di ferite non colonizzate da funghi; numero di ferite con segni di infezione da funghi; principali
alterazioni e loro estensione nel legno (striature nere, striature brune e necrosi brune da
Phaeomoniella chlamydospora; carie bianca da Fomitiporia mediterranea; presenza di altre
alterazioni o segni di agenti patogeni quali Armillaria mellea, o necrosi caratteristiche di specie
di Botryospheriaceae). Nel complesso le piante esaminate hanno mostrato i segni di infezioni,
in qualche caso, sia di F. mediterranea sia di Pa. chlamydospora, in altri solo di Pa.
chlamydospora e, in un caso, anche di A. mellea.
La maggiore presenza di Pa. chlamydospora e, quando il caso, anche di F. mediterranea,
sembrata risalire a due principali e diverse vie di infezione: infezioni da Pa. chlamydospora del
portinnesto gi prima dellimpianto; infezioni da F. mediterranea localizzate a livello di ferite
create con il taglio dei polloni di un anno. Ogni tipo di ferite occorse in campo poteva
comunque, anche se solo occasionalmente, ospitare infezioni da parte di entrambi i funghi.
Uguale situazione stata osservata in piante della cv. Cabernet Sauvignon della stessa et.
80
Infection pathways in young vineyards with esca
L. Mugnai, R. Bazzo, M. Guiggiani, I. Peduto, G. Marchi, G. Surico
Dipartimento di Biotecnologie agrarie, Sez. Patologia vegetale Piazzale delle Cascine 28, S0J44
Iirenze.
e-mail: laura.mugnaiunifi.it
The grapevine cv. Sangiovese is one of the cultivars most highly susceptible to esca. When in
1991 it was decided at the Faculty of Agriculture in the University of Florence to initiate
research on esca, the first vineyard to be investigated was one planted with Sangiovese vines
that were about 25 years old, and that had an esca incidence that in the three years following
(1992-1994) fluctuated between 19.6 and 63.3%. In those years we were able to measure the
destructive power of esca and to study some of the peculiar characteristics of this disease, not
least the remarkable fact that some vines, having previously shown signs of esca, would then
sometimes not to show any symptoms at all for one or more growing seasons, during which
time they would appear to be free of the disease. The reason for this seasonal intermittence of
esca symptoms in infected vines was still in large measure unknown at the time. Another more
recent study has examined the infection pathways of esca in 4-5-year-old grapevines. Ten vines
that had shown the leaf symptoms of esca for the first time five years after planting were studied
in detail. The vines were cut into five sections: 1. the roots of the rootstock; 2. the remaining
portion of the rootstock; 3. the graft junction between the rootstock and the scion; 4. the lower
portion of the scion, and 5. the upper portion of the cordon. Each vine portion was further
subdivided into smaller pieces (normally about 4-5 cm long) that were inspected in order to
determine: the number of wounds per piece; the number of wounds not colonised by fungi; the
number of wounds showing signs of colonisation by fungi; the main signs of wood deterioration
that had occurred and the extent of such deterioration (black streaking, dark streaking, dark
necrosis caused by Phaeomoniella chlamydospora; white rot caused by Fomitiporia
mediterranea; other signs of wood deterioration or signs of disease agents such as Armillaria
mellea, or necrosis caused by species of the Botryospheriaceae). The vine pieces generally
showed signs of various kinds of infection, sometimes by both F. mediterranea and Pa.
chlamydospora, sometimes by only Pa. chlamydospora, and also, in one case, by A. mellea. Pa.
chlamydospora was the most common.
Phaeomoniella chlamydospora, and, when it is found, also F. mediterranea, seem mainly to
employ two distinct pathways of infection. Pa. chlamydospora, infects the rootstocks even
before they are planted, whereas F. mediterranea infections occur in injuries made when one-
year-old side-shoots are pruned. However, injuries of any kind produced in the field sometimes
harboured both fungi, though this was less common. Infection pathways were similar with cv.
Cabernet Sauvignon grapevines of the same age.
81
Influenza dei fattori climatici sulla manifestazione dei
sintomi in viti affette da mal dell'esca

L. Mugnai
J
, S. Orlandini
2
, G. Marchi
J
, A. Dalla Marta
2
, G. Surico
J

J
Dipartimento di Biotecnologie agrarie, Sez. Patologia vegetale, Universit degli Studi
di Iirenze, Piazzale delle Cascine 28, S0J44 Iirenze - e-mail: laura.mugnaiunifi.it
2
Dipartimento di Scienze Agronomiche e Gestione del 1erritorio Agroforestale - Universit degli
Studi di Iirenze, Piazzale delle Cascine J8, S0J44 Iirenze


Leffetto dei fattori climatici sul ciclo vitale, lepidemiologia e perfino linterazione pianta-
patogeno cos rilevante e caratteristico che spesso possibile costruire modelli matematici di
previsisone dello sviluppo di malattie (soprattutto fogliari) sulla base di variabili meteorologiche
come la pioggia e la temperatura dellaria. Pi complessa risulta invece la costruzione di
analoghi modelli nel caso di malattie del legno, pur risultando anche queste, talvolta,
condizionate da fattori climatici e ambientali. E il caso del mal dellesca della vite. La ricerca
realizzata negli ultimi 15-20 anni ha iniziato con lindividuare e descrivere i principali patogeni
coinvolti nella malattia. I risultati ottenuti hanno consentito di separare la carie del legno,
causata dal fungo basidiomicete Fomitiporia mediterranea, dalla malattia vascolare (causata
principalmente da Phaeomoniella chlamydospora e Phaeoacremonium aleophilum). Una vasta
parte della ricerca si poi concentrata sui fattori che determinano e modulano lo sviluppo dei
sintomi fogliari (la tipica clorosi seguita da parziale necrosi che si sviluppa nelle aree
internervali delle foglie e che, a completa evoluzione, assume laspetto di una striscia cloro-
necrotica; oppure limprovviso avvizzimento dellappartao fogliare, in tutto o in parte, incluso i
tralci). Studi di correlazione diretta, portati avanti in alcuni vigneti della cv. Sangiovese in
Toscana, fra incidenza della malattia, pioggia caduta e temperatura, hanno evidenziato
uninfluenza della pioggia sulla comparsa dei sintomi fogliari cloro-necrotici, e delle alte
temperature sullo sviluppo di sintomi apoplettici. Successivamente, sono state analizzate serie
storiche di dati, raccolti in vigneti di diverse cultivar e in diverse regioni italiane, riguardanti i
sintomi del mal dellesca per almeno 10 e fino a 14 anni. I dati relativi a temperatura, pioggia,
evapotraspirazione e umidit relativa sono stati elaborati mediante analisi di regressione
multipla ricavandone interessanti annotazioni. Viene discusso leffetto dei parametri sopra
ricordati sullo sviluppo dei sintomi di esca e leffetto che i cambiamenti climatici in atto e futuri
potranno avere su una malattia che appare fortemente condizionata, in particolare da pioggia e
temperatura.
82
Influence of weather on the manifestation of esca symptoms in
grapevine

L. Mugnai
J
, S. Orlandini
2
, G. Marchi
J
, A. Dalla Marta
2
, and G. Surico
J
J
Dipartimento di Biotecnologie agrarie, Sez. Patologia vegetale, Universit degli Studi di Iirenze,
Piazzale delle Cascine 28, S0J44 e-mail: laura.mugnaiunifi.it
2
Dipartimento di Scienze Agronomiche e Gestione del 1erritorio Agroforestale Universit degli
Studi di Iirenze, Piazzale delle Cascine J8, S0J44 Iirenze.
The weather has such strong and specific effects on the life cycle and the epidemiology of
disease agents, and on how these disease agents interact with plants, that weather variables such
as rainfall and temperature can often be used to construct mathematical models to predict the
diseases caused by such agents, especially on plant leaves. It is more difficult to construct such
prediction models for diseases affecting the wood, but even here some wood diseases have been
found to be linked to climatic and environmental factors. Esca of grapevine is an example of
such a correlation between weather and disease symptoms. Research into this disease over the
last 15-20 years initially focused on identifying and describing the main causal pathogens. It
was found that there were actually two distinct diseases involved in esca: wood rot, caused by
the basidiomycete Fomitiporia mediterranea, and a vascular disease, caused mainly by
Phaeomoniella chlamydospora and Phaeoacremonium aleophilum. A vast amount of research
then focused on those factors that caused the leaf symptoms and determined their development.
(These symptoms typically consist of chlorosis followed by partial necrosis in the interveinal
areas of the leaf blade, and ultimately turning into a chlorotic-necrotic stripe; or alternatively of
a sudden wilt of all or part of the vine). Studies in a cv. Sangiovese vineyard in Tuscany that
attempted to establish a correlation between incidence of esca, rainfall and temperature found
that rainfall levels had an effect on whether the chlorotic-necrotic leaf symptoms of esca
appeared or failed to appear in infected vines in a growing season, and that higher than usual
temperatures affected the incidence of apoplexy. Subsequently, past weather records going back
at least 10, and as much as 14 years were examined for vineyards with different cultivars and
from different parts of Italy to see whether there was a link between the weather data and the
esca symptoms in those vineyards. The data on temperature, rainfall, evapotranspiration and
relative humidity were subjected to multiple regression analysis and yielded some interesting
information. The effect of weather variables on esca symptoms is discussed, as is the effect that
ongoing and future changes in climate can be expected to have on a disease that seems to be
strongly affected by weather variables, especially rainfall and temperature.
83
Pratiche enologiche in fase di macerazione
fermentativa su uve Sangiovese e risvolti analitico-
sensoriali.


