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NIETZSCHE ANTI-FILOSOFO NELLINTERPRETAZIONE DI GIORGIO COLLI

tesi di laurea in storia della filosofia contemporanea di


Marco Svevo

INTRODUZIONE Res est magna tacere [1] Prima che "scoprissi" la riflessione di Giorgio Colli su Nietzsche, mi ero (pi o meno autonomamente) costruito una mia personale "interpretazione" del filosofo di Rcken. Tale interpretazione comprendeva alcune considerazioni su aspetti del pensiero di Nietzsche che mi interessavano particolarmente [2] , aspetti che ho poi ritrovato affrontati nei testi di Colli quasi con lo stesso mio approccio interpretativo (tanto che a volte mi capitava di leggere nei libri di Giorgio Colli ci che io avevo soltanto pensato. Cos capitato che i miei pensieri su Nietzsche coincidessero quasi perfettamente con quelli di Colli anche nella terminologia. Da tale strana coincidenza nata l'idea per la tesi, che si basa su principi metodologici, o, meglio, su punti di riferimento comuni e che posso anticipare e riassumere con uno dei chiodi fissi dellinterpretazione di Nietzsche di Giorgio Colli, e cio che Nietzsche non ha bisogno di interpreti [3] ; naturalmente ci sono anche altre considerazioni [4] su Nietzsche ,che si trovano sparse (disordinatamente) ne La ragione errabonda e nel IV capitolo (Morte della filosofia ) di Dopo Nietzsche, che terr presenti in questo mio lavoro. Dopo essermi fatto un'idea di come la pensasse Colli su Nietzsche, ho scoperto, ancora una volta casualmente, il libro di Sossio Giametta, Nietzsche e i suoi interpreti, dove trovai una minuziosa analisi del rapporto Colli/Nietzsche: e ancora una volta stava scritto su carta ci che ero andato maturando da solo, man mano che approfondivo l'analisi dell'interpretazione colliana della filosofia di Nietzsche. In particolare mi colp quanto sostenuto da Giametta, sulla atipicit, sulla anomalia di Nietzsche come filosofo, il che mi port ad approfondire ulteriormente linterpretazione di Colli. Questultimo punto necessita di un'integrazione: parlare infatti di filosofo anomalo o dire che Nietzsche non un filosofo fuorviante oltre che inutile, se prima non si cerca di mettersi daccordo su che cosa significhi questo termine [5] ; per fare ci conviene appoggiarsi, ancora una volta, a quanto scritto da Colli: Nietzsche filosofo pi di ogni altro filosofo moderno, se per filosofia sintende una concezione totale della vita, pi intuitiva che logica, che si oppone ad ogni limitazione e ad ogni compromesso pratico. Come rigore e approfondimento di una ricerca logico-razionale ( questo che viene inteso per filosofia nel mondo moderno) Nietzsche non un filosofo.,(La ragione errabonda, p.93). Tornando al percorso che mi ha condotto a questo lavoro, il cui punto di partenza e d'arrivo ideale e rimane Nietzsche, Colli rappresenta un primo approdo; mi spiego: avendo una passione perun filosofo, naturale cercare di approfondirlo. Ma nella mia ricerca ero sempre rimasto insoddisfatto delle interpretazioni date di Nietzsche che avevo letto consultato,studiato ecc.,cosicch ho continuato a cercare fino a scoprire quella di Colli, stato come una rivelazione e una liberazione,perch finalmente sentivo che qualcuno aveva coloto nel segno;da Colli a Giametta, successivamente il passo stato breve, in quanto , una volta capito che Colli era l'Interprete, era logico cercare un approfondimento: e tale approfondimento poteva darsi solo a partire da chi avesse studiato Colli e Nietzsche.
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Nietzsche dunque il perno di questa tesi, ed in relazione a Nietzsche che ritengo fondamentale tener sempre presenti alcuni punti ( o spunti se si vuole) essenziali per poter arrivare a comprenderlo, o meglio, per chiarire come io l'ho compreso (pur nella consapevolezza colliana che egli non pu essere compreso); tali s-punti ( o tracce, per rendere tributo al corrente filosofese) sono:

1. la necessit di sfatare quei luoghi comuni per i quali Nietzsche sarebbe di volta in volta : il filosofo della volont di potenza, il maestro delleterno ritorno, il nunzio del superuomo e del nichilismo, il trasvalutatore di tutti i valori , o tutte queste cose insieme ; volont di potenza , eterno ritorno, superuomo, nichilismo, trasvalutazione di tutti i valori, potrebbe non essere altro che flatus vocis, nientaltro che maschere [6] ; 2. mihi ipsi scripsi , motto che si addice perfettamente al caso Nietzsche e che rimanda al cos mi racconto la mia vita dello Ecce homo , e al non bado pi ai lettori (...) ma annoto me stesso dei frammenti postumi (9 [ 188] )[7] ; si tratta, detto in breve, della necessit di riconoscere la forte impronta letteraria delle opere di Nietzsche [8] ; 3. il fatto che Nietzsche non abbia mai partorito unopera filosofica sistematica [9] , e che al contrario, proprio il progetto di unopera sistematica (La volont di potenza ), ripreso e abbandonato pi volte da Nietzsche, sia stato ,da ultimo, definitivamente accantonato; 4. il fatto (si tratta di un asso-dato biografico in definitiva) che gli anni pi fecondi della vita di Nietzsche non comprendono lo studio sistematico della filosofia[10] ; 5. il ruolo della musica, tema spesso lasciato in disparte o comunque sottovalutato dai grandi interpreti di Nietzsche [11] ; 6. la sfiducia nei confronti dellintelletto, della razionalit, degli elementi logici che nelluomo moderno hanno raggiunto il loro apogeo ; sfiducia che ha la sua controparte nella rivalutazione dellelemento istintuale e della corporalit [12] ; ci non significa che Nietzsche pretenda di cancellare lelemento razionale (l'apollineo) ,vuol dire farlo interagire armonicamente con la sfera irrazional-istintuale ( il dionisiaco); in altre parole alla figura del filosofo Nietzsche contrappone quella del saggio (dove per saggio da intendere luomo pienamente realizzato, luomo di buon carattere [13] ); 7. Nietzsche non fu un filosofo ; lo divent suo malgrado: ne fecero un filosofo a posteriori : Nietzsche stesso sembra preconizzare tale destino ne Lanticristo , quando scrive C chi viene al mondo, postumo, e in Ecce homo , ci sono uomini che nascono postumi. C poi il problema FILOSOFIA: in Nietzsche questo termine ha un doppio significato; da un lato esso indica la storia della metafisica occidentale ( per usare la nota espressione heideggeriana) e in questo senso la filosofia sottoposta ad una critica corrosiva condotta in nome della vita tout court; dallaltro, la filosofia in quanto lascito del suo pensiero, e cio. accettazione incondizionata della vita che nel lessico nietzschiano viene chiamata di volta in volta amor fati, saggezza tragica, filosofia di Dioniso ecc.; quindi riassumendo una filosofia che tutto nega da una parte e una filosofia che tutto abbraccia dallaltra.
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Questa duplicit di significato , ad ogni modo, ricorre spesso nelle opere di Nietzsche ( nei contesto pi disparati) ,rendendo cos complicata la lettura e facilitando fraintendimenti e travisamenti [14] . La tesi che vorrei cercare di (di)mostrare pu essere riassunta cos: vedere se per Colli Nietzsche rientra nellambito della filosofia tout court, del sapere filosofico lato sensu o se invece non gli si debba riconoscere una diversa cittadinanza ; o se, infine , non sia possibile fare n luna n laltra cosa : se cio Nietzsche rimanga , e debba rimanere, un'incognita, un inattingibile: il signor Nietzsche stato ( ed tuttora) etichettato di volta in volta come filosofo , poeta, moralista\immoralista) , polemista, libellista, letterato, ed altro ancora; tuttavia rimane il sospetto che egli, rispetto a tutte le definizioni che hanno cercato di immobilizzarlo , rimanga inesauribile, inavvicinabile, indefinibile, anche qualora si faccia a ricorso a formule negative ( e perci pi sfumate) come,ad esempio, non-filosofo. Ora, il modo pi fruttuoso di procedere va fondato sul chiarimento di che cosa intenda Nietzsche stesso per filosofia e quale sia la sua posizione nei confronti di essa e di verificare se Nietzsche comprendesse se stesso come filosofo ,e se s, stabilire che tipo di filosofo pensasse di essere. Il mio compito, dunque, sarebbe (sar?) quello di mostrare la presunta a-filosoficit ( per il momento dico cos) , o come dice Giametta la anomalia [15] di Nietzsche come pensatore. Per mettere in rilievo la poca importanza che ebbe la filosofia per Nietzsche, al di l di rimandi

meramente testuali,ci sono altri modi nidicati da Colli: egli si basa, ad esempio, su alcuni dati biografici, come il decennio dedicato allinsegnamento della filologia classica, la preponderanza, nei primi anni, dellinteresse per la musica e la poesia, lamore per lantichit classica ecc.. Altri spunti interessanti (alcuni dei quali sono ricalcati , tra laltro, su quelli di Colli) li offre Giametta nel libro Nietzsche e i suoi interpreti, dove ad esempio viene rimarcato come loriginalit di Nietzsche in qualit di pensatore sia di molto diminuita qualora si mettano in rilievo i debiti nei confronti di Schopenhauer (del quale il giovane Nietzsche aveva letto lopera fondamentale nel 1865, rimanendone fortemente colpito [16] ). Lo stesso vale anche per altri filosofi (e non solo filosofi) saccheggiati da Nietzsche, (per usare una colorita espressione di Anacleto Verrecchia, cfr. La catastrofe di Nietzsche a Torino); il caso di Spinoza, per citarne uno. Sossio Giametta uno di quegli interpreti che hanno appassionatamente sostenuto la afilosoficit di Nietzsche, proponendo una interpretazione della sua opera che rende ragione delle sue indubitabili doti di poeta e moralista. Tuttavia, per quanto il suo lavoro sia apprezzabile, credo che lultima parola su Nietzsche spetti a Colli , anche se, va ripetuto ancora una volta, qualcosa come lultima parola su Nietzsche non esiste [17] .
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Capitolo primo INTRODUZIONE E CONTESTUALIZZAZIONE DEL PENSIERO DI GIORGIO COLLI Io credo che la giusta conoscenza filosofica debba essere la base di ogni lavoro intellettuale, ma concordo con Lei che si debba filosofare, ossia parlare di queste cose, il meno possibile(...) [18] Filosofia greca antica e Nietzsche : ecco ci che salterebbe all'occhio di chi ripercorresse , anche rapidamente e con superficialit, il curriculum vitae di Giorgio Colli : La nascita della filosofia (1975), La sapienza greca ( prevista in undici volumi, ma che vide l'uscita soltanto dei primi tre , rispettivamente nel 1977,1978 e1980), l'insegnamento di Storia della filosofia antica presso l'universit di Pisa (ininterrottamente dal 1948 fino alla morte sopravvenuta il 6 gennaio del 1979) sono solo segni , i pi evidenti ,di un radicato interesse per il passato ,che inteso da Colli come "tradizione", come tra-mandato che conferisce senso al presente (per la "tradizione" o meglio per il tema del passato il testo di riferimento La ragione errabonda ; anticipando si pu dire che il passato importante per Colli in quanto soltanto ad esso appartiene la vera sophia, e la vera sophia appartiene a sua volta, soltanto alla sapienza dei Presocratici; cfr. anche Dopo Nietzsche , p.62 e p.75). Interesse , peraltro, presente gi dai tempi in cui Colli frequenta l'universit e che lo porter alla laurea nel 1939 con una tesi su Platone e alle prime pubblicazioni Politicit ellenica e Platone (1938), Lo sviluppo del pensiero politico di Platone (1939) , e poi al pi importante La natura ama nascondersi (1948). Questultimo il frutto di dieci anni di lavoro e insieme a La sapienza greca rappresenta il rovesciamento della prospettiva interpretativa nei confronti del pensiero greco che vede un progresso a partire gi dai Presocratici , e non solo da Platone e Aristotele in poi; anzi. Lo scopo e la sostanza del libro sono ben precisati dallo stesso Colli : Tutte le ricerche fatte sinora non hanno per noi unimportanza essenziale, e servono quasi soltanto per sgombrare la strada, al fine di cogliere i Prescolastici attraverso le loro stesse parole (La natura ama nascondersi, p.134)[19] . Voglio, en passant, richiamare l'attenzione sul fatto che questopera dedicata alla memoria di Nietzsche, e che proprio Nietzsche la figura che si erge , insieme a quella di Burckhardt, a unico ed autentico interprete della Grecia classica : (...) secondo la nostra prospettiva (...) ben poco di vitale stato compreso sinora della Grecia, allinfuori di quanto hanno detto Nietzsche e Burckhardt. ,(La natura ama nascondersi, p.14) . Accanto a questi , che sono i dati "esteriori" , vorrei aggiungere le testimonianze di chi ha conosciuto Colli non solo come pensatore, ma anche come uomo; testimonianze a livello personale dunque, che sono indispensabili per integrare quelli che altrimenti rimarrebbero dei freddi dati "esteriori" ; perch se vero, ad es., che per pi di un ventennio l'ambiente di Colli

fu quello universitario, altrettanto vero che dall'universit egli mantenne sempre le distanze ; per farsi unidea di ci si confronti la Nota di Giuliana Lanata in Per una enciclopedia di autori classici : di Colli l'autrice afferma che fu "parzialmente inserito nell'istituzione universitaria" a causa del suo "radicato convincimento secondo cui l'universit come istituzione non in grado di produrre una cultura radicalmente innovatrice" ( op.cit., p.153) [20] . Dire Colli non significa , naturalmente , chiamare in causa soltanto la storia della filosofia antica [21] e Nietzsche, dal momento che si occupato anche di Kant e Schopenhauer : per Einaudi cur la traduzione della Critica della ragion pura , che venne pubblicata nel 1957 e dei Parerga
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e paralipomena , che usc nel 1976 . Colli inoltre ha scritto testi in cui trovano spazio (anche se non molto in verit, come vedremo) temi teoretici : Filosofia dellespressione (1969) e La ragione errabonda. Quaderni postumi (quest'ultimo , a cura del figlio di Colli, Enrico, uscito postumo nel 1982); e infine , last but not least, c' "il signor Nietzsche" , come accennato all'inizio. Nietzsche, perch Colli cur la edizione critica delle sue opere,com' noto: il progetto ,che venne avviato nel 1962 da Colli insieme ai collaboratori Mazzino Montinari, Maria Ludovica Pampaloni, Mario Carpitella e Sossio Giametta, port alle traduzioni in lingua italiana(1965) e francese (1966) [22] -----------------------------------L'edizione tedesca invece , originariamente pensata come prima versione, cominci ad essere pubblicata soltanto nel 1967 presso de Gruyter. Nietzsche , ancora, perch esiste un importante testo (costruito "nietzschianamente" con degli aforismi): si tratta di Dopo Nietzsche (1974), la sola opera pubblicata su Nietzsche da Colli mentre era ancora in vita , che comincia ad essere pensata gi nel 1957 (quindi in un periodo in cui Colli gi da tempo profondamente immerso nello studio della filosofia antica) come dimostra un confronto con il materiale contenuto ne La ragione errabonda . Se si volesse anticipare sommariamente il contenuto del libro , si potrebbe dire che il presupposto di Colli che Nietzsche sia stato l'ultima grande figura del pensiero occidentale , e che perci la filosofia non abbia altra scelta se non quella di porsi le stesse questioni che Nietzsche individu e sulle quali, alla fine, il suo destino si infranse" . Questo almeno ci che scrive l'ignoto autore nella presentazione del libro; in realt la faccenda non cos semplice. Semmai sarebbe stato pi corretto scrivere che uno degli interrogativi riguardanti la collocazione del pensiero di Nietzsche e sui quali Colli si soffermato pi a lungo , concernono proprio il suo status di filosofo in quanto tale; detto pi brevemente ,che Nietzsche sia un filosofo non poi cos scontato. Lo testimonia il fatto che Colli oscilli nel momento in cui si tratta di definire Nietzsche, arrivando a dire che non un filosofo (cfr. La ragione errabonda, 84, pp.93-95), che un grande filosofo (cfr.id., 111,p.128) o,addirittura, che un filosofo a met (cfr. id., 118,p.137). Se poi sia possibile stabilire se alla fine Colli si decida per una di queste tre possibilit o se invece lasci la questione irrisolta ( il che costituirebbe purtuttavia sempre una risposta) lo si scoprir alla fine di questa ricerca. Forse. Nietzsche ,infine, per un ultimo testo Scritti su Nietzsche , uscito anchesso postumo nel 1982, che raccoglie le prefazioni alle singole opere di Nietzsche cos come sono uscite presso Adelphi ; ma per buona sostanza si tratta anche in questo caso di materiale che compare gi in La ragione errabonda ,sotto forma di abbozzo preliminare. A prima vista la disparit di interesse , da un lato il passato depositario della vera filosofia e il "moderno" Nietzsche dall'altro, pu lasciare perplessi: se uno dei motivi centrali del pensiero di Colli la rivendicazione dell'originalit/originariet dei primi filosofi ( o meglio dei sapienti) come vedremo, ci si dovrebbe per lo meno aspettare da parte di Colli una critica serrata alla degenerazione rappresentata dalla moderna filosofia occidentale ( ed effettivamente la critica c) e in particolare una critica a Nietzsche ( c anche questa ) [23] che rappresenta (almeno secondo alcuni interpreti) l'estrema propaggine, la fine della metafisica (heideggerianamente

intesa). Per il momento mi limito a questa considerazione: opportuno ricordare che , per quanto moderno e per quanto inserito nel filone del pensiero occidentale da Platone in poi, Nietzsche rimane pur sempre un pensatore "inattuale" [24] e che dunque la sua appartenenza alla storia della filosofia occidentale per lo meno problematica; secondariamente posso soltanto ipotizzare ,per ora, che ci siano delle ragioni nascoste ( tutte da vedere) in base alle quali laccostamento, da parte di Colli, Nietzsche/ filosofia antica, pu essere chiarito e giustificato :
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una ragione ad es. potrebbe essere l'idea di classicit che accomuna i due, e che Colli sviluppa sulle orme di Nietzsche, e cio: per Nietzsche l'esser classico si identifica con l'esser greco , che a sua volta rappresenta l'identificazione di vita e conoscenza ( e a tale identificazione tendeva Colli con il suo pensiero) . In ogni caso per cercare di comprendere cosa si nasconde dietro allo sguardo che Colli rivolge al passato, e perch per lui la filosofia antica (intesa come tradizione, come passato tra-mandato) sia cos importante, pu essere utile fare riferimento a due testi: La nascita della filosofia e La sapienza greca . In particolare la prima contiene alcuni dei temi pi cari a Colli, che preliminarmente possono essere sintetizzati citando quanto scrive Giuliana Lanata nella sua gi citata nota: "valore negativo conferito alla parola scritta (alla scrittura); avversione per lo spirito di sistema; diffidenza nei confronti del metodo; sospetto per ogni forma di intellettualismo; aspirazione a una conoscenza immediata". La nascita della filosofia ( la somiglianza del titolo con la Geburt nietzscheana soltanto casuale?), un libretto di sole 116 pagine facilmente, anzi piacevolmente leggibili, nelle quali Colli tenta di riportare alla luce quelle che nel linguaggio comune vengono definite come "le misteriose origini della filosofia greca" ; per Colli , in realt, non c' nulla di misterioso: la filosofia inizia con Platone, e da chiarire, semmai, sono le origini della sapienza. A questo punto ,per chiarire a che cosa Colli faccia riferimento con il termine sapienza, opportuno e necessario riportare un passo tratto da La sapienza greca ; proprio all'inizio dei "Criteri dell'edizione" Colli scrive: "Si tratta qui, con una nuova edizione, di documentare in modo esauriente quella che di solito viene chiamata - con riduttiva designazione cronologica - "la filosofia presocratica", ma che mi sembra pi pertinente denominare " la sapienza greca". Coloro infatti le cui parole vengono qui raccolte erano chiamati "sapienti" dai loro contemporanei, e ancora Platone li indica con tal nome. In quell'epoca "sapienza" significava anche abilit tecnica, oppure saggezza della vita(...) sapiente (...) era uno che possedeva leccellenza del conoscere ." (op.cit., p.9 ). Qui si chiarisce che cosa intenda Colli per sapienza, o meglio ancora chi siano i sapienti senza (che ci sia il bisogno di perdersi in lunghe, laboriose nonch noiose parafrasi). Piuttosto ci si dovrebbe chiedere a quale scopo Colli operi questa distinzione ; per rispondere conviene rifarsi alle ultime pagine de La nascita della filosofia : "L'et dei sapienti va contrapposta (...) e merita di essere messa pi in alto, rispetto all'et dei filosofi" ( p.113). Dunque lintento chiaro : si tratta di una netta presa di posizione contro la filosofia moderna ,con la quale Colli intende ridimensionarne le ambizioni nonch le presunzioni che ne hanno animato la storia. Del resto se non avessimo interrotto precedentemente la lettura dell'incipit de La sapienza greca avremmo fatto la stessa scoperta , oltre a un'ulteriore preziosa precisazione metodologica, riguardante il modo in cui ci si deve accostare al passato: "Tutto il pensiero che viene dopo dipende in qualche modo dal pensiero di quei sapienti. Sarebbe per un errore voler recuperare la sapienza greca attraverso quello che ne ha detto la filosofia posteriore." (La sapienza greca, p. 9 ) . In questo passo la preminenza della "et dei sapienti" su quella moderna solamente accennata, sottaciuta, mentre ne La nascita della filosofia dichiarata apertamente come gi visto e come Colli ribadisce dopo poche pagine : Ma quello che ci premeva di suggerire che quanto precede la filosofia, il tronco per cui la tradizione usa il nome di sapienza e da cui esce questo virgulto presto intristito , per noi, remotissimi discendenti - secondo una paradossale inversione dei tempi - pi vitale della filosofia stessa. (p.116). Non interessa tanto qui la ricostruzione storica volta a chiarire le origini della sapienza, quanto

il riconoscimento : a) del fatto che la filosofia rappresenta una "triste" degenerazione; b)della "superiorit" (per il momento dico cos) degli antichi, dei sapienti dellantichit, della
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sapienza Presocratica in definitiva; superiorit peraltro che era gi stata riconosciuta da Platone , nella misura in cui quest'ultimo " (...) chiama la propria letteratura "filosofia" contrapponendola alla precedente sofia . (La nascita della filosofia ,pp.110-111) ; il che equivale a dire che l'amore della sapienza sta pi in basso della sapienza stessa . Alla luce di quanto detto finora si chiarisce qual' (o dovrebbe essere) la posizione del filosofo nei confronti del passato, il cui compito consiste nel riconoscere ci che stato detto e scritto [25] . Vanno particolarmente messi in risalto due elementi del pensiero di Colli che potrebbero tornare utili nel momento in cui si passer a Nietzsche : 1) il valore negativo attribuito alla parola scritta, tema che compare spesso nella produzione di Colli ; ad es. nell'ultimo capitolo de La nascita della filosofia, il nono, intitolato "Filosofia come letteratura" , dove viene trattato , con chiarezza esemplare e tono divulgativo, in riferimento a due importanti passi platonici (fondamentali li definisce Colli) : il mito raccontato nel Fedro sull'invenzione della scrittura e un passo contenuto nella Settima Lettera ; 2) l'interpretazione della dialettica greca [26] come essenzialmente (auto)distruttiva. Per quanto riguarda il problema della scrittura mi limito a considerare tre cose: *) la parola scritta falsificante per due motivi: perch ha perso il suo carattere enigmatico , il suo essere originariamente enigma [27] , cio legato alla sfera religiosa , e perch segna un allontanamento dall'immediatezza che per Colli invece una dimensione privilegiata; **) la scrittura segna la fine della sapienza e insieme il destino della filosofia: Dopo la pubblicazione del Simposio , il destino della filosofia suggellato ( La natura ama nascondersi, p.301 ). L'espressione "contaminazione letteraria" viene us ata da Colli proprio per indicare il processo in cui la sapienza tramonta in virt del suo non essere pi trasmessa attraverso la parola pronunciata oralmente. ***) la condanna della scrittura non inappellabile : l'aforisma , ad es., risparmiato [28] . Per quanto concerne la dialettica greca, invece, vale il presupposto enunciato da Colli ne La nascita della filosofia : la ragione, e conseguentemente la dialettica, nascono nella Grecia dei sapienti come discorso su qualcos'altro ,che non rischia di svuotarsi del suo significato autentico fintantoch viene mantenuto il sostrato religioso ( e ci reso possibile dalla forma enigmatica, come gi detto). Secondo Colli l'approdo finale al quale giunge il procedimento dialettico, la cui massima espressione rappresentata da Gorgia, la mancanza di senso o l'impossibilit di conferire un senso. A questo proposito sono utili alcuni passi tratti dalla La ragione errabonda : La dialettica lincidente, <lavventura e > la disavventura del pensiero greco, ci che ha fatto scalpore, e che, pur travisata, ha determinato tutto il pensiero teoretico posteriore. ( 205,p.261). L'interpretazione della dialettica un tema (uno dei tanti) che accomuna le riflessioni di Colli e Nietzsche: questultimo, com noto, aveva condannato la dialettica socratica [29] ( si pensi alle stoccate de La nascita della tragedia , o al Crepuscolo degli Idoli, Il problema Socrate ) perch responsabile della decadenza greca ; Colli corregge limpostazione nietzschiana sostenendo che la decadenza del pensiero inizia prima di Socrate, e precisamente con Zenone di Elea (cfr. Dopo Nietzsche, p. 46). Secondo Colli la dialettica scatena un procedimento distruttivo che ha poi influenzato l'intera tradizione del pensiero occidentale; distruttivo perch "qualsiasi giudizio,nella cui verit l'uomo creda, pu essere confutato" (La nascita della filosofia, p.86). Tornando a Colli, soltanto con Filosofia dellespressione e con le annotazioni diaristiche de La ragione errabonda, che si pu entrare nel vivo del suo pensiero , della sua riflessione filosofica, meglio, mentre i testi dedicati alla Grecia possono essere catalogati come filologici o per lo meno come filologicamente orientati (questo vale soprattutto per La natura ama nascondersi e La sapienza greca, anche se la filologia sembra soltanto un pretesto per occuparsi di filosofia). La ragione errabonda mi sar particolarmente utile ( e di fatto il testo che ho
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consultato pi attentamente) perch in essa Colli affronta il pensiero di Nietzsche alla luce di alcuni temi, oltre a quelli che accennati sopra ai quali si dedicato per tutta la vita. Se poi si volesse leggere questi testi, come anche gli altri, alla luce di un unico pensiero fondamentale che da solo, si dice riesca a caratterizzare ogni pensatore , ci si dovrebbe rifare allenorme stima e alla considerazione rivolta al passato (in particolare quello greco). Ho catalogato sbrigativamente Filosofia dellespressione come testo teoretico, ma in realt , delle tre parti che costituiscono lopera soltanto la seconda ( Il riflusso ) teoretica, segnatamente per quanto riguarda la logica; lultima parte ,che reca come titolo La ragione errabonda , dedicata ancora una volta alla Grecia, mentre la seconda parte ( Lapparenza) sembra essere il risultato di una contaminazione tra i temi trattati nelle altre due parti (nonostante venga come prima). A parer mio il meglio del libro lo si trova alla fine (cosa che del resto era gi capitata con La natura ama nascondersi il cui excipit semplicemente The rest is silence ); nelle ultime pagine di Filosofia dellespressione trovano spazio una serie di questioni , di tracce che meritano di essere riportate per intero: Da ultimo una serie di domande senza disegno apparente, con risposte adeguatamente ambigue. Perch i sapienti erano detti terribili dagli antichi? Forse per venerazione, forse perch nessuno era capace di scoprire a quali fini mirassero le loro parole. Ma oggi i filosofi sono agnelli! Anche il filosofo un commediante? Guardate i suoi concetti, quando lo spettacolo finito. la pergamena srotolata per intero. Ecco il burattinaio che ripone , inerti e afflosciate , le marionette del suo gioco , che ne raccoglie i fili arruffati. La confutazione delle pretese dogmatiche, sistematiche della ragione pu configurarsi come un dogma , un sistema? S certo, ma questo un faute de mieux , una formula biforcuta e sfrangiata. Se tutto espressione, anche questo sar unespressione, con i limiti che le competono. In ogni caso non si prenda alla lettera nessun sistema di pensiero, poich sempre ci sar in esso un aspetto contingente, uninsufficienza. E forse un pathos filosofico lattrazione verso lenigma? Chi tenta di interpretare il mondo come un enigma mosso da un istinto serio, ferreo, profondo, violento, quasi per il presentimento che in fondo alle cose vi sia un filo conduttore, scoperto il quale sia possibile tracciare il disegno per uscire dal labirinto della vita e ,insieme, da un istinto giocoso, lieve, avido di imprevisto, dallebbrezza di chi toglie con lentezza i veli dallignoto.(...) Alla fine il riso [30] , oppure? S , ma il riso uno spasimo espressivo. I dadi sono gettati e ancora rotolano : eppure, quando si arrestano, mostrano qualcosa che non un giuoco. Un ultima osservazione riguardante la presenza nascosta di Nietzsche nelle prime opere di Colli: se La natura ama nascondersi, ad es., dedicato alla memoria di Nietzsche , in Filosofia dellespressione il suo nome compare una volta soltanto, e nel paragrafo intitolato Apollineo e dionisiaco ( parte terza, p. 189) ; ma si tratta appunto di una comparsa soltanto, di una presenza occasionale, quasi fortuita. La figura di Nietzsche destinata a trovare ben altro spazio ne La ragione errabonda e negli altri due testi che analizzer fra poco. Capitolo secondo LA CONCEZIONE DELLA FILOSOFIA SECONDO COLLI Se si fosse badato * che Platone ha scritto i suoi dialoghi per divertimento (...) la storia della filosofia non sarebbe quella che (...) In generale gli influssi dei filosofi su altri filosofi, cio quello che si chiama la storia della
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filosofia, non sono altro che errori di interpretazione. (...) Seriamente, si deve quindi negare nel modo pi reciso la storia della filosofia. Ci che ogni pensatore prende da un predecessore vicino o lontano non altro se non quello che voleva trovare da qualche parte, pur restando nella sua mente. (La ragione errabonda , 148, p.193) Il nostro discorso filosofico , non letterario (Scritti su Nietzsche, p.110) Prima di passare allinterpretazione di Nietzsche tout court, opportuno fare un breve (per quanto lecito) excursus sulla concezione che ha Colli della filosofia [31] . Per farlo mi affider allanalisi di alcuni frammenti de La ragione errabonda , seguendo i quali possibile affrontare

