Majjhima Nikaya Traduzione in italiano di De Lorenzo, da Enrico Federici. Esclusivamente per distribuzione gratuita. Capitoli: 01.

Mulapariyâya Sutta La sequenza radice 02. Sabbâsava Sutta Gli asava 03. Dhamma dâyada Sutta Eredi della dottrina 04. Bhayabherava Sutta Spavento e terrore 05. Anangana Sutta Innocenza 07. Vatthupama Sutta Il paragone della veste 09. Sammâditthi Sutta La retta conoscenza 10. Satipatthâna Sutta I pilastri del sapere 11. Cûlasîhanâda Sutta Il ruggito del leone 12. Mahâsihanada Sutta Il rabbrividire 13. Mahâdukkhakkhandha Sutta Il grande tronco del dolore 14. Cûladukkhakkhandha Sutta Il tronco del dolore 15. Anumâna Sutta La misura 16. Cetokhila Sutta Le angustie del cuore 17. Vanapattha Sutta Solitudine silvestre 18. Madhupindika Sutta Il buon boccone 19. Dvedhâvitakka Sutta Due specie di deliberazioni 20. Vitakkasanthâna Sutta Svanire delle deliberazioni 21. Kakacûpama Sutta Il paragone della sega 22. Alagaddupama Sutta Il paragone del serpe 23. Vammika Sutta Il formicaio 24. Rathavinita Sutta Le stazioni di posta 25. Nivâpa Sutta La pastura 26. Ariyapariyesana Sutta Il santo fine 27. Cûlahatthipadoma Sutta L'orma dell'elefante 28. Mahâhatthipadoma Sutta Grande orma dell'elefante 29. Mahâsaropama Sutta Il paragone del legno

Majjhima Nikaya 1 Mulapariyâya Sutta La sequenza radice

Questo ho sentito. Una volta il Sublime soggiornava presso Ukkatthâ, nel parco, al piede d'un albero magnifico. Là il Sublime si rivolse ai bhikkhu: "Monaci!" - "Illustre!" replicarono i monaci. Il Sublime parlò così: "Voglio mostrarvi, monaci, il principio di tutte le cose: ascoltate e fate bene attenzione." "Sì, Signore!" risposero attenti i monaci. Il Sublime disse: "Ecco, monaci, c'è uno che niente ha conosciuto, un uomo comune, senza comprensione per ciò che è santo, estraneo alla santa dottrina, inaccessibile ad essa; senza comprensione per ciò che è nobile, estraneo alla dottrina dei nobili, inaccessibile ad essa. Egli prende la terra come terra, pensa alla terra, pensa sulla terra, pensa 'Mia è la terra' e si rallegra di ciò: e perché? Perché egli non la conosce, dico io. Lo stesso gli accade dell'acqua, del fuoco, dell'aria, della natura, degli dei, del Signore della generazione, di Brahmâ, dei Lucenti, dei Raggianti, dei Possenti, dell'Ultrapossente, dell'illimitata sfera dello spazio, dell' illimitata sfera della coscienza, della sfera della non esistenza, del limite di possibile percezione, del sentito come sentito, del pensato come

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pensato, del conosciuto come conosciuto, dell'unità come unità, dellamolteplicità come molteplicità, del tutto come tutto, dell'estinzione come estinzione. Ma chi, monaci, come asceta che lotta, che con coraggio cerca di conseguire l'incomparabile sicurezza, anche a lui vale la terra come terra, allora egli deve non pensare terra, non pensare alla terra, non pensare sulla terra, non pensare 'Mia è la terra', non rallegrarsi della terra: e perché? Perché impari a conoscerla, dico io. Acqua, fuoco, aria, natura e dei, unicità e molteplicità, il tutto vale a lui come tutto e allora egli deve non pensare il tutto, non pensare al tutto, non pensare sul tutto, non pensare 'Mio è il tutto', non rallegrarsi del tutto: e perché? Perché impari a conoscerlo, dico io. L'estinzione vale a lui come estinzione, allora egli deve non pensare all'estinzione, non pensare sull'estinzione, non pensare 'Mia è l' estinzione', non rallegrarsi dell'estinzione: e perché? Perché impari a conoscerla, dico io. Ma chi, monaci, come santo monaco, estinto, giunto alla fine, avendo compiuta l'opera, essendosi scaricato del peso, avendo raggiunto lo scopo, ha distrutto i vincoli dell'esistenza, s'è redento in perfetta sapienza, anche a lui accade la stessa cosa nei confronti della terra e di tutte le altre cose, e non pensa 'Mia è l'estinzione'. Perché? Perché egli la conosce, dico, perché estinta la brama, è senza brama. Perché estinta l'avversione, è senza avversione. E non pensa nemmeno 'Mio è il tutto' perché egli, estinto l'errore, è senza errore. Il Compiuto, monaci, il Santo, perfetto Svegliato non pensa 'Mia è l'estinzione' perché il Compiuto la conosce, dico io. E neppure pensa 'Mia è la terra' perché ha scoperto 'Il Diletto è radice di dolore; il divenire genera, il divenuto invecchia e muore'. Perciò dunque, monaci, il Compiuto ad ogni sete di vita morto, svezzato, divelto, sfuggito, svincolato, è risvegliato nell'incomparabile perfetto risveglio. Così parlò il Sublime. Contenti si rallegrarono i monaci della parola del Sublime.

Majjhima Nikaya 2 Sabbâsava Sutta Gli asava [contaminazioni mentali]

Una volta soggiornava il Sublime nella Selva del Vincitore, il parco di Anathapindiko, e parlo' ai monaci cosi': Voglio mostrarvi come ci si difenda da ogni asava; all'esperto io annunzio l'estinzione degli asava, non all'inesperto, non all'ignaro. Per conoscere come estinguere gli asava occorre riconoscere leggera attenzione e profonda attenzione. Leggera attenzione fa germogliare nuovi asava e rinforza gli antichi; profonda attenzione, o monaci, non fa sorgere nuovi asava e distrugge gli antichi. Gli asava devono essere superati: sapendo; difendendosi; curandosi; pazientando; fuggendo; combattendo; operando. Quale asava sara' superato sapendo? Supponiamo che vi sia un uomo comune, che non ha conosciuto niente, senza intendimento per cio' che e' santo, estraneo ed inaccessibile alla dottrina, a cio' che e' nobile, alla dottrina dei nobili, e che non riconosce cio' che merita attenzione e non riconosce cio' che non merita attenzione. Senza conoscenza delle cose degne e di quelle indegne, egli fa attenzione all'indegno e non al degno. Cos'e' l'indegno che egli reputa degno? Quello per la cui stima germoglia nuova smania di desiderio, di esistenza, di errore, e l'antica si rinforza. E cos'e' il degno che egli non reputa degno? Quello per la cui stima non puo' sorgere nuova smania di desiderio, di esistenza, di errore e l'antica e' distrutta. Cosi', mentre reputa degne cose indegne e indegne cose degne, nuovi asava sorgono in lui e gli antichi si rinforzano. E con leggera attenzione egli pensa cosi': sono mai esistito nelle epoche passate? O non sono mai esistito? Che cosa sono stato o non sono stato nelle epoche passate? E in che modo sono divenuto quel che allora sono stato? Esistero' o non esistero' nelle epoche future? E in che modo? Anche il presente lo riempie di dubbi: Esisto o non esisto? Che cosa e come sono, io? Da dove sono venuto e dove andro'? E con tali pensieri leggeri egli giunge ad una delle sei opinioni, diviene in lui ferma persuasione: io ho un'anima; io non ho un'anima; animato prevedo animazione; animato prevedo disanimazione; senz'anima prevedo animazione; questo me

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stesso si trovera' qua e la', a godere la mercede delle buone e delle cattive opere; e questo me stesso e' permanente, persistente, eterno, immutabile, rimarra' quindi a se' eternamente eguale. Questo si chiama, o monaci, vico delle opinioni, caverna delle opinioni, gola delle opinioni, spina delle opinioni, roveto delle opinioni, rete delle opinioni. Impigliatosi nella rete delle opinioni, o monaci, l'inesperto figlio della terra non si libera dal nascere, dall'invecchiare e morire, da bisogno, miserie e pene, da strazio e disperazione, non si libera, io dico, dal dolore. Ma l'esperto, santo discepolo, che accede alla dottrina, riconosce cio' che merita attenzione e riconosce cio' che non merita attenzione, stima cio' che e' degno e non stima l'indegno, percio' in lui non sorgono nuovi asava e gli antichi si estinguono. Questo e' il dolore, pensa egli profondamente; questa e' l'origine del dolore; questo e' l'annientamento del dolore; questa e' la via che conduce all'annientamento del dolore. E con tale profondo pensiero gli si sciolgono i tre irretimenti: la fede nella perduranza personale, la dubbiosa incertezza e l'ascesi come scopo a se stessa. Quale asava sara' superato difendendosi? Ecco, o monaci, un monaco si munisce di riflessione quale arma ed efficace difesa della vista, perche' se egli lasciasse inerme la sua vista, allora scenderebbe su di lui turbante, dannosa smania; ma la vista munita di difesa tiene lontana da lui la turbante, dannosa smania. Alla stessa stregua, egli si munisce di riflessione quale arma di difesa dell'udito, dell'olfatto, del gusto, del tatto, del pensiero. Quale asava sara' superato curandosi? Ecco, o monaci, un monaco ha cura dell'abito a ragion veduta, solo per ripararsi dal freddo, dal caldo, dal vento e dalla tempesta, da zanzare e vespe e fastidiosi animali striscianti, solo per coprire le sue pudende. A ragion veduta egli ha cura del cibo elemosinato, non per godimento o diletto, non per essere florido e bello, ma solo per conservare e sostentare questo corpo, per scansare danni, per poter menare santa vita: " Cosi' io estinguero' la sensazione di prima e non ne faro' sorgere una nuova, e ne avro' abbastanza per immacolato benessere". A ragion veduta egli ha cura del giaciglio, solo per ripararsi dal freddo, dal caldo, dal vento e dalla tempesta, da zanzare e vespe e fastidiosi animali striscianti, solo per evitare pericoli, per poter godere di tranquillita'. A ragion veduta egli ha cura delle medicine nel caso di una malattia, solo per sedare vive, dolorose sensazioni, per raggiungere il vero scopo: indipendenza. Se egli fosse trascurato potrebbe essere colpito da turbante, dannosa smania. Ma quale asava, o monaci, e' quello che deve essere superato pazientando? Ecco, o monaci, un monaco sopporta a ragion veduta freddo e caldo, fame e sete, vento e tempesta, zanzare e vespe e fastidiosi animali striscianti; ed ai maligni, malevoli discorsi, alle corporali sensazioni di dolore che lo colpiscono, violenti, taglienti, pungenti, sgradevoli, moleste, pericolose di vita, egli pazientando non si cura. Perche' se egli divenisse impaziente, o monaci, allora scenderebbe su di lui turbante, dannosa smania: percio' egli rimane paziente e sfugge alla turbante, smaniosa smania. Ma quale asava, o monaci, e' quello che deve essere superato fuggendo? Ecco, o monaci, un monaco fugge a ragion veduta un elefante infuriato, un cavallo infuriato, un cane infuriato, egli fugge i serpenti, evita il suolo disboscato, gli spinosi sterpeti, le pozze e i fossi, i pantani e le paludi. Luoghi che non sono adatti alla dimora, posti che non sono adatti al cammino, amici che non sono adatti al consorzio e che ad esperti fratelli dell'Ordine non sarebbero graditi: tali luoghi, tali posti, tali amici egli fugge a ragion veduta, e cosi' sfugge alla turbante, dannosa smania. Ma quale asava, o monaci, e' quello che deve essere superato combattendo? Ecco, o monaci, un monaco a ragion veduta non da' campo a pensieri di brama, di avversione, di furore che siano sorti in lui, li rinnega, li scaccia, li estirpa, li soffoca in germe. Ma se egli cedesse, allora scenderebbe su di lui turbante, dannosa smania: percio' egli li combatte e ne rimane libero.

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Ma qual'e', o monaci, l'asava che deve essere superato operando? Ecco, o monaci, un monaco opera a ragion veduta il risveglio del sapere, del raccoglimento, della forza, della serenita', della calma, dell'approfondimento, dell'equanimita'. Senza operare soggiacerebbe a turbante, dannosa smania, ma se opera nessuna turbante, dannosa smania lo raggiunge. Se ora, o monaci, un monaco ha superato gli asava sapendo, difendendosi, curandosi, pazientando, fuggendo, combattendo, operando, allora lo si chiama monaco che ha reciso la sete di vivere, ha infranto i vincoli, e con la completa conquista degli asava ha messo fine al dolore.

* Asava = contaminazioni mentali. Per la precisione: kama = sensualita' bhava = rinascita dhitta = speculazioni avijja = ignoranza Chi estingue gli asava e' un Arahat

Majjhima Nikaya 3 Dhamma dâyada Sutta Eredi della dottrina

Questo ho sentito. Una volta il Sublime soggiornava presso Sâvatthî, nella Selva del Vincitore, nel parco di Anâthapindiko. Là il Sublime si rivolse ai monaci così: "Monaci, siate eredi della dottrina, non eredi del bisogno. Ve lo dico per compassione e per evitare critiche da parte della gente. Se io a mezzogiorno ho finito un pasto sufficiente, adeguato, e sono abbastanza sazio, ma mi avanza ancora un po' del cibo elemosinato che dovrebbe essere gettato, e mi si presentano due monaci stanchi e affamati, io li inviterò." Uno dei due monaci potrebbe pensare: "Se non accetto, il Sublime dovrà gettare l'avanzo, secondo consuetudine, in un luogo dove non ci sia erba o in acqua corrente". Egli ricorda l'insegnamento del Sublime che esorta a essere eredi della dottrina e non del bisogno, quindi si propone di rinunciarvi e, pur affamato e stanco com'è, di resistere sino al mezzogiorno dell'indomani. L'altro monaco, pur consapevole di tutto ciò, accetta l'avanzo per vincere la fame e la stanchezza. Legittimamente il secondo monaco ha accettato l'avanzo, ma il primo è più degno e meritevole perché il suo comportamento lo farà avanzare sempre più nella moderazione, nella contentezza, nella semplicità e nella perseveranza. Così parlò il Sublime, e, alzatosi, rientrò nell'eremo. Subito dopo prese la parola l'onorevole Sâriputto: "Fratelli monaci, ora che il Maestro si è ritirato, in che modo i discepoli trascurano la solitudine, in che modo la curano?" E i monaci:

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"Verremmo anche da lontano per ascoltare la tua parola, fratello; parla, terremo a mente le tue parole". Allora Sâriputto: "Così voi, discepoli del Maestro che vive solitario, trascurate la solitudine: non disprezzate ciò che Egli ha indicato come spregevole; diventate pieni di pretese e importuni, cercate la compagnia e fuggite dalla solitudine come un grave peso. In tal modo i fratelli più anziani si vergognano per tre cose: primo, che non amate la solitudine; secondo, che non disprezzate ciò che il Maestro ha indicato come spregevole; terzo, che cercate compagnia evitando la solitudine. Ciò fa vergognare i fratelli più anziani, ma anche quelli medi e quelli nuovi. E in che modo voi curate la solitudine: disprezzando ciò che dev'essere disprezzato; non diventando pretenziosi e molesti; evitando la compagnia come grave peso e ricercando la solitudine. Queste sono le cose che fanno onore ai monaci più anziani come a quelli medi, come a quelli nuovi. Ora, fratelli, osservate: la brama fa male e l'avversione fa male. C'è una via di mezzo per sfuggire ad esse: una via che rende veggenti e sapienti, che produce sollievo, chiara visione che conduce al risveglio, all' estinzione. E' questo santo sentiero ottopartito, cioè: retti cognizione, intenzione, parola, azione, vita, sforzo, sapere, raccoglimento. E ira e discordia fanno male, fratelli, e così pure fanno male ipocrisia e invidia, gelosia ed egoismo, inganno e astuzia, ostinazione e violenza, superbia e vanità, accidia e negligenza." Così parlò l'onorevole Sâriputto. Contenti si rallegrarono quei monaci della sua parola.

Majjhima Nikaya 4 Bhayabherava Sutta Spavento e terrore

Questo ho sentito. Una volta il Sublime soggiornava presso Savatthi, nella selva del Vincitore, nel parco di Anathapindiko. Ecco ora venne Janussoni, un brahmano che saluto' il Sublime con reverenza e, scambiate amichevoli, notevoli parole, gli si sedette accanto e cosi' gli si rivolse: - "Questi nobili giovani, o Gotamo, i quali, fidando nel signore Gotamo, hanno lasciato la casa per l'eremo, essi onorano, hanno eletto a loro duce e hanno fatta propria la concezione di vita e la regola di vita del signore Gotamo." - " Cosi' e', o brahmano, questi nobili giovani hanno fatto ciò." - " Duramente si vive pero', o Gotamo, nella profonda foresta, in luoghi remoti; e' difficile amare la solitudine e goderne il ritiro; i recessi della foresta ad un monaco che non puo' dominarsi, certo fanno agghiacciare il cuore nel petto." - "Cosi' e' o brahmano. E' accaduto anche a me, prima del pieno risveglio, quand'ero ancora imperfetto e cercavo, appunto, di raggiungere il risveglio. Allora io mi dissi: tutti quei cari asceti o brahamani che, non retti in azioni, cercano luoghi remoti nel profondo della foresta, quelli, appunto perche' il loro agire non e' retto, debitamente provano spavento e terrore; ma io, che essendo retto in azioni, cerco luoghi remoti nel profondo della foresta, io seguo retto agire: se quindi vi sono uomini probi che, essendo retti in azioni, cercano luoghi remoti nel profondo della foresta, io sono uno di essi. Quando io, o brahamano, asservai che possedevo questa rettitudine dell'agire, crebbe il mio compiacimento nella vita della foresta. Quelli non retti in parole, provano spavento e terrore; ma io dico rette parole e quando osservai che possedevo questa rettitudine della parola, crebbe il mio compiacimento nella vita della foresta. Quelli non retti in pensieri, provano spavento e terrore; ma io seguo retti pensieri e percio' crebbe il mio compiacimento nella vita della foresta. Quelli che non hanno retto animo, provano spavento e terrore; ma io seguo la rettitudine d'animo, percio' crebbe il mio compiacimento nella vita della foresta.

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lungi da cose non salutari. la libera di sentire e pensare. io cercassi sepolcri nei boschi. Allora io mi dissi. E mentre io stavo la'. provano spavento e terrore. ma io sono libero da accidiosa pigrizia. io restavo in sensiente. Quelli che hanno la mente confusa e torbida. parecchi asceti e brahmani che fanno della notte giorno e del giorno notte. per poter pur'io provare che sia quello spavento e terrore? E infatti nel corso del tempo. senza agitazione. ma io. Ed allora io mi dissi. io immediatamente l'affrontassi? E quello spavento e terrore scese su di me mentre io camminavo su e giu'. provano spavento e terrore. stando seduto. mi modero. senza impettirmi. Quelli che sono affranti e frustrati. onori e riguardi. ne' affranto. con sensi tranquilli. provano spavento e terrore. beata serenita': cosi' raggiunsi la prima contemplazione. io sono padrone di me. ma io abbandonai le brame. per la salute di molti. al quarto crescente ed al calante. o brahmano. appena quello spavento e terrore dovesse comunque mostrarsi. Ma io ne' mi fermai. Dopo compimento del sentire e pensare. sotto gli alberi. percio' crebbe il mio compiacimento nella vita della foresta. senza agitazione. nata di pace. Quelli che sono avidi di ricompense. per utile. su e giu' camminando. percio' crebbe il mio compiacimento nella vita della foresta. provano spavento e terrore. ma io. non disprezzo gli altri. finche'. Costante pero' io perseverai. sono tranquillo. ne' mi distesi. 6 . senza vacillare. io sono di chiara mente. Quelli che sono agitati e con spirito irrequieto. che senza confusione ne' turbamento cerco luoghi remoti nel profondo della foresta.Quelli che sono bramosi e pieni di veementi desideri. ne' mi sedei. unificato. Quelli che lodano se stessi e biasimano il prossimo. costui appunto puo' dire questo di me. cerco luoghi remoti nella foresta. onori e riguardi. ne' frustrato. con mente chiara. o brahmano: dunque se in certe notti paurose. ma io sono libero da tremito e timore. Cio' io chiamo una vanita' di quegli asceti e brahmani. Quelli che con inquieti e distratti sensi cercano luoghi remoti nel profondo della foresta. puo' dire con diritto di un uomo: un essere senza vanita' e' apparso nel mondo. ma io sento compassione ed abbandonai l'ira. o brahamano: ma perche' aspettero' inerte l'apparire della paura? Non sarebbe meglio che. io dimorai in sedi di raccapriccio e di orrore. percio' crebbe il mio compiacimento nella vita della foresta. io sono savio. ecco che un capriolo si avvicinava. provano spavento e terrore. Pure vi sono anche. io raggiunsi l'interna calma. ma io sono sicuro e senza dubbi. Quelli che sono accidiosi e pigri. per il bene di molti. ma io. o il vento scuoteva il fogliame. percio' crebbe il mio compiacimento nella vita della foresta. la seconda contemplazione. provano spavento e terrore. che non essendo ne' stupido ne' stolto. non ebbi affrontato e disperso quello spavento e terrore. pensante. Io pero' tengo la notte per notte e il giorno per giorno. Quelli che tremano e sono timorosi. provano spavento e terrore. per compassione del mondo. Chi ora . cercano luoghi remoti nel profondo della foresta. ma io spregiando ricompense. cerco luoghi remoti nel profondo della foresta. e dimorassi in sedi di raccapriccio e di orrore. stando dritto e fermo. al plenilunio e al novilunio. ma io. che non inquieto ne' distratto cerco luoghi remoti nel profondo della foresta. provano spavento e terrore. beata serenita'. crebbe il mio compiacimento nella vita della foresta. senza confusione. ma io. e quando osservai che il lodare me stesso e biasimare gli altri mi era estraneo. provano spavento e terrore. bene e salute degli dèi e degli uomini. mentre giacevo. ma io. percio' crebbe il mio compiacimento nella vita della foresta. quando osservai che possedevo questa moderazione. ed io pensavo: ora apparira' certamente quello spavento e terrore. o brahmano. crebbe il mio compiacimento nella vita della foresta. Quelli che sono acri ed irosi. Quelli che stupidi e stolti. percio' crebbe il mio compiacimento nella vita della foresta. provano spavento e terrore. provano spavento e terrore. o un gallo di bosco spezzava un ramo. l'unita' dell'animo. con animo raccolto. nelle selve. Lungi da brame. provano spavento e terrore. Quelli che sono incerti e dubbiosi.

di la' trapassato entrai io altrove di nuovo in esistenza e cosi' via. schiarito di scorie. provai tal bene e male. l'asceta Gotamo non e' del tutto privo di brama. sopraterreno. tu non devi intenderla cosi'. pero' sono retti in azioni. o brahmano." "E compassione ha veramente donato il signore Gotamo. mille. cinque. questa e' la via che conduce all'annientamento delle contaminazioni mentali. dopo la morte. in mondo infernale. Con tale animo saldo. conseguita la luce. operata l'opera. equanime. infaticabile dimoravo. duttile. avevo quel nome. Con l'occhio celeste. la quarta contemplazione. dissipata l'oscurita'. Perfetto Svegliato. E cosi' io prendo rifugio presso il signore Gotamo. drizzai l'animo alla cognizione dello sparire ed apparire degli esseri. parole. dopo la dissoluzione del corpo. biasimano cio' che e' salutare. purificato. essi pervengono giu'. avevo dissipato l'ignoranza. stimano cio' che e' dannoso. dell'esistenza. quattro. compresi allora. io vidi gli esseri scomparire e riapparire. Ma tu forse. savio. mentre con serio intendimento. La' ero io. compatto. brahmano. o mostrasse la via a chi l'ha persa. E mi ricordai di molte diverse anteriori forme di esistenza come di una vita. dieci vite. Eppure. Questa scienza. fanno cio' che e' retto. conseguito la saggezza. pero'. terso. Questi cari esseri sono certo non retti in azioni. dopo la morte.In serena pace io restavo equanime. quale seguace voglia il signore Gotamo considerarmi. potresti ora pensare: anche adesso. avevo dissipato l'ignoranza. benissimo: Cosi' come se uno drizzasse cio' che e' rovesciato. compresi conforme a verita'. Questa scienza. sincero. o brahmano. dopo annientamento della letizia e della tristezza anteriore. duttile. e cosi' fu la fine di mia vita. stimano cio' che e' retto. incorruttibile. fanno cio' che e' dannoso. mentre con serio intendimento. non retti in parole. come si conviene al Santo. Questo e' il dolore. non esiste piu' questo mondo. quello il mio ufficio. compatto. centomila vite. In seguito drizzai l'animo alla cognizione dell'estinguersi degli asava. venti. dell'errore. sincero. non biasimano cio' che e' salutare. poi delle epoche durante parecchie formazioni e trasformazioni di mondi. chi ha occhi vedra' le cose: cosi' il signore Gotamo in vari modi ha esposto la dottrina. percio' egli cerca luoghi remoti nel profondo della foresta. di due vite. quello era il mio stato. questa e' la via che conduce all'annientamento del dolore. questo e' l'annientamento del dolore. conseguita la luce. Cosi' io mi ricordai di molte diverse anteriori forme di esistenza. io riconobbi come gli esseri sempre secondo le azioni riappaiono. conseguita la saggezza. provavo in me la felicita' di cui i probi dicono: l'equanime savio vive felice. su cattivi sentieri. Cosi' io riconobbi come gli esseri riappaiono sempre secondo le azioni. o scoprisse cio' che e' scoperto. io raggiunsi la non triste. purificato. di tre. io avevo nelle ore medie della notte conquistato per seconda. dimoravo. o Gotamo. o brahmano io avevo nella ultime ore della notte conquistata per terza. il mio animo fu redento dalla smania del desiderio. Cosi' riconoscendo. mentre con serio intendimento. dissipata l'oscurita'. questo e' l'origine delle contaminazioni mentali. o recasse lume nella notte. cinquanta vite. chiaro e cosciente. Quei cari esseri. compiuta la santita'. Due sono le ragioni che mi fanno cercare luoghi remoti nel profondo della foresta: il mio proprio benessere durante la vita e la compassione per quelli che mi seguono. ognuna con i propri contrassegni. infaticabile dimoravo. non retti in pensieri. brahmano. malleabile. conseguita la luce. in mondo celeste. belli e non belli. dissipata l'oscurita'. Con tale animo saldo. infaticabile. presso la dottrina e presso i discepoli. con la dissoluzione del corpo. pensieri. cosi' raggiunsi la terza contemplazione. conseguito la saggezza. trenta. Esausta e' la vita. volgari e nobili. appartenevo a quella famiglia. non lieta. Nel redento e' la redenzione: questa cognizione sorse. io avevo nelle prime ore della notte conquistato per prima. solerte. ognuna con le sue speciali relazioni. avevo dissipato l'ignoranza. incorruttibile. solerte." Majjhima Nikaya 5 Anangana Sutta Innocenza 7 . quaranta. felici ed infelici. avversione e vanita'. Questa scienza. alla perdizione. essi pervengono su buoni sentieri. malleabile. perfetta purezza. terso. Dopo rigetto di gioie e dolori. schiarito di scorie. solerte. Benissimo. questo e' l'annientamento delle contaminazioni mentali. savia. questo e' l'origine del dolore. cosi' vedendo. rischiarato. da oggi per tutta la vita fedele. io drizzai l'animo alla memore cognizione di anteriori forme di esistenza. Questo e' contaminazione mentale. cento vite.