I. Giannetti, M. Baldi, V. Iaviere, A.M. Lpifani, P. Valentini

CRA - Unit di ricerca per la Viticoltura, Arezzo.
franco.giannettientecra.it


Oggetto delle ricerche sono state diverse tecniche di gestione della macerazione
fermentativa di uva Sangiovese.
Cinque partite omogenee sono state vinificate confrontando varie pratiche
enologiche con lo scopo di analizzare levoluzione degli aspetti cromatici, in base
alla scomposizione del colore nelle varie classi di pigmenti, del quadro polifenolico
e degli aspetti sensoriali in varie epoche nellarco di due anni e mezzo successivi
alla vinificazione.
Le uve hanno subito le stesse procedure tecnologiche fino allottenimento del
mosto, dopodich ad alzata di cappello sono state suddivise in diverse vasche di
acciaio e sottoposte ai seguenti trattamenti durante la fermentazione:
1- Cappello sommerso con due rimontaggi giornalieri ;
2- Aggiunta di frammenti legnosi (chips) alla dose di 150 g/hl;
3- Aggiunta di tannini esogeni alla dose di 50 g/hl;
4- Tino chiuso: riempimento del tino per 4/5 e chiusura del tino con relativo
coperchio e valvola, secondo una vecchia pratica in uso nel Chianti;
5- Testimone, sottoposto a 2 follature giornaliere.
Successivamente alla svinatura tutte le tesi hanno ricevuto gli stressi trattamenti e
dopo la fermentazione malolattica i vini sono stati imbottigliati e sottoposti a
controlli periodici.
La tesi trattata con tannini esogeni ha presentato nel tempo i valori pi alti nel
contenuto in polifenoli, seguita dalla prova con cappello sommerso che ha mostrato
i maggiori contenuti di antociani, indice di una maggiore estrazione di questi
pigmenti e di una minore condensazione iniziale.
Laggiunta di frammenti legnosi ha fornito indici leggermente superiori rispetto
alle tesi Testimone e Tino chiuso; questultima ha presentato una scarsa estrazione
iniziale, ma con una buona stabilit nel tempo. Infine, laggiunta di chips in fase
fermentativa ha influenzato marcatamente gli aspetti sensoriali.
Oenological practices in maceration time on
Sangiovese grapes and sensory-analytical behaviour.
Abstract
The research regards several management techniques of maceration on Sangiovese
grapes.
At first, grapewine was divided on five homogeneous groups and several
oenological practices are confronted to analyze polyphenolic, sensorial and
chromatic aspects, on the basis of colour resolution in several pigment classes.
After making wine was valued for 2 years and half.
84
Same technological practices were used to making must, afterwards must was split
up in steel tanks and during fermentation it was treated as follow:
1- Floaded cap with two daily pumping-overs;
2- Oak chips (150 g/hl);
3- exogenous tannins (50 g/hl);
4- closed vat: fill 4/5 of the vat and close it with its valve top, like an ancient
practice in Chianti;
5- Test (wine-pressing twice a day).
After racking off, all the treatments are equally treated. After malolactic
fermentation wines were bottled and periodically examined.
Treatment with exogenous tannins has the most high value of polyphenols, further
treatment Floaded cap had the most value of anthocyanins, thats indicative of
better extraction and lesser initial condensation of pigments.
treatment with chips in addition has higher values than test and closed vat.
Closed vat shows a low initial extraction but a good stability.
Finally, chips added during fermentation have strongly affected sensorial aspect
85
Oenological practices in maceration time on
Sangiovese grapes and sensory-analytical behaviour.
Abstract
The research regards several management techniques of maceration on Sangiovese
grapes.
At first, grapewine was divided on five homogeneous groups and several
oenological practices are confronted to analyze polyphenolic, sensorial and
chromatic aspects, on the basis of colour resolution in several pigment classes.
After making wine was valued for 2 years and half.
Limpiegiodidiversetipologieditannininellastabilizzazionedeicomponenti
fenoliciestrattidauveSangiovese.
Andrich. G., Venturi F., Andreotti A., Zinnai A.
Dipartimento di Chimica e Biotecnologie Agrarie, Facolt di Agraria Universit di Pisa.
Lo scopo di questa attivit sperimentale stato quello di valutare il comportamento nella
vinificazione di uve Sangiovese, di tre differenti preparati commerciali a base di tannini enologici
caratterizzati da una diversa composizione molecolare.
I tannini in questione, prodotti dalla Laffort nologie, sono:
il Quertanin a base di componenti estratti da varie specie del genere Quercus, quindi
prevalentemente di tannini ellagici;
Biotan preparato a base di tannino di Vitis Vinifera di natura proantocianidinica;
VR Supra preparato di tannini estratti da Quebracho (Schinopsis balansa) caratterizzato
dalla compresenza di tutte e due le specie molecolari che caratterizzano i due preparati
precedenti.
Sono state quindi realizzate, presso una azienda vitivinicola del Chianti, delle prove di vinificazione
in piccoli tini di acciaio (V= 5 hL), in cui sono stati aggiunti i preparati commerciali in questione a
fronte di un testimone.
I valori sperimentali ottenuti sono stati elaborati statisticamente per valutarne la corrispondenza con
un andamento teorico gi precedentemente utilizzato dal nostro gruppo di ricerca. Attraverso questi
modelli teorici si sono potuti ottenere i parametri funzionali delle equazioni cinetiche relative alle
estrazioni dei composti fenolici in questione, e attraverso linterpretazione delle quali abbiamo
potuto valutare lefficacia dei diversi preparati commerciali a fronte del testimone.
Fra le varie prove non si sono riscontrate differenze significative per quanto riguarda i polifenoli
totali, ma venendo alle determinazioni delle proantocianidine si osservata una sorprendente
affinit fra la tesi addizionata di tannino proantocianidinico e quella addizionata di tannino ellagico,
sottolineando la maggior capacit antiossidante di entrambi rispetto alle altre due prove.
Analizzando i valori di antociani liberi si ha conferma, dalla vicinanza dei valori del testimone con
la tesi aggiunta di tannino proantocianidinico, che in queste condizioni operative non si abbiano
prodotti di condensazione fra antociani e tannini, forse anche a causa della limitata presenza di
ossigeno, ma lattivit pi importante sia quella antiossidante che si esplicita maggiormente nelle
tesi aggiunte di tannini ellagici e di estratti di quebracho.
86
Theemploymentofdifferentkindofoenologicaltanninsinthestabilisationof
phenoliccompoundsextractedbySangiovesegrapes
Andrich. G., Venturi F., Andreotti A., Zinnai A.
Dipartimento di Chimica e Biotecnologie Agrarie, Facolt di Agraria Universit di Pisa.
The aim of this experimental work was to evaluate the behaviour of three different commercial
preparations based on oenological tannins, added to Sangiovese grapes during the winemaking. The
preparations employed, produced by Laffort Oenologie, were characterised by a different chemical
composition:
Quertanin: ellagic tannins extracted by different species of genus Quercus;
Biotan: proantocyanidic tannins extracted by Vitis vinifera;
VR Supra: mix of ellagic and proantocianidic tannins, extracted by Quebracho (Schinopsis
balansa).
The microvinification runs were realised in a winery located in Chianti, and in each of the small
steel tank utilised (V= 5 hL) it was added one of the preparation studied. The results obtained in
each experimental run were compared with that determined in the control tank, in the same
winemaking conditions, but without any addition.
The experimental data collected were statistically elaborated to evaluate their correspondance with a
theoretical evolution described by a mathematical model realised by our group in a previous
experimental work. The efficiency of the different oenological preparations studied was determined
by utilising the mathematical model proposed, that allowed to define the best values to be assigned
to the functional parameters of the kinetic equations adopted.
In all the microvinifications realised the total phenols concentration didnt show differences
statistically significant. Moreover, it was possible to observe a similarity between the concentration
of proanthocyanidin fraction determined in the thesis added of Biotan and that containing
Quertanin. This result allowed to put in evidence the higher antioxidant capacity of these two
oenological preparations than that detected in presence of the mixed tannins (VR Supra) and in the
control run..
In the operating conditions adopted, the free anthocyanins concentration resulted statistically
equivalent in the thesis added of Biotan and in the control run, so its possible to deduce the
absence of products derived by the condensation of tannins and anthocyanins, probably because of
the reduced O
2
amount in the reaction medium.

87
Levoluzionedelledifferentifrazionifenolichedurantelacriomacerazione
prefermentativadiuveSangiovese
Andrich. G., Venturi F., Andreotti A., Zinnai A.
Dipartimento di Chimica e Biotecnologie Agrarie, Facolt di Agraria Universit di Pisa.
Durante la criomacerazione delle uve, il mosto pu raggiungere temperature medie (58 C per 17
giorni), che risultano incompatibili con la moltiplicazione delle cellule di lievito, per cui la
fermentazione alcolica non pu decorrere. Laddizione al mosto di CO
2
solida a temperature
estremamente basse (<< 0C) induce la rottura delle membrane cellulari che favorisce la diffusione
in fase liquida di alcuni composti particolarmente interessanti (fenoli, sostanze aromatiche,
polisaccaridi, ecc.), per produrre vini particolarmente ricchi in colore, struttura e aromi.
Al fine di evidenziare leffetto indotto dallaggiunta del criogeno sulla velocit di estrazione delle
differenti frazioni fenoliche in funzione della tecnologia di vinificazione impiegata, due aliquote
della stessa uva Sangiovese sono state lavorate nelle stesse condizioni operative, ma solo una delle
due stata sottoposta a criomacerazione prefermentativa.
La disponibilit di un modello matematico in grado di descrivere landamento dellestrazione delle
diverse frazioni fenoliche con il tempo e la tecnologia di vinificazione adottata, ha permesso di
valutare le migliori condizioni operative da impiegare nella vinificazione di uve Sangiovese.
Inoltre, lindividuazione dei migliori valori da attribuire alle principali variabili operative per
ottimizzare leffetto derivante dalladdizione di neve carbonica alle uve ammostate, pu favorire la
produzione di vini pi morbidi e equilibrati, ricchi in sostanze colorate e aromatiche.
88
Timeevolutionofdifferentphenolicfractionsduringprefermentativecryomacerationof
Sangiovesegrapes
Andrich. G., Venturi F., Andreotti A., Zinnai A.
Dipartimento di Chimica e Biotecnologie Agrarie, Facolt di Agraria Universit di Pisa.
During the cryomaceration of grapes, the must could reach mean temperatures (58 C for 17
days) which are incompatible with the increase of yeasts population, and so the alcoholic
fermentation cannot take place. The addition to must of solid CO
2
at very low temperature (<< 0C)
induces a cellular crash that allows the diffusion in liquid phase of many interesting compounds
(phenols, aromatic substances, polysaccharides, etc.), to produce wines richer in colour, structure
and aromas.
To put in evidence the effect induced by the cryogen addition on the extraction rate of different
fractions of phenolic compounds as a function of the winemaking technology adopted, two fractions
of the same Sangiovese grapes are processed in the same operating conditions, but only one was
treated by prefementative cryomaceration.
The availability of a mathematical model able to describe the evolution of the extraction of different
phenolic fractions with time and winemaking technology adopted, allowed to evaluate the best
working conditions to operate.
Moreover, the individuation of the best values to be assigned to the main working variables to
optimise the oenological effects coming from the addition of snow of CO
2
to Sangiovese crushed
grapes, would allow to produce wines more soft and equilibrated, rich of coloured and aromatic
substances.