la questione filosofia da diversi punti di vista( che considero fondamentali per poter seguire successivamente Colli nella sua interpretazione di Nietzsche) e cio : La concezione della filosofia secondo Colli, La crisi della filosofia moderna, La concezione della filosofia di Nietzsche secondo Colli. Questultimo che pu anche essere considerato come terzo punto di vista relativo alla questione che cos filosofia, in realt costituisce largomento principale del mio lavoro di ricerca e cercher di illustrarlo nel terzo capitolo; bisogna per avvertire il lettore che talvolta filosofia di Colli e filosofia di Nietzsche coincidono: ci vero sia perch le affinit tra questi due pensatori sono evidenti e rilevabili anche ad un'analisi superficiale, sia perch Colli si pone nella "scia" di Nietzsche ;per cui pu capitare che nel parlare del proprio filosofare ,Colli faccia riferimento direttamente alla filosofia di Nietzsche e che, viceversa, nel parlare della filosofia di Nietzsche si colleghi implicitamente alla propria riflessione filosofica [32] ; ci potrebbe rendere difficoltosa allora la mia distinzione, ma in realt, nonostante loscurit di Colli( che non certo minore rispetto a quella di Nietzsche [33] ) possibile delineare distintamente le due correnti di pensiero che fanno capo a questi due filosofi. Ora, si deve innanzitutto tener presente che Colli distingue tra filosofia e filosofia moderna : la prima trattata ai paragrafi 111, ,120 ; la seconda ai paragrafi 88, 92 ; c' infine il paragrafo 112 ,che le prende in esame contemporaneamente. Devo premettere che difficile rispondere univocamente alla domanda che cos la filosofia , dal momento che il termine troppo vasto per poter essere compres(s)o in una definizione, fosse anche quella di Colli, che naturalmente ha la sua idea di filosofia (soggetta tra laltro a cambiamenti e oscillazioni allinterno del suo pensiero, come si vedr). Per il momento perci necessario isolare quei testi dove compare il tema ; voglio inoltre precisare che ci che mi interressa maggiormente il mettere in discussione ,da parte di Colli, il valore della filosofia(fino a valutarla negativamente [34] ) e secondariamente cercare di evidenziare la sfiducia nei suoi mezzi espressivi ,che sarebbero rappresentati dalla scrittura; (sfiducia che in fin dei conti, vorrei attribuire anche a Nietzsche [35] ) . Una volta fatto ci, si hanno le basi per poter fare un confronto volto a stabilire se lidea che ha Colli della filosofia , e quindi , del filosofo in generale , coincida in qualche modo con linterpretazione di Nietzsche come filosofo ( o come anti-filosofo) . Per fornire preliminarmente un esempio in cui i termini usati per definire la figura del filosofo coincidono con quelli usati in relazione a Nietzsche prender in esame il frammento 463 [36] ,datato 29.7.69 : " Introduzione Filosofo chi ha il gusto dell'enigma.Lo schiaccianoci di Nietzsche [37] . (...) Il filosofo anche modesto. Commediante [38] quanto nella natura dell'uomo che segue sentieri insoliti, quindi anche un artista [39] di specie raffinata. (...) In genere il sistematico imposto dalla sferza della necessit - ma il filosofo deve ridere del
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suo sistema." , ( La ragione errabonda , p. 486 ). La concezione della filosofia secondo Colli Una filosofia di regola una manipolazione di concetti (...) ; cos Colli in Scritti su Nietzsche (p. 111); mentre in Dopo Nietzsche definisce il filosofo cacciatore per eccellenza della totalit (p.51) ,intendendo con ci alludere alla presunzione (definita suggestivamente come pathos dellingordigia ) di cogliere la totalit del reale. Ma torniamo a La ragione errabonda e procediamo rispettando lordine dei frammenti : 111 (datato 21.12.61):" La grande filosofia La grande filosofia - quella greca pi antica [40] e quella indiana [41] , immerge l'uomo nell'animalit, e comprende l'uomo - sotto l'aspetto universale della vita - attraverso la sua animalit. Per questo la rinascita della grande filosofia legata al nome di Schopenhauer , e Nietzsche un grande filosofo nella misura in cui si rivela l'unico schopenhaueriano autentico [42] (...) il grande pensiero di Schopenhauer, cui stata assegnata la sigla di irrazionalismo, in realt non altro che una teoria della ragione che contesta la supremazia della ragione [43] .

Questo pensiero Nietzsche l'ha fatto suo(...)" ; (La ragione errabonda, p.128) [44] . Del valore accordato da parte di Colli ( e da parte di Nietzsche) ai Greci si sa gi; una novit costituita invece dalla elevata considerazione nei confronti della filosofia indiana [45] . Il discorso sulla filosofia che annulla se stessa e che svanisce nel silenzio[46] , se non mi sbaglio il giusto modo di intendere lespressione una teoria della ragione che contesta la supremazia della ragione ; questo tipo di discorso ( o di ragionamento ) proprio uno dei miei capisaldi , un punto di riferimento obbligato anche per quanto riguarda Nietzsche [47] ; Colli stesso fa anche altri accenni in tale direzione , si confronti, ad es., 459 (24. 7. 69) : Introduzione . La filosofia come sistema che indica qualcosa che non tollera sistemi. Provvisoriet e insufficienza di ogni costruzione filosofica - ambiguit e ambivalenza di ogni sistema. Sistema scritto che tradisce quello verbale che tradisce quello interiore. [48] ,(La ragione errabonda, p.486).La via del silenzio, quasi una "tentazione" sia per Colli che per Nietzsche, deriva dalla constatazione dalla inadeguatezza dellintelletto, che si dimostra incapace di restituire fedelmente "l'esperienza interiore, rendendo cos impraticabile la comunicazione con gli altri; ma se non ci si pu far capire con le parole, tanto vale rimanere ,saggiamente, in silenzio: "Coloro che sanno non parlano; Coloro che parlano non sanno, Tao Te Ching, cit. in A.W.Watts, La via dello zen ,p.11. . Tornando a Colli ,al frammento 120 egli si esprime in termini che sembrano denotare fiducia nella possibilit di una definizione positiva della filosofia, che io , invece, ho precedentemente messo in dubbio : (...)diciamo che la filosofia ormai appunto questo studio scientifico del passato(...) ; ma in realt ,subito dopo, il carattere di non definibilit della filosofia riconfermato : Soltanto, per interrogare col vecchio Socrate , c forse qualcuno che sappia rispondere - senza poter essere confutato - alla domanda: che cos la filosofia? (...) ,( La ragione errabonda, p.141) . Vale la pena, ora, di riportare linteressante testimonianza di un
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allievo di Nietzsche , Ludwig Wilhelm Kelterborn , che nelle sue memorie annota: (...) la cosa pi spassosa, si ebbe quando una volta propose lenigmatico problema di che cosa sia la filosofia o un filosofo, interrogativo cui nessuno riusc a trovare la risposta, di cui in verit anche lui ci rimasto debitore (...) ( cit. in C.P.Janz, Vita di Nietzsche, vol. I, p.485). Diverso ,invece, il contenuto del frammento 121 (datato 28.2.62) dove si assiste al grande confronto tra Nietzsche e la filosofia (non solo del passato come potrebbe far presupporre il titolo del frammento , che appunto ) dove delinea sinteticamente la posizione di Nietzsche nei confronti della "tradizione" filosofica in quanto tale : Nietzsche e la filosofia del passato (...) Nietzsche non condivideva la nostra valutazione altissima della filosofia indiana [49] (...) Del pensiero moderno non gli interessano gli sviluppi razionalistici (Kant) ma soltanto lottimismo amoralistico-mistico di Spinoza(...) Il suo unico modello - da cui attingere forza -(...) rimarr sempre per lui il mondo presocratico, in specie Eraclito e Empedocle(...) ,(La ragione errabonda, pp.141-142). Ci sono anche altre definizioni di filosofia, che rispetto a quelle che ho richiamato finora, sono forse pi camuffate e meno comprensibili in quanto fanno riferimento alla filosofia a partire da precisi problemi (trattati nel III capitolo) ma che tuttavia meritano di venir citate; una di queste definizioni si trova al 127 : (...) Nelleliminare ogni prospettiva storica consiste la vera filosofia (...) ,(La ragione errabonda , p. 173). Questo breve passo offre (forse) lo spunto per unimportante considerazione riguardante la storia della filosofia , storia della filosofia che anche largomento del frammento 148 (La ragione errabonda, p.193) Quando Colli nega la storia della filosofia ha in mente ,fondamentalmente, due cose: a) un recupero meno indiretto dei filosofi (e cio un dialogo virtuale senza il bisogno di

ricorrere ai manuali) ; b) Nietzsche ,per il quale Colli sostiene, come gi detto , linutilit di ogni interpretazione. Unaltra interessante definizione di filosofia compare al frammento 189 : In questi diversi atteggiamenti della ragione [50] ; si delineano i diversi tipi dei filosofi ; e tale punto di osservazione in generale cos rilevante che da esso si pu tentare una definizione della filosofia. Sempre il filosofo si interessa e si serve della ragione, (...). C per un tipo di filosofo che rimane indifferente al suo tempo, che resiste alla suggestione del conoscere e dellagire storico. (....) ,(pp. 245-246) . Un tale "tipo di filosofo" Nietzsche, filosofo inattuale par excellence,(e un tale tipo di filosofo anche Colli), e filosofo "irrazionale" in contrapposizione a quei filosofi che vedono nella "ragione" il solo dominio del sapere filosofico. Accanto a quelle che potrei chiamare definizioni classiche o che comunque possono suonare come tali, ce ne sono delle altre che potrei definire scomode ; scomode perch mettono in discussione radicalmente la validit del sapere filosofico ; il caso del frammento 112 (datato 22.12.61) : "La grande filosofia oggi (...) Nietzsche stato profetico ,nella previsione di un tramonto del predominio della ragione. Maquesto non che un aspetto, e non il pi importante, della grande filosofia di Nietzsche [51] .. Al frammento 88 vengono riassunti i caratteri della filosofia moderna ;per Colli si tratta di
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caratteri sostanzialmente negativi come si pu facilmente notare: I rapporti tra filosofi sempre mediati tra libri [52] . Ogni filosofo ha cominciato daccapo [53] ,prendendo lo spunto da dottrine [54] di altri filosofi, apprese mediatamente e falsificate unilateralmente [55] (...) Il filosofo si separa dal poeta: sfiorire della fantasia [56] . Il filosofo si separa dallo scienziato: venir meno dellaristocrazia spirituale, tendenza utilitaria [57] (...). Assurda situazione odierna, in cui la figlia della filosofia , la matematica, a voler generare la madre (...). La filosofia oggi morta pi di ogni altra espressione culturale (comandante sconfitto). Perch rinasca, occorre la fantasia universale, che trascorra su tutte le cose, le colleghi con spirito dominatore attraverso le loro diversit essenziali e racconti e le sue visioni con miti metafisici : cos ricreer la cultura, cio educher gli spiriti non - finalistici a serrarsi in una societ staccata dallo Stato. Unico esempio moderno : Zarathustra <rivoluzione formale>", (La ragione errabonda, pp.101-102). Un altro interessante frammento 481, datato 13.10.69 : Introduzione. Filosofia letteratura [58] . Ma la ragione in letteratura dogmatica. Amando la sapienza la si perde. Perch la ragione non accetta i dogmi. Al pi, con la filosofia, si pu dogmatizzare che non ci sono dogmi. < Lenigma> (La ragione errabonda, p.490) Crisi della filosofia moderna La posizione di sfiducia nella filosofia di Colli non fine a se stessa, non , cio, un partito preso , ma trova le sue motivazioni in base a precisi argomenti; prendo in esame alcuni frammenti,tratti da La ragione errabonda, dove Colli sembra fare il punto sulla situazione della filosofia e sulla sua strana evoluzione: Progressivo inaridirsi della filosofia, che si stacca dalla poesia (Descartes) e poi dalla scienza (Kant critico). Isolati : Spinoza, Schopenhauer, Nietzsche. ( 78 [59] , p.84-85).Evidente che lo sfondo di simili considerazioni quello dellantica Grecia dove prosperavano sia i filosofi poeti (Pindaro, Empedocle, Simonide, ecc.), sia i filosofi scienziati (Talete, Democrito, ecc.) Anche il frammento 234 (datato 1.4.66 ) delinea la limitatezza della filosofia moderna a partire dal confronto con la prima filosofia (cio quella greca),una filosofia che non manipola

concetti morti,ma scaturisce, secondo Colli, direttamente dalla vita stessa;quella vita che la filosofia moderna ( in quanto discorso su qualcos altro), ha disconosciuto e mortificato : Langustia della filosofia moderna si scopre quando si ritorni alla dialettica greca e in genere si consideri come la filosofia greca sino ad Aristotele non altro che linguaggio vivente. La crisi della filosofia, anzich in senso nichilistico [60] , pu cos risolversi in un recupero dellespressione primitiva, e mediante ci a una comprensione autentica di quei contenuti. Noi per se facciamo filosofia, dobbiamo per forza esprimerci con la parola scritta. Cio non possiamo parlare dialetticamente come i Greci - ma non si sfugge allespressione
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dogmatica. ,(La ragione errabonda, p.298). Si tenga presente anche quellaforisma di Dopo Nietzsche dove vengono delineate nascita e Miserie del filosofo: Se la capacit di astrarre e di argomentare si affina solo dopo degenerazioni di uomini che passano la vita a discutere tra loro, se una tradizione scritta al riguardo non che un pallido surrogato (...), qual il destino del filosofo? Allesperienza vivente (...) deve rinunziare (...); (...) vive per sentito dire, crede che la vita sia quello che sta scritto nei libri. Ma il filosofo tracotante, e poich attraverso i libri che legge non scopre una tradizione, (..;), ecco che ne inventa una, ossia assume un gruppo di libri come canonico, concorde nei significati delle parole e nelle idee generali, il che non . Cos nasce il filosofo (....). Il disordine razionale completo: chi costruisce sistemi filosofici non si preoccupa di stabilirne le fondamenta. E chi combatte i sistemi non sa che pu far questo solo esibendo principi, poich il problema della ragione si identifica con quello dei suoi principi. E concludendo riporto ci che sta allinizio del passo,dove Colli sembra sancire la fine della filosofia e dimostrare tutto il suo pessimismo in una possibile sua rinascita: (...) i mali della filosofia sono senza rimedio. ,(Dopo Nietzsche , pp.91-93). La concezione della filosofia di Nietzsche secondo Colli La filosofia, quale io da allora lho intesa e vissuta , la ricerca intenzionale di tutti gli aspetti ostili e inquietanti dellesistenza , di tutto quanto in passato stato maledetto dalla morale, considerato inferiore dagli idealisti. [61] (...) che lo spirito pi profondo debba anche essere anche il pi frivolo , questa addirittura la formula dellamia filosofia. [62] Per un accenno preliminare, introduttivo a quello che il tema principale del mio lavoro in definitiva, vorrei esaminare ora (dal momento che pi avanti affronto direttamente largomento ) alcuni passi tratti da La ragione errabonda e da Scritti su Nietzsche ; inizio dal frammento 117 (intitolato Nietzsche e la storia ): Sul tema della storia, prima di ogni altra cosa, Nietzsche si allontana da Schopenhauer. Questa decisione fondamentale per la sua vita. Egli medita sulla cosa dal 1866 al 1873 * , (...). Sino allora egli conserva la possibilit di diventare un filosofo puro , indifferente al mondo della storia , e la cosa lo tenta. Ma Pforta e la filologia, i quindici anni di studi storici (...) pesano s ullaltro piatto della bilancia.(...) Nietzsche ha anche pensato che la forma nuova della filosofia dovesse essere appunto quella storica. Questo della storia un motivo che trover in Scritti su Nietzsche una elaborazione pi chiara e precisa sempre in relazione allesser filosofo di Nietzsche e allessere filosofi in generale: (...) Nietzsche cerca di staccare s e i suoi lettori dal proprio tempo, questo da filosofo, anzi ci che caratterizza lo sguardo filosofico (Scritti su Nietzsche, p.82); (si tratta, a ben vedere ,del rifiuto della storia [63] ,tema centrale della Seconda Inattuale ). Nello stesso frammento trovano spazio altre considerazioni di carattere generale, che riguardano i Greci : (...) In quanto conosce e giudica la vita delluomo, il filosofo considerer anche la storia
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delluomo, e anche dove il passato non ingombrante e incombente - ad esempio nella Grecia del V secolo - il filosofo si esprime gi in termini storici. Per poi tornare ancora una volta a Nietzsche: (...)S, vero: la storia pu accompagnarsi a una pienezza di vita [64] (...), e in questo Nietzsche forse ha avuto ragione, quando cercava

un linguaggio filosofico. (....) (pp. 135-136) ; prima con Colli si era detto che la vera filosofia consiste nelleliminazione di ogni prospettiva storica ; ma lo stesso Colli che in Scritti su Nietzsche affronta la questione in modo diverso : Nietzsche filosofo gi per la maestria nel maneggiare i concetti astratti , nellintrecciare in modo impensato gli universali anche se poi specifica : ci che lo contraddistingue, tuttavia, e che rivela la sua eccezionale vocazione artistica, la variabilit iridescente del materiale magmatico su cui di volta in volta costruito ogni suo universale. (op.cit., p.107). La riflessione sulla filosofia di Nietzsche offre poi lo spunto a Colli per chiedersi come dovrebbe essere e se si dia ,nel mondo moderno, propriamente ancora il filosofo ; sembra che Colli, nonostante tutto , auspichi un risorgere , una rinascita della filosofia, del sapere filosofico in quanto tale : E oggi ancora possibile il filosofo ? , si domanda Colli in Scritti su Nietzsche (p.154);ma in realt, e lo si appena visto, si tratta di una domando alla quale Colli risponde negativamente. Invece dubbio che anche Nietzsche coltivasse la speranza per una renaissance della filosofia [65] , come invece sostiene Colli; secondo Colli Nietzsche rifiuta il passato della filosofia e il linguaggio di questo passato. La filosofia non esiste pi, ma i filosofi devono ancora esistere(...) (Scritti su Nietzsche, p.105). Capitolo terzo L'INTERPRETAZIONE DI NIETZSCHE COME ANTI-FILOSOFO Egli ha fatto quel che lavevo invitato a fare, ha abbandonato la cattedra e la scienza ed diventato profeta di una religione irreligiosa e di una filosofia non filosofica [66] Il miglior modo per cercare di determinare la posizione di Colli nei confronti di Nietzsche in generale ,e nei confronti di Nietzsche come anti-filosofo in particolare, di iniziare con un'analisi de La ragione errabonda, che come opera va privilegiata sia rispetto a Dopo Nietzsche sia rispetto a Scritti su Nietzsche ; non solo perch La ragione errabonda il frutto di pi di venticinque anni di riflessione , ma anche perch Dopo Nietzsche e Scritti su Nietzsche sono costituiti in gran parte da una rielaborazione del materiale raccolto ne La ragione
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errabonda . (Ci non significa naturalmente che questi due testi non verranno presi in considerazione). Cercher ora di descrivere pi dettagliatamente che cosa sia La ragione errabonda e quanto spazio sia dedicato alla trattazione di Nietzsche. La ragione errabonda costituita da due gruppi di appunti : il primo, comprendente appunti di carattere filosofico, venne compilato dal 1961 al 1977 ( anche se i primi appunti risalgono al 1955): si tratta di 889 pagine manoscritte numerate. Il secondo formato da richiami ad altri appunti, sia precedenti sia contemporanei , che Colli scrisse su quaderni e fogli , raccolti a loro volta in cartelle numerate; infine , il materiale completato da altri gruppi di fogli e da due piccoli taccuini. La ragione errabonda la pubblicazione di tutto ci. Per quanto riguarda il contenuto vale la pena di riportare quanto scrive Enrico Colli nei "Criteri delledizione": "(...)l'intera serie dei manoscritti pu essere intesa da un lato come una continua elaborazione del suo [di Colli] pensiero(...);dall'altro come massa di materiale preparatorio da cui mio padre avrebbe poi attinto per la stesura degli scritti pubblicati." (op.cit., p.10). Ovviamente a me interessa soprattutto questa seconda parte, perch in essa rientrano anche gli appunti specificamente "nietzschiani". I frammenti dedicati a Nietzsche , o meglio , quelli in cui appare almeno il suo nome, sono all'incirca 150: alcuni di questi non hanno molta importanza perch Nietzsche vi compare incidentalmente, di sfuggita o come termine di riferimento per altri argomenti (vedi 272, 293, 412 ecc.); ma per la maggior parte si tratta di frammenti di una certa consistenza dedicati interamente allinterpretazione di Nietzsche e che solitamente presentano un procedimento particolare nel parlarne: il nome di Nietzsche affiancato di volta in volta a un termine di riferimento ( 113 Nietzsche e lo Stato, 117 Nietzsche e la storia , 121 Nietzsche e la filosofia del passato ecc.). Sono i frammenti pi interessanti e dei quali mi occuper in questo capitolo.

Per rendere pi accessibile l'interpretazione di Colli opportuno schematizzare alcuni punti fermi. E un simile compito facilitato dallesistenza di tre frammenti, 288 , 491 e , soprattutto, 505, nei quali lo stesso Colli appronta una sorta di "specchietto che riassume i punti salienti, gli snodi teorici dellinterpretazione di Nietzsche; si tratta di veri e propri piani dai quali Colli trarr lo spunto per un libro sulla Grecia , che sar poi La nascita della filosofia ( frammento 288) e per il futuro Dopo Nietzsche (frammenti 288 e 505). Prendo in esame il frammento 505, che reca la dicitura "Piano per il "Nietzsche" , dopodich, con procedimento analogo analizzer gli altri due frammenti .Il piano articolato in ben 201 punti; io ne riporter quelli che reputo pi interessanti e , soprattutto, pi pertinenti: "1) Nietzsche parla troppo della sua "persona, dal secondo periodo in poi. [511] Questo moderno e patologico 2) Nietzsche ha scritto troppo 3) Mancanza di disciplina e di dominio di s [506] 4) Mancanza di disciplina filosofica. Non ha letto a fondo nessun filosofo, se non parzialmente Schopenhauer. 5) Non andato a fondo sul problema della ragione e della conoscenza. Fuorviato dal giudizio su Socrate e la dialettica (per opera di Wagner?)
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6) Metodo opposto a quello di Nietzsche. Nascondere la verit[67] . [76] 17) Nietzsche filosofo e non filosofo ([84]cfr. 4) 19) Nietzsche e l'espressione scritta. Bisogna intendere come un surrogato la scrittura ([86]) <eliminare> 31) Vita come letteratura: limite di Nietzsche <cfr.19) 2)> 37) Vizi moderni di Nietzsche ([ 93]) -Quaderno rosso44) Nietzsche non un irrazionalista [104 ]. <[573]> 51) La grande filosofia. L'uomo entro l'animalit: grande pensiero che accomuna Schopenhauer ai Greci e agli Indiani, e dove Nietzsche il suo grande discepolo [511] 57) Mostruosit antideduttiva di Nietzsche 64) Nietzsche e la religione , negativa e affermativa. Dioniso. Buddha e Nietzsche : religione atea [123] 67) Nietzsche e Schopenhauer. Peso del secondo nella visione del primo (non riconosciuta dalla critica) [124] 297 75) Nietzsche ha preso da Schopenhauer la condanna del misticismo (illuministi). Ma mentre Schopenhauer conosce i mistici (Bhme ecc.), Nietzsche non li legge neppure quindi non riesce ad accorgersi di essere un mistico [68] 79) Nietzsche non ha capito che la scrittura il mezzo espressivo volgare per eccellenza 99) Il filosofo deve risalire alla fonte dell'irradiamento. Nietzsche non l'ha fatto [ 205] 100) Il pensiero come lampeggiamento [69] [ 205] 103) Lettura -filologo-letterato-filosofo [ 209 c ] [70] 108) Filosofia scritta come episodio: Nietzsche non l'ha capito [234] <cfr.19> 109) Nietzsche : filosofo come "individuo". Legame del filosofo con i libri. E' qualcosa di superato 117) Nietzsche come commediante [71]
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118) Piano. Non citare Nietzsche [ 288 ] 128) La distruzione della ragione ascetismo [ 297 ] 137) Collegamento tra struttura e sistematicit. Nietzsche tenta di sfuggire a questo limite [72] [344 ] 150) Non ha senso parlare di Nietzsche [73] [489 ]

169) Lode della scrittura: Stendahl-Nietzsche-Proust. Aiuto al recupero del passato, e poich nel passato sta la vita, aiuto a recuperare la vita. Attraverso certi tipi mistici di scrittura si pu surrogare la mancanza di immediatezza del nostro mondo. 170) Vedere tutto Nietzsche sotto il profilo del problema della scrittura. Che senso ha additare la vita, e intanto consumare la vita nello scrivere, cio nella non vita, nella commedia? 171) Il demone della scrittura, come sfocia in Nietzsche, ci mette in crisi davanti alla scrittura. 175) Nietzsche come riformatore dell'esposizione filosofica. Paragone con Platone (introduzione a Zarathustra). La riforma di Platone il passaggio dalla dialettica (orale) a una retorica scritta. Nietzsche recupera la retorica scritta (quindi solo un rinascimento della forma platonica, non la creazione di una forma nuova), che si era fossilizzata nellastrazione imperante. Nella retorica c una mescolanza con la sfera dellarte, nel fatto che unilateralmente qualcuno fa vibrare lanima di una collettivit. La forma di Nietzsche (nello Zarathustra) di adoperare lespressione essoterica a fine mistico, provocare unesaltazione collettiva che sostituisce il vero e proprio, lo divulga (per questo il tono religioso dello Zarathustra). In Platone questo avviene nel Fedro e nel Simposio. 184) Nietzsche e l'espressione mistica: Upanisad, Plotino, Bhme 198) Il lato orrendo della vita: i veritieri (Nietzsche -Schopenhauer) < [570 ] > [74] Va detto che ciascuno dei suddetti punti altro non che la trasposizione schematica, o meglio, la riproposizione sintetica di altri frammenti che Colli aveva scritto precedentemente; faccio un esempio: il punto 17 Nietzsche filosofo e non filosofo rimanda al frammento 84 (datato 8.7.57), dove viene trattato proprio il tema in questione. Il "piano", che nel testo numerato come frammento 505 (datato 31.5.72), ha la funzione di un "promemoria", un espediente approntato da Colli per avere a disposizione tutto ci che a che fare con la sua interpretazione di Nietzsche. Passo ora ai frammenti 288 (settembre 1967) e 491 (21.10.71), che come gi detto sono altrettanti abbozzi di piani: Nietzsche
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Introduzione scettica <1> E inutile citare o criticare i suoi concetti e le sue opinioni [75] . Nietzsche non ha una visione del mondo. Nietzsche antico in questo: che cos leterno ritorno? allo stesso modo cos lousia di Aristotele e lidea di Platone? <2> Analisi della sua espressione. Immediatezza Vita come scrivere Daltra parte commediante. Vedere come scrive, dal di dentro dei manoscritti Magia fuorviante della comunicazione (...) <9> Nietzsche e il problema dellantichit. <14> Zarathustra come bios biotos - sempre in relazione con una comunit di amici. Antireligioso, antiartistico e antifilosofo nel senso di indicare un bios che ricuperi aspetti delle tre cose [76] . <16> Parlare delle sue idee una della cose pi inutili perch nessuno ne pu parlare meglio di quanto lui abbia gi fatto. E come parlare di noi non di quello che lui voleva al di l di noi.,(La ragione errabonda, pp.358-360). Frammento 491: Progetto di un saggio sfrenato su Nietzsche. Divisione: 1)Nietzsche e i Greci