Una volta il Sublime soggiornava presso Sâvatthî. di colpa. i fratelli mi devono richiamare in segreto. di non avere colpa."Oh. che indica chi è il peggiore e chi il migliore tra i due colpevoli e tra i due innocenti?" "Se. il piatto diverrebbe anche più lucente e più terso di prima. di avversione. può ammonirmi un amico. conforme a verità." 8 . il migliore boccone!" Oppure: "Oh. invece di usarlo o pulirlo lo sbattessero in un angolo: allora."Se i seguaci d'ambo i sessi vengono in giardino dovrei essere io a esporre la dottrina. e l' innocente che riconosce. "La colpa. pregiare." Ma se lo vengono a sapere egli s'amareggia e s' adira. la migliore acqua. muoia col cuore terso. questo piatto di bronzo diverrebbe di certo più sporco e macchiato di prima. questa è la causa per cui uno dei due ugualmente colpevoli lo si indica come il peggiore e l'altro come il migliore. senza brama. Così come se un piatto di bronzo acquistato. non altri. attratto da esse. di colpa. chi è colpevole e riconosce d'esserlo. di avversione. un innocente non si riconoscesse tale. di errore. e poi."I monaci nell'andare verso il villaggio per l'elemosina dovrebbero mettere alla testa me. fratello. trovi la forza di rimediare alla sua colpa. A queste parole l'onorevole Mahâmoggallâno chiese: "Ma qual è. e i proprietari lo pulissero e lo usassero. Così come se vi fosse un piatto di bronzo acquistato al mercato o dall'artigiano. e che è innocente e riconosce. è la ragione. ma lo gettassero in un angolo: allora. non farebbe travolgere il suo cuore dalla brama. fosse pieno di sporcizia e di macchie. ma i proprietari lo pulissero e lo usassero invece di gettarlo in un angolo: allora. Mentre se egli riconoscesse la propria innocenza."Le monache dovrebbero valutare. E' possibile che gli venga in mente: "Se ho sbagliato. nella Selva del Vincitore.Ugualmente l'innocente che non ammette di esserlo è il peggiore. stimare me solo. carico di brama. fratello. il piatto diverrebbe di certo lucente e terso". fratello!" "Se." Se invece essi lo richiamano pubblicamente. di non aver colpa è il migliore dei due innocenti". non un altro monaco". così si esclama. "Certamente. ci si potrebbe aspettare che non si farebbe attrarre dallo splendore delle cose. e che. senza errore e senza più colpa. senza avversione. fratello Moggallâno. Oppure potrebbe venirgli in mente: "Se ho sbagliato. fratello. Questa amarezza e quest'ira sono entrambe colpe." . acquistato lucente e terso. fratello. Là l'onorevole Sâriputto così si rivolse ai monaci: "Fratelli. pieno di sporcizia e di macchie. fosse lucente e terso. stimare me solo." ."I seguaci dovrebbero valutare. faccia travolgere il suo cuore dalla brama. gli altri non hanno bisogno di saperlo. di errore. se vi fosse un piatto di bronzo. fratello. la colpa". Se invece un colpevole riconosce di esserlo. nel parco di Anâthapindiko. e l'altro che riconosce d'essere colpevole è il migliore dei due colpevoli. senza colpa. un colpevole non riconosce d'esserlo allora c'è da aspettarsi che egli non eserciti la volontà. la causa. dannosi moti dell'animo. fratello. fratello. allora egli si amareggia e s'adira. nel mondo si trovano quattro specie di uomini: chi è colpevole e non riconosce di esserlo. e invece. senza avversione."I monaci dovrebbero valutare. non lotti. ci si può aspettare che eserciti la sua volontà. la ragione.Questo ho sentito. non si sforzi di rimediare alla sua colpa. non altri. se il Maestro potesse esporre la dottrina ai monaci mentre dialoga con me. e. muoia col cuore non terso. non un altro!" . senza gettarlo in un angolo: allora. chi è innocente e non riconosce d'esserlo. Così come. e poi. lotti." . senza errore. ma cosa s'intende propriamente sotto tale concetto?" "I perniciosi. se io solo potessi saziarmi al pasto!" E ancora: "Se i monaci vanno in giardino dovrei essere io e non altri a esporre la dottrina. e i proprietari non lo usassero né lo pulissero. Questa dunque. carico di brama. ma i proprietari. se le monache vanno in giardino dovrei essere io a spiegare la dottrina. non in segreto. ci si può aspettare che egli si lasci attrarre dallo splendore delle cose. il piatto dopo qualche tempo diverrebbe di certo sporco e macchiato. non davanti agli altri monaci. pregiare." ." . Potrebbero anche venirgli in mente tutte quest'altre cose: "Ah. fratello. lo stesso dicasi dei due ugualmente innocenti. quelli s'intendono sotto il concetto di colpa. stimare me solo. secondo verità." . senza brama. non altri. E' possibile che a un monaco venga in mente: "Se ho sbagliato. muoia col cuore terso. Così come se un piatto di bronzo acquistato al mercato. non con un altro monaco. Però il colpevole che non riconosce di essere tale è il peggiore."Se le bhikkhuni. se al pasto toccasse a me la migliore sedia. muoia con cuore non terso. fratello Sâriputto. fratello. pregiare.

se Samiti piallasse questa scheggia. questa vena. privi di chiarezza. 9 . Come se un piatto di bronzo. presi mantello e scodella." "Una volta. lucente e terso fosse riempito dai proprietari con una succosa. giovani che sono l'esatto contrario di ciò che ho detto dei primi. che prima era stato fabbricante di carri. cuori languidi. nodo dopo nodo. in verità. In modo eccellente. se fosse coperto da una veste di stracci da lui rappezzati. si confortavano reciprocamente quei due grandi con piacevole dialogo. non si manifestano più. nel parco di Anâthapindiko. che è coperto da veste donata. negligenti nei doveri dell'ordine. fratello Moggallâno. pretenziosi. azzurra. e persino agli affamati passasse la voglia di mangiare. importuni. E uno chiedesse cosa nasconde. pregiato. deboli. cattivi custodi delle porte dei sensi. distratti. essa potrebbe prendere solo una tinta brutta e impura perché la veste non è pulita."A me si dovrebbe far ottenere una veste scelta. dannosi moti dell'animo si mostrano. copertolo con un altro piatto. Allora il nudo penitente. che cercano anzitutto compagnia. Majjhima Nikaya 7 Vatthupama Sutta Il paragone della veste Questo ho sentito. lo coprissero con un altro piatto e lo portassero al mercato. sollevasse il coperchio e guardasse il contenuto." "Dimmelo. se un tintore prendesse una veste sudicia e piena di macchie. E vi sono anche nobili giovani che mossi da fiducia si sono allontanati da casa per ritirarsi nell'eremo. e a questi l'esposizione dell'onorevole Sâriputto fu quasi cibo e bevanda per il cuore e per l'orecchio. fratello. nella Selva del Vincitore. presso cui questi perniciosi. allegramente commosso esclamò: "Egli pialla come mosso dal cuore!" Ora. non importa quale. Allo stesso modo da un cuore immondo c'è da aspettarsi una cattiva riuscita. goffi millantatori. si manifestano non attenuati. stimato. allora la ruota. gli era vicino. presso cui quei perniciosi. teste confuse. bigotti. Mi alzai di prima mattina."A me si dovrebbero dare bocconi scelti. un muto mendicante di briciole. onorato. e la immergesse in una tintura. rossa o violetta. che schivano la solitudine come grave peso. il figlio del fabbricante di carri era occupato a piallare una ruota." . Questi due moti dell' animo sono colpe." E mentre a Panduputto sorgeva un pensiero dopo l'altro. sollevasse il coperchio e guardasse il contenuto provando ripugnanza. ipocriti. antico fabbricante di carri. anche se fosse un girovago di campagna. e non ad altri. stimato e onorato perché in lui quei perniciosi. dannosi moti dell'animo non si mostrano più. fratello. lucente e terso. tu hai distolto i fratelli dell'ordine da ciò che è dannoso e li hai rinforzati in ciò che è salutare. Samiti. Così. Allora a Panduputto. giaciglio scelto. e i proprietari lo riempissero di pezzi di carogna di serpe o di cane o di uomo." Se tutti questi pensieri e desideri non si realizzassero e accadesse il contrario. santocchi. non dico agli affamati!" A queste parole si volse l'onorevole Mahâmoggallâno all'onorevole Sâriputto e disse: "Mi viene un paragone. non sarebbe dai suoi fratelli dell' ordine ben considerato. indifferenti all' ascetismo. e persino ai sazi verrebbe voglia di mangiare. non disgusto. verrebbe dai suoi fratelli dell'ordine altamente valutato. vena dopo vena. ben condita pietanza di riso brillato. che mangia invitato. non ad altri. Un monaco. lo portassero al mercato. e Panduputto. Così come se vi fosse un piatto di bronzo. anche se egli fosse un solitario eremita della foresta. affaccendati ciarloni. Là il Sublime si rivolse ai monaci: "Monaci. invero. spiriti incostanti. lo stesso accadrebbe ai suoi fratelli dell'ordine. non si manifestano più. dannosi moti dell'animo non si mostrano più. io soggiornavo sulla Costa del monte presso Râjagaham. medicine scelte in caso di malattia. fratello. Una volta il Sublime soggiornava presso Sâvatthî. per bisogno e non per fiducia si sono allontanate da casa per ritirarsi nell'eremo. piallava scheggia dopo scheggia. Proprio a quell'ora Samiti. pregiato. Un monaco. questo nodo. gialla. vi sono anche qui persone che malvolentieri. fratello. proverebbe piacere. risulterebbe di legno purissimo. un penitente nudo. e. non nausea. alieni dalla vigilanza. pratico di quell'attività venne questo pensiero: "Oh. E se uno chiedesse cosa esso nasconde. senza moderazione al pasto. egli si amareggerebbe e si adirerebbe. e andai alla città per l' elemosina. come se lo sentisse. un sâdhu. bollito. liberata da tutto ciò. nausea e ribrezzo. uomini limitati e ottusi: a questi l'onorevole Sâriputto con la sua esposizione ha piallato come mosso dal cuore.

ben saporito e condito. Il corpo del beato si calma.Se invece il tintore prendesse una veste netta e pura. compiuta la santità. Sorge in lui questa conoscenza: "Nel redento è la redenzione". Il calmo prova fisica serenità. ovest. invidia. dappertutto riconoscendosi. l'Adhikâ. gelosia. smesso. tale sapienza. ad ogni intelligente intelleggibile". elemosina e saluto. non esiste più questo mondo". che c'entra la Bâhukâ?" "Si crede. le rinnega. per la dottrina e per i discepoli è provato": così egli acquista la comprensione del senso. Questo si chiama. operata l'opera. Non lavano giammai lo scellerato. l'incomparabile Guida dell'umano gregge. Tale delizia lo rende beato. Lo stesso egli fa con animo compassionevole. E in tale contemplazione." In quel frattempo si era avvicinato al Sublime il brâhmano Sundariko Bhâradvâjo che si rivolse a lui chiedendo: "Va forse il signore Gotamo a bagnarsi nella Bâhukâ?" "Che c'è. ipocrisia. interesse. zenit e nadir. oppure l'oro fuso nel crogiolo diventa schietto e puro. ostinazione. in tale visione il suo cuore viene redento dalla mania del desiderio. presso il Sublime. Il detto monaco ha però abbandonato. che merita devozione e doni. un monaco purificato nell'intimo. profondo. Allo stesso modo da un cuore non immondo c'è da aspettarsi una buona riuscita. può anche godere cibo mendicato. O l'onda del Payâgo o la Gayâ? Già l'acqua mai deterge dai suoi falli Chi passo passo va per falsa strada. il Conoscitore del mondo. degnamente. con animo immoto. malizia. Comprende allora: "Esaurita è la vita. un monaco che abbia riconosciuto tutte queste cose. così pure un monaco che possiede tale virtù. malvagità. monaci. Anche la Sundarî e Sarassatî. est. nord. l'intelligente deliziarsi della dottrina. essa potrebbe prendere solo una tinta buona e pura. Il cuore del sereno prova raccoglimento. E di Bâhumatî veloce il fiume. lavata in acqua chiara diviene nitida e tersa. il mondo intero amorevolmente. tale dottrina. l'Esperto di sapienza e di vita. otto specie di uomini [?]: questo è l'ordine del Sublime. Ora. frode. tale sapienza. violenza. che essa santifichi. negligenza e leggerezza. incitante. egli comprende. sud. brâhmano. con animo lieto. disciolto. con ampio. "Così è". Gotamo. tale dottrina. Ora. e ciò non lo danneggia. è provato il suo amore ai discepoli: "L'ordine. convenientemente affidato. Al giusto. senza tempo. cos'è il turbamento del cuore? Esso è dannoso egoismo. che essa purifichi. E la corrente del Payâgo fluido. la comprensione della dottrina. che nelle sue onde si lavino le proprie colpe. il Maestro degli dei e degli uomini". il Sangha. rettamente. il perfetto Svegliato. a lui. Così come una veste sudicia e piena di macchie. Adempito vien sempre il suo desir. può anche godere cibo mendicato che sia fatto di riso scelto. Rimanendo con animo amorevole egli irradia in tutte le direzioni. Al giusto sempre ride lieto maggio. invitante. "Il mio amore per lo Svegliato. e vi è una libertà più alta di questa percepita dai sensi". è. dalla mania dell'errore. superbia. Se anch'uno si lavasse in ogni tempo. monaci." Allora il Sublime si volse verso il brâhmano Sundariko Bhâradvâjo e recitò questi versi: "La Bâhukâ. Ora un monaco che possiede tale virtù. dalla mania dell'esistenza. quattro paia di uomini. il Santo. 10 . che è la più santa sede del mondo". rinnegato e rigettato il riguardo: conosce il distacco da tutto [?]. presunzione. Che gioverebbe mai la Sundarî. abiezione. "Vi è ciò che è volgare e vi è ciò che è nobile. illimitato animo. la Gayâ. è provato il suo amore alla dottrina: "Bene annunziata è dal Sublime la dottrina evidente. Al giusto sempiterno è dì di festa. bene. che valoroso vive. schiarito da rabbia e rancore. e se ciò accade allora è provato e proclamato il suo amore per lo Svegliato in questo modo: "Questo è il Sublime. il Benvenuto.

o mostrasse la via a chi s'è perso. sol qui: Per tutto ciò che vive abbi pietà. infuriarsi." "Allora. E più non prendi ciò che non è dato. mentire. fratelli. Nella rinunzia ognora sei costante. Ma fino a che punto un nobile uditore ha la retta conoscenza. Gotamo. Se il nobile uditore conosce ciò che è dannoso e ne conosce la radice. dire male. Ma cos'è dannoso. Ma non molto dopo che era stato accolto nell'ordine. schiantata l'agitazione dell'Io. egli appartiene a questa nobile dottrina. fratello. egli comprese allora. "Esausta è la vita. ascoltate con attenzione. operata l'opera.Bàgnati dunque. la retta conoscenza". di avversione e di errore è la radice del salutare. presso la Dottrina e presso l'Ordine." E il brâhmano Sundariko Bhâradvâjo venne accolto dal Sublime. darsi a stravizi. E se rinunzia hai fatto alla menzogna. bramare. Se non offendi più vivente alcuno. Voglia il signore Gotamo concedermi accoglienza. Gotamo. scoperto. ciò che è la radice di quello. il suo amore per la dottrina è provato. realizzato e raggiunto quell'altissimo scopo dell'ascetismo che porta i nobili figli dalla casa all'eremo. avere falsa conoscenza. Là l'onorevole Sâriputto si rivolse così ai monaci: ""La retta conoscenza. non altro è a te. o scoprisse ciò che è coperto. ciò che è salutare e ciò che è la radice del salutare. allora egli già in questa vita mette fine al dolore. o brâhmano. cos'è salutare e qual è la radice del salutare? Uccidere è dannoso e tutte quest'altre cose sono dannose: rubare. egli ha retta conoscenza. infaticabile. cos'è la radice del dannoso. compiuta la santità. E cosa è salutare? Astenersi da tutte le cose dannose. l'avversione e l'errore. Majjhima Nikaya 9 Sammâditthi Sutta La retta conoscenza Questo ho sentito. egli. solitario. e se ha completamente rinnegata l'agitazione del bramare. A che verrai più mai alla Gayâ? Fiumana la Gayâ. parlare aspramente. ciarlare. ancora durante la vita. intimo sforzo aveva rapidamente. fratelli. fugata quella della ripugnanza. nel parco di Anâtapindiko. Anche l'onorevole Bhâradvâjo era adesso divenuto uno dei santi. conferirmi l'ordinazione. se ha perduta l'ignoranza e acquistata la sapienza. nella Selva del Vincitore. ma vi è anche un altro modo per il nobile uditore per raggiungere tutto ciò?" 11 . benissimo! Così come quasi. non esiste più questo mondo". o portasse lume nella notte: "Chi ha occhi vedrà le cose": così anche appunto il signore Gotamo in vari modi ha esposto la dottrina. se uno raddrizzasse ciò che è rovesciato. la sua conoscenza è giusta. venne investito dell'ordinazione. Se ora il nobile uditore conosce ciò che è dannoso. con fervido. La radice di ciò che è dannoso poi sono la brama. Anche io prendo rifugio presso il signore Gotamo. il suo amore alla dottrina provato ed egli appartiene a questa nobile dottrina?" "Verremmo dall'onorevole Sâriputto persino da lontano per avere su ciò un chiarimento: se egli vorrà spiegare ciò i monaci conserveranno le sue parole. appartato. E qual è la radice del salutare? Mancanza di brama. di questo si parla." "Bene. Una volta il Sublime soggiornava presso Sâvatthi." Dopo queste parole il brâhmano Sundariko Bhâradvâjo disse al Sublime: "Benissimo. la sua conoscenza è giusta.

repulsione. la sua distruzione e la via che conduce a ciò. ed è lontano da brama. contatto fisico. E qual è l'origine del dolore? E' questa sete di vivere. il nobile uditore conosce tutto ciò ed è lontano da brama. e la loro origine. Ma cos'è l'esistenza. è provato il suo amore alla dottrina ed egli appartiene ad essa. esistenza formale ed esistenza senza forma. sforzo."Certo. vita. E la via che conduce a ciò è il nobile ottuplice sentiero. perduta l'ignoranza. allora egli già in questa vita mette fine al dolore. raccoglimento. e più non brama. cos'è il suo annientamento. e il suo annientamento provoca l'annientamento dell'altra. vita. germinazione." "Bene. e il suo annientamento determina l'annientarsi dell' attaccamento alla vita. il nobile uditore conosce tutto ciò. fratelli.. alloraegli già in questa vita mette fine al dolore. e ha completamente vinto la brama e l'avversione. percezione spirituale. ha acquistato la sapienza. qual è il loro annientamento e qual è la via che lo consente? Vecchiaia è per ognuno il consumarsi del corpo. L'origine dell'esistenza (bhava) determina l'origine della nascita. repulsione. se. l' annientamento della nascita prova il loro annientamento. l' annientamento del dolore e la via che conduce a ciò. non è più turbato dall'Io. Se ora. non è più turbato dall'Io. se. Se ora il nobile uditore conosce tutto ciò. coscienza. cioè: retti conoscenza. l'attaccamento al perdurare personale. il separarsi degli elementi. azione. allora egli ha retta e giusta conoscenza. la pena. allora egli già in questa vita mette fine al dolore. l'aggregarsi degli elementi. fratelli. grigi. vinta l'ignoranza. il decomporsi." "Bene.(jarâ-marana). giusta conoscenza. e cosa la via che porta all'annientamento del dolore? Nascita è dolore. Se ora il nobile uditore conosce il nutrimento. il decadere delle forze. formazione. vinta l' ignoranza. e qual è la via che provoca il suo annientamento? Ci sono quattro specie di attaccamento alla vita: attaccamento alla sessualità. fratelli. qual è la sua origine. allontanamento. l'entrare in contatto col mondo esterno: questo è la nascita. concepimento di ciascun corpo in ogni essere. Se ora il nobile uditore conosce tutto ciò. pieni di rughe. la sua origine. . fratelli. non ottenere ciò che si desidera. il putrefarsi del cadavere. ha acquistato la sapienza. sapere. quarto. Ma cosa sono la vecchiaia e la morte. l 'afflizione. ma vi è ancora un altro modo per il nobile uditore per raggiungere tutto ciò?" "Certamente. alimentata dalla soddisfazione che si nutre qua e là. è l' attaccamento al sesso. l'estinguersi di ciascun essere. se ha schiantata l'agitazione dell'Io. Ma cos'è la nascita. L'origine della sete di vivere determina l' origine del nutrimento. Se egli conosce il dolore. cioè: retti conoscenza. lo è il morire e così pure sono dolore i guai. respingimento. E la via che porta a ciò è il nobile sentiero ottopartito. il rinnegamento di questa sete di vivere. più non ha repulsione. ha acquistato la sapienza. ed ha schiantato il turbamento dell'Io. l'attaccamento all'esistenza e al benessere. allora egli già in questa vita mette fine al dolore. repulsione. il suo amore per la dottrina è provato. L'origine della sete di vivere (tanhâ) determina l' attaccamento alla vita. fratelli. la disperazione. E la via che porta a ciò è il nobile ottuplice sentiero. L'origine dell'attaccamento alla vita (upâdâna) determina l'origine dell'esistenza. perduta l'ignoranza. cibo elementare. il dissolversi. Se ora. parola. qual è la sua origine. E la via che conduce a ciò è il nobile sentiero ottopartito.-) E la morte? E' il disfarsi. raccoglimento. fratello! Ma vi è forse anche un altro modo?" "Certo. qual è la sua origine. 12 . intenzione. e più non brama. qual è il suo annientamento e quale la via che conduce a ciò? Vi sono tre specie di esistenza. all'ascesi come scopo a se stessa. L'origine della nascita (jâti) determina l'origine della vecchiaia e della morte. Ma cos'è il dolore. come lo si distrugge e qual è la via che conduce a ciò? Vi sono quattro specie di nutrimento: primo. la sua distruzione determina la distruzione del nutrimento. da cosa è originato. se l'uditore conosce il nutrimento e l'origine del nutrimento. il suo annientamento produce l' annientamento dell'altra. totale annientamento. il divenire fragili. la sua origine. Se ora. l'origine del dolore. se ne conosce l'annientamento e la via che a ciò conduce. intenzione. Ma cos'è l'attaccamento alla vita. sforzo. egli appartiene a questa nobile dottrina. lo strazio. secondo. conosce la sua distruzione e la via che conduce alla distruzione del nutrimento. vinta l'ignoranza. ha acquistato la sapienza. fratelli: esistenza sessuale. in breve. è la soppressione. E l' annientamento del dolore? E' il completo. sono dolore i cinque elementi dell'attaccamento alla vita. non è più turbato dall'Io. ha acquistato la sapienza. il nobile uditore conosce tutto ciò ed è lontano da brama. egli ha la conoscenza giusta. se ha perduto l' ignoranza e acquistato la sapienza. alla multiscienza (i Veda). sapere. se. il tramontare. fratello. ed ha schiantato il turbamento dell'Io. Se il nobile uditore conosce vecchiaia e morte. se. egli già in questa vita mette fine al dolore. il suo annientamento e la via che porta al suo annientamento? Nascita. lo è la malattia. che produce nuova esistenza. fratelli. azione. La via che conduce a ciò è il nobile sentiero ottopartito. egli ha retta conoscenza. allora egli già in questa vita mette fine al dolore. l' appassire dei sensi. cos'è il suo annientamento. terzo. (chiedete a Pam. vecchiaia è dolore. parola. Ma qual è la via che porta all'annientamento del dolore? E ' questo nobile ottuplice sentiero. Ma che cos'è il nutrimento. se. più non ha repulsione. grosso o fino.

non è più turbato dall'Io. intellettivo. dei suoni. L'origine dell' ignoranza determina l'origine della mania. fratelli. cosa produce il suo annullamento e con quale via lo si ottiene? Per concetto si intende la sensazione. cosa la origina. il nobile uditore conosce tutto ciò. non è più turbato dall'Io. L'origine delle distinzioni che predispongono (samkhâra) determina l'origine della coscienza. il nobile uditore conosce tutto ciò. vinta l'ignoranza. Se ora. allora egli già in questa vita mette fine al dolore. non è più turbato dall'Io. ha acquistato la sapienza. Se ora. fratelli. L'origine della sestupla sede (salâyâtâna) determina l'origine del contatto. non conoscerne l'origine. repulsione. fratelli. repulsione. 13 . qual è la sua origine. mania d'ignoranza (avijjâ-âsava). Ma cos'è la sestupla sede. allora egli già in questa vita mette fine al dolore. se. ha acquistato la sapienza. cosa lo annienta e qual è la via per annientarlo? Vi sono sei specie di contatti: quelli legati ai rispettivi sei sensi compreso quello mentale. se. retto sforzo. ed è lontano da brama. vinta l' ignoranza. L'origine della coscienza (viññana) determina l'origine di immagine e concetto. il nobile uditore conosce tutto ciò. qual è la via che porta all'annientamento della mania? Vi sono tre specie di mania. e ha completamente rinnegata l'agitazione del bramare. vinta l' ignoranza. E la via che conduce a ciò è il sentiero ottopartito. vinta l'ignoranza. ed è lontano da brama. se. fratelli. il suo annientamento ne determina l'annientamento. e il suo annientamento annienta il contatto. Se ora. olfattivo.Ma cos'è la sete di vivere. retta vita. uditivo. Se ora. E la via che conduce a ciò è il nobile santiero ottopartito. Se ora. allora egli già in questa vita mette fine al dolore. e la via che permette ciò è il nobile ottuplice sentiero. non è più turbato dall'Io. Se ora. fratelli. ed è lontano da brama. cosa la distrugge. si chiama ignoranza. ha acquistato la sapienza. L'origine della mania (âsava) determina l' origine dell'ignoranza. cosa la distrugge e qual è la via che lo consente? Vi sono sei specie di sensazioni: sensazioni prodotte da contatto visivo. la percezione. vinta l' ignoranza. L' origine del contatto (phassa) determina l'origine della sensazione. mania d' esistenza (bhava-âsava). e non conoscere la via che lo permette. Se ora. e la via che vi conduce è il nobile ottuplice sentiero. allora egli già in questa vita mette fine al dolore. così il suo annientamento. ha acquistato la sapienza. se ha perduta l'ignoranza. vinta l'ignoranza. Ma cos'è la mania. gustativo. repulsione. allora egli già in questa vita mette fine al dolore. E la via che conduce a ciò è il nobile ottuplice sentiero. il nobile uditore conosce così la mania. ha acquistato la sapienza. degli odori. ed è lontano da brama. fratelli. retta azione. ed è lontano da brama. ha acquistato la sapienza. E la via che conduce a ciò è l'ottuplice sentiero. dei sapori. come annientarle e qual è la via per farlo? Vi sono tre specie di distinzioni: quella fisica. così la via che conduce al suo annientamento. Ma cos'è immagine e concetto. non è più turbato dall'Io. così la sua origine. l'annientamento dell'ignoranza determina l'annientamento della mania. da che è originato. repulsione. se. fugata l'agitazione del respingere. se. Se ora. il nobile uditore conosce tutto ciò. Ma cos'è la coscienza. cosa l'annienta e quale viaporta a ciò? Vi sono sei specie di coscienza che coinvolgono i sei sensi compreso quello mentale. quella verbale e quella spirituale. retto raccoglimento. cioè: retta parola. L'origine di immagine e concetto. se. repulsione. allora egli già in questa vita mette fine al dolore. di nome e forma (nâma-rûpa) determina l'origine delle sei sedi dei sensi. la sua distruzione conduce alla loro distruzione. Ma la via che conduce all' annientamento della mania è il nobile ottuplice sentiero. retto sapere. il suo annientamento le annienta. il nobile uditore conosce tutto ciò. ha acquistato la sapienza. qual è la sua origine e la sua distruzione. Ma cos'è il contatto. Ma cos'è l'ignoranza. se. cosa l'annienta e quale via conduce a ciò? Vi sono sei sedi dei sensi compresa la sede del senso del pensiero. non è più turbato dall 'Io. fratelli. il suo annientamento determina quello della sensazione. dei contatti e delle cose. il suo annientamento ne determina l'annientamento. se. cosa ne è l'origine. il nobile uditore conosce tutto ciò. ed è lontano da brama. fratelli. fratelli. fratelli: mania di desiderio (kâma-âsava). e la via che conduce a ciò è l'ottuplice sentiero. il suo annientamento ne determina l'annientamento. non conoscere come annientarlo. acquistata la sapienza. il nobile uditore conosce tutto ciò. allora egli già in questa vita mette fine al dolore. qual è l'origine della mania. repulsione. cosa la origina. ha acquistato la sapienza. qual è la loro origine. il nobile uditore conosce tutto ciò. repulsione. Ma che è la sensazione. vinta l'ignoranza. non è più turbato dall'Io. fratelli. Le quattro materie principali e ciò che esiste come forma di esse è ciò che si chiama immagine. Ma cosa sono le distinzioni. e quale via lo consente? Non conoscere il dolore (dukkha). schiantata l'agitazione dell'Io. ed è lontano da brama. L'origine dell'ignoranza (avijjâ) è ciò che determina l'origine delle distinzioni. ciò. da cosa origina. e quale la via da percorrere? Vi sono sei specie di sete di vivere: sete delle forme. ed è lontano da brama. Se ora. cos'è l'annientamento della mania. L'origine della sensazione (vedanâ) determina l'origine della sete di vivere. E la via per annientarla è il nobile sentiero ottuplice. la comprensione e la riflessione. il loro annientamento annienta la coscienza. vinta l'ignoranza. allora egli già in questa vita mette fine al dolore. non è più turbato dall'Io. allora egli già in questa vita mette fine al dolore. repulsione. tattile.

nell'addormentarsi e nel risvegliarsi. nel guardare e nel distogliere lo sguardo. ossa e midollo. marciume. di dentro e di fuori egli vigila presso il corpo sul corpo. Se inspira profondamente egli lo sa. urina". Così egli vigila presso il corpo interno sul corpo. nel chinarsi e nel sollevarsi. peli. nel portare l'abito e la scodella dell'elemosina. le conosce. E ancora: il monaco. sbiancate come conchiglie." Così parlò l'onorevole Sâriputto. dopo aver superato le brame e le cure del mondo. cosciente espira. due o tre giorni dopo la morte. nel mangiare e nel bere. E come lo fa? Un monaco si reca all'interno della foresta. concludesse: "Tutto ciò può accadere anche a me". la seziona pezzo per pezzo. il suo amore alla dottrina provato. E inoltre: il monaco esamina questo corpo dalla cima della testa alle piante dei piedi. le esamina bene e quindi si siede (2): proprio così un monaco considera questo corpo. Così come un abile tornitore o garzone tornitore tirando fortemente sa "Io tiro fortemente". ha la specie 'acqua'. con chiara mente. la porta al mercato. avendo macellata una vacca. liquido articolare. o in un vuoto eremo. ha bile. senza i tendini. Così come se un abile macellaio o un garzone macellaio. "Voglio inspirare sentendo tutto il corpo". quando cammina. non può sfuggire a ciò". nel liberarsi dalle feci e dall'urina. sporco di sangue. tendini. lacrime. E inoltre ancora. sapiente. tenuto assieme dai tendini. al superamento del dolore e della miseria. Cosciente egli inspira. Egli osserva come il corpo si forma. qua un osso della mano. ed egli vive indipendente e non desidera nulla dal mondo. le ossa corrotte. e si esercita nel sapere. E ancora: come se il monaco avendo visto le ossa. il corpo diritto. egli ne è consapevole. un femore. monaci. instancabile. intestini. egli sa in quale posizione si trova. sparse qua e là. Là il Sublime si rivolse ai monaci: "La diritta via. così egli si esercita. che conduce alla purificazione degli esseri. diaframma. diventerà così.Pertanto. corvi o avvoltoi. presso il corpo esterno sul corpo. sbranato da cani e sciacalli. se inspira brevemente. E ancora: il monaco esamina questo corpo. e più tardi ancora le ossa. pieno di diversi cereali: riso. queste sono fave. un giorno. non può sfuggire a ciò". o più tardi. alla riflessione. al conseguimento di ciò che è giusto. milza. monaci: come se il monaco avendo visto un corpo che giace al cimitero. il cranio. questo è sesamo": allo stesso modo appunto un monaco esamina questo corpo in tutti i particolari. ha unghie e denti. concludesse: "Tutto ciò accadrà anche a me". gonfio. nel parlare e nel tacere. così pure quando è seduto e quando giace. Ecco che un monaco vigila presso il corpo sul corpo. ne espone le varie parti. un nobile uditore ha la retta conoscenza. sangue. E ancora: il monaco è chiaramente consapevole nel venire e nell'andare. specificando: "Questo corpo ha la specie 'terra'. uno scheletro privo di carne. e un uomo competente lo slegasse e ne esaminasse il contenuto: "Questo è riso. divenute polvere. la sua conoscenza è giusta. presso la città dei Kurûni detta Kammâsadamman (1). concludesse: "Anche il mio corpo è fatto così. saliva. là un osso del piede. o sotto un grande albero. presso l'animo sull'animo. "Voglio espirare calmando questa combinazione corporea". E ancora: come se il monaco avendo visto al cimitero un corpo straziato da cornacchie. una tibia. sa che lo sta facendo. siero. divenuto putrefatto. roso da molte specie di vermi. alla distruzione della sofferenza e della pena. le osserva. si siede con le gambe incrociate. muco. Così egli vigila sul corpo interno. illividito. Così come se vi fosse un sacco legato ai due capi. "Voglio espirare sentendo tutto il corpo". sesamo. concludesse: "Anche il mio corpo è fatto così. linfa. vigila sul corpo interno ed esterno. la specie 'fuoco' e la specie 'aria'. alla realizzazione dell'estinzione. presso i fenomeni sui fenomeni. tenuto assieme dai tendini. nel masticare e gustare. tirando lentamente sa "Io tiro lentamente": così accade al monaco allorché inspira ed espira. "Voglio inspirare calmando questa combinazione corporea". la pelle che lo ricopre e come esso è ripieno di varie impurità: "Questo corpo ha capelli. mucose e feci. il bacino. cuore e fegato. osserva come il corpo si forma e come trapassa. secrezioni. Contenti si rallegrarono quei monaci per la sua parola. stomaco. fave. è data dai quattro pilastri del sapere. 14 . reni. pelle e carne. "Ecco com'è il corpo": tale sapere diviene il suo sostegno perché esso serve alla comprensione. delle vertebre. E inoltre: come se il monaco avendo visto al cimitero uno scheletro con brani di carne. vigila sul corpo esterno. come esso trapassa. polmoni. allo stesso modo vigila presso le sensazioni sulle sensazioni. sudore. sia che vada o che stia. fratelli. lo stesso quando è fermo. diventerà così. ammucchiate dopo che è trascorso un anno. sporco di sangue. egli appartiene a questa nobile dottrina. le ossa sfatte. Majjhima Nikaya 10 Satipatthâna Sutta I pilastri del sapere Questo ho sentito. qualsiasi essa sia. nel camminare o nello stare seduto. Una volta il Sublime soggiornava nella terra dei Kurû.