89
CARATTERIZZAZIONEEDIDENTIFICAZIONEDEICOMPOSTI
VOLATILIDELSANGIOVESE
MaurizioBoselli
(1)
,ManuelDiVecchiStaraz
(1)
,LauraPieragnoli,
(2)
,LidiaCeseri
(2)
,Marzia
Migliorini,
(3)
PaoloViti.
(3)
(1) Dipartimento di Scienze, Tecnologie e Mercati della Vite e del Vino, Universit di Verona, Villa
Lebrecht, Via della Pieve, 70 37029 San Floriano, Italy
(2) Dipartimento di Ortoflorofrutticoltura, Universit di Firenze, Viale delle Idee, 30 50019 Sesto
Fiorentino, Italy
(3) Laboratorio Chimico Merceologico - Azienda Speciale della Camera di Commercio di Firenze,
via Orcagna, 70 - 50121 Firenze, Italy
RIASSUNTO
Recentemente, molti autori hanno messo in evidenza la possibilit di utilizzare alcuni parametri
chimici per identificare e differenziare i vini ottenuti con diverse cultivar. In particolare lo studio
dei composti volatili ha ricevuto molta attenzione, in quanto tra i principali responsabili delle note
fruttate nel vino. Presenti in quantit minime soprattutto nelle bucce, la loro concentrazione per
influenzata dalle caratteristiche del suolo, dalle pratiche colturali, dal ciclo biologico ed ovviamente
dal clima.
Nel presente studio sono illustrati i risultati dellanalisi del profilo aromatico, tramite SPME, delle
uve della principale cultivar da vino per superficie in Italia, il Sangiovese (Vitis vinifera L. sativa
cv. Sangiovese).
90
ABSTRACT
Recently many authors have proposed chemical compounds as markers to determine the grape
variety wines are made of. The study of grape volatile compounds arised, because they are the main
contributor to the fresh and fruity note in wines. These compounds are generally present in trace,
mainly in the skin. Concentration of these volatile compounds is different depending on the
peculiarities of soil, cultural practices, grape cycle and climatic factors.
In this work we show results of the aroma composition analysis by SPME method of grapes from
Sangiovese (Vitis vinifera L. sativa cv. Sangiovese), who is the mainly grape cultivar growth in
Italy.
91
Effettodellemicrocorrentisullafermentazionediuve
Sangiovese
Iolanda Rosi, Mario Bertuccioli, Giovanna Giovani, Paolo Bencini,
Valentina Canuti, Sergio Puccioni, Annamaria Recchia
Dipartimento di Biotecnologie Agrarie-Sezione di Tecnologie Alimentari.
Via Donizetti, 6-50144 Firenze (Italy) e-mail: rosiol unifi.it
Da alcuni anni stiamo portando avanti una ricerca finalizzata allo studio
dellapplicazione di processi elettrochimici, realizzati attraverso limpiego
di microcorrenti fornite da elettrodi di titanio, per controllare le fasi di
maturazione e stabilizzazione dei vini rossi. La mediazione dellossigeno,
indispensabile nei processi classici di maturazione del vino (aerazione e
micro-ossigenazione), viene cos messa in discussione, mentre la possibilit
di vinificare in completa assenza di ossigeno permette la salvaguardia, sia
dei composti fenolici, responsabili del colore, che dei composti volatili
responsabili dellaroma varietale e di fermentazione. Tuttavia, durante la
fermentazione, lossigeno richiesto dal lievito per sintetizzare lipidi,
necessari per un corretto sviluppo cellulare, per lintegrit della membrana
plasmatica e per il mantenimento di un efficiente attivit fermentativa.
Scopo di questa ricerca di studiare leffetto del potenziale redox modulato
elettrochimicamente (assenza di ossigeno) sullo sviluppo ed attivit
fermentativa del lievito durante la fermentazione di uve Sangiovese. Come
controllo, stata allestita una fermentazione in cui il potenziale redox era
modulato ossigenando la massa tramite rimontaggi (delestage) giornalieri
allaria. Durante le fermentazioni, condotte a 25 C sono stati controllati il
potenziale redox, la vitalit dei lieviti Saccharomyces e non Saccharomyces,
il consumo degli zuccheri e i principali marker del metabolismo redox
cellulare in fermentazione come etanolo, glicerolo, acido succinico acido
acetico, acetaldeide, alcol superiori. I risultati hanno mostrato che
fermentando in presenza di microcorrente il potenziale redox si
mantenuto pi elevato durante tutto il processo fermentativo (10 giorni), la
popolazione dei lieviti non- Saccharomyces risultata nei primi 4 giorni pi
elevata, lo zucchero stato fermentatato pi velocemente e letanolo ed il
glicerolo e lacido succinico formati in quantit maggiore. Per quanto
riguarda invece levoluzione della popolazione vitale di Saccharomyces
cerevisiae e la formazione di acido acetico, acetaldeide e alcol superiori
queste sono risultate del tutto simili a quelle osservate nella prova di
controllo. Al momento della svinatura, il vino ottenuto con microcorrente
presentava la nota varietale del Sangiovese (frutti rossi, fiori di campo) e l
aroma globale pi accentuati rispetto al vino di controllo. Questi risultati
preliminari ci permettono di concludere che possibile sostituire
lossigenazione del mosto attraverso lapplicazione di microcorrenti, poich
la modulazione del potenziale redox che ne consegue permette alle cellule di
lievito di svilupparsi e di fermentare adeguatamente il mosto e di esaltare gli
aromi responsabili della tipicit del vino. Ulteriori studi sono in corso per
confermare questi risultati.
92
Effect of microcurrents on the fermentation of
Sangiovesegrapes
For several years now we have been carrying out research on the application
of electrochemical processes, through the use of microcurrents from
titanium electrodes, to control the maturation and stabilization of red wines.
The role of oxygen, which is indispensable in classic wine maturation
processes (aeration and micro-oxygenation), is brought into discussion while
the possibility of winemaking in the complete absence of oxygen makes it
possible to safeguard both phenolic compounds responsible for color and
volatile compounds responsible for varietal and fermentation aroma. During
fermentation oxygen is needed by the yeast to synthesize lipids essential for
growth, for plasma membrane integrity, and the maintenance of high
glycolytic and ethanol production rates. The aim of this investigation was to
study the effect of electrochemically modulated (absence of oxygen) redox
potential on the growth and activity of yeast during acoholic fermentation
of Sangiovese grapes. As control, a fermentation in which the redox
potential was modulated oxygenating the mass daily by delestage was set
up. During fermentation (conducted at 25 C) the redox potential, viability
of Saccharomyces and non Saccharomyces yeasts, sugar consumption and
the principal fermentation markers of cell redox metabolism, such as
ethanol, glycerol, succinic acid, acetic acid, acetaldehyde, higher alcohols,
were assesed.
The results obtained show that, fermenting in the presence of microcurrent,
the redox potential remained high during the entire fermentative process (10
days), the non Saccharomyces yeast population was higher during the first
four days, the sugar was fermented more quickly, and the ethanol, glycerol
and succinic acid formed in greater quantities. Instead, with regard to the
evolution of the viable Saccharomyces cerevisiae population and the
formation of acetic acid, acetaldehyde and higher alcohols, they were noted
to be similar to those of the control. At the end of feremntation the wine
obtained with the microcurrent treatment presented the typical varietal notes
of Sangiovese (i.e. red fruits, iris flowers) and the overall aroma was more
accentuated compared to the control. These preliminary results led us to
conclude that it is possible to substitute oxygenation of the must with the
application of microcurrent since the consequent modulation of the redox
potential permits the yeast cells to develop and adequately ferment the must
and to highlight the aroma responsible for wine typicity. Further studies are
underway to confirm these results.
93
Lffetto di diverse tecniche colturali sulla qualit di uve
e vini Sangiovese.


I. Giannetti, M. Baldi, V. Iaviere, L. Randellini, P. Valentini

CRA - Unit di ricerca per la Viticoltura, Arezzo.
franco.giannettientecra.it


Riassunto
E noto come le tecniche di gestione del vigneto possono influenzare le
caratteristiche quali-quantitative delle produzioni viticole. In particolare gli
interventi di regolazione della carica produttiva, quali carica di gemme e
diradamento dei grappoli, appaiono interessanti per ottimizzare le produzioni e la
qualit delluva.
Nella presente ricerca, condotta su Sangiovese, sono state confrontati gli effetti su
uva e vino di diverse tesi con varie lunghezze di potatura invernale ed alcuni
interventi in verde, quali sfogliatura precoce e diradamento dei grappoli.
Per due annate consecutive (2006 e 2007) in un vigneto del comprensorio Chianti
Classico DOCG sono state poste a confronto le seguenti tesi:
1 - potatura a doppio capovolto con carica di 20 gemme/pianta;
2 - potatura a Guyot con carica di 12 gemme/pianta;
3 - potatura a Guyot con carica di 12 gemme/pianta e sfogliatura basale in fioritura;
4 - potatura a Guyot con carica di 12 gemme/pianta e diradamento grappoli
allinvaiatura;
5 - potatura corta a 2 speroni con carica di 6 gemme/pianta.
Tutte le tesi, a confronto della potatura pi ricca (tesi 1), hanno fatto registrare nel
biennio una diminuzione di produzione di uva, particolarmente rilevante nel
trattamento con potatura pi drastica che comunque ha sempre ottenuto i maggiori
tenori in zuccheri. Allinterno delle tesi con stessa carica di gemme, gli interventi
in verde hanno favorito gli accumuli zuccherini con prevalenza della tesi sfogliata
nel 2006 e di quella sottoposta a diradamento nellannata successiva.
Lanalisi chimica e sensoriale dei vini ha confermato leffetto positivo della bassa
carica di gemme per pianta, seguito dagli interventi in verde che hanno migliorato
le caratteristiche dei prodotti a parit di interventi di potatura invernale: i vini della
tesi con potatura corta a speroni, seguita dalle tesi con sfogliatura verde e
diradamento dei grappoli, hanno evidenziato maggiore corposit e un quadro
polifenolico pi consistente, rendendo positivi gli interventi di tecnica colturale
mirati ad una riduzione delle produzioni unitarie per ottenere un miglioramento
qualitativo delle uve e dei vini.
94
like as buds for vine or bunch thinning, are interesting to optimize productions and
grapes quality.
The research regards a comparison about several treatments on Sangiovese with
different winter pruning, early leaf removal and cluster thinning. Effects in grapes
and wines were valued for 2 years (2006-2007) and on a vineyard of Chianti
Classico DOCG area.
Treatments were:
1 - winter pruning (bilateral Guyot) with 20 buds per vine;
2 - winter pruning Guyot with 12 buds per vine;
3 - winter pruning Guyot with 12 buds per vine and basal leaf removing during
flowering;
4 - winter pruning Guyot with 12 buds per vine and cluster thinning at veraison
time;
5 - winter pruning with 2 spurs and 6 buds per vine.
All treatments compared with test 1 had reduced grapes production, especially
treatment with stronger trimming had lesser production and higher sugar content
than others.
Treatment with basal leaf-stripping had the best sugar content in 2006, whereas
treatment with bunch thinning had the best sugar content in 2007.
Chemical and sensorial analysis of wines confirm a positive effect of low numbers
of buds for vine. Summer management practices improve grapes characteristics
also.
Wine characteristics showed interesting differences: treatment 5 was better in terms
of full-body and phenolic composition. Treatments with Guyot and without leaf
removing or cluster thinning had low values of colour intensity and sensory
properties.
Vineyards management techniques to reduce quantitative production improve
qualitative characteristics of grapes and wines.
95

Lffect of vineyard management on quality of
Sangiovese grape and wine.
Abstract

Vineyards managerial techniques can affect yield and qualitative characteristics of
grapevine production. Particularly actions, that they can regulate productive level
Caratteristiche qualitative e sensoriali delle uve di
Sangiovese affette da Mal dell'Lsca

G. Scalabrelli, G. Ierroni, L. Andreini
Dipartimento di Coltivazione e Difesa delle Specie Legnose
G. Scaramuzzi, Universit di Pisa, Via del Borghetto , 80 -
S6J24 Pisa (gscalabrelliagr.unipi.it)
Riassunto
Data la carenza di informazioni esistenti sugli effetti determinati dalla presenza
della sindrome del mal dellEsca sulla qualit delle uve, si inteso studiare la
composizione delle uve ottenute da piante sintomatiche e piante apparentemente
sane, di Sangiovese, inoltre lirrigazione, per evitare eventuali stress idrici, ha
consentito di verificare se con lintervento irriguo si veniva a modificare
linfluenza della presenza del mal dellEsca sui parametri qualitativi delle uve.
Alla fine di settembre, in coincidenza della maturazione tecnologica sono state
condotte le seguenti determinazioni: analisi sensoriale, applicando il metodo messo
a punto presso il Dipartimento di Coltivazione e Difesa delle Specie Legnose
derivato dalla modifica di precedenti protocolli; composizione fisica dellacino
(buccia, polpa e vinaccioli); macrostruttura delle uve (zuccheri, pH e acidit
titolabile); ricchezza fenolica (antociani e polifenoli) mediante il metodo Di
Stefano e Cravero (1991). Limitate variazioni sono state osservate nelle piante
sintomatiche a carico dei principali componenti del mosto, la cui oscillazione
variata tra -10% e + 6% rispetto al controllo non irrigato. E stata evidenziata una
diminuzione del peso medio dellacino e del singolo vinacciolo in piante infette
non irrigate, mentre le piante infette che erano state irrigate non mostravano la
riduzione di entrambi i parametri. Lincremento della concentrazione dei polifenoli
della buccia in piante Esca-sintomatiche, stato solo apparente, in quanto da
attribuire ad un effetto di diluizione, essendo diminuita la dimensione degli acini e
non ad un aumento della biosintesi.
E interessante osservare che la maturit fenolica delle uve risultata, come
prevedibile, migliore nelle uve di piante non sintomatiche e, inoltre, come
lirrigazione abbia indotto effetti favorevoli sulla maturazione fenolica degli acini
stimata mediante lanalisi sensoriale.
96
Qualitative and sensory characteristics of the
Sangiovese' grapes affected by Lsca disease