2) Nietzsche e Schopenhauer 3) Il misticismo di Nietzsche <GT Za DD: esempi> 4) <(1)> La fucina dello stile. 5) Nuova filosofia. <filosofia> (...), (La ragione errabonda, p. 496). Questi sono dunque i passi in cui compare direttamente Nietzsche o che con Nietzsche sono imparentati in qualche modo; come maneggiarli? Dal momento che a me interessa la (anti-)filosoficit di Nietzsche, cercher di delimitare ulteriormente l'ambito della ricerca, concentrandomi su alcune tracce del frammento 505 ( e del frammento 491 in minor misura) che hanno a mio parere a che fare con la quaestio Nietzsche filosofo/antifilosofo; per farlo raggrupper tali tracce all'interno di un ambito tematico, per cos dire, ben preciso, e cio: 1) limiti di Nietzsche, punti 1),2),3),31),35),37), 57); 2) formazione culturale di Nietzsche, punto 4) 3) il problema della ragione, punti 5), 44),128) 4) Nietzsche e i Greci (ovv ero il rapporto con la filosofia del passato), punti 9),23), 94),165),174), 186) e punto 1) del frammento 491 5) Nietzsche e il misticismo punti 22),75),140,153), 184) (e punto 3) del frammento 491 6) Nietzsche e Schopenhauer punti 51) , 67) e 198), e punto 2) del frammento 491
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7) Nietzsche filosofo/non filosofo , punto 17) 8) Nietzsche e la religione, punto 64 9) il problema della scrittura , punti 169), 170) ,171) e175) Ora, ciascuno di questi punti merita di essere approfondito non solo autonomamente, ma anche e soprattutto, laddove sia possibile o necessario, in relazione agli altri punti come vedremo sono strettamente connessi luno allaltro, perch le argomentazioni addotte da Colli per sondare la filosoficit di Nietzsche si giocano in queste pagine [77] . Unultima avvertenza : ciascun argomento richiederebbe un approfondimento a s stante e di adeguate proporzioni , data la vastit e limportanza dei contenuti chiamati in causa; ragione e scrittura , ad es. , sono termini filosoficamente pesanti, e un pensatore importante come Schopenhauer meriterebbe molto pi spazio rispetto a quello che qui gli verr concesso ; lo stesso vale per un tema come Nietzsche e i Greci. LIMITI DI NIETZSCHE 1) Nietzsche parla troppo della sua "persona, dal secondo periodo in poi. [511][78] Questo moderno e patologico 2) Nietzsche ha scritto troppo [79] 3) Mancanza di misura e di dominio di s <[ 506]> [80] 31) Vita come letteratura [81] : limite di Nietzsche <cfr.19) 2)> 35) Incapace di unapplicazione prolungata. <cfr.9) [ 578 ] [82] 37) Vizi moderni di Nietzsche ([ 93]) 57) Mostruosit antideduttiva di Nietzsche [118 ] Va premesso che molte delle mancanze di Nietzsche rilevate da Colli investono anche quei campi, quegli ambiti che ho individuato e cercato di delimitare grazie allanalisi dei piani contenuti ne La ragione errabonda, in modo che per ciascun campo di essi possibile riscontrare delle carenze, delle deficienze o delle lacune : cos , ad es., pu capitare che il punto 2 ("Nietzsche ha scritto troppo") rientri sia allinterno del tema limiti di Nietzsche , sia
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allinterno del problema della scrittura; ho cercato tuttavia, per quanto possibile, di evitare simili ripetizioni allo scopo di non creare inutili confusioni . Ora alcuni vizi sono gi sporadicamente emersi , altri sono messi a nudo nel frammento 93 intitolato appositamente Limiti di Nietzsche e al quale rimanda il punto 37 ("Vizi moderni di Nietzsche") del frammento 505 : Ha scritto troppo. Come Schopenhauer lo scrivere fu lo scopo e la

consolazione della sua vita di solitario [83] .(...) Illusione nell'efficacia dello scritto. In tal modo si precluse ogni altro modo di azione (contatti personali, opera educativa). (...) Ma il peggio linfinita possibilit di fraintenderlo, e di interpretare in modo volgare le sue parole, adattandole agli scopi pi bassi. Sua pericolosa tendenza alle affermazioni paradossali(...)Limitate capacit di studio in profondit. La sua intuizione e la sua penetrazione razionale sono assai profonde, ma incapace di un'applicazione prolungata su un argomento culturale. (...) In filosofia , non ha capito a fondo Schopenhauer (per esempio nel lato teoretico). Scarsa preparazione logica. (...) egli non pot fare a meno di pensare (insonnia).(...) Non va dimenticato che il suo piglio, la sua natura del filosofo, non dello storico." ,(La ragione errabonda, pp. 108-110). In questo passo vengono messe in luce temi sui quali Colli ritorna anche altrove e che costituisco no alcune delle tracce in questa "ricerca" della antifilosoficit nietzschiana: si tratta della scrittura, di Schopenhauer, e della formazione intellettuale, nellordine. Per il momento mi limito a sottolineare come il soffermarsi cos insistentemente da parte di Colli , sui limiti e le insufficienze (in generale) di Nietzsche , dovrebbe per lo meno far riflettere: questo tuttavia solo il primo passo , primo per la sua provvisoriet, per il suo rimandare oltre , nella ricostruzione dellinterpretazione di Nietzsche come antifilosofo, o , per meglio dire, nella riconoscimento della problematicit di interpretare pacificamente Nietzsche come filosofo. Al punto 57 ("Mostruosit antideduttiva di Nietzsche") corrisponde il frammento 118, intitolato Mancanza di capacit deduttiva ; uno dei frammenti pi interessanti perch, oltre a porre in primo piano lessere ( e il non essere) filosofo da parte di Nietzsche, presenta uno degli elementi in base al quale Colli pu cominciare a mettere in questione la non filosoficit di Nietzsche: Nietzsche un filosofo a met, perch del filosofo possiede, in maniera somma e persino sovrabbondante, la capacit intuitiva, ma manca, a volte in maniera quasi incredibile, del potere di coordinare le intuizioni, e in genere di dedurre. Ora, i filosofi grandi si distinguono dai mediocri proprio per il fatto di possedere, oltre alla generale capacit deduttiva (...) una eccezionale dote intuitiva. Dove appare lintuizione [84] senza deduzione, troviamo tuttal pi un artista[85] . Per Nietzsche tuttavia la cosa pi complicata, perch la natura della sua intuizione tipicamente filosofica(...) Nietzsche un monstrum [86] gi per questa sua costituzione spirituale, a met tra filosofo e poeta, e propriamente n luno n laltro, gi in questo un unicum.,(La ragione errabonda, p.137,). questo un importante tassello per avvicinare, impostare la comprensione di Nietzsche come filosofo o un passo falso rispetto a quanto Colli aveva detto finora? Procediamo con ordine : Colli inizia con laffermare lessere ibrido di Nietzsche in quanto pur essendo dotato di capacit intuitiva non in grado di coordinare le intuizioni, come gi osservato al frammento 93 ( mi riferisco in particolare al passo : La sua intuizione e la sua penetrazione razionale sono assai profonde, ma incapace di un'applicazione prolungata su un argomento culturale. (La ragione errabonda ,p.108) . Praticamente invariata la versione che apparir in Dopo Nietzsche : Gli manca la coscienza di un rapporto preciso tra la
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componente intuitiva del pensiero e quella deduttiva. Nellintuire egli salta alla conclusione e mentre sta deducendo colto dallintuizione. (op.cit., p.94) ;e pi avanti Colli specifica la causa di ci : A Nietzsche manc una disciplina filosofica istituzionale, soprattutto riguardo alla logica: ci si avverte nellincertezza e nel divagare delle sue argomentazioni, nellincespicare, zoppicare delle sue deduzioni, nella loro incostanza (...) (ibid., p.189-190). Poi Colli prosegue dicendo che un filosofo grande tale in virt del suo essere tanto intuitivo quanto deduttivo; infine la conclusione suona cos: Dove appare lintuizione senza deduzione, troviamo tuttal pi un artista., (La ragione errabonda, p.137, 118). Ma Nietzsche allora cos? Un filosofo dimezzato, un filosofo mediocre o un artista? Tutte e tre

le cose verrebbe da rispondere, e in effetti usare il termine monstrum ( in quanto mezzo poeta e mezzo filosofo) come fa Colli un modo brillante di risolvere il dilemma ( o di lasciarlo insoluto dal momento che propriamente Nietzsche non n filosofo n poeta).Ma i limiti di Nietzsche non si limitano solo a questo aspetto: altri punti deboli sono "spietatamente" rilevati da Colli ( ad es. al frammento 272), ma si tratta di punti deboli che secondo Colli sono facilmente giustificabili cos come giustificabile tematizzare la problematicit di Nietzsche come pensatore (cfr. frammento 298). Cercher di mettere in evidenza altre mancanze, ben pi rilevanti ai fini della mio lavoro, nelle pagine che seguono, dove viene trattata la FORMAZIONE CULTURALE (...) anche il silenzio una risposta , e si accorgeranno che a Pforta ho imparato a tacere.
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Lautodistruzione della conoscenza e la ricognizione dei suoi limiti estremi fu ci che mi rese entusiasta di Kant e Schopenhauer. Partendo da questa insoddisfazione credetti nellarte. Pensai che fosse giunta una nuova epoca per larte .Sentii il risultato della filosofia come un evento tragico :COME SOPPORTARLO![88] 4) Mancanza di disciplina filosofica. Non ha letto a fondo nessun filosofo, se non parzialmente Schopenhauer. Un primo raggruppamento di frammenti pu dunque essere compreso all' interno del tema "formazione culturale di Nietzsche" , che si gioca nei primi anni [89] della vita di Nietzsche ovviamente, e che sarebbe lacunosa ,per quanto riguarda lo studio della filosofia ( o della storia
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della filosofia , per meglio dire) , ma non per lo studio della filologia; risaputo che la filologia classica costitu la prima materia che Nietzsche studi sistematicamente e approfonditamente ( unica disciplina di studio la definisce Colli ,v. La ragione errabonda ,p.83). Con ci non si vuol dire certo che la filologia goda di un ruolo preponderante, anche se non tenerla debitamente in considerazione sarebbe una leggerezza interpretativa. Semmai potrebbe essere argomento di ricerca lo stabilire che ruolo giochi la filologia classica allinterno dellevoluzione del pensiero (filosofico) di Nietzsche : va osservato, ad esempio, che in Nietzsche diventa filosofia tutto ci che fino ad un certo punto della sua vita era stato filologia [90] . Per un inquadramento generale della "faccenda filologia" ,credo sia sufficiente rifarsi a quanto scrive R.Blunck nel primo dei tre volumi della biografia di Nietzsche curata da C.P.Janz, dove si specifica che (...) Nietzsche non abbracci il mestiere del filologo per uninclinazione naturale; questa professione colmava semplicemente una lacuna e rappresentava il tentativo di autolimitarsi, che certo era nel contempo un ritrarsi davanti a qualcosa che ,come avvertiva oscuramente, gli avrebbe toccato il cuore(...). Ma nella scelta di questa professione un sentimento era in lui del tutto genuino: l amore per l antichit classica [91] .E a questa egli rimase fedele tutta la vita. , (C.P.Janz, Vita di Nietzsche ,vol. I, p.104 [92] ). Quello della filologia un dato interessante anche perch esemplifica una costante di Nietzsche sulla quale la biografia di Janz torna quasi ossessivamente e cio loscillare tra chiarificazione scientifica, storico-critica, filologica e dominio intuitivo, artistico-personale del problema" oscillazione che manifesterebbe " per la prima volta e gi con grande nettezza ci che costituisce cos spesso il fascino mutevole e contraddittorio di Nietzsche: la duplicit del suo talento. ,(ibid., p.80). Quello della duplicit esistenziale uno dei chiodi fissi (leggi chiave interpretativa) di Blunck [93] ; anche Colli in un certo senso sostiene lesistenza di una duplicit Nietzsche, ma a un altro livello : secondo la sua interpretazione, Nietzsche si sarebbe dibattuto per tutta la vita tra due istinti contrari, aventi entrambi come termine comune la vita: il primo istinto si manifesterebbe come disgusto nei confronti della vita in quanto assurda, senza senso ; il secondo come esigenza di conferire un senso alla vita (cfr. La ragione errabonda , 109, pp.125-126 ; si veda anche Bhikkhu Nanajivako, The philosophy of Disgust- Buddho and Nietzsche, in Schopenhauer Jahrbuch 58 ,1977). Secondo me invece il talento nietzschiano unico,

unilaterale (e se al posto di talento dicessi genio , si potrebbe dire con Vattimo genio del cuore, , cfr. Al di l del soggetto. Nietzsche ,Heidegger e lermeneutica. Vattimo parla di un "uomo di buon carattere" (op.cit. , p.49 ), che costituirebbe il prototipo del superuomo, in contrapposizione a quelle interpretazioni che fanno del superuomo un soggetto potenziato). Quanto detto finora va integrato con altre osservazioni: Colli non si limita infatti a sottolineare la lacune, le carenze , le mancanze "in philosophicis" da parte di Nietzsche, dal punto di vista della sua insufficiente preparazione o della scarsa competenza in materia [94] o dello scarso interesse per la filosofia ( e per il "popolo dei filosofi"); si potrebbe infatti obiettare a Colli che non accertabile n accettabile predeterminare quali siano le tappe che conducono verso la realizzazione del tipo "filosofo" : detto in breve, non avere una formazione filosofica non significa necessariamente non essere filosofi. Tuttavia Colli usa l'espressione "attitudine filosofica", intendendo alludere con ci ,credo, allesistenza di un carattere, di una personalit, di una natura ,in Nietzsche, che non avrebbe affinit con la filosofia, o che avrebbe a che vedere con la filosofia solo marginalmente . Colli lo dice esplicitamente : (...) Mancanza di disciplina filosofica. Forse addirittura scarsa attitudine filosofica. Il voler essere filosofo la ricerca di ci che non aveva." ,(La ragione errabonda ,83, 75) . Questo primo appunto ( anche in senso cronologico, visto che datato 12.3.57) accenna senza mezze
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misure, radicalmente proprio a ci di cui si fa qui questione. Ritornando alla duplicit esistenziale di cui parla Blunck, bisogna notare che lo stesso tipo di considerazioni sono svolte da Colli ne La ragione errabonda , e segnatamente nel paragrafo La filologia classica : (...) La rinuncia alla musica [95] e alla poesia accumula in lui , inavvertitamente, una cattiva coscienza. E gi cominciato il moto pendolare, lalternarsi di atteggiamenti estremi ed antitetici che caratterizzer la sua vita. (p.126). Tornando alla mancanza di disciplina filosofica c da dire che questo uno dei punti sui quali Colli ritorna ripetutamente ed insistentemente ne La ragione errabonda oltre che negli altri due testi su Nietzsche; voglio riportare a testimonianza di questo fatto quanto sta scritto in Dopo Nietzsche, in particolare nell'aforisma intitolato "Un cervello senza requie": "I filosofi di rilievo non li legge mai direttamente; spesso si rivolge ai manuali di storia della filosofia." (p.142). Merita di essere ricordato anche un passo tratto dall'aforisma "Una lacuna nella divinazione" (sempre da Dopo Nietzsche): "Tra i filosofi , Nietzsche lesse con accanimento soltanto Platone e Schopenhauer: nel far questo inoltre il suo pathos era morale ed estetico, non teoretico." (p.82); e di fatto le osservazioni di Colli possono trovare facilmente riscontro e conferma oltre che nelle opere di Nietzsche, anche , ad esempio , anche nei lavori di Janz e Verrecchia: Nietzsche non lesse direttamente i filosofi( salvo alcune eccezioni di cui si dir), preferendo rifarsi ai manuali di storia della filosofia; scrive lo Janz : Come filosofo , Nietzsche era un autodidatta . Deve confessare di non aver avuto la fortuna di trovare un maestro di filosofia. I suoi personali studi filosofici erano singolarmente eclettici. Conosceva i filosofi antichi , ma anche questi con vistose lacune. Di Aristotele ad esempio, non aveva letto i fondamentali scritti di metafisica e di etica, bens solo la retorica. Poi superava dun balzo lintera patristica, la scolastica e il razionalismo, dedicandosi immediatamente alla sua epoca e a quella recentemente trascorsa: prima di tutti Schopenhauer, e poi Friedrich Albert Lange, Eduard von Hartmann, Ludwig Feuerbach; aveva conosciuto Kant solo tramite lesposizione di Kuno Fischer, e nelloriginale aveva letto soltanto la Critica del giudizio , quindi unopera di estetica. E rimarchevole che quando laccesso a un filosofo era possibile tramite il problema estetico, egli usasse questo approccio sopra ogni altro. (v. Vita di Nietzsche, vol. II, p.377) e che non vi sono rivolgimenti repentini nellitinerario di Nietzsche filosofo ( op.cit., vol. I, p.580; si veda anche il paragrafo intitolato Lambiente filosofico pp.471-476) . Tuttavia le "frequentazioni" di Nietzsche in campo filosofico, sebbene rare, comprendono la conoscenza di filosofi e possono essere riassunte e ordinate [96] come segue : Feuerbach, Ludwig (letto nel 1861) dal quale Nietzsche mutua , oltre alla polemica col

cristianesimo com noto, la critica al gusto , tipico della dialettica hegeliana per le antitesi fittizie a svantaggio delle coordinazioni reali ; Hlderlin [97] e Novalis, i primi filosofi [98] a cui si avvicin come testimoniano alcune pagine de La mia vita : Il pomeriggio di solito leggevo nella biblioteca dello zio; vi trovai Novalis (i cui pensieri filosofici mi interessarono).,(op.cit., p.75);interessante la testimonianza reperibile in una lettera di Malwida von Meysenburg (una delle amiche pi care a Nietzsche),che cos scrive (...) i singolari rapporti tra Hlderlin e Nietzsche,(...) senza i quali non possibile intendere Friedrich Nietzsche, come non possibile intenderlo senza Novalis [99] ;
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Platone , che Nietzsche lesse per la prima volta con Steinhart, filologo affermato e suo professore di greco a Pforta ; la lettura dellopera preferita da Nietzsche, il Simposio ,risale al febbraio 1864 e trova riscontro , in uno schizzo autobiografico dell'estate 1864 [100] (citato pi volte dallo Janz) ed annoverata tra le letture pi frequenti ; successivamente Nietzsche studi il Protagora, il Fedone, il Fedro, la Repubblica [101] , l'Apologia e il Gorgia oltre alla Retorica di Aristotele; a proposito di Platone vorrei render conto di un particolare legato al primo semestre trascorso da Nietzsche a Basilea in qualit di docente di filologia: in una lettera a Ritschl del 10 maggio 1869 riferisce quanto segue: Con la lettura del Fedone ho loccasione di infettare di filosofia i miei scolari(...) [102] ; ci che curioso di questo passo che Nietzsche a sua volta stato definito un virus da Mazzino Montinari. Comunque anche quella di Platone una lettura particolare ; annota infatti Colli che Nietzsche lesse Platone (...) per dovere professionale, senza preoccuparsi di approfondirlo dal punto di vista teoretico, (...) " (La ragione errabonda , p.514); Schaarschmidt ,Carl, del quale frequent le lezioni sulla storia della filosofia universale (estate 1865); su Schaarschmidt cfr. G.Parkes ,op.cit. e soprattutto J. Figl, Nietzsches frhe Begegnung mit dem Denken Indiens, Nietzsche-Studien, Band 18,1989, pp.456-457; Schopenhauer , Arthur rimando al paragrafo dedicato interamente al rapporto NietzscheSchopenhauer. Lange ,Friedrich Albert, lopera Storia del materialismo [103] , che ancora oggi tra i migliori libri di storia della filosofia [104] ebbe un impatto ancor pi rilevante [105] ; da tale lettura (agosto 1866) Nietzsche non solo sarebbe stato introdotto alla filosofia (cfr. C.P.Janz, Vita di Nietzsche ,vol. II, p.548) ma pi tardi vi avrebbe trovato decisive conferme per la propria filosofia; inoltre dallatteggiamento gnoseologico di Lange [106] avrebbe ricavato un rafforzamento della sua convinzione che (...) tra linfinit della vita e la sua realt concreta da una parte la limitatezza dellintelletto dallaltra sussiste una discrepanza incolmabile, che la vita e il mondo sono per loro essenza alogici..... ( cit. in ibid., p.180). Unaltra testimonianza (diretta questa volta) dellinfluenza di Lange si trova in una lettera a Deussen risalente allaprile-maggio del 1868: (...)Il regno della metafisica, e con esso larea della verit assoluta stato innegabilmente inserito in ununica categoria insieme con la religione e la poesia. Chi vuole conoscere qualcosa, si limita ora a una conoscenza della cui relativit egli stesso consapevole, come per esempio tutti i famosi studiosi di scienze naturali. Per alcuni la metafisica appartiene dunque alla sfera dei bisogni dellanimo, essenzialmente edificazione. Per altro verso essa arte, quella cio della poesia concettuale. [107] Kant, Immanuel ovvero cant come carattere intelligibile ( cos sta scritto in Crepuscolo degli idoli ) , che Nietzsche comincia a conoscere tra il 1867 e il 1868 [108] ,avvalendosi del manuale in due volumi di Kuno Fischer [109] ; le virgolette perch Nietzsche , in realt, prender in mano soltanto la Critica del giudizio (come gi detto, o almeno come risulta dagli studi nietzschiani; tuttavia la frequenza del dialogo con Kant dovrebbe far riflettere sulla possibilit di una lettura diretta dell'intera opera del filosofo di Knigsberg ; cos almeno ritiene R.Blunck, cfr.
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C.P.Janz, Vita di Nietzsche , vol.I, p.471; anche L.V.Arena tende a non escludere la possibilit di un tale tipo di lettura, cfr. Nietzsche e il nonsense , pp.41-44 ). Ne La ragione errabonda sul rapporto Kant-Nietzsche troviamo quanto segue: Kant lo

colpisce estrinsecamente : lo sente ostile [110] , ma non lo sa superare razionalmente. ,(p.94) . Un interessante confronto per quanto riguarda lo stile invece, lo si trova in Dopo Nietzsche : Lo stile filosofico di Nietzsche antitetico a quello di Kant il primo il risultato di una faticosa elaborazione (...). Kant invece traduce su carta il travagliato procedere stesso dellintelletto. ,(p.33) ; Dhring , Eugen ,che Nietzsche legge nello stesso periodo (1867-1868) in cui impegnato con Kant, anche se pi tardi dellopera Corso di filosofa come visione del mondo e organizzazione rigorosamente scientifica della vita avr a dire una cosa che mi fa ridere [111] ; Spinoza, Baruch che Nietzsche conobbe attraverso il manuale di Kuno Fischer (ancora lui!); per fare un esempio dellimpatto che ebbe la lettura di Spinoza su Nietzsche ,si confronti la cartolina spedita in data (9.7.1881) all amico Franz Overbeck : Sono stupefatto , rapito! Ho un precursore, e che razza di precursore! (cit. in C.P.Janz ,Vita di Nietzsche ,vol. II, p.68). Secondo Colli, Spinoza (del quale Nietzsche condividerebbe soltanto lottimismo amoralistico-mistico ), uno dei pochi filosofi in senso stretto (leggi classico) che Nietzsche non sottoponga ad una critica corrosiva (v. La ragione errabonda , 105, pp.121-122 [112] ); va notato inoltre (come fa Giametta in Nietzsche e i suoi interpreti , p.70) che Spinoza uno di quei filosofi che gode della rara stima di Colli . Lapprezzamento di Nietzsche per Spinoza si riflette anche in alcuni plagi : lamor fati nietzschiano, ad es., sarebbe manifestamente un plagio dellamor dei di Spinoza [113] ; cos le critiche di Nietzsche allantropomorfismo, al finalismo e al libero arbitrio sarebbero soltanto una ripresa di Spinoza, anzi Nietzsche stesso a riconoscere i suoi debiti nei confronti di Spinoza (cfr. la cartolina a Overbeck citata sopra). Torno, per concludere a Colli e a una sua considerazione di carattere generale in merito alla formazione di Nietzsche, che pu chiudere largomento. Ne La ragione errabonda ,al frammento 531 (datato 28;8.72) Colli scrive : "La formazione intellettuale di Nietzsche pesantemente condizionata dai difetti tradizionali tedeschi su questo terreno, dall'astrattezza e dal vizio sistematico. (...) In generale sembra quasi che Nietzsche non voglia di proposito leggere direttamente i testi originali dei filosofi. Fatta eccezione per Platone che lesse per dovere professionale, senza preoccuparsi di approfondirlo dal punto di vista teoretico, (...) "( p.514) In conclusione ,allora, si pu concordare con Blunck quando afferma che Le grandi questioni fondamentali della filosofia, il problema dellultima radice dellessere e quello della possibilit e dei limiti di tali conoscenze, escono dagli interessi di Nietzsche. (cit. in C.P.Janz, Vita di Nietzsche, vol. I , p.471). Nietzsche non solo non affronta lo studio dei singoli filosofi , (salvo le dovute eccezioni che ho ricordato), come gi osservato,; e se lo fa,lo fa in modo del tutto personale [114] ,il che non sarebbe nemmeno sbagliato : ma non affronta nemmeno i problemi fondamentali della filosofia [115] ,quei problemi ,quei teoremi, quei pensieiri classici che costituiscono il contenuto di un qualunque manuale di storia della filosofia.Per questo Colli insiste sul tasto della formazione culturale, perch qui possibile rintracciare lorigine della atipicit di Nietzsche come filosofo.
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IL PROBLEMA DELLA RAGIONE "La fede nelle categorie della ragione la causa del nichilismo" [116] "(...) la fiducia nella ragione e nelle sue categorie, nella dialettica, cio il giudizio di valore della logica, dimostrano solo la loro utilit ,provata dallesperienza, per la vita, non la loro "verit"." [117] " La fiducia nella ragione - perch non sfiducia?" [118] 5) Non andato a fondo sul problema della ragione e della conoscenza.(Fuorviato dal giudizio su Socrate e la dialettica) 44) Nietzsche non un irrazionalista [104 ].<[573]> 128) La distruzione della ragione ascetismo[119] [ 297 ] Quello della ragione un problema che forse risalta meglio se si parte con il considerare quello

che stata e quello che ha rappresentato, secondo Colli, la ragione per i Greci [120] e cio unarma distruttiva ,prima che costruttiva ( cfr. Dopo Nietzsche , p.85); e anche Nietzsche su questa linea interpretativa. Quello della ragione, in relazione a Nietzsche , per Colli il problema dellirrazionalismo (di Nietzsche) in definitiva, ed un problema insieme contemporaneo/anteriore/posteriore a Nietzsche : contemporaneo in quanto riguarda la temperie culturale di Nietzsche, temperie rimasta pesantemente influenzata da Nietzsche stesso e che a sua volta ha lasciato tracce in lui; anteriore perch, ad es., esiste anche il problema della ragione in Grecia, (che verr trattato nel paragrafo Nietzsche e i Greci) ; posteriore perch dopo Nietzsche forse la ragione non pi un problema ,nel senso che Nietzsche , e con lui Colli, sembra auspicare un tramonto della ragione [121] in vista di una rinascita non solo spirituale, ma anche fisica, legata cio alla dimensione del corpo : La distruzione della ragione una ricostituzione della salute delluomo. (La ragione errabonda , [122] 143, p.184). Ora, qual la posizione di Colli nei confronti della razionalit ? Naturalmente anchegli possiede unidea personale di ragione, deducibile da alcune affermazioni, come queste : La ragione umana <- chiamiamo cos lo strumento del conoscere-> (La ragione errabonda , 188) , La ragione esprime un istinto di dominazione. La sua storia [123] lo dimostra. ( ibid., frammento 192, p. 248).Per capire meglio limpostazione di Colli in merito al problema della ragione , si possono confrontare anche i frammenti 104 e 573, ai quali rimanda il punto 44 ("Nietzsche non un irrazionalista" ); il primo (datato 28.11.61) parla di Nietzsche allinterno
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della querelle Nietzsche razionalista/irrazionalista, che da sempre ha visto divisi i maggiori interpreti [124] : Nietzsche rimane immerso nellirrazionalismo di tutto il secolo, non uno degli scatenatori dellirrazionalismo, anzi lo meno di tutti gli altri , sino a che si rivolge ai Greci dellepoca classica e a Schopenhauer. Ma neppure lui ha visto il problema della ragione. La sua formazione filosofica non ha rotto la barriera: egli ha toccato i Greci nellarte , nel ritmo, nella storia, ma non riguardo al logos. Il problema della ragione la ricerca di leggi universali (anti-relativismo): quindi proprio gli illuministi, gli storici, gli hegeliani < i pi fluidi> sono i pi irrazionali. Essi guardano alla fenomenologia, non alle condizioni. E Nietzsche il pi razionalista, nel tentare le grandi gerarchie che discendono dalla natura umana. (La ragione errabonda ,p.120) ; come si vede un passo molto denso , specie nel momento in cui Colli si ricollega (con un procedimento che diventer pi frequente soprattutto in Dopo Nietzsche) a due dei punti che ho evidenziato, i Greci e Schopenhauer; il secondo frammento invece (datato 7.2.73) suona come definitivo: "La ragione morta L'ultimo mito che Nietzsche non riuscito ad abbattere - lui stesso stato anzi la sua ultima vittima- quello della ragione (...) Oggi noi vediamo meglio di Nietzsche su questo punto. Nietzsche non fu un irrazionalista, ma un fanatico assertore della ragione, (...).";(ibid., p. 525 ) ; per ragione , non lo si detto ancora, da intendere logos, ragione discorsiva in particolare , come si pu apprendere dal frammento 147: Ci che noi chiamiamo ragione deriva pi o meno da ci che essi [ Platone e Socrate] chiamavano logos . Oggi, il problema della ragione semplicemente il tema della filosofia. ( ibid., p.190) [125] . Ma forse a questo punto conviene affidarsi agli aforismi diDopo Nietzsche , dove viene affrontato il tentativo di una definizione positiva della ragione: Critica della tendenza sistematica La ragione dapprima un discorso comune, una discussione, che di fronte a una collettivit scelta traduce in parole vincolanti unesperienza nascosta, interiore.(pp. 24-25) e ancora : Un titolo ambito La ragione una tendenza plastica che mira a inchiodare la realt, a fermarla, a costruire qualcosa di solido e immutabile, a modellare, configurare il magmatico. ( Nietzsche un

