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BASI BIOLOGICHE DEL COMPORTAMENTO LEZIONE N.

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Il sistema nervoso non è preformato alla nascita ma cambia nel corso della vita
=> con la crescita si ha
uno sviluppo della struttura nervosa.

FRENOLOGIA (DOTT. JOSEPH GALL prima metà dell’800):
Franz Joseph Gall è un medico tedesco vissuto a cavallo fra il diciottesimo e il
diciannovesimo secolo. Gall ideò e propagandò la singolare teoria della
frenologia (dal greco phren = mente e logos= studio), dottrina oggi definita
“pseudoscientifica”.
Secondo la frenologia le singole funzioni psichiche dipenderebbero da particolari
zone o “regioni” del cervello (modello multi-componenziale, modulare), così che
dalla valutazione di particolarità morfologiche del cranio di una persona, come
linee, depressioni, bozze, si potrebbe giungere alla determinazione delle qualità
psichiche dell’individuo e della sua personalità.
Per Gall vi erano ben 26 zone del cranio a cui sarebbero corrisposte le regioni
della mente, a loro volta corrispondenti alle caratteristiche della personalità del
soggetto.
I frenologi ritengono che tutti gli uomini abbiano, di base, prerogative comuni (le
proprietà sensoriali sono simili, le facoltà mentali – attitudini temperamenti…-
variano).
Il cervello, al pari degli altri muscoli, si modificherebbe con l’uso, sviluppando
certe aree più di altre (le proprietà sensoriali sono simili, le facoltà mentali –
attitudini temperamenti…- variano).

Dopo un primo periodo in cui la frenologia conobbe una tale diffusione da far
nascere varie “società frenologiche” sparse per l’Europa (e anche in USA, come i
gabinetti di frenologia di Boston), le teorie di Gall persero inesorabilmente
credibilità a partire dalla fine dell’800. Tutta una serie di nuovi studi avrebbero
poco a poco dimostrato che, anche se è vero che alcune funzioni del nostro
cervello possono essere localizzate, le varie parti del nostro cervello non tendono
a crescere verso l’esterno e, quindi, non possono modificare la configurazione del
cranio.

Al modello di organizzazione del cervello dei frenologi si contrappone quello degli
antilocazionisti.

ANTILOCAZIONISTI (1800)
Ritenevano che il cervello non avesse una differenziazione funzionale interna, ma
che svolgesse tutte le funzioni nel suo insieme (organizzazione del cranio olistica).
Si basavano sulla constatazione che il cervello è costituito da un unico tipo di
tessuto.

Frenologi >> cervello = appartamenti come locali diversi, con funzioni diverse
(organizzazione cranio multicomponenziale)
Antilocazionisti >> cervello = unità abitate stile loft, spazio aperto senza
organizzazione (unità olistica).

Il problema di tutte e due le teorie è che nell’800 era possibile verificare la
struttura del cervello esclusivamente sul tavolo autoptico, quando le funzioni non
erano più attive. Oggi c’è la TAC, che consente una sorta di autopsia dal vivo.
In alternativa, era possibile fare delle deduzioni dall’osservazione di pazienti
cerebrolesi.
In questo caso si analizzarono pazienti colpiti da ictus.

L’approccio frenologico porterebbe a pensare ad un danno circoscritto ad
alcune funzioni.
L’approccio antilocazionista porterebbe prevedere un danno uniformemente
distribuito tra le funzioni in modo proporzionale all’entità del danno stesso.

Postulato della Costanza
Il comportamento di un soggetto portatore di una lesione cerebrale è determinato
dall’attività complessiva del cervello meno la componente danneggiata dalla
lesione stessa. Si assume, cioè, che dopo la lesione non vi sia una
riorganizzazione del sistema nervoso che lo renda diverso dalla fase che precede
la lesione stessa.

ALTRE OSSERVAZIONI CHE PORTANO A CONCLUDERE CHE VI SIA
ORGANIZZAZIONE MODULARE: BROCA E WERNICKE
A metà 800 Broca aveva studiato il caso di un suo parente che aveva sofferto di
una patologia che gli aveva causato gravissimi deficit nell’espressione verbale
(afemia: disturbo esclusivamente motorio, consistente nella incapacità di
articolare le parole pur essendo integro l'apparato periferico del linguaggio - cioè
la fonazione e l'articolazione).
Broca e monseur Tan Tan (afemia) => Studio di un paziente che aveva perso
la capacità d’espressione verbale pur mantenendo intatte le altre facoltà,
compresa la comprensione. Morto Tan Tan l’autopsia aveva individuato una
precisa area danneggiata (area che avrebbe preso il nome di area di Broca).
Nel 1861 a Parigi svolse un convegno della società di antropologia che aveva per
obiettivo di rispondere alla domanda “perché gli uomini parlano e gli animali no?”
Secondo Broca, la risposta sta nelle basi biologiche.
Karl Wernicke e i logorroici (afasia di Wernicke) => Studio di persone che
parlavano molto ma non capivano quello che dicevano loro. Il tavolo autoptico
identificò la lesione in una precisa area (area di Wernicke).