G. Scalabrelli, G. Ierroni, L. Andreini
Dipartimento di Coltivazione e Difesa delle Specie Legnose
G. Scaramuzzi, Universit di Pisa, Via del Borghetto , 80 -
S6J24 Pisa (gscalabrelliagr.unipi.it)
Abstract
This work was carried out in relation to the lack of information about Esca disease
effect on grapes qualitative characteristics. The aim was study the composition of
grape belonging to symptomatic plants and plants apparently health of
Sangiovese cultivar. Moreover, the irrigation, to avoid probably water stress,
permitted to verify if this application can modify the Esca disease effect on berry
qualitative parameters.
At the end of September, in correspondence of the technological ripeness,
following determinations were carried out: berry sensory analysis, applying a
method proposed by the Dipartimento di Coltivazione e Difesa delle Specie
Legnose, obtained from changes of previous protocols; physical berry composition
(skin, pulp and seeds); macrostructure of the grapes (sugars, pH and total acidity);
phenolic content (anthocyanin and polyhenols) by Di Stefano and Cravero (1991)
method.
Non significant variations were observed in the must of symptomatic plants, whose
oscillation ranged between -10% and + 6% respect to the non-irrigated control. It
was found a decrease of berry and seed weight in symptomatic plants not watered,
while the symptomatic plants that had been irrigated did not show the reduction of
both parameters. The increase of the skin polyhenols concentration was attributed
only to a dilution effect, not to biosynthesis increase, being the berry dimensions
reduced.
The phenolic ripeness of the grapes, as expected, was enhanced in non-
symptomatic plants. Moreover, by sensory analysis it is interesting to observe that
the irrigation induced favourable effects on the phenolic berry ripening.
97
1
EvoluzionedellecaratteristichecromatichediviniSangioveseelaboraticondifferenti
tecnologiedivinificazione.
R. Lovino, M. Savino, P. Limosani.
C.R.AConsiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura
Unit di ricerca per luva da tavola e la vitivinicoltura in ambiente mediterraneo
Cantina Sperimentale di Barletta
Via Vittorio Veneto, 26 Tel. 0883/521346 521379 Fax 0883/528955
E-mail: raffaele.lovino@entecra.it
Parole chiave: Sangiovese, vinificazioni, colore
Con la presente ricerca sono state poste a confronto alcune tecnologie innovative di vinificazione,
con una di tipo convenzionale, per studiare comparativamente le evoluzioni cromatiche dei vini
Sangiovese in dodici mesi. Inoltre, nello stesso periodo, stata seguita la cinetica dellevoluzione
degli antociani e dei pigmenti derivanti dalle varie reazioni di polimerizzazione.
Le uve Sangiovese vinificate sono state prodotte da un vigneto di ventuno anni a tendone dellagro
di Ruvo di Puglia (BA), con una resa di 218 q.li di uva/Ha.
Sono state eseguite secondo i metodi CEE (G.U. L. 272 del 03/10/1990) le seguenti analisi:
zuccheri riduttori, acidit totale, pH, acidi tartarico e malico, alcol.
Sono state seguite le cinetiche dellevoluzione degli antociani monomeri e totali, le caratteristiche
cromatiche e le percentuali dei pigmenti colorati dei vini (Di Stefano et al. 1989) conservati sia a
temperatura di cantina sia a temperatura di 15 C in cella frigo.
Sono stati misurati gli indici cromatici di Sudraud modificati secondo Glorie (1984a, 1984b). I
parametri CIE Yxy e CIELAB L*a*b * il h*C * furono calcolati usando il software di Piracci
(1994) attraverso la misura di 40 valori di di assorbanza, riferiti a 1mm di percorso ottico, nel
range da 380 a 770 nm ogni 10 nm, con uno spettrofotometro UV/VIS Hitachi 2000 a doppio
raggio.
Le tonalit del colore di tutti i vini hanno subito un incremento crescente, raggiungendo il massimo
dopo lestate in quelli conservati a temperatura ambiente, mentre quelli conservati a temperatura di
15 C hanno presentato valori pressoch invariati.
Con il Test di gradevolezza stato rilevato al 1 posto il vino prodotto con macerazione a fine
fermentazione a 40 C a pari merito con il Teste.
98
2
EvolutionofcolourcharacteristicsofSangiovesewinesproducedwithdifferentwinemaking
technologies.
R. Lovino, M. Savino, P. Limosani
Keywords: Sangiovese, winemaking, colour
With this research were asked to compare some innovative winemaking, with a conventional
technique, to study comparatively the chromatic changes of Sangiovese wines in twelve months.
However, during the same period, has been followed kinetics of the anthocyanin pigments.
The Sangiovese grapes were produced from a vineyard of twenty years old in Ruvo di Puglia (BA),
with a yield of 21,8 t grape / Ha.
Were performed in accordance with the methods CEE (GUCE L. 272, 03/10/1990) the following
analysis: sugars, total acidity, pH, tartaric and malic acids, alcohol.
Were performed the trend of monomer and total anthocyanins, the characteristics of colours and the
percentages of colour pigments of wines (Di Stefano et al. 1989) stored at temperature of the cellar
and at temperature of 15 C in feeze room.
The chromatic Sudraud indexes modified by Glories (1984a, 1984b) were measured. CIE Yxy
and CIELAB L*a*b* h*C* parameters were calculated using the Piracci (1994) software
through measuring 40 wavelenght absorbance values, referred to 1mm of optical path length, over
the range 380 to 770 nm every 10 nm, with a UV/VIS Hitachi 2000 a double ray
spectrophotometer
The tint colour of all wines have increased, reaching the maximum after the summer in those stored
at room temperature, while those stored at temperature of 15 C have submitted values almost
unchanged
The control wine and whose warm final maceration were preferred to test pleasantness.
Glories, Y.1984a. Lacouleurdesvinsrouges. 1
ere
partie. Conn. Vigne Vin. 18 : 195-217.
Glories, Y.1984b. Lacouleurdesvinsrouges.2
ere
partie. Mesure, origine et interprtation. Conn.
Vigne Vin. 18:253-271.
Piracci, A. 1994. Evalutationinstrumentaledelacouleur. J. Int. Sci. Vigne Vin, 28, 3:247-
265
Savino M., Lovino R., Suriano S. (2004) -MaturazionefenolicainuveSangioveseprodottein
ambientecaldo-aridodelSudItalia.2 Simposio internazionale Il Sangiovese Firenze 17-19
novembre 2004
Savino M., Latorraca M., Limosani P., Scazzariello R. (2007) Colourinvestigationintothree
southItalyredwines:correlationbetweensensoriallyevaluationsandinstrumentally
measuredchromaticparameters.Acta Hort. (ISHS) 754:569-574

99
Aspetti vegeto produttivi, qualitativi e sensoriali del vitigno
Sangiovese in diversi siti della DOC Montecucco

I. Bencini, G. Scalabrelli, G. Ierroni, S. Paolicchi, L. Ricciardi
Dipartimento di Coltivazione e Difesa delle Specie Legnose G. Scaramuzzi, Sezione di Coltivazioni Arboree,
Universit di Pisa, Via del Borghetto, 80 S6J24 Pisa (gscalabrelliagr.unipi.it)
Riassunto
La presente ricerca ha per obiettivo la caratterizzazione del territorio di produzione del vino DOC
Montecucco, che ha avuto il riconoscimento nel 1998. Sono stati individuati una serie di vigneti di
Sangiovese, di recente impianto (1999-2000) dislocati nellarea di produzione, caratterizzati dallo stesso
modello di impianto e allevati a cordone speronato, sui quali sono state effettuate le principali analisi fisico-
chimiche del suolo, acquisendo anche i dati relativi alle caratteristiche geopedologiche del territorio. Per le
caratteristiche climatiche si fatto riferimento alle capannine del centro Agrometeorologico dellARSIA .
Durante un quinquennio (2003-2007) sono stati determinati: lo stato nutrizionale dei vigneti mediante
diagnostica fogliare, le principali fasi fenologiche, la fertilit delle gemme nonch i principali parametri
vegeto-produttivi e le caratteristiche qualitative delle uve, inclusa la ricchezza fenolica e lanalisi sensoriale
delle uve. I vini ottenuti da vinificazioni aziendali, sono stati sottoposti ad analisi fisico-chimica e sensoriale,
utilizzando una scheda parametrica non strutturata ritenuta idonea per esprimere le caratteristiche dei vini
ottenuti dal vitigno Sangiovese.
In linea generale i terreni facenti parte di questa denominazione sono caratterizzati da una scarsa dotazione
di potassio assimilabile, che rende frequente valori subnormali di nutrizione, che manifestano talvolta una
sintomatologia di leggera carenza fogliare. Le differenze pedologiche e di altimetria determinano anche una
diversa precocit del vitigno che si traducono anche in una variabile potenzialit delle uve. La qualit delle
uve e dei vini poi modulata dalla scelta del portinnesto, del clone e dagli interventi tecnici messi in atto
nelle diverse realt aziendali che vengono criticamente discussi. In linea generale si sottolinea la buona
potenzialit del territorio esaminato per lespressione delle peculiarit del Sangiovese.
100
Vegetative, productive, qualitative and sensorial traits of Sangiovese'
grapevine in various sites of DOC Montecucco