razionalista nelle intenzioni ) (p.64); per illustrare luso particolare che fa Nietzsche della ragione e al quale ho gi accennato , si pu vedere Lingenuo credente nella ragione : Nietzsche adopera di regola la ragione come arma distruttiva (...).Il suo scetticismo tuttavia non veramente estremistico: non gli accade di sottoporre la ragione stessa a unindagine radicale, n di demolirla in assoluto per la sua intrinseca debolezza, non gi per gli errori di chi la maneggia. (p. 85) Cos Colli in Dopo Nietzsche; ed una fortuna che qui Colli usi il termine estremistico perch cos si espone a una possibile critica, dal momento che c chi ,al contrario, ha visto nel pensiero di Nietzsche unottica dellestremo, tale che (...) non possibile configurare questo pensiero [di Nietzsche] al di fuori del contesto problematico del passaggio (...) [126] ------------------------------------------Voglio ritornare ora allaforisma Critica della tendenza sistematica per una precisazione che riguarda proprio linizio : La ragione dapprima.... questo dapprima giustificato dal seguito dellargomentazione di Colli, che individua due stadi, due momenti successivi, quello del discorso retorico e quello della forma scritta; poi, passando a Nietzsche, Colli pu dire che egli (...) ha schernito le illusioni e le presunzioni della filosofia sistematica ma che tuttavia
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Nietzsche non riuscito a liberarsi dal retaggio di una filosofia come retorica[127] Dunque la filosofia sistematica, ma possiamo anche dire la tradizione razionalistica ,chiamata qui in causa da Colli, viene sottoposta a una critica molto simile a quella svolta dallultimo Nietzsche (quello dei frammenti postumi per intenderci, dove lessere manca ed una vuota finzione [128] ; tale tradizione riassumibile (sintetizzando al massimo) in tre principi di base: a) esiste un essere ( o una realt oggettiva) e un soggetto (cogito sostanziale); b) la conoscenza pu cogliere esaustivamente la realt; c) il vertice della conoscenza lindividuazione di leggi formali e universali. Per Colli lessere razionalista di Nietzsche non poi cos problematico, dal momento che nonostante tutte le sue indicazioni in contrario, egli della ragione si avvale continuamente, esaltandola con ci al massimo ; si confronti anche quanto scrive Janz in merito alla logica (si sta parlando dellaporia in cui Nietzsche impigliato, da quando ha messo in dubbio la conoscenza come possibile in assoluto [129] ): Nietzsche fa seguire alla critica della conoscenza un nuovo corso, e involontariamente mette in questione per prima la propria attivit. Egli contesta la possibilit della deduzione logica- ma se ne avvale ininterrottamente! [130] . Ma c anche la possibilit di intenderlo razionalista e irrazionalista al tempo stesso, per quanto ci possa apparire contraddittorio e paradossale; il caso di chi ritiene questo essere razionalista e irrazionalista come un (...) riflesso di quella drammatica contraddizione del pensiero moderno in cui, per dirla metaforicamente, il serpente si morde la coda. ,(cfr. C. Sini, Semiotica e filosofia , Il Mulino, Bologna, 1978, pp.105-155 ) . Sono d'accordo con Sini [131] , anche se ci significa ammettere lintima appartenenza di Nietzsche alla storia del pensiero moderno. Stigmatizzare i limiti, i fallimenti della ragione, della razionalit non basta per Colli: si deve anche individuare la causa dellimpasse nel tentativo di organizzare il mondo ( che in definitiva lobiettivo di ogni sforzo razionalizzante); si veda il frammento 510 : Dimenticando donde giunge il sentiero La debolezza del raziocinio moderno nasce da unipertrofia del pensiero astratto - dove questo smarrisce il contatto con la sua matrice. ,( La ragione errabonda, p.511). Credo si possa rilevare unaffinit tra il contenuto concettuale di questultimo passo e lo spirito che anima lo zen in generale, e la poesia zen in particolare : affine nella forma per la sua concisione ( la brevit una delle caratteristiche tipicamente zen [132] ), si pensi al mondo, uno scambio di battute sotto forma di fulminante botta e risposta,e che di solito si svolge tra maestro zen e

discepolo [133] , e agli haiku [134] ,come quello del poeta zen Tessho: Finalmente oltre il limite Non pi legami n dipendenza Com calmo loceano che sovrasta il Nulla (cit. in Poesie zen,Newton Compton, p.44). NIETZSCHE E I GRECI [135]
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I veri filosofi dei Greci sono quelli che precedono Socrate: con Socrate, qualcosa cambia. [136] Oh, questi Greci! loro s che sapevano vivere ! Per riuscirvi occorre arrestarci coraggiosamente alla superficie , allincrespatura, alla scorza , occorre adorare lapparenza , credere alle forme , ai suoni , alle parole , allintero Olimpo dellapparenza ! Questi Greci erano superficiali - per profondit ... E non facciamo appunto ritorno a loro , noi spericolati dello spirito , noi che abbiamo scoperto la pi alta e rischiosa vetta del pensiero contemporaneo e di lass ci siamo guardati attorno, noi che di lass abbiamo rivolto lo sguardo in basso ? Non siamo appunto in questo - Greci ? [137] Io ho scoperto la grecit :essi credevano alleterno ritorno !Questa la fede dei misteri [138] ! 9) Nietzsche non giunto a unopera matura sui Greci. Colpa del filologismo ([ 79 ]) 23) Che cosa ci possono insegnare i Greci? ([90] ) 94) La decadenza greca 165) Nietzsche conosce i Greci attraverso fonti biografiche tarde. Cos certe opinioni su Platone [139] 174) Visione solare della vita - visione greca. Dire qual - comunicarla- non c niente che valga pi di questo. Nietzsche ha voluto farlo, ma non ci riuscito. 186) Nietzsche ha recuperato la Grecia, ma non la dialettica greca[140] . Il tema del rapporto tra Nietzsche e Grecia, grecit, mondo greco viene trattato da Colli, pi e meno estesamente in una serie di frammenti il cui contenuto spazia da considerazioni sul tipo di conoscenze sul mondo greco in possesso di Nietzsche a osservazioni sullimportanza e sulle conseguenze di tali conoscenze per il suo pensiero: Nietzsche conosceva i Greci attraverso fonti biografiche tarde (...) ( La ragione errabonda , frammento 42,p.58) e (...) Nietzsche rivolto ai greci sin da giovanissimo (...).Al di l di Socrate luomo pi schietto. Lideale di Nietzsche non luomo naturalistico o barbarico, ma luomo che sopporta e adopera lintelletto, senza esserne guastato(...) Nietzsche non studia la Grecia per interesse storico, ma per formare se stesso, (...) Nietzsche non ci ha lasciato unopera organica e matura sulla Grecia........ (frammento 79, intitolato Nietzsche e gli antichi ,pp.85-86). Si vedano anche le osservazioni di Janz che si sofferma brevemente ma con chiarezza sullargomento : La formazione ellenica di Nietzsche, sulla base soprattutto della filosofia naturalistica preplatonica, illuministica e tendente allo scetticismo della Ionia, torna a pervadere tutto il suo spirito e plasma le sue idee. ( Vita di Nietzsche ,vol. II,p.523) e ancora Conosceva i filosofi antichi , ma anche questi con vistose lacune. Di Aristotele ad esempio,
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non aveva letto i fondamentali scritti di metafisica e di etica, bens solo la retorica. (ibid.,p.377). Tornando a Colli si deve rivedere anche il gi citato frammento 121, dove spiegato dove trova la sua condizione fondante il rapporto Nietzsche/Greci : Tale considerazione [e cio il fatto che in filosofia ci si rivolga al passato tanto pi quanto si consideri la vita da un punto di vista libresco ] favorisce un immediato riferimento di tutta la questione a Nietzsche . Negli ultimi cento anni Nietzsche stato lunico pensatore che si sia rivolto alla filosofia del passato e del presente solo dopo di aver guardato alla vita -secondo una prospettiva universale- e abbia sino alla fine continuato a fare cos. (...)Il suo unico modello - da cui attingere forza -(...) rimarr sempre per lui il mondo presocratico, in specie Eraclito e

Empedocle(...) (La ragione errabonda ,pp.141-142); se Nietzsche si rivolge al passato, e in particolare a quello dei Greci, e perch per lui questi ultimi rappresentano il tipo uomo pi alto ( questo uno dei concetti sui quali Nietzsche insiste spesso: Io considero la moralit greca come la pi alta finora esistita... ,frammenti postumi 1882-1884,v.F.W.Nietzsche,Opere ,vol. VII, tomo I, parte I, p.245). . Ci sono dei luoghi, poi, in cui Colli sembra quasi giustificare il suo continuare lopera di Nietzsche , sottolineandone , a mo di pretesto, le lacune nellinterpretazione della Grecia: (...) <Nietzsche penetrato nelle anime di quegli uomini [ i Greci ] , ma non ne ha visto i corpi, o non li ha riconosciuti.> ( 195, p.252; cfr. anche quanto dice Colli sulla scarsa conoscenza della scultura greca, per cui Nietzsche non avrebbe capito il sorriso dei kuroi , 215a, p.268 ; anche se affermazioni di tal fatta sono controbilanciate da altre volte ad apprezzare la capacit di Nietzsche nel divinare lantica Grecia : < Nessuno ha spinto quanto lui in avanti lo sguardo sulla Grecia.> ( 208a ,p.264)); oppure quando Colli contesta a Nietzsche la polarit istituita tra Apollo e Dioniso: Nietzsche ha visto solo la follia di Dioniso, ha trascurato laltro volto di Apollo , il volto crudele del saettatore e sterminatore, non ha collegato al dio lorigine del logos....Un altro aspetto che sfuggito a Nietzsche secondo Colli il vero senso della dialettica: per il primo si tratta di un gioco futile; infine Colli rimprovera a Nietzsche la tendenza viziosa a usare come fonti di informazione la letteratura indiretta (cfr. La ragione errabonda, 42,pp.58-59) . Tuttavia al di l dei difetti addebitatigli da Colli, Nietzsche ha il merito di aver consegnato alla storia del pensiero limmagine di una Grecia inattuale. La riflessione sui Greci diventa importante anche ad un altro livello: La scoperta filosofica di Nietzsche, il suo giudizio concreto, ci riporta sul piano teoretico dei greci. Quando sono creativi, i Greci pensano per lampeggiamenti [ cfr. 505!!!!!!] ,pronunciano giudizi, senza giustificare le condizioni e senza dimostrare. Tipico Eraclito [141] . Ma i Presocratici in blocco rivelano, tuttal pi raccontano, ma non dimostrano [come nelle storie zen!?].(...) ( 205, p. 261); ma che la riflessione sui Greci , non sia solo importante , ma addirittura fondamentale per la comprensione di Nietzsche lo si evince dal frammento 298: La problematica di Nietzsche pu essere superata solo dal punto di vista teoretico. (...) I punti deboli di Nietzsche possono essere superati solo con un approfondimento teoretico del concetto di verit, di metafisica (contro il suo collegamento metafisica-ideale ascetico) , di teoria della conoscenza. (...)In generale si tratta della rettifica del suo concetto di filosofia ( che lha portato tra laltro a fraintendere il significato della filosofia greca). I filosofi greci non sono razionalisti , non sono teorici della morale, non sono metafisici come li intende Nietzsche. ( p.369). Qual propriamente questa problematica ? Purtroppo qui (come altrove ne La ragione errabonda) bisogna fare i conti con la oscurit di certe enunciazioni di Colli [142] , che lascia irrisolti problemi e interrogativi. Va notato, infine , che secondo Colli "misticismo e razionalismo non sarebbero in Grecia
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qualcosa di antitetico" (La nascita della filosofia, p.79), il che offre laggancio per il tema successivo . IL MISTICISMO Scopo vero di ogni filosofare la intuitio mystica 22) Equivoci sul misticismo ([89]) <[507] [143] > 75) Nietzsche ha preso da Schopenhauer la condanna del misticismo [144] (illuministi). Ma mentre Schopenhauer conosce i mistici (Bhme ecc.), Nietzsche non li legge neppure quindi non riesce ad accorgersi di essere un mistico 140) Nietzsche e Platone : riforma essoterica-misticismo [392] <cfr.175)> 153) Misticismo visionario di Nietzsche [495] 184) Nietzsche e lespressione mistica : Upanisad, Plotino, Bhme. Sebbene in questo punto non ci siano rimandi ad altri frammenti , non difficile reperirli per altre vie ( vale a dire consultando lindice tematico) : sotto la voce misticismo ci sono tre

frammenti, 89 (intitolato Equivoci sul misticismo),107 ,652 ; mi servir soprattutto del secondo, poich in esso si parla anche di Nietzsche [145] . Il frammento 107, datato 6.12.61 , si intitola Lo stile di Nietzsche ,e , lo si pu gi intuire affronta il tema del misticismo da un punto di vista formale: Il suo [ di Nietzsche ] stile mistico, nel senso di comunicare una vita interiore che non accessibile a tutti. (...) E se artista chi rende comunicabile a tutti, attraverso unespressione concreta, la vita rappresentativa individuale,artista sar anche chi esprime concretamente la vita interiore. Non solo, ovviamente, il musicista autentico, ma in generale il mistico che tenta lespressione [146] , e in particolare il pensatore che scrive come Nietzsche. In altre parole, il mistico che parla o scrive un artista per un pubblico limitato, ma non per questo meno universale, poich tutti quelli che partecipano di quella , o di unaffine, vita interiore ricevono la comunicazione. E cos stanno le cose per lo stile di Nietzsche ,(La ragione errabonda , p.123). In questo passo ritornano molti termini ( che si riferiscono a Nietzsche) gi precedentemente incontrati (artista, musicista, pensatore);ora il quadro si arricchisce di una nuova ed inusuale sfumatura mistica.Ora, per quanto la tradizione mistica abbia una sua collcazione allinterno della filosofia, non si pu certo dire che essa sia molto considerata; e se Nietzsche possiede una tendenza al misticismo, solo con ci egli si allontana dal terreno della filosofia propriamente
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detta. Il frammento 652 invece, riprende lantitesi tra razionalismo-misticismo che era stata tratteggiata al 89 ,e la riprende allo scopo di smentirla ,almeno per quanto riguarda il tempo della Grecia , dal momento che per Colli misticismo e razionalismo non sono affatto in antitesi (sorgere della matematica nei Pitagorici). ,(La ragione errabonda, p.103) ; qui inoltre si ha una difesa del misticismo, nella misura in cui lantitesi ,oltre a non essere giustificabile, ha il difetto di essere connotata moralmente , tanto che il razionale il buono, e il mistico il cattivo ,(La ragione errabonda, p.536). Il frammento 495,datato 15.12.71, al quale rimanda il punto 153("Misticismo visionario di Nietzsche" ) : Misticismo visionario di Nietzsche - affine a Platone . Il filone si contrappone al misticismo interiore (Plotino-musicisti). Lelemento razionale interviene in entrambi i casi. (La ragione errabonda,p.497) [147] ; l'affinit Platone-Nietzsche rimanda , o meglio ci riporta al frammento 392 : Parallelo tra Nietzsche e Platone : entrambi tentano una riforma essoterica - ed entrambi si fondano su unesperienza mistica ineffabile (VII lettera - eterno ritorno) , (La ragione errabonda,pp.447-448). Il misticismo viene trattato anche in Dopo Nietzsche : Il bisogno di dire (...) La rottura stilistica che certi pensatori operano rispetto alla tradizione espressiva della filosofia ripecussione di una abnorme conquista conoscitiva. Cos in Nietzsche. Ogni tradizione niene rinnegata, perch loggetto della comunicazione inaudito. (p.27) ; Intorno allestasi La filosofia e larte sono tecniche dellestasi; questultima una conoscenza non condizionata dallindividuazione. (...). Il vaso di zinco [148], dalla cui visione sorse lestasi di Jacob Bhme, allude a una deviazione analoga, e decisiva, verso lesterno , a un abbandono totalmente riuscito - allimprovviso, per una miracolosa frammentazione- della propria individualit. Lo stessp si pu dire per quel pensiero di Nietzsche, che gli venne incontro lungo il lago di Silvaplana, quando comparve innanzi a lui, che veniva dalla foresta, un enorme masso a forma di piramide. , (pp.61-62) [149] ; Ci che non si pu esprimere (...) Dal punto di vista formale il personaggio di Zarathustra la trasposizione (...) di appartate esperienze mistiche. E la stima iperbolica che Nietzsche testimonia verso Zarathustra dimostra che a suo avviso gli era riuscito di esprimere compiutamente quello che suole chiamarsi inesprimibile. , (pp.139-140). A quanto pare, ancora una volta tutto collegato, perch non solo il problema del misticismo legato a quello della formazione culturale, della ragione e dei Greci ( stato chiamato in causa

Platone e si parlato di razionalismo e misticismo), ma trattando del misticismo Colli arriva a chiamare in causa anche Schopenhauer per toccare infine il problema dello stile ( o in altri termini il problema della scrittura) . NIETZSCHE E SCHOPENHAUER[150] "Chi ha preparato la mia via : Schopenhauer." [151] "(...) compresi che il mio istinto seguiva una direzione contraria a quello di
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Schopenhauer:tendeva a giustificare la vita,anche ci che aveva di pi terribile,di pi equivoco e menzognero (...)."[152] 51) La grande filosofia. L'uomo entro l'animalit: grande pensiero che accomuna Schopenhauer ai Greci e agli Indiani, e dove Nietzsche il suo grande discepolo [511] 67) Nietzsche e Schopenhauer. Peso del secondo nella visione del primo (non riconosciuta dalla critica) [124] <[297]> 75) Nietzsche ha preso da Schopenhauer la condanna del misticismo (illuministi). Ma mentre Schopenhauer conosce i mistici (Bhme ecc.), Nietzsche non li legge neppure quindi non riesce ad accorgersi di essere un mistico 198) Il lato orrendo della vita: i veritieri (Nietzsche -Schopenhauer [153] ) < [570 ] > A Schopenhauer [154] compete senza dubbio un posto speciale rispetto agli altri filosofi [155] , e non solo perch lunico filosofo ,insieme a Platone, che Nietzsche abbia realmente approfondito, come gi osservato [156] . Per avere unidea generale di tale rapporto, prima di passare a quello che ha da dire Colli , ci si pu rifare a quanto scrive R. Blunck : Ben presto comprese che ci che pi gli era congeniale nella dottrina di Schopenhauer non era lelemento rinunciatario e ascetico, bens la personalit del filosofo e la sua morale creatrice [157] . (...) Con tutta la passione della sua natura, Nietzsche abbracci il pessimismo di Schopenhauer, che per primo gli rivel filosoficamente il contenuto tragico della vita, un contenuto la cui intera potenza gli veniva dischiusa con sempre maggiore ampiezza dalla tragedia classica con i mezzi dellarte e nella tradizione della sua scienza. Ora la sua personalit si inarc nella grande perigliosa tensione tra i due poli della conoscenza tragica e del per di un incondizionato s alla vita(...) ,(v.C.P.Janz,Vita di Nietzsche ,p.164, vol.I, tutta la pagina verte su Schopenhauer). Uno degli elementi che accomunano i due pensatori il loro essere antihegeliani [158] : Schopenhauer alla razionalit hegeliana che rivela progressivamente se stessa nel mondo ( fino a coincidere con la sostanza della storia universale) oppone invece la volont , cieca e irrazionale, unico principio che muove il tutto e lo condanna a unesistenza tanto effimera quanto insensata. Nietzsche , a differenza di Schopenhauer , scarica tale insensatezza nella nozione di amor fati, che a sua volta si esprime nelle forme del riso, del gioco e della danza (cfr. G.M.Bertin, Nietzsche . Linattuale, idea pedagogica); altre informazioni utili a delineare il rapporto tra i due filosofi riguardano la prima lettura del Mondo come volont e rappresentazione [159] di Schopenhauer che dovette avvenire tra la fine dellottobre e linizio del novembre 1865; infatti una lettera alla madre e alla sorella del 5 novembre mostra gi il suo influsso (...) ,(cit in C.P.Janz,Vita di Nietzsche ,vol. I, p.162) ; per rendere un idea dello stato danimo prodotto da questa lettura, riporto un passo tratto dalla sopra citata lettera in cui Nietzsche descrive schopenhauerianamente la vita come (...) piena di contraddizioni, dove lunica cosa chiara che la medesima chiara non ,( cit. in ibid.) .
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Su Schopenhauer interessante un passo tratto dalla Terza Inattuale: Un filosofo contiene qualcosa che non potr mai esserci in una filosofia : vale a dire la causa di molte filosofie, il granduomo (cit.in ibid. p.223, ). Lentusiasmo per Schopenhauer, tuttavia, destinato a scomparire piuttosto rapidamente, se Nietzsche nel 1874, dunque dopo nove anni,comincia a manifestare i primi dubbi sul maestro; dubbi interpretabili come il segnale, l'avvisaglia di una futura rottura [160] ; nella Quarta inattuale Nietzsche si chiede: Un uomo potr mai diventare migliore(...) grazie alla filosofia di Schopenhauer? ,( cit.in ibid., vol.I, p.661) [161] . Il distacco da Schopenhauer assume invece

toni drastici nel periodo che precede la c.d. catastrofe finale, in particolare nel momento in cui Nietzsche alla ricerca di una traduzione in inglese per Ecce homo ; ricerca che lo porter a scoprire tale Helen Zimmern , e della quale scrive che (...) ha rivelato Schopenhauer agli inglesi perch non anche chi ne agli antipodi ?... , ( lettera a Gast del 9 dicembre 1888). Il giudizio di Colli sul rapporto Schopenhauer - Nietzsche tende soprattutto ad evidenziare le lacune di alcuni prestigiosi interpreti di Nietzsche che hanno trascurato linfluenza del primo nei confronti del secondo; il caso del frammento 124 [162] de La ragione errabonda : Nietzsche e Schopenhauer Le interpretazioni pi acute di Nietzsche da Bertram a Heller, hanno ignorato limportanza essenziale che Schopenhauer ha , non solo nella sua formazione, ma in ogni aspetto del suo pensiero maturo. La lettura dei Parerga negli anni di Lipsia (1865) uno degli avvenimenti capitali nella vita di Nietzsche, pi importante del rapporto con Wagner, e sullo stesso piano unicamente con lo studio della Grecia.,( p.153). Nel frammento 125 ,invece, Colli delinea su cosa fondato il rapporto di "parentela" che lega questi due filosofi : (...) Nietzsche (...) si sent destinato a essere il successore di Schopenhauer. (...) Si parla di irrazionalismo scatenato da Schopenhauer e Nietzsche - ma essi parlavano della natura essenziale - (...). E anche Nietzsche, che fu lultimo ad avere la grande visione, non aveva pi il sostegno della civilt [ per Colli luomo di cultura senza questo sostegno destinato a soccombere ] , e i mezzi per esprimere quella visione. (pp.153157). Non solo riconoscimento dellimportanza di Schopenhauer in relazione a Nietzsche e al problema dello "scatenamento dell'irrazionalismo" , dunque, ma anche denuncia per chi tale importanza non lha valutata adeguatamente,o addirittura ignorata dunque [163] . Interessanti sono le considerazioni di Sossio Giametta , secondo il quale Nietzsche deriverebbe da Schopenhauer non solo la filosofia estetica ma anche la filosofia tout court; ora , si pu affermare che ci equivalga a sminuire Nietzsche come filosofo, o, per lo meno,che tale "debito" nei confronti di Schopenhauer basti a diminuire l'originalit filosofica di Nietzsche ? Secondo Giametta s , anche se la risposta non scaturisce direttamente dal riconoscimento dei debiti nietzscheani nei confronti di Schopenhauer , ma dalla tesi del suo libro; tesi rappresentata non tanto dalla formula "Nietzsche non un filosofo" (che comunque e rimane un caposaldo della sua - e della mia- interpretazione) quanto dal riconoscimento di un fatto ben preciso: l'elemento filosofico in Nietzsche non costituisce il fondamento della sua persona: "In lui lo slancio, il genio moralistico poetico era pi ampio di quello filosofico... Nietzsche ha fatto una cosa sola , il moralista , ma poeticamente" ,(Nietzsche e i suoi interpreti ,p.56). Giametta , a corollario della sua tesi, adduce elementi quali l'esaltazione , da parte di Nietzsche, dei moralisti francesi al di sopra dei filosofi e l'essere moralista , prima che filosofo, dellodiosamato maestro[164] , Schopenhauer. Tornando a Colli e a quello che a da dire sulla "strana coppia",voglio citare il seguente passo: Ultime tempre filosofiche: Schopenhauer e Nietzsche.Sono gli ultimi che guardino
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alluniverso [165] ., (La ragione errabonda,p.106). Il verbo guardino, a mio parere, andrebbe inteso in senso lato ( non solo per la miopia di Nietzsche); forse per rendere conto in miglior modo dello sguardo lanciato da Nietzsche sull universo, sarebbe stato pi appropriato usare un'altra metafora e far riferimento al sentire in modo cosmico di cui parla Nietzsche nei frammenti postumi; ci che invece maggiormente interessante in questo breve passo , costituito dal fatto che Colli preferisca usare l'espressione "tempra filosofica" al posto di filosofo , quasi che questo termine si sia ormai svuotato di significato , o che designi qualcosa di negativo : se Colli ,dunque,dice che Nietzsche non un filosofo , ma che , insieme a Schopenhauer, rappresenta una tempra filosofica , non un caso; forse, perch per avere tempra filosofica non bisogna essere necessariamente un filosofo?!?!?!? Ma cosa significa ,poi, avere tempra filosofica??