monaci. alla riflessione. quando prova una sensazione piacevole. "Questa è la via che conduce all'annientamento del dolore". quattro. la concentrazione (samâdhi). l' animo che erra e quello senza errore. quando vi è accidia (thîna-middha). Lasciamo stare i sette anni: chi. quello inquieto. di una sensazione dolorosa mondana o trascendente. Così egli vigila sulle sensazioni. lo stesso quando prova una sensazione dolorosa o una sensazione né piacevole né dolorosa. tre. Come? Un monaco comprende secondo verità "Questo è il dolore". E inoltre il monaco vigila presso i fenomeni sul manifestarsi dei sei regni interni-esterni (sal-âyatana). monaci. come si forma e trapassa. per sette giorni sa così sostenere questi quattro pilastri del sapere può aspettarsi queste due possibilità: sicurezza durante la vita o non ritorno dopo la morte. un mese. la serenità gioiosa (pîti). l'animo tendente all'alto sentire e quello tendente al basso sentire. 15 . "Ecco i fenomeni": tale sapere diviene il suo sostegno perché esso serve alla conoscenza. monaci. Note (1) Forse sepolta sotto l'attuale Kamasin. Ma lasciamo stare i sette mesi: chi. conosce la lingua e conosce i sapori. alla riflessione. Come? Un monaco conosce l'occhio e conosce le forme. il raccoglimento (l'esame dei fenomeni = dhammavicaya). Egli osserva come l'animo si forma. conosce il pensiero e conosce le idee. non compaiono più nell'avvenire. al superamento del dolore e della miseria. monaci. conosce quando la combinazione avviene. ne è consapevole. quello raccolto e quello che non lo è. osserva come quando divenuto evidente viene rinnegato. di una sensazione neutra mondana o trascendente. Conosce come essi si combinano e cosa ne risulta. Chi. ed egli vive indipendente e senza brama del mondo. nella piana Kurukshetram della Jamna (o Yamunâ). l'animo redento e l'animo vincolato." Così parlò il Sublime. conosce l'orecchio e conosce i suoni. come passa. quando vi è dubbio (vicikicchâ). come trapassa. Come? Un monaco s'accorge quando sono in lui la consapevolezza (sati). così esse si dissolvono. osserva quando in lui vi è avversione (vyâpâda). così è la sensazione (vedanâ). così sono le distinzioni (sankhâra). due. per un mezzo mese sa così sostenere questi quattro pilastri del sapere. E inoltre il monaco vigila presso i fenomeni sul manifestarsi dei sette fattori di risveglio (sambojjhanga). conosce il corpo e conosce i contatti. se ne rende conto. sa così sostenere questi quattro pilastri del sapere può aspettarsi queste due possibilità: sicurezza durante la vita o non ritorno dopo la morte. un solo anno. alla distruzione della sofferenza e della pena. "Ecco cos'è la sensazione": tale sapere diviene il suo sostegno perché gli serve per conoscere. Ma come vigila un monaco presso l'animo e sull'animo? Un monaco conosce l' animo bramoso e l'animo non bramoso. e quando la cessata combinazione non si verifica più nell' avvenire. e di tutti si rende conto. quando essa cessa. così esse hanno origine. per riflettere. la forza (viriya). cinque. Ma come vigila un monaco presso i fenomeni sul manifestarsi dei cinque tronchi dell'attaccamento? Un monaco dice a se stesso: "Così è la forma (rûpa).Ma come vigila un monaco sulle sensazioni? Un monaco. quattro. alla realizzazione dell'estinzione. così è la percezione (saññâ). l'animo tranquillo. e osserva quando gli ostacoli. ed egli vive indipendente e senza brama del mondo. Conosce quando i sette fattori di risveglio si destano. l'animo distratto. Contenti si rallegrarono quei monaci della parola del Sublime. due. osserva come la sensazione si forma. ad occidente di Allâhâbâd. conosce il naso e conosce gli odori. "Ecco com'è l'animo": tale sapere diviene il suo sostegno perché esso serve alla conoscenza. "La diritta via che conduce alla purificazione degli esseri. quello astioso e quello non astioso. "Questa è l'origine del dolore". è data dai quattro pilastri del sapere": se questo è stato detto lo è stato di proposito. ed egli vive indipendente e senza brama del mondo. e quando essi non vi sono. quando divenuti desti si sciolgono. l'animo nobile. Ma come vigila un monaco presso i fenomeni sui fenomeni? Un monaco osserva sui fenomeni il manifestarsi dei cinque ostacoli (nîvarana): osserva quando la brama (kâmacchanda) è in lui e quando non lo è. "Questo è l'annientamento del dolore". monaci. e come si forma e passa. al conseguimento di ciò che è giusto. l'equanimità (upekkhâ). per sette mesi sa così sostenere questi quattro pilastri del sapere può aspettarsi queste due possibilità: sicurezza durante la vita o non ritorno dopo la morte. Quando prova una sensazione piacevole mondana. rinnegati. la calma (passaddhi). E per ognuno dei cinque ostacoli osserva come comincia a svilupparsi. E inoltre ancora un monaco vigila presso i fenomeni sul manifestarsi delle quattro nobili verità. lasciamo stare l'anno: chi. quello volgare. e altrettanto quando si tratta di una sensazione piacevole trascendente. così è la coscienza (viññâna) . sa così sostenere questi quattro pilastri del sapere per sei anni. quando vi è superbia ( o agitazione-ansia = uddhaccakukkucca). tre. cinque. per sei mesi. lasciamo stare persino il mezzo mese: chi.

mentre altrove si trovano solo parolai dell'ascesi. Una volta il Sublime soggiornava presso Sâvatthî. è il vero ruggito che dovete fare risuonare. anche noi adempiamo la nostra regola. parlate così?'. Là così si rivolse ai monaci: " 'Qui finalmente. avendo superato. anche a noi sono cari i probi. si vuole insistere presso il meditante sull'importanza di stare coscienti se nell'attenzione sostenuta diretta ad un singolo oggetto scelto. Quali quattro cose? Noi. qui si trovano sino a quattro veri asceti': questo.[2] ardente. avendo superato.. E la perfezione l'ha chi trova la vita gradevole.. siano essi laici o religiosi: che differenza c'è dunque tra voi e noi?' A tale discorso sarebbe da replicare: 'Che ne pensate voi. Pur considerando l'orrore che questa descrizione. 'E la perfezione l'ha l' astioso?' E la giusta risposta degli altri sarebbe: 'Chi è senza astio' 'E la perfezione l'ha chi erra?' E la giusta risposta dei penitenti sarebbe: 'Chi è senza errore'. e via dicendo. amiamo la dottrina. nel giardino di Anâthapindiko. ''vigila presso le sensazioni sulle sensazioni''. chiaramente comprendendo e attento. ed è impegnato nella contemplazione del sentimento. per chiarire il senso di ciò che il De Lorenzo ha tradotto: ''. il Sublime. il Veggente. e i probi ci sono cari e graditi. in questo mondo. siano essi laici o religiosi. in questo mondo la cupidigia e l'afflizione. Dovrebbe allora essere chiaramente cosciente dell'aver lasciato il suo soggetto originale. si ci è tenuti saldi o se non si è fuggiti nel campo di un'altra contemplazione. quando si contempla un processo corporeo. Ma penitenti d'altro indirizzo potrebbero obbiettare: 'Con quale diritto e ragione. E la perfezione l'ha chi è attaccato all'esistenza o chi è da essa staccato? 16 .[2] ardente. adempiamo la regola dell'Ordine. vigila presso il corpo sul corpo. Ciò prova la straordinaria venerazione per le parole del Maestro e lo scrupolo con cui le Sue parole furono tramandate.''. sensi nei sensi. o chi non la trova gradevole?' Giusta risposta: 'Chi non la trova gradevole'. monaci. nella selva del Vincitore. chiaramente comprendendo e attento. fratelli. Note 1. in questo mondo la cupidigia e l'afflizione. Ad esempio. il perfetto Svegliato ci ha spiegato quattro cose che ora noi comprendiamo intimamente. poteva suscitare. anche noi amiamo la nostra dottrina.(2) Dato che.. vive contemplando i sensi nei sensi. amiamo il maestro. da più di 2000 anni l'uccisione di una vacca è considerato un orribile delitto. vive contemplando gli oggetti mentali negl'oggetti mentali. risulta che la redazione di questo testo dev'essere anteriore di alcuni secoli ad Ashoka e risalire ai tempi in cui il macello di vacche per la pubblica vendita era accettato come normale. chiaramente comprendendo e attento.. non generale'. 'E la perfezione l'ha il bramoso o chi è senza brama?' E la giusta risposta degli altri penitenti sarebbe: 'Chi è senza brama'. essa fu conservata e tramandata intatta. [1] ardente. il Conoscitore. vive contemplando la coscienza nella coscienza. Ma potrebbe darsi che penitenti d'altro indirizzo dicessero: 'Anche noi amiamo il nostro maestro. Attenzione! Riporto qui sotto un brano iniziale tradotto in inglese da Nyanasatta Thera con le sue note di commento. considerata come un resto barbarico dell'antichità. ardente. avendo superato. chiaramente comprendendo e attento. ecc. la cupidigia e l'afflizione. il Santo. onorevoli. Quivi (in questo insegnamento) un monaco vive contemplando il corpo nel corpo. fratelli: la perfezione è individuale o generale?' E la giusta risposta dei penitenti sarebbe: 'Individuale è la perfezione. avendo superato. in India. in questo mondo la cupidigia e l'afflizione. La vostra risposta dovrebbe essere questa: 'Fratelli. La ripetizione delle frasi 'contemplando il corpo nel corpo. monaci. Majjhima Nikaya 11 Cûlasîhanâda Sutta Il ruggito del leone Questo ho sentito. ecco perché parliamo così. un meditante può alla sua insaputa farsi trascinare in una considerazione dei suoi sentimenti in relazione con questo processo corporeo..

ma tale spiegazione essi non la danno: essi esaminano l'attaccamento alla sessualità. Incrollabile egli raggiunge la propria estinzione. E il contatto? Il contatto ha radice nella sestupla sede (sal-âyatana). attraente. la valutazione e il gradimento dei probi. Vi sono quattro specie di attaccamento. il disgusto e il superamento di queste due idee. Majjhima Nikaya 12 Mahâsihanada Sutta (Lomahamsanapariyayo) 17 . senza astio. sorge e cresce dalla sete. quello all'ascesi fine a se stessa. Ora. monaci. da dove sorge. si redimono. monaci. quello alla multiscienza. ignoranti." Così parlò il Sublime. Non avendolo fatto. Contenti si rallegrarono quei monaci della parola del Sublime. da cure. ben esposto. Tutti gli asceti o i brâmani che sono attaccati all'idea del non essere. ma non l'attaccamento alle altre due cose. hanno radice nella coscienza (viññâna). Vi sono parecchi asceti o brâmani che si dichiarano capaci di spiegare tutta la vita dalle fondamenta. In quel modo. né l'adempimento della regola. da dove cresce? La sete ha radice nella sensazione (vedanâ). che dà calma. non al perdurare personale. non l 'ignorante'. sebbene pensino di comprendere tutta la vita dalle fondamenta. monaci. E le distinzioni? Le distinzioni hanno radice nell'ignoranza (avijjâ). repellente. perché è ciò che ci si può aspettare in un ordine ben annunziato. astiosi. non possono compiere tale esame. E la sensazione? La sensazione ha radice nel contatto (phassa). né quello per la dottrina. compiuta la santità. E perché no? Quei cari asceti o brâmani non hanno convenientemente meditato su queste tre cose. sebbene pensino di comprendere tutta la vita dalle fondamenta. Tutti gli asceti o i brâmani che sono attaccati all'idea dell'essere. contenti della vita. né la valutazione e il gradimento dei probi. turbativo. non lo possono fare. senza sete di vivere. da dove germina. l'assuefazione. amanti e soddisfatti della diversità: costoro non si redimono da nascita. sebbene pensino di comprendere tutta la vita dalle fondamenta. il Santo. monaci. annunziato da un perfetto Svegliato. il perfetto Svegliato si dichiara capace di spiegare tutta la vita dalle fondamenta.' Giusta risposta: 'Chi è staccato da essa'. sapienti. E immagi ne e concetto? Essi. e lo fa. non quello all'ascesi fine a se stessa. da dove germina. dal dolore. e l'attaccamento al perdurare personale. Senza attaccamento egli diviene incrollabile. che indulgono ad essa. e sono senza brama. vecchiaia e morte. monaci: attaccamento alla sessualità. Ma il Compiuto. da strazio e disperazione. l'attaccamento alla multiscienza. operata l'opera. non esiste più questo mondo'. senza errore. che sono un tutt'uno. che indulgono ad essa. pene e tormento. Vi sono asceti o brâmani che esaminano l'attaccamento alla sessualità. Altri asceti o brâmani esaminano i primi tre attaccamenti. non annunziato da un perfetto Svegliato. da dove cresce? Esso ha radice nella sete (tanhâ). monaci. Ma questo quadruplice attaccamento. attaccati all'esistenza. ma non l'attaccamento al perdurare personale. E la sestupla sede? Essa ha radice in immagine e concetto (nâma-rûpa). E la coscienza? La coscienza ha radice nelle distinzioni (predisposizioni = samkhâra). mal esposto. e perciò. egli non è più attaccato alla sessualità. non si redimono dal dolore. Ma tutti gli asceti o i brâmani che hanno meditato conforme a verità tutte quelle cose. dove ha radice. Egli allora comprende: 'Esausta è la vita. Vi sono due specie di idee: L'idea dell'essere e quella del non essere. vecchiaia e morte. all'ascesi fine a se stessa e al perdurare personale. che non amano né sono soddisfatti dalle diversità: costoro si redimono da nascita. non alla multiscienza. Tutti gli asceti o i brâmani che non hanno meditato conforme alla verità il principio e la fine. non possono farlo. ma non l' attaccamento alla multiscienza. In quel modo. Perché? Perché non può essere diverso se un ordine è male annunziato. se un monaco ha rinnegato l'ignoranza e ha acquistato la sapienza. e sono bramosi. sono rattristati dall'idea del non essere. sono perfetti l'amore al maestro. io dico. che dipendono da essa. Giusta risposta sarebbe: 'Colui al quale non piace nessuna diversità. l'adempimento della regola. né lieti né tristi. E la sete dove ha radice. staccati dall'esistenza. sono rattristati dall' idea dell'essere. e. quello alla dottrina. alla multiscienza vedica. 'E la perfezione l'ha il sapiente o l'ignorante?' Giusta risposta dei penitenti: 'Il sapiente. non l'attaccamento al perdurare personale. non possono essere perfetti né l'amore per il maestro. 'E l'avrebbe chi è ora lieto e ora triste o chi non è né lieto né triste? Giusta risposta sarebbe: 'Chi non è lieto né triste'. che dipendono da essa. non soddisfa nessuna diversità'. germina. Egli esamina l' attaccamento alla sessualità. 'Ed è perfetto chi ama la diversità e da essa è soddisfatto o il contrario?'. da dove sorge. ora lieti ora tristi. in errore. non all'ascesi fine a se stessa.

con la dissoluzione del corpo. che attraverso rupi.Cosi' disse il Sublime: "O Sariputto. di la' trapassato entrai io altrove di nuovo in esistenza. sopraterreno vede gli esseri sparire e riapparire. che chichessia non potrebbe obiettarmi perche' false. alla perdizione. volgari e nobili. esausto di manìa tu ti chiami. il Compiuto con l'occhio celeste. Allora Sunakkhatto. che con l'orecchio celeste. dopo la morte. scruta a fondo e riconosce animo e cuore. diceva per tutta Vesali: "L'asceta Gotamo non possiede il sopraterreno ricco santuario della chiarezza del sapere: l'asceta Gotamo proclama una sottile. da poco uscito dall'Ordine. perche' e' lode al Compiuto dire: lo scopo per cui egli esprime la sua dottrina e' semplicemente questo: che chi riflette raggiunge totale annientamento del dolore. Conosce la misura data dai sensi agli altri esseri. riconosce il cuore bramoso e quello senza brama. avviatosi per l'elemosina verso Vesali. l'Esperto di sapienza e di vita. Vi sono dieci virtu'. il mio officio. purificato. nel precipizio. Sunakkhatto non pensa di me. il Benvenuto. valli e muri si libra e passa come per l'aria. pensieri e parole. cio' a chi lo fa non riesce dannoso. Conosce. cosi' violenti. Queste sono. parole e pensieri con la dissoluzione del corpo. ed egli riconosce come gli esseri sempre secondo le azioni riappaiono: questi. dopo la morte. che sulla terra emerge e s'immerge come nell'acqua. realizzato e conquistato la redenzione dell'animo. comprende il vero e il falso. felici ed infelici. avevo quel nome. cio' che tu indichi come dannoso. ancora o Sariputto. cosi' possenti. al margine della foresta. rischiarato. su cattivi sentieri. l'incomparabile duce dell'umano gregge. centomila vite. o Sariputto. imperturbato. E ancora: questo e' il Sublime. Conosce la Via che mena dappertutto. lo Svegliato. colpa. E inoltre. 18 . retti in azioni. che convengono e spettano al Compiuto. quelli. il cuore redento e quello vincolato. Comprende vere e reali conseguenze di azioni passate." Ora avvenne che l'onorevole Sariputto. un principe Licchavio. conforme a verita'. il cuore nobile e quello volgare. il cuore tendente all'alto e quello di basso sentire.Il rabbrividire Questo ho sentito. o Sariputto. conforme a verita'. conforme a verita'. che egli stesso ha ideato ed escogitato. Quattro specie di sicurezza vi sono che spettano al Compiuto. purezza ed esito del contemplante redento e raccolto. e' semplicemente questo: che chi riflette raggiunge totale annientamento del dolore. mille vite. e sono: Perfetto Svegliato. quello era il mio stato. conforme a verita'. il maestro degli dèi e degli uomini. Una volta il Sublime soggiornava presso Vesali. e molteplice. per far risonare tra le genti il ruggito del leone. fuori della citta'. che sente e tocca con mano questa luna e questo sole. tu ti chiami. il Sublime. Quindi. conforme a verita'. due vite. per comprendere quel che e' sorprendente. Conosce. ognuna con le sue speciali relazioni. che agli altri esseri. Certo. che attraverso l'aria procede sedendo come l'uccello con i suoi piccoli. pervengono giu'. munito di mantello e scodella. ognuna con i propri contrassegni. e che percio' mi lascerebbero tranquillo. ancora durante la vita ha reso a se' palese. la' ero io. ma tale manìa non e' estinta. sopraterreno. estinta la manìa. non retti in azioni. che in vari modi si allegra di magica potenza: che da uno diviene molteplice. come il mondo sia composto da singoli elementi e da diversi elementi. intricata dottrina. e se anche tu esponi la tua dottrina con una certa intenzione. che sull'acqua cammina senza affondare come sulla terra. e' vero. le diverse inclinazioni degli esseri. il cuore astioso e quello senz'astio. e lo scopo per cui egli espone la sua dottrina. udi' cio' che il principe Sunakkhatto diceva in giro per tutta Vesali. E inoltre: questo e' il Sublime. per fondare il regno della santita'. ma con cio' loda il Compiuto. : Questo e' il Sublime. che ha il corpo in suo potere fino ai mondi di Brahma. alle altre persone. conforme a verita'. sente due specie di suoni. uno. il Santo. cosi' fu la fine della mia vita. ma queste cose non le hai riconosciute. il cuore calmo e quello inquieto. cento vite. le dieci virtu' che spettano al Compiuto. i celesti e i terreni. e' vero. alle altre persone. queste dieci virtu' sono: il Compiuto. Conosce. Si ricorda di diverse forme di esistenza anteriori come di una vita. sicuro. o Sariputto. Cosi' egli si ricorda di molte diverse anteriori forme di esistenza. in mondo elevato. pervengono su buoni sentieri. provai tale bene e male. conforme a verita'. dopo aver consumato il cibo elemosinato. allorche' torno' indietro. pure essa non giunge a dare a chi riflette totale annientamento del dolore. conforme a verita'. E inoltre il Compiuto. il cuore raccolto e quello distratto. il Conoscitore del mondo. si reco' presso il Sublime e Gli riferi' cio' che il principe diceva. il perfetto Svegliato. i lontani e i vicini. perche' solo per l'ira ha pronunciato quelle parole: egli vuole biasimare il Compiuto. Sunakkhatto e' vano e iracondo. il cuore errante e quello senza errore. belli e non belli. appartenevo a quella famiglia. E ancora: questo e' il Sublime. presenti e future. che appare e dispare.

ricco santuario della chiarezza del sapere. fui un sedente sui calcagni. in tal modo parlasse: l'asceta Gotamo non possiede il sopraterreno. allora fuggivo di foresta in foresta. fino a cadersene. uno svincolato. non bevevo vino. Sariputto. E questa e' stata la mia orridezza. Otto adunanze. seguendo i quali. ed il sentiero e l'agire che ivi conduce. mi avvolgevo in stracci. Percio' rimango tranquillo. Alla stessa stregua io ricordo di essere stato tra molte centinaia di sacerdoti. E inoltre. Io sostentavo la mia vita con l'elemosina di una sola largitrice. non invito. gli dei ed il sentiero che mena al loro mondo di gioia celeste. di cuoio. e sono: il grembo dell'uovo. di setole. E non mi veniva nessun pensiero di questo genere: ' ah. Ebbene il Compiuto. E questa e' stata la mia solitudine. dopo la morte a perdizione e danno. si conquista e si possiede la redenzione dell'animo senza manìa. redenzione di saggezza: anche questa via io conosco. di crini. non liquore. Vi sono. ho poi curato l'orridezza: io lasciavo accumulare sul corpo la sporcizia e la polvere di molti anni. di latte di piante e resina d'alberi. non prendevo da chi mangia a due. che non aspetta. dei trentatre' dei. vivevo di frutti caduti. solo ogni due giorni. quattro specie di grembi. Che io potessi allora cadere in confusione o imbarazzo. di semi e noccioli. ovvero il sentiero che mena giu' ed il suo agire. in pezzi di pelle. mi cingevo con trecce di gramigna. non da una lattante. il regno degli spiriti. un cercatore d'erbe o legnaiolo o raccoglitore di fascine. l'agire ed il sentiero che mena al mondo degli uomini. nel ricevere l'elemosina. di solo due largitrici. E questo e' stato il mio fervore. per suo stesso volere. Ed io ricordo di essere stato tra molte centinaia di nobili. costui potrebbe. Ed io portavo la tunica di canapa. intricata dottrina.Chi. o potessero farlo altri!'. Ed io mi strappai i peli del capo e della barba. rovinare per mala via. dove si manifestano dei. non da insudiciati. o Sariputto. ed il sentiero e l'agire che mena all'estinzione. nascondevo le nudita' sotto grembiali di crini. andavo a sette case e mi contentavo di sette manciate d'elemosina. io osservavo rigorosamente questo esercizio di digiuno fino a mezzo mese. alcuni uomini e vari spiriti. o Sariputto. potessi finalmente tergermi da questa polvere e sporcizia. ora. degli dei naturali e degli dei celesti. non dove sta presso un cane. un flagellante. la generazione animale. si rende palese. seguendo i quali si giunge. ho poi coltivato afflizione: ogni mio passo era guidato da chiara coscienza. vi sono. solinga. non dentro il caldaio. degli asceti. di riso e grani selvaggi. uno che non arriva. io conosco. innanzi a me essi sedevano. di gramigne. afflitta. tale possibilita' o Sariputto. si realizza. orrenda. gli uomini. che egli stesso ha ideata ed escogitata. fui uno di quelli che si coricano sulle spine. come sul tronco dell'ebano si addensa la polvere di anno in anno fino a cadersene. Ed io vivevo di erbe e di funghi. o Sariputto. asceti e molteplici dei. e perfino una goccia d'acqua muoveva in me la compassione: ' ah. l'agire e il sentiero che mena alla generazione animale. cinto di quella quadrupla sicurezza si reca alle otto adunanze. o Sariputto. non da una che viene dall'uomo. il grembo del fermento dove gli esseri si formano nel pesce o nella carne o nel cibo putrefatto. e il regno dell'apparizione. Cambiando in questo modo. non verso il piatto. ed io parlavo con essi e noi scambiavamo cosi' domande e risposte. non succo d'avena fermentata. non favore. andavo a due case e mi contentavo di due manciate. E cosi'. dopo l'estinguersi della manìa. di monte in monte. scesi per tre volte ogni sera nel bagno di penitenza. di sterco di bue. non da una incinta. sicuro. dei borghesi. ho appreso la solitudine: io mi addentravo in qualche bosco e vi dimoravo. E cosi' o Sariputto. non sopra la soglia. non accettavo offerta. di selva in selva. non dove ronzano mosche. che io non apporti danno ai piccoli esseri perduti!'. di solo sette largitrici. E l'estinzione. sotto un'ala di civetta. borghesi. Queste sono le cinque tracce. ancora durante la vita. o Sariputto: quella dei nobili. chi non si pentisse di parlare cosi' e non rinunciasse a tale opinione. non esiste. in luogo di spasimo e strazio. Io andavo ad una casa e mi contentavo con una manciata di elemosina. fui un sempre alzato. io ricordo i tempi delle quattro ascesi da me esercitate: ascesi fervente. di scorza. seguendo la regola di coloro che cosi' fanno. l'asceta Gotamo proclama una sottile. Cosi' ho praticato il fervore: io ero un ignudo. Cinque tracce vi sono. solo ogni sette giorni. non carne. ma se scorgevo un mandriano o un pastore. demoni. una veste rattoppata di pezze raccolte al cimitero o sulla strada. rigettai sedile e giaciglio. con trecce di foglie. dei sacerdoti. non sopra la grata. mi sostentavo di radici e frutti del bosco. Io mi cibavo solo una volta al giorno. ed io conosco che esse sono la falsa via. imperturbato. degli dei delle quattro regioni. non spiavo verso la pentola. dove gli esseri vengono al mondo rompendo il guscio dell'uovo: il grembo del corpo. E cosi' o Sariputto. di valle in valle. 19 . o vengono al mondo in paludi o pantani. perche' quelli non dovevano vedermi ed io non volevo vedere loro: alla stessa stregua di una fiera del bosco che abbia visto uomini. non mangiavo pesce. dove gli esseri vengono al mondo fuoriuscendo dall'involucro del corpo.

eppure non e' affatto gradevole il girare: ed io in questo lungo cammino in nessun altro luogo l'ho trovato tale se non presso i puri dei. Io ricordo di aver mangiato solo un grano di riso come nutrimento quotidiano. quando i mandriani erano via. Ed allora vennero figli di pecorai che mi sputarono. alle vacche attaccate e raccoglievo. ricco santuario della chiarezza del sapere. cosi' potrebbero fare quattro eventuali miei discepoli che fossero sempre sensibili. camminando carponi. e grave d'anni. E cio' che ne rimaneva indigerito. il mio corpo divenne straordinariamente magro. Parecchi asceti e brahmani dicono e insegnano: il nutrimento purifica. E consumano giuggiole. io mi trattenevo di notte in una radura. E durante le fredde. anche quello io prendevo. bevono acqua di riso. oppure: il sacrificio del fuoco purifica. vicino alla fine. questa disciplina. Parecchi asceti e brahmani dicono e insegnano: il giro purifica. lo sterco dei giovani vitelli lattanti. ed ammoniscono: viviamo di fave. non vorrei tornare a questo mondo. ed ammoniscono: viviamo di giuggiole. viviamo di sesamo. vicino alla fine. e mi distesi sopra un mucchio d'ossa imputridite. Ma se anche dovessi rivivere tra i puri dei. nel godimento ella felice giovinezza. giungevo alla spina dorsale. grave d'anni. sono nell'ottantesimo anno. per rinforzare allora questo corpo. come una zucca selvaggia. Eppure non e' affatto gradevole la vita. appassite. senza focolare. non vorrei tornare a questo mondo. e mi nutrivo di cio'. o centenario. virtuosi. e' stato il mio grande calice di feccia. regnava tale orrore. Io ricordo di aver mangiato solo una giuggiola come nutrimento quotidiano. Parecchi asceti e brahmani dicono e insegnano: la vita purifica. E questo. E mentre io prendevo solo una giuggiola come nutrimento quotidiano. bevono succo di giuggiole. mangiano conserva di giuggiole. allora si dileguano da lui quelle forze dello spirito. ma cosi' non e'. e di giorno nel folto del bosco. gustano ogni sorta di pietanza di riso. come le travi del tetto d'una vecchia casa sporgono. la mia spina dorsale con le vertebre sporgenti divenne come un rosario. Parecchi asceti e brahmani dicono e insegnano: il nutrimento purifica. non vorrei tornare a questo mondo. Parecchi asceti e brahmani dicon e insegnano: la nascita purifica. al tempo del gelo. egli possiede anche le piu' alte forze dello spirito. Ma se anche io dovessi rigirare tra i puri dei. vissuto. eppure non e' affatto gradevole la nascita: ed io in questo lungo cammino in nessun altro luogo l'ho trovata tale se non presso i puri dei. giungevo di nuovo al ventre. e dotati delle piu' alte forze 20 .Ed io poi. gustano ogni sorta di pietanza di giuggiole. E se io volevo svuotare feci e urina cadevo innanzi. questa dura ascesi. Eppure io non ricordo che in me fosse sorto un cattivo pensiero contro di essi. il mio sedere divenne come un piede di cammello. ed io in questo lungo cammino non ho potuto offrirlo se non come re guerriero o potente brahmano. mai prima sentita: Al sole avvampa e intirizzisce al gelo un eremita in tant'orrenda selva spirando ed inspirando via via. Sariputto. potrebbe con facilita' lanciare una freccia leggera al di sopra di una palma. e cosi' il mio corpo divenne straordinariamente magro. Ed io mi sono poi recato in un'altra orrenda selva a dimorarvi. mi bagnarono e mi lordarono di sporcizia e mi introdussero erbe aguzze nelle orecchie. Ed essi consumano riso. io strofinavo con la mano le membra: e mentre cosi' facevo se ne cadevano i peli. non mi porto' piu' vicino al sopraterreno. mangiano zuppa di riso. E mi si presento' allora questa spontanea strofa. Sariputto. cosi' rilucevano nelle mie orbite le infossate pupille. o Sariputto. Eppure cio' o Sariputto. putridi alle radici. E quand'io volevo toccare il ventre. Ma se anche io dovessi rinascere tra i puri dei. e' stata la mia equanimita'. splendente di capelli neri. ad un cimitero. per questo nutrimento estremamente scarso. Ed io passai poi oltre. ed io in questo lungo cammino in nessun luogo l'ho trovata tale se non presso i puri dei. e quando volevo toccare la spina dorsale. In quella spaventosa solitudine. solo. scendevo alle mandre. E non e' affatto facile il sacrificio del fuoco. E questa. che ad ogni non santificato viandante subito si rizzavano i capelli. Cosi' come un nervoso arciere ammaestrato e provetto. come mio proprio escremento o urina. E anche questa via. Le mie braccia e le gambe divennero come canne secche. E non e' affatto facile la beneficenza: ed io in questo lungo cammino non ho potuto farla se non come re guerriero o potente brahmano. non e' in tutti i casi esatto. un ottantenne o novantenne. che a quel tempo le giuggiole fossero piu' grosse di quelle odierne. Ma quando quest' uomo e' divenuto vecchio e grigio. glaciali notti d'inverno. vissuto. cosi' divenne la mia pelle del capo vuota e grinzosa. tagliata fresca. come in una profonda fontana i sottostanti specchi d'acqua rilucono evanescentemente piccoli. questo perche' io non avevo ancora conquistato quella saggezza la cui conquista da' a chi riflette totale annientamento del dolore. Sariputto. Io sono gia' ora divenuto vecchio e grigio. viviamo di riso. forti. ignudo. al caldo diviene vuota e grinzosa. cosi' sporgevano le mie costole. Tu forse pensi. Parecchi asceti e brahmani dicono e insegnano: Fintanto che questo caro uomo e' giovane e forte. nella prima eta' virile. oppure:la beneficenza purifica.