Abstract
The objective of the present work was the characterization of the territory of production of wine DOC
Montecucco, that received the acknowledgment on 1998. A series of vineyards established recently
(1999-2000) with Sangiovese (several clones), dislocated in the production area, which were
characterized from the same model of system, trained to spur cordon were selected. The main physical and
chemical analysis of the soil was performed, acquiring also the relative geopedological data of the territory.
For the climatic characteristics reference has been made the tuscan agrometeorologic center of the ARSIA.
During a five years period (2003-2007) have been determined: the nutritional status of the vineyards by
means of leaf analysis, the phenological stages, the bud fertility, the main vegetative-productive parameters
and the qualitative characteristics of the grapes, the phenolic content and the sensory analysis of the berry.
Wines obtained from meso-vinification were subjected to physical-chemical analysis and to sensorial
analysis by a panel, using a not structured parametric sheet suitable for Sangiovese.
The soils of the territory of this denomination are generally characterized from an insufficient amount of
potassium available in the soil, that give frequently an insufficient nutrition, as far as to give visual foliar
symptoms of light deficiency. Differences of soils and altimetry determine also a different precocity of
ripening and a variable potential of grape quality. The grape and wine quality can be also modulated by
rootstock, clone and management techniques adopted, which are critically discussed. This territory showed a
good potentiality for the expression of the peculiarity of the Sangiovese grapevine.
101
Profilo sensoriale dei vini di Sangiovese ottenuti da selezione
clonale nel litorale toscano
G. Ierroni*, G. Scalabrelli*, S. Paolicchi*, I. Venturi**, G. Andrich**, A. Zinnai **
* Dipartimento di Coltivazione e Difesa delle Specie Legnose G. Scaramuzzi, Universit di Pisa, Via del
Borghetto , 80 - S6J24 Pisa (gferroniagr.unipi.it)
** Dipartimento di Chimica e Biotecnologie agrarie, Universit di Pisa, Via del Borghetto , 80 - S6J24 Pisa
Riassunto
Nellambito dei progetti di selezione clonale del Sangiovese intrapresi nelle zone di produzione DOC Val
Di Cornia e Morellino di Scansano (DOCG dal 2007), sono state, effettuate microvinificazioni in purezza di
una serie di presunti cloni utilizzando 100 kg di uva, raccolti nella terza epoca di settembre dai vigneti
sperimentali ubicati sia presso i vigneti sperimentali dei campi di omologazione di Scansano, Magliano e
Suvereto, nellarco di tempo che va dal 2003 al 2007. La vinificazione stata effettuata in ambiente a
temperatura controllata, in contenitori di acciaio inox, eseguendo follature manuali per la durata di una
settimana. Dopo 8 giorni di macerazione i vini sono stati trasferiti in damigiane in ambiente idoneo alla
fermentazione malolattica, che stata periodicamente monitorata, unitamente al grado zuccherino residuo.
Al termine della fermentazione malolattica i vini sono stati travasati, analizzati e solfitati a seconda delle
necessit. Dopo ulteriori travasi sono stati imbottigliati. I vini, ancora giovani, prima dellimbottigliamento,
sono stati sottoposti ad un assaggio preliminare per verificare la loro rispondenza e lassenza di difetti
tecnologici. Nello stesso momento sono state effettuate le principali analisi fisico-chimiche, come previsto
dal protocollo di selezione clonale. Lanalisi sensoriale stata condotta da parte di un panel addestrato
costituito presso il Dipartimento di Coltivazione e Difesa delle Specie Legnose, utilizzando una scheda
parametrica non strutturata opportunamente adattata ai vini Sangiovese. I risultati dei test sono stati poi
analizzati ed esposti sinteticamente i profili sensoriali dellaroma del gusto e lespressione dellindice di
gradevolezza. Sono stati utilizzati descrittori, di primo e secondo ordine, visivi, dellodore e del gusto ed
edonistici con la facolt di individuare i descrittori odorosi di terzo ordine. I giudizi espressi nellanalisi
sensoriale sono stati poi riportati su una scala di 10 cm e sottoposti ad analisi statistica multivariata, fattoriale
e discriminante, previa standardizzazione, a cui seguito il calcolo delle correlazioni tra i descrittori
sensoriali dei vini e la gradevolezza. Il metodo utilizzato ha permesso di individuare differenze sensoriali
attribuibili alla influenza clonale che sono di supporto alla eventuale omologazione e alla scelta dei cloni.
102
Sensory profile of Sangiovese' wines obtained from clones selected in
the 1uscany coast line
Abstract
During the work of clonal selection of the Sangiovese grapevine undertaken in the zones of production
DOC Val Di Cornia and Morellino di Scansano (DOCG from 2007 clones), microvinifications of several
candidate clones were carried out from 2003 to 2007. At the end of September 100 kg of grape, for each
candidate clone were collected from the vineyards of homologation located at Scansano (Gr) Magliano (Gr)
and Suvereto (Li). The vinification has been carried out in controlled condition, in stainless steel containers.
After 8 days of maceration the wines have been transferred in suitable conditions for the malolactic
fermentation. Before bottling the wines were subjected to a preliminary assay in order to verify the absence
of technological defects and in the same moment they have been analyzed for the main physical-chemical
parameters. The sensory analysis has been carried out from a well trained panel constituted at the
Dipartimento di Coltivazione e Difesa delle Specie Legnose, using a non structured parametric sheet
opportunely adapted to the wines Sangiovese. First and second order descriptors for visual, aroma and taste
attributes, with the opportunity to characterize the aromatic descriptors of third order were used. The
judgments expressed in the sensory analysis have been then brought back on a scale of 10 cm and subjected
to statistical multivariate, factorial and discriminate analysis, on standardized values. Moreover the
calculation of the correlations between the sensory descriptors of wines and the overall appreciation
followed. Sensorial differences attributable to the clone influence were useful to support eventual
homologation and the future clone choice.
103
INDICIBIOCLIMATICIDIALCUNIMODELLIVITICOLIINTERNAZIONALIAVENTI
VITIGNIAFFINIALSANGIOVESE
Matteo Gatti, Mario Fregoni
Istituto di Frutti-Viticoltura, Universit Cattolica del Sacro Cuore
Via Emilia Parmense, 84, I-29100 PIACENZA
matteo.gatti@unicatt.it
La valorizzazione del Sangiovese in funzione della sua identit territoriale rappresenta un valido
strumento per il rilancio delle produzioni enologiche regionali in risposta alle aspettative del
consumatore. Il Sangiovese il vitigno pi importante in termini di superficie e di numero di
denominazioni dorigine alle quali prende parte, sia esso considerato in purezza oppure in uvaggio
con altre variet. Al fine di effettuare la caratterizzazione di alcuni modelli viticoli su base climatica
e bioclimatica, sono stati individuati alcuni vitigni internazionali e locali accomunati al Sangiovese
per alcune caratteristiche fondamentali tra cui il basso tenore di antociani e lattitudine alla
produzione di vini di lungo invecchiamento. Per tali vitigni sono stati presi in considerazione alcuni
terroir tra cui Montalcino, Montepulciano, Chianti, Barolo, Borgogna, Oregon, Sud Africa, Nuova
Zelanda, Australia, California, Cir, Sardegna. Per ciascuna corrispondenza sito-vitigno sono stati
raccolti dati utili alla descrizione ambientale mediante parametri climatici (temperature massime,
minime e medie annuali e stagionali, piovosit) e indici bioclimatici (Indice di Winkler, Indice di
Huglin, Indice Fregoni, LTI). I risultati ottenuti sono utili per formulare alcune proposte/strategie di
intervento per superare i limiti ambientali del Sangiovese.
104
BIOCLIMATICINDICESINSOMEINTERNATIONALVITICULTURALMODELS
BASEDONSANGIOVESE-LIKEVARIETIES
Matteo Gatti, Mario Fregoni
Istituto di Frutti-Viticoltura, Universit Cattolica del Sacro Cuore
Via Emilia Parmense, 84, I-29100 PIACENZA
matteo.gatti@unicatt.it
The exploitation of Sangiovese depending on its territorial identity is a valuable tool to improve the
regional wines in response to the expectations of consumers. Sangiovese is the most important
variety in terms of area and number of appellations of origin, whether it considered alone or
blended with other varieties. In order to make a climatic and bioclimatic-based characterization of
some viticultural models, some international and local varieties were identified. Particularly are
selected Sangiovese-like varieties in terms of some fundamental characteristics including low levels
of anthocyanins and the attitude to produce long aging wines. Some terroir including Montalcino,
Montepulciano, Chianti, Barolo, Burgundy, Oregon, South Africa, New Zealand, Australia,
California, Cir and Sardinia are considered. For each combination site-variety, relevant data for the
environmental description through climatic parameters (temperature maximum, minimum and
average, annual and seasonal rainfall) and bioclimatic indices (Winkler Index, Huglin Index,
Fregoni Index, LTI) were collected. These results are useful to formulate some proposals or
strategies of management to overcome Sangiovese environmental limits.
105
Analisi dell'efficacia del remote sensing per la
previsione della qualit dei vini

S., Orlandini
J
, I., Maselli
2
, M., Mancini
J
, A., Dalla Marta
J
, D., Grifoni
3


J
Dipartimento di Scienze Agronomiche e Gestione del 1erritorio Agroforestale
Universit di Iirenze Piazzale delle Cascine J8 - S0J44, Iirenze.
2
Istituto di Biometeorologia, CNRIbimet - Via Caproni, 8, S0J4S Iirenze.

La caratterizzazione di un terroir, alla base delle diversit e della originalit dei
diversi vini prodotti in un luogo, richiede uno studio non solo dei diversi elementi
che lo identificano ma anche della loro interazione e distribuzione sul terrotorio.
In particolare, limportanza dellandamento meteorologico durante la stagione
vegetativa della vite (Vitis vinifera) ormai nota; i fattori del clima (precipitazioni,
temperatura, radiazione, umidit dellaria) influenzano i diversi elementi del ciclo
vegeto - produttivo della vite e lefficacia delle operazioni colturali, agendo in
ultima analisi sulla qualit e quantit finale delle produzioni.
Attualmente il monitoraggio delle condizioni climatiche e delle condizioni dei
vigneti (fenologia, previsione delle rese, analisi della qualit) avvengono
essenzialmente tramite stazioni meteorologiche sparse sul territorio, rilievi di
campo e analisi di laboratorio. Questo tipo di rilievi, per, per quanto precisi e
accurati sono comunque sempre riferiti a singoli punti che potrebbero non essere
rappresentativi delle aree circostanti.
In tale contesto, lutilizzo del telerilevamento sta assumendo un ruolo sempre pi
importante per il monitoraggio dei vigneti. Le tecnologie del remote sensing,
infatti, permettono una rapida stima delle caratteristiche vegetative di grandi aree
attraverso lutilizzo delle immagini multispettrali acquisite da satellite e
lelaborazione di alcuni indici di vegetazione, tra cui il pi noto e utilizzato
lNDVI (Normalized Difference Vegetation Index). Tale indice, infatti,
fortemente legato ad alcune caratteristiche della vegetazione come il LAI (Leaf
Area Index), larea fogliare, la densit della vegetazione e il vigore delle piante,
che a loro volta hanno un effetto diretto sulla qualit della produzione vinicola. Tali
caratteristiche, ovviamente, sono anche il risultato dellandamento climatico della
stagione.
Lobiettivo della ricerca quello di chiarire e analizzare le relazioni esistenti fra
indici climatici, indici vegetazionali e qualit della produzione finale nelle zone di
produzione del Chianti Classico, del Brunello di Montalcino e del Nobile di
Montepulciano.
In particolare per il calcolo degli indici climatici sono stati utilizzati i dati raccolti
nel periodo 2000-2006 da alcune stazioni meteorologiche poste nelle zone di studio
mentre per il calcolo dellNDVI sono state utilizzate immagini acquisite dal
sensore MODIS con risoluzione di 250 m acquisite nello stesso arco temporale.
Tali dati sono stati poi messi in relazione alla qualit del vino prodotto espressa in
numero di stellette.
I risultati dimostrano che esiste un forte legame tra andamento climatico,
variazione dellNDVI durante la stagione e qualit del vino.
Sulla base di tali relazioni lutilizzo di immagini satellitari acquisite in momenti
specifici della stagione vegetativa potrebbe rappresentare un valido metodo di
analisi in grado di dare importanti indicazioni anche per vasti comprensori evitando
cos numerosi e onerosi rilievi in campo.
106
Analysis of remote sensing efficacy for the prediction
of wines quality

S., Orlandini
J
, I., Maselli
2
, M., Mancini
J
, A., Dalla Marta
J
, D., Grifoni
3


J
Department of Agronomy and Land Management University of Ilorence Piazzale
delle Cascine J8 - S0J44, Iirenze.
2
Institute of Biometeorology, National Research Council - Via Caproni, 8, S0J4S
Iirenze.


The characterization of a terroir, the base of the diversity and originality of the
different wines produced in a place, need a detailed study not only of the different
elements by which it is identified, but also of their interaction and distribution on
the territory.
In particular, the importance of meteorological conditions during the vegetative
season of grapevine (Vitis vinifera) is well documented; climate factors
(precipitation, temperature, solar radiation, air humidity) affect both the vegeto-
productive cycle of plants and the efficacy of cultural operations that, in turn, affect
the quality and the quantity of the final production.
Currently, the monitoring of vineyards (phenology, production estimation, quality
analysis), and of climatic conditions are usually carried on through the use of
meteorological stations scattered on the territory, field surveys and laboratory
analysis. Anyway, these methods, although precise and accurate, are referred to
single points that can be not representative of the surrounding areas.
In this context, the use of remote sensing is becoming more and more important for
the monitoring of vineyards. Remote sensing technologies, in fact, allow a quick
estimation of the vegetative characteristics of wide areas through the use of satellite
multispectral images and the elaboration of some vegetation indices, among which
the NDVI (Normalized Difference Vegetation Index) is one of the most used.
NDVI is strictly related to some important characteristics of vegetation, such as
LAI (Leaf Area Index), leaf area, density and vigor of plants that have a direct
effect on the quality of wine. Obviously, these characteristics are also the result of
the climatic conditions.
The aim of the research was to clarify and analyze the relationships existing among
climatic indices, vegetation indices and the quality of the production for the areas
of Chianti Classico, Brunello di Montalcino and Nobile di Montepulciano.
In particular, for the calculation of climatic indices data collected by some
meteorological stations sited in the study area for the period 2000-2006 were used,
while for the calculation of NDVI, images collected by the sensor MODIS, with a
spatial resolution of 250 m, were used for the same years. These data were then
analyzed in relation to wine quality expressed by the number of stars.
The results demonstrated that a strict relation exist among climatic behavior, NDVI
variation during the season and quality of the final product.
On the base of these data, the use of satellite images acquired at specific moments
of vegetative season can represent a valid method of analysis able to give important
information also for wide areas without numerous and expensive field surveys.