NIETZSCHE FILOSOFO E NON FILOSOFO Ho voluto essere il filosofo delle verit spiacevoli - per 6 anni! [166] Se sono un filosofo? Ma questo che importa? [167] Il punto 17 rimanda al frammento 84 (datato 8.7.57), intitolato significativamente Nietzsche e la filosofia , senza dubbio il pi importante perch fornisce l'accesso migliore per giungere alla comprensione di come e in quali termini Colli ponga la questione che mi interessa [168] : Nietzsche filosofo pi di ogni altro filosofo moderno, se per filosofia sintende una concezione totale della vita, pi intuitiva che logica, che si oppone ad ogni limitazione e ad ogni compromesso pratico. Come rigore e approfondimento di una ricerca logicorazionale( questo che viene inteso per filosofia nel mondo moderno) Nietzsche non un filosofo.I Greci,sin dallepoca presocratica (Pitagorici,Eleati) riunivano entrambi gli aspetti. Uno Spinoza pi un Nietzsche d un filosofo greco[169] . Nietzsche non ha approfondito razionalmente nessun filosofo, n greco n moderno. I suoi giudizi su Platone non affrontano mai teoreticamente la dottrina delle idee; su Platone egli fa considerazioni- per lo pi generiche- sulle idee morali,politiche estetiche.Cos per Aristotele. Sua notevole ignoranza della storia della filosofia. (...)Si pu sospettare che l'interesse per la filosofia( nel senso logico-razionale) sia in Nietzsche quasi un elemento convenzionale, un riflesso del rispetto istintivo del popolo tedesco[170] per la filosofia. (...) Lo stesso entusiasmo Schopenhauer ( lunico filosofo razionale, oltre a Platone che egli abbia veramente studiato) non si fonda su una riflessione teoretica. (...)Scarsa attitudine di Nietzsche per la logica e la metafisica.
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Quando vuol essere discorsivo e razionale , Nietzsche affronta i problemi filosofici con la psicologia ,anzich con la logica. La psicologia - come sfera conoscitiva- una scienza particolare pi che appartenere alla filosofia. Essa si fonda sull'induzione e i dati sensibili. Nietzsche d'altra parte non si serve neppure della psicologia con rigore scientifico, ma come uno strumento discorsivo e argomentativo, letterariamente suggestivo e filosoficamente sofistico. I buoni risultati cui giunge Nietzsche dipendono dall'acutezza e dalla vastit della sua visione vitale,totale e intuitiva (la pi profonda qualit del filosofo [171] .(...)Nietzsche non sa dimostrare ma sa cogliere la verit. In parte , Nietzsche ha saputo ovviare alle sue deficienze logiche,scegliendo la forma aforistica, che mette in, rilievo gli istanti frammentari dell'intuizione, riducendo l'apparato conoscitivo psicologico. Nietzsche non mostra interesse (n ha capito l'importanza) per la ricerca logica e razionale dei prinicipi. Concetto di arch [sintende qui principio supremo] ignoto a Nietzsche. Ci lo distingue dai filosofi completi (Parmenide[essere]-Platone[idea]) e anche dai filosofi moderni (Spinoza [sostanza ] -Kant[noumeno] -Schopenhauer[volont]). Un po' ingenua la pretesa dell'ultimo Nietzsche(Wille zur Macht ) di fare il filosofo sistematico. Egli appunto l'antitesi dell asistematicit. La Wille zur Macht costruita sulla falsariga della Wille zum Leben. Altri impedimenti - dovuti allambiente - ad una formazione filosofica di Nietzsche. (a)Leducazione filologica , che lo porta verso il dato, il particolare (b)la mancanza di una disciplina razionale ( logica - scienze matematiche) (c) immersione nella cultura storica , che rimarr determinante su tutta la sua evoluzione e le sue riflessioni filosofiche. (La ragione errabonda ,pp. 93-95). Questo lungo frammento ( ma era necessario riportarlo nella sua interezza , visti titolo e contenuto) racchiude,se non tutta , gran parte della posizione di Colli nei confronti del rapporto

(o si pu gi dire non -rapporto?) di Nietzsche con la filosofia [172] . Cercher ora di articolare e commentare quanto scritto da Colli ; per farlo sar costretto a frammentare ulteriormente il testo, allo scopo di far risaltare ogni singolo snodo teorico: a) (...)Si pu sospettare che l'interesse per la filosofia( nel senso logico-razionale) sia in Nietzsche quasi un elemento convenzionale, un riflesso del rispetto istintivo del popolo tedesco per la filosofia." Questo passo suggerisce una domanda (si spera lecita) : che cos' un libro come Ecce homo ? Oltre ad essere l'ultima opera pubblicata in vita da Nietzsche, il luogo in cui egli inveisce ferocemente contro il popolo tedesco, che, specie nell'"ultimo" Nietzsche ,costituisce uno dei bersagli (insieme al Cristianesimo e alla morale) pi colpiti dai suoi strali . Voglio dire: se Colli ha ragione nel ritenere che il popolo tedesco sia dotato di rispetto istintivo nei confronti della filosofia ,allora la virulenza con la quale Nietzsche attacca il tedesco e tutto ci che ha odore di tedeschit, non potrebbe essere interpretabile ,per una sorta di improbabile propriet transitiva , come un rifiuto della filosofia ( tedesca)?! E allora la filosofia tedesca in quanto tale (cfr. Crepuscolo degli idoli e Lanticristo) e la filosofia tout court in quanto origine della filosofia tedesca a rientrare nella corrosiva critica nietzscheana, per quanto tale critica non sia soltanto una semplice conseguenza, un riflesso dellodio di Nietzsche per i Tedeschi,(cfr. La ragione errabonda , 422).
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b) Nietzsche non sa dimostrare ma sa cogliere la verit. Questa affermazione pu essere presa sia come il riconoscimento della prevalenza data da Nietzsche al momento intuitivo,sia come un limite di capacit deduttiva come gi visto : Colli specifica che la potenza delle sue intuizioni fine a se stessa , dal momento che Nietzsche manca di capacit deduttiva (frammento 118).Quello che vorrei insinuare che Nietzsche forse non "volesse" dimostrare la verit ,nel senso che dimostrarla,dirla sarebbe un deragliamento rispetto al binario del vero;la conseguenza di ci sarebbe o una filosofia come "buffoneria" ( ovvero una filosofia che non pretenda di dimostrare nulla) o una filosofia del silenzio.Su uno scenario del genere si colloca anche la sfiducia di Colli nei confronti della parola. c) In parte ,Nietzsche ha saputo ovviare alle sue deficienze logiche,scegliendo la forma aforistica, che mette in rilievo gli istanti frammentari dell'intuizione(...) Il punto c) completa quanto si stava dicendo al punto b): lo strumento al quale Nietzsche affida occasionalmente lespressione "materiale" delle sue intuizioni laforisma [173] , che per definizione ,nella sua brevit ,lantitesi di una lunga trattazione sistematica;l'adozione dell'aforisma il tentativo di rivolta contro le odiate "lunghe catene dimostrative".Per ammissione dello stesso Nietzsche, sappiamo che egli aveva la pretesa di dire in poche frasi ci che gli altri dicono con un libro intero : Laforisma, la sentenza, in cui per primo sono maestro tra i tedeschi, sono le forme delleternit ; la mia ambizione dire in dieci frasi quello che chiunque altro dice in un libro, - quello che chiunque altro non dice in un libro.... ,(Crepuscolo degli idoli, Scorribande di un inattuale, 51) . Laforisma comincia ad essere preferito come mezzo espressivo a partire da un certo periodo, precisato puntualmente da Verrecchia: (...) [ Nietzsche ] si era deciso per tale genere letterario a Sorrento, dove Re gli aveva letto i moralisti francesi. (La catastrofe di Nietzsche a Torino , p.108) ; tale decisione in parte fu anche una necessit ,dovuta al peggiorare della salute di Nietzsche e al suo nuovo modo di intendere la scrittura filosofica . Colli sottolinea come laforisma caratterizzi lo stile dellultimo Nietzsche soprattutto, anche se riconosce che le prime "ispirazioni aforistiche" si trovano gi in Umano,troppo umano [174] : Egli sviluppa gi qui [ Umano,troppo umano ] e in modo approfondito negli scritti che seguiranno una critica serrata contro il pensiero logico e deduttivo e la stessa forma aforistica che introduce in Umano,troppo umano accenna alla sua sfiducia nella produttivit delle catene dimostrative (cfr. Scritti su Nietzsche, p.73) ; a tal proposito voglio riportare quanto scrive

Deleuze in Nietzsche e la filosofia , dove lanalisi della forma espressiva viene sfruttata come appiglio per delle considerazioni che abbracciano proprio il rapporto di Nietzsche con la filosofia tout court: Mai, per un gioco di immagini ha sostituito in Nietzsche un gioco pi profondo, quello dei concetti e del pensiero filosofico. Il poema e laforisma sono le due espressioni elaborate da Nietzsche. ma esse hanno un rapporto determinabile con la filosofia. Un aforisma formalmente si presenta come un frammento. la forma del pensiero pluralista; nel suo contenuto, esso vuole esprimere e formulare un senso.. Apparentemente ci contrasta con la mia tesi, secondo cui Nietzsche ha ben poco da spartire con la filosofia: per Deleuze, se non erro, Nietzsche un filosofo a tutti gli effetti( pur essendo la sua interpretazione anti-heideggeriana); in realt il contrasto svanisce se si considera pi attentamente qual la idea di filosofia di Deleuze , o meglio a cosa serva la filosofia propriamente ; ebbene , per Deleuze la filosofia serve a turbare ( Nietzsche e la filosofia , p. 155); col che ci si pone al di fuori di un certo modo tradizionale di intendere la filosofia, quale strumento apportatore di sicurezza: e non esiste (forse) "filosofia" pi "perturbante" di quella nietzschiana .
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d) Un po' ingenua la pretesa dell'ultimo Nietzsche (Wille zur Macht ) di fare il filosofo sistematico. Egli appunto l'antitesi della sistematicit. Nietzsche rinuncia al progetto della pubblicazione de La volont di potenza verso la fine di agosto 1888,come risulta dai frammenti postumi; una rinuncia che ha fatto molto discutere gli interpreti, che si sono sforzati di capire se si trattasse di uno scacco o di una svolta , di una sconfitta o di una vittoria .Personalmente credo che la verit stia nel mezzo: Nietzsche semplicemente si accorse di aver intrapreso un cammino che non lo avrebbe portato dove lui credeva di arrivare: concludere con un'opera sistematica sarebbe stato un tradimento di quanto stava via via maturando, e cio uno svanire nel silenzio. Probabilmente ancora presto per giungere a delle conclusioni ( che rischiano di essere per forza giudicate affrettate), tuttavia limpressione che si ricava da quanto visto finora che ,per quanto largo ( nel senso di esteso) sia il termine filosofo, esso vada sempre stretto per Nietzsche: che i panni del filosofo ,se mi si concede la metafora, non siano, cio, della sua misura . Ammetto per che anche quella del non filosofo alla fine potrebbe essere soltanto una maschera che sotto nasconde unaltra figura ( o unaltra maschera?!) , e cio quella del saggio. NIETZSCHE E LA RELIGIONE Con la mia condanna del cristianesimo non vorrei essere stato ingiusto verso una religione affine (...) : il buddhismo . (Lanticristo,20) (...)Buddha,il maestro della religione dellautoredenzione :come ancora lontana lEuropa da questo gradi di civilt! (Aurora ,96) "Ci riserviamo molte specie di filosofia, che necessario insegnare: in determinati casi quella pessimistica, come martello: un buddhismo europeo potrebbe forse risultare indispensabile." (frammento postumo maggio -luglio 1885 [175] ) 32. Un filosofo interroga Buddha Un filosofo domand al Buddha: Senza parole, senza linespresso, vuoi dirmi la verit?. Il Buddha rimase in silenzio. Il filosofo fece un inchino e ringrazi il Buddha dicendo : Con laiuto della tua amorevole bont, mi sono liberato delle mie illusioni e ho imboccato la vera via. Quando il filosofo si fu allontanato, Ananda domand al Buddha che cosa avesse ottenuto quel tale. Il Buddha rispose : Un buon cavallo corre anche soltanto allombra della frusta. [176]
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64) Nietzsche e la religione , negativa e affermativa. Dioniso. Buddha e Nietzsche [177] : religione atea [123] E quasi inutile sottolineare come anche quello della religione sia un problema complesso e che il rapporto di Nietzsche con essa sia denso di contenuti; si tratta di un aspetto del pensiero di Nietzsche problematizzabile da diversi punti di vista: il pi comune quello che ha per oggetto la posizione di Nietzsche nei confronti del cristianesimo [178] ; ma di recente sono apparsi dei lavori

che hanno tematizzato gli influssi di altre religioni su Nietzsche, in particolare quelle non occidentali [179] ; il caso pi eclatante, macroscopico riguarda senza dubbio il buddhismo. Colli non si sofferma sulle evidenti affinit rilevabili tra Nietzsche e il buddhismo [180] , tuttavia non si pu dire che largomento gli sia estraneo [181] , per quanto sia la filosofia indiana [182] a godere di maggiore attenzione : La filosofia umana pi unitaria e molteplice a un tempo, pi profonda e pi vera (...) quella indiana. [183] (La ragione errabonda,120,p.141). Tuttavia, qua e l , possibile trovare dei riferimenti precisi e interessanti al buddhismo, e , quel che pi conta , al buddhismo in relazione alla tradizione filosofica occidentale; il caso del frammento 127: Nelleliminare ogni prospettiva storica consiste la vera filosofia. Anche Buddha e Schopenhauer pensano che qualcosa possa cambiare nel profondo - e in ci non sono filosofi . (La ragione errabonda,p.173). Credo ormai si sia gi notato che ci sono molti modi per accedere a uninterpretazione di Nietzsche come non filosofo: un modo ulteriore potrebbe essere quello di trovare delle analogie tra Nietzsche e chi viene definito pacificamente non filosofo (anche se non poi cos pacifico). Ora , se della presenza di Schopenhauer non ci si deve meravigliare pi di tanto desta stupore invece che compaia il nome di Buddha in un simile contesto ( e cio filosofico), anche se in questo frammento non si accenna a Nietzsche . Tuttavia chi ha letto con attenzione nelle opere di Nietzsche sa che il buddhismo (studiato [184] da Nietzsche sia attraverso fonti dirette ,sia indirette ) gode di una valutazione positiva ( anche se asservita in quanto termine di paragone rispetto al cristianesimo , valutato negativamente da Nietzsche, com noto) ; altrettanto vero che la filosofia del Vedanta, insieme al buddhismo e al Codice di Manu [185] (cfr. Lanticristo), godono di una valutazione positiva nellultimo Nietzsche anche al di fuori del campo religioso : cio il buddhismo in Nietzsche non soltanto una religione , ma qualcosa di pi. Esistono gi libri che tematizzano il rapporto di Nietzsche col buddhismo da un punto di vista filologico (cfr. i lavori pionieristici di Mistry[186] e Lmmert ). Recentemente sono comparsi numerosi testi dedicati alle analogie [187] tra due correnti di pensiero (apparentemente) cos lontane tra di loro, nello spazio e nel tempo. Verrecchia ,che ha il merito di aver toccato un tasto che a me interessa particolarmente, scrive nel gi citato La catastrofe di Nietzsche a Torino : Non mi sembra che la critica abbia messo in risalto i rapporti di Nietzsche con la filosofia orientale(...) , (op. cit., p.58); se questo poteva essere vero allora (1978), la situazione adesso cambiata e a dimostrarlo ci sono i testi di autori come Pasqualotto [188] , Bispuri [189] ,Arena [190] , Parkes [191] .E mentre correggevo la tesi ho scoperto che da poco uscito un libro intitolato Nietzsche and Buddhism: A Study in Nihilism and Ironic ,scritto da tale Robert G. Morrison.
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LA SCRITTURA (...) come mi sembra insipido ogni scritto in confronto alla parola viva! [192] "Un uomo per il quale quasi tutti i libri sono divenuti superficiali, conserva la fede, di fronte a pochi uomini del passato, che essi abbiano posseduto abbastanza profondit per non scrivere ci che sapevano." (frammento postumo aprile-giugno 1885 [193] ) 2) Nietzsche ha scritto troppo [194] 19) Nietzsche e lespressione scritta. Bisogna intendere come un surrogato la scrittura ([ 86]) < eliminare> [195] 79) Nietzsche non ha capito che la scrittura il mezzo espressivo volgare per eccellenza 108) Filosofia scritta come episodio: Nietzsche non lha capito [234] <cfr.19> 169) Lode della scrittura : Stendahl-Nietzsche-Proust. Aiuto al recupero del passato, e poich nel passato sta la vita, aiuto a recuperare la vita. [196] Attraverso certi tipi mistici di scrittura si pu surrogare la mancanza di immediatezza del nostro mondo [197] .

170) Vedere tutto Nietzsche sotto il profilo del problema della scrittura. Che senso ha additare la vita, e intanto consumare la vita nello scrivere, cio nella non vita, nella commedia [198] ? 171) Il demone della scrittura ,come sfocia in Nietzsche, ci mette in crisi davanti alla scrittura. 175) Nietzsche come riformatore dell'esposizione filosofica. Paragone con Platone (introduzione a Zarathustra). [199] La riforma di Platone il passaggio dalla dialettica (orale) a una retorica scritta. Nietzsche recupera la retorica scritta (quindi solo un rinascimento della forma platonica, non la creazione di una forma nuova), che si era fossilizzata nellastrazione imperante. Nella retorica c una mescolanza con la sfera dellarte, nel fatto che unilateralmente qualcuno fa vibrare lanima di una collettivit. La forma di Nietzsche (nello Zarathustra) di adoperare lespressione essoterica a fine mistico, provocare unesaltazione collettiva che sostituisce il vero e proprio, lo divulga (per questo il tono religioso dello Zarathustra). In Platone questo avviene nel Fedro e nel Simposio.
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La citazione riportata allinizio corrisponde a quanto scriveva Nietzsche nel lontano 1859 ; 110 anni pi tardi Colli avrebbe risposto come segue : Quando lo scritto sostituisce la parola viva, tutto si frammenta e si modifica, diviene mendacemente oggettivo. Qualcosa di sinistro appartiene alla scrittura...la parola derubata di ogni immediatezza(...) il fenomeno originario va perduto e al suo posto subentra un grigio simulacro(...)Nata fuori della scrittura, fu proprio attraverso questa che la ragione si afferm come grande evento nella storia del mondo. Da allora la filosofia come cosa scritta e fondata su cose scritte, chiusa in una quiete di morte. (Filosofia dellespressione, pp. 200-201).Historia in nuce, verrebbe da dire: in poche righe Colli delinea il destino della filosofia, condannata alla scrittura come a una maledizione,dal momento che la scrittura, la parola scritta ,in quanto traditrice rispetto all'immediatezza, segna l'origine e al tempo stesso il declino della filosofia. Quello che Colli scrive, in fondo quello che Platone annuncia nella Settima lettera: "un uomo serio che si occuoa di cose serie, non dovrebbe scrivere". Quello della della sfiducia nei confronti della scrittura un problema complesso [200] , lo dimostrano queste poche righe e alcuni paragrafi de La ragione errabonda . Quelli che prender ora in considerazione sono il 238 (datato 14.4.66 : < Qualcosa sta nascosto nel profondo> Lillusione che la parola scritta abbia per luomo un valore vitale si radica nel pregiudizio, ancora pi antico, a favore del pensiero. ); il 541 (datato 19.12.72 : Ma il sapiente* [ nell'originale sopra sapiente sta scritto filosofo ] sa discutere su tutto, e non crede che il linguaggio parlato e scritto sia la culla e la tomba delluomo. Nella vita c tanto di cui la letteratura neanche si sogna. Ed strano che Nietzsche non abbia capito che la scrittura il mezzo espressivo volgare per eccellenza., (La ragione errabonda,p.516); il frammento 86 (datato 16.7.57 [201] ) che affronta direttamente il tema: Lespressione scritta Insufficienza e falsit dellespressione scritta. Introduzione dello scritto che determina la decadenza vitale delluomo, la fine delleducazione vera , che rapporto diretto ( viene in mente il termine sanscrito upanisad , che designa latto di sedersi ai piedi di un maestro e attesta il carattere esoterico di insegnamenti impartiti a discepoli idonei a riceverli) (...) Lo scritto nasce con la prosa : Anassimandro. (...) Due caratteri tragici dellespressione scritta. a) indefinita riproducibilit: le espressioni destinate ai pochi vengono offerte ai molti [202] . (...) b) eterogeneit rispetto allespressione originale. Platone : il mito di Teuth e settima lettera. (...) La poesia e la filosofia oggi sono larve, poich un tempo esse erano voce viva. (...)

Le dottrine filosofiche sono tramandate con linsegnamento orale e con il segreto (per difenderle dallespressione scritta, mantenendole per i pochi), in India (Upanisad ) e in Grecia nei Pitagorici (anche in Parmenide e in Empedocle). Gli isolati, per cui non ha senso il segreto , si difendono con lambiguit e il simbolismo (Eraclito e pi tardi Platone). Voluta oscurit della filosofia greca, contro cui si volger la chiarezza democratica e decadente (Socrate e Sofisti : Aristotele un razionale ambiguo ) .(...) Ora abbiamo il libro, e non possiamo servirci che di questo surrogato. Dobbiamo appunto servircene, in modo da farlo risultare un surrogato, (pp.97-99). Si tratta di vedere , allora, in che modo Colli faccia giocare questa sfiducia, magari facendola rimbalzare contro Nietzsche, e in che modo si arricchisca di significato.
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Per farlo, forse bisogna rivolgersi a due frammenti che spiccano rispetto agli altri; si tratta del frammento 606 ( datato 12.4 .73) e del frammento 607( datato 30.4.73):Con la sua anatomia della volont di verit nel filosofo, Nietzsche ci mette in condizione di capire quello che lui stesso non ha capito : sino a che la scrittura rimane lo strumento espressivo nella filosofia, quella volont destinata a essere frustata . Se il filosofo lanimale che annusa la verit, deve tenersi lontano dalla scrittura. Difatti la scrittura la forma espressiva tipica che assume la volont di menzogna, di illusione.(...) Ma se la filosofia riguarda la verit - come pretende Nietzsche - rimanga lontana da lei , se essa vuol vivere, se non vuol diventare una smorfia, lo strumento della menzogna, lingannevole parola scritta.,(La ragione errabonda, pp. 527-528). Colli non lo dice, ma se la filosofia deve rinunciare alla forma scritta, perch altrimenti nonfilosofia, non sar forse la via del silenzio l'unica possibilit per giungere a quella dimensione di autenticit e immediatezza, dimensione che importantissima sia per Nietzsche e sia per Colli? Forse no, dal momento che non stato ancora evidenziato il fatto che in Colli il valore negativo riconosciuto alla scrittura non assoluto (cfr. punto 169), sebbene la positivit della scrittura sia subordinata rispetto allimportanza riconosciuta da Colli al passato: cio la scrittura va rigettata , a meno che non se ne faccia un uso corretto; e qual il modo giusto per Colli? Lo scopriamo qui di seguito : Dopo tanto vituperi , una lode per la scrittura. Se la vita sorgiva giace sepolta nel passato , se la nostra esistenza pu trarre un significato soltanto da uno scavo in quella tenebra, per farne zampillare ci che obliato, allora alla scrittura pu toccare un alto apprezzamento, quando la si usi come utensile di quella escavazione. (La ragione errabonda , p.528). La "strategia" di Colli, dunque, meno traumatica, e pi sana (e savia) di quella nietzschiana: sembra quasi che Colli, riconosciuta l'ineliminabilit (per la filosofia) della scrittura, tenti una ridefinizione delle finalit dello scrittura, che non deve essere, fine a se stessa, ma strumento prezioso nella rievocazione di ci che trascorso, e che ormai "passato". Solo a queste condizioni Colli disposto a concedere ancora una chance alla forma scritta. Capitolo quarto OSSERVAZIONI CRITICHE A COLLI Analisi di Nietzsche e i suoi interpreti di Sossio Giametta Apprezzamenti di Giametta per Colli Giametta interprete di Colli In ogni caso ,dal momento in cui lei diventa noto e viene capito, la sua grandezza viene anche avvilita, e il caro popolaccio incomincia a darle del tu come a uno dei suoi. E meglio che lei conservi la sua nobile ritiratezza e ,diecimila volte pi in alto, lasci fare a noialtri un segreto pellegrinaggio verso il santuario, per respirarvi laria del cuore. Ci lasci custodire la dottrina esoterica, per conservarla pura e intatta , e non divulgarla (...)[203]
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In Nietzsche e i suoi interpreti lautore [204] circoscrive la filosofia di Nietzsche entro i confini dello scetticismo [205] : "Contro la positivit dei sistemi filosofici, predic la negativit della scepsi come elemento essenziale della grandezza(...) Ma la scepsi (...) serviva non a costruire

bens a distruggere la filosofia(...) Questo carattere strumentale e negativo del pensiero di Nietzsche del resto posto in risalto da Nietzsche stesso.",(op. cit., p.57). Stesso tono hanno le affermazioni sul carattere complessivo della filosofia di Nietzsche : (...) una filosofia che non pi di una scepsi con dei corollari, e la cui matrice positiva risiede altrove che nei concetti. ,(op.cit.,p.72).Nietzsche interpretato come pensatore negativo o affermativo, una questione che a tuttoggi fa ancora discutere, e anche Giametta, giustamente, tocca questo punto : uno dei temi, o meglio, punto fondamentale, su cui pi insiste l'interpretazione di Giametta proprio quello della negativit del pensiero di Nietzsche: La sua inclinazione, vocazione e missione era di abbattere, non di costruire la filosofia sistematica, come dimostrano tutta la sua vita e tutta la sua opera , e come Colli vede chiaramente (...).,(op.cit.,p.76) ; in realt, e credo sia emerso abbastanza chiaramente nel secondo capitolo , per Colli la "verit", su questo tema della negativit, sta (buddhisticamente) nel mezzo ; personalmente sono daccordo con Giametta fintantoch ci si esprime su Nietzsche in modo "generale" , ma non lo seguo quando si vada a cercare nel "particolare" : perch Giametta ha dimenticato che secondo Colli, Nietzsche una costruzione lha lasciata , come si evince dal 105 de La ragione errabonda: Giustificazione dellinterpretazione nichilistica di Nietzsche: egli ha distrutto [206] con maggiore chiarezza - e con pi grande dispendio di energie e di parole scritte - di quanto abbia costruito. Ma bisogna badare ,che egli distruggeva solo per poter costruire, e che una costruzione egli lha lasciata., ( pp. 120-121) .La costruttivit di Nietzsche si manifesterebbe nella ricerca di (...) unarte, una scienza, una religione, una moralit pi alte. ,(ibid.). Vorrei richiamare l'attenzione sul fatto che in questo passo in cui si riassumono i meriti di Nietzsche in quanto a creativit, positivit o "costruttivit" (per dirla con Colli)non compaia il nome della filosofia [207] . Uno dei capitoli pi interessanti ( il terzo) quello in cui Giametta si ripropone di vedere che cosa abbia o non abbia capito Colli nella sua interpretazione di Nietzsche e, in particolare merita attenzione la parte destinata da Giametta alle critiche di Colli [208] ,critiche relazionate ad argomenti ben precisi ( il misticismo, il problema della razionalit , ecc.). Per fondare i suoi attacchi lautore si appoggia a contraddizioni [209] nelle quali incappa Colli , da La ragione errabonda a Dopo Nietzsche , oppure citando quei passi in cui, secondo Giametta, Colli forza troppo linterpretazione [210] ; faccio soltanto alcuni esempi : Le cose, ad ogni modo, si complicano decisamente quando Colli attribuendo a Nietzsche, pi secondo la propria natura e inclinazione che secondo verit (...) un credo metafisico (...) mantenutosi sino alla fine decisamente schopenhaueriano , e quindi indiano dice che questa cosa va estratta dal suo atteggiamento di pensatore pi che essere chiaramente enunciata da lui. Cio qui Colli non applica la legge da lui proclamata, ma passa al metodo induttivo.,(Nietzsche e i suoi interpreti, p.69). Unaltra critica prende di mira lamore per la grecit, dal momento che se Colli non fosse stato animato da furore grecizzante avrebbe dato non soltanto linterpretazione di Nietzsche pi importante, ma linterpretazione di Nietzsche tout court .,(op. cit., p.72). Allo stesso modo Giametta contesta il modo in cui Colli tematizza il problema della ragione in
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Nietzsche: (...) non si pu dire veramente, come dice Colli : Nietzsche non fu una irrazionalista, ma fu un fanatico assertore della ragione.,(op.cit., p.78). Giametta cerca di spiegarsi meglio pi avanti [211] , evidenziando una differenza fondamentale che distingue Colli da Nietzsche per quanto riguarda la razionalit : Per Colli la ragione importante, essa forma il mondo ed il tessuto del mondo. (...) Invece Nietzsche non d, un soldo per la ragione, ma se ne serve - e in tal modo la esalta - al massimo. ,(op.cit., p.83). Anche se tra Colli e Nietzsche c in realt un dislivello (...) che rende un confronto puntuale impossibile. (op.cit.,p.82). Per quanto critico di Colli, Giametta comunque pronto e ben disposto quando si tratta di riconoscerne il valore: Tuttavia la sua[di Colli] interpretazione che bisogna soprattutto

seguire per arrivare al vero [212] Nietzsche. (...) Dunque Colli accetti di essere interprete fra gli interpreti e, si accontenti di figurare in testa ai migliori (...) ,( op. cit., p.70); e ancora : Linterpretazione di Colli la pi importante tra quelle che sono state date di Nietzsche [213] , e merita attenzione e studio come e pi di qualunque altra, perch non presenta il difetto della parzialit che inerisce pi o meno a tutte le altre e anche se non priva a sua volta, di una fortissima coloritura personale (...) la meno lontana da Nietzsche (...) ,(op. cit., p.71). Pi di ogni altro interprete di Nietzsche Colli ha mostrato la grandezza come il senso profondo della vita e dellopera di Nietzsche (...)[214] ,(op.cit.,p.109) tanto che difficile (...) tracciare un quadro pi completo ed esauriente [ per quanto riguarda errori e difetti di Nietzsche ] di quello che ha tracciato lui.,(op. cit., p.110). A Giametta potrei obiettare in risposta che anche questa , a sua volta, pur sempre uninterpretazione ( e in quanto tale rappresenta un giudizio di parte) e non detto che sia la migliore ( cio qualcuno potrebbe sostenere che linterpretazione di Nietzsche data da Colli sia pessima; va notato , ad esempio , che uno studioso di Nietzsche importante come Maurizio Ferraris, non fa menzione alcuna dei meriti dellinterpretazione di Colli nel suo libro Nietzsche e la filosofia del 900, nella parte in cui passa in rassegna i pi importanti tra gli interpreti di Nietzsche di questo secolo). A proposito di "interpreti e interpretazioni" giustissimo quanto dice Giametta intorno alla posizione di Colli nei confronti degli interpreti che hanno inserito Nietzsche nella storia della filosofia, il che mi offre loccasione per aprire una parentesi sulla questione come si interpreta Nietzsche secondo Colli [215] (facendo riferimento a quanto gi emerso al 505 de La ragione errabonda ); che questo sia un punto rilevante dimostrato non solo dalla frequenza dei riferimenti di Colli alla problematicit legata all'interpretazione di Nietzsche(al punto che Giametta parla di chiodo fisso ) e da alcune indicazioni contenute nei gi citati piani: 288 , punti 1 e 16; 491, punto 8 [216] ; 505 , punti 118 e 150. Su tutti per spiccano due aforismi di Dopo Nietzsche : Chi merita giustizia e soprattutto Citazioni proibite (p.196) . Passo ora alle considerazioni di Giametta sul tema in questione : Del resto tutto detto quando si detto ,come dice Colli, che linterpretazione di Heidegger hegeliana. Perch ci significa che di Nietzsche si giudica solo la filosofia , non la poesia e il moralismo [217] , e la si giudica da un punto di vista della storia della filosofia, di divenire dellidea metafisica, al modo di Hegel appunto (...) E questo per uno sviamento senza rimedio [218] . Perch Nietzsche (...) prima e pi che filosofo , come gi detto, poeta e moralista, cio moralista per la forma, ma poeta tragico per la portata del suo moralismo, e diventa filosofo solo in conseguenza e in difesa della sua visione poetica che ispira in genere il suo moralismo, dunque un filosofo esclusivamente negativo, un antifilosofo. (Nietzsche e i suoi interpreti, pp.71-72). Interessanti anche le osservazioni delle pagine successive : Chi oserebbe asserire che
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Nietzsche un filosofo come Aristotele, Kant, Hegel (come tuttavia lo tratta Heidegger [219] e non solo Heidegger, ma praticamente, da decenni, anche ogni altro interprete)? (op. cit., p.76) e (...) per alcuni, come per Heidegger stesso, Nietzsche un vero filosofo, un filosofo rigoroso e originale,(op. cit., p.137). Obietto che linterpretazione di Heidegger da rigettare [220] non tanto in base alle conclusioni di Giametta, (che tende a dar troppo peso al ruolo della poesia e del moralismo) quanto perch a una sola condizione Nietzsche avrebbe potuto rappresentare la fine della Metafisica occidentale : a patto di appartenervi; e per appartenervi Nietzsche avrebbe dovuto per lo meno conoscerne la storia, e proprio questa conoscenza non era un suo possesso, se non in modo limitato . Senza contare che la presunzione (kantiana) di riuscire noi posteri a comprendere meglio Nietzsche di quanto egli non avesse compreso se stesso , gioca un ruolo determinante anche per chi (incluso Heidegger) consideri la filosofia di Nietzsche alla stregua di un arto fantasma che necessita di una integrazione [221] .Tuttavia quello della eredit nietzschiana rimane un nodo irrisolto, anche perch sono proprio certe affermazioni di