gli odori. come deve chiamarsi. Ed essi andarono a Sâvatthî. si avviarono verso la città. sia riguardo all'esposizione come ai precetti?" Ma i monaci. si cibarono e si recarono dal Sublime. e quelli che qui lo ascoltano. la miseria e il superamento del corpo e del sentimento?' Se li aveste interrogati così. Cosi' parlo' il Sublime. graditi. corrispondenti ai desideri. ed io rispondessi loro fornendo spiegazioni. spiegando queste domande. o in qualsiasi altro modo. mentre ascoltavo questa esposizione. Ecco. con le sue schiere di asceti e brâmani. o un suo discepolo. appaganti. Ciò che vi è di desiderabile e gradito. dissero: "L'asceta Gotamo. corrispondenti ai desideri. Una volta il Sublime soggiornava presso Sâvatthî. Signore. tornarono indietro. la forza di spirito del Compiuto sara' immutata. sarebbero anzi stati imbarazzati. come sui quattro pilastri del sapere. Non vedo nessuno. rivolgendosi ai monaci. per compassione del mondo. i sapori. bene e salute degli dei e degli uomini. vespe e rettili. fratelli. nella Selva del Vincitore. nel mondo con i suoi dèi. E il Buddha replicò: "A queste parole dei pellegrini bisognava rispondere: 'Cos'è dunque la soddisfazione. notevoli parole e si sedettero da una parte. eccetto il Compiuto. Inespletata rimarrebbe la testimonianza e l'indicazione del Compiuto sulla verita'. È esposto al caldo. o Sariputto. E quando voi mi porterete sul letto. dunque. Cos'è ora. o Signore. Nagasamalo. Là giunti. gradite. dicendo: "Dal Sublime intenderemo il senso di queste parole". è la soddisfazione della brama. Contento si rallegro' l'onorevole Nagasamalo della parola del Sublime. quale distinzione e differenza esiste dunque tra l'asceta Gotamo e noi. amate. dèi e uomini.dello spirito. E i pellegrini d'altro orientamento. che io. al freddo. eccitanti. amati. Ed essi mi ponessero domande su domande. mi sono sentito rabbrividire. monaci. appaganti. i suoni. quei pellegrini non avrebbero trovato una risposta soddisfacente. essi lo salutarono rispettosamente e si sedettero accanto a lui raccontando ciò che era loro accaduto e riferendo ciò che era stato loro chiesto dai pellegrini d'altro orientamento. Ora durante questo tempo l'onorevole Nagasamalo era stato dietro il Sublime sventolandogli aria fresca e si rivolse al Sublime cosi': e' mirabile. esamina la brama dalle fondamenta. lo facciamo anche noi. perche' anche quei quattro eventuali discepoli diverrebbero a loro volta vecchi di cent'anni. Majjhima Nikaya 13 Mahâdukkhakkhandha Sutta Il tronco del dolore Questo ho sentito. un giorno molti monaci. Ora. egli esamina dalle fondamenta anche il corpo e il sentimento: quale limitazione. la miseria e il superamento della brama? Cos'è la soddisfazione. deve sopportare sole e vento. per utile. patisce fame e 21 . pel bene di molti. eccitanti. straordinario. Chiunque di me a buon diritto puo' dire: un essere senza vanita' e' apparso nel mondo. desiderati. contabile o amministratore. i contatti anch'essi e tramite essi penetranti nella coscienza. come soldato o ministro del re. forme desiderate. E cos'è la miseria della brama? Un figlio di buona famiglia si mantiene con un'attività come scrivano. per l'elemosina. come agricoltore o mercante o allevatore di bestiame. senza rallegrarsi e senza provare fastidio. dibattersi tra zanzare. Ma essi pensarono: 'È ancora troppo presto per andare in città a elemosinare. provvisti di mantello e scodella. morendo poi in seguito. le cinque facoltà di bramare. si alzarono e se ne andarono. per la salute di molti. Perché? Perché ciò è qualcosa che non sanno interpretare. che possa. passarono di casa in casa per elemosinare il cibo. adatto a queste cinque facoltà di bramare. la soddisfazione della brama? Vi sono cinque facoltà di bramare: quali? Le forme che tramite la vista penetrano nella coscienza. guadagnare il cuore della questione. i suoi cattivi e buoni spiriti. nel giardino di Anâtapindiko. questo discorso? Orsu'. monaci. monaci. serbalo allora sotto il nome di discorso del rabbrividire. a queste parole dei pellegrini. non sarebbe meglio se ora visitassimo il giardino dei pellegrini d'altro orientamento?' E così fu fatto ed essi scambiarono con gli altri cortesi saluti e amichevoli. preparatisi per tempo.

la sorella col fratello. monaci? 22 . originato. si rovesciano addosso sabbia rovente. con pietre. è il palese tronco del dolore. il graticcio di paglia. solo per brama essi irrompono nelle case. tormenti come il caldaio di pasta. le ciocche imbiancate o il capo calvo. Ma ciò. macilenta. la corona di pece. o rubati dai briganti. Cos'è. è il palese tronco del dolore. conforme a verità. che conoscete. incitati. E cos'è il superamento della brama? Rinnegare la volontà e il desiderio di brama. Ma che asceti o brâmani che non conoscono. lite e contesa. Ma ciò. la veste di setole. appunto soloper brama re contendono con re. Mentre voi. è il mio sforzo. si danna e si martirizza. su cattivi sentieri a perdersi e dannarsi. dai due lati dello schieramento di battaglia. la soddisfazione del corpo? Per esempio una figlia di principi. potete farlo. si lagna. si dispera: 'Quello che possedevo non l'ho più!' Ma ciò. Caduti così in discordia. E i re fanno arrestare costoro e li condannano a pene e tormenti come: percosse con fruste. il raschiamento con le conchiglie. mossi da brama. la pelle piena di macchie: cosa ne pensate. la corrosione con liscivia. mantenuto da brama e determinato da brama. non troppo scura né troppo chiara: non appare di una splendente bellezza nel momento della sua massima magnificenza? "Certamente. il figlio col padre. appoggiata alle grucce. monaci. originato da brama. aggrinzito. è miseria della brama. la brama. monaci. spinti da brama. Signore!" Ciò che scaturisce di desiderabile e gradito da questa splendente bellezza. piangendo si percuote il petto. è miseria della brama. conforme a verità. è miseria della brama. amputazioni della mano. mantenuto da brama e determinato da brama. intessuto. vacillante. con bastoni. incitati. del piede o di entrambi. correre sugli aculei. originato. sempre a causa della brama essi procedono sulla cattiva strada con azioni. la mia fatica non ha scopo!' Ma ciò. E inoltre. cade nella disperazione: 'Vano. il figlio con la madre. è il palese tronco del dolore. Ed essi si trafiggono con frecce. è il palese tronco del dolore. con lance. la carne da amo. il soddisfare. ciò è il superamento della brama. amputazione delle orecchie. litiga il fratello col fratello. o spazzati via dall'acqua. Ma ciò è miseria della brama. non troppo sottile né troppo piena. annientare la volontà e il desiderio di brama. Se questo figlio di famiglia che così si affatica. la bocca di drago. del naso o di entrambi. la miseria e il superamento della brama. solo per brama essi si precipitano. la madre litiga col figlio. ingannano. parole. intessuto. impugnando scudo e spada. la mano a fiaccola. nel fiore dei quindici o sedici anni. monaci. non è possibile che comprendano la brama o guidino un altro a farlo. intessuto. il padre col figlio. cittadini con cittadini. monaci. Allora egli diventa accorato e triste. mantenuto da brama e determinato da brama. mantenuto da brama e determinato da brama. nell'ottantesimo. allora lo rode ansiosa cura per la conservazione della ricchezza: 'Purché i miei beni non mi vengano confiscati dal re. rapiscono i cari degli altri. cinti di faretra ed arco. non troppo alta né troppo piccola. le lance ondeggiano e le spade lampeggiano. scaraventano blocchi che schiacciano. mantenuto da brama e determinato da brama. il rullo. mantenuto da brama e determinato da brama. spinti da brama. monaci. si spaccano le teste con le spade. sacerdoti con sacerdoti. E. o strappati da parenti ostili!' E mentre guarda e custodisce i suoi beni essi gli vengono sottratti proprio da ciò che temeva. ahimè. l'amico con l'amico. o una fanciulla borghese. è miseria della brama. intessuto. appassita. o divorati dalla fiamme. E inoltre ancora. ora. curva. E così si affrettano incontro alla morte o a mortale dolore. rubano. è miseria della brama. è soddisfazione del corpo. Ma cos'è la miseria del corpo? Si veda pure questa stessa sorella in altro tempo. monaci. sdentata. si batte il petto piangendo. mossi da brama. essi si scagliano l' uno sull'altro coi pugni. incitati. il fratello con la sorella. intessuto. E così si affrettano incontro alla morte o a mortale dolore. con verghe. trascinarsi tremolante. seducono spose. monaci. si lamenta. mossi da brama. originato. E ancora.sete. originato. dopo la morte. consunta. monaci. bastoni e spade. intessuto di brama. Se invece questo figlio di famiglia si arricchisce. è il palese tronco del dolore. originato. in tal modo essi pervengono con la dissoluzione del corpo. il pezzo di moneta. e pensieri. giù. lo sbranamento coi cani. non acquista ricchezza. la decapitazione. è il palese tronco del dolore. E così si affrettano incontro alla morte o a dolore mortale. Ma ciò. principi con i principi. spinti da brama. e le frecce fischiano. giacere su scorze. affranta. monaci. o una vergine brâmana. monaci. l'irrigazione con olio bollente. allora egli diventa accorato e triste. novantesimo o centesimo anno d'età. l' impalamento.

a questo punto. monaci. la libera beata serenità nata dal raccoglimento. egli non dipende da sé né da altri. dopo il compimento del sentire e pensare. monaci. dopo l' annientamento della letizia e della tristezza. perfetta purezza. là un osso del piede. là un femore. le ossa ammucchiate. è rinnegamento di volontà e desiderio. conforme alla verità. 23 . insozzato di sangue. sofferente. monaci? È sparita quella che era un dì una splendida bellezza. non è possibile che capiscano il corpo o possano guidare un altro ad arrivare a capirlo. e prova solo un sentimento di indipendenza. io dico. io dico. miseria e superamento del sentimento. imputridite. qua un osso della mano. gonfio. lungi da cose non salutari. E inoltre ancora. non dipende da sé né da altri. un monaco raggiunge la calma interiore. Signore!" E inoltre ancora: immaginate. savia. io dico. ciò è superamento del corpo. così egli raggiunge la terza contemplazione. là vertebre. doloroso. tre giorni dopo la morte. Signore!" Ciò è miseria del corpo. trascorso un anno. L'indipendenza. E ancora. sparse qua e là. giacere sporca di feci e di urina. Quando ciò accade. qua il cranio. e prova solo un sentimento di indipendenza. senza i tendini. Ma voi. in sentita. le ossa. e prova solo un sentimento di indipendenza. due. savio. potete farlo. chiaro cosciente. l'unità dell'animo. ed è divenuta evidente miseria? "Sì. mutevole. Cos'è ora miseria del sentimento? Ciò che vi è di un sentimento caduco. sbranato da cani e sciacalli. Cos'è ora la soddisfazione del sentimento? Un monaco. il suo corpo a cimitero. monaci. monaci: in serena pace se ne sta un monaco. monaci: dopo il rigetto delle gioie e dei dolori. imputridito: cosa ne pensate? È sparita quella che era un dì una splendida bellezza. ma cos'è il superamento del corpo? Ciò che nel corpo. del colore delle conchiglie. E ancora le sue ossa imbiancate. quello è il superamento del sentimento. quello è la miseria del sentimento. E il superamento del sentimento? Ciò che nel sentimento è rinnegamentodella volontà e del desiderio. L'indipendenza. è la più alta soddisfazione del sentimento. qua una tibia. corvi e avvoltoi. a questo punto. oppure lo scheletro senza carne. e prova nel corpo la felicità di cui i santi dicono: 'L'equanime savio vive felice'. qua un bacino. comprendano il sentimento stesso o guidino un altro a farlo. conforme alla verità. monaci. da altri accudita: cosa ne pensate. gravemente ammalata. monaci. raggiunge la prima contemplazione. Signore!" Ciò è miseria del corpo. E ancora: osservate questa sorella inferma.Invece è possibile che asceti o brâmani i quali conoscano così. nata da pace beata serenità. monaci? È sparita quella che era un dì una splendida bellezza. roso da molte specie di vermi. L'indipendenza. conforme alla verità. ed è divenuta evidente miseria? "Certo. è la più alta soddisfazione del sentimento. Egli. Successivamente. la quarta contemplazione. che avete compreso. oppure le ossa. soddisfazione. ed è divenuta evidente miseria? " È così. lungi da brame. soddisfazione. miseria e superamento del corpo. raggiunge la seconda contemplazione. L'indipendenza. annerito. monaci. ed è divenuta evidente miseria? "Così è. egli non dipende da sé né da altri. tutto ciò. è la più alta soddisfazione del sentimento. e prova solo un sentimento di indipendenza. Immaginate ancora questa sorella. annientamento di volontà e desiderio.Ma non è possibile che asceti o brâmani che non conoscono. non dipende da sé né da altri. cadute in polvere: cosa ne pensate. conforme averità. O ancora: lo scheletro con brani di carne attaccata. tenuto insieme dai tendini. da altri sollevata. Quando ciò accade.È sparita quella che era un dì una splendida bellezza. comprendano il sentimento stesso o guidino un altroa farlo. io dico. straziato da cornacchie. un monaco raggiunge l' equanime. Signore!" Anche ciò è miseria del corpo. libera dal sentire e pensare. monaci. pensata. Egli. equanime. annientamento della volontà e del desiderio. il corpo al cimitero. è la più alta soddisfazione del sentimento. Ma asceti o brâmani che non conoscono così. uno. monaci. tenuto insieme dai tendini.

Mi chiedo. si batte piangendo il petto. Una volta il Sublime soggiornava nella terra dei Sakki (Sakyâ). Allora un principe dei Sakki. Ma cos'è l'appagamento delle brame? Vi sono cinque facoltà di bramare. e trovai felicità fuori da ciò che è dannoso. i principi con i principi. piene di spasimo. barcamenarsi tra zanzare. ma non trova fuori dalle brame. mossi da brame. i sapori che penetrano tramite la lingua nella coscienza. se così non fosse. come contabile o amministratore. fuori da ciò che è dannoso. bastoni e spade. litiga l'amico con l'amico. il figlio con la madre. o spazzati via da un'alluvione. Allora diventa accorato e triste. ecco l'evidente tronco del dolore originato da brame. Ma appena il santo uditore ha riconosciuto vera. di avversione e di errore. amati. mantenuto e determinato proprio da brame. gli odori che penetrano tramite il naso nella coscienza. Questa è la miseria delle brame. o rubati dai briganti. litiga il fratello col fratello e con la sorella e viceversa. il figlio col padre. felicità e meglio ancora. allora egli non s'aggira più intorno alle brame. Majjhima Nikaya 14 Cûladukkhakkhandha Sutta Il tronco del dolore Questo ho sentito. prima del pieno risveglio. eppure. si tormenta e soffre non viene ricchezza. allora egli si aggira appunto sempre intorno alle brame. io non trovavo alcuna felicità e niente di meglio. E così s'affrettano incontro alla morte o a mortale dolore. appaganti. si lamenta. si recò là dove il Sublime dimorava. soldato o ministro del re. adatti alle brame. Signore. nel parco dei fichi. o con qualsiasi altro servizio.Così parlò il Sublime. Anche io. Contenti si rallegrarono quei monaci per la Sua parola. fuori dalle brame e dal dannoso. deve sopportare sole e vento. E inoltre. fuori da ciò che è dannoso. mi accorsi che le brame non erano più un'attrattiva. il padre col figlio. avversione ed errore sono turbamento del cuore'. piange. tu non vorresti rimanere nella famiglia. si lamenta. tutti desiderati. intessuto di brame. con perfetta sapienza. nessuna felicità e niente di meglio. i suoni che penetrano attraverso l'udito nella coscienza. E qual è la miseria delle brame? Un figlio di buona famiglia si mantiene con un incarico: come scrivano. Ciò che riesce desiderabile e gradito per queste cinque facoltà è appagamento della brame. mentre cerca di amministrare i suoi beni. si percuote il petto. 24 . quale Bodhisatta solo al risveglio anelante. Se a questo figlio di famiglia che così si affatica. si dispera: 'Vano. 'Inappaganti sono le brame. Ma ciò. con perfetta sapienza. la mia fatica non ha raggiunto lo scopo!' Anche questo è la miseria delle brame. ahimè. fu così che mi accorsi di ciò che mi accadeva. Così io la conosco. cosa in me ancora mi domina per essere così influenzato?" "Mahânâmo. allora si preoccupa di conservare la ricchezza: 'Che i beni non mi siano sequestrati dal re. mercante. ciò malgrado. piene di strazio: la miseria prepondera': se il santo uditore Mahânâmo ha riconosciuto vera questa massima. vespe e rettili. Caduti così in discordia essi si lanciano gli uni contro gli altri coi pugni. lo salutò rispettosamente si sedette da una parte e parlò così: "Già da lungo tempo mi pare che la dottrina del Signore sia questa: 'Brama. graditi. è il mio sforzo. cittadini con cittadini. con pietre. sacerdoti con sacerdoti. i contatti che penetrano tramite il tatto nella coscienza. gli capita proprio ciò che ha temuto. avevo riconosciuto conforme a verità. con perfetta sapienza quella massima. né soddisfare alcuna brama. Quali? Le forme che penetrano tramite la vista nella coscienza. Mahânâmo. allevatore di bestiame. come agricoltore. eccitanti. Ma appena me ne accorsi ed ebbi riconosciuto la verità di quella massima. patisce fame e sete. È esposto al caldo e al freddo. o strappati da parenti ostili!' E. Mahânâmo. Mahânâmo. si dispera: 'Quello che possedevo non c'è più!' Ecco la miseria delle brame. litiga la madre col figlio. con perfetta sapienza. ma. quella massima. o distrutti dal fuoco. Se invece si arricchisce. egli diventa accorato e triste. il mio cuore si lascia a volte influenzare da motivi di brama. e trova fuori dalle brame. sono queste le cinque facoltà del bramare. incitati e spinti da brame contendono i re con i re. presso Kapilavatthu.

non fate più del male e. cocenti sensazioni. con lance. Seniyo Bimbisâro. si spaccano le teste con le spade. Mahânâmo. fratello'. E ancora: mossi da brame essi agiscono male. mantenuto e determinato proprio da brame. E così s'affrettano incontro alla morte. di piede o di entrambi. Ma tutto ciò. 'Allora sapete se nel passato avete fatto male o siete rimasti senza nuocere?' 'Noi non lo sappiamo. In quel tempo. alle falde del Picco del Vate. violentano spose. ed esercitavano l'ascesi sempre ritti. ingannano. all'esaurimento della sensazione. alla Rocca Nera. il giacere in scorze. Mahânâmo. E i re li fanno arrestare e li condannano a pene e tormenti come frustate. e se un'altra parte resta da superare. cari fratelli.' Questo che ci dice. saccheggiano. 'Sapete forse come. ancora in questa vita. amputazioni di mano. intessuto di brame. parlano male e pensano in modo malvagio. il pezzo di moneta. estirpando le vecchie ed evitando nuove errate azioni. è miseria delle brame. il rullo. esercitate l'ascesi così. è miseria delle brame. si possa abbandonare il falso e guadagnare il bene?' 'Noi non lo sappiamo. la corrosione con liscivia. la veste di setole. Io replicai: 'Allora. non vi sarà più alcun influsso. la decapitazione. le aste ondeggiano. ho sempre presente l'intera chiarezza del sapere. la carne da amo. E si trafiggono con frecce." Una volta. si schierano sui due lati dell'ordine di battaglia o sulle fortificazioni.' Ed egli dice: 'Niganthâ! Voi nel passato vi siete comportati male e ora espiate ciò con questa amara ascesi di tormenti. è l'evidente tronco del dolore originato da brame. parole e pensieri. 'Sapete forse se una parte del dolore è superata. fratello'. 'Allora se non sapete tutte queste cose. ecco l'evidente tronco del dolore originato da brame. io soggiornavo a Râjagaham. cinti di faretra e arco. il raschiamento con conchiglie.Mahânâmo. bastonate. uomini sanguinari e delinquenti nati entrino tra di voi. lo sbranamento con cani. di conseguenza. impalamento da vivo. l'irrigazione di olio bollente. 'Allora sapete quali male azioni avete commesso?' 'Noi non lo sappiamo. potrebbe acquistare gioia perché lui sta meglio del mendicante Gotamo'. e così facendo. E ancora: mossi da brame essi si precipitano impugnando scudo e spada. e le frecce fischiano. la mano a fiaccola: il correre su aculei. il graticcio di paglia. si giunge all'esaurimento delle azioni e. rifiutando sedili e giacigli: e soffrivano dolorose. c'è il rischio che banditi. ma se è superato un pezzo del dolore si potrà superare tutto il dolore?' 'Noi non lo sappiamo. mantenuto e determinato proprio da brame. la corona di pece. i Niganthâ della grande setta dei Jainâ. dormo o veglio. di qui. cari fratelli voi sapete se siete già esistiti o no?' 'Noi non lo sappiamo. non si può acquistare gioia con gioia: con dolore si può acquistare gioia. le spade lampeggiano. Se fosse possibile acquistare gioia con gioia. pungenti. fratello'. essi pervengono dopo la morte a perdersi e soffrire. fratello'. amputazioni delle orecchie. all'esaurimento del dolore e. fratello'. E inoltre: sempre mossi da brame irrompono nelle case. comprende tutto. e noi lo approviamo e ne siamo soddisfatti'. Con l'esaurimento della sensazione ogni dolore sarà superato. la bocca di drago. ci sembra chiaro. intessuto di brame. E così si affrettano incontro alla morte. Non essendoci influsso. venivano molti Liberi Fratelli. rubano. del naso o d'entrambi: il caldaio di pasta. una sera. cari fratelli. professa illimitata chiarezza di sapere: 'Se vado o sto. dopo la meditazione io mi recai lì e dissi loro: 'Perché. il re del Magadhâ. Siccome ora controllate azioni.' 'Fratello Gotamo. vergate. E. e subite queste dolorose sensazioni?' Essi mi risposero: 'Il Niganthâ Nâthaputto sa tutto. sui pascoli del Picco dell' Avvoltoio. 25 .

fratelli. è libero da astuzia e simulazione. o iracondo e bestemmiatore. presso la città Sumsumâragiram. ed egli diventa impaziente e non accetta la lezione correttamente. Se un monaco non chiede d'essere ammonito. non è iracondo né divorato dall'ira. quattro tre. Ma quali cose si dimostrano sfavorevoli? Un monaco è maligno ed è da ciò motivato. non è stimolato da cattivi motivi. di ammaestramento. E inoltre. il re del Magadhâ o il mendicante Gotamo?' ' 'Forse. Ma quali cose. due o per un solo giorno?' 'Egli non può. non prende in considerazione solo ciò che ha dinnanzi agli occhi. posso sentirmi perfettamente non solo per un giorno e una notte. fratello. oppure è astuto e simulatore. o è ipocrita e invidioso. Contento si rallegrò Mahânâmo dei Sakki della sua parola. nel parco da selvaggina della selva Bhesakalâ. E l'onorevole Mahâmoggallâno così si rivolse ai monaci: "Se un monaco chiede di essere ammonito perché ne ha bisogno. questa è una cosa favorevole. E ancora: un monaco ad una ammonizione non riconosce d'aver errato. fratelli: un monaco ammonito scatta contro l'ammonitore. allora i fratelli dell'ordine possono ben ritenerlo meritevole di ammonizione. possono stimare una tale persona degna di familiarità. è come dici. Una volta l'onorevole Mahâmoggallâno soggiornava nel territorio di Bhaggâ. non offende chi l'ammonisce e non lo contraddice. Tutte queste sono cose sfavorevoli.' 'Io però. o è un collerico divorato dall'ira. non rivela fastidio. 26 . senza dire una parola. Majjhima Nikaya 15 Anumâna Sutta La misura Questo ho sentito. è libero da gelosia ed egoismo. cinque. Oppure un monaco fa il superbo e ingiuria il prossimo. non può'. sentirsi perfettamente bene per sette giorni e sette notti?' 'No. 'Può farlo per sei. perché ora devo chiedervi: 'Chi dei due sta meglio. E inoltre se è ammonito non scatta contro l' ammonitore. ma addirittura per sette giorni e sette notti. quella è una cosa sfavorevole. di ammaestramento. avversione e sfiducia: anche queste sono cose favorevoli. non ingiuria il prossimo. o è ostinato e vano. è privo di ostinazione e vanità. gli si riconoscono dei difetti. senza dir parola. senza muovermi. è libero da ipocrisia e invidia. e con lui ci si trova male. fratelli: sta meglio il re del Magadhâ o io?' 'Allora infatti l'onorevole Gotamo sta meglio del re del Magadhâ. si allontana dall'argomento e manifesta fastidio. non arraffa con ambo le mani e facilmente si fa distogliere: ecco altrettante cose favorevoli. avversione e sfiducia: ecco altre cose che sono sfavorevoli. e non cambia discorso. o lo offende. o lo contraddice. ammonito non nega d'aver sbagliato. o è geloso ed egoista. Che pensate. afferra con ambo le mani e difficilmente si fa distogliere: ecco ancora altre cose sfavorevoli.' Così parlò il Sublime. e gli trovano delle manchevolezze. ci sono cose a lui favorevoli. Ti preghiamo di rispondere alla tua stessa domanda. fratello. Un monaco non fa il superbo. ma con lui si sta bene.' 'Invece adesso voi dovete rispondere a questa domanda secondo il vostro parere: può il re del Magadhâ. oppure cambia discorso. non fa sentire irose parole: queste sono cose favorevoli. senza muoversi. e ancora. ammonito. non è iracondo né bestemmiatore. o si esprime con parole irose. E ancora.'Senza dubbio adesso gli onorevoli Niganthâ hanno parlato prematuramente e inconsideratamente. allora i fratelli dell'ordine possono ritenerlo a stento meritevole di ammonizione. fratello Gotamo. o si interessa solo di ciò che ha davanti agli occhi. è paziente ed accoglie la lezione in modo conveniente. o è iracondo e astioso. ma lasciamo perdere. sono favorevoli? Un monaco non è maligno. possono considerarlo non degno d'essere trattato con familiarità.

del desiderio. né iracondo nel parlare. L'animo suo è avverso allo sforzo e alla fatica. Ecco la seconda angustia. Egli. fiorente. E quali i cinque vincoli del cuore che costui ha reciso? Con la volontà s'è spogliato della brama. Lo stesso deve fare per l'insuperbirsi e l' ingiuriare il prossimo. alla maturità e allo sviluppo. Dubita della regola. Un monaco è incerto e dubita della dottrina. Deve decidere di non voler essere iracondo e bestemmiatore. di assopirsi nella comodità. una donna o un uomo. Al pasto ha mangiato tanto da soddisfare il suo stomaco. nel 27 . se il monaco nel suo esame non può più trovare in sé nessuna di queste dannose. della febbre e della sete. non ne ha fiducia. non si secca né si duole dei suoi fratelli dell'Ordine. Contenti si rallegrarono quei monaci per le sue parole. ne ha fiducia. dell'avidità. non ne ha fiducia. di non sviare il discorso saltando da una cosa all'altra. ma se non vede alcuna macchia né sporcizia. voglio diventare un dio!" Ecco i cinque vincoli che non sono stati recisi. e si compiace di sedere. se ne rallegra. monaci. dell'arsura. non dubita della regola. nel giardino di Anâthapindiko. Ma. di non negare d'aver sbagliato. serena consapevolezza di salute per mantenersi tale. se in essa scorge macchia o sporcizia. e. fratelli. Non dubita della dottrina. per tutte queste angustie di cui non s'è liberato. lotta per liberarsene. Lo stesso gli accade nel sentire e nel vedere. arraffatore con ambo le mani e difficile da distogliere. Così come quasi. cattive cose. del desiderio. Ecco la quinta. non mi è cara né gradita. allora egli ha da curare giorno e notte questo beata. ostinato e vanesio. Una volta il Sublime soggiornava presso Sâvatthî. Là egli si rivolse ai monaci: "Chi di voi. ad una ammonizione. non è costante. Ora. Majjhima Nikaya 16 Cetokhila Sutta Le angustie del cuore Questo ho sentito. non dubita della comunità. Ecco la terza. Deve impegnarsi. un monaco deve esaminare se stesso in questo modo: 'Una persona maligna che segue l'impulso di cattivi motivi. Così parlò l'onorevole Mahâmoggallâno. di non essere geloso ed egoista. avversione e sfiducia. è incline allo sforzo e alla fatica. Deve decidere di non ribellarsi a chi lo ammonisce. Ecco la prima angustia. cattive cose. Quali sono le cinque angustie che ha perduto? Non tentenna né dubita del maestro. è costante. prova a osservare in uno specchio o in una pura. Lo stesso è avvenuto nel sentire. Un monaco conduce una santa vita con l'intenzione di raggiungere qualche rinascita divina: "Con questi esercizi o voti. di giacere. nel vedere. di non contraddirlo. dell'avidità. mortificazione o rinuncia. ma se io fossi così. Ora. Ma se il monaco nel suo esame non può trovare più in sé nessuna di tutte queste dannose. un monaco che nota in sé tutte queste dannose. monaci.Ora. Ecco la quarta. di non offenderlo. astuto e simulatore. anch'io sarei malvisto e sgradito'. Quali sono i cinque affanni del cuore? Un monaco è incerto e dubita del maestro. non ha perduto le cinque angustie del cuore e non ne ha reciso i cinque vincoli non può certo in quest'Ordine giungere alla riuscita. E altrettanto deve fare per liberarsi da tutte le altre cose dannose che sono già state più volte enumerate prima. avvenente. ha perduto le cinque angustie del cuore e ha nettamente reciso i cinque vincoli del cuore. fratelli. il monaco deve decidere di non voler essere maligno né seguire l 'impulso di cattivi motivi. cattive cose. non è costante. Quali sono i cinque vincoli del cuore? Un monaco con la volontà non s'è spogliato della brama. Se non si comportasse così egli sa che si renderebbe antipatico e sgradito a tutti. né mostrare fastidio. nella selva del Vincitore. non è costante. allora egli ha da curare giorno e notte questo beato. or così appunto. chi di voi. Si secca e si duole dei suoi fratelli dell'Ordine. non è costante. Avendo capito ciò. sereno esercizio di salute. un monaco ha da esaminare se stesso così: 'Sono forse maligno e seguo l'impulso di cattivi motivi?' Se riconosce di esserlo egli deve lottare per liberarsi da queste cose cattive e dannose. per l'essere iracondo e divorato dall'ira. fratelli. non se ne fida. è avverso allo sforzo e alla fatica. fratelli. dell'arsura. ed è avverso allo sforzo e alla fatica. Dubita della comunità. cerca di eliminarle. perciò è avverso allo sforzo e alla fatica. di non essere ipocrita e invidioso. lucida superficie d'acqua l'immagine del proprio volto. limpida. fratelli. della febbre e della sete. interessato solo a ciò che è davanti ai suoi occhi. è abbattuto e angustiato. può in quest'Ordine ben giungere alla riuscita. giovane. alla maturità e allo sviluppo.