Se ne deduce una forte relazione tra determinate strutture anatomiche e
determinate strutture linguistiche.
Questi dati dicono che dentro il cervello c'è un'architettura multicomponenziale =
locali con forme
precise che comunicano tra di loro (il cervello ha plasticità).
Il cervello non funziona come un tutt'uno, ci sono zone indipendenti con funzioni
specifiche.
Architettura cerebrale multicomponenziale intercomunicante e flessibile.

Gli studi di Broca e Wernicke hanno migliorato l'analisi/rapporto tra funzione e
area.
Gli studi di Broca e Wernicke erano concordi nel dimostrare che le lesioni che
provocavano deficit
linguistici erano riconducibili a lesini dell'emisfero sinistro.

Talvolta l’afasia si accompagna all’APRASSIA= incapacità di compiere movimenti
o gesti coordinati e diretti a un determinato fine in un ambiente non
contestualizzato*, mantenendo tuttavia inalterate la volontà del soggetto e la sua
capacità motoria. (*un soggetto affetto da aprassia potrà fare il segno della croce
in chiesa ma non sarà in grado di farlo su richiesta, nello studio del medico).
Nota:
Movimento = spostamento di un segmento corporeo rispetto a quello adiacente
(camminare è
un'azione non un movimento) ex: aprire e chiudere gli occhi.
Gesto = movimento caricato di un significato simbolico es. alzare il medio è un
movimento che desta reazione, ha significato simbolico.

L’aprassia ha diverse tipologie. Certi deficit impediscono non i movimenti bensì
gesti. In tal caso i pazienti non riescono ad associare il significato culturale al
repertorio motorio.

L’aprassia si lega a danni collocati in specifiche aree dell’emisfero sinistro.

J.H. Jackson, studiando l’aprassia e collegandosi alle scoperte di Broca e Wernicke
ne trasse la teoria della dominanza emisferica.

John Hughlings Jackson (1835­1911) 
TEORIA DELLA DOMINANZA EMISFERICA
Jackson era un localizzazionista  => Organizzazione topografica della corteccia.
La sua teoria ha avuto un grande successo, tanto che ancora oggi, nonostante sia
stata smentita, ha lasciato traccia di sé nella definizione “emisfero dominante”.

La teoria si articola su 4 principi:
1) Principio dell’equivalenza anatomica => gli emisferi sono
anatomicamente equivalenti.
2) Principio dell’esclusività di specie => solo la specie umana ha
differenziazione a livello di funzioni degli emisferi cerebrali.
3) Principio della supremazia funzionale => Gli emisferi cerebrali
dell’uomo sono equivalenti da un punto di vista strutturale -
anatomico ma non a livello funzionale. L’emisfero di sinistra infatti
svolge le funzioni cognitive e prassiche di ordine superiore; per tale
motivo viene detto emisfero dominante.
4) Principio della lateralizzazione inversa => Nei mancini
l’organizzazione delle funzioni superiori è esattamente speculare a
quella dei destrimani.

1) Principio dell'equivalenza anatomica = il cervello umano ha due emisferi
cerebrali, destro esinistro, assolutamente identici da un punto di vista strutturale,
anatomicamente indistinguibili.
1) contrariamente a quanto sostenuto dalla dottrina classica e ancora sino agli anni Sessanta, è stato  
dimostrato che i due emisferi sono asimmetrici da un punto di vista strutturale (oltre che funzionale):  
ad esempio, il piano temporale è più esteso nell’emisfero sinistro che nel destro; vi sarebbe inoltre un  
maggior volume del polo occipitale di sinistra e del polo frontale di destra.