Nietzsche ( c chi viene al mondo postumo , solo il posdomani mi si addice , ecc.) a farne un problema ancora aperto: nel senso che Nietzsche stesso sembra "affidare" la propria opera al futuro. Che poi la maggior parte degli interpreti abbiano cercato Nietzsche dove lui non cera ,come ricorda Giametta giustamente, una verit sulla quale concordo pienamente ; e del resto Colli stesso a mettere in guardia nei confronti delle grandi interpretazioni di Nietzsche, da Bertram a Bataille, da Lwith a Heidegger [222] appunto, considerate non utili strumenti per accedere a Nietzsche ma, piuttosto, ostacoli da superare. Infine pu essere utile riportare anche lopinione di Fabrizio Desideri, che con la quale metto la parola fine al capitolo aperto su Heidegger : Quelli , per, che hanno tentato altri sentieri di lettura nella filosofia nietzscheana - come Giorgio Colli e Ferruccio Masini in direzione del rapporto tra logos e mito (...) - costituiscono pur sempre delle eccezioni. Ma anche in questo caso, se si dovesse fare un nome sostanzialmente estraneo al modello heideggeriano resterebbe solo quello di Giorgio Colli , un autore che - tra laltro - attende ancora di essere studiato come merita. E ci lo si detto non certo per formulare improponibili giudizi di valore, quanto piuttosto per sottolineare come sul fronte dellinterpretazione della filosofia di Nietzsche e di una ricognizione filologica della formazione vi sia ancora molto da aspettarsi dalla ricerca italiana. ,( v. Introduzione a Opere 1870-1881, Newton Compton, 1993, p.8 ) . Un altro dato interessante,tornando a Giametta, costituito dal fatto che questultimo si ponga come continuatore dellopera di Colli ,proprio come Colli, a sua volta, pensa a se stesso come al continuatore di Nietzsche : (...) bisogna continuare, su tre punti basilari, le sue [di Colli] meditazioni, se si vuole pervenire a una conclusione che illumini la scena [223] (...) Questi punti sono i seguenti: 1) anomalia di Nietzsche come filosofo; 2) sua lotta per una moralit pi alta; 3) suo significato come campione della grandezza,(op. cit., p.72). Riservo la precedenza al primo punto, a proposito del quale Giametta sottolinea come tra gli autori che hanno riflettuto sullanomalia di Nietzsche in quanto pensatore compaiono nomi importanti , quali Fink [224] e Lwith ; del secondo voglio riportare alcune significative considerazioni:Ma Nietzsche davvero un grande pensatore oppure un poeta mancato? (...) Nietzsche (...) uno scrittore filosofico, come Kierkegaard era uno scrittore religioso (...) ,(Nietzsche e leterno ritorno , p. 6) ; alla domanda sulla filosofia di Nietzsche nel suo complesso, invece, lautore risponde che si tratta di un sistema in aforismi [225] .
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Ad ogni modo Giametta non manca di riconoscere per lennesima volta il grande valore della riflessione su Nietzsche da parte di Colli, il solo che vi abbia (...) meditato con (...) profondit e ricchezza e che abbia toccato pi volte la verit [226] (...) (op.cit.,p.76) . Giametta crede di poter riassumere quello che Colli dice circa la debolezza filosofica di Nietzsche ( e che io ho cercato di illustrare nel terzo capitolo) come segue : (...) in campo filosofico, Nietzsche mancava di originalit[227] e quindi di positivit e di autonomia. Non tutto, perch proseguendo nella lettura si assiste a uninnovazione che consiste nel radicalizzare ulteriormente la tesi di Colli : Ma questi difetti non possono essergli addebitati perch , a rigore, egli non era un filosofo (op.cit.,p.76). Ora, pu un filosofo essere antifilosofo?!?! [228] Ovvero dichiarare "guerra alla filosofia" (ammesso e non concesso che ci valga per Nietzsche) non forse pur sempre un modo, un'attitudine (paradossale) filosofica? Cos come paradossale dichiarare che non esiste nessuna verit? Si veda anche la citazione , estratta dalle Pagine sparse di Croce , che apre il lavoro di F. Mei ,Tramonto della ragione : Un giudizio paradossale Il Nietzsche non era certo insigne per vigore logico e speculativo. Non ha fatto progredire nessuna teoria in nessuno dei campi della filosofia , n in logica, n in etica, n in estetica, e fu pi che altro unanima agitata e , a volte, uno splendido scrittore , sintomo dellirrequietezza dei tempi e non creatore di nuovi principi direttivi. ,(F. Mei ,Tramonto

della ragione , p.19). Tornando al libro di Giametta, va detto che le attestazioni della non-filosoficit, o, in questo caso, a-filosoficit si ripetono pi avanti in relazione al misticismo, sul quale Nietzsche avrebbe ripiegato (...) appunto perch non era un filosofo e non aveva una filosofia (p.78); pi problematico invece seguire Giametta quando dice che: egli pur non essendo filosofo, rimane un pensatore (p. 96); problematico perch , a questo punto, non si sa cosa sia esattamente un pensatore; diversamente stanno le cose per il filosofo. Per fornire una definizione del filosofo [229] , che obbligatoria a questo punto , Giametta scrive che pu essere considerato tale chi : (...) esprime una concezione del mondo per mezzo di una concatenazione concettuale articolata sempre positiva (anche quando fosse pessimistica), come lartista la esprime per mezzo di immagini. ,( p. 76 ) . A tal proposito, per, da rimarcare che per Colli Nietzsche non ha propriamente una concezione del mondo (cfr. La ragione errabonda, 288) ; inoltre non si deve escludere la possibilit che un filosofo ce labbia ,ma non la esprima , perch semplicemente non pu o non vuole: detto altrimenti , perch segue una "sistematica del silenzio" [230] ?! Giametta, infine, prosegue col dire che (...) un filosofo crea sempre un sistema o una filosofia sistematica. Ma Nietzsche non ha mai creato una filosofia sistematica (ibid.) . Alla questione che avevo rozzamente posto domandando se Nietzsche avesse a che fare o no , con la filosofia ( e non solo) si potrebbe anche tentare di rispondere prendendo a prestito le parole di Gottfried Benn [231] : "Ha creato Nietzsche un sistema morale o a-morale? No. Ha annunciato una filosofia ? Niente affatto" (cfr. G. Benn, Nietzsche cinquantanni dopo, sta in Saggi , p.207). Ma forse la pagina pi importante quella in cui , in un certo senso, il cerchio si chiude: Il problema della conoscenza [232] , cio del valore della ragione per la conoscenza della realt e quindi della conoscenza stessa, il primo che si pone a chi come Nietzsche, si pone il problema della saggezza del vivere ( la ricerca della saggezza [233] il senso pi generale della sua impresa ).,( op.cit.,p.82). Viene in mente un appunto postumo (datato estate-autunno
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1884) : Fin da ragazzo ho meditato sulle condizioni di esistenza del saggio, e non voglio tacere la mia serena convinzione che il saggio diventa ora di nuovo possibile in Europa forse soltanto per breve tempo. Prima di passare allinterpretazione di Nietzsche era stato indispensabile rispondere alla domanda sul significato attribuito da Colli al termine filosofia. E avevo cercato di rispondere, rifacendomi ai luoghi de La ragione errabonda nei quali largomento affrontato direttamente, e che integravano quanto gi detto a proposito della filosofia greca( v. capitolo primo); ora riassumendo brevemente credo si possa affermare , insieme a Colli , che anche per Nietzsche lessere filosofo si esprime in un comportamento, in una vita da sapiente. (La ragione errabonda,156,p.199). E se per Colli , come per Goethe , il sentiero della sapienza porta ad Oriente.... Non rimane dunque che ritornare al testo nietzschiano , come del resto aveva consigliato Colli fin dallinizio ; e per farne che ? Non si tratta di vedere a che serve per noi il pensiero di Nietzsche (...) in realt il suo pensiero serve a una cosa sola, ad allontanarci da tutti i nostri problemi. (Scritti su Nietzsche , p.201). Il resto stupidit

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[1] Marziale, [2] Aspetti

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IV, 80, 6 (motto citato da Nietzsche). che verranno fuori pi avanti.

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[3] Non

ha senso parlare di Nietzsche perch meglio quello che ha detto lui stesso. Che l'affermazione di Colli suoni paradossale un fatto sul quale non si pu e non si deve sorvolare tanto facilmente. [4] Tali considerazioni riguardano, ad esempio, la mancanza, in Nietzsche, di "una disciplina filosofica istituzionale" ( Dopo Nietzsche, p.189 ) e di originalit filosofica ,il non aver affrontato il problema della razionalit, il carattere particolare della sua scrittura ecc..

[5] Un

altro problema, invece, cercare di stabilire che cosa significasse per Nietzsche. [6] Il tema della maschera stato molto discusso dalla critica (cfr. Vattimo, 1974); forse sarebbe ora di cominciare a parlare di mascherata (e di mascherata filosofica), si pensi alla percezione che Nietzsche aveva di s (percezione che si fece sempre pi forte verso la fine della sua vita) come pagliaccio, buffone delleternit, epiteti che peraltro spettano anche al personaggio di Zarathustra. Se si ha da parlare di genio, pi o meno filosofico, in relazione a Nietzsche, ebbene di genio clownesco si tratta. [7] Io scrivo per me stesso: che senso avrebbe mai lo scrivere in questepoca logora a forza di scrittura? ben poco..., frammento risalente allestate del 1883 (cfr. Opere, vol. VII, tomo I, parte I) tanto pi interessante se lo si confronta con questaltro (7[107]): (...) i filosofi : essi vogliono che il loro gusto domini nel mondo -per questo insegnano e SCRIVONO. [8] Anche se il confine che separa letteratura e filosofia tende ad essere sempre pi sfumato. [9] Fatta eccezione per Genealogia della morale , che per non propriamente unopera filosofica. [10] Bens quello della filologia ; tuttavia i primi esercizi filosofici risalgono gi al 1860: "La prima traccia di riflessione filosofica che io possa accertare, dando uno sguardo alla mia vita, la incontro in un piccolo scritto del mio tredicesimo anno di et (...).",frammento postumo giugno-luglio 1885, v. F.W.Nietzsche, Opere, vol. VII, tomo III, p. 299. [11] Si mai notato che la musica rende libero lo spirito? (...) e che si diventa tanto pi filosofi quanto pi si musicisti? ,Il caso Wagner, p. 8; per una trattazione dellimportanza dellelemento musicale in Nietzsche, cfr. C.P. Janz, Vita di Nietzsche . Janz , ad es., parla della musica come della sua pi forte inclinazione e sua passione innata , (v. C.P. Janz, Vita di Nietzsche, vol. I, p.40 , p.43, pp. 58-59) [12] Il corpo come filosofo annota Nietzsche nei frammenti postumi 1882-1884, cfr. Opere, vol. VII, tomo I, parte I, p.212;cfr. anche il capitolo dello Zarathustra intitolato, "Dei dispregiatori del corpo". [13] Cfr. G. Vattimo Lideale di Nietzsche non luomo naturalistico o barbarico, ma luomo che sopporta e adopera lintelletto, senza esserne guastato., Al di l del soggetto ,pp. 27-50; (cfr. anche Colli per il tema filosofia/sapienza, La ragione errabonda, p.85). Questo passo illuminante ,tra le altre cose, per chiarire e per smentire (in modo definitivo?) le accuse indiscriminate, di irrazionalismo rivolte da certa critica (Lukcs, ad es.) contro Nietzsche. [14] Secondo alcuni autori (Janz in primis) tale duplicit sarebbe il riflesso di una pi profonda doppiezza esistenziale,per usare l'espressione di Janz. [15] Anomalia peraltro gi rilevata da autori come Lwith, J.P.Stern (A Study of Nietzsche ,Cambridge ,1979) ,Rickert, Fink, come non manca di osservare lo stesso Giametta. [16] Anche se Nietzsche ritratt piuttosto rapidamente la propria fede schopenhaueriana,come si sa; se ne riparler pi avanti. [17] Di parere opposto Mazzino Montinari,cfr.S.Barbera-G.Campioni, Giorgio Colli , p.16. [18] Lettera di Cosima Wagner , cit. in C.P.Janz, Vita di Nietzsche, vol. I, p.465. [19] Cfr. anche la Premessa: Questo libro si propone di svelare la verit di uomini che al di l dei tempi immemorabili hanno saputo nasconderla, resistendo allinsania, e di mettere a nudo cos tutta la verit (...)
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Gli studi che seguono vogliono offrire uninterpretazione della filosofia greca, ed attraverso ad essa di tutta la grecit (...) , (La natura ama nascondersi , pp.13-14). E dal secondo capitolo: (...) contenuto essenziale della nostra ricerca, che penetrazione filologica (...) ., (La natura ama nascondersi , p.21). [20] Colli riserv lo stesso tipo di riserbo , peraltro , per il c.d. mondo culturale contemporaneo (fatta esclusione per il rapporto che Colli ebbe con gli editori, cfr. Nota di G.Lanata, sta in Per una enciclopedia di autori classici); non certo un caso se Mazzino Montinari, amico e collaboratore di Colli, usa i termini "solitario", incomodo, "inattuale" e inquietante per descriverlo, cfr. S.Barbera-G.Campioni, Giorgio Colli,p.11, ;v. inoltre G.Anzalone-L.

Minichiello, Lo specchio di Dioniso , Dedalo ; Belfagor, III, anno XLII, 31.5.1987 [21] Colli si occupato , oltre che dei Presocratici, anche di Platone e Aristotele; di questultimo, ad esempio, cur la traduzione dellOrganon che usc nel 1955. [22] E giapponese, cfr. K. Oishi, Nietzsche als Philologe in Japan,in Nietzsche-Studien , Band 17, 1988 , pp.315-335 e G. Parkes, Nietzsche and Asian Thought , p.13. [23] Entrambe le critiche ,insieme allapprezzamento per Nietzsche da parte di Colli, saranno considerate nel terzo capitolo. [24] Inattuale tanto quanto lo fu Colli; qualora si volesse redigere una casistica di tutte la affinit, somiglianze (pi o meno di famiglia), parallelismi, ecc., tra Colli e Nietzsche non mancherebbero certo materiali e argomenti; si veda Giametta, il quale affronta una sorta di confronto volto a verificare affinit e diversit dei due filosofi ; quello della inattualit ,poi , uno dei dati pi clamorosi; cfr. L. Caminiti ,Il misticismo di G.Colli, sta in Internet,http://www.diel.it:HELIOS/96/3/filosofia.html. [25] Il che mi pare presenti una forte analogia con lassunto della mistica, e cio , tutto gi dato e non resta altro che mettersi in ascolto. Avr modo di ritornare meglio sul problema del misticismo quando si passer allinterpretazione di Nietzsche ; va notato tuttavia che quello dell'ascolto un momento importante allinterno del pensiero di Colli; come tema esso affrontato in Filosofia dell'espressione . [26] Per capire come la intenda Colli si veda il capitolo sesto e settimo de La nascita della filosofia , dov distribuito largomento; ma ci si pu rifare anche a Filosofia dell'espressione , pp.159-195, pp.197-219; per la comprensione nietzschiana ,invece, della dialettica vedi : Dopo Nietzsche,p.24,p.45,p.82,p.135; anticipo che comunque la dialettica rimane qualcosa di positivo per Colli , cfr. La ragione errabonda , 344. [27] Per una definizione compiuta di enigma ,oltre al capitolo de La nascita della filosofia intitolato Divinazione, ci si pu rifare a La ragione errabonda, 739 : Lenigma il manifestarsi del divino nella sfera umana - lorma dellindicibile. (p. 549) ; si vedano anche i frammenti 651, 728-733, 735, e 739 ; inoltre Dopo Nietzsche, p.47. [28] Cercher ,pi in l, di evidenziare l'uso dell'aforisma in Nietzsche e le analogie con luso del koan nel buddhismo zen; per una definizione di koan v. D.T.Suzuki (il quale ha il merito di aver introdotto , per primo, lo Zen nella cultura occidentale), Saggi sul buddhismo zen , 3 voll., p.15;sul silenzio invece, p.19, sul satori, pp.21-49 ; cfr. anche A.W.Watts, La via dello zen , p.173. [29] Secondo Nietzsche, Socrate ad aver indirizzato il gusto greco verso la dialettica, attuando cos un rivolgimento negativo allinterno della cultura greca , in quanto lavvento della dialettica significa lavvento della plebe;cfr. anche Frammenti Postumi 1882-1884 7[229] ,in F.W.Nietzsche, Opere, vol. VII, tomo I, parte I, p.296. [30]Per una trattazione del riso, che stato rivalutato da Nietzsche, cfr. L.V.Arena , Nietzsche e il nonsense , p.190 e G.M.Bertin, Nietzsche . Linattuale, idea pedagogica. [31] Si pu ipotizzare che Colli, anche sulla scorta di certe affermazioni di Nietzsche, distingua
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due momenti all'interno del filosofare, essoterico uno , esoterico laltro : al primo in quanto comunicazione divulgativa compete un atteggiamento costruttivo, al secondo distruttivo, in quanto sapere iniziatico (cfr. Scritti su Nietzsche, p.161); ci renderebbe ancora pi problematica una definizione positiva di filosofia, dal momento che Colli non d ulteriori specificazioni in merito. [32] Per una definizione precisa della filosofia di Colli, v. Lo specchio di Dioniso , pp.5-11. [33] Lepiteto di oscuro che gi apparteneva ad Eraclito, si addicerebbe bene anche a Nietzsche e a Colli. [34] Cos come ,del resto, fa anche Nietzsche. [35] Per chiarire ci che intendo per sfiducia mi rifaccio a Nietzsche: Pensieri e parole. Anche i propri pensieri non possibile restituirli completamente in parole, La gaia scienza,244. Si tratta, in definitiva, dell'impossibilit, dolorosamente avvertita sia da Nietzsche sia da Colli,

dell'identificazione tra pensiero e sua espressione. Tale scoperta, dal mio punto di vista, il primo passo verso una "sistematica del silenzio". Tuttavia lostilit di Nietzsche nei confronti delle filosofia e rimane un fenomeno complesso e difficilmente sistematizzabile (anche per le sue continue contraddizioni : allepoca della Terza Inattuale , ad esempio, Nietzsche descrive la filosofia come (...) la pi veritiera di tutte le scienze; sar la scoperta che non esistono verit ma soltanto interpretazioni a mettere in crisi questa concezione della filosofia :"Come se ci fosse una verit a cui possibile in qualche modo avvicinarsi", La volont di potenza, 451);ma proprio in nome della "verit" che si trae l'estrema conseguenza per la quale "non c' nessuna verit"!!! "Tutto questo sviluppo della filosofia come storia dello sviluppo della volont di verit . Quest'ultima mette in questione se stessa.", frammento postumo autunno 1887,v.F.W.Nietzsche,Opere,vol.VII,tomo II,p.3. [36] Passo do confrontare con Filosofia dell'espressione, p.236. [37] Si allude qui a un gioco di parole usato da Nietzsche, nuss knacker, intraducibile in italiano. [38] Tale stato Nietzsche , per sua ammissione e di Colli ,cfr. La ragione errabonda, 505; si pensi ad esempio allidea ossessiva di essere il pagliaccio del millennio, fissazione che lo perseguiter fino a tutto il periodo della catastrofe e al crollo psichico, cfr. C.P.Janz, Vita di Nietzsche ,vol. III, p.17, A.Verrecchia, La catastrofe di Nietzsche a Torino, e le ultime lettere dellEpistolario [39] Quella dellartista tout court una figura che ha avuto fortuna soprattutto nel primo periodo della ricezione di Nietzsche, cfr. G.Vattimo, Introduzione a Nietzsche, pp. 4-8; si cfr. anche C.P.Janz: Nietzsche era ben conscio del suo duplice genio , della propria doppia essenza, di artista e di filosofo (...) ". La doppiezza esistenziale si estrinsecherebbe nella lotta che si svolge nellintimo di Nietzsche tra lessere artista e filosofo al tempo stesso anche per Grillparzer (del quale Nietzsche ebbe a dire quasi sempre uno dei nostri ! , cfr. lettera a Rohde del 7 dicembre):Queste due potenzialit lottavano (...) per il primato. (...) Il problema si acuisce per Nietzsche in una questione esistenziale : si pu vivere in assoluto con la filosofia, ha essa poteri costitutivi? Se rinuncia alla dogmatica, pu essa dare qualcosa di pi della scepsi e in ultima analisi della distruzione? (...) Larte possiede anche unultima, paradossale possibilit di verit che resta vietata alla filosofia: la confessione della propria non-veracit, della propria artificialit come proiezione del libero gioco della fantasia. ; F.Grillparzer , Werke: Studien II zu Aesthetica , cit.in C.P.Janz ,Vita di Nietzsche, vol. I, p.469. [40] Filosofia greca antica sta qui per filosofia dei Presocratici, e quindi ,per meglio dire, sapienza presocratica; Colli distingue questultima dalla filosofia tout court, in altre parole la tradizione filosofica da Platone in poi; si tratta di una distinzione in cui laccento cade sui Presocratici,
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come gi accennato, dal momento che la "filosofia" in quanto tale rappresenta per Colli (e per Nietzsche) un "intristimento" e una "degenerazione" rispetto alla "matrix sapientia". [41] Se non stupisce il fatto che alla filosofia greca antica sia attribuito lappellativo di grande filosofia, potrebbe invece destare meraviglia (se non perplessit) l'attribuzione di "grandezza" alla filosofia indiana, che in Occidente non ha mai goduto di molta considerazione; si pu fare eccezione per Schopenhauer, che ha avuto il merito di gettare per primo uno sguardo ad Oriente.Ma anche se la tradizione filosofica occidentale, in genere, non si occupata della filosofia orientale, ci non ha impedito che ci fosse un contatto con lOriente; ci potuto accadere soprattutto in quei territori che escono dai confini, a volte angusti, della filosofia (si pensi a Hermann Hesse). Ad ogni modo Colli, sulla scorta dello stimato e apprezzato Schopenhauer, dimostra interesse e soprattutto dimostra apprezzamento per la filosofia indiana (che, per intenderci, soltanto una parte di quellenorme "contenitore" che va sotto il nome di filosofie orientali o meglio ancora pensiero orientale). [42] Da questo passo si evince che il rapporto con Schopenhauer della massima importanza per stabilire la portata della filosofia di Nietzsche (dal momento che quest'ultimo in tanto definito

grande filosofo, in quanto il solo ad aver compreso Schopenhauer ;quindi per "trovare" Nietzsche bisogna prima "scoprire" Schopenhauer; ma questo passo anche importante perch dimostra che il rapporto Nietzsche/Schopenhauer va a sua volta correlato al problema della ragione). [43] Un'affermazione come contestare la supremazia della ragione con la ragione, pu suonare paradossale, all'orecchio di "noi" occidentali. Ma se andassimo a leggere uno di quei testi che non rientrano nella nostra tradizione di pensiero, come ad esempio La voce del silenzio, o se avessimo sottomano alcune sentenze dei maestri zen, scopriremmo frasi altrettanto paradossali: La Mente la grande Distruttrice del Reale. Distrugga il Discepolo la Distruttrice., cfr. La voce del silenzio e altri frammenti scelti dal Libro dei Precetti d'Oro, p.4; questo passo affine , in modo del tutto casuale, ad un postumo nietzschiano: "Il creatore un distruttore.", cfr. F.W.Nietzsche, Opere,vol.VII, tomo III, p.15; vorrei infine richiamare alcune brillanti osservazioni di Umberto Eco , in un articolo intitolato Lo zen e loccidente, e che mi sembrano "appropriate" a quanto sta emergendo (Eco sta menzionando le affinit tra lo zen e la filosofia di Wittgenstein) : Viene fatta notare una impressionante analogia tra una affermazione di questopera [le Ricerche filosofiche ] ( La chiarezza che stiamo cercando chiarezza completa. Ma ci significa semplicemente che i problemi filosofici devono sparire completamente ) e il dialogo tra il maestro Yao-Shan e un discepolo che gli chiedeva cosa mai stesse facendo a gambe incrociate (risposta: Pensando a ci che al di l del pensiero. Domanda: Ma come fai a pensare a ci che sta al di l del pensiero? Risposta: Non pensando. , sta in A.W. Watts, Lo zen, p.166 [44] Questo frammento importante e va tenuto presente perch a suo tempo lo si dovr confrontare con il frammento 153, allo scopo di creare un collegamento con il problema della scrittura. [45] Per filosofia indiana Colli intende sostanzialmente quella delle Upanisad e del Vedanta, e del buddhismo in parte; ma anche Nietzsche, per quanto possa sembrare strano conosceva, e in un certo senso stimava il pensiero orientale, in particolare la filosofia del Vedanta e alcuni tenets del buddhismo. Se ne parler nel terzo capitolo, in Nietzsche e la religione. [46] Per quanto riguarda lipotesi di una sistematica del silenzio, che viene da me suggerita come esito del pensiero di Nietzsche, o meglio, come chiave di lettura della fine del pensiero di Nietzsche, vorrei si considerasse il seguente passo: Il silenzio in me istintivo, come lo la chiacchiera nei signori filosofi. Io sono breve ..., cfr. F.W.Nietzsche, Opere, vol. VI, tomo III, p.605 [47] Lo stesso tipo di approccio sorregge l'interpretazione di L.V.Arena nel testo Nietzsche e il
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nonsense. [48] Il che presenta una notevole analogia con il concetto nietzschiano di autosoppressione della morale e di "autosuperamento del nichilismo" o della "volont di verit portata alle estreme conseguenze". [49] Qui, forse, Colli si sbagliava, perch l'ultimo Nietzsche apprezza stima il buddhismo e il Codice di Manu, ad esempio (che credo rientrino di diritto nella categoria "filosofia indiana); basta andare a leggersi L'anticristo, per rendersene conto. [50] Atteggiamenti che sono delineati da Colli al frammento 188: La ragione umana <chiamiamo cos lo strumento del conoscere-> si pu esercitare in due modi. Essendo la parola il suo mezzo espressivo, la ragione pu affinarsi con lesercizio verbale dunque nel discutere di pi individui, che promuovono cos, ciascuno nellaltro, una pi robusta e pi estesa capacit di ragione. Oppure, se si abbandona questa ragione circolante, attraverso uno sforzo dellindividuo isolato [ quale fu Nietzsche, ad es. ], quando per esistano condizioni favorevoli (...) La ragione errabonda, p.245. [51] Interessante anche il resto del passo:" La restaurazione della vita nella sua immediatezza una condizione attraverso cui cadono morali universali e le religioni positive sul tipo del cristianesimo, e a realizzare queste profezie hanno pensato le guerre dellultimo mezzo