ancora privo del sapere. Un altro monaco vive in un'altra solitudine e non acquista il sapere di cui è privo. raggiunge l'incomparabile sicurezza. giaciglio e medicine. non lo acquista. Questo monaco. deve rendersene conto e deve. in compagnia di qualcuno. Majjhima Nikaya 17 Vanapattha Sutta Solitudine silvestre Questo ho sentito. nella Selva del Vincitore. non rimanere. E come quei pulcini che sono divenuti capaci di rompere il guscio e di liberarsi felicemente. capace di trovare l'incomparabile sicurezza.nutrirsi e nel compiacersi di comodità nel sedersi. lasciarlo e andarsene. non si raccoglie. capace di trovare l' incomparabile sicurezza. lasciare quella solitudine. deve allontanarsi da quella persona. fate attenzione. non raggiunge l'incomparabile sicurezza che cerca. monaci. dell'animo. l'inesausta mania non si estingue. non rimanere. e medicine per curarsi. e si rende conto che non acquista sapere. non estingue la mania. l'animo distratto non si raccoglie. vive nei dintorni d'un villaggio. Contenti si rallegrarono quei monaci della sua parola. nutrimento. Così. possano i miei pulcini. ne ha in abbondanza. e s'accorge che non acquista sapere. nutrimento. Inoltre ha condotto una santa vita senza l'intenzione di rinascere come un dio. Egli raggiunge il mirabile sentiero prodotto dall'intensità della costanza e dal raccoglimento della volontà. Una volta il Sublime soggiornava presso Savatthî. E questo monaco. ma ciò che serve a un asceta per vivere: vesti. l'animo distratto non si raccoglie. non estingue la mania. così appunto un monaco. divenuto quindici volte eroico. capace del risveglio. non raggiungo il sapere. acquista sapere. non rimanere. dopo un po'. non rimanere. Un terzo monaco vive solitario nelle selve. non andare via. è capace della liberazione. possano essi dunque felicemente liberarsi!". non andar via. estingue l'inesausta mania. Anche questo monaco deve. Egli allora deve rimanere tutta la vita in tale solitudine. col suo animo incline allo sforzo e alla fatica. come potrebbe non venire il desiderio: "Ah. invece. e ciò che serve a un asceta per vivere lo trova in abbondanza. della forza. Un altro monaco vive nella stessa situazione di solitudine già detta. deve rendersene conto. costante. nutrimento. nel giacere e nell' assopirsi. Eppure. estingue la mania. di giorno o di notte. Un monaco deve rendersene conto. sia giorno o notte. quindici volte eroico. Un monaco vive in compagnia di un'altra persona. alla maturità e allo sviluppo. e può in quest'Ordine ben giungere alla riuscita. o di una residenza. Un monaco vive in una solitudine silvestre e lì. Un monaco. ha nettamente reciso tutti i vincoli del cuore. non gli si estingue l'inesausta mania. non per il giaciglio. Là il Sublime si rivolse ai monaci: "Vi voglio spiegare le specie della solitudine silvestre. e ciò che serve a un asceta per vivere lo trova a stento. e ciò di cui un asceta si serve per vivere: vesti. giaciglio e medicine. rompere il guscio. egli non raggiunge l' incomparabile sicurezza che ancora non possiede. senza accomiatarsi. dell'esame e dell' eroismo. è capace della liberazione. non si raccoglie. nutrimento. non raggiunge la sicurezza. l'inesausta mania non si estingue e non raggiungo l'incomparabile sicurezza'. Così facendo. raccoglie l'animo. deve rimanere in questa solitudine per qualche tempo. non raggiunge la sicurezza. giaciglio e medicine per le malattie. capace del risveglio. Così parlò il Sublime. ma ciò di cui un asceta si serve per vivere: vesti. senza neppure accomiatarsi da colui col quale vive. gli perviene in modo stentato. con le zampe e col becco. raggiunge la sicurezza e riesce a procurarsi quanto gli serve di vesti. ma acquista il sapere che gli mancava. né per le medicine. non trova il raccoglimento dell'animo distratto. rendendosi conto di tutto ciò. o di una città. riesce a raccogliere l'animo distratto. lasciare questa solitudine. deve subito. mentre vivo qui in solitudine. Ed egli riflette: 'Io non ho lasciato la casa per l'eremo in cerca di vesti. deve andarsene. giaciglio. stenta a trovarlo. nel giardino di Anâthapindiko. e. 28 . a una chioccia che ha ben covato le sue uova.

raggiunge la sicurezza. che non pone piu' domanda. discordia. della fede. Un monaco che vive anche lui in compagnia d'un'altra persona e si accorge che acquista sapere. sollevo' i sopraccigli con tre rughe nella fronte e.Cosa conosce ed annunzia l'asceta? . A queste parole si volse uno dei monaci al Sublime e disse: . raggiunge la sicurezza. non aderiscono percezioni. Dopo queste parole si alzo' dal suo posto e rientro' nell'eremo. comunque anche determinate. torno' indietro. ne' eco. ivi incontro' il Sublime al quale parlo' cosi': . se non è mandato via. dell'ignoranza. Ora. il Sublime per nulla al mondo si turba. senza trattarne estesamente. quindi si reco' nella Grande Selva dove dimoro' sotto un gruppo di alberi di bilva fino al tramonto. presso la citta' di Kapilavatthu. Ora Dandapani.Che il conoscitore. o Signore. chi potrebbe ora trattare estesamente il contenuto di questa dottrina? E dissero tra di loro': l'onorevole Mahakaccano viene dal Maesro stimato e dagli intelligenti fratelli dell'Ordine onorato. questo annunzio. vengono totalmente disciolte. fece vedere la lingua. per tempo approntato. ha estirpato ogni disgusto e non brama piu' ne' esistenza. non deve andar via. fratelli. o monaco. nel parco dei fichi. 29 . e sarebbe bene in grado di trattare estesamente questa dottrina. deve rimanere per tutta la vita con quella persona. ci ha dato questo insegnamento in breve sunto. A tali parole il Sakko Dandapani abbasso' il capo. allora e' cio' appunto la fine degli attaccamenti del piacere. E il sublime. ando' via di la'. per nulla al mondo si turba. appoggiato al suo bastone. prese mantello e scodella e s'avvio' verso la citta' per l'elemosina. lite e contesa.Un monaco vive in compagnia di qualche persona e si accorge che acquista sapere. non andare via. Contenti si rallegrarono quei monaci per le sue parole. e ciò che serve a un asceta per vivere lo trova in abbondanza. menzogna e frode: cosi' queste dannose. si raccoglie. si cibo'. si rivolse ai monaci e racconto' loro il dialogo col Sakko Dandapani. non aderiscono percezioni: questo conosco. del dubbio." Così parlò il Sublime. come ha estirpato ogni disgusto e non brama ne' esistenza ne' non esistenza? .Se le percezioni di differenza. Un giorno soggiornava il Sublime nella terra dei Sakki. Dopo che l'ebbe ricevuta. Majjhima Nikaya 18 Madhupindika Sutta Il buon boccone Questo ho sentito. ne' non esistenza. fratello. e ciò che serve a un asceta per vivere lo trova a stento. per diporto era pervenuto nella Grande Selva. un principe Sakko. Allora quei monaci si dissero l'un l'altro: il Sublime. si presentano secondo la serie all'uomo e non vi trovano incanto. si raccoglie. della vanita'. del disgusto. cattive cose. estingue la mania. ne' appoggio.E come. Cosi' parlo' il Sublime. della sete. dell'infuriare della guerra. se ora dunque ci recassimo dall'onorevole Mahakacanno e lo pregassimo di esporcene il contenuto? Quei monaci si recarono dunque dall'onorevole Mahakaccano e gli esposero il breve sunto del Sublime pregando di esporre loro il contenuto. quando verso sera il Sublime ebbe finito la meditazione. estingue la mania. deve rendersene conto e deve rimanere per un po' accanto a quella persone.

ci si presenta in serie come percezioni di differenza nelle forme di tempi passati. mi si presentava il pensiero dell'insistere. limitano altri pensieri.Cosi' come. voi monaci. mi dicevo: 'Mi si sono presentati i pensieri dell'insistere. il largitore dell'immortalita'. io l'espongo estesamente cosi': Mediante la vista e le forme ha origine la coscienza visiva. quel che si sente si percepisce. del non danneggiare e del non infuriare. alla stessa stregua un monaco che s'e' imposta la sua educazione spirituale a poco a poco rendendosi familiare col corso di questa dottrina. fratello Kaccano. Anando. olfatto. distolgono dalla sapienza. presenti e futuri. discordia. ascoltate e fate bene attenzione. cosi' avete trascurato il Sublime ed aspettate da me la soluzione del tema. allora e' la fine dell'infuriare e versare sangue. o monaci. se non appare la percezione non appare la distinzione. Se le percezioni di differenza. Là il Sublime si rivolse ai monaci: "Una volta. si presentano in serie all'uomo e non vi trovano incanto. lo scopritore del contenuto. ne' eco. rallegrati dal discorso dell'onorevole Mahakaccano. Allora quei monaci. determinato da cio'. non appare la sensazione. portano turbamento. mi venne questo pensiero: 'Se io ora dividessi il mio pensare in due parti contrapposte?'. il danneggiare e l'infuriare si dissolvevano. dell'ignoranza. tuttavia l'onorevole Mahakaccano e' stimato dal Maestro.Allora. Lo stesso per l'udito. solerte. se non esiste vista. forma e coscienza visiva. Eppure. verita'. il gusto. se lo godesse. deve avere il corso di questa dottrina? . guerra. Contento si rallegro' Anando della parola del Sublime Majjhima Nikaya 19 Dvedhâvitakka Sutta Due specie di deliberazioni Questo ho sentito. limitano entrambi.Allora dunque. o Signore. il tatto. della fede. che penetrano nella coscienza visiva. Ora. serba il corso di questa dottrina col nome del buon boccone.Sapiente. allora non appariranno le percezioni di differenza presentantesi in serie. quel che si differenzia. l'Occhio.E' vero. il signore della verita'. anelavo solo ad esso. E vi era anche tempo perche' voi poteste interrogare il Sublime stesso e serbare questo oggetto conforme alla spiegazione del Sublime. non appare il contatto. tatto. quando ancora non avevo conseguito il pieno risveglio e. se non appare il contatto. nella Selva del Vincitore. gusto. Questa dottrina esposta in breve dal Sublime. provasse grato gusto e soddisfazione.Cosi' come. onorato dagli intelligenti fratelli dell'ordine. sono limitanti'. . e forte di scienza e' Mahakaccano: io stesso avrei spiegato l'oggetto precisamente cosi' ed e' cosi' che voi dovete serbarlo. se un uomo che cerca legno lo andasse a cercare nel fogliame di un grande albero. si recarono dal Sublime e ripeterono cio' che in tal modo era stato loro esposto dall'onorevole Mahakaccano. lite e contesa. del danneggiare o dell'infuriare. o fratelli. io considero come l'estesa esposizione di quella dottrina che il Sublime vi ha dato in breve compendio. ma essi limitano se stessi. della sete. da Bodhisatta. dunque e' bene il caso che egli esponga estesamente il contenuto di quella dottrina data in breve dal Sublime. comunque anche determinate. della vanita'. E mentre pensavo ciò l' insistere. del danneggiare o dell'infuriare. Una volta il Sublime soggiornava presso Sâvatthî. un uomo abbattuto da fame debolezza trovasse un buon boccone. santita'. divenuto cognizione. . o fratelli. menzogna e frode: cosi' queste cose dannose vengono totalmente disciolte. il Sublime e' il Conoscitore. il Vate. puo' ben trovare appagamento e conseguire tranquillita' di spirito. Cio'. A queste parole l'onorevole Anando si rivolse al Sublime cosi': . non conducono all'estinzione. Che nome. allora cio' e' appunto la fine degli attaccamenti del piacere. quando in questo sforzo serio. fratelli. quel che si percepisce si distingue. la combinazione delle tre origina il contatto. l'olfatto. ne' appoggio. Lo stesso per udito. impegnativo. dal contatto e' determinata la sensazione. nel giardino di Anâthapindiko. Ora. egli e' l'annunziatore. 30 . fratelli. E allora divisi da un lato il pensiero dell'insistere. il pensiero. pensiero. il Compiuto. se non appare la sensazione non appare la percezione. del disgusto. dunque. del danneggiare e dell' infuriare. Cosi' parlo' il Sublime. e dall'altro il pensiero del rinunciare. del dubbio. . quel che si distingue si differenzia..

dissipata la tenebra. Esausta è la vita. con la dissoluzione del corpo. la beata serenità libera di sentire e pensare. in pensieri. così fu la fine della mia vita.corpo. monaci. in sentita. non limita gli altri. duttile. non trovando in essa nulla di temibile. non lieta. ma continuassi a considerare ed esaminare a lungo tale decisione. unificato. poi di cento. è la terza conoscenza che avevo conquistata nelle ultime ore della notte. quarta contemplazione. parole. sopraterreno io vidi gli esseri sparire e riapparire. pensieri. Se considera e pondera di rinunziare. belli e brutti. conduce all'estinzione. . equanime. provai tale bene e male. Con l'occhio celeste. essi pervengono su buoni sentieri. questo è il suo annientamento e questa è la via che porta al suo annientamento. Quindi. Dopo il rigetto delle gioie e dei dolori. questo era il mio stato. compatto. questo il suo annientamento e questa la via che porta al suo annientamento'. nella prima contemplazione. ognuna coi propri contrassegni. solerte. Come quando un mandriano. questa la mia attività. perfetta purezza. Quindi. e il suo cuore è influenzato da tale decisione. ha accresciuto la decisione di insistere. chiaro cosciente. biasimano ciò che è salutare. Compresi conforme a verità: questa è la mania. così finì la mia vita. duttile. io pensavo e facevo le stesse cose. così dovevo fare anch'io bene attenzione alle mie cose. alla perdizione. acquistata la scienza. l 'unità dell'animo. Lo stesso accade se a lungo delibera e pondera di danneggiare o di infuriare: il cuore è influenzato da tali decisioni. due. Così riconoscendo. E mi ricordai di molte diverse anteriori forme di esistenza. felici e infelici. influenza la mente. savia. Se ora decidessi la rinunzia e la esaminassi di giorno e di notte. E io restavo. dell'esistenza. impegnativo. io mi dicevo: 'Ho deciso di rinunziare: ciò non mi limita. io riconobbi come gli esseri riappaiono sempre secondo le azioni. mentre io rimanevo in così serio. Così io mi ricordai di molte diverse anteriori forme d'esistenza.' Questa. incorruttibile. non limita nessuno. acquistata la luce mentre il mio sforzo continuava. 'Questi cari esseri sono certo non retti in azioni. io raccoglievo strettamente il mio cuore. inflessibile. stimano e fanno ciò che è retto. promuove la sapienza. influenza la mente. monaci. in un mondo celeste. purificato. placato il corpo. quattro. acquistata la conoscenza. dopo l' annientamento della letizia e della tristezza di prima. ognuna con le sue speciali relazioni. libero da scorie.Ciò che un monaco considera e pondera a lungo. in parole. provavo nel corpo la felicità di cui i santi dicono: 'L'equanime savio vive felice'. dopo la morte. avevo quel nome. volgari e nobili. dissipata l'ignoranza. 'Là ero io. raduna le sue mandrie. schietto. non biasimano ciò che è salutare. nata dal raccoglimento. dissipata l'ignoranza. Dopo il compimento del sentire e pensare io raggiunsi con l'interna calma. impassibile. ha accresciuto la considerazione del rinunziare. lontano da cose non salutari. rischiarato. questa la sua origine. cinque vite. venti. libero da scorie. 'Compresi conforme a verità: questo è il dolore. acquistata la luce. dissipata la tenebra. dopo la morte. quella la mia attività. dell'errore. nata da pace beata serenità. cinquanta vite. lo rafforzavo perché non si indebolisse. raccolto l'animo. compatto. trenta. nell'ultimo mese dell'estate. Questa è la seconda conoscenza che io avevo conquistata nelle ore mediane della notte. perché lo fa? Perché altrimenti il mandriano dovrebbe attendersi inconvenienti o perdite. essi giungono giù. fanno ciò che è dannoso. così vedendo. avevo questo nome. irremovibile. trapassato di là. schietto. operata l'opera. io entrai altrove di nuovo in esistenza: ora ero qua. quando la messe nei campi tutt'intorno è in piena maturazione. con la dissoluzione del . questa è la sua origine. In serena pace io restavo equanime. saldo. stimano ciò che è dannoso. disgrazie o danni: allo stesso modo io vidi la miseria. Con tale animo. il corpo si stancherebbe. Allorché in questo sforzo serio. io indirizzai l'animo alla cognizione dello sparire e apparire degli esseri. malleabile. di non infuriare. in autunno. provai tale bene e tale male. Quando un mandriano. compiuta la santità. terso. Con tale animo. impegnativo sforzo. purificato. mi si presentava la decisione di non danneggiare. e il suo cuore è influenzato da tale decisione. e l'utile effetto di ciò che è salutare nella rinunzia. quaranta. col corpo stanco il cuore s' infiacchirebbe. presente il sapere. Una vita. pensante. su cattivi sentieri. monaci. allorché in questo sforzo serio. io raggiunsi la non triste. in un mondo infernale. quando la messe è raccolta. Ferrea era però la mia forza. solerte. terso. il mio animo fu redento dalle manie del desiderio. Quest'altri esseri però che sono retti in azioni. 31 . nell'ultimo mese della stagione delle piogge. io l'avevo conquistata nelle prime ore della notte. io indirizzai l'animo alla memore conoscenza di anteriori forme di esistenza. quello era il mio stato. non porta turbamento. solerte. lontano da brame. Lo stesso accade per la deliberazione di non danneggiare e di non infuriare. e il cuore fiacco non favorisce il raccoglimento'. sollecita e spinge i buoi qua e là e li porta alle stalle. Questa prima conoscenza. non esiste più questo mondo. Ciò vidi io. incorruttibile. lo riunivo. mi si presentava la decisione di rinunziare. allora ha ripudiato quella del rinunciare. tre. appartenevo a questa famiglia. saldo. malleabile. poi delle epoche durante parecchie formazioni e trasformazioni di mondi. Sorse questa conoscenza: 'Nel redento è la redenzione. dieci vite. la seconda contemplazione. così raggiunsi la terza contemplazione. la sozzura di ciò che è dannoso. la bassezza. centomila vite. allora egli ha ripudiato la considerazione dell'insistere. monaci. lo placavo. Con tale animo io indirizzai l'animo alla cognizione dell'estinguersi della mania. impegnativo. savio. Se considera e pondera di insistere. deve guardare le sue mandrie e fare bene attenzione nel bosco come sul prato. mille. Ciò che un monaco considera e pondera a lungo. appartenevo a quella famiglia.

per non diventare negligenti. non potrebbe sopravvivere. falsi sforzo. Così come una donna o un uomo giovani. vederle disperdersi. si dissolvono. favorevole. immagini di brama. si calma. deve di tempo in tempo tenere presenti cinque specie di idee. Nel farlo esse scompaiono. di avversione e di accecamento. Così facendo si disperdono. e un cert'uomo che volesse il male dei selvatici. monaci. Così parlò il Sublime. Così facendo egli le vedrebbe sparire. e facendo ciò sorgono in lui deliberazioni nocive e indegne. il cuore gli si rinsalderebbe. così un monaco con un'idea degna e valida può scacciarne un'altra nociva e indegna. allora egli deve considerare la miseria di tali deliberazioni indegne. si dissolvono le deliberazioni nocive e indegne. l'andare verso la palude indica l'ignoranza. alcuna attenzione. I valichi verso la palude indicano il piacere della soddisfazione. dovrebbe nel considerarne la miseria. nella Selva del Vincitore. ho indicato la via sicura. parola. e il cuore si rinsalda. la via errata. Là il Signore si rivolse agli uomini: "Chi tende all'alto. azione. indica il Compiuto. sapere e raccoglimento. e là vuoti eremi. Se in costui. false conoscenza. diverrebbe unito e forte. per non dovervene poi pentire: questo è il nostro precetto. Se in costui. a una immagine degna. monaci. dannose. immaginidi brama. alla salvezza. ed ho sbarrata la via maligna. intenzione. indegne. può chiudere gli occhi o guardare altrove. impietosito per il branco. Se nel farlo sorgono ancora in lui deliberazioni nocive e indegne. e lasciasse aperta la via sbagliata che conduce alla palude e là li facesse finire: allora il grosso branco presto sparirebbe. il grosso branco di selvatici indica la comunità dei viventi. immagini di brama. allora il monaco deve passare a un'altra idea. E così. è il contrario dell'ottuplice sentiero ossia falso sentiero. crescerebbe. E la via sicura che è favorevole. sorgono altre deliberazioni nocive e indegne. e. egli deve farle svanire una dopo l'altra. allo stesso modo un monaco che nel suo sforzo di elevarsi vedesse sorgere ancora in lui deliberazioni nocive e indegne. avendole superate. che provocano dolore. Così come un abile muratore o garzone muratore con un cuneo sottilepuò estrarre e espellerne uno grosso. quantunque egli non conceda a quelle considerazioni alcun senso. l'uomo malvagio indica la natura maligna. avendole superate il suo cuore si rinsalda. che tramasse contro di essi perdizione e danno. che pensasse al suo bene e alla sua salvezza. ho impedito l'andare nella palude. Mentre lo fa le deliberazioni si 32 . diviene unito e forte. diventa unito e forte. dissolversi.Così come se un grosso branco di selvatici di una boscosa valle fosse giunto ad un vasto suolo paludoso. ho sprangato i valichi che portano alla palude. Operate contemplazione. il Santo. monaci. sorgono ancora altre considerazioni nocive. di avversione e di accecamento. Se un monaco concepisce o si raffigura un'idea. immagini di brama. cosicché l'intimo cuore si rinsalda. per questo sbarrasse loro la via sicura. monaci. in serie. giusta da percorrere. che porta alla salvezza indica il santo sentiero ottopartito. mosso da compassione. Se invece un altro uomo. Qui. monaci. deve ai discepoli. lieta da percorrere. Contenti si rallegrarono i monaci per le sue parole. alcuna attenzione. fiorirebbe e prospererebbe. fiorenti. Majjhima Nikaya 20 Vitakkasanthâna Sutta Svanire delle deliberazioni Questo ho sentito. diviene unito e forte. Questo che vi ho fatto è un paragone il cui senso è questo: il vasto suolo paludoso indica il desiderio. per amore e simpatia. sprangasse i valichi verso la palude e allontanasse di là gli animali: allora il branco si salverebbe. altrettanto può un monaco non concedere a quelle considerazioni alcun senso. perfetto Svegliato. alcuna attenzione. si calmerebbe. monaci. Ciò che un maestro. avversione e accecamento. egli non deve concedere loro alcun senso. mentre considera la miseria di quelle deliberazioni. indicasse la via verso la salvezza e sbarrasse l'altra via. nel giardino di Anâthapindiko. Nel farlo esse si disperdono. Una volta il Sublime soggiornava presso Sâvatthî. di cane o una carogna umana. le immagini di brama. Così come un uomo di buona vista che non voglia badare a fenomeni penetranti nel suo spazio visivo. voi lo avete da me ricevuto. vi invitano gli alberi. e. vita. Ma l'uomo pietoso che pensa al bene. avvenenti potrebbero spaventarsi se fosse loro legata al collo una carogna di serpe. diavversione e di accecamento. si calma. favorevole. di avversione e di accecamento. si calma.

" E ora il Sublime si rivolse ai monaci: "Una volta i monaci mi venivano incontro con fiducia. Mentre lo fa le cattive deliberazioni scompaiono e. lasciato la casa per l'eremo?" Avendogli Moliyaphagguno risposto di sì. le fa svanire una dopo l' altra. e. monaci. egli deve. se. respinto i vincoli. si calma. Egli ha spento la sete. deve farle sparire una dopo l'altra. voglio rimanere amichevole e compassionevole. nella Selva del Vincitore. Fate anche voi come me. E. forza e benessere. con la volontà domina l'animo. si dissolvono. diviene unito e forte. devi smettere di reagire e devi ben esercitarti così: 'Non deve l'animo mio essere turbato. prendesse le redini con la sinistra. Lo stesso se qualcuno vuole biasimarti. diviene unito e forte. così facendo. comprimere e abbattere l' animo. reagiva subito con un rimprovero. Così come se un uomo camminasse in fretta e gli venisse il pensiero: ' Perché sto camminando in fretta? Voglio andare più adagio '. Il Sublime gli chiese: "Non hai tu dunque. poiché le ha superate. la frusta nella destra. mentre egli fa svanire una dopo l'altra quelle deliberazioni. e un maestro dell'arte di guidare. pensasse: ' Perché sto in piedi? Mi siederò '. le immagini di brama. ti gettasse pietre. in serie. e io mi rivolgevo ad essi dicendo: 'Io prendo solitario pasto. in uno di voi. Costui. e." Così parlò il Sublime. ti colpisse con spade. e ancora lo stesso se qualcuno ti battesse con pugni. e. lo abbatte. non concede a quelle deliberazioni alcun senso. nel raffigurarsi un'idea. Phagguno. E. tirasse loro pietre. essendo fermo. Il Sublime allora chiese a un monaco di andare da Moliyaphagguno e di dirgli che desiderava vederlo. gli venisse il pensiero: ' Ma perché cammino anzitutto? Voglio rimanere fermo '. sorgono deliberazioni nocive e indegne. poiché egli le ha superate. tutte le decisioni volgari. E. Una volta il Sublime soggiornava presso Sâvatthî. con animo amorevole. all'imbocco di quattro strade. si rinsalda l'intimo cuore. fosse pronto un eccellente attacco. dovrai evitare tutti i moti volgari. Contenti si rallegrarono i monaci della sua parola. quale deliberazione non vuole. di avversione e di accecamento si disperdono. senza segreta malizia'. e. come un nobile figlio mosso da fiducia. Perciò se anche qualcuno in tua presenza battesse con pugni quelle monache. pensasse: ' Perché dovrei solo sedermi? Mi voglio distendere '. Quale deliberazione vuole. Moliyaphagguno rispose che sì. e dovrai esercitarti nel modo che ti ho detto. con la volontà. si dissolvono. monaci. essendo seduto. conservo salute e freschezza. egli. esse. le deliberazioni nocive e indegne. E a quei monaci non occorreva altra esortazione da me. Proprio allora l'onorevole Moliyaphagguno si tratteneva in un momento inopportuno in compagnia delle monache. immagini di brama. nel concepire un'idea. era vero. il Sublime continuò: "Non sta bene che tu abbia fatto ciò che mi è stato riferito. con la completa conquista della mania ha messo fine al dolore. quella avrà. di avversione e di accecamento ed egli passa ad un'altra immagine degna. se. e ne avrete gli stessi benefici'. e andasse come gli pare e piace qua o là: così appunto quei monaci non avevano 33 . si sedette accanto e gli riferì l'accaduto. indispettito e irritato. il Sublime gli disse ciò che gli era stato riferito e gli chiese se era vero. viene chiamato signore sulle specie delle deliberazioni. solo il loro sapere era da svegliare. ne sorgono delle altre. fornito della relativa frusta. Majjhima Nikaya 21 Kakacûpama Sutta Il paragone della sega Questo ho sentito. mentre va più adagio. un esperto auriga. validità. quella non l'avrà. a dispetto del suo disprezzo e rigetto di quelle considerazioni. reagivano allo stesso modo. nel giardino di Anâthapindiko. alcuna attenzione. a denti strette e lingua aderente al palato. lo salutò riverentemente. E se si distendesse egli avrebbe tralasciato i movimenti più accentuati e avrebbe progressivamente attuato quelli meno accentuati. sottoporre. se qualcuno dei monaci biasimava davanti a lui quelle monache. e. Allora un monaco si recò dal Sublime. le colpisse con spade allora tu. lo comprime. Quando egli giunse. si calma. a denti stretti e lingua aderente al palato. nessuna parola cattiva deve sfuggire dalla mia bocca. sorgono ancora in lui deliberazioni nocive e indegne. ugualmente indispettite e irritate. qualcuno dei monaci biasimava l'onorevole Moliyaphagguno davanti alle monache. Se ancora una volta. Come se sopra un buon terreno. si rinsalda l'intimo cuore. ti bastonasse con mazze. Se dunque. le battesse con mazze.disperdono. salisse su questo carro. se poi egli considera la miseria di quelle deliberazioni. alo stesso modo un monaco.