107
Applicazione di un modello di simulazione dinamica
alla stima della maturazione tecnologica di
Sangiovese


L. Mariani, G. Cola, P. Carnevali, O. Iailla, L. Brancadoro
Dipartimento di Produzione Vegetale Universit degli Studi, Milano. lucio.brancadorounimi.it


La maturazione delluva fenomeno complesso che coinvolge innumerevoli
processi di sintesi e degradazione di metaboliti. Il tracciante pi agevole di tale
processo costituito dallaccumulo zuccherino negli acini, fenomeno che ha alla
sua base a fotosintesi e che ha come variabili guida principali la temperatura, la
radiazione e la disponibilit idrica del terreno.
Nello specifico il modello di simulazione dinamica SIM_PP stato utilizzato per
simulare laccumulo di zuccheri nellacino. Il modello parte dalla stima della
radiazione fotosinteticamente attiva intercettata dalla canopy (APAR) e la traduce
in quantit lorda di zucchero accumulato per unit di superficie (Gross
ASSimilation - GASS).
A tale valore iniziale sono applicati appositi coefficienti riduttivi legati alla
traslocazione degli assimilati negli organi di accumulo, alla limitazione termica
per temperature pi o meno lontane da quelle ottimali ed a quella idrica legata al
bilancio idrico ed alleventuale sussistere di condizioni di stress per carenza o
eccesso idrico.
Nel presente lavoro verr illustrata una applicazione del modello basata sui dati
meteorologici rilevati per il periodo 1999 2007 da tre stazioni in Comune di
Montalcino.
108
Application of a dynamic simulation model for the
estimation of the techological maturation of
Sangiovese grapes


L. Mariani, G. Cola, P. Carnevali, O. Iailla, L. Brancadoro
Dipartimento di Produzione Vegetale Universit degli Studi, Milano. lucio.brancadorounimi.it

Grape ripening is a complex phenomenon which involves several processes of
biosynthesis and degradation of metabolites. The simplest marker of this process is
the sugar accumulation into the berries, phenomenon that is based on
photosynthesis which has as guide variables air temperature, radiation and soil
water availability.
In this specific case, the dynamic simulation model SIM_PP has been used to
simulate the berry sugar accumulation. The model starts from the estimation of the
photosynthetically active radiation intercepted by the canopy (APAR) and convert
in into total amount of sugar accumulated per unit of leaf area ((Gross
ASSimilation - GASS).
To this initial value, proper reducing coefficients are applied to take into
consideration photoassimilate translocation towards accumulation organs, thermal
limitation for temperature more or less far the optimal ones, and to the possible
water deficiency or excess.
In the present work an application of the model to Sangiovese grape maturation,
based on meteorological data, recorded for the period 1999 2007, will be
presented.
109
Caratteristiche e peculiarit di vini sangiovese di tre zone della
1oscana , ottenuti da uve coltivate e vinificate secondo le tecniche
della biodinamica moderna
L. Anello - Sezione Scienze Agricole Biodinamiche - e-mail:INCiol.it
Si voluto valutare lapplicabilit delle ipotesi di gestione di vigne coltivate a sangiovese in tre ambienti
della Toscana e la trasformazione di questo in vino secondo i dettami dellagricoltura biodinamica moderna.
La biodinamica moderna esprime la piu integrale applicazione dei postulati di Rudolf Steiner indicati nelle
conferenze tenute agli agricoltori a Koberwitz dal 7 al 16 giugno 1924 , agisce verificando e separando le
risultanze oggettive con risultati acclarati dalle teorizzazioni che non hanno avuto riscontro oggettivo.
Fondamentale inoltre lapplicabilit di ogni principio alla pratica agricola ordinaria di unimpresa
moderna.
Per la produzione delluva si fatto ricorso ai pochi mezzi tecnici esterni quali sementi per sovesci, rame e
zolfo per la difesa, litotamnio e bentonite quali coadiuvanti
Per la vinificazione si utilizzata uva proveniente da vigneti sottoposti ad almeno tre anni di conduzione
biodinamica operando in aziende nelle quali si potuto vinificare in cantine che ospitavano esclusivamente
questa tipologia di vinificazione .
Le vinificazioni sono state condotte esclusivamente con le componenti endogene dei vini ed in assenza di
input biologici chimici e di ogni procedimento fisico .
Eccezione unica limpiego di metabisolfito di potassio fino ad un valore di anidride solforosa totale in
bottiglia dai 28 ai 50 ppm.
I risultati ottenuti in vigna hanno consentito di portare in cantina uve sane e con produzioni medie di 60 70
q/ha ; analiticamente molto interessanti, sempre con ottimi rapporti antociani/polifenoli totali e acidit
totali/ zuccheri , tali da poter vinificare senza alcuna correzione . Interessante si dimostrata la relazione
non convenzionale tra contenuto in APA dei mosti e decorso delle fermentazioni
I vini ottenuti, con decorsi regolari delle fermentazione spontanee , sono apparsi senza alcun difetto tecnico
desecuzione.
Sono stati quindi sottoposti a numerosi test di degustazione spesso senza dichiarare le metodologie
produttive.
I mosti prima e quindi i vini sono stati seguiti analiticamente nel loro decorso fino allimbottigliamento, e
per alcuni di essi sono state eseguite analisi a 2 anni dallimbottigliamento.
Ricorrente lequilibrio nei parametri analitici e la stabilit nel tempo.
Peculiare spesso il rapporto tra anidride solforosa libera e totale.
I vini di sangiovese si sono dimostrati generalmente pronti precocemente , morbidi e senza note astringenti
e amare; di ottimo corpo, estratti notevoli ed elevate componenti polifenoliche.
I riscontri ottenuti , lasciano intravedere una reale applicabilit in vigna ed in cantina della metodologia
proposta che pur se necessaria di ulteriori e piu approfondite indagini , v segnalata per il riscontro positivo
ottenuto dal comune consumatore.


110


Characteristics and peculiarities of Sangiovese wines in three different
areas of 1uscany, made from grapes tendeded and vinificated
according to the principles and methods of Modern Byodinamic
Agriculture
Leonello Anello - Byodinamic Agricultural Sciences Section - e-mailaddres:INCiol.it
We intended to verify and assess the applicability of some projects of farming Sangiovese vineyard blocks in
three different areas of Tuscany and wine-making of the grapes hereby obtained, according to the methods of
Modern Byodinamic Agriculture.
Modern Byodinamic Agriculture implies the most complete application of the principles Rudolf Steiner
postulated on the occasion of the lectures he delivered to German farmers in Koberwitz on June 7-16
th
,1924.
It operates by carefully verifying the results of each agricultural act and practice, and avoiding any
theorization devoid of objective confirmations. Moreover, the concrete applicability of its principles to the
everyday agricultural practice in a modern vine-growing farm it is to be considered fundamental.
As to the wine grapes growing, a few external means such as seeds for green manure, copper and sulphur for
protection, lithothamne and bentonite as adjuvants, were used.
On the side of the wine making, only grapes, byodinamically grown for at least three years, were vinificated,
operating in farms where wine cellars were certainly and exclusively hosting these peculiar methods of wine
making.
Vinification was carried out relying exclusively on the endogenous components of the grapes, without any
biological or chemical input and excluding any physical process.
The only exception was the utilization of potassium metabisulfite up to a maximum content of sulphur
dioxide in the bottle from 28 to 50 ppm.
The results attained in the vineyards allowed to submit to vinification grapes in very good health conditions,
with a yield of 600-700 kg per hectare, that offered very interesting analytical results, with ideal total
anthocyanins/phenols ratio and total acidity/sugars ratio, capable to allow a wine making procedure devoid
of any correction. Very impressive was also the absolutely not conventional relation between the readily
assimilable nitrogen content of the musts and the course of fermentations.
The wines so obtained, through regular spontaneous fermentation courses, have showed up to be exempt
from any technical defect in execution.
These wines underwent many tasting sections, often without declaring their methods of production.
Musts and wines were analytically followed in their course up to the bottling, and analysis of some of them
were carried out up to two years after their bottling.
The equilibrium of the analytical parameters and their stability in time proved to be recurrent as much as the
relation between free and total sulphur dioxide sounded relevant.
These Sangiovese wines generally showed up to be precociously ready to drink, smooth, with no astringent
or bitter marks, presenting excellent structure, relevant extracts and high polyphenolic components.
The results attained allow to foresee the concrete applicability in vine growing and wine making of the above
methodology, that, even if being in need of further and more in-depth investigations, is worth being signalled
also for the positive reception by the ultimate consumer.

111
Geodata ed applicazioni WebGIS per la viticoltura di
precisione in 1oscana
1. De Iilippis, L. Iiorillo, L. Genesio, L. Rocchi, I. Straccali
Consiglio Nazionale delle Ricerche - Istituto of Biometeorologia (CNR-IBIML1)
via G. Caproni, 8 S0J4S Iirenze (Italia)
Autore di riferimento: e-mail: t.de.filippisibimet.cnr.it
Riassunto
La domanda di informazioni geospaziali e di accesibilit ai dati geografici per la
gestione dei vigneti sta crescendo a livello globale specialmente a supporto delle
nuove tecnologie in uso per la viticoltura di precisione. Fino ad ora i manager
aziendali non hanno possibilit di accesso ad un sistema affidabile che integri le
conoscenze scientifiche e tecniche per guidarli nel loro processo decisionale.
In questo contesto le applicazioni WebGIS rappresentano un nuovo approccio per
la diffusione delle informazioni geografiche ad un ampio numero di utenti non
specializzati nelluso dei Sistemi Informati Geografici (GIS) e strumenti di analisi
spaziale.
Questo lavoro presenta un applicazione web sviluppata in supporto alle attivit di
ricerca attualmente in corso nellambito del Progetto del Consorzio Tuscania sulla
viticoltura di precisione in Toscana tenendo in considerazione i bisogni degli utenti
e la prospettiva di un futuro trasferimento operativo delle conoscenze acquisite.
Larchitettura di sistema web stata realizzata utilizzando soluzioni informatiche
OpenSource per generare mappe tematiche, basate sugli strati informativi di
interesse, combinando diverse tecniche: telerilevamento, rete agro-meteorologica,
dati di campo e informazioni cartografiche. Inoltre stato disegnato e sviluppato
un geodatabase per larchiviazione, la gestione ed il trasferimento ai partner del
progetto di tutti i dati raccolti durante le attivit di ricerca e mantenere la
continuit delle applicazioni di visualizzazione della cartografia su web. I servizi
web disponibili sono compatibili, in termini di interoperabilit ed accesso ai dati
geografici, con gli standards OCG (Open Geospatial Consortium).
Le elaborazioni in diretta e la visualizzazione dei dati georiferiti dimostrano una
elevata potenzialit per un affidabile, accessibile e personalizzato uso di Internet
per il monitoraggio delle caratteristiche dei vigneti durante la stagione agricola e
per un miglioramento della gestione della vendemmia. Lapplicazione WebGIS
apre la possibilit agli agronomi ed a manager delle aziende agricole, anche se con
poca esperienze nelle nuove Tecnologie dellInformazione e della Comunicazioni
(TIC), di integrare nuovi dati in un modo semplice per applicazioni operative in
agricoltura di precisione.
112
Geodata and WebGIS applications for vineyard
precision farming in 1uscany.
1. De Iilippis, L. Iiorillo, L. Genesio, L. Rocchi, I. Straccali.
National Research Council - Institute of Biometeorology (CNR-IBIML1)
via G.Caproni, 8 S0J4S Iirenze (Italy)
Corresponding author: e_mail: t.de.filippisibimet.cnr.it
Abstract
Demands for geospatial information and geodata accessibility to support vineyard
management using new technology for precision farming are increasing
worldwide. Until now farm managers havent access to a reliable system that
integrate the scientific and technical knowledge to guide them in their decision-
making. In this context the WebGIS applications represent a new approach to
disseminate geo-information to a wide number of users that are not specialist in the
use of Geographic Information Systems (GIS) and spatial analysis tools.
This work shows a web oriented application developed to support the on-going
researches of Consorzio Tuscania Project on vineyard precision farming in
Tuscany taking in account the users needs and the future operational transfer of
know-how. The web system architecture was implemented using OpenSource
solutions to generate thematic maps based on layers of interest combining different
techniques: remote sensing, agro-meteorological network, ground data and
cartographic information. Moreover the geodatabase was designed and developed
to store, manage and transfer to the project partners all the geodata collected
during the research activities and to maintain continuity of the web mapping
applications. The web services available are compliant with OGC (Open
Geospatial Consortium) standard in term of interoperability and geodata access.
On-the-fly processing and map visualization show the high potentialities in a
reliable, accessible and personalized use of Internet to monitor the vineyards
characteristics during the growing season and to improve grape harvest
management. The WebGIS application gives also the possibility to agronomists
and vineyards managers to integrate new data in a simple way, even if they have
few experience with these new Information and Communication Technologies
(ICT).
113
N.A.V. Network Avanzato per il Vigneto
L. Genesio, A. Zaldei, A. Matese, I. Di Gennaro, I. P.Vaccari.
Consiglio Nazionale delle Ricerche - Istituto of Biometeorologia (CNR-IBIML1)
via G.Caproni, 8 S0J4S Iirenze (Italia)
Autore di riferimento: e-mail: l.genesioibimet.cnr.it
Riassunto
Il Network Avanzato per il Vigneto (N.A.V.) un network wireless
automatico di stazioni di monitoraggio per la raccolta di parametri
micrometeorologici del vigneto, allo scopo di comprendere gli effetti di
differenti pratiche di gestione della copertura vegetale sulla qualit del vino.
Il sistema NAV stato progettato e realizzato dallIstituto di
Biometeorologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche e comprende una
stazione base accessibile da remoto attraverso un modem GSM (stazione
Master), e una serie di stazioni periferiche wireless che utilizzano la
frequenza radio libera a 433MHz (stazioni Slave) dislocate nel vigneto.
Lunit master acquisisce ogni cinque minuti i parametri meteorologici
standard come temperature dellaria, velocit e direzione del vento,
piovosit, pressione atmosferica, umidit dellaria e radiazione solare
globale. Le unit Slave acquisiscono con intervallo orario i parametri
micrometeorologici come: temperature dellaria, temperature interna del
grappolo, bagnatura fogliare, temperatura infrarossa della copertura fogliare,
potenziale idrico matriciale del suolo misurato a due profondit (30 e 60
cm), velocit del vento e radiazione superficiale del grappolo, allo scopo di
stimare la variabilit dovuta alle diverse pratiche di gestione del vigneto
come sfogliatura, diradamento dei grappoli e potatura. Entrambe le stazioni
Master e Slave sono alimentate usando un pannello solare di piccole
dimensioni ed una batteria in tampone. Il sistema NAV stato testato in 4
vigneti sperimentali del progetto Consorzio Tuscania, locate nelle aree pi
rappresentative dal punto di vista vitivinicolo della regione Toscana. I
risultati di campo dimostrano che il sistema offre grande flessibilit nel
dislocamento dei sensori per lacquisizione dati, e la possibilit di rilocare e
spostare facilmente sensori, nodi e punti di misura anche dopo che il sistema
stato completamente installato. Il software scarica automaticamente ogni
ora i dati raccolti dalle stazioni Slave tramite una connessione radio. I dati
vengono salvati nella memoria di massa USB della stazione MASTER ed
inviati presso la sede di raccolta ogni giorno a mezzanotte tramite un
collegamento GSM. Il disegno semplice e molto robusto di entrambi gli
apparati Master e Slave assicura unalta affidabilit nellambiente di lavoro
aggressivo del vigneto.