2) Principio dell'esclusività di specie = Solo nella specie umana il cervello è
organizzato in modo tale che l’emisfero sinistro sia dominante (per le funzioni
“secondarie” – sensoriali e motorie - , secondo questa teoria, l’emisfero destro
controlla la parte sinistra del corpo e il sinistro la parte destra). Anche gli animali
avrebbero due emisferi, ma non avrebbero asimmetria funzionale.
2) In realtà, esistono asimmetrie anatomiche e funzionali anche nel cervello di
altri animali (es. granchio violinista, fringuelli).
Una delle chele del granchio violinista è enormemente più sviluppata dell'altra. Il granchio agita ritmicamente in alto e in
basso la chela più grande nel corso delle interazioni sociali tra individui maschi (modo di comunicare). Il granchio violinista,
dunque, usa le chele in modo differenziato.
Altro esperimento: “i fringuelli di Nottlebot”.Questi uccelli comunicano cantando. Hanno le corde vocali inverse rispetto ai
nervi faringei (il destro è controllato dall'emisfero sinistro e viceversa).
Nottlebot (Nottilbon?) scoprì che c’era una differenza funzionale tra i due nervi provando a tagliarli uno o entrambi. Se
fossero stati equivalenti il taglio di uno dei due avrebbe portato ad un deficit parziale. Invece il risultato ottenuto era o nessun
danno o un danno completo, a seconda del nervo reciso (o il fringuello continuava a poter cantare o restava muto).

3) Principio della supremazia funzionale = I due emisferi hanno funzioni
diverse e il sinistro dominerebbe il destro. Si era arrivati a questa conclusione
perché nell’800 si erano già individuati dei collegamenti tra afasia e aprassia ed
emisfero sinistro mentre non si erano ancora evidenziate correlazioni tra danni
all’emisfero destro e particolari patologie.
3) Oggi sappiamo che, mentre l’emisfero sinistro è specialmente deputato alle funzioni linguistiche,  
quello destro gioca un ruolo prevalente in altre funzioni superiori che non coinvolgono il  
linguaggio, particolarmente funzioni di tipo muscolare e visuo­spaziale (es orientare lo sguardo).  
Pertanto, alla nozione classica di dominanza si è sostituita quella di specializzazione, secondo cui  
entrambi gli emisferi prevalgono a turno a seconda della funzione cognitiva considerata. Si è visto  
che lesioni all'emisfero destro provocano, per esempio, la sindrome
negligenza spaziale unilaterale: chi ne soffre si pettina solo una parte
della testa.

4) Principio della lateralizzazione inversa = la dominanza emisferica
varierebbe a seconda della preferenza manuale. Il corpo è simmetrico e lo sono
anche i movimenti, ma il repertorio cambia in atti motori di destrezza. Tutti i
soggetti umani dimostrano una preferenza manuale, podale, oculare. I destrimani
prediligono la mano destra, il piede e l’occhi destro. I mancini preferiscono mano
sinistra, occhio sinistro e piede sinistro (mano, piede, occhio sono gli effettori da
osservare). L’asimmetria della motività sarebbe legata all'emisfero. L'emisfero
dominante per i destrimani sarebbe l'emisfero sinistro, per i mancini il destro.
4) La nozione di una perfetta rappresentazione speculare non è ora più accettata e anzi si ritiene  
molto probabile che i mancini abbiano un’organizzazione non del tutto dissimile da quella dei  
destrimani: ciò che caratterizza i mancini, secondo studi recenti, sarebbe un minor grado di  
asimmetria funzionale tra i due emisferi. Se fosse corretta la teoria di Jackson, risiedendo le  
funzioni linguistiche, per i destrimani, nell’emisfero sinistro, nei mancini dovrebbero risiedere a  
sinistra… così, se le afasie dei destrimani sono legate a lesioni nell’emisfero sinistro, quelle dei  
mancini dovrebbero essere legate a lesioni nell’emisfero destro. L'evidenza clinica confuta questo  
principio, le lesioni che provocano afasia sono sempre nel sinistro per i destrimani e per i 2/3 dei  
mancini.

TEST DI WADA
Il test di Wada (che prende il nome da John A. Wada) è un test medico, che
prevede l'iniezione di un sedativo in carotide, alternativamente la destra o la
sinistra. I sedativi provocano l’ipnosi dell’una o dell’altra parte. A seconda di dove
viene eseguita l'iniezione, si può verificare a quale emisfero cerebrale faccia capo
una determinata funzione cognitiva (e se è unilaterale).
=> Se si tratta dell’emisfero sinistro ne deriva l’arresto afasico.
Oggi ci sono metodi indiretti che soppiantano il test di Wada. Sono le
neuroimmagini funzionali.