GLOSA SOPRA RAIMUNDO LULLO E SOPRA LA TURBA FILOSOFICA per prodursi Oro e Argento mediante la Natura e l’Arte.

Dilucidata dal nobile D. Scipione Severino Napolitano In Venetia 1684 Con licenza de' Superiori Esce hogi in luce à beneficio di V. A. S. E.mi la presente Glosa vittoriosa dell'oppositioni alla Scienza trasmutatoria metallica. Gradischino il mio affetto, il quale inclina a sollevarli, non sijno all'uso dell'ignoranti facili a detestarla, essendo scienza certificata dalle ragioni e sperienze delli veri filosofi, li quali non meritano sindicatura, se non dal loro Giodice competente. Vi averto però a servirvi di Manipolatori prattici, del resto à Dio. D. SS. V. E.me Affetionatissimo Servitore D. Scipione Severino CAP. PRIMO: Della mutatione metallica Li cento Filosofi descritti nel libro intitolato Turba Filosofica suppongono che la natura universale sia l'ignis elementare, chiamato primo Yle, e che resiedi nella sua sfera, o nel centro del Sole, o che sia l'istesso centro, e suppongono che sia causa dell’ignis insito nelli corpi sublunari chiamato con tanti modi diversi quanto furono li Filosofi, cioè con molti centenara e migliara di nomi: Lapis, Natura particolare, fuoco particolare, Solfo, Mercurio, Hidragiro, Leone, Lupo, Glutine, Padre, Oro, Sole, Figliuolo, Sustanza, Forma sustanziale, Seme, Huomo, Maschio, Azot, Azoch, Ignis, fundamento del lapide, Anima, parte metallica, fuoco vivo, Agente, Artefice, principio d'esistenza, di vegetatione, moltiplicatione, ingrossatione delli detti corpi, seco attrahendo, coadunando, disseccando l'altri elementi somministrateli, supponendo anco che, coll'agiuto del Sole come causa istrumentale, succedi detta disseccatione diventando corpo. Siché per prodursi detti corpi, o siano vegetabili, o metallici, o animali, è necessario l'ignis sudetto come principio di sussistenza e forma indifferente per prodursi ogni sorte di corpo. Differiscono, dunque, detti tre corpi, solamente nell'accidenti, e convengono nell'ignis. Cotesto ignis è il solfo delli Filosofi, il quale si deve pigliare dalle Minere o dalli metalli o dalli Mercurij, & ognuno sarà ottimo. Li moderni lo vogliono cavare tale quale è, cioè invisibile, intangibile etc. col mestruo universale. Altri in forma di sale; o procurano che il Mercurio diventi diventi sale, o

polvere etc. Li detti cento Filosofi lo vogliono in forma composta, cioè di sale cavato dalle minere tutte, e sopra ogn'altro dalle pietre ferregne di natura igneissima più d'ogn'altra minera, dopo l'evacuatione delle parti humide, spiriti, ogli etc. calcinate a fuoco lungo di reverbero. Potrei portare molte autorità delli Filosofi, ma la brevità propostami non mi dà luogo, solamente concludo con Gebero: Intentio nostra est, ut calces, vel sales metallorum fint ingressivi. Mentre come ingressivi penetraranno il Mercurio, e come della consimile natura Mercuriale s'associeranno e come ignei lo fisseranno. Prima di stamparsi la presente Glosa mi sono state fatte molte oppositioni dall'Amici eruditi che perciò l'apporterò qui sotto con l'adequate risposte. Ma prima che li tocchiamo vi avviso che l'officio mio adesso è di far la glosa, spiegando l'oscure propositioni, volontà e modi delli Filosofi circa la mutatione metallica, ma non è l'ufficio mio di componere nova scienza. Siché io riferirò la loro volontà e senzo. Del resto non c'è scienza al Mondo che, a torto o a dritto, non possedi le sue obiettioni. In primis, qual è la causa che in dies si veggono tanti Alchimisti poveri. Si risponde da Arnaldo di Villanova perché questa è sola scienza delli veri Filosofi e non dell'ignoranti e delli Filosofi moderni, li quali non scrutinano le cose naturali. Per secondo l'hodierni curiosi si servono di vegetabili o mezi minerali per base principale o per causa efficiente. 2. Utrum si dà mutatione di sustanza di un corpo in altro corpo. Si risponde affirmativamente, poiché le cose insensibili deventano senzibili: mosche, zanpani etc., li cibi in ossa e carne umana etc.. 3. Utrum si può fare oro senz'anima d'oro. Si risponde affirmativamente, come si vede nelle pagliole & alle volte coll'herbe nell'istante di tempo della violenta costellatione à molti viventi, e defonti noto. 4. Utrum come può succedere che un'onza d'anima d'oro cavata per esempio da una libra d'oro potrà produrre più libre, e molte libre d'oro con beneficio grande? Si risponde coll'autorità di Arnaldo di Villanova. Ogni cosa che si genera cresce, e può crescere nella sua matrice, siché l'oro è generato; per consequenza può crescere nella sua minera, dal che se n'arguisce che l'oro, perseverando nella sua minera senza cavarsi, moltiplicarà mediante il suo interni ignis, che è l'agente, conclutinando seco l'altri elementi aurei mercuriali somministrandi dalla Natura. Siché dopo che è stato cavato dalla sua minera, l'Ignis, seù l'anima estratta da una libra d'oro, possiede l'istessa attività naturale atta a disseccare seco l'elementi mercuriali, e'l mercurio in abondanza assai più della sudetta libra. 5. Il fuoco è dissipatore e destruttore: dunque, come può essere elemento Agente, Conclutinante etc.? Si risponde che l'ignis elementare è fuoco vivo e non destruttore, altrimente nessuna cosa starebbe nel Mondo.

6. Se l'anima, seù forma dell'oro sudetto è spirito che coagula il Mercurio in oro, dunque il spirito del vino anco fissarà il Mercurio in oro. Si risponde che non si dà per arte elemento senza l'altro, né spirito totalmente spirito, siché il spirito aureo come igneissimo e di natura mercuriale fissa e s'unisce col Mercurio, la quale igneità e natura non è posseduta dal spirito del vino, e perciò non lo fissarà. 7. Come può essere che la forma dell'oro stia fissamente in materia non sua, quanto più che Morieno disse: Anima citò suam corpus ingreditur, qua nullatenus cum corpore alieno coniungi potest. Si risponde che l'oro, penetrando nel mercurio e nell'altri metalli, starà assai bene con le parti pure d'essi. Del resto Morieno in detto suo discorso intende che il sale metallico non starà fissamente con li sali vegetabili, animali etc.. E perché nel mondo tutte le cose sono comprese sotto tre generi, cioè vegetabili, animali e metalliche, per conseguenza, essendo esclusi dalli Filosofi per la mutatione metallica li primi e secondi, per conseguenza, o non si dà mutatione metallica, o se si darà dalle sustanze delli metalli deve sperarsi. E li Filosofi suppongono che [siano] le sustanze delle minere metalliche e delli Mercurij, e delli metalli purissime, fino al paragone dell'oro e dell'argento, e d'igneissima e mercuriale natura atta ad associarsi col Mercurio e con li metalli tutti. Si crede dunque che detti sali redistillati fissino il mercurio e'l metallo consimile in vero oro & argento. CAP. II: Della natura delli metalli Li principij delli metalli secondo il presupposto delli Filosofi citati nel presente libro sono li quattro elementi, & esalando dalla terra minerale li fumi, e ragirandosi intorno le lucide pietre sulfureee, si disseccano in metallo dall'igneità di dette pietre, siché l'unione per minima si fa per via di fumi, delli quali la parte humida è chiamata Mercurio e la secca è chiamata solfo. L'oro costa di Mercurio purissimo con pochissimo solfo purissimo. L'argento possiede più solfo, e meno puro dell'oro, & anco Mercurio simile alla purità del Mercurio d'oro. Il rame abonda di solfo volatile, di poco solfo fisso e meno mercurio fisso, e dett'abondanza s'arguisce dalla negredine e dalle scorie le quali si separano per non essere della sustanza del rame, ma accidenti. Il ferro abonda di solfo fisso, meno solfo volatile e minimo di Mercurio, e dalla difficoltà di fondersi s'arguisce. Il stagno possiede il Mercurio posso fissato & anco il volatile, solfo terreo poco cotto e disseccati, & il solfo volatile. Il piombo costa di mercurio terreo, solfo terreo e solfo volatile. Il tutto s'è visto nella divisione delli loro Mercurij. Il peso dell'oro dipende dall'abondanza e dalla purità del Mercurio suo, & il peso del piombo dipende dalla sua crudità, e differiscono per la purità e cottura e colore. E con la calcinatione fatta col fuoco di reverbero del piombo, s'allegerisce, siché il piombo è il più dissimile metallo dell'altri all'oro, & il piàù remoto. Né l'impurità del suo mercurio l'arte la potrà

levare, disse Alberto Magno, com'anco dalli mercurij dell'altri metalli imperfetti. Il resistere all'esami dipende dalle purità, & il non resistere dall'impurità, le quali producono i pori aperti per li quali l'eliminante entra, siché ogni metallo composto di solfo fisso materiale o volatile temerà l'esame, e quando Gebero disse: Metalla constant mercurio & sulfure o disse Metalla constant mercurio, sulfure & arsenico per solfo intese l'ignis interno, e per arsenico intese il solfo terreo o fisso o volatile. Dal che si conclude che il Lapis Filosofico convertirà in vero oro la parte mercuriale delli metalli, e se convertirà anco la sulfurea non sarà mai oro come il naturale per l'assistenza delli solfi fissi o terrei, ma convertendo il mercurio in oro sarà simile all'oro naturale, mentre l'oro, come si è detto non costa di solfo materiale, eccetto che pochissimo. Si conclude anco che, prima di proiettarsi il Lapis o altra medicina per trasmutare, il stagno e 'l piombo debiano prepararsi con inbibire e disseccare la loro calce con vitrioli rubefatti dissoluti o coll'alume disseccato e dissoluto, cioè il vitriolo per il lapis rosso e l'alume per il bianco, poi si reduchino in corpo. La facilità del fondersi dipende dalli solfi volatili e mercurij volatili, e la retardatione dalli fissi. Il sblendore delli metalli dipende dall'abondanza mercuriale & il stridore del stagno dal suo mercurio volatile. La frangibilità indica siccità o estraneità. L'ignitione dipende dalla fissatione ferma. La detta calce di Giove e di Saturno si fa fundendoli e voltando superficialmente con un ferro, finché farà polvere, la quale perseveri per 24 hore al fuoco, poi se li dia la detta inbibitione, poi si reduchi col suo reduttivo che si dirà in fine. Per cavare il sale dal stagno per l'argento si calcini a fuoco di riverbero per tre settimane, acciò perda ogni volatile solfo; l'istesso della biacca si farà. Ma per cavarsi il sale per prodursi l'oro, il piombo, il rame e 'l ferro [si calcini] per mesi due, o finché saranno resi impotenti a ridursi in corpo e che non mutano colore. Detta biacca rubefatta dissoluta e unita col ferro dissoluto e disseccati, proiettateli nel piombo, acciò diventi rosso; l'istesso dico del stagno. Cavarete dal sale armoniaco e dal solimato cotti uniti, l'estratto coll'aceto stillato, e filtrate e disseccate e ponete in humido. Diventarà acqua, con la quale cocete il Sale di piombo rubificato col ferro o rame dissoluto, poi coll'oro e col futuro reduttivo tirateli in verga aurea. O il ferro dissoluto e disseccato in polvere cocetelo con due parti di solimato in fuoco di cenere fino alla rubedine, poi reiterate più volte ad unirci il doppio di solimato, e rubefaciendo, poi, dissolveteli con dett'acqua & inbibeteci la calce d'oro fin'alla rubedine disseccando. Poi tirate in verga aurea col futuro reduttivo. Volatizare li metalli, cioè sublimarli con acque potenti e non con sali che li deturpa. Incerare è l'istesso che dare ingresso al lapis. Fissare, cioè che non fumi o sublimi. Humare, cioé interpositione di tempo; perciò gli spiriti & ogli metallici s'humano nel caldo fimo, acciò che da una distillatione all'altra le fecci inutili restino al fondo del vase, perciò disser li Filosofi humate spiritus.