Vi sono cinque specie di modi di parlare che le persone che vi stanno davanti possono usare: tempestivo o intempestivo. monaci. almeno una volta. e per questo diviene mite. non vi si può disegnare una figura. Però un monaco che stima. Con una pietra o un bastone non potrebbe assolutamente!' "O ancora. ben cresciuti. a irradiare il mondo intero con animo amorevole. monaci. Vi sembra possibile?" "Certamente no. ma se i modi sono sgraditi deve ugualmente mostrarsi dolce. mite e pacifico. nelle vicinanze d'un villaggio o d'una città. Vi fu un altro duro scontro verbale. Come se. E dovete esercitarvi a irradiare la persona che vi sta davanti con animo amorevole. per quanta fatica e impegno quell'uomo possa metterci. con animo ampio. brava gente. civile o villano. dicendo più volte: 'Senza terra devi tu divenire.certamente tale selva giungerebbe alla riuscita. a rimanere amichevoli e compassionevoli. e gemendo si lamentava: 'Guardate. perché non sarebbe mite se nulla gli fosse offerto. di un modo di parlare che ora non potreste sopportare?" "Veramente no. immensa. morbido. ma nasconde solo internamente la sua bile. curasse attentamente i tronchi diritti.' Potrebbe?" "Certamente no. afferrò il paletto della porta e glielo tirò sulla testa. La serva Kâlî. furiosa. elemosine. mettere la mia padrona alla prova!' La serva allora. siate costanti in ciò che è salutare. manesca è la massaia Vedehikâ!' Così. ma voi monaci dovete ben esercitarvi nel modo che poc'anzi vi ho indicato. Kâlî si alzò ancora più tardi di prima. cominciando da quella. a non lasciar sfuggire dalla bocca nessuna cattiva parola. monaci. sensato o insensato." "Così appunto le persone possono servirsi di cinque modi di parlare [impossibili da eliminare]. incollerita e sdegnata. La padrona le chiese come mai. perché così anche voi. con la testa rotta. dipingere un quadro. La padrona. e scavasse qua e là. giungerete alla riuscita. svolgeva bene le sue diverse faccende. medicine. amorevole o maligno. in questo ordine. senza segreta malizia. Come se arrivasse un uomo provvisto di lacca o curcuma. profondo. o ne è priva? Forse io faccio tutte le mie faccende così bene che la padrona non può mostrare il brutto carattere che ha? Voglio proprio. e si alzò ancora più tardi. vi fosse un fitto bosco pullulante di arbusti di ricino. Come se arrivasse un uomo provvisto di zappa e cofano e dicesse di voler sterrare l'intera terra." " Così appunto le persone possono servirsi di cinque modi di parlare. Io non chiamo mite il monaco che diviene mite. non la si può sterrare per quanto quell'uomo voglia affaticarsi e darsi da fare. privo di rabbia e rancore. e dicesse: 'Riporterò in vita e in forza questa pelle di gatto. corse dai vicini. e arrivasse un uomo con una pietra o un bastone. Così devono esercitarsi i monaci a sopportare. con le sopracciglia corrugate replicò che invece a lei importava.' Cosa ne pensate? Potrebbe forse quell'uomo sterrare la terra?" "Certamente no. ben conciato. con animo amorevole. in caso di malattia. alla maturità e allo sviluppo: così anche voi. il mattino seguente. con animo amorevole. se briganti e assassini con una sega da alberi vi staccassero articolazioni e membra.' E alla massaia venne ora una brutta fama: 'Violenta è la massaia Vedehikâ. che guadagna mitezza se gli vengono offerte vesti. e uno si impietosisse degli alberi e si mettesse a prendersene cura: tagliasse i tronchi curvi e secchi. Essa. alla maturità e allo sviluppo. E dovete esercitarvi a irradiare chi vi sta davanti. smisurato. guardate cosa passa una serva sotto un stimata padrona. Ma la serva volle mettere la padrona a più forte prova. e riuscirete. a non lasciar sfuggire dalla bocca nessuna cattiva parola. aveva una serva di nome Kâlî che. accade che un monaco è dolce. dipingerò un quadro'. rimuovesse qua e là. mite e pacifico quando lo toccano modi di parlare graditi. con animo amorevole. monaci. indaco o carminio. Signore! Il cielo è informe. giaciglio e.' Vi pare che ci riuscirebbe?" "Certamente no. a rimanere amichevoli e compassionevoli. Il Gange è profondo. lesta e diligente. Di questo insegnamento col paragone della sega vogliate voi spesso ricordarvi. siate costanti in ciò che è salutare. e dicesse: 'Io disegnerò nel cielo delle figure. conveniente o sconveniente. Per vedere fino a che punto la padrona avrebbe davvero perso la pazienza.bisogno di alcuna esortazione da me: solo il loro sapere era da svegliare. monaci. privo di rabbia e rancore. li portasse via e tenesse netta la selva ben diboscata. che godeva buona fama d'essere mite e pacifica. grondante sangue. senza segreta malizia. rinnegate il dannoso. profondo. e dicesse: 'Con questa fascina accesa farò evaporare il Gange. Oppure se vi fosse un mantice di pelle di gatto. quindi voi. Come se arrivasse un uomo provvisto di un fascio di paglia acceso. Signore!" 34 . illimitato. con animo ampio. della pacifica. completamente. Signore! La terra è ben profonda. chi per questo provasse furore non adempirebbe il mio insegnamento. monaci. cominciando da quella. Le persone possono parlare in tutti questi modi. quello io lo chiamo mite. dovete ben esercitarvi a non esserne turbati. rinnegate il dannoso. e poi. esasperata. La serva rispose che a lei non importava. onora e pregia la verità. si alzò a giorno fatto. non ci riuscirebbe mai. Una volta viveva qui in Sâvatthî un massaia di nome Vedehikâ. l'opera della mite. illimitato. a irradiare il mondo intero con animo amorevole. ma voi monaci dovete ben esercitarvi nel modo che vi ho già indicato. Perciò. Alla serva venne un dubbio: 'La mia padrona gode certo di buona fama. invisibile. Sapete. La massaia. Quindi voi monaci dovete ben esercitarvi a non essere turbati. e poi.

anche uomini vani che apprendono la dottrina. gia' cacciatore di avvoltoi. a punte di lance.Non parlare cosi'. Quando fu al Suo cospetto. Ora.Cosi' e' sicuro: io. fratelo Arittho. che quelle azioni designate dal Sublime come dannose. che quelle azioni designate dal Sublime come dannose. che tu hai concepito tale falsa opinione: cosi' comprendo io la dottrina annunciata dal Sublime. . a paglia infiammata.* Ma Arittho il monaco. o Signore. Inappaganti sono le brame. a visioni di sogno. simili a fauci di serpi sono le brame. dunque. voi monaci.Cosi' intendo io la dottrina annunziata dal Sublime. a frutti d'albero. Majjhima Nikaya 22 Alagaddupama Sutta Il paragone del serpe Questo ho sentito. a carboni accesi. ha detto il Sublime. o uomo vano. ammonito ed ammaestrato.Bene. non e' bene correggere il Sublime. Avutane conferma. fratello Arittho. piene di spasimo. aveva manifestato la seguente falsa opinione: . gli parlo' cosi': . . In quel tempo un monaco a nome Arittho." Così parlò il Sublime. Contenti si rallegrarono i monaci delle sue parole. ed esposto che esse riescono necessariamente di danno a chi le fa? Ed il Sublime si volse ai monaci: . Allora il Sublime disse ad uno dei monaci di chiamare il fratello Arittho. di salute. si recarono dal Sublime. ed esse riescono necessariamente di danno a chi le fa. bene che voi comprendiate cosi' l'annunziata dottrina. Ma vi sono. uomo vano. Ora venne a molti monaci agli orecchi cio' che Arittho diceva. come l'intende questo monaco Arittho. piene di dolore. sebbene cosi' sollecitato. piene di spasimo: la miseria prepondera. essi non ricercano con sapienza il senso della dottrina: 35 .Comprendete anche voi. o monaci. piene di spasimo: la miseria prepondera. Ad ossa spolpate ha paragonato il Sublime le brame: a brani di carne. ad accattonaggio. gia' cacciatore di avvoltoi. che malintesamente ci corregge e scava a se stesso la fossa e si crea grave danno? ."Perciò. si tenne tenacemente fermo nella sua opinione. vennero spiegate dal Sublime le azioni dannose. voi monaci. la miseria prepondera. l'annunziata dottrina cosi'. quantunque abbiano appreso la dottrina. non riescono necessariamente a danno di chi le fa. Inappaganti sono le brame.Non cosi' o Signore! In varia guisa il Sublime ci ha ben spiegato le azioni dannose ed esposto come esse necessariamente riescono di danno a chile fa.E' vero Arittho. che io abbia annunziata una tale dottrina? Non ho io. gli si volsero. quando i monaci videro che non potevano distogliere Arittho dalla sua falsa opinione.Da chi tu dunque. hai sentito. In varia guisa. Una volta soggiornava il Sublime presso Savatti. lo ammaestrarono: . non riescono necessariamente di danno a chi le fa? . ha detto il Sublime. gli parlarono. ricordatevi spesso di questo insegnamento col paragone della sega: esso vi riuscirà largamente di bene. gli dissero delle false opinioni di Arittho e di come essi avevano tentato di distoglierlo. comprendo la dottrina in questo modo. in varia guisa spiegato le azioni dannose. andarono presso di lui e gli chiesero se era vero che egli avesse concepito tale falsa opinione. non puo' il Sublime aver detto cio'. non correggere il Sublime. piene di dolore. piene di dolore. nella selva del Vincitore. a tagli di spade. quei monaci vollero distogliere Arittho dalla sua falsa opinione.

dogmi e sistemi. monaci? Quest'uomo con tale agire tratterebbe forse convenientemente la zattera? . sentito. persistente. al distacco da ogni attaccamento alla vita. un uomo viene in questo stato d'animo: Io l'ho perduto. Lo scopo. o monaco. non lo posseggo piu'! Oh l'avessi io di nuovo! Ah. voi monaci. ma scorgono lo scopo delle dottrine che. cerca serpi. non per questo l'uomo avrebbe da temere morte ne' mortale dolore. si batte gemendo il petto e cade in disperazione. persistente. o monaco. al braccio o in un altro membro.Se quest'uomo salvato. voglio mostrarvi la dottrina. cio' diverro' io dopo la mia morte. imperituro.disse il Sublime . io ho esposto la dottrina come zattera. Se quest'uomo pensasse: se io ora raccogliessi canne e tronchi. sicche' l'uomo ne patirebbe la morte o mortale dolore. estraneo alla dottrina. o monaco. la dottrina che insegna: cio' e' il mondo. voi monaci. 36 . certo cosi' io rimarro'. immutabile.Puo' forse sopravvenire irragionevole tremore per ragioni esteriori? . . cio' non sono io. esce per serpi. voi monaci. Essi non imparano le dottrine se non per poter esprimere su di esse discorsi ed opinioni. e non vi fosse nessuna barca per il traghetto. E' come se. perche' essi hanno afferrato male le dottrine. eterno. un uomo che brama serpi.Ma puo'. taccio l'ingiusto. non l'otterro' mai piu'! Egli e' triste. perche' hanno afferrato bene le dottrine. la riva di la' sicura e senza pericoli. eterno.Sei false dottrine. costruita la zattera. foglie e fascine e costruissi una zattera e mediante questa tragittassi sull'altra riva? E. le distinzioni. . tratterebbe convenientemente la zattera. Essi non imparano le dottrine solo per poter esprimere su di esse discorsi ed opinioni. la riva di qua piena di pericoli e paure. cio' non e' me stesso. esce per serpi. raggiunto. voi monaci. di tutte queste cose egli ritiene: cio' non mi appartiene. perche' egli ha afferrato bene il serpe. A queste parole si volse uno dei monaci al Sublime: . considera il corpo. Cosi' come se un uomo in cammino pervenisse ad una grande distesa d'acqua. trovasse un possente serpe e con un bastone forcuto lo abbattesse quindi lo pigliasse stretto per il collo: anche se il serpe col suo corpo avvinghiasse mano o braccio od altro membro dell'uomo. Cosi' o monaco. cio' che e' visto. quello debbo discuterlo con voi affinche' vi siano monaci bene istruiti. sopravvenire irragionevole tremore per ragioni interiori? . Egli sente dal Compiuto o da un discepolo l'annunzio della dottrina.disse il Sublime .per esempio un uomo crede: cio' e' il mondo. riescono loro largamente di vantaggio.per esempio. eternamente eguale. cio' e' l'anima. non l'otterro' mai piu'! Ed egli non e' triste. e se io ora posassi questa zattera sulla riva o la gettassi nell'onda e me ne andassi dove voglio.Puo' essere. non si lagna. tragittato. si lagna. riconosciuto. o Signore. cessa irragionevole tremore per ragioni esteriori. Ma vi sono. sopravviene irragionevole tremore per ragioni esteriori. voi monaci.E puo' forse. esaminato. atta a salvarsi. immutabile. voi monaci. cessare irragionevole tremore per ragioni esteriori? . Cosi' o monaco. la sensazione. L'esperto santo uditore pero'. pensato. e me ne andassi dove voglio. cio' e' me stesso. o Signore! . o Signore. Voi che il paragon della zattera bene intendete anche il giusto. anche nobili figli che apprendono le dottrine e ricercano con pazienza il senso delle dottrine. cio' che voi del senso del mio discorso intendete. A costoro le male apprese dottrine riescono largamente di danno e di dolore. cio' e' l'anima. E' come se. che distrugge dalle fondamenta ogni attaccamento e soddisfazione in false dottrine. o monaci. l'avessi io di nuovo! Ah. nessun ponte. un uomo che brama serpi. Come zattera. essi non lo scorgono.disse il Sublime . non si batte gemendo il petto e non cade in disperazione. trovasse un possente serpe e l'afferrasse per il corpo o la coda: il serpe si scaglierebbe su di lui e lo morderebbe alla mano. di salute. . . cio' diverro' io dopo la mia morte. la percezione. cio' sono io . certo cosi' io rimarro'. cerca serpi. eternamente eguale.un uomo non viene in questo stato d'animo: Io l'ho perduto. Ascoltate e fate bene attenzione. . lasciare dovete. con tale agire veramente. tragittasse in salvo sull'altra riva e pensasse cosi': carissima mi e' veramente questa zattera che mi ha portato in salvo sull'altra riva.per cui le dottrine non forniscono loro alcun sapere. dei nobili inconsapevole ignaro ed estraneo alla dottrina dei nobili. che mena alla distruzione di ogni esistenza. non a tenere.Puo' essere. riflettesse cosi': carissima mi e' veramente questa zattera che mi ha portato in salvo sull'altra riva. Considerando cosi' le cose egli non conosce alcun irragionevole tremore. atta a salvarsi. e se io ora mi ponessi sul capo questa zattera o me la caricassi sulle spalle. quello serbate fedelmente. non a tenere. . in questo modo.Puo' essere. o monaci.Certamente no. ricercato nello spirito. ahime'. ahime' non lo posseggo piu'! Oh. o monaci. ma cio' che non intendete. ignaro. In questo modo. che pensate voi di cio'. Percio'. di tutte queste cose egli ritiene: cio' mi appartiene. e queste forniscono loro il sapere. per cui apprendono le dottrine. imperituro. affranto. vi sono: l'inesperto uomo comune dei santi inconsapevole. non affranto.

Cosi' o monaco.Puo' essere. anche io non conosco una tale fede.Bene. Cosi' vedendo. delle sensazioni. imperituro. esistesse. si puo' di esso con diritto dire: cio' mi appartiene. Se l'Io stesso. la percezione. la sensazione. Esausta e' la vita.E puo' forse. Egli e' triste. Signore. Nel redento e' la redenzione. anche io non conosco un tale bene. eterno. o Signore. o Signore! . si lagna. all'estinzione. .Si. voi monaci. conseguire un bene. eternamente eguale. l'esperto santo uditore. alla dissoluzione. dell coscienza. Signore! . Cosi'. voi monaci. il corpo. Sganciato. voi monaci. tutte sono da considerarsi. Potete. Signore. .Veramente no. Strappatore della Freccia. certo cosi' io rimarro'. o monaco. ahime'! non saro' piu'. non si batte gemendo il petto. se un uomo crede in false dottrine. sono mutabili o immutabili? . o Signore! . ma poi sente dal Compiuto o da un discepolo l'annunzio della dottrina che distrugge dalle fondamenta ogni attaccamento e soddisfazione in false dottrine. dolore. Sazio. o monaci. non e' cio' o monaci. lontane e vicine. il cui possesso rimanga imperituro. che n'e' del dogma che insegna: cio' e' il mondo. o Signore! . Un tale monaco viene allora chiamato Scardinatore. aderenti ad una fede in immortalita'. per la quale il fedele venga redento da affanno. un tale bene? . percezioni. tutto cio' che v'e' del corpo. 37 . miseria.Mutabili. Ed egli non e' triste. non si lagna. o signore. della percezione. eterno.Ma cio' che e' mutabile.Bene. Siete voi forse.Siccome ne' l'Io. esistesse. grosse o fini. ne' il Proprio puo' veramente e realmente essere conseguito. persistente. conforme a verita'. potrebbe allora anche darsi un: Me Stesso? . cio' e' me stesso? . cio' non sono io. Distaccato. della sensazione.Certamente. cosi': cio' non mi appartiene.all'annientamento della sete di vivere. proprie od estranee. distinzioni. doloroso. cio' e' l'anima. o monaco. . sopravviene irragionevole tremore per ragioni interiori. anch'io non conosco una tale scuola.Veramente no. rinunzia.Veramente no. non esiste piu' questo mondo. Seguite voi forse una scuola mediante la quale il seguace venga preservato da affanno. diviene sazio del corpo.Veramente no. cio' diverro' io dopo la morte. operata l'opera. voi monaci. caduco. Colmatore della Fossa. si redime. volgari o nobili. io finiro'. e percio' egli non viene in tale stato d'animo: Io periro'. voi monaci. non affranto. delle distinzioni. strazio e disperazione? . immutabile. coscienza. alla fine della manìa. eternamente uguale e costante? Conoscete. Percio' o monaci. cio' sono io. Con la rinunzia. con perfetta sapienza. affranto.Doloroso. la coscienza. miseria. io finiro' ahime'! io non saro' piu'. cessare irragionevole tremore per ragioni interiori? . non cade in disperazione. o Signore. una ben maturata dottrina di stolti? Che pensate. questa cognizione sorge.Bene. immutabile.Ma cio' che e' mutabile.Se il Proprio. . compiuta la santita'. Allora egli viene in tale stato d'animo: Io periro'. voi monaci. strazio e disperazione? . cio' non e' me stesso. e' doloroso o piacevole? . le distinzioni. dolore. voi monaci. passate presenti e future. potrebbe allora anche darsi un: a me proprio? . si batte gemendo il petto e cade in disperazione. persistente. cessa irragionevole tremore per ragioni interiori. comprende egli allora.

Or cosi' appunto. E perche' Sganciato? Dal monaco i cinque vincoli vengono rinnegati. 54 Majjhima Nikaya 23 Vammika Sutta Il formicaio 38 . futilmente. stroncata dalle radici. scaricati di brama. Che pensate. ho esposto e svelato la verita'. se un uomo portasse via. egli non si disgusta. alcuni asceti e brahmani accusano irragionevolmente. voi monaci. questi si affrettano verso il pieno risveglio. cio' vi riuscira' largamente di vantaggio. Me. E perche' Distaccato? Dal monaco la vanita' dell'Io viene rinnegata. E per coloro che hanno raggiunto lo scopo non vi e' piu' girare. E perche' Strappatore della Freccia? Dal monaco la sete di vivere viene rinnegata. viene rinnegato.E perche' no? . stroncata dalle radici. cosi' che essa non puo' piu' germinare ne' svilupparsi. non ardiscono avvicinarlo nemmeno gli dei Indra. io annunzio soltanto una cosa: il dolore e l'estirpazione del dolore. ci brucia. che cosi' parlo. ne' si allegra o si esalta. ci tratta a suo piacimento? . ramoscelli e foglie. inclini alla dottrina. Cosi'. perseguono ed attaccano il Compiuto. percio' mi fanno essi qui tali onori. ne' si sdegna.Veramente no. fatti simili a ceppo di palma. rinunziate a cio' che non vi appartiene. la coscienza. Contenti si rallegrarono quei monaci sulla parola del Sublime. fatta simile a ceppo di palma. cosi' che essa non possa piu' germinare ne' svilupparsi. avversione ed errore. a cio' che non vi appartiene. voi monaci. cosi' che essi non possono piu' germinare ne' svilupparsi. E perche' Colmatore della Fossa? Perche' da questo monaco il mutevole mondo delle nascite. lodano. tutte queste non vi appartengono: rinunciatevi. gravido d'esistenza. di salute.E perche' Scardinatore? Perche' da questo monaco viene abbattuta l'ignoranza. cosi' che essa non puo' piu' germinare ne' svilupparsi. bruciasse o a suo piacimento o trattasse cio' che in questa selva del Vincitore e' sparso di erbe e fascine.Non e' certo cio' il nostro Io o Proprio! . allora il Compiuto pensa cosi': perche' questo e' stato gia' prima pensato. stimano ed onorano il Compiuto. stroncati dalle radici. Se quindi gli uomini biasimano. a torto cosi': Un distruttore e' l'asceta Gotamo. e cio' sara' per voi largamente di vantaggio. falsamente. pensereste voi forse: costui ci porta via. Il monaco cosi' redento d'animo. coloro che hanno spezzato i cinque vincoli si estinguono per non tornare piu' in questo mondo: coloro che hanno spezzato i tre vincoli. voi monaci. cosi' insegno. egli non si allieta. E cos'e' che non vi appartiene? Il corpo. annientamento. ne' svilupparsi. Percio' o monaci. Essi mi accusano di cio' che io non sono: oggi come prima. ne' si abbatte. fatto simile a ceppo di palma. o Signore! . condannano. le distinzioni. egli annunzia distruzione. spenta dalle radici. Cosi' parlo' il Sublime. Brahma e Pajapati: salda e' la coscienza di questo Compiuto. voi monaci. cosi' che essa non puo' piu' germinare. torneranno solo una volta e poi porranno fine al dolore. coloro che sono inclini alla verita'. rinnegamento della vera vita. Infatti gia' in vita io chiamo il Compiuto intangibile. Rinunziate. stroncato dalle radici. la percezione. la sensazione. E se gli uomini valutano. fatta simile a ceppo di palma. anche voi dovete comportarvi alla stessa maniera. fatta simile a ceppo di palma. * I primi sette paragoni sono estesamente spiegati nel discorso n.

tra i monaci fedeli dell'Ordine. La scure indica le cinque facoltà di bramare: delle forme penetranti tramite la vista. ritirato. Una volta il Sublime soggiornava presso Sâvatthî. Il pezzo di carne indica il piacere della soddisfazione. Il brâhmano sarei io. molti monaci che avevano passato la stagione delle piogge nella loro patria. una scure. un naja. cos'è l'arma tagliente. perseverando. Superando l'ignoranza. con arma tagliente'." Detto questo. ascoltane la spiegazione e conservala. Questo è il senso: la santa sapienza è conquistata tramite la costante perseveranza. nella Selva del Vincitore. si sedette in disparte e gli disse: "Monaco. Il Savio designa il monaco che lotta. continua a scavare Savio. l'ira e la disperazione. ha discorso della virtu'. si sedette accanto. gli raccontò l'accaduto e gli riferì l'elogio della divinità. né uomini che possa chiarirlo se non il Compiuto. il Compiuto. Onore al monaco che lottando ha compiuto l'opera!" Così parlò il Sublime. il figlio della Mantani. Il Savio scavò e trovò una bolla. dei contatti penetranti tramite il tatto nella coscienza. dell'esistenza. 39 . un pezzo di carne. La cosa si ripeté quando il Savio trovò uno dopo l'altro: un bidente. dei sapori penetranti tramite il gusto. Majjhima Nikaya 24 Rathavinita Sutta Le stazioni di posta Questo ho sentito. Il bidente rappresenta il dubbio e il graticcio designa i cinque impedimenti: l'impedimento del desiderio. alla distruzione. o Signore.Un onorevole di nome Punno. mentre il fiammeggiare di giorno è ciò che esso opera in azioni. ha discorso della costante perseveranza. Il naja indica il monaco che ha estinta la mania. ha discorso della saggezza. rendigli onore!'.. si recarono dal Sublime il quale si volse verso di loro cosi': . né asceti o brâhmani. questo formicaio fuma di notte e fiammeggia di giorno. o un suo dottodiscepolo. i cinque impedimenti. La bolla indica l'ira e la disperazione. raccolto. dei suoni penetranti tramite l'udito. si e' ben comportato in patria cosi': di poco avendo bisogno ha discorso della mancanza di bisogno. ha discorso della contentezza. In quel tempo. il dubbio. si avvicinò all'onorevole Kumârakassapo. ha discorso del ritiro. distaccato dal mondo ha discorso del distacco. contento. generato dai genitori. incoraggiatore. perfetto Svegliato. alle sensazioni. né spiriti cattivi o buoni.Chi di voi. Il brâhmano disse: 'Via il cuneo. la divinità sparì. alla consumazione. animatore. soggetto al trapasso. Il Savio scavò etrovò un cuneo. si e' in patria. ha discorso della grazia del raccoglimento. l'arma tagliente è la santa sapienza. un graticcio." La divinità allora disse all'onorevole monaco: "Ripeti questo enigma al Sublime. i cinque attaccamenti alla vita. alle distinzioni. Contento si rallegrò l'onorevole Kumârakassapo della sua parola. alla coscienza. il cuneo l'ignoranza. e gli chiese: "Cos'è il formicaio. savio. La testuggine indica i cinque elementi dell'attaccamento alla vita: attaccamento alle forme. Savio.Questo ho sentito. gli disse l'enigma. Non vedo alcuno al mondo. Nello stesso tempo l'onorevole Kumârakassapo dimorava nella Selva Scura. monaci. il piacere della soddisfazione. al disfacimento. parole e pensieri. rischiaratore. comportato cosi'. Il brâhmano disse: 'Scava. dell'accidia. chi è il brâhmano. chi il Savio. egli stesso chiaramente conoscendo la redenzione. si giunge all'estinzione della mania. un ammaestratore. Il fumare di notte è ciò che il corpo riflette e pondera. alla dissoluzione. degli odori penetranti tramite l'olfatto. virtuoso. al colle degli scoiattoli. nel giardino di Anâthapindiko. l'onorevole Kumârakassapo si recò dal Sublime. Trascorsa la notte. Lo scavare indica la costante perseveranza. una certa divinità illuminò l'intera Selva Scura col suo splendore. cosa sono tutte le altre cose?" E il Sublime: "Formicaio è il corpo formato dalle quattro materie principali. annunziatore. né dèi. alle percezioni. Quando fu sceso il crepuscolo. Una volta soggiornava il Sublime presso Rajagaham nel parco di bambu'. sviluppato col nutrimento. A questo punto il brâhmano disse: 'Ferma. non toccare il naja. il Santo. dell'avversione. lo salutò riverentemente. redento. una testuggine. le cinque facoltà del bramare. rasserenatore dei fedeli dell'Ordine? . ma il brâhmano lo incitò a gettarla e a continuare a scavare. ha discorso della redenzione. della superbia.

A scopo di pura scienza del sentiero? . o fratello. . Oh se anche noi potessimo incontrarci con l'onorevole Putto e intrattenerci su qualcosa! Ed ora il Sublime si mise in cammino verso Savatthi.Questo no.A scopo di pura sicurezza? . Giunto che fu dal Sublime riverentemente si sedette accanto. fratello. . avesse indicato pura virtu'. . puro cuore. e la' giunto ministri e consiglieri gli chiedessero: e' con questa posta che il gran re e' giunto da Savatthi? Egli dovrebbe rispondere: io salii sulla pima posta. e gli venne il pensiero: Felice e' l'onorevole Punno Mantaniputto.Allora a scopo di puro cuore.Allora a scopo di pura conoscenza? . fratello. pura scienza ad 40 . . allora il Sublime avrebbe indicato cio' che e' materiale come immateriale perfetta estinzione.Questo no. . pura virtu' mena a puro cuore. pura scienza delle vie. appunto. Dopo che lui fosse salito sulla prima posta e poi passasse alla seconda e poi alla terza e cosi' via fino alla settima. e a questo Onorevole il Sublime diede conforto. immateriale perfetta estinzione fosse possibile senza queste cose. dove prese dimora nella Selva del Vincitore. . il cui molto merito intelligenti fratelli dell'Ordine elogiano innanzi al Maestro. prese mantello e scodella e si mise in cammino per Savatthi.Se il Sublime. quindi sulla seconda.Certamente. pura scienza del sentiero a pura scienza. pura conoscenza a pura sicurezza.A scopo di pura scienza? . . pura scienza delle vie a pura scienza del sentiero. o fratello. pura scienza del sentiero. o fratello. pura sicurezza a pura scienza delle vie. nel giardino di Anathapindiko. e verso sera. come immateriale perfetta estinzione. fratello. allora l'uomo comune raggiungerebbe la perfetta estinzione: giacche' l'uomo comune. o fratello.Come deve dunque.E come viene presso il Sublime menata santa vita: a scopo di pura virtu'? . la terza e cosi' via fino a questa. quando ebbe finito la meditazione.In quel frattempo l'onorevole Sariputto aveva preso posto non lontano dal Sublime. o fratello. e' senza queste cose.Questo no. Allorche' all'onorevole Punno Mantaniputto giunse all'orecchio che il Sublime dimorava a Savatthi. . Ma se.Questo no. o fratello. o fratello.Questo no. Percio' io.Questo no. puro cuore a pura conoscenza. viene presso il Sublime menata santa vita? . coraggio. pura sicurezza. Or cosi' anche. che e' la settima.Questo no. ed il Maestro se ne rallegra. fatello. ora voglio proporti un paragone:se un affare urgente chiamasse a Saketam il re Pasenadi mentre egli risiede a Savatthi. essere bene inteso il senso di questo discorso? . sedette accanto e parlo' all'onorevole Punno cosi': .A che scopo allora. fratello.Viene dunque menata presso il Sublime santa vita? .A scopo di immateriale perfetta estinzione. Un monaco riferi' all'onorevole Sariputto che Punno aveva avuto un colloquio col Sublime. pura conoscenza.A scopo di pura scienza delle vie? . fratello. animo e serenita' in isruttivo colloquio. fratello. viene presso il Sublime menata santa vita. viene presso il sublime menata santa vita? . sarebbero approntate per lui sette stazioni di posta per il viaggio. o fratello. sollevo' il suo giaciglio. pura scienza. si reco' da lui. .

si lasciò andare. si lascerà andare e la potrò rinchiudere a mio vantaggio in questo recinto'. si 41 . ne fu soddisfatto. E così fece. divenuti soddisfatti si sono lasciati andare e sono stati condotti in quell'adescamento del mondo. quando tutto inaridì. viene presso il Sublime menata santa vita. Felici sono i fratelli dell'ordine e felici siamo pure noi che godiamo la vista e la compagnia dell'onorevole Punno Mantaniputto! Cosi' si allietavano quei due grandi in reciproco. godette ciecamente del cibo. o fratello. Un quarto branco di selvaggina che aveva osservato tutto. e fu rinchiuso nel recinto. persero le forze. si lasciò andare e fu rinchiuso nel recinto. Una volta il Sublime soggiornava presso Sâvatthî. si tenne lontano dalla pastura sparsa e si ritirò nel profondo della selva. Sarà meglio lasciar perdere il quarto branco!'. spossati. Nell'ultimo mese dell'estate. ritornò alla pastura che era stata sparsa dal cacciatore. datisi a cieco godimento. di gramigna. il secondo branco di selvaggina divenne straordinariamente magro. in tal modo la pastura che spargiamo sarà evitata da tutta la selvaggina. senza lasciarsi accecare dal godimento. si sono dati a cieco godimento. lo circondarono e lo rinchiusero nel recinto." "Monaci. benfatto. sono vissuti di frutti caduti. e il branco indica la comunità degli asceti e degli eremiti. e. essi divennero soddisfatti. Majjhima Nikaya 25 Nivâpa Sutta La pastura Questo ho sentito. di semi e noccioli. Un secondo gruppo di asceti ed eremiti. il cacciatore non sparge pastura alla selvaggina pensando: 'Possa la selvaggina nutrirsi di questa pastura. Un terzo branco si accorse che neppure il secondo branco aveva potuto sottrarsi al potere del cacciatore e decise di trattenersi nelle vicinanze. soddisfatta. si sono ritirati nel profondo della selva. Un secondo branco si accorse dell'accaduto. a quell'adescamento del mondo. e non si capiva dove andava dopo che era venuto a nutrirsi. alla mercé della natura. Pensarono: 'Se ora noi spaventiamo il quarto branco. colloquio. notato ciò che è accaduto ai primi. nel giardino di Anâthapindiko. perse le forze. la selvaggina ne trarrà cieco godimento e. o fratello. nellaSelva del Vincitore. spaventeranno altri branchi. persero la tranquillità dello spirito. Essi non possono sottrarsi al potere della natura. gioì ciecamente della pastura. E così. Adescati. Così facendo scoprirono i movimenti del branco. spossato. pensò di trovare un rifugio che fosse inaccessibile al cacciatore e ai suoi aiutanti. come aveva architettato il cacciatore. A scopo di immateriale perfetta estinzione. ma pensa: 'Adescata dalla pastura che qui spargo. Maro. Nuovamente il cacciatore e gli aiutanti circondarono di pali il luogo della pastura e spiarono dove si nascondeva il quarto branco senza tuttavia riuscire a scoprire dove esso si nascondeva. il senso del paragone che vi ho detto è questo: la pastura indica le cinque facoltà del bramare. di riso e grano selvatico. come un cosi' esperto discepolo ha esaurientemente risposto a queste domande di profondo significato. di sterco di vacca. Dopo queste parole l'onorevole Sariputto disse all'onorevole Punno Mantaniputto: . Sono vissuti nutrendosi di erbe e funghi. divennero scarni. I primi asceti ed eremiti attratti dalla pastura che la natura sparge. Decisero allora di circondare da tutti i lati il luogo della pastura con grandi pali per scoprire dove il branco si nascondeva dopo il pasto. si sono tenuti lontani da ogni adescamento del mondo. il quarto branco di selvaggina poté sottrarsi alle astuzie del cacciatore. quando erba e acqua inaridirono. Gli aiutanti sono gli agenti della natura. turbati andarono a quella pastura che la natura sparge. il cacciatore e i suoi aiutanti si meravigliarono della magica astuzia del terzo branco che si nutriva con accortezza della pastura. si sono sostentati di radici e frutti di bosco. a loro volta. lontani dal cibo nocivo. Venne il primo branco di selvaggina adescata dalla pastura che il cacciatore aveva sparso. Là il Sublime si rivolse ai monaci: "Monaci. rimanere sana e invecchiare'. Venendo di là avrebbe potuto nutrirsi con giudizio della pastura sparsa. il cacciatore designa la malvagità personificata. e' straordinario. A quel punto. di latte di piante e resina d'albero. poi si sarebbe di nuovo rifugiato nel luogo inaccessibile se non a lui.immateriale perfetta estinzione. divenuti soddisfatti. dall' adescamento del mondo.E' mirabile. questo spaventerà fuggendo gli altri branchi che. E nell'ultimo mese dell'estate.