114
N.A.V. Advanced Network for Vineyard
L. Genesio, A. Zaldei, A. Matese, I. Di Gennaro, I.P. Vaccari.
National Research Council - Institute of Biometeorology (CNR-IBIML1)
via G.Caproni, 8 S0J4S Iirenze (Italy)
Corresponding author: e-mail: l.genesioibimet.cnr.it
Abstract
The Advanced Network for Vineyard (N.A.V.) is an automatic wireless network of
monitoring stations for collecting micrometeorological parameters of the vineyard,
in order to understand the effects of different canopy management options on wine
quality.
The NAV system has been designed and realized by Institute of Biometeorology of
National Research Council, and includes a base station accessible from remote
through a GSM modem (Master station), and a series of wireless sensor nodes
using free radio frequency at 433MHz (Slave stations) located on the vineyard. The
Master unit acquires every five minutes the standard meteorological sensor
measurements as air temperature, wind velocity and direction, precipitation,
barometric pressure, air humidity and solar global radiation. The Slave units
collects micrometeorological data at hourly intervals, as air temperature, internal
bunch temperature, leaf wetness, canopy infrared temperature, soil matric potential
at different depth of ground (30-60cm), wind velocity and bunch solar radiation, in
order to evaluate the variability of site specific management practices like pruning,
leaf removal treatments and bunches thinning. Both the Master and Slaves are
supplied using a small solar panel with backup battery. The NAV system was
tested on 4 experimental vineyards of the Consorzio Tuscania Project, placed in the
most representative areas of Tuscany region. The field results demonstrated that the
system offers great flexibility in locating sensor for data acquisition, and the ability
to easily add or relocate nodes, sensors, and data points after the system is installed.
The software automatically download hourly data via radio connection from the
slaves to the master. The data collected from the Slaves are stored together with the
data measured by the Master station in the MASTER USB mass memory and
transferred to the central laboratory via GSM every day at midnight. The simple
and robust design of both Master and Slaves apparatus assure high reliability in the
aggressive environment of the vineyard.
115
Uso di immagini aeree multispettrali ad alta
risoluzione per la generazione di mappe di variabilit
della copertura vegetale dei vigneti.
L. Iiorillo, I. Maselli, 1. De Iilippis, B. Gioli, P. 1oscano.
Consiglio Nazionale delle Ricerche - Istituto of Biometeorologia (CNR-IBIML1)
via G.Caproni, 8 S0J4S Iirenze (Italia)
Autore di riferimento: e_mail: e.fiorilloibimet.cnr.it
Riassunto
Il telerilevamento da aereo applicato al monitoraggio dei vigneti un innovativo
strumento per ottenere valide informazioni utili a viticoltori e agronomi di campo.
Questo articolo illustra un metodo per analizzare immagini aeree ad alta risoluzione
dei vigneti e stimare le variabili fisiche e le caratteristiche delluva. Le immagini
sono state raccolte in tre differenti periodi durante la stagione agricola 2007, sono
state corrette sia geometricamente che radiometricamente e calibrate al fine di
ottenere dati di riflettenza per pixel. stato successivamente calcolato un indice di
vegetazione normalizzato (NDVI) ed stata applicata una procedura semi-
automatica per estrarre i valori di pixel corrispondenti alla sola copertura vegetale
delle viti. I valori di NDVI di tali pixel sono stati poi analizzati confrontandoli con
le misure quantitative e qualitative effettuate in campo sui grappoli. Queste analisi
confermano la capacit delle immagini NDVI di fornire informazioni utili per
indirizzare le pratiche di gestione del vigneto.
116

Variability mapping of vineyard canopy using high-
resolution airborne multispectral images.
L. Iiorillo, I. Maselli, 1. De Iilippis, B. Gioli, P. 1oscano.
National Research Council - Institute of Biometeorology (CNR-IBIML1)
Via G.Caproni, 8 S0J4S Iirenze (Italy)
Corresponding author: e_mail: e.fiorilloibimet.cnr.it
Abstract
Airborne remote sensing applied to vineyards is an innovative tool to obtain
valuable information for viticulturists and vineyard managers. This paper
presents a method to analyse high resolution airborne multispectral
vineyards images and estimate physical variables and grape characteristics.
The images were collected in three different periods during the 2007
growing season, and were geometrically and radiometrically corrected and
calibrated in order to obtain pixel based reflectance data. A normalized
difference vegetation index (NDVI) was then calculated, and a semi-
automatic procedure was applied to extract the image pixels corresponding
to the vine canopies. The NDVI values of these pixels were analysed in
comparison with ground measurements of grape quantity and quality.
This analysis confirmed the capacity of the NDVI images to provide
information for guiding vineyard management practices."
117
Risposta della peronospora della vite a diversi livelli di
radiazione UV

S., Orlandini
J
, A., Dalla Marta
J
, V., Di Stefano
J
, I., Orlando
J
, M., Mancini
J
, G., Agati
2
,
D., Grifoni
3
, G., Zipoli
3
.

J
Dipartimento di Scienze Agronomiche e Gestione del 1erritorio Agroforestale
Universit di Iirenze Piazzale delle Cascine J8 - S0J44, Iirenze.
2
Istituto di Iisica Applicata Nello Carrara', CNR - Via Madonna del Piano J0, S0JJ9
Sesto Iiorentino (II).
3
Istituto di Biometeorologia, CNRIbimet - Via Caproni, 8, S0J4S Iirenze.

La radiazione solare riveste un ruolo fondamentale nello sviluppo e nella crescita
delle piante non solo in quanto motore della fotosintesi, ma anche perch coinvolta
in diversi processi biologici che regolano i rapporti tra pianta e diverse malattie
fungine. In particolare, la radiazione ultravioletta (UV) (280400 nm) in grado di
interferire in tali relazioni sia in modo diretto, agendo sul ciclo biologico del
microorganismo, sia in modo indiretto causando la formazione e laccumulo di
componenti fogliari atti alla difesa della pianta. Lo studio e la comprensione di
questi meccanismi risulta particolarmente importante alla luce degli effetti che i
cambiamenti climatici hanno sullassottigliamento dello strato di ozono e, quindi,
sulla quantit di radiazione UV che in dosi sempre maggiori raggiunge la superficie
terrestre.
Obiettivo della presente ricerca stato quello di verificare leffetto della radiazione
solare UV e PAR (fotosinteticamente attiva) sul contenuto di polifenoli nelle foglie
di vite (Vitis vinifera) e di quantificare la relazione tra questo e la resistenza alla
peronospora (Plasmopara viticola).
A tale scopo sono state utilizzate piante di Sangiovese (port 1103P- clone R/24)
dellet di 2 anni coltivate in vaso (capacit 30 litri) e mantenute a regimi radiativi
diversi: 10%, 50% e 100% di radiazione solare. I diversi regimi sono stati ottenuti
utilizzando delle reti ombreggianti montate su tunnel metallici ad unaltezza di 3
m. Inoltre alcune piante sono state schermate con filtri trasparenti in grado di
filtrare la radiazione UV. Le diverse componenti della radiazione globale e diretta,
PAR, UVA e UVB, sono state misurate attraverso spettroradiometro sia allinterno
che allesterno dei tunnel ombreggianti e dei filtri. Il contenuto in polifenoli delle
foglie stato monitorato attraverso rilievi non distruttivi utilizzando il Dualex,
strumento in grado di misurare lassorbanza dellepidermide nella banda dellUVA,
dovuta principalmente alla presenza di flavonoidi. Le variabili agrometeorologiche
sono state costantemente misurate in modo da verificare uneventuale effetto
dellombreggiamento sul microclima al di sotto dei tunnel.
Nella seconda parte dellesperimento alcune foglie sono state inoculate con una
sospensione di spore di P. viticola (50000 spore/ml soluzione) e la severit della
malattia stata poi determinata attraverso rilievi settimanali.
I risultati della ricerca dimostrano come il contenuto in polifenoli delle piante
mantenute in piena luce e con schermi per la radiazione UV sia significativamente
pi basso rispetto a quello delle piante mantenute sotto i tunnel ombreggianti. I
risultati mostrano poi una relazione inversamente proporzionale tra il contenuto in
polifenoli e la severit raggiunta dalla peronospora nelle piante inoculate.
118
Response of grapevine downy mildew to different
levels of UV radiation

S., Orlandini
J
, A., Dalla Marta
J
, V., Di Stefano
J
, I., Orlando
J
, M., Mancini
J
, G., Agati
2
,
D., Grifoni
3
, G., Zipoli
3
.

J
Department of Agronomy and Land Management - University of Ilorence. Piazzale
delle Cascine J8- S0J44, Iirenze.
2
Institute of Applied Physics Nello Carrara', National Research Council - Via
Madonna del Piano J0, S0JJ9 Sesto Iiorentino, Iirenze.
3
Institute of Biometeorology, National Research Council - Via Caproni, 8, S0J4S
Iirenze.