Li solfi metallici non sono capaci di fusione, di reduttibilità in corpo e di penetratione, per essere privi di mercurio il quale è più humido delli solfi, li quali sono di siccissima natura. Li lapilli delli metalli tutti, e particolarmente sublimati, sono più facili a dissolversi essendo uniti col sale armoniaco purificato nel caldo fimo, o si dissolvino senza la detta sublimatione in detto fimo. Li metalli sublimati col detto sale armoniaco e con acqua sciolti, si separano con alcune goccie d'aceto stillato, il quale farà precipitare il peso metallico; l'istesso effetto produrrà il sugo di limone o d'arancio, o il sale. O, con acqua commune, distillarete per sopra mutando acqua più volte. Sublimate il croco di Marte e di Venere, & estraheteli coll'acquavita e poi filtrate e disseccate se li volete in polvere, la quale dissoluta nell'aceto si unischi al sale plumbeo &c.. La quintessenza di gallina o di polli separata dall'acqua farà volatizare e distillare li lapilli [di] ogni metallo, o [i] loro sali, terre foliate &c.. Il sale armoniaco dissoluto in aceto & inbibito nelle calci o lapilli metallici li farà sublimare con facilità, e reiterare bisognando, poi conservati nel fimo caldo si dissolveranno. Pigliate due oncie di Croco di Marte o di Luna con due di regulo d'antimonio e quattro di solimato Venetiano, poi tante volte distillate recoobando, che tutto il solimato resti distillato, poi disseccate il Croco a cenere calda, poi dissolvetelo coll'aceto stillato, passatelo per carta e disseccate e reiterate dette tre fatighe. Finché restarà oglio indissiccabile di Croco o di Luna o d'altro metallo. Li menstrui, li quali distilleranno li metalli li vedrete appresso, perciò sublimate li metalli, poi, o fateli precipitare come si è detto, cioè poneteli in acqua calda e dopo essersi refreddata fateli precipitare, o col sale commune, o con alcune goccie d'aceto stillato o d'arancio o di limone &c., o estraheteli coll'acquavita. Poi li ponerete in digestione col mestruo e volatizarete, e reiterarete e redistillarete &c. Recipe un parte di Luna Dissoluta nell'acqua forte con tre di solimato Veneto, e fateli precipitare. Poi fatene pinoli con li bianchi d'ova, e per diece hore darete il fuoco di quattro gradi. Poi reiterare bisognando, & all'ultimo, separate sublimando soavemente il Mercurio acciò resti tutto il peso dell'argento volatizzato. Utinam l'istesso succedesse delli sali metallici e solfo di Marte &c., il che può essere: ma per l'oro e per volatizare il detto solfo o Croco &c., sarà meglio l'acqua regia per parte dell'acqua forte sudetta. Recipe le loppe ferree verdi, o torchine non bianche nella frattura. Triturateli, infocateli e smorzateli in aceto due volte stillato e reiterate, e separate, e dissolveteli poi coll'aceto stillato; filtrateli, disseccateli e reiterate fin'all'albedine. Avicenna sublima tutti li metalli, li Crochi, l'estratti metallici &c. per l'oro col solimato Venetiano, sale armoniaco, oro pimento, solfo, o ne cava li spiriti e con essi li volatiza, e per l'argento li sublima col solimato & alume e salnitro, e li fa spiriti. Li lapilli metallici quattro volte inbibiti con acquavita, e poi infocata, poi ad ogni oncia accoppiatevi 8 once del seguente, cioè fate un mestruo di 3 parti d'acquavita con una di spirito di sale commune nel caldo fimo, finché si dissolverà tutta, o ripassatecelo per sopra più volte. Recipe li detti lapilli triturati & inbibiti col sale armoniaco preparato e

dissoluto coll'aceto, e tante volte disseccati & inbibiti che pesino due volte più del proprio peso, poi sublimateli, [il ] che si farà subito, poi separateli nel modo detto o fateli dissolvere nel caldo fimo e conservateli per li bisogni, o siano d'oro o di Luna, o di ferro o di Giove. Dall'oro e dall'argento, li quali persero la tintura, e per 24 hore calcinati, estrahetene il vero sale. Il Croco di Marte & ogni altro metallo si sublima coll'antimonio in un cannuolo d'Archibuggio, ponendoseli sopra il cappelletto. Calcinate l'argento per un mese e mezzo a fuoco di riverbero, poi cavatene l'estratto coll'aceto stillato e disseccate, e sarà il suo sale. L'istesso dico degl'altri metalli, e facilitarete le loro sublimationi. Del Marte calcinato col spirito di vitriolo, sal commune, vitriolo & alume, e poi per due mesi al fuoco di riverbero si cavi il sale coll'aceto tre volte stillato, il quale tante volte si filtri, dissecchi e dissolvi, finché sarà bianco mediante detto aceto stillato.

Cap. III: Dell'inganni de' moderni Alchimisti Li Filosofi non stimano l'herbe, né l'animali né le cose loro, né li mezi minerali se non quel che si dirà per la mutazione metallica, servendosi solamente per base principale delle sustanze metalliche, o di minere o di Mercuri, burlandosi anco delli loro ogli e spiriti estratti, e crochi dissoluti, mentre quel che non entra non altera. Le tinture auree non fissano Luna. L'amalgama e 'l cenabro sono infissabili con beneficio, mentre corpo con spirito non si fissa con fissatione ferma. Nessuno Mercurio può animare il solfo dell'altri metalli, li quali furono privati del proprio Mercurio, mentre è inpossibile la ferma fissatione & unione per minima, essendo detti Mercurij a detti solfi d'aliena natura. Ogni metallo cotto per 8 giorni col cenabro lascierà il suo solfo a parte, quale cenabro si reduchi in corpo. Ogni Chimico fugghi l'ogli e spiriti di mezi minerali e di sali loro, se non vogliono provare la povertà, e fughino l'herbe operatrici a caso e non per natura. Io viddi cocere un'oncia di Luna sublimata con tre di Mercurio per 45 giorni, finché restò serena una libra d'acqua, o 3 d'acqua mercuriale, e decantandosi, la roba disseccandosi fissò il Mercurio, ma non so se dopo la disseccatione la facesse dissolvere (30 volte si fece dett'operatione) o se la distillasse. Le chiavi dell'arte sono recalcinare, reestrahere, resublimare, reestrahere, redistillare, revolatilizare, refissare, reincerare, redissolvere etc. fin'al bisogno. E vi assicuro che per via di tutti li mezi minerali, delli loro spiriti, ogli & acque graduatorie non possederete argento fisso, né Mercurio fisso; perciò non crediate a tante ricette che vanno per il Mondo. Mai Mercurio, cenabro e solimato Venetiano soli o accoppiati con altri mezi minerali, o unitamente deventati spiriti, ogli etc. hanno fissati argento, mentre sono volatili e li Filosofi per fissarlo vogliono li solfi ferrei o Venerei come disseccativi della crudità dell'argento e permanenti al cimento.

Cap. IV: Del modo di cavare li Mercurij dalli metalli Mercurius recipit qua sua sunt, caetera respuis: Gebero. Fiat Mercurius per Mercurium: il Rosario Filosofico Soli Mercurio est data potestas ex auro mercurium elicere: Giancoro. Ho visto con 4 oncie di Mercurio unire 3 oncie di Luna limata per trituratione; cocere con l'acqua delli ferrari con 8 dramme di Luna magnata dall'acqua forte per un mese, circolando. Poi, decantandosi l'acqua e passandosi per tela, fu ritrovato l'argento in mercurio. L'acqua fu quella dove li Ferrari smorzano il ferro, e delle dette 8 dramme si pose il terzo per ogni settimana dentro il vase. Sublimate tutti li metalli, separateli da chi li sublimò, poneteli nel caldo fimo con ana di sale armoniaco e 'l doppio di calce di tartaro per un mese e mezzo, poi uniteci 9 dita d'aceto stillato, il quale estraherà e separerà le parti sulfuree, poi uniteci il doppio di tutta la sopraddetta robba di scaglie ferree o di crudo tartaro pistato, poi darete fuoco di legna per hore 6; e nel recipiente sia la metà d'acqua, e lavarete quel che starà nel cannuolo del lambicco. O li detti metalli siano calcinati coll'acqua regia & acqua forte e separati, e lavati secondo l'arte dopo d'essere stati 9 o più giorni in digestione. Pooi darete fuoco di legna per 24 hore e reiterate dette fatighe per possederne molto di Mercurio. O li lapilli metallici inbibiti e diseccati con tartaro dissoluto fin che pesaranno tre volte più sublimarete, poneteli in digestione con il tartaro dissoluto etc.. Io mi guarderei dalla calce di tartaro per unirla all'oro e suoi lapilli per il dubbio che non diventi fulminante. Farete un'acqua di sale armoniaco preparato con una sublimatione col sale commune, il quale sale armoniaco cotto per un'hora a cenere calda, con scorze incenerite d'ova, deventino massa. Fate raffredarla e rompete il vase, e ben macinata si conservi nel porfido in luogo humido, e diventando acqua si filtri fin'alla serenità; la quale [acqua] inbevuta e disseccata con li metalli o con li loro lapilli lavati finché [tali metalli] pesaranno tre volte più seccati. Li quali [metalli ] si conservino per 12 giorni nel caldo fimo, poi a cenere calda in vase aperto fate sublimare, che vi restarà nel fondo la roba lavabile con acqua calda, e possederete l'oro quasi tutto in mercurio. Della Luna 9 oncie per libra, del ferro la metà, di Venere due parti, di stagno tre parti e quattro del Saturno. Recipe: di Luna oncia uno, di sale armoniaco oncia 1, di solimato Veneto 2, del ferro l'istesso dico e del rame oncia 1, di solimato 2 e di sale armoniaco 2 e mezzo. Date fuoco di carbonelli a vase aperto, cioè per il Mercurio ferreo mezz'hora o meno, e per l'altri il doppio, poi con acqua calda spesso per hore 9 triturate decantando sempre l'acqua e ponendoci la nova, e possederete tre sorti separate di Mercurio, e tre di solfo metallici. Se l'acque li disseccarete & in uno stortino di vetro dando fuoco violente di più hore distillerà più Mercurio, nel fondo ritrovarete il solfo del metallo, col quale solfo potrete fare il cenabro unendolo con mercurij metallici per curiosi effetti. Alcuni Filosofi uniscono una libra d'oro o d'argento in foglia, 2 di Regulo Stellato e una di Mercurio del volgo e triturano, distillano e reiterano molte

volte per possedere li loro Mercurij, ma [per far ciò] la fiamma vada per sotto e per sopra etc. Il fermento non è altro che oro o argento dissoluto o sublimato, e dissoluto coll'oglio mercuriale o con spiriti metallici, o oro e luna distillati. Cap. V: Delli Mestrui Chi non possiede li mestrui distillatorij delli metalli sublimati o delle terre foliate non s'intrichi con la Chimica. Il solvere fisicamente s'intende che la roba soluta non sia più reduttibile in corpo. Il volatilizare è l'istesso che sublimare con acque, le quali distillano, e la roba sublimerà. Le reiterate coobationi e distillationi producono li mestrui più potenti. La prima tintura metallica redistillata è spirito, la seconda redistillata è l'aria, la terza redistillata è l'ignis, e quel che restarà è la terra, la quale, calcinata per 24 hore o più a fuoco di riverbero darà il sale estrahendosi. La Magnesia filosofica è composta d'una parte di spirito della pietra ferregna con la metà d'oglio mercuriale rosso, e si chiamerà Magnesia rossa. Et essendo l'oglio mercuriale bianco la farà chiamare Magnesia bianca, acqua mercuriale, azot, azoch e con mille altri nomi. L'acque forti delli Filosofi sono li spiriti & ogli di metalli e minere, e [sono] Mercuriali in differenti lapis. Non è oglio metallico se la seconda o terza tintura non natarà in acqua o tutto il metallo o tutto il solfo ferreo redistillandosi. Il sale dell'acqua del terreno, delle viti, del salnitro, del gemma, del sale prunelle, del sale bianco d'orpimento brusciato, del salnitro delle sepolture, sono stimati per cavarsi li spiriti & ogli rettificati per distillare li metalli sublimati, le terre foliate etc.. Ma il salnitro si prepara col brusciarlo suavemente in un vase di ferro, dando il fuoco per sopra, e lascerà le fecce: le quali dissolute 7 volte, filtrate e disseccate coll'acqua stillata saranno purissime. E l'ottava volta si dissolvino, filtrino, e si separi tutto il peso dell'acque finché restarà di colore giallo, e sarà ottimo per estrahere le tinture dall'oro e dalla Luna, conforme [a quanto] ho visto per giorni 40. E se volete separare la tintura, si cavarà coll'acquavita. Recipe: Pigliate la rugiada, [la] quale si pigli con la spogna, e non sia d'inverno. Stij in caldo fimo fin'alla negredine, poi distillarete con 4 vasi, cioè la storta, 2 recipienti & uno passaturo a tre bocche, mentre nell'inferiore anderà la flemma e'l spirito nell'altro recipiente, e due altre volte rettificare detto spirito. Nell'istesso modo si farà il spirito di mele. Ma io farei d'altro modo: distillarei con suavità il spirito della rugiada per possedere il suo sale, col quale e con dette fecci preparate di salnitro farei il mestruo più potente. Martino Birrio distilla e redistilla dette fecci col detto spirito di rugiada, e lo chiama mestruo infernale. Il sal gemma 7 volte fuso col mantice e 'l sale commune tre volte fuso in detto modo, il primo distillerà l'argento, & il secondo l'oro, cioè li loro spiriti, con le reiterate digestioni etc.. Si anco il spirito di tiribinto redistillato con canfora o acquavita fina e canfora redistillati faranno distillare ambedue detti & ogn'altro metallo