la libera dal sentire e pensare. perfetta purezza e il grado della quarta contemplazione. ha distrutto il suo sguardo. ha distrutto il suo sguardo. ha distrutto il suo sguardo. raggiunge il regno della non esistenza. Un terzo gruppo di asceti ed eremiti. decise di trovare una sede che fosse inaccessibile alla natura e ai suoi agenti. Costui è un vero monaco: ha accecato la natura. E inoltre ancora: dopo il superamento del limite della possibile percezione. ha distrutto il suo sguardo. non lieta. equanime. pensante. nel pensiero 'illimitata è la coscienza'. 'Anima e corpo sono una e medesima cosa' o 'Altro è l'anima. è svanito alla sua malignità. il monaco raggiunge la non triste. così facendo non divennero soddisfatti. rigetto delle percezioni multiple. e la mania del savio veggente è distrutta. Costui è un vero monaco: ha accecato la natura. è svanito alla sua malignità. Un quarto gruppo di asceti ed eremiti. Costui è un vero monaco: ha accecato la natura. E inoltre ancora: dopo il rigetto delle gioie e dei dolori. Costui è un vero monaco: ha accecato la natura. E inoltre ancora: dopo il compimento del sentire e pensare. dopo l'annientamento della letizia e della tristezza anteriori. è svanito alla sua malignità. ben lungi da brame. E così. è sfuggito alla rete del mondo. E inoltre ancora: con il completo superamento delle percezioni di forma. Costui è un vero monaco: ha accecato la natura. alla mercé della natura. e prova nel corpo quella felicità di cui i santi dicono: 'L'equanime savio vive felice'. lungi da cose non salutari. E inoltre ancora: dopo il completo superamento della sfera della non esistenza. decise di trattenersi nelle vicinanze dell'adescamento del mondo. ha distrutto il suo sguardo. il monaco raggiunge la dissoluzione della percettibilità. il monaco. il nutrimento. E inoltre ancora: dopo il superamento dell'illimitata sfera della coscienza. non adescati e non ciecamente. è svanito alla sua malignità. Majjhima Nikaya 26 Ariyapariyesana Sutta 42 . Costui è un vero monaco: ha accecato la natura. il monaco. raggiunge il grado della prima contemplazione. Costui è un vero monaco: ha accecato la natura." Così parlò il Sublime. 'Il mondo è eterno' o 'Il mondo è temporaneo'. in quell'adescamento del mondo. savio. savia. nel pensiero 'Illimitato è lo spazio'. non adescati e non ciecamente. 'Il Compiuto persiste dopo la morte' o 'Il Compiuto non persiste dopo la morte' o 'Il Compiuto persiste e non persiste dopo la morte' o ancora 'Né persiste né non persiste dopo la morte'. 'Il mondo è finito' o 'Il mondo è infinito'. Ma essi concepirono opinioni come. per evitare ciò che era successo ai primi due. in quell'adescamento del mondo. Ma come s'impedisce l'accesso alla natura e ai suoi agenti? Un monaco. il monaco raggiunge il limite della possibile percezione. è svanito alla sua malignità. l'unità dell'animo. Costui è un vero monaco: ha accecato la natura. il monaco. neppure il terzo gruppo riuscì a sottrarsi al potere della natura.lasciarono andare. annientamento delle percezioni riflesse. raggiunge il regno della coscienza illimitata. Contenti si rallegrarono i monaci della sua parola. il nutrimento. monaci. il monaco raggiunge l'interna calma serena. E inoltre ancora: in serena pace permane il monaco equanime. alla mercé della natura. così egli raggiunge il grado della terza contemplazione. nel pensiero 'Niente esiste'. consapevole di ciò che era accaduto ai primi tre gruppi. ha distrutto il suo sguardo. Costui è un vero monaco: ha accecato la natura. ha distrutto il suo sguardo. alla mercé della natura. è svanito alla sua malignità. all'adescamento del mondo e godettero. E inoltre ancora: dopo il superamento dell'illimitata sfera dello spazio. non si lasciarono andare e non furono condotti in quell'adescamento del mondo. nata da pace beata serenità. raggiunge il regno dello spazio illimitato. è svanito alla sua malignità. lasciatisi andare. non si lasciarono andare e non furono condotti in quel recinto. è svanito alla sua malignità. nata dal raccoglimento beata serenità e il grado della seconda contemplazione. furono condotti in quel recinto. non divennero soddisfatti. in senziente. chiaro cosciente. è svanito alla sua malignità. là rimanendo essi godettero. Di là essi si avanzarono alla pastura che la natura sparge. ha distrutto il suo sguardo. ha distrutto il suo sguardo. altro è il corpo'.

forse potrete sentire dal Sublime un istruttivo discorso. Ma cosa dite essere soggetto alla nascita? Mogli e figli lo sono." "Anche io. monaci. del senza morte. Andarono là e quando il Sublime ebbe finito la meditazione. dopo il pasto si rivolse ad Ânando: "Vieni. Ed ecco che. alla morte. Signore!" replicò l'onorevole Ânando. alla malattia. è il fine non santo! Ma qual è il fine santo? Uno che sia soggetto alla nascita. Il Sublime entrò. mosso da compassione. come imperfetto Svegliato. osservando la miseria di questa legge di natura. al dolore. Sarebbe bene se il Sublime si volesse recare là. vi sono due fini: il fine santo e quello che non lo è. e si recò all'eremo del brâhmano Rammako. cerca ciò che è soggetto alla malattia." "Bene. pecore e capre. monaci. andiamo al Bosco ad oriente. Allora mi venne il pensiero: 'Cosa sto cercando? E se io ora. alla morte. cercassi l'incomparabile sicurezza del senza nascita. nella Selva del Vincitore. al dolore. prese mantello e ciotola e s'avviò alla città per l'elemosina. E il Sublime. soggetto ad invecchiare. ho cercato ciò che era soggetto a tutte quelle cose. cerca l'incomparabile sicurezza del senza nascita. alla malattia." "Allora. alla sozzura. ciò vi si addice. Monaci. e perché vi siete interrotti?" "Ci siamo interrotti perché ci siamo accorti della venuta del Sublime. è bene che vi siate radunati ad istruttivo colloquio. alla morte. del senza sozzura: l'estinzione? 43 . Allora l'onorevole Ânando disse: "L'eremo del brâhmano Rammako. accecati. e rimaniamo là fino a sera. e lo stesso accade per colui che è soggetto alla morte. prima del pieno risveglio. che si trova in una bella e serena campagna. al risveglio solo anelante. E andarono là." "Lo faremo!" replicarono i monaci. oro e argento. poiché come nobili figli mossi da fiducia avete lasciato la casa per l'eremo. elefanti e buoi. al dolore. disse ad Ânando: "Vieni. si è adescati. osservando la miseria di questa legge di natura. cerca ciò che è soggetto alla nascita." "Bene. Ma tutte queste cose sono soggette alla vecchiaia. alla malattia. si sedette sul sedile che gli fu offerto. il Sublime tossì e picchiò col battente. Quando vi trovate insieme è conveniente che pratichiate un istruttivo colloquio o un santo silenzio. uno che sia soggetto alla nascita. nel giardino di Anâthapindiko. e si rivolse ai monaci: "Di cosa stavate qui parlando. monaci. Ed essendo soggetti a tutto ciò se ne è adescati. Quando il Sublime fu passato di casa in casa e fu tornato dal giro di elemosina.Il santo fine Questo ho sentito. onorevoli. e i monaci gli aprirono la porta. Quando ciò avvenne." "Bene. In quel frattempo s'erano radunati là molti monaci in istruttivo colloquio. alla sozzura. attirati e li si cerca. ed anche servi e serve. del senza vecchiaia. sulla Terrazza della madre di Migâro. attirati da ciò che è soggetto alla nascita. essendo io stesso soggetto alla nascita. indossò uno dei suoi tre capi della veste. Molti monaci si recarono dall'onorevole Ânando e gli dissero: "È da lungo tempo che non abbiamo sentito dal Sublime un istruttivo discorso: sarebbe bene lo potessimo fare." Il Sublime assentì alla preghiera tacendo. alla sozzura. soggetto alla malattia. del senza dolore. al dolore. non è lontano da qui. Una volta il Sublime soggiornava presso Sâvatthî. l'estinzione: soggetto alla vecchiaia. stalloni e giumente. essendo soggetti alla nascita. pronto da tempo. Questo. una volta. E qual è il fine non santo? Ecco. accecati. andiamo al Bagno antico a rinfrescare le membra. cerca ciò che è soggetto ad invecchiare. Signore!" replicò l'onorevole Ânando. alla sozzura. del senza malattia. cerca l'incomparabile sicurezza priva di tutto ciò. osservando la miseria di tutte quelle cose. porci e polli. recatevi all'eremo del brâhmano Rammako. e il Sublime si fermò alla porta dell'eremo in attesa che il colloquio finisse. l'estinzione. Dopo che il Sublime ebbe fatto il bagno e si fu asciugato. alla vecchiaia.

onorevole! Questa dottrina è tale che un uomo intelligente. egli mi dichiarò suo pari. la dissoluzione. non ha costanza. in breve tempo compresi e divenni padrone di quest'altra dottrina. rallegrante. essendomi accorto che Uddako Râmaputto.' E pensai: 'Trovato ho io ora questa verità. sei divenuto pari a me e possiamo dirigere insieme questa schiera di discepoli'. che soggetto alla nascita. ma solamente all'apparizione nella sfera della non esistenza'. trovai proprio quello che cercavo. Cercando il vero bene. inescogitabile. Ch'è interna ed è profonda ed è nascosta: Essa resta invisibile ai bramosi. Così. all'estinzione. Mi recai da Uddako e dimostrai la mia padronanza della sua dottrina. E ora la chiara certezza mi si schiuse: 'Per sempre sono redento. pregia il piacere. com'era accaduto prima. Vieni dunque. investigando per l'incomparabile altissimo sentiero di pace. mi allontanai. e gli dissi: 'Vorrei. l'origine da cause. imparai tutto ciò che labbra e suoni possono trasmettere: la parola della scienza e la parola dei discepoli anziani. fratello. io mi recai da Âlaro Kâlâmo e gli dissi: ' Io vorrei. intima. così tu l'hai compresa e realizzata. praticare la vita ascetica della tua dottrina e nel tuo ordine. splendente di capelli neri. che risale la corrente. ma solamente all'apparizione nella sfera del limite di possibile percezione'. monaci. Là vidi un ben esposto pezzo di terra. l'esaurirsi della sete di vivere. E io.' 44 . ancora in fresco fiore. ancora una volta. suo discepolo. alla contemplazione. fratello. non ha sapienza. osservando la miseria di questa legge di natura. può raggiungerne il possesso'. non aveva comunicato l'intera dottrina. vestito dell'abito fulvo. tranquilla. il figlio di Râmo. al pieno risveglio. mi recai da lui. palesando la propria maestria. preziosa. ne avevo raggiunto il possesso. difficile da scoprire. alla dissoluzione. un sereno fondo boschivo. E spontanei mi si presentarono questi versi. L'ultima vita è questa. Allora andai di nuovo da Âlaro Kâlâmo e gli chiesi: 'È stata da me compresa e realizzata questa tua dottrina?' E lui rispose: 'Così come io annunzio la dottrina. investigando per l'incomparabile altissimo sentiero di pace. sarà appena intelligibile. anche in breve tempo. ma io sì! E se ora io mi appropriassi di questa dottrina fino a padroneggiarla?'. cercando il vero bene. cercavo l'incomparabile sicurezza del senza nascita. E non v'è più ritorno. e. monaci. La risposta fu: 'Resta. può raggiungerne il possesso'. Ma mi venne il pensiero: 'Âlaro Kâlâmo non insegna l'intera dottrina così come la conosce'. un limpido fiume scorrente. all'annullamento. Âlaro Kâlâmo dichiarò me. onorevole! Questa dottrina è tale che un uomo intelligente. io mi recai da Uddako. mai prima sentiti: 'Quel che con intimo sforzo ho trovato Or palesare è interamente vano: Agli uomini. mi rese onore e mi investì del grado di maestro della schiera dei suoi discepoli. monaci. contro il desiderio dei miei genitori piangenti e gementi. Pensai che ciò bastava per l'ascesi di un nobile figlio. condurre vita ascetica in questa dottrina ed ordine'. al rivolgimento. investigando per l'incomparabile altissimo sentiero di pace. divenuto pellegrino. Nella più fitta tenebra raccolta. fratello. come suo pari e mi onorò con alto riconoscimento. Ma la gente cerca il piacere. palesando la propria maestria. E io trovai questa dottrina insoddisfacente. inappagato da essa. accessibile ai savi. Ma nuovamente pensai: 'Questa dottrina non conduce al distacco. che d'odio ardono e brama Non conviene davver tale dottrina Dottrina. anche in breve tempo.Ed io. Alla ricerca del vero bene. Mettendo in atto le mie qualità. E. al rivolgimento. nel godimento della felice giovinezza. l'estinzione. insistendo. inappagato da essa. E in breve tempo. e tutt'intorno prati e campi. adatto al bagno. il rivolgimento. all'annullamento. ed anche quest'altra cosa essa a stento intenderà: lo svanire d'ogni distinzione. alla dissoluzione. passai di luogo in luogo per la terra di Magadhâ e giunsi nelle vicinanze del borgo di Uruvelâ. il distacco da ogni attaccamento. E io compresi in breve tempo questa dottrina. può comprenderla e. io avevo compreso questa dottrina. rasi capelli e barba. al pieno risveglio. fratello. mi allontanai. dopo qualche tempo. profonda. E io trovai questa dottrina insoddisfacente. può comprenderla e. mi allontanai dalla casa per l'eremo. e. Ma a me venne questo pensiero: 'Questa dottrina non conduce al distacco. e mi sedetti esclamando: 'Ciò basta all'ascesi!'. all'estinzione. difficile da percepire. Così. nella prima età virile. non ha raccoglimento. Ed io lo feci. Alla gente una cosa come il rapporto di causa ed effetto. egli mi espose il limite di possibile percezione. Allora andai da lui e dissi: 'Fino a che punto. Se io quindi espongo la verità e gli altri non mi intendono. alla contemplazione. monaci. E.' E anche lui mi rispose: 'Resta. ama il piacere. me ne verrà certo amarezza e pena'. l'estinzione. non ha sapere. tu dichiari che noi abbiamo compreso questa dottrina e l'abbiamo fatta nostra?' Allora egli espose il regno della non esistenza. M io pensai: 'Âlaro Kâlâmo non ha fiducia. e.

anche lui un savio ritirato. profondo. chi potrà comprenderla presto?' Allora pensai di esporla ad Âlaro Kâlâmo perché era un savio ritirato. rimangono sotto la sua superficie e succhiano nutrimento dalla profondità. esseri di specie nobile e di specie volgare. Questa porta di vita apri ora tu. profondo. hanno origine nell'acqua e in essa si sviluppano. E allora replicai a Brahmâ con questa strofa: 'Dell'immortalità s'apron le porte: Chi ha orecchi per udire venga ed oda. Repulsione intuendo io non volevo L'alta dottrina palesar. tu dal sommo Vertice del vero su questo mondo Di dolore. svelti a comprendere e tardi a comprendere. E guidaci alla nuova verità. e senza sete. ma altre divinità mi riferirono che Uddako era morto la sera avanti. Brahmâ '. e mi disse: 'Sereno. all'esistenza: Formarsi e trapassare è il suo tormento. E ora mi chiesi: 'A chi potrei esporre per primo la dottrina. dopo essermi trattenuto alquanto in Uruvelâ. tu dal dolor redento! Guarda. altri si spingono sino alla superficie dell'acqua. inclinava l'animo mio a rinserrarsi. Il mondo coi suoi dei tutti quanti Alcun non ha che a pari possa starmi. Così come in un lago con piante di loto. e molti che stimano cattiva l'esaltazione di un altro mondo. Guarda or così.Così riflettendo. perfetto Svegliato. Com'un. alcuni fiori celesti o bianchi o rosei. congiunse le mani verso di me e disse: 'Voglia il Sublime esporre la dottrina! Vi sono esseri di più nobile specie: senza aver udito la dottrina essi si perdono. mi salutò riverentemente. o duce senza macchia. ma mi si presentarono delle divinità che mi dissero che Âlaro Kâlâmo era morto da sette giorni. inclina a rinserrarsi. Rinnegator di tutto. sulla via che dall'albero del Risveglio va verso Gayâ. Per sempre distaccato da ogni cosa. Mi tornò il pensiero: 'A chi altri potrei esporre la dottrina?' E mi ricordai di quei cinque compagni che mi assistevano quando io mi diedi all'ascesi. un penitente nudo. che viveva da lungo tempo nella rinuncia. Volgiti. o Eroe. che in cima stia ad alto monte E sulla terra guardi tutt'intorno. chiaro il colore della pelle e puro! Per quale motivo ti sei ritirato dal mondo? Chi è il tuo maestro? Di quale dottrina sei seguace?' A queste parole io dissi ad Upako queste strofe: 'Vittorioso io sono. Allora pensai di esporre la dottrina a Uddako Râmaputto. vincitor della battaglia. Tu. Da indegni escogitate e proclamate. perché non esporre la dottrina a loro. ed apparve innanzi a me. 45 . essi comprenderanno la dottrina'. Santo. Allora Brahmâ disse: 'Il Sublime ha consentito ad esporre la dottrina'. dottrine false e torbide. Per sollecitazione di Brahmâ dunque. bene dotati e male dotati. che viveva da lungo tempo nella rinuncia. Tutt'Occhio. mi diressi verso Benâres. fratello. lui avrebbe presto compreso. monaci. chi mai nomerò? Nessun maestro inver m'ha illuminato. o Savio. non ad esporre la dottrina. ed aggiunse: 'Ben false cose furono annunziate In Magadhâ. Da me maestro. Ed allora io. vidi che essi soggiornavano presso Benâres. e per compassione degli esseri io guardai con lo svegliato occhio nel mondo. Allora mi incontrò Upako. acuti di mente e ottusi di mente. nel Bosco della Pietra del Vate. monaci. Ma dove avrei potuto trovarli? Con l'occhio celeste. guardando con lo svegliato occhio nel mondo. lui avrebbe presto compreso. pietoso. Esser non avvi alcuno che m'agguagli. al mondo! Annunziagli. girò verso destra e sparì di là. miseramente si perderà se l'animo del Compiuto. a non esporre la dottrina!' Allora Brahmâ Sahampati disparve dal mondo di Brahmâ con la stessa facilità con cui un uomo forte stende o piega il braccio. o Signore. sopraterreno. rischiarato. Scopertasi una spalla. e altri ancora emergono sull'acqua: così appunto io vidi. Così parlò. Allora Brahmâ Sahampati (*) si avvide della mia riflessione e si dolse: 'Si perderà il mondo. è il tuo volto. onniveggente. la dottrina: Intelligenti pur si troveranno'.

non alziamoci per togliergli mantello e ciotola. Allora chiesi loro se mi avessero mai sentito prima fare certe affermazioni. con la tua macerazione. che hai abbandonato l'ascesi. distruttone lo sguardo. vi ripeto ciò che vi ho detto'. l'abbondante. E non v' è più ritorno'. Ma più m'avvicinavo. Seguendo la mia guida. è sfuggito alla sua malignità. L'altissimo Maestro. fratello! '. attirati. entrano nella coscienza. Prima spiegai come elemosinare: due o tre monaci andavano a elemosinare. e finalmente riuscii a rendere i cinque compagni partecipi di ciò che conoscevo. meno i cinque compagni poterono persistere nella loro risoluzione: alcuni mi vennero incontro e mi tolsero mantello e ciotola. giunsi là dove si trovavano i miei cinque compagni che. del sentire e pensare. se ora arrivasse il cacciatore. E io replicai: 'Non è così come dite: santo è il Compiuto. i contatti penetranti per il tatto. caduti in balìa del danno. e il cibo che avevano ricevuto in elemosina l'avremmo diviso in sei parti e avremmo vissuto di ciò. vagando in remoti recessi della selva. Se una fiera del bosco fosse presa da un laccio. Per la quarta volta ripetei il messaggio. vi sono cinque facoltà di bramare: le forme penetranti per la vista. essa non potrebbe scappare dove vuole: così sarebbe degli asceti che si servono delle cinque facoltà del bramare senza rendersi conto dei rischi. Io guido. La chiara certezza si schiuse ora a loro: 'Per sempre siam redenti. caduta in balìa del cacciatore. 46 . tu non hai conquistato il sopraterreno. la cessazione. Poi spiegai la dottrina ed essi. Ma i cinque per la seconda e per la terza volta mi fecero la stessa obiezione. un Vincitore'. rovinata. senza sozzura. il monaco raggiunge l'interna calma serena. il penitente nudo Upako replicò: 'E quand'anche fosse. senza pensare a scamparvi. tu ora dici di possedere la somma chiarezza del sapere?'. e tutti mi salutarono chiamandomi fratello. che adescati. accecati. Ascoltate. dopo il compimento. è sfuggito alla sua malignità. e s'allontanò per una via laterale. sedendo e giacendo perché è lontana dalle trappole del cacciatore: altrettanto un monaco. l'illimitato Vincitore?' 'Eguali a me son certo i Vincitori. indichiamogli solo un posto dove. quando mi ebbero visto. ancora in questa vita. la beata serenità nata dal raccoglimento libera dal sentire e pensare. rovinati. osservando la miseria di questa legge di natura. I cinque mi risposero: 'Perfino con la tua tanto aspra penitenza. senza vederne la miseria. graditi. così ammaestrati. Ben sono dunque. di luogo in luogo. sarebbero come una fiera del bosco che non avesse posato la zampa nel laccio del cacciatore. alcuni mi pregarono di prendere posto. allora essa sarebbe perduta. i sapori penetranti per il gusto. realizzerete e conquisterete la più alta perfezione della santità: quello scopo per il quale nobili figli lasciano la casa per l'eremo. nata da pace beata serenità. Non salutatemi col nome di fratello: santo è il Compiuto. trovarono l'incomparabile sicurezza dell'estinzione. cercando l'incomparabile sicurezza senza nascita. io espongo la dottrina. Upako. desiderati. alcuni prepararono un lavacro per i piedi. raggiunge il grado della prima contemplazione. Se invece essi se ne rendessero conto. fratello. Un unico di tutto Compitor. distruttone lo sguardo. lungi da cose non salutari. 'Così tu dunque. Ch'ogni manìa perfettamente ha estinto. Questo è un vero monaco: egli ha accecato la natura. senza malattia. Questo è un vero monaco: egli ha accecato la natura. senza morte. tal son'io. tutti amati. in sentita. fratello Gotamo. si dissero l'un l'altro: 'Ecco che arriva l'asceta Gotamo. eccitanti. è sicura andando. credi di essere il Santo. senza dolore. se vuole. il perfetto Svegliato. scosse il capo. L'ultima vita è questa. senza vecchiaia. imparerete. E io. con la tua ascesi dolorosa. soggetti essi stessi alla nascita. ricco santuario della ricchezza del sapere: com'è che ora che ti sei dato all'abbondanza. può sedersi'. Così come una fiera. pensante. fermandosi. E inoltre. Di tutti gli asceti o brâhmani. si servono delle cinque facoltà di bramare.Poi che il Signore io ben sono del mondo. Mi risposero di no. Allor che la manìa hann'abbattuto: Tutto quel ch'è dannoso io ho già vinto. Il vero regno appunto adesso io edifico E di Benâres vado alla città: Nel mondo oscuro lieta ha da squillare Ora la tromba d'immortalità'. lungi da brame. quello che abbandonata l'ascesi s'è dato all'abbondanza: non salutiamolo. A questi versi. appaganti. il grado della seconda contemplazione. gli odori penetranti per l'olfatto. voi in breve tempo. ------------------------"Monaci. corrispondenti alle brame. i suoni penetranti per l'udito. l'unità dell'animo. Ma io dissi loro: 'Ascoltatemi: l'immortalità è trovata. il perfetto Svegliato!'. così guidati. si può dire che sono: perduti.

Questo è un vero monaco: egli ha accecato la natura. nel pensiero 'Illimitato è lo spazio' raggiunge il regno dello spazio illimitato. sfuggito alla rete del mondo. e ciò perché egli si tiene fuori dal dominio del danno. e la manìa del savioveggente è distrutta. distruttone lo sguardo. Questo è un vero monaco: egli ha accecato la natura. distruttone lo sguardo. è sfuggito alla sua malignità. rigetto di quelle multiple. Questo è un vero monaco: egli ha accecato la natura. distruttone lo sguardo. nel giardino di Anâthapindiko. è sfuggito alla sua malignità. e prova nel corpo quella felicità di cui i santi dicono: 'L'equanime savio vive felice'. E inoltre ancora. vide arrivare da lontano il pellegrino Pilotikâ e gli chiese: "Caro Vacchâyano (?) da dove vieni?" "Dall'asceta Gotamo" "Cosa ne pensi di lui? Ha uno spirito forte ed è veramente saggio?" "Chi sono io per dirlo? Dovrebbe essere uguale a lui quello che potrebbe riuscire a conoscerne la grande forza di spirito!" 47 . E inoltre ancora. nonché gli annessi. nel pensiero 'Illimitata è la coscienza' raggiunge il regno della coscienza illimitata. è sfuggito alla sua malignità. E inoltre ancora. sicuro siede. Questo è un vero monaco: egli ha accecato la natura. il monaco. equanime savia. In quello stesso periodo il brâhmano Jânussoni uscì di pomeriggio dalla città in un carro con la tenda bianca. nel pensiero 'Niente esiste' raggiunge il regno della non esistenza. meravigliosi avvenimenti. sicuro sta. dopo il completo superamento della sfera della non esistenza. dopo il completo superamento dell'illimitata sfera della coscienza. Questo è un vero monaco: egli ha accecato la natura. Così parlò il Sublime. Questo è un vero monaco: egli ha accecato la natura. Una volta il Sublime soggiornava presso Sâvatthî. il grado della quarta contemplazione. Questo è un vero monaco: egli ha accecato la natura. equanime. il dolore e l'incitamento di Brahmâ Sahampati. non lieta. E inoltre ancora. dopo il rigetto delle gioie e dei dolori. il monaco. L'esitazione di Gotamo.E inoltre ancora. con il completo superamento delle percezioni di forma. distruttone lo sguardo. perfetta purezza. sicuro giace. è sfuggito alla sua malignità. il monaco raggiunge la non triste. Contenti si rallegrarono i monaci della sua parola. il monaco. è sfuggito alla sua malignità. (*) Nota del De Lorenzo Sahampati = l'Io signore. è il nome proprio di questo Brahmâ. dopo l'annientamento della letizia e della tristezza anteriori. E inoltre ancora: dopo il superamento dell'illimitata sfera dello spazio. annientamento di quelle riflesse. distruttone lo sguardo. sono stati giustamente riconosciuti come apocrifi da Robert L'Orange: essi appartengono difatti alla leggenda del Mahâvaggo-Mahâvastu e sono posteriori al resto del sutta. dopo il superamento del limite di possibile percezione. E inoltre ancora. il monaco raggiunge la dissoluzione della percettibilità. Sicuro egli va. così egli raggiunge il grado della terza contemplazione. chiaro cosciente. è sfuggito alla sua malignità. in serena pace permane il monaco. nella Selva del Vincitore. è sfuggito alla sua malignità. distruttone lo sguardo. il monaco raggiunge il limite di possibile percezione. savio. Majjhima Nikaya 27 Cûlahatthipadoma Sutta L'orma dell'elefante Questo ho sentito. distruttone lo sguardo.

e si sedette accanto raccontandogli del suo incontro col pellegrino Pilotikâ e del colloquio avuto. siamo santi. interi sistemi. il più grande degli uomini e degli dèi. Altrettanto ho concluso io quando ho visto quattro orme dell'asceta Gotamo: 'Perfettamente Svegliato è il Sublime. ben guidati i suoi discepoli!'. che ora abbiamo ritrovato! Noi che pensavamo di essere degli asceti. Egli segue quell'orma e trova nella selva un'altra possente orma di elefante molto larga di una zampa che ha calpestato e schiacciato delle canne. siamo vincitori. eravamo tutto meno che vincitori: ora siamo asceti. ben annunciata da lui è la dottrina. capaci di spaccare un capello in quattro. E questa fu la seconda orma che vidi. Quando io ebbi visto questa quarta orma dell'asceta Gotamo. eravamo tutt'altro. raffinati ed esperti dialettici. solerti. Essendo giunto alle loro orecchie che l'asceta Gotamo sarebbe passato in un villaggio o in una città. esperto com'è egli non conclude subito: 'Che possente elefante dev'essere questo!'. e potrebbe essere una loro orma. per così dire. E anche loro supplicarono l'asceta Gotamo di accoglierli nell'Ordine. raffinati ed esperti dialettici. E questa fu la terza orma che vidi."È una poderosa lode quella che gli fai. E. se avesse risposto in un altro. Anche essi volevano proporre domande tranello a Gotamo. che col loro acume erano in grado di sviscerare. Se egli avesse risposto in un modo. Ed essi dicevano: 'Noi dovevamo aver perduto quell'intelletto. che col loro acume erano in grado di sviscerare. interi sistemi. essi avevano elaborato una domanda da porgli. e non solo non lo contraddicevano. s'inchinò riverentemente nella direzione in cui il Sublime dimorava. e per tre volte fece risuonare questo saluto: "Venerazione al Sublime al santo svegliato Signore! "Oh. interi sistemi. con grosse zampe. ben guidati i suoi discepoli!' E inoltre ho visto parecchi brâhmani dotti. capaci di spaccare un capello in quattro. com'era accaduto ai nobili e poi ai brâhmani. essi l'avrebbero controbattuto in un altro. se è esperto. ma. Quali quattro? Ho visto parecchi nobili dotti. E inoltre ancora ho visto parecchi borghesi dotti. avevano a sé fatta palese." "Quali doti hai percepito in lui per essergli così devoto?" "È come se un cacciatore di elefanti. li rincuorava. che col loro acume erano in grado di sviscerare. ben guidati i suoi discepoli!" A queste parole il brâhmano Jânussoni discese dal carro con la tenda bianca. noi che pensavamo di essere vincitori. E ancora una volta ho visto parecchi asceti dotti. Perché no? Perché nella selva vi sono femmine d'elefanti. che col loro acume erano in grado di sviscerare. raffinati ed esperti dialettici. scambiò con lui amichevoli e importanti parole. per così dire. per così dire. ma ora te lo completerò. se avessi io pure una volta l'occasione di incontrarmi con il signore Gotamo e potessi avere con lui un colloquio!" Ed egli si recò là dove il Sublime dimorava. Vacchâyano!" "Chi sono io per poterlo lodare? Solo una persona eccezionale potrebbe lodare l'asceta Gotamo. fai attenzione al mio dire. appartati. Perché sa che nella selva vi sono femmine di elefanti dette 'schiacciatrici di canneti'. e quella potrebbe essere una loro orma. Accolti essi vivevano isolati. ma diventavano addirittura suoi seguaci. E Gotamo li accolse. ben annunciata da lui è la dottrina. salutò con cortesia. ben annunciata da lui è la dottrina. ugualmente avrebbero replicato di conseguenza. com'era accaduto ai nobili. anche loro divennero suoi seguaci. tanto che essi non gli facevano neppure una domanda. con grossi piedi. Ma. li animava e rasserenava in un istruttivo colloquio. capaci di spaccare un capello in quattro. raffinati ed esperti dialettici. interi sistemi. realizzata e conquistata la più alta perfezione della santità: quel fine per il quale nobili figli abbandonano la casa per l'eremo. trovasse un orma di elefante talmente grande da pensare: 'Che possente elefante dev'essere questo!'. noi credevamo d'essere santi e non lo eravamo. perlustrando un luogo da essi frequentato. allora ho concluso: 'Perfettamente Svegliato è il Sublime. Vedendo questa prima orma ho concluso: 'Perfettamente Svegliato è il Sublime. capaci di spaccare un capello in quattro. Se un cacciatore d'elefanti perlustra un luogo che essi frequentano e trova la possente ed enorme impronta di un elefante. denudò una spalla. E il Sublime disse: "Il paragone con l'orma dell'elefante è rimasto incompleto. Ed egli li confortava. dette nane. Ed in breve tempo essi. instancabili. E si recavano là dove l'asceta Gotamo si trovava. neppure adesso conclude di trovarsi in vicinanza di un possente elefante. con seri intendimenti. rinunciarono anche loro a fare domande tranello e divennero seguaci dell'asceta Gotamo. Segue quell'orma e trova 48 . ancora in questa vita. per così dire.