secolo. Ma questa vita immediata non dolce a vedersi (...) E' terribile, anzi, un abisso di dolore come giustamente ha sempre visto (...) la grande filosofia. Da questo dolore pu salvarci soltanto la conoscenza, che pu anche essere ragione, ma solo quando parta dall'intuizione (cio quando rinunci al predominio). Questo il senso delle dottrine delle Upanisad e di Buddha, di Parmenide e di Schopenhauer. (...) La necessit di staccarsi dalla vita, per sopportarne il dolore e contrapporsi ad esso, ha mosso tutti gli uomini spirituali (...) Anche Nietzsche su questa linea (...) ", (La ragione errabonda, p.130). Quello del dolore funge da spunto, da fil rouge, nel tentativo di delineare un grande confronto buddhismoSchopenhauer-Nietzsche. [52] Viene in mente liconoclastia tipica dello zen, e quella di Nietzsche! Libri. Come pu essere importante un libro che non sappia neppure condurci oltre tutti i libri?, La gaia scienza, 248. [53] Cfr. La ragione errabonda, 148 [54] Proprio la "dottrina" ci che non interessa a Nietzsche. [55] Quello della "falsificazione filosofica" un aspetto che tocca anche la "filosofia" di Nietzsche: anche Nietzsche, infatti, non manca di "accomodare", nell'appropriarsene, i filosofi che sente "vicini" al suo modo di pensare; il caso di Spinoza, ad esempio. [56] Questo invece non si pu dire sia vero per Nietzsche, le cui doti di poeta, seppur discutibili nei risultati estetici, sono indubitabili. [57] Cfr. le osservazioni sulla scienza di R.Blunck: Nietzsche ha una visione profetica: anche la scienza - e con questo nome egli intende le scienze naturali- arriver fino a un limite estremo, anchessa sfocia in ultima analisi in una unio mystica con Dioniso , come doveva essere litinerario di Nietzsche da Umano, troppo umano fino ai biglietti della follia: (...) una profonda idea illusoria , che venne al mondo per la prima volta nella persona di Socrate, ossia quellincrollabile fede che il pensiero giunga, seguendo il filo conduttore della causalit, fin nei pi profondi abissi dellessere (...).,cit. in C.P.Janz,Vita di Nietzsche, vol.I, p.407. La scienza destinata a far apparire comprensibile e pertanto giustificata lesistenza: a questo scopo, quando le ragioni non bastano, deve servire in definitiva anche il mito -al quale in fondo si mira! , (cfr. F.W.Nietzsche, Opere,vol.VII, tomo I, parte I, p.228) ; tornando
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a Blunck, si vedano inoltre le osservazioni sulle concessioni fatte da Nietzsche alla scienza : Chi ha potuto metter mano come garzone anche soltanto a una piccola parte del suo gigantesco edificio, non pu che pensare con ammirazione alla somma di energie (...) con cui da secoli tante generazioni di uomini hanno dato il meglio di s qui , nellopera di costruzione.. E da meravigliarsi, se nella consapevolezza di siffatti successi, conseguiti con enorme energia, la dea suprema di ogni scienza, la logica, a poco a poco dichiara suo possesso ogni regno sulla terra e nella testa degli uomini? (...) Ma il filo a piombo della logica corto: negher forse le insondabili profondit di quel mondo delle cose pi reali, per il quale non valgono le leggi della casualit, che sono il ferro del mestiere della logica? (cit. in C.P.Janz,Vita di Nietzsche ,vol.I ,p.431). [58] Nietzsche E anche un letterato ; Schlechta , ad es., descrive Nietzsche (...) come un letterato che dice sempre le stesse cose con metafore diverse e non come un filosofo che articola un ragionamento. , cit. in M.Ferraris ,Storia della volont di potenza, sta in La volont di potenza , p.678. [59] Frammento che si ricollega a 88. [60] Questo va tenuto presente per la trattazione di Nietzsche, dal momento che proprio il nichilismo nietzschiano, segna la crisi della filosofia cos come la intende Nietzsche, e cio come un trarre le estreme conseguenze in base alle quali la filosofia, in quanto tendente alla verit, annulla se stessa. [61] Cfr. Note e notizie a Ecce homo , F.W.Nietzsche, Opere ,vol.VI,tomo III, p.612. [62] Lettera a Gast, dicembre 1888,cit. in M.Ferraris, Nietzsche e la filosofia del novecento , p.56.

[63] L'antistoricismo

uno dei caratteri distintivi del pensiero di Giorgio Colli, in evidente consonanza e con lo spirito che anima la Seconda inattuale ,e con il pensiero greco: Quel famoso piccolo popolo (...) intendo appunto i Greci, aveva ostinatamente mantenuto nel periodo della sua maggior forza un senso non storico , (Seconda Inattuale , II,4). [64]?!?!?!?!?!? < senza la storia (...) , non si pu sfuggire alla ragnatela dellastrazione> [65] Contro la filosofia cfr. F.W.Nietzsche, Opere, vol. VII, tomo II, p.143. [66] Cos Wilamowitz-Mllendorf,cit. in C.P.Janz,Vita di Nietzsche,vol. I,p.435. [67] Ovvero il metodo dellet dei sapienti ; e anche quello di Colli. Ma che cos la verit per Nietzsche? Per rispondere mi rifaccio a Dopo Nietzsche : Nietzsche usa il termine verit in due sensi, riferendolo ora a un contenuto, cio al nocciolo del mondo, alla radice della vita, ora a una forma, a una certa espressione verbale. (...) la verit rivolta al contenuto qualcosa di pacifico per Nietzsche (...). Si tratta della verit in quanto conoscenza del dolore, secondo linsegnamento di Buddha e Schopenhauer. Laltra verit per contro un giuoco illusorio, una presunzione tirannica, un esercito di metafore, oppure la maschera che il pensatore assume per celare lorrore della prima verit (.........) (pp.174-176) E possibile trarre da ci lo spunto per interpretare il buddhismo come filosofia alternativa ? [68] Eppure nei frammenti postumi (26 [ 451 ]) sta scritto : Scopo vero di ogni filosofare la intuitio mystica (cit. in Scritti su Nietzsche, pp.148-149). [69] Non dato di sapere se Colli avesse letto o avesse presenti i testi del buddhismo zen; tuttavia non da escludere una sua conoscenza in materia , che potrebbe essere parziale, o per lo meno filtrata da altre fonti; esiste , per quanto riguarda lo zen, un interessante frammento de La ragione errabonda , 487 (datato 13.5.70) : Tiro dellarco giapponese. spirazione. Distacco della persona. Relazione tra arco, arciere, bersaglio. Raggiungimento dell'Absichtslosigkeit .* Non si deve mirare al bersaglio. Es schiesst .* Rilassamento muscolare. ( op.cit., p.495).Questo passo rimanda chiaramente al fortunato Lo Zen e il tiro con larco, il resoconto di una lunga esperienza in Giappone da parte di Eugen Herrigel, insegnante di filosofia presso Heidelberg che fu invitato (1924) a tenere dei corsi allUniversit Imperiale di Sendia;
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desiderando conoscere lo Zen , decise di dedicarsi al tiro con larco, una delle arti che tradizionalmente appartengono alla storia dello Zen. Tornato in Europa pubblic (1948) il libretto che ho citato. [70] Il frammento a cui rimanda Colli complica ulteriormente la faccenda (si fa cenno anche a una definizione - lennesima- del filosofo): Antitesi tra filologo e letterato basato sul modo di leggere. Il primo sa leggere (vedi definizione del filologo di Nietzsche * [ KGW, VI, pp.8-9 ] ) in profondit, nella struttura, il secondo legge molto senza capire, e il suo modo di scrivere riflette questo sorvolare (...). Come i letterati si comportano anche i filosofi. Anzi i filosofiletterati non possono neppure capire i filosofi-filologi, poich dalla lettura costoro hanno imparato a pensare, cio approfondendo e dando ad ogni parola un suo (e uno solo) significato, cosicch tutto il pensiero veramente pensato, e non sfiorato in superficie, come fanno gli altri. <ma il filosofo non pensa attraverso le parole> (La ragione errabonda,p.265). Nel filosofo Nietzsche vuole ritrovare soprattutto il distacco dal presente, il modello intangibile della grandezza ( Scritti su Nietzsche, p. 44 );sulla grandezza ,cfr. La ragione errabonda, frammento 122, p.143. [71]"Pu un filosofo essere commediante?", (Dopo Nietzsche, p.24); cfr. anche C.P.Janz, Vita di Nietzsche, vol. II, p.356.NB: in Aurora ( 29) Nietzsche definisce i Greci commedianti incalliti. [72] Qui Colli fa riferimento al problema della scrittura, e lo si evince confrontando il contenuto di 344 , p.413 : Legame tra espressione scritta e spirito sistematico. Sinch filosofare rimane nellambito dialettico, non c pericolo di cadere nelle costruzioni dogmatiche . (...) Affermazione dello spirito sistematico quando vien meno il sostrato dialettico. (...) La

ragione chiara : quando un concetto si consolida in una parola scritta, non si pu tener dietro al ( pollachos legomenon) che compete a ogni parola, e la si tratta come (monachos legomenon). (La ragione errabonda, p.413) [73] Si confronti la Premessa a Scritti su Nietzsche : (...)In realt , Nietzsche non ha bisogno di essere interpretato in nessun modo, di essere determinato concettualmente secondo luna o laltra direzione (...) (p.13) ; si tratta di unimportante indicazione metodologica ; inoltre vi si dice che la totalit delle sue espressioni scritte possiederebbe una sostanza unitaria e compatta ; su questo punto non sono daccordo con Colli, e con tutti quegli interpreti che si muovono lungo questa linea ; anche perch Nietzsche scrive che : Voi andate a caccia delle mie opinioni (...) ma queste sono soltanto delle maschere . Come se Nietzsche volesse dire che anche qualora esistesse una sostanza unitaria e compatta questa non sarebbe importante, perch inconoscibile (Gorgia). Radicalit della scepsi. [74] Cfr. Scritti su Nietzsche : Ma se la filosofia (...) deve quanto pi possibile, assomigliare alla vita, allora Nietzsche e Schopenhauer sono gli ultimi filosofi (...) ,(p. 32). [75] Questo passo mi offrir lo spunto per aprire una parentesi allo scopo di chiarire il senso dellinterpretazione di Colli alla luce di certe affermazioni che sembrano negare la legittimit di ogni tentativo ermeneutico; questa una parentesi che del resto avrei gi potuto aprire al punto 150, non ha senso parlare di Nietzsche, che ricalca quanto appena riportato.Questo concetto, ribadito anche in altri frammenti, costituisce il nucleo (paradossale) dell'interpretazione di Colli. [76] Zarathustra viene definito antifilosofo, non Nietzsche . Dunque bisogna dedurne che non sono la stessa persona ?!? Secondo Janz no : Dobbiamo comprendere che la figura di Zarathustra non una semplice licenza poetica n un espediente formale (...) bens una totale trasformazione : Nietzsche diventa Zarathustra, Zarathustra. (Janz, Vita di Nietzsche, vol. II, p.307); vedere anche Heidegger Chi lo Zarathustra di Nietzsche?, sta in
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Saggi e discorsi, pp. 66-81.Colli non mi sembra porsi simili problemi che investono lidentit Nietzsche -Zarathustra. [77] Per quanto capiti che Colli oscilli tra posizioni diverse o che si contraddica, come gi detto. [78] Il frammento chiamato in causa (511) rimanda ad un aforisma di Dopo Nietzsche, intitolato Umano, troppo umano, p.106. [79] Non lo dimostrano soltanto le opere in senso stretto, ma anche lo sterminato epistolario: lo scrivere troppo non da filosofo, o meglio non -da- sapiente, e per Colli il filosofo deve (o dovrebbe) essere (anche) sapiente, come gi visto. [80] Riporto il frammento 506: La sua anzitutto la moralit dello scrittore: orbene, dalle prime righe della Nascita della tragedia agli ultimi frammenti del 1889 sempre il pathos a trasudare dalla sua scrittura. Egli ha sempre ceduto allo stimolo interiore, non ha saputo dominarlo. Le sue parole vibrano, alludono a qualcosaltro, non sono unalternativa dellinteriorit (...). ( La ragione errabonda, p.510). [81] Io scrivo, io vivo per pochissimi, cfr. Note e notizie a Lanticristo, sta in F.W.Nietzsche, Opere, vol.VI, tomoIII, p.521. [82] Anche il 578 rimanda ad un aforisma diDopo Nietzsche, intitolato Fisiologia intellettuale di Nietzsche, (p.94). [83] Colli per sembra anche ammettere che non gli si pu rimproverare l'avere scritto tanto, perch lo scrivere fu per Nietzsche una necessit vitale quasi. [84] A proposito dellintuizione, una delle fondamentali categorie del pensiero occidentale, vorrei riportare, invece, quanto scrive C.Humphreys in Una via occidentale allo zen: Linsegnamento Zen definisce i limiti dellintelletto e dimostra che la verit, in quanto distinta dalla dottrina che cambia, pu esser nota solo attraverso luso di una facolt che operi oltre la portata del pensiero: un potere noto in oriente come Buddhi o Prajna, e in occidente come intuizione., (op.cit., p.11). [85] Quello dellartista un topos interpretativo che caratterizza soprattutto la prima ricezione di

Nietzsche: non solo Nietzsche interpretato come artista ma in una prima fase il suo pensiero, pi che in ambito filosofico, fu recepito da artisti e letterati. ,cfr. F.Vercellone, Lestetica moderna. Percorsi bibliografici, sta in S.Givone, Storia dellestetica, p.243. [86] Vorrei notare, per pura curiosit letteraria, che in Crepuscolo degli idoli (v."Il problema di Socrate"), Nietzsche a dare del monstrum a Socrate. [87] La mia vita, p.45. [88] Cfr. F.W.Nietzsche, Opere, vol.VII, tomo I, parte I, p.229. [89] Periodo che include gli anni di Pforta, anni che secondo R.Blunck sono degni del massimo rilievo per lintero suo sviluppo; cfr. C.P.Janz, Vita di Nietzsche, vol. I, p.3 e Il bagaglio culturale che Nietzsche acquist a Pforta era dunque di natura spiccatamente umanisticoletteraria, ibid., p.63; del resto lo stesso giovane Nietzsche a confermare quanto detto sopra, cfr. La mia vita, p.135. [90] Cfr. C.P.Janz, Vita di Nietzsche, vol. I, p.481 e G.Vattimo Introduzione a Nietzsche. [91] Lo stesso amore di cui imbevuto Colli !! [92] Sono da vedere anche le considerazioni sulla filologia che si trovano a p.157. [93] Cfr. C.P.Janz, Vita di Nietzsche, vol.I, p.168. [94] Nietzsche, ad es., affronta la filosofia dei Presocratici con le armi della filologia. [95] Lamore per la musica da parte di Nietzsche tenuto in grande considerazione dallo Janz (che non a caso anche musicologo).
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[96] Il

criterio seguito nell'elencare i filosofi (e non) e le rispettive opere riproduce quello di Janz, che rispetta l'ordine cronologico di lettura da parte di Nietzsche durante i primi anni di studio. [97] Per quanto concerne Hlderlin, v. La ragione errabonda pp.105-108, oltre ai frammenti 88 e 575 e al punto 14 ("Hlderlin (...) Ha Compreso la Grecia pi di Nietzsche") del frammento 505. [98] Non c bisogno di sottolineare che si tratta di due filosofi particolari, dal momento che generalmente vengono considerati come scrittori [99] Cit. nella Cronologia, sta in F.W.Nietzsche, Opere, vol.III, tomoII, p.417. [100] E che uscito per Adelphi con il titolo La mia vita. [101] Dalla Repubblica, ad es., Nietzsche mutua lidea del filosofo come tribunale supremo. [102] Cit. in C.P.Janz, Vita di Nietzsche, vol. I, p.304 e nella Cronologia, v. F.W.Nietzsche, Opere, vol.III, tomoII, p.389. [103] In quest'opera Kant preso a cardine della storia della filosofia: il libro diviso in due parti Fino a Kant -Dopo Kant, cfr. C.P.Janz, Vita di Nietzsche, vol.I, p.471. [104] V. ibid., p.179. [105] Un autore che tende invece a ridimensionare linflusso di Lange ad un semplice orientamento sulla storia della filosofia Karl Jaspers. [106] Lange traccia una netta, fondamentale linea di demarcazione tra la conoscenza sperimentale in quanto verit scientifica e ogni sorta di metafisica come fantasticheria concettuale, e rifiuta ogni equiparazione tra essere e pensiero quale tentata da Platone e Hegel., cit.in C.P.Janz, Vita di Nietzsche, vol.I, p.180. [107] Cit. in C.P.Janz, Vita di Nietzsche, vol.I, p.218. [108] Mentre pi tardi comincer a ridicolizzarlo, v. Al di l del bene e del male, 11. [109] Nietzsche consult lopera Storia della filosofia moderna di Fischer e le conferenze del 1860, La vita e le opere di Kant e E.Kant, evoluzione, storia e sistema della filosofia critica. [110] Si pensi al seguente passo estrapolato (anche se non si dovrebbe) da Ecce homo: (...) questo scritto offre un insegnamento inestimabile sulla mia maniera di concepire il filosofo, come un tremendo esplosivo, che mette tutti in pericolo, su un concetto di filosofo che sta miglia a miglia lontano da quellaltro concetto, che pure comprende in s un Kant (...) . [111] Cit. in C.P.Janz, Vita di Nietzsche, vol.II, p.67. [112] Cfr. anche laforisma 475 di Umano, troppo umano, vol. I e La gaia scienza , 333.

[113] L'osservazione

appartiene a J.Stambaugh, v. Internet. [114] Un esempio lampante il suo modo di trattare Kant, al quale Nietzsche interessato soltanto per la parte estetica; lo stesso tipo d'approccio adottato per avvicinare anche gli altri filosofi: laddove era possibile un approccio estetico Nietzsche non si faceva scrupoli nell'approfittarne come chiave di accesso. [115] E come avrebbe potuto dal momento che i suddetti problemi sono posti dai filosofi che Nietzsche non conosce?! [116] Tratto da La volont di potenza; v. anche 522 e 584 e pp. 281 e seguenti Il sorgere della ragione e della logica. [117] Frammento postumo autunno 1887, v. F.W.Nietzsche, Opere, vol. VIII, tomo II, p.14. [118] Frammento postumo autunno 1887, v. F.W.Nietzsche, Opere, vol. VIII, tomo II, p.82. [119] Ascetismo: perfezionare soltanto la ragione (cfr. F.W.Nietzsche, Opere, vol. VII, tomo I, parte I, p.219) e Ascetismo -tentativo di vivere senza morale. (cfr. F.W.Nietzsche, Opere, vol. VII, tomo I, parte I, p.220). [120] Per il tema la ragione in Grecia, si veda La ragione errabonda, frammenti dal 198 al 201 e 339,340,342,343,390.
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[121] Anche

in questo caso per la faccenda non cos semplice, dal momento che Nietzsche ambiguo, tanto che in alcuni passi sembra quasi che la distruzione della ragione non sia un obiettivo da raggiungere a tutti i costi; non si tratta di sopprimere la ragione, ma di trasformarla (cfr. Zarathustra, Degli spregiatori del corpo). [122] Un istinto indebolito se razionalizza se stesso: col razionalizzarsi, infatti, si indebolisce., F.W.Nietzsche, Il caso Wagner, p.37. [123] Tale storia si riassume nel prodotto pi rilevante dellantica Grecia: la scienza. Si vedano anche i frammenti dal 196 al 200. [124] Emblematico il caso di G.Lukcs, La distruzione della ragione. [125] Se Colli ha ragione, sono gettate le basi per una collocazione di Nietzsche, del suo pensiero, al di fuori del territorio filosofico; o per lo meno parzialmente fuori, in quanto, sebbene Nietzsche non sia andato a fondo sul problema della ragione, se n pur sempre occupato. [126] Cfr. F.Masini, Lo scriba del caos, e Un mondo fluido, sta in Al di l del bene e del male, Newton Compton, pp. 7-28. [127] E che cos la retorica se non il carattere saliente dellintera produzione di Nietzsche, ci che ne costituisce il fascino?! Si tenga presente questo punto perch ritorner nel problema della scrittura. [128] Cfr. anche Martin Heidegger, Introduzione alla metafisica: Nietzsche finisce (...) per avere perfettamente ragione quando chiama i concetti pi alti, come lessere, lultima esalazione di una realt che si dissolve (p.16). [129] Questo perch per Nietzsche la realt, il mondo "divenire" (werden) e "Conoscenza e divenire si escludono a vicenda", rammento postumo autunno 1887, v. F.W.Nietzsche, Opere, vol. VIII, tomo II, p.40. [130] C.P.Janz, Vita di Nietzsche, vol. II, p.390. [131] Dello stesso autore si veda anche l'articolo intitolato Nietzsche e la genealogia del pensiero: In un appunto della primavera del 1887 Nietzsche scrive: Non dovr finire tutta la filosofia con il portare alla luce i presupposti su cui poggia il movimento della ragione? Il realismo pi antico viene alla luce per ultimo: nello stesso tempo in cui tutta la storia religiosa dellumanit si riconosce come storia della superstizione delle anime. Ecco enunciato, nel modo pi chiaro, il tema della genealogia del pensiero. Ma Nietzsche poi aggiunge: Qui c una barriera : il nostro stesso pensare implica quella fede (nella ragione); farla cadere significa non poter pi pensare. In queste parole di Nietzsche cos avvistata e anticipata quella che oggi viene indicata come la crisi della ragione classica , o anche come la morte della filosofia. ; cfr. AA.VV. , Nietzsche e la fine della filosofia

occidentale , p.107. [132] Oltrech di Nietzsche! Il mio stile possiede una certa voluttuosa concisione , Frammenti Postumi 1876-1878,cfr.Opere ,vol.IV,tomoII,p.312. [133] Uno dei pi comuni quello che intorno a la ragione per cui il primo patriarca venuto dallOccidente. [134] Gli haiku sono brevi componimenti poetici che affrontano con tecnica realistica i pi svariati argomenti (in prevalenza si tratta di temi naturalistici affrontati con estrema semplicit, come ad esempio il balzo di una rana in uno stagno); nel contenuto perch lo zen esalta la concretezza e condanna ogni tipo di astrazione (cfr. L.Stryk , Introduzione a Zen poetry , trad. it. Poesie zen , pp.17-19. [135] Va detto che per quanto riguarda il mondo antico le teorie di Colli , come ha rilevato Maria Grazia Ciani, coincidono di volta in volta con quelle di Rohde, Otto, Vernant, Cherniss, Dodds, Russell; cfr. M.G.Ciani , Belfagor, numero III, anno XLII, pp.310-311; v. anche La ragione errabonda , p. 360.
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[136] Frammento

postumo risalente alla primavera del 1888. Nietzsche contra Wagner , p.414. [138] Frammento postumo risalente all'estate 1883,cfr.F.W.Nietzsche,Opere ,vol. VII, tomo I, parte I, p.323. [139] Cfr. Dopo Nietzsche p.104. [140] Cfr. Ecce homo,p.227. [141] Osserva giustamente Lucio Saviani: Gi da questi pochi accenni sullincontro di Nietzsche con Eraclito possibile risalire alla distanza che Nietzsche assume nei confronti della dialettica,cfr.A dadi con gli dei,p.33. Eraclito, di fatto, uno dei pochi filosofi nei quali Nietzsche si riconosca di buon grado : Metto parte, con profonda deferenza, il nome di Eraclito.Crepuscolo degli idoli , pp. 130-131; v. anche Janz, Vita di Nietzsche, vol. II, p.344. [142] Sullenigmaticit di Colli cfr. S.Barbera-G.Campioni, Lo specchio di Dioniso . [143] Il frammento 507 rimanda allaforisma di Dopo Nietzsche intitolato Una parola malfamata : Oggi , come ieri, la parola mistico ha un brutto suono: si arrossisce o ci si adombra nel ricevere questa designazione. La buona societ dei filosofi non ammette tra i suoi membri chi porta tale nome (...). Anche i pi liberi, come Nietzsche e Schopenhauer, respingevano questo nome. Eppure mistico significa soltanto iniziato.,p.156 ; interessante notare quanto riporta alla voce misteri la Enciclopedia Garzanti di filosofia (cito testualmente): Costitutivo dei misteri lelemento iniziatico, il segreto nel senso greci di arretn, cio di indicibile: esso noto ai partecipanti, che sono per vincolati al silenzio rispetto ai non iniziati. . [144] Nietzsche contro il misticismo: F.W.Nietzsche, Opere, vol. VII, tomo II,p.8 Nietzsche condanna anche Schopenhauer, cfr. frammenti postumi 18761878,v.F.W.Nietzsche,Opere, vol. IV, tomo II, p.415. [145] Sul misticismo in relazione a Nietzsche si possono consultare alcuni autori , citati da Lwith in Nietzsche e l'eterno ritorno : Halevy , ad es., interpreta la follia di Nietzsche come un rapimento mistico, affiancando a quello di Nietzsche i nomi di Eckhart, Suso e Taulero ; cfr. D. Halevy, Vita eroica di Nietzsche ; dello stesso parere anche Beonio-Brocchieri e Farinelli e C.P.Janz (cfr.Vita di Nietzsche ,vol. II, p.351). [146] Secondo l'opinione di M.G.Ciani il termine espressione del linguaggio filosofico tradizionale rinvierebbe alla tesi mistica. [147] Cfr. Dopo Nietzsche : Nietzsche nascose il suo misticismo nebbioso e volle diventare visionario. , pp.179-180 ; Colli distingue un misticismo nordico, che rifugge dallapparenza visibile (Bhme) e un misticismo mediterraneo, che invece ha nella visione il suo carattere peculiare (Platone, Plotino). [148] Curiosamente anche nella tradizione del buddhismo zen , un vaso diventa occasione per raggiungere lilluminazione , in giapponese satori; cfr. Mumon , La porta senza porta , caso 40 ,
[137] F.W.Nietzsche,