sublimato e 'l spirito di sale commune coll'oglio di vitriolo. Detto sale commune fuso e poi triturato posto nell'oglio di vitriolo lo vedrete senza fuoco distillare. L'acqua vegetabile di Lullo costa d'acquavita fina che perse la prima e seconda flemma, essendo la terza redistillata nove volte, alla quale unito il terzo di sale d'urina si redistillano tutti; ma se poi ci s'aggiunge l'ottavo di cenabro, e tutto si fa redistillare (ma io dubito, ché ci vogli più sale d'urina) è chiamata acqua celica di Lullo. L'oglio metallico dà l'ingresso al lapis, sì anco l'acqua regia al lapis del Giove e di Saturno, ma sia meno del lapis, e 'l spirito o oglio di vitriolo al lapis Venereo. L'estratti distillati delli metalli anco donano li spiriti. L'oglio mercuriale rosso si compone d'ana di solimato e sale armoniaco purificato e rubefatto. [Questi], 7 volte uniti sublimano; poi, se l'unisce di solfo la metà d'uno di essi e resublimano più volte, finché più non sublimeranno. Poi si dissolvono in bastante spirito di sale commune, e redistillano e recoobano fin'alla redistillatione del tutto. E per fare l'oglio mercuriale bianco, al detto armoniaco si sostituisce l'alume disseccato & al solfo l'arsenico. L'oglio volatile di tartaro si fa di sale cristallino del tartaro nove volte dissoluto, filtrato e disseccato coll'aceto stillato. Poi s'unisce con tre di buolo rosso disseccato bene al fuoco e 4 volte si recoobano e redistillano uniti, e tre volte ultimamente solo. Il solimato buono è composto di mercurio purificato, vitriolo Romano e sale decrepitato con le sublimationi reiterate, e reiterati vitriolo e sale eguali di peso [a] quanto la roba che sublimerà. L'oglio mercuriale, per inbibirlo nel sale mercuriale, si compone d'una libra di solimato dissoluto in 24 bianchi d'ova col sugo di limone, e per sei hore distillato, ma col fuoco di legna nelle due ultime hore. E reiterandosi a coobare e redistillare finché tutto sarà redestillato, poi si deve filtrare fin'alla serenità; e perché le fecci difficilmente destilleranno, perciò triturateli e dissolveteli con detto liquore e filtrateli e reiterate, finché tutte passaranno per feltro. Poi separate tutto il peso dell'ova e del limone. E più, e [il composto] sarà acido e possederà la sua sustanza. Ma sarà migliore il seguente oglio per dett'inbibitione. Recipe: il Mercurio non purificato ad libitum, e con uno recipiente, un lambicco e tre passaturi di vetro appoggiati nel muro e lutati, darete abondanza di accesi carboni sopra li tre passaturi, poi sotto il mercurio, e spesso fra tre hore il mercurio sarà acqua, e vedrete la sua negra sustanza in polvere, la quale, purificatela come si dirà da Lullo, della quale [sostanza] Gebero disse mundare enim poteris intime, quod natura non potuit. Io pigliarei detta sustanza, la biancheggiarei come si dirà, poi la dissolverei con dett'acqua ad sufficientiam e l'inbibirei al sale mercuriale acciò moltiplicasse di peso e deventasse terra mercuriale cresciuta presto di peso, e mi pare un ottimo conseglio. Poi li darei il fermento etc. come si dirà, ma molto mercurio sarebbe necessario, essendo poca la detta sustanza. L'oglio di vitriolo o di solfo fatto per campana unito con la fina acquavita, farà distillare l'estratto, tintura e l'olio sublimato. Il spirito del sale commune fa l'istesso efetto, & anco cava con reiterationi

la sua tintura, e si separa coll'acquavita in digestione. Il spirito acido di rugiada col sale prunelle redistillandosi 7 volte è stimato ottimo mestruo. Il quale sale è stimato al paragone delle fecce del salnitro, & ambedue doverebbono dulcificarsi coll'acqua vegetabile sudetta, nella quale non sia cenabro, e con reiterate digestioni si dulcificarebbono, mentre li Filosofi desiderano tale dulcificatione. Del resto avertite che il cenabro o il solimato o il mercurio accoppiato in peso minore di tutti li detti spiriti & ogli, gioverebbe alla distillatione metallica. Per fare le future masse metalliche fuggite l'hermetico sigillo, ma oppilate li vasi con tre palle di tela. Li detti spiriti si conservano con due pelli, mastice, cera & incenzo. E luto si fa di buolo rosso o terra di Faenza e lana, o luto commune, arena, pomice e lana e calce vergine alla superficie. Il primo grado di fuoco costa di caldo fimo, o bagno, il secondo di cenere, il terzo d'arena e carboni, il quarto di legni molli e duri. Chi dissolvesse, filtrasse e disseccasse le dette fecce del salnitro, e reiterasse finché restassero indisseccabili, e l'istesso facesse del sale commune, sal gemma, del sale di fontana, del terreno, dell'acqua, del sale prunelle e della rugiada e del sale bianco dell'or pimento di miniera etc. e poi li redistillasse, possederebbe le chiavi di volatilizare, redistillare etc. delli metalli sublimati e delli loro sali & estratti, e più potenti sarebbono infocandosi assai bene, prima di principiare dette dissolutioni. Lapis noster ubisque est dicono li Filosofi, & intendono del sale o sustanza, e l'ignis elementare d'essi sali lo chiamano Sole, solfo etc. Cap. VI: Della Pietra Filosofica. La pietra filosofica di prima sfera sarà la futura scala filosofica approvata da cento ottantaquattro filosofi com'appare nel libro intitolato Turba Filosofica, ma perché l'hodierni curiosi col presupposto d'essere più dotti dell'antichi non lo credono, perciò non apporto le loro sentenze, ma solamente una del vecchio Abielsa, & è la seguente: Ego ferrum siccum, durum, forte, pistans & pistatum sum omne bonum, nec est in mundo agens actionem meam, per me generatur secretum secretorum, nec me melius studere poteris, ideo' magnificatum est, & exaltatum nomen meum. L'istessi filosofi fanno un altro lapis, cioè pigliano li seguenti mercurj in vase di vetro simile ad un fungo o fungi, oppilato con stoppa per 2 o 3 mesi di fuoco di terzo grado, finché li mercurij diventano polvere rossa, seu sale o sustanza mercuriale. Ma non eccedi il peso di due oncie in detta cottura, & essendo fatto detto sale si conservi per le ricette le quali si diranno nel Cap. 8. Recipe: un'oncia di mercurio d'oro & una di mercurio del volgo. Trevere Recipe: 2 oncie di mercurio di Luna: Il Rosario filosofico. Recipe: un'oncia di mercurio d'oro & una d'argento. Arnaldo & Hermete. Recipe: mezz'oncia di mercurio d'oro, mezza di mercurio d'argento & una di mercurio purificato del volgo. Arnaldo. Il lapis mercuriale d’oro produrrà oro bianco per la minorità del suo colore.

Ma per prodursi l'argento Recipe un'oncia di mercurio di Luna & una di mercurio di Venere, o mezza dell'una e l'altra, con una del mercurio del volgo. Arnaldo. Gebero sostituisce a quello del volgo il mercurio purificato del lapis lazuli, o d'antimonio e di marcassita e del Marte stellato. Alle volte si servono del solo mercurio & oglio mercuriale del volgo, come si dirà nel Cap. 7. Il mercurio del volgo & anco il suo lapis è chiamato sotto nome di lapide, o lapide benedetto, lapide dato gratis da Iddio, solfo etc.. Questo lapis allunga la vita, né fa invecchiare, disse Lullo nel trattato De oleo & lapide Philosophorum, e, particolarmente, accoppiato col lapis aureo della scala futura pigliato a granello con liquori appropriati all'infirmità, o coll'acquavita essendo sani. Un curioso pigliò 30 libre di mercurio purificato e 4 libre per volta buttò per un corno che teneva il lambicco di terra infocato, il quale per il cappello di vetro e suo forame, distillava l'acqua debolissima, e reiterò, finché nel fondo restò una polvere negra, seu sustanza, la quale deve biancheggiarsi come si dirà nel cap. 7. Perciò Gebero disse: Mundare intime poteris, quod natura non potuit. Il lapis mercuriale dell’oro solo, non riceverà l'ingresso perché non partecipa di cose arsenicali, ma sarà per la salute. Tilingio. Martino Birrio si burla e ride del lapis mercuriale del mercurio del volgo, benché delli soli mercurij metallici non parla, e suppone che il mercurio del volgo non acquisti igneità maggiore negatali dalla natura mediante il fuoco, disseccandosi. Siché, osta a Raimundo Lullo supponendo che l'humidità del Mercurio si diminuischi avanzando d'igneità con la cottura. Esso dunque col detto mestruo infernale cava le tinture dall'oro, in foglia o sublimato fin all'albedine dell'oro, ma con un'avertenza presupposta necessaria e causa dell'errori di molti, cioè col fuoco di cenere per giorni 40, continuato e senza interposizione di tempo, altrimente la via dispositiva restarebbe distrutta. Per cavarle, poi, per 24 hore calcina dett'oro bianco col terzo grado di fuoco, e ne cava il sale coll'altro detto spirito infernale, benché Gebero e Lullo si servono di detta calce fatta per 24 hore volatilizata. Poi separa dette tinture e sale, dalli loro mestrui sudetti & in altro spirito sudetto infernali li dissolve, triturandoli in mortale di vetro, e poi li pone uniti a cocere per 9 mesi col presupposto [di] ritrovare un lapis o massa. E non dice altro se non che resti massa tenera atta a dissolversi col mestruo infernale, & unirsi ad altra tintura dissoluta per multiplicarsi di colore e di virtù, né parla di volatizare, dar l'ingresso etc.. È dunque mia opinione che dopo 9 mesi si sfumi con suavità l'humidità indissicabile fino al segno che sarà come butirro per proiettarsi, ma dubito di fumosità, nel qual caso si potrà disseccare bene e poi darsi ingresso coll'oglio mercuriale rosso e metà d'oglio volatile di tartaro, cocendo fino alla dissolutione & ingresso o in altro modo che si dirà nel Cap. 8. O dopo che sarà disseccato si faccia solo dissolvere in caldo fimo, poi si proietti. CAP. VII: Delle preparationi

Il preparare non è altro che levare il soverchio e soccorrere supplendo le cose giovevoli. Li metalli perfetti si preparano spiritualizzandoli. Li metalli imperfetti si purificano con lungo fuoco reverberatorio, acciò perdino le parti volatili, poi se ne cavano li loro sali, si biancheggiano e poi si spiritualizano. Il mercurio lavato più volte coll'aceto & uniti cotti si sublimano tre volte con scorze incenerite d'ova. Li vitrioli e l'alume si disseccano per metà. Il sale armoniaco si dissolve in acqua di mare, filtra e dissecca e reitera, poi si sublima o solo o con ana di ferro, acciò sij rosso. L'Antimonio diventi Regulo. La Marcasita sublimi con tre cappelli levandosi l'uno dopo l'altro, e conservando solamente la terza roba sublimata bianca, o si reiteri. L'orpimento sbruffato coll'aceto due volte stillato, tre volte sublimi in detto modo. Il Verderame si scioglie in aceto due volte stillato, si filtra e dissecca. Il Litargirio più volte si smorza in aceto stillato, per carta si distilla e dissecca, e reiterasi. Il Sale del terreno si cava bianco all'uso del salnitro, ma all'ultimo si dissecca l'acqua. Il Cenabro si sublima col sale, alume e tartaro fino all'albedine. Il bianco sale del vitriolo si volatiza con 30 di spirito suo. Il Marte stellato si fa d'Antimonio libre 4, di ferro limato libre 1, di Venere limata mezza [libbra] & altrettanto tra salnitro e tartaro, conforme [secondo quanto è] noto agli Spetiali. Poi 6 volte si rifonderà, buttandoci ogni volta la metà di tartaro e salnitro, etc.. Li Lapilli metallici si fanno svaporando il terzo dell'acqua forte che magnossi li metalli, poi fate refreddarli, decantate e tre volte lavate col vino etc.. Poi, o dissolveteli, o sublimateli e dissolveteli. CAP. VIII: Della prattica delli Lapis Filosofici Questa prima Ricetta è d'Oliviero Bergamasco, il quale chiama il bianco christallino sale del terreno, Solfo della Natura, il quale si cava come il salnitro. Recipe: il spirito fatto della rugiada corrotta detta nel Cap. 5, il quale spirito sia redistillato 7 volte, al quale uniteci la metà di detto solfo della natura, e dopo la digestione di due giorni, redistillate, recoobate etc. finché ogni cosa sarà distillata. Poi si conservino [tali spiriti] per 25 giorni fin'alla negredine in digestione, in vase bene oppilato, poi uniteci il mercurio purificato con tre sublimationi colle scorze d'ova, e di nuovo stijno in digestione fino alla citrinità o gialleità, e se farà argento fino alla bianchezza. Pigliate dunque tre oncie del detto liquore giallo o bianco, ponetelo in un vase del quale si sa il peso, e cocetelo finché dette 3 oncie si dissecchino e restino oncie una a vase ben serrato non hermeticamente nel fuoco di lume di cinque fili di bammace. Poi, essendo dett'oncia secca come butiro, dissolvetela col detto mestruo bianco mercuriale & uniteci il giallo liquore quando dopo la cottura di più giorni apparirà una diversità di colori. Poi

disseccate come butiro e proiettarete nel Mercurio, acciò diventi oro o argento, o oro bianco. Il moltiplico di detto lapis si farà con oncie 2 di esso, e 2 libre di mercurio purificato, li quali debbon dissolversi col detto mestruo bianco. Poi per bagno debbono cocere fin'alla densità, la quale si vedrà nel fondo del vase, supernatando la parte più sottile bianca, la quale si deve decantare, e si secchi detta parte densa come butiro e di nuovo si dissolvi bene, che siino acqua, col qual modo si farà l'unione per minima conservando l'humido radicale. E di nuovo si deve cocere fino alla varietà delli colori, nel qual tempo s'unischi il detto liquore giallo e si dissecchi come butirro, poi si proietti etc.. Il volatilizarlo non li nocerebbe. Detto moltiplico in detto modo potrà farsi infinite volte. Dett'oro in foglia o argento si calcini molte volte col sale della terra col foco calcinatorio, poi si destilli per sopra per bagno, un poco di detto spirito, il quale si habbia antecedentemente magnato l'oro o l'argento, e restarà calcinato. Modo di fare l'oro o argento potabile Pigliate detto spirito, e col sale terreo unitelo cocendolo per bagno per giorni 40, acciò sij più acuto del detto, poi poneteci l'oro calcinato o argento calcinato nel bagno, cocendo, e sarà di color citrino, il quale decantate, e questo si reiteri fin che tutto l'oro sarà decantato. Poi distillate per carta, e per due mesi conservate nel fimo caldo e poi con cenere stillarete a goccia a goccia tutto l'oro, [il] quale non distillando tutto coll'istesso mestruo, redistillando conseguirete il tutto. Poi per bagno dividete il mestruo dall'oro e [questo] resti come butirro, ma si divida dopo esser stati giorni 10 nel fimo, e sarà oro che più in corpo non si redurrà. Ma per migliorarlo unite l'acquavita con detto butirro nel fimo, e si cetrinerà. Poi decantate e ponete nova acquavita, e reiterate finché tutto si dissolva in citrino. Poi unite tutti li decantati e per carta stillarete, e per bagno lo dividerete, e resti come gomma. Poi, un'oncia di cotesta gomma unita con 12 oncie di acquavita, sarà adiuvante dell’infermità dandosene una goccia con il liquore appropriato dell'infermità. Altro modo sperimentato per far l'oro potabile. Recipe libra una di spirito di sal commune con mez'oncia di spirito di salnitro, o meno. Fate stare in digestione con un'oncia d'oro per due giorni, poi distillarete dando il fuoco di 4 gradi verso la 6 hora, e li spiriti distilleranno, e l'oro principierà a vedersi sublimato nell'alto della storta di vetro. Poi, la roba sublimata pigliatela coll'acquavita, e, di nuovo, in altra storta unite detti spiriti distillati coll'oro il quale restò nel fondo, e di nuovo distillate e pigliatevi la roba sublimata coll'acquavita come sopra, e tutte le dette cose reiterate finché non sublimerà più l'oro, la sustanza del quale restarà nel fondo della storta.

Prima d'ogni distillatione vi sia detta digestione. Se l'oro non sublimerà la prima volta lo farà la seconda o terza volta. Se dett'oro potabile ha da servire per la salute, tutte le dette acquavite unite redistillarete tante volte, finché tutto l'oro sarà distillato, il quale stava con essa [acquavite] . Poi separate per bagno. Se ha da servire per la mutatione metallica, distillatelo coll'istessi spiriti, o con unirci tre oncie di sale armoniaco preparato, e tante volte finché farà tutto l'oro distillato. Né occorrerà pigliarlo dall'alto della storta coll'acquavita, conforme [a quanto] vi ho detto, e sarà negotio più speditivo, benché io non lodi detti spiriti, essendo dissecativi dell'humido radicale dell'oro, ma mi servirei dell'acquavita. Ma per fare che detta sustanza dell'oro, seu le fecce, distilli e sublimi etc. si deve preparare nel modo seguente. Triturate bene le fecce e poneteli unendoli in un pignatino col mele a foco, voltando sempre pian piano, finché sarà quasi disseccato. Poi buttatelo in un bacile di Faenza pieno d'acqua, e l'oro calerà nel fondo, e laverete bene, e poi, mutando acqua più volte laverete & asciuttarete. Poi, in detti spiriti, poneteci 2 trappisi di sale armoniaco & uniteli coll'oro. Fate stare in digestione e distillrete, e tante volte reitirarete finché tutta la detta fecce o sustanza sarà distillata. E se havesse da servire per detta mutatione, si potrebbe ponere più sale armoniaco per abbreviare la fatiga. Alcuni speculativi, per facilitare detta distillatione di sustanza, vorrebbono col solfo o col sale armoniaco sublimarla, e poi separarla, e poi fare dette redistillationi. Ricetta seconda di Matteo Tilincio Prencipe dell'Accademia naturale di Germania Sal mercurialis fissat mercurium, & sal metallicus consimile fissabit, disse il Dottor Matteo. La minera del cenabro sta in Spagna & in Unghjeria, e quanto più rosso sarà, migliore sarà. Luce nella sua rottura, a differenza della pietra ematide, la qual non luce, che del resto è simile, mentre esso participa di mercurio. Recipe il cenabro minerale (ma esso dice minera di cenabro) triturate sottolissimamente e lavatela con la rugiada stillata, acciò ne pigli la tintura, la quale decantatela e reiterate con altra rugiada, finché haverà cavata tutta la tintura, poi decantate e svaporate la rugiada, acciò resti seccata. Poi, per sopra, 2 volte distillateci li spiriti fatti d'ana di vitriolo rubificato, di salnitro e di sal commune, e reiterate coobando; ma [la ricetta] non esplica se la robba starà in detti spiriti, la quale per ottenerla dovrà separarsi, o pure se la robba restarà nel fondo della storta, ma solamente dice: ut purum separetur ab impuro. Poi per un mese si conserva nel fimo caldo, e [se] ne cava lo spirito bianco e 'l rosso per distillatione con due recipienti, e la calce che restarà per 5 hore di foco graduato diventarà bianca, dando fuoco di quarto grado all'ultimo, e sparirà ogni humidità. Da cotesta calce si cavi col detto spirito bianco il sale bianco christallino, estrahendo, filtrando, seccando e reiterando a dissolvere coll'acqua commune stillata fino all'albedine. Cotesto christallo si volatizi con detto spirito bianco, e resti separato, poi,

per bagno si dissecchi posto dentro il Pellicano per 8 hore e, pistato, s'inbevi e dissecchi con detto spirito fino all'albedine migliore. Poi, nel Pellicano cocendo con detto spirito rosso, diventi seccato e rosso, e forse ci bisognerà l'unione del spirito bianco con detto spirito rosso (il che non esplica l'Autore, mentre suole essere il mezzano delle tinture, qual discorso forse anco caderà nella seguente tintura, cioè il spirito bianco). Poi dissolvete 3 oncie di questa terra rossa, e di fermento oncia 1 con tintura stillata di rame, e seccate con soavità; poi di nuovo dissolvete con detta tintura e seccate due altre volte reiterando, e nel rame proiettate. E, se la tintura fusse d'altro metallo, nell'istesso metallo si proietti. E per proiettare nel Mercurio si deve volatizare e fare come si è detto più volte, e si dirà. La tintura stillata del rame si farà cioè calcinando bene il rame e sublimando, come s'è detto del fermento, poi per un mese si conservi nel fimo caldo col detto spirito bianco e rosso, e si decanti la tintura, e si separi il bianco dal rosso per bagno, quale rosso stillato sij per carta. Poi si deve distillare col foco più volte, & apparirà una negredine natante. Poi si reiteri a stillare fino alla verdoneceità, seu color verde chiaro, e sarà oro nel fattivo modo detto. Codesto lapis rosso volatizato sarà ottimo per ogni infermità, e sarà anco preservativo della gioventù, e per allungare la vita humana. L'argento e 'l stagno si devono preparare nell'istesso modo dell'oro e del rame, se d'essi volete il lapis bianco; e nel stagno [tale lapis] si proietti e nell'argento consimili. Da quel che si è detto si conclude che il spirito bianco & il rosso del cenabro minerale sia mestruo distillativo delli metalli sublimati. Terza ricetta, seu scala Filosofica, descritta per estensum con oscurità delli nomi dalla Turba Filosofica, da Arnaldo di Villanova nel 2° libro del suo Rosario e da Raimundo Lullo nel capitolo 6 De potestate divitiarum, e confirmato da Gebero nella sua Somma, il quale chiama la terra foliata in capitolis notus. Questa ricetta si fa dalla pietra ferregna, la quale è negra, boianca, lucente e rossa, ma sia cavato di fresco per possederne abondanza di spiriti e d'essa si fa il lapis filosofico di prima sfera per li metalli, mercurio e per ogni infermità, come de fatto si vede che dall'acciaro si fanno li remedij aperitivi e restrittivi, nelli quali si reduce la salute. In primis si tritura detta pietra con aceto stilato, & essendo negro l'aceto si decanta e filtra per tela, e dissecca. Poi da questa robba negra si deve cavare l'estratto negro per caldo fimo o bagno, ma si averta ch'essendo rosso non sarà buono per cavarne li spiriti, ma [piuttosto] l'oglio; poi si passi per tela o carta detto estratto negro. 3. Fate bollire suavemente pigliandovi le negredini natanti e conservando, e reiterate fino alla serenità dell'aceto o acqua stillata. 4. Essendo asciutte si putrefaccino per un mese e mezzo nel caldo fimo, poi [si proceda] separando la flemma per distillatione. 5. Distillarete il spirito bianco, e poi in altro recipiente si riceva l'oglio rosso. Il fuoco sia di fimo o bagno, o di cenere; e 'l fimo sarà megliore mentre si desidera il spirito crudo, o [in caso contrario] li distillarete col