Solar radiation plays a fundamental role in plants growth and development, not
only for the photosynthetic process but also because it affects the relationships
between plants and many fungal pathogens. In particular, ultraviolet radiation (UV)
(280400 nm) has influence both directly on the microorganism biological cycle
and indirectly in the formation and accumulation of protective foliar components.
The study of such mechanisms becomes of great importance in relation to the
depletion of ozone layer due to climatic change that cause a continuous increment
of UV radiation reaching the Earth surface.
The aim of the present research was to verify the effect of solar UV and PAR
(photosynthetic active radiation) on the total polyphenolic content of grapevine
(Vitis vinifera) leaves and to quantify its relation with the resistance to downy
mildew (Plasmopara viticola).
For this aim 2 years old plants of Sangiovese (port 1103P- clone R/24) were
cultivated in 30 liters pots and maintained at different radiative regimes:10%, 50%
and 100% of solar radiation. These environments were obtained by using shading
nets mounted on metallic tunnels. Moreover, some plants were sheltered with
selective plastic filters for UV radiation. The different components of global and
direct radiation, PAR, UVA e UVB were measured by means of a
spectroradiometer under and outside the tunnels and under the filters. Epidermal
polyphenols were optically estimated in situ using the Dualex, instrument able to
determine the epidermal absorbance in the UVA, mainly due to flavonoids. The
agrometeorological variables were constantly monitored in order to verify possible
effects of shading tunnels on microclimate.
In the second part of the experiment, leaves were inoculated with a sporangia
suspension of P. viticola (50000 sporangia per ml) and the disease severity was
assessed weekly after the appearance of symptoms. The results demonstrated that
the polyphenolic content of plants maintained in full light and sheltered for the UV
radiation was significantly compared to plants grown under the tunnels.
These results indicated an inverse relationship between produced polyphenolics
and downy mildew severity.
119
Il Geoportale del Consorzio 1uscania per la viticoltura
di precisione
1. De Iilippis, L. Iiorillo, L. Rocchi, I. Straccali, L. Vallebona
Consiglio Nazionale delle Ricerche - Istituto of Biometeorologia (CNR-IBIML1)
via G. Caproni, 8 S0J4S Iirenze (Italia)
Autore di riferimento: e-mail: t.de.filippisibimet.cnr.it

Riassunto
Il Geoportale del Consorzio Tuscanica (portale geografico) un punto di accesso
su Web dove le informazioni geografiche relative ad attivit di ricerca sui vigneti
in Toscana possono essere facilmente visualizzate ed interrogate. Il geoportale
organizza i dati geospaziali e i servizi attraverso un visualizzatore, un catalogo
contenente i record di metadati ed un geodatabase dove sono archiviati tutti i dati
ed i risultati del progetto di ricerca del Consorzio. In questo articolo presentiamo
un approccio innovativo nello sviluppo di un geoportale dedicato alle pratiche di
gestione della viticoltura di precisione per supportare le attivit di ricerca
finalizzate alla identificazione della variabilit della copertura vegetale del vigneto
e le potenzialit della qualit delle uve.
Viene quindi descritta la soluzione tecnica proposta per la condivisione dei dati
spaziali e delle informazioni, ottimizzandole il loro uso in un modo distribuito.
Larchitettura web, come pure linterfaccia utente, stata sviluppata usando
strumenti OpenSource in modo da garantire la sostenibilit dellapplicazione web e
limplementazione delle funzioni geospaziali personalizzate richieste dai
beneficiari del progetto. MapServer stato utilizzato con le tecnologie PHP/Ajax
per sviluppare tutte le componenti delle applicazioni di web mapping e
PostgreSQL stato invece utilizzato come archivio informatico per la gestione dei
dati geografici ed alfanumerici.
Questa attivit fortemente orientata ad un approccio di interoperabilit della
condivisione dei dati. Grazie ai servizi web lutente pu visualizzare ed analizzare i
parametri aggiornati, gli indicatori derivati da prodotti ad alta risoluzione
provenienti da telerilevamento aereo e dati di riferimento a supporto delle pratiche
agronomiche richieste nella viticoltura di precisione.
Lobiettivo anche quello di costruire un servizio web a supporto delle
applicazioni operative durante la vendemmia e fornire immagini digitali per
dispositivi mobili integrabili su macchine agricole.
Inoltre questa applicazione stata sviluppata per rispondere alle richieste dei
partner del consorzio per quanto riguarda la gestione e le analisi spaziali dei dati e
per produrre informazioni utili ai decisori nella gestione della produzione di vini di
qualit.




120
1uscania Consortium Geoportal for vineyard precision
farming
1. De Iilippis, L. Iiorillo, L. Rocchi, I. Straccali, L. Vallebona
National Research Council - Institute of Biometeorology (CNR-IBIML1)
via G.Caproni, 8 S0J4S Iirenze (Italy)
Corresponding author: e_mail: t.de.filippisibimet.cnr.it
Abstract
The Tuscania Consortium Geoportal (geographic portal) is the entry point on the
Web where geographic information on vineyards research in Tuscany can be easily
visualized and queried. The geoportal organizes geospatial data and services
through a viewer, a catalogue containing metadata records and a geodatabase where
all data and results of Consortium research project are stored. In this paper we
present an innovative approach in the development of a geoportal devoted to
precision farming practices in order to support the research activities finalized to
the identification of vineyard canopy variability and potential grape quality.
The technical solution proposed for the sharing of spatial data and information by
optimizing their use in a distributed mode is described.
The web architecture as well as the user interface were developed using open
source tools in order to guarantee the web application sustainability and the
implementation of customized geospatial functions required by the project
stakeholders. MapServer was used with PHP/Ajax technologies to develop all
components of Web mapping application and PostgreSQL was used as data
warehouse for geodata and alphanumeric data management.
This activity is strongly oriented to the interoperability approach of the data
sharing. Thanks to web services users can view and analyze updated parameters,
indicators derived from airborne remote sensing high-resolution products and
reference data to support vineyard precision farming practices.
The goal is also to build a web service to support the operational applications
during the grape harvest and provide digital image for mobile device that would be
also integrated on farm machines.
Furthermore this application was developed to respond to the requirements of
consortium partners concerning the management and analysis of spatial-reference
data in order to produce information useful for decision makers in handling wine
quality production.
121
Outlookforradiofrequencyapplicationsingrapevineprecisionagriculture
Giorgio Manzoni
(a)
, Roberto Bandinelli
(b)
, Enrico Triolo
(c)
, Enrico Rinaldelli
(b)
, Andrea Luvisi
(c)
,
Mario Pagano
(b)
, Raffaela G. Rizzo
(a)
, Barbara Gini
(d)
(a) Universit degli Studi di Trieste
(b) Universit degli Studi di Firenze
(c) Universit di Pisa
(d) Vivai New Plants Cenaia (Pisa)
Since January 2007 an experimental trials is carry out by Dipartimento di Ortoflorofrutticoltura of
University of Firenze and Dipartimento di Coltivazione e Difesa delle Specie Legnose G.
Scaramuzzi of University of Pisa for achieving a traceability system of grapevine plants produced
in nursery and for electronic managing of vineyards. The main objective of research is the
production of grafted cuttings following the common nursery procedures, but in which is installed,
internally, a RFId chip (Radio Frequency Identification). Trial regards 5 clones of Associazione
Toscana Costitutori Viticoli (TOS.CO.VIT): Sangiovese I-SS-F9-A5-48, Prugnolo gentile I-
BRUSCELLO, Colorino I-U.S.FI-PI-10, Trebbiano toscano I-S. Lucia 12 and Vernaccia di S.
Gimignano I-V-P-6. These clones were grafted on rootstock 1103P, producing 500 grafted cuttings
considering each combination. The modified plants will be totally indistinguishable from unmarked
plants, and they will maintain this electronic feature throughout their entire existence. By this
feature, plants can be monitored easily, and they will be able to supply various information, as
identity, growth parameters, susceptibility to biotic stress factor, productivity, and more.
Within the project, the Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale of University of Trieste
was involved for a study regarding the application of satellite position techniques integrated with
RFId and WIFI systems. Microchip readings will be performed by radiofrequency systems
integrated with GPS/GIS. The use will be possible in open field, using GPS techniques and
enhancing performances adding other satellite signal (i.e. GALILEO), and in glasshouses, with
indoor position systems based on WIFI technology or similar. These GPS and RFId integrations
could assure a virtual mapping of vineyard during the planting, or performing different treatments
thanks to an office planning.
Concluding, that trial will carry out a tool system that will permit users (nursery men, grapevine
growers, plant pathologists) to achieve information of every single marked plant by online access.
123
Ricerche su alcuni biotipi di Sangiovese reperiti in 1oscana: risultati di 9 anni
Bandinelli R., Di Collalto G., Orlandini R., Pieragnoli L., Ceseri L.
Dipartimento di Ortolororutticoltura, Polo Scientiico, Uniersita degli Studi di lirenze, Viale delle
Idee, 30 - 50019 Sesto liorentino ,lI,

Come e ormai noto il Sangioese si sarebbe diuso in 1oscana da tempi molto antichi risalenti
ad epoca etrusca o romana ,l`etimo di Sangioese sarebbe inatti in latino 6DQJXLV-RYLV,.
L interessante notare che a partire dagli inizi del 00 numerosi ampelograi hanno eidenziato
l`eterogeneita di questo itigno, segnalando anche le arie denominazioni con cui eniano
indicati, nelle dierenti zone, i ari biotipi diersiicati da alcune caratteristiche ampelograiche
o biologiche che costituiscono questa cultiar.
Una ricerca condotta in 1oscana dal Dipartimento di Ortolororutticoltura che ebbe inizio
nella prima meta degli anni `80 ha consentito di indiiduare tredici biotipi di Sangioese
,Sangioese piccolo precoce`, Sangioese orte`, Sangioese poleroso`, Sangioese
Bonechi`, Sangioese dell`Llba`, Chiantino`, Brunello`, Brunelletto`, Brunellone`,
Prugnolo dolce`, Prugnolo medio`, Morellino`, Morellino di Scansano`, che sono stati
riuniti e posti a conronto in un campo sperimentale costituito presso le Cantine Leonardo`
nel territorio di produzione del Chianti Montalbano` a Vinci, proincia di lirenze.
Su tali entita genetiche sono state eettuate speciiche ricerche comparatie olte a determinare
le loro caratteristiche distintie di natura ampelograica, biologica ed agronomica, estendendo le
osserazioni alle loro attitudini enologiche con iniicazioni separate delle ue.
Nella sua ase iniziale, dal 1999 al 2002, la ricerca e stata condotta su tutti i biotipi posti a
conronto. I risultati ottenuti nei primi quattro anni eidenziarono il comportamento
particolarmente interessante di sei di essi sui quali ennero continuate le osserazioni di
carattere agronomico e tecnologico anche per il triennio 2003-2005, con particolare riguardo
alle caratteristiche qualitatie del prodotto da essi ornito sottoponendo i ari ini sia ad analisi
di laboratorio sia a alutazioni degustatie.
Sulla base di questi ulteriori risultati, nel biennio 2006-200 e stata proseguita la ricerca
ocalizzando l`attenzione sulle tre entita risultate piu interessanti e precisamente il Sangioese
orte`, il Sangioese poleroso` ed il Brunellone` per il primo dei quali e stata ottenuta
l`iscrizione al Registro Nazionale delle arieta alla ine del 200.


124
Study of some Sangiovese biotypes found in 1uscany: 9 years of results
Bandinelli R., Di Collalto G., Orlandini R., Pieragnoli L., Ceseri L.
Dipartimento di Ortolororutticoltura, Polo Scientiico, Uniersita degli Studi di lirenze, Viale delle
Idee, 30 - 50019 Sesto liorentino ,lI,

It is known that Sangioese has been present in 1uscany since Ltruscan or Roman times.
Indeed, the name comes rom the Latin 6DQJXLV -RYLV. Interestingly, starting as early as the
beginning o the 18
th
century, numerous ampelographers pointed out the heterogeneity o this
ine, noting the arious names to denominate it in dierent areas and the arious biotypes
diersiied by ampelograpic or biologic characteristics that constitute this cultiar.
A study begun in the irst hal o the 1980s in 1uscany, carried out by the Department o
Iorticulture, has made it possible to indiiduate 13 Sangioese biotypes ,Sangioese piccolo
precoce`, Sangioese orte`, Sangioese poleroso`, Sangioese Bonechi`, Sangioese
dell`Llba`, Chiantino`, Brunello`, Brunelletto`, Brunellone`, Prugnolo dolce`, Prugnolo
medio`, Morellino`, Morellino di Scansano`,. Lxamples o the biotypes were collected and
set up or comparison in an experimental ield at the Cantine Leonardo` arm located in the
Chianti Montalbano` production area at Vinci, in the proince o llorence.
Speciic comparatie studies were conducted on the indiiduals to determine their distinctie
ampelographic, biologic and agronomic characteristics, and obserations were extended to
include also their enologic attitudes, with iniication carried out on the arious grapes
separately.
Based on these results, research was continued in the 2006-200 period with special attention
to the three most interesting biotypes, Sangioese orte`, Sangioese poleroso` and
Brunellone`, Sangioese orte` was recorded in the National Registry o arieties toward the
end o 200.

125