Rovesciare un vaso dacqua: Hyakujo voleva mandare un monaco ad aprire un nuovo monastero. Disse ai suoi allievi che avrebbe affidato lincarico a chi avesse risposto con pi acutezza a una domanda. Pos un vaso dacqua sul pavimento e domand: Chi sa dire che cos questo senza nominarlo?. Labate disse : Nessuno pu dire che sia una scarpa di legno. Isan il monaco cuciniere, rovesci il vaso con una pedata e se ne and. Hyakujo sorrise e disse : Labate ha perso. E Isan divenne il maestro del nuovo monastero. , (op.cit., p.65). [149] Camminavo lungo il lago di Silvaplana attraverso i boschi ; presso una possente roccia che si levava in figura di piramide , mi arrestai. Ed ecco giunse a me quel pensiero.Questo lormai famoso passo che rende conto dell'"esperienza" delleterno ritorno
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delluguale , cfr. F.W.Nietzsche, Opere , vol. VI, tomo III, p.615. [150] Ricordo che Schopenhauer ha gi trovato trova spazio allinterno del problema della ragione, del misticismo e della formazione culturale. [151] Frammento postumo maggio-luglio 1885, v. La volont di potenza, 463; v. anche F.W.Nietzsche, Opere,vol.VII, tomo III, p.7. [152] Frammento postumo autunno 1887,v. F.W.Nietzsche, Opere,vol. VIII, tomo II, p.16. [153] La non divinit dellesistenza era per lui [Schopenhauer] qualcosa di dato, di palpabile, dindiscutibile (...) , cfr. F.W.Nietzsche, La gaia scienza, 357. [154] La letteratura sul rapporto Nietzsche-Schopenahuer quanto mai vasta e articolata : un testo dedicato ai due filosofi il classico di G. Simmel, Schopenhauer und Nietzsche , Leipzig, 1907; cfr. anche le suggestive osservazioni di K. Rllin in AA.VV., I filosofi e la religione , Religione e dinamica psicologica in Schopenhauer e Nietzsche, pp. 69-86 ; Deleuze propone unaffascinante equazione ,secondo la quale Eraclito starebbe ad Anassimandro come Nietzsche sta a Schopenhauer, cfr. G. Deleuze, Nietzsche e la filosofia. Altri libri in cui trovare spunti interessanti sullargomento sono R.Hollingdale , Nietzsche. Luomo e la sua filosofia , pp.83-93 ; L.V.Arena, Nietzsche e il nonsense ,pp.11-13,p. 65, pp.96-99 , p.115 (nota 33) ; infine rimando a A. Verrecchia , La catastrofe di Nietzsche a Torino ; questultimo coglie loccasione (lo fa spesso e indiscriminatamente del resto) per screditare Nietzsche : Egli [ Nietzsche] non aveva, neppure lontanamente, n la vastit dinteressi, n la cultura enciclopedica di uno Schopenhauer. (op.cit., p. 40) .C da dire per che il lavoro di Verrecchia per quanto preciso nella ricostruzione dei fatti , spesso troppo severo nel giudicare negativamente Nietzsche: ci dovuto al fatto che lautore tanto detesta Nietzsche ,quanto ammira Schopenhauer. A riprova della cautela con cui ci si deve avvicinare al libro di Verrecchia quanto scrive L.Alfieri: Sebbene gli si debba riconoscere il merito di qualche piccola scoperta in campo biografico, quello di Verrecchia il peggior libro su Nietzsche che sia apparso negli ultimi anni, e uno dei peggiori in assoluto. ; cfr. L.Alfieri, Nel labirinto. Quattro saggi su Nietzsche. , p.118. [155] Anche se vero che in un frammento postumo Nietzsche nega la qualifica di filosofo a Schopenhauer, cfr. F.W.Nietzsche, Opere, vol. VII, tomo III, p.149. [156] Il rapporto con Schopenhauer, tuttavia, talmente complesso da richiedere.... una seconda tesi di laurea per venire adeguatamente affrontato! [157] Cfr. (...) il momento liberatore rappresentato per lui (Nietzsche) da Schopenhauer non consisteva nei suoi dogmi, bens nel suo carattere spirituale: la sua veracit, il suo ardire di pensatore (...) . (C.P.Janz, Vita di Nietzsche ,vol. I, p.222). [158] Come filosofo, Schopenhauer fu il primo ateo dichiarato e irremovibile (...): qui lo sfondo della sua inimicizia con Hegel., cfr. F.W.Nietzsche, La gaia scienza, 357. Secondo Fink Hegel e Nietzsche si contrappongono come laffermazione che tutto accetta e la negazione che tutto confuta, cfr. La filosofia di Nietzsche, p.9; Vattimo, comunque, a notare che tra gli interpreti di Nietzsche ,Deleuze quello che ha insistito maggiormente sul costitutivo carattere antihegeliano di Nietzsche (...) Il problema del rapporto con Hegel

anzitutto quello del rapporto con la dialettica, cfr. G.Vattimo, Il soggetto e la maschera, p.15. [159] Sembrerebbe, tuttavia , che la lettura dei Parerga e paralipomena sia pi importante della lettura del Welt ; secondo Colli uno degli avvenimenti capitali nella vita di Nietzsche. [160] La posizione di Nietzsche nei confronti di Schopenhauer tuttavia rimane ambigua: anche se sono reperibili temi antischopenhaueriani all'epoca in cui Nietzsche scrive Al di l del bene e del male e Genealogia della morale, in profondit si avverte comunque un riaccostamento a Schopenhauer (e non a caso nella prefazione alla Genealogia della morale egli dice:...il mio
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grande maestro Schopenhauer) ,cfr.Notizie e note, F.W.Nietzsche, Opere, vol. VI, tomo II,p.372. [161] Cfr. ancheLa volont di potenza , 1005 e lettera alla sorella, datata marzo 1885. [162] Da vedere anche i frammenti 91 (intitolato "Schopenhauer") e 109. [163] Leonardo Vittorio Arena sostiene ,insieme a Janz , che linfluenza di Schopenhauer su Nietzsche sarebbe minore rispetto a quella di Lange, cfr. Nietzsche e il nonsense , p. 41, nota due ; per quanto riguarda chi invece ha valutato adeguatamente linflusso di Schopenhauer su Nietzsche , cfr. La ragione errabonda, 209b. [164] Nietzsche stesso chiama Schopenhauer "unico e grande maestro". [165] Nietzsche in realt sembra pensarla diversamente a proposito delle "capacit visive" del filosofo di Danzica: "Schopenhauer verso il mondo come un cieco verso la scrittura., Frammenti Postumi 1876-1878,21[13]. [166] Frammenti postumi 1882-1884, cit. in F.W.Nietzsche, Opere, vol. VII, tomo I, parte I, p.5. [167] Nietzsche a Brandes, 10 aprile 1888, cit. in A.Verrecchia, La catastrofe di Nietzsche a Torino ,p.44 ; interessanti anche due annotazioni riportate nelle Note a Ecce homo: Semplicemente non si sopportano pi altri libri, soprattutto se di filosofia , (p.604) e Che cosa debba essere un filosofo - e che io non ero affatto - (...) " ,cit. in F.W.Nietzsche, Opere, vol. VI, tomo III, p.608. [168] Nellaffr ontar e questo importante frammento necessario far riferimento alla concezione della filosofia cos come stata delineata grazie all'analisi dei passi de La ragione errabonda ,precedentemente citati. [169] Questa "addizione filosofico-matematica" falsa secondo Giametta, cfr. Nietzsche e i suoi interpreti, p.123. [170] Nietzsche aborre la cultura tedesca Nietzsche, preferendo di gran lunga quella francese, come osserva anche Verrecchia. E un problema,quello del rapporto di Nietzsche con la cultura e con la filosofia tedesca, tanto ambiguo , quanto ambiguo il rapporto di Nietzsche col cristianesimo: infatti, nonostante i feroci attacchi e le virulente critiche al cristianesimo non si pu far a meno di ricordare che lambiente in cui Nietzsche crebbe era profondamente religioso; lo stesso discorso vale per la cultura tedesca, che sebbene tanto disprezzata, costituisce pur sempre il sostrato culturale dal quale Nietzsche proviene ed emerge; insomma , Nietzsche rinnega il proprio passato, la propria origine in definitiva, ma non sempre questo significa ,con ci, cancellarla del tutto. [171] O DEL SAGGIO?! Colli a volte usa il termine filosofo in modo ambiguo: a volte il significato sottinteso quello di saggio ,sapiente; non filosofo, ad esempio, qui potrebbe anche essere letto, interpretato come saggio. [172] Una precisazione: si tratta di un rapporto che possibile rendere problematico sotto due profili, o meglio a seconda di due diverse (seppur sempre connesse) prospettive : a) a partire da Nietzsche b) a partire da Colli E' sottinteso che il punto "b" sar il mio termine di riferimento preferenziale. Un terzo modo potrebbe invece essere quello di evidenziare le differenze rilevate tra Nietzsche e gli altri filosofi, e in effetti Colli fa anche un tentativo di questo genere. [173] Per altre considerazioni sullaforisma v. Il problema della scrittura. [174] In rapporto alle opere precedenti Umano, troppo umano si caratterizza limpiego

dellaforisma, meglio rispondente per la sua natura frammentaria e priva di ogni presunzione dottrinaria, allesposizione di osservazioni e intuizioni aperte ad ulteriori ripensamenti e a successive rielaborazioni ,cfr. G.M.Bertin, "La conoscenza filosofica strumento di liberazione da ci che umano, troppo umano in Friedrich Nietzsche", sta in Umano, troppo umano, Newton Compton; cfr. anche Frammenti Postumi 1876-1878, in
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F.W.Nietzsche, Opere, vol. IV, tomo II, p.370. [175] V. F.W.Nietzsche, Opere, vol. VII, tomo III, p.189. [176] Mumon, La porta senza porta , p.57. [177] Un nuovo Buddha, ma un Buddha rovesciato, capovolto, predicatore non della negazione bens dellaffermazione della vita: un Buddha occidentale, nellOccidente che si avvia al suicidio di massa come risultato dellattivismo europeo: questo pensa di essere Nietzsche.Metteyya: cos si chiama il Buddha futuro, i cui seguaci saranno centinaia di migliaia e non solo centinaia, secondo dice la profezia del primo Buddha: questo nome, Metteyya, leggiamo allinizio di uno dei piccoli quaderni postumi dellestate 1882., cfr.Notizie e note, sta in Opere,vol.VII, tomo I, parte I,p.333;e in un altro frammento si legge: (...) io potrei diventare il Buddha dEuropa: che sarebbe il contrario di quello indiano. , cfr.F.W.Nietzsche, Opere ,vol. VII, tomo I, parte I, p.103. [178] Si pensi all'opera di K. Jaspers, Nietzsche e il cristianesimo, ad es.; cfr. anche G.Vattimo, Introduzione a Nietzsche. [179] A questo punto necessaria una precisazione: in Oriente il confine tra religione e filosofia non cos marcato e netto come in Occidente, dove per intenderci la filosofia stata a lungo considerata "ancilla" della teologia; riduttivo parlare soltanto di religione buddhista, perch si rischia cos di lasciare in secondo piano il nucleo filosofico, o peggio si rischia di ignorarne l'esistenza. Quindi meglio adottare letichetta onnicomprensiva di pensiero orientale. [180] Si consideri, a titolo meramente esplicativo, il seguente passo: Lesistenza eterna esiste in virt dellesistenza non eterna. Nel buddhismo una concezione eretica aspettarsi qualcosa al di fuori di questo mondo. (...).Dobbiamo trovare la verit in questo mondo, attraverso le nostre difficolt, attraverso la nostra sofferenza., (S.Suzuki, Mente zen. Mente di principiante, p.85) e lo si confronti con quei passi nietzschiani (dello Zarathustra ad es.) in cui viene esaltata la fedelt alla terra, come la chiama Nietzsche. [181] Colli, come gi ricordato cur un'edizione delle Upanisad, testo fondamentale del buddhismo. [182] Nietzsche conosceva, in particolare, la filosofia smkhya ( o sankhya, come scrive Nietzsche in Genealogia della morale, saggio III, 27): il smkhya una delle cinque scuole brahamaniche (mmms, yoga, vaiceshika, nyya ) nate intorno al V sec. a.C. per contrastare il crescente successo del buddhismo e del giainismo; cfr. L.Arena, La filosofia indiana. [183] Il frammento prosegue cos: "Uninteressante esperienza aberrante in senso ottimistico, che in una deviazione del suo corso ha inventato la razionalit -costruttiva e distruttiva e con una profondit dintelletto mai pi recuperata- la filosofia greca." [184] Cfr. C.Andler, Nietzsche, sa vie et sa pense, vol. II, p.414, e la gi citata biografia dello Janz e G.Pasqualotto: Le principali fonti utilizzate da Nietzsche per la conoscenza del buddhismo furono il libro di Koeppen, Die Religion des Buddha, del 1857, e quello di Oldenberg, Buddha, del 1881, cfr. Il Tao della filosofia, p.137; cfr. anche Cronologia (18691873): Il 25 ottobre [1870] Nietzsche prende in prestito dalla biblioteca universitaria di Basilea il libro di K.F.Kppen, La religione di Buddha e la sua nascita, Berlino 1857., (v. F.W.Nietzsche, Opere, vol. III, tomo II, p.399). [185] Nietzsche lesse il codice di Manu in una traduzione francese, che ancora oggi si trova nella sua biblioteca: Louis Lacolliot, Les legislateurs religieux.Manou-Moise-Mahomet, Paris, 1876, cfr. "Note e notizie al testo di Crepuscolo degli idoli , Opere, p.501.

[186] F.Mistry,

Nietzsche and buddhism. [187] Se c' un aspetto che permetterebbe di rilevare delle analogie, non solo tra Nietzsche e il
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buddhismo, ma tra Nietzsche, Schopenhauer e il buddhismo, sarebbe l'analisi di come affrontato ed eventualmente risolto, il problema del dolore ( cfr. Scritti su Nietzsche, p.131). [188] G.Pasqualotto, Il Tao della filosofia, Saggi su Nietzsche. [189] E.Bispuri, "Nietzsche: il volto nascosto dell'oriente", sta in G.Penzo, Nietzsche o la verit come problema. [190] L.V.Arena, Nietzsche e il nonsense [191] G.Parkes, Nietzsche and Asian Thought [192] La mia vita, p.94. [193] V. F.W.Nietzsche, Opere, vol. VII, tomo I, p.147. [194] Qui Colli ha in mente anche il punto 6) del frammento 505. [195] Cfr. Scritti su Nietzsche, p. 133. [196] Nuovamente i fili del discorso di Colli si intrecciano strettamente fra loro, e non solo per quanto riguarda il discorso su Nietzsche: in questo caso sono il passato e ancor di pi il misticismo, a fungere da referenti allinterno del tema della scrittura. [197] Il rapporto che qui Colli instaura tra scrittura e misticismo dimostra, ancora una volta, come tutto sia collegato all'interno della sua interpretazione. [198] Il senso potrebbe essere questo: Per lui [ Nietzsche ] vivere signific scrivere, e scrivere fu soltanto il dire con sincerit, quasi il riflettere in uno specchio, gli slanci della sua fantasia e i travagli del suo pensiero, ( La ragione errabonda, frammento 131; cfr. anche Dopo Nietzsche, p. 131, dove Nietzsche, definito icasticamente homo scribens, viene attaccato da Colli per non aver saputo dissacrare, lui dissacratore par excellence, lattivit dello scrivere).Questo punto potrebbe rientrare di diritto in un catalogo immaginario, qualora si volesse render conto delle innumerevoli contraddizioni della vita ( e del pensiero) di Nietzsche; avevo gi richiamato la duplicit esistenziale allinterno della formazione culturale, e forse bisogna riprenderla e tenerla presente anche adesso. E poi, se scrivere= non vita e filosofia=scrittura, allora filosofia=non vita!!!!!!!!!!!! E di fatto: La scrittura (...) una astrazione che spegne la vita: intendendo per vita quella cultura autentica, vitale ,antisistematica, antidogmatica, antistorica- di cui il libro offre solo un riflesso, un surrogato.Ma nella realt odierna il libro anche lunica cosa che rimane,(...) lunico mezzo- come riconosce lo stesso Colli- per avvicinarsi alla cultura vera. (cit. in Belfagor, III, anno XLII, p. 309).In Dopo Nietzsche confermata tale duplicit, rafforzando cos limpressione che il rapporto di Nietzsche con la scrittura sia inspiegabile: "... che senso ha additare l'affermazione dionisiaca, la follia, il gioco contro ogni astrazione e mummificazione....e intanto consumare la vita nello scrivere, cio .... nella non vita?" . [199] Prima di passare al resto del punto 175, si vedano alcune pagine di Scritti su Nietzsche modellate sul frammento 175: (...) FW si presenta come un libro riformatore rispetto alla comunicazione filosofica (...) la filosofia non esiste pi, ma i filosofi devono ancora esistere (...) , (p.104); anche se va notato che Colli poi specifica che solo con lo Zarathustra che Nietzsche ha inteso introdurre una riforma rivoluzionaria nellesposizione filosofica aggiungendo inoltre che Cos parl Zarathustra stato un serio tentativo di portare la filosofia su un piano essoterico, strappandola al tecnicismo, allisolamento di cerchie senza risonanza, alla derisione che viene riservata a un arte pretenziosa fuori moda. Viene in mente come parallelo linnovazione platonica del dialogo filosofico. ( Scritti su Nietzsche, p.113).Si tratta, per, di un tentativo destinato all'insuccesso, e sia Nietzsche, sia Colli, ne sono consapevoli. [200] Anche, anzi soprattutto, al di fuori di Nietzsche. [201] La datazione dimostra che il problema presente a Colli fin dallinizio della sua riflessione filosofica su Nietzsche, e non solo su Nietzsche.
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[202] Qui

si fa riferimento alla concezione aristocratica della cultura che costituisce una

caratteristica di Colli e di Nietzsche. [203] Strindberg a Nietzsche, 9 dicembre 1888, cit. in A.Verrecchia, op. cit., pp. 136-137. [204] Per una breve nota biografica su Sossio Giametta, v. Internet, URL: www.emsf.rai.it/interviste/abstract/giam..htm [205] Va notato che proprio gli scettici, sono forse l'unica categoria tra i filosofi a godere della stima di Nietzsche, cfr. L'anticristo: Metto da parte un paio di Scettici, che rappresentano nella storia della filosofia il tipo umano pi degno: il resto non conosce i pi elementari requisiti della rettitudine intellettuale. ( 12); si veda anche Ecce homo: Gli scettici, lunico tipo rispettabile nel popolo dal doppio e quintuplo senso, il popolo dei filosofi!...; sullo scetticismo come tema generale in Nietzsche, v. B.Taureck "La scepsi di Nietzsche", sta in G.Penzo, Nietzsche o la verita come problema. Interessanti infine le osservazioni di G.Pasqualotto svolte in Saggi su Nietzsche, pp.32-33. [206] Nessun uomo ha mai avuto pi di me il diritto alla distruzione!, cos Nietzsche in un abbozzo di lettera alla Zimmern. [207] Giametta pi radicale di Colli anche su altri aspetti come si vedr. [208] Per quanto Giametta, a sua volta, sia passibile di critica. Si potrebbe, ad esempio, muovere una critica sia a Colli sia a Giametta , in quanto nessuno dei due ha rilevato limportanza che ebbe per Nietzsche la musica, musica che costituisce invece un elemento importantissimo della vita di Nietzsche, e come si apprende dalla biografia dello Janz, che non a caso era anche musicologo di professione; a tal proposito ,si pu notare che Wagner forse lunica personalit di rilievo vivente con la quale Nietzsche abbia intessuto dei rapporti profondi , e Peter Gast, che Nietzsche chiamava maestro (in italiano) era un musicista (sebbene mediocre in confronto al genio di Wagner. E di fatto , poi, Janz non manca di rimarcare gli errori di valutazione di Nietzsche, nel sopravvalutare, ad es. , il valore di Peter Gast . [209] Una delle contraddizioni di Colli pi lampanti , pi evidenti quella che deriva dalla condanna della scrittura, scrittura che per viene pur sempre usata: Colli per essere coerente fino in fondo( e non cadere in contraddizione) non avrebbe dovuto scrivere nulla su Nietzsche, avendo gi fatto abbastanza con la pubblicazione delledizione critica: restituire l'opera omnia di Nietzsche nella sua integrit, senza nessuna sorta di apparato interpretativo ,o anche soltanto didascalico, sarebbe stata ,forse, la scelta migliore. [210] Linterpretazione di Nietzsche di Giametta ,(per la quale si pu vedere anche Nietzsche, il poeta , il moralista, il filosofo,Garzanti,1973) per comodit si pu riassumere nella formula Nietzsche ha fatto una cosa sola : il moralista ma poeticamente. [211] Quando gi cominciato un interessante confronto tra Nietzsche e Colli volto a delineare e analizzare, in poche ma brillanti pagine, reciproche congruenze e diversit "filosofiche", v. pp. 82-93. [212] Lespressione il vero Nietzsche assai discutibile e problematica secondo il mio punto di vista, che in definitiva combacia quasi perfettamente con quello di Colli: non esiste un vero Nietzsche perch impossibile arrivare a comprenderlo ; nulla conoscibile, questo lo sapeva anche Nietzsche (Le cose sono inconoscibili ,Frammenti Postumi 1882-1884,6[1],in F.W.Nietzsche, Opere ,vol. VII, tomo I, parte I, p.220) e sapeva che in tale inconoscibilit ricadeva anche la sua persona : Non faccio colpa a nessuno, se non sa per nulla chi io sia; a nessuno dato di saperlo(...) , lettera a Overbeck del 31 dicembre 1888 ; tanto che Nietzsche spesso si interrogava cos : - Ha mai qualcuno capito qualcosa di me- capito me ? - , cit. in Note al testo di Ecce homo , cfr. Opere , vol. VI, tomo III, p.603; anche perch Nietzsche era consapevole del fatto che "(...) difficile capire gli scritti come i miei", v. F.W. Nietzsche, Opere, vol. VII, tomo III, p.127; si confronti ,inoltre, il testo tratto da una lettera scritta a
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Spitteler da Nietzsche il 10 febbraio 1888 (citata in Janz , Vita di Nietzsche, vol. II, p.532),dove Nietzsche sembra alludere alla possibilit di "capirlo": (...)[Al di la del bene e del male ]contiene la chiave di me stesso, posto che ve ne sia una. Bisogna leggerlo per primo(...).

Molto interessante quanto scrive Bataille in merito alla possibilit di conoscere Nietzsche : Non toglier la maschera a nessuno...Che sappiamo di Nietzsche , in fondo? Obbligati a un senso di disagio, a silenzi... Odiando i cristiani... Per non parlare degli altri!... E poi... siamo cos poco!, (Su Nietzsche , p.55 ); questo passo fa venire in mente quanto scrive Derrida : (...) non c una verit di Nietzsche o del testo di Nietzsche.; cfr. J. Derrida , Sproni , p.94.Chiedo scusa per la lunga digressione e per i "faticosi" balzi testuali. [213] Sull'enorme mole di lavori usciti su Nietzsche non nemmeno il caso di soffermarsi: alla "bibliografia nietzschiana" c.d. spetta senz'altro l'aggettivo "sterminata". [214] Giametta tuttavia non manca di ricordare che pi di ogni altro interprete di Nietzsche Colli ha anche criticato Nietzsche. [215] Alcune raccomandazioni di Colli sul giusto modo di accostare lopera di Nietzsche sono affini a quelle di Jaspers: A prima vista, la lettura di Nietzsche pu sembrare facile ; cos almeno ritiene qualcuno. Qualsiasi passo si scelga , anche casualmente, immediatamente comprensibile. Nietzsche interessante sotto ogni aspetto ; i suoi giudizi affascinano , la sua scrittura entusiasma (...) . Ma se (...) vogliamo continuare la lettura insorgono della difficolt; lentusiasmo per la piacevole lettura si trasforma in irritazione, se non proprio nellavversione per una molteplicit frammentaria di pensieri apparentemente priva di ogni intrinseco legame ; la lettura si fa insopportabile." ,cfr. Nietzsche. Introduzione al suo filosofare , Prefazione alla prima edizione ,p.21. [216] Il suo tempo non ancora venuto. Vacuit delle interpretazioni. [217] Poesia e moralismo stanno a Giametta come passione per la Grecia sta a Colli. [218] Anche Giametta, tuttavia, commette uno sviamento senza rimedio nellinterpretare Nietzsche soltanto come poeta e moralista; quanto sia problematico apporre unetichetta a Nietzsche lo si capisce leggendo le sue opere, dove gli epiteti usati per far riferimento a se stesso sono i pi diversi e strampalati ,alle volte: basti pensare alle ultime allucinate identificazioni dei biglietti della filosofia ai primi tentativi di dare un nome a se stesso. Giametta dice poeta e moralista, ma Nietzsche ne Il caso Wagner, ad esempio, scriveva rivolto a se stesso: Se fossi moralista, chiss come la chiamerei! (...) Ma il filosofo non ama i moralisti...Non ama neppure le belle parole...; tutto ci suona tanto pi paradossale se ci si rif al ritornello nietzschiano secondo il quale i poeti mentono troppo (per quanto riguarda la poesia), e al concetto di autosuperamento della morale (per quanto riguarda il moralismo; a meno che, per quanto Nietzsche proclami se stesso immoralista alla fine rimanga comunque moralista !). [219] Secondo l'interpretazione di Heidegger Nietzsche un pensatore rigoroso , inserito nella traiettoria del domandare della filosofia occidentale, (Nietzsche,pp.22-23) traiettoria della quale Nietzsche, come noto, rappresenta la fine (ibid.,p.27). [220] Contro Heidegger e le sue fantasie verbali si vedano le acute critiche di Lwith : (...) anche Heidegger trasfonde il proprio pensiero in quello di Nietzsche, per interpretare se stesso in lui (Nietzsche e leterno ritorno , p.230) e Di contro allesplicita constatazione nietzscheana che il carattere globale della vita e del mondo vivente non stimabile e valutabile Heidegger interpreta la filosofia di Nietzsche quale metafisica dei valori e il valore quale punto di vista, il cui semplice [per quanto a me non sembri poi cos semplice] senso egli stravolge artificiosamente. , (op.cit., p.231). Chiunque legga ci che Nietzsche dice riguardo al meriggio non pu che meravigliarsi di quanto di non-pensato e non-detto Heidegger riesca a tirar fuori .; op.cit., p.232. Anche un biografo come Althaus trova lo
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spazio per riconoscere i difetti di due importanti trattazioni nietzscheane, e cio quelle di Heidegger e Jaspers, due interpreti per i quali Nietzsche rappresenta lultimo grande filosofo : Heidegger tratta soltanto il pensiero di Nietzsche, prescindendo dalla sua vita. Il libro di Jaspers contiene sparse osservazioni sulla sua vita (...) ma linteresse biografico (...) non in Jaspers maggiore che in Heidegger., (cfr. H.Althaus, Nietzsche. Una tragedia borghese , Prefazione, p. X). [221] Per dirla con Ferraris leggere il Nietzsche o Saggi e discorsi non ci aiuta a capire il pensiero

di Nietzsche, ma quello di Heidegger, cfr. Nietzsche e la filosofia del novecento e Storia della volont di potenza, sta in La volont di potenza, di Ferraris-Kobau (cura), Bompiani, 1995, pp.656-669; cfr. anche G. Pasqualotto, Saggi su Nietzsche, p.10 e pp.13-14. [222] Giuliano Campioni, ad esempio, riconosce lessere antiheideggeriano da parte di Colli nel passo che segue: Latteggiamento di Colli ostile alle grandi interpretazioni: Heidegger in primo luogo, come ad ogni recupero o giustificazione che parta dal nostro presente.; cfr. M.G.Ciani, Belfagor, III, anno XLII; di Giuliano Campioni si pu vedere anche "Intervista a Giorgio Colli", in G.Penzo, Nietzsche o la verit come problema. [223] Secondo la mia prospettiva invece non si pu giungere a conclusione alcuna, e anche in caso contrario non sarebbe una conclusione illuminante; relativismo gnoseologico e Gorgia, dovrebbero insegnare qualcosa. [224] Si vedaLa filosofia di Nietzsche ,pp.9-15. [225] Interessante anche lappendice dove sono trattati brevemente alcuni interpreti di Nietzsche, tra i quali voglio ricordare Ewald, per il quale il sistema di contraddizioni che sorregge la filosofia di Nietzsche la fa anche naufragare (p.203); Andler, di cui Lwith riporta i seguenti passi: Tutta la dottrina di Nietzsche resta per Andler una grande intuizione mistica, il cui valore non dipende dal contenuto. (op. cit., p.210) e Lintera dottrina resta cos un ultimo segreto, che non pu trovare espressione concettuale . (op.cit., p. 211).Di Lwith si veda anche Da Hegel a Nietzsche: Il secolo XIX, dal punto di vista di unepoca che ad esso si ritiene superiore, sembra potersi comprendere in una sola formula ed esser ormai gi superato, senonch il Nietzsche stesso si rendeva ancora conto di essere non solo un conquistatore, ma anche un erede; teso verso il futuro, ma insieme debitore verso il passato. , (tratto dalla prefazione alla prima edizione, p.17). [226] Quella verit, lo ripeto, che per me invece non sussiste. [227] Quello della mancanza di originalit un punto che non certo sfuggito ai c.d. detrattori di Nietzsche: Bisogna dire che la maggior parte degli avversari dellArchivio Nietzsche erano affetti dalla stessa volgarit intellettuale: quella cio di credere che la conoscenza da parte di Nietzsche di determinati autori potesse essere adoperata come prova della sua mancanza di originalit, (cfr. Note e notizie al testo di Lanticristo, in F.W.Nietzsche, Opere, vol. VI, tomo III, p.523; Colli e Montinari, di contro a tali "diffamatori" preferiscono, invece, sottolineare (...) la maestria con cui Nietzsche si serve delle formulazioni di portata europea (...) , (cfr. Note e notizie a Il caso Wagner, in F.W.Nietzsche, Opere, vol. VI, tomo III, p.480. [228] Un interrogativo simile a questo (oltre a considerazioni affini a quelle svolte da Giametta), lo si trova anche in, Nietzsche e il nonsense di L.V.Arena. [229] Per una definizione del filosofo in quanto distinto dal moralista si vedano invece le pp. 9394. [230] Si vedaLa ragione errabonda, 122, Il problema della grandez za, pp.143 -148. [231] Cos fa Giametta nel suo libro del resto, anche se subito dopo si affretta a respingerne le conclusioni, obiettando che "sarebbe stato pi semplice dire che Nietzsche distrusse (o volle distruggere) la filosofia come sistema razionale", (op.cit, p.130).
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[232] Pi

che di un problema si tratta di una condanna, come ha rilevato bene Roberto Calasso: La condanna della conoscenza di s, di fatto, solo un corollario della condanna di ogni meta-conoscenza, ormai fissata dalla critica di Nietzsche in un teorema che insieme una sentenza di morte: nel tentativo di conoscere i propri strumenti il pensiero necessariamente si autodistrugge - e cio in particolare il pensiero dellOccidente, lunico che si sia azzardato tranquillamente per questa via. ,cfr. Monologo fatale, sta in F.W.Nietzsche, Ecce homo, Adelphi, p.160. [233] Lode di Epicuro. Dallepoca di Epicuro la saggezza non ha fatto un passo avanti-e spesso ne ha fatti mille indietro., cfr. Frammenti Postumi 1876-1878 23[34]. www.homolaicus.com