fuoco violento, a mio parere. Adesso li Filosofi dissero: cavete ne unum elementum fit altero mistum, cioè che detto spirito bianco non s'unischi col rosso, o si separi etc.. Chi saprà il spirito di vitriolo e l'oglio di vitriolo saprà fare detti spirito & oglio ferreo. 6. L'uno e l'altro spirito distillateli 7 volte & humateli separatamente, e le fecce che restaranno nel fondo separateli, e 'l spirito passi per carta, e poi distillate finché da una distillatione all'altra ci bisogna l'humatione, & il pasare per carta. Perciò dissero li Filosofi: Qualis erit limpitudo acquae, erit limpitudo terrae, cioè della futura terra foliata. E perché cotesti spiriti debbono cocere col sale ferreo, come si dirà, acciò li lascino le loro sustanze, perciò a me non piace distillarli & humarli 7 volte, ma solamente la prima volta; altrimente poca o nulla sustanza li lasceranno per tante humationi e distillationi. Ma [tali spiriti] per mestrui distillatorij li lodo, & estrattorij. 7. Calcinate a foco di reverbero dette fecce e terra, perciò disse Aristotele: Ne vos terreat fortitudo ignis; disse anco lapis fit duabus aquis & terris. Poi cavatene il sale rosso col spirito bianco e, reiterando & unite tutti l'estratti. 8. Humate questo spirito unito col sale estratto nel caldo fimo, e, dopo 8 giorni, separatelo dalle fecce che si ritroveranno nel fondo del vase e buttate le fecce. E detto spirito col sale passatelo per carta e disseccate, e tante volte reiterate il dissolvere, humare, passare per carta e dissecare, finché possederete il sale bianco come cenere e migliore. 9. Volatilizate questo sale, & ogn'onza per volatilizarla ricercarà una, libra di spirito o più. Perciò disse Lullo: non dicitur sal prepara tus, nisi volatilizatus. Di nuovo dico che humare significa ponere il spirito nel fimo, acciò le fecci delli spiriti, dell'estratti etc. restino nel fondo del vase. 10. Il sale si dissolve con la magnesia a sufficienza, e non più, finché non si tocca sale ma acqua (e così s’intendono le future dissolutioni, quali si fanno nel mortale di vetro essendo tepida la magnesia) e per 40 giorni o più nel fimo caldo si dissecchi, & espressamente da Gebero e da altri si prohibisce il foco di bagno, etc., per esser il fimo caldo & humido, e conservativo dell'humido radicale. Poi si distilli per bagno l'humidità incoagulabile, e resti come mele, o denso come butiro. 11. Poi si reiteri per sei altre volte ad inbevere dissolvendo e seccando per ogni diece giorni. Poi, proiettandosi un'oncia sopra 250 di stagno o di piombo, farà frangibile, & ogni oncia di frangibile farà medecina per 250 altre oncie di stagno o di piombo. E se più volte si dissolvesse in caldo fimo, più facilmente haverebbe l'ingresso, e faranno argento o oro se fu[rono] rubefatto coll'oglio ferreo sudetto rosso, [come] disse il Re Kallide; & il Filosofo Aron si contenta di 4 dissolutioni e seccationi. Ma per fare cose magiori, Arnaldo di Villanova consulta che si facciano [tali dissolutioni] finché cinquanta parti di magnesia siano inbibite, e le sue parole sono le seguenti formali: Cum exhauserit quinquagesimam partem sui. Et all'ultimo si dissecca bene come marmo bianco, dicono alcuni, & altri dicono bianchissimo, e questo sale, adesso, si chiama terra foliata bianca, oro filosofico, argento filosofico, terra filosofica, calce filosofica, mercurio, solfo, mercurio esuberato, & have migliara di nomi: fermento, fermento di fermento, mercurio filosofico, solfo filosofico, Elezir, cioè composto di due corpi. Adesso li Filosofi dissero: Seminate argentum vel

aurum in terram nostram. Nel tempo della cottura dissero che appariva il caput corvi dopo molt'inbibitioni di magnesia. Adesso è il tempo di spartire la terra foliata bianca, cioè parte per componere e produrre il lapis bianco, e parte per produrre il lapis rosso con tingerla in colore rubicondo, inbibendo e disseccando. 13. Pigliate dunque la terra foliata bianca sudetta e dissolvetela con la magnesia bianca, & a parte dissolvete il fermento d'argento anco con la magnesia, & uniti disseccate per spatio di giorni 40 nel fimo caldo. Poi, a goccia a goccia, stillate distillate l'humidità incoagulabile, di modo che da una goccia all'altra s'interponghi il tempo di parole 60. Gebero comanda espressamente detto foco di fimo e non di bagno, acciò non si consumi l'humido radicale col foco di bagno. Del fermento deve essere la quarta parte meno, o la terza, & in più volte si può dare, e che si possa dare anco nel fine e dopo l'ucellatione, tutti lo dicono. 14. Pigliate questa terra fermentata e fatene più parti, e conservateli separate. 15. Pigliate una parte e dissolvetela con 6 parti di magnesia bianca, e sublimatela filosoficamente col foco di primo, secondo, terzo e quarto grado, e la magnesia distillarà e la terra sublimerà, la quale sarà come neve bianca, e conservatela. Questa neve è l'ucello d'Hermete. Quel che restarà nel fondo buttatela per esser terra inutile, e quel che restarà nelli lati resublimatela & unitela a detta neve, la quale si chiama ucello bianco d'Hermete. Geber nelli suoi libri, e S. Tomaso d'Aquino nelle lettere scritte a F. Rinaldo, dicono che quante più sublimationi filosofiche e seccationi con la terra foliata si faranno come si dirà, [e più] si produrrà lapis megliore. 16. Pigliate di terra oncie 8 & una quarta, d'ucello oncie 2 e 3 quarte, di magnesia 2 e di fermento argenteo una e meza, se la terra non fu fermentata. O di terra fermentata 2 oncie e 3 quarte, 2 di magnesia & una e meza di ucello bianco, unirete triturando bene essendo tiepida la magnesia in un mortaro di vetro. Poi, per 20 giorni disseccateli in caldo fimo & vase ferrato, poi separate l'humidità indissiccabile nel modo detto. 17. Di nuovo deventi neve o ucello etc. 18. Di nuovo disseccate detta neve con detta terra e magnesia, poi, poi fate l'altro ucello o neve, e poi di nuovo disseccate con la terra. Siché farete dette cose finché farà terra lucida com'occhi di pesce. Siché si conclude che sempre si deve conservare abondanza di terra per reiterare l'ucellationi e disseccationi etc.. E sia disseccatione che non fumi all'ultimo. 19. Di nuovo triturate e dissolvete detta terra lucente con la magnesia, e disseccate e reiterate finché habbia acquistato 2 pesi secchi di più che non fumi, e per vedere se fumerà dalli fuoco al terzo grado, e, sublimando qualche particella, di nuovo dissolvete e disseccate che più non sublimarà cos'alcuna, e restino li detti 2 pesi acquisiti e fissi. 20. Triturate, e fateli solo in caldo fimo dissolvere, poi uniteci il triplice peso dell'oglio mercuriale in detto calore, e stijno fino all'ingresso. Se detto lapis sarà rosso per parte delli due sudetti pesi, siano 3 restando tanto ben ficcato per fuoco di terzo grado che deventi polvere rossa, alla quale si dia l'ingresso nel modo sudetto.

E Lullo li dà l'ingresso dopo che s'è dissoluto nel modo sudetto con la metà d'oglio incerativo, e reitera finché habbia acquistato la metà di peso restando morbido come cera, acciò sia facile a fluire e penetrare, privandoli dell'humidità alquanto. Detta cera [sia] posta in lamina infocata d'argento, e penetrandola tutta senza fumo sarà ottimo lapis. Ma se fumerà soccorri coll'ingresso, unendoci più olio incerativo. Se non la penetra tutta, soccorri con la volatilità, fissatione & ingresso. Se malamente tingerà, se retinge e volatiza, e dà l’ingresso facile. Il solo ucello anco può devenire penetrante. Ogn'oglio di minera dà l'ingresso. Le terre foliate de li metalli imperfetti ricevono l'ingresso nel modo seguente. Si volatilizano suavemente per li lati del vase e non per l'alto, poi si triturano bene e si pongono in vase caldo a cenere, s'inbeveno, e disseccano a goccia a goccia con l'oglio incerativo, che resti come mele & al freddo come butiro per proiettarsi al metallo consimile. Ma detto butiro essendo bianco, si tritura e unisce con 5 d'oglio mercuriale, & essendo rosso con dieci, per un mese per bagno caldo cocendo, e poi si proietta. Le fermentationi e moltiplicationi si possono fare anco dopo che il lapis sarà penetrante. In ogni proiettione vi sia la cera, e si proietta o in tre parti di stagno, il quale deventando frangibile si proietta in quantità di stagno finché sarà buon oro, o argento, e bisognando cuppellare all'ultimo li cuppellarete. Altri proiettano in mercurio nel modo sudetto e coceno per un quarto d'hora. Altri detto mercurio frangibile lo redistillano, poi proiettano in magiore quantità di mercurio caldo, etc.. Ogni sale volatile di metallo può diventare terra foliata col proprio spirito & oglio, & alieni, e tirandosi in corpo farà oro o argento, o, una volta diventando ucello e poi disseccandosi, con la terra foliata può proiettarsi nelli metalli. Perciò sia come butiro per li metalli duri, e ben secco per il stagno e Saturno, & oglio o distillato per fissare il mercurio. Lapis mercuriale di Raimundo Lullo nel trattato de potestate divitiarum. Detto Raimundo unisce acquavita e mercurio nel caldo fimo per una settimana, e poi distilla il primo spirito, e reiterando questo modo con altr'acquavita suppone cavare l'altri elementi restando la sustanza negra del mercurio nel fondo. Ma perché è falso detto modo coll'acquavita, perciò pigliate la sustanza e l'oglio mercuriale detti nel Cap. 5 del quale oglio cavatene per bagno la flemma, poi l'aria, poi l'ignis, e redistillateli una volta. Poi detta sustanza calcinatela per 8 hore, poi tante volte inbevetela con detta flemma distillata e disseccate che deventi bianchissima, poi inbeveteli con dett'aria mercuriale e poi col dett'ignis mercuriale, che resti secca. La quale [sustanza] si deve dissolvere con 6 parti di flemma mercuriale distillata, e la volatizarete, poi la farete cocere con 4 parti d'aria di flemma, 2 d'ignis e 2 di sostanza volatilizata, finché sarà una massa lucente nel fondo, quale si dissolvi nel caldo fimo e si proietti, o aggiustare li pesi ad libitum.

Il moltiplico si dà con uno d'essi dissolvendo e disseccando col lume. Il fermento abbreviarebbe io credo la cottura, ma lui non ne parla. L'oglio mercuriale deve esser fatto senza corrosivi per dissolversi col sale mercuriale. Il lapis mercuriale d'Arnaldo di Villanova. Recipe il sale mercuriale d'oro detto nel Cap. 6 e per ogn'oncia di detto sale di vogliono 12 d'oglio mercuriale sudetto, e 4 per ogni oncia di sale mercuriale di mercurio del volgo se [tale mercurio] starà unito al detto sale aureo, e dissolvetelo e fateli cocere per giorni 50. E non essendo disseccati fate svaporare l'humidità, che da una goccia all'altra vi siano 60 momenti. Poi, per ogni mezo mese poneteci altr'oglio dissolvendo e disseccando e reiterando finché il sale pesarà 3 volte più. Il quale [sale] si deve dissolvere ed unire col terzo di fermento aureo dissoluto coll'oglio mercuriale, e per 15 giorni disseccare, o una parte per volta a poco a poco per molti giorni, & farà Terra foliata Mercuriale fermentata. Poi volatilizatelo coll'oglio mercuriale rosso e triturato nell'acqua vegetabile o nell'oglio mercuriale fatto senza corrosivi, o nell'oglio incerativo, & essendo diventato massa lucente, dissolvetelo nel fimo e proiettate, o rendetelo incoagulabile, o redistillatelo, acciò sia più efficace. Se in una volta non si volatizarà, reiterate con una parte di lapis e 6 di dett'oglio. Si potrebbe finire anco nel modo della detta scala, fissando l'ucello con la terra mercuriale. Se dopo volatilizato si redistillasse e si cocesse come sopra, sarà più perfetto. Il detto lapis si potrebbe a primo componere con pigliare una parte die detto sale, 4 d'oglio mercuriale & il terzo d'essi di fermento, e disseccarlo in vase oppilato con 3 palle di pezze per un anno o più. & il detto sale e fermento facilitano la disseccatione, & avertasi che coll'istess'oglio triturando si dissolvino, e la prima cottura sia di cenere col lume sotto per 4 mesi. Poi s’anderà augumentando. Il minio rubefatto per due mesi a fuoco di riverbero, o finché più non si tirerà in corpo, darà poi il sale fisso per l'opere d'ro, e per 3 settimane per [dare] l'argento. Intentio nostra est ut calces, vel sales metallorum recipiant ingressum: [dice] Gebero nel suo testamento, perciò gradite le seguenti Ricette, mentre li sali delli metalli sono l'ignee loro sustanze a pochissimi note. CAP. IX Delle Ricette del compendio della Chimica Filosofia e del compendio dell'Arte Magna del testamento e dell'elucidazione del testamento di Raimundo Lullo. Detto Raimundo ci consiglia a fuggire li mestrui corrosivi quanto più si potrà, mentre sono disseccativi dell'humido radicale delli metalli, con che si ritarderebbe l'ingressibilità del lapis. Ricetta I

Recipe li fermenti redistillati col suo mestruo, & essendo divisi a goccia a goccia, che da una distillatione all'altra s'interponghino 20 momenti per bagno, facetelo cocere col mestruo consimile in vase oppilato con 3 palle di tela per bagno, o a cenere calda, finché nel fondo restarà una massa la quale riceva l’ingresso essendo già decantato il mestruo. Et essa [massa] disseccata, e 'l modo dell'ingresso sia [poi] come si dirà. Il moltiplico si dia come si dirà. II. Recipe il sale volatilizato dell'oro o dell'argento e cocetelo col mestruo fino al segno sudetto, e finite dissolvendo, filtrando e disseccando la massa, finché restarà indissiccabile o date l'ingresso. Il mestruo per i fermento argenteo sia l'oglio mercuriale bianco, e per l'aureo fermento siano l'oglio di vitriolo Romano, acquavita ana e solimanto quant'essi due redistillati e recoobati 9 volte unitamente. Il moltiplico si dà sublimando un'oncia di dissoluto lapis inbibito in 7 di solimato, e tante volte sublimino che più non sublimeranno. Poi si proietti nel mercurio, o riceva l'ingresso bisognando, e poi proiettate. Et essendo penetrante multiplicarete con altro solimato nel detto modo, e potrete reiterare più volte. Si può anco moltiplicare cocendo un'oncia della prima massa con cento di mercurio, finché saranno disseccati a fuoco di cenere, l'istesso dico della seconda massa. III. Recipe l'oro o l'argento dissoluti, e per tre settimane fateli cocere coll'acquavita fina. Poi, essendo rimasta una massa & essendo l'acqua decantata, & essendo alquanto secca la massa, ponetela nel caldo fino a dissolvere, passatela per carta e disseccate e reiterate fino all'indissiccabilità, e proiettate, o sola redistillatela e proiettate etc.. IV. Recipe libre 4 di vitriolo Romano, 4 di salnitro & una d'alume seccato, & in tre recipienti distillate li primi e secondi spiriti, e buttateli, e li terzi conservate, Poi detti terzi poneteci 4 onze d'acquavita fina a freddo e vedrete bollire ponendoli a poco a poco. Essendo finito di bollire, redistillarete e recoobarete finché resti nel fondo una massa bianca, la quale triturata con un’oncia d'oro o argento in foglia, e per 22 giorni cotta suavemente, della quale una parte se ne proietti in cento di mercurio caldo essendo d'oro, & in 7 di mercurio se sarà d'argento; ma dubito dell'ingresso. Io farei dissolvere in caldo fimo detta massa e poi l'unirei con essi e disseccarei, e lodo più tosto li fermenti e l'oro e l'argento dissoluti che in foglia. Le seguenti quinte, seste, settime ricette sono dell'Elucidatione del suo Testamento. V. Recipe d'acquavita di 12 cotte libre 1, nella quale si ponghi un'oncia sublimata d'oro per cavarne la tintura, la quale, passata per carta si deve separare dall'acquavita per bagno e restarà secca. Poi si ponghi nel caldo fimo acciò si dissolvi e farà oro potabile, del quale una parte deve cocere

con cento di mercurio per 8 giorni, poi tiratelo in corpo. Si multiplica cocendo una parte dell'oro potabile con 7 di solimato per giorni sette, & essendo disseccati si proiettano in cento di mercurio. E se non volete proiettarli, tirateli in corpo. La moltiplicatione si può fare col detto solimato cotto coll'oro, e reiterare molte volte nel modo della prima moltiplicatione. VI. Recipe la tintura aurea o argentea fatta in qualsivoglia modo (ma senza mestruo corrosivo sarà più sicuro) cocetela con 12 parti di acquavita di 12 cotte per tre settimane e servitevi della massa che restarà. E Lullo dice extrahe materiam & tinge mercurium, hoc potes augumentare in infinitum; io dico cocetela fino al detto segno, e l'istesso fate dell'altre ricette. VII. Recipe la prima, seconda e terza tintura dell'oro & argento, quel che restarà sarà terra, la quale si calcini per 24 hore col fuoco di terzo grado, alla quale [terra] poi, ben triturata ci s'imbeva la prima coll'acquavita, e si dissecchi, e si reiteri finché sarà finita. L'istesso farete della seconda e terza, & essendo seccata ponetela in fimo a dissolvere e proiettate o dateli l'ingresso coll'oglio incerativo, cocendo fino all'ingresso, o distillate. Poi moltiplicate come sì è detto. VIII. Recipe dette tinture con detta terra aurea bianca senza calcinarla, e divedeteli in 2 vasi ritorti, che uno entri dentro l'altro unendoci ad ogni parte 6 d'acqua vegetabile, e fate cocere col fuoco, che circolino per giorni 20 o di più (ma io dubito di maggior tempo) [aggiungete] acqua finché restarà una massa per ogni vase, restando l'acqua serena fino al fondo, poi decantatela e asciuttate le masse, e fateli nel caldo fimo dissolvere. Poi per carta distillare e disseccare, e reiterarete fin'all'indissiccabilità, e Lullo dice che con 3 reiterationi sarà fatto. Ma avertasi che detta terra debbiasi primieramente triturare fino all'impalpabilità in mortale di vetro o di pietra per più hore o giorni. Il moltiplico si dia nel modo detto. IX. Recipe l'oro o argento ridotti in liquore indissiccabili, e fate circolare e finire come sopra. X. Recipe li fermenti e fateli cocere nell'acqua vegetabile, e finirete come l'ottava ricetta. XI. Recipe la terra foliata delli metalli inperfetti, fatela sublimare con la magnesia, poi o dateli l'ingresso o finite come sopra. La sublimatione sudetta sia per li lati del lambicco e non nell'alto, o sublimatela con altri spiriti.

XII. Recipe qualsivoglia sale, o d'urina o metallico, o di vitriolo, di verderame etc.. Rubificateli bene con magnesia rossa & oglio ferreo, poi 4 volte li redistillarete, o per un mese coceteli fino all'ingresso, poi proiettarete. Non vi scordate delle lunghe triturationi delli sali metallici e delle terre foliate per abbreviare. XIII. Inbevi e dissecca e reitera fino all'ingresso, cioè li fermenti coll'oglio mercuriale. XIV. Ogni sale metallico, ogni fermento, ogni terra foliata, ogni sale vegetabile & animale, disseccato con ogli metallici, ogni calce d'oro e d'argento che perse la prima, seconda e terza tintura, essendo volatilizato sarà lapis se [si] farà penetrante, qual si farà nel seguente modo. O dissolvendoli, filtrandoli e disseccandoli, e reiterando fino all'indissiccabilità. O essendo redistillati e poi separati dal mestruo si proiettino. O, prima di preoiettarsi, fateli diventare massa lucente cocendo nel pellicano col mestruo e modo più volte detto. La quale massa o riceva l'ingresso coll'oglio incerativo, o si ridistilli, separisi dal mestruo e si proietti etc., o si renda indissiccabile come sopra. Ogni lapis in acqua ridotto, come sopra, si proietti in cento di mercurio caldo, e, diventando frangibile si proietti in altro, o a primo si proietti in cinque etc.. Gebero per fissare il mercurio stima il sale del stagno più speditivo per la sua humidità fluibile, e [tale sale] si rubificarebbe coll'ogli rossi plumbei, ferrei etc.. Suppone che il ferro fuso con euforbio, arsenico, calce di tartaro e sale di cenere quercegna si proietti in tartaro dissoluto, e che si reiterino le fusioni e proiettioni, per finché solo si potrà fondere stimandolo argento. Ma ci vogliono 2 mantici uniti di ferraro. XV. Avertasi che ogni sale metallico detto e dicendo, prima di volatilizarsi migliorarebbe con la disseccatione perdendo l'humidità. Le dissolutioni si facilitano con le precedenti sublimationi delli metalli, le dissolutioni si facciano nel caldo fimo, o [nel] Sole, o coll'aceti 2 volte stillati, o coll'ogli mercuriali. Il sale volatile del stagno e del piombo si potrà dissolvere nel caldo fimo col solimato, e reiterare fin'all'indissecabilità, & filtrando etc.. XVI. Recipe 3 oncie di Giove sublimato col salnitro, sia volatile o no, sale di Giove per assicurarci e l'amalgamarete con 3 parti di mercurio, 3 di scorze incenerite d'ova & una di sale armoniaco preparato, poi separate sublimando alquanto, poi tiratelo in corpo con salnitro, sale armoniaco, sapone molle, borace seccato e bianchi d'ova. Il reduttivo delle calci o sali rossi, costa di tartaro rosso calcinato e rossa d'ova o suo oglio, e degli [sali] bianchi il bianco d'ova & alume e calce

bianca di tartaro. E s'averti che detta calce di tartaro prima s'infochi nel grigiolo e si refreddi dopo che sarà gonfiata, poi s’unischi con la calce metallica. XVII. D'Arnaldo nel suo testamento. Si purifichi il piombo fuso con ana di mercurio per descenzorio vase e fuoco 6 volte. Et essendo divisi, al detto piombo uniteci mezz'oncia d'oro calcinato col mercurio o [con] Luna. Detto piombo pesi una libra e sia fuso per ricevere l'oro, poi calcinateli a fuoco di riverbero per cavarne li sali, o per 3 settimane per l'argento o 8 per l'oro etc.. Poi imitarete la Scala Filosofica nel suo modo con li spiriti & ogli plumbei etc. o servitevene nel modo dell'altri sali. XVIII Recipe il solfo ferreo ben'infocato. Si fa refreddare poi 9 volte si redistilli o sublimi tutto, e si dissolvi in fimo, & in esi la Luna pù volte estinta si fisserà o restringerà, e si tingerà fundendola con 4 parti di rame, e poi cuppellando. L'istess'effetto si spera dalli spiriti 4 volte rettificati e recoobati del bianco sle cavato dall'or pimento brusciato o dalle scaglie d'or pimento, o or pimento di minera o solfo ferreo, o sale di vitriolo Romano per cementi. XIX. Recipe il Croco di ferro sublimato e cotto per 2 mesi coll'acqua regia & acquavita, col quale tingerete l'argento, o con la tintura cavata dal cenabro cotto a fuoco d'arena per spatio di 2 mesi. Gebero consulta cavarsi il bianco sale del piombo e del stagno calcinati coll'acquavita o col buono spirito d'urina sflemmata, e coll'aceto due volte stillato dall'altri metalli per l'oro, mentre l'aceto estrahe più profondamente. L'oglio d'oro o d'argento cotto per più anni finché resti come butirro è chiamato lapis. C'è chi si vanta che l'oro & argento uniti & amalgamati cotti per un mese col Marte dissoluto, restino parte a prove d'antimonio. Ricette della Pallade Chimica. Recipe li sali bianchi delli metalli inperfetti o delli vitrioli, o d'animali o d'urina o d'herbe, delli quali una libra s'inbevi con un'oncia di metallo perfetto distillato o dissoluto, o con le loro tinture dissolute coll'aceto stillato, e si dissecchi, e si reiterano dett'operationi finché pesarà libre cinque. Poi coceteli nel pellicano con li mestrui sudetti vegetabili, o celichi o mercuriali per finché dopo 40 giorni restarà la massa nel fondo, e 'l mestruo sereno da alto al basso. Poi dateli l'ingresso come si disse nella ricetta 14 etc., o nelli metalli consimili si proietti. Avertasi che prima di cocerli in detto pellicano, debbono volatilizarsi coll'espressione di fuoco senz'altro mestruo, acciò restino li sali e le tinture sublimino per cocerli in detto pellicano. Il sale d'animali o d'urina, e che habbia acquistato 4 pesi di più d'argento dissoluto, e stando già siccati, fateli disseccare per altri giorni dieci, poi

dateli l'ingresso. Recipe cocete un'oncia d'oglio aureo o argenteo con 8 di mercurio con cenere calda, pooi tirateli in corpo col detto reduttivo. Recipe il bianco sale volatilizato delli vitrioli cotto e rubefatto col suo oglio fisserà l'argento che resisterà all'antimonio, ma un'oncia si proietti sopra una libra. Recipe dalli sali bianchi cavati dall'or primento brusciato, dal sale del verderame, delli vitrioli e delle fecci del salnitro, sperasi per cemento la Luna fissa. Recipe il bianco sale del vitrioli per lunificare il Giove, o sia il bianco sale del verderame. Del resto non fatighi chi non sa, mentr'io non m'obbligo all'evittione. L'assicuro bensì che le cose del mondo consistono sotto tre generi, cioè animali, vegetabili e minerali. Li primi e secondi sono esclusi nella dettta mutatione, e delli terzi solamente le sustanze sono gradite essendo spiritualizate di più. Dunque, o non di sa detta mutatione, o dandosi dependerà da dette [sustanze]. Modo di fare le gioie perfette secondo il lapidario di Raimundo Lullo Detto Raimundo suppone che nelli sali metallici siano le virtù costrettive chiamati vasi magici e retinaculi della Magia Naturale fisica, per l'ignea virtù intrinseca. Perciò Gebero disse: Fissum fissat, cioè che li sali metallici seco coadunano li spiriti metallici mediante l'estrinseco fuoco somministratoli dall'Artefice, facendo restare con detti sali la sustanza di detti spiriti. Esso piglia la tintura dell'oro e dell'argento distillata, poi la conserva col suo mestruo per lo spatio di mezo mese nel caldo fimo e decanta, lasciando le fecce nel fondo del vase, e poi un'altra volta la distilla e fa come sopra. Poi, queste seconde fecce li tritura bene e l'unisce al distillato, e poi per un anno e più li conserva nel caldo fimo, sicché le dette prime fecce si buttano. Ma io sparagnerei d'aspettare tanto tempo, & operarei dopo un mese dividendolo dalle fecci, e [queste] restaranno nel fondo. Per fare li seguenti spiriti ci bisogna il giuditio d'un prattico Distillatore, sapendo [questi] preparare li metalli sublimando, triturando, separando, reiterando, attenuando, estrahendo etc.. Poi piglia il spirito o oglio mercuriale e con esso cava il spirito di piombo 2 volte distillandolo e separa le fecci prime e seconde colla carta straccia. Con questo spirito di piombo distilla il rame 3 volte conservando le seconde e terze fecci. Con questo spirito di rame dissolvi e distilla lo stagno 4 volte, e fa come sopra. Con questo spirito di stagno dissolvi e distilla 5 volte il ferro, facendo delle fecci come di sopra. Con questo spirito ferreo unito con la metà d'acquavita ci distilla l'oro. Sicché li pesi loro sono: d'oro un'oncia, cinque di spirito ferreo, e due e mezza d'acquavita fina; del ferro un'oncia e 4 di spirito di stagno, del stagno un'oncia e 3 di spirito di spirito di rame. Del rame e piombo alla sufficienza il peso sia della dissolutione, e vuole che, prima che lo spirito

ramegno distillarà per carta, si conservi in loco freddo per 24 hore. Eccovi dunque insegnati li mestrui distillatori delli metalli tanto desiderati dalli curiosi. Utrum da detti metalli o dalle loro minere debban detti spiriti cavarsi. Rispondo che Raimundo non parla di minere nel suo Lapidario, ma nomina oro, ferro, stagno, piombo, rame, delli quali anco intende il sale. Del resto, benché [tali sali] con più facilità s'ottenerebbero dalle minere per non essere [queste] tanto cotte quanto li metalli; in ogni modo io non voglio esserne Giudice. Di che colore debbano essere le sostanze metalliche seu sali, ne meno ne parla. Se li spiriti metallici debbon fra loro dividersi dopo fatti, nemmeno ne discorre. Li sali debbono volatilizarsi. Del spirito d'uno metallo se ne deve fare due parti, cioè parte serve per farne mestruo distillatorio, e l'altra si conserva, nella quale poneteci le seconde, terze etc. proprie fecci in vase ben sigillato in Bagnomaria per un anno. E l'acqua del bagno sia che arrivi alla misura dell'acqua di dentro, mentre in questo modo suppone Lullo che s'impregnino per communicarle al detto sale. Il sale io credo che l'estragga detto Raimundo dalle prime fecci metalliche, dopo la calcinatione fatta con fuoco di riverbero e con li propri spiriti distillatorij estrahendo. Il Carbuncolo lo compone col sale volatile d'oro e di spirito aureo. Il Diamante col sale volatile d'argento e spirito d'argento. Il Smeraldo col sale volatile d'argento e di spirito verde di rame alla sufficienza del colore verde. Il Balagine col sale volatile d'oro eguale al sale volatile d'argento, con li loro spiriti. La pietra Lavandina col sale volatile di ferro col spirito ferreo. Il Berillo col sale volatile di rame col spirito d'argento e di stagno. Delle loro virtù ne racconta molte meraviglie da lui sperimentate, e gli suppone megliori delle pietre pretiose naturali. Per la prattica consiglia a farsi il modolo di Cera con un pezzo d'Argento piano, e per li Diamanti triangulato alla similitudine delli Diamanti naturali, quali modoli si fanno dall'Orefici col suo coverchio anco di cera. La pasta delle Gioie si faccia come butiro per ponerla dentro il modolo, il quale, pigliandosi con due dita s'adatti dentro li Spiriti metallici di modo che il modolo stij natante per spatio d'un Credo e d'una Salve Regina, inebriandosi fra tanto di Spirito, e poi subito si levarà. Et unendosi lo Spirito assorbito ci s'aggiunghino le goccie anco di Spirito, coprendo subito il modulo con coverchio di Cera oppilando bene in torno. E dopo tre o più hore scoprirai, e lo trovarai come gomma molle lucente. Poi voltate il modulo levandone il fondo di Cera, & aggiungeteci le goccie sufficienti del Spirito & oppilate bene reponendoci il coverchio di cera, attorno attorno oppilando. Poi lo ponete per due giorni dirimpetto al Sole. S'è detto che si levi il fondo del modulo e che vi si ponghino le goccie del Spirito, che però avertasi che per il Carbonculo & per il Diamante si ponghi il modulo scoverto dentro il Spirito per giorni due, poi si copra col suo coverto di Cera e si ponghi al sole per due giorni. Quando s'inebriarà di Spirito Aureo il Sale d'oro, non vi sia coverto di cera

nel modulo. Se si dovessero per bagno disseccare non l'esprime, ma col fuoco commune l'accenna. Et io darei foco di reverbero all'ultimo, acciò si vetrificassero. Il lume perpetuo costa d'oglio ferreo col lucigno d'alume di piuma cavata di fresco, nel quale lucigno s'unisce il filo di lino unitamente torcendoli. Michele Sandevogio ci sonsulta che si fissi il stagno e'l piombo e non l'argento, perché è [già] fisso, ma non dice il modo, se con cementi o con farli perdere li solfi volatili con 2 mesi di foco di riverbero, come disse Gebero nel suo Testamento, o proiettandoci il lapis mercuriale fato con proprij mercurij, o il sale biancheggiato d'essi. E perché questo sale loro col semplice foco darà per distillatione un spirito aqueo, forsi poi le fecci proiettandosi li fisserà. Modo di dulcificare li metalli frangibili La frangibilità dipende dalle cose estranee al mercurio & al solfo, delli quali costano li metalli perfetti, e come estranei non s'uniscono per minima, facendosi l'unione per minima delli metalli della natura per via di fumi mercurialij e solfurij. La frangibilità indica terreità & estraneità. Per conoscere se l'oro o l'argento resistano al martello e se siano veramente dolci, infocateli bene, poi con un grosso martello, stando essi infocati, dateli un grosso colpo o due, e resistendo saranno dolci. Il dolcimento dell'oro si dia nel modo seguente. Essendo fuso, buttateci l'oglio di rossi d'ova e reiterate, bisognando, o dissolvete l'oro calcinato col sale armoniaco nel caldo fimo, poi passatelo per carta e tirate in corpo. Per li Metalli bianchi servitevi delli modi seguenti Si fondi il metallo frangibile quattro volte e si butti ogni volta nel mele o in sugo di cepolla o aceto, nelli quali sia il sal armoniaco. Oglio di lino con calce di tartaro e sal armoniaco. Grasso di Pecora, sal armoniaco, calce di tartaro e sterco di cane. Pece greca, tartaro calcinato, salcolla, assafetida & oglio. Mele e bianco d'ova per estinzione. Termentina e Salnitro. Scorza di Granati con pece greca. Sapone molle con calce di tartaro. Oglio e Salnitro per estintione. Mele con sale armoniaco per estintione. Arsenico. Euforbio, laudano, cera nova, assafetida e calce di tartaro. Euforbio, mele, oglio, sapone e grasso di porco. Oglio commune, oglio d'amandole dolci, sapone molle, ossicrotio e ieralogodion degli Spetiali. Per 5 hore stij fuso, e buttateci Salalchali , salnitro, calce di tartaro e sale decrepitato.

Sapone molle e calce di tartaro. Vi si proietti il salnitro, poi a goccia a goccia l'oglio di lino, poi nel mele freddo si proietti. 4 Oncie di calce di tartaro, 1 di salnitro, di calce vergine 1 e di sale decrepitato 2, le quali cose si dissolvino nel latte di capre, poi seccatele e sarà ottimo dolcimento. Dalli mezi minerali non sperate altro che metalli sofistici e tinture volatili etc.. Del resto se non sapete fatigare, servitevi di gento idonea e fedele, che non vi rubino. Una libra di Zingo fusa con un'oncia in circa [?] di luna sarà malleabile. L'Arsenico preparato nel cap. 4 e sublimato 8 volte col cremore di tartaro o dissoluto biancheggierà il rame a cuppella insegnatevi nel cap. 3. Fate dunque cotesta sublimatione finché più non sublimerà. & uniteci anco il Solimato o sale armoniaco. REDUTTIVO Salnitro, Salalchali, Borace dell'Orefici, sapone bianco e la calce delli ,metalli uniti e pistati, e fondi. Il Mercurio congelato con herbe si fissarà per 6 hore suavemente in mezzo al Chriscito di pane e sale commune, dando foco di fusione all'ultimo a vase ben lutato. IL FINE AGGIUNTA Le ricette di più facili riuscite sono li sali bianchi volatilizati sudetti metallici o di minera. O le terre foliate sudette volatilizate, poi cotte nel pellicano coll'ogli mercuriale o con l'acqua vegetabile, o con l'acqua celica, e restando la massa nel fondo del vase sudetto di vetro, poi si redistilli, si separi per bagno da chi distillò, poi si proietti e la più speditiva sarà la massa suddetta fatta col sale volatile del stagno. La prima tintura delle minere o del metallo calcinato per un mese redistillata e bianca è il spirito metallico, e la seconda o terza redistillata a segni che vada supernatando nell'acqua, è l'oglio. E si averti che l'oglio plumbeo sia la seconda o terza tintura redistillata fijn al detto segno del minio cotto nel fuoco reverberatorio per mesi due. L'istesso dico delle loppe ferree, Croco ferreo, pietre ferree, solfo ferreo etc. per fissare l'argento infocato, estinto in oglio ferreo. Et essendo sale ferreo lo fissarà per cemento stando unito coll'oro. Il moltiplico nelle terre foliate in quantità si dà dall'oglio mercuriale fatto senza corrosivi, solo o unito colli spiriti o ogli metallici, o fermenti etc.. Et il moltiplico in virtù si dà con le redistillationi d'ogni lapis o massa penetrante. Le perle piccole dissolute nel dett'oglio mercuriale o consimile, e divise e purificate coll'acqua stillata mediante le reiterate distillationi per sopra la pasta di perle, deventeranno grosse dentro la forma d'argento indorato.

ADDITIONE Nel lapis Mercuriale d'Arnaldo s'è fatto errore, perciò fatelo nel seguente modo. Pigliate la terra foliata mercuriale fermentata, la quale si disse in detto luogo, & trituratela bene & unitela con 6 parti più d'oglio mercuriale rosso; & dopo 8 giorni che sono stati uniti nel caldo fimo darete il quarto grado di fuoco, acciò si volatizi. E reiterate bisognando con altr'oglio, & essendo divisa dall'oglio trituratela assai bene unendo detta terra volatilizata coll'oglio mercuriale rosso consimile, & il peso dell'oglio sia duodecimo respettive al Mercurio aureo o metallico lunare & al fermento d'Oro, & quarto respettive all'oglio mercuriale o mercurio del volgo, con li quali si compose la terra sudetta. L’istesso peso deve avvertirsi essendo Lapis Mercuriale bianco fatto col Mercurio metallico & fermento d'argento. Essendo sale volatile delli metalli il peso dell'oglio sia libra 1 e del Sale onza 1. Essendo sale volatile del piombo p del stagno, per parte del dett'oglio, sostituire l'acqua regia & li detti pesi, & essa sia la distillatrice d'essi quando bisognerà. Essendo sali non volatilizati o terre foliate non volatilizate, ogn'onza vuole 2 libre d'oglio sudetto o d'acqua Regia respettive parlando. Dette cose nella cottura li vedrete dopo alcuni giorni tutte supernatare. & se non natassero tutte indica parvità di mestruo. Et dopo alcuni altri giorni nel fondo ritroverete ogni cosa ridotta in una massa restando sereno per tutto sotto & sopra il dett'oglio o acqua. Poi li decanterete dissecando bene bene la massa per fissare il stagno e 'l piombo, come [col] butiro per l'argento e rame, & redistillandoli coll'oglio rosso consimile al detto o con acqua regia se è massa gioviale o saturnina. Poi, separata per bagno o per caldo fimo la proiettarete per fissare il Mercurio. O fatela deventare come cera facile alla fusione senza fumo, & penetrando il mercurio con un poco di cera nova nella fusione. Et detta penetratione l'haverà mediante l'oglio incerativo o metallico, inbibendo, disseccando etc., come si disse [nel] foglio 45 & altrove. Et Lullo dice: se volete fare un Lapis certo & d'infallibile riuscita pigliarete detti sali volatilizati o la calce dell'oro o dell'argento che perse la terza tintura, & poi calcinata per hore 24 & 7 volte la redistillarete col dett'oglio. Poi la separerete come s'è detto per il bagno o fimo, & ogn'onza della detta robba redistillata unitela con libre 1 di dett'oglio & cocetela finché restarà una massa della quale servitevi nel modo che s’è detto, etc.. Il Lapis mercuriale di Lullo facetelo come sta scritto. Ogn'oglio metallico è incerativo, cioè che dà l'ingresso al Lapis seccato o non seccato triturandosi. L'oglio incerativo che dà l'ingresso è composto d'una parte d'oglio mercuriale rosso o bianco secondo il colore del Lapis o massa, & della metà d'oglio volatile di tartaro, & l'altra metà del spirito di minera o metallo simile al Lapis o massa. L'oglio incerativo per il Lapis, o massa mercuriale, è composto d'una parte d'oglio mercuriale rosso o bianco, con la metà dell'oglio volatile del tartaro. Ogni spirito di minera farà distillare il suo sale consimile

volatilizato & la sua terra foliata & farà mestruo estrattorio del suo sale. Et per fare detto spirito, oglio, sale, terra foliata, ucello d'Hermete etc. imitarete la scala filosofica, sì anco per prodursi il Lapis. Siché sei Lapis di minere & sei di metalli si possono fare imitando il modo della detta scala dopo cavatili spiriti, ogli & sali, benché per cavarli dalle minere potrete imitare li modi della scala. Il moltiplico di virtù si dà redistillando le terre foliate, le masse, li Lapis penetranti etc.. Il multiplico di quantità si dà coll'oglio mercuriale fatto senza corrosivi nelli Lapis mercuriali. Et esso oglio [sia] unito con spiriti metallici alli sudetti Lapis etc. & per rubefarli; detti spiriti & ogli s'uniscono all'ogli rossi metallici, & inbibendo & disseccando ottimissimamente all'ultimo. Mentre detti spiriti sono li mediatori delle tinture, dicono tutti li Filosofi. Li fermenti si possono dare alli sudetti in ogni tempo essendo dissoluti & disseccati bene all'ultimo etc.. L'Oro bianco si tinge con 4 di Rame fundendoli & poi cuppellandoli. Il solfo ferreo detto nel capitolo 4 e 'l suo mercurio si fanno nel suo vase separato dal vase dell'argento & rame che in detto luogo si disse. La Terra foliata d'ogni metallo o minera non è altra che una parte di sale volatile bianco d'uno d'essi tante volte inbibito & disseccato col suo spirito consimile, che, deventando ben seccato pesarà 3 o 4 volte più. La quale [terra foliata] si tingerà coll'oglio rosso come si disse, restando dissicatissima molto, & molto bene dissiccatissima nel fine. Il sale, o Lapis del stagno è il più facile all'ingresso. Sì anco l'opere dette delli sali, delli pesci, animali etc.. & loro carni & ossa brusciati. C'è opinione che il Lapis venereo fatto come quello della scala sia il Lapis di prima sfera. Altri dicono il Lapis Mercuriale detto d'Arnaldo. La prima tintura redistillata delli metalli, minere etc. è il spirito metallico. La seconda e terza tintura redistillata, finché sarà natante è l'oglio d'essi. Et dalle fecce & terre loro che restano calcinate 9 giorni a fuoco di reverbero si cavano li sali, se [tali sostanze] non sono vetrificate. L'albedine delli sali indica privatione d'inpurità. Le tre tinture private dall'Oro & Luna indicano privatione delle parti più fredde d'essi. Il minio 2 mesi calcinato a fuoco di reverbero darà bona tintura & meglio sale. In conclusione né animali, né vegetabili, né metalli si producono senza sustanza, la quale da altri è chiamata sale. Et perciò il Lapis conposto di solo oglio o spirito metallico, è di nulla o poca felice riuscita, & di lungo tempo per la parvità ignea. La quale igneità è la vera sustanza, come si disse nel principio del presente libro, [è] causa di dissecatione. La seconda conclusione è che Gebero disse: Mercurius quae sua sunt, recipit caetera respuit. Sicché il Lapis o altra medicina che deve fissare il Mercurio & li Metalli, deve partecipare di principij mercuriali, altrimente non seguirà associatione per minima & fissatione ferma resistente all'esame. Quanto più che una delle proprietà del Lapis è d'illustrare li Metalli convertiti in megliore stato, & disseccandoli & contenzandoli li pori, acciò non entri l'esame. Quale contensatione non seguirà introducendosi nelli Metalli & Mercuri cose a loro estranei, non essendo Mercuriali & pure etc. come si disse nel capitolo 2. Et il Mestruo Infernale già detto, el Spirito del sale della rugiada & anco

l'acque vegetabili & celiche, si possono sostituire all'ogli rossi o bianchi mercuriali o per l'operationi delle masse & per distillare etc.. Le loppe verdi o torchine legieri ferree donano ottimo oglio redistillandosi le loro seconde & terze tinture, e megliore sale biancheggiandosi. Capitolo dell'Infermità. Il male in canna seu scaranzia si sanarà con tre gargarismi di sugo di trifoglio vulgare quale nasce [da]per tutto. Il sale mercuriale dell'oro, l'oro putabile dati coll'adequati liquori per bocca, sanano & preservano da ogn'infirmità. Il sale volatile delli fegati animali pone la complessione in equilibrio. Il sale volatile bianco del Vitriolo romano leva l'interni dolori, li flati hipocontrici & della podagra. La radica della manus Christi data in polvere, quanto cape un quadrino col vino [per] tre matine sana il male caduco; l'istessa quantità data per bocca col brodo o vino di croco ferreo sopra il quale s'è ripassato 7 volte l'aceto stillato per distillatione, sanarà la dissenteria. O si dia col gileppo. L'istesso effetto farà il decotto o sugo dell'herba lisimachia. Dett'oro, o il sale volatile delli coralli, sanano la pazzia, ma non quella dell'Alchimisti. La pietra detta del Rospo, o la pietra Isciad preservano dall'arenelle, pietre & dolori ai fianchi portandosi toccando la carne. Et la pietra detta Umbilico di mare, quale è rossa con linee bianche, la quale suole vendersi un tornese dalli pescatori preserva portandosi dal dolore di capo. Dette pietre si vendono dall'orefici vilmente. Il cibo di fave cotte con acqua & aceto sana ogni flusso di ventre. La radica della scrofolaria portata nel collo sana la vozza della gola [e] sì anco le scrofele. Il vino del regulo d'antimonio 3 o 4 volte preso sana ogni travonciello o interno dolore di morbo gallico, purché non si bevi acqua per una settimana dopo preselo. Li cibi di farina di castagna dà vigore grande alli mariti deboli. Li sali volatili delle perle & smeraldo conservano bene il cuore, ma non essendo tali nulla giovano, perché non si digeriscono. La pietra torchina preserva dal danno delle cadute, & essa si spezzarà, Il Chrisanterio, gioia d'aureo colore, sanerà l'Etici & li Tisici portandola che tocchi la carne. La radice della scrofolaria che ha toccata li morroidi & posta nel fumo, si seccarà, seccando anco essi [morroidi]. Et la milza d'agnello toccandosi sopra la milza & poi posta nel fumo con schegge di canna, ambedue seccaranno per sinpatia. La Quartana si sanarà con 4 volte prima del rigore di 4 febri ungendosi coll'oglio d'artena la nuca e Spina delli reni caldo, & scergandosi bene & poi con panni caldi. Et la terzana prima del rigore sanarà aplicando alli puzi della mano & piante delli piedi aceto, sale in esso, piantagine triturata ligata, spesso bagnando. El sanque del lepore sanarà la puntura. Li decotti della fegatella dati in 4 diverse matine sana li fegatosi. La Menta s'usi nelle febri, e farà refreddare il sangue. Per febri maligne per mutatione d'aria si pigli un bicchiero di sugo di

sempreviva solo, e sarà meglio unito col sugo di ruta e polvere di contrherba. E nelli suoi dolori di capo s'applichi detta sempreviva. Per il male della goccia che fece perdere mezo lato s'usi il latte d'Asina negra. L'uso delli cibi di Vipera sana ogni mala salute. Radice di tasso barbasso colta nel plenilunio di Maggio tiene sopra le carni per l'asma. Al budello uscito sotto s'applica sugo di pane porcino. Al tremore di cuore e dolore di reni giova e sana l'uso del bere il vino rosso. Al furioso pazzo e fernetico se li tagli la pelle del capo, acciò esali il calore; poi s'applicano l'unguenti saldatorij. Per la tigna ponete nel capo le cantaridi che li farà uscire l'humori salzi,; poi applicateci il lauro cotto con il millefoglio. Le piaghe delli stomacali si sanano con l'impiastro di millefoglio cotto nel sevo. Al fuoco sacro s'applica fronde del tabacco, o grasso d'oca e butiro. Tumore malinconico si levarà con applicarci le fiche secche scotte in acqua & aceto. L'herba favaria applicata alle zizze multiplica il latte. Alle zizze impiagate, capitelli etc. [giova] l'impiastro di radiche di gigli pavonazzi scotti coll'oglio e con un poco di cera, e per sopra poi s'applica fronde di cauli; ma dette radiche sijno private della loro scorza. Li Mestrui per provocare, s'usino li cibi di bertonica e li fumi di Camomilla, o il Marrubbio nella pianta del piede La spoglia del serpe fa partorire senza dolore. Il flusso di mestruo si sana con li decotti di lisimachia. La dissenteria si sanarà con tenere nella pianta de' piedi l'herba Scorpionaria, [la quale] fa il fiore bianco simile al scorpione. L'Abrotano o li turzi di cauli magnati fanno partorire la creatura morta. Alla Matrice dislocata il fumo di Coccavalli. Per purgare la seconda dopo il parto s'applica l'artemisia sotto il molliculo e nella coscia, & essendo purgata subito si levi. Per non far abortire si beve un'ovo con incenzo, seta cruda e grana carmosina.

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