del cibo mendicato che sostenta la sua vita. Non prende servi e serve. egli va munito solo dell'abito e della ciotola con cui elemosina (il cibo). 49 . per disunire questi. andassi via da casa all'eremo?' Dopo qualche tempo egli abbandona una piccola o una grande proprietà. Si astiene dal cogliere frutti e piante. se gusta con la lingua un sapore. un cimitero. non gli avviene di mangiare fuori tempo. egli si dedica a questa vigilanza. la beata serenità nata dal raccoglimento e libera dal sentire e dal pensare. ha imparato a conoscere le paralizzanti scorie dell'animo e. rappresentazioni. brâhmano. egli espone l'ascesi perfettamente purificata. al piede d'un albero o in una radura. va. ha smesso di tentennare. È contento dell'abito che lo copre. il cui mezzo beatifica. Ma non è questa che viene chiamata l'orma del Compiuto. pensante. che vanno al cuore. Non prende capre e pecore. degno di fede. acconciature. o si riposa o giace. addobbi. con canne intaccate dalle zanne e con rami spezzati sopra. Dice la verità. Ha smesso le chiacchiere. immacolata gioia. Ha smesso la maldicenza. Il cacciatore continua a seguire le tracce e trova una grossa orma con canne schiacciate. libero cielo è il pellegrinare. siede. Rifiuta corone. Chiaramente consapevole egli va e viene. Potrebbe essere l'impronta di una delle elefantesse dette 'dilaniatrici di canneti'. sollevato. molti sollevano: tali sono le parole che dice. ha smesso l'orgogliosa superbia. adeguato al suo oggetto. la concordia lo allieta. Ma ancora una volta egli non conclude che quella è l'orma d'un possente elefante. la cui fine beatifica. Come un uccello. mangia e beve. s'addormenta. vestito dell'abito fulvo. Pieno di questa fiducia egli pensa e riflette così: 'Un carcere è la casa. unguenti. senza intenzione furtiva. fedele a questo santo e chiaro sapere egli cerca un luogo appartato. egli osserva il pensiero. incarichi. rasi capelli e barba. ben presto sopraffanno colui che permane col pensiero non vigilato. libera vescica e intestino. Non prende donne e fanciulle. amorose. di notte resta digiuno. Egli ha così tolto questi cinque impedimenti. Ed egli scorge l'elefante. Sentita la dottrina. l'incomparabile Guida dell'umano gregge. canti. vive casto. bassezza. sta. Dovunque vada. parla o tace. se ne guarda bene. beata serenità il grado della prima contemplazione. il grado della seconda contemplazione. Senza mazza. Si tiene lontano da falso peso e misura. Mettendo in atto questo controllo dei sensi egli prova un'intima. Se ora egli ode con l' udito un suono. Parole che sono senza offesa. estraneo alla volgare legge dell'accoppiarsi. vigila attentamente sulla vista. con cuore divenuto puro. urbane. ha smesso l'accidiosa pigrizia. dovunque esso voli. Nell'osservare questi santi precetti di virtù egli prova un'intima. si tiene lontano dall'uccidere.un'altra grossa orma con canne schiacciate e. dopo il pasto. risse. perfettamente rischiarata. sensibile. lo rallegra. si sveglia. egli non concepisce alcuna inclinazione. prede e violenze. o sta. adempiere punto per punto l'ascetismo completamente purificato. Allora egli può concludere: 'Questo è il possente elefante!' Allo stesso modo. Siccome brama ed avversione. una caverna di montagna. l'unità dell'animo. e medita. è devoto alla verità. le sue schiere di asceti e brâhmani. se ne tiene lontano. Non si può. senza spada. ora. indossa gli abiti fulvi e allontanatosi da casa va verso l'eremo. fedele alla rinuncia. chiaro e determinato. canne intaccate dalle zanne. ha smesso l'avversione ed è pieno d'amore e compassione per tutti gli esseri viventi. ben presto sopraffanno colui che permane con vista non vigilata. per disunire quelli. Si astiene da compravendita. restando in casa. profumi. una grotta. Non accetta terreni. alcun interesse. se ne guarda bene. egli siede con le gambe incrociate. Una volta al giorno egli prende cibo. retto. si alza e si muove. Ha smesso d'uccidere. se tocca con il tatto un contatto. Non accetta carne cruda. un giaciglio di strame nell'aperta pianura. dopo che egli stesso lo ha compreso e penetrato. ecco che appare il Compiuto nel mondo. lo fa felice. lungi da brame e da cose non salutari. egli dice parole che promuovono concordia. Ha smesso il mentire. vigila attentamente sul pensiero. non concepisce alcun interesse. il monaco raggiunge l'interna calma serena. Ha smesso di prendere ciò che non gli è dato. elefanti. il Maestro degli dèi e cattivi e buoni spiriti. il Conoscitore del mondo. giochi. Ciò che ha sentito qui egli non lo racconta là. benefiche all'orecchio. saggio. lo fa solo col peso delle sue penne. il perfetto Svegliato. Siccome brama e avversione. Si astiene da balli. un letamaio. Ha smesso brama mondana. Aspetta ciò che gli è dato. buoi e cavalli. Non prende polli e porci. Non assume messaggi. abbandona una piccola o una grande cerchia di parenti. Ha smesso le parole aspre. Si tiene lontano dalle oblique vie della seduzione. Se scorge con la vista una forma. così appunto un monaco è contento dell'abito e del cibo mendicato. Ha smesso la lussuria. la profondità di una selva. Così egli unisce i disuniti. se odora con l'olfatto un odore. Questa dottrina viene sentita da un padre di famiglia. Dopo il compimento del sentire e pensare. se ne guarda bene. un bosco. Fedele a questi santi precetti di virtù. Evita gli alti. se riconosce col pensiero unacosa. E se io. il Santo. Parla a tempo debito. s'è liberato dall'incertezza. che molti rallegrano. a questo controllo dei sensi. e ciò che ha sentito là non lo racconta qui. invii. dèi e uomini. chiaramente cosciente. Tornato dall'aver elemosinato il cibo. Ora egli è divenuto un pellegrino e s'è assunto gli obblighi dell'ordine dei monaci. la dottrina fedele di senso e di parola. pieno di simpatia. rafforza gli uniti. ornamenti. egli concepisce fiducia nel Compiuto. mastica e gusta. non è un ipocrita adulatore del mondo. mentre va. egli controlla la vista. all'occasione ornato di paragoni. Egli annuncia la dottrina il cui principio beatifica. conforme ai fatti. inalterata gioia. baruffe. fedele alla dottrina e all' Ordine: il suo discorso è ricco di contenuto. sopra quelle. il piede d'un albero. è amante della luce. porta l'abito e la ciotola dell'elemosina. attento al senso. ampi e comodi giacigli. Non accetta oro e argento. Non accetta cereali crudi. non dubita di ciò che è salutare. si tiene lontano dalla menzogna. è intimamente pacato nell'animo. guarda o distoglie lo sguardo. egli raggiunge in consapevole. il Benvenuto. Si tiene lontano da zuffe. il busto diritto. egli si dedica a questa vigilanza. si rade capelli e barba. da furti. o dal suo figlio. dannosi e nocivi pensieri. dannosi e nocivi pensieri. dalle grosse zampe. simulazione. o da uno rinato altrove. egli nutre per tutti gli esseri viventi amore e compassione. Esperto di sapienza e di vita.

o mostrasse la via agli smarriti. questo è l'annientamento della mania. schietto. benissimo! Così come se uno raddrizzasse ciò che è rovesciato. bene annunciata da lui è la dottrina. equanime. o scoprisse ciò che è coperto." Majjhima Nikaya 28 Mahâhatthipadoma Sutta La grande orma dell'elefante Questo ho sentito. il monaco raggiunge la non triste né lieta. Dopo il rigetto delle gioie e dei dolori. redento dalla mania dell'errore. Ma la conclusione è vicina perché così conoscendo. compatto. Questa. questa è la sua origine. 'Questo è il dolore' comprende secondo verità. Questa è la via che conduce all'annientamento del dolore' comprende secondo verità. malleabile. sta all'interno dell'orma dell'elefante. Sorge in lui questo sapere: 'Nel redento è la redenzione'." Dopo queste parole il brâhmano Jânussoni disse al Sublime: "Benissimo. incorruttibile. presso la dottrina e presso la comunità dei discepoli. sopraterreno vede gli esseri sparire e riapparire. 'Là ero io. compiuta è la santità. operata è l'opera. Gotamo. da oggi per tutta la vita fedele. Ma neppure questa è l'orma del Compiuto. saggio. nella Selva del Vincitore. Là l'onorevole Sâriputto si rivolse ai monaci: "Così come tutto ciò che è vivente. ognuna con le proprie caratteristiche. il suo animo viene redento dalla mania del desiderio. e prova nel corpo quella felicità di cui i santi dicono: 'L'equanime saggio vive felice'. 'Questa è l'origine del dolore' comprende secondo verità. Anche io prendo rifugio presso il signore Gotamo. appartenevo a quella famiglia. nel giardino di Anâthapindiko. così pure tutto il bene sta nelle quattro sante 50 . non esiste più questo mondo'. tale bene e tale male provai. perché la sua orma è nota per essere la più larga di tutte. Ma neppure questa è l'orma del Compiuto. Con tale animo egli dirige l'animo alla conoscenza dell'apparire e sparire degli esseri. Egli allora comprende: 'Esausta è la vita. dopo l'annientamento della letizia e della tristezza antecedenti. 'Questo è l'annientamento del dolore' comprende secondo verità. Ma neppure questa è l'orma del Compiuto. quello il mio lavoro. 'Questa è la mania. E il santo uditore può ora concludere: 'Perfettamente Svegliato è il Sublime. quello era il mio stato. così egli raggiunge il grado della terza contemplazione. belli e brutti. questa è la via che conduce all'annientamento della mania' comprende conforme a verità. ognuna con le particolari relazioni. ben affidati a lui sono i discepoli'. terso. duttile. così vedendo. di là trapassato entrai in una nuova esistenza con tutt 'altre caratteristiche. volgari e nobili. perfetta purezza. due vite. Una volta il Sublime soggiornava presso Sâvatthî. Come seguace voglia il signore Gotamo considerarmi. egli riconosce come gli esseri riappaiano sempre secondo le azioni. felici ed infelici. A questo punto il paragone con l'orma dell'elefante è divenuto completo. libero da scorie.' Così egli ricorda molte diverse anteriori forme di esistenza. che si muove fornito di piedi. brâhmano. redento dalla mania dell'esistenza. Con l'occhio celeste. così terminò la mia vita. il grado della quarta contemplazione. viene chiamata l'orma del Compiuto. In serena pace permane il monaco equanime. Con tale animo.Ma neppure questa è l'orma del Compiuto. chiaramente cosciente. centomila vite. Con tale animo egli dirige l'animo alla conoscenza dell'estinguersi della mania. Egli si ricorda di molte e diverse anteriori forme di esistenza: una vita. saggia. egli dirige l'animo alla memore conoscenza di anteriori forme di esistenza. Ma ancora una volta non è questa l'orma del Compiuto. rischiarato. saldo. avevo quel nome. poi delle epoche durante parecchie formazioni e trasformazioni di mondi. o portasse un lume nella notte: 'Chi ha occhi vedrà le cose': così anche in verità venne dal signore Gotamo in varia guisa esposta la dottrina. purificato.

sofferenze e pene. Vi sono tempi in cui le acque esteriori s'innalzano. sterco e così via. E l'acqua interna e quella esterna sono entrambe la materia acqua. irremovibile. strazio e disperazione. in cui esse travolgono un villaggio. ed ha realizzato molto. La terra può essere interna o esterna. della Dottrina e dei Discepoli. divorano terre e regni. saliva. selve e boschi. diviene saldo e costante. per cui il cibo masticato e la bevanda ingerita soggiacciono a una completa trasformazione. della mutazione: e questo corpo. che scompone così gli elementi. impassibile. assale un monaco. alla percezione. che è così enorme. dura la nobile costanza dell'imperturbabilità. Questo fuoco. lo colpisce con spade. stomaco. e la terra esteriore scompare sotto di quelle. E ciò che vi è di fuoco interno o esterno è la materia fuoco. urina o altre cose del genere. linfa. Ma interna o esterna è sempre terra e ognuno deve considerarla. mucose. inondano terre e regni. lacrime. denti. Vi sono tempi in cui i fuochi esterni infuriano e distruggono un villaggio. non è il suo io. Questa terra esterna. come: capelli. Quella interna è ciò che in noi si presenta solido e duro. egli pensa: 'In me s'è originata questa sensazione di dolore provocata da contatto uditivo. della mutazione: e di questo corpo. inflessibile. allora egli pensa: 'Così è fatto questo corpo. polmoni. monaci. la distinzione e la coscienza'. invadono campi e prati. prodotto dalla sete d'esistenza. prodotto dalla sete d'esistenza varrebbe la pena di considerarlo un 'Io' o un 'Mio' o un 'Essere'? Se la gente biasima. con perfetta sapienza. come cosa che non gli appartiene. che può essere così enorme. al ginocchio. diaframma. non ottenere ciò che si desidera. presente il sapere. sangue. in cui giunge fino all'anca. e si estinguono solo quando tutto è bruciato. come: bile. una città una residenza. milza. E riconosciuto conforme alla verità. Se a questo monaco che si ricorda così dello Svegliato. l'acqua. al malleolo. peli. della dissoluzione. della dissoluzione. cuore. lo si può battere coi pugni. incontrando il suocero. unificato. liquido articolare. la percezione. prodotto dalla sete d'esistenza. dell'annientamento del dolore e della via che conduce all'annientamento del dolore. varrebbe la pena di considerarlo un 'Io' o un 'Mio' o un 'Essere'? 51 . si rasserena. ed essa è determinata da contatto'. midolla. Ma qual è il tronco dell'attaccamento alla forma? Le quattro materie principali e ciò che tramite esse esiste come forma: la terra. Qualunque cosa facciano. Ciò che specificamente nell'interno si presenta fluido e liquido. mostra la sua impermanenza. così della Dottrina. unghie. così dei Discepoli. che ciò non mi appartiene. si mostra impermanente. intestini. allora egli diviene confuso. vi sono altri tempi in cui l'acqua del grande mare è profonda dall'altezza di sette uomini sino a quella di un solo uomo. ci disinteressa del fuoco. alla sensazione. non è se stesso. pelle. Vi sono tempi in cui con una penna. percuotere con mazze. inondano un paese. si solleva. cade in agitazione. migliaia di miglia. fegato. che ciò non mi appartiene. della mutazione: e di questo corpo. I tronchi dell'attaccamento alla forma. divorano un paese. soggetta alle leggi della distruzione. carne. che è così enorme. ci si distacca da essa. chi per ciò si infuriasse non osserverebbe il mio insegnamento). guai. conforme a verità e con perfetta sapienza. si diviene disinteressati all'acqua. muco. vecchiaia. Il suo animo.verità: nelle sante verità del dolore. la sensazione. lo percuote con mazze. o qualsiasi altra cosa che nell'interno si presenta calda e focosa. Se invece a questo monaco che si ricorda così dello Svegliato. della dissoluzione. come quello per cui si digerisce. siero. calmo il corpo. alto meno d'otto palmi. Quest'acqua esterna. briganti ed assassini. ci si distacca da esso. alto meno di otto palmi. con una piuma bisogna ventilare il fuoco. E riconosciuto conforme alla verità. campagne fiorenti. ciò non è me stesso. così come accade alla nuora. varrebbe la pena di considerarlo un 'Io' o un 'Mio' o un 'Essere'? Se ora nel monaco che così si ricorda dello Svegliato. una residenza. calamità. tendini. dell'origine del dolore. colpire con pietre. condanna. ciò non è io. così della Dottrina. pus. con una sega da alberi. allora egli è felice. lo batte rozzamente con pugni. così dei Discepoli. sarà osservato quell'insegnamento degli Svegliati'. ve ne sono altri in cui non arriva a coprire la falange d'un dito. alla distinzione e alla coscienza. manca la nobile costanza dell'imperturbabilità. soggetta alle leggi della distruzione. Ferrea quindi sarà la mia forza. Se la gente tratta un tal monaco scortesemente. mostra d'essere impermanente. L'acqua può essere interna o esterna. ciò si chiama acqua interna. alto meno di otto palmi. morte. con perfetta sapienza. il fuoco e l'aria. Ed egli osserva: 'Tutto è mutevole: il contatto. una città. Vi sono tempi in cui le acque del grande mare sono profonde centinaia. ferire con spade! Ma la parola del Sublime nel Paragone della Sega suona: (Se anche. allora egli è felice. Vi sono tempi in cui l'acqua del grande mare è alta fino a un solo palmo. Vi sono tempi in cui l'acqua del mare raggiunge l'altezza di mezzo uomo. sudore. permane la nobile costanza dell' imperturbabilità. il suo esser soggetto alle leggi della distruzione. reni. Vi sono tempi in cui le acque esterne si gonfiano. Il fuoco può essere interno o esterno. gli tira pietre. senz'amore. Ma cos'è la santa verità del dolore? Sono dolore: nascita. ed ha realizzato molto. la terra non interessa più. ci si stacca da essa. ciò non è me stesso. raccolto l'animo. perseguita. Riconosciuto ciò. Il fuoco interno è ciò che nel corpo si presenta caldo e focoso. ciò non è io. vi staccassero articolazioni e membra. ci si riscalda. ossa. in breve: i cinque tronchi dell'attaccamento sono dolore.

a ogni distinzione. prodotto dalla sete d'esistenza. egli pensa: 'In me s'è originata questa sensazione di dolore provocata da contatto uditivo. chi per ciò si infuriasse non osserverebbe il mio insegnamento). colpire con pietre. della Dottrina e dei Discepoli. il suo annullamento in questi cinque tronchi dell'attaccamento: questo è l'annientamento del dolore. incontrando il suocero. si dispone nel tronco dell'attaccamento alla forma. pertinente a ciò che così si è formato. manca la nobile costanza dell'imperturbabilità. o qualsiasi altra cosa che si presenta volatile ed aerea è materia aria. la percezione. con perfetta sapienza. come i venti del ventre e dell'intestino. con una sega da alberi. E ciò è vi è di aria interna ed esterna è l'elemento aria. gli tira pietre. ossia 'la forma'. Se la gente tratta un tal monaco scortesemente. ed ha realizzato molto. Qualunque cosa facciano. il piacere. ci si disinteressa dell'aria. Se l'udito interno non è distratto. allora egli pensa: 'Così è fatto questo corpo. e le forme esterne entrano nel campo visivo. e le forme esterne non entrano nel campo visivo. irremovibile. Si comprende adesso: 'Questa è dunque la disposizione. così dei Discepoli. briganti ed assassini. dura la nobile costanza dell'imperturbabilità. Il suo animo. una città. di paglia e creta viene a costituirsi uno spazio limitato. Ma se la vista interna non è distratta. si solleva. mostra la sua impermanenza. di carne e pelle viene a costituirsi uno spazio limitato. Ferrea quindi sarà la mia forza. presente il sapere. l'affermazione (anunayo). vede la verità: chi vede la verità. la soddisfazione in questi cinque tronchi dell'attaccamento: questa è l'origine del dolore. impassibile. che scompone così gli elementi. allora non si verifica il corrispondente contatto reciproco. E riconosciuto conforme alla verità." "Così come per mezzo di travi e giunchi. con un ventaglio. della mutazione: e di questo corpo. e non si viene a formare alcuna formazione nel corrispondente campo di coscienza. ci si distacca da essa.Se ora nel monaco che così si ricorda dello Svegliato. allora egli è felice. Ogni forma. diviene saldo e costante. assale un monaco. che può essere così enorme. si rasserena. lo si può battere coi pugni. vede l'origine da cause'. L'aria può essere interna o esterna. dura la nobile costanza dell'imperturbabilità. ed ha realizzato molto. Se il tatto interno non è distratto. perseguita. raccolto l'animo. ossia 'la casa'. percuotere con mazze. Da cause sono essi perciò originati. il suo esser soggetta alle leggi della distruzione. come nell'ultimo mese dell'estate. condanna. e ha luogo una corrispondente contatto reciproco. che ciò non mi appartiene. Se l'olfatto interno non è distratto. così come accade alla nuora. allora egli è felice. non si verifica il corrispondente contatto reciproco. una residenza. ed essa è determinata da contatto'. e non si viene a formare alcuna formazione nel corrispondente campo di coscienza. la sensazione. in cui bisogna farsi vento con una foglia di palma. e le forme esterne potrebbero entrare nel campo visivo (ma non lo fanno). tempi in cui anche sull'acqua non si muove uno stelo. un monaco ha fatto molto. allora si viene così alla formazione del corrispondente campo di coscienza. 52 . alto meno di otto palmi. la distinzione e la coscienza'. i venti della inspirazione e dell'espirazione. ciò non è me stesso. varrebbe la pena di considerarlo un 'Io' o un 'Mio' o un 'Essere'? Se la gente biasima. devasta terre e regni. della dissoluzione. unificato. Quest'aria. Se la vista interna non è distratta. rozzamente lo batte con pugni. vi staccassero articolazioni e membra. la riunione. Vi sono tempi. Ciò che nell'interno si presenta volatile ed aereo. ogni sensazione si dispone nel tronco dell'attaccamento alla sensazione e lo stesso accade a ogni percezione. fratelli. Se a questo monaco che si ricorda così dello Svegliato. sarà osservato quell'insegnamento degli Svegliati'. lo colpisce con spade. Ed egli osserva: 'Tutto è mutevole: il contatto. della Dottrina e dei Discepoli. Se ora nel monaco che così si ricorda dello Svegliato. monaci. inflessibile. Se il gusto interno non è distratto. calmo il corpo. lo percuote con mazze. ciò non è io. ferire con spade! Ma la parola del Sublime nel Paragone della Sega suona: (Se anche. Se la vista interna non è distratta. questi cinque tronchi dell'attaccamento! La volontà. Il rinnegamento (vinayo) della brama del volere. così della Dottrina. così pure per mezzo di ossa e tendini. senz'amore. allora egli diviene confuso. devasta un paese. a ogni coscienza. E pertanto. Vi sono tempi in cui l'aria esterna infuria e abbatte un villaggio. la combinazione di questi cinque tronchi dell'attaccamento!' E la parola del Sublime suona: 'Chi vede l'origine da cause.

a ogni coscienza. la riunione. disprezza chi gli sta intorno. sono cattivi'. lo rendono negligente. spinto dalle giuste motivazioni. non gli servirà a nulla'. non s'inebria. ha staccato un ramoscello con foglie. vede l'origine da cause'. Le virtù lo inebriano. Ogni forma. Tutto ciò lo allieta ed egli cambia. Ma ecco un uomo che. non disprezza il suo prossimo. allora si viene alla formazione del corrispondente campo di coscienza. gli fanno disprezzare il suo prossimo: 'Io sono virtuoso. vede la verità: chi vede la verità. e non si perviene ad alcuna formazione del corrispondente campo di coscienza. Se il pensiero interno non è distratto. ogni sensazione si dispone nel tronco dell'attaccamento alla sensazione e lo stesso accade a ogni percezione. nella vecchiaia e nella morte. e che quel poco legno che può ricavare dal ramo non gli servirà a nulla. la soddisfazione in questi cinque tronchi dell'attaccamento: questa è l'origine del dolore. e le cose esterne entrano nel campo del pensiero. Contenti i monaci si rallegrarono della sua parola. Si è arrampicato sino ai rami. lo rendono altero. diventa altero. rinuncia al mondo e lascia la casa per l'eremo. Non diviene altero. pertinente a ciò che si è così formato. l'affermazione. lottando con seri intendimenti. però questi altri monaci non lo sono. fratelli. Ma se il pensiero interno non è distratto. e chi è leggero è toccato dal dolore. poco dopo che Devadatto s'era staccato dall'Ordine. né il fogliame. allora neppure si perviene ad alcuna formazione del corrispondente campo di coscienza. Ma queste virtù lo mutano. in guai. il piacere. non lo cambiano. e ha luogo una corrispondente reciproca combinazione. conquista le virtù dell'Ordine. allora non ha nemmeno luogo la corrispondente combinazione reciproca. nello strazio e nella disperazione. Si comprende adesso: 'Questa è dunque la disposizione. a ogni distinzione. leggero. non diviene negligente né leggero e. Allo stesso modo un 53 . e le cose esterne non entrano nel campo del pensiero. Il rinnegamento della brama del volere. né i rami. pur avendo ottenuto i giusti riconoscimenti. monaci. ma. Proprio così un uomo che ha lasciato la casa per l'eremo con la giusta motivazione. un monaco che ha preso per sé le foglie dell'ascetismo e ne è appagato. e se lo è portato via convinto che fosse legno. si lascia fuorviare da essi. leggero. sofferenze e pene. Ottiene i giusti riconoscimenti ma questi non lo allietano. e le cose esterne entrano nel campo del pensiero. Da cause sono essi perciò originati. si dispone nel tronco dell'attaccamento alla forma. questi cinque tronchi dell'attaccamento! La volontà. è. uscisse. l'annullamento della brama del volere in questi cinque tronchi dell'attaccamento: questo è l'annientamento del dolore. non conosce la corteccia. Finisce col diventare altero e disprezza il suo prossimo: 'Io sono amato e glorificato. s'arrampicasse su un grande albero vi salisse sopra. né quello tenero. sono giusto. e non ha luogo alcuna reciproca combinazione. ma ciò che di legno può ricavarne." Così parlò l'onorevole Sâriputto. Là egli si rivolse ai monaci pensando a Devadatto: "Ecco un nobile figlio che ha lasciato la casa per l'eremo pensando: 'Sono precipitato nella nascita. cerca legno. Con tale intenzione egli ha rinunciato al mondo ed ottiene elemosina onore e gloria. Majjhima Nikaya 29 Mahâsaropama Sutta Il paragone del legno Questo ho sentito. questi altri monaci però sono ignoti e insignificanti'. ne staccasse un ramo e se ne andasse pensando: 'Questo è legno': un uomo di buona vista che avesse osservato tutto penserebbe che costui non conosce niente delle parti dell'albero. diviene negligente e leggero. e chi è leggero è toccato dal dolore. E pertanto. Così come se un uomo che vuole legno.Se il pensiero interno non è distratto. la combinazione di questi cinque tronchi dell'attaccamento!' E la parola del Sublime suona: 'Chi vede l'origine da cause. immerso e perduto nel dolore! Oh. diviene negligente. se potessi mettere fine a tutto questo tronco di dolore!'. sull'alpe del Picco dell'Avvoltoio. un monaco ha fatto molto'. Una volta il Sublime soggiornava presso Râjagaham. Egli s'inebria. staccasse un ramoscello con foglie e si allontanasse pensando: 'Questo è legno': un uomo di buona vista che lo avesse osservato penserebbe: 'Questo caro uomo non conosce né il legno duro. Così come se un uomo che cerca legno s'arrampicasse sopra un grande albero.

divenuto monaco. immerso e perduto nel dolore! Oh. lo rendono negligente. Così come se un uomo che cerca legno. nella vecchiaia e nella morte. avesse ottenuto i giusti riconoscimenti e non diventasse altero e sprezzante del suo prossimo. divenuto monaco e raggiunto il raccoglimento. divenuto monaco. Con tale intenzione egli ha rinunciato al mondo ed ottiene elemosina onore e gloria. hanno l'animo distratto'. gli altri monaci non sono raccolti. raggiunge la grazia del raccoglimento. Se ne allieta. Ecco un altro nobile figlio che lascia la casa per l'eremo e vive le stesse esperienze degli altri. Contenti si rallegrarono i monaci della sua parola. segasse proprio il tronco di legno duro d'un grande albero. e. questo il fine. diventa altero e sprezzante: 'Io sono virtuoso. e il leggero è toccato dal dolore. non s'inebrierebbe. Così un nobile figlio che ha lasciato la casa per l'eremo pensando: 'Sono precipitato nella nascita. sofferenze e pene. non diventa negligente. Conquista le virtù dell'Ordine e non si lascia inebriare da esse. non chiarezza del sapere. egli conquista la grazia del raccoglimento. Così come se un uomo che cerca legno. non se ne inebria. saprebbe che si è accontentato di legno inadatto. Le virtù lo inebriano. vive tutte le esperienze che abbiamo visto. certo d'aver preso buon legno duro: un uomo competente di buona vista che l'avesse osservato. lottando seriamente. lo rende negligente e leggero. La chiarezza del sapere lo inebria. Per queste virtù egli si allieta e cambia. ha conquistato una imperdibile temporanea redenzione . diventa superbo e disprezza gli altri monaci: 'Io sono raccolto. Ma ancora una volta questa grazia del raccoglimento lo altera. 54 . non leggero e. arrampicatosi su un grande albero. Costui è un monaco che si accontenta della sola corteccia dell'ascetismo. lottando seriamente conquista la chiarezza del sapere. conquista la grazia del raccoglimento. di animo unificato. in guai. disprezzasse gli altri monaci per non esserci riusciti. e il leggero è toccato dal dolore. questo ne è il nocciolo. Lottando ancora conquista la chiarezza del sapere. divenuto monaco e raggiunta la chiara scienza. gli altri monaci sono ignoranti'. onore e gloria. e fosse convinto d'avere preso autentico legno. uno di buona vista che lo osserva lo giudicherebbe un incompetente: allo stesso modo si comporterebbe un nobile figlio che. non virtù dell'Ordine. non è elemosina. e il leggero è toccato dal dolore. e chi è leggero è toccato dal dolore. nello strazio e nella disperazione. si accontentasse di legno tenero. Lottando ancora con seri intendimenti conquista l'eterna redenzione che non è cosa che si possa perdere." Così parlò il Sublime. leggero. Non diviene altero per le virtù dell'Ordine acquisite. inebriato da ciò diverrebbe negligente e leggero. Così come se un uomo che cerca legno si arrampicasse su un grande albero e ne prendesse solo la corteccia. Ma quella imperturbabile redenzione dell'animo. lottando con seri intendimenti. Un altro nobile figlio che. cambia. diviene negligente e leggero. Se ne rallegra. ciò è lo scopo: questo. ma non cambia. Altrettanto un nobile figlio. non grazia del raccoglimento. e pensa: 'Io sono chiaro sciente. Se ne rallegra. Il raccoglimento lo inebria. E così il frutto dell'ascetismo. lottando con seri intendimenti. un competente che l'avesse osservato. sono cattivi'.nobile figlio che con giuste motivazioni avesse lasciato la casa per l'eremo. monaci. ha raggiunto la chiaroveggenza e. se potessi mettere fine a tutto questo tronco di dolore!'. approverebbe il suo operato. Tutto ciò lo allieta ma non lo cambia. lo prendesse e lo portasse via. è l'ascetismo. non diverrebbe negligente né leggero e conquisterebbe le virtù dell'Ordine. Non diventa negligente né leggero. Costui è un monaco che è appagato dal legno tenero dell'ascetismo. convinto d'aver preso del legno. ma non cambia. gli altri monaci non sono virtuoso. Un altro nobile figlio. Costui è un monaco che si accontenta di un solo ramo dell'ascetismo. sono giusto